Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
Full text
JURGITA JOSLAVIENE
Istituto della lingua lituana
Campi di ricerca: fonetica sperimentale, fonologia, dialettologia, geolinguistica.
DIVERSI EQUIVALENTI IPA PER ALCUNE VOCALI LITUANE E LETTONI
Perché gli equivalenti dell’alfabeto fonetico internazionale di alcune vocali lituane e lettoni sono diversi?
ANNOTAZIONE
Nonostante la comune origine baltica, gli inventari dei fonemi vocalici e consonantici del lituano standard contemporaneo e del lettone standard presentano differenze, innanzitutto a causa della rilevanza funzionale, che non è universale: ciò che è fonologicamente rilevante in lituano può non esserlo in lettone o in un’altra lingua, poiché l’importanza delle vocali e delle consonanti nel distinguere una parola dall’altra varia da lingua a lingua; tutte le lingue utilizzano un numero limitato di vocali e consonanti capaci di distinguere i significati delle parole. Inoltre, l’analisi dei fenomeni e dei processi acustici e articolatori comporta lo studio e il confronto dei suoni (per esempio, delle loro caratteristiche distintive) di lingue diverse sulla base di principi e metodi simili, ricorrendo anche a una trascrizione universale (internazionale).
Oggi le vocali lituane e lettoni (così come le consonanti) possono essere trascritte usando non solo simboli fonetici nazionali (tradizionali), ma anche alfabeti fonetici internazionali (sistemi di notazione dei suoni delle lingue concordati universalmente).
Nel presente articolo si discute principalmente la scelta di equivalenti non identici dell’Alfabeto fonetico internazionale (IPA) per le vocali monottongali lunghe e brevi delle lingue baltiche contemporanee, mettendo in evidenza la terminologia e altre sfumature nella classificazione dei suoni secondo criteri diversi, poiché per i sistemi vocalici lituano e lettone possono essere proposte diverse classificazioni (acustiche tradizionali, articolatorie, funzionali, articolatorie internazionali e simili). Per uno studio comparativo delle vocali lituane e lettoni era necessario stabilire un sistema vocalico sincrono comune
196
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
classificazione (tradizionale o internazionale). Le classificazioni tradizionali (acustiche o articolatorie) delle vocali di entrambe le lingue baltiche seguono uno schema simile.
L’analisi della ricerca sperimentale comparativa sui monottonghi lituani e lettoni ha mostrato che sono stati scelti equivalenti simbolici IPA diversi per alcune vocali delle lingue baltiche contemporanee, a causa delle qualità acustiche strettamente correlate ma piuttosto diverse e della produzione non identica, nonché delle caratteristiche uditive.
PAROLE CHIAVE: lingue baltiche contemporanee, lituano standard, lettone standard, vocale, trascrizione, alfabeto fonetico internazionale.
ANNOTAZIONE
Sebbene il lituano e il lettone siano lingue imparentate, i loro inventari di fonemi vocalici e consonantici presentano differenze, dovute innanzitutto alla rilevanza funzionale, che non è universale: ciò che è rilevante in lituano può non esserlo in lettone o in un’altra lingua; questo è stato quindi tenuto in considerazione nello studio e nel confronto dei sistemi sonori di lingue diverse (e dei loro tratti distintivi). Si è inoltre tenuto conto dell’analisi comparativa delle caratteristiche acustiche e articolatorie dei suoni di lingue diverse, che è importante condurre secondo principi analoghi e con la stessa o una metodologia simile. È più agevole descrivere i suoni delle lingue a confronto ricorrendo a una trascrizione fonetica comune (internazionale).
La trascrizione del vocalismo (come del consonantismo) del lituano e del lettone è possibile sia con grafemi nazionali (tradizionali), sia applicando l’uno o l’altro equivalente degli alfabeti fonetici internazionali (un sistema o sistemi standardizzati e universali di notazione dei suoni mediante simboli fonetici).
Questo articolo esamina gli equivalenti non coincidenti dell’alfabeto fonetico internazionale (in inglese, IPA) per le vocali brevi a confronto e per alcune vocali lunghe delle lingue standard contemporanee lituana e lettone. Si richiama inoltre l’attenzione sulla varietà terminologica, che dipende dal fondamento e dai criteri in base ai quali si classificano le vocali delle lingue a confronto (sono possibili classificazioni tradizionali acustiche, articolatorie, funzionali, articolatorie internazionali e così via), oltre che da altri fattori. Gli studi comparativi sui suoni delle lingue baltiche aiutano a chiarire perché, nel confronto, sia importante adottare una classificazione sincronica comune e quali sfumature possano emergere tra le classificazioni fonetiche e fonologiche tradizionali e quella internazionale. Secondo la classificazione tradizionale (acustica o articolatoria), le vocali delle lingue baltiche sono suddivise secondo uno schema simile.
L’analisi comparativa della ricerca strumentale sui monottonghi lituani e lettoni ha mostrato che alcuni simboli diversi della trascrizione fonetica internazionale per gli stessi fonemi di queste lingue imparentate sono stati scelti in ragione di alcune differenze nelle caratteristiche acustiche, articolatorie e psicofisiche.
PAROLE CHIAVE: lingue baltiche contemporanee, lingua lituana standard, lingua lettone standard, vocale, trascrizione, alfabeto fonetico internazionale.
Straipsniai / Articles
197
JURGITA JAROSLAVIENĖ
INTRODUZIONE
L’uso dell’Alfabeto fonetico internazionale (o IPA) è guidato da alcuni principi, uno dei quali afferma che «quando due suoni sono molto simili e non è noto che siano impiegati in alcuna lingua per distinguere i significati delle enunciazioni, di norma dovrebbero essere rappresentati dallo stesso simbolo. Tuttavia, quando necessario, si possono usare simboli separati o segni diacritici per distinguere tali suoni» (HPA 2007: 159–160). Poiché il lituano e il lettone appartengono al ramo baltico della famiglia delle lingue indoeuropee, al gruppo delle lingue baltiche orientali, le due lingue sono spesso accostate in quanto particolarmente affini; i sistemi fonologici dei fonemi vocalici sono piuttosto simili in entrambe. Tuttavia, alcuni precedenti studi sperimentali mostrano che, nonostante la comune origine baltica, per alcune vocali lituane e lettoni corrispondenti (molto simili) si devono usare simboli IPA diversi. È possibile che fonemi vocalici così simili, appartenenti a lingue diverse e con una comune origine baltica, differiscano tanto nelle proprietà acustiche e nell’articolazione? Si può rispondere a questa domanda esaminando le caratteristiche spettrali e i vari tratti distintivi sulla base dei risultati della ricerca strumentale1 sui suoni delle lingue baltiche contemporanee, al fine di scegliere i simboli (equivalenti) IPA più accurati possibile per tutti i fonemi vocalici lituani e lettoni, tenendo conto che la qualità e la quantità dei suoni baltici sono state studiate con gli stessi metodi, software e hardware di elaborazione e analisi del suono, così da consentire un confronto attendibile degli inventari fonetici di entrambe le lingue (per alcuni risultati preliminari, si vedano alcuni studi precedenti: Grigorjevs, Jaroslavienė 2015a; 2015b; Jaroslavienė 2014; 2015)2. Un confronto attendibile ha messo in evidenza le differenze tra gli inventari fonemici
1 Il progetto di ricerca Caratteristiche acustiche dei suoni delle lingue baltiche contemporanee (studio sperimentale) è stato finanziato dal Consiglio della ricerca lituano nel 2013–2015 (MIP-081/2013). Poiché i parlanti nativi sono i più capaci di individuare, attraverso l’udito e la percezione, gli elementi funzionalmente rilevanti di una lingua, qualunque essa sia, comprese le lingue baltiche, un gruppo di ricercatori lituani e lettoni madrelingua, esperti in fonetica sperimentale, si è assunto il compito di studiare e confrontare i sistemi sonori delle lingue baltiche contemporanee: Jurgita Jaroslavienė e Jolita Urbanavičienė (lituane), Juris Grigorjevs e Inese Indričāne (lettoni).
2 Una serie completa di simboli IPA adattata alla lingua lettone è stata presentata nella grammatica accademica Grammatica della lingua lettone, pubblicata nel 2013 (si veda LVG 2013: 23–26). Fino ad allora, i simboli erano stati usati in singole pubblicazioni e opere dedicate al confronto tra l’inglese e altre lingue. Per esempio, per scegliere gli equivalenti IPA delle monottonghi lettoni, i dati acustici delle monottonghi lettoni pronunciate isolatamente sono stati confrontati con i dati delle vocali cardinali, poiché il sistema delle vocali cardinali costituisce la base per l’inventario vocalico IPA
198
Acta Linguistica Lithuanica LXXVII
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
delle diverse lingue, le sfumature delle possibili classificazioni fonetiche e fonologiche, i tratti distintivi universali dei suoni, persino le peculiarità del materiale empirico e dei metodi impiegati, i possibili obiettivi dell’analisi strumentale e altri aspetti.
SCOPO E OGGETTO DEL PRESENTE ARTICOLO
Poiché il sistema IPA è molto pratico per la linguistica comparativa, lo scopo principale del presente articolo è spiegare la scelta degli equivalenti IPA (si veda la Tabella 1) per le monottonghi delle lingue standard baltiche contemporanee, mettendo in evidenza le sfumature terminologiche legate alla classificazione delle vocali secondo diversi criteri, dato che l’uso dei simboli e delle classificazioni acustiche, articolatorie o di altro tipo per rappresentare i suoni di una determinata lingua è generalmente guidato da specifici presupposti metodologici e principi.
Come è noto, l’IPA è un alfabeto fonetico internazionale standardizzato: un insieme di simboli fonetici e segni diacritici riconosciuto a livello internazionale e tra i più noti, concepito per rappresentare, descrivere e analizzare i suoni di qualsiasi lingua parlata del mondo attraverso le caratteristiche articolatorie dei suoni rappresentati (in base all’altezza della lingua, alla posteriorità della lingua e all’arrotondamento delle labbra) (HPA 2007: 159–160, 194–196, Appendice 1; IPA 2015a; 2015b; 2017; si vedano inoltre Jones D. 1949; Olson 2015; Jones T. 2016). L’Associazione raccomanda di racchiudere la trascrizione fonetica tra parentesi quadre: «[]». Una trascrizione che annota i contrasti fonologici dovrebbe essere racchiusa tra barre oblique «/ /». I suoni rappresentati dai simboli IPA sono consultabili nella Tabella IPA interattiva (http://www.ipachart.com/), ma occorre ricordare che la pronuncia di questi suoni può variare notevolmente a seconda della lingua (o del contesto), e le lingue baltiche contemporanee non fanno eccezione.
system (Grigorevs 2012: 178; also cf. Jasem 1973: 190; Ladefoged 1975: 194–199; Roca, Johnson 1999: 114–140).
Nella linguistica lituana, uno dei primi tentativi di utilizzare l’IPA come sistema completo per rappresentare i suoni lituani fu quello della grammatica accademica della lingua lituana Grammatica lituana (a cura di Vytautas Ambrazas, 1997). Alcuni degli equivalenti IPA presentati in quell’opera differiscono da quelli proposti nel presente studio. In precedenza, erano stati compiuti altri tentativi di utilizzare l’IPA in singole pubblicazioni e opere (cfr. Eblom 1922; Svecevičius 1960; Mikalauskaitė 1975; si veda anche Stundžia 1990).
Straipsniai / Articles
199
JURGITA JAROSLAVIENĖ
Tabella 1. Simboli delle vocali pure (semplici) del lituano standard e del lettone standard secondo gli alfabeti fonetici tradizionale (nazionale)3 e internazionale (IPA)
Grafemi lituani | Fonemi lituani, trascrizione nazionale (di Copenaghen) | Equivalenti IPA dei fonemi lituani | Grafemi lettoni | Fonemi lettoni, trascrizione nazionale | Equivalenti IPA dei fonemi lettoni i | i̇ | ɪ | i | i̇ | i e | ė | e | e | e | e e, (i)eᵃ | e | ɛ | e | ę | æ a | a | ɐ | a | a | a o | ɔ | ɔ | o | o | ɔ u | u | ʊ | u | u | u y, į | iː | iː | ī | ī | iː ė | eː | eː | ē | ē | eː e, ę, (i)a, (i)ą | eː | æː | ē | ē | æː a, ą | aː | ɑː | ā | ā | ɑː o | oː | oː | o | ō | ɔː ū, ų | uː | uː | ū | ū | uː
3 Nel sistema fonologico lituano, /ie/ e /uo/ fungono anche da vocali lunghe con articolazione non uniforme (DLKG 2005; Girdenis 2014). I possibili equivalenti IPA sono /iɛ/, /ɪɛ/ e /ʊɔ/, /ʊɔ/ per i seguenti motivi: nella Grammatica contemporanea della lingua lituana (DLKG 2005: 23–26) e nei Fondamenti teorici della fonologia lituana (Girdenis 2014: 223, Tabella 23), i suoni lituani con articolazione non uniforme /ie/, /uo/ sono classificati come vocali non alte; sulla base delle più recenti indagini sperimentali (si veda Girdenis 2009: 213–242 e i riferimenti bibliografici) e dei risultati delle ricerche menzionate (si veda la nota 1), /ie/ e /uo/ in lituano vanno considerati fonemi lunghi, alti e indipendenti, con articolazione non uniforme (Jaroslavienė 2015: 3, Tabella 1).
Nella tradizione grammaticale lettone, /ie/, /uo/ sono ancora classificati come dittonghi, sebbene in realtà non vi sia un unico approccio alla loro interpretazione fonologica (Laua 1997: 12; LVG 2013: 46; Markus, Bonda 2014: 68–72; Grigorjevs 2016: 51).
Inoltre, è emerso che i parlanti nativi del lituano standard non considerano il [e] breve (la variante del fonema «Giano» /e/) un suono distinto e pertanto non sono in grado di pronunciarlo isolatamente. Va riconosciuto che la vocale non alta (medio-alta) [e] non trova una posizione stabile nel sistema del lituano standard a causa del suo uso peculiare, del suo status opzionale e della mancanza di funzione distintiva; inoltre, nella lingua scritta è rappresentata con lo stesso carattere di
200
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Diversi equivalenti IPA per alcune vocali lituane e lettoni
Oggetto del presente studio sono le vocali pure lunghe e brevi (a articolazione uniforme) (si veda la Tabella 1), pronunciate in contesto zero o isolatamente4 da 24 informatori (di età compresa tra 20 e 50 anni) con articolazione impeccabile del lituano standard o del lettone standard, 6 uomini e 6 donne per ciascuna lingua5. La Tabella 1 presenta gli equivalenti dei grafemi di entrambe le lingue baltiche contemporanee nei due sistemi di trascrizione fonetica tradizionali (nazionali)6 e nell’Alfabeto fonetico internazionale (IPA).
I suoni rappresentati dai simboli nazionali e internazionali nella Tabella 1 sono principalmente quelli che servono a distinguere una parola dall’altra in una lingua. Come si può vedere, vi sono differenze tra gli alfabeti fonetici tradizionali (nazionali) e internazionali, poiché le trascrizioni nazionali variano da lingua a lingua, così come le lingue scritte si assomigliano in tutto il mondo. Nonostante la comune origine baltica, esistono differenze anche tra gli equivalenti IPA lituani e lettoni. Si spiegherà più avanti che la scelta di questi equivalenti non è stata casuale (si confrontino i fonemi vocalici simili o corrispondenti nelle Fig. 12–13 e 14–15); inoltre, apparirà chiaro perché conoscere il sistema IPA e utilizzarlo per lingue diverse, ossia usare in questo caso simboli IPA specifici per trascrivere i monottonghi lituani e lettoni sulla base delle loro caratteristiche acustiche e articolatorie, equivalga a vedere la matrice (lo schema) quando si apprendono, studiano o confrontano i suoni di due (o più) lingue.
the low short [ɛ] (cf. Pakerys 2003: 29, Diagram 2; 32–34 and the references; Girdens, Pukis 1978: 61–62; Girdens 2014: 201–202; Jaroslavienė 2015: 2–3). In contrast to Lithuanian, the Latvian short [ɛ] is used and can be pronounced as a separate sound.
4 Questa iperarticolazione naturale differisce dalla produzione delle vocali cardinali (per ulteriori dettagli, si veda Girdenis, Jaroslavienė 2015a: 58–59 e i riferimenti bibliografici).
5 È importante che quasi tutti gli informatori parlino non solo la lingua standard, ma anche uno o più dialetti e lingue straniere. Per lingua standard si intendeva una varietà standardizzata della lingua utilizzata per le esigenze della vita pubblica e della cultura (LKE 2008: 87–91).
6 Le trascrizioni tradizionali lituane e lettoni sono diverse (sia per le lingue standard sia per i dialetti). Il presente articolo non tratta le caratteristiche della trascrizione tradizionale dei dialetti lituani e lettoni né l’idoneità dell’Alfabeto fonetico internazionale a rappresentarne i suoni. Per esempio, dalla fine del XIX secolo, nella linguistica lituana si è affermata la tradizione di utilizzare una trascrizione di Copenaghen, adottata da Georg Gerullis (1930); oggi sono disponibili i simboli del font Pelomonas per la trascrizione tradizionale (nazionale) dei suoni lituani (si vedano Skirmantas, Girdenis 2001; Aleknavičienė, Grumadienė, Gurskas, Skirmantas, Strockis, Tumasonis 2005 e altri). Per le possibilità di applicazione dell’Alfabeto fonetico internazionale ai suoni dei dialetti lituani, si vedano Bakšienė, Čepaitienė 2017a; 2017b.
Straipsniai / Articles
201
JURGITA JAROSLAVIENE
L’ALFABETO FONETICO INTERNAZIONALE (IPA)
Come già menzionato, da oltre un secolo l’IPA è ampiamente utilizzato dai linguisti (e da altri interessati alle lingue) come sistema standardizzato, il che lo rende particolarmente adatto all’uso in tutte le discipline in cui è necessaria la rappresentazione dei suoni del parlato (HIPA 2007). La diversa qualità dei suoni vocalici può essere descritta adeguatamente in base ai seguenti parametri: la posizione della lingua — altezza e arretramento, nonché apertura della bocca, poiché esiste una correlazione tra l’apertura della bocca e l’elevazione della lingua durante la produzione delle vocali — e la forma delle labbra (arrotondamento labiale) (HIPA 2007: 10–13).
Altezza della lingua. Nella Figura 1 (si veda anche la Fig. 2), l’asse verticale del diagramma è determinato dall’altezza vocalica. L’altezza si riferisce a quanto è alto il corpo della lingua nella bocca; i diversi gradi di apertura della bocca (della mandibola) corrispondono a diversi gradi di altezza della lingua. Le vocali pronunciate con la lingua abbassata si trovano in basso, mentre quelle pronunciate con la lingua sollevata si trovano in alto: le vocali chiuse (con la bocca relativamente chiusa) sono articolate con la lingua in una posizione relativamente alta; le vocali aperte sono prodotte con la lingua in una posizione relativamente bassa; le vocali medio-chiuse e medio-aperte sono prodotte con la lingua a un’altezza intermedia.
Come vedremo nelle sezioni successive, i diversi gradi di apertura della bocca corrispondono anche a diversi gradi di altezza della lingua in lituano e lettone (cfr. Fig. 2, 14 e 15): le vocali alte sono articolate con la parte anteriore della bocca meno aperta, perché il corpo della lingua è sollevato, ovvero alto; le vocali medie sono prodotte con un’altezza intermedia della lingua; le vocali basse sono pronunciate con la parte anteriore della bocca aperta e la lingua abbassata.
Arretramento della lingua. Nella Figura 1 (si veda anche la Fig. 2), l’asse orizzontale del diagramma è determinato dall’arretramento vocalico. L’arretramento della lingua si riferisce a quanto il punto più alto della lingua si trova in avanti o indietro: le vocali articolate con la lingua spostata verso la parte anteriore della bocca si trovano a sinistra nel diagramma, mentre quelle per cui è spostata verso la parte posteriore si trovano a destra.
Arrotondamento labiale. Nei punti in cui le vocali sono disposte a coppie (si veda la Fig. 1), quella a destra è una vocale arrotondata (con le labbra arrotondate), mentre quella a sinistra è la sua corrispondente non arrotondata. L’arrotondamento prende il nome dalla forma arrotondata che assumono le labbra in alcune vocali. Nella maggior parte delle lingue, l’arrotondamento è una caratteristica di rinforzo delle vocali posteriori medio-alte, piuttosto che una caratteristica distintiva, come invece avviene nelle lingue baltiche contemporanee. Di norma, quanto più alta è una vocale posteriore, tanto più intenso è l’arrotondamento.
202
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Diverse equivalenze IPA per alcune vocali lituane e lettoni
FIGURA 1. Vocali. L’Alfabeto fonetico internazionale (revisione del 2015)7
FIGURA 2. Correlazione tra la lingua e l’apertura della bocca8: l’elevazione della lingua descrive la posizione della lingua sull’asse verticale (alta, media, bassa), mentre la «posizione dell’elevazione della lingua» indica dove questa elevazione ha luogo sull’asse orizzontale (anteriore, centrale, posteriore).
7 L’illustrazione è disponibile in IPA 2015a.
8 Il diagramma rappresenta la forma della bocca in base all’asse verticale dell’altezza dell’elevazione della lingua e all’asse orizzontale della posizione dell’elevazione della lingua. Per un’illustrazione, si veda l’e-book English Speech Sounds 101 (Williamson 2015).
Straipsniai / Articles
203
JURGITA JŪRSLAVIENE
Inoltre, quando si classificano le vocali di una lingua specifica del mondo, possono essere disponibili ulteriori parametri articolatori: si confrontino i sette gradi di altezza vocalica e i cinque gradi di anteriorità vs. posteriorità delle vocali nella Figura 3.
FIGURE 3. Sette gradi di altezza vocalica e cinque gradi di posteriorità vocalica9
Esistono molti sistemi vocalici delle lingue che si conformano ai principi dell’IPA. Come si vedrà più avanti nell’articolo, le classificazioni tradizionali (nazionali) lituana e lettone non coincidono con quella proposta dall’International Phonetic Association.
L’acustica delle vocali. È noto che la qualità delle vocali può essere resa nelle analisi acustiche mediante i valori relativi dei formanti: le risonanze acustiche del tratto vocale, visibili come bande scure negli spettrogrammi dinamici, che mostrano l’energia acustica a ciascuna frequenza e le sue variazioni nel tempo (cfr. Fig. 4–11; si vedano inoltre Fig. 12–15). Le caratteristiche spettrali delle vocali sono strettamente associate alle potenziali proprietà articolatorie; il tratto vocale funge da cavità risonante e la posizione della lingua, della mandibola (della bocca) e delle labbra influisce sui parametri della cavità risonante, producendo valori formantici diversi: per esempio, il primo formante (F1) corrisponde all’apertura vocalica (altezza vocalica), mentre il secondo formante, F2, corrisponde all’anteriorità vocalica. Le vocali aperte hanno frequenze F1 elevate, mentre le vocali chiuse hanno frequenze F1 basse; le vocali posteriori hanno frequenze F2 basse, mentre quelle anteriori hanno frequenze F2 elevate. Inoltre, una misura alternativa per rappresentare la qualità vocalica è F1 rispetto a F2−F1
9 L’illustrazione è disponibile presso <https://en.wikipedia.org/wiki/File:IPA_vowel_chart_2005.png>. Si veda inoltre IPA 2015b.
204
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
is recommended (cf. Ladefoged, Maddieson 2002: 284–286). Since sounds having a fully identical spectral structure can be perceived differently if their phonetic surroundings differ (Girdenis 2014: 239; also cf. Jassem 1973: 112 ff.), it should be noted that the quality of a vowel mainly depends on the relationship between the formant frequencies (values) for that vowel and the formant frequencies of other vowels produced by the same speaker (Ladefoged 1975: 97).
METODI DI RICERCA APPLICATI PER DEFINIRE GLI EQUIVALENTI IPA DELLE VOCALI PURE DELLE LINGUE BALTICHE STANDARD CONTEMPORANEE
Nella linguistica lituana contemporanea, il sistema vocalico fonologico del lituano standard comprende otto fonemi vocalici lunghi /iː ɪɛ eː æː ɑː oː uː ʊɔ/ e sei brevi /ɪ ɛ e ɐ ɔ ʊ/ (LG 1997: 28; DLG 2005: 23–26; Girdenis 2014: 201–223 ff.).10 Nella tradizione grammaticale lettone, il lettone standard ha sei fonemi lunghi e sei brevi: /iː eː æː ɑː ɔː uː/ e /i e ɛ ɐ ɔ u/ (Laua 1997: 12–25; LVG 2013: 37–44).11 Questo articolo descriverà soltanto i monottonghi lituani e lettoni, ossia le vocali pure.
I risultati della ricerca sperimentale comparativa12, insieme ad alcuni studi precedenti (cfr. Grigorjevs, Jaroslaviene 2015a; 2015b; si vedano inoltre Jaroslaviene 2014; 2015) basati sull’analisi acustica approfondita delle caratteristiche spettrali e dei tratti distintivi dei suoni delle lingue baltiche contemporanee, sono stati i criteri principali per definire il corretto equivalente IPA per ciascun suono (fonema vocalico).
L’analisi dei suoni di entrambe le lingue baltiche è stata effettuata utilizzando software gratuiti con licenza libera per l’elaborazione e l’analisi del suono: Praat (sviluppato da Paul Boersma e David Weenink), WaveSurfer (sviluppato da Kåre Sjölander e Jonas Beskow). Per studiare le caratteristiche qualitative delle vocali, è stato misurato l’intero intervallo dello stato stazionario delle vocali lituane e lettoni (si vedano gli esempi di spettrogrammi dinamici nelle Fig. 1–8), allo scopo di determinare i valori di frequenza (in hertz, Hz) dei
10 La /ɔ/ breve e la /e/ facoltativa sono considerate periferiche: [ə] è usata per lo più nelle parole di origine straniera e in alcuni nomi propri lituani; la vocale facoltativa chiusa, medio-alta [e] è solitamente sostituita dalla semplice vocale breve [ɛ] (Girdenis 2014: 201–202; Pakerys 2003: 32–35, ecc.).
11 Latvian /ɔː/ and /ɔ/ are used in new loanwords only (Laua 1997: 20).
12 Si veda la prima nota a piè di pagina. La ricerca sperimentale (e l’analisi acustica) delle vocali lettoni pronunciate in isolamento è stata condotta da Juris Grigorjevs.
Straipsniai / Articles
205
JURGITA JAROSLAVIENĖ
i primi quattro formanti, la frequenza fondamentale (in hertz) e la durata (in millisecondi, ms). Nell’articolo seguente sono riportati alcuni esempi di spettrogrammi dinamici di monottonghi lituani e lettoni pronunciati in contesto zero da parlanti madrelingua di sesso maschile. Gli spettrogrammi sono un modo per rendere visibili i modelli di energia nel segnale acustico: le bande scure riflettono le risonanze mutevoli del tratto vocale mentre il suono viene pronunciato (procedendo da sinistra a destra).
Il valore medio è stato calcolato come media di tutte le realizzazioni del suono. Per garantire l’affidabilità statistica, i dati sono stati ottenuti sommando tutte le realizzazioni del suono (di tutti gli informanti); vale a dire, le caratteristiche quantitative o qualitative di ciascun suono in ciascuna lingua sono state misurate almeno 30 volte. I dati ottenuti sono stati ulteriormente elaborati utilizzando MS Excel: sono stati calcolati medie statistiche (in unità bark13, z e in hertz), deviazione standard, coefficiente di variazione e alcuni altri valori. Sono stati inoltre determinati i valori del secondo formante efficace (F2, in unità bark, z)14 e della frequenza fondamentale f0) utilizzando la formula appropriata (si veda Bladen, Fant 1978: 3). Per confrontare i dati sulla pronuncia femminile con quelli maschili, è stata effettuata la normalizzazione dei risultati. L’analisi di entrambe le lingue si è basata su metodi oggettivi.
FIGURA 4. Lituano [eː]
FIGURA 5. Lettone [eː]
FIGURA 6. Lituano [oː]
FIGURA 7. Lettone [ɔː]
13 La trasformazione dei risultati in unità bark è stata effettuata utilizzando la formula di Traunmüller (si veda Traunmüller 1988: 97; si confronti anche Grigorjes, Jaroslavienė 2015a: 61).
14 For more information about the effective second formant, see Fant 1983: 7; Bladen, Fant 1978: 3; Grigorjes, Jaroslavienė 2015a: 60.
206
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
FIGURA 8. Lituano [æː]
FIGURA 9. Lettone [æː]
FIGURA 10. Lituano [uː]
FIGURA 11. Lettone [uː]
In questo articolo, per le rappresentazioni grafiche (Fig. 12–15) si utilizzano piani psicofisici (in unità bark), poiché si presume che una rappresentazione di questo tipo del sistema vocalico tenga conto ancora meglio delle peculiarità dell’udito umano (Iivonen 1987; Grigorevs 2013: 303). La dimensione dei simboli dei monottonghi nello spazio psicofisico è scelta in modo che siano rappresentati da cerchi di diametro pari a 1 bark, mostrando così le zone di uguale qualità percettiva (cfr. Iivonen 1987).
EQUIVALENTI SIMBOLICI IPA DIFFERENTI PER ALCUNE VOCALI LITUANE E LETTONI PRODOTTE IN ISOLAMENTO
Per spiegare la scelta dei simboli IPA per i monottonghi lituani e lettoni, occorre innanzitutto fornire una breve rassegna delle diverse classificazioni vocaliche (basate su diversi presupposti metodologici) e delle caratteristiche qualitative e quantitative delle vocali lituane e lettoni, evidenziando inoltre la varietà terminologica impiegata per descrivere le vocali semplici lituane e lettoni secondo principi diversi.
Straipsniai / Articles
207
JURGITA JAROSLAVIENĖ
Secondo i principi della fonologia classica, una classificazione efficace dei fonemi e un sistema e una gerarchia di tratti distintivi devono consentire una descrizione il più possibile coerente e semplice delle relazioni tra tutte le unità fonologiche e del funzionamento dell’intero sistema fonologico (Girdenis 2014: 213–214). Per questo, nella classificazione delle vocali semplici (monottonghi) di entrambe le lingue baltiche contemporanee, si devono impiegare i seguenti insiemi correlativi di tratti distintivi acustici (e articolatori) binari15 (si usa tradizionalmente la terminologia appropriata per denominare tali tratti): «teso» vs. «rilassato» («lungo» vs. «breve»); «acuto» vs. «grave» («anteriore» vs. «non anteriore»); «compatto» vs. «non compatto» («aperto o basso» vs. «non aperto o non basso»); «diffuso» vs. «non diffuso» («chiuso o alto» vs. «non chiuso o non alto») (Grigorevs, Jaroslavienė 2015b: 78–91; cfr. Girdenis 2014: 201–214; 223, Tabella 23; 240–245).
FIGURA 12. I valori medi dei monottonghi lituani prodotti in isolamento da 12 parlanti nativi nel piano psicofisico (in unità bark, z): i cerchi neri rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi bianchi rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso femminile; i cerchi grigio scuro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi grigio chiaro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso femminile. I dati femminili sono normalizzati di k=17%.
15 È emerso che i parametri acustici alla base del sistema di tratti proposto da Fant non riuscivano «a distinguere le vocali anteriori da quelle centrali, né le vocali anteriori arrotondate e centrali da quelle posteriori non basse non arrotondate» (Grigorevs 2012: 173–179; Grigorevs 2013: 305; Grigorevs, Jaroslavienė 2015b: 88).
208
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Equivalenti IPA differenti per alcune vocali lituane e lettoni
FIGURA 13. I valori medi dei monottonghi lettoni prodotti in isolamento da 12 parlanti nativi, rappresentati nel piano psicofisico (in unità bark, z): i cerchi neri rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi bianchi rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso femminile; i cerchi grigio scuro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi grigio chiaro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso femminile. I dati femminili sono normalizzati di k=21%.
Come già menzionato, le caratteristiche spettrali delle vocali sono strettamente associate alle potenziali proprietà articolatorie (cfr. Fig. 12–13): di conseguenza, le vocali lunghe (tese) lituane [iː], [eː], [æː] e le brevi (rilassate) [ɪ], [ɛ], nonché le vocali lunghe (tese) lettoni [iː], [eː], [æː] e le brevi (rilassate) [ɪ], [ɛ], [æ], sono considerate vocali anteriori (acute), mentre le vocali lunghe (tese) lituane [ɑː], [ɔː], [uː] e le brevi (rilassate) [ɐ], [ɔ], [ʊ], così come le corrispondenti vocali lunghe (tese) lettoni [ɑː], [ɔː], [uː] e le brevi (rilassate) [ɑ], [ɔ], [u], sono considerate posteriori (gravi) (o non anteriori (non acute)). In rapporto alla frequenza del primo formante e alla sua prossimità ai formanti superiori, le vocali lunghe lituane [iː], [uː] e le brevi [ɪ], [ʊ], nonché le vocali lunghe lettoni [iː], [uː] e le brevi [i], [u], sono alte e chiuse (diffuse), mentre le vocali lunghe lituane [æː], [ɑː] e le brevi [ɛ], [ɐ], nonché le vocali lunghe lettoni [æː], [ɑː] e le brevi [æ], [ɑ], sono vocali basse e aperte (compatte). Nel lettone standard, [eː], [ɔː], [ɛ], [ɔ], come le corrispondenti vocali lituane [eː], [ɔː], [ɔ], sono suoni medi, poiché non sono considerati né chiusi (diffusi) né aperti (compatti). Come si può osservare, le classificazioni articolatorie vocaliche nazionali (tradizionali) di entrambe le lingue baltiche seguono uno schema simile: le vocali lunghe e brevi lituane e lettoni (tenendo conto, tuttavia, che [eː] lituana non ha una corrispondente breve) presentano la stessa distinzione tridimensionale per quanto riguarda le vocali
Straipsniai / Articles
209
JURGITA JAROSLAVIENĖ
altezza (vocali alte, medie e basse) e distinzione bidimensionale secondo l’anteriorità o posteriorità delle vocali (vocali anteriori e posteriori). In base alla posizione delle labbra, le vocali lituane [ɔ], [uː], [ɔː], [ʊ] e quelle lettoni [ɔ], [uː], [ɔː], [ʊ] sono suoni arrotondati. Tutte le vocali rimanenti sono non arrotondate.
TABELLA 2.
Durata relativa (rapporto) dei monottonghi lituani e lettoni corrispondenti, prodotti in isolamento da 12 parlanti nativi per ciascuna lingua (N=fino a 72)
VOCALI LITUANE | DATI MASCHILI Durata relativa (rapporto) | DATI FEMMINILI Durata relativa (rapporto) | VOCALI LETTONI | DATI MASCHILI Durata relativa (rapporto) | DATI FEMMINILI Durata relativa (rapporto) | [iː] | 2.11: 1 | 2.06: 1 | [iː] | 2.10: 1 | 1.93: 1 | [ɪ] | [ɪ] | [eː] | 2.02: 1 | 1.94: 1 | [e] | [eː] | 1.99: 1 | 1.99: 1 | [æː] | 1.85: 1 | 1.79: 1 | [æ] | [æː] | [æ] | 2.16: 1 | 2.06: 1 | [ɑː] | 2.06: 1 | 1.9: 1 | [ɛ] | [ɑ] | [ɔː] | 1.94: 1 | 1.92: 1 | [ɔ] | [ɔː] | 2.16: 1 | 2.14: 1 | [ɔ] | [uː] | 2.13: 1 | 1.98: 1 | [u] | [uː] | 2.22: 1 | 2.07: 1 | [u] | Lunga: Breve 2.09: 1 | Lunga: Breve 1.96: 1
Considerando la collocazione delle vocali nel piano psicofisico F2/F1 (z), nonostante le relazioni tra le vocali nei due sistemi linguistici baltici contemporanei siano piuttosto simili, le vocali brevi lettoni pronunciate in isolamento tendono ad avere una qualità acustica molto simile¹⁶ a quella delle rispettive vocali lunghe (si vedano le Fig. 12–13; cfr. anche le Fig. 14–15). I simboli per le vocali lettoni brevi e lunghe
16 Studi precedenti hanno rilevato che, nonostante la qualità dei monottonghi lettoni prodotti in isolamento vari molto poco e l’analisi statistica delle caratteristiche spettrali
210
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Different IPA Equivalents
for Some Lithuanian and Latvian vowels
le vocali si sovrappongono in larga misura, mentre le distanze tra i centri delle vocali lituane lunghe e delle corrispondenti brevi superano 1 z, segnalando così una differenza nella loro qualità percettiva17 (cfr. anche i risultati intermedi in Grigorjevs, Jaroslavienė 2015a; 2015b).
Le osservazioni sulla durata (si veda la Tabella 2) mostrano che la distinzione tra vocali lettoni lunghe e brevi prodotte in contesto zero si basa principalmente sulla durata relativa, mentre quella tra vocali lituane lunghe e brevi si basa sia sugli indizi combinati della struttura formantica (si veda la Fig. 12) sia sulla durata relativa (cfr. anche Grigorjevs, Jaroslavienė 2015b: 79, Tabella 1).
Infine, si può concludere che le principali differenze nella qualità acustica derivano dalla diversa produzione delle vocali lituane brevi (e di alcune lunghe) e delle corrispondenti vocali lettoni. Per caratterizzare i sistemi vocalici delle due lingue baltiche contemporanee e scegliere (o motivare la scelta di) equivalenti simbolici IPA il più possibile accurati, sono state calcolate anche le distanze formantiche tra la frequenza fondamentale e il primo formante (F1-F0) e tra il primo e il secondo formante (F2-F1) (cfr. Fig. 14 e 15). È noto che la prima di queste distanze è strettamente legata all’apertura o chiusura del suono, e la seconda alla sua anteriorità o posteriorità (Miller 1989: 219; Ladefoged, Maddieson 2002: 284–286; Grigorjevs 2012: 163–165).
Poiché la qualità delle vocali lituane brevi differisce notevolmente da quella delle rispettive vocali lunghe (mostrando, rispetto alle corrispondenti vocali lunghe, l’effetto della centralizzazione acustica) e le vocali brevi corrispondenti e alcune vocali lunghe lituane e lettoni presentano differenze, sono stati scelti simboli IPA diversi (non identici) per i monottonghi brevi corrispondenti lituani e lettoni (tranne [ɐ]), nonché per [ɔ] e [ɐ] lunghe. Inoltre, [ɛ] lituana e [ɛ] lettone hanno qualità piuttosto diverse; sebbene l’equivalente IPA per questi suoni coincida nelle due lingue, ciò avviene anzitutto per coerenza (con i principi d’uso dell’IPA), poiché non vi sono altri simboli IPA adatti a rappresentare questi suoni simili; in secondo luogo, la produzione di suoni simili può variare da una lingua all’altra (si vedano le Fig. 14–15 e 16–17; cfr. anche le Fig. 4–11). Va inoltre osservato che l’IPA non fornisce un’analisi fonologica di una lingua specifica (HPA 2007: 30); è semplicemente uno strumento per esprimere qualsiasi analisi in modo che sia ampiamente comprensibile. Di conseguenza, dopo aver passato in rassegna le classificazioni vocaliche funzionali e articolatorie tradizionali e aver confrontato le vocali, si ottengono risultati contraddittori: la struttura spettrale delle vocali lunghe e delle corrispondenti brevi può essere percepita diversamente (si veda Grigorjevs, Jaroslavienė 2015a: 85).
17 Ciò potrebbe essere dovuto alla necessità di includere nel sistema vocalico lituano i possibili allofoni anteriorizzati delle vocali posteriori, mantenendoli distinti dalle vocali anteriori (Grigorjevs, Jaroslavienė 2015b: 90).
Straipsniai / Articles
211
JURGITA JĖROSLAVIENĖ
FIGURA 14. I valori medi delle vocali pure lituane rappresentati nel piano psicofisico (in unità bark, z) per la normalizzazione mediante le distanze tonotopiche tra F2 e F1 e tra F1 e la frequenza fondamentale f0: i cerchi neri rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi bianchi rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso femminile; i cerchi grigio scuro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi grigio chiaro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso femminile. I dati femminili sono normalizzati mediante k=17%.
FIGURA 15. I valori medi delle vocali pure lettoni rappresentati nel piano psicofisico (in unità bark, z) per la normalizzazione mediante le distanze tonotopiche tra F2 e F1 e tra F1 e la frequenza fondamentale f0: i cerchi neri rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi bianchi rappresentano le vocali lunghe prodotte da parlanti di sesso femminile; i cerchi grigio scuro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso maschile; i cerchi grigio chiaro rappresentano le vocali brevi prodotte da parlanti di sesso femminile. I dati femminili sono normalizzati mediante k=21%.
qualità, durata relativa e caratteristiche uditive (Fig. 12–15, Tabella 2) di entrambe le lingue baltiche contemporanee, si devono scegliere i seguenti equivalenti di simboli IPA per le corrispondenti vocali pure lituane e lettoni (cfr. Fig. 16 e 17).
Come si può osservare, secondo i principi del sistema IPA, le qualità acustiche variabili e le caratteristiche uditive delle vocali pure lituane e lettoni fanno sì che le classificazioni tradizionali (nazionali) differiscano dal sistema articolatorio internazionale: è quindi possibile adottare una distinzione a quattro dimensioni (cfr. Fig. 1 e 14, 15) anziché la tradizionale distinzione articolatoria in tre gradi per altezza vocalica (elevazione della lingua e apertura della bocca), e una distinzione a tre dimensioni (cfr. Fig. 1, 3 e 14, 15) anziché la tradizionale distinzione in due gradi per anteriorità o posteriorità vocalica, per mettere in evidenza le differenze e le peculiarità della produzione delle monottonghi simili lituani e lettoni, soprattutto quelle brevi (per questo le vocali brevi hanno simboli IPA diversi, fatta eccezione per
212
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Diversi equivalenti IPA per alcune vocali lituane e lettoni
FIGURA 16. I simboli IPA usati per le vocali pure del lituano standard
FIGURA 17. I simboli IPA usati per le vocali pure del lettone standard
[ɔ]), anche il lituano [eː], [æː], [ɔː] e i corrispondenti lettoni [eː], [æː], [ɔː] differiscono nella produzione rispetto alle caratteristiche acustiche e uditive, sebbene la relazione tra i sistemi delle vocali lunghe lituane e delle corrispondenti vocali lunghe lettoni, così come tra i sistemi delle vocali brevi lituane e lettoni, segua uno schema simile.
CONCLUSIONI
L’analisi della ricerca sperimentale comparativa sulle monottonghi lituani e lettoni mostra che sono stati scelti equivalenti IPA diversi per alcuni suoni vocalici puri simili delle lingue baltiche contemporanee, a causa di qualità acustiche strettamente correlate ma tuttavia piuttosto diverse, nonché di caratteristiche di produzione e percettive non identiche (Tabella 1, Fig. 14–15 e 16–17) delle seguenti vocali: si confrontino il lituano [ɔː i e æ u] e il corrispondente lettone [ɔː i æ u] (anche [eː] e [æː] sono prodotte in modo piuttosto diverso nelle due lingue).
Per i sistemi vocalici lituano e lettone si possono proporre diverse classificazioni (acustiche tradizionali, articolatorie, funzionali, articolatorie internazionali e simili). Per uno studio di ricerca comparativo sulle vocali lituane e lettoni è stato necessario stabilire una classificazione vocalica sincrona comune (tradizionale o internazionale). Di conseguenza, per classificare i suoni lituani e lettoni si utilizzano terminologie (e principi) diverse, a seconda dei differenti presupposti metodologici. Le classificazioni vocaliche tradizionali (acustiche o articolatorie) di entrambe le lingue baltiche seguono uno schema simile.
Straipsniai / Articles
213
JURGITA JAROSLAVIENĖ
Sulla base dei principi del sistema IPA (classificazione internazionale), si possono distinguere la posizione dell’elevazione della lingua (o l’anteriorità/posteriorità, che si riferisce a quanto è avanzato o arretrato il punto più alto della lingua) e, facendo riferimento all’analisi concisa degli spettrogrammi dinamici (cfr. Fig. 4–11), le caratteristiche acustiche, articolatorie e percettive (cfr. Fig. 12–15) delle monottonghi lituani e lettoni pronunciate in isolamento, lunghe e brevi corrispondenti, anteriori (lituano [iː eː æː ɪ ɛ], lettone [iː eː æː i e]), centrali (lituano breve [ɐ]) e posteriori (lituano [ɑː ɔː ʊː ʊ], lettone [ɑː ɔː ʊː ɐ ʊ]); mentre, secondo la classificazione tradizionale (basata su specifiche caratteristiche e principi funzionali e articolatori), [iː eː æː ɪ] del lituano e [iː eː æː i e] del lettone sono considerate anteriori, e [ɑː ɔː ʊː ɐ ʊ] del lituano, così come le corrispondenti [ɑː ɔː ʊː ɐ ʊ] del lettone, sono considerate vocali posteriori. Le vocali articolate con la lingua spostata verso la parte anteriore della bocca si trovano a sinistra in Fig. 1, 14–15 e 16–17; quelle articolate con la lingua spostata verso la parte posteriore della bocca sono collocate a destra nelle figure citate.
In base all’altezza della lingua (e ai diversi gradi di apertura della bocca), le vocali pronunciate con la lingua abbassata si trovano in basso in Fig. 1, 14–15 e 16–17, mentre quelle pronunciate con la lingua sollevata si trovano in alto nelle stesse figure: secondo la classificazione articolatoria internazionale, le vocali lettoni [iː ʊː i u] e quelle lituane [iː ʊ] dovrebbero essere considerate vocali chiuse, mentre [ɪ, ʊ] del lituano sono considerate quasi chiuse se confrontate con le corrispondenti vocali lettoni. [ɛː ɔ] del lituano e [ɛː ɔ] del lettone differiscono per caratteristiche acustiche, articolatorie e percettive, sebbene queste vocali, fatta eccezione per [ɔ] lettone, vadano trattate come medio-chiuse, mentre [ɔː] lettone e [ɔ ɛ] lituane vadano trattate come suoni medio-aperti. Le vocali basse lituane [æ] e [ɐ] e la lettone [æː] possono essere considerate quasi aperte o aperte, come [ɑ] lituana e [ɑː ɑ] lettoni. Secondo le classificazioni tradizionali, in relazione alla frequenza del primo formante e alla sua vicinanza ai formanti superiori, il lituano e il lettone hanno rispettivamente vocali alte ([iː ʊː ɪ] e [iː uː ɪ u]), medie ([eː ɔː] e [ɛː ɔː e ɔ]) e basse ([ɑː æː ɛ ɛ] e [ɑː æː ɑ æ]).
In base alla posizione delle labbra, [ɔː], [ʊː], [ɔ], [ʊ] del lituano e [ɔː], [uː], [ɔ], [u] del lettone sono suoni arrotondati; tutte le vocali rimanenti sono non arrotondate, come avviene anche secondo le classificazioni tradizionali.
BIBLIOGRAFIA E FONTI DI RIFERIMENTO PRINCIPALI
Aleknavičienė Ona, Laima Grumadienė, Albertas Gurskas, Petras Skirmantas, Mindaugas Strockis, Vladas Tumasonis 2005: Carattere lituanistico «Palemonas». Vilnius: Tautinių bendrijų namai.
214
Acta Linguistica Lithuanica LXXVI
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
Bakšienė Rima, Agnė Čepaitienė 2017a: Lietuvių tarmių transkripcija: tradicija ir IPA. – Linguistica Lettica 25, 203–229.
Bakšienė Rima, Agnė Čepaitienė 2017b: Tarptautinės fonetinės abėcėlės taikymo lietuvių tarmių garsams galimybės. – Baltistica 52(1), 105–135.
Bladon R. Anthony W., Gunnar Fant 1978: A two-formant model and the cardinal vowels. – Speech Transmission Laboratory – Quarterly Progress and Status Report, 1/1978. Stockholm: KTH, 1–8.
DLKG 2005: Dabartinės lietuvių kalbos gramatika, red. Vytautas Ambrazas, autoriai Vytautas Ambrazas ir kt., 4-as patais. leidimas. Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas.
Ekblom Richard 1922: Manuel phonétique de la langue lituanienne. – Archives d’études orientales 19. Stockholm: Norstedt.
Gerullis Georg 1930: Litauische Dialektstudien. Leipzig: Markert & Peters Verlag.
Fant Gunnar 1983: Feature analysis of Swedish vowels – a revisit. – Speech Transmission Laboratory – Quarterly Progress and Status Report, 2–3/1983. Stockholm: KTH, 1–18.
Girdenis Alekcas 2009: Vadinamųjų sutaptinių dvibalsių [ie uo] garsinė ir fonologinė sudėtis. – Baltistica 44(2). Vilnius: Vilniaus universitetas, 213–242.
Girdenis Alekcas 2014: Theoretical Foundations of Lithuanian Phonology (English translation by Stен Young). Vilnius: Eugrimas.
Girdenis Alekcas, Aldonas Pukis 1978: Bendrinės kalbos norminimo ir kodifikavimo principai. – Baltų kalbos ir jų tyrinėjimo metodai. Vilnius, 53–66.
Grigorevs Juris 2012: Acoustic and Auditory Characteristics of the Latvian Monophthong System. – Linguistische Berichte 230/2012. Frankfurt am Main: Institut für Linguistik, 155–182.
Grigorevs Juris 2013: Problems using the traditional acoustic cues for the phonological interpretation of vowels. – Baltistica 48(2). Vilnius: Vilniaus universitetas, 301–312.
Grigorevs Juris 2016: Acoustic characteristics of the Latvian diphthongs produced by male and female informants. – Baltistica 51(1), 149–168.
Grigorevs Juris, Jurgita Jaroslavienė 2015a: Comparative study of the qualitative features of the Lithuanian and Latvian monophthongs. – Baltistica 50(1), 57–89.
Straipsniai / Articles
215
JURGITA JAROSLAVIENĖ
Grigorjevs Juris, Jurgita Jaroslavienė 2015b: Spectral structure and duration of the monophthongs in both contemporary Baltic languages. – Linguistica Lettica 23, 68–92.
IPA 2007: Handbook of the International Phonetic Association: A Guide to the Use of the International Phonetic Alphabet. The International Phonetic Association, Eighth printing, Printed in the United Kingdom at the University Press, Cambridge.
Iivonen Antti 1987: The critical band in the explanation of the number of possible vowels and psychoacoustical vowel distances (Summary). – Helsingin yliopiston fonetiikan laitoksen moniste 12. Helsinki: University of Helsinki.
Interactive IPA Chart: <http://www.ipachart.com/> (consultato il 02/10/2017).
IPA 2015: The International Phonetic Alphabet. Prieiga internete: <https://www.internationalphoneticassociation.org/content/full-ipa-chart> (žiūrėta 2017 10 02),
IPA 2015b: The International Phonetic Alphabet. Ipa chart with sounds. Prieiga internete: <http://www.internationalphoneticalphabet.org/ipa-sounds/ipa-chart-with-sounds/> (žiūrėta 2017 10 02).
IPA 2017: The International Phonetic Association. Prieiga internete: <https://www.internationalphoneticassociation.org/> (žiūrėta 2017 10 02).
Jaroslavienė Jurgita 2014: Spectral characteristics of the Lithuanian vowels: some preliminary results of a new experimental research. – Linguistica Lettica 22. Rīga: LU Latviešu valodas institūts, 68–84.
Jaroslavienė Jurgita 2015: Lietuvių kalbos trumpųjų ir ilgųjų balsių kiekybės ir kokybės etalonai. – Bendrinė kalba 88, 1–17. Prieiga internete: <http://www.bendrine-kalba.lt/Html/88/Jaroslaviene_BK_88_straipsnis.pdf>.
Jassem Wiktor 1973: Podstawy fonetyki akustycznej. Warszawa: Państwowe wydawnictwo naukowe.
Jones Daniel 1949: The principles of the International Phonetic Association: Being a description of the International Phonetic Alphabet and the manner of using it, illustrated by texts in 51 languages. London: International Phonetic Association.
Jones Taylor 2016: Why the International Phonetic Alphabet (IPA) is the best thing ever. Prieiga internete: <http://www.languagejones.com/blog-1/2016/12/24/why-the-international-phonetic-alphabet-ipa-is-the-best-thing-ever> (žiūrėta 2017 11 15).
Ladefoged Peter 1975: A course in phonetics. New York, Chicago, etc.: Harcourt Brace Jovanovich, Inc.
216
Acta Linguistica Lithuanica LXXVII
Different IPA Equivalents for Some Lithuanian and Latvian vowels
Ladefoged Peter, Ian Maddieson 2002: The Sounds of the World’s Languages. Malden: Blackwell Publishers.
Laura Alise 1997: Latviešu literārās valodas fonētika. Rīga: Zvaigzne ABC.
LG 1997: Lithuanian Grammar, ed. by Vytautas Ambrazas. Vilnius: Baltos lankos.
LE 2008: Lietuvių kalbos enciklopedija, sud. Kazys Morkūnas, red. Vytautas Ambrazas. 2-as patsl. ir papild. leidimas. Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas.
LVG 2013: Latviešu valodas gramatika. Autori: Auzina I. et al., Rīga: Latviešu valodas institūts.
Markus Dace, Dzintra Bonda 2014: Ievads fonoloģijā [Introduction to Phonology]. Rīga: Zinātne.
Mikalauskaitė Elžbieta 1975: Lietuvių kalbos fonetikos darbai. Vilnius: Mokslas.
Miller James 1989: Auditory perceptual interpretation of the vowel. – Journal of the Acoustic Society of America 85, 2114–2134. Prieiga internete: < http://asa.scitation.org/doi/10.1121/1.397862>
Olson Kenneth S. 2015: Illustrations of the IPA. Prieiga internete: <http://ww-01.sil.org/~olson/ipa.html> (žiūrėta 2017 10 02).
Pakers Antanas 2003: Lietuvių bendrinės kalbos fonetika. Vilnius: Enciklopedija.
Skirmants Petrs, Aleksas Girdenis 2001: Naujesni tarimų fonetinės transkripcijos rašmenys. – Aleksas Girdenis. Kalbotyros darbai 3. Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 335–351.
Stundžia Bonifacas 1990: Kazimieras Šaulys, Juodžiūnų tarmė (rec.). – Baltistica 26(2), 191–192.
Sevevičius Bronis 1960: Lietuvių ir anglų kalbų balsių lyginimo klausimu. – Mokslo darbai. Užsienio kalbos 9. Vilnius: Vilniaus valstybinis pedagoginis institutas, 29–48.
Trautmüller Hartmut 1988: Analytical expressions for the tonotopic sensory scale. – Perilus 8. Stockholm: University of Stockholm, 93–102.
Williamson Graham 2015: English Speech Sounds 101. Prieiga internete: <https://www.sltinfo.com/es101-vowel-parameters/> (žiūrėta 2017 10 02).
Wikipedia: <https://en.wikipedia.org/wiki/File:IPA_vowel_chart_2005.png> (consultato il 02/10/2017).
Straipsniai / Articles
217
JURGITA AROSLAVIENĖ
Perché i corrispondenti simboli dell’Alfabeto fonetico internazionale per alcune vocali lituane e lettoni sono diversi?
RIASSUNTO
Negli ultimi anni, nella descrizione del sistema fonologico delle lingue baltiche contemporanee, vocali e consonanti non solo vengono studiate, classificate e confrontate applicando principi metodologici uniformi o simili, ma si tende anche a uniformare i simboli di trascrizione dei suoni di queste lingue. La scelta dei simboli dell’Alfabeto fonetico internazionale (AFI, in inglese International Phonetic Alphabet, IPA) per le vocali delle lingue baltiche standard contemporanee non è casuale. L’obiettivo principale di questo articolo è analizzare brevemente quali corrispondenze tra i simboli dell’Alfabeto fonetico internazionale per le vocali brevi e lunghe del lituano e del lettone non coincidono, e perché. L’articolo esamina quali siano le possibili classificazioni consuete (tradizionali) dell’articolazione vocalica nelle lingue baltiche contemporanee e in che cosa differisca la classificazione internazionale dei suoni (standardizzata secondo i principi dell’AFI).
Come è noto, la classificazione internazionale delle vocali è particolarmente utile per studiare e confrontare i sistemi fonologici di lingue diverse secondo gli stessi principi articolatori; perciò, al fine di garantire obiettività e precisione, i simboli di trascrizione AFI per le vocali lituane e lettoni sono stati scelti tenendo conto innanzitutto dei risultati delle analisi strumentali (caratteristiche spettrali delle vocali, impressione uditiva, pronuncia ecc.).
Nell’articolo, la classificazione delle vocali lituane e lettoni secondo metodologie diverse comporta anche un uso diverso della terminologia, che finora non si è stabilizzata nella classificazione e nel confronto dei sistemi fonologici in lituano e lettone secondo l’Alfabeto fonetico internazionale.
Presentato il 28 novembre 2017.
JURGITA AROSLAVIENĖ
Istituto di lingua lituana
Via Petro Vileišis 5, LT-1038 Vilnius, Lituania
[email protected]
218
Acta Linguistica Lituanica LXXVII