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LINAS KONTRIMAS
Ministero della Cultura della Repubblica di Lituania
Ambiti di ricerca: storia, comunicazione, filosofia.
MODELLO INTEGRATO DEL CAMBIAMENTO. LINEAMENTI I
NOTE INTRODUTTIVE
Spiegare i cambiamenti è un’attività interessante e rischiosa. Alcuni cambiamenti possono essere calcolati. È così, per esempio, che funzionano le leggi della matematica. Alcuni mutamenti possono essere previsti: per questo ci attraggono le lotterie e i vari miracoli. Ma il miracolo più grande è la nostra stessa vita. È difficile ricondurla a calcoli e previsioni. La meraviglia è ancora maggiore quando si comincia a pensare ai cambiamenti che riguardano non gli eventi di una sola persona, ma quelli di una generazione, di un’epoca, di un millennio.
In un momento simile la domanda più importante non è «perché». L’uomo contemporaneo deve capire che tutto si muove e cambia. Tanto più che già più di duemilacinquecento anni fa il saggio greco Eraclito proclamava: panta rei, tutto scorre. Il tempo è come un fiume, gli eventi precipitano in una corrente impetuosa e non si può entrare due volte nello stesso fiume.
E davvero, il limpido fiume del tempo del mondo muta e scorre incessantemente. Non vi si può entrare due volte; non vale nemmeno la pena di porsi un simile obiettivo. Ma il tempo, i pensieri, il pensare e le idee che si trovano nella nostra mente e nella nostra anima sono un fiume del tutto diverso. In questo fiume puoi guadare quanto vuoi, basta che tu ne abbia voglia e coraggio.
Perché ci vuole coraggio? Perché qui la domanda più importante è un’altra: come? Com’è possibile entrare e uscire a piacimento da questo fiume profondo, ma così seducente? E ancora: come cambia tutto? Come si intreccia tutto, si fonde, si interrompe, si ricongiunge, si trasforma, muore e riappare?
Evito consapevolmente di porre la domanda «chi cambia?». Proprio come è ovvia la risposta alla domanda «perché?» — perché tutto si muove —, è altrettanto chiara per me la risposta alla domanda su che cosa muova tutto: alcuni eventi si muovono per opera dell’uomo, altri per opera della natura, altri ancora per volontà di Dio. Spetta ormai a ciascuno decidere chi sia il motore principale nel proprio sistema di comprensione del mondo umano.
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LINAS KONTRIMAS
STORIA E LINGUA
Quasi tutto può essere racchiuso in tabelle cronologiche. Ogni azione ha la propria data. Ogni cosa ha un proprio inizio e una propria fine nel tempo. Nel corso della nostra vita osserviamo migliaia di inizi e di fini: esseri viventi ed entità inanimate arrivano, restano per un po’ e se ne vanno.
Inserire gli eventi in cronologie è un’attività imprescindibile della scienza storica. Necessaria e indispensabile. In generale, la scienza ha dato alla mente umana un certo grado di stabilità, ordine e una tranquilla consapevolezza. A volte persino eccessivo.
Perciò, quando scrivo che solo quasi tutto può essere disposto in un sistema scientifico, ordinato e cronologicamente strutturato, rivolgo il pensiero anche a ciò che a un sistema del genere resiste. Si tratta del pensiero stesso e, per il tema che sto affrontando ora, è importante anche un’altra parola essenziale: cambiamento, mutamento.
Possiamo dire: questa cosa si rompe in quel momento. Ma davvero? Non è forse vero che ciò che comprendiamo consapevolmente è soltanto la fine di un processo?
Lo stesso vale per i cambiamenti storici. Possiamo affermare che un evento è accaduto in un giorno preciso. Ma, cominciando a cercarne l’inizio, scopriamo che l’evento stesso non è che il momento finale di un processo o di più processi. E anche l’inizio di altri processi.
La parola tiene a bada questa disobbedienza dei fenomeni alle scansioni della storia. La lingua è un ponte materiale tra ciò che ancora non esiste e ciò che non esiste più. O forse, più precisamente, sarebbe meglio applicare alla lingua una metafora diversa da quella del ponte: è un luogo d’incontro.
TRE AFFERMAZIONI
Che cosa si incontra nella lingua?
La lingua permette di accumulare, codificare e decodificare informazioni sulle verità di fatto, sulle teorie e su noi stessi. In altre parole, ogni conoscenza, dopo essere passata attraverso il filtro interiore dell’individuo, crea, a partire da fatti concreti e/o astratti, teorie per comprendere e spiegare il mondo, se stessi e così via.
Alcune teorie sono affidabili, attraenti e universalmente riconosciute; altre possono rimanere molto locali ed estremamente soggettive: per esempio, il modello integrato del cambiamento che presento qui è una teorizzazione soggettiva su come si potrebbero spiegare i cambiamenti.
Così, le persone che parlano e la lingua vengono unite in un unico sistema di determinati fenomeni e circostanze. Per esempio, diciamo «Rinascimento», diciamo «era digitale», diciamo «cultura lituana». In realtà, dicendo così, diamo un nome a un determinato sistema, che possiede fatti e teorie che lo caratterizzano e gli sono propri, nonché persone che ne riconoscono la distinzione, la separatezza e l’unicità.
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Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
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Integruotas kaitos modelis. Meṅes I
Alcuni sistemi sono ormai storia, altri si stanno formando ora. Oppure vengono creati deliberatamente. Ciò può avvenire in modo naturale e positivo, ma un altro sistema può anche essere imposto brutalmente, con la forza.
Un esempio del primo caso può essere la nascita e la diffusione di comunità sociali virtuali. Il secondo caso è illustrato dagli eventi in Ucraina: si inventa una teoria inesistente della «Novorossija», si tagliano o si falsificano fatti, se ne creano altri a sua illustrazione e un simile costrutto viene lanciato nel mondo attraverso il linguaggio.
CAMBIAMENTO INEVITABILE
Il modello presentato di seguito illustra in modo minimalista un modello integrato del cambiamento. Nel mondo tutto è connesso. Le frecce rappresentano l’ambito del linguaggio. Per inciso, per linguaggio non intendo soltanto lettere e parole pronunciate. Anche i simboli, i segni e la musica sono per me linguaggio.