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Lenti ed occhiali

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Lenti ed occhiali

Author: Albertotti, Giuseppe
Year: 1923
Source: https://idus.us.es/bitstreams/aec29871-1d19-4b23-afeb-036328f8fd49/download
G.
ALBERTOTTI
LENTI
ED
OCCHIALI
—
PADOVA
—
S ab,
Tipog a ico
L.
Penada
1923
NR
ALI
e
DATI
MEO
SE
Pn
e
Ce
pe
ce
Sg
à
ale
DA
a
E
G.
ALBERTOTTI
LENTI
ED
OCCHIALI
—
—
PADOVA
—
S ab.
Tipog a ico
L.
Penada
1923

Es allo
du
A i
e
Memo ie
della
RS
Accademia
e e
Scienze,
Le e e
ed
A i
in
Pado a
-
anno
1923
Volume:
XXXIXS
G.
ALBERTOTTI
LENTEIED
OCCHIAE
Cujus is
hominis
es
e a e,
nullius
nisi
inscipien is
in
e o e
pe se e a e
;
pos e io es
enim
cogi a iones
(u
ajun )
sapien io es
so-
len
esse.
Cic.
De
philosophia
—
12-2
Mi
o e
occasione
di
a a e
ques o
a gomen o
ìl
cen ena io,
che
si
celeb a
a
Si iglia
dell’ope a
s ampa a,
o
sono
e
secoli,
di
Daza
pe
Vaupes,
Uso
de
los
an ojos
pa a
odo
gene o
de
is as.......
Senilla
1628,
ope a
che,
dall’assieme
delle
osse azioni
p ecise
che
con iene
di
o ica
isiologica
e
dei
izii-di
e azione,
pe me e
p ima-
men e
di e enzia e
gli
occhiali
dalle
len i
di
ing andimen o.
«
Vede e
oi
(si
so in ende
con
ques i
occhiali)
la
le e a
più
g ande
di
quello
che
è?
a
di e
Daza
pe
VALDES,
nel
dialogo,
dal
Maes o
ad
un
in e locu o e;
—
«No»
isponde
ques i,
«se
non
della
s essa
g andezza».
—
«Ed
allo a»
soggiunge
il
Maes o,
«
Voz
non
a e e
bisogno
che
di
ques i
occhiali
suppos o
che
edia e
la
le e a
com’
è
e
la
leggia e
abbas anza
bene
alla
dis anza
cui
si
è
abi ua i
di
po e
il
lib o».
Con
ques e
due
ba u e
del
Maes o
è
sciol o
il
nodo
della
que-
s ione,
e
ien
ci cosc i a
la
unzione
degli
occhiali
che
in
alcuni
casi
sol an o
può
esse e
sos i ui a
ma
non
cos i ui a
dalle
len i
di
ing an-
dimen o,
|
2
g as
Eppu e
la
semiclandes ini à’
in.
cui
imase
ques 'ope a,
pe mise
che
l’uso
p omiscuo
dei
due
e mini;
len i
ed
occhiali,
pe pe uasse
l'equi oco
a
la
unzione
di
ing andi e
e
quella
di
eo egge e
i
izi.
di
e azione;
onde
un
e o
guazzabuglio
nella
s o ia
di
ques i
mozzi
o ici
ino
ai
nos i
gio ni
o e o
sia
ino
all’
HeLmno z
ed
al
Donpe s.
Una
aduzione
ancese
dell’ope a’
conse asi
.in
un
Codice
del
1627
nella
Biblio eca
Nazionale
di
Pa igi.
Qualche
cosa
come
30
anni
a,
eci
ice ca
(con.
domanda
sc i a)
p esso
un
cen inaio
di
pubbliche
biblio eche,
a
nazionali
ed
es e e),
della
edizione
o iginale
spagnola
del
1623
sulla
quale
e a
s a a
a a
la
aduzione
del
Codice
Pa igino.
Ebbi
ispos a
da
57
di
esse;
e
mi
isul ò
esis e ne
sol an o
un’
e-
sempla e
pe
ciascuna
in
5
Biblio eche
della
Spagna,
una
in
Po ogallo
ed
una
se ima
a
Lond a
nel
Museo
B i annico.
Non
essendo
allo a
concesso
il
p es i o
dei
lib i
s ampa i
dalle
Biblio eche
es e e
alle
nos e
nazionali,
ma
solamen e
dei
manosc i i,
mi
p ocu ai
p esso
la
Biblio eca
Es ense
di
Modena
.il
SIRENE
Pa-
igino,
lo
asc issi
e
lo
pubblicai
nel
1893.
:
Pe
da e
un'idea
del
con enu o
dell’Ope a
ne
accio.
segui e
il
i olo
e
l'indice
che
aduco
da
un
b e e
sun o,
Los
an/o/os
en
1623,
che
dell’ope a
ece
nel
1887
l'illus e
o almologo
spagnolo
D .
A.
‘De
La
Pena
—
ques o
è
il
i olo
che
si
leg
gge
nella
p ima
pagina:
«
—
Uso
degli
occhiali
pe
u i
i
gene i
di
is a
in
cùi
si
insegna
<
a
conosce e
i
g adi
che
a
ognuno
.
mancano
nella
is a
e
quelli
<
che
engono
gli
occhiali
in
pa icola e.
«
Come
pu e
in
che
empo
si
hanno
ad
usa e
e
come,
si
po anno
«
domanda e
essendo
assen i
con
al o
più
impo an e
all’
u ili à
<
e
conse azione
della
is a
pe
Beni o
Daza
De
VALDES
PN
La
del
San o
U icio
nella
Ci à
di
SUA
INDICE
«<«
—
Quali
is e
possono
ede e
con
occhiali
pe e amen e.
«
—
G adi
degli
occhiali
come
sono.
«
—
Occhiali
in
assenza
come
si
hanno
a
p ende e,
su
Lea
Vis a
guas a
che
è
quella
dei
ecchi,
quali
sono
i
segnali
che
‘indicano
a e ne
essi
bisogno.
(li
occhiali
non
de ono
ing andi e
FARRIRO
sì
a
con
essi,
se
non
in
ce e
occasioni.
Pe chè
si
applicano
più
g andi
a
ce e
is e
più
che
a
ce e
al e.
Gli
occhiali
hanno
il
di i o
ed
il
o escio.
Mon a u e
e
gua nizioni
di
occhiali,
quali
sono'le
miglio i.
Vis a
co a
‘che
pe icolo
co e
se
non
adope a
gli
occhiali.
:
Vis a
co a
quando
è
disuguale
come
si
conosce,
Danno
che
consegue
dall
usa e
mol i
occhiali.
Co i
di
is a.
che
non
possono
ede e
pe e amen e
con
0c-
chiali,
come
si
conosce anno.
Ca a a e,
come
si
abba ono.
Vis e
che
non
o ano
occhiali
pe
oppo
pe de e
sangue;
che
imedi
ci
sono.
Gli
albini
edono
con
occhiali
(b iijulas).
.
Vis e
che
edono
con
la
mon a u a
degli
occhiali
senza
i
c i-
s alli.
Vis e
che
hanno
lussione
agli
occhi,
come
ed anno,
maggio -
‘men e.
Nube
.negli
occhi
ingene a
al e
negli
occhiali.
‘Occhiali
se
con enga
usa li
o
no.
Occhiali
di
mezza
ca a a a
e
di
ca a a a
in e a,
quali
sono.
Occhiali
come
si
hanno
da
p o a e.
Ciechi
si
chiamano
anche
colo o
che
non
‘possono
ede e
con,
occhiali
pe e amen e
quan unque.
edano
qualche
cosa
senza
di
lo o.
Danno
che
cagionano
alla
is a
gli
occhiali
di
e o.
Le
donne
si
guas ano
là
is a
la o ando
con inuamen e
in
bianco
o
in
ne o.
Occhiali
ben
mola i.
Occhiali
di
c is allo
di
occa
come
si
conoscono.
|
Usa e
di
un
solo
occhiale
pe
ede e
con
un'occhio
solo,
danno
che
ne
consegue.
Occhiali
appanna i
come
si
conse e anno.
Ca a e i
(op o ypi)
sono
la
miglio e
p o a
a
u e
pe
sce-
‘
glie e
gli
occhiali.
P|
=
REST.
maga
ed
occhiale,
do essi
. eni e
alle
mie
ul ime
conclusioni
sulla
s o ia
degli
gcnniali.
i
i
Fu
il
Sena o e
Isido o
DeL
Lungo
che,
i e endosi,
in
un
suo
uma-
nissimo
sc i o,
ad
una
mia
pubblicazione
del
1914,
in
cui
a e o
conden-
‘sa o
i
isul a i
di
quelle
mie
indagini
che
a ei
espos o
al
Cong esso
in e nazionale
di
Pie obu go,
se
il
e emo o
delle
Nazioni
non
lo
a esse
manda o.
a
mon e,
che
me
ne
o e se
l’
occasione.
In
quella
pubblicazione
io
a e o
iu a o
odo
d’
impos u a
in o no
a
quel
ale
monumen o
a
Sal ino
A mani
in en o
degli
occhiali,
che
un
cong esso
di
scienzia i
a e a
es au a o
in
Fi enze,
l’anno
di
g azia
1841.
Ma
pe
allo a
io:
non
a e o
accol o
anco a
u o
il
ma e iale
che
do e a
po a mi
a
conclusioni
p ecise:
e
mi
o a o
a
l’al o
a
«do e
cade e
dalla
padella...nelle
b age
e
cioè
dalla
impos u a
sal i-
niana,
àlla
p e alen e
conge u a
del
Mo inea x
dello
Sw n,
del
CaEse-
MAKER,
del
Pans e ,
del
Bocg
e
del
MiiLLe ,
che
a ibui ano
l'in en-
zione
TA
occhiali
a
Bacone;
della
quale
bisogna a
pu
appu a e
lo
‘igine.
e
ice ca e
il
ondamen o,
allo
scopo
di
a e
dal
con on o
+
«delle
due
esi,
se
possibile,
un
qualche
lume.
.
E
il
lume
mi
enne
in a i
dopo
un
a en o
esame
della
ques ione
;
ma
chi
me
lo
ecò
u
p ecisamen e
Daza
pe
VaLpes.
La
a ibuzione
a.Bacone
mi
e a
isul a a
onda a
p ecisamen e
sulla
con usione
a
len i
d’
ing andimen o
ed
occhiali,
sul
con o
della
quale
Daza
DE
VAL-
*
DES
mi
a e a
già
messo
sull’a iso
an i
anni
p ima.
.
Se
il
me i o
di
Sal ino
degli
A ma i
e a
i ualmen e
con es a o,
quello
di
Bacone,
in
igua do
agli
occhiali
ben
s'in ende,
cade a
-
senz’
al o.
»
E.in an o
i
isul a i
delle
mie
indagini
mi
anda ano
semp e
più
inducendo
a
es inge e
la
mia
a enzione
in
una
zona
ogno
più
limi a a,
che
s’iden i ica a
con
i
domini
della
Se enissima.
Monumen i
scul o i
e
pi o ici,
documen i
paleog a ici
mi
+
ichia-
_ma ano
e so
la
glo iosa
Venezia.
Venne
da
ul imo
la
umanissima
monog a ia
del
DeL
Lunco
a
da e
.
quel
me a o ico
colpo
di
piccone
demoli o e
al
menzogne o
epi a io
di
Sal ino,
che
al e
mani
o mai
a ebbe o
già
do u o
in ligge gli
da
senno,
pe
e ige ne
un'al o
e
p ecisamen e
a
quel
-F a e
Alessand o
della
SPINA
Domenicano,
sop a
ico da o.
Io
ebbi
ape a
ad
un
empo
la
ia,
con
la
imozione
dell’
ul ima
la a
di
os acolo
—
l’impos u a
di

ETERNI
BIS
*
>
dl
Sal ino
degli
ARMATI
—;
e
dalla
p opos a
del
DeL
Luxco
s esso
ice e i
la
spin a
a
p odu e
u o
il
isul a o
‘che
i
miei
s udi
Hal)
14
ino:
a
—
quel
momen o
mi
a e ano
da o.
—
E
sc issi
all’illus e
amico
quella
le e a,
a
somiglianza
di
una
ben
più
amosa
le e a
del
Rep
al-FaLcomie I,
in
cui
DAaza
pe
VALDES
e
l'O dine
Domenicano
app esen a ano
i
due
ca dini
sui
quali
po è,
a,
gi ando,
spalanca si,
la
po a
alla
e i à:
s o ica;
e
Venezia
appa e
nello
s ondo
qual
luminosa
culla
della
umanissima
in enzione.
Non
Vi
a ligge ò,
o
chia issimi
Colleghi,
colla
le e a
e
nemmeno
-
.
col
iassun o
di
quella
le e a
pe
ew e so.
i
Mi
limi o
a
legge e
quello
che
si
a iene
a
Daza
pE°
VALDES,
in
«quan o
da
In,
che
anche
noi
oggi
dobbiamo
ono a e,
mi
è
s a o
allo a
sugge i o.
x
«In
senso
la o,
occhiale
è
un
mezzo
qualsiasi,
sche mo,
‘ e o
o
len e,
che
pos o
innanzi
all'occhio
modi ica
i
aggi
luminosi
che
‘lo
a a e sano
pe
en a e
in
ques o,
sia
pe
ciò
che
conce ne
l'in ensi à
ed
il
colo e,
sia
pe
quan o
igua da
la
di ezione
e
la
i azione.
:<In
senso
s e o,
esso
è
una
len e,
che
pos a
immedia amen e
innanzi
all’
occhio,
nè
co egge
i
izii
di
i azione,
an o
s a ica
che
dinamica
(ipe me opia,
miopia,
as igma ismo,
e
p esbiopia,
pe
non
nomina e
che
i
più
comuni),
e
a
co po
col
sis ema
dio ico
dell’
occhio.
«Mi
spiego
con
un
esempio:
Poniamo
che
si
a i
di
pe sona
se an enne,
il
cui
g ado
di
p esbiopia
è
di
3
D.,
la
quale,
muni a
di
occhiali
a
len i
bicon esse
(N.
10
‘dell’an ica
nume azione
a
pollici),
legge
alla
dis anza
di
30
cen ime i
le
le e e
a
s ampa
co po
7.
Senza
occhiali
non
po ebbe
legge le,
poichè
pe
e e o.
di
e à,
il
c is allino
non
si
ende
su icien emen e
con esso
pe
p odu ne
sulla
e ina
l’im-
magine
ne a.
Le
len i
degli
occhiali
suppliscono
in
ques o
caso
alla
insu icien e
con essi à
del
dille
e
aiu ano
con
ciò
la
sua
‘ unzione.
di
accomodamen o.
«In
ques o
modo
l'occhio
a e o
da
izio
di
i azione
dinamica
(p esbiopia),
muni o
degli
occhiali
co e o i,
unziona
come
un
occhio
no male,
ossia
legge
alla
dis anza
di
30
cen ime i
le
le e e
co po 7,
‘come
le
legge ebbe
senza
occhiali,
alla
s essa
dis anza
un
occhio
no male.
«
Mi
son
se i o
dell’
esempio
pe
dimos a e
come
dalla
co ezione
dei
izi
di
i azione
esuli
l'idea
d’ing adimen o
della
immagine.
Le:
le e e
co po
7
sono
edu e
di
egual
g andezza
così
dall’
occhio
no male
ei
E
SARI
che
dall'occhio
p esbiopico;
le
ede
con
gli
occhiali
non
pe chè
la
lo o
immagine
enga
ing andi a,
ma
pe chè
essa
si
è
a a
ne a
sulla
e ina,
come
se
a esse
pe e amen e
unziona o
l’accomodamen o
del
c is allino.
«Ciò
del
es o
non
cos i uisce
una
no i à,
ma
u
ile a o
sin.
dal
1624
da
Daza
pe
Vaubes
nella
sua
ope a
sull’
uso
degli
occhiali,
come
sop a
ho
accenna o,
e
al
cui
igua do
i i
si
danno
is uzioni
p ecise.
«Ma
a
co egge e
il
di e o della
p esbiopia
si
può
giunge e
al i-
men i,
so apponendo,
alle
le e e
s ampa e,
ad
una
dis anza
mino e
di
quella
ocale,
una
len e
di
10
D
e
gua dando
in
essa
ad
occhio
nudo.
Le
le e e,
enendosi
a
o a e
a
la
len e
ed
il
suo
uoco,
appa i
anno
ing andi e,
e
l'occhio
p esbiopico
le
pe cepi à,
non
pe chè
ne
sia
co e a
la
p esbiopia,
ma
appun o
pe chè
ing andi e.
«È
chia o
adunque
che,
men e
nel
p imo
caso
gli
occhiali
anno
co po,
pe
così
di e,
A
ie nion e
con
l'occhio,
nel
secondo
la
len e
a
co po
con
l'ogge o;
e
che
occhiali
e
len e
non
po ebbe o
nell'uso
esse e
scambia i,
pe chè
sa ebbe o
egualmen e
inse ibili.
La
len e
da
10
D
pos a
immedia amen e
innanzi
l'occhio,
e
gli
occhiali
di
nume o
4
D
pos i
in
luogo
di
essa,
non
pe me e ebbe o,
1’
una
di
legge e
la
le e a
co po
7
a
30
cen ime i
di
dis anza
e
alla
g andezza
no male,
gli
al i
di
ede ne
l’immagine
ing andi a.
«Non
mi
s endo
sulle
agioni
o iche
del
enomeno,
mi
bas a
«po e
ile a e
che
nel
caso
della
len e
di
10
ci
o iamo
in
p esenza
dei
p imi
agi i
del
mic oscopio,
ossia
all'es emi à
di
una
scala
che
ha
al
pun o
oppos o
l'obbie i o
ad
imme sione
di
Giamba is a
Amici
e
nel
mezzo
la
pila
piena
d’acqua
di
Seneca
e
la
len e
pianoconessa
di
Rugge o
Bacone;
cose
u e
che
non
hanno
p op iamen e
a
che
ede e
con
gli
occhiali
».
(Ques e
cose,
0
illus i
Colleghi,
non
cos i uiscono
ce amen e
nean-
che pe
Voi
più
una
no i à,
e
a ei
o se
po u o
ispa mia i
ques a
non
necessa ia
audizione.
Ma
oi
comp ende e e
bene
che
di
di i o
non
il
cen ena io
di
Daza
pe
VaLpes
do e a
da
qui
p e es o
alla
a azione
del
ema
‘annuncia o,
ma
ques o
bensì
ad
in i a e
ques o
nos o
consesso
a
en-
de si
pa ecipe
in
ispi i o
della
celeb azione
della
solenni à
che
a à
a
b e e
luogo
a
Si iglia.
Poichè
non
nel
igido
pensie o
della
scienza
è
gius o
che
sol an o
si
a e mi
qui
la
nos a
solida ie à,
ma
essa
pu
de e
emp a si
al
ATSA,
{Ape
caldo
a la o
della
ammi azione
e
della
iconoscenza
pe
colo o
che
nel
«suo
cul o
ci
hanno
p ecedu o
e
del
lo o
cammino
ci
hanno
lascia o
più
as a
o ma.
Ond'è
che
io
mi
son
sen i o
il
do e e
di
so opo e
alla
app o a-
zione
os a
in
o ma
analoga
a
quan o
ehbi
l'ono e
di
a e
ecen e-
men e
al
Cong esso
delle
Scienze
a
Ca ania
(1)
il
seguen e
indi izzo
g a ula o io
da
spedi si
dal
P esiden e
dell’
Accademia
al
Comi a o
spagnolo
pe
le
ono anze
a
Daza
pe
VALDES.
«Quod
a
sodalibus
meis
liben issime
accepi,
pe g a um
mihi
es
«obi e
munus,
ac
Tibi
uisque
ci ibus
pe
li e as
g a ula i
ob
insignem
«illum
lib um,
«
Uso
de
los
an ojos
»
insc ip um,
quem
abhine
ecen os
«annos,
summa
animi
pe cep ione
e
elu
p ecoce
ma u i a e,
Ves e
«Daza
pe
VALDES,
magni
ingenii
i ,
consc ip um
edidi .
«P ecipue
compe um
Vobis
esse
olumus
an i
nominis
memo iam
«penes
nos,
o
iam
p ee e i is
annis,
ex
animo
non
discessisse
u po e
«cuius
a ionem
ocula io um
p imum
explana i ,
quo um
amquam
in en-
« ices
Vene ias
agnoscimus
».
Non
ho
ini o;
e
o e
la
Vos a
co ese
bene olenza
con
se e i à
di
giudizio,
oglia
ende si
con o
della
ip o e ole
imp on i udine
con
cui,
poco
meno
di
un
secolo
a,
un
Cong esso
ha
sanziona o
in
Fi enze
l’impos u a
di
un
monumen o
a
Sal ino
degli
A ma i,
pu
dando
a
quella
imp on i udine
la
meno
se e a
in e p e azione
e
ichiamandomi
al
mo o
Cice oniano
cui
dall'inizio
ho
ispi a o
al,
mio
di e,
io
Vi
p ego
Illus i
Colleghi,
in
nome
anche
di
Daza
pe
VaLpes
che
della
es au a-
zione
della
e i à
sulla
in enzione
degli
occhiali,
ha
a u o,
se
pu
non
di e amen e,
la
sua
pa e,
e
ie ocando
l'au o i à
di
Isido o
DEL
LunGo,
(1)
Il
7
dello
sco so
Ap ile
in
Sedu a
di
Sezione,
al
Cong esso
delle
Scienze
in
Ca ania
lessi
un
sun o
di
ques a
Memo ia,
ed,
in
segui o
a
mia
p opos a
enne,
il
gio no
9,
dalla
P esidenza
del
Cong esso
in ia o
il
seguen e
ele-
g amma,
app o a o
nella
sudde a
sedu a,
al
Do o
Ma quez
P o esso e
di
O almologia
nella
Facol à
Medica
di
Mad id
:
*«
La
Sezione
XV
del
XII
Cong esso
della
Socie à
delle
Scienze
in
Ca ania,
« ie ocando
la
nobile
igu a
e
il
me i o
di
Daza
pE
VALDES
nel
e zo
cen e-
+
na io
dalla
pubblicazione
della
sua
ope a
Uso
de
los
an ojos
è
p esen e
in
«ispi i o
alle
ono anze
che
la
sua
pa ia
si
app es a
a
ibu a gli».
PRA
nome
a
noi
u i
ca o
e
ga anzia
di
s o ica
ones à,
di
a
o i,
pe chè
dell’e o e
dei
nos i
p edecesso i
non
es i
più
ol e
consac a o
nel
ma mo
il
ico do
nella
gen ile
Fi enze
che
non
ha
bisogno
di
mendica
glo ia
con endendola
alla
so ella
Vene a.
Quindi
p opongo
alla
Vos a
app o azione
il
seguen e
o dine
del
gio no;
,
«
Il
P o .
Giuseppe
ALBERTOTTI,
ico dando
come
in
ques ’
anno
si
(«celeb a
in
Si iglia
il
II°
Ce i ena io
della
s ampa
di
una
p eziosissima
«ope a
di
Daza
pe
VALDES
«
Uso
de
los
an ojos»
il
p imo
che
abbia
«in ui o
la
di e enza
a
len i
d'ing andimen o
e
occhiali,
e
della
cui
«in uizione
egli
si
alse
nelle
sue
ice che
sulla
s o ia
degli
occhiali,
«dalle
quali
u
condo o
a
s abili e
in
e i o io
eneziano
l’
in enzione,
«in i a
l’
Accademia
a
a e
a o
di
adesione
al
sudde o
cen ena io
ed
a
« a e
con
lui
o i
pe chè
in
Fi enze
nel
monumen o
a
Sal ino
degli
«A ma i
e oneamen e
suppos o
l'in en o e
degli
occhiali,
sia
modi ica a,
«pe .
la
digni à
della
scienza
i aliana,
l’
inesa a
isc izione
».
«In
sequi o
a
discussione
e
o azione
l'Accademia
pienamen e
ade isce,
e
engono
asmessi
a
Mad id
l'indi izzo
al
Chia issimo
P o .
D .
M.
Ma quez
e
l'o dine
del
gio no
all’
IMus issimo
Signo
Sindaco
di
Fi enze.

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