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DIPARTIMENTO DI MEDICINA E
CHIRURGIA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOBIOLOGIA E
NEUROSCIENZE COGNITIVE
PROCESSI DI APPRENDIMENTO, EMOZIONI E
SCUOLA DEL FUTURO ALLA LUCE DEL
DIALOGO TRA NEUROSCIENZE, EDUCAZIONE
E DIDATTICA
Rela o e:
Chia .ma P o .ssa DOLORES ROLLO
Lau eanda:
GIORGIA CARRUBBA
ANNO ACCADEMICO 2020 - 2021
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INDICE
ABSTRACT ....................................................................................................... 3
INTRODUZIONE ............................................................................................... 5
CAPITOLO I: MENTE, CERVELLO E SVILUPPO ..................................................... 8
1.1 Emb ione spi i uale e men e asso ben e ........................................................... 9
1.2 Neu oscienze cogni i e, s iluppo ce eb ale e on ogenesi del ce ello umano .. 13
1.3 Pe iodi sensibili e plas ici à ce eb ale ............................................................. 20
1.4 Le unzioni cogni i e del sis ema mo o io ....................................................... 27
CAPITOLO II: IL CERVELLO CHE APPRENDE ....................................................... 33
2.1.1 A enzione .................................................................................................. 41
2.1.2 Memo ia ..................................................................................................... 44
2.1.3 App endimen o ........................................................................................... 47
2.2 Linguaggio e al abe izzazione .......................................................................... 49
CAPITOLO III: NEUROSCIENZE AFFETTIVE E SOCIALI PER L’APPRENDIMENTO ... 55
3.1 Le emozioni nel con es o scolas ico ................................................................ 56
CAPITOLO IV: LE IMPLICAZIONI DEL CERVELLO A RIPOSO ................................ 60
CONCLUSIONI: La scuola del u u o ................................................................. 67
Bibliog a ia .................................................................................................... 71
Ring aziamen i .............................................................................................. 82
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ABSTRACT
Il p esen e elabo a o si ocalizza sullo s udio dei p ocessi di app endimen o in
elazione al appo o a pedagogia e neu oscienze, ma anche sull’analisi di nuo i
modelli educa i i e dida ici, che si sono s iluppa i sulla base delle conoscenze
neu oscien i iche.
La socie à odie na, e la sua semp e maggio e complessi à, impone di indi idua e
s umen i u ili a ca u a e l’a enzione di bambini e gio ani, pe coin olge li nella
i a scolas ica a a e so un nuo o modo di a e scuola. Ques o obie i o può esse e
aggiun o e icacemen e a a e so il coin olgimen o a i o dei agazzi in o me di
app endimen o che agiscono in pa icola e sulla mo i azione e sulle emozioni.
Il ce ello è lo s umen o umano che as o ma e e i amen e l’insegnamen o in
app endimen o, ma le scope e delle neu oscienze de ono o a e un e eno
comune e un canale di comunicazione e icace con le eo ie pedagogiche e le p assi
dida iche, se si uole giunge e a i o ma e la i a di classe e l’insegnamen o su basi
scien i iche.
Gli s udi neu oscien i ici cos i uiscono una base ondamen ale pe ciò che igua da
la o mazione e la c esci a; inol e conosce e i enomeni biologici che s anno alla
base dell’app endimen o o nisce impo an i ispos e alle esigenze della scuola e
degli insegnan i, ela i i a s a egie educa i e e dida iche più e icaci.
Pe an o, l’elabo a o si ocalizza sull’app o ondimen o dei meccanismi
neu obiologici che so endono i p ocessi ela i i allo s iluppo del ce ello e i suoi
pe iodi sensibili, ca a e izza i da plas ici à neu onale, ma anche sulle
imp escindibili e ondamen ali dimensioni dell’app endimen o e della memo ia.
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Ve anno p esi in esame anche gli aspe i delle emozioni e delle elazioni sociali e
il modo che hanno di in luenza e l’app endimen o e la dida ica, senza dimen ica e
quan o sia impo an e il iposo ed il sogna e ad occhi ape i. In ine, si da à
impo anza al u u o e alle nuo e oppo uni à pe in o ma e la p a ica
dell’insegnamen o e dell’app endimen o nell’ampia disciplina delle neu oscienze,
poiché adesso più che mai dobbiamo capi e come insegna e ai bambini, che sono il
nos o u u o, come impa a e.
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INTRODUZIONE
Le neu oscienze educa i e sono un campo di ice ca in e disciplina e che in oduce
i isul a i delle ice che ela i i ai meccanismi neu ali dell’app endimen o nelle
p a iche educa i e e dida iche. Si a a di una disciplina che s udia come
l’educazione cambia il ce ello e quali sono i meccanismi che po ano al
cambiamen o compo amen ale a a e so l’educazione. L’impo anza della
neu obiologia pe l’educazione è s a a iconosciu a a u o il XX secolo, ma è solo
negli anni ‘90 che i p og essi ecnologici, a a e so i quali è s a o possibile s udia e
le unzioni ce eb ali, hanno eso le neu oscienze educa i e una e a e p op ia
disciplina.
Nonos an e le o i c i iche, la elazione a neu oscienze e is uzione iene
a i amen e esplo a a e s udia a in u o il mondo. Sono s a e in a i a ibui e
di e se e iche e a ques a elazione, come neu oeducazione o neu oscienze
educa i e. La c esci a di ques o se o e ha po a o alla nasci a di nuo e socie à e
g uppi, come la “In e na ional Mind, B ain and Educa ion Socie y”, l’Associazione
Eu opea pe la Rice ca e sull’App endimen o e l’Is uzione (EARLI), la quale ha
onda o un g uppo di in e esse speciale chiama o “Neu oscienze e is uzione” che
iene incon i biennali dal 2010.
Tu a ia, la aduzione dalla ice ca neu oscien i ica all’is uzione non è semplice,
in a i non esis ono conoscenze ela i e alle neu oscienze p on e pe esse e
u ilizza e in aula. La aduzione è un p ocesso complesso che inizia con le
ondamen a della scienza di base. Inol e, l’in e azione delle discipline
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neu oscienze, psicologia ed educazione è s a a al ol a ca a e izza a da
compe izione piu os o che da collabo azione.
Recen emen e il mondo della dida ica e dell’is uzione ha mani es a o il bisogno
di app o ondi e ciò che in luisce sulle s a egie di app endimen o. A al p oposi o,
l’inc edibile c esci a delle neu oscienze negli ul imi en i anni ha pe messo di
s udia e i p ocessi men ali che so endono l’app endimen o e l’in e azione con il
mondo es e no, sociale e cul u ale. Tu o ciò che oggi sappiamo sulle neu oscienze
cogni i e è il u o di un secolo di ice ca sul unzionamen o del ce ello umano.
Inol e, g azie alla di usione delle ecniche di neu oimaging, il i mo della ice ca
neu oscien i ica è c esciu o conside e olmen e, ma ciò è s a o possibile anche
g azie al g ande in e esse pubblico pe la possibile applicazione di ques e ice che
anche uo i dal labo a o io. È s a o dimos a o che i sis emi mo o i e pe ce i i sono
ondamen ali nella cos uzione di s u u e da cui nascono le unzioni globali, cioè
quelle che danno o igine all’app endimen o, alla memo ia e alla ca ego izzazione.
Anche se i isul a i degli s udi scien i ici non ci mos ano esplici amen e le
applicazioni au oma iche pe l’insegnamen o, possono pe ò p opo e agli
insegnan i una chia e che può esse e in e p e a a biologicamen e e allo s esso
empo pedagogicamen e, messa in a o pe ges i e l’insegnamen o e di conseguenza
l’app endimen o degli s uden i.
In ques ’o ica le scienze che s udiando la biologia e quelle che s udiano la s o ia,
la socie à e la cul u a do ebbe o impegna si insieme pe a con e ge e i isul a i
delle lo o ice che e so una più app o ondi a comp ensione e scope a
dell’in anzia a neu oscienze ed educazione. La spe anza è che i lo o isul a i siano
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capaci di dimos a e quan o è impo an e il pe iodo dell’in anzia e gli e o i che
sono s a i p eceden emen e commessi in ambi o educa i o e dida ico.
Nella p ima pa e del p esen e elabo a o ci si concen e à su ciò che conce ne la
comp ensione dei meccanismi neu obiologici che egolano e condizionano i
p ocessi di ma u azione e di s iluppo del ce ello umano e dei meccanismi
cogni i i che engono a i a i e implemen a i da s a egie dida iche adegua e.
Successi amen e si p ende à in conside azione anche l’impo anza delle emozioni
e delle elazioni sociali in ambi o educa i o, che sono in g ado di in luenza e le
espe ienze, dando spazio anche all’impo anza del ce ello a iposo, conce i che
spesso engono messi da pa e pe a o i e esclusi amen e lo s udio eo ico
a a e so me odi che non pe me ono all’alunno di esp ime si in o ale libe à.
Lo scopo di ques o elabo a o è quello di indica e pe ché le neu oscienze do ebbe o
a e e un uolo ondamen ale nell’educazione, alu ando i p og essi nel campo delle
neu oscienze educa i e e poi delineando le p incipali c i iche e le p ospe i e u u e.
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CAPITOLO I: MENTE, CERVELLO E SVILUPPO
La elazione che lega psicologia e educazione è mol o salda e du a da mol o empo
(B ue , 1997). All’eme ge e delle neu oscienze educa i e, pe ò, è s a o sos enu o
da Thomas e al. (2019) che il campo della psicologia da solo non è su icien e pe
in o ma e il campo dell’educazione su ciò che igua da la comp ensione scien i ica
dei p ocessi di app endimen o. È ce o che la psicologia è ondamen ale pe
l’educazione, ad esempio Bowe s (2016) a e ma che “la psicologia è la disciplina
ile an e pe miglio a e i isul a i educa i i pe u i i bambini” (pag. 633), essa
s udia in a i l’e e o dell’is uzione e dell’educazione sui cambiamen i nel
compo amen o; men e le neu oscienze s udiano i meccanismi ce eb ali che s anno
alla base del compo amen o. Dunque, secondo Thomas e al. (2019), i sono dei
ischi nel conside a e l’educazione basandosi sol an o su un app occio di pu a
psicologia, in quan o essa si limi a a dedu e meccanismi causali nascos i pe
spiega e e p e ede e il compo amen o osse a o e non p es a su icien e a enzione
ai incoli delle neu oscienze. In p imo luogo, i sono delle osse azioni
compo amen ali che non possono esse e p e is e da eo ie psicologiche, come ad
esempio il mo i o pe cui la capaci à di app ende e do ebbe cambia e con l’e à. In
secondo luogo, le a uali eo ie psicologiche non ci mos ano u o ciò che igua da
l’a i azione delle s u u e neu ali du an e speci ici compi i; in ine, i p ocessi
cogni i i sono associa i a di e se o medesime egioni del ce ello. Se gli educa o i
conside ano il modo in cui i p ocessi cogni i i si s iluppano nel ce ello con sca sa
ile anza, allo a ques o po e à essi ad a e e aspe a i e sbaglia e
sull’app endimen o. Ad esempio, se gli insegnan i i engono che l’a enzione
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igua di un singolo p ocesso cogni i o che conduca al semplice “concen a si su
una cosa”, igno ano le mol eplici a ee ce eb ali coin ol e nell’a enzione, le quali
ci sugge iscono che in ece si a a di un insieme di meccanismi so appos i
(Thomas e al., 2019).
L’in e azione a neu oscienze, psicologia ed educazione ichiede che gli s udi
neu oscien i ici engano u ilizza i pe amplia e le eo ie psicologiche in ambi o
educa i o.
1.1 Emb ione spi i uale e men e asso ben e
Tali me a o e “emb ione spi i uale” e “men e asso ben e”, che ho usa o come i olo
pe ques o pa ag a o, sono s a e u ilizza e da Ma ia Mon esso i (1980) pe
desc i e e i p imi anni di i a dell’esse e umano, il quale, p op io in ques o pe iodo,
si di e enzia da u o il es o dei mammi e i. Pe ale mo i o Mon esso i si
chiede a: qual è il uolo dell’in anzia? Pe ché l’esse e umano ha la più lunga
in anzia a u i i mammi e i? Ques a lunga in anzia, che de inisce il bambino come
un esse e incapace di sop a i e e, ha una unzione e olu i a?
La lunga in anzia e il ce ello di g andi dimensioni sono ca a e is iche peculia i
della nos a specie. Un al o aspe o singola e è che il bambino nasce p ema u o;
in a i, la du a a della g a idanza do ebbe esse e di ci ca 20-22 mesi (Kandel e
Hudspe h, 2015). I neona i umani hanno in a i bisogno di un “u e o es e no” pe
aggiunge e il li ello di ma u azione che in ece i p ima i aggiungono già p ima
della nasci a. A al p oposi o si i e isce Ma ia Mon esso i quando u ilizza la
me a o a “emb ione spi i uale” (1980), che illus a un bambino a o di ca ne e di
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ami ica a con lo scopo ice e e le in o mazioni in en a a che p o engono da al i
neu oni.
I neu oni si di idono in una g ande a ie à di o me e si dis inguono in ca ego ie
di e se secondo le unzioni che s olgono.
Gli assoni seguono ie che sono p eo dina e gene icamen e e sono aiu a i da
pa icola i segnali guida lungo il agi o. Quando giungono nella zona be saglio
p oducono mol e di amazioni: alcune di ques e si i obus i anno, al e in ece
sa anno elimina e. A al p oposi o è necessa io in odu e un conce o
ondamen ale: la sinap ogenesi.
La comunicazione a i singoli neu oni è possibile g azie alla elazione di e
elemen i: la e minazione p esinap ica dell’assone, l’a ea pos sinap ica del dend i e
e lo spazio uo o a di esse che p ende il nome di essu a sinap ica. Ques i e
elemen i insieme p endono il nome di sinapsi. Il passaggio di in o mazione a i
singoli neu oni è il isul a o della p opagazione di segnali ele ici, il p imo a
sos ene lo, a me à dell’O ocen o, u il isiologo edesco He mann Von Helmhol z.
Il segnale che asme e le in o mazioni all’in e no del sis ema ne oso è de o
po enziale d’azione. Alla base della comunicazione a neu oni i è il segnale
ele ico che si muo e apidamen e lungo l’assone g azie alla memb ana assonica
che gode di p op ie à che la endono capace di condu e ques o po enziale d’azione.
Gli assoni sono icope i da una sos anza de a mielina, la quale ha la unzione di
pe me e e una gius a connessione a gli s imoli ne osi aumen andone la eloci à
di passaggio. La mielina inol e unge da p e enzione meccanica compo andosi
come un isolan e che ga an isce il mino dispendio di ene gia.
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Il as e imen o di in o mazione da un neu one all’al o a iene in cen i di con a o
specializza i i quali u ono chiama i sinapsi dal isiologo inglese Cha les
She ing on. Il p ocesso a a e so il quale l’in o mazione iene as e i a a a e so
la sinapsi iene chiama a asmissione sinap ica ed è p incipalmen e di na u a
chimica. Le molecole chimiche u ilizza e pe media e l’in o mazione sono de e
neu o asme i o i, sin e izza i e immagazzina i nel neu one sinap ico e ilascia i dal
e minale assonico p esinap ico dopo la s imolazione, in g ado di p odu e una
ispos a nel neu one pos sinap ico. Una ol a che il neu o asme i o e è s a o
libe a o e ha in e agi o con i ece o i pos sinap ici ques o de e esse e elimina o
dalla essu a sinap ica pe pe me e e una successi a asmissione ne osa e ciò
impedisce un’esposizione inin e o a ad al e concen azioni di s imolo che
gene e ebbe una desensibilizzazione a nuo i impulsi.
È chia o che il unzionamen o del sis ema ne oso dipende dalle connessioni
sinap iche a comincia e dal pe iodo dello s iluppo, du an e il quale il sis ema
ne oso p oduce un nume o di sinapsi di g an lunga maggio e ispe o a quelli
necessa i al ine della ma u azione, quindi il p ocesso di s iluppo include
necessa iamen e la pe di a di mol issime connessioni.
Come già de o, gli assoni dei neu oni sono di e i e so una egione be saglio e
quando a i ano p oducono delle s u u e ana omiche ami ica e che nella pa e
e minale sono p o is e di bo oni sinap ici, i quali anno appun o sinapsi con a ie
cellule; na u almen e nume osi assoni di al e an i nume osi neu oni possono a e
sinapsi con le s esse cellule, gene ando in ques o modo un meccanismo di
compe izione pe lo s esso be saglio che alla ine po a alla e azione delle sinapsi
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o ma e da un de e mina o assone e al pe mane e di al e appa enen i ad un al o
assone. Mol i s udi hanno ce ca o di capi e quali sono i meccanismi che s anno alla
base del p ocesso di compe izione che a ince e un neu one sugli al i. Lich man
e al. (1999) i engono che a al p oposi o sia ondamen ale il “p incipio di a i i à”
secondo il quale i e minali sinap ici più a i i incono su quelli meno a i i
po ando ad una eliminazione di quelli appun o meno a i i e ad un consolidamen o
dei p imi, i più a i i. Anche la “mo e cellula e p og amma a” è un enomeno che
a pa e del p ocesso di s iluppo e u scope o nel 1949 da Hambu ge e Le i
Mon alcini. I due scienzia i hanno osse a o che i be sagli degli assoni man engono
in i a i neu oni in acc escimen o, ma siccome i neu oni compe ono a di lo o pe
a o i di c esci a, colo o che iescono ad assicu a sene abbas anza sop a i ono,
gli al i in ece muoiono. Ciò a iene sia negli animali che nelle pian e e in qualsiasi
momen o della p oli e azione, ino al momen o del consolidamen o delle
connessioni sinap iche (Oppenheim, 1999).
Nel co so dell’e oluzione, gli o ganismi animali hanno s iluppa o un sis ema
ne oso semp e più complesso che ha con e i o lo o un an aggio e olu i o semp e
maggio e. Il sis ema ne oso ha quindi un uolo impo an issimo nel con ollo del
co po degli animali, poiché in ogni momen o esso ice e ed elabo a una quan i à
eno me di segnali che p o engono sia dall’ambien e es e no, che dagli o gani
in e ni e sulla base di ques a in o mazione elabo a delle s a egie che consen ono
agli animali di sop a i e e e ip odu si.
Il sis ema ne oso dell’uomo può esse e suddi iso in due pa i: sis ema ne oso
cen ale e sis ema ne oso pe i e ico, ques ’ul imo app esen a l’in e accia del
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sis ema ne oso cen ale con il mondo es e no. Il sis ema ne oso pe i e ico include
u i i ne i e u i i gangli cioè u i quei agg uppamen i di neu oni che sono spa si
nel co po al di uo i della colonna e eb ale ed è o ma o da una componen e
senso iale e da una componen e mo o ia. Ques o uol di e che l’insieme dei ne i
senso iali asme e al sis ema ne oso cen ale le sensazioni che p o engono dai
isce i e le sensazioni che p o engono dagli o gani senso iali, men e gli o dini
emana i dal sis ema ne oso cen ale engono in ia i ami e i ne i mo o i. A sua
ol a la componen e mo o ia iene di isa nel sis ema ne oso soma ico, che
comp ende i ne i che anno ai muscoli, e dal sis ema ne oso au onomo il quale è
o ma o dai ne i che in e agiscono con gli o gani in e ni che sono i esponsabili
del con ollo delle unzioni in olon a ie. A sua ol a il sis ema ne oso au onomo
è o ma o da due sis emi: quello simpa ico è quello pa asimpa ico, i quali hanno
e e i oppos i sugli o gani in e ni. L’a i azione del sis ema simpa ico p epa a
all’azione, men e l’a i azione del sis ema pa asimpa ico consen e le unzioni di
man enimen o dell’o ganismo.
Il sis ema ne oso cen ale dei mammi e i è o ma o da e egioni: il midollo
spinale, il ce ello e il ce elle o. Il midollo spinale è con enu o in e amen e nella
colonna e eb ale, men e le al e due s u u e si o ano all’in e no della sca ola
c anica, le sue pa i sono mol o delica e e non è un caso che il sis ema ne oso sia
p o e o da un in oluc o possen e, anche pe ché in e à adul a la capaci à di
igene azione del essu o ne oso è mol o limi a a quindi la sua in eg i à de e esse e
p ese a a da possibili aumi. Le a ie egioni del sis ema ne oso s olgono
compi i di e si ma anche complemen a i. Il midollo spinale è la p incipale ia di
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comunicazione a il ce ello ed il sis ema ne oso pe i e ico; al midollo
a e iscono poi u e le in o mazioni senso iali p o enien i dalla pelle, dai isce i,
dai muscoli e dalle a icolazioni, dal midollo nascono poi ib e mo o ie che
giungono ai muscoli e che con ollano i mo imen i olon a i (S eid e , 2005).
To nando alla sinap ogenesi, essa con inua pe mol i anni e il ce ello a incon o
a p ocessi di app endimen o che lo plasmano. La plas ici à del sis ema ne oso
con inua anche nell’e à adul a ino alla mo e, ma è mol o ele a a sop a u o nel
pe iodo dello s iluppo.
L’app endimen o può esse e de ini o come una modi icazione del compo amen o,
nel senso che il sis ema ne oso è in g ado di suppo a e mol e a iazioni ispe o
ad un compo amen o a eso. Ques a modi icazione sa ebbe pe ò comple amen e
inu ile se non enisse man enu a, ed è pe ques o che la memo ia segue semp e
l’app endimen o. I due p ocessi, memo ia e app endimen o, sono inscindibili
(Regni e Fogassi, 2019).
1.3 Pe iodi sensibili e plas ici à ce eb ale
Du an e lo s iluppo i sono dei pe iodi in cui l’espe ienza e l’in e azione con
l’ambien e giocano un uolo pa icola men e impo an e. Ques i pe iodi engono
appun o de ini i “sensibili” pe ché sono dei momen i in cui il ce ello sceglie
de e mina e connessioni in modo de ini i o (Sanes e Jessel, 2015). T a ques i, i
pe iodi “c i ici” sono quelli in cui le ie ne ose hanno bisogno di speci iche
in o mazioni pe il p op io man enimen o. Se ques e in o mazioni non pe engono,
ali ie non si s iluppano in manie a pe manen e. La p esenza dei pe iodi c i ici è
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quindi pa icola men e impo an e, in quan o ad essa è lega o lo s iluppo di unzioni
no mali nella i a adul a. A al p oposi o i sono da i di na u a compo amen ale,
negli animali e nel bambino, che hanno con ibui o a chia i e quali sono i
meccanismi che in e engono nel de e mina e le s u u e inali di de e mina e ie
(Sanes e Jessel, 2015).
Uno degli esempi più amosi di pe iodo c i ico è quello che igua da i gio ni
successi i alla nasci a dei piccoli e se e pe iconosce e i p op i geni o i. G azie
ad esso, i piccoli possono impa a e a dis ingue e i p op i geni o i dagli al i
indi idui della s essa specie e quindi a o ma e un legame mol o s e o con essi
deno ando l’esis enza di una componen e gene ica (Knudsen, 1999). Ques o
enomeno iene chiama o imp in ing, il quale è s a o s udia o dall’e ologo Kon ad
Lo enz e desc i o nella sua ope a L’anello di Re Salomone (1967). Tale s udioso
ha alle a o piccoli di oca nel momen o della schiusa dell’uo o, osse ando che i
piccoli, appena dopo la nasci a, endono a segui e il p imo ogge o in mo imen o
che incon ano, che no malmen e è la mad e. Du an e il suo s udio l’e ologo si è
sos i ui o alla mad e, dunque, i piccoli segui ano l’e ologo s esso.
Seguendo ques a linea, Mon esso i (1980) indi idua alcuni pe iodi sensibili dello
s iluppo che de inisce come “sensi i i”, in cui il bambino si mani es a
pa icola men e sensibile all’acquisizione di alcune abili à. I pe iodi sensi i i hanno
una du a a empo ale a iabile e, una ol a che si è supe a a la ase speci ica, non
i è più la possibili à di o na e indie o e ecupe a e quella de e mina a conquis a.
Pe ques o mo i o il bambino de e esse e sp ona o ad app ende e in manie a
na u ale, assecondando i suoi in e essi. Secondo Mon esso i i bambini a a e sano
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dei pe iodi sensi i i, anche de e “ ines e di oppo uni à”. Po ebbe o esse e
de ini i come ines e empo ali in cui il bambino mos a un g ande in e esse pe un
ipo speci ico di s imolo.
La men e asso ben e di cui abbiamo pa la o in p ecedenza, è guida a p op io dai
sudde i pe iodi sensi i i, i quali hanno una du a a e una in ensi à a iabile e che
possono esse e icollega i alla plas ici à ce eb ale, poiché ques ’ul imo è un
p ocesso dinamico e cos an e di po enziamen o, eliminazione e c eazione di
connessioni sinap iche che ca a e izza in modo in enso i p imi anni di i a,
successi amen e diminui à p og essi amen e senza pe ò scompa i e mai
(Mon esso i 1980).
È impo an e comp ende e che lo s iluppo del co po, ed in pa icola e del ce ello,
è il p odo o di un con inuo colloquio a geni e ambien e. L’ambien e ci plasma, il
nos o DNA subisce a iazioni nei meccanismi di a i azione e ques i cambiamen i
sono asmissibili alle gene azioni successi e. Le espe ienze che possono condu e
a mu azioni epigene iche sono mol e, e sono ela i e a ciò che mangiamo, a ciò che
espi iamo, alle a i i à isiche, alle si uazioni psicologiche, all’app endimen o e
allo s ess. E se è e o che i neu oni sono in collegamen o a lo o ami e impulsi
ele ici e chimici in g an pa e gene icamen e p ede e mina i, è e o anche che gli
s imoli dell’ambien e sono decisi i nel seleziona e le ispos e a u e quelle
p e is e dal pa imonio gene ico iducendo, s abilizzando e io ganizzando le
mappe neu ologiche. È s a o in a i dimos a o che i sis emi pe ce i i e mo o i sono
impo an issimi nella o mazione di s u u e da cui sca u iscono le unzioni globali,
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cioè a i i à che danno o igine alla ca ego izzazione, alla memo ia e
all’app endimen o (F auen elde , San oianni, 2002).
Ri o nando al conce o di plas ici à ce eb ale, è de ini a da Siegel (2012) come la
disposizione s u u ale e unzionale del nos o sis ema ne oso a modi ica si in
segui o alle solleci azioni ambien ali, il ce ello dunque possiede la capaci à di
modi ica e la p op ia s u u a e ispos a all’espe ienza. Il sis ema ne oso cen ale
è quindi plas ico e sogge o a modi icazioni e buona pa e dei cambiamen i si
e i icano du an e la p ima in anzia, ma anche du an e l’e à adul a il ce ello a
incon o a modi icazioni dal momen o che è in g ado di cambia e le p op ie s u u e
ada andosi in manie a unzionale all’ambien e e agli s imoli es e ni. A ques o
p oposi o Malabou (2004) in oduce il conce o di modulazione plas ica, il quale è
lega o alla modi icabili à delle connessioni neu onali nel co so di u a la i a ed è
quello che più si a icina al conce o di plas ici à neu ale in e à adul a: il ce ello
è quindi su icien emen e plas ico da po e si imodula e e io ganizza e in caso di
bisogno e necessi à, sop a u o a segui o della spin a da a dalla olon à
dell’indi iduo s esso. Le e i neu ali e le s u u e ad esse co ela e dunque si
io ganizzano a i amen e g azie all’espe ienza e alla p a ica. Quindi dalla plas ici à
in esa come enomeno p op io dell’in anzia e dell’e à e olu i a, si giunge a
concepi e la neu oplas ici à come un enomeno che ca a e izza l’in e o ciclo di
i a, ed è come se esis esse una so a di c ea i i à neu onale che dipende sol an o
dall’espe ienza dell’indi iduo, dalla sua i a e dalle sue in e azioni con l’ambien e
(Boninelli e al., 2016).
24
Sebbene quasi u e le connessioni neu ali siano ca a e izza e dalla sudde a
plas ici à, esis ono al i a o i in g ado di p omuo e e o inibi e il cambiamen o
neu ale. I p ocessi che al e ano la capaci à di app endimen o sono associa i anche
a sos anze neu ochimiche che in luenzano la plas ici à sinap ica. Ad esempio,
sappiamo che è più acile impa a e qualcosa se p es iamo a enzione, siamo
mo i a i e in e essa i al ma e iale. A al p oposi o di e si scienzia i hanno
iden i ica o una se ie di neu o asme i o i che engono ilascia i in con es i che
coin olgono mo i azione e a enzione; in gene ale, il neu o asme i o e della
dopamina è associa o alla icompensa o, addi i u a, all’an icipazione della
icompensa, men e il neu o asme i o e dell’ace ilcolina iene ilascia o in
si uazioni di no i à o so p esa (E e i e Robbins, 1997; Schul z e Dickinson, 2000).
Non so p ende dunque che la p esenza di en ambi ques i neu o asme i o i
miglio i la plas ici à sinap ica, in a i sulla base di di e si s udi di labo a o io alcuni
neu oscienzia i (Conne e al., 2003; Takeuchi e al., 2014) hanno p e is o che
quando gli alunni sono mo i a i e a en i in classe du an e la lezione, i lo o ce elli
ilasciano dopamina e ace ilcolina, p epa andoli alla plas ici à e all’app endimen o.
Esis ono pe ò anche a o i di gene e di e so che possono in ece inibi e la
plas ici à, un e en o s essan e o spa en oso p o oca l’aumen o della equenza
ca diaca e della p essione sanguigna. Alcune sos anze chimiche coin ol e nella
ispos a alla pau a e allo s ess possono in luenza e p o ondamen e plas ici à e
app endimen o. Il co isolo, o mone dello s ess, semb a esse e pa icola men e
ile an e pe la plas ici à e l’app endimen o ed il nos o ce ello è icco di ece o i
pe il co isolo, specialmen e nelle a ee depu a e alla memo ia (de Kloe e al.,
25
1999). Men e lie i aumen i del co isolo possono aumen a e le p es azioni nei es
di memo ia, modi icando posi i amen e il nos o compo amen o, li elli ele a i
inibiscono sia la codi ica che il ecupe o della memo ia, sia negli animali che
nell’uomo (de Kloe e al., 1999; Lupien e McEwen, 1997). La plas ici à sinap ica
segue lo s esso schema in cui al i li elli di co isolo in e ompono il a o zamen o
delle connessioni a le sinapsi. Gli e e i nega i i di al i li elli di s ess e co isolo
sulla memo ia si accumulano nel empo. T ami e di e si s udi si è scope o che lo
s ess c onico può comp ome e e l’app endimen o e la memo ia ed è pe sino
associa o al es ingimen o di alcune s u u e ce eb ali negli esse i umani (Con ad,
2010), pe o una ques i s udi hanno anche dimos a o che ale es ingimen o è
e e sibile. Sulla base di ques i s udi i neu oscienzia i hanno no a o che al i li elli
di s ess negli s uden i sono la causa di impedimen o all’app endimen o, in ece la
imozione di ques i a o i di s ess po ebbe in ece acili a lo.
Il sis ema ne oso di ogni specie, e quindi anche quello dell’uomo, è cos ui o a
pa i e da un p eciso codice che a si che ogni indi iduo abbia le s esse s u u e
ne ose dei suoi conspeci ici. Tu i gli uomini, quindi, hanno un midollo spinale,
un onco dell’ence alo, un dience alo e un elence alo e le dimensioni di ques e
egioni ce eb ali sono app ossima i amen e le s esse. S esso disco so ale pe la
co eccia ce eb ale, le sue di isioni e i solchi p incipali sono p esen i in u i gli
indi idui. Ma se osse iamo alcuni solchi seconda i possiamo no a e che ques i non
sono uguali in u i gli indi idui, in a i in alcuni sogge i i solchi seconda i possono
esse e mancan i o assume e una o ma di e sa. Ques o ci a in ui e che esis e una
a iabili à indi iduale già du an e lo s iluppo p ena ale, il quale con inua anche
32
con inuamen e nell’indi iduo adul o pe mezzo delle connessioni a co eccia
on ale, co eccia mo o ia e co eccia pa ie ale.
L’impo anza del mo imen o pe la o mazione della men e è s a a iconosciu a da
Mon esso i (1980), la quale sos iene che conside a e il mo imen o a sé, come
dis in o dalle unzioni più ele a e, è un e o e, e ques o e o e ci po a a a e una
dis inzione a i a isica e i a men ale quando in ece lo s iluppo men ale de e
esse e assolu amen e connesso con il mo imen o e de e anche dipende e da esso.
È s a o osse a o da Mon esso i, che il bambino s iluppa la p op ia in elligenza
a a e so il mo imen o, poiché ques ’ul imo lo aiu a a a e so lo s iluppo
psichico, il quale si esp ime a sua ol a con un ul e io e mo imen o e azione.
Mon esso i a e a quindi in ui o, g azie alle sue osse azioni, che il mo imen o non
può esse e scisso dalle unzioni più ele a e, anzi lo s iluppo men ale dipende
p op io dal mo imen o.
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CAPITOLO II: IL CERVELLO CHE APPRENDE
Tu o il compo amen o e u o l’app endimen o umano, a cui sen i e, pensa e,
c ea e, ico da e e decide e hanno o igine nel ce ello. Il ce ello si s iluppa
a a e so un p ocesso a i o e dinamico in cui le espe ienze sociali, emo i e e
cogni i e di un bambino, o ganizzano il suo ce ello nel co so del empo
(Immo dino-Yang, 2007). Gli speci ici pun i di o za e di debolezza
neu opsicologici di un bambino modellano il modo in cui egli pe cepisce e
in e agisce con il mondo. I p ocessi isiologici e quelli cul u ali in e agiscono a
lo o nello s iluppo (Fische e Bidell, 2006).
Chi si occupa di educazione, pa e spesso dall’idea p econce a secondo cui la
biologia si occupa dei a i che i bambini possiedono alla nasci a e, pe ques o
mo i o, mol i insegnan i i engono che le espe ienze sociali e cul u ali si o ino
so o il po e e di ques e p edisposizioni biologiche. Tu a ia, l’a uale ice ca nel
campo delle neu oscienze a o za in ece l’idea che le espe ienze dei bambini
modellino la lo o na u a biologica così come la biologia a sua ol a condiziona lo
s iluppo dei bambini. Le neu oscienze s anno po ando l’educazione e so l’analisi
del appo o dinamico a cul u a e na u a nello s iluppo e nell’insegnamen o. È
impo an e, dunque, pe l’educazione una conoscenza più app o ondi a di come
in e agiscono biologia ed espe ienza.
G azie a ques a elazione bidi ezionale a p edisposizioni biologiche ed espe ienze
sociali e cogni i e dei bambini, le neu oscienze e l’educazione s anno s iluppando
semp e più spesso collabo azioni di ice ca e ques a elazione può esse e s udia a a
più li elli di analisi, da come ope ano i geni all’in e no delle cellule, al
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unzionamen o delle comuni à all’in e no delle cul u e (Shonko e Phillips, 2000).
Gli insegnan i hanno quindi bisogno di conosce e i nuo i p incipi ela i i al ce ello
e all’app endimen o. Allo s esso modo i neu oscienzia i hanno la necessi à di
indaga e i enomeni ile an i pe l’app endimen o e pe lo s iluppo all’in e no del
mondo eale.
Tu a ia, ques o non signi ica che le neu oscienze siano in g ado di con ibui e a
isol e e u i i p oblemi scolas ici. Una delle s ide pe gli insegnan i, in ques o
nuo o ambi o, è conosce e l’applicabili à, le implicazioni e i limi i dei me odi di
ice ca delle neu oscienze nei di e si campi dell’educazione. Pe i neu oscienzia i
la s ida è in ece quella di impa a e dai p oblemi, dalle ema iche e dai p ocessi
educa i i, a inché i due se o i di s udio possano collabo a e nel modo più p o icuo
possibile. Pe ché ciò a enga, gli insegnan i ed i ice ca o i di ques ’ambi o hanno
bisogno di conosce e quan omeno le basi degli s umen i, delle ecniche, dei
p esuppos i e degli app occi che guidano le neu oscienze dell’app endimen o, e
s iluppa e la capaci à c i ica di esamina e i isul a i delle neu oscienze e di alu a li
pe la lo o po enziale applicabili à in classe. Pe ques o mo i o, i p og ammi di
o mazione pe insegnan i s anno iniziando ad in eg a e, all’in e no dei co si di
s udio, in o mazioni sulle scienze dell’app endimen o.
Gli impo an i cambiamen i a enu i nei me odi di ice ca e nel campo eo ico delle
neu oscienze ci s anno consen endo di ende e i isul a i delle ice che sul ce ello
maggio men e applicabili ai p oblemi conc e i e agli in e oga i i in ambi o
educa i o, ol e a o ni ci una più p o onda comp ensione sui p ocessi che si
s olgono a scuola.
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G azie alle nuo e ecniche di neu oimaging la ice ca ha subi o un’accele azione e
ciò ha po a o a impo an i p og essi nella comp ensione del unzionamen o del
ce ello. In passa o p e ale a la eo ia adizionale della localizzazione, o e o le
unzioni cogni i e e ano mappa e su speci iche a ee del ce ello in co ispondenza
uni oca. Oggi pe ò i neu oscienzia i sanno che l’app endimen o p e ede lo
s iluppo di connessioni a e i di a ee ce eb ali, dis ibui e in mol e egioni del
ce ello. Ques o uol di e che è e o che de e mina e a ee del ce ello ealmen e
e e uano speci iche elabo azioni, ma le compe enze u ili che ci pe me ono di
comunica e con il mondo es e no, ela i e anche a compi i scolas ici, si s iluppano
coin olgendo delle e i di neu oni, le quali collegano di e se a ee del ce ello,
piu os o che un’unica a ea. Ad esempio, non esis e un’a ea della musica, della
le u a o della ma ema ica che non sia coin ol a anche nell’elabo azione di mol e
al e compe enze e ambi i. L’app endimen o, dunque coin olge a i amen e la
cos uzione di e i neu ali che collegano unzionalmen e mol e a ee del ce ello,
anziché una sola. Il compi o dell’educazione è quello di suppo a e i bambini con
di e si p o ili neu opsicologici nello s iluppo di compe enze e icaci e al empo
s esso lessibili (Immo dino-Yang, 2007; Rose e Meye , 2006). I bambini u ilizzano
qualsiasi capaci à in lo o possesso pe impa a e le compe enze più impo an i della
lo o i a.
Quali p ocessi dinamici, nell’eno me e e del unzionamen o neu ale, consen ono
l’app endimen o? Sicu amen e, nel ce ca e una ispos a, dobbiamo p ima di u o,
gua da e alla plas ici à ada i a, o e o la capaci à del ce ello di modi ica si a
li ello neu o isiologico in ispos a ai cambiamen i nell’ambien e cogni i o.
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È impo an e ico da e che non esis ono, non sono mai esis i i e mai esis e anno due
ce elli iden ici. Ques o ale anche pe gemelli iden ici, ma anche pe qualunque
possibile clone umano, poiché è impossibile ip odu e esa amen e il ce ello di
una qualsiasi pe sona. Ques o conce o pe l’insegnan e non a che e idenzia e
l’unici à di ogni bambino so o la sua esponsabili à. È e o che u i i ce elli hanno
la s essa con igu azione di base, ma pu essendo simili nella o ma complessi a,
sono essenzialmen e unici. Le Vygo skij ha da o uno dei maggio i con ibu i alla
comp ensione dei p ocessi di app endimen o, osse ando come lo s iluppo
dell’in elligenza a enga a a e so l’in e azione a l’indi iduo e l’ambien e
ci cos an e, e non pe e e o di dinamiche esclusi amen e in e ne. Egli conside a a
l’app endimen o come un cambiamen o pe asi o, che p ende il nome di
“po enziamen o della zona di s iluppo p ossimale”, che si o a esa amen e a ciò
che l’alunno sa a e e ciò che anco a non sa a e. In al e pa ole, è il passaggio da
ciò che si è po enzialmen e in g ado di a e e ciò che e e i amen e si è capaci di
a e. In a i, lo s iluppo dei ci cui i ce eb ali è lega o sia a a o i gene ici, sia alle
espe ienze issu e da ogni indi iduo. Quando si s iluppano app endimen i
comple amen e nuo i, il ce ello c ea nuo e ami icazioni e connessioni a i
neu oni; quando in ece engono a o za i app endimen i p eceden i, le
connessioni già esis en i si a o zano g azie alla mielinizzazione dei dend i i, il che
ha impo an i e e i sulla memo ia e sulla eloci à con cui il ce ello è in g ado di
isponde e a un compi o o un’azione. Inol e, la scope a che le in luenze ambien ali
sono in g ado di modi ica e la mo ologia delle cellule ne ose, ha indi izza o la
ice ca ela i a alle basi neu ali dell’app endimen o e so lo s udio di co ela i
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neu obiologici della plas ici à compo amen ale. Un con ibu o di g ande
impo anza de i a dagli s udi condo i su in e eb a i dal neu obiologo aus iaco
E ik Kandel (2006) sulla lumaca di ma e Aplysia cali o nica. Tali s udi ci hanno
pe messo di conosce e i meccanismi molecola i che s anno alla base dei p ocessi di
app endimen o. È chia o che il sis ema ne oso cen ale dei e eb a i è mol o più
complesso in quan o possiede delle s u u e ana omiche specializza e nelle quali
ad esempio è possibile accoglie e memo ie di e en i che engono conse a i nel
co so della i a e che possono esse e ichiama e e con on a e con nuo e
in o mazioni. Ad esempio, l’ippocampo in e iene du an e i p ocessi di o mazione
dei ico di della memo ia dichia a i a a lungo e mine, esponsabile dei ico di
s abili e du a u i, e del lo o passaggio dalla memo ia a b e e e mine alla memo ia
a lungo e mine. O iamen e i p ocessi cogni i i che igua dano l’app endimen o
e l’immagazzinamen o delle memo ie è in eg a a da mol issimi al i ci cui i
ce eb ali, come ad esempio i ci cui i che egolano le emozioni e quelli che
con ollano le azioni mo o ie.
Dunque, ispe o alla nos a domanda p incipale i o niamo a chiede ci: cos’è che
si modi ica all’in e no del nos o ce ello da ende e possibile l’app endimen o?
Il modello più acce a o ela i o ai me odi u ilizza i dal ce ello pe app ende e e
ico da e è s a o p opos o negli anni Qua an a da Donald Hebb (1949),
un’insegnan e inglese delle scuole supe io i canadesi. Nei suoi s udi Hebb pa ì
dall’assun o che una ca a e is ica peculia e del essu o ce eb ale è che, a di e enza
di u i gli al i essu i co po ei, ogni neu one è connesso a migliaia di al i neu oni
g azie alle giunzioni sinap iche. Da o che gli al i o gani del co po non si
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compo ano in ques a manie a, cioè come il ce ello, Hebb pensò che do esse o
esse e i p ocessi sinap ici a ende e possibile l’app endimen o. Egli i enne inol e
che il ipe e si di sca iche concomi an i delle sinapsi coin ol e nell’elabo azione
della ispos a ad un pa icola e s imolo, po esse p o oca e un cambiamen o
isiologico pe manen e. Un elemen o di app endimen o può esse e issa o nel
ce ello ami e p ocessi chimici che asme ono le in o mazioni a a e so le
sinapsi, e ques i p ocessi di en ano più e icien i con la ipe izione. A quell’epoca
pe ò Hebb non a e a mezzi che gli consen isse o di me e e alla p o a la sua
ipo esi, o una amen e di ecen e le sue in uizioni sono s a e con e ma e da a i
neu oscienzia i, che pe i lo o successi hanno me i a i un p emio Nobel (Geake,
2009).
Rice che successi e hanno pe ò dimos a o che non u o l’app endimen o è
hebbiano. Mol i e en i, sop a u o quelli spa en osi, hanno una salienza o po enza
emo i a ale pe cui non se ono ipe izioni pe esse e app esi. È e iden e che la
capaci à cogni i a di app ende e da un singolo episodio, po enzialmen e le ale e
spa en oso, ha un alo e di sop a i enza posi i o. Chia amen e l’app endimen o
non hebbiano non igua da sol an o espe ienze nega i e, in quan o anche un e en o
posi i o può p odu e app endimen o con una sola espe ienza. Sappiamo bene pe ò
che nel con es o dell’app endimen o scolas ico gli e en i singola i al amen e
signi ica i i sono l’eccezione più che la egola. Si no a anche che non u o
l’app endimen o hebbiano a iene all’in e no della scuola, e u e le capaci à che
isul ano essenziali pe la i a e che si s iluppano p ecocemen e, come a e a e,
cammina e, pa la e, necessi ano di ipe izione pe esse e app ese e pe a i a e
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all’al o li ello di compe enza di cui gode la maggio pa e dei bambini (Geake,
2009).
L’app endimen o dunque a iene in di e si modi, esis ono ad esempio
app endimen i mol o semplici che pe me ono di acili a e una ispos a quando
incon iamo uno s imolo in enso, come quando sen iamo un suono o e ques o ci
me e in alle a e se poco dopo eniamo occa i, anche con legge ezza, sussul iamo.
La acili azione è un ipo di app endimen o che ha un signi ica o ada i o e ende il
sogge o p on o a isponde e ad uno s imolo es e no. Il enomeno con a io è in ece
l’abi udine, con essa impa iamo in ece a disin e essa ci di uno s imolo ipe u o
mol e ol e, il quale non è più nuo o e signi ica i o. Ad esempio, se s iamo sedu i
pe mol o empo in una ce a posizione non ci acco giamo più della s imolazione
a ile che il nos o di ano ese ci a sul nos o co po.
Ques i due ipi di app endimen o sono inconsape oli ma ne esis ono al i più
complessi di cui possiamo a e e o no consape olezza, ad esempio, se impa iamo a
suona e uno s umen o, a a e dei passi di danza, oppu e a a e ges i ipici di una
speci ica disciplina spo i a, all’inizio è ichies o di segui e in modo consape ole
ciò che dobbiamo a e e le sequenze che dobbiamo s olge e. Una ol a che abbiamo
app eso le sequenze, ques o ipo di con ollo non è più il necessa io e il
compo amen o di en a au oma ico, così ci o e emo a s olge e a i al amen e
so is ica i in manie a pe e a pe ché li abbiamo p a ica i mol issime ol e. Al o
esempio a cui possiamo a e i e imen o: quando guidiamo non abbiamo bisogno
di pensa e mol o a ciò che dobbiamo a e quindi la nos a men e è libe a, e ciò ci
pe me e di po e chiacchie a e con chi s a sedu o accan o a noi oppu e ascol a e la
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adio o semplicemen e segui e un pensie o. Nel momen o in cui pe ò ci o iamo
in di icol à, la nos a men e iguadagna il con ollo comple o del nos o
compo amen o.
Ciò che abbiamo desc i o ino a o a non è al o che la dis inzione a
l’app endimen o esplici o e l’app endimen o implici o.
La memo ia è ondamen ale a inché l’app endimen o enga issa o nella nos a
men e ed è a a di una se ie di meccanismi che pe me ono di immagazzina e gli
app endimen i e di ie oca li quando è necessa io. Con il empo a iene poi il
consolidamen o di ciò che si è app eso. Il p ocesso median e il quale si ha accesso
a ciò che è memo izza o è mol o impo an e, il magazzino mnemonico è
po enzialmen e in ini o, ma se non si po esse ecupe a e ciò che abbiamo
memo izza o e ciò che abbiamo app eso, non se i ebbe a nulla. Abbiamo bisogno,
dunque, delle a ee ce eb ali che hanno un uolo ondamen ale nel ecupe a e le
in o mazioni della memo ia. Nel consolidamen o della memo ia a engono dei e i
e p op i cambiamen i ana omici, i quali spiegano anche le modi iche plas iche che
a engono a ca ico delle mappe ce eb ali.
Lo s udio dei meccanismi neu ali a a e so i quali egis iamo e ca aloghiamo le
nos e espe ienze gioca un uolo ondamen ale nella spiegazione dei disposi i i
dell’a enzione e della memo ia. Si a a di meccanismi ondamen ali da
comp ende e pe chi si occupa di ice ca dida ica pe ché essi sono saldamen e
collega i all’app endimen o.
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2.1.1 A enzione
La nos a consue a espe ienza dell’a enzione a i e imen o alla capaci à di
concen a si su qualcosa e spesso si con onde la capaci à di concen azione con lo
s a o di alle a e di a i azione, ispe o alla eal à ci cos an e.
Nel momen o in cui l’insegnan e ichiama un alunno o quando chiede all’in e a
classe di po a e pa icola men e a enzione ad un pun o p eciso della consegna, non
s a acendo appello alla lo o capaci à di a enzione, quan o piu os o alla quali à del
lo o s a o di eglia. Nel a lo l’insegnan e con onde il gene ale s a o di a i azione
o non a i azione degli s uden i con il lo o g ado di a enzione. L’a enzione
comunque p esen a due ca a e is iche dis in i e: in luisce sul compo amen o
indi izzandolo e incide sulla capaci à del sogge o di eagi e agli al i s imoli
p o enien i dall’ambien e (Ri ol ella, 2012).
L’a enzione si può spiega e sulla base di due amiglie di eo ie: le eo ie sele i e
(Che y, 1953) e le eo ie mo o ie (Edelman, 1992).
1. Secondo le eo ie sele i e, l’a enzione è il isul a o di un p ocesso
a a e so il quale i segnali in en a a engono il a i e sepa a i dal nos o
sis ema pe ce i o. Ques o p ocesso è media o dalla unzione di
modulazione della se o onina e della dopamina che aspo ano il segnale
a enzionale: quando ques o iene a i a o in olon a iamen e, dunque
quando l’a enzione è ichiama a di e amen e dallo s imolo senso iale
(bo om-up), sono i neu oni senso iali che solleci ano le cellule che
p oducono se o onina; quando in ece l’a enzione è accompagna a dalla
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ma anche pe ché nel momen o in cui lo s uden e app ende non a ua alcun
collegamen o con quello che ha app eso p eceden emen e.
Il secondo li ello igua da la comp ensione: chi impa a a memo izza e un insieme
di a i o de inizioni, conside a dei appo i a di essi e quindi a i a a comp ende e
dei p incipi che gli possono se i e pe capi e al i a i e de inizioni o pe isol e e
p oblemi u u i.
Il e zo li ello è quello della i lessione, che di e isce dal secondo li ello, nel quale
il sogge o può esse e passi o di on e a ciò che s a impa ando, poiché in ques o
li ello il sogge o de e pa ecipa e a i amen e con le sue in uizioni e agionamen i.
Pe quan o igua da l’app endimen o si può documen a e una lunga adizione
p escien i ica che indi idua sos anzialmen e due soluzioni al p oblema: quella
inna is a e quella espe ienziale.
Nel p imo caso l’app endimen o al o non sa ebbe che un ema izza e quello che
già a li ello a ema ico è p esen e nella nos a men e ( eminiscenza in Pla one).
Oppos a ispe o a ques a adizione è quella di colo o che in ece i engono che la
na u a dell’app endimen o s ia nell’espe ienza, come i ene a A is o ele.
La s o ia scien i ica della ice ca sull’app endimen o de e mol o al beha io ismo,
in pa icola e al la o o di Pa lo (1927) sul cosidde o app endimen o associa i o.
Abi uando i suoi cani a po e in elazione un de e mina o s imolo assolu amen e
neu o con un e en o piace ole o sg ade ole, Pa lo scop e il meccanismo gene ale
che egola l’app endimen o degli esse i i en i. In ques o modo l’animale in
ques ione elabo ando le p op ie espe ienze impa a a p e ede e il u u o e a
compo a si di conseguenza. Ques a capaci à p e isionale a ce ca a nell’a i i à di
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un pa icola e ipo di neu oni, no i come cellule di icompensa, che sono a i e nei
gangli della base, la cui unzione è quella di ilascia e nell’o ganismo dopamina; le
ice che di Wol am Schul z (2001, 2007) hanno dimos a o la elazione con il
meccanismo di p e isione che è alla base dell’app endimen o. È impo an e
speci ica e pe ò che i neu oni dopamine gici non a i icano la icompensa ma
in ece la an icipano. La unzione dei neu oni dopamine gici non è semplicemen e
quella di in o za e un compo amen o che p e ede icompensa, piu os o la lo o
unzione è quella di guida e il nos o app endimen o aiu andoci a miglio a e il
nos o sis ema di p e isioni sulle cose del mondo. Ques o meccanismo di p e isione
è basa o sull’a ibuzione di alo e ai di e si segnali che p o engono
dall’o ganismo. L’e en o, il luogo, l’azione che p ecede una icompensa acquis a
alo e. In ques o modo andiamo a cos ui e una mappa di alo i che sono il isul a o
delle nos e espe ienze, dei nos i e o i e delle co ezioni, che sulla base degli e o i
abbiamo appo a o alle nos e p e isioni sul mondo.
2.2 Linguaggio e al abe izzazione
Una delle a ee della cognizione umana più indaga a nelle neu oscienze è
sicu amen e quella ela i a all’uso del linguaggio, p obabilmen e pe ché può esse e
conside a a come la ca a e is ica peculia e della specie umana. Possiamo pensa e
al linguaggio come un sis ema di comunicazione non mol o di e so dai sis emi di
comunicazione u ilizza i dagli animali, in e mini ada a i i. In un sis ema di
comunicazione è ondamen ale il signi ica o di ciò che iene asmesso e l’e icacia
della asmissione s essa. Da ques o pun o di is a il linguaggio umano è mol o
50
so is ica o, poiché è pa icola men e capace di con olla e i suoni del linguaggio, i
quali possono gene a e nume osissime combinazioni, ali pe cui è possibile una
comunicazione es emamen e icca. In a i, con un nume o limi a o di sillabe è
possibile cos ui e in ini e pa ole e pe an o ogni indi iduo usa egole onologiche
allo s esso modo degli al i indi idui. Anche il bambino u ilizza ques e egole, e
g azie all’esposizione con inua al linguaggio iesce ad impa a e nume ose pa ole.
Lo s iluppo on ogene ico del linguaggio ichiede l’esposizione ad una comuni à
linguis ica, in quan o nonos an e il ce ello sia gene icamen e p edispos o, de e
comunque esse e app eso. Il bambino è con inuamen e impegna o nella p oduzione
onologica, in a i inizialmen e egli spe imen a la capaci à di uni e dei suoni pe
o ma e una sillaba, e successi amen e use à le sillabe pe o ma e delle pa ole. In
ques i en a i i è mol o impo an e sia il eedback acus ico de i an e dalla sua
p oduzione di sillabe e pa ole, sia il con on o con il modello linguis ico della
comuni à alla quale appa iene. Da ciò è possibile dedu e che il linguaggio iene
app eso g azie all’imi azione (Regni e Fogassi, 2019). Se pe ò nei p imi anni dalla
nasci a il bambino non è espos o al linguaggio, non sa à p ossimamen e in g ado di
impa a lo (Kuhl e Damasio, 2015), dunque ciò signi ica che il bambino de e a e
espe ienza del linguaggio, il quale a pa e dei pe iodi sensibili, se non c i ici, che
pe me ono il comple o s iluppo di una de e mina a unzione. Se si e i icano delle
anomalie all’in e no di ques i pe iodi è possibile che la unzione non si ins au i. Il
pe iodo miglio e pe l’app endimen o delle lingue semb a esse e in a i quello
p escola e.
51
Facendo in ece i e imen o ai sis emi neu ali, l’app endimen o di una lingua
ichiede il coo dinamen o di di e si sis emi neu ali: il sis ema udi i o ha il compi o
di coo dina e i suoni udi i che engono emessi da al i pa lan i, il sis ema mo o io
è impo an e pe la p oduzione del disco so, i sis emi g amma icali in e engono
pe l’uso di con enzioni linguis iche speci iche, il sis ema seman ico è in ece
impo an e pe il signi ica o. È in a i inc edibile come an i indi idui acciano u o
ques o appa en emen e senza nessuno s o zo, non è dunque so p enden e che alcuni
bambini p esen ino dei i a di nello s iluppo del linguaggio do u i o se a
p edisposizione gene iche che comp ome ono l’e icacia e la connessione di ques i
sis emi (Geake, 2009).
L’esposizione ad un linguaggio icco è uno s imolo o imale pe l’esp essione del
p og amma gene ico e pe lo s iluppo dei sis emi neu ali che consen ono un uso
del linguaggio semp e più so is ica o; pe an o, i bambini che non hanno anco a
acquisi o o me g amma icali come il condizionale e il passi o di alcuni e bi en o
i p imi anni della scuola p ima ia do ebbe o esse e espos i ad essi in modo
in e a i o pe acili a ne l’app endimen o (Geake, 2009).
È possibile no a e che du an e il pe iodo c i ico in cui si app ende il linguaggio, il
bambino comme e spesso degli e o i che sono in eal à dei en a i i di c ea e
nuo e pa ole (D onke s e al., 2003), in a i po emmo de ini e la p oduzione
linguis ica del bambino come un p ocesso c ea i o.
Due a o i ondamen ali dell’app endimen o del linguaggio sono le u a e sc i u a
che ichiedono l’impegno di al i sis emi neu ali, ol e a quelli già coin ol i nella
p oduzione della pa ola, in quan o sono necessa i dei sis emi capaci di decodi ica e
52
e codi ica e simboli che co ispondono simul aneamen e alle e i ce eb ali udi i e,
isi e e seman iche. Da ques a p emessa è acile in ui e che non può esse e
u ilizza o un unico me odo pedagogico pe l’insegnamen o della le u a e della
sc i u a poiché i sono semp e delle di e enze di s iluppo neu ologico a un
bambino e l’al o (Geake, 2009).
Nume osi s udi di neu oimmagine, ela i amen e ai co ela i neu ali della le u a,
hanno iscon a o il coin olgimen o di una pa icola e a ea della ci con oluzione
usi o me sinis a, oggi no a come isual wo d o m a ea. Mol i neu oscienzia i
sono s a i coin ol i in ques e ice che, come S anislas Dehaene e B uce McCandlis.
I da i ci sugge iscono in ece che le a ee usi o mi del ce ello, essendo icine alle
co ecce isi e, siano sensibili all’app endimen o di pa e n isi i as a i p esen i
nel nos o ambien e, ad esempio i ol i umani, in pa icola e quello della mad e,
come anche gli ogge i amilia i della casa. L’app endimen o e il iconoscimen o di
pa ole sc i e c ea un sis ema pe iconosce e le pa ole a pa i e da ques a unzione
di app endimen o di pa e n isi i. A iene dunque un’in e azione a le ico enze
s u u ali dei sis emi di sc i u a e le aie o ie di s iluppo del sis ema isi o e
udi i o. Nel momen o in cui l’adul o indica un ogge o e lo nomina, il bambino
impa a a decodi ica e i suoni e bali e a s abili e associazioni men ali a il suono
della pa ola e il suo signi ica o. Di e si s udi con MEG condo i ad Ox o d, hanno
dimos a o che nell’a ea di B oca l’a i i à a iene p ima o nello s esso momen o
ispe o all’a i i à dell’a ea depu a a al iconoscimen o isi o delle pa ole e ques o
ci a pensa e che la le u a si basi su una elabo azione di ipo op-down. Pe lo
s iluppo di ques a egione, la quale è ondamen ale pe la le u a, è impo an e che
53
l’adul o legga qualcosa al bambino indicando le pa ole con un di o man mano che
le legge. Ques o se e anche ad ins illa e un senso di piace e, che, in quan o
unzione ce eb ale, coin olge l’an icipazione e la isoluzione. Il linguaggio è un
sis ema collega o ai sis emi di memo ia do e le p edizioni co e e engono
icompensa e allo scopo di in o za e simili p ese di decisioni in u u o.
La na azione di s o ie assume un uolo impo an e nello s iluppo del linguaggio,
sop a u o pe ché i bambini mos ano una g ande cu iosi à du an e ques i momen i,
pe ques o mo i o è acile a i a e la lo o a enzione accon ando una s o ia. Ques a
cu iosi à quasi uni e sale a pensa e che gli esse i umani già da piccoli possiedano
dei sis emi neu ali idonei ad u ilizza e il linguaggio in o ma di s o ie. In a i, da
ques o pun o di is a è acile ipo izza e che sia coin ol o il sis ema dei neu oni
specchio, il quale nelle si uazioni sociali sono in g ado di ispa mia ci un labo ioso
p ocesso di app endimen o pe p o e ed e o i, a ibuendoci la capaci à della
simulazione men ale. La s u u a spesso p e edibile delle s o ie acili a ques o
p ocesso, illus ando il unzionamen o della men e al ui senza che l’ascol a o e
debba a sene pe sonalmen e un’idea a on ando si uazioni eali, in cui è in ece
possibile che si e i ichino dei ain endimen i. È possibile no a e che una g ande
a ie à di cul u e è do a a di assun i comuni nelle s o ie e ques o sugge isce che le
s o ie abbiano dei emi uni e sali che anno i e imen o alla nos a neu obiologia
comune. Ques o po ebbe spiega e pe ché s o ie mol o an iche come i mi i g eci
siano anco a oggi app ezza e. In pa icola modo il pedagogis a canadese Ke in
Egan (1997) so olinea quan o sia impo an e la na azione di s o ie a e mando che
ques e ul ime do ebbe o app esen a e il ondamen o della pedagogia scolas ica
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sop a u o nel momen o in cui engono in odo i nuo i a gomen i. Egan sos iene
inol e che la c esci a pe sonale, la socializzazione e l’acquisizione di conoscenze,
che app esen ano i e obie i i p incipali dell’is uzione scolas ica, non siano
compa ibili a di lo o ma che possano in ece esse e concilia i dall’insegnan e
a a e so delle s o ie che pe me ono agli alunni di coglie ne gli aspe i psicologici,
sociali, s o ici e iloso ici del nuo o a gomen o a a o. In a i, la asmissione
cul u ale di gene azione in gene azione è a enu a p incipalmen e a a e so il
accon o o ale. Ma non solo, le s o ie sono in g ado di s imola e la nos a
immaginazione, la mo i azione ad agi e e sono anche mol o impo an i pe quan o
conce ne lo s iluppo dell’empa ia, la quale pe me e al bambino comp ende e le
espe ienze al ui e di a ibui e in enzionali à e s a i d’animo ad al e pe sone, ma
a o isce anche la socializzazione (Geake, 2009).
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CAPITOLO III: NEUROSCIENZE AFFETTIVE E SOCIALI PER
L’APPRENDIMENTO
Di e se scope e ecen i nel campo delle neu oscienze delle emozioni hanno messo
in e idenza le connessioni a le unzioni cogni i e e le unzioni emo i e, a a e so
le quali è possibile i alu a e il nos o pun o di is a ela i amen e
all’app endimen o nel con es o scolas ico. Le connessioni che i sono a p ocessi
decisionali, unzionamen o sociale e agionamen o mo ale compo ano una s ol a
nella comp ensione del uolo delle emozioni nel p ocesso decisionale, me ono in
luce la o e elazione a app endimen o ed emozioni e ci pe me ono di osse a e
come la cul u a modella l’app endimen o. Ques i emi sono mol o impo an i pe
gli insegnan i, i quali sono impegna i a o ma e s uden i che siano capaci,
consape oli e do a i di senso e ico, ale pe cui sa anno in g ado di a on a e le
s ide cogni i e, mo ali e sociali che ci o e il mondo.
Chiunque si occupi della c esci a e dell’educazione dei bambini, dunque non solo
gli insegnan i ma anche i geni o i e così ia, non do ebbe mai dimen ica e che
l’app endimen o sociale è un g ande mo o e pe lo s iluppo. In a i, i bambini con
s iluppo ipico gua dano le al e pe sone e in e agiscono con lo o imi ando le lo o
azioni, osse ando gli adul i e i coe anei pe ice e e eedback emo i i o di al o
ipo sul lo o compo amen o. Riescono quindi ad immagina e come gli al i si
sen ano e cosa pensino in de e mina e si uazioni, e ques i pensie i a lo o ol a anno
ad in luenza e ciò che essi s essi p o ano in quel momen o.
56
Oggi, g azie alle p o e o ni e dalle neu oscienze sociali e a e i e, È possibile
gua da e alle basi neu ali di ques o p ocesso sociale, dunque quello delle ispos e
a e i e e della lo o elazione con l’app endimen o.
Pa endo da ques o assun o gli insegnan i do ebbe o quindi, pe o imizza e
l’app endimen o, conne e e le nuo e scope e neu oscien i iche alle eo ie
educa i e, pe a e in modo che ques e in o mazioni possano appun o esse e
u ilizza e pe miglio a e sia l’insegnamen o che l’app endimen o.
In ques o capi olo si esplo e à il uolo ondamen ale delle emozioni e della sociali à
nel con es o educa i o.
3.1 Le emozioni nel con es o scolas ico
Com’è già no o, le emozioni come la abbia, la pau a, la elici à e la is ezza sono
dei p ocessi cogni i i ma anche isiologici che coin olgono dunque sia il co po e
sia la men e (Damasio e al., 2000). I p ocessi isiologici sca u i i dalle emozioni
igua dano pe lopiù la egolazione co po ea, come ad esempio la p essione
a e iosa, la equenza ca diaca e la espi azione e la diges ione, ma implicano
anche delle sensazioni come il dolo e, il piace e, o il mal di s omaco. Tu o ciò
in luenza anche i sis emi ce eb ali della cognizione modi icando il pensie o, dal
deside io di ende a che de i a dalle emozioni di abbia, alla ice ca di uga che
de i a dalla pau a. Dunque, l’emozione si esp ime sul ol o e nel co po e ques o
p ocesso a iene a a e so sis emi neu ali di ile azione e egolazione del co po.
In ine, lo s a o isico, le sensazioni e le emozioni modi icano la men e e aiu ano i
sogge i ad impa a e dalle lo o espe ienze. Ques o signi ica che la men e è
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in luenza a dalla o e elazione a co po e ce ello pe quan o igua da le
emozioni; dunque, po emmo di e che nell’app endimen o sono coin ol i sia il
co po che il ce ello (Immo dino-Yang e Damasio, 2007), anche pe ché sappiamo
bene che l’app endimen o non si ealizza in uno spazio uo o, ma si ealizza in
con es i sociali e cul u ali (Fische e Bidell, 2006).
Le neu oscienze sociali e a e i e ci dicono chia amen e che non possiamo più
conside a e l’app endimen o come un p ocesso sepa a o dalle emozioni, inol e non
bisogna da e impo anza solo al li ello indi iduale del singolo s uden e pe s abili e
quali siano le miglio i s a egie pe la classe, poiché s uden i e insegnan i
in e agiscono socialmen e e si scambiano insegnamen i ecip ocamen e, a a e so
delle s a egie che non implicano il me o aspe o cogni i o delle compe enze
scolas iche. Pe cos ui e le conoscenze scolas iche bisogna conside a e
l’in eg azione di emozioni e cognizione all’in e no di un con es o sociale che è
quello della classe.
Pe acili a e lo s iluppo del pensie o emo i o gli insegnan i po ebbe o u ilizza e
di e se s a egie u ili pe ale scopo. La s a egia più impo an e pe a o i e un
app endimen o signi ica i o e du a u o a a e so le emozioni è quella di p opo e
dei p oge i dida ici in g ado di uni e il ma e iale da app ende e e le emozioni. Gli
insegnan i sono spesso libe i di decide e quali a gomen i a on a e e p esen a e;
dunque, si sceglie un a gomen o da esplo a e e si ce ca di coin olge e gli s uden i
in modo se io e esponsabile in ques o p ocesso decisionale. In base all’a gomen o
scel o po ebbe o gli s uden i s essi sceglie e come espo lo, ad esempio a a e so
una elazione, a a e so la eci azione oppu e a a e so un p oge o. In ques o
64
miglio a e sia il benesse e socioemo i o sia pe le compe enze scolas iche (Yeage
e Wal on, 2011). Ad esempio, nelle scuole supe io i si po ebbe o inco aggia e gli
s uden i a sc i e e un dia io sulle p op ie con inzioni ela i e ad un compi o in
classe, sulle conseguenze che la p es azione al compi o ha pe la lo o i a in
gene ale e ques o po ebbe aiu a li a idu e l’ansia e ad o ene e isul a i miglio i
(Rami ez e Beilock, 2011). In ece, pe quan o igua da i bambini della scuola
p ima ia, la iducia in sé s essi e il benesse e emo i o, miglio a il endimen o
scolas ico quando iene chies o lo o di p ende si un momen o pe allon ana si dalle
dis azioni ed elabo a e i p op i ico di e sen imen i, e in ques o modo p o a e a
piani ica e il p op io compo amen o in manie a adegua a (B acke e al., 2012).
Ques i in e en i aiu ano a miglio a e il endimen o scolas ico poiché
con ibuiscono a c ea e delle si uazioni a o e oli ali pe cui è possibile es a e il
signi ica o emo i o delle si uazioni pe poi po e lo collega e ai p op i ico di
pe sonali e in u u o ado a e una condo a miglio e.
Ques o non signi ica che gli s uden i de ono esse e inco aggia i a so e ma si su
u ili i lessioni pe sonali du an e le o e scolas iche, poiché ques o diminui ebbe la
p odu i i à (Smallwood e al., 2007). Dis oglie e in ece l’a enzione in manie a
app op ia a pe s iluppa e gli s a i in ospe i i può in ece esse e impo an e pe il
benesse e dell’alunno e pe aggiunge e p es azioni o imali in compi i che
ichiedono pa icola e a enzione.
Da ques o a gomen o po emmo collega ci all’uso in ensi o dei social media di
oggi gio no. Come è no o oggi la ecnologia e i social media app esen ano on e di
dis azione pe gli s uden i. Po emmo ipo izza e che l’uso eccessi o dei social
65
media indi izzi i gio ani a p es a e a enzione sol an o agli aspe i conc e i e
immedia i di sé e delle si uazioni, sminuendo conce i più as a i di ipo mo ale ed
emo i o ispe o alle p op ie azioni e a quelle degli al i. T apnell e Sinclai (2012)
hanno condo o uno s udio su più di 2300 gio ani, il quale ha ile a o che li elli
esage a i nell’uso del ex ing sono associa i, anche se debolmen e, in manie a
posi i a ai p egiudizi nei con on i delle pe sone es e ne al p op io g uppo, sono
in ece associa i nega i amen e alla i lessi i à mo ale, come ad esempio
p omuo e e l’uguaglianza. Gli s essi ice ca o i hanno osse a o che all’aumen a e
del ex ing, du an e i 5 anni in cui è s a o condo o lo s udio, la i lessi i à
diminuisce. Un al o s udio anco a condo o da Angs e michael e Les e (2010) ha
dimos a o che una equenza più ele a a nel ex ing è associa a ad a e e amicizie
poco soddis acen i. È chia o che i gio ani dis a i dai media sono abi ualmen e
a i a i e so il mondo es e no, dunque, le oppo uni à pe i le e e sulle emozioni,
sulle mo ali, sui alo i, isul ano d as icamen e ido e. In ques o modo si co e il
ischio di al e a e la pe cezione dei lo o appo i sociali e di conseguenza ques o
po ebbe in luenza e lo s iluppo della p op ia iden i à, ponendo a enzione sol an o
su a i conc e i o isici. Ques o pe ò non signi ica che bisogna conside a e
nega i amen e l’accesso alla ecnologia. È necessa io pe ò ico da e che un uso
eccessi o di ques e ecnologie po ebbe di en a e dannoso, iducendo la
comunicazione sociale a pochi messaggi digi ali, che in e ompendo con inuamen e
chi li ice e, dis aggono e limi ano il sogge o a con enu i poco i lessi i. La
ecnologia in ece de e esse e conside a a come un o imo s umen o che se usa o
bene, senza eccessi, può p omuo e e la i lessi i à sociale, poiché ci pe me e di
66
comunica e con pe sone lon ane. Quindi non es a che s u a e al meglio ques a
ecnologia in modo esponsabile pe p omuo e e lo s iluppo sociale piu os o che
os acola lo.
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CONCLUSIONI: La scuola del u u o
Quan o de o ino a, conside ando lo s a o a uale delle conoscenze nel campo delle
neu oscienze educa i e, ha o iamen e di e se implicazioni sul piano
dell’app endimen o, le quali possono con ibui e a modella e la scuola del u u o,
e si spe a, anche quella del p esen e. In a i, una scuola che p ende a o dei isul a i
che de i ano dalle neu oscienze educa i e può o i e agli insegnan i mol e
oppo uni à pe da e un con ibu o impo an e alla ice ca neu oscien i ica. G azie
alle nume ose ice che ela i e a ques o ambi o po emmo aspe a ci che la
conoscenza del unzionamen o ce eb ale con inui ad aumen a e apidamen e e
ques o ci pe me e di spe a e che ale c esci a compo i una conoscenza semp e
maggio e del nos o ce ello.
Se la scuola del u u o ha come deside io quello di isponde e in modo o imale ai
bisogni di app endimen o degli alunni, non può so o alu a e il a o che ogni
bambino ha un ce ello unico, che non sa à mai uguale ad un al o, poiché ogni
ce ello ha i suoi pun i di o za e di debolezza, in elazione all’app endimen o di
de e mina e in o mazioni e s imoli. Pe cui è mol o impo an e che la scuola non
dimen ichi di isponde e ai bisogni di app endimen o indi iduali. Quindi, a al
p oposi o bisogna sgancia e il conce o di app endimen o da quello di e à, in quan o
lo s iluppo ce eb ale è egola o più dalle espe ienze di i a che dall’e à; dunque, è
impo an e o i e agli alunni un cu icolo adegua o al lo o s a o di disponibili à
all’app endimen o che non è collega o alla lo o da a di nasci a. Pe l’insegnamen o
a ebbe senso quindi cos ui e dei g uppi di bambini omogenei ela i amen e ai
lo o bisogni di app endimen o e quindi in base alle lo o capaci à, alla lo o
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espe ienza e al lo o in e esse, in ece che agg uppa li enendo in conside azione la
sola e à c onologica. Ques ’o ganizzazione p ende il nome di o ganizzazione
cu icola e e icale (VCO) ed è s a a u ilizza a con successo nelle scuole
aus aliane p ima ie e seconda ie, e consis e nel p og amma e di e si co si della
s essa ma e ia, i quali si di e enziano pe li ello e ema, e insieme all’insegnan e,
ogni s uden e sceglie il suo o a io indi iduale ada o al suo li ello di compe enza
nelle a ie ma e ie; ad esempio po ebbe dunque succede e che un allie o mol o
in e essa o alla ma ema ica, sia in g ado di segui e senza di icol à un co so di
ma ema ica a anza o insieme ad allie i più g andi. Gli insegnan i che u ilizzano
ques e o ganizzazioni si i engono mol o soddis a i poiché hanno osse a o un
miglio amen o sia nel compo amen o che nella mo i azione nei p op i allie i,
no ando anche la iduzione di dis azioni. Il passaggio da un li ello di di icol à ad
un al o a iene in base agli app endimen i consegui i e non in base alla da a di
nasci a. La scuola del u u o do ebbe quindi p ende e spun o dalla VCO, in quan o
po e ebbe anche ad una maggio e consape olezza igua do il a o che le abili à e
le compe enze di ogni alunno non sono u e uguali.
La scuola del u u o non de e dimen ica e quan o è impo an e l’ambien e isico
della classe, e in modo pa icola e l’illuminazione. I nos i occhi si sono e olu i in
modo ale da di en a e sensibili alla luce azzu a del cielo, e nume ose ice che
hanno dimos a o che l’esposizione alla luce azzu a può miglio a e la igilanza e
le p es azioni anche dei sogge i che non iposano abbas anza.
69
A icina e gli insegnan i al mondo delle neu oscienze educa i e po ebbe po a li
ad acquisi e delle in o mazioni aggio na e e scien i icamen e esa e, in ece di
basa si sol an o su mode passegge e che engono apidamen e abbandona e.
La conoscenza dei meccanismi neu obiologici e neu opsicologici che s anno alla
base dei p ocessi di app endimen o non de e esse e scon a a pe gli insegnan i, ma
allo s esso empo la igu a dell’insegnan e non de e esse e con usa con quella del
ice ca o e, poiché appun o l’insegnan e non a diagnosi e non in e p e a il
unzionamen o delle e i neu ali, ma desc i e i compo amen i che possono esse e
osse a i all’in e no dell’ambien e scolas ico; così come l’insegnan e non si occupa
di in e en i iabili a i i o e apeu ici, si occupa in ece di in e en i educa i i e
scolas ici. Tu a ia, la igu a dell’insegnan e è chia amen e indispensabile
all’in e no di ques o nuo o scena io della scuola del u u o in quan o dando oce
alle p op ie espe ienze con ibuiscono a i amen e alla sua cos uzione. Dunque, è
impo an e po e a enzione anche sui pe co si che dalla scuola po ano alle
neu oscienze, e non sol an o al con a io, in modo ale da a o i e un con on o
a i o con i nuo i modelli scien i ici e ende e più icco il dialogo e la p oge azione
di in e en i educa i i che anno i e imen o alle neu oscienze.
Il p esen e elabo a o ha dunque lo scopo di p opo e una i lessione sulla necessi à
di miglio a e la dida ica, a pa i e dalla conoscenza di alcune ondamen ali scope e
delle neu oscienze. Educa e a a e so l’emozione del senso di colpa e della pau a
può esse e ischioso poiché po ebbe isul a e con op oducen e. Pe ale mo i o
l’insegnan e do ebbe s incola si dal conce o di giudizio, do u o a un sis ema
educa i o che si basa sulla alu azione quan i a i a, e do ebbe in ece educa e
70
a a e so le emozioni posi i e, inco aggiando l’alunno, g a i icandolo anche pe i
piccoli agua di, in modo ale che si s iluppi la sua au os ima.
L’insuccesso scolas ico è de e mina o da una ispos a psicologica e non biologica.
Poiché la scuola cos uisce dei pe co si che si basano sull’idea dell’immagine dello
s uden e modello, in modo pa icola e la cos an e alu azione di ques ’ul imo
de e mina il enomeno dell’impo enza app esa, la quale blocca i meccanismi
neu obiologici dell’app endimen o, allen ando le no mali modali à di esp essione,
e in ques o modo l’app endimen o è appun o blocca o da una unzione biologica in
con li o con esso, o e o la pau a, che alimen a ques o meccanismo in cui lo
s uden e ha una cos an e pau a di sbaglia e e la conseguenza è un senso di
inadegua ezza. Pe idu e l’insuccesso scolas ico bisogne ebbe ado a e delle
s a egie e icaci pe po a e lo s uden e a cos ui e delle espe ienze posi i e e di
benesse e.
Sicu amen e non è semplice e immedia o ado a e una dida ica che enga con o
delle emozioni, del iposo, delle i lessioni e dell’indi iduali à. Pe a i a e a ciò è
impo an e o ma e gli insegnan i in modo ale che si possano aggiunge e li elli di
compe enza emo i a ali pe cui è possibile s imola e a o i impo an i del successo
scolas ico come ad esempio la mo i azione, la g a i icazione, la cu iosi à.
La ice ca neu oscien i ica e la pedagogia do ebbe o con inua e a cammina e
insieme e dialoga e pe a si che engano messi in a o dei cambiamen i che
possano in p imo luogo a bene alla salu e psicologica degli s uden i ma anche alla
lo o oglia di conosce e e me e si in gioco.
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Ring aziamen i
Deside o innanzi u o ing azia e la mia ela ice, la P o esso essa Dolo es Rollo,
pe la pazienza e la disponibili à dimos a emi du an e la s esu a della esi, senza la
quale ques o elabo a o non esis e ebbe.
Ring azio mio pad e, mia mad e e mio a ello pe esse mi s a i semp e accan o,
anche nei momen i in cui pensa o di non a cela, semp e p on i a sos ene mi.
Ring azio i miei zii e i miei cugini, icini a me in un momen o così impo an e della
mia i a, sop a u o le mie (non più piccole) Au i, So i e I e.
Ring azio la nonna Tina e il nonno Nino pe le lo o quo idiane ele ona e e pe ché
esul ano pe i miei agua di come se ossi la nazionale i aliana del 2006.
Ring azio la nonna Angela che, sono sicu a, mi gua da da lassù, o gogliosa della
donna che sono di en a a.
In ine ing azio u i i miei amici, con cui ho condi iso gioie (poche), isa e, isane,
ansie, aglie i, se a e in ini e; in pa icola e la mia Iuli, semp e con me anche da
lon ano, Ma eo pe a e mi a o “subi o” ide e anche quando a ei olu o solo
piange e, Mimmuzzo, pe la sua dolcezza, i cappellini di lana e la “ca bomimmo”.