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Codice de procedura penale norvegese : (1º luglio 1887) : con le successive modificazioni

Noruega. [Almindelig borgerlig straffelov, 1887. |l Italiano]

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CODICE DI PROCEDURA PENALE NORVKGESE (1° Luglio 1887) con le successi e modi icazioni.- T aduzione, no e e agionamen o DEL P o . E. BRUSA e 7 c) gq o TORINO FRATELLI BOCCA EDITORI LIBRAI DI S. M. IL RE D'ITALIA MILANO  ROMA FIRENZE Co so Vi o io Em., 21.  Via del Co so , 216-217.  (F. L um a chi su c e.). 1900 PROPRIETÁ LETTERARIA To ino — S abilimen o Tipog a ico VINCENZO BONA. INDICE Ragionamen o sul codice di p ocedu a penale no egese  Pag. VII CAPITOLO I.  Compe enza del codice  1 II.  T ibunali penali  3 5511 /5  Compe enza dei ibunali pe agione di ma e ia  „  5 55  Compe enza dei ibunali pe agione di e i o io ; empo e luogo pe le udienze dei ibunali  ,,  8 V.  Giu a i e scabini .  .  .  .  .  9 1, 57  Giu a i pe le singole sessioni di ibunale di assise „  15 1/  Incompa ibili i dei memb i del ibunale  .  „  18 VIII. Publico minis e o di accusa .  75 20 11 IX.  Accusa .  .  .  1, 23 1, „  X.  Impu a i e lo o di esa .  .  11  27 17  Udienze giudiciali e e bali .  „  31 15  Riunione di cause penali, compe enza, ecc.  „  36 „  XIII.  No i icazioni, a isi e e mini  .  .  11  39 .,  XIV.  Delibe azioni e decisioni dei ibunali  ;,  43 XV. Tes imoni .  45 XVI. Pe i i e pe sc u azione  15  50 XVII. Seques o .  "  55 „ XVIII. Pe quisizione  .  /I XIX. A es o e ca ce azione .  »  60 „  XX.  Ci azione dell'impu a o dinanzi al ibunale e in- e oga o io  »  67 „  XXI.  In es igazioni  »  70 XXII. Is uzione giudiciale p elimina e .  73 XXIII. A o di accusa  » 76 XXIV. P epa azione del diba imen o dinanzi al ibunale di assise .  »  79 XXV. Diba imen o dinanzi al ibunale di assise .  ,,  83 XXVI. Diba imen o dinanzi al ibunale di scabini e p e- »  98 „  XXVII. Appello  .  •  , 102 pa azione del medesimo — V I — CAPITOLO XXVIII. Nuo a  discussione  dinanzi  al ibunale supe- io e .  Pag. 109 n XXIX. Rico so . a 111 XXX. Riape u a del p ocesso . „ 113 1) XXXI. Cause ad accusa di p i a i 116 n XXXII. Ragioni ci ili connesse con le cause penali  n 120 „ XXXIII. Spese p ocessuali  . „ 123 „ XXXIV. App ensione dei beni dell'impu a o  „ 126 „ XXXV. Della esponsabili à de i a a dal p ocesso 127 „ XXXVI. Esecuzione della pena „ 130 „ XXXVII. Indenni à di iaggio „ 133 XXXVIII. Disposizioni inali  . 77 134 `"Poli; , ``  1 i RAGIONAMENTO sul codice di p ocedu a penale no egese 1° luglio 1887. Mai come ai dì nos i si è sen i o così i o il bisogno di i em- p a e l'ope a, legisla i a nazionale nelle on i del di i o posi i o dei popoli, coi quali esis a comunanza di p incipii adizionali, o ahnen comunanza di in en i nell'a uazione delle nozioni elemen a i di c iu- s izia. Talo a la no ma nel di i o s anie o inco aggia a a e Fespe- imon o di una consimile ada a a alle peculia i condizioni nazionali; .al'al a dalla p o onda di e enza che si iscon a a, ques e con- dizioni e le s anie e, si ae agione pe de a e no ma di e sa da quella.. In una disamina di sì delica a e ci cospe a na u a gio a semp e a ca e le on ie e sì dei piccoli che dei g andi s a i. La celeb i 2 cui sono sali e ce e legislazioni, è do u a anche a ci co- s anze es inseche, e quella della. inizia i a può a e i con ibui o più dell'al e. Ma pe guan o nei p incipii di e i i nien e sia più deside abile di quello che le i o me a endano di esse e p o oca e da len e e p o onde mu azioni nelle elazioni di a o, econda ma e ia di i o mo mino i se ne app es a pu u a ia ogni gio no. Pe chè la buona applicazione di quei p incipii ichiede un la o o assiduo di a. lina- men o, un la o o a g ile e minu o, che si alga con sicu a pene a- zione di ogni consiglio o e o dall'espe ienza legisla i a degli al i paesi, anche dei piccoli. Non semp e ques i a i ano a di nell'ope a d elhnci. ilimen o, che anzi accade non di ado il con a ia. Oil è no o che di ce e espe ienze ben essi possono, a p e e enza dei g andi, somiglia e al c ogiuolo dello spe imen a o e. So o ques o aspe o il codice di p ocedu a penale della No egia me i a pa icola men e di o ma e ogge o di s udio in I alia, do e o a si s a p epa ando quello da g an empo deside a o, auspica o auale compimen o della uni icazione legisla i a del nuo o egno. Di pochi anni p ecedu o dai codici aus iaco (1873) e ge manico (1877), app esen an i lode oli s o zi di p og esso nella ia des ina a a condu e al e o p incipio d'accusa, il codice no egiano sanzio- na o il 1 ° luglio 1887, anda o in igo e il 1 0 gennaio del 1890, li a anza en ambi nella medesima ia. Esso o e inol e un esempio pe , [,i i ispe i no e ole del modo col quale si possa a e eso o di qualche is i uzione s anie a, anche se non sia ammi a a, il cui ;^^ e o p a ico  pa so s uggi e ad al i legisla o i. Come ico da il p o esso e Hage up dell'Uni e si à di C is iania una sua succin a e p ege ole no izia sul codice no egiano, in- se i a nella Zei sch i ü die gesam e S a ech swissenscha , ol. IX (1), dapp ima la No egia e a go e na a dalla legge del (;, la quale a ua a un p ocedimen o penale inquisi o io nella ;, ime l'a_se, accusa o io nella seconda. Senza giu ì, i giudici sen en- zia ano con la libe à del con incimen o, e l'is uzione p elimina e ;i ace a senza l'o ali à e senza l'esame immedia o delle p o e. Meglio che mis o, e a un p ocesso di gius aposizione dei due p in- ,^ pii. e la p ima ase a o ma inquisi o ia i se i a di base alla seconda di ca a e e accusa o io. L is uzione p elimina e e a pe ò sc i a, e a a con un esame indi e o da giudici locali ben di spesso di e si di quello nelle cui mani la medesima si accen a a; ma ciò non già pe un omaggio al p incipio inquisi o io, sibbene in causa delle condizioni geog a- i^ he del paese. Essendo la popolazione no egiana dis ibui a su di iu a as a supe icie con mezzi sca si di comunicazione, bisogna a bene esime e es imoni e giudici, specialmen e i es imoni, dagli obblighi e pesi g a osi ine en i a lunghi iaggi pe eca si p esso il giudice dell'is uzione. P e ende e che le deposizioni o ali si ac- (1) Al p o . Hage up e al p ocu a o e di s a o Smedal, en amhi di C is iania, endo qui pubbliche g azie dei lumi che mi hanno con mol a libe ali à o ni i pe ques a aduzione. — Nel de o ol. IX della s essa Zei sch i è appa sa anche una aduzione edesca del codice no egiano, della quale si è gio a a anche la p esen e i aliana, pe ope a diligen e del p o . Teichmann di Basilea, do o e no o conosci- o e delle legislazióni e pubblicazioni giu idiche dei a i paesi.  _ . --- IY -•-- cogliesse o semp e da • ques o giudice di e amen e, sa ebbe s a o lo s esso che po e nella g an maggio anza dei casi i es imoni nella en azione o nella necessi à di asg edi e l'obbligo di compa, i e in giudizio, laddo e anche la eni enza di un solo es imonio può ende e ine i abile il in io di u a la discussione. In ali ci - cos anze di a o la o ma sc i a se i a meglio della o ale a sem- pli ica e il p ocedimen o e ad accele a lo, scemando al esì gli one i pe sonali é le spese dell'e a io. In un go e no dispo ico e assolu o la o ma sc i a dell'is uzione può acilmen e gene a e sospe i e di idenze, donde poi. l a disis ima degli a i della magis a u a. Non così accadde in No egia, pe cliì, il p incipio inquisi o io col giudice go e na i o non i u spin o ol e un ce o segno, e pe ò la popolazione non ebbe un mo i o su icien e di le a glisi con o. L'is uzione p elimina e inquisi o ia segui a dal diba imen o o ale sulle p o e sc i e, u dunque il me- odo p ocessuale che du ò in No egia sino all'a en o del nuo o codice. I1 go e no libe o che nel 18'14 s'inaugu ò in No egia con la sepa- azione della mona chia danese, p odusse ealmen e i suoi benelici e e i anche nel p ocedimen o penale. La nuo a cos i uzione p o- me e a al popolo il giu ì; ma il popolo non a e a anco a simpa ia pe ques o is i u o, e non u in odo o. I'iù a di pe ò, nel 1840, comincia ono a ende si mani es e le p e e enze nazionali pe il sel go e nem.en e le is i uzioni popola i, men e né il giudice n^ l'amminis a o e go e na i i gode ano più della s essa a ezione pub- blica. Si u pe al modo che si po ò poi inizia e (piel mo imen o i o ma o e del p ocesso penale che, al segui o di a ie icende p oge i legisla i i, e minò con l'app o azione del codice odie no. La di icol á maggio e so ge a ispe o alla scel a del giudice popo- la e, pe esamina e la quale una apposi a, commissione pa l a men- a e e a s a a is i ui a, dallo S o hinq s esso; di licol á agg a a Ea dal con li o poli ico in ema di moililicazioni cos i uzionali, cai il go e no sos ene a po e si oppo e il e o egio. Alla lino, nel 1881 il go e no, pu senza desis e e dal nega e al pa lamen o la po es á di c ea e d a sè commissioni legisla i e, in un sa io in en o di con- ciliazione ha pensa o di compo e un p oge o di codice di p ocei1n a Penale in o ma o al p incipio ili accusa e sul la. base della o ali à. [I p oge o u ope a del minis o O. A. l3achhe e del p o . Ge z. Esso. al (li e ili Hage n1 ► , con iene mol e cose in e essan i. ma il 7 -• ib male penale do e a co npo si di giudiei e scabini insieme. Quel minis e o pe ó cadde nel 1884, p ima che il p oge o osse p esea. a o al pa lamen o. En an o la commissione pa lamen a e del giu i compie a el suo impo an e la o o, nel quale u ono messi a p o i o i p eceden e nazionali e s anie i, e specialmen e il ci a o p oge o Bachke e Ge z e (mello danese del 1875-77 (del quale é usci a es é una seconda mo i e con  es esi), nonché i codici aus iaco e ge ma- edizione hico. Ques o la o o u so opos o a una c i ica mol o giudiziosa del p o . Ge z, nella quale pe ó si iconosce ano pu e i miglio amen i a i in con on o del p oge o pa lamen a e del 1862. Nel 1886 il nuo o minis o di gius izia is i ui un'al a commissione di giu is i, p e- siedu a da Ge z s esso (1), col manda o di i ede e il p oge o della commissione del giu i. Da ques a e isione sca u i, pe me i o p ecipua nen e del Ge z, quel es o che poi,. con lie i modi icazioni del go e no e del pa lamen o, e me da ques ' ul imo app o a o nonos . an e l'accani a opposizione del pa i o conse a o e. 1 conse - a o i comba e ano il nuo o o dinamen o come non isponden e alle i:ondizioni di a o, come in p a ica es emamen e cos oso e anche essa o io, sPnza esse e su icien e, e in ine pe ché dei due is i u i giu i e lo scabina o che pu non semb a ano, a lo o ia ese, p e e ibili al giudici pe manen i go e na i i, p esceglie a•il iu -i che o amai a ebbe pe du o l'an ico a o e degl' in elligen i anche negli al i paesi. La elice espe ienza che del nuo o codice ha ado la No egia du an e_ un pe iodo di quasi due lus i, mos a nel miglio modo che quelle obiezioni e quelle pau e non- e a io onda e. II p ocedimen o penale no egiano é co amen e in o ma o a un sano p incipio accusa o io. I ca a e i di Ties o, alle condizioni_ nei limi i de e mina i dalle necessi á p a iche, spiccano abbas a nA' ne a mien e agli occhi del le o e senza bisogno ' di addi á gliell: unzioni dell'accusa, della di esa e del giudizio SODO enu e dis in o, si nelle pe sone cui le medesime solio a ida 62 i sanca. (I) Ge z é il celeb e legisla o e della No egia,'7elle-sN472  e ..1097 / l'impo an issiino p oge o di codice penale.-del 189 ( ado o.--i : , dell' Union/ In e nazionak di di i o . ben  Be ino, o éli alu a poi p ocu a o e gene ale del' egne, . i a Iglú - .641 , - pa a e quello di p oeedu a i ile.  ' -  - 4.. ,  - _ - ?.1 negli a i che ques e compiono. Mai, neppu e quando la le i à del ea o e la o mali à della p o a cos i ui a di appo i o e bali di u iciali di polizia conco ano insieme a scema e i pe icoli di una. p ocedu a inizia a dallo s esso giudice, mai non iene meno la ga anzia dell'inizia i a della pa e accusa ice e esponsabile (§ 83). La disposizione 'del § 269, lungi dall'esse e una e a eccezione, con e ma il p incipio; pe chè applica al caso degli a i u gen i o imp o ogabili il p incipio più al o e uni e sale, secondo cui nello s a o di necessi à. e un'al a legge non può so appo si alla neces- si à s essa. Non si a a in e o della po es à da a al ibunale di accusa e, cioè di me e e in mo o l'azione penale pe chè ques a abbia il suo co so; ma sibbene unicamen e della acol à di a e quegli a i che non si possono senza danno di e i e, nonché quan- 'al o possa esse e oppo uno in connessione agli al i a i giu- diciali che suppongono l'inizia i a dell'accusa o e. L'alinea secondo del § 269 ibadendo ques o conce o, lo de e mina igo osamen e con p ecisione, poiché a e ma che la compe enza del ibunale non a, del imanen e, al di là di ciò che s asi ichies o, e anzi si e ma quando la. ichies a enga i i a a. L'accusa è obbliga o ia, e la acol à di ome e la in casi speciali de i a solamen e dalla legge: casi e amen e plausibili, del es o, quale la inesis enza di un pubblico in e esse alla: punizione, in pa - icola e se dopo il a o sia deco so un empo abbas anza b igo e la p esc izione sia p ossima o imminen e, o se esis ano ci cos anze specialmen e a enuan i (§ 85 al. ul .). 11 di i o di que ela è indi- isibile: la que ela di e a con o un pa ecipe al ea o può i i a si, se non la si oglia es ende e agli al i pa ecipi; ma il i i o noni può mai a si dopo che sia già, p omossa l'accusa o male 84). L'o dinainen o ge a chico dei unziona i dell' accusa è logico. Con- seguen emen e con o il libello di accusa del pubblico minis e o non si amme ono che ico si amminis a i i, e non ico si giudizia i (§ 91); e in con o mi à l'accusa si può bensì es ende e ol e i limi i o i- gina i del libello, ma ciò sol an o col consenso simul aneo del i bunale e dell'accusa o ; a ale consenso equi ale la con essione piena e since a; è ise a a inol e la acol à di chiede e aula p o oga o e occo a pe la con op o a e la, di esa (§ 291), non senza amme - e si al esì u e le sospensioni che agion uole siano ammesse a u ela dei di i i delle pa i (§ 86 e 87). Solo pe i ea i com- mossi da unziona i in ale quali à, la decisione se debba a si o cimen o ai e mini delle egole gene ali sulla p o a; che inol e ciò a à anche pe e e o di p e eni e la emu a con ad.izione dei giudica i, con adizione che se può a e a si nella speciale ipo esi che nell'in e allo osse o enu e uo i nuo e p o e, sa ebbe gius .i- ca a, in causa di ques e s esse p o e, le quali poi d'o dina io p o- oche ebbe o appun o un giudizio ci ile di i ocazione. Del es o, nonos an e il silenzio del legisla o e, è chia o che con adi ebbe alla logica del p incipio il ende e obbliga o ia in un successi o p ocesso ci ile la decisione della ques ione ci ile p esa in sede penale. Men e l'accusa ha sì g ande impo anza da bas a e a de ini e la na u a del p ocesso, alla sua ol a la di esa., quale mezzo necessa io di a uazione del con adi o io o male, suppli o dall'implici o sol- an o nei casi minimi e con se ie cau ele, mos a la sua eccellenza, e in ema. di libe à pe sonale dell'impu a o, e in u o il co so della is uzione di ciò che in senso igo oso chiamasi p o a, e che pe ale mo i o si a. esclusi amen e a.l cospe o e so o l'immedia a igilanza. del . giudice. Alla di esa quindi si icollega anzi u o, e qui pi' s e amen e che in al i appo i, la esponsabili à dei un- ziona i e dei di enso i. II codice della No egia non s'a es a al dolo come il di i o anco-i aliano, ma colpisce anche la semplice as- cu anza o condo a scon enien e, nè limi asi a minaccia e la pena, si obbliga anco a all' indennizzo (§ 466). Della indenni à do u a dall'e a io alla pe sona assol a dopo a e scon a o una pena, o a quella assol a o il cui. p ocedimen o u sospeso dopo una ca ce a- zione. p e en i a. (§§ 469 sgg.), non occo e di a e qui una men- zione speciale. Gio a piu os o a e i e, che alla s essa guisa che si ì, c edu o di amme e e l'a es o pe imo e di collusione (§ 228, 30), u esclusa l a indenni à pe colui che so e se ingius amen e la de- enzione p e en i a:, quando *dai suoi a i si debba in e i e l'in en- zione di subo na e es imoni al also o a non depo e (§ 479). Non senza agione l'a es o pe collusione è oggi_ da mol i epu a o un a anzo del p incipio inquisi o io. L'inqui en e è oppo in e essa o a, p ende e come e i à ciò che il suo conce o di e i o dell'is u- zione gli a p esuppo e, onde sap à di icilmen e disce ne e il caso di se io en a i o o pe icolo di collusione da quello in cui l'impu- a o al o non a che adope a si pe la p op ia legi ima di esa. Ma ol echè la o mula usa a, pe il i iu o della indenni à è più cau a di quella pe l'a es o, ognuno sen e che la no a di biasimo and ebbe .• ^ , - XIX - ise a a al solo 'a es o pe collusione, che in acca il p incipio accusa o io, — no a che pe ò la cos an e di esa assicu a a all'impu- a o in un'is u o ia gene almen e pubblica mi iga di mol o, — lad- do e il i iu o d'indenni à p i a sol an o eli un bene senza addu e poi un male posi i o. In quale con o sia enu a la di esi nella is uzione delle p o e, lo si sco ge subi o alla semplice le u a del capi olo decimo. Bas a ques a le u a pe chè so ga spon anea la domanda, se ci sia un'al a legislazione che usi al e an a la ghezza e so l'impu a o pe la sua. di esa. Dal momen o che un uomo sia impu a o, cioè so opos o a p ocesso penale, dal momen o che con o di 1 i i siasi a o qualche a o di seques o, pe quisizione, a es o o al o simile (§ 97), egli ha di i o di a si assis e e da un di enso e, e anche da due dinanzi alle assise, in qualunque s adio del p ocedimen o (§ 99). Inol e, sal o pe a e p o e speciali al diba imen o quando 'impu a o sia. a endibilmen e con esso (§ 373), sal o quando si p oceda pe ingiun- zione penale e in gene ale nelle cause 'di polizia (§ 377), (ma anche in ques i casi iI di enso e de 'esse ci al diba imen o se la, causa si a i in sede di nuo a discussione, § 404), sal o anco a quando i 1 pubblico minis e o appelli dinanzi al ibunale sup emo in a o e del condanna o (§ 389 al. 2), e in ine quando sia i accusa esclu- si amen e p i a a, nel qual caso non si nomina d'u icio il di enso e pe chè il p i a o de e a e e già un a oca o (§ 432), sal o ciò, in u i gli al i casi l'assis enza del di enso e è semp e obbliga o ia: .1 0 nel diba imen o, negli esami es imoniali e nelle pe sc u azioni_ a e uo i e in an icipazione del diba imen o pe la di icol à O impossibili à o non necessi à di a le al diba imen o (§ 296), o pe il pe icolo in mo a. o la inuncia del pubblico minis e o a a la, O pe la acol à di es imoni di non compa i e al diba imen o: 2° negli esami es imoniali e nelle pe sc u a.zioni di cui si i enga di gio a si poi come p o a nel diba imen o; 3 0 nelle udienze enu e senza a e i e l'impu a o o, se ques o sia de enu o, senza esse e egli com- pa so; 4 0 nelle udienze dalle quali siasi escluso l'impu a o pe e i a e che la sua p esenza us asse o ponesse in pe icolo i] ine ciel p o- cesso (§ 278 ul. al.). Di più, allo a può anche delega si un di en- so e d'u ici o a a o za e la di esa ele i a (§ I01); inol e, anche uo i (lei de i casi di di esa obbli g a o ia, semp e che sia necessa io pe la speciale quali à del caso, un di enso e d'u icio è depu a o all'impu a o impo en e a p o ede si di uno ele i o (§ 102): e in • ^ , ine a u ela degl' in e essi dell' impu a o il ibunale può pe sino consen i e che a la o del suo di enso e si p esen ino al e pe - sone (§ 112). Recen emen e si ^ discussa a ondo la ques ione dell'is i u o della di esa. L'idea che all'accusa go e na i a do esse co isponde e una u iciale o pubblica, un ibuna o della di esa, come disse di esa  il Ca a a, semb a a ende e che si a o zi la alo osa, ma anco oppo sca sa schie a de' suoi p opugna o i con in i e caldi, quale da ul imo l'unghe ese E. Balogh, consiglie e d'appello a Budapes (l ). L'u icio dell'a oca u a dei po e i, sopp esso in I alia nel '1865 pe un g e o mo i o inanzia io, a ebbe po u o, sussis endo, acilmen e as o ma si, ele a si a di esa pubblica pe u i gl'impu a i di qua- i inque condizione sociale. Così, pene ando nei p imi e spesso più impo an i mo imen i dell'in o mazione e della is u o ia, a ebbe isolu o una buona ol a, e da e o, il più g a e p oblema della p ocedu a penale u a quan a, cioè quello di una buona is uzione delle p o e nell'in e esse obie i o della e i à. ma e iale, il solo in e esse e amen e degno di esse e cu a o da una socie à ci ilmen e p og edi a in ema di di i o indi iduale pubblico della di esa penale. Na u almen e ciò che si de e ole e, non può esse e un cumulo di unzioni, che oggi si deplo a già nel giudice is u o e, e che i- p odo o nel pubblico accusa o e, sa ebbe di g an lunga anche peggio a o. Nessuno si lasce ebbe acilmen e pe suade e, che la cu- s odia degl'in e essi pubblici della di esa abbia ad esse e a ida a al pubblico minis e o quale app esen an e di u i gl'in e essi pubblici senza dis inzione. L'impu a o ha di i i suoi p op i da di ende e: sono di i i pubblici, pe chè si anno ale e in con on o del pub- blico po e e dello s a o che lo pe segui a in giudizio; ma di i i subie i i di lui. Riassun i nella pubblica accusa, essi si asmu- e ebbe o senz'al o in po es à, pe chè solo in o za di un po e e pubblico si po ebbe concepi e un accusa o e obbliga o a gi a si della di esa subie i a dell'accusa o; laddo e • in ece nessun p in- cipio giu idico si oppone a che ques a di esa enga dallo s a o s esso, non solamen e assicu a a come o a in ia di egola gene ale, ma al esì o dina a in un u icio pubblico pe manen e, analogo e (1) Bulle in de 'Union in e na ionale de d oi énal VIII ol., pag. 10:9-130. I p ecu so i, ci a i dallo s esso E. Balogh in ques o suo s ingen e Rappo sulla ins uc ion con adic oi e, sono: Ca a a, Hugo Meye , O o F iedmann, He ma n O lo , Eyna d-Du e nois. — XXI -- co ela i o a quello dell'accusa. Chi mai po ebbe di ciò dubi a e, oggi che lo s a o si mos a già• d'un a o così solleci o nel p o - ede e, pe sino median e le assicu azioni obbliga o ie, alla p o e- zione degli ope ai negl'in o uni sul la o o? P o ezione nobilissima di ce o, ques a, ma che, al con on o della di esa penale, pu u - a ia appa isce an o meno s e amen e, o solo media amen e con- nessa con la missione o igina ia dello s a o. Nè l'accusa o di ende solo la p op ia libe à, men e non è a a o possibile accia e una linea ne a di sepa azione a l'in e esse della sua libe à indi iduale e l'in e esse della libe à gene ale, in quan o dalla p o ezione della p im a dipenda anche la p o ezione della seconda. In ale s a o di cose a maggio agione si app o a l'is i u o della di esa obbliga o ia, onde lo s a o de e, depu ando di enso i d'u icio, p o ede i o e occo a, ogni qual ol a cioè la necessi a ne sia esa mani es a dal pe icolo cui sono espos i i beni a acca i dal p ocesso. Se, ele i o o delega o d'u icio, il di enso e non giunga mai a guadagna si la s ima d'impa ziale che gode il giudice, neanche il pubblico accusa o e può an a e eguale s ima d' impa ziali à. Do e c'è con o e sia, non possono manca e le pa i, e ques e pe quan o ones amen e si s o zino di a ene si sc upolosamen e alla se ena ice ca del e o, semp e, e in ogni caso almeno ispe o all'opinione che il e o sia scope o, si debbono iconosce e subo - dina e al giudice. L'assis enza obbliga o ia del di enso e a essa es esa all'in e o- ga o io dell'impu a o nell'is uzione p elimina e? Il legisla o e no - egiano non lo ha c edu o. L'in e oga o io é insieme un mezzo di. is uzione e un mezzo di di esa ; laonde, sal a la piena libe à dell' impu a o ili isponde e o no come c eda, sa ebbe di icile esclude lo a a o. Nel p imo senso, dall'in e oga o io non si può ica a e una e a p o a obie i a; l'indizio o gl'indizi che se ne aggono, non al imen i acquis ano un alo e, e e amen e non di ado no e ole, se non pe il conco so di al i indizi e p o e. allo a l'in e oga o io non è più semplice, allo a è complesso, pe ché l'impu- a o assis e ad al e p o e e l'in e oga o io di en a un e o cos i u o obie i o. Se nel p imo caso l'assis enza del di enso e iusci ebbe un impaccio supe luo e o s'anco pe icoloso, non così nel secondo. Là si ce ca solo di o ene e una schie a e spon anea ispos a, O pe ò " non è pe messo all'impu a o di consiglia si col suo di enso e — XXII — ci ea le ispos e che de e da e immedia amen e alle ques ioni a lui ?59 a l. 1). Qua in ece si pene a già nella o mazione i ol e ,, (^  può e discussione di ciò che può di en a e p o a obie i a, e quindi il ca a e e o male della p o a non può più manca gli. A gius o plin o l'is uzione p elimina e con iene già gli elemen i ili un a acco; il sindaca o, la di esa è dunque di di i o; e ques o di i o non è solamen e subie i o, ma anche pubblico. Nè più nè meno, del es o, ' che il di i o s esso dell'accusa; il quale non essendo au o i a i o pe chè non app esen a l'inipe io, che è p op io sol an o della legge, ò esso pu e subie i o, quale necessa iamen e ogni di i o di pa e. L'accusa app esen a lo s a o come pa e che p ende l'inizia i a, e ii' l a la esponsabili à; la di esa app esen a pu essa lo s a o, u a solo a mo i o della libe à, indi iduale minaccia a da quella ini- zia i a, li be i, che a u ela a pe un p incipio d'in e esse gene ale. ^ll'in ^ o i pe ò di un in e oga o io obie i o, l'assis enza del di enso e, ol echè p ecoce, sa ebbe p a icamen e impossibile nella quasi o ali à dei casi. Se, nonos an e lo s o zo a o dalla legge <<iicese dell'8 dicemb e 18 1 07, gli incon enien i si mos ano ine i- [al^ìli anche do e non si a i del semplice in e oga o io piano, e in gene ale del p imo in e oga o io, ma si es endono a quelli obie - i ii cl e gli engono die o, ciò dipende unicamen e dalle di icol à p a iche, e (lues e si possono e li mina e con sa ie disposizioni, senza bisogno di esclude e la di esa nel momen o in cui si o ma o acquis a la, e a p o a, o la si discu e in p esenza del giudice is u o e. Al giu ale p oposi o semb a do e si applaudi e alla p udenza del legisla- o o aus iaco e del no egese, i quali, a di e enza del ge manico, non c ede e o supe luo l'is i u o dei due es imoni giudiciali o is u- nen ali nelle udienze dell'is uzione p elimina e, pe chè i medesimi al o zano il eno che può o a si nel cancellie e, senza che, sem- plici es imoni che essi sono, abbiano mai nè il di i o nè le cogni- zioni e le a i udini necessa ie e p op ie del di enso e pe p o es a e o a e p opos e nel me i o s esso degli a i. Non è il imo e della Pa ziali à olon a ia che s'in oca qui, ma quello dell' inesa ezza o ascu anza in olon a ia. II giudice nel diba imen o è dalle pa i e dal pubblico aiu a o a so eglia si da sè; nell'is u o ia p elimina e egli de 'esse e con en o di codes o bene ico aiu o p es a ogli da una legge che ad ogni cau ela u ile o e la sua ospi ali à. Ma, l'is uzione p elimina e non bas a disciplina la bene con le — XXIII — do u e ga anzie; bisogna p ima anco a sape la ci cosc i e e ne' suoi limi i azionali. A ques o igua do po à semb a e o se oppo a di o il sis ema no egese, non an o pe chè limi a l'is uzione o male obbliga o ia alle sole cause di assise, quan o piu os o pe chè in ques e egli pe me e che se ne p escinda se i sia il consenso del- l'impu a o (§ 271 al. 2), men e poi, e gius amen e, all' accusa o e p i a o è ol a la acol à di chiede e l'is uzione o male nelle cause scabinali, semp e obbliga o ia pe lui in ece nelle cause di assise (§ 126). Il sis ema a conside a o in elazione al p incipio accusa o io con la • o ali à e l'esame immedia o. In ale elazione esso è logico e p a ico al empo s esso. Non si c eda indi e en e l'is uzione o - male ispe o al giudizio de ini i o. Se in un senso essa p epa a gli elemen i p oba o ii dell'accusa e ques a a alo a in modo da a i- bui le u a la o za legale di cui abbisogna pe de e mina e il giudizio de ini i o, d'al a pa e essa si isol e, di on e a ques o, anche in una specie di giudizio di p imo g ado. Si chiuda con un o male giudizio di in io a diba imen o, oppu e senza di esso e pe semplice a o di accusa che il pubblico minis e o ondi sulle isul- anze dell'is u o ia, l'is uzione giudiciale è ope azione au o i a i a. Il giudice che la compie, app esen a la legge, non a ope a di pa e, e ale non può esse e nè il pe quisi e e a e isi e domicilia e, nè o dina e seques o, a es o, ca ce azione, sca ce azione, o libe à p o iso ia e cauzione, nè l'esamina e es imoni o pe i i col incolo del giu amen o, incolo che unisce il momen o dell'is uzione p e- limina e al giudizio. Lo s a o ha in e esse che l'is u o ia iesca a a da e o a. su - aga e l'accusa o male, se e ne sia agione. Si dice, che dai complesso delle p o e accol e ed esamina e in ques a ase del p ocesso, sca- u isca una p obabili à se ia, si dell'esis enza del a o eo, che della ei à dell'incolpa o. Ma il più o io e semplice modo di pe suade si che ale p obabili à esis esse, si è quello di con on a la con l'esi o del giudizio de ini i o. Così accade in a i che della bon à delle is u o ie si giudichi sulla base del appo o nume ico a le accuse G gl'in ii a diba imen o e le condanne in segui o p o e i e. Ve amen e ques o c i e io, pe ciò che è insu icien e, non sa ebbe il piìl esa o, sì pe le di e enze o mali a is u o ia e diba i- men o, sì anco a pe quelle sos anzia i de i an i dalla o za delle p o e a e nella ase de ini i a. Ma in p a ica esso suole p e ale e, - XXI V - e non solamen e p esso i p o ani, sibbene anco a p esso gli espe i della ma e ia. In an o, a agione o a o o, osi e, e la iducia po- l^a e nel e o andamen o delle is u o ie di egola non si misu a po che sulla base del con on o col nume o delle condanne, ciò che conduce -ben di so en e a ge a e lo sc edi o sulla gius izia penale. Bisogna iconosce e che qui due sono le cose impo an i: anzi- u o ispa mia e quan o pió_ si possa l'occasione di simili con on i iducendo nei limi i dello s e o necessa io i casi di is uzione o male obbliga o ia ; e poi in ques a is uzione amme e e u a quella pubblici a pe le pa i, o meglio u a quell'a i i à di ensi a isponden e all'o ensi a, che sia compa ibile con le igo ose ne- c.essi à della, scope a del e o e dell' e e i a applicazione della pena a colui che osse dichia a o colpe ole. Sono due cose che si legano s e amen e a. di lo o. Nè l'a e e assicu a o all' impu a o l`ese cizio del suo di i o di di esa du an e l'is uzione, esime dal do e e a i scema e l'a i i à is u o ia della p ima ase. Senza ene con o delle agioni ben no e e ico da e che inducono a un giudizio alac e, esempla e, immedia o del a o che ne o ma ogge o, o p os- simo alle esche on i della p o a, l'in e esse non meno al o di e i a e possibilmen e la o mazione -di , un dualismo a l'esi o dell'is u o ia e quello del diba imen o, bas a a gius i ica e il legis- l:^ (o e no egese. Non di e so è d'al onde l'in e esse che clz egola si oppone a, una seconda is anza sulle ques ioni della p o a del a o. Sol chi non eme di a o i e le ascu anze nel giudizio penale sul a o, può ap i e con acili à le po e al imedio dell' appello. Similmen e il legisla o e che alla iducia delle pa i di e amen e in e essa e sos i uisce la p op ia subo dina a a ce e egole a che- ipe di o inali i. non sa pe suade si che i casi di e a necessi a di una is uzione o male li possano so en e iconosce e meglio le pa i s esse. Così si -mos a una sca sa cu a della s ima che de ono semp e gode e gli a i compiu i dal giudice pe is ui e le p o e. Se osse o compiu i dall' accusa o e e dalla polizia pos a a'suoi o dini, non sa ebbe o p o e i da an a p esunzione d'impa ziali à da po e si nei diba imen o con appo e o con on a e al giudizio che lo deli- nisce. In ece qui il giudice si limi a a un se izio is u o io pe l' accusa, e non già pe il giudizio s esso de ini i o. Ma, quale che si oglia il mo i o di ques o inca ico, sia che lo si c eda in inseca- men e p op io della unzione impa ziale del giudice, sia che lo si conside i una semplice ma p a icamen e oppo una delegazione -di - XX V - un u icio p op io dell'accusa o e, dal momen o che ope a di giudice sia o mai is ui e le p o e, pe nesso psicologico a ale essa appa isce ealmen e come a o d' impe io, _come giu isdizione. Eppu e, all'in- uo i delle delibe azioni conce nen i gli episodi dell'is u o ia (pe - quisizione, seques o, a es o, ecc.), e sal o quelle necessa ie pe isol e e le con o e sie a le pa i (o a pa e e giudice is u - o e), il giudice dell'is uzione non a ebbe da eme e e giudizio ul e io e, come a o o ogliono in ece i p ocessi mis i, che lo in es ono del po e e eli o dina e l'in io dell'impu a o a diba imen o, cioè del po e e di . accusa e, che è p op io esclusi amen e della pa e accusa ice_ esponsabile. In No egia si è aglia o co o a ques e inge enze inqusi o ie col c ea e un solo magis a o pe l'is uzione, cioè il giudice is u o e, a idando del es o al ibunale s esso la chiusu a dell'is u o ia e le delibe azioni di ca a e e con enzioso (capi . 22). Pa e cola che la sepa azione più impo an e di unzioni qui osse quella a l'is u - o ia e l'accusa, inunziando, p obabilmen e pe mo i i di p a ica oppo uni à, a una sepa azione igo osa e cos an e del con enzioso is u o io dalla di ezione e chiusu a dell'is uzione o male. Nè si può di e che il legisla o e sia poco ene o delle agioni ondamen- ali su cui iposano le incompa ibili à giudizia ie. Tan o egli ne è ene o, da amme e e che, a is anza di pa e, il giudice abbia acol à di iconosce le esis en i anche do e si iscon ino " ci cos anze spe- ciali a e a diminui e la iducia nella impa ziali à di un giudice o scabino o di un cancellie e „ (§ 68), cicos anze pe an o 11011 desi- gna e nella legge, ma desun e solo dal c i e io giudiciale applica o alle elazioni di a o. Tan o ne è ene o, che anche gli a oca i ese cen i egli esclude dall'u icio di giu a o (§ 37 n. 8). Si a e a che l'o dinamen o no egiano a ibuisce all'impu a o e al di enso e, non meno che al pubblico minis e o, il di i o di assis e e alle udienze giudiciali is u o ie, e il di i o di p esen a e, anso in caso di espulsione pe un con egno u ba i o e scon enien e od o ensi o della digni à del ibunale (§ 119 al. 2), e pa imen i in caso di allon anamen o pe e i a e che un impu a o oda ciò clic si dica da un al o (§ 259 al. 2), le osse azioni e le p opos e che s imino di do e a e. Ciò, ben in eso, non esclude l'o dine di i- i a si du an e l'esame di un es imonio che in ale p esenza non a ebbe ana deposizione since a, e neppu e esclude che " in ci co- s anze speciali „ si o dini ii o ale allon anamen o, impugnabile pe o - X 1 I - con ico so, del impu a o e del suo di enso e ele i o, pe la neces- si à ili e i a e che enga al imen i us a o o espos o a pe icolo il ine del p ocesso (§ 278). In un co ale o dinamen o la. pubblici à dell'is u o ia, pubblici à di egola es esa a chiunque, e non limi a a solo alle Da i, le quali godono quindi al esì del di i o di p ende e, so o le suaccenna e ise e, cognizione del e bale di udienza e degli a i della causa (§ 280 al. 2 e 3), e pe sino di chiede e, se esse sieno conco di, la chiusu a dell'is u o ia (§ 281 al. 2), bene supplisce al di e o di quella igo osa e cos an e sepa azione di a i o unzioni is u o ie, pe la quale al e legislazioni si dànno mol o . pensie o. Ol e a un ce o pun o la logica delle dis inzioni o mali non de e anela e; un'al a logica ne piglia allo a il pos o, imi a cioé della e icacia ine en e al p incipio di e i o. Nell'is u - o ia ques o p incipio, quando non sia addi i u a il deside a o is i u o della di esa pubblica, é la pubblici à pe le pa i con un con adi o io empe a o, ma su icien e, in e o. Gli al i ipa i piìi di so en e o mano nel p ocesso un ingomb o di o me o ane o econde di con o e sie mol eplici, di p ocedu e inciden i, di nul- li à di ado u ela i, noci e semp e alla apidi à e all'esempla i à del giudizio. Fedele al p op io me odo che gua da semp e, nelle o me, alla p o ezione eale, e e i a, dei di i i delle pa i, il legisla o e della No egia non ha a o buon iso a quella c eazione ingegnosa del legisla o e ancese, che é la polizia giudizia ia. Is i u o in inseca- men e con adi o io e imba azzan e, non può esse e co e o senza esclude ne gli elemen i p e amen e giudizia i, cioé il giudice is u - o e e. il p e o e (in F ancia il juge ile paix), la cui indipendenza., minaccia a dall'in luenza che i ese ci a il pubblico minis e o guai capo di essa polizia giudizia ia in app esen anza del po e e esecu- i o, sa ebbe in ece pe l'appun o la condizione della iducia nella impa ziali à assolu a degli a i compiu i a mezzo della medesima. E enga pu e sciol o il pubblico minis e o dal incolo che lo pone alla dipendenza del po e e poli ico; ma bas e à? La polizia giudi- zia ia si dis ingue dalla. polizia amminis a i a o poli ica, pe cha ha pe u icio, non di p e eni e i ea i, ma di scop i li e di accoglie ne le p o e. Si lasci qui da pa e l'ul e io e e con o e so u icio che insieme con ques i si suole da mol i a ibui e alla polizia giudi- zia ia s essa, di delibe a e cioé l'in io dell'impu a o a diba imen o. Iy! - XXVII - È pe ò semp e a dua cosa spezza e -una ca ena di a i che spon a- neamen e si succedono gli uni a occasione degli al i, come accade p ecisamen e di quelli che a il unziona io di polizia amminis a- i a pe p e eni e i ea i, men e, non p e enu i, ques i si debbono pe ò scop i e ce cando di acquis a ne le p o e. Ques o s a o di cose non semb a a e e gio a o alla o mazione di una polizia e amen e degna di esse e chiama a giudizia ia, di- s in a cioè pe quella capaci à, uni à e coesione, pe la dipendenza di e a dal pubblico minis e o, che è quan o (li più necessa io, u gen e pe la sua i o ma. in an o i legisla o i in g ande maggio anza poco o nulla di meglio seppe o a e, che limi a si a po e a se izio della p ocedu a giudizia ia quegli s essi unziona i amminis a i i e poli ici che sono chiama i alla p e enzione dei ea i. Già, se non si oglia mol iplica e gli u iciali di polizia, con e à bene gio a si della maggio pa e almeno dei medesimi pe ambe le specie di unzioni, p e en ice e giudizia ia, e così a iene in eal à do unque le due polizie esis ono. Ma poi l'u icio di accoglie e le p o e e di indi- ca e i ea i da scop i e e le pe sone da pe segui a si, è oppo de- lica o pe chè possa esse e a ida o, in una minu a e pazien e in e- s igazione o male, ai soli unziona i di polizia amminis a i a. La di ezione di un giudice può dunque c ede si necessa ia., o almeno mol o oppo una; come necessa ia sa ebbe del pa i la di ezione o l'ope a s essa del pubblico minis e o, quando in e enga nella speciale is u o ia di p o e lag an i. Ma se nel secondo caso non an o si ce ca l'impa ziali à e au en ici à. dell'a o is u o io, quan o la lag anza, nel p imo in ece son quelle appun o le p ecipue a- gioni dell'u icio con e i o al giudice; ed è il giudice solo che p.uò assicu a e la impa ziali à e l'au en ici à, non da e o i unziona i di polizia, anco chè ques a si chiamasse giudizia ia anzichè p e en i a: il nome non imi a l'u icio. A che p o dunque codes a combinazione dei due elemen i, e sia pu e assumendo il poli ico col incolo dello speciale giu amen o di ese ci a e unzione d'is u o ia giudiciale, men e in eal à la iducia es a semp e spon anea, e quella alu a a, se non impos a, dalla legge si icollega essenzialmen e alle quali à e condizioni possedu e ^lal giudice? I appo i, i e bali p o enien i dalla polizia ispi ano la iducia che è gius i ica a dall' abili à, dalla e i udine dei lo o au o i, e dalla digni à della lo o condizione come unziona i o ili iciali pubblici. Ele a e, come a il codice ancese, il alo e p o- X XXIV — sue adina io in Inghil e a la es ese alla, is u o ia p elimina e. Pe ò l essa imedia in pa e al di e oso o dinamen o sì dell'accusa abbandona a di egola ai p i a i che della is u o ia medesima, men e al o e nè è an o acile in odu e ale pubblici à anche coi igua di che la ci condano No egia (§ 133 al. 2), nè ciò sa- ebbe o se pe o a abbas anza p uden e. Sa ebbe poi da e o un p og esso? La s essa Inghil e a pa dubi a ne co' suoi p oge i di co- di icazione del 1879 e del 1883 oppo unamen e ichiama i da Ge z nella sua, s ingen e di esa del giudice is u o e quale ice ca o e impa ziale della e i à con pa icola e igua do ai bisogni e en uali della di esa, e senza che a al ine si sna u i il p op io u icio mu- andolo in quello di di enso e pe dispu a e e con ende e con l'ac- cusa o e. Non si po ebbe, del es o, ole e ques a supe e a.zione senza aumen o di pe sonale e di spese. Sino a dunque il giudice non ci s a ebbe di • oppo nella is u o ia; non ci s a ebbe di oppo, pe ò a una condizione: che cioè egli non sia un accesso io delle pa i, le quali sole gli o niscano i ma e iali della p o a, senza mai po e egli s esso nè ice ca ne nè accoglie ne. Bisogna ch'egli pa e sia a i o, e pe ciò la o za impulsi a de e isiede e anche in lui, e non in esse sole. Se nella ase de ini i a coa e ebbe la coscienza del giudice quell'assolu o di ie o che a lui osse im- pos o di p o oca e qualsiasi nuo a in o mazione o p o a di cui gli Cosse dimos a a l'eccezionale necessi à, a ben maggio e agione si epu e ebbe singola e un analogo di ie o al giudice nella ase p o- p iamen e is u o ia. In ques a ase p elimina e un ale di ie o non si gius i iche ebbe nemmeno con un o dinamen o che la di esa a esse ele a o a unzione pubblica e u iciale con u e le acol à sue is u o ie che ne osse o la legi ima conseguenza. In ogni o dinamen o della is uzione o male p epa a o ia bas a che, come in No egia, all' accusa sia ise a a la inizia i a dell'is u o ia egualmen e che di u a la. causa (§ 83), e che la is u o ia sia a enu a nella ce chia delle pe sone impu a e e (lei a i denun- zia i (§§ 272 e 273, c . § 266). Nel imanen e, in p a ica e, dopo u o, il meglio si è appun o che la p ecipua di ezione dell'is u o ia p elimina e sia s a a a ida a: al ibunale (§5 275 e 276, c . § 284). Il con adi o io delle pa i nell'is uzione p elimina e olu o da alcuni a o ma ci ilis ica, in oppa nella ine i abile eno me disugua- glianza di mezzi d'in es igazione e di p o a, de i an e dall' esse e l'impu a o p i o di una polizia giudizia ia sua p op ia, e p i o del - XXXV - di i o di opposizione, pe chè anco a il giudice non c'è nè 'ci de e esse e, men e pe ò esis e bene. la necessi à di comba e e, special- men e di p omuo e e le ice che u ili a chia i e che, pe es., il colpe ole sia un al o. Ma ques o non è u o. Un ale con adi - o io eccede pe sino il bisogno cui s'in ende di p o ede e. Qui bas a in a i ga an i e se iamen e la di esa, come a il legisla o e no egiano; bas a cioè che alle a mi app es a e dall'accusa possa la di esa con appo e nel diba imen o, e anchep ima occo endo pe in en a lo, u e quan e le p op ie che, a endo essa a empo cono- sciu o quelle, sa anno allo a s udiosamen e p epa a e, onde insomma sa à p e enu o qualsiasi pe icolo se iamen e emibile di so p esa o insidia. Nè le in es igazioni so ili, agili, apide, as u e, seg e e della polizia giudizia ia si hanno da epu a e incompa ibili con l'in e en o del giudice is u o e. Esse possono e debbono bene con inua e senza che pe ciò il giudice i o ni a a pa e della po- lizia medesima: bas e à che ques a me a a sua disposizione u o ciò che abbia o a o di poi. Quan o al imo e che la sua impa - ziali à scemi in p opo zione degli a i is u o ii che compie, semb a da e o che sii, un imo e ano o almeno esage a o. O amai a quegli a i egli non p ocede ebbe più ila solo, ma col conco so e con l'alì- p o azione implici a delle pa i. Se, ciò nondimeno, l'animo salo inclini più a a o e della esi di una delle pa i che non dell'al a, si è ques a una conseguenza na u ale e ine i abile della imp essio- nabili à dell'animo umano. O e osse e o che a1!' impa ziali à del giudice dell'is uzione osse assegna o un più_ al o g ado di pe ezione, non solamen e sa ebbe gius o di ida e di lui quando is uisca le p o e, sì gene iche come speci iche; ma pu quando ap a, o chiuda l'is u o ia, e più anco a quando dec e i. mezzi coe ci i i. A ques a s egua si e ebbe a me e e in dubbio anche la impa ziali à del giudice di me i o, specialmen e quando condanni, pe chè di u i i mezzi coe ci i i la condanna è ce amen e il più g a e. La ques ione della in o ma i a di ca a e e poli ico, e della is u - o ia di ca a e e giudleiale, se gua da a sos o il suo piì scab oso e in ica o aspe o, è dunque una ques ione essenzialmen e psico- logica. Il legisla o e dell'a eni e che l'a à comp esa bene pe ale, e udi o dall'espe ienza degli s o zi cos an emen e dimos a i allaci in una eno me, quan i à di p ocedu e in ia e senza esi o agli a chi i o de ini e senza condanne o con a enuazioni p o onde dei i oli del!' accusa, s o zi del es o a i in piena buona ede anche -- XXXVI - col me odo della pubblici à pe le pa i nella is u o ia (o con quello s esso del con adi o io a o ma ci ilis ica), p ende e isolu amen e la ia nuo a della di esa pubblica median e la c eazione del magi- s a o della di esa. Non pe ques o d'impu a o sa ebbe p i o della acol à di aggiunge i una p op ia di esa ele i a e di pa icola e iducia, da con ene si, ben in eso, nei limi i compa ibili con in e- esse sup emo della gius izia. Allo a la di esa comince à in dal p imo momen o, non appena il bisogno se ne accia sen i e; e po à comincia e da quel momen o, pe chè nessun imo e ispi e ebbe più, essendone in es i a una magis a u a non meno ispe abile di duella cui è o a commessa l'accusa.. Se nella is uzione p elimina e il pos o p incipale spe a al giu- dice, nel diba imen o, di assise o scabinale, spe a in ece alle pa i. Le pii impo an i disposizioni dei capi oli 24, sulla p epa azione dei diba imen i di assise, e 25, su ques i s essi diba imen i, capi oli es esi ai giudici scalinali in o za del § 366, lo dimos ano. Al i- bunale pe ò é se ba o l'u icio di eglia e sulle discussioni, non solo, ma anche di esamina e esso s esso di e amen e i es imoni, e pe - sino quello di aggiunge e nuo e p o e, sospendendo a al ine il diba imen o (y. § 331 ul . al., 334, e 339 al. 2). Pu qui si c e- de à di coglie e in allo il p ocesso no egese pe a e e con uso unzioni di e se nelle mani del giudice; ma si cad ebbe di bel nuo o in un e o e. Inu ile di e che la igilanza e mode azione da ese ci a si sull'a i i à delle pa i, è insi a all'essenza s essa d'ogni p ocedimen o giudizia io, osse pu e un p ocedimen o pe domande di di i o p i a o. L'o dine della discussione e dell'udienza é di sua na u a un in e esse es e io e da a ida si all'au o i à del magis a o impa ziale. Quan o poi all'in e esse in e io e che la ma e ia del giu- dizio giunga u a in e a, cioè in su icien e misu a, alla cognizione del magis a o, chi può nega e che codes o sia l'in e esse della e- i à, della gius izia e della libe à di coscienza del giudice s esso? Si po à o se dissen i e ci ca il modo di da i sodis azione, non pe ò sulla necessi à imp e e ibile che sia sodis a o in eal à.. Ma anche il modo non può azionalmen e esse e che quell'uno che u ado a o. Le- pa i sono o se in piena buona ede, quando si mo- s ano con in e di a e addo e u e quan e le p o e u ili esis en i a lo o disposizione. Ma i diba imen i -p o ocano dubbi e indicano on i di luce nuo a pe chia i li, dubbi che o se nessuna delle :'^^^ l ;:, ul^i -- XXXVII - pa i di ide col giudice, se pu e sulla base di un'is uzione monca non abbiano anch'esse enu o una condo a ascu a a nel p epa a e e issa e il ma e iale impo an e pe la discussione. In ale an- gen e la sola ia di usci a. si è codes a inizia i a appa en e del giudice. Inizia i a appa en e sol an o, non e a, pe chè allo a il giudice ope a come manus minis a della necessi à, non è libe o di sceglie e a l'ine zia e l'a i i à: chi ope a allo a è la o za na- u ale delle cose, e ole e il ine è necessa iamen e ole e anche i mezzi che soli imangono a. disposizione pe consegui lo. In ende e pe al o e so la cosa non è possibile, senza ende e necessa io che ie più si alla ghi l'adi o ai imedi dell' appello, della nuo a discussione e della e isione, ciò che si isol e ebbe in un male di g an lunga maggio e. Nella p o a pe es imoni me i ano menzione: la acol à del i- bunale di oglie e agli ado i i e agli ado an i dell'impu a o la lo o esenzione dall' obbligo di depo e, anco chè la deposizione possa lo o o na e di nocumen o (§ 177 al. 2, comb. col § 176 ul .. al.); la ,. acol à dei pa en i di ome e e u a la deposizione o solo il giu- amen o (§ 176 al. 2) ; lo scioglimen o dal incolo del seg e o p o essionale, non solo quando le pe sone al medesimo sogge e i consen ano, ma al esì nel caso che l a lo o es imonianza, osse ne- cessa ia pe sal a e un innocen e (§ 178 ul . al.); la acol à del ibunale di ie a e il giu amen o a quei pa en i (§ '176), dai quali sii i agione di a ende e una " deposizione pa icola men e poco assicu an e „ (§ 187); la necessi à di un esp esso ichiamo a inchè il p esiden e, ol e alle gene ali à, possa in e oga e i es imoni sulle lo o elazioni con l'impu a o, la pa e lesa, ecc., le quali e- lazioni chia i ebbe o il g ado di c edibili à dei es imoni s essi (§ 182 al. 2); la acol à delle pa i di p odu e quan e p o e s i- mino nel p op io in e esse, pu chè non sieno p i e d' impo anza e sieno pe inen i, a ida o del es o al ibunale il eglia e d' u - icio a che la causa sia pienamen e chia i a e a al ine o dina e nuo e p o e e in ia e il diba imen o, senza che es empo anea- men e possa esso suppli e al di e o col mezzo di un po e e disc e- zionale, che a buona agione il legisla o e non ha pun o olu o am- me e e (§ 331). Ma più di u o no e oli nell'esame es imoniale sono le dispo- sizioni che lo a idano. so o Ia, i g ilanza del p esiden e, alle pa i - XXXVIII - s esse che hanno p odo o i es imoni. L'esame inc ocia o ha a o e a anco a pau a ad alcuni legisla o i : ma do e sia disciplina o con cu a. esso a buona p o a. Si è p ecipuamen e nei giudizi di- nanzi al giu i che la i ù di ques o me odo, come s i. e iconosciu o in No egia (§ 330), si mani es a pienamen e in elazione al equi- si o del o ali à, poichè qui a ale equisi o e ebbe meno il modo di in e oga e i es imoni che, sebbene inconsciamen e, si isen isse in qualche g ado dell'in luenza che abbia p odo o nell'animo del- l''in e o^an e la le u a degli a i sc i i. Nei giudizi de e i i ai giu- dici pe manen i (e pe la acile p eponde anza del giudice sugli assesso i che o ano con lui in u e le ques ioni, ciò è e o anche dei ibunali scabinali), l'o ali à ha semp e mino e impo anza, e quindi i medesimi possono, semp e che ne egga.no i mo i i, e a e di e amen e l'esame dei es imoni (§ 374 al. 2), e suppli e ai di- e i di quello a o dalle pa i (§ 336). Dinanzi al solenne ibunale del giu ì a d'uopo pe al o che il p esiden e enga cos an emen e la sua ele a a posizione d'impa ziale, mezzo in allibile e unico pe guadagna si la maggio e au o i à e iducia p esso le pa i e il pub- blico. Egli ha già anche oppo d a a e pe di ige e la discussione e mode a la, ha. già. da iassume e in b e e la causa e le p o e, ha da po ge e ai giu a i le is uzioni giu idiche delle quali abbisognano (§ 347), is uzioni che poi non debbono p es a e il ianco alla cen- su a (§ 380). Nè a dimen ica a la digni à. del di enso e, no cliè dell'accusa o e, digni à dalla. quale spon aneamen e de i a poi la condo a ele a a non meno del p imo che del secondo, e alla quale pili di mol e al e acol à de ensionali con ibuisce la di e a o mazione della p o a nell'in e esse dell' impu a o. A u o ques o non bas a a p o ede e, checchè abbia pensa o Ii ies in Ge mania, la sola, e pu già an o gius i icabile sopp essione degli a i sc i i dal a olo- p esidenziale, su cui del es o il p incipio della o ali à e dell'esame immedia o non consen e che si o i più che l'a o di- acensa indican e a i, impu a i e p o e esibi e. In an o giudice della pe inenza della p o a, e della con enienza del modo di a la, imane pu semp e il magis a o mode a o e della discussione, il quale con la sua au o i à acc esciu a ben po à a- cilmen e p e eni e e ep ime e gli, abusi. Ond'è in ece da conside- a si me odo imba azzan e,- bugia do e ano quello del codice ge - manico, che al giudizio impa ziale, se eno e pene an e del magis a o sos i uisce l'acco do delle pa i, cioè un a bi io s ena o di quella  ^'-  XXXIX di esse che col p op io i iu o oglie all' al a, o se pe u ili o ip o e oli mo i i, 1' ese cizio di una acol à p ocessuale con o me  i/ ^'^  al p incipio dell'esame di e o. La Ge mania s essa ha con la p a ica ) a o g ius izia di codes o me odo, dimos ando che esso si isol e in.  ^^''  una i onia, poiché in a i d'o dina io non se ne a uso o quasi mai, e non solamen e pe di e o di acco do a le pa i, ma al esì pe chè esse non amano di da e al p esiden e un o o di s iducia col p o- po e l'esame inc ocia o. L'opinione del belga Speye (Les ices de no e p océdu e en ou d'assises, B uxelles, 1898, p. 235), che l'in e oga o io di e o sia la egola, e l'indi e o l'eccezione, se  [111;; 0 .  e a di on e al es o legisla i o ge manico, di on e a quella p a ica sa ebbe in ece e a a. [1[14La ques ione non è an o di o me es e io i, semp e di pe se l^ sole insu icien i, quan o di pe sone. La legge de e p o essa e u a la s ima necessa ia alla digni à della di esa, e de e al empo s esso nulla ascu a e pe chè alla di ezione dei diba imen i engano pos i ''! giudici degni e au o e oli. Allo a non sa à più se io il eme e che la di esa si ge i nel p ocesso come un mal a o e ce cando di in i- midi e i es imoni o i pe i i, di s ela e qualche lo piccola magagna, di a olge li in is udia i labi in i, nei quali essi abbiano a cade e in con adizioni ines icabili, abbiano a pa e e poco o pun o c edibili. La s essa p a ica i aliana inco aggia i au o i dell'esame inc ocia o, pe chè nella medesima., pu conse ando il pubblico minis e o quel- l'imp on a di supe io i à che gli è da a dal suo ca a e e di un- ziona io e dalla sua acol à di ico e e alla co e sup ema nell'in- e esse della legge, si sogliono dis ingue e le p o e di accusa da quelle di di esa. Il cos ume è poi così in e e a o, da non po e si mu a e acilmen e, e a ogni modo a mu a lo non se i ebbe di ce io il me odo dell' esame a o dal p esiden e, so o a cui appun o la p a ica è so a e io isce da an o empo. Di più, già o a pe legge all' impu a o e al di enso e è da o di chiede e che s' in e oghino es imoni e pe i i (cod. p oc. pen. i ., a . 305), e il p esiden e può anche concede e d'in e oga li di e amen e, men e poi il pubblico minis e o e i giudici, o enu ane la acol à, li in e ogano (li e amen e, e i giu a i, o enu a la pa ola, possono chiede e schia imen i ai es imoni, ai pe i i e all'accusa o (a . 492). L'in e oga o io indi e o, a mezzo del p esiden e, ende ine i abili gli a i i che si edono non in equen i so ge e a lui e le pa i, senza che si eliminino con ciò quelle lunghe inchies e accesso ie, cui - XL - sono o za e le pa i pe chia i e la c edibili à. dei es imoni, il modo col quale si sono a e le pe izie, e a. dicendo. In ece nel sis ema dell'esame . inc ocia o con la spon anei à delle ispos e e senza quello smi.nuzzamen o delle domande che asmu i in da p in- cipio gli esami in una specie di dispu a i a e as idiosa, alo a in e i ba ibecchi, has a il con o-esame pe chè a i e ci cos anze in- e essan i engano pos i in luce. Alle pa i non es a allo a che a no a e le elazioni di pa en ela dei es imoni con l'impu a o, le con- danne o i p ocessi che i medesimi a esse o subi i, e gli al i Fa i he similmen e possono epu a si capaci d'in i ma e nell'animo del giudice la c edibili à di codes e on i pe sonali della p o a.. Non meno dell' esame inc ocia o me i ano speciale no a le di- scipline in odo e pe a ene e appun o 1' esame della p o a nei suoi con ini e amen e azionali. A ale in en o il modo e il limi e delle p o e pe in i ma e la c edibili à di un es imonio sono de e - mina i dal ibunale, cui spe a inol e il do e e di espinge e ques e p o e, quando gli schia imen i a esi gli semb ino p i i d'impo anza (§ 336). E guai se in i ù di un suppos o ideale accusa o io non osse così ! Quan o alla di icile ques ione della. p o a dei p eceden i dell' impu a o, si è sa iamen e p o edu o (§ 337) col oglie e al pubblico minis e o l'inizia i a delle p o e della ca i a condo a., solo allo a, po encio egli p esen a le, quando la di esa abbia già addo o p o e della buona condo a. Ol ecciò è ie a o di p o a e il nome o la ama, buoni o ca i i, dell'impu a o, col mezzo di es imonianze sc i e. Così nì le pe icolose no e della polizia., spesso imme i e oli della iducia che in esse si ipone, nè pa imen i i ce i ica i compiacen i di buona. condo a., non o ano accesso nel diba imen o no e- gi:a.n o. Chi olesse a e qualche ise a, o se non inu ile a ques o p oposi o , po ebbe accoglie e la p uden e p opos a di Speye (op. ci ., p. 248), che la le u a di simili a i non si acconsen a se non alle condizioni medesime alle quali è ammessa la le u a delle dichia azioni giu a e. Decide del es o anco a il ibunale, se e in quale misu a la con op o a possa esse e addo a a ca ico dell'im- pu a o; e la con op o a. de e anzi i e i si ad a i de e mina i com- messi dall'impu a o medesimo. Na u almen e ques e p ecauzioni non occo ono pe la p o a di p eceden i condanne. Ol ecchè i ce i ica i legali, impugnabili sol an o con un p ocesso di also, ne a es ano, e. pu e o che le condanne, almeno le più g a i o implican i la ii yi - XLI -- g a e immo ali à del condanna o (pe ò la legge no egiana non dis ingue) issano e p ecisano abbas anza, in gene ale, la na u a e g a i a della p eceden e condo a in esse signi ica a. In applicazione di ques o sa io sis ema, anche della ques ione della ecidi a, che è • ques ione di p e o di i o ed es anea alla compe enza dei giu a i, il giu ì è chiama o sol an o. a decide e sul empo in cui u com- messo il a o inc imina o, pe acce a e se siasi inco sa, o no, la p esc izione dell'agg a an e pe ecidi a (§ 165). È no o quan o in I alia e al o e si usi e abusi, non solamen e dei es imoni coside i di mo ali à, ma al esì di quelli indi e i, che hanno sol an o udi o di e ciò ch'essi a es ano. L'abi udine che si. è o ma a. su ques a. base, non po ebb'esse e più noci a. al e o giu- dizio delle cause penali. Giudici e giu a i sono -indo i a dissipa e sop a mille minu i pa icola i p i i di ogni di e a elazione con l'ogge o dell'accusa., un'a enzione che, g azie anche alla equenza degl'inciden i legali solle a i du an e il diba imen o, spesso mol o di icile a. sos ene si in un g ado su icien e. Qual me a iglia se le sen enze dei giudici, e specialmen e i e de i dei giu a i, non incon ino allo a l'app o azione degli uomini impa ziali e in elli- gen i? Se si uole da e o che il giu ì possa se iamen e se i e la. gius izia, è eli necessi à sup ema che legge e giu isp udenza p a ica si diano la mano nell'ope a, della igile, ineso abile cus odia. che mai non de e manca e a1 salu a e p incipio dell'o ali à e dell'esame immedia o dei on i della p o a. Tale è il p incipio, in a i, che in- sieme con 1 - inizia i a e esponsabili à dell'accusa e col co ela i o con adi o io della, di esa ad a mi giu idicamen e uguali, cos i uisce l'anima, l'essenza s essa del p ocedimen o penale ichies o dalla ci il à del empo nos o. ha legge è eli pe se sola impo en e a disciplina e u a ques a delica a ma e ia, sì pe chè libe o de e imane e il con incimen o del giudice nella es imazione Ilei mezzi di p o a, si pe chè il alo e degli a i e delle - o me non è mai assolu o, ma ela i o. Fino a un ce o segno il alo e degli a i e delle o me non può né de e man- ca e al bisogno (l'in onde e nei consocia i la pe suasione che la sen- enza giudiciale é e amen e quale ha. da esse e, è gius a; ma, al di lii di quel segno è un alo e che si de e mina sol an o in ela- zione alle ci cos anze conc e e dei singoli casi. Dal momen o che la l e gge abbia de e mina e in p incipio le eccezioni alla egola dell'e- - XLII - sane immedia o e o ale, essa ò pu cos e a a ipo e nella p u- denza del giudice la, iducia necessa ia pe ché enga libe o con o delle ci cos anze speciali che possono gius i ica e al e eccezioni analoghe. L'esame o ale può alo a cagiona e " una moles ia e un dispendio sp opo ziona i „ all'en i à della p o a da a si, men e poi la le u a della deposizione sc i a enga epu a a " sce a d'incon- enien i „ (§ 332 al. 4 pun o 2); e del pa i la le u a di deposi- zioni giudiciali non giu a e può epu a si anch'essa " sce a d'incon- enien i „ e pe ciò amme e si pu e; e la le u a delle deposizioni o spiegazioni s agiudiciali do e si in ece esclude e semp e, ino a an o almeno che " si c eda indubi abile che sieno pe con ibui e alla e a dilucidazione della causa „ (§ 322 al. 5). Talo a " ci co- s anze speciali „, che i l giudice solo può es ima e, o mano un e o impedimen o all' esame o ale, sicché allo a nemmeno l'impo anza del es imonio ha i ù di ende e obbliga o ia, in modo assolu o I'o a.ü à (§ 332 al. 2). Anche il po e e disc ezionale del p esiden e di assise (che in No - egia non esis e) appa isce a bi a io e scon ina o, quando pe esso si acquis ino al diba imen o mezzi di p o a igno i alle pa i e senza o i e a ques e l'oppo uni à di comba e li con al i. O e ques i mezzi siano e amen e necessa i a chia i e pienamen e la causa., la il iscussione uol esse e in ia a pe accoglie li e p esen a li ego- la men e in giudizio (§ 331 ul . al.). È una ipoc isia, laddo e spe- cialmen e le cause du ino più gio ni, come suol accade e nelle assise i aliane, l'in oca e qui il p incipio della con inui à del diba - imen o ( edi su di essa il § 325 al. 2 no egiano) a sos egno di codes a eno mezza del po e e disc ezionale. Né la dis inzione a e e es imonianze e me i schia imen i, alla quale si ico e pe masche a e co ale iolazione del p incipio accusa o io, è così salda sulla sua base, da po e si a ale e in ques o o al o qualsiasi ap- po o. Checché si dica o si accia, • essa è iglia di quel sis ema ap io is ico e allace della p o a legale, che l'odie no p ocesso ha ipudia o pe semp e, e che esso olle e ebbe anco a meno nelle cause a ibui e ai giudici popola i. Se si- debbano conse a e, o (come Speye o ebbe) aboli e le es imonianze non giu a e, è q1e- s ione g ossa, della quale non è qui il luogo di disco e e, ma la cui s e a pa en ela con la dis inzione a es imonianze e schia i- men i si p esen a oppo mani es a pe chè non abbia a semb a e senz'al o che la soluzione di en ambe possa esse e la medesima. — bLIII — Dei pe i i, del lo o collegio e Ilei pe i i speciali issi (capi . 16) il codice no egiano pa la con sob ie à. e a un dip esso come le miglio i legislazioni più ecen i. No e ole è il di i o dell' impu a o di a coope a e alle ice che un pe i o da lui scel o, e il di i o di a esamina e da un ale pe i o una pa e dell'ogge o da o in esame al pe i o u iciale (§ 207 al. 2 e 3). E la u ela del pudo e emminile nelle pe quisizioni dei pe i i (§ 192 al. 3), come pu e nelle al e (§ 226 al. 2), u anch'essa una p o ida imi azione di esempi s anie i. Lode ole è inol e il igua do usa o in caso di seques o, esimendo da ques o p o edimen o se sia da a o male p omessa o sicu à pe la esibizione dell'ogge o a ichies a, quando il seques o " esponga alla pe di a dell'ogge o pe pa e di pe sona non impu a a „ (§ 220 al. 2). Ed è un di i o del pe quisi o di a e e un ce i ica o che a es i, non esse si nella sua casa o a o nulla di sospe o (§ 226 al. 3). In aggiun a a ciò che si è osse a o, a occasione del sis ema ado - a o pe la di esa, in o no • alla p o ezione della libe à pe sonale possono no a si alcuni pun i. Così,_ ol e le ga anzie, di che nel 242, con o gli abusi della seg egazione e delle punizioni nel ca ce e, con la esp essa esclusione di quelle co po ali, il § 243 p o idamen e ie a di ale si di impiega i o di al e pe sone pe isc u a e l 'animo del de enu o. Già in al senso l'a . 262 del co- dice omagnosiano del 1806 pe il p imo egno i alico chia i a il di ie o, aggiungendo " nemmeno col p e es o di p omuo e e l'in e- esse pubblico „. Così anco a l'al. 3 del § 244 è una disposizione che me i a di esse e imi a a nelle legislazioni dei popoli libe i : " nelle cause ad accusa p i a a e in quelle di poca impo anza „ essa a cessa e senz'al o la de enzione, " quando il ibunale s imi che la causa non a anzi con su icien e cele i à „. Così pu e l'a es a o che non po è esse e p esen a o en o un gio no al giudice designa o nel dec e o od o dine di a es o, ha di i o di esse e p esen a o in an o, nell'in e esse della p op ia di esa, al giudice di is uzione più icino, e se ciò sia impossibile, al più icino pubblico minis e o (§ 235). Inol e il legisla o e no egiano non, si appaga di p ende e esempio dal ge manico nella ma e ia della sicu à e della malle ado ia a a o e del de enu o: ma a ibuisce, di suo, al malle ado e un po e e sulla pe sona s essa dell'impu a o che uggi ebbe (§ 245 al. ul ). É pe ò e o che in No egia si a poco uso dell'is i u o della sicu à colle mezzo di e i a e la ca ce azione p ocessuale. - L - Pe le decisioni degli scabini e dei ibunali d'is uzione, in ques i casi è ammessa la sola inno azione del diba imen o dinanzi al ibunale supe io e (§ AMI). Onde l'appello comp ende solo in pa e ci i che so o il nome di appello è indica o nell'al e legislazioni, ma in compenso è iancheggia o dal imedio della nuo a discussione, il quale esclude appun o l'appello .(§ 398 al. '1), e inol e comp ende anche il imedio della cassazione. Anche il legisla o e della No egia ba s ima o che in caso di p e- sun o e o e dei giu a i sulla ques ione della colpabil i à, al imedio ado a o in Inghil e a sia p e e ibile il imedio escogi a o in F ancia e accol o in segui o nel imanen e di Eu opa, cioè la acol à del ma- gis a o pe manen e di in ia e d'u icio, e senza che le pa i sieno ammesse a dichia a si, la causa ad al i giudici e ad al i giu a i in una sessione ul e io e (§ 358). Ma il sis ema no egese non è a i icioso, non is i uisce iI calcolo singola e dei o i dispa a i di e magis a i pe manen i unanimi somma i con i cinque della mi- no a.nza dei giu a i pe compo e una maggio anza a o e ole all''an- nullalnen o del e de o : chè anzi si i iu a di subo dina e a un nume o qualsiasi di ali o i a o e oli pe pa e dei giu a i un con incimen o ispe abile, qual è e de e i ene si quello pu e di semplice maggio anza o ma osi nel collegio dei e de i magis a i. Se e o due di ques i, che assis e e o a u o il diba imen o, si sono do u i con ince e che le p o e della colpabili à e ano insu i- cien i, è o se a bi a io il sospende e il giudizio e so opo e l'e- same della ques ione a giudici e giu a i di e si? Il dualismo degli elemen i, popola e e oga o, quale u concepi o in F ancia, è un conce o e oneo non meno della amosa eo ia della sepa azione e dell'equilib io dei pubblici po e i. In ece di dualismo, è l'a monica coope azione di codes i due elemen i che la legge de e ce ca e di a ua e; allo a duella p o iso ia p e alenza. dell'elemen o p o es- sionale non pa à piñ una sop a azione. E di e p o iso ia è anco a. oppo, pe chè l'e icacia di quell'annullamen o può di en a e de i- ni i a, nei p ocessi con inen ali, quando il nuo o e de o dia agione ai o i che decise o l'annullamen o del p imo, e, nel p ocesso no - egese, anche gluando nella nuo a discussione il collegio dei e magis a i pe manen i si con inca " all' unanimi àche la p o a 77 sia imas a insu icien e pe la condanna: onde allo a esso p o e isce senz'al o sen enza di assoluzione, anco chè il nuo o e de o di- chia i colpe ole 1' accusa o , come p o e isce pu e., in base pe ò a ispos a con o me dei giu a i (§ 360), sen enza di condanna pe ea o mino e di quello signi ica o nel nuo o e de o, se all'unani- mi à si con inca che l'accusa o sia appun o colpe ole del mino e (§ 359 al. 1). Il di ie o di i o ma in peggio nel nuo o giudizio (§ 359 al. 2) ale solo pe i casi in cui manchino le condizioni pe la iape u a del p ocesso ; ché o e ali condizioni esis esse o, il codice no egese, sull'esempio dell'aus iaco e del ge manico, am- me e la e isione anche delle sen enze assolu o ie o epu a e essen- zialmen e meno g a i di quan o de i asse indubi abilmen e dalle ci cos anze nuo e scope e cli poi (§ 415): esempio codes o, in e- i à, non p e e ibile a quello con a io da o dal di i o ancese (1). Aggiungasi che pe legge ondamen ale dello s a o in No egia. (§ 90) le sen enze del ibunale sup emo non sono susce ibili di e isione. La e isione i92 a o abilibus è pe ò mol o es esa, bas ando a da le adi o le ci cos anze che secondo le legislazioni 1,iù ecen i la legi - imano, e quind'anco le p o e e i a i scope isi di poi, ol e i alsi e al i ea i giudiciali (§ 414) ; e anzi acili a la p o a pe la e i- sione lo s incolo s esso da ce e condizioni impos e cli egola al giu amen o dei es imoni (§ 417 al. 3 combin. col § 185). 11 igo e di ce i is i u i o mali è mode a o (e s' é già is o qua e là) da ll a agione ole iducia ipos a nel p uden e a bi io del magis a o a ine di e i a e lungaggini, diba i i inciden ali, . moles ie e spese inu ili. Ciò si iscon a anco a nella alidi à degli a i is u - o ii e del diba imen o sanci a in elazione a a ie ci cos anze ac- cu a amen e p e edu e come abili a gius i ica e la su ogazione di un o o locale a. 1111 al o (§§ 135 sgg., 143 e 14.4), a le quali l'acco do a pubblico minis e o e ibunale, e pe sino, in ia sus- sidia ia con l'a es o, anche il luogo " do 'è più acile is ui e la causa „ (§ 137). E si sco ge dall'esse si in es i o il ibunale sup emo del po e e di de oga e alle egole di ale compe enza, anco chè la causa sia già penden e (§ 1 39). Di più, con 1' assenso del i- bunale dinanzi al quale pende la causa, il pubblico minis e o può de e i la a un ibunale al imen i compe en e pe e i o io (§ 140). Anzi, col consenso della pa e a e sa si può semp e de oga e alle egole sul o o locale ; men e poi al ibunale è ie a o di esamina e (1) V. miei sc i i dal i olo: Co ezione s ao dina ia di condanne penali, nel ol. II, Pel cinquan esimo anno d'insegnamen o di En ico Pessina, Napoli, 1899, specialmen e pag. 522 segg., e negli A i dell' Accademia eale delle scienze di To ino, 1899. - LII d'u icio se esis a la p op ia compe enza locale, quando sia compa so l'impu a o (§ 141). La designazione del o o locale compe en e è age ola a al esì dall'a e ammesso pe ale, nel caso di iunione di ea i in una causa, qualunque luogo compe en e pe uno di essi ea i, senza dis inzione di g a i à e di nume o (§ 138 al. 1), lasciando al ibunale an o l'app o a e la. iunione o la sepa azione (§ 134), quan o il decide e, in caso di sepa azione, anche a diba imen o comincia o, qual pa e debba: da lui conse a si, nonché il di ide e 1' is uzione, quando sia già compiu a quella conce nen e l'uno dei coimpu a i o dei ea i, come pu e è lascia o anche all'acco do degli accusa i il de e mina e la iunione delle cause pe ei e azione o complici à (§ 133 al. 2). T a andosi pe ò, non più d'is ui e il p o- cesso, ma di de ini lo in pubblico diba imen o, il c i e io della u - genza. e della. acili à, signi ica o da. ciò che isol esi in una specie di p e enzione negli a i d' is uzione e dalla p e e enza ammessa dal ibunale, cede necessa iamen e a quello del locus delic i; e se non se ne abbia la. ce ezza., p e ale " il luogo do e si c ede sia commesso ,, il ea o (§ 136 al. 1). Sono pu e p o edimen i a i ad age ola e l'ope a della gius izia penale : la. acol à delle pa i di acce a e d'acco do il giu ì quale a e a unziona o nella causa p eceden e senza compo ne uno a pos a (§ 319); la acol à del giu ì di i a e in e amen e il e de o i cui izi non senno di pu a o ma.. (§ 355, id. § 310 e 311 ge manici) ; la acol à di comincia e l'esecuzione della pena anche du an e le mo e dell'appello, pu ché il condanna o acconsen a e l'appello mi i solo a i o ma e la pena senza mu a ne la specie (§ 399). Ma anco più è da no a e in al' senso una singola i à nel ema della compe enza pe ma e ia.: compe enza, che del es o è pu issa a in a iabil- men e, a. un dip esso come nell'odie no di i o i aliano, sulla base del ea o, escludendo quindi la alu azione delle ci cos anze modi i- ca i e, ecce o quella dell'e à (§ 20), quando possa in ligge si pen a in e io e alla eclusione. Qui l'economia del giudizio, già a e ma a bene con l'amme e e in gene ale che la causa possa imane e al ibunale supe io e di assise nonos an e che siasi dimos a a poi di compe enza in e io e (§ 25 al. 1), giunge come pe ia di ecip ocanza ino a obbliga e il ibunale di scabini a ene si la causa dimos a a poi di compe- enza di assise, " pu ché non sia necessa io sospende la „ (§ 25 al. 2). È una ise a che a es a una g ande iducia nel giudizio p uden e ^UI del magis a o, il quale sospende à ce amen e la causa quando la 11,,  g a i à sua, la na u a e quan i à delle p o e e al e ci cos anze en- ° i ` 1 dano mani es a la necessi à di sospende la. Non é se iamen e con- es abile in ece la indeclinabili à del o o, quando le assise a esse o in ia a la causa al ibunale scabinale come causa di sua p op ia compe enza (§ 25 al. 3), essendo ale in io un a o di giu isdizione il;;  supe io e, cui unicamen e pe un esage a o cul o della o ma., che i, , qui non si ha nemmeno dal codice i aliano, a o o si po ebbe ^,  nega e po es à in ques o igua do. P ima di chiude e ques e i lessioni e no e sul codice no egiano, non è so e chio addi a e qualche al o pun o pa icola e pu degno di a enzione. La pubblici à delle udienze giudiciali, che si es ende a co a quelle is u o ie, non pub esclude si pe me o pe icolo al buon o dine, sia pu e cagiona o dalla na u a dei a i (a . 208 capo . 1 del cod. p oc. pen. i aliano); ma piu os o in conside azione delle elazioni dello s a o con po enze s anie e, onde in simili casi i es imoni non possono depo e senza l'au o izzazione del go e no (§ 180); di piì il pe icolo pe la mo ale, benchè o mula aga, elas ica, e pe ciò es esa, o se non comp ende p ecisamen e, come in ece si ichie- de ebbe , il caso che 1' impu a o p esen e in giudizio sia " mino e di dicio o anni „ : i p o ede bene il § 113 al. 1 no egese. In con o mi à, ai mino i di dicio o anni, e così del pa i alle pe sone la cui p esenza sa ebbe incompa ibile con la digni à del ibunale o il buon o dine, può esse e inibi o l'accesso (§ 116). Le po e chiuse si possono del es o o dina e, ogni qual ol a la pubblica app esen- azione dei a i nel diba imen o osse pe nuoce e alla dilucida.- zione della causa o al giudizio: occo endo, il seg e o è impos o a u i i p esen i, e i di enso i pe la esponsabili à penale della sua iolazione engono equipa a i ai unziona i. In ques a, ma e ia del seg e o si è p e enu a la legge 5 ap ile 1888, che modi icò poi i § 173 a. 176 e 195 dell'o dinamen o giudizia io ge manico: ma si è anche a o meglio, e si è p o edu o inol e a p e eni e pubbli- ci à os a i e alla e i udine dei giudizi. Vi sa ebbe da app ende e pe emenda e il es o legisla i o i aliano, nel quale si conse a in ece l'is i u o s ao dina io, e u a ia non in u o pii[ acconcio, della emissione della causa pe mo i i di sicu ezza pubblica o di legi ima sospezione (a . 766). - LIV - I le g isla o i anglo-sassoni in endendo l'elemen o popola e nei i- bunali di assise come un necessa io coope a o e a monico dell'ele- men o p o essionale, hanno u i p egia o un in e en o misu a o e oppo uno del giudice giu econsul o, che p esiede e di ige la di- scussione, nella p epa azione inale del giudizio dei giu a i. La is uzione giu idica che essi anno impa i e dal p esiden e ai giu- a i, è un sussidio di cui un sano p incipio accusa o io con la gius a sepa azione delle unzioni non può olle a e che i giu a i sieno p i i. La pa ola del p esiden e è au o e ole, ma dipende dalla buona educazione e dalla luuona scel a di ques o magis a o, che ale pa ola non enga abusa a. Più egli sa à colloca o nell'al a, condizione e nell''al a es imazione che sono do u e al suo a duo e g a e u icio, e maggio e sa à la sicu ezza elle l'abuso enga e i a o. In pa ecchi dei paesi la ini il iassun o u aboli o, pe chè con esso il p esiden e in ade a, anche senz'acco ge sene, il campo ise a o al giu ì. E (lo e lo si è ido o a iassume e b e emen e la, discussione e a spiega e le ques ioni no ando le p incipali agioni con o e in a o e dell'accusa o (a . 498, cod. p oc. pen. i aliano), non è simpa ico a u i, neanco in ques i limi i. Si capisce. Quelle spiegazioni dei quesi i sono ine i abili, checché al imen i si pensi da colo o che co ono die o al - mi aggio di una ce a se- pa azione del a o dal di i o, che in p a ica non si a ua. Esse sono e e is uzioni giu idiche: nelle quali pe an o la condo a del p esiden e che le po ge ai giu a i, de 'esse e sogge a al sindaca o del magis a o sup emo (donde la necessi à di asc i e le a e - i g ale).. e da mo i o a modi icazioni di quesi i, nonché esse e condan- na a quan e ol e eso bi asse la ce chia di una semplice spiegazione dei quesi i e dei pun i di di i o da po si a base o da p ende si in conside azione pe la o mazione del e de o, e quan e ol e an- co a. osse mani es o che di ali spiegazioni neppu e ci osse bisogno ( . § 347 e 380 no eg., id. cod. aus . ge man., ecc.). , Se il p esiden e debba iassume e, come uole la legge no egese, ol e alla causa, anche le p o e che la igua dano , è p oblema mol o dubbio, la cui soluzione o se dipende p ecipuamen e dalle ci - cos anze di a o in cui o asi in un da o paese l'is i u o del giu ì. [n Inghil e a il law e idence bas a da solo a ende e obbliga o ia ques a impo an issima pa e della unzione che il p esiden e compie col suo disco so ai giu a i ; al o e la necessi à po ebbe de i a e dalle speciali dubbiezze e complicazioni, e dalla conseguen e lunga du a a della causa; al o e anco a dalla sca sa capaci à media del giu ì, o dalla g ande iducia che ispi i la sapienza e impa ziali à dei p e- siden i. In ogni caso • pa e gius o ed esa amen e con o me al sis ema di es imazione assolu amen e libe a delle p o e, che il giu amen o che i giu a i p es ano assumendo il lo o u icio, a • di e enza di ciò che è nel di i o inglese, non li incoli alle is uzioni giu idiche . del p esiden e (§ 327). I quesi i, p opos i dal pubblico minis e o, sono pe ò in modo de- ini i o o mula i dal p esiden e dopo a e udi o le osse azioni e p opos e delle pa i; a ques e è lascia o il empo necessa io pe esamina li sulle lo o eccezioni delibe a il ibunale (§ 341). M ibunale é da a pe sino la acol à di o dina e le modi icazioni O la inno azione, che si mos asse o necessa ie, anche dopo la issazione dei quesi i e ino a che non sia emana a la sen enza (§ 356). A a l. g ado di sc upolo, mol o p uden e in e i à, non è giun o o se mai nessun al o legisla o e. Dei due sis emi di o azione in caso di di isione dei o i sulla ques ione della colpabili 'à, o il incolo, o in ece la libe à della mi- no anza nella seconda pa e della delibe azione che conce ne la que- s ione della in lizione della pena. il § 166 no egese ha p e e i o quello della libe à. E ale sis ema. è accol o pu e nel § 351, aI. 2 pe la o azione dei giu a i, do e è de o che colo o a ques i, i quali nel isponde e al quesi o p incipale o a uno subal e no in o no • a un mo i o escluden e la pena, abbiano o a o a a o e dell'accu- sa o imanendo in mino anza (pe la condanna ichiedonsi 7 o i). si i iene che abbiano o a o così anche sop a gli al i quesi i subal- e ni, sui quali pe ciò a i medesimi non si chiede alcuna ispos a. Si è pe al modo consac a a la de audazione di un o o esplici o, che po ebb'esse e da o in a o e della p opos a ¡,i ì _ g a e conce - nen e la pena Vi u chi ha conside a o che anche a. codes o o o, che sa ebbe pu amen e eo e ico e as a o pe i o an i imas i in mino anza nell'a e ma e la, non colpabili à, a ebbe o un e o di- i o gli al i o man i la maggio anza, e con essi e piìi di essi il pubblico minis e o; ma è un'opinione e iden emen e esage a a. Nella lo o di icile, o men osa condizione, i memb i della mino anza da eb- bo o sulla ques ione della pena un o o che sa ebbe sospe o di p e enzione, se osse in appoggio dell'opinione piÑ mi e. E a ende si che abbia in ece a con ibui e alla o mazione di una. maggio anza - LVI - a o e ole all'opinione più se e a, è pe lo meno una singola i à. Ualla uni à del p incipio psichico mo ale nell'uomo di men e sana, gius o che sia di esa pe an o anche l a coscienza del giudice. Nello s esso o diue di idee si e a dichia a o anche il legisla o e oscano, il quale amme e a in a i che i giudici dissenzien i (i - inasse o la sen enza pe ossequio. Anziché in o dine di anziani à di nomina o di e à, il § 1-63 no - egese chiama i giudici a o a e secondo l'o dine da o dalla so e. Possono p esen a si casi in cui sia da e i a si che nella sen enza si ip oducano i mo i i che l'hanno de e mina a? Quello s esso § 16 3 isponde a e ma i amen e, pe ché lascia al ibunale il decide e se pe eccezione non si abbiano a ip odu e. In quali casi, ce amen e a issimi. po à app o a si una sì g a e eccezione? Fo se in ma e ia ili seg e i di s a o ? La disposizione del § 475 al. 3 non è supe l ua. Il empo di de- genza. del condanna o come in e mo in Un ospizio, è gius o si com- pu i nella, pena; ma è pa imen i gius o e p uden e l' aggiunge e .; pu ché egli non siasi p ocu a a da sè la mala ia o non l'abbia simula a pe so a si alla pena ;,. La ques ione complica a del cumulo empe a o di più pene con- co en i, che anche di on e all'a . 76 del codice penale i aliano imane in pa e insolu a anco a, o a. nel § 478 un'oppo una solu- zione in ciò, che al ibunale è impos o di iuni e u e le sen enze di condanne senza dis inzione, pe issa e una pena comune, an- co che il p eceden e p ocesso non si osse discusso a le s esse pa i ( . no a al § 478). Piace di e mina e segnalando il co aggioso esempio che il legis- la o e no egese po ge nel suo § 1 a u i o quasi u i quelli degli al i paesi. Egli a pa ecipi dei bene ici della p ocedu a giudizia ia no male u e senza dis inzione le cause penali , igua dino esse p ocedimen i egola i o non egola i pe legge, igua dino bo ghesi o mili a i sogge i alla giu isdizione del ibunale di gue a, sem- plici ci adini o minis i o memb i del pa lamen o accusa i di ea i commessi nell'ese cizio delle lo o unzioni. Il p incipio dell' ugua- glianza giu idica a s ada nel piccolo ci ilissimo paese se en ionale di Eu opa! 30 agos o 1899. E. BRUSA. CODICE DI PROCEDURA PENALE NORVEGESE del 1° luglio 1887, con le modi icazioni successi e. CAPITOLO PRIMO. Compe enza del codice. 1. — 'Tu e le cause penali che sono de ini e non in o za di legge , senza p ocedimen o giudizia io o che sono di compe enza dell' al a co e del egno (1) o del ilmnale di gue a, si a ano secondo le no me s abili e in ques a legge. 2. — Secondo le no me di ques a legge, si a ano inol e : 1° le cause p omosse dallo s a o pe asg essioni alle leggi di polizia, anche quando non sia commina a una pena ; 2° le cause p omosse dallo s a o pe 1' applicazione della con isca, anco ché ques a non debba conside a si come pena (1) 11 Rigs e ì, un e o ibunale poli ico, compos o del ibunale sup emo e della came a al a del pa lamen o (Lag l ing), e non conosce che dei deli i commessi dai minis i e dai memb i del pa lamen o nell'ese cizio delle pub- bliche unzioni ispe i e. Codice di p ocedu a penale No egese 2 — 3' le cause conce nen i l'applicazione dell'a es o pe cos in g e e a ga an i e la pace ; 4° le cause nelle quali un'o esa all'ono e si debba di- chia a e nulla e non a enu a (1). 3. — Le azioni ci ili con o un impu a o nascen i da ea o, possono esse e ese ci a e insieme alla causa penale in con o mi à delle no me con enu e nel capi olo 32. 4. — Quando la decisione in o no alla punibili à di un a o si ondi sulla ci cos anza, che al empo in cui u com- messo esis e a un appo o ce o di di i o, la ques ione è is ui a e giudica a nella causa penale. Tu a ia il ibunale ha semp e acol à di sospende e la causa penale ino a an o che il ibunale ci ile non abbia i- solu a la ques ione in o no alla esis enza del con o e so appo o di di i o. La decisione, che osse così emana a, non incola pe ò la soluzione della ques ione penale. )• --.---- Sono di compe enza del ibunale eli gue a (2) : 1° i ea i conmessi da pe sone che anno pa e del- l'ese ci o del egno o che ad esso appa engono in empo di gue a o in una campagna na ale o in un co po d' e- se ci o uo i del egno, o in elazione al se izio mili a e o a cose mili a i, o con o i do e i de i an i dalla lo o condizione mili a e ; 2° i ea i dei p igionie i di gue a che sono so o cu- s odia mili a e ; 3° lo spionaggio, le i elazioni al nemico, gli app o - isionamen i al nemico di a mi, di i e i o eli al e cose necessa ie in gue a, e al i a i che cagionino danno im- media o alle o ze mili a i o che sieno con a i a una disposizione emana a dal comandan e compe en e pe la sicu ezza di imp ese mili a i, commessi in empo di gue a en o il e i o io - occupa o dalla o za mi li a e. (1) Conce in Danima ca secondo il § 218 del codice penale del 1866: il quale p o ede a che ale dichia azione enga p onuncia a dal giudice die o do- manda della pe sona o esa, ogno achè le impu azioni ed esp essioni ol ag- giose isul ino in onda e. (2) C . la legge sui con ini a la giu isdizione ci ile e la mili a e del 3 agos o 1884. CAPITOLO SECONDO. T ibunali penali. § 6. — I ibunali pe le cause con empla e nella p e- sen e legge sono : il ibunale sup emo (Hiies e e ) (1), la sezione dei ico si p esso il ibunale sup emo (HÜie- s e e s Kjce emaalsud alg), i ibunali di assise (Lagmands e e ne), i ibunali di scabini (Meddoms e e ne) e i ibunali d'is uzione Fo h5 s e e ne) (2). 7. — La sezione dei ico si p esso il ibunale su- p emo cons a di e memb i s abili del ibunale medesimo, nomina i dal Jus i ia ius pe un mese al e na i amen e. Il giudice anziano ne iene la p esidenza. Qualo a il i- bunale sup emo lo i enga oppo uno, si cos i uiscono con- empo aneamen e due sezioni. In ale caso il ibunale su- p emo emana p o edimen i gene ali ci ca la ipa izione delle cause a le due sezioni. Pe la con ocazione delle sezioni dei ico si du an e l'in e allo a una sessione e un'al a del ibunale sup emo, si osse ano le s esse no me s abili e pe il ibunale sup emo (3). § 8. — Il ibunale di assise si compone di e giudici ( ibunale), e cioè di un Lagmand come p esiden e, di due al i giudici, e di dieci giu a i (Lag e en) (4) chiama i a decide e sulla ques ione della colpabili 'a (5). (1) Il ibunale sup emo cons a di un Jus i ia ius come p esiden e e di o o assesso i o dina i, nonchè alcuni s ao dina i. Alle sedu e pa ecipano se e memb i almeno. Lo Jus i ia ius è anche il p esiden e della co e d'appello (ci ile sol an o, non ne esis e una penale) e dei ibunali in e io i di C is iania e di Be gen. (2) Ogni ibunale d'is uzione cons a di un giudice is u o e. Vedi § 16. (3) Ques 'ul ima p oposizione aggiun a e la du a a di un mese in ece di e, pe l'u icio dei memb i della sezione dei ico si, sono s abili e dalla legge 4 ap ile 1891. (4) Lag e en enci. Vedi § 494. (5) C . § 165. — 10 — 2° abbia compiu o 25 anni, sia da cinque anni domi- cilia o nel paese ed abbia paga o complessi amen e pe impos e di e e allo s a o o al comune pe l'ul imo almo deco so, nelle campagne e nelle bo ga e (1), qua o co one, e nelle ci à o o co one. 36. — Non è eleggibile come giu a o o scabino quegli che si o i in uno dei casi menziona i nel § 52 della legge ondamen ale (2), oppu e che sii, condanna o a mo e, alla eclusione, o alla des i uzione, o pe un ea o con em- pla o nel capi olo 10 § 25, capi . 11, 12, 19, 20, 21, o nel 14 del capi . 22 del codice penale (3). Tu a ia una condanna non p oduce l'ineggibili á quando il condanna o sia iabili a o, oppu e quando la iabili azione non sia necessa ia secondo il § 6 della legge 9 giugno 1883 (4). § 37. — Non sono eleggibili come giu a i e scabini : 1° i minis i seg e a i di s a o : 2° i unziona i dei minis e i ; 3 0 le pe sone i es i e di au o i á e gli u iciali mili- (1) Lades ede ne sono piccole ci à speciali a en i una popolazione che giunge ino a 2000 abi an i ci ca, cui non u i i di i i delle ci à (nel senso s e o della pa ola, Ki6bs cede ne) sono a ibui i: in No egia i sono 36 di ali ci à e 22 delle al e. (2) § 52 : " Il di i o di o o è sospeso : ca) (così modi ica o dalla legge del 6 giugno 1877) dall'azione penale pe deli i che possono impo a e una delle pene enume a e nel § 53 ( eclusione — in g an pa e già sos i ui a ai la o i o za i, edi no e ai §§ 19 e 20—, o des i uzione o ca ce e) : b) dalla in e dizione (Uni yndiggP else); c) (così modi ica o, legge es e ci a a) dalla insol enza o dal allimen o, quando non de i i da incendio o da qualche al o e en o gius i- ica o di o za maggio e, insino a che il debi o e non abbia di nuo o iacquis a o la disposizione dei p op i beni, sia col pagamen o in eg ale dei suoi c edi o i, sia median e conco da o ,,. (3) Ques i ea i sono : b ogli ele o ali, deli i con o la pubblica ede e con o la p op ie à. (4) Ques a legge, ado a pe es eso nell' Annuai e de législa ion é angè e, (XIII, 669), al § 6 esime a dalla pe di a dei di i i ci ili e poli ici il condan- na o mino e dei quindici anni, e anche i mino i da quindici a dicio o anni, qualo a la pena da essi inco sa non osse più g a e della ca ce e; conseguen e- men e dichia a a non esse i in ale ipo esi necessi à di iabili azione. Ques a legge u poscia sos i ui a con l'al a del 6 agos o 1897, ado a a pag. 582 sg. dell'anno XXII della Ri is a di discipline ca ce a ie. Il e zo alinea del § 3 della medesima iconosce di di i o la iabili azione a colui che sia s a o condan- na o p ima di a e compiu o l'e à di dicio o anni, bas ando che egli abbia scon a o la pena o ques a si abbia pe iscon a a o sia es in a pe p esc izione o imessa pe g azia. a i supe io i comp esi i luogo enen i colonnelli e i capi ani comandan i; 4° i unziona i di co e e i suoi pensiona i ; 5° i giudici e i cancellie i ; 6° i unziona i del pubblico minis e o e della polizia ; 7° i minis i di cul o della chiesa u iciale o delle al e comuni à eligiose iconosciu e ; 8° gli a oca i ese cen i. § 38. — Hanno di i o di esen a si dalla elezione : 1° i medici ese cen i ; 2° i pilo i di nomina s abile ; 3° gli impiega i delle dogane, i pompie i, gli impie- ga i pos ali, eleg a ici e di s ade e a e ; 4° colo o che dimos ino o di non po e p es a e se - izio senza pe icolo della salu e o senza ascu a e impo - an i a a i p i a i o pubblici, oppu e la p obabili à di non po e soppo a e i ca ichi ine en i a ques e unzioni senza di icol à ; 5° le pe sone che hanno compiu o il 65° anno. Le pe sone indica e al n. 5 possono a anza e, una ol a pe u e, la domanda di esenzione. Al imen i essa è alida sol an o pe la p ossima elezione. § 39. — Colui che in segui o a una elezione abbia p e- s a o due ol e se izio come giu a o, può domanda e la esenzione nella elezione successi a. Si con a alido come se izio anche il a o che un giu- a o sia compa so a p es a se izio in ibunale e i sia imas o ino all'ul imo so eggio del giu ì (1) pe la causa in co so, oppu e ino a che il ibunale non gli abbia pe - messo di abbandona e l'udienza. 40. — Le esenzioni da qualche ca ica s abili e da al e leggi non esimono dall'u icio di giu a o o di scabino. 41. — Dal Lensmand (2) pe ogni giu isdizione u ale (3), (1) Lag e e: è un no egismo. Le e almen e: co po di assesso i nel ibunale. (2) Lensmand è un unziona io in e io e u ale, inca ica o di a i esecu i i, pa e di polizia e pa e di gius izia ci ile, che in ogni comune si o a (la No egia ne con a 422) alla dipendenza delle di e se au o i à supe io i a se- conda dei di e si u ici ch'egli adempie, ed è nomina o dal p esiden e della p o incia. Nelle ci à (s ic o sensu) ale unziona io non esis e. (3) He ed. — 12 — o bo ga a (1) con amminis azione comunale p op ia, e dal cancellie e municipale pe ogni ci à, è compila a una lis a degli abi an i del comune che sieno eleggibili secondo il § 35, c . con i § 36 e - 37. § 42. — Di egola in ogni dis e o debbono esse i cinquan a ol e an i giu a i quan e sessioni di ibunale di assise sono issa e pe l'anno, compu ando il nume o delle sessioni che si i iene abbiano ad esse e enu e in sedi speciali secondo il § 28. Qualo a il dis e o non comp enda che una ci ,, i debbono esse e sei ol e an i giu a i quan e si i iene abbiano a esse e le cause di ibunale di assise da a a si nel co so di un anno. In con o mi à di ciò il p esiden e issa il nume o dei giu a i e di quelli che ciascun comune del dis e o debba o ni e a seconda della popolazione. Ogni comune de e pe ò a e e almeno un giu a o. P ima della ine dél mese di agos o egli in o ma i consigli comunali della dis ibuzione a a. § 43. — In ogni ci cosc izione di ibunale di scabini i debbono esse e qua o ol e an i scabini quan e si i iene abbiano a esse e le sessioni da ene si nel co so di un anno. A u o igua do a ciò, il giudice in e io e issa il nume o degli scabini e di quelli che ciascun comune nella ci cosc i- zione debba o ni e a seconda della popolazione. Ogni co- mune de e pe ò a e e almeno e scabini. P ima della ine del mese di agos o egli in o ma le giun e municipali della dis ibuzione a a. § 44. — Nella seconda me à del mese di luglio si espone al pubblico pe qua o dici gio ni la lis a menziona a nel § 41. E in p ecedenza annunzia o do e e quando essa sa à espos a, in i ando insieme colo o che possano esime si in con o mi à dei § 38 e 39, o al imen i abbiano da . a e osse azioni, ad a anza e le lo o is anze od obiezioni. Deco so il e - mine, il compila o e della lis a la manda al consiglio comu- nale insieme alle is anze ed obiezioni p esen a e, accompa- gnandole con le osse azioni che c eda del caso. (1) Vedi no a al § 35. — 13 — 4 5. — P ima della ine del mese di se 4nb e, in un gio no issa o dal p esiden e, è enu a una sedu a del consiglio • comunale, con i concilia o i (1) e, nelle campagne e nelle bo ga e, col Lensmand o con i Lensmand (2); nelle ci à col sindaco. In ale sedu a si decide sulle is anze ed obie- zioni p esen a e e si a una p opos a pe l'elezione dei giu- a i e degli scabini. Pe chè possa p ende si una delibe azione, debbono esse e p esen i almeno due e zi dei memb i, a i quali il p e- siden e o il icep esiden e, nonchè un concilia o e e un Lensmand o il sindaco. In caso di pa i à di o i, il o o del p esiden e è decisi o. 46. — Le delibe azioni dell'adunanza sono espos e al pubblico pe qua o dici gio ni, e in pa i empo è inde a p ima della ine del mese di no emb e una sedu a di u a l'amminis azione comunale. Dopo di che si pubblica un a iso, in i ando u i colo o che a esse o osse azioni da a e, a i olge si alla giun a municipale al più a di en o una se imana p ima della sedu a s abili a. In ques a sedu a si decide sulle osse azioni p esen a e ci ca le delibe azioni di cui al § 45, in segui o di che si p o- cede alla elezione di an e pe sone quan i sono i giu a i e gli scabini. F a ques e si scelgono poi i giu a i. Alle sedu e dell'adunanza de ono p ende pa e il Lens- mand del luogo o il sindaco. La lo o assenza non impe- disce pe ò che le ope azioni p og ediscano. 47. — Ol e la commissione gene ale debbono esse e cos i ui e, secondo le no me sudde e, le seguen i commis- sioni speciali : 1 0 nelle ci à e nelle bo ga e come pu e nelle giu isdi- zioni u ali, una pa e delle quali sia so opos a alle leggi gene ali edilizie, una lis a di scabini che posseggono spe- ciali cognizioni in cose edilizie ; 2 0 nei comuni pe i quali ciò sia s abili o dai ispe - i i minis e i, una lis a di giu a i e di scabini e sa i nelle cose di ma ina e di na igazione. (1) I Fo ligelsesko nniissce,- sono ele i daí comuni pe la p ocedu a di conci- líazione nelle cause ci ili. (2) Vedi no a al § 41. — 14 — Res ano in igo e le p esc izioni igua dan i gli scabini pe le cause che a ualmen e sono a a e nel ibunale dei p obi i i. 48. — Possono esse e ele i giu a i e scabini sol an o quelle pe sone, che pe la lo o ones a, capaci a e indipen- denza, semb ano specialmen e degne e idonee all'u icio. § 49. — Un elenco dei giu a i e degli scabini ele i è compila o dai Lensmand in campagna e nelle bo ga e e dai cancellie i municipali nelle ci a, e pubblica o con a is- sione nelle sedi delle sessioni gene ali giudiciali (1). Una copia dell'elenco è imessa ispe i amen e al p esiden e del ibunale di assise o al giudice in e io e locale. 50. — I giu a i e gli scabini possono icusa si dal p es a e se izio come es imoni giudiciali. § 51. — Qualo a un giu a o o uno scabino si o i in uno dei casi menziona i al § 36, oppu e in una condi- zione che secondo il § 37 è incompa ibile con l'u icio, o si scop a esse si ele a una pe sona ineleggibile, se ne de e senza indugio a e la cancellazione dall'elenco menziona o nel § 49. Lo s esso de e a si quando muoia un giu a o o scabino, o abbandoni il dis e o giudizia io, oppu e in causa di in- e mi a isica o men ale sia di enu o pe manen emen e ina- bile a p es a e se izio. Se un giu a o o scabino si as e isca in un al o comune comp eso nel dis e o, de e esse e isc i o nell' elenco di ques o comune. Sui ichiami con o una ingius a cancellazione o isc izione, decide la giun a municipale. 52.  Se so ga un mo i o pe il quale il giu a o o lo scabino abbia di i o, secondo il § 38 n. 1 — 4, di esen a si da una elezione, egli pub chiede e alla giun a municipale di decide e se debba esse e cancella o dall'elenco. § 53. — Delle modi icazioni che subisce l'elenco dei giu- (1) Thing è la sessione gene ale ( . § 32); Things ed è il luogo do e si iene la sessione, Qui si pa la di sessione giudiciale o di ibunale. In No egia il giudice in e io e (come del es o anche i ibunali di assise) è ambulan e, issa egli le sessioni e le p esiede. — 15 — a i o degli scabini si ende senza indugio in o ma o il p e- siden e del ibunale di assise o espe i amen e il giudice in e io e. Egli è pa imen i in o ma o se un giu a o o scabino in- co a in un p ocedimen o d'u icio pe un ea o che può esse e puni o con una pena più g a e dell'ammenda (1). CAPITOLO SESTO. Giu a i pe le singole sessioni di ibunale di assise. 54. — P ima di ogni sessione di ibunale di assise, il p esiden e del medesimo de e in empo debi o es a e a so e, in p esenza di due es imoni giudiciali isc i i nella lis a (§ 494), en isei giu a i e due supplen i. Il e può da e disposizioni gene ali pe ogni dis e o in o no alla du a a del se izio che i giu a i es a i debbano p es a e. O e non sia s abili o al imen i, essi debbono p e- s a e se izio du an e la iu ie a sessione, e in qualunque caso ino a che non sia e mina a la causa incominci a a. Nel caso che i giu a i non p es ino se izio du an e la iu ie a sessione, il p esiden e del ibunale di assise de e in empo debi o es a e a so e an i giu a i quan i son o necessa i. 55 (2).  Il so eggio si a a u i i giu a i isc i i nelle lis e gene ali del dis e o, a eccezione di quelli che abbiano giá p es a o se izio come giu a i (1 39) dopo l'ul ima elezione, oppu e siano s a i es a i pe p es a e se izio in una sessione non anco a enu a. Se non ne es i almeno 11 doppio di quan i si de bban o es a e, l'es azione si a a u i gli insc i i nelle lis e. I supplen i sono es a i a so e , osse ando le s esse no me, a i giu a i comp esi nel comune do e è enu a la sessione, o nei comuni più p ossimi secondo che sia di- spos o dal minis e o compe en e. (1) (c . § 58. (2) Cosi modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. — 16 — Nelle cause conce nen i ea i con o le leggi ma i ime, qualo a in empo debi o enga a anza a una domanda da una delle pa i e il p esiden e del ibunale di assise la s imi onda a, dalle lis e a pa e menziona e nel 47 n. 2 sono pu e es a i a so e in modo simile qua o giu a i pe chè p es ino se izio. Nelle cause che so gono pe ò dai appo i a il eapi ano e l'equipaggio, non più di dne pe- i i di cose ma i ime debbono esse e capi ani. 56 (1). — Se una pa e del dis e o si ua a dis an e abbia una sede giudiciale sepa a e, si de e es a e a so e, pe le sessioni alla medesima a ibui e, una me ì.L a i a i esiden i in quella pa e del dis e o, e l'al a me e, a gli al i giu a i del dis e o. 57. — Il so eggio si compie i.lel seguen e modo : il p esiden e del ibunale di assise depone in un'u na le schede chiuse con enen i u i i singoli nume i dei giu a i a i quali de e a si l'es azione, e dopo mescola e le schede le es ae ad una ad una nel nume o s abili o. 58. — O e ]a so e cada su aluno che, secondo le no me del capi olo seguen e (2), sia escluso dal p es a e se izio in una causa, oppu e pe quello che se ne sa sia legi imamen e impedi o, o si o i in uno dei casi indica i nel  53 ul imo alinea, lo si de e sal a e. 51) . — 11 so eggio e le disposizioni p ese in con o ma<< del p eceden e pa ag a o, sono egis a e in un lib o a ciò des ina o. L'esi o del so eggio è signi ica o al p ocu a o e di s a o, il quale ha di i o di icusa e cinque (lei giu a i es a i. I p imi en uno giu a i es a i non esclusi sono ci a i insieme ai supplen i a compa i e nella sessione del ibunale di assise. GO. — 11 p ocu a o e di s a o manda senza indugio l'e- lenco dei giu a i e dei supplen i da ci a si, ai ispe i i Lensmand (3) e cancellie i municipali, i quali debbano p o - ede e al più p es o possibile alle ci azioni dandone a iso agli accusa i o ai lo o di enso i. Pe quan o é possibile (1) Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. (2) C . anche• §§ 358 e 418. (3) Vedi no a al § 41. - 17 - de esi .concede e ai giu a i un e mine di e gio ni, `se isiedano nella ci à do e è enu a la sessione, al imen i di una se imana (1). § 61 (2). — Qualo a il Lensmand (2) o il cancellie e mu- nicipale sappia che un giu a o, che egli de e ci a e, sia legi imamen e impedi o o si o i in uno dei casi men- ziona i nel § 51 p imo o secondo alinea o nel § 53 ul imo alinea, eppu e quando il giu a o all' a o della ci azione dichia i che non può o non uole compa i e, de e in sua ece esse e ci a o quello che gli s ia immedia amen e i- cino nella lis a dei giu a i del comune, sal ando pe ò colo o che abbiano già p es a o se izio dopo l'ul ima elezione o che siano ci a i a p es a e se izio in una sessione non anco a enu a. O e manchi un ale giu a o, si p ocede nello s esso modo dal p incipio della lis a. Se non esis a in ge- ne ale nessun giu a o da po e si ci a e, si ci ano scabini secondo l'o dine della lo o elezione. Delle ci azioni a e e del modo come u ono applica e le su i e i e disposizioni, è da o a iso al p esiden e del ibunale di assise. § 62. — Al più a di un gio no p ima che cominci la sessione, si a igge nella sede del ibunale un elenco dei giu a i che debbono p es a e se izio. Se l'accusa o sia de enu o, l'elenco de 'esse gli mos a o al più a di nel gio no p ede o. § 63. — Il giu a o che senza legi imo impedimen o si i iu a di compa i e, o non compa isce, oppu e icusa al i- men i di adempie e il suo u icio, può esse e condanna o, du an e la sessione o sop a speciale accusa, all' ammenda ino a qua ocen o co one. Può inol e esse e enu o a isa ci e in u o o in pa e le spese causa e dalla sua condo a. Qualo a sia s a o legi imamen e impedi o, ma abbia as- cu a o di da ne a iso al più p es o possibile, può esse e condanna o, secondo le ci cos anze, a un'ammenda ino a cen o co one e enu o al isa cimen o delle spese causa e. (1) C . § 160. (2) Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. V. no a 2 al § 41. Codice di p ocedu a penale No egese 2 — 18 — Valgono come impedimen o legi imo anche quelle ci co- s anze pe le quali il ispe i o giu a o non a ebbe po u o p esen a si senza pe icolo della salu e, o p ospe i à o senza ascu a e impo an i e imp o ogabili a a i o do e i. Degli u ici pubblici sono conside a i come impedimen o sol an o la ca ica di memb o del pa lamen o o dell'assem- blea degli ele o i o dell'assemblea p o inciale, nonchè il se izio mili a e. 64. — Qualo a il nume o dei giu a i p esen i alla ses- sione del ibunale di assise, che possono p es a e se izio, sia, comp esi i supplen i, in e io e a dicianno e o, nel caso del § 321, in e io e a en i, senza che pe al o la lis a dei giu a i nella sua o ali à sia in alida, il p esiden e del i- bunale di assise chiama il nume o necessa io di giu a i a quelli che possono p esen a si al più p es o, alasciando possibilmen e quelli che già p es a ono se izio, e ciò pe ia di so eggio Zii quan o sia possibile sceglie e a più. Tale chiama a può esse e alascia a, quando le pa i inun- zino al lo o di i o di elimina ne alcuni e es ino anco a almeno dieci giu a i, o ispe i amen e undici, che possono p es a e se izio. § 65.  Alla ine della sessione del ibunale di assise il p esiden e di ques o a compila e una lis a dei giu a i che hanno p es a o se izio (§ 39). La lis a è egis a a in un lib o conse a o dal p esiden e s esso. Una copia è imessa al ispe i o Lensmand (1) o cancellie e municipale. CAPITOLO SETTIMO. Incompa ibili à dei memb i del ibunale. 66. — Non può sede e in ibunale come giudice o scabino (2), giu a o o cancel li e e : 1° la pa e in causa o la pa e lesa ; (1) Vedi no a 2 al § 41. (2) Il es o dice: Domme , cioè giudice, ma qui comp ende an o il giudice quan o lo scabino. C . del es o §§ 358 e 418. • - 19 - 2° il pa en e dell' impu a o o della pa e lesa in linea discenden e o in linea la e ale ino al g ado di cugino, oppu e l'a ine nello s esso g ado, anco chè non sussis a più il ma imonio che ha cagiona o l'a ini à ; 3° il coniuge o il idanza o, il pad igno o il iglias o, il pad e ado i o o il iglio ado i o dell'impu a o o della pa e lesa, o ali in passa o, o che ispe o a uno dei me- desimi abbia la quali à di u o e o cu a o e ; 4° colui che ha se i o come pe i o o depos o come es imonio nella causa, o è compa so pe il pubblico mini- s e o, la pa e lesa o l'impu a o ; 5° colui che è impa en a o in linea ascenden e o di- scenden e o in linea la e ale ino al g ado di a ello con alcuno che compa isca nella causa pe il pubblico minis e o, la pa e lesa o l'impu a o, od è a ine in linea ascenden e o discenden e di una di ali pe sone, anco chè non sussis a più il ma imonio che ha cagiona o l'a ini à. § 67. — Nei g adi supe io i d'is anza, inol e, nessuno pub sede e in ibunale 1° se esso s esso o al i con cui egli si o i in una delle elazioni indica e nel n. 5 del pa ag a o p eceden e, abbia p eso pa e alla p eceden e de inizione della causa ; 2° se si o i in una delle elazioni menziona e nei n. 2 e 3 dello s esso pa ag a o, con una pe sona che è pa e in causa. È conside a o come pa e chiunque abbia agi o p e- ceden emen e nella causa, allo chè si ce chi di a ale e una esponsabili à ln suo con on o. 68. — Se del es o esis ano ci cos anze speciali a e a diminui e la iducia nell'impa ziali à di un giudice o sca- bino (1) o di un cancellie e, e a ale igua do sia a a apposi a domanda da quello di essi di cui si a a o da una delle pa i, il ibunale de e dec e a ne la esclusione. 69. — Il ibunale pub delibe a e sulla esclusione di una pe sona p ima che enga issa o il gio no pe la di- scussione della causa di cui si a a e senza a y e sen i o le pa i. Le no me di cui al § 170 non si applicano a ques o caso. All'in uo i del ibunale sup emo o della se- (1) Dojnme . Vedi no a al § 66. — 26 — sulla omissione o sull'abbandono di un p ocedimen o, può esse e i o ma a dal supe io e, pu chè ne sia da o a iso all'accusa o en o due mesi al più a di da che egli u in- o ma o della p ima decisione. Quando un p ocu a o e di s a o isol a, in con o mi á del § 85 ul imo alinea, di ome e e o di sospende e il p o- cedimen o pe un ea o, de e a ne senza indugio una e- lazione mo i a a al p ocu a o e gene ale del egno. Quando il p ocu a o e gene ale isol a nello s esso caso di ome e e o di sospende e il p ocedimen o pe un ea o pe il quale, secondo il § 89, spe i a lui l'accusa, p esen a in p oposi o senza indugio una elazione mo i a a al e, al quale spe a la decisione de ini i a. Un p ocedimen o a ia o da un'au o i à subal e na può esse e abbandona o dal supe io e. § 92. — Pe i ea i pe i quali la legge lascia l'accusa ai p i a i, colui che i è au o izza o p ocede in con o - mi à delle no me di cui al § 31. Qualo a sieno o ese più pe sone, ognuna di esse può ese ci a e il suo di i o di accusa indipenden emen e dalle al e. Se una sola p omuo a l'accusa, le al e hanno sol- an o il di i o di accede e alla causa nello s a o in cui ques a si o i. Ogni decisione p esa dal ibunale nella causa spiega il suo e e o a a o e dell'impu a o, anche di on e agli a en i di i o all'accusa che non abbiano p eso pa e alla causa. § 93. — La pe secuzione p i a a pe ea i pe i quali l'accusa pubblica è subo dina a alla is anza della pa e lesa, non può esse e a a che secondo le no me del § 94. § 94. — Qualo a il pubblico minis e o si sia i iu a o di p omuo e e l'accusa o, senza esse i au o izza o in i ù del § 85 n. 2 (1), abbia desis i o da un'accusa p omossa, op- pu e abbia acce a o una sen enza di assoluzione o ale o (1) La legge 6 giugno 1896 ha co e o l'e o e del es o o igina io, che i- chiama a qui anche il n. 1 del § 85, nel quale la desis enza del pubblico mi- nis e o è dalla legge s essa au o izza a, e ha ol o inol e il ichiamo del n. 3 di de o § 85 in con o mi à alla sopp essione che di ques o nume o la legge s essa ha a o. C . no a al § 85. , — 27 — pa ziale dell'accusa o o e o una sen enza di condanna del medesimo pe un ea o mino e di quello p opos o, colui che u leso dal ea o può con inua e la causa, ecce o che abbia dichia a o di non chiede e l'accusa (§ 279) (1). Se egli sia de un o, possono a ne le eci il coniuge, il pa en e in linea ascenden e e discenden e, i a elli e le so elle e gli e edi. In al caso si applica la disposizione del § 92 secondo alinea. Come pa e lesa da un ea o p e edu o nel capi olo 18 § 27 del codice penale (2), è conside a a ogni pe sona maggio- enne e incensu a a che abi i nello s esso edi icio o e u commesso il ea o o in una p op ie à a igua. § 95. — Se un a o comp enda ea i sogge i in pa e ad accusa pubblica e in pa e ad accusa p i a a, il pubblico minis e o può, a ichies a della pa e lesa, p ocede e pe ambedue i ea i. 96 — All'inizio dell'udienza il ibunale esamina se quegli che p omuo e la causa abbia di i o di accusa e. Quando sia i is anza di colui che ha di i o di accu- sa e, l'impu a o non può di on e al pubblico minis e o ele a e obiezioni con o il p ocedimen o adducendo che il ea o sia sogge o unicamen e ad accusa p i a a ; all'in- con o il ibunale espinge d'u icio la causa, se iconosca che allo chè u p omossa accusa e a già e iden e che il unziona io di ques a non a e a di i o di accusa e. CAPITOLO DECIMO. Impu a i e lo o di esa, § 97. — Si conside a come impu a o colui che è sospe o di un ea o (3), non appena il p ocedimen o sia inizia o dinanzi al ibunale o sia p epa a o con o di lui con dec e o (1) C . § 433 e al. 1 del § 436. (2) Lenocinio p op iamen e de o e enu a di casa di p os i uzione. (3) Il es o dice qui e al o e : den Mis cen ke, cioè semplicemen e " colui che è sospe o n. — 28 — di seques o, di pe quisizione o di a es o, o con simili p o edimen i di e i con o di lui. 98. — Se l'impu a o non sia usci o dall'e à mino e (1), i suoi di i i di pa e spe ano anche al u o e. Se sia in e mo -di men e (2), i suoi di i i di pa e pas- sano nel u o e. 99. — L'impu a o ha di i o di a si assis e e da un di enso e in qualunque s adio del p ocedimen o. Nel diba - imen o dinanzi al ibunale di assise egli può a si di- ende e da più di uno. Se l'impu a o sia mino e di 15 anni , la scel a del di- enso e spe a al u o e. 100 (3). — In u e le cause pe le quali in modo speciale non sia dispos o di e samen e (§§ 373, 377, 389, 404, 430 e 432), l'impu a o de e a e e un di enso e : 1° nel diba imen o, negli esami es imoniali (4) e nelle pe sc u azioni (5) a e in con o mi à dei  296 e 297 ; 2° negli esami di es imoni o nelle pe sc u azioni quando si i enga che 1' a o si a à ale e come p o a nel di- ba imen o ; 3° nelle udienze giudiciali enu e senza a e i e l'im- pu a o o, se ques o sia de enu o, senza esse e egli com- pa so all'udienza ; 4° nelle udienze giudiciali dalle quali l' impu a o sia s a o escluso, secondo il § 278 e zo alinea. § 101. — Nei casi menziona i nel § 100 si de e des i- na e un di enso e d'u icio, sia che l' impu a o non abbia alidamen e ele o un di enso e, o che nel suo in e esse si epu i necessa io depu a gliene un al o alla o a quello già nomina o, oppu e che il di enso e ele o sia espulso dall'udienza in con o mi à del § 278 e zo alinea. (1) Cioè, se non abbia compiu o i 18 anni. (2) C . § 285. (3) Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. Nel p imo alinea u aggiun o il ichiamo dei §§ 389 e 443, e dall'ul imo alinea (n. 4), in ine, u le a a la ase : oppu e che (le udienze) sieno enu e a po e chiuse „. (4) Things idne , le e almen e es imonianze giudizia ie. (5) G anskninge . Si a a di quelle indagini minu e e accu a e di che nei §§ 197 al. 3, 200 e segg., le quali si anno con le ga anzie o mali p op ie delle e e p o e, a di e enza delle semplici in o mazioni. il caso di nomina e uno dei di en- § 104, il p esiden e del ibunale che si possa sceglie e a al ine un di enso e sia impedi o o non sia p esc i o o sia giudica o ne- - 29 - § 102. — O e la nomina di un di enso e d'u icio non sia necessa ia ai e mini del § 101, ma la si epu i neces- sa ia pe la speciale quali à del caso, a domanda di un im- pu a o impo en e a p o ede si di un di enso e a p op ie spese, gli se ne depu a uno d'u icio. § 103.  Come di enso i p esso il ibunale sup emo sono des ina i gli a oca i del medesimo. P esso gli al i ibunali può esse e des ina o qualunque p ocu a o e legale o, die o au o izzazione speciale del ibunale, un'al a pe - sona incensu a a e idonea all'u icio. Nessuno può esse e impiega o come di enso e, il quale di- mo i an o lon ano dalla sede del ibunale, da do e esse e pe ale mo i o essenzialmen e i a da a la discussione della causa. 104. — Pe p es a e se izio come di enso e d'u icio il e assegna p esso il ibunale sup emo un nume o su - icien e di a oca i del medesimo, e p esso gli al i ibu- nali un nume o su icien e di p ocu a o i legali o di al e pe sone idonee all'u icio. § 105. — Pe le singole cause o pe le singole udienze giudiciali i di enso i sono nomina i dai p esiden i dei i- bunali ; pe ò pe e i a e i a di il p esiden e del ibunale di assise può in p op ia ece delega e a un giudice in e io e la nomina di un di enso e. O e più di enso i siano assegna i p esso il medesimo ibunale e nella s essa ci cosc izione giudizia ia, si de e cu a e che, se nulla si opponga, essi sieno nomina i in o dine p og essi o pe assume e la di esa nel diba imen o. § 106.  O e non sia so i assegna i secondo il può nomina ne un al o secondo il § 103. Vale lo s esso quando si p esen i, nei casi in cui cessa io ale si di un di enso e (1). 107. — O e le ci cos anze non lo sconsiglino (2), il (1) C . § 308 al. 2. (2) C . §§ 109 e 110. - 30 - di enso e scel o dall'impu a o de e, a ichies a, esse e no- mina o come di enso e d'u icio. Non ne de ono pe al o de i a e maggio i spese a ca ico dello s a o. S'egli appa enga al no e o dei di enso i assegna i p esso le ci cosc izioni giudizia ie ai e mini del § 104, può p e- s a e se izio come di enso e d'u icio senza nomina spe- ciale, ad eccezione dei casi menziona i nel § 109. § 108. — Il di enso e depu a o d'u icio si i i a, quando l'impu a o ne abbia alidamen e scel o un al o e il p e- siden e del ibunale non disponga al imen i. Pe ò la causa non de e subi e i a do pe ciò che l'impu a o, senza ad- du e mo i i che si app o ino dal p esiden e del ibunale, designi un nuo o di enso e in cambio di quello depu a ogli o di quello che dapp ima si e a scel o. Il p esiden e del ibunale può nomina e un al o di en- so e in cambio di quello o igina iamen e depu a o, quando ciò si epu i necessa io pe u ela e in modo assicu an e gl'in e essi dell'impu a o. § 109.  Non può esse e nomina o di enso e colui che : 1° sia pe sonalmen e leso dal ea o, o 2° sia pa en e o a ine dell'impu a o o del leso in linea ascenden e o in linea la e ale ino al g ado di a ello, op- pu e sia o sia s a o coniuge o idanza o, pad igno o iglia- s o, pad e ado i o o iglio ado i o dell'impu a o o della pa e lesa; 3° abbia già agi o nella causa in al a quali à o com- pa isca nella causa come es imone o pe i o. In g ado supe io e d' is anza non può, inol e, esse e no- mina o di enso e colui che si o i in una delle elazioni menzina e al n. 2, con una pa e in causa (c . § 67, n 2, ul imo pun o), l'in e esse della quale sia in opposizione con quello dell'impu a o. § 110. — Non può la s essa pe sona esse e nella s essa causa di enso e di più impu a i i cui in e essi sieno a di lo o in opposizione. § 111. — Nei casi di cui ai § 100 e 102 (1), ai di en- (1) C . § 210. — 31 — so i d'u icio compe e una indenni à sull'e a io, la quale è de e mina a secondo le no me del § 81 con la limi azione de i an e dal § 107. § 112. — Il ibunale può consen i e che a u ela degli in e essi dell' impu a o si p esen ino al e pe sone all'u- dienza giudiciale a la o del di enso e p op io, senza ché pe ò le ul e io i disposizioni in o no ai di enso i si appli- chino ad esse. CAPITOLO IM-DECIMO. Udienze giudiciali e e bali. § 113 (1). — Le udienze giudiciali sono pubbliche in quan o la p esen e legge non disponga il con a io. Qualo a pe ò la pubblici à possa o ende e il buon cos ume, oppu e il seg e o sia ichies o in conside azione delle elazioni dello s a o con po enze s anie e, o l'impu a o sia mino e dei dicio o anni e assis a all'udienza, il ibunale può dispo e con o dinanza, che l'udienza giudiciale sia enu a u a o in pa e a po e chiuse. Du an e le in es igazioni e l'is uzione giudiciale p elimi- na e il ibunale può anche dec e a e la chiusu a delle po e, quando scop a un mo i o speciale di i ene e che la pubblici à po esse impedi e la pe e a e sicu a diluci- dazione della causa, o quando l'impu a o lo ichieda addu- cendo mo i i che il ibunale s imi sodis acen i. Si discu e a po e chiuse in quale misu a debbasi esclu- de e la pubblici à. § 114. — Sebbene un'udienza giudiciale sia enu a a po e chiuse, pu e il ibunale, o e conco ano mo i i spe- (1) Così modi ica o pe legge 14 luglio 1894, la quale, ai casi in cui può esclude si la pubblici à, nel 1° alinea ha aggiun o quello della p esenza di un impu a o mino enne, e coe en emen e nel 2° alinea ha sopp esso la clausola secondo cui, o e l'impu a o osse mino e dei 15 anni, spe a a al suo u o e la acol à di chiede e la chiusu a delle po e. — 32 — iali, può concede e a singole pe sone non a en i appo o con la causa, la acol à di assis e i (1). 115 (2). — O e si abbia mo i o di i ene e che la app esen azione pubblica di diba imen i possa in lui e in modo noci o alla dilucidazione della causa o al giudizio, il ibunale può dispo e con o dinanza, che ale app esen- azione o una pa e di essa non si accia p ima che la sen enza sia p o e i a o il p ocedimen o sia chiuso. L'o - dinanza è e oca a non appena si i enga esse ne cessa i i mo i i. La asg essione è puni a con ammenda. Tenendosi un' udienza giudiciale a po e chiuse, se il ibunale giudichi che in gene ale la discussione debba pe qualche mo i o esse e enu a seg e a, ne impone il seg e o a u i i p esen i. Tale o dine è inse i o a e bale. Pe ciò che conce ne le penali à, i di enso i p i a i sono equipa- a i ai unziona i. 116. — N elle udienze giudiciale pubbliche può esse e inibi a l'en a a ai mino i dei 18 anni, nonché a chiunque si p esen i in ale s a o, da ende e la sua pe manenza incompa ibile con la digni à del ibunale o col buon o - dine. Pe e i a e il so e chio a ollamen o nella sala, il p esiden e del ibunale può in ogni ci cos anza limi a e il nume o delle pe sone da amme e si. 117. — Quando il ibunale si compoga di un unico giudice, debbono esse e chiama i due es imoni giudiciali in con o mi à delle p esc izioni igen i. Sono all'occasione im- piega e come ali nelle cause pe ea i p e edu i dalla legge cli na igazione, le pe sone e sa e nelle cose di ma ina e di na igazione. 118. Non può p es a e se izio come es imonio giudiciale : 1° la pa e lesa da un ea o ; 2° il coniuge dell'impu a o o della pa e lesa ; 3° il pa en e o a ine sino al g ado di a ello di uno di ques i, oppu e del giudice, del cancellie e o di colui che (1) L'inciso: " o e conco ano mo i i speciali „ 'e aggiun o dalla legge 14 luglio 1894. (2) Il p imo alinea u aggiun o pe legge 14 luglio 1894. - 33 — compa isce nell'udienza pe lo s a o, pe l'impu a o o pe la pa e lesa ; 4° quegli che è al se izio delle pe sone sudde e. § 119. — Il p esiden e del ibunale in igila a, che le discussioni p ocedano con o dine e digni à. Egli pub in e - ompe e e ichiama e al do e e chiunque si pe me a esp es- sioni indeco ose o agg essioni pe sonali scon enien i. Se u ia pa e, i pe sis a nonos an e il ichiamo all'o dine, il ibunale può oglie le la pa ola. I1 ibunale può espelle e le pe sone che con un con egno scon enien e u bino le discussioni od o endano la digni à del ibunale. § 120. — Pe le asg essioni e so il ibunale o e so una pe sona compa sa dinanzi al medesimo, e pe un con- egno a causa del quale sieno u ba e le discussioni o sia o esa la sua digni à, oppu e pe inobbedienza agli o dini del ibunale o del suo p esiden e, il ibunale può con o di- nanza, sedu a s an e, in ligge e al colpe ole un'ammenda da due ino a qua an a co one. Se aluno pene i nella sala dopo esse e s a o espulso o pe sis a in al a manie a a u ba e le discussioni , può median e o dinanza esse e messo in ca ce e di cus odia ino a an o che du i l'udienza giudiciale, non pe ò ol e i e gio ni. Tale ammenda o ca ce azione non impedisce che il a o enga pe segui o nella ia o dina ia, ma di de a ammenda o ca ce azione è enu o con o nella commisu azione della pena. Le disposizioni che p ecedono non de ogano a ciò che è p esc i o nei 11 12 e 13 della legge sul ibunale sup emo del 12 se emb e 1818. 121. — L'esame di pe sone che non posseggono la lingua no egese, si a pe mezzo di in e p e i giu a i. Il e bale è enu o in lingua no egese. Il ibunale può o dina e che le dichia azioni siano messe dall' in e p e e pe isc i o in lingua s anie a, e si so opongano all'ap- p o azione della pe sona in e oga a. T anne che nel diba imen o, il giudice s esso può esse e in e p e e, quando possegga la lingua s anie a. L'u icio di in e p e e può esse e uni o a quello di can- cellie e. Codice di p ocedu a penale No egese 3 — 34 — 12 2. — Al so do che debba a e una dichia azione, si pongono domande pe isc i o ; il mu o è in i a o a da e pe isc i o le ispos e. I so domu i sono esamina i con domande e ispos e pe isc i o. O e non possano esse e esamina i in ques o modo, l'esame si a pe mezzo di un in e p e e. § 1 . 23. — Pe l'assunzione e il giu amen o degli in e p e i si p ocede secondo ciò che è dispos o pe i pe i i (1). 124. — In ogni udienza giudiciale è s eso un e bale con enen e l'indicazione del empo e luogo dell'udienza, i nomi dei giudici, dei giu a i, dei es imoni giudiciali e del can- celli e e , il nume o e la designazione della causa in ela- zione all'accusa, i nomi delle pa i e quelli delle pe sone compa se pe esse. Dell'andamen o delle discussioni si iene no a ia ia a e bale, e segna amen e in guisa da po e si ile a e sino a qual pun o sie o s a e osse a e le o mali à p esc i e (2). I es imoni e pe i i sen i i i sono menzio- na i, e del pa i ciò che ad essi u mos a o o le o. Le conclusioni, le domande e le eccezioni che non osse o con enu e in isc i i consegna i al ibunale, sono asc i e pe iu ie o. Pa imen i u e le o dinanze, le sen enze e i dec e i del ibunale e del giu ì. 125. — Le con essioni e al e mani es azioni impo - an i dell' impu a o , le dichia azioni des ina e a esse e le e o che si i iene possano esse e le e al diba imen o (3), e le deposizioni dei es imoni e dei pe i i, quando so ga il sospe o che possano inco e e in esponsabili à penale, sono semp e ip odo e pe iu ie o e, pe quan o possibile, con le s esse pa ole della pe sona in ques ione. Delle al e dichia azioni emesse dall'impu a o, dai es i- moni o dai pe i i uo i del diba imen o, si dà semplice- men e il sun o, alasciando ciò che semb i p i o d'impo - anza pe la causa. Fin do e una dichia azione consuoni con al e già p ima ip odo e nel e bale, è su icien e il a ne ichiamo. (1) §§ 192, 194 e 197. (2) C . § 129. (3) C . § 332. — 35 — Dopo ini o il e bale conce nen e ciascuna singola pe - sona in ques ione, se ne dà le u a pe la con e ma. O e sieno ichies e e i icazioni, ques e debbono esse i inse i e. § 126 (1). --- A eccezione dei casi indica i nel p imo alinea del § 125, le dichia azioni dell'impu a o, dei es i- moni e dei pe i i, dinanzi ai ibunali di assise e ai ibu- nali di scabini, debbono solamen e ip odu si pe in ie o, pu ché ciò sia possibile senza in e ompe e l'andamen o delle discussioni, e non sono le e pe la con e ma. Il ibunale di scabini può u a ia, o e lo epu i op- po uno pe e i a e esami es imoniali in caso di nuo a discussione, dec e a e che le dichia azioni sieno i ma e e le e pe la con e ma in con o mi à degli alinea secondo e e zo del § 125. Si de e semp e p ende e no a della ci cos anza, che un a . pe sona sen i a in esame non abbia nulla da dichia a e in o no alla causa. 127. — Die o ichies a a a in empo da una delle pa i che imbo si le spese ine en i, il p esiden e del i- bunale de e, se e ne sia l'occasione, a s enog a a e le dichia azioni da s enog a i giu a i. Il che si può a e anche in al i casi, quando il ibunale epu i che ciò sia i- chies o dalle ci cos anze. I e bali debbono esse e al più p es o ado i in sc i u a comune e so opos i al p esi- den e del ibunale o al giudice da lui au o izza o i e così pu e al cancellie e pe l'esame, e allega i al e bale pos illando i le osse azioni che a esse da a e. § 128. -- Sino a an o che apposi i cancellie i non sieno nomina i, pe ene e i e bali degli esami dell'impu a o o dei es imoni si debbono in gene ale impiega e sc i ani (2). 129. — Il e bale è so osc i o dai giudici, dal can- cellie e e dai es imoni giudiciali. Pe ciò che igua da le o mali à da osse a si secondo la legge, esso o nisce la p o a di quan o a enne du an e gli a i del giudizio. Non e pe ò esclusa la p o a con a ia. (1) Gli alinea secondo e e zo sono aggiun i pe legge 4 ap ile 1891. (2) P o okol i5 e no eg., P o oholl üh.i • e ed. — 42 — La no i icazione si conside a a enu a, quando siano as- co se qua o se imane dopo l'a issione nella sede del i- bunale e l'inse zione nella gazze a delle no i icazioni. 5 155. — Gli a isi che nel co so di una causa sono da i dinanzi al ibunale pe sonalmen e all'in e essa o, so- s i uiscono le no i icazioni. Die o ichies a si de e en o en iqua 'o e deposi a e a disposizione nella cancelle ia del ibunale una ip odu- zione sc i a dell'a iso. 156. — F a le au o i à pubbliche, i p ocu a o i legali e i di enso i d'u icio, gli a isi a mano e so ice u a en- gono luogo di no i icazione, 157. — Gli a isi di e si di quelli su menziona i, se p o engano da una pubblica au o i à, sono a i nella o ma che epu asi oppo una al caso. Se p o engano da al i, il ce i ica o di un'au o i à pubblica o una icognizione sc i a dell'in e essa o se e di p o a che l'a iso u da o. l^ ei luoghi do e non si icapi ano le e e all'abi azione del des ina a io, • si debbono pe ò icapi a e le le e e che conce nono cause penali, quando la ichies a p o enga da una pubblica au o i à. § 158. — Quando un e mine en o il quale de e a si qualche cosa, spi i in gio no es i o, si conside a come se spi asse nel p ossimo gio no e iale successi o. § 159. — Quando si debba no i ica e o pa ecipa e qualche cosa en o un e mine isso, è su icien e, o e si impieghino la pos a o gli uscie i, a e la consegna alla pos a o agli uscie i p ima che spi i il e mine. 160. — Ogno achè ques a legge p esc i a un e mine isso pe la ci azione, de e esse e compu a o in più il nu- me o di gio ni che si i iene occo e e pe il iaggio dal luogo di dimo a della pe sona ci a a alla sede del ibu- nale, e il empo necessa io pe i p epa a i i del iaggio. 161. — In quan o non sia s abili o il con a io (1), l'im- pu a o ha e gio ni di empo pe compa i e al diba i- men o e 24 o e pe compa i e alle al e udienze giudiciali; le al e pe sone hanno in ogni caso una no e di empo. (1) Vedi § 60 e 173. 43 — Pe le udienze giudiciali che sono enu e in occasione delle g andi pesche ili acqua salsa, an o l'impu a o quan o le al e pe sone hanno 1' obbligo di compa i e il gio no s esso che è no i ica a la ci azione (1). CAPITOLO DECIMOQUARTO. Delibe azioni e decisioni dei ibunali. 162. — O e il ibunale sia compos o di più memb i, p ima che si p o e isca una sen enza si de e a e una de- libe azione o ale e una o azione. Lo s esso ale pe le al e decisioni, ogno achè ciò si ichieda da uno dei memb i del ibunale o non si o nii subi o l'unanimi á a i medesimi. 163. --- La delibe azione e, anne che pe il ibu- nale sup emo, la o azione, seguono a po e chiuse. Il p esiden e di ige la discussione, pone le ques ioni e ac- coglie i o i. La o azione si a a oce nell'o dine de e - mina o dalla so e. In con o mi á dell'esi o della o azione il p esiden e s ende la sen enza o la decisione e, o e il ibunale non s abilisca al imen i, anche i mo i i di essa. Il cancellie e del ibunale è p esen e alla o azione e la egis a a lib o. 161.  - In caso di pa i á di o i p e ale l'opinione pià a o e ole all'impu a o. Se i sia dissenso sull'esi o della o azione, lo si isol e con o azione a pa e. Se i o i es ano u a ia pa i, il o o del p esiden e è p eponde an e. 165. — Sulla ques ione della colpabili á si a una o- azione a pa e. Non è pe ò comp esa in essa la ques ione sulla esclusione della pena pe causa di p esc izione e cli al e consimili successi e ci cos anze es anee al a o de- li uoso che hanno in luenza sulla punibili a, né la ques ione sull'aumen o di pena dipenden e dalla ecidi a, anne in (1) II secondo alinea e aggiun o pe legge 4 ap ile 1891. . §§ 18, al. 2, 267 al. 1, 370 al. 2. — 44 — quan o igua di il empo in cui u commesso il a o in- c imina o. § 166. — Alla o azione sulla ques ione pe in lizione della pena non p endono pa e colo o che sulla ques ione di colpabili à hanno o a o pe l'assoluzione dell'accusa o, i enendosi che abbiano ade i o ai o i da i a a o e del medesimo. § 167. Sono sen enze le decisioni con le quali l'accu- sa o è condanna o o assolu o ; o dinanze sono le al e, quando la legge le designi esp essamen e come ali (1), o esse de iniscano la causa o una pa e indipenden e di ques a. 168. — Le sen enze e le o dinanze sono p o e i e nelle udienze giudiciali e debbono esse e mo i a e. Le decisioni che non sono nè o dinanze nè sen enze, come pu e le o dinanze di na u a p ocessuale, possono es- se e i o ma e. Lo s esso dicasi delle o dinanze con le quali un assen e è dichia a o esponsabile della sua assenza, quando in p o- posi o enga p esen a a una domanda en o qua o dici gio ni dall'a enu a pubblicazione dell'o dinanza. 169. — Qualo a nelle sen enze e o dinanze sieno in- co si e o i di sc i u azione o di compu o, o e iden i ine- sa ezze od omissioni consimili, possono esse e e i ica i d'u icio. Quando poi occo ano inesa ezze, oscu i à, con adizioni o impe ezioni nei mo i i di esse, se ne può a e la e i- icazione a ichies a di una delle pa i, sen i a l'al a. La ichies a de e p esen a si p ima ché spi i il e mine pe l'appello. La e i icazione è a a con una speciale aggiun a al e bale, e al luogo oppo uno si a in ma gine ichiamo appos a. Le decisioni in p oposi o debbono esse e p ese dal i- bunale iuni o. Con o di esse non è ammesso appello nè ico so. § 170. -- O e nel p esen e codice sia lascia a al i- (1) V. pe es. §§ 63, 113, 120, 170, 189, 198, 220, 239, 246, 247, 273, 275,. 278, 280, 396, 427, 458, 459, 461, 462, 467, 471. - 45 - bunale la acol à di p ende e una disposizione, il p ende la, in quan o non sia s abili o il con a io e il ibunale non sia iuni o, spe a al p esiden e. Se la disposizione debba esse e emana a in o ma di o dinanza, il p esiden e, agg e- gandosi due es imoni giudiciali, s a uisce in udienza del ibunale. CAPITOLO DECIMOQUINTO. Tes imoni. § 171. — I es imoni sono obbliga i di compa i e al diba imen o dinanzi il ibunale di assise e nelle cause di gius izia dinanzi al ibunale di scabini, quando abbiano do- micilio o dimo a nelle ispe i e giu isdizioni, o si o ino a ale dis anza dalla sede del ibunale, da do e e pe accede i pe co e e non più di 600 chilome i in is ada e a a, di 300 in pi osca o o di 100 in al o modo, op- pu e un a o di ia co isponden e pa e nell'uno e pa e nell'al o modo. Alle al e udienze giudiciali i es imoni sono obbliga i di compa i e nella ci á o nella giu isdi- zione (1) do e hanno domicilio o dimo a e, quando il a o di ia non supe i il e zo delle dis anze p ede e, nelle ses- sioni gene ali mensili del ibunale s abili e pe quella giu- isdizione. Quando si epu i impo an e che un es imonio compa- isca al diba imen o e u a ia le disposizioni p eceden i non e l'obblighino, il ibunale può, a ichies a di una delle pa i, impo gliene l'obbligo. P ima de e pe ò en a e di conclude e un acco do secondo il § 174, o e ciò sia possibile senza di e i e la causa pe il i a do. 172. -- La ci azione dei es imoni si a median e la no i icazione dell'a o di ci azione, il quale de e con ene e il nome del es imonio o una esa a desc izione pe sonale di lui, il ine cui mi a la ci azione, il ibunale e la sede di (1) Thinglag. È, come Thiugs ed, luogo delle sessioni gene ali. Vedi no a al § 49. C . §§ 27 e 31. — 46 — ques o e il gio no e l'o a dell'udienza, non che l'indica- zione della esponsabili à de i an e dalla di lui assenza (1). 173. — Il ibunale può impo e alle pe sone p esen i nella sede del ibunale o nelle icinanze di esso, di com- pa i e senza indugio pe depo e come es imoni. Ai e- s imoni p esen i si può impo e di compa i e a una nuo a udienza. Quando una pe sona sia a es a a nell'a o di comme - e e un ea o o su acce ecen i, la polizia può ingiun- ge e e balmen e a ciascuno dei p esen i di compa i e in ibunale men e quella  condo a dinanzi ad esso. 171. — Il pubblico minis e o o il ibunale si può acco da e con un es imonio ci ca la sua compa sa nei casi in cui egli non sia i obbliga o, semp e che si possa ispa mia e spese o guadagna empo, oppu e, a andosi di un diba imen o, si epu i impo an e la p esenza del es imonio al medesimo. 175. Qualo a un es imonio non compa isca senza un legi imo impedimen o, o abbia ascu a o di annunzia lo in empo debi o, oppu e abbandoni senza pe messo la sede del ibunale p ima che sia ini a l'udienza, il ibunale può nella s essa udienza o in al a pos e io e in ligge gli con o dinanza un'ammenda da dugen o a qua ocen o co one, e insieme obbliga lo a isa ci e in u o o in pa e le spese cagiona e dalla sua assenza. Il ibunale può inol e a condu e alla s essa udienza o ad al a successi a il es imonio non compa so senza impedimen o. Si applicano in p oposi o le co isponden i no me del § 254. 176.  Sono dispensa i (2) dall'obbligo di depo e come es imoni : 1° il coniuge dell'impu a o ; se il ma imonio sia sciol o pe di o zio, l'esenzione si es ende al esì a ogni deposi- zione ichies a conce nen e a enimen i an e io i al di- o zio ; 2° il idanza o dell'impu a o, se il idanzamen o siasi concluso p ima del ea o ; (1) Vedi il § 175. (2) C . § 187. - 47 - 3° i pa en i dell'impu a o in linea ascenden e e di- scenden e, i a elli e le so elle, nonché gli a ini p ossimi. Se enga ci a o come es imonio aluno che si o i in uno dei sudde i casi, lo si de e ende e a e i o di quan o sop a a inché possa esime si dal a e la sua deposizione. Se l'abbia già incomincia a, può i iu a si di con inua la o di p es a e giu amen o. I geni o i ado i i e i igli ado i i dell' impu a o pos- sono dal ibunale esse e dispensa i dall'obbligo di depo e come es imoni. 177. — Chiunque può chiede e di esse e esone a o dal isponde e a domande la cui ispos a p esumibilmen e espo ebbe sè o un'al a pe sona con la quale si o i in una delle elazioni indica e nel § 176, a una pena o alla pe di a della s ima ci ica. Il ibunale può u a ia i iu a e l'esenzione, quando la elazione sia di quelle indica e nell'ul imo alinea del § 176. . 178. — I minis i di un cul o, sia della chiesa u i- ciale che di al e comuni á eligiose iconosciu e, non pos- sono esse e sen i i come es imoni su ciò che lo o è con- ida o come a en i cu a d'anime, se non quando l'obbligo della i elazione sia s abili o dalla legge. Solo alle s esse condizioni possono esse e sen i i come es imoni su ciò che lo o è s a o con ida o pe agione della lo o p o essione, i p ocu a o i legali, i medici e le le a ici, nonché i di enso i nelle cause penali. Lo s esso ale pe i dipenden i o assis en i delle anzi- de e pe sone , enu i in causa della lo o condizione a conoscenza di ciò che a quelle e a s a o con ida o. Cessa il di ie o, quando colui che ha agione di man e- ne e il seg e o, acconsen a a depo e come es imonio, e quando la es imonianza sia necessa ia pe p e eni e la condanna di un innocen e. 5 179. -- I mo i i in appoggio delle esenzioni e dei di ie i indica i nei 176 e 173 debbono esse e comp o- a i. In mancanza di al a p o a è su icien e l'assicu a- zione giu a a del es imonio. 180. -- Nelle discussioni, delibe azioni o isoluzioni se- — 48 — g e e, in cause nelle quali sia in e essa a la sicu ezza dello s a o o di di i i del medesimo ispe o a un al o s a o, i es imoni non possono esse e sen i i che con l'au o iz- zazione del e. 181.  I es imoni sono esamina i sepa a amen e e non debbono p ima del lo o esame nel diba imen o ascol- a e le dichia azioni degli al i es imoni, dei pe i i o del- l'impu a o. P ima del diba imen o i es imoni non deb- bono, senza mo i i speciali, esse e messi a con on o a di lo o. L'esame 'e o ale ; a seconda pe ò delle ci cos anze può esse e pe messo al es imonio di ale si di appun i sc i i. 182. — P ima dell'esame il p esiden e del ibunale de e ammoni e il es imonio di di e la pu a e in ie a e- i à e di non occul a e nulla, in modo da esse e in g ado di con e ma e la deposizione col p op io giu amen o, a - e endolo in pa i empo della esponsabili à che s'inco e col depo e e giu a e il also. In segui o in e oga il es imonio ci ca il nome, l'e à, la condizione e il domicilio, come pu e, die o ichiamo, ci ca le sue elazioni con l'impu a o e con la pa e lesa e su al e ci cos anze che possano in lui e sulla sua c edibili à. 183. — Nell'esame il es imonio è in i a o a espo e di segui o ciò che sa sull'ogge o della p o a, dopo di che, occo endo, gli sono i ol e speciali domande pe chè i isponda. Il es imonio de e pa icola men e esse e inci a o a indica e la on e di ciò che sa. Pe quan o è possibile si debbono e i a e le domande con le quali gli sieno ap- p esen a e ci cos anze, che debbono p ima comp o a si con la sua ispos a. Do endosi mos a e al es imonio pe sone od ogge i pe il iconoscimen o, egli sa à p ima eso a o a a ne una desc izione pe quan o è possibile esa a.  § 184.  All'in uo i del diba imen o l'esame dei e- s imoni è a o dal giudice (1) ; le pa i hanno di i o di chiede e che al es imonio siano i ol e domande conce - (1) C . §§ 334 e 335, e alinea 2 del § 374. °6 '`VI ^ 17 Ò - 49 - nen i 1' ogge o dell' is uzione, dopo che il giudice abbia ini o di esamina lo. § 185. — Le deposizioni es imoniali al diba imen o sono di egola con e ma e con giu amen o. Al imen i non può p es a si il giu amen o, se non quando si abbia l'in- enzione di legge e la deposizione al diba imen o, o i sia pe icolo che il es imonio non i compa isca, oppu e la p o a possa pe al i mo i i anda e pe du a in causa della p o oga. Il giu amen o è p es a o dopo l'esame. § 186. — Non si può in e un caso a p es a e giu- amen o : 1° a colo o che non abbiano anco a compiu o il lo o decimoquin o anno, o che non abbiano sodis acen e no- zione dell' impo anza del giu amen o, oppu e che sieno a e i da debolezza essenziale di men e : 2° a colo o che sieno condanna i come colpe oli o pa - ecipi al a o che o ma ogge o dell'is uzione, o sui quali g a i il sospe o di ale ei à. Nelle cause igua dan i con a enzioni a leggi doganali, si può a p es a e giu amen o a un pa ecipe al ea o, non os an e le disposizioni di che al n. 2, quando l'accusa con o di lui sia abbandona a. 187. — Il ibunale può i iu a si di a p es a e giu amen o a colo o che ai e mini del § 176 a ebbe o po- u o icusa si dal depo e es imonianza, o la cui es imo- nianza a causa del suo ca a e e o della quali à della deposizione debba igua da si come pa icola men e poco assicu an e. § 188 (1). — Le pe sone appa enen i a una con es- sione che non amme e il giu amen o, debbono so o la s essa esponsabili à che se il giu amen o osse p es a o, assicu a e sul lo o ono e e sulla lo o coscienza di a e (1) Due leggi modi ica i e, en ambe in da a del 10 maggio 1893, esimono dall'obbligo del giu amen o i es imoni, i giu a i é i giudici, au o izzandoli a sos i ui i un'a e mazione solenne sul p op io ono e e la p op ia coscienza, guando appa engano a una con essione che non pe me e il giu amen o, op- pu e i iu ino di giu a e pe chè le lo o con inzioni eligiose i si oppongano, o pe chè essi non c edano a un Dio onnipo en e e onniscien e. P ima di i- chiede e codes a solenne a e mazione, il giudice de e ce ca e di assicu a si che il i iu o di p es a e giu amen o sia onda o su di una con inzione se ia. Codice di p ocedu a penale No egese 4 — 50 — de o la pu a e i à e di non a e occul a o nulla. Lo s esso ale ogniqual ol a uno si icusi di p es a e giu a- men o pe ché la sua con inzione e li giosa i si opponga, o pe chè non c eda in un Dio onnipo en e e onniscien e. § 189. — Ri iu andosi aluno di depo e es imonianza o di p es a e il giu amen o, nonos an e che ciò gli osse impos o con o dinanza passa a in giudica o, il ibunale può con o dinanza in ligge gli un'ammenda da dugen o a qua ocen o co one e, inol e, obbliga lo a i onde e in u o o in pa e le spese cagiona e dal suo i iu o. Nella s essa causa o in al a igua dan e lo s esso ogge o, la condanna a ale pena e isa cimen o non può esse e ipe- u a più di una ol a. Tl ibunale può con o dinanza dec e a e che il es i- monio sia enu o in ca ce e di cus odia ino a an o che non consen a a isponde e o a p es a e giu amen o ; in  ^1 nessun caso de 'esse e a enu o in ca ce e in complesso più di e mesi pe la s essa causa o pe al a igua dan e lo s esso ogge o. 11 CAPITOLO DECIMOSESTO. Pe i i e pe sc u azione. § 190. — Chiunque sia enu o a depo e in una causa come es imonio (1), è pu e enu o die o in imazione giu- diciale a p es a e se izio come pe i o. De e pe ò esse ne esone a o in quan o sia possibile, qua- lo a dimos i che non po ebbe p es a e se izio senza con- side e oli moles ie pe sè o pe gli a a i cui de e a ende e. § 191. — Di egola i pe i i debbono esse e almeno due. Nei casi u gen i, o se si a i di ques ione di poca impo anza, oppu e se il a eni e due pe i i cos i un empo o spese sp opo ziona i, bas a un pe i o solo. § 192. — O e pe ce e specie di casi sieno is i ui i (1) C . § 176 sgg. :11 - 51 - pe i i s abili, p es ano essi il se izio, ecce o che ciò sia impedi o o sconsiglia o da singola i ci cos anze. Nel imanen e i pe i i si debbono sceglie e di p e e enza a gli isc i i nell'elenco dei pe i i e degli scabini (§ 494), oppu e a colo o che pe la ca ica pubblica o pe la p o es- sione ese ci ano una scienza, a e o indus ia, che ichieda una speciale espe ienza in o no a ciò cui il caso si i e isce (1). Pe pe quisi e donne si de e, segna amen e nelle ques ioni di g a idanza o di pa o, ico e e all' ope a di donne, quando il a lo si i enga abbas anza cau o (2). 193. -- In quan o sia possibile, si de e e i a e di assume e come pe i o, chiunque in o za dei § 66, 67 o 68 sa ebbe incompa ibile come memb o di ibunale. O e sia possibile, de e e i a si di abbandona e l'au opsia del cada e e al medico che abbia cu a o il de un o nel- l'ul ima sua mala ia. Esso può u a ia esse e chiama o, quando ciò appa isca deside abile. § 194. — P ima che i pe i i siano nomina i, il ibu- nale de e da e occasione alle pa i, ogno achè sia possi- bile, di dichia a si ci ca la scel a. § 195. — I pe i i possono esse e in i a i a a e pe isc i o le lo o dichia azioni, oppu e ci a i pe il lo o esame dinanzi al ibunale secondo le no me igen i pe i es i- moni (3). L'a e e essi gin a a la lo o dichia azione, sia dinanzi al ibunale, sia pe isc i o, non oglie che possano esse e ci a i a depo e nel diba imen o. Quando la dichia azione p o enga da un collegio is i ui o appos a, non si può ichie- de e che compa isca più di un app esen an e pe ciascuna delle di e en i opinioni nelle quali il collegio si è di iso. Il collegio s esso sceglie ques i app esen an i. (1) In ogni dis e o giudizia io e i un elenco di pe i i e scabini pe le cause ci ili. La s ima dei danni e simili nelle cause d'indennizzo non si a dal ibunale, ma da qua o pe sone delega e all'uopo so o la di ezione del giudice, e con o la lo o decisione è da o il ico so a un collegio di o o simili pe sone scel e nella s essa sessione. (No a della aduzione edesca di Teichmann). — Ques a ma e ia e a dapp ima egola a dalla legge 28 agos o 1854 (ci a a nel § 494), la quale dopo il p esen e codice di p ocedu a penale ha quindi pe solo ogge o i pe i i e gli scabini nelle cause ci ili. (2) C . § 226 al. 2. (3) Vedi §§ 171 sg. - 58 - abbia agione di i ene e che essa condu à al suo a es o, o a scop i e le acce del ea o, o a un seques o. Vale lo s esso, quando aluno sia pe seni mo i i in so- spe o di illeci a p epa azione, endi a o mesci a di liquo i, bi a, ino o sid o, pu chè alla pena dell'ammenda ada congiun a la con isca. Alle s esse condizioni si può p ocede e a pe quisizione dell'abi azione e di locali al ui, quando i i sia commesso il ea o o l'impu a o sia a es a o, oppu e il medesimo, in- seguì o pe lag an e ea o o su accia ecen e, i i si sia i ugia o, o quando esis ano al imen i p eponde an i mo i i di i ene e che possa i i o a si una pe sona ice ca a, o un de e mina o ogge o da po e si seques a e, o la accia di un ea o commesso. 222. — Indipenden emen e dalle condizioni p esc i e nel pa ag a o p eceden e, si può p ocede e a pe quisizione in case o locali so opos i alla speciale igilanza della polizia, o do e si ese ci a una indus ia pe la quale è ichies a la licenza della polizia, o che pe lo o des ina- zione sono accessibili a u i, come pu e può esegui si p esso una pe sona già s a a p eceden emen e condanna a pe un ea o, quando sia in sospe o di a e commesso un ea o della s essa indole, pu chè non siano asco si cinque anni dopo a e scon a a la pena od o enu a la g azia. § 223. — Senza il consenso dell'in e essa o non si può p ocede e a pe quisizione se non in base a un dec e o del i- bunale, il quale de e con ene e la enunciazione del mo i o, del ine e dell'ogge o della pe quisizione. O e sia i pe icolo nell'aspe a e, un o dine del pubblico minis e o sos i uisce il dec e o del ibunale. Si può senza di un ale dec e o od o dine p ocede e alla pe quisizione di case o locali sogge i alla speciale igilanza della polizia, o do e si ese ci a una indus ia pe la quale è ichies a la licenza della polizia, o che pe lo o des i- nazione . sono accessibili a u i. Lo s esso ale quando una pe sona sia insegui a pe lag an e ea o o su accia ecen e, o quando i sia pe icolo e iden e che il ine enga u- - 59 - s a o pe ole p ima aspe a e il dec e o ed esis a o e sospe o di un ea o punibile con pena supe io e al ca ce e. L'impiega o di polizia che in segui o a dec e o debba a es a e un indi iduo sospe o, può a al ine pe quisi e l'abi azione e i locali di lui senza speciale au o izzazione. § 224. — Le pe quisizioni sono esegui e dal ibunale, dal pubblico minis e o, o da unziona i di polizia, possibil- men e in p esenza di due es imoni chiama i pe ciò, da p ende si, se a ibile, nell' elenco dei es imoni giudiciali ed es anei alle elazioni menziona e nel § 118. Pe gli ogge i o a i e susce ibili di seques o si p o- cede a no ma di quan o è dispos o al capi olo 17. Della pe quisizione 'e s esa una elazione, che è so o- sc i a anche dai es imoni. § 225. — P ima di p ocede e alla pe quisizione si de e, a ichies a, legge e o esibi e il dec e o o, in di e o di ques o, dichia a ne il ine. Do endosi pe quisi e l'abi azione o i locali di una pe - sona, ques a de 'esse e in i a a ad assis e i e, in di lei assenza, uno dei suoi coinquilini o icini, pu ché ciò possa a si senza i a do. Se gli abi an i si i iu ino di ap i e la casa o i locali o le came e che debbono esse e pe quisi i, o sul pos o non i sia e uno che possa esegui ne l' ape u a, colui che p ocede alle pe quisizioni può p ocu a si il necessa io ac- cesso con l'uso della o za. Ciò che è s a o scassina o de e, pe quan o è possibile, ichiude si dopo le pe quisizioni ; il danno causa o è isa ci o dallo s a o. § 226. — Nel a e le pe quisizioni si de ono usa e u i i igua di e le p ecauzioni compa ibili col ine di esse. Sal o casi u gen i, non si debbono esegui e in gio ni e- s i i. Ne si debbono senza necessi à esegui e di no e (dalle 9 o e di se a alle 6 del ma ino), ecce o che si a i di edi izi o locali accessibili al pubblico anche di no e. La pe quisizione pe sonale di una donna de e esegui si da donne, se sia ichies o da igua di al pudo e (1). (1) C . § 192 al. 3. — 60 — Se nulla di sospe o sia i o a o, a ichies a dell'in e- essa o si de e ilascia gliene un'a es azione sc i a. § 227. — Pe le pe quisizioni igua dan i me ci di p i- a i a o sogge e a dogana, hanno semp e o za le dispo- sizioni igen i. CAPITOLO DECIMONONO. A es o e ca ce azione. 228. — Chiunque sia pe se ii mo i i in sospe o di un ea o punibile con pena supe io e al ca ce e, può es- se e a es a o: I° se sia so p eso o insegui o pe l ag an e ea o o su accia ecen e e il suo a es o si epu i ichies o pe e i a e la sua uga o assicu a e le p o e (1); 2° se, a u o igua do alla g a i à della pena o pe al a causa, sia i mo i o di eme e che si abbia a so - a e al p ocesso o alla esecuzione della pena ; 3° se il suo con egno dia speciale agione di eme e che egli sia pe us a e la p o a col dis ugge e le acce del a o o collude e coi es imoni o coi pa ecipi al ea o, o in al o modo ; 4° se si abbiano mo i i speciali di eme e che egli sia pe ipe e e il ea o o pe consuma e quello da lui en a o o minaccia o. § 229. - Senza igua do alla g a i à del ea o la pe - sona sospe a di ei à può esse e a es a a, quando : I° sia col a in lag an e e non desis a dal suo agi e deli uoso ; 2° sia col a men e p ende la uga o e iden emen e a p epa a i i a al ine, oppu e 3° non abbia s abile domicilio conosciu o nel egno, o sia pe sona sconosciu a che non può da e con ezza di sè e sia i mo i o di eme e che si abbia a so a e al p ocesso e alla esecuzione della pena. (1) C . n. 1. del § 229. — 61 § 230. — O e si a i di un ea o pe il quale l'ac- cusa non è p omossa dallo s a o se non die o domanda della pa e lesa, l'a es o non può esegui si p ima che ale domanda sia p odo a, ecce o che sia i mo i o di eme e che il i a do ne us i il ine e sia mol o p obabile che sa à ichies a l'accusa (1). La pa e lesa o, se più e ne sieno, almeno una di esse, de 'esse e in o ma a senza i a do dell'a es o, e non p oducendosi is anza pe l'accusa, l'a - es a o de e subi o, con quella solleci udine che le ci cos anze pe me ano, esse e pos o in libe à. Se il ea o o mi sol an o ogge o di una p i a a accusa, l'a es o non può esegui si senza domanda della pa e lesa o senza un o dine. § 231. — L'a es o è ope a o dalla polizia o da chi ne sia specialmen e inca ica o pe dec e o del ibunale o, se ques o non possa senza pe icolo esse e aspe a o, pe o dine del pubblico minis e o. Il dec e o od o dine de e con ene e una desc izione pe quan o possibile esa a della pe sona sospe a di ei à, e l'indicazione del ea o pe il quale essa è ice ca a, dei mo i i dell'a es o, del luogo do 'essa de e as e i si, e del giudice dinanzi al quale si de e p esen a e. Se ques o giudice non sia lo s esso che ha emana o il dec e o, gli de ' esse e subi o manda a copia del dec e o o dell' o dine insieme con gli al i schia imen i che si a esse o. 232. — I unziona i di polizia possono ope a e a es i senza dec e o del giudice od o dine del pubblico minis e o, quando non si possa senza pe icolo aspe a e ale dec e o od o dine, e nello s esso ca s so lo può chiunque , quando la pe sona sospe a di ei à sia col a o insegui a in lag an e ea o o su accia ecen e. 233. — All'a o dell'a es o o non appena sia a ibile de e, a ichies a, esse e esibi o o le o il dec e o od o dine, quando esis a , all'a es a o, il quale ha pu e il di i o di chiede ne una copia. (1) C . § 265 alinea 2 ad 'a — 62 — § 234. -- L'a es o de e ope a si con i igua di che sono compa ibili col ine. Si debbono oglie e all'a es a o gli ogge i che possano se i e ad a i iolen i o alla e asione, e se ne può pe - quisi e la pe sona, ogno achè sia i mo i o di p esume e che abbia seco di ali ogge i. 235. — L' a es a o de e al più p es o possibile es- se e p esen a o dinanzi al giudice designa o nel dec e o od o dine. Se ciò non si possa a e al più a di en o un gio no dall'a es o, ha di i o di chiede e che lo si p esen i in an o (1) al giudice d' is uzione più icino, oppu e, se anche ciò non possa a si al più a di en o un gio no dall'a es o, dinanzi al più icino pubblico minis e o. Se la p esen azione dinanzi a un giudice non siasi a a en o 24 o e dall'a es o, se ne de e enuncia e il mo i o nel e bale. § 236. — Chiunque sia a es a o senza dec e o od o - dine, de 'esse e p esen a o dinanzi al giudice d' is uzione più icino e, o e ciò non si possa a e al più a di en o un gio no dall'a es o, de 'esse e p esen a o in an o (2), a sua ichies a, dinanzi al più icino pubblico minis e o. Se l'a es o siasi esegui o da un p i a o, ques i, o e non si possa a e senza i a do la p esen azione dell' a es a o dinanzi al giudice o al pubblico minis e o, de e consegna lo al più p ossimo impiega o di polizia o ca ce a io, il quale decide se l'a es o debba p o iso iamen e man ene si. § 237. — L' au o i à dinanzi alla quale è p esen a o l'a es a o, de e ice e e la sua dichia azione in udienza giudiciale o con l'assis enza di es imoni e p ende e le al e in o mazioni occo en i ; de e pu e indica e a e bale le dichia azioni emesse e la delibe azione p esa. § 238. — L' au o i á dinanzi alla quale 1' a es a o è p esen a o p o iso iamen e secondo il § 235, può ime - e lo in libe a,, se iconosca che il dec e o od o dine di a es o osse e oca o, o se i enga che la pe sona noci osse quella da a es a si, o non la si po esse inca ce a e legalmen e, (1) Vedi § 238. (2) Vedi § 238. - 63 - oppu e se iconosca indubbiamen e dissipa o il sospe o o in i ma o il mo i o dell'a es o, oppu e se enga p es a a con enien e sicu à nei casi in cui l'impu a o abbia i olo a esse e pos o in libe à e so sicu à.(1). O e l'a es a o sia al imen i p esen a o dinanzi a un'au- o i à che non può emana e o dinanza sull' a es o (2), si de e o dec e a e che enga pos o in libe à con o senza condizione, oppu e che esso enga p esen a o dinanzi al i- bunale compe en e. In ogni caso una copia del e bale de e senza indugio spedi si, insieme coi documen i esibi i, al ibunale com- pe en e. § 239. -- Se l'a es a o debba po si so o cus odia p e- en i a, è deciso con o dinanza del ibunale dinanzi al quale 1' is uzione giudiciale p elimina e è ape a, l'accusa ele a a, o la causa in odo a. O e siasi p o e i a sen- enza e non siasi po a a la causa dinanzi a un ibunale supe io e, la decisione spe a al ibunale che pe ul imo ha giudica o della causa. Se l'is uzione giudiciale p eli- mina e non sia anco a inizia a, emana o dinanza il giu- dice dinanzi al quale è s a o p esen a o l'a es a o a eno e del dec e o od o dine di a es o oppu e a no ma del § 236. Al imen i la decisione può anche esse e p esa dallo s esso giudice, quando la p esen azione dell'a es a o al ibunale dinanzi al quale pende o pende a il p ocedimen o, ada congiun a a una g ande moles ia ; de e pe ò manda si senza indugio allo s esso ibunale copia del e bale e degli a i. L'o dinanza è emana a possibilmen e p ima che sia chiusa l'udienza, ed é no i ica a immedia amen e o al più p es o possibile all'a es a o, il quale può ichiede ne copia en o le 21 o e. § 240. — Il ca ce e di cus odia non può esse e dec e- a o, se non quando ol e a onda i mo i i di sospe o con o l'a es a o, conco a pe l'a es o una delle condizioni men- (1) Vedi § 246. (2) C . § 239. - 64 - ziona e al § 228 n. 2, 3 o 4, oppu e  § 229, u. 2 o 3 con . col § 230. 241. -- Con o una pe sona sospe a di ei à, che sia p esen e in giudizio, si può emana e un'o dinanza di ca - ce azione senza p e io a es o, pe ò dopo che le sia s a a o e a l'oppo uni à di spiega si in p oposi o. 242. — O e l'e à, lo s a o di salu e o men ale o al e ci cos anze non isconsiglino la seg egazione, il de enu o non de e possibilmen e esse e pos o, senza il p op io consenso, in comune con gli al i ca ce a i. Le sole es izioni che gli si possono impo e , sono quelle ichies e dal ine della ca ce azione e dal buon o dine. E ammesso a p ocu a si quelle comodi à e occupazioni che non si g no incompa ibili col suo s a o. Se lo deside i, gli de 'esse e da o modo, in quan o sia possibile, di la o a e in ca ce e e so compenso con enien e. Le punizioni non debbono esse gli applica e, se non pe disposizione della di ezione del ca ce e e in con o mi à dei egolamen i compila i a al ine. Quelle co po ali sono ie a e. 243. — Non è leci o ale si nè degli impiega i del ca ce e nè di al e pe sone, a ine di sc u a e l'animo del de enu o. Con le es izioni ichies e dal buon o dine e so o la igilanza impos a pe la sicu ezza , gli si de e concede e di ice e e la isi a di pa en i o di pe sone che s iano con esso lo o in elazione d'a a i o che deside ino di consul a si con esso lo o. La concessione può u a ia i iu a si, o e col p op io con egno egli o cos o o abbiano da o mo i o di eme e che siasi ce ca o di con as a e in modo indebi o il p ocedimen o. L'amminis azione ca ce a ia o, ino a che non siasi po u o a e e la sua disposizione, il cus ode del ca - ce e può, alla s essa condizione o quando il mi en e sia sconosciu o, a ene e le e e, eleg ammi o al i ogge i in co so di spedizione da o pe il de enu o, dandone a lui immedia a no izia. Ii ibunale che conosce della causa, de e in ogni empo p ende e le disposizioni pe la ul e io e applicazione, delle p eceden i p esc izioni. - 65 - Al de enu o è pe messo di co isponde e senza so e- glianza, a oce o pe isc i o, col di enso e nomina o. Se chieda assis enza pe isc i e e al suo di enso e o al giudice o all'au o i à, gliela si de e p es a e. § 244. — L'a es o è e oca o os o che ne cessino i mo i i, o così sia ichies o da chi ha il di i o all'accusa. Se l'impu a o è assolu o, lo si de e subi o ime e e in libe à. Se p ima che sia imesso in libe à si p esen i una dichia azione di appello o una ichies a pe nuo a discussione dinanzi al ibunale supe io e, il ilascio del de enu o dipende u a ia da un'ul e io e decisione del i- bunale che ha p o e i a la sen enza di assoluzione. Nelle cause p omosse pe accusa p i a a o in quelle di poca impo anza la de enzione de 'esse e e oca a, quando il ibunale s imi che la causa non a anzi con su icien e cele i à. 245. — Alla de enzione che non sia gius i ica a in base ai mo i i di che nel § 228 n. 3, può esse e sos i ui a la p es azione di una sicu à, la p omessa di non abbandona e un da o luogo di esidenza o di p esen a si alla polizia in ce i empi de e mina i, oppu e il seques o del passa- po o o della pa en e di ma inaio o simili. La sicu à pub p es a si median e deposi o di dana o o di ca e alo i, median e pegno o malle ado ia di una o più pe sone di iducia e sol ibili. Chiunque sia acce a o come sicu à, ga an isce l'adempi- men o, pe pa e dell'impu a o, dell' obbligazione che con quella si uole assicu a e e con iene, nel caso che non la si adempia o la s'in anga, di paga e una somma di dana o p e iamen e de e mina a. Egli ha di i o di in igila e con i- nuamen e l'impu a o e di usa e e so la sua pe sona quel po e e che sia necessa io pe p e eni e una asg essione. 246. — Se e a quali condizioni l'impu a o possa, in con- o mi à del pa ag a o p eceden e, esse e ilascia o a piede libe o, si decide caso pe caso a seconda delle speciali ci - cos anze. La decisione si p ende median e o dinanza. Se la pena non sia supe io e a quella del ca ce e e la causa non debba esse e a a a dinanzi al ibunale di Codice di p ocedu a penale No egese — 66 — assise, l'impu a o ha i olo a esse e pos o in libe à, o e p esen i un malle ado e acce abile. Se la pena sia una semplice ammenda, può e i a e la ca ce azione col p es a e sicu à pe l' ammenda cui egli sia o possa esse e con- danna o. Se l'impu a o non ha domicilio isso nel egno, lo si può ilascia e a condizione che designi un luogo de e mina o nel egno, do e si obblighi di imane e du an e il p ocesso. 247. — Se con l'allon ana si o in al o modo l'im- pu a o asg edisca l'obbligo pe il quale u p es a a la sicu à, la somma di sicu à a pe du a. Essa si de ol e al isco. Qualo a l'impu a o sia po e o, p ima si cop ono le spese della causa e quindi si indennizza la pa e lesa. O e en o un mese dal suo allon anamen o l'impu a o i- o ni olon a iamen e o enga a es a o con l'aiu o di chi abbia ga an i o pe lui, la somma può esse e es i ui a in u o o in pa e, de a e pe ò semp e le spese a e pe ice ca lo e pe le udienze giudiciali dese e. Se si debba con isca e una sicu à p es a a, si decide con o dinanza dopo che siasi da a possibilmen e oppo u- ni à agl'in e essa i di a e le , lo o osse azioni. 248. — La sicu à e ogni al a cau ela o dina a in luogo della ca ce azione decade, quando l'impu a o sia i- condo o in ca ce e, e de e del es o esse e ol a negli s essi casi che la ca ce azione (1 244). Colui che è en a o malle ado e, es a egualmen e libe- a o, quando i sia s a o empo su icien e e oppo uni à di esegui e una condanna p o e i a, e può in ogni empo libe a si col p esen a e l'impu a o in ca ce e o denuncia e la p op ia obbligazione in empo ale, da bas a e pe la ca ce azione dell' impu a o. Il quale può pa imen i es in- gue e l'obbligazione col cos i ui si in ca ce e. § 249. -- O e non sia dispos o al imen i (1), il ibu- nale cui spe e ebbe secondo le no me del § 239 emana e l'o - dinanza di ca ce azione, de li be a sulla e oca della seguì a ca ce azione o sull' applicazione o la e oca delle cau ele (1) Vedi § 238. - 67 - che anno le eci della ca ce azione, o sulla pe di a della sicu à p es a a. L'o dinanza che dec e a la ca ce azione o la libe azione di qualcuno, può in ogni empo esse e i o ma a. § 250. — Se un a es a o o ca ce a o e ada, o se non si o i qualcuno di cui è delibe a o l'a es o, il ibunale o, esis endo un dec e o giudiciale di a es o o un'o dinanza di ca ce azione, il pubblico minis e o, può pe segui lo pe pubblico bando, quando egli sia in sospe o di un ea o punibile con pena supe io e al ca ce e. A al ine una desc izione possibilmen e esa a dell'im- pu a o con indicazione del ea o di cui egli sia in sospe o, è pubblica a in modo oppo uno, unendo i l'in i o a chiunque conosca la sua dimo a di da ne no izia e, occo endo, di a es a lo. Il bando è e oca o appena che ne sia cessa o il mo i o. CAPITOLO VENTESIMO. Ci azione dell'impu a o dinanzi al ibunale e in e oga o io. 251. — L'impu a o che è a piede libe o, ha l'obbligo, die o ci azione legale, di p esen a si nel co so dell'is u- zione giudiciale p elimina e e al diba imen o. È pa imen i obbliga o di p esen a si a ogni singolo a o giudiciale, quando il ibunale s imi necessa ia la sua p esenza in giudizio secondo lo s a o della causa. Se sia a es a o o ca ce a o, può esse e condo o o chiede e di esse e condo o a quel ibunale dinanzi al quale egli a ebbe a u o l'obbligo di compa i e se osse a piede libe o. 252. — La ci azione dell'impu a o dinanzi al ibu- nale si a median e la no i icazione dell'a o di ci azione. L'a o di ci azione de e con ene e il nome dell' impu a o o l'esa a designazione della sua pe sona, insieme con l'in- dicazione an o dell'ogge o dell'is uzione e del ine della - 74 - cu a e gli schia imen i necessa i pe decide e se si debba ele a e l'accusa. Nel imanen e si applica al caso la co - isponden e disposizione del § 264 alinea secondo e e zo. L'is uzione si de e di ige e sol an o agli a i e all'impu- a o indica i nella ichies a. Pe ciò che igua da al i a i o pe sone si applica il § 269. § 275. — Du an e il co so dell'is uzione le pa i pos- sono ichiede e che si p oceda a quan o s imino oppo uno a a o i e il lo o in en o. Se il ibunale giudichi che si debba espinge e una ichies a, lo a median e o dinanza. Nel imanen e de e condu e l'is uzione d'u icio e p en- de e con la maggio solleci udine possibile u e quelle cau- ele che epu i a e a consegui e l'in en o. § 276. — Il ibunale può da e inca ichi alla polizia e ichiede e ad al i ibunali di p ocede e ad a i giudiciali. 277. — Alle udienze giudiciali du an e l' is uzione p elimina e l'impu a o a ci a o con gli a e imen i di legge, ecce o che si debba a e la, no i icazione di cui ai § 153 e 154, o che si p oduca un no e ole i a do. Se l'impu a o sia a es a o o ca ce a o e enga p esen a o dinanzi al ibunale, oppu e i compa isca spon aneamen e, l'is uzione può esse e p osegui a in qualsiasi ci cos anza. In quan o sia possibile, de ' esse e da o pe empo a - iso delle udienze al pubblico minis e o e al di enso e, e al di enso e nomina o l'oppo uni à di p ende e cognizione dei documen i della causa p ima dell'udienza giudiciale. Delle udienze giudiciali issa e in una udienza giudiciale p eceden e si de e da e a iso, in quan o sia possibile, a ciascun in e essa o che ad essa non sia s a o p esen e. In nessun caso 'è bisogno di di e i e una udienza giudi- ciale pe chè aluno degli in e essa i non abbia po u o compa i e. § 278. — Sal o quan o è dispos o nei §§ 119 e 259, il pubblico minis e o, l'impu a o e il suo di enso e hanno di i o di assis e e all'udienza giudiciale, e in ogni caso, p ima che ques a sia chiusa, di p esen a e le osse azioni e le p opos e che s imino di do e a e. Quando si abbia mo i o di i ene e che un es imonio — 75 — non a ebbe in ale . p esenza una deposizione 'since a, il ibunale può con o dinanza s a ui e che alcuna di de e pe sone debba i i a si du an e l'esame del es imonio. Non appena essa sia ein odo a, ha i olo a esse e in o ma a di quan o sia accadu o nel a empo. In ci cos anze speciali il ibunale può con o dinanza esclude e del u o l'impu a o e il suo di enso e ele i o, se e in quan o s imi esse i mo i o di eme e che il ine del p ocesso possa al imen i esse e us a o o espos o a pe i- colo. P ima di p ende e ale isoluzione, alla pe sona che si pensa di esclude e de ' esse e da a occasione di a e le p op ie osse azioni. 279. — La p ima ol a che si sen a la pa e lesa, si de e in e oga la se ichieda che si ele i l'accusa pe il ea o (I). 280. -- Del e bale s eso nell'udienza giudiciale a da a al più p es o possibile una copia al pubblico minis e o, s' egli non abbia desis i o. Il pubblico minis e o, l'impu a o e il suo di enso e, nonchè la pa e lesa, hanno di i o di p ende e cognizione del e bale e degli a i della causa. Nelle ci cos anze di che nell'ul imo alinea del § 278, il giudice può icusa e median e o dinanza alle pe sone i i menziona e an o la copia quan o la isione del e bale e degli a i p ocessuali, pe ò in ogni caso non più a di che l'is uzione p elimina e sia e mina a. § 2S 1. — L'is uzione p elimina e si sospende, quando si desis a dal p ocesso, o il ibunale epu i che le con- dizioni di legge pe la sua e icacia non sussis ano. L' is uzione p elimina e si chiude, quando il ibunale ne epu i consegui o il ine, o le pa i sieno conco di nel chiede ne la chiusu a. Una is uzione p elimina e chiusa può esse e iape a a ichies a di una delle pa i (2). Della chiusu a o sospensione di una is uzione p elimi- lia e è da o a iso al pubblico minis e o e all' impu a o. (1) C . § 439. (2) C . § 294 n. 1, e secondo alinea del § 434. — 76 — § 9 82. — Se una is uzione p elimina e igua di uni- amen e più impu a i o più ea i, e si giudichi che pe un singolo impu a o o ea o sia consegui o il ine, si può chiude la pe quello. § 283. -- Se l'impu a o accia una con essione since a dinanzi al ibunale in una causa di compe enza del i- bunale di scabini, e la gius ezza di essa sia con e ma a dalle al e in o mazioni esis en i, la causa può col consenso del- 1' impu a o esse e immedia amen e po a a a giudizio e giu- dica a senza a o di accusa e senza in e en o di scabini (1). Il che non de e pe ò a si, quando si i enga che la causa debba giudica si in unione con al e cause (2), o il giudice s imi po e ci esse e mo i o di abbandona e l'accusa ai e mini del § 85. CAPITOLO VENTESIMOTERZO. A o di accusa. § 284. — Appena una causa sia su icien emen e p e- pa a a, si de e s a ui e senza i a do se debba ele a si accusa. Compiu a che sia una is uzione giudiciale p elimina e, se non siasi s a ui o en o cinque gio ni da che il pubblico minis e o ice e e a iso della sua chiusu a, esso ha il do e e di i e i e nel con es o del suo a o i mo i i spe- ciali che hanno cagiona o il i a do. § 285. — Se si giudichi che si debba ele a e l'accusa, ma che l'impu a o sia in e mo di men e, o se sia da i ene si che pe o a non sia possibile di giudica lo pe ché s'igno i la sua esidenza o pe chè egli si o i in paese es e o (3), la causa si iene p o iso iamen e sospesa. (1) C . § 440 alinea 3. (2) C . § 133. (3) C . §§ 310 e 311, nonché § 374. -77 Nell'ul imo caso il pubblico minis e o de e da ne a iso all'impu a o, in i andolo a p esen a si in giudizio pe esse e giudica o. La sospensione p o iso ia della causa non impedisce che si p oceda a accoglie e le p o e ai sensi dei § 296 — 298, quando sia i pe icolo che esse adano pe du e. 286. — L'a o d'accusa de e indica e a quale ibu- nale debba esse e de e i a la causa, e con ene e il nome dell'accusa o o una esa a designazione della sua pe sona. De e pu e p esen a e una b e e, ma possibilmen e esa a indicazione del empo e luogo, dell'ogge o e simili ci co- s anze dell'a o pe il quale è ele a a l'accusa, me endo in ilie o gli es emi p esc i i dalla legge, e ci ando la sanzione penale o le sanzioni penali che si epu ino ap- plicabili al caso. § 287. — Nelle cause in cui la pena sia sol an o l'am- menda o la con isca, p ima di delibe a e l'accusa il pub- blico minis e o de e spedi e un'ingiunzione penale (1). Si de e a e lo s esso pe quelle cause di gius izia in cui la pena sia di p e e enza pecunia ia e non possa esse e supe io e al ca ce e, come pu e pe le cause di polizia in cui sia da a la scel a a la pena del ca ce e e la pecunia ia, quando il pubblico minis e o s imi che pe la na u a del caso non debba conchiude si che pe ques 'ul ima (2). 288. -- Ol e all' uni o ma si a ciò che è p esc i o nel secondo alinea del 286, la ingiuzione penale Ele e con ene e : 1° l'indicazione dell'ammenda che si ichiede o, a - andosi di con isca, di ciò che si uole con isca e ; 2° l'in imazione all' impu a o di dichia a e en o un ce o e mine designa o nell'ingiunzione, il quale in gene ale non de 'esse e nè più b e e dei e gio ni, nè più lungo dei dieci da quello della no i icazione, se sia dispos o a p es a si a quan o gli è ichies o. Nelle ingiunzioni penali che si anno ln con o mi á della legislazione speciale sulle (1) Fo ela'g. (2) Vedi le no e ai §§ 19 e 20. — 78 — g andi pesche in acqua salsa, si può ole e che l'indi iduo accia una dichia azione immedia a. Quando ne sia a a menzione, so osc i a dall'impu a o o da un es imonio chiama o pe ciò, non a bisogno di no i ica e l'ingiunzione penale spedi a in p esenza dell'im- pu a o. La disposizione di che nel secondo alinea del § 155 si applica al p esen e caso (1). § 289. — Debbono osse a si le disposizioni igen i in quan o de e iscano a un'au o i á di e sa da quella chiama a a delibe a e sull'accusa, l'ingiunge e l'ammenda pe in a- zioni di legge o il issa ne la quan i à. 290. — L'acquiescenza, che può esse e ice u a anche dalla pe sona inca ica a di no i ica e l'ingiunzione oppu e dal Lensmand (2) , de ' esse e s esa in isc i o e i ma a dall'impu a o o da un es imonio chiama o (3). De 'esse e inse i a a e bale e ha lo s esso igo e di una sen enza. 291. — Il pubblico minis e o, o colui che compa isce pe lo s a o , può al diba imen o , median e anno azione nell'a o di accusa : 1° co egge e gli e o i isgua dan i denominazioni, da e, enunciazione di es emi legali dell'a o, e simili ci - cos anze, e 2° col consenso del ibunale , es ende e 1' accusa a ciò che osse i anco a di punibile e non menziona o nel- l'a o di accusa, pu ché non possa condu e all'applicazione di una sanzione più g a e e I' accusa o i acconsen a o abbia a a una con essione piena e since a. Se in segui o alle in odo e co ezioni o es ensione 1' accusa non si po esse de ini e con la con op o a o la di esa a cui l'accusa o sia s a o in i a o a p epa a si , egli può domanda e una con enien e p o oga (4). (1) Ques 'ul imo alinea è in odo o pe legge 4 ap ile 1891 insieme a una lie e modi icazione e so la ine del p eceden e. (2) V. no a 2 al § 41. (3) La legge 4 ap ile 1891 ha lie emen e modi ica o ques o alinea. (4) C . § 342. -- 79 — CAPITOLO VENTESIMOQUARTO. P epa azione del diba imen o dinanzi al ibunale di assise. 292. Appena delibe a a 1' accusa, il pubblico mi- nis e o p o ede a che in caso di necessi à sia nomina o un di enso e all'impu a o (1). L'a o di accusa de ' esse e no i ica o senza indugio al- l'accusa o, designando i la pe sona inca ica a di di ende lo. Un duplica o del medesimo insieme con gli a i della causa, ma di egola i documen i impo an i sol an o in copia, è con empo aneamen e consegna o al di enso e , indicando i le p o e di cui s'in enda di ale si, il modo come si deb- bano acquisi e, che cosa s'in enda comp o a e con le me- desime , e quando si c eda do e si chiama e la causa. Se la causa sia di compe enza di un dis e o pe il quale, ai e mini del § 28 secondo pun o (2), è des ina a una spe- ciale sede 'di ibunale , si de e pu e indica e se si c eda che la causa debba esse e a a a i i oppu e alla sede gene ale del ibunale di dis e o. I documen i a enu i e le al e p o e di is a sono possibilmen e esi accessibili in modo oppo uno e as- sicu an e. Al p esiden e è manda a una copia dell'a o di accusa: insieme con una succin a elazione della causa e delle p o e di essa. § 293. — Il di enso e de e senza indugio e in modo oppo uno, ma possibilmen e senza speciale dispendio pe l'e a io, esse e ammesso a con e i e con l'accusa o. En o un e mine designa o dal pubblico minis e o, che il p esiden e die o ichies a pub p o oga e pe mo i i da lui giudica i se ii, il di enso e de e es i ui e gli a i, indicando quali (1) C . capi . deci lo. (2) Il es o dice secondo alinea, ande Led; ma e iden emen e de e in ende si il secondo pun o o p oposizione del § 28 quí ci a o. — 80 — es imoni pe pa e sua in enda ci a e o deside i sieno ci- a i, di quali al e p o e si p oponga di ale si , in qual modo pensi di acquisi le, che cosa in enda comp o a e con i suoi es imoni e le al e p o e, e sino a qual pun o ada d'acco do ci ca il empo e il luogo p opos i pe p ocede e nella causa. Copia di ale a iso è manda a al p esiden e (1). Pe i documen i e le al e p o e di is a che non pos- sano esse e allega i , si applica la disposizione del e zo alinea del pa ag a o p eceden e. Nel es i ui e gli a i il di enso e può a ene si i do- cumen i spedi igli in copia. Degli al i documen i e a i giudiciali p ende egli s esso le copie necessa ie. 294. — Se il di enso e s imi : 1° che pe dissipa e il sospe o o gius i ica e l'esen- zione da pena, debbano p ima di p ocede e ol e nella causa esse e p odo i, pe ia di is uzione giudiciale p elimina e, schia imen i specialmen e indica i, o e o 2° che il pubblico minis e o debba cu a e di acquisi e p o e da lui indica e, o e o 3° che le p o e di cui esso in enda ale si, si debbano acquisi e in modo di e so da quello designa o, de e in pa i empo a ne la p opos a. S'egli i enga che allo s a o degli a i la causa non possa esse e p osegui a, o che il pubblico minis e o non abbia pos o men e a qualche ci cos anza imas a uo i dei capi di p o a e in i ù della quale l'accusa o non può esse e condanna o , de e su di ciò ichiama e 1' a enzione del pubblico minis e o. § 295. — O e il pubblico minis e o s imi di do e e- spinge e qualche is anza a anza a dal di enso e, isgua dan e schia imen i della causa o il empo pe la sua p osecuzione, de e so opo e senza indugio la ques ione al ibunale che ha di e a l'is uzione p elimina e o, se ques a non siasi a a, al p esiden e, in o mandone al empo s esso il di enso e (2). La decisione del giudice d' is uzione o del p esiden e non può impugna si nè con appello, nè con ico so. (1) Ques 'ul ima p oposizione dell'alinea u aggiun a pe legge 4 ap ile 1891. (2) A ques o alinea la legge 4 ap ile 1891 ha eca o una lie e modi icazione di o ma. — 81 § 296. — Se il pubblico minis e o iconosca che una p o a non possa a a o , o sol an o con moles ia e dispendio sp opo ziona i p odu si al diba imen o , oppu e che non sia sce o di pe icolo il di e i ne ino allo a la p oduzione (1), la a accoglie e an icipa amen e. Se epu i non necessa ia la p esen azione , ne dà a iso al ibunale ; nel quale caso gli a i del giudizio possono esse e p osegui i senza ale p esen azione, pu ché sia indica o con su icien e chia- ezza quali in o mazioni si ice cano. 297. — Quando i sia pe icolo che a causa del i a do una p o a ada pe du a , oppu e si a i di p o e di cui il pubblico minis e o abbia in gene ale icusa o di cu a e l'acquis o, o di es imoni che non abbiano l'obbligo di com- pa i e al diba imen o (2), an o l'accusa o quan o il suo di enso e possono p o ede e a a e an icipa amen e la p o a. La spesa s abili a pe legge (3) de 'esse e in al caso o sbo sa a an icipa amen e o deposi a a p esso il pubblico minis e o. Se ques o o il ibunale iconosca onda a la p oduzione di ale p o a, la spesa è isa ci a dall'e a io (4). § 298. — O e una delle pa i ichieda che si accia qualcuna delle p o e di cui è cenno nei § 296 e 297, ne de e in pa i empo in o ma e la pa e a e sa. Pe a e la p o a, in quan o non sia dispos o al imen i, si osse ano del es o le no me del § 277. Della p o a a a si de e al più p es o possibile spedi e copia an o al di enso e quan o al pubblico minis e o. § 299. — Se una delle pa i isol a di ale si di p o e di e se di quelle gi a indica e , o di abbandona e qualcuna di esse, oppu e di acquisi e p o e o ale sene in un modo di e so da quello indica o, se ne de e in o ma e la pa e a e sa e il p esiden e (5) secondo le p esc izioni dei § 292 e 29 3. § 300. — Copia della ci azione dell'accusa o è spedi a al p esiden e e al di enso e. Il pubblico minis e o ha cu a (1) C . § 332, nonché §§ 264 e 274. (2) Vedi pe ò il § 171 ad in. e il § 174. (3) C . § 303, cap. XXVII, e anche § 485 conce nen e i pe i i. (4) La legge 4 ap ile 1891 ha lie emen e modi ica o ques o pa ag a o. (5) L'in o mazione al p esiden e è aggiun a pe legge 4 ap ile 1891. Codice di p ocedu a pena e No egese s — 82 — di a compa i e in empo alla sede del ibunale l'in1- pu a o e i es imoni che si o ino in ca ce e di cus odia, e l'impu a o con o cui sia emana a una o dinanza quale é menziona a al § 254. § 301. — el dispo e le ci azioni il pubblico minis e o de e eglia e a che in ogni empo engano so opos e al ibunale di assise pe la a azione an e cause quan e si epu ino bas e oli pe chè il la o o sia assicu a o dalle in e uzioni , anche se a al ine isol esse di di e i e qualche causa o di non a a la più. § 302. — Se l'impu a o abbia a o dinanzi al ibu- nale una con essione since a , della cui esa ezza non si abbia agione di dubi a e , in gene ale si debbono ci a e come es imoni sol an o colo o che possano a e deposizioni isgua dan i immedia amen e la pe pe azione s essa del a o, o isgua dan i la maggio e o mino e colpabili á del- l'accusa o. Qualo a si i enga che più pe sone abbiano a a e una deposizione con o me e conco de sulla causa o sop a qualche pun o della medesima, non se ne de e ci a e che quel nume o che si giudichi necessa io. § 303. — Se l'accusa o o il suo di enso e (1) ci ino e- s imoni al diba imen o, la spesa s abili a pe legge (2) de e esse e sbo sa a an icipa amen e o deposi a a p esso il pubblico minis e o che ne s ende ce i ica o sulla ci azione. Se il pubblico minis e o o il ibunale iconosca onda a la ci azione, le spese sono soppo a e dall'e a io. § 304. — Appena issa a la sessione del ibunale di as- sise, engono con oca i i giu a i che debbono p es a e se - izio in essa. Dopo di che an o il pubblico minis e o quan o 1' accusa o e il suo di enso e possono ele a e ecce- zioni con o la lis a dei giu a i pe ché non siasi compila a con o memen e alla legge, oppu e con o un singolo giu a o pe ché legalmen e esso non possa p es a e se izio come ale. § 305. — Se le eccezioni di cui si pa la nel pa ag a o p eceden e non conducano a giudica e in alida nel suo com- (1) Così modi ica o pe legge 4 ap ile 1891. Nel es o o igina io la disposi- zione si i e i a sol an o al di enso e non ele i o. (2) C . §§ 301, 486 — 489, nonchè § 485 conce nen e i pe i i. — 83 — plesso la lis a dei giu a i , allo a sí a la con ocazione di cui al § 64, dopo di che il p esiden e annunzia e poi ende pubblico pe ia di a issione l'o dine in cui le cause sa- anno a a e e ino a qual empo ognuno debba o a si p on o, pe modo che pe ciascuna causa possa p ocede si al più p es o. Quando sia ichies o pe igua di di oppo - uni á, si può u a ia de oga e all'o dine s abili o. CAPITOLO VENTESIMOQUINTO. , Diba imen o dinanzi al ibunale di assise. § 306. — Il diba imen o è o ale. Gli sc i i non sono ammessi che nella misu a de e mina a dalla legge (1). Pe le dichia azioni o ali la pa ola è libe a. § 307. — Il p esiden e di ige la discussione e ha cu a di allon ana e u o ciò che possa p o a la inu ilmen e. Nessuno può p ende e la pa ola senza il suo pe messo, e ìn quan o non sia dispos o il con a io (2) egli può chiu- de e la discussione pe quelle ques ioni che epu i o amai s ol e a su icienza. Le eccezioni con o il suo modo di di ige e sono isolu e dal ibunale. § 308. — Non compa endo il pubblico minis e o o in p incipio o nel co so della discussione, si di e isce la causa, ecce o che le ci cos anze endano possibile di nomina e in ece qualcuno che possa immedia amen e adempie ne le unzioni. Lo s esso ale se non sia p esen e un di enso e ; u - a ia si può, anco chè non sia compa so un- di enso e, p o- e i e sen enza assolu o ia e p osegui e o a e una discus- sione che si p e ede abbia a condu i indubbiamen e. § 309. — L'accusa o de 'esse e p esen e ino a an o che sia ammesso a p ende e la pa ola. Tu a ia gli si può concede e di allon ana si dopo esau i o il suo in e oga o io (1) C . §§ 341 sgg. e 352, nonchè §§ 122, 181 al. 2, 256 al. 3, e c . §§ 124 sgg. (2) C . § 331 al. 2, e 9 339. — 90 — Le deposizioni o spiegazioni emesse p ima da es imoni o pe i i che non sieno p esen i in giudizio, in gene ale non possono esse e le e, sal o che le deposizioni o spiegazioni siano giu a e , e il i- bunale s imi che la ci azione pe l'esame o ale cagione- ebbe una moles ia e un dispendio sp opo ziona i, e che la le u a sia sce a d'incon enien i, oppu e l'esame o ale o il giu amen o non possano e e ua si. Non è leci o legge e le deposizioni o spiegazioni s a- giudiciali, sal o che si c eda indubi abile che siano pe con- ibui e alla e a dilucidazione della causa. Neppu e è leci o legge e le deposizioni giudiciali non giu a e , anne che il da ne le u a si epu i sce o a a o d' incon enien i secondo le ci cos anze. O e si leggano deposizioni di es imoni o di pe i i, si de e esp essamen e no a e se siano giu a e o no. § 333. — Le p o e sc i e sono le e dal cancellie e o da un memb o del ibunale. Il p esiden e può u a ia con- cede e che chi o nisce le p o e le legga da sè. Gli sc i i compila i in lingua s anie a sono le i nella aduzione, la cui esa ezza è con e ma a da una pe sona a ciò au o izza a (I). 334. — I es imoni p esen a i dal pubblico minis e o sono anzi u o esamina i da lui e quindi, e mina o l'esame di ciascuno di essi, dai di enso i. Rispe o ai es imoni p esen a i dall' accusa o o die o di lui ichies a, si p o- cede in o dine in e so. A ciò si può de oga e in segui o ad acco do. In ogni caso il p esiden e de e espinge e quelle ques ioni che non conce nano la causa, e de e a e da sè l'esame, quando egli s esso o il ibunale epu i non sodis acen e il modo con cui lo si a. § 335. — Il p esiden e può di p op ia inizia i a o a do- manda di uno degli al i memb i del ibunale, sen i e il es imonio su quei pun i che non gli sieno s a i su icien- emen e con es a i o ispe o ai quali la sua ispos a non sia (1) C . § 121 e 123. — 91 — s a a abbas anza chia a o esau ien e. Può pu e amme e e l'in e essa o s esso a i olge e di e amen e ques ioni ai es imoni. § 336. — In gene ale spe a al ibunale il de e mina e il modo e la misu a in cui sol an o si abbiano da a e le p o e nel ine d'in i ma e la c edibili à di un es imonio. Ciò a icusa o, quando si giudichino p i i d'impo anza essenziale gli schia imen i a cui si ende. § 337. — Ogno achè la di esa adduca p o e della p e- ceden e buona condo a dell'accusa o, il pubblico minis e o può semp e addu e con op o e. In nessuna ci cos anza pe ò è leci o da e le u a di es imonianze in o no al buono o ca i o nome o alla buona o ca i a ama dell'accusa o. Il ibunale decide, del es o, se e in quale misu a pos- sano esse e addo e le p o e della ca i a condo a dell'ac- cusa o. Semp e pe ò ques e p o e debbono conce ne e a i de e mina i commessi dall'accusa o medesimo. Non si può espinge e la p o a di p eceden i condanne. § 338. — Dopo l'esame di ogni singolo es imonio e dopo la le u a di ciascuno sc i o, è da a occasione all'accusa o di di e se abbia qualche osse azione da a e. § 339. — Te mina a la p oduzione delle p o e, ha p ima la pa ola il pubblico minis e o e quindi il di enso e. Cia- scuno ha di i o di pa la e due ol e. L'accusa o ha di i o alla pa ola alla o del di enso e e, dopo che ques o abbia pa la o, gli si chiede se abbia ul e- io i osse azioni da a e. § 340. — Se l'accusa o non comp enda la lingua no - egese o sia so do, gli si ha da a conosce e almeno le conclusioni con enu e nelle a inghe inali. 341 (1). — Te mina e le a inghe delle pa i, il pub- blico minis e o de e p opo e uno schema dei quesi i da so opo si ai giu a i (2). Quindi il di enso e ha p imie a- (1) La legge 4 ap ile 1891 ha co e o il es o del p esen e pa ag a o, che o igina iamen e p esc i e a al pubblico minis e o la le u a dei quesi i da lui p opos i. Siccome ai medesimi possono eca si semp e modi icazioni o aggiun e, così se ne è o a a p ecoce la le u a, an o piìi che se i quesi i sono nume osi, iene di necessi à che si passino in isc i o al di enso e, cui può esse e pu e concesso un b e e a o di empo pe is udia li. (2) C . § 16..5 e 443 al. 2. — 92 — men e la acol à di esp ime si e di a anza e p opos e di modi icazioni o aggiun e ai medesimi, il p esiden e compone i quesi i e li p esen a alle pa i. Se una di ques e a obie- zioni ai quesi i, decide il ibunale. Il quale de e, a do- manda, concede e una b e e sospensione del diba imen o pe l'esame dei quesi i. § 342. — Ogge o dei quesi i è il a o enuncia o nel- l'a o di accusa. O e il ibunale ne iconosca la agione, si in e oga anche sulla esis enza di ci cos anze che pos- sano po a e il a o so o una sanzione penale di e sa da quella di che nell'a o di accusa. Se du an e la discussione siasi sos enu a l'esis enza di una ale ci cos anza, ciò si de e semp e a e, quando siasi all'uopo a anza a domanda. Le conclusioni p esen a e non incolano il ibunale pe ciò che conce ne la de inizione del a o ai e mini della legge penale. Nel caso che il a o enga de ini o secondo una sanzione penale di e sa da quella dell'a o di accusa, alle pa i a semp e da a speciale oppo uni à di esp ime si in p oposi o, e all'accusa o che lo chieda de e esse e ac- co da o un con enien e in io, se ciò si epu i deside abile pe la di esa (1). § 343. — Ogni quesi o de ' esse e pos o in modo da po e isi isponde e pe si o pe no. Qualo a a un quesi o successi o si debba isponde e sol- an o nel caso che siasi ispos o in un da o senso a uno p eceden e, ciò de 'esse e indica o nel quesi o s esso. Pe ogni quesi o si indica pa imen i quan i o i siano ichies i pe una ispos a s a o e ole all'accusa o (2). Un quesi o de e igua da e un solo accusa o e possibil- men e sol an o un a o deli uoso e l'applicazione di una sanzione penale. Dei quesi i le cui ispos e icenda, si pone p ima quello se e a. § 344. — Sal o ciò che è ogni quesi o de e comincia e (1) C . § 291. (2) Vedi § 351. a e ma i e si escludano a che conduca alla pena più p e edu o ai § 345 e 346, con le pa ole : " L'accusa o - 93 - è colpe ole ? „ Nel quesi o si comp endono u i gli es emi giu idici del ea o e una desc izione del a o ed enunciazione dell'ogge o, del empo e del luogo e simili, così esa a, come sia oppo una e a ibile secondo le ci cos anze. § 345. — O e il ibunale di assise debba decide e se esis ano ci cos anze specialmen e ile a e nella legge, le quali po e ebbe o il a o so o una sanzione penale più se e a o più mi e, si può po e un quesi o supplemen a e, al quale si de e isponde e solo nel caso che s asi ispos o a e ma i amen e al quesi o cui è connesso. Si può pa imen i po e un quesi o supplemen a e sulle ci cos anze speciali che escludono la colpabili à. Se du an e il diba imen o si osse sos enu a l'esis enza di una simile ci cos anza, non si può, quando ne enga a anza a domanda, icusa e di po e un quesi o supplemen a e (1). § 346. — Pu chè si domandi da una delle pa i, si de e pe o dine da o d'u icio dal ibunale, p opo e ai giu a i il quesi o sulla esis enza di ci cos anze specialmen e a e- nuan i o specialmen e agg a an i in gene ale (2). Il ibu- nale non è incola o che da una ispos a a o e ole al- l'accusa o. § 347. — Fissa i i quesi i, il p esiden e li legge, e poi se ne consegnano le copie necessa ie ai giu a i. In segui o di che il p esiden e iassume b e emen e la causa e le p o e a inen i, e spiega, in quan o sia necessa io, i quesi i e le esi di di i o che debbono me e si a on- damen o delle lo o ispos e. Le pa i possono chiede e che pun i specialmen e no- a i di quan o egli ha s ol o sulle esi di di i o, sieno (1) F a i due me odi, inglese e ancese, il legisla o e di No egia segue una ia media, o enendo una no e ole sempli icazione nei quesi i, senza pe al o ingene a e con usione. Si può po e un solo quesi o su di un solo ea o, anche se ques o ea o sia complesso o comp enda un al o ea o ol e una ci cos anza agg a an e. Ma si de e, secondo il § 345, po e un quesi o aggiun i o sepa a o sulla ci cos anza agg a an e, se l'esi o del diba imen o, e segna amen e delle p o e, sia di e so pe il ea o semplice e la ci cos anza agg a an e. C . ul imo alinea del § 343. Vedi HAGERUP nel suo Co so di p ocedu a ci ile (no eg.) a pag. 605, la cui do ina è gene almen e segui a nella p a ica di quel paese. Sul g a e a gomen o si consul i GLASER Das T T e hül niss des U heils zu S a lclage, in Ge ich ssaal ol. XXXVI, pag. 81 sgg. C . no a 1 al § 322. (2) C . §§ 1, 4 e 8 del capi olo ses o del codice penale. — 94 — consegna i a e bale p ima che i giu a i si i i ino pe delibe a e (1). Ques i possono, appoggiandosi a quan o ha espos o il p esiden e , solle a e ques ione di modi icazioni ai quesi i. 348. — Die o di che i giu a i si i i ano nella sala delle delibe azioni , po ando seco i quesi i , le p o e sc i e, la cui gius a lezione sia con o e sa, le igu e e i disegni esibi i, come pu e, se il ibunale lo giudichi oppo - uno, gli is umen i o al i ogge i in e essan i il ea o commesso. § 349. — Pe giudica e cosa si abbia da conside a e pe p o a o, si iene con o sol an o delle p o e addo e du an e il diba imen o. La decisione è p esa secondo il libe o con incimen o e in base a un esame coscienzioso delle p o e addo e. § 350. — Se i giu a i c edano di a e bisogno di ul e io i spiegazioni sulle esi di di i o da po si a base, o a lo o so ga dubbio sulla p ocedu a da osse a si, o sul senso dei quesi i p opos i, oppu e siano d'a iso che i quesi i debbano esse e modi ica i o aumen a i, i o nano nella sala del ibunale, do e il p esiden e, udi a dal capo dei giu a i la lo o ichies a, isponde o ha cu a di dispo e quan o sia necessa io. Do endosi decide e se abbiano da po si più o di e si quesi i, alle pa i a da a l'oppo uni à di dichia a si. 351. — Te mina a la delibe azione, i giu a i o ano su ogni singolo quesi o nell' o dine in cui è pos o. Il capo chiede il suo o o a ciascun giu a o nell'o dine desi- gna o dalla so e e dà pe ul imo il p op io o o. Pe ogni ispos a a e ma i a, nel caso di che al § 346, si i- chiede più della me à dei o i ; ogni ispos a s a o e ole all'accusa o de e in ece esse e da a con se e o i almeno. Colo o che nel isponde e al quesi o p incipale (2) o ad uno supplemen a e in o no a un mo i o escluden e la pena (3), abbiano o a o a a o e dell'accusa o, si i iene (1) L' inciso : p ima che i giu a i si i i ino pe delibe a e „ è aggiun o pe legge 4 ap ile 1891. (2) Vedi § 344. (3) Vedi § 345, al. 2. - 95 - che abbiano o a o così anche sop a gli al i quesi i sup- plemen a i, sui quali pe ciò nella o azione non si chiede a ques i giu a i alcuna ispos a. § 352. — Il capo dei giu a i egis a pe ciascuno dei quesi i - la ispos a quale iene a isul a e dal compu o complessi o dei o i, e so osc i e le ispos e insieme con i due giu a i p ima es a i a so e. Nel caso di" cui al § 346, a ogni ispos a a e ma i a si de e no a e che u da a con più della me à dei o i, e che del es o ogni i- spos a s a o e ole all'accusa o u da a con più di sei o i. Sul. nume o dei o i non si debbono da e ul e io i indicazioni. § 353. — Te mina a la o azione, i giu a i ien ano nella sala del ibunale e p endono i lo o pos i ; quindi il p esiden e li in i a a a conosce e la decisione a cui sono addi enu i. Allo a il capo dei giu a i si alza e così si esp ime : " Sul lo o ono e e la lo o coscienza e in con o mi l " del lo o giu amen o, i giu a i hanno ispos o ai p opos i quesi i nel modo che segue „ , die o di che legge i que- si i p opos i e immedia amen e dopo ciascuno di essi la, ispos a appos a i. § 354. — Se il ibunale giudichi che il e de o del giu ì non sia compos o in modo legale, o che sia oscu o, incomple o o con adi o io, oppu e so ga il dubbio che la ispos a non esp ima pienamen e il e o pensie o del giu ì, e al di e o non si possa so eni e sull' a o o il dubbio non possa dissipa si median e una dichia azione del capo dei giu a i , il ibunale può , ino a che la sen enza 11o11 sia anco a emana a , o dina e al giu ì di i i a si nuo a- men e pe delibe a e e o a e. § 355. — Se il izio conce ne sol an o la o ma , il giu i non può modi ica ne nlenomanlell e il eno e. In caso con a io, non è incola o pe e un igua do dalla p op ia p eceden e decisione. 356. — Fino a che non sia emana a la sen enza , il ibunale dopo a e da o alle pa i occasione di dichia a si, può, o e lo s imi oppo uno, o dina e che si modi ichino i quesi i o se ne pongano dei nuo i. — 96 — § 357. — Se il e de o del giu ì concluda che l'accu- sa o non sia colpe ole, il ibunale emana subi o sen enza di assoluzione. Lo s esso a iene anche nel caso che il giu ì abbia bensì ispos o a e ma i amen e al quesi o p in- cipale, ma abbia simul aneamen e da o una ispos a a o- e ole all' accusa o su d'un quesi o supplemen a e in o no a una ci cos anza escluden e la pena (1). O e il ibunale giudichi che una e a in elligenza delle ques ioni di di i o in con on o alla ispos a del giu ì debba condu e all' assoluzione , può pa imen i emana e subi o sen enza di assoluzione (2). 355. — Se il ibunale si con inca che non esis ano p o e su icien i della colpabili à dell'accusa o in con o mi à del e de o del giu ì , può dec e a e che la causa enga a a a di nuo o in una sessione ul e io e dinanzi ad al i giudici e al i giu a i. Tale delibe azione è p esa d'u icio, senza che le pa i siano ammesse a dichia a si. 359. Se nella nuo a discussione il ibunale si con inca all' unanm à che la p o a sia insu icien e pe la condanna dell'accusa o, p o e isce sen enza di assoluzione. Se all' unanimi à si con inca che 1' accusa o sia colpe ole di un ea o mino e di quello signi ica o nel e de o del giu ì, p o e isce sen enza con o me, pe ò nel caso di che al 1360 solo allo a che il giu ì isponda a e ma i amen e al quesi o p opos o. Nel nuo o giudizio non si pub p opo e al giu ì alcun quesi o che enda a una pena più se e a di quella a cui l'accusa o sa ebbe s a o condanna o, se osse s a o i enu o alido il p imo e de o del giu ì, anne che esis ano le condizioni pe la iape u a del p ocesso (3). § 360. — Se il ibunale giudichi che una e a in- elligenza delle ques ioni di di i o o, nel caso di cui al 359, si con inca all'unanimi à che una gius a es imazione delle p o e, debba a e e pe e e o la condanna dell'ac- cusa o pe un ea o mino e di quello pe il quale  giu ì (1) Vedi § 345 al. 2. (2) C . §§ 324 e 362, (3) Vedi § 415. ^,. - 97 - lo ha i enu o colpe ole, e che u a ia il a o cos i u i o di ques o ea o inchiuda ci cos anze sulla esis enza delle quali il e de o del giu ì non si è deciso , si de e po e il quesi o necessa io pe ale decisione. § 361. — Il e de o del giu i a le o all' accusa o p ima che sia p osegui a la discussione in base al me- desimo. § 362. — O e il giu ì abbia dichia a o colpe ole l'ac- cusa o e il ibunale non emani sen enza di assoluzione ai e mini dei § 357 — 359, o non in ii la causa a nuo o diba imen o, hanno la pa ola p ima il pubblico minis e o, quindi il di enso e e 1' accusa o pe esp ime e il p op io a iso sull' applicazione della legge penale e sulla misu a della pena e addu e le p o e che in p oposi o osse o necessa ie. Le a inghe e la p oduzione delle p o e non deb- bono ende e a impugna e quan o u deciso col e de o dei giu a i. 363. — La sen enza si p o e isce in ine della sedu a o in una udienza specialmen e designa a, non più a di di una se imana. O e sia p eso a base della sen enza il e de o del giu ì, i mo i i della sen enza, pe ciò che conce ne la ques ione di colpabili i, debbono consis e e solamen e in un ichiamo al e de o del giu ì, al imen i, in caso di conclanna del- l'accusa o , enuncia e esa amen e quali ci cos anze siano i enu e p o a e e p ese a base della sen enza, e in caso di assoluzione dell'accusa o, quali es emi penali siano i- enu i mancan i o non p o a i , o quali ci cos anze esclu- den i la pena siano ammesse pe esis en i. Si allegano pa imen i le conside azioni che se i ono di no ma pe la commisu azione della pena. 364. — Se l'accusa o sia p esen e e ammesso ad ap- pella e, gli è signi ica o en o qual e mine e in quale modo abbia da p esen a e la sua dichia azione di appello (1). § 365. — Se l'accusa o non sia p esen e , la sen enza (1) Vedi §§ 382-385, e c . 402. o igina iamen e sí do e a anzi u o chiede e all'accusa o p esen e se si sa ebbe acquie a o alla sen enza. Ques o inciso s a o ol o dalla legge 4 ap ile 1891. Solo all'accusa o assen e si de e i ol- ge e ale domanda (§ 365). Codice di p ocedu a penale No egese 7 — 98 — che lo condanna gli de 'esse e no i ica a senza indugio, annunciandogli en o quale empo e in quale modo abbia. da a si la dichia azione di appello. All'a o della no i i- cazione l'accusa o de e possibilmen e esse e ecci a o a di- chia a e se si acquie i alla sen enza. Pe la no i icazione , da a si a cu a del pubblico mi- nis e o , bas a un es a o del disposi i o e dei mo i i della sen enza. CAPITOLO VENTESIMOSESTO. Diba imen o dinanzi al ibunale di scabini e p epa azione del medesimo. § 366. — Pe il diba imen o dinanzi al ibunale di scabini e pe la p epa azione di esso si applicano le no me co isponden i da e nei capi oli 24 e 25, in quan o e ne sia mo i o e nulla sia dispos o in con a io. § 367. — Se l'accusa o abbia un di enso e , non si a più la consegna menziona a nell'ul imo alinea del § 292 dal can o suo al più p es o possibile e , se l' accusa o sia ca ce a o, al più a di en o qua o gio ni dopo ice u i gli a i (1) , il di enso e li spedisce al p esiden e del i- bunale, accompagna i dalla pa ecipazione e ispe i amen e p opos a di cui si pa la nei §1 293 e 291. Copia della pa - ecipazione o p opos a si spedisce con empo aneamen e a,.l pubblico minis e o. Se l'accusa o sia senza di enso e , il pubblico minis e o spedisce gli a i con le no i icazioni menziona e nel § 292 al p esiden e , il quale indaga se debbano esse e o ni i al i schia imen i o maggio i di quelli che si ce ca di acquis a e , e a al ine pub in i a e l'accusa o a p esen- a si innanzi a sè. Insieme alla no i icazione dell' a o di accusa si de e pa ecipa e all'accusa o un sun o delle p o e che il pubblico minis e o si p oponga di p odu e. (1) C . §§ 158 e 159. - 99 - Se l'accusa o chieda, secondo il § 22 , che la causa sia discussa dinanzi al ibunale di assise , de e a lo al più a di en o e gio ni dalla no i icazione dell'a o di ac- cusa (1). Il p esiden e es i uisce gli a i al pubblico minis e o, in- o mandolo di ciò che egli o dina sia esegui o pe la di- lucidazione della causa, senza o secondo l'is anza a al ine a anza a. Di ciò si dà a iso anche al di enso e. § 368. — Tl p esiden e del ibunale issa il empo e il luogo pe la discussione della causa. L'a o della issazione è manda o al pubblico minis e o o a chi sia da esso de- signa o, e copia del medesimo è no i ica a al di enso e e, in caso di bisogno, anche al pubblico minis e o. § 369. — In empo debi o, p ima della sessione il p e- siden e del ibunale sceglie, nei modi de e mina i ai § 54, 57 e 58, due scabini pe ché p es ino se izio nelle cause isc i e nella sessione. Si può simul aneamen e es a e un supplen e, il quale, occo endo, è ci a o a compa i e pe a pa e del ibunale (2). L'es azione a so e a iene a gli scabini pe l'in ie o dis e o ; o e pe al o ci cos anze locali endano ciò non con enien e, il e può dispo e che essa accada a gli scabini dei comuni più p ossimi alla sede del ibunale. Dalla es azione sono ecce ua i gli scabini che già p es a- ono se izio in qualche sessione enu a dopo l'ul ima ele- zione, semp eche il nume o che imane sia almeno di cinque. Il supplen e è es a o a gli scabini che dimo ano più icino alla sede del ibunale (3). § 370. — Nelle cause che conce nono con a enzioni alle leggi sulle cos uzioni, sulla igiene o sugl'incendi e che a ano di edi izi , nonché in quelle che cadono so o il di i o ma i imo, l'es azione a so e accade ispe i a- men e a le pe sone isc i e nell'albo dei pe i i in cos u- zioni o na igazione, là do e ale albo esis a (4). (1) C . §§ 158 e 159. (2) 11 pun o inale dell'alinea u così lie emen e modi ica o dalia legge 4 ap ile 1891. (3) Ques 'ul imo alinea è aggiun o dalla legge 4 ap ile 1891. (4) Vedi § 47.