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La bellezza come strumento di accesso alla conoscenza storica. La mostra Scuole come capanne. Libri come opere d’arte. Dal Brasile all’Agro romano

Author: Bianchini, Paolo <Università di Torino>,Fernandes Bittencourt, Circe Maria <Università di Sao Paulo, Brasile>,Vagliani, Pompeo <Università di Torino>
Publisher: P. Bianchini, C.M. Fernandes Bittencourt, P. Vagliani, La bellezza come strumento di accesso alla conoscenza storica. La mostra Scuole come capanne. Libri come opere d’arte. Dal Brasile all’Agro romano, in G. Bandini, S. Oliviero (a cura di), "Public History of Education: riflessioni, testimonianze, esperienze", 2019, pp. 223-234
Year: 2019
DOI: http://dx.doi.org/10.14273/unisa-3435
Source: http://elea.unisa.it/xmlui/bitstream/10556/5311/5/Bianchini-Fernandes%20Bittencourt-Vagliani-%20La%20bellezza%20come%20strumento%20di%20accesso%20alla%20conoscenza%20storica.pdf
La bellezza come s umen o di accesso alla
conoscenza s o ica. La mos a Scuole come capanne.
Lib i come ope e d’a e. Dal B asile all’Ag o omano
Paolo Bianchini, Ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , Pompeo Vagliani*
I popoli indigeni non sono alla ine della s o ia, ma
all’inizio di un u u o di e so. Colo o che hanno
a u o l’oppo uni à di s a e con lo o conoscono la
lo o saggezza e gli o izzon i che ci hanno ape o
pe pensa e al i e e bene; conosce la spe anza
che un al o mondo è s a o ed è possibile. Se
i popoli indigeni non esis esse o, do emmo
in en a li. Ma non è necessa io, essi si e-
in en ano ogni gio no e iso gono ogni ma ina1.
1. S o ia dell’edi o ia scolas ica e Public His o y
La mos a Scuole come capanne. Lib i come ope e d’a e. Dal B asile all’A-
g o Romano è na a dalla collabo azione a la Fondazione Tanc edi di Ba olo,
il Dipa imen o di Filoso ia e Scienze dell’Educazione dell’Uni e si à di To-
ino, l’Uni e sidade de Sao Paulo (USP) – P ojec o LIVRES e il Cen o S u-
di Gozzano-Pa ese dell’Uni e si à di To ino. L’esposizione, alles i a p ima
p esso il MUSLI – Museo della Scuola e del Lib o pe l’In anzia – di To ino
dal 20 o ob e 2017 al 30 maggio 2018 e poi p esso la Biblio eca Ci ica di Sa-
luzzo, dal 1 se emb e al 24 dicemb e 2018, è s a a l’esi o di un lungo la o o
di ice ca ol o a espo e, pe la p ima ol a in I alia, lib i di scuola, ma e ia-
li dida ici e ogge i di i a quo idiana idea i e ealizza i dagli indios b asi-
liani pe l’al abe izzazione e l’incul u azione delle gene azioni più gio ani2.
* I pa ag a i 1 e 4 anno a ibui i a Paolo Bianchini, che ha anche assembla o le a ie
pa i, men e il 2 è ope a di Ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou e il 3 di Pompeo
Vagliani.
1 Melià (2015: 17).
2 La mos a si è o a spos a a in B asile, do e e à eplica a, a l’al o, p esso il Museo
do Indio di Rio de Janei o.
Paolo Bianchini, Uni e si y o Tu in, [email p o ec ed], 0000-0002-2938-0516
Ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , Uni e si y o Sao Paulo, [email p o ec ed], 0000-0002-7896-2539
Pompeo Vagliani, Uni e si y o Tu in, [email p o ec ed]
Paolo Bianchini, Ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , Pompeo Vagliani, La bellezza come s umen o
di accesso alla conoscenza s o ica. La mos a Scuole come capanne. Lib i come ope e d’a e. Dal
B asile all’Ag o omano, © 2019 Au ho (s), CC BY 4.0 In e na ional, DOI 10.36253/978-88-5518-
009-2.21, in Gian anco Bandini, S e ano Oli ie o (edi ed by), Public His o y o Educa ion: i lessioni,
es imonianze, espe ienze, © 2019 Au ho (s), con en CC BY 4.0 In e na ional, me ada a CC0 1.0
Uni e sal, published by Fi enze Uni e si y P ess (www. up ess.com), ISSN 2704-5919 (online),
ISBN 978-88-5518-009-2 (PDF), DOI 10.36253/978-88-5518-009-2
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Paolo Bianchini, ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , PoMPeo Vagliani
Il caso delle scuole degli indios b asiliani è s a o i ualmen e a ianca o a
quello, al e an o emblema ico e allo s esso empo pionie is ico pe l’epoca,
dell’al abe izzazione dei con adini dell’Ag o Romano, a enu a, a pa i e dal
1906, pe inizia i a di un manipolo di in elle uali e a is i i aliani a i quali spicca
il piemon ese Gio anni Cena, di cui ico e a nel 2017 il cen ena io della mo e.
Ol e all’esposizione di ma e iali dida ici o iginali b asiliani e i aliani,
sia a To ino che a Saluzzo la mos a è s a a in eg a a con labo a o i i ol-
i alle scuole p ima ie e seconda ie di p imo g ado, pensa i non solo come
occasioni di app o ondimen o delle ema iche a a e, ma anche come mo-
men i nei quali cos ui e e u ilizza e alcuni dei p incipali s umen i dida -
ici espos i so o la guida di anima o i apposi amen e o ma i.
L’esposizione si p opone a di consegui e alcuni p incipali obie i i:
• Spiega e pe mezzo di on i ma e iali ipiche della s o ia della scuola (li-
b i, s umen i dida ici, es imonianze o ali, ogge i di i a quo idiana)
come si è e olu a l’al abe izzazione degli indios del B asile dalla conqui-
s a po oghese a oggi.
• Fa conosce e al g ande pubblico un’al a espe ienza di scuola nelle ca-
panne, o e o le scuole dell’Ag o Romano.
• Po a e l’opinione pubblica i aliana a conoscenza della eal à degli indios
b asiliani e sud ame icani in gene ale, i quali sono anco a oggi espos i al
ischio di una len a e ineso abile es inzione biologica e cul u ale nell’in-
di e enza e nell’igno anza colle i a.
• Rende e più conc e o e comp ensibile il alo e dell’al e i à, associando
le scuole nelle capanne degli indios b asiliani, che a ebbe o po u o ap-
pa i e eso iche e quasi di an asia specie pe il pubblico più gio ane, alle
scuole nelle capanne della campagna omana all’inizio del No ecen o.
• Ribadi e il alo e del sodalizio a pa adigma educa i o e isca o sociale
delle popolazioni ido e in condizioni di deg ado ambien ale e cul u ale,
iscon abile sia nell’espe ienza scolas ica b asiliana che in quella i alia-
na. In a i, il dialogo a i ma e iali dida ici degli indios e quelli c ea i
pe le scuole dell’Ag o Romano so olinea l’impo anza e la cen ali à
della scuola e dei lib i come ope e d’a e in qualunque epoca s o ica e in
qualsiasi pa e del mondo, capaci di cos ui e un’umani à miglio e a -
a e so l’is uzione e l’educazione alla bellezza.
• T as e i e su un piano di ulga i o e più acilmen e comp ensibile e spe-
imen abile pe il g ande pubblico le p incipali acquisizioni della ice ca
sulla s o ia dell’edi o ia scolas ica, che in I alia e in B asile ha una lunga e
consolida a adizione, se endosi dei me odi ipici della Public His o y.
L’obie i o e a quello di consen i e ai isi a o i della mos a e ai ui o i dei
labo a o i, pe lopiù s uden i delle scuole dell’obbligo, di indaga e, ami e
l’accesso di e o alle on i, come nascono e engono asmessi i con enu-
i di un manuale e come ques i compa ecipano, insieme con il es o del
ma e iale scolas ico, alla c eazione e alla di usione di modelli di compo -
amen o e di s ili di i a e di pensie o. Se è e o, in a i, come ha a e ma o
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LA BELLEZZA COME STRUMENTO DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA STORICA
Roy Rosenzweig, che nelle socie à di oggi il passa o è pa imonio di u i3,
è ondamen ale do a e l’opinione pubblica degli s umen i di base pe ico-
s ui e e in e p e a e co e amen e quel passa o. È impo an e in al senso
non cade e nella de i a ela i is a secondo cui ognuno ha di i o a de ini e la
p op ia, incon u abile, e sione dei a i, da o che non esis e un’unica e i à
s o ica, ma da e a u i le chia i d’accesso e di le u a agli a enimen i del
passa o con l’obie i o di o ma e ci adini consape oli del con es o s o ico
e cul u ale nel quale i ono e capaci di po si c i icamen e nei suoi con on i.
2. L’educazione indigena in B asile
La s o ia dell’educazione indigena e i p incipi educa i i della p oduzione
dida ica degli indigeni b asiliani sono s a i al cen o della mos a. Le p i-
me e sezioni e ano dedica e all’e oluzione dell’is uzione delle popolazioni
au oc one del B asile, dalla scope a delle Ame iche a oggi. In e e i, l’edu-
cazione degli indigeni ha una lunga s o ia, che si inse isce in una lo a pe ma-
nen e pe la sop a i enza isica e cul u ale delle lo o comuni à. La lo a pe
la sal agua dia dei lo o e i o i e delle lo o cul u e è a ua a oggi pe mezzo
di mol e azioni di e se, e l’educazione indigena è di en a a una o ma o i-
ginale di esis enza nella s o ia delle non acili elazioni a indios e bianchi
inizia a più di 500 anni a. Gli indigeni b asiliani sono di e si dagli eu opei,
ma anche di e si a lo o: si a a oggi di ci ca 900.000 indi idui, ipa i i in
200 e nie che pa lano 170 lingue e diale i, i endo in decine di aldeias ( il-
laggi) spa si su u o il e i o io b asiliano: o es e opicali, a ee di “ce ado”
nel B asile cen o-occiden ale, “pampas” me idionali, “caa inga” del no d-es ,
“pan anal” nelle a ee di con ine con Boli ia e Pa aguai, ol e ad a ee u bane4.
Secondo s udi s o ici ecen i, le socie à indigene con cui i po oghesi so-
no enu i a con a o nel XVI secolo e ano più nume ose e abbas anza di e -
se nei lo o aspe i isici e cul u ali5. Nel co so della colonizzazione eu opea
e ano in gene e conside a i come «ba ba i» o «abomine oli an opo agi» o
«buoni sel aggi», di en a i oggi semplicemen e «indios». Fino a poco empo
a, essendo conside a i popoli senza s o ia, leggi e eligione, e a impossibile
concepi e che po esse o possede e un complesso sis ema educa i o ispe -
oso delle lo o adizioni e dei lo o usi e cos umi, iuscendo con empo ane-
amen e a compo a si come buoni ci adini b asiliani6.
3 Rosenzweig (2011).
4 Le lingue indigene sono agg uppa e in g andi g uppi di “ amílie linguís icas”: Tupi-
Gua ani, Ka ib, Pano, A uak e Jê ed al e amiglie mino i: Guaiku u, Tukano, Yanomami…
5 Secondo Manuela Ca nei o da Cunha, si calcola che 8 milioni di indigeni i esse o
nell’a uale e i o io b asiliano all’epoca dell’a i o degli eu opei. C . Cunha (2012).
6 Secondo l’an opologo G upioni «la conse azione dell’iden i à sociale colle i a, da
pa e degli indios, passa a a e so la conse azione delle lo o speci ici à cul u ali
e degli s e eo ipi della socie à ci cos an e e non implica l’annullamen o della lo o
imp on a e nica». G upioni (1994: 18).
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Paolo Bianchini, ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , PoMPeo Vagliani
S udi ecen i sull’educazione indigena condo i in p ospe i a s o ica con
il con ibu o di an opologi e linguis i hanno comincia o a es i ui e la com-
plessi à della i a poli ica e cul u ale delle socie à degli indios, dis inguendo
nelle lo o analisi i p ocessi educa i i adizionali di asmissione della cul u a
dalla ip oduzione dell’o dine sociale. Pe ques i mo i i, la pa e della mo-
s a ine en e al B asile è s a a dis in a in e di e se sezioni dedica e ispe -
i amen e all’educazione indigena, incen a a sui p ocessi educa i i elabo a i
spon aneamen e dalle popolazioni au oc one del B asile, all’educazione pe
gli indigeni, così come è s a a pensa a e a ua a pe secoli dai go e ni, e al-
le di e en i o me dell’educazione scolas ica indigena, che ha ipe co so le
appe della – con addi o ia – di usione della scuola a gli indios7.
Lo s udio sull’educazione della socie à Tupinambá nel secolo XVI, con-
do o dal sociologo Flo es an Fe nandes, ha e idenzia o come le lo o p a iche
educa i e a esse o pe obie i o di «assimila e l’indi iduo all’o dine sociale
ibale (il Noi colle i o) senza dis ugge e l’equilib io psico-biologico della
pe sona, uni à e ondamen o della i a in socie à»8.
L’an opologo Ba omeu Melià sos iene che i sis emi educa i i indigeni
ebbe o semp e il duplice scopo di s iluppa e la sogge i i à indi iduale e,
allo s esso empo, di asme e e i cos umi, la eligione, la cosmogonia e la
conoscenza del mondo na u ale9. Quella indigena si ca a e izza p op io pe
esse e un’educazione e oga a con la pa ecipazione di u a la comuni à, sen-
za specialis i e basa a su p incipi pedagogici condi isi da uomini e donne,
comp esi i più ecchi e i «pajes» (i capi della comuni à). L’educazione indi-
gena a iene anco a oggi pe mezzo di un’azione pedagogica che «pe me e
che il modo di esse e e la cul u a engano a ip odu si nelle nuo e gene a-
zioni, ma anche che ques e socie à a on ino con ela i o successo le si ua-
zioni nuo e»10. In ques o modo i bimbi e i gio ani app endono gli elemen i
della cul u a adizionale socializzando con gli adul i le lo o espe ienze nel
la o o quo idiano, nella p epa azione delle es e, della caccia e della pesca,
così come nella abb icazione a igianale. La o mazione della pe sona non
è, quindi, de ini a da s e eo ipi di «uomini ideali», ma si ealizza nel co so
della i a in momen i o i e ma can i: nel ice e e il nome, nell’iniziazione
alla i a adul a, alla nasci a del p imo iglio, alla mo e di un pa en e o di un
memb o della comuni à.
La s o ia dell’educazione pe gli indigeni inizia con l’a i o dei conqui-
s a o i eu opei, nel secolo XVI, pe mezzo di un p ocesso di ca echesi ed
e angelizzazione p omosso dalle missioni eligiose, specialmen e gesui iche.
Si a a a di un’educazione ci ilizza ice che mi a a a «sal a e» i «ba ba-
7 Bi encou e da Sil a (2002).
8 Flo es an Fe nandes (2009: 50).
9 Melià (1979).
10 Melià (1979: 14).
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LA BELLEZZA COME STRUMENTO DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA STORICA
i» a a e so la con e sione eligiosa, e che a o ì p incipalmen e le mi e
dei colonizza o i, in e essa i a o ene e una mano d’ope a meno cos osa di
quella degli schia i a icani nel la o o nelle pian agioni e nella p oduzione
ed espo azione di beni e al i se izi nelle a ee u ali e u bane. Gli indige-
ni inclusi nel p ocesso educa i o delle missioni app esen a ono una me ce
di p egio nella ase del B asile coloniale, ma anche dopo l’indipendenza po-
li ica della ex colonia po oghese nel secolo XIX.
Nel pe iodo della mona chia b asiliana, i missiona i con inua ono con
le s esse inali à educa i e, en ando inu ilmen e di in odu e nuo i me o-
di pe insegna e la lingua po oghese agli indios, men e lo S a o si s o za a
di a con e ge e gli indigeni in illaggi s anziali e acilmen e con ollabili.
Nella p a ica, pe ò, il nuo o p oge o educa i o o enne ben mise i isul a-
i, da o che, in quel pe iodo, la di usione dell’ideale nazionalis a alimen-
ò la con inzione che gli indigeni e ano in ia di o ale es inzione e che si
sa ebbe o in eg a i, lasciandosi «ci ilizza e». Quan o agli «indios ibelli»,
os acoli al p og esso, e ano des ina i allo s e minio gius i ica o in nome del
p og esso della nazione.
So o il egime epubblicano ins alla o nel 1889, le socie à indigene di-
enne o un ema polemico sco an e a causa dei con inui massac i a cui
e ano so opos i, obbligando il go e no a elabo a e una s a egia di più am-
pia p o ezione della popolazione na i a. Fu così c ea o nel 1910 il Se iço de
P o eção aos Indios (SPI), di ma ice posi i is a e so o il con ollo dell’ese -
ci o, a cui enne a ibui o il compi o di ide ini e la poli ica educa i a pe
gli indigeni. Il SPI s iluppò un’educazione scolas ica pe gli indigeni ca a -
e izza a dalla c eazione di scuole nei illaggi. Il p incipio educa i o di ali
scuole e a la p epa azione degli allie i al la o o, secondo un p oge o ci i-
lizza o e che coincide a con la con e sione degli indios, la lo o o mazione
al la o o e l’app endimen o della le u a e della sc i u a, che li a ebbe esi
alidi in e media i a il go e no e le socie à indigene.
Allo s esso empo, p oseguì senza g andi es izioni go e na i e l’a i-
o di missiona i eligiosi dall’es e o inca ica i di a i i à educa i e11. Ques e
modali à d’azione p osegui ono anche dopo la nasci a della Fundação Nacio-
nal do Indio (FUNAI), l’o gano go e na i o che sos i uì il SPI nel 1967, so o
il egime mili a e. Il FUNAI inco po ò u icialmen e a i suoi unziona i
nuo e cong egazioni missiona ie e, in pa icola e, i salesiani. Educa o i pe
eccellenza, i salesiani c ea ono scuole nei illaggi indigeni, alcune do a e di
in e na o, do e i «bambini e ano sepa a i dalle amiglie e si in es i a nella
o mazione p o essionale degli indios pe p odu e mano d’ope a meno co-
s osa pe la popolazione non india delle icinanze»12.
11 Sil a e Aze edo (1995).
12 Fe ei a (2001: 73).

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Paolo Bianchini, ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , PoMPeo Vagliani
Dal 1957 la FUNAI seguì le nuo e poli iche educa i e dello Es a u o do
Índio, che ese obbliga o ia l’educazione bilingue. Da quel momen o la legge
p e ide l’al abe izzazione degli indigeni nella lingua del g uppo di appa e-
nenza, ol e che in po oghese. In p a ica, conside a e le di icol à di c ea e
una lingua sc i a pe cul u e adizionalmen e o ali, l’educazione bilingue
u ealizza a pe mezzo del con ibu o dei missiona i e angelici No d ame-
icani appa enen i al Summe Ins i u e o Linguis ic (SIL), specialis i in
p og ammi educa i i bilingue. La FUNAI si se ì dei missiona i del SIL pe
p omuo e e l’insegnamen o bilingue nei illaggi indios a a e so di e si
acco di che pe me e ano di « adu e nelle lingue indigene ma e iali di
alo e mo ale e ci ico, inclusa la Bibbia»13. Pe ques o mo i o, i missiona-
i e angelici si specializza ono nella p oduzione di ma e iali dida ici i cui
con enu i, secondo s udi ecen i, non solo non con ibui ono pe nien e alla
alo izzazione delle adizioni cul u ali indigene, ma cos i ui ano pu e un
me odo di al abe izzazione ampiamen e supe a o.
Una nuo a ase nella s o ia dell’educazione indigena iniziò a il 1970
e 1980 con la c eazione delle «scuole indigene di e enzia e». L’educazio-
ne scolas ica indigena di e enzia a nacque in con apposizione alla scuola
e angelica e in eg alis a a alla a dalla FUNAI e si ca a e izzò pe la pa e-
cipazione a i a dei popoli indigeni. La scuola indigena si cos i uì come una
nuo a o ma di esis enza che gli indios b asiliani indi idua ono pe con-
se a e la lo o iden i à senza isola si dal es o del Paese e inco po a e anzi
aspe i della cul u a dei g uppi dominan i.
La scuola indigena di e enzia a en ò nella Cos i uzione del B asile del
1988, che iconobbe il di i o degli indios di man ene e le lo o lingue e le lo o
cul u e, ol e che di ice e e un’educazione scolas ica ispe osa dei modi ipici
di elabo azione e asmissione della conoscenza. Ques a nuo a ase dell’educa-
zione scolas ica indigena si inse isce coe en emen e nella s o ia dei mo imen i
di i endicazione da pa e delle socie à au oc one b asiliane, i quali si in ensi-
ica ono nel inale della di a u a mili a e, g azie al p ocesso di democ a iz-
zazione del B asile e dei paesi la ino-ame icani, pe mezzo dell’appoggio della
socie à ci ile, in pa icola e delle ONG, a icola e a li ello nazionale e in e -
nazionale. Le scuole ca a e izza e come in e cul u ali e bilingue o mul ilin-
gue di en a ono u iciali e u ono inco po a e nel Minis e o dell’Educazione,
che passò a concepi e l’educazione scolas ica come una s a egia poli ica nelle
a a i e con la socie à che s a a acquisendo consape olezza dei suoi di i i.
Tali poli iche hanno pe messo, all’inizio del XXI secolo, la c eazione di
nuo i cu icula non limi a i alla conoscenza della le u a e sc i u a in lingua
po oghese e indigena, e dell’insegnamen o dell’a i me ica, ma che includono
discipline come la s o ia, la geog a ia, la scienza e le a i, al ine di amplia e
le o me di comunicazione in e cul u ale e pe me e e la con inui à degli
13 C . Dos San os (2017).
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LA BELLEZZA COME STRUMENTO DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA STORICA
s udi degli allie i indigeni, pe me endone anche l’ing esso nelle uni e si-
à. Da quel momen o, gli insegnan i indigeni si o ganizzano in associazioni
su base egionale, con cui ichiedono co si di o mazione speci ica e u ele
occupazionali come la pa i à di s ipendio. Dal pun o di is a pedagogico,
sono impo an i le p opos e dei p o esso i indigeni quan o ai con enu i e ai
me odi u ilizza i, ol e alla lo o a i a pa ecipazione nella p oduzione del
ma e iale dida ico, an o di lib i quan o di s umen i audio isi i.
Il ma e iale scolas ico p odo o dagli insegnan i indigeni con la pa ecipa-
zione di ice ca o i uni e si a i – linguis i, an opologi, s o ici, ma ema ici,
biologi, pedagogis i – così come esplici amen e p e is o dalla cos i uzione,
a es a i p og essi di ques a nuo a o ma di educazione scolas ica indigena
e hanno cos i ui o il ma e iale p incipale espos o nella mos a Scuole come
capanne. Lib i come ope e d’a e. I manuali compos i dagli indios, che sono
allo s esso empo au o i dei es i e delle illus azioni, mos ano in manie a
e iden e le inno azioni nell’app occio ai con enu i, con la selezione di emi
signi ica i i quali la salu e, l’ecologia, l’ambien e, la s o ia, l’as onomia, l’e i-
ca e la poli ica. Si a a di ope e onda e su una di e en e epis emologia del
p ocesso educa i o, ondamen ali pe la c eazione e la di usione di un’edu-
cazione in e cul u ale che ha al cen o il ispe o della di e si à.
3. Ideali à, educazione e bellezza: Cena, Ma cucci e Cambello i e le
scuole dell’Ag o omano
La qua a sezione della mos a e a dedica a alla s ao dina ia espe ienza
delle scuole pe i con adini dell’Ag o omano, a i a e in modo o ganico e
sis ema ico a pa i e dal 1907. Essa u esa possibile dall’azione congiun a di
e pe sonaggi: un poe a cana esano, Gio anni Cena, un maes o o ma osi
come pedagogis a sul campo, Alessand o Ma cucci, e un a is a, illus a o e
e ce amis a, Duilio Cambello i. I e condi ise o obie i i e in eg a ono le
ispe i e compe enze, accomuna i da un comune sen i e, basa o su ideali
di gius izia sociale e di spi i o umani a io14.
L’ope a di Cena, che egli a iò e non ebbe la possibili à di po a e a e mi-
ne pe la p ema u a scompa sa, a enu a nel 1917, u poi p osegui a di a o da
Alessand o Ma cucci, che delle scuole di enne il di e o e. Duilio Cambello i
ebbe in ques a impo an e inizia i a il g ande me i o di a e dell’a e un elemen o
base su cui onda e l’educazione. Ma cucci, Cambello i e Giacomo Balla, anche
lui as e i osi da poco alla capi ale, e ano amici e equen a o i della campagna
omana di cui app ezza ano le sugges ioni paesaggis iche e a is iche così co-
me gli aspe i dello squallo e con la sua in ini a is ezza e la solenne bellezza.
14 Sulle espe ienze delle Scuole dell’Ag o omano e pon ino, sino a oggi poco s udia-
e, Ala i (2000 e 2006). Sulla igu a di Cena, in pa icola e, edi Lomba do Radice
(1936); Ma cucci (1948); Mine i (1927).
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Paolo Bianchini, ci ce Ma ia Fe nandes Bi encou , PoMPeo Vagliani
Gio anni Cena si e a as e i o a Roma nel 1901 pe la o a e alla p es i-
giosa i is a «Nuo a An ologia»; aggiunse pe la p ima ol a il illaggio di
capanne di Rocca P io a nel 1904 insieme al medico immunologo Angelo
Celli e a sua moglie Anna, ol e che a Sibilla Ale amo, a i is a dell’Unio-
ne Nazionale Femminile, a cui in quegli anni e a lega o sen imen almen e.
Le popolazioni di «gui i» che abi a ano le capanne eni ano s u a-
e dai la i ondis i ed e ano a li e dalla mala ia; l’app o azione delle leg-
gi sul chinino di S a o p opos e da Celli a e a consen i o una maggio e e
miglio e applicazione delle misu e di cu a e p o ilassi con o la mala ia,
ma le di icol à c ea e dall’igno anza e dall’a e a ezza della popolazio-
ne ag icola ese o necessa io anche un impegno immedia o pe comba -
e le a a e so l’is i uzione di co si di al abe izzazione. Dopo una p ima
conoscenza dei luoghi, Cena s iluppò una se ie di in e en i nei illaggi
dell’Ag o omano inalizza i all’o ganizzazione e alla di usione di un p o-
g amma di assis enza educa i o-sani a ia in cui le scuole pe i con adini, già
a ia e dall’Unione Femminile, di en a ano ondamen ali.
L’ope a di al abe izzazione mi a a anche ad aumen a e la quan i à delle
scuole a a e so l’ape u a di scuole se ali e es i e pe eni e incon o al-
le esigenze degli abi an i dell’Ag o. Secondo Cena, e a la scuola che do e a
aggiunge e gli allie i, adul i e bambini, ponendosi pe lo o come un’is i u-
zione ina accabile, non solo o nendo assis enza ma e iale ma e gendosi a
s umen o pe l’a e mazione di di i i sociali. Nel 1915, Cena ondò e di esse
un gio nalino di p opaganda pe gli alunni e i lo o pa en i, «Il Piccolissimo»,
nel quale coin olse anche Duilio Cambello i.
Dopo la sua p ema u a scompa sa, a enu a a Roma nel dicemb e 1917
a causa della ube colosi, l’ope a di Cena u po a a a an i da Alessand o
Ma cucci, a is a in pec o e, diploma osi nel 1904 come maes o dopo a e
s ol o alcuni la o i sal ua i pe necessi à. Nel 1906, egli enne assun o al
Minis e o della Pubblica Is uzione, a i i à che gli consen ì di col i a e l’in-
e esse pe l’educazione popola e e u ale in pa icola e. Ques e p emesse lo
spinse o ad acce a e con en usiasmo la p opos a di Gio anni Cena di colla-
bo a e all’a io delle scuole pe i con adini; Ma cucci coin olse a sua ol a
l’amico Duilio Cambello i e insieme si eca ono pe la p ima pe lus azio-
ne nell’ag o omano giungendo a piedi da Roma.
Nel 1911 egli coo dinò le a i i à che culminano nella pa ecipazione
all’Esposizione Nazionale pe il cinquan ena io dell’Uni à d’I alia, con una
mos a che alo izza a l’espe ienza s ao dina ia dell’Ag o omano pe ac-
coglie e ondi u ili alla sop a i enza delle scuole. Fin da subi o u o ganiz-
za o e dell’a i i à dida ica che, pu basandosi sui p og ammi minis e iali,
in ese s imola e l’a enzione c i ica e la pa ecipazione dei piccoli scola i
delle campagne, secondo le più a anza e esi pedagogiche del empo.
Dopo le iniziali di icol à inanzia ie e logis iche, nel 1907 u is i ui o
un Comi a o delle Scuole pe i Con adini e Ma cucci elabo ò una dida ica
speciale adegua a alle condizioni sociali e cul u ali dei gui i. Le scuole si
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LA BELLEZZA COME STRUMENTO DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA STORICA
a e ma ono, di ondendosi con successo nell’Ag o omano e anche nell’A-
g o pon ino, do e u ono anche in odo i gli asili mon esso iani. Ma cucci,
di enu o de ini i amen e di e o e delle scuole nel 1917, cu ò l’impos azio-
ne e i es i di u i i sillaba i, dei compimen i e dei lib i di le u a delle scuo-
le dei con adini, con l’in en o di s iluppa e un app occio dida ico basa o
sull’a icinamen o al segno della sc i u a ami e la g a ica e il disegno,
e p oponendo es i e immagini icine al mondo e all’espe ienza dei gui i.
In u e le sue a i i à sposa a l’ideologia dell’es e ica come base del si-
s ema educa i o e s umen o di o mazione indi iduale e di c esci a sociale:
la unzione dell’a i i à di disegno e a di massima cen ali à, così come l’u-
so dei pas elli colo a i p ima della ma i a e della penna pe scop i e colo i e
o me, lo s imolo all’osse azione, lo s iluppo di an asia e c ea i i à. Ques i
s essi p incipi, p opos i in segui o da Lomba do Radice nella i o ma Gen ile
del 1923, u ono i endica i da Ma cucci, il quale li a e a ampiamen e spe-
imen a i nelle sue p ecoci espe ienze nell’Ag o e u ono occasione di acu i
scon i con il collabo a o e del minis o Gen ile15.
Nella p epa azione dei ma e iali dida ici pe le scuole dell’Ag o un uo-
lo p ima io enne icope o dall’a is a Duilio Cambello i16. Ques i a e a
ins au a o con Ma cucci un’in ensa amicizia, cen ale pe la sua o mazione
ideologica e cul u ale, condi idendo, ol e all’amo e pe l’ambien e na u a-
le e le gen i della Campagna omana, le idee socialis e e umani a ie. Venu o
a con a o con Gio anni Cena e Sibilla Ale amo, p omosse e sos enne con
con inzione la cos i uzione del Comi a o pe le Scuole dei Con adini. Nel
co so delle mani es azioni in p og amma nel 1911 pe l’Esposizione Uni e -
sale di Roma, inde a pe celeb a e i cinquan ’anni dell’Uni à i aliana, alles ì
una Mos a dell’Ag o Romano. Cambello i a e a il compi o di ealizza e
una ip oduzione di una capanna simile a quelle dei gui i nella Campagna
omana, deco andola con dipin i e ogge i c ea i da lui e da al i a is i o-
mani. La Mos a si compone a di una g ande capanna a is ica, cos ui a da
con adini, di o ma e angola e absida a, nella quale si onde ano i mo i i
delle capanne ca a e is iche dell’Ag o Romano: quella e angola e e quella
o onda. Le deco azioni in e ne ed es e ne, compos e dal Cambello i, e a-
no o enu e con gli a ezzi u ali di uso più comune: co dami, a a i, gioghi
ecc. In ques a capanna, che misu a a ci ca 135 m., e ano espos i quad i e
15 Con l’a en o del ascismo si e i ica ono accesi con as i a Ma cucci e Lomba do
Radice pe ia della Ri o ma Gen ile. I due, con Cambello i, a e ano collabo a o
pe la pubblicazione di alcuni lib i. Nel 1924 Ma cucci e Radice e ano s a i nella
commissione minis e iale pe la e isione dei lib i di es o delle scuole elemen a-
i. Ma cucci sos ene a la necessi à dell’aiu o del go e no pe la sop a i enza del-
le scuole. Inol e, l’es e ica e la poesia e ano già s a e da lui u ilizza e nelle scuole
dell’Ag o, e epu a a che Lomba do Radice le olesse a passa e come assolu a no i-
à, i endicandosene ingius amen e la pa e ni à. C . Ascenzi e Sani (2005).
16 Su Cambello i c . Vi o i (1997); Ala i (1998); Fon i, Mu a o e e De S e ano (2006).