Go to originalLocalized version was produced by AI. It may contain inaccuracies.
Preparing document pages…
Page 1
Acta Linguistica Lithuanica 2025, vol. 93, pp. 1–32 Link ai contenuti / Link al sommario ISSN 2669-218X (online / elettronico)
LA RICEZIONE DEGLI INNI DI PILYPAS RUIGYS: DAL XVIII ALLA METÀ DEL XX SECOLO
La ricezione degli inni di Philipp Ruhig: dal 18th alla metà del 20th secolo
Dedicato al 350º anniversario della nascita di Pilypas Ruigys
BIRUTĖ TRIŠKAITĖ Istituto della lingua lituana E-mail: [email protected] ORCID ID: https://orcid.org/0000-0003-2286-4080 Ambiti di ricerca: la produzione scritta della Lituania prussiana nei secoli XVI–XVIII, la storia della lessicografia bilingue lituana e della lingua lituana scritta.
https://doi.org/10.35321/all93-09
ABSTRACT L’articolo è dedicato all’eredità innografica del pastore della Lituania prussiana Pilypas Ruigys (Philipp Ruhig, 1675–1749), uno degli autori più prolifici della produzione scritta lituana del XVIII secolo, più precisamente alla ricezione dei suoi inni nei libri ufficiali di inni ecclesiastici evangelici luterani della Lituania prussiana, dagli anni Trenta del XVIII secolo alla metà del XX secolo. Sulla base delle fonti primarie giunte fino ai nostri giorni, vengono analizzati sotto il profilo quantitativo e qualitativo gli inni tradotti e composti da Ruigys, pubblicati per la prima volta nel libro di inni di Jono Berentas Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Giesmũ-Knygos (Königsberg, 1732) e successivamente inclusi anche nelle raccolte più tarde. L’analisi comparativa dei libri ufficiali di inni evangelici luterani della Lituania prussiana ha rivelato che il numero degli inni di Ruigys nel libro ufficiale di inni ecclesiastici è cresciuto gradualmente: dai 9 testi pubblicati nelle prime edizioni del cosiddetto libro di inni di Kvantas-Berentas fino ai 12 testi stabilizzatisi nelle edizioni successive. La durevolezza di questi inni è attestata dal fatto che tutti essi divennero parte stabile del repertorio del libro ufficiale di inni lituano fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale, cioè fino all’ultima edizione di Pagerintos giesmių knygos (Klaipėda, 1936); inoltre, alcuni di essi furono ripresi nell’attuale libro di inni evangelico luterano Krikščioniškos giesmės (Vilnius, 2007). L’analisi ha inoltre dimostrato che, a partire dalla prima edizione, questi inni furono sottoposti a interventi redazionali più o meno consistenti. PAROLE CHIAVE: produzione scritta lituana del XVIII secolo, inni, Pilypas Ruigys (Philipp Ruhig), libro ufficiale di inni evangelici luterani della Lituania prussiana, libro di inni di Jono Berentas (Johann Behrendt) Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Giesmũ-Knygos (1732).
Questo articolo è dedicato all’eredità innodica di Philipp Ruhig (1675–1749), sacerdote della Lituania prussiana e una delle figure più prolifiche della letteratura lituana del XVIIIth secolo; più precisamente, è dedicato alla ricezione dei suoi inni nei libri ufficiali di inni ecclesiastici della Lituania prussiana a partire dal quarto decennio del XVIIIth secolo. Sulla base delle fonti primarie giunte fino a noi, gli inni tradotti e composti da Ruhig, pubblicati per la prima volta nel libro di inni di Johann Behrendt Iß naujo pèrweizdetos ir pagérintos Giesmû-Knygos [Libri di inni nuovamente riveduti e migliorati] (Königsberg, 1732) e inclusi nelle edizioni successive, sono analizzati sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Un’analisi comparativa dei libri di inni evangelici luterani della Lituania prussiana ha rivelato che il numero degli inni di Ruhig nel libro ufficiale di inni ecclesiastici crebbe gradualmente: dai 9 delle prime edizioni del cosiddetto libro di inni Quandt-Behrendt ai 12 delle edizioni successive. La persistenza di questi inni è attestata dal fatto che tutti divennero parte stabile del repertorio ufficiale del libro lituano di inni fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale, cioè fino all’ultima edizione di Pagerintos giesmių knygos [Libro di inni migliorato] (Klaipėda, 1936), e alcuni di essi furono inclusi nell’attuale libro di inni evangelico luterano Krikščioniškos giesmės [Inni cristiani] (Vilnius, 2007). L’analisi ha inoltre mostrato che, a partire dalla prima edizione, questi inni furono sottoposti a interventi editoriali di maggiore o minore entità.
PAROLE CHIAVE: scritti lituani del XVIIIth secolo, inni, Philipp Ruhig, Libro ufficiale di inni per i luterani evangelici della Lituania prussiana, libro di inni di Johann Behrendt Iß naujo pèrweizdetos ir pagérintos Giesmû-Knygos (1732) [Libri di inni nuovamente riveduti e migliorati, 1732].
INTRODUZIONE
Il sacerdote della Lituania prussiana Pilypas Ruigys (Philipp Ruhig, 1675–1749) fu uno degli autori più prolifici della produzione scritta lituana del XVIII secolo: non solo autore di opere originali di linguistica, che ebbero un’enorme influenza, ma anche traduttore dei più importanti testi religiosi. A tre secoli di distanza, Ruigys è oggi ricordato non soltanto come partecipante alla famosa polemica filologica sorta nella Lituania prussiana all’inizio del XVIII secolo, autore del trattato latino sulla lingua lituana Meletema (1735) e della sua versione tedesca Betrachtung der Littauischen Sprache in ihrem Ursprunge, Wesen und Eigenschaften (1745), compilatore del dizionario bilingue e bidirezionale Littauisch–Deutsches und Deutsch–Littauisches Lexicon (1747), ideatore della grammatica della lingua lituana Anfangsgründe einer Littauischen Grammatik (1747), ma anche come uno dei traduttori in lituano degli inni (1732), della Bibbia (1735) e del postillato di Christiano Langhanseno (1660–1727) (1750).
Dopo aver completato gli studi di teologia all’Università di Königsberg ed essere stato ordinato sacerdote nel 1708, Ruigys prestò servizio per oltre quarant’anni a Valtarkiemis (ted. Walterkehmen)1. Esponente della terza generazione del ceto ecclesiastico, intendendo il proprio dovere di pastore come educazione religiosa dei lituani, inoltre incoraggiato dalle riforme e dai cambiamenti culturali allora promossi dal re di Prussia Friedrich Wilhelm I (Friedrich Wilhelm I, 1688–1740, regnò 1713–1740) e indubbiamente riconoscendo i meriti di suo nonno, il sacerdote di Katniava (ted. Kattenau) Teofilis Šulcas (Theophil Schultz, 1629–1673) (cfr. fig. 1 e oltre), Ruigys si impegnò attivamente nel progetto di studi lituanistici del professore di teologia dell’Università di Königsberg, predicatore capo di corte e futuro sovrintendente generale della Prussia Johann Jacob Quandt (Johann Jacob Quandt,
¹ QPP IV 34r; Arnoldt 1777: 108; ZM V 1528.
2
Page 3
1686–1772), contribuendo così all’impetuosa fioritura della letteratura religiosa lituana nella Lituania prussiana del XVIII secolo.
Non è un caso che Ruigys sia uno degli autori della produzione scritta lituana la cui eredità lituanistica abbia attirato notevole attenzione da parte degli studiosi sotto diversi aspetti. Anche l’eredità innodica di Ruigys è stata studiata come parte integrante del libro ufficiale lituano di inni ecclesiastici evangelici luterani (1732)². Tuttavia, finora non sono state condotte ricerche specifiche dedicate alla ricezione dei suoi inni nei libri di inni successivi; perciò questo articolo porta in primo piano l’attività di Ruigys come traduttore e autore di inni e concentra l’attenzione sul funzionamento dei suoi inni nei libri di inni della Lituania prussiana fino a circa la metà del XX secolo, più precisamente fino al 1936, quando apparve l’ultimo libro di inni evangelico luterano precedente alla Seconda guerra mondiale, Pagerintos giesmių knygos.
Parlando della ricezione degli inni di Ruigys, occorre cominciare dal fatto che il numero esatto dei suoi inni pubblicati nei libri lituani di inni evangelici luterani non è del tutto chiaro. Gli storici della cultura prussiana e della produzione scritta lituana lo indicano in modo diverso. Così, alla fine del XVIII secolo, il sacerdote di Trempai Gotfrydas Ostermejeris (Gottfried Ostermeyer, 1716–1800), nella prima storia dei libri lituani di inni Erste Littauische Liedergeschichte (Königsberg, 1793), affermò che Ruigys «[g]iesmynui davė 12 giesmių, viena jų originali» («Zum Gefangbuch hat er 12 Lieder geliefert, von denen eins ein Originaltuck ist»³). Quasi un secolo e mezzo dopo, Ansas Bruožis indicò lo stesso numero di inni tradotti e composti da Ruigys: nello studio Mažosios Lietuvos buvusieji rašytojai ir žymesnieji lietuvių kalbos mylėtojai (1920) menzionò che «11 inni sono tradotti da Ruigys, inoltre[,] uno è stato composto da lui stesso»⁴. Probabilmente seguendo Ostermejeris, nei commenti al trattato di Ruigys Lietuvių kalbos kilmės, būdo ir savybių tyrinėjimas (1986), pubblicato da Vytautas Jurgutis e Valerija Vilnonytė, si menzionano anch’essi 12 inni, dei quali 11 sono traduzioni e uno originale⁵. Vaclovas Biržiška, invece, nell’Aleksandrynas (¹1963, ²1990), non solo indicò il numero degli inni di Ruigys, ma menzionò persino l’edizione concreta del libro di inni nella quale, a suo parere, essi sarebbero comparsi tutti: «per il nuovo libro di inni Quandt-Behrendt del 1732 fornì 12 inni, dei quali ne scrisse uno originale e tradusse tutti gli altri»⁶. D’altra parte, nella monografia di Guido Michelini sulla storia dei libri di inni della Lituania prussiana Jono Berento Įpna ujo pėrweizdėtos ir pagerintos Giesmũ Knygos. Mörlino traktato pritaikymas poezijoje (2010), sono confrontati con gli originali tedeschi 9 inni di Ruigys⁷, il che sembra presupporre una quantità del tutto diversa. I dati provenienti dalle opere dedicate alla storiografia della produzione scritta lituana avrebbero dovuto confluire nelle pubblicazioni informative. Tuttavia, il numero degli inni di Ruigys qui menzionato differisce leggermente: Mažosios Lietuvos
² Per i libri di inni della Lituania prussiana si veda più ampiamente Michelini 2009, in particolare 97–131; 2010. Per il rapporto degli inni di Pilypas Ruigys pubblicati nella prima edizione del cosiddetto libro di inni Quandt-Behrendt con gli originali tedeschi, si veda Michelini 2010: 162–175.
³ Osterme yer 1793: 259–260; Ostermejeris 1996: 421.
⁴ [Bruožis] 1920: 27.
⁵ Ruigys 1986: 414.
⁶ BrŽA II 21.
⁷ Cfr. Michelini 2010: 162–175.
3
Page 4
nell’enciclopedia (2009)⁸, nella voce dell’Enciclopedia della Lituania Minore (2015)⁹ e nell’Enciclopedia universale lituana (2011)¹⁰ sono indicate 11 giesmi di Ruigys.
L’obiettivo di questo articolo è valutare, sulla base delle fonti primarie, il contributo di Ruigys al repertorio della raccolta di giesmi Iß naujo pérweizdetos ir pagérintos Giesmû-Knygos (Königsberg, ¹1732), preparata dal vescovo di Insterburg Jonas Berentas (Johann Behrendt, 1667–1737), ossia del cosiddetto innario Kvantas-Berentas, e discutere la ricezione delle giesmi di Ruigys nelle successive redazioni e pubblicazioni dell’innario ecclesiastico ufficiale evangelico luterano fino alla metà del XX secolo, concentrando l’attenzione su due aspetti: 1) quante ne furono pubblicate; 2) quale fu la natura dei loro interventi redazionali¹¹. L’analisi è condotta mediante i metodi storico-comparativo e analitico-descrittivo.
1. LE TESTIMONIANZE DI RUIGYS E DEI CONTEMPORANEI SULLA SUA ATTIVITÀ LITUANISTICA (GIESMI)
Ḱvantas, che nella schiera dei pastori della Prussia Lituania da lui riunita per la redazione degli scritti religiosi lituani collaborò con Ruigys, nel suo articolo della presbiterologia manoscritta Preußische Presbyterologie (fino al 1772) dedicato al pastore di Valtarkiemis Ruigys, oltre alle principali informazioni biografiche, menzionò soltanto il suo trattato teologico sugli idoli antichi, apparso nel 1705, e un’unica opera di carattere lituanistico, un trattato sulla lingua lituana; tuttavia non dedicò neppure una parola né alle giesmi né agli altri testi religiosi, nemmeno alla traduzione della Bibbia (cfr. fig. 1):
1708. Philipp Ruhig. «Reg. Pr uffus. →» 'Cattenau–Prufus. ‖ fu ordinato nel 1708 ♀ dopo il 20° giorno di Trinità 3u Schloß ‖ da D[.] Deutſchen. Nacque a Cattenau nel 1675, il 31 marzo. Fu introdotto qui nel 1708, la D[omi]n[ic a[m] 24. p. Trin. ‖ Ha disputato sotto la presidenza di P[rae]ſide D[.] Wegner de Scr[iptur]ae S. ‖ nel 1703; inoltre nel 1705 pubblicò un trattato sugli idoli, de idolo omni u[m] ‖ primo 4°, nonché Lingua Lituanica. ‖ I suoi antenati provenivano dalla Sassonia; lì il suo bisnonno George Ruhig fu borgomastro ‖ di Liebenwerda, mentre suo figlio Paul Ruhig fu ingegnere e capitano presso le fortificazioni di Memel. ‖ «Un figlio, Philipp Ruhig Paft., e nipote per parte di madre di Theophili Schulzen, ‖ entrambi pastori a Kattenau, † 1749. ‖ 5 aprile. ‖ ſepult[us] ‖ [?]7 aprile.¹²»
⁸ Cfr.: «Contribuì molto alla preparazione della Bibbia del 1735 e dell’innario Kvantas–Behrendt del 1732 (in esso furono stampate 11 giesmi composte e tradotte da R[uigys])» (MLE IV 143).
⁹ MLEŽ 496. Nelle versioni inglese (2014) e tedesca (2018) di questo repertorio sono ugualmente menzionate 11 giesmi di Ruigys (MLEŽa 561; MLEŽv 612).
¹⁰ Cfr.: «contribuì molto alla preparazione della Bibbia (1735) e dell’innario di J. J. Quandt e J. Behrend (1732; in esso furono stampate 11 giesmi [composte e tradotte da Ruigys])» (VLE XX 412).
¹¹ Sotto il profilo quantitativo sono già state analizzate le giesmi di Petro Gotlybas Milk aus (Peter Gottlieb Mielcke, 1695–1753), pastore di Jurbarkas (ted. Georgenburg), e in seguito di Mielkiemis (ted. Mehlkehmen), collaboratore di Pilypas Ruigys nella redazione degli scritti lituani, nonché la loro ricezione negli innari della prima metà del XVIII–XX secolo (cfr. Triškaitė 2021: 98–116).
¹² QPP IV 34r. Nella citazione del manoscritto di Kvantas la freccia → indica ciò verso cui è stata effettuata la correzione. I segni ¬ ¬ distinguono le parole o frasi inserite successivamente (sopra la riga, a margine o nella seconda colonna vuota della pagina). Nel manoscritto scritto in caratteri gotici, i frammenti di testo latino (parole o parti di esse) presenti sono riportati in corsivo nella citazione. Più diffusamente
4
Page 5
Figura 1. QPP IV 34r: Kvantas sul pastore di Valtarkiemis Ruigys nell’opera manoscritta Preußische Presbyterologie; GStA PK: XX. HA Hist. StA Königsberg, Hs, Nr. 2, Bd. 4
1708. Pilypas Ruigys, prussiano di Katniava. Ordinato dal dott. Deutsch nel 1708, il venerdì dopo la ventesima domenica dopo la Santissima Trinità, nella chiesa del Castello. Nacque a Katniava il 31 marzo 1675. Qui fu insediato nel 1708, la ventiquattresima domenica dopo la Santissima Trinità. Sotto la guida del dott. Wegner, nel 1703 disputò sul tema della Sacra Scrittura; inoltre, nel 1705 pubblicò un trattato sugli antichi idoli, in formato 4°, nonché sulla lingua lituana13. I suoi antenati provenivano da Meissen: lì suo nonno Jurgis Ruigys era borgomastro di Liebenwerda, mentre il figlio di questi, Povilas Ruigys, era ingegnere e capitano dei corrieri a Klaipėda. Il figlio del pastore Pilypas Ruigys e, da parte materna, nipote di Teofilis Šulcas, entrambi esercitarono il ministero pastorale a Katniava14. Morì il 5 aprile 174915, fu sepolto il [?]7 aprile.
L’autore dell’altra presbyterologia prussiana Kurzgefaßte Historische Nachrichten von allen im Königreiche Preußen befindlichen Kirchen und Predigern bei denselben (1757), Friedrich Pastenacius (1718–1770), si limitò a menzionare che Ruigys, oltre ad altre opere religiose e linguistiche, aveva tradotto alcune inni, senza tuttavia indicarne il numero preciso:
Era un lituano assai esperto e lavorò assiduamente alla traduzione dell’Antico e del Nuovo Testamento, pubblicata nel 1733. Le prime undici prediche della =Postilla16 di M. Langhansen sui Vangeli furono tradotte da lui, così come alcuni inni. <…>
Su quest’opera manoscritta di Quandt, considerata scomparsa dai ricercatori lituani dopo la Seconda guerra mondiale e recentemente rientrata nella circolazione scientifica, importante fonte per le biografie degli autori della produzione scritta lituana, si veda Triškaitė 2018: 125–176.
13 Quandt, menzionando il trattato «de Lingva Lituanica» (QPP IV 34r), aveva probabilmente in mente l’opera linguistica di Ruigys, che in un primo momento, ancora prima del 1708, era stata scritta in latino; in seguito fu corretta e nel 1735, con il titolo Meletema, inviata in Inghilterra al conterraneo Dovydas Vilkas (David Wilke, Wilkins, 1685–1745), residente a Londra, affinché fosse pubblicata là; tuttavia fu stampata a Königsberg nel 1745 in tedesco con il titolo Betrachtung der Littauischen Sprache in ihrem Ursprunge, Wesen und Eigenschaften (cfr. Zinkevičius 2008: 164–165).
14 Per la traduzione del frammento della citazione, cfr. Blažienė 2020: 27.
15 In altre fonti si indica che Ruigys morì il 6 aprile 1749 (cfr. Pastenaci 1757: 109; Arnoldt 1777: 108; BržA II 20; ZM V 1528).
16 La parte della parola composta riportata tra parentesi quadre [] fu aggiunta a mano nel margine della pubblicazione.
5
Page 6
Nel 1745 pubblicò uno studio critico sulla lingua lituana e nel 1747 diede alle stampe un lessico lituano=-tedesco e tedesco=lituano, che è il primo stampato in Prussia. Suo figlio Paul Friedrich Ruhig, che allora era insegnante del Seminarii lituano a Königsberg, pubblicò nello stesso anno anche una grammatica lituana, che suo padre revisionò e migliorò¹⁷
Era un lituano autentico e tradusse con zelo l’Antico e il Nuovo Testamento, che apparve nel 1733.¹⁸ Tradusse i primi undici sermoni sul Vangelo dalla Postilla per bambini del magistro Langhansen, nonché alcuni inni. <...> Nel 1745 pubblicò uno studio critico sulla lingua lituana e nel 1747 un dizionario lituano-tedesco e tedesco-lituano, il primo dizionario stampato in Prussia. Suo figlio Povilas Frydrichas Ruigys, allora insegnante del Seminario di lingua lituana a Königsberg, pubblicò proprio nello stesso anno anche una grammatica della lingua lituana, che suo padre revisionò e migliorò.
Lo stesso Ruigys ha accennato ai propri inni, così come alla traduzione di altri testi religiosi – la Bibbia e la postilla di Langhansen Kinder-Postille – nelle prefazioni di due opere linguistiche: nel trattato Betrachtung der Littauischen Sprache in ihrem Ursprunge, Wesen und Eigenschaften (Königsberg, 1745) e nel dizionario bilingue e bidirezionale Littauisch–Deutsches und Deutsch–Littauisches Lexicon (Königsberg, 1747). Nella prefazione del dizionario Ruigys affermava:
Nel 1723 fui convocato, insieme ad altri Confratribus, per la traduzione del Nuovo e, in seguito, dell’Antico Testamento. Quando tale lavoro fu terminato nell’anno 1733 e ebbi anche inviato alcuni inni e i primi undici sermoni del signor M. Langhansen, cominciai a redigere questo dizionario¹⁹.
Nel 1723 fui incaricato, insieme ad altri confratelli, della traduzione del Nuovo Testamento e poi anche dell’Antico. Quando questo lavoro fu terminato nel 1733 e avevo già inviato alcuni inni e i primi undici sermoni del signor [magistro] Langhansen, cominciai a redigere questo dizionario²⁰.
Ecco invece ciò che Ruigys scrisse nella prefazione del trattato:
<...> per grazia di DIO venne alla luce la nuova traduzione della Bibbia e degli inni, e fu affidata anche a me²¹.
¹⁷ Pastenaci 1757: 108–109. ¹⁸ Si noti che in realtà la traduzione dell’Antico Testamento fu completata nel 1733, mentre il Nuovo Testamento era già stato pubblicato nel 1727 e l’intera Bibbia lituana fu stampata nel 1735. ¹⁹ Ruhig 1744–05–11: [4r]. ²⁰ Ruigys 1986: 384. ²¹ Ruhig 1745: 4.
6
Page 7
<...> per la grazia di [D]io è giunto il momento di tradurre nuovamente la Bibbia e gli inni, e questo compito fu affidato anche a me²².
Come si vede, nelle prefazioni alle sue opere Ruigys menziona di aver contribuito alla preparazione delle traduzioni di testi religiosi appartenenti a tre generi: la Bibbia (sia il Nuovo sia l’Antico Testamento), i sermoni e gli inni. Le formulazioni di Ruigys fanno supporre che egli avesse intrapreso queste attività su incarico delle autorità ecclesiastiche (probabilmente invitato da Quandt o da Behrendt). Nelle prefazioni né al dizionario né al trattato Ruigys rivelò il numero dei suoi inni. Nella storiografia della produzione scritta lituana, come già menzionato, la loro quantità è indicata in modo leggermente variabile (si veda l’Introduzione). È dunque importante chiarire, nel seguito, che cosa attestino le fonti primarie, cioè le edizioni e redazioni dell’innario ufficiale ecclesiastico evangelico luterano della Prussia-Lituania giunte fino ai nostri giorni.
2. QUANTI INNI DI RUIGYS FURONO PUBBLICATI NELL’INNARIO UFFICIALE ECCLESIASTICO EVANGELICO LUTERANO DELLA PRUSSIA-LITUANIA?
2.1. Gli inni di Ruigys furono pubblicati per la prima volta nel 1732, nella prima edizione dell’innario ufficiale ecclesiastico evangelico luterano rinnovato, preparato dal vescovo di Įsrutis Behrendt, Jß naujo pèrweizdetos ir pagérintos Giesmū–Knygos, pubblicata a Königsberg, presso la tipografia di Johanno Friedrich Reusnner (si veda la Fig. 2)²³. Questa e le edizioni successive apparvero sotto la supervisione del già menzionato professore di teologia dell’Università di Königsberg e primo predicatore di corte Quandt. Si tratta del cosiddetto innario Quandt–Behrendt. La base di questa nuova raccolta di inni fu la terza edizione dell’innario di Daniel Klein (1609–1666), Naujos Giesmių Knygos (Königsberg, 1666), pubblicata con il titolo Naujos pagérintos Giesmiū–Knygos (Königsberg, 1705) e preparata da Friedrich Sigismund Schuster (1671–1750)²⁴. Il cosiddetto innario Quandt–Behrendt apparve altre cinque volte: ²1735, ³1738, ⁴1740, ⁵1745, ⁶1748.
Questo innario proseguiva sostanzialmente la tradizione, già presente negli innari precedenti, di indicare gli autori degli inni; tuttavia, in esso i traduttori o autori dei nuovi testi, a differenza dei loro predecessori vissuti nei secoli precedenti, sono indicati non con i cognomi, ma con criptònimi. La ragione di tale distinzione fu spiegata dallo stesso Quandt nella prefazione in tedesco all’innario: affinché i nomi degli autori e dei traduttori di inni defunti non fossero dimenticati e affinché i viventi non fossero tentati dall’orgoglio²⁵.
²² Ruigys 1986: 108.
²³ Attualmente è noto un solo esemplare della prima edizione (1732) di questo innario, conservato presso la Biblioteca statale del patrimonio culturale prussiano di Berlino (in tedesco Staatsbibliothek zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz; SBB PK: En 9820) (si vedano Kaunas 1986: 269; LBP 18, n. 135).
²⁴ LB I 45, n. 135. Per ulteriori informazioni su questo innario, si vedano Michelini 2009: 97–131; 2010.
²⁵ L’unico esemplare oggi noto della prima edizione (si veda la nota 23) è privo di qualsiasi prefazione. La più antica prefazione di Quandt è nota dalla seconda edizione; si veda Quandt 1735–12–01: [VII–VIII].
7
Page 8
Figura 2. G1732: frontespizio; SBB PK: En 9820
Sia nella prima sia nelle edizioni successive, gli inni di Ruigys erano contrassegnati dal criptònimo «P. R. P. W.», cioè lat. P[hilippus] R[uhigius], P[astor] W[alterkemensis] (lit. Pilypas Ruigys, pastore di Valtarkiemis) (cfr. figg. 3, 4), perciò è facile identificarli. Da questi criptònimi risulta che nell’edizione del 1732 furono pubblicati complessivamente 9 inni di Ruigys. Va ricordato che la prima edizione del cosiddetto innario di Quandt-Behrendt era composta dalla parte principale (G1732 1–358, nn. 1–301) e dall’appendice «APPENDIX arba Kittos naujos Giesmės ßwėžey pridėtos» (G1732 359–408, nn. 302–335). Gli inni di Ruigys si trovano in entrambe le parti dell’innario. Nella parte principale si trovano sei suoi inni²⁶:
1) «Dabar su angelu pulkų»²⁷ (G1732 8–9, n. 10),
2) «Jėzus miels atėjo» (G1732 13–14, n. 14),
²⁶ Qui e di seguito sono elencati nell’ordine in cui sono disposti in questa edizione dell’innario.
²⁷ Nei diversi innari l’ortografia dei titoli degli inni di Ruigys (che coincidevano con il primo verso dell’inno) variava alquanto; pertanto qui e di seguito essi sono riportati secondo l’ortografia attuale. Quando viene citata una specifica edizione dell’innario, si mantiene l’ortografia autentica.
8
Page 9
Figura 3. G1732 199: frammento dell’inno di Johanno Franck tradotto da Ruigys, «Jesu, meine Freude» («Jėzau, džiaugsmas mano»); SBB PK: En 9820
3) «Jėzau, mano džiaugsmas»28 (G1732 199–200, n. 182) (cfr. fig. 3), 4) «Nesitūžyk taip, širdele» (G1732 204–206, n. 186), 5) «Ak, kaip galim svietą šį mylėti» (G1732 343–344, n. 292), 6) «Ak, gražus dangau» (G1732 356–357, n. 300). Nell’appendice furono inseriti altri tre inni di Ruigys: 7) «Jėzus, mano mielasis» (G1732 375–376, n. 314), 8) «Ką galiu aš, griešnas, veikti» (G1732 381–382, n. 318), 9) «Dangaus saulelė mieliausi[a]» (G1732 401–403, n. 330).
Con questi testi di Ruigys il repertorio dell’innario ufficiale si arricchì, ampliando diversi gruppi tematici di inni. Le prime due composizioni della parte principale confluirono nella sezione «Canti di Natale
28 Nelle edizioni successive (al più tardi a partire dalla quinta edizione, apparsa nel 1745) l’inizio di questo inno fu modificato in «Jėzau, džiaugsmas mano» (per maggiori dettagli, cfr. il cap. 4).
9
Page 10
«inni canti sulla nascita di Cristo», mentre altri due appartengono alla sezione «Canti di consolazione», e i restanti due, rispettivamente, alle sezioni «Canti sul giorno del giudizio e sulla resurrezione» e «Canti sulla gioia eterna del cielo». I canti pubblicati nell’appendice appartengono ai tre seguenti gruppi tematici: «A Pasqua», «Canti sulla confessione dei peccati», «Al momento della sera».
Pertanto, i dati della fonte primaria impongono di correggere sia l’affermazione di Biržiška citata nell’Introduzione, secondo cui Ruigys «nel 1732 fornì 12 canti per il nuovo innario di Quandt–Behrendt»29, sia le informazioni riportate nelle enciclopedie.
Va ricordato che, oltre a Ruigys, contribuirono allo sviluppo del repertorio di questo innario ufficiale il suo stesso curatore, Behrendt, e diversi altri ecclesiastici della Lithuania prussiana: l’allora pastore di Jurbarkas Petras Gotlybas Milkus, collaboratore particolarmente attivo di Quandt e Behrendt, e suo cognato, il pastore di Papelkiai Adomas Frydrichas Šimelpenigis (Adam Friedrich Schimmelpfennig, 1699–1763), nonché il pastore di Želva Kristijonas Štimeris (Christian Stimer, Stimehr, 1676–1750), il pastore di Klaipėda Abraomas Dovydas Liuneburgas (Abraham David Lüneburg, 1670–1743) e il pastore di Rusnė Jonas Jokūbas Šperberis (Johann Jacob Sperber, 1679–1741). Dai crittonimi riportati in G1732 risulta che nella prima edizione Milkus pubblicò 19 canti, Behrendt 18, Šimelpenigis 15, Štimeris 4, mentre Liuneburgas e Šperberis uno ciascuno. Inoltre, in G1732 furono inclusi 8 canti di pastori allora già deceduti: quelli del pastore di Katyčiai Jonas Andrius Cezaris (Johannes Andreas Caesar, ~1650–1710) e del pastore di Pilupėnai Kristupas Polis (Christoph Poll,?–1693), 3 ciascuno, e quelli del pastore di Narkyčiai Frydrichas Kristupas Rabė (Friedrich Christoph Rabe, 1669–1720), 2. Nella prima edizione furono pubblicati complessivamente 335 canti (cfr. G1732), dei quali, secondo Michelini, circa otto decine erano testi nuovi30. Sotto il profilo quantitativo, il contributo di Ruigys (9 canti) nell’edizione del 1732 non fu né il maggiore né il minore: nel contesto dei canti nuovi, i suoi testi costituiscono circa il 12%, mentre rispetto all’intero innario il 2,7%.
Fino alla morte di Ruigys (avvenuta il 6 aprile 1749, all’età di 74 anni), nelle edizioni dell’innario ufficiale furono pubblicati ancora alcuni suoi canti (cfr. oltre).
2.2. Appena tre anni dopo la comparsa della prima edizione, nel 1735 fu stampata a Königsberg la seconda edizione31. Questa edizione fu ampliata con 26 nuovi canti, forniti da due pastori della Lithuania prussiana: Fabijonas Ulrichas Glazeris (Fabian Ulrich Glaser, 1688–1747), che pubblicò per la prima volta nell’innario ufficiale 18 canti, e il già menzionato Šimelpenigis, che fornì altri 8 nuovi testi tradotti. Nel frattempo, il numero dei canti di Ruigys rimase invariato: vi furono pubblicati gli stessi 9 canti già pubblicati nel 1732 (cfr. tabella 1 e fig. 4). L’unica differenza consiste nel fatto che i tre canti che nella prima edizione erano stati inseriti nell’appendice «APPENDIX arba Kittos naujos Giesmės βwžėzey pridėtos», nella seconda furono già integrati nella parte principale dell’innario,
29 BržA II 21.
30 Michelini 2009: 104; cfr. inoltre i testi più recenti dell’edizione del 1732, pubblicati con gli originali tedeschi e i commenti: Michelini 2010: 67–209.
31 Attualmente, l’unico esemplare noto della seconda edizione (1735) è conservato presso la Biblioteca nazionale della Repubblica Ceca (in ceco Národní knihovna České republiky; NK ČR: 33 K 139) a Praga. Per maggiori informazioni su questa edizione, ritenuta perduta, e sul suo esemplare rinvenuto di recente, cfr. Triškaitė 2020: 33–82.
10
Page 11
Figura 4. G1735 394: frammento dell’inno di Simon Dach tradotto da Ruigys, «Schöner Himmelssaal» («Ah, bel cielo»); NK ČR: 33 K 139
al gruppo tematico corrispondente degli inni (come, del resto, tutti gli altri inni pubblicati in quest’appendice): l’inno «Gesù, mio diletto» (G1732 375–376, n. 314 [App.]) fu inserito nella sezione «Inni per Pasqua» (G1735 66–67, n. 66), «Che cosa posso fare io, peccatore» (G1732 381–382, n. 318 [App.]) nella sezione «Sul pentimento, ossia sulla confessione dei peccati» (G1735 141, n. 133), mentre «Il sole del cielo, il più amato» (G1732 401–403, n. 330 [App.]) nella sezione «Inni cantati la sera» (G1735 321–322, n. 273).
2.3. Attualmente non disponiamo di dati sugli inni di Ruigys nella terza (1738) e nella quarta (1740) edizione del cosiddetto innario di Kvanto-Berento, poiché al momento non è noto alcun esemplare superstite32. Finché non saranno rinvenuti esemplari di queste edizioni, non è possibile dire con precisione,
32 Queste due edizioni dell’innario sono registrate nella bibliografia lituana sulla base delle indicazioni di Quandt nelle edizioni successive e delle bibliografie precedenti di Karol Estreicher, Silvestras Baltramaitis e Vaclovas Biržiška (LB I 46, nn. 137–138; Quandt 1745–05–01: [IV]; Quandt 1748–03–01: [V]; Quandt 1757–09–04: 3r; Estreicher 1903: 97; si veda anche Estreicher 1899: 139; Baltramaitis 1904: 14, nn. 87, 89; Biržiška 1924: sez. 55, nn. 158, 161).
11
Page 12
quando e quanti nuovi inni di Ruigys furono inseriti nell’innario ufficiale. Le fonti primarie superstiti (cioè gli innari) e le testimonianze di alcuni contemporanei (per esempio Quandt e Ostermeyer) consentono di ricostruire il seguente mutamento quantitativo dell’innario ufficiale: in G1732 furono pubblicati 335 inni, in G1735 360, in G1738 [360], in G1740 [400], in G1745 409, nel 1748 417³³. Considerato che nella seconda (1735) e nella terza (1738) edizione il numero complessivo degli inni coincide, si può supporre che nuovi inni di Ruigys siano potuti entrare nell’innario soltanto a partire dalla quarta (1740).
2.4. Per ora si può affermare con certezza soltanto che nella quinta edizione giunta fino ai nostri giorni³⁴, pubblicata a Königsberg nel 1745, sono già stati aggiunti tre nuovi inni di Ruigys (cioè non pubblicati nelle edizioni del 1732 e del 1735):
10) «Spirito di Dio, tu santa» (G1745 86–88, n. 96), 11) «Svegliati ora, anima mia» (G1745 110, n. 120), 12) «Una goccia d’uva» (G1745 411–412, n. 398) (cfr. Tabella 1).
In altre parole, dal 1735 (e con ogni probabilità dal 1740) al 1745, cioè dalla seconda (o più probabilmente dalla quarta) alla quinta edizione, il cosiddetto innario di Kvanto-Berento fu integrato con altri tre inni di Ruigys. Questi suoi testi andarono ad ampliare rispettivamente tre gruppi tematici di inni dell’innario ufficiale: «Sul Santo Spirito», «Sul giorno santo», «Sulla gioia eterna del cielo». Questi tre inni compaiono anche nella sesta edizione (si vedano G1748 86–88, n. 96; G1748 110, n. 120; G1748 411–412, n. 398 e la Tabella 1)³⁵. Pertanto, entro la metà del XVIII secolo, più precisamente nel quinto decennio, il numero degli inni di Ruigys nell’innario ufficiale era salito a 12.
2.5. Con la pubblicazione di nuove edizioni dell’innario ufficiale e il ricambio dei curatori e degli editori, gli inni di Ruigys continuarono a essere inclusi nelle nuove redazioni e nelle nuove edizioni di questa raccolta innica. Biržiška affermò: «Tutti questi furono riproposti nel suo innario anche da Šimelpenigis»³⁶.
L’analisi del repertorio dell’innario ufficiale attesta che nelle redazioni tanto di Adomas Frydrichas Šimelpenigis, quanto di Karolis Gotardas Keberis (Karl Gotthard Keber, 1756–1835), quanto di Frydrichas Kuršaitis (Friedrich Kurschat, 1806–1884)³⁷ furono costantemente pubblicati 12 inni di Ruigys (si veda,
³³ Cfr. Triškaitė 2020: 61. ³⁴ Della quinta edizione (1745) è noto un solo esemplare, conservato presso la Biblioteca dell’Accademia russa delle scienze di San Pietroburgo (ЛБ 1044) (LB I 46–47, n. 139), non accessibile. Tuttavia, è stato possibile includere questa edizione nell’analisi utilizzando il suo microfilm, conservato presso la Biblioteca nazionale lituana Martynas Mažvydas (LNB: MF 67–69). ³⁵ Attualmente sono noti due esemplari della sesta edizione (1748): uno è conservato presso la Staatsbibliothek zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz (SBB PK: En 9822) (LBP 18, n. 140), l’altro, difettoso, presso la Biblioteca dell’Università di Vilnius (VUB: Lᵣ 810/1) (LB I 47, n. 140). ³⁶ BržA II 21. ³⁷ Per maggiori informazioni sui cosiddetti innari di Šimelpenigis, Keberis e Kuršaitis, si vedano rispettivamente Michelini 2009: 132–153, 181–184, 185–194. Sulla genesi e sulla lingua degli innari di Keberis si veda inoltre Kabašinskaitė 2001: 13–54.
12
Page 13
per es., G[1752]38, G175739 e la tabella 1). Tutti questi inni di Ruigys furono inclusi anche nel canzoniere Pagerintos giesmių knygos, pubblicato nel 1936 dalla consistoria evangelica del territorio di Klaipėda: l’ultima edizione del canzoniere evangelico luterano ufficiale della Lituania prussiana prima della Seconda guerra mondiale (cfr. G1936 e la tabella 1).
Tabella 1. Gli inni di Ruigys e la loro ricezione nelle edizioni del canzoniere evangelico luterano ecclesiastico ufficiale dalla metà del XVIII alla prima metà del XX secolo
N. | Titoli degli inni pubblicati da Ruigys (numero delle strofe) | Numero dell’inno e pagina in G1732 | Numero dell’inno e pagina in G1735 | Numero dell’inno e pagina in G1745, G1748 | Numero dell’inno e pagina in G[1752], G1757 | Numero dell’inno e pagina in G1832 | Numero dell’inno e pagina in G1877, G1936 1. | „Dabar su angelų pulku“ (4 str.) | N. 10, pp. 8–9 | N. 13, pp. 11–12 | N. 15, pp. 12–13 | N. 15, pp. 12–13 | N. 15, pp. 14–15 | N. 15, pp. 12–13 2. | „Jėzus miels atėjo“ (4 str.) | N. 14, pp. 13–14 | N. 17, p. 16 | N. 19, pp. 16–17 | N. 19, pp. 16–17 | N. 19, p. 16ᶜ | N. 19, pp. 16–17 3. | „Dvasia Dievo tu šventoji“ (13 str.) | – | – | N. 96, pp. 86–88 | N. 96, pp. 86–88 | N. 96, pp. 91–93 | N. 96, pp. 86–88⁴⁰ 4. | „Pabusk dabar, dušele“ (7 str.) | – | – | N. 120, p. 110 | N. 120, p. 110 | N. 120, pp. 119–120 | N. 120, p. 110⁴¹ 5. | „Jėzau, džiaugsmas mano“⁴² (6 str.) | N. 182, pp. 199–200 | N. 206, pp. 229–230 | N. 248, pp. 252–253 | N. 248, pp. 252–253 | N. 248, pp. 288–289 | N. 248, pp. 252–253⁴³ 6. | „Nesitužyk taip, širdele“ (12 str.) | N. 186, pp. 204–206 | N. 212, pp. 237–239 | N. 256, pp. 260–262 | N. 256, pp. 260–262⁴⁴ | N. 256, pp. 298–300 | N. 256, pp. 260–262 7. | „Ak, kaip galim svietą šį mylėti“ (8 str.) | N. 292, pp. 343–344 | N. 324, pp. 381–382 | N. 387, p. 398 | N. 387, p. 398 | N. 387, pp. 364–465 | N. 387, p. 398 8. | „Ak, gražus dangau“ (9 str.) | N. 300, pp. 356–357 | N. 332, pp. 394–395 | N. 395, pp. 408–409 | N. 394, pp. 406–407 | N. 394, pp. 475–476 | N. 394, pp. 406–407⁴⁵
38 L’articolo si basa sull’esemplare del canzoniere conservato presso l’Istituto di letteratura e folclore lituani, rimasto privo del frontespizio (LLTIB: B 1956). La prefazione di Quandt è datata 4 settembre 1752, mentre sul frontespizio del libro di preghiere rilegato insieme al canzoniere è indicato l’anno 1753. La prefazione di Quandt presente nella nona edizione del canzoniere, cioè quella del 1757, attesta che l’edizione precedente, ossia l’ottava, era apparsa nel 1752 (Quandt 1757–09–04: 3r). 39 Dell’edizione del 1757 è noto un solo esemplare, conservato presso la Biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo (LB I 386–387, n. 1099). È stato possibile consultare questa edizione grazie al suo microfilm conservato nella Biblioteca Wróblewski dell’Accademia lituana delle scienze (LMAVB: Mf 391). 40 L’inno è stato incluso anche in G2007 (176–177, n. 119, 6 strofe). 41 Con il titolo redatto „Pabusk, manoji siela“, l’inno è stato incluso in G2007 (237–238, n. 165, 5 strofe). 42 G1732, G1735: „Jėzau, mano džiaugsmas“. 43 Con il titolo redatto „Jėzau, versme džiaugsmo“, l’inno è stato incluso in G2007 (415–416, n. 310, 4 strofe). 44 In G1757 è riportato „162“ invece di „262“. 45 Con il titolo lievemente redatto „O, gražus dangau“, l’inno è stato incluso in G2007 (752–753, n. 566, 9 strofe).
13
Page 14
9. „Lašelis vynuogelių“ (10 strofe) – – N. 398, pp. 411–412 N. 387⁴⁶, pp. 409–410 N. 397, pp. 479–480 N. 397, pp. 409–410⁴⁷ 10. „Jėzus, mano mielasis“ (10 strofe) N. 314, pp. 375–376 [App.] N. 66, pp. 66–67 N. 77, pp. 70–71 N. 77⁴⁸, pp. 70–71 N. 77, pp. 71–73 N. 77, pp. 70–71⁴⁹ 11. „Ką galiu aš, griešnas, veikti“ (7 strofe) N. 318, pp. 381–382 [App.] N. 133, p. 141 N. 156, pp. 148–149 N. 156, pp. 148–149 N. 156, pp. 165–166 N. 156, pp. 148–149⁵⁰ 12. „Dangaus saulelė mieliausi[a]“ (9 strofe) N. 330, pp. 401–403 [App.] N. 273, pp. 321–322 N. 321, pp. 333–334 N. 321, pp. 333–334 N. 321, pp. 386–387 N. 321, pp. 333–334⁵¹
2.6. Va inoltre ricordato che gli inni di Ruigys furono pubblicati non solo nel canzoniere ufficiale. Il già menzionato pastore di Trempiai Ostermejeris, sebbene valutasse criticamente il talento creativo di Ruigys⁵², aveva incluso alcuni suoi inni nel canzoniere da lui compilato Giesmės Šventos Bažnyčioje ir Namėję giedojamos (Königsberg, 1781)⁵³. Non è tuttavia possibile indicarne il numero esatto, poiché finora non è stato rinvenuto alcun esemplare del canzoniere di Ostermejeris; dalla formulazione della sua opera Erste Littauische Liedergeschichte risulta però evidente che si trattava di almeno due⁵⁴, ma probabilmente di più.
Tutti i 12 inni di Ruigys furono pubblicati nel suo canzoniere Senos ir naujos krikščioniškos Giesmės (Königsberg, 1806)⁵⁵ dal cantore di Pilkalnis Kristijonas Gotlybas Milkus (Christian Gottlieb Mielcke, 1733–1807), figlio del compagno d’armi di Ruigys, Petras Gotlybas Milkus, che preparò di propria iniziativa una nuova raccolta di inni, opponendosi così a Ostermejeris sui principi di revisione degli inni (cfr. MG1806 12–13, n. 14; 16–17, n. 18; 72–73, n. 75; 87–89, n. 90; 109–110, n. 110; 146–147, n. 144; 254–255, n. 226; 264–266, n. 234; 334–336, n. 288; 395–396, n. 344; 400–401, n. 348; 403–405, n. 351).
È interessante notare che uno degli inni di Ruigys risultò attraente anche per i pietisti: Inga Strungytė-Liugienė, che studia la produzione scritta di questa comunità religiosa, ha stabilito che l’inno tradotto da Ruigys „Jėzau, džiaugsmas mano“ (← Johann Franck, „Jesu meine Freude“), pubblicato senza indicazione del traduttore, fu inserito nel canzoniere compilato da Kristijonas Endrikis Mertikaitis
46 In G[1752] è riportato „Nr. 387“ invece di „Nr. 397“. 47 L’inno è stato incluso in G2007 (720–722, n. 542, 8 strofe). 48 In G1757 è riportato „Nr. 57“ invece di „Nr. 77“. 49 L’inno è stato incluso in G2007 (144–145, n. 95, 9 strofe). 50 Con il titolo redatto „Ką galiu aš, kaltas, veikti“ è stato incluso in G2007 (604, n. 458, 7 strofe). 51 Con il titolo redatto „Dangui saulelė mieliausia“ è stato incluso in G2007 (581–582, n. 440, 4 strofe). 52 Oster meyer 1793: 124–128; Ostermejeris 1996: 361–363. 53 Tale titolo del canzoniere, con ogni probabilità non conservatosi, è indicato dal suo stesso compilatore Ostermejeris (Ostermeyer 1793: 153). Per maggiori informazioni sul canzoniere di Ostermejeris, cfr. Michelini 2009: 154–166. 54 Cfr.: „Wer es indeffen wiſſen will, darf die beyden Lieder nur in meinem Gefangbuch nachfehen und mit dem alten Auffatʒ vergleichen“ (Ostermeyer 1793: 128; „Kas vis dėlto norėtų sužinoti daugiau, tepažiūri abi giesmes mano giesmyne ir tepal ygina jas su senąja redakcija“ (Ostermejeris 1996: 363)). 55 Per maggiori informazioni sul canzoniere di Milkus, cfr. Michelini 2009: 166–180.
Page 15
Canti nuovi di ogni sorta o salmi evangelici (Tilsit, 11817; cfr. MerG1825 252–254, n. 123), va tuttavia osservato che si tratta della variante della traduzione di Ruigys, ampliata con 7 strofe56.
Sebbene gli innari evangelici luterani che hanno funzionato in Lituania dalla metà del XX secolo e continuano a funzionare ancora oggi non costituiscano l’oggetto diretto di questa ricerca, è comunque importante menzionare che i canti di Ruigys sono presenti anche nell’attuale innario evangelico luterano Canti cristiani (2007), pubblicato dal concistoro della Chiesa evangelica luterana di Lituania. Qui, tuttavia, sono già un terzo in meno: 8 (cfr. G2007 e i commenti alla Tabella 1); inoltre, sono stati qui sottoposti a una revisione sostanziale (sulla natura della revisione cfr. sez. 4).
3. L’AUTORIALITÀ DEI CANTI DI RUIGYS
Delle 12 composizioni di Ruigys pubblicate nell’innario ecclesiastico evangelico luterano ufficiale della Lituania Prussiana, 11 sono traduzioni, mentre una — il canto pentecostale «Spirito di Dio, tu santo» — è un’opera originale scritta dallo stesso Ruigys. Lo affermò già Ostermeyer, che pubblicò la prima storia degli innari lituani Erste Littauische Liedergeschichte (per la citazione cfr. l’Introduzione)57. Il canto originale di Ruigys fu pubblicato per la prima volta non più tardi del 1745, cioè nella quinta edizione dell’innario (cfr. sez. 2).
Gli autori degli 11 canti tedeschi tradotti da Ruigys erano noti esponenti dell’epoca barocca: Heinrich Albert (1604–1651), Simon Dach (1605–1659), Johann Flittner (1618–1678), Erasmus Finx (Francisci, 1627–1694), Johann Franck (1618–1677), Paul Gerhardt (1607–1676), Peter (von) Hagen (Petrus Hagius, 1569–1620), la duchessa di Brandeburgo Louise Henriette (1627–1667), Michael Schernack (1622–1675), Christian Scriver (1629–1693) (cfr. Tabella 2). Tra questi autori del XVI–XVII secolo vi sono due autori insigniti del titolo di classici dell’epoca barocca: Dach e Gerhardt. Tre su dieci — Albert, Dach e Hagen — appartengono alla cerchia dei compositori di inni di Königsberg58. A Königsberg, probabilmente spronato da Dach, si interessò alla poesia religiosa anche Franck, studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’università locale, che dopo gli studi tornò nella sua patria59.
Ruigys tradusse due canti di Albert e uno per ciascuno degli altri autori. Tra questi vi è il canto di Dach «Schöner Himmelssaal»60, estremamente popolare. Ruigys, a quanto pare, fu il primo a tradurre in lituano
56 Strungytė–Liugienė 2014: 38, 130.
57 Ostermeyer 1793: 125; Ostermejeris 1996: 362.
58 Albert, originario della Turingia, studiò presso le università di Lipsia e Königsberg e dal 1631 servì per il resto della vita come organista nella cattedrale di Königsberg (per maggiori dettagli cfr. Koch 1973 [1867]b: 191–197); 6 suoi canti sono stati tradotti in lituano (Michelini 2009: 276). Dach, nato a Klaipėda, studiò teologia e filosofia all’università di Königsberg, dove in seguito insegnò poetica; eletto rettore, compose numerose poesie e canti profani, è autore della nota opera «Anke von Tharau» ed è considerato uno dei più importanti rappresentanti della letteratura barocca tedesca (per maggiori dettagli cfr. Koch 1973 [1867]b: 182–191); 27 suoi canti sono stati tradotti in lituano (Michelini 2009: 279–280). Hagen nacque in Prussia e per quasi due decenni ricoprì la carica di rettore della scuola della cattedrale di Königsberg (per maggiori dettagli cfr. Koch 1973 [1867]a: 275–276); 9 suoi canti sono stati tradotti in lituano (Michelini 2009: 287).
59 Per maggiori dettagli su Franck cfr. Koch 1973 [1867]b: 378–385; cfr. anche Michelini 2009: 282.
60 Sulla ricezione dei canti di Dach negli innari lituani del XVIII secolo, in particolare nella raccolta di canti curata da Kristijonas Gotlybas Milkus, cfr. Sidabraitė 2008: 397–409.
15
Page 16
la canzone che aveva tradotto in lituano dopo quella di Flittner e Scriver61. Nel tradurre i canti, mantenne la struttura originale, cioè non abbreviò le traduzioni (cfr. la tabella 2)62.
Tabella 2. I canti di Pilypas Ruigys pubblicati nei libri di canti evangelici luterani della Prussia Lituania dal XVIII alla prima metà del XX secolo
Titoli dei canti di Ruigys (numero di strofe)
Titoli degli originali tedeschi dei canti tradotti da Ruigys (numero di strofe)
Autori dei canti
«Ah, bel salone del cielo» (9 strofe) ← «Schöner Himmelssaal» (9 strofe)63 Simon Dach (1605–1659)
«Ah, come possiamo amare questo mondo» (8 strofe) ← «O wie mögen wir doch unser Leben» (8 strofe)64 Heinrich Alberti (1604–1651)
«Ora con la schiera degli angeli» (4 strofe) ← «Nun laßt uns mit den Engelein» (4 strofe)65 Peter (von) Hagen (1569–1620)
«La luce e lo splendore del caro sole» (9 strofe) ← «Der lieben Sonnen Licht und Pracht» (9 strofe)66 Christian Scriver (1629–1693)
«Spirito di Dio, tu santo» (13 strofe) – Pilypas Ruigys (1675–1749)
«Gesù, mia gioia» (G1732, G1735: «Gesù, la mia gioia») (6 strofe) ← «Jesu, meine Freude» (6 strofe)67 Johann Franck (1618–1677)
«Gesù, mia cara fiducia» (10 strofe) ← «Jesus, meine Zuversicht» (10 strofe)68 Louise Henriette von Brandenburg (1627–1667)
«È venuto il caro Gesù» (4 strofe) ← «Unser Heil ist kommen» (4 strofe)69 Heinrich Alberti
61 Cfr. Michelini 2009: 282, 301.
62 Per determinare gli autori degli originali tedeschi e il numero di strofe, ci si è basati sull’opera di Alberto Friedrich Wilhelm Fischer Kirchenlieder-Lexicon (voll. I–II, 1878, 1879); inoltre, è stato consultato anche l’attuale innario evangelico luterano Krikščioniškos giesmės (2007), nel quale sono indicati gli autori del testo e della melodia, nonché i traduttori dei canti; ci si è inoltre avvalsi delle ricerche di Guido Michelini (2009; 2010). Tre canti tradotti da Ruigys – «Unser Heil ist kommen» di Alberti, «Schöner Himmelssaal» di Dach e «Nun laßt uns mit den Engelein» di Hagen – non sono menzionati nell’opera di Fischer; per la loro paternità, cfr. Koch 1973 [1867]a; 1973 [1867]b; nonché Michelini 2010: 225–226.
← «Ein Tröpflein von den Erasmus Finx Reben» (10 strofe)⁷¹
Erasmus Finx (Francisci, 1627–1694)
«Non crucciarti così, cuoricino» (12 strofe)
← «Weg, mein Herz, mit den Gedanken» (12 strofe)⁷²
Paul Gerhardt (1607–1676)
«Svegliati ora, anima mia» (7 strofe)
← «Wohl auf, Herz und Gemüte» (7 p.)⁷³
Michael Schernack (1622–1675)
4. TENDENZE EDITORIALI DEGLI INNI DI RUIGYS
4.1. Gli inni di Ruigys cominciarono a essere redatti già prima del 1732, quando furono pubblicati per la prima volta nella prima edizione del Giesmyno di Quandt-Behrendt. Rimase invariata fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale soltanto la struttura degli inni di Ruigys, cioè il numero delle strofe (cfr. G1732 e G1936).
Secondo Ostermeyer, Ruigys si era indignato perché l’inizio dell’inno da lui tradotto «Jėzau, džiaugsmas mano» era stato guastato: nelle prime edizioni del Giesmyno di Quandt-Behrendt era stato stampato «Jėzau, mano džiaugsmas, ir širdies penukšlas», e per questo il traduttore aveva accusato il compilatore del Giesmyno, Behrendt, e il suo collaboratore Milkùs⁷⁴. E in effetti sia nella prima sia nella seconda edizione compare la seguente traduzione: «IEzau mano Džiaugimas, ir Sȝirdies Penukšlas» (G1732 199, n. 182; G1735 229, n. 206). È plausibile che, nella redazione del testo di questo inno, la traduzione sia stata avvicinata all’originale tedesco: l’inno composto da Franck, apparso per la prima volta nel 1653 nel Giesmyno di Johanno Crüger Praxis pietatis melica, comincia con le parole «IEßu meine freude / Meines hertẓens weyde». In seguito questo passo fu corretto, probabilmente in conformità a come Ruigys lo aveva tradotto originariamente. La correzione è visibile nella quinta edizione del Giesmyno di Quandt-Behrendt: «Jėzau Džiaugsmas mano, kurs man Sȝirdį gano» (G1745 252, n. 248). Questa versione della traduzione giunse anche agli anni Trenta del XX secolo: «Jėzau, Džiaugsmаs mano, kurs man Sȝirdį gano» (G1936 252, n. 248).
Va ricordato che Ostermeyer, nello scrivere la storia dei Giesmynai lituani, mosse rimproveri a quasi tutti gli inni di Ruigys: «Jėzus, mano mielasis», «Dvasia Dievo tu šventoji», «Pabusk dabar, dušele», «Nesitūžyk taip, širdele», «Dangaus saulele mieliausia», «Ak, kaip galim svietą šį mylėti», «Ak, gražus dangau», «Lašelis vynuogelių»⁷⁵. Considerando l’opera lessicografica — un dizionario bilingue — il lavoro più importante di Ruigys, Ostermeyer valutava criticamente il suo talento creativo e le sue traduzioni e affermava che la sua «poesia non è pura, piuttosto rigida e poco scorrevole; lo stesso si può dire dell’inno originale»⁷⁶. Alla luce di una simile valutazione critica, è probabile,
⁷⁵ Per la valutazione degli inni di Ruigys, cfr. Ostermeyer 1793: 124–128; Ostermejeris 1999: 361–363.
⁷⁶ Ostermeyer 1793: 260; Ostermejeris 1996: 421.
17
Page 18
poiché, includendo nel proprio innario i canti di Ruigys Giesmes βwentos Bažnyczioje ir Namej’ giedojamos, li sottopose anch’egli a una revisione più o meno ampia.
4.2. L’analisi comparativa dei canti di Ruigys pubblicati nelle edizioni del 1732 e del 1735 dimostra che la loro revisione è essenzialmente di natura linguistica. Le correzioni osservabili in questi canti corrispondono alle tendenze generali di revisione dei testi di G1735⁷⁷.
Si tratta soprattutto di correzioni ortografiche. Per esempio, il segno diacritico Grammatica Litvanica di Klein (Königsberg, 1653), <č>, stabilito per indicare l’affricata palatale [č’]⁷⁸ e usato sistematicamente in G1732, nella pubblicazione G1735 apparsa tre anni dopo viene ostinatamente sostituito dal digramma <cз>, rinunciando al contempo anche all’<i> indicante la palatalizzazione, cioè [č’] <č> → <cз>, per esempio: fėdinčiamui G1732 8 → fėdinčzamui G1735 11; krikβčioniβkay G1732 14 → krikβczoniβkay G1735 16; ne kenčiu G1732 199 → ne kenczu G1735 230; tuttavia G1732 204, 205 → taczau G1735 238; mylėčiau G1732 206 → myleczau G1735 239; βiós G1732 376 → G1735 βós 67.
Per indicare le consonanti [ž] e [ž’], al posto di <з> viene sistematicamente impiegato il segno diacritico <ž>, cioè [ž] e [ž’] <з> → <ž>, per esempio: Žmones G1732 8 → Žmones G1735 11; Žémės G1732 199 → Žémės G1735 230; Žodij’ G1732 204 → Žodij’ G1735 237. In verità, questo segno compariva già occasionalmente in G1732.
Viene inoltre modificata la grafia dell’affricata [dž], cioè <dз> → <dž>, per esempio: fyndžufi G1732 401 → fyndžufi G1735 321; paffidžaugdama G1732 401 → paffidžaugdama G1735 321; faldžey G1732 357 → faldžey G1735 395.
La vocale [eː] viene rappresentata sempre più spesso mediante il segno creato da Klein <ė>, cioè [eː] <e> → <ė>, per esempio: tewiβkay G1732 199 → tewiβkay G1735 230; tyleti G1732 199 → tylėti G1735 230; paƒleptas G1732 343 → paƒlēptas G1735 382.
È stata corretta la grafia di alcune forme morfologiche. Per esempio, è stata modificata la grafia della desinenza della terza persona del modo desiderativo dopo la consonante <j>: te ƒmarkauje G1732 199 → te ƒmarkauja G1735 230; te ruƒtauje G1732 199 → te ruƒtūja G1735 230. È stata inoltre modificata la grafia dei participi presenti formati con il suffisso -ant dopo la stessa consonante: ƒaugojent G1732 199 → ƒaug ojant G1735 229; lojent G1732 199 → lojant G1735 229.
L’acuto viene usato sempre più frequentemente: esso indicava non solo una pronuncia più ampia e più lunga delle vocali⁷⁹, ma anche la sillaba accentata; posto sui dittonghi e sui gruppi vocalici misti, implicava inoltre un accento discendente, per esempio: gelbti G1732 8 → gélbti G1735 11; Meilės G1732 199 → Meílės G1735 230; gers G1732 204 → gę́rs G1735 237; galim G1732 343 → gálim G1735 381; Pakajaus ‘ramybės’ G1732 402 → Pakājaus G1735 321; ten G1732 357 → tén G1735 395.
Le correzioni a livello fonetico sono molto poche. In genere vengono corretti i casi di confusione tra [eː] e [ie], [oː] e [uo], sorti a causa di una caratteristica propria delle varietà dell’alto lituano occidentale della Lituania prussiana
⁷⁷ Per maggiori dettagli sulle tendenze di revisione dei canti pubblicati nell’edizione del 1735, cfr. Triškaitė 2020: 62–67.
⁷⁸ Cfr. Klein 1653: 4–5.
⁷⁹ Cfr. Klein 1653: 2.
18
Page 19
a causa della pronuncia divenuta più simile di questi suoni, in altre parole, per la dittongazione di [eː], [oː] e la monottongazione di [ie], [uo], per esempio: apgiedints G1732 382 → apgiedints G1735 141; Liėpna G1732 205 → Liėpna G1735 239; nekaddõs G1732 205 → niekaddõs G1735 239; Waldūnui ‘al sovrano’ G1732 9 → Waldonui G1735 12.
Si riscontrano correzioni a livello morfologico. Per esempio, viene corretta la desinenza dell’inessivo plurale dei nomi, per esempio: iness. pl. m. Elgimūfa G1732 8 → Elgimūfe G1735 11; Wargūfa G1732 8 → Wargūfe G1735 11. Tale direzione delle correzioni fu probabilmente ispirata dalla regola stabilita nella grammatica di Klein secondo cui nelle forme dell’inessivo plurale femminile si scrive –sa, mentre in quelle maschili – –se⁸⁰. Va inoltre menzionata la sostituzione del prefisso pavedinis con suvedinis: paffigriebijom ‘abbiamo peccato’ G1732 205 → fu̇ffigriebijom G1735 239. È vero, tuttavia, che questa correzione può essere ricondotta anche a motivi stilistici. A questo tipo di correzioni probabilmente si collega anche la modifica della forma avverbiale, con l’eliminazione della particella g(i), aggiunta in modo atipico: Dėl’ to G1732 8, 9 → Dėl to G1735 11, 12.
La lessica è stata modificata alcune volte: ô G1732 8, 381 → ir G1735 11, 141; Márȯfe G1732 205 → Iurȯfe G1735 239; Patėba G1732 356 → Pagalba G1735 394.
Sono stati corretti gli errori tipografici rimasti in G1732, per esempio: Skanũmmo G1732 206 → Skanũmmo G1735 239; Ėkiti G1732 199 → Ėkiti G1735 230. Probabilmente appartengono agli errori tipografici anche i seguenti casi: acc. sg. f. Karaly̆te G1732 344 → Karaly̆te G1735 382; Ranką G1732 375 → Ranką G1735 66; Naktì G1732 403 → Naktì G1735 322; acc. sg. m. Iẽžų G1732 401 → Iẽžų G1735 321.
4.3. Come menzionato, attualmente non è noto alcun esemplare superstite della terza (1738) e della quarta (1740) edizione dell’innario Kvanto-Berento; pertanto non disponiamo di dati su come le giesmės di Ruigys siano state redatte in esse, né se vi siano state redatte affatto.
4.4. Le nuove tendenze redazionali si riflettono nelle giesmės di Ruigys nella quinta (1745) edizione dell’innario Kvanto-Berento. Anzitutto va menzionato che sono state rilevate correzioni inverse regolari rispetto alla seconda edizione. Per esempio, l’affricata rappresentata da due lettere <dž> → <dž>, per esempio: Džaugfmas G1732 199, G1735 229 → Džaugfmas G1745 252; Džaugfmui G1732 200, G1735 230 → Džaugfmui G1745 252; Džaugfma G1732 205, G1735 238 → Džaugfma G1745 261; ne geidžiu G1732 204, ne geidžiu G1735 238 → ne geidžiu G1745 261; Kerdžus ‘pastore’ G1732 204, G1735 238 → Kerdžus G1745 261; atleidž G1732 205, atleidž G1735 238 → atleidž G1745 261; Sudžia ‘giudice’ G1732 343, Sudža G1735 382 → Sudža G1745 398; glaudžey G1732 375, G1735 66 → glaudžey G1745 71; didžų G1732 403, G1735 322 → didžų G1745 334. La stessa tendenza viene mantenuta anche in altri casi analoghi, per esempio: Sźlowės G1732 375, G1735 66 → Sźlowės G1745 71; Grožybe G1732 401, G1735 321 → Grozybe G1745 333.
Nell’uso dell’acuto si riscontra una certa oscillazione. Da un lato, in G1745 proseguono gli sforzi già visibili in G1735 di collocare questo diacritico, che di norma indica una pronuncia più ampia e più lunga di queste vocali o una sillaba accentata e, insieme, l’intonazione ascendente, per esempio: Skarbas ‘ricchezza’ G1732 199, G1735
A differenza delle edizioni precedenti, nella quinta è evidente la tendenza ad abbandonare l’acuto nel suffisso verbale -oti, nonché il circonflesso nella radice e nei suffissi delle parole, per es.: jėbḱoti G1732 204, G1735 238 → jėbkoti G1745 261; kilnóti G1732 13, G1735 16 → kilnoti G1745 17; paƒƒidabóti ‘guardarsi’ G1732 204, G1735 238 → paƒƒidaboti G1745 261; kôl G1732 375, G1735 66 → kol G1745 71; nôr G1732 199, G1735 230 → nor G1745 252; apƒaugôt G1732 8, G1735 11 → apƒa[u]got’ G1745 12; žaibôt G1732 199, G1735 230 → žaibot G1745 252.
Nuovo in questa edizione è anche il fatto che è mutata regolarmente la grafia dei pronomi jis e tu, usati nella frase al posto dei nomi Dievas e Jėzus, Kristus: in precedenza erano generalmente scritti con la maiuscola, mentre in G1745 compare ovunque la minuscola, per es.: Iis G1732 200, G1735 230 → jis G1745 253; Io G1732 204, G1735 238 → jo G1745 260; Iam G1732 401, G1735 321 → jam G1745 333; Į G1732 381, G1735 141 → jį G1745 148; Taw G1732 344, G1735 382 → taw G1745 398; Tawẽs G1732 199, Tawęs G1735 229 → taw[ęs] G1745 252; Tawe G1732 357, Tawę G1735 395 → tawę G1745 409; Tu G1732 356, G1735 395 → tu G1745 409; Tawęƒpi G1732 357, G1735 395 → tawępi G1745 409; Tawim’ G1732 357, G1735 395 → tawim’ G1745 409.
Le forme aggettivali e pronominali definite sostantivate tendono a essere scritte con la minuscola: Gerruiũ G1732 356, 357, G1735 394, 395 → ger[r]uiũ G1745 408, gerru[ũ] G1745 409; Pikteji G1732 344, G1735 382 → piktieji G1745 398 (in questo esempio si osserva anche la sostituzione di <e> con <ie>); Sawujũ G1732 357, G1735 395 → ƒawu[jũ] G1745 409; Smutnujũ ‘dei tristi e afflitti’ G1732 381, G1735 141 → ƒmutnujũ G1745 148 (cfr. l’aggettivo Sudnoj ‘dell’ultimo giudizio’ G1732 382, G1735 141 → ƒudnoj’ G1745 149).
Si è cercato di riflettere in modo più coerente con l’apostrofo le desinenze ridotte, per es.: Swiets G1732 199, G1735 230 → Swiet’s G1745 252; atƒtôkit G1732 199, G1735 230 → atƒtokit’ G1745 252; dũkit G1732 199, G1735 230 → dũkit’ G1745 252; iƒklút ‘sfuggire, salvarsi’ G1732 205, G1735 238 → iƒklút’ G1745 261; priim G1732 205, G1735 239 → priim’ G1745 261; kreipkit G1732 376, G1735 67 → kreipkit’ G1745 71; gywen G1732 382, gywẽn G1735 141 → gywẽn’ G1745 149; užmiegt G1732 402, G1735 321 → užmiegt’ G1745 334. L’apostrofo è scritto anche al posto della vocale “elisa” per ragioni di numero di sillabe: Prieƒpinks G1732 199, G1735 230 → Prieƒp’nink’s G1745 252.
Come in precedenza, sono presenti correzioni a livello fonetico: sono stati corretti i casi di confusione tra [ęː] e [ie], [oː] e [uo], per es.: dowanója G1732 8, G1735 11 → dowanoja G1745 13; Nėkai G1732 199, G1735 230 → Niekai G1745 252; paƒilėkt G1732 205, G1735 238 → paƒiliekt G1745 261; Piktieji G1732 344, G1735 382 → piktieji G1745 398; elgũs G1732 344, G1735 382 → elgùs G1745 398; dėƒos G1732 381, G1735 141 → deƒùs G1745 148.
G1745 attesta che in questa edizione (o forse già in quella precedente del 1740) fu corretto l’inizio dell’inno di Ruigys «Jėzau, džiaugsmas mano», del cui intervento redazionale egli un tempo si era lamentato
20
Page 21
(cfr. § 4.1): Iɛӡau mano Dӡaugfmas, ir Sӡirdies Penukblas G1732 199, G1735 229 → Iɛӡau Dӡaugfmas mano, kurs man Sӡirdi gano G1745 252.
Si menziona inoltre che in questa edizione si riscontrano anche cambiamenti a livello grafico: probabilmente per le possibilità della tipografia, la vocale [ɛ·] accanto all’accento <ė> comincia a essere indicata alternativamente anche con <ė>, sebbene il valore fonetico rimanga lo stesso, per es.: atėjo G1732 13, G1735 16 → atėjo G1745 16.
4.5. La sesta edizione (1748), cioè l’ultima del cosiddetto innario Kvanto–Berento, differisce poco dalla quinta (1745); le poche correzioni registrate negli inni di Ruigys riflettono sostanzialmente gli stessi principi redazionali applicati in G1745. Qualche cambiamento si osserva, a quanto pare, soltanto a livello della punteggiatura o nella disposizione di singoli diacritici.
4.6. Negli inni di Ruigys pubblicati nel cosiddetto innario classico di Šimelpenigis non si osservano neppure nuove e più marcate tendenze redazionali (cfr. G1748 e G[1752], G1757). Tuttavia, vi si riscontrano singole correzioni di varia natura, per es., si elimina la particella riflessiva superflua: nef’ bijokis G1732 204, G1735 238, G1745 260, G1748 260 → nebijokis G[1752] 260, nebijokis’ G1757 260; la congiunzione o talvolta viene sostituita dalle congiunzioni bet ar ir: ô wey G1732 204, o wey G1735 238, G1745 260, G1748 260, G[1752] 260 → bet wey G1757 260; ô G1732 204, o G1735 238, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261 → ir G1757 261; vengono corrette anche le costruzioni sintattiche: Tai dara Dwaſe βwencziama G1732 9, Tai dara Dwaſe βwenczama G1735 12, tai dara Dwaſe βwencзama G1745 13, G1748 13 → tai Darb’s Dwaſės βwentinnancзós G[1752] 13, G1757 13 ecc.
Va ricordato che negli innari di Šimelpenigis cambia la grafia di alcuni caratteri, più precisamente i caratteri con barra usati per indicare le vocali nasali vengono sostituiti da caratteri con «nasale»: <ą> → <ą>, <ę> → <ę> (tuttavia rimangono con la barra i caratteri che indicano le altre due vocali nasali, <į> e <ų>), per es.: Diewą G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12 → Diewą G[1752] 12, G1757 12; mielą G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12 → mielą G[1752] 12, G1757 12; Mergėlę G1732 13, G1735 16, G1748 16 → Mergėlę G[1752] 17, G1757 17.
4.7. Negli inni di Ruigys pubblicati nell’innario di Keberis del 1832, rispetto ai testi ancora redatti dallo stesso Šimelpenigis all’inizio della seconda metà del XVIII secolo, si osservano ormai importanti innovazioni redazionali⁸¹. Anzitutto va menzionata la tendenza emergente ad abbandonare il raddoppiamento delle consonanti, che indica la brevità della vocale della sillaba precedente, per es.: dangįʃkaffis G1732 205, G1735 239, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261 → dangįʃkafis G1832 300; diddeli G1732 205, G1735 239, G1745 262, G1748 262, G[1752] 262, G1757 [2]62 → dideli G1832 300; labbay G1732 205, G1735 239, G1745 262, G1748 262, G[1752] 262, G1757 [2]62 → labay G1832 300; Meddus G1732 200, G1735 230, G1745 253, G1748 253, G[1752] 253, G1757 253 → Medus G1832 289; mielaffis G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12, G[1752] 12, G1757 12 → mielafis G1832 14; tikkrafis G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12, G[1752] 12, G1757 12 → tikrafis G1832 14, sebbene la varietà rimanga ancora
⁸¹ Per le caratteristiche linguistiche dell’innario di Keberis, cfr. Kabašinskaitė 2001: 45–47.
21
Page 22
inevitabile. Le consonanti doppie sono mantenute in modo abbastanza sistematico nei suffissi degli astratti –immas e –ummas⁸², per es.: Suffimėgtumas G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12, G[1752] 12, G1757 12 → Sufimėgtumas G1832 15.
Si ritorna inoltre gradualmente alla marcatura della palatalizzazione delle consonanti mediante la lettera <i>⁸³, per es.: mylėčiau G1732 206, mylėčiau G1735 239, G1745 262, G1748 262, G[1752] 262, G1757 [2]62 → mylėčiau G1832 300; Kerdžus G1732 204, G1735 238, Kerdžus G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261 → Kerdžius G1832 299; Klyftančiųjų G1732 204, Klyftanczjų G1735 238, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261 → Klyftancziujų G1832 299; ne geidžiu G1732 204, ne geidžų G1735 238, ne geidzu G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261 → ne geidžiu G1832 299. Va ricordato che nella prima edizione del giesmynas Kvanto-Berento, in determinati casi, soprattutto dopo la consonante <č>, l’affricata <dž>, seguendo le regole dichiarate da Kleinas, era già utilizzato un tale segno che rifletteva la morbidezza delle consonanti.
Tra le correzioni di altro tipo va menzionata la sostituzione del caso: Garbe tawDiewui wiffaday G1732 8, G1735 11, Garbe taw, Diewui wiffaday G1745 12, G1748 12, G1757 12 → Garbe taw, Diewe, wiffaday G1832 14.
È opportuno menzionare anche un cambiamento a livello grafico: l’alternanza dei caratteri tipografici che indicano la vocale [e:], cioè <ė> → <ė>, per es.: Tėwa G1732 8, G1735 11, G1748 12, Tėwą G[1752] 12, G1757 12 → Tėwą G1832 14; Iėzus G1732 13, G1735 16, G1748 16, G[1752] 16, G1757 16 → Iėzus G1832 16(c); norėjo G1732 13, G1735 16, G1748 16, G[1752] 16, G1757 16 → norėjo G1832 16(c); mylėti G1732 14, G1735 16, G1748 17, G[1752] 17, G1757 17 → mylėti G1832 16(c).
4.8. Il tratto forse più evidente dell’editing di Kuršaitis, riscontrabile nelle giesmės di Ruigys, è l’eliminazione ancora più coerente e radicale delle consonanti doppie, per es.: Gerrummo G1732 205, G1735 239, G1745 262, G1748 262, G[1752] 262, G1757 [2]62, Gerrummo G1832 300 → Gerumo G1877 262; prigimmęs G1732 204, G1735 238, G1745 260, G1748 260, prigimmęs G[1752] 260, G1757 260, G1832 299 → prigimęs G1877 260; wiffaday G1732 8, G1735 11, G1745 12, G1748 12, G[1752] 12, G1757 12, G1832 14 → wiffaday G1877 12, sebbene occasionalmente sfuggano ancora esempi di ortografia precedentemente consueta.
Si ritorna inoltre con ancora maggiore decisione alla marcatura sistematica della palatalizzazione delle consonanti mediante il grafema <i>, per es.: Žmonių ‘žmonių’ G1732 9, G1735 12, G1745 13, Žmonių G1748 13, G[1752] 13, G1757 13, G1832 15 → Žmonių G1877 13; įsneboti G1732 13, G1735 16, G1745 17, G1748 17, G[1752] 17, G1757 17, G1832 16(c) → įsnebioti G1877 17; krikščioniškay G1732 14, krikščioniškay G1735 16, G1745 17, G1748 17, G[1752] 17, G1757 17, G1832 16(c) → krikščioniškay G1877 17; Awėlų G1732 204, G1735 238, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261, G1832 299 → Awėlių G1877 261; Angelėlams G1732 205, G1735
⁸² Poiché nel giesmynas di Keber gli astratti con i suffissi –immas, –ummas sono ancora scritti con consonanti doppie, si veda Kabašinskaitė 2001: 45.
⁸³ Nel giesmynas di Keber il segno di morbidezza è introdotto dopo le consonanti palatali [č’], [dž’], [š’], [ž’] (Kabašinskaitė 2001: 45).
Si cominciano a usare le lettere nasali oppure <u> con il circonflesso nella penultima sillaba delle corrispondenti forme pronominali determinate, per es.: acc. sg. f. Sz̄wentaje G1732 13, G1735 16, [βω]entaje G1745 17, βwentaje G1748 17, G[1752] 17, G1757 17, βwentaje G1832 16(c) → βwentaje G1877 17; acc. sg. m. mieląjį G1732 13, G1735 16, G1745 17, G1748 17, G[1752] 17, G1757 17, mieląjį G1832 16(c) → mieląjį G1877 17; gen. pl. Gundintujų G1732 205, G1735 238, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261, Gundintujų G1832 299 → Gundintujų G1877 261; gen. pl. Bėdnujų ‘dei poveri’ G1732 8, G1735 11, G1745 13, B[ẽ]dnujų G1748 13, Bėdnujų G[1752] 13, G1757 13, B[ẽ]dnujų G1832 14 → Bėdnujų G1877 13.
Si correggono i casi di confusione tra [ė] e [ie], per es.: teber G1732 204, teb er G1735 237, tebėr G1745 260, teb[ė]r G1748 260, tebėr G[1752] 260, G1757 260, tebėr G1832 299 → tebier G1877 260; praes. 2 sg. wertės G1732 204, G1735 238, wert[ẽ]s G1745 260, wertės G1748 260, wertės G[1752] 260, G1757 260, wertės G1832 299 → werties G1877 260; Ne wienėms Gerrėm’s G1732 204, G1735 238, G1745 261, G1748 261, Ne wienėms Gerrėm’s G[1752] 261, G1757 261, Ne wienėms Gerėm’s G1832 299 → Ne wieni ems Gerėm’s G1877 261; nėkin G1732 205, G1735 238, G1745 261, G1748 261, G[1752] 261, G1757 261, nėkin G1832 299 → niekin G1877 261.
Tra le correzioni a livello morfologico va ricordato che, nell’inno di Ruigys «Jėzus miels atėjo», un derivato con il suffisso -ėlis è stato sostituito da un derivato con il suffisso -ulis: Pawargelis G1732 13, G1735 16, Pawargėlis G1745 17, G1748 17, G[1752] 17, G1757 17, Pawargelis G1832 16(c) → Pawargulis G1877 17.
4.9. Nell’ultimo inno evangelico luterano pubblicato prima della Seconda guerra mondiale, Pagerintos giesmių knygos, stampato nel 1936 nella Klaipėda allora appartenente alla Repubblica di Lituania, presso la tipografia «Lituania», non si osservano nuove tendenze di redazione negli inni di Ruigys. Ci si attenne soltanto con maggiore coerenza ai principi di redazione linguistica già applicati nel XIX secolo: per esempio, furono corretti i casi di raddoppiamento consonantico sfuggiti alle edizioni precedenti (soprattutto con <<ff>>) e fu disposto con ancora maggiore rigore il segno che indicava la palatalizzazione delle consonanti, <i>. È vero che la variante lavorativa paůargulis proposta da Kuršaitis non fu accolta; si tornò al derivato un tempo usato con il suffisso –ėlis, pavargėlis. La parola marios fu sostituita con marės e flessa secondo un altro paradigma. Fu inoltre rivista la punteggiatura: furono nuovamente stabiliti i confini delle frasi e, all’interno della frase, ne fu precisata la segmentazione oppure furono scelti altri segni di interpunzione (per es., i due punti invece del punto e virgola).
Secondo Domas Kaunas, a causa della sua mole assai considerevole (696 inni), questo innario fu valutato negativamente. Inoltre, la società dell’epoca non era concorde sulla lingua degli inni, che nel corso di diversi secoli si era ormai notevolmente allontanata dall’uso reale: la generazione più anziana dei fedeli voleva conservare la stabilità e non approvava i cambiamenti linguistici, mentre l’intellighenzia esigeva che la lingua dell’innario fosse accuratamente riveduta secondo le norme dell’epoca; si proponeva inoltre di passare dal carattere gotico a quello
23
Page 24
latino⁸⁴. Come attestano le ricerche di Darius Petkūnas, il concistoro evangelico luterano della Lituania, collaborando con il concistoro evangelico riformato della Lituania, mirava a preparare un innario ecumenico in lingua comune; tuttavia, la nuova raccolta di inni fu stampata nel 1942 soltanto dai riformati⁸⁵.
Senza entrare nel merito di come i redattori dell’innario ecumenico siano riusciti a realizzare i propri obiettivi, del motivo per cui i luterani non vi parteciparono, e senza analizzare gli innari evangelici luterani che funzionarono in Lituania e nella diaspora nella seconda metà del XX secolo, si può tuttavia affermare brevemente che, nei tre secoli di vita degli inni di Ruigys, essi furono sottoposti alla redazione più intensa durante la preparazione dell’attuale innario luterano Krikščioniškos giesmės (2007): qui gli 8 testi pubblicati sotto il nome di Ruigys hanno modificato più radicalmente la loro forma originaria. Il carattere della redazione non è soltanto linguistico (cioè furono corretti ortografia, punteggiatura, lessico, morfologia e sintassi), ma comprende anche l’espressione artistica; inoltre, vi sono cambiamenti strutturali (cioè è stato ridotto il numero delle strofe). Tra gli inni ripresi vi sono non solo traduzioni, ma anche un inno composto dallo stesso Ruigys, «Dvasia Dievo tu šventoji», notevolmente abbreviato: delle 13 strofe ne sono rimaste 6. Secondo i redattori del nuovo innario, l’intento di conservare il patrimonio culturale dell’innodia lituana e di includere nel repertorio della raccolta inni antichi, rispondendo al contempo alle esigenze attuali della comunità luterana, rendeva inevitabile una revisione più radicale dei testi antichi: non solo eliminare forestierismi lessicali e sintattici, nonché parole e forme arcaiche, ma anche garantire una versificazione scorrevole nel rispetto delle regole della metrica, adattare il testo dell’inno alla melodia, cioè accordare il ritmo della melodia con l’accento naturale della lingua corretta, perseguire la migliore articolazione possibile dei testi durante il canto e, evitando ripetizioni di contenuto, ridurre il numero delle strofe, ecc.⁸⁶
5. CONCLUSIONI
1. L’analisi fondata sulle fonti primarie ha permesso di ricostruire il contributo di Ruigys all’ampliamento del repertorio dell’innario ecclesiastico evangelico luterano ufficiale. Da un lato, essa ha rivelato che l’innario lituano fu progressivamente arricchito con gli inni tradotti e composti da Ruigys. Dall’altro, ha confermato l’affermazione di Ostermejer, autore della prima storia degli innari lituani, Erste Littauische Liedergeschichte (1793), secondo cui Ruigys ha dato complessivamente 12 inni all’innario lituano.
2. Gli inni di Ruigys, pubblicati per la prima volta nell’innario di Behrendt ĮB naujo pėrweizdėtos ir pagėrintos Giesmū-Knygos (Königsberg, ¹1732), divennero parte stabile del repertorio dell’innario ecclesiastico evangelico luterano ufficiale lituano e giunsero non solo agli anni Trenta del XX secolo, ma alcuni di essi, è vero, in una forma profondamente rinnovata, fino ai nostri giorni.
⁸⁴ Per la valutazione dell’epoca delle Pagerintų giesmių knygų pubblicate a Klaipėda nel 1936 e prima (nel 1930), nonché per le aspirazioni dell’intellighenzia, si veda Kaunas 1996: 618–619.
⁸⁵ Per ulteriori informazioni sugli sforzi degli evangelici luterani anteriori alla guerra per pubblicare un innario in lituano comune, si veda Petkūnas 2012: 7–26; sull’innario ecumenico preparato congiuntamente da luterani e riformati e sulla raccolta di inni approvata e stampata nel 1942 esclusivamente dai riformati, si veda Petkūnas 2019: 41–68; sull’innario preparato in epoca sovietica secondo le norme della lingua comune e sulle sue tre edizioni (Maldų ir giesmių knygelė ¹1956, Giesmių ir maldų knygelė ²1982, ³1988), si veda Petkūnas 2023: 54–77.
⁸⁶ Per i principi di redazione del nuovo innario evangelico luterano Krikščioniškos giesmės, si veda Kiseliūnaitė 2012: 59–65.
24
Page 25
3. Contrariamente a quanto riteneva Biržiška, nella prima edizione (1732) del cosiddetto innario di Kvantas-Berentas furono pubblicati 9 inni di Ruigys (come già avevano lasciato intendere le ricerche di Michelini). Essi costituivano circa il 12% degli inni nuovi di questa edizione. Esattamente lo stesso numero fu pubblicato anche nella seconda (1735). Al momento non si dispone di dati sugli inni di Ruigys nelle terza (1738) e quarta (1740) edizioni, poiché attualmente non è noto alcun esemplare di queste edizioni. Tuttavia, l’analisi condotta ha rivelato che, entro la metà del XVIII secolo, il repertorio dell’innario ufficiale fu arricchito da nuovi inni di Ruigys: nella quinta edizione (1745) ne furono pubblicati altri 3; in altre parole, il loro numero complessivo salì a 12. Pertanto, all’incirca dagli anni Quaranta del XVIII secolo, tutti questi inni di Ruigys furono ristampati fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale: nell’ultima edizione del Pagerintos giesmių knygos (Klaipėda, 1936) sono ancora presenti 12 inni di Ruigys. Essi compaiono anche nell’attuale innario evangelico luterano Krikščioniškos giesmės (Vilnius, 2007), ma in numero ridotto di un terzo: 8, tra cui anche l’originale inno di Ruigys «Dvasia Dievo tu šventoji», sebbene notevolmente abbreviato e rielaborato. Questa continuità degli inni di Ruigys, protrattasi per quasi tre secoli, testimonia la loro durabilità e la loro attualità per l’attuale comunità luterana.
4. Gli inni di Ruigys furono pubblicati non solo nell’innario evangelico luterano ufficiale: alcuni di essi, ad esempio, furono pubblicati nella raccolta di inni di Ostermejer Giesmės βwentos Bažnyčioje ir Namėję giedojamos (Karaliaučius, 1781), mentre tutti e 12 furono inclusi nel Senos ir naujos krikščioniškos Giesmės di Milk aus (Karaliaučius, 1806).
5. A partire dalla prima edizione (1732) dell’innario di Kvantas-Berentas, gli inni di Ruigys furono sottoposti a interventi editoriali più o meno consistenti. La rassegna della redazione di questi inni negli innari dal XVIII alla prima metà del XX secolo ha rivelato che prevalevano sostanzialmente le correzioni linguistiche. Esse interessavano diversi livelli: nella maggior parte dei casi venivano corrette l’ortografia e la punteggiatura, ma occasionalmente si riscontravano anche correzioni fonetiche, morfologiche, lessicali e sintattiche. Alcune correzioni potrebbero essere state dettate da motivi stilistici. È probabile che le più marcate tendenze di correzione degli inni di Ruigys qui esaminate riflettessero anche le tendenze generali di redazione dei singoli innari, nonché gli orientamenti linguistici dei loro redattori, mutati nel corso del tempo.
ŠALTINIAI
G1732: Iß naujo pérweizdėtos ir pagerintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books] / kurrûſe brangiaûſos fėnos ir naujos Giefmes ſuraßytos / Diewui ant Garbės / ir Prūſû Karalystėje eſantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgânimo / podraug ſu Maldû=Knygomis / kurrûſe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra, Karalaucźuie, Anno 1732. Ißpaustos Jono Prideriko Reufnero; SBB PK: En 9820. (Internetinis leidinys: Jonas Berentas, Iš naujo perveizdėtos ir pagerintos giesmių knygos, 1732, dokumentinį perrašą ir žodžių formų konkordancijas par. B. Triškaitė, V. Zinkevičius, Vilnius: Lietuvių kalbos institutas, 2025. Prieiga internete: https://senie jirastai.lki.lt.)
G1735: Iß naujo pérweizdėtos ir pagerintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books] / kurrûſe brangiaûſos fėnos ir naujos Giefmes ſuraßytos / Diewui ant Garbės, ir Prūſû Karalystėje eſantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgânimo, podraug ſu
25
Page 26
Maldū=Knygomis, kurrūfe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. Antra Karta išspāu̇tos Karalāučzuje, Mėte 1735. <...>; NK ČR: 33 K 139.
G1745: Iß naujo pérweizdėtos ir pagėrintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books] / kurrūfe brangiáufos fėnos ir naujos Giefmes furaßytos, Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kurrūfe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. Penkta Karta išßpáuftos Karaláučzuje, Mėte 1745. Raßtais Reufneraus; Rusijos mokslų akademijos biblioteka Sankt Peterburge: Л6 1044; LNB: MF 67–69 (mikrofilmas).
G1748: Iß naujo pérweizdėtos ir pagėrintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books], kurrūfe brangiáufos fėnos ir naujos Giefmes furaßytos, Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kurrūfe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. Szeßta Karta išßpáuftos, Karaláučzuje, Mėte 1748. Raßtais Karalaus; SBB PK: En 9822.
G[1752]: [Iß naujo pérweizdėtos ir pagėrintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books], kurrūfe brangiáufos fėnos ir naujos Giefmes furaßytos, Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kurrūfe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. <...>, Karaláuczjuje, Mėte <...>]; LLTIB: B 1956 (def., pavadinimas pateiktas pagal 1748 m. leidimą).
G1757: Iß naujo pérweizdėtos ir pagėrintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books], kurrūfe brangiáufos fėnos ir naujos Giefmes furaßytos, Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kurrūfe ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. Dewintą Karta išßpáuftos, Karaláuczjuje: Raßtais išßpáuftas pas Ioną Endr. Artungą, Mėte 1757; Rusijos nacionalinė biblioteka Sankt Peterburge; LMAVB: Mf 391 (mikrofilmas).
G1832: Iß naujo pérweizdėtos ir pagėrintos Giefmû=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books], kurrofa brangiáufos fėnos ir naujos Giefmes furaßytos Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kurrofa ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamus yra, Karaláuczjuje: Ißpáuftos karalißkoje Knyg=Drukkawonėjo Artungo. Prieiga internete: www.epaveldas.lt [žiūrėta 2025–10–20].
G1877: Pagėrintos Giefmîų=Knygos [Improved Hymnal], kuriofá brangiáufos fėnos ir naujos Giefmės furaßytos Diewui ant Garbės ir Prufû Karalyftėje eßantiemsiems Lietuwininkams ant Dubû Ißgánimo podraug fu Maldū=Knygomis, kuriofia ne tiktay fėnos, bet ir naujos Maldos randamos yra. Iß Naujo pérweizdėtos per F. Kurßatį, Lietuwininkų Kunigą Karaláuczjuje, Königsberg, 1877. Hartungfche Zeitungs= und Verlags=Druckerei. Prieiga internete: www.epaveldas.lt [žiūrėta 2025–10–20].
G1936: Pagerintos Giefmių Knygos [Improved Hymnal], kuriofe brangiáufos fėnos ir naujos Giefmės furaßytos Diewui ant Garbės ir Lietuwininkams ant Dubių Ißgánymo podraug fu Maldū Knygomis bei nauju trecziosios Dalies Papildymu. Naujai išleido Klaipėdos Krašto
26
Page 27
Evangelі̆koji Konfistorija 1936 Metais. Spausdinta Įpautuwėje „Lituania“, Klaipėda, Palangos gatvė 23/24. Prieiga internete: www.epaveldas.lt [žiūrėta 2025–10–20].
G2007: Kri̇kščioniškos giesmės [Christian Hymns], sud. L. Fetingis, redakcijos komisija: D. Petkūnas, L. Fetingis, D. Kiseliūnaitė, B. Skirsgilas, Vilnius: Lietuvos evangelikų liuteronų bažnyčios konsistorija, Lietuvos Biblijos draugija, 2007.
MG1806: Sėnos ir naujos kri̇ɛßcʒoniškos Giesmės [Old and New Christian Hymns], урасʒey Senn iemfiems ant Gėro ƒu didel eis Raßtais ißßpa uƒtos draug ƒu naujom’s Maldū Knygėlėmis, Karaláucz uje: Knygdrukawonej’ Lebrekto Eringo, Mette 1806. Prieiga internete: www.epaveldas.lt [žiūrėta 2025–10–20].
LITERATŪRA
Arnoldt Daniel Heinrich 1777: <…> kurzgefaßte Nachrichten von allen seit der Reformation an den Lutherischen Kirchen in Ostpreußen gefundenen Predigern [Brief Notes on Preachers Who Have Served in Lutheran Churches in East Prussia since the Reformation]. Herausgegeben von Friedrich Wilhelm Benefeldt, Pfarrer in Arnau, Königsberg: bey Gottlieb Lebrecht Hartung.
Baltramaitis S[ilvestras] 1904: Spisok litovskich i drevne-prusskich knig, izdannych c 1553 po 1903 god [The List of Lithuanian and Old Prussian Books Published from 1553 to 1903], <…> izdanie vtoroe, S.-Peterburg: Tipografija V. Bezovrazova i komp.
Biržiška Vaclovas 1924: Lietuvių bibliografija 1: XVI–XVIII amž. [Lithuanian Bibliography 1: The 16th–18th Centuries], Kaunas: Švietimo Ministerijos leidinys.
Blažienė Grasil da 2020: Įmintos ir neįmenamos Povilo Frydricho Ruigio gyvenimo ir kūrybos mįslės. – Pouilas Frydrichas Ruigys, O. Aleknavičienė, G. Blažienė, Vilnius: Lietuvių kalbos institutas, 17–121.
[Bruožis Ansas] Probočių Anūkas 1920: Mažosios Lietuvos buvusieji rašytojai ir žymesnieji lietuvių kalbos mylėtojai [Former Writers and Notable Lovers of the Lithuanian Language in Lithuania Minor], Tilžėje: „Spaudos“ (Pavlovskio) spaustuvė.
BrŽA II: Vaclovas Biržiška, Aleksandrynas. Senųjų lietuvių rašytojų, rašiusių prieš 1865 m., biografijos, bibliografijos ir biobibliografijos 2: XVIII–XIX amžiai [Aleksandrynas. Biographies, Bibliographies, and Bio-Bibliographies of Old Lithuanian Authors to 1865 2: The 18th–19th Centuries], Vilnius: Sietynas, ²1990.
Estreicher Karl 1899: Polnische Bibliographie 17: Jahrhundert XV. bis XVIII [Polnish Bibliography 17: The 15th–18th Centuries]. Alphabetisch geordnet von Dr. Karl Estreicher, Univ. Bibliothekar, Krakau: Buchdruckerei der K. K. Jagiellonischen Universität.
Estreicher Karl 1903: Polnische Bibliographie 19: Jahrhundert XV. bis XVIII [Polnish Bibliography 19: The 15th–18th Centuries]. Alphabetisch geordnet von Dr. Karl Estreicher, Univ. Bibliothekar, Krakau: Buchdruckerei der K. K. Jagiellonischen Universität.
27
Page 28
Fischer Albert Friedrich Wilhelm 1878–1879: Kirchenlieder=Lexicon [Lexicon of Hymns]. Hymnologisch=literarische Nachweisungen über ca. 4500 der wichtigsten und verbreitetsten Kirchenlieder aller Zeiten in alphabetischer Folge nebst einer Uebersicht der Liederdichter. Zusammengeftellt von Albert Friedrich Wilhelm Fischer, Oberpfarrer zu Groß=Ottersleben, Superintendent a. D. <...>, Gotha: Friedrich Andreas Perthes.
Kabašinskaitė Birutė 2001: Karolio Gotardo Keberio giesmynų genezė ir kalba: XIX amžiaus pirmoji pusė [The Origin and Language of Karl Gotthard Keber Hymnals: The First Half of the 19th Century]. – Archivum Lithuanicum 3, 13–54.
Kaunas Domas 1986: Knygotyrinė lituanika VDR bibliotekose. Tėminė literatūros apžvalga pagal 1985.XI.05–XII.20 komandiruotėje surinktą medžiagą [Lithuanian Books in East German Libraries. Thematic Literature Review Based on Material Collected during a Business Trip from 1985.XI.05 to XII.20], Vilnius (mašinraštis).
Kaunas Domas 1996: Mažosios Lietuvos knyga. Lietuviškos knygos raida 1547–1940 [The Book of Lithuania Minor. The Development of Lithuanian Books from 1547 to 1940], Vilnius: Baltos lankos.
Kiseliūnaitė Dalia 2012: Giesmyno „Krikščioniškos giesmės“ (2007) tekstų redakcija: ieškojimai ir rezultatai [The Editing of the Hymnal “Krikščioniškos giesmės” (2007) Texts: Research and Results]. – Res Humanitariae 11, 54–71.
Klein Daniel 1653: GRAMMATICA Litvanica [Lithuanian Grammar] Mandato & Autoritate SERENISSIMI ELECTORIS BRANDENBURGICI adornata, & præviâ Censurâ primum in lucem edita à M. DANIELE Klein / Pastore Tilf. Litu. Præmissa est ad Lectorem Præfatio non minus utilis, quàm necessaria. <...> REGIOMONTI: Typis & sumptibus JOHANNIS REUSNERI, ANNO χωρισ†γονίας cIo. Ioс. LIII. [1653]. (Faksimilinis leidimas: Pirmoji lietuvių kalbos gramatika. 1653 metai, 65–272; su indeksu. Internetinis leidinys: Danielius Kleinas, Grammatica Litvanica, 1653, dokumentinį perrašą ir žodžių formų konkordancijas par. M. Šinkūnas, V. Zinkevičius, Vilnius: Lietuvių kalbos institutas, 2011. Prieiga internete: https://seniejirastai.lki.lt.)
Koch Eduard Emil 1973 [1867]a: Geschichte des Kirchenlieds und Kirchengesangs der christlichen, insbesondere der deutschen evangelischen Kirche [The History of Hymns and Church Music in the Christian, particularly in the German Evangelical, Church] 2: Erster Haupttheil. Die Dichter und Sänger, Hildesheim, New York: Georg Olms Verlag.
Koch Eduard Emil 1973 [1867]b: Geschichte des Kirchenlieds und Kirchengesangs der christlichen, insbesondere der deutschen evangelischen Kirche [The History of Hymns and Church Music in the Christian, particularly in the German Evangelical, Church] 3: Erster Haupttheil. Die Dichter und Sänger, Hildesheim, New York: Georg Olms Verlag.
LB I: Lietuvos TSR bibliografija. Serija A. Knygos lietuvių kalba 1: 1547–1861 [The Bibliography of Lithuania. Series A. Books in Lithuanian 1: 1547–1861], Vilnius: Mintis, 1969.
28
Page 29
LBP: Lietuvos bibliografija. Serija A. Knygos lietuvių kalba 1: 1547–1861. Papildymai [The Bibliography of Lithuania. Series A. Books in Lithuanian 1: 1547–1861. Supplements], Vilnius: Mintis, 1990.
Michelini Guido 2009: Mažosios Lietuvos giesmynų istorija: nuo Martyno Mažvydo iki XIX a. pabaigos [The History of Hymnals in Lithuania Minor: From Martynas Mažvydas to the End of the 19th Century], Klaipėda: Klaipėdos universiteto leidykla.
Michelini Guido 2010: Jono Berento ĮBnaũjo pērweizdėtos ir pagērintos Giesmũ Knygos. Mörlino traktato pritaikymas poezijoje [Johann Behrendt’s ĮBnaũjo pērweizdėtos ir pagērintos Giesmũ Knygos. The Application of Mörlin’s Treatise in Poetry], Vilnius: Lietuvos mokslų akademijos leidykla.
MLE IV: Mažosios Lietuvos enciklopedija [The Encyclopaedia of Lithuania Minor] 4: Rahn–Žvižėzeris, Vilnius: Mažosios Lietuvos fondas, Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2009.
MLEŽ: Mažosios Lietuvos enciklopedinis žinynas [The Concise Encyclopaedia of Lithuania Minor], Vilnius: Mažosios Lietuvos fondas, Mokslo ir enciklopedijų leidybos centras, 2015.
MLEŽa: Concise Encyclopaedia of Lithuania Minor, Vilnius: Foundation of Lithuania Minor (USA, Canada), Science & Encyclopaedia Publishing Centre (Lithuania), 2014.
MLEŽv: Preußisch–Litauen. Ein Enzyklopädisches Handbuch [Prussian Lithuania. An Encyclopedic Handbook], Vilnius: Stiftung Kleinlitauen (USA, Canada), Verlagszentrum für Wissenschaft und Enzyklopädien (Litauen), 2018.
Ostermeyer Gottfried 1793: Erste Littauische Liedergeschichte [The First History of Lithuanian Hymns], ans Licht gestellet von Gottfried Ostermeyer, der Trempenschen Gemeine Pastore seniore und der Königl. Deutschen Gesellschaft zu Königsberg Ehrenmitglied, Königsberg: gedruckt mit Dreielfischen Schriften.
Ostemejeris Gotfrydas 1996: Rinktiniai raštai [Selected Works], par. ir išvertė L. Citavičiūtė, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidykla.
Pastenaci Friedrich 1757: Kurzgefaßte Historische Nachrichten von allen im Königreiche Preußen befindlichen Kirchen und Predigern bei denselben [Brief Historical Notes on All Churches and Preachers in the Kingdom of Prussia, außerhalb Königsberg, von der Reformation Lutheri an biß auf unsere Zeiten. Herausgegeben von Friedrich Pastenaci, Hospit. Pred. und Rect. zu Gumbinnen, auch Mitglied der Königl. Deutsch. Gesellsch. zu Königsb. in Preußen. Erstes Stück vom Insterburgschen Erzpriefterthum, Königsberg: gedruckt bei I. F. Driest; BN: mf. B19616.
Petkūnas Darius 2012: Prieškario Liuteronų bažnyčios pastangos išleisti giesmyną bendrine lietuvių kalba [Pre-War Attempts of the Lutheran Church to Publish a Hymnal in Modern Lithuanian]. – Res Humanitariae 11, 7–26.
29
Page 30
Petkūnas Darius 2019: 1942 m. „ekumeninis“ giesmynas ir jo įdiegimo sunkumai [The ‘Ecumenical’ Evangelical Hymnal of 1942 and Challenges to Its Implementation]. – Mokslo ir tikėjimo dialogai. Tiltai. Priedas 49, 41–68.
Petkūnas Darius 2023: The Publication of a modern Lithuanian language Lutheran hymnal in the Soviet period. – Mokslo ir tikėjimo dialogai. Tiltai. Priedas 53, 54–77.
QPP IV: [Johann Jacob Quandt, Preußische Presbyterologie [Prussian Presbyterology], Karaliaučius, iki 1772]; GStA PK: XX. HA Hist. StA Königsberg, Hs, Nr. 2, Bd. 4 (rankraštis, autografas su vėlesniais autoriaus ir kitų asmenų papildymais).
Quandt Johann Jacob 1735–12–01: I. N. I. In Christo hertzlich geliebter Leser! [I. N. I. Dear Reader, Beloved in Christ!] – Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Gieſmũ=Knygos, kur-rūſe brangiáuſos fénoſ ir naujos Gieſmės ſuraßytos / Diewui ant Garbės, ir Pruſũ Karalyſteje efantiems Lietuwninkams ant Dubû Ißgánimo, podraug ſu Maldũ=Knygomis, kur-rūſe ne tiktay fénoſ, bet ir naujos Maldos randamos yra. Antra Karta ißßpáuſtos Karaláucżuje, Mėte 1735. <...>, [III–X].
Quandt Johann Jacob 1745–05–01: I. N. I. In Christo hertzlich geliebter Leser! [I. N. I. Dear Reader, Beloved in Christ!] – Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Gieſmũ=Knygos / kur-rūſe brangiáuſos fénoſ ir naujos Gieſmės ſuraßytos, Diewui ant Garbės ir Pruſũ Karalyſteje efantiems Lietuwninkams ant Dubû Ißgánimo podraug ſu Maldũ=Knygomis, kur-rūſe ne tiktay fénoſ, bet ir naujos Maldos randamos yra. Pénkta Karta ißßpáuſtos Karaláucżuje, Mėte 1745. Raßtais Reufneraus, [II–VII].
Quandt Johann Jacob 1748–03–01: I. N. I. In Christo hertzlich geliebter Leser! [I. N. I. Dear Reader, Beloved in Christ!] – Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Gieſmũ=Knygos, kur-rūſe brangiáuſos fénoſ ir naujos Gieſmės ſuraßytos, Diewui ant Garbės ir Pruſũ Karalyſteje efantiems Lietuwninkams ant Dubû Ißgánimo podraug ſu Maldũ=Knygomis, kur-rūſe ne tiktay fénoſ, bet ir naujos Maldos randamos yra. Szęßtą Karta ißßpáuſtos, Karaláucżuje, Mėte 1748. Raßtais Karalaus, [II–XIII].
Quandt Johann Jacob 1757–09–04: I. N. I. In Christo hertzlich geliebter Leser! [I. N. I. Dear Reader, Beloved in Christ!] – Iß naujo pérweizdėtos ir pagérintos Gieſmũ=Knygos [Newly Revised and Improved Hymn Books], kur-rūſe brangiáuſos fénoſ ir naujos Gieſmės ſuraßytos, Diewui ant Garbės ir Pruſũ Karalyſteje efantiems Lietuwninkams ant Dubû Ißgánimo podraug ſu Maldũ=Knygomis, kur-rūſe ne tiktay fénoſ, bet ir naujos Maldos randamos yra. Dewintą Karta ißßpáuſtos, Karaláucżuje: Raßtais ißßpáuſtas pas Ioną Endr. Artungą, Mėte 1757, 1v–[8r].
Ruhig Philipp 1744–05–11: Vorrede des Autoris [Author’s Preface]. – Littauiſch=Deutſches und Deutſch=Littauiſches Lexicon, Worinnen ein hinlänglicher Vorrath an Wörtern und Redensarten, welche ſowol in der H. Schrift, als in allerley Handlungen und Verkehr der menſchlichen Geſellſchaften vorkommen, befindlich iſt: <...> von Philipp Ruhig, Pfarrern und Seniore zu Walterkehmen, Inſterburgiſchen Hauptamtes, Königsberg: druckts und verlegt I. H. Hartung, 1747.
30
Page 31
Ruhig Philipp 1745: Betrachtung der Littauischen Sprache, in ihrem Ursprunge, Wesen und Eigenschaften [Research into the Origin, Nature, and Characteristics of the Lithuanian Language]; <...> von Philipp Ruhig, Pfarrern und Seniore zu Walterkehmen, im Hauptamt Insterburg <...>, Königsberg: druckts und verlegts Johann Heinrich Hartung. (Faksimilinìs leidimas: Pilypas Ruigys, Lietuvių kalbos kilmės, būdo ir savybių tyrinėjimas, par. V. Jurgutis, V. Vilnonytė, Vilnius: Vaga, 1986, 19–164.)
Ruigys Pilypas 1986: Lietuvių kalbos kilmės, būdo ir savybių tyrinėjimas [Research into the Origin, Nature, and Characteristics of the Lithuanian Language]. Lituanistinė biblioteka, par. V. Jurgutis, V. Vilnonytė, vertė V. Jurgutis, K. Egliminas, įvadą parašė V. Mažiulis, Vilnius: Vaga.
Sidabraitė, Žavinta 2008: Die Rezeption der Kirchenlieder von Simon Dach in litauischen Gesangbüchern der Aufklärung [The Reception of Simon Dach’s Hymns in Lithuanian Hymnals of the Enlightenment]. – Simon Dach (1605–1659). Werk und Nachwirken. Frühe Neuzeit 126, Tübingen: Niemeyer, 397–409.
Strungytė–Liugienė Inga 2014: XIX amžiaus pirmosios pusės surinkimininkų giesmynų istorija (genezė ir kalba): daktaro disertacija [The History of the Hymn Books of the First Half of 19th Century ‘Surinkimininkai’ Movement (Genesis and Language): Doctoral Dissertation], Vilniaus universitetas.
Triškaitė Birutė 2018: Rankraštinis Johanno Jacobo Quando palikimas: Prūsijos presbiterologija (prieš 1772) [Johann Jacob Quandt’s Manuscript Heritage: Prussian Presbyterology (before 1772)]. – Archivum Lithuanicum 20, 125–176.
Triškaitė Birutė 2020: Jono Berento giesmyno Iß naujo pérweizdėtos ir pagerìntos Giesmių–Knygos ir maldyno Maldų–Knygélos antrasis leidimas (1735): nežinotas egzempliorius Prahoje [The Second Edition of Johann Behrendt’s Hymn Book Iß naujo pérweizdėtos ir pagerìntos Giesmių–Knygos and Prayer Book Maldų–Knygélos (1735): an Unknown Copy in Prague]. – Archivum Lithuanicum 22, 33–82.
Triškaitė Birutė 2021: Petro Gotlybo Milk aus verstos giesmės Prūsijos Lietuvos oficialiajame evangelikų liuteronų giesmyne: kiekybinis aspektas [The Hymns Translated by Peter Gottlieb Mielcke in the Official Hymn Book for Prussian Lithuania’s Evangelical Lutherans: Quantitative Aspect]. – Acta Linguistica Lithuanica 85, 98–116.
VLE XX: Visuotinė lietuvių enciklopedija [Universal Lithuanian Encyclopaedia] 20: Rėva–Salzuflen, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2001.
Wackernagel Philipp 1990 [1870]: Das deutsche Kirchenlied 5: Von der ältesten Zeit bis zum Anfang des XVII. Jahrhunderts [German Hymns 5: From the Earliest Times to the 17th Century], Hildesheim, Zürich, New York: Georg Olms Verlag.
Zinkevičius Zigmas 2008: Mažosios Lietuvos indėlis į lietuvių kultūrą [The Contribution of Lithuania Minor to Lithuanian Culture], Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas.
31
Page 32
ZM V: Das „Zwischenmanuskript“ zum Altpreußischen evangelischen Pfarrerbuch 5: Obereigner bis Rzadtki [The ‘Interim Manuscript’ to the Old Prussian Evangelical Presbyterology 5: Obereigner to Rzadtki], auf der Grundlage der Sammlungen von F. Moeller bearb. von W. Müller-Dultz, R. Heling, W. Kranz, Hamburg: Selbstverlag des Vereins [für Familienforschung in Ostund Westpreußen e. V. Quellen, Materialien und Sammlungen zur altpreußischen Familienforschung (QMS)], 2014.