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Mujeres y la ciencia: trotula de ruggiero y la escuela médica salernitana

Falivene, Concetta

Abstract

El trabajo se divide en tres capítulos. El primero tiene como título: Mujeres y ciencia y es una introducción histórica de la relación entre las mujeres con la ciencia desde la edad clásica a la época medieval, en contraposición con la relación de los hombres con la ciencia y los orígenes de la discriminación de género en este campo.La historia de la inserción de la mujer en la ciencia es una historia de ignorancia, frustración, incomprensión y prejuicios al final ganado gracias a la voluntad de superar los límites impuestos de una cultura que por demasiado tiempo le ha mantenido a los márgenes de la sociedad.El campo de la investigación científica siempre ha sido dominado por hombres pero la presencia de la mujer ha estado activa y en modo particular en la medicina que, durante tantos siglos se creía que fuera de exclusivo dominio lo masculino.A pesar de quela mujer ha estado siempre presente en el mundo de la ciencia, desde la prehistoria han llegado a nuestro días pocos datos de su trabajo, la razón la encontramos principalmente porque la historia ha sido mayormente escrita por el género masculino. El segundo capítulo tiene como título: La Escuela médica salernitana. Abre un excursus sobre el origen cultural de la medicina hasta llegar a la Escuela médica salernitana desde sus orígenes hasta su decadencia. La investigación sobre sus orígenes ha dejado en evidencia muchas incertidumbres y dudas sobre su nacimiento, de hecho, son varias y dispares las hipótesis formuladas e incluso no faltan leyendas entorno a ésta.El tercer capítulo tiene como título: Las mulieressalernitanae y Trotula de Ruggiero. La realidad cultural salernitana era tan abierta que ofrecía un puesto natural a la presencia y actividad de un relevante número de mujeres: se trata de las Mulieres salernitanae. Sus recetas y remedios son citados en los documentos de la Escuela. La primera exponente mujer de la Escuela médica es Trotula, descrita como una mujer de orígenes nobiliarios y de gran sabiduría, tanta de retar a los mayores eruditos de su tiempo en temas científicos. Sus ideas eran innovadoras: consideraba la prevención un aspecto importante de la medicina y en el bajo medievo, cuando se hablaba de molestias y enfermedades femeninos o de cosmética se hacía referencia a ella. Trotula, cuya fama ha sido puesta en tela de juicio durante siglos, es el ejemplo irrefutable de la figura femenina.

Full text

UNIVERSIDAD DE SEVILLA FACULTAD DE FILOLOGIA DEPARTAMENTO DE FILOLOGIAS INTEGRADAS Ti ulo de doc o ado Muje , esc i u as y comunicacion Ti ulo de la esis Doc o al Donne e scienza: T o ula de Ruggie o e la Scuola Medica Sale ni ana Doc o anda Conce a Fali ene Di ec o as de la esis D a. Me cedes A iaga Flo ez D a. Milag o Ma in Cla ijo D . Daniele Ce a o 2" " INDICE In oduzione p. 4 Capi olo P imo Donne e scienza p. 8 1,1 Donne e scienza, un di icile pe co so p. 9 1.2 La scienza degli uomini: o igine della disc iminazione p. 46 1.3 Sale no e la sua Scuola medica: le o igini p. 60 1.4 Monachesimo Occiden ale e Scuola medica sale ni ana p. 82 1.5 I docen i della Scuola e le ma e ie di insegnamen o p. 99 Capi olo Secondo La Scuola medica sale ni ana p. 109 2.1 La chi u gia di Ruggie o p. 110 2.2 Tecniche u ilizza e nella chi u gia sale ni ana ed esempi di e apie cu a i e p.118 2.3 Sale no nel Basso Medioe o: le e a u a medica p. 141 Appendice iconog a ica p. 172 3" " 2.4 La egola sale ni ana p. 183 Appendice iconog a ica Capi olo Te zo Le mulie es sale ni anae e T o ula de’ Ruggie o p. 203 3.1 Sale no nel Medioe o e medicina al emminile p. 204 3.2 Le mulie es sale ni anae p. 221 3.3 T o ula de’ Ruggie o p. 230 3.4 Dalle ice e di T o ula: una s ada in sali a p. 265 Conclusioni p. 281 Ring aziamen i p. 284 Bibliog a ia p. 285 4" " INTRODUZIONE La s o ia pe abi udine non ha pa la o mol o della donna, in gene ale ha limi a o il suo uolo sociale nell’ambi o delle accende domes iche e la cu a dei igli anche se è semp e s a a p esen e nel mondo della scienza in dalla p eis o ia. Le in enzioni, i la o i e le ice che delle donne, hanno con ibui o in g an misu a allo s iluppo dell’umani à. I lo o p imi con ibu i u ono le ice che che s iluppa ono pe la la o azione del pane, la conse azione degli alimen i, la p epa azione dei liquo i, la as o mazione di ib e na u ali in ilo, la in u a dei essu i e la p oduzione dei p o umi. Nonos an e la donna abbia semp e pa ecipa o alla cos uzione della scienza, ci sono pe enu i pochi da i in o no al suo la o o pe ché la s o ia è s a a sc i a maggio men e da uomini. Nell’ambi o speci ico della scienza della salu e, la p esenza delle donne è semp e s a a cos an e dal p incipio dell’umani à. Rico diamo le igu e mi ologiche di Igea (la salu e) e Panacea ( imedio pe u i i 5" " mali) iglie di Ascelpio, dio sana o e nel mondo g eco- omano. Le donne u ono gua i ici, os e iche, in e mie e e medico nonos an e le di icol à che do e e o a a e sa e, pe mol o empo si dedica ono alla p o essione dell’os e icia e a cu a e le mala ie g azie alle lo o conoscenze delle pian e medicinali. Da Agnodice ma ona pionie a e an eceden e delle donne medico, ques e do e e o lo a e pe di en a e pa e di quel mondo che semp e gli u ie a o nel co so della s o ia, sia dal pun o di is a accademico che p o essionale. La s o ia dell’inse imen o delle donne nella scienza è s a a una s o ia di igno anza, us azione, incomp ensione e p egiudizio alla ine scon i i g azie all’in elligenza e alla olon à di supe a e i limi i impos i da una cul u a che pe oppo empo le ha elega e ai ma gini della socie à. La donna da semp e è s a a coin ol a nella p a ica della medicina, la p o essione di os e ica che non p e ede a solo a nasce e un bambino ma anche di p eoccupa si dei p epa a i i sociali p op i della sua nasci a, u una delle p ime p o essioni che le donne s olse o nell’ambi o della medicina. L’os e icia è un’occupazione emminile iconosciu a socialmen e nell’e a egiziana e anche nella G ecia di Ippoc a e e Soc a e. Nella s o ia sono s a e an e le igu e emminili che hanno con ibui o con il lo o sape e, le lo o capaci à e la lo o enacia alla s o ia dell’umani à. T a ques e una igu a che me i a a enzione è T o ula de’ Ruggie o. Il p esen e la o o si di ide in e capi oli nei quali si analizza il appo o delle donne con la scienza in pa icola e con la medicina che pe an i secoli si c ede a osse di esclusi o dominio maschile, pe dedu e quan o il lo o uolo sia s a o incisi o nella socie à ed in pa icola e in quella sale ni ana del Medioe o. La scel a di ques o a gomen o nasce dalla olon à di app o ondi e un aspe o non pa icola men e s udia o. Nel la o o di ice ca mi sono a alsa del suppo o dei adizionali epe o i di ice ca o e o ice che p esso biblio eche e a chi i, analisi e in e p e azione dei documen i, icos uzione del quad o s o ico, con pa icola e i e imen o alle donne e al lo o appo o con la scienza, in pa icola e con la medicina. Il p imo capi olo ha come i olo Donne e scienza e so olinea come il campo della ice ca scien i ica sia semp e s a o domina o dagli uomini, ma le donne poco a 6" " poco sono iusci e ad ap i si la s ada pe eni uo i. Il pun o di pa enza è l’indagine sul con es o s o ico-cul u ale dal quale le donne eni ano escluse, ad eccezione di quelle appa enen i ad una s i pe illus e che al soli o a e ano un cognome amoso, iglie e mogli di iloso i, a o i e dalla so e pe censo e nobil à di o igini. T o ula, moglie di Gio anni Pla ea io, capos ipi e di una se ie di medici sale ni ani si dis inse in pa icola modo nel se o e della ginecologia. Le compe enze delle donne nel campo dell’e bo is e ia ace ano sì che ques e enisse o accusa e di s egone ia: a e e compe enze, dunque, ou cou , signi ica a esse e una s ega, ma p op io ques e “s eghe” hanno scope o e be dal alo e cu a i o, come la digi ale, che anco a oggi è u ilizza a pe a maci adibi i a cu a e le mala ie del cuo e o la belladonna u ilizza a anco a oggi nella medicina omeopa ica. Il Medioe o è s a o il pe iodo più ep essi o pe la s o ia delle donne, un esempio lo o nisce p op io il “Malleus Male ica um” in cui si dichia a a che ogni donna capace di gua i e osse una s ega e pe ques o sa ebbe s a a messa al ogo. E’ inquie an e pensa e che se una donna a e a una conoscenza in più o supe io e a quella che le eni a “concessa” ques o po e a esse e su icien e pe esse e addi a a quale s ega. Io c edo che le donne abbiano a u o un uolo mol o impo an e, sop a u o nel campo medico, anche g azie alla lo o sensibili à nell’in e p e a e e capi e i enomeni na u ali. Le donne da semp e si sono occupa e degli esse i più deboli come bambini o mala i, e, inol e, quando i g uppi sociali e ano o ganizza i sulla di isione sessuale del la o o, alla donna spe a a la accol a e la conse azione delle pian e, pe cui sono p op io lo o ad a e da o na u almen e inizio all’e bo is e ia, la o ma più an ica di cu a. Nel secondo capi olo a ò un excu sus sull’o igine cul u ale della medicina e sulla Scuola medica sale ni ana che, nel co so dei secoli, è s a a amosa in u o il mondo pe i suoi insegnamen i e la sua s ao dina ia espe ienza medica. L’indagine sulle o igini della Scuola medica sale ni ana ha messo in e idenza le mol e ince ezze e dubbi sulla sua nasci a, an o che sono a ie e dispa a e le ipo esi o mula e e, addi i u a non mancano leggende in o no ad essa. P op io a Sale no nasce la 7" " p ima Scuola di chi u gia g azie all’in e en o di Ruggie o che u il p imo a p a ica e la apanazione del c anio e il cui a a o di chi u gia è s a o la base pe i manuali di chi u gia occiden ali in luenzandoli ino ai nos i empi. Nel capi olo e zo, in ine, si in oduce la igu a di T o ula de’ Ruggie o p ima esponen e emminile della Scuola medica sale ni ana. La eal à cul u ale sale ni ana e a an o ape a da o i e una na u ale collocazione alla p esenza e all’a i i à di un ile an e nume o di donne: si a a delle Mulie es sale ni anae, le cui ice e e imedi sono ci a i negli sc i i della Scuola. Le donne che ese ci ano legi imamen e l’a i i à di medico con abili à e compe enza, app esen ano un enomeno s ao dina io, sop a u o se si conside a il pe iodo s o ico ca a e izza o dall’igno anza e da un ce o oscu an ismo, no e olmen e idimensiona o alla luce degli s udi della più ecen e s o iog a ia, a causa dei quali il pos o della donna nella socie à occupa una posizione seconda ia se non ma ginale, in quan o i ima del p egiudizio e dei abù gene a i oppo spesso da una o usa mo ali à eligiosa. Un ce o mis e o a olge la igu a di T o ula, o se anche ques o ha susci a o il mio in e esse e la mia cu iosi à; addi i u a il suo nome è a ol o da mis e o, il suo i a o si è enu o p ecisando nel empo. T o ula è desc i a come una donna di nobili o igini e di g ande sapienza, ale da s ida e i miglio i e udi i del empo in ema iche scien i iche. Le sue idee e ano inno a ici: conside a a la p e enzione un aspe o impo an e della medicina, e nel a do Medioe o, quando si pa la a di dis u bi e mala ie emminili o di cosmesi non si po e a non a e i e imen o a lei. In campo ginecologico, T o ula ealizzò impo an i scope e e u ono eccezionali le sue conoscenze. Io c edo che il suo a a o “Sulle mala ie delle donne” sia da e o uno s udio eccezionale, anche pe ché, a a e so l’uso di un linguaggio mol o chia o, a on a pe la p ima ol a in manie a esplici a ema iche sessuali senza alcun mo alismo, e ques o è da e o all’a angua dia pe l’epoca in cui T o ula ope a a e i e a. Anche il “De o na u mulie um” o “T o ula mino ” è mol o in e essan e: è un a a o di cosmesi in cui engono o ni i alle donne consigli pe conse a e e acc esce e la p op ia bellezza e pe cu a e le mala ie della pelle. 8" " I imedi da lei p opos i dimos ano l’esigenza da pa e delle donne di ice ca e consigli pe aggiunge e un benesse e gene ale. Du an e il Medioe o la medicina es a l’unico sbocco pe gli in e essi scien i ici delle donne. Con l’a e ma si delle Uni e si à nel XII e XIII secolo, in epoca p e inascimen ale, la p esenza delle donne medico si azze a, la p o essione medica è s u u a a ge a chicamen e, con in cima il medico maschio, anche pe ché i p egiudizi p op i della o ma men is dell’epoca in alcia ano l’ascesa p o essionale all’elemen o emminile. L’esempio di T o ula, la cui ama è s a a con es a a pe secoli, ci o e una isione dell’in ensa a i i à quo idiana e delle quali à indiscu ibili di ques e donne che con ibui ono al inascimen o medico che ma cò la ine dell’oscu an ismo in Eu opa. CAPITOLO PRIMO " !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!DONNE E SCIENZA! 9" " ! """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 16" " non appaia in essa il nome di nessuna donna. E’ palese che dimen ica e e zi i e le donne sono s a e p a icamen e cancella e dalla s o ia, semb a quasi che non abbiano con ibui o in nessun modo né alla scienza e né alla iloso ia sebbene ques a è una cosa che non po emmo mai sape e con sicu ezza dal momen o che non abbiamo es imonianze sulle lo o i e e sui lo o la o i. La s o ia del pensie o è s a a ilu an e nel mos a e i ol i e le oci emminili, isul a che i accon i nei quali appa e un segnale del pensie o emminile siano semp e na azioni ma ginali che si inse iscono più che al o come aneddo i o appendici e che engono conside a i quasi come na azioni s a agan i in quan o si ende a conside a e le donne incapaci di occupa si di ques ioni in elle uali. In al modo le oci emminili del pensie o iloso ico e scien i ico appaiono, quando iescono ad appa i e in modo ale da da e l’imp essione di non a e e alcuna impo anza pe lo s o ico gene ando la c edenza che il pensie o e le idee che le donne hanno appo a o in ques i se o i siano i ile an i pe la a azione e e i a dei p oblemi che si ogliono isol e e in una de e mina a epoca. O iamen e ques o è un ca i o p egiudizio, in a i, la s o ia in ques o modo ci o e una na azione mu ila a e incomple a ques o s o una amen e è s a o il caso di u e le igu e emminili, ci si do ebbe abi ua e ad ascol a e le lo o oci e a ede e a a e so i lo o occhi l’al a accia della s o ia che ad oggi imane in g an pa e sconosciu a. Non ci sono dubbi che mol e di ques e donne abbiano con ibui o con i lo o la o i e le lo o ice che allo s iluppo e alla di ulgazione delle do ine iloso iche e scien i iche. Dobbiamo isali e all’an ichi à pa endo dalla iloso ia g eca pe ché sa à a a e so ques e donne che po emmo eincon a e una adizione dimen ica a. Ques a s o ia non si muo e pa endo dall’iden i à ma dalla di e enza, la s essa s o ia dimos a in quale modo le donne abbiano da o il lo o con ibu o alla conoscenza e che il sape e ed il pensa e non dipendono dal sesso. E’ impo an e eincon a si con ques o passa o pe iscop i e a a e so la adizione che è s a a silenzia a pe po e icos ui e la adizione del pensie o emminile a a e so le acce che hanno lascia o ques e iloso e. La s o ia del pensie o scien i ico e iloso ico ci dice che la s o ia u iciale inizia in G ecia ed è a pa i e da qui, come sappiamo, si cos i uisce la adizione occiden ale. Semp e 17" " quando ogliamo accon a e la s o ia p endiamo come pun o di pa enza il pensie o g eco che iene conside a o un i e imen o obbliga o pe imba e ci nella adizione che più ci è a ine. Così la s o ia del pensie o inizia in G ecia ma il nos o iaggio non do à inizia e dal pe co so abi uale o e o pa endo dalle g andi igu e ma, al con a io dobbiamo ocalizza e la nos a a enzione su quelle igu e s uoca e che con o con o quelle così luminose e conosciu e, iniziano ad in a ede si. La p ima on e da p ende e in conside azione sa à il mi o ma i is o in un’o ica di e en e ispe o a quella u iciale. Mi i come quello di A ene, le Amazzoni, Penelope o Pando a, pe nomina e qualcuno, sono chia i in e essan i pe deci a e il signi ica o o iginale della saggezza emminile che ce ca un p eceden e in un mondo che al p incipio semb a appa ene e all’uomo. Pando a pe esempio appa e come colei che in oduce il male nel mondo e non come inizio della conoscenza, sia nella Teogonia che nelle ope e e i gio ni Esiodo na a della c eazione della p ima donna9. Zeus pe puni e gli uomini a causa di P ome eo che a e a uba o il uoco agli dei, decise di manda e lo o una s en u a: Pando a, la p ima donna, il cui nome signi ica a che ogni dio le a e a da o un dono: bellezza, ascino, g azia, abili à nei la o i emminili, ma ca a e e inganne ole. Quando Pando a giunse sulla e a, u o cambiò, p ima del suo a i o gli uomini i e ano elici, immuni da mala ie e a iche, pe po a e il male agli uomini, Pando a usa la capaci à di sedu e. Accan o al mi o di Pando a poniamo quello di E a nella e sione u iciale e diciamo nega i a dell’in e p e azione, en ambe le donne app esen ano p a icamen e la s upidi à uni a alla ca i e ia an o che pe colpa lo o, l’umani à è cadu a in disg azia. Lo s esso po emmo di e delle Amazzoni che come è no o, e ano un popolo di gue ie e p esso le quali gli uomini e ano ammessi solo in condizione di schia i. Esse gene a ano igli unendosi con gli s anie i e aglia ano un seno alle iglie emmine a inché po esse o gue eggia e meglio, maneggiando a co e lancia senza impaccio, da qui de i a il nome Amazzoni, a-mazos, senza seno. Il mi o delle Amazzoni iene le o come app esen azione mos uosa, a a dai g eci, di un mondo ba ba o e sel aggio, """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 9"ARRIGHETTI"G.,"Il"misoginismo"di"Esiodo,"in"Misoginia"e"maschilismo,"Geno a"1981,"p.24." 18" " oppos o alla “cul u a”: non a caso quindi compos o da sole donne10 in lo o si ede la disobbedienza alle egole e alle esigenze adizionali della cul u a e non una p esa di posizione in cui la ibellione po ebbe esse e conside a a come un insegnamen o nel senso che è possibile i e e ai ma gini ce cando di esse e p omo o i di una i a di e sa ispe o a quella che esige il egime di una qualsiasi socie à. Le Amazzoni possono condu ci quindi ino a ques a pe i e ia nella quale sono s a e colloca e le donne che non ogliono so ome e si alle no me ed oggi po ebbe o app esen a e le gue ie e del libe o pensie o. E anco a Penelope, edele e so omessa che essendo aspe a, in p imo luogo, una donna do e a esse e bella: la p ima ca a e is ica sulla quale si so e ma cos an emen e Ome o, quando p esen a un pe sonaggio emminile, è la bellezza, che la ende simile ad una dea11, do e a, poi, eccelle e nei la o i domes ici, e sop a u o do e a obbedi e e Penelope obbedisce. La ela di Penelope po ebbe esse e ein e p e a a come il la o o iloso ico pe ché nel suo esse e e dis a e si mani es a semp e l’ope a incompiu a del pensie o. I g eci ide o in Penelope il modello della edel à coniugale e p a icamen e la condanna ono ad un’a esa il cui cen o e a Ulisse; u a ia è possibile pa la e di una ibellione della donna e s abili e una ia d’accesso che dimos i come il esse e equi alga al pensa e. Le i ù che le donne do e ano a e e non ne ace ano ce o delle p o agonis e: u ’al o. Le lo o quali à e ano ali da po e e do e esse e u ilizza e esclusi amen e all’in e no della limi a a ce chia delle lo o a ibuzioni e del lo o uolo, senza minimamen e p oie a si nel mondo es e no. Una sola igu a emminile ha un uolo di e so: A ena, la donna che consiglia Ulisse e Telemaco in ques ioni ipicamen e maschili, quali sono quelle lega e al po e e. Non a caso A ena è la dea na a dalla es a di Zeus, la dea pa henos, la e gine che i iu a le nozze, e quindi non assume mai un uolo emminile. La conside azione non semb a i ile an e: l’unica donna che ese ci a un’in luenza cos an e e alla quale iene iconosciu o un uolo di consiglie a e p o e ice non è una e a donna. Gli al i pe sonaggi emminili quando non sono pe sonaggi mi ici sono in eal à immagini socialmen e e """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 10"HARTOG"F.,"Le"mi oi "d’Hè odo e.Essai"su "la" ep èsen a ion"de"l’au e,"Pa is"1980,"p."225." 11"C ."MONSACRE"H.,"Les"la mes"d’Achille."Les"hè os,"la" emme"e "la"sou ance"dans"la"poèsie" d’Homè e,"Pa is"1984." 19" " in elle ualmen e pallide e subo dina e, escluse e nel miglio e dei casi igno a e dal mondo maschile. Né consola ice né consiglie a, la donna ome ica e a solo lo s umen o della ip oduzione e della conse azione del g uppo amilia e, acile alle lac ime p o a anche ques a della sua impo enza.12Bas ano alcuni esempi pe e idenzia e come le donne della mi ologia ci dimos ino che i modi di pensa e non siano linea i o assolu i e che le lo o s ade sono o uose e mol eplici. Le oci mi iche possono aiu a ci a eincon a e ques a pa e della adizione che la s o ia ha lascia o nel dimen ica oio pe ché con la lo o audacia e la lo o ibellione semb ano pun a e e so una o ma di saggezza che non iene segnala a nella s o ia. E’ necessa io icos ui e in ammen i che ci ipo ino alle on i di una adizione che includa e iconosca le donne. Nel momen o in cui passiamo dal mi o alla eal à, ci o iamo di on e al nome di donne che decise o di in ap ende e il cammino del mondo del pensie o e che ci possono o i e una nuo a chia e di le u a ispe o al pensie o emminile. Non è possibile nomina le u e ma o una amen e la lis a si a semp e più amplia e, anche se le no izie che abbiamo non sono semp e abbondan i, ci pe me ono di accia e un o izzon e s o ico- ema ico che inizia con le pi ago iche e si conclude con Ipazia e le pensa ici della a da an ichi à. Così oggi non è assu do pa la e della possibili à di una s o ia del pensie o emminile dell’an ichi à. Possiamo icos ui e il pe co so di ques a s o ia pa endo dall’appa izione delle pi ago iche, donne che so o gli auspici dello s esso Pi ago a po e ono imba e si nell’a en u a del pensie o. Gli s udi p opongono una g ande lis a di iloso e e scien i iche che si dedica ono allo s udio della isica, della ma ema ica e che si occupa ono di ice ca e sc i u a allo s esso modo che gli uomini. Ques a aie o ia del pensie o emminile che inizia con le pi ago iche passa poi a igu e come Aspasia, p omo ice di un ci colo cul u ale che si a alse della p esenza di Soc a e, Anassago a ed E odo o e della igu a mi ico-s o ica di Dio ima, alla quale Pla one diede is uzioni pe spiega e la sua eo ia dell’E os pe an o mol i endono a conside a la il p o o ipo della iloso ia. Soc a e, e a pa icola men e ben dispos o e so le donna, e non si limi a a a iconosce e as a amen e le lo o capaci à, ma ascol a a i lo o consigli """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 12"MONSACRE"H.,"Op."ci .,"p.135." 20" " giungendo ad amme e e senza di icol à che alcune di esse a e ano saggezza supe io e alla sua: come dice esplici amen e, in pa icola e, pa lando di Aspasia, della quale è indispensabile accia e un sia pu b e issimo p o ilo. Figlia di Axioco, na a a Mile o in Asia Mino e, isse con Pe icle ino a quando egli mo ì. Ma ciò che ci in e essa è il appo o di Aspasia con Soc a e, secondo alcuni, in a i, Soc a e a ebbe app eso da Aspasia il me odo cosidde o “soc a ico”13. In e e i, semb a che Aspasia pad oneggiasse con a a maes ia la ecnica del disco so, di e sa quindi dalle al e donne, e a un’in elle uale, della quale ben qua o allie i di Soc a e pa lano nelle lo o ope e: Eschine di Spe o, An is ene, Seno on e e Pla one, che nel Menesseno a i e i e da Soc a e un disco so uneb e che Aspasia a ebbe compos o pe i cadu i della gue a co inzia14. Nel pe iodo ellenis ico- omano igu ano nomi come quello di Leonzia allie a di Epicu o che come Pi ago a e a a o e ole all’is uzione delle donne. Anche i neopla onici appoggia ono l’educazione iloso ica delle donne, den o ques a adizione compa e in nome di Ipazia che è conside a a la p ima iloso a dell’Occiden e a a e so la quale ci è possibile ede e in modo chia o e angibile a che al ezza in elle i a po e a giunge e una donna del IV sec quasi alla ine del mondo an ico, quando si dimos a a olle anza, libe à e buona disposizione di animo nell’acce a e l’educazione delle donne. Ipazia ma ema ica e iloso a, iglia del iloso o Teone, nel 415 u i ima della iolenza di una schie a di c is iani ana ici che dopo a e le eso un aggua o, la ascina ono nel empio de o Cesa io: la spoglia ono delle es i e con gusci di conchiglie la dilace a ono. Quando l’ebbe o a a a pezzi, po a ono le memb a nel luogo de o Cina one e le dis usse o col uoco15. Accan o a ques a donna eccezionale o iamo al e donne che ci pe me ono di accia e un lie o ine nella aie o ia della iloso ia e della scienza nella a da an ichi à: Asclepigenia, San a Ca alina, a le an e. La s o ia ci accon a che alcune donne dell’an ichi à non solo olle o sape e ma che in un modo o nell’al o aggiunse o il lo o obie i o: alcune po e ono equen a e scuole e si con e i ono in maes e, al e sc isse o e a on a ono p oblemi iloso ici e """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 13"C ."MONTUORI"M.,"Soc a e."Fisiologi"di"un"mi o,"Napoli"1974,"p."263." 14"DE"SANCTIS"G.,"Pe icle,"Milano"1944,"p."188." 15""PASCAL"C.,"Figu e"e"ca a e i,"Pado a,"Sand on"1902,"pp."183I184." 21" " scien i ici, al e cos ui ono appa ecchi pe la ealizzazione di espe imen i. In ine, la s essa s o ia che le ha elega e nel dimen ica oio e nel silenzio può ico da le pe ché quando si sa ice ca e a ondo la s essa s o ia a p esen e l’assen e. T a ques e si e idenziano e donne che pe la lo o i a e le lo o ope e possono app esen a e bene e da e un’idea adegua a di ciò che signi icò in ques o lon ano passa o in ap ende e in cammino della scienza nonos an e le p oibizioni. Sono Aspasia, Dio ima e Ipazia, ognuna di lo o dimos a che il pensie o e la saggezza non sono p e oga i e maschili anche se la socie à alla quale appa engono abbia così dispos o. Le igu e di Aspasia ed Ipazia hanno in comune l’appa enenza alla eal à s o ica, in Ipazia p a icamen e si i le e u a la saggezza emminile an o è e o che iene conside a a la p ima scien i ica e iloso a d’Occiden e. Anche se la si uazione s o ica di Ipazia è un’al a condi ide con lo o lo s esso modello cul u ale in cui le donne non hanno un accesso o male alla o mazione in elle uale. Si do ebbe accon a e la s o ia chissà in un al o modo, la s o ia adizionale è s a a abi ua a a non nomina e le donne dimen icando che l’impo an e è ciò che si pensa e non il sesso di chi lo pensi pe an o nomina e le donne signi ica es i ui e lo o la p esenza. Se pensiamo alla G ecia, A ene del V secolo a.C., u la p ima democ azia g eca della s o ia. I ci adini a e ano di i o al o o, a pa ecipa e alla i a poli ica e alla ges ione della Polis, ma quella socie à modello nell’aspe o poli ico e cul u ale, allo s esso empo olle a a la misoginia. Pe ci adino si in ende a solo “uomo na o ad A ene, di amiglia a eniese e libe o” sebbene, in eal à, ques a e a una mino anza. E ano esclusi gli schia i, i bambini, gli s anie i e, na u almen e, le donne alle quali non e a pe messo di pa ecipa e alla i a pubblica16.E se le o me di esclusione di donne e schia i e ano giu idicamen e di e se, non di e sa e a la gius i icazione eo ica di essa: La “na u a”, che ace a donne e schia i ispe i amen e di e si dall’uomo-maschio e dall’uomo (esse e umano) libe o. Fu una di e si à lega a all’appa enenza sessuale, dunque, ciò che impedì alla donna di esse e pa e della polis (semp e che, o iamen e, ella osse una donna libe a).Il a o che la i a delle donne """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 16""PUGLIESE"CARRATELLI"G.,"Dal" egno"miceneo"alla"polis,"in"Sc i i"sul"mondo"an ico,"Napoli" 1976,"p."135." 22" " do esse esse e inalizza a alla ip oduzione poggia a su una solida adizione plu isecola e, i g eci a e ano elabo a o e ado o in igide no me consue udina ie un’ideologia che o ganizza a la i a delle donne a o no alla cen ali à della lo o unzione ip odu ice: ma, ispe o a quan o accad à nei secoli successi i, con una so a di elas ici à che, nei secoli cosidde i oscu i, a e a consen i o lo o una ce a libe à di mo imen o, e il di i o di pa ecipa e (nonos an e l’esclusione dalla i a poli ica) quan omeno ad alcuni aspe i e momen i della i a sociale. Fu con la nasci a della polis che le cose cambia ono, e si a ia ono e so la s ada che po ò, in epoca classica, alla pe di a di ques a libe à e dei sia pu limi a i di i i di pa ecipazione delle donne. Le occasioni di esse e p esen i, di i e e accan o agli uomini in alcuni momen i “es e ni”, di ede e e conosce e pe sone e a i anche al di uo i della ce chia amilia e, a pa i e dal VII secolo cessa ono p a icamen e di esis e e, e le donne u ono p og essi amen e con ina e non solo negli angus i con ini del uolo domes ico, ma anche ma e ialmen e, nelle mu a della casa (o meglio di una pa e di casa, il gineceo), o mai conside a o il lo o spazio. Una se ie di leggi, in a i, lungi dal concede e maggio i libe à, limi ò, a pa i e dal VII secolo, le poche libe à p ima esis en i. I legisla o i che diede o ai g eci le p ime no me sc i e, si p eoccupa ono, in p imo luogo, di egola e il compo amen o sessuale emminile, mos ando così di conside a e assolu amen e imp escindibile pe la i a della nascen e ci à il ispe o di quella egola ondamen ale che e a l’o ganizzazione di un’o dina a ip oduzione dei g uppi amilia i, e quindi dei ci adini. E a p o a lo bas e ebbe l’esame della legislazione di D acon e, il p imo legisla o e di A ene, una ol a i enu o pe sonaggio leggenda io, ma che oggi si ende, in ece, a conside a e come igu a s o ica17. Tu a ia, alcune di ques e donne non acce a ono ale ingius a disc iminazione e in base alle lo o possibili à lo a ono pe accede e ai campi p o essionali a lo o ie a i semplicemen e pe il a o di non esse e do a e di un pene. La p a ica della medicina in quella socie à a eniese dell’an ica G ecia e a comple amen e ie a a alle donne, Agnodice si con e ì nella p ima donna che con g ande di icol à iuscì ad ese ci a e la p o essione di ginecologa sebbene pe po e lo a e do e e es i si da uomo pe """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 17""CANTARELLA"E.,"S udi"sull’omicidio"in"di i o"g eco"e" omano,"Milano."1976,"pp."84I85." 23" " o ene e miglio i isul a i ispe o ai suoi colleghi uomini. In quella socie à si c ede a che la donna non pensasse con la es a bensì con l’u e o e cioè quella che allo a e a chiama a ul ima pa e (hys è a), da lì quindi ma ca a da is e ica. Ques a endenza al disp ezzo pe il emminile si i le e a anche nella isiologia emminile e ciò lo dimos a il a o che non esis esse un e mine scien i ico pe nomina e le o aie. Nei a a i si allude ad esse con la s essa pa ola u ilizza a pe i es icoli (o xis), in al modo solo ico endo al con es o nel quale appa i a il e mine si po e a dedu e se si s a a acendo i e imen o ad un uomo o ad una donna. Nel IV sec. a.C., i g eci a e ano p omulga o leggi che p oibi ano alle donne di s udia e medicina e p a ica la a ebbe condo o alla pena di mo e. La p a ica della medicina in quella G ecia e a comple amen e uo i dalla po a a delle donne che secondo le es imonianze di es i di iloso i come Pla one o A is o ele, e a conside a a come un mino e d’e à e incluso come una b u a copia degli uomini. Inol e, pa la e di medicina in G ecia signi ica pa la e del mi o maschile di Apollo gua i o e e di suo iglio Ascelpio o del sapien e cen au o Chi one che conosce a u o igua do alle e be cu a i e. Tu i i p o essionis i della medicina e ano di sesso maschile, a ques i si dis ingue la igu a di Ippoc a e conside a o il pad e della medicina e nessun esempio di donna. Agnodice si ibellò con o ques a i annia maschile, ammen a ie sono le no izie che la igua dano ma è necessa io icos ui e b e emen e la sua biog a ia pe comp ende e il senso della sua i a e pe s abili e la sua ile anza e p o agonismo nella s o ia della scienza pa endo dal a o che a ualmen e alcune s udiose del ema hanno inizia o a conside a la come il p imo medico p o essionale il cui p incipale me i o u esse e s a a allo s esso empo la p o agonis a di una delle p ime ibellioni emminis e che nell’an ica G ecia po a ono a un cambio giu idico pe quan o conce ne la si uazione p o essionale delle donne nel campo della medicina. Tenendo con o di ques a a e mazione iniziale, la igu a di Agnodice acquisisce una ile anza ondamen ale poiché in lei è app esen a a l’o igine emminile della scienza medica in due ami che p ecisamen e si occupa ono delle pa ologie emminili: la ginecologia e l’os e icia. Così ques o iniziale senso della i a di Agnodice eni a sos enu o dal a o di a e consegui o il pe messo di ese ci a e legalmen e una 24" " p o essione che in un p imo momen o e a ie a a alle donne, p o agonismo che o iamen e la pone a capo di un mo imen o asg essi o che chissà pone le basi ad una delle lo e più uni e sali e di g ande du a a che si possa egis a e nella s o ia, la lo a che le donne di u e le epoche hanno in ap eso pe accede e all’ese cizio di una p o essione scien i ica che anco a oggi con inua e che è il mo i o di non poche i lessioni e diba i i. Oggi siamo es imoni della “ emminilizzazione” di u e le p o essioni, inclusa la medicina, in a i, gli uomini hanno domina o u e le a i i à e le p o essioni e la medicina non è s a a un’eccezione. Alcuni in e essan i esempi ci mos ano ale si uazione, nella Scuola di medicina di Pa igi c’è una medaglia che a igu a la p ima donna medico il cui nome e a Agnodice (350 a.C.) che ole a p a ica e la medicina ed in modo pa icola e la ginecologia. Pe po e ese ci a e la sua p o essione decise di es i si da uomo, u accusa a dai suoi colleghi maschi di a e iolen a o due gio ani donne e ques o e a un c imine che si paga a con la mo e, l’unica p o a che a ebbe po u o dimos a e la sua innocenza e a spoglia si da an i alla Co e dimos ando così che essendo una donna non a ebbe po u o comme e e ques o c imine. Agnodice è una igu a ile an e nella s o ia delle donne scien i iche in quan o inuncia alla p op ia iden i à con sac i icio pu di po e ese ci a e la medicina. Se conside iamo che in segui o ad una lo a cos an e u a pa i e dell’inizio del XX sec. che inalmen e le donne iescono ad inse i si nell’ambi o p o essionale della scienza, la s o ia di Agnodice acquisisce signi ica o ed e e o poiché lei sa ebbe una delle p ime ibelli ad alza e la oce ed a a ale e il di i o di u e le donne ad una is uzione o male. Agnodice con il suo a eggiamen o, non solo iolen ò la socie à del suo empo ma u p o agonis a di una delle p ime mani es azioni emminili, secondo Iginio18 ques e donne o enne o l’ab ogazione dell’an ica legge che le p oibi a di ese ci a e la medicina ap endo così legalmen e la s ada alle donne che ole ano ese ci a e la p o essione di medico. La s o ia di Agnodice po ebbe semb a ci i eale in quan o semb a impossibile che una donna si po esse bu la e di u e le insidie misogine della sua epoca, il a o è che s o ie simili si sa anno ipe u e innume e oli ol e pe an o le i e di alcune di esse """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 18"C .""IGINIO,"Mi i,"Milano,"Adelphi"Edizioni,"2000," ad."Giulio"Guido izzi." 25" " pe dono la lo o eal à s o ica. E’ p obabile che ques o accada con Agnodice, nel suo caso non è del u o i agione ole pensa e che po esse esse e esis i a ealmen e e che sos enu a pe la sua posizione sociale e pe il a o che suo pad e complice della s a egia le assicu asse a a e so la icchezza ed il po e e l’a en u a di s uden essa. D’al a pa e è anche ipo izzabile che è s o icamen e p obabile che Agnodice so o men i e spoglie s udiasse ad Alessand ia con E o ilo pe ché in ques a epoca mol e donne si a icina ono alle scuole iloso iche e scien i iche men e alcune lo ece o nascondendo la p op ia iden i à, al e po e e o a lo ape amen e, ques o è il caso di Las enia di Man inea e Assio ea di Fliun e discepole di Pla one. Alcune scuole mediche pe me e ano l’accesso alle donne anche se non semb a esse e ques o il caso della scuola di E o ilo; possiamo a e e la ce ezza che u con lui che Agnodice app ese la sua a e, sappiamo anche che u uno dei p imi ana omis i e che dobbiamo a lui, a le al e cose, la dis inzione a ce ello e ce elle o. Ma la cosa che più in e essa in ques o momen o è che sappiamo che come medico E o ilo si occupò della os e icia e si a ibuisce a lui l’in enzione di un emb io omo pe casi di icili. Si suppone che la es imonianza di Iginio non semb a sia u o della sua immaginazione dal momen o che ha al suo cen o una es imonianza s o ica ile an e in elazione agli s udi condo i da Agnodice e ques ’ul ima ci iene p esen a a e e i amen e come os e ica. Ma come dice la s o ia, esis e a ad A ene una legge che p oibi a alle donne di p a ica e la medicina, è p obabile che Agnodice nascos a die o la sua alsa iden i à maschile ed ese ci ando abilmen e la sua p o essione a esse aggiun o un buon nume o di pazien i che si ida ano di lei e che a esse un successo ale da susci a e la gelosia dei suoi colleghi pe an o essi si iuni ono ed inizia ono una so a di campagna di di amazione con o la s essa. Così l’in idia, le gelosie p o essionali o la meschini à di non acce a e le capaci à degli al i, di sen i si s an aggia i di on e a chi semb a esse e miglio e, li condusse o ad accusa e uno dei p op i memb i a a e so p o e che isul a ono comple amen e assu de. Si di use la oce che Agnodice, app o i ando del suo s a us p o essionale seduce a e co ompe a le donne che si eca ano da lei pe a si isi a e, di on e ad una ale accusa la ginecologa non po é a al o che di ende si pubblicamen e 32" " ie del cen o della ci à a spiega e pubblicamen e a chiunque olesse ascol a la Pla one, A is o ele o qualcun al o dei iloso i>>25. Fu una scienzia a mul i o me, si occupò di isica, chimica, meccanica e medicina anche se si dis inse ondamen almen e in ma ema ica ed as onomia. La es imonianza delle sue ope e più impo an i è giun a ino a noi: i edici olumi dei commen i all’A i me ica di Dio an o, gli o o olumi del T a a o sulle Coniche di Apollonio ed il Co pus as onomico, una accol a da lei compila a di a ole as onomiche sui mo i dei co pi celes i, s iluppò anche un appa ecchio pe la dis illazione dell’acqua e un id ome o g adua o di o one pe de e mina e la densi à dei liquidi. E’ p obabile che Ipazia s udiasse nella scuola neopla onica di Plu a co e sua iglia Asclepigenia ad A ene, il suo ipo di neopla onismo e a più olle an e ed e a basa o sulla ma ema ica. Vi e a una ce a i ali à a le scuole neopla oniche di Alessand ia ed A ene; la scuola di A ene da a impo anza alla magia ed all’occul o, pe i c is iani il pla onico e a una pe icolosa e esia. E’ un a o indiscu ibile che Ipazia si inse isse nella i a poli ica di Alessand ia, essendo pagana, sos eni ice del azionalismo scien i ico g eco e pe sonaggio poli ico in luen e, si o a a in una si uazione pe icolosa in una ci à che di en a a semp e più c is iana. Ipazia e a il po a oce dell’a is oc azia ci adina p esso i app esen an i del go e no cen ale omano e in pa icola e p esso O es e, suo ecchio amico ed alunno, p e e o omano di Alessand ia. << Tu hai semp e a u o po e e. Possa u a e lo a lungo, e possa di ques o po e e a e buon uso>>, si legge in una le e a di accomandazione che le indi izzò l’allie o Sinesio26. P op io da ques o po e e locale p ende à le mosse la as o mazione delle classi di igen i, a ia a nelle sedi p o inciali dal legi ima si poli ico della Chiesa. Nel 412 d.C. Ci illo un c is iano ana ico, di enne pa ia ca di Alessand ia e nacque una o e os ili à a lui ed O es e, poco empo dopo a e assun o il po e e Ci illo iniziò a pe segui a e i giudei che cacciò dalla ci à ed in segui o nonos an e l’opposizione di O es e, mi ò le sue a enzioni a libe a e la ci à dai neopla onici. Igno ando le mo i azioni di O es e, Ipazia scelse di non adi e i suoi ideali e non si con e ì al """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 25""ALIC"M.,"ci .,"p.61." 26""SINESIO,"Ope e,"Epis ole,"ope e e."Inni,"a"cu a"di"A."GARZYA,"To ino"1989,"ep."B"I,"p.230." 33" " c is ianesimo. Dal V secolo la polis a doan ica e bizan ina ed à il esco o, non più il iloso o a si consiglie e del app esen an e s a ale. Pe e B own sul caso di Ipazia ha o mula o un sillogismo s o ico in oppo immedia o: se nella ase di apasso dal paganesimo al c is ianesimo il uolo del iloso o e del esco o engono a so appo si, che cosa a il esco o se non elimina e il iloso o?27 Fo se u l’in idia nel senso più pe sonale e di e o a impossessa si di Ci illo: la i ali à del esco o pe il iloso o ed anche ce o la gelosa di idenza del chie ico pe la donna di mondo; due ca ego ie, ques e, che nella s o ia hanno nu i o ecip oci g andi amo i e odi. Nell’anno 415 la i a di Ipazia inì in modo agico, la sua uccisione secondo alcune on i u inc edibilmen e c uen a e sel aggia, sc i e Damascio, << e men e anco a un poco espi a a le ca a ono gli occhi>>28. Ipazia pagò con la mo e il suo uolo simbolico di saggezza e au o i à emminile in un mondo nel quale la o za del c is ianesimo e a semp e maggio e e nel quale le donne non po e ano pa la e nelle assemblee e nei luoghi di cul o e an omeno insegna e nelle scuole. Da un la o u elimina a, pe ché dis u ba a con la sua indipendenza, l’an agonismo a due po e i, quello impe iale e quello ecclesias ico, che e ano anche due uomini, il esco o e il p e e o; dall’al o la nascen e eligione c is iana, a di e enza di quella g eco omana e di quella egizia, non ende a pensabile ed acce abile una donna con le p e oga i e di Ipazia, libe a di sé, non subo dina a a pa i i o azioni, p esen e e pa lan e in luoghi pubblici, sapien e, maes a do a a di una pa ola au o e ole pe donne e uomini. Nella seconda me à del p imo millennio e nei p imi secoli del secondo, an o nell’impe o bizan ino come nel mondo mussulmano, le donne u ono libe e di dedica si ai lo o in e essi scien i ici. Inol e, a a e so la di usione dello s ile di i a monas ico, il Medioe o ese possibile alle donne di s udia e e gode e di una libe à in elle uale che secondo alcuni non si ipe e à ino ai nos i gio ni. Du an e il Medioe o igu ano donne medico come T o ula appa enen e alla amosa Scuola medica sale ni ana le cui ope e u ono conside a e classiche ino al XVI """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 27"P.BROWN,"Il" iloso o"e"il"monaco:"due"scel e" a doan iche,"in"S o ia"di"Roma,"III/I,"To ino,"1993," pp."889I90.""" 28"ZINTZEN"C.,"Damascii" i ae"Isido i" eliquiae,"Biblio heca"g aeca"e "la ina"I,"Hildesheim,"1967," p.81." 34" " sec. a p oposi o delle quali nel XIX se i u addi i u a qualcuno che ce cò di nega e la lo o p o enienza i enendo impossibile che una donna po esse a e sc i o un’ope a di ques o ipo ce cando di cancella e comple amen e dalla s o ia della medicina una p esenza emminile così p eziosa. Al a igu a di ilie o appa enen e a ques ’epoca è Ildega da di Bingen (1098-1179) a macis a i oluziona ia, i cui s udi in lui ono sul pensie o scien i ico ino al Rinascimen o e che ha pe co so la scienza mode na de inendo la gua igione come un p ocesso globale che a iene su più li elli. Ri iene che ciò che ci può a gua i e è p esen e già nel nos o co po ma che le ene gie cu a i e sono p esen i nella na u a.29 Ildega da di Bingen badessa dell’omonimo monas e o in Ge mania issu a nel secolo XI, donna di as a cul u a ha lascia o sc i i di medicina e di e apeu ica do e ipo a nozioni e iden emen e dalla s essa applica e alla p a ica. Nacque da una nobile amiglia a Rheinhessen nella egione enana e nel suo o a o anno enne o e a a Dio. Nel monas e o Ildega da incon ò Ju a on Sponheim, dalla quale impa ò a legge e il la ino dei Salmi, ice e e il elo dalle mani del esco o di Bambe ga e quando la badessa Ju a mo ì nel 1136 le so elle elesse o Ildega da al suo pos o30 Qualche anno più a di ese pubblico il suo dono p o e ico che ino ad allo a le a e a p ocu a o malesse i e imo i più che gioie: compose allo a Sci ias (Conosci le ie) con l’aiu o del monaco Volma suo amico e seg e a io e di una gio ane monaca Ricca da ama a da lei come una iglia, ma la sua p ima con idenza la ece anni p ima a Ju a che l’a e a poi asmessa al monaco Volma . Le ope e isiona ie ela i e alle appa izioni che Ildega da dichia a di a e a u o in e momen i della sua esis enza, compongono una ilogia eologica elabo a a nel co so di ci ca en ’anni: Sci ias (1141-1151), nel quale p e algono i mo i i della c eazione, del pecca o, della edenzione, della sal ezza e e na, e idenziano un impegno nell’ambi o eologico-didascalico; Libe Vi ae Me i o um (1158-1163), la a azione è impe nia a sul ema della lo a a il Bene e il Male, a Dio e Sa ana, a il Vizio e la Vi ù; """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 29"C .""SOLMI"L.,"La"medicina"di"San a"Ildega da,"Milano,"Rizza,"1999;"CIRLOT"V.,"Vida"y" isiones"de" Hildega d" on"Bingen,"Ed."Si uela,"Mad id,"2001." 30"ALIC"M.,"ci ."p..82." 35" " Libe Di ino m Ope um (1163-1173), il ulc o è il sis ema dei appo i che lega il mic ocosmo al mac ocosmo cioè l’uomo all’uni e so. Il lib o della semplice medicina (o Physica), include un e baio, un bes ia io e un lapida io. In Physica31 sono a a e le scienze na u ali e engono desc i e le p op ie à cu a i e delle e be, alimen i e pie e alle quali a ibui a un e e o cu a i o sos enendo che le s esse possedesse o l’ene gia di usa nel C ea o an icipando quella che oggi è chiama a c is allo e apia. Causae e cu ae è una specie di manuale di medicina p a ica e a macologia in cui desc i e ampliamen e la ecip oca in e elazione e in e azione a l’uomo e il cosmo, in al modo lo s a o di salu e o mala ia dell’uno si ipe cuo e sull’al o,32 secondo Ildega da non si hanno dolo i alle a icolazioni pe il cambio del clima, ma che l’a mos e a, la luna e u o il C ea o in luiscono e in luenzano gli esse i umani. Ques o lib o desc i e app ossima i amen e il unzionamen o gene ale dell’o ganismo umano a a e so l’equilib io di sec ezioni in e ne le cui al e azioni p o ocano i a i dis u bi. L’ope a insis e sull’equilib io, la mode azione e la empe anza quali necessi à basila i pe la i a e la elici à, spiega come si gene ano le mala ie e come comba e le: non desc i e solo la o ma delle pian e e dei imedi ma illus a anche l’e e o che la sos anza p oduce quando en a in elazione con l’uomo dis inguendo l’e icacia del imedio in base al sesso, alla cos i uzione ed allo s a o di salu e o di mala ia di chi lo ice e. La salu e si egge anche sul benesse e men ale, pensie i nega i i e p eoccupazioni possono condu ci alle mala ie e con ques o an icipa la medicina olis ica. La sua analisi è o iginale ispe o ai modelli an ichi che dimos a di conosce e bene e sape as o ma e, la eo ia dei qua o empe amen i umo ali di en a lo spun o pe una desc izione dei ipi emminili. La donna sanguigna: Alcune donne endono ad ing assa e, possiedono una ca ne mo bida e piace ole e ene so ili. Il lo o sangue è pu o. Il lo o colo i o è chia o, quasi bianco; sono """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 31"ALIC"M.,"ci ."p.84." 32"Causae&e &cu ae,&ed."P.KAISER,"LEIPZIG",1903." 36" " amabili nel appo o amo oso, so ilmen e capaci nelle a i i à, ben con olla e. Du an e le mes uazioni pe dono poco sangue e il lo o g embo è ada o e capace nella g a idanza: sono e ili e in g ado di accoglie e il seme dell’uomo. Tu a ia non gene ano mol i igli e se non hanno ma i o e igli si ammalano. Al con a io accan o al ma i o s anno bene e sono sane [...]. La colle ica, in cui p edomina la bile gialla è << di colo i o pallido, a eggiamen o p uden e e bene olo. Gli uomini ispe ano e emono donne di ques o ipo […] e amano il lo o modo di a e, anche se al ol a le e i ano. La colle ica in a i a i a gli uomini, anche se non si a ida comple amen e a lo o. Nel ma imonio è cas a e edele e i e senza mala ie e se ena accan o al ma i o […]>>. La donna lemma ica, << ha aspe o se e o e colo e ne as o, è o e e capace, si in a ede in lei qualcosa di mascolino. Le sue pe di e mes uali sono egola i e poiché possiede ene g osse è mol o e ile e gene a mol i igli. A ae gli uomini pe ché è capace di ene seli icino, così da esse ne ama a. Ma se decide di i e e senza uomini non ne so e mol o, anche se il suo ca a e e di en a scon oso e di icile. Nei suoi appo i amo osi ( a quan o dicono gli uomini) è lasci a e olu uosa […]. 33 Nel suo complesso il Causae e Cu ae ci o nisce una es imonianza e osimile dell’espe ienza p a ica che Ildega da po e a a e e acquisi o nell’o o dei semplici, e p esen a uno schema ico en e nei co po a medici, che a ianca ano alle ope e eo iche es i di consul azione p a ica: una sis emazione che osse e emo nel co pus a ibui o a T o ula de Ruggie o. Il a on o a ques e due g andi medichesse, pe al o, non può s uggi e, se pensiamo che u ono con empo anee, anche se hanno s igma izza o eal à che appaiono di e sissime a lo o. T o ula, la medichessa laica, empi ica, au ice di ope e di ampia di usione, semb a ai nos i occhi po a e la bandie a di un’emancipazione emminile più mode na, acce a a e in eg a a nel mondo scien i ico; Ildega da è al con a io la ice ca ice ispi a a, appa a a, che s udia la na u a nelle s anze chiuse del suo i i o al mondo, nel mic ocosmo dell’o o claus ale. Ma è anche la mis ica, la donna occa a dal dono p o e ico, an o più """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 33"BERTINI"F.,"Medioe o"al" emminile,"ed."LATERZA,"2005."p."154." 37" " icina a quell’an ico a che ipo della gua i ice in cui la conoscenza bo anica e a solo ciò che eme ge a in supe icie di una capaci à di isana e a cana e i azionale. La coesis enza di ques e due dimensioni è la ci a dis in i a della medicina di Ildega da: da una pa e, la i a cu iosi à na u alis ica dell’ins ancabile indaga ice delle cause; dall’al a, una biog a ia icca di episodi di gua igione mi acolosa. La san a elimina a il male isico e spi i uale a a e so la benedizione di ges i o pa ole, oppu e ico endo alle i ù di e be e pie e: i suoi mi acoli a e ano il sen o e delle an iche consue udini magiche pagane, i isi a e dal linguaggio della eligione di C is o. E’ so p enden e come le ope e mediche di Ildega da pe lunghi secoli siano passa e quasi del u o inosse a e, a discapi o della complessi à di iloso ia e con enu o, e nonos an e il g ande in e esse che oggi susci ano agli occhi del mondo. La iscope a del pensie o di ques a donna s ao dina ia in a i è a ualmen e ogge o di app o ondimen o sia da pa e del mondo accademico che di u i colo o che hanno iconosciu o nel suo uni e so cul u ale emi o emen e a uali. La sua isione della salu e, in pa icola e, s upisce pe la lucidi à di un app occio che oggi de iniamo olis ico, e che s en iamo a ico da e a empi così lon ani. La mala ia, in ques ’o ica psicosoma ica, si o igina dalla o u a dell’equilib io, e la sua causa a ce ca a nella psiche, nelle emozioni, in quel malesse e del i e e che consuma l’ene gia i ale. Con s upo e a le pagine della san a incon iamo la dep essione, male che e oneamen e a ibuiamo alla socie à con empo anea, is a con gli occhi di una donna del XII secolo. Anche ques o male dello spi i o ede nella ice ca in e io e e nella comp ensione di sé i soli p esuppos i alla gua igione. E’ bene inol e so e ma si su un a o di non poco con o. L’elabo azione iloso ica di Ildega da sui emi della salu e e della mala ia e a il a a da un’espe ienza di e e della so e enza isica, che a a e so la quo idiana con i enza con uno s a o cagione ole del isico l’ha accompagna a lungo la sua pu longe a i a. Nel 1148 a T e i i il pon e ice Eugenio III lesse pubblicamen e nella ca ed ale l’ope a Sci ias non anco a comple a a, app o ò gli sc i i di Ildega da e le chiese di sc i e e u o ciò che lo Spi i o San o le a ebbe de a o. La sua co ispondenza con so ani, esco i, impe a o i, nobili, dame, si in ensi ica decide quindi di 38" " spos a si e di onda e la nuo a comuni à del Rupe sbe g di on e a Bingen e luogo che dice a di esse le s a o indica o in una isione. Nonos an e le sue ico en i mala ie dal 1158 al 1161 Ildega da iaggia pe u a la egione del Reno e dopo una lunga e dolo osa mala ia in ap ende un ul imo iaggio in S e ia. Nel a empo a e a compos o pe sino un glossa io: no ecen o e mini accompagna i da un signi ica o esp esso in lingua ge manica, a i e mini edeschi mol i sono nomi di e be e pian e si a a quindi di un’ope a connessa alla sua indagine medica mai abbandona a du an e u a la sua i a. La g ande spi i uali à di Ildega da, la con inua a e mazione di un mondo so anna u ale, la sua ensione emo i a non cancellano l’al o aspe o del pe sonaggio: l’osse a ice della na u a, la scienzia a, il medico. Ildega da non solo insegnò alle monache del suo monas e o a da e alo e al colo e, alla luce, agli elemen i essenziali nella i a, ma le insegnò anche a da alo e alla musica. Non u i capi ano l’impo anza del colo e, la luce e la musica nei i i li u gici mol i p ela i di Magonza p oibi ono la musica nel monas e o e ciò spinse Ildega da a sc i e e una le e a nella quale espone a una eologia della musica e gius i ica a l’impo anza e la unzione specula i a dell’a e. Ildega da si i e isce alla composizione musicale come a una cosa s ao dina ia, anche se non si sono conse a i i es i di mol e delle sue composizioni musicali si dispone di quelle che compose pe l’O do i u um can a a, che conclude la sua ope a Sci ias. Ildega da u un’au ice e composi ice c ea i a ed o iginale, indagò, spe imen ò e ques o u uno spun o pe la i a di mol e al e donne. Come badessa di una comuni à si impose pe a e a o i o all’in e no del con en o alcune concessioni ai ezzi emminili che u ono ce amen e mal is e dagli osse a o i del empo. Le conso elle eni ano in a i inco aggia e ad esibi e, nei gio ni di es a, gioielli e al i o namen i, più indica i pe la i a secola e che pe quella monacale. Con ques a scel a in ende a so olinea e una gioiosa i endicazione di emminili à pe colo o che, spose di C is o, a e ano abb accia o la più pu a delle unioni spi i uali: e a il suo modo di ibadi e l’allon anamen o da quell’an ico i uale di negazione e annullamen o della emminili à i enu o pa e in eg an e della scel a del con en o. Uno degli aspe i più o iginali del suo pensie o è p op io la i lessione sulla 39" " sessuali à emminile, ondamen ale pe me e e a pun o un conce o comple o di salu e della donna. L’indagine medica sull’ana omia e le pa ologie speci icamen e emminili a e a p odo o una lunga adizione di es i dedica i alle mala ie e ai dis u bi dell’appa a o ip odu i o, i lesso di un app occio che dal pun o di is a maschile ipo a a l’in e esse pe la donna al suo uolo “s umen ale”, cioè quello ip odu i o. Ildega da è in ece a en a ad indaga e il ondamen o e il senso delle cose. La unzione sessuale imane pe lei al cen o della i a di ogni donna, essendo e e i amen e il ulc o della sua iden i à sociale, nel segna e i passaggi impo an i dell’esis enza. La sua no i à igua da la p opos a di un’indagine p o onda e di una decisi a i alu azione del uolo emminile all’in e no della coppia, che pone la donna su un piano di pa i à e assolu a compa ecipazione. Sul piano isico esp ime gli s essi signi ica i a a e so un co po dedi o alle unzioni della ma e ni à, spesso idealizza a, così come il ma imonio, che ne è la p emessa, e l’unione spi i uale, ol e che isica, con il compagno. Anche il piace e dell’a o sessuale ien a in ques a isione un po’ mis ica, ce amen e poe ica, di Ildega da, mode nissima ispe o al suo empo, ma che coin olge e legi ima pienamen e la pa ecipazione gioiosa della donna, aspe o che ce amen e do e a a e i es i o poco in e esse nelle i lessioni di iloso i e medici maschi. Il piace e della donna è simile al sole, che ene amen e, lie emen e e cos an emen e pe ade del suo calo e la e a, a inché dia u o, pe ché, se i si i e sasse semp e con asp ezza, dannegge ebbe i u i più che gio a i. Così, il piace e della donna è ene o e lie e, ma con assiduo calo e, pe po e concepi e e gene a e la p ole, poiché, se es asse cos an emen e nel e o e del piace e, non sa ebbe ada a al concepimen o e al pa o. Quando, in a i, nella donna inso ge il piace e, è più lie e che nell’uomo, dal momen o che il uoco non a de in lei come nell’uomo.34 """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 34""CALEF"F.,"(a"cu a"di),"Cause"e"Cu e"delle"in e mi à,"Pale mo,"1997,"p."130." 40" " In ques a isione o a pieno ispe o la peculia i à speci ica emminile anche nella dimensione e o ica, laddo e il piace e dell’uomo è in ece desc i o con l’immagine della empes a, e i suoi lombi sono una ucina a o en a a da un uoco p o enien e dal midollo. La dimensione del co po non è demonizza a o s ili a, come nella isione p e alen e nel Medioe o, bensì degna e me i e ole di u e le necessa ie a enzioni, in quan o complemen a e alla s e a dell’anima. Solo in comunione anima, co po e men e endono da e o comple o l’esse e umano, consen endogli di esp ime e la bellezza della c eazione. Leggendo le pa ole di Ildega da, pe una ol a appa e lon ana quell’immagine, mol iplica a dall’au o e olezza di an a le e a u a c is iana, della emmina lasci a e en a ice, domina a dal izio della lssu ia. Il sec. XII e buona pa e del XIII sono secoli di espansione di mo imen i sociali sop a u o di donne e sono anche i secoli più p oli ici della mis ica emminile e dell’imp on a educa i a che hanno lascia o della quale Ildega da sa ebbe una a le più ile an i esponen i. Mo ì a Rupe sbe g nell’anno 1179. Le donne che hanno e e i amen e b illa o nel medioe o, in un pe iodo cioè di oscu an ismo e di p egiudizio, sono s a e le do o esse sale ni ane, pe ché Sale no, in u a Eu opa, è s a a la sola ci à in cui alle donne e a consen i o l’ese cizio della p o essione medica. In a i nell’a co di empo che a dall’XI al XIV sec. assis iamo alla p esenza di medichesse sale ni ane libe amen e acce a e nell’o ganizzazione sani a ia e enu e in g ande conside azione dai colleghi con empo anei. La medichessa più amosa è T o ula, di cui pu oppo non abbiamo una documen azione o iginale di e a, ma siamo in possesso di una icchezza di es imonianze che la ogliono abile e do a ope a ice, specialmen e nel campo dell’os e icia, della ginecologia, della pedia ia e della cosme ologia. Tale es imonianza a sì che la medicina ginecologica sia s a a ino alle soglie dell’e à mode na una glo ia u a sale ni ana. Non solo T o ula ma mol e al e donne si sono dis in e a Sale no, insegnando e edigendo manuali ad uso degli s uden i icchi di conoscenze ed app o ondimen i. Bas i ci a e: Abella Sale ni ana, Me cu iade, Rebecca Gua na, F ancesca Romana, Cos anza Calenda. Ques e 41" " donne non solo si sono in e essa e di medicina, ma anche di chi u gia conseguendo l’apposi a licenza medicandi ulne ibus e apos hema ibus. Pu oppo dopo la luminosa pa en esi sale ni ana si ap e un lungo pe iodo di silenzio sulla donna come ope a ice p o essionale nel campo della salu e. La dele e ia caccia alle s eghe che in u ia in un momen o agico pe la ede eligiosa ema gina le donne da ogni a i i à e apeu ica. T asco ono così in un penoso anonima o il XXI, XVII e XIII sec., in cui al massimo è possibile egis a e qualche caso spo adico come quello di Anna Mo andi Mazzolini (1716-1774), assu a alla ca ed a di ana omia dell’Uni e si à di Bologna nel XVII sec pe la sua abili à nelle p epa azioni ana omiche, specie nel campo dell’os e icia o quello di Luisa Bou geais Bou sie , le a ice eale ancese, donna di g ande cul u a, che lascia addi i u a un lib o di e iden e le a u a scien i ica: 0bse a iones di e ses su la s e ili è (1626). Bisogne à a i a e alla me à del XIX sec.pe assis e e inalmen e, nella libe a Ame ica, alla p ima lau ea u iciale in medicina. Essa ono a Elisabe a Blackwell (1821-1910), che consegue il diploma p esso il Gene a College o Medicine di New Yo k nel 1849. Il suo accesso alla acol à comunque non è s a o acile. Respin a dalle Scuole più p es igiose, disp ezza a dalla gen e, che i iene a e in ap eso una ca ie a scon enien e pe una donna, iesce ad en a e nel Gene a Ins i u e solo pe ché acce a a in un e e endum p omosso dal P eside a gli isc i i alla Scuola, colleghi che la a e anno pe u o il co so degli s udi con co esia e ispe o, appoggiandola quando i iu e à di allon ana si dalle lezioni di ana omia dell’appa a o geni ale maschile. Ma, pu lau ea a, il suo inse imen o come medico nella socie à sa à penoso e disage ole, pe ché incon e à gen e p econce a a ogni inno azione, an o che do à poi pe eziona si in os e icia a Pa igi e non senza di icol à. Dopo una se ie di iaggi all’es e o pe pe eziona e il suo bagaglio di conoscenze, o ne à a New Yo k, do e si p ende à la soddis azione di onda e una Clinica: il Dispensa y o poo Women and Child en. Successi amen e a Lond a sali à alla ca ed a di ginecologia nella locale Medicine School o Women. Nel co so della seconda me à dell’O ocen o sa anno anco a poche le donne addo o a e in medicina. T a ques e l’ame icana 48" " imase in igo e nei secoli successi i e u il sogge o di commen a i che s abili ano le egole sulla con aminazione da pa e delle donne du an e il ciclo mes uale, la pe iodica << impu i à >> emminile u un ul e io e mo i o pe la lo o esclusione da unzioni eligiose nel empio. La con inzione che le donne una ol a al mese possano con amina e, a causa di un p ocesso na u ale che non si può con olla e, con ibuisce all’opinione secondo la quale la donna è pe na u a in e io e all’uomo. Su es i medici e scien i ici g eci e omani il ciclo mes uale iene desc i o come un e en o mis e ioso pe icoloso e con aminan e, negli sc i i del Co pus Ippoc a ico che isale pe la maggio pa e alla G ecia del IV secolo a.C., i medici desc isse o le mes uazioni come sangue che po ebbe en a e in ci colazione pe u o il co po e che, a i ando ai polmoni, po ebbe causa e consunzione39. Il Co pus ende a a da e pe scon a o che la mes uazione osse con olla a dalla luna e che u e le donne a esse o il ciclo nello s esso pe iodo del mese, una c edenza pe pe ua a da A is o ele. Al sangue mes uale eni ano a ibui i u i i ipi di po e i sop anna u ali, Plinio il Vecchio, s udioso omano di s o ia na u ale del I secolo d.C., pe pe uò le c edenze popola i sul lusso mes uale, alcune delle quali imase o i e pe secoli in Eu opa. La pe sis enza di ali c edenze di on e a mol e p o e del con a io iuscì a denig a e de ini i amen e i p ocessi na u ali e gli o gani che appa ene ano alle donne40. I g eci e i omani che sc isse o es i di scienza e medicina p ese o a modello il maschio e ide o nella emmina una a ian e in e io e. La concezione di A is o ele che è s a a alla base dell’ideologia della di e enza di gene e pe duemila anni, ede il sesso emminile come una de o mi à impe e o, men e conside a pienamen e ealizza o quello maschile. Il emminile è conside a o ma e ia passi a, ine e dal pun o di is a p oc ea i o, il maschile è in ece p incipio dinamico; il cielo e il sole sono gene a o i e pad i, la e a è emmina e mad e. La concezione a is o elica è s a a poi sos i ui a dall’ideologia bina ia del sesso suppo a a dalla biologia. In G ecia e a Roma il simbolo dell’o gano maschile e e o e a di buon augu io e spesso eni a colloca o all’in e no delle """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" " " 49" " case men e il simbolo dei geni ali emminili se i a pe iden i ica e i bo delli. Negli sc i i di A is o ele e nel Co pus Ippoc a ico la donna è is a quasi esclusi amen e nel suo uolo ip odu i o ed il suo con ibu o nella ip oduzione gene almen e iene conside a o meno impo an e di quello dell’uomo41. Le opinioni secondo le quali gli uomini e ano i p incipali esponsabili nel concepimen o spesso u ono collega e da au o i an ichi all’idea dell’in e io i à inna a delle donne42. Pla one cominciò la sezione dedica a all’ << u e o agan e>> spiegando che gli uomini u ono c ea i pe p imi e che le donne e ano la p ogenie degli uomini, una emmina e a ale pe la sua incapaci à a p odu e spe ma. La eo ia dell’u e o agan e u desc i a pe la p ima ol a da Ippoc a e di Cos (460- 377 a.C.) il quale pa la di una sind ome che colpisce solo le donne la cui causa isiede nell’u e o (in g eco “hys e on”), il sangue che i is agna p oduce sos anze ossiche che isalgono pe le ie dige en i e si di ondono in u o l’o ganismo ino al ce ello43. Secondo Ippoc a e l’u e o è incline ad ammala si pe ché a di e enza dell’uomo che possiede un co po caldo e secco, quello della donna è eddo ed umido, p edispos o alla pu e azione degli umo i sop a u o se iene p i a o degli e e i bene ici che de i ano dal coi o e dalla p oc eazione che, alla gando i canali emminili a o iscono la pulizia del co po; quindi l’u e o se non è appaga o inizia a aga e nell’o ganismo causando a i ipi di dis u bi quali: emo i, sensazione di so ocamen o, ansia e a ol e anche pa alisi e con ulsioni. Essendo alu a e meno degli uomini, le donne a e ano un asso di sop a i enza all’e à adul a in e io e a quello degli uomini, a amen e i neona i eni ano uccisi ape amen e, piu os o eni ano abbandona i nella spe anza che qualcuno po esse sal a li. Abbiamo p o e dell’abbandono delle emmine come p a ica abi uale che isalgono alla legge delle Dodici Ta ole, che impone a a un pad e di alle a e u i """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 41""Sulla"ginecologia"an ica"e"la" app esen azione"del" emminile,"c .,"VIDALINAQUET"P.,"Escla age" e " gynècoc a ie" dans" la" adi ion," le" my he," l’u opie," in" VIDALINAQUET," Reche ches," su " les" s uc u es"sociales"dans"l’an iqui è"classique,"Pa is,"1970,"pp."63I80;"CAMPESE"S.IGASTALDI"S.,"La" donna"e"i" iloso i:"a cheologia"di"un’immagine"cul u ale,"Bologna,"1977;"DUBOIS"P.,"Il"co po"come" me a o a."Rapp esen azioni"della"donna"nella"G ecia"an ica,"T ad."I ."RomaIBa i,"1990." 42""KING"H.,"Once"upon"a"Tex ."Hys e ia" om"Hippoc a es,"in"King,"Hippoc a es’"Woman."Reading" he"Female"Body"in"Ancien "G eece,"LondonI"New"Yo k,"1998,"pp."205I246." 43""BELTRAMETTI"A.,"Immagini"della"donna,"masche e"del"logos,"in"SETTI"S."(a"cu a"di),"I"G eci." S o ia,"cul u a,"a e,"socie à,"II,"2,"To ino,"1997,"pp."897I"935." 50" " i igli maschi ma solo una emmina. Le donne che in ques e cul u e iusci ono ad a i a e all’e à adul a si o a ono di on e a un sis ema di alo i e is i uzioni, che da a pe scon a o il lo o agi e solo all’in e no dei uoli consen i i di iglia, mad e, moglie; l’iden i à della donna eni a de ini a dalla amiglia all’in e no della quale le eni a ga an i o sos egno e p o ezione e d’al a pa e le leggi p emia ano un suo a eggiamen o dipenden e e subo dina o. Le donne e ano escluse da u e le a i i à che si s olge ano al di uo i della amiglia e che le s esse cul u e an iche ene ano in al a conside azione. Nella cul u a g eca classica il maschio e a iden i ica o con la agione, l’o dine e la ci il à; la donna con la na u a, l’emozione e il caos. Sebbene alcuni d amma u ghi e commediog a i g eci hanno c ea o pe sonaggi emminili sensibili e po en i, l’idea che la donna po esse p o a e ad assume e uoli maschili eni a conside a a idicola. La cul u a omana mos ò la s essa disapp o azione nei con on i delle donne che assume ano uoli maschili, nell’Eneide, Enea di en a un e oe e un degno onda o e della ci à di Roma anche pe a e esis i o alle seduzioni di Didone po en e egina s anie a e, pe a e scel o in ece la docile e obbedien e La inia che di en a sua moglie, la quale è con enien emen e silenziosa, nella manie a impos a alle donne g eche e omane. Nella cul u a eb aica la donna, a causa del suo sesso, è esclusa dallo s udio della To à e del Talmud44, obbligo eligioso essenziale pe gli uomini eb ei, la unzione della donna e a bada e alla casa obbedendo le leggi eb aiche e amanda e ai igli le p a iche adizionali. Anche in casa una donna eb ea e a subo dina a al dominio del maschio nel campo eligioso, in a i, le eni a consen i o solo di accende e le candele il saba o e p oibi o di di e le p eghie e di benedizione del pane da lei co o o del ino da lei e sa o. In ques e cul u e in cui e ano escluse dai po e i pubblici che e ano ise a i agli uomini, le donne a e ano p op ie unzioni e uoli, semp e de ini e ispe o all’uomo eni ano classi ica e in p imo luogo, secondo la lo o a i i à sessuale e in dai p imi documen i sc i i i è una dis inzione a ques o p oposi o a donne buone e ca i e. Una iglia buona e a una iglia cas a, una ol a pe sa la e gini à di en a a o una moglie, cioè una donna sessualmen e a i a buona, in quan o a e a appo i sessuali con un solo uomo, o una p os i u a, """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 44""COHEN"A.,"Il"Talmud,"T ad."Al edo"Toa ,"La e za,"Ba i"1999." 51" " cioè una donna sessualmen e a i a ca i a, a endo appo i con mol i uomini; una adizione e edi a a pe le donne eu opee è s a a quella di esse e giudica e buone, ca i e o ispe abili, a seconda delle elazioni di ipo sessuale che a e ano con gli uomini. Ve gini à e cas i à e ano is e come connesse con l’obbedienza, addes a e una bambina ad esse e obbedien e sop a u o nei con on i del pad e, a ebbe assicu a o un suo compo amen o co e o all’in e no della amiglia p ima come iglia e gine e poi come sposa e mad e cas a. Le leggi che is i uzionalizza ano la subo dinazione agli uomini c ea ono un modello di es izioni pe la u u a cul u a eu opea. Nella amiglia la donna a e a un’au o i à di poco maggio e a quella di un bambino ed e a semp e so omessa al suo pa en e maschio più icino, che ese ci a a la p op ia au o i à sulla sua pe sona e sulla sua p op ia au o i à, il ma imonio signi ica a as e i e ale au o i à da un maschio all’al o. La u ela delle donne da pa e di un maschio ipica delle leggi di ques e cul u e an iche eni a conside a a il modo miglio e pe man ene e l’o dine in amiglia e nella socie à; la donna ideale subo dina a il suo is in o, i suoi sen imen i e la sua capaci à di giudizio al pad e o al ma i o. S udiosi eb ei hanno e idenzia o come on e del Male, la disobbedienza di E a nel mangia e dall’Albe o della conoscenza. In ques e cul u e la moglie ideale do e a esse e edele al ma i o, e ile e gene a ice di igli sani, p e e ibilmen e maschi, o ganizza e l’andamen o dei la o i di casa o a li da sé. Vis a semp e in elazione al ma i o, la sua i a a ebbe do u o consis e e nell’assis enza ai bisogni di lui, secondo ques e cul u e, così come una iglia do e a esse e e gine, la mad e do e a esse e cas a.45 Come la pe di a della e gini à della iglia disono a a il pad e, così l’in edel à della moglie disono a a il ma i o, edel à ed esclusi i à non e ano do e i che si applica ano al ma i o. Il do e e della moglie di gene a e igli legi imi imase una delle sue unzioni più impo an i, u e ques e cul u e conside a ano la mancanza di p ole una colpa delle donne, e consen i ano al ma i o di di o zia e a causa della p esuppos a in e ili à della moglie. La donna s e ile e a una igu a da compa i e nelle cul u e che da ano g ande alo e alla e ili à, e in G ecia, a Roma e in Is aele ella si a ida a all’aiu o di ino: in G ecia """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 45""C ."BERTINI"F.,"Medioe o"al" emminile,"La e za,"Ba i,"1989." 52" " con p eghie e e sac i ici alle di ini à associa e alla e ili à e in Is aele implo ando Dio di manda le dei igli. Dal momen o che la e ili à e a associa a con l’app o azione di ina, la donna s e ile e a doppiamen e denig a a e gua da a con disp ezzo. In aggiun a al do e e di esse e edele e di p oc ea e, la moglie a e a la esponsabili à di bada e alla casa, ques e cul u e amanda ono alla socie à eu opea il modello adizionale della buona moglie che si p ende cu a dei bisogni p ima i della amiglia. La maggio anza delle donne la o a a la e a, una adizione e edi a a dalle donne eu opee e a che esse ice e ano sala i in e io i a quelli degli uomini quando la o a ano a pagamen o, anche pe lo s esso la o o. Nelle ci à le donne ese ci a ano a ie a i i à pe guadagna e che con il empo di en a ono occupazioni emminili; ende ano s o e, ciba ie nei me ca i e sulle s ade, si o i ano in quali à di balie e ace ano le le a ici. Nel co so dei secoli le donne eu opee pa o i ano in casa assis i e in gene e da al e donne e quindi la p esenza di una le a ice espe a e a app ezza a; i medici e ano chiama i solo in casi di eme genza o pe assis e e alle nasci e nelle amiglie più icche. Ques e cul u e an iche amanda ono una ile an e quan i à di le e a u a misogina che di en ò pa e di un elemen o impo an e dell’e edi à cul u ale eu opea. La misoginia, cioè l’odio pe le donne, u p esen e nella le e a u a omana ma anche in sc i i g eci ed eb aici. Alle donne eni a da a la colpa pe la compa sa del male nel mondo e u a lo o a ibui o il ma chio della mal agi à inna a. La c eazione della donna enne p esen a a come una punizione pe l’uomo pe an o enne iden i ica a come nemica degli uomini e della ci il à, on e di mala ie e di s en u a, la donna u pa agona a a a i animali disp ezza i, alla ine dell’o a o secolo il poe a g eco Esiodo sc isse un accon o della c eazione con immagini che poi enne o u ilizza e dalla cul u a eu opea successi a. In esso l’uomo è c ea o pe p imo e i e elicemen e ino a che, pe punizione del u o del uoco da pa e di P ome eo, Zeus c ea la p ima donna Pando a che ap e lo sc igno che con ene a gli a anni. Simile all’E a biblica nella sua incapaci à a man ene e l’obbedienza, Pando a è incolpa a di u i i mali del mondo. Sc i i eb aici successi i, p obabilmen e di in luenza g eca, ebbe o la endenza a a e di E a un pe sonaggio dello s esso gene e: una donna che cede alla en azione e a quello che Dio le ha 53" " p oibi o, cioè mangia e e pe suade e Adamo a mangia e dall’Albe o della Conoscenza del Bene e del Male. La adizione che uole la donna colpe ole e che anche la miglio e delle donne sia in e io e all’uomo e a ben adica a nel mondo an ico. Nell’an ico es amen o compa e la igu a di Lili , c ea a con empo aneamen e ad Adamo pe esse e la sua p ima moglie, p ima della c eazione di E a, Lili i iu ò di esse e ubbidien e e lasciò Adamo. I g eci c ea ono nume osi mos i emminili: Ci ce, che as o ma a gli uomini in po ci; Scilla, la nin a as o ma a in una occia minacciosa che p oduce a es e di se pen i e di cani, Ca iddi, il o ice mo ale e le si ene che a i a ano gli uomini alla mo e con dolci can i. Esiodo accon a di Echidna, me à agazza e me à se pen e che da alla luce Ce be o il cane dell’In e no, della S inge e di al i mos i che minacciano e oi maschili come E cole e Giasone. Menziona anche le Fu ie, che puniscono senza pie à colo o che cadono in e o e. Mi i g eci successi i p odusse o le A pie, donne mos uose con se pen i pe capelli, e il cui sgua do amu a a gli uomini in pie a. L’e oe delle leggende g eche si muo e a a un paesaggio a olla o di mos i emminili che do e a scon igge e e supe a e in u bizia se ole a sop a i e e. La misoginia non ha una con opa e emminile nella cul u a eu opea, gli s e eo ipi sulla na u a maschile non sono s a i sc i i e non sono quindi di en a i pa e di una adizione e edi a a da gene azioni successi e. Le adizioni che ende ano alla subo dinazione della donna non u ono onnipo en i; inol e ci cos anze eccezionali consen i ono a ol e alle donne con un alen o uo i dall’o dina io di aggiunge e posizioni di ilie o in campi che abi ualmen e e ano ise a i agli uomini. Anche la i a, il alen o ed i successi di Sa o e Cleopa a anno pa e delle adizioni e edi a e dalle donne eu opee. Secoli dopo la scompa sa di ecchi impe i e egni le donne si ispi a ono a ques i pe sonaggi emminili. In ques e cul u e il a o e a emminile e il po e e ul imo sulla i a e sulla mo e, sul des ino e la necessi à e a pe soni ica o da una donna o da un g uppo di e donne. Associa e con il empo le Pa che e ano spesso a igu a e nell’a o di ila e, esse e e aglia e i ili delle i e umane, as o mando così la essi u a, la più comune e o dina ia a i i à emminile in un simbolo di po e e assolu o. Pe i g eci, le e Pa che e ano Clo o (la ila ice), Lachesi (la 54" " issa ice della so e) e A opo (l’i emo ibile), che aglia a i ili della i a con le sue cesoie mo ali. I omani ene a ano la Fo una, la dea po a ice di un buon des ino, a igu a a quasi semp e come donna anche nella successi a iconog a ia eu opea. Anche la e a eni a associa a al gene e emminile che, nella pe soni icazione della Mad e Te a, con inuò pe secoli ad esse e ado a a e p opizia a in i i g eci, omani, cel ici e ge manici ela i i all’ag icol u a e alla e ili à. Le donne u ono spesso conside a e in possesso di un po e e pa icola e du an e ques o ipo di ce imonie; in alcuni casi esse do e ano anda e sui campi e in al i s a ne lon ane, po e a esse e e sa o sangue o po e ano esse e o e i sac i ici e, in i uali conce nen i il sangue, le mes uazioni po e ano esse e conside a e come una o za in g ado di me e e in con a o le donne con le p o onde so gen i del po e e: la e a, le s agioni, il empo, la i a e la mo e. Mol i cul i di dee ichiede ano sace do esse e, come ali, le donne aggiunge ano il più al o po e e legi imo in G ecia e a Roma, p eceden emen e al p imo secolo d.C., le donne spesso occupa ano la posizione di sace do esse-magis a e, che combina a po e e eligioso e po e e secola e. Sopp esse dal c is ianesimo, secondo cui solo gli uomini po e ano esse e sace do i, le po en i sace do esse scompa e o. In empi di ins abili à, un uomo in ap enden e po e a coglie e l’oppo uni à pe sali e al po e e e, se si p esen a ano le ci cos anze a o e oli, una donna po e a a e lo s esso. Al con a io degli uomini, che po e ano go e na e da soli, le donne di amiglie eali a e ano quasi semp e bisogno di un pa en e maschio con cui o a nome di cui go e na e. Non semp e ques e eggenze sono s ocia e in un go e no emminile, ma il uolo di eggen e o una pa ecipazione al go e no ende ano possibile ad una donna ambiziosa di p ende e po e e da sola. La più amosa di ques e donne è Cleopa a VII (69-30 a.C.), l’ul ima egina dell’Egi o indipenden e che colse l’oppo uni à pe o ene e il ono e pe p e eni e l’annessione del egno a Roma. Cleopa a c eò una adizione di po e e emminile in Eu opa; le es imonianze s o iche i elano una donna e una so ana ene gica e in elligen e. Il po e e di Cleopa a non si e a basa o solo sul suo linguaggio e sulla sua in elligenza, ma anche sulla icchezza che il suo egno 55" " a e a da o i e. Inol e non a dimen ica o che a i p imi onda o i della scienza alchemica la adizione ico da p op io Cleopa a ol e che Ma ia l’Eb ea, e l’alchimia e l’os e icia app esen ano i due campi pe eccellenza del sape e ape i alle donne. Il a o che le donne osse o app esen a e in modo mino i a io, e che solo poche di esse abbiano lascia o accia nei lib i, è in linea con il pe co so della s o ia della cul u a emminile nel suo complesso. La condi isione del sape e alchemico nelle sue di e se o me, esa amen e come accadde pe quello medico ed e bo is ico, si consumò con g ande p obabili à in una dimensione somme sa, p i a a, lon ana dalle scuole e indi e en e alle on i, ma u ce amen e icchissima e di usa. In ogni modo la p esenza emminile in ques a an ica a e è ben a es a a dalla adizione u iciale, e semb a esse e s a a dominan e in dagli inizi. Nelle ci il à più emo e il sape e chimico emminile e a impiega o nell’indus ia cosme ica e p o umie a che, p ima in Mesopo amia, poi in Egi o e nella cul u a eb aica, e a spesso a ida a a maes anze emminili. Ques o illumine ebbe anche il a o che le p ime udimen ali a ezza u e ad uso chimico semb ino in u o e pe u o esse e un’e oluzione degli u ensili da cucina, con i quali ce amen e le donne a e ano maggio e dimes ichezza46. Nella Commedia di Dan e Cleopa a è pos a nella schie a dei lussu iosi47 “Cleop às lussu iosa”, che egnò in Egi o ai empi di Cesa e, e di ques i, ol e che di Ma co An onio, u aman e. Su di lei la s o ia ha ge a o omb e di icili da dissipa e: i suoi izi sono u i emminili, u i guida i dal imone delle passioni. Ed è ico da a come abile manipola ice di e be e spezie a ini cosme ici. Sa à pe ché la bellezza è la miglio e es imone, ma i suoi consigli p odiga i alle donne de ono a e guida o gene azioni di spose e ma one omane, a pa i e dell’u ilizzo in cosmesi di quel la e d mando le nel quale la egina usa a imme ge si pe il suo bagno quo idiano. Cleopa a guida a al alen o p a ico che l’a e a guida a nel go e no dello s a o, una passione pe la i ocosmesi che l’a e a spin a a ealizza e un p oge o che ai nos i occhi appa e mode nissimo e segno di g ande emancipazione: la c eazione di una e a e p op ia indus ia di """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 46"C ."KASSISIMON"G.,"“Women"in"chemis y”,"in"KASSISIMON"G.,"FARNES"P.,"Women"o "science:" igh ing" he" eco d,"Blooming on,"1990,"p."301." 47"Dan e,"In e no,"V," .63." 56" " p o umi e cosme ici, che a e a a o cos ui e in un luogo icchissimo di ma e ie p ime u ili, lungo le sponde del ma Mo o, dei cui Sali già allo a e a ben conosciu o l’e e o bene ico sulla salu e della pelle. In ques a indus ia la egina, con g ande spi i o imp endi o iale, a e a a o o ganizza e u e le asi p odu i e, dalla accol a alla as o mazione dei sali, a ianca e dalla col i azione e dalla accol a delle e be o icinali, p edispos e nei e eni adiacen i, u ili al con ezionamen o di p odo i che eni ano poi sme cia i in u a l’a ea medi e anea. T a ques i, anche p o umi a i più p eziosi, come il celeb e balsamo della Giudea e il cos osissimo unguen o eale, a ina o p o umo ica a o dalla sine gia di 27 a spezie e sos anze a oma iche. In al i pe iodi di ansizione, quando un’economia ins abile e le ci cos anze poli iche consen i ono l’accumulo di icchezze in mani emminili, la conseguenza u che la icchezza consen i a alla donna di acquisi e un’is uzione e, una donna col a po e a a e e un in lusso du a u o nel campo della poesia, della pi u a e della iloso ia. In un pe iodo in cui pochissimi e ano is ui i, agia i o dedi i alle a i, la memo ia delle donne che lo u ono di en ò una delle adizioni che diede o più po e e alle donne eu opee. Impa a e a legge e e a sc i e e e a un p i ilegio pe le donne, nel mondo an ico e poi pe mol i secoli anco a, il modo più acile pe una donna di a pa e del mondo della scienza e delle a i e a di esse e na a in una amiglia già specializza a in ques i campi. Il e mine do o, sapien e, saggio è s a o amanda o con una accezione maschile, se le donne hanno ecupe a o qualcosa lo hanno a o pe al a ia: pe esempio a a e so il mi o di A ena-Mine a48, na a a ma a dal ce ello di Zeus, p o e ice delle a i e delle scienze che, insegna agli uomini a na iga e, a ila e e a esse e. L’esis enza di uoli di gene e nel nos o sis ema and ocen ico, ende complica o dis ingue e che simili udini e che di e enze esis ano a uomini e donne in o ma na u ale. L’in e p e azione sociale di esse e donna o uomo ha da o ad ogni pe sona la sua unzione nel mondo anco p ima di nasce e, pe ques o oggi di en a di icile disce ne e il biologico e il cul u ale. Dalla psicologia mol i s udi si sono concen a i sull’indagine di ques a dis inzione di uoli pe capi e se ciò sia do u o a di e en i abili à inna e o al """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 48"TERZAGHI"N.,"Mi i"e"leggende"del"mondo"g eco" omano,"D’Anna,"1986." 57" " con a io, se le disuguaglianze sociali abbiano c ea o ques e di e enze. Le spiegazioni pe le di e enze osse a e a uomini e donne, spesso ico ono a due ipi di a gomen i: quelli biologici (cioè che ichiedono una spiegazione gene ica, chimica, o monale) e quelli sociali (che si basano sull’in luenza degli ambien i amilia i, cul u ali, e c.). Sia l’uno che l’al o sono con inuamen e u ilizza i an o pe spiega e le capaci à (compe enze) quan o pe discu e e dei di e si a eggiamen i che si osse ano in elazione alla scienza. T a gli a gomen i di na u a biologica, uno degli o gani più s udia i è il ce ello che è s a o ed è anco a un o gano sconosciu o, anche se si conoscono abbas anza i suoi elemen i non si sa bene come unzioni nella sua o ali à, ciò che semb a e iden e è che pe mol i aspe i il ce ello degli uomini sia di e so da quello delle donne. Gli s udi sulle di e enze biologiche del ce ello degli uomini e delle donne, hanno messo in e idenza alcune di e enze nell’elabo azione del linguaggio, nella capaci à di o ien amen o o nell’in e p e azione dei ico di emozionali e, na u almen e, il compo amen o sessuale, ma è anche o io che ino ad o a nessuno ha dimos a o che la donna pe le sue peculia i à neu oana omiche e psicologiche, sia incapace di aggiunge e l’eccellenza in ma ema ica, isica o ingegne ia.49 Come esempio si può ci a e il P emio Nobel della Medicina, Ri a Le i Mon alcini, eminen e neu ologa, che sul pun o di compie e 100 anni u anco a capace e man enne i a l’illusione pe la ice ca. Il ce ello di e isce in di e se egioni, da quelle più p imi i e elaziona e con le unzioni basila i pe la manu enzione della i a, a quelle più e olu e, come la co eccia ce eb ale associa a al con ollo delle unzioni supe io i. L’emis e o sinis o con olla il linguaggio, la sc i u a, il calcolo e la le u a, l’a i i à mo o ia del la o des o del co po e le emozioni posi i e pe ques o iene denomina o il “ce ello anali ico”. L’emis e o ce eb ale des o con olla la comp ensione, la musica e il disegno, la pe cezione spaziale e il iconoscimen o delle emozioni nega i e. I maschi e le emmine della maggio pa e delle specie animali di e iscono, in modo pa icola e, nel lo o compo amen o sessuale, gli s udi sul ce ello sono s a i u ilizza i, in dai empi """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 49"C .""LARA"C.,"El"segundo"escalon:"desequilib ios"de"gene o"en"ciencia"y" ecnologia,"A cibel" edi o es,"2006,"pp.158I162." 64" " o ganizzazione nel pe iodo an e io e all’in e en o di Fede ico II. Pe nessuno di essi la documen azione ino a no a o e appigli sicu i, ma pe u i è possibile pe eni e ad una ipo esi acce abile, se si inse iscono i pochi da i disponibili nel lo o con es o s o ico, con on andoli con quan o sappiamo di eal à più o meno icine. Un p imo p oblema sul quale u ge a e chia ezza è di ca a e e is i uzionale: una cosa è un mo imen o o un enomeno cul u ale, un’al a la sua as o mazione in una si uazione, come ad esempio una scuola, che ichiede una sede, un p og amma di s udio e la possibili à di ilascia e un i olo iconosciu o. Così non ci sono dubbi che nei secoli X-XI i medici di Sale no godesse o di g ande ama anche uo i d’I alia, ma al e an o ce o è che allo a non esis e a né una e a e p op ia uni e si à con un insegnamen o eo ico o ganizza o e con il con e imen o di lau ee né una co po azione di medici. Pe quei due secoli di s o ia sale ni ana abbiamo, in a i, una abbondan e documen azione di ipo sia documen a io sia le e a io, nella quale un’is i uzione come la Scuola medica non a ebbe po u o non lascia e accia. A a e so le ca e no a ili si può icos ui e in manie a assai de aglia a la opog a ia della ci à, l’ubicazione di chiese e monas e i, l’andamen o delle s ade e delle mu a, il succede si di pieni e di uo i nell’impian o u banis ico, ma nelle an e desc izioni di con ini di case e di o i mai si accenna a beni o ad edi ici in qualche modo collegabili con la Scuola né an omeno è da o di incon a e docen i o s uden i a i nume osi pe sonaggi che p endono case in a i o o che ad al o i olo compaiono negli a i. E non ale di e che ques e obiezioni e ebbe o a cade e del u o, se si amme esse il ca a e e chie icale o monas ico della Scuola, con conseguen e sua ubicazione all’in e no di un monas e o o di una chiesa, pe ché in al caso es e ebbe da spiega e l’assenza di ogni i e imen o ad essa in es i p o enien i da quegli ambien i e nei quali non è concepibile che passasse so o silenzio una eal à di ale impo anza. Il pensie o a innanzi u o al Ch onicon Sale ni anum, ope a di un monaco della ine del sec. X, in cui, come ha osse a o Paolo Delogu57, la ci à si i le e come in uno specchio, con i suoi alo i, le sue adizioni e le o i ensioni che lace a ano al pa i delle al e ci à del empo e che s ocia ano in con inui a i di iolenza, il u o in un """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 57"DELEGU"P.,"Mi o"di"una"ci à"me idionale,"Napoli,"1972." 65" " con es o eso più d amma ico dalle con inue minacce dei Sa aceni e di al i nemici es e ni: di qui uccisioni, e i e, mala ie e acciden i isici di ogni gene e, che a ebbe o o ni o con inue occasioni pe a i e imen o alle is i uzioni mediche ci adine, se esse osse o allo a esis i e, e ques o specialmen e se osse o s a e lega e a quel mondo monas ico, che a e a p odo o il Ch onicon. Lo s esso ale pe le es imonianze p o enien i dagli ambien i ecclesias ici e in p imo luogo pe gli sc i i dell’a ci esco o Al ano, p ima monaco a Mon ecassino e poi A ci esco o di Sale no, issu o a il 1015 e il 1085, g ande amico di papa G ego io VII e del p incipe sale ni ano Gisul o II, il quale non solo gode e ama di medico espe o, ma u anche a e ice di un ambizioso p oge o, ol o a ecupe a e sul piano eligioso e cul u ale quel uolo di cen ali à, che Sale no a e a a u o nei secoli p eceden i come capi ale del p incipa o e che e a anda o pe du o con la conquis a no manna. In ques o p oge o si inse i a anche la sua p oduzione di ca mi e di ope e agiog a iche ela i e ai san i che p o egge ano la Chiesa sale ni ana, ma nei quali mai si a i e imen o ad una is i uzione, come la Scuola medica, che il p esule ce amen e non a ebbe manca o di inse i e a le glo ie ci adine. L’unico accenno alla ama di Sale no come cen o di medicina è l’ode a Guido, a ello di Gisul o II, nella quale, impiangendo gli an ichi as i della ci à, Al ano ico da che um medicinali an um lo eba in a e: esp essione che, come si ede, non con iene nessun i e imen o a is i uzioni di ipo scolas ico. Al ano u uno dei più app esen a i i esponen i della inasci a in elle uale dell’I alia Me idionale di cui Mon ecassino e a il ulc o. I suoi a a i: “I qua o umo i”, “Le pulsazioni”, “Alcuni p oblemi di medicina”, e le sue aduzioni dal g eco, con ibui ono alla o mazione e alla c esci a della Scuola medica sale ni ana. Il laico Ga iopon o che è l’au o e di “Passiona ius” (T a a o sulle mala ie) in cinque lib i, che a inse alle ope e di Galeno e di al i medici g eci, inse endo nella sua aduzione la ina ocaboli di uso olga e, che dimos ano come il suo insegnamen o osse i ol o a laici che, poco espe i del la ino, a e ano bisogno della olga izzazione dei e mini più impo an i, e l’a ci esco o Al ano, sono i app esen an i della libe à e dell’ape u a cul u ale di ques o ambien e sale ni ano in cui i G eci e i La ini, A abi ed Eb ei, monaci e laici, 66" " ope a ono ianco a ianco unendo le lo o conoscenze58. Con Ga iopon o pe la p ima ol a ediamo a Sale no che una donna ascende la ca ed a pe insegna i le discipline mediche: T o ula de Ruggie o, di cui egli u maes o. Lo s esso ale pe Romualdo Gua na, a ci esco o di Sale no dal 1153 al 1181, che gode e ama di medico espe o e u au o e di una c onaca, nella quale della sua ci à si limi a a di e, i e endosi all’assedio che i pose Robe o il Guisca do nel 1076, che u medicinae a is diu amosam a que p aecipuam, anche qui senza nessun i e imen o di e o a una Scuola e a e p op ia; e siamo o mai alla ine del secolo XII. La His o ia in en ionis ac ansla ionis e mi acula Sanc ae T ophimenae, è una di quelle on i dei secoli X-XI che ci in o mano sul p es igio di cui gode ano i medici sale ni ani. E’ ope a di uno sc i o e anonimo ope an e a Mino i agli inizi del sec. X, il quale, pa lando della de ozione e so la san a, accon a un episodio che sa ebbe accadu o nel pe iodo in cui Pulca i e a p e e o di Amal i, ale a di e all’inci ca negli anni 867-878. Si a a della s o ia di una gio ane sposa, Teodonanda, che all’imp o iso si ammala g a emen e, iducendosi in poco empo in in di i a. Il ma i o ed i pa en i decidono allo a di po a la a Sale no pe a ida la alle cu e del g ande a chia a Ge olamo, il quale pe ò, dopo a e la isi a a e dopo a e consul a o immensa olumina lib o um, si dichia a impo en e a sal a e la gio ane. Da a la na u a del es o, l’episodio non ha un ondamen o s o ico sicu o, ma es imonia sol an o che agli inizi del sec. X agli abi an i della cos a di Amal i, ai quali si i olge a l’agiog a o, appa i a c edibile che a Sale no ci osse un a chia a amoso e che possedesse una g an quan i à di lib i. Che pe ò egli osse a capo di una scuola, non è de o esplici amen e né si accenna all’esis enza di al i medici da chiama e e en ualmen e pe un consul o, ma è chia o al con a io che a Sale no ci si eca a sol an o pe sen i e il pa e e di Ge olamo. Quello che può di si con ce ezza è che agli inizi del sec. X (o alla ine del sec. XI) sulla cos a di Amal i si pensa a che a Sale no osse possibile a e e cu e più e icaci di quelle p a ica e dai medici del pos o. La ama di cui Sale no gode a nel sec. X come inoma o cen o di medicina giunge a ino in F ancia ed è dimos a a da un al o es o na a i o, la c onaca dei esco i di Ve dun, sc i a da """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 58"DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"Napoli,"1852I59:"Vol.1,"pp."159I160." 67" " un anonimo e so la me à del sec. XI, il quale ipo a la no izia del iaggio a Sale no, pu oppo senza isul a i, del esco o Adalbe one (985-988), a e o da calcolosi enale e da al i malanni: no izia ip esa e so la ine del secolo dal c onis a Ugo di Fla igny. Dall’insieme di ques e es imonianze eme ge che nel co so del sec. X Sale no, ol e ad esse e una delle ci à più impo an i dell’I alia me idionale dal pun o di is a poli ico e eligioso, e a anche un cen o do e do e ano ci cola e es i di medicina, ma do e sop a u o c’e a una buona adizione di p a ica medica isalen e ce amen e ad un pe iodo mol o più an ico, pe ché p op io il ca a e e p a ico della medicina sale ni ana a pensa e ad una espe ienza ma u a a len amen e nel co so del empo e nel con es o di una eal à, quella di Sale no e dell’I alia me idionale dell’Al o Medioe o, che cos i uì il pun o di incon o e di in e sezione di mondi cul u ali di e si, eb aico, a abo, g eco e la ino: di qui la leggenda dei qua o onda o i della Scuola, Helinus, Adela, Pon us, Sale nus. In ques o pe iodo, che possiamo de ini e p escolas ico, a Sale no non ci do e a esse e un ipo di insegnamen o di e so da quello che si impa i a in al e ci à più o meno impo an i del mondo occiden ale e che e a collega o in un modo o nell’al o ad is i uzioni ecclesias iche, quali monas e i e ca ed ali: insegnamen o i ol o innanzi u o agli obla i dei monas e i e ai chie ici des ina i ai capi oli ca ed ali, ma non di ado anche ad allie i es e ni, gio ani nobili o chie ici a i a i dalla ama di un maes o. Il li ello di ques e scuole non e a gene almen e al o e i si insegna ano sop a u o le se e a i libe ali, dis in e a a i del i io (g amma ica, diale ica e e o ica) e del quad i io (ma ema ica, geome ia, musica e as onomia), alle quali si aggiunge a, a co onamen o degli s udi, la eologia. Ad esse si a ianca ano in alcune ci à i aliane scuole laiche p i a e, con un accen ua o ca a e e p o essionale. E’ quan o a eni a, ce amen e già nel co so del sec. X, anche a Sale no nel campo della medicina, e con quegli al i e bassi, lega i alla p esenza di maes i più o meno celeb a i, che si egis a ano dappe u o nelle scuole del empo. Uno di essi po ebbe esse e s a o p op io il Ge olamo della leggenda di S. T o imena, medico di co e e maes o di una scuola p i a a. Sa ebbe da pensa e allo a non an o ad una Scuola, quan o piu os o ad 68" " una mol eplici à di scuole, enu e dai medici di maggio e p es igio, come indu ebbe o a c ede e alcune es imonianze di c onis i del sec. XII. La p ima di ques e es imonianze e quella del c onis a inglese O de ico Vi ale (1075-1143), il quale nella sua His o ia ecclesias ica a e ma che << in u be Sale ni ana, ubi maximae medico um scholae ab an iquo empo e haben u >> (a Sale no in dall’an ichi à isiedono le più impo an i scuole di medicina): quindi, scuole di medicina e non Scuola di medicina. Con e gen e con ques a è la es imonianza dell’eb eo Beniamino di Tudela, il quale e so la me à del sec. XII in ap ese un lungo iaggio pe u e le egioni o e si o a ano eb ei, pa endo dalla Na a a e giungendo, a a e so la F ancia e l’I alia, a Napoli. Da qui, dopo un gio no di iaggio, aggiunse Sale no, u bem medico um scholis illus em-. La peculia i à di Sale no ispe o ad al e ci à dell’I alia e dell’Eu opa po ebbe esse e consis i a, nella di usione degli insegnamen i asmessi da ques e scuole p i a e al di uo i dell’ambi o s e amen e p o essionale, con igu andosi così le conoscenze mediche come una componen e essenziale del bagaglio cul u ale di qualsiasi pe sona is ui a, laico o chie ico che osse. 59Di o igine o se laica, più p obabilmen e monas ica, la Scuola di Medicina di Sale no compa e in un momen o imp eciso del IX-X sec. Pe a e ma si a l’XI-XII come p imo cen o di insegnamen o p euni e si a io del mondo occiden ale e quale mani es azione a le più ile an i dello spi i o scien i ico dell’epoca. E’ un’o igine in pa e leggenda ia pe i e imen i a a i e si uazioni di sca sa a idabili à documen a ia, ma in g an pa e au en ica pe ichiami ad episodi eali, s o icamen e acce a i, desc i i da c onis i coe i. Ce amen e leggenda ia la ondazione, a ibui a ai qua o maes i di cui si è accenna o e sos enu a nei De ebus sale ni anis del 1685 da An onio Mazza, p io e dell’Almo Collegio nel XVII sec. anche se ale ipo esi an asiosa semb a adomb a e quel sinc e ismo cul u ale p op io degli o ien amen i medici della Scuola. Leggenda ia la enu a a Sale no di En ico, p incipe edesco, a li o da una g a e de ma i e pus olosa e gua i o pe l’in e en o mi acoloso dell’apos olo Ma eo, una s o ia accon a a da un o a o e del XIII sec., Ha man on de Aue, e ip esa nel secolo sco so dal poe a """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 59""KRISTELLER"P."O.,"S udi"sulla"Scuola"medica"sale ni ana,"Napoli,"1986." 69" " ame icano Long ellow. Ed anco a leggenda ia è la p esun a p esenza in ci à in o no al 1100 di Robe o, Duca di No mandia, enu o pe esse e gua i o da un’ulce a al b accio causa agli da una eccia a elena a in Te asan a du an e la p ima C ocia a e al cui nome, si uole, sia s a o dedica o il Regimen Sani a is. Siamo il secoli bui, la scienza is e ilisce e la medicina accusa ancamen e l’impo e i si della ice ca o iginale e l’abbandono dell’a eggiamen o azionale, sop a i e di compendi di quan o hanno sc i o i p edecesso i e di quan o es a di essi. Le gue e, le pes ilenze, le ca es ie non conoscono sos a; allignano la supe s izione, la magia, l’igno anza; gli uomini miglio i impegnano il meglio delle lo o iso se in elle uali in p a iche asce iche e a i i à spi i uali. La ice ca della salu e è spos a a dal co po e so l’anima, e ono le ope e assis enziali, il medico sop a i e impan ana o in e i à dogma iche. In ale con es o a ido, in econdo, senza s imoli, ecco appa i e la Scuola di Sale no come una sciabola di luce, che pene a nel empio oscu o dell’igno anza, lo i i ica e lo in igo isce. Essa eme ge, concen ando l’a enzione del medico sulla conc e ezza p o essionale, sul ealismo clinico e sulla semplici à e apeu ica. Sale no non è un cen o di ice ca scien i ica o di speculazioni biologiche; è un luogo do e si i o ano, accomuna i in p odigiosa coincidenza, dei p o essionis i a edu i e diligen i, degli ope a o i se i, p a ici, ecle ici, acu i nella diagnosi e sob i nella e apia, che accolgono l’e edi à del passa o e la u ilizzano al capezzale del mala o dopo a e la aglia a alla luce della pe sonale espe ienza. Non a dimen ica o che Sale no gode di un’imp on a in e nazionale lega a alla sua cen ali à nel Medi e aneo; i appo i semp e più equen i e p olunga i con i paesi i ie aschi e con il mondo a abo le consen ono con a i s e i e p o icui con cul u e di e se. Pelleg ini e c ocia i, p o enien i dalla Te asan a o in ansi o e so di essa, sono p esenze quo idiane: lo a es a non a caso la cosidde a Cappella dei c ocia i nel Duomo, oggi cappella di G ego io VII, o e sos ano a p ega e e a ice e e la benedizione p ima della pa enza pe l’O ien e o e o di i o no dalle spedizioni mili a i, pe ing azia e l’apos olo sulla ia del ien o in pa ia. Lo comp o ano pe al o i con a i me can ili assicu a i dalla icina ma ine ia di Amal i nonché la p esenza di un po o (molo Man edi) e di una ie a, is i ui a dallo s esso Man edi 70" " nel 1260, che le consen ono elazioni con popoli di e si e con al e espe ienze; lo dimos a il comme cio delle d oghe, delle pian e medicinali eso iche e comunque una non ascu abile icchezza, che a o isce l’a icchimen o cul u ale e una ce a sup emazia in elle uale. Si è ce ca o di sempli ica e la s o ia della medicina sale ni ana suddi idendola in pe iodi a iamen e iden i ica i. La più semplice di ques e classi icazioni è quella che dis ingue una ase delle o igini; IX-X sec., una ase dell’apogeo, XI-XIII sec. e una ase della decadenza, XIV-XIX sec. Se l’aspe o o ganizza i o del p imo pe iodo della Scuola è di chia a imp on a cenobico ospedalie a, e i medici sono in p e alenza monaci o cle ici, ciò è do u o all’in luenza cul u ale della icina abbazia di Mon ecassino, epicen o di p ima g andezza dell’a i i à scien i ica e le e a ia al omedie ale e p omo ice, sull’esempio di S. Basilio in O ien e, delle p ime is i uzioni ospedalie e, delle in e me ie monas iche e delle a macie con en uali. Tali is i uzioni sono ges i e da monaci, i monaci in i ma ii, che p o edono alla cu a dei mala i e alla col i azione delle pian e medicinali negli o i claus ali, gli o i dei semplici. E già alla ine del VIII sec. è p esen e a Sale no un monas e o benede ino, onda o dal p incipe G imoaldo (787-805), cui si agg ega nell’820 un ospedale, l’ospedale di S. Massimo, alles i o dall’a cip e e Adelmo. I medici di ques a epoca sono di soli o poco più di un nome, di una ci azione; gli s essi Pe ocello e Ga iopon o, medici e cle ici, es enso i di sinossi di medicina p esale ni ana, cioè di conoscenze in a o du an e l’al o medioe o, che anno so o il ispe i o nome di P ac ica e di Passiona ium, sono au o i di sca so ilie o e di modes a consis enza s o ica. I pe sonaggi di spicco in ece compaiono nell’XII sec. e, p imo a gli al i, è Cos an ino A icano (1015?- 1087), a i o p op io nell’abbazia di Mon ecassino du an e il decennio 1077-1087, uomo che o se più degli al i me i a beneme enza pe a e a o g ande Sale no. Pu non essendo medico e non a endo mai p a ica o una isi a in i a sua, Cos an ino es a un esponen e p ima io della medicina sale ni ana. O igina io di Ca agine (pe cui de o A icano), ha iaggia o mol o nei paesi o ien ali, aggiungendo Alessand ia e Bagdad e acquisendo una non comune pad onanza dell’a abo, del si iaco, dell’eb aico e del g eco, ol e che una p o onda conoscenza della cul u a islamica. Giun o a Sale no o mai in e à 71" " a anza a, è accol o con igua do e ono i da Robe o il Guisca do, di enu o da poco p incipe di Sale no, che lo nomina suo consiglie e, ma dopo una b e e pe manenza a palazzo, Cos an ino p e e isce abbandona e gli agi e il as o di una ci à opulen a, e i i a si nella quie e ope osa di Mon ecassino. Indossa o il saio di umile a icello, i asco e gli ul imi anni, i più econdi della sua i a, spendendoli in una pode osa ope a di aduzione in la ino di es i medici dell’an ichi à classica po a i con se dall’O ien e in e sione a aba, u ilizzando allo scopo le sue non comuni do i di in e p e e della lingua islamica e non ascu ando di inse i e nelle aduzioni i p op i con incimen i pe sonali. Sono ci ca un cen inaio gli sc i i di ques o Au o e, di cui p ege oli il Pan egni, una ielabo azione di medicina a aba e il Via icum, un manuale di consigli medici pe il iaggia o e. Pe me i o di Cos an ino la Scuola di Sale no ha la o una di impossessa si in an ep ima di un bagaglio di conoscenze ino allo a assolu amen e igno a o in Occiden e e, a a e so le acquisizioni della medicina a aba, l’occasione di iscop i e mol e cognizioni della medicina g eca an ica, di cui gli a abi sono de en o i pe a e asla o e commen a o i es i degli au o i classici scope i nelle biblio eche equisi e du an e la lo o ina es abile espansione. I codici di Cos an ino, quindi, sal a i e ado i, sono iconsegna i da Sale no all’umani à, pene ano nei cen i del sape e eu opei, di en ano s umen i di una comune cul u a, ondamen i di un unico p og esso in elle uale, di un’an ica ci il à. Al a igu a di non sca so ilie o è Al ano (1015- 1085), a ci esco o di Sale no dal 1058, poe a e medico espe o, una s ella di p ima g andezza nel mondo cul u ale sale ni ano, an o da esse e de ini o p ecu so e del Rinascimen o. E’ lui il medico che cu a Deside io di Mon ecassino a le mu a del monas e o di S. Benede o, di cui nel 1057 di e à l’aba e; è lui che con ince Robe o ad e ige e il Duomo ad esal azione e glo ia del p incipe e della c is iani à; è, in ine, lui che ice e il pon e ice G ego io VII, esule a Sale no e lo accoglie mo en e a le sue b accia. Ma sop a u o Al ano è un umanis a. In una mis e iosa missione a Cos an inopoli con Gisul o II, ul imo p incipe longoba do, iesce ad assicu a si una disc e a quan i à di codici g eci, di cui alcuni di medicina, dei quali cu e à la aduzione. E’ p obabile che a ques i es i si o i anche una copia de La na u a 72" " dell’uomo di Nemesio di Emesa, da cui ne a à la no a e sione la ina. Al e au o e oli sue monog a ie sono: I qua o umo i e I polsi, in cui a a a gomen i diba u i ai suoi empi. Allo s esso pe iodo appa iene T o ula de Ruggie o, o se la donna più amosa, più mis e iosa e più discussa del pano ama medico sale ni ano, l’unica che iesce a ene es a a quel ci a o Rodol o Malaco ona, uomo di g ande e udizione, che ama s ida e nelle p op ie sedi in dispu e conce uali i miglio i sapien i dell’epoca e che … nella ci à di Sale no, o e e ano le miglio i scuole di medici sin dai empi più an ichi, ecce o una ce a sapien e signo a, non o ò alcun al o che a esse po u o s a gli al pa agone 60. Medichessa, in e mie a, os e ica non si sa, comunque di nobile amiglia, T o ula da semp e impe sona la capaci à, l’ingegno e l’emancipazione emminile, il modello della donna ope a ice p o essionale e medico, la sua iscossa p o ompen e, esal an e, pe suasi a e spesso incen e sul piano c ea i o e della s ida in elle uale. L’ope a ondamen ale a ibui ale sulle mala ie delle donne, De mulie ibus passionibus, ha a u o nel passa o un’inc edibile o una. Un’appassiona a ice ca della Boggi Ca allo la i iene non un’ope a au og a a, ma un assemblaggio di es i a i dagli insegnamen i e dal pensie o di T o ula, p obabilmen e accol i e asc i i dai suoi allie i. T o ula app esen a la p ima igu a emminile di una elice se ie di medichesse medie ali, che io iscono a Sale no pe o iginale ed igno a p e oga i a e che almeno ino al sec. XV app esen ano una s ida ad un’occupazione da semp e e do unque ise a a agli uomini. Nonos an e le limi azioni, almeno ino alla seconda me à del XV sec., uomini e donne possono equen a e con pa i oppo uni à gli insegnamen i di medicina senza p oblemi di na u a giu idica e la donna, a di la come la Boggi Ca allo “… condi ide e en i e ges a degli uomini, pa ecipa alle lo o ba aglie, ese ci a l’a e sani a ia come medico e come ope a ice di salu e”61. Bas a ico da e Abella Sale ni ana, Rebecca Gua na, Cos anza Calenda, solo pe ci a e """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 60""CHIBNALL"M.,"The"ecclesias ical"his o y"o "O de ic"Vi alis,"6"Vol."Ox o d,"Cla edon"P ess,"1969I 1980,"Vol."II,"pp.28I76." 61"BOGGI"CAVALLO"P.,"Donne"e"medichesse"a"Sale no:"T o ula"de’"Ruggie o,"Rass.S o .Sal.VI,1989," p.18." 73" " le più amose. Bisogne à a ende e la ine del XIX sec. pe assis e e di nuo o al con e imen o di una lau ea in medicina ad un’esponen e del sesso emminile. Un cenno in ine a un al o medico di ques o pe iodo, Nicolò sale ni ano, un pe sonaggio del u o oscu o so o il p o ilo biog a ico, ma pu u a ia ico da o pe il suo celebe imo An ido a io, un a a o di i o e apia app ezza o e consul a o da gene azioni di s uden i, medici e a macis i ino al XVIII sec. pe le sue ice e e apeu iche anco a inse i e in empi ecen i nelle a macopee di mezza Eu opa. Sul ini e del sec. XI, p op io quando la medicina monas ica è al massimo della io i u a e del consenso, una se ie di in i i, di ichiami, di censu e da pa e delle au o i à ecclesias iche pe una più o odossa in e p e azione della Regola benede ina, sop a u o i ol i a p i ilegia e le a i i à spi i uali sugli slanci solida is ici, in e iene a mode a e l’a i i à sani a ia dei eligiosi. Tan o pe ché nel empo l’in e p e azione semp e più es ensi a della necessi à di assis e e l’umani à so e en e, ha c ea o un p og essi o allon anamen o dei monaci dai con en i, age olando en azioni di guadagno e di pecca o e inducendo compo amen i non semp e compa ibili con la Regola claus ale. Sicché in una se ie di Concili p omossi da Innocenzo II, Alessand o III e Innocenzo III engono dec e a i di ie i semp e più assa i i pe i eligiosi a p a ica e l’a i i à sani a ia. Nel gi o di un secolo, a l’XI e il XII, si assis e a un g aduale i o no dei monaci nei monas e i, all’abbandono della medicina da pa e di cos o o, allo s uo amen o delle in e me ie con en uali ape e ai soli con a elli, al p og essi o passaggio dell’a e sani a ia nelle mani dei laici la cui o mazione p o essionale an o de e alla secola e espe ienza dei p edecesso i ecclesias ici e ai lo o insegnamen i, che dalle in e me ie monas iche, dagli o i claus ali, dagli ospedali benede ini passano nelle dimo e dei nuo i maes i, nelle is i uzioni sani a ie laicizza e, nelle p i a ae scholae, nelle sedi dell’Almo Collegio Medico Sale ni ano. Massima esp essione del nuo o consolidamen o is i uzionale sono due g andi amiglie di medici, i Co one e i Pla ea i. Dei p imi si conosce un Co one senio ed uno junio ; ques ’ul imo lumen e magis e del XII sec., au o e di un’A s medendi, compendio di un ben più as o a a o di e apeu ica, e di una amosa Ana homia po ci, p ima 80" " e co egge e i es i di medicina; l’anello d’o o al di o medio della mano des a, segno dell’eminenza del ango; la co ona d’allo o sul capo, esp essione del me i o dis in o; il bacio della pace e dell’appa enenza sulla guancia ed in ine la pa e na benedizione. Si suole a coincide e l’apogeo della medicina sale ni ana con il pe iodo che a dall’XI al XIII sec. Ed è ques o in a i il pe iodo in cui Sale no esp ime la sua miglio e e più au en ica adizione classica. Con le aduzioni scien i iche di Cos an ino è assu a a p ima di ulga ice in assolu o di un sape e an ico, dimen ica o, accol o dagli a abi e ipo a o alla luce a Mon ecassino. E’ il suo momen o magico: unico cen o di insegnamen o della medicina con inen ale in epoca p euni e si a ia, p es igioso, au o e ole, emblema ico in un’Eu opa anco a ozza, imma u a e so o an i aspe i imp epa a a. Ma già sul ini e del XIII sec.compaiono i p imi segni della decadenza, che sa à lunga e o men osa, a i a a di an o in an o da qualche pe sonaggio di spicco, ma segna a o mai a un ina es abile amon o. Le cause di ale declino sono mol eplici e non u e oppo unamen e analizza e e pos e nella gius a luce. Ne possiamo segnala e qualcuna: • Le Cos i uzioni Mel i ane di Fede ico II, che, pu alo izzando la medicina di Sale no, iniscono pe age ola e lo s iluppo dello S udium napole ano, c eando un an agonismo secola e, che in lui à nega i amen e sull’uni e si à a echiana; • la g aduale pe di a dell’indi izzo p agma ico, che an o l’ha dis in a e esa g ande; • il manca o inno amen o scien i ico in un’Eu opa in ascesa cul u ale e la c is allizzazione in ema iche do ina ie di enu e obsole e e in ise di in lussi a abis ici e magico-alchemici, che mal si conciliano con la scien i ici à della medicina; • la pe di a dell’egemonia scien i ica, man mano che so gono e si a e mano le al e Uni e si à con conseguen e scadimen o del c edi o e della conside azione in p ecedenza possedu i; 81" " • Pa igi, Bologna e Pado a sono di en a i i nuo i cen i del sape e e quindi me a dei pelleg inaggi gio anili alla ice ca di conoscenza. Nel 1252 e Co ado en a di as e i e a Sale no l’a eneo napole ano, ma è un espe imen o ugace, in quan o il suo successo e Man edi nel 1258 ip is ina l’Uni e si à a Napoli, pu consen endo a Sale no il ilascio delle lau ee in medicina. Nel 1277 Ca lo I d’Angiò con il p e es o che a Sale no si diplomino mol i gio ani sca samen e quali ica i, o dina che le licenze engano ilascia e p e io il consenso del e. Solo nel 1280 la Scuola medica, pu essendo di enu a ale con la p omulgazione delle leggi ede iciane nel 1231, iene esplici amen e e u icialmen e iconosciu a con l’emanazione dello speci ico o dinamen o da pa e di Ca lo I. Nel 1359 Gio anna I es i uisce all’A eneo sale ni ano la p op ia au onomia, consen endole la acol à di ilascia e diplomi senza l’a allo del e e licenze da ale e su u o il e i o io del egno. Nel 1430 Gio anna II concede a Napoli un p op io Collegio medico au onomo, che a o isce il libe o accesso degli s uden i ai co si di medicina pa enopei e il conseguimen o della lau ea p esso ques a Uni e si à. Nel XIV sec. insegna a Sale no Ma eo Sil a ico, bo anico e a macologo insigne ol e che medico, che con i suoi s udi di i o e apia dà nuo o impulso e igo e allo S udio sale ni ano, anche se di b e e du a a. Il XV sec. asco e anonimo; l’a i i à scien i ica del Collegio medico isul a p a icamen e assen e. Un ce o is eglio dall’oscu o g igio e si e i ica nel XVI sec.pe me i o dell’a i o mecena ismo di Fe an e Sanse e ino, un inno a o e o e che scuo e la Facol à, anima a da alen i s udiosi come F ancesco Al ano, Paolo G isignano e Michele Vicinanza, che le anno i i e e, almeno in pa e, l’an ico splendo e, p o a osi anche nel secolo successi o. A es imonianza di ques a b e e inasci a si segnalano in ci à le lau ee di due illus i lumina i: il clinico Gio gio Bagli i e il chi u go Ma co Au elio Se e ino. Du an e il sec. XVIII si assis e di nuo o a un deplo e ole is e ilimen o di pensie o; si i acchia di do ine supe a e e non più consone ai empi, laddo e in u a Eu opa la medicina b illa di idee e di o iginali appo i scien i ici. Una se ie di li i e di con ese con al e Uni e si à e sop a u o l’e e na con li uali à con l’A eneo napole ano ne accele ano ineso abilmen e il declino. Si dis ingue a 82" " l’al o una lunga e penosa dia iba con il P o omedica o, l’u icio sani a io di con ollo in ma e ia di sani à pubblica e di igiene, a cui Ca lo V a e a da o amplissime acol à, ingene ando una o a di collisione con le p e oga i e del Collegio medico e minando conseguen emen e il p es igio di ques ’ul imo. Negli ul imi decenni del XVIII sec. la Scuola appa e una modes a is i uzione locale, esclusa dai mo imen i scien i ici d’a angua dia, che i o ano in Napoli il lo o i e imen o na u ale. Sop a i e unicamen e in o za della esidua epu azione del suo passa o, che pe al o non è più su icien e a u ela la dall’incessan e deg ado cul u ale in cui si diba e, un decadimen o eso anco a più mani es o nei con on i del di ompen e s iluppo esp esso dagli al i cen i uni e si a i. In ale pano ama ine e la sopp essione è annuncia a e la chiusu a pun ualmen e giunge nel no emb e 1811, pe dec e o di Gioacchino Mu a , quasi nell’indi e enza gene ale. Rima anno alcune ca ed e nei locali dell’a uale Con i o Nazionale, ma sa anno aboli e de ini i amen e nel 1860 con l’a en o del Regno d’I alia. 83" " 1.4 Monachesimo Occiden ale e Scuola Medica Sale ni ana Il lungo pe iodo s o ico, che segue la cadu a dell’Impe o omano d’ Occiden e (476) e sos anzia l’al o Medioe o, è a igu a o comunemen e come un’epoca is issima di mise ia e di decadimen o, incupi a dall’impe e sa e di epidemie ico en i, che impo e iscono l’esis enza e acc escono pesan emen e il disagio sociale. T a le epidemie che de as a ono l’I alia me idionale, ipo a e dagli s o ici ico diamo quella del 543, la “pes e di Gius iniano” (pes e bubbonica), ma successi amen e e ne u ono al e a onda e nel 565, 582 e 590 pe u o il V secolo. Il Mezzogio no u unes a o anco a una ol a a il 745 e il 747 con migliaia di mo i. Nell’856 compa e la cosidde a “pes e anginosa” (pe ché colpi a la gola) al e an o micidiale e poi anco a al e epidemie semp e al amen e le ali nel 1013, nel 1016, nel 1022 e anco a nel 109364. Te ibili ca es ie, gue e senza sos a, assedi e saccheggi de as an i illuminano di luce sinis a ques i secoli. Con il c ollo dell’o ganizzazione ci ile omana iene meno u o un sis ema di conoscenze, le scuole mediche scompaiono, le biblio eche sono dis u e, le is i uzioni s esse si as o mano in o ganismi s e ili e ma ginali, la ice ca scien i ica si a es a. Il g ande bagaglio cul u ale scien i ico cos ui o dal mondo an ico è demoli o e dispe so dalle onda e ba ba iche che in adono la penisola, lasciando solo a e acce di un passa o illus e, o unosamen e scampa e e sal a e dal nau agio gene ale65. Nel qua o secolo la decadenza della medicina è comple a; il bagaglio cul u ale si iduce a compendi sca ni di an ichi es i dimen ica i, a lib e i di di ulgazione popola e, a ingenue accol e di s a aganze supe s iziose66. Con l’abbassamen o gene ale della cul u a, p o oca o dalla cala a dei ba ba i, chiudono le scuole pubbliche e o ina l’is uzione laica. Una o una a esp essione di Dupuy iassume il declino: << il uoco sac o dell’e à classica non ha più pe emblema che la pallida luce della cappella dei monas e i>>67. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 64""C ."MC"NEILL"H.W.,"La"pes e"nella"s o ia."Epidemie,"mo bi"e"con agio"dall’an ichi à"all’e à" con empo anea,"Einaudi,"To ino,"1981." 65"FIRPO"L.,"La"medicina"medie ale,"UTET,"To ino"1972,"pp."8I9." 66"COSMACINI"G.,"L’a e"lunga"s o ia"della"medicina"dall’an ichi à"a"oggi."La e za,"RomaIBa i"1997" pp.99I100." 67"FAUVET"J.,"Le" appe"della"medicina,"Ga zan i,"Milano,"1955,"p.41." 84" " In ale clima eme ge un uomo nuo o, l’uomo medie ale che pu non disdegnando la ci il à del passa o, è p o eso e so l’a e mazione di quei nuo i alo i e di quei nuo i obie i i sociali e spi i uali de a i dal C is ianesimo. In e essan e e sugges i a è l’ipo esi psicanali ica a anza a da P emuda sull’uomo medie ale: << L’uomo medie ale si p esen a all’osse a o e a uale come in una s u u a c is allizza a. Dal pun o di is a dell’a eggiamen o men ale, della posizione sociale, iloso ica, e ica e scien i ica si è o a o nello s a o di chi ha già scel o e di conseguenza non ha nulla da sceglie e (la scel a è app esen a a dalla s u u a medie ale igidamen e ge a chica so o ogni aspe o, una scel a già a a, in cui dal p imo, Impe a o e, Papa o au o i à scien i ica ino all’ul imo elemen o della scala ge a chica u i sono pa e in eg an e di un u o in eg a o e uni a io) >>68. Pe l’uomo medie ale la e a e i suoi beni sono s alu a i e quindi anche le ge a chie sociali che sono s a e onda e in o no a ques i beni. Tu i gli uomini della e a non sono che pelleg ini a a ella i da una comune ede e dall’amo e scambie ole che Dio ha comanda o, dis acca i dal mondo e ipiega i su se s essi in una lunga medi azione con la lo o i a in e io e. Esal azione dell’asce ismo quindi, della i a con empla i a, ma anche comp ensione e di esa di un’umani à sma i a a a e so nuo i compo amen i e nuo i modelli di i a69. Ques a con inua medi azione dell’ol e omba con conseguen e p omozione dell’ascesi p o oca pe ò anche l’indi e enza pe la cul u a, pe la ci il à del passa o e le sue es imonianze. Ma il Medioe o è anche un sussegui si di e en i dolo osi, o bidi e oscu i, su cui cade e ile la pa ola di spe anza del messaggio c is iano, lo slancio solida is ico di chi c ede nel sop anna u ale e nell’aiu o celes e ed è sop a u o il debole, l’indi eso, l’ema gina o l’ogge o di pa icola i p emu e e di a e uoso igua do70. Sono gene almen e pe sone al bando della socie à, di e si, ipudia i e espin i dalle o ganizzazioni comuni a ie, mal a a i, insomma un condensa o della """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 68"PREMUDA"L.,"S o ia"della"medicina,"CEDAM,"Pado a,"1960,"p.98." 69"C ."PENCO"G.,"S o ia"del"monachesimo"in"I alia"dalle"o igini"alla" ine"del"Medioe o,"Roma," 1961."" 70"C ."MOLLAT"M.,"I"po e i"del"Medioe o,"La e za,"RomaIBa i"1982;"GEREMEK"B.,"La"pie à"e"la" o ca."S o ia"della"mise ia"e"della"ca i à"in"Eu opa,"La e za,"RomaIBa i,"1986." 85" " so e enza umana. In an a so e enza, agg a a a dalla mise ia e dai disagi isici e mo ali, si a s ada la pa ola di spe anza del Vangelo, che in e iene a da e con o o e sollie o agli umili. << La so e enza è G azia >> dice Pazzini71 << è pu i icazione, pe cui l’ema gina o e anco più il mala o è un p edile o del Signo e >>, non un pecca o e che de e espia e la sua pena. Il C is ianesimo po a quindi un messaggio nuo o, che si oppone alle con inzioni dei p imi i i, che a ibui ano la mala ia a un demone o a una di ini à adi a a. Pe la ci il à g eco omana la mo e e a la ine di u i i piace i dello spi i o e del co po. Pe i C is iani la mo e è la libe azione dell’anima, che o mai p i a a del legame della ca ne può ien a e de ini i amen e in seno alla Chiesa ion an e. Tu i gli uomini, nobili o plebei, icchi o po e i sono a elli in C is o e la ca i à c is iana obbliga ad aiu a e i a elli più deboli, gli ema gina i, i mala i, la medicina non è che il p olungamen o della ca i à. La do ina c is iana ele a il alo e della i a umana e, nell’o ica della solida ie à, della a ellanza, dell’uguaglianza di on e a Dio, la ende degna di esse e issu a. Sos iene Cassiodo o ci a o da Penso72 che, pu essendo la medicina c ea a da Dio, non sono i medici, ma è dio che isana. È Dio che concede la i a. In a i, i olgendosi ai medici, a e e: “Omne quod aci is in e bo au in ope a, in nomine Domine Iesu aci e, g a iam agen es Deo e Pa e pe ipsum”, cioè << Tu o quello che a e in pa ole o in azioni, lo a e in nome del Signo e Gesù e pe esso dis ibui e le g azie in nome di dio e del Pad e >>73. Sono p esuppos i ondamen ali a a e so i quali il C is ianesimo di iene p incipio in o ma o e e a o e chia e della io ganizzazione di una i a sociale e poli ica p o ondamen e scon ol a. Con ques a impos azione e ico eligiosa in a i engono a ealizza si una se ie di inizia i e i ol e alla p omozione della ca a si spi i uale, dell’ele azione in elle uale e delle ope e di ca i à, ques e ul ime pe al o conc e izza e nell’esigenza mo ale di socco e e i deboli74. La più ade en e """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 71"PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"SEL,"Milano,"1947," ol."I,"pp."323I328." 72"PENSO"G.,"Medicina"medie ale,"Ciba"Geigy,"Milano,"p.8." 73"C ."DELUMEAU"J.,"Rassicu a e"e"p o egge e."De ozione,"in e cessione,"mise ico dia"nel" i o"e" nel"cul o"dell’Eu opa"medie ale"e"mode na."Rizzoli,"Milano,"1992." 74"AGRIMI"J.,"CRISCIANI"C.,"Ca i à"e"assis enza"nella"ci il à"c is iana"medie ale,"in"S o ia"del" pensie o"medico"occiden ale."An ichi à"e"Medioe o"a"cu a"di"G mek"M.D.,"La e za,"RomaIBa i," 1993,"pp.217I259."" 86" " in e p e azione di ques o bisogno solida is ico del mondo occiden ale è pos a in a o dai Benede ini, o odossi seguaci della con inzione che l’uomo ada cu a o nello spi i o e nel co po, un ideale monas ico che l’o dine iesce a ealizza e con l’ausilio agli in e mi, ai po e i e ai pelleg ini. E sono p op io la pace e la se eni à dei chios i le p emesse pe il so ge e e l’a e ma si della medicina monas ica, chios i che app esen ano la sede più ada a pe l’ese cizio della ca i à c is iana, all’in e no dei quali l’ammala o può sen i si sicu o e accudi o e non conside a si un pe icoloso eie o pe la socie à. Nell’anno 529 S. Benede o lascia Subiaco, sua p ima espe ienza cenobi ica, e si i i a a Mon ecassino, do e onda una nuo a comuni à eligiosa. Nasce così il monas e o, che accoglie i p imi adep i uggi i i dalle insidie dei empi. Ma l’abbazia non ha i a acile, dis u a p ima dai Longoba di nel 581 e poi dai Sa aceni nell’833, è icos ui a, di en ando esempio di e o e in elle uale e di ope osi à in u o il mondo c is iano. San Benede o muo e nel 547, dopo a e sc i o la celeb e Regola con en uale, un insieme di no me a e a egolamen a e la i a del monas e o, anco a oggi un monumen o di o ganizzazione, p eso a modello da u e le comuni à cenobi iche cos i ui esi in epoca successi a. Famoso es a il p ece o: o a e labo a, in e p e a o o se oppo un p o ilo sociale, ma in eso sop a u o pe se i e la medi azione e la p eghie a75. In ale impe o di a e ni à e di amo e l’assis enza sani a ia ne iene is o a a, acquis ando l’ammala o una nuo a con igu azione, o e pe la p ima ol a si sancisce esp essamen e il do e e pe la comuni à di assis e e chiunque si o i in s a o di bisogno e sop a u o di mala ia come se osse lo s esso C is o. Requisi i p ima i di un monas e o benede ino sono la scel a del luogo do e do à so ge e il cenobio, che de e esse e appa a o e anquillo, p o e o da solide mu a, la p esenza a o no ad esso di a ee col i abili ali da assicu a e l’au osu icienza, nel senso di ga an i e quan o possa occo e e alla comuni à senza c ea e la necessi à di usci e uo i dal con en o. Ogni abbazia p e ede nell’ambi o dell’o o ( i ida ium) un’a ea adibi a alla col i azione delle pian e medicinali. In p ossimi à dell’ing esso, sepa a o, più o meno lon ano dal con en o è l’hospi ium o e o il luogo di accoglienza dei mala i, dei pelleg ini, degli indigen i, con il """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 75"C ."DE"ROSA"G.,"S o ia"medie ale,"Mine a,"Roma,"1971." 87" " passa del empo l’hospi ium si con e e g adualmen e in in e me ia, des ina a p e alen emen e all’acce azione e alla cu a degli in e mi. Essa è cos i ui a da locali di degenza e di e ezione ol e che da a i se izi necessa i all’a i i à sani a ia ( a macia, mediche ia, co sia di degenza, ipos igli, ecc.). Le in e me ie nascono inizialmen e pe i bisogni dei con a elli ammala i e la s essa Regola a i e imen o a lo o, ma sa à una ase mol o b e e pe il apido espande si della ichies a di assis enza da pa e delle comuni à laiche all’es e no del monas e o. Responsabile dell’in e me ia è il monachus in i ma ius, che p o ede all’assis enza e alla cu a dei mala i aiu a o da qualche se en e scel o a i no izi. L’in e me ia app esen a un se o e di delica a impo anza nell’ambien e del monas e o, an o da esse e do a a di una p op ia au onomia e pe la quale è p e is o uno speci ico egolamen o, che disciplina l’acce azione, i i mi della gio na a e la dimissione del pazien e. Ques i, all’ing esso, iene isi a o di e amen e dall’aba e, che alu a l’e e i o bisogno di accoglienza e di cu e e dà all’in i ma io le oppo une disposizioni. Cos ui lo p ende in consegna, segue il deco so dello s a o mo boso, applica il a amen o a macologico e, se necessa io, lo so eglia gio no e no e. La e apia claus ale è basa a sull’uso sapien e delle pian e medicinali col i a e nell’o o adiacen e, di ques e e be si accolgono le pa i più u ili alla composizione dei a maci: le oglie, le adici, i semi e con essi si p epa ano pozioni, isane, unguen i, che sono conse a i nell’a ma ium pigmen a io um, da do e engono a i al bisogno. I degen i, p ima di lascia e l’hospi ium, de ono a e il bagno, la a e i p op i indumen i e le s o iglie e, se eligiosi, ip ende e g adualmen e le p op ie a i i à all’in e no del con en o. Pe le spese di assis enza l’aba e a inge ad uno speci ico appannaggio: l’hono in e me iae. In un’epoca in cui non esis e una sani à pubblica e quella p i a a è meno che modes a, è acile immagina e la u ba di mala i e di po e i aggi a si in o no ai monas e i e agli hospi ia con en uali. Ogni monas e o ha i suoi monaci in i ma i des ina i all’assis enza dei mala i, che, o ni i di un adegua o bagaglio di 88" " conoscenze mediche si p odigano in un p emu oso ed e icace adempimen o del lo o compi o nei igua di dei con a elli e degli s anie i di passaggio. Sono poche ed elemen a i le nozioni di ana omia, isiologia, pa ologia e e apia possedu e da ques i ope a o i, ma che lega e a un sano e logico buon senso, a un sagace ealismo clinico, a un’a gu a e na u ale in elligenza, a una lunga espe ienza, a un ma u o appo o medico pazien e, iescono ad esse e u ili, su icien i ed a idabili. La lo o p esenza è ale, ela i amen e al pa imonio cul u ale dell’epoca, che, pu non essendo in possesso di un i olo di s udio u iciale sono chiama i medicus o physicus anche in documen i sc i i dell’a chi io benede ino. Nello sc ip o ium di Mon ecassino si leggono e si asc i ono ope e di Galeno e di Ippoc a e76. Gli in i ma i cassinesi sono in possesso di un no e ole bagaglio cul u ale medico, a ciò si aggiunga la lunga espe ienza con i mala i, la dimes ichezza con le pian e, la manuali à nella p epa azione dei imedi, che ne anno pe sonaggi di aggua de ole compe enza. Manca lo o solo il i olo u iciale di medicus pe co ona ne la p o essionali à ed in a i sono comunemen e appella i con ale quali ica. A Mon ecassino, come nelle al e abbazie benede ine, sono essi a le mu a con en uali a s ila e i manuali delle pian e medicinali e ela i e i ù speci iche e le ecniche di col i azione: i cosidde i he ba i sani a is o ho uli, e i ademecum di i o e apia. E’ in ui i o quindi il con ibu o della medicina monas ica nell’e oluzione s o ica dell’a e salu a e, un’in luenza signi ica i a e an o più degna di app ezzamen o quan o più l’epoca è desola amen e dep essa so o il p o ilo scien i ico77. Tan e ecniche chi u giche sono cadu e nell’oblio, pe ché scompa si gli ope a o i, non c’è s a o as e imen o agli allie i, né da a l’epoca e la o ma men is, sussis ono en a i i di ice ca spe imen ale sulle p op ie à e sull’uso delle pian e medicinali, né, in ine, i me odi p esuppongono un’applicazione scien i ica. Mol o spesso il isul a o e apeu ico è in e p e a o come enomeno sop anna u ale so eso a p ocedimen i i uali ideis ici e i azionali in en a i piu os o che ai """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 76"LOWE"E.A.,"The"Bene en an"Sc ip ,"Ox o d"P ess,"p.18." 77"FIRPO"L.,"La"medicina"medie ale,"op."ci ."p.61." 89" " con enu i logici insi i nel p ocesso biologico. Ciò nonos an e, conside a o il uo o in elle uale enu osi a c ea e e il p e ale e dell’igno anza e della supe s izione nelle masse popola i, alcune abbazie di en ano celeb i pe la pe izia medica di alcuni con a elli, inoma e pe la bon à dei lo o o i e i monaci medici assu gono a chia a ama pe l’abili à con cui ese ci ano la p a ica dell’e bo is e ia. E in a i a Si iglia il esco o Isido o onda una scuola di medicina; mol i sc i i anonimi del pe iodo medie ale sono monas ici. Tan i e ba i, lapida i e bes ia i sono ope a di monaci, né mancano donne a esse Ildega da, badessa di Bingen, che sc i e un a a o di physica, nu i a ope a di scienza na u ale con implicazioni di medicina e e apeu ica. La p epa azione e l’abili à di ques i eligiosi endono ine i abile la ichies a della lo o ope a anche al di uo i del con en o e, anche pe lo o me i o, uo i dalle mu a monas iche engono cos ui i i p imi ospedali, ges i i dagli s essi monaci o uni amen e a p i a i, ma semp e alle dipendenze delle abbazie78. Ed è in ques o pe iodo ( a il IX e il XII-XIII sec.), che a o no ai monas e i si ap ono i p imi ospizi, i pos i di is o o, le mediche ie, che engono alles i e su e eni acquis a i dagli aba i in p ossimi à delle is i uzioni eligiose p op io pe la c eazione di ope e sociali. Ques e s u u e sono pe lo più e e e in posizione isola a, ma a o e ole, lungo le ie di comunicazione, adiacen i agli o i con en uali e con annesse o icine di i omanipolazione pe consen i e ai monaci la col i azione, accol a ed essiccazione delle e be salu a i e quindi la p epa azione di o mulazioni medicinali. Vale la pena ico da e che delle pian e a scopo medicinale iene u ilizza a ogni lo o pa e: le adici ( adici, izomi e bulbi), il us o con i ami e i amoscelli, la co eccia, che a olge lo s ele, le oglie e le onde, il io e con le sue pa i ( ice acolo, calice, sepali, pe ali e s immi) e le in io escenze, i semi. Le p epa azioni i ogaleniche alles i e dai a i e anco a oggi in uso e ano: gli in usi, (il me odo più an ico), o enu i e sando l’acqua calda sulla d oga impiega a o ponendo la d oga nell’acqua calda; i deco i, p epa a i man enendo pe un empo s abili o la d oga in acqua bollen e e acendo decan a e; gli es a i acquosi, le in u e, i ini medicamen osi, gli oli a oma ici, o enu i """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 78"CASTIGLIONI"A.,"S o ia"della"medicina,"Milano,"Mondado i,"1948,"p.263." 96" " la sua e sione a abizza a. Secondo Pie o Diacono, monaco cassinese e eda o e di una C onica, Cos an ino u: monachus omnibus philosophicis s udios pienissime e udi us91. Na o a Ca agine in o no al 1019, si accon a di lui come di un in a icabile iaggia o e del mondo conosciu o, dall’Egi o all’E iopia, dalla Si ia alla Pe sia ino addi i u a alla lon ana India. I ipe u i con a i con espe ienze e cul u e di e se gli consen ono un disc e o app endimen o delle lingue pa la e, dal g eco all’a abo, dal si iaco al la ino, sulla cui pad onanza iesce a cos ui e una solida is uzione specie pe quan o igua da i g andi emi della medicina, e so i quali ma u a una decisa inclinazione. Dopo una consolida a equenza di alcune p es igiose sedi in elle uali del mondo islamico come Bagdad e Alessand ia, ien a a Ca agine pe onda i un cen o scien i ico. Ma l’inizia i a non ha buon esi o e Cos an ino de e lascia e la ci à e di ige si e so l’I alia, aggiungendo Sale no, all’epoca inoma a pe a ici e opulenza, sede di medici alen i e di a e ma a p o essionali à. Vi giunge in o no al 1076 in un momen o di g ande con usione (Gisul o II è appena cadu o e Robe o il Guisca do si è insedia o nel palazzo che già u di A echi), ma la pe manenza in ci à è b e e, comunque quan o bas a pe en a e in con a o con le pe sonali à più do a e della capi ale, da Robe o all’a ci esco o Al ano, ai do i della Scuola medica. Dopo ci ca un anno di soggio no, con in o da Al ano, aggiunge Mon ecassino, do e a o i o dal mecena ismo dell’aba e Deside io, au o e en usias a delle inizia i e in elle uali, indossa il saio dell’umile a icello, dedicandosi con ene gia ad un g ande la o o di aduzione dall’a abo in la ino di nume ose ope e scien i iche in g an pa e di medicina. La singola i à di ques ’uomo nell’ambi o della medicina di Sale no non eme ge quindi da una qualsi oglia a i i à p o essionale ese ci a a da cos ui, ma dalla sua ines imabile e indiscussa a ica di iesumazione di insegnamen i pe du i. Dei es i medici più signi ica i i ado i dall’a abo in la ino si ico dano il Via icum di Al Gazza e il Pan egni di Alì al Abbas, due ope e di g ande con enu o inno a i o pe le in o mazioni e le do ine con enu e i. I con enu i inno a i i di ques o nuo o sape e endono la capi ale no manna ci adella di una cul u a aggio na a, imp eziosi a da un’igno a a scienza g eco- """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 91"BLOCH"M.,"Mon ecassino"in" he"Middle"Age,"Roma,"1986,"p.127." 97" " a aba, che la lancia su no elli app occi eo e ici e su di e si pe co si e apeu ici, endendola cen o in elle uale capo ila nella a iega a ci il à eu opea. La s ol a cos an iniana, in al i e mini, a della Sale no del XII-XIII sec. un polo di a azione pe maes i e allie i d’ol alpe e di di usione di sc i i e idee ai an i cen i di sape e spa si pe l’Eu opa. I appo i semp e più equen i e p olunga i degli occiden ali con il mondo a abo ( esidenza in e i o i assogge a i, con a i me can ili, pelleg inaggi in Te asan a, spedizioni mili a i…) consen ono lo s udio di ques a ci il à cul u almen e ellenizza a, se ne i aducono i es i in la ino, quei es i già asla i dagli A abi nella lo o lingua; sicché mol i asselli del pa imonio classico engono icompos i, mol e ope e pe du e sono i o a e. L’a i o a Sale no di una icca accol a di aduzioni a abo la ine de e mina un ammode namen o del bagaglio iloso ico scien i ico, che si ipe cuo e sull’o ganizzazione degli s udi medici, in cui o a en ano di di i o i commen i di Galeno agli A o ismi e ai P onos ici di Ippoc a e, il Pan egni di Alì Abbas, il Via icum di Al Gazza e i a a i di Isacco il Giudeo. Sono es i che anno la lo o compa sa pe la p ima ol a nel piano di s udi della Scuola di Sale no pe di onde si successi amen e nelle uni e si à eu opee so o il nome di A icella che e a un’an ologia di es i in uso p esso le scuole di medicina come es i cu icula i. In conclusione Cos an ino con il suo zelo, la sua diligenza e la sua cul u a o e un ma e iale ines imabile e necessa io pe da e il ia a quel Rinascimen o scien i ico92 che ede la sua culla p op io nella Scuola di Sale no. Sul cade e dell’XI secolo in an o la medicina monas ica è all’apogeo. Ma p op io la sua o una a ascesa c ea e consolida una nu i a assis enza ex amu ale. Le in e me ie claus ali non sono più l’unico polo di accoglienza sani a ia, pe ché i monaci, nell’in e p e azione semp e più es ensi a dell’umana solida ie à e so la colle i i à so e en e, si allon anano semp e più equen emen e dai con en i, a ol e pe gio ni e gio ni, pe anda e a socco e e l’ammala o. Tale enomeno, anche se l’a e sani a ia p a ica a dai a i incon a consensi a a o e a la gen e comune, di iene pe al o semp e meno compa ibile con la Regola claus ale, """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 92"C ."HASKINS"C."H.,"La"Rinasci a"del"XII"secolo,"Il"Mulino,"Bologna,"1982." 98" " i elandosi sop a u o un cespi e di guadagno e di pecca o, pe ché semp e più spesso è da o assis e e a compo amen i poco in linea con l’abi o monas ico. Nello s esso empo so gono ospedali al di uo i del monas e o e i da monaci, che, pu dipendendo o malmen e dall’aba e, in p a ica sono s incola i dalla igida no ma i a eligiosa. Secondo una in e p e azione di Ag imi e C isciani93 ai p imo di della p op ia a i i à il monaco indi idua a nella mala ia un ogge o di in e en o ca i a e ole, in quan o la ca i à è il incolo d’amo e che is i uisce un legame iliale e pa e no a Dio e gli uomini e di a ellanza a gli uomini di ede, il che è in sin onia con la p edicazione del Vangelo. In conclusione, in quando pe du a la medicina monas ica, il mala o suppo a pazien emen e le sue so e enze con idando in Dio, sal a o e della sua anima94. Con il passa del empo, il socco e e e il cu a e ichiedono una semp e maggio e compe enza, una pe izia semp e più quali ica a; il monaco inisce con il di en a e più medico e meno eligioso, nel senso che l’impegno del a amen o e apeu ico lo endono semp e meno a en o alle cu e spi i uali e agli s udi eologici cui do ebbe p imie amen e esse e i ol o. In a i, men e nei p imi empi l’ope a del monaco medico è sop a u o limi a a a un’a i i à non p op iamen e scien i ica, ma più congenialmen e eligiosa, concen andosi su p eghie e, apposizione delle mani, unzioni con olio san o, in epoca successi a, anche pe na u ale e oluzione delle p ocedu e, il suo ope a o di iene più p op iamen e medico con impiego di e be salu a i, manipolazioni di pian e, modali à di somminis azione e dosaggi, quindi l’in e en o ispe o ai p imo di è più na u alis ico, biologico, a macologico. La medicina quindi, na a nei chios i, si a laicizzando, i monaci non solo p es ano consul i ai mala i e ai bisognosi, ma si ecano al lo o domicilio, o endo assis enza lungo u o il pe iodo dello s a o di mala ia95. Dopo una lunga esis enza, i monaci ien ano nei anghi, iadeguandosi alle lo o più speci iche e do e ose unzioni, nel gi o di un secolo e mezzo ci ca assis iamo a ques o i o no nei monas e i, g aduale ma p og essi o; la medicina è abbandona a, le in e me ie si s uo ano, ise a e ai soli """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 93"AGRIMI"J."I"CRISCIANI"C.,"Mala o,"medico"e"medicina"nel"Medioe o,"To ino,"1980." 94"C ."PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"op."ci .,"pp.251I262." 95"BUSACCHI"V.,"S o ia"della"medicina,"Cappelli,"1951,"p.137." 99" " con a elli, l’a e sani a ia passa len amen e nelle mani dei laici. Con empo aneamen e lo s esso conce o di assis enza a pe dendo signi ica o di obbligo di ca i à e so il p ossimo, pe con lui e in una is i uzione pubblica, quella dell’ospedale medie ale, do e sono app es a e cu e condo e con pa i espe ienza e compe enza, meno compassione oli e più p o essionali. Ma un al o e en o, in un ce o senso i oluziona io, iene a a o i e ques a as o mazione ed è l’emanazione del dec e o di Rugge o II, e delle due Sicilie, in cui si p esc i e l’obbligo del possesso di un’au o izzazione egia pe ese ci a e la p o essione medica. Tale dec e o, con lui o poi nelle “Cos i uzioni” di Mel i di Fede ico II, dispone che pe ese ci a e l’a e della medicina, bisogna so opo si p e en i amen e a un esame da an i a unziona i egi. Tale decisione semb a sia o igina a dall’ama a cons a azione di una di usa ca i a p a ica dei monaci medico e al i eligiosi, la cui maggio anza si i ela una massa di incapaci e igno an i con sca se acquisizioni a macologiche. Quindi, se da una pa e sono p esen i a Sale no alen i medici che anno ono e alla ci à, me i andole ama e iconoscimen i anche da paesi lon ani, di con e so sussis e un as o g uppo di cia la ani, gua i o i e medicas i anche di es azione ecclesias ica, che lascia mol o a deside a e sui isul a i delle lo o p a iche. Ques i, spesso, gi o agando pe illaggi e pe piazze, magni icando le lo o cu e mi acolose, ci ando a o ismi a sp oposi o e ichiedendo inoppo unamen e ausili eu gici. Quindi l’in e en o di Fede ico II96 iene a ibadi e pe il medico non solo l’obbligo al possesso di un’au o izzazione all’ese cizio p o essionale, ma l’obbligo, pe o ene lo, ad esse e so opos o ad un esame da an i a una commissione di maes i sale ni ani, enu i a es imonia e con adegua e ce i icazioni la p epa azione almeno su icien e del candida o. A an o a aggiun o inol e anche un a es a o di edel à al e, ilascia o dai suoi ica i, che l’a anno esamina o in me i o. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 96"C ."MORPURGO"P.,"L’in e en o"legisla i o"di"Fede ico"II"in"Filoso ia"della"na u a"nella"Schola" Sale ni ana"del"sec."XII,"Cluebb,"Bologna,"1990." 100" " Solo quindi dopo un esame ad hoc, condo o ai sensi della disposizione egia, l’aspi an e medico può o ene e l’abili azione alla p a ica (licen ia medicandi). La egolamen azione appo a a all’ese cizio dell’a e sani a ia da pa e di Rugge o e di Fede ico II iene a is o a e e a da e inno a a digni à e p es igio alla medicina sale ni ana, s ondandola di elemen i poco quali ican i e consen endo la inasci a e la c esci a di medici do a i di compe enza e p o essionali à. 101" " 1.5 I docen i della Scuola e le ma e ie di insegnamen o L’insegnamen o della medicina a Sale no, nel medioe o, sia pu e in o ma udimen ale, e a ese ci a o da p i a i docen i, cui eni a da o l’appella i o di medici. Na a la Scuola, non po e a manca e l’ope a conco de di ques i maes i, associa i dal comune in e esse e dal i o deside io di da le maggio e inc emen o e digni à, onde a poco a poco di enne cen o di do ina e di usione dell’a e medica. I documen i, sop a issu i ci i elano che in quell’an ica epoca osse mol o sca so il nume o dei medici e ques i, a ia i all’a e salu a e pe adizione di amiglia, e comple a e le lo o conoscenze con l’in e p e azione degli an ichi es i ad essi pe enu i, ne ende ano pa ecipi quelli che, a idi di app ende e i dogmi della medicina, si eca ano a Sale no.97 In a i la adizione del sape e medico in alcune amiglie pe du ò pe a ie gene azioni, specialmen e nel pa izia o sale ni ano, che di enne geloso cus ode di ques o pa imonio. Il empo po ò con sé no e oli as o mazioni nell’a e, e denominazioni di e se a chi le ese ci a a. La pa ola magis e , come mezzo di dis inzione di quelli che si dedica ano all’insegnamen o o all’ese cizio della medicina, u assun o un po’ a di. Leone Os iense chiamò Al ano p uden issimus ac nobilissimus cle icus, non magis e ; T o ula de Ruggie o, egualmen e, u solo sapiens ma ona. Nel XII secolo o iamo Magis e Ba holomaeus, Magis e Ma haeus Pla ea ius, Magis e Fe a ius, e un nume o no e ole di cul o i dell’a e medica dis in i con la quali ica di cle icus e medicus. Nel secolo successi o il i olo di cle icus scompa e de ini i amen e, men e la quali ica di magis e si accompagna a quella di phisicus, oppu e di medicus. Solo più a di appa e il doc o in phisica e quello in a ium el medicinae doc o , e alcune ol e il i olo di magis e è accompagna o dalla quali ica di ci u gicus, oppu e in medicinali scien ia p o eso . La Schola e a un is i u o a sé, una o ganizzazione indipenden e, cos i ui a di insegnan i dis in i pe i lo o speciali me i i e di essa a e a la esponsabili à mo ale e la u ela il P aeses, ma solo nella quali à di decano. Quando u c ea o il P io e come sup ema digni à del Collegio, l’anziani à u i olo di me i o. La Scuola di Sale no in dall’an ichi à può enume a e insigni Maes i, """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 97""DEL"GAIZO"M.,"Documen i"inedi i"della"Scuola"medica"sale ni ana,"Napoli,"1888." 102" " alcuni dei quali u ono enu i in g ande conside azione da di e si egnan i e ono a i di p i ilegi e a o i. Le do ine mediche, di use da Ga iopon o e dai suoi con empo anei, non si es inse o con essi; al i maes i segui ono le lo o o me e u ono degni successo i. Nella seconda me à del XII secolo e illus i maes i cos i uiscono p incipalmen e un p ege ole o namen o della Scuola: maes o Sale no, Ma eo Pla ea io junio , e Musandino. Maes o Sale no u enu o in g an p egio dai suoi con empo anei pe la sua do ina, no e oli sono le sue Tabulae Sale ni anae, in cui iunì i semplici secondo la lo o i ù, acili ando ai medici la p a ica applicazione su di essi. Il Compendium, al a sua ope a, comple a le Tabulae, e o ma con esse un e o a a o di e apia gene ale e di p epa azione dei a maci98. Il Giacosa gli a ibuisce anche il a a o Ca holica che egli i iene sia imas o incomple o e igno o ai suoi con empo anei99. Ma eo Pla ea io junio appa e ne a ad una amiglia che già a e a da o alla Scuola insigni cul o i dell’a e medica, ed egli degnamen e ne con inuò la adizione. Le sue Glosse all’An ido a io di Nicolò il P eposi o cos i uiscono, pe i empi in cui egli io ì, un a a o non p i o d’in e esse scien i ico. In esse il Pla ea io espone la do ina dei semplici, secondo i p incipii galenici, desc i e mol e pian e p eceden emen e igno a e, e dà u ili cognizioni in o no alla p o enienza e alla so is icazione di a i p odo i medicinali. Musandino è il celeb e maes o e decano della Scuola che Egidio di Co beil ele a agli ono i della glo ia. Egli è il P aeses, la somma au o i à di quei do i, des ina i a di ulga e i dogmi della medicina, di cui ace ano pa e al i lumina i del sape e: Ma eo Salomone, innalza o alla ca ed a nell’Uni e si à di Mon pelie ; U sone, celeb e pe il suo a a o De U inis; Maes o Mau o, il medico aulico, ichies o dai icchi, s ima o pe la do ina, e pe la sua o una, e enu o in con o pe le sue ope e. Una eminen e igu a di p ela o, degno di s a e accan o all’A ci esco o Al ano, u Romualdo II di Gua na, che, espe o in u e le discipline, ebbe una speciale p edilezione pe l’a e medica. Di lui si ico da che pe ben due ol e u chiama o """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 98"DE"RENZI"S.,"op."ci .,"p.311." 99"GIACOSA"P.,"Magis i"Sale ni ani"nondum"edi i,"To ino,"Bocca,"1901,"p.71." 103" " al capezzale di Guglielmo I, Re di Sicilia, suo nipo e; ma men e una p ima ol a lo so asse alla mo e, una seconda ol a non iuscì a debella e il male, pe ché ques i non olle so opo si ad alcuna cu a100. Un al o maes o enu o in g andissima epu azione dalla Regina Gio anna II u An onio Solimena che io ì alla ine del XIV secolo. Come il De Renzi a e ma, il Solimena si dis inse pe la sua edel à, pe la do ina e pe le g andi p o e di sape e da lui da e, pe ali me i i u ele a o all’al o u icio di Maes o Razionale della Magna Cu ia col soldo annuo di sessan a once d’o o101. Alcuni maes i ebbe o una pa e impo an issima negli a enimen i poli ici del lo o empo. Eme ge a u i Gio anni da P ocida, igu a nobilissima di pa io a e di scienzia o. A ques ’uomo, che ha ono a o la ci à con il p es igio e l’acume di cui si dis inse, u ono in es a i in epoca o mai emo a una s ada, una scuola e un ospedale. Poco si conosce sulla i a di ques o pe sonaggio p ima del 1250 pe l’esigui à delle on i e la ca enza di ci azioni102. Si i iene comunque che, lau ea osi p esso la Scuola Pa ia, abbia nella s essa insegna o, dis inguendosi pe capaci à p o essionale, an o da esse e p escel o da Fede ico II nella osa dei suoi medici pe sonali e dei suoi amici. Ed è p obabile che p op io alla co e ede iciana si siano consolida i i suoi con incimen i poli ici iloimpe iali e quindi la edel à all’impe a o e, la solida ie à alla sua lo a. E’ p obabile che p op io du an e il egno di Fede ico II abbia esp esso il meglio della sua a i i à p o essionale e della sua dedizione al so ano. Il suo pe iodo di ca ed a ico uni e si a io do ebbe cade e a il 1228 e il 1231, in un’epoca cioè in cui, pu a endo Fede ico II già is i ui o l’Uni e si à di Napoli, l’insegnamen o della medicina a Sale no è anco a io en e e la acol à conse a anco a il p i ilegio di lau ea e di abili azione p o essionale. Gio anni se e l’impe a o e come medico pe sonale con es ema digni à e dedizione an o che sono ico da e alcune ice e con le quali lo a ebbe cu a o nei momen i di mala ia, non solo, ma a endogli lo s esso so ano a ida o la p op ia i a e salu e, è ip o a della sua do ina e della sua leal à. Con la mo e """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 100"DE"RENZI"S.,"op,"ci ."p.321." 101"DE"RENZI"S.,"op."ci .,"p.424." 102"C .""BUSCEMI"P.,"La" i a"di"Gio anni"da"P ocida,"Pale mo,"1859." 104" " di Fede ico II si pa le à semp e meno di Gio anni medico, men e eme ge à ne amen e la pe sonali à dell’uomo poli ico. Mol e ope e di maes i sale ni ani anda ono pe du e; quelle che imangono mos ano quan a osse la lo o saggezza e la lo o espe ienza. Di soli o gli an ichi maes i, si decide ano a sc i e e le lo o ope e, in segui o alle solleci azioni dei lo o scola i, deside osi di a e e so o mano la ma e ia, che e a s a o a gomen o delle lo o le u e. Ai maes i di Sale no spe a il g ande me i o di a e de a o pe p ima le no me che il medico de e segui e, quando egli si o a p esso il le o dell’ammala o. Esse cos i uiscono un documen o p eziosissimo, da cui si ile a quan a impo anza quei maes i a ibuisse o alla nobile missione del medico, e quale osse il lo o spi i o di osse azione e la p o onda conoscenza del cuo e umano. Ecco quan o la Scuola sc i e: In e en o del medico p esso l’ammala o << O medico, quando sa ai chiama o p esso l’ammala o, aiu alo in nome del Signo e e cogli s essi sen imen i i accompagni l’Angelo che u guida a Tobia. In o ma i p ima da quan o empo è mala o e quale male accusa e, quando sa ai alla sua p esenza, appa isca che u igno i le sue so e enze. Osse ando l’o ina e il polso non po ai conosce e la na u a del male, u a ia p eoccupa i che l’ammala o abbia iducia in e e i s imi cus ode della sua salu e. Sia pu e a ua conoscenza se egli abbia con essa o le sue colpe al sace do e e, se non l’a à a o, assicu a i che subi o lo a à. P esso l’in e mo non i mos e ai né supe bo, né a ido di dana o, ma umile e salu e ai egualmen e con modes ia e, quando siedi, in i a gli al i a sede e. Se i o ono qualche be anda, a una pa ola e l’al a, loda la bellezza del si o, la disposizione della casa, an a la libe ali à della amiglia. Osse a il polso dell’ammala o, ma non sii a o in inganno dalle nume ose pulsazioni, do u e alla le izia pe il uo a i o, o, se egli è a a o, alla p eoccupazione pe il compenso che i do à co isponde e. Aspe a che si sia calma o e bada che non si ponga a giace e sul la o della mano che osse i, né essa sia oppo ape a o chiusa. Fino a cen o ascol e ai le pulsazioni, pe ché u possa comp ende ne la na u a e pe ché gli 105" " as an i, dopo l’aspe a i a, accoglie anno con più piace e il uo giudizio. O dina poi che i sia po a a l’o ina, pe ché l’ammala o si con inca che non il polso sol an o, ma anche l’esame dell’o ina iesca a a i conosce e il suo male. Dell’o ina gua de ai il colo e, la sos anza, la quali à e il con enu o e poi, coll’aiu o di Dio, p ome e ai la salu e dell’ammala o. Lon ano da lui, da ai ad in ende e ai amilia i che non è acile comba e e il male, pe ché, se l’in e mo gua i à, sa à asc i o a uo me i o e lode, se mo à essi a es e anno che da p incipio a e i dispe a o della sua salu e. Bada inol e di non gua da e con occhio cupido né la moglie né la iglia, né la se a pe ché, così acendo, il uo animo es a u ba o e si può modi ica e il ole e di Dio, uo coope a o e>>.103 La con essione e a uno degli obblighi mo ali, a cui l’ammala o si do e a so opo e, e i maes i i ene ano lo o do e e di consiglia e alla amiglia che l’ammala o chiedesse anche il con o o del sace do e, quando il male si p esen a a con una ce a g a i à. E o a osse iamo il maes o del empo an ico nel suo abbigliamen o, si eca a alla Scuola, ci conda o da una schie a di gio ani, una lunga cappa ne a cop i a la sua pe sona, un cappuccio ne o p o egge a la sua es a, un paio di guan i ino al gomi o. Suo compagno indi isibile e a un ecchio codice di medicina, che gli se i a pe l’abi uale le u a. E a così il maes o che o iamo nelle minia u e di Pie o da Eboli. I medici, pe dis inzione della lo o classe, e pe ché godesse o la do u a s ima e epu azione, ebbe o mol a cu a nel es i e così come si ile a dai P ece i: << Il medico sia semp e bene olo e con abi o puli o; luccichi nelle sue di a splendido anello. Se può, abbia pe sé un ca allo di p egio, e anche le sue gua nizioni siano belle e deco ose. Con ni ida es e iusci ai ad esse e più g adi o, una splendida es e i p ocu e à pa ecchi bene ici, un abi o ile i p ocacce à una ile icompensa. Poiché un medico po e o ice e ili doni>>104. L’a e mazione della Scuola, che un abi o ile p ocaccia al medico una ile icompensa, a ebbe pensa e che nei lo o cuo i i osse a idi à del dana o. Alcuni e si del << Regimen >> lo con e me ebbe o nel capi olo che ha pe i olo: """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 103"DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"Vol."2°,"p.74." 104"REGIMEN"SANITATIS,"p."565." 112" " 2.1 La chi u gia di Ruggie o Pa la e di a do medioe o nell’ambi o della s o ia della medicina e della chi u gia in pa icola e signi ica e idenzia e innanzi u o l’impossibili à di delimi azione cul u ale in una c onologia conchiusa, pe ché sono mol i gli elemen i, che lo agg o igliano alle epoche p eceden i, oppi i enomeni in elle uali, poli ici e sociali, che pu illuminandolo, non possono conside a si né inizia i né esau i i in esso, ma che, già p esen i in epoche an e io i, in esso i o ano quell’impulso pe una io i u a successi a. Siamo di on e a una si uazione che si può de ini e di medioe o scien i ico, in eso come c ogiolo di pensie o, di slanci, che non app esen ano più il sape e medie ale, ma non sono anco a inasci a, ma in cui lie i ano i lessi di classici à e ge mi di nuo i empi. Si a e e una o ma men is nuo a, che su una s a i icazione di con inzioni me amen e medie ali, semb a ibolli e di nuo i e men i, p o esa alla ice ca di indi izzi des ina i ad imp ime e un’e oluzione all’umana ci il à. Sos iene Pie e B une : << Gli s o ici mode ni sono conco di nel so olinea e quan o siano inde e mina i i con ini di ques o pe iodo lungo dieci secoli, che la adizione chiama Medioe o. Pe onda a che sia la dis inzione di un Al o Medioe o, non elimina u e le di icol à. Non si può in a i sos ene e che le nozioni di inasci a del sec. XII e di inasci a ca olingia in oducano una limi azione c onologica più age ole pe lo s o ico, pu essendo noi oggi ben lon ani dal conside a e ques a lunga appa della ci il à come un semplice pe iodo di a esa e di ges azione del Rinascimen o>> e aggiunge: << La s o ia della scienza pu e p esen a una ase di ansizione a pensie o an ico e scienza mode na; sussis e comunque una con inui à un po’ cao ica, ma indiscu ibile, pu nell’appa en e di e si à delle endenze e dei en a i i >>112. Ed è p op io in ques i p imi secoli dopo il Mille che si assis e ad un amalgama si di cul u e, in cui slanci eso e ici de i a i dal gus o pe l’alchimia, la magia, l’as ologia si mescolano a do ine iloso iche d’a angua dia e ad a eggiamen i empi ici, con i endo in un con es o scon olgen e con sane in es igazioni scien i iche, anche se anco a imb iglia e da os ili à eligiose113. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 112""BRUNET"P.,"La"Scienza"nel"Medioe o,"La e za""Ba i,"1976,"pp."101I102." 113""PAZZINI"A.,"S o ia"della"medicina,"op."ci .,"pp."436I444." 113" " In ques i secoli in Eu opa e in I alia è ope an e una chi u gia dele e ia, a igianale, condo a da empi ici, che a o endo il disc edi o e lo sce icismo sull’a e, ne hanno age ola o in g an pa e il dis acco dalla medicina. In a i, una chi u gia come is i uzione, p epos a alla cu a ope a o ia del mala o, è p a icamen e assen e sulla scena scien i ica114. L’o ganizzazione sani a ia è insu icien e a soddis a e le esigenze di un in e en o chi u gico e il bagaglio ecnico è po e o sia come appo o di conoscenze s umen ali sia come ecnica ope a o ia e a e p op ia. Quelle poche cognizioni empi iche di ecnica, così modes e nei p esuppos i eo ici e nel azionale e così amman a e di i uali à magico eso e iche, es ano nelle mani di ope a o i del u o es anei alla medicina, asmesse igidamen e nell’ambi o delle poche amiglie che ne de engono la conoscenza. Il medico p o essionis a d’al onde, una ol a e mina o il co so di s udi e di app endis a o, es a p a icamen e al ma gine della scienza a causa del manca o inno a si dell’in o mazione e dell’aggio namen o p o essionale, impossibili a o dalla a i à di es i sc i i e dalla len ezza che g a a sulla di usione delle nuo e acquisizioni scien i iche. Inol e non esis e anco a l’is i u o di un co so di s udi egola e, si una lau ea u iciale, di un con ollo s a ale sulla p o essione, mode namen e in eso anche pe la sca sezza di un pe sonale quali ica o. Sussis e una si uazione di ana chia, che consen e il pullula e di “p a iconi”. Che si anno passa e pe chi u ghi, ma non sono al o che medica o i di e i e, inciso i di ascessi, la cui ope a non ha nulla a che ede e con gli insegnamen i di pa ologia e di e apia de a i da Ippoc a e e Galeno, il Pazzini a e ma: << Impa a ano il mes ie e alla bo ega di un maes o e, quando a lo o ol a si e ano impossessa i della ecnica, ap i ano le bo eghe con l’insegna di e bacili o con quella del bas one a bande spi ali osse e bianche >>115. Nonos an e ques a si uazione alquan o sco aggian e, sussis ono, anche se in una ase di p o ondi dissensi cul u ali, mo imen i di ice ca scien i ica e men e l’ese cizio p a ico della chi u gia a icompa endo a a e so l’ope osi à di qualche Scuola, ci si acco ge che a Sale no la adizione classica non è mai """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 114""C ."PAZZINI"A.,"op."ci .," ol."I,"pp."507I512." 115""Ibid.,"pp."507I"512." 114" " amon a a e con essa la p a ica della chi u gia che es a in mano ai chi u gi, anche se l’in e en o manuale è limi a o a a amen i pa ie ali semplici e l’a i i à ope a o ia è acchiusa in modes i appo i116. A Sale no si s udiano nuo i codici a a e so l’ope a media ice di Cos an ino a medicina a aba e medicina classica, si pe segue l’indi izzo p a ico e sos anziale delle scuole bizan ine. Con Robe o il Guisca do, Ruggie o II, Guglielmo I il Malo, Guglielmo II il Buono, il Regno no manno conc e izza una usione di ci il à di e se, che assimila e in eg a in una ecip oca e paci ica con i enza117. Ques o de e mina le p emesse pe un o dina o s iluppo economico e in elle uale e la ma u azione di scambi, espe ienze, ecniche. L’a i i à dei no manni igua do la p omozione in elle uale, che a l’al o è a o i a da nume ose aduzioni in la ino dal g eco del sape e scien i ico, e ul e io men e sos enu a so o il egno degli S e i i quali, mos ano un no e ole in e esse pe la cul u a, amano ci conda si dei miglio i le e a i uomini di scienza del empo, an o che la co e di Pale mo di en a c ogiolo di e o e in elle uale con appo i scien i ici o iginali, che danno un nuo o impulso alle scuole me idionali. Nel Me idione si assis e a un a ina o cen o di cul u a, che si impone all’a enzione eu opea, enendosi a ealizza e un elice pun o di incon o a occiden e c is iano e o ien e islamico. Ed è p op io ale poli ica che pe me e alla chi u gia di ien a e nelle scienze, la oglie dalle mani dei p a iconi, assegnandola d’obbligo all’o dinamen o scien i ico dell’Uni e si à. In ques o modo, si o engono due isul a i: la conse azione di una chi u gia adizionale che a onda le p op ie adici nel pensie o e nell’ope a della la ini à; la p ese azione della sua digni à scien i ica. Sussis e in a i a Sale no un ese cizio chi u gico condo o da medici, in cui si ope a seguendo un indi izzo essenzialmen e p a ico ed il ichiamo di Ruggie o ne è solida es imonianza. Le no izie assegna e a Rugge o dalla s o ia e dalla adizione sono poche e ammen a ie. Vissu o negli anni a ca allo a il XII e il XIII e na o nella nobile amiglia dei F uga do, di spicco a Sale no nell’ XI secolo e al cui casa o si uole """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 116""DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a"della"Scuola"medica"Sale ni ana,"op."ci ."pp."345I"350." 117""CARAVALE"M.,"Il" egno"no manno"in"Sicilia,"Giu è,"Milano,"1966." 115" " appa enga la s essa T o ula. La sua i a è nebulosa come lo è anche la pubblicazione del a a o che lo ha eso amoso: la Chi u gia o Compendium chi u giae o P ac ica chi u giae o Roge ina, possiede una o men a a collocazione c onologica. L’ope a ede la luce in un pe iodo che a dal 1180 al 1230, si uole che la s esu a del a a o sia s a a e e ua a da un suo allie o: Guido d’A ezzo, medico e p o esso e di logica. La Chi u gia di Rugge o è ope a di a a epe ibili à sia come codice che come edizione a s ampa. Della sua p oduzione si ico da una P ac ica medicinae, un excu sus di medicina p a ica, eda o secondo le acquisizioni dell’epoca e il cui manosc i o si conse a nella Biblio eca Nazionale di Pa igi, nonché un T ac a us Roge ii de sec e is na u ae, il Sec e us libe , la Quaes io de p ac ica e i Commen a ia Roge ii in an ido a ium Nicolai. E’ possibile a eggia e la pe sonali à di Rugge o a a e so la desc izione delle sue icende cliniche, il con ibu o che Rugge o da alla chi u gia sale ni ana e pe essa al p og esso di u a la chi u gia è di es ema impo anza. Il Tabanelli sos iene: << Rugge o nella chia ezza delle a e mazioni, nella logica del agionamen o, appa e, seppu in modo p imi i o, un g ande sc i o e di cose di chi u gia. Egli nobili a l’a e, che, decadu a ispe o alle conoscenze degli an ichi, e a di enu a nella sua epoca pa imonio di empi ici; la do a di un’au o i à e pe sonali à p op ia, la codi ica e le dona un p o ondo e se io con enu o >>118. Rugge o app esen a la igu a più emblema ica della au oc ona chi u gia sale ni ana, è il accogli o e di quan o di meglio i sia s a o al suo empo in o no alla p a ica di ques a disciplina e di più alido ci ca le ecniche ope a o ie. Nelle sue dichia azioni si iallaccia ai conce i della medicina della a da la ini à ed in pa icola e a Paolo d’Egina, che nacque nell’omonima isola e isse nel VII secolo, p e alen emen e ad Alessand ia. Sc isse una Epi ome sulla medicina in se e lib i, di cui il VI sulla chi u gia e che u il più app ezza o e ado o dagli a abi. L’ope a è un compendio di es i medici dell’an ichi à classica, di cui il VI è un iepilogo delle conoscenze di chi u gia del mondo g eco omano. Gli a abi adusse o il la o o di Paolo nel IX secolo e se ne se i ono come modello di i e imen o pe gli ope a o i islamici, specie pe """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 118""TABANELLI"M.,"La"chi u gia"i aliana"nell’al o"Medioe o,"Olschki,"Fi enze,"1965,"p."100." 116" " quan o igua da a la chi u gia. T a ques i, a consul a lo e a ip opo lo nella p a ica, u sop a u o il più g ande dei chi u ghi musulmani: Albucasi, issu o a Co do a in o no al 1000119. Ispi a o e di Rugge o è dunque Paolo d’Egina, medico e chi u go bizan ino, codi ica o e e aggio na o e di u e le conoscenze chi u giche dell’an ichi à, le sue acquisizioni app esen ano in a i il ondamen o della chi u gia sale ni ana e i suoi insegnamen i si a e ono nell’ope a di Rugge o. Le osse azioni egis a e dall’Egine a sono no e a Sale no sin dal X secolo e ciò pe ché la sua ope a sc i a in g eco, è s a a ado a in la ino dai monaci di Mon ecassino120. A a e so gli scambi cul u ali con i con en i benede ini a es a i a Sale no in o no al 1000 le conoscenze di chi u gia segnala e da Paolo d’Egina sono ecepi e dalla Scuola, che a di essa ma e ia di s udio. Sul cade e del X secolo e i p imi dell’XI io isce a Co do a un al o illus e maes o della chi u gia di o igine a aba: Albucasi, una p es igiosa igu a della p esenza a aba in Spagna. Egli sc i e una pode osa enciclopedia medica in 30 lib i: Ki ab a Tas i , la Raccol a di cui il 30° a a di chi u gia o meglio di ecnica chi u gica. Albucasi u a i più abili e sapien i esponen i della medicina a aba in Occiden e, pe suo me i o la chi u gia, cadu a in g ande disc edi o, enne iabili a a. Il suo me i o s a nell’a e ip odo o nel es o i e i chi u gici, sì che oggi noi li conosciamo nella o ma o iginale121. Sia Albucasi che Ruggie o hanno dunque un Maes o comune: Paolo d’Egina, g ande nome della chi u gia bizan ina, senza conosce si quindi, ques i due uomini di scienza hanno accol o il lo o sape e o meglio i ondamen i del lo o sape e da una on e comune, da cui hanno a o spun i do ina i e p a ici, che hanno s ol o so o cieli di e si au onomamen e secondo di e sa impos azione in elle uale e la di e sa espe ienza. Ques a disg essione e a necessa ia pe comp ende e l’ideale conca enazione di pensie o a Rugge o e i suoi p edecesso i. Ce amen e la p a ica quo idiana con il mala o e sop a u o con gli s uden i sono lo s imolo alla """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 119""C .,"ALBUCASI,"La"Chi u gia"(a"cu a"di"M.S."ELSHEIKH),"Malesci,"Fi enze,"1992." 120"C .,"LAWN"B.,"I"Quesi i"Sale ni ani,"Di"Mau o,"1969." 121""C .,"TABANELLI"M.,"Albucasis:"un"chi u go"a abo"dell’al o"Medioe o."La"sua"epoca,"la"sua" i a," le"sue"ope e,"Olschki,"Fi enze,"1961." 117" " edazione dell’ope a, i ol a essenzialmen e a delucida e la linea di condo a più age ole e azionale pe elimina e le cause p ime dei p ocessi mo bosi e, o e non possibile, gli e e i e non sol an o con l’a o chi u gico in se s esso, ma sulla sco a di una as a conoscenza a macologica desun a dagli e ba i. La pubblicazione di ope e chi u giche app esen a nei secoli XII e XIII una e a a i à, il bisogno di un’a i i à dida ica di chi u gia con es i sc i i da po e ado a e u icialmen e a li ello di insegnamen o uni e si a io è es imonia o anche dall’inesis enza e dalle p essioni della classe medica e dei ci coli cul u ali dell’epoca, che i engono al amen e quali ican e e p eziosa l’espe ienza sc i a di una scuola al e ice della ama. Asse isce in a i Rugge o nel p ologo di esse e s a o con in o a issa e pe isc i o le ecniche chi u giche soli amen e ado a e dalle p emu ose insis enze di mol i colleghi e uomini di cul u a. Quindi l’impulso alla s esu a delle p ime ope e di chi u gia so ge p op io pe eni e incon o ai deside i dei colleghi, pe illus a ne gli insegnamen i ol e che pe espo e l’a i i à p a ica di an i al i uomini alen i, pe un bisogno cioè sos anzialmen e dida ico. La Roge ina e la Rolandina (ope a del suo discepolo Rolando), sono in a i gli unici es i di chi u gia s udia i nel XIII secolo. Il manuale semb a mi a e pe lo più alla o mazione dell’allie o a a e so l’esposizione di uno schema e apeu ico gene ale o ien a o sulle si uazioni cliniche più equen i, ce amen e la a azione e idenzia limi i e lacune ine i abili: si è semp e in un pe iodo che a icosamen e s a uscendo da una lunga ase di oscu an ismo scien i ico o meglio anco a si s asi della ice ca. Il es o appa e essenzialmen e un lib o di auma ologia, essendo la maggio anza delle lesioni desc i e una pa ologia da causa iolen a. Esse sono illus a e con la e minologia scien i ica dell’epoca, l’ope a si ap e con un p ologo ed è di isa in qua o pa i, a lo o ol a dis in e in capi oli, che igua dano speci icamen e singoli quad i mo bosi con ela i i a amen i. Il p ologo, esplici a i mo i i che hanno indo o la compilazione del manosc i o e cioè l’eso azione di colleghi e di amici a documen a e pe i con empo anei e pe i pos e i lo s a o dell’a e: la p ima pa e desc i e in 44 capi oli le a ezioni della es a e del iso, comp ese quelle degli occhi, delle o ecchie, delle labb a e delle mascelle; 118" " la seconda in 16 capi oli a a delle mala ie del collo e della gola; la e za a sua ol a in 50 capi oli comp ende le mala ie del onco; la qua a pa e in ine in 17 capi oli espone le mala ie degli a i in e io i e alcuni emi di ca a e e gene ale. Ogni p ocesso mo boso, dopo una sin e ica alu azione del quad o clinico, è analizza o so o il p o ilo e apeu ico, la desc izione dell’a o ope a o io è semp e suppo a a da una icca a macopea opica. Na u almen e siamo di on e a una chi u gia pa ie ale, es e na: si è in un pe iodo in cui l’anes esiologia è poco più che emb ionale e l’an isepsi è p essoché igno a. Ogni capi olo inizia con un i olo, che nel palesa e l’ogge o dell’in o mazione, cioè la mala ia, pone in isal o la inali à dida ica del la o o, secondo uno schema esplica i o che possa esse e comp ensibile da pa e del discen e. L’indi izzo è in e amen e ippoc a ico galenico a a e so la cen ali à dello squilib io dei qua o umo i (sangue, legma, bile ossa, bile ne a). La cu a è icca e complessa so o il p o ilo a macologico; iene con o delle o ze dell’in e mo, della quali à della mala ia e della di e si icazione s agionale dei dosaggi e apeu ici. Il salasso e i pu gan i sono consiglia i con mode azione, la die a, laddo e oppo una, è sugge i a legge a e is o a i a. Nei pos umi di alcuni acciden i auma ici degli a i è consiglia o l’ese cizio iabili a i o nella con inzione che il danno d’o gano sia sop a u o danno unzionale. Si iene con o anche dell’in luenza as ale, in pa icola e della luna sulla genesi e sul deco so delle mala ie. Complessi amen e l’ese cizio della chi u gia è onda o sullo s udio del p ocesso mo boso condo o sulla sco a della obse a io e a io e con co e a in e p e azione dei enomeni clinici. Degne di esse e so olinea e alcune ecniche chi u giche sia pe mode ni à di esecuzione che pe l’audacia e l’o iginali à dell’in e en o come la p epa azione del campo ope a o io nella auma ologia del c anio, do e con un so ilissimo panno di lino, in odo o con una penna, si sepa a il c anio dalla du a mad e, al ine di ende e meno ischiosa la mano a. Al e an o in e essan e è l’esplo azione digi ale delle e i e della es a pe la ice ca di una a u a c anica. Rugge o dopo secoli di oscu i à, pe la sua epoca app esen a l’ope a o e di una chi u gia d’a angua dia, che de e i esse e una me odologia, una espe ienza 119" " ecnica, la cui asmissione p a ica, si è in e o a, dimen ica a. Solo i suoi igno i maes i hanno comincia o a ida le igo e e digni à scien i ica, non a caso ques i ul imi lo solleci ano a isc i e e su ques o g ande palinses o medie ale quegli insegnamen i dispe si e obsole i, che a icosamen e si anno in acciando e is u u ando alla luce di una inno a a espe ienza. 120" " 2.2 Tecniche u ilizza e nella Chi u gia Sale ni ana ed esempi di e apie cu a i e L’I alia nel XII sec. e a di enu a cen o del mo imen o d’Eu opa, le C ocia e a e ano pos o i C is iani in con inue elazioni a lo o, e l’Eu opa con l’Asia. I C ocia i si imba ca ano sulle nos e cos e deposi ando ogni eso o di a i e di scienze. Gli Eb ei indus iosi e scal i si mischia ano con u i ed ese ci a ano ogni mes ie e che li a esse po u i a icchi e. Le lesioni e le mala ie, e e i delle gue e, dei iaggi, della mal agia ezza, dei di e si ipi di clima, pe cuo e ano quelle mi iadi, le quali inizia ano disas ose pe eg inazioni pe oglie e i Luoghi San i agli in edeli. E a o e dunque la necessi à di medici e sop a u o di chi u ghi, i quali spesso e ano p o is i di unguen i accol i a Damasco o in al e ci à dell’Asia mino e. Ques a ope osi à, ques a in ap endenza o ma a il pa imonio dei chi u ghi, i quali accoglie ano i nuo i me odi, i nuo i s umen i, i nuo i a maci; e così l’I alia, e in p imo luogo Sale no, in quei empi o ma a il cen o della i a e del igo e dei popoli occiden ali. Dopo secoli di incon as a o dominio della medicina monas ica in I alia122, una e a scuola di chi u gia compa e nella seconda me à del XII sec. a Sale no. La chi u gia, come u e le b anche dell’a e salu a e, comincia a a Sale no con le cognizioni e do ine p op ie di quella Scuola, si ed à allo a che il p og esso se ba o dalla medicina in gene ale, si può applica e esa amen e alla s o ia della chi u gia in Sale no e nella in e a I alia. A dimos a e ques o co so ascenden e della chi u gia è oppo uno ci a e la es imonianza di uno sc i o e sinc ono, dei p imo dii della chi u gia iso gen e, ques i è Guido di Chauliac, io i o nel XIV sec., è ico da o come magis e physicus e chi u go, a i o a Mon pellie , a Bologna, a Pa igi e a Lione. Fu chiama o nel 1362 ad A ignone quale a chia a di Clemen e VI e icon e ma o successi amen e da Innocenzo VI e U bano V. Ques i con la semplici à e la anchezza dei suoi empi de e mina alcuni pun i s o ici che igua dano """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 122"C ."a"p oposi o"della"medicina"monas ica"e"dei"giudizi"sulla"sua"po a a:"BERNABEO"R.," Elemen i"di"s o ia"della"medicina,"Pado a,"1993,"pp."153I154;"LAIN"ENTRALGO"P.,"Il"medico"e"il" mala o,"Bologna,"1999,"p.48;"ARMOCIDA"G.ZANOBIO"B.,"S o ia"della"medicina,"Milano,"2002,"pp." 53I54;"PENCO"G.,"TROLESE"F.G.,"Monas ica"ed"umanis ica,"sc i i"in"ono e"di"G ego io"Penco,"S." Ma ia"al"Mon e,"2003,"pp."734I735." 121" " quell’epoca an o poco s udia a. Dopo a e b e emen e ico da i i G eci e gli A abi, passa alla chi u gia dei suoi empi, ed in ciò non sa indica e al i che I aliani ponendo da an i a u i Ruggie o, Rolando ed i qua o Maes i, comunemen e iden i ica i in A cima eo, Fe a io, Pla ea io e Pe ocello, qui Lib os speciales de chi u gia e ide un , e mulla empi ica eis miscue un ; e poiché Ruggie o u sicu amen e della Scuola sale ni ana ed egli s esso sale ni ano, in a i, i qua o maes i di quella scuola si occupa ono di commen a lo, e Rolando non ece al o che asc i e e l’ope a di Ruggie o, come egli s esso con essa, pe ali agioni i p imo dii della chi u gia mode na enne o da Sale no. Guido di Chauliac in dal 1363, esp ime abbas anza chia amen e i e passaggi della chi u gia i aliana che co ispondono a e passaggi della scienza in gene ale. Essa u p ima la ina, poi a abo-g eca ed in ine ecle ica ed i aliana. Inol e pa lando poi delle se e chi u giche scien i ico p a iche dominan i a quei empi ne desc i e e come dominan i e u e i aliane. La p ima e a di Ruggie o, di Rolando e dei qua o maes i, che cu a ano le e i e e gli ascessi con gli ammollien i; la seconda di B uno e di Teodo ico che li cu a ano coi disseccan i e col ino; e la e za di Guglielmo da Salice o e di Lan anco, che olendo ene e una ia di mezzo, usa ano dolci unguen i. Così Ruggie o e la sua Scuola app esen ano la chi u gia indigena, B uno ed i suoi seguaci la chi u gia g eco-a aba, e Guglielmo di Salice o e Lan anco i p imi passi nella chi u gia i aliana ecle ica, che p og edendo nel XIV e XV sec., giunse nel XVI a quella massima pe ezione che po e ano pe me e e i empi. La Scuola di Sale no non ece al o che idu e a o ma sc i a la chi u gia p a ica ese ci a a pe adizione e Ruggie o non olle a e al o che abb accia e u a la chi u gia. Il suo nome appa iene ad una amiglia dis in a di Sale no, la quale in dall’ XII sec., ed anche p ima e a ci a a nei diplomi della ci à, della s essa amiglia è T o ula de Ruggie o, e pos e io men e un g an nume o di medici sale ni ani di quel cognome. Ruggie o è edele alla dis ibuzione pe e amen e ana omica delle mala ie non allon anandosi minimamen e dagli usi di u i i Maes i sale ni ani, egli ha in eso sc i e e una o male is i uzione di mala ie chi u giche. Bisogna ene p esen e che gli A abi p ese o le basi delle lo o do ine e delle lo o p a iche da Galeno e 128" " ippoc a ico galeniche, le sole che si conoscesse o, in e solo più a di di colo i u a a abis ica? Ed ecco pe ché nei sugge imen i ecnici p o usi nel manuale oge ino i o iamo unicamen e ichiami a manuali à g eco omane e bizan ine (Paolo d’Egina)127. Il aglio a c oce. La apanazione c anica, il ipo di su u a, la medicazione, gli acco gimen i clinici e p ocedu ali consiglia i negli in e en i, la ice ca della gua igione delle e i e pe seconda in enzione o pe suppu azione sono u i conce i che in acciamo nei g andi Au o i del passa o e che Ruggie o agguagliandoci ip opone, in o mandoci così che non u o è anda o dis u o o dimen ica o nel co so dei secoli bui, ma che la enue iammella del sape e esiduo è s a a o una amen e asmessa senza in e uzione alle gene azioni successi e. Ruggie o è il con inua o e di una adizione che iesce a is eglia e a una nuo a i a in elle uale; è un uomo di scienza e come ale a en o osse a o e delle p op ie espe ienze, da cui ae nuo i sugge imen i e nuo e linee di condo a. Non a caso pa la in p op io, ipo a giudizi pe sonali a i dalla a i i à quo idiana e dà consigli che si dis accano dalle con inzioni co en i. G an pa e della i a in elle uale dell’al o medioe o è concen a a all’in e no dei monas e i e ce amen e non ’è s a o p og esso scien i ico, ma al e an o ce amen e non sono manca e in elligenze laiche che abbiano sos enu o la con inui à della adizione classica. Non le conosciamo, pe ché non hanno lascia o nulla di sc i o o pe ché quel poco anno a o è anda o dis u o, ma è da c ede e che da o il eg esso dell’epoca, anche sc i e e e a di icile, pe ché g a e ne e a la ca enza degli s umen i: p obabilmen e chi po e a usu ui ne e a un eligioso e quindi con in e essi p e amen e spi i uali, chi in ece col i a a inclinazioni scien i iche, e a p i o delle iso se necessa ie pe documen a e il suo sape e da a l’impossibili à di accede i: lo asme e a allo a a i a oce a chi a e a oglia di app ende e. Di an o Ruggie o è una es imonianza, la documen azione di un e aggio illus e giun o dal lon ano passa o e p on o pe il iesame e pe il pe ezionamen o, che non manche à di ealizza si con la g ande inasci a della chi u gia, che lo segui à di lì a poco o ien a a a nuo i agua di e a nuo e conquis e ecnologiche. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 127""DE"RENZI"S.,"op."ci ."PP.358I359." 129" " La le u a di es o medici medie ali o e spesso il iscon o di a amen i e apeu ici decisamen e insoli i e so p enden i pe la nos a men ali à scien i ica, sì da esse e elega i nel miglio e dei casi nell’ambi o di pu e s a aganze empi iche imp egna e di magismo. Tale giudizio pe ò non iene con o delle an e elici in uizioni che illumina ono i nos i p edecesso i, i quali, pu ca en i delle so is ica e me odologie, di cui oggi si dispone, seppe o comunque, esse e degli abili osse a o i. Anche se non iusci ono a spiega e co e amen e i meccanismi biochimici e a macodinamici so esi alle lo o cu e, seppe o app ezza ne i isul a i e p opo ne posi i amen e l’applicazione. Oggi, p ima di ipudia e i o o p esidi medicamen osi come an as ici e p i i di eale e icacia e apeu ica, sa ebbe oppo uno en a e di spiega ne l’adozione a a e so l’app o ondimen o delle mo i azioni lega e al lo o e e i o bene icio, seguendo un agionamen o mode no alla luce delle odie ne acquisizioni. Pe co endo ale p ocedu a, o se an e “as use ie” po ebbe o non appa i e più così i azionali, ma solo l’applicazione p a ica di me odiche conseguen i a un’a en a e p olunga a osse azione di a i implican i e e i salu a i sull’o ganismo umano; in sin esi l’a uazione co e a della semp e alida obse a io e a io. Il medico medie ale ce amen e non a e a nozione del pe ché e del come quel da o a maco agisse (ce ca a semp e di spiega selo con la non semp e esaus i a eo ia degli umo i), ma sape a che, giudiziosamen e u ilizza o, non a ebbe deluso le sue aspe a i e e di an o si accon en a a. Tale p emessa cade a p oposi o del disco so sulla igene azione essu ale, sui suoi p imi en a i i e apeu ici e sull’e oluzione del enomeno. Il p ocesso di igene azione è una legge biologica gene ale pe la quale una pe di a di sos anza negli animali e nelle pian e è segui a dalla icos uzione delle pa i pe du e. La capaci à di igene a e è massima negli in e eb a i, come ad esempio gli an ibi, ma a iducendosi man mano che si isale lungo la scala zoologica e so o me animali supe io i, con no e oli a iazioni secondo la specie animale e, nella s essa specie, secondo il essu o in e essa o. Tale p e oga i a è iscon abile in pa e anche p esso gli emb ioni di mammi e i e quindi nell’uomo, ma scompa e p es o già p ima della nasci a. Il enomeno è a ualmen e al cen o di in es igazioni da pa e degli s udiosi, in ese a iconosce ne i meccanismi messi in 130" " a o dalla na u a e a ip odu li negli esse i umani, o ene e spe acola i gua igioni con comple a es i u io ad in eg um specialmen e nei g a i auma ismi con ampu azioni è una delle g andi s ide della biologia con empo anea128. Le p ime osse azioni in o no al p ocesso igene a i o non sono ce o ecen i, a ondano le adici in un lon ano passa o, le iscon iamo in a i, degne di in e esse, nei chi u ghi della Scuola di Sale no. Ruggie o ce ne ichiama l’a enzione a p oposi o delle e i e della egione ce icale. In a i nell’occo enza di una lesione longi udinale o as e sale dello s e nocleidomas oideo, il muscolo del collo che si e idenzia du an e i mo imen i di o azione della es a, sugge isce l’applicazione di un i a o di lomb ichi sulla sede del auma quale medicamen o e icace nel p ocesso di consolidamen o e igene azione delle pa i lese. Il lomb ico, Lumb icus e e is, è un e me della amiglia degli Anellidi, il quale, al con a io dei mammi e i, che in caso di pe di a di una pa e co po ea mi ano a sigilla e la e i a con la cica izzazione, a ia subi o un p ocesso di o ale icos uzione della pa e dis u a. Secondo le più ecen i acquisizioni il lomb ico, come u i gli anellidi e gli esse i animali capaci di p ocessi igene a i i, quali i e ili e gli an ibi, se seziona o in due o più ammen i, a ia nelle pa i ancia e un p ocesso di ipa azione sos enu o da una pa icola e me amo osi ib illa e e da una ca ego ia di elemen i cellula i, chiama i “ ib oblas i”. Il ib oblas o è una gio ane cellula pa ecipan e alla cos i uzione della sos anza ondamen ale p esen e nello spazio in e cellula e del essu o conne i o. Ques i, si libe ano degli anco aggi cellula i, che li a engono nelle zone di deposi o pe acco e e sul luogo dell’ampu azione, do e si mol iplicano, sdi e enziandosi in cellule emb ionali in g ado di da e una ispos a igene a i a comple a e o imale e quindi di a ia e la s u u azione di un nuo o indi iduo. Tu o ciò a iene secondo un p og amma gene ico gene ale p ecos i ui o nell’o ganismo animale, che si a ale pe al o della p esenza di a o i di c esci a ope an i nella sede della lesione. Dopo le osse azioni e l’applicazione e apeu ica del i a o di lomb ichi sugge i a e condo a dai due chi u ghi di scuola sale ni ana, Ruggie o e Rolando, cade un """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 128""T a"le"nume ose"pubblicazioni"in"me i o,"esaus i e:"TAONIS"P."A.,"Limb"Regene a ion," Camb idge"Uni e si y"P ess"1996;"STOCUM"D."L.,"Regene a i e"Biology"and"Medicine,"Camb idge" Academic"P ess"2006." 131" " lungo pe iodo di silenzio su ale me odica, che anzi semb a esse e s a a del u o ascu a a dalle successi e Scuole. Una inno a a a enzione sulla igene azione essu ale la i o iamo solo alcuni secoli dopo, e p ecisamen e nel XVIII, nelle anno azioni di Lazza o Spallanzani (1729-1799), na u alis a e mic oscopis a, igu a cen ale nella s o ia dell’e oluzione delle scienze biologiche129. Dopo un al o lungo pe iodo di oblio i o na il lomb ico e la igene azione al cen o degli s udi. Sul cade e del XIX sec. le ice che ip endono con Da win (1809-1882) che, nel co so delle sue an e icognizioni scien i iche o a anche il empo pe dedica e una disamina sul compo amen o dei lomb ichi e quindi sulla lo o capaci à igene a i a. La chi u gia sale ni ana, impe sona a da Ruggie o e ielabo a a da Rolando, si p esen a nella s o ia so o le es i di buona e nobile chi u gia di adizione u o di me odologie ecniche anco a e all’an ica medicina ope a o ia la ina. Di ques e me odologie chi u giche, di cui Ruggie o e Rolando sono gli ul imi e edi, pu oppo non abbiamo una documen azione a lo o an e io e, e iden emen e pe du asi nel co so dei secoli bui al omedie ali o o se mai ipo a a pe isc i o, in quan o ecniche pe le quali bas a a l’osse azione e l’applicazione manuale. L’impiego di una pol iglia di lomb ichi nel a amen o di adesione delle lesioni muscola i e dei onchi ne osi ien a mol o p obabilmen e in un pa imonio di p ocedu e scien i iche e edi a o da Ruggie o a a e so gli insegnamen i del suo anonimo Maes o, uomo di indubbio ed ele a o sape e, is o il ispe o con cui lo ci a. Nella s o ia della medicina ale me odo e apeu ico è segnala o, p ima ed unica ol a, dai chi u ghi della Scuola di Sale no, che nei lo o a a i ne p emu ano l’uso. L’applicazione pe ò, non più ip esa dagli au o i pos e io i, imp o isamen e scompa e in un immo i a o silenzio. E’ a endibile comunque l’ipo esi che nel i a o di lomb ichi possano esse e p esen i delle sos anze nu i izie o e o dei a o i di c esci a, che in e engono nel consolidamen o dei essu i lace a i, ecisi o danneggia i, accele andone il p ocesso ipa a i o o addi i u a a o endone un iniziale enomeno igene a i o. In conclusione, la se ie di s udi che a a icchendo oggi il campo della biologia cellula e a p oposi o dei p ocessi igene a i i, è i ol a sop a u o a ice che """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 129""C ."ROSTAND"J.,"Les"o igines"de"la"biologie"expe imen ale"e "l’Abbe"Spallanzani,"Pa is,"1957." 132" " spe imen ali su animali do a i di p op ie à icos u i e dei p op i essu i ( e ili, an ibi, salamand e), ma non si hanno no izie di indagini condo e sui lomb ichi. Sa ebbe in e essan e se ques e po esse o esse e o ien a e anche sugli anellidi, allo scopo di e i ica e sia e en uali elemen i u ili agli obie i i dell’in es igazione scien i ica in co so, sia la e idici à e quindi le possibili à e i limi i dell’an ico me odo e apeu ico applica o dai chi u ghi sale ni ani nel consolidamen o delle e i e. * Rip oduzione di s umen i chi u gici u ilizza i dai Medici della Scuola Sale ni ana 133" " 134" " *Fo o sca a e p esso il Museo i uale della Scuola Medica Sale ni ana di Sale no. Pe quan o igua da le e apie cu a i e è in e essan e il capi olo della P ac ica b e is di Gio anni Pla ea io130 nel quale si pa la dell’asma (De asma e). Il e mine <<asma>> de i a dal pe co so linguis ico di due oci g eche: a mòs, che signi ica: so io, espi o e aeìdo: can o, un’esp essione che ichiama e icacemen e il segno acus ico più e iden e della condizione asma ica e cioè il sibilo espi a o io, lega o alla iduzione del calib o b onchiale da spasmo della muscola u a liscia pe p esenza di ca a o. Dall’innes o delle due oci de i a il lemma g eco: as hma. Con Ippoc a e e con i dogma ici pos ippoc a ici il e mine as hma en a de ini i amen e nella le e a u a medica, pu conse ando il duplice signi ica o di achipnea e dispnea. La espi azione a annosa dell’insu icienza espi a o ia, ca a e izza a da una di icol à dell’a ia ad en a e ed ad usci e dalle ie ae ee pe os uzione delle s esse è quali ica a come as hma, ma con as hma è designa o anche l’aumen o della equenza espi a o ia conseguen e a uno s o zo131.L’a gomen o è a o dal De aeg i udinum cu a ione132 un a a o che ipo a ampi passi della P ac ica Pe il medico sale ni ano l’asma si iden i ica sos anzialmen e con la dispnea, cioè con la di icol à di espi a e, e in ques a a e mazione non si discos a poi an o dai nos i a a i di pa ologia medica, laddo e i o iamo i e mini di “asma b onchiale” e “asma ca diaco” ambedue ca a e izza i dalla dispnea.Pla ea io ope a innanzi u o una dis inzione della mani es azione asma ica, iden i icandola in una o ma “secca” ed una “umida”. L’asma secca è ca a e izza a da un e e o cos i i o o acico ed è gene a a dalla di icol à del polmone ad espande si e e a si libe amen e: """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 130"DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a…"ci ."pp."240I244." 131""STERPELLONE"L.,"Asma"b onchiale:"una"s o ia,"La"Spezia,"1991." 132""DE"RENZI"S.,"Collec io"Sale ni ana,"p."211." 135" " “Fi au em p incipali e duobus ex causis, ex sicci a e e humidi a e.Ex sicci a e nimi um coa an e non po es pulmo libe e dila a i el cos ingi, e inde sequi u asma”133 L’Au o e passa a una suddi isione dell’asma in senso clinico, di e enziandola in e ul e io i a ie à. La p ima, designa a con il nome di sansugium, è ca a e izza a da una di icol à inspi a o ia, che ichiama sugges i amen e il meccanismo di suzione della sanguisuga, da cui il nome. La seconda a ie à si quali ica nel momen o in cui l’eccesso di umo e si accoglie all’in e no dell’albe o b onchiale, impedendo la no male e azione polmona e. Tale o ma è chiama a anhela io, in quan o so olinea la di icol à espi a o ia: “Quandoquidem humo abunda in e ius, scilice in is ulis ipsius pulmonis, cuius in e posi ione pulmo non po es libe e cons ingi, ad hoc nini um, u ia expi a io, opo e ipsum cons ingi e unc es secunda species que dici u haneli us, quia labo ans in hac specie, labo an in hanelando”134 In ques o caso il mala o, a isa o nell’aspe o cos i uzionale di indi iduo g acile, è scosso da una osse secca, es enuan e, la sua lingua e la gola sono asciu e, ha ebb e, se e e i iu a il cibo. In ine, una e za a ie à di dispnea: l’o hopnea (da o hos: di i o e pneo: espi o), allo ché la di icol à espi a o ia è o ale, sia in- che espi a o ia. E’ la classica mani es azione dell’insu icienza espi a o ia conclama a, non in equen emen e agg a a a da una concomi an e insu icienza ca diaca. In conclusione si dis inguono due a ie à di sind ome asma ica: la secca e la umida, men e so o l’aspe o clinico se ne iconoscono e: il sansugium, allo ché la dispnea è p e alen emen e inspi a o ia, l’anhela io, se ques a è p e alen emen e espi a o ia, l’o hopnea, se la dispnea è inspi a o ia ed espi a o ia. Sul piano e apeu ico l’a enzione di Pla ea io è i ol a ala sedazione della osse, a amen o che a ia. Se in a i la osse è da a eddamen o, consiglia abbondan i e accu a e unzioni di olio lau ino sul pe o ed è no o come l’olio di lau o (lau us nobilis), es a o dalle oglie o dalle d upe """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 133"Ibid."p.211." 134""Ibid." 136" " della pian a median e bolli u a, sp emi u a e cola u a, possegga alcuni p incipi a i i quali il cineolo e il linololo, che, asso bi i a a e so la cu e e in pa e elimina i a a e so la supe icie espi a o ia, esple ano a li ello b onchiale un’azione an ise ica e sec e oli ica, ale da indu e una luidi icazione del ca a o con conseguen e e age ole eliminazione. Dopo le unzioni consiglia anco a l’accu a a cope u a del pazien e, l’applicazione sul pe o di una spugna imbe u a di olio d’oli a e a enu a a lungo, in modo da consen i e la sudo azione e quindi l’eliminazione della ma e ia peccans.Tan o pe ché il calo e, ol e a una in inseca azione isol en e, come de o in p ecedenza, ese ci a un e e o emollien e sulle sec ezioni b onchiali, acili andone il dis acco e l’espulsione con la osse. Sono sugge i e inol e be ande di in co o o di pian e medicamen ose come il pulegio, il cumino e il calamen o, e en ualmen e i a e e pol e izza e, mescola e a a ina d’o zo o di umen o e sciol e in acqua bollen e. “Vinum decoc um pulegii, cimini, calamen i, de u in po u. In aqua decoc a cimini e pulegii el calamen i ian pul es cum a ina o dei el umen i, den u e hoc ci o sol i u ”135 Il in co o, pe l’ele a a concen azione di zucche i con enu i nel liquido, o emen e ipe onici, ese ci a un ichiamo di acqua nelle sec ezioni b onchiali, endendole luide. Il pulegio o meglio la men a omana o men uccia (Men ha pulegium) con iene un olio essenziale, p o is o di una blanda azione mioli ica e as ingen e a li ello b onchiale, da cui una b oncodila azione; lo s esso dicasi del cumino (Cuminum cyminum) e della calamin a (Calamin a o icinalis). Nella osse o asma da secchezza sono consiglia i il diag agan o (il e mine è i e i o alla gomma ad agan e, una mucillagine che essuda dalla co eccia di a ie specie di as agalo, pian e o igina ie dal Medio O ien e. La oce de i a dal g eco: agàkan ha, ed è una pian a impiega a in medicina so o o ma di ele ua io al miele. L’ad agan e, come u e le mucillagini possiede un’azione p o e i a ed emollien e, a a e so la quale a o za la di esa della mucosa b onchiale e so s imoli ed insul i es e ni, a enua la sensibili à dolo i ica, ese ci ando in de ini i a un e e o leni i o), il diapenidio (i” penni i” sono ca amelle di zucche o, ma """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 135""Ibid." 137" " anche di a ina d’o zo edulco a a, pe seda e la osse), o degli ele ua i ( p epa azioni a maceu iche molli con o e p esenza di zucche o o miele) in g ado di es i ui e la no male umidi à alla mucosa espi a o ia, ed inol e al i imedi che consis ono in isane di a ina d’o zo, di amido di g ano, di umen o con bu o non sala o, be ande calde con gomma ad agan e, a abica o liqui izia da a ene e in bocca o da be e, ali medicamen i engono enume a i nel capi olo De aucedine136. Ed anco a pillole con eziona e con amido, ad agan e, gomma a abica e mal a (Mal a sil es is, è una mal acea icca di mucillagini, usa a come deco o di oglie ha un’azione emollien e) da ene so o la lingua, nonché ca amelle di zucche o ed al o, u i imedi ad azione as ingen e e mucoli ica. L’Au o e pe al o ico da che ale o ma mo bosa può complica si con mani es azioni a icola i, che se pe sis ono a lungo, di en ano incu abili. Pe quan o igua da la osse da umidi à e sop a u o da eccesso di umo i de luen i dal capo e pe sis en i all’in e no dell’albe o b onchiale, la cu a consiglia a è la seguen e: ele ua i di diacalamen o, diapenidio,diai is(giglio giallo che ha un’azione mucoli ica): “ E ugiun una diay is ussis e as hma, e simul cedi si dyspnia igida laedi ”137 diap assio (d oga es a a dalle oglie e dalle sommi à io i e del Ma ubium ulga e,i cui p incipi a i i sono la ma ubina un olio e e eo e una saponina acida che gli con e isce un’a i i à espe o an e), dia ispipe eon, cioè o mulazioni dolci ica e a base di nepi ella, aco o, ma ubio, pepe, nonché unzioni del pe o con dial ea e a ogon (dal g eco: a ègo esse e u ile, è un unguen o ad azione leni i a).Al a gomma consiglia a è la gomma ammoniaca con le s esse p op ie à dell’ad agan e e dell’a abica, maga i somminis a e nel ino o con un uo o esco. Ul e io e sugge imen o l’impiego di c espelle di oglie di cen igallo i a e, uni e a uo lo d’uo o e co e nel g asso. Le c ispelle e ano una so a di ocaccine dall’aspe o icciu o (c ispus = icciu o), p epa a e con uo o, a ina, g asso e quelle pa i della pian a con enen i il p incipio a i o. Il cen igallo è la sal ia (Sal ia o icinalis), pian a e bacea a oma ica, usa a in cucina come condimen o. Fu de a anche “e ba sac a”, pe ché i enu a p o is a """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 136""DE"RENZI"S.,"Coll."Sal.," ol.,"2,"pp."205I206. " 137""REGIMEN"SANITATIS,"p.237." 144" " indebolimen o delle o ze: e mina sui qua an ’anni. Le succede la ecchiaia, edda e secca, in cui il co po comincia a declina e ed a pe de e igo e, senza u a ia pe de e le p op ie capaci à: du a ino ai cinquan acinque/sessan ’anni. Le succede la dec epi ezza con l’aduna si del legma, umo e eddo e umido, in cui si e idenzia il declina e delle o ze. Così Ioannizio (XI sec.) issa i empi s o ici della i a degli indi idui, ai quali Ba olomeo di Sale no aggiunge, nel XII secolo, la memo ia delle << sei cose na u ali>> (a ia, cibo, be anda, sonno, eglia e sazie à) senza le quali il co po umano non iesce a man ene si in i a, do e es a ondamen ale l’in e en o della die a come a o e egola izzan e: Die ae species, e qualis in mo bis. Debili a enuis, i u es g ossa igo a ; G ossa diae a chymos auge , enuisque mino a ; E go p olixis in mo bis g ossa pa e u ; In pe acu a um causis enuis a ie u ; A p imis de u enuissima p op e acu a; Ube ius elinque p imo pos que mino a, Si mo bi longi ue in humo ibus o bi; Hanc addo me am: enuem non esse diae am146 . Va ie à della die a e quale die a con iene nelle mala ie Una enue die a debili a le o ze, le in igo isce se è abbondan e; il i o abbondan e aumen a il chimo, lo diminuisce se è sca so; sia pe ciò da o abbondan e cibo, se la mala ia è lunga; nelle mala ie pe acu e sia a ia la enui à dell’alimen o; da p ima pe l’acu ezza del male la die a sia mol o enue; concedi p ima più abbondan e cibo e poi diminuiscilo; """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 146""REGIMEN"SANITATIS,"ci .,"pp.400I402." 145" " se la mala ia è lunga e p i a di umo i, ques a no ma aggiungo: non sia enue la die a. Pe quan o la Scuola a e mi che l’alimen o, se enue, debili a l’o ganismo, e lo in igo isce, se abbondan e, u a ia non bisogna dimen ica e il suo consiglio di usa e mode azione, an o nel cibo, quan o nelle be ande, né ascu a e l’insegnamen o di Ippoc a e. L’equilib io che bisogna aggiunge e si egge su di un iplice ondamen o: umo i, cibi, pa i. Da ques a iloso ia medica del XII secolo p ocede un’acu a de inizione della complexio del co po. Tenendo con o di p esenze come quelle di Rugge o Bacone (1220-1298), di A naldo da Villano a (1240-1311) è possibile spiega e pun i impo an i della le e a u a medica sale ni ana ipica del a do Duecen o ino a u o il XV secolo. Così quella complexio p e igu a a dalla Scuola Medica non imane es anea nelle successi e sis emazioni es uali do u e sop a u o ad A naldo da Villano a, il cui genio di scienzia o e d’indaga o e dei p ocessi di na u a, lo p opone come uno dei pad i della scienza mode na, esp essione p imissima del mondo alchemico a domedie ale. Ol e che medico di Boni acio VIII, A naldo è au o e di due a a i di eccezionale in e esse medico come il De conse anda iu en u e e il De i a philosopho um in cui sono esamina e le più complesse ques ioni lega e al man enimen o del co po dopo la mo e ino alla sugges i a eo ia della s elli ica io co po is pe la quale di en a momen o essenziale quello della usione dell’o o, cioè la eo ia dell’o o po abile147. Quando A naldo compie ques i s udi si o a a Napoli, do e si dedica anche alla sis emazione delle adizioni dei Regimina Sani a is sale ni ani con lui i poi nei e si del Flos Medicinae, segno di g andezze anali iche, spe imen ali e ecniche o mai collauda e nella p a ica medica sale ni ana. T a le ope e a lui a ibui e si o a un a a o di medicina p a ica in i ola o B e ia ium p ac icae di iso in qua o lib i, dei quali i due p imi a ano di u e le mala ie del co po umano dis ibui e pe o dine ana omico; il e zo pa la delle """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 147""C ."MCVAUGH"M."R.,"A nald"o "Villano a,"in"Dic iona y"o "Scien i ic"Biog aphy,"I,"pp."289I291." 146" " mala ie delle donne, e di quelle p odo e dai eleni; e l’ul imo delle ebb i148. Pe alu a e il clima in elle uale di ques o pe iodo al quale s’in eccia la adizione dei es i sale ni ani è necessa io comp ende e quale appo o leghi il p oge o in elle uale di Fede ico II, il uolo di Sale no, le asi di una socie à pensan e in comple a as o mazione. Fede ico non ama l’ozio o i acili di e imen i, ma ce ca di e sioni in elle uali; egli p edilige la col a alleg ia dei gio ani s uden i e degli s udiosi che anno la spesa al me ca o nella Napoli del empo, colo i di ges i e abi an i do e si ispecchia il p og essi o mu a e di una s agione men ale che ice e dal p oge o cul u ale di Fede ico un’a ia nuo a. Pe ché Fede ico ama p op io l’a ia pu a, la ama a al pun o da dedica e a ques o ema il qua an o esimo i ulus delle Cons i u iones. La salub i à dell’a ia è un dono di Dio e a noi spe a conse a la secondo p ocedimen i p ecisi: si e i i di lascia e a mace a e il lino o la canapa all’ape o. E i co pi dei de un i siano sepol i ben p o ondamen e, almeno quan ’è lunga la me à d’una canna; se non bas a, ci sono i ma i e i iumi che u o po ano ia…L’a ia è un bene p ezioso, come la salu e, e chi si dedica a cu a e il p ossimo de e condu e s udi igo osi: p a ica e la logica pe e anni almeno e s udia e medicina pe cinque anni a endo espe ienze di e e di chi u gia. Dopo, il u u o medico sos e à un impegna i o esame secondo le no me de a e dalla Magna Cu ia e, in ine, po à accede e alla licenza di medico. Così p epa a o, ques o medico isi e à i mala i almeno due ol e al gio no e, se l ‘in e mo lo ichiede, una ol a anche di no e. Egli non sa à oppo esoso nella ichies a di dana o, non do à a e imb ogli me endosi d’acco do con a macis i che con ezionano le medicine, né de e a e e il medico uno s udio isso do e ice e e i clien i più icchi s abilendo l’en i à del compenso anco p ima della isi a. Occo e che il p epa a o e dei a maci lo accia a p op ie spese secondo le no me de a e dalle disposizioni di Fede ico, e ques i medicamen i non po anno esse e conse a i più a lungo di un anno. E’ necessa io, inol e, che ogni medico conosca bene le ope e di Ippoc a e e di Galeno, e chi ese ci a la p a ica della chi u gia de e p o a e di sape la esegui e o endo pe iodicamen e un saggio delle sue capaci à di on e a un collegio di """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 148""DE"RENZI"S.,"S o ia"documen a a,"ci ."pp.537I540." 147" " medici che alu e à le conoscenze di ana omia dimos a e dal candida o. A e ma o ques o nel qua an aseiesimo i ulus del e zo lib o delle Cons i u iones, Fede ico a e a già e ma o la sua a enzione sul g a e dispendium e i ecupe abile damum che possono de i a e ex impe i ia medico um, al pun o che nessuno de e p esume e di de ini si << medico>> se p ima non lo ha dimos a o in p esenza del Collegio degli a chia i di Sale no, a endo da quelli un a es a o sc i o da esibi e all’impe a o e in pe sona o ad un suo app esen an e; chi non si a iene a ques o compo amen o me i a un anno di ca ce e e subi à la con isca dei beni. Quando Fede ico II emana ques e disposizioni sono o mai asco si se e anni dall’A o di Fondazione dell’Uni e si à di Napoli. La Napoli del 1224 è un’au en ica c ea u a di Fede ico, ma sullo s ondo di ques a iden i à c’è un pe sis en e i e imen o al modello degli an ichi. Fede ico sa che nell’al o e cen ale Medioe o Napoli e Sale no hanno a u o un uolo eccezionale pe la cul u a del Medi e aneo: Napoli come on ie a di la ini à e g eci à, es imonia a dalle scuole di adu o i unzionan i ino alla Cos a d’Amal i; Sale no, a icchi a dal p ima o di esse e in e sezione a Longoba di e No manni, a Papa o e monachesimo, di esse e la p ima Scuola Medica dell’Eu opa medie ale, dalla ine dell’VIII secolo, e do e nell’XI secolo le due pe sonali à di Al ano I e di Cos an ino A icano hanno eso possibile quell’escala ion in e nazionalis a in cui agiscono, accan o alla adizione cassinese, ecupe i a abi e indoeu opei la cui po a a appa e anco a da chia i e, specialmen e nelle sue asi più al e si uabili negli anni a la ine del X secolo a u o l’XI. La Napoli di Fede ico II is a in ques a p ospe i a di en a s azione d’a i o di una e oluzione in elle uale comincia a mol i decenni p ima, anco p ima della enu a dei No manni in I alia, accan o ai p imi scambi di p esenze nella socie à monas ica cassinese che an o in luenzò la i a e la cul u a della Campania medie ale. Né è un caso che A naldo da Villano a, a i o a Napoli nei p imi dieci anni del XIV secolo ed insegnan e p esso lo S udium, sia il sis ema o e della lunga adizione dei Regimina sani a is che da Sale no passano den o la cul u a scien i ica ede iciana e si issano nell’ope a c i ico-esege ica del do o medico Boni acio VIII. F a ques e due 148" " es emi à, Sale no e A naldo di Villano a, s a la s agione ede iciana con le sue ascendenze e i suoi esi i, en a a in con a o con ques e due do ine, a icchendole e dando ad esse ul e io i applicazioni. L’ape u a dello S udium di Napoli da a al 9 se emb e 1224; si a a di uno s udium, pe ché l’uni e si as allude ad una colle i i à, ad un g uppo di indi idui o ganizza i in un quad o sociale p eciso seppu e e ogeneo. Nei es i ede iciani il conce o di uni e si as deno a ques a colle i i à di docen i e discen i che, insieme, i ono un’espe ienza cul u ale comune; non quindi un’uni e si à nel senso della s u u a, ma un’uni e si à de ini a come o ali à d’in en i. Nell’idea di Fede ico, si uole a o za e la ocazione scien i ica di un’is i uzione che sia esp essione degli in e essi, della cu iosi à dell’impe a o e così col o e così sensibile ad ogni a a is ica scien i ica o medico-na u alis ica che, secondo l’ambiguo accon o di Salimbene de Adam, l’a ebbe po a o all’eccesso di sac i ica e ca ie umane pe osse a e i p ocessi diges i i, le conseguenze della a ica e del iposo dopo il pas o. Alla p a ica della dissezione dei co pi Salimbene de Adam a isali e in a i una delle spe imen ali c udel à di Fede ico: du an e un p anzo l’impe a o e dispone di da da mangia e a due uomini mandandone poi uno a do mi e e l’al o a caccia; dopo li a squa a e pe sape e chi a esse dige i o meglio. A de a dei medici a e a dige i o meglio quello che e a anda o a do mi e. E non a caso si de e a Fede ico l’is i uzione, p esso la Scuola Medica di Sale no, della p ima ca ed a di ana omia, con possibili à pe gli s uden i di e e ua e au opsie su cada e i umani, men e ques e e ano anco a ie a e a Bologna. Nella Scuola di Sale no, in dalla me à del XII secolo, si applica un duplice c i e io dida ico: l’insegnamen o della logica a ianca quello della medicina che, d’al o can o, es a la philosophia secunda secondo l’esp essione di Isido o di Si iglia (E ymologiae, IV,13)149; le ope e sono l’A icella di Musandino e del suo maes o Ba olomeo, l’A icella di maes o Mau o ed al e <<a icelle>> che compendiano gli A o ismi e i P ognos ici d’Ippoc a e e il Tegni di Galeno; in più anno menziona o il a a o di Teo ilo De u inis e il Libe Pulsuum di Fila e e. Il io dino degli s udi medici p omossi da """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 149"C ."CAFFARO"A.,"FALANGA"G.,"Isido o"di"Si iglia,"A e"e" ecnica"nelle"E imologie,"Sale no,"2009;" VALASTRO"CANALE"A.,"(a"cu a"di)"Isido o"di"Si iglia."E imologie"o"o igini,"To ino,"2004,"IIII." 149" " Fede ico II, u a ia, ip is ina la le u a in eg ale delle ope e di Ippoc a e e di Galeno. Negli anni 1278/80 si si ua, pe inizia i a di Ca lo I d’Angiò, la g ande di usione del De egimine acu o um di Ippoc a e, del Via icum dell’a abo Ibn-al-Dschazza e delle Die ae uni e sales, il Libe u inae e il Libe eb ium, i ico do u o all’eb eo Ishap-ibn-Sulaiman al-Is aili. Ca lo d’Angiò a icchisce di nuo e aduzioni la do azione lib a ia della Scuola Medica, a ques a imp esa di asmissione es uale pa ecipa, nei p imi anni del T ecen o, un a chia a sale ni ano, Ma eo Scilla o, che dedica a Robe o d’Angiò, un Libe cibalis seu medicinalis pandec a um. Ciò con e ma, a l’al o, la con inui à delle a azioni dedica e alla i o e apia ed all’e bo is e ia, che almeno e secoli p ima già e ano s a i con ibu i dis in i i della le e a u a medica sale ni ana sul modello dell’e edi à di Disco ide. Lo S udium Sale ni, ede piena a uazione negli A i di Fede ico, di Man edi nel 1258, di Ca lo d’ Angiò nel 1277 allo ché la Scuola medica è conside a a Uni e si as schola ium. Nel 1280 abbiamo il p imo egola e s a u o della Scuola, iconosciu a in es e di S udium gene ale di medicina da Ca lo d’Angiò, men e i p imi i e imen i a s ipendi pubblici p e is i dal Regno pe i p o esso i isalgono a 1307, passa i poi a ca ico della ci à di Sale no nel 1338. Nel 1359, in ine, la egina Gio anna ab oga la no ma ede iciana secondo la quale e a p e is a una egia licen ia pe l’ese cizio della p o essione del medico, dopo esse e s a i esamina i dai maes i di Sale no. Al onso d’A agona comple a ques ’ope a is i uzionale quando, nel 1442, au o izza la o mazione di una s u u a co po a i a di medici in Sale no, il Collegium doc o um acen e capo ad un P io e, a en e di i o di con e i e lau ee in medicina e iloso ia senza la a i ica egia del dec e o. Al Collegium appa engono anche mol i dei medici insegnan i dello S udium; le ca a e is iche ed i compi i dei due o gani sono di e en i: lo S udium è di e a con inui à della Scuola Medica an ica e al omedie ale, ha suoi docen i e suoi s uden i; il Collegium s olge un uolo più ape o, ospi a s uden i p o enien i da al e Uni e si à eu opee che ogliano consegui e la lau ea a Sale no; è necessa io u a ia p o a e una o ganizza a conoscenza del Tegni di 150" " Galeno e dell’ope a di Ippoc a e (A o ismi in pa icola e). I medici sale ni ani dal secondo Duecen o in poi non semb ano eguaglia e l’eccellenza di XI e p ima me à del XII secolo sin e izza a dai nomi di Al ano I, Cos an ino A icano150, di Gio anni Pla ea io e discenden i, di Gio anni A lacio e discenden i, Mau o, U so di Calab io, Co one. Il T ac a us de u inis di Mau o a ce amen e conside a o al e ice di ques a sc i u a scien i ica, alla quale si i olge u o il sape e u ologico ino al XIII secolo e ol e. Accan o alla adizione u oscopica, a ico da a una più di icile b anca dell’indagine medica, l’ana omia. Me i o p imissimo della Scuola di Sale no è di a e p odo o un es o come l’Ana omia po ci, dell’ul imo XI secolo è do u o a Co one il gio ane ed è un es o la cui di usione si es ende a u o il Cinquecen o e do e si in acciano p o enienze di a a i bizan ini del p imo VIII secolo. L’analisi delle u ine è uno dei ondamen ali es s diagnos ici della Scuola che egis a colo e, quan i à, sedimen i e conc ezioni, a i ando a classi ica e i di e en i ipi di u ina p esen i nelle di e en i a ezioni u ologiche e non. Seguendo l’e edi à dei a a i De u inis di Co nelio Celso e Galeno, me endo a u o le conoscenze in a gomen o p o enien i dalla cul u a a aba, i medici sale ni ani ondano una e a e p op ia adizione di s udi che o a nei nomi di Al ano I, Gio anni Pla ea io, Gio anni A lacio, ma sop a u o in Mau o, Maes o U so di Calab ia ed Egidio di Co beil i massimi esponen i di ques o se o e delle conoscenze mediche151.U so di Calab ia è mol o app ezza o pe la sua capaci à di isol e e casi di calcolosi enale, il suo uolo è ile an e anche pe ché egli u ilizza nel suo De u inis le acquisizioni della iloso ia na u ale di A is o ele. Venu o dopo Mau o e U so, Egidio de Co beil di en a la cinghia di asmissione, ino a u o il XVIII secolo, del sape e u oscopico sale ni ano che si impone nella cul u a medica eu opea a do e pos medie ale. Egidio a icchisce la casis ica pa ologica ino ad a i a e a classi ica e ben en i ipi di u ina, il cui colo e è is o in appo o a di e se mala ie. Ad esempio, l’u ina enden e al osso implica so e enze epa iche, quando è e de assicu a la """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 150""AGRIMI"J.,"LISCIANI"C.,"Edoce e"medicos."Medicina"scolas ica"nei"secoli"XIIIIXV,"Gue ini"e" Associa i,"Milano,"1988." 151"REGIMEN"SANITATIS,"ci ."p.376." 151" " p esenza di un i e o, quando appa e gialla e mol o densa p o oca un o e in e essamen o enale con o mazione di c is alli. Che cosa si de e osse a e nell’o ina Nell’o ina si osse i se è o bida o limpida, densa o luida, la schiuma, il colo e, l’odo e, il con enu o152. Pa icola e a enzione in ques e analisi Mau o dedica a quelli che egli de inisce <<gli s a i>> dell’u ina, ognuno dei quali iene i e i o ad una p ecisa zona del co po umano. Se l’u ina appa e o bida nello s a o supe io e del sedimen o, la mala ia in e essa il capo; se è o bida nel secondo s a o, pa i colpi e di en ano il cuo e e i polmoni; il e zo s a o allude ad a ezioni in es inali; men e un qua o s a o in o bidi o dall’u ina, conc e a asi pe pesan ezza e densi à, implica una p ecisa mala ia geni ale o alla escica. Mau o o na sull’a gomen o anche nelle Regulae u ina um che, con gli s udi sulla lebo omia e sui deco si ebb ili, o mano un au en ico co pus u ologico sale ni ano. Delle egioni dell’o ina Il p imo ciclo dell’o ina con la egione animale è conco de; il ci colo, che cinge la egione spi i uale e da ogni pa e a ques a è con iguo, a agione di ai secondo; se esso è in o bida o, gli o gani i ali so ono pe il ca i o umo e, ma se mol e bollicine lo ci condano, è indizio della dannosa o opnea, o della dispnea e dell’asma. Se la e za egione è più densa e o bida, il supe luo umo e p eme i so e en i o gani nu i i i, pe cui il en e duole, si gon ia e so e as idi. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 152""Ibidem,"p."369." 152" " La egione p o onda dell’o ina, che si chiama qua a, se pe caso in sé iene umo i aggomi ola i e col chimo è mis o un sedimen o, gli o gani gene a i i sono moles a i; e, se si hanno so e enze pe s angu ia, ne i e o pie a, allo a sappi che i ci coli non sono egualmen e luidi; se l’o ina alla sommi à è più luida, è indizio che il co po è dispos o alla pe niciosa isi, qualo a pe lungo empo il ega o e la milza siano indu i i e la egione dell’o ina sia conco de a quella simile del co po153. Si de e ai medici a i i a la me à dell’XI secolo ino a u o il XII, se il ema u ologico-u oscopico s’impone con una inc edibile a ie à di es i e con ibu i. Ci o di segui o quelli la cui adizione manosc i a è sicu amen e di o igine sale ni ana: -De modo medendi, di Co one il ecchio -De u inis e ea umdem signi ica ionibus -Ana omia po ci di Co one -De u inis di un allie o di Co one -Libe u ina um (o Regulae u ina um) di Gio anni A lacio - T ac a us u ina um di Ba olomeo da Sale no -Regulae u ina um di Gio anni Pla ea io -De u inis di Ma eo d’Episcopo -Regulae u ina um di Mau o. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 153""Ibidem,"pp."369I371." 153" " Il da o più in e essan e comune a u i i es i ci a i è che l’u ologia sale ni ana non igua da sol an o la casis ica maschile: lo spazio dedica o alla ma ix emminile è equipollen e pe impo anza e uolo sociale, is o l’immedia o i e imen o alla gene azione e alla con inui à della specie. In ques ’a enzione u a medie ale pe il pe pe ua si delle linee amilia i il uolo dell’u ologia/ne ologia emminile acquis a es ema ile anza, an o che nell’ope a di Co one è ise a a g ande a enzione alla s u u a della ma ix g azie alla quale è possibile non a dispe de e lo spe ma e inizia e quel p ocesso di ges azione del e o desc i o come un au en ico dono o ni o dalla na u a alla sessuali à della donna. L’o ina della e gine e della p egnan e E’ dia ana l’o ina della e gine, o bida in chi di colpa si è macchia a, e no e oli segni po ano gli o gani geni ali; nel p imo, secondo e e zo mese, l’o ina della p egnan e è chia a con bianco sedimen o e minu a nebula; l’o ina appa e limpida dal qua o mese, quando il e o è già i ale. I mes ui macchiano la chia a o ina, che si colo a di sangue; limpida nebulosa si osse a nella p egnan e, dopo il e zo mese154. Sul modello dell’Ana omia po ci le pa i solide del co po, de ini e memb a, sono classi ica e secondo le p e oga i e che assegna lo o la isiologia. Abbiamo, così, memb a animali, a i e nei casi di sensazione e di mo imen i, e memb a spi i uali che consen ono la ci colazione della o za a i a della i ali à; memb a na u ali, in ine, comp endono gli agen i della nu izione e della p oc eazione. Nella Demos a io ana omica g ande uolo è ise a o ai geni ali p op io pe la lo o acol à gene a ice; ques o spiega pe ché la na u a li abbia do a i di p o ezioni pa icola i, quali lo sc o o e i es iboli es e ni, men e penis e ma ix hanno un uolo subo dina o, s e amen e dipenden e dalla ci colazione sanguigna che, nella do ina di Co one, in luenza la lo o e icienza. Rimanendo nell’ambi o del magis e o di Co one, il Libe de u inis e ea umdem """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 154""Ibid.,"p."389." 256" " ciò, la donna abbia equen i appo i sessuali e concepi à. Ma se il concepimen o è os acola o da un di e o del ma i o, il enomeno po ebbe p o eni e da una mancanza d’ene gia che spinga il seme o da umidi à non egola e dello spe ma o da mancanza di calo e, il sin omo è l’assenza di deside io sessuale. A ques i sogge i bisogne à allo a unge e le eni con a ogone. Oppu e p endi semi di uca o d’eu o bio, iduci il u o in pol e e ine, mescola con olio di donnola e con olio di men a e ungi i eni. Se poi p o iene da mancanza d’ene gia, il sin omo è che l’uomo p o a deside io, ma non aggiunge l’e ezione. In ques i casi gio a un unguen o che p oduca mol a ene gia. Se, in ine, p o iene da un di e o dello spe ma, il sin omo è che l’uomo ne eme e poco o nien e. Pe p o i imedio, si use à allo a u o ciò che aumen a e p oduce lo spe ma, come le cipolle, la pas inaca e simili. T o ula indica anche la ecnica pe iconosce e se l’in e ili à è da a ibui e alla donna o al maschio: P endi due asi ed in ciascuno poni della c usca, e in uno un poco di u ina di lei e nell’al o un poco di u ina di lui; lascia decan a e pe una decina di gio ni. Se la s e ili à dipende dalla donna, nel suo ecipien e o e ai mol i e mi e l’o ina sa à maleodo an e. A ai analoghi indizi se dipende dall'uomo. Ma se non ed ai ques i sin omi in nessuno dei due ecipien i, allo a non si può diagnos ica e la s e ili à né pe l’una né pe l’al o. E’ ques o il caso in cui gio e anno i imedi pe concepi e. E se si uol concepi e un maschio, l’uomo p enda u e o e ul a di lep e, le accia essicca e e, dopo a e le ido e in pol e e, le s empe i in ino e be a il u o. La donna accia lo s esso con dei es icoli di lep e, si congiunga col ma i o alla ine delle mes uazioni e concepi à un maschio. Un al o acco gimen o è ques o. Si p endano ega o e es icoli di un piccolo po co, che sia s a o pa o i o da solo, li si accia essicca e, li si iduca in pol e e e li si dia mescola i a un liquido da be e all’uomo o alla donna che non possono p oc ea e ed essi concepi anno. Se la donna uole imane e incin a, p enda es icoli di maiale o di cinghiale, li accia essicca e, li iduca in pol e e, li be a con ino dopo le mes uazioni, abbia poi appo i sessuali e concepi à. Galeno dice che le 257" " donne nella ul a angus a e dall’u e o s e o non de ono a e e appo i sessuali, pe ché al imen i ischie ebbe o la i a. Ma poiché non u e iescono ad as ene sene, bisogna aiu a le. Se, quindi, una donna non osa concepi e pe ques o pe icolo di mo e, po i sulla pelle un u e o di cap a che non abbia mai pa o i o. Esis e anche una pie a de a Galga es che, se po a a al collo o messa in bocca, impedisce il concepimen o. Oppu e si p enda una donnola maschio, gli si s appi i es icoli e lo si lasci i o. La donna do à po a e ques i es icoli nel seno, a ol i in pelle d’oca o in un’al a pelle, e non concepi à. Se poi du an e il pa o si sono a u e di icol à e, pe imo e della mo e, non si uol concepi e, si me ano in un sacche o di pelle da po a e in seno g anelli di ca apulzia e d’o zo, an i quan i sa anno gli anni pe cui si uol imane e s e ili. E se si uol imane e s e ili pe semp e, se ne me a una mancia a. Conside a a in medicina ondamen ale la p e enzione e l’accu a a anamnesi, al ine d’indi idua e la gius a e apia ed e i a e l’in e en o chi u gico, spesso e oneamen e p ospe a o o a ua o, dai suoi colleghi maschi, come si e idenzia dalla le u a del passo seguen e231: Poiché, in a i, si do e a p a ica e un’incisione a una agazza che, appun o pe un gon io e del gene e, minaccia a una lace azione, T o ula, dopo a e la isi a a, imase assai s upi a. La ece eni e a casa sua, pe conosce e in luogo appa a o la causa del dolo e. Dopo a e cons a a o che ques o dolo e non de i a a da una o u a o da un ing ossamen o dell’u e o, ma dal gon io e, le ece p epa a e un bagno do e e ano s a e co e mal a e pa ie a ia, e la ece en a e e a ò quelle pa i ammo bidendole più ol e e con delica ezza. Fece imane e a lungo la agazza nel bagno e, una ol a usci ane, le con ezionò un impas o di succo di asso ba basso, apis o e a ina d’o zo e lo applicò ben caldo, pe po e ine al malanno. Più a di le ece ipe e e il bagno e la pazien e gua ì. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 231""BOGGI"CAVALLO"P.,"ci ."pp.34I35." 258" " Il De passionibus mulie um an e, in e pos pa um, l’ope a più impo an e di T o ula, è un e o e p op io manuale di os e icia, ginecologia e pue icul u a, il p imo a a o sis ema ico di ginecologia a ibuibile ad una donna, in cui i imedi e le p esc izioni, al ol a mol o semplici o semplicis ici addi i u a, igua da ano le mala ie delle donne ed aspe i squisi amen e emminili come il ciclo mensile, la g a idanza, il pa o, i ischi del pa o, l’alla amen o, le di icol à del concepimen o, i dis u bi isiologici, le mala ie dell’u e o, l’is e ia, ma che o i a consigli e sugge imen i su malesse i anche degli uomini, come il omi o, le mala ie della pelle e pe sino i mo si di se pen e. T o ula, in osse anza dell’insegnamen o del pad e della medicina an ica Ippoc a e, dedica a a enzione alle a lizioni delle donne, si adope a a semp e pe il gio amen o del co po, pene ando nei lo o più in imi seg e i, p ocu ando, con ga bo e disc ezione, di o i e un imedio pe ogni ipo di dis u bo che le a liggesse, senza p egiudizi e p econce i, senza scandalizza si su compo amen i che a ebbe o dis u ba o la mo ale del empo. Quando si a a, ad esempio, di aiu a e le donne che hanno a u o appo i sessuali p ima del ma imonio a a si passa e pe e gini, T o ula sugge isce una se ie di imedi, p esen i sia nel De o na u mulie um che, nell’ope a maggio e, nel b ano che si ipo a. Un as ingen e pe la agina pe ché la donna sia o a a e gine: P endi degli albumi di uo a e mischiali con l’acqua di co u a di pulegio ed e be calde simili; la a bene con ques a mis u a calda la agina, poi bagnaci dei pannolini nuo i di lino e ponili nella agina, ipe endo l’ope azione e o qua o ol e al gio no; allo quando la donna de e u ina e, ogli e ime i il pannolino. Un al o imedio. P endi la co eccia appena ic esciu a di un leccio, i ala e scioglila in acqua pio ana; inzuppa un panno di lino e ponilo nella agina. Togli p ima del coi o. Oppu e, poni nella agina pol e e di na on o di o o: ha una al a capaci à as ingen e. E’ da e i a e il sis ema che usano alcune me e ici, spo che e co o e, che 259" " ogliono passa e pe più che e gini: inse iscono nella agina pol e e di e o; ma sono imp uden i, pe ché endono se s esse sanguinolen e e piagano il pene. Un al o sis ema che, pe isul a e più e icace, a p a ica o la no e p ima del ma imonio: la donna ponga delle sanguisughe nella agina, badando che non pene ino oppo a ondo; e à uo i del sangue che si as o me à in g umi, e così l’uomo sa à inganna o dallo spa gimen o di sangue. Un al o esempio della mode ni à della concezione di T o ula sulla salu e e il benesse e delle donne, è quello in cui spiega come appo a e sollie o ai p oblemi delle e gini o delle edo e p i a e della egola e a i i à sessuale: Ci sono donne cui non sono consen i i appo i sessuali, uoi pe ché hanno a o o o di cas i à, uoi pe ché sono lega e dalla condizione eligiosa, uoi pe ché sono imas e edo e. A ce une, in a i, non è consen i o di cambia e condizione e poiché, pu deside ando il appo o sessuale, non lo p a icano, sono sogge e a g a i in e mi à. Pe esse dunque si p o eda in ques o modo: p endi del co one imbe u o di olio di muschio o di men a e applicalo nella ul a. Nel caso che u non disponga di ques ’olio, p endi della i o a magna e scioglila in un po’ di ino caldo e applicalo sulla ul a con un ba u olo di co one o di lana. Ques o in a i è un buon calman e e smo za il deside io sessuale placando dolo e e p u i o. Un ul imo esempio della laici à del pensie o di T o ula è cos i ui o dai sugge imen i sui me odi an iconcezionali, che semb ano più magici che scien i ici ma che comunque a es ano l’a enzione al pun o di is a della donna, senza p egiudizi, a sal agua dia della egola e i a sessuale della coppia, segnala i con acce i i, median e i quali p e eni e la g a idanza, senza u ba e la egola e a monia della coppia. P a ica della con accezione, nelle sue mol eplici o mule, consiglia a anche alle donne che hanno issu o un pa o di icile, ai ini della p og ammazione amilia e. Si a a di p a iche con acce i e a medio e lungo e mine, o anche de ini i e. Il coi us in e up us e l’abo o non sono a ques e: il planning amilia e non si ealizza, e iden emen e, a spese della sessuali à issu a 260" " pienamen e da en ambi i pa ne s, o peggio, a a e so la iolenza sulla donna. Si a a di imedi ingenui come p ocu a e di ende e il meno possibile pe ia la agina, median e insu lazioni di e be ido e in pol e e e co e. Rimedi e basi eo iche da giudica e p i i di ondamen o; ma quel che con a coglie e, qui, è lo s ondo che p oduce ques i insegnamen i, la manie a di conside a e, cioè, la donna e l’uomo nel lo o appo o, ispe o alla p a ica della sessuali à. Comp ensi a dell’uni e so emminile, T o ula e a do a a di app o ondi e conoscenze, sicu amen e maggio i di quelle maschili, sulla isiologia della donna (ad esempio a e a ben iden i ica o i segni della g a idanza incipien e elazionandola alla cessazione del luxus ma icis e alla du i io subi a mamma um, l’ing ossamen o e l’indu imen o delle mammelle) e ciò non s upisce dal momen o che, in misoginia scien i ica, nel gene ale clima del “sesso debole”, che ace a conside a e le donne in e io i anche pe la di e sa ana omia e isiologia, la maggio pa e dei medici non le isi a a app o ondi amen e (nemmeno a e a accesso alla s anza del a aglio né p esenzia a al pa o, conside a o “a a e di donne”). T o ula pa la dei imedi pe il con ollo delle nasci e e i le e sulla sessuali à emminile. In T o ula pa la la i a dei due sessi; il linguaggio di T o ula è scien i ico quale po e a esse e in un empo in cui la scienza con inua a la i a, anche nel linguaggio, non eso e ico, non esclusi o, ma pe u i e da u i comp ensibile e uibile. Tale da adi e la ondamen ale appa enenza dell’espe ienza sessuale all’espe ienza del i e e nel suo complesso. E isul a che la sessuali à, la scel a sessuale, può eni e inibi a e nega a esclusi amen e dalla scel a indi iduale, non dalla no ma colle i a, impe a i a e colpe olizzan e, come si ica a dall’a enzione i ol a da T o ula a quelle donne che, edo e, monache o pe ché hanno a o o o, non ogliono cambia e la p op ia condizione e che u a ia po ebbe o anda e incon o a so e enze pe l’as inenza alla quale si sono o a e. Pe T o ula uno dei massimi p oblemi della sessuologia clinica e medica, è la igidi à, a ibu o de ini i amen e emminile, e che si p esen a a iamen e, nella 261" " donna, ino a esse e eo izza o come uga dalla emminili à, ma non appa iene solo alla donna. Nella a azione delle pa ologie de i an i dall’eccessi a mag ezza e dall’eccessi a g assezza, T o ula desc i e i imedi, pe la donna e pe l’uomo: sa anno allo a bagni in acqua di ma e, addolci a con ginep o, nepi ella, men a, lamiola, assenzio, a emisia, issopo e al e e be calde; sa anno bagni di apo e, ma gli s essi imedi pe la donna come pe l’uomo. Ce e donne sono g asse, ai limi i dell’id opisia, e ce e al e mag e, ma le une come le al e inada e a concepi e. Bisogna, comunque, socco e le in modo di e so. Se la donna è icca di umo i e g assa, le si a à un bagno in acqua di ma e. Pe addolci e ques ’acqua, pe ò, si aggiungano ginep o, nepi ella, men a, lau eola, assenzio, a emisia, issopo e simili e be calde. Si a enga in ques o bagno sino a una su icien e sudo azione. Poi si me a, pe cau ela, a le o e si cop a bene. E se si deside e à del cibo, le si diano ge mogli di ose no elle. Le si dia pu e del buon cibo, caldo, mol o nu ien e e del ino schie o, ma ques ’ul imo con mode azione. Faccia il bagno indica o e o qua o ol e al gio no, e così pu e nei gio ni successi i. Il e zo gio no accia quel su umigio p o uma o che è s a o desc i o p ima. Ques a cu a la possono segui e anche gli uomini igidi, ma, in ece del su umigio, si somminis ino cibi caldi e nu ien i. Se, in ece, la donna è g assa e quasi id opica, si s empe i s e co di acca con dell’o imo ino, lo si spalmi e, così un a, la si accia en a e in un bagno di apo e sino al collo. Il bagno do à a e calo e da un uoco di sambuco e d’ebbio. Du an e ques o a amen o, bisogne à eme e e mol o sudo e e imane e nel bagno inché non ci si sia quasi pu ga e a a e so le pa i basse. La sos anza emessa sa à e dognola. Dopo a e suda o abbas anza, ci si la i con acqua del bagno p eceden e e ci si me a subi o a le o. Bisogna a così due, e, qua o ol e alla se imana e ci si i o e à dimag i e. Ci si nu a bene e si be a dell’o imo ino. In ques o modo sa à possibile a dimag i e anche gli uomini g assi. La i a sessuale non appa e dis u ba a o dis u babile da al o che da guas i che non la in accano nella sua eal à. Po anno da si so e enze che la dis u bano, e T o ula si occupa di esse e a a del gon io e della ul a nella donna: “Succede che la 262" " ul a si gon i dopo il coi o. In ques o caso, la donna segga in acqua do e siano s a e co e mal a, al ea e men a. Oppu e p endi una men a pulica ia e oglie di lau o e alle bolli e in acqua. Sedu asi sop a, la donna do à a e il su umigio così p epa a o”232, si occupa anco a del gon io e del glande e dei es icoli dell’uomo, a a della pesan ezza dell’ali o, dei dis u bi della minzione, dei calcoli enali. Siamo alla nasci a della scien ia sexualis, in un’epoca in cui il sesso è anco a appa enen e all’a s e o ica, nella quale sesso e e i à coincidono.<< Nell’a e e o ica la e i à è es a a dal piace e s esso, conside a o come p a ica e accol o come espe ienza; non è in elazione ad una legge assolu a del leci o e del p oibi o, non è a a o acendo i e imen o ad un c i e io di u ili à che il piace e iene p eso in conside azione; ma, è innanzi u o ispe o a se s esso che de e esse e iconosciu o come piace e, dunque secondo la sua in ensi à, la sua du a a, le sue i e be azioni nel co po e nell’anima. Meglio anco a: ques o sape e de e esse e i e sa o successi amen e nella p a ica sessuale s essa, pe agi e su di essa come dall’in e no ed ampli ica ne gli e e i. Così si cos i uisce un sape e che de e es a e seg e o, pe la necessi à di man ene lo nel massimo ise bo, poiché, secondo la adizione, pe de ebbe la sua e icacia e la sua i ù ad esse e di ulga o [...], pad onanza assolu a del co po, godimen o unico, dimen icanza del empo e dei suoi limi i, elisi di lunga i a, esilio della mo e e delle sue minacce>> sc i e Foucaul 233 in La olon à di sape e. Il egime cul u ale che olle a un’a s e o ica è, con es ualmen e quello che consen e la pad onanza assolu a del co po, non anco a esp op ia o, né di iso. Un co po in la ga pa e anco a adu o e di codici, che la scienza medica non ha anco a del u o s uo a o, il co po, della donna e dell’uomo. E in pa icola e pe la donna il co po non s uo a o, non es ania o, non è anco a il luogo del demoniaco e del p oibi o. L’ul ima pa e del De mulie ibus passionibus iene dedica a da T o ula alle cu e di ques o co po. Il De o na u mulie um è un a a o b e e, che accoglie quello che la adizione a aba, """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 232""C ."BOGGI"CAVALLO"P.,"ci ."p.40." 233""FOUCAULT"M.,"La" olon è"de"sa oi ,"Pa is"1976;" ad."i .,"Milano,1979,p.53." 263" " g eca e la ina a e a esp esso in e mini di cu a della bellezza della donna; alle conoscenze le e a ie, T o ula aggiunge la cul u a popola e sale ni ana dell’es e ica, onda a su una compe enza s ao dina ia delle e be o icinali che eni ano col i a e nei gia dini dei monas e i ma anche in quelli p i a i, e la g ande espe ienza che a e a a o nella sua i a p o essionale: ed ecco che abbiamo il p imo a a o o ganico di cosmesi della cul u a an ica. L’in e esse pe ques o ema non app esen a pe T o ula un aspe o seconda io o i olo della ice ca: la cu a della bellezza di una donna ha a che a e con la iloso ia della na u a cui si ispi a la sua a e medica: la bellezza è il segno di un co po sano, dell’a monia con se s essi e con l’uni e so. E’ un es o che a a di cosmesi della donna, una so a di ademecum al emminile che senza mezzi e mini p opone la donna in manie a non ela a e alsamen e pudica al mondo bigo o, chiuso e maschilis a dell’epoca. Pe ali in uizioni l’ope a spazia dalle ice e pe cu a e la pelle, all’a e di inge e i p op i capelli, dal me odo di sbiancamen o dei den i, al sis ema di imuo e e le bo se dagli occhi, dal ucco delle labb a a quello degli occhi. Non mancano i e imen i all’igiene del co po, alle p oblema iche ginecologiche; a i an i imedi colpisce il sis ema di elimina e il ca i o odo e della bocca in uso p esso le donne sa acene, consigliando di ene e so o la lingua un medicamen o ica a o dalle oglie di allo o e un po’ di muschio. T o ula accomanda alle donne di ene lo so o la lingua gio no e no e, sop a u o in p e isione di appo i sessuali. Ques o semplice imedio pe l’ali o ca i o che qui p opongo, l’ho is o p esc i e e spesso da una sa acena che eni a dalla Sicilia, e mol e pe sone ne hanno a o bene icio. P endi qualche oglia di allo o e un poco di muschio, impas ane una pallina e a ienila so o la lingua p ima che chi i s ia icino pe cepisca il ca i o odo e. Si può ene e so o la lingua di gio no e anche di no e, sop a u o se la donna p e eda di do e a e l’amo e. 264" " In ma e ia di cosmesi alle donne sale ni ane si a iancano le donne sa acene, ques a dunque è la con e ma che la Scuola sale ni ana è ape a e disponibile ad accoglie e qualsiasi espe ienza inno a ice. I imedi da lei p opos i con e mano l’esigenza da pa e delle donne di aiu o e consigli pe aggiunge e un benesse e gene ale. Alcuni di ques i consigli sono singola men e sugges i i, dedica una sezione alla cu a dei capelli dando indicazioni su ogni ipo di in u a e sul modo di comba e e la cal izie, di o i ica e i capelli e ende li ondula i, lunghi, mo bidi e so ili: Ecco un unguen o pe a di en a e i capelli biondi: p endi il cuo e della co eccia di sambuco, io i di gines a e di za e ano e uo lo d’uo o; alli cuoce e in acqua accogline la schiuma che iene a galla e ungine i capelli. Ed eccone un al o pe schia i li: chiudi il maggio nume o possibile di api in una pen ola uo a, sco ale sul uoco, impas a con olio e ungi i capelli con ques o p epa a o. Ma lo s esso isul a o puoi o ene e i u ando degli anemoni e mescolandoli con la e di cap a […]. Se poi una donna deside a a e e i capelli lunghi e ne i, p enda una luce ola e de e, dopo a e le mozza o es a e coda, la cuocia in olio comune e si unga la es a con ques ’olio, che ende i capelli lunghi e ne i. Ai capelli engono dedica e cu e pa icola i dalle donne e dagli uomini che i e ano a Sale no nel secolo XI. Il colo e, la mo bidezza, la luminosi à è accu a amen e ealizza a a a e so ice e di in u e, di la ande p o uma e che ne ga an iscono la bellezza, la docili à pe ogni acconcia u a, la du a a della in u a. Ma la c esci a egola e e la salu e dei capelli è cu a a median e l’a enzione pos a all’eliminazione dei pa assi i del capello, l’igiene a ida a a equen i docce, con le più di e se lozioni, pe in ol i e, pe a iccia e, pe a o i e la c esci a, pe ende li lisci e mo bidi. Ma pe u i ques i ini è p elimina e usa e e mol o dei bagni e dei bagni u chi, ico endo a s u e, egole, cope e di lana, pe suda e e depu a si. LA CURA DEI CAPELLI: 265" " Dopo il bagno, la donna si p enda cu a dei suoi capelli; li la i innanzi u o con una lisci ia così p epa a a: si p endano cene e di alci di i e, pula di o zo, un bas oncino di liqui izia che da à lucen ezza ai capelli, e pane po cino, si accia bolli e il u o e poi si il i con un aso buche ella o. La donna si la i i capelli con la la anda o enu a e li lasci asciuga e da soli: a à chioma bionda e luminosa. Quando poi si debba pe ina e ed acconcia e i capelli, p epa i ques a pol e e. Si p endano pe ali secchi di osa, chiodi di ga o ano, noce mosca a, semi di ca damomo, adice di galanga e si pes ino insieme ino a idu li in pol e e: se ne conse i una pa e ed il es o sa à sciol o in acqua di ose. Con la la anda così o enu a la donna si aspe ga i capelli e li acconci con un pe ine imme so nella s essa acqua, così che maggio men e p o umino; inol e si accia delle sc imina u e, e i spa ga la pol e e messa da pa e: p o ume à a lungo mi abilmen e. Pe a e e i capelli g ade olmen e p o uma i, le nobildonne i celano den o ammen i di muschio, oppu e io i di ga o ano, o anche ambedue, usando l’acco ezza che non siano isibili. Anche il elo col quale le donne nobili cingono la es a può nasconde e io i di ga o ano, muschio, o anche pol e e di noce mosca a o al e essenze p o uma e. Il co po e il piace e del co po, il co po e la sua bellezza, il co po e la i a con esso, sono i alo i cul u ali che so endono la a ica di T o ula di de a e una p a ica e i imedi che lo se ano, lo aiu ino, lo miglio ino, lo sal agua dino dalle insidie del empo che sco e, della na u a che lo e isce, degli e en i della i a quo idiana che lo a a icano, un co po a a e so il quale i e e e comunica e. Il co po, come il iso, me i a di esse e p i o di peli supe lui, e mol e sono le c eme che possono a al ine p epa a si: dopo, pe ò, un bagno, e possibilmen e nell’acqua di c usca, con ibui à a es i ui e eschezza e benesse e alla pelle a a ica a. Le cu e del co po, che sono inalizza e alla sua salu e, sa anno comple amen e da 272" " di un manuale des ina o ad esse e consul a o da mani pe lo più emminili? Eme ge da ques o a a o un’o ganizzazione spicciola dei emi che semb a pensa a pe l’u genza della consul azione, pe la unzionali à dell’uso quo idiano. Non si può esclude e la possibili à che la ama di ques a medichessa, maga i co obo a a dall’edizione di un manuale di la ga u ilizzazione p esso le os e iche sale ni ane, sia alla base di una sco e a a ibuzione di al e ope e di medicina emminile che non appa ene ano a lei, ma che le enne o iconosciu e allo scopo di co obo a ne la alidi à s u ando la ama del pe sonaggio, p oponendo alle donne la p ospe i a di una donna. La consape olezza dell’impo anza di un pun o di is a emminile in ce e ques ioni eme ge anche dalle pa ole di un au o e ancese del XIII secolo, il quale, ci ando T o ula come iloso a, loda l’au o e olezza dei suoi insegnamen i, a a e so i quali “s ela una pa e della na u a delle donne”. La sua supe io i à, al di là del luogo comune che la ede, in quan o donna, maggio men e ice i a alle con idenze emminili, è in eal à u a acchiusa in un’a e mazione quasi banale della sua e idenza: Una pa e [della na u a emminile] può s ela la come la p o a a in sé.234 “LIBRO SULLE MALATTIE DELLE DONNE” Sulla i enzione del mes uo. Sono gio e oli alla donna u e le sos anze diu e iche come inocchio, spigona do, sedano sel a ico, cumino, cicu a elenosa, ca i, p ezzemolo, e simili cose. Tu e ques e e be, p ese insieme o singola men e, sono u ili quando co e nel ino o be u e con il miele. """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 234""THOMASSET"C."A.,"Placide"e "Timéo,"ci ."pp."133I134."C ."BERTINI"F.,"T o ula"il"medico,"ci .," p.110." 273" " L’a emisia è anche o ima quando mescola a con ques e e be: apsia, se mon ana, sal ia, o igano, cumino, cicu a elenosa, sabina, melissa, puleggio, ane o, be onica, anice, san o eggia, le is ico, che siano p esen i u e insieme o che e ne siano solo alcune, co e in acqua. E a che un sacche o sia iempi o con lana inemen e ca da a nella o ma di un cuscino e lascia che sia imbe u o in ques ’acqua e pos o caldo sul en e. Fa in modo che sia a o di equen e. Allo s esso modo, una pol e e eccellen e pe p o oca e il mes uo: p endi aco o also, cicu a maggio e, cas o eo, a emisia, san onico, mi a, cen au ea, sal ia. Fanne p epa a e una pol e e e che le sia da a da be e una d amma con dell’acqua nella quale siano s a e co e sabina e mi a, e lascia che ne be a men e a un bagno. Sull’impedimen o a concepi e. Se la donna deside a concepi e un maschio, a che il ma i o p enda la ma ice e la agina di una lep e e che la accia secca e, e che ne mescoli la pol e e con ino e che ne be a. Similmen e, a sì che la donna accia la s essa cosa con i es icoli di una lep e e, alla ine del suo mes uo, a che giaccia con suo ma i o e così concepi à un maschio. Una comp o a a p ocedu a pe imane e incin a. Se una donna deside a es a e incin a, p endi i es icoli di un maiale maschio non cas a o o di un cinghiale, alli secca e e anne una pol e e, e lascia che ne be a con del ino dopo la pu gazione del mes uo. Lascia poi che coabi i con il ma i o ed essa concepi à. Sulla di icol à del pa o. E’ u ile ad una donna pa o ien e con di icol à che accia un bagno nell’acqua in cui siano s a i co i al ea, ieno g eco, semi di lino e o zo. Fa che i la i del suo co po, il en e, i ianchi e la agina siano spalma i con olio di iole o olio di 274" " ose. Fa che sia massaggia a con essi igo osamen e e che oxizacca a235le sia da a in una be anda assieme a pol e e di men a e assenzio, e che gliene sia somminis a a un’oncia. Fai in modo che sia a a s a nu i e con pol e e d’incenso in ila a nel naso. E che la donna sia condo a a passo len o a passeggio pe la casa. Emo agia pos pa um. Pe a es a e il lusso emo agico della agina subi o dopo il pa o, p endi dell’a gilla, s empe ala con ace o e anne un impias o pe il ega o, sul la o des o. Man mano il lusso del sangue diminui à ino a e ma si e la pazien e sa à sal a. Della en osi à. La en osi à è causa a dall’a ia che, en a a a a e so la agina, si accoglie nella pa e des a o sinis a dell’u e o, p o ocando dolo e e gon io e. P epa a pe la pazien e un bagno con in uso di mal a e pa ie a ia, alla imme ge e e massaggia dolcemen e le sue pa i dolen i. Quando sa à usci a dal bagno, p epa a un impias o di asso ba basso, apa sel a ica e a ina d’o zo, e applicalo caldo, pe dis ugge e la en osi à. Il gio no seguen e, dopo il secondo bagno, ella gua i à comple amen e. Pe espelle e il e o mo o. Se il bambino è mo o, i a u a, a emisia, assenzio e pepe ne o, che me e ai nel ino e somminis e ai alla pue pe a. Così il e o e à uo i in poco empo. “SUI TRATTAMENTI PER LE DONNE” """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 235""Compos o"medicinale"a"base"di"zucche o,"succo"di"melag ana"e"ace o"bolli i"insieme." Gene almen e"indica o"pe "le"p oblema iche"dello"s omaco"e"in"caso"di" ebb i"acu e." 275" " Sul ende e oseo il iso. Pe ende e oseo il iso, p endi la adice di b ionia ossa e bianca, mondala e agliala inemen e, e alla secca e. In segui o, iducila in pol e e e mescolala con acqua di ose, e pe mezzo del co one e con un panno di lino mol o ine ungiamo il ol o e i induciamo così il osso e. Pe la donna che ha una ca nagione bianca di na u a, le acciamo un colo e oseo se manca di osso e, così che con un ipo di bianco e in o o dissimula o un colo e osso appa i à come osse na u ale. Sulle len iggini del iso. Pe le len iggini del iso che si p esen ano pe acciden e, p endi la adice di bis o a e iducila in pol e e, e ossi di seppia e incenso, e con u e ques e cose componi una pol e e. E mescola con un poco d’acqua e poi, s egando, spalmala sulle mani al ma ino, s egandole con acqua di ose o acqua di c usca e con b iciole di pane ino a che non a ai imosso [le len iggini]. Sul dolo e delle mammelle. Pe il dolo e delle mammelle p o oca o dal la e, do emo s empe a e a gilla con ace o e a ne un impias o; ques o alle ia il dolo e e iduce il la e: P ima pe ò do emo omen a e la pa e con acqua calda. Sulle lesioni delle mammelle. Vi sono delle donne che p esen ano lesioni alle mammelle. Pe ques o p epa iamo un ma u a i o pe mezzo di al ea e camomilla mezzana, assenzio a emisia e g asso animale, e quando il capo [della lesione] compa e, i a insieme delle nocciole e applica ele. E se non si lace a a che enga ape a con una lance a, e sp emila un poco all’inizio pe imo e che a causa di una imp o isa e acuazione 276" " essa non peggio i, e ogni gio no applica due o e ol e un pezzo di ilaccia spalma a di uo lo d’uo o. Sul sudo e maleodo an e. Vi sono donne che hanno un sudo e che puzza ol e manie a. Pe cos o o p epa iamo un panno in in o nel ino nel quale siano s a e a e bolli e delle oglie di mi illo, sia l’e ba sia i mi illi s essi. Come è na u ale, solo una donna, che ne condi ide la medesima na u a, può pene a e comple amen e, con pa ecipa a sensibili à, quelli che gli uomini anco a de ini ano “i seg e i” emminili: la pa e di quel complesso mis e o che l’app occio medico azionale maschile non e a anco a iusci o ad abb accia e ino in ondo. “SULLA COSMETICA DELLE DONNE” Se una donna uole a e e capelli ne i e lunghi, p enda un ama o, lo p i i della es a e della coda e lo lasci cuoce e nell’olio; con ques o olio si inga la es a, ed a à capelli ne i e lunghi. Se in ece deside i a e e capelli so ici, lisci e so ili, la ai spesso con acqua calda nella quale siano s a i sciol i pol e e di na on e di semi di eccia. Quando pe ò pe ine à i capelli, a in modo che abbia ques a pol e e. P endi ose secche, chiodi di ga o ano, noce mosca a, c escione d’acqua e galanga maggio e. Lascia che u i ques i, una ol a ido i in pol e e, engano mescola i con acqua di ose. Con ques ’acqua i sp uzzi i capelli e li pe ini con un pe ine imbe u o nella s essa acqua, così che a anno un p o umo miglio e. E alle a e delle sc imina u e a i capelli e che i spa ga la pol e e summenziona a, e p o ume à mi abilmen e. 277" " Pe a ic esce e i capelli quando o ai. P endi del pane di o zo con u a la c os a e os alo, i alo e pes alo insieme con sale e g asso di o so. Ungi la es a con ques o unguen o ed i capelli c esce anno. Anco a un p epa a o pe a e e i capelli biondi. Si pol e izzino adici e us o di ca olo, e i si mescolino aschia u a di bosco e pol e e di a o io: a ai una pol e e di giallo pu o, con la quale o e ai una lisci ia che ende i capelli biondi. Con o gli aca i che co odono i capelli. P endi io i di mi o, di gines a e di galli ico. Falli cuoce e nell’ace o ino a che ques o non si consumi. Ne usci à un unguen o e icace pe iziona e l’es emi à dei capelli e dis ugge e gli aca i. Pe o ene e lo s esso scopo di elimina e gli aca i: iduci in pol e e i lupini ama i e alli bolli e in ace o, e con ale p epa a o iziona i capelli a le mani. Ved ai che ques o p ocedimen o uccide à ed elimine à gli aca i. LA CURA DEL VISO Le signo e sale ni ane usano, pe ende e oseo il iso, ques o p epa a o: me ono nel miele adice esca di b ionia, no a come zucca sel a ica, e se ne spalmano il iso, o enendo un incan o mi abile. Pe sbianca e il iso. Imme gi delle uo a in e e in ace o o issimo e ienicele ino a quando il guscio non di en i come la pellicola in e na, poi aggiungi della senape bianca e qua o once di zenze o e pes a u o insieme. Con ques o compos o spalma equen emen e il iso. Pe ende e ine e mo bida la pelle del iso. Pes a accu a amen e u i di mal a, oppu e della b ionia, mescola con miele bianco e lascia bolli e pe due o e; alla ine della co u a aggiungi pol e e di can o a, bo ace, salgemma e imes a a lungo con una spa ola; conse a pe l’uso. Nel co so della se imana la donna si la i il iso a gio ni al e ni in acqua 278" " calda con c usca, e la domenica si unga con ques a poma a. Inol e, cuoci in acqua can o a e adice di giglio e aggiungi g asso esco di maiale; mescola il u o con acqua di ose e il p epa a o è già p on o all’uso. E’ ce o che la ama di T o ula ha supe a o la sua e idenza s o ica. Lo dimos a la sua p esenza nella dimensione le e a ia, che l’ha consegna a al mondo popola e p ese ando, specie nei paesi anglosassoni, la sua na u a bene ica di cu a ice e di p o e ice del mondo dei bambini. Eccola compa i e in una ilas occa do e, a a e so e si cadenza i e b e i, iene deposi a a a bene icio delle gene azioni a eni e la memo ia del suo nome, assimila o a quello della igu a olklo ica di Dame T o , una a a assicu an e amica dell’in anzia, insepa abile dal suo ga o: Dame T o and he ca Led a peaceable li e, When hey we e no oubled Wi h o he olks’ s i e. When Dame had he dinne , Pussy would wai . And was su e o ecei e A nice piece om he pla e.236 Madama T o a e il suo ga o conduce ano una i a paci ica quando non e ano u ba i dalle ogne al ui. Men e Madama cena a il ga ino aspe a a; """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 236""C ."TUTTLE"E."F.,"“The"T o ula"and"Old"Dame"T o :"a"no e"on" he"Lady"o "Sale no”,"in"Bulle in" o " he"His o y"o "Medicine,"50"(1976),"pp."61I72." 279" " e a ce o di ice e e un boccone gus oso dal suo pia o. Ma è già nel XII secolo, quando la no o ie à dei suoi sc i i comincia a a di onde si, che il suo nome compa e addi i u a in un passo dei Raccon i di Can e bu y di Geo ey Chauce , all’in e no del accon o The Wi e o Ba h. Qui la p esenza del nome di T o ula ci so p ende come un’appa izione inaspe a a, pe ché o a pos o all’in e no di una lis a e e ogenea pe p o enienza e ispi azione di s ima i le e a i o iloso i no o iamen e misogini; sono le le u e p edile e del ma i o della p o agonis a, una accol a di opinioni au o e oli con o il ma imonio e sulla p opensione emminile al male. Come si spiega la p esenza di T o ula, unico nome emminile insieme a quello di Eloisa? La s o una a aman e di Abela do a e a e e i amen e lascia o nei suoi sc i o pa ole con a ie al ma imonio, me i ando a suo modo un pos o nella lis a di ques a bizza a an ologia an i emminis a. T o ula imane in ece una ci azione oscu a, p i a di nesso, a meno che non sia da conne e si alla ca i a ama della cosmesi, che in a cisce i suoi sc i i, da semp e i enu a un’a e subdola in mano alla donna pe mis i ica e le do i na u ali della bellezza.237 Quel che è ce o è che T o ula enne conside a a l’au o e ole capos ipi e di una lunga lis a di p esenze emminili, all’in e no della Scuola sale ni ana, che dal XII alle soglie del XIV secolo si a icenda ono nell’insegnamen o e nella p a ica della medicina, di enendo no e come mulie es sale ni anae. La p ima gene azione, se così possiamo di e, di ques e cu a ici, è pe lo più anonima, e de e la sua ama ai i e imen i gene ici con enu i nel Commen a ium supe abulas Sale ni di Be na do di P o enza, che le nomina come e apeu e e p epa a ici di cosme ici pe le nobildonne della ci à, sebbene il suo giudizio non semp e enda me i o alla sapienza di ques e medichesse, endi ici, a suo di e, di un sape e dile an esco e supe iciale. E’ solo nei due secoli successi i, u a ia, che alcune di esse sa ebbe o iusci e a """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 237""C ."il"saggio"di"BERTINI"F.,"“T o ula"il"medico”,"ci ." 280" " guadagna si l’ono e della no o ie à dei lo o nomi e delle lo o ope e. Si a a di Abella, Rebecca Gua na, F ancesca Romana, Me cu iade, e in ine Cos anza Calenda. Ce amen e non è manca o chi ha ce ca o di sc edi a e la ama di ques o so p enden e ci colo sapienziale, ipo ando la ques ione nei e mini di un sano pun o di is a maschile. Le mulie es, o se non le au ici sop a ci a e, ma ce amen e quelle le a ici che p a ica ano non solo a Sale no, ma in u o il e i o io campano, aendo gio amen o dalla popola i à della scuola medica, u ono accia e di p a ica e una medicina in isa di supe s izione e magia, a iancando la scienza di Ippoc a e e Galeno con gli incan amen i di oscu e o mule magiche. Ques o non de e s upi ci eccessi amen e, in un’epoca che comincia a appena ad alza e la es a da secoli in cui i esidui della speculazione g eca si mescola ano comunemen e con le adici o issime della supe s izione popola e, p ima pagana e poi i isi a a dal c is ianesimo, nelle sembianze di una medicina magica. Nelle ope e di T o ula la p esenza di ques a dimensione si a la go a le agioni dello s o zo eo ico, imponendo la o za di una adizione anco a oppo adica a pe esse e debella a dalla luce della scienza. Il i o si impone laddo e la medicina è più debole, come accade dall’inelu abili à di un des ino schiaccian e, come pe il pa o, o pe la sop a i enza del neona o. Ecco i consigli di T o ula pe e i a e g a idanze indeside a e: Sulle donne che non deside ano concepi e. Se una donna non deside a concepi e, lascia che po i a con a o con la sua nuda ca ne la ma ice di una cap a che non abbia mai a u o p ole. Si in iene inol e una ce a pie a [chiama a] “giaie o”, che se è po a a indosso alla donna, o anche solo assaggia a impedisce il concepimen o. In un’al a manie a, p endi una donnola maschio e a che i suoi es icoli le siano aspo a i e che, anco a i a, sia lascia a libe a. Fa sì che la donna po i ques i es icoli sul pe o e che siano annoda i nella pelle d’oca o in al a pelle, e lei concepi à. Se la donna è s a a malamen e lace a a 281" " du an e il pa o e, in segui o, pe pau a di mo i e, non deside a più concepi e, lascia che ponga nella placen a an i semi di ca apuzia o di o zo nel nume o degli anni pe i quali deside a es a e s e ile. E qualo a deside asse es a e s e ile pe semp e, a che e ne me a un’in e a mancia a.238 Una magia da con a o a i a a con l’uso di alismani, il po e e delle pie e e la simbologia dei nume i hanno qui soppian a o comple amen e le o me della speculazione medica azionalis ica. Pe scongiu a e i pe icoli del pa o, si consiglia a di cinge e la donna con una pelle di se pen e dalla quale il e ile osse uo iusci o.239 Ma è in un pa ag a o dei T a amen i pe le donne che il es o ipo a esplici amen e, il e mine “incan esimo” (ca men), ichiamando con o za le agioni dei de a o i delle mulie es e della cia la ane ia os e ica. Il po e e della pa ola si i e sa in uno dei momen i più signi ica i i della nasci a, il aglio del co done ombelicale, quel ges o che consegna il nuo o na o al mondo e alle sue g a i minacce. Un pecca o eniale quello dell’incan esimo, se pensiamo alle sca ne aspe a i e di i a che a e a un neona o nel Medioe o: Sul aglia e il co done ombelicale. Una ol a che il co done ombelicale del bambino sia s a o aglia o, do ai di e quan o segue, enendo il moncone s eso pe lungo: “Gesù C is o è mo o, egli u a i o dalla lancia, e non si diede pensie o pe alcun linimen o o pe il suo dolo e o pe alcun unguen o”. P ima pe ò a un nodo al co done ombelicale, e in segui o, dopo a e p onuncia o ques o incan esimo, a olgilo con una co da di uno s umen o musicale che sia pizzica o o suona o con un a che o o qualche al o s umen o musicale. E se [il bambino] sen e dolo e, pe no e gio ni dagli da """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" 238""T o ula"de"Ruggie o,"Lib o"sulle"mala ie"delle"donne,"84I87."C ."GREEN,"ci .,"pp."163I165." 239""Ibidem,"p."171." 288" " P op io pe ques o mo i o c edo sia possibile po e supe a e oggi, alla luce della più ecen e s o iog a ia, l’in e p e azione es i i a e o emen e limi a i a ino ad o a amanda a, di un Medioe o oscu o e immobile, comple amen e chiuso ad ogni ipo di espe ienza emminile. Di ce o le donne si sono a e ma e con di icol à ma è da e o s ao dina io iscop i e biog a ie eccellen i, come quella di T o ula de Ruggie o, che es imoniano la i ali à e la olon à di a e mazione del mondo emminile. A ques o si aggiunge poi la so p enden e mode ni à dell’espe ienza di i a e di s udio di ques e donne il cui messaggio anco a oggi può accon a e qualcosa ed esse e pe cepi o in sin onia con il nos o empo. C edo che il la o o abbia pienamen e dimos a o che il supe amen o del limi e impos o alla ca ego ia emminile in ques o momen o s o ico sia a enu o, non a caso, p op io nel campo della scienza e della medicina che pu e con g ande di icol à si a e ma a e lo a a con o le imposizioni e i limi i della Chiesa. In pa icola modo nel campo della scienza e della medicina, le donne si sono a e ma e anche ischiando l’accusa di s egone ia come ho e idenzia o in un pa ag a o dedica o p op io al appo o a le donne e la s egone ia, nel quale ho messo in e idenza come, solo pe il a o di esse e donne e maga i a e e qualsiasi segno sul co po, ad esempio un neo, o possede e conoscenze nel campo dell’e bo is e ia e abili à nel cu a e e gua i e a a e so l’uso di ali e be, ace a icade e su di lo o l’accusa di s egone ia. Nonos an e quindi ques a g ande omb a, le donne sono anda e a an i o enendo isul a i impo an i g azie alla lo o s ao dina ia in elligenza e sensibili à. Pu oppo mol e di esse hanno paga o con la lo o i a, ma è bas a a l’espe ienza di una sola donna a po e le i alu a e e a o i e l’esempio e lo s imolo pe po e con inua e in ques o cammino di di icile (anco a oggi) a e mazione. L’analisi da me a on a a dei a a i di T o ula de’ Ruggie o ne ha messo in luce u a la mode ni à e la po a a o emen e inno a i a pe quegli anni. Il T a a o “Sulle mala ie delle donne” ne è o se l’esempio più calzan e. T o ula a on a ema iche sessuali in manie a mol o esplici a, così assolu amen e inusuale se si conside a il empo in cui è issu a, p es a a mol a a enzione alle a lizioni 289" " delle donne. Si adope a a pe il benesse e del co po pene ando nei lo o seg e i più in imi ce cando, con la massima disc ezione, di o i e un imedio pe qualsiasi ipo di dis u bo le a liggesse, senza p econce i e p egiudizi. Non si scandalizza a di on e a p oblemi che in ece a ebbe o dis u ba o la mo ale del empo e ciò è dimos a o nel capi olo “De i gini a e es i uendo sophis ice”, come es i ui e inganne olmen e la e gini à, in cui sugge isce di e si me odi g azie ai quali una donna non più e gine può inganna e il suo uomo, simulando uno spa gimen o di sangue al momen o della p esun a de lo azione (immaginiamo l’impa o che po e a a e e in quel empo la p opos a di un me odo pe po e “ i o a e” la e gini à!). Ho so olinea o l’impo anza della p e enzione nella p a ica medica di T o ula, l’a enzione alla con accezione emminile, alla s e ili à, ma anche a una delle espe ienze più impo an i pe la donna quale quella del pa o che iene desc i o minuziosamen e e iene messo in e idenza il uolo dell’os e ica e delle al e donne che la condu anno a a e so la casa senza che i p esen i la gua dino in ol o ispe ando il suo a aglio e il suo pudo e. Con pa icola e o goglio pe sonale ho a on a o la a azione della Scuola medica sale ni ana in cui T o ula ha ope a o con g ande successo. P op io nella Scuola di Sale no, in a i, si è assis i o ad un enomeno unico, a di poco s ao dina io nel campo della medicina del Basso Medioe o e cioè la p esenza di donne che sa anno poi chiama e dai lo o colleghi “Mulie es sale ni anae” le quali ese ci a ono legi imamen e l’a i i à medico chi u gica con abili à e compe enze pa i a quelle dei lo o colleghi maschi. Ho messo in e idenza l’eccezionali à di ques a Scuola anco a oggi conosciu a e s udia a in u o il mondo e sono elice di po e di e che inalmen e, p op io a Sale no dopo mol i secoli, la Scuola medica inalmen e i i e nella acol à di Medicina dell’Uni e si à. P op io Sale no a l’al o ospi a anco a in a i gli splendidi gia dini della Mine a con u e le lo o e be che sono alla base della medicina galenica. 290" " C edo di po e conclude e so olineando l’impo anza del con ibu o ondamen ale o e o alla scienza dall’in elligenza emminile esp essa dal e i o io sale ni ano, che in pieno Rinascimen o ed à so ge e anche il amige a o e me ismo me idionale le cui adici sono ce o da ice ca e p op io negli anni e nelle pe sonali à analizza e in ques o la o o. Ring aziamen i 291" " A conclusione di ques o pe co so mi s a mol o a cuo e ing azia e sen i amen e la Chia .ma P o .ssa Me cedes A iaga Flo es pe a e segui o con g ande compe enza, cu a e dedizione il p oge o di ice ca “Donne e scienza: T o ula de Ruggie o e la Scuola medica sale ni ana”, dandomi la possibili à di po a e a e mine un’espe ienza al amen e o ma i a p o essionalmen e e umanamen e. Ring azio, al esì, pe la gen ile consulenza la Chia .ma P o .ssa Milag o Ma in Cla ijo, co ela ice di ques o la o o. Ring azio, in ine u i i docen i del co so di Do o a o Muje , esc i u as y comunicacion pe i p eziosi con ibu i o e i. Conce a Fali ene 292" " BIBLIOGRAFIA ACOCELLA"N.,"La& igu a&e&l’ope a&di&Al ano&I&di&Sale no,"<<Rass."S ."Sale n.">>"XIX," 1I4,"1958." " ACOCELLA"N.,"Sale no&medioe ale&e&al i&saggi,"Napoli"1971." AFNAN"M."S.,"A icenna.&Vi a&e&ope e,"Bologna,"Pa on,1969.! " AGRIMI"J."I"CRISCIANI"C.,"Mala o,&medico&e&medicina&nel&Medioe o,"To ino"1980." " AGRIMI"J.,"LISCIANI"C.,"Edoce e&medicos.&Medicina&scolas ica&nei&secoli&XIIICXV," Gue ini"e"Associa i,"Milano"1988." " ALBUCASI,"La&Chi u gia,"(a"cu a"di"M.S."ELSHEIKH),"Malesci,"Fi enze"1992." " ALIC"M.,"El&legado&de&Hipa ia.His o ia&de&las&muje es&en&la&ciencia&desde&la" an iguedad&has a& ines&del&siglo&XIX,"Mad id,"Siglo"XXI"Edi o es,"1991." 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