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DANUTĖ VALENTUKEVIČIENĖ

Istituto della lingua lituana

ORCID iD: orcid.org/0000-0001-7497-7365

Ambiti di ricerca: dialettologia, geolinguistica.

DOI: doi.org/10.35321/all88-07

DINAMICA DELLA DEPALATALIZZAZIONE NEI DINTORNI DI MARCINKONYS

La dinamica della depalatalizzazione nei dintorni di Marcinkonys

ABSTRACT

L’articolo analizza la depalatalizzazione, caratteristica fonetica distintiva degli aukštaitiani meridionali. L’obiettivo della ricerca è discutere le tendenze della depalatalizzazione osservate nei dintorni di Marcinkonys nel tempo apparente. Nell’esaminare la situazione della depalatalizzazione nelle tre generazioni d’età, ci si basa sulla prospettiva geolinguistica, associata al concetto di spazio dinamico.

L’articolo presenta un’analisi della depalatalizzazione basata su due strati di materiale dialettale: le registrazioni sonore e i testi manoscritti degli anni Sessanta del XX secolo conservati nell’Archivio dei dialetti dell’Istituto della lingua lituana, e il materiale sonoro di tre generazioni registrato dall’autrice dell’articolo nei dintorni di Marcinkonys. Lo studio descrive quale correlazione tra consonanti palatalizzate e non palatalizzate (o quale sua assenza) prevalga nella lingua delle tre generazioni; vengono spiegate le cause che determinano la dinamica di questo fenomeno.

È stato stabilito che all’inizio del XXI secolo il territorio dialettale dei dintorni di Marcinkonys è cambiato. I risultati ottenuti mostrano un indebolimento piuttosto coerente e graduale della depalatalizzazione.

PAROLE CHIAVE: sottodialetto degli aukštaitiani meridionali, depalatalizzazione, tratto dialettale, tempo apparente.

ANNOTAZIONE

L’articolo analizza la depalatalizzazione come tratto fonetico distintivo dell’aukštaitiano meridionale. L’obiettivo della ricerca è discutere le tendenze della depalatalizzazione osservabili nel sottodialetto dell’aukštaitiano meridionale nei dintorni di Marcinkonys

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adottando un approccio basato sul tempo apparente. Lo studio della situazione della depalatalizzazione si fonda sulla prospettiva geolinguistica, collegata al concetto di spazio dinamico.

L’articolo presenta l’analisi della depalatalizzazione sulla base di due strati di dati dialettali: le registrazioni sonore e i testi manoscritti degli anni Sessanta conservati nell’Archivio dei dialetti dell’Istituto della lingua lituana e le registrazioni sonore di tre generazioni realizzate dall’autrice dell’articolo nei dintorni di Marcinkonys. Lo studio descrive quale correlazione tra consonanti palatalizzate e non palatalizzate (o quale sua assenza) prevalga nella lingua delle tre generazioni; vengono spiegate le ragioni che determinano la dinamica di questo fenomeno.

È stato stabilito che all’inizio del 21st secolo il territorio dialettale dei dintorni di Marcinkonys presenta alcuni cambiamenti. I risultati rivelano un indebolimento piuttosto coerente e graduale della depalatalizzazione.

PAROLE CHIAVE: sottodialetto degli aukštaitiani meridionali, depalatalizzazione, tratto dialettale, tempo apparente.

INTRODUZIONE

La depalatalizzazione, ampiamente diffusa nel sottodialetto degli aukštaitiani meridionali, cioè la trasformazione delle consonanti palatalizzate in consonanti non palatalizzate, interessa i linguisti da lungo tempo. Negli anni Sessanta del XX secolo, gli autori della nuova classificazione dei dialetti della lingua lituana, Aleksas Girdenis e Zigmas Zinkevičius, non suddivisero più dettagliatamente il sottodialetto degli aukštaitiani meridionali, ma riconobbero l’eterogeneità dell’area dialettale sulla base delle isofone della dzūkizzazione e della depalatalizzazione (Girdenis, Zinkevičius 1966: 139–147).¹

La zona di massima intensità della depalatalizzazione è considerata la parte meridionale degli aukštaitiani meridionali, a sud della linea Rudaminõs–Seirijų–Merkinės–Marcinkonių (cfr. fig. 1). Nei lavori di dialettologia tradizionale si afferma che in quest’area vengono depalatalizzate le consonanti [l̡], [s̡], mentre le consonanti [r], [s], [z], [t͡s], [d͡z], [t͡ʃ], [d͡ʒ] non hanno correlati palatalizzati (Zinkevičius 1966: 158–170; LKT 381, 384–385; LKA II 101–105, carta n. 85–87; cfr. Leskauskaitė 2006: 35–36; 2009: 34–36).

¹ Questa classificazione, basata esclusivamente sulle differenze e sulle somiglianze fonetiche (soprattutto vocaliche e accentuali) dei dialetti, fu valutata criticamente da Antanas Salys. Secondo lui, «anche la mancata indicazione dell’isofona della depalatalizzazione di l sulla carta classificatoria dei dialetti va considerata una lacuna» (Salys 1992: 296). A. Salys non esaminò ampiamente la depalatalizzazione nel dialetto dzūco occidentale, limitandosi a osservare che le «parlate dzūche depalatalizzanti» confinano a nord con i kapsai (Salys 1992: 132).

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FIG. 1. L’arretramento più regolare delle vocali i, y (į) dopo le consonanti depalatalizzate r, š, ž, č, dž (nella parte centro-occidentale e dopo c, dz è indicato da una linea tratteggiata². Carta tratta da LKTCh

Nella letteratura scientifica la depalatalizzazione è stata descritta soprattutto con i metodi della dialettologia tradizionale, indicando l’origine e l’area di diffusione del fenomeno, l’inventario delle consonanti non palatalizzate, le posizioni in cui le consonanti vengono depalatalizzate — davanti a vocali anteriori o posteriori — e il modo in cui cambiano le vocali successive (Buch 1966: 33–36; Zinkevičius 1966: 158–170; 2006: 142–146; LKT 1970: 38; Urbanavičiūtė 1970: 75–86; 1970a: 61–65; 1971: 55–70; 1974: 73–80; 1978: 69–77; LKTCh 2004: 80; Zinkevičius 2006: 142–144 e altri).³ Una descrizione così statica e quasi immutabile di questo fenomeno prevalse nella dialettologia tradizionale fino alla fine del XX secolo e, in alcuni casi, anche oltre.

² Le isofone del vocalismo indicate sulla carta non sono pertinenti all’area studiata e pertanto non vengono discusse.

³ Vanno ricordati anche i risultati delle ricerche di fonetica sperimentale. L’articolazione delle consonanti non palatalizzate degli aukštaitiani meridionali è stata studiata mediante palatogrammi da Elzbieta Mikalauskaitė (1975), mentre le caratteristiche acustiche sono state studiate da Rytis Ambrazevičius e Asta Leskauskaitė (2014).

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Le possibilità di ricerca più ampie si sono aperte ai dialettologi con il consolidarsi della geolinguistica in Lituania, quando si è iniziato a considerare il sottodialetto non come un sistema fonologico locale e chiuso, delimitato da isoglosse di vario tipo, ma come un continuum costantemente influenzato da diversi fenomeni di convergenza e divergenza (Aliūkaitė, Mikulenienė 2014: 39; Mikulenienė 2018: 12; cfr. Kalėdienė 2011). Inoltre, la prospettiva geolinguistica permette di osservare la variabilità e il cambiamento linguistico non di una sola generazione di informatori, ma di più generazioni, nel tempo apparente⁴ — qui e ora. Pertanto, pur essendo sincronici, studi di questo tipo acquisiscono anche una prospettiva diacronica.

Tuttavia, anche nei più recenti lavori dei dialettologi dell’inizio del XXI secolo sulla dinamicità della depalatalizzazione vengono presentati dati frammentari, cioè si sottolineano la depalatalizzazione non sistematica delle consonanti e l’indebolimento di questo fenomeno (Garšva 2005: 236–237, 247–248, 251–252, 263–265; Leskauskaitė 2006: 35–36; 2016: 52–55; 2020: 28–29; 2021: 55–56; Tuomienė 2010: 227, 231; Mikulenienė et al. 2019: 150, 154; cfr. Mikulenienė 2016: 340–346; Leskauskaitė 2016: 52–55; 2018a: 23–24; 2021: 55–57).

Pertanto, obiettivo di questo articolo è discutere le tendenze della depalatalizzazione degli aukštaitiani meridionali nei dintorni di Marcinkonys nel tempo apparente. Per raggiungere l’obiettivo vengono posti i seguenti compiti: 1) descrivere quale correlazione tra consonanti palatalizzate e non palatalizzate (o quale sua assenza) prevalga nella lingua delle tre generazioni; 2) spiegare le cause che determinano la dinamica della depalatalizzazione.

Per la ricerca è stata scelta un’area non omogenea degli aukštaitiani meridionali, cioè i punti dell’Atlante della lingua lituana (di seguito LKA) di Marcinkonys (697), Darželiai (696) e Kabeliai (704)⁵, che nella dialettologia tradizionale sono attribuiti alle parlate di Marcinkonys e Kabeliai (Leskauskaitė 2009: 29–30). Nell’esaminare la situazione della depalatalizzazione nelle tre generazioni d’età, ci si basa sulla prospettiva geolinguistica, associata innanzitutto al concetto di spazio dinamico. L’impostazione dinamica è determinata dall’inclusione di fattori sia culturali sia sociali nelle ricerche dialettologiche (Aliūkaitė 2013: 5).

⁴ Nel 1966 William Labov utilizzò differenze temporali apparenti per studiare i cambiamenti dei suoni di New York e affermò il metodo del tempo apparente come principale strumento di ricerca della variabilità. Seguendo la teoria della variazione e del cambiamento linguistico di W. Labov, le differenze linguistiche tra informatori di età diversa rivelano i cambiamenti linguistici che avvengono nel tempo apparente (in inglese apparent time): la lingua degli informatori più anziani rappresenta una fase passata del cambiamento linguistico, quella degli informatori più giovani la fase attuale. Per ulteriori informazioni sul tempo apparente cfr. Labov 1972; Bailey, Wikle, Tillery, Sand 1991: 241–244; Inoue 2008: 45–64; 2010: 45–64; Aliūkaitė, Mikulenienė 2014: 36; Kalėdienė 2015: 213–215).

⁵ Punto dell’Atlante della lingua lituana indica una località abitata concreta e gli insediamenti geograficamente e linguisticamente più vicini, situati a una distanza di 10–12 km (Mikulėnienė, Čepaitienė 2021: 85–94). Nel presente articolo al punto di Marcinkonys esaminato vengono attribuiti i villaggi di Zervynos e Manciagirė; alla periferia del punto di Darželiai — Kapiniškiai, Mardžionys e Grybauliai; al punto di Kabeliai — Ašašninkai, Musteikà e Daržinė lės.

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Nel descrivere l’area dialettale dei dintorni di Marcinkonys, è importante osservare che nei punti studiati si conservano i principali tratti fonetici degli aukštaitiani meridionali: l’innalzamento delle vocali nasali [ɑː], [æː], la conservazione dei dittonghi [ɛm], [ɑm] [ɛn], [ɑn], [ɛm], [æːm], [ɛn], [æːm], la dzūkizzazione, la depalatalizzazione e altri (cfr. LKTCh 76–85; Zinkevičius 2006: 137–149; Leskauskaitė 2006: 29–40).

È possibile differenziare più dettagliatamente l’area dei dintorni di Marcinkonys sulla base di due tratti dialettali: la pronuncia delle vocali [eː], [oː] e [ɛː], [ɔː] e la confusione delle consonanti [sʲ], [s], [zʲ], [z] e [ʃ], [s], [ʒʲ], [z]. Le [eː], [oː] più chiuse e tese vengono pronunciate soprattutto nei punti di Darželiai (696) e Marcinkonys (697), mentre a Kabeliai (704) si trovano [ɛː], [ɔː] più aperte, più vicine all’area sud-occidentale degli aukštaitiani meridionali (cfr. Markevičienė 1999: 27–28; 2010: 51; Leskauskaitė 2004: 56–57; 2009: 30–31). La confusione delle consonanti [sʲ], [s], [zʲ], [z] e [ʃ], [s], [ʒʲ], [z] è caratteristica del punto di Kabeliai (704) (Zinkevičius 1966: 147–148; LKTCh 38; Leskauskaitė 2009: 30; Markevičienė 2010: 49–50; Valentukevičienė 2019: 5–6)⁶

Il materiale di ricerca è costituito da:

1) il materiale dialettale degli anni Cinquanta-Sessanta del XX secolo conservato nell’Archivio dei dialetti del Centro di geolinguistica dell’Istituto della lingua lituana (di seguito GCTA): registrazioni sonore da Marcinkonys (697) e Kabeliai (704) (CD 17 PA 7, registrazione 08201704; CD 21 PA 9, registrazione 38201697, durata delle registrazioni: 31 min. 2 s.), materiale manoscritto dai punti di Marcinkonys (697, GCTA R, n. di registrazione del fascicolo 839), Darželiai (696, GCTA R, n. di registrazione del fascicolo 821) e Kabeliai (704, GCTA R, n. di registrazione del fascicolo 840)⁷;

2) materiale sonoro della durata di 28 ore e 16 minuti, composto da 28 informatori, registrato dall’autrice dell’articolo nel 2019–2022 nei punti studiati mediante il metodo dell’intervista semistrutturata: 13 della generazione più anziana, 5 della generazione intermedia e 10 della generazione più giovane⁸.

Quasi tutti i partecipanti della generazione più anziana soddisfano i criteri NORM: hanno un’istruzione primaria o secondaria⁹, vivono stabilmente e non hanno la possibilità di cambiare spesso ambiente di vita. Molti di loro lavoravano nell’agricoltura, nella silvicoltura o nel settore dei servizi, dove non è necessaria una comunicazione attiva.

I rappresentanti della generazione intermedia, fatta eccezione per un informatore con istruzione superiore, hanno un’istruzione primaria o secondaria, sono mobili e lavorano

⁶ Questo fenomeno si verificava anche nella lingua degli abitanti trasferitisi a Marcinkonys da Ašašninkai e Kabeliai (Leskauskaitė 2009: 30). La confusione consonantica è stata registrata anche nel punto di Šklėriai (703). Le registrazioni sonore degli anni Cinquanta-Sessanta del XX secolo dai punti di Marcinkonys (697) e Kabeliai (704) sono poche. La loro durata varia da 2 a 10 minuti.

⁷ Le registrazioni sonore degli anni Cinquanta-Sessanta del XX secolo dai punti di Marcinkonys (697) e Kabeliai (704) sono poche. La loro durata varia da 2 a 10 minuti.

⁸ Nelle ricerche di sociolinguistica quantitativa è ideale che il campione si avvicini a 30 informatori (Milroy, Gordon 2003: 164).

⁹ Gli informatori hanno conseguito l’istruzione secondaria da adulti, presso una scuola serale.

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nel settore dei servizi. I giovani partecipanti alla ricerca — studenti delle scuole superiori e universitari, oltre ad alcuni operai — costituiscono il gruppo più mobile e soddisfano le proprie esigenze culturali, sociali ed economiche al di fuori dell’area del sottodialetto.

1 TABELLA. Durata delle registrazioni sonore (28 ore e 16 minuti)

N. Codice dell’informatore Anno di nascita Istruzione Durata della registrazione sonora 1. 697Mrc3M 1938 Primaria 1 ora 31 min. 2. 697Mrc3–1M 1940 Primaria 1 ora 21 min. 3. 697Mrc3–2M 1942 Secondaria 1 ora 16 min 4. 697Mrc3–3M 1937 Primaria 34 min. 5. 696Drž3M 1936 Primaria 1 ora 36 min. 6. 696Drž3–1M 1938 Primaria 1 ora 1 min. 7. 696Drž3–2M 1938 Primaria 1 ora 8. 696Drž3–3M 1942 Secondaria 1 ora 1 min. 9. 696Drž3V 1942 Di base 10. 696Drž3–1V 1938 Primaria 1 ora 2 min. 11. 704Kb3M 1937 Primaria 12. 704Kb3V 1942 Primaria 1 ora 32 min. 13. 704Kb3–1M 1966 Secondaria 36 min. 14. 697Mrc2M 1975 Secondaria 1 ora 19 min. 15. 697Mrc2–1M 1978 Di base 1 ora 10 min. 16. 697Mrc2–2M 1973 Secondaria 1 ora 20 min. 17. 704Kb2–1V 1973 Superiore 36 min. 18. 704Kb2V 1972 Secondaria 1 ora 19 min. 19. 697Mrc1M 2004 Secondaria 20. 697Mrc1–1M 2002 Secondaria 1 ora 39 min. 21. 697Mrc1–2M 2004 Di base 1 ora. 22. 697Mrc1V 2003 Secondaria 1 ora. 23. 696Drž1M 2002 Secondaria 1 ora 5 min. 24. 704Kb1M 2003 Secondaria 1 ora 3 min. 25. 704Kb1–2M 2004 Di base 1 ora. 26. 704Kb1V 1995 Secondaria specialistica 40 min. 27. 704Kb1–1V 2004 Di base 1 ora. 28. 704Kb1–2V 2002 Secondaria specialistica 1 ora 29 min.

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Gli informatori sono codificati secondo il numero del punto LKA e l’abbreviazione del nome, l’età dell’informatore (1 indica la generazione più giovane, da 18 a 30 anni; 2 la generazione intermedia, da 31 a 50 anni; 3 la generazione più anziana) e il sesso (M — donna, V — uomo). Per esempio, un informatore della generazione più giovane del punto di Marcinkonys è indicato come 697Mrc1V. Se vi sono più informatori dello stesso gruppo d’età, dopo il trattino breve viene scritto un numero aggiuntivo, per es. 697Mrc1V-1 (cfr. tabella 1).

Per chiarire le tendenze della depalatalizzazione nelle tre generazioni, da ciascuna registrazione sonora degli informatori è stato selezionato un segmento di 30 minuti di parlato spontaneo; i casi con consonanti (de)palatalizzate sono stati trascritti sistematicamente e i risultati sono stati visualizzati. Nell’articolo gli esempi dei testi manoscritti sono presentati con l’ortografia autentica, mentre il materiale del XXI secolo è trascritto secondo l’Alfabeto fonetico internazionale (AFI) (cfr. Bakšienė 2018: 10–20; 2022: 165–183). Nella ricerca sono stati utilizzati i metodi descrittivo, di osservazione e di analisi del materiale empirico.

1. CARATTERISTICHE SOCIOLINGUISTICHE DEI DINTORNI DI MARCINKONYS

I punti di Marcinkonys (697), Darželiai (696) e Kabeliai (704) dell’area studiata si trovano nella parte meridionale della Lituania, al confine con la Bielorussia. Nel periodo 1920–1939 i dintorni di Marcinkonys appartenevano alla regione di Vilnius, amministrata dalla Polonia, mentre nel periodo 1939–1940 appartenevano alla Bielorussia.

Nel XX secolo, oltre ai lituani, che erano la popolazione dominante nei dintorni di Marcinkonys vivevano anche russi (soprattutto a Marcinkonys), polacchi, bielorussi e ucraini10. Oltre al lituano, fino alla fine del XX secolo nello spazio pubblico venivano usati anche il polacco e il russo; perciò, a causa dell’interazione tra le lingue, aumentò anche l’interferenza fonetica (cfr. Grumadienė 1988: 138).

Nella seconda metà del XX secolo, con l’affermarsi della lingua lituana standard nella vita pubblica, il prestigio degli aukštaitiani meridionali, come quello degli altri dialetti della lingua lituana, 11 diminuì e fu svalutato, poiché l’attenzione principale si spostò sulla lingua standard

10 La maggior parte degli appartenenti alla generazione più anziana trasferitisi dalla Russia a Marcinkonys non imparò mai a parlare lituano. Polacchi e bielorussi che formarono famiglie con lituani comunicavano in lituano a casa (cfr. Rutkovska 2016: 2–3). I figli delle famiglie slavofone frequentavano scuole lituane e si adattarono con successo all’ambiente linguistico dominante.

11 La lingua prestigiosa è usata dagli abitanti dotati di particolare potere sociale (Milroy 2001: 549). Il prestigio può essere manifesto, quando vengono dichiarati atteggiamenti positivi verso la lingua e comportamenti linguistici (cfr. Holmes 2001: 345). Il concetto di prestigio occulto comprende la valutazione positiva di codici linguistici non riconosciuti pubblicamente e atteggiamenti positivi non dichiarati apertamente (soprattutto agli estranei) (cfr. Trudgill 1979: 9; Kalėdienė 2013: 137; Holmes 2001: 345; Ramonienė 2006: 145).

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(Leskauskaitė 2018: 36). I tratti più evidenti del sottodialetto degli aukštaitiani meridionali — la dzūkizzazione e la depalatalizzazione — sono diventati non prestigiosi. Gli abitanti dei dintorni di Marcinkonys, come gli altri aukštaitiani meridionali, evitano questi tratti quando parlano con estranei (cfr. Mikalauskaitė 1975: 94; Leskauskaitė 2009: 38).12

Anche l’infrastruttura deteriorata e le mutate condizioni demografiche, socioeconomiche e culturali hanno contribuito all’indebolimento del prestigio del sottodialetto; esse hanno determinato deboli legami sociali e mobilità ridotta degli abitanti non solo all’interno dell’area dialettale, ma anche al di fuori di essa.13 Il forte aumento della mobilità degli abitanti è uno dei principali fattori che determinano un uso più frequente della lingua standard sia da parte degli individui sia nelle comunità linguistiche (cfr.: Chambers 2002: 117; Meiliūnaitė, Mikulėnienė 2014: 126; Monka 2015: 98; Čepaitienė 2016: 154).

Riassumendo i dati sociolinguistici, si può affermare che il livello di isolamento del sottodialetto dei dintorni di Marcinkonys è basso: prevalgono reti sociali aperte, nelle quali gli individui sono collegati da legami deboli e sono aperti alle innovazioni e al cambiamento linguistico (cfr. Kalėdienė 2013: 148).

2. LA SITUAZIONE DELLA DEPALATALIZZAZIONE NEI DINTORNI DI MARCINKONYS NELLA SECONDA METÀ DEL XX SECOLO

Una situazione dialettale più ampia degli anni Sessanta del XX secolo è documentata dalle scarse registrazioni sonore e dai testi manoscritti conservati nell’Archivio dei dialetti del Centro di geolinguistica dell’Istituto della lingua lituana. L’analisi del materiale dialettale mostra che nell’area studiata venivano pronunciate come non palatalizzate le consonanti [l], [r], [s], [ʂ], [z̪], [tʂ], [t̪s], [dž], [dʐ], [p], [b], [m], [u] (cfr. tabella 2).

Dai testi manoscritti risulta che i raccoglitori di materiale dialettale registravano anche le vocali anteriori modificate che seguivano consonanti non palatalizzate. Anche Žaneta Urbanavičiūtė-Markev ičienė prestò attenzione all’arretramento delle vocali anteriori dopo le consonanti non palatalizzate [r], [s], [z], [tʂ], [t̪s], [dž] e lo segnalò con grafemi speciali nei testi trascritti dei punti di Darželiai (696) e Kabeliai (704) (šas.

12 Gli informatori della generazione più anziana e di quella intermedia valutano il sottodialetto degli aukštaitiani meridionali come bello, adatto a essere parlato soltanto nell’ambiente familiare, ma inutile nello spazio pubblico come mezzo di comunicazione: «E chi parla dzūco oggi nei villaggi? Le ottantenni. E se rimane ancora qualche giovane, appena va a Vilnius o in città, non si sente più parlare dzūco. Ed è inutile» (Mrc697Mrc3-2M). La generazione più giovane ritiene che il dialetto sia interessante, prezioso e da tutelare, ma che, a causa dell’interruzione della tradizione di trasmissione del dialetto, ormai lo si debba imparare.

13 La circoscrizione di Marcinkonys è considerata una zona di spopolamento di lunga durata, con infrastrutture deteriorate. In tutta la circoscrizione non sono rimaste scuole di istruzione generale, strutture sanitarie e altre istituzioni, né posti di lavoro.

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n. di registrazione 821; n. di registrazione del fascicolo 840). Gli altri raccoglitori di dati hanno fornito soltanto esempi isolati (Leskauskaitė 2009: 35).

TABELLA 2. Inventario delle consonanti non palatalizzate nei testi manoscritti14

Consonante non palatalizzata | Depalatalizzazione davanti a vocali anteriori | Depalatalizzazione davanti a vocali posteriori ł | lǎ-das, iškẽlė, sáulys | r | raci, rékc, sùtrbina | sugrùvo, karúominė, netùrù s | sanà, šẽmė | š | gru-šà, nãšė, šìltas | šuõmet ž | daržãluosa, ž̃ídzi, ãtvežė | žú-ro c | klùpscai, vaikãicais, scìklas | slanìksco, marcũ, akẽcuč | tuščàs, nebaščìkas | vaìkščioja, laìkraščiuosa dz | padzáuna | mẽdzo, sodzùs, dzidžulei dž | pradžà | ìždžúvi, bráìdžojo, balandžo p | p̃lãupė, sopẽc | b | duobẽta, taisìbė | m | mẽšlo, mėnásin, žãmės | v | dãvė, vẽl, vẽtra |

Come mostra la tabella, il sistema consonantico dei dintorni di Marcinkonys non è caratterizzato da una correlazione armonica tra consonanti non palatalizzate e palatalizzate, poiché le consonanti [r], [š], [ž], [t͡ʃ], [d͡z], [t͡s], [d͡z] ne sono escluse, cioè vengono sempre pronunciate come non palatalizzate (cfr. Urbanavičiūtė 1970: 61). Non vengono pronunciate come palatalizzate soltanto le consonanti menzionate, ma anche [l], [s] e, sporadicamente (solo in alcune parole), [p], [b], [m], [v].

Nel materiale manoscritto e nelle registrazioni sonore del GCTA della seconda metà del XX secolo si trovano anche esempi d’uso delle consonanti palatalizzate [ǯ], [ʃ̌], [t͡ʃ̌], [rʲ], per es.: vežìmo, nùnėšė, incipràšė, pãǯčo (Mrc), ažãri (Drž), reĩke (Kb), che già indicavano cambiamenti dialettali iniziati.

14 I testi manoscritti sono stati redatti in una trascrizione semplificata e generalizzata, che presenta i tratti principali del sottodialetto. Tuttavia, nei testi non sono indicate alcune varianti fonemiche, soprattutto quelle più sottili, e non vengono riflesse le oscillazioni dei tratti fonetici dei punti studiati. Per questo motivo, nell’articolo il materiale dialettale viene riscritto secondo l’AFI. Per ulteriori informazioni sulla trascrizione generalizzata semplificata cfr. Bacevičiūtė 2010: 5–14.

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3. INVENTARIO DELLE CONSONANTI NON PALATALIZZATE DEGLI INFORMATORI ALL’INIZIO DEL XXI SECOLO

Nella raccolta di materiale dialettale per l’Atlante della lingua lituana non sono state studiate le differenze nella depalatalizzazione tra informatori di età diversa. Le registrazioni sonore dei 28 informatori partecipanti a questo studio hanno mostrato che la depalatalizzazione è caratteristica soltanto di 22 informatori, mentre nel parlato di 6 giovani il fenomeno non è stato registrato affatto. Gli informatori differivano anche per l’inventario individuale delle consonanti non palatalizzate: nel parlato della generazione più anziana se ne registrano da 5 a 12, in quello della generazione intermedia da 1 a 6, e in quello dei giovani da 0 a 6 (cfr. tabella 3).

Come si vede dalla tabella 3, l’inventario consonantico più ampio è caratteristico della generazione più anziana, ma anche nel suo parlato la depalatalizzazione non è sistematica, cfr.: [zʲrʲuˈi̯ːnʲɪ̯kʲɪs] ~ žervyniškis e [zʲe̯rʲuˈi̯n̪o̞s] ~ Zervynos (697Mrc3–1M), [atʊəˈz̪u̯i̯] ~ atvažįavę e [nʊədʒʲa̯e̯ˈu̯] ~ nuvažiavau (697Mrc3–3M), [ˈp̪ɔ.d̪es] ~ pėdsakas e [p̪ˈe̞²d̪e̯] ~ pėdsakai (704Kb3V), ecc.

Va notato che uno dei fattori più importanti che determinano i dialetti e l’uso di determinati tratti linguistici non è soltanto l’ambiente linguistico, ma anche il legame di trasmissione del dialetto. Fumio Inoue (2008: 477) sostiene che la lingua della madre esercita una grande influenza sull’acquisizione linguistica dei bambini. Il materiale della ricerca mostra che gli informatori di tre generazioni della stessa famiglia possono usare in modo non sistematico le stesse consonanti non palatalizzate; per esempio, 704Kb3M, 704Kb2V, 704Kb1V e 704Kb1–1V pronunciano non sistematicamente le consonanti [l], [r], [s], [z], [t͡s], [d͡z], come l’informatrice della generazione più anziana 704Kb3M. È quindi naturale che, nella stessa famiglia, l’inventario delle consonanti non palatalizzate degli appartenenti alla generazione più anziana nati in villaggi diversi spesso non coincida, per es.: 696Drž3–1V ne comprende 4, mentre 696Drž3–1M ne comprende 7; 704Kb3V ne comprende 13, mentre 704Kb3M ne comprende 6.

In sintesi, occorre osservare che l’inventario delle consonanti non palatalizzate viene elaborato individualmente da ciascun parlante del sottodialetto. La sua ricchezza e realizzazione dipendono sia da fattori linguistici sia extralinguistici.

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TABELLA 3. Inventario delle consonanti non palatalizzate

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4. TENDENZE DELLA DEPALATALIZZAZIONE NELLA GENERAZIONE PIÙ ANZIANA

Nei dintorni di Marcinkonys la generazione più anziana pronuncia più spesso le consonanti non palatalizzate [l], [r], [s], [š], [z] davanti al vocalismo di tipo [ε]. Come dopo tutte le consonanti depalatalizzate, anche in questo caso le vocali anteriori arretrano, per es.: [baˈlʲə] ~ balelė (696Drž3M), [gɣu̯ˈlʲəːk] ~ gulėk, [ˈlʲaɪ̯dzə] ~ leidžia, [ˈlʲɛn̪də] ~ lenda, [raˈt̪u] ~ retu (696Drž3M), [saˈna] ~ sena (704Kb3-3M); [ˈsaːra] ~ šeria (696Drž3-1M), [ˈzaːmʲiː] ~ žemę (704Kb3V). Nel complemento oggetto e nello strumentale singolare dei sostantivi femminili della declinazione in ē, le vocali vengono trasformate in [i̯], [i] arretrate, per es.: [spɔn¹ˈgu̯lʲiː] ~ spanguolę (697Mrc3M), [pʊˈpʲaːlʲi] ~ pupele (697Mrc3M), [pʊʂaˈlʲi] ~ pušele (704Kb3V).

Le consonanti occlusive [r], [s], [z] davanti al vocalismo del tipo [ɪ] sono utilizzate in modo più regolare dalla generazione più anziana nei punti di Darželiai (696) e Kabeliai (704), per esempio: [kʲoˈsʲɪnʲt͡ʃʲ] ~ kiaušinį (696Drž3-3M), [kuˈrʲɪna] ~ kūrena (Kb3V), [ˈʃʲi̯təs] ~ šitas (Drž3M), [ˈsʲi̯emʲɛt] ~ šiemet (697Mrc3M), [zʲiˈnʲɛv] ~ žinai (696Drž3-1M), [ɡrɔʑʲz̪] ~ graži (696Drž3V). La correlazione tra la palatalità e la non palatalità di queste consonanti può scomparire persino in posizione pertinente, cioè davanti alle vocali posteriori, per esempio: [srʊˈba] ~ sriuba (696Drž3V), [ˈʐurβʊs] ~ žiūriu (697Mrc3M), [ˈkʲrʲiːzʊ] ~ kryžių (697Mrc3M).

Le tendenze alla non palatalizzazione delle consonanti possono essere illustrate con un diagramma, nel quale sono riportate le consonanti (non) non palatalizzate dell’informatrice 697Mrc3–2M selezionate da una registrazione audio della durata di mezz’ora, nonché il loro numero (cfr. fig. 2).

FIG. 2. Tendenze alla non palatalizzazione delle consonanti dell’informatrice 697Mrc3–2M

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Come si vede nella figura 2, nel parlato dell’informatrice 697Mrc3–2M le consonanti [l], [t͡s], [d͡z] vengono sistematicamente non palatalizzate, mentre [r], [ž] mostrano oscillazioni. La pronuncia di [ʃ] / [ʒ] è quella che oscilla maggiormente, mentre [sʲ] è sempre palatalizzata.

Come mostrano i risultati della ricerca, solo gli informanti della terza generazione utilizzano sistematicamente le affricate non palatalizzate [t͡s], [d͡z], per esempio: [kuˈi̯eʲt͡su] ~ kviečių, [soˈd͡zus] ~ sodžius, [d͡zoˈu̯i̯tu] ~ džiovytų (697Mrc3–2M), ˈtsa ~ čia 704Kb1V. Davanti al vocalismo del tipo [i], la pronuncia di queste affricate varia: possono essere pronunciate sia in modo non palatalizzato sia palatalizzato, cfr.: [nak͡tsʲˈmʲi] ~ naktimi (697Mrc3M), [ˈzʲsmʲe̯rt͡sʲ] ~ mirčiai (696Drž3–3M), ma [ˈd͡zʲd͡eʲlʲis] e [ˈd͡zʲd͡ʲeʲlʲis] ~ didelis (704Kb3V)¹⁵

Diversa è la situazione per quanto riguarda la non palatalizzazione delle consonanti [t͡s], [d͡z], che sta scomparendo dall’uso dialettale. Solo singoli informanti della generazione più anziana pronunciano queste consonanti in modo non palatalizzato, per esempio: [ɪzʲˈd͡zu̯i̯] ~ išdžiūvę (697Mrc3M), [ˈpɐu̯i̯zʲd͡zu] ~ pavyzdžiui (696Drž3–3M), [traˈt͡sɐdʲi̯e̯nʲis] ~ trečiadienis (697Mrc3–4M), [u̯oˈkʲi̯eʲt͡sʲi] ~ vokiečiai (696Drž3V), [suoˈkʲt͡sʲimas] ~ švokštimas (696Drž3V), [sokerˈsʲt͡sɐu̯o] ~ sukarščiavo (696Drž3–2M), [ˈt͡sʲt͡sʲas] ~ tuščias, [ˈt͡sʲɐs] ~ laikas (697Mrc3M). Pertanto, nella lingua della generazione intermedia e di quella più giovane, le consonanti non palatalizzate [t͡s], [d͡z] sono diventate palatalizzate.

Si può affermare che anche la non palatalizzazione delle consonanti [bʲ], [pʲ], [mʲ], [u̯] sta scomparendo, sebbene sia considerata un fenomeno più recente e non ancora concluso (LKTCh 38; Markevičienė 1970: 62; Garšva 2005: 263; Zinkevičius 2006: 143–144). Esempi di queste consonanti pronunciate in modo non palatalizzato davanti a [ə] sono stati annotati soltanto nel parlato degli informanti più anziani, per esempio: [rɐˈmʲi̯bʲe̯s] ~ ramybės (697Mrc3M), [nʊˈbʲe̯gɔ] ~ nubėgo (704Kb3V), [ˈkʲa̯e̯pʲ] ~ kepė, [məˈlʲi̯nʲu] ~ mėlyniu (ma [ˈmʲe̯lʲi̯nɐ] ~ mėlyna) (697Mrc3M), [mʲəˈsʲɐs] ~ mėsos (704Kb3V), [pastɪˈu̯əi̯o] ~ pastovėjo (696Drž3–2M), [ˈnʲe̯dɐu̯ɔ] ~ nedavė (696Drž3–3). Nell’uso dialettale, soprattutto nel parlato della generazione intermedia e di quella più giovane, la pronuncia non palatalizzata delle consonanti [b], [p], [m], [u̯] davanti alla vocale [ə] è non prestigiosa ed è considerata un tratto di provincialismo¹⁶

5. TENDENZE ALLA NON PALATALIZZAZIONE DELLE CONSONANTI NELLA GENERAZIONE INTERMEDIA E IN QUELLA PIÙ GIOVANE

Cambiamenti ancora più dinamici nella non palatalizzazione delle consonanti si registrano nel parlato della generazione intermedia e di quella più giovane. Le maggiori oscillazioni riguardano le consonanti non palatalizzate [l], [r], [s],

¹⁵ Per la situazione dello džūkavimas nell’area degli altaiči meridionali, cfr. Valentukevičienė 2021: 58–76.

¹⁶ La pronuncia di queste consonanti è valutata come una reliquia linguistica antica e suscita il riso negli interlocutori; pertanto, le persone della generazione intermedia e di quella più giovane possono pronunciare queste consonanti con l’intento di deridere qualcuno.

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[z] consonanti, che vengono pronunciate in singole parole, per esempio: [ɡɑˈlʲɛsʲɪ] ~ galėsi (Mrc2M-1M), [ˈpʲiːʂ] ~ pylė (Mrc2-2M), [ˈrɛːkʲæ] ~ reikia, [ˈʑuːro] ~ žiūri (Mrc1V) e così via (cfr. fig. 3).

FIG. 3. Tendenze all’indurimento delle consonanti dell’informatrice 697Mrc2–1M

Come si vede dalla figura 3, la forte concorrenza tra le consonanti dure [r], [s], [z] e quelle palatalizzate [rʲ], [ʃʲ], [ʒʲ] mostra che nella sottovarietà si consolidano le varianti con consonanti palatalizzate, per esempio: [wɑrʲəˈnɑ] ~ Varėna (704Kb2V), [rʲæ̃tɑs] ~ retas (696Drž3M–1), [ʃʲɛrʲmʊ̃kʲɪnʲɔ] ~ šermukšnio (697Mrc2–1M), [ʃʲɛɪ̯mɑ] ~ šeima (704Kb2V) e così via. In altre parole, alcune consonanti dure vengono estromesse dall’uso dialettale.

L’indebolimento dell’indurimento delle consonanti è confermato dal comportamento linguistico della generazione più giovane. Dei 10 giovani partecipanti allo studio, solo 4 presentano questo fenomeno; 6 non erano in grado di pronunciare le consonanti dure e le vocali anteriori arretrate [ɡ̑], [i̯], [l̴] che le seguono; è quindi evidente che l’indurimento delle consonanti è una caratteristica fonetica non prestigiosa della sottovarietà, che i giovani evitano pubblicamente.

Per esempio, l’inventario delle consonanti dure dell’informante 704Kb1–1V è più ricco di quello degli altri partecipanti allo studio della sua generazione, ma egli indurisce le consonanti soltanto comunicando in un ambiente ristretto (cfr. fig. 4).

Come si vede nella figura 4, nel parlato dell’informante 704Kb1–1V sono in concorrenza [l], [r], [s], [z] e i loro correlati palatalizzati. Le consonanti [ts], [dz] non sono soggette a concorrenza.

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4 FIG. Tendenze all’indurimento delle consonanti dell’informante 704Kb1–1V

Valutando la relazione tra l’indurimento delle consonanti e le generazioni degli informanti, è stata rilevata una chiara correlazione negativa: quanto più giovane è l’informatore, tanto meno frequentemente le consonanti vengono indurite, oppure non vengono utilizzate affatto. Per esempio, l’informatrice 697Mrc1M ha utilizzato 18 volte, in una registrazione audio della durata di mezz’ora, la forma verbale važiuoti e soltanto 6 volte l’ha pronunciata con consonanti dure: [atʋdˈʑuɔʑiem] ~ atvažiuojam(e), [atʋɑˈɫʑuɔt] ~ atvažiuotų, [atʋɑˈɫʑuɔs] ~ atvažiuos, [ɪsʋɑˈɫʑuɔʑiem] ~ išvažiuojam, [ɪsʋɑˈɫʑuˈi] ~ išvažiavę, [ʋɑˈɫʑuɔʑiem] ~ važiuojam(e).

L’indurimento delle consonanti in forme isolate dovrebbe essere definito non come un tratto dialettale stabile, caratteristico del dialetto tradizionale, bensì come un marcatore dialettale differenziale, che aiuta a identificare la sottovarietà di una persona17. Danguolė Mikulėnienė (2019: 51–62) sostiene che, nel caratterizzare le più recenti formazioni territoriali dialettali, il valore differenziale sarà assunto non più da singoli marcatori, ma dal loro intero complesso.

In sintesi, si può affermare che l’inventario delle consonanti dure e le tendenze all’indurimento delle consonanti degli informanti delle generazioni più giovane e intermedia mostrano che, con il mutamento della sottovarietà dei meridionali aukštaičiai e la formazione di nuove formazioni dialettali, l’indurimento delle consonanti perde stabilità e alcune consonanti si ritirano dall’uso.

17 Per il termine marcatore dialettale si veda inoltre Mikulėnienė 2019: 51–62.

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CONCLUSIONI

Valutando le tendenze alla desonorizzazione dei consonanti nelle tre generazioni, si possono trarre le seguenti conclusioni. Nella seconda metà del XX secolo, nelle vicinanze di Marcinkonys, la desonorizzazione dei consonanti era particolarmente vitale nel parlato della generazione più anziana.

L’analisi del materiale dialettale dell’inizio del XXI secolo mostra che la situazione di questo fenomeno è ormai cambiata. I consonanti [r], [s], [z] e [ts], [dz], [tʃ], [dʒ], che in precedenza non avevano correlati palatalizzati, presentano ora il maggiore mutamento nel parlato di tutte e tre le generazioni. Nella lingua dialettale, i consonanti occlusivi [r], [s], [z] sono spesso sostituiti da varianti palatalizzate. Con la scomparsa della džūkavimas, anche le affricate occlusive [ts], [dz] vengono usate sempre più raramente. La loro vitalità correla con il mantenimento della džūkavimas come fenomeno. Solo nella generazione più anziana i consonanti [s], [ts], [dz], [p], [b], [m], [l] caratteristici si stanno ritirando dall’uso.

L’inventario non uniforme dei consonanti occlusivi degli informatori e le tendenze alla desonorizzazione dei consonanti mostrano che, mentre il sottodialetto degli altaucciai meridionali cambia e si formano nuove configurazioni dialettali, la desonorizzazione dei consonanti si indebolisce progressivamente. I singoli casi di desonorizzazione dei consonanti nel parlato dialettale vanno valutati non come tratti dialettali, ma come marcatori dialettali.

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RIASSUNTO

L’analisi dei dati dialettali dell’inizio del XXIˢᵗ secolo mostra che la situazione di questo fenomeno è già cambiata. Le consonanti [rʲ], [sʲ], [zʲ] e [t͡sʲ], [d͡zʲ], [t͡ʃ], [d͡ʒ], che in precedenza non avevano correlati palatalizzati, subiscono già i cambiamenti più rilevanti nella lingua di tutte e tre le generazioni. Nella lingua dialettale, le consonanti non palatalizzate [r], [s], [z] sono spesso sostituite dalle loro varianti palatalizzate. Con il declino del cosiddetto dzūkavimas, le affricate non palatalizzate [t͡s] e [d͡z] sono usate meno frequentemente. La loro vitalità è correlata al mantenimento del dzūkavimas come fenomeno. Le consonanti [s], [t͡s], [d͡z], [p], [b], [m], [ʊ], tipiche soltanto della generazione anziana, stanno gradualmente cadendo in disuso.

L’inventario divergente delle consonanti non palatalizzate usate dagli informatori e le tendenze della depalatalizzazione mostrano che, mentre il sottodialetto dell’Aukštaitija meridionale cambia e si affermano nuove formazioni dialettali, la depalatalizzazione si indebolisce gradualmente. I casi di depalatalizzazione di consonanti isolate nel parlare dialettale sono considerati marcatori dialettali piuttosto che tratti dialettali.

Ricevuto il 2 settembre 2022.

DANUTĖ VALENTUKEVIČIENĖ

Istituto di lingua lituana

Via Petro Vileišio 5, LT-10308 Vilnius, Lituania

[email protected]

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