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“I am disappearing/ into the uncertain light”: la parola come strumento di cittadinanza e autodefinizione nelle poesie di Jackie Kay

Abstract

L’opera di Jackie Kay è un’esplorazione della materia intricata e complessa dell’identità. Al centro delle sue narrazioni spesso vi è un soggetto che non si può definire in base alle singole categorie di cittadinanza, nazionalità o razza. D’altronde, la stessa identità di Kay, così come emerge dalle sue opere dichiaratamente autobiografiche (la raccolta di versi The Adoption Papers e il racconto Red Dust Road) appare di non facile catalogazione: di origine afroscozzese (nata a Edimburgo nel 1961 da madre scozzese e padre nigeriano), ed è cresciuta in un ambiente sociale tradizionale (a Glasgow) da genitori tutt’altro che tradizionali (è stata adottata da una coppia di bianchi pacifisti e comunisti radicali). Allo stesso modo, è difficile catalogare il genere e lo stile dei testi di Jackie Kay, che è autrice di poesie ma anche di romanzi, racconti, testi teatrali, radiodrammi e libri per bambini. In forme e generi diversi, Jackie Kay dà voce a donne che, attraverso la parola e la narrazione, lottano per non “scomparire/ in una luce incerta” e per sfuggire a un destino di anonimato, silenzio ed estraneità.

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“I am disappearing/ into the uncertain light”: la parola come strumento di cittadinanza e autodefinizione nelle poesie di Jackie Kay

Author: Coppola, Maria Micaela
Publisher: Universidad de Sevilla
Year: 2014
Source: https://idus.us.es/bitstreams/93f7d818-746d-4d9e-89ed-46a4b35f70e6/download
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“I AM DISAPPEARING/ INTO THE UNCERTAIN LIGHT”:
LA PAROLA COME STRUMENTO DI CITTADINANZA E
AUTODEFINIZIONE
NELLE POESIE DI JACKIE KAY
Ma ia Micaela Coppola
Uni e si à degli S udi di T en o
Edga Degas, Donna alla ines a,
1871-1872.1
Riassun o: L’ope a di Jackie Kay è un’esplo azione della ma e ia in ica a e
complessa dell’iden i à. Al cen o delle sue na azioni spesso i è un sogge o che
non si può de ini e in base alle singole ca ego ie di ci adinanza, nazionali à o
azza. D’al onde, la s essa iden i à di Kay, così come eme ge dalle sue ope e
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
1 The Cou auld Galle y, London ,
h p://www.a anda chi ec u e.o g.uk/images/galle y/b5bad830.h ml
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dichia a amen e au obiog a iche (la accol a di e si The Adop ion Pape s e il
accon o Red Dus Road) appa e di non acile ca alogazione: di o igine a o-
scozzese (na a a Edimbu go nel 1961 da mad e scozzese e pad e nige iano), ed è
c esciu a in un ambien e sociale adizionale (a Glasgow) da geni o i u ’al o che
adizionali (è s a a ado a a da una coppia di bianchi paci is i e comunis i
adicali). Allo s esso modo, è di icile ca aloga e il gene e e lo s ile dei es i di
Jackie Kay, che è au ice di poesie ma anche di omanzi, accon i, es i ea ali,
adiod ammi e lib i pe bambini. In o me e gene i di e si, Jackie Kay dà oce a
donne che, a a e so la pa ola e la na azione, lo ano pe non “scompa i e/ in una
luce ince a” e pe s uggi e a un des ino di anonima o, silenzio ed es anei à.
Pa ole chia e: Jackie Kay, iden i à, au obiog a ia, ci adinanza, nazionali à, azza
"I’am disappea ing/in o he unce ain ligh ”: Wo ds as a ool o ci izenship
and sel -de ini ion in Jackie Kay’s poems
Abs ac : Jackie Kay's wo k is an explo a ion o he in ica e and complex
iden i y. O en a he cen e o he na a i es he e is a subjec ha canno be
de ined acco ding o indi idual ca ego ies o ci izenship, na ionali y o ace.
Mo eo e , he iden i y o Kay, as i eme ges om he wo ks a owedly
au obiog aphical ( he poe y collec ion The Adop ion Pape s and he s o y Red
Dus Road) is no easy o ca alogy: he o igin is A o-Sco ish (she was bo n in
Edinbu gh in 1961 om a Sco ish mo he and a Nige ian a he ), and has g own
in a adi ional social en i onmen (Glasgow) by pa en s ha we e no adi ional
(she was adop ed by a whi e couple, paci is and adical communis ). Simila ly, i
is di icul o ca ego ize he gen e and s yle o Jackie Kay’s ex s. She is he
au ho o poems bu also o no els, sho s o ies, plays, adio plays and child en's
books. In di e en o ms and gen es, Jackie Kay gi es oice o women who,
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h ough wo ds and s o y elling, s uggle in o de o no "disappea / in a dim ligh "
and o escape a des iny o anonymi y, silence and aliena ion.
Key wo ds: Jackie Kay, iden i y, au obiog aphy, ci izenship, na ionali y, ace
Il i olo di ques o in e en o è a o da una poesia di Jackie Kay (Edimbu go,
1961 –) in i ola a “Woman a a Window” (“Donna alla ines a”), ispi a a
all’omonimo dipin o di Edga Degas sop a ip odo o:
The e is no hing in my appea ance excep ha I am disappea ing
in o he unce ain ligh ; no hing ha would make me ce ain
o any con ic ion, o i I ha e made he igh decisions in my li e.
A his poin , wi h my skin d inking in he a ailable ligh ,
I ind i impossible o emembe i I am now widow o wi e,
i I’ e had a li e o ease, a li e o s i e. In he da kening,
a e noon, no hing has happened and no hing will soon.
I am si ing a he window, o ge ing he day I was bo n,
wa ching people come and go, unseen, in isible.
My hands a e calm, s eady on my lap. I am lying low.
Wha e e i was ha …; I o ge , he answe ’s no.
The e is some hing slow and pleasing abou disappea ing
in o he dissol ing ligh . No hing now will come o ligh .
Sec e s I migh ha e had will go wi h me o my g a e.
Lo e s I migh ha e lo ed walk ahead, o a e al eady dead.
I am si ing he e a he window emp ying my head
o he pas o he u u e pe ec , o he condi ional.
I al eady know wha is impossible, wha ’s no been said.
In he oom nex o me, someone is playing a ew ba s
o an old piano; i I e e danced, I’ e o go en
he s eps; i I e e longed o change, I’ e los
he pa h I mean o ollow. Now I am all shadow.
I si a he window lis ening o he piano.
Wha was los won’ now come back. I’ e le i go.!(Kay, 2011: 14)2
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2 Sal o do e indica o, u e le aduzioni dall’inglese all’i aliano sono di Ma ia Micaela Coppola.
“Donna alla ines a”
Non c’è nien e nel mio appa i e anne che s o scompa endo
nella luce ince a; nien e che mi ende ebbe ce a
di una qualche con inzione, o se ho p eso le gius e decisioni nella mia i a.
A ques o pun o, con la pelle be o nella luce disponibile,
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Man mano che sco ono i e si, è come se osse assimo la donna di Degas
a a e so gli occhi di Kay, la quale ip oduce e s ela, pa ola dopo pa ola, i a i
ince i, le dissol enze, le indecisioni, i uo i – in sos anza, ciò che nel dipin o (e
quindi nella poesia) scompa e, più che ciò che appa e. P oseguendo nella le u a
della poesia, no iamo che g adualmen e il quad o accia o con la pa ola si
espande in un accon o. La na azione pe me e di sco ge e angoli che nel disegno
sono uo i inquad a u a: la s anza accan o, un piano o e, la musica. Possiamo così
di e che i e si illuminano luoghi in omb a, danno o ma a di e se p ospe i e,
iempiono uo i, endono chia e le linee in dissol enza: la donna che nelle ba u e
iniziali è app esen a a nel p ocesso di scompa i e (“s o scompa endo/ nella luce
ince a”) alla ine assume una o ma de ini a, pe quan o oscu a (“O a sono u a
omb e”) e semb a nel pieno con ollo della p op ia dissol enza (“Ciò che e a
pe so non o ne à indie o. L’ho lascia o anda e”).
La pi u a app esen a un sogge o emminile in una dimensione dai con o ni
s oca i, dal passa o e dal u u o igno i. La na azione poe ica è u ilizza a pe
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mi è impossibile ico da e se sono edo a o moglie,
se ho a u o una i a di agi, una i a di o men i. Men e imb unisce
il pome iggio, nien e è successo e nien e succede à p es o.
S o sedu a alla ines a, dimen ica del gio no in cui nacqui,
gua do la gen e che a e iene, non is a, in isibile.
Le mie mani sono ilassa e, e me sul g embo. S o sedu a, eclina a.
Che cos’e a che….; dimen ico, la ispos a è no.
C’è qualcosa di len o e piace ole nello scompa i e
nella luce che si dissol e. Nien e e à alla luce.
I seg e i che po ei a e e a u o e anno con me nella omba.
chi po ei a e ama o cammina da an i, o è già mo o.
S o sedu a qui alla ines a e s uo o la es a
del passa o o del u u o p ossimo, o del condizionale.
So già cosa è impossibile, cosa non è s a o de o.
Nella s anza di ianco alla mia, qualcuno suona delle ba u e
a un ecchio piano o e; se mai ho danza o, ho dimen ica o
i passi; se mai ho deside a o cambia e, ho pe so
il sen ie o che in ende o segui e. O a sono u a omb e.
S o sedu a alla ines a e ascol o il piano o e.
Ciò che e a pe so non o ne à indie o. L’ho lascia o anda e.
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de ini e i con o ni di ques o passa o e di ques o u u o, pe immagina e, icos ui e
e ein en a e la s o ia di una donna anonima. E poco impo a che il accon o di
Kay sia incen a o sul ema dell’ince ezza e dell’oscu i à, coe en emen e con
l’immagine p opos a da Degas. La poe essa dà oce a una donna che, a a e so la
pa ola, lo a pe non “scompa i e/ in una luce ince a” e pe s uggi e a un des ino
di silenzio ed es anei à (anche e sop a u o a se s essa). Da e oce a s o ie
(sop a u o di donne) anonime, da o ma a ico di, espe ienze e pe sone p ima
che ques i si dissol ano nell’oblio: sono i nuclei ema ici che i o iamo nelle
ope e di Jackie Kay, in pa icola e in quelle d'ispi azione più esplici amen e
au obiog a ica.
Come ed emo, dalla p ima accol a di poesie (The Adop ion Pape s, 1991) al
“ iaggio au obiog a ico” accon a o in Red Dus Road (2010), ino all’ul imo
olume di e si (Fie e, 2011) Kay u ilizza la na azione come s umen o di
esp essione di ci adinanza e appa enenza, ma anche come mezzo di de inizione
dell’iden i à e di icos uzione di un passa o a ol o da luce ince a.
P ima di so e ma ci sulle ope e di Kay che ema izzano la ques ione delle
o igini e della ci adinanza, è u ile inquad a e la ques ione dal pun o di is a
epis emologico. A ques o scopo ipo iamo la de inizione di ‘appa enenza’
o ni a dalla s udiosa Ni a Yu al-Da is, la quale dis ingue a ‘belonging’
(appa ene e) e ‘poli ics o belonging’ (poli ica dell’appa ene e). Nel p imo caso,
il p ocesso dell’appa ene e pe iene essenzialmen e alla s e a emo i a e compo a
l’a accamen o a e i o e il senso di sicu ezza ipici del ‘sen i si a casa’. In ques o
senso, esso è cos i ui o da e di e se acce: il posizionamen o sociale;
l’iden i icazione e l’a accamen o emo i o; e la condi isione di un sis ema di
alo i e ici e poli ici (Yu al-Da is, 2011: 10-18). Nel secondo caso, “la poli ica
dell’appa enenza coin olge non solo la cos uzione di con ine ma anche l’inclusione o
l’esclusione di de e mina e pe sone, ca ego ie sociali e g uppi da pa e di colo o che

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hanno il po e e di a e ciò” (Yu al-Da is, 2011: 18).3 Il e mine ‘poli ica’ imanda
chia amen e a ques ioni di po e e ed egemonia di de e mina i o dini simbolici,
nonché alle possibili o me di esis enza e messa in discussione del conce o
s esso di appa enenza e inclusione. Cosa signi ica esse e memb o di una
comuni à? Cosa sancisce l’inclusione in una de e mina a comuni à? E pe ché
alcuni memb i della comuni à s essa de ono ico e e a s a egie di au o-
inclusione/esclusione? Sono quesi i che engono solle a i da Yu al-Da is e che
i o iamo anche in mol e poesie di Jackie Kay, sop a u o in quelle che
a on ano il ema delle o igini.
Na a in Scozia (Edimbu go) da mad e scozzese e pad e nige iano, Kay è s a a
ado a a anco a bambina da una coppia di geni o i (bianchi, comunis i adicali e
paci is i) ed è c esciu a a Glasgow in un ambien e (ad esclusione della s e a
ce chia amilia e) ela i amen e adizionale e in p edominanza bianco. Pe Kay,
quindi, app esen a e la p op ia iden i à e la p op ia appa enenza alla comuni à in
cui è na a e c esciu a ha ben p es o signi ica o muo e si in due di ezioni: da un
la o, in quan o ‘eccezione’ nella comuni à di appa enenza (ne a in un con es o
p e alen emen e bianco, iglia ne a di geni o i bianchi, lesbica in una socie à
e e ono ma i a), si è o a a a do e ibadi e e di ende e l’au en ici à della p op ia
ci adinanza; dall’al o, non conoscendo i geni o i biologici e, sop a u o, non
conoscendo la cul u a e le adizioni del pad e biologico nige iano (è c esciu a a
Glasgow) ha compiu o un iaggio esis enziale alla ice ca delle p op ie o igini e,
in aluni casi, ha do u o immagina e e ic ea e un p op io ‘mi o delle o igini’ pe
da e sos anza e o ma alla p op ia iden i à e po e si p oie a e nel u u o.
Il conce o di au en ici à è a on a o in alcune poesie pa adigma iche della
p oduzione di Jackie Kay, che anno i e imen o in pa icola e all’appa enenza al
e i o io e alla cul u a scozzesi. In “Kail e Callaloo” (Kay, 1988: 195), la
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3 “ he poli ics o belonging in ol es no only cons uc ions o bounda ies bu also he inclusion o
exclusion o pa icula people, social ca ego ies and g oupings wi hin hese bounda ies by hose
who ha e he powe o do his.”
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ci adinanza mol eplice e icca è pe cepi a (dagli al i – “ hey” nella poesia) come
una con addizione:
you know he passpo o ms
o e en some job applica ions noo-a-days?
well, he e’s nowhe e o w i e
Cel ic-A o-Ca ibbean
in answe o he ‘o igin’ ques ion;
hey hink ha ’s a con adic ion
how kin ye be bo h?
Wha is an A o-Sco anyway?
mibbe she can dance a eel and a salsa?4
In ques i e si ediamo come la oce poe ica debba legi ima e la p op ia
au en ica ci adinanza scozzese p ima di u o di on e alla bu oc azia e al po e e
delle au o i à e poi di on e alle i onie e allo sce icismo di memb i della
comuni à. Tale p ocesso di legi imazione passa anche a a e so l’app op iazione
linguis ica della pa la a, della musica e delle adizioni (la danza eel) adizionali
scozzesi. D’al o can o, la coesis enza in un unico sogge o di elemen i cel ici,
a icani e ca aibici ende a duo de ini e ciò che è ‘ ipicamen e scozzese’. In
sos anza, se inizialmen e ad esse e de ini o come con addi o io è il sogge o
a o-scozzese, la sospensione delle domande inali as e isce ale
con addi o ie à all’idea che esis a una de inizione uni oca e immu abile di
nazionali à scozzese.
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4 Hai p esen e i moduli pe il passapo o?
O pe sino alcune domande di la o o d’oggi?
Bene, non c’è uno spazio pe sc i e e
cel ica-a o-ca aibica
come ispos a alla domanda sulle ‘o igini’;
pensano sia una con addizione
come ca olo puoi esse e u e e due?
Che oba è un a o-scozzese poi?
o se può balla e una eel e una salsa?
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Al a poesia emblema ica su ques o aspe o è “In My Coun y” (Kay, 1993:
24), in cui il conce o di appa enenza assume a i geog a ici e isici già a pa i e
dal i olo (“Nella mia e a”), in cui “coun y” indica sia la e a sia la nazione, e
l’agge i o possessi o (“my”) ad esse i e i o imanda a un’idea di possesso.
P oseguendo nella le u a della poesia, osse iamo come ale senso di
appa enenza enga messo in discussione, anco a una ol a dallo sgua do al ui
(“una donna”), e debba quindi esse e di eso ed esplici a o:
walking by he wa e s
down whe e an hones i e
shakes hands wi h he sea,
a woman passed ound me
in a slow wa ch ul ci cle,
as i I we e a supe s i ion;
o he wo s d egs o he imagina ion,
so when she inally spoke
he wo ds spliced in o ba s
o an old wheel. A segmen o ai .
Whe e do you come om?
‘He e,’ I said, ‘He e. These pa s.’5
Una donna sconosciu a sc u a l’io poe ico con ci cospezione, ne eme la di e si à
(che è e iden emen e un elemen o osse abile nell’aspe o es e io e) e la
con addi o ie à ispe o alla no ma dominan e ( app esen a a dalla donna s essa),
passa dal sospe o all’a eggiamen o agg essi o (si a icina all’io poe ico
acce chiandolo, come il p eda o e con la p eda) e in ine me e in discussione
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
5 camminando lungo la i a,
là do e un iume ones o
s inge la mano al ma e,
una donna mi si a icinò
gi andomi in o no piano, gua dinga,
come se ossi una supe s izione;
o la eccia peggio e della sua immaginazione,
così che quando in ine pa lò
le sue pa ole e ano piombo uso
ai aggi di una ecchia uo a. Un segmen o d’a ia.
Da do e ieni?
‘Da qui,’ dissi, ‘Qui. Ques e pa i.’
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l’appa enenza di quel sogge o ai luoghi che pu e en ambe s anno occupando (la
domanda “da do e ieni?” s abilisce di pe sé dis anza e di e enziazione). Di
con o, la ispos a dell’io poe ico (“Qui. Ques e pa i”), nella sua semplici à e
schie ezza, ibadisce l’au en ici à di un’appa enenza alla e a abi a a che non
necessi a di ul e io i speci icazioni.
In en ambe ques e poesie l’iden i à è luogo di con on o e con addizione. E’
ques o un aspe o che Jackie Kay esplo a sin dalla sua p ima ope a pubblica a, The
Adop ion Pape s (“Le ca e dell’adozione”, 1991). Come la poesia “A Woman a
a Window” accon a la s o ia igno a della donna del dipin o di Degas, così nel
accon o in e si The Adop ion Pape s Kay dipana il essu o della p op ia iden i à,
a a di aspe i sconosciu i, ince i e opachi. In ques o es o ma ca amen e
au obiog a ico, in a i, la poe essa icos uisce una genealogia ma e na dalle
mol eplici s acce a u e dando oce a e donne: la iglia (ne a), la mad e biologica
(bianca) e la mad e ado i a (bianca). A a e so ques o can o poli onico Kay a
alla ice ca del p op io passa o, di una s o ia che è sc i a nelle ca e dell’adozione
ma che di a o, come quella della donna del dipin o, non è inco niciabile, non è
insc i ibile in me i documen i amminis a i i.
Così, nella sezione “Gene azioni” (Kay, 1991: 29), la iglia si dichia a
igno an e del p op io passa o e, appa en emen e, di se s essa:
I don’ know wha diseases
come down my line;
when den is and doc o s ask
he old blood ques ions abou amily unnings
I ell hem: I ha e no nose o mou h o eyes
o ma ch, no spi ing image o dead ce ,
my ace wa ches i sel in he glass.6
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6 Non so che mala ie
ci siano nella mia amiglia;
quando den is a e do o i mi anno
le soli e domande sul sangue e cosa sco e in amiglia
dico: non ho né naso né bocca né occhi
da con on a e, somiglianze spu a e o sicu e come la mo e,
la mia accia si gua da nello specchio.
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I was concei ed be ween he Dee and he Don.
I was bo n in he ci y o c ag and s one.
I am no a daugh e o one a he .
I am no a sis e o one b o he .
I am ligh and da k.
I am a he and mo he .
I was concei ed be ween he Dee and he Don.
I was bo n in he ci y o c ag and s one.
I am no o gi ing and I am no c uel.
I will no go agains one side.
I am no wise o ool.
I was no bo n yes e day.
I was concei ed be ween he Dee and he Don.
I was bo n in he ci y o c ag and s one.
I can say omo ow is ano he day omo ow.
I come om he old wo ld and he new.
I li e be ween laugh e and so ow.
I li e be ween he land and he sea.
I was concei ed be ween he Dee and he Don.
I was bo n in he ci y o c ag and s one. (Kay, 2011: 23-24)15
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15 S a ò non nel passa o o nel u u o
non in p imo o in secondo piano;
non come p imogeni a o ul imogeni a.
S a ò sola nella e a di mezzo.
Sono s a a concepi a a il Dee e il Don.
Sono na a nella ci à di occia e pie a.
Non sono una iglia di un solo pad e.
Non sono una so ella di un solo a ello.
Sono luce e oscu i à.
Sono pad e e mad e.
Sono s a a concepi a a il Dee e il Don.
Sono na a nella ci à di occia e pie a.
Non sono indulgen e e non sono c udele.
Non and ò con o una pa e.
Non sono saggia o sciocca.
Non sono na a ie i.
Sono s a a concepi a a il Dee e il Don.
Sono na a nella ci à di occia e pie a.

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L’io poe ico delinea o in ques o componimen o è cos an emen e in-be ween,
sospeso a due poli in appa en e con apposizione, e si de inisce anche pe
negazione e so azione (si eda il succede si di “non sono”). Ci o iamo quindi
ad osse a e un‘al a iden i à con addi o ia e non più con adde a dal giudizio
al ui (come nelle poesie p eceden emen e analizza e) ma che, pe così di e, si
au o-con addice e che au o-con addicendosi si de inisce. Se in a i, da un la o,
l’Io si declina in una se ie di doppie e oppos e de inizioni, dall’al o il sussegui si
di sogge i nella p ima pe sona singola e disegna un’iden i à dai con o ni ben
dis in i, pu nella sua na u a in insecamen e pa adossale, anzi, p op io in i ù di
essa.
La donna dai lineamen i o usca i sedu a alla ines a, la scozzese a o-
ca aibica che a e ma la p op ia ci adinanza, la iglia ado a a che esplo a i suoi
mol eplici mi i delle o igini, la agazza che scop e pe la p ima ol a la blackness
della sua oce e del suo ol o, l’Io che si au o-de inisce singolo, doppio e
incong uen e insieme: sono u e na azioni di un’iden i à dalle mol e s acce a u e
e in cos an e di eni e, in cui la con addizione è l’elemen o chia e del p ocesso di
de inizione di sé.
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Posso di e domani è un al o gio no domani.
Vengo dal ecchio mondo e dal nuo o.
Vi o a so iso e dolo e.
Vi o a la e a e il ma e.
Sono s a a concepi a a il Dee e il Don.
Sono na a nella ci à di occia e pie a.!
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