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Nicole a Zambella
Lidia Delgado Fe nández
Uni e sidad de Se illa
ANNA FRANCHI E LO STUPRO DI GUERRA: DALLA
MORTIFICAZIONE DEL CORPO ALLA LIBERTÀ DI SCELTA
ANNA FRANCHI AND WAR RAPE: FROM MORTIFICATION OF THE BODY TO
FREEDOM OF CHOICE
Riassun o:
Il ulc o di ques o in e en o è il co po
abusa o delle donne negli anni del p imo
con li o mondiale, ma uole app o ondi e
anche la discussione, po a a a an i da
gio nalis i, medici e di e se sc i ici, sulla
possibili à di sceglie e, pe alcuni, o sulla
necessi à di ico e e obbliga o iamen e, pe
al i, all’abo o “ e apeu ico”. In pa icola e, ci
concen e emo sull’ideologia di Anna F anchi
e sulla dispu a a enu a, a ques ’ul ima
e il gio nalis a Zand ino, sulle pagine del
quo idiano “Il popolo D’I alia”. La dia iba si
concen a, da un la o, sulla necessi à di po e
ine alla i a di una c ea u a bas a da, p on a
ad inquina e la pu ezza della azza la ina e,
di con o, sulla necessi à di una libe a scel a,
auspica a pe u e le donne, sul p op io co po
e sulla p op ia i a.
Pa ole chia e:
P ima gue a mondiale, Anna F anchi, s up o
di gue a, abo o.
Abs ac :
This a icle ackles he ape o women du ing
he Fi s Wo ld Wa , in pa icula , we will
ocus on he ideology o Anna F anchi and he
dia ibe ha we wi nessed on he pages o he
news pape Il popolo d’I alia, which ega ded
he necessi y o abo ion.
In ac , many hough ha child en esul ed
om he sexual assaul dese ed o die, in
o de o p ese e he pu i y o he La in ace.
Consequen ly, he discussion also in ol ed
he women ad oca ing o hei igh s o
decide abou hei bodies.
Keywo ds:
Fi s Wo ld Wa , Anna F anchi, wa ape,
abo ion.
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1. LO STUPRO DI GUERRA
Con il e mine s up o di gue a ci si i e isce ad una e e a a iolenza, ipica della
P ima gue a mondiale e che coin olge, innanzi u o, le donne belghe, i ime dei
sop usi e della e ocia del solda o in aso e.
La iolenza subi a dalle donne belghe, du an e l’occupazione del p op io e i o io,
e à de ini a e di usa in u a Eu opa a a e so la locuzione s up o del Belgio. Pe
Ba aba a Meazzi, ale de inizione “di en a una sineddoche che imanda alla iolenza
cui u so opos o il paese e che nega di a o alle donne del Belgio la possibili à di esse e
iconosciu e legi imamen e come i ime” (Meazzi, 2015:261).
Tu a ia, ale esp essione, pe quan o p i a della sua essenza, ela i a alla iolenza
subi a dalle donne, ha comunque con ibui o, nel co so degli s essi anni, a di onde e e
amplia e le azioni compiu e dall’an iuomo1. Ques a nuo a modali à di comunicazione,
che amplia ad una in e a nazione il sop uso subi o dal gene e emminile, di a o,
con ibuisce a di ulga e l’e e a ezza di un enomeno e, conseguen emen e, la
discussione sull’abo o, pe così di e, “ e apeu ico”, aciu o e passa o in so dina, in ece,
nei p imi anni, a le quo idiane a oci à.
Si a a di un enomeno che non ispa mia neanche l’I alia. Ne è es imonianza la
nasci a dell’Is i u o San Filippo Ne i, nella ci adina di Po og ua o, impegna o nella
cu a e il sos en amen o dei igli di gue a. La s u u a nasce, a il 1918 e il 1919, con
la inali à di accoglie e i bambini na i dalle donne che a e ano subi o iolenza da
pa e dei solda i dell’impe o aus o unga ico nella P ima gue a mondiale (Sand on,
2008:57-80).
A al p oposi o, nel 2010, è s a o pubblica o un lib o che, pa endo dalle elazioni
della eale commissione d’inchies a, ip ende le modali à e la e ocia con cui, sop a u o
nei e i o i di con ine del Vene o e del F iuli, le donne eni ano s up a e dall’ese ci o
aus o unga ico. Nume ose sono le es imonianze di e e, nel lib o-documen o di
Michele S azza, anche se si calcola che la maggio pa e delle donne, a causa dei sensi
colpa, nel en a i o di nasconde e il disono e e pe la e gogna di do e i e i e a
u iciali e so u iciali, u i uomini, abbia aciu o l’e e a ezza di ali c imini (Be olo,
2015: 261).
Luigi Ma ia Bossi, medico, ginecologo ma anche poli ico i aliano, ele o nel
pa lamen o nella XXI legisla u a, p omuo e pe p imo, in I alia, la discussione sulla
possibili à dell’abo o in caso di s up o.
1 Così e à de ini o l’uomo edesco da Anna F anchi, chia amen e in con apposizione all’uomo la ino,
ci ilizza o ed e olu o.
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Nel no emb e del 1917, il medico pubblica un es o dal i olo In di esa della donna e della
azza, una documen azione dei p imi anni del con li o che accoglie di e si ma e iali:
es imonianze di e e, a icoli di gio nali e esocon i di con e enze enu e p esso
l’Accademia medica di Geno a. In ques a sede, ci concen e emo, p e alen emen e,
sulle pagine che p incipiano con il i olo: il ca aclisma umano (1914-1917) e nelle quali
in acciamo alcuni pun i imp escindibili pe la comp ensione del suo pensie o:
De inizione del edesco come an iuomo: “poli icamen e e socialmen e, anche
an opologicamen e, nemico del gene e umano” (Bossi, 1917:X).
Dimos azione degli o o i commessi quo idianamen e e sis ema icamen e con o
le donne Belghe: es imonianze ocula i e i ica e, desc izioni pa icola eggia e sulle
depo azioni delle gio ani agazze dei e i o i conquis a i.
Rip oposizione del p op io in e en o enu o p esso l’accademia Medica di Geno a,
dal i olo: Di ese delle donne belghe e ancesi iolen a e dai solda i edeschi.
All’in e no di ques ’ope a Luigi Ma ia Bossi accoglie, al esì, la documen azione,
con enen e una discussione sull’abo o di gue a; il diba i o si di onde in I alia a pa i e
dal 1916. Il p incipio della discussione è app esen a o dalla p opos a di un e e endum,
p omosso dallo s esso Bossi sulle pagine del quo idiano Il popolo d’I alia:
Vo ei che il Popolo d’I alia ap isse le sue colonne a un e e endum a le donne,
medici, sociologici, giu is i e le e a i sulle due g a i ques ioni.
- Se le donne iolen a e dal nemico in gue a abbiano o meno di i o (di i o e non
il do e e) all’abo o.
- Di quali mezzi i popoli ci ili possono e debbono usa e pe a es a e la sis ema ica
iolazione delle donne da pa e dei edeschi (Bossi, 1917: 92).
Sos eni o e dell’abo o di s up o, pe il ginecologo, i igli delle iolenze si i elano: “mise i
isicamen e e con le s imma e inelu abili alla degene azione e cioè o dei de icien i nello
s iluppo, des ina i a i e e a ca ico della pubblica bene icenza, o dei u u i pazzi e delinquen i”
(Ven one, 2003:173). È bene so olinea e che, in ques a p esa di posizione, non i è
nessuna in enzione di di ende e l’ono e e la i a delle donne; in a i, le mo i azioni
che spingono il p o esso Bossi a sos ene e l’in e uzione di g a idanza, in caso di
iolenza mili a e, igua dano esclusi amen e la di esa della pa ia e della azza.
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Nel suo saggio, In di esa della donna e della azza, di cui abbiamo accenna o
p eceden emen e, l’au o e ci dà, al esì, es imonianza delle nume ose oci che
pa ecipano al diba i o. Tali in e en i con ibuiscono, pe la maggio pa e, ad una
chia a de inizione del nemico: ip o e ole, sp ege ole e po a o e di disumani à. Si
a a di una isione impie osa che, ipo a a alla ibal a, au o izza, implici amen e,
la sopp essione della u u a genealogia, u o del male e, quindi, na u almen e
squilib a a. T a le sc i ici che pa ecipano a ques o diba i o ico diamo: Anna F anchi,
Annie Vi an i e Sibilla Ale amo2.
Lo s up o di gue a non può esse e conside a o un aspe o seconda io del con li o,
né la iolenza pe pe a a con o le donne un male mino e ispe o alla mo e dei solda i.
Pe Ad iana Ca a e o, la iolenza con o una pe sona ine me è un a o ipugnan e
che supe a l’uccisione e la mo e ipica di u e le gue e in quan o non si limi a ad
uccide e, pe ché uccide e sa ebbe oppo poco, ma uole dis ugge e l’unici à del
co po e si accanisce sulla sua cos i u i a ulne abili à:
L’ine me è chi non ha a mi e quindi non può uccide e, e i e, […] indi eso e in
balia dell’al o, ine me è sos anzialmen e chi si o a in una condizione di passi i à
e subisce una iolenza alla quale non può s uggi e né isponde e. La scena è
u a sbilancia a su una iolenza unila e ale. Non c’è né simme ia, né pa i à, né
ecip oci à. (Ca a e o, 2007:43).
Pe la iloso a, si a a di una scena u a sbilancia a su una iolenza unila e ale, non c’è
simme ia, né pa i à, né ecip oci à. È una iolenza e oce, con o una i ima ulne abile
e impo en e, a cui Ad iana Ca a e o dà il nome di “o o ismo”:
Rido o a ogge o o almen e disponibile, anzi, ogge i a o dalla eal à s essa
del dolo e, al cen o della scena s a un co po so e en e su cui la iolenza la o a
p endendosi empi lunghi. La mo e se c’è iene igo osamen e alla ine non
essendo comunque il ine (Ca a e o, 2007: 44).
2. IL DIBATTITO SULL’ABORTO E L’INTERVENTO DI ANNA FRANCHI
In ispos a al e e endum di Luigi Ma ia Bossi, pe p imo Zand ino, gio nalis a e seg e a io
della lega an i edesca, p ende la pa ola a a e so la pubblicazione di un a icolo dal i olo:
2 Tale pa ecipazione è es imonia a, in p imo luogo, dagli in e en i e le p ese di posizioni p esen i,
e pubblica e, dal p o esso Luigi Ma ia Bossi, nel lib o In di esa della donna e della azza, già ci a o
p eceden emen e.
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“Pe la di esa della donna dalla iolenza dell’an iuomo”. Già dalla le u a dell’in es azione, è
possibile pun ualizza e come, accan o alla necessi à di di ende e la donna, eme ga il p o ondo
disp ezzo e so il nemico edesco. Tale sp ezzo conduce il gio nalis a a una imp escindibile
dis inzione a “homo sapiens, chiama o a espinge e l’agg essione iolen a dell’an iuomo e
homo ge manicus, i ela osi, in ques a gue a, con u a la sua bes iali à” (Bossi, 1917:94).
L’au o e dell’a icolo p incipia il p op io in e en o dalla con inzione che le donne
non pa ecipe anno al e e endum in quan o ammu oli e dall’o o e o, nel caso delle
in elle uali, indi e en i e poco co aggiose nell’espo si, “le nos e le e a e che in gene e
non hanno che il co aggio della lo o sensuali à”. (Bossi, 1917:94).
Le pa ole di Zand ino, in e p e abili come un chia o e inu ile a acco misogino sul
alo e delle donne e sulla capaci à di in e eni e all’in e no di un diba i o, isul ano,
innanzi u o, uo i luogo, conce ualmen e inu ile anche il i e imen o alla mancanza
di co aggio emminile. D’al o can o, sa à p op io il cuo e dell’a icolo a con e ma e
quella che, al momen o, è solo una supposizione di ape a misoginia:
Non le donne iola e dal solda o nemico hanno il di i o di sopp ime e
a i icialmen e il u o delle lo o isce e ol aggia e, ma la socie à ci ile, e pe essa
lo S a o, il quale ha, più che il di i o, il do e e assolu o di di ende e la socie à,
sopp imendo comunque ques i bas a di edeschi (Bossi, 1917:99).
Nelle pa ole di Zand ino, la donna iola a e ol aggia a si eclissa. Quello a cui
assis iamo, è, in ece, la de-umanizzazione della iolenza; in a i, la i ima, ulne abile
e ine me, si o usca pe da spazio a pa ole che si concen ano sui e mini quali: socie à,
socie à ci ile, s a o. Chia o è che, pe il gio nalis a, il p oblema non igua da la di esa
della donna e il suo co po ol aggia o, ma la sal agua dia dello s a o dalla nasci a di un
bambino de ini o un pe e i o e una on e in ini a di male, innanzi u o pe la socie à:
Se nascesse o e i esse o, po ando in on e come Caino un indelebile ma chio
d’in amia, sa ebbe o pe le lo o o igini psichiche e isiologiche dei degene a i, dei
delinquen i na i, e quindi, a un empo, degli in elici e un pe manen e pe icolo pe
lo S a o e pe la Socie à (Bossi, 1917:99).
Pe Zand ino, così come pe la maggio pa e degli in elle uali e lo s esso Bossi,
l’Abo o di gue a è legi imo e necessa io poiché il anciullo na o dalla iolenza isen i à,
a li ello psichico, dell’o o e e della epulsione p o a i dalla donna nel momen o della
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iolazione. Si a e à, inol e, pe Zand ino di un bas a do edesco p on o ad inquina e
la pu ezza della azza la ina.
Sa à p op io Anna F anchi pe p ima a p ende e pa e a i a in ques o diba i o,
esp imendo la p op ia opinione su una agedia che la s essa i iene poco adica a nel
nos o e i o io, g azie al alo e dei comba en i e dei gene ali che di endono senza
sos a le e e i aliane3.
Anna F anchi si con appone, innanzi u o, a Zand ino in di esa di u e le donne,
ingius amen e accusa e:
Il suo giudizio sulle le e a e non ha alo e. In ques o caso non si a a di sape e
se le donne le e a e siano più o meno ada e a isponde e, ma si a a solo di
conosce e il giudizio delle donne sul caso espos o dal p o . Bossi (F anchi,1916:
s.p).
Nel p osieguo del suo a icolo, la sc i ice, in opposizione alla maggio pa e dei
colleghi e delle colleghe, a e ma di non o a e scon a o e na u ale con appo e
l’abo o alla iolenza commessa dal ba ba o edesco.
Se, da un la o, nelle pa ole di Anna F anchi, non i è un comple o allon anamen o
dall’eugene ica, in quan o, eme gono nel suo a icolo, alcuni i e imen i al male che
i na i dall’odio e dalla iolenza po ebbe o appo a e alla azza la ina, dall’al o, la
sc i ice di ende con o za un iglio na o dalla iolenza, sos enendo che la scel a
appa enga sol an o alla mad e, e che ques a, nonos an e il dolo e e la so e enza,
possa p e e i e, comunque, di c esce lo con amo e e dedizione:
È un p oblema ques o al quale il p o . Bossi de e con eni e, non ha i ispos a p ecisa.
Va ie le anime, a ie le conside azioni. Alcune emmine o anno al deli o con appo e
il deli o al e donne chine anno il capo dinanzi all’immenso sac i icio della p op ia i a
(F anchi, 1916: s.p).
Pe la sc i ice, in de ini i a, non i è una soluzione al quesi o pe ché non i è una
scel a che possa esse e de ini a gius a o sbaglia a.
3 Anna F anchi anco a disconosce le so i e le iolenze che mol e donne i aliane subi anno, sop a u o a
pa i e dal 1917, p op io nei gio ni della dis a a di Capo e o.
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La ispos a di Zand ino, sen endosi chiama o di e amen e in causa da Anna F anchi,
non si a a ende e, in a i, in da a 9 se emb e 1916, p ende la pa ola sul quo idiano
il Popolo d’I alia, con un a icolo dal i olo: “Anco a in di esa della donna con o le
iolenze dell’an iuomo edesco”4. Il gio nalis a concen a il p op io in e en o su una
se ie di calunnie e insinuazioni: imp o e a l’au ice di ingiu ia e e umilia e le donne
che hanno un pensie o di e so: “Ella ingiu ia qualsiasi al a donna, che e en ualmen e
possa esse e di un’opinione con a ia alla sua” (Bossi, 1917:103); insinua che, nella
i lessione della sc i ice, si celi un’inu ile in ocazione alla ma e ni à a qualunque cos o;
in accia nelle sue pa ole a eggiamen i an ipa io ici, iloge manici e, sop a u o,
ico da che la nasci a di un iglio del disono e igua da, sop a u o, l’uomo di amiglia,
che ien a nella p op ia casa, da e oe, dopo, la ine della gue a:
Tu o il bell’edi icio della signo a F anchi, e di chi la pensa com’essa, non può
sussis e e che in un solo caso; allo ché la iola a non a esse più amiglia. […].
Quali consolazioni e quali con o i somminis e anno agli e oi che o e anno
la lo o casa allie a a dalla p esenza del u o i en e del lo o disono e? (Bossi,
1917:104-105).
A ques o pun o, nel lib o del do o Luigi Ma ia Bossi, il diba i o e mina con le
accuse di Zand ino e il suppos o silenzio di Anna F anchi, che con e me ebbe, a
l’al o, l’indi e enza e l’incapaci à dell’in elle uale donna di in e eni e. Nella eal à
della s o ia, Anna F anchi isponde al collega. Abbiamo es imonianza di ques o
a icolo, in quan o in accia o, insieme a an i al i a icoli sul ema, nel ondo di Anna
F anchi (F anchi, 1916: s.p).
Nel suo in e en o, la sc i ice si p opone, già dall’incipi , di ole e i a e inu ili
polemiche i iu andosi di con oba e e, con lo s esso ono, alle pesan i accuse ice u e:
Signo Zand ino, non è mai s a o mio uso i iu a mi alle polemiche, ma ques a
ol a e in ques ’o a epu o più deco oso il silenzio, anche se mi do esse u a e
una pa en e di ine i udine a capi e. Il caso p opos o ichiede a gomen azioni
oppo as e, complica e e a ie. Il p o . Bossi po ebbe, ice cando nelle sue
con inzioni an e io i alla gue a e nella scienza che u i i medici acquis ano
dell’anima emminile, isponde le meglio di me. In b e e: una discussione sulla
necessi à dell’abo o po a dei p esuppos i in ini i e pe eni e ad una conclusione
bisogne ebbe con eni e di capo olge e l’o dine odie no delle cose umane, a e e
della coscienza emminile una al issima s ima e c ea e una legge igilan e su u i i
casi ‒ a i di iolenza isica, in ini i di iolenza mo ale‒ (F anchi, 1916: s.p).
4 Il i olo dell’a icolo, non p esen e nel lib o di Luigi Ma ia Bossi, è s a o in accia o nel ondo di Anna
F anchi, insieme a u a la discussione, documen a a solo in pa e dal do o Bossi nel suo es o.
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Pe Anna F anchi, la gue a coin olge non solo donne, p i e nella quo idiani à dei
p op i uomini, ma l’in e o gene e umano. Il p oblema dell’abo o, quindi, na o dalle
iolenze di gue a non può esse e discusso negli anni della gue a, in quan o, pe Anna
F anchi, alla iolenza isica, pu semp e a a, si può con appo e il quo idiano sop uso
mo ale che le donne subiscono quo idianamen e, al di uo i del con li o. Si a a di
una iolenza che non è ipica dei empi di gue a, ma ca a e is ica peculia e della
pace5. A a e so ques a a e mazione, la sc i ice ap e ad una polemica, ipicamen e
emminis a, che, p op io pe la pa icola i à della si uazione, si i iu a di imbas i e
ape amen e.
L’in e en o di Anna F anchi, dal i olo Pe la di esa della donna, si p esen a,
innanzi u o, p i o dei e mini “nemico e azza”, che, in ece, nei i oli pubblica i
p eceden emen e dai colleghi a e ano accompagna o, se ogliamo anche in manie a
p edominan e, la iolenza subi a dalle donne.
Le donne, con il p op io ca ico di dolo e, sono le uniche p o agonis e di ques o
in e en o: so ono, hanno l’anima lace a a dell’a esa, palpi ano ad ogni squillo di
campanello, imbiancano so o il pondo dei pensie i, in quan o la quo idiani à della
gue a app esen a, pe u e le donne, una g ande on e di dolo e.
La olon à della sc i ice è quella di ipo a e al cen o dell’a enzione la condizione
della donna, comp omessa, a causa del con li o, in ogni aspe o della sua i a.
L’au ice ci ico da che è, sop a u o, in nome di ques e ul ime, pe la so e enza che
i ono quo idianamen e, den o e uo i la gue a, che si de e o non si de e diba e e.
Pe quan o igua da il caso speci ico dell’abo o, in ece, Anna F anchi in e iene
con l’unica, possibile a gomen azione, quella di una donna e di una emminis a, che,
quindi, in i a gli uomini ad abbandona e un campo che non appa iene lo o e dona,
in ece, alle donne la libe à di sceglie e sul p op io co po e sul p op io u u o:
Oggi con iene lascia e ad ogni coscienza di decide e a seconda dei p op i sen imen i
[...] Nessuno, né gli scienzia i, né i minis i di un qualsiasi s a o possono decide e
un ale p oblema. È una delle in amie della gue a… e della pace pu oppo
(F anchi, 1916: s.p).
5 La sc i ice a i e imen o ad una espe ienza au obiog a ica, ma condi isa con mol e donne, di cui
pa le à con do izia di pa icola i nel suo lib o A an i il di o zio.
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Le pa ole di Anna F anchi, compassione oli e icche di umani à, ci iconducono
na u almen e alle eo ie di Judi h Blu e , esp esse nel suo lib o “Vi e p eca ie. I po e i
del lu o e della iolenza” (Bu le , 2013: 142 ). Se, in a i, pe la iloso a, la poli ica e ica
della non iolenza p incipia dalla app esen azione dell’umano e dalla sua capaci à
di app esen azione, possiamo no a e come Anna F anchi, nel p op io in e en o,
allon anando olon a iamen e l’a e sione al nemico, “usciamo dal caso unico p opos o
e ispi a o al nos o odio pe la azza edesca” (F anchi, 1916: s.p), pa a p op io dalla
olon à di concen a e le p op ie a enzioni sulla donna. Ques ’ul ima è il pe no su
cui uo a l’a icolo, la sua p esenza: so e en e, sop a a a dal dolo e e dall’a esa, ci
po a, pe la p ima ol a, all’umanizzazione del sogge o e, nella desc izione di Anna
F anchi, alla isione della sua ulne abili à.
Nella pe soni icazione della donna i è ce amen e la olon à di icondu e l’ase ica
discussione, a cui abbiamo assis i o, all’umano. La sc i ice ci spinge a ice ca e
l’umano anche nell’o o e della gue a e ci conduce a in accia lo nel ol o di donna,
che si concede nella sua ulne abili à e chiede di non esse e e i o6.
i e imen i bibliog a ici
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