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IL RUOLO DELLA DONNA NELLA DASEINSANALYSE DI
LUDWIG BINSWANGER
THE ROLE OF THE WOMAN IN DASEINSANALYSE BY LUDWIG BINSWANGER
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Gli s udi di gene e non hanno a u o alcuna di icol à a denuncia e l’egemonia
maschile in psichia ia. È bas a o a e le a sull’u e o. La conno azione ana omica
del e mine is e ia1 e la plu isecola e s umen alizzazione di ques a pa ologia da
pa e di nume ose discipline scien i iche e non (dalla medicina alla iloso ia, dalle
scienze na u ali alla eologia), sono s a e su icien i pe impos a e un’accusa e icace
con o nume osi modelli esplica i i della cul u a psichia ica occiden ale. P op io
in quan o pe secoli l’is e ia e a s a a uno dei pe ni del po e e e dell’onnipo enza
in campo psichico, negli ul imi decenni ha po u o innesca e la denuncia dello
s apo e e maschile in ques o se o e2. Nel caso della psicoanalisi, non solo
l’imp esa è isul a a pa icola men e age ole3, ma ha segna o la linea di condo a
“u e ocen ica” di nume ose al e indagini di gene e.
È possibile o mula e il disco so sulla donna in psichia ia in manie a più di e enzia a,
es endendolo anche ad al i pe iodi s o ici, senza ico e e necessa iamen e all’is e ia?
È possibile insc i e e in ques o o izzon e anche al i pa adigmi in e p e a i i, come
ad esempio la Daseinsanalyse4 di Ludwig Binswange ? Uno s udio più app o ondi o
della igu a della donna nella Daseinsanalyse po ebbe o ni e isul a i indica i i, nella
misu a in cui essa è eme sa dopo “scompa sa” dell’is e ia dalle is i uzioni psichia iche,
dagli s udi p i a i e dalla le e a u a p ima ia. Inol e, nonos an e Binswange abbia
p es o i endica o e dimos a o la sua au onomia ispe o alla scuola iennese, la sua
do ina è na a p op io da un con on o di e o con la psicoanalisi.
Come F eud, anche Binswange ha elabo a o le sue pubblicazioni scien i iche aendo
spun o dai p op i pazien i. A di e enza di F eud, Binswange a e a a disposizione
1 Dal g eco hus é a “u e o”.
2 Gli s udi dedica i a ques a p oblema ica sono innume e oli. A i olo app esen a i o possono
esse e ci a i B o e man I e . al., 1970, Masson J. M., 1986, Ho mann D., 1991.
3 F eud a e a inizia o a elabo a e la eo ia psicoanali ica p op io a pa i e dagli s udi sull’is e ia.
Pa adossalmen e, p op io le ice che s o iche sul suo più celeb e caso di is e ia, Anna O, hanno a o
acilla e le p ime gua igioni i endica e dalla psicoanalisi (c . Hi schmülle A. 1978).
4 Ludwig Binswange (1881-1966) nasce a K euzlingen (S izze a) da un’a e ma a amiglia di
psichia i. Dopo esse si o ma o con Ca l Gus a Jung (1875-1961) e Eugen Bleule (1857-1939),
nel 1911 e edi ò la di ezione del “Sana o ium Belle ue”, la clinica psichia ica onda a dal nonno
Ludwig Binswange sen. nel 1857. Nel 1907 Jung lo p esen ò a Sigmund F eud (1856-1939), con il
quale in a enne una lunga co ispondenza. In ques i anni, il pe co so scien i ico di Binswange è
p o ondamen e segna o dalla psicoanalisi. A pa i e dagli anni Ven i, Binswange inizia a in e essa si
alla enomenologia di Edmund Husse l (1859-1938) e alla Daseinsanaly ik di Ma in Heidegge
(1889-1976). Fu p op io pe l’esplici i i e imen i alla do ina di Heidegge che lo psichia a Jakob
Wy sch coniò nel 1942 il e mine Daseinsanalyse pe designa e l’impos azione psicopa ologica
di Binswange . A di e enza della psicoanalisi e della psichia ia posi i is a, gli s o zi della
Daseinsanalyse si concen ano sull’in e a p esenza umana, en ando di “comp ende e” il pazien e,
in ece di “spiega lo”. Assumendo che la mala ia men ale è sol an o un “di e so modo di esse e nel
mondo”, Binswange ha con ibui o alla de- ei icazione del pazien e al supe amen o della dico omia
sano-mala o. Pe meglio dis ingue e l’impos azione di Binswange da al e p opos e anali iche,
man engo qui il e mine edesco Daseinsanalyse piu os o che ip opo e aduzioni meno e icaci o
esclusi e come an opoanalisi o analisi esis enziale o psichia ia enomenologica.
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una ise a p essoché inesau ibile di casi clinici; migliaia di ca elle cliniche conse a e
nell’a chi io della clinica psichia ica di amiglia, il sana o io Belle ue. Un censimen o
della popolazione della Belle ue5 ha pe messo di s abili e che, du an e la di ezione
di Ludwig Binswange (1911-1956), i pazien i di sesso maschile e ano in legge a ma
cos an e maggio anza, sia in elazione alle equenze annuali ( edi is og amma 16), sia
igua do al nume o complessi o: il 54,4% (2113 uni à) della popolazione e a cos i ui o
da uomini e il 45% da donne (1775 uni à).
Va enu o p esen e che nelle is i uzioni psichia iche, sop a u o se si a a di
is i u i p i a i, la p e alenza di un sesso ispe o all’al o dipende sop a u o da a o i
in e ni. La capaci à dei a i epa i emminili e maschili può esse e conside a a una
a iabile de e minan e. Alla Belle ue, la p eponde anza di pazien i di sesso maschile è
più in ensa p op io nei pe iodi di maggio e a luenza e quindi di maggio e lessibili à
nell’inse imen o dei pazien i nei a i se o i. Ciò può a suppo e una endenza ad
accoglie e p e e ibilmen e pazien i di sesso maschile, una poli ica iconducibile al
onda o e della clinica7. In ques o p imo pe iodo, la p edominanza maschile nelle
is i uzioni psichia iche e a a o i a dal a o che le donne e ano endenzialmen e
accudi e nel nucleo amilia e, sop a u o se nubili. Ve so la ine del XIX secolo, si assis e
in ece a un’omogeneizzazione dei due g uppi, se non a un e a e p op ia in e sione
delle pe cen uali, do u a a una maggio e sensibili à dei medici pe le mala ie delle
donne e/o a una mino e olle anza nei con on i dei compo amen i de ian i da
pa e della amiglia e della socie à in gene ale. Di conseguenza, dai da i ela i i ai
ico e i in cliniche p i a e non si può e ince e se siano gli uomini o le donne a esse e
maggio men e colpi i da mala ie men ali.
Alla luce della legge a p e alenza di pazien i di sesso maschile alla Belle ue, ci si
po ebbe aspe a e una co ispondenza – o quan o meno un endenziale i lesso – di
ques e p opo zioni nelle pubblicazioni scien i iche di Binswange . Tu a ia, un apido
sgua do ai maggio i sc i i di aglio daseinsanali ico smen isce immedia amen e
l’ipo esi di una simile co ispondenza di p opo zioni. Bas i so e ma si sull’indice
5 I da i ipo a i in ques o s udio sono s a i elabo a i a pa i e dalle equenze annuali della
clinica Belle ue. Tu o il ma e iale clinico-amminis a i o della clinica è conse a o p esso l’A chi io
Binswange (Uni e si ä sa chi Tübingen, Ge mania).
6 Ques o sbilanciamen o è esaspe a o nel pe iodo a i due con li i mondiali. Sol an o du an e
l’ul imo decennio della di ezione di Ludwig Binswange , a pa i e dal pe iodo immedia amen e
successi o alla seconda gue a mondiale si e i ica un o esciamen o delle p opo zioni a a o e
della clien ela emminile. Che ques a con o endenza sia un i lesso della gue a po ebbe esse e
a alo a o dal a o che nel iennio 1917/19 si egis a un enomeno analogo.
7 I da i ela i i alla di ezione di Ludwig Binswange sono in a i in linea con quelli egis a i a
il 1857 e il 1880: 56,3% di uomini e 43,7% di donne (C . Moses A./Hi schmülle A. 2004, p. 150).
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di Schizoph enie (Binswange L., 1957), do e qua o dei cinque s udi ipo a i sono
dedica i alla icenda clinica di donne8.
Un’analisi più app o ondi a di ques a accol a può esse e gius i ica a sulla base
delle due in enzionali à mani es a e esplici amen e da Binswange . Da una pa e,
ques o olume è s a o concepi o pe p esen a e e illus a e alla comuni à scien i ica
la Daseinsanalyse in modo o ganico e sis ema ico. Dall’al a si a a di un con ibu o
casis ico allo s udio della schizo enia, pa ologia che “si addice in qualche modo al
nos o empo, come l’is e ia o ò nel mondo p e-se ecen esco il suo e eno” (Jaspe s
K., 2001, p. 174), con la di e enza che, men e l’is e ia u una p e oga i a emminile,
la schizo enia non mani es a delle e iden i p e e enze sessuali. Pe ques a pa ologia,
non sono in a i iscon abili delle di e enze signi ica i e nella dis ibuzione in base
al gene e.
Pe p esen a e la Daseinsanalyse alla comuni à scien i ica a a e so dei casi
conc e i, Binswange a e a a disposizione 900 pazien i schizo enici9. Pe ché ha deciso
di illus a e sia la schizo enia, sia la sua impos azione scien i ica a a e so l’analisi
di icende cliniche emminili? Se la scel a di p i ilegia e la casis ica emminile non è
do u a a un e iden e p eponde anza di donne nel caso dalla pa ologia desc i a, essa
po ebbe esse e lega a più s e amen e alla Daseinsanalyse. Po ebbe dunque esse e
oppo uno analizza e l’impos azione daseinsanali ica degli s udi accol i nel 1957 alla
luce della igu a emminile. A ques o scopo possono esse e isola i due g andi nuclei
conce uali: o e o la nozione di “ ema della i a” e quella di libe à.
Secondo Binswange , nella sua accezione più gene ale, il ema della i a non si
isc i e in una dimensione p op iamen e psicopa ologica. La i a di ognuno si declina
in un ce o nume o di emi: alcuni più impo an i, al i che sono o possono esse e
conside a i seconda i. Dal pun o di is a squisi amen e daseinsanali ico, la salu e o
la mala ia men ale del singolo indi iduo si mani es ano p ecisamen e nella ges ione
di ques i elemen i cos an i. La salu e men ale è ga an i a dall’abbondanza di emi e
dalla lessibili à con cui sono ges i i dal sogge o che li i e. La mala ia isul a in ece
dall’es ema iduzione dei emi ealmen e signi ica i i pe un indi iduo e dalla igidi à
con la quale l’indi iduo o ganizza a la p op ia i a in unzione di essi. P op io a pa i e
8 Ques o olume accoglie cinque casi clinici pubblica i p eceden emen e in di e se i is e
scien i iche: il caso Ellen Wes (1944/45), il caso Ilse (1945), il caso Jü g Zünd (1946/47), il caso Lola
Voß (1949) e il caso Suzanne U ban (1952/53). Le ci azioni in ques o es o ipo ano la da a della
p ima pubblicazione. La pagina si i e isce in ece al olume consul a o.
9 Ques o nume o indica i singoli ico e i. L’uni à di pazien i a e i da schizo enia de e esse e
conside a a in e io e, poiché alcuni pazien i hanno subi o più di un ico e o. A ogni nuo o ico e o
co isponde a in nuo o nume o di ing esso. Non è s a o e e ua o un censimen o di ques i ico e i
in base al sesso dei singoli pazien i. Ci si può u a ia aspe a e una co ispondenza con le pe cen uali
ela i e ai ico e i complessi i, ale a di e un sos anziale equilib o a i due gene i.
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da ali emi, l’esis enza del mala o di en a accessibile e comp ensibile al medico. La
s o ia clinica è in ul ima analisi una s o ia dei emi.
L’“assolu izza si” di un ema dominan e ha come conseguenza il es ingimen o
delle possibili à dell’esis enza, si uazione che può app esen a e un e o e p op io
humus pe scompensi di na u a psichia ica. Ridu si dunque a pochissimi emi, o
addi i u a a un unico ema, app esen a una g a e “p edisposizione” alla mala ia
men ale. O a, nel pe iodo s o ico in cui Binswange elabo a a la sua p opos a anali ica,
le possibili à dell’esis enza emminile e ano in sé già piu os o ido e10. Come di e che
la si uazione della donna cos i ui a una p edisposizione (indo a) alla p edisposizione
alla ollia. In ul ima analisi, non siamo mol o lon ani dalla con igu azione sociale che
alla ine del XIX secolo semb a a e e a o i o lo s iluppo dell’is e ia come enomeno
di massa, come eazione quasi colle i a alla noia e alle es izioni a cui e ano des ina e
le donne appa enen i alla bo ghesia occiden ale. Eppu e, se conside iamo, nel caso
della schizo enia, l’e e i a mani es azione (il passaggio dalla po enza all’a o) della
mala ia, non o iamo un e o e p op io iscon o pe ques a e en uale maggio e
ulne abili à della donna.
La nozione di libe à, che cos i uisce uno dei nuclei conce uali più impo an i
della Daseinsanalyse, conduce a isul a i assimilabili. Pe Binswange , anche se la
p esenza umana “non ha pos o da se s essa il p op io ondamen o, ma ogni ol a lo ha
assun o come suo esse e e suo e aggio, le es a u a ia la libe à pe il ondamen o”
(Binswange 1945, p. 244) la libe à di ade i e ad esso. Nella s o ia di i a del pazien e
sono coin ol i allo s esso modo des ino e libe à. En ambi de ono esse e conside a i
esponsabili della scel a dei emi della i a e della con igu azione delle lo o a iazioni.
È nella diale ica di des ino e libe à che a ce ca o il momen o speci ico della mala ia
men ale.
Nell’in oduzione al olume che accoglie i suoi s udi dedica i alla schizo enia,
Binswange ema izza in che cosa consis e ques o appo o pa ologico (e pa ogeno)
a des ino e libe à: o e o l’a bi a ie à. A bi a ie à consis e nel non lascia e “esse e
gli en i ( u i gli en i) come sono di pe se s essi” (Binswange L., 1957, p. 253) nel
ole “dispo e delle ‘cose’ in manie a a bi a ia, quasi a comanda e lo o il modo
in cui do ebbe o esse e” (i i., p. 254). All’a bi a ie à della decisione consegue
un’espe ienza a bi a ia e pa ologica delle cose. Secondo Binswange , il Dasein, o e o
la p esenza umana, maschile o emminile che sia, ha la libe à di agi e e di assume si le
10 T o o sos egno in Aka ia, che nel suo saggio dedica o alla ges ione del caso Ellen Wes , a
i e imen o alla limi a ezza di possibili à a cui e ano so opos e le donne (e le mino anze) all’epoca in
cui Binswange s iluppa a la sua do ina inca dina a sulla libe à e sulle possibili à (c . Aka ia N.
2003, p. 123-124).
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esponsabili à delle p op ie azioni11. Di conseguenza, la Daseinsanalyse, che “sa di una
libe à pe il ondamen o, di una libe à nel senso di au o esponsabili à […] nel senso
di un libe o a eggiamen o dell’uomo anche di on e al suo ‘ca a e e’” (Binswange
L., 1944/45, p. 149/150), de e ene e con o di ques a libe à. In a i, essa “si a iene al
a o che l’esse e uomo [Menschsein] non è sol an o un do e -esse e, ma anche un
po e esse e e un a e e-la- acol à-di-esse , un esse e-al-sicu o nell’esse e in quan o
o ali à” (Ibidem, p. 150).
La libe à del po e esse e non è una conquis a de ini i a, ma de e esse e
cos an emen e iguadagna a nel co so della s o ia della i a. Le dinamiche di ques a
iconquis a sono chia i e a a e so l’esempio del d amma u go Hen ik Ibsen. P op io
sul ilo della s o ia di i a di Ibsen, Binswange analizza il appo o a au o ealizzazione
e libe à, lega a, a l’al o all’ampiezza dell’o izzon e esis enziale, al nume o di emi
a disposizione12. La libe à a col i a a, nu i a, poiché essa “ha la ca a e is ica di
amplia si cos an emen e du an e l’acquisizione”, ma “se qualcuno du an e la lo a si
e ma e dice: o a la possiedo! – con ques o dimos a di a e la pe du a” (Binswange L.,
1949, p. 9). La libe à è dunque una cos an e conquis a e la possibili à della sua pe di a
è pe l’uomo una minaccia incomben e. Pe la donna pe ò, ques a pe di a app esen a
una minaccia p essoché immanen e.
O a, non mi spinge ò al pun o da sos ene e che “la donna impazzisce pe ché non è
un uomo” (c . Pusch F., 1992). Sappiamo che negli anni in cui Binswange onda a la
sua do ina sulla diade des ino-libe à, le donne non gode ano di una libe à assolu a
e non po e ano semp e spe a e di esse e le a e ici del p op io des ino. Eppu e, anche
in ques o caso, la limi a a libe à non conduce a una maggio e incidenza emminile
nel caso della schizo enia. L’ipo esi ( emminis a?) che la mala ia osse p op io una
eazione, un ispos a, al es ingimen o di possibili à esis enziali e di libe à13 può esse e
conside a a plausibile sol an o pe l’is e ia. Che anche la schizo enia sia iducibile
a una “as uzia dell’impo enza” (c . Honegge C./Hein z B., 1981) non è al e an o
sos enibile, pe il semplice a o che la schizo enia non è una mani es azione esclusi a
delle mino anze.
11 Come ha so olinea o Pa acchini, in Binswange “l’esse ci, che è già esponsabile pe a e pos o
le condizioni del p ocesso che lo condu à al deli io, di iene o a esponsabile anche del enomeno
del o esciamen o e quindi dell’ing esso nell’espe ienza deli an e p op iamen e de a” (Pa acchini
2004, p. 45).
12 Il a o che l’unico es o di Binswange dedica o a un’esis enza iusci a, sia s a o ispi a o a un
a is a, non è casuale. L’a is a, in a i, possiede ebbe un o izzon e ema ico mol o più ampio di
quello dell’uomo comune. In ques o senso, l’a is a cos i uisce il con appun o della donna, an o che
si po ebbe azza da e una “ge a chia ema ica” con l’a is a al e ice e la donna alla base.
13 L’is e ia è s a a is a come o ma di esis enza emminile alla si uazione sociale delle donne,
sop a u o du an e l’e à i o iana. La donna is e ica sa ebbe s a a dunque “il p odo o della cul u a
del suo empo e allo s esso empo una denuncia di ques a cul u a” (Smi h-Rosenbe g C., 1981, p.
229).
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In ques o caso, non si a a pe ò di dimos a e se e pe ché le donne si ammalino
più degli uomini. Po ebbe esse e in ece impo an e capi e pe ché, nonos an e le
possibili à is e e, ale a di e una e en uale maggio e p edisposizione alla mala ia,
le donne non si ammalasse o (di schizo enia) più degli uomini. L’in e esse di ques o
s udio non è pe ò né epidemiologico né “immunologico”. Ciò che mi incu iosisce
è piu os o il a o che, nonos an e Binswange a esse a disposizione un nume o
sos anzialmen e iden ico di pazien i maschili e emminili, egli abbia p e e i o illus a e
la Daseinsanalyse alla luce delle s o ie cliniche delle donne.
Come in al e discipline scien i iche, anche nella Dasiensanlyse possiamo indi idua e
un nesso a la app esen azione comune della donna e il modello conosci i o p opos o
(o impos o). Nonos an e la p esenza emminile nelle pubblicazioni scien i iche non sia
più de a a, come nel caso dell’is e ia, dalla pa ologia desc i a e a dispe o dei imidi
ma pe ce ibili p og essi in campo sociale, la donna è imas a ogge o p i ilegia o del
disco so scien i ico. Fo se pe ché app esen a anco a in qualche modo la na u a da
s udia e, da conosce e, da domina e. Fo se pe ché nel en esimo secolo la na u a ha
anco a, come dice a Claude Be na d, una oce emminile. L’immagine di una na u a
(e di una donna) passi a, ice i a, malleabile pe mane.
Nel 1935 Binswange a e a de ini o p op io una gio ane donna la “più in e essan e
analisi della [sua] i a”14. Si a a, in ques o caso, di un a amen o psicoanali ico. Fu
così anche pe la Daseinsanalyse? Non sappiamo se Binswange conside asse le donne
più in e essan i degli uomini. Ciò che isul a da ques o s udio è anche nel caso della
Daseinsanalyse le donne semb ano più ada e a illus a e e gius i ica e – e o se anche
ad acce a e – la conoscenza e il dominio scien i ico (degli uomini). Esse app esen ano
“na u almen e” le condizioni di possibili à della mala ia men ale: la mancanza di
libe à, un o izzon e ema ico is e o e la conseguen e inclinazione all’a bi a ie à
(che in mol i casi semb a l’unica al e na i a alla libe à) ne anno un eccellen e ogge o
daseinsanali ico. Nella donna, ques e ca a e is iche pa ologiche (e pa ogene?) sono
in a i en a izza e, se non esaspe a e, e in quan o ali sono più chia amen e illus abili.
Le donne semb ano dunque più unzionali al disco so scien i ico, sia quello pubblico
dei es i scien i ici, sia quello p i a o delle sedu e anali iche.
In conclusione, o ei comunque o na e b e emen e all’is e ia. Non è di icile
in ui e come Anna O, il più celeb e caso di is e ia di F eud, a ebbe immagina o la
gius izia di ina, se osse s a a pazien e di Ludwig Binswange 15 e se osse s a a colpi a
14 In una le e a a Hans Be ge (1873-1941), in en o e dell’ele oence alog amma, Binswange
sc i e: “Poco a ho dimesso, dopo quasi qua o anni di analisi, la signo ina S. Ella è quasi gua i a e
spe o che nel co so dell’anno si giunga a una comple a gua igione. La più lunga e in e essan e analisi
della mia i a!” (le e a di Binswange a Be ge 6.2.1935, UAT 443/43.
15 Anna O, al secolo Be a Pappenheim [c . no a 3], u e e i amen e una pazien e della Belle ue.
Tu a ia, il suo soggio no a K euzlingen isale al pe iodo della di ezione di Robe Binswange (1850-
1910), pad e di Ludwig. Lo smasche amen o della sua p esun a gua igione do u a alla psicoanalisi
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dalla schizo enia: “Se esis e una gius izia nell’aldilà, le donne a anno le leggi e gli
uomini pa o i anno”. (ci azione di B. Pappenheim in Jensen E. N., 1984, p. 185).
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