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CITTADINANZE SOSPESE E DIRITTO ALLA CITTÁ
Suspended Ci izenship and he igh o he ci y
Chia a Buda
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Pa ole chia e: di i o alla ci à, domanda di ci à, immig azione, gene e.
Abs ac
La ci à globale ha gene a o una o e ipe mobili à delle me ci e degli uomini. Cambiano cioè gli
a o i e i g uppi sociali della scena u bana. Rile an e è la p esenza degli immig a i che
o niscono manodope a in nume osi ambi i. Le socie à ospi an i iconoscono, in a i, il uolo
de e minan e degli s anie i in quan o la o a o i, ma pongono o i esis enze nel iconosce li in
quan o ci adini. In al e pa ole, es ano ci adini sospesi a il paese d’o igine e quello d’a i o,
pe ché godono di una ci adinanza con e oca. Gli immig a i possono al massimo gode e di una
ci adinanza sos anziale, nel senso che esis e un insieme di p a iche di ci adinanza, che anno
pe cepi e lo s anie o come se osse a casa p op ia pu non essendolo. Si a a delle c.d.
p a iche di home making, cioè di addomes icamen o dello spazio ci cos an e. Tale
iapp op iazione del con es o u bano, esp ime in eal à la i endicazione dello s anie o al di i o
alla cen ali à e il deside io di non esse e pe i e izza i. Si a a del di i o alla ci à elabo a o da
Hen i Le eb e nel 1978, in eso come di i o alla i a u bana. Non u i pe ò godono allo s esso
modo di ale di i o: i sogge i più deboli e ulne abili non hanno oce nei p ocessi decisionali.
Ma la e a essenza della ci adinanza con empo anea consis e nel p ende pa e ad una i a
pienamen e u bana, pe ale mo i o i mig an i, in quan o a o i u bani e po a o i di una
pa icola e domanda di ci à, do ebbe o esse e ascol a i dagli amminis a o i locali.
Abs ac
The cen al opic o his pape is he complex ela ionship be ween mig an s and he global ci y,
which has c ea ed a s ong hype mobili y o goods and people. The e a e new ac o s in he
u bane scene: immig an s p o ide labo in many a eas, bu hey a e pa icula ly in isible a he
main decision-making le els, especially in hose conce ning he ci y design. They a e subjec ed
o disc imina ion: i s o all as ci y use s and also as p oponen s o u ban and a chi ec u al
p ojec s. Ou ci ies a e no able o answe he "supply o ci y" o hose who li e in, ha means
hey do no ully answe o he people needs and desi es. Consequen ly, he weakes and mos
ulne able ci izens don’ ully enjoy hei igh o he ci y. This igh has been p esen ed by Hen i
Le eb e a ound he 70s. Acco ding o he F ench sociologis e e yone should enjoy he " igh
o u ban li e", ha is he possibili y o sa is y hei aspi a ions in e ms o poli ical, social and
en i onmen al impac s in he ci y.
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Uni e si à degli S udi di Ca ania
Dipa imen o di Scienze Poli iche e Sociali
buda.chia a@s udium.unic .i
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Ci adinanze sospese e di i o alla ci à
1. I pe co si mig a o i nella ci à globale
La ci à app esen a una len e p i ilegia a pe la eo ia sociale. Essa appa e si o s a egico pe
la comp ensione delle p incipali endenze mac osociali, che imodellano l’o dinamen o sociale.
Lo s udio sociologico della ci à pe me e di comp ende e le più ampie as o mazioni sociali
con empo anee che nascono dalla c isi degli spazi sociali ipici dello S a o nazione, dando i a a
nuo e geog a ie.
Del es o, la globalizzazione ha in an o i con ini s o ici: si assis e ad una ecessione delle
on ie e del sis ema che dà i a a ci à in ini e, i cui con ini si allon anano e pe dono di
p ecisione.
Il p ocesso di globalizzazione ha gene a o una o e ipe mobili à sia delle me ci che degli
uomini, de e minando una dispe sione spaziale delle a i i à economiche. Tale p ocesso ha
da o i a ad una nuo a geog a ia dei cen i e dei ma gini: da una pa e ci sono i maggio i cen i
in e nazionali e inanzia i (ogge o di eno mi in es imen i) dall’al a pa e le zone u bane a basso
eddi o (con iso se sca se).
O a, i cen i inanzia i in e nazionali dipendono conc e amen e da un ampio en aglio di
la o a o i. Tali sis emi u bani necessi ano di la o o manuale, poco e ibui o e poco quali ica o,
che semb a in isibile all’economia globale: accan o alla “nuo a socie à ci ile globale dell’éli e
in e nazionale” a icano u i i gene i di adde i ai se izi a basso sala io (Sassen 2008, pag.
182).
Il p ocesso di globalizzazione ha da o i a così ad una so a di dualismo della s u u a sociale
u bana: da una pa e l’éli e u bana, che s olge le p op ie a i i à nell’economia o male, dall’al a
gli in isibili che ges iscono l’economia in o male, la c.d. “unde g ound economy” (Cas ells 1991,
pag. 81). Inol e, i la o i ichies i dalla ges ione quo idiana del complesso di se izi di al o li ello
domina o dalla inanza sono in g an pa e esegui i da donne e da immig a i, che isul ano
unzionali alla c esci a economica. Pe ale agione, cos i uiscono in un ce o senso il qua o
s a o del XXI secolo. Ol e u o, a ualmen e si con ano quasi 214 milioni di mig an i a li ello
globale, ciò signi ica che se i esse o u i in un solo paese sa ebbe o di pe sé una po enza
mondiale (Amnes y In e na ional 2013).
In I alia, negli ul imi anni, i la o a o i s anie i a luiscono e consolidano la lo o p esenza con i
icongiungimen i amilia i. Il Bel Paese cos i uisce un e o e p op io c oce ia mig a o io,
as o mandosi da adizionale paese di emig azione in paese anche di immig azione.
Tali enomeni mos ano una decisa spin a e so la conquis a del benesse e e il isca o sociale,
la quale in es e sia la amiglia s anie a in I alia sia la amiglia e la pa en ela imas a in pa ia: il
la o a o e immig a o aspi a a man ene si in qualche modo “qui e là”, pu concen ando le a i i à
la o a i e sul e i o io i aliano.
In gene ale pe ò le socie à ospi an i iconoscono il uolo de e minan e degli s anie i in quan o
la o a o i, ma pongono o i esis enze nel iconosce li in quan o ci adini. Gli s anie i es ano
ci adini sospesi a il paese d’o igine e quello d’a i o, pe ché godono di una ci adinanza con
e oca. La lo o inclusione è subo dina a alla condizione la o a i a che in eal à non è quasi mai
accompagna a da e i e p op i di i i. Le is i uzioni della socie à di a i o iconoscono agli
immig a i i di i i sociali che non sono suppo a i da una base di di i i poli ici, pe cui semb a che
gli au oc oni con e iscano una ci adinanza con ise a di e oca, una so a di concessione che
la comuni à dei ci adini a pieno i olo a a chi a i a dall’es e no e non gode del bene icio
dell’appa enenza.
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L’I alia, pe esempio, non ha anco a elabo a o un modello di inclusione socio-cul u ale e poli ica
dei ci adini s anie i immig a i, i quali sono des ina i ad un’inclusione subo dina a: il che signi ica
o i e lo o un pos o di la o o, ma senza un se comple o di di i i di ci adinanza. Lo S a o, in a i,
è esponsabile dei modi di acquis o della ci adinanza s a ale, men e le Regioni sono
compe en i pe una pa e signi ica i a della disciplina dei di i i sociali. In segui o all’in e sione
del ipa o delle compe enze a S a o e Regioni, compiu a dalla l. cos . n. 3 del 2001, mol i dei
di i i p esc i i come in iolabili dalla Cos i uzione, iempiendo di con enu o il conce o di
ci adinanza, ien ano in ece nelle compe enze egionali: si a a di ma e ie iconducibili a di i i
quali i se izi sociali, l’abi azione, l’assis enza sani a ia, l’is uzione, la o mazione e
l’inse imen o al la o o, acendo eme ge e u a la dimensione “sociale” della “ci adinanza
egionale”. Se, quindi, lo S a o è compe en e in ma e ia di “ci adinanza o male”, con pa icola e
i e imen o ai modi dell’acquis o della ci adinanza s a ale, le Regioni lo sono in g an pa e delle
o me e dei modi della “ci adinanza sos anziale”, in esa come le o me della pa ecipazione alla
i a consocia a e dell’in eg azione sociale.
Tu a ia la e e in eg a a dei se izi sociali è anco a o emen e inadegua a alle esigenze del
nos o Paese ed è di usa in modo diseguale. In a i, nonos an e la i o ma del Ti olo V della
Cos i uzione p e eda un sis ema omogeneo di p es azioni, gli in e en i sociali engono e oga i
dagli en i locali in modo di e enzia o sul e i o io nazionale. In al e pa ole, ci sono egioni che
spendono di più in poli iche sociali ispe o ad al e. Ques o ele a o g ado di a iabili à
e i o iale dipende essenzialmen e dalla localizzazione degli in e en i, che cos i uisce il
p incipale esi o dei p ocessi di decen amen o amminis a i o degli ul imi anni e che a ibuisce
nuo e esponsabili à agli a o i che ope ano di e amen e sul e i o io (Consoli 2009, pag. 15).
La localizzazione gene a pe ò il localismo degli in e en i.
2. P a iche di homemaking: esp essione di ci adinanze non iconosciu e
Si de e aggiunge e, inol e, che la ci à globale è ce amen e un luogo s a egico pe a o i p i i
di po e e (quali, pe esempio, donne, anziani, bambini e immig a i), pe ché li me e in g ado di
a e ma e la p op ia p esenza anche quando non o engono un po e e di e o (Sassen 2002,
pag. 19).
Del es o, la ci à è un gigan esco empo io di possibili à pe chiunque, luogo in cui si possono
ealizza e le ambizioni, le aspi azioni e u i gli aspe i ma e iali e imma e iali della i a.
Le ci à sono quindi luoghi di oppo uni à e di libe à. Pe ale agione, si a s ada un bisogno di
iapp op iazione colle i a della ci à, in special modo negli immig a i, i quali hanno o a o e
o ano modi pe esp ime si e a anzano semp e più p e ese sulla ci à.
Inol e, come accenna o in p ecedenza, gli s anie i hanno maggio i possibili à di gode e di una
ci adinanza sos anziale ispe o a quella o male, compos a p e alen emen e da un insieme di
p a iche di ci adinanza che anno pe cepi e lo s anie o come se osse a casa p op ia pu non
essendolo. Si conc e izzano o me di app op iazione di spazi u bani, come con igu azioni di
ci adinanze non anco a iconosciu e.
Tale iapp op iazione del con es o u bano, esp ime la i endicazione dello s anie o al di i o alla
cen ali à e il deside io di non esse e pe i e izza i nei con es i u bani al ine di mani es a e
l’aspi azione a socializza e, a ui e pienamen e dei di i i, a i e e momen i ludici, ad elabo a e
e eicola e simboli ed immagini: di endono, in al e pa ole, il lo o di i o alla ci à. Tale di i o,
sanci o solo nel 2000 dalla Ca a Eu opea dei di i i umani nella ci à, è s a o elabo a o in o no
agli anni ’70 da un amoso sociologo u bano. Nel 1978, Hen i Le eb e u il p imo a eo izza e il
conce o di di i o alla ci à, in eso come di i o alla i a u bana. La sua i lessione è mol o
semplice, egli pa e dal p esuppos o che accan o ai ipici bisogni sociali (quali il bisogno di
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sicu ezza, di indipendenza, ecc.) i sono poi dei bisogni speci ici, a cui il bisogno della ci à e
della i a u bana, che esp ime un bisogno di sociali à che si aduce poi conc e amen e nella
iapp op iazione del con es o u bano. Quindi come è acile comp ende e più che di i o si a a
di un bisogno, quello di sociali à, che è insi o in ciascuno di noi: l’uomo è in a i un animale
sociale, che ende ad agg ega si con al i indi idui.
Uno dei p incipali bisogni degli s anie i è quello di ip odu e la cen ali à dei luoghi do e i ono
la lo o quo idiani à, sop a u o a a e so il la o o, ma anche do e si o mano i legami amilia i,
educano i p op i igli, alimen ano appo i di icina o, p omuo ono le cul u e di o igine e,
legi imamen e, i endicano nuo i di i i di ci adinanza.
In a i, il p ocesso di home-making è cos i ui o da un insieme di p a iche di addomes icamen o
dello spazio ci cos an e e di cos uzione del senso di casa dei ci adini s anie i, che ende
u a ia lo spazio u bano ib ido, ins abile e con ingen e.
Gli immig a i, ma in gene ale u i gli abi an i, usano il qua ie e e in e p e ano lo spazio in
unzione della p op ia condizione sociale, della lo o cul u a e delle lo o condizione sociale.
Negli ul imi anni le ci à i aliane egis ano le icadu e socio- e i o iali del enomeno mig a o io:
gli immig a i hanno colo a o lo spazio della s ada in cui si insediano, de e minando con la lo o
p esenza no e oli cambiamen i nelle modali à d’uso degli spazi della ci à, in special modo degli
spazi del la o o, di quelli esidenziali, degli spazi pubblici e dei cen i s o ici. Lo spazio p i a o
dell’abi a e di en a es emamen e “pubblico”, iconoscibile anzi u o da semplici segni di
“di e si à”, come le an enne pa aboliche o i panni colo a i s esi alle ines e.
Lo spazio dell’abi a e isul a così acilmen e iconoscibile non solo pe il ca a e e dei manu a i
ma anche e sop a u o pe la i a del co ile in e no a i palazzoni, che di en a un’es ensione
dello spazio p i a o: momen i issu i nel co ile, p anzi all’ape o, a i i à spo i e, semplici
discussioni, momen i di p eghie a. I ce i più deboli endono a p oie a e uo i pa e della p op ia
i a di elazioni e la po a di casa è pe lo o un dia amma lessibile, ape o pe la maggio pa e
delle o e del gio no.
3. Domanda di ci à delle mig an i
O a, è del u o e iden e che la p esenza s anie a cos i uisce un elemen o mol o ile an e della
dinamica u bana. Gli s anie i sono po a o i di nuo i modi di i e e le s ade, le piazze, i luoghi
di incon o: sono po a o i di una speci ica domanda di ci à, che elabo ano nelle ci à di
esidenza. Inol e, la e a essenza della ci adinanza con empo anea consis e nel p ende e
pa e ad una i a pienamen e u bana, anche se non u i godono allo s esso modo del di i o alla
ci à.
Come è no o, le nos e ci à non sono capaci di isponde e pienamen e ai bisogni e ai deside i
della gen e, e quindi non sono in g ado di isponde e alla domanda di chi la i e, in special
modo ai sogge i più deboli e più ulne abili. Pe esempio, le donne non godono appieno del
lo o di i o alla ci à, pe ché nonos an e il p ocesso di emancipazione emminile, es ano
pa icola men e in isibili ai p incipali li elli decisionali e spesso sono sogge e a disc iminazioni.
Del es o, il gene e emminile subisce una so a di doppia disc iminazione in quan o ui ici
della ci à e come idea ici dei p oge i u bani e a chi e onici. Le donne sono oggi ci adine di
seconda classe, pe ché la ci à con empo anea a amen e iene con o delle domande di
u bani à insi e nelle lo o condizioni di i a e della lo o condizione di mul i uolo, scon andosi
ine i abilmen e con le ca a e is iche delle nos e ci à ( empo almen e e spazialmen e
inaccessibili alle donne).
De o ques o è necessa io so e ma e l’a enzione su ul e io e aspe o. Oggi, il la o o domes ico
e di cu a, a causa del suo sca so alo e sala iale, è s ol o in misu a c escen e dalle donne
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immig a e. Da o il conside e ole p ocesso di in ecchiamen o della popolazione i aliana degli
ul imi anni, si egis a un o e aumen o del nume o delle badan i. I da i del Censis pa lano di un
ese ci o di un milione e mezzo di donne. Il 65% del la o o domes ico è ges i o da immig a e, pe
lo più da donne p o enien i dai paesi dell’Es eu opeo: il 19, 4% dalla Romania, il 7,7 % dalla
Polonia, il 7,2 % dalla Molda ia e il 9% dalle Filippine (Censis 2010, pag.1). Si a a spesso di
donne che hanno g andi di icol à di in eg azione in una socie à ca a e izza a da alo i
empo ali di e si ispe o a quelli di cui sono po a ici. Il empo quan i a i o e azionalizza o
della nos a socie à uo a in o no al empo del la o o, che scandisce la gio na a e la i a del
mig an e a a e so una p essan e ichies a di pun uali à e eloci à senza lascia e spazio ad al i
empi ed al e espe ienze. Pe ale agione, è s a a pensa a la igu a della badan e di
condominio. Tale inizia i a è s a a es a a e spe imen a a a Bologna in 45 condomini, il cui
modello o ganizza i o è s a o poi p opos o anche in al e ci à i aliane a a e so le a ie sedi
p o inciali di Con abi a e (Associazione P op ie a i Immobilia i). A al p oposi o, Albe o Zanni
(p esiden e di Con abi a e) spiega che pe ogni condominio è p e is a una sola badan e, che
suddi ide le o e di la o o a più amiglie, pa cellizzando il con a o domes ico di col e badan e
in quo e. L’idea, è na a p op io pe ole e da e a più amiglie una soluzione semplice, acilmen e
a uabile, e sop a u o economicamen e con enien e, conside ando il condominio, non solo
come il luogo in cui si i e, ma anche come luogo di comunione in cui condi ide e bisogni e
soluzioni. Ques a soluzione pe me e alle donne s anie e di non do e più co e e da una pa e
all’al a della ci à, la o ando nello s esso s abile p endendosi cu a di uno o più anziani.
Occo e aggiunge e che una ci à spazialmen e e empo almen e accessibile alle donne è
anche una ci à sicu a, do e la gen e si sen e libe a dal pe icolo e do e ciascuno può i e e
senza ischi e ansie. In si uazioni di insicu ezza mol i inunciano a i e e a pieno la p op ia ci à,
ado ando compo amen i più i lessi i e più p uden i. Si può dedu e che la pau a u bana
cos i uisce un os acolo alla piena uizione della ci à, degli spazi u bani in gene ale.
Mol e donne ado ano, anche in manie a non consape ole, p a iche ou ina ie inalizza e ad
e i a e ogni so a di ischio, che iniscono pe ò a condiziona e pesan emen e l’a i i à
elazionale del sogge o, diminuendo le sue possibili à di scel a (esempio: usci e di gio no
anziché la se a, p e e i e s ada illumina e da quelle buie, cammina e in g uppo e mai da sole):
la ci à pe de così la sua na u a di “empo io delle possibili à”, pe as o ma si in appola.
P obabilmen e l’aumen o dei casi di iolenza che le donne subiscono sia in casa che in ci à, ha
mosso l’opinione pubblica e le is i uzioni al pun o da p omuo e e nume ose i lessioni, in e en i
e p oge i u bani pe la sicu ezza delle donne e delle pe sone più ulne abili.
Le donne, in quan o a o i u bani, sono po a ici di una pa icola e domanda di ci à, che
and ebbe ascol a a e in e p e a a dagli amminis a o i locali, i quali po ebbe o sos ene e la
pa ecipazione emminile ai p ocessi decisionali pe le scel e che igua dano la p oge azione
della ci à, la piani icazione e i o iale e dell’abi a e a o endo l’inclusione sociale.
Del es o, i cen i u bani assumono isionomie di e se negli occhi di chi li gua da. In al e pa ole,
non u i edono e i ono la ci à allo s esso modo. Ogni uomo po a nella men e una ci à: ciò
signi ica che ogni pe sona cos uisce den o di sé una pa icola e immagine della ci à, che
p ende i a dalle p op ie esigenze, dai p op i bisogni e dai p op i deside i. È dunque po a o e di
una pa icola e domanda di ci à.
Le mig an i, in a i, possono esse e un indica o e in e essan e nell’in e p e azione della
domanda di u bani à degli s anie i, pe ché in quan o donne condi idono con le au oc one il
de ici di accessibili à alla ci à e in quan o s anie e i ono le s esse di icol à nel p ocesso di
in eg azione dei p op i connazionali.
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Dunque isul a chia o, che è empo di una nuo a s agione della p oge azione u bana, che sia
una p oge azione pa ecipa a e alla ga a alle a ie componen i sociali. Ogni comune do ebbe
impegna si nel da i a ad una so a di u banis ica pa ecipa a, che enda innanzi u o il
linguaggio ecnico degli u banis i più comp ensibile e mol iplica e le occasioni di dialogo
a a e so dei a oli di con on o con i app esen an i dei p incipali g uppi sociali.
Ad esempio, l’adozione di un app occio di gene e nella p og ammazione delle poli iche
po ebbe a eme ge e da un la o la speci ici à emminile e dall’al o p ende e in conside azione
u e le al e di e enze, che non sono lega e al gene e, ma ad al e a iabili, quali pe esempio
l’e à, l’appa enenza e nica oppu e collega e alle condizioni sociali o isiche della pe sona. Del
es o, l’app occio di gene e pensa ad ogni ci adino in quan o esse e unico, singola e e
i ipe ibile, po a o e di bisogni e di esigenze indi iduali. Assume e una p ospe i a di gene e
signi ica ope a e cos an emen e pe miglio a e la quali à della i a di u i, ealizzando poli iche
u bane che endono la ci à quel luogo p i ilegia o in cui la popolazione i e e impa a a
con i e e nelle di e si à e nel cambiamen o: “Nelle ci à le pe sone sono libe e di conosce e
al e pe sone, di in e agi e e di con i e e con esse. Nelle ci à è possibile spe imen a e incoli di
a e ni à, solida ie à e uni e sali à. In esse l’esse e umano è chiama o a cammina e semp e più
incon o all’al o, a con i e e con il di e so, ad acce a lo e ad esse e acce a o da lui” (n. 514
del documen o conclusi o della V Con e enza Gene ale dell’Episcopa o La inoame icano e dei
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