CODICE
DI
PROCEDURA
PENALE
NORVKGESE
(1° Luglio 1887)
con le successi e modi icazioni.-
T aduzione, no e e agionamen o
DEL
P o . E. BRUSA
e
7
c)
gq
o
TORINO
FRATELLI BOCCA EDITORI
LIBRAI DI S. M. IL
RE
D'ITALIA
MILANO
ROMA
FIRENZE
Co so Vi o io Em., 21.
Via del Co so , 216-217.
(F. L um a chi su c e.).
1900
PROPRIETÁ LETTERARIA
To ino — S abilimen o Tipog a ico
VINCENZO BONA.
INDICE
Ragionamen o sul codice di p ocedu a penale no egese
Pag.
VII
CAPITOLO I.
Compe enza del codice
1
II.
T ibunali penali
3
5511
/5
Compe enza dei ibunali pe agione di ma e ia
„
5
55
Compe enza dei ibunali pe agione di e i o io ;
empo e luogo pe le udienze dei ibunali
,,
8
V.
Giu a i e scabini .
.
.
.
.
9
1,
57
Giu a i pe le singole sessioni di ibunale di assise „
15
1/
Incompa ibili i dei memb i del ibunale
.
„
18
VIII. Publico minis e o di accusa .
75
20
11
IX.
Accusa .
.
.
1,
23
1,
„
X.
Impu a i e lo o di esa .
.
11
27
17
Udienze giudiciali e e bali .
„
31
15
Riunione di cause penali, compe enza, ecc.
„
36
„
XIII.
No i icazioni, a isi e e mini
.
.
11
39
.,
XIV.
Delibe azioni e decisioni dei ibunali
;,
43
XV.
Tes imoni .
45
XVI.
Pe i i e pe sc u azione
15
50
XVII.
Seques o .
"
55
„
XVIII.
Pe quisizione
.
/I
XIX.
A es o e ca ce azione .
»
60
„
XX.
Ci azione dell'impu a o dinanzi al ibunale e in-
e oga o io
»
67
„
XXI.
In es igazioni
»
70
XXII.
Is uzione giudiciale p elimina e .
73
XXIII.
A o di accusa
» 76
XXIV.
P epa azione del diba imen o dinanzi al ibunale
di assise .
»
79
XXV.
Diba imen o dinanzi al ibunale di assise .
,,
83
XXVI.
Diba imen o dinanzi al ibunale di scabini e p e-
»
98
„
XXVII. Appello
.
•
, 102
pa azione del medesimo
— V
I
—
CAPITOLO
XXVIII.
Nuo a
discussione
dinanzi
al ibunale supe-
io e .
Pag.
109
n
XXIX.
Rico so .
a
111
XXX.
Riape u a del p ocesso .
„
113
1)
XXXI.
Cause ad accusa di p i a i
116
n
XXXII.
Ragioni ci ili connesse con le cause penali
n
120
„
XXXIII.
Spese p ocessuali
.
„
123
„
XXXIV.
App ensione dei beni dell'impu a o
„
126
„
XXXV.
Della esponsabili à de i a a dal p ocesso
127
„
XXXVI.
Esecuzione della pena
„
130
„
XXXVII.
Indenni à di iaggio
„
133
XXXVIII. Disposizioni inali
.
77
134
`"Poli; ,
``
1
i
RAGIONAMENTO
sul
codice di p ocedu a penale no egese
1° luglio 1887.
Mai come ai dì nos i si è sen i o così i o il bisogno di i em-
p a e l'ope a, legisla i a nazionale nelle on i del di i o posi i o dei
popoli, coi quali esis a comunanza di p incipii adizionali, o ahnen
comunanza di in en i nell'a uazione delle nozioni elemen a i di c
iu-
s izia. Talo a la no ma nel di i o s anie o inco aggia a a e Fespe-
imon o di una consimile ada a a alle peculia i condizioni nazionali;
.al'al a dalla p o onda di e enza che si iscon a a, ques e con-
dizioni e le s anie e, si ae agione pe de a e no ma di e sa da
quella.. In una disamina di sì delica a e ci cospe a na u a gio a
semp e a ca e le on ie e sì dei piccoli che dei g andi s a i. La
celeb i 2 cui sono sali e ce e legislazioni, è do u a anche a ci co-
s anze es inseche, e quella della. inizia i a può a e i con ibui o
più dell'al e.
Ma pe guan o nei p incipii di e i i nien e sia più deside abile
di quello che le i o me a endano di esse e p o oca e da len e e
p o onde mu azioni nelle elazioni di a o, econda ma e ia di i o mo
mino i se ne app es a pu u a ia ogni gio no. Pe chè la buona
applicazione di quei p incipii ichiede un la o o assiduo di a. lina-
men o, un la o o a
g
ile e minu o, che si alga con sicu a pene a-
zione di ogni consiglio o e o dall'espe ienza legisla i a degli al i
paesi, anche dei piccoli. Non semp e ques i a i ano a di nell'ope a
d
elhnci. ilimen o, che anzi accade non di ado il con a ia. Oil è
no o che di ce e espe ienze ben essi possono, a p e e enza dei
g andi, somiglia e
al
c ogiuolo dello spe imen a o e.
So o ques o aspe o il codice di p ocedu a penale della No egia
me i a pa icola men e di o ma e ogge o di s udio in I alia, do e
o a si s a p epa ando quello da g an empo deside a o, auspica o
auale compimen o della uni icazione legisla i a del nuo o egno.
Di pochi anni p ecedu o dai codici aus iaco (1873) e ge manico
(1877), app esen an i lode oli s o zi di p og esso nella ia des ina a
a condu e al e o p incipio d'accusa, il codice no egiano sanzio-
na o il 1 ° luglio 1887, anda o in igo e il 1
0
gennaio del 1890, li
a anza en ambi nella medesima ia. Esso o e inol e un esempio
pe ,
[,i i
ispe i no e ole del modo col quale si possa a e eso o
di
qualche is i uzione s anie a, anche se non sia ammi a a, il cui
;^^ e o
p a ico
pa so s uggi e ad al i legisla o i.
Come ico da il p o esso e Hage up dell'Uni e si à di C is iania
una sua succin a e p ege ole no izia sul codice no egiano,
in-
se i a nella
Zei sch i ü die gesam e S a ech swissenscha ,
ol.
IX (1),
dapp ima la No egia e a go e na a dalla legge del
(;,
la
quale a ua a un p ocedimen o penale inquisi o io nella
;, ime l'a_se, accusa o io nella seconda. Senza giu ì, i giudici sen en-
zia ano con la libe à del con incimen o, e l'is uzione p elimina e
;i
ace a senza l'o ali à e senza l'esame immedia o delle p o e.
Meglio che mis o, e a un p ocesso di gius aposizione dei due p in-
,^ pii. e la p ima ase a o ma inquisi o ia i se i a di base alla
seconda di ca a e e accusa o io.
L is uzione p elimina e e a pe ò sc i a, e a a con un esame
indi e o da giudici locali ben di spesso di e si di quello nelle cui
mani la medesima si accen a a; ma ciò non già pe un omaggio
al p incipio inquisi o io, sibbene in causa delle condizioni geog a-
i^
he
del paese. Essendo la popolazione no egiana dis ibui a su di
iu a as a
supe icie con mezzi sca si di comunicazione, bisogna a
bene esime e es imoni e giudici, specialmen e i es imoni, dagli
obblighi e pesi g a osi ine en i a lunghi iaggi pe eca si p esso
il
giudice dell'is uzione. P e ende e che le deposizioni o ali si ac-
(1) Al p o . Hage up
e al p ocu a o e di s a o Smedal, en amhi di C is iania,
endo qui pubbliche g azie dei lumi che mi hanno con mol a libe ali à o ni i pe
ques a aduzione. — Nel de o ol. IX della s essa
Zei sch i è
appa sa anche una
aduzione edesca del codice no egiano, della quale si è gio a a anche la p esen e
i aliana, pe ope a diligen e del p o . Teichmann di Basilea, do o e no o conosci-
o e delle legislazióni e pubblicazioni giu idiche dei a i paesi.
_ .
--- IY -•--
cogliesse o semp e da • ques o giudice di e amen e, sa ebbe s a o
lo s esso che po e nella g an maggio anza dei casi i es imoni
nella en azione o nella necessi à di asg edi e l'obbligo di compa,
i e in giudizio, laddo e anche la eni enza di un solo es imonio
può ende e ine i abile il in io di u a la discussione. In ali ci -
cos anze di a o la o ma sc i a se i a meglio della o ale a sem-
pli ica e il p ocedimen o e ad accele a lo, scemando al esì gli one i
pe sonali
é
le spese dell'e a io.
In un go e no dispo ico e assolu o la o ma sc i a dell'is uzione
può acilmen e gene a e sospe i
e
di idenze, donde poi. l a
disis ima
degli a i della magis a u a. Non così accadde in No egia, pe cliì,
il
p incipio inquisi o io col giudice go e na i o non i u spin o
ol e un ce o segno, e pe ò la popolazione non ebbe un
mo i o
su icien e di le a glisi con o. L'is uzione p elimina e inquisi o ia
segui a dal diba imen o o ale sulle p o e sc i e, u dunque il me-
odo p ocessuale che du ò in No egia sino all'a en o del nuo o
codice.
I1
go e no libe o che nel 18'14 s'inaugu ò in No egia con la
sepa-
azione della mona chia danese, p odusse ealmen e i suoi benelici
e e i anche nel p ocedimen o penale. La nuo a cos i uzione p o-
me e a al popolo il giu ì; ma il popolo non a e a anco a simpa ia
pe ques o is i u o, e non u in odo o. I'iù a di pe ò, nel 1840,
comincia ono a ende si mani es e le p e e enze nazionali pe
il
sel go e nem.en
e le is i uzioni popola i, men e né il giudice
n^
l'amminis a o e go e na i i gode ano più della s essa a ezione pub-
blica. Si u pe al modo che si po ò poi inizia e (piel
mo imen o
i o ma o e del p ocesso penale che, al segui o di a ie icende
p oge i legisla i i, e minò con l'app o azione
del
codice odie no.
La di icol á maggio e so ge a ispe o alla scel a del giudice
popo-
la e, pe esamina e la quale una apposi a, commissione pa l
a
men-
a e e a s a a is i ui a, dallo
S o hinq
s esso; di licol á agg a a
Ea
dal con li o poli ico in ema di moililicazioni
cos i uzionali, cai
il
go e no sos ene a po e si oppo e il e o
egio.
Alla lino, nel
1881
il
go e no,
pu
senza desis e e dal nega e al pa lamen o la po es á
di
c ea e d
a
sè commissioni legisla i e, in
un
sa io
in en o
di
con-
ciliazione ha pensa o di compo e un p oge o di codice di
p ocei1n a
Penale in o ma o
al
p incipio ili
accusa e sul
la.
base della o ali à.
[I p oge o
u ope a del minis o
O. A. l3achhe
e
del p o . Ge z.
Esso. al (li e ili Hage n1
►
,
con iene
mol e cose in e essan i. ma il
7
-•
ib male penale do e a co npo si di giudiei e scabini insieme. Quel
minis e o pe ó cadde nel 1884, p ima che il p oge o osse p esea.
a o al pa lamen o.
En an o la commissione pa lamen a e del
giu i
compie a el suo
impo an e la o o, nel quale u ono messi a p o i o i p eceden e
nazionali e s anie i, e specialmen e il ci a o p oge o Bachke e Ge z
e (mello danese del 1875-77 (del quale é usci a es é una seconda
mo i e
con
es esi), nonché i codici aus iaco e ge ma-
edizione
hico. Ques o la o o u so opos o a una c i ica mol o giudiziosa del
p o . Ge z, nella quale pe ó si iconosce ano pu e i miglio amen i a i
in con on o del p oge o pa lamen a e del 1862. Nel 1886 il nuo o
minis o di gius izia is i ui un'al a commissione di giu is i, p e-
siedu a da Ge z s esso (1), col manda o di i ede e il p oge o della
commissione del giu i. Da ques a e isione sca u i, pe me i o
p ecipua nen e del Ge z, quel es o che poi,. con lie i modi icazioni
del go e no e del pa lamen o, e me da ques ' ul imo app o a o
nonos
.
an e l'accani a opposizione del pa i o conse a o e. 1 conse -
a o i comba e ano il nuo o o dinamen o come non isponden e
alle i:ondizioni di a o, come in p a ica es emamen e cos oso e anche
essa o io, sPnza esse e su icien e, e in ine pe ché dei due is i u i
giu i e lo scabina o che pu non semb a ano, a lo o
ia ese, p e e ibili al giudici pe manen i go e na i i, p esceglie a•il
iu -i che o amai a ebbe pe du o l'an ico a o e degl' in elligen i
anche negli al i paesi. La elice espe ienza che del nuo o codice
ha ado la No egia du an e_ un pe iodo di quasi due lus i,
mos a nel miglio modo che quelle obiezioni e quelle pau e non-
e a io onda e.
II
p ocedimen o penale no egiano é co amen e in o ma o a un
sano p incipio accusa o io. I ca a e i di Ties o, alle condizioni_
nei limi i de e mina i dalle necessi á
p a iche,
spiccano
abbas a nA'
ne a mien e
agli occhi del le o e senza
bisogno ' di addi á gliell:
unzioni dell'accusa, della di esa e
del giudizio
SODO enu e
dis in o, si
nelle pe sone cui le medesime solio
a ida 62 i
sanca.
(I) Ge z
é il
celeb e legisla o e della No egia,'7elle-sN472
e
..1097
/
l'impo an issiino p oge o di codice penale.-del 189
( ado o.--i :
,
dell'
Union/
In
e nazionak di di i o
.
ben
Be ino, o éli
alu a poi
p
ocu a o e gene ale del' egne, .
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Iglú -
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pa a e quello di p oeedu a i ile.
' -
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4..
,
-
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?.1
negli a i che ques e compiono. Mai, neppu e quando la le i à
del
ea o e la o mali à della p o a cos i ui a di appo i o e bali di
u iciali di polizia conco ano insieme a scema e i pe icoli di una.
p ocedu a inizia a dallo s esso giudice, mai non iene meno
la
ga anzia dell'inizia i a della pa e accusa ice e esponsabile (§ 83).
La
disposizione
'del
§ 269, lungi dall'esse e una e a eccezione,
con e ma il p incipio; pe chè applica al caso degli a i u gen i o
imp o ogabili il p incipio più al o e uni e sale, secondo cui nello
s a o di necessi à. e un'al a legge non può so appo si alla neces-
si à s essa. Non si a a in e o della po es à da a al ibunale
di
accusa e, cioè di me e e in mo o l'azione penale pe chè ques a
abbia il
suo co so;
ma sibbene unicamen e della acol à di a e
quegli a i
che non si possono senza danno di e i e, nonché quan-
'al o possa esse e oppo uno in connessione agli al i a i giu-
diciali che suppongono l'inizia i a dell'accusa o e. L'alinea secondo
del § 269 ibadendo ques o conce o, lo de e mina igo osamen e
con p ecisione, poiché a e ma che la compe enza del ibunale non
a, del imanen e, al di là di ciò
che
s asi ichies o, e anzi si e ma
quando la. ichies a enga i i a a.
L'accusa è obbliga o ia, e la acol à di ome e la
in casi speciali
de i a solamen e dalla legge: casi e amen e plausibili, del es o,
quale la inesis enza di un pubblico in e esse alla: punizione, in pa -
icola e se dopo il a o sia deco so un empo abbas anza b igo e
la p esc izione sia p ossima o imminen e, o se esis ano ci cos anze
specialmen e a enuan i (§ 85 al. ul .). 11 di i o di que ela è indi-
isibile: la que ela di e a con o un pa ecipe al ea o può i i a si,
se non la si oglia es ende e agli al i pa ecipi; ma il
i i o noni
può
mai a si dopo che sia già, p omossa l'accusa o male 84).
L'o dinainen o ge a chico dei unziona i dell' accusa è logico. Con-
seguen emen e con o il libello
di
accusa del pubblico minis e o
non
si amme ono che ico si amminis a i i, e non ico si giudizia i (§
91);
e in con o mi à
l'accusa si può bensì es ende e ol e i
limi i o i-
gina i del libello, ma ciò sol an o col consenso simul aneo del i
bunale e dell'accusa o ; a ale consenso equi ale la con essione piena
e
since a;
è ise a a inol e la acol à di chiede e aula p o oga o e
occo a pe la con op o a e la, di esa (§ 291), non senza amme -
e si al esì u e le sospensioni che agion uole siano ammesse a
u ela dei di i i delle pa i (§ 86 e 87). Solo pe i ea i com-
mossi da unziona i in ale quali à, la
decisione se debba a si o
cimen o ai e mini delle egole gene ali sulla p o a; che inol e
ciò a à anche pe e e o di p e eni e la emu a con ad.izione dei
giudica i, con adizione che se può a e a si nella speciale ipo esi
che nell'in e allo osse o enu e uo i nuo e p o e, sa ebbe gius .i-
ca a, in causa di ques e s esse p o e, le quali poi d'o dina io p o-
oche ebbe o appun o un giudizio ci ile di i ocazione. Del es o,
nonos an e il silenzio del legisla o e, è chia o che con adi ebbe alla
logica del p incipio il ende e obbliga o ia in un successi o p ocesso
ci ile la decisione della ques ione ci ile p esa in sede penale.
Men e l'accusa ha sì g ande impo anza da bas a e a de ini e la
na u a del p ocesso, alla sua ol a la di esa., quale mezzo necessa io
di a uazione del con adi o io o male, suppli o dall'implici o sol-
an o nei casi minimi e con se ie cau ele, mos a la sua eccellenza,
e in ema. di libe à pe sonale dell'impu a o, e in u o il co so
della is uzione
di
ciò
che
in senso igo oso chiamasi p o a, e che
pe ale mo i o si a. esclusi amen e a.l cospe o e so o l'immedia a
igilanza. del . giudice. Alla di esa quindi si icollega anzi u o, e
qui pi' s e amen e che in al i appo i, la esponsabili à dei un-
ziona i e dei di enso i. II codice della No egia non s'a es a al dolo
come il di i o anco-i aliano, ma colpisce anche la semplice as-
cu anza o condo a scon enien e, nè limi asi a minaccia e la pena,
si
obbliga anco a all' indennizzo (§ 466). Della indenni à do u a
dall'e a io alla pe sona assol a dopo a e scon a o una pena, o a
quella assol a o il cui. p ocedimen o u sospeso dopo una ca ce a-
zione. p e en i a. (§§ 469 sgg.), non occo e di a e qui una men-
zione speciale. Gio a piu os o a e i e, che alla s essa guisa
che
si ì, c edu o di amme e e l'a es o pe imo e di collusione (§ 228, 30),
u esclusa l
a
indenni à pe colui che so e se ingius amen e la de-
enzione p e en i a:, quando *dai suoi a i si debba in e i e l'in en-
zione di subo na e es imoni al also o a non depo e (§ 479). Non
senza agione l'a es o pe collusione è oggi_ da mol i epu a o un
a anzo del p incipio inquisi o io. L'inqui en e è oppo in e essa o
a, p ende e come e i à ciò che il suo conce o di e i o dell'is u-
zione gli a p esuppo e, onde sap à di icilmen e disce ne e il caso
di se io en a i o o pe icolo di collusione da quello in cui l'impu-
a o al o non a che adope a si pe la p op ia legi ima di esa. Ma
ol echè la o mula usa a, pe il i iu o della indenni à è più cau a
di quella pe l'a es o, ognuno sen e che la no a di biasimo and ebbe
.•
^
,
-
XIX -
ise a a al solo 'a es o pe collusione, che in acca il p incipio
accusa o io, — no a che pe ò la cos an e di esa assicu a a all'impu-
a o in un'is u o ia gene almen e pubblica mi iga di mol o, — lad-
do e il i iu o d'indenni à p i a sol an o eli un bene senza addu e
poi un male posi i o.
In quale con o sia enu a la di esi nella is uzione delle p o e, lo
si sco ge subi o alla semplice le u a del capi olo decimo. Bas
a
ques a le u a pe chè so ga spon anea la domanda, se ci sia un'al a
legislazione che usi al e an a la ghezza e so l'impu a o pe la sua.
di esa. Dal momen o che un uomo sia impu a o, cioè so opos o a
p ocesso penale, dal momen o che con o di 1 i i siasi a o qualche
a o di seques o, pe quisizione, a es o o al o simile (§ 97), egli
ha di i o di a si assis e e da un di enso e, e anche da due dinanzi
alle assise, in qualunque s adio del p ocedimen o (§ 99). Inol e,
sal o pe a e p o e speciali al diba imen o quando 'impu a o sia.
a endibilmen e con esso (§ 373), sal o quando si p oceda pe ingiun-
zione penale e in gene ale nelle cause
'di
polizia (§ 377), (ma anche
in
ques i casi iI di enso e de 'esse ci al diba imen o se la, causa si
a i in sede di nuo a discussione, § 404), sal o anco a quando
i 1
pubblico minis e o appelli dinanzi al ibunale sup emo in a o e
del condanna o (§ 389 al. 2), e in ine quando sia i accusa esclu-
si amen e p i a a, nel qual caso non si nomina d'u icio il di enso e
pe chè il p i a o de e a e e già un a oca o (§ 432), sal o ciò,
in
u i gli al i casi l'assis enza del di enso e è semp e obbliga o ia:
.1
0
nel diba imen o, negli esami es imoniali e nelle pe sc u azioni_
a e uo i e in an icipazione del diba imen o pe la di icol à
O
impossibili à o non necessi à di a le al diba imen o (§ 296), o pe
il
pe icolo in mo a. o la inuncia del
pubblico
minis e o a a la,
O
pe la acol à di es imoni di non compa i e
al
diba imen o: 2° negli
esami es imoniali e nelle pe sc u a.zioni di cui si i enga di gio a si
poi come p o a nel diba imen o; 3
0
nelle udienze enu e senza
a e i e l'impu a o o, se ques o sia de enu o, senza esse e egli com-
pa so; 4
0
nelle
udienze dalle quali
siasi
escluso l'impu a o pe e i a e
che
la sua p esenza us asse o ponesse in pe icolo i] ine ciel p o-
cesso (§ 278 ul. al.). Di più, allo a può anche delega si un di en-
so e d'u ici
o
a a o za e la di esa ele i a (§ I01); inol e, anche
uo i (lei de i casi di di esa obbli
g
a o ia, semp e che sia necessa io
pe la speciale quali à del caso, un di enso e d'u icio è depu a o
all'impu a o impo en e a p o ede si di uno ele i o (§ 102):
e
in
•
^
,
ine a u ela degl' in e essi dell' impu a o il ibunale può pe sino
consen i e che a la o del suo di enso e si p esen ino al e pe -
sone (§ 112).
Recen emen e si ^ discussa a ondo la ques ione dell'is i u o della
di esa. L'idea che all'accusa go e na i a do esse co isponde e una
u iciale o pubblica, un ibuna o della di esa, come disse
di esa
il
Ca a a, semb a a ende e che si a o zi la alo osa, ma anco
oppo sca sa schie a de' suoi p opugna o i con in i e caldi, quale
da ul imo l'unghe ese E. Balogh, consiglie e d'appello a Budapes
(l ).
L'u icio dell'a oca u a dei po e i, sopp esso in I alia nel '1865 pe
un g e o mo i o inanzia io, a ebbe po u o, sussis endo, acilmen e
as o ma si, ele a si a di esa pubblica pe u i gl'impu a i di qua-
i inque condizione sociale. Così, pene ando nei p imi e spesso più
impo an i mo imen i dell'in o mazione e della is u o ia, a ebbe
isolu o una buona ol a, e da e o, il più g a e p oblema della
p ocedu a penale u a quan a, cioè quello di una buona is uzione
delle p o e nell'in e esse obie i o della e i à. ma e iale, il solo
in e esse e amen e degno di esse e cu a o da una socie à ci ilmen e
p og edi a in ema di di i o
indi iduale pubblico
della di esa penale.
Na u almen e ciò che si de e ole e, non può esse e un cumulo
di unzioni, che oggi si deplo a già nel giudice is u o e, e che i-
p odo o nel pubblico accusa o e, sa ebbe di g an lunga anche
peggio a o. Nessuno si lasce ebbe acilmen e pe suade e, che la cu-
s odia degl'in e essi pubblici della di esa abbia ad esse e a ida a al
pubblico minis e o quale app esen an e di u i gl'in e essi pubblici
senza dis inzione. L'impu a o ha di i i suoi p op i da di ende e:
sono di i i pubblici, pe chè si anno ale e in con on o del pub-
blico po e e dello s a o che lo pe segui a in giudizio; ma di i i
subie i i di lui. Riassun i nella pubblica accusa, essi si asmu-
e ebbe o senz'al o in po es à, pe chè solo in o za di un po e e
pubblico si po ebbe concepi e un accusa o e obbliga o a gi a si
della di esa subie i a dell'accusa o; laddo
e
•
in ece nessun p
in-
cipio giu idico si oppone a che ques a di esa enga dallo s a o
s esso, non solamen e assicu a a come o a in ia di egola gene ale,
ma al esì o dina a in un u icio pubblico pe manen e, analogo e
(1)
Bulle in de 'Union in e na ionale de d oi énal
VIII ol., pag.
10:9-130.
I p ecu so i, ci a i dallo s esso E. Balogh in ques
o
suo s ingen e
Rappo
sulla
ins uc ion con adic oi e,
sono: Ca a a, Hugo Meye , O o F iedmann, He ma n
O lo , Eyna d-Du e nois.
— XXI --
co ela i o a quello dell'accusa. Chi mai po ebbe di ciò dubi a e,
oggi che lo s a o si mos a già• d'un a o così solleci o nel p o -
ede e, pe sino median e le assicu azioni obbliga o ie, alla p o e-
zione degli ope ai negl'in o uni sul la o o? P o ezione nobilissima
di ce o, ques a, ma che, al con on o della di esa penale, pu u -
a ia appa isce an o meno s e amen e, o solo media amen e con-
nessa con la missione o igina ia dello s a o. Nè l'accusa o di ende solo
la p op ia libe à, men e non è a a o possibile accia e una linea
ne a di sepa azione a l'in e esse della sua libe à indi iduale e
l'in e esse della libe à gene ale, in quan o dalla p o ezione della
p im
a
dipenda anche la p o ezione della seconda.
In ale s a o di cose a maggio agione si app o a l'is i u o
della di esa obbliga o ia, onde lo s a o de e, depu ando di enso i
d'u icio, p o ede i o e occo a, ogni qual ol a cioè la necessi a
ne sia esa mani es a dal pe icolo cui sono espos i i beni a acca i dal
p ocesso. Se, ele i o o delega o d'u icio, il di enso e non giunga
mai a guadagna si la s ima d'impa ziale che gode il giudice, neanche
il pubblico accusa o e può an a e eguale s ima d' impa ziali à.
Do e c'è con o e sia, non possono manca e le pa i, e ques e pe
quan o ones amen e si s o zino di a ene si sc upolosamen e alla
se ena ice ca del e o, semp e, e in ogni caso almeno ispe o
all'opinione che il e o sia scope o, si debbono iconosce e subo -
dina e al giudice.
L'assis enza obbliga o ia del di enso e a essa es esa all'in e o-
ga o io dell'impu a o nell'is uzione p elimina e? Il legisla o e no -
egiano non lo ha c edu o. L'in e oga o io é insieme un mezzo
di.
is uzione e un mezzo di di esa ; laonde, sal a la piena libe à
dell' impu a o ili isponde e o no come c eda, sa ebbe di icile
esclude lo a a o. Nel p imo senso, dall'in e oga o io non si può
ica a e una e a p o a obie i a; l'indizio o gl'indizi che se ne
aggono, non al imen i acquis ano un alo e, e e amen e non di
ado no e ole, se non pe il conco so di al i indizi e p o e. allo a
l'in e oga o io non è più semplice, allo a è complesso, pe ché l'impu-
a o assis e ad al e p o e e l'in e oga o io di en a un e o cos i u o
obie i o. Se nel p imo caso l'assis enza del di enso e iusci ebbe
un
impaccio supe luo e o s'anco pe icoloso, non così nel secondo.
Là si ce ca solo di o ene e una schie a e spon anea ispos a,
O
pe ò " non è pe messo all'impu a o di consiglia si col suo di enso e
— XXII —
ci ea le ispos e
che
de e da e immedia amen e alle ques ioni a lui
?59 a
l. 1). Qua in ece si pene a già nella o mazione
i ol e ,,
(^
può
e discussione di ciò che può di en a e p o a obie i a, e quindi
il
ca a e e o male della p o a non può più manca gli. A gius o
plin o l'is uzione p elimina e con iene già gli elemen i ili un a acco;
il
sindaca o, la di esa è dunque di di i o; e ques o di i o non è
solamen e subie i o, ma anche pubblico. Nè più nè meno, del es o,
'
che il di i o s esso dell'accusa; il quale non essendo au o i a i o
pe chè non app esen a l'inipe io, che è p op io sol an o della legge,
ò
esso pu e subie i o, quale necessa iamen e ogni di i o di pa e.
L'accusa app esen a lo s a o come pa e che p ende l'inizia i a, e
ii' l a
la esponsabili à; la di esa app esen a pu essa lo s a o,
u
a
solo a mo i o della libe à, indi iduale minaccia a da quella ini-
zia i a,
li be i,
che
a u ela a pe un p incipio d'in e esse gene ale.
^ll'in ^ o i
pe ò di un in e oga o io obie i o, l'assis enza del
di enso e, ol echè p ecoce, sa ebbe p a icamen e impossibile nella
quasi o ali à dei casi. Se, nonos an e lo s o zo a o dalla legge
<<iicese
dell'8 dicemb e 18
1
07, gli incon enien i si mos ano
ine i-
[al^ìli
anche do e non si a i del semplice in e oga o io piano, e in
gene ale del p imo in e oga o io, ma si es endono a quelli obie -
i ii
cl e gli engono die o, ciò dipende unicamen e dalle di icol à
p a iche,
e
(lues e si possono e
li
mina e con sa ie disposizioni, senza
bisogno di esclude e la di esa nel momen o in
cui
si
o ma
o acquis a
la, e a p o a, o la si discu e in p esenza del giudice is u o e. Al
giu ale p oposi o semb a do e si applaudi e alla p udenza del legisla-
o o aus iaco e del no egese, i quali, a di e enza del ge manico,
non c ede e o supe luo l'is i u o dei due es imoni giudiciali
o
is u-
nen ali nelle udienze dell'is uzione p elimina e, pe chè i medesimi
al o zano il
eno che può o a si nel cancellie e, senza che, sem-
plici es imoni che essi sono, abbiano mai nè il di i o nè le cogni-
zioni
e
le a i udini necessa ie
e
p op ie del di enso e pe p o es a e
o a e p opos e nel
me i o
s esso degli a i. Non è il imo e della
Pa ziali à olon a ia che s'in oca qui, ma quello dell' inesa ezza o
ascu anza in olon a ia. II giudice nel diba imen o è dalle pa i e
dal pubblico aiu a o a so eglia si da sè; nell'is u o ia p elimina e
egli de 'esse e con en o di codes o bene ico aiu o p es a ogli da una
legge
che ad ogni cau ela u ile o e la sua ospi ali à.
Ma, l'is uzione p elimina e
non bas a disciplina la
bene
con le
— XXIII —
do u e ga anzie; bisogna p ima anco a sape la ci cosc i e e ne' suoi
limi i azionali. A ques o igua do po à semb a e o se oppo
a di o il sis ema no egese, non an o pe chè limi a l'is uzione
o male obbliga o ia alle sole cause di assise, quan o piu os o pe chè
in ques e egli pe me e che se ne p escinda se i sia il consenso del-
l'impu a o (§ 271 al. 2), men e poi, e gius amen e, all' accusa o e
p i a o è ol a la acol à di chiede e l'is uzione o male nelle cause
scabinali, semp e obbliga o ia pe lui in ece nelle cause di assise
(§ 126).
Il sis ema a conside a o in elazione al p incipio accusa o io con
la
•
o ali à e l'esame immedia o. In ale elazione esso è logico e
p a ico al empo s esso. Non si c eda indi e en e l'is uzione o -
male ispe o al giudizio de ini i o. Se in un senso essa p epa a gli
elemen i p oba o ii dell'accusa e ques a a alo a in modo da a i-
bui le u a la o za legale di cui abbisogna pe de e mina e il
giudizio de ini i o, d'al a pa e essa si isol e, di on e a ques o,
anche in
una specie
di giudizio di p imo g ado. Si chiuda con un
o male giudizio di in io a diba imen o, oppu e senza di esso e pe
semplice a o di accusa che il pubblico minis e o ondi sulle isul-
anze dell'is u o ia, l'is uzione giudiciale è ope azione au o i a i a.
Il giudice che la compie, app esen a la legge, non a ope a di pa e,
e ale non può esse e nè il pe quisi e e a e isi e domicilia e, nè
o dina e seques o, a es o, ca ce azione, sca ce azione, o libe à
p o iso ia e cauzione, nè l'esamina e es imoni o pe i i col incolo
del giu amen o, incolo che unisce il momen o dell'is uzione p e-
limina e al giudizio.
Lo s a o ha in e esse che l'is u o ia iesca a a da e o a. su -
aga e l'accusa o male, se e ne sia agione. Si dice, che dai complesso
delle p o e accol e ed esamina e in ques a ase del p ocesso, sca-
u isca una p obabili à se ia, si dell'esis enza del a o eo, che della
ei à dell'incolpa o. Ma il più o io e semplice modo di pe suade si
che ale p obabili à esis esse, si è quello di con on a la con l'esi o
del giudizio de ini i o. Così accade in a i che della bon à delle
is u o ie si giudichi sulla base del appo o nume ico a le accuse
G
gl'in ii a diba imen o e le condanne in segui o p o e i e.
Ve amen e ques o c i e io, pe ciò che è insu icien e, non sa ebbe
il
piìl esa o, sì pe le di e enze
o mali
a is u o ia e diba i-
men o, sì anco a pe quelle
sos anzia i
de i an i dalla o za delle
p o e a e nella ase de ini i a. Ma in p a ica esso suole p e ale e,
-
XXI
V
-
e
non solamen e p esso i p o ani, sibbene anco a p esso gli espe i
della ma e ia. In an o, a agione o a o o, osi e, e la iducia po-
l^a e nel e o andamen o delle is u o ie di egola non si misu a
po
che sulla base del con on o col nume o delle condanne, ciò che
conduce -ben di so en e a ge a e lo sc edi o sulla gius izia penale.
Bisogna iconosce e che qui due sono le cose impo an i: anzi-
u o ispa mia e quan o pió_ si possa l'occasione di simili con on i
iducendo nei limi i dello s e o necessa io i casi di is uzione
o male obbliga o ia ; e poi in ques a is uzione amme e e u a
quella pubblici a pe le pa i, o meglio u a quell'a i i à di ensi a
isponden e all'o ensi a,
che
sia compa ibile con le igo ose ne-
c.essi à della, scope a
del
e o e dell' e e i a applicazione della
pena a colui che osse dichia a o colpe ole. Sono due cose che si
legano s e amen e a. di lo o. Nè l'a e e assicu a o all' impu a o
l`ese cizio del suo di i o di di esa du an e l'is uzione, esime dal
do e e a i scema e l'a i i à is u o ia della p ima ase. Senza ene
con o delle agioni ben no e e ico da e che inducono a un giudizio
alac e, esempla e, immedia o del a o che ne o ma ogge o, o p os-
simo alle esche on i della p o a, l'in e esse non meno al o
di e i a e possibilmen e la o mazione -di
,
un dualismo a l'esi o
dell'is u o ia e quello del diba imen o, bas a a gius i ica e il legis-
l:^
(o e
no egese. Non di e so è d'al onde l'in e esse che
clz egola
si oppone
a,
una seconda is anza sulle ques ioni della p o a del a o.
Sol
chi
non eme
di
a o i e le ascu anze nel giudizio penale
sul a o, può ap i e con acili à le po e al imedio dell' appello.
Similmen e il legisla o e che alla iducia delle pa i di e amen e
in e essa e sos i uisce la p op ia subo dina a a ce e egole a che-
ipe di o inali i. non sa pe suade si
che
i casi di e a necessi a
di una is uzione o male li possano so en e iconosce e meglio le
pa i s esse. Così si -mos a una sca sa cu a della s ima che de ono
semp e gode e gli a i compiu i dal giudice pe is ui e le p o e. Se
osse o compiu i dall' accusa o e e dalla polizia pos a a'suoi o dini,
non sa ebbe o p o e i da an a p esunzione d'impa ziali à da po e si
nei
diba imen o con appo e o con on a e al giudizio che lo deli-
nisce. In ece qui il giudice si limi a a un se izio is u o io pe
l'
accusa, e non già pe il giudizio s esso de ini i o. Ma, quale che si
oglia il mo i o di ques o inca ico, sia che lo si c eda in inseca-
men e p op io della unzione impa ziale del giudice, sia che lo si
conside i
una
semplice ma p a icamen e oppo una delegazione -di
-
XX
V
-
un u icio p op io dell'accusa o e, dal momen o che ope a di giudice
sia o mai is ui e le p o e, pe nesso psicologico a ale essa appa isce
ealmen e come a o d' impe io,
_come
giu isdizione. Eppu e, all'in-
uo i delle delibe azioni conce nen i gli episodi dell'is u o ia (pe -
quisizione, seques o, a es o, ecc.), e sal o quelle necessa ie pe
isol e e le con o e sie a le pa i (o a pa e e giudice is u -
o e), il giudice dell'is uzione non a ebbe da eme e e giudizio
ul e io e, come a o o ogliono in ece i p ocessi mis i, che lo
in es ono
del
po e e eli o dina e l'in io dell'impu a o a diba imen o,
cioè del po e e di . accusa e, che è p op io
esclusi amen e
della
pa e accusa ice_ esponsabile.
In No egia si è aglia o co o a ques e inge enze inqusi o ie col
c ea e un solo magis a o pe l'is uzione, cioè il giudice is u o e,
a idando del es o al ibunale s esso la chiusu a dell'is u o ia e
le delibe azioni di ca a e e con enzioso (capi . 22). Pa e cola che
la sepa azione più impo an e di unzioni qui osse quella a l'is u -
o ia e l'accusa, inunziando, p obabilmen e pe mo i i di p a ica
oppo uni à, a una sepa azione igo osa e cos an e del con enzioso
is u o io dalla di ezione e chiusu a dell'is uzione o male. Nè si
può di e che il legisla o e sia poco ene o delle agioni ondamen-
ali su cui iposano le incompa ibili à giudizia ie. Tan o egli ne
è
ene o, da amme e e che, a is anza di pa e, il giudice abbia acol à
di iconosce le esis en i anche do e si iscon ino " ci cos anze spe-
ciali a e a diminui e la iducia nella impa ziali à di un giudice o
scabino o di un cancellie e „ (§ 68), cicos anze pe an o
11011
desi-
gna e nella legge, ma desun e solo dal c i e io giudiciale applica o
alle elazioni di a o. Tan o ne è ene o, che anche gli a oca i
ese cen i egli esclude dall'u icio di giu a o (§ 37 n. 8).
Si a e a che l'o dinamen o no egiano a ibuisce all'impu a o
e al di enso e, non meno che al pubblico minis e o, il di i o di
assis e e alle udienze giudiciali is u o ie, e il di i o di p esen a e,
anso in caso di espulsione pe un con egno u ba i o e scon enien e
od o ensi o della digni à del ibunale (§ 119 al. 2), e pa imen i
in caso di allon anamen o pe e i a e che un impu a o oda ciò clic
si dica da un al o (§ 259 al.
2),
le osse azioni e le p opos e che
s imino di do e a e. Ciò, ben in eso, non esclude l'o dine di i-
i a si du an e l'esame di un es imonio che in ale p esenza non
a ebbe ana deposizione since a, e neppu e esclude che " in ci co-
s anze speciali „ si o dini ii o ale allon anamen o, impugnabile pe o
- X
1
I
-
con ico so, del impu a o e del suo di enso e ele i o, pe la neces-
si à ili e i a e che enga al imen i us a o o espos o a pe icolo
il
ine del p ocesso (§ 278). In un co ale o dinamen o la. pubblici à
dell'is u o ia, pubblici à di egola es esa a chiunque, e non limi a a
solo alle Da i, le quali godono quindi al esì del di i o di p ende e,
so o le suaccenna e ise e, cognizione del e bale di udienza e
degli a i della causa (§ 280 al. 2 e 3), e pe sino di chiede e,
se esse sieno conco di, la chiusu a dell'is u o ia (§ 281 al. 2),
bene supplisce al di e o di quella igo osa e cos an e sepa azione
di a i o unzioni is u o ie, pe la quale al e legislazioni si dànno
mol o
.
pensie o. Ol e a un ce o pun o la logica delle dis inzioni
o mali non de e anela e; un'al a logica ne piglia allo a il pos o,
imi a
cioé della e icacia ine en e al p incipio di e i o. Nell'is u -
o ia ques o p incipio, quando non sia addi i u a il deside a o
is i u o della di esa pubblica, é la pubblici à pe le pa i con un
con adi o io empe a o, ma su icien e, in e o. Gli al i ipa i
piìi
di
so en e o mano nel p ocesso un ingomb o di o me o ane o
econde di con o e sie mol eplici, di p ocedu e inciden i, di nul-
li à di ado u ela i, noci e semp e alla apidi à e all'esempla i à
del giudizio.
Fedele al p op io me odo che gua da semp e, nelle o me, alla
p o ezione eale, e e i a, dei di i i delle pa i, il legisla o e della
No egia non ha a o buon iso a quella c eazione ingegnosa del
legisla o e ancese, che é la polizia giudizia ia. Is i u o in inseca-
men e
con adi o io e imba azzan e, non può esse e co e o senza
esclude ne gli elemen i p e amen e giudizia i, cioé il giudice is u -
o e e. il p e o e (in F ancia il
juge ile paix),
la cui indipendenza.,
minaccia a dall'in luenza che i ese ci a il pubblico minis e o guai
capo di essa polizia giudizia ia in app esen anza del po e e esecu-
i o, sa ebbe in ece pe l'appun o la condizione della iducia nella
impa ziali à assolu a degli a i compiu i a mezzo della medesima. E
enga pu e sciol o il pubblico minis e o dal incolo che lo pone
alla dipendenza del po e e poli ico; ma bas e à? La polizia giudi-
zia ia si dis ingue dalla. polizia amminis a i a o poli ica, pe cha ha
pe u icio, non di p e eni e i ea i, ma di scop i li e di accoglie ne
le p o e. Si lasci qui da pa e l'ul e io e e con o e so u icio che
insieme con ques i si suole da mol i a ibui e alla polizia giudi-
zia ia s essa, di delibe a e cioé l'in io dell'impu a o a diba imen o.
Iy!
-
XXVII -
È
pe ò semp e a dua cosa spezza e -una ca ena di a i che spon a-
neamen e si succedono gli uni a occasione degli al i, come accade
p ecisamen e di quelli che a il unziona io di polizia amminis a-
i a pe p e eni e i ea i, men e, non p e enu i, ques i si debbono
pe ò scop i e ce cando di acquis a ne le p o e.
Ques o s a o di cose non semb a a e e gio a o alla o mazione
di una polizia e amen e degna di esse e chiama a giudizia ia, di-
s in a cioè pe quella capaci à, uni à e coesione, pe la dipendenza
di e a dal pubblico minis e o, che è quan o (li più necessa io,
u gen e pe la sua i o ma. in an o i legisla o i in g ande maggio anza
poco o nulla di meglio seppe o a e, che limi a si a po e a se izio
della p ocedu a giudizia ia quegli s essi unziona i amminis a i i e
poli ici che sono chiama i alla p e enzione dei ea i. Già, se non si
oglia mol iplica e gli u iciali di polizia, con e à bene gio a si della
maggio pa e almeno dei medesimi pe ambe le specie di unzioni,
p e en ice e giudizia ia, e così a iene in eal à do unque le due
polizie esis ono. Ma poi l'u icio di accoglie e le p o e e di indi-
ca e i ea i da scop i e e le pe sone da pe segui a si, è oppo de-
lica o pe chè possa esse e a ida o, in una minu a e pazien e in e-
s igazione o male, ai soli unziona i di polizia amminis a i a. La
di ezione di un giudice può dunque c ede si necessa ia., o almeno
mol o oppo una; come necessa ia sa ebbe del pa i la di ezione o
l'ope a s essa del pubblico minis e o, quando in e enga nella
speciale is u o ia di p o e lag an i. Ma se nel secondo caso non
an o si ce ca l'impa ziali à e au en ici à. dell'a o is u o io, quan o
la lag anza, nel p imo in ece son quelle appun o le p ecipue a-
gioni dell'u icio con e i o al giudice; ed è il giudice solo che p.uò
assicu a e la impa ziali à e l'au en ici à, non da e o i unziona i di
polizia, anco chè ques a si chiamasse giudizia ia anzichè p e en i a:
il nome non imi a l'u icio.
A che p o dunque codes a combinazione dei due elemen i, e sia
pu e assumendo il poli ico col incolo dello speciale giu amen o di
ese ci a e unzione d'is u o ia giudiciale, men e in eal à la iducia
es a semp e spon anea, e quella alu a a, se non impos a, dalla
legge si icollega essenzialmen e alle quali à e condizioni possedu e
^lal giudice? I appo i, i e bali p o enien i dalla polizia ispi ano
la iducia
che è gius i ica a dall' abili à, dalla e i udine dei lo o
au o i, e dalla digni à della lo o condizione
come
unziona i o
ili iciali
pubblici. Ele a e, come a il codice ancese, il alo e p o-
X
XXIV —
sue adina io in Inghil e a la es ese alla, is u o ia p elimina e. Pe ò
l
essa imedia in pa e al di e oso o dinamen o sì dell'accusa
abbandona a di egola ai p i a i che della is u o ia medesima,
men e al o e nè è an o acile in odu e ale pubblici à anche
coi igua di che la ci condano No egia (§ 133 al. 2), nè ciò sa-
ebbe o se pe o a abbas anza p uden e. Sa ebbe poi da e o
un
p og esso? La s essa Inghil e a pa dubi a ne co' suoi p oge i
di
co-
di icazione del 1879 e del 1883 oppo unamen e ichiama i da Ge z
nella sua, s ingen e di esa del giudice is u o e quale ice ca o e
impa ziale della e i à con pa icola e igua do ai bisogni e en uali
della di esa, e senza che a al ine si sna u i il p op io u icio mu-
andolo in quello di di enso e pe dispu a e e con ende e con l'ac-
cusa o e. Non si po ebbe, del es o, ole e ques a supe e a.zione
senza aumen o di pe sonale e di spese. Sino a dunque il giudice
non ci s a ebbe di
•
oppo nella is u o ia; non ci s a ebbe di
oppo, pe ò a una condizione: che cioè egli non sia un accesso io
delle pa i, le quali sole gli o niscano i ma e iali della p o a,
senza mai po e egli s esso nè ice ca ne nè accoglie ne. Bisogna
ch'egli pa e sia a i o, e pe ciò la o za impulsi a de e isiede e
anche in lui, e non in esse sole. Se nella ase de ini i a coa e ebbe
la coscienza del giudice quell'assolu o di ie o che a lui osse im-
pos o di p o oca e qualsiasi nuo a in o mazione o p o a di cui gli
Cosse dimos a a l'eccezionale necessi à, a ben maggio e agione si
epu e ebbe singola e un analogo di ie o al giudice nella ase p o-
p iamen e is u o ia. In ques a ase p elimina e un ale di ie o
non si gius i iche ebbe nemmeno con un o dinamen o che la di esa
a esse ele a o a unzione pubblica e u iciale con u e le acol à
sue is u o ie che ne osse o la legi ima conseguenza. In ogni
o dinamen o della is uzione o male p epa a o ia bas a che, come
in No egia, all' accusa sia ise a a la inizia i a dell'is u o ia
egualmen e che di u a la. causa (§ 83), e che la is u o ia sia
a enu a nella ce chia delle pe sone impu a e e (lei a i denun-
zia i (§§ 272 e 273, c . § 266). Nel imanen e, in p a ica e, dopo
u o, il meglio si è appun o che la p ecipua di ezione dell'is u o ia
p elimina e sia s a a a ida a: al ibunale (§5 275 e 276, c . § 284).
Il con adi o io delle pa i nell'is uzione p elimina e olu o da
alcuni a o ma ci ilis ica, in oppa nella ine i abile eno me disugua-
glianza di mezzi d'in es igazione e di p o a, de i an e dall' esse e
l'impu a o p i o di una polizia giudizia ia sua p op ia, e p i o del
- XXXV -
di i o di opposizione, pe chè anco a il giudice non c'è nè 'ci de e
esse e, men e pe ò esis e bene. la necessi à di comba e e, special-
men e di p omuo e e le ice che u ili a chia i e che, pe es., il
colpe ole sia un al o. Ma ques o non è u o. Un ale con adi -
o io eccede pe sino il bisogno cui s'in ende di p o ede e. Qui
bas a in a i ga an i e se iamen e la di esa, come a il legisla o e
no egiano; bas a
cioè
che alle a mi app es a e dall'accusa possa la
di esa con appo e nel diba imen o, e anchep ima occo endo pe
in en a lo, u e quan e le p op ie che, a endo essa a
empo
cono-
sciu o quelle, sa anno allo a s udiosamen e p epa a e, onde insomma
sa à p e enu o qualsiasi pe icolo se iamen e emibile di so p esa
o insidia. Nè le in es igazioni so ili, agili, apide, as u e, seg e e
della polizia giudizia ia si hanno da epu a e incompa ibili con
l'in e en o del giudice is u o e. Esse possono e debbono bene
con inua e senza che pe ciò il giudice i o ni a a pa e della po-
lizia medesima: bas e à che ques a me a a sua disposizione u o
ciò
che
abbia o a o di poi. Quan o al imo e che la sua impa -
ziali à scemi in p opo zione degli a i is u o ii che compie, semb a
da e o che sii, un imo e ano o almeno esage a o. O amai a quegli
a i egli non p ocede ebbe più ila solo, ma col conco so e con l'alì-
p o azione implici a delle pa i. Se, ciò nondimeno, l'animo salo
inclini più a a o e della esi di una delle pa i che non dell'al a,
si è ques a una conseguenza na u ale e ine i abile della imp essio-
nabili à dell'animo umano. O e osse e o che a1!' impa ziali à del
giudice dell'is uzione osse assegna o un più_ al o g ado di pe ezione,
non solamen e sa ebbe gius o di ida e di lui quando is uisca le
p o e, sì gene iche come speci iche; ma pu quando ap a, o chiuda
l'is u o ia, e più anco a quando dec e i. mezzi coe ci i i. A ques a
s egua si e ebbe a me e e in dubbio anche la impa ziali à del
giudice di me i o, specialmen e quando condanni, pe chè di u i i
mezzi
coe ci i i la condanna è ce amen e il più g a e.
La ques ione della in o ma i a di ca a e e poli ico,
e
della is u -
o ia di ca a e e giudleiale, se gua da a sos o il suo piì scab oso
e in ica o aspe o, è dunque una ques ione essenzialmen e psico-
logica. Il legisla o e dell'a eni e che l'a à comp esa bene pe ale,
e udi o dall'espe ienza degli s o zi cos an emen e dimos a i allaci
in una eno me, quan i à di p ocedu e in ia e senza esi o agli
a chi i o de ini e senza condanne o con a enuazioni p o onde dei
i oli del!' accusa, s o zi del es o a i in piena buona ede anche
-- XXXVI -
col me odo della pubblici à pe le pa i nella is u o ia (o con quello
s esso del con adi o io a o ma ci ilis ica), p ende e isolu amen e
la ia nuo a della di esa pubblica median e la c eazione del magi-
s a o della di esa. Non pe ques o d'impu a o sa ebbe p i o della
acol à di aggiunge i una p op ia di esa ele i a e di pa icola e
iducia, da con ene si, ben in eso, nei limi i compa ibili con in e-
esse sup emo della gius izia. Allo a la di esa comince à in dal
p imo momen o, non appena il bisogno se ne accia sen i e; e po à
comincia e da quel momen o, pe chè nessun imo e ispi e ebbe più,
essendone in es i a una magis a u a non meno ispe abile di duella
cui è o a commessa l'accusa..
Se nella is uzione p elimina e il pos o p incipale spe a al giu-
dice, nel diba imen o, di assise o scabinale, spe a in ece alle pa i.
Le pii impo an
i
disposizioni dei capi oli 24, sulla p epa azione dei
diba imen i di assise, e 25, su ques i s essi diba imen i, capi oli
es esi ai giudici scalinali in o za del § 366, lo dimos ano. Al i-
bunale pe ò é se ba o l'u icio di eglia e sulle discussioni, non solo,
ma anche di esamina e esso s esso di e amen e i es imoni, e pe -
sino quello di aggiunge e nuo e p o e, sospendendo a al ine il
diba imen o (y. § 331 ul . al., 334, e 339 al. 2). Pu qui si c e-
de à di coglie e in allo il p ocesso no egese pe a e e con uso
unzioni di e se nelle mani del giudice; ma si cad ebbe di bel
nuo o in un e o e. Inu ile di e che la igilanza e mode azione da
ese ci a si sull'a i i à delle pa i, è insi a all'essenza s essa d'ogni
p ocedimen o giudizia io,
osse
pu e un p ocedimen o pe domande
di di i o p i a o. L'o dine della discussione e dell'udienza é di sua
na u a un in e esse es e io e da a ida si all'au o i à del magis a o
impa ziale. Quan o poi all'in e esse in e io e che la ma e ia del giu-
dizio giunga u a in e a, cioè in su icien e misu a, alla cognizione
del magis a o, chi può nega e che codes o sia l'in e esse della e-
i à, della gius izia e della libe à di coscienza del giudice s esso?
Si po à o se dissen i e ci ca il modo di da i sodis azione, non
pe ò sulla necessi à imp e e ibile che sia sodis a o in eal à.. Ma
anche il modo non può azionalmen e esse e che quell'uno che u
ado a o. Le- pa i sono o se in piena buona ede, quando si mo-
s ano con in e di a e addo e u e quan e le p o e u ili esis en i
a lo o disposizione. Ma i diba imen i -p o ocano dubbi e indicano
on i di luce nuo a pe chia i li, dubbi che o se nessuna delle
:'^^^
l ;:,
ul^i
--
XXXVII -
pa i di ide col giudice, se pu e sulla base di un'is uzione monca
non abbiano anch'esse enu o una condo a ascu a a nel p epa a e
e issa e il ma e iale impo an e pe la discussione. In ale an-
gen e la sola ia di usci a. si è codes a inizia i a appa en e del
giudice. Inizia i a
appa en e
sol an o, non e a, pe chè allo a il
giudice ope a come
manus minis a
della necessi à, non è libe o di
sceglie e a l'ine zia e l'a i i à: chi ope a allo a
è
la o za na-
u ale delle cose, e ole e il ine è necessa iamen e ole e anche i
mezzi che soli imangono a. disposizione pe consegui lo. In ende e
pe al o e so la cosa non è possibile, senza ende e necessa io
che ie più si alla ghi l'adi o ai imedi dell' appello, della nuo a
discussione e della e isione, ciò che si isol e ebbe in un male di
g an lunga maggio e.
Nella p o a pe es imoni me i ano menzione: la acol à del i-
bunale di oglie e agli ado i i e agli ado an i dell'impu a o la lo o
esenzione dall' obbligo di depo e, anco chè la deposizione possa
lo o o na e di nocumen o (§ 177 al. 2, comb. col § 176 ul .. al.);
la ,. acol à dei pa en i di ome e e u a la deposizione o solo il giu-
amen o (§ 176 al. 2) ; lo scioglimen o dal incolo del seg e o
p o essionale, non solo quando le pe sone al medesimo sogge e i
consen ano, ma al esì nel caso che l
a
lo o es imonianza, osse ne-
cessa ia pe sal a e un innocen e (§ 178 ul . al.); la acol à del
ibunale di ie a e il giu amen o a quei pa en i (§ '176), dai quali
sii i agione di a ende e una " deposizione pa icola men e poco
assicu an e „ (§ 187); la necessi à di un esp esso ichiamo a inchè
il p esiden e, ol e alle gene ali à, possa in e oga e i es imoni
sulle lo o elazioni con l'impu a o, la pa e lesa, ecc., le quali e-
lazioni chia i ebbe o il g ado di c edibili à dei es imoni s essi
(§ 182 al.
2);
la acol à delle pa i di p odu e quan e p o e s i-
mino nel p op io in e esse, pu chè non sieno p i e d' impo anza
e sieno pe inen i, a ida o del es o al ibunale il eglia e d' u -
icio a che la causa sia pienamen e chia i a e a al ine o dina e
nuo e p o e e in ia e il diba imen o, senza che es empo anea-
men e possa esso suppli e al di e o col mezzo di un po e e disc e-
zionale, che a buona agione il legisla o e non ha pun o olu o am-
me e e (§ 331).
Ma più di u o no e oli nell'esame es imoniale sono le dispo-
sizioni che lo a idano. so o Ia, i
g
ilanza del p esiden e, alle pa i
- XXXVIII -
s esse che hanno p odo o i es imoni. L'esame inc ocia o ha a o
e
a anco a pau a ad alcuni legisla o i : ma do e sia disciplina o
con cu a. esso a buona p o a. Si è p ecipuamen e nei giudizi
di-
nanzi al giu i che la i ù di ques o me odo, come s
i.
e iconosciu o
in No egia (§ 330), si mani es a pienamen e in elazione al equi-
si o del o ali à, poichè qui
a
ale equisi o e ebbe meno il modo
di
in e oga e i es imoni
che,
sebbene inconsciamen e, si isen isse
in
qualche g ado dell'in luenza che abbia p odo o nell'animo del-
l''in e o^an e la le u a degli a i sc i i. Nei giudizi de e i i ai giu-
dici pe manen i (e pe la acile p eponde anza del giudice sugli
assesso i
che
o ano con lui in u e le ques ioni, ciò è e o anche
dei ibunali scabinali), l'o ali à ha semp e mino e impo anza,
e
quindi i medesimi possono, semp e che ne egga.no i mo i i, e a e
di e amen e l'esame dei es imoni (§ 374 al. 2), e suppli e ai
di-
e i di quello a o dalle pa i (§ 336). Dinanzi al solenne ibunale
del giu ì
a
d'uopo pe al o
che
il p esiden e enga cos an emen e
la sua ele a a posizione d'impa ziale, mezzo in allibile e unico pe
guadagna si la maggio e au o i à e iducia p esso le pa i e il pub-
blico. Egli ha già anche oppo d
a
a e pe di ige e la discussione
e
mode a la, ha. già. da iassume e in b e e la causa e le p o e, ha
da po ge e ai giu a i le is uzioni giu idiche delle quali abbisognano
(§ 347), is uzioni che poi non debbono p es a e il ianco alla cen-
su a (§ 380). Nè a dimen ica a la digni à. del di enso e,
no cliè dell'accusa o e, digni à dalla. quale spon aneamen e de i a
poi la condo a ele a a non meno del p imo che del secondo, e alla
quale pili di mol e al e acol à de ensionali con ibuisce la di e a
o mazione della p o a nell'in e esse dell' impu a o. A u o ques o
non
bas a
a p o ede e, checchè abbia pensa o Ii ies in Ge mania,
la sola, e pu già an o gius i icabile sopp essione degli a i sc i i
dal a olo- p esidenziale, su cui del es o il p incipio della o ali à
e
dell'esame immedia o non consen e
che
si o i più che l'a o di-
acensa indican e a i, impu a i
e
p o e esibi e.
In an o giudice della pe inenza della p o a, e della con enienza
del modo di a la, imane pu semp e il magis a o mode a o e della
discussione, il quale con la sua au o i à acc esciu a ben po à a-
cilmen e p e eni e e ep ime e gli, abusi. Ond'è in ece da conside-
a si me odo imba azzan e,- bugia do e ano quello del codice ge -
manico, che al giudizio impa ziale, se eno e pene an e del magis a o
sos i uisce l'acco do delle pa i, cioè un a bi io s ena o di quella
^'-
XXXIX
di esse che col p op io i iu o oglie all' al a, o se pe u ili o
ip o e oli mo i i, 1' ese cizio di una acol à p ocessuale con o me
i/
^'^
al p incipio dell'esame di e o. La Ge mania s essa ha con la p a ica
)
a o
g
ius izia di codes o me odo, dimos ando che esso si isol e in.
^^''
una i onia, poiché in a i d'o dina io non se ne a uso o quasi mai,
e non solamen e pe di e o di acco do a le pa i, ma al esì pe chè
esse non amano di da e al p esiden e un o o di s iducia col p o-
po e l'esame inc ocia o. L'opinione del belga Speye (Les ices
de no e p océdu e en ou d'assises, B uxelles, 1898, p. 235),
che l'in e oga o io di e o sia la egola, e l'indi e o l'eccezione, se
[111;;
0
.
e a di on e al es o legisla i o ge manico, di on e a quella
p a ica sa ebbe in ece e a a.
[1[14La ques ione non è an o di o me es e io i, semp e di pe se
l^
sole insu icien i, quan o di pe sone. La legge de e p o essa e u a
la s ima necessa ia alla digni à della di esa, e de e al empo s esso
nulla ascu a e pe chè alla di ezione dei diba imen i engano pos i
''! giudici degni e au o e oli. Allo a non sa à più se io il eme e che
la di esa si ge i nel p ocesso come un mal a o e ce cando di in i-
midi e i es imoni o i pe i i, di s ela e qualche lo piccola magagna,
di a olge li in is udia i labi in i, nei quali essi abbiano a cade e
in con adizioni ines icabili, abbiano a pa e e poco o pun o c edibili.
La s essa p a ica i aliana inco aggia i au o i dell'esame inc ocia o,
pe chè nella medesima., pu conse ando il pubblico minis e o quel-
l'imp on a di supe io i à che gli è da a dal suo ca a e e di un-
ziona io e dalla sua acol à di ico e e alla co e sup ema nell'in-
e esse della legge, si sogliono dis ingue e le p o e di accusa da
quelle di di esa. Il cos ume è poi così in e e a o, da non po e si
mu a e acilmen e, e a ogni modo a mu a lo non se i ebbe di ce io
il me odo dell' esame a o dal p esiden e, so o a cui appun o la
p a ica è so a e io isce da an o empo. Di più, già o a pe legge
all' impu a o e al di enso e è da o di chiede e che s' in e oghino
es imoni e pe i i (cod. p oc. pen. i ., a . 305), e il p esiden e può
anche concede e d'in e oga li di e amen e, men e poi il pubblico
minis e o e i giudici, o enu ane la acol à, li in e ogano (li e amen e,
e i giu a i, o enu a la pa ola, possono chiede e schia imen i ai
es imoni, ai pe i i e all'accusa o (a . 492).
L'in e oga o io indi e o, a mezzo del p esiden e, ende ine i abili
gli a i i che si edono non in equen i so ge e a lui e le pa i,
senza che si eliminino con ciò quelle lunghe inchies e accesso ie, cui
- XL -
sono o za e le pa i pe chia i e la c edibili à. dei es imoni,
il
modo
col quale si sono a e le pe izie, e a. dicendo. In ece nel
sis ema dell'esame
.
inc ocia o con la spon anei à delle ispos e e
senza quello smi.nuzzamen o delle domande che asmu i
in
da
p in-
cipio gli
esami in una specie di dispu a i a e as idiosa, alo a in
e i ba ibecchi, has a il con o-esame pe chè a i e ci cos anze in-
e essan i engano pos i in luce. Alle pa i non es a allo a che a
no a e le elazioni di pa en ela dei es imoni con l'impu a o, le con-
danne o i p ocessi che i medesimi a esse o subi i, e gli al i Fa i
he
similmen e possono epu a si capaci d'in i ma e nell'animo del
giudice la c edibili à di codes e on i pe sonali della p o a..
Non meno dell' esame inc ocia o me i ano speciale no a le di-
scipline in odo e pe a ene e appun o 1' esame della p o a nei
suoi con ini e amen e azionali. A ale in en o il modo e il
limi e
delle p o e pe in i ma e la c edibili à di un es imonio sono de e -
mina i dal ibunale, cui spe a inol e il do e e di espinge e ques e
p o e, quando gli schia imen i a esi gli semb ino p i i d'impo anza
(§ 336). E guai se in i ù di un suppos o ideale accusa o io non
osse così ! Quan o alla di icile ques ione della. p o a dei p eceden i
dell' impu a o, si è sa iamen e p o edu o (§ 337) col oglie e al
pubblico minis e o l'inizia i a delle p o e della ca i a condo a., solo
allo a, po encio egli p esen a le, quando la di esa abbia già addo o
p o e della buona condo a. Ol ecciò è ie a o di p o a e il nome o la
ama, buoni o ca i i, dell'impu a o, col mezzo di es imonianze sc i e.
Così nì le pe icolose no e della polizia., spesso imme i e oli della
iducia che in esse si ipone, nè pa imen i i ce i ica i compiacen i
di
buona. condo a., non o ano accesso nel diba imen o no e-
gi:a.n o. Chi olesse a e qualche ise a, o se non inu ile a ques o
p oposi o , po ebbe accoglie e la p uden e p opos a di Speye
(op. ci .,
p.
248), che la le u a di simili a i non si acconsen a se
non alle condizioni medesime alle quali è ammessa la le u a delle
dichia azioni giu a e. Decide del es o anco a il ibunale, se e in
quale misu a la con op o a possa esse e addo a a ca ico dell'im-
pu a o; e la con op o a. de e anzi i e i si ad a i de e mina i com-
messi dall'impu a o medesimo. Na u almen e ques e p ecauzioni non
occo ono pe la p o a di p eceden i condanne. Ol ecchè i ce i ica i
legali, impugnabili sol an o con un p ocesso di also, ne a es ano,
e. pu e o che le condanne, almeno le più g a i o implican i la
ii
yi
-
XLI --
g a e immo ali à del condanna o (pe ò la legge no egiana non
dis ingue) issano e p ecisano abbas anza, in gene ale, la na u a e
g a i a della p eceden e condo a in esse signi ica a. In applicazione
di ques o sa io sis ema, anche della ques ione della ecidi a, che è
•
ques ione di p e o di i o ed es anea alla compe enza dei giu a i,
il giu ì è chiama o sol an o. a decide e sul empo in cui u com-
messo il a o inc imina o, pe acce a e se siasi inco sa, o no, la
p esc izione dell'agg a an e pe ecidi a (§ 165).
È no o quan o in I alia e al o e si usi e abusi, non solamen e
dei es imoni coside i di mo ali à, ma al esì di quelli indi e i, che
hanno sol an o udi o di e ciò ch'essi a es ano. L'abi udine che si. è
o ma a. su ques a. base, non po ebb'esse e più noci a. al e o giu-
dizio delle cause penali. Giudici e giu a i sono -indo i a dissipa e
sop a mille minu i pa icola i p i i di ogni di e a elazione con
l'ogge o dell'accusa., un'a enzione che, g azie anche alla equenza
degl'inciden i legali solle a i du an e
il
diba imen o, spesso
mol o
di icile a. sos ene si in un g ado su icien e. Qual me a iglia se
le sen enze dei giudici, e specialmen e i e de i dei giu a i, non
incon ino allo a l'app o azione degli uomini impa ziali e in elli-
gen i? Se si uole da e o che il giu ì possa se iamen e se i e la.
gius izia, è eli necessi à sup ema che legge e giu isp udenza p a ica
si diano la mano nell'ope a, della igile, ineso abile cus odia.
che
mai non de e manca e a1 salu a e p incipio dell'o ali à e dell'esame
immedia o dei on i della p o a. Tale è il p incipio, in a i, che in-
sieme con 1
-
inizia i a e esponsabili à dell'accusa e col co ela i o
con adi o io della, di esa ad a mi giu idicamen e uguali, cos i uisce
l'anima, l'essenza s essa del p ocedimen o penale ichies o dalla
ci il à del empo nos o.
ha legge è eli pe se sola impo en e a disciplina e u a ques a
delica a ma e ia, sì pe chè libe o de e imane e il con incimen o
del giudice nella es imazione Ilei mezzi di p o a, si pe chè il alo e
degli a i e delle - o me non è mai assolu o, ma ela i o. Fino a un
ce o segno il alo e degli a i e delle o me non può né de e man-
ca e al bisogno (l'in onde e nei consocia i la pe suasione che la sen-
enza giudiciale é e amen e quale ha. da esse e, è
gius a;
ma, al
di
lii
di quel segno è un alo e che si de e mina sol an o in ela-
zione alle ci cos anze conc e e
dei singoli casi. Dal momen o che la
l
e
gge abbia de e mina e in p incipio le eccezioni alla egola dell'e-
- XLII -
sane immedia o
e
o ale, essa ò pu cos e a a ipo e nella p u-
denza del giudice
la,
iducia necessa ia pe ché enga libe o con o
delle
ci cos anze speciali
che possono gius i ica e al e eccezioni
analoghe. L'esame o ale può alo a cagiona e " una moles ia e un
dispendio sp opo ziona i „ all'en i à della p o a da a si, men e poi
la le u a della deposizione sc i a enga epu a a " sce a d'incon-
enien i „ (§ 332 al. 4 pun o 2); e del pa i la le u a di deposi-
zioni giudiciali non giu a e può epu a si anch'essa " sce a d'incon-
enien i „ e pe ciò amme e si pu e; e la le u a delle deposizioni
o spiegazioni s agiudiciali do e si in ece esclude e semp e, ino a
an o almeno che " si c eda indubi abile che sieno pe con ibui e
alla e a dilucidazione della causa „ (§ 322 al. 5). Talo a " ci co-
s anze speciali „, che i l giudice solo può es ima e, o mano un e o
impedimen o all' esame o ale, sicché allo a nemmeno l'impo anza
del es imonio ha i ù di ende e obbliga o ia, in modo assolu o
I'o a.ü à
(§ 332 al. 2).
Anche il po e e disc ezionale del p esiden e di assise (che in No -
egia non esis e) appa isce a bi a io e scon ina o, quando pe esso
si acquis ino al diba imen o mezzi di p o a igno i alle pa i e senza
o i e a ques e l'oppo uni à di comba e li con al i. O e ques i
mezzi siano e amen e necessa i a chia i e pienamen e la causa., la
il iscussione uol esse e in ia a pe accoglie li e p esen a li ego-
la men e in giudizio (§ 331 ul . al.). È una ipoc isia, laddo e spe-
cialmen e le cause du ino più gio ni, come suol accade e nelle
assise i aliane, l'in oca e qui il p incipio della con inui à del diba -
imen o ( edi su di essa il § 325 al. 2 no egiano) a sos egno di
codes a eno mezza del po e e disc ezionale. Né la dis inzione a
e e es imonianze e me i schia imen i, alla quale si ico e pe
masche a e co ale iolazione del p incipio accusa o io, è così salda
sulla sua base, da po e si a ale e in ques o o al o qualsiasi ap-
po o. Checché si dica o si accia, • essa è iglia di quel sis ema
ap io is ico e allace della p o a legale, che l'odie no p ocesso ha
ipudia o pe semp e, e che esso olle e ebbe anco a meno nelle
cause a ibui e ai giudici popola i. Se si- debbano conse a e, o
(come Speye o ebbe) aboli e le es imonianze non giu a e, è q1e-
s ione g ossa, della quale non è qui il luogo di disco e e, ma la
cui s e a pa en ela con la dis inzione a es imonianze e schia i-
men i si p esen a oppo mani es a pe chè non abbia a semb a e
senz'al o che la soluzione di en ambe possa esse e la medesima.
— bLIII —
Dei pe i i, del lo o collegio e Ilei pe i i speciali issi (capi . 16) il
codice no egiano pa la con sob ie à. e a un dip esso come le miglio i
legislazioni più ecen i. No e ole è il di i o dell' impu a o di a
coope a e alle ice che un pe i o da lui scel o, e il di i o
di
a
esamina e da un ale pe i o una pa e dell'ogge o da o in esame al
pe i o u iciale (§ 207 al. 2 e 3). E la u ela del pudo e emminile
nelle pe quisizioni dei pe i i (§ 192 al. 3), come pu e nelle al e
(§ 226 al. 2), u anch'essa una p o ida imi azione di esempi s anie i.
Lode ole è inol e il igua do usa o in caso di seques o, esimendo da
ques o p o edimen o se sia da a o male p omessa o sicu à pe la
esibizione dell'ogge o a ichies a, quando il seques o " esponga alla
pe di a dell'ogge o pe pa e di pe sona non impu a a „ (§ 220 al. 2).
Ed è un di i o del pe quisi o di a e e un ce i ica o
che
a es i,
non esse si nella sua casa o a o nulla di sospe o (§ 226 al. 3).
In
aggiun a a ciò che si è osse a o, a occasione del sis ema ado -
a o pe la di esa, in o no
•
alla p o ezione della libe à pe sonale
possono no a si alcuni pun i. Così,_ ol e le ga anzie, di
che
nel
242, con o gli abusi della seg egazione e delle punizioni nel
ca ce e,
con
la esp essa esclusione di quelle co po ali, il § 243
p o idamen e ie a di ale si di impiega i o di al e pe sone pe
isc u a e
l
'animo del de enu o. Già in al senso l'a . 262 del co-
dice omagnosiano del 1806 pe il p imo egno i alico chia i a
il
di ie o, aggiungendo " nemmeno col p e es o di p omuo e e l'in e-
esse pubblico „. Così anco a l'al. 3 del § 244 è
una
disposizione
che me i a di esse e imi a a nelle legislazioni dei popoli libe i :
" nelle cause ad accusa p i a a e in quelle di poca impo anza „ essa
a cessa e senz'al o la de enzione, " quando il ibunale s imi che la
causa non a anzi con su icien e cele i à „. Così pu e l'a es a o che
non po è esse e p esen a o en o un gio no al giudice designa o nel
dec e o od o dine di a es o, ha di i o di esse e p esen a o in an o,
nell'in e esse della p op ia di esa, al giudice di is uzione più icino,
e se ciò sia impossibile, al più icino pubblico minis e o (§ 235).
Inol e il legisla o e no egiano
non,
si appaga di p ende e esempio
dal ge manico nella ma e ia della sicu à e della malle ado ia a
a o e del de enu o: ma a ibuisce, di suo, al malle ado e
un
po e e
sulla pe sona s essa dell'impu a o che uggi ebbe (§ 245 al. ul ). É
pe ò e o che in No egia si a poco uso dell'is i u o della sicu à
colle
mezzo di e i a e la ca ce azione p ocessuale.
- L -
Pe
le decisioni degli scabini e dei ibunali d'is uzione, in ques i
casi è ammessa la sola inno azione del diba imen o dinanzi al
ibunale supe io e (§
AMI).
Onde l'appello comp ende solo in pa e
ci i che so o il nome di appello è indica o nell'al e legislazioni, ma
in compenso è iancheggia o dal imedio della nuo a discussione,
il
quale esclude appun o l'appello .(§ 398 al. '1), e inol e comp ende
anche il imedio della cassazione.
Anche il legisla o e della No egia ba s ima o che in caso di p e-
sun o e o e dei giu a i sulla ques ione della colpabil i à, al imedio
ado a o in Inghil e a sia p e e ibile il imedio escogi a o in F ancia
e accol o in segui o nel imanen e di Eu opa, cioè la acol à del ma-
gis a o pe manen e di in ia e d'u icio, e senza che le pa i sieno
ammesse a dichia a si, la causa ad al i giudici e
ad
al i giu a i
in una sessione ul e io e (§ 358). Ma il sis ema no egese non è
a i icioso, non is i uisce iI calcolo singola e dei o i dispa a i di
e magis a i pe manen i unanimi somma i con i cinque della mi-
no a.nza dei giu a i pe compo e una maggio anza a o e ole all''an-
nullalnen o del e de o : chè anzi si i iu a di subo dina e a un
nume o qualsiasi di ali o i a o e oli pe pa e dei giu a i un
con incimen o ispe abile, qual è e de e i ene si quello pu e di
semplice maggio anza o ma osi nel collegio dei e de i magis a i.
Se e o due di ques i, che assis e e o a u o il diba imen o, si
sono do u i con ince e che le p o e della colpabili à e ano insu i-
cien i, è o se a bi a io il sospende e il giudizio e so opo e
l'e-
same della ques ione a giudici e giu a i di e si? Il dualismo degli
elemen i, popola e e oga o, quale u concepi o in F ancia, è un
conce o e oneo non meno della amosa eo ia della sepa azione
e dell'equilib io dei pubblici po e i. In ece di dualismo, è l'a monica
coope azione di codes i due elemen i che la legge de e ce ca e di
a ua e; allo a duella p o iso ia p e alenza. dell'elemen o p o es-
sionale non pa à piñ una sop a azione. E di e p o iso ia è anco a.
oppo, pe chè l'e icacia di quell'annullamen o può di en a e de i-
ni i a, nei p ocessi con inen ali, quando il nuo o e de o dia agione
ai o i che decise o l'annullamen o del p imo, e, nel p ocesso no -
egese, anche gluando nella nuo a discussione il collegio dei e
magis a i pe manen i si con inca " all' unanimi àche la p o a
77
sia imas a insu icien e pe la condanna: onde allo a esso p o e isce
senz'al o sen enza di assoluzione, anco chè il nuo o e de o di-
chia i colpe ole 1' accusa o , come p o e isce pu e., in base pe ò a
ispos a con o me dei giu a i (§ 360), sen enza
di
condanna pe
ea o mino e di quello signi ica o nel nuo o e de o, se all'unani-
mi à si con inca che l'accusa o sia appun o colpe ole del mino e
(§ 359 al. 1). Il di ie o di i o ma in peggio nel nuo o giudizio
(§ 359 al. 2) ale solo pe i casi in cui manchino le condizioni
pe la iape u a del p ocesso ; ché o e ali condizioni esis esse o,
il codice no egese, sull'esempio dell'aus iaco e del ge manico, am-
me e la e isione anche delle sen enze assolu o ie o epu a e essen-
zialmen e meno g a i di quan o de i asse indubi abilmen e dalle
ci cos anze nuo e scope e cli poi (§ 415): esempio codes o, in e-
i à, non p e e ibile a quello con a io da o dal di i o ancese (1).
Aggiungasi che pe legge ondamen ale dello s a o in No egia. (§ 90)
le sen enze del ibunale sup emo non sono susce ibili di e isione.
La e isione
i92
a o abilibus è
pe ò mol o es esa, bas ando a da le
adi o le ci cos anze che secondo le legislazioni 1,iù ecen i la legi -
imano, e quind'anco le p o e e i a i scope isi di poi, ol e i alsi
e al i ea i giudiciali (§ 414) ; e anzi acili a la p o a pe la e i-
sione lo s incolo s esso da ce e condizioni impos e cli egola al
giu amen o dei es imoni (§ 417 al. 3 combin. col § 185).
11 igo e di ce i is i u i o mali è mode a o (e s' é già is o qua
e là) da
ll
a agione ole iducia ipos a nel p uden e a bi io del
magis a o a ine di e i a e lungaggini, diba i i inciden ali, . moles ie
e spese inu ili. Ciò si iscon a anco a nella alidi à degli a i is u -
o ii e del diba imen o sanci a in elazione a a ie ci cos anze ac-
cu a amen e p e edu e come abili a gius i ica e la su ogazione di
un o o locale a.
1111
al o (§§ 135 sgg., 143 e 14.4), a le quali
l'acco do a pubblico minis e o e ibunale, e pe sino, in ia sus-
sidia ia con l'a es o, anche il luogo " do 'è più acile is ui e la
causa „ (§ 137). E si sco ge dall'esse si in es i o il ibunale sup emo
del po e e di de oga e alle egole di ale compe enza, anco chè la
causa sia già penden e (§ 1 39). Di più, con 1' assenso del i-
bunale dinanzi al quale pende la causa, il pubblico minis e o può
de e i la a un ibunale al imen i compe en e pe e i o io (§ 140).
Anzi, col consenso della pa e a e sa si può semp e de oga e alle
egole sul o o locale ; men e poi al ibunale è ie a o di esamina e
(1) V. miei sc i i dal i olo:
Co ezione s ao dina ia di condanne penali,
nel
ol. II,
Pel cinquan esimo anno d'insegnamen o di En ico
Pessina,
Napoli, 1899,
specialmen e pag. 522 segg., e negli
A i dell' Accademia eale delle scienze di
To ino,
1899.
- LII
d'u icio se esis a la p op ia compe enza locale, quando sia compa so
l'impu a o (§ 141). La designazione del o o locale compe en e è
age ola a al esì dall'a e ammesso pe ale, nel caso di iunione di
ea i in una causa, qualunque luogo compe en e pe uno di essi ea i,
senza dis inzione di g a i à e di nume o (§ 138 al. 1), lasciando
al
ibunale an o l'app o a e la. iunione o la sepa azione (§ 134),
quan o il decide e, in caso di sepa azione, anche a diba imen o
comincia o, qual pa e debba: da lui conse a si, nonché il di ide e
1'
is uzione, quando sia già compiu a quella conce nen e l'uno dei
coimpu a i o dei ea i, come pu e è lascia o anche all'acco do degli
accusa i il de e mina e la iunione delle cause pe ei e azione o
complici à (§ 133 al. 2). T a andosi pe ò, non più d'is ui e il p o-
cesso, ma di de ini lo in pubblico diba imen o, il c i e io della u -
genza. e della. acili à, signi ica o da. ciò che isol esi in una specie
di p e enzione negli a i d' is uzione e dalla p e e enza ammessa
dal ibunale, cede necessa iamen e a quello del
locus delic i;
e se
non se ne abbia la. ce ezza., p e ale " il luogo do e si c ede sia
commesso ,, il ea o (§ 136 al. 1).
Sono pu e p o edimen i a i
ad
age ola e l'ope a della gius izia
penale : la. acol à delle pa i di acce a e d'acco do il giu ì quale
a e a unziona o nella causa p eceden e senza compo ne uno a pos a
(§ 319); la acol à del giu ì di i a e
in e amen e il
e de o i cui
izi non senno di pu a
o ma..
(§ 355, id. § 310 e 311 ge manici) ;
la
acol à di comincia e l'esecuzione della pena anche du an e le mo e
dell'appello, pu ché il condanna o acconsen a e l'appello mi i solo
a i o ma e la pena senza mu a ne la specie (§ 399). Ma anco
più
è da no a e in
al'
senso una singola i à nel ema della compe enza
pe ma e ia.: compe enza, che del es o è pu issa a in a iabil-
men e,
a.
un dip esso come nell'odie no di i o i aliano, sulla base
del ea o, escludendo quindi la alu azione delle ci cos anze modi i-
ca i e, ecce o quella dell'e à (§ 20), quando possa in ligge si pen
a
in e io e alla eclusione.
Qui l'economia del giudizio, già a e ma a bene con l'amme e e
in
gene ale che la causa
possa
imane e al ibunale supe io e di
assise nonos an e che siasi dimos a a poi di compe enza in e io e
(§ 25 al. 1), giunge come pe ia di ecip ocanza ino a
obbliga e
il
ibunale di scabini a ene si la causa dimos a a poi di compe-
enza di assise, " pu ché non sia necessa io sospende la „ (§ 25 al. 2).
È una ise a che a es a una g ande iducia nel giudizio p uden e
^UI
del magis a o, il quale sospende à ce amen e la causa quando la
11,,
g a i à sua, la na u a e quan i à delle p o e e al e ci cos anze en-
°
i
`
1
dano mani es a la necessi à di sospende la. Non é se iamen e con-
es abile in ece la indeclinabili à del o o, quando le assise a esse o
in ia a la causa al ibunale scabinale come causa di sua p op ia
compe enza (§ 25 al. 3), essendo ale in io un a o di giu isdizione
il;;
supe io e, cui unicamen e pe un esage a o cul o della o ma., che
i,
,
qui non si ha nemmeno dal codice i aliano, a o o si po ebbe
^,
nega e po es à in ques o igua do.
P ima di chiude e ques e i lessioni e no e sul codice no egiano,
non è so e chio addi a e qualche al o pun o pa icola e pu degno
di a enzione.
La pubblici à delle udienze giudiciali, che si es ende a co a quelle
is u o ie, non pub esclude si pe me o pe icolo al buon o dine,
sia pu e cagiona o dalla na u a dei a i (a . 208 capo . 1 del cod.
p oc. pen. i aliano); ma piu os o in conside azione delle elazioni
dello s a o con po enze s anie e, onde in simili casi i es imoni
non possono depo e senza l'au o izzazione del go e no (§ 180); di
piì il pe icolo pe la mo ale, benchè o mula aga, elas ica, e pe ciò
es esa, o se non comp ende
p ecisamen e,
come in ece si ichie-
de ebbe , il caso che 1' impu a o p esen e in giudizio sia " mino e
di dicio o anni „ : i p o ede bene il § 113 al. 1 no egese.
In
con o mi à, ai mino i di dicio o anni, e così del pa i alle pe sone
la cui p esenza sa ebbe incompa ibile con la digni à del ibunale
o il buon o dine, può esse e inibi o l'accesso (§ 116). Le po e chiuse
si possono del es o o dina e, ogni qual ol a la pubblica app esen-
azione dei a i nel diba imen o osse pe nuoce e alla dilucida.-
zione della causa o al giudizio: occo endo, il seg e o è impos o a
u i i p esen i, e i di enso i pe la esponsabili à penale della sua
iolazione engono equipa a i ai unziona i. In ques a, ma e ia del
seg e o si è p e enu a la legge 5 ap ile 1888, che modi icò poi i
§ 173
a.
176 e 195 dell'o dinamen o giudizia io ge manico: ma si
è
anche a o meglio, e si è p o edu o inol e a p e eni e pubbli-
ci à os a i e alla e i udine dei giudizi. Vi sa ebbe da app ende e
pe emenda e il es o legisla i o i aliano, nel quale si conse
a
in ece l'is i u o s ao dina io, e u a ia non in u o pii[ acconcio,
della emissione della causa pe mo i i di
sicu ezza pubblica o
di
legi ima sospezione
(a . 766).
- LIV -
I le
g
isla o i anglo-sassoni in endendo l'elemen o popola e nei i-
bunali di assise come un necessa io coope a o e a monico dell'ele-
men o p o essionale, hanno u i p egia o un in e en o misu a o e
oppo uno del giudice giu econsul o, che p esiede e di ige la di-
scussione, nella p epa azione inale del giudizio dei giu a i. La
is uzione giu idica che essi anno impa i e dal p esiden e ai giu-
a i, è un sussidio di cui un sano p incipio accusa o io con la
gius a sepa azione delle unzioni non può olle a e che i giu a i sieno
p i i. La pa ola del p esiden e è au o e ole, ma dipende dalla buona
educazione e dalla luuona scel a di ques o magis a o, che ale pa ola
non enga abusa a. Più egli sa à colloca o nell'al a, condizione e
nell''al a es imazione che sono do u e al suo a duo e g a e u icio,
e maggio e sa à la sicu ezza elle l'abuso enga e i a o. In pa ecchi
dei paesi la ini il iassun o u aboli o, pe chè con esso il p esiden e
in ade a, anche senz'acco ge sene, il campo ise a o al giu ì. E
(lo e lo si è ido o a iassume e b e emen e la, discussione e a
spiega e le ques ioni no ando le p incipali agioni con o e in a o e
dell'accusa o (a . 498, cod. p oc. pen. i aliano), non è simpa ico a
u i, neanco in ques i limi i. Si capisce.
Quelle spiegazioni dei quesi i sono ine i abili, checché al imen i
si pensi da colo o che co ono die o al
-
mi aggio di una ce a se-
pa azione del a o dal di i o, che in p a ica non si a ua. Esse
sono e e is uzioni giu idiche: nelle quali pe an o la condo a del
p esiden e che le po ge ai giu a i, de 'esse e sogge a al sindaca o
del magis a o sup emo (donde la necessi à di asc i e le a e -
i
g
ale).. e da mo i o a modi icazioni di quesi i, nonché esse e condan-
na a quan e ol e eso bi asse la ce chia di una semplice spiegazione
dei quesi i e dei pun i di di i o da po si a base o da p ende si
in conside azione pe la o mazione del e de o, e quan e ol e an-
co a. osse mani es o che di ali spiegazioni neppu e ci osse bisogno
( . § 347 e 380 no eg., id. cod. aus . ge man., ecc.).
,
Se il p esiden e debba iassume e, come uole la legge no egese,
ol e alla causa, anche le p o e che la igua dano , è p oblema
mol o dubbio, la cui soluzione o se dipende p ecipuamen e dalle ci -
cos anze di a o in cui o asi in un da o paese l'is i u o del giu ì.
[n Inghil e a il law
e idence
bas a da solo a ende e obbliga o ia
ques a impo an issima pa e della unzione che il p esiden e compie
col suo disco so ai giu a i ; al o e la necessi à po ebbe de i a e dalle
speciali dubbiezze e complicazioni, e dalla conseguen e lunga du a a
della
causa;
al o e anco a dalla sca sa capaci à
media del giu ì, o
dalla g ande iducia che ispi i la sapienza e impa ziali à dei p e-
siden i. In ogni caso • pa e gius o ed esa amen e con o me al sis ema
di es imazione assolu amen e libe a delle p o e, che il giu amen o
che i giu a i p es ano assumendo il lo o u icio, a
•
di e enza di ciò
che è nel di i o inglese, non li incoli alle is uzioni giu idiche
.
del
p esiden e (§ 327).
I quesi i, p opos i dal pubblico minis e o, sono pe ò in modo de-
ini i o o mula i dal p esiden e dopo a e udi o le osse azioni e
p opos e delle pa i; a ques e è lascia o il empo necessa io pe
esamina li sulle lo o eccezioni delibe a il ibunale (§ 341). M
ibunale é da a pe sino la acol à di o dina e le modi icazioni
O
la
inno azione, che si mos asse o necessa ie, anche dopo la issazione
dei quesi i e ino a che non sia emana a la sen enza (§ 356). A a
l.
g ado di sc upolo, mol o p uden e in e i à, non è giun o o se
mai nessun al o legisla o e.
Dei due sis emi di o azione in caso di di isione dei o i sulla
ques ione della colpabili 'à, o il incolo, o in ece la libe à della mi-
no anza nella seconda pa e della delibe azione che conce ne la que-
s ione della in lizione della pena. il § 166 no egese ha p e e i o
quello della libe à. E ale sis ema. è accol o pu e nel § 351, aI. 2
pe la o azione dei giu a i, do e è de o che colo o a ques i, i
quali nel isponde e al quesi o p incipale o a uno subal e no in o no •
a un mo i o escluden e la pena, abbiano o a o a a o e dell'accu-
sa o
imanendo in mino anza (pe la condanna ichiedonsi 7 o i).
si i iene che abbiano o a o così anche sop a gli al i quesi i subal-
e ni, sui quali pe ciò a i medesimi non si chiede alcuna ispos a.
Si è pe al modo consac a a la de audazione di un o o esplici o,
che po ebb'esse e da o in a o e della p opos a ¡,i ì _ g a e conce -
nen e la pena Vi u chi ha conside a o che anche a. codes o o o,
che sa ebbe pu amen e eo e ico e as a o pe i o an i imas i in
mino anza nell'a e ma e la, non colpabili à, a ebbe o un e o di-
i o gli al i o man i la maggio anza, e con essi e piìi di essi il
pubblico minis e o; ma è un'opinione e iden emen e esage a a. Nella
lo o di icile, o men osa condizione, i memb i della mino anza da eb-
bo o sulla ques ione della pena un o o che sa ebbe sospe o di
p e enzione, se osse in appoggio dell'opinione piÑ mi e. E a ende si
che abbia in ece a con ibui e alla o mazione di una. maggio anza
- LVI -
a o e ole all'opinione più se e a, è pe lo meno una singola i à.
Ualla uni à del p incipio psichico mo ale nell'uomo di men e sana,
gius o che sia di esa pe an o anche l
a
coscienza del giudice.
Nello s esso o diue di idee si e a dichia a o anche il legisla o e
oscano, il quale amme e a in a i che i giudici dissenzien i (i -
inasse o la sen enza
pe ossequio.
Anziché in o dine di anziani à di nomina o di e à, il § 1-63 no -
egese chiama i giudici a o a e secondo l'o dine da o dalla so e.
Possono
p esen a si
casi in cui sia
da e i a si che nella sen enza si
ip oducano i mo i i che l'hanno de e mina a? Quello s esso § 16 3
isponde a e ma i amen e, pe ché lascia al ibunale il decide e se
pe eccezione non si abbiano a ip odu e. In quali casi, ce amen e
a issimi. po à app o a si una sì g a e eccezione? Fo se in ma e ia
ili
seg e i di s a o ?
La disposizione del § 475 al. 3 non è supe
l
ua. Il empo di de-
genza. del condanna o come in e mo in Un ospizio, è gius o si com-
pu i nella, pena; ma è pa imen i gius o e p uden e l' aggiunge e
.; pu ché egli non siasi p ocu a a da sè la mala ia o non l'abbia
simula a pe so a si alla pena ;,.
La ques ione complica a del cumulo empe a o di più pene con-
co en i, che anche di on e all'a . 76 del codice penale i aliano
imane in pa e insolu a anco a, o a. nel § 478 un'oppo una solu-
zione in ciò, che al ibunale è impos o di iuni e u e le sen enze
di
condanne senza dis inzione, pe issa e una pena comune, an-
co che il p eceden e p ocesso non si osse discusso a le s esse pa i
( . no a al § 478).
Piace di e mina e segnalando il co aggioso esempio che il legis-
la o e no egese po ge nel suo § 1 a u i o quasi u i quelli degli
al i paesi. Egli a pa ecipi dei bene ici della p ocedu a giudizia ia
no male u e senza dis inzione le cause penali , igua dino esse
p ocedimen i egola i o non egola i pe legge, igua dino bo ghesi
o mili a i sogge i alla giu isdizione del ibunale di gue a, sem-
plici ci adini o minis i o memb i del pa lamen o accusa i di ea i
commessi nell'ese cizio delle lo o unzioni. Il p incipio dell' ugua-
glianza giu idica a s ada nel piccolo ci ilissimo paese se en ionale
di
Eu opa!
30 agos o 1899.
E.
BRUSA.
CODICE DI PROCEDURA PENALE NORVEGESE
del 1° luglio 1887,
con le modi icazioni successi e.
CAPITOLO PRIMO.
Compe enza
del
codice.
1.
—
'Tu e le cause penali che sono de ini e non
in o za di legge , senza p ocedimen o giudizia io o che
sono di compe enza dell' al a co e del egno
(1)
o del
ilmnale di gue a, si a ano secondo le no me s abili e
in ques a legge.
2.
— Secondo le no me di ques a legge, si a ano
inol e :
1°
le cause p omosse dallo s a o pe asg essioni
alle leggi di polizia, anche quando non sia commina a
una
pena ;
2° le cause p omosse dallo s a o pe 1' applicazione
della con isca, anco ché ques a non debba conside a si
come pena
(1) 11 Rigs e ì,
un e o ibunale poli ico, compos o del ibunale sup emo
e
della
came a
al a del pa lamen o
(Lag l ing),
e non conosce che dei deli i
commessi dai minis i e dai memb i del pa lamen o nell'ese cizio delle
pub-
bliche unzioni ispe i e.
Codice di p ocedu a penale No egese
2 —
3' le cause conce nen i l'applicazione dell'a es o pe
cos in
g
e e a ga an i e la pace ;
4° le cause nelle quali un'o esa all'ono e si debba di-
chia a e nulla e non a enu a (1).
3.
— Le azioni ci ili con o un impu a o nascen i
da ea o, possono esse e ese ci a e insieme alla causa penale
in con o mi à delle no me con enu e nel capi olo 32.
4.
— Quando la decisione in o no alla punibili à di un
a o si ondi sulla ci cos anza, che al empo in cui u com-
messo esis e a un appo o ce o di di i o, la ques ione è
is ui a e giudica a nella causa penale.
Tu a ia il ibunale ha semp e acol à di sospende e
la
causa penale ino a an o che il ibunale ci ile non abbia i-
solu a la ques ione in o no alla esis enza del con o e so
appo o di di i o.
La
decisione, che osse così emana a,
non incola pe ò la soluzione della ques ione penale.
)• --.---- Sono di compe enza del ibunale eli gue a (2) :
1° i ea i conmessi da pe sone che anno pa e del-
l'ese ci o del egno o che ad esso appa engono in empo
di gue a o in una campagna na ale o in un co po d' e-
se ci o uo i del egno, o in elazione al se izio mili a e
o a cose mili a i, o con o i do e i de i an i dalla lo o
condizione mili a e ;
2° i ea i dei p igionie i di gue a che sono so o cu-
s odia mili a e ;
3° lo spionaggio, le i elazioni al nemico, gli app o -
isionamen i al nemico di a mi, di i e i o eli al e cose
necessa ie in gue a, e al i a i che cagionino danno im-
media o alle o ze mili a i o che sieno con a i a una
disposizione emana a dal comandan e compe en e pe la
sicu ezza di imp ese mili a i, commessi in empo di gue a
en o il e i o io - occupa o dalla o za mi
li
a e.
(1)
Conce in Danima ca secondo il § 218 del codice penale del 1866: il quale
p o ede
a
che ale dichia azione enga p onuncia a dal giudice die o do-
manda della pe sona o esa, ogno achè le impu azioni ed esp essioni ol ag-
giose isul ino in onda e.
(2)
C . la legge sui con ini a la giu isdizione ci ile e la mili a e del 3
agos o 1884.
CAPITOLO SECONDO.
T ibunali penali.
§ 6. — I ibunali pe le cause con empla e nella p e-
sen e legge sono :
il
ibunale sup emo
(Hiies e e ) (1),
la sezione dei ico si p esso il ibunale sup emo
(HÜie-
s e e s Kjce emaalsud alg),
i ibunali di assise
(Lagmands e e ne),
i ibunali di scabini
(Meddoms e e ne)
e
i ibunali d'is uzione
Fo h5 s e e ne) (2).
7. — La sezione dei ico si p esso il ibunale su-
p emo cons a di e memb i s abili del ibunale medesimo,
nomina i dal Jus i ia ius pe un mese al e na i amen e.
Il
giudice anziano ne iene la p esidenza. Qualo a il i-
bunale sup emo lo i enga oppo uno, si cos i uiscono con-
empo aneamen e due sezioni. In ale caso il ibunale su-
p emo emana p o edimen i gene ali ci ca la ipa izione
delle cause a le due sezioni. Pe la con ocazione delle
sezioni dei ico si du an e l'in e allo a una sessione e
un'al a del ibunale sup emo, si osse ano le s esse no me
s abili e pe il ibunale sup emo (3).
§ 8. — Il ibunale di assise si compone di e giudici
( ibunale), e cioè di un Lagmand come p esiden e, di due
al i giudici, e di dieci giu a i (Lag e en) (4) chiama i a
decide e sulla ques ione della colpabili 'a (5).
(1)
Il ibunale sup emo cons a di un
Jus i ia ius
come p esiden e e di
o o assesso i o dina i, nonchè alcuni s ao dina i. Alle sedu e pa ecipano
se e memb i almeno. Lo Jus i ia ius è anche il p esiden e della co e d'appello
(ci ile sol an o, non ne esis e una penale) e dei ibunali in e io i di C is iania
e di Be gen.
(2)
Ogni ibunale d'is uzione cons a di un giudice is u o e. Vedi § 16.
(3)
Ques 'ul ima p oposizione aggiun a e la du a a di un mese in ece di e,
pe l'u icio dei memb i della sezione dei ico si, sono s abili e dalla legge
4 ap ile 1891.
(4)
Lag e en enci.
Vedi § 494.
(5)
C . § 165.
—
10 —
2° abbia compiu o 25 anni, sia da cinque anni domi-
cilia o nel paese ed abbia paga o complessi amen e pe
impos e di e e allo s a o o al comune pe l'ul imo almo
deco so, nelle campagne e nelle bo ga e (1), qua o co one,
e nelle ci à o o co one.
36. — Non è eleggibile come giu a o o scabino quegli
che si o i in uno dei casi menziona i nel § 52 della
legge ondamen ale (2), oppu e che sii, condanna o a mo e,
alla eclusione, o alla des i uzione, o pe un ea o con em-
pla o nel capi olo 10 § 25, capi . 11, 12, 19, 20, 21, o nel
14 del capi . 22 del codice penale (3).
Tu a ia una condanna non p oduce l'ineggibili á quando
il
condanna o sia iabili a o, oppu e quando la iabili azione
non sia necessa ia secondo il § 6 della legge 9 giugno
1883 (4).
§ 37. — Non sono eleggibili come giu a i e scabini :
1° i minis i seg e a i di s a o :
2° i unziona i dei minis e i ;
3
0
le pe sone i es i e di au o i á e gli u iciali mili-
(1)
Lades ede ne
sono piccole ci à speciali a en i una popolazione che giunge
ino a 2000 abi an i ci ca, cui non u i i di i i delle ci à (nel senso s e o
della pa ola,
Ki6bs cede ne)
sono a ibui i: in No egia i sono 36 di ali ci à
e 22 delle al e.
(2)
§ 52 : " Il di i o di o o è sospeso : ca) (così modi ica o dalla legge del
6 giugno 1877) dall'azione penale pe deli i che possono impo a e una delle
pene enume a e nel § 53 ( eclusione — in g an pa e già sos i ui a ai la o i
o za i, edi no e ai §§ 19 e 20—, o des i uzione o ca ce e) :
b)
dalla in e dizione
(Uni yndiggP else); c)
(così modi ica o, legge es e ci a a) dalla insol enza o dal
allimen o, quando non de i i da incendio o da qualche al o e en o gius i-
ica o di o za maggio e, insino a che il debi o e non abbia di nuo o iacquis a o
la disposizione dei p op i beni, sia col pagamen o in eg ale dei suoi c edi o i,
sia median e conco da o ,,.
(3)
Ques i ea i sono : b ogli ele o ali, deli i con o la pubblica ede e
con o la p op ie à.
(4)
Ques a legge, ado a pe es eso nell'
Annuai e de législa ion é angè e,
(XIII, 669), al § 6 esime a dalla pe di a dei di i i ci ili e poli ici il condan-
na o mino e dei quindici anni, e anche i mino i da quindici a dicio o anni,
qualo a la pena da
essi
inco sa non osse più g a e della ca ce e; conseguen e-
men e dichia a a non esse i in ale ipo esi necessi à di iabili azione. Ques a
legge
u poscia sos i ui a con l'al a del 6 agos o 1897, ado a a pag. 582 sg.
dell'anno XXII della
Ri is a di discipline ca ce a ie. Il
e zo alinea del § 3 della
medesima iconosce di di i o la iabili azione a colui che sia s a o condan-
na o p ima di a e compiu o l'e à di dicio o anni, bas ando che egli abbia
scon a o la pena o ques a si abbia pe iscon a a o sia es in a pe p esc izione
o imessa pe g azia.
a i supe io i comp esi i luogo enen i colonnelli e i capi ani
comandan i;
4° i unziona i di co e e i suoi pensiona i ;
5° i giudici e i cancellie i ;
6° i unziona i del pubblico minis e o e della polizia ;
7° i minis i di cul o della chiesa u iciale o delle
al e comuni à eligiose iconosciu e ;
8° gli a oca i ese cen i.
§ 38.
— Hanno di i o di esen a si dalla elezione :
1° i medici ese cen i ;
2° i pilo i di nomina s abile ;
3° gli impiega i delle dogane, i pompie i, gli impie-
ga i pos ali, eleg a ici e di s ade e a e ;
4° colo o che dimos ino o di non po e p es a e se -
izio senza pe icolo della salu e o senza ascu a e impo -
an i a a i p i a i o pubblici, oppu e la p obabili à di
non po e soppo a e i ca ichi ine en i a ques e unzioni
senza di icol à ;
5° le pe sone che hanno compiu o il 65° anno.
Le pe sone indica e al n. 5 possono a anza e, una ol a
pe u e, la domanda di esenzione. Al imen i essa è alida
sol an o pe la p ossima elezione.
§ 39.
— Colui che in segui o a una elezione abbia p e-
s a o due ol e se izio come giu a o, può domanda e la
esenzione nella elezione successi a.
Si con a alido come se izio anche il a o che un giu-
a o sia compa so a p es a se izio in ibunale e i sia
imas o ino all'ul imo so eggio del giu ì (1) pe la causa
in co so, oppu e ino a che il ibunale non gli abbia pe -
messo di abbandona e l'udienza.
40.
— Le esenzioni da qualche ca ica s abili e da
al e leggi non esimono dall'u icio di giu a o o di scabino.
41.
— Dal Lensmand (2) pe ogni
giu isdizione u ale (3),
(1)
Lag e e: è
un no egismo. Le e almen e:
co po di assesso i nel ibunale.
(2)
Lensmand è
un unziona io in e io e u ale, inca ica o di a i esecu i i,
pa e di polizia e pa e di gius izia ci ile, che in ogni comune si o a (la
No egia ne con a 422) alla dipendenza delle di e se au o i à supe io i a se-
conda dei di e si u ici ch'egli adempie, ed è nomina o dal p esiden e della
p o incia. Nelle ci à
(s ic o sensu)
ale unziona io non esis e.
(3)
He ed.
— 12 —
o bo ga a (1) con amminis azione comunale p op ia, e dal
cancellie e municipale pe ogni ci à, è compila a una lis a
degli abi an i del comune che sieno eleggibili secondo
il
§ 35, c . con i § 36 e - 37.
§ 42.
— Di egola in ogni dis e o debbono esse i
cinquan a ol e an i giu a i quan e sessioni di ibunale
di assise sono issa e pe l'anno, compu ando il nume o
delle sessioni che si i iene abbiano ad esse e enu e in sedi
speciali secondo il § 28. Qualo a il dis e o non comp enda
che una ci ,, i debbono esse e sei ol e an i giu a i
quan e si i iene abbiano a esse e le cause di ibunale di
assise da a a si nel co so di un anno.
In con o mi à di ciò il p esiden e issa il nume o dei
giu a i e di quelli che ciascun comune del dis e o debba
o ni e a seconda della popolazione. Ogni comune de e pe ò
a e e almeno un giu a o. P ima della ine dél mese di
agos o egli in o ma i consigli comunali della dis ibuzione
a a.
§ 43.
— In ogni ci cosc izione di ibunale di scabini i
debbono esse e qua o ol e an i scabini quan e si i iene
abbiano a esse e le sessioni da ene si nel co so di un anno.
A u o igua do a ciò, il giudice in e io e issa il nume o
degli scabini e di quelli che ciascun comune nella ci cosc i-
zione debba o ni e a seconda della popolazione. Ogni co-
mune de e pe ò a e e almeno e scabini. P ima della ine
del mese di agos o egli in o ma le giun e municipali della
dis ibuzione a a.
§ 44.
— Nella seconda me à del mese di luglio si espone
al pubblico pe qua o dici gio ni la lis a menziona a nel § 41.
E in p ecedenza annunzia o do e e quando essa sa à espos a,
in i ando insieme colo o che possano esime si in con o mi à
dei § 38 e 39, o al imen i abbiano da
.
a e osse azioni,
ad a anza e le lo o is anze od obiezioni. Deco so il e -
mine, il compila o e della lis a la manda al consiglio comu-
nale insieme alle is anze ed obiezioni p esen a e, accompa-
gnandole con le osse azioni che c eda del caso.
(1)
Vedi
no a al § 35.
—
13 —
4 5. — P ima della ine del mese di se 4nb e, in un
gio no issa o dal p esiden e, è enu a una sedu a del consiglio
•
comunale, con i concilia o i (1) e, nelle campagne e nelle
bo ga e, col Lensmand o con i Lensmand (2); nelle ci à
col sindaco. In ale sedu a si decide sulle is anze ed obie-
zioni p esen a e e si a una p opos a pe l'elezione dei giu-
a i e degli scabini.
Pe chè possa p ende si una delibe azione, debbono esse e
p esen i almeno due e zi dei memb i, a i quali il p e-
siden e o il icep esiden e, nonchè un concilia o e e un
Lensmand o il sindaco. In caso di pa i à di o i, il o o
del p esiden e è decisi o.
46.
— Le delibe azioni dell'adunanza sono espos e al
pubblico pe qua o dici gio ni, e in pa i empo è inde a
p ima della ine del mese di no emb e una sedu a di u a
l'amminis azione comunale. Dopo di che si pubblica un
a iso, in i ando u i colo o che a esse o osse azioni da
a e, a i olge si alla giun a municipale al più a di en o
una se imana p ima della sedu a s abili a.
In ques a sedu a si decide sulle osse azioni p esen a e
ci ca le delibe azioni di cui al § 45, in segui o di che si p o-
cede alla elezione di an e pe sone quan i sono i giu a i
e gli scabini. F a ques e si scelgono poi i giu a i.
Alle sedu e dell'adunanza de ono p ende pa e il Lens-
mand del luogo o il sindaco. La lo o assenza non impe-
disce pe ò che le ope azioni p og ediscano.
47.
— Ol e la commissione gene ale debbono esse e
cos i ui e, secondo le no me sudde e, le seguen i commis-
sioni speciali :
1
0
nelle ci à e nelle bo ga e come pu e nelle giu isdi-
zioni u ali, una pa e delle quali sia so opos a alle leggi
gene ali edilizie, una lis a di scabini che posseggono spe-
ciali cognizioni in cose edilizie ;
2
0
nei comuni pe i quali ciò sia s abili o dai ispe -
i i minis e i,
una
lis a di giu a i e di scabini e sa i nelle
cose
di
ma ina e di na igazione.
(1)
I
Fo ligelsesko nniissce,-
sono ele i daí comuni pe la p ocedu a di conci-
líazione nelle cause
ci ili.
(2)
Vedi no a al § 41.
— 14 —
Res ano in igo e le p esc izioni igua dan i gli scabini
pe le cause che a ualmen e sono a a e nel ibunale
dei p obi i i.
48. — Possono esse e ele i giu a i e scabini sol an o
quelle pe sone, che pe la lo o ones a, capaci a e indipen-
denza, semb ano specialmen e degne e idonee all'u icio.
§ 49. — Un elenco dei giu a i e degli scabini ele i
è
compila o dai Lensmand in campagna e nelle bo ga e e
dai cancellie i municipali nelle ci a, e pubblica o con a is-
sione nelle sedi delle sessioni gene ali giudiciali (1). Una
copia dell'elenco è imessa ispe i amen e al p esiden e del
ibunale di assise o al giudice in e io e locale.
50. — I giu a i e gli scabini possono icusa si dal
p es a e se izio come es imoni giudiciali.
§ 51. — Qualo a un giu a o o uno scabino si o i in
uno dei casi menziona i al § 36, oppu e in una condi-
zione che secondo il § 37 è incompa ibile con l'u icio, o
si scop a esse si ele a una pe sona ineleggibile, se ne de e
senza indugio a e la cancellazione dall'elenco menziona o
nel § 49.
Lo s esso de e a si quando muoia un giu a o o scabino,
o abbandoni il dis e o giudizia io, oppu e in causa di in-
e mi a isica o men ale sia di enu o pe manen emen e ina-
bile a p es a e se izio.
Se un giu a o o scabino si as e isca in un al o comune
comp eso nel dis e o, de e esse e isc i o nell' elenco di
ques o comune.
Sui ichiami con o una ingius a cancellazione o isc izione,
decide la giun a municipale.
52.
Se so ga un mo i o pe il quale il giu a o o lo
scabino abbia di i o, secondo il § 38 n. 1 — 4, di esen a si
da una elezione, egli pub chiede e alla giun a municipale
di decide e se debba esse e cancella o
dall'elenco.
§ 53. — Delle modi icazioni che subisce l'elenco dei giu-
(1)
Thing
è la sessione gene ale ( . § 32);
Things ed è il
luogo do e si iene
la sessione, Qui si pa la di sessione giudiciale o di ibunale. In No egia
il
giudice in e io e (come del es o anche i ibunali di assise) è ambulan e,
issa egli le sessioni e le p esiede.
— 15 —
a i o degli scabini si ende senza indugio in o ma o il p e-
siden e del ibunale di assise o espe i amen e il giudice
in e io e.
Egli è pa imen i in o ma o se un giu a o o scabino in-
co a in un p ocedimen o d'u icio pe un ea o che può
esse e puni o con una pena più g a e dell'ammenda (1).
CAPITOLO SESTO.
Giu a i pe le singole sessioni di ibunale di assise.
54. — P ima di ogni sessione di ibunale di assise,
il p esiden e del medesimo de e in empo debi o es a e
a so e, in p esenza di due es imoni giudiciali isc i i nella
lis a (§ 494), en isei giu a i e due supplen i.
Il e può da e disposizioni gene ali pe ogni dis e o
in o no alla du a a del se izio che i giu a i es a i debbano
p es a e. O e non sia s abili o al imen i, essi debbono p e-
s a e se izio du an e la iu ie a sessione, e in qualunque
caso ino a che non sia e mina a la causa incominci a a.
Nel caso che i giu a i non p es ino se izio du an e la
iu ie a sessione, il p esiden e del ibunale di assise de e
in empo debi o es a e a so e an i giu a i quan i son o
necessa i.
55 (2).
Il so eggio si a a u i i giu a i isc i i
nelle lis e gene ali del dis e o, a eccezione di quelli che
abbiano giá p es a o se izio come giu a i (1 39) dopo
l'ul ima elezione, oppu e siano s a i es a i pe p es a e
se izio in una sessione non anco a enu a.
Se non ne es i almeno 11 doppio di quan i si de bban o
es a e, l'es azione si a a u i gli insc i i nelle lis e.
I supplen i
sono es a i a so e ,
osse ando le s esse
no me, a i giu a i comp esi nel comune do e è enu a
la
sessione, o nei comuni più p ossimi secondo che sia di-
spos o dal minis e o compe en e.
(1)
(c . § 58.
(2)
Cosi modi ica o pe legge 4 ap ile 1891.
— 16 —
Nelle cause conce nen i ea i con o le leggi ma i ime,
qualo a in empo debi o enga a anza a una domanda
da
una delle pa i e il p esiden e del ibunale di assise la
s imi onda a, dalle lis e a pa e menziona e nel
47
n. 2
sono pu e es a i a so e in modo simile qua o giu a i
pe chè p es ino se izio. Nelle cause che so gono pe ò dai
appo i a il eapi ano e l'equipaggio, non più di dne pe-
i i di cose ma i ime debbono esse e capi ani.
56 (1). — Se una pa e del dis e o si ua a dis an e
abbia una sede giudiciale sepa a e, si de e es a e a so e,
pe
le sessioni alla medesima a ibui e, una me ì.L a i
a i esiden i in quella pa e del dis e o, e l'al a me e,
a gli al i giu a i del dis e o.
57.
— Il so eggio si compie i.lel seguen e modo :
il
p esiden e del ibunale di assise depone in un'u na le schede
chiuse con enen i u i i singoli nume i dei giu a i a i
quali de e a si l'es azione, e dopo mescola e le schede le
es ae ad una ad una nel nume o s abili o.
58.
— O e ]a so e cada su aluno che, secondo le
no me del capi olo seguen e (2), sia escluso dal p es a e
se izio in una causa, oppu e pe quello che se ne sa sia
legi imamen e impedi o, o si o i in uno dei casi indica i
nel
53 ul imo alinea, lo si de e sal a e.
51) . — 11 so eggio e le disposizioni p ese in con o ma<<
del p eceden e pa ag a o, sono egis a e in un lib o a ciò
des ina o. L'esi o del so eggio è signi ica o al p ocu a o e
di s a o, il quale ha di i o di icusa e cinque (lei giu a i
es a i.
I
p imi en uno giu a i es a i non esclusi sono
ci a i insieme ai supplen i a compa i e nella sessione del
ibunale di assise.
GO. — 11 p ocu a o e di s a o manda senza indugio l'e-
lenco dei giu a i e dei supplen i da ci a si, ai ispe i i
Lensmand (3) e cancellie i municipali, i quali debbano p o -
ede e al più p es o possibile alle ci azioni dandone a iso
agli accusa i o ai lo o di enso i. Pe quan o é possibile
(1)
Così modi ica o
pe
legge
4
ap ile
1891.
(2)
C . anche• §§ 358 e 418.
(3)
Vedi
no a al § 41.
-
17 -
de esi .concede e ai giu a i un e mine di e gio ni, `se
isiedano nella ci à do e è enu a la sessione, al imen i di
una se imana (1).
§ 61 (2). — Qualo a il Lensmand (2) o il cancellie e mu-
nicipale sappia che un giu a o, che egli de e ci a e, sia
legi imamen e impedi o o si o i in uno dei casi men-
ziona i nel § 51 p imo o secondo alinea o nel § 53 ul imo
alinea, eppu e quando il giu a o all' a o della ci azione
dichia i che non può o non uole compa i e, de e in sua
ece esse e ci a o quello che gli s ia immedia amen e i-
cino nella lis a dei giu a i del comune, sal ando pe ò colo o
che abbiano già p es a o se izio dopo l'ul ima elezione o
che siano ci a i a p es a e se izio in una sessione non
anco a enu a. O e manchi un ale giu a o, si p ocede nello
s esso modo dal p incipio della lis a. Se non esis a in ge-
ne ale nessun giu a o da po e si ci a e, si ci ano scabini
secondo l'o dine della lo o elezione.
Delle ci azioni a e e del modo come u ono applica e
le su i e i e disposizioni, è da o a iso al p esiden e del
ibunale di assise.
§ 62.
— Al più a di un gio no p ima che cominci la
sessione, si a igge nella sede del ibunale un elenco dei
giu a i che debbono p es a e se izio.
Se l'accusa o sia de enu o, l'elenco de 'esse gli mos a o
al più a di nel gio no p ede o.
§ 63.
— Il giu a o che senza legi imo impedimen o si
i iu a di compa i e, o non compa isce, oppu e icusa al i-
men i di adempie e il suo u icio, può esse e condanna o,
du an e la sessione o sop a speciale accusa, all' ammenda
ino a qua ocen o co one. Può inol e esse e enu o
a
isa ci e in u o o in pa e le spese causa e dalla sua
condo a.
Qualo a sia s a o legi imamen e impedi o, ma
abbia as-
cu a o di da ne a iso al più p es o possibile, può esse e
condanna o, secondo le ci cos anze, a un'ammenda ino a
cen o co one e enu o al isa cimen o delle spese causa e.
(1)
C . § 160.
(2)
Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. V. no a 2 al § 41.
Codice di p ocedu a penale No egese
2
— 18 —
Valgono come impedimen o legi imo anche quelle ci co-
s anze pe le quali il ispe i o giu a o non a ebbe po u o
p esen a si senza pe icolo della salu e, o p ospe i à o senza
ascu a e impo an i e imp o ogabili a a i o do e i.
Degli u ici pubblici sono conside a i come impedimen o
sol an o la ca ica di memb o del pa lamen o o dell'assem-
blea degli ele o i o dell'assemblea p o inciale, nonchè il
se izio mili a e.
64. — Qualo a il nume o dei giu a i p esen i alla ses-
sione del ibunale di assise, che possono p es a e se izio,
sia, comp esi i supplen i, in e io e a dicianno e o, nel caso
del § 321, in e io e a en i, senza che pe al o la lis a dei
giu a i nella sua o ali à sia in alida, il p esiden e del i-
bunale di assise chiama il nume o necessa io di giu a i a
quelli che possono p esen a si al più p es o, alasciando
possibilmen e quelli che già p es a ono se izio, e ciò pe
ia di so eggio Zii quan o sia possibile sceglie e a più.
Tale chiama a può esse e alascia a, quando le pa i inun-
zino al lo o di i o di elimina ne alcuni e es ino anco a
almeno dieci giu a i, o ispe i amen e undici, che possono
p es a e se izio.
§ 65.
Alla ine della sessione del ibunale di assise
il p esiden e di ques o a compila e una lis a dei giu a i
che hanno p es a o se izio (§ 39). La lis a è egis a a
in un lib o conse a o dal p esiden e s esso. Una copia
è
imessa al ispe i o Lensmand (1) o cancellie e municipale.
CAPITOLO SETTIMO.
Incompa ibili à
dei
memb i
del
ibunale.
66. — Non
può sede e
in
ibunale
come
giudice o
scabino (2), giu a o
o
cancel
li
e e :
1° la pa e in causa o la pa e lesa ;
(1)
Vedi no a 2 al § 41.
(2)
Il es o dice:
Domme ,
cioè giudice, ma qui comp ende an o il giudice
quan o lo scabino. C . del es o §§ 358 e 418.
•
- 19 -
2° il pa en e dell' impu a o o della pa e lesa in linea
discenden e o in linea la e ale ino al g ado di cugino,
oppu e l'a ine nello s esso g ado, anco chè non sussis a più
il ma imonio che ha cagiona o l'a ini à ;
3° il coniuge o il idanza o, il pad igno o il iglias o,
il pad e ado i o o il iglio ado i o dell'impu a o o della
pa e lesa, o ali in passa o, o che ispe o a uno dei me-
desimi abbia la quali à di u o e o cu a o e ;
4° colui che ha se i o come pe i o o depos o come
es imonio nella causa, o è compa so pe il pubblico mini-
s e o, la pa e lesa o l'impu a o ;
5° colui che è impa en a o in linea ascenden e o di-
scenden e o in linea la e ale ino al g ado di a ello con
alcuno che compa isca nella causa pe il pubblico minis e o,
la pa e lesa o l'impu a o, od è a ine in linea ascenden e
o discenden e di una di ali pe sone, anco chè non sussis a
più il ma imonio che ha cagiona o l'a ini à.
§ 67. — Nei g adi supe io i d'is anza, inol e, nessuno
pub sede e in ibunale
1° se esso s esso o al i con cui egli si o i in una delle
elazioni indica e nel n. 5 del pa ag a o p eceden e, abbia
p eso pa e alla p eceden e de inizione della causa ;
2° se si o i in una delle elazioni menziona e nei n. 2
e 3 dello s esso pa ag a o, con una pe sona che è pa e in
causa. È conside a o come pa e chiunque abbia agi o p e-
ceden emen e nella causa, allo chè si ce chi di a ale e
una esponsabili à ln suo con on o.
68.
— Se del es o esis ano ci cos anze speciali a e
a diminui e la iducia nell'impa ziali à di un giudice o sca-
bino (1) o di un cancellie e, e a ale igua do sia a a
apposi a domanda da quello di essi di cui si a a o da
una delle pa i, il ibunale de e dec e a ne la esclusione.
69.
— Il ibunale pub delibe a e sulla esclusione di
una pe sona p ima che enga issa o il gio no pe la di-
scussione della causa di cui si a a e senza a
y
e sen i o
le pa i. Le no me di cui al § 170 non si applicano a
ques o caso. All'in uo i del ibunale sup emo o della se-
(1)
Dojnme .
Vedi no a al § 66.
— 26 —
sulla omissione o sull'abbandono di un p ocedimen o, può
esse e i o ma a dal supe io e, pu chè ne sia da o a iso
all'accusa o en o due mesi al più a di da che egli u in-
o ma o della p ima decisione.
Quando un p ocu a o e di s a o isol a, in con o mi á
del § 85 ul imo alinea, di ome e e o di sospende e il p o-
cedimen o pe un ea o, de e a ne senza indugio una e-
lazione mo i a a al p ocu a o e gene ale del egno.
Quando il p ocu a o e gene ale isol a nello s esso caso
di ome e e o di sospende e il p ocedimen o pe un ea o
pe il quale, secondo il § 89, spe i a lui l'accusa, p esen a in
p oposi o senza indugio una elazione mo i a a al e, al
quale spe a la decisione de ini i a.
Un p ocedimen o a ia o da un'au o i à subal e na può
esse e abbandona o dal supe io e.
§ 92.
— Pe i ea i pe i quali la legge lascia l'accusa
ai p i a i, colui che i è au o izza o p ocede in con o -
mi à delle no me di cui al § 31.
Qualo a sieno o ese più pe sone, ognuna di esse può
ese ci a e il suo di i o di accusa indipenden emen e dalle
al e. Se una sola p omuo a l'accusa, le al e hanno sol-
an o il di i o di accede e alla causa nello s a o in cui
ques a si o i. Ogni decisione p esa dal ibunale nella
causa spiega il suo e e o a a o e dell'impu a o, anche di
on e agli a en i di i o all'accusa che non abbiano p eso
pa e alla causa.
§ 93.
— La pe secuzione p i a a pe ea i pe i quali
l'accusa pubblica è subo dina a alla is anza della pa e lesa,
non può esse e a a che secondo le no me del § 94.
§ 94.
— Qualo a il pubblico minis e o si sia i iu a o di
p omuo e e l'accusa o, senza esse i au o izza o in i ù del
§ 85 n. 2 (1), abbia desis i o da un'accusa p omossa, op-
pu e abbia acce a o una sen enza di assoluzione o ale o
(1) La legge 6 giugno 1896 ha co e o l'e o e del es o o igina io, che i-
chiama a qui anche il n. 1 del § 85, nel quale la desis enza del pubblico mi-
nis e o è dalla legge s essa au o izza a, e ha ol o inol e il ichiamo del
n. 3 di de o § 85 in con o mi à alla sopp essione che di ques o nume o la
legge s essa ha a o. C . no a al § 85.
,
— 27 —
pa ziale dell'accusa o o e o una sen enza di condanna del
medesimo pe un ea o mino e di quello p opos o, colui
che u leso dal ea o può con inua e la causa, ecce o che
abbia dichia a o di non chiede e l'accusa (§ 279) (1). Se egli
sia de un o, possono a ne le eci il coniuge, il pa en e in
linea ascenden e e discenden e, i a elli e le so elle e gli
e edi. In al caso si applica la disposizione del § 92 secondo
alinea.
Come pa e lesa da un ea o p e edu o nel capi olo 18 § 27
del codice penale (2), è conside a a ogni pe sona maggio-
enne e incensu a a che abi i nello s esso edi icio o e u
commesso il ea o o in una p op ie à a igua.
§ 95. — Se un a o comp enda ea i sogge i in pa e
ad accusa pubblica e in pa e ad accusa p i a a, il pubblico
minis e o può, a ichies a della pa e lesa, p ocede e pe
ambedue i ea i.
96 — All'inizio dell'udienza il ibunale esamina se
quegli che p omuo e la causa abbia di i o di accusa e.
Quando sia i is anza di
colui
che ha di i o di accu-
sa e, l'impu a o non può di on e al pubblico minis e o
ele a e obiezioni con o il p ocedimen o adducendo che
il ea o sia sogge o unicamen e ad accusa p i a a ; all'in-
con o il ibunale espinge d'u icio la causa, se iconosca
che allo chè u p omossa accusa e a già e iden e che il
unziona io di ques a non
a e a di i o di accusa e.
CAPITOLO DECIMO.
Impu a i
e lo o
di esa,
§ 97. — Si conside a come impu a o colui che è sospe o
di un ea o (3), non appena il p ocedimen o sia inizia o
dinanzi al ibunale o sia p epa a o con o
di lui
con dec e o
(1)
C . § 433 e al. 1 del § 436.
(2)
Lenocinio p op iamen e de o e enu a di casa di p os i uzione.
(3)
Il es o dice qui e al o e :
den Mis cen ke,
cioè semplicemen e " colui
che è sospe o
n.
— 28 —
di seques o, di pe quisizione o di a es o, o con simili
p o edimen i di e i con o di lui.
98.
— Se l'impu a o non sia usci o dall'e à mino e (1),
i suoi di i i di pa e spe ano anche al u o e.
Se sia in e mo -di men e (2), i suoi di i i di pa e pas-
sano nel u o e.
99.
— L'impu a o ha di i o di a si assis e e da un
di enso e in qualunque s adio del p ocedimen o. Nel diba -
imen o dinanzi al ibunale di assise egli può a si
di-
ende e da più di uno.
Se l'impu a o sia mino e di 15 anni , la scel a del di-
enso e spe a al u o e.
100 (3). — In u e le cause pe le quali in modo
speciale non sia dispos o di e samen e (§§ 373, 377, 389,
404, 430 e 432), l'impu a o de e a e e un di enso e :
1° nel diba imen o, negli esami es imoniali (4) e nelle
pe sc u azioni (5) a e in con o mi à dei
296 e 297 ;
2° negli esami di es imoni o nelle pe sc u azioni quando
si i enga che 1' a o si a à ale e come p o a nel di-
ba imen o ;
3° nelle udienze giudiciali enu e senza a e i e l'im-
pu a o o, se ques o sia de enu o, senza esse e egli com-
pa so all'udienza ;
4° nelle udienze giudiciali dalle quali l' impu a o sia
s a o escluso, secondo il § 278 e zo alinea.
§ 101. — Nei casi menziona i nel § 100 si de e des i-
na e un di enso e d'u icio, sia che l' impu a o non abbia
alidamen e ele o un di enso e, o che nel suo in e esse si
epu i necessa io depu a gliene un al o alla o a quello
già nomina o, oppu e che il di enso e ele o sia espulso
dall'udienza in con o mi à del § 278 e zo alinea.
(1)
Cioè, se non abbia compiu o i 18 anni.
(2)
C . § 285.
(3)
Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. Nel p imo alinea u aggiun o il
ichiamo dei §§ 389 e 443, e dall'ul imo alinea (n. 4), in ine, u le a a la
ase : oppu e che (le udienze) sieno enu e a po e chiuse „.
(4)
Things idne ,
le e almen e
es imonianze giudizia ie.
(5)
G anskninge .
Si a a di quelle indagini minu e e accu a e di che nei
§§ 197 al. 3, 200 e segg., le quali si anno con le ga anzie o mali p op ie
delle e e
p o e, a
di e enza delle semplici
in o mazioni.
il
caso di nomina e uno dei di en-
§ 104,
il
p esiden e del
ibunale
che si
possa sceglie e
a al ine
un
di enso e sia impedi o o non
sia p esc i o o sia giudica o ne-
-
29 -
§ 102.
— O e la nomina di un di enso e d'u icio non
sia necessa ia ai e mini del § 101, ma la si epu i neces-
sa ia pe la speciale quali à del caso, a domanda di un im-
pu a o impo en e a p o ede si di un di enso e a p op ie
spese, gli se ne depu a uno d'u icio.
§ 103.
Come di enso i p esso il ibunale sup emo
sono des ina i gli a oca i del medesimo. P esso gli al i
ibunali può esse e des ina o qualunque p ocu a o e legale
o, die o au o izzazione speciale del ibunale, un'al a pe -
sona incensu a a e idonea
all'u icio.
Nessuno può esse e impiega o come di enso e, il quale di-
mo i an o lon ano dalla sede del ibunale, da do e esse e
pe
ale
mo i o essenzialmen e i a da a la discussione
della causa.
104. — Pe p es a e se izio come di enso e
d'u icio
il e assegna p esso il ibunale sup emo un nume o su -
icien e di a oca i del medesimo, e p esso gli al i ibu-
nali un nume o su icien e di p ocu a o i legali o di al e
pe sone idonee all'u icio.
§ 105.
— Pe le singole cause o pe le singole udienze
giudiciali i di enso i sono nomina i dai p esiden i dei i-
bunali ; pe ò pe e i a e i a di il p esiden e del ibunale
di assise può in p op ia ece delega e a un giudice in e io e
la nomina di un di enso e. O e più di enso i siano assegna i
p esso il medesimo ibunale e nella s essa ci cosc izione
giudizia ia, si de e cu a e che, se nulla si opponga, essi
sieno nomina i in o dine p og essi o pe assume e la di esa
nel diba imen o.
§ 106.
O e non sia
so i assegna i secondo
il
può nomina ne un al o
secondo il § 103.
Vale lo s esso quando
si p esen i, nei casi in cui
cessa io ale si di un di enso e (1).
107. — O e le ci cos anze non lo sconsiglino (2), il
(1)
C . § 308 al. 2.
(2)
C . §§ 109 e 110.
- 30 -
di enso e scel o dall'impu a o de e, a ichies a, esse e no-
mina o come di enso e d'u icio. Non ne de ono pe al o
de i a e maggio i spese a ca ico dello s a o.
S'egli appa enga al no e o dei di enso i assegna i p esso
le ci cosc izioni giudizia ie ai e mini del § 104, può p e-
s a e se izio come di enso e d'u icio senza nomina spe-
ciale, ad eccezione dei casi menziona i nel § 109.
§ 108.
— Il di enso e depu a o d'u icio si i i a, quando
l'impu a o ne abbia alidamen e scel o un al o e il p e-
siden e del ibunale non disponga al imen i. Pe ò la causa
non de e subi e i a do pe ciò che l'impu a o, senza ad-
du e mo i i che si app o ino dal p esiden e del ibunale,
designi un nuo o di enso e in cambio di quello depu a ogli
o di quello che dapp ima si e a scel o.
Il
p esiden e del ibunale può nomina e un al o di en-
so e in cambio di quello o igina iamen e depu a o, quando
ciò si epu i necessa io pe u ela e in modo assicu an e
gl'in e essi dell'impu a o.
§ 109.
Non può esse e nomina o di enso e colui che :
1° sia pe sonalmen e leso dal ea o, o
2° sia pa en e o a ine dell'impu a o o del leso in linea
ascenden e o in linea la e ale ino al g ado di a ello, op-
pu e sia o sia s a o coniuge o idanza o, pad igno o iglia-
s o, pad e ado i o o iglio ado i o dell'impu a o o della
pa e lesa;
3° abbia già agi o nella causa in al a quali à o com-
pa isca nella causa come es imone o pe i o.
In g ado supe io e d' is anza non può, inol e, esse e no-
mina o di enso e colui che si o i in una delle elazioni
menzina e al n. 2, con una pa e in causa (c . § 67, n 2,
ul imo pun o), l'in e esse della quale sia in opposizione con
quello dell'impu a o.
§ 110.
— Non può la s essa pe sona esse e nella s essa
causa di enso e di più impu a i i cui in e essi sieno a
di
lo o in opposizione.
§ 111.
— Nei casi di cui ai § 100 e 102 (1), ai di en-
(1) C . § 210.
—
31 —
so i d'u icio compe e una indenni à sull'e a io, la quale
è
de e mina a secondo le no me del § 81 con la limi azione
de i an e dal § 107.
§ 112. — Il ibunale può consen i e che a u ela degli
in e essi dell' impu a o
si
p esen ino al e pe sone all'u-
dienza giudiciale a la o del di enso e p op io, senza ché
pe ò le ul e io i disposizioni in o no ai di enso i si appli-
chino ad esse.
CAPITOLO IM-DECIMO.
Udienze giudiciali e e bali.
§ 113 (1). — Le udienze giudiciali sono pubbliche
in
quan o la p esen e legge non disponga il con a io. Qualo a
pe ò la pubblici à possa o ende e il buon cos ume, oppu e
il seg e o sia ichies o in
conside azione delle elazioni
dello s a o con po enze s anie e, o l'impu a o sia mino e
dei dicio o anni e assis a all'udienza, il ibunale può
dispo e con o dinanza, che l'udienza giudiciale sia enu a
u a o in pa e a po e chiuse.
Du an e le in es igazioni e l'is uzione giudiciale p elimi-
na e il ibunale può anche dec e a e la chiusu a delle
po e, quando scop a un mo i o speciale di i ene e che
la pubblici à po esse impedi e la pe e a e sicu a diluci-
dazione della causa, o quando l'impu a o lo ichieda addu-
cendo mo i i che il ibunale s imi sodis acen i.
Si discu e a po e chiuse in quale misu a debbasi esclu-
de e la pubblici à.
§ 114. — Sebbene un'udienza giudiciale sia enu a a
po e chiuse, pu e il ibunale, o e conco ano mo i i spe-
(1) Così modi ica o pe legge 14 luglio 1894, la quale, ai casi in cui può
esclude si la pubblici à, nel 1° alinea ha aggiun o quello della p esenza di
un impu a o mino enne, e coe en emen e nel 2° alinea ha sopp esso la clausola
secondo cui, o e l'impu a o osse mino e dei 15 anni, spe a a al suo u o e
la acol à di chiede e la chiusu a delle po e.
— 32 —
iali, può concede e a singole pe sone non a en i appo o
con la causa, la acol à di assis e i (1).
115 (2). — O e si abbia mo i o di i ene e che la
app esen azione pubblica di diba imen i possa in lui e
in
modo noci o alla dilucidazione della causa o al giudizio,
il
ibunale può dispo e con o dinanza, che ale app esen-
azione o una pa e di essa non si accia p ima che la
sen enza sia p o e i a o il p ocedimen o sia chiuso. L'o -
dinanza è e oca a non appena si i enga esse ne cessa i
i mo i i. La asg essione è puni a con ammenda.
Tenendosi un' udienza giudiciale a po e chiuse, se il
ibunale giudichi che in gene ale la discussione debba pe
qualche mo i o esse e enu a seg e a, ne impone il seg e o
a u i i p esen i. Tale o dine è inse i o a e bale. Pe
ciò che conce ne le penali à, i di enso i p i a i sono equipa-
a i ai unziona i.
116.
— N elle udienze giudiciale pubbliche può esse e
inibi a l'en a a ai mino i dei 18 anni, nonché a chiunque
si p esen i in ale s a o, da ende e la sua pe manenza
incompa ibile con la digni à del ibunale o col buon o -
dine. Pe e i a e il so e chio a ollamen o nella sala, il
p esiden e del ibunale può in ogni ci cos anza limi a e il
nume o delle pe sone da amme e si.
117.
— Quando il ibunale si compoga di un unico
giudice, debbono esse e chiama i due es imoni giudiciali
in
con o mi à delle p esc izioni igen i. Sono all'occasione im-
piega e come ali nelle cause pe ea i p e edu i dalla legge
cli na igazione, le pe sone e sa e nelle cose di ma ina e
di
na igazione.
118.
Non può p es a e se izio come es imonio
giudiciale :
1° la pa e lesa da un ea o ;
2° il coniuge dell'impu a o o della pa e lesa ;
3° il pa en e o a ine sino al g ado di a ello di uno
di ques i, oppu e del giudice, del cancellie e o di colui che
(1)
L'inciso: " o e conco ano mo i i speciali „ 'e aggiun o dalla
legge
14
luglio 1894.
(2)
Il p imo alinea u aggiun o pe legge 14 luglio 1894.
- 33 —
compa isce nell'udienza pe lo s a o, pe l'impu a o o pe
la pa e lesa ;
4° quegli che è al se izio delle pe sone sudde e.
§ 119.
— Il p esiden e del ibunale in igila a, che le
discussioni p ocedano con o dine e digni à. Egli pub in e -
ompe e e ichiama e al do e e chiunque si pe me a esp es-
sioni indeco ose o agg essioni pe sonali scon enien i. Se
u ia pa e, i pe sis a nonos an e il ichiamo all'o dine, il
ibunale può oglie le la pa ola.
I1 ibunale può espelle e le pe sone che con un con egno
scon enien e u bino le discussioni od o endano la digni à
del ibunale.
§ 120.
— Pe le asg essioni e so il ibunale o e so
una pe sona compa sa dinanzi al medesimo, e pe un con-
egno a causa del quale sieno u ba e le discussioni o sia
o esa la sua digni à, oppu e pe inobbedienza agli o dini
del ibunale o del suo p esiden e, il ibunale può con o di-
nanza, sedu a s an e, in ligge e al colpe ole un'ammenda
da due ino a qua an a co one. Se aluno pene i nella
sala dopo esse e s a o espulso o pe sis a in al a manie a
a u ba e le discussioni , può median e o dinanza esse e
messo in ca ce e di cus odia ino a an o che du i l'udienza
giudiciale, non pe ò ol e i e gio ni. Tale ammenda o
ca ce azione non impedisce che il a o enga pe segui o
nella ia o dina ia, ma di de a ammenda o ca ce azione
è enu o con o nella commisu azione della pena.
Le disposizioni che p ecedono non de ogano a ciò che è
p esc i o nei
11
12 e 13 della legge sul ibunale sup emo
del 12 se emb e 1818.
121. — L'esame di pe sone che non posseggono la
lingua no egese, si a pe mezzo di in e p e i giu a i.
Il
e bale è enu o in lingua no egese. Il ibunale può
o dina e che le dichia azioni siano messe dall' in e p e e
pe isc i o in lingua s anie a, e si so opongano all'ap-
p o azione della pe sona in e oga a.
T anne che nel diba imen o, il giudice s esso può esse e
in e p e e, quando possegga la lingua s anie a.
L'u icio di in e p e e può esse e uni o a quello di can-
cellie e.
Codice di p ocedu a penale No egese
3
— 34 —
12 2. — Al so do che debba a e una dichia azione,
si pongono domande pe isc i o ; il mu o è in i a o a da e
pe isc i o le ispos e. I so domu i sono esamina i con
domande e ispos e pe isc i o. O e non possano esse e
esamina i in ques o modo, l'esame si a pe mezzo di un
in e p e e.
§ 1
.
23. — Pe l'assunzione e il giu amen o degli in e p e i
si p ocede secondo ciò che è dispos o pe i pe i i (1).
124.
— In ogni udienza giudiciale è s eso un e bale
con enen e l'indicazione del empo e luogo dell'udienza, i nomi
dei giudici, dei giu a i, dei es imoni giudiciali e del can-
celli e e , il nume o e la designazione della causa in ela-
zione all'accusa, i nomi delle pa i e quelli delle pe sone
compa se pe esse. Dell'andamen o delle discussioni si iene
no a ia ia a e bale, e segna amen e in guisa da po e si
ile a e
sino
a qual pun o sie o s a e osse a e le o mali à
p esc i e (2). I es imoni e pe i i sen i i i sono menzio-
na i, e del pa i ciò che ad essi u mos a o o le o. Le
conclusioni, le domande e le eccezioni che non osse o
con enu e in isc i i consegna i al ibunale, sono asc i e
pe iu ie o. Pa imen i u e le o dinanze, le sen enze e i
dec e i del ibunale e del giu ì.
125.
— Le con essioni e al e mani es azioni impo -
an i dell' impu a o , le dichia azioni des ina e a esse e
le e o che si i iene possano esse e le e al diba imen o (3),
e le deposizioni dei es imoni e dei pe i i, quando so ga
il
sospe o che possano inco e e in esponsabili à penale,
sono semp e ip odo e pe iu ie o e, pe quan o possibile,
con le s esse pa ole della pe sona in ques ione.
Delle al e dichia azioni emesse dall'impu a o, dai es i-
moni o dai pe i i uo i del diba imen o, si dà semplice-
men e il sun o, alasciando ciò che semb i p i o d'impo -
anza pe la causa. Fin do e una dichia azione consuoni
con al e già p ima ip odo e nel e bale, è su icien e
il
a ne ichiamo.
(1)
§§ 192, 194 e 197.
(2)
C . § 129.
(3)
C . § 332.
—
35 —
Dopo ini o il e bale conce nen e ciascuna singola pe -
sona in ques ione, se ne dà le u a pe la con e ma. O e
sieno ichies e e i icazioni, ques e debbono esse i inse i e.
§ 126 (1). --- A eccezione dei casi indica i nel p imo
alinea del § 125, le dichia azioni dell'impu a o, dei es i-
moni e dei pe i i, dinanzi ai ibunali di assise e ai ibu-
nali di scabini, debbono solamen e ip odu si pe in ie o,
pu ché ciò sia possibile senza in e ompe e l'andamen o
delle discussioni, e non sono le e pe la con e ma.
Il
ibunale di scabini può u a ia, o e lo epu i op-
po uno pe e i a e esami es imoniali in caso di nuo a
discussione, dec e a e che le dichia azioni sieno i ma e e
le e pe la con e ma in con o mi à degli alinea secondo
e e zo del § 125.
Si de e semp e p ende e no a della ci cos anza, che un
a
.
pe sona sen i a in esame non abbia nulla da dichia a e
in o no alla causa.
127. — Die o ichies a a a in empo da una delle
pa i che imbo si le spese ine en i, il p esiden e del i-
bunale de e, se e ne sia l'occasione, a s enog a a e le
dichia azioni da s enog a i giu a i. Il che si può a e anche
in al i casi, quando il ibunale epu i che ciò sia i-
chies o dalle ci cos anze. I e bali debbono esse e al più
p es o ado i in sc i u a comune e so opos i al p esi-
den e del ibunale o al giudice da lui au o izza o i e
così pu e al cancellie e pe l'esame, e allega i al e bale
pos illando i le osse azioni che a esse da a e.
§ 128. -- Sino a an o che apposi i cancellie i non sieno
nomina i, pe ene e i e bali degli esami dell'impu a o o
dei es imoni si debbono in gene ale impiega e sc i ani (2).
129. — Il e bale è so osc i o dai giudici, dal can-
cellie e e dai es imoni giudiciali. Pe ciò che igua da le
o mali à da osse a si secondo la legge, esso o nisce
la
p o a di quan o a enne du an e gli a i del giudizio. Non
e pe ò esclusa la p o a con a ia.
(1)
Gli alinea secondo e e zo sono aggiun i pe
legge
4
ap ile 1891.
(2)
P o okol i5 e
no eg.,
P o oholl üh.i
•
e
ed.
—
42 —
La no i icazione si conside a a enu a, quando siano as-
co se qua o se imane dopo l'a issione nella sede del i-
bunale e l'inse zione nella gazze a delle no i icazioni.
5 155. — Gli a isi che nel co so di una causa sono
da i dinanzi al ibunale pe sonalmen e all'in e essa o, so-
s i uiscono le no i icazioni.
Die o ichies a si de e en o en iqua 'o e deposi a e
a disposizione nella cancelle ia del ibunale una ip odu-
zione sc i a dell'a iso.
156.
— F a le au o i à pubbliche, i p ocu a o i legali
e i di enso i d'u icio, gli a isi a mano e so ice u a en-
gono luogo di no i icazione,
157.
— Gli a isi di e si di quelli su menziona i, se
p o engano da una pubblica au o i à, sono a i nella o ma
che epu asi oppo una al caso. Se p o engano da al i, il
ce i ica o di un'au o i à pubblica o una icognizione sc i a
dell'in e essa o se e di p o a che l'a iso u da o.
l^ ei luoghi do e non si icapi ano le e e all'abi azione
del des ina a io, • si debbono pe ò icapi a e le le e e che
conce nono cause penali, quando la ichies a p o enga da
una pubblica au o i à.
§ 158.
— Quando un e mine en o il quale de e a si
qualche cosa, spi i in gio no es i o, si conside a come se
spi asse nel p ossimo gio no e iale successi o.
§ 159.
— Quando si debba no i ica e o pa ecipa e
qualche cosa en o un e mine isso, è su icien e, o e si
impieghino la pos a o gli uscie i, a e la consegna alla
pos a o agli uscie i p ima che spi i il e mine.
160.
— Ogno achè ques a legge p esc i a un e mine
isso pe la ci azione, de e esse e compu a o in più il nu-
me o di gio ni che si i iene occo e e pe il iaggio dal
luogo di dimo a della pe sona ci a a alla sede del ibu-
nale, e il empo necessa io pe i p epa a i i del iaggio.
161.
— In quan o non sia s abili o il con a io (1), l'im-
pu a o ha e gio ni di empo pe compa i e al diba i-
men o e 24 o e pe compa i e alle al e udienze giudiciali;
le al e pe sone hanno in ogni caso una no e di empo.
(1) Vedi § 60 e 173.
43 —
Pe le udienze giudiciali che sono enu e in occasione
delle g andi pesche ili acqua salsa, an o l'impu a o quan o
le al e pe sone hanno 1' obbligo di compa i e il gio no
s esso che è no i ica a la ci azione (1).
CAPITOLO DECIMOQUARTO.
Delibe azioni e decisioni dei ibunali.
162.
— O e il ibunale sia compos o di più memb i,
p ima che si p o e isca una sen enza si de e a e una de-
libe azione o ale e
una
o azione.
Lo s esso ale pe le al e decisioni, ogno achè ciò
si
ichieda da uno dei memb i del ibunale o non si o nii
subi o l'unanimi á a i medesimi.
163.
--- La delibe azione e, anne che pe il ibu-
nale sup emo,
la o azione, seguono a po e chiuse. Il
p esiden e di ige la discussione, pone le ques ioni e ac-
coglie i
o i. La
o azione si a a oce nell'o dine de e -
mina o dalla so e. In con o mi á dell'esi o della o azione
il p esiden e s ende la sen enza o la decisione e, o e il
ibunale non s abilisca al imen i, anche i mo i i di essa.
Il cancellie e del ibunale è p esen e alla o azione e la
egis a a lib o.
161.
- In caso di pa i á di o i p e ale l'opinione
pià a o e ole all'impu a o.
Se i sia dissenso sull'esi o della o azione, lo si isol e
con o azione a pa e. Se i o i es ano u a ia pa i, il
o o del p esiden e è p eponde an e.
165. — Sulla ques ione della colpabili á si a una
o-
azione
a pa e. Non è pe ò comp esa in essa la ques ione
sulla esclusione della pena pe causa di p esc izione e cli
al e consimili successi e ci cos anze es anee al a o de-
li uoso che hanno in luenza sulla punibili a, né la ques ione
sull'aumen o di pena dipenden e dalla ecidi a, anne
in
(1)
II
secondo
alinea e
aggiun o
pe
legge
4
ap ile
1891.
. §§
18,
al. 2,
267
al. 1, 370 al.
2.
— 44 —
quan o igua di il empo in cui u commesso il a o in-
c imina o.
§ 166.
— Alla o azione sulla ques ione pe in lizione
della pena non p endono pa e colo o che sulla ques ione
di colpabili à hanno o a o pe l'assoluzione dell'accusa o,
i enendosi che abbiano ade i o ai o i da i a a o e del
medesimo.
§ 167.
Sono sen enze le decisioni con le quali l'accu-
sa o è condanna o o assolu o ; o dinanze sono le al e,
quando la legge le designi esp essamen e come ali (1),
o esse de iniscano la causa o una pa e indipenden e di
ques a.
168.
— Le sen enze e le o dinanze sono p o e i e
nelle udienze giudiciali e debbono esse e mo i a e.
Le decisioni che non sono nè o dinanze nè sen enze,
come pu e le o dinanze di na u a p ocessuale, possono es-
se e i o ma e.
Lo s esso dicasi delle o dinanze con le quali un assen e
è dichia a o esponsabile della sua assenza, quando in p o-
posi o enga p esen a a una domanda en o qua o dici
gio ni dall'a enu a pubblicazione dell'o dinanza.
169.
— Qualo a nelle sen enze e o dinanze sieno in-
co si e o i di sc i u azione o di compu o, o e iden i ine-
sa ezze od omissioni consimili, possono esse e e i ica i
d'u icio.
Quando poi occo ano inesa ezze, oscu i à, con adizioni
o impe ezioni nei mo i i di esse, se ne può a e la e i-
icazione a ichies a di una delle pa i, sen i a l'al a. La
ichies a de e p esen a si p ima ché spi i il e mine pe
l'appello. La e i icazione è a a con una speciale aggiun a
al e bale, e al luogo oppo uno si a in ma gine ichiamo
appos a.
Le decisioni in p oposi o debbono esse e p ese dal i-
bunale iuni o. Con o di esse non è ammesso appello nè
ico so.
§ 170. -- O e nel p esen e codice sia lascia a al i-
(1) V. pe es. §§ 63, 113, 120, 170, 189, 198, 220, 239, 246, 247, 273, 275,.
278, 280, 396, 427, 458, 459, 461, 462, 467, 471.
-
45 -
bunale la acol à di p ende e una disposizione, il p ende la,
in quan o non sia s abili o il con a io e il ibunale non
sia iuni o, spe a al p esiden e. Se la disposizione debba
esse e emana a in o ma di o dinanza, il p esiden e, agg e-
gandosi due es imoni giudiciali, s a uisce in udienza del
ibunale.
CAPITOLO
DECIMOQUINTO.
Tes imoni.
§ 171. — I es imoni sono obbliga i di compa i e
al
diba imen o dinanzi il ibunale di assise e nelle cause di
gius izia dinanzi al ibunale di scabini, quando abbiano do-
micilio o dimo a nelle ispe i e giu isdizioni, o si o ino
a ale dis anza dalla sede del ibunale, da do e e pe
accede i pe co e e non più di 600 chilome i in is ada
e a a, di 300 in pi osca o o di
100
in al o modo, op-
pu e un a o di ia co isponden e pa e nell'uno e pa e
nell'al o modo. Alle al e udienze giudiciali i es imoni
sono obbliga i di compa i e nella ci á o nella giu isdi-
zione (1) do e hanno domicilio o dimo a e, quando il a o
di ia non supe i il e zo delle dis anze p ede e, nelle ses-
sioni gene ali mensili del ibunale s abili e pe quella giu-
isdizione.
Quando si epu i impo an e che un es imonio compa-
isca al diba imen o e u a ia le disposizioni p eceden i
non e l'obblighino, il ibunale può, a ichies a
di
una
delle pa i, impo gliene l'obbligo. P ima de e pe ò en a e
di conclude e un acco do secondo il § 174, o e
ciò
sia
possibile senza di e i e la causa pe il i a do.
172. --
La ci azione dei es imoni
si
a median e la
no i icazione
dell'a o di ci azione, il quale de e con ene e
il
nome del es imonio o una esa a desc izione pe sonale
di lui, il ine cui mi a la ci azione, il ibunale e la sede di
(1)
Thinglag.
È, come
Thiugs ed,
luogo delle sessioni gene ali. Vedi no a
al § 49. C . §§ 27 e 31.
— 46 —
ques o e il gio no e l'o a dell'udienza, non che l'indica-
zione della esponsabili à de i an e dalla di lui assenza (1).
173. — Il ibunale può impo e alle pe sone p esen i
nella sede del ibunale o nelle icinanze di esso, di com-
pa i e senza indugio pe depo e come es imoni. Ai e-
s imoni p esen i si può impo e di compa i e a una nuo a
udienza.
Quando una pe sona sia a es a a nell'a o di comme -
e e un ea o o su acce ecen i, la polizia può ingiun-
ge e e balmen e a ciascuno dei p esen i di compa i e
in
ibunale men e quella
condo a dinanzi ad esso.
171. — Il pubblico minis e o o il ibunale si può
acco da e con un es imonio ci ca la sua compa sa nei
casi in cui egli non sia i obbliga o, semp e che si possa
ispa mia e spese o guadagna empo, oppu e, a andosi
di un diba imen o, si epu i impo an e la p esenza del
es imonio al medesimo.
175.
Qualo a un es imonio non compa isca senza
un
legi imo impedimen o, o abbia ascu a o di annunzia lo
in empo debi o, oppu e abbandoni senza pe messo la sede
del ibunale p ima che sia ini a l'udienza, il ibunale può
nella s essa udienza o in al a pos e io e in ligge gli con
o dinanza un'ammenda da dugen o a qua ocen o co one,
e insieme obbliga lo a isa ci e in u o o in pa e le
spese cagiona e dalla sua assenza. Il ibunale può inol e
a condu e alla s essa udienza o ad al a successi a il
es imonio non compa so senza impedimen o. Si applicano in
p oposi o le co isponden i no me del § 254.
176.
Sono dispensa i (2) dall'obbligo di depo e come
es imoni :
1° il coniuge dell'impu a o ; se il ma imonio sia sciol o
pe di o zio, l'esenzione si es ende al esì a ogni deposi-
zione ichies a conce nen e a enimen i an e io i al di-
o zio ;
2° il idanza o dell'impu a o, se il idanzamen o siasi
concluso p ima del ea o ;
(1)
Vedi il
§ 175.
(2)
C . § 187.
- 47 -
3° i pa en i dell'impu a o in linea ascenden e e di-
scenden e, i a elli e le so elle, nonché gli a ini p ossimi.
Se enga ci a o come es imonio aluno che si o i in
uno dei sudde i casi, lo si de e ende e a e i o di quan o
sop a a inché possa esime si dal a e la sua deposizione.
Se l'abbia già incomincia a, può i iu a si di con inua la
o di p es a e giu amen o.
I geni o i ado i i e i igli ado i i dell' impu a o pos-
sono dal ibunale esse e dispensa i dall'obbligo di depo e
come es imoni.
177.
— Chiunque può chiede e di esse e esone a o
dal isponde e a domande la cui ispos a p esumibilmen e
espo ebbe sè o un'al a pe sona con la quale si o i in
una delle elazioni indica e nel § 176, a una pena o alla
pe di a della s ima ci ica.
Il
ibunale può u a ia i iu a e l'esenzione, quando la
elazione sia di quelle indica e nell'ul imo alinea del § 176.
.
178.
— I minis i di un cul o, sia della chiesa u i-
ciale che di al e comuni á eligiose iconosciu e, non pos-
sono esse e sen i i come es imoni su ciò che lo o è con-
ida o come a en i cu a d'anime, se non quando l'obbligo
della i elazione sia s abili o dalla legge. Solo alle s esse
condizioni possono esse e sen i i come es imoni su ciò che
lo o è s a o con ida o pe agione della lo o p o essione,
i p ocu a o i legali, i medici e le le a ici, nonché i di enso i
nelle cause penali.
Lo s esso ale pe i dipenden i o assis en i delle anzi-
de e pe sone , enu i in causa della lo o condizione a
conoscenza di ciò che a quelle e a s a o con ida o.
Cessa il di ie o, quando colui che ha agione di man e-
ne e il seg e o, acconsen a a depo e come es imonio, e
quando la es imonianza sia necessa ia pe p e eni e la
condanna di un innocen e.
5 179. -- I mo i i in appoggio delle esenzioni
e
dei
di ie i indica i nei 176 e 173 debbono esse e comp o-
a i. In mancanza di al a p o a è su icien e l'assicu a-
zione giu a a del es imonio.
180. -- Nelle discussioni, delibe azioni o isoluzioni se-
— 48 —
g e e, in cause nelle quali sia in e essa a la sicu ezza dello
s a o o di di i i del medesimo ispe o a un al o s a o,
i es imoni non possono esse e sen i i che con l'au o iz-
zazione del e.
181.
I es imoni sono esamina i sepa a amen e e
non debbono p ima del lo o esame nel diba imen o ascol-
a e le dichia azioni degli al i es imoni, dei pe i i o del-
l'impu a o. P ima del diba imen o i es imoni non deb-
bono, senza mo i i speciali, esse e messi a con on o a
di lo o.
L'esame 'e o ale ; a seconda pe ò delle ci cos anze
può
esse e pe messo al es imonio di ale si di appun i sc i i.
182.
— P ima dell'esame il p esiden e del ibunale
de e ammoni e il es imonio di di e la pu a e in ie a e-
i à e di non occul a e nulla, in modo da esse e in g ado
di con e ma e la deposizione col p op io giu amen o, a -
e endolo in pa i empo della esponsabili à che s'inco e
col depo e e giu a e il also.
In segui o in e oga il es imonio ci ca il nome, l'e à, la
condizione e il domicilio, come pu e, die o ichiamo, ci ca
le sue elazioni con l'impu a o e con la pa e lesa e su al e
ci cos anze che possano in lui e sulla sua c edibili à.
183.
— Nell'esame il es imonio è in i a o a espo e di
segui o ciò che sa sull'ogge o della p o a, dopo di che,
occo endo, gli sono i ol e speciali domande pe chè i
isponda. Il es imonio de e pa icola men e esse e inci a o
a indica e la on e di ciò che sa. Pe quan o è possibile
si debbono e i a e le domande con le quali gli sieno ap-
p esen a e ci cos anze, che debbono p ima comp o a si con
la
sua ispos a.
Do endosi mos a e al es imonio pe sone od ogge i pe
il
iconoscimen o, egli sa à p ima eso a o a a ne una
desc izione pe quan o è possibile esa a.
§ 184.
All'in uo i del diba imen o l'esame dei e-
s imoni è a o dal giudice (1) ; le pa i hanno di i o di
chiede e che al es imonio siano i ol e domande conce -
(1) C . §§
334 e 335, e alinea 2 del § 374.
°6
'`VI
^
17
Ò
-
49 -
nen i 1' ogge o dell' is uzione, dopo che il giudice abbia
ini o di esamina lo.
§ 185.
— Le deposizioni es imoniali al diba imen o
sono di egola con e ma e con giu amen o. Al imen i non
può p es a si il giu amen o, se non quando si abbia l'in-
enzione di legge e la deposizione al diba imen o, o i
sia pe icolo che il es imonio non i compa isca, oppu e la
p o a possa pe al i mo i i anda e pe du a in causa della
p o oga. Il giu amen o è p es a o dopo l'esame.
§ 186.
— Non si può in e un caso a p es a e giu-
amen o :
1° a colo o che non abbiano anco a compiu o il lo o
decimoquin o anno, o che non abbiano sodis acen e no-
zione dell' impo anza del giu amen o, oppu e che sieno
a e i da debolezza essenziale di men e :
2° a colo o che sieno condanna i come colpe oli o pa -
ecipi al a o che o ma ogge o dell'is uzione, o sui quali
g a i il sospe o di ale ei à.
Nelle cause igua dan i con a enzioni a leggi doganali,
si può a p es a e giu amen o a un pa ecipe al ea o, non
os an e le disposizioni di che al n. 2, quando l'accusa con o
di lui sia abbandona a.
187. — Il ibunale può i iu a si di a p es a e
giu amen o a colo o che ai e mini del § 176 a ebbe o po-
u o icusa si dal depo e es imonianza, o la cui es imo-
nianza a causa del suo ca a e e o della quali à della
deposizione debba igua da si come pa icola men e poco
assicu an e.
§ 188 (1). — Le pe sone appa enen i a una con es-
sione che non amme e il giu amen o, debbono so o la
s essa esponsabili à che se il giu amen o osse p es a o,
assicu a e sul lo o ono e e sulla lo o coscienza di a e
(1) Due leggi modi ica i e, en ambe in da a del 10 maggio 1893, esimono
dall'obbligo del giu amen o i es imoni, i giu a i é i giudici, au o izzandoli a
sos i ui i un'a e mazione solenne sul p op io ono e e la p op ia coscienza,
guando appa engano a una con essione che non pe me e il giu amen o, op-
pu e i iu ino di giu a e pe chè le lo o con inzioni eligiose i si oppongano,
o pe chè essi non c edano a un Dio onnipo en e e onniscien e. P ima di i-
chiede e codes a solenne a e mazione, il giudice de e ce ca e di assicu a si
che il i iu o di p es a e giu amen o sia onda o su di una con inzione se ia.
Codice di p ocedu a penale No egese
4
—
50 —
de o la pu a e i à e di non a e occul a o nulla. Lo
s esso ale ogniqual ol a uno si icusi di p es a e giu a-
men o pe ché la sua con inzione e
li
giosa i si opponga, o
pe chè non c eda in un Dio onnipo en e e onniscien e.
§ 189.
— Ri iu andosi aluno di depo e es imonianza
o di p es a e il giu amen o, nonos an e che ciò gli osse
impos o con o dinanza passa a in giudica o, il ibunale
può con o dinanza in ligge gli un'ammenda da dugen o a
qua ocen o co one e, inol e, obbliga lo a i onde e in
u o o in pa e le spese cagiona e dal suo i iu o. Nella
s essa causa o in al a igua dan e lo s esso ogge o, la
condanna a ale pena e isa cimen o non può esse e ipe-
u a più di una ol a.
Tl
ibunale può con o dinanza dec e a e che il es i-
monio sia enu o in ca ce e di cus odia ino a an o che
non consen a a isponde e o a p es a e giu amen o ; in
^1
nessun caso de 'esse e a enu o in ca ce e in complesso
più di e mesi pe la s essa causa o pe al a igua dan e
lo s esso ogge o.
11
CAPITOLO DECIMOSESTO.
Pe i i e pe sc u azione.
§ 190.
— Chiunque sia enu o a depo e in una causa
come es imonio (1),
è
pu e enu o die o in imazione giu-
diciale a p es a e se izio come pe i o.
De e pe ò esse ne esone a o in quan o sia possibile, qua-
lo a dimos i che non po ebbe p es a e se izio senza con-
side e oli moles ie pe sè o pe gli a a i cui de e a ende e.
§ 191.
— Di egola i pe i i debbono esse e almeno due.
Nei casi u gen i, o se si a i di ques ione
di
poca
impo anza, oppu e se il a eni e due pe i i cos i un
empo
o
spese sp opo ziona i, bas a un pe i o solo.
§ 192.
— O e pe ce e specie di casi sieno is i ui i
(1) C . § 176
sgg.
:11
-
51 -
pe i i s abili, p es ano essi il se izio, ecce o che ciò sia
impedi o o sconsiglia o da singola i ci cos anze.
Nel imanen e i pe i i si debbono sceglie e di p e e enza
a gli isc i i nell'elenco dei pe i i e degli scabini (§ 494),
oppu e a colo o che pe la ca ica pubblica o pe la p o es-
sione ese ci ano una scienza, a e o indus ia, che ichieda
una speciale espe ienza in o no a ciò cui il caso si i e isce (1).
Pe pe quisi e donne si de e, segna amen e nelle ques ioni
di g a idanza o di pa o, ico e e all' ope a di donne,
quando il a lo si i enga abbas anza cau o (2).
193. -- In quan o sia possibile, si de e e i a e di
assume e come pe i o, chiunque in o za dei § 66, 67 o
68 sa ebbe incompa ibile come memb o di ibunale.
O e sia possibile, de e e i a si di abbandona e l'au opsia
del cada e e al medico che abbia cu a o il de un o nel-
l'ul ima sua mala ia. Esso può u a ia esse e chiama o,
quando ciò appa isca deside abile.
§ 194.
— P ima che i pe i i siano nomina i, il ibu-
nale de e da e occasione alle pa i, ogno achè sia possi-
bile, di dichia a si ci ca la scel a.
§ 195.
— I pe i i possono esse e in i a i a a e pe
isc i o le lo o dichia azioni, oppu e ci a i pe il lo o esame
dinanzi al ibunale secondo le no me igen i pe i es i-
moni (3).
L'a e e essi gin a a la lo o dichia azione, sia dinanzi
al ibunale, sia pe isc i o, non oglie che possano esse e
ci a i a depo e nel diba imen o. Quando la dichia azione
p o enga da un collegio is i ui o appos a, non si può ichie-
de e che compa isca più di un app esen an e pe ciascuna
delle di e en i opinioni nelle quali il collegio si è di iso.
Il
collegio s esso sceglie ques i app esen an i.
(1)
In ogni dis e o giudizia io e i un elenco di pe i i e scabini pe le
cause ci ili. La s ima dei danni e simili nelle cause d'indennizzo non si a
dal ibunale, ma da qua o pe sone delega e all'uopo so o la di ezione del
giudice, e con o la lo o decisione è da o il ico so a un collegio di o o simili
pe sone scel e nella s essa sessione. (No a della aduzione edesca di Teichmann).
— Ques a ma e ia e a dapp ima egola a dalla legge 28 agos o 1854 (ci a a
nel § 494), la quale dopo il p esen e codice di p ocedu a penale ha quindi
pe solo ogge o i pe i i e gli scabini nelle cause ci ili.
(2)
C . § 226 al. 2.
(3)
Vedi §§ 171
sg.
- 58 -
abbia agione di i ene e che essa condu à al suo a es o,
o a scop i e le acce del ea o, o a un seques o.
Vale lo s esso, quando aluno sia pe seni mo i i in so-
spe o di illeci a p epa azione, endi a o mesci a di liquo i,
bi a, ino o sid o, pu chè alla pena dell'ammenda ada
congiun a la con isca.
Alle s esse condizioni si può p ocede e a pe quisizione
dell'abi azione e di locali al ui, quando i i sia commesso
il ea o o l'impu a o sia a es a o, oppu e il medesimo, in-
seguì o pe lag an e ea o o su accia ecen e, i i si sia
i ugia o, o quando esis ano al imen i p eponde an i mo i i
di i ene e che possa i i o a si una pe sona ice ca a, o un
de e mina o ogge o da po e si seques a e, o la accia di
un ea o commesso.
222. — Indipenden emen e dalle condizioni p esc i e
nel pa ag a o p eceden e, si può p ocede e a pe quisizione
in case o locali so opos i alla speciale igilanza della
polizia, o do e si ese ci a una indus ia pe la quale è
ichies a la licenza della polizia, o che pe lo o des ina-
zione sono accessibili a u i, come pu e può esegui si
p esso una pe sona già s a a p eceden emen e condanna a
pe un ea o, quando sia in sospe o di a e commesso
un ea o della s essa indole, pu chè non siano asco si
cinque anni dopo a e scon a a la pena od o enu a la
g azia.
§ 223. — Senza il consenso dell'in e essa o non si può
p ocede e a pe quisizione se non in base a un dec e o del i-
bunale, il quale de e con ene e la enunciazione del mo i o,
del ine e dell'ogge o della pe quisizione. O e sia i pe icolo
nell'aspe a e, un o dine del pubblico minis e o sos i uisce
il dec e o del ibunale.
Si può senza di un ale dec e o od o dine p ocede e alla
pe quisizione di case o locali sogge i alla speciale igilanza
della polizia, o do e si ese ci a una indus ia pe la quale
è ichies a la licenza della polizia, o che pe lo o des i-
nazione . sono accessibili a u i. Lo s esso ale quando una
pe sona sia insegui a pe lag an e ea o o su accia ecen e,
o quando i sia pe icolo e iden e che il ine enga u-
-
59 -
s a o pe ole p ima aspe a e il dec e o ed esis a o e
sospe o di un ea o punibile con pena supe io e al ca ce e.
L'impiega o di polizia che in segui o a dec e o debba
a es a e un indi iduo sospe o, può a al ine pe quisi e
l'abi azione e i locali di lui senza speciale au o izzazione.
§ 224.
— Le pe quisizioni sono esegui e dal ibunale,
dal pubblico minis e o, o da unziona i di polizia, possibil-
men e in p esenza di due es imoni chiama i pe ciò, da
p ende si, se a ibile, nell' elenco dei es imoni giudiciali
ed es anei alle elazioni menziona e nel § 118.
Pe gli ogge i o a i e susce ibili di seques o si p o-
cede a no ma di quan o è dispos o al capi olo 17.
Della pe quisizione 'e s esa una elazione, che è so o-
sc i a anche dai es imoni.
§ 225.
— P ima di p ocede e alla pe quisizione si de e,
a ichies a, legge e o esibi e il dec e o o, in di e o di
ques o, dichia a ne il ine.
Do endosi pe quisi e l'abi azione o i locali di una pe -
sona, ques a de 'esse e in i a a ad assis e i e, in di lei
assenza, uno dei suoi coinquilini o icini, pu ché ciò possa
a si senza i a do.
Se gli abi an i si i iu ino di ap i e la casa o i locali o
le came e che debbono esse e pe quisi i, o sul pos o non
i sia e uno che possa esegui ne l' ape u a, colui che
p ocede alle pe quisizioni può p ocu a si il necessa io ac-
cesso con l'uso della o za. Ciò che è s a o scassina o de e,
pe quan o è possibile, ichiude si dopo le pe quisizioni ; il
danno causa o è isa ci o dallo s a o.
§ 226.
— Nel a e le pe quisizioni si de ono usa e u i
i igua di e le p ecauzioni compa ibili col ine di esse.
Sal o casi u gen i, non si debbono esegui e in gio ni e-
s i i. Ne si debbono senza necessi à esegui e di no e (dalle
9 o e di se a alle 6 del ma ino), ecce o che si a i di
edi izi o locali accessibili al pubblico anche di no e.
La pe quisizione pe sonale di una donna de e esegui si
da donne, se sia ichies o da igua di al pudo e (1).
(1) C . § 192 al. 3.
— 60 —
Se nulla di sospe o sia i o a o, a ichies a dell'in e-
essa o si de e ilascia gliene un'a es azione sc i a.
§ 227. — Pe le pe quisizioni igua dan i me ci di p i-
a i a o sogge e a dogana, hanno semp e o za le dispo-
sizioni igen i.
CAPITOLO
DECIMONONO.
A es o e
ca ce azione.
228. — Chiunque sia pe se ii mo i i in sospe o di
un ea o punibile con pena supe io e al ca ce e, può es-
se e a es a o:
I°
se sia so p eso o insegui o pe
l
ag an e ea o o
su accia ecen e e il suo a es o si epu i ichies o pe
e i a e la sua uga o assicu a e le p o e (1);
2° se, a u o igua do alla g a i à della pena o pe
al a causa, sia i mo i o di eme e che si abbia a so -
a e al p ocesso o alla esecuzione della pena ;
3° se il suo con egno dia speciale agione di eme e
che egli sia pe us a e la p o a col dis ugge e le acce
del a o o collude e coi es imoni o coi pa ecipi al ea o,
o
in al o modo ;
4° se si abbiano mo i i speciali di eme e che egli sia
pe ipe e e il ea o o pe consuma e quello da lui en a o
o
minaccia o.
§ 229. - Senza igua do alla g a i à del ea o la pe -
sona sospe a di ei à può esse e a es a a, quando :
I°
sia col a in lag an e e non desis a dal suo agi e
deli uoso ;
2° sia col a men e p ende la uga o e iden emen e
a p epa a i i a al ine, oppu e
3° non abbia s abile domicilio conosciu o nel egno,
o
sia pe sona sconosciu a che non può da e con ezza di
sè e sia i mo i o di eme e che si abbia a so a e al
p ocesso e alla esecuzione della pena.
(1) C .
n. 1.
del § 229.
—
61
§ 230. — O e si a i di un ea o pe il quale l'ac-
cusa non è p omossa dallo s a o se non die o domanda
della pa e lesa, l'a es o non può esegui si p ima che ale
domanda sia p odo a, ecce o che sia i mo i o di eme e
che il i a do ne us i il ine e sia mol o p obabile che
sa à ichies a l'accusa (1). La pa e lesa o, se più e ne
sieno, almeno una di esse, de 'esse e in o ma a senza i a do
dell'a es o, e non p oducendosi is anza pe l'accusa, l'a -
es a o de e subi o, con quella solleci udine che le ci cos anze
pe me ano, esse e pos o in libe à.
Se il ea o o mi sol an o ogge o di una p i a a accusa,
l'a es o non può esegui si senza domanda della pa e lesa
o senza un o dine.
§ 231. — L'a es o è ope a o dalla polizia o da chi ne sia
specialmen e inca ica o pe dec e o del ibunale o, se ques o
non possa senza pe icolo esse e aspe a o, pe o dine del
pubblico minis e o.
Il dec e o od o dine de e con ene e una desc izione pe
quan o possibile esa a della pe sona sospe a di ei à, e
l'indicazione del ea o pe il quale essa è ice ca a, dei
mo i i dell'a es o, del luogo do 'essa de e as e i si, e del
giudice dinanzi al quale si de e p esen a e.
Se ques o giudice non sia lo s esso che ha emana o
il
dec e o, gli de ' esse e subi o manda a copia del dec e o
o dell' o dine insieme con gli al i schia imen i che si
a esse o.
232.
— I unziona i di polizia possono ope a e a es i
senza dec e o del giudice od o dine del pubblico minis e o,
quando non si possa senza pe icolo aspe a e ale dec e o od
o dine, e nello s esso ca
s
so lo può chiunque , quando la
pe sona sospe a di ei à sia col a o insegui a in lag an e
ea o o su accia ecen e.
233.
— All'a o dell'a es o o non appena sia a ibile
de e, a ichies a, esse e esibi o o le o il dec e o od o dine,
quando esis a , all'a es a o, il quale ha pu e il di i o di
chiede ne una copia.
(1) C . § 265 alinea 2
ad 'a
—
62 —
§ 234. -- L'a es o de e ope a si con i igua di che sono
compa ibili col ine.
Si debbono oglie e all'a es a o gli ogge i che possano
se i e ad a i iolen i o alla e asione, e se ne può pe -
quisi e la pe sona, ogno achè sia i mo i o di p esume e che
abbia seco di ali ogge i.
235. — L' a es a o de e al più p es o possibile es-
se e p esen a o dinanzi al giudice designa o nel dec e o
od o dine. Se ciò non si possa a e al più a di en o un
gio no dall'a es o, ha di i o di chiede e che lo si p esen i
in an o
(1)
al giudice d' is uzione più icino, oppu e, se
anche ciò non possa a si al più a di en o un gio no
dall'a es o, dinanzi al più icino pubblico minis e o. Se la
p esen azione dinanzi a un giudice non siasi a a en o
24 o e dall'a es o, se ne de e enuncia e il
mo i o
nel
e bale.
§ 236.
— Chiunque sia a es a o senza dec e o od o -
dine, de 'esse e p esen a o dinanzi al giudice d' is uzione
più
icino e, o e ciò non si possa a e al più a di en o
un gio no dall'a es o, de 'esse e p esen a o in an o (2),
a sua ichies a, dinanzi al più icino pubblico minis e o.
Se l'a es o siasi esegui o da un p i a o, ques i, o e non
si possa a e senza i a do la p esen azione dell' a es a o
dinanzi al giudice o al pubblico minis e o, de e consegna lo
al più p ossimo impiega o di polizia o ca ce a io, il quale
decide se l'a es o debba p o iso iamen e man ene si.
§ 237.
— L' au o i à dinanzi alla quale è p esen a o
l'a es a o, de e ice e e la sua dichia azione in udienza
giudiciale o con l'assis enza di es imoni e p ende e le al e
in o mazioni occo en i ; de e pu e indica e a e bale le
dichia azioni emesse e la delibe azione p esa.
§ 238.
—
L'
au o i á dinanzi alla quale 1' a es a o
è
p esen a o p o iso iamen e secondo il § 235, può ime -
e lo in libe a,, se iconosca che il dec e o od o dine di a es o
osse e oca o, o se i enga che la pe sona noci osse quella
da a es a si, o non la si po esse inca ce a e legalmen e,
(1)
Vedi § 238.
(2)
Vedi § 238.
-
63 -
oppu e se iconosca indubbiamen e dissipa o il sospe o o
in i ma o il mo i o dell'a es o, oppu e se enga p es a a
con enien e sicu à nei casi in cui l'impu a o abbia i olo
a esse e pos o in libe à e so
sicu à.(1).
O e l'a es a o sia al imen i p esen a o dinanzi a un'au-
o i à che non può emana e o dinanza sull' a es o (2), si
de e o dec e a e che enga pos o in libe à con o senza
condizione, oppu e che esso enga p esen a o dinanzi al i-
bunale compe en e.
In ogni caso una copia del e bale de e
senza indugio
spedi si, insieme coi documen i esibi i, al ibunale com-
pe en e.
§ 239.
-- Se l'a es a o debba po si so o cus odia p e-
en i a, è deciso con o dinanza del ibunale dinanzi al
quale 1' is uzione giudiciale p elimina e è ape a, l'accusa
ele a a, o la causa in odo a. O e siasi p o e i a sen-
enza e non siasi po a a la causa dinanzi a un ibunale
supe io e, la decisione spe a al ibunale che pe ul imo
ha giudica o della causa. Se l'is uzione giudiciale p eli-
mina e non sia anco a inizia a, emana o dinanza il giu-
dice dinanzi al quale è s a o p esen a o l'a es a o a eno e
del dec e o od o dine di a es o oppu e a no ma del § 236.
Al imen i la decisione può anche esse e p esa dallo s esso
giudice, quando la p esen azione dell'a es a o al ibunale
dinanzi al quale pende o pende a il p ocedimen o, ada
congiun a a una g ande moles ia ; de e pe ò manda si
senza indugio allo s esso ibunale copia del e bale e
degli a i.
L'o dinanza è emana a possibilmen e p ima che sia chiusa
l'udienza, ed é no i ica a immedia amen e o al più p es o
possibile all'a es a o, il quale può ichiede ne copia en o
le 21 o e.
§ 240.
— Il ca ce e di cus odia non può esse e dec e-
a o, se non quando ol e a onda i mo i i di sospe o con o
l'a es a o, conco a pe l'a es o una delle condizioni men-
(1)
Vedi § 246.
(2)
C . § 239.
- 64 -
ziona e al § 228 n. 2, 3 o 4, oppu e
§ 229, u. 2 o 3
con . col § 230.
241.
-- Con o una pe sona sospe a di ei à, che sia
p esen e in giudizio, si può emana e un'o dinanza di ca -
ce azione senza p e io a es o, pe ò dopo che le sia s a a
o e a l'oppo uni à di spiega si in p oposi o.
242.
— O e l'e à, lo s a o di salu e o men ale o al e
ci cos anze non isconsiglino la seg egazione, il de enu o non
de e possibilmen e esse e pos o, senza il p op io consenso,
in comune con gli al i ca ce a i.
Le sole es izioni che gli si possono impo e , sono
quelle ichies e dal ine della ca ce azione e dal buon o dine.
E ammesso a p ocu a si quelle comodi à e occupazioni che
non si
g
no incompa ibili col suo s a o. Se lo deside i, gli
de 'esse e da o modo, in quan o sia possibile, di la o a e
in ca ce e e so compenso con enien e.
Le punizioni non debbono esse gli applica e, se non pe
disposizione della di ezione del ca ce e e in con o mi à dei
egolamen i compila i a al ine. Quelle co po ali sono
ie a e.
243.
— Non è leci o ale si nè degli impiega i del
ca ce e nè di al e pe sone, a ine di sc u a e l'animo del
de enu o.
Con le es izioni ichies e dal buon o dine e so o la
igilanza impos a pe la sicu ezza , gli si de e concede e
di ice e e la isi a di pa en i o di pe sone che s iano con
esso lo o in elazione d'a a i o che deside ino di consul a si
con esso lo o. La concessione può u a ia i iu a si, o e col
p op io con egno egli o cos o o abbiano da o mo i o di
eme e che siasi ce ca o di con as a e in modo indebi o
il
p ocedimen o. L'amminis azione ca ce a ia o, ino a che
non siasi po u o a e e la sua disposizione, il cus ode del ca -
ce e può, alla s essa condizione o quando il mi en e sia
sconosciu o, a ene e le e e, eleg ammi o al i ogge i
in co so di spedizione da o pe il de enu o, dandone a lui
immedia a no izia. Ii ibunale che conosce della causa,
de e in ogni empo p ende e le disposizioni pe la ul e io e
applicazione, delle p eceden i p esc izioni.
-
65 -
Al de enu o è pe messo di co isponde e senza so e-
glianza, a oce o pe isc i o, col di enso e nomina o. Se
chieda assis enza pe isc i e e al suo di enso e o al giudice
o all'au o i à, gliela si de e p es a e.
§ 244. — L'a es o è e oca o os o che ne cessino i
mo i i, o così sia ichies o da chi ha il di i o all'accusa.
Se l'impu a o è assolu o, lo si de e subi o ime e e in
libe à. Se p ima che sia imesso in libe à si p esen i
una
dichia azione di appello o una ichies a pe nuo a
discussione dinanzi al ibunale supe io e, il ilascio del
de enu o dipende u a ia da un'ul e io e decisione del i-
bunale che ha p o e i a la sen enza di assoluzione.
Nelle cause p omosse pe accusa p i a a o in quelle di
poca impo anza la de enzione de 'esse e e oca a, quando
il ibunale s imi che la causa non a anzi con su icien e
cele i à.
245.
— Alla de enzione che non sia gius i ica a in
base ai mo i i di che nel § 228 n. 3, può esse e sos i ui a la
p es azione di una sicu à, la p omessa di non abbandona e
un da o luogo di esidenza o di p esen a si alla polizia
in ce i empi de e mina i, oppu e il seques o del passa-
po o o della pa en e di ma inaio o simili.
La sicu à pub p es a si median e deposi o di dana o o
di ca e alo i, median e pegno o malle ado ia di una o
più pe sone di iducia e sol ibili.
Chiunque sia acce a o come sicu à, ga an isce l'adempi-
men o, pe pa e dell'impu a o, dell' obbligazione che con
quella si uole assicu a e e con iene, nel caso che non la
si adempia o la s'in anga, di paga e una somma di dana o
p e iamen e de e mina a. Egli ha di i o di in igila e con i-
nuamen e l'impu a o e di usa e e so la sua pe sona quel
po e e che sia necessa io pe p e eni e una asg essione.
246.
— Se e a quali condizioni l'impu a o possa, in con-
o mi à del pa ag a o p eceden e, esse e ilascia o a piede
libe o, si decide caso pe caso a seconda delle speciali ci -
cos anze. La decisione si p ende median e o dinanza.
Se la pena non sia supe io e a quella del ca ce e e la
causa non debba esse e a a a dinanzi al ibunale di
Codice di p ocedu a penale No egese
— 66 —
assise, l'impu a o ha i olo a esse e pos o in libe à, o e
p esen i un malle ado e acce abile. Se la pena sia una
semplice ammenda, può e i a e la ca ce azione col p es a e
sicu à pe l' ammenda cui egli sia o possa esse e con-
danna o.
Se l'impu a o non ha domicilio isso nel egno, lo si può
ilascia e a condizione che designi un luogo de e mina o
nel egno, do e si obblighi di imane e du an e il p ocesso.
247.
— Se con l'allon ana si o in al o modo l'im-
pu a o asg edisca l'obbligo pe il quale u p es a a la
sicu à, la somma di sicu à a pe du a. Essa si de ol e
al isco. Qualo a l'impu a o sia po e o, p ima si cop ono le
spese della causa e quindi si indennizza la pa e lesa.
O e en o un mese dal suo allon anamen o l'impu a o i-
o ni olon a iamen e o enga a es a o con l'aiu o di chi
abbia ga an i o pe lui, la somma può esse e es i ui a in
u o o in pa e, de a e pe ò semp e le spese a e pe
ice ca lo e pe le udienze giudiciali dese e.
Se si debba con isca e una sicu à p es a a, si decide
con o dinanza dopo che siasi da a possibilmen e oppo u-
ni à agl'in e essa i di a e le , lo o osse azioni.
248.
— La sicu à e ogni al a cau ela o dina a in
luogo della ca ce azione decade, quando l'impu a o sia i-
condo o in ca ce e, e de e del es o esse e ol a negli
s essi casi che la ca ce azione (1 244).
Colui che è en a o malle ado e, es a egualmen e libe-
a o, quando i sia s a o empo su icien e e oppo uni à
di esegui e una condanna p o e i a, e può in ogni empo
libe a si col p esen a e l'impu a o in ca ce e o denuncia e
la p op ia obbligazione in empo ale, da bas a e pe la
ca ce azione dell' impu a o. Il quale può pa imen i es in-
gue e l'obbligazione col cos i ui si in ca ce e.
§ 249. -- O e non sia dispos o al imen i (1), il ibu-
nale cui spe e ebbe secondo le no me del § 239 emana e l'o -
dinanza di ca ce azione, de
li
be a sulla e oca della seguì a
ca ce azione o sull' applicazione o la e oca delle cau ele
(1) Vedi § 238.
- 67 -
che anno le eci della ca ce azione, o sulla pe di a della
sicu à p es a a.
L'o dinanza che dec e a la ca ce azione o la libe azione
di qualcuno, può in ogni empo esse e i o ma a.
§ 250. — Se un a es a o o ca ce a o e ada, o se non
si o i qualcuno di cui è delibe a o l'a es o, il ibunale
o, esis endo un dec e o giudiciale di a es o o un'o dinanza
di ca ce azione, il pubblico minis e o, può pe segui lo pe
pubblico bando, quando egli sia in sospe o di un ea o
punibile con pena supe io e al ca ce e.
A al ine una desc izione possibilmen e esa a dell'im-
pu a o con indicazione del ea o di cui egli sia in sospe o,
è
pubblica a in modo oppo uno, unendo i l'in i o a chiunque
conosca la sua dimo a di da ne no izia e, occo endo, di
a es a lo. Il bando è e oca o appena che ne sia cessa o
il mo i o.
CAPITOLO VENTESIMO.
Ci azione dell'impu a o dinanzi al ibunale
e in e oga o io.
251.
— L'impu a o che è a piede libe o, ha l'obbligo,
die o ci azione legale, di p esen a si nel co so dell'is u-
zione giudiciale p elimina e e al diba imen o. È pa imen i
obbliga o di p esen a si a ogni singolo a o giudiciale, quando
il
ibunale s imi necessa ia la sua p esenza in giudizio
secondo lo s a o della causa. Se sia a es a o o ca ce a o,
può esse e condo o o chiede e di esse e condo o a quel
ibunale dinanzi al quale egli a ebbe a u o l'obbligo di
compa i e se osse a piede libe o.
252.
— La ci azione dell'impu a o dinanzi al ibu-
nale si a median e la no i icazione dell'a o di ci azione.
L'a o di ci azione de e con ene e il nome dell' impu a o
o l'esa a designazione della sua pe sona, insieme con l'in-
dicazione an o dell'ogge o dell'is uzione e del ine della
- 74 -
cu a e gli schia imen i necessa i pe decide e se si debba
ele a e l'accusa. Nel imanen e si applica al caso la co -
isponden e disposizione del § 264 alinea secondo e e zo.
L'is uzione si de e di ige e sol an o agli a i e all'impu-
a o indica i nella ichies a. Pe ciò che igua da al i a i
o pe sone si applica il § 269.
§ 275.
— Du an e il co so dell'is uzione le pa i pos-
sono ichiede e che si p oceda a quan o s imino oppo uno
a a o i e il lo o in en o. Se il ibunale giudichi che si
debba espinge e una ichies a, lo a median e o dinanza.
Nel imanen e de e condu e l'is uzione d'u icio e p en-
de e con la maggio solleci udine possibile u e quelle cau-
ele che epu i a e a consegui e l'in en o.
§ 276.
— Il ibunale può da e inca ichi alla polizia e
ichiede e ad al i ibunali di p ocede e ad a i giudiciali.
277. — Alle udienze giudiciali du an e l' is uzione
p elimina e l'impu a o a ci a o con gli a e imen i di
legge, ecce o che si debba a e la, no i icazione di cui ai
§ 153 e 154, o che si p oduca un no e ole i a do. Se
l'impu a o sia a es a o o ca ce a o e enga p esen a o
dinanzi al ibunale, oppu e i compa isca spon aneamen e,
l'is uzione può esse e p osegui a in qualsiasi ci cos anza.
In quan o sia possibile, de ' esse e da o pe empo a -
iso delle udienze al pubblico minis e o e al di enso e, e
al di enso e nomina o l'oppo uni à di p ende e cognizione
dei documen i della causa p ima dell'udienza giudiciale.
Delle udienze giudiciali issa e in una udienza giudiciale
p eceden e si de e da e a iso, in quan o sia possibile, a
ciascun in e essa o che ad essa non sia s a o p esen e.
In nessun caso 'è bisogno di di e i e una udienza giudi-
ciale pe chè aluno degli in e essa i non abbia po u o
compa i e.
§ 278. — Sal o quan o è dispos o nei §§ 119 e 259,
il pubblico minis e o, l'impu a o e il suo di enso e hanno
di i o di assis e e all'udienza giudiciale, e in ogni caso,
p ima che ques a sia chiusa, di p esen a e le osse azioni
e le p opos e che s imino di do e a e.
Quando si abbia mo i o di i ene e che un es imonio
—
75 —
non a ebbe in ale . p esenza una deposizione 'since a, il
ibunale può con o dinanza s a ui e che alcuna di de e
pe sone debba i i a si du an e l'esame del es imonio. Non
appena essa sia ein odo a, ha i olo a esse e in o ma a
di quan o sia accadu o nel a empo.
In
ci cos anze speciali il ibunale può con o dinanza
esclude e del u o l'impu a o e il suo di enso e ele i o, se
e in quan o s imi esse i mo i o di eme e che il ine del
p ocesso possa al imen i esse e us a o o espos o a pe i-
colo. P ima di p ende e ale isoluzione, alla pe sona che
si pensa di esclude e de ' esse e da a occasione di a e le
p op ie osse azioni.
279.
— La p ima ol a che si sen a la pa e lesa,
si de e in e oga la se ichieda che si ele i l'accusa pe
il ea o (I).
280.
-- Del e bale s eso nell'udienza giudiciale a
da a al più p es o possibile una copia al pubblico minis e o,
s' egli non abbia desis i o.
Il pubblico minis e o, l'impu a o e il suo di enso e, nonchè
la pa e lesa, hanno di i o di p ende e cognizione del
e bale e degli a i della causa.
Nelle ci cos anze di che nell'ul imo alinea del § 278, il
giudice può icusa e median e o dinanza alle pe sone i i
menziona e an o la copia quan o la isione del e bale e
degli a i p ocessuali, pe ò in ogni caso non più a di che
l'is uzione p elimina e sia e mina a.
§ 2S 1. — L'is uzione p elimina e si sospende, quando
si desis a dal p ocesso, o il ibunale epu i che le con-
dizioni di legge pe la sua e icacia non sussis ano.
L' is uzione p elimina e si chiude, quando il ibunale
ne epu i consegui o il ine, o le pa i sieno conco di nel
chiede ne la chiusu a. Una is uzione p elimina e chiusa
può esse e iape a a ichies a di una delle pa i (2).
Della chiusu a o sospensione di una is uzione p elimi-
lia e è da o a iso al pubblico minis e o e all' impu a o.
(1)
C . § 439.
(2)
C . § 294 n. 1, e
secondo
alinea del § 434.
— 76 —
§
9
82. — Se una is uzione p elimina e igua di uni-
amen e più impu a i o più ea i, e si giudichi che pe
un singolo impu a o o ea o sia consegui o il ine, si può
chiude la pe quello.
§ 283.
-- Se l'impu a o accia una con essione since a
dinanzi al ibunale in una causa di compe enza del i-
bunale di scabini, e la gius ezza di essa sia con e ma a dalle
al e in o mazioni esis en i, la causa può col consenso del-
1' impu a o esse e immedia amen e po a a a giudizio e giu-
dica a senza a o di accusa e senza in e en o di scabini (1).
Il che non de e pe ò a si, quando si i enga che la
causa debba giudica si in unione con al e cause (2), o il
giudice s imi po e ci esse e mo i o di abbandona e l'accusa
ai e mini del § 85.
CAPITOLO VENTESIMOTERZO.
A o di
accusa.
§ 284.
— Appena una causa sia su icien emen e p e-
pa a a, si de e s a ui e senza i a do se debba ele a si
accusa.
Compiu a che sia una is uzione giudiciale p elimina e, se
non siasi s a ui o en o cinque gio ni da che il pubblico
minis e o ice e e a iso della sua chiusu a, esso ha il
do e e di i e i e nel con es o del suo a o i mo i i spe-
ciali che hanno cagiona o il i a do.
§ 285.
— Se si giudichi che si debba ele a e l'accusa,
ma che l'impu a o sia in e mo di men e, o se sia da i ene si
che pe o a non sia possibile di giudica lo pe ché s'igno i
la sua esidenza o pe chè egli si o i in paese es e o (3),
la causa si iene p o iso iamen e sospesa.
(1)
C . § 440 alinea 3.
(2)
C . § 133.
(3)
C . §§ 310 e 311,
nonché § 374.
-77
Nell'ul imo caso il pubblico minis e o de e da ne a iso
all'impu a o, in i andolo a p esen a si in giudizio pe esse e
giudica o.
La sospensione p o iso ia della causa non impedisce che
si p oceda a accoglie e le p o e ai sensi dei § 296 — 298,
quando sia i pe icolo che esse adano pe du e.
286. — L'a o d'accusa de e indica e a quale ibu-
nale debba esse e de e i a la causa, e con ene e il nome
dell'accusa o o una esa a designazione della sua pe sona.
De e pu e p esen a e una b e e, ma possibilmen e esa a
indicazione del empo e luogo, dell'ogge o e simili ci co-
s anze dell'a o pe il quale è ele a a l'accusa, me endo
in ilie o gli es emi p esc i i dalla legge, e ci ando la
sanzione penale o le sanzioni penali che si epu ino ap-
plicabili al caso.
§ 287. — Nelle cause in cui la pena sia sol an o l'am-
menda
o la con isca, p ima di delibe a e l'accusa il pub-
blico minis e o de e spedi e un'ingiunzione penale (1). Si de e
a e lo s esso pe quelle cause di gius izia in cui la pena
sia di p e e enza pecunia ia e non possa esse e supe io e
al ca ce e, come pu e pe le cause di polizia in cui sia
da a la scel a a la pena del ca ce e e la pecunia ia,
quando il pubblico minis e o s imi che pe la na u a del
caso non debba conchiude si che pe ques 'ul ima (2).
288. -- Ol e all' uni o ma si a ciò che è p esc i o
nel secondo alinea del 286, la ingiuzione penale Ele e
con ene e :
1° l'indicazione dell'ammenda che si ichiede o, a -
andosi di con isca, di ciò che si uole con isca e ;
2° l'in imazione all' impu a o di dichia a e en o un
ce o e mine designa o nell'ingiunzione, il quale in gene ale
non de 'esse e nè più b e e dei e gio ni, nè più lungo
dei dieci da quello della no i icazione, se sia dispos o
a
p es a si a quan o gli è ichies o. Nelle ingiunzioni penali
che si anno ln con o mi á della legislazione speciale sulle
(1)
Fo ela'g.
(2)
Vedi le no e ai §§ 19 e 20.
— 78 —
g andi pesche in acqua salsa, si può ole e che l'indi iduo
accia una dichia azione immedia a.
Quando ne sia a a menzione, so osc i a dall'impu a o
o da un es imonio chiama o pe ciò, non a bisogno di
no i ica e l'ingiunzione penale spedi a in p esenza dell'im-
pu a o. La disposizione di che nel secondo alinea del § 155
si applica al p esen e caso (1).
§ 289. — Debbono osse a si le disposizioni igen i in
quan o de e iscano a un'au o i á di e sa da quella chiama a
a delibe a e sull'accusa, l'ingiunge e l'ammenda pe in a-
zioni di legge o il issa ne la quan i à.
290.
— L'acquiescenza, che può esse e ice u a anche
dalla pe sona inca ica a di no i ica e l'ingiunzione oppu e
dal Lensmand (2) , de ' esse e s esa in isc i o e i ma a
dall'impu a o o da un es imonio chiama o (3).
De 'esse e inse i a a e bale e ha lo s esso igo e di
una sen enza.
291.
— Il pubblico minis e o, o colui che compa isce
pe lo s a o , può al diba imen o , median e anno azione
nell'a o di accusa :
1° co egge e gli e o i isgua dan i denominazioni,
da e, enunciazione di es emi legali dell'a o, e simili ci -
cos anze, e
2° col consenso del ibunale , es ende e 1' accusa a
ciò che osse i anco a di punibile e non menziona o nel-
l'a o di accusa, pu ché non possa condu e all'applicazione
di una sanzione più g a e e I' accusa o i acconsen a o
abbia a a una con essione piena e since a.
Se in segui o alle in odo e co ezioni o es ensione
1' accusa non si po esse de ini e con la con op o a o la
di esa a cui l'accusa o sia s a o in i a o a p epa a si , egli
può domanda e una con enien e p o oga (4).
(1)
Ques 'ul imo alinea è in odo o pe legge 4 ap ile 1891 insieme a una
lie e modi icazione e so la ine del p eceden e.
(2)
V. no a 2 al § 41.
(3)
La
legge
4 ap ile 1891 ha lie emen e modi ica o ques o alinea.
(4)
C . § 342.
--
79 —
CAPITOLO VENTESIMOQUARTO.
P epa azione del diba imen o dinanzi al ibunale
di assise.
292. Appena delibe a a 1' accusa, il pubblico mi-
nis e o p o ede a che in caso di necessi à sia nomina o
un di enso e all'impu a o (1).
L'a o di accusa de ' esse e no i ica o senza indugio al-
l'accusa o, designando i la pe sona inca ica a di di ende lo.
Un duplica o del medesimo insieme con gli a i della causa,
ma di egola i documen i impo an i sol an o in copia, è
con empo aneamen e consegna o al di enso e , indicando i
le p o e di cui s'in enda di ale si, il modo come si deb-
bano acquisi e, che cosa s'in enda comp o a e con le me-
desime , e quando si c eda do e si chiama e la causa. Se
la causa sia di compe enza di un dis e o pe il quale, ai
e mini del § 28 secondo pun o (2), è des ina a una spe-
ciale sede
'di
ibunale , si de e pu e indica e se si c eda
che la causa debba esse e a a a i i oppu e alla sede
gene ale del ibunale di dis e o.
I documen i a enu i e le al e p o e di is a sono
possibilmen e esi accessibili in modo oppo uno e as-
sicu an e.
Al p esiden e è manda a una copia dell'a o di accusa:
insieme con una succin a elazione della causa e delle
p o e di essa.
§ 293. — Il di enso e de e senza indugio e in modo
oppo uno, ma possibilmen e senza speciale dispendio pe
l'e a io,
esse e ammesso a con e i e con l'accusa o. En o un
e mine designa o dal pubblico minis e o, che il p esiden e
die o ichies a pub p o oga e pe mo i i da lui giudica i
se ii, il di enso e de e es i ui e gli a i, indicando quali
(1)
C . capi . deci lo.
(2)
Il es o dice secondo alinea,
ande Led;
ma e iden emen e de e in ende si
il
secondo pun o o p oposizione del § 28 quí ci a o.
— 80 —
es imoni pe pa e sua in enda ci a e o deside i sieno ci-
a i, di quali al e p o e si p oponga di ale si , in qual
modo pensi di acquisi le, che cosa in enda comp o a e con
i suoi es imoni e le al e p o e, e sino a qual pun o ada
d'acco do ci ca il empo e il luogo p opos i pe p ocede e
nella causa. Copia di ale a iso è manda a al p esiden e (1).
Pe i documen i e le al e p o e di is a che non pos-
sano esse e allega i , si applica la disposizione del e zo
alinea del pa ag a o p eceden e.
Nel es i ui e gli a i il di enso e può a ene si i do-
cumen i spedi igli in copia. Degli al i documen i e a i
giudiciali p ende egli s esso le copie necessa ie.
294. — Se il di enso e s imi :
1° che pe dissipa e il sospe o o gius i ica e l'esen-
zione da pena, debbano p ima di p ocede e ol e nella causa
esse e p odo i, pe ia di is uzione giudiciale p elimina e,
schia imen i specialmen e indica i, o e o
2° che il pubblico minis e o debba cu a e di acquisi e
p o e da lui indica e, o e o
3° che le p o e di cui esso in enda ale si, si debbano
acquisi e in modo di e so da quello designa o,
de e in pa i empo a ne la p opos a.
S'egli i enga che allo s a o degli a i la causa non possa
esse e p osegui a, o che il pubblico minis e o non abbia
pos o men e a qualche ci cos anza imas a uo i dei capi
di p o a e in i ù della quale l'accusa o non può esse e
condanna o , de e su di ciò ichiama e 1' a enzione del
pubblico minis e o.
§ 295. — O e il pubblico minis e o s imi di do e e-
spinge e qualche is anza a anza a dal di enso e, isgua dan e
schia imen i della causa o il empo pe la sua p osecuzione,
de e so opo e senza indugio la ques ione al ibunale che ha
di e a l'is uzione p elimina e o, se ques a non siasi a a,
al p esiden e, in o mandone al empo s esso il di enso e (2).
La decisione del giudice d' is uzione o del p esiden e
non può impugna si nè con appello, nè con ico so.
(1)
Ques 'ul ima p oposizione dell'alinea u aggiun a pe legge 4 ap ile 1891.
(2)
A ques o alinea la legge 4 ap ile 1891 ha eca o una lie e modi icazione
di o ma.
— 81
§ 296. — Se il pubblico minis e o iconosca che una p o a
non possa a a o , o sol an o con moles ia e dispendio
sp opo ziona i p odu si al diba imen o , oppu e che non
sia sce o di pe icolo il di e i ne ino allo a la p oduzione (1),
la a accoglie e an icipa amen e. Se epu i non necessa ia
la p esen azione , ne dà a iso al ibunale ; nel quale
caso gli a i del giudizio possono esse e p osegui i senza
ale p esen azione, pu ché sia indica o con su icien e chia-
ezza quali in o mazioni si ice cano.
297. — Quando i sia pe icolo che a causa del i a do
una p o a ada pe du a , oppu e si a i di p o e di cui
il
pubblico minis e o abbia in gene ale icusa o di cu a e
l'acquis o, o di es imoni che non abbiano l'obbligo
di
com-
pa i e al diba imen o (2), an o l'accusa o quan o il suo
di enso e possono p o ede e a a e an icipa amen e la p o a.
La spesa s abili a pe legge (3) de 'esse e in al caso o
sbo sa a an icipa amen e o deposi a a p esso il pubblico
minis e o. Se ques o o il ibunale iconosca onda a la
p oduzione di ale p o a, la spesa è isa ci a dall'e a io (4).
§ 298.
— O e una delle pa i ichieda che si accia
qualcuna delle p o e di cui è cenno nei § 296 e 297, ne
de e in pa i empo in o ma e la pa e a e sa.
Pe a e la p o a, in quan o non sia dispos o al imen i,
si osse ano del es o le no me del § 277.
Della p o a a a si de e al più p es o possibile spedi e
copia an o al di enso e quan o al pubblico minis e o.
§ 299.
— Se una delle pa i isol a di ale si di p o e
di e se di quelle gi
a indica e , o di abbandona e qualcuna
di esse, oppu e di acquisi e p o e o ale sene in un modo
di e so da quello indica o, se ne de e in o ma e la pa e
a e sa e il p esiden e (5) secondo le p esc izioni dei §
292
e 29
3.
§ 300.
— Copia della ci azione dell'accusa o è spedi a
al p esiden e e al di enso e. Il pubblico minis e o ha cu a
(1)
C . § 332, nonché §§ 264 e 274.
(2)
Vedi pe ò il § 171
ad in.
e il § 174.
(3)
C . § 303, cap. XXVII, e anche § 485 conce nen e i pe i i.
(4)
La legge 4 ap ile 1891 ha lie emen e modi ica o ques o pa ag a o.
(5)
L'in o mazione al p esiden e è aggiun a pe legge 4 ap ile 1891.
Codice di p ocedu a pena e No egese
s
— 82 —
di a compa i e in empo alla sede del ibunale l'in1-
pu a o e i es imoni che si o ino in ca ce e di cus odia,
e l'impu a o con o cui sia emana a una o dinanza quale
é
menziona a al § 254.
§ 301.
— el dispo e le ci azioni il pubblico minis e o
de e eglia e a che in ogni empo engano so opos e al
ibunale di assise pe la a azione an e cause quan e
si epu ino bas e oli pe chè il la o o sia assicu a o dalle
in e uzioni , anche se a al ine isol esse di di e i e
qualche causa o di non a a la più.
§ 302.
— Se l'impu a o abbia a o dinanzi al ibu-
nale
una
con essione since a , della cui esa ezza non si
abbia agione di dubi a e , in gene ale si debbono ci a e
come es imoni sol an o colo o che possano a e deposizioni
isgua dan i immedia amen e la pe pe azione s essa del
a o, o isgua dan i la maggio e o mino e colpabili á del-
l'accusa o. Qualo a si i enga che più pe sone abbiano a
a e una deposizione con o me e conco de sulla causa o
sop a qualche pun o della medesima, non se ne de e ci a e
che quel nume o che si giudichi necessa io.
§ 303.
— Se l'accusa o o il suo di enso e (1) ci ino e-
s imoni al diba imen o, la spesa s abili a pe legge (2)
de e esse e sbo sa a an icipa amen e o deposi a a p esso
il
pubblico minis e o che ne s ende ce i ica o sulla ci azione.
Se il pubblico minis e o o il ibunale iconosca onda a
la ci azione, le spese sono soppo a e dall'e a io.
§ 304.
— Appena issa a la sessione del ibunale di as-
sise, engono con oca i i giu a i che debbono p es a e se -
izio in essa. Dopo di che an o il pubblico minis e o
quan o 1' accusa o e il suo di enso e possono ele a e ecce-
zioni con o la lis a dei giu a i pe ché non siasi compila a
con o memen e alla legge, oppu e con o un singolo giu a o
pe ché legalmen e esso non possa p es a e se izio come ale.
§ 305.
— Se le eccezioni di cui si pa la nel pa ag a o
p eceden e non conducano a giudica e in alida nel suo com-
(1)
Così
modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. Nel es o o igina io la disposi-
zione si i e i a sol an o
al
di enso e non ele i o.
(2)
C . §§ 301, 486 — 489, nonchè § 485 conce nen e i pe i i.
— 83 —
plesso la lis a dei giu a i , allo a sí a la con ocazione di
cui al § 64, dopo di che il p esiden e annunzia e poi ende
pubblico pe ia di a issione l'o dine in cui le cause sa-
anno a a e e ino a qual empo ognuno debba o a si
p on o, pe modo che pe ciascuna causa possa p ocede si
al più p es o. Quando sia ichies o pe igua di di oppo -
uni á, si può u a ia de oga e all'o dine s abili o.
CAPITOLO VENTESIMOQUINTO. ,
Diba imen o dinanzi al ibunale di assise.
§ 306.
— Il diba imen o è o ale. Gli sc i i non sono
ammessi che nella misu a de e mina a dalla legge (1). Pe
le dichia azioni o ali la pa ola è libe a.
§ 307.
— Il p esiden e di ige la discussione e ha cu a
di allon ana e u o ciò che possa p o a la inu ilmen e.
Nessuno può p ende e la pa ola senza il suo pe messo, e
ìn
quan o non sia dispos o il con a io (2) egli può chiu-
de e la discussione pe quelle ques ioni che epu i o amai
s ol e a su icienza.
Le eccezioni con o il suo modo di di ige e sono isolu e
dal ibunale.
§ 308.
— Non compa endo il pubblico minis e o o in
p incipio o nel co so della discussione, si di e isce la causa,
ecce o che le ci cos anze endano possibile di nomina e
in ece qualcuno che possa immedia amen e adempie ne le
unzioni.
Lo s esso ale se non sia p esen e un di enso e ; u -
a ia si può, anco chè non sia compa so un- di enso e, p o-
e i e sen enza assolu o ia e p osegui e o a e una discus-
sione che si p e ede abbia a condu i indubbiamen e.
§ 309.
— L'accusa o de 'esse e p esen e ino a an o che
sia ammesso a p ende e la pa ola. Tu a ia gli si può
concede e di allon ana si dopo esau i o il suo in e oga o io
(1)
C . §§
341 sgg.
e
352, nonchè §§ 122, 181 al. 2, 256 al. 3, e c . §§ 124
sgg.
(2)
C . § 331 al. 2, e
9
339.
— 90 —
Le deposizioni o spiegazioni emesse p ima da es imoni
o pe i i che non sieno p esen i in giudizio, in gene ale non
possono esse e le e, sal o che
le deposizioni o spiegazioni siano giu a e , e il i-
bunale s imi che la ci azione pe l'esame o ale cagione-
ebbe una moles ia e un dispendio sp opo ziona i, e che la
le u a sia sce a d'incon enien i, oppu e
l'esame o ale o il giu amen o non possano e e ua si.
Non è leci o legge e le deposizioni o spiegazioni s a-
giudiciali, sal o che si c eda indubi abile che siano pe con-
ibui e alla e a dilucidazione della causa. Neppu e è leci o
legge e le deposizioni giudiciali non giu a e , anne che
il da ne le u a si epu i sce o a a o d' incon enien i
secondo le ci cos anze.
O e si leggano deposizioni di es imoni o di pe i i, si
de e esp essamen e no a e se siano giu a e o no.
§ 333. — Le p o e sc i e sono le e dal cancellie e o
da un memb o del ibunale. Il p esiden e può u a ia con-
cede e che chi o nisce le p o e le legga da sè.
Gli sc i i compila i in lingua s anie a sono le i nella
aduzione, la cui esa ezza è con e ma a da una pe sona
a ciò au o izza a (I).
334. — I es imoni p esen a i dal pubblico minis e o
sono anzi u o esamina i da lui e quindi, e mina o l'esame
di ciascuno di essi, dai di enso i. Rispe o ai es imoni
p esen a i dall' accusa o o die o di lui ichies a, si p o-
cede in o dine in e so. A ciò si può de oga e in segui o
ad acco do.
In ogni caso il p esiden e de e espinge e quelle ques ioni
che non conce nano la causa, e de e a e da sè l'esame,
quando egli s esso o il ibunale epu i non sodis acen e il
modo con cui lo si a.
§ 335. — Il p esiden e può di p op ia inizia i a o a do-
manda di uno degli al i memb i del ibunale, sen i e
il
es imonio su quei pun i che non gli sieno s a i su icien-
emen e con es a i o ispe o ai quali la sua ispos a non sia
(1) C . § 121 e 123.
— 91 —
s a a abbas anza chia a o esau ien e. Può pu e amme e e
l'in e essa o s esso a i olge e di e amen e ques ioni ai
es imoni.
§ 336.
— In gene ale spe a al ibunale il de e mina e
il modo e la misu a in cui sol an o si abbiano da a e
le p o e nel ine d'in i ma e la c edibili à di un es imonio.
Ciò a icusa o, quando si giudichino p i i d'impo anza
essenziale gli schia imen i a cui si ende.
§ 337.
— Ogno achè la di esa adduca p o e della p e-
ceden e buona condo a dell'accusa o, il pubblico minis e o
può semp e addu e con op o e. In nessuna ci cos anza pe ò
è leci o da e le u a di es imonianze in o no al buono o
ca i o nome o alla buona o ca i a ama dell'accusa o.
Il
ibunale decide, del es o, se e in quale misu a pos-
sano esse e addo e le p o e della ca i a condo a dell'ac-
cusa o. Semp e pe ò ques e p o e debbono conce ne e a i
de e mina i commessi dall'accusa o medesimo. Non si può
espinge e la p o a di p eceden i condanne.
§ 338.
— Dopo l'esame di ogni singolo es imonio e dopo
la le u a di ciascuno sc i o, è da a occasione all'accusa o
di di e se abbia qualche osse azione da a e.
§ 339.
— Te mina a la p oduzione delle p o e, ha p ima
la pa ola il pubblico minis e o e quindi il di enso e. Cia-
scuno ha di i o di pa la e due ol e.
L'accusa o ha di i o alla pa ola alla o del di enso e e,
dopo che ques o abbia pa la o, gli si chiede se abbia ul e-
io i osse azioni da a e.
§ 340.
— Se l'accusa o non comp enda la lingua no -
egese o sia so do, gli si ha da a conosce e almeno le
conclusioni con enu e nelle a inghe inali.
341 (1). — Te mina e le a inghe delle pa i, il pub-
blico minis e o de e p opo e uno schema dei quesi i da
so opo si ai giu a i (2). Quindi il di enso e ha p imie a-
(1)
La legge 4 ap ile 1891 ha co e o il es o del p esen e pa ag a o, che
o igina iamen e p esc i e a al pubblico minis e o la le u a dei quesi i da lui
p opos i. Siccome ai medesimi possono eca si semp e modi icazioni o aggiun e,
così se ne è o a a p ecoce la le u a, an o piìi che se i quesi i sono nume osi,
iene di necessi à che si passino in isc i o al di enso e, cui può esse e pu e
concesso un b e e a o di empo pe is udia li.
(2)
C . § 16..5 e 443 al. 2.
— 92 —
men e la acol à di esp ime si e di a anza e p opos e di
modi icazioni o aggiun e ai medesimi, il p esiden e compone
i quesi i e li p esen a alle pa i. Se una di ques e a obie-
zioni ai quesi i, decide il ibunale. Il quale de e, a do-
manda, concede e una b e e sospensione del diba imen o
pe l'esame dei quesi i.
§ 342.
— Ogge o dei quesi i è il a o enuncia o nel-
l'a o di accusa. O e il ibunale ne iconosca la agione,
si in e oga anche sulla esis enza di ci cos anze che pos-
sano po a e il a o so o una sanzione penale di e sa da
quella di che nell'a o di accusa. Se du an e la discussione
siasi sos enu a l'esis enza di una ale ci cos anza, ciò si
de e semp e a e, quando siasi all'uopo a anza a domanda.
Le conclusioni p esen a e non incolano il ibunale pe
ciò che conce ne la de inizione del a o ai e mini della
legge penale. Nel caso che il a o enga de ini o secondo
una sanzione penale di e sa da quella dell'a o di accusa,
alle pa i a semp e da a speciale oppo uni à di esp ime si
in p oposi o, e all'accusa o che lo chieda de e esse e ac-
co da o un con enien e in io, se ciò si epu i deside abile
pe la di esa (1).
§ 343.
— Ogni quesi o de ' esse e pos o in modo da
po e isi isponde e pe si o pe no.
Qualo a a un quesi o successi o si debba isponde e sol-
an o nel caso che siasi ispos o in un da o senso a uno
p eceden e, ciò de 'esse e indica o nel quesi o s esso. Pe
ogni quesi o si indica pa imen i quan i o i siano ichies i
pe una ispos a s a o e ole all'accusa o (2).
Un quesi o de e igua da e un solo accusa o e possibil-
men e sol an o un a o deli uoso e l'applicazione di
una
sanzione penale.
Dei quesi i le cui ispos e
icenda, si pone p ima quello
se e a.
§ 344.
— Sal o ciò che
è
ogni quesi o de e comincia e
(1)
C . § 291.
(2)
Vedi § 351.
a e ma i e si escludano a
che conduca alla pena più
p e edu o ai § 345 e 346,
con le pa ole : " L'accusa o
- 93 -
è colpe ole ? „ Nel quesi o si comp endono u i gli es emi
giu idici del ea o e una desc izione del a o ed enunciazione
dell'ogge o, del empo e del luogo e simili, così esa a,
come sia oppo una e a ibile secondo le ci cos anze.
§ 345.
— O e il ibunale di assise debba decide e se
esis ano ci cos anze specialmen e ile a e nella legge, le
quali po e ebbe o il a o so o una sanzione penale più
se e a o più mi e, si può po e un quesi o supplemen a e,
al
quale si de e isponde e solo nel caso che s asi ispos o
a e ma i amen e al quesi o cui è connesso.
Si può pa imen i po e un quesi o supplemen a e sulle
ci cos anze speciali che escludono la colpabili à. Se du an e
il diba imen o si osse sos enu a l'esis enza di una simile
ci cos anza, non si può, quando ne enga a anza a domanda,
icusa e di po e un quesi o supplemen a e (1).
§ 346.
— Pu chè si domandi da una delle pa i, si de e
pe o dine da o d'u icio dal ibunale, p opo e ai giu a i il
quesi o sulla esis enza di ci cos anze specialmen e a e-
nuan i o specialmen e agg a an i in gene ale (2). Il ibu-
nale non è incola o che da
una
ispos a a o e ole al-
l'accusa o.
§ 347.
— Fissa i i quesi i, il p esiden e li legge, e poi
se ne consegnano le copie necessa ie ai giu a i.
In segui o di che il p esiden e iassume b e emen e la
causa e le p o e a inen i, e spiega, in quan o sia necessa io,
i quesi i e le esi di di i o che debbono me e si a on-
damen o delle lo o ispos e.
Le pa i possono chiede e che pun i specialmen e no-
a i di quan o egli ha s ol o sulle esi di di i o, sieno
(1)
F a i due me odi, inglese e ancese, il legisla o e di No egia segue una
ia media, o enendo una no e ole sempli icazione nei quesi i, senza pe al o
ingene a e con usione. Si può po e un solo quesi o su di un solo ea o, anche
se ques o ea o sia complesso o comp enda un al o ea o ol e una ci cos anza
agg a an e. Ma si de e, secondo il § 345, po e un quesi o aggiun i o sepa a o
sulla ci cos anza agg a an e, se l'esi o del diba imen o, e segna amen e delle
p o e, sia di e so pe il ea o semplice e la ci cos anza agg a an e. C . ul imo
alinea del § 343. Vedi
HAGERUP
nel suo
Co so di p ocedu a ci ile
(no eg.) a
pag. 605, la cui do ina è gene almen e segui a nella p a ica di quel paese.
Sul g a e a gomen o si consul i
GLASER
Das T
T
e hül niss des U heils zu
S a lclage,
in
Ge ich ssaal
ol. XXXVI, pag. 81 sgg. C . no a 1 al § 322.
(2)
C . §§ 1, 4 e 8 del capi olo ses o del codice penale.
— 94 —
consegna i a e bale p ima che i giu a i si i i ino pe
delibe a e (1). Ques i possono, appoggiandosi a quan o ha
espos o il p esiden e , solle a e ques ione di modi icazioni
ai quesi i.
348. — Die o di che i giu a i si i i ano nella sala
delle delibe azioni , po ando seco i quesi i , le p o e
sc i e, la cui gius a lezione sia con o e sa, le igu e e
i
disegni esibi i, come pu e, se il ibunale lo giudichi oppo -
uno, gli is umen i o al i ogge i in e essan i il ea o
commesso.
§ 349.
— Pe giudica e cosa si abbia da conside a e
pe p o a o, si iene con o sol an o delle p o e addo e
du an e il diba imen o. La decisione è p esa secondo
il
libe o con incimen o e in base a un esame coscienzioso
delle p o e addo e.
§ 350.
— Se i giu a i c edano di a e bisogno di
ul e io i spiegazioni sulle esi di di i o da po si a base,
o a lo o so ga dubbio sulla p ocedu a da osse a si, o sul
senso dei quesi i p opos i, oppu e siano d'a iso che i quesi i
debbano esse e modi ica i o aumen a i, i o nano nella sala
del ibunale, do e il p esiden e, udi a dal capo dei giu a i
la lo o ichies a, isponde o ha cu a di dispo e quan o sia
necessa io.
Do endosi decide e se abbiano da po si più o di e si
quesi i, alle pa i a da a l'oppo uni à di dichia a si.
351. — Te mina a la delibe azione, i giu a i o ano
su ogni singolo quesi o nell' o dine in cui è pos o. Il
capo chiede il suo o o a ciascun giu a o nell'o dine desi-
gna o dalla so e e dà pe ul imo il p op io o o. Pe
ogni ispos a a e ma i a, nel caso di che al § 346, si i-
chiede più della me à dei o i ; ogni ispos a s a o e ole
all'accusa o de e in ece esse e da a con se e o i almeno.
Colo o che nel isponde e al quesi o p incipale (2) o ad
uno supplemen a e in o no a un mo i o escluden e la
pena (3), abbiano o a o a a o e dell'accusa o, si i iene
(1)
L' inciso : p ima che i giu a i si i i ino pe delibe a e „ è aggiun o pe
legge 4 ap ile 1891.
(2)
Vedi § 344.
(3)
Vedi § 345, al. 2.
- 95 -
che abbiano o a o così anche sop a gli al i quesi i sup-
plemen a i, sui quali pe ciò nella o azione non si chiede
a ques i giu a i alcuna ispos a.
§ 352.
— Il capo dei giu a i egis a pe ciascuno dei
quesi i - la ispos a quale iene a isul a e dal compu o
complessi o dei o i, e so osc i e le ispos e insieme con
i due giu a i p ima es a i a so e. Nel caso
di"
cui al
§ 346, a ogni ispos a a e ma i a si de e no a e che
u
da a con più della me à dei o i, e che del es o ogni i-
spos a s a o e ole all'accusa o u da a con più di sei o i. Sul.
nume o dei o i non si debbono da e ul e io i indicazioni.
§ 353.
— Te mina a la o azione, i giu a i ien ano
nella sala del ibunale e p endono i lo o pos i ; quindi
il
p esiden e li in i a a a conosce e la decisione a cui sono
addi enu i. Allo a il capo dei giu a i si alza e così si
esp ime :
" Sul lo o ono e e la lo o coscienza e in con o mi l
" del lo o giu amen o, i giu a i hanno ispos o ai p opos i
quesi i nel modo che segue „ , die o di che legge i que-
si i
p opos i e immedia amen e dopo ciascuno di essi la,
ispos a appos a i.
§ 354.
— Se il ibunale giudichi che il e de o del
giu ì non sia compos o in modo legale, o che sia oscu o,
incomple o o con adi o io, oppu e so ga il dubbio che la
ispos a non esp ima pienamen e il e o pensie o del giu ì,
e al di e o non si possa so eni e sull' a o o il dubbio
non possa dissipa si median e una dichia azione del capo
dei giu a i , il ibunale può , ino a che la sen enza 11o11
sia anco a emana a , o dina e al giu ì di i i a si nuo a-
men e pe delibe a e e o a e.
§ 355.
— Se il izio conce ne sol an o la o ma ,
il
giu i non può modi ica ne nlenomanlell e il eno e. In caso
con a io, non è incola o pe e un igua do dalla p op ia
p eceden e decisione.
356. — Fino a che non sia emana a la sen enza ,
il
ibunale dopo a e da o alle pa i occasione di dichia a si,
può, o e lo s imi oppo uno, o dina e che si modi ichino
i quesi i o se ne pongano dei nuo i.
—
96 —
§ 357. — Se il e de o del giu ì concluda che l'accu-
sa o non sia colpe ole, il ibunale emana subi o sen enza
di assoluzione. Lo s esso a iene anche nel caso che il
giu ì abbia bensì ispos o a e ma i amen e al quesi o p in-
cipale, ma abbia simul aneamen e da o una ispos a a o-
e ole all' accusa o su d'un quesi o supplemen a e in o no
a una ci cos anza escluden e la pena (1).
O e il ibunale giudichi che una e a in elligenza delle
ques ioni di di i o in con on o alla ispos a del giu ì debba
condu e all' assoluzione , può pa imen i emana e subi o
sen enza di assoluzione (2).
355. — Se il ibunale si con inca che non esis ano
p o e su icien i della colpabili à dell'accusa o in con o mi à
del e de o del giu ì , può dec e a e che la causa enga
a a a di nuo o in una sessione ul e io e dinanzi ad al i
giudici e al i giu a i. Tale delibe azione è p esa d'u icio,
senza che le pa i siano ammesse a dichia a si.
359. Se nella nuo a discussione il ibunale si
con inca all' unanm à che la p o a sia insu icien e pe
la condanna dell'accusa o, p o e isce sen enza di assoluzione.
Se all' unanimi à si con inca che 1' accusa o sia colpe ole
di un ea o mino e di quello signi ica o nel e de o del
giu ì, p o e isce sen enza con o me, pe ò nel caso di che al
1360 solo allo a che il giu ì isponda a e ma i amen e
al quesi o p opos o.
Nel nuo o giudizio non si pub p opo e al giu ì alcun
quesi o che enda a una pena più se e a di quella a cui
l'accusa o sa ebbe s a o condanna o, se osse s a o i enu o
alido il p imo e de o del giu ì, anne che esis ano le
condizioni pe la iape u a del p ocesso (3).
§ 360. — Se il ibunale giudichi che una e a in-
elligenza delle ques ioni di di i o o, nel caso di cui al
359, si con inca all'unanimi à che una gius a es imazione
delle p o e, debba a e e pe e e o la condanna dell'ac-
cusa o pe un ea o mino e di quello pe il quale
giu ì
(1)
Vedi
§ 345 al. 2.
(2)
C . §§ 324 e 362,
(3)
Vedi
§ 415.
^,.
-
97 -
lo ha i enu o colpe ole, e che u a ia il a o cos i u i o
di ques o ea o inchiuda ci cos anze sulla esis enza delle
quali il e de o del giu ì non si è deciso , si de e po e
il quesi o necessa io pe ale decisione.
§ 361.
— Il e de o del giu i a le o all' accusa o
p ima che sia p osegui a la discussione in base al me-
desimo.
§ 362.
— O e il giu ì abbia dichia a o colpe ole l'ac-
cusa o e il ibunale non emani sen enza di assoluzione
ai e mini dei § 357 — 359, o non in ii la causa a nuo o
diba imen o, hanno la pa ola p ima il pubblico minis e o,
quindi il di enso e e 1' accusa o pe esp ime e il p op io
a iso sull' applicazione della legge penale e sulla misu a
della pena e addu e le p o e che in p oposi o osse o
necessa ie. Le a inghe e la p oduzione delle p o e non deb-
bono ende e a impugna e quan o u deciso col e de o
dei giu a i.
363.
— La sen enza si p o e isce in ine della sedu a
o in una udienza specialmen e designa a, non più a di di
una se imana.
O e sia p eso a base della sen enza il e de o del giu ì,
i mo i i della sen enza, pe ciò che conce ne la ques ione
di colpabili i, debbono consis e e solamen e in un ichiamo
al e de o del giu ì, al imen i, in caso di conclanna del-
l'accusa o , enuncia e esa amen e quali ci cos anze siano
i enu e p o a e e p ese a base della sen enza, e in caso
di assoluzione dell'accusa o, quali es emi penali siano i-
enu i mancan i o non p o a i , o quali ci cos anze esclu-
den i la pena siano ammesse pe esis en i.
Si allegano pa imen i le conside azioni che se i ono di
no ma pe la commisu azione della pena.
364.
— Se l'accusa o sia p esen e e ammesso ad ap-
pella e, gli è signi ica o en o qual e mine e in quale modo
abbia da p esen a e la sua dichia azione di appello (1).
§ 365. — Se l'accusa o non sia p esen e , la sen enza
(1) Vedi §§ 382-385, e c . 402. o igina iamen e sí do e a anzi u o chiede e
all'accusa o p esen e se si sa ebbe acquie a o alla sen enza. Ques o inciso
s a o ol o dalla legge 4 ap ile 1891. Solo all'accusa o assen e si de e i ol-
ge e ale domanda (§ 365).
Codice di p ocedu a penale No egese
7
—
98 —
che lo condanna gli de 'esse e no i ica a senza indugio,
annunciandogli en o quale empo e in quale modo abbia.
da
a si la dichia azione di appello. All'a o della no i i-
cazione l'accusa o de e possibilmen e esse e ecci a o a di-
chia a e se si acquie i alla sen enza.
Pe la no i icazione , da a si a cu a del pubblico mi-
nis e o , bas a un es a o del disposi i o e dei mo i i
della sen enza.
CAPITOLO VENTESIMOSESTO.
Diba imen o dinanzi al ibunale di scabini
e p epa azione del medesimo.
§ 366.
— Pe il diba imen o dinanzi al ibunale di
scabini e pe la p epa azione di esso si applicano le no me
co isponden i da e nei capi oli 24 e 25, in quan o e ne
sia mo i o e nulla sia dispos o in con a io.
§ 367.
— Se l'accusa o abbia un di enso e , non si a
più la consegna menziona a nell'ul imo alinea del § 292
dal can o suo al più p es o possibile e , se l' accusa o sia
ca ce a o, al più a di en o qua o gio ni dopo ice u i
gli a i (1) , il di enso e li spedisce al p esiden e del i-
bunale, accompagna i dalla pa ecipazione e ispe i amen e
p opos a di cui si pa la nei §1 293 e 291. Copia della pa -
ecipazione o p opos a si spedisce con empo aneamen e
a,.l
pubblico minis e o.
Se l'accusa o sia senza di enso e , il pubblico minis e o
spedisce gli a i con le no i icazioni menziona e nel § 292
al p esiden e , il quale indaga se debbano esse e o ni i
al i schia imen i o maggio i di quelli che si ce ca di
acquis a e , e a al ine pub in i a e l'accusa o a p esen-
a si innanzi a sè. Insieme alla no i icazione dell' a o di
accusa si de e pa ecipa e all'accusa o un sun o delle p o e
che il pubblico minis e o si p oponga di p odu e.
(1) C . §§ 158
e 159.
- 99 -
Se l'accusa o chieda, secondo il § 22 , che la causa sia
discussa dinanzi al ibunale di assise , de e a lo al più
a di en o e gio ni dalla no i icazione dell'a o di ac-
cusa (1).
Il p esiden e es i uisce gli a i al pubblico minis e o, in-
o mandolo di ciò che egli o dina sia esegui o pe la di-
lucidazione della causa, senza o secondo l'is anza a al ine
a anza a. Di ciò si dà a iso anche al di enso e.
§ 368.
— Tl p esiden e del ibunale issa il empo e il
luogo pe la discussione della causa. L'a o della issazione
è manda o al pubblico minis e o o a chi sia da esso de-
signa o, e copia del medesimo è no i ica a al di enso e e,
in caso di bisogno, anche al pubblico minis e o.
§ 369.
— In empo debi o, p ima della sessione il p e-
siden e del ibunale sceglie, nei modi de e mina i ai § 54,
57 e 58, due scabini pe ché p es ino se izio nelle cause
isc i e nella sessione. Si può simul aneamen e es a e un
supplen e, il quale, occo endo, è ci a o a compa i e pe
a pa e del ibunale (2).
L'es azione a so e a iene a gli scabini pe l'in ie o
dis e o ; o e pe al o ci cos anze locali endano ciò non
con enien e, il e può dispo e che essa accada a gli
scabini dei comuni più p ossimi alla sede del ibunale.
Dalla es azione sono ecce ua i gli scabini che già p es a-
ono se izio in qualche sessione enu a dopo l'ul ima ele-
zione, semp eche il nume o che imane sia almeno di cinque.
Il supplen e è es a o a gli scabini che dimo ano più
icino alla sede del ibunale (3).
§ 370.
— Nelle cause che conce nono con a enzioni
alle leggi sulle cos uzioni, sulla igiene o sugl'incendi e che
a ano di edi izi , nonché in quelle che cadono so o il
di i o ma i imo, l'es azione a so e accade ispe i a-
men e a le pe sone isc i e nell'albo dei pe i i in cos u-
zioni o na igazione, là do e ale albo esis a (4).
(1)
C . §§ 158 e 159.
(2)
11
pun o inale dell'alinea u così lie emen e modi ica o dalia legge 4
ap ile 1891.
(3)
Ques 'ul imo alinea è aggiun o dalla legge 4 ap ile 1891.
(4)
Vedi § 47.