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Gli anarchici

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Gli anarchici

Author: Lombroso, Cesare
Publisher: S.l. : s.n., 1895
Year: 1895
Source: https://idus.us.es/bitstreams/fa9ceaee-36bf-41c2-821c-554c003e29f0/download
Gli Ana chici / Cesa e Lomb oso. Biblio eca PixeLegis. Uni e sidad de Se illa.
(TERZO MIGLIAIO)
Con e
a ole
e sei igu e nel es o
FRATE I._
'
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LOCCA
Llb ai
di S.
PA. il Re d'I alia
ROMA
Co so, 2J6
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MESSINA
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CATA.NIA
C.
LOMBROSO
GLI
ANARCHICI
SECONDA EDIZIONE CON AGGIUNTE
(TERZO DIICTLIAIO)
Con due a ole e sei igu e nel es o
FRA
TELLI BOCCA
LIBRAI DI S. M.
TORINO
FIRENZE - ROMA - NAPOLI
I895•
To ino — Tip. Li . Camila e Be ole o.
PREFAZIONE
ALLA
PRIMA
EDIZIONE
_V1 i
aspe o che ques o
lib o,
pubblica o, come i
T e
l
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q
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T ibani,
come
l'Aníise ni isino
e come il
Deli o
poli ico,
comple amen e uo i dell'ispi azione dei pa i i
che dilaniano il nos o paese, ne co a la s essa so e:
accolga, cioè, il mal ole e di u i ; chissà che anche,
con mi abile conco dia
s
non
si
app es ino a puni lo
al e na i amen e il pugnale dell'ana chico, che p e-
ende con u a e uccidendo e la daga di una gua dia di
P. S., che con logica poco dissimile si p e ende di en i
l'a bi a del pensie o
i aliano.
Ebbene : ques o sa à l'unico o il miglio p emio che io
possa deside a e, come quello che suggelle à in modo in
oppo spe imen ale l'impa ziali à del me odo psichia-
ico-an opologico applica o alle più a den i ques ioni
a uali, ch'io ho en a o segui e qui come nelle al e
ope e, e che o ei es asse come un a o ele a o
al
di sop a di quelle caduche semp e
e
spesso ignobi-
lissime p eoccupazioni poli iche, che il empo e gli
in e essi d' un a o dispe dono.
12 luglio 1894.
C. LUMBROSO.
•

PREFAZIONE
ALLA SECONDA EDIZIONE
Godo
di
p
o e i o na e, a men e più iposa a, sul
po e

^

p

p
mio la o o, pe comple a lo o e più e a nanche ole
e pe a e modo di isponde e ai nume osi appun i
che i ece o c i ici co esi ed illumina i.
Mi si obbie a, p. es., da pe sona e amen e au o-
e ole, dal p o . Angelo Majo ana , au o e della
Teo ia
sociologica della cos i uzione poli ica: «
Voi ci da e
una pa ologia indi iduale più che una sociale; oi a e
capo ad una psichia ia sociale, anziché alla indi iduale.
O come e pe ché accade che colui il quale in al e
condizioni di empo e di spazio sa ebbe s a o b igan e
o pi a a o b a o , di en a oggi ana chico , nel senso
peggio e della pa ola ?
» .
La
mia ispos a s a nell'esposizione che ho en a a
nel capi olo I delle condizioni della socie à a uale, u a
e a a menzogne ed in p eda a un ana ismo economico
che a ino al deli io. I pazzi, i c iminali con en-
denze al uis iche e
s
op a u o gli appassiona i di ampa-
ono in
u i i
e mpi, anche nell'epoca sel aggia:
ma
essi si s oga ano c olle eligioni, p ima, colle azioni e
colle congiu e an imona chiche dopo: u ono p ima c o-
cia i, poi
ibelli, poi ca alie i e an i, ma i i
o della
- 8 --
ede o dell'a eismo, come B uno, A naldo da B escia,
o ibuni come Ma cel, Cola di Rienzi, o egicidi
come B u o, Damiens, Ra aillac.
Ma chi o a si me esse a capo di una di codes e
imp ese, come en ò pu e Lazza e i, e in al o campo
Coccapielle , La ige ie, in b e e cad ebbe nel idicolo.
O a guando ques i al uis i ana ici so gono, specie
nella azza la ina, non o ano al o s ogo possibile,
nel mondo, ben s'in ende, no male, che quello sociale
od economico; nella Ge mania e nell'Inghil e a a eb-
be o anco a il pie ismo eligioso, e lo spi i o di cas a,
od almeno- lo spi i o di san a e e a ca i à ( edi ca-
pi olo I).
Ciò enne o a ibadi o dal bellissimo s udio di Fe -
e o : « Il e eno più p op io e miglio e dei ana ici
(sc i
e
egli gius amen e nell
'Idea
libe ole) é
la eligione,
e di a i in Inghil e a la eligione eclu a migliaia
di ana ici, che so o i nomi e le eo ie più di e se
si agi ano ebb ilmen e pe sal a e le anime umane
dalla pe dizione del izio. Essi hanno un campo im-
menso in cui muo e si e agi a si, o ganizzando chiese,
ope e pie, p edicazioni, ecc., ecc. Nei paesi la ini, in-
ece, do e la chiesa ca olica s ende la sua domina-
zione, la eligione non può che mol o meno esse e un
pa a ulmine del
ana ismo;
e ciò non an o in agione
della i eligiosi à e dello sce icismo del popolo —
mol o mino e di quan o si c ede, anche nella pa ia
di Vol ai e -- ma pe l'o ganizzazione s essa della
-9
chiesa ca olica. La chiesa ca olica é una g ande is i-
uzione disciplina e e quasi un ese ci o onda o sulla
obbedienza e subo dinazione ; in cui ogni uomo ha il
suo pos o, la sua linea di condo a, le sue idee giá
issa e da leggi o issime. I ana ici a i i, come il
Case io, che sono na u almen e indipenden i e un po'
i ol osi, non possono quindi o a cisi che a disagio;
men e si o ano benissimo a la indipendenza un
po' ana chica delle a ie sé e p o es an i, libe e ed
au onome come an i piccoli
clans
di ibu ba ba e.
In Inghil e a il Case io a ebbe po u o o a e il suo
pos o nei anghi della
Sal a ion A ° ny
del gene ale
Boo h, che a ebbe o e o uno s ogo al suo bisogno
di azione e al suo ana ismo ; ma non a ebbe po u o
o a pos o nella chiesa ca olica, se non o se nelle
missioni, l'unico dipa imen o della chiesa che idona
all'indi iduo una ce a indipendenza e au onomia.
«
Un al o s ogo al ana ismo, po en issimo nelle na-
zioni ge maniche e specialmen e in Inghil e a, ma
che manca quasi del u o nelle nazioni la ine è
.
la
ilan opia. Lond a é lá capi ale di ques i ana ici
della ilan opia ; sono uomini o donne di u e le classi
e le posizioni sociali, icchi o po e i, is ui i o igno-
an i, no mali o ma i, che si sono i i in men e dì
gua i e la mala ia sociale e di s adica e dalla socie h
una o ma speciale di mise ia e dolo e. Uno si é p eso
a cuo e i bambini o u a i dai geni o i ; l'al o i ecchi
di en a i ciechi ; un e zo i pazzi mal a a i nei ma-
— lo
Mea
nii; un qua o i p igionie i usci i dal ca ce e; e
u i la o ano senza equie, s ampano gio nali, en-
gono disco si, o ganizzano socie à e alo a iescono a
p omuo e e g andiose epidemie sen imen ali e mo imen i
dell'opinione pubblica in ensissimi , che conducono
a
qualche impo an e i o ma umani a ia. Ques o gene e
di a i i à può esse e un succedaneo eccellen e di quel a-
na ismo poli ico, che inisce agli a en a i dinami a di.
« Ma nei paesi la ini ques e agi azioni non sono p o-
mosse pe ché cad ebbe o nel uo o ; la adizione della
ca i à amminis a i a ed ese ci a a pe mezzo dell'au-
o i à pubblica o della chiesa é così o e e p o onda
che nessuno uole occupa si pe sonalmen e delle
mi-
se ie
sociali. Se i bambini sono spesso mal a a i nelle
g andi ci à e se i gio nali p o es ano ene gicamen e
scuo endo un poco l'opinione pubblica, ques a domanda
una
legge dello
S a o, che non sa à nemmeno appli-
ca a e se ne con en a ; ma nessuno pense à a onda e
socie à p i a e, come ce ne sono an e in Inghil e a,
che spiino i geni o i c udeli e giungano in empo a
s appa lo o di mano le piccole i ime.
« In I alia come in F ancia non si iesce mai a de-
e mina e una g ande co en e di p o es a mo ale
con o qualcuna delle più dolo ose is izie sociali ; le
agi azioni che in Inghil e a si succedono senza in e -
allo, sono quasi sconosciu e da noi; e le emp e en-
usias iche ed a i e de ono ce ca e al o e un campo
piú
ada o a spiega e la lo o ene gia.
-17-
Sop a u o noi so iamo pel di e o dell'asse o economico. Non
già che e amen e esso sia peggio e di quello dei nos i pad i;
le ca es ie, anzi, che mie e ano a milioni le i ime, o a non ne
mie ono che poche cen inaia, e le nos e ope aie han più camicie
delle più supe be cas ellane an iche. Ma sono aumen a i in isp o-
po zione alle endi e i bisogni e la epugnanza con o il modo di sod-
dis a li: la ca i à con en uale, monas ica, è anco a il modo più es eso
che ci si o a a medica e le oppe mise ie, nè essa appaga an o
le p ime necessi à, quan o i i a la na u ale al e igia dell'uomo
mode no; quan o alla coope azione, essa ha una zona di azione
oppo limi a a: anzi, nelle campagne nos e manca quasi a a o.
E osse o anche l'una e l'al a econde e po en i, non bas e-
ebbe o a calma ci, pe chè cieco e iolen o come ogni al o ana-
ismo a so gendo, anzi s a ipando, a noi, il ana ismo sociale
ed economico sulle uine del pa io ico, del eligioso, ecc.
Gli è che: gli ideali eligiosi, amiglia i, pa io ici, quelli di
campanile, di casa o, di spi i o di co po o di cas a anda onsi so o
i nos i occhi dileguando.
E come l'uomo di qualche ideale ha pu semp e bisogno, si è
a inghia o all'economico, il quale, essendo più posi i o, più le-
ga o alle necessi à della i a, non po e a come gli al i s a a si
so o alla logica in lessibile dell' analisi mode na; ed in ques o
concen a a u e le ene gie, p ima negli al i dissemina e ; al che
s'aggiunse, che se degli ideali abba u i non sen iamo più i an-
aggi (come la gene osi à, la olle anza, lo spi i o di sac i
i
cio), ne
es ano ude i su icien i pe a cene sen i e i danni e gli im-
pacci : così se la s o ia ha a o gius izia dei due p imi s a i
sociali, la s o ia non ne ha cancella i u i i malanni : e noi so -
iamo anco a degli uni e degli al i e di quelli che lo o succes-
se o. La bo iosa p epo enza eudale, pe es., l'in olle anza e l'ipo-
c isia eligiosa, ecc.,*pe mase o in mol i luoghi assieme e si soni-
ma ono alla bo ia del e zo s a o.
LO EROSO, Gli
ani chici. —
2.

— 18 —
La dominazione eoc a ica è da lungo empo passa a dai nos i
cos umi, almeno in appa enza; ma ce ca e di agi a e una ques ione
nella quale so omano, o anche da lon ano en i una ques ione eli-
giosa: al di o zio, pe es., all'an isemi ismo, alla sopp essione delle
scuole cle icali, e ed e e che opposizione si des e à, ben in eso
so o le o me più di e se, e anche più libe ali, me endo in campo
la libe à indi iduale, il ispe o alla donna, la p o ezione dei bam-
bini, ecc. La dominazione della cas a mili a e è spa i a anch'essa
da mol i secoli; ma nondimeno p o a e a occa e ques a co da, se
non nel e o pubblico, cen o negli s a i u iciali o semi-u iciali, e
oi li solle e e e ine i abilmen e con o oi: e nel bilancio dello
S a o passano milioni pe man ene e cen inaia di gallona i, inu ili
gene ali, men e si lesinano i cen esimi ai po e i maes i, ai quali
si ise ano s e ili elogi e semp e deluse p omesse, e men e si
giunge impa idi al allimen o masche a o, e, peggio, a colpi e il
oppo esaus o con adino nell'alimen o.
E così dicasi degli ideali pa io ici, es e ici: sono s a a i, è
e o, ma anda e a di e alle plebi ancesi di sme e la cogli odi
agli I aliani, agli Inglesi, a mezzo mondo; anda e a di e agli
I aliani delle classi medie quan o sieno idicoli con quella alsa
ado azione dei classici, cui in ondo nè gus ano nè capiscono,
men e sul lo o al a e spe dono le più belle o e della i a dei lo o
igli: inge anno di non in ende i o si scandolezze anno, anzi !
Con o l'a idi à di luc o degl'indus iali già so ge il qua o
s a o, che p o es a con o u i, e o a che 'è sp opo zione a
il
guadagno e le a iche dei e s a i supe io i, e i guadagni e
le a iche del suo.
E ciò è sen i o di più e acclama o ie amen e o a là do e è mi-
no e la s e ezza, pe chè appun o pe ciò i di en a più acile la
eazione. I po e i Indiani, mo en i a milioni e milioni di ame,
non hanno o za di. eagi e, e non l'hanno i Lbmba di che muoiono
di pellag a; in ece i con adini della Ge mania e della Romagna,
— 19 —
come gli ope ai dell'Aus alia, che ela i amen e s anno meno male
degli al i, hanno una maggio o za d'inizia i a e di eazione,
e p o es ano essi pe quelli che s an peggio di lo o. Ed in a i gli
ana chici non sono i piú po e i, mol i anzi sono icchi (1).
Eppoi, è innegabile che, sia so o la o ma di epubblica che di
mona chia, almeno pe le azze la ine, quasi u i gl'is i u i sociali
e go e na i i sono un'eno me menzogna con enzionale che u i
amme iamo nel nos o in e no, men e neghiamo a io e di labb o.
Menzogna è la ede nel pa lamen a ismo, che ogni gio no me e
semp e più a nudo la sua is e impo enza, menzogna la ede nel-
l'in allibili à nei capi dello S a o, che son so en i in e io i al-
l'ul imo di noi, menzogna la ede in una gius izia, che, g a ando
pesan emen e sulle spalle degli ones i , colpisce solo appena
il
20 0[0 dei e i colpe oli, pe la maggio pa e imbecilli, lasciando
libe i gli al i, obbedi i e ammi a i in mezzo ai deboli e agl'in-
nocen i des ina i ad esse ne i ima.
Non abbiamo più quasi un palmo di dominio sul ma e che ci
ci conda; non abbiamo insana e le nos e e e incol e, e ci ol-
leggiamo come anciulli su una zona quasi dese a, che po ai co-
s a ci mol o sangue, senza ende ci nulla.
(1) Da una s a is ica, pe ce o poco esa a e poco impa ziale della p e e -
u a di Pa igi, sa ebbe o in Pa igi 500 ana chici (ques i dicono esse e 7500
in Pa igi e 4000 in F ancia). Ques i 500 ana chici sono s a i di isi i
n
due
classi: quella dei p opagandis i e quella degli adep i. F a i p opagandis i si
con ano: 10 gio nalis i, 25 ipog a i e 2 co e o i; e a gli adep i: 17 sa i,
16 calzolai, 20 ope ai di p o essioni alimen a i, 15 ebanis i, 12 ba bie i, 15 mec-
canici, 10 mu a o i e 250 al i di di e se p o essioni, e cioè: 1 a chi e o, 1
ex-uscie e, 1 can an e, 1 galoppino di bo sa
(sic),
1
agen e di assicu azioni, ecc.
Ques e
ci e pe ò sono senza dubbio incomple e. In ogni modo, in ques i non
può esse ce o la mise ia eccessi a; nè lo è in H. Dupon , uno icchissimo dei
capi, ne in K apo kine, nè in Go i e in Molina i possiden i e p o essionis i,
nè nel dinami a do boemo D esken di icchissima amiglia.
Dubois
(Le pé il ana chis e,
1893) calcola in F ancia gli ana chici da 20 a
30,000, il maggio nume o ope ai seden a ii: calzolai, alegnami, sa i, essi o i
e mina o i; seguono i in o i e
i
appezzie i; dunque non a a o indigen i.
20 —
Ai mali p o ondi che ci odono gli o gani più i ali, alla pel-
lag a, all'alcoolismo, alla supe s izione, alla egolamen a a ingiu-
s izia, alla igno anza scolas ica p o ediamo con dimos azioni
ea ali, con asi e o iche e con o mule cu ialesche, che la-
sciano il empo che o ano, quando non iescono anche a gua-
s a lo, illudendo d'a e i p o edu o.
La socie à della capi ale, e a, come nel Giappone, da un Mi-
kado e da un Taikun, e de as a a da una u ba di is i e o i, ias-
sume in piccolo le piaghe di • u a I alia.
Un cle o impo en e in eo ia, ma in a o in luen e anco a sui
due es emi della classe sociale — la plebe e il pa izia o — una
cas a che ha e edi a o o icialmen e il po e e, non il p es igio di
amendue, e che di poco li supe a d'ingegno e di ene gia; la me-
dioc i a dominan e pe u o e inconscia della p op ia ine ezza, che
anela die o all'e e o, senza p e isione nè p eoccupazione del ine.
Do unque il monumen o e le es e p e e i e alla is i uzione ;
l'ado azione e iccia del campanile, della se a sos i ui a all'amo e
della pa ia; inane una calma is e come quella dei ma i oceanici,
in e o a a la ghi in e alli da b e i bu asche, do u e a uomini
più alen i che ones i, che endono spesso al minu o la lo o e -
ime a in luenza sulla c edula plebe, la lo o masche a di Eolo.
E l'is uzione che ci si app es a aumen a in ece di medica e
le piaghe: i iamo in un'epoca in cui i gio ni son anni e gli anni
secoli, e ogliamo a i e e i gio ani in un'a mos e a di migliaia
d'anni a.
Non hanno nemmeno gli ingegni più o i empo che bas i pe
abb accia e quella pa e di scibile che è necessa ia a u i (come
la s o ia na u ale, l'igiene, le lingue i e, la s a is ica, ecc.) e o-
gliamo che ]a consumino pe impa a e a balbe a e malamen e
delle lingue e delle scienze mo e: e u ociò: pe ... a ina ci
il
buon gus o, men e u i noi o e emmo idicolo che si insegnasse
pe dieci o dodici anni a a e dei io i o dei sol eggi ?
— 21
La
iumana
della i a mode na, u a imp egna a di a i, ci-
passa a an i, e noi non ce ne, a ediamo.
Massimo d'Azeglio, colla sua soli a anchezza, sc isse : « Quando
penso che ho passa i cinque o sei anni a s udia e il la ino in quel-
l'e à che è la più a a a ice e e con u o l'insegnamen o delle
lingue! e che in ece di sape poco o male il la ino e g eco, che,
si pub di e, non mi se ono, po ei sape bene edesco ed inglese
che an o mi se i ebbe o ! Ma il p incipio gesui ico domina a la
mia educazione; e il p oblema ch'esso ha isol o semp e benis-
simo è ques o: po a e ai 20 anni un gio ane, acendolo s udia
semp e, e semp e cose che gli se ano poco o nulla pe o ma si
ca a e e, in elligenza e giudizio da uomo ».
Quan o do anno so ide e i nos i nipo i pensando che migliaia
e migliaia di uomini hanno c edu o sul se io che qualche am-
men o di classico, s udia o sbadigliando e pe o za, e dimen ica o
più acilmen e che non app eso, e peggio anco a, le a ide egole
g amma icali di una lingua an ica, siansi c edu e lo s umen o
più p ezioso pe acui e l'ingegno del gio ane, più che non l'espo-
sizione dei a i che più lo do ebbe o in e essa e e più della a-
gione dei a i s essi. E chi c ede à a poco che anche pe a e
dei buoni medici, degli ingegne i, dei ma inai, dei capi ani di
linea siasi c edu o necessa io il la ino? men e le no me s a e-
giche, igieniche e ma ema iche hanno cambia o di an o, e men e
le più necessa ie cognizioni ecniche si a inge ebbe o egualmen e
e meglio nelle lingue nuo e! — Ma in an o si abb icano gene-
azioni, il cui ce ello s'imbe e, pe mol o empo, solo della o ma
e non della sos anza, anzi, più che della o ma (che almeno po-
ebbe adu si in qualche capola o o es e ico) di un'ado azione
e iccia di quella, e an o piìi inesa a, an o più s e ile e cieca,
quán o maggio e u il empo che inu ilmen e i si consuma a.
E quando c ediamo di a e e ingol a i a su icienza quei po e i
ce elli di ques a classica s oppa, li inzeppiamo, pe sop assello,
— 22 —
pe anni ed anni, di acui à me a isiche o a cheologiche; e dobbiamo
ing azia e i1 Cielo se a di sí app ese la nos a de i azione A-
iana, chè a emmo al imen i due o e ca ed e del Mana-da ma-
Sas a o del codice di Manou, o a emmo edu o obbliga i i gio-
ani a s udia e o o o dieci anni la lingua sansc i a men e
i
capì dell'I. P., sop a u o quelli che igno ano quella lingua, a eb-
be o già sen enzia o a e essa i ù econdi e a e ad acui e
il
c i e io gio anile.
Ecco pe chè, mancando così di una solida base , il gio ine si
ge a in b accio alla p ima no azione, anche la più e a a, la più
disco de dai empi, quando ques a gli ico da la male in a edu a
an ichi à. Chi ne dubi asse, ico di il classicismo dei i oluziona i
dell'89 e legga Vallès:
Le bachelie e l'insu gé,
e ed à quan o
con ibuisca quell'educazione disco de dal empo a a ne uno spo-
s a o ed un ibelle.
Ques o abuso dell'educazione classica a sì che u i siamo d'ac-
co do pe a e un monumen o o un cen ena io piu os o che im-
pian a e una scuola, una indus ia o dissoda e una palude.
E da quell'educazione dipende quell' ado azione della iolenza
che
u
il pun o di pa enza di u i i nos i i oluziona i, da Cola
da Rienzi ino a Robespie e.
a

Tu a l'educazione classica, sc i e Guglielmo Fe e o
(Ri o ma sociale,
1894) , che al o è se non una glo i icazione
con inua a della iolenza, in u e le sue o me? che comincia
dalla apo eosi degli assassinii commessi da Cod o o da A is ogi-
one, pe a i a e ai egicidi di B u o. E u a la s o ia del Medio
E o, e u a la s o ia mode na, e la s o ia s essa del nos o i-
so gimen o, come la insegnano oggi, quasi do unque, che al o è
se non la glo i icazione, a a da un pun o di is a speciale, di
a i b u ali e iolen i? Non ha o se po u o un poe a, che u i
conside ano come il app esen an e mo ale dell'I alia nuo a, sc i-
e e a gli applausi gene ali:

— 23 —
« Fe o e ino oglio io...
Il e o pe uccide e i i anni,
Il
in pe celeb a ne il une al » ?
« In ques o pun o, an o il izio è p o ondo, u i i pa i i sono
d'acco do: i cle icali g ide anno u ah alla pugnala a di Ra aillac;
i conse a o i alle ucilazioni in massa dei comuna di del 1871;
i epubblicani alle bombe di O sini ; ma u i sono d'un pensie o,
nel celeb a e la san i à della iolenza, quando o na u ile ad essi.
Il nuo o e oe di ques i ul imi anni del secolo non è nè un g ande
scienzia o, nè un g ande a is a, ma Napoleone I.
« Chi può me a iglia si, dopo ciò, se in una socie à così sa-
u a di iolenza, la iolenza scoppia uo i di empo in empo, da
ogni pa e, in lampi e empes e? Non si può impunemen e di-
chia a e san a la iolenza, con il so in eso che essa debba esse e
applica a solo in un modo de e mina o; p es o o a di a i a chi
aspo a il Vangelo della o za da un c edo poli ico ad un al o.
Innanzi a ques i a i la coscienza dell'uomo mode no do ebbe
ipiega si su se s essa, e a e l'abiu a sup ema di ques a e oce
eligione della o za b u ale, di cui l'umani à è s a a ino a così
de o a seguace : do ebbe comp ende e al ine che il p incipio « la
iolenza è semp e immo ale, anche quando è i ol a a espinge e
la iolenza » non è un sen imen alismo mo boso, ma un p incipio
mo ale, che eme ge dalla osse azione s essa della i a. Bisogna
p edica la cw u e le o ze, ques a nuo a eligione della o za
mo ale, pe a e a e il g ande mu amen o che si a compiendo
in seno alla ci il à mode na; al imen i l'Eu opeo, con u a
la
sua scienza e la sua ci il à, dimos e à di esse e mo almen e
poco supe io e a quello Aus aliano, che in e oga o dal . Bonwik
sul bene e sul male, ispose : — Bene è quando io ubo la donna
degli al i; male è quando gli al i ubano la mia ».
— 2
È un a o g a e sop a u i che le basi del Go e no app e-
sen a i o sono sbaglia e. È pa so pe qualche empo, che quan i
piìi osse o a di ide e il po e e, an o meno ques o sa ebbe dispo-
ico, e an o più in elligen e e mo ale.
Ma non s'e a pensa o a quan o sen enzia a già da secoli Machia-
elli: ogni o ma di Go e no po a e con sè i ge mi della sua o-
ina; massime la nos a che e a a le meno ada e, pe chè basa a
sulla olla; ed una olla anche la meno e e ogenea, anche la più
ele a, quando de e delibe a e dà una isul an e che non è la
somma, ma la so azione del pensie o dei più.
Anche nei minimi pa icola i le o me delle nos e is i uzioni
isul ano e onee. P ecisamen e i capi del Go e no che do ebbe o
esse e i piîi ecnici lo sono meno, pe chè le necessi à pa lamen-
a i ogliono in quel da o momen o o un democ a ico o un lom-
ba do o un ene o. Chi pub c ede e piìi all'u ili à della giu ia e
alla compe enza di un Minis o della ma ina, scel o maga i a
i
pi o i, o ad uno della pubblica is uzione, scel o maga i a i ma-
inai?
Ed il sis ema pa lamen a e non solo non è ga anzia dell'ones à,
ma is umen o di disones à : esso è, come ho mos a o nel mio
Deli o poli ico,
la alsa cica ice che nasconde la suppu azione e
impedisce che si accia s ada; peggio: è esso, anzi, che non
di a o ecci a al deli o. Gli ul imi p ocessi banca i d'I alia e
F ancia ci mos ano come mol i uomini di S a o p ese o pa e alle
u e banca ie pe gode ne pe sonalmen e, o pe in lui e sulle ele-
zioni, ed in F ancia pe comba e e il Boulangismo. Esse e u -
a o i in a o e dello S a o, anche di dena i sac osan i, non pa e
un deli o adesso a mol i , come non è pa so un deli o il p o-
pina e il eleno nel Medio E o, quando non i soli Bo gia lo ado-
pe a ano pe a ma poli ica, ma pe ino i Dieci di Venezia. O a,
da ques o a a o i e un gio nale, e poi un amico col dena o pub-
blico
(dena o del Comune, dena o di nessuno),
e poi sè s essi, il
-25
passo non e a ldpgo, specie pe quelli che en ano suppli e alla
mancanza del genio colla mancanza d'ones à poli ica.
Il pa lamen a ismo in luisce sop a u o qui pe la più es esa
i esponsabili à.
Di c imini simili ne successe o in u i i empi.
In Roma mol e delle gue e più sanguinose non ebbe o al a
causa che l'a idi à dep eda ice di una piccola a is oc azia inan-
zia ia: in Inghil e a, in F ancia e a, due o e secoli a, un a o
no male che il p imo Minis o e, qualche ol a, lo s esso e, ice esse
pensioni da S a i s anie i; i Minis i e le aman i dei e, in pochi
anni di go e no o di amo e, ammucchia ano eno mi somme, spesso
in mezzo a una mise ia così di usa che occa a quasi la Co e.
Quando il Go e no e a dispo ico, e ano le egie concubine o i
a o i i dei e che in asca ano i milioni delle Banche o dei Pa-
nama ; adesso, se ques i i en ano pe poco, pe assai pizi i en-
ano (ed il cambio non è miglio e) i depu a i ; poichè una ol a
che cos o o, al pa i dei e, si conside ino in iolabili e più di ques i
siano i esponsabili col p e es o che non sieno unziona i pubblici,
po endo al più cade e dal seggio ed impunemen e gode e del de-
na o pubblico ca pi o median e il pubblico u icio, è na u ale che
non si ispa mino, pe poco che abbiano debole il senso mo ale ;
men e i po e i e, se acesse o al e an o, p ima cad ebbe o dal-
l' es imazione pubblica, e poi ini ebbe o pe pe de e il ono e
o se i beni e la i a.
Fa e che a le mini d'uomini i esponsabili e quasi in iolabili,
si pongano immensi eso i senza nessun pe icolo a p ende seli; e
p o a e i un po' a o dina e che non li occhino !
Ed il male o a è peggio e anche pe chè i e sono pochi, men e
i depu a i e sena o i sono mol i.
O a i male ici di u i cos o o son paga i colle a iche e cogli
s en i semp e maggio i degli umili.
— 26
Ia'ce gius e di alcuni ana chici. —
Dopo ques o si pub, non
dico gius i ica e, ma capi e come sia so a l'ana chia, l'idea della
p o es a di un'anima since a o pazza con o la menzogna e l'in-
gius izia che ci dominano so ane calpes ando il e o e l'ones o.
Quindi possiamo comp ende e mol e asi degli ana chici che sono
essenzialmen e e e come ques e... del Me lino e del K apo kine:
«
Qual'è la agione d'esse e del Go e no ?
« Pe chè abdica e nelle mani di alcuni indi idui la p op ia
li-
be a,
la p op ia inizia i a? Pe chè da lo o ques a acol à d'impa-
d oni si, con o con o la olon à di ciascuno, della o za di u i
e dispo ne a lo o modo? Sono essi an o eccezionalmen e do a i da
po e si con qualche appa enza di agione sos i ui e alla massa e
a e gli in e essi, u i gli in e essi degli uomini meglio di quello
che sap ebbe o a lo gli in e essa i ? Sono essi in allibili e inco -
u ibili al pun o da po e a ida e, con un sembian e di p udenza,
la so e di ciascuno e di u i alla lo o scienza ed alla lo o bon à?
«
E quand'anche esis esse o uomini di una bon à e di un sa-
pe e in ini i, quand'anche, pe un'ipo esi che non si è mai e i i-
ca a nella s o ia e che noi c ediamo impossibile a e i ica si,
il
po e e go e na i o osse de olu o ai più capaci ed ai più buoni,
non aggiunge ebbe il possesso del go e no nulla alla lo o po enza
bene ica : piu os o la pa alizze ebbe e la dis ugge ebbe pe la
necessi à in cui si o ano gli uomini che sono al Go e no di
occupa si di an e cose che non in endono, e sop a u o úi sciu-
pa e il meglio della lo o ene gia pe man ene si al po e e, pe
con en a e gli amici, pe ene e a eno i malcon en i e pe do-
ma e i ibelli.
«
E anco a, buoni o ca i i, sapien i o igna i che siano i go-
e nan i, chi
è
che li designa all'al a unzione? Si impongono da
lo o s essi pe di i o di gue a, di conquis a, o di i oluzione?
Ma allo a che ga anzia ha il pubblico che essi si ispi e anno
al-
l'u ili à gene ale?
-33-
iesci ebbe inapplicabile o assu da, pe ché, come ho dimos a o nel
mio
Deli o poli ico,
nessuna i o ma si può in odu e in un paese
se non len issimamen e, quando non si oglia des a e una eazione
che dis ugge ogni an e io e la o o; l'odio del nuo o (misoneismo)
essendo così adica o nell'uomo che ogni s o zo iolen o con o l'o -
dine s abili o, con o il
ecchio,
è un
deli o
poichè e isce le opi-
nioni della maggio anza; e, se cos i uisce una necessi à pe la mi-
no anza opp essa, es a pu semp e un a o an isociale e quindi un
deli o, e so en e un deli o inu ile, poichè is eglia una eazione
in senso misoneico.
Dal sel aggio che a a ica il suo debole ce ello ogniqual ol a
de e assimila e sensazioni nuo e, al bambino che si i i a e piange
se non i ede la s essa pi u a e non isen e la soli a no ella ac-
con a a colle soli e pa ole, — dalla donna che conse a più ena-
cemen e dell'uomo le an iche abi udini, all'accademico mode no
che, nonos an e il g ado di pe ezionamen o cui è giun o, mos asi
inc edulo a ogni scope a, — il misoneismo impe a su u i e do-
unque, nei cos umi e nella eligione, nella mo ale e nella scienza,
nell'a e e nella poli ica.
È ques o sen imen o comune che a sì che un no a o e non su-
sci a sul suo passaggio al o che opposi o i.
E non solo la olla, ma anche la maggio anza delle pe sone col e
odia il no a o e. Le accademie — le ul ime ci adelle o e si i u-
giano le idee e i gus i delle epoche amon a e — i iu ano i e i
scienzia i.
Anche i genii s essi di endono
misoneicamen e
le idee pe cui
hanno comba u o, e non amme ono le si possano modi ica e, come
essi hanno modi ica o le an iche. È in ques o senso che Spence
dice a che ogni p og esso a enu o è un os acolo ai p og essi a -
eni e.
Noi possiamo dunque, con ce ezza, a e ma e che la maggio-
anza, pe a ale necessi à, è misoneica: essa accoglie semp e con
Lomnxoso,
Gli ana chici. —
3.

—
34 --
di idenza u o ciò che è nuo o, ed a e sa u o ciò che la u ba
oppo p o ondamen e.
Ed è o se, la sua, dice assai bene Sighele (1), la g ande oce
inconscia, dell'is in o e edi a io della specie, il quale, nella sua
missione conse a ice, si ibella con o chi uole impo e un'inno-
azione.
O a, se il p og esso o ganico e umano non ha luogo che len-
amen e, e se l'uomo e la socie à sono pe is in o conse a o i, è
logico dedu ne che i cona i al p og esso i quali si es insecano con
mezzi iolen i des ano ipugnanza e o mano le basi e le agioni
del deli o poli ico, che quando si olle o ice ca e al o e en-
ne o semp e mancando.
Se in ece una i o ma chies a con mezzi anche poco ene gici è
acce a a dai piìi, è segno ch'essa do e a mani es a si p ecisamen e
in quel da o momen o in cui s'è mani es a a; è segno ch'essa non
u a il misoneismo, che non iola quindi la legge d'ine zia, che è
un enomeno isiologico, non pa ologico; in una pa ola, segno che
la i oluzione non è e amen e un deli o poli ico.
E in a i: la condizione p ima pe chè un a o sia an isociale,
ale a di e un deli o, è ch'esso sia l'ope a d'una mino anza. Quando
la maggio anza lo app o a esso di iene un'azione no male.
Ma do e il deli o poli ico si con onde col deli o comune, è
quando co es i no a o i dal campo eo ico, libe o a spazia e da
chiunque abbia la men e sana, p e endono scende e alla p a ica,
olendo, come idimo, aggiunge e la me a
con
ogni mezzo,
anche
col u o e coll'assassinio; c edendo, cioè, colla uccisione di poche,
spesso innocen issime i ime, che na u almen e des a una eazione
iolen a in u i, o ene e quell'adesione che gli opuscoli e le p opa-
gande o ali non iescono a s appa e. Qui il deli o e l'assu do si
sposano e si addoppiano, e se uno scopo aggiungono, è l'oppos o
(1) A chi io Giu idico,
1891.
— 35
a quello che cos o o si e ano p e isso: des ano, cioè, l'impopola i à
in basso, il disgus o dei sa i in al o; sono come ce i colpi oppo
audaci di ba caiuoli impazien i che allon anano pe semp e dalla
i a lo schi o in ece di a icina elo più p es o.
So bene che gli ana chici obbie ano: Ma se i mali sussis ono,
non è egli nos o do e e di po i imedio, anche se chi ne so e
i si i iu a? — Mi è acile isponde e che cessa ques o en a i o di
esse e un do e e e di en a anzi colpa, pe chè un imedio che
non è acce a o dal pubblico, non gli p o i a, anzi i o cesi
con o il mala o e con o il medico ; il pubblico, idio a sia pu e,
uolsi a a e come quelle popolane, che, ba u e dal ma i o, se
la p endono con o chi uol assume ne, non ichies o, la lo o di-
esa. «
Se a noi,
dicono,
piace d'esse ba u e, cosa ci en a e
oi? ».
In a i: chi paga le spese pe u i è il oppo pie oso in-
amme i o e, che nella s o ia si chiama Ma cel, Cola da Rienzi,
Pombal, ecc., con o la cui i a e le cui ope e chi so se più io-
len o è quella plebe che essi ole ano edime e
(Deli o poli ico
e le Ricoluzioni,
pa e II) e suggella col a o ques a, sia pu e
du a, ma s o ica legge.
Ri oluzione e ibellione. —
E qui appa e chia a la dis inzione
a le i oluzioni p op iamen e de e che sono un e e o len o, p e-
pa a o, necessa io, u 'al più p ecipi a o da qualche genio ne o-
ico o da qualche acciden e s o ico, e le i ol e o sedizioni, u i
di un'incubazione a i iciale a empe a u a esage a a, di emb ioni
p edes ina i a mo i e.
La i oluzione è l'esp essione s o ica dell'e oluzione, calma, ma
es esa e sicu a: il suo mo imen o è len o, g adua o, il che o e
una ga anzia pel successo, ma si a semp e pili es eso, gene ale,
ed è di e o, ispi a o da uomini geniali o passiona i pi a spesso che
da ei-na i (Vedi mio Deli o poli ico e le Ri oluzioni,
pa e I e II I)
e nei popoli più ci ili ( azze ge maniche, anglo-sassoni).
-36
La i oluzione somiglia, nella i a dei popoli, a ce e c isi che
a engono nella i a degli indi idui. Il bambino pe di en a e
uomo de e supe a e la c isi della pube à: un popolo pe sali e
d'un g ado nella lunga ia del p og esso umano de e passa e a -
a e so ad una i oluzione. Ques a non è dunque una mala ia,
ma una ase necessa ia dello s iluppo della specie.
Le sedizioni in ece sono ope a di pochi, co ispondono a cause
poco impo an i, so en e locali o pe sonali ; equen i p esso i po-
poli poco ci ili, come a San Domingo, nelle Repubbliche del medio
e o e in quelle dell'Ame ica me idionale; i delinquen i ed i pazzi
i pa ecipano in maggio copia spin i i dalla lo o mo bosi á a
pensa e, a sen i e di e samen e dagli ones i e sani; e poi impulsi i
pe na u a non sen ono il ib ezzo che gli al i uomini sen i ebbe o
nell'esegui e, pe consegui e quei ini, degli a i come il egicidio,
gl'incendi, che sono inu ili, in ondo, e semp e c iminosi e semp e
in opposizione alle idee dominan i ed al senso mo ale.
CAPITOLO II.
C iminali à negli ana chici.
Dopo ciò si capisce come i au o i più a i i di ques a idea
ana chica siano (sal o poche eccezioni, come Ibsen, Beclus e K a-
po kine) pe la maggio pa e o c iminali o pazzi, o qualche ol a
e l'una e l'al a cosa insieme.
Una p o a chia issima se ne ha nel quad o isionomico che algo
al mio
Deli o coli ico,
dal quale si ede come i egicidi Fieschi,
Kamme e , Reinsdo , Hüedel, S ellmache , ed i eniani B ady
e Fi zha is abbiano ipo comple o c iminale; e ale e a nei
e-
oci pazzi c iminali dell'89, in F ancia (Vedi Ta . I e II), come
Ma a , Jou dan, Ca ie ; men e i e i i oluziona i, come Co day,
Mi abeau , Ca ou , e la maggio pa e dei nichilis i , Ossinski,
Michailo , la Sassulich, Solowie , Ubanoba, p esen ano un ipo
pe e amen e no male (Ta . I1), anzi più bello del no male (1).
Un giudice, l'eg egio a oca o Spinga di, che mi ha o ni o mol i
ma e iali pe ques o s udio, mi dice a: « Pe me non ho mai is o
un ana chico che non osse segna o o zoppo, o gobbo, con accia
asimme ica ».
Nei comuna di di Pa igi o ai il ipo c iminale nel 12 010
(e bas a osse a e (Ta . I) Allix, Ca alie , la Da d, la Ga go e,
L. Michel) ; su 41 ana chici di Pa igi lo o ai nel 31 0[0; su
(1) Vedi
LOMBR0SO
e LAscul,
Deli o poli ico. —
To ino, Bocca, 1890.
-3
43 ana chici di Chicago lo o ai nel 40 OjO; su 100 To inesi
nel 34 010; men e su 320 dei nos i i oluziona i il ipo e a
ido o allo 0,57 Oj0, meno che nei no mali (2 Oj0) e nei ni-
chilis i ussi hanno
Ge go. —
E che siano spesso c iminali, lo dimos a l'uso del
ge go, e del ge go speciale ai c iminali.
Bas a legge e la collezione dei lo o can i e il gio nale lo o
più
a o i o il Pè e
Peina d,
pe ede e come essi usino il ge go allo
s esso modo dei c iminali.
F a Io o, ol e che
compagnons
si chiamano anche
copains:
e
i Came a i p opagandis i li
chiamano
ima deu s da ima d
g an ia, in ge go.
Pe ino negli a isi pe gli abbonamen i e le so osc izioni ado-
pe ano il ge go «
eo
gale e ». «
Reo
4 bailes pou la p opa-
gande »
(Vedi
Pè e Peina d
e
Ré ol e).
Ta uaggio.
—Nè
i manca quel segno così equen e del eo na o,
che è il a uaggio. Nei mo i ana chici di Lond a nel 1888 un es i-
monio ocula e no a a a i dimos an i il g an nume o di a ua i, il
che uol di e di c iminali. « Hanno (sc i e a) dei cuo i, delle es e
di mo o, delle ossa inc ocia e sul do so-della mano, delle anco e
e dei icami ». Ho edu o una co ona d'allo o disegna a sulla on e
di un gio ano o, e su quella d'un al o:
J
lo e you
(Io i amo).
Senso e ico. —
La lo o c iminali à ben isul a, poi, dalla man-
canza gene ale di senso mo ale, pe cui lo o pa e semplicissimo
il u o, l'assassinio, quegli a i che a u i paiono o ibili.
So di un ana chico a cui si obie a a che in I alia i campa-
gnuoli a ebbe o semp e esis i o alle eo ie an i-conse a ici.
Oh,
pe quelli lá non ci pensiamo , pe quelli una buona
mi-
aglia a li
me e in egola ! —
E a chi ben pensi l'uso delle bombe
il
6,7 OjO.

-- 39 —
con o ci adini ine mi nei ea i, nelle a o ie, di non al o
colpe oli che
d'esse
bo ghesi,
a i cioè a paga e il
lo o sco o e
non a oda lo,
è
una specie di mi aglia a
sca amen o
ido o
con o i dissenzien i, che sono... quasi u i gli ones i.
Li iche. —
Un'al a p o a ne è
l'abuso di
quelle li iche ciniche
in ge go, che son comuni ai e i c iminali-na i. Se ne ha un in e o
Pa naso. Si consul ino in p oposi o le
Coulisses de l'ana chie,
pa
Flo O'squa d , 1882;
Les Ramages clu be ois é olu ionnai e,
1890;
P.
Paille e,
Table es d'un léza d,
1893; Louise Qui ine,
Ronde pou éc éa ions en an ines.
Eccone dei poco classici esempla i:
Nos pè es jadis on dansé
Au
son du canon du passé!
Main enan la danse agique
Demande plus o e musique.
Dynami ons, dynami ons!
Re ain.
Dame dynami e, que l'on danse
i e
Dansons
e
chan ons !
Dame dynami e, que on danse i e !
Dansons
e
chan ons
e
dynami ons !
Le gaz
es
aussi de la é e
Si ous ésis ez, mes agneaux,
Au
beau
milieu
de la empé e
Je ais écla e ses boyaux.
Ma
bou ique
es
ou e la F ance!
Mes succu sales son pa ou
Où la aim pousse à la engeance,
P ends a bou eille
e
e se
ou !
Re ain.
J'ai
ou
ce qu'il au dans
ma
bou ique,
Sans
le onne e
e
les éclai s,
Pou wa ine ou e la dique
Des a ameu s de l'Uni e s.
-- 40 --
Nella
Boulangè e,
a p oposi o di una o naia che i iu a un
pane ad una mendican e e iene pe ciò ge a a in un o no, anzi
nel p op io, dalle amabili anciulle e ana chiche:
Pou i e, les ille es,
E
in, in, in, sonnons le ocsin ;
Pou i e, les ille es,
Chau en le ou à poin , in, in.
Chau en le ou à poin .
Si bien que la mégè e
E
in, in, in, sonnons le ocsin
Si bien que la mégè e
Fu cui e
sans
le ain, in, in.
Fu cui e
sans
le ain.
C'es pou app end e aux iches,
E
in, in, in, sonnons le ocáin;
C'es pou app end e aux iches
A nous ai e c e e d' aim in, in.
A nous ai e c e e d' aim, in, in.
Finiamo
colla canzone
del pad e
La Pu ge
(la pu ga)
a a
s ampa e
dalla
Gio en ù ana chica
del XV
qua ie e
coi
ipi
del
Du al:
Je suis le ieux pè e La Pu ge,
Pha macien de l'humani é.
Con e a
bile
je m'insu ge
A ec une ilie Egali é.
Pendan
que le peuple s'é iole
Su le
pa é sans
boulo e
Bou geoisie, assez de a iole !
A ec
ma
pu ga
il
au comp e .
J'ai des poigna ds, des aulx, des piques,
Des e ol e s
e
des lingo s,
Pou a aque les lanes iniques
Des Gallí „ s
e
des se go s.
J'ai du pé ole
e
de l'essence
Pou badigeonne les chá eaux;
Des o ches pou la cí cons ance
A po e
au
lieu de lambeaux.
—
J'ai du pic a e
de
po asse,
Du
ni e, da
chlo e
à
oison,
Pou enle e ou e
la
c asse
Du palais e
de la
p ison.
J'ai
des pa és,
j'ai
de la
poud e,
De la
dynami e,
oh !
c énon !
Qui i alise a ec
la
oud e
Pou
ous
enle e
le
ballon.
C iminali. —
E i lo o e oi sono quasi semp e c iminali-na i.
O iz, e a capo di una banda, s aligia ice di case, con g assa-
zioni, che u di ecen e condanna a.
In Milano u i i i iu i degli al i pa i i, u i gli spos a i,
u i i p egiudica i della ci à con ano a gli ana chici
amo -
2s i;
i si è p edica o la legi imi à del u o, e la si è p a i-
ca a, ed i capi non hanno sapu o o olu o oppo si; è dalle ile
di cos o o che usci la amosa banda Pole o; pe essi si sono a i
e p ocessi pe abb icazione e spaccio di mone e alse; essi,
in ine, sono gli o ganizza o i dei bo seggi che da lungo empo anno
pe pe andosi sui am; pa e che ques 'ul ima o ma di ea o cos i-
uisce una quasi lo o esclusi a pa icola i à.
Chi igno a le pa ole del Common eal e del G a e, due lo o
apos oli? Il p imo sen enzia
che:
« il u o non è se non p en-
de e colla iolenza ai icchi ciò che i icchi colla iolenza olse o
ai po e i... ». E il secondo : « ...l'app op iazione... ape a delle cose
al ui, a a in nome delle eo ie ana chiche, e come p o es a
con o gli o dini sociali esis en i, è non solo leci a, ma
lode ole.
Le app op iazioni iolen i de ono ale e pe gli ana chici come
saggi p ecu so i di quella san a de ini i a
Jacque ie
che l'ana -
chismo de e p es o o a di p epa a e » (1).
E già nel lib o
Dall'al a i a
di He zen: «Tu o dis ugge e,
endica e, u o dispe de e: anche ciò che solle a gli spi i i, anche
(1) GRAVE,
La
socié é mou an e
e
l'ana chie,
1890.
-4
C
)-
la scienza e l'a e », è la massima p edominan e. Bakounine ac-
comanda ai gio ani la san a e salu a e igno anza: il suo ipo
ideale e a il b igan e cosacco S enka Razine, che al empo di Pie o
il G ande u la e ibile guida dell'insu ezione.
1?a achol. — I1
Ra achol, il Pini, pe es., p esen ano il ipo più
comple o del c iminale-na o, e non solo nella accia, ma nell'abi-
udine al deli o, nel piace e del male, nella mancanza comple a
di senso e ico, nell'odio che os en ano pe la amiglia, nell'indi e-
enza pe la i a umana.
Fig. 1. — Ra achol.
Ciò che ci colpisce a p ima is a nella isionomia di Ra achol è la
b u ali à. La accia, che p esen a un'asimme ia spicca issima, si
dis ingue pe un'eno me s enoc o a ia e pe la esage azione degli
a chi sop acilia i, pel naso de ia o mol o e so des a, le o ecchie
ad ansa e colloca e ad al ezze di e en i, ed in ine pe la mascella
in e io e eno me, quad a a e spo gen e, che comple a in ques a
es a i ca a e i ipici del mio delinquen e-na o.
Bisogna aggiunge i un di e o di p onunzia che mol i alienis i
conside ano come un equen e segno di degene azione.
-49
dica a una nuo a eligione, di cui il p imo i o e a lo s up o,
e en ò nelle piazze di me e lo in p a ica a l'uno e l'al o ac-
cesso di epilessia.
Un al o epile ico e lad o ole a o ganizza e una spedizione
alla Nuo a Guinea alla ice ca di un'isola, coi p o en i sos ene e
Coccapielle , e a 47 anni a si nomina e Depu a o pe mu a e u e
le leggi ed in odu e il su agio uni e sale.
Lan hie , del
Ge minal
di Zola, discende da alcoolis i e dege-
ne a i, donde la acili a d'ubb iaca si al e zo bicchie e ed un de-
side io po en e d'uccide e, che egli s oga a in ece nelle ende e
sociali. Solo quando e a ubb iaco a e a la
smania di mangia e
un uomo.
Zola, senza sape lo, ci espose qui un caso di epilessia poli ica.
Ma la p o a più p ecisa l'ebbi in un gio ane ammoni o pe ozio
e agabondaggio, dal on e s uggen e, dal a o quasi comple a-
men e o uso, che
.
alle domande se s'in e essasse alla poli ica, con-
ondendosi u o, ni disse : « Non me ne pa lino, poichè ques a
è la mia s en u a, poichè quando sono al la o o di e nicia o e
e mi engono in men e le i o me, ne pa lo ai compagni, a poco
a poco son p eso da e igini, pe do la is a e cado pe e a ».
E ci espose un sis ema e amen e p eadami ico di i o me: aboli e
le mone e, le scuole, i es i i, ognuno scambie ebbe col p op io
la o o il la o o al ui, ecc. In ques e elucub azioni
egli
consu-
ma a la i a; e a a e o, insomma, da una e a epilessia poli ica.
La con inzione, la olon à non gli manca ano, solo gli manca a
il genio. Da o ques o, ed anche un popolo od un'epoca p opizia,
egli sa ebbe s a o un i o ma o e, alla cui c iminali a ed epilessia
nessuno a ebbe pensa o (1).
(1) Vedi la
Seconda Cen u ia di c imineili,
1895. — F. A., di anni 37,
piemon ese, con pad e pazzo, mad e mo a isica, a ello lipemaniaco, di p o-
essione e nicia o e, al o m. 1,72, pesan e chg. 71, con due cica ici all'oc-
Lmii oso, Gli
ana chici. — 4.

— 50 —
E
qui ico diamo che nel piccolo g uppo dei 15 ana chici di
Napoli, il più ana ico è l'ope aio ipog a o Felico, impu a o già
dodici ol e pe manca o assassinio, sciope o, di amazione —
il
quale è epile ico.
È p obabile che cli ques o gene e sieno il ll..., s udia o da
Zucca elli ed il Case io ; ce o il pad e di Case io e a epile ico.
Ed a ques o p oposi o siccome da colo o che igno ano i miei
s udi speciali (Vedi
Deli o poli ico,
ecc., pa e III —
nomo
delinquen e,
ol. I e II) sull'a gomen o si è mol o (Vedi
I alie,
,jui'ile I S94) messa in dubbio la mia ipo esi dell' in
l
uenza di
un'epilessia poli ica in cos o o, gio e à mos a e come si con e mi
la ipo esi della con essione di uno dei lo o capi. «
Vi
sono, sc i e
Fa oca o Go i , a gli ana chici di quelli che si chiamano
in
cipi e di auma, con e i a sul collo da en a o suicidio; ha c anio b achice-
alo , indice SS , cap. c . 1602, on e .s uggen e, occhio s abico, o ecchio ad
musa, mancinismo cd o usi à senso ia, isul ando alla sli a di Dubuis-le inond
il dolo e di 55 a des a; 60 a sinis a; es esio ne o 3,1 a d., 2,2 a sin.; i-
lessi u ulei esage a i; al dinamome o dà 30 a sin., 34 a d., legge o abbas-
samen o della spalla des a; b adi asia; no mali i sen imen i a e i i; è aman e
assai della donna; poco eligioso; incapace di legge e i gio nali, pe chè la le -
u a gli dà capogi o e ce alea; è sogge o a e igini, che alo a Io anno ca-
de e a e a. A
13
anni si diede alla mas u bazione; a 16 p a icò pe la p ima
ol a i pos iboli.
Fu condanna o pe la p ima ol a pe ubb iachezza ; poi pe u o di 2 li e
al pad one, le quali consumò be endo, e non gli pa e ea o, pe chè ice e a una
paga meschina.
I;.ichies o sull' indole delle sue i o me, dice: « Nessuno de e a e e dena i,
nessuno de e la o a e al o che poco, e condu e la i a scambiandosi i p o-
do i; nessun es i o, meno un azzole o pe cop i e i geni ali, nessuna
legge,
e pe do mi e una capanna ; uole libe à assolu a di ma imonio, o meglio
•li
concubi o, con qualsiasi donna ; abolizione assolu a delle scuole, poi l'abo-
lizione dei p e i, occo endo se i si dei ucili pe s e mina li, ma ispa mie-
ebbe quelli che olesse o la o a e; poi, con addicendosi, s abilisce che e ne
es i uno pe pa occhia; ai signo i po e ebbe ia u i i dena i e lí cos in-
ge ebbe a la o a e e a p o ede si col p op io la o o. Ques o, egli e mina a,
e a il mondo dei empi.passm i, co:n'io l'ho sen i o accon a e »
(A chi io di
y).,icla.,
1559).
— 51 —
ana chia
bisognis i:
p o essano la eo ia che, da o un impulso,
bi-
sogna
soddis a lo: uno pe esempio sen e il
bisogno di
uba e
qualche cosa, di ammazza e qualcuno: i p o ano che la cosa è le-
ci a e che
bisogna
a la... » — Case io e a a ques i.
Recen emen e San iago Sal ado ebbe a con essa e che
da
gio-
ane e a eligiosissimo, e a pe ino ca lis a; pe quan o pu e c e-
desse che col Ca lismo si po esse o ene e l'eguaglianza. Tlichies o
se non a esse comp esa l'inu ili à della sua ope a, ispose con una
ase che mi pa ca a e is ica dell'epilessia
poli ica:
« Anche se
l'a essi capi o, non a ei po u o a e a meno di a quel che eci,
pe ché e a un is in o. — Io sano ana chico non solo pe con in-
zione — egli La de o — ma anche pe is in o. — Ma se c e-
de e i ealizzabili le os e eo ie, pe ché dunque comme e e eli
a en a i ? — Ho commesso quello del ea o del Liceo e so che
è un deli o uccide e, pe ò lo eci pe necessi à,
spin o da una
o za che mi domina a, pe un deside io elle
non
po ei ep ime e... »
111o ages. —
Monges Ignazio, d'anni 33, scaglia a un sasso, ol o.
pa e, da un museo, con o il gene ale Rocha, p esiden e della 1 e-
pubblica A gen ina, e endolo g a emen e al capo.
Ha
s a u a
media (1,67), cos i uzione igo osa, empe amen o neu opa ico,
pelle b una, pelo abbondan e, ne o, legge men e inc espa o; ba ba
lunga, ne a, i ide ne a più chia a; on e al a, s uggen e, assime-
ica; c anio medioc emen e s iluppa o, b achice alico, legge men e
obliquo con plagioce alia sinis a an e io e, accia la ga, bassa (ca-
mep osopia); zigomi p ominen i, bocca g ande, labb a g osse e
o escia e in uo i ; a ie cica ici d'an ica da a sulla accia, due
delle quali do u e a cadu e negli accessi
epile ici.
11
sonno è b e e e al e a o da sogni is i e spa en osi (ag ipnia).
Polso ampio e equen e, sis ema muscola e bene s iluppa o, ]ae ò
con leggie o emo e emo i o. La o za misu a a al dinamome o di
Ma hieu dà 70 chg. a des a, 150 a sinis a ; mancinismo, dunque,
52 —
e o za assai no e ole. Pelle poco sensibile; mancano le allucina-
zioni, le illusioni.
Della sua i a, na a egli s esso d'esse na o nella p o incia di
Co ien e e d'esse iglio na u ale; conosce il pad e ed un suo iglio
di anni 18, i quali u ono semp e sani. A 15 anni en ò in collegio,
o e ebbe una educazione elemen a e; p ese poi pa e a u i i mo i-
men i i oluziona i del suo paese, mos andosi appassiona o e so
il
suo pa i o, ino al 1874, in cui u in o e dispe so. T as e i osi
ad 1J aguaiana, u spoglia o di un suo negozio dalle au o i à b asi-
liane; ed in ques a occasione esis è a mano a ma a e endo a ii
mili a i e es ando a sua ol a e i o sal on e; si p esen ò poi al
Minis o degli es e i chiedendo ipa azione. Da quel momen o si
enne lon ano dalle occupazioni, pe i equen i accessi d'epilessia,
che lo moles a ano da en i anni, dopo una cadu a con e i a
al capo.
Richies o del mo en e del ea o, dice che andò sul luogo senza
idea deli uosa p econce a, ma solo pe assis e e all'ape u a della
Came a; la is a dell'ese ci o schie a o lo commosse e lo ecci ò a
s o za si pe pene a e nel ecin o della Came a ; quando ide il
gene ale Rocha eca isi, concepì l'idea di uccide lo; domanda ogli
se l'impulso gli enne p ima o dopo d'a e edu o la i ima, si a
iolen o, i ascibile.
L di umo e melanconico, ipocond iaco. Pochi mesi p ima nel
ca ce e asses a a un pugno ad un conde enu o s amazzandolo al
suolo; alcune o e dopo ebbe un a acco con ulsi o; la sua i a si
mani es a so o o ma di mania impulsi a.
Vaillan . —
Pegli is e ici s udiamo, p. es., il caso che piîi di
ecen e ci ha colpi i : quello di Vaillan . Vaillan , all'oppos o di
Pini e Ra achol, non a e a nulla del c iminale nella isionomia,
come non l'a e a Hen y, sal o o se 1e o ecchie oppo g andi e
ad ansa; ma ce amen e egli e a is e ico, e ques o è con e ma o
— 53 —
anche dalla sua sensibili à ipno ica, dal cade in ca alessi appena
e a issa o nello sgua do da qualcuno. L'odio na u ale dei pa i i
e le endenze dei p ocu a o i a ca ica e semp e le in e, lo dipinge-
ano come un olga e mal a o e ; a me pa e che osse un uomo
squilib a o, passiona o, che ebbe qualche accenno lie e di c imi-
nali à •nell'in anzia e nella gio inezza (sc occo), ma che piu os o
di un delinquen e-na o e a un e o ana ico appassiona o.
Di e edi a io non gli conosco che le sue o igini, l'esse na o
da un amo e semicolpe ole e da pa en i degene a i e ca i i.
Al a causa è la non semp e in a lo a colle in elici à della
i a. Gio ine, egli u educa o a s en o e do e e domanda e alla
calzole ia il suo i o, e u in d'allo a un
é ollé.
Dopo esse
s a o calzolaio u successi amen e pelle ie e,
cou ie d'épice ie,
maes o di ancese.
Sop a u o u po e o e u spin o agli eccessi dalla mise ia o
almeno dalla sp opo zione a lo s a o suo e quello che ambi a,
sicchè p e e i a la mo e. Egli lo con essa:
« — Pou quoi a ez- ous ai cela?
« -- La socié é m'a o cé à le ai e. J'é ais dans une si ua ion
misé able. J'a ais aim. Je ne eg
g
e e qu'une chose:
ma gausse.
Mais c'es égal, je suis con en , e on e a bien de me guillo-
ine ; je ecommence ais dans hui jou s ».
La g ande mobili à, l'ins abili à che è p op ia degli is e ici,
egli la mise, ol echè nei mes ie i che cambiò sì spesso, nelle sue
con inzioni. Fu educa o dai p e i e da ana ico eligioso di enne
un ana ico socialis a. Più a di, quando non po è a si s ada
a i socialis i, egli di enne ana chico. Ma sop a u o e lo spinse
la sua ani à. I1 g a ologo che gua da la sua i ma è con in o
che in lui la ani à, l'o goglio e anche l'ene gia, sono le no e
dominan i : il g an
T,
le pa a e, la sc i u a mon an e ne sono una
p o a eloquen e.
é)
Venu agli meno la spe anza di i o ma e il mondo con un suo
lib o, c ede po e lo i oluziona e con ge a e una bomba nel pa -
lamen o: e p ima del colpo co e a a si o og a a e: e ne dis i-
buisce le copie do e pub: ed appena a es a o chiede se i gio nali
po ano ll suo i a o (1).
Ma semp e u esage a amen e, appassiona amen e al uis ico,
come ed assi nel suo disco so, di cui ip odu emo un ammen o.
(1) Beane des Re ues,
15 ebb aio 1894.

CAPITOLO IV.
Pazzi.
Nè mancano quelli á cui la pazzia geniale unge da e men o e da
genio; ali u ono Cola da Rienzi, nel Canadà, Riel (1).
Anche il pa i o ana chico a uale semb a con i nelle sue ile non
pochi di ques i anomali.
M. Du Camp e Labo de ico dano nella Comune Gailla ^l, id o-
ce alo, giá calzolaio, di e o e gene ale delle ba ica e, pe le quali
si esal a a al pun o da a ne calle o me di sca pe, col pane, coi
pezzi di
domino,
con quan o a e a a mano, e ano così da a si
i a e con pose e oiche a i di enso i di una ba ica a a ciò apposi-
amen e icos ui a.
E anno qui conside a i quei pazzi poli ici che agiscono spon anei
ed isola i, colpendó le pe sone pos e a capo del Go e no, e che sono
il piìi delle ol e un'eco indegna delle lo e dei pa i i, delle con-
dizioni poli iche o eligiose del lo o empo.
Così è che quando in
F ancia
s'inace biscono le lo e eligiose
con En ico III, Chá el a en a alla i a di ques i : egli è un pazzo,
che dopo a e pienamen e con essa o il suo deli o, a e ma sen-
i si la coscienza u ba a da idee inces uose con a la so ella e da
impulsi omicidi, e che l'uccisione del nemico della eligione do e a
diminui e Ie sue pene.
(1) Vedine il i a o nelle a ole
I.1I.
— 56 —
Chies o poi do e a esse app eso ques a nuo a eologia, isponde
a e la impa a a nella iloso ia ; indosso gli si o a ono e bi-
glie i coll'anag amma del e e no e oglie i con enen i la con-
essione dei suoi pecca i, dispos i nell'o dine dei comandamen i
del Decalogo.
Il ana ismo eligioso u ce o una delle cause appa en i che
a mò lla aillac con o En ico IV, ma in ondo la e a causa u il
deli io di pe secuzione.
Caccia o dai monaci Foglian i pe
debolezza del ce ello,
ca -
ce a o poi, pa e, pe una alsa accusa, ha isioni in cui si c ede
ele o ad esegui e la olon à di ina, che lo spinge ad ucci-
de e il e, la cui a ma a p e ende osse des ina a a comba e e
il Papa.
Gli s essi giudici che lo in e oga ono dopo il ea o, i e isce
il
illa liieu, giudica ono pe
un pazzo d'uìno 9nalmconico
quel
mise abile, cui pe ò non u ispa mia o un o ibile supplizio, ino
al
quale egli c ede a pe e mo che il popolo gli do esse esse
g a o del colpo.
L
no e ole come nell'a es a lo gli si sieno o a e indosso co-
piose sc i u e: a le al e una poesia allusi a a chi sia condo o
al
supplizio, sc i a con mol o s udio, e ce o pe se i sene, pe ché
le pa ole ch'egli s ima a più ada e pe i a e lo s a o d'animo
di chi s a pe esse e gius izia o, e ano sc i e con maggio dili-
genza e con le e e di e en i dalle al e, il che ci p o a la sua en-
denza g a omane, con e ma a anche dalla esis enza di mol i al i
sc i i. È una copia di quan o si no ò in Gui eau (V.
ig. 3); e gli
si assomiglia anche nel di e d'a e p o a o il colpo pe com-
passione della egina, come Gui eau p o asse il suo pe igua do
alla moglie di Ga ield, che lo accompagna a, e pe la con inua pe -
suasione d'esse e chiama o ad esegui e la olon à di ina.
In Inghil e a il dispo ismo e le pubbliche g a ezze non u ono
es anee a susci a e con o En ico III Ma ghe i a Nicholson, una
w
^
^.'
dll ^
11 k
-
57 -
Fig. 3. — Gui eau.
— 58
pazza che en i) di a
i
gge lo con un col ello, e un al o pazzo,
Ha held, che gli spa i con o un colpo di pis ola.
In Inghil e a, pe esempio, Mooney, i landese, coin ol o nelle
esplosioni di Lond a, che esp esse al giudizio la soddis azione di
esse e s a o il p imo i landese che scosse i gauden i colla dina-
mi e, pel conco de pa e e di due medici legali di New-Yo k u
dichia a o azzo.
CAPITOLO VI.
Suicidi indi e i.
Fo se do ei imb anca e a cos o o quegli s ani omicidi de i
suicidi indi e i ; uccidono, o meglio, en ano, colla massima im-
pe izia, di colpi e i capi di un paese pe a e modo di ini e una
i a, che non hanno abbas anza co aggio di onca e da sè.
Ne abbiamo esempi anche ecen i; in Spagna, Oli a y Mancuso,
che s ona a i ei poli ici pe passione della Ta . II (N. 16) pe
non pochi ca a e i degene a i i, a en a a nel 1878 alla i a di e
Al onso, senza che alcun a o di ques i gius i icasse un ale deli o,
nemmeno nel senso dei i oluziona i.
Do a o di un'indole ibelle e di un ingegno medioc e, si e a dedi-
ca o alle ma ema iche, men e la amiglia ole a da gli un'educa-
zione le e a ia; non iuscendo poi nè a ques a nè a quelle, a e a
abbandona o gli s udi, di enendo successi amen e ga zone scul o e,
ipog a o, la o a o e di campagna , bo aio e inalmen e solda o,
dando, come ale, p o e di un ce o alo e.
To na o all'o icina si sen ì addoppia e la passione pe la le u a
di lib i e di gio nali ul a-libe ali, an o che la o a a poco e male.
Non po endo seda e la noia di una i a poco con o me a'suoi gus i,
più ol e mani es ò l'idea d'uccide si, inché, o enu o dal pad e un
piccolo sussidio pe eca si in Alge ia, andò in ece a Mad id e i
compì l'a en a o.
LUMBROSO, Gli
ana chici. —
5.

— 66--
E a un caso di suicidio indi e o, come ne no a ono Maudsley,
Esqui ol e Ii a -Ebing: omicidii a scopo di suicidio, come a enne
di Nobiling (V. Ta . II, N. 15), che nel 1878 a Be lino spa a a
un colpo di ucile con o l'Impe a o e, ce cando poi di suicida si
colla s essa a ma. Egli pu e e a uno spos a o, con o me dege-
ne a i
e
abbondan i (id oce alia, assime ia acciale, che spiccano
in mezzo agli al i ei passiona i pu e sì poco anomali). Lau ea o
in iloso ia, si dedicò all'economia u ale p a ica, ed a endo pub-
blica o un opuscolo d'indole economica, chiese ed o enne un pos o
nell' U icio p ussiano di s a is ica; essendogli s a o a ida o pe ò
un la o o d'impo anza, i si mos ò inabile an o che u licenzia o
dall'u icio.
Rido osi ad un impiego più modes o,
iaggiò
poi in F ancia ed
in Inghil e a, e o na o in Ge mania, non seppe dedica si ad alcuna
s abile occupazione. Fu allo a che concepì l'a en a o, ed o o gio ni
dopo lo esegui a.
Di ca a e e enace ed egois a, i suoi compagni lo de ini ono in
giudizio un inco eggibile, ma mansue o sogna o e di spi i ismo e
di eo ie socialis iche, che egli s olge a ad ogni occasione, pe ò in
modo
con uso:
ciò che gli p ocu a a il nomignolo di
Pe olie e
e di
Comunis a.
Yassa ian e appena a es a o dichia ò : « Di a e a en a o al e
colla sicu ezza che sa ebbe s a o ucciso,
essendogli enu a in uggia
la i a
dopo i mal a amen i del suo pad one ». In a i, due gio ni
p ima dell'a en a o, e a p eoccupa o assai più del suo licenzia-
men o che del egicidio, ed al suo a es o si da a d'a o no pe
agg a a e la sua si uazione, ico dando al delega o come si osse
dimen ica o del ca ello i oluziona io, in cui a e a sc i o :
Mo e
al e, i a la epubblica.
Ciò, insieme alla sua ani à, a ebbe spiega o pe chè i iu ò di
anda e in Cassazione, e all'annunzio della g azia non pensò alla i a
sal a a, ma alle c i iche che glie ne sa ebbe o de i a e.
— 67 —
F a ini ge ò una bomba che e ì in piazza Colonna pa ecchi,
e disse al p ocesso che non ole a e i e nessuno, ma p o es a e
con o l'o dine delle cose a uale, e si con en a a ad ogni modo di
a e scon i o la nobil à eudale!! Ma quan o en asse nelle sue
imp ese ma oidesche la dispe azione della i a p o ano ques i
ammen i, che ho po u o a e e, pe g aziosa concessione, dall'il-
lus e Sighele.
«
...Non è pe la libe à, e an o meno pe la i a, che emo, no !...
Che anzi oglie mi ques a
(sic)
sa ebbe il più g an bene izio che
a mi si po esse ».
«
...Non po endo io più olle a e la i a di bassezze e d'on e, cui
la
ci ile
socie à mi a e a condanna o a so i e senza mo i o di
so a, p ima di cade e olli ce ca di gio a e, e non di nuoce e,
ai miei simili !... Quindi non po e o, nè do e o a e e odio con o
chicchessia!... »
«
...E la ame chi me la le a a? Fo se il la o o che non o ai?...
Quali ica o assassino — pe chè non olli esse lo da e o.., uba e
— o pe chè non ebbi co aggio en a e il suicidio una seconda
ol a?... ».
«
...Gli animali o ano di che ciba si ciascuno secondo la lo o
specie, pe chè ninno di lo o in ola il cibo al ui, e s a con en o a
quan o se e ai suoi bisogni ! La na u a ha a o la comunanza;
l'usu pazione, la p op ie à p i a a. — Ecco l'o igine di u i i
guas i!... ».
Ma la p o a più sicu a di ques i la en i indi izzi del suicidio
nell'omicidio poli ico ci o nisce ques o singola e documen o psico-
logico, che de o alla co esia della egina di Rumenia, che è nello
s esso empo una le e a a (Ca men Syl a), ed una scienzia a, a a
a comp ende e i nuo i o izzon i.
C..., umeno, d'anni 30, che e a s a o condanna o pe omicidio e
poi g azia o , a en a ma escamen e alla i a del e , spa ando
dalla s ada sulle sue ines e illumina e, in modo che appena
.— 68 —
ne u ono colpi i i e i. Una pe quisizione nella sua came a a
scop i e pa ecchie o og a ie di lui, a ma o come un b igan e,
e a l'al e ques a ( igu a 4), che gius amen e l'illus e egina
Fig. 4.
compa a a quella del Ca aglià: in essa, egli, sei mesi p ima, s'e a
a o i a e, nell'a o di compie e il suicidio, impedi ogli dal-
l'aman e; e iden emen e i u e a ellei à, ani osa sia pu e, di
suicidio, in un' epoca che p ecede e il ea o, che, pe ò, si spiega
come un suicidio indi e o.
Hen y e Vaillan pe me sono pu e suicidi indi e i — e o se
Lega che deplo ò che non i osse la pena di mo e in I alia —
e Case io, p ima del deli o, disse « che la decapi azione non è poi
dolo osa » — e Hen y i iu a le scuse dell'a oca o e della mad e
sulla pazzia del pad e, a e endo i giu a i:
Che il mes ie e
del-
l'a oca o è di di ende e: quan o
a
lui ole a mo i e.
CAPITOLO
VII.
Rei pe passione. — Case io.
Ma una pa e pu g ande in ques i deli i l'ha il ana ismo eco-
nomico, o sociale, la iolen a passione che può pe eccezione inne-
s a si e con onde si alla c iminali à — ma che spesso è isola a
e
pu a;
anzi io ho dimos a o nel mio
Deli o poli ico,
che ques i
ei pe pu a passione sono, pe la lo o ones à, l'oppos o, l'an i esi
dei c iminali-na i.
P ima di u o essi hanno non solo mancanza di ipo c iminale,
ma una isonomia bellissima, di ei quasi an i-c iminale, pe la la -
ghezza di on e, icchezza di ba ba, lo sgua do mi e e se eno.
Su 30 nichilis i celeb i 18 p esen ano bellissime isonomie, e
cioè: Pe owskaja ( edi Ta . II, N. 4), C ddo ina (N.
8),
Hel mann
(N.
14), Bakounine (N. 18), La o , S e anowich, Michailo (N. 3),
Sassulich (N. 5), Ossinski (N. 6), An ono (N. 9), Ubanoba (N. 11),
Vilaschenow (N. 12), Icliabo (N. 13), Tsche n schewsk (N. 18),
Zundelewi ch, Figue , P esgnaco , che con as ano colle du e, id o-
ce aliche del Fieschi, mic oce ale di Che alie , di Ma a , muscola e
di Luisa Michel.
Dei nos i i oluziona i, le cui e igie sono accol e nel Museo
del Riso gimen o i aliano di Milano, o che s udiammo nella bella
accol a di Damiano Muoni, ico diamo le bellissime isonomie di
Dandolo, Poma, Po o, Schia ino, Fab izi, Pepe, Paoli, Fab e i,
Pisacane, ecc.
Dei i oluziona i ancesi ico diamo le belle isonomie di Des-
moulins, Ba as, B isso , Ca no . -- Ca lo Sand e a bellissimo.
— 70
L'le e sesso. —
Sono le emmine, qui, ela i amen e alla sca sa
quo a che p ende nei deli i, più nume ose. Vi p eponde ano i gio-
ani dai 18 ai 25 anni.
Régis
(Les egicides,
1890) no a che quasi u i i egicidi sono
gio anissimi: Solowie , La Sahla, Cha el e S aaps 18 anni, Sand 25,
La Renaul 20, Ba iè e e Boo h 27, Alibaud 26, Co day 25, Meu-
nie 23, Moncusi 22, O e o 19.
Desma e s sc i e: « Pe suaso che l'en usiasmo e l'abnegazione
sono mala ie della p ima gio inezza, la polizia napoleonica ene a
d'occhio i gio ani da
18
a 20 anni »
(Téinoignages, e c. Quin e ans
d'hau e poli e,
1833).
Complici. —
Mancano semp e dei complici, che sono sì e-
quen i nei ei comuni. Le miopi polizie ne olle o o a e a Sand,
,
Passanan e, Ve e , Oli a, Moncusi, Nobiling, Ra aillac, Co day, e
non si po e ono mai cons a a e.
A a ismo. —
Mol i hanno e edi a io il ana ismo poli ico o il
mis icismo; il pad e della Co day, di O sini, di Padelewski e ano
a-
na ici i oluziona i; il pad e di Boo h si chiama a Junius B u us e
a e a messo il nome di un i oluziona io, Welkasalscy ; i pad i di
Gui eau e di Nobiling e ano esage a i pie is i ; la mad e di S aaps
non pa la a che in e se i biblici.
« B u o (copio Plu a co) discende da quel G. B u o che abba è
i Ta quinii, e da Se ilia, nella cui amiglia e a pu na o il i an-
nicida Se ilio AIa »
Psiche. —
Essi sono il modello, l'esage azione dell'ones à. Sand
isse e mo ì da san o, sicchè il luogo del suo supplizio a ba ezza o
dal popolo « p a o dell'ascesa al cielo di Sand »
(Sand Himmels
o weise).
Del nichilis a Lisogub, sc i e S epniak, che, miliona io, i e a

— 71 —
come un po e o pe ing ossa e del p op io la cassa dei suoi co eli-
giona i, sicchè gli amici do e an a gli o za pe chè le p i azioni
non lo acesse o ammala e; e così u del nos o Ca ie o.
La Ca lo a Co day ( edi Ta . II, N. 1) (25 anni) e a d'animo
mi issimo, d'aspe o gen ile, modello di donna ones a; passò la sua
gio en ù a gli s udi di s o ia e di ilos o a, accendendosi alla le -
u a di Plu a co, di 1Vlon esquieu e di Rousseau.
La pa ola in iamma a di alcuni p o ughi Gi ondini, e o se
il
seg e o amo e pe uno di essi, la spinse a sposa ne e idamen e
la causa ; assis è alla sedu a della Con enzione in cui i Gi ondini
u ono condanna i a mo e, e decise spegne e chi ne u la causa.
Richies a come donna g acile, inese ci a a, a esse po u o, senza
complici, colpi e a mo e Ma a : « L'i a, ispose (e così indica a
la iolen a passione), a e a gon ia o il mio cuo e e mi insegnò
la
ia pe giunge e ino al suo » (D'Ab an és,
Vi a e i a i di donne
celeb i,
1838).
Nell'elenco dei 60 ma i i poli ici del D'Ayala sí desc i e il ca-
a e e di 37; e di ques i 29 appaiono d'animo nobilissimo, gene oso,
co aggioso, ma a den e oppo e oppo azza doso.
Ve a Sassulich u assol a dalla giu ia quando a en a a alla i a
del capi ano T epo : pu e, semp e incon en abile di sè, con essa a,
dopo l'assoluzione, che la le u a della sen enza le a e a a o p o-
a e un sen imen o di is ezza; pe chè condanna a, le sa ebbe s a o
di con o o il pensa e di a e a o pe la causa u o ciò che a ebbe
po u o a e. Ai giu a i di di esa É
cosa mos uosa l'alza e
la mano con a
un
uomo, lo so,
ma
ole o p o a e che è impossi-
bile imane e impuni i dopo an o mis a o
(la bas ona u a degli
accusa i poli ici),
ole o ichiama e l'a enzione di u i sic ques o
a o pe impedi e che si inno asse. —
C'e a an a ones a passione
in ques e pa ole che con inse u i.
A ques i ca a e i dobbiamo aggiunge e il bisogno o il deside io
i o che hanno di sen i e dolo e, di so i e:
La so e enza è una
— 72 —
buona cosa,
dice un e oe poli ico di Dos ojewsky ; ben in eso poi,
meglio e pia, se pe una g ande idea, ma alle ol e anche senza
quella, come, pe esempio, ame anno p ende e delle sos anze ama e
senz'al o scopo che di so i e l'ama o. Ciò si osse a spessissimo
a le de o e, che si anno lagella e, che po ano pungen i cilicii
in ono e di un san o o di un cuo e; e ciò spiega 1' imp udenza
sublime dei nichilis i e dei ma i i c is iani.
Una delle accusa e del p ocesso dei 50 a Pie obu go, mo ibonda
pe pa imen i e pe ube colosi, imp o isa a ai suoi giudici una
poesia che bas a da sola a dimos a e quan o le e esse in pe o
ques a passione del ma i io: « A e a e i, giudici, giudica emi
»
senz'al o; g a e e e ibile è il mio deli o! Ves i a di g igio,
»
us ico co one, a endo commesso il ea o di anda senza sca pe,
»
io m'a ia a la do e gemano i nos i a elli, do e la mise ia
»
ed il la o o sono e e ni. A che se ono le asi e
i
disco si? Non
»sono io
.
senz'al o ea con in a? Non sono io il deli o in pe sona?
»
Con le spalle anco a a ol e in es i da con adina, coi piedi nudi,
»
le mani callose, io sano o a dal a icoso la o o, ma la più g a e
»
delle p o e con o me la po o nell'amo e del mio paese; Ma pe
•
quan o io sia colpe ole, oi, giudici, con o me sie e impo en i;
»
sì,
io sono inaccessibile a qualunque pena, pe chè
io ho una ede,
»
che oi non a e e, nel ion o delle mie idee. Voi po e e condan-
»
na mi a i a, ma il mio male, come oi ede e, mi ende à co a
»
la pena. Io mo ò,
pieno il cuo e di ques o g ande amo e,
e gli
»
s essi ca ne ici, bu ando a e a la chia e del ca ce e, scoppie-
»
anno in singhiozzi, p egando al mio capezzale ».
Rénan a ibuisce appun o l'inc emen o del C is ianesimo, ol-
ecchè al genio di C is o ed ai suoi p ecu so i, gli Essenii, ad
una e a passione pel ma i io nei suoi seguaci , passione an o
po en e da p o oca e delle con e sioni, come quelle di Gius ino
e
di Te uliano, pe la sola is a del co aggio indomi o dei ma -
i i. Si comp ende pe ò come i Gnos ici siano s a i messi al
— 73 —
bando da u e le sè e c is iane, essi che p edica ano l'inu ili à
del ma i io.
« Nell'eccidio de' Babì, in Pe sia (sc i e Rénan), si ide o pe -
sone che appa ene ano appena alla sè a anda a denunzia si da sè,
pe esse uni i ai pazien i. È an o dolce all'uomo di so i e pe
qualche cosa, che in mol i casi l'a a i a del ma i io bas a pe
a c ede e. Un discepolo che u compagno nel supplizio al Bab,
sospeso al suo ianco, aspe ando la mo e, a e a in bocca sol an o
ques e pa ole : « Maes o, sei con en o di me? » .
« Si ide quel gio no nelle s ade e ne' baza di Tehe an, uno
spe acolo che la popolazione non dimen iche à o se giammai.
Quando il disco so, oggidì anco a, cade su quel a o, si può giu-
dica e dall'ammi azione mis a ad o o e che la olla p o ò e che
gli anni non hanno scema a.
« Quando uno de' o u a i cade a e lo si ace a izza e a s e -
za e, pe poco che la pe di a del sangue, che gli iga a u e le
memb a, gli lasciasse anco a un poco di o za, danza a e g ida a con
c escen e en usiasmo : « In e i à, appa eniamo a Dio, e o niamo
a lui ! ». Qualche anciullo spi ò pe ia ; i ca ne ici ne gi a ono i
co pi so o i piedi de' pad i e delle so elle, che li calpes a ono in-
epidamen e e non li gua da ono due ol e. Quando giunse o al
luogo del supplizio, u o e a di nuo o alle i ime la i a pu ché
abiu asse o. Un ca ne ice immaginò di di e ad un pad e che, se non
cedesse, seghe ebbe la gola a' suoi due igli sul suo s esso pe o. E ano
due ga zone i, il maggio e dei quali a e a qua o dici anni, e che,
ossi del p op io sangue, con le ca ni calcina e, ascol a ano edda-
men e il dialogo; il pad e ispose, sd aiandosi pe e a, che e a
p on o, ed il maggio e de' igli, eclamando con impe o i di i i di
p imogeni o, chiese d'esse sgozza o il p imo ».
Quindi g ande, nei ei pe passione, è la con inzione che essi
hanno dell'u ili à dei lo o a i, il che non sol an o li ende impa idi
anche di on e al supplizio (Pa y, S aaps, Co day, Gé a d), ma
esclude ogni
ogni pen imen o, senza che pe ques o possano anda con-
usi coi c iminali, in cui, l'indi e enza pe la i a e l'assenza di
pen imen o, p o iene dalla mancanza di senso mo ale, e lo p o ano
col po a e nell'impeni enza la modes ia e la delica ezza dell'in e a
lo o i a.
O a ad alcuni dei nos i ana chici il ana ismo e la passione
pu a hanno a ma o la mano, e pe ciò nella i a lo o non si o a
una macchia. Pe ò ce o alla passione si associa a in essi la ne-
osi e edi a ia.
Così Nobiling, Boo h e ano igli di suicidi; Sand a e a a u o
accessi di melanconia suicida; Hailla aud, che en ò uccide e Ba-
zaine, e Lassalle, che en ò uccide e Napoleone, a e ano accessi epi-
le oidi. E di O sini la eme i à e a così pazza, che a i mazziniani
pe di e « una pazzia », si dice a: « è un'o sina a ».
Boo h, Nobiling, Alibaud e ano igli di suicidi.
Ka l Sand, che è o se il ipo più comple o di cos o o, a e a
a u o accessi di melanconia suicida (Régis,
Les égicides,
1890).
Hailla aud, che en ò assassina e Bazaine pe endica e l'ono e
della F ancia, a e a insu icienza ao ica, a o ia del b accio des o
e con ulsioni epile oidi, come ne ebbe il La Sabia, che a e a en a o
uccide e Napoleone pe da pace al mondo e che mo ì a assico (id.).
Case io. —
Case io è un mi abile esempio di ques a o ma. Ha
21 anni, è di Mo a Viscon i.
La sua amiglia si compone di pad e, mad e e di o o a elli,
u i sani, di cui il San e è il penul imo na o.
Suo pad e e a con adino e ace a anche il ba caiuolo sul Ti-
cino; e a un eccellen e uomo, un galan uomo a u a p o a, na o
nel 1836 ed è mo o nel 1887. Da gio ino o, nel 1848, dagli
Aus iaci che gua da ano il con ine del Ticino e a s a o a es a o
e inchiuso nella chiesa di San Rocco come con abbandie e. Pa e
che gli Aus iaci lo abbiano minaccia o di mo e, e il po e accio
— 81 —
a le mani il capo, chiese ai due gua diani, che lo so egliano
no e e gio no, gli po asse o dell'acqua i e o del hum o al a
be anda o e.
E iden emen e ques a scena, così mal capi a dal giudice, e a
un accesso di epilessia psichica seguì a (come accade in ques i
accessi) da sonno p o ondo: sonno che non po e a eni gli da s an-
chezza, o p eceden e insonnia, pe chè i gua diani accon ano come
egli do ma quasi u o il gio no.
Nelle sue le e e sc i e con ca a e i comunissimi quan o con-
ce ne lui, la amiglia, ecc. — ma quando pa la
dell'ana chia,
o
delle pe secuzioni poli iche, come della Spagna che ucila i suoi
compagni, il ca a e e di en a eno me, la pa ola
ana chia
o
Spagna
occupa mezza iga : e ques o è uno dei ca a e i degli is e ici e
degli epile ici
(mac og a ia) —
T
edasi pe esempio:
Fi
g. G.
^
11 p imo ca a e e dei delinquen i pe passione è l'ones à, un' o-
nes à po a a al ol a
ino
all'eccesso e 1' eccessi a ipe es es
i
a (sen-
sibili à ai dolo i p op ii e al ui). O a da un g uppo di en i le e e,
LQNBIW£0,
Gli
ana)"chici. —
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-32
sc i e a pa ecchi mesi di dis anza, appaiono chia i e sicu i,
piìi
che da qualunque es imonianza, che po ebbe esse e pa ziale, uni-
la e ale, ques i cine ca a e i.
Quando egli si o a lon ano, disoccupa o: « Do ei, dice, come
ana chico, non a e sc upoli, ed a endo bisogno, piglia e pe il
collo un bo ghese e p ende dei dena i do e sono, ma con esso che
non mi sen o capace ». Ecco dunque qui l'an i esi del delinquen e-
na o (1), che del es o si ede nell'o o e che ebbe da bimbo pei
u i in an ili in delle mele.
Il
delinquen e na o ce ca i p e es i meno plausibili pe gius i-
ica e i p op ii deli i. Ques i ne a ebbe uno nella p op ia ede;
ma ha ipugnanza is in i a a segui lo, e i si i iu a.
Ipe es esia. —
Ma la s ana sensibili à pei dolo i al ui appa e
anche da ques e le e e quando, chiama o al ocola e ma e no, i
si i iu a., pe ché son oppi i dolo i a cui de e assis e e.
«
Mille ol e o a do mi e e penso al dolo e dei miei (da cui
i e lon ano e che lo ichiamano), e mi me o a piange e.
«
Ma poi un al o pensie o più o e del p imo mi dice: Non
sei u la causa dei dolo i della ua amiglia; é la socie à a uale.
«
P ima di u o mi dici che sono lon ano dalla mad e. Io non
sa ei capace di soppo a e le in amie che anno i supe io i sui
mili a i, e a endo un ucile spa e ei subi o addosso a un qualche
supe io e (Ed ecco di nuo o l'epilessia -- ico disi Misdea).
«
Se anche ossi libe o, non po ei soppo a e le in amie dei
bo ghesi ili e sa ei a es a o e quindi lon ano da lei.
(1) « Io mi umilio a ede e di do e esse e socco so dai compagni. Ma cosa
uoi? È e o che essendo ana chico non bisogne ebbe ispe a e la p op ie à,
e
io che mi o o in bisogno, do ei p ende e o e ce n'è, ma ques a o za pe
o a, da me solo, non mi sen o il co aggio dì p ende e un bo ghese pe il collo
e
a mi da e i dena i.
« Appena po ò endo i miei b acci a un bo ghese, es i ui ò la somma ».
--- 83
« Quando enga la gue a, lascio ben la moglie, la mad e, i
igli, e ado là come gli al i imbecilli. Nessuno pensa al dolo e
della amiglia, ma sì al nos o do e e, e comba o ques a in ame
socie à, dis uggo quei bo ghesi.
« Vi a l'ana chia !
(in eno mi ca a e i).
E solo l'ipe mnesia acui a del mo bo pub spiega e la singola e
lucidi à di men e ch'egli ebbe men e s'app es a a al is e colpo e
la ico danza d'ogni più piccolo a o, così che può desc i e e (1) con
mi abile lucidezza ogni inciden e del suo iaggio; osse a e l'idillio
che in a ede pe ia, il paesaggio che a a e sa, gus a e la e-
schezza dell'acqua limpida che o a a is o o della sua se e; così che
pub a i con i p ecisi di come meglio può spende e lo sca so dena o
che ha con sè, pe eni e al luogo do e de e ammazza e un uomo (1).
E giun o nella g ande ci à es an e, a lui p essochè igno a,
e che do e a con onde lo col mo imen o o icoso delle ie popola-
issime, coi baglio i della lumina ia, egli o a modo di o ien a si,
e sul campo do e comme e à il deli o, egli che a ma non ha mai
impugna o, a pochi momen i da quell'o a che c ede à l'ul ima anche
pe sè, con inua ad esse e l'osse a o e il più p eciso, il più indi -
e en e d'ogni pa icola e, e accoglie ogni da o che possa p epa-
a gli più sicu a l' azione is e che compi à: i le e e a pochi
secondi dal mis a o come bisogna a a e sa e la s ada, pe chè
è a d i a che i pe sonaggi impo an i seggono in ca ozza nei co ei
u iciali.
Tale è il ana ico monoideizza o : ali e ano i messi del Vecchio
della Mon agna: solo che il suo ecchio e a Bakounine e la missione
che gli do e a guadagna e il Pa adiso e a di spegne e iI... p e-
sun o i anno ! !
San iago. —
Un ipo comple amen e analogo è Sal ado San-
iago F ena.
(1)
Idea libe ale, 8
luglio
1894.
— 81
San iago Sal ado F ena, eo con esso di a e ge a o, pe en-
dica e l'amico Dallas, dal quin 'o dine nella pla ea, du an e la ap-
p esen azione del
Gucglic(mO Tell
al Tea o Liceo di Ba cellona,
due bombe O sini, uccidendo 20 pe sone, ha 33 anni di e à,
con adino, ammoglia o e pad e di una ezzosa bimba.
Non sono anco a qua o anni che e a un e en e ca olico ed
ai iglia o al pa i o ca lis a: u pe cede e ai suoi consigli che sua
so ella en ò in un con en o.
— Io Iaggiìi, con essò egli s esso, nel mio illaggio e o ca lis a,
pe ò ca lis a u ibondo; lo e a mio pad e, che a e a comba u o
con lo o, anzi lo e a u a la nos a amiglia. Non conosce amo
al e opinioni...
— Vede e, oi s esso con essa e ch'e a a e ca lis a pe non co-
nosce e al e idee. .Fo se se a es e conosciu o al e idee o le o
al e ope e iloso iche con a ie a quelle le e dappoi, non sa es e
di enu o ana chico.
— Oh no! So io ana chico pe is in o, ipe o. E quando e o ca -
lis a, ole o che Don Ca los, una ol a che a esse a o u i gli
uomini uguali, ogliesse ogni dis inzione di bo ghese e p ole a io...
Ma edo che pe o a l'ana chia è impossibile.
Uno zio p e e, giun o al suo en a eesimo anno, p ese una penna
e sc isse: — C is o non isse pih di 33 anni; pe chè ne debbo i e e
di più io? — E p eso una i ol ella, si ece sal a le ce ella.
11 pad e e a c iminale.
Di San iago Sal ado a e masi esse e la es a pe e amen e
uguale a quella di S. Ignazio di Loyola!
Al ana ismo eligioso so en ò ben p es o il ana ismo ana -
chico. Qualcuno gl'inculcò l'ana chismo; cominciò a legge e pe iodici
e opuscoli di p opaganda i oluziona ia. Anzi, dell'opuscolo:
F a
con adini,
del Mala es a , ado o in spagnuolo, se ne e a o -
ma o una specie di Vangelo che di onde a poi. a gli amici, come
Case io.
— 85
Rinnegò la Chiesa e u d'allo a in poi il più assiduo equen a-
o e dei
mee ings
ana chici.
Qui i conobbe il Pallas e con lui la o ò al con abbando del sale.
I due ana ici s'in ese o. Ad essi se ne aggiunse o al i. E il
g uppo e o is a
Ben enu o Salud
u onda o. Paolino Pallas iniziò
la campagna dinami a da a en ando alla i a del gene ale Ma inez
Campos. Condanna o alla ucilazione e condo o sul luogo del sup-
plizio, esclamò : « La ende a sa e ibile! ».
San iago Sal ado ne accolse il es amen o.
« Un gio no, accon a sua moglie, poco dopo la mo e di Pallas,
Sal ado enne a casa con due bombe nascos e den o una ascia e
che depose sul can e ale. Il dì dopo le accomodò in una pen ola,
che poi inchiuse in un baule. Un'al a se a mi domandò una
pese a
(un anco). E a l'unico dena o che es a a in casa e glielo de i.
Usci o, ien ò a mezzano e, e come in p eda a deli io, g idò:
An onia, il mio do e e è compiu o ! Pallas è endica o ! ».
È la ip oduzione di Case io: ambidue eligiosi p ima, ana chici
poi, igno an i con adini di enu i c iminali pe ana ismo poli ico,
CAPITOLO VIII.
Al uismo.
Ma qui so ge pel psichia a e il socialis a uno s ano p oblema.
Com'è che in cos o o, pazzi, c iminali pu quasi u i, e ne o ici
ed anche e idi passionali, spicca così g ande l'al uismo che non
si o a nel comune degli uomini, e meno anco a nei pazzi e nei
c iminali, i pi is i egois i del mondo ?
È
ques o uno dei ca a e i che, con g an me a iglia, o ammo
semp e mescola o in Vaillan , in Hen y, in Case io ed anche in
mol i ana chici che e ano anche assai più c iminali di lui.
P. Desja dins no a pu egli ques i ca a e i. « V'han degli ana -
chici scelle a i: ma mol i che son buoni as o mansi pe la oppa
sensibili à in ibelli: ne idi uno che di enne ana chico edendo
un pad one ompe e un b accio al suo ga zone. — E. Reclus
è
conosciu o pe la sua eccessi a bon à » (1). Tu i sanno che Pini e
Ra achol ace ano ge ìo di quasi u i i dena i uba i in p o dei
compagni o della lo o causa. Spiès, mi u sc i o da Chicago che
e a ene a o come un san o dai suoi compagni cui da a u o
il
suo: guadagna a 19 anchi pe se imana, e due ne da a ad
un amico mala o ; aiu ò pe ino un uomo che l'a e a insul a o:
sicchè i compagni dice ano che se la causa a esse ion a o,
bisogna a inca ce a lo pe impedi gli di nuoce e alla i oluzione
ana chica colla sua sen imen ali à (2).
Mi u accon a o del Palla (un ana chico e ocissimo) che, ge -
a o nau ago in un'isola dese a con un compagno, quando una
na e app odò a quell'isola po è ipa a i; ma il suo compagno
(1)
Re ise Bleue,
dicemb e 1893.
(2)
The 111'onis ,
ecc., j ul , 1891.

-8"i —
che
do e a eni e con lui, a dando, il capi ano impazien i o diede
o dine di ip ende e la o a. 11 Palla, non po endo al imen i
impedi nelo, si ge ò in acqua, obbligandolo così a e ma si inchè
l'amico sop a enne e u sal o.
E nel gio nale
La lib e pa ole, D umon accon a del amoso ni-
chilis a S epniak : che dopo commesso un assassinio poli ico, e p o-
i ando dello sbalo dimen o del p imo momen o, si e a slancia o
in una
alea
do e l'aspe a a un complice a es i o da cocchie e,
inca ica o di assicu a gli la
uga:
l'amico, na u almen e, o ando
che non c'e a empo da pe de e, s a ila a il ca allo; a un a o
S epniak lo e ma: « Io sono mol o sensibile, egli dice, e non posso
ede so i e le bes ie; se u con inui a mal a a e così quel po-
e o ca allo, io discendo e mi consegno ».
Dall'inchies a dell'Hamon (1) su di e si ana chici isul ò che il
mo en e dei più è un esage a o al uismo, una sensibili à mo bosa
al dolo e al ui.
M'a accai, egli sc i e, ad in e oga e gli in elici dell'Ospe-
dale do e io e a. Fu spa en oso l'e e o: comp esi il bisogno della
solida ie à
e
di enni ana chico ».
« Pe chè di enni ana chico? dice un al o. Si po ebbe ice -
ca e nel eddo, nella ame, nella a ica di migliaia di miei com-
pagni ido i all'abbiezione, a mendica e la o o col ol o bagna o
dal pad one, che li ige a a so o oce bo bo ando:
Non
hanno
anco a abbas anza ame » .
Noi edemmo Case io piange e pensando alla so e dei suoi
compagni di mise ia di Lomba dia.
Ma la p o a maggio e di ques o g ande al uismo si lia, nei di-
sco si enu i da u i gli ul imi ana chici condanna i a mo e p ima
e dopo la condanna, disco si pieni di un ana ismo non simula o, e
che ce o non po e a p edispo e in lo o a o e il Go e no e la
(1)
DLBOIS,
O. C.
— 88 —
Giu ìa. E a un u o del più pu o en usiasmo, di che è p o a la
s essa bellissima o ma, pe chè il ana ismo ende o a o i anche i
più igno an i. Noi udimmo quell'assassino e lad o Ra achol:
« Se ío p endo la pa ola, non è già pe scolpa mi degli a i
di cui mi si accusa, pe chè solo la socie à che colla sua o ga-
nizzazione me e gli uomini in lo a con inua gli uni con o gli
al i, è
esponsabile: e in a i non si edono oggi in u e le classi
delle pe sone che deside ano, non di ò la mo e, pe chè ciò suona
male all'o ecchio, ma la disg azia dei lo o simili se ques a può
eca e an aggio ? Un pad one non a egli o i pe chè un suo conco -
en e scompaia? e in gene ale u i i comme cian i non o ebbe o
esse e soli a ese ci a e il lo o amo di comme cio? e l'ope aio senza
impiego non augu a — pe a e e del la o o — che pe un mo i o
qualunque, quello che è occupa o enga licenzia o dall'opi icio ?
«
Ebbene, in una socie à in cui si p oducono a i simili, non
si de e esse e so p esi di a i del gene e di quelli che mi si im-
p o e ano,
i
quali non sono che la conseguenza logica della lo a
pe l'esis enza che si auno gli uomini, cos e i, pe i e e,
ad
impiega e ogni specie di mezzi. E poichè ciascuno è pe
sè,
e
guando è s e o dalla necessi à non ha an o di pensa e, così io
non ho esi a o, quando ebbi ame, ad impiega e i mezzi che e ano
a mia disposizione, a ischio anche di
.
a e delle i ime.
«
I pad oni che licenziano degli ope ai, si inquie ano se ques i
anno a mo i e di ame? u i quelli che hanno del supe luo si
occupano della gen e che manca del necessa io? V'hanno aluni
che danno dei socco si, m i essi sono impo en i
a
solle a e u i
quelli che sono nella necessi à e che mo anno p ema u amen e
in segui o ad ogni su a di p i azioni o olon a iamen e col sui-
cidio, pe me e e ine a una esis enza mise abile e non a e più
a so i e la ame, le e gogne, le umiliazioni innume e oli, senza
la spe anza che esse iniscano.
«
Così hanno a o la amiglia Hayem e la donna Soubeim, che
— 89 —
diede la mo e ai suoi bambini pe non ede li pili a lungo so -
i e; e così anno an e donne che nella ema di non po e nu-
i e un bambino, non esi ano a comp ome e e la i a e la
salu e, pu di dis ugge e nel lo o seno il u o del lo o amo e.
«
E u o ques o a iene in F ancia do e egna l'abbondanza,
do e le macelle ie son piene di ca ne, le pane e ie di pane; do e
le es i e le calza u e sono ammassa e nei magazzini, do e i
hanno appa amen i uo i; ma come amme e e che u o a bene
nella socie à, quando il con a io si ede così chia o?
«
Ci sa anno colo o che piangono ques e i ime, ma poi di anno
che essi non ne hanno colpa, e che ciascuno se la sb ogli come
pub. Ma che cosa pub a e colui che manca del necessa io, se
non ha più la o o, non ha che a lascia si mo i e di ame. Si e -
e à qualche pa ola di pie à sul suo cada e e, e u o san i ini o.
O a io ques o ho olu o lascia e ad al i e ho p e e i o a mi con-
abbandie e, also mone a io, lad o e ucciso e, assassino. A ei
po u o mendica e, ma cib è deg adan e e ile: e anco a è puni o
dalle os e leggi, che anno un deli o della mise ia.
Se u i i bisognosi in ece di a ende e, p endesse o do e ce
n'è, non impo a con quali mezzi, i soddis a i capi ebbe o o se
più p es o che è pe icoloso il ole consac a e lo s a o sociale
a uale, in cui l'inquie udine è pe manen e e la i a minaccia a
ad ogni is an e; e si ini ebbe più _p es o col comp ende e che
gli ana chici hanno agione quando dicono che pe a e e la an-
quilli à mo ale e isica, bisogna dis ugge e le cause che gene-
ano i deli i e i delinquen i, e non già sopp ime e colui il quale,
piu os o cha mo i e di mo e len a pe le p i azioni, p e e isce
— se ha un po' d'ene gia — p ende e iolen emen e ciò che pub
assicu a gli il benesse e, sia pu e a ischio della i a.
«
Ecco pe chè io ho commesso degli a i che mi si imp o e-
ano e che non sono che la conseguenza dello s a o ba ba o d'una
socie à che non a che aumen a e il nume o delle sue i ime
— 90 —
col
igo e delle sue leggi, le quali inc udeliscono con o gli e -
e i, senza mai occa e alle cause.
«
Si dice
che
bisogna esse e c udeli pe da e la mo e al p op io
simile; ma quelli che pa lano così non pensano che non ci si de-
cide a ques o passo, se non pe e i a la essi s essi. E oi pu e,
signo i giu a i, che ce o mi condanne e e a mo e, pe chè c e-
de e
che
ques a è una necessi à e che la mia scompa sa sa à una
soddis azione pe oi che a e e o o e di ede cola e il sangue,
oi s essi, quando c ede e e che sani u ile il e sa lo, non esi-
e e e piî di me a a lo: con ques a di e enza, che oi lo a e e
senza co e e alcun danno, men e al con a io io agi o con ischio
e pe icolo della mia libe à e della mia i a.
«
Ebbene, signo i, non i hanno piìi dei delinquen i da gi
u-
dica e, ma delle cause di deli i da oglie e.
«
C eando gli a icoli del Codice, i legisla o i hanno dimen-
ica o che essi non a acca ano le cause, ma solo gli e e i; le
cause pe sis endo semp e, anche gli e e i semp e ne de i e anno:
e semp e i sa anno dei delinquen i, pe chè oggi oi ne dis ug-
ge e uno, domani ne nasce anno dieci.
«
Che bisogna dunque a e ! Dis ugge e la mise ia, ques o
ge me del deli o, assicu ando a ciascuno la soddis azione di u i
i suoi bisogni. E come ciò sa ebbe acile a ealizza e! Bas e ebbe
s abili e la socie à sop a nuo e basi, in cui u o osse in comune,
p oducendo ciascuno secondo le sue a i udini e le sue o ze, e
consumando secondo i suoi bisogni.
«
Allo a non si ed à piîi della gen e mendica e un me allo
di cui poi di iene lo schia o, non si ed anno piìi le donne ce-
de e le lo o g azie come una olga e me canzia in cambio di
ques o s esso me allo, che così spesso ci impedisce di iconosce e
se l'a ezione è
since a;
non si ed anno piìl uomini come P an-
zini, P ado, Anas ay e al i, che semp e pe a e e di ques o me-
allo, giungono a da e la mo e. Ciò dimos a che la causa di
-97 —
mo ale pei ea i comuni, e così dà lo o modo di conquis a e quel-
l'in luenza anche sugli ones i, che è na u ale sia nel più i o de-
side io di cos o o, ani osi ino alla megalomania. Fo se è anche
pe cié che in mol i di ques i casi si iscon a una ela i a ones à
nel deli o. Così Engel e Flegge ubano pe la causa ana chica, e
nulla i engono pe sè.
In al i casi la con addizione si spiega pe chè quando mol i
s'associano pe comme e e un deli o poli ico, o pe iscopo al-
uis ico pe gio a e al Comune, al pa i o, p op io all'in e so di
quan o accade nelle comuni associazioni c iminose, nella coscienza
degli au o i, anche del pubblico, quel deli o scema di g a i a, sia
pe chè « pecca o di u i, pecca o di nessuno », sia pe chè è nel
pa e e del mondo che lo scopo al uis ico gius i ichi qualche ol a
il mezzo disones o (G. Fe e o, nella
Nuo a Rassegna,
1394).
Il comme e e un'azione anche e gognosa pe a del bene a un
e zo e non a se s essi (pe esempio, chiede l'elemosina o il sus-
sidio pe un e zo pe quan o pu e sia in in o nella s essa pece di
chi la chiede di e amen e), non des a più un is e e e o nei più;
pa e pe ino in alcuni casi un'ope a me i o ia. E così spiegasi
come indi idui che non sono na i is i acciano in ques i casi delle
azioni ne ande ; e an o più quando si pensi a che ceci à eno me
conduca il
ana ismo:
e così spiegasi come i o u a o i delle inqui-
sizioni po esse o esse e gen e pia e ones issima, pu acendo ope e
degne di assassini.
No a gius amen e Desja dins che in mol i la bon à po a al
deli o, pe chè, c edendo u i gli uomini buoni (Reclus e li a-
po kine sos enne o con o me che pe ino i sel aggi son buoni ed
ones i), hanno come un di i o di colpi e quelli che, essendo is i,
anno o o all'umani à. — .Noi
iniamo pe esec a e alcuni a o za
d'ama e,
sc i e Randon (1).
(1) Re ue Ana cliis e,
15 no emb e 189 3.
Losn35:osa, Gli a xa ch
•
ci. —
7.

— 98 —
Se
Case io, come a e ano, ha de o nelle sue ul ime o e: « Il
mio non u che un a o poli ico » ci ha da o una nuo a p o a di
esse e il deli o poli ico conside a o dai suoi a o i, di e samen e,
anzi all'in e sa che dal pubblico; la passione acendoli i o na e
agli s a i p imi i i dell'uomo, in cui la ende a è un di i o ed
un
do e e, e u i i deli i, in gene e, non sono che a i (nel la ino
acinus
de i a da
ace e
e
c imen
de i a da
c i
a e, in sansc i o)
— al che, ipe iamo, l'educazione classica ha eno memen e con-
ibui o, innalzando ad e oi i sanguina i endica o i poli ici: B u o,
'. imoleone, A is ogi one, ecc.
Quando poi il ana ismo s'innes a colla c udel à e so ge nel c i-
minale-na o, è na u ale, che p enda le in e più sanguina io, in e
che si conse ano, di ei quasi, p o essionalmen e in segui o in
quelli che non e an e i c iminali, ma passiona i.
Qualcuno si me a iglie à che un' idea così poco logica ed as-
sia da come l'ana chia abbia po u o ana izza e an i uomini; ma
ol ecchè se l'idea è sbaglia a, non lo sono u i i ondamen i donde
pa e, non sono mai le idee gius e, le idee ammesse dai più che
des ano ana ismo. Il ana ismo , pe soli o, co e semp e die o
alle idee più discusse e alle meno sicu e.
T o e e e cen o ana ici pe un p oblema di eologia o di me-
a isica, e non uno pe un quesi o di geome ia; e quan o più s ana
e assu da è un'idea, an o più ascina die o a sè ma i, ma oidi
e is e ici, specialmen e poi nel mondo poli ico do e ogni scacco e
ion o p i a o di en a scacco e ion o pubblico, do e quindi in
la mo e ha un'eco che compensa il ana ico non solo della i a
che pe de; ma delle o u e più a oci. —
Oh!
colo o che escogi-
ano semp e nuo e pene a cos o o, quan o igno ano la s o ia e la
psicologia umana! !
llla, si di à, se ques i s ani al uis i son u i ma i o ana-
ici, com'è che le lo o ope e po ano l'imp on a d'una se ia p e-
medi azione, di un piano s a egico, ecc.?
-99-
È acile isponde e, che i piani s a egici, i complo i sono
sogni di polizie impo en i ; al più sa anno acco di di cinque o sei
pe sone, pe chè i pazzi ed i passiona i non hanno mai complici;
ma l'ope a lo o po a il segno del pe e imen o. Qual maggio
segno di ques o, di sceglie e quei e oci mezzi d'o esa con o
ine mi ci adini che essi non conoscono nemmeno, come Lieu hau
e Vaillan ? E qual maggio p o a di pe e imen o di c ede e di
bene ica e uccidendo?
La maggio pa e degli ana chici, sc i e Bu deau, appa iene
alla amiglia degli
assassini ilan opi. «
E pe amo degli uomini,
con inua Bu deau , che essi li uccidono all' impazza a ! ». E la
lo o pazzia più g ande è anco a quella di p e ende e bensì di uc-
cide e, ma non già di esse e uccisi, e di g ida e ende a ogni ol a
che si applica a lo o dalle i ime la legge del aglione, e che
si i o cono con o lo o i is i lo o mezzi.
CAPITOLO IX.
Neo ilia.
Ma non è solo l'al uismo che ca a e izza cos o o: più anco a è
la mancanza di quel misoneismo che è p op io di u i gli uomini,
e sop a u o degli uomini di così sca sa col u a come sono cos o o.
Dall'inchies a p o oca a dall'Hammon, in mezzo agli ana chici,
pe chè e come osse o di enu i ali, la ispos a più equen e
e a « pe chè a e ano nel co po uno spi i o di i ol a, di ende a
p o oca a da casi pe sonali o da le u e speciali ».
«
Io ho so e o la mise ia (sc i e Vog , un ope aio di 24 anni);
s e i due gio ni senza mangia e, lo spi i o di i ol a
si i elò in me».
«
Ba u o alla scuola comunale (dice un al o) mi ibellai ug-
gendo ».
«
Lessi Vic o Hugo (con essa un e zo) e il mio spi i o si i-
bellò ad ogni opp essione mode na ».
Chi legge Vallès ede subi o come ques o spi i o di ibellione
gli so ge a pe ino con o la mad e, i pa en i, ecc.
E anzi, nel maggio nume o ques o spi i o di i ol a è con-
geni o o e edi a io e spicca senza cause de e minan i. « Io a e a
(dichia a un qua o) o o e del maes o e del pad one in da bam-
bino; ogni ol a che mi si o dina a una cosa mi eni a oglia di
non a la; ui in collegio il modello del agazzo indisciplina o ».
cos ui Laza e, lo sc i o e ana chico.
--101-
« Fui scaccia o da u i i collegi (dice un quin o), pe chè li
me e o so osop a.
« Mio pad e e a un no a o e, e io in collegio non po e o la o a e
che nei sogge i che mi anda ano a genio ».
Hen y e a iglio di un e oce comuna do, come Padelewski e a
a ello, nipo e, p onipo e di ibelli.
Ques a neo ilia dipende appun o dalla lo o neu osi. Io ho a
lungo dimos a o e più ol e nelle mie ope e, che men e u i
gli uomini odiano il nuo o , solo i ma i , i ma oidi e i pazzi
mo ali o c iminali-na i hanno pe ques o una speciale a azione
che, da a la lo o incol u a e la lo o mala ia, si sciupa in inu ili
bizza ie, in s ane e c udeli o iginali à.
11 ipo più comple o di pazzo mo ale-che segnali la s o ia, Ne one,
ébbe qua e là non solo ellei à, ma a i udini a is iche nel can o,
nella scol u a, e come hanno ben sapu o ile a e Hamme ling e
Cossa, mos a a un e o gus o a is ico e un'o iginali à, una neo-
ilia nel deli o: l'incendio di Roma è il cap iccio gigan esco di
un poe a ispi a osí
all'Iliade,
ecc.; anzi la neo ilia, la ice ca del
nuo o ha mol a pa e nei suoi deli i : come quando uol sc u-
a e nelle isce e della donna ama a la causa della sua simpa ia;
alcuni dei suoi deli i e o ici, come quelli di Tibe io, u ono c ea-
zioni sue ( a es i e da bes ie gli uomini cogli o gani sessuali
spo gen i e a alla a e dei bimbi nuo ando); e non del u o e a
pazzo quando, mo endo, esclamò che Roma pe de a in lui un
-
g ande a is a.
I1 c iminale è, sop a u o, pe la sua -na u a impulsi a e pe odio
alle is i uzioni che lo colpi ono o che lo inceppano, un ibelle
poli ico pe pe uo, la en e, che o a nelle sommosse il modo di
s oga e doppiamen e le sue passioni e di ede sele pe la p ima
ol a app o a e anche da un g ande pubblico.
I ei miei
Palinses i del ca ce e
spicca come il bisogno dell'in-
no azione, il malumo e poli ico dei ei-na i abbia un g an pun o
— :102 —
di
pa enza dalla lo o pe sonali à. « L' I alia è libe a, ma noi
siamo qua. — Boulange mande à in a ia u i. — I icchi u-
bano al po e o: il po e o a lo o; se p ende di più, se e pe l'in-
e esse » (pag. 147).
Ed è ce o che cos o o edono, o se inspi a i dalla passione,
i
di e i dei Go e ni che ci eggono, meglio e più gius amen e che
non accia la media degli ones i; e anche da ques o la o si in-
a ede una agione che s'aggiunge all'impulsi i à e al bisogno
del male pe spinge li in p ima linea nelle ibellioni.
Negli s essi
Pali nses e ,
in mezzo a is izie, insul i, mali-
gni à, ho o a o a in e mi enze una geniali à, che non si o a
nell'uomo medio, ce o pe chè i c iminali acquis ano dalla de-
gene azione una i i azione co icale che l'uomo medio non ha.
Genialissima è la li ica di Ve laine, che ci o og a a un co ile
di c iminali (pag. 248).
Nè è senza gius izia ques a sa i a al Go e no:
« O Codice penale ! pe chè colpisci la u a di pene se e is-
sime, men e il libe o Go e no d'I alia, coll'immo ale giuoco del
lo o, è dei u a o i
maes o e clonno ? » .
Finalmen e i ho o a o una dimos azione dei danni degli
s udi a caici, in cui po ebbe o specchia si mol i Minis i della
Pubblica Is uzione, che ci ibadiscono semp e più la ca ena dei
classici.
Anche le asi di quella lu ida p os i u a che si i olge ai u-
u i clien i e scop e la sua oia, sono d' una po enza e no i à
e amen e s ana (pag. 101).
Sono lampi ugaci, ma che ci con e mano l'esis enza di quel con-
as o, di quei due eccessi in elle uali di cui l'uomo medio non
è capace, c i ico abilissimo come è, ma nien e c ea o e.
Gli è che in cos o o l'anomalia o ganica p epa a il e eno al
mino e misoneismo, ch'è il ca a e e no male dell'uomo ones o,
no male.

-403
Ed essi odiano lo s a o p esen e, c edendo che non l'o dine na-
u ale, ma l'o dine di quel da o Go e no cos i ui o sia quel che
li ena e li punisce; s'aggiunga ch'essi, più impulsi i degli al i,
sono pii inclini all'azione, e a p ende e a p e es o la p ima ban-
die a so o cui s oga e gli indomi i is in i.
NI
è g ande nell'ana chico la di icol à a ince e l'odio del nuo o
pe chè qui si a a di un i o no al
ecchio,
e l'amo e del nuo o
si onde con quello dell'an ico: pe mol i ciò è an o più acile in
quan o 'en a l'in e esse pe sonale, la spe anza d'usci e dalla mi
se ia: e l'uomo inclina a o a e e o semp e u o quello che gli
accomoda.
Il a o è, del es o, no o io. Già i iloso i g eci a e ano ile a o
ques o enomeno: Soc a e sc isse che le ibellioni de i ano da ciò,
che nulla pe du a quaggiù: e che a da e epoche (ch'egli issa a con
poco se ie o mole geome iche, come poi Fe a i) nascono uomini
iziosi e adicalmen e inco eggibili. — A is o ile che lo ipo a
soggiunge: « Ciò è e o, pe chè 'hanno uomini na u alnien o
incapaci dí di eni e i uosi e di ice e e educazione: ma
pe -
chè, chiede egli, ques e i oluzioni accadono in uno S a o pe -
e o ? ».
CAPITOLO X.
Al e in luenze: me eo iche, e niche, economiche.
Nè le in luenze o ganiche, indi iduali ci de ono a dimen ica e
quelle più gene ali ed es e ne: la opog a ia come lo s udio c o-
nologico delle i ol e in qua o secoli in Eu opa mi mos a in
modo sicu o che nella s agione e nei paesi caldi si o a il nume o
maggio e di i ol e (1).
S agioni. —
Così in una s a is ica minu a delle ibellioni
pe
mesi, che io iassumo, no ai:
E o
an ico E o
medio
E o mode no
Ame ica

Eu opa (2)
P ima e a
31
14 76
142
Es a e .

.
44
28
92 167
Au unno
20
18
54
94
In e no
20
16 61
92
(1) Vedi Il
deli o poli ico e le i oluzioni ,
di
LOMBROSO
e
LASCHI,
Pa e I, 1890.
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Es a e
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Au unno
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In e no
20
— 105 —
Do e si ede che l'es a e iene il p imo pos o pe en ambi gli
emis e i ; la p ima e a poi supe a semp e l'au unno e l'in e no,
nelle i ol e come nei deli i, o se pe i p imi caldi, ma anche pe
le mino i p o is e ; men e l'au unno e l'in e no ne hanno un
nume o poco di e en e.
Che se dal complesso dell'Eu opa passiamo alle singole nazioni,
noi o iamo anco a il maggio nume o di i oluzioni nei mesi
caldi, sal o a e eccezioni.
Sicchè in 9 nazioni, a cui u e quelle del Sud, il p edominio
è nell'es a e ; in 5, e a esse le più no diche, è in p ima e a; pe
una si no ò in au unno (Aus ia-Unghe ia) e pe una in in e no
(S izze a).
E quan o ai mesi p edomina il luglio in I alia, Spagna, Po o-
gallo, F ancia; l'agos o in Ge mania, Tu clìia, Inghil e a e Scozia,
e nella G ecia insieme al ma zo; il ma zo in I landa, S ezia,
No egia e Danima ca ; il gennaio nella S izze a ; il se emb e nel
Belgio e Paesi Bassi; l'ap ile in Russia e Polonia, e il maggio
nella Bosnia, E zego ina, Se bia, Bulga ia. Pe cui l'in luenza dei
mesi caldi semb a maggio e nei paesi del Sud.
Geog a ia del deli o poli ico. —Un'al a
p o a dell'in luenza
del clima l'abbiamo nella dis ibuzione geog a ica delle sommosse
in Eu opa, pe il pe iodo dal 1791 al 1880, ica a e pu e collo
s esso me odo (1), come dimos o nella Ta ola III.
Vi appa e e iden e che il nume o delle sedizioni aumen a da
No d a Sud pa allelamen e al calo e; in a i la G ecia
.
ne da in
p opo zione di 10 milioni d'abi an i 95, cioè il massimo; e 0,8
la Russia, cioè il minimo ; e le più piccole quo e sono da e dalle
(1) Vedi
Deli o poli ico,
Pa e I. — C.
L0MBROSO
e V. Ross ,
In luenza
della empe a u a sulle i oluzioni,
1837, con 2 a .
- 10
6
—
egioni no diche: Inghil e a, Scozia, Ge mania, Polonia., S ezia,
No egia e Danima ca; men e le maggio i sono o e e dalle e-
gioni me idionali: Po ogallo, Spagna, Tu chia d'Eu opa, I alia
me idionale e cen ale; ed un nume o medio si iscon a appun o
p
elle egioni cen ali.
Complessi amen e o iamo nella
Eu opa no dica

12 i oluzioni sop a 10 milioni di abi an i.
»

cen ale

25

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»

»
»

me idionale 56

»

»

»
Vi sono, è e o, due no e oli eccezioni: la S izze a e l'I landa,
che danno i oluzioni in appo o con addi o io colla posizione
geog a ica; ma pe
-
la S izze a ciò de e dipende e dalla mol iplici à
dei Go e ni can onali e dalle equen i mu azioni di Cos i uzione
(dal 1830 al 1879 i si ebbe o in a i 115 e isioni di Cos i uzioni
can onali e di 3 Cos i uzioni ede ali; dal 1830 al 1869 ben 27 e i-
sioni anda ono mu ando il Go e no da a is oc a ico in democ a ico;
dal 1862 al 1866, in ine, 66 e isioni u ono a ua e pe passa e al
Go e no popola e di e o, plebisci a io —
Re ue des Deux Mondes,
1885) ; pe l'I landa, poi, dalle is i condizioni poli iche e sociali,
poichè ad essa, al di uo i della i oluzione, non es a a ape a
al a ia, come ben disse il Ta de, che l'emig azione od
il suicidio
e con le mi abili sue p opos e Glads one mos ò quan o adicali
debbono escogi a isi le i o me pe po e sana e delle piaghe che
sono nel medesimo empo e niche, sociali ed economiche. Anche in
Russia i casi del nichilismo ci dimos ano che quando le ques ioni
sociali si anno sen i e po en i, Fazione clima ica cede il pas o, sal o
a ip ende lo più a di.
Di più, gio a anche ico da e che il clima dell'I landa è g an-
demen e addolci o dai epo i bene ici appo a ile dal Gul s eam;
sicchè pe la sua empe a u a in e nale di 4- 5° C. essa si o a
sulla s essa linea isochimenica con la B e agna, col mezzodì della
F ancia, colla egione i aliana dell'Appennino se en ionale e colla
CAPITOLO XI.
P o ilassi.
Si dice: Pe cu a e ques e piaghe non 'è che il uoco e la mo e.
O a, che delle misu e ene giche si p endano con o gli ana chici
io o o gius o e agione ole, non pe ò esage a e come in F ancia,
ed o a in I alia, e e o di eazioni momen anee, impulsi e quasi
esse s esse, come le cause che le hanno p odo e, e a ol a lo o
so gen e ce a di nuo e iolenze.
Io non sono, p. es., con a io alla pena di mo e, ma solo quando
si a i di ei-na i, la cui i a me e ebbe in pe icolo quella di
mol i ones i : e pe ciò non a ei esi a o a condanna i Pini e
lla achol; ma ce o, se i è g ande deli o in cui la pena capi ale
non solo, ma anche le pene più g a i, e sop a u o le ignominiose,
debbano esse e ispa mia e, mi pa quello degli ana chici. E ciò,
p ima : pe chè mol i non sono che pazzi, e pei pazzi occo e il
manicomio e non il pa ibolo e la gale a; poi: pe chè anche quando
sono c iminali il lo o al uismo ( . s.) li ende degni di spec'ali
igua di; po endo una ol a incanala i in al a di ezione (e la na u a,
p. es., is e ica del Vaillan , di Hen y, e a a ciò a a sicu a) esse e
u ilissimi alla socie à a cui e an così pe icolosi. Louise Michel e a
de a alla Nuo a Caledonia
Fange
i
o
osso, an o si ese beneme i a
dei mala i e degli in elici.
LomB oso,
Gli ana chici. — 8.

-- 114 ---
Pei suicidi indi e i noi coll'in ligge e una mo e spe acolosa
non
acciamo che ende e un se izio ai nos i nemici, a lo o
aggiunge e una me a deside a issima.
Pe mol i al i ei d'occasione o di passione squilib a i da una
educazione insu icien e e da eccesso di sen imen o e dalla mise ia
p op ia ed al ui, la pena di mo e noi non l'appliche emmo nem-
meno se osse escluso il mo en e poli ico (1), pe ché meno pe i-
colose.
E bisogna conside a e che sono u i gio ani: Langs 20 anni,
Schwabe 23, Case io 21, ecc. e che a ques a e à si ha il massimo del-
l'audacia e dell' eccessi o ana ismo, che si a edda più a di ;
sicché in Russia si dice non esse i alcun ones o uomo che non
sia a 20 anni nichilis a e mode a o a 40.
E poi, un'idea non si so oca colla mo e dei suoi au o i : spesso
essa i guadagna, anzi, coll'au eola del ma i io; men e se è s e ile
cad ebbe egualmen e ; d'al onde come non si può du an e la i a
da e di un uomo un giudizio de
i
ni i o, così una gene azione non
può nella sua e ime a i a giudica e con ce ezza della alsi à
di un'idea, e an o meno quindi è in di i o di in ligge e pe ques a
una pena così adicale come la mo e ai suoi au o i.
La sopp essione lo o d'al onde non può po a al o an aggio ol e
quello di impedi e delle a ali ecidi e nell' indi izzo s esso del
p imo ea o ; pe chè il ana ismo e la neu opa ia non s ampano so o
la punizione, si esal ano anzi pe ques a: e Ra achol non e a anco
mo o che già s'e a c ea o un semídio Ra achol, anzi un e o dio,
e si e an o ma i pa ecchi inni alla Ra achol -- e in ece della
Ma sigliese si can a a la Ra achole: Dubois (o. c.) che ce ne dà
la no izia, no a che il p og esso maggio e dell'ana chia si ebbe in
quei
si í o e si ebbe o p ocessi o ep essioni iolen i che ece o da
sé
la p opaganda: a Rohan, p. es., Vienne, G ene , S. E ienne,
(1) FERRI,
Disco so pa lamen a e, 7
luglio 1594.
— 115
Nimes, Bou g: a Fou mies compa e l'ana chia dopo le ep essioni
sanguinose degli sciope i.
Abbiam
eclu o
a Ba cellona, a Pa igi s esso le es eme condanne
degli ana chici bomba da o i del ea o e poi del Gene al Campos
esse segui e da iden ici, anzi peggio i ea i.
E
es è abbiamo
app eso il is e mis a o di Caso io su Ca no , che ce o u a
i più in eg i ed ama i uomini di S a o. O a la F ancia cogli
ana chici non può imp o e a si di a e mos a o debolezza; ma
al c escendo delle ep essioni ispose an c escendo negli a en a i :
men e in Inghil e a e S izze a, con nessuna pena speciale 1'ana -
chico è pa alizza o e non ece mai g andi danni.
La p o a dell'inu ili à delle leggi eccezionali ce la dà da empo in
g ande scala la Russia, do e le ep essioni non mancano e e ibili
(la mo e len a e mu a nelle minie e e nei ca nai della Sibe ia),
eppu e ogni ep essione è segui a da nuo i e più iolen i en a i i.
« Non c'è, sc i e uno dei più acu i nos i pensa o i, G. Fe e o
(La Ri o ma sociale,
1894, pag. 986), pe il uoco delle endenze i-
oluziona ie, alimen o più po en e di ques i ma i ologi leggenda i,
che ecci ano la an asia di una quan i à di illusi, di ana ici, cli sug-
ges ionabili, di cui la nos a socie à pullula e che sono semp e
un
elemen o impo an e di u i i mo imen i i oluziona i. C'è una
quan i à di gen e in ogni socie à che ha bisogno di ammi a e
il
ma i io, di en usiasma si al ma i io, qualche ol a anche di su-
bi e il ma i io; gode di esse e pe segui a a ; di c ede si i ima
della p epo enza e mal agi à umana; che sceglie il suo a i pa -
i i poli ici a seconda dei pe icoli che esso p esen a, come ce i al-
pinis i scelgono pe un'ascensione la mon agna in cui i p ecipizi
sono più p o ondi e le e e più inaccessibili. Pe u i cos o o non
c'è ecci amen o miglio e ad abb accia e le eo ie ana chiche che Ia
pe secuzione clamo osa di cui son a e segno. O a pe u i cos o o
nulla è più pe icoloso che da e alle lo o an asie un cada e e di giu-
s izia o. Faillan gius izia o di en a un ma i e; la sua omba
è
— 116 —
a a segno a un pelleg inaggio con inuo; la leggenda comincia,
c esce, io isce, alimen a a da ques a pioggia di sangue, che u
semp e della leggenda il nu imen o pili impo an e.
«... Si e a c edu o onca e con la ghiglio ina le se e es e del-
l'id a ana chica; ed ecco al con a io che l'ana chia,'in ece di ini e
so o i colpi della legge e dell'in amia, non solo p ende nuo o i-
go e, ma miglio a di mol o il ipo dei suoi e oi. Ques a, pe chia-
ma la così, pu i icazione dell'ana chia è in a i uno degli aspe i
meno comunemen e osse a i, ma più impo an i dei e ibili a i
di ques i gio ni. Ji p imo e oe dell'ana chia in ques i ul imi anni
u il Ra achol, un ipo e oce di c iminale-na o, sanguina io, omi-
cida pe scopo di u o, una e a bes ia umana, che s oga a nella
poli ica le sue endenze e ocissime. Gli enne die o Vaillan , che
senza esse e immacola o, e a assai miglio e del p imo; a e a com-
messo u i e u e, ma non a e a mai assassina o ; e a lui seguì
l'Hen y, un gio ano o un po' squilib a o e bizza o, ma di condo a
incensu a a, che iuscì con il suo disco so alle Assisie a imp essio-
na e anche i suoi più accani i nemici, an o ne aspa i a la con-
inzione p o onda e since a. L'ul imo, il Case io, è senza dubbio un
ana ico ones o, che non ha mai commesso nessun ea o comune, che
e a incapace di comme e ne, e che solo l'acciecamen o della pas-
sione poli ica ha po u o po a e a a ciò che ece. Dopo un anno e
mezzo di ep essione ene gica, il Go e no ancese, anzi u i i Go-
e ni d'Eu opa, si o ano innanzi a ques o isul a o me a iglioso
e consolan e da e o : che men e p ima l'ana chia eclu a a i suoi
e oi a i candida i alla gale a, o a li o a a gli indi idui ones i,
che il ana ismo o un esage a o spi i o di sac i icio spinge con o
alla mo e, con la isolu ezza ca a e is ica di u i i ma i i di u e
le edi passa e.
« Ma non bas a : non soló l'ana chia si pu i ica; essa di en a anche
più audace. I legisla o i che c ede ano di spa en a la, con quello che
semb a di en a o l'ul imo alismano magico delle socie à ci ili, la
-- 117
'mannaia, de ono es a e a e i i cons a ando come essa enga
semp e più ad assali e la socie à di on e, senza nasconde si, non
os an e l'in ini a di e si à delle o ze. Da Ra achol che pone a di
soppia o le sue bombe e uggi a, assicu andosi il empo della uga,
siamo passa i a Vaillan e ad Hen y che hanno ge a o pe sonal-
men e le bombe in un ca è o nel Pa lamen o, in mezzo ad una olla,
con la quasi assolu a ce ezza di esse e edu i e a es a i; siamo
passa i al Case io, che si è se i o del pugnale e in mezzo a una
olla immensa, ale a di e in condizioni in cui anche la più lon ana
spe anza di uggi e alla ghiglio ina non po e a menomamen e so -
ide gli. Dall'uomo insomma che comme e l'a en a o, di emo così,
anonimo, siamo a i a i all'uomo che eddamen e ende la i a sua
pe quella di un uomo odia o, e comme e l'a en a o sapendo p ima
che la sua es a è da quel momen o pe du a.
a Ques i enomeni dolo osi, che a e iscono gli uomini di S a o
empi ici e supe iciali, non iescono in ece pun o so p enden i pe
chi conosce un poco gli uomini e la s o ia. Ques a pu i icazione del-
l'ana chia non
è
che la conseguenza di e a della pe secuzione. Si
capisce in a i acilmen e pe chè i p imi a en a i u ono commessi
da un delinquen e e o e p op io, come il Ra achol, e non da qual-
cuno di quei ana ici ones i, a cui si eclu ano o a an i ana chici.
Sebbene la mo ale poli ica e la mo ale indi iduale siano spesso in
disacco do, come ho en a o dimos a e iiì un al o a icolo pubbli-
ca o più su; sebbene mol e ol e un uomo ones o inisca pe com-
me e e, a scopi poli ici, azioni deli uose, sa ebbe s a o di icile
che, senza una p o ocazione di e a e mol o o e, pe sone in ondo
• buone si osse o decise a comincia e una se ie di a en a i così pe-
icolosi e c udeli, come quelli di cui la F ancia è s a a ea o in
ques i ul imi empi. La p ima idea do e a esse e il cap iccio e-
oce di una immaginazione di c iminale-na o, che a sangue eddo,
p endendo a p e es o pe secuzioni assai blande con o i lo o com-
pagni, ma in eal à pe s oga e la inna a mal agi à, si olle di e -
__118
--
i e a a sal a e le case di alcuni magis a i, e p eso gus o
al
giuoco, con inuó sinchè non u p eso. Ma dopo enne o le pe se-
cuzioni se ie, le leggi eccezionali esp essamen e o a e,
i
ghiglio -
inamen i ipe u i; si c eò la leggenda del ma i io ana chico;
e
u o ciò u su icien e a spinge e nella ia degli a en a i anche i
ana ici ones i del pa i o : cos o o non si sa ebbe o mossi pe al e
cause; ma quando hanno comincia o a ede e i lo o compagni im-
p igiona i a cen inaie, i lo o gio nali seques a i, qualche es a
di
amico uzzola a nel panie e della ghiglio ina, hanno do u o sen i
ecci a i quei sen imen i al uis ici e di solida ie à poli ica che in
u i i pa i i es emi e nei ana ici ones i sono assai i i. Bisogna
pensa e che Vaillan , Hen y, u i gli ana chici imp igiona i a e-
ano od hanno nel pa i o amici edeli, in cui la comuni à delle
idee, dei pe icoli, della i a, del ana ismo po a l'amicizia a un
g ado di in ensi à che noi di icilmen e ci app esen iamo; bisogna
pensa e che in essi le pe secuzioni con o i lo o amici ecci ano l'i a
e lo sdegno che ecci e ebbe nella Eu opa deglí scienzia i la no-
izia che lo Cza abbia manda o in Sibe ia qualche g ande pensa-
o e pe il deli o delle sue scope e; bisogna pensa e che essi e-
dono pe segui a i i lo o amici, appun o pe chè seguaci di quelle
idee che essi ado ano e la cui comuni à cemen a più di ogni al a
causa la lo o amicizia ; e non si a à di icol à a capi e pe chè, ap-
pena la pe secuzione cominciò, il ipo
dell'a en a o e
si sia mi-
glio a o e i delinquen i siano s a i da quel momen o dei ana ici
ones i, uomini cioè in cui ques i sen imen i di solida ie à sono più
o i e in cui spesso, pe uno squilib io mo ale, il bisogno di sac i-
icio è pa ologicamen e in enso.
« L'al o a o, quello del maggio co aggio, è connesso di e a-
men e con ques o. Più l'a en a o e è ana ico ed ones o, più le con-
seguenze del suo a o lo lasciano indi e en e; egli a à anzi il gus o
del sac i icio e comme e à il suo deli o a qualunque cos o, anche
con l'assolu a ce ezza di esse e p eso, giudica o ed ucciso. Un di-

— 119 —
nami a do come Ra achol, che comme e il deli o pe ca i e ia,
ce ca di assicu a si la uga e si a p ende e una ol a alla ine solo
pe legge ezza; un dinami a do come l'Hen y o un p esiden ícida
come il Case io, che comme ono il deli o pe ana ismo, anno a
comme e e il deli o sapendo già di do e mo i e, e quindi non
ce cano di assicu a ne la iusci a, noncu an i di lo o s essi.
cc... È una legge s o ica di una a ali à assolu a che la iolenza
ecci a la iolenza; e i a i ecen i non ne sono che una con e ma
dolo osissima. Osse a e ciò che in piccolo è accadu o in I alia; e
oi ci ed e e iassun o ciò che in g ande si s olge nella F ancia
e nella Spagna. L'on. C ispi semb a a e e la speciali à degli a en-
a i: ín pochi anni egli ne ha subi i due ; men e gli al i uomini
poli ici i aliani ne sono semp e s a i sal i; men e nessuno, pe es.,
ha mai pensa o di a en a e alla i a dell'on. Dep e is. Quale è la
agione di ques a di e enza? La agione è che l'o i. C ispi è a
u i gli s a is i d'I alia quello che mos a piìi piace e a isol e e
le ques ioni con la o za; e pe ques a ia egli s esso pola izza, pe
di così, l'ideazione dei suoi nemici e so l'uso della o za, e a-
scina con la sugges ione inconscien e del suo esempio. L'on. I)e-
p e is, che p e e i a usa e l'as uzia e l'abili à, non ha mai ecci a o
con o di sè p oposi i iolen i, come non li hanno ecci a i u i gl i
s a is i non iolen i come Ca ou , Glads one e in gene ale u i gli
uomini di S a o inglesi, che ce cano, nei appo i di poli ica in-
e na, di usa semp e piìi che si possa la o za mo ale. Il me-
desimo a o si è is o in F ancia, do e i p oposi i iolen i del
pa i o ana chico addoppia ono di in ensi à, guando il Go e no
cominciò ad applica la o za in u e le sue o me alla ep essione
dei lo o a en a i; pe chè u i i p oposi i e i deside ii la en i di i-
ol a ne u ono ecci a i di e amen e. Si po ebbe obbie a e, è
e o, che il Go e no ancese e lo spagnuolo u ono essi s essi p o-
oca i alla ep essione della o za dalle b u ali à degli ana chici :
ma bisogna i le e e che in ques e lo e è il Go e no, è la classe pi
— 120 —
al a, più icca, più po en e più is ui a che do ebbe da l'esempio
della agione olezza, della calma e della eddezza; senza ico e e
ciecamen e, appena il pe icolo si mos a, al e o e e alla ghiglio -
ina che c eano i ma i i ed ecci ano nel pa i o che si o ebbe di-
s ugge e lo spi i o di lo a e di esis enza ».
La ep essione iolen a ha anche il o o di insupe bi e gli ana -
chici, di a lo o c ede e di pesa e sui des ini dei popoli, e di
p edispo e in lo o a o e le classi più ele a e la cui ipugnanza
è iI
miglio e balua do all'in u ia e lo o.
La
ca a e is ica p incipale di ques i ea i poli ici nei ei pe
passione ed occasione è di i ela e nei suoi au o i un inada a-
men o — di ei
speci ico —
alla o ma di go e no so o la quale
i ono e con o la quale comme ono la lo o azione deli uosa.
I
delinquen i comuni in ece mos ansi inada i non solo all'ambien e
sociale della nazione in cui o ansi, ma all'ambien e sociale di
u e le nazioni che sono giun e all'iden ico g ado di ci il à cui
giunse la lo o.
Men e, quindi,
i
delinquen i comuni de ono esse e elimina i
da
u o il mondo ci ile, i delinquen i poli ici bas a che sieno
ol i da quell'ambien e giu idico e sociale di quel da o popolo,
al
quale hanno da o p o a di non sape si ada a e.
L'esilio, e — in casi g a i — la depo azione sono dunque
indica i come le pene più con acen i a ques a specie di ei.
Ed io p oposi
(1)
pe ques i ei poli ici pu i (esclusi i pazzi ed
i
ei na i) che ques e pene siano semp e empo anee e e ocabili
ogni 5 anni die o una o azione pa lamen a e, po endosi da e —
come accadde, pe es., pei ei di bes emmia, di a eismo — che
assai p ima dello spi a e delle lo o pene siasi mu a a l'opinione
pubblica sulla po a a dei lo o a i, ino a spoglia li d'ogni in-
dole c iminosa; ed è appun o pe ciò anche che, men e la nos a
(1)
Deli o poli ico,
ecc.,
Pa e
IV.
— 12! —
scuola è con a iissima al giu ì pei ea i comuni, non lo è pun o
pei ea i poli ici, pei quali anzi il giu ì è il solo mezzo di dia-
gnosi, di iconosce e cioè se sono o non sono deli i nell'opinione
pubblica del momen o a uale.
In ece l'in io al Manicomio di quan i sono epile ici o is e ici
sa ebbe una misu a più p a ica specie in F ancia, do e il idicolo
uccide. Pe chè i ma i i sono ene a i; dei ma i si ide — ed
un uomo idicolo non è mai pe icoloso.
Le misu e in e nazionali d'al a pa e sono inu ili, poichè quella
gen e non ha un cen o da po e colpi e.
Ogni momen o le ingenue polizie ne sognano uno che si dilegua
appena i si a più icino; ed è na u ale pe chè u o il p incipio
ana chico è nell'esage azione dell'indi idualismo, nella negazione
d'ogni dipendenza.
D'al onde i sono paesi che appun o pe la mi ezza delle lo o
leggi sono mena colpi i dall'ana chia, od in cui essa non ha p esa
essendo essi oppo ben go e na i pe chè i a ecchisca; nè ques i si
associe anno ce o ai paesi in e i nell'ado a e misu e d aconiane,
che li disono e ebbe o e o se a ebbe o so ge e i pe icoli s uggi i.
Tu i pe ò po ebbe o acco da si in alcune misu e di polizia co-
mune, non iolen i. Tale sa ebbe la o og a ia gene ale di u i
gli adde i all'ana chia mili an e, l'obbligo in e nazionale di de-
nuncia e i aslochi delle pe sone più pe icolose, l'in io ai mani-
comi di u i gli epile ici monomani e ma oidi in e i d'ana -
chismo — misu a mol o più se ia che non si c ede ebbe sulle
p ime — la seques azione pe pe ua degli indi idui più pe icolosi,
appena abbiano commesso un g a e deli o comune, possibilmen e
nelle isole lon ane dell'Oceania: la dimos azione in o ma popo-
la e e aneddo ica, spa sa a migliaia d'esempla i, delle lo o assu di à,
l'o dine di lascia libe e le popolazioni di mani es a si, anche con
a i iolen i, con o lo o: c eando così una e a leggenda an iana -
chica popola e, p op io in quel mezzo che essi ce cano sedu e di piii.
Ma u i ques i sono p o edimen i che il medico chiame ebbe
— L
7 J —
momen anei, pallia i i, pe non pa la degli assu di che an ico -
da e la massima:
Videbis qua»2 pa a sapien ia egi u
munclus.
S ampa. — «
Che di e, ipe e ò col Fe e o, delle ecen i leggi
sulla s ampa? F a gli al i e o i i si con use balo damen e gli
ana chici coi socialis i: i p imi non hanno s ampa, né a endola ne
use ebbe o; sicchè olendo colpi e gli uni si colpiscono in ece i lo o
piìl se i nemici.
« Tu i colo o che hanno osse a o il mo imen o ana chico
un
po' da icino, sanno benissimo che i g andi cen i della p o-
duzione lib a ia dell'ana chia sono all'es e o; e che dall'es e o
a i ano quasi u i i gio nali e opuscoli di p opaganda, che gli
ana chici dis ibuiscono. Sicché ques a legge non può spa en a e
g an a o, in ques o momen o almeno, gli ana chici.
« Ma la legge sa ebbe egualmen e ana, se gli ana chici a es-
se o in I alia una s ampa io en e. La s ampa è sino ad un ce o
pun o un di e si o e un pa a ulmine; pe chè più gli ana chici
po anno sc i e e e s ampa e, meno agi anno e meno ce che anno
s ogo alle lo o passioni poli iche in ques i clamo osi a en a i.
La
p o a di ciò io l'ho o a a in una ase semplicissima di una
le e a del Case io dalla F ancia ad un amico: « In quan o alla
p opaganda, qui in F ancia si cammina mol o, ma sol an o pe i
a i; essendochè il Go e no libe ale epubblicano p oibì di pub-
blica e gio nali ana chici, seques ò u i i dena i, u e le co -
ispondenze ». Il gio nale, del es o, ha con ibui o po en emen e
a mi iga e anche la nos a i a poli ica, sos i uendo gli a icoli
ingiu iosi alle pe cosse che i pa i i i ali si ba a a ano una
ol a; e o se anche oggi, nei pa i i conse a o i s essi, mol a
gen e ascende ebbe a iolenze, se non po esse s oga e l'i a con o
i
nemici poli ici sc i endo o acendo sc i e e: pe chè non do ebbe
accade lo s esso degli ana chici? E una e a disg azia che il
pa i o ana chico non abbia anco a p ese le abi udini le e a ie
e gio nalis iche degli al i pa i i, pe chè o se, se a Li o no gli
-129--
- gius o ed u ile che diamo a ques o ana ismo una al ola di
sicu ezza con imedi economici, come abbiamo da o a quelli poli ici
i imedi della cos i uzione, del pa lamen a ismo, ecc., al eligioso
la libe à dei cul i, ecc.
I imedi più adicali sa ebbe o quelli che diminuisse o l'esage-
a o accen amen o delle p op ie à, delle icchezze, della po enza,
cosicchè sia eso possibile a quelli che hanno l'ingegno e la o za
al la o o il guadagna si da i e e.
Nella F ancia s essa la i oluzione dell'89 non ece che sos i ui e
dei g andi p op ie a i ai g andi eudali ; e men e
1
1
4
del suolo
appa ene a agli ag icol o i o a non i appa iene che 118.
Negli S a i Uni i men e 911100 degli abi an i non possedono
che 20[100 della icchezza del paese, 91100 ne possedono 80 010:
4047 amiglie posseggono ci ca 36 ol e an o che 11,587,887 a-
miglie iuni e.
E da ques o la o, men e il socialismo si c ede dai poli ici balo di
(e nón son pochi) il ido allea o dell'ana chia ne è in ece il gi a
g ande nemico ed il miglio p e en i o.
Nessuno, sc i e uno dei piìl simpa ici nos i socialis i —
neanche i conse a o i più a abbia i — si è pos o così isolu a-
men e come i socialis i di on e ai bandi o i dell'assu da e sel-
aggia eo ia dell'assassinio poli ico a scopo di i endicazione eco-
nomica. I Gesui i hanno glo i ica o Giudi a e Giaele ed a ma a
la mano ai Ra aillac ed ai ca ne ici dell'Inquisizione assassina.
I capi del Te zo S a o can ano nelle lo o scuole le glo ie di Timo-
leone e di B u o e pensionano le amiglie di Agesilao Milano e di
Felice O sini. I socialis i, seguaci di una mo ale basa a sullo s udio
p
osi i o della s o ia e della socie à, non cessano un is an e dal
ipe e e ai la o a o i che i lo o mali non sono olu i dai icchi, ma
sono il p odo o ine i abile dell' odie no sis ema economico; che
pe ciò si possono gua i e sol an o mu ando ques o sis ema, che al
con a io oggi essi medesimi o mano e sos engono di e amen e
LowmoEo,
Gli ana chici. —
9.

— 130
o indi e amen e; e che ale mu amen o non lo possono compie e
nè le bombe nè i pugnali — che uccidono inu ilmen e alcuni in-
di idui e lasciano immu a a la cos i uzione sociale — ma lo compie
a almen e e sola l'azione i esis ibile e ogno c escen e degli s essi
la o a o i che uni i, o ganizza i, coscien i, si ele ano — come già
si ele ò il Te zo S a o -- alla conquis a del lo o di i o e danno
i a ad una socie à nuo a in a monia coi -lo o in e essi (1).
L'ana chia scompa sa in Ge mania, Aus ia; Inghil e a dopo
il g ande es ende si del socialismo, And ea Cos a, impicca o in
e igie e P ampólini pugnala o dagli ana chici pe a e e inizia o
ques o nuo o mo imen o, e gli a acchi e oci della s ampa ana -
chica eu opea con o u i i socialis i dimos ano quan o sia g ande
la di e genza a i due campi.
Il socialismo insomma, con u a le eo ie ana chiche da an i a
quei ce i che più ne sono sedo i, colle conclusioni che noi spe i-
men almen e o ammo (2) : mos a, cioè, che nessuna nuo a o ma
poli ica od economica app oda se non len issimamen e p epa a a
— e che solo un mu amen o len o, o dina o, nel sis ema capi a-
lis ico miglio e à le condizioni dei meno abbien i, diminuendo la con-
cen azione eccessi a della icchezza, sos enu a con an o egois ico
a o i ismo, dalla ecchia economia poli ica — che emana a dai
icchi pensa a solo ai icchi, senza p eoccupa si degli al i quasi
e' non esis esse o.
Ma bisogna sop a u o a e del socialismo p a ico e non bud-
dis ico come quello che si a in I alia; bisogna che i socialis i
pensino che a o za di ole esse e pu i, iniscono ad esse e nulli:
e che la causa u ilissima che hanno in mano li de e a e scusa e
se pe quello scopo che in poli ica è u o, il successo, essi s'alleino
con al i pa i i, almeno in alcune da e di ezioni in cui l'opinione
(1)
La Gius izia,
1° luglio 1894.
(2)
II
Deli o poli ico
e le
i oluzioni,
pe
LOMBROSO
e LasCEE , Pa e I.
— 131 —
pubblica ascina i pa i i più es ii: l'abolizione della gue a,
pe esempio, le o o o e di la o o, la as o mazione dei con a i
ag a i.
Allo s esso modo che abbiamo a o un passo cosi g ande nella
suddi isione della p op ie à coll'abolizione dei maggio aschi (e
anche allo a pa e il inimondo), così c edo che senza g a i u -
bamen i si po ebbe p o oca e una maggio e suddi isione della
p op ie à con una assa p og essi a, e con una legge che de-
ol a le e edi à che so passasse o il milione o più, e u e le
colla e ali e le acan i , in a o e delle classi più po e e; e se
e amen e i g andi la i ondi, quali quelli della campagna Ro-
mana e Sicula, assicu ando la icchezza di pochi, pe pe uano la
mise ia e la mala ia di mol issimi, non edo quale di icol à i
debba esse e a quella esp op iazione o za a in a o e dello S a o,
o dei Comuni a p o' dei mena abbien i, che, se si a asse di
un'inu ile o dannosa o ezza, nessuno o e ebbe s ana o iolen a,
men e meglio di ques a ci ga an i ebbe dagli esi i della peggio e
di u e le gue e: l'in es ina; nè edo che di icol à s'opponga al-
meno al mu amen o dei con a i ag a i — allapiù ampia, p. es., coin-
e essenza negli u ili ag icoli dei con adini, che i con ibuiscono
con an a pa e di lo o s essi ; e già ques o e a enu o in men e
a mol i nos i eminen i poli ici, nien e i oluziona i, ul aconse a-
o i, anzi, come Jacini, che i ede a il solo imedio adicale con o
la pellag a. E pe chè non si po à a e al e an o pe gli zol i in
Sicilia, pei ma mi in Lunigiana? E se la ca es ia del ca bone è
uno degli os acoli maggio i allo espande si di ce e indus ie in
I alia, pe chè non do ebbe il paese spende e ad age ola e il a-
spo o a dis anza delle o ze id auliche, di cui abbondiamo, al-
meno un cen esimo di quelle somme ch'egli spe pe a s olidamen e
in lussi solda eschi, o coloniali ?
Il p oge o di legge sui la i ondi siciliani del C ispi sa ebbe
s a o un en a i o, in ques o senso, che almeno mos a a la buona
-1
32
in enzione di cambia e in qualche modo quei di i i di p op ie à
che oppo ingius amen e si p e endono in iolabili. Ma ahi ! quella
Came a, che o ò conco di quasi u i i pa i i nelle p opos e
più
iolen i di ep essione, non o ò il empo d'app o a lo — anzi,
nemmeno di discu e lo; e a, come dissi, solo
un
en a i o, pe chè
l'espe ienza ci dimos a che le piccole p op ie à sono apidamen e
asso bi e dalle g andi, sicchè i neop op ie a i sa ebbe o o na i
p ole a i in b e 'o a, come lo sono di en a i quelli nelle cui mani
enne o i piccoli lo i delle manimo e ecclesias iche, idi enu e
manimo e banca ie. Poichè, come pe legge isica, le masse g andi
asso bono semp e le piccole, così le g andi p op ie à, che sole
possono dispo e di macchine ag icole, masse d'acqua, concimi, ecc.,
iniscono al p imo bisogno pe co ode e, poi asso bi e il piccolo
ondo icino. Bisogne ebbe , d'al onde, esse e pazzi come gli
ana chici pe c ede e di p o ede i i o nando assolu amen e
alle o me p imi i e della p op ie à: non es a al o con o l'as-
so bimen o ine i abile della piccola p op ie à che lascia e o ga-
nizza e in o ma coope a i a ques i minuscoli p op ie a i e i
p ole a i della e a (1) : e non col e o e col uoco dis ug-
ge e le lo o unioni, che solo o ganicamen e possono o ma e una
così g ande massa da non lascia si asso bi e dalle masse mag-
gio i dei g andi p op ie a i. Ce amen e il Go e no ha do e e di
ede e che non ascendano al di là degli in e essi economici.
Che se si uol p ocede e più g ada amen e, obblighinsi in an o i
pad oni a modi ica e i con a i ag a i, impediscansi i sop usi
a o ma di
uck sys ème,
come l'eso bi an e esigenza che i coloni
debbano ien a e u i nella lon anissima cin a ci adina e pe -
me e e che abb ichino ugu i lon ani. Do e esis e ano i pos-
sessi comunali, come a Cal a a u o, gio e à conse a li e anche
(1) Ques o a e a accenna o Sonnino p ima che, di en a o Minis o, si acesse
con addi o e, ahi! oppo du o, dell'ope a p op ia!
— 133 —
is abili li : pe poco che gio ino sa à semp e meglio che nien e. In
Lomba dia ins au a é pe i p op ie a i che dis ibuiscono mais
a elena o ai con adini una gius izia così e oce come quella inal-
be a a pe gli ana chici. In ques o caso i colpe oli non hanno la
scusa di una ne osi nè di una g ande idea, e sono c iminali assai
più, come ho dimos a o.
In Inghil e a non occo se a u o ciò neppu e la o mola socia-
lis ica: quell'unico Go e no sa io che abbia l'Eu opa, nella que-
s ione i landese p ima, nella ope aia poi (ques ione dei mina o i,
degli sca ica o i di ca bone), col pe messo comple o degli sciope i,
colla concessione spon anea delle o o o e in u i gli opi ici go-
e na i i, cogli acco di a bi ali in cui pad oni ed ope ai a e ano
un o o pa i, p e enne ogni eccesso delle oppos e classi, e a o a,
auspice un e o Lo d (Lo d Rosebe y), accos andosi alla comple a
soluzione della ques ione sociale senza scosse nè iolenze. Ed è
là che l'ana chia è comple amen e impo en e e senza
p esa:
essa
i è inu ile, ed è disp ezza a da quelli s essi a cui o ebbe po -
a e socco so, e che comp endono non sa ebbe lo o che di danno.
Poli ica. —
A mol i al i dei mali che a liggono poi la nos a
I alia, p o oca i dal clima, dalla s o ia, ce o non possiamo po a e
un imedio immedia o, ma non dimen ichiamo almeno quei imedi
che la più comune sa iezza può app es a e.
In linea poli ica una diminuzione dell'immuni à pa lamen a e
e dell'esage a a po enza concessa ai Depu a i sa ebbe mol o mag-
gio e sal agua dia con o i colpi ana chici che le g a e e le gua die
di cui cominciano a ci conda si.
Quando i Re e ano despo i, è na u ale che l'ana chia osse egicida;
adesso che i Depu a i sono i esponsabili quan o quelli, e più dispo-
ici anco a e più di lo o colpe oli, è na u ale che gli ana chici se la
p endano con lo o e che si sos i uisca il depu a icidio al egicidio.
Abbiamo, pe dio'.. lo a o pe secoli onde impedi e i p i ilegi
— 43_1 —
dei p e i,
dei gue ie i, dei Re, ed o a man e emo, so o la isima
di una p e esa libe a, i p i ilegi piì s ao dina i, pe sin quelli
comme e e i ea i più comuni, a più di se ecen o Re ?
E qui o na oppo una quella p opos a che io eci nel mio
De-
li o oli ico,
del T ibuna o che abbia il di i o e il do e e di. di e
il e o a u i, senza pe icolo d
i
p ocessi di di amazione; io lo
eci pensando che u solo al T ibuna o che la Repubblica omana
do e e il suo equilib io e la sua s abili a, e che si de e all'a -
oca o (lei po e i, se mol e p epo enze dei Go e ni dispo ici en-
ne o ispa mia e o sana e. Anche nei nos i casi Banca i, senza
i T ibuni boulangis i a Pa igi, e senza quell'a di o campione che
u il. Colaianni, u i i pa i i,
u i
gli uomini se ii si sa ebbe o
messi d'acco do pe a ace e il mal a o e pe nasconde e la piaga,
inchè ques a si osse ido a in canc ena. Pe ciò c ediamo che un
buon Go e no do ebbe non impedi e, come ece, la elezione di
ques i, ma a o i la in u i i modi, come un'a a della p op ia
ones à, come una ga anzia al pubblico che i sa à uno, semp e,
che di à il e o, anche quando u i lo ace anno.
Una delle i o me che meglio a es e ebbe o la co uzione e
quindi l'ana chia che la segue, come 1'a ol oio i cada e i, sa-
ebbe un la go decen amen o. Quando
a un _Go e no
così accen a o
come il nos o
e
il ancese è da o l'inca ico di amminis a e somme
eno mi, di combina e a a i pe milia di e milia di, come pe mol i
dei nos i la o i pubblici, la co uzione si o ma subi o in o no,
pe chè il con ollo del pubblico i è meno di e o
e più iacco,
la
spe anza della impuni à, maggio e. Me e e in ece gli amminis a-
o i ad agi e so o gli occhi di una ci adinanza, e il con ollo
di en a assai più e icace ; e il i egno dei deboli, che il dena o
po ebbe a ascina e o pe de e, maggio e. Tu i a anno po u o con-
s a a e che i Panama accadono
u i
in o no alle g andi AmmP
nis azioni cen ali, mai, o in p opo zioni ido issime, nelle Co-
munalí (Fe e o).

-135--
Bisogna esse e dieci ol e ciechi se, compa andoci alla No egia,
alla S izze a, al Belgio, non ci acco giamo che, in mezzo alla
idicola oglia di p imeggia e, siamo il penul imo, se non l'ul imo
a i popoli d'Eu opa, l'ul imo pe mo ali à, l'ul imo pe ic-
chezza, l'ul imo pe l'is uzione, l'ul imo pe l'a i i à indus iale
ed ag icola, l'ul imo pe in eg i à della gius izia, sop a u o
l'ul imo pe quell'agia ezza ela i a anche delle classi piìi basse,
da cui iene la e a elici à e che spi a nelle po e e ci a-
dine S izze e e sui po i della No egia. P imi in ece siamo
pe e eni incol i e mala ici, p imi pe le mala ie endemiche,
p imi pu oppo pel deli o, p imi pe la g a ezza dei ibu i.
O a io non domando che a u o ciò si possa o a e imedio ad
un a o, ma non aumen iamo, pe Dio, colla nos a ceci à le ine-
i abili s en u e, non aumen iamo colle nuo e e medioe ali io-
lenze le na u ali disc epanze a le classi che la mise ia già ende
così spicca e e dolo ose. Non impediamo che le agg egazioni di
g uppi impo ino len amen e un na u ale lenimen o.
Sop a u o, essendo po e i e piccoli, iniamola di gon ia ci, come
la ana di Esopo, con mal sicu e alleanze, e con a mi sp opo ziona e
migliaia di ol e più di quel che siamo ealmen e. Sos i uiamo
l
a
modes ia alla iolenza e all'in igo.
11 conosce e da e o la nos a debolezza e il egola ci a no ma
di ques a è già un p incipio di i medio, men e il olleggia e
in lussi coloniali, in e e da cui i uggono le nazioni più icche,
in cui non abbiamo che da pe de e; il olleggia e die o p ima i
poli ici che non co ispondono al e o bilancio delle nos e o ze,
man enendo un ese ci o che al p imo spa o s ampe ebbe pe man-
canza di quel ne bo di gue a che è il dena o, aumen a a mille
doppi la nos a in elici à, e quel che è peggio, non pe o za
na u ale delle cose, ma pe causa olu a,
pe causa
nos a.
Come si ede il cole a colpi e di p e e enza i qua ie i più po e i
e
più sudici della ci à, e quindi indica ci o e debbansi più po a e
-= 136 —
le
nos e cu e p o ila iche, così l'ana chia in ie isce nei paesi meno
ben go e na i, e pe ciò la sua compa sa po ebbe esse e, in mezzo
all'apa ia delle masse o degli uomini poli ici, indizio di ca i o go-
e no -- e
s imolo
i o a miglio a lo. E quindi noi dobbiamo ene
die o alla sua compa sa pe segnala ne i p o edimen i a i a o-
glie e i diso dini ed i mali che a o iscono la sua enu a e la
pe manenza.
Ma noi acciamo in ece il con a io.
Facciamo a e alla polizia la selezione alla o escia dei miglio i
ingegni , pe oglie li di mezzo alle popolazioni , già così poco
illumina e, che po anno esse e così piiì acilmen e p eda alle più
is i passioni. Dopo a e p oclama o ad al e g ida la libe à degli
sciope i, non solo con una sco e a legislazione endiamo inane
il più
legge o en a i o di esegui li, ma siamo enu i al pun o
da p oibi e pe ino i più paci ici dei me odi con o le esage a-
zioni della speculazione, come le leghe di esis enza, come il
boico aggio.
O a ques o è non ep ime e, ma inci a e gli ana chici, acendo
con o le in ime quello che essi en ano con o le al e classi.
h^
innegabile che ai mali di Sicilia i ela i ipe u amen e da Vil-
la í,
Sonnino, Damiani, Colajanni, Alongi, nessuno pensa a p o e-
de e sul se io p ima dell'ul ima ibellione — nemmeno con quegli
e e ni p oge i di legge che es ano così spesso le e a mo a ;
nemmeno quando e a giun o al Go e no colui che p imo li a e a
i ela i; la s en u a a sommossa di ques i empi ha
a o ce o
pe le inizia i e della i o ma ag a ia di quell'isola quello a cui
10,000
Depu a i in 30 anni non hanno nemmen sogna o : ha a o
so ge e se . p oge i di i o me economiche : come i mo i ana chici
d'I landa hanno sugge i o i p o edimen i di Glads one, men e
all'inc udeli e semp e maggio e delle pene senza mu azioni di
is i uzioni in Russia, Spagna e F ancia seguono a en a i semp e
più
g a i.
— 137 —
Pe
ca i à, non imi iamoli, non siamo ciechi al pa di ques i;
popolo
che
in mezzo a an e e gogne, a an i izi, non abbiamo
a u o mai quello dell'in empe anza poli ica, non guas iamo le
nos e buone adizioni, non inc udeliamo anciullescamen e con o
il enomeno dell'ana chia, a ischio d'ing andi la e ende la piìi
. e oce in ece di ice ca ne e cu a ne adicalmen e le cause.
LoMERoso,
Gli ana chici. —
9
APPENDICE
Dopo la mo e di Case io.
Au o e oli. gio nali a cui
La Neue F eie P esse
che già mi
o nì in p oposi o co ese ospi ali à, mi hanno appun a o che il.
Case io is o dalle Assise di Lione p esen a alcuni ca a e i di e-
en i da quelli che io ho en a o accia e. Io po ei isponde e
che non solo l'uomo sano ma anche il pazzo, messo innanzi a
un
g an pubblico ed in solenni occasioni, modi ica e quasi mu a nella
pe sonali à psichica,- quan o quasi so o la sugges ione ipno ica.
Quindi anche l'uomo più modes o può pa e o goglioso, pun o negli
in imi ecessi di quel po' di ani à, che ciascun di noi po a nel
cuo e.
Ma a me pa e che il Case io, du an e e dopo le Assise, ha mu-
a o da quello che e a, o meglio da quello che io lo dipinsi, mena
assai di quan o qualunque al o a ebbe immagina o po esse ac-
cade e.
Si. è de o, p. e.,che la mia desc izione del suo co po e a oppo ab-
belli a. Ebbene, la p ima imp essione che ece in u i la isionomia
del Case io all'Assise e a la mancanza di ogni ca a e e c iminale,
alchè la gen e dice a: « Ma con quella accia può esse cos ui
l'assassino?» oppu e: «
Do 'ò l'assassino! » (Jou nal des Déba s).
Si son nega e le sue endenze epile oidi, impulsi e, pe chè egli
nega iolen emen e di esse pazzo. Ma bisogna non esse e alienis i
INDIC
E
P e azione alla p ima
edizione

.

.
Pag.
5
P e azione alla seconda edizione

.7
CAPITOLO

I. -
Posizione e cause dell'ana chia

.
»
15
Idee gius e di alcuni ana chici

.
»
26
C i ica dell'idea ana chica. — Assu di à
31
Ri oluzione e ibellione

.
»
35
»

II. —
C iminali à negli ana chici

.
37
Ge go

.

.
»
33
Ta uaggio .

.
»
»
Senso e ico

.
»
»
Li iche

.
»
39
C iminali .
»
41
Ra achol .
42
Pini .

.

.
»
44
C iminali à e poli ica

»
»

III. —
Epilessia ed is e ia
Monges .
Vaillan .
IV.
—
Pazzi .
V.
— Ma oidi
Ma oidi pe secu o i.
S ile ili ma oidi ana chici
VI.
— Suicidi indi e i
»

4
8
•
51
»
52
»
JJ
»
59
•
62
»
63
.
»

65

-146
CAPITOLO VII. —
Rei pe passione — Case io

Pag.
E à e sesso

"
Complici

.

"
A a ismo .
Psiche

»
69
7
»
»
Case ío
»
74
Na u a
epile ica
_'0
Ipe es esi
82
San iago

.

.
83
»
VIII. — Al uismo
86
»
IX. — Neo ilia .
»
100
»
X. — Al e in luenze: me eo iche, e niche, economiche.
S agioni

»
104
Geog a ia del deli o poli ico
»
105
Mon i
»
107
Luoghi concen ici

.
»
108
Salub i à ..
»
109
Razze
»
»
Innes i
» »
Ca i i Go e ni

.

»

111
»

XI. — P o ilassi

»

113
S ampa

»
122
Religione .

»

123
Misu e p o ila iche .

»

128
Poli ica .

»

133
APPENDICE

-
Dopo la /Po e di Case io

»

138
5./
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