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I recenti studi sulla biologia di Aristotele come contributo per una critica all'interpretazione dei Naturphilosophen

Abstract

L’impresa realizzata da Aristotele nelle sue indagini sul mondo naturale, in particolare biologico, ha come sfondo due assunti teorici: la possibilità di organizzare i phainomena in modo dialetticamente ben strutturato ma allo stesso tempo aperto, fl essibile, come la realtà vivente che si studia, e l’opportunità di off rire alla conoscenza teoretica, di tipo assiomatico, non solo informazioni e strumenti per la comprensione delle singole specie, ma anche metodi, e le relative logiche, che, se ben seguiti, condurranno alla conoscenza scientifi ca. Questa, intesa nell’accezione di conoscenza causale, non può procedere in modo puramente formale. Il nostro obiettivo è di dimostrare perché i Naturphilosophen non hanno colto la lezione aristotelica, fi nendo con il rifi utare il suo teleologismo perché considerato metafi sicamente regressivo.

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I recenti studi sulla biologia di Aristotele come contributo per una critica all'interpretazione dei Naturphilosophen

Author: Albergo, Gaetano
Publisher: Universidade de Lisboa, Faculdade de Letras, Centro de Filosofia / Departamento de Filosofia da Universidade de Lisboa
Year: 2016
Source: https://repositorio.ulisboa.pt/bitstream/10451/28014/1/47%20Gaetano%2027-42.pdf
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Gae ano Albe go1
(Uni e si à di Ca ania)
In oduzione
Sul fi ni e del XVIII secolo sul suolo edesco si egis a un acceso
an agonismo nelle p ospe i e epis emologiche della scuola kan iana, in
pa e impu abile alla mediazione ope a a da Reinhold, il quale con le B ie e
übe die kan ische Philosophie del 1786, e il Ve such eine neuen Theo ie
des menschlichen Vo s ellungs e mögens del 1789 con ibuisce a fi l a e
all’in e no del c i icismo una o ma di eleologismo che a à p esa su
quan i gli succede anno a Jena: Fich e, Schelling e Hegel. Dall’equi oco
a anno o igine i due on i dell’in e p e azione della gnoseologia
kan iana, la Na u philosophie di ma ice idealis ica e la Na u al
philosophy di de i azione b i annica. In Ge mania il conce o di impulso
o ma i o (Bildungs ieb) si diff onde come al e na i a sia al meccanicismo
new oniano che al iduzionismo e oluzionis a. È la biologia l’al e na i a al
meccanicismo. Il conce o a is o elico di causa i nale i i e come conce o
ca dine di un’epis emologia che in Ge mania, sulla sco a della eazione
all’illuminismo ancese e inglese e in linea con l’indi izzo idealis ico
assun o dalla C i ica, a a e so i conce i dell’idealismo ascenden ale
p omuo e una nuo a fi losofi a della fi sica che iduce lo spazio della
agione al egno dei fi ni. La coesis enza di Kan e A is o ele è dapp ima
pu a spe imen azione, la causa fi nale è in esa come o za i ale, poi, con
1 [email p o ec ed]
Philosophica, 47, Lisboa, 2016, pp. 27-42.
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Schelling, come anima del mondo e o za o ganizza ice dell’o ganismo.
Infi ne occa al ipo assume e il uolo di p incipio sele i o che semplifi ca
e ende possibile un’o ganizzazione o dina a degli o ganismi. Il p ima o
o ganicis a es imonia il p ocesso di sna u amen o della C i ica. Nella
eazione alla me afi sica meccanicis ica che a e a an o limi a o la fi sica, si
pe de l’equilib io a una na u a incola a da leggi necessa ie e la c ea i i à
della acol à del giudizio, po ando all’eme ge e di una fi siologia di una
na u a-na u ans spicca amen e eleologica. Nelle mo ologie di Goe he,
nei suoi conce i di albe o e animale o igina io si p ofi lano le o me
epis emologicamen e più eg essi e della Na u philosophie: la c i ica
oman ica al pa adigma fi sico-meccanicis a ap e alla es au azione di una
epis emologia au o i a ia. Logica e ma ema ica es ingono le opzioni
delle scienze senza s a u o. Di on e al ieme ge e di una epis emologia di
ca a e e me afi sico-on ologico è possibile pe ò indi idua e un’al e na i a
che si candida a po a e a an i l’e edi à della C i ica della agion pu a.
Au o i come Maimon, F ies, He ba s iluppano pe le scienze eme gen i,
a u e la psicologia e la fi siologia, i p esuppos i di una eo ia della
conoscenza che possa legi ima le ado ando c i e i meno igidi di quelli
dell’epis emologia dominan e. La ifl essione si a es a su quale me odologia
possa ga an i e una eale c esci a conosci i a. Una ol a messo in dubbio
il p ocedimen o logico- o male, la conseguenza è, come bene indi idua
F ies, supe a e la adizionale conno azione logica dell’induzione, di
ma ice a is o elica e scolas ica, e so un’impos azione me odologica, che,
p op io negli anni di Goe he e Hegel, inco aggia l’eme ge e di un pensie o
anali ico di cui non si può da con o nei e mini della Na u philosophie. È
o se alla Na u al Philosophy che occo e gua da e pe comp ende e come
la seconda gene azione di kan iani indi idui il ca a e e sin e ico della
fi losofi a scien ifi ca nelle possibili à che si endono accessibili qualo a la
ice ca dei c i e i di gius ifi cazione me a al cen o il uolo dell’induzione.
La nuo a fi losofi a della na u a de e pa i e dal me e e in discussione
la deduzione kan iana e quell’ a p io i a ca a e e no ma i o di una
eo ia dell’espe ienza cen a a sulle p es azioni cos i u i e di una men e
o dina ice. Se ques a g ande no i à e a s a a in odo a da Kan come
eazione al ecchio pa adigma on ologico-me afi sico, si a a adesso di
ga an i e la p e esa di sin e ici à delle nuo e scienze. Tale compi o, come
osse ò He ba , non può esse e pe segui o a pa i e dalla i oluzione
cope nicana kan iana, pe ché l’in elle o “non può o a e nelle cose al o
che quello che i me e esso s esso”2. La biologia, in pa icola e, non può
2 J.F . He ba , Haup punc e de Me aphysik, Gö ingen: Baie , 1806.
Gae ano Albe go
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asses a si a pa i e dall’assun o di una men e che a la na u a, o e o la
unzione legisla i a dell’in elle o in appo o all’espe ienza.
1. Il kan ismo di Cu ie e i p esun i aspe i eg essi i della me afi sica
eleologica dell’A is o ele na u alis a
All’in e no del quad o eo ico qui p esen a o si inse isce la fi gu a
del g ande na u alis a ancese Geo ges Cu ie . Un a gomen o oggi
ampiamen e diba u o non è quan o Cu ie abbia po u o infl uenza e la
nuo a fi losofi a della na u a edesca di inizio XIX secolo, su ques o c’è
suffi cien e acco do, ma quale a o e comune, ol e all’opposizione alla
oman ische Na u philosophie, può esse e in accia o a il ‘p incipio
delle condizioni di esis enza’ di Cu ie e quella co en e, dis in a dalla
Na u philosophie, che è s a a ba ezza a eleomeccanicismo. Scienzia i
come J.F. Blumenbach, C.H. Kielmeye , A. on Humbold , J. Mülle ,
H. Lo ze sono s a i inse i i in ques a co en e, anche se pa e più co e o
pa la e di eleomeccanicis i a p oposi o di quegli zoologi edeschi che
pe p imi pe cepi ono le diffi col à a spiega e il conce o di o ganismo
solo in e mini meccanicis ici. Bisogna a o a e una ia mediana a
spiegazione causale di s ampo eleologico e spiegazione meccanicis ica.
Secondo Timo hy Lenoi (1989) ques o sa ebbe conseguenza na u ale
della concezione kan iana di una biologia che non può es a e imb iglia a
nelle igide maglie del meccanicismo. Pe an o, solo una p ospe i a
o ganicis ica può i o mula e il p oblema p incipale che il fi loso o della
na u a si o a ad aff on a e anche in epoca p e-da winiana. Il i e imen o
a Cu ie isul a subi o scon a o. A pa i e dalla sua o mazione alla
Ka lsschule, do e iene infl uenza o dagli s udi di ana omia compa a a del
Kielmeye , passando poi al p es igio di Cu ie a Pa igi, du an e gli anni
che i edono affl ui e, dopo Alexande on Humbold , una lunga se ie
di na u alis i allie i di Blumenbach e Reil, u i sogge i al ascino della
i oluzione inizia a dal na u alis a ancese.
Di ecen e, John O. Reiss (2009), nella sua ampia analisi del ‘p in-
cipio delle condizioni di esis enza’ di Cu ie , ha so olinea o come ale
p incipio “con la sua en asi di o igine kan iana sull’in eg i à unzionale
dell’o ganismo nel suo ambien e, e a piu os o congeniale al pun o di is a
dei gio ani edeschi”3. Ques a in e p e azione, e con ques o en iamo nel
3 J.O. Reiss, No by Design: Re i ing Da win’s Wa chmake , Oakland CA: Uni e si y o
Cali o nia P ess, 2009, p. 107.
I ecen i s udi sulla biologia di A is o ele
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me i o della ques ione qui aff on a a, si inse isce all’in e no del ecen e di-
ba i o ol o a de e mina e la on e del p incipio che consen e a Cu ie di
di e, con pa ole o mai amose “l’ana omia compa a a ha aggiun o un ale
li ello di pe ezione che, dopo a e ispeziona o un singolo osso, è spesso
possibile de e mina e la classe, e a ol e anche il gene e dell’animale a
cui appa iene, sop a u o qualo a quell’osso appa enga alla es a o alle
memb a”4. Secondo Reiss, delle due possibili on i, ispe i amen e il e-
leologismo a is o elico e quello kan iano, l’idea dell’in eg i à unzionale
dell’o ganismo, insieme alla esi della subo dinazione unzionale delle
pa i ispe o all’in e o, a ebbe o a u o o igine solo all’in e no di un qua-
d o epis emologico che a ebbe di Cu ie un na u alis a ascenden ale.
Vale a di e, se è e o che l’iden ifi cazione delle condizioni di esis enza
con le cause fi nali anno di Cu ie un eo ico del eleologismo ‘es e no’,
una so a di sos eni o e dell’a gomen o del Design ad ope a di un c ea o e,
è anche e o che il p esuppos o sa ebbe pu semp e la dis inzione kan ia-
na a un uolo ‘ egola i o’ del p incipio di esis enza nella spiegazione
dell’o ganismo animale, e un uolo ‘cos i u i o’. Ado a e il p imo, ipica
s a egia kan iana, consen i ebbe di man ene e le dis anze da A is o ele
e asses a e il eleologismo di Cu ie su una me afi sica defl aziona a, una
so a di fi nalismo ‘in e no’, senza cade e in un incipien e eleologismo
o ganicis ico dai oni p ema u amen e da winiani.
Nella esi sos enu a da Ross, almeno nel uolo a ibui o a Cu ie ,
una le u a in o za a dalla mediazione della esi di Lenoi , è possibile
iconosce e alcuni pun i di debolezza sul piano della icos uzione s o i-
ca. Inol e, come ed emo nel p ossimo pa ag a o, il kan ismo a ibui o
a Cu ie non ha agione di sussis e e a a e so un pa agone sbaglia o,
quello con un A is o ele eo ico di eleologismo me afi sico in buona pa e
lon ano dall’immagine eale che la s o ia della fi losofi a della scienza e-
cen e ha con ibui o a ende e mani es o.
Che Cu ie non osse così icino ai eleomeccanicis i edeschi lo di-
mos a il a o che pe essi l’o ganizzazione unzionale degli o ganismi, e
le leggi che p esiedono ad esse, an o necessa ie quan o quelle ‘me afi si-
che’, non possono esse e l’unico a o e della spiegazione dell’o ganizza-
zione ge a chica degli animali. L’accen o è pos o anche sulla discendenza
s o ica, sulle condizioni ma e iali che in una ce a epoca consen ono le
possibili as o mazioni. Ques o spinge à gli zoologi edeschi, ma e ialis i
che ado ano i conce i di ‘ o za i ale’, ‘p incipio di i a’ ecc., ad acce -
4 Cu ie 1798, in M.J.S. Rudwick, Geo ges Cu ie , Fossil Bones, and Geological
Ca as ophes, Chicago: Uni e si y o Chicago P ess, 1997, p. 36.
Gae ano Albe go
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a e l’emb iologia compa a a nel lo o p og amma, a diff e enza di Cu ie .
Inol e, es ando in ema, l’idea dell’in eg i à unzionale di ma ice kan-
iana che Reiss a ibuisce saldamen e a Cu ie , semb a non esse e così
o iginale, se come osse a o da Le oi (2014), già Da win, commen ando
il p incipio delle condizioni di esis enza, lo ende cong uen e e anzi un-
zionale alla eo ia della selezione na u ale:
Occo e no a e in che modo so ile Da win cambia il signifi ca o di
Cu ie . Do e Cu ie in oca le condizioni di esis enza di soli o s a
ce cando di spiega e l’ada amen o delle pa i dell’animale l’una con
l’al a; quando lo a Da win, lo a pe spiega e l’ada amen o delle
pa i dell’animale con il suo ambien e. La diff e enza è solo di en asi.
Chiunque ce chi di capi e l’o ganizzazione degli esse i i en i li s udia
necessa iamen e come in e i in lo o s essi e nel lo o mondo; i e g andi
s udiosi dell’o ganizzazione animale, A is o ele, Cu ie e Da win, hanno
u i e e pos o un occhio su en ambe le cose (Le oi, 2014, p. 285).
2. La biologia a is o elica a osse azione e spiegazione causale
L’idea che la mode na ana omia compa a a abbia poco a che
spa i e con A is o ele si basa sul chia o ain endimen o che a ibuisce
ad A is o ele aspe i della eleologia ‘es e na’ alla manie a del Timeo
pla onico. P ende emo in esame quella pa e della biologia a is o elica
che è an o se i a ai eo ici della na u a del XIX secolo non solo come
ma e iale da ca alogo, ma anche come ma e ia di indagine scien ifi ca,
anche se non aff a o isponden e ai canoni dell’o ganizzazione sis ema ica.
Negli s udi a is o elici degli ul imi en ’anni, James Lennox è lo s udioso
che più di al i, app o ondendo alcune in uizioni di Balme, ha indaga o il
modo in cui alcuni aspe i della biologia a is o elica, come l’assenza di
una classifi cazione assonomica comple a e la p a ica del me odo della
di isione, assieme alla ela i a o ganizzazione dell’in o mazione ipo a a,
p op io quegli elemen i che app esen ano, almeno p ima acie, i maggio i
os acoli pe il p oge o ol o a include e un a a o come la His o ia a
le ope e più p op iamen e eo e iche, in eal à, sa ebbe o in e p e a i nel
modo co e o solo p esupponendo alcuni p incipi epis emologici degli
Anali ici, ela i i alla o ma p op ia delle p oposizioni scien ifi che. Così,
a pa i e dalla ondamen ale dis inzione o mula a negli Anali ici Secondi
a conoscenza acciden ale e conoscenza in assolu o, Lennox si chiede
se l’in o mazione accol a pe ia diai e ica possa eni e incon o alle
accomandazioni me odologiche sull’uso dell’in o mazione con enu e nel
lib o II, 14 della s essa ope a.
I ecen i s udi sulla biologia di A is o ele

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A is o ele ap e il capi olo 2 del lib o I degli Anali ici Secondi a -
on ando il p oblema dell’epis eme: “c ediamo di conosce e ogni cosa in
senso assolu o – pe ò non nella manie a sofi s ica, cioè in manie a acciden-
ale – quando c ediamo di conosce e la causa pe la quale la cosa è (dal
momen o che di ogni cosa i è una causa) e non può capi a e che essa sia
in al o modo”. Subi o dopo A is o ele discu e degli e o i ela i i all’uni-
e sali à della dimos azione, a ques i i è il caso in cui si sbaglia, pe la
mancanza di un e mine gene ale, un nome pe un gene e che include di-
e se en i à delle quali si p edica qualcosa in modo sepa a o, p ese ad una
ad una, e ciò pe l’incapaci à a coglie e, ami e un nome, l’appa enenza
a quel gene e più ampio che, di a o, ende possibile l’a ibuzione. Poco
più a an i A is o ele p esen a un al o caso. Qui l’e o e non de i e ebbe
dalla mancanza di e mini gene ali:
Pe ques o, neppu e se si dimos i pe ciascun ipo di iangolo, con una
dimos azione o unica o di e sa, che ciascuno ha due angoli e i — se-
pa a amen e quello equila e o e quello scaleno e quello isoscele — non
si conosce mai che il iangolo ha due angoli e i, se non in modo sofi s i-
co, né igua do al iangolo in uni e sale, neppu e se non esis e nessun
al o iangolo ol e ques i. In eff e i, non lo si sa in quan o iangolo, né
si sa che gode di ques a p op ie à ognuno dei iangoli, se non secondo
il nume o; ma secondo la specie non si sa che ne gode ognuno, anche se
non ne esis e nessuno che non si conosca (74a 26-33).
Come no o, la eo ia della dimos azione di A is o ele, a pa i e dalla co-
noscenza di defi nizioni e p incipi p imi necessa i, de e ende e possibile
una spiegazione causale di u e le al e e i à uni e sali appa enen i a
un ce o dominio. Tali o me p edica i e sa anno un i e imen o ‘p imo
e uni e sale’ all’ogge o solo se indi idue anno de e minazioni che ap-
pa engono al sogge o ‘uni e salmen e’ (ka holou), ‘pe sé’ (ka h’hau-
o) e ‘come ale’ (hei au o). A is o ele dunque in oduce ques o gene e
di dimos azione p endendo un esempio a o dalla geome ia. Da e una
dimos azione scien ifi ca del a o che u i i iangoli hanno gli angoli in-
e ni uguali a due angoli e i signifi ca spiega e pe ché ale de e minazione
appa iene al iangolo in quan o ale. Po emmo nomina e di e se de e -
minazioni con cui i e i ci a qualcosa che soddis a l’a e e la p op ie à di
possede e angoli in e ni pa i a due e i, bas a pensa e a u i gli ogge i
o immagini iangola i. Conosce e in assolu o, pe ò, signifi ca conosce e
la agione in i ù della quale u e ques e cose hanno quella de e mina-
zione. Pe an o, sape e che ogni so a di cosa iangola e è in possesso
dell’a ibu o di a e e gli angoli in e ni pa i a due e i, e non sape e che
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u e hanno quell’a ibu o in quan o iangoli, signifi ca a e e conoscenza
solo acciden ale. Non è il linguaggio es ensionale ad aiu a ci a p og edi e
nella dimos azione, non a caso A is o ele poco p ima (73b25-74a3) ha
in odo o quel p eciso linguaggio in ensionale che abbiamo ci a o sop a.
Secondo Lennox è possibile adu e col seguen e sillogismo quella
p esun a conoscenza del a o che o me de e mina e di un ogge o più
uni e sale hanno ce e de e minazioni pe ché ques e appa e ebbe o
all’ogge o in quan o ale:
P (somma degli angoli in e ni pa i a due angoli e i) appa iene a
ogni iangolo
Esse e un iangolo appa iene a ciascuna fi gu a isoscele
P appa iene a ciascuna fi gu a isoscele
Pe an o, ponendo la iangola i à come e mine medio, si giunge alla con-
clusione che le fi gu e isosceli de ono a e e, in modo na u ale, gli angoli
in e ni pa i a due angoli e i. Il agionamen o di Lennox p ocede dis in-
guendo due di e si li elli d’uso del linguaggio in ensionale, p ecisando
anche quale e mine medio sa ebbe più co e o pe una dimos azione
che po i alla conoscenza in assolu o. Lo schema sillogis ico p esen a o è
analizza o da Lennox secondo la seguen e o mulazione (A). Segui à una
seconda spiegazione (B) ado a a da Lennox come secondo li ello di una
spiegazione scien ifi ca:
A. 1. L’a ibuzione da spiega e è quella di una de e minazione che
appa iene al sogge o necessa iamen e, ma allo s esso modo an-
che ad al i sogge i, quello che A is o ele, negli Anali ici Secondi,
desc i e come l’a ibuzione meno uni e sale, come il a o che la
somma degli angoli in e ni isul i pa i a due e i si dice del ian-
golo isoscele.
2. L’a ibuzione è spiega a mos ando che il sogge o è una
a ie à di quella specie alla quale il p edica o appa iene come cosa
p ima e come ale: come il a o che la somma degli angoli in e ni
isul i pa i a due e i si dice del iangolo.
3. Dunque, se do essimo dimos a e in modo sillogis ico, il
e mine medio iden ifi che ebbe il gene e p ossimo al sogge o, i-
spe o al p edica o in ques ione.
I ecen i s udi sulla biologia di A is o ele
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B. 1. L’a ibuzione da spiega e è quella di una de e mina-
zione che appa iene al sogge o come cosa p ima e in quan o ale:
come il a o che la somma degli angoli in e ni isul i pa i a due e i
si dice del iangolo.
2. Ques a a ibuzione come cosa p ima è spiega a iden ifi -
cando come esponsabili alcuni aspe i della pa icola e na u a
del sogge o.
3. Dunque il e mine medio non iden ifi ca un gene e più g an-
de del quale il sogge o sa ebbe una so ospecie, ma un aspe o della
specifi ca na u a del sogge o, cioè qualcosa p op io di esso che lo
ende quella pa icola e en i à che esso è.
Ques e due di e se o mulazioni del appo o a de e minazione p edica a
e sogge o di cui si p edica sa à ip esa da A is o ele al capi olo 9 del lib o
I, do e dice:
Conosciamo ciascuna cosa non acciden almen e, quando la conosciamo
secondo ciò in base a cui il p edica o le appa iene, a pa i e dai p incipi
p op i di quella cosa in quan o quella cosa: pe esempio, conosciamo
l’a e e gli angoli uguali a due e i, conoscendo la cosa a cui la p op ie à
enuncia a appa iene pe sé, a pa i e dai p incipi p op i di ques a cosa
(76a 4-9)
Secondo Lennox ques o con e me ebbe l’idea che pe A is o ele una spie-
gazione a ebbe come dimos azione in assolu o solo se la conclusione
s abilisce un’a ibuzione come cosa p ima e in assolu o, ed è o enu a a-
mi e ca a e is iche p op ie di quel sogge o. Po emmo aggiunge e qual-
che osse azione, se dicessimo: ‘i mono emi depongono le uo a in i ù
del a o di esse e mono emi’, po emmo in ende e ques a come un’e-
sp essione quasi au ologica, nel senso che p esuppone la sola conoscenza
che quella ca a e is ica appa iene a u i gli esempla i dei mono emi.
Sa ebbe anche un’aff e mazione uo ian e se con essa olessimo p edica-
e una ca a e is ica in assolu o, come dimos a o, pe ché depo e le uo a
non è ca a e is ica unica dei mono emi, anzi, essi sono solo l’eccezione
a i mammi e i. Ed è ques o, pe ò, che ci consen e di iden ifi ca e i mono-
emi al li ello di gene ali à gius o pe o ene e maggio e conoscenza di
essi. Dunque, se con l’esp essione ‘in i ù di esse e mono emi’ in endia-
mo il a o che depo e le uo a è ca a e is ica ipica dei mono emi, allo-
a non abbiamo nessuna conoscenza nel senso a is o elico, se in ece con
Gae ano Albe go
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quell’esp essione ci i e iamo ad aspe i unici della na u a dei mono emi,
al li ello gius o di gene ali à, cioè a i mammi e i, aspe i che endono
necessa ia quella ca a e is ica, allo a p og ediamo e so una conoscenza
causale. Un al o esempio: ‘quell’uccello ha un becco in i ù dell’esse e
un uccello’. Non è chia o se il sogge o è iden ifi ca o come un pa icola e
uccello o come uccello in senso gene ale, e non è chia o se l’esp essione
‘in i ù dell’esse e un uccello’ indichi il sape e, senza agioni, che il bec-
co è ca a e is ica unica degli uccelli, o se in ece, iden ifi ca o l’uccello in
gene ale, ci si i e isca alla conoscenza di aspe i della i a e dell’esse e
degli uccelli che endono necessa io l’a e e un becco. Seguendo le sche-
ma di Lennox nel p imo caso a emmo una conoscenza solo acciden ale,
e nel secondo in assolu o.
Sono di e si gli in e p e i con empo anei di A is o ele che hanno
ado a o lo schema di Lennox. Ad esempio, Michael Fe ejohn, nel suo s u-
dio sulla dimos azione in A is o ele (1990), indi idua due o me dis in e
di dimos azione. La p ima di ipo e icale ( ipo B, in Lennox), do e la
p ima p emessa con iene e mini non con e ibili e p oduce il ipico sillo-
gismo Ba ba a:
(i) Tu i i B sono A, e
(ii) Tu i i C sono B, dunque
(iii) Tu i i C sono A
Schema icamen e, la elazione a i e e mini sa à di ipo e icale. A
ques a, secondo Fe ejohn, A is o ele a ebbe aggiun o o me in cui i e -
mini del sillogismo po ebbe o esse e connessi in modo la e ale, do e il
possesso da pa e di un gene e (C) di un a ibu o pe sé (A) si spieghe eb-
be acendo i e imen o a un al o a ibu o possedu o pe sé (B). La ela-
zione a A e B sa ebbe di implicazione ecip oca, cioè di con e ibili à.
L’esempio che Fe ejohn ip ende dalla biologia di A is o ele è il seguen e:
(i) Tu i (e solo) gli animali sp o is i di incisi i hanno un
e zo s omaco, e
(ii) Tu i (e solo) gli animali do a i di co na sono sp o is i di
incisi i, dunque
(iii) Tu i (e solo) gli animali do a i di co na hanno un e zo
s omaco.
I ecen i s udi sulla biologia di A is o ele
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also me hods, and i s logic, which, i p ope ly pu sued, will lead o scien ifi c
knowledge. This, unde s ood in he sense o causal knowledge, canno be pu sued
in a pu ely o mal way. Ou aim is o demons a e why Na u philosophen did
no ge he A is o elian lesson, up o e use his eleologism because conside ed
me aphysically eg essi e.
Keywo ds: A is o le’s Biology – Cu ie ’s p inciple o condi ions o exis ence –
Na u philosophie – Teleology – Teleomechanism
Gae ano Albe go