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RITA MILIŪNAITĖ

Istituto di lingua lituana

ORCID id: orcid.org/0000-0002-2292-1818

Ambiti di ricerca: neologia, linguistica normativa, sociolinguistica, tecnologie linguistiche.

DOI: doi.org/10.35321/all89-05

FORMAZIONE DELLE PAROLE CON FRAMMENTI NELLA LINGUA LITUANA

Formazione delle parole con frammenti nella lingua lituana

ABSTRACT

L’articolo esamina un metodo di formazione delle parole non tradizionale in via di sviluppo nella lingua lituana, che utilizza elementi non morfemici: i frammenti. Esso è favorito dal recente aumento, nella lingua lituana, dei prestiti contaminati (generalmente dall’inglese) e dei derivati contaminati tradotti e autoctoni di questo tipo. Sia la contaminazione sia la formazione di nuove parole con frammenti si stanno diffondendo in molte lingue europee e sono oggetto di studi diversificati.

L’articolo mette in evidenza le cause della formazione dei frammenti e mostra come alcuni di essi vengano generalizzati o specializzati semanticamente ed entrino nel processo di morfemizzazione, fino a poter diventare morfemi derivazionali o persino lessemi autonomi.

La ricerca si basa sui dati raccolti dall’inizio del XXI secolo nel Database dei neologismi della lingua lituana, comprendenti sia derivati contaminati presi in prestito sia quelli che sono probabilmente calchi o formazioni create nella stessa lingua lituana.

PAROLE CHIAVE: formazione delle parole, contaminazione, derivato contaminato, frammento, neologia.

ANNOTATION

L’articolo tratta un metodo di formazione delle parole emergente e non convenzionale nella lingua lituana, che coinvolge elementi non morfemici: i frammenti. Esso è alimentato dal recente aumento dei prestiti contaminati (solitamente provenienti dall’inglese) nella lingua lituana, nonché delle contaminazioni tradotte e autoctone. Sia la contaminazione sia la

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formazione di parole con frammenti si stanno diffondendo sempre più in molte lingue europee e sono oggetto di ogni genere di ricerca.

L’articolo mette in evidenza le ragioni alla base della comparsa dei frammenti, mostra come alcuni di essi vengano generalizzati o specializzati semanticamente ed entrino nel processo di morfemizzazione, fino a poter eventualmente diventare morfemi derivazionali o persino lessemi autonomi.

Lo studio si fonda sui dati del Database dei neologismi della lingua lituana, risalenti all’inizio del XXI secolo e comprendenti sia contaminazioni prese in prestito sia quelle che probabilmente sono traduzioni o formazioni autoctone.

PAROLE CHIAVE: formazione delle parole, contaminazione, contaminazione, frammento, neologia.

INTRODUZIONE

Nell’ultimo decennio, con l’intensificarsi degli studi sulla neologia della lingua lituana, si è osservato che nell’uso aumentano i neologismi sorti attraverso la contaminazione. In altre parole, più parole autonome, semanticamente e fonologicamente motivate, vengono fuse in una sola non secondo le regole tradizionali di formazione delle parole: almeno una di esse viene abbreviata, spesso prendendo l’inizio della prima e la fine della seconda, eliminando una delle parti coincidenti al confine tra le parole, e così via. Per esempio: kačiulis, –ė [< katė + bičiulis] ‘persona associata ai gatti e alle loro attività, che fa amicizia con gli altri’; degtuketė [< degtukas + etiketė] ‘etichetta di una scatola di fiammiferi’; knygionas [< knyga + aukcionas] ‘asta di libri’¹ e così via.

Nella linguistica lituana, i derivati contaminati sono chiamati anche parole contaminate (Urbutis 2009: 327), contaminanti (cfr. Murmulaitytė 2018: 61–68; 2021: 95) oppure parole miste (v. Urbutis 2009: 355; Miliūnaitė 2014: 249; Murmulaitytė 2021: 77, 100 e altrove). Nel presente articolo si usa il termine derivato contaminato, sistematicamente coerente con il nome dello stesso metodo di formazione delle parole², contaminazione.

Sulla base dei dati dell’uso contemporaneo della lingua lituana, fondati sul database ND, sono già stati condotti studi esplorativi: sono stati chiariti il rapporto tra contaminazione e formazione tradizionale delle parole, le cause della comparsa di tali derivati

¹ Qui e oltre, i neologismi e le altre informazioni lessicografiche a essi relative (origine, significato) sono tratti dal Database dei neologismi della lingua lituana (di seguito ND), salvo diversa indicazione. Per ragioni di concisione, nell’articolo in alcuni casi non vengono indicate l’origine e i significati dei neologismi; essi sono reperibili nel suddetto database.

² Nell’articolo si usa il concetto di formazione delle parole (non derivazione delle parole) quando occorre sottolineare che le parole nascono anche in modi diversi da quelli compresi nella formazione tradizionale delle parole della lingua lituana (cfr. ingl. word-formation ‘formazione delle parole’ e word creation ‘creazione delle parole’ (Mattiello 2018: 4)).

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cause e modalità, caratteristiche strutturali, nonché prospettive di ricerca su questo tema (v. Miliūnaitė 2014: 246–264; 2022: 306–310; Murmulaitytė 2018: 60–70; 2020: 41–45, 2021: 74–81, Aleksaitė 2021: 17–34 e ulteriore bibliografia indicata in queste pubblicazioni), tenendo presente l’ampio contesto degli studi sulle diverse lingue straniere (v. Gries 2004: 639–667; Lehrer 2007: 115–133; Bombi 2017: 280–281; Renner 2018: 2–12; Hamans 2021: 659–691 e altrove). La contaminazione è particolarmente caratteristica dell’inglese e delle altre lingue europee che ne risentono l’influenza (spesso attraverso le traduzioni)³ (v. Pharies 1987: 271–289; Renner 2015: 121–122; Cacchiani 2016: 305–313; Renner 2018: 2, 5–6), persino di quelle per le quali tale metodo di formazione di nuove parole non era caratteristico fino alla fine del XX e all’inizio del XXI secolo, tra cui il bulgaro, il lettone, lo spagnolo e il serbo (cfr. Lalić–Krstin 2008: 237; Ločmele, Veisbergs 2011: 312; Stamenov 2015: 175; Balteiro 2017: 1–14; Tomić 2019: 248–249).

Quanto più aumentano i dati sull’uso dei derivati contaminati, tanto più numerosi diventano gli aspetti da studiare, come si vede chiaramente nelle pubblicazioni in costante crescita, sia di autori stranieri sia lituani. Si è osservato che i derivati contaminati, soprattutto in ambiti d’uso linguistico quali l’economia (pubblicità, marchi), i media, la politica e la letteratura (cfr. Tomić 2019: 248–249; 2022: 19–22), talvolta iniziano a formare gruppi più o meno ampi di derivati con elementi comuni. In altre parole, sebbene si affermi spesso che i derivati contaminati siano risultati unici della formazione delle parole (o della traduzione), il loro aumento e la diffusione di interi modelli consentono di considerare questo processo in modo alquanto diverso.

La questione — «come trattare le parole con i nuovi elementi lessicali internazionali (per esempio -nomika, -geitas, -holikas, -holizmas, -mobilis, -matas, -exit e così via?» — è già stata sollevata in un articolo di Daiva Murmulaitytė (2018: 62, 66) e sviluppata in parte nella monografia di Rita Miliūnaitė (2022: 322–326). D. Murmulaitytė afferma: «si evidenzia la tendenza a formare nuove parole aggiungendo direttamente questi elementi finali ad altre parole, invece di fonderle con le parole di base che li contengono già», riconoscendo al contempo che «occorre studiare separatamente la storia della comparsa, la semantica e l’uso di ciascuna parola; alcune si riveleranno prestiti, altre calchi o derivati analogici, altre ancora contaminanti indigeni; l’origine di altre, infine, resterà impossibile da determinare pienamente, poiché potrebbero essere state formate autonomamente in più lingue o prese in prestito da esse» (ibid., 66).

³ I parlanti inglesi sono così affezionati al metodo di formazione delle parole per contaminazione da essere talvolta chiamati blendaholics [< blend «derivato contaminato» + (alco)holic «che ha dipendenza da qualcosa»] (Correa Saavedra 2016: 55). In alcune fonti recentissime sui neologismi inglesi si trovano circa il 43% di derivati contaminati; nella seconda metà del XX secolo se ne contavano circa il 5–10% (ibid.). Secondo i dati del ND alla fine di maggio 2023, i derivati contaminati lituani costituiscono circa il 5% di tutti i neologismi (compresi i calchi) (236 su 4758), ovvero circa il 2,7% di tutti i neologismi del ND (8860).

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Ci troviamo dunque di fronte a un metodo di formazione delle parole ancora poco studiato in lituano, ma chiaramente in espansione e sollevatore di diverse questioni teoriche, che utilizza gli elementi dei derivati contaminati. In primo luogo, gli stessi derivati contaminati, prima che ne comparisse il flusso, erano considerati fenomeni marginali della lingua (v. Kabasinskaitė 1998; Urbutis 2009: 354–355) e non attiravano particolare attenzione da parte degli studiosi. In secondo luogo, i ricercatori avvertono la scarsità di dati lituani che consentano di trarre conclusioni più solide (Murmulaitytė 2021: 102) e, come si vedrà, la frequenza d’uso dei derivati contaminati è un fattore decisivo perché diventino analoghi per la formazione di nuove parole.

Per designare in lituano gli elementi dei derivati contaminati (frammenti delle parole di base), potrebbe essere promettente il termine frammento (cfr. ingl. splinter⁴ «frammento, scheggia», v. Miliūnaitė 2022: 322–326).

Nell’articolo il tema dei frammenti viene esaminato più dettagliatamente, alla luce del contesto della letteratura straniera. Inoltre, ogni anno si accumulano sempre più dati sull’uso della lingua lituana, poiché la principale fonte, il ND, viene costantemente aggiornata e anche i prestiti e i derivati contaminati in esso registrati aumentano regolarmente. L’obiettivo dell’articolo è esaminare le caratteristiche strutturali dei prestiti contaminati e dei derivati autoctoni o tradotti che entrano nella lingua lituana, e determinare le tendenze nell’uso dei frammenti per formare nuove parole nella stessa lingua lituana. Per raggiungere questo obiettivo vengono fissati i seguenti compiti:

1) presentare il concetto dell’oggetto di studio — i frammenti — e una rassegna degli studi stranieri su questo tema;

2) esaminare la struttura (non)mor­femica dei prestiti e dei derivati contaminati registrati nel ND e individuare i frammenti ricorrenti come potenziale per la formazione di nuove parole in lituano;

3) descrivere le caratteristiche semantiche dei frammenti ricorrenti e le loro tendenze alla morfemizzazione (alla trasformazione in prenomi derivazionali).

Per esaminare i derivati con frammenti si applicano l’analisi sincronica della formazione delle parole e della struttura morfemica e non morfemica, l’analisi semantica dei frammenti, nonché i metodi descrittivo e analitico. L’articolo comprende un’Introduzione, due parti suddivise in sezioni più brevi, le Conclusioni e un’Appendice dei frammenti morfemizzati più frequenti nei neologismi lituani. La prima parte passa in rassegna la problematica dei frammenti negli studi di ricercatori stranieri: i tentativi di definire i frammenti, stabilire le cause della loro formazione e il loro rapporto con i metodi tradizionali di formazione delle parole. La seconda parte descrive i frammenti formatisi sulla base di prestiti contaminati e di derivati tradotti e autoctoni registrati nell’uso della lingua lituana nell’ultimo decennio, utilizzati per formare nuove parole in lituano.

⁴ Per l’origine di questo termine, comparso nell’inglese del 1961 per designare unità linguistiche di natura specifica nel processo di contaminazione, e per il suo ulteriore sviluppo, v. Bauer 2005: 104–105; Jurado 2019: 8–9.

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1. PROBLEMATICA DEI FRAMMENTI

Nell’esaminare la problematica dei frammenti, occorre soffermarsi brevemente su alcune caratteristiche proprie dei derivati contaminati. Esse aiutano a spiegare come e per quali ragioni alcuni frammenti, in quanto elementi linguistici dotati di status non morfemico, possano col tempo morfemizzarsi.

1.1. I derivati contaminati, la loro unicità e prevedibilità

I derivati contaminati sono generalmente descritti come formazioni situazionali (occasionali), che testimoniano atti autentici e unici di creatività linguistica. Questa loro caratteristica viene sfruttata anche come mezzo espressivo stilistico per attirare l’attenzione e produrre un effetto di gioco di parole, per esempio nelle opere letterarie, nelle pubblicità, nella creazione di nomi di prodotti o aziende, nei titoli dei media e così via (Lehrer 2007: 115–116; 128–131; Renner 2015: 119–133; Grlj 2022: 102). Ai destinatari vengono proposte le regole del gioco, ed essi provano gioia e piacere conoscitivo riuscendo a indovinare il codice del derivato contaminato, sorprendendosi per le rime o associazioni inattese suscitate dall’intreccio fonetico o semantico di più parole, e così via (sui giochi con derivati contaminati in italiano, v. Cacchiani 2016: 318–324). Per esempio:

begemotina [< begemotas + motina] ‘madre dell’ippopotamo’; miaujiena [< miau + naujiena] ‘notizia commerciale relativa ai gatti e alla loro cura’; Tiltanikas [< tiltas + «Titanikas»] ‘ponte di Alfonso Meškinis (Kleboniškiai), crollato, inclinato e sollevato per metà in aria nel 2023, simile al «Titanic» che affonda’.

I derivati contaminati nascono anche dalla necessità, dettata dalla realtà oggettiva, di denominare un qualche oggetto ibrido (un meticcio), spesso unico; cfr.:

coliūgas [< cukinija + moliūgas] ‘ibrido di zucchina e zucca’; zebrasilas [< zebras + asilas] ‘meticcio di zebra e asino’.

Nella formazione delle parole inglese si riscontrano atteggiamenti diversi verso i derivati contaminati (Renner 2015: 121–122). Per alcuni essi sono un sottotipo delle parole composte (o una variante abbreviata delle parole composte, v. Lehrer 2007: 117), per altri un tipo di abbreviazioni (ingl. clippings), mentre altri ancora li considerano il risultato intermedio dei primi due procedimenti. Per esempio, la parola inglese modem ‘modem’, formata dagli inizi di due parole [< modulator + demodulator], non è considerata da tutti un derivato contaminato: può essere trattata come un sottotipo degli acronimi (abbreviazioni alfabetiche) — una formazione composta

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abbreviata e così via (cfr. Grlj 2022: 88). Confrontando i derivati contaminati con le parole composte, si osserva che in entrambi i casi per formare una parola vengono utilizzate due o più parole autonome, ma la differenza consiste nel fatto che i derivati contaminati sono irregolari e solo parzialmente prevedibili, poiché la loro forma dipende ogni volta dalle caratteristiche degli elementi scelti (Beliaeva 2019: 2–3). Pertanto non rientrano nelle regole tradizionali di formazione delle parole e non possono essere analizzati a livello di morfemi (cfr. Mattiello 2018: 5). Più spesso si riconosce invece che i derivati contaminati costituiscono una categoria di formazioni piuttosto indeterminata, che oltrepassa i confini della grammatica tradizionale e va ascritta alla morfologia extragrammaticale (ingl. extra-grammatical morphology, v. Mattiello 2013: 127–139; Beliaeva 2019: 3), alla quale appartengono anche metodi di formazione delle parole quali l’abbreviazione di parole e gruppi di parole di vario tipo, la formazione di abbreviazioni (compresi gli acronimi) e così via (v. Urbutis 2009: 347–357).

Questa concezione piuttosto libera dei derivati contaminati è determinata non solo dalla loro comparsa spontanea. L’effetto di sorpresa è spesso provocato dalla somiglianza casuale della forma di due parole o dalla coincidenza fonica (grafica) parziale (cfr. katuiruotė < katė + tatuiruotė ‘graffio di gatto su una persona’). Emergono inoltre difficoltà nel descrivere le differenze essenziali di queste formazioni rispetto alla formazione tradizionale delle parole, soprattutto a causa del confine mobile tra gli elementi che le compongono (Murmulaitytė 2018: 61; Grlj 2022: 102; Tomić 2022: 15–17).

Gli studi sui derivati contaminati nelle lingue europee (compresi quelli comparativi, per esempio sull’inglese e il francese, v. Grlj 2022: 85–106), con l’aumento dei dati, si ampliano e rivelano continuamente nuove caratteristiche di questo tipo di parole. Applicando diversi metodi di ricerca quantitativi e qualitativi, si chiariscono le regolarità e le tendenze fonetiche, grammaticali e semantiche della loro formazione, nonché l’interazione tra gli elementi (v. Lehrer 2007: 117–121; Arndt-Lappe, Plag 2013: 357–563; Mattiello 2018: 9–10; Jurado 2019: 6–8; Grlj 2022: 88–89; Tomić 2022a: 412 e la bibliografia ivi indicata), e vengono proposte diverse classificazioni (v. Lehrer 1996: 364–366; Renner 2015: 122–123; Cacchiani 2016: 313–318). Per esempio, la classificazione dei derivati contaminati può basarsi sulle loro caratteristiche formali o semantiche, distinguendoli in base ai rapporti tra gli elementi. Sia in inglese sia in alcune altre lingue (tedesco, serbo), secondo la loro trasparenza morfosemantica, si distinguono quattro modalità di formazione dei derivati contaminati: completa, per contorno, semicompleta e frammentaria (ingl. complete, contour, semi-complete, fragment blending; v. Tomić 2022: 14–37 e la bibliografia ivi indicata). Si svolgono inoltre esperimenti con i parlanti per chiarire che cosa determini l’identificazione dei derivati contaminati e l’interpretazione della loro origine (Lehrer 2007: 126–128).

La varietà delle parole primarie che formano i composti contaminativi in lituano aumenta, cfr.: interiezione + sostantivo (miaujiena < miau + naujiena), abbreviazione + sostantivo (fideranas, -ė < FIDI «Giornata dei fisici – annuale di Vilnius

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dell’Università + veteranas), sostantivo + verbo (radarom < radaras + darom⁵) e così via.

La ricerca rapida e rappresentativa di questi fenomeni è ostacolata da cause oggettive, la principale delle quali è la mancanza di corpora e strumenti informatici di ricerca che riflettano l’uso più recente. Inoltre, nel lituano si aggiunge il fattore delle altre lingue (prestiti e traduzioni intensi), che rende difficile stabilire le cause e i metodi della comparsa dei derivati contaminati e, su questa base, categorizzarli.

Nell’esaminare i fenomeni di contaminazione in lituano, non si possono anzitutto trascurare i neologismi presi in prestito che nelle lingue d’origine (soprattutto quelli che entrano numerosi in lituano dall’inglese) sono sorti attraverso la contaminazione. Per esempio:

gitalelė (ingl. guitalele [< guitar ‘chitarra’ + ukulele ‘ukulele’]) ‘strumento musicale a corde con caratteristiche della chitarra e dell’ukulele’;

mogilizacija (rus. могилизация [< могила ‘tomba’ + мобилизация ‘mobilitazione’]) ‘mobilitazione (chiamata dei coscritti della riserva al servizio militare) come via diretta verso la morte (la tomba)’;

mokteilis (ingl. mocktail [< mock ‘falso’ + cocktail ‘cocktail’]) ‘cocktail analcolico (solitamente a base di succhi di frutta)’ e così via.

Per chi conosce le lingue straniere, la struttura e il significato di tali prestiti contaminati sono generalmente facili da intuire anche senza un contesto più ampio.

I derivati contaminati vengono formati anche nella stessa lingua lituana a partire da parole autoctone o da prestiti comuni, per esempio:

varškepas [< varškė + apkepas] ‘sformato di ricotta’; atostogenas [< atostogos + genas] ‘desiderio di vacanza codificato nei geni’ e così via.

I derivati contaminati compaiono in lituano anche attraverso la traduzione da altre lingue⁶ — riproducendo la forma contaminata della parola⁷, per esempio:

biurslas (cfr. ingl. burness [< bureaucracy ‘burocrazia’ + business ‘affari’]) ‘attività economica creata da burocrati o politici per soddisfare i loro interessi’; labraliūtas (cfr. ingl. labralion [< labrador ‘labrador’ + lion ‘leone’]) ‘cane di razza labrador tosato in modo da assomigliare a un leone’ e così via.

⁵ In Lituania è ben nota la campagna annuale di pulizia dell’ambiente «Darom».

⁶ Se un derivato contaminato è una traduzione si può stabilire solo conoscendo la fonte primaria (il testo originale) o almeno un contesto che rifletta realtà non lituane; pertanto la distinzione di questo tipo di derivati contaminati è piuttosto convenzionale.

⁷ Va osservato che, traducendo in lituano i derivati contaminati di altre lingue, non ci si attiene necessariamente al modello di traduzione: possono essere applicate anche altre strategie traduttive. Pertanto anche i frammenti non vengono sempre conservati. Nella traduzione alcuni di essi diventano parole autonome o elementi di parole composte; si verifica dunque un processo secondario di formazione delle parole (v. Miliūnaitė 2014: 258).

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Con l’aumento dei dati, vi sono basi anche per parlare della regolarità dei derivati contaminati e di modelli produttivi di formazione (cfr. Beliaeva 2019: 17; Tomić 2022a: 412). Per esempio, in inglese dalle parole work ‘lavoro’ e vacation ‘vacanza’ è stato formato il derivato contaminato workcation (e la variante workation⁸ ‘periodo in cui il lavoro viene combinato con vacanze e trasferte fuori dal luogo di lavoro’. La parte del nuovo derivato —cation — è stata col tempo generalizzata come mezzo derivazionale per formare nomi di diversi tipi di vacanza, diventando così una sorta di affisso (cfr. spacation ‘vacanza trascorsa in centri che offrono servizi termali, vacanza-spa’; staycation ‘vacanza trascorsa a casa o nelle vicinanze, nel proprio Paese’, MD).

I derivati contaminati che si diffondono e vengono usati sempre più spesso diventano prevedibili: i ricercatori osservano diverse regolarità fonetiche e semantiche nel modo in cui vengono assemblati i frammenti di più parole (Arndt–Lappe, Plag 2013: 540–543; Mattiello 2013: 135–137; Renner 2015: 119–132). La maggior parte di essi, non solo in inglese, è formata da due parole, prendendo generalmente l’inizio della prima e la fine della seconda. Esistono anche altre varianti, compresa la formazione di una sovrapposizione (ingl. overlap), l’inserimento del frammento di una parola in un’altra parola intera, la fusione di tre parole (cfr. ingl. japornimation < Japan + porn + animation, esempio tratto da Mattiello 2013: 307) o più, oppure i frammenti di più parole vengono mescolati in altri modi non tradizionali (cfr. Lehrer 1996: 364; Beliaeva 2019: 2, 17). In inglese è stata osservata la regolarità secondo cui il derivato contaminato, quanto al numero di sillabe, coincide generalmente con il numero di sillabe della parola di base più lunga oppure è più lungo di una sillaba; inoltre, di norma, conserva la posizione dell’accento dell’elemento più lungo (Arndt–Lappe, Plag 2013: 558–559; Beliaeva 2019: 7–8). Si ritiene che ciò sia principalmente legato al problema della riconoscibilità delle nuove formazioni (Gries 2012: 159–160).

1.2. Il concetto di frammento e le sue caratteristiche

Uno dei principali tratti formali caratteristici dei derivati contaminati è che più parole vengono unite in una sola senza rispettare i confini dei morfemi che costituiscono le parole di base (Beliaeva 2019: 8–9). È vero che in lituano un elemento può coincidere con il tema della parola primaria⁹. Questi frammenti di parole, utilizzati per formare nuove parole, e quindi anche derivati contaminati, sono chiamati frammenti (cfr. Šteckauer 2000: 108; Mattiello 2018: 5). Da soli non vengono usati come parole autonome (Lehrer 2007: 116).

⁸ Per il calco di questo prestito contaminato, darbostogos, v. la seconda parte dell’articolo.

⁹ Uno degli aspetti dei derivati contaminati ancora poco studiati in lituano (v. Murmulaitytė 2018: 67; 2021: 98–102) riguarda proprio la struttura dei loro elementi e la differenza rispetto alle parole composte o contratte (cfr. i calchi più antichi profsąjunga, santechnikas e così via).

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La forma dei frammenti è strettamente legata alla semantica: di norma i frammenti hanno una lunghezza tale da permettere di riconoscerne l’origine (la parola primaria da cui l’elemento è stato separato), per esempio:

soeikoninė [< sveik[as] + [lig]onin ė] ‘un altro nome dell’ospedale — quando è più importante sottolineare la guarigione e la salute’;

Vilnecija [< Viln[ius] + [Ve]necija] ‘Vilnius, che, a causa di un acquazzone estivo e dell’allagamento delle strade, è diventato simile a Venezia’ e così via.

Pertanto i parlanti comprendono il significato dei frammenti solo collegandoli alle parole primarie.

L’attenzione dei ricercatori dei derivati contaminati è attirata da una caratteristica di uno degli elementi che li compongono, particolarmente evidente negli ultimi decenni: alcuni elementi possono non essere più collegati alla parola primaria ed essere riutilizzati per formare nuove parole (Beliaeva 2019: 9)10. I frammenti possono essere aggiunti all’inizio delle parole in formazione (ingl. cyber–) oppure alla fine (ingl. –tainment) (v. Correia Saavedra 2016: 57; Tomić 2019: 251–252), sebbene per qualche tempo, probabilmente per mancanza di dati, si sia ritenuto che, formando nuove parole con frammenti reinterpretati, questi tendessero a comparire soltanto alla fine della parola. In inglese (e da qui anche in altre lingue) esiste la tendenza a trasformare in frammenti morfemizzati persino un solo suono (o lettera), cfr. e– (ingl. email ‘posta elettronica’, esports ‘sport elettronico, e-sport’), che indica un legame con l’ambiente elettronico; k– (kpop ‘cultura popolare della Corea del Sud’, kdrama ‘serie televisiva drammatica della Corea del Sud’), che indica un legame con la cultura sudcoreana; s– (smarketing [< sales ‘vendite’ + marketing ‘marketing’], prestito lituano smarketingas), che indica un legame con le vendite, e così via.

Pertanto, gli elementi dei composti contaminativi frequentemente usati in varie lingue possono essere generalizzati (reinterpretati) come parti non morfemiche delle parole, che possono svolgere la funzione di strumenti derivativi e creare una base analogica per nuove formazioni (cfr. Jurado 2019: 1; Tomić 2019: 249–250; Rio–Torto, Sandrini 2022: 115). Tali segmenti talvolta sono chiamati anche affissi liberati (ingl. libfix < liberated + affix, cfr. Hamans 2021: 663–665), morfemi apparenti (cfr. Miliūnaitė 2022: 322–326).

Nel definire teoricamente i segmenti usati per formare nuove parole, si cerca di distinguerli da elementi simili della formazione tradizionale delle parole: affissi (prefissi e suffissi), afissoidi in senso ampio (prefissoidi e suffissoidi, cfr. Keinys 1999: 74, 111, 114; sulla varietà delle concezioni degli afissoidi cfr. Rutkienė 2019: 141–146) e morfemi radicali (Lehrer 1996: 361–362; Mattiello 2018: 5–8). I segmenti, in quanto parti non morfemiche delle parole, sono considerati elementi intermedi tra affissi e radici (Callies 2016: 11). Gli affissi hanno un significato generalizzato (grammaticalizzato)

10 Talvolta sono chiamati segmenti solo gli elementi dei composti contaminativi che si sono già separati in questo modo (cfr. Bauer et al. 2013: 19).

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, mentre i segmenti conservano solo una parte del contenuto semantico della parola originaria (Bauer et al. 2013: 19). Dai afissoidi (cfr. Ralli 2020: 220–222; Miliūnaitė 2022: 313–322), compresi gli elementi neoclassici (cfr. Inčuraitė–Noreikienė 2015: 247–249), i segmenti si distinguono perché gli afissoidi sono abbreviazioni fisse dell’inizio o della fine di una parola, che mantengono un rapporto semantico con le radici (cfr. ingl. eco- ‘eco-’ ← ecology ‘ecologia’), usate regolarmente per formare nuove parole (cfr. Mattiello 2018: 7).

Tuttavia, molti autori stranieri, parlando dei segmenti, sottolineano l’instabilità del loro status e la maggiore o minore tendenza alla morfemizzazione (Lehrer 1996: 361–362; 2007: 121; Jurado 2019: 9–11), cioè a diventare morfemi, quando i segmenti perdono il rapporto diretto con il composto contaminativo originario e cominciano a essere usati regolarmente per formare nuove parole. Pertanto, gli stessi elementi dei composti contaminativi sono interpretati diversamente nelle diverse fonti (e in momenti diversi)¹¹. Può essere difficile stabilire il confine tra un composto contaminativo formatosi per analogia e un derivato con un segmento morfemizzato (Bauer et al. 2013: 459). Solo osservando cronologicamente il processo stesso è possibile affermare che, nella fase iniziale di separazione del segmento dal composto contaminativo, quando agisce l’analogia, si può ancora riconoscere la formazione per contaminazione di un secondo o terzo composto con lo stesso segmento, ma, con l’aumento di tali formazioni, si deve ormai parlare di formazioni di altro tipo (derivati o composti) con segmenti morfemizzati (cfr. Callies 2016: 6; Mattiello 2018: 7, 17; cfr. inoltre Jurado 2019: 9 e i diversi punti di vista discussi).

Tuttavia, ciò non accade per tutti i segmenti (Jurado 2019: 8). Per rispondere alla domanda sul perché solo alcuni segmenti siano produttivi e tendano a morfemizzarsi, vengono indicate due condizioni necessarie per questo processo: la frequenza d’uso dei composti contaminativi (che a sua volta dipende da vari fattori extralinguistici) e la trasparenza semantica (Lehrer 2007: 115; Mattiello 2018: 15; Tomić 2019: 251). Se un segmento è produttivo, allora si tende maggiormente a trattare le nuove formazioni che lo contengono come il risultato della morfemizzazione del segmento. Talvolta si indica che tali nuove formazioni dovrebbero essere almeno tre o addirittura cinque (Tomić 2019: 251–252).

L’aspetto semantico dei segmenti è particolarmente importante per la funzionalità dei composti contaminativi, poiché solo comprendendo il rapporto tra i segmenti che costituiscono un composto contaminativo e le parole originarie il parlante può capire il significato del composto contaminativo stesso e, dal rapporto semantico tra i segmenti, cogliere le connotazioni stilistiche del neologismo, il gioco di parole e le altre intenzioni comunicative del suo autore (Tomić 2022: 14–37). Pertanto, gli utenti della lingua, incontrando spesso determinati composti contaminativi, anche inconsapevolmente, ne analizzano la struttura e alcuni elementi

¹¹ Per esempio, in inglese il già menzionato elemento e è considerato in alcune fonti un segmento, in altre un prefissoide o un prefisso; l’elemento -gate (lit. -geitas), che segnala un legame con uno scandalo di rilevanza sociale, è considerato un suffissoide o un suffisso, e così via (cfr. Lehrer 2007: 123–124).

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reinterpretano come portatori di significato, per poi utilizzarli per creare nuove parole.

Per esempio, in inglese, sulla base della parola alcoholic (‘alcolista – persona dipendente dall’alcol’) è stato formato il composto contaminativo workaholic (calco lit. darboholikas, –ė); in seguito sono comparse altre formazioni simili: chocoholic (calco lit. šokoholikas, –ė ‘persona dipendente dal cioccolato’), sugarholic ‘persona dipendente dallo zucchero’) e altre. Si è quindi formato il segmento –(a)holic, che col tempo ha acquisito il significato più generale ‘persona dipendente da qualcosa’, notevolmente distaccato dal significato della parola originaria alcoholic. Con questo segmento semanticamente reinterpretato, che ha acquisito un significato specifico e più generalizzato rispetto alla parola originaria (entrando dunque nel processo di morfemizzazione), si formano nuove parole del tutto estranee alla dipendenza dall’alcol. In generale, è stato osservato che, per esempio nella lingua serba, i significati dei segmenti che diventano semanticamente autonomi spesso si metaforizzano (Tomić 2019: 262). L’autonomia semantica di alcuni segmenti è ben illustrata anche dall’esempio inglese, la formazione meatitarian (lit. mėsavalgis, –ė ‘persona nella cui dieta prevale la carne’), in cui il segmento –(i)tarian, un tempo separato dalla parola vegetarian (lit. vegetaras, –ė ‘persona che segue il principio di non mangiare carne’), ha acquisito un significato generalizzato, quello di formare nomi di persone in base al tipo di cibo consumato (Lehrer 2007: 126). In altre parole, un “mėsataras” non è un tipo di vegetaro.

Un’altra fase dello sviluppo dei segmenti è la loro degrammaticalizzazione, cioè la trasformazione in lessemi autonomi. Un esempio tipico è l’ingl. hamburger [< Hamburg] ‘hamburger (panino di carne)’, reinterpretato come ham ‘prosciutto’ + –burger, e con questo segmento, semanticamente separato da hamburger, si è iniziato a formare altri nomi simili di snack (cheeseburger ‘cheeseburger (panino con formaggio)’, fishburger ‘fishburger (panino con pesce)’ e altri). Col tempo il segmento –burger è diventato la parola autonoma burger (Lehrer 2007: 125; Bauer et al. 2013: 528; Correia Saavedra 2016: 56; Mattiello 2018: 7) ‘burger (panino)’.},{

Pertanto, le parole con segmenti possono essere interpretate in diversi modi, soprattutto tenendo conto della frequenza d’uso e delle diverse fasi della morfemizzazione dei segmenti (cfr. Lehrer 2007: 120; Bauer et al. 2013: 528; Jurado 2019: 1):

1) sono considerate nuovi composti contaminativi, basati per analogia sulla formazione originaria (alcoholic → workaholic); 2) sono considerate formazioni derivate o formazioni create con un elemento morfemico recentemente formatosi, dunque dotato di significato autonomo: il segmento (per esempio, –(a)holic → chocoholic).

Nel processo di contaminazione interagiscono ogni volta due parole e, in un modo o nell’altro, normalmente se ne elimina l’inizio o la fine. Nel secondo caso, invece, la parola originaria non partecipa al processo di formazione della nuova parola: il segmento già formatosi semplicemente

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si aggiunge alla base completa o abbreviata di un’altra parola (cfr. inoltre il lit. rūbaholikas, –ė [< rūbas + holikas, –ė] ‘persona che non sa resistere alla passione di rovistare nei negozi di abiti usati’).

2. USO DEI SEGMENTI PER LA FORMAZIONE DI NUOVE PAROLE IN LITUANO

I segmenti arrivati con i prestiti e spesso ricorrenti nella struttura di più neologismi (compresi gli ibridi) nella neologia lituana sono generalmente identificati con elementi internazionali (neoclassici), vengono inclusi negli elenchi di tali elementi e quindi sono registrati già come morfemizzati (cfr. Aleksaitė 2022). Come menzionato nell’introduzione all’articolo, D. Murmulaitytė definisce nuove basi internazionali gli elementi -nomika, -greitas, -holikas, –ė, -holizmas, –mobilis, –matas, –busas, –exit ecc., originatisi da contaminanti, e li distingue come aspetto autonomo degli studi sulla contaminazione (Murmulaitytė 2018: 62, 66; 2021: 81, 131). Le parole contenenti tali segmenti (prestiti o calchi e formazioni autoctone) sono anch’esse incluse nel gruppo dei composti contaminativi (cfr. Murmulaitytė 2021: 103). Sui segmenti morfemizzati che si formano nella stessa lingua lituana i dati non sono numerosi, e gli studi sono quasi inesistenti (cfr. Miliūnaitė 2022: 324–325).

2.1. Dati esaminati

I composti contaminativi, in quanto fenomeni linguistici unici, non sono facili da individuare e richiedono un monitoraggio costante dell’uso linguistico. Di norma, per studi simili gli autori stranieri raccolgono dati da varie fonti: pubblicazioni scientifiche precedenti, mezzi di comunicazione, pubblicità, diversi glossari di neologismi ecc., ma anche tali fonti sono limitate. Il campione di composti contaminativi esaminati sotto diversi aspetti comprende generalmente 100–600 parole (cfr. Jurado 2019: 14; Grlj 2022: 88; Tomić 2022a: 413). Nella lingua lituana è vantaggioso disporre di una raccolta di neologismi costantemente aggiornata: il Database dei neologismi della lingua lituana (ND). Disponendo di un elenco di prestiti e formazioni contaminativi, è più semplice esaminare i segmenti morfemizzati e, una volta individuati, si può effettuare una ricerca aggiuntiva in altre raccolte di dati (corpora).

Nel repertorio del ND, alla fine di maggio 2023 erano registrati 8860 neologismi12; di questi, in base al modo di formazione, 204 avevano l’etichetta ‘prestito contaminativo’,

12 Va osservato che tra i neologismi il ND include anche prestiti, nuovi significati delle parole e varie abbreviazioni.

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236 avevano l’etichetta ‘formazione contaminativa’ (compresi i calchi), altri 32 l’etichetta ‘(possibile) formazione contaminativa’ (questi ultimi non sono esaminati nell’articolo a causa della molteplice interpretabilità possibile delle formazioni in questione, cfr. Murmulaitytė 2021: 97). Pertanto, circa il 4,9% dei neologismi di questo database è associato alla contaminazione (prestiti e formazioni contaminativi)¹³; essi costituiscono la raccolta di dati sulla cui base si intendono individuare i segmenti morfemizzati usati per formare nuove parole in lituano. Va detto che tale distinzione è in parte convenzionale, poiché non è sempre chiaro se si tratti di un prestito contaminativo o di una parola tradotta o formata in lituano, soprattutto quando le parole originarie sono prestiti. Per esempio, il sostantivo kavaholikas, -ė può essere formato sia in lituano sia tradotto da altre lingue (cfr. ingl. coffeeholic). Il contesto del sostantivo dramedija [< drama + komedija (ingl. dramedy ← drama + comedy)] indica che si tratta di un prestito¹⁴. Il neologismo kurjeristas, -ė [< kurjeris + karjeristas] ‘corriere che aspira a fare carriera’ è usato in un testo in cui sono indicati anche i suoi creatori in lituano, sebbene in un altro caso potrebbe essere un prestito.

Inoltre, non sempre è possibile stabilire con precisione se una parola sia una formazione contaminativa o sia stata formata in altri modi. Per esempio, senza contesto il neologismo eurāsamtis potrebbe essere inteso come composto dei sostantivi euras e samtis (‘mestolo per raccogliere euro’), ma il contesto indica altro:

Probabilmente nessuno l’aveva ancora sentito, ma l’esercito lituano ha acquistato utensili da cucina, cucchiai, coltelli, mestoli e uno dei famosi mestoli d’oro, o colabrodi, o eurasamtis, se così si può dire, a un prezzo da due o persino dieci volte superiore, e questo mestolo è costato all’esercito 258 euro. (delfi.lt/video, 2016–09–11).

È probabile che eurāsamtis sia stato formato per contaminazione unendo le parole euras e kiaurasamtis.

Un altro esempio. Il neologismo driskuomenė può essere formato dal sostantivo driskus con il suffisso –uomenė, ma è stato creato nel contesto della guerra in Ucraina, pensando all’esercito russo chiamato driskiai; quindi può essere considerato anche una formazione contaminativa dai sostantivi driskus + kariuomenė. Perciò nel ND driskuomenė è contrassegnato come possibile formazione contaminativa.

Pertanto, nella descrizione dei dati del ND, si cercano conferme in dizionari e database in altre lingue e si esamina il contesto d’uso. L’articolo

¹³ I prestiti e le formazioni contaminativi nel ND aumentano in modo costante, sebbene lieve; il loro rapporto nei diversi anni è pressoché uguale e cambia poco (per i dati quantitativi relativi al periodo 2014–2021 cfr. Murmulaitytė 2021: 98, 107).

¹⁴ Nell’uso pubblico della lingua lituana dramedija è documentato non oltre il 2005, in testi che parlano di realtà straniere (Insieme all’opera di Bahman Ghobadi, gli spettatori lituani potranno conoscere la dramedija di Woody Allen “Melinda e Melinda” [...]. bernardinai.lt, 2005).

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all’obiettivo – la formazione di segmenti morfemizzati in lituano – l’origine dei composti contaminativi è piuttosto importante per comprendere che cosa favorisca questo processo e come esso si svolga. Tuttavia, occorre tenere presente che, a causa delle possibili diverse interpretazioni e del fatto che le informazioni relative ai neologismi cambiano continuamente (con l’emergere di nuovi dati può cambiare l’interpretazione dell’origine o del significato), i risultati della ricerca non possono essere molto precisi.

Dei 440 neologismi complessivamente associati alla contaminazione, 264 (60%) sono isolati, cioè nel ND non è documentato che i segmenti che contengono si ripetano nell’uso lituano, cfr.:

gustnadas (ingl. gustnado [< gust front tornado; gust ‘raffica (di vento)’] ‘vortice d’aria superficiale prodotto dalle nubi temporalesche’; meškelionė [< meška + kelionė] ‘viaggio di una famiglia di orsi’.

Di questi, poco meno della metà (118) sono prestiti contaminativi; gli altri (146) sono calchi o formazioni contaminative create in lituano.

Il 40% (176) dei neologismi del ND associati alla contaminazione contiene segmenti ricorrenti (di questi, 84 sono prestiti contaminativi e 72 calchi o formazioni). Essi costituiscono il vero oggetto dello studio della morfemizzazione dei segmenti. Nell’Appendice dell’articolo sono riportate informazioni sui neologismi formati o tradotti in lituano e documentati nel ND, contenenti segmenti ricorrenti almeno due volte.

2.2. «Scomposizione» dei composti contaminativi prestati in segmenti

Le parole giunte in lituano come prestiti, che sono composti contaminativi solo nelle lingue d’origine15, dal punto di vista della lingua lituana sono considerate indivisibili e non scomponibili dal punto di vista derivativo, per esempio:

flurona (ingl. flurona [< flu ‘influenza’ + corona ‘corona(virus)’]) ‘combinazione di influenza e malattia COVID–19 causata dal coronavirus’; podkastas (podkestas) (ingl. podcast [< iPod ‘iPod’ (lettore musicale portatile creato dalla società “Apple” nel 2001) + broadcast ‘trasmissione’]) ‘podcast – trasmissione audio o video su internet (in abbonamento, scaricabile)’.

2.2.1. Prestiti contaminativi trasparenti. I composti contaminativi sono costruiti in modo che nella lingua d’origine il destinatario possa decodificarli, cioè «scomporli»,

15 Occorre riconoscere che la capacità di «scomporre» i prestiti contaminativi è piuttosto soggettiva. Per esempio, i parlanti inglesi non riconoscono sempre i composti contaminativi quasar [< quasi + stellar] (Lehrer 1996: 363), pulsar [< pulsating + star] ecc.

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riconoscere in una sola parola diversi vocaboli autonomi fusi insieme e comprenderne così il significato. Una volta prestati in altre lingue, essi possono essere decodificati a loro volta. Pertanto, questo gruppo di prestiti non va trascurato neppure in lituano, poiché proprio una parte dei prestiti che vi appartengono favorisce il fenomeno della contaminazione nella lingua lituana. Il motivo è che almeno una parte dei parlanti (soprattutto quelli che conoscono altre lingue) percepisce spesso tali prestiti come trasparenti, decifra le parole originarie della lingua d’origine, tanto più che alcune di esse sono usate anche in lituano come prestiti. Alcuni esempi di tali prestiti contaminativi:

banksteris (ingl. bankster [< banker + gangster]) ‘banchiere disonesto impegnato in attività bancarie criminali’;

rašizmas (rus. рашизм, ingl. rashism [< Раша ‘nome inglese della Russia secondo la pronuncia’ + фашизм ‘fascismo’]) ‘ideologia e pratica del regime criminale russo dell’inizio del XXI secolo’;

sekstingas (ingl. sexting [< sex ‘sesso’ + texting ‘scrittura di messaggi, messaggistica’]) ‘scambio di immagini erotiche (spesso proprie fotografie) in ambiente elettronico, generalmente mediante messaggi brevi o e-mail’;

tviteratūra (ingl. twitterature [< Twitter ‘Twitter’ + literature ‘letteratura’]) ‘breve testo letterario (generalmente fino a 140 caratteri), creato sul social network Twitter o adattato a esso’.

2.2.2. Prestiti contaminativi con segmenti ricorrenti. Alcuni prestiti contaminativi contengono segmenti ricorrenti con i quali, stando ai dati del ND, in lituano non sono ancora stati formati composti contaminativi16. Per esempio:

-gingsai [< legingsai ‘leggings – pantaloni aderenti’]: džēgingsai, meggingsai, tregingsai;

-(o)reksija [< anorekcija ‘disturbo alimentare’]: alkoreksija, ortoreksija, streso­reksija, tanoreksija;

-taras, -ė [< vegetaras, -ė ‘persona che non mangia alimenti di origine animale’]: fleksitaras, -ė, pesketaras, -ė;

-tyvistas, -ė [< aktyvistas, -ė ‘propagatore dell’attivismo, impegnato nel perseguimento di obiettivi politici o sociali’]: haktyvistas, -ė, kliktyvistas, -ė, slaktyvistas, -ė;

-teinmentas [< enterteinmentas ‘intrattenimento, divertimento’]: infoteinmentas, polıteinmentas;

-tleris [< Hitleris]: kitleris, putleris;

-tronika [< elektronika]: animatronika, infotronika, mechatronika, spintronika ecc.

Se almeno un elemento di un prestito contaminativo, cioè un segmento, ricorre in più prestiti, ciò fornisce ai parlanti le premesse per isolare tale elemento

16 Tali segmenti non sono stati inclusi nella tabella dell’Appendice.

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come strumento per la formazione di nuove parole. Poiché si tratta di un processo costante, possiamo osservare sia gli inizi della morfemizzazione dei segmenti sia famiglie lessicali sviluppate con lo stesso segmento. Per esempio, per alcuni segmenti di prestiti contaminativi il ND registra una sola formazione creata direttamente in lituano:

-ganas, –ė [< veganас, –ė ‘persona che limita rigorosamente la propria alimentazione ai soli alimenti vegetali’]: friganas, –ė; lit. veryganas, –ė ‘astemio che sostiene attivamente la politica del ministro della Salute Aurelijus Veryga volta a inasprire il controllo sull’alcol’;

-kinis [< bikinis]: burkinis, feiskinis, mankinis, monokinis, tankinis; lit. trikinis (‘costume da bagno in tre pezzi, compresa una mascherina facciale pandemica’);

-nezas [< majonezas]: veganеzas; lit. batonezas ‘fetta di pane spalmata di maionese’ (in questo caso il significato del segmento non è conservato completamente: in lituano il neologismo formato con esso non indica un tipo di maionese, bensì uno snack con maionese);

-zotas [< rizotas, ital. risotto]: orzotas; lit. grizotas ‘risotto di grano saraceno (grano saraceno al posto del riso)’.

Una volta «scomposti» i prestiti contaminativi, la generalizzazione semantica dei loro segmenti si trasferisce anche nella lingua lituana, per esempio:

dyzelgeitas (ingl. dieselgate [< diesel ‘diesel’ + –gate ‘–geitas’ < Watergate]) ‘scandalo della falsificazione dei dati sulle emissioni delle automobili diesel della “Volkswagen”’;

Orlengeitas (ingl. Orlengate [< pol. „Orlen“ (società energetica polacca, conglomerato di raffinazione del petrolio che gestisce una rete di stazioni di servizio in Europa) + ingl. -gate ‘-geitas’] ‘scandalo della maggiore società petrolifera polacca “PKN Orlen”, durato dal 2002 al 2004, relativo a possibili legami con la Russia’;

picageitas (ingl. pizzagate [< ital. pizza ‘pizza’ + –gate ‘–geitas’] ‘scandalo scoppiato nel 2016 durante la campagna per le elezioni presidenziali, riguardante una pizzeria statunitense indirettamente collegata al responsabile della campagna elettorale di una delle candidate, Hilary Clinton’.

Una volta compreso che l’elemento -geitas significa uno scandalo di vasta portata, generalmente politico, in lituano si sono cominciate a formare con esso nuove parole per denominare vari eventi scandalosi in Lituania:

Grigeogeitas ‘scandalo relativo all’azienda “Grigeo Klaipėda”, che ha inquinato su vasta scala la Laguna dei Curi’; kalafiorgeitas ‘scandalo provocato in Lituania dall’aumento estremamente elevato dei prezzi’; koldūngeitas ‘scandalo scoppiato in Lituania a causa di koldūnai contaminati da batteri e del possibile occultamento del fatto da parte del Servizio statale per l’alimentazione e la veterinaria, nonché a causa di un deputato del Seimas implicato nella vicenda’ ecc.

I segmenti più frequenti (in ordine decrescente) isolati da prestiti contaminativi, con almeno due formazioni (o calchi) in lituano, sono i seguenti: –(m)obilis, –nomika, –geitas, –matas, –(a)holikas, –ė, –demija, –busas (cfr. Appendice).

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Gli esempi di segmenti presentati finora nell’articolo sono segmenti finali di parola. Le loro funzioni sono simili a quelle dei suffissoidi. Nel ND sono documentati molti meno segmenti iniziali di parola; sono tutti giunti con prestiti e sono simili ai prefissoidi, cfr.:

e– [< elettronico, –a]: emeilas, esportas17 robo– [< robotas]: robofilija, robotaksi, robotankas; lit. robotītė, robošuo. šoko– [< šokoladas]: šokocino, šokoholikas, –ė.

Nella letteratura scientifica straniera vengono studiati soprattutto i composti contaminativi inglesi, che ricorrono raramente come prestiti da altre lingue; pertanto l’aspetto delle formazioni ibride non è rilevante. Gli studi su altre lingue sotto questo profilo sono ancora pochi, ma i dati aumentano e la loro caratteristica principale è che l’elemento prestato proviene generalmente dall’inglese (cfr. polacco – Konieczna 2012: 51–56; spagnolo – Balteiro 2017: 1–14; serbo – Tomić 2022a: 409–428).

Dai casi esaminati risulta che le famiglie di prestiti contaminativi, anche se certamente non tutte, con segmenti ricorrenti sono potenziali «fornitori» di segmenti al lituano e costituiscono la base per la formazione di segmenti nella lingua lituana. Essi diventano morfemizzati, semanticamente definiti e favoriscono modelli regolari di formazione di nuove parole. La condizione essenziale di questo processo è che la struttura dei prestiti contaminativi sia comprensibile, così da poterli «scomporre» fino ai segmenti e usare questi ultimi per formare nuove parole.

2.3. Morfemizzazione dei segmenti sulla base delle parole lituane

Non si potrebbe affermare che prima del XXI secolo nella lingua lituana non si fosse verificata affatto la morfemizzazione dei segmenti. Tuttavia, si tratta solo di casi isolati, che si potrebbero individuare esaminando, per esempio, i neologismi nei corpora della letteratura lituana e della pubblicistica del XX secolo. Un esempio può essere considerato il segmento lessicalizzato niolika, separato dai numerali 17–19 e generalizzato con il significato di un numero approssimativo compreso in questo intervallo. È usato sia come elemento di formazioni (cfr. niolikmetis, –ė, niolikinis, –ė ‘adolescente, giovane di età inferiore ai vent’anni’) sia come lessema autonomo18.

17 Nel lituano standard tali formazioni sono considerate non normative e/o sostituite da equivalenti composti da più parole (posta elettronica), oppure vengono adeguate alle regole ortografiche: e. sportas, el. sportas ecc.

18 Cfr.: È curioso quale sensazione si provi a stare accanto a una persona non per diciannove anni, ma, per esempio, per mezzo secolo. (instagram.com, 2029–10–07); Il mondo dei bambini è un luogo in cui i «diciannovenni» e gli uomini ventenni non hanno altro da fare che ubriacarsi e raccontare quanto hanno bevuto la notte precedente [...]. (15min.lt, 2008–10–11)

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Sebbene il numero dei neologismi contaminativi formati sulla base di parole della lingua lituana aumenti costantemente, la maggior parte di essi sono casi isolati, privi di splinter ricorrenti, per esempio:

geldija [< gelda + eldija] ‘nome spiritoso di una nave russa malridotta’; kiauradiatorius [< kiauras + radiatorius] ‘radiatore bucato’; picelinas [< pica + cepelinas] ‘pizza servita con un cepelinas tagliato a metà sopra’.

Rispetto agli splinter formatisi sulla base dei prestiti contaminativi esaminati, nella stessa lingua lituana sono finora pochi i segmenti scissi da parole autoctone o da prestiti ormai consolidati. Come splinter lituani in formazione e promettenti si possono considerare gli splinter –stogos [< atostogos] e –(l)ėdos [< Kalėdos]. Lo splinter –stogos è nato traducendo dall’inglese neologismi contaminativi e finora sono stati registrati con esso quattro neologismi: darbostogos, ornitosstogos, spatosstogos, sportostogos (durante la rilettura delle bozze dell’articolo, anche vasarostogos).

Con lo splinter –(l)ėdos sono stati registrati due neologismi: Klaikėdos e Oktalėdos; non lo si può dunque ancora considerare morfemizzato, ma, sebbene determinato dalla stagionalità dell’uso, è ben riconoscibile e in futuro potrebbe diventare la base di nuovi neologismi.

Nello stesso testo il ND registra quattro neologismi contaminativi – nomi ibridi di mesi immaginari vasguzė, vaslandis, vasovas, vasželis con lo splinter iniziale vas– [< vasaris], che designano mesi caratterizzati da proprietà tipiche di febbraio. Sono occasionali, una tantum e non dovrebbero generare nuove parole; pertanto questo splinter non dovrebbe continuare a morfemizzarsi.

È problematica l’interpretazione dei segmenti dei neologismi –saka e –ėdra¹⁹. Con il segmento –saka, che comprende il morfema –sak– con la desinenza –a e si forma nei composti a partire dal sostantivo e dal verbo sekti (cfr. tautosaka), il ND registra tre formazioni: eurosaka, okupantsaka e vatosaka. Semanticamente non si sono distaccate dalla parola originaria tautosaka e sono state formate sul suo modello; tuttavia, se tali formazioni aumenteranno, –saka potrebbe risemantizzarsi, diventando uno splinter dal significato più generale e dalla sfumatura ironica ‘genere narrativo che racconta cose inventate, relativo a ciò che è detto dalla parola corrispondente al primo elemento’. È però difficile considerare questo segmento un vero splinter a causa della sua origine morfemica.

Con il segmento –ėdra il ND registra sette formazioni: batonedra, čiulpėdra, knygėdra, ledėdra, musėdra, rusėdra, trešnėdra. Quando era stata registrata soltanto la formazione trešnėdra, D. Murmulaitytė (Murmulaitytė 2021: 91–92) l’aveva interpretata come formazione analogica (non contaminativa):

Probabilmente formato per analogia con žmogėdros, il conio d’autore trešnėdra ‘mangiatore di ciliegie’. (cfr. trešnės + ėsti (ėda, ėdė) + –ra); in questo caso la contaminazione (trešnės + žmogėdra)

¹⁹ Questo elemento non è stato incluso nell’Appendice, poiché nel ND i neologismi che lo contengono sono stati classificati tra le possibili formazioni contaminative.

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è forse meno probabile. La possibilità di una formazione sostantivale e aggettivale (: trešnės + ėdrus, -i) è stata esclusa per la rarità di questo tipo di giunzione [...].

L’aumento delle formazioni con –ėdra mostra la tipica formazione di uno splinter, quando il rapporto semantico diretto con la parola originaria žmogėdra si interrompe e, attraverso la generalizzazione semantica, questo segmento acquisisce il significato più generale ‘ciò che è ghiotto di ciò che è espresso dalla parola corrispondente al primo elemento’.

Dopo aver esaminato gli splinter prestati e morfemizzati usati nella lingua lituana e quelli autoctoni in formazione, si osserva che la loro distinzione dipende in larga misura dalla quantità di dati disponibili. Le formazioni contaminative contenenti uno splinter, quando sono poco numerose, mostrano di norma che il processo di morfemizzazione di quello splinter è appena iniziato: il rapporto semantico con la parola originaria è ancora mantenuto, mentre l’aumento delle formazioni determina l’autonomia semantica e formativa degli splinter.

CONCLUSIONI

1. La frequenza d’uso dei prestiti contaminativi e delle formazioni contaminative può favorire la reinterpretazione dei loro segmenti, gli splinter, e creare le premesse per formare con essi nuove formazioni. La formazione di splinter morfemizzati è un processo i cui risultati emergono diacronicamente. Pertanto, nello studio di questi fenomeni linguistici non molto frequenti, difficili da individuare e non sempre definibili in modo uniforme, che richiedono un monitoraggio costante dell’uso e la raccolta di nuovi dati, emerge una notevole incertezza e la possibilità di diverse interpretazioni. Poiché le informazioni relative ai neologismi (origine, spiegazione del significato) possono cambiare in funzione dei nuovi dati che emergono, conclusioni più affidabili si possono trarre soltanto da una determinata quantità di dati in un determinato periodo.

2. Gli splinter, in quanto parti non morfemiche delle formazioni contaminative, sono considerati elementi intermedi tra affissi e radici. Per origine differiscono anche dagli affissoidi (cfr. bio-, eko-, neuro-; -grafija, -logija e simili), che sono abbreviazioni fisse poste all’inizio o alla fine di una parola, usate regolarmente per formare nuove parole e che mantengono un rapporto semantico con le radici. L’interpretazione dell’origine delle formazioni contaminative determina sostanzialmente anche il modo di considerare la formazione degli splinter: in alcuni casi si può parlare di calchi, in altri di neologizzazione originale con splinter prestati o autoctoni nella stessa lingua lituana.

3. Le caratteristiche principali degli splinter sono le seguenti:

3.1. Gli splinter sono una categoria variabile nel tempo, capace di attraversare un processo di morfemizzazione e reinterpretazione semantica, diventando un morfema formativo (di norma un affissoide) e talvolta anche un lessema autonomo (cfr. ingl. hamburger → burger).

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Questa tendenza è determinata dalla frequenza d’uso, dalla produttività e dall’autonomia semantica che ne deriva.

3.2. Gli splinter che tendono alla morfemizzazione possono essere simili agli affissoidi:

3.2.1. più raramente, ai prefissoidi, quando vengono aggiunti alla seconda parola base (robošuo < robo- + šuo) o a un altro splinter (šokoholikas, -ė < šoko- + -holikas);

3.2.2. più spesso, ai suffissoidi, quando vengono aggiunti alla prima parola base (griponomika < gripas + -nomika) o a un altro splinter (šokoholikas, -ė < šoko- + -holikas).

4. Dall’esame dei 440 neologismi collegati alla contaminazione (prestati e formati o tradotti nella lingua lituana) registrati nel Database dei neologismi della lingua lituana (ND) fino alla fine di maggio 2023, è emerso che la maggior parte degli splinter entra nella lingua lituana con prestiti contaminativi dall’inglese. I prestiti usati frequentemente favoriscono la formazione nella lingua lituana di formazioni contaminative con i loro splinter (cfr. i prestiti influenceris, -ė, finfluenceris, -ė, granfluenceris, -ė, unfluenceris, -ė e i neologismi lituani burbulenceris, -ė, išsigimenceris, -ė formati con lo splinter –(flu)enceris, -ė). Gli splinter più frequenti giunti con i prestiti, in ordine decrescente, sono –(m)obilis, –nomika, –geitas, –matas, –(a)holikas, –ė, –demija, –busas, –(k)alipsė, –(flu)enceris, robo-. Si possono dunque considerare i prestiti contaminativi frequentemente usati nella lingua lituana come potenziali fonti di splinter morfemizzati per la formazione di nuove parole nella lingua lituana. Come splinter lituani in formazione si possono considerare –stogos [< atostogos] e –(l)ėdos [< Kalėdos].

5. Nella lingua lituana il processo di morfemizzazione degli splinter si svolge regolarmente, analogamente alle altre lingue europee. Considerando la situazione sincronicamente, alcuni degli splinter ricorrenti esaminati sono improduttivi, caratteristici soltanto dei prestiti contaminativi; alcuni si morfemizzano (tendono a trasformarsi in affissoidi) e, in rari casi, si lessicalizzano (cfr. holikas ‘chi ha dipendenze’).

6. Gli splinter sono caratterizzati da una reinterpretazione semantica che li allontana dal significato della parola originaria: si verifica una generalizzazione o, più raramente, una specializzazione del significato dello splinter.

7. Nell’esaminare le formazioni contaminative, è emerso il problema delle formazioni analogiche (sollevato anche da autori stranieri). L’analogia è spesso il primo passo che crea le premesse per la formazione di splinter morfemizzati; tuttavia, non è sempre possibile stabilire se una parola nuova sia una formazione contaminativa creata per analogia con una parola già esistente, nella quale è stato ripreso il modello della formazione originaria, oppure un derivato (composto) formato con un nuovo splinter morfemizzato.

8. I neologismi con splinter morfemizzati che acquisiscono lo status di strumenti regolari di formazione dovrebbero essere studiati nell’ambito della formazione tradizionale (morfologica) delle parole; tuttavia, le origini stesse del fenomeno dovrebbero continuare a rimanere oggetto degli studi sulla contaminazione.

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Word Formation with Splinters in the Lithuanian Language

SUMMARY

The spread of blend loanwords and formations in the contemporary Lithuanian language – just like in any other European language – has created a fertile soil for new models of word formation to thrive. One such model is word formation with elements of blend formations – morphemised splinters.

The goal of the article is to take a deep dive into the structure of blend loanwords and indigenous or translation blends making their way into the Lithuanian language, and to identify the trends concerning the usage of splinters to make new words in the Lithuanian language as such. The data were gathered from the online Database of Lithuanian Neologisms, which contained 440 words connected to blending as of late May 2023. Nearly half of these words are blends created in or translated into the Lithuanian language, while the rest are blend loanwords.

The article consists of a foreword, two chapters, conclusions, and an appendix: a list of the most common morphemised splinters involved in the formation of new words in the Lithuanian language. Chapter one features an overview of the topic of splinters in studies by foreign researchers. Chapter two describes the morphemised and semantically reinterpreted splinters in the usage of the Lithuanian language that are used to form new words.

The most common (in descending order) splinters distilled from blend loanwords that have at least two formations (or translations) in the Lithuanian language are as follows: –(m)obilis, –nomika, –geitas, –matas, –(a)holikas, –ė, –demija, –busas, –(k)alipsė, –(flu)enceris, robo–. Thus, blend loanwords used frequently in the Lithuanian language are potential sources of morphemised splinters for the formation of new words. Another trend follows the formation of Lithuanian splinters: –stogos [< atostogos, cf. darbostogos (Eng. workation), ornitostogos (Eng. orniholidays), sportostogos (Eng. sportcation)] and –(l)ėdos [< Kalėdos ‘Christmas’, cf. Klaikėdos (Horristmas, ‘a horrible Christmas’), Oktalėdos (Oktaristmas, ‘a Christmas by the band Oktava’)].

Įteikta 2023 m. birželio 15 d.

RITA MILIŪNAITĖ

Lietuvių kalbos institutas

Petro Vileišio g. 5, LT–10308 Vilnius, Lietuva

[email protected]

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PRIEDAS. Dažniausios morfemizuotos atskal os ND naujažodžiuose

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20 Anglų kalboje pirmas kontaminacinis darinys su šia atskala autorholic (darboholikas, -ė) fiksuotas dar 1947 m. (Mattiello 2018: 10).

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Morfemizuotos atkalos –nominika Naujų žodžių skaičius ND 13 Apibendrinta atkalos reikšmė ekonomikos rūšis, sielama su tuo, kas pasakyta pirmąjį dėmenį atitinkančiu žodžiu Atkalos kilmė (pagal TŽŽ) < ekonomika < gr. oikonomiké Skoliniai su atkalomis abėnomika putinomika regionomika fotonömika žmonomika Vertiniai ir nauji dariniai su atkalomis dykonomika douonomika gerontomika griponomika kelledonomika keistonomika laukonomika mononomika

–(o)rama 4 plačiai aprėpiamas vaizdas, susijęs su tuo, kas pasakyta pirmąjį dėmenį atitinkančiu žodžiu < panorama < gr. pan- + horama miriorama Diorama keledorama koronorama

–(r)endumas 3 referendumu rūšis, susijusi su tuo, kas pasakyta pirmąjį dėmenį atitinkančiu žodžiu < referendum < lot. referendum putirendumas meronendumas okupendumas

robo- 5 roboto rūšis pagal tai, kas pasakyta antrąjį dėmenį atitinkančiu žodžiu, kas siejama su roboto < robotas < ček. robot robofilija robotaksi robotanekas robotité robosūo

–ska 3 nebutų dalykų pasakojimas žanras, susijęs su tuo, kas pasakyta pirmąjį dėmenį atitinkančiu žodžiu < liet. tautosaka — eurosaka okupuent­saka zatosaka

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Morfemizuotos atskalos –stogos –tonas –tronas Naujų žodžių skaičius ND 5 4 3 Apibendrinta atskalos reikšmė atostogų rūšis, susijusi su tuo, kas pasakyta pirmąjį dieną atitinkamų žodžių įgai trunkančios varžytuvės, susijusios su tuo, kas pasakyta pirmąjį dieną atitinkamų žodžių elektroninis įrenginys, susijęs su tuo, kas pasakyta pirmąjį dieną atitinkamų žodžių Ataskalos kilmė (pagal TŽŽ) < liet. atostogos < maratonas < graik. Marathōn (vietovardis) < elektronas < graik. elektron Skoliniai su atskalom – bihodetonas haletronas lochatronas Vertiniai ir naujai sudaromi su atskalomis autostogos darbstogos orritostogos spatostogos sportostogos ideatonas perhatonas mesotronas sovetronas

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