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Comportamento religioso nell'età del bronzo Egea: Il problema del "riconoscimento" di un contesto cultuale

Abstract

Prima della decifrazione della scrittura micenea, le uniche fonti di ricerca sul comportamento religioso risalente all'età del bronzo egea erano di natura archeologico-iconografica. Dopo la decifrazione, i testi hanno restituito i nomi delle divinità, confermando l’ipotesi di un’origine micenea della religione greca; tuttavia, nessuna delle divinità greche, pur riconoscibili nei nomi in Lineare B, risulta chiaramente individuabile nelle caratteristiche o negli atteggiamenti propri delle raffigurazioni micenee, rendendo erroneo un collegamento automatico tra immagini e testi1. Di qui la necessità di trattare i due tipi di fonti in maniera distinta, cercando, in un secondo momento, eventuali collegamenti tra loro. Riguardo alle fonti non testuali, occorre innanzitutto stabilire dei criteri per ricondurre evidenze archeologiche o iconografiche ad una sfera cultuale: pertanto, diviene necessario individuare almeno un elemento che, ovunque si trovi, conferisca valore religioso a tutto ciò cui è associato; logicamente, risulta difficile non considerare arbitraria l'individuazione di tale elemento, data la difficoltà di considerare l'esistenza di tracce “inequivocabili” di un comportamento religioso. Tuttavia, elementi chiave si possono individuare in contesti che mostrano azioni significative non dettate da scopi pratici: seppellire i morti è un’usanza dettata certamente da un fine pratico, poiché dovuta a motivi igienici; ma quando l’uomo del paleolitico inizia a seppellire il morto lasciando al suo lato oggetti particolari, la dimensione utilitaria scompare e lascia il posto a quella religiosa. Attraverso l’applicazione dello stesso principio, si è giunti in passato ad interpretare determinati reperti provenienti dal mondo egeo come simboli cultuali. L'intervento presenta una serie di esempi, riguardanti diversi contesti archeologici egei, con il fine di mostrare i casi in cui sia possibile collegare alla sfera cultuale particolari dati.

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Comportamento religioso nell'età del bronzo Egea: Il problema del "riconoscimento" di un contesto cultuale

Author: Tozza, Marcello
Year: 2017
Source: https://riuma.uma.es/xmlui/bitstream/10630/14490/1/Tozza.pdf
COMPORTAMENTO RELIGIOSO NELL'ETÀ DEL BRONZO EGEA:
IL PROBLEMA DEL “RICONOSCIMENTO” DI UN CONTESTO CULTUALE
Ma cello Tozza
(Uni e sidad de Málaga)
Quando, nel 1927, lo s udioso M. P. Nilsson pubblicò la p ima edizione
della sua ope a monumen ale The Minoan-Mycenaean eligion and i s
su i al in G eek eligion, la in odusse de inendone la ma e ia come “un
lib o di igu e senza es o”1. In e e i, p ima della deci azione della sc i u a
micenea, le uniche on i di ice ca sul compo amen o eligioso isalen e
all'e à del b onzo egea e ano di na u a a cheologico-iconog a ica.
Pe an o, u necessa io s abili e dei c i e i pe icondu e e idenze
a cheologiche o iconog a iche ad una s e a cul uale, indi iduando elemen i
in g ado di con e i e un alo e eligioso al con es o cui siano associa i;
logicamen e, isul a complesso man ene si nell’ambi o dell’ogge i i à, da a
la di icol à di conside a e l'esis enza di acce “inequi ocabili” di un
compo amen o eligioso2.
Tu a ia, elemen i chia e si possono indi idua e in con es i che mos ino
azioni signi ica i e non de a e da scopi p a ici: seppelli e i mo i è
un’usanza de a a ce amen e da un ine p a ico, poiché do u a a mo i i
igienici; ma quando l’esse e umano decide di seppelli e il mo o lasciando al
suo la o ogge i pa icola i, la dimensione u ili a ia scompa e e lascia il pos o
a quella eligiosa3.
1M. P. NILSSON, The Minoan-Mycenaean eligion and i s su i al in G eek eligion, Lund, 1950, p. 7.
2G. CASADIO, “His o icizing and ansla ing eligion”, in M. S ausbe g, S. Engle (eds.), The s udy o
eligion, Ox o d, 2016, pp. 33-51.
3F. FEDELE, “Religioni della p eis o ia”, in G. Filo amo (ed.), S o ia delle eligioni, Ba i, 1994, I, pp.
15-55.
1
In ques 'o ica, il sa co ago dipin o di Haghia T iada si è impos o come
pun o di pa enza ondamen ale pe uno s udio anali ico della simbologia
eligiosa egea.
Sa co ago di Haghia T iada (la i lunghi)
Nilsson, 1950, p. 427 ig. 196
Ques o monumen o u in enu o da R. Pa ibeni nel giugno del 1903, in una
omba a came a che isul ò iola a in an ico, assieme a pochi elemen i del
co edo ispa mia i dai iola o i; l’analisi s ilis ica della deco azione
pi o ica e i pochi elemen i del co edo hanno consen i o, negli anni
successi i al i o amen o, di a isali e o ien a i amen e il sa co ago al
pe iodo Ta do Minoico4.
4V. LA ROSA, “Nuo i da i sulla omba del sa co ago dipin o di H. T iada”, in V. La Rosa, D. Pale mo,
L. Vagne i (eds.), Ἐπὶ πόντον πλαζόμενοι. Simposio i aliano di s udi egei dedica o a L. Be nabò B ea e
G. Pugliese Ca a elli. Roma, 18-20 ebb aio 1998, Roma, 1999, pp. 177-188.
2
Su di uno dei la i lunghi sono app esen a e due igu e che si di igono e so
sinis a, po ando dei asi il cui con enu o iene e sa o in un ecipien e,
accompagna e da una suona ice di li a, men e, e so des a, camminano e
indi idui che ecano o e e ad una igu a pa icola e, dall’a eggiamen o
s a ico, che po ebbe app esen a e il de un o (seguendo uno schema p op io
della con empo anea iconog a ia une a ia egizia)5. Sull’al o la o lungo
osse iamo, al cen o, un o o lega o ad un a olo, dal cui collo sp izza del
sangue che a a ini e in un aso poggia o a e a; inol e, sono p esen i
cinque igu e che si di igono e so des a: una di esse suona il lau o, men e
la più a anza a deposi a delle o e e su di un al a e, pos o a sua ol a
da an i ad un al a e di maggio i dimensioni, su cui è p esen e a più ip ese
un simbolo pa icola e. Ques o simbolo e a s a o de ini o da A. E ans “co na
di consac azione”, ed in e p e a o come una app esen azione s ilizza a delle
co na bo ine6; un ammen o di aso p o enien e da Salamina (Cip o), che
mos a una signi ica i a al e nanza a il simbolo in ques ione ed un c anio
bo ino, con e ma decisamen e l'in e p e azione di E ans7.
F ammen i di aso da Salamina (Cip o)
Nilsson, 1950, p. 169 ig. 70
5S. HILLER, “Egyp ian elemen s on he Hagia T iada sa cophagus”, AEGAEUM 20 (1999) 361-369.
6A. EVANS, “The Mycenaean ee and pilla cul ”, JHS 21 (1901) 99-204, p. 135.
7M. P. NILSSON, 1950, p. 169. Pe in e p e azioni al e na i e c . N. MARINATOS, Minoan kingship
and he sola goddess: a nea eas e n koine, Uni e si y o Illinois P ess, 2010, p. 106.
3
Di icile non no a e, sia nel ammen o di aso analizza o che nella
deco azione del sa co ago di Haghia T iada, la p esenza di doppie asce: in
un caso si o ano a le “co na di consac azione”, nell'al o si ipe ono nei
pun i in cui iene deposi a a un'o e a. In en ambi i casi, l'associazione a
la doppia ascia e le “co na di consac azione” s'impone come simbolo del
sac i icio; u a ia, il in enimen o di ques i simboli in di e si con es i
a cheologici egei, nonché all'in e no di s a ia e es imonianze iconog a iche,
ha da o la possibili à di a ibui e agli s essi una pa icola e alenza cul uale.
All'in e no di una sala del palazzo di Cnosso, ba ezza a da E ans come
“san ua io delle doppie asce”, ol e al i o amen o di di e se s a ue e,
spiccano due paia di “co na di consac azione” che p esen ano un o o al
cen o, p obabilmen e des ina o ad accoglie e il manico di una doppia ascia
(non a caso, è s a a in enu a nella s essa sala una doppia ascia in s ea i e)8.
In di e se g o e c e esi, sono s a i in enu i nume osi es i di doppie asce
che, pe la lo o legge ezza e le dimensioni eccessi amen e piccole, non
po e ano a e e alcuna unzione p a ica9.
“San ua io delle doppie asce” (sezione) Doppie asce o i e dalla g o a di A kalocho i
Nilsson, 1950, p. 79 ig. 13 Nilsson, 1950, p. 197 ig. 91
8A. EVANS, The palace o Minos a Knossos, London, 1921-1935, II, p. 332.
9M. P. NILSSON, 1950, p. 196.
4
Come la c oce nella eligione c is iana, nel mondo egeo la doppia ascia e le
“co na di consac azione”, da simboli del sac i icio, semb ano a e acquisi o
la unzione di simboli del cul o, consen endo di indi idua e e en uali
con es i cul uali e iconosce e le acce di un possibile compo amen o
eligioso: i o a e ques i simboli all'in e no di g o e, edi ici o
app esen azioni iconog a iche ha pe messo di pa la e di “san ua i”, “idoli”
o “scene di cul o”.
Le “co na di consac azione” hanno con ibui o a icos ui e, sulla base di
da i iconog a ici, un possibile modello di accia a di s u u e adibi e al cul o
nel mondo egeo: in un a esco del palazzo di Cnosso, è app esen a a una
olla ammassa a di ianco ad un edi icio che si p esen a ipa i o, con la
pa e cen ale maggio men e ele a a ispe o alle due la e ali, ed una
p esenza dominan e del simbolo delle “co na di consac azione”; i o iamo
la s essa s u u a ipa i a app esen a a in piccole lamine d'o o, in enu e
nelle ombe III e IV del Ci colo A di Micene, con la ipe izione del simbolo
in ques ione al di sop a e all'in e no dell'edi icio10.
A esco del palazzo di Cnosso ( es au a o) Lamina in o o dal Ci colo A di Micene
Nilsson, 1950, p. 175 ig. 80 Nilsson, 1950, p. 173 ig. 77
10 M. P. NILSSON, 1950, pp. 173-176.
5

Lo s esso simbolo si i o a sulla es a di di e se igu e emminili dalle
b accia alza e, il che ha impos o un'associazione a ques o schema
iconog a ico e la app esen azione di di ini à: a Gazi (C e a), in un ambien e
appa enen e al pe iodo Subminoico, sono s a e in enu e cinque s a ue e
dalle b accia alza e, una delle quali p esen a sulla es a le “co na di
consac azione” assieme a due uccelli; delle al e qua o s a ue e, una è s a a
in enu a senza es a, al e due ip opongono gli uccelli, men e l'ul ima ha
sul capo e esempla i di papa e somni e um (“pian a dell'oppio”)11.
“Idoli” da Gazi
Museo A cheologico di Candia
11 M. P. NILSSON, 1950, pp. 100-101.
6
Ri o iamo il papa e somni e um all'in e no di una scena abbas anza
emblema ica, incisa su di un anello in o o in enu o a Micene, del pe iodo
Ta do Elladico: nella pa e al a sono app esen a i il sole e la luna; sulla
des a, sei es e d'animali po ebbe o app esen a e l'esecuzione di un
sac i icio; sulla sinis a, una igu a emminile s abilisce un con a o con un
albe o; al cen o, una p ocessione si di ige e so una igu a sedu a, nella cui
mano si iconoscono e esempla i di Papa e somni e um; in sospensione,
si dis inguono chia amen e una doppia ascia e una igu a a ma a12.
Anello in o o da Micene
CMS, I, 17
La igu a umana in sospensione, a ma a di lancia e scudo, è s a a in e p e a a
come app esen azione di una possibile “A ena micenea”, da collega e
all'esp essione a- a-na-po- i-ni-ja, p esen e nella a ole a di Cnosso V 5213.
12 Co pus de Minoischen und Mykenischen Siegel (CMS), I, 17.
13 T. B. L. WEBSTER, F om Mycenae o Home , London, 2014, p. 44.
7
Così eniamo al p oblema dei es i: nel 1952, M. Ven is iuscì a deci a e la
sc i u a Linea e B, dimos ando che i Micenei del secondo millennio a. C.
pa la ano la lingua g eca. Na u almen e u eno me l’en usiasmo quando,
nelle a ole e micenee, si in enne o le a es azioni di nomi di pe sonaggi,
des ina a i di o e e, che co isponde ano alle o me g eche dei nomi di
alcune di ini à14; in de e mina i casi, come nell'esp essione di-ka- a-jo di-
we, p esen e nella a ole a di Cnosso Fp 1, i o iamo un eonimo già
associa o ad un suo epi e o d’e à s o ica (“Zeus Di eo”). Semb a a dunque
possibile o ni e inalmen e un es o al “lib o di igu e” di Nilsson; u a ia,
come no ò A. B elich du an e il p imo cong esso in e nazionale di
micenologia, “abbiamo un lib o di igu e che con inua a imane e senza es o
e abbiamo es i senza illus azioni”15.
Di a o, al a a si di documen i squisi amen e amminis a i i, i es i in
Linea e B non asme ono aspe i della i a eligiosa, limi andosi ad o i e
una lis a di possibili eonimi che, nella maggio pa e dei casi, di icilmen e
possono esse e messi in elazione con i da i iconog a ici; pe an o, nel
momen o in cui si ce ca di icos ui e un con es o cul uale, il da o
a cheologico-iconog a ico es a sepa a o dal da o es uale, nell'a esa di
e en uali coincidenze in g ado di con e ma e un'ipo esi in e p e a i a.
In casi a issimi, come nella a ole a di Tebe Fq 126, appa enen e al nuo o
co pus di a ole e in enu e nel cen o della ci à mode na a il 1993 ed il
1995, iene menziona o di e amen e un i uale: al p incipio di ques o
documen o, leggiamo l'esp essione o- e u-wo- e- o, co isponden e al g eco
ὅτε θύος θέτο (“quando si o ì il sac i icio”), segui a dal e mine ma-ka e
14 L. A. STELLA, “La eligione g eca nei es i micenei”, NUMEN 5 (1958) 18-57. M. GÉRARD-
ROUSSEAU, Les men ions eligieuses dans les able es mycéniennes, Roma, 1968. F. R. ADRADOS,
“Les ins i u ions eligieuses mycéniennes”, MINOS 11-12 (1972) 170-202.
15 A. BRELICH, “Religione micenea: osse azioni me odologiche”, in A i e memo ie del I cong esso
in e nazionale di micenologia (Roma, 27 se emb e – 3 o ob e 1967), Roma, 1968, pp. 919-931.
8
dall'ideog amma dell'o zo; il miceneo ma-ka co isponde al g eco Μᾶ Γᾶ
(“Mad e Te a”), ed e e in enu o ques o nome assieme al e mine ko-wa,
co isponden e al g eco Κόρη, in di e se a ole e del nuo o co pus, ha a o
pensa e al possibile cul o di una “Deme a micenea”16.
Nello s esso co pus di a ole e ebane, sono p esen i nomi di animali che
igu ano essi s essi come des ina a i di o e e, il che ha con e ma o ciò che
da i a cheologico-iconog a ici a e ano già a o sospe a e: du an e l'e à del
b onzo egea, è s a o con e i o all'elemen o animale un uolo simbolico
es emamen e signi ica i o, esp esso a a e so una chia a simbologia che
i o iamo in di e si con es i cul uali17. In pa icola e, le o me micenee e-
pe- o-i e o-ni-si, co isponden i ispe i amen e al da i o plu ale di ἑρπετόν
(“se pen e”) e ὄρνις (“uccello”), hanno a o anco più i le e e sulla
p esenza dominan e di ques i animali nell'iconog a ia eligiosa egea.
Gli uccelli si i o ano con inuamen e associa i alle doppie asce ed alle
“co na di consac azione”: osse ando il sa co ago dipin o di Haghia T iada,
ediamo un uccello su ognuna delle doppie asce p esen i; i o iamo gli
uccelli sulle “co na di consac azione” che dominano la s u u a
app esen a a nelle lamine micenee del Ci colo A; anco a, li o iamo sulla
es a di di e si “idoli” dalle b accia alza e (nel caso di Gazi, già p eso in
esame, e delle cinque s a ue e in enu e p esen ano uccelli sul capo).
16 V. ARAVANTINOS, L. GODART, A. SACCONI, Thèbes. Fouilles de la Cadmée I. Les able es en
linéai e B de la Odos Pelopidou. Edi ion e commen ai e, Pisa-Roma, 2001. Pe in e p e azioni
al e na i e c . Y. DUHOUX, “Les nou elles able es en linéai e B de Thèbes e la eligion g ecque”,
L’An iqui é Classique 74 (2005) 1-19; T. G. PALAIMA, “*65 = FAR? o ju? and o he in e p e a i e
conund a in he new Thebes able s”, in S. Dege -Jalko zy, O. Panagl (eds.), Die neuen Linea B-Tex e
aus Theben, Wien, 2006, pp. 139-148; A. BERNABÉ, I. SERRANO LAGUNA, “Nue os da os sob e la
eligión de la Tebas micénica: las ablillas de la Odos Pelopidou”, in E. Calde ón Do da, A. Mo ales
O iz (eds.), Eusébeia. Es udios de eligión g iega, Mad id, 2011, pp. 11-35.
17 D. ROUSIOTI, “Did he Mycenaeans belie e in he iomo phic di ini ies?”, AEGAEUM 22 (2001) 305-
314. M. IODICE, “I nomi di animale nei es i micenei di Tebe”, AEVUM 79 (2005) 9-16. G.
RICCIARDELLI, “I nomi di animali nelle a ole e di Tebe: una nuo a ipo esi”, La pa ola del passa o
61/4 (2006) 241-263. J. WEILHARTNER, “Die Tie bezeichnungen au den neuen Linea B-Tex en aus
Theben”, in E. Al am-S e n, G. Nigh ingale (eds.), Keimelion: Eli enbildung und eli ä e Konsum on
de mykenischen Palas zei bis zu home ischen Epoche, Wien, 2007, pp. 339-351.
9
Un'ul ima conside azione a a a sull'agge i o “minoico-micenea”, con cui
Nilsson de inì la eligione dell'e à del b onzo egea: il ischio, nell'u ilizzo di
ques 'agge i o, po ebbe esse e quello di dimen ica e che i Minoici e i
Micenei app esen a ano due cul u e di e se, con usi e cos umi o almen e
di e en i, e con lingue appa enen i a amiglie dis in e; u a ia l'inc edibile
uni o mi à, iscon a a nell'analisi della simbologia cul uale, consen e
d'indi idua e un'iden i à o male nell'esp essione del pensie o eligioso,
senza esclude e la possibili à, nella spe anzosa a esa del in enimen o di
una le e a u a eligiosa p e-ome ica, che nuo i da i esp imano una
di e en e spi i uali à, associando di e si con enu i alle s esse o me.
16