UNIVERSIDAD DE SEVILLA
FACULTAD DE FILOLOGIA
DEPARTAMENTO DE FILOLOGIAS INTEGRADAS
Ti ulo de doc o ado
Muje , esc i u as y comunicacion
Ti ulo de la esis Doc o al
Donne e scienza: T o ula de Ruggie o e la Scuola Medica
Sale ni ana
Doc o anda
Conce a Fali ene
Di ec o as de la esis
D a. Me cedes A iaga Flo ez
D a. Milag o Ma in Cla ijo
D . Daniele Ce a o
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INDICE
In oduzione p. 4
Capi olo P imo
Donne e scienza p. 8
1,1 Donne e scienza, un di icile pe co so p. 9
1.2 La scienza degli uomini: o igine della disc iminazione p. 46
1.3 Sale no e la sua Scuola medica: le o igini p. 60
1.4 Monachesimo Occiden ale e Scuola medica sale ni ana p. 82
1.5 I docen i della Scuola e le ma e ie di insegnamen o p.
99
Capi olo Secondo
La Scuola medica sale ni ana p. 109
2.1 La chi u gia di Ruggie o p.
110
2.2 Tecniche u ilizza e nella chi u gia sale ni ana ed esempi di
e apie cu a i e p.118
2.3 Sale no nel Basso Medioe o: le e a u a medica p.
141
Appendice iconog a ica p. 172
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"
2.4 La egola sale ni ana p.
183
Appendice iconog a ica
Capi olo Te zo
Le mulie es sale ni anae e T o ula de’ Ruggie o p.
203
3.1 Sale no nel Medioe o e medicina al emminile p.
204
3.2 Le mulie es sale ni anae p. 221
3.3 T o ula de’ Ruggie o p.
230
3.4 Dalle ice e di T o ula: una s ada in sali a p.
265
Conclusioni p.
281
Ring aziamen i p.
284
Bibliog a ia p.
285
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INTRODUZIONE
La s o ia pe abi udine non ha pa la o mol o della donna, in gene ale ha limi a o il
suo uolo sociale nell’ambi o delle accende domes iche e la cu a dei igli anche
se è semp e s a a p esen e nel mondo della scienza in dalla p eis o ia.
Le in enzioni, i la o i e le ice che delle donne, hanno con ibui o in g an misu a
allo s iluppo dell’umani à. I lo o p imi con ibu i u ono le ice che che
s iluppa ono pe la la o azione del pane, la conse azione degli alimen i, la
p epa azione dei liquo i, la as o mazione di ib e na u ali in ilo, la in u a dei
essu i e la p oduzione dei p o umi.
Nonos an e la donna abbia semp e pa ecipa o alla cos uzione della scienza, ci
sono pe enu i pochi da i in o no al suo la o o pe ché la s o ia è s a a sc i a
maggio men e da uomini. Nell’ambi o speci ico della scienza della salu e, la
p esenza delle donne è semp e s a a cos an e dal p incipio dell’umani à.
Rico diamo le igu e mi ologiche di Igea (la salu e) e Panacea ( imedio pe u i i
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mali) iglie di Ascelpio, dio sana o e nel mondo g eco- omano.
Le donne u ono gua i ici, os e iche, in e mie e e medico nonos an e le di icol à
che do e e o a a e sa e, pe mol o empo si dedica ono alla p o essione
dell’os e icia e a cu a e le mala ie g azie alle lo o conoscenze delle pian e
medicinali. Da Agnodice ma ona pionie a e an eceden e delle donne medico,
ques e do e e o lo a e pe di en a e pa e di quel mondo che semp e gli u
ie a o nel co so della s o ia, sia dal pun o di is a accademico che p o essionale.
La s o ia dell’inse imen o delle donne nella scienza è s a a una s o ia di
igno anza, us azione, incomp ensione e p egiudizio alla ine scon i i g azie
all’in elligenza e alla olon à di supe a e i limi i impos i da una cul u a che pe
oppo empo le ha elega e ai ma gini della socie à. La donna da semp e è s a a
coin ol a nella p a ica della medicina, la p o essione di os e ica che non
p e ede a solo a nasce e un bambino ma anche di p eoccupa si dei p epa a i i
sociali p op i della sua nasci a, u una delle p ime p o essioni che le donne
s olse o nell’ambi o della medicina. L’os e icia è un’occupazione emminile
iconosciu a socialmen e nell’e a egiziana e anche nella G ecia di Ippoc a e e
Soc a e. Nella s o ia sono s a e an e le igu e emminili che hanno con ibui o con
il lo o sape e, le lo o capaci à e la lo o enacia alla s o ia dell’umani à. T a ques e
una igu a che me i a a enzione è T o ula de’ Ruggie o. Il p esen e la o o si
di ide in e capi oli nei quali si analizza il appo o delle donne con la scienza in
pa icola e con la medicina che pe an i secoli si c ede a osse di esclusi o
dominio maschile, pe dedu e quan o il lo o uolo sia s a o incisi o nella socie à
ed in pa icola e in quella sale ni ana del Medioe o. La scel a di ques o
a gomen o nasce dalla olon à di app o ondi e un aspe o non pa icola men e
s udia o. Nel la o o di ice ca mi sono a alsa del suppo o dei adizionali
epe o i di ice ca o e o ice che p esso biblio eche e a chi i, analisi e
in e p e azione dei documen i, icos uzione del quad o s o ico, con pa icola e
i e imen o alle donne e al lo o appo o con la scienza, in pa icola e con la
medicina.
Il p imo capi olo ha come i olo Donne e scienza e so olinea come il campo della
ice ca scien i ica sia semp e s a o domina o dagli uomini, ma le donne poco a
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poco sono iusci e ad ap i si la s ada pe eni uo i. Il pun o di pa enza è
l’indagine sul con es o s o ico-cul u ale dal quale le donne eni ano escluse, ad
eccezione di quelle appa enen i ad una s i pe illus e che al soli o a e ano un
cognome amoso, iglie e mogli di iloso i, a o i e dalla so e pe censo e nobil à
di o igini. T o ula, moglie di Gio anni Pla ea io, capos ipi e di una
se ie di medici sale ni ani si dis inse in pa icola modo nel se o e della
ginecologia. Le compe enze delle donne nel campo
dell’e bo is e ia ace ano sì che ques e enisse o accusa e di s egone ia: a e e
compe enze, dunque, ou cou , signi ica a esse e una s ega, ma p op io ques e
“s eghe” hanno scope o e be dal alo e cu a i o, come la digi ale, che anco a
oggi è u ilizza a pe a maci adibi i a cu a e le mala ie del cuo e o la belladonna
u ilizza a anco a oggi nella medicina omeopa ica.
Il Medioe o è s a o il pe iodo più ep essi o
pe la s o ia delle donne, un esempio lo o nisce p op io il “Malleus Male ica um”
in cui si dichia a a che ogni donna capace di gua i e osse una s ega e pe ques o
sa ebbe s a a messa al ogo. E’ inquie an e pensa e che se una donna a e a una
conoscenza in più o supe io e a quella che le eni a “concessa” ques o po e a
esse e su icien e pe esse e addi a a quale s ega. Io c edo che le donne abbiano
a u o un uolo mol o impo an e, sop a u o nel campo medico, anche g azie
alla lo o sensibili à nell’in e p e a e e capi e i enomeni na u ali. Le donne
da semp e si sono occupa e degli esse i più deboli come bambini o mala i, e,
inol e, quando i g uppi sociali e ano o ganizza i sulla di isione sessuale del
la o o, alla donna spe a a la accol a e la conse azione delle pian e, pe cui sono
p op io lo o ad a e da o na u almen e inizio all’e bo is e ia, la o ma più an ica
di cu a. Nel secondo capi olo a ò un
excu sus sull’o igine cul u ale della medicina e sulla Scuola medica sale ni ana
che, nel co so dei secoli, è s a a amosa in u o il mondo pe i suoi insegnamen i e
la sua s ao dina ia espe ienza medica. L’indagine sulle
o igini della Scuola medica sale ni ana ha messo in e idenza le mol e ince ezze e
dubbi sulla sua nasci a, an o che sono a ie e dispa a e le ipo esi o mula e e,
addi i u a non mancano leggende in o no ad essa. P op io a Sale no nasce la
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p ima Scuola di chi u gia g azie all’in e en o di Ruggie o che u il p imo a
p a ica e la apanazione del c anio e il cui a a o di chi u gia è s a o la base pe i
manuali di chi u gia occiden ali in luenzandoli ino ai nos i empi.
Nel capi olo e zo, in ine, si in oduce la igu a di T o ula de’ Ruggie o p ima
esponen e emminile della Scuola medica sale ni ana.
La eal à cul u ale sale ni ana e a an o ape a da o i e una na u ale collocazione
alla p esenza e all’a i i à di un ile an e nume o di donne: si a a delle Mulie es
sale ni anae, le cui ice e e imedi sono ci a i negli sc i i della Scuola.
Le donne che ese ci ano legi imamen e l’a i i à di medico con abili à e
compe enza, app esen ano un enomeno s ao dina io, sop a u o se si conside a
il pe iodo s o ico ca a e izza o dall’igno anza e da un ce o oscu an ismo,
no e olmen e idimensiona o alla luce degli s udi della più ecen e s o iog a ia, a
causa dei quali il pos o della donna nella socie à occupa una posizione seconda ia
se non ma ginale, in quan o i ima del p egiudizio e dei abù gene a i oppo
spesso da una o usa mo ali à eligiosa.
Un ce o mis e o a olge la igu a di T o ula, o se anche ques o ha
susci a o il mio in e esse e la mia cu iosi à; addi i u a il suo nome è a ol o da
mis e o, il suo i a o si è enu o p ecisando nel empo. T o ula è desc i a come
una donna di nobili o igini e di g ande sapienza, ale da s ida e i miglio i e udi i
del empo in ema iche scien i iche.
Le sue idee e ano inno a ici: conside a a la p e enzione un aspe o
impo an e della medicina, e nel a do Medioe o, quando si pa la a di dis u bi e
mala ie emminili o di cosmesi non si po e a non a e i e imen o a lei. In campo
ginecologico, T o ula ealizzò impo an i scope e e u ono eccezionali le sue
conoscenze. Io c edo che il suo a a o “Sulle mala ie delle donne” sia da e o
uno s udio eccezionale, anche pe ché, a a e so l’uso di un linguaggio mol o
chia o, a on a pe la p ima ol a in manie a esplici a ema iche sessuali senza
alcun mo alismo, e ques o è da e o all’a angua dia pe l’epoca in cui T o ula
ope a a e i e a. Anche il “De o na u mulie um” o “T o ula mino ” è mol o
in e essan e: è un a a o di cosmesi in cui engono o ni i alle donne consigli pe
conse a e e acc esce e la p op ia bellezza e pe cu a e le mala ie della pelle.
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I imedi da lei p opos i dimos ano l’esigenza da pa e delle donne di ice ca e
consigli pe aggiunge e un benesse e gene ale.
Du an e il Medioe o la medicina es a l’unico sbocco pe gli in e essi scien i ici
delle donne. Con l’a e ma si delle Uni e si à nel XII e XIII secolo, in epoca
p e inascimen ale, la p esenza delle donne medico si azze a, la p o essione
medica è s u u a a ge a chicamen e, con in cima il medico maschio, anche
pe ché i p egiudizi p op i della o ma men is dell’epoca in alcia ano l’ascesa
p o essionale all’elemen o emminile.
L’esempio di T o ula, la cui ama è s a a con es a a pe secoli, ci
o e una isione dell’in ensa a i i à quo idiana e delle quali à indiscu ibili di
ques e donne che con ibui ono al inascimen o medico che ma cò la ine
dell’oscu an ismo in Eu opa.
CAPITOLO PRIMO
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!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!DONNE E SCIENZA!
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non appaia in essa il nome di nessuna donna. E’ palese che dimen ica e e zi i e le
donne sono s a e p a icamen e cancella e dalla s o ia, semb a quasi che non
abbiano con ibui o in nessun modo né alla scienza e né alla iloso ia sebbene
ques a è una cosa che non po emmo mai sape e con sicu ezza dal momen o che
non abbiamo es imonianze sulle lo o i e e sui lo o la o i. La s o ia del pensie o
è s a a ilu an e nel mos a e i ol i e le oci emminili, isul a che i accon i nei
quali appa e un segnale del pensie o emminile siano semp e na azioni ma ginali
che si inse iscono più che al o come aneddo i o appendici e che engono
conside a i quasi come na azioni s a agan i in quan o si ende a conside a e le
donne incapaci di occupa si di ques ioni in elle uali. In al modo le oci
emminili del pensie o iloso ico e scien i ico appaiono, quando iescono ad
appa i e in modo ale da da e l’imp essione di non a e e alcuna impo anza pe lo
s o ico gene ando la c edenza che il pensie o e le idee che le donne hanno
appo a o in ques i se o i siano i ile an i pe la a azione e e i a dei p oblemi
che si ogliono isol e e in una de e mina a epoca. O iamen e ques o è un
ca i o p egiudizio, in a i, la s o ia in ques o modo ci o e una na azione
mu ila a e incomple a ques o s o una amen e è s a o il caso di u e le igu e
emminili, ci si do ebbe abi ua e ad ascol a e le lo o oci e a ede e a a e so i
lo o occhi l’al a accia della s o ia che ad oggi imane in g an pa e sconosciu a.
Non ci sono dubbi che mol e di ques e donne abbiano con ibui o con i lo o la o i
e le lo o ice che allo s iluppo e alla di ulgazione delle do ine iloso iche e
scien i iche. Dobbiamo isali e all’an ichi à pa endo dalla iloso ia g eca pe ché
sa à a a e so ques e donne che po emmo eincon a e una adizione
dimen ica a. Ques a s o ia non si muo e pa endo dall’iden i à ma dalla
di e enza, la s essa s o ia dimos a in quale modo le donne abbiano da o il lo o
con ibu o alla conoscenza e che il sape e ed il pensa e non dipendono dal sesso.
E’ impo an e eincon a si con ques o passa o pe iscop i e a a e so la
adizione che è s a a silenzia a pe po e icos ui e la adizione del pensie o
emminile a a e so le acce che hanno lascia o ques e iloso e. La s o ia del
pensie o scien i ico e iloso ico ci dice che la s o ia u iciale inizia in G ecia ed è
a pa i e da qui, come sappiamo, si cos i uisce la adizione occiden ale. Semp e
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quando ogliamo accon a e la s o ia p endiamo come pun o di pa enza il
pensie o g eco che iene conside a o un i e imen o obbliga o pe imba e ci nella
adizione che più ci è a ine. Così la s o ia del pensie o inizia in G ecia ma il
nos o iaggio non do à inizia e dal pe co so abi uale o e o pa endo dalle
g andi igu e ma, al con a io dobbiamo ocalizza e la nos a a enzione su quelle
igu e s uoca e che con o con o quelle così luminose e conosciu e, iniziano ad
in a ede si. La p ima on e da p ende e in conside azione sa à il mi o ma i is o
in un’o ica di e en e ispe o a quella u iciale. Mi i come quello di A ene, le
Amazzoni, Penelope o Pando a, pe nomina e qualcuno, sono chia i in e essan i
pe deci a e il signi ica o o iginale della saggezza emminile che ce ca un
p eceden e in un mondo che al p incipio semb a appa ene e all’uomo. Pando a
pe esempio appa e come colei che in oduce il male nel mondo e non come inizio
della conoscenza, sia nella Teogonia che nelle ope e e i gio ni Esiodo na a della
c eazione della p ima donna9. Zeus pe puni e gli uomini a causa di P ome eo che
a e a uba o il uoco agli dei, decise di manda e lo o una s en u a: Pando a, la
p ima donna, il cui nome signi ica a che ogni dio le a e a da o un dono: bellezza,
ascino, g azia, abili à nei la o i emminili, ma ca a e e inganne ole. Quando
Pando a giunse sulla e a, u o cambiò, p ima del suo a i o gli uomini i e ano
elici, immuni da mala ie e a iche, pe po a e il male agli uomini, Pando a usa la
capaci à di sedu e. Accan o al mi o di Pando a poniamo quello di E a nella
e sione u iciale e diciamo nega i a dell’in e p e azione, en ambe le donne
app esen ano p a icamen e la s upidi à uni a alla ca i e ia an o che pe colpa
lo o, l’umani à è cadu a in disg azia. Lo s esso po emmo di e delle Amazzoni che
come è no o, e ano un popolo di gue ie e p esso le quali gli uomini e ano
ammessi solo in condizione di schia i. Esse gene a ano igli unendosi con gli
s anie i e aglia ano un seno alle iglie emmine a inché po esse o gue eggia e
meglio, maneggiando a co e lancia senza impaccio, da qui de i a il nome
Amazzoni, a-mazos, senza seno. Il mi o delle Amazzoni iene le o come
app esen azione mos uosa, a a dai g eci, di un mondo ba ba o e sel aggio,
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
9"ARRIGHETTI"G.,"Il"misoginismo"di"Esiodo,"in"Misoginia"e"maschilismo,"Geno a"1981,"p.24."
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oppos o alla “cul u a”: non a caso quindi compos o da sole donne10 in lo o si
ede la disobbedienza alle egole e alle esigenze adizionali della cul u a e non
una p esa di posizione in cui la ibellione po ebbe esse e conside a a come un
insegnamen o nel senso che è possibile i e e ai ma gini ce cando di esse e
p omo o i di una i a di e sa ispe o a quella che esige il egime di una qualsiasi
socie à. Le Amazzoni possono condu ci quindi ino a ques a pe i e ia nella quale
sono s a e colloca e le donne che non ogliono so ome e si alle no me ed oggi
po ebbe o app esen a e le gue ie e del libe o pensie o. E anco a Penelope,
edele e so omessa che essendo aspe a, in p imo luogo, una donna do e a esse e
bella: la p ima ca a e is ica sulla quale si so e ma cos an emen e Ome o, quando
p esen a un pe sonaggio emminile, è la bellezza, che la ende simile ad una dea11,
do e a, poi, eccelle e nei la o i domes ici, e sop a u o do e a obbedi e e
Penelope obbedisce. La ela di Penelope po ebbe esse e ein e p e a a come il
la o o iloso ico pe ché nel suo esse e e dis a e si mani es a semp e l’ope a
incompiu a del pensie o. I g eci ide o in Penelope il modello della edel à
coniugale e p a icamen e la condanna ono ad un’a esa il cui cen o e a Ulisse;
u a ia è possibile pa la e di una ibellione della donna e s abili e una ia
d’accesso che dimos i come il esse e equi alga al pensa e. Le i ù che le donne
do e ano a e e non ne ace ano ce o delle p o agonis e: u ’al o. Le lo o
quali à e ano ali da po e e do e esse e u ilizza e esclusi amen e all’in e no della
limi a a ce chia delle lo o a ibuzioni e del lo o uolo, senza minimamen e
p oie a si nel mondo es e no. Una sola igu a emminile ha un uolo di e so:
A ena, la donna che consiglia Ulisse e Telemaco in ques ioni ipicamen e
maschili, quali sono quelle lega e al po e e. Non a caso A ena è la dea na a dalla
es a di Zeus, la dea pa henos, la e gine che i iu a le nozze, e quindi non
assume mai un uolo emminile. La conside azione non semb a i ile an e: l’unica
donna che ese ci a un’in luenza cos an e e alla quale iene iconosciu o un uolo
di consiglie a e p o e ice non è una e a donna. Gli al i pe sonaggi emminili
quando non sono pe sonaggi mi ici sono in eal à immagini socialmen e e
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
10"HARTOG"F.,"Le"mi oi "d’Hè odo e.Essai"su "la" ep èsen a ion"de"l’au e,"Pa is"1980,"p."225."
11"C ."MONSACRE"H.,"Les"la mes"d’Achille."Les"hè os,"la" emme"e "la"sou ance"dans"la"poèsie"
d’Homè e,"Pa is"1984."
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in elle ualmen e pallide e subo dina e, escluse e nel miglio e dei casi igno a e dal
mondo maschile. Né consola ice né consiglie a, la donna ome ica e a solo lo
s umen o della ip oduzione e della conse azione del g uppo amilia e, acile
alle lac ime p o a anche ques a della sua impo enza.12Bas ano alcuni esempi pe
e idenzia e come le donne della mi ologia ci dimos ino che i modi di pensa e non
siano linea i o assolu i e che le lo o s ade sono o uose e mol eplici. Le oci
mi iche possono aiu a ci a eincon a e ques a pa e della adizione che la s o ia
ha lascia o nel dimen ica oio pe ché con la lo o audacia e la lo o ibellione
semb ano pun a e e so una o ma di saggezza che non iene segnala a nella
s o ia. E’ necessa io icos ui e in ammen i che ci ipo ino alle on i di una
adizione che includa e iconosca le donne. Nel momen o in cui passiamo dal
mi o alla eal à, ci o iamo di on e al nome di donne che decise o di
in ap ende e il cammino del mondo del pensie o e che ci possono o i e una
nuo a chia e di le u a ispe o al pensie o emminile. Non è possibile nomina le
u e ma o una amen e la lis a si a semp e più amplia e, anche se le no izie che
abbiamo non sono semp e abbondan i, ci pe me ono di accia e un o izzon e
s o ico- ema ico che inizia con le pi ago iche e si conclude con Ipazia e le
pensa ici della a da an ichi à. Così oggi non è assu do pa la e della possibili à di
una s o ia del pensie o emminile dell’an ichi à. Possiamo icos ui e il pe co so
di ques a s o ia pa endo dall’appa izione delle pi ago iche, donne che so o gli
auspici dello s esso Pi ago a po e ono imba e si nell’a en u a del pensie o. Gli
s udi p opongono una g ande lis a di iloso e e scien i iche che si dedica ono allo
s udio della isica, della ma ema ica e che si occupa ono di ice ca e sc i u a allo
s esso modo che gli uomini. Ques a aie o ia del pensie o emminile che inizia
con le pi ago iche passa poi a igu e come Aspasia, p omo ice di un ci colo
cul u ale che si a alse della p esenza di Soc a e, Anassago a ed E odo o e della
igu a mi ico-s o ica di Dio ima, alla quale Pla one diede is uzioni pe spiega e la
sua eo ia dell’E os pe an o mol i endono a conside a la il p o o ipo della
iloso ia. Soc a e, e a pa icola men e ben dispos o e so le donna, e non si
limi a a a iconosce e as a amen e le lo o capaci à, ma ascol a a i lo o consigli
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
12"MONSACRE"H.,"Op."ci .,"p.135."
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giungendo ad amme e e senza di icol à che alcune di esse a e ano saggezza
supe io e alla sua: come dice esplici amen e, in pa icola e, pa lando di Aspasia,
della quale è indispensabile accia e un sia pu b e issimo p o ilo. Figlia di
Axioco, na a a Mile o in Asia Mino e, isse con Pe icle ino a quando egli mo ì.
Ma ciò che ci in e essa è il appo o di Aspasia con Soc a e, secondo alcuni,
in a i, Soc a e a ebbe app eso da Aspasia il me odo cosidde o “soc a ico”13. In
e e i, semb a che Aspasia pad oneggiasse con a a maes ia la ecnica del
disco so, di e sa quindi dalle al e donne, e a un’in elle uale, della quale ben
qua o allie i di Soc a e pa lano nelle lo o ope e: Eschine di Spe o, An is ene,
Seno on e e Pla one, che nel Menesseno a i e i e da Soc a e un disco so uneb e
che Aspasia a ebbe compos o pe i cadu i della gue a co inzia14. Nel pe iodo
ellenis ico- omano igu ano nomi come quello di Leonzia allie a di Epicu o che
come Pi ago a e a a o e ole all’is uzione delle donne. Anche i neopla onici
appoggia ono l’educazione iloso ica delle donne, den o ques a adizione
compa e in nome di Ipazia che è conside a a la p ima iloso a dell’Occiden e
a a e so la quale ci è possibile ede e in modo chia o e angibile a che al ezza
in elle i a po e a giunge e una donna del IV sec quasi alla ine del mondo an ico,
quando si dimos a a olle anza, libe à e buona disposizione di animo
nell’acce a e l’educazione delle donne. Ipazia ma ema ica e iloso a, iglia del
iloso o Teone, nel 415 u i ima della iolenza di una schie a di c is iani ana ici
che dopo a e le eso un aggua o, la ascina ono nel empio de o Cesa io: la
spoglia ono delle es i e con gusci di conchiglie la dilace a ono. Quando l’ebbe o
a a a pezzi, po a ono le memb a nel luogo de o Cina one e le dis usse o col
uoco15. Accan o a ques a donna eccezionale o iamo al e donne che ci
pe me ono di accia e un lie o ine nella aie o ia della iloso ia e della scienza
nella a da an ichi à: Asclepigenia, San a Ca alina, a le an e. La s o ia ci
accon a che alcune donne dell’an ichi à non solo olle o sape e ma che in un
modo o nell’al o aggiunse o il lo o obie i o: alcune po e ono equen a e scuole
e si con e i ono in maes e, al e sc isse o e a on a ono p oblemi iloso ici e
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
13"C ."MONTUORI"M.,"Soc a e."Fisiologi"di"un"mi o,"Napoli"1974,"p."263."
14"DE"SANCTIS"G.,"Pe icle,"Milano"1944,"p."188."
15""PASCAL"C.,"Figu e"e"ca a e i,"Pado a,"Sand on"1902,"pp."183I184."
21"
"
scien i ici, al e cos ui ono appa ecchi pe la ealizzazione di espe imen i. In ine,
la s essa s o ia che le ha elega e nel dimen ica oio e nel silenzio può ico da le
pe ché quando si sa ice ca e a ondo la s essa s o ia a p esen e l’assen e. T a
ques e si e idenziano e donne che pe la lo o i a e le lo o ope e possono
app esen a e bene e da e un’idea adegua a di ciò che signi icò in ques o lon ano
passa o in ap ende e in cammino della scienza nonos an e le p oibizioni. Sono
Aspasia, Dio ima e Ipazia, ognuna di lo o dimos a che il pensie o e la saggezza
non sono p e oga i e maschili anche se la socie à alla quale appa engono abbia
così dispos o. Le igu e di Aspasia ed Ipazia hanno in comune l’appa enenza alla
eal à s o ica, in Ipazia p a icamen e si i le e u a la saggezza emminile an o è
e o che iene conside a a la p ima scien i ica e iloso a d’Occiden e. Anche se la
si uazione s o ica di Ipazia è un’al a condi ide con lo o lo s esso modello
cul u ale in cui le donne non hanno un accesso o male alla o mazione
in elle uale. Si do ebbe accon a e la s o ia chissà in un al o modo, la s o ia
adizionale è s a a abi ua a a non nomina e le donne dimen icando che
l’impo an e è ciò che si pensa e non il sesso di chi lo pensi pe an o nomina e le
donne signi ica es i ui e lo o la p esenza. Se pensiamo alla G ecia, A ene del V
secolo a.C., u la p ima democ azia g eca della s o ia. I ci adini a e ano di i o al
o o, a pa ecipa e alla i a poli ica e alla ges ione della Polis, ma quella socie à
modello nell’aspe o poli ico e cul u ale, allo s esso empo olle a a la misoginia.
Pe ci adino si in ende a solo “uomo na o ad A ene, di amiglia a eniese e libe o”
sebbene, in eal à, ques a e a una mino anza. E ano esclusi gli schia i, i bambini,
gli s anie i e, na u almen e, le donne alle quali non e a pe messo di pa ecipa e
alla i a pubblica16.E se le o me di esclusione di donne e schia i e ano
giu idicamen e di e se, non di e sa e a la gius i icazione eo ica di essa: La
“na u a”, che ace a donne e schia i ispe i amen e di e si dall’uomo-maschio e
dall’uomo (esse e umano) libe o. Fu una di e si à lega a all’appa enenza
sessuale, dunque, ciò che impedì alla donna di esse e pa e della polis (semp e
che, o iamen e, ella osse una donna libe a).Il a o che la i a delle donne
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
16""PUGLIESE"CARRATELLI"G.,"Dal" egno"miceneo"alla"polis,"in"Sc i i"sul"mondo"an ico,"Napoli"
1976,"p."135."
22"
"
do esse esse e inalizza a alla ip oduzione poggia a su una solida adizione
plu isecola e, i g eci a e ano elabo a o e ado o in igide no me consue udina ie
un’ideologia che o ganizza a la i a delle donne a o no alla cen ali à della lo o
unzione ip odu ice: ma, ispe o a quan o accad à nei secoli successi i, con una
so a di elas ici à che, nei secoli cosidde i oscu i, a e a consen i o lo o una ce a
libe à di mo imen o, e il di i o di pa ecipa e (nonos an e l’esclusione dalla i a
poli ica) quan omeno ad alcuni aspe i e momen i della i a sociale. Fu con la
nasci a della polis che le cose cambia ono, e si a ia ono e so la s ada che
po ò, in epoca classica, alla pe di a di ques a libe à e dei sia pu limi a i di i i di
pa ecipazione delle donne. Le occasioni di esse e p esen i, di i e e accan o agli
uomini in alcuni momen i “es e ni”, di ede e e conosce e pe sone e a i anche al
di uo i della ce chia amilia e, a pa i e dal VII secolo cessa ono p a icamen e di
esis e e, e le donne u ono p og essi amen e con ina e non solo negli angus i
con ini del uolo domes ico, ma anche ma e ialmen e, nelle mu a della casa (o
meglio di una pa e di casa, il gineceo), o mai conside a o il lo o spazio. Una se ie
di leggi, in a i, lungi dal concede e maggio i libe à, limi ò, a pa i e dal VII
secolo, le poche libe à p ima esis en i. I legisla o i che diede o ai g eci le p ime
no me sc i e, si p eoccupa ono, in p imo luogo, di egola e il compo amen o
sessuale emminile, mos ando così di conside a e assolu amen e imp escindibile
pe la i a della nascen e ci à il ispe o di quella egola ondamen ale che e a
l’o ganizzazione di un’o dina a ip oduzione dei g uppi amilia i, e quindi dei
ci adini. E a p o a lo bas e ebbe l’esame della legislazione di D acon e, il p imo
legisla o e di A ene, una ol a i enu o pe sonaggio leggenda io, ma che oggi si
ende, in ece, a conside a e come igu a s o ica17. Tu a ia, alcune di ques e
donne non acce a ono ale ingius a disc iminazione e in base alle lo o possibili à
lo a ono pe accede e ai campi p o essionali a lo o ie a i semplicemen e pe il
a o di non esse e do a e di un pene. La p a ica della medicina in quella socie à
a eniese dell’an ica G ecia e a comple amen e ie a a alle donne, Agnodice si
con e ì nella p ima donna che con g ande di icol à iuscì ad ese ci a e la
p o essione di ginecologa sebbene pe po e lo a e do e e es i si da uomo pe
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
17""CANTARELLA"E.,"S udi"sull’omicidio"in"di i o"g eco"e" omano,"Milano."1976,"pp."84I85."
23"
"
o ene e miglio i isul a i ispe o ai suoi colleghi uomini. In quella socie à si
c ede a che la donna non pensasse con la es a bensì con l’u e o e cioè quella che
allo a e a chiama a ul ima pa e (hys è a), da lì quindi ma ca a da is e ica. Ques a
endenza al disp ezzo pe il emminile si i le e a anche nella isiologia
emminile e ciò lo dimos a il a o che non esis esse un e mine scien i ico pe
nomina e le o aie. Nei a a i si allude ad esse con la s essa pa ola u ilizza a pe i
es icoli (o xis), in al modo solo ico endo al con es o nel quale appa i a il
e mine si po e a dedu e se si s a a acendo i e imen o ad un uomo o ad una
donna. Nel IV sec. a.C., i g eci a e ano p omulga o leggi che p oibi ano alle
donne di s udia e medicina e p a ica la a ebbe condo o alla pena di mo e. La
p a ica della medicina in quella G ecia e a comple amen e uo i dalla po a a delle
donne che secondo le es imonianze di es i di iloso i come Pla one o A is o ele,
e a conside a a come un mino e d’e à e incluso come una b u a copia degli
uomini. Inol e, pa la e di medicina in G ecia signi ica pa la e del mi o maschile
di Apollo gua i o e e di suo iglio Ascelpio o del sapien e cen au o Chi one che
conosce a u o igua do alle e be cu a i e. Tu i i p o essionis i della medicina
e ano di sesso maschile, a ques i si dis ingue la igu a di Ippoc a e conside a o il
pad e della medicina e nessun esempio di donna. Agnodice si ibellò con o ques a
i annia maschile, ammen a ie sono le no izie che la igua dano ma è
necessa io icos ui e b e emen e la sua biog a ia pe comp ende e il senso della
sua i a e pe s abili e la sua ile anza e p o agonismo nella s o ia della scienza
pa endo dal a o che a ualmen e alcune s udiose del ema hanno inizia o a
conside a la come il p imo medico p o essionale il cui p incipale me i o u esse e
s a a allo s esso empo la p o agonis a di una delle p ime ibellioni emminis e che
nell’an ica G ecia po a ono a un cambio giu idico pe quan o conce ne la
si uazione p o essionale delle donne nel campo della medicina. Tenendo con o di
ques a a e mazione iniziale, la igu a di Agnodice acquisisce una ile anza
ondamen ale poiché in lei è app esen a a l’o igine emminile della scienza
medica in due ami che p ecisamen e si occupa ono delle pa ologie emminili: la
ginecologia e l’os e icia. Così ques o iniziale senso della i a di Agnodice eni a
sos enu o dal a o di a e consegui o il pe messo di ese ci a e legalmen e una
24"
"
p o essione che in un p imo momen o e a ie a a alle donne, p o agonismo che
o iamen e la pone a capo di un mo imen o asg essi o che chissà pone le basi
ad una delle lo e più uni e sali e di g ande du a a che si possa egis a e nella
s o ia, la lo a che le donne di u e le epoche hanno in ap eso pe accede e
all’ese cizio di una p o essione scien i ica che anco a oggi con inua e che è il
mo i o di non poche i lessioni e diba i i. Oggi siamo es imoni della
“ emminilizzazione” di u e le p o essioni, inclusa la medicina, in a i, gli uomini
hanno domina o u e le a i i à e le p o essioni e la medicina non è s a a
un’eccezione. Alcuni in e essan i esempi ci mos ano ale si uazione, nella Scuola
di medicina di Pa igi c’è una medaglia che a igu a la p ima donna medico il cui
nome e a Agnodice (350 a.C.) che ole a p a ica e la medicina ed in modo
pa icola e la ginecologia. Pe po e ese ci a e la sua p o essione decise di es i si
da uomo, u accusa a dai suoi colleghi maschi di a e iolen a o due gio ani
donne e ques o e a un c imine che si paga a con la mo e, l’unica p o a che
a ebbe po u o dimos a e la sua innocenza e a spoglia si da an i alla Co e
dimos ando così che essendo una donna non a ebbe po u o comme e e ques o
c imine. Agnodice è una igu a ile an e nella s o ia delle donne scien i iche in
quan o inuncia alla p op ia iden i à con sac i icio pu di po e ese ci a e la
medicina. Se conside iamo che in segui o ad una lo a cos an e u a pa i e
dell’inizio del XX sec. che inalmen e le donne iescono ad inse i si nell’ambi o
p o essionale della scienza, la s o ia di Agnodice acquisisce signi ica o ed e e o
poiché lei sa ebbe una delle p ime ibelli ad alza e la oce ed a a ale e il di i o
di u e le donne ad una is uzione o male. Agnodice con il suo a eggiamen o,
non solo iolen ò la socie à del suo empo ma u p o agonis a di una delle p ime
mani es azioni emminili, secondo Iginio18 ques e donne o enne o l’ab ogazione
dell’an ica legge che le p oibi a di ese ci a e la medicina ap endo così legalmen e
la s ada alle donne che ole ano ese ci a e la p o essione di medico. La s o ia di
Agnodice po ebbe semb a ci i eale in quan o semb a impossibile che una donna
si po esse bu la e di u e le insidie misogine della sua epoca, il a o è che s o ie
simili si sa anno ipe u e innume e oli ol e pe an o le i e di alcune di esse
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
18"C .""IGINIO,"Mi i,"Milano,"Adelphi"Edizioni,"2000," ad."Giulio"Guido izzi."
25"
"
pe dono la lo o eal à s o ica. E’ p obabile che ques o accada con Agnodice, nel
suo caso non è del u o i agione ole pensa e che po esse esse e esis i a ealmen e
e che sos enu a pe la sua posizione sociale e pe il a o che suo pad e complice
della s a egia le assicu asse a a e so la icchezza ed il po e e l’a en u a di
s uden essa. D’al a pa e è anche ipo izzabile che è s o icamen e p obabile che
Agnodice so o men i e spoglie s udiasse ad Alessand ia con E o ilo pe ché in
ques a epoca mol e donne si a icina ono alle scuole iloso iche e scien i iche
men e alcune lo ece o nascondendo la p op ia iden i à, al e po e e o a lo
ape amen e, ques o è il caso di Las enia di Man inea e Assio ea di Fliun e
discepole di Pla one. Alcune scuole mediche pe me e ano l’accesso alle donne
anche se non semb a esse e ques o il caso della scuola di E o ilo; possiamo a e e
la ce ezza che u con lui che Agnodice app ese la sua a e, sappiamo anche che u
uno dei p imi ana omis i e che dobbiamo a lui, a le al e cose, la dis inzione a
ce ello e ce elle o. Ma la cosa che più in e essa in ques o momen o è che
sappiamo che come medico E o ilo si occupò della os e icia e si a ibuisce a lui
l’in enzione di un emb io omo pe casi di icili. Si suppone che la es imonianza
di Iginio non semb a sia u o della sua immaginazione dal momen o che ha al
suo cen o una es imonianza s o ica ile an e in elazione agli s udi condo i da
Agnodice e ques ’ul ima ci iene p esen a a e e i amen e come os e ica. Ma
come dice la s o ia, esis e a ad A ene una legge che p oibi a alle donne di
p a ica e la medicina, è p obabile che Agnodice nascos a die o la sua alsa
iden i à maschile ed ese ci ando abilmen e la sua p o essione a esse aggiun o un
buon nume o di pazien i che si ida ano di lei e che a esse un successo ale da
susci a e la gelosia dei suoi colleghi pe an o essi si iuni ono ed inizia ono una
so a di campagna di di amazione con o la s essa. Così l’in idia, le gelosie
p o essionali o la meschini à di non acce a e le capaci à degli al i, di sen i si
s an aggia i di on e a chi semb a esse e miglio e, li condusse o ad accusa e uno
dei p op i memb i a a e so p o e che isul a ono comple amen e assu de. Si
di use la oce che Agnodice, app o i ando del suo s a us p o essionale seduce a
e co ompe a le donne che si eca ano da lei pe a si isi a e, di on e ad una
ale accusa la ginecologa non po é a al o che di ende si pubblicamen e
32"
"
ie del cen o della ci à a spiega e pubblicamen e a chiunque olesse ascol a la
Pla one, A is o ele o qualcun al o dei iloso i>>25.
Fu una scienzia a mul i o me, si occupò di isica, chimica, meccanica e medicina
anche se si dis inse ondamen almen e in ma ema ica ed as onomia. La
es imonianza delle sue ope e più impo an i è giun a ino a noi: i edici olumi
dei commen i all’A i me ica di Dio an o, gli o o olumi del T a a o sulle
Coniche di Apollonio ed il Co pus as onomico, una accol a da lei compila a di
a ole as onomiche sui mo i dei co pi celes i, s iluppò anche un appa ecchio pe
la dis illazione dell’acqua e un id ome o g adua o di o one pe de e mina e la
densi à dei liquidi. E’ p obabile che Ipazia s udiasse nella scuola neopla onica di
Plu a co e sua iglia Asclepigenia ad A ene, il suo ipo di neopla onismo e a più
olle an e ed e a basa o sulla ma ema ica. Vi e a una ce a i ali à a le scuole
neopla oniche di Alessand ia ed A ene; la scuola di A ene da a impo anza alla
magia ed all’occul o, pe i c is iani il pla onico e a una pe icolosa e esia. E’ un
a o indiscu ibile che Ipazia si inse isse nella i a poli ica di Alessand ia, essendo
pagana, sos eni ice del azionalismo scien i ico g eco e pe sonaggio poli ico
in luen e, si o a a in una si uazione pe icolosa in una ci à che di en a a semp e
più c is iana. Ipazia e a il po a oce dell’a is oc azia ci adina p esso i
app esen an i del go e no cen ale omano e in pa icola e p esso O es e, suo
ecchio amico ed alunno, p e e o omano di Alessand ia. << Tu hai semp e a u o
po e e. Possa u a e lo a lungo, e possa di ques o po e e a e buon uso>>, si legge
in una le e a di accomandazione che le indi izzò l’allie o Sinesio26. P op io da
ques o po e e locale p ende à le mosse la as o mazione delle classi di igen i,
a ia a nelle sedi p o inciali dal legi ima si poli ico della Chiesa. Nel 412 d.C.
Ci illo un c is iano ana ico, di enne pa ia ca di Alessand ia e nacque una o e
os ili à a lui ed O es e, poco empo dopo a e assun o il po e e Ci illo iniziò a
pe segui a e i giudei che cacciò dalla ci à ed in segui o nonos an e l’opposizione
di O es e, mi ò le sue a enzioni a libe a e la ci à dai neopla onici. Igno ando le
mo i azioni di O es e, Ipazia scelse di non adi e i suoi ideali e non si con e ì al
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
25""ALIC"M.,"ci .,"p.61."
26""SINESIO,"Ope e,"Epis ole,"ope e e."Inni,"a"cu a"di"A."GARZYA,"To ino"1989,"ep."B"I,"p.230."
33"
"
c is ianesimo. Dal V secolo la polis a doan ica e bizan ina ed à il esco o, non
più il iloso o a si consiglie e del app esen an e s a ale. Pe e B own sul caso di
Ipazia ha o mula o un sillogismo s o ico in oppo immedia o: se nella ase di
apasso dal paganesimo al c is ianesimo il uolo del iloso o e del esco o
engono a so appo si, che cosa a il esco o se non elimina e il iloso o?27 Fo se
u l’in idia nel senso più pe sonale e di e o a impossessa si di Ci illo: la i ali à
del esco o pe il iloso o ed anche ce o la gelosa di idenza del chie ico pe la
donna di mondo; due ca ego ie, ques e, che nella s o ia hanno nu i o ecip oci
g andi amo i e odi. Nell’anno 415 la i a di Ipazia inì in modo agico, la sua
uccisione secondo alcune on i u inc edibilmen e c uen a e sel aggia, sc i e
Damascio, << e men e anco a un poco espi a a le ca a ono gli occhi>>28. Ipazia
pagò con la mo e il suo uolo simbolico di saggezza e au o i à emminile in un
mondo nel quale la o za del c is ianesimo e a semp e maggio e e nel quale le
donne non po e ano pa la e nelle assemblee e nei luoghi di cul o e an omeno
insegna e nelle scuole. Da un la o u elimina a, pe ché dis u ba a con la sua
indipendenza, l’an agonismo a due po e i, quello impe iale e quello
ecclesias ico, che e ano anche due uomini, il esco o e il p e e o; dall’al o la
nascen e eligione c is iana, a di e enza di quella g eco omana e di quella egizia,
non ende a pensabile ed acce abile una donna con le p e oga i e di Ipazia, libe a
di sé, non subo dina a a pa i i o azioni, p esen e e pa lan e in luoghi pubblici,
sapien e, maes a do a a di una pa ola au o e ole pe donne e uomini. Nella
seconda me à del p imo millennio e nei p imi secoli del secondo, an o
nell’impe o bizan ino come nel mondo mussulmano, le donne u ono libe e di
dedica si ai lo o in e essi scien i ici. Inol e, a a e so la di usione dello s ile di
i a monas ico, il Medioe o ese possibile alle donne di s udia e e gode e di una
libe à in elle uale che secondo alcuni non si ipe e à ino ai nos i gio ni. Du an e
il Medioe o igu ano donne medico come T o ula appa enen e alla amosa
Scuola medica sale ni ana le cui ope e u ono conside a e classiche ino al XVI
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
27"P.BROWN,"Il" iloso o"e"il"monaco:"due"scel e" a doan iche,"in"S o ia"di"Roma,"III/I,"To ino,"1993,"
pp."889I90."""
28"ZINTZEN"C.,"Damascii" i ae"Isido i" eliquiae,"Biblio heca"g aeca"e "la ina"I,"Hildesheim,"1967,"
p.81."
34"
"
sec. a p oposi o delle quali nel XIX se i u addi i u a qualcuno che ce cò di
nega e la lo o p o enienza i enendo impossibile che una donna po esse a e
sc i o un’ope a di ques o ipo ce cando di cancella e comple amen e dalla s o ia
della medicina una p esenza emminile così p eziosa. Al a igu a di ilie o
appa enen e a ques ’epoca è Ildega da di Bingen (1098-1179) a macis a
i oluziona ia, i cui s udi in lui ono sul pensie o scien i ico ino al Rinascimen o e
che ha pe co so la scienza mode na de inendo la gua igione come un p ocesso
globale che a iene su più li elli. Ri iene che ciò che ci può a gua i e è p esen e
già nel nos o co po ma che le ene gie cu a i e sono p esen i nella na u a.29
Ildega da di Bingen badessa dell’omonimo monas e o in Ge mania issu a nel
secolo XI, donna di as a cul u a ha lascia o sc i i di medicina e di e apeu ica
do e ipo a nozioni e iden emen e dalla s essa applica e alla p a ica. Nacque da
una nobile amiglia a Rheinhessen nella egione enana e nel suo o a o anno
enne o e a a Dio. Nel monas e o Ildega da incon ò Ju a on Sponheim, dalla
quale impa ò a legge e il la ino dei Salmi, ice e e il elo dalle mani del esco o
di Bambe ga e quando la badessa Ju a mo ì nel 1136 le so elle elesse o Ildega da
al suo pos o30 Qualche anno più a di ese pubblico il suo dono p o e ico che ino
ad allo a le a e a p ocu a o malesse i e imo i più che gioie: compose allo a
Sci ias (Conosci le ie) con l’aiu o del monaco Volma suo amico e seg e a io e
di una gio ane monaca Ricca da ama a da lei come una iglia, ma la sua p ima
con idenza la ece anni p ima a Ju a che l’a e a poi asmessa al monaco
Volma . Le ope e isiona ie ela i e alle appa izioni che Ildega da dichia a di
a e a u o in e momen i della sua esis enza, compongono una ilogia eologica
elabo a a nel co so di ci ca en ’anni:
Sci ias (1141-1151), nel quale p e algono i mo i i della c eazione, del pecca o,
della edenzione, della sal ezza e e na, e idenziano un impegno nell’ambi o
eologico-didascalico;
Libe Vi ae Me i o um (1158-1163), la a azione è impe nia a sul ema della
lo a a il Bene e il Male, a Dio e Sa ana, a il Vizio e la Vi ù;
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
29"C .""SOLMI"L.,"La"medicina"di"San a"Ildega da,"Milano,"Rizza,"1999;"CIRLOT"V.,"Vida"y" isiones"de"
Hildega d" on"Bingen,"Ed."Si uela,"Mad id,"2001."
30"ALIC"M.,"ci ."p..82."
35"
"
Libe Di ino m Ope um (1163-1173), il ulc o è il sis ema dei appo i che lega il
mic ocosmo al mac ocosmo cioè l’uomo all’uni e so.
Il lib o della semplice medicina (o Physica), include un e baio, un bes ia io e un
lapida io. In Physica31 sono a a e le scienze na u ali e engono desc i e le
p op ie à cu a i e delle e be, alimen i e pie e alle quali a ibui a un e e o
cu a i o sos enendo che le s esse possedesse o l’ene gia di usa nel C ea o
an icipando quella che oggi è chiama a c is allo e apia.
Causae e cu ae è una specie di manuale di medicina p a ica e a macologia in cui
desc i e ampliamen e la ecip oca in e elazione e in e azione a l’uomo e il
cosmo, in al modo lo s a o di salu e o mala ia dell’uno si ipe cuo e sull’al o,32
secondo Ildega da non si hanno dolo i alle a icolazioni pe il cambio del clima,
ma che l’a mos e a, la luna e u o il C ea o in luiscono e in luenzano gli esse i
umani. Ques o lib o desc i e app ossima i amen e il unzionamen o gene ale
dell’o ganismo umano a a e so l’equilib io di sec ezioni in e ne le cui
al e azioni p o ocano i a i dis u bi. L’ope a insis e sull’equilib io, la
mode azione e la empe anza quali necessi à basila i pe la i a e la elici à, spiega
come si gene ano le mala ie e come comba e le: non desc i e solo la o ma delle
pian e e dei imedi ma illus a anche l’e e o che la sos anza p oduce quando
en a in elazione con l’uomo dis inguendo l’e icacia del imedio in base al sesso,
alla cos i uzione ed allo s a o di salu e o di mala ia di chi lo ice e. La salu e si
egge anche sul benesse e men ale, pensie i nega i i e p eoccupazioni possono
condu ci alle mala ie e con ques o an icipa la medicina olis ica. La sua analisi è
o iginale ispe o ai modelli an ichi che dimos a di conosce e bene e sape
as o ma e, la eo ia dei qua o empe amen i umo ali di en a lo spun o pe una
desc izione dei ipi emminili.
La donna sanguigna:
Alcune donne endono ad ing assa e, possiedono una ca ne mo bida e piace ole
e ene so ili. Il lo o sangue è pu o. Il lo o colo i o è chia o, quasi bianco; sono
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
31"ALIC"M.,"ci ."p.84."
32"Causae&e &cu ae,&ed."P.KAISER,"LEIPZIG",1903."
36"
"
amabili nel appo o amo oso, so ilmen e capaci nelle a i i à, ben con olla e.
Du an e le mes uazioni pe dono poco sangue e il lo o g embo è ada o e capace
nella g a idanza: sono e ili e in g ado di accoglie e il seme dell’uomo. Tu a ia
non gene ano mol i igli e se non hanno ma i o e igli si ammalano. Al con a io
accan o al ma i o s anno bene e sono sane [...].
La colle ica, in cui p edomina la bile gialla è << di colo i o pallido, a eggiamen o
p uden e e bene olo. Gli uomini ispe ano e emono donne di ques o ipo […] e
amano il lo o modo di a e, anche se al ol a le e i ano. La colle ica in a i a i a
gli uomini, anche se non si a ida comple amen e a lo o. Nel ma imonio è cas a e
edele e i e senza mala ie e se ena accan o al ma i o […]>>.
La donna lemma ica, << ha aspe o se e o e colo e ne as o, è o e e capace, si
in a ede in lei qualcosa di mascolino. Le sue pe di e mes uali sono egola i e
poiché possiede ene g osse è mol o e ile e gene a mol i igli. A ae gli uomini
pe ché è capace di ene seli icino, così da esse ne ama a. Ma se decide di i e e
senza uomini non ne so e mol o, anche se il suo ca a e e di en a scon oso e
di icile. Nei suoi appo i amo osi ( a quan o dicono gli uomini) è lasci a e
olu uosa […]. 33
Nel suo complesso il Causae e Cu ae ci o nisce una es imonianza e osimile
dell’espe ienza p a ica che Ildega da po e a a e e acquisi o nell’o o dei semplici,
e p esen a uno schema ico en e nei co po a medici, che a ianca ano alle ope e
eo iche es i di consul azione p a ica: una sis emazione che osse e emo nel
co pus a ibui o a T o ula de Ruggie o.
Il a on o a ques e due g andi medichesse, pe al o, non può s uggi e,
se pensiamo che u ono con empo anee, anche se hanno s igma izza o eal à che
appaiono di e sissime a lo o. T o ula, la medichessa laica, empi ica, au ice di
ope e di ampia di usione, semb a ai nos i occhi po a e la bandie a di
un’emancipazione emminile più mode na, acce a a e in eg a a nel mondo
scien i ico; Ildega da è al con a io la ice ca ice ispi a a, appa a a, che s udia la
na u a nelle s anze chiuse del suo i i o al mondo, nel mic ocosmo dell’o o
claus ale. Ma è anche la mis ica, la donna occa a dal dono p o e ico, an o più
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
33"BERTINI"F.,"Medioe o"al" emminile,"ed."LATERZA,"2005."p."154."
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"
icina a quell’an ico a che ipo della gua i ice in cui la conoscenza bo anica e a
solo ciò che eme ge a in supe icie di una capaci à di isana e a cana e
i azionale. La coesis enza di ques e due dimensioni è la ci a dis in i a della
medicina di Ildega da: da una pa e, la i a cu iosi à na u alis ica dell’ins ancabile
indaga ice delle cause; dall’al a, una biog a ia icca di episodi di gua igione
mi acolosa. La san a elimina a il male isico e spi i uale a a e so la benedizione
di ges i o pa ole, oppu e ico endo alle i ù di e be e pie e: i suoi mi acoli
a e ano il sen o e delle an iche consue udini magiche pagane, i isi a e dal
linguaggio della eligione di C is o. E’ so p enden e come le ope e mediche di
Ildega da pe lunghi secoli siano passa e quasi del u o inosse a e, a discapi o
della complessi à di iloso ia e con enu o, e nonos an e il g ande in e esse che
oggi susci ano agli occhi del mondo. La iscope a del pensie o di ques a donna
s ao dina ia in a i è a ualmen e ogge o di app o ondimen o sia da pa e del
mondo accademico che di u i colo o che hanno iconosciu o nel suo uni e so
cul u ale emi o emen e a uali. La sua isione della salu e, in
pa icola e, s upisce pe la lucidi à di un app occio che oggi de iniamo olis ico, e
che s en iamo a ico da e a empi così lon ani. La mala ia, in ques ’o ica
psicosoma ica, si o igina dalla o u a dell’equilib io, e la sua causa a ce ca a
nella psiche, nelle emozioni, in quel malesse e del i e e che consuma l’ene gia
i ale. Con s upo e a le pagine della san a incon iamo la dep essione, male che
e oneamen e a ibuiamo alla socie à con empo anea, is a con gli occhi di una
donna del XII secolo. Anche ques o male dello spi i o ede nella ice ca in e io e
e nella comp ensione di sé i soli p esuppos i alla gua igione. E’ bene inol e
so e ma si su un a o di non poco con o. L’elabo azione iloso ica di Ildega da
sui emi della salu e e della mala ia e a il a a da un’espe ienza di e e della
so e enza isica, che a a e so la quo idiana con i enza con uno s a o
cagione ole del isico l’ha accompagna a lungo la sua pu longe a i a.
Nel 1148 a T e i i il pon e ice Eugenio III lesse pubblicamen e nella ca ed ale
l’ope a Sci ias non anco a comple a a, app o ò gli sc i i di Ildega da e le chiese
di sc i e e u o ciò che lo Spi i o San o le a ebbe de a o. La sua co ispondenza
con so ani, esco i, impe a o i, nobili, dame, si in ensi ica decide quindi di
38"
"
spos a si e di onda e la nuo a comuni à del Rupe sbe g di on e a Bingen e
luogo che dice a di esse le s a o indica o in una isione. Nonos an e le sue
ico en i mala ie dal 1158 al 1161 Ildega da iaggia pe u a la egione del Reno
e dopo una lunga e dolo osa mala ia in ap ende un ul imo iaggio in S e ia. Nel
a empo a e a compos o pe sino un glossa io: no ecen o e mini accompagna i
da un signi ica o esp esso in lingua ge manica, a i e mini edeschi mol i sono
nomi di e be e pian e si a a quindi di un’ope a connessa alla sua indagine
medica mai abbandona a du an e u a la sua i a. La g ande spi i uali à di
Ildega da, la con inua a e mazione di un mondo so anna u ale, la sua ensione
emo i a non cancellano l’al o aspe o del pe sonaggio: l’osse a ice della na u a,
la scienzia a, il medico. Ildega da non solo insegnò alle monache del suo
monas e o a da e alo e al colo e, alla luce, agli elemen i essenziali nella i a, ma
le insegnò anche a da alo e alla musica. Non u i capi ano l’impo anza del
colo e, la luce e la musica nei i i li u gici mol i p ela i di Magonza p oibi ono la
musica nel monas e o e ciò spinse Ildega da a sc i e e una le e a nella quale
espone a una eologia della musica e gius i ica a l’impo anza e la unzione
specula i a dell’a e. Ildega da si i e isce alla composizione musicale come a una
cosa s ao dina ia, anche se non si sono conse a i i es i di mol e delle sue
composizioni musicali si dispone di quelle che compose pe l’O do i u um
can a a, che conclude la sua ope a Sci ias. Ildega da u un’au ice e composi ice
c ea i a ed o iginale, indagò, spe imen ò e ques o u uno spun o pe la i a di
mol e al e donne. Come badessa di una comuni à si impose pe a e a o i o
all’in e no del con en o alcune concessioni ai ezzi emminili che u ono
ce amen e mal is e dagli osse a o i del empo. Le conso elle eni ano in a i
inco aggia e ad esibi e, nei gio ni di es a, gioielli e al i o namen i, più indica i
pe la i a secola e che pe quella monacale. Con ques a scel a in ende a
so olinea e una gioiosa i endicazione di emminili à pe colo o che, spose di
C is o, a e ano abb accia o la più pu a delle unioni spi i uali: e a il suo modo di
ibadi e l’allon anamen o da quell’an ico i uale di negazione e annullamen o della
emminili à i enu o pa e in eg an e della scel a del con en o.
Uno degli aspe i più o iginali del suo pensie o è p op io la i lessione sulla
39"
"
sessuali à emminile, ondamen ale pe me e e a pun o un conce o comple o di
salu e della donna.
L’indagine medica sull’ana omia e le pa ologie speci icamen e emminili a e a
p odo o una lunga adizione di es i dedica i alle mala ie e ai dis u bi
dell’appa a o ip odu i o, i lesso di un app occio che dal pun o di is a maschile
ipo a a l’in e esse pe la donna al suo uolo “s umen ale”, cioè quello
ip odu i o. Ildega da è in ece a en a ad indaga e il ondamen o e il senso delle
cose. La unzione sessuale imane pe lei al cen o della i a di ogni donna,
essendo e e i amen e il ulc o della sua iden i à sociale, nel segna e i passaggi
impo an i dell’esis enza. La sua no i à igua da la p opos a di un’indagine
p o onda e di una decisi a i alu azione del uolo emminile all’in e no della
coppia, che pone la donna su un piano di pa i à e assolu a compa ecipazione. Sul
piano isico esp ime gli s essi signi ica i a a e so un co po dedi o alle unzioni
della ma e ni à, spesso idealizza a, così come il ma imonio, che ne è la p emessa,
e l’unione spi i uale, ol e che isica, con il compagno. Anche il piace e dell’a o
sessuale ien a in ques a isione un po’ mis ica, ce amen e poe ica, di Ildega da,
mode nissima ispe o al suo empo, ma che coin olge e legi ima pienamen e la
pa ecipazione gioiosa della donna, aspe o che ce amen e do e a a e i es i o
poco in e esse nelle i lessioni di iloso i e medici maschi.
Il piace e della donna è simile al sole, che ene amen e, lie emen e e
cos an emen e pe ade del suo calo e la e a, a inché dia u o, pe ché, se i si
i e sasse semp e con asp ezza, dannegge ebbe i u i più che gio a i. Così, il
piace e della donna è ene o e lie e, ma con assiduo calo e, pe po e concepi e e
gene a e la p ole, poiché, se es asse cos an emen e nel e o e del piace e, non
sa ebbe ada a al concepimen o e al pa o. Quando, in a i, nella donna inso ge il
piace e, è più lie e che nell’uomo, dal momen o che il uoco non a de in lei come
nell’uomo.34
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34""CALEF"F.,"(a"cu a"di),"Cause"e"Cu e"delle"in e mi à,"Pale mo,"1997,"p."130."
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"
In ques a isione o a pieno ispe o la peculia i à speci ica emminile anche
nella dimensione e o ica, laddo e il piace e dell’uomo è in ece desc i o con
l’immagine della empes a, e i suoi lombi sono una ucina a o en a a da un uoco
p o enien e dal midollo. La dimensione del co po non è demonizza a o s ili a,
come nella isione p e alen e nel Medioe o, bensì degna e me i e ole di u e le
necessa ie a enzioni, in quan o complemen a e alla s e a dell’anima. Solo in
comunione anima, co po e men e endono da e o comple o l’esse e umano,
consen endogli di esp ime e la bellezza della c eazione. Leggendo le pa ole di
Ildega da, pe una ol a appa e lon ana quell’immagine, mol iplica a
dall’au o e olezza di an a le e a u a c is iana, della emmina lasci a e en a ice,
domina a dal izio della lssu ia.
Il sec. XII e buona pa e del XIII sono secoli di espansione di mo imen i sociali
sop a u o di donne e sono anche i secoli più p oli ici della mis ica emminile e
dell’imp on a educa i a che hanno lascia o della quale Ildega da sa ebbe una a le
più ile an i esponen i. Mo ì a Rupe sbe g nell’anno 1179.
Le donne che hanno e e i amen e b illa o nel medioe o, in un pe iodo cioè di
oscu an ismo e di p egiudizio, sono s a e le do o esse sale ni ane, pe ché Sale no,
in u a Eu opa, è s a a la sola ci à in cui alle donne e a consen i o l’ese cizio
della p o essione medica. In a i nell’a co di empo che a dall’XI al XIV sec.
assis iamo alla p esenza di medichesse sale ni ane libe amen e acce a e
nell’o ganizzazione sani a ia e enu e in g ande conside azione dai colleghi
con empo anei. La medichessa più amosa è T o ula, di cui pu oppo non
abbiamo una documen azione o iginale di e a, ma siamo in possesso di una
icchezza di es imonianze che la ogliono abile e do a ope a ice, specialmen e
nel campo dell’os e icia, della ginecologia, della pedia ia e della cosme ologia.
Tale es imonianza a sì che la medicina ginecologica sia s a a ino alle soglie
dell’e à mode na una glo ia u a sale ni ana. Non solo T o ula ma mol e al e
donne si sono dis in e a Sale no, insegnando e edigendo manuali ad uso degli
s uden i icchi di conoscenze ed app o ondimen i. Bas i ci a e: Abella Sale ni ana,
Me cu iade, Rebecca Gua na, F ancesca Romana, Cos anza Calenda. Ques e
41"
"
donne non solo si sono in e essa e di medicina, ma anche di chi u gia
conseguendo l’apposi a licenza medicandi ulne ibus e apos hema ibus.
Pu oppo dopo la luminosa pa en esi sale ni ana si ap e un lungo pe iodo di
silenzio sulla donna come ope a ice p o essionale nel campo della salu e. La
dele e ia caccia alle s eghe che in u ia in un momen o agico pe la ede eligiosa
ema gina le donne da ogni a i i à e apeu ica. T asco ono così in un penoso
anonima o il XXI, XVII e XIII sec., in cui al massimo è possibile egis a e
qualche caso spo adico come quello di Anna Mo andi Mazzolini (1716-1774),
assu a alla ca ed a di ana omia dell’Uni e si à di Bologna nel XVII sec pe la
sua abili à nelle p epa azioni ana omiche, specie nel campo dell’os e icia o quello
di Luisa Bou geais Bou sie , le a ice eale ancese, donna di g ande cul u a, che
lascia addi i u a un lib o di e iden e le a u a scien i ica: 0bse a iones di e ses
su la s e ili è (1626).
Bisogne à a i a e alla me à del XIX sec.pe assis e e inalmen e, nella libe a
Ame ica, alla p ima lau ea u iciale in medicina. Essa ono a Elisabe a Blackwell
(1821-1910), che consegue il diploma p esso il Gene a College o Medicine di
New Yo k nel 1849. Il suo accesso alla acol à comunque non è s a o acile.
Respin a dalle Scuole più p es igiose, disp ezza a dalla gen e, che i iene a e
in ap eso una ca ie a scon enien e pe una donna, iesce ad en a e nel Gene a
Ins i u e solo pe ché acce a a in un e e endum p omosso dal P eside a gli
isc i i alla Scuola, colleghi che la a e anno pe u o il co so degli s udi con
co esia e ispe o, appoggiandola quando i iu e à di allon ana si dalle lezioni di
ana omia dell’appa a o geni ale maschile. Ma, pu lau ea a, il suo inse imen o
come medico nella socie à sa à penoso e disage ole, pe ché incon e à gen e
p econce a a ogni inno azione, an o che do à poi pe eziona si in os e icia a
Pa igi e non senza di icol à. Dopo una se ie di iaggi all’es e o pe pe eziona e
il suo bagaglio di conoscenze, o ne à a New Yo k, do e si p ende à la
soddis azione di onda e una Clinica: il Dispensa y o poo Women and
Child en. Successi amen e a Lond a sali à alla ca ed a di ginecologia nella locale
Medicine School o Women. Nel co so della seconda me à dell’O ocen o
sa anno anco a poche le donne addo o a e in medicina. T a ques e l’ame icana
48"
"
imase in igo e nei secoli successi i e u il sogge o di commen a i che
s abili ano le egole sulla con aminazione da pa e delle donne du an e il ciclo
mes uale, la pe iodica << impu i à >> emminile u un ul e io e mo i o pe la
lo o esclusione da unzioni eligiose nel empio. La con inzione che le donne una
ol a al mese possano con amina e, a causa di un p ocesso na u ale che non si può
con olla e, con ibuisce all’opinione secondo la quale la donna è pe na u a
in e io e all’uomo. Su es i medici e scien i ici g eci e omani il ciclo mes uale
iene desc i o come un e en o mis e ioso pe icoloso e con aminan e, negli sc i i
del Co pus Ippoc a ico che isale pe la maggio pa e alla G ecia del IV secolo
a.C., i medici desc isse o le mes uazioni come sangue che po ebbe en a e in
ci colazione pe u o il co po e che, a i ando ai polmoni, po ebbe causa e
consunzione39. Il Co pus ende a a da e pe scon a o che la mes uazione osse
con olla a dalla luna e che u e le donne a esse o il ciclo nello s esso pe iodo del
mese, una c edenza pe pe ua a da A is o ele. Al sangue mes uale eni ano
a ibui i u i i ipi di po e i sop anna u ali, Plinio il Vecchio, s udioso omano di
s o ia na u ale del I secolo d.C., pe pe uò le c edenze popola i sul lusso
mes uale, alcune delle quali imase o i e pe secoli in Eu opa. La pe sis enza di
ali c edenze di on e a mol e p o e del con a io iuscì a denig a e
de ini i amen e i p ocessi na u ali e gli o gani che appa ene ano alle donne40. I
g eci e i omani che sc isse o es i di scienza e medicina p ese o a modello il
maschio e ide o nella emmina una a ian e in e io e. La concezione di
A is o ele che è s a a alla base dell’ideologia della di e enza di gene e pe
duemila anni, ede il sesso emminile come una de o mi à impe e o, men e
conside a pienamen e ealizza o quello maschile. Il emminile è conside a o
ma e ia passi a, ine e dal pun o di is a p oc ea i o, il maschile è in ece
p incipio dinamico; il cielo e il sole sono gene a o i e pad i, la e a è emmina e
mad e. La concezione a is o elica è s a a poi sos i ui a dall’ideologia bina ia del
sesso suppo a a dalla biologia. In G ecia e a Roma il simbolo dell’o gano
maschile e e o e a di buon augu io e spesso eni a colloca o all’in e no delle
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case men e il simbolo dei geni ali emminili se i a pe iden i ica e i bo delli.
Negli sc i i di A is o ele e nel Co pus Ippoc a ico la donna è is a quasi
esclusi amen e nel suo uolo ip odu i o ed il suo con ibu o nella ip oduzione
gene almen e iene conside a o meno impo an e di quello dell’uomo41. Le
opinioni secondo le quali gli uomini e ano i p incipali esponsabili nel
concepimen o spesso u ono collega e da au o i an ichi all’idea dell’in e io i à
inna a delle donne42. Pla one cominciò la sezione dedica a all’ << u e o agan e>>
spiegando che gli uomini u ono c ea i pe p imi e che le donne e ano la p ogenie
degli uomini, una emmina e a ale pe la sua incapaci à a p odu e spe ma. La
eo ia dell’u e o agan e u desc i a pe la p ima ol a da Ippoc a e di Cos (460-
377 a.C.) il quale pa la di una sind ome che colpisce solo le donne la cui causa
isiede nell’u e o (in g eco “hys e on”), il sangue che i is agna p oduce sos anze
ossiche che isalgono pe le ie dige en i e si di ondono in u o l’o ganismo ino
al ce ello43. Secondo Ippoc a e l’u e o è incline ad ammala si pe ché a di e enza
dell’uomo che possiede un co po caldo e secco, quello della donna è eddo ed
umido, p edispos o alla pu e azione degli umo i sop a u o se iene p i a o
degli e e i bene ici che de i ano dal coi o e dalla p oc eazione che, alla gando i
canali emminili a o iscono la pulizia del co po; quindi l’u e o se non è appaga o
inizia a aga e nell’o ganismo causando a i ipi di dis u bi quali: emo i,
sensazione di so ocamen o, ansia e a ol e anche pa alisi e con ulsioni. Essendo
alu a e meno degli uomini, le donne a e ano un asso di sop a i enza all’e à
adul a in e io e a quello degli uomini, a amen e i neona i eni ano uccisi
ape amen e, piu os o eni ano abbandona i nella spe anza che qualcuno po esse
sal a li. Abbiamo p o e dell’abbandono delle emmine come p a ica abi uale che
isalgono alla legge delle Dodici Ta ole, che impone a a un pad e di alle a e u i
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41""Sulla"ginecologia"an ica"e"la" app esen azione"del" emminile,"c .,"VIDALINAQUET"P.,"Escla age"
e " gynècoc a ie" dans" la" adi ion," le" my he," l’u opie," in" VIDALINAQUET," Reche ches," su " les"
s uc u es"sociales"dans"l’an iqui è"classique,"Pa is,"1970,"pp."63I80;"CAMPESE"S.IGASTALDI"S.,"La"
donna"e"i" iloso i:"a cheologia"di"un’immagine"cul u ale,"Bologna,"1977;"DUBOIS"P.,"Il"co po"come"
me a o a."Rapp esen azioni"della"donna"nella"G ecia"an ica,"T ad."I ."RomaIBa i,"1990."
42""KING"H.,"Once"upon"a"Tex ."Hys e ia" om"Hippoc a es,"in"King,"Hippoc a es’"Woman."Reading"
he"Female"Body"in"Ancien "G eece,"LondonI"New"Yo k,"1998,"pp."205I246."
43""BELTRAMETTI"A.,"Immagini"della"donna,"masche e"del"logos,"in"SETTI"S."(a"cu a"di),"I"G eci."
S o ia,"cul u a,"a e,"socie à,"II,"2,"To ino,"1997,"pp."897I"935."
50"
"
i igli maschi ma solo una emmina. Le donne che in ques e cul u e iusci ono ad
a i a e all’e à adul a si o a ono di on e a un sis ema di alo i e is i uzioni, che
da a pe scon a o il lo o agi e solo all’in e no dei uoli consen i i di iglia, mad e,
moglie; l’iden i à della donna eni a de ini a dalla amiglia all’in e no della quale
le eni a ga an i o sos egno e p o ezione e d’al a pa e le leggi p emia ano un
suo a eggiamen o dipenden e e subo dina o. Le donne e ano escluse da u e le
a i i à che si s olge ano al di uo i della amiglia e che le s esse cul u e an iche
ene ano in al a conside azione. Nella cul u a g eca classica il maschio e a
iden i ica o con la agione, l’o dine e la ci il à; la donna con la na u a, l’emozione
e il caos. Sebbene alcuni d amma u ghi e commediog a i g eci hanno c ea o
pe sonaggi emminili sensibili e po en i, l’idea che la donna po esse p o a e ad
assume e uoli maschili eni a conside a a idicola. La cul u a omana mos ò la
s essa disapp o azione nei con on i delle donne che assume ano uoli maschili,
nell’Eneide, Enea di en a un e oe e un degno onda o e della ci à di Roma anche
pe a e esis i o alle seduzioni di Didone po en e egina s anie a e, pe a e
scel o in ece la docile e obbedien e La inia che di en a sua moglie, la quale è
con enien emen e silenziosa, nella manie a impos a alle donne g eche e omane.
Nella cul u a eb aica la donna, a causa del suo sesso, è esclusa dallo s udio della
To à e del Talmud44, obbligo eligioso essenziale pe gli uomini eb ei, la unzione
della donna e a bada e alla casa obbedendo le leggi eb aiche e amanda e ai igli
le p a iche adizionali. Anche in casa una donna eb ea e a subo dina a al dominio
del maschio nel campo eligioso, in a i, le eni a consen i o solo di accende e le
candele il saba o e p oibi o di di e le p eghie e di benedizione del pane da lei co o
o del ino da lei e sa o. In ques e cul u e in cui e ano escluse dai po e i pubblici
che e ano ise a i agli uomini, le donne a e ano p op ie unzioni e uoli, semp e
de ini e ispe o all’uomo eni ano classi ica e in p imo luogo, secondo la lo o
a i i à sessuale e in dai p imi documen i sc i i i è una dis inzione a ques o
p oposi o a donne buone e ca i e. Una iglia buona e a una iglia cas a, una
ol a pe sa la e gini à di en a a o una moglie, cioè una donna sessualmen e
a i a buona, in quan o a e a appo i sessuali con un solo uomo, o una p os i u a,
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
44""COHEN"A.,"Il"Talmud,"T ad."Al edo"Toa ,"La e za,"Ba i"1999."
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cioè una donna sessualmen e a i a ca i a, a endo appo i con mol i uomini; una
adizione e edi a a pe le donne eu opee è s a a quella di esse e giudica e buone,
ca i e o ispe abili, a seconda delle elazioni di ipo sessuale che a e ano con gli
uomini. Ve gini à e cas i à e ano is e come connesse con l’obbedienza,
addes a e una bambina ad esse e obbedien e sop a u o nei con on i del pad e,
a ebbe assicu a o un suo compo amen o co e o all’in e no della amiglia p ima
come iglia e gine e poi come sposa e mad e cas a.
Le leggi che is i uzionalizza ano la subo dinazione agli uomini c ea ono un
modello di es izioni pe la u u a cul u a eu opea. Nella amiglia la donna a e a
un’au o i à di poco maggio e a quella di un bambino ed e a semp e so omessa al
suo pa en e maschio più icino, che ese ci a a la p op ia au o i à sulla sua pe sona
e sulla sua p op ia au o i à, il ma imonio signi ica a as e i e ale au o i à da un
maschio all’al o. La u ela delle donne da pa e di un maschio ipica delle leggi di
ques e cul u e an iche eni a conside a a il modo miglio e pe man ene e l’o dine
in amiglia e nella socie à; la donna ideale subo dina a il suo is in o, i suoi
sen imen i e la sua capaci à di giudizio al pad e o al ma i o. S udiosi eb ei hanno
e idenzia o come on e del Male, la disobbedienza di E a nel mangia e
dall’Albe o della conoscenza. In ques e cul u e la moglie ideale do e a esse e
edele al ma i o, e ile e gene a ice di igli sani, p e e ibilmen e maschi,
o ganizza e l’andamen o dei la o i di casa o a li da sé. Vis a semp e in elazione
al ma i o, la sua i a a ebbe do u o consis e e nell’assis enza ai bisogni di lui,
secondo ques e cul u e, così come una iglia do e a esse e e gine, la mad e
do e a esse e cas a.45 Come la pe di a della e gini à della iglia disono a a il
pad e, così l’in edel à della moglie disono a a il ma i o, edel à ed esclusi i à non
e ano do e i che si applica ano al ma i o. Il do e e della moglie di gene a e igli
legi imi imase una delle sue unzioni più impo an i, u e ques e cul u e
conside a ano la mancanza di p ole una colpa delle donne, e consen i ano al
ma i o di di o zia e a causa della p esuppos a in e ili à della moglie. La donna
s e ile e a una igu a da compa i e nelle cul u e che da ano g ande alo e alla
e ili à, e in G ecia, a Roma e in Is aele ella si a ida a all’aiu o di ino: in G ecia
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
45""C ."BERTINI"F.,"Medioe o"al" emminile,"La e za,"Ba i,"1989."
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con p eghie e e sac i ici alle di ini à associa e alla e ili à e in Is aele implo ando
Dio di manda le dei igli. Dal momen o che la e ili à e a associa a con
l’app o azione di ina, la donna s e ile e a doppiamen e denig a a e gua da a con
disp ezzo. In aggiun a al do e e di esse e edele e di p oc ea e, la moglie a e a la
esponsabili à di bada e alla casa, ques e cul u e amanda ono alla socie à
eu opea il modello adizionale della buona moglie che si p ende cu a dei bisogni
p ima i della amiglia. La maggio anza delle donne la o a a la e a, una
adizione e edi a a dalle donne eu opee e a che esse ice e ano sala i in e io i a
quelli degli uomini quando la o a ano a pagamen o, anche pe lo s esso la o o.
Nelle ci à le donne ese ci a ano a ie a i i à pe guadagna e che con il empo
di en a ono occupazioni emminili; ende ano s o e, ciba ie nei me ca i e sulle
s ade, si o i ano in quali à di balie e ace ano le le a ici. Nel co so dei secoli
le donne eu opee pa o i ano in casa assis i e in gene e da al e donne e quindi la
p esenza di una le a ice espe a e a app ezza a; i medici e ano chiama i solo in
casi di eme genza o pe assis e e alle nasci e nelle amiglie più icche. Ques e
cul u e an iche amanda ono una ile an e quan i à di le e a u a misogina che
di en ò pa e di un elemen o impo an e dell’e edi à cul u ale eu opea. La
misoginia, cioè l’odio pe le donne, u p esen e nella le e a u a omana ma anche
in sc i i g eci ed eb aici. Alle donne eni a da a la colpa pe la compa sa del
male nel mondo e u a lo o a ibui o il ma chio della mal agi à inna a. La
c eazione della donna enne p esen a a come una punizione pe l’uomo pe an o
enne iden i ica a come nemica degli uomini e della ci il à, on e di mala ie e di
s en u a, la donna u pa agona a a a i animali disp ezza i, alla ine dell’o a o
secolo il poe a g eco Esiodo sc isse un accon o della c eazione con immagini che
poi enne o u ilizza e dalla cul u a eu opea successi a. In esso l’uomo è c ea o
pe p imo e i e elicemen e ino a che, pe punizione del u o del uoco da pa e
di P ome eo, Zeus c ea la p ima donna Pando a che ap e lo sc igno che con ene a
gli a anni. Simile all’E a biblica nella sua incapaci à a man ene e l’obbedienza,
Pando a è incolpa a di u i i mali del mondo. Sc i i eb aici successi i,
p obabilmen e di in luenza g eca, ebbe o la endenza a a e di E a un pe sonaggio
dello s esso gene e: una donna che cede alla en azione e a quello che Dio le ha
53"
"
p oibi o, cioè mangia e e pe suade e Adamo a mangia e dall’Albe o della
Conoscenza del Bene e del Male. La adizione che uole la donna colpe ole e
che anche la miglio e delle donne sia in e io e all’uomo e a ben adica a nel
mondo an ico. Nell’an ico es amen o compa e la igu a di Lili , c ea a
con empo aneamen e ad Adamo pe esse e la sua p ima moglie, p ima della
c eazione di E a, Lili i iu ò di esse e ubbidien e e lasciò Adamo. I g eci
c ea ono nume osi mos i emminili: Ci ce, che as o ma a gli uomini in po ci;
Scilla, la nin a as o ma a in una occia minacciosa che p oduce a es e di
se pen i e di cani, Ca iddi, il o ice mo ale e le si ene che a i a ano gli uomini
alla mo e con dolci can i. Esiodo accon a di Echidna, me à agazza e me à
se pen e che da alla luce Ce be o il cane dell’In e no, della S inge e di al i mos i
che minacciano e oi maschili come E cole e Giasone. Menziona anche le Fu ie,
che puniscono senza pie à colo o che cadono in e o e. Mi i g eci successi i
p odusse o le A pie, donne mos uose con se pen i pe capelli, e il cui sgua do
amu a a gli uomini in pie a. L’e oe delle leggende g eche si muo e a a un
paesaggio a olla o di mos i emminili che do e a scon igge e e supe a e in
u bizia se ole a sop a i e e. La misoginia non ha una con opa e emminile
nella cul u a eu opea, gli s e eo ipi sulla na u a maschile non sono s a i sc i i e
non sono quindi di en a i pa e di una adizione e edi a a da gene azioni
successi e. Le adizioni che ende ano alla subo dinazione della donna non
u ono onnipo en i; inol e ci cos anze eccezionali consen i ono a ol e alle donne
con un alen o uo i dall’o dina io di aggiunge e posizioni di ilie o in campi che
abi ualmen e e ano ise a i agli uomini. Anche la i a, il alen o ed i successi di
Sa o e Cleopa a anno pa e delle adizioni e edi a e dalle donne eu opee. Secoli
dopo la scompa sa di ecchi impe i e egni le donne si ispi a ono a ques i
pe sonaggi emminili. In ques e cul u e il a o e a emminile e il po e e ul imo
sulla i a e sulla mo e, sul des ino e la necessi à e a pe soni ica o da una donna o
da un g uppo di e donne. Associa e con il empo le Pa che e ano spesso
a igu a e nell’a o di ila e, esse e e aglia e i ili delle i e umane, as o mando
così la essi u a, la più comune e o dina ia a i i à emminile in un simbolo di
po e e assolu o. Pe i g eci, le e Pa che e ano Clo o (la ila ice), Lachesi (la
54"
"
issa ice della so e) e A opo (l’i emo ibile), che aglia a i ili della i a con le
sue cesoie mo ali. I omani ene a ano la Fo una, la dea po a ice di un buon
des ino, a igu a a quasi semp e come donna anche nella successi a iconog a ia
eu opea. Anche la e a eni a associa a al gene e emminile che, nella
pe soni icazione della Mad e Te a, con inuò pe secoli ad esse e ado a a e
p opizia a in i i g eci, omani, cel ici e ge manici ela i i all’ag icol u a e alla
e ili à. Le donne u ono spesso conside a e in possesso di un po e e pa icola e
du an e ques o ipo di ce imonie; in alcuni casi esse do e ano anda e sui campi e
in al i s a ne lon ane, po e a esse e e sa o sangue o po e ano esse e o e i
sac i ici e, in i uali conce nen i il sangue, le mes uazioni po e ano esse e
conside a e come una o za in g ado di me e e in con a o le donne con le
p o onde so gen i del po e e: la e a, le s agioni, il empo, la i a e la mo e. Mol i
cul i di dee ichiede ano sace do esse e, come ali, le donne aggiunge ano il più
al o po e e legi imo in G ecia e a Roma, p eceden emen e al p imo secolo d.C., le
donne spesso occupa ano la posizione di sace do esse-magis a e, che combina a
po e e eligioso e po e e secola e.
Sopp esse dal c is ianesimo, secondo cui solo gli uomini po e ano esse e
sace do i, le po en i sace do esse scompa e o. In empi di ins abili à, un uomo
in ap enden e po e a coglie e l’oppo uni à pe sali e al po e e e, se si
p esen a ano le ci cos anze a o e oli, una donna po e a a e lo s esso. Al
con a io degli uomini, che po e ano go e na e da soli, le donne di amiglie eali
a e ano quasi semp e bisogno di un pa en e maschio con cui o a nome di cui
go e na e. Non semp e ques e eggenze sono s ocia e in un go e no emminile,
ma il uolo di eggen e o una pa ecipazione al go e no ende ano possibile ad
una donna ambiziosa di p ende e po e e da sola.
La più amosa di ques e donne è Cleopa a VII (69-30 a.C.), l’ul ima egina
dell’Egi o indipenden e che colse l’oppo uni à pe o ene e il ono e pe
p e eni e l’annessione del egno a Roma. Cleopa a c eò una adizione di po e e
emminile in Eu opa; le es imonianze s o iche i elano una donna e una so ana
ene gica e in elligen e. Il po e e di Cleopa a non si e a basa o solo sul suo
linguaggio e sulla sua in elligenza, ma anche sulla icchezza che il suo egno
55"
"
a e a da o i e. Inol e non a dimen ica o che a i p imi onda o i della scienza
alchemica la adizione ico da p op io Cleopa a ol e che Ma ia l’Eb ea, e
l’alchimia e l’os e icia app esen ano i due campi pe eccellenza del sape e ape i
alle donne. Il a o che le donne osse o app esen a e in modo mino i a io, e che
solo poche di esse abbiano lascia o accia nei lib i, è in linea con il pe co so della
s o ia della cul u a emminile nel suo complesso. La condi isione del sape e
alchemico nelle sue di e se o me, esa amen e come accadde pe quello medico
ed e bo is ico, si consumò con g ande p obabili à in una dimensione somme sa,
p i a a, lon ana dalle scuole e indi e en e alle on i, ma u ce amen e icchissima
e di usa. In ogni modo la p esenza emminile in ques a an ica a e è
ben a es a a dalla adizione u iciale, e semb a esse e s a a dominan e in dagli
inizi. Nelle ci il à più emo e il sape e chimico emminile e a impiega o
nell’indus ia cosme ica e p o umie a che, p ima in Mesopo amia, poi in Egi o e
nella cul u a eb aica, e a spesso a ida a a maes anze emminili. Ques o
illumine ebbe anche il a o che le p ime udimen ali a ezza u e ad uso chimico
semb ino in u o e pe u o esse e un’e oluzione degli u ensili da cucina, con i
quali ce amen e le donne a e ano maggio e dimes ichezza46.
Nella Commedia di Dan e Cleopa a è pos a
nella schie a dei lussu iosi47 “Cleop às lussu iosa”, che egnò in Egi o ai empi
di Cesa e, e di ques i, ol e che di Ma co An onio, u aman e. Su di lei la s o ia ha
ge a o omb e di icili da dissipa e: i suoi izi sono u i emminili, u i guida i dal
imone delle passioni. Ed è ico da a come abile manipola ice di e be e spezie a
ini cosme ici. Sa à pe ché la bellezza è la miglio e es imone, ma i suoi consigli
p odiga i alle donne de ono a e guida o gene azioni di spose e ma one omane,
a pa i e dell’u ilizzo in cosmesi di quel la e d mando le nel quale la egina usa a
imme ge si pe il suo bagno quo idiano. Cleopa a guida a al alen o p a ico che
l’a e a guida a nel go e no dello s a o, una passione pe la i ocosmesi che
l’a e a spin a a ealizza e un p oge o che ai nos i occhi appa e mode nissimo e
segno di g ande emancipazione: la c eazione di una e a e p op ia indus ia di
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
46"C ."KASSISIMON"G.,"“Women"in"chemis y”,"in"KASSISIMON"G.,"FARNES"P.,"Women"o "science:"
igh ing" he" eco d,"Blooming on,"1990,"p."301."
47"Dan e,"In e no,"V," .63."
56"
"
p o umi e cosme ici, che a e a a o cos ui e in un luogo icchissimo di ma e ie
p ime u ili, lungo le sponde del ma Mo o, dei cui Sali già allo a e a ben
conosciu o l’e e o bene ico sulla salu e della pelle. In ques a indus ia la egina,
con g ande spi i o imp endi o iale, a e a a o o ganizza e u e le asi p odu i e,
dalla accol a alla as o mazione dei sali, a ianca e dalla col i azione e dalla
accol a delle e be o icinali, p edispos e nei e eni adiacen i, u ili al
con ezionamen o di p odo i che eni ano poi sme cia i in u a l’a ea
medi e anea. T a ques i, anche p o umi a i più p eziosi, come il celeb e balsamo
della Giudea e il cos osissimo unguen o eale, a ina o p o umo ica a o dalla
sine gia di 27 a spezie e sos anze a oma iche.
In al i pe iodi di ansizione, quando un’economia ins abile e le ci cos anze
poli iche consen i ono l’accumulo di icchezze in mani emminili, la conseguenza
u che la icchezza consen i a alla donna di acquisi e un’is uzione e, una donna
col a po e a a e e un in lusso du a u o nel campo della poesia, della pi u a e
della iloso ia. In un pe iodo in cui pochissimi e ano is ui i, agia i o dedi i alle
a i, la memo ia delle donne che lo u ono di en ò una delle adizioni che diede o
più po e e alle donne eu opee. Impa a e a legge e e a sc i e e e a un p i ilegio pe
le donne, nel mondo an ico e poi pe mol i secoli anco a, il modo più acile pe
una donna di a pa e del mondo della scienza e delle a i e a di esse e na a in una
amiglia già specializza a in ques i campi. Il e mine do o, sapien e, saggio è s a o
amanda o con una accezione maschile, se le donne hanno ecupe a o qualcosa lo
hanno a o pe al a ia: pe esempio a a e so il mi o di A ena-Mine a48, na a
a ma a dal ce ello di Zeus, p o e ice delle a i e delle scienze che, insegna agli
uomini a na iga e, a ila e e a esse e. L’esis enza di uoli di gene e nel nos o
sis ema and ocen ico, ende complica o dis ingue e che simili udini e che
di e enze esis ano a uomini e donne in o ma na u ale. L’in e p e azione sociale
di esse e donna o uomo ha da o ad ogni pe sona la sua unzione nel mondo anco
p ima di nasce e, pe ques o oggi di en a di icile disce ne e il biologico e il
cul u ale. Dalla psicologia mol i s udi si sono concen a i sull’indagine di ques a
dis inzione di uoli pe capi e se ciò sia do u o a di e en i abili à inna e o al
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
48"TERZAGHI"N.,"Mi i"e"leggende"del"mondo"g eco" omano,"D’Anna,"1986."
57"
"
con a io, se le disuguaglianze sociali abbiano c ea o ques e di e enze. Le
spiegazioni pe le di e enze osse a e a uomini e donne, spesso ico ono a due
ipi di a gomen i: quelli biologici (cioè che ichiedono una spiegazione gene ica,
chimica, o monale) e quelli sociali (che si basano sull’in luenza degli ambien i
amilia i, cul u ali, e c.). Sia l’uno che l’al o sono con inuamen e u ilizza i an o
pe spiega e le capaci à (compe enze) quan o pe discu e e dei di e si
a eggiamen i che si osse ano in elazione alla scienza. T a gli a gomen i di
na u a biologica, uno degli o gani più s udia i è il ce ello che è s a o ed è anco a
un o gano sconosciu o, anche se si conoscono abbas anza i suoi elemen i non si sa
bene come unzioni nella sua o ali à, ciò che semb a e iden e è che pe mol i
aspe i il ce ello degli uomini sia di e so da quello delle donne. Gli s udi sulle
di e enze biologiche del ce ello degli uomini e delle donne, hanno messo in
e idenza alcune di e enze nell’elabo azione del linguaggio, nella capaci à di
o ien amen o o nell’in e p e azione dei ico di emozionali e, na u almen e, il
compo amen o sessuale, ma è anche o io che ino ad o a nessuno ha dimos a o
che la donna pe le sue peculia i à neu oana omiche e psicologiche, sia incapace
di aggiunge e l’eccellenza in ma ema ica, isica o ingegne ia.49 Come esempio si
può ci a e il P emio Nobel della Medicina, Ri a Le i Mon alcini, eminen e
neu ologa, che sul pun o di compie e 100 anni u anco a capace e man enne i a
l’illusione pe la ice ca. Il ce ello di e isce in di e se egioni, da quelle più
p imi i e elaziona e con le unzioni basila i pe la manu enzione della i a, a
quelle più e olu e, come la co eccia ce eb ale associa a al con ollo delle unzioni
supe io i. L’emis e o sinis o con olla il linguaggio, la sc i u a, il calcolo e la
le u a, l’a i i à mo o ia del la o des o del co po e le emozioni posi i e pe
ques o iene denomina o il “ce ello anali ico”. L’emis e o ce eb ale des o
con olla la comp ensione, la musica e il disegno, la pe cezione spaziale e il
iconoscimen o delle emozioni nega i e. I maschi e le emmine della maggio
pa e delle specie animali di e iscono, in modo pa icola e, nel lo o
compo amen o sessuale, gli s udi sul ce ello sono s a i u ilizza i, in dai empi
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
49"C .""LARA"C.,"El"segundo"escalon:"desequilib ios"de"gene o"en"ciencia"y" ecnologia,"A cibel"
edi o es,"2006,"pp.158I162."
64"
"
o ganizzazione nel pe iodo an e io e all’in e en o di Fede ico II. Pe nessuno di
essi la documen azione ino a no a o e appigli sicu i, ma pe u i è possibile
pe eni e ad una ipo esi acce abile, se si inse iscono i pochi da i disponibili nel
lo o con es o s o ico, con on andoli con quan o sappiamo di eal à più o meno
icine. Un p imo p oblema sul quale u ge a e chia ezza è di ca a e e
is i uzionale: una cosa è un mo imen o o un enomeno cul u ale, un’al a la sua
as o mazione in una si uazione, come ad esempio una scuola, che ichiede una
sede, un p og amma di s udio e la possibili à di ilascia e un i olo iconosciu o.
Così non ci sono dubbi che nei secoli X-XI i medici di Sale no godesse o di
g ande ama anche uo i d’I alia, ma al e an o ce o è che allo a non esis e a né
una e a e p op ia uni e si à con un insegnamen o eo ico o ganizza o e con il
con e imen o di lau ee né una co po azione di medici. Pe quei due secoli di s o ia
sale ni ana abbiamo, in a i, una abbondan e documen azione di ipo sia
documen a io sia le e a io, nella quale un’is i uzione come la Scuola medica non
a ebbe po u o non lascia e accia. A a e so le ca e no a ili si può icos ui e
in manie a assai de aglia a la opog a ia della ci à, l’ubicazione di chiese e
monas e i, l’andamen o delle s ade e delle mu a, il succede si di pieni e di uo i
nell’impian o u banis ico, ma nelle an e desc izioni di con ini di case e di o i mai
si accenna a beni o ad edi ici in qualche modo collegabili con la Scuola né
an omeno è da o di incon a e docen i o s uden i a i nume osi pe sonaggi che
p endono case in a i o o che ad al o i olo compaiono negli a i. E non ale di e
che ques e obiezioni e ebbe o a cade e del u o, se si amme esse il ca a e e
chie icale o monas ico della Scuola, con conseguen e sua ubicazione all’in e no di
un monas e o o di una chiesa, pe ché in al caso es e ebbe da spiega e l’assenza
di ogni i e imen o ad essa in es i p o enien i da quegli ambien i e nei quali non è
concepibile che passasse so o silenzio una eal à di ale impo anza. Il pensie o a
innanzi u o al Ch onicon Sale ni anum, ope a di un monaco della ine del sec. X,
in cui, come ha osse a o Paolo Delogu57, la ci à si i le e come in uno specchio,
con i suoi alo i, le sue adizioni e le o i ensioni che lace a ano al pa i delle
al e ci à del empo e che s ocia ano in con inui a i di iolenza, il u o in un
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
57"DELEGU"P.,"Mi o"di"una"ci à"me idionale,"Napoli,"1972."
65"
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con es o eso più d amma ico dalle con inue minacce dei Sa aceni e di al i nemici
es e ni: di qui uccisioni, e i e, mala ie e acciden i isici di ogni gene e, che
a ebbe o o ni o con inue occasioni pe a i e imen o alle is i uzioni mediche
ci adine, se esse osse o allo a esis i e, e ques o specialmen e se osse o s a e
lega e a quel mondo monas ico, che a e a p odo o il Ch onicon. Lo s esso ale
pe le es imonianze p o enien i dagli ambien i ecclesias ici e in p imo luogo pe
gli sc i i dell’a ci esco o Al ano, p ima monaco a Mon ecassino e poi
A ci esco o di Sale no, issu o a il 1015 e il 1085, g ande amico di papa
G ego io VII e del p incipe sale ni ano Gisul o II, il quale non solo gode e ama
di medico espe o, ma u anche a e ice di un ambizioso p oge o, ol o a
ecupe a e sul piano eligioso e cul u ale quel uolo di cen ali à, che Sale no
a e a a u o nei secoli p eceden i come capi ale del p incipa o e che e a anda o
pe du o con la conquis a no manna. In ques o p oge o si inse i a anche la sua
p oduzione di ca mi e di ope e agiog a iche ela i e ai san i che p o egge ano la
Chiesa sale ni ana, ma nei quali mai si a i e imen o ad una is i uzione, come la
Scuola medica, che il p esule ce amen e non a ebbe manca o di inse i e a le
glo ie ci adine. L’unico accenno alla ama di Sale no come cen o di medicina è
l’ode a Guido, a ello di Gisul o II, nella quale, impiangendo gli an ichi as i
della ci à, Al ano ico da che um medicinali an um lo eba in a e: esp essione
che, come si ede, non con iene nessun i e imen o a is i uzioni di ipo scolas ico.
Al ano u uno dei più app esen a i i esponen i della inasci a in elle uale
dell’I alia Me idionale di cui Mon ecassino e a il ulc o. I suoi a a i: “I qua o
umo i”, “Le pulsazioni”, “Alcuni p oblemi di medicina”, e le sue aduzioni dal
g eco, con ibui ono alla o mazione e alla c esci a della Scuola medica
sale ni ana. Il laico Ga iopon o che è l’au o e di “Passiona ius” (T a a o sulle
mala ie) in cinque lib i, che a inse alle ope e di Galeno e di al i medici g eci,
inse endo nella sua aduzione la ina ocaboli di uso olga e, che dimos ano
come il suo insegnamen o osse i ol o a laici che, poco espe i del la ino,
a e ano bisogno della olga izzazione dei e mini più impo an i, e l’a ci esco o
Al ano, sono i app esen an i della libe à e dell’ape u a cul u ale di ques o
ambien e sale ni ano in cui i G eci e i La ini, A abi ed Eb ei, monaci e laici,
66"
"
ope a ono ianco a ianco unendo le lo o conoscenze58. Con Ga iopon o pe la
p ima ol a ediamo a Sale no che una donna ascende la ca ed a pe insegna i le
discipline mediche: T o ula de Ruggie o, di cui egli u maes o. Lo s esso ale pe
Romualdo Gua na, a ci esco o di Sale no dal 1153 al 1181, che gode e ama di
medico espe o e u au o e di una c onaca, nella quale della sua ci à si limi a a
di e, i e endosi all’assedio che i pose Robe o il Guisca do nel 1076, che u
medicinae a is diu amosam a que p aecipuam, anche qui senza nessun
i e imen o di e o a una Scuola e a e p op ia; e siamo o mai alla ine del secolo
XII. La His o ia in en ionis ac ansla ionis e mi acula Sanc ae T ophimenae, è
una di quelle on i dei secoli X-XI che ci in o mano sul p es igio di cui gode ano i
medici sale ni ani. E’ ope a di uno sc i o e anonimo ope an e a Mino i agli inizi
del sec. X, il quale, pa lando della de ozione e so la san a, accon a un episodio
che sa ebbe accadu o nel pe iodo in cui Pulca i e a p e e o di Amal i, ale a di e
all’inci ca negli anni 867-878. Si a a della s o ia di una gio ane sposa,
Teodonanda, che all’imp o iso si ammala g a emen e, iducendosi in poco
empo in in di i a. Il ma i o ed i pa en i decidono allo a di po a la a Sale no pe
a ida la alle cu e del g ande a chia a Ge olamo, il quale pe ò, dopo a e la
isi a a e dopo a e consul a o immensa olumina lib o um, si dichia a impo en e
a sal a e la gio ane. Da a la na u a del es o, l’episodio non ha un ondamen o
s o ico sicu o, ma es imonia sol an o che agli inizi del sec. X agli abi an i della
cos a di Amal i, ai quali si i olge a l’agiog a o, appa i a c edibile che a Sale no
ci osse un a chia a amoso e che possedesse una g an quan i à di lib i. Che pe ò
egli osse a capo di una scuola, non è de o esplici amen e né si accenna
all’esis enza di al i medici da chiama e e en ualmen e pe un consul o, ma è
chia o al con a io che a Sale no ci si eca a sol an o pe sen i e il pa e e di
Ge olamo. Quello che può di si con ce ezza è che agli inizi del sec. X (o alla ine
del sec. XI) sulla cos a di Amal i si pensa a che a Sale no osse possibile a e e
cu e più e icaci di quelle p a ica e dai medici del pos o. La ama di cui Sale no
gode a nel sec. X come inoma o cen o di medicina giunge a ino in F ancia ed è
dimos a a da un al o es o na a i o, la c onaca dei esco i di Ve dun, sc i a da
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
58"DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"Napoli,"1852I59:"Vol.1,"pp."159I160."
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un anonimo e so la me à del sec. XI, il quale ipo a la no izia del iaggio a
Sale no, pu oppo senza isul a i, del esco o Adalbe one (985-988), a e o da
calcolosi enale e da al i malanni: no izia ip esa e so la ine del secolo dal
c onis a Ugo di Fla igny. Dall’insieme di ques e es imonianze eme ge che nel
co so del sec. X Sale no, ol e ad esse e una delle ci à più impo an i dell’I alia
me idionale dal pun o di is a poli ico e eligioso, e a anche un cen o do e
do e ano ci cola e es i di medicina, ma do e sop a u o c’e a una buona
adizione di p a ica medica isalen e ce amen e ad un pe iodo mol o più an ico,
pe ché p op io il ca a e e p a ico della medicina sale ni ana a pensa e ad una
espe ienza ma u a a len amen e nel co so del empo e nel con es o di una eal à,
quella di Sale no e dell’I alia me idionale dell’Al o Medioe o, che cos i uì il
pun o di incon o e di in e sezione di mondi cul u ali di e si, eb aico, a abo, g eco
e la ino: di qui la leggenda dei qua o onda o i della Scuola, Helinus, Adela,
Pon us, Sale nus.
In ques o pe iodo, che possiamo de ini e p escolas ico, a Sale no non ci do e a
esse e un ipo di insegnamen o di e so da quello che si impa i a in al e ci à più
o meno impo an i del mondo occiden ale e che e a collega o in un modo o
nell’al o ad is i uzioni ecclesias iche, quali monas e i e ca ed ali: insegnamen o
i ol o innanzi u o agli obla i dei monas e i e ai chie ici des ina i ai capi oli
ca ed ali, ma non di ado anche ad allie i es e ni, gio ani nobili o chie ici a i a i
dalla ama di un maes o. Il li ello di ques e scuole non e a gene almen e al o e i
si insegna ano sop a u o le se e a i libe ali, dis in e a a i del i io
(g amma ica, diale ica e e o ica) e del quad i io (ma ema ica, geome ia, musica
e as onomia), alle quali si aggiunge a, a co onamen o degli s udi, la eologia. Ad
esse si a ianca ano in alcune ci à i aliane scuole laiche p i a e, con un
accen ua o ca a e e p o essionale. E’ quan o a eni a, ce amen e già nel co so
del sec. X, anche a Sale no nel campo della medicina, e con quegli al i e bassi,
lega i alla p esenza di maes i più o meno celeb a i, che si egis a ano
dappe u o nelle scuole del empo. Uno di essi po ebbe esse e s a o p op io il
Ge olamo della leggenda di S. T o imena, medico di co e e maes o di una scuola
p i a a. Sa ebbe da pensa e allo a non an o ad una Scuola, quan o piu os o ad
68"
"
una mol eplici à di scuole, enu e dai medici di maggio e p es igio, come
indu ebbe o a c ede e alcune es imonianze di c onis i del sec. XII. La p ima di
ques e es imonianze e quella del c onis a inglese O de ico Vi ale (1075-1143), il
quale nella sua His o ia ecclesias ica a e ma che << in u be Sale ni ana, ubi
maximae medico um scholae ab an iquo empo e haben u >> (a Sale no in
dall’an ichi à isiedono le più impo an i scuole di medicina): quindi, scuole di
medicina e non Scuola di medicina. Con e gen e con ques a è la es imonianza
dell’eb eo Beniamino di Tudela, il quale e so la me à del sec. XII in ap ese un
lungo iaggio pe u e le egioni o e si o a ano eb ei, pa endo dalla Na a a e
giungendo, a a e so la F ancia e l’I alia, a Napoli. Da qui, dopo un gio no di
iaggio, aggiunse Sale no, u bem medico um scholis illus em-. La peculia i à di
Sale no ispe o ad al e ci à dell’I alia e dell’Eu opa po ebbe esse e consis i a,
nella di usione degli insegnamen i asmessi da ques e scuole p i a e al di uo i
dell’ambi o s e amen e p o essionale, con igu andosi così le conoscenze
mediche come una componen e essenziale del bagaglio cul u ale di qualsiasi
pe sona is ui a, laico o chie ico che osse. 59Di o igine o se laica, più
p obabilmen e monas ica, la Scuola di Medicina di Sale no compa e in un
momen o imp eciso del IX-X sec. Pe a e ma si a l’XI-XII come p imo cen o
di insegnamen o p euni e si a io del mondo occiden ale e quale mani es azione
a le più ile an i dello spi i o scien i ico dell’epoca. E’ un’o igine in pa e
leggenda ia pe i e imen i a a i e si uazioni di sca sa a idabili à documen a ia,
ma in g an pa e au en ica pe ichiami ad episodi eali, s o icamen e acce a i,
desc i i da c onis i coe i. Ce amen e leggenda ia la ondazione, a ibui a ai
qua o maes i di cui si è accenna o e sos enu a nei De ebus sale ni anis del
1685 da An onio Mazza, p io e dell’Almo Collegio nel XVII sec. anche se ale
ipo esi an asiosa semb a adomb a e quel sinc e ismo cul u ale p op io degli
o ien amen i medici della Scuola. Leggenda ia la enu a a Sale no di En ico,
p incipe edesco, a li o da una g a e de ma i e pus olosa e gua i o pe
l’in e en o mi acoloso dell’apos olo Ma eo, una s o ia accon a a da un o a o e
del XIII sec., Ha man on de Aue, e ip esa nel secolo sco so dal poe a
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
59""KRISTELLER"P."O.,"S udi"sulla"Scuola"medica"sale ni ana,"Napoli,"1986."
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"
ame icano Long ellow. Ed anco a leggenda ia è la p esun a p esenza in ci à
in o no al 1100 di Robe o, Duca di No mandia, enu o pe esse e gua i o da
un’ulce a al b accio causa agli da una eccia a elena a in Te asan a du an e la
p ima C ocia a e al cui nome, si uole, sia s a o dedica o il Regimen Sani a is.
Siamo il secoli bui, la scienza is e ilisce e la medicina accusa ancamen e
l’impo e i si della ice ca o iginale e l’abbandono dell’a eggiamen o azionale,
sop a i e di compendi di quan o hanno sc i o i p edecesso i e di quan o es a di
essi. Le gue e, le pes ilenze, le ca es ie non conoscono sos a; allignano la
supe s izione, la magia, l’igno anza; gli uomini miglio i impegnano il meglio
delle lo o iso se in elle uali in p a iche asce iche e a i i à spi i uali. La ice ca
della salu e è spos a a dal co po e so l’anima, e ono le ope e assis enziali, il
medico sop a i e impan ana o in e i à dogma iche. In ale con es o a ido,
in econdo, senza s imoli, ecco appa i e la Scuola di Sale no come una sciabola di
luce, che pene a nel empio oscu o dell’igno anza, lo i i ica e lo in igo isce.
Essa eme ge, concen ando l’a enzione del medico sulla conc e ezza
p o essionale, sul ealismo clinico e sulla semplici à e apeu ica. Sale no non è un
cen o di ice ca scien i ica o di speculazioni biologiche; è un luogo do e si
i o ano, accomuna i in p odigiosa coincidenza, dei p o essionis i a edu i e
diligen i, degli ope a o i se i, p a ici, ecle ici, acu i nella diagnosi e sob i nella
e apia, che accolgono l’e edi à del passa o e la u ilizzano al capezzale del mala o
dopo a e la aglia a alla luce della pe sonale espe ienza. Non a dimen ica o che
Sale no gode di un’imp on a in e nazionale lega a alla sua cen ali à nel
Medi e aneo; i appo i semp e più equen i e p olunga i con i paesi i ie aschi e
con il mondo a abo le consen ono con a i s e i e p o icui con cul u e di e se.
Pelleg ini e c ocia i, p o enien i dalla Te asan a o in ansi o e so di essa, sono
p esenze quo idiane: lo a es a non a caso la cosidde a Cappella dei c ocia i nel
Duomo, oggi cappella di G ego io VII, o e sos ano a p ega e e a ice e e la
benedizione p ima della pa enza pe l’O ien e o e o di i o no dalle spedizioni
mili a i, pe ing azia e l’apos olo sulla ia del ien o in pa ia. Lo comp o ano
pe al o i con a i me can ili assicu a i dalla icina ma ine ia di Amal i nonché la
p esenza di un po o (molo Man edi) e di una ie a, is i ui a dallo s esso Man edi
70"
"
nel 1260, che le consen ono elazioni con popoli di e si e con al e espe ienze; lo
dimos a il comme cio delle d oghe, delle pian e medicinali eso iche e comunque
una non ascu abile icchezza, che a o isce l’a icchimen o cul u ale e una ce a
sup emazia in elle uale. Si è ce ca o di sempli ica e la s o ia della medicina
sale ni ana suddi idendola in pe iodi a iamen e iden i ica i. La più semplice di
ques e classi icazioni è quella che dis ingue una ase delle o igini; IX-X sec., una
ase dell’apogeo, XI-XIII sec. e una ase della decadenza, XIV-XIX sec. Se
l’aspe o o ganizza i o del p imo pe iodo della Scuola è di chia a imp on a
cenobico ospedalie a, e i medici sono in p e alenza monaci o cle ici, ciò è do u o
all’in luenza cul u ale della icina abbazia di Mon ecassino, epicen o di p ima
g andezza dell’a i i à scien i ica e le e a ia al omedie ale e p omo ice,
sull’esempio di S. Basilio in O ien e, delle p ime is i uzioni ospedalie e, delle
in e me ie monas iche e delle a macie con en uali. Tali is i uzioni sono ges i e da
monaci, i monaci in i ma ii, che p o edono alla cu a dei mala i e alla
col i azione delle pian e medicinali negli o i claus ali, gli o i dei semplici. E già
alla ine del VIII sec. è p esen e a Sale no un monas e o benede ino, onda o dal
p incipe G imoaldo (787-805), cui si agg ega nell’820 un ospedale, l’ospedale di
S. Massimo, alles i o dall’a cip e e Adelmo. I medici di ques a epoca sono di
soli o poco più di un nome, di una ci azione; gli s essi Pe ocello e Ga iopon o,
medici e cle ici, es enso i di sinossi di medicina p esale ni ana, cioè di conoscenze
in a o du an e l’al o medioe o, che anno so o il ispe i o nome di P ac ica e di
Passiona ium, sono au o i di sca so ilie o e di modes a consis enza s o ica. I
pe sonaggi di spicco in ece compaiono nell’XII sec. e, p imo a gli al i, è
Cos an ino A icano (1015?- 1087), a i o p op io nell’abbazia di Mon ecassino
du an e il decennio 1077-1087, uomo che o se più degli al i me i a beneme enza
pe a e a o g ande Sale no. Pu non essendo medico e non a endo mai p a ica o
una isi a in i a sua, Cos an ino es a un esponen e p ima io della medicina
sale ni ana. O igina io di Ca agine (pe cui de o A icano), ha iaggia o mol o
nei paesi o ien ali, aggiungendo Alessand ia e Bagdad e acquisendo una non
comune pad onanza dell’a abo, del si iaco, dell’eb aico e del g eco, ol e che una
p o onda conoscenza della cul u a islamica. Giun o a Sale no o mai in e à
71"
"
a anza a, è accol o con igua do e ono i da Robe o il Guisca do, di enu o da
poco p incipe di Sale no, che lo nomina suo consiglie e, ma dopo una b e e
pe manenza a palazzo, Cos an ino p e e isce abbandona e gli agi e il as o di una
ci à opulen a, e i i a si nella quie e ope osa di Mon ecassino. Indossa o il saio di
umile a icello, i asco e gli ul imi anni, i più econdi della sua i a,
spendendoli in una pode osa ope a di aduzione in la ino di es i medici
dell’an ichi à classica po a i con se dall’O ien e in e sione a aba, u ilizzando
allo scopo le sue non comuni do i di in e p e e della lingua islamica e non
ascu ando di inse i e nelle aduzioni i p op i con incimen i pe sonali. Sono
ci ca un cen inaio gli sc i i di ques o Au o e, di cui p ege oli il Pan egni, una
ielabo azione di medicina a aba e il Via icum, un manuale di consigli medici pe
il iaggia o e. Pe me i o di Cos an ino la Scuola di Sale no ha la o una di
impossessa si in an ep ima di un bagaglio di conoscenze ino allo a assolu amen e
igno a o in Occiden e e, a a e so le acquisizioni della medicina a aba,
l’occasione di iscop i e mol e cognizioni della medicina g eca an ica, di cui gli
a abi sono de en o i pe a e asla o e commen a o i es i degli au o i classici
scope i nelle biblio eche equisi e du an e la lo o ina es abile espansione. I
codici di Cos an ino, quindi, sal a i e ado i, sono iconsegna i da Sale no
all’umani à, pene ano nei cen i del sape e eu opei, di en ano s umen i di una
comune cul u a, ondamen i di un unico p og esso in elle uale, di un’an ica
ci il à. Al a igu a di non sca so ilie o è Al ano (1015- 1085), a ci esco o di
Sale no dal 1058, poe a e medico espe o, una s ella di p ima g andezza nel
mondo cul u ale sale ni ano, an o da esse e de ini o p ecu so e del Rinascimen o.
E’ lui il medico che cu a Deside io di Mon ecassino a le mu a del monas e o di
S. Benede o, di cui nel 1057 di e à l’aba e; è lui che con ince Robe o ad
e ige e il Duomo ad esal azione e glo ia del p incipe e della c is iani à; è, in ine,
lui che ice e il pon e ice G ego io VII, esule a Sale no e lo accoglie mo en e a
le sue b accia. Ma sop a u o Al ano è un umanis a. In una mis e iosa missione a
Cos an inopoli con Gisul o II, ul imo p incipe longoba do, iesce ad assicu a si
una disc e a quan i à di codici g eci, di cui alcuni di medicina, dei quali cu e à la
aduzione. E’ p obabile che a ques i es i si o i anche una copia de La na u a
72"
"
dell’uomo di Nemesio di Emesa, da cui ne a à la no a e sione la ina. Al e
au o e oli sue monog a ie sono: I qua o umo i e I polsi, in cui a a a gomen i
diba u i ai suoi empi.
Allo s esso pe iodo appa iene T o ula de Ruggie o, o se la donna più amosa,
più mis e iosa e più discussa del pano ama medico sale ni ano, l’unica che iesce
a ene es a a quel ci a o Rodol o Malaco ona, uomo di g ande e udizione, che
ama s ida e nelle p op ie sedi in dispu e conce uali i miglio i sapien i dell’epoca
e che … nella ci à di Sale no, o e e ano le miglio i scuole di medici sin dai empi
più an ichi, ecce o una ce a sapien e signo a, non o ò alcun al o che a esse
po u o s a gli al pa agone 60.
Medichessa, in e mie a, os e ica non si sa, comunque di nobile amiglia, T o ula
da semp e impe sona la capaci à, l’ingegno e l’emancipazione emminile, il
modello della donna ope a ice p o essionale e medico, la sua iscossa
p o ompen e, esal an e, pe suasi a e spesso incen e sul piano c ea i o e della
s ida in elle uale. L’ope a ondamen ale a ibui ale sulle mala ie delle donne, De
mulie ibus passionibus, ha a u o nel passa o un’inc edibile o una.
Un’appassiona a ice ca della Boggi Ca allo la i iene non un’ope a au og a a, ma
un assemblaggio di es i a i dagli insegnamen i e dal pensie o di T o ula,
p obabilmen e accol i e asc i i dai suoi allie i. T o ula app esen a la p ima
igu a emminile di una elice se ie di medichesse medie ali, che io iscono a
Sale no pe o iginale ed igno a p e oga i a e che almeno ino al sec. XV
app esen ano una s ida ad un’occupazione da semp e e do unque ise a a agli
uomini. Nonos an e le limi azioni, almeno ino alla seconda me à del XV sec.,
uomini e donne possono equen a e con pa i oppo uni à gli insegnamen i di
medicina senza p oblemi di na u a giu idica e la donna, a di la come la Boggi
Ca allo “… condi ide e en i e ges a degli uomini, pa ecipa alle lo o ba aglie,
ese ci a l’a e sani a ia come medico e come ope a ice di salu e”61. Bas a
ico da e Abella Sale ni ana, Rebecca Gua na, Cos anza Calenda, solo pe ci a e
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
60""CHIBNALL"M.,"The"ecclesias ical"his o y"o "O de ic"Vi alis,"6"Vol."Ox o d,"Cla edon"P ess,"1969I
1980,"Vol."II,"pp.28I76."
61"BOGGI"CAVALLO"P.,"Donne"e"medichesse"a"Sale no:"T o ula"de’"Ruggie o,"Rass.S o .Sal.VI,1989,"
p.18."
73"
"
le più amose. Bisogne à a ende e la ine del XIX sec. pe assis e e di nuo o al
con e imen o di una lau ea in medicina ad un’esponen e del sesso emminile. Un
cenno in ine a un al o medico di ques o pe iodo, Nicolò sale ni ano, un
pe sonaggio del u o oscu o so o il p o ilo biog a ico, ma pu u a ia ico da o
pe il suo celebe imo An ido a io, un a a o di i o e apia app ezza o e
consul a o da gene azioni di s uden i, medici e a macis i ino al XVIII sec. pe le
sue ice e e apeu iche anco a inse i e in empi ecen i nelle a macopee di mezza
Eu opa. Sul ini e del sec. XI, p op io quando la medicina monas ica è al massimo
della io i u a e del consenso, una se ie di in i i, di ichiami, di censu e da pa e
delle au o i à ecclesias iche pe una più o odossa in e p e azione della Regola
benede ina, sop a u o i ol i a p i ilegia e le a i i à spi i uali sugli slanci
solida is ici, in e iene a mode a e l’a i i à sani a ia dei eligiosi. Tan o pe ché
nel empo l’in e p e azione semp e più es ensi a della necessi à di assis e e
l’umani à so e en e, ha c ea o un p og essi o allon anamen o dei monaci dai
con en i, age olando en azioni di guadagno e di pecca o e inducendo
compo amen i non semp e compa ibili con la Regola claus ale. Sicché in una
se ie di Concili p omossi da Innocenzo II, Alessand o III e Innocenzo III engono
dec e a i di ie i semp e più assa i i pe i eligiosi a p a ica e l’a i i à sani a ia.
Nel gi o di un secolo, a l’XI e il XII, si assis e a un g aduale i o no dei monaci
nei monas e i, all’abbandono della medicina da pa e di cos o o, allo s uo amen o
delle in e me ie con en uali ape e ai soli con a elli, al p og essi o passaggio
dell’a e sani a ia nelle mani dei laici la cui o mazione p o essionale an o de e
alla secola e espe ienza dei p edecesso i ecclesias ici e ai lo o insegnamen i, che
dalle in e me ie monas iche, dagli o i claus ali, dagli ospedali benede ini
passano nelle dimo e dei nuo i maes i, nelle is i uzioni sani a ie laicizza e, nelle
p i a ae scholae, nelle sedi dell’Almo Collegio Medico Sale ni ano. Massima
esp essione del nuo o consolidamen o is i uzionale sono due g andi amiglie di
medici, i Co one e i Pla ea i. Dei p imi si conosce un Co one senio ed uno junio ;
ques ’ul imo lumen e magis e del XII sec., au o e di un’A s medendi, compendio
di un ben più as o a a o di e apeu ica, e di una amosa Ana homia po ci, p ima
80"
"
e co egge e i es i di medicina; l’anello d’o o al di o medio della mano des a,
segno dell’eminenza del ango; la co ona d’allo o sul capo, esp essione del me i o
dis in o; il bacio della pace e dell’appa enenza sulla guancia ed in ine la pa e na
benedizione.
Si suole a coincide e l’apogeo della medicina sale ni ana con il pe iodo che a
dall’XI al XIII sec. Ed è ques o in a i il pe iodo in cui Sale no esp ime la sua
miglio e e più au en ica adizione classica. Con le aduzioni scien i iche di
Cos an ino è assu a a p ima di ulga ice in assolu o di un sape e an ico,
dimen ica o, accol o dagli a abi e ipo a o alla luce a Mon ecassino. E’ il suo
momen o magico: unico cen o di insegnamen o della medicina con inen ale in
epoca p euni e si a ia, p es igioso, au o e ole, emblema ico in un’Eu opa anco a
ozza, imma u a e so o an i aspe i imp epa a a.
Ma già sul ini e del XIII sec.compaiono i p imi segni della decadenza, che sa à
lunga e o men osa, a i a a di an o in an o da qualche pe sonaggio di spicco,
ma segna a o mai a un ina es abile amon o. Le cause di ale declino sono
mol eplici e non u e oppo unamen e analizza e e pos e nella gius a luce. Ne
possiamo segnala e qualcuna:
• Le Cos i uzioni Mel i ane di Fede ico II, che, pu alo izzando la medicina di
Sale no, iniscono pe age ola e lo s iluppo dello S udium napole ano,
c eando un an agonismo secola e, che in lui à nega i amen e sull’uni e si à
a echiana;
• la g aduale pe di a dell’indi izzo p agma ico, che an o l’ha dis in a e esa
g ande;
• il manca o inno amen o scien i ico in un’Eu opa in ascesa cul u ale e la
c is allizzazione in ema iche do ina ie di enu e obsole e e in ise di
in lussi a abis ici e magico-alchemici, che mal si conciliano con la
scien i ici à della medicina;
• la pe di a dell’egemonia scien i ica, man mano che so gono e si a e mano
le al e Uni e si à con conseguen e scadimen o del c edi o e della
conside azione in p ecedenza possedu i;
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"
• Pa igi, Bologna e Pado a sono di en a i i nuo i cen i del sape e e quindi
me a dei pelleg inaggi gio anili alla ice ca di conoscenza.
Nel 1252 e Co ado en a di as e i e a Sale no l’a eneo napole ano, ma è un
espe imen o ugace, in quan o il suo successo e Man edi nel 1258 ip is ina
l’Uni e si à a Napoli, pu consen endo a Sale no il ilascio delle lau ee in
medicina. Nel 1277 Ca lo I d’Angiò con il p e es o che a Sale no si diplomino
mol i gio ani sca samen e quali ica i, o dina che le licenze engano ilascia e
p e io il consenso del e. Solo nel 1280 la Scuola medica, pu essendo di enu a
ale con la p omulgazione delle leggi ede iciane nel 1231, iene esplici amen e e
u icialmen e iconosciu a con l’emanazione dello speci ico o dinamen o da pa e
di Ca lo I. Nel 1359 Gio anna I es i uisce all’A eneo sale ni ano la p op ia
au onomia, consen endole la acol à di ilascia e diplomi senza l’a allo del e e
licenze da ale e su u o il e i o io del egno.
Nel 1430 Gio anna II concede a Napoli un p op io Collegio medico au onomo,
che a o isce il libe o accesso degli s uden i ai co si di medicina pa enopei e il
conseguimen o della lau ea p esso ques a Uni e si à. Nel XIV sec. insegna a
Sale no Ma eo Sil a ico, bo anico e a macologo insigne ol e che medico, che
con i suoi s udi di i o e apia dà nuo o impulso e igo e allo S udio sale ni ano,
anche se di b e e du a a. Il XV sec. asco e anonimo; l’a i i à scien i ica del
Collegio medico isul a p a icamen e assen e. Un ce o is eglio dall’oscu o
g igio e si e i ica nel XVI sec.pe me i o dell’a i o mecena ismo di Fe an e
Sanse e ino, un inno a o e o e che scuo e la Facol à, anima a da alen i
s udiosi come F ancesco Al ano, Paolo G isignano e Michele Vicinanza, che le
anno i i e e, almeno in pa e, l’an ico splendo e, p o a osi anche nel secolo
successi o. A es imonianza di ques a b e e inasci a si segnalano in ci à le lau ee
di due illus i lumina i: il clinico Gio gio Bagli i e il chi u go Ma co Au elio
Se e ino. Du an e il sec. XVIII si assis e di nuo o a un deplo e ole is e ilimen o
di pensie o; si i acchia di do ine supe a e e non più consone ai empi, laddo e
in u a Eu opa la medicina b illa di idee e di o iginali appo i scien i ici. Una se ie
di li i e di con ese con al e Uni e si à e sop a u o l’e e na con li uali à con
l’A eneo napole ano ne accele ano ineso abilmen e il declino. Si dis ingue a
82"
"
l’al o una lunga e penosa dia iba con il P o omedica o, l’u icio sani a io di
con ollo in ma e ia di sani à pubblica e di igiene, a cui Ca lo V a e a da o
amplissime acol à, ingene ando una o a di collisione con le p e oga i e del
Collegio medico e minando conseguen emen e il p es igio di ques ’ul imo. Negli
ul imi decenni del XVIII sec. la Scuola appa e una modes a is i uzione locale,
esclusa dai mo imen i scien i ici d’a angua dia, che i o ano in Napoli il lo o
i e imen o na u ale. Sop a i e unicamen e in o za della esidua epu azione del
suo passa o, che pe al o non è più su icien e a u ela la dall’incessan e deg ado
cul u ale in cui si diba e, un decadimen o eso anco a più mani es o nei con on i
del di ompen e s iluppo esp esso dagli al i cen i uni e si a i. In ale pano ama
ine e la sopp essione è annuncia a e la chiusu a pun ualmen e giunge nel
no emb e 1811, pe dec e o di Gioacchino Mu a , quasi nell’indi e enza
gene ale. Rima anno alcune ca ed e nei locali dell’a uale Con i o Nazionale,
ma sa anno aboli e de ini i amen e nel 1860 con l’a en o del Regno d’I alia.
83"
"
1.4 Monachesimo Occiden ale e Scuola Medica Sale ni ana
Il lungo pe iodo s o ico, che segue la cadu a dell’Impe o omano d’ Occiden e
(476) e sos anzia l’al o Medioe o, è a igu a o comunemen e come un’epoca
is issima di mise ia e di decadimen o, incupi a dall’impe e sa e di epidemie
ico en i, che impo e iscono l’esis enza e acc escono pesan emen e il disagio
sociale. T a le epidemie che de as a ono l’I alia me idionale, ipo a e dagli
s o ici ico diamo quella del 543, la “pes e di Gius iniano” (pes e bubbonica), ma
successi amen e e ne u ono al e a onda e nel 565, 582 e 590 pe u o il V
secolo. Il Mezzogio no u unes a o anco a una ol a a il 745 e il 747 con
migliaia di mo i. Nell’856 compa e la cosidde a “pes e anginosa” (pe ché
colpi a la gola) al e an o micidiale e poi anco a al e epidemie semp e al amen e
le ali nel 1013, nel 1016, nel 1022 e anco a nel 109364. Te ibili ca es ie, gue e
senza sos a, assedi e saccheggi de as an i illuminano di luce sinis a ques i secoli.
Con il c ollo dell’o ganizzazione ci ile omana iene meno u o un sis ema di
conoscenze, le scuole mediche scompaiono, le biblio eche sono dis u e, le
is i uzioni s esse si as o mano in o ganismi s e ili e ma ginali, la ice ca
scien i ica si a es a. Il g ande bagaglio cul u ale scien i ico cos ui o dal mondo
an ico è demoli o e dispe so dalle onda e ba ba iche che in adono la penisola,
lasciando solo a e acce di un passa o illus e, o unosamen e scampa e e sal a e
dal nau agio gene ale65. Nel qua o secolo la decadenza della medicina è
comple a; il bagaglio cul u ale si iduce a compendi sca ni di an ichi es i
dimen ica i, a lib e i di di ulgazione popola e, a ingenue accol e di s a aganze
supe s iziose66. Con l’abbassamen o gene ale della cul u a, p o oca o dalla cala a
dei ba ba i, chiudono le scuole pubbliche e o ina l’is uzione laica. Una o una a
esp essione di Dupuy iassume il declino: << il uoco sac o dell’e à classica non
ha più pe emblema che la pallida luce della cappella dei monas e i>>67.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
64""C ."MC"NEILL"H.W.,"La"pes e"nella"s o ia."Epidemie,"mo bi"e"con agio"dall’an ichi à"all’e à"
con empo anea,"Einaudi,"To ino,"1981."
65"FIRPO"L.,"La"medicina"medie ale,"UTET,"To ino"1972,"pp."8I9."
66"COSMACINI"G.,"L’a e"lunga"s o ia"della"medicina"dall’an ichi à"a"oggi."La e za,"RomaIBa i"1997"
pp.99I100."
67"FAUVET"J.,"Le" appe"della"medicina,"Ga zan i,"Milano,"1955,"p.41."
84"
"
In ale clima eme ge un uomo nuo o, l’uomo medie ale che pu non disdegnando
la ci il à del passa o, è p o eso e so l’a e mazione di quei nuo i alo i e di quei
nuo i obie i i sociali e spi i uali de a i dal C is ianesimo. In e essan e e
sugges i a è l’ipo esi psicanali ica a anza a da P emuda sull’uomo medie ale: <<
L’uomo medie ale si p esen a all’osse a o e a uale come in una s u u a
c is allizza a. Dal pun o di is a dell’a eggiamen o men ale, della posizione
sociale, iloso ica, e ica e scien i ica si è o a o nello s a o di chi ha già scel o e di
conseguenza non ha nulla da sceglie e (la scel a è app esen a a dalla s u u a
medie ale igidamen e ge a chica so o ogni aspe o, una scel a già a a, in cui dal
p imo, Impe a o e, Papa o au o i à scien i ica ino all’ul imo elemen o della scala
ge a chica u i sono pa e in eg an e di un u o in eg a o e uni a io) >>68.
Pe l’uomo medie ale la e a e i suoi beni sono s alu a i e quindi anche le
ge a chie sociali che sono s a e onda e in o no a ques i beni. Tu i gli uomini
della e a non sono che pelleg ini a a ella i da una comune ede e dall’amo e
scambie ole che Dio ha comanda o, dis acca i dal mondo e ipiega i su se s essi in
una lunga medi azione con la lo o i a in e io e. Esal azione dell’asce ismo
quindi, della i a con empla i a, ma anche comp ensione e di esa di un’umani à
sma i a a a e so nuo i compo amen i e nuo i modelli di i a69. Ques a
con inua medi azione dell’ol e omba con conseguen e p omozione dell’ascesi
p o oca pe ò anche l’indi e enza pe la cul u a, pe la ci il à del passa o e le sue
es imonianze.
Ma il Medioe o è anche un sussegui si di e en i dolo osi, o bidi e oscu i, su cui
cade e ile la pa ola di spe anza del messaggio c is iano, lo slancio solida is ico
di chi c ede nel sop anna u ale e nell’aiu o celes e ed è sop a u o il debole,
l’indi eso, l’ema gina o l’ogge o di pa icola i p emu e e di a e uoso igua do70.
Sono gene almen e pe sone al bando della socie à, di e si, ipudia i e espin i
dalle o ganizzazioni comuni a ie, mal a a i, insomma un condensa o della
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
68"PREMUDA"L.,"S o ia"della"medicina,"CEDAM,"Pado a,"1960,"p.98."
69"C ."PENCO"G.,"S o ia"del"monachesimo"in"I alia"dalle"o igini"alla" ine"del"Medioe o,"Roma,"
1961.""
70"C ."MOLLAT"M.,"I"po e i"del"Medioe o,"La e za,"RomaIBa i"1982;"GEREMEK"B.,"La"pie à"e"la"
o ca."S o ia"della"mise ia"e"della"ca i à"in"Eu opa,"La e za,"RomaIBa i,"1986."
85"
"
so e enza umana. In an a so e enza, agg a a a dalla mise ia e dai disagi isici e
mo ali, si a s ada la pa ola di spe anza del Vangelo, che in e iene a da e
con o o e sollie o agli umili. << La so e enza è G azia >> dice Pazzini71 << è
pu i icazione, pe cui l’ema gina o e anco più il mala o è un p edile o del
Signo e >>, non un pecca o e che de e espia e la sua pena. Il C is ianesimo po a
quindi un messaggio nuo o, che si oppone alle con inzioni dei p imi i i, che
a ibui ano la mala ia a un demone o a una di ini à adi a a. Pe la ci il à
g eco omana la mo e e a la ine di u i i piace i dello spi i o e del co po. Pe i
C is iani la mo e è la libe azione dell’anima, che o mai p i a a del legame della
ca ne può ien a e de ini i amen e in seno alla Chiesa ion an e. Tu i gli uomini,
nobili o plebei, icchi o po e i sono a elli in C is o e la ca i à c is iana obbliga
ad aiu a e i a elli più deboli, gli ema gina i, i mala i, la medicina non è che il
p olungamen o della ca i à. La do ina c is iana ele a il alo e della i a umana e,
nell’o ica della solida ie à, della a ellanza, dell’uguaglianza di on e a Dio, la
ende degna di esse e issu a. Sos iene Cassiodo o ci a o da Penso72 che, pu
essendo la medicina c ea a da Dio, non sono i medici, ma è dio che isana. È Dio
che concede la i a. In a i, i olgendosi ai medici, a e e: “Omne quod aci is in
e bo au in ope a, in nomine Domine Iesu aci e, g a iam agen es Deo e Pa e
pe ipsum”, cioè << Tu o quello che a e in pa ole o in azioni, lo a e in nome del
Signo e Gesù e pe esso dis ibui e le g azie in nome di dio e del Pad e >>73. Sono
p esuppos i ondamen ali a a e so i quali il C is ianesimo di iene p incipio
in o ma o e e a o e chia e della io ganizzazione di una i a sociale e poli ica
p o ondamen e scon ol a. Con ques a impos azione e ico eligiosa in a i engono
a ealizza si una se ie di inizia i e i ol e alla p omozione della ca a si spi i uale,
dell’ele azione in elle uale e delle ope e di ca i à, ques e ul ime pe al o
conc e izza e nell’esigenza mo ale di socco e e i deboli74. La più ade en e
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
71"PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"SEL,"Milano,"1947," ol."I,"pp."323I328."
72"PENSO"G.,"Medicina"medie ale,"Ciba"Geigy,"Milano,"p.8."
73"C ."DELUMEAU"J.,"Rassicu a e"e"p o egge e."De ozione,"in e cessione,"mise ico dia"nel" i o"e"
nel"cul o"dell’Eu opa"medie ale"e"mode na."Rizzoli,"Milano,"1992."
74"AGRIMI"J.,"CRISCIANI"C.,"Ca i à"e"assis enza"nella"ci il à"c is iana"medie ale,"in"S o ia"del"
pensie o"medico"occiden ale."An ichi à"e"Medioe o"a"cu a"di"G mek"M.D.,"La e za,"RomaIBa i,"
1993,"pp.217I259.""
86"
"
in e p e azione di ques o bisogno solida is ico del mondo occiden ale è pos a in
a o dai Benede ini, o odossi seguaci della con inzione che l’uomo ada cu a o
nello spi i o e nel co po, un ideale monas ico che l’o dine iesce a ealizza e con
l’ausilio agli in e mi, ai po e i e ai pelleg ini. E sono p op io la pace e la se eni à
dei chios i le p emesse pe il so ge e e l’a e ma si della medicina monas ica,
chios i che app esen ano la sede più ada a pe l’ese cizio della ca i à c is iana,
all’in e no dei quali l’ammala o può sen i si sicu o e accudi o e non conside a si
un pe icoloso eie o pe la socie à. Nell’anno 529 S. Benede o lascia Subiaco,
sua p ima espe ienza cenobi ica, e si i i a a Mon ecassino, do e onda una nuo a
comuni à eligiosa. Nasce così il monas e o, che accoglie i p imi adep i uggi i i
dalle insidie dei empi. Ma l’abbazia non ha i a acile, dis u a p ima dai
Longoba di nel 581 e poi dai Sa aceni nell’833, è icos ui a, di en ando esempio
di e o e in elle uale e di ope osi à in u o il mondo c is iano. San Benede o
muo e nel 547, dopo a e sc i o la celeb e Regola con en uale, un insieme di
no me a e a egolamen a e la i a del monas e o, anco a oggi un monumen o di
o ganizzazione, p eso a modello da u e le comuni à cenobi iche cos i ui esi in
epoca successi a. Famoso es a il p ece o: o a e labo a, in e p e a o o se oppo
un p o ilo sociale, ma in eso sop a u o pe se i e la medi azione e la
p eghie a75. In ale impe o di a e ni à e di amo e l’assis enza sani a ia ne iene
is o a a, acquis ando l’ammala o una nuo a con igu azione, o e pe la p ima
ol a si sancisce esp essamen e il do e e pe la comuni à di assis e e chiunque si
o i in s a o di bisogno e sop a u o di mala ia come se osse lo s esso C is o.
Requisi i p ima i di un monas e o benede ino sono la scel a del luogo do e do à
so ge e il cenobio, che de e esse e appa a o e anquillo, p o e o da solide mu a,
la p esenza a o no ad esso di a ee col i abili ali da assicu a e l’au osu icienza,
nel senso di ga an i e quan o possa occo e e alla comuni à senza c ea e la
necessi à di usci e uo i dal con en o. Ogni abbazia p e ede nell’ambi o dell’o o
( i ida ium) un’a ea adibi a alla col i azione delle pian e medicinali. In
p ossimi à dell’ing esso, sepa a o, più o meno lon ano dal con en o è l’hospi ium
o e o il luogo di accoglienza dei mala i, dei pelleg ini, degli indigen i, con il
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
75"C ."DE"ROSA"G.,"S o ia"medie ale,"Mine a,"Roma,"1971."
87"
"
passa del empo l’hospi ium si con e e g adualmen e in in e me ia, des ina a
p e alen emen e all’acce azione e alla cu a degli in e mi. Essa è cos i ui a da
locali di degenza e di e ezione ol e che da a i se izi necessa i all’a i i à
sani a ia ( a macia, mediche ia, co sia di degenza, ipos igli, ecc.).
Le in e me ie nascono inizialmen e pe i bisogni dei con a elli ammala i e la
s essa Regola a i e imen o a lo o, ma sa à una ase mol o b e e pe il apido
espande si della ichies a di assis enza da pa e delle comuni à laiche all’es e no
del monas e o.
Responsabile dell’in e me ia è il monachus in i ma ius, che p o ede
all’assis enza e alla cu a dei mala i aiu a o da qualche se en e scel o a i no izi.
L’in e me ia app esen a un se o e di delica a impo anza nell’ambien e del
monas e o, an o da esse e do a a di una p op ia au onomia e pe la quale è
p e is o uno speci ico egolamen o, che disciplina l’acce azione, i i mi della
gio na a e la dimissione del pazien e. Ques i, all’ing esso, iene isi a o
di e amen e dall’aba e, che alu a l’e e i o bisogno di accoglienza e di cu e e dà
all’in i ma io le oppo une disposizioni. Cos ui lo p ende in consegna, segue il
deco so dello s a o mo boso, applica il a amen o a macologico e, se necessa io,
lo so eglia gio no e no e.
La e apia claus ale è basa a sull’uso sapien e delle pian e medicinali col i a e
nell’o o adiacen e, di ques e e be si accolgono le pa i più u ili alla composizione
dei a maci: le oglie, le adici, i semi e con essi si p epa ano pozioni, isane,
unguen i, che sono conse a i nell’a ma ium pigmen a io um, da do e engono
a i al bisogno. I degen i, p ima di lascia e l’hospi ium, de ono a e il bagno,
la a e i p op i indumen i e le s o iglie e, se eligiosi, ip ende e g adualmen e le
p op ie a i i à all’in e no del con en o. Pe le spese di assis enza l’aba e a inge
ad uno speci ico appannaggio: l’hono in e me iae.
In un’epoca in cui non esis e una sani à pubblica e quella p i a a è meno che
modes a, è acile immagina e la u ba di mala i e di po e i aggi a si in o no ai
monas e i e agli hospi ia con en uali. Ogni monas e o ha i suoi monaci in i ma i
des ina i all’assis enza dei mala i, che, o ni i di un adegua o bagaglio di
88"
"
conoscenze mediche si p odigano in un p emu oso ed e icace adempimen o del
lo o compi o nei igua di dei con a elli e degli s anie i di passaggio.
Sono poche ed elemen a i le nozioni di ana omia, isiologia, pa ologia e e apia
possedu e da ques i ope a o i, ma che lega e a un sano e logico buon senso, a un
sagace ealismo clinico, a un’a gu a e na u ale in elligenza, a una lunga
espe ienza, a un ma u o appo o medico pazien e, iescono ad esse e u ili,
su icien i ed a idabili. La lo o p esenza è ale, ela i amen e al pa imonio
cul u ale dell’epoca, che, pu non essendo in possesso di un i olo di s udio
u iciale sono chiama i medicus o physicus anche in documen i sc i i
dell’a chi io benede ino.
Nello sc ip o ium di Mon ecassino si leggono e si asc i ono ope e di Galeno e di
Ippoc a e76. Gli in i ma i cassinesi sono in possesso di un no e ole bagaglio
cul u ale medico, a ciò si aggiunga la lunga espe ienza con i mala i, la
dimes ichezza con le pian e, la manuali à nella p epa azione dei imedi, che ne
anno pe sonaggi di aggua de ole compe enza. Manca lo o solo il i olo u iciale
di medicus pe co ona ne la p o essionali à ed in a i sono comunemen e appella i
con ale quali ica. A Mon ecassino, come nelle al e abbazie benede ine, sono
essi a le mu a con en uali a s ila e i manuali delle pian e medicinali e ela i e
i ù speci iche e le ecniche di col i azione: i cosidde i he ba i sani a is o
ho uli, e i ademecum di i o e apia. E’ in ui i o quindi il con ibu o della
medicina monas ica nell’e oluzione s o ica dell’a e salu a e, un’in luenza
signi ica i a e an o più degna di app ezzamen o quan o più l’epoca è
desola amen e dep essa so o il p o ilo scien i ico77. Tan e ecniche chi u giche
sono cadu e nell’oblio, pe ché scompa si gli ope a o i, non c’è s a o as e imen o
agli allie i, né da a l’epoca e la o ma men is, sussis ono en a i i di ice ca
spe imen ale sulle p op ie à e sull’uso delle pian e medicinali, né, in ine, i me odi
p esuppongono un’applicazione scien i ica.
Mol o spesso il isul a o e apeu ico è in e p e a o come enomeno sop anna u ale
so eso a p ocedimen i i uali ideis ici e i azionali in en a i piu os o che ai
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
76"LOWE"E.A.,"The"Bene en an"Sc ip ,"Ox o d"P ess,"p.18."
77"FIRPO"L.,"La"medicina"medie ale,"op."ci ."p.61."
89"
"
con enu i logici insi i nel p ocesso biologico. Ciò nonos an e, conside a o il uo o
in elle uale enu osi a c ea e e il p e ale e dell’igno anza e della supe s izione
nelle masse popola i, alcune abbazie di en ano celeb i pe la pe izia medica di
alcuni con a elli, inoma e pe la bon à dei lo o o i e i monaci medici assu gono
a chia a ama pe l’abili à con cui ese ci ano la p a ica dell’e bo is e ia. E in a i a
Si iglia il esco o Isido o onda una scuola di medicina; mol i sc i i anonimi del
pe iodo medie ale sono monas ici. Tan i e ba i, lapida i e bes ia i sono ope a di
monaci, né mancano donne a esse Ildega da, badessa di Bingen, che sc i e un
a a o di physica, nu i a ope a di scienza na u ale con implicazioni di medicina e
e apeu ica.
La p epa azione e l’abili à di ques i eligiosi endono ine i abile la ichies a della
lo o ope a anche al di uo i del con en o e, anche pe lo o me i o, uo i dalle mu a
monas iche engono cos ui i i p imi ospedali, ges i i dagli s essi monaci o
uni amen e a p i a i, ma semp e alle dipendenze delle abbazie78.
Ed è in ques o pe iodo ( a il IX e il XII-XIII sec.), che a o no ai monas e i si
ap ono i p imi ospizi, i pos i di is o o, le mediche ie, che engono alles i e su
e eni acquis a i dagli aba i in p ossimi à delle is i uzioni eligiose p op io pe la
c eazione di ope e sociali. Ques e s u u e sono pe lo più e e e in posizione
isola a, ma a o e ole, lungo le ie di comunicazione, adiacen i agli o i
con en uali e con annesse o icine di i omanipolazione pe consen i e ai monaci
la col i azione, accol a ed essiccazione delle e be salu a i e quindi la
p epa azione di o mulazioni medicinali. Vale la pena ico da e che delle pian e a
scopo medicinale iene u ilizza a ogni lo o pa e: le adici ( adici, izomi e bulbi),
il us o con i ami e i amoscelli, la co eccia, che a olge lo s ele, le oglie e le
onde, il io e con le sue pa i ( ice acolo, calice, sepali, pe ali e s immi) e le
in io escenze, i semi. Le p epa azioni i ogaleniche alles i e dai a i e anco a oggi
in uso e ano: gli in usi, (il me odo più an ico), o enu i e sando l’acqua calda
sulla d oga impiega a o ponendo la d oga nell’acqua calda; i deco i, p epa a i
man enendo pe un empo s abili o la d oga in acqua bollen e e acendo decan a e;
gli es a i acquosi, le in u e, i ini medicamen osi, gli oli a oma ici, o enu i
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
78"CASTIGLIONI"A.,"S o ia"della"medicina,"Milano,"Mondado i,"1948,"p.263."
96"
"
la sua e sione a abizza a. Secondo Pie o Diacono, monaco cassinese e eda o e
di una C onica, Cos an ino u: monachus omnibus philosophicis s udios
pienissime e udi us91. Na o a Ca agine in o no al 1019, si accon a di lui come di
un in a icabile iaggia o e del mondo conosciu o, dall’Egi o all’E iopia, dalla
Si ia alla Pe sia ino addi i u a alla lon ana India. I ipe u i con a i con
espe ienze e cul u e di e se gli consen ono un disc e o app endimen o delle lingue
pa la e, dal g eco all’a abo, dal si iaco al la ino, sulla cui pad onanza iesce a
cos ui e una solida is uzione specie pe quan o igua da i g andi emi della
medicina, e so i quali ma u a una decisa inclinazione. Dopo una consolida a
equenza di alcune p es igiose sedi in elle uali del mondo islamico come Bagdad
e Alessand ia, ien a a Ca agine pe onda i un cen o scien i ico. Ma
l’inizia i a non ha buon esi o e Cos an ino de e lascia e la ci à e di ige si e so
l’I alia, aggiungendo Sale no, all’epoca inoma a pe a ici e opulenza, sede di
medici alen i e di a e ma a p o essionali à. Vi giunge in o no al 1076 in un
momen o di g ande con usione (Gisul o II è appena cadu o e Robe o il Guisca do
si è insedia o nel palazzo che già u di A echi), ma la pe manenza in ci à è b e e,
comunque quan o bas a pe en a e in con a o con le pe sonali à più do a e della
capi ale, da Robe o all’a ci esco o Al ano, ai do i della Scuola medica. Dopo
ci ca un anno di soggio no, con in o da Al ano, aggiunge Mon ecassino, do e
a o i o dal mecena ismo dell’aba e Deside io, au o e en usias a delle inizia i e
in elle uali, indossa il saio dell’umile a icello, dedicandosi con ene gia ad un
g ande la o o di aduzione dall’a abo in la ino di nume ose ope e scien i iche in
g an pa e di medicina. La singola i à di ques ’uomo nell’ambi o della medicina di
Sale no non eme ge quindi da una qualsi oglia a i i à p o essionale ese ci a a da
cos ui, ma dalla sua ines imabile e indiscussa a ica di iesumazione di
insegnamen i pe du i. Dei es i medici più signi ica i i ado i dall’a abo in la ino
si ico dano il Via icum di Al Gazza e il Pan egni di Alì al Abbas, due ope e di
g ande con enu o inno a i o pe le in o mazioni e le do ine con enu e i. I
con enu i inno a i i di ques o nuo o sape e endono la capi ale no manna
ci adella di una cul u a aggio na a, imp eziosi a da un’igno a a scienza g eco-
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
91"BLOCH"M.,"Mon ecassino"in" he"Middle"Age,"Roma,"1986,"p.127."
97"
"
a aba, che la lancia su no elli app occi eo e ici e su di e si pe co si e apeu ici,
endendola cen o in elle uale capo ila nella a iega a ci il à eu opea. La s ol a
cos an iniana, in al i e mini, a della Sale no del XII-XIII sec. un polo di
a azione pe maes i e allie i d’ol alpe e di di usione di sc i i e idee ai an i
cen i di sape e spa si pe l’Eu opa.
I appo i semp e più equen i e p olunga i degli occiden ali con il mondo a abo
( esidenza in e i o i assogge a i, con a i me can ili, pelleg inaggi in Te asan a,
spedizioni mili a i…) consen ono lo s udio di ques a ci il à cul u almen e
ellenizza a, se ne i aducono i es i in la ino, quei es i già asla i dagli A abi
nella lo o lingua; sicché mol i asselli del pa imonio classico engono icompos i,
mol e ope e pe du e sono i o a e. L’a i o a Sale no di una icca accol a di
aduzioni a abo la ine de e mina un ammode namen o del bagaglio iloso ico
scien i ico, che si ipe cuo e sull’o ganizzazione degli s udi medici, in cui o a
en ano di di i o i commen i di Galeno agli A o ismi e ai P onos ici di Ippoc a e,
il Pan egni di Alì Abbas, il Via icum di Al Gazza e i a a i di Isacco il Giudeo.
Sono es i che anno la lo o compa sa pe la p ima ol a nel piano di s udi della
Scuola di Sale no pe di onde si successi amen e nelle uni e si à eu opee so o il
nome di A icella che e a un’an ologia di es i in uso p esso le scuole di medicina
come es i cu icula i.
In conclusione Cos an ino con il suo zelo, la sua diligenza e la sua cul u a o e un
ma e iale ines imabile e necessa io pe da e il ia a quel Rinascimen o
scien i ico92 che ede la sua culla p op io nella Scuola di Sale no.
Sul cade e dell’XI secolo in an o la medicina monas ica è all’apogeo. Ma p op io
la sua o una a ascesa c ea e consolida una nu i a assis enza ex amu ale. Le
in e me ie claus ali non sono più l’unico polo di accoglienza sani a ia, pe ché i
monaci, nell’in e p e azione semp e più es ensi a dell’umana solida ie à e so la
colle i i à so e en e, si allon anano semp e più equen emen e dai con en i, a
ol e pe gio ni e gio ni, pe anda e a socco e e l’ammala o. Tale enomeno,
anche se l’a e sani a ia p a ica a dai a i incon a consensi a a o e a la gen e
comune, di iene pe al o semp e meno compa ibile con la Regola claus ale,
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
92"C ."HASKINS"C."H.,"La"Rinasci a"del"XII"secolo,"Il"Mulino,"Bologna,"1982."
98"
"
i elandosi sop a u o un cespi e di guadagno e di pecca o, pe ché semp e più
spesso è da o assis e e a compo amen i poco in linea con l’abi o monas ico. Nello
s esso empo so gono ospedali al di uo i del monas e o e i da monaci, che, pu
dipendendo o malmen e dall’aba e, in p a ica sono s incola i dalla igida
no ma i a eligiosa. Secondo una in e p e azione di Ag imi e C isciani93 ai
p imo di della p op ia a i i à il monaco indi idua a nella mala ia un ogge o di
in e en o ca i a e ole, in quan o la ca i à è il incolo d’amo e che is i uisce un
legame iliale e pa e no a Dio e gli uomini e di a ellanza a gli uomini di ede,
il che è in sin onia con la p edicazione del Vangelo. In conclusione, in quando
pe du a la medicina monas ica, il mala o suppo a pazien emen e le sue so e enze
con idando in Dio, sal a o e della sua anima94.
Con il passa del empo, il socco e e e il cu a e ichiedono una semp e maggio e
compe enza, una pe izia semp e più quali ica a; il monaco inisce con il di en a e
più medico e meno eligioso, nel senso che l’impegno del a amen o e apeu ico
lo endono semp e meno a en o alle cu e spi i uali e agli s udi eologici cui
do ebbe p imie amen e esse e i ol o.
In a i, men e nei p imi empi l’ope a del monaco medico è sop a u o limi a a a
un’a i i à non p op iamen e scien i ica, ma più congenialmen e eligiosa,
concen andosi su p eghie e, apposizione delle mani, unzioni con olio san o, in
epoca successi a, anche pe na u ale e oluzione delle p ocedu e, il suo ope a o
di iene più p op iamen e medico con impiego di e be salu a i, manipolazioni di
pian e, modali à di somminis azione e dosaggi, quindi l’in e en o ispe o ai
p imo di è più na u alis ico, biologico, a macologico. La medicina quindi, na a
nei chios i, si a laicizzando, i monaci non solo p es ano consul i ai mala i e ai
bisognosi, ma si ecano al lo o domicilio, o endo assis enza lungo u o il
pe iodo dello s a o di mala ia95. Dopo una lunga esis enza, i monaci ien ano nei
anghi, iadeguandosi alle lo o più speci iche e do e ose unzioni, nel gi o di un
secolo e mezzo ci ca assis iamo a ques o i o no nei monas e i, g aduale ma
p og essi o; la medicina è abbandona a, le in e me ie si s uo ano, ise a e ai soli
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
93"AGRIMI"J."I"CRISCIANI"C.,"Mala o,"medico"e"medicina"nel"Medioe o,"To ino,"1980."
94"C ."PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"op."ci .,"pp.251I262."
95"BUSACCHI"V.,"S o ia"della"medicina,"Cappelli,"1951,"p.137."
99"
"
con a elli, l’a e sani a ia passa len amen e nelle mani dei laici.
Con empo aneamen e lo s esso conce o di assis enza a pe dendo signi ica o di
obbligo di ca i à e so il p ossimo, pe con lui e in una is i uzione pubblica,
quella dell’ospedale medie ale, do e sono app es a e cu e condo e con pa i
espe ienza e compe enza, meno compassione oli e più p o essionali. Ma un al o
e en o, in un ce o senso i oluziona io, iene a a o i e ques a as o mazione ed
è l’emanazione del dec e o di Rugge o II, e delle due Sicilie, in cui si p esc i e
l’obbligo del possesso di un’au o izzazione egia pe ese ci a e la p o essione
medica. Tale dec e o, con lui o poi nelle “Cos i uzioni” di Mel i di Fede ico II,
dispone che pe ese ci a e l’a e della medicina, bisogna so opo si
p e en i amen e a un esame da an i a unziona i egi. Tale decisione semb a sia
o igina a dall’ama a cons a azione di una di usa ca i a p a ica dei monaci
medico e al i eligiosi, la cui maggio anza si i ela una massa di incapaci e
igno an i con sca se acquisizioni a macologiche.
Quindi, se da una pa e sono p esen i a Sale no alen i medici che anno ono e
alla ci à, me i andole ama e iconoscimen i anche da paesi lon ani, di con e so
sussis e un as o g uppo di cia la ani, gua i o i e medicas i anche di es azione
ecclesias ica, che lascia mol o a deside a e sui isul a i delle lo o p a iche. Ques i,
spesso, gi o agando pe illaggi e pe piazze, magni icando le lo o cu e
mi acolose, ci ando a o ismi a sp oposi o e ichiedendo inoppo unamen e ausili
eu gici.
Quindi l’in e en o di Fede ico II96 iene a ibadi e pe il medico non solo
l’obbligo al possesso di un’au o izzazione all’ese cizio p o essionale, ma
l’obbligo, pe o ene lo, ad esse e so opos o ad un esame da an i a una
commissione di maes i sale ni ani, enu i a es imonia e con adegua e
ce i icazioni la p epa azione almeno su icien e del candida o. A an o a
aggiun o inol e anche un a es a o di edel à al e, ilascia o dai suoi ica i, che
l’a anno esamina o in me i o.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
96"C ."MORPURGO"P.,"L’in e en o"legisla i o"di"Fede ico"II"in"Filoso ia"della"na u a"nella"Schola"
Sale ni ana"del"sec."XII,"Cluebb,"Bologna,"1990."
100"
"
Solo quindi dopo un esame ad hoc, condo o ai sensi della disposizione egia,
l’aspi an e medico può o ene e l’abili azione alla p a ica (licen ia medicandi).
La egolamen azione appo a a all’ese cizio dell’a e sani a ia da pa e di Rugge o
e di Fede ico II iene a is o a e e a da e inno a a digni à e p es igio alla
medicina sale ni ana, s ondandola di elemen i poco quali ican i e consen endo la
inasci a e la c esci a di medici do a i di compe enza e p o essionali à.
101"
"
1.5 I docen i della Scuola e le ma e ie di insegnamen o
L’insegnamen o della medicina a Sale no, nel medioe o, sia pu e in o ma
udimen ale, e a ese ci a o da p i a i docen i, cui eni a da o l’appella i o di
medici. Na a la Scuola, non po e a manca e l’ope a conco de di ques i maes i,
associa i dal comune in e esse e dal i o deside io di da le maggio e inc emen o e
digni à, onde a poco a poco di enne cen o di do ina e di usione dell’a e
medica. I documen i, sop a issu i ci i elano che in quell’an ica epoca osse
mol o sca so il nume o dei medici e ques i, a ia i all’a e salu a e pe adizione
di amiglia, e comple a e le lo o conoscenze con l’in e p e azione degli an ichi
es i ad essi pe enu i, ne ende ano pa ecipi quelli che, a idi di app ende e i
dogmi della medicina, si eca ano a Sale no.97 In a i la adizione del sape e
medico in alcune amiglie pe du ò pe a ie gene azioni, specialmen e nel
pa izia o sale ni ano, che di enne geloso cus ode di ques o pa imonio. Il empo
po ò con sé no e oli as o mazioni nell’a e, e denominazioni di e se a chi le
ese ci a a. La pa ola magis e , come mezzo di dis inzione di quelli che si
dedica ano all’insegnamen o o all’ese cizio della medicina, u assun o un po’
a di. Leone Os iense chiamò Al ano p uden issimus ac nobilissimus cle icus, non
magis e ; T o ula de Ruggie o, egualmen e, u solo sapiens ma ona.
Nel XII secolo o iamo Magis e Ba holomaeus, Magis e Ma haeus
Pla ea ius, Magis e Fe a ius, e un nume o no e ole di cul o i dell’a e medica
dis in i con la quali ica di cle icus e medicus. Nel secolo successi o il i olo di
cle icus scompa e de ini i amen e, men e la quali ica di magis e si accompagna
a quella di phisicus, oppu e di medicus. Solo più a di appa e il doc o in phisica e
quello in a ium el medicinae doc o , e alcune ol e il i olo di magis e è
accompagna o dalla quali ica di ci u gicus, oppu e in medicinali scien ia
p o eso . La Schola e a un is i u o a sé, una o ganizzazione indipenden e,
cos i ui a di insegnan i dis in i pe i lo o speciali me i i e di essa a e a la
esponsabili à mo ale e la u ela il P aeses, ma solo nella quali à di decano.
Quando u c ea o il P io e come sup ema digni à del Collegio, l’anziani à u i olo
di me i o. La Scuola di Sale no in dall’an ichi à può enume a e insigni Maes i,
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
97""DEL"GAIZO"M.,"Documen i"inedi i"della"Scuola"medica"sale ni ana,"Napoli,"1888."
102"
"
alcuni dei quali u ono enu i in g ande conside azione da di e si egnan i e
ono a i di p i ilegi e a o i. Le do ine mediche, di use da Ga iopon o e dai suoi
con empo anei, non si es inse o con essi; al i maes i segui ono le lo o o me e
u ono degni successo i. Nella seconda me à del XII secolo e illus i maes i
cos i uiscono p incipalmen e un p ege ole o namen o della Scuola: maes o
Sale no, Ma eo Pla ea io junio , e Musandino. Maes o Sale no u enu o in g an
p egio dai suoi con empo anei pe la sua do ina, no e oli sono le sue Tabulae
Sale ni anae, in cui iunì i semplici secondo la lo o i ù, acili ando ai medici la
p a ica applicazione su di essi. Il Compendium, al a sua ope a, comple a le
Tabulae, e o ma con esse un e o a a o di e apia gene ale e di p epa azione dei
a maci98. Il Giacosa gli a ibuisce anche il a a o Ca holica che egli i iene sia
imas o incomple o e igno o ai suoi con empo anei99.
Ma eo Pla ea io junio appa e ne a ad una amiglia che già a e a da o alla
Scuola insigni cul o i dell’a e medica, ed egli degnamen e ne con inuò la
adizione. Le sue Glosse all’An ido a io di Nicolò il P eposi o cos i uiscono, pe i
empi in cui egli io ì, un a a o non p i o d’in e esse scien i ico. In esse il
Pla ea io espone la do ina dei semplici, secondo i p incipii galenici, desc i e
mol e pian e p eceden emen e igno a e, e dà u ili cognizioni in o no alla
p o enienza e alla so is icazione di a i p odo i medicinali.
Musandino è il celeb e maes o e decano della Scuola che Egidio di Co beil ele a
agli ono i della glo ia. Egli è il P aeses, la somma au o i à di quei do i, des ina i a
di ulga e i dogmi della medicina, di cui ace ano pa e al i lumina i del sape e:
Ma eo Salomone, innalza o alla ca ed a nell’Uni e si à di Mon pelie ; U sone,
celeb e pe il suo a a o De U inis; Maes o Mau o, il medico aulico, ichies o
dai icchi, s ima o pe la do ina, e pe la sua o una, e enu o in con o pe le sue
ope e.
Una eminen e igu a di p ela o, degno di s a e accan o all’A ci esco o Al ano, u
Romualdo II di Gua na, che, espe o in u e le discipline, ebbe una speciale
p edilezione pe l’a e medica. Di lui si ico da che pe ben due ol e u chiama o
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
98"DE"RENZI"S.,"op."ci .,"p.311."
99"GIACOSA"P.,"Magis i"Sale ni ani"nondum"edi i,"To ino,"Bocca,"1901,"p.71."
103"
"
al capezzale di Guglielmo I, Re di Sicilia, suo nipo e; ma men e una p ima ol a
lo so asse alla mo e, una seconda ol a non iuscì a debella e il male, pe ché
ques i non olle so opo si ad alcuna cu a100.
Un al o maes o enu o in g andissima epu azione dalla Regina Gio anna II u
An onio Solimena che io ì alla ine del XIV secolo.
Come il De Renzi a e ma, il Solimena si dis inse pe la sua edel à, pe la do ina
e pe le g andi p o e di sape e da lui da e, pe ali me i i u ele a o all’al o u icio
di Maes o Razionale della Magna Cu ia col soldo annuo di sessan a once
d’o o101.
Alcuni maes i ebbe o una pa e impo an issima negli a enimen i poli ici del
lo o empo. Eme ge a u i Gio anni da P ocida, igu a nobilissima di pa io a e
di scienzia o. A ques ’uomo, che ha ono a o la ci à con il p es igio e l’acume di
cui si dis inse, u ono in es a i in epoca o mai emo a una s ada, una scuola e un
ospedale. Poco si conosce sulla i a di ques o pe sonaggio p ima del 1250 pe
l’esigui à delle on i e la ca enza di ci azioni102. Si i iene comunque che,
lau ea osi p esso la Scuola Pa ia, abbia nella s essa insegna o, dis inguendosi pe
capaci à p o essionale, an o da esse e p escel o da Fede ico II nella osa dei suoi
medici pe sonali e dei suoi amici. Ed è p obabile che p op io alla co e ede iciana
si siano consolida i i suoi con incimen i poli ici iloimpe iali e quindi la edel à
all’impe a o e, la solida ie à alla sua lo a. E’ p obabile che p op io du an e il
egno di Fede ico II abbia esp esso il meglio della sua a i i à p o essionale e
della sua dedizione al so ano. Il suo pe iodo di ca ed a ico uni e si a io
do ebbe cade e a il 1228 e il 1231, in un’epoca cioè in cui, pu a endo Fede ico
II già is i ui o l’Uni e si à di Napoli, l’insegnamen o della medicina a Sale no è
anco a io en e e la acol à conse a anco a il p i ilegio di lau ea e di abili azione
p o essionale. Gio anni se e l’impe a o e come medico pe sonale con es ema
digni à e dedizione an o che sono ico da e alcune ice e con le quali lo a ebbe
cu a o nei momen i di mala ia, non solo, ma a endogli lo s esso so ano a ida o
la p op ia i a e salu e, è ip o a della sua do ina e della sua leal à. Con la mo e
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
100"DE"RENZI"S.,"op,"ci ."p.321."
101"DE"RENZI"S.,"op."ci .,"p.424."
102"C .""BUSCEMI"P.,"La" i a"di"Gio anni"da"P ocida,"Pale mo,"1859."
104"
"
di Fede ico II si pa le à semp e meno di Gio anni medico, men e eme ge à
ne amen e la pe sonali à dell’uomo poli ico.
Mol e ope e di maes i sale ni ani anda ono pe du e; quelle che imangono
mos ano quan a osse la lo o saggezza e la lo o espe ienza. Di soli o gli an ichi
maes i, si decide ano a sc i e e le lo o ope e, in segui o alle solleci azioni dei
lo o scola i, deside osi di a e e so o mano la ma e ia, che e a s a o a gomen o
delle lo o le u e. Ai maes i di Sale no spe a il g ande me i o di a e de a o pe
p ima le no me che il medico de e segui e, quando egli si o a p esso il le o
dell’ammala o. Esse cos i uiscono un documen o p eziosissimo, da cui si ile a
quan a impo anza quei maes i a ibuisse o alla nobile missione del medico, e
quale osse il lo o spi i o di osse azione e la p o onda conoscenza del cuo e
umano.
Ecco quan o la Scuola sc i e:
In e en o del medico p esso l’ammala o
<< O medico, quando sa ai chiama o p esso l’ammala o, aiu alo in nome del
Signo e e cogli s essi sen imen i i accompagni l’Angelo che u guida a Tobia.
In o ma i p ima da quan o empo è mala o e quale male accusa e, quando sa ai
alla sua p esenza, appa isca che u igno i le sue so e enze. Osse ando l’o ina e il
polso non po ai conosce e la na u a del male, u a ia p eoccupa i che l’ammala o
abbia iducia in e e i s imi cus ode della sua salu e. Sia pu e a ua conoscenza se
egli abbia con essa o le sue colpe al sace do e e, se non l’a à a o, assicu a i che
subi o lo a à. P esso l’in e mo non i mos e ai né supe bo, né a ido di dana o,
ma umile e salu e ai egualmen e con modes ia e, quando siedi, in i a gli al i a
sede e. Se i o ono qualche be anda, a una pa ola e l’al a, loda la bellezza del
si o, la disposizione della casa, an a la libe ali à della amiglia. Osse a il polso
dell’ammala o, ma non sii a o in inganno dalle nume ose pulsazioni, do u e alla
le izia pe il uo a i o, o, se egli è a a o, alla p eoccupazione pe il compenso che
i do à co isponde e. Aspe a che si sia calma o e bada che non si ponga a
giace e sul la o della mano che osse i, né essa sia oppo ape a o chiusa. Fino a
cen o ascol e ai le pulsazioni, pe ché u possa comp ende ne la na u a e pe ché gli
105"
"
as an i, dopo l’aspe a i a, accoglie anno con più piace e il uo giudizio. O dina
poi che i sia po a a l’o ina, pe ché l’ammala o si con inca che non il polso
sol an o, ma anche l’esame dell’o ina iesca a a i conosce e il suo male.
Dell’o ina gua de ai il colo e, la sos anza, la quali à e il con enu o e poi, coll’aiu o
di Dio, p ome e ai la salu e dell’ammala o. Lon ano da lui, da ai ad in ende e ai
amilia i che non è acile comba e e il male, pe ché, se l’in e mo gua i à, sa à
asc i o a uo me i o e lode, se mo à essi a es e anno che da p incipio a e i
dispe a o della sua salu e. Bada inol e di non gua da e con occhio cupido né la
moglie né la iglia, né la se a pe ché, così acendo, il uo animo es a u ba o e si
può modi ica e il ole e di Dio, uo coope a o e>>.103
La con essione e a uno degli obblighi mo ali, a cui l’ammala o si do e a
so opo e, e i maes i i ene ano lo o do e e di consiglia e alla amiglia che
l’ammala o chiedesse anche il con o o del sace do e, quando il male si p esen a a
con una ce a g a i à. E o a osse iamo il maes o del empo an ico nel suo
abbigliamen o, si eca a alla Scuola, ci conda o da una schie a di gio ani, una
lunga cappa ne a cop i a la sua pe sona, un cappuccio ne o p o egge a la sua
es a, un paio di guan i ino al gomi o. Suo compagno indi isibile e a un ecchio
codice di medicina, che gli se i a pe l’abi uale le u a. E a così il maes o che
o iamo nelle minia u e di Pie o da Eboli. I medici, pe dis inzione della lo o
classe, e pe ché godesse o la do u a s ima e epu azione, ebbe o mol a cu a nel
es i e così come si ile a dai P ece i:
<< Il medico sia semp e bene olo e con abi o puli o; luccichi nelle sue di a
splendido anello. Se può, abbia pe sé un ca allo di p egio, e anche le sue
gua nizioni siano belle e deco ose. Con ni ida es e iusci ai ad esse e più
g adi o, una splendida es e i p ocu e à pa ecchi bene ici, un abi o ile i
p ocacce à una ile icompensa. Poiché un medico po e o ice e ili doni>>104.
L’a e mazione della Scuola, che un abi o ile p ocaccia al medico una ile
icompensa, a ebbe pensa e che nei lo o cuo i i osse a idi à del dana o. Alcuni
e si del << Regimen >> lo con e me ebbe o nel capi olo che ha pe i olo:
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
103"DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"Vol."2°,"p.74."
104"REGIMEN"SANITATIS,"p."565."
112"
"
2.1 La chi u gia di Ruggie o
Pa la e di a do medioe o nell’ambi o della s o ia della medicina e della chi u gia
in pa icola e signi ica e idenzia e innanzi u o l’impossibili à di delimi azione
cul u ale in una c onologia conchiusa, pe ché sono mol i gli elemen i, che lo
agg o igliano alle epoche p eceden i, oppi i enomeni in elle uali, poli ici e
sociali, che pu illuminandolo, non possono conside a si né inizia i né esau i i in
esso, ma che, già p esen i in epoche an e io i, in esso i o ano quell’impulso pe
una io i u a successi a. Siamo di on e a una si uazione che si può de ini e di
medioe o scien i ico, in eso come c ogiolo di pensie o, di slanci, che non
app esen ano più il sape e medie ale, ma non sono anco a inasci a, ma in cui
lie i ano i lessi di classici à e ge mi di nuo i empi. Si a e e una o ma men is
nuo a, che su una s a i icazione di con inzioni me amen e medie ali, semb a
ibolli e di nuo i e men i, p o esa alla ice ca di indi izzi des ina i ad imp ime e
un’e oluzione all’umana ci il à. Sos iene Pie e B une : << Gli s o ici mode ni
sono conco di nel so olinea e quan o siano inde e mina i i con ini di ques o
pe iodo lungo dieci secoli, che la adizione chiama Medioe o. Pe onda a che sia
la dis inzione di un Al o Medioe o, non elimina u e le di icol à. Non si può
in a i sos ene e che le nozioni di inasci a del sec. XII e di inasci a ca olingia
in oducano una limi azione c onologica più age ole pe lo s o ico, pu essendo
noi oggi ben lon ani dal conside a e ques a lunga appa della ci il à come un
semplice pe iodo di a esa e di ges azione del Rinascimen o>> e aggiunge: << La
s o ia della scienza pu e p esen a una ase di ansizione a pensie o an ico e
scienza mode na; sussis e comunque una con inui à un po’ cao ica, ma
indiscu ibile, pu nell’appa en e di e si à delle endenze e dei en a i i >>112.
Ed è p op io in ques i p imi secoli dopo il Mille che si assis e ad un amalgama si
di cul u e, in cui slanci eso e ici de i a i dal gus o pe l’alchimia, la magia,
l’as ologia si mescolano a do ine iloso iche d’a angua dia e ad a eggiamen i
empi ici, con i endo in un con es o scon olgen e con sane in es igazioni
scien i iche, anche se anco a imb iglia e da os ili à eligiose113.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
112""BRUNET"P.,"La"Scienza"nel"Medioe o,"La e za""Ba i,"1976,"pp."101I102."
113""PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"op."ci .,"pp."436I444."
113"
"
In ques i secoli in Eu opa e in I alia è ope an e una chi u gia dele e ia, a igianale,
condo a da empi ici, che a o endo il disc edi o e lo sce icismo sull’a e, ne
hanno age ola o in g an pa e il dis acco dalla medicina. In a i, una chi u gia
come is i uzione, p epos a alla cu a ope a o ia del mala o, è p a icamen e assen e
sulla scena scien i ica114. L’o ganizzazione sani a ia è insu icien e a soddis a e le
esigenze di un in e en o chi u gico e il bagaglio ecnico è po e o sia come
appo o di conoscenze s umen ali sia come ecnica ope a o ia e a e p op ia.
Quelle poche cognizioni empi iche di ecnica, così modes e nei p esuppos i eo ici
e nel azionale e così amman a e di i uali à magico eso e iche, es ano nelle mani
di ope a o i del u o es anei alla medicina, asmesse igidamen e nell’ambi o
delle poche amiglie che ne de engono la conoscenza. Il medico p o essionis a
d’al onde, una ol a e mina o il co so di s udi e di app endis a o, es a
p a icamen e al ma gine della scienza a causa del manca o inno a si
dell’in o mazione e dell’aggio namen o p o essionale, impossibili a o dalla a i à
di es i sc i i e dalla len ezza che g a a sulla di usione delle nuo e acquisizioni
scien i iche. Inol e non esis e anco a l’is i u o di un co so di s udi egola e, si una
lau ea u iciale, di un con ollo s a ale sulla p o essione, mode namen e in eso
anche pe la sca sezza di un pe sonale quali ica o. Sussis e una si uazione di
ana chia, che consen e il pullula e di “p a iconi”. Che si anno passa e pe
chi u ghi, ma non sono al o che medica o i di e i e, inciso i di ascessi, la cui
ope a non ha nulla a che ede e con gli insegnamen i di pa ologia e di e apia
de a i da Ippoc a e e Galeno, il Pazzini a e ma: << Impa a ano il mes ie e alla
bo ega di un maes o e, quando a lo o ol a si e ano impossessa i della ecnica,
ap i ano le bo eghe con l’insegna di e bacili o con quella del bas one a bande
spi ali osse e bianche >>115.
Nonos an e ques a si uazione alquan o sco aggian e, sussis ono, anche se in una
ase di p o ondi dissensi cul u ali, mo imen i di ice ca scien i ica e men e
l’ese cizio p a ico della chi u gia a icompa endo a a e so l’ope osi à di
qualche Scuola, ci si acco ge che a Sale no la adizione classica non è mai
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
114""C ."PAZZINI"A.,"op."ci .," ol."I,"pp."507I512."
115""Ibid.,"pp."507I"512."
114"
"
amon a a e con essa la p a ica della chi u gia che es a in mano ai chi u gi, anche
se l’in e en o manuale è limi a o a a amen i pa ie ali semplici e l’a i i à
ope a o ia è acchiusa in modes i appo i116.
A Sale no si s udiano nuo i codici a a e so l’ope a media ice di Cos an ino a
medicina a aba e medicina classica, si pe segue l’indi izzo p a ico e sos anziale
delle scuole bizan ine. Con Robe o il Guisca do, Ruggie o II, Guglielmo I il
Malo, Guglielmo II il Buono, il Regno no manno conc e izza una usione di
ci il à di e se, che assimila e in eg a in una ecip oca e paci ica con i enza117.
Ques o de e mina le p emesse pe un o dina o s iluppo economico e in elle uale e
la ma u azione di scambi, espe ienze, ecniche.
L’a i i à dei no manni igua do la p omozione in elle uale, che a l’al o è
a o i a da nume ose aduzioni in la ino dal g eco del sape e scien i ico, e
ul e io men e sos enu a so o il egno degli S e i i quali, mos ano un no e ole
in e esse pe la cul u a, amano ci conda si dei miglio i le e a i uomini di scienza
del empo, an o che la co e di Pale mo di en a c ogiolo di e o e in elle uale
con appo i scien i ici o iginali, che danno un nuo o impulso alle scuole
me idionali. Nel Me idione si assis e a un a ina o cen o di cul u a, che si
impone all’a enzione eu opea, enendosi a ealizza e un elice pun o di incon o
a occiden e c is iano e o ien e islamico. Ed è p op io ale poli ica che pe me e
alla chi u gia di ien a e nelle scienze, la oglie dalle mani dei p a iconi,
assegnandola d’obbligo all’o dinamen o scien i ico dell’Uni e si à.
In ques o modo, si o engono due isul a i: la conse azione di una chi u gia
adizionale che a onda le p op ie adici nel pensie o e nell’ope a della la ini à; la
p ese azione della sua digni à scien i ica. Sussis e in a i a Sale no un ese cizio
chi u gico condo o da medici, in cui si ope a seguendo un indi izzo
essenzialmen e p a ico ed il ichiamo di Ruggie o ne è solida es imonianza.
Le no izie assegna e a Rugge o dalla s o ia e dalla adizione sono poche e
ammen a ie. Vissu o negli anni a ca allo a il XII e il XIII e na o nella nobile
amiglia dei F uga do, di spicco a Sale no nell’ XI secolo e al cui casa o si uole
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
116""DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a"della"Scuola"medica"Sale ni ana,"op."ci ."pp."345I"350."
117""CARAVALE"M.,"Il" egno"no manno"in"Sicilia,"Giu è,"Milano,"1966."
115"
"
appa enga la s essa T o ula. La sua i a è nebulosa come lo è anche la
pubblicazione del a a o che lo ha eso amoso: la Chi u gia o Compendium
chi u giae o P ac ica chi u giae o Roge ina, possiede una o men a a
collocazione c onologica. L’ope a ede la luce in un pe iodo che a dal 1180 al
1230, si uole che la s esu a del a a o sia s a a e e ua a da un suo allie o:
Guido d’A ezzo, medico e p o esso e di logica.
La Chi u gia di Rugge o è ope a di a a epe ibili à sia come codice che come
edizione a s ampa. Della sua p oduzione si ico da una P ac ica medicinae, un
excu sus di medicina p a ica, eda o secondo le acquisizioni dell’epoca e il cui
manosc i o si conse a nella Biblio eca Nazionale di Pa igi, nonché un T ac a us
Roge ii de sec e is na u ae, il Sec e us libe , la Quaes io de p ac ica e i
Commen a ia Roge ii in an ido a ium Nicolai. E’ possibile a eggia e la
pe sonali à di Rugge o a a e so la desc izione delle sue icende cliniche, il
con ibu o che Rugge o da alla chi u gia sale ni ana e pe essa al p og esso di u a
la chi u gia è di es ema impo anza. Il Tabanelli sos iene: << Rugge o nella
chia ezza delle a e mazioni, nella logica del agionamen o, appa e, seppu in
modo p imi i o, un g ande sc i o e di cose di chi u gia. Egli nobili a l’a e, che,
decadu a ispe o alle conoscenze degli an ichi, e a di enu a nella sua epoca
pa imonio di empi ici; la do a di un’au o i à e pe sonali à p op ia, la codi ica e le
dona un p o ondo e se io con enu o >>118. Rugge o app esen a la igu a più
emblema ica della au oc ona chi u gia sale ni ana, è il accogli o e di quan o di
meglio i sia s a o al suo empo in o no alla p a ica di ques a disciplina e di più
alido ci ca le ecniche ope a o ie. Nelle sue dichia azioni si iallaccia ai conce i
della medicina della a da la ini à ed in pa icola e a Paolo d’Egina, che nacque
nell’omonima isola e isse nel VII secolo, p e alen emen e ad Alessand ia.
Sc isse una Epi ome sulla medicina in se e lib i, di cui il VI sulla chi u gia e che
u il più app ezza o e ado o dagli a abi. L’ope a è un compendio di es i medici
dell’an ichi à classica, di cui il VI è un iepilogo delle conoscenze di chi u gia del
mondo g eco omano. Gli a abi adusse o il la o o di Paolo nel IX secolo e se ne
se i ono come modello di i e imen o pe gli ope a o i islamici, specie pe
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118""TABANELLI"M.,"La"chi u gia"i aliana"nell’al o"Medioe o,"Olschki,"Fi enze,"1965,"p."100."
116"
"
quan o igua da a la chi u gia. T a ques i, a consul a lo e a ip opo lo nella
p a ica, u sop a u o il più g ande dei chi u ghi musulmani: Albucasi, issu o a
Co do a in o no al 1000119.
Ispi a o e di Rugge o è dunque Paolo d’Egina, medico e chi u go bizan ino,
codi ica o e e aggio na o e di u e le conoscenze chi u giche dell’an ichi à, le sue
acquisizioni app esen ano in a i il ondamen o della chi u gia sale ni ana e i suoi
insegnamen i si a e ono nell’ope a di Rugge o. Le osse azioni egis a e
dall’Egine a sono no e a Sale no sin dal X secolo e ciò pe ché la sua ope a sc i a
in g eco, è s a a ado a in la ino dai monaci di Mon ecassino120.
A a e so gli scambi cul u ali con i con en i benede ini a es a i a Sale no
in o no al 1000 le conoscenze di chi u gia segnala e da Paolo d’Egina sono
ecepi e dalla Scuola, che a di essa ma e ia di s udio.
Sul cade e del X secolo e i p imi dell’XI io isce a Co do a un al o illus e
maes o della chi u gia di o igine a aba: Albucasi, una p es igiosa igu a della
p esenza a aba in Spagna. Egli sc i e una pode osa enciclopedia medica in 30
lib i: Ki ab a Tas i , la Raccol a di cui il 30° a a di chi u gia o meglio di
ecnica chi u gica. Albucasi u a i più abili e sapien i esponen i della medicina
a aba in Occiden e, pe suo me i o la chi u gia, cadu a in g ande disc edi o, enne
iabili a a. Il suo me i o s a nell’a e ip odo o nel es o i e i chi u gici, sì che
oggi noi li conosciamo nella o ma o iginale121.
Sia Albucasi che Ruggie o hanno dunque un Maes o comune: Paolo d’Egina,
g ande nome della chi u gia bizan ina, senza conosce si quindi, ques i due uomini
di scienza hanno accol o il lo o sape e o meglio i ondamen i del lo o sape e da
una on e comune, da cui hanno a o spun i do ina i e p a ici, che hanno s ol o
so o cieli di e si au onomamen e secondo di e sa impos azione in elle uale e la
di e sa espe ienza. Ques a disg essione e a necessa ia pe comp ende e l’ideale
conca enazione di pensie o a Rugge o e i suoi p edecesso i. Ce amen e la
p a ica quo idiana con il mala o e sop a u o con gli s uden i sono lo s imolo alla
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119""C .,"ALBUCASI,"La"Chi u gia"(a"cu a"di"M.S."ELSHEIKH),"Malesci,"Fi enze,"1992."
120"C .,"LAWN"B.,"I"Quesi i"Sale ni ani,"Di"Mau o,"1969."
121""C .,"TABANELLI"M.,"Albucasis:"un"chi u go"a abo"dell’al o"Medioe o."La"sua"epoca,"la"sua" i a,"
le"sue"ope e,"Olschki,"Fi enze,"1961."
117"
"
edazione dell’ope a, i ol a essenzialmen e a delucida e la linea di condo a più
age ole e azionale pe elimina e le cause p ime dei p ocessi mo bosi e, o e non
possibile, gli e e i e non sol an o con l’a o chi u gico in se s esso, ma sulla
sco a di una as a conoscenza a macologica desun a dagli e ba i.
La pubblicazione di ope e chi u giche app esen a nei secoli XII e XIII una e a
a i à, il bisogno di un’a i i à dida ica di chi u gia con es i sc i i da po e
ado a e u icialmen e a li ello di insegnamen o uni e si a io è es imonia o anche
dall’inesis enza e dalle p essioni della classe medica e dei ci coli cul u ali
dell’epoca, che i engono al amen e quali ican e e p eziosa l’espe ienza sc i a di
una scuola al e ice della ama. Asse isce in a i Rugge o nel p ologo di esse e
s a o con in o a issa e pe isc i o le ecniche chi u giche soli amen e ado a e
dalle p emu ose insis enze di mol i colleghi e uomini di cul u a. Quindi l’impulso
alla s esu a delle p ime ope e di chi u gia so ge p op io pe eni e incon o ai
deside i dei colleghi, pe illus a ne gli insegnamen i ol e che pe espo e
l’a i i à p a ica di an i al i uomini alen i, pe un bisogno cioè sos anzialmen e
dida ico. La Roge ina e la Rolandina (ope a del suo discepolo Rolando), sono
in a i gli unici es i di chi u gia s udia i nel XIII secolo.
Il manuale semb a mi a e pe lo più alla o mazione dell’allie o a a e so
l’esposizione di uno schema e apeu ico gene ale o ien a o sulle si uazioni
cliniche più equen i, ce amen e la a azione e idenzia limi i e lacune
ine i abili: si è semp e in un pe iodo che a icosamen e s a uscendo da una lunga
ase di oscu an ismo scien i ico o meglio anco a si s asi della ice ca. Il es o
appa e essenzialmen e un lib o di auma ologia, essendo la maggio anza delle
lesioni desc i e una pa ologia da causa iolen a. Esse sono illus a e con la
e minologia scien i ica dell’epoca, l’ope a si ap e con un p ologo ed è di isa in
qua o pa i, a lo o ol a dis in e in capi oli, che igua dano speci icamen e
singoli quad i mo bosi con ela i i a amen i. Il p ologo, esplici a i mo i i che
hanno indo o la compilazione del manosc i o e cioè l’eso azione di colleghi e di
amici a documen a e pe i con empo anei e pe i pos e i lo s a o dell’a e:
la p ima pa e desc i e in 44 capi oli le a ezioni della es a e del iso, comp ese
quelle degli occhi, delle o ecchie, delle labb a e delle mascelle;
118"
"
la seconda in 16 capi oli a a delle mala ie del collo e della gola;
la e za a sua ol a in 50 capi oli comp ende le mala ie del onco;
la qua a pa e in ine in 17 capi oli espone le mala ie degli a i in e io i e alcuni
emi di ca a e e gene ale.
Ogni p ocesso mo boso, dopo una sin e ica alu azione del quad o clinico, è
analizza o so o il p o ilo e apeu ico, la desc izione dell’a o ope a o io è semp e
suppo a a da una icca a macopea opica. Na u almen e siamo di on e a una
chi u gia pa ie ale, es e na: si è in un pe iodo in cui l’anes esiologia è poco più
che emb ionale e l’an isepsi è p essoché igno a. Ogni capi olo inizia con un i olo,
che nel palesa e l’ogge o dell’in o mazione, cioè la mala ia, pone in isal o la
inali à dida ica del la o o, secondo uno schema esplica i o che possa esse e
comp ensibile da pa e del discen e. L’indi izzo è in e amen e ippoc a ico
galenico a a e so la cen ali à dello squilib io dei qua o umo i (sangue, legma,
bile ossa, bile ne a). La cu a è icca e complessa so o il p o ilo a macologico;
iene con o delle o ze dell’in e mo, della quali à della mala ia e della
di e si icazione s agionale dei dosaggi e apeu ici. Il salasso e i pu gan i sono
consiglia i con mode azione, la die a, laddo e oppo una, è sugge i a legge a e
is o a i a. Nei pos umi di alcuni acciden i auma ici degli a i è consiglia o
l’ese cizio iabili a i o nella con inzione che il danno d’o gano sia sop a u o
danno unzionale. Si iene con o anche dell’in luenza as ale, in pa icola e della
luna sulla genesi e sul deco so delle mala ie. Complessi amen e l’ese cizio della
chi u gia è onda o sullo s udio del p ocesso mo boso condo o sulla sco a della
obse a io e a io e con co e a in e p e azione dei enomeni clinici.
Degne di esse e so olinea e alcune ecniche chi u giche sia pe mode ni à di
esecuzione che pe l’audacia e l’o iginali à dell’in e en o come la p epa azione
del campo ope a o io nella auma ologia del c anio, do e con un so ilissimo
panno di lino, in odo o con una penna, si sepa a il c anio dalla du a mad e, al
ine di ende e meno ischiosa la mano a. Al e an o in e essan e è
l’esplo azione digi ale delle e i e della es a pe la ice ca di una a u a c anica.
Rugge o dopo secoli di oscu i à, pe la sua epoca app esen a l’ope a o e di una
chi u gia d’a angua dia, che de e i esse e una me odologia, una espe ienza
119"
"
ecnica, la cui asmissione p a ica, si è in e o a, dimen ica a. Solo i suoi igno i
maes i hanno comincia o a ida le igo e e digni à scien i ica, non a caso ques i
ul imi lo solleci ano a isc i e e su ques o g ande palinses o medie ale quegli
insegnamen i dispe si e obsole i, che a icosamen e si anno in acciando e
is u u ando alla luce di una inno a a espe ienza.
120"
"
2.2 Tecniche u ilizza e nella Chi u gia Sale ni ana ed esempi di e apie
cu a i e
L’I alia nel XII sec. e a di enu a cen o del mo imen o d’Eu opa, le C ocia e
a e ano pos o i C is iani in con inue elazioni a lo o, e l’Eu opa con l’Asia. I
C ocia i si imba ca ano sulle nos e cos e deposi ando ogni eso o di a i e di
scienze. Gli Eb ei indus iosi e scal i si mischia ano con u i ed ese ci a ano
ogni mes ie e che li a esse po u i a icchi e. Le lesioni e le mala ie, e e i delle
gue e, dei iaggi, della mal agia ezza, dei di e si ipi di clima, pe cuo e ano
quelle mi iadi, le quali inizia ano disas ose pe eg inazioni pe oglie e i Luoghi
San i agli in edeli. E a o e dunque la necessi à di medici e sop a u o di
chi u ghi, i quali spesso e ano p o is i di unguen i accol i a Damasco o in al e
ci à dell’Asia mino e. Ques a ope osi à, ques a in ap endenza o ma a il
pa imonio dei chi u ghi, i quali accoglie ano i nuo i me odi, i nuo i s umen i, i
nuo i a maci; e così l’I alia, e in p imo luogo Sale no, in quei empi o ma a il
cen o della i a e del igo e dei popoli occiden ali. Dopo secoli di incon as a o
dominio della medicina monas ica in I alia122, una e a scuola di chi u gia
compa e nella seconda me à del XII sec. a Sale no. La chi u gia, come u e le
b anche dell’a e salu a e, comincia a a Sale no con le cognizioni e do ine
p op ie di quella Scuola, si ed à allo a che il p og esso se ba o dalla medicina in
gene ale, si può applica e esa amen e alla s o ia della chi u gia in Sale no e nella
in e a I alia. A dimos a e ques o co so ascenden e della chi u gia è oppo uno
ci a e la es imonianza di uno sc i o e sinc ono, dei p imo dii della chi u gia
iso gen e, ques i è Guido di Chauliac, io i o nel XIV sec., è ico da o come
magis e physicus e chi u go, a i o a Mon pellie , a Bologna, a Pa igi e a Lione.
Fu chiama o nel 1362 ad A ignone quale a chia a di Clemen e VI e icon e ma o
successi amen e da Innocenzo VI e U bano V. Ques i con la semplici à e la
anchezza dei suoi empi de e mina alcuni pun i s o ici che igua dano
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122"C ."a"p oposi o"della"medicina"monas ica"e"dei"giudizi"sulla"sua"po a a:"BERNABEO"R.,"
Elemen i"di"s o ia"della"medicina,"Pado a,"1993,"pp."153I154;"LAIN"ENTRALGO"P.,"Il"medico"e"il"
mala o,"Bologna,"1999,"p.48;"ARMOCIDA"G.ZANOBIO"B.,"S o ia"della"medicina,"Milano,"2002,"pp."
53I54;"PENCO"G.,"TROLESE"F.G.,"Monas ica"ed"umanis ica,"sc i i"in"ono e"di"G ego io"Penco,"S."
Ma ia"al"Mon e,"2003,"pp."734I735."
121"
"
quell’epoca an o poco s udia a. Dopo a e b e emen e ico da i i G eci e gli
A abi, passa alla chi u gia dei suoi empi, ed in ciò non sa indica e al i che
I aliani ponendo da an i a u i Ruggie o, Rolando ed i qua o Maes i,
comunemen e iden i ica i in A cima eo, Fe a io, Pla ea io e Pe ocello, qui
Lib os speciales de chi u gia e ide un , e mulla empi ica eis miscue un ; e
poiché Ruggie o u sicu amen e della Scuola sale ni ana ed egli s esso sale ni ano,
in a i, i qua o maes i di quella scuola si occupa ono di commen a lo, e Rolando
non ece al o che asc i e e l’ope a di Ruggie o, come egli s esso con essa, pe
ali agioni i p imo dii della chi u gia mode na enne o da Sale no. Guido di
Chauliac in dal 1363, esp ime abbas anza chia amen e i e passaggi della
chi u gia i aliana che co ispondono a e passaggi della scienza in gene ale. Essa
u p ima la ina, poi a abo-g eca ed in ine ecle ica ed i aliana. Inol e pa lando poi
delle se e chi u giche scien i ico p a iche dominan i a quei empi ne desc i e e
come dominan i e u e i aliane. La p ima e a di Ruggie o, di Rolando e dei
qua o maes i, che cu a ano le e i e e gli ascessi con gli ammollien i; la seconda
di B uno e di Teodo ico che li cu a ano coi disseccan i e col ino; e la e za di
Guglielmo da Salice o e di Lan anco, che olendo ene e una ia di mezzo,
usa ano dolci unguen i. Così Ruggie o e la sua Scuola app esen ano la chi u gia
indigena, B uno ed i suoi seguaci la chi u gia g eco-a aba, e Guglielmo di
Salice o e Lan anco i p imi passi nella chi u gia i aliana ecle ica, che
p og edendo nel XIV e XV sec., giunse nel XVI a quella massima pe ezione che
po e ano pe me e e i empi. La Scuola di Sale no non ece al o che idu e a
o ma sc i a la chi u gia p a ica ese ci a a pe adizione e Ruggie o non olle
a e al o che abb accia e u a la chi u gia. Il suo nome appa iene ad una
amiglia dis in a di Sale no, la quale in dall’ XII sec., ed anche p ima e a ci a a
nei diplomi della ci à, della s essa amiglia è T o ula de Ruggie o, e
pos e io men e un g an nume o di medici sale ni ani di quel cognome. Ruggie o è
edele alla dis ibuzione pe e amen e ana omica delle mala ie non
allon anandosi minimamen e dagli usi di u i i Maes i sale ni ani, egli ha in eso
sc i e e una o male is i uzione di mala ie chi u giche. Bisogna ene p esen e
che gli A abi p ese o le basi delle lo o do ine e delle lo o p a iche da Galeno e
128"
"
ippoc a ico galeniche, le sole che si conoscesse o, in e solo più a di di colo i u a
a abis ica? Ed ecco pe ché nei sugge imen i ecnici p o usi nel manuale oge ino
i o iamo unicamen e ichiami a manuali à g eco omane e bizan ine (Paolo
d’Egina)127. Il aglio a c oce. La apanazione c anica, il ipo di su u a, la
medicazione, gli acco gimen i clinici e p ocedu ali consiglia i negli in e en i, la
ice ca della gua igione delle e i e pe seconda in enzione o pe suppu azione
sono u i conce i che in acciamo nei g andi Au o i del passa o e che Ruggie o
agguagliandoci ip opone, in o mandoci così che non u o è anda o dis u o o
dimen ica o nel co so dei secoli bui, ma che la enue iammella del sape e esiduo
è s a a o una amen e asmessa senza in e uzione alle gene azioni successi e.
Ruggie o è il con inua o e di una adizione che iesce a is eglia e a una nuo a
i a in elle uale; è un uomo di scienza e come ale a en o osse a o e delle
p op ie espe ienze, da cui ae nuo i sugge imen i e nuo e linee di condo a. Non
a caso pa la in p op io, ipo a giudizi pe sonali a i dalla a i i à quo idiana e dà
consigli che si dis accano dalle con inzioni co en i. G an pa e della i a
in elle uale dell’al o medioe o è concen a a all’in e no dei monas e i e
ce amen e non ’è s a o p og esso scien i ico, ma al e an o ce amen e non sono
manca e in elligenze laiche che abbiano sos enu o la con inui à della adizione
classica. Non le conosciamo, pe ché non hanno lascia o nulla di sc i o o pe ché
quel poco anno a o è anda o dis u o, ma è da c ede e che da o il eg esso
dell’epoca, anche sc i e e e a di icile, pe ché g a e ne e a la ca enza degli
s umen i: p obabilmen e chi po e a usu ui ne e a un eligioso e quindi con
in e essi p e amen e spi i uali, chi in ece col i a a inclinazioni scien i iche, e a
p i o delle iso se necessa ie pe documen a e il suo sape e da a l’impossibili à di
accede i: lo asme e a allo a a i a oce a chi a e a oglia di app ende e. Di
an o Ruggie o è una es imonianza, la documen azione di un e aggio illus e
giun o dal lon ano passa o e p on o pe il iesame e pe il pe ezionamen o, che
non manche à di ealizza si con la g ande inasci a della chi u gia, che lo segui à
di lì a poco o ien a a a nuo i agua di e a nuo e conquis e ecnologiche.
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127""DE"RENZI"S.,"op."ci ."PP.358I359."
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La le u a di es o medici medie ali o e spesso il iscon o di a amen i
e apeu ici decisamen e insoli i e so p enden i pe la nos a men ali à scien i ica,
sì da esse e elega i nel miglio e dei casi nell’ambi o di pu e s a aganze
empi iche imp egna e di magismo. Tale giudizio pe ò non iene con o delle an e
elici in uizioni che illumina ono i nos i p edecesso i, i quali, pu ca en i delle
so is ica e me odologie, di cui oggi si dispone, seppe o comunque, esse e degli
abili osse a o i. Anche se non iusci ono a spiega e co e amen e i meccanismi
biochimici e a macodinamici so esi alle lo o cu e, seppe o app ezza ne i isul a i
e p opo ne posi i amen e l’applicazione. Oggi, p ima di ipudia e i o o p esidi
medicamen osi come an as ici e p i i di eale e icacia e apeu ica, sa ebbe
oppo uno en a e di spiega ne l’adozione a a e so l’app o ondimen o delle
mo i azioni lega e al lo o e e i o bene icio, seguendo un agionamen o mode no
alla luce delle odie ne acquisizioni. Pe co endo ale p ocedu a, o se an e
“as use ie” po ebbe o non appa i e più così i azionali, ma solo l’applicazione
p a ica di me odiche conseguen i a un’a en a e p olunga a osse azione di a i
implican i e e i salu a i sull’o ganismo umano; in sin esi l’a uazione co e a
della semp e alida obse a io e a io. Il medico medie ale ce amen e non a e a
nozione del pe ché e del come quel da o a maco agisse (ce ca a semp e di
spiega selo con la non semp e esaus i a eo ia degli umo i), ma sape a che,
giudiziosamen e u ilizza o, non a ebbe deluso le sue aspe a i e e di an o si
accon en a a. Tale p emessa cade a p oposi o del disco so sulla igene azione
essu ale, sui suoi p imi en a i i e apeu ici e sull’e oluzione del enomeno. Il
p ocesso di igene azione è una legge biologica gene ale pe la quale una pe di a
di sos anza negli animali e nelle pian e è segui a dalla icos uzione delle pa i
pe du e. La capaci à di igene a e è massima negli in e eb a i, come ad esempio
gli an ibi, ma a iducendosi man mano che si isale lungo la scala zoologica
e so o me animali supe io i, con no e oli a iazioni secondo la specie animale
e, nella s essa specie, secondo il essu o in e essa o. Tale p e oga i a è
iscon abile in pa e anche p esso gli emb ioni di mammi e i e quindi nell’uomo,
ma scompa e p es o già p ima della nasci a. Il enomeno è a ualmen e al cen o di
in es igazioni da pa e degli s udiosi, in ese a iconosce ne i meccanismi messi in
130"
"
a o dalla na u a e a ip odu li negli esse i umani, o ene e spe acola i gua igioni
con comple a es i u io ad in eg um specialmen e nei g a i auma ismi con
ampu azioni è una delle g andi s ide della biologia con empo anea128. Le p ime
osse azioni in o no al p ocesso igene a i o non sono ce o ecen i, a ondano le
adici in un lon ano passa o, le iscon iamo in a i, degne di in e esse, nei
chi u ghi della Scuola di Sale no. Ruggie o ce ne ichiama l’a enzione a
p oposi o delle e i e della egione ce icale. In a i nell’occo enza di una lesione
longi udinale o as e sale dello s e nocleidomas oideo, il muscolo del collo che si
e idenzia du an e i mo imen i di o azione della es a, sugge isce l’applicazione
di un i a o di lomb ichi sulla sede del auma quale medicamen o e icace nel
p ocesso di consolidamen o e igene azione delle pa i lese. Il lomb ico,
Lumb icus e e is, è un e me della amiglia degli Anellidi, il quale, al con a io
dei mammi e i, che in caso di pe di a di una pa e co po ea mi ano a sigilla e la
e i a con la cica izzazione, a ia subi o un p ocesso di o ale icos uzione della
pa e dis u a. Secondo le più ecen i acquisizioni il lomb ico, come u i gli
anellidi e gli esse i animali capaci di p ocessi igene a i i, quali i e ili e gli
an ibi, se seziona o in due o più ammen i, a ia nelle pa i ancia e un p ocesso
di ipa azione sos enu o da una pa icola e me amo osi ib illa e e da una
ca ego ia di elemen i cellula i, chiama i “ ib oblas i”. Il ib oblas o è una gio ane
cellula pa ecipan e alla cos i uzione della sos anza ondamen ale p esen e nello
spazio in e cellula e del essu o conne i o. Ques i, si libe ano degli anco aggi
cellula i, che li a engono nelle zone di deposi o pe acco e e sul luogo
dell’ampu azione, do e si mol iplicano, sdi e enziandosi in cellule emb ionali in
g ado di da e una ispos a igene a i a comple a e o imale e quindi di a ia e la
s u u azione di un nuo o indi iduo. Tu o ciò a iene secondo un p og amma
gene ico gene ale p ecos i ui o nell’o ganismo animale, che si a ale pe al o
della p esenza di a o i di c esci a ope an i nella sede della lesione. Dopo le
osse azioni e l’applicazione e apeu ica del i a o di lomb ichi sugge i a e
condo a dai due chi u ghi di scuola sale ni ana, Ruggie o e Rolando, cade un
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
128""T a"le"nume ose"pubblicazioni"in"me i o,"esaus i e:"TAONIS"P."A.,"Limb"Regene a ion,"
Camb idge"Uni e si y"P ess"1996;"STOCUM"D."L.,"Regene a i e"Biology"and"Medicine,"Camb idge"
Academic"P ess"2006."
131"
"
lungo pe iodo di silenzio su ale me odica, che anzi semb a esse e s a a del u o
ascu a a dalle successi e Scuole. Una inno a a a enzione sulla igene azione
essu ale la i o iamo solo alcuni secoli dopo, e p ecisamen e nel XVIII, nelle
anno azioni di Lazza o Spallanzani (1729-1799), na u alis a e mic oscopis a,
igu a cen ale nella s o ia dell’e oluzione delle scienze biologiche129. Dopo un
al o lungo pe iodo di oblio i o na il lomb ico e la igene azione al cen o degli
s udi. Sul cade e del XIX sec. le ice che ip endono con Da win (1809-1882)
che, nel co so delle sue an e icognizioni scien i iche o a anche il empo pe
dedica e una disamina sul compo amen o dei lomb ichi e quindi sulla lo o
capaci à igene a i a. La chi u gia sale ni ana, impe sona a da Ruggie o e
ielabo a a da Rolando, si p esen a nella s o ia so o le es i di buona e nobile
chi u gia di adizione u o di me odologie ecniche anco a e all’an ica medicina
ope a o ia la ina. Di ques e me odologie chi u giche, di cui Ruggie o e Rolando
sono gli ul imi e edi, pu oppo non abbiamo una documen azione a lo o
an e io e, e iden emen e pe du asi nel co so dei secoli bui al omedie ali o o se
mai ipo a a pe isc i o, in quan o ecniche pe le quali bas a a l’osse azione e
l’applicazione manuale. L’impiego di una pol iglia di lomb ichi nel a amen o di
adesione delle lesioni muscola i e dei onchi ne osi ien a mol o p obabilmen e
in un pa imonio di p ocedu e scien i iche e edi a o da Ruggie o a a e so gli
insegnamen i del suo anonimo Maes o, uomo di indubbio ed ele a o sape e, is o
il ispe o con cui lo ci a. Nella s o ia della medicina ale me odo e apeu ico è
segnala o, p ima ed unica ol a, dai chi u ghi della Scuola di Sale no, che nei lo o
a a i ne p emu ano l’uso. L’applicazione pe ò, non più ip esa dagli au o i
pos e io i, imp o isamen e scompa e in un immo i a o silenzio. E’ a endibile
comunque l’ipo esi che nel i a o di lomb ichi possano esse e p esen i delle
sos anze nu i izie o e o dei a o i di c esci a, che in e engono nel
consolidamen o dei essu i lace a i, ecisi o danneggia i, accele andone il p ocesso
ipa a i o o addi i u a a o endone un iniziale enomeno igene a i o. In
conclusione, la se ie di s udi che a a icchendo oggi il campo della biologia
cellula e a p oposi o dei p ocessi igene a i i, è i ol a sop a u o a ice che
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
129""C ."ROSTAND"J.,"Les"o igines"de"la"biologie"expe imen ale"e "l’Abbe"Spallanzani,"Pa is,"1957."
132"
"
spe imen ali su animali do a i di p op ie à icos u i e dei p op i essu i ( e ili,
an ibi, salamand e), ma non si hanno no izie di indagini condo e sui lomb ichi.
Sa ebbe in e essan e se ques e po esse o esse e o ien a e anche sugli anellidi, allo
scopo di e i ica e sia e en uali elemen i u ili agli obie i i dell’in es igazione
scien i ica in co so, sia la e idici à e quindi le possibili à e i limi i dell’an ico
me odo e apeu ico applica o dai chi u ghi sale ni ani nel consolidamen o delle
e i e.
* Rip oduzione di s umen i chi u gici u ilizza i dai Medici della Scuola
Sale ni ana
133"
"
134"
"
*Fo o sca a e p esso il Museo i uale della Scuola Medica Sale ni ana di
Sale no.
Pe quan o igua da le e apie cu a i e è in e essan e il capi olo della P ac ica
b e is di Gio anni Pla ea io130 nel quale si pa la dell’asma (De asma e). Il e mine
<<asma>> de i a dal pe co so linguis ico di due oci g eche: a mòs, che
signi ica: so io, espi o e aeìdo: can o, un’esp essione che ichiama
e icacemen e il segno acus ico più e iden e della condizione asma ica e cioè il
sibilo espi a o io, lega o alla iduzione del calib o b onchiale da spasmo della
muscola u a liscia pe p esenza di ca a o. Dall’innes o delle due oci de i a il
lemma g eco: as hma. Con Ippoc a e e con i dogma ici pos ippoc a ici il e mine
as hma en a de ini i amen e nella le e a u a medica, pu conse ando il duplice
signi ica o di achipnea e dispnea. La espi azione a annosa dell’insu icienza
espi a o ia, ca a e izza a da una di icol à dell’a ia ad en a e ed ad usci e dalle
ie ae ee pe os uzione delle s esse è quali ica a come as hma, ma con as hma è
designa o anche l’aumen o della equenza espi a o ia conseguen e a uno
s o zo131.L’a gomen o è a o dal De aeg i udinum cu a ione132 un a a o che
ipo a ampi passi della P ac ica Pe il medico sale ni ano l’asma si iden i ica
sos anzialmen e con la dispnea, cioè con la di icol à di espi a e, e in ques a
a e mazione non si discos a poi an o dai nos i a a i di pa ologia medica,
laddo e i o iamo i e mini di “asma b onchiale” e “asma ca diaco” ambedue
ca a e izza i dalla dispnea.Pla ea io ope a innanzi u o una dis inzione della
mani es azione asma ica, iden i icandola in una o ma “secca” ed una “umida”.
L’asma secca è ca a e izza a da un e e o cos i i o o acico ed è gene a a dalla
di icol à del polmone ad espande si e e a si libe amen e:
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
130"DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a…"ci ."pp."240I244."
131""STERPELLONE"L.,"Asma"b onchiale:"una"s o ia,"La"Spezia,"1991."
132""DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"p."211."
135"
"
“Fi au em p incipali e duobus ex causis, ex sicci a e e humidi a e.Ex sicci a e
nimi um coa an e non po es pulmo libe e dila a i el cos ingi, e inde sequi u
asma”133
L’Au o e passa a una suddi isione dell’asma in senso clinico, di e enziandola in
e ul e io i a ie à. La p ima, designa a con il nome di sansugium, è ca a e izza a
da una di icol à inspi a o ia, che ichiama sugges i amen e il meccanismo di
suzione della sanguisuga, da cui il nome. La seconda a ie à si quali ica nel
momen o in cui l’eccesso di umo e si accoglie all’in e no dell’albe o b onchiale,
impedendo la no male e azione polmona e. Tale o ma è chiama a anhela io, in
quan o so olinea la di icol à espi a o ia:
“Quandoquidem humo abunda in e ius, scilice in is ulis ipsius pulmonis, cuius
in e posi ione pulmo non po es libe e cons ingi, ad hoc nini um, u ia
expi a io, opo e ipsum cons ingi e unc es secunda species que dici u
haneli us, quia labo ans in hac specie, labo an in hanelando”134
In ques o caso il mala o, a isa o nell’aspe o cos i uzionale di indi iduo g acile,
è scosso da una osse secca, es enuan e, la sua lingua e la gola sono asciu e, ha
ebb e, se e e i iu a il cibo. In ine, una e za a ie à di dispnea: l’o hopnea (da
o hos: di i o e pneo: espi o), allo ché la di icol à espi a o ia è o ale, sia in-
che espi a o ia. E’ la classica mani es azione dell’insu icienza espi a o ia
conclama a, non in equen emen e agg a a a da una concomi an e insu icienza
ca diaca. In conclusione si dis inguono due a ie à di sind ome asma ica: la secca
e la umida, men e so o l’aspe o clinico se ne iconoscono e: il sansugium,
allo ché la dispnea è p e alen emen e inspi a o ia, l’anhela io, se ques a è
p e alen emen e espi a o ia, l’o hopnea, se la dispnea è inspi a o ia ed
espi a o ia. Sul piano e apeu ico l’a enzione di Pla ea io è i ol a
ala sedazione della osse, a amen o che a ia. Se in a i la osse è da
a eddamen o, consiglia abbondan i e accu a e unzioni di olio lau ino sul pe o
ed è no o come l’olio di lau o (lau us nobilis), es a o dalle oglie o dalle d upe
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
133"Ibid."p.211."
134""Ibid."
136"
"
della pian a median e bolli u a, sp emi u a e cola u a, possegga alcuni p incipi
a i i quali il cineolo e il linololo, che, asso bi i a a e so la cu e e in pa e
elimina i a a e so la supe icie espi a o ia, esple ano a li ello b onchiale
un’azione an ise ica e sec e oli ica, ale da indu e una luidi icazione del ca a o
con conseguen e e age ole eliminazione. Dopo le unzioni consiglia anco a
l’accu a a cope u a del pazien e, l’applicazione sul pe o di una spugna imbe u a
di olio d’oli a e a enu a a lungo, in modo da consen i e la sudo azione e quindi
l’eliminazione della ma e ia peccans.Tan o pe ché il calo e, ol e a una in inseca
azione isol en e, come de o in p ecedenza, ese ci a un e e o emollien e sulle
sec ezioni b onchiali, acili andone il dis acco e l’espulsione con la osse. Sono
sugge i e inol e be ande di in co o o di pian e medicamen ose come il pulegio,
il cumino e il calamen o, e en ualmen e i a e e pol e izza e, mescola e a a ina
d’o zo o di umen o e sciol e in acqua bollen e. “Vinum decoc um pulegii,
cimini, calamen i, de u in po u. In aqua decoc a cimini e pulegii el calamen i
ian pul es cum a ina o dei el umen i, den u e hoc ci o sol i u ”135
Il in co o, pe l’ele a a concen azione di zucche i con enu i nel liquido,
o emen e ipe onici, ese ci a un ichiamo di acqua nelle sec ezioni b onchiali,
endendole luide. Il pulegio o meglio la men a omana o men uccia (Men ha
pulegium) con iene un olio essenziale, p o is o di una blanda azione mioli ica e
as ingen e a li ello b onchiale, da cui una b oncodila azione; lo s esso dicasi del
cumino (Cuminum cyminum) e della calamin a (Calamin a o icinalis).
Nella osse o asma da secchezza sono consiglia i il diag agan o (il e mine è
i e i o alla gomma ad agan e, una mucillagine che essuda dalla co eccia di a ie
specie di as agalo, pian e o igina ie dal Medio O ien e. La oce de i a dal g eco:
agàkan ha, ed è una pian a impiega a in medicina so o o ma di ele ua io al
miele. L’ad agan e, come u e le mucillagini possiede un’azione p o e i a ed
emollien e, a a e so la quale a o za la di esa della mucosa b onchiale e so
s imoli ed insul i es e ni, a enua la sensibili à dolo i ica, ese ci ando in de ini i a
un e e o leni i o), il diapenidio (i” penni i” sono ca amelle di zucche o, ma
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
135""Ibid."
137"
"
anche di a ina d’o zo edulco a a, pe seda e la osse), o degli ele ua i (
p epa azioni a maceu iche molli con o e p esenza di zucche o o miele) in g ado
di es i ui e la no male umidi à alla mucosa espi a o ia, ed inol e al i imedi che
consis ono in isane di a ina d’o zo, di amido di g ano, di umen o con bu o non
sala o, be ande calde con gomma ad agan e, a abica o liqui izia da a ene e in
bocca o da be e, ali medicamen i engono enume a i nel capi olo De
aucedine136. Ed anco a pillole con eziona e con amido, ad agan e, gomma
a abica e mal a (Mal a sil es is, è una mal acea icca di mucillagini, usa a come
deco o di oglie ha un’azione emollien e) da ene so o la lingua, nonché
ca amelle di zucche o ed al o, u i imedi ad azione as ingen e e mucoli ica.
L’Au o e pe al o ico da che ale o ma mo bosa può complica si con
mani es azioni a icola i, che se pe sis ono a lungo, di en ano incu abili. Pe
quan o igua da la osse da umidi à e sop a u o da eccesso di umo i de luen i dal
capo e pe sis en i all’in e no dell’albe o b onchiale, la cu a consiglia a è la
seguen e: ele ua i di diacalamen o, diapenidio,diai is(giglio giallo che ha
un’azione mucoli ica): “ E ugiun una diay is ussis e as hma, e simul cedi si
dyspnia igida laedi ”137 diap assio (d oga es a a dalle oglie e dalle sommi à
io i e del Ma ubium ulga e,i cui p incipi a i i sono la ma ubina un olio
e e eo e una saponina acida che gli con e isce un’a i i à espe o an e),
dia ispipe eon, cioè o mulazioni dolci ica e a base di nepi ella, aco o, ma ubio,
pepe, nonché unzioni del pe o con dial ea e a ogon (dal g eco: a ègo esse e u ile,
è un unguen o ad azione leni i a).Al a gomma consiglia a è la gomma
ammoniaca con le s esse p op ie à dell’ad agan e e dell’a abica, maga i
somminis a e nel ino o con un uo o esco. Ul e io e sugge imen o l’impiego di
c espelle di oglie di cen igallo i a e, uni e a uo lo d’uo o e co e nel g asso. Le
c ispelle e ano una so a di ocaccine dall’aspe o icciu o (c ispus = icciu o),
p epa a e con uo o, a ina, g asso e quelle pa i della pian a con enen i il p incipio
a i o. Il cen igallo è la sal ia (Sal ia o icinalis), pian a e bacea a oma ica, usa a
in cucina come condimen o. Fu de a anche “e ba sac a”, pe ché i enu a p o is a
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
136""DE"RENZI"S.,"Coll."Sal.," ol.,"2,"pp."205I206. "
137""REGIMEN"SANITATIS,"p.237."
144"
"
indebolimen o delle o ze: e mina sui qua an ’anni. Le succede la ecchiaia,
edda e secca, in cui il co po comincia a declina e ed a pe de e igo e, senza
u a ia pe de e le p op ie capaci à: du a ino ai cinquan acinque/sessan ’anni. Le
succede la dec epi ezza con l’aduna si del legma, umo e eddo e umido, in cui si
e idenzia il declina e delle o ze. Così Ioannizio (XI sec.) issa i empi s o ici
della i a degli indi idui, ai quali Ba olomeo di Sale no aggiunge, nel XII secolo,
la memo ia delle << sei cose na u ali>> (a ia, cibo, be anda, sonno, eglia e
sazie à) senza le quali il co po umano non iesce a man ene si in i a, do e es a
ondamen ale l’in e en o della die a come a o e egola izzan e:
Die ae species, e qualis in mo bis.
Debili a enuis, i u es g ossa igo a ;
G ossa diae a chymos auge , enuisque mino a ;
E go p olixis in mo bis g ossa pa e u ;
In pe acu a um causis enuis a ie u ;
A p imis de u enuissima p op e acu a;
Ube ius elinque p imo pos que mino a,
Si mo bi longi ue in humo ibus o bi;
Hanc addo me am: enuem non esse diae am146
.
Va ie à della die a e quale die a con iene nelle mala ie
Una enue die a debili a le o ze, le in igo isce se è
abbondan e; il i o abbondan e aumen a il chimo, lo diminuisce
se è sca so; sia pe ciò da o abbondan e cibo, se la mala ia
è lunga; nelle mala ie pe acu e sia a ia la enui à dell’alimen o;
da p ima pe l’acu ezza del male la die a sia mol o enue;
concedi p ima più abbondan e cibo e poi diminuiscilo;
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
146""REGIMEN"SANITATIS,"ci .,"pp.400I402."
145"
"
se la mala ia è lunga e p i a di umo i,
ques a no ma aggiungo: non sia enue la die a.
Pe quan o la Scuola a e mi che l’alimen o, se enue, debili a l’o ganismo, e lo
in igo isce, se abbondan e, u a ia non bisogna dimen ica e il suo consiglio di
usa e mode azione, an o nel cibo, quan o nelle be ande, né ascu a e
l’insegnamen o di Ippoc a e. L’equilib io che bisogna aggiunge e si egge su di
un iplice ondamen o: umo i, cibi, pa i. Da ques a iloso ia medica del XII
secolo p ocede un’acu a de inizione della complexio del co po. Tenendo con o di
p esenze come quelle di Rugge o Bacone (1220-1298), di A naldo da Villano a
(1240-1311) è possibile spiega e pun i impo an i della le e a u a medica
sale ni ana ipica del a do Duecen o ino a u o il XV secolo. Così quella
complexio p e igu a a dalla Scuola Medica non imane es anea nelle successi e
sis emazioni es uali do u e sop a u o ad A naldo da Villano a, il cui genio di
scienzia o e d’indaga o e dei p ocessi di na u a, lo p opone come uno dei pad i
della scienza mode na, esp essione p imissima del mondo alchemico
a domedie ale. Ol e che medico di Boni acio VIII, A naldo è au o e di due
a a i di eccezionale in e esse medico come il De conse anda iu en u e e il De
i a philosopho um in cui sono esamina e le più complesse ques ioni lega e al
man enimen o del co po dopo la mo e ino alla sugges i a eo ia della s elli ica io
co po is pe la quale di en a momen o essenziale quello della usione dell’o o,
cioè la eo ia dell’o o po abile147. Quando A naldo compie ques i s udi si o a a
Napoli, do e si dedica anche alla sis emazione delle adizioni dei Regimina
Sani a is sale ni ani con lui i poi nei e si del Flos Medicinae, segno di g andezze
anali iche, spe imen ali e ecniche o mai collauda e nella p a ica medica
sale ni ana.
T a le ope e a lui a ibui e si o a un a a o di medicina p a ica in i ola o
B e ia ium p ac icae di iso in qua o lib i, dei quali i due p imi a ano di u e
le mala ie del co po umano dis ibui e pe o dine ana omico; il e zo pa la delle
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
147""C ."MCVAUGH"M."R.,"A nald"o "Villano a,"in"Dic iona y"o "Scien i ic"Biog aphy,"I,"pp."289I291."
146"
"
mala ie delle donne, e di quelle p odo e dai eleni; e l’ul imo delle ebb i148.
Pe alu a e il clima in elle uale di ques o pe iodo al quale s’in eccia la
adizione dei es i sale ni ani è necessa io comp ende e quale appo o leghi il
p oge o in elle uale di Fede ico II, il uolo di Sale no, le asi di una socie à
pensan e in comple a as o mazione. Fede ico non ama l’ozio o i acili
di e imen i, ma ce ca di e sioni in elle uali; egli p edilige la col a alleg ia dei
gio ani s uden i e degli s udiosi che anno la spesa al me ca o nella Napoli del
empo, colo i di ges i e abi an i do e si ispecchia il p og essi o mu a e di una
s agione men ale che ice e dal p oge o cul u ale di Fede ico un’a ia nuo a.
Pe ché Fede ico ama p op io l’a ia pu a, la ama a al pun o da dedica e a ques o
ema il qua an o esimo i ulus delle Cons i u iones.
La salub i à dell’a ia è un dono di Dio e a noi spe a conse a la secondo
p ocedimen i p ecisi: si e i i di lascia e a mace a e il lino o la canapa all’ape o. E
i co pi dei de un i siano sepol i ben p o ondamen e, almeno quan ’è lunga la me à
d’una canna; se non bas a, ci sono i ma i e i iumi che u o po ano ia…L’a ia è
un bene p ezioso, come la salu e, e chi si dedica a cu a e il p ossimo de e
condu e s udi igo osi: p a ica e la logica pe e anni almeno e s udia e medicina
pe cinque anni a endo espe ienze di e e di chi u gia. Dopo, il u u o medico
sos e à un impegna i o esame secondo le no me de a e dalla Magna Cu ia e,
in ine, po à accede e alla licenza di medico. Così p epa a o, ques o medico
isi e à i mala i almeno due ol e al gio no e, se l ‘in e mo lo ichiede, una ol a
anche di no e. Egli non sa à oppo esoso nella ichies a di dana o, non do à a e
imb ogli me endosi d’acco do con a macis i che con ezionano le medicine, né
de e a e e il medico uno s udio isso do e ice e e i clien i più icchi s abilendo
l’en i à del compenso anco p ima della isi a. Occo e che il p epa a o e dei
a maci lo accia a p op ie spese secondo le no me de a e dalle disposizioni di
Fede ico, e ques i medicamen i non po anno esse e conse a i più a lungo di un
anno. E’ necessa io, inol e, che ogni medico conosca bene le ope e di Ippoc a e e
di Galeno, e chi ese ci a la p a ica della chi u gia de e p o a e di sape la esegui e
o endo pe iodicamen e un saggio delle sue capaci à di on e a un collegio di
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
148""DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a,"ci ."pp.537I540."
147"
"
medici che alu e à le conoscenze di ana omia dimos a e dal candida o.
A e ma o ques o nel qua an aseiesimo i ulus del e zo lib o delle Cons i u iones,
Fede ico a e a già e ma o la sua a enzione sul g a e dispendium e
i ecupe abile damum che possono de i a e ex impe i ia medico um, al pun o che
nessuno de e p esume e di de ini si << medico>> se p ima non lo ha dimos a o
in p esenza del Collegio degli a chia i di Sale no, a endo da quelli un a es a o
sc i o da esibi e all’impe a o e in pe sona o ad un suo app esen an e; chi non si
a iene a ques o compo amen o me i a un anno di ca ce e e subi à la con isca dei
beni.
Quando Fede ico II emana ques e disposizioni sono o mai asco si se e anni
dall’A o di Fondazione dell’Uni e si à di Napoli. La Napoli del 1224 è
un’au en ica c ea u a di Fede ico, ma sullo s ondo di ques a iden i à c’è un
pe sis en e i e imen o al modello degli an ichi. Fede ico sa che nell’al o e
cen ale Medioe o Napoli e Sale no hanno a u o un uolo eccezionale pe la
cul u a del Medi e aneo: Napoli come on ie a di la ini à e g eci à, es imonia a
dalle scuole di adu o i unzionan i ino alla Cos a d’Amal i; Sale no, a icchi a
dal p ima o di esse e in e sezione a Longoba di e No manni, a Papa o e
monachesimo, di esse e la p ima Scuola Medica dell’Eu opa medie ale, dalla ine
dell’VIII secolo, e do e nell’XI secolo le due pe sonali à di Al ano I e di
Cos an ino A icano hanno eso possibile quell’escala ion in e nazionalis a in cui
agiscono, accan o alla adizione cassinese, ecupe i a abi e indoeu opei la cui
po a a appa e anco a da chia i e, specialmen e nelle sue asi più al e si uabili
negli anni a la ine del X secolo a u o l’XI. La Napoli di Fede ico II is a in
ques a p ospe i a di en a s azione d’a i o di una e oluzione in elle uale
comincia a mol i decenni p ima, anco p ima della enu a dei No manni in I alia,
accan o ai p imi scambi di p esenze nella socie à monas ica cassinese che an o
in luenzò la i a e la cul u a della Campania medie ale. Né è un caso che A naldo
da Villano a, a i o a Napoli nei p imi dieci anni del XIV secolo ed insegnan e
p esso lo S udium, sia il sis ema o e della lunga adizione dei Regimina sani a is
che da Sale no passano den o la cul u a scien i ica ede iciana e si issano
nell’ope a c i ico-esege ica del do o medico Boni acio VIII. F a ques e due
148"
"
es emi à, Sale no e A naldo di Villano a, s a la s agione ede iciana con le sue
ascendenze e i suoi esi i, en a a in con a o con ques e due do ine, a icchendole
e dando ad esse ul e io i applicazioni. L’ape u a dello S udium di Napoli da a al 9
se emb e 1224; si a a di uno s udium, pe ché l’uni e si as allude ad una
colle i i à, ad un g uppo di indi idui o ganizza i in un quad o sociale p eciso
seppu e e ogeneo. Nei es i ede iciani il conce o di uni e si as deno a ques a
colle i i à di docen i e discen i che, insieme, i ono un’espe ienza cul u ale
comune; non quindi un’uni e si à nel senso della s u u a, ma un’uni e si à
de ini a come o ali à d’in en i. Nell’idea di Fede ico, si uole a o za e la
ocazione scien i ica di un’is i uzione che sia esp essione degli in e essi, della
cu iosi à dell’impe a o e così col o e così sensibile ad ogni a a is ica scien i ica
o medico-na u alis ica che, secondo l’ambiguo accon o di Salimbene de Adam,
l’a ebbe po a o all’eccesso di sac i ica e ca ie umane pe osse a e i p ocessi
diges i i, le conseguenze della a ica e del iposo dopo il pas o. Alla p a ica della
dissezione dei co pi Salimbene de Adam a isali e in a i una delle spe imen ali
c udel à di Fede ico: du an e un p anzo l’impe a o e dispone di da da mangia e a
due uomini mandandone poi uno a do mi e e l’al o a caccia; dopo li a squa a e
pe sape e chi a esse dige i o meglio. A de a dei medici a e a dige i o meglio
quello che e a anda o a do mi e. E non a caso si de e a Fede ico l’is i uzione,
p esso la Scuola Medica di Sale no, della p ima ca ed a di ana omia, con
possibili à pe gli s uden i di e e ua e au opsie su cada e i umani, men e ques e
e ano anco a ie a e a Bologna. Nella Scuola di Sale no, in dalla me à del XII
secolo, si applica un duplice c i e io dida ico: l’insegnamen o della logica
a ianca quello della medicina che, d’al o can o, es a la philosophia secunda
secondo l’esp essione di Isido o di Si iglia (E ymologiae, IV,13)149; le ope e sono
l’A icella di Musandino e del suo maes o Ba olomeo, l’A icella di maes o
Mau o ed al e <<a icelle>> che compendiano gli A o ismi e i P ognos ici
d’Ippoc a e e il Tegni di Galeno; in più anno menziona o il a a o di Teo ilo De
u inis e il Libe Pulsuum di Fila e e. Il io dino degli s udi medici p omossi da
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
149"C ."CAFFARO"A.,"FALANGA"G.,"Isido o"di"Si iglia,"A e"e" ecnica"nelle"E imologie,"Sale no,"2009;"
VALASTRO"CANALE"A.,"(a"cu a"di)"Isido o"di"Si iglia."E imologie"o"o igini,"To ino,"2004,"IIII."
149"
"
Fede ico II, u a ia, ip is ina la le u a in eg ale delle ope e di Ippoc a e e di
Galeno.
Negli anni 1278/80 si si ua, pe inizia i a di Ca lo I d’Angiò, la g ande di usione
del De egimine acu o um di Ippoc a e, del Via icum dell’a abo Ibn-al-Dschazza
e delle Die ae uni e sales, il Libe u inae e il Libe eb ium, i ico do u o
all’eb eo Ishap-ibn-Sulaiman al-Is aili. Ca lo d’Angiò a icchisce di nuo e
aduzioni la do azione lib a ia della Scuola Medica, a ques a imp esa di
asmissione es uale pa ecipa, nei p imi anni del T ecen o, un a chia a
sale ni ano, Ma eo Scilla o, che dedica a Robe o d’Angiò, un Libe cibalis seu
medicinalis pandec a um. Ciò con e ma, a l’al o, la con inui à delle a azioni
dedica e alla i o e apia ed all’e bo is e ia, che almeno e secoli p ima già e ano
s a i con ibu i dis in i i della le e a u a medica sale ni ana sul modello
dell’e edi à di Disco ide.
Lo S udium Sale ni, ede piena a uazione negli A i di Fede ico, di Man edi nel
1258, di Ca lo d’ Angiò nel 1277 allo ché la Scuola medica è conside a a
Uni e si as schola ium. Nel 1280 abbiamo il p imo egola e s a u o della Scuola,
iconosciu a in es e di S udium gene ale di medicina da Ca lo d’Angiò, men e i
p imi i e imen i a s ipendi pubblici p e is i dal Regno pe i p o esso i isalgono a
1307, passa i poi a ca ico della ci à di Sale no nel 1338. Nel 1359, in ine, la
egina Gio anna ab oga la no ma ede iciana secondo la quale e a p e is a una
egia licen ia pe l’ese cizio della p o essione del medico, dopo esse e s a i
esamina i dai maes i di Sale no. Al onso d’A agona comple a ques ’ope a
is i uzionale quando, nel 1442, au o izza la o mazione di una s u u a
co po a i a di medici in Sale no, il Collegium doc o um acen e capo ad un
P io e, a en e di i o di con e i e lau ee in medicina e iloso ia senza la a i ica
egia del dec e o. Al Collegium appa engono anche mol i dei medici insegnan i
dello S udium; le ca a e is iche ed i compi i dei due o gani sono di e en i: lo
S udium è di e a con inui à della Scuola Medica an ica e al omedie ale, ha suoi
docen i e suoi s uden i; il Collegium s olge un uolo più ape o, ospi a s uden i
p o enien i da al e Uni e si à eu opee che ogliano consegui e la lau ea a
Sale no; è necessa io u a ia p o a e una o ganizza a conoscenza del Tegni di
150"
"
Galeno e dell’ope a di Ippoc a e (A o ismi in pa icola e).
I medici sale ni ani dal secondo Duecen o in poi non semb ano eguaglia e
l’eccellenza di XI e p ima me à del XII secolo sin e izza a dai nomi di Al ano I,
Cos an ino A icano150, di Gio anni Pla ea io e discenden i, di Gio anni A lacio
e discenden i, Mau o, U so di Calab io, Co one. Il T ac a us de u inis di Mau o
a ce amen e conside a o al e ice di ques a sc i u a scien i ica, alla quale si
i olge u o il sape e u ologico ino al XIII secolo e ol e. Accan o alla adizione
u oscopica, a ico da a una più di icile b anca dell’indagine medica, l’ana omia.
Me i o p imissimo della Scuola di Sale no è di a e p odo o un es o come
l’Ana omia po ci, dell’ul imo XI secolo è do u o a Co one il gio ane ed è un es o
la cui di usione si es ende a u o il Cinquecen o e do e si in acciano
p o enienze di a a i bizan ini del p imo VIII secolo.
L’analisi delle u ine è uno dei ondamen ali es s diagnos ici della Scuola che
egis a colo e, quan i à, sedimen i e conc ezioni, a i ando a classi ica e i
di e en i ipi di u ina p esen i nelle di e en i a ezioni u ologiche e non.
Seguendo l’e edi à dei a a i De u inis di Co nelio Celso e Galeno, me endo a
u o le conoscenze in a gomen o p o enien i dalla cul u a a aba, i medici
sale ni ani ondano una e a e p op ia adizione di s udi che o a nei nomi di
Al ano I, Gio anni Pla ea io, Gio anni A lacio, ma sop a u o in Mau o,
Maes o U so di Calab ia ed Egidio di Co beil i massimi esponen i di ques o
se o e delle conoscenze mediche151.U so di Calab ia è mol o app ezza o pe la
sua capaci à di isol e e casi di calcolosi enale, il suo uolo è ile an e anche
pe ché egli u ilizza nel suo De u inis le acquisizioni della iloso ia na u ale di
A is o ele. Venu o dopo Mau o e U so, Egidio de Co beil di en a la cinghia di
asmissione, ino a u o il XVIII secolo, del sape e u oscopico sale ni ano che si
impone nella cul u a medica eu opea a do e pos medie ale.
Egidio a icchisce la casis ica pa ologica ino ad a i a e a classi ica e ben en i
ipi di u ina, il cui colo e è is o in appo o a di e se mala ie. Ad esempio,
l’u ina enden e al osso implica so e enze epa iche, quando è e de assicu a la
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
150""AGRIMI"J.,"LISCIANI"C.,"Edoce e"medicos."Medicina"scolas ica"nei"secoli"XIIIIXV,"Gue ini"e"
Associa i,"Milano,"1988."
151"REGIMEN"SANITATIS,"ci ."p.376."
151"
"
p esenza di un i e o, quando appa e gialla e mol o densa p o oca un o e
in e essamen o enale con o mazione di c is alli.
Che cosa si de e osse a e nell’o ina
Nell’o ina si osse i se è o bida o limpida, densa o luida,
la schiuma, il colo e, l’odo e, il con enu o152.
Pa icola e a enzione in ques e analisi Mau o dedica a quelli che egli de inisce
<<gli s a i>> dell’u ina, ognuno dei quali iene i e i o ad una p ecisa zona del
co po umano. Se l’u ina appa e o bida nello s a o supe io e del sedimen o, la
mala ia in e essa il capo; se è o bida nel secondo s a o, pa i colpi e di en ano il
cuo e e i polmoni; il e zo s a o allude ad a ezioni in es inali; men e un qua o
s a o in o bidi o dall’u ina, conc e a asi pe pesan ezza e densi à, implica una
p ecisa mala ia geni ale o alla escica. Mau o o na sull’a gomen o anche nelle
Regulae u ina um che, con gli s udi sulla lebo omia e sui deco si ebb ili,
o mano un au en ico co pus u ologico sale ni ano.
Delle egioni dell’o ina
Il p imo ciclo dell’o ina con la egione animale è conco de;
il ci colo, che cinge la egione spi i uale
e da ogni pa e a ques a è con iguo, a agione di ai secondo;
se esso è in o bida o, gli o gani i ali so ono
pe il ca i o umo e, ma se mol e bollicine lo ci condano,
è indizio della dannosa o opnea, o della dispnea e dell’asma.
Se la e za egione è più densa e o bida,
il supe luo umo e p eme i so e en i o gani nu i i i,
pe cui il en e duole, si gon ia e so e as idi.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
152""Ibidem,"p."369."
152"
"
La egione p o onda dell’o ina, che si chiama qua a,
se pe caso in sé iene umo i aggomi ola i e col chimo è mis o
un sedimen o, gli o gani gene a i i sono moles a i;
e, se si hanno so e enze pe s angu ia, ne i e o pie a,
allo a sappi che i ci coli non sono egualmen e luidi;
se l’o ina alla sommi à è più luida, è indizio
che il co po è dispos o alla pe niciosa isi,
qualo a pe lungo empo il ega o e la milza siano indu i i
e la egione dell’o ina sia conco de a quella simile del co po153.
Si de e ai medici a i i a la me à dell’XI secolo ino a u o il XII, se il ema
u ologico-u oscopico s’impone con una inc edibile a ie à di es i e con ibu i.
Ci o di segui o quelli la cui adizione manosc i a è sicu amen e di o igine
sale ni ana:
-De modo medendi, di Co one il ecchio
-De u inis e ea umdem signi ica ionibus
-Ana omia po ci di Co one
-De u inis di un allie o di Co one
-Libe u ina um (o Regulae u ina um) di Gio anni A lacio
- T ac a us u ina um di Ba olomeo da Sale no
-Regulae u ina um di Gio anni Pla ea io
-De u inis di Ma eo d’Episcopo
-Regulae u ina um di Mau o.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
153""Ibidem,"pp."369I371."
153"
"
Il da o più in e essan e comune a u i i es i ci a i è che l’u ologia sale ni ana non
igua da sol an o la casis ica maschile: lo spazio dedica o alla ma ix emminile è
equipollen e pe impo anza e uolo sociale, is o l’immedia o i e imen o alla
gene azione e alla con inui à della specie. In ques ’a enzione u a medie ale pe
il pe pe ua si delle linee amilia i il uolo dell’u ologia/ne ologia emminile
acquis a es ema ile anza, an o che nell’ope a di Co one è ise a a g ande
a enzione alla s u u a della ma ix g azie alla quale è possibile non a
dispe de e lo spe ma e inizia e quel p ocesso di ges azione del e o desc i o come
un au en ico dono o ni o dalla na u a alla sessuali à della donna.
L’o ina della e gine e della p egnan e
E’ dia ana l’o ina della e gine, o bida in chi di colpa
si è macchia a, e no e oli segni po ano gli o gani geni ali;
nel p imo, secondo e e zo mese, l’o ina della p egnan e
è chia a con bianco sedimen o e minu a nebula; l’o ina
appa e limpida dal qua o mese, quando il e o è già i ale.
I mes ui macchiano la chia a o ina, che si colo a di sangue;
limpida nebulosa si osse a nella p egnan e, dopo il e zo mese154.
Sul modello dell’Ana omia po ci le pa i solide del co po, de ini e memb a, sono
classi ica e secondo le p e oga i e che assegna lo o la isiologia. Abbiamo, così,
memb a animali, a i e nei casi di sensazione e di mo imen i, e memb a spi i uali
che consen ono la ci colazione della o za a i a della i ali à; memb a na u ali,
in ine, comp endono gli agen i della nu izione e della p oc eazione. Nella
Demos a io ana omica g ande uolo è ise a o ai geni ali p op io pe la lo o
acol à gene a ice; ques o spiega pe ché la na u a li abbia do a i di p o ezioni
pa icola i, quali lo sc o o e i es iboli es e ni, men e penis e ma ix hanno un
uolo subo dina o, s e amen e dipenden e dalla ci colazione sanguigna che, nella
do ina di Co one, in luenza la lo o e icienza.
Rimanendo nell’ambi o del magis e o di Co one, il Libe de u inis e ea umdem
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
154""Ibid.,"p."389."
256"
"
ciò, la donna abbia equen i appo i sessuali e concepi à. Ma se il
concepimen o è os acola o da un di e o del ma i o, il enomeno po ebbe
p o eni e da una mancanza d’ene gia che spinga il seme o da umidi à non
egola e dello spe ma o da mancanza di calo e, il sin omo è l’assenza di
deside io sessuale. A ques i sogge i bisogne à allo a unge e le eni con
a ogone. Oppu e p endi semi di uca o d’eu o bio, iduci il u o in pol e e ine,
mescola con olio di donnola e con olio di men a e ungi i eni. Se poi p o iene da
mancanza d’ene gia, il sin omo è che l’uomo p o a deside io, ma non aggiunge
l’e ezione. In ques i casi gio a un unguen o che p oduca mol a ene gia. Se, in ine,
p o iene da un di e o dello spe ma, il sin omo è che l’uomo ne eme e poco o
nien e. Pe p o i imedio, si use à allo a u o ciò che aumen a e p oduce lo
spe ma, come le cipolle, la pas inaca e simili.
T o ula indica anche la ecnica pe iconosce e se l’in e ili à è da a ibui e alla
donna o al maschio:
P endi due asi ed in ciascuno poni della c usca, e in uno un poco di u ina di lei
e nell’al o un poco di u ina di lui; lascia decan a e pe una decina di gio ni. Se
la s e ili à dipende dalla donna, nel suo ecipien e o e ai mol i e mi e l’o ina
sa à maleodo an e. A ai analoghi indizi se dipende dall'uomo. Ma se non ed ai
ques i sin omi in nessuno dei due ecipien i, allo a non si può diagnos ica e la
s e ili à né pe l’una né pe l’al o. E’ ques o il caso in cui gio e anno i imedi
pe concepi e. E se si uol concepi e un maschio, l’uomo p enda u e o e ul a di
lep e, le accia essicca e e, dopo a e le ido e in pol e e, le s empe i in ino e
be a il u o. La donna accia lo s esso con dei es icoli di lep e, si congiunga col
ma i o alla ine delle mes uazioni e concepi à un maschio. Un al o
acco gimen o è ques o. Si p endano ega o e es icoli di un piccolo po co, che sia
s a o pa o i o da solo, li si accia essicca e, li si iduca in pol e e e li si dia
mescola i a un liquido da be e all’uomo o alla donna che non possono p oc ea e
ed essi concepi anno. Se la donna uole imane e incin a, p enda es icoli di
maiale o di cinghiale, li accia essicca e, li iduca in pol e e, li be a con ino
dopo le mes uazioni, abbia poi appo i sessuali e concepi à. Galeno dice che le
257"
"
donne nella ul a angus a e dall’u e o s e o non de ono a e e appo i sessuali,
pe ché al imen i ischie ebbe o la i a. Ma poiché non u e iescono ad
as ene sene, bisogna aiu a le. Se, quindi, una donna non osa concepi e pe
ques o pe icolo di mo e, po i sulla pelle un u e o di cap a che non abbia mai
pa o i o. Esis e anche una pie a de a Galga es che, se po a a al collo o messa
in bocca, impedisce il concepimen o. Oppu e si p enda una donnola maschio, gli
si s appi i es icoli e lo si lasci i o. La donna do à po a e ques i es icoli nel
seno, a ol i in pelle d’oca o in un’al a pelle, e non concepi à. Se poi du an e il
pa o si sono a u e di icol à e, pe imo e della mo e, non si uol concepi e, si
me ano in un sacche o di pelle da po a e in seno g anelli di ca apulzia e d’o zo,
an i quan i sa anno gli anni pe cui si uol imane e s e ili. E se si uol imane e
s e ili pe semp e, se ne me a una mancia a.
Conside a a in medicina ondamen ale la p e enzione e l’accu a a anamnesi, al
ine d’indi idua e la gius a e apia ed e i a e l’in e en o chi u gico, spesso
e oneamen e p ospe a o o a ua o, dai suoi colleghi maschi, come si e idenzia
dalla le u a del passo seguen e231:
Poiché, in a i, si do e a p a ica e un’incisione a una agazza che, appun o pe
un gon io e del gene e, minaccia a una lace azione, T o ula, dopo a e la
isi a a, imase assai s upi a. La ece eni e a casa sua, pe conosce e in luogo
appa a o la causa del dolo e. Dopo a e cons a a o che ques o dolo e non
de i a a da una o u a o da un ing ossamen o dell’u e o, ma dal gon io e, le
ece p epa a e un bagno do e e ano s a e co e mal a e pa ie a ia, e la ece
en a e e a ò quelle pa i ammo bidendole più ol e e con delica ezza. Fece
imane e a lungo la agazza nel bagno e, una ol a usci ane, le con ezionò un
impas o di succo di asso ba basso, apis o e a ina d’o zo e lo applicò ben
caldo, pe po e ine al malanno. Più a di le ece ipe e e il bagno e la pazien e
gua ì.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
231""BOGGI"CAVALLO"P.,"ci ."pp.34I35."
258"
"
Il De passionibus mulie um an e, in e pos pa um, l’ope a più impo an e di
T o ula, è un e o e p op io manuale di os e icia, ginecologia e pue icul u a, il
p imo a a o sis ema ico di ginecologia a ibuibile ad una donna, in cui i imedi
e le p esc izioni, al ol a mol o semplici o semplicis ici addi i u a, igua da ano
le mala ie delle donne ed aspe i squisi amen e emminili come il ciclo mensile,
la g a idanza, il pa o, i ischi del pa o, l’alla amen o, le di icol à del
concepimen o, i dis u bi isiologici, le mala ie dell’u e o, l’is e ia, ma che o i a
consigli e sugge imen i su malesse i anche degli uomini, come il omi o, le
mala ie della pelle e pe sino i mo si di se pen e.
T o ula, in osse anza dell’insegnamen o del pad e della medicina an ica
Ippoc a e, dedica a a enzione alle a lizioni delle donne, si adope a a semp e pe
il gio amen o del co po, pene ando nei lo o più in imi seg e i, p ocu ando, con
ga bo e disc ezione, di o i e un imedio pe ogni ipo di dis u bo che le
a liggesse, senza p egiudizi e p econce i, senza scandalizza si su compo amen i
che a ebbe o dis u ba o la mo ale del empo.
Quando si a a, ad esempio, di aiu a e le donne che hanno a u o appo i sessuali
p ima del ma imonio a a si passa e pe e gini, T o ula sugge isce una se ie di
imedi, p esen i sia nel De o na u mulie um che, nell’ope a maggio e, nel b ano
che si ipo a.
Un as ingen e pe la agina pe ché la donna sia o a a e gine:
P endi degli albumi di uo a e mischiali con l’acqua di co u a di pulegio ed e be
calde simili; la a bene con ques a mis u a calda la agina, poi bagnaci dei
pannolini nuo i di lino e ponili nella agina, ipe endo l’ope azione e o qua o
ol e al gio no; allo quando la donna de e u ina e, ogli e ime i il pannolino.
Un al o imedio. P endi la co eccia appena ic esciu a di un leccio, i ala e
scioglila in acqua pio ana; inzuppa un panno di lino e ponilo nella agina. Togli
p ima del coi o.
Oppu e, poni nella agina pol e e di na on o di o o: ha una al a capaci à
as ingen e.
E’ da e i a e il sis ema che usano alcune me e ici, spo che e co o e, che
259"
"
ogliono passa e pe più che e gini: inse iscono nella agina pol e e di e o;
ma sono imp uden i, pe ché endono se s esse sanguinolen e e piagano il pene.
Un al o sis ema che,
pe isul a e più e icace, a p a ica o la no e p ima del ma imonio: la donna
ponga delle sanguisughe nella agina, badando che non pene ino oppo a
ondo; e à uo i del sangue che si as o me à in g umi, e così l’uomo sa à
inganna o dallo spa gimen o di sangue.
Un al o esempio della mode ni à della concezione di T o ula sulla salu e e il
benesse e delle donne, è quello in cui spiega come appo a e sollie o ai p oblemi
delle e gini o delle edo e p i a e della egola e a i i à sessuale:
Ci sono donne cui non sono consen i i appo i sessuali, uoi pe ché hanno a o
o o di cas i à, uoi pe ché sono lega e dalla condizione eligiosa, uoi pe ché
sono imas e edo e. A ce une, in a i, non è consen i o di cambia e condizione e
poiché, pu deside ando il appo o sessuale, non lo p a icano, sono sogge e a
g a i in e mi à. Pe esse dunque si p o eda in ques o modo: p endi del co one
imbe u o di olio di muschio o di men a e applicalo nella ul a. Nel caso che u
non disponga di ques ’olio, p endi della i o a magna e scioglila in un po’ di
ino caldo e applicalo sulla ul a con un ba u olo di co one o di lana. Ques o
in a i è un buon calman e e smo za il deside io sessuale placando dolo e e
p u i o.
Un ul imo esempio della laici à del pensie o di T o ula è cos i ui o dai
sugge imen i sui me odi an iconcezionali, che semb ano più magici che scien i ici
ma che comunque a es ano l’a enzione al pun o di is a della donna, senza
p egiudizi, a sal agua dia della egola e i a sessuale della coppia, segnala i
con acce i i, median e i quali p e eni e la g a idanza, senza u ba e la egola e
a monia della coppia. P a ica della con accezione, nelle sue mol eplici o mule,
consiglia a anche alle donne che hanno issu o un pa o di icile, ai ini della
p og ammazione amilia e. Si a a di p a iche con acce i e a medio e lungo
e mine, o anche de ini i e. Il coi us in e up us e l’abo o non sono a ques e: il
planning amilia e non si ealizza, e iden emen e, a spese della sessuali à issu a
260"
"
pienamen e da en ambi i pa ne s, o peggio, a a e so la iolenza sulla donna.
Si a a di
imedi ingenui come p ocu a e di ende e il meno possibile pe ia la agina,
median e insu lazioni di e be ido e in pol e e e co e. Rimedi e basi eo iche da
giudica e p i i di ondamen o; ma quel che con a coglie e, qui, è lo s ondo che
p oduce ques i insegnamen i, la manie a di conside a e, cioè, la donna e l’uomo
nel lo o appo o, ispe o alla p a ica della sessuali à.
Comp ensi a dell’uni e so emminile, T o ula e a do a a di app o ondi e
conoscenze, sicu amen e maggio i di quelle maschili, sulla isiologia della donna
(ad esempio a e a ben iden i ica o i segni della g a idanza incipien e
elazionandola alla cessazione del luxus ma icis e alla du i io subi a
mamma um, l’ing ossamen o e l’indu imen o delle mammelle) e ciò non s upisce
dal momen o che, in misoginia scien i ica, nel gene ale clima del “sesso debole”,
che ace a conside a e le donne in e io i anche pe la di e sa ana omia e
isiologia, la maggio pa e dei medici non le isi a a app o ondi amen e
(nemmeno a e a accesso alla s anza del a aglio né p esenzia a al pa o,
conside a o “a a e di donne”). T o ula pa la dei
imedi pe il con ollo delle nasci e e i le e sulla sessuali à emminile.
In T o ula
pa la la i a dei due sessi; il linguaggio di T o ula è scien i ico quale po e a esse e
in un empo in cui la scienza con inua a la i a, anche nel linguaggio, non
eso e ico, non esclusi o, ma pe u i e da u i comp ensibile e uibile. Tale da
adi e la ondamen ale appa enenza dell’espe ienza sessuale all’espe ienza del
i e e nel suo complesso. E isul a che la sessuali à, la scel a sessuale, può eni e
inibi a e nega a esclusi amen e dalla scel a indi iduale, non dalla no ma
colle i a, impe a i a e colpe olizzan e, come si ica a dall’a enzione i ol a da
T o ula a quelle donne che, edo e, monache o pe ché hanno a o o o, non
ogliono cambia e la p op ia condizione e che u a ia po ebbe o anda e incon o
a so e enze pe l’as inenza alla quale si sono o a e.
Pe T o ula uno dei massimi p oblemi della sessuologia clinica e medica, è la
igidi à, a ibu o de ini i amen e emminile, e che si p esen a a iamen e, nella
261"
"
donna, ino a esse e eo izza o come uga dalla emminili à, ma non appa iene
solo alla donna. Nella a azione delle pa ologie de i an i dall’eccessi a
mag ezza e dall’eccessi a g assezza, T o ula desc i e i imedi, pe la donna e pe
l’uomo: sa anno allo a bagni in acqua di ma e, addolci a con ginep o, nepi ella,
men a, lamiola, assenzio, a emisia, issopo e al e e be calde; sa anno bagni di
apo e, ma gli s essi imedi pe la donna come pe l’uomo.
Ce e donne sono g asse, ai limi i dell’id opisia, e ce e al e mag e, ma le une
come le al e inada e a concepi e. Bisogna, comunque, socco e le in modo
di e so. Se la donna è icca di umo i e g assa, le si a à un bagno in acqua di
ma e. Pe addolci e ques ’acqua, pe ò, si aggiungano ginep o, nepi ella, men a,
lau eola, assenzio, a emisia, issopo e simili e be calde. Si a enga in ques o
bagno sino a una su icien e sudo azione. Poi si me a, pe cau ela, a le o e si
cop a bene. E se si deside e à del cibo, le si diano ge mogli di ose no elle. Le si
dia pu e del buon cibo, caldo, mol o nu ien e e del ino schie o, ma ques ’ul imo
con mode azione. Faccia il bagno indica o e o qua o ol e al gio no, e così
pu e nei gio ni successi i. Il e zo gio no accia quel su umigio p o uma o che è
s a o desc i o p ima. Ques a cu a la possono segui e anche gli uomini igidi,
ma, in ece del su umigio, si somminis ino cibi caldi e nu ien i. Se, in ece, la
donna è g assa e quasi id opica, si s empe i s e co di acca con dell’o imo ino,
lo si spalmi e, così un a, la si accia en a e in un bagno di apo e sino al collo. Il
bagno do à a e calo e da un uoco di sambuco e d’ebbio. Du an e ques o
a amen o, bisogne à eme e e mol o sudo e e imane e nel bagno inché non ci
si sia quasi pu ga e a a e so le pa i basse. La sos anza emessa sa à
e dognola. Dopo a e suda o abbas anza, ci si la i con acqua del bagno
p eceden e e ci si me a subi o a le o. Bisogna a così due, e, qua o ol e alla
se imana e ci si i o e à dimag i e. Ci si nu a bene e si be a dell’o imo ino.
In ques o modo sa à possibile a dimag i e anche gli uomini g assi.
La i a sessuale non appa e dis u ba a o dis u babile da al o che da guas i che non
la in accano nella sua eal à. Po anno da si so e enze che la dis u bano, e T o ula
si occupa di esse e a a del gon io e della ul a nella donna: “Succede che la
262"
"
ul a si gon i dopo il coi o. In ques o caso, la donna segga in acqua do e siano
s a e co e mal a, al ea e men a. Oppu e p endi una men a pulica ia e oglie di
lau o e alle bolli e in acqua. Sedu asi sop a, la donna do à a e il su umigio
così p epa a o”232, si occupa anco a del gon io e del glande e dei es icoli
dell’uomo, a a della pesan ezza dell’ali o, dei dis u bi della minzione, dei
calcoli enali. Siamo alla nasci a
della scien ia sexualis, in un’epoca in cui il sesso è anco a appa enen e all’a s
e o ica, nella quale sesso e e i à coincidono.<< Nell’a e e o ica la e i à è
es a a dal piace e s esso, conside a o come p a ica e accol o come espe ienza;
non è in elazione ad una legge assolu a del leci o e del p oibi o, non è a a o
acendo i e imen o ad un c i e io di u ili à che il piace e iene p eso in
conside azione; ma, è innanzi u o ispe o a se s esso che de e esse e iconosciu o
come piace e, dunque secondo la sua in ensi à, la sua du a a, le sue i e be azioni
nel co po e nell’anima. Meglio anco a: ques o sape e de e esse e i e sa o
successi amen e nella p a ica sessuale s essa, pe agi e su di essa come
dall’in e no ed ampli ica ne gli e e i. Così si cos i uisce un sape e che de e
es a e seg e o, pe la necessi à di man ene lo nel massimo ise bo, poiché,
secondo la adizione, pe de ebbe la sua e icacia e la sua i ù ad esse e di ulga o
[...], pad onanza assolu a del co po, godimen o unico, dimen icanza del empo e
dei suoi limi i, elisi di lunga i a, esilio della mo e e delle sue minacce>> sc i e
Foucaul 233 in La olon à di sape e.
Il egime cul u ale che olle a un’a s e o ica è, con es ualmen e quello che
consen e la pad onanza assolu a del co po, non anco a esp op ia o, né di iso. Un
co po in la ga pa e anco a adu o e di codici, che la scienza medica non ha
anco a del u o s uo a o, il co po, della donna e dell’uomo. E in pa icola e pe la
donna il co po non s uo a o, non es ania o, non è anco a il luogo del demoniaco e
del p oibi o. L’ul ima pa e del De
mulie ibus passionibus iene dedica a da T o ula alle cu e di ques o co po. Il De
o na u mulie um è un a a o b e e, che accoglie quello che la adizione a aba,
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
232""C ."BOGGI"CAVALLO"P.,"ci ."p.40."
233""FOUCAULT"M.,"La" olon è"de"sa oi ,"Pa is"1976;" ad."i .,"Milano,1979,p.53."
263"
"
g eca e la ina a e a esp esso in e mini di cu a della bellezza della donna; alle
conoscenze le e a ie, T o ula aggiunge la cul u a popola e sale ni ana
dell’es e ica, onda a su una compe enza s ao dina ia delle e be o icinali che
eni ano col i a e nei gia dini dei monas e i ma anche in quelli p i a i, e la
g ande espe ienza che a e a a o nella sua i a p o essionale: ed ecco che
abbiamo il p imo a a o o ganico di cosmesi della cul u a an ica. L’in e esse pe
ques o ema non app esen a pe T o ula un aspe o seconda io o i olo della
ice ca: la cu a della bellezza di una donna ha a che a e con la iloso ia della
na u a cui si ispi a la sua a e medica: la bellezza è il segno di un co po sano,
dell’a monia con se s essi e con l’uni e so.
E’ un es o che a a di cosmesi della donna, una so a di ademecum al
emminile che senza mezzi e mini p opone la donna in manie a non ela a e
alsamen e pudica al mondo bigo o, chiuso e maschilis a dell’epoca. Pe ali
in uizioni l’ope a spazia dalle ice e pe cu a e la pelle, all’a e di inge e i p op i
capelli, dal me odo di sbiancamen o dei den i, al sis ema di imuo e e le bo se
dagli occhi, dal ucco delle labb a a quello degli occhi.
Non mancano i e imen i all’igiene del co po, alle p oblema iche ginecologiche;
a i an i imedi colpisce il sis ema di elimina e il ca i o odo e della bocca in uso
p esso le donne sa acene, consigliando di ene e so o la lingua un medicamen o
ica a o dalle oglie di allo o e un po’ di muschio. T o ula accomanda alle donne
di ene lo so o la lingua gio no e no e, sop a u o in p e isione di appo i
sessuali.
Ques o semplice imedio pe l’ali o ca i o che qui p opongo, l’ho is o
p esc i e e spesso da una sa acena che eni a dalla Sicilia, e mol e pe sone ne
hanno a o bene icio.
P endi qualche oglia di allo o e un poco di muschio, impas ane una pallina e
a ienila so o la lingua p ima che chi i s ia icino pe cepisca il ca i o odo e.
Si può ene e so o la lingua di gio no e anche di no e, sop a u o se la donna
p e eda di do e a e l’amo e.
264"
"
In ma e ia di cosmesi alle donne sale ni ane si a iancano le donne sa acene,
ques a dunque è la con e ma che la Scuola sale ni ana è ape a e disponibile ad
accoglie e qualsiasi espe ienza inno a ice.
I imedi da lei p opos i con e mano l’esigenza da pa e delle donne di aiu o e
consigli pe aggiunge e un benesse e gene ale. Alcuni di ques i consigli sono
singola men e sugges i i, dedica una sezione alla cu a dei capelli dando
indicazioni su ogni ipo di in u a e sul modo di comba e e la cal izie, di
o i ica e i capelli e ende li ondula i, lunghi, mo bidi e so ili:
Ecco un unguen o pe a di en a e i capelli biondi: p endi il cuo e della
co eccia di sambuco, io i di gines a e di za e ano e uo lo d’uo o; alli
cuoce e in acqua accogline la schiuma che iene a galla e ungine i capelli. Ed
eccone un al o pe schia i li: chiudi il maggio nume o possibile di api in una
pen ola uo a, sco ale sul uoco, impas a con olio e ungi i capelli con ques o
p epa a o. Ma lo s esso isul a o puoi o ene e i u ando degli anemoni e
mescolandoli con la e di cap a […]. Se poi una donna deside a a e e i capelli
lunghi e ne i, p enda una luce ola e de e, dopo a e le mozza o es a e coda, la
cuocia in olio comune e si unga la es a con ques ’olio, che ende i capelli lunghi
e ne i.
Ai capelli engono dedica e cu e pa icola i dalle donne e dagli uomini che
i e ano a Sale no nel secolo XI. Il colo e, la mo bidezza, la luminosi à è
accu a amen e ealizza a a a e so ice e di in u e, di la ande p o uma e che ne
ga an iscono la bellezza, la docili à pe ogni acconcia u a, la du a a della in u a.
Ma la c esci a egola e e la salu e dei capelli è cu a a median e l’a enzione pos a
all’eliminazione dei pa assi i del capello, l’igiene a ida a a equen i docce, con le
più di e se lozioni, pe in ol i e, pe a iccia e, pe a o i e la c esci a, pe
ende li lisci e mo bidi. Ma pe u i ques i ini è p elimina e usa e e mol o dei
bagni e dei bagni u chi, ico endo a s u e, egole, cope e di lana, pe suda e e
depu a si.
LA CURA DEI CAPELLI:
265"
"
Dopo il bagno, la donna si p enda cu a dei suoi capelli; li la i innanzi u o con
una lisci ia così p epa a a: si p endano cene e di alci di i e, pula di o zo, un
bas oncino di liqui izia che da à lucen ezza ai capelli, e pane po cino, si accia
bolli e il u o e poi si il i con un aso buche ella o. La donna si la i i capelli
con la la anda o enu a e li lasci asciuga e da soli: a à chioma bionda e
luminosa.
Quando poi si debba pe ina e ed acconcia e i capelli, p epa i ques a pol e e. Si
p endano pe ali secchi di osa, chiodi di ga o ano, noce mosca a, semi di
ca damomo, adice di galanga e si pes ino insieme ino a idu li in pol e e: se ne
conse i una pa e ed il es o sa à sciol o in acqua di ose. Con la la anda così
o enu a la donna si aspe ga i capelli e li acconci con un pe ine imme so nella
s essa acqua, così che maggio men e p o umino; inol e si accia delle
sc imina u e, e i spa ga la pol e e messa da pa e: p o ume à a lungo
mi abilmen e.
Pe a e e i capelli g ade olmen e p o uma i, le nobildonne i celano den o
ammen i di muschio, oppu e io i di ga o ano, o anche ambedue, usando
l’acco ezza che non siano isibili. Anche il elo col quale le donne nobili cingono
la es a può nasconde e io i di ga o ano, muschio, o anche pol e e di noce
mosca a o al e essenze p o uma e.
Il co po e il piace e del co po, il co po e la sua bellezza, il co po e la i a con esso,
sono i alo i cul u ali che so endono la a ica di T o ula di de a e una p a ica e i
imedi che lo se ano, lo aiu ino, lo miglio ino, lo sal agua dino dalle insidie del
empo che sco e, della na u a che lo e isce, degli e en i della i a quo idiana che
lo a a icano, un co po a a e so il quale i e e e comunica e. Il co po, come il
iso, me i a di esse e p i o di peli supe lui, e mol e sono le c eme che possono a
al ine p epa a si: dopo, pe ò, un bagno, e possibilmen e nell’acqua di c usca,
con ibui à a es i ui e eschezza e benesse e alla pelle a a ica a.
Le cu e del co po, che sono inalizza e alla sua salu e, sa anno comple amen e da
272"
"
di un manuale des ina o ad esse e consul a o da mani pe lo più emminili?
Eme ge da ques o a a o un’o ganizzazione spicciola dei emi che semb a
pensa a pe l’u genza della consul azione, pe la unzionali à dell’uso quo idiano.
Non si può
esclude e la possibili à che la ama di ques a medichessa, maga i co obo a a
dall’edizione di un manuale di la ga u ilizzazione p esso le os e iche sale ni ane,
sia alla base di una sco e a a ibuzione di al e ope e di medicina emminile che
non appa ene ano a lei, ma che le enne o iconosciu e allo scopo di
co obo a ne la alidi à s u ando la ama del pe sonaggio, p oponendo alle
donne la p ospe i a di una donna.
La consape olezza dell’impo anza di un pun o di is a emminile in ce e
ques ioni eme ge anche dalle pa ole di un au o e ancese del XIII secolo, il quale,
ci ando T o ula come iloso a, loda l’au o e olezza dei suoi insegnamen i,
a a e so i quali “s ela una pa e della na u a delle donne”. La sua supe io i à, al
di là del luogo comune che la ede, in quan o donna, maggio men e ice i a alle
con idenze emminili, è in eal à u a acchiusa in un’a e mazione quasi banale
della sua e idenza:
Una pa e [della na u a emminile] può s ela la come la p o a a in sé.234
“LIBRO SULLE MALATTIE DELLE DONNE”
Sulla i enzione del mes uo.
Sono gio e oli alla donna u e le sos anze diu e iche come inocchio, spigona do,
sedano sel a ico, cumino, cicu a elenosa, ca i, p ezzemolo, e simili cose. Tu e
ques e e be, p ese insieme o singola men e, sono u ili quando co e nel ino o
be u e con il miele.
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
234""THOMASSET"C."A.,"Placide"e "Timéo,"ci ."pp."133I134."C ."BERTINI"F.,"T o ula"il"medico,"ci .,"
p.110."
273"
"
L’a emisia è anche o ima quando mescola a con ques e e be: apsia,
se mon ana, sal ia, o igano, cumino, cicu a elenosa, sabina, melissa, puleggio,
ane o, be onica, anice, san o eggia, le is ico, che siano p esen i u e insieme o
che e ne siano solo alcune, co e in acqua. E a che un sacche o sia iempi o con
lana inemen e ca da a nella o ma di un cuscino e lascia che sia imbe u o in
ques ’acqua e pos o caldo sul en e. Fa in modo che sia a o di equen e.
Allo s esso modo, una pol e e eccellen e pe p o oca e il mes uo: p endi aco o
also, cicu a maggio e, cas o eo, a emisia, san onico, mi a, cen au ea, sal ia.
Fanne p epa a e una pol e e e che le sia da a da be e una d amma con
dell’acqua nella quale siano s a e co e sabina e mi a, e lascia che ne be a
men e a un bagno.
Sull’impedimen o a concepi e.
Se la donna deside a concepi e un maschio, a che il ma i o p enda la ma ice e
la agina di una lep e e che la accia secca e, e che ne mescoli la pol e e con
ino e che ne be a. Similmen e, a sì che la donna accia la s essa cosa con i
es icoli di una lep e e, alla ine del suo mes uo, a che giaccia con suo ma i o e
così concepi à un maschio.
Una comp o a a p ocedu a pe imane e incin a.
Se una donna deside a es a e incin a, p endi i es icoli di un maiale maschio non
cas a o o di un cinghiale, alli secca e e anne una pol e e, e lascia che ne be a
con del ino dopo la pu gazione del mes uo. Lascia poi che coabi i con il ma i o
ed essa concepi à.
Sulla di icol à del pa o.
E’ u ile ad una donna pa o ien e con di icol à che accia un bagno nell’acqua in
cui siano s a i co i al ea, ieno g eco, semi di lino e o zo. Fa che i la i del suo
co po, il en e, i ianchi e la agina siano spalma i con olio di iole o olio di
274"
"
ose. Fa che sia massaggia a con essi igo osamen e e che oxizacca a235le sia
da a in una be anda assieme a pol e e di men a e assenzio, e che gliene sia
somminis a a un’oncia. Fai in modo che sia a a s a nu i e con pol e e
d’incenso in ila a nel naso. E che la donna sia condo a a passo len o a passeggio
pe la casa.
Emo agia pos pa um.
Pe a es a e il lusso emo agico della agina subi o dopo il pa o, p endi
dell’a gilla, s empe ala con ace o e anne un impias o pe il ega o, sul la o
des o. Man mano il lusso del sangue diminui à ino a e ma si e la pazien e sa à
sal a.
Della en osi à.
La en osi à è causa a dall’a ia che, en a a a a e so la agina, si accoglie
nella pa e des a o sinis a dell’u e o, p o ocando dolo e e gon io e.
P epa a pe la
pazien e un bagno con in uso di mal a e pa ie a ia, alla imme ge e e massaggia
dolcemen e le sue pa i dolen i. Quando sa à usci a dal bagno, p epa a un
impias o di asso ba basso, apa sel a ica e a ina d’o zo, e applicalo caldo, pe
dis ugge e la en osi à. Il gio no seguen e, dopo il secondo bagno, ella gua i à
comple amen e.
Pe espelle e il e o mo o.
Se il bambino è mo o, i a u a, a emisia, assenzio e pepe ne o, che me e ai nel
ino e somminis e ai alla pue pe a. Così il e o e à uo i in poco empo.
“SUI TRATTAMENTI PER LE DONNE”
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
235""Compos o"medicinale"a"base"di"zucche o,"succo"di"melag ana"e"ace o"bolli i"insieme."
Gene almen e"indica o"pe "le"p oblema iche"dello"s omaco"e"in"caso"di" ebb i"acu e."
275"
"
Sul ende e oseo il iso.
Pe ende e oseo il iso, p endi la adice di b ionia ossa e bianca, mondala e
agliala inemen e, e alla secca e. In segui o, iducila in pol e e e mescolala con
acqua di ose, e pe mezzo del co one e con un panno di lino mol o ine ungiamo
il ol o e i induciamo così il osso e. Pe la donna che ha una ca nagione bianca
di na u a, le acciamo un colo e oseo se manca di osso e, così che con un ipo
di bianco e in o o dissimula o un colo e osso appa i à come osse na u ale.
Sulle len iggini del iso.
Pe le len iggini del iso che si p esen ano pe acciden e, p endi la adice di
bis o a e iducila in pol e e, e ossi di seppia e incenso, e con u e ques e cose
componi una pol e e. E mescola con un poco d’acqua e poi, s egando, spalmala
sulle mani al ma ino, s egandole con acqua di ose o acqua di c usca e con
b iciole di pane ino a che non a ai imosso [le len iggini].
Sul dolo e delle mammelle.
Pe il dolo e delle mammelle p o oca o dal la e, do emo s empe a e a gilla con
ace o e a ne un impias o; ques o alle ia il dolo e e iduce il la e: P ima pe ò
do emo omen a e la pa e con acqua calda.
Sulle lesioni delle mammelle.
Vi sono delle donne che p esen ano lesioni alle mammelle. Pe ques o p epa iamo
un ma u a i o pe mezzo di al ea e camomilla mezzana, assenzio a emisia e
g asso animale, e quando il capo [della lesione] compa e, i a insieme delle
nocciole e applica ele. E se non si lace a a che enga ape a con una lance a, e
sp emila un poco all’inizio pe imo e che a causa di una imp o isa e acuazione
276"
"
essa non peggio i, e ogni gio no applica due o e ol e un pezzo di ilaccia
spalma a di uo lo d’uo o.
Sul sudo e maleodo an e.
Vi sono donne che hanno un sudo e che puzza ol e manie a. Pe cos o o
p epa iamo un panno in in o nel ino nel quale siano s a e a e bolli e delle
oglie di mi illo, sia l’e ba sia i mi illi s essi.
Come è na u ale, solo una donna, che ne condi ide la medesima na u a, può
pene a e comple amen e, con pa ecipa a sensibili à, quelli che gli uomini anco a
de ini ano “i seg e i” emminili: la pa e di quel complesso mis e o che
l’app occio medico azionale maschile non e a anco a iusci o ad abb accia e ino
in ondo.
“SULLA COSMETICA DELLE DONNE”
Se una donna uole a e e capelli ne i e lunghi, p enda un ama o, lo p i i della
es a e della coda e lo lasci cuoce e nell’olio; con ques o olio si inga la es a, ed
a à capelli ne i e lunghi.
Se in ece deside i a e e capelli so ici, lisci e so ili, la ai spesso con acqua calda
nella quale siano s a i sciol i pol e e di na on e di semi di eccia.
Quando pe ò pe ine à i capelli, a in modo che abbia ques a pol e e.
P endi ose secche, chiodi di ga o ano, noce mosca a, c escione d’acqua e
galanga maggio e. Lascia che u i ques i, una ol a ido i in pol e e, engano
mescola i con acqua di ose. Con ques ’acqua i sp uzzi i capelli e li pe ini con
un pe ine imbe u o nella s essa acqua, così che a anno un p o umo miglio e. E
alle a e delle sc imina u e a i capelli e che i spa ga la pol e e
summenziona a, e p o ume à mi abilmen e.
277"
"
Pe a ic esce e i capelli quando o ai. P endi del pane di o zo con u a la
c os a e os alo, i alo e pes alo insieme con sale e g asso di o so. Ungi la es a
con ques o unguen o ed i capelli c esce anno.
Anco a un p epa a o pe a e e i capelli biondi.
Si pol e izzino adici e us o di ca olo, e i si mescolino aschia u a di bosco e
pol e e di a o io: a ai una pol e e di giallo pu o, con la quale o e ai una
lisci ia che ende i capelli biondi.
Con o gli aca i che co odono i capelli.
P endi io i di mi o, di gines a e di galli ico. Falli cuoce e nell’ace o ino a che
ques o non si consumi. Ne usci à un unguen o e icace pe iziona e l’es emi à
dei capelli e dis ugge e gli aca i.
Pe o ene e lo s esso scopo di elimina e gli aca i: iduci in pol e e i lupini ama i
e alli bolli e in ace o, e con ale p epa a o iziona i capelli a le mani. Ved ai
che ques o p ocedimen o uccide à ed elimine à gli aca i.
LA CURA DEL VISO
Le signo e sale ni ane usano, pe ende e oseo il iso, ques o p epa a o:
me ono nel miele adice esca di b ionia, no a come zucca sel a ica, e se ne
spalmano il iso, o enendo un incan o mi abile.
Pe sbianca e il iso.
Imme gi delle uo a in e e in ace o o issimo e ienicele ino a quando il guscio
non di en i come la pellicola in e na, poi aggiungi della senape bianca e qua o
once di zenze o e pes a u o insieme. Con ques o compos o spalma
equen emen e il iso.
Pe ende e ine e mo bida la pelle del iso.
Pes a accu a amen e u i di mal a, oppu e della b ionia, mescola con miele
bianco e lascia bolli e pe due o e; alla ine della co u a aggiungi pol e e di
can o a, bo ace, salgemma e imes a a lungo con una spa ola; conse a pe
l’uso. Nel co so della se imana la donna si la i il iso a gio ni al e ni in acqua
278"
"
calda con c usca, e la domenica si unga con ques a poma a.
Inol e, cuoci in
acqua can o a e adice di giglio e aggiungi g asso esco di maiale; mescola il
u o con acqua di ose e il p epa a o è già p on o all’uso.
E’ ce o che la ama di T o ula ha supe a o la sua e idenza s o ica. Lo dimos a la
sua p esenza nella dimensione le e a ia, che l’ha consegna a al mondo popola e
p ese ando, specie nei paesi anglosassoni, la sua na u a bene ica di cu a ice e di
p o e ice del mondo dei bambini. Eccola compa i e in una ilas occa do e,
a a e so e si cadenza i e b e i, iene deposi a a a bene icio delle gene azioni a
eni e la memo ia del suo nome, assimila o a quello della igu a olklo ica di
Dame T o , una a a assicu an e amica dell’in anzia, insepa abile dal suo ga o:
Dame T o and he ca
Led a peaceable li e,
When hey we e no oubled
Wi h o he olks’ s i e.
When Dame had he dinne ,
Pussy would wai .
And was su e o ecei e
A nice piece om he pla e.236
Madama T o a e il suo ga o
conduce ano una i a paci ica
quando non e ano u ba i
dalle ogne al ui.
Men e Madama cena a
il ga ino aspe a a;
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
236""C ."TUTTLE"E."F.,"“The"T o ula"and"Old"Dame"T o :"a"no e"on" he"Lady"o "Sale no”,"in"Bulle in"
o " he"His o y"o "Medicine,"50"(1976),"pp."61I72."
279"
"
e a ce o di ice e e
un boccone gus oso dal suo pia o.
Ma è già nel XII secolo, quando la no o ie à dei suoi sc i i comincia a a
di onde si, che il suo nome compa e addi i u a in un passo dei Raccon i di
Can e bu y di Geo ey Chauce , all’in e no del accon o The Wi e o Ba h. Qui la
p esenza del nome di T o ula ci so p ende come un’appa izione inaspe a a,
pe ché o a pos o all’in e no di una lis a e e ogenea pe p o enienza e ispi azione
di s ima i le e a i o iloso i no o iamen e misogini; sono le le u e p edile e del
ma i o della p o agonis a, una accol a di opinioni au o e oli con o il ma imonio
e sulla p opensione emminile al male.
Come si spiega la p esenza di T o ula, unico nome emminile insieme a quello di
Eloisa? La s o una a aman e di Abela do a e a e e i amen e lascia o nei suoi
sc i o pa ole con a ie al ma imonio, me i ando a suo modo un pos o nella lis a
di ques a bizza a an ologia an i emminis a. T o ula imane in ece una ci azione
oscu a, p i a di nesso, a meno che non sia da conne e si alla ca i a ama della
cosmesi, che in a cisce i suoi sc i i, da semp e i enu a un’a e subdola in mano
alla donna pe mis i ica e le do i na u ali della bellezza.237
Quel che è ce o è che T o ula enne conside a a l’au o e ole capos ipi e di una
lunga lis a di p esenze emminili, all’in e no della Scuola sale ni ana, che dal XII
alle soglie del XIV secolo si a icenda ono nell’insegnamen o e nella p a ica
della medicina, di enendo no e come mulie es sale ni anae.
La p ima
gene azione, se così possiamo di e, di ques e cu a ici, è pe lo più anonima, e
de e la sua ama ai i e imen i gene ici con enu i nel Commen a ium supe
abulas Sale ni di Be na do di P o enza, che le nomina come e apeu e e
p epa a ici di cosme ici pe le nobildonne della ci à, sebbene il suo giudizio non
semp e enda me i o alla sapienza di ques e medichesse, endi ici, a suo di e, di
un sape e dile an esco e supe iciale.
E’ solo nei due secoli successi i, u a ia, che alcune di esse sa ebbe o iusci e a
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
237""C ."il"saggio"di"BERTINI"F.,"“T o ula"il"medico”,"ci ."
280"
"
guadagna si l’ono e della no o ie à dei lo o nomi e delle lo o ope e. Si a a di
Abella, Rebecca Gua na, F ancesca Romana, Me cu iade, e in ine Cos anza
Calenda.
Ce amen e non è manca o chi ha ce ca o di sc edi a e la ama di ques o
so p enden e ci colo sapienziale, ipo ando la ques ione nei e mini di un sano
pun o di is a maschile. Le mulie es, o se non le au ici sop a ci a e, ma
ce amen e quelle le a ici che p a ica ano non solo a Sale no, ma in u o il
e i o io campano, aendo gio amen o dalla popola i à della scuola medica,
u ono accia e di p a ica e una medicina in isa di supe s izione e magia,
a iancando la scienza di Ippoc a e e Galeno con gli incan amen i di oscu e
o mule magiche. Ques o non de e s upi ci eccessi amen e, in un’epoca che
comincia a appena ad alza e la es a da secoli in cui i esidui della speculazione
g eca si mescola ano comunemen e con le adici o issime della supe s izione
popola e, p ima pagana e poi i isi a a dal c is ianesimo, nelle sembianze di una
medicina magica.
Nelle ope e di T o ula la p esenza di ques a dimensione si a la go a le agioni
dello s o zo eo ico, imponendo la o za di una adizione anco a oppo adica a
pe esse e debella a dalla luce della scienza. Il i o si impone laddo e la medicina
è più debole, come accade dall’inelu abili à di un des ino schiaccian e, come pe
il pa o, o pe la sop a i enza del neona o. Ecco i consigli di T o ula pe e i a e
g a idanze indeside a e:
Sulle donne che non deside ano concepi e.
Se una donna non deside a concepi e, lascia che po i a con a o con la sua nuda
ca ne la ma ice di una cap a che non abbia mai a u o p ole.
Si in iene inol e una ce a pie a [chiama a] “giaie o”, che se è po a a
indosso alla donna, o anche solo assaggia a impedisce il concepimen o.
In un’al a manie a,
p endi una donnola maschio e a che i suoi es icoli le siano aspo a i e che,
anco a i a, sia lascia a libe a.
Fa sì che la donna po i ques i es icoli sul pe o e che siano annoda i nella pelle
d’oca o in al a pelle, e lei concepi à. Se la donna è s a a malamen e lace a a
281"
"
du an e il pa o e, in segui o, pe pau a di mo i e, non deside a più concepi e,
lascia che ponga nella placen a an i semi di ca apuzia o di o zo nel nume o degli
anni pe i quali deside a es a e s e ile. E qualo a deside asse es a e s e ile pe
semp e, a che e ne me a un’in e a mancia a.238
Una magia da con a o a i a a con l’uso di alismani, il po e e delle pie e e la
simbologia dei nume i hanno qui soppian a o comple amen e le o me della
speculazione medica azionalis ica. Pe scongiu a e i pe icoli del pa o, si
consiglia a di cinge e la donna con una pelle di se pen e dalla quale il e ile osse
uo iusci o.239
Ma è in un pa ag a o dei T a amen i pe le donne che il es o ipo a
esplici amen e, il e mine “incan esimo” (ca men), ichiamando con o za le
agioni dei de a o i delle mulie es e della cia la ane ia os e ica. Il po e e della
pa ola si i e sa in uno dei momen i più signi ica i i della nasci a, il aglio del
co done ombelicale, quel ges o che consegna il nuo o na o al mondo e alle sue
g a i minacce. Un pecca o eniale quello dell’incan esimo, se pensiamo alle
sca ne aspe a i e di i a che a e a un neona o nel Medioe o:
Sul aglia e il co done ombelicale.
Una ol a che il co done ombelicale del bambino sia s a o aglia o, do ai di e
quan o segue, enendo il moncone s eso pe lungo: “Gesù C is o è mo o, egli u
a i o dalla lancia, e non si diede pensie o pe alcun linimen o o pe il suo
dolo e o pe alcun unguen o”. P ima pe ò a un nodo al co done ombelicale, e in
segui o, dopo a e p onuncia o ques o incan esimo, a olgilo con una co da di
uno s umen o musicale che sia pizzica o o suona o con un a che o o qualche
al o s umen o musicale. E se [il bambino] sen e dolo e, pe no e gio ni dagli da
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
238""T o ula"de"Ruggie o,"Lib o"sulle"mala ie"delle"donne,"84I87."C ."GREEN,"ci .,"pp."163I165."
239""Ibidem,"p."171."
288"
"
P op io pe ques o mo i o c edo sia possibile po e supe a e oggi, alla luce della
più ecen e s o iog a ia, l’in e p e azione es i i a e o emen e limi a i a ino ad
o a amanda a, di un Medioe o oscu o e immobile, comple amen e chiuso ad
ogni ipo di espe ienza emminile.
Di ce o le donne si sono a e ma e con di icol à ma è da e o s ao dina io
iscop i e biog a ie eccellen i, come quella di T o ula de Ruggie o, che
es imoniano la i ali à e la olon à di a e mazione del mondo emminile.
A ques o si aggiunge poi la so p enden e mode ni à dell’espe ienza di i a e di
s udio di ques e donne il cui messaggio anco a oggi può accon a e qualcosa ed
esse e pe cepi o in sin onia con il nos o empo.
C edo che il la o o abbia pienamen e dimos a o che il supe amen o del limi e
impos o alla ca ego ia emminile in ques o momen o s o ico sia a enu o, non a
caso, p op io nel campo della scienza e della medicina che pu e con g ande
di icol à si a e ma a e lo a a con o le imposizioni e i limi i della Chiesa.
In pa icola modo nel campo della scienza e della medicina, le donne si sono
a e ma e anche ischiando l’accusa di s egone ia come ho e idenzia o in un
pa ag a o dedica o p op io al appo o a le donne e la s egone ia, nel quale ho
messo in e idenza come, solo pe il a o di esse e donne e maga i a e e qualsiasi
segno sul co po, ad esempio un neo, o possede e conoscenze nel campo
dell’e bo is e ia e abili à nel cu a e e gua i e a a e so l’uso di ali e be, ace a
icade e su di lo o l’accusa di s egone ia.
Nonos an e quindi ques a g ande omb a, le donne sono anda e a an i o enendo
isul a i impo an i g azie alla lo o s ao dina ia in elligenza e sensibili à.
Pu oppo mol e di esse hanno paga o con la lo o i a, ma è bas a a l’espe ienza di
una sola donna a po e le i alu a e e a o i e l’esempio e lo s imolo pe po e
con inua e in ques o cammino di di icile (anco a oggi) a e mazione.
L’analisi da me a on a a dei a a i di T o ula de’ Ruggie o ne ha messo in luce
u a la mode ni à e la po a a o emen e inno a i a pe quegli anni.
Il T a a o “Sulle mala ie delle donne” ne è o se l’esempio più calzan e. T o ula
a on a ema iche sessuali in manie a mol o esplici a, così assolu amen e inusuale
se si conside a il empo in cui è issu a, p es a a mol a a enzione alle a lizioni
289"
"
delle donne. Si adope a a pe il benesse e del co po pene ando nei lo o seg e i
più in imi ce cando, con la massima disc ezione, di o i e un imedio pe
qualsiasi ipo di dis u bo le a liggesse, senza p econce i e p egiudizi.
Non si
scandalizza a di on e a p oblemi che in ece a ebbe o dis u ba o la mo ale del
empo e ciò è dimos a o nel capi olo “De i gini a e es i uendo sophis ice”,
come es i ui e inganne olmen e la e gini à, in cui sugge isce di e si me odi
g azie ai quali una donna non più e gine può inganna e il suo uomo, simulando
uno spa gimen o di sangue al momen o della p esun a de lo azione (immaginiamo
l’impa o che po e a a e e in quel empo la p opos a di un me odo pe po e
“ i o a e” la e gini à!).
Ho so olinea o l’impo anza della p e enzione nella p a ica medica di T o ula,
l’a enzione alla con accezione emminile, alla s e ili à, ma anche a una delle
espe ienze più impo an i pe la donna quale quella del pa o che iene desc i o
minuziosamen e e iene messo in e idenza il uolo dell’os e ica e delle al e
donne che la condu anno a a e so la casa senza che i p esen i la gua dino in
ol o ispe ando il suo a aglio e il suo pudo e.
Con pa icola e o goglio pe sonale ho a on a o la a azione della Scuola
medica sale ni ana in cui T o ula ha ope a o con g ande successo.
P op io nella Scuola
di Sale no, in a i, si è assis i o ad un enomeno unico, a di poco s ao dina io nel
campo della medicina del Basso Medioe o e cioè la p esenza di donne che
sa anno poi chiama e dai lo o colleghi “Mulie es sale ni anae” le quali
ese ci a ono legi imamen e l’a i i à medico chi u gica con abili à e compe enze
pa i a quelle dei lo o colleghi maschi.
Ho messo in e idenza l’eccezionali à di ques a Scuola anco a oggi conosciu a e
s udia a in u o il mondo e sono elice di po e di e che inalmen e, p op io a
Sale no dopo mol i secoli, la Scuola medica inalmen e i i e nella acol à di
Medicina dell’Uni e si à.
P op io Sale no a l’al o ospi a anco a in a i gli splendidi gia dini della Mine a
con u e le lo o e be che sono alla base della medicina galenica.
290"
"
C edo di po e conclude e so olineando l’impo anza del con ibu o ondamen ale
o e o alla scienza dall’in elligenza emminile esp essa dal e i o io sale ni ano,
che in pieno Rinascimen o ed à so ge e anche il amige a o e me ismo
me idionale le cui adici sono ce o da ice ca e p op io negli anni e nelle
pe sonali à analizza e in ques o la o o.
Ring aziamen i
291"
"
A conclusione di ques o pe co so mi s a mol o a cuo e ing azia e sen i amen e la
Chia .ma P o .ssa Me cedes A iaga Flo es pe a e segui o con g ande
compe enza, cu a e dedizione il p oge o di ice ca “Donne e scienza: T o ula de
Ruggie o e la Scuola medica sale ni ana”, dandomi la possibili à di po a e a
e mine un’espe ienza al amen e o ma i a p o essionalmen e e umanamen e.
Ring azio, al esì, pe la gen ile consulenza la Chia .ma P o .ssa Milag o Ma in
Cla ijo, co ela ice di ques o la o o.
Ring azio, in ine u i i docen i del co so di Do o a o Muje , esc i u as y
comunicacion pe i p eziosi con ibu i o e i.
Conce a Fali ene
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