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Benvenuti. Una “buona” storia per il teatro di Zero Beat

Author: Devincenzi, Diego
Publisher: D. Devincenzi, Benvenuti. Una “buona” storia per il teatro di Zero Beat, «Clionet», 2020, n. 4, pp. 154-159
Year: 2020
DOI: http://dx.doi.org/10.14273/unisa-4101
Source: http://elea.unisa.it/xmlui/bitstream/10556/6009/5/Devincenzi-%20Benvenuti.%20Una%20%e2%80%9cbuona%e2%80%9d%20storia%20per%20il%20teatro%20di%20Zero%20Beat.pdf
LAURA ORLANDINI
“STORIEDIRAVENNA”:OVVERO,LASTORIA
RACCONTATAATEATRO.UNARIFLESSIONE
SULL’ESPERIENZA DEL TEATRO RASI
L’eme genza che ha  a ol o il  mondo, lo  sappiamo bene,  ha chiuso  in da  subi o le
po e dei  ea i, e non solo. Dai p imi segnali di alla me  u i gli spazi  isici di incon o
cul u ale si sono o a i a chiude e, pe p imi, i ba en i: dai musei alle aule scolas iche
ed uni e si a ie, dai cinema alle biblio eche, insieme a u i i luoghi di uizione e ice ca,
di spe acolo e in a enimen o. Nel men e le nos e ci à si p epa a ano, piazza dopo
piazza, s ada dopo s ada, a s a olge e la p op ia quo idiani à, a iempi si di spazi uo i,
pe  en a e in un  empo nuo o e  allen a o,  al ol a immobile e di icile da deci a e.
Anche colo o che si dedicano allo s udio, alla dida ica, alla ice ca, hanno is o le p op ie
possibili à o emen e os acola e, cos e i dalla necessi à di ipensa e a modali à nuo e (e
al ol a es emamen e limi an i) di uizione e di ulgazione del sape e, nell’impossibili à
Clione . Pe un senso del empo e dei luoghi
Nume o 4, anno 2020
Socie à e cul u a
Tea o
ISSN: 2533-0977
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di accede e ad a chi i e a ma e iali di s udio. È ce amen e p es o pe alu a e l’eno me
impa o di ques i e en i sui pe co si u u i, an o nell’ambi o della cul u a quan o in quello
più speci ico della  ice ca e della dida ica. Di ce o, mai come in ques o pe iodo è appa sa
e iden e l’impo anza dello spazio  isico come luogo necessa io di con on o e  uizione,
come pa e in eg an e della condi isione: l’aula scolas ica, p i a a delle sue p esenze,
degli o a i e i uali à, dell’in e azione umana a alunni e insegnan i, è o se la con e ma
più chia a e desolan e di quan o il con enu o pe  quan o  alido non possa esse e su icien e,
di quan o l’ambien e non sia solo un con eni o e ma sia pa e del pe co so educa i o.
P op io nel momen o della p i azione degli spazi, ne abbiamo scope o l’impo anza
ondamen ale, non solo in quan o ambien i di la o o ma come e i o i indispensabili di
con on o ed elabo azione.
Se ques o è e o nell’ambi o scolas ico, do e sa ebbe necessa io ecupe a e con o za il
alo e dello spazio dida ico come luogo di sociali à ed app endimen o, è indubbio che
u o il mondo della cul u a abbia so e o d amma icamen e di ques a p i azione, benché
in modi di e si si sia  en a o di non  ecide e comple amen e il  ilo della condi isione
u ilizzando quando possibile le pia a o me online.
Il ea o è o se lo scena io che più ha messo in e idenza l’eno mi à di ale mancanza:
pe sua na u a non può esis e e palcoscenico senza spe a o i, senza co po ali à, senza un
dialogo a le pa i scandi o da una i uali à empo ale al e an o imp escindibile. Il ea o
è il e i o io pe eccellenza della con aminazione e dell’assemb amen o, e dalle sue oci
sono giun e  i lessioni impo an i pe   i endica ne la na u a, non mediabile a a e so
pe co si al i e e ile in ece di po enziali à che le sono p op ie1.
L’in uizione della necessi à ma e iale del con on o come elemen o decisi o della
uizione del sape e, come occasione i inunciabile di s imolo ecip oco e di c esci a,
può esse e u ile pe  una  i lessione ul e io e sulla di ulgazione della s o ia,  an o pe  quel
che conce ne la dida ica quan o pe gli al i ambi i di condi isione, di usione e scambio
che si sono o a i ad esse e o emen e limi a i dall’eme genza sani a ia. Sulla scia del
diba i o di cui ques a i is a si a po a oce p opongo il esocon o di una espe ienza
senz’al o posi i a a enu a negli ul imi anni a Ra enna, alla quale ho a u o occasione
di pa ecipa e, isul a o di una in e azione a s o ia e ea o do e il con agio a di e se
compe enze ha p odo o idee ed in uizioni. Non si è  a a o, lo dico  in da subi o, di una
elazione pa i a ia: piu os o, la s o ia si è lascia a accoglie e dal ea o, ne ha do u o
ispe a e i empi e ha o a o una oce nuo a di esp essione; il ea o, dal can o suo,
ha a o spazio, ha ape o il suo palco, lo ha o e o alla ci adinanza p oponendo un
linguaggio di e so da quello abi uale. Chi ha p eso pa e a ques ’espe ienza ha a u o
modo di inol a si in e i o i al i da quelli no i: il che è semp e p emessa i inunciabile
pe il dialogo e le nuo e idee.
1 Il diba i o sul uolo del ea o nel u u o ha ape o la s ada, necessa iamen e, a una messa in discussione di alcuni
p esuppos i p eceden i all’eme genza. Segnalo a al p oposi o la i is a on line di a i sceniche «Al eVeloci à», e
in pa icola e Lo enzo Dona i, Il ea o d’o a in poi. S a i d’agi azione pe manen e (27 ap ile 2020) h ps://www.
al e eloci a.i /il- ea o-do a-in-poi-s a i-dagi azione-pe manen e/.
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1. Tea o Rasi, s agione 2018-19: S o ie di Ra enna
Le luci si spengono e si a buio in sala. Come è d’abi udine a ea o, qualcuno a isa ad
al a oce di spegne e suone ie e sche mi luminosi, pe non dis u ba e chi è sul palco e gli
al i spe a o i. Sono le sei del pome iggio di un gio no e iale, un o a io un po’ al di uo i
dalle consue udini del ea o. Quello che si ap e sul palco non è, in a i, uno spe acolo in
senso s e o, non ci sono a o i che eci ano una pa e, non a in scena una d amma u gia.
Si pa la di s o ia, ma non è una con e enza, e non è nemmeno una le u a pubblica. È
piu os o il accon o di una ci à. Un episodio, una da a decisi a, un monumen o, sono il
pun o di pa enza a o no a cui si dipanano le di e se oci che anno a icendandosi. La
scena è ol emodo sca na: qualcuno pa la e accon a, accompagna o da qualche immagine
p oie a a alle sue spalle, men e su una sedia al la o del palco un a o e al e na la sua
oce alle al e leggendo b ani, ci azioni, s alci di documen i. Alla  ine, una  ol a cala o
il sipa io e accol i gli applausi, pla ea e palco si i o ano insieme nell’a io, do e li
a ende il momen o con i iale dell’ape i i o. Sei da e, una al mese, semp e di lunedì alle
18.00: e il successo, in pa e ina eso, della s agione 2018-2019 ha pe messo di ip opo e
la o mula nella s agione successi a, quasi comple amen e po a a in scena p ima che
l’eme genza sani a ia obbligasse ad annulla e l’ul ima da a p e is a.
L’idea e a semplice eppu e non e a scon a o il isul a o, che è s a o anche un espe imen o
e una olon à di uni e pe co si cul u ali di e si. L’in uizione iniziale è na a in seno al
Tea o delle Albe, s o ica eal à ea ale a enna e che da o mai qua an ’anni è ucina di
spe imen azioni e in e azioni a linguaggi, capace di indaga e nella le e a u a classica e
nella cul u a popola e, e di cos ui e legami i aci sia con il p op io e i o io che con il
mondo2. Alessand o A gnani, codi e o e della coope a i a Ra enna Tea o e a o e della
compagnia, ha immagina o pe p imo la possibili à di accon a e sul palco la s o ia della
ci à ed ha  olu o coin olge e due  igu e di s udiosi che sono  i e imen o nei  ispe i i
ambi i, o e o lo s o ico dell’a e Gio anni Ga dini e lo s o ico con empo aneis a
Alessand o Lupa ini, di e o e della Biblio eca di S o ia con empo anea “Al edo O iani”
(nonché, pe  inciso, socio di Clione  e au o e di ques a  i is a). A lo o è s a a a ianca a la
oce e l’espe ienza di Luigi Dadina, a o e a i onda o i del Tea o delle Albe, che ha a o
da con ocan o in ogni pun a a leggendo i es i dei documen i e delle ci azioni seleziona e.
Il g uppo così o ma o, coo dina o dalla egia e dalla collabo azione di alcuni a o i della
compagnia (Alessand o Renda, Robe o Magnani, lo s esso A gnani) ha cos ui o gli
episodi da p opo e sulla scena, coin olgendo di ol a in ol a al i espe i e s udiosi.
A nessuno eni a chies o di eci a e, ma di po a e sul palco le p op ie compe enze
e i p op i s udi, ispe ando i empi e le modali à ichies e dal ea o. A o no ad ogni
episodio o luogo della ci à si s iluppa a un disco so, pieno di incu sioni sia spaziali che
empo ali: la s o ia con empo anea è compa sa più ol e nel accon o della s o ia an ica e
medioe ale, passando a a e so le po e dei monumen i e le lo o icende; così come la
s o ia dell’a e sac a e musi a ha a o capolino a gli e en i conci a i del No ecen o: non
2 Sul Tea o delle Albe e la sua s o ia imando alla desc izione sul si o: h ps://www. ea odellealbe.com/i a/cu iculum.
php?id=1; si eda anche il ecen e la o o dedica o a uno dei onda o i nonché d amma u go della compagnia: Ma ia
Dolo es Pesce, Ma co Ma inelli: un d amma u go co sa o, Spole o, Edi o ia & spe acolo, 2018.
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si è olu o, in a i, p opo e la linea i à di una lezione di s o ia, ma piu os o una se ie di
accon i, e il  accon o è pe  sua na u a  icco di sugges ioni, immagini,  ili sospesi.
Si è pa i i nella p ima s agione dalla Ra enna omana pe a a e sa e, passo dopo
passo, le icende di Teodo ico e Galla Placidia, la quo idiani à dei monaci camaldolesi, la
ba aglia di Ra enna del 1512 (ci a a da Ludo ico A ios o, nien emeno),  ino ad a i a e
alla  a ila ga ibaldina e al  e e endum del 1946. Un pe co so a g andi sal i  empo ali
quindi, accomuna i pe ò da un unico scena io, quello della ci à p o agonis a degli e en i,
quasi a in e ce a e i momen i c uciali in cui la S o ia è passa a a le sue s ade. Fin dalla
p ima da a, un pubblico cu ioso e pa ecipe ha a olla o la pla ea e gli spal i, semp e
più nume oso man mano che il passapa ola con e ma a il successo e l’app ezzamen o
dell’inizia i a.
Ra enna è senz’al o una ci à mol o a en a alla p op ia s o ia, e la p opos a ha ce amen e
po u o a ecchi e in un e eno già p epa a o, aggiungendo una colle i i à mol o educa a
a col i a e una p op ia memo ia ci ile. Ma noi che la o iamo nell’ambi o della ice ca e
della di ulgazione sappiamo bene che il pubblico p esen e alle con e enze e agli e en i
cul u ali a ca a e e s o ico ende a idu si p og essi amen e, cons a iamo come sia semp e
più di icile coin olge lo ed es ende e l’in e esse al di  uo i di una delimi a a  ascia di
e à o di un p eciso li ello di p epa azione. Spesso ci in e oghiamo su come sca alca e
i e i o i no i e aggiunge e al e gene azioni ed al i ambi i di in e esse, o a e al e
modali à di comunicazione. Pe ques o il successo di S o ie di Ra enna ci ha so p eso e
incu iosi o, e ci ha po a o in uizioni nuo e: o na e a ede e un pubblico as e sale e
a io, ede e il coin olgimen o e la pa ecipazione es ende si di ol a in ol a, scop i e
la con inui à di una pla ea di a eziona i p esen e ad ogni appun amen o, ci ha obbliga o
a  i le e e sui pe co si di di ulgazione da in ap ende e, nonché sulla na u a s essa della
na azione della s o ia.
L’a enzione igo osa alle on i non è mai s a a ascu a a: gli s udiosi p esen i sul
palco hanno anzi a u o occasione di mos a e documen i e epe i che sono pa e del
p op io pe co so p o essionale di ice ca. Siamo abi ua i a condi ide e a più li elli i
nos i s udi: con gli al i s udiosi, con gli s uden i, nella sc i u a di a icoli scien i ici o
di es i di ulga i i, nelle inizia i e pubbliche. Eppu e il ea o è uno spazio che ha al e
dinamiche, e se si acce ano i suoi i i e linguaggi l’in e azione a i due mondi può esse e
quan o mai econda. Il palcoscenico obbliga a ispe a e i empi, impone una s u u a
di egia che non può sci ola e né esse e imp o isa a. Obbliga quindi a cos ui e una
na azione p ecisa, il più possibile e icace, che segua anche le sugges ioni emo i e e che
sappia esse e chia a quando l’a gomen o si a più complesso. Il ea o c ea un appo o
di e so con il pubblico, in qualche modo più sepa a o ispe o a quello di un con egno o
di una lezione: un pubblico che non in e agisce di e amen e con chi s a pa lando, ma che
è allo s esso empo concen a o ad asso bi e ogni pa ola, come un co po unico eso e so
il palco e quel che  accon a. Ogni e o e ed ince ezza sul palco si ampli ica, e non è negli
sgua di della pla ea buia che si possono  o a e appigli quando si pe de il  ilo. Ogni  ol a
che si ap e il sipa io si ap e un nuo o i o, di cui u i i p esen i anno pa e: l’e en o che
si dipana in quel  empo de ini o è, ogni  ol a, unico.
Se ques e cose le sanno bene colo o che anno ea o, sono s a e ce amen e una no i à
s imolan e pe noi s udiosi, che c ede amo di esse e abi ua i a pa la e in pubblico e
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abbiamo scope o in ece di do e impa a e a accon a e il nos o mes ie e su al e acce,
in al i spazi. Una ol a chiuso il sipa io e accese le luci il i o si conclude, la ensione
a palco e pla ea si allen a: con S o ie di Ra enna si è deciso di non dispe de e quel
momen o e di aggiunge e alla  ine dello spe acolo una degus azione, semp e o e a da un
is o an e di e so del e i o io. Così che dopo esse e usci i dalla sala si c ea a l’occasione
pe osse azioni, domande, discussioni in o mali. Si imescola ano in qualche modo le
ca e, chi e a appena s a o sul palco o na a a dialoga e da indi iduo, maga i a o no a
un b indisi. Nella dimensione di una piccola ci à, ques o momen o di con i iali à ha
signi ica o  i o a e  ol i conosciu i e condi ide e imp essioni.
La seconda s agione delle S o ie di Ra enna, a ia a nell’o ob e 2019, ha con e ma o il
successo della p ima ed ha  a ina o la  o ma, nelle p ime pun a e più imp o isa a e col
empo semp e più collauda a e iconosciu a dal pubblico3. La c onologia degli incon i
si è p esen a a ques a  ol a più di a ica a  a le due pa i, la p ima –  e incon i cu a i da
Gio anni Ga dini – dedica a ai monumen i a is ici della ci à e alla sua s o ia an ica, la
seconda in ece, cu a a da Lupa ini, di e amen e p oie a a sugli e en i più u bolen i del
No ecen o: la Se imana Rossa, la ma cia ascis a su Ra enna del 1921, men e l’ul imo
incon o, p e is o ma non anda o in scena, a ebbe do u o esse e dedica o alla libe azione
della ci à. Pe ques a seconda s agione si è olu o a ia e un dialogo, che ogliamo
con inui in  u u o, con le scuole supe io i pe  a on a e insieme ai docen i una  i lessione
sulla dida ica della s o ia. Anche ques a p opos a pu oppo solo a ia a è imas a in
sospeso a causa della chiusu a di scuole e ea i, ma lo conside iamo un pun o di pa enza
pe nuo i pe co si da cos ui e.
2. Qualche i lessione su s o ia e accon o
Pe sonalmen e sono s a a una edele spe a ice della assegna, ma anche una s udiosa
chiama a a pa ecipa e ad alcune delle “pun a e” dedica e alla s o ia con empo anea.
Ho spe imen a o dunque quella ensione ed emozione di en a e nel palco, a e e un
empo de ini o, di  on e al buio della pla ea, pe   accon a e una s o ia,  as o mando in
na azione lo s udio, il documen o, l’immagine. Alcuni pe co si di “Public His o y” si
sono già cimen a i in modi di e si con il ea o, che è un e i o io pieno di po enziali à
pu ché lo si iconosca nella sua na u a peculia e. Rigua do all’espe ienza a enna e penso
si possano p opo e alcune osse azioni, giacché come s udiosi ope iamo cos an emen e
nei nume osi pun i di con a o a la ice ca e la cos uzione della memo ia s o ica, a
l’analisi e la es i uzione, a gli a chi i e le eal à che li hanno p odo i. Elemen i e pun i
di  i lessione p op i della dida ica della s o ia sono eme si con chia ezza e sono, io c edo,
con e me da ene e in conside azione pe al i e p ossimi pe co si di di ulgazione.
Innanzi u o c edo che in ques a espe ienza sia s a a cen ale la possibili à di me e e
a con on o compe enze di e se. S udiosi di li ello e a o i di una compagnia ea ale
s u u a a si sono a icina i, hanno messo insieme le p op ie iso se, ciascuno nel p op io
ambi o. Ques o ha man enu o al o il li ello an o dei con enu i espos i quan o della esa
3 Fede ica Angelini, Quando gli s o ici en ano in scena: il seg e o di un successo non scon a o, «Palcoscenico.
Guida alle s agioni dei ea i di Ra enna a p o incia», 2019-20.

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scenica, cu a a da chi i e nel ea o e ne conosce le dinamiche. È possibile insomma
me e e in scena la s o ia, coin olgendo di e amen e gli s o ici, pu ché non imp o isino:
che è una cosa di e sa dal po a e a ea o il accon o della s o ia e a ne una d amma u gia,
come può a eni e all’in e no dell’ambi o ea ale in senso s e o. L’in e azione a
compe enze di e se e di e se modali à comunica i e pe me e di alla ga e lo spazio di
azione e di coin olge e l’a enzione di un pubblico meno uni o me. La as e sali à dei
des ina a i è ga anzia di ape u a, nuo i in e essi, ci colazione di conoscenze.
In ques o caso chi ha idea o la assegna ha olu o pun a e su un unico e i o io, con
l’obie i o  di  accon a e  Ra enna  ai  a enna i.  La  s o ia  locale  –  e  chi  si  occupa  di
dida ica della s o ia lo sa pe e amen e – o e la possibili à di  a e appello a legami
emo i i, con ibuisce di a o a cos ui ne di nuo i, saldando a o no a un episodio, a un
luogo a a e sa o, gli elemen i della memo ia colle i a. A a e so il accon o di un
e i o io lo spazio  issu o p ende spesso e: il legame con la s o ia  icina si  a  ines a
a a e so cui  i le e e sui g andi  emi della s o ia gene ale. Nel caso di S o ie di Ra enna
senz’al o ques o elemen o è s a o o igine del g ande in e esse susci a o, poiché e a
p op io la peculia i à a enna e a des a e cu iosi à e diba i o. Ma si è a a o anche di
o ni e elemen i, a a e so il la o o di s udiosi del e i o io, pe una s o ia condi isa e
complessa della comuni à, a cui la assegna e a i ol a. Pa i e da un elemen o conc e o,
un luogo signi ica i o e  issu o, è un passaggio decisi o (anche se non l’unico possibile)
della na azione della s o ia, e i e i o i sono quelli che più i ono la necessi à di sen i sela
accon a e. Ciò che è alido pe l’insegnamen o nelle scuole non può esse e ascu a o
quando ci si i olge a un pubblico più adul o e di e enzia o.
La es i uzione dell’inizia i a è s a a senz’al o appagan e, non solo pe ia del pubblico
nume oso p esen e in sala, ma anche pe il iscon o che gli espe i coin ol i ne hanno
a u o elazionandosi con la ci à. L’imp essione è s a a quella di a e e aggiun o ambi i
più a i, di a e e des a o cu iosi à nuo e. Il legame a gli s udiosi e la p op ia ci à si
è in qualche modo insalda o. La scel a di uni e all’appun amen o ea ale un momen o
con i iale si è  i ela a mol o p o icua, pe  le occasioni di scambio e  elazione che ha
o e o. Inol e si è deciso di coin olge e is o an i di li ello, che hanno p opos o menù
basa i su ing edien i e cul u a culina ia locale. Così che al e sugges ioni si sono anda e a
uni e a quelle p opos e in scena.
Ques i elemen i mi spingono a una conside azione che c edo sia da ibadi e in pa icola e in
ques o momen o decisi o nel quale abbiamo a a e sa o l’espe ienza del dis anziamen o
sociale. La condi isione di ma e iali on line è senz’al o un suppo o di g ande in e esse
pe la di ulgazione cul u ale, può o i e pe co si dida ici e ma e iali di s udio, che se
o dina i da s udiosi compe en i sono una iso sa p eziosissima. È necessa io pe ò non
dimen ica e che ale uizione può esse e solo un suppo o, l’ausilio di una condi isione
che de e a eni e nel conc e o dello spazio  isico. In a i, le  icos uzioni e i ma e iali
o ni i da un si o web sono u ili solo se si sa come colloca li, se si inse iscono in una
s u u a già o ma a, al imen i si dispe dono. Vale pe la cul u a, pe u i i luoghi che
sono s a i ea o di dialoghi, scambi, discussioni, e che non possono pe de e la lo o na u a
di spazi ape i e equen a i. Vale pe l’insegnamen o, che de e s iluppa si a le pa e i
di una classe, pena pe de e u i gli elemen i di sociali à, elazione, inclusione che la
scuola de e p e igge si. Vale anche pe  la di ulgazione della s o ia, poiché pe   a e  on e
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alla ammen azione del p esen e è necessa io a e i e imen o ad elemen i conc e i,
ichiama e l’a enzione sulla complessi à delle dinamiche umane, p opo e una diale ica
che può man ene si i a solo a a e so il con a o eale. La conoscenza appia i a dallo
sche mo manca di a enzione, di dialogo, e anche di memo ia, pe ché non pe me e di da e
spesso e alle cose: e la s o ia non è solo una ma e ia di s udio ma è anche quella s u u a
che ci pe me e di colloca ci nel empo e nello spazio, di misu a e la p o ondi à di quello
che accade. Ques o è possibile sol an o se alcune pe sone si o ano insieme, in uno
s esso luogo, e cos uiscono in ques o modo un legame. Mi spingo a di e che la cul u a
s essa si può de ini e come una se ie di legami, con gli al i, con lo spazio, con il p op io
passa o, con la pa ola. Il ea o è solo una delle possibili à, che pe ò ci insegna quan o lo
spazio  isico e il suo u ilizzo sia un p o agonis a ineludibile di ogni condi isione.
Non sappiamo se l’espe ienza di S o ie di Ra enna ip ende à il suo co so o se si sia
conclusa qui. L’eme genza sani a ia ha lascia o ea i e spazi di uizione cul u ale a lungo
chiusi e inaccessibili: u o a men e sc i o non se ne conosce esa amen e il lo o des ino.
In ques o caso è la s o ia umana a do e anco a a e il suo co so e indica e il u u o. Res a
il  a o che l’idea che si è p o a o a me e e in scena ha lancia o nuo i  ili, e spe iamo, noi
u i che ne siamo coin ol i, che possa sugge i e nuo i pe co si. È quan o mai necessa io
che lo s udio della s o ia non si discos i dalla s o ia na a a, che è pa e ondamen ale della
sua na u a. Solo così può con inua e ad esse e un pa imonio p ezioso da condi ide e, un
es imone da accoglie e, da comp ende e, e da o na e a accon a e con nuo a oce.