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Processi di apprendimento, emozioni e scuola del futuro alla luce del dialogo tra neuroscienze, educazione e didattica

Abstract

Il presente elaborato si focalizza sullo studio dei processi di apprendimento in relazione al rapporto tra pedagogia e neuroscienze, ma anche sull’analisi di nuovi modelli educativi e didattici, che si sono sviluppati sulla base delle conoscenze neuroscientifiche. La società odierna, e la sua sempre maggiore complessità, impone di individuare strumenti utili a catturare l’attenzione di bambini e giovani, per coinvolgerli nella vita scolastica attraverso un nuovo modo di fare scuola. Questo obiettivo può essere raggiunto efficacemente attraverso il coinvolgimento attivo dei ragazzi in forme di apprendimento che agiscono in particolare sulla motivazione e sulle emozioni. Il cervello è lo strumento umano che trasforma effettivamente l’insegnamento in apprendimento, ma le scoperte delle neuroscienze devono trovare un terreno comune e un canale di comunicazione efficace con le teorie pedagogiche e le prassi didattiche, se si vuole giungere a riformare la vita di classe e l’insegnamento su basi scientifiche. Gli studi neuroscientifici costituiscono una base fondamentale per ciò che riguarda la formazione e la crescita; inoltre conoscere i fenomeni biologici che stanno alla base dell'apprendimento fornisce importanti risposte alle esigenze della scuola e degli insegnanti, relativi a strategie educative e didattiche più efficaci. Pertanto, l’elaborato si focalizza sull’approfondimento dei meccanismi neurobiologici che sottendono i processi relativi allo sviluppo del cervello e i suoi periodi sensibili, caratterizzati da plasticità neuronale, ma anche sulle imprescindibili e fondamentali dimensioni dell’apprendimento e della memoria. Verranno presi in esame anche gli aspetti delle emozioni e delle relazioni sociali e il modo che hanno di influenzare l’apprendimento e la didattica, senza dimenticare quanto sia importante il riposo ed il sognare ad occhi aperti. Infine, si darà importanza al futuro e alle nuove opportunità per informare la pratica dell’insegnamento e dell'apprendimento nell'ampia disciplina delle neuroscienze, poiché adesso più che mai dobbiamo capire come insegnare ai bambini, che sono il nostro futuro, come imparare.

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Processi di apprendimento, emozioni e scuola del futuro alla luce del dialogo tra neuroscienze, educazione e didattica

Author: Carrubba, Giorgia
Publisher: Università di Parma. Dipartimento di Medicina e Chirurgia
Year: 2022
Source: https://www.repository.unipr.it/bitstream/1889/4716/1/TESI.pdf
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DIPARTIMENTO DI MEDICINA E
CHIRURGIA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PSICOBIOLOGIA E
NEUROSCIENZE COGNITIVE
PROCESSI DI APPRENDIMENTO, EMOZIONI E
SCUOLA DEL FUTURO ALLA LUCE DEL
DIALOGO TRA NEUROSCIENZE, EDUCAZIONE
E DIDATTICA
Rela o e:
Chia .ma P o .ssa DOLORES ROLLO
Lau eanda:
GIORGIA CARRUBBA
ANNO ACCADEMICO 2020 - 2021
2
INDICE
ABSTRACT ....................................................................................................... 3
INTRODUZIONE ............................................................................................... 5
CAPITOLO I: MENTE, CERVELLO E SVILUPPO ..................................................... 8
1.1 Emb ione spi i uale e men e asso ben e ........................................................... 9
1.2 Neu oscienze cogni i e, s iluppo ce eb ale e on ogenesi del ce ello umano .. 13
1.3 Pe iodi sensibili e plas ici à ce eb ale ............................................................. 20
1.4 Le unzioni cogni i e del sis ema mo o io ....................................................... 27
CAPITOLO II: IL CERVELLO CHE APPRENDE ....................................................... 33
2.1.1 A enzione .................................................................................................. 41
2.1.2 Memo ia ..................................................................................................... 44
2.1.3 App endimen o ........................................................................................... 47
2.2 Linguaggio e al abe izzazione .......................................................................... 49
CAPITOLO III: NEUROSCIENZE AFFETTIVE E SOCIALI PER L’APPRENDIMENTO ... 55
3.1 Le emozioni nel con es o scolas ico ................................................................ 56
CAPITOLO IV: LE IMPLICAZIONI DEL CERVELLO A RIPOSO ................................ 60
CONCLUSIONI: La scuola del u u o ................................................................. 67
Bibliog a ia .................................................................................................... 71
Ring aziamen i .............................................................................................. 82
3
ABSTRACT
Il p esen e elabo a o si ocalizza sullo s udio dei p ocessi di app endimen o in
elazione al appo o a pedagogia e neu oscienze, ma anche sull’analisi di nuo i
modelli educa i i e dida ici, che si sono s iluppa i sulla base delle conoscenze
neu oscien i iche.
La socie à odie na, e la sua semp e maggio e complessi à, impone di indi idua e
s umen i u ili a ca u a e l’a enzione di bambini e gio ani, pe coin olge li nella
i a scolas ica a a e so un nuo o modo di a e scuola. Ques o obie i o può esse e
aggiun o e icacemen e a a e so il coin olgimen o a i o dei agazzi in o me di
app endimen o che agiscono in pa icola e sulla mo i azione e sulle emozioni.
Il ce ello è lo s umen o umano che as o ma e e i amen e l’insegnamen o in
app endimen o, ma le scope e delle neu oscienze de ono o a e un e eno
comune e un canale di comunicazione e icace con le eo ie pedagogiche e le p assi
dida iche, se si uole giunge e a i o ma e la i a di classe e l’insegnamen o su basi
scien i iche.
Gli s udi neu oscien i ici cos i uiscono una base ondamen ale pe ciò che igua da
la o mazione e la c esci a; inol e conosce e i enomeni biologici che s anno alla
base dell’app endimen o o nisce impo an i ispos e alle esigenze della scuola e
degli insegnan i, ela i i a s a egie educa i e e dida iche più e icaci.
Pe an o, l’elabo a o si ocalizza sull’app o ondimen o dei meccanismi
neu obiologici che so endono i p ocessi ela i i allo s iluppo del ce ello e i suoi
pe iodi sensibili, ca a e izza i da plas ici à neu onale, ma anche sulle
imp escindibili e ondamen ali dimensioni dell’app endimen o e della memo ia.
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Ve anno p esi in esame anche gli aspe i delle emozioni e delle elazioni sociali e
il modo che hanno di in luenza e l’app endimen o e la dida ica, senza dimen ica e
quan o sia impo an e il iposo ed il sogna e ad occhi ape i. In ine, si da à
impo anza al u u o e alle nuo e oppo uni à pe in o ma e la p a ica
dell’insegnamen o e dell’app endimen o nell’ampia disciplina delle neu oscienze,
poiché adesso più che mai dobbiamo capi e come insegna e ai bambini, che sono il
nos o u u o, come impa a e.
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INTRODUZIONE
Le neu oscienze educa i e sono un campo di ice ca in e disciplina e che in oduce
i isul a i delle ice che ela i i ai meccanismi neu ali dell’app endimen o nelle
p a iche educa i e e dida iche. Si a a di una disciplina che s udia come
l’educazione cambia il ce ello e quali sono i meccanismi che po ano al
cambiamen o compo amen ale a a e so l’educazione. L’impo anza della
neu obiologia pe l’educazione è s a a iconosciu a a u o il XX secolo, ma è solo
negli anni ‘90 che i p og essi ecnologici, a a e so i quali è s a o possibile s udia e
le unzioni ce eb ali, hanno eso le neu oscienze educa i e una e a e p op ia
disciplina.
Nonos an e le o i c i iche, la elazione a neu oscienze e is uzione iene
a i amen e esplo a a e s udia a in u o il mondo. Sono s a e in a i a ibui e
di e se e iche e a ques a elazione, come neu oeducazione o neu oscienze
educa i e. La c esci a di ques o se o e ha po a o alla nasci a di nuo e socie à e
g uppi, come la “In e na ional Mind, B ain and Educa ion Socie y”, l’Associazione
Eu opea pe la Rice ca e sull’App endimen o e l’Is uzione (EARLI), la quale ha
onda o un g uppo di in e esse speciale chiama o “Neu oscienze e is uzione” che
iene incon i biennali dal 2010.
Tu a ia, la aduzione dalla ice ca neu oscien i ica all’is uzione non è semplice,
in a i non esis ono conoscenze ela i e alle neu oscienze p on e pe esse e
u ilizza e in aula. La aduzione è un p ocesso complesso che inizia con le
ondamen a della scienza di base. Inol e, l’in e azione delle discipline

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neu oscienze, psicologia ed educazione è s a a al ol a ca a e izza a da
compe izione piu os o che da collabo azione.
Recen emen e il mondo della dida ica e dell’is uzione ha mani es a o il bisogno
di app o ondi e ciò che in luisce sulle s a egie di app endimen o. A al p oposi o,
l’inc edibile c esci a delle neu oscienze negli ul imi en i anni ha pe messo di
s udia e i p ocessi men ali che so endono l’app endimen o e l’in e azione con il
mondo es e no, sociale e cul u ale. Tu o ciò che oggi sappiamo sulle neu oscienze
cogni i e è il u o di un secolo di ice ca sul unzionamen o del ce ello umano.
Inol e, g azie alla di usione delle ecniche di neu oimaging, il i mo della ice ca
neu oscien i ica è c esciu o conside e olmen e, ma ciò è s a o possibile anche
g azie al g ande in e esse pubblico pe la possibile applicazione di ques e ice che
anche uo i dal labo a o io. È s a o dimos a o che i sis emi mo o i e pe ce i i sono
ondamen ali nella cos uzione di s u u e da cui nascono le unzioni globali, cioè
quelle che danno o igine all’app endimen o, alla memo ia e alla ca ego izzazione.
Anche se i isul a i degli s udi scien i ici non ci mos ano esplici amen e le
applicazioni au oma iche pe l’insegnamen o, possono pe ò p opo e agli
insegnan i una chia e che può esse e in e p e a a biologicamen e e allo s esso
empo pedagogicamen e, messa in a o pe ges i e l’insegnamen o e di conseguenza
l’app endimen o degli s uden i.
In ques ’o ica le scienze che s udiando la biologia e quelle che s udiano la s o ia,
la socie à e la cul u a do ebbe o impegna si insieme pe a con e ge e i isul a i
delle lo o ice che e so una più app o ondi a comp ensione e scope a
dell’in anzia a neu oscienze ed educazione. La spe anza è che i lo o isul a i siano
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capaci di dimos a e quan o è impo an e il pe iodo dell’in anzia e gli e o i che
sono s a i p eceden emen e commessi in ambi o educa i o e dida ico.
Nella p ima pa e del p esen e elabo a o ci si concen e à su ciò che conce ne la
comp ensione dei meccanismi neu obiologici che egolano e condizionano i
p ocessi di ma u azione e di s iluppo del ce ello umano e dei meccanismi
cogni i i che engono a i a i e implemen a i da s a egie dida iche adegua e.
Successi amen e si p ende à in conside azione anche l’impo anza delle emozioni
e delle elazioni sociali in ambi o educa i o, che sono in g ado di in luenza e le
espe ienze, dando spazio anche all’impo anza del ce ello a iposo, conce i che
spesso engono messi da pa e pe a o i e esclusi amen e lo s udio eo ico
a a e so me odi che non pe me ono all’alunno di esp ime si in o ale libe à.
Lo scopo di ques o elabo a o è quello di indica e pe ché le neu oscienze do ebbe o
a e e un uolo ondamen ale nell’educazione, alu ando i p og essi nel campo delle
neu oscienze educa i e e poi delineando le p incipali c i iche e le p ospe i e u u e.
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CAPITOLO I: MENTE, CERVELLO E SVILUPPO
La elazione che lega psicologia e educazione è mol o salda e du a da mol o empo
(B ue , 1997). All’eme ge e delle neu oscienze educa i e, pe ò, è s a o sos enu o
da Thomas e al. (2019) che il campo della psicologia da solo non è su icien e pe
in o ma e il campo dell’educazione su ciò che igua da la comp ensione scien i ica
dei p ocessi di app endimen o. È ce o che la psicologia è ondamen ale pe
l’educazione, ad esempio Bowe s (2016) a e ma che “la psicologia è la disciplina
ile an e pe miglio a e i isul a i educa i i pe u i i bambini” (pag. 633), essa
s udia in a i l’e e o dell’is uzione e dell’educazione sui cambiamen i nel
compo amen o; men e le neu oscienze s udiano i meccanismi ce eb ali che s anno
alla base del compo amen o. Dunque, secondo Thomas e al. (2019), i sono dei
ischi nel conside a e l’educazione basandosi sol an o su un app occio di pu a
psicologia, in quan o essa si limi a a dedu e meccanismi causali nascos i pe
spiega e e p e ede e il compo amen o osse a o e non p es a su icien e a enzione
ai incoli delle neu oscienze. In p imo luogo, i sono delle osse azioni
compo amen ali che non possono esse e p e is e da eo ie psicologiche, come ad
esempio il mo i o pe cui la capaci à di app ende e do ebbe cambia e con l’e à. In
secondo luogo, le a uali eo ie psicologiche non ci mos ano u o ciò che igua da
l’a i azione delle s u u e neu ali du an e speci ici compi i; in ine, i p ocessi
cogni i i sono associa i a di e se o medesime egioni del ce ello. Se gli educa o i
conside ano il modo in cui i p ocessi cogni i i si s iluppano nel ce ello con sca sa
ile anza, allo a ques o po e à essi ad a e e aspe a i e sbaglia e
sull’app endimen o. Ad esempio, se gli insegnan i i engono che l’a enzione
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igua di un singolo p ocesso cogni i o che conduca al semplice “concen a si su
una cosa”, igno ano le mol eplici a ee ce eb ali coin ol e nell’a enzione, le quali
ci sugge iscono che in ece si a a di un insieme di meccanismi so appos i
(Thomas e al., 2019).
L’in e azione a neu oscienze, psicologia ed educazione ichiede che gli s udi
neu oscien i ici engano u ilizza i pe amplia e le eo ie psicologiche in ambi o
educa i o.
1.1 Emb ione spi i uale e men e asso ben e
Tali me a o e “emb ione spi i uale” e “men e asso ben e”, che ho usa o come i olo
pe ques o pa ag a o, sono s a e u ilizza e da Ma ia Mon esso i (1980) pe
desc i e e i p imi anni di i a dell’esse e umano, il quale, p op io in ques o pe iodo,
si di e enzia da u o il es o dei mammi e i. Pe ale mo i o Mon esso i si
chiede a: qual è il uolo dell’in anzia? Pe ché l’esse e umano ha la più lunga
in anzia a u i i mammi e i? Ques a lunga in anzia, che de inisce il bambino come
un esse e incapace di sop a i e e, ha una unzione e olu i a?
La lunga in anzia e il ce ello di g andi dimensioni sono ca a e is iche peculia i
della nos a specie. Un al o aspe o singola e è che il bambino nasce p ema u o;
in a i, la du a a della g a idanza do ebbe esse e di ci ca 20-22 mesi (Kandel e
Hudspe h, 2015). I neona i umani hanno in a i bisogno di un “u e o es e no” pe
aggiunge e il li ello di ma u azione che in ece i p ima i aggiungono già p ima
della nasci a. A al p oposi o si i e isce Ma ia Mon esso i quando u ilizza la
me a o a “emb ione spi i uale” (1980), che illus a un bambino a o di ca ne e di
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ami ica a con lo scopo ice e e le in o mazioni in en a a che p o engono da al i
neu oni.
I neu oni si di idono in una g ande a ie à di o me e si dis inguono in ca ego ie
di e se secondo le unzioni che s olgono.
Gli assoni seguono ie che sono p eo dina e gene icamen e e sono aiu a i da
pa icola i segnali guida lungo il agi o. Quando giungono nella zona be saglio
p oducono mol e di amazioni: alcune di ques e si i obus i anno, al e in ece
sa anno elimina e. A al p oposi o è necessa io in odu e un conce o
ondamen ale: la sinap ogenesi.
La comunicazione a i singoli neu oni è possibile g azie alla elazione di e
elemen i: la e minazione p esinap ica dell’assone, l’a ea pos sinap ica del dend i e
e lo spazio uo o a di esse che p ende il nome di essu a sinap ica. Ques i e
elemen i insieme p endono il nome di sinapsi. Il passaggio di in o mazione a i
singoli neu oni è il isul a o della p opagazione di segnali ele ici, il p imo a
sos ene lo, a me à dell’O ocen o, u il isiologo edesco He mann Von Helmhol z.
Il segnale che asme e le in o mazioni all’in e no del sis ema ne oso è de o
po enziale d’azione. Alla base della comunicazione a neu oni i è il segnale
ele ico che si muo e apidamen e lungo l’assone g azie alla memb ana assonica
che gode di p op ie à che la endono capace di condu e ques o po enziale d’azione.
Gli assoni sono icope i da una sos anza de a mielina, la quale ha la unzione di
pe me e e una gius a connessione a gli s imoli ne osi aumen andone la eloci à
di passaggio. La mielina inol e unge da p e enzione meccanica compo andosi
come un isolan e che ga an isce il mino dispendio di ene gia.

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Il as e imen o di in o mazione da un neu one all’al o a iene in cen i di con a o
specializza i i quali u ono chiama i sinapsi dal isiologo inglese Cha les
She ing on. Il p ocesso a a e so il quale l’in o mazione iene as e i a a a e so
la sinapsi iene chiama a asmissione sinap ica ed è p incipalmen e di na u a
chimica. Le molecole chimiche u ilizza e pe media e l’in o mazione sono de e
neu o asme i o i, sin e izza i e immagazzina i nel neu one sinap ico e ilascia i dal
e minale assonico p esinap ico dopo la s imolazione, in g ado di p odu e una
ispos a nel neu one pos sinap ico. Una ol a che il neu o asme i o e è s a o
libe a o e ha in e agi o con i ece o i pos sinap ici ques o de e esse e elimina o
dalla essu a sinap ica pe pe me e e una successi a asmissione ne osa e ciò
impedisce un’esposizione inin e o a ad al e concen azioni di s imolo che
gene e ebbe una desensibilizzazione a nuo i impulsi.
È chia o che il unzionamen o del sis ema ne oso dipende dalle connessioni
sinap iche a comincia e dal pe iodo dello s iluppo, du an e il quale il sis ema
ne oso p oduce un nume o di sinapsi di g an lunga maggio e ispe o a quelli
necessa i al ine della ma u azione, quindi il p ocesso di s iluppo include
necessa iamen e la pe di a di mol issime connessioni.
Come già de o, gli assoni dei neu oni sono di e i e so una egione be saglio e
quando a i ano p oducono delle s u u e ana omiche ami ica e che nella pa e
e minale sono p o is e di bo oni sinap ici, i quali anno appun o sinapsi con a ie
cellule; na u almen e nume osi assoni di al e an i nume osi neu oni possono a e
sinapsi con le s esse cellule, gene ando in ques o modo un meccanismo di
compe izione pe lo s esso be saglio che alla ine po a alla e azione delle sinapsi
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o ma e da un de e mina o assone e al pe mane e di al e appa enen i ad un al o
assone. Mol i s udi hanno ce ca o di capi e quali sono i meccanismi che s anno alla
base del p ocesso di compe izione che a ince e un neu one sugli al i. Lich man
e al. (1999) i engono che a al p oposi o sia ondamen ale il “p incipio di a i i à”
secondo il quale i e minali sinap ici più a i i incono su quelli meno a i i
po ando ad una eliminazione di quelli appun o meno a i i e ad un consolidamen o
dei p imi, i più a i i. Anche la “mo e cellula e p og amma a” è un enomeno che
a pa e del p ocesso di s iluppo e u scope o nel 1949 da Hambu ge e Le i
Mon alcini. I due scienzia i hanno osse a o che i be sagli degli assoni man engono
in i a i neu oni in acc escimen o, ma siccome i neu oni compe ono a di lo o pe
a o i di c esci a, colo o che iescono ad assicu a sene abbas anza sop a i ono,
gli al i in ece muoiono. Ciò a iene sia negli animali che nelle pian e e in qualsiasi
momen o della p oli e azione, ino al momen o del consolidamen o delle
connessioni sinap iche (Oppenheim, 1999).
Nel co so dell’e oluzione, gli o ganismi animali hanno s iluppa o un sis ema
ne oso semp e più complesso che ha con e i o lo o un an aggio e olu i o semp e
maggio e. Il sis ema ne oso ha quindi un uolo impo an issimo nel con ollo del
co po degli animali, poiché in ogni momen o esso ice e ed elabo a una quan i à
eno me di segnali che p o engono sia dall’ambien e es e no, che dagli o gani
in e ni e sulla base di ques a in o mazione elabo a delle s a egie che consen ono
agli animali di sop a i e e e ip odu si.
Il sis ema ne oso dell’uomo può esse e suddi iso in due pa i: sis ema ne oso
cen ale e sis ema ne oso pe i e ico, ques ’ul imo app esen a l’in e accia del
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sis ema ne oso cen ale con il mondo es e no. Il sis ema ne oso pe i e ico include
u i i ne i e u i i gangli cioè u i quei agg uppamen i di neu oni che sono spa si
nel co po al di uo i della colonna e eb ale ed è o ma o da una componen e
senso iale e da una componen e mo o ia. Ques o uol di e che l’insieme dei ne i
senso iali asme e al sis ema ne oso cen ale le sensazioni che p o engono dai
isce i e le sensazioni che p o engono dagli o gani senso iali, men e gli o dini
emana i dal sis ema ne oso cen ale engono in ia i ami e i ne i mo o i. A sua
ol a la componen e mo o ia iene di isa nel sis ema ne oso soma ico, che
comp ende i ne i che anno ai muscoli, e dal sis ema ne oso au onomo il quale è
o ma o dai ne i che in e agiscono con gli o gani in e ni che sono i esponsabili
del con ollo delle unzioni in olon a ie. A sua ol a il sis ema ne oso au onomo
è o ma o da due sis emi: quello simpa ico è quello pa asimpa ico, i quali hanno
e e i oppos i sugli o gani in e ni. L’a i azione del sis ema simpa ico p epa a
all’azione, men e l’a i azione del sis ema pa asimpa ico consen e le unzioni di
man enimen o dell’o ganismo.
Il sis ema ne oso cen ale dei mammi e i è o ma o da e egioni: il midollo
spinale, il ce ello e il ce elle o. Il midollo spinale è con enu o in e amen e nella
colonna e eb ale, men e le al e due s u u e si o ano all’in e no della sca ola
c anica, le sue pa i sono mol o delica e e non è un caso che il sis ema ne oso sia
p o e o da un in oluc o possen e, anche pe ché in e à adul a la capaci à di
igene azione del essu o ne oso è mol o limi a a quindi la sua in eg i à de e esse e
p ese a a da possibili aumi. Le a ie egioni del sis ema ne oso s olgono
compi i di e si ma anche complemen a i. Il midollo spinale è la p incipale ia di
20
comunicazione a il ce ello ed il sis ema ne oso pe i e ico; al midollo
a e iscono poi u e le in o mazioni senso iali p o enien i dalla pelle, dai isce i,
dai muscoli e dalle a icolazioni, dal midollo nascono poi ib e mo o ie che
giungono ai muscoli e che con ollano i mo imen i olon a i (S eid e , 2005).
To nando alla sinap ogenesi, essa con inua pe mol i anni e il ce ello a incon o
a p ocessi di app endimen o che lo plasmano. La plas ici à del sis ema ne oso
con inua anche nell’e à adul a ino alla mo e, ma è mol o ele a a sop a u o nel
pe iodo dello s iluppo.
L’app endimen o può esse e de ini o come una modi icazione del compo amen o,
nel senso che il sis ema ne oso è in g ado di suppo a e mol e a iazioni ispe o
ad un compo amen o a eso. Ques a modi icazione sa ebbe pe ò comple amen e
inu ile se non enisse man enu a, ed è pe ques o che la memo ia segue semp e
l’app endimen o. I due p ocessi, memo ia e app endimen o, sono inscindibili
(Regni e Fogassi, 2019).
1.3 Pe iodi sensibili e plas ici à ce eb ale
Du an e lo s iluppo i sono dei pe iodi in cui l’espe ienza e l’in e azione con
l’ambien e giocano un uolo pa icola men e impo an e. Ques i pe iodi engono
appun o de ini i “sensibili” pe ché sono dei momen i in cui il ce ello sceglie
de e mina e connessioni in modo de ini i o (Sanes e Jessel, 2015). T a ques i, i
pe iodi “c i ici” sono quelli in cui le ie ne ose hanno bisogno di speci iche
in o mazioni pe il p op io man enimen o. Se ques e in o mazioni non pe engono,
ali ie non si s iluppano in manie a pe manen e. La p esenza dei pe iodi c i ici è
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quindi pa icola men e impo an e, in quan o ad essa è lega o lo s iluppo di unzioni
no mali nella i a adul a. A al p oposi o i sono da i di na u a compo amen ale,
negli animali e nel bambino, che hanno con ibui o a chia i e quali sono i
meccanismi che in e engono nel de e mina e le s u u e inali di de e mina e ie
(Sanes e Jessel, 2015).
Uno degli esempi più amosi di pe iodo c i ico è quello che igua da i gio ni
successi i alla nasci a dei piccoli e se e pe iconosce e i p op i geni o i. G azie
ad esso, i piccoli possono impa a e a dis ingue e i p op i geni o i dagli al i
indi idui della s essa specie e quindi a o ma e un legame mol o s e o con essi
deno ando l’esis enza di una componen e gene ica (Knudsen, 1999). Ques o
enomeno iene chiama o imp in ing, il quale è s a o s udia o dall’e ologo Kon ad
Lo enz e desc i o nella sua ope a L’anello di Re Salomone (1967). Tale s udioso
ha alle a o piccoli di oca nel momen o della schiusa dell’uo o, osse ando che i
piccoli, appena dopo la nasci a, endono a segui e il p imo ogge o in mo imen o
che incon ano, che no malmen e è la mad e. Du an e il suo s udio l’e ologo si è
sos i ui o alla mad e, dunque, i piccoli segui ano l’e ologo s esso.
Seguendo ques a linea, Mon esso i (1980) indi idua alcuni pe iodi sensibili dello
s iluppo che de inisce come “sensi i i”, in cui il bambino si mani es a
pa icola men e sensibile all’acquisizione di alcune abili à. I pe iodi sensi i i hanno
una du a a empo ale a iabile e, una ol a che si è supe a a la ase speci ica, non
i è più la possibili à di o na e indie o e ecupe a e quella de e mina a conquis a.
Pe ques o mo i o il bambino de e esse e sp ona o ad app ende e in manie a
na u ale, assecondando i suoi in e essi. Secondo Mon esso i i bambini a a e sano

22
dei pe iodi sensi i i, anche de e “ ines e di oppo uni à”. Po ebbe o esse e
de ini i come ines e empo ali in cui il bambino mos a un g ande in e esse pe un
ipo speci ico di s imolo.
La men e asso ben e di cui abbiamo pa la o in p ecedenza, è guida a p op io dai
sudde i pe iodi sensi i i, i quali hanno una du a a e una in ensi à a iabile e che
possono esse e icollega i alla plas ici à ce eb ale, poiché ques ’ul imo è un
p ocesso dinamico e cos an e di po enziamen o, eliminazione e c eazione di
connessioni sinap iche che ca a e izza in modo in enso i p imi anni di i a,
successi amen e diminui à p og essi amen e senza pe ò scompa i e mai
(Mon esso i 1980).
È impo an e comp ende e che lo s iluppo del co po, ed in pa icola e del ce ello,
è il p odo o di un con inuo colloquio a geni e ambien e. L’ambien e ci plasma, il
nos o DNA subisce a iazioni nei meccanismi di a i azione e ques i cambiamen i
sono asmissibili alle gene azioni successi e. Le espe ienze che possono condu e
a mu azioni epigene iche sono mol e, e sono ela i e a ciò che mangiamo, a ciò che
espi iamo, alle a i i à isiche, alle si uazioni psicologiche, all’app endimen o e
allo s ess. E se è e o che i neu oni sono in collegamen o a lo o ami e impulsi
ele ici e chimici in g an pa e gene icamen e p ede e mina i, è e o anche che gli
s imoli dell’ambien e sono decisi i nel seleziona e le ispos e a u e quelle
p e is e dal pa imonio gene ico iducendo, s abilizzando e io ganizzando le
mappe neu ologiche. È s a o in a i dimos a o che i sis emi pe ce i i e mo o i sono
impo an issimi nella o mazione di s u u e da cui sca u iscono le unzioni globali,
23
cioè a i i à che danno o igine alla ca ego izzazione, alla memo ia e
all’app endimen o (F auen elde , San oianni, 2002).
Ri o nando al conce o di plas ici à ce eb ale, è de ini a da Siegel (2012) come la
disposizione s u u ale e unzionale del nos o sis ema ne oso a modi ica si in
segui o alle solleci azioni ambien ali, il ce ello dunque possiede la capaci à di
modi ica e la p op ia s u u a e ispos a all’espe ienza. Il sis ema ne oso cen ale
è quindi plas ico e sogge o a modi icazioni e buona pa e dei cambiamen i si
e i icano du an e la p ima in anzia, ma anche du an e l’e à adul a il ce ello a
incon o a modi icazioni dal momen o che è in g ado di cambia e le p op ie s u u e
ada andosi in manie a unzionale all’ambien e e agli s imoli es e ni. A ques o
p oposi o Malabou (2004) in oduce il conce o di modulazione plas ica, il quale è
lega o alla modi icabili à delle connessioni neu onali nel co so di u a la i a ed è
quello che più si a icina al conce o di plas ici à neu ale in e à adul a: il ce ello
è quindi su icien emen e plas ico da po e si imodula e e io ganizza e in caso di
bisogno e necessi à, sop a u o a segui o della spin a da a dalla olon à
dell’indi iduo s esso. Le e i neu ali e le s u u e ad esse co ela e dunque si
io ganizzano a i amen e g azie all’espe ienza e alla p a ica. Quindi dalla plas ici à
in esa come enomeno p op io dell’in anzia e dell’e à e olu i a, si giunge a
concepi e la neu oplas ici à come un enomeno che ca a e izza l’in e o ciclo di
i a, ed è come se esis esse una so a di c ea i i à neu onale che dipende sol an o
dall’espe ienza dell’indi iduo, dalla sua i a e dalle sue in e azioni con l’ambien e
(Boninelli e al., 2016).
24
Sebbene quasi u e le connessioni neu ali siano ca a e izza e dalla sudde a
plas ici à, esis ono al i a o i in g ado di p omuo e e o inibi e il cambiamen o
neu ale. I p ocessi che al e ano la capaci à di app endimen o sono associa i anche
a sos anze neu ochimiche che in luenzano la plas ici à sinap ica. Ad esempio,
sappiamo che è più acile impa a e qualcosa se p es iamo a enzione, siamo
mo i a i e in e essa i al ma e iale. A al p oposi o di e si scienzia i hanno
iden i ica o una se ie di neu o asme i o i che engono ilascia i in con es i che
coin olgono mo i azione e a enzione; in gene ale, il neu o asme i o e della
dopamina è associa o alla icompensa o, addi i u a, all’an icipazione della
icompensa, men e il neu o asme i o e dell’ace ilcolina iene ilascia o in
si uazioni di no i à o so p esa (E e i e Robbins, 1997; Schul z e Dickinson, 2000).
Non so p ende dunque che la p esenza di en ambi ques i neu o asme i o i
miglio i la plas ici à sinap ica, in a i sulla base di di e si s udi di labo a o io alcuni
neu oscienzia i (Conne e al., 2003; Takeuchi e al., 2014) hanno p e is o che
quando gli alunni sono mo i a i e a en i in classe du an e la lezione, i lo o ce elli
ilasciano dopamina e ace ilcolina, p epa andoli alla plas ici à e all’app endimen o.
Esis ono pe ò anche a o i di gene e di e so che possono in ece inibi e la
plas ici à, un e en o s essan e o spa en oso p o oca l’aumen o della equenza
ca diaca e della p essione sanguigna. Alcune sos anze chimiche coin ol e nella
ispos a alla pau a e allo s ess possono in luenza e p o ondamen e plas ici à e
app endimen o. Il co isolo, o mone dello s ess, semb a esse e pa icola men e
ile an e pe la plas ici à e l’app endimen o ed il nos o ce ello è icco di ece o i
pe il co isolo, specialmen e nelle a ee depu a e alla memo ia (de Kloe e al.,
25
1999). Men e lie i aumen i del co isolo possono aumen a e le p es azioni nei es
di memo ia, modi icando posi i amen e il nos o compo amen o, li elli ele a i
inibiscono sia la codi ica che il ecupe o della memo ia, sia negli animali che
nell’uomo (de Kloe e al., 1999; Lupien e McEwen, 1997). La plas ici à sinap ica
segue lo s esso schema in cui al i li elli di co isolo in e ompono il a o zamen o
delle connessioni a le sinapsi. Gli e e i nega i i di al i li elli di s ess e co isolo
sulla memo ia si accumulano nel empo. T ami e di e si s udi si è scope o che lo
s ess c onico può comp ome e e l’app endimen o e la memo ia ed è pe sino
associa o al es ingimen o di alcune s u u e ce eb ali negli esse i umani (Con ad,
2010), pe o una ques i s udi hanno anche dimos a o che ale es ingimen o è
e e sibile. Sulla base di ques i s udi i neu oscienzia i hanno no a o che al i li elli
di s ess negli s uden i sono la causa di impedimen o all’app endimen o, in ece la
imozione di ques i a o i di s ess po ebbe in ece acili a lo.
Il sis ema ne oso di ogni specie, e quindi anche quello dell’uomo, è cos ui o a
pa i e da un p eciso codice che a si che ogni indi iduo abbia le s esse s u u e
ne ose dei suoi conspeci ici. Tu i gli uomini, quindi, hanno un midollo spinale,
un onco dell’ence alo, un dience alo e un elence alo e le dimensioni di ques e
egioni ce eb ali sono app ossima i amen e le s esse. S esso disco so ale pe la
co eccia ce eb ale, le sue di isioni e i solchi p incipali sono p esen i in u i gli
indi idui. Ma se osse iamo alcuni solchi seconda i possiamo no a e che ques i non
sono uguali in u i gli indi idui, in a i in alcuni sogge i i solchi seconda i possono
esse e mancan i o assume e una o ma di e sa. Ques o ci a in ui e che esis e una
a iabili à indi iduale già du an e lo s iluppo p ena ale, il quale con inua anche
32
con inuamen e nell’indi iduo adul o pe mezzo delle connessioni a co eccia
on ale, co eccia mo o ia e co eccia pa ie ale.
L’impo anza del mo imen o pe la o mazione della men e è s a a iconosciu a da
Mon esso i (1980), la quale sos iene che conside a e il mo imen o a sé, come
dis in o dalle unzioni più ele a e, è un e o e, e ques o e o e ci po a a a e una
dis inzione a i a isica e i a men ale quando in ece lo s iluppo men ale de e
esse e assolu amen e connesso con il mo imen o e de e anche dipende e da esso.
È s a o osse a o da Mon esso i, che il bambino s iluppa la p op ia in elligenza
a a e so il mo imen o, poiché ques ’ul imo lo aiu a a a e so lo s iluppo
psichico, il quale si esp ime a sua ol a con un ul e io e mo imen o e azione.
Mon esso i a e a quindi in ui o, g azie alle sue osse azioni, che il mo imen o non
può esse e scisso dalle unzioni più ele a e, anzi lo s iluppo men ale dipende
p op io dal mo imen o.

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CAPITOLO II: IL CERVELLO CHE APPRENDE
Tu o il compo amen o e u o l’app endimen o umano, a cui sen i e, pensa e,
c ea e, ico da e e decide e hanno o igine nel ce ello. Il ce ello si s iluppa
a a e so un p ocesso a i o e dinamico in cui le espe ienze sociali, emo i e e
cogni i e di un bambino, o ganizzano il suo ce ello nel co so del empo
(Immo dino-Yang, 2007). Gli speci ici pun i di o za e di debolezza
neu opsicologici di un bambino modellano il modo in cui egli pe cepisce e
in e agisce con il mondo. I p ocessi isiologici e quelli cul u ali in e agiscono a
lo o nello s iluppo (Fische e Bidell, 2006).
Chi si occupa di educazione, pa e spesso dall’idea p econce a secondo cui la
biologia si occupa dei a i che i bambini possiedono alla nasci a e, pe ques o
mo i o, mol i insegnan i i engono che le espe ienze sociali e cul u ali si o ino
so o il po e e di ques e p edisposizioni biologiche. Tu a ia, l’a uale ice ca nel
campo delle neu oscienze a o za in ece l’idea che le espe ienze dei bambini
modellino la lo o na u a biologica così come la biologia a sua ol a condiziona lo
s iluppo dei bambini. Le neu oscienze s anno po ando l’educazione e so l’analisi
del appo o dinamico a cul u a e na u a nello s iluppo e nell’insegnamen o. È
impo an e, dunque, pe l’educazione una conoscenza più app o ondi a di come
in e agiscono biologia ed espe ienza.
G azie a ques a elazione bidi ezionale a p edisposizioni biologiche ed espe ienze
sociali e cogni i e dei bambini, le neu oscienze e l’educazione s anno s iluppando
semp e più spesso collabo azioni di ice ca e ques a elazione può esse e s udia a a
più li elli di analisi, da come ope ano i geni all’in e no delle cellule, al
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unzionamen o delle comuni à all’in e no delle cul u e (Shonko e Phillips, 2000).
Gli insegnan i hanno quindi bisogno di conosce e i nuo i p incipi ela i i al ce ello
e all’app endimen o. Allo s esso modo i neu oscienzia i hanno la necessi à di
indaga e i enomeni ile an i pe l’app endimen o e pe lo s iluppo all’in e no del
mondo eale.
Tu a ia, ques o non signi ica che le neu oscienze siano in g ado di con ibui e a
isol e e u i i p oblemi scolas ici. Una delle s ide pe gli insegnan i, in ques o
nuo o ambi o, è conosce e l’applicabili à, le implicazioni e i limi i dei me odi di
ice ca delle neu oscienze nei di e si campi dell’educazione. Pe i neu oscienzia i
la s ida è in ece quella di impa a e dai p oblemi, dalle ema iche e dai p ocessi
educa i i, a inché i due se o i di s udio possano collabo a e nel modo più p o icuo
possibile. Pe ché ciò a enga, gli insegnan i ed i ice ca o i di ques ’ambi o hanno
bisogno di conosce e quan omeno le basi degli s umen i, delle ecniche, dei
p esuppos i e degli app occi che guidano le neu oscienze dell’app endimen o, e
s iluppa e la capaci à c i ica di esamina e i isul a i delle neu oscienze e di alu a li
pe la lo o po enziale applicabili à in classe. Pe ques o mo i o, i p og ammi di
o mazione pe insegnan i s anno iniziando ad in eg a e, all’in e no dei co si di
s udio, in o mazioni sulle scienze dell’app endimen o.
Gli impo an i cambiamen i a enu i nei me odi di ice ca e nel campo eo ico delle
neu oscienze ci s anno consen endo di ende e i isul a i delle ice che sul ce ello
maggio men e applicabili ai p oblemi conc e i e agli in e oga i i in ambi o
educa i o, ol e a o ni ci una più p o onda comp ensione sui p ocessi che si
s olgono a scuola.
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G azie alle nuo e ecniche di neu oimaging la ice ca ha subi o un’accele azione e
ciò ha po a o a impo an i p og essi nella comp ensione del unzionamen o del
ce ello. In passa o p e ale a la eo ia adizionale della localizzazione, o e o le
unzioni cogni i e e ano mappa e su speci iche a ee del ce ello in co ispondenza
uni oca. Oggi pe ò i neu oscienzia i sanno che l’app endimen o p e ede lo
s iluppo di connessioni a e i di a ee ce eb ali, dis ibui e in mol e egioni del
ce ello. Ques o uol di e che è e o che de e mina e a ee del ce ello ealmen e
e e uano speci iche elabo azioni, ma le compe enze u ili che ci pe me ono di
comunica e con il mondo es e no, ela i e anche a compi i scolas ici, si s iluppano
coin olgendo delle e i di neu oni, le quali collegano di e se a ee del ce ello,
piu os o che un’unica a ea. Ad esempio, non esis e un’a ea della musica, della
le u a o della ma ema ica che non sia coin ol a anche nell’elabo azione di mol e
al e compe enze e ambi i. L’app endimen o, dunque coin olge a i amen e la
cos uzione di e i neu ali che collegano unzionalmen e mol e a ee del ce ello,
anziché una sola. Il compi o dell’educazione è quello di suppo a e i bambini con
di e si p o ili neu opsicologici nello s iluppo di compe enze e icaci e al empo
s esso lessibili (Immo dino-Yang, 2007; Rose e Meye , 2006). I bambini u ilizzano
qualsiasi capaci à in lo o possesso pe impa a e le compe enze più impo an i della
lo o i a.
Quali p ocessi dinamici, nell’eno me e e del unzionamen o neu ale, consen ono
l’app endimen o? Sicu amen e, nel ce ca e una ispos a, dobbiamo p ima di u o,
gua da e alla plas ici à ada i a, o e o la capaci à del ce ello di modi ica si a
li ello neu o isiologico in ispos a ai cambiamen i nell’ambien e cogni i o.
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È impo an e ico da e che non esis ono, non sono mai esis i i e mai esis e anno due
ce elli iden ici. Ques o ale anche pe gemelli iden ici, ma anche pe qualunque
possibile clone umano, poiché è impossibile ip odu e esa amen e il ce ello di
una qualsiasi pe sona. Ques o conce o pe l’insegnan e non a che e idenzia e
l’unici à di ogni bambino so o la sua esponsabili à. È e o che u i i ce elli hanno
la s essa con igu azione di base, ma pu essendo simili nella o ma complessi a,
sono essenzialmen e unici. Le Vygo skij ha da o uno dei maggio i con ibu i alla
comp ensione dei p ocessi di app endimen o, osse ando come lo s iluppo
dell’in elligenza a enga a a e so l’in e azione a l’indi iduo e l’ambien e
ci cos an e, e non pe e e o di dinamiche esclusi amen e in e ne. Egli conside a a
l’app endimen o come un cambiamen o pe asi o, che p ende il nome di
“po enziamen o della zona di s iluppo p ossimale”, che si o a esa amen e a ciò
che l’alunno sa a e e ciò che anco a non sa a e. In al e pa ole, è il passaggio da
ciò che si è po enzialmen e in g ado di a e e ciò che e e i amen e si è capaci di
a e. In a i, lo s iluppo dei ci cui i ce eb ali è lega o sia a a o i gene ici, sia alle
espe ienze issu e da ogni indi iduo. Quando si s iluppano app endimen i
comple amen e nuo i, il ce ello c ea nuo e ami icazioni e connessioni a i
neu oni; quando in ece engono a o za i app endimen i p eceden i, le
connessioni già esis en i si a o zano g azie alla mielinizzazione dei dend i i, il che
ha impo an i e e i sulla memo ia e sulla eloci à con cui il ce ello è in g ado di
isponde e a un compi o o un’azione. Inol e, la scope a che le in luenze ambien ali
sono in g ado di modi ica e la mo ologia delle cellule ne ose, ha indi izza o la
ice ca ela i a alle basi neu ali dell’app endimen o e so lo s udio di co ela i
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neu obiologici della plas ici à compo amen ale. Un con ibu o di g ande
impo anza de i a dagli s udi condo i su in e eb a i dal neu obiologo aus iaco
E ik Kandel (2006) sulla lumaca di ma e Aplysia cali o nica. Tali s udi ci hanno
pe messo di conosce e i meccanismi molecola i che s anno alla base dei p ocessi di
app endimen o. È chia o che il sis ema ne oso cen ale dei e eb a i è mol o più
complesso in quan o possiede delle s u u e ana omiche specializza e nelle quali
ad esempio è possibile accoglie e memo ie di e en i che engono conse a i nel
co so della i a e che possono esse e ichiama e e con on a e con nuo e
in o mazioni. Ad esempio, l’ippocampo in e iene du an e i p ocessi di o mazione
dei ico di della memo ia dichia a i a a lungo e mine, esponsabile dei ico di
s abili e du a u i, e del lo o passaggio dalla memo ia a b e e e mine alla memo ia
a lungo e mine. O iamen e i p ocessi cogni i i che igua dano l’app endimen o
e l’immagazzinamen o delle memo ie è in eg a a da mol issimi al i ci cui i
ce eb ali, come ad esempio i ci cui i che egolano le emozioni e quelli che
con ollano le azioni mo o ie.
Dunque, ispe o alla nos a domanda p incipale i o niamo a chiede ci: cos’è che
si modi ica all’in e no del nos o ce ello da ende e possibile l’app endimen o?
Il modello più acce a o ela i o ai me odi u ilizza i dal ce ello pe app ende e e
ico da e è s a o p opos o negli anni Qua an a da Donald Hebb (1949),
un’insegnan e inglese delle scuole supe io i canadesi. Nei suoi s udi Hebb pa ì
dall’assun o che una ca a e is ica peculia e del essu o ce eb ale è che, a di e enza
di u i gli al i essu i co po ei, ogni neu one è connesso a migliaia di al i neu oni
g azie alle giunzioni sinap iche. Da o che gli al i o gani del co po non si

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compo ano in ques a manie a, cioè come il ce ello, Hebb pensò che do esse o
esse e i p ocessi sinap ici a ende e possibile l’app endimen o. Egli i enne inol e
che il ipe e si di sca iche concomi an i delle sinapsi coin ol e nell’elabo azione
della ispos a ad un pa icola e s imolo, po esse p o oca e un cambiamen o
isiologico pe manen e. Un elemen o di app endimen o può esse e issa o nel
ce ello ami e p ocessi chimici che asme ono le in o mazioni a a e so le
sinapsi, e ques i p ocessi di en ano più e icien i con la ipe izione. A quell’epoca
pe ò Hebb non a e a mezzi che gli consen isse o di me e e alla p o a la sua
ipo esi, o una amen e di ecen e le sue in uizioni sono s a e con e ma e da a i
neu oscienzia i, che pe i lo o successi hanno me i a i un p emio Nobel (Geake,
2009).
Rice che successi e hanno pe ò dimos a o che non u o l’app endimen o è
hebbiano. Mol i e en i, sop a u o quelli spa en osi, hanno una salienza o po enza
emo i a ale pe cui non se ono ipe izioni pe esse e app esi. È e iden e che la
capaci à cogni i a di app ende e da un singolo episodio, po enzialmen e le ale e
spa en oso, ha un alo e di sop a i enza posi i o. Chia amen e l’app endimen o
non hebbiano non igua da sol an o espe ienze nega i e, in quan o anche un e en o
posi i o può p odu e app endimen o con una sola espe ienza. Sappiamo bene pe ò
che nel con es o dell’app endimen o scolas ico gli e en i singola i al amen e
signi ica i i sono l’eccezione più che la egola. Si no a anche che non u o
l’app endimen o hebbiano a iene all’in e no della scuola, e u e le capaci à che
isul ano essenziali pe la i a e che si s iluppano p ecocemen e, come a e a e,
cammina e, pa la e, necessi ano di ipe izione pe esse e app ese e pe a i a e
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all’al o li ello di compe enza di cui gode la maggio pa e dei bambini (Geake,
2009).
L’app endimen o dunque a iene in di e si modi, esis ono ad esempio
app endimen i mol o semplici che pe me ono di acili a e una ispos a quando
incon iamo uno s imolo in enso, come quando sen iamo un suono o e ques o ci
me e in alle a e se poco dopo eniamo occa i, anche con legge ezza, sussul iamo.
La acili azione è un ipo di app endimen o che ha un signi ica o ada i o e ende il
sogge o p on o a isponde e ad uno s imolo es e no. Il enomeno con a io è in ece
l’abi udine, con essa impa iamo in ece a disin e essa ci di uno s imolo ipe u o
mol e ol e, il quale non è più nuo o e signi ica i o. Ad esempio, se s iamo sedu i
pe mol o empo in una ce a posizione non ci acco giamo più della s imolazione
a ile che il nos o di ano ese ci a sul nos o co po.
Ques i due ipi di app endimen o sono inconsape oli ma ne esis ono al i più
complessi di cui possiamo a e e o no consape olezza, ad esempio, se impa iamo a
suona e uno s umen o, a a e dei passi di danza, oppu e a a e ges i ipici di una
speci ica disciplina spo i a, all’inizio è ichies o di segui e in modo consape ole
ciò che dobbiamo a e e le sequenze che dobbiamo s olge e. Una ol a che abbiamo
app eso le sequenze, ques o ipo di con ollo non è più il necessa io e il
compo amen o di en a au oma ico, così ci o e emo a s olge e a i al amen e
so is ica i in manie a pe e a pe ché li abbiamo p a ica i mol issime ol e. Al o
esempio a cui possiamo a e i e imen o: quando guidiamo non abbiamo bisogno
di pensa e mol o a ciò che dobbiamo a e quindi la nos a men e è libe a, e ciò ci
pe me e di po e chiacchie a e con chi s a sedu o accan o a noi oppu e ascol a e la
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adio o semplicemen e segui e un pensie o. Nel momen o in cui pe ò ci o iamo
in di icol à, la nos a men e iguadagna il con ollo comple o del nos o
compo amen o.
Ciò che abbiamo desc i o ino a o a non è al o che la dis inzione a
l’app endimen o esplici o e l’app endimen o implici o.
La memo ia è ondamen ale a inché l’app endimen o enga issa o nella nos a
men e ed è a a di una se ie di meccanismi che pe me ono di immagazzina e gli
app endimen i e di ie oca li quando è necessa io. Con il empo a iene poi il
consolidamen o di ciò che si è app eso. Il p ocesso median e il quale si ha accesso
a ciò che è memo izza o è mol o impo an e, il magazzino mnemonico è
po enzialmen e in ini o, ma se non si po esse ecupe a e ciò che abbiamo
memo izza o e ciò che abbiamo app eso, non se i ebbe a nulla. Abbiamo bisogno,
dunque, delle a ee ce eb ali che hanno un uolo ondamen ale nel ecupe a e le
in o mazioni della memo ia. Nel consolidamen o della memo ia a engono dei e i
e p op i cambiamen i ana omici, i quali spiegano anche le modi iche plas iche che
a engono a ca ico delle mappe ce eb ali.
Lo s udio dei meccanismi neu ali a a e so i quali egis iamo e ca aloghiamo le
nos e espe ienze gioca un uolo ondamen ale nella spiegazione dei disposi i i
dell’a enzione e della memo ia. Si a a di meccanismi ondamen ali da
comp ende e pe chi si occupa di ice ca dida ica pe ché essi sono saldamen e
collega i all’app endimen o.
41
2.1.1 A enzione
La nos a consue a espe ienza dell’a enzione a i e imen o alla capaci à di
concen a si su qualcosa e spesso si con onde la capaci à di concen azione con lo
s a o di alle a e di a i azione, ispe o alla eal à ci cos an e.
Nel momen o in cui l’insegnan e ichiama un alunno o quando chiede all’in e a
classe di po a e pa icola men e a enzione ad un pun o p eciso della consegna, non
s a acendo appello alla lo o capaci à di a enzione, quan o piu os o alla quali à del
lo o s a o di eglia. Nel a lo l’insegnan e con onde il gene ale s a o di a i azione
o non a i azione degli s uden i con il lo o g ado di a enzione. L’a enzione
comunque p esen a due ca a e is iche dis in i e: in luisce sul compo amen o
indi izzandolo e incide sulla capaci à del sogge o di eagi e agli al i s imoli
p o enien i dall’ambien e (Ri ol ella, 2012).
L’a enzione si può spiega e sulla base di due amiglie di eo ie: le eo ie sele i e
(Che y, 1953) e le eo ie mo o ie (Edelman, 1992).
1. Secondo le eo ie sele i e, l’a enzione è il isul a o di un p ocesso
a a e so il quale i segnali in en a a engono il a i e sepa a i dal nos o
sis ema pe ce i o. Ques o p ocesso è media o dalla unzione di
modulazione della se o onina e della dopamina che aspo ano il segnale
a enzionale: quando ques o iene a i a o in olon a iamen e, dunque
quando l’a enzione è ichiama a di e amen e dallo s imolo senso iale
(bo om-up), sono i neu oni senso iali che solleci ano le cellule che
p oducono se o onina; quando in ece l’a enzione è accompagna a dalla
48
ma anche pe ché nel momen o in cui lo s uden e app ende non a ua alcun
collegamen o con quello che ha app eso p eceden emen e.
Il secondo li ello igua da la comp ensione: chi impa a a memo izza e un insieme
di a i o de inizioni, conside a dei appo i a di essi e quindi a i a a comp ende e
dei p incipi che gli possono se i e pe capi e al i a i e de inizioni o pe isol e e
p oblemi u u i.
Il e zo li ello è quello della i lessione, che di e isce dal secondo li ello, nel quale
il sogge o può esse e passi o di on e a ciò che s a impa ando, poiché in ques o
li ello il sogge o de e pa ecipa e a i amen e con le sue in uizioni e agionamen i.
Pe quan o igua da l’app endimen o si può documen a e una lunga adizione
p escien i ica che indi idua sos anzialmen e due soluzioni al p oblema: quella
inna is a e quella espe ienziale.
Nel p imo caso l’app endimen o al o non sa ebbe che un ema izza e quello che
già a li ello a ema ico è p esen e nella nos a men e ( eminiscenza in Pla one).
Oppos a ispe o a ques a adizione è quella di colo o che in ece i engono che la
na u a dell’app endimen o s ia nell’espe ienza, come i ene a A is o ele.
La s o ia scien i ica della ice ca sull’app endimen o de e mol o al beha io ismo,
in pa icola e al la o o di Pa lo (1927) sul cosidde o app endimen o associa i o.
Abi uando i suoi cani a po e in elazione un de e mina o s imolo assolu amen e
neu o con un e en o piace ole o sg ade ole, Pa lo scop e il meccanismo gene ale
che egola l’app endimen o degli esse i i en i. In ques o modo l’animale in
ques ione elabo ando le p op ie espe ienze impa a a p e ede e il u u o e a
compo a si di conseguenza. Ques a capaci à p e isionale a ce ca a nell’a i i à di

49
un pa icola e ipo di neu oni, no i come cellule di icompensa, che sono a i e nei
gangli della base, la cui unzione è quella di ilascia e nell’o ganismo dopamina; le
ice che di Wol am Schul z (2001, 2007) hanno dimos a o la elazione con il
meccanismo di p e isione che è alla base dell’app endimen o. È impo an e
speci ica e pe ò che i neu oni dopamine gici non a i icano la icompensa ma
in ece la an icipano. La unzione dei neu oni dopamine gici non è semplicemen e
quella di in o za e un compo amen o che p e ede icompensa, piu os o la lo o
unzione è quella di guida e il nos o app endimen o aiu andoci a miglio a e il
nos o sis ema di p e isioni sulle cose del mondo. Ques o meccanismo di p e isione
è basa o sull’a ibuzione di alo e ai di e si segnali che p o engono
dall’o ganismo. L’e en o, il luogo, l’azione che p ecede una icompensa acquis a
alo e. In ques o modo andiamo a cos ui e una mappa di alo i che sono il isul a o
delle nos e espe ienze, dei nos i e o i e delle co ezioni, che sulla base degli e o i
abbiamo appo a o alle nos e p e isioni sul mondo.
2.2 Linguaggio e al abe izzazione
Una delle a ee della cognizione umana più indaga a nelle neu oscienze è
sicu amen e quella ela i a all’uso del linguaggio, p obabilmen e pe ché può esse e
conside a a come la ca a e is ica peculia e della specie umana. Possiamo pensa e
al linguaggio come un sis ema di comunicazione non mol o di e so dai sis emi di
comunicazione u ilizza i dagli animali, in e mini ada a i i. In un sis ema di
comunicazione è ondamen ale il signi ica o di ciò che iene asmesso e l’e icacia
della asmissione s essa. Da ques o pun o di is a il linguaggio umano è mol o
50
so is ica o, poiché è pa icola men e capace di con olla e i suoni del linguaggio, i
quali possono gene a e nume osissime combinazioni, ali pe cui è possibile una
comunicazione es emamen e icca. In a i, con un nume o limi a o di sillabe è
possibile cos ui e in ini e pa ole e pe an o ogni indi iduo usa egole onologiche
allo s esso modo degli al i indi idui. Anche il bambino u ilizza ques e egole, e
g azie all’esposizione con inua al linguaggio iesce ad impa a e nume ose pa ole.
Lo s iluppo on ogene ico del linguaggio ichiede l’esposizione ad una comuni à
linguis ica, in quan o nonos an e il ce ello sia gene icamen e p edispos o, de e
comunque esse e app eso. Il bambino è con inuamen e impegna o nella p oduzione
onologica, in a i inizialmen e egli spe imen a la capaci à di uni e dei suoni pe
o ma e una sillaba, e successi amen e use à le sillabe pe o ma e delle pa ole. In
ques i en a i i è mol o impo an e sia il eedback acus ico de i an e dalla sua
p oduzione di sillabe e pa ole, sia il con on o con il modello linguis ico della
comuni à alla quale appa iene. Da ciò è possibile dedu e che il linguaggio iene
app eso g azie all’imi azione (Regni e Fogassi, 2019). Se pe ò nei p imi anni dalla
nasci a il bambino non è espos o al linguaggio, non sa à p ossimamen e in g ado di
impa a lo (Kuhl e Damasio, 2015), dunque ciò signi ica che il bambino de e a e
espe ienza del linguaggio, il quale a pa e dei pe iodi sensibili, se non c i ici, che
pe me ono il comple o s iluppo di una de e mina a unzione. Se si e i icano delle
anomalie all’in e no di ques i pe iodi è possibile che la unzione non si ins au i. Il
pe iodo miglio e pe l’app endimen o delle lingue semb a esse e in a i quello
p escola e.
51
Facendo in ece i e imen o ai sis emi neu ali, l’app endimen o di una lingua
ichiede il coo dinamen o di di e si sis emi neu ali: il sis ema udi i o ha il compi o
di coo dina e i suoni udi i che engono emessi da al i pa lan i, il sis ema mo o io
è impo an e pe la p oduzione del disco so, i sis emi g amma icali in e engono
pe l’uso di con enzioni linguis iche speci iche, il sis ema seman ico è in ece
impo an e pe il signi ica o. È in a i inc edibile come an i indi idui acciano u o
ques o appa en emen e senza nessuno s o zo, non è dunque so p enden e che alcuni
bambini p esen ino dei i a di nello s iluppo del linguaggio do u i o se a
p edisposizione gene iche che comp ome ono l’e icacia e la connessione di ques i
sis emi (Geake, 2009).
L’esposizione ad un linguaggio icco è uno s imolo o imale pe l’esp essione del
p og amma gene ico e pe lo s iluppo dei sis emi neu ali che consen ono un uso
del linguaggio semp e più so is ica o; pe an o, i bambini che non hanno anco a
acquisi o o me g amma icali come il condizionale e il passi o di alcuni e bi en o
i p imi anni della scuola p ima ia do ebbe o esse e espos i ad essi in modo
in e a i o pe acili a ne l’app endimen o (Geake, 2009).
È possibile no a e che du an e il pe iodo c i ico in cui si app ende il linguaggio, il
bambino comme e spesso degli e o i che sono in eal à dei en a i i di c ea e
nuo e pa ole (D onke s e al., 2003), in a i po emmo de ini e la p oduzione
linguis ica del bambino come un p ocesso c ea i o.
Due a o i ondamen ali dell’app endimen o del linguaggio sono le u a e sc i u a
che ichiedono l’impegno di al i sis emi neu ali, ol e a quelli già coin ol i nella
p oduzione della pa ola, in quan o sono necessa i dei sis emi capaci di decodi ica e
52
e codi ica e simboli che co ispondono simul aneamen e alle e i ce eb ali udi i e,
isi e e seman iche. Da ques a p emessa è acile in ui e che non può esse e
u ilizza o un unico me odo pedagogico pe l’insegnamen o della le u a e della
sc i u a poiché i sono semp e delle di e enze di s iluppo neu ologico a un
bambino e l’al o (Geake, 2009).
Nume osi s udi di neu oimmagine, ela i amen e ai co ela i neu ali della le u a,
hanno iscon a o il coin olgimen o di una pa icola e a ea della ci con oluzione
usi o me sinis a, oggi no a come isual wo d o m a ea. Mol i neu oscienzia i
sono s a i coin ol i in ques e ice che, come S anislas Dehaene e B uce McCandlis.
I da i ci sugge iscono in ece che le a ee usi o mi del ce ello, essendo icine alle
co ecce isi e, siano sensibili all’app endimen o di pa e n isi i as a i p esen i
nel nos o ambien e, ad esempio i ol i umani, in pa icola e quello della mad e,
come anche gli ogge i amilia i della casa. L’app endimen o e il iconoscimen o di
pa ole sc i e c ea un sis ema pe iconosce e le pa ole a pa i e da ques a unzione
di app endimen o di pa e n isi i. A iene dunque un’in e azione a le ico enze
s u u ali dei sis emi di sc i u a e le aie o ie di s iluppo del sis ema isi o e
udi i o. Nel momen o in cui l’adul o indica un ogge o e lo nomina, il bambino
impa a a decodi ica e i suoni e bali e a s abili e associazioni men ali a il suono
della pa ola e il suo signi ica o. Di e si s udi con MEG condo i ad Ox o d, hanno
dimos a o che nell’a ea di B oca l’a i i à a iene p ima o nello s esso momen o
ispe o all’a i i à dell’a ea depu a a al iconoscimen o isi o delle pa ole e ques o
ci a pensa e che la le u a si basi su una elabo azione di ipo op-down. Pe lo
s iluppo di ques a egione, la quale è ondamen ale pe la le u a, è impo an e che
53
l’adul o legga qualcosa al bambino indicando le pa ole con un di o man mano che
le legge. Ques o se e anche ad ins illa e un senso di piace e, che, in quan o
unzione ce eb ale, coin olge l’an icipazione e la isoluzione. Il linguaggio è un
sis ema collega o ai sis emi di memo ia do e le p edizioni co e e engono
icompensa e allo scopo di in o za e simili p ese di decisioni in u u o.
La na azione di s o ie assume un uolo impo an e nello s iluppo del linguaggio,
sop a u o pe ché i bambini mos ano una g ande cu iosi à du an e ques i momen i,
pe ques o mo i o è acile a i a e la lo o a enzione accon ando una s o ia. Ques a
cu iosi à quasi uni e sale a pensa e che gli esse i umani già da piccoli possiedano
dei sis emi neu ali idonei ad u ilizza e il linguaggio in o ma di s o ie. In a i, da
ques o pun o di is a è acile ipo izza e che sia coin ol o il sis ema dei neu oni
specchio, il quale nelle si uazioni sociali sono in g ado di ispa mia ci un labo ioso
p ocesso di app endimen o pe p o e ed e o i, a ibuendoci la capaci à della
simulazione men ale. La s u u a spesso p e edibile delle s o ie acili a ques o
p ocesso, illus ando il unzionamen o della men e al ui senza che l’ascol a o e
debba a sene pe sonalmen e un’idea a on ando si uazioni eali, in cui è in ece
possibile che si e i ichino dei ain endimen i. È possibile no a e che una g ande
a ie à di cul u e è do a a di assun i comuni nelle s o ie e ques o sugge isce che le
s o ie abbiano dei emi uni e sali che anno i e imen o alla nos a neu obiologia
comune. Ques o po ebbe spiega e pe ché s o ie mol o an iche come i mi i g eci
siano anco a oggi app ezza e. In pa icola modo il pedagogis a canadese Ke in
Egan (1997) so olinea quan o sia impo an e la na azione di s o ie a e mando che
ques e ul ime do ebbe o app esen a e il ondamen o della pedagogia scolas ica

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sop a u o nel momen o in cui engono in odo i nuo i a gomen i. Egan sos iene
inol e che la c esci a pe sonale, la socializzazione e l’acquisizione di conoscenze,
che app esen ano i e obie i i p incipali dell’is uzione scolas ica, non siano
compa ibili a di lo o ma che possano in ece esse e concilia i dall’insegnan e
a a e so delle s o ie che pe me ono agli alunni di coglie ne gli aspe i psicologici,
sociali, s o ici e iloso ici del nuo o a gomen o a a o. In a i, la asmissione
cul u ale di gene azione in gene azione è a enu a p incipalmen e a a e so il
accon o o ale. Ma non solo, le s o ie sono in g ado di s imola e la nos a
immaginazione, la mo i azione ad agi e e sono anche mol o impo an i pe quan o
conce ne lo s iluppo dell’empa ia, la quale pe me e al bambino comp ende e le
espe ienze al ui e di a ibui e in enzionali à e s a i d’animo ad al e pe sone, ma
a o isce anche la socializzazione (Geake, 2009).
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CAPITOLO III: NEUROSCIENZE AFFETTIVE E SOCIALI PER
L’APPRENDIMENTO
Di e se scope e ecen i nel campo delle neu oscienze delle emozioni hanno messo
in e idenza le connessioni a le unzioni cogni i e e le unzioni emo i e, a a e so
le quali è possibile i alu a e il nos o pun o di is a ela i amen e
all’app endimen o nel con es o scolas ico. Le connessioni che i sono a p ocessi
decisionali, unzionamen o sociale e agionamen o mo ale compo ano una s ol a
nella comp ensione del uolo delle emozioni nel p ocesso decisionale, me ono in
luce la o e elazione a app endimen o ed emozioni e ci pe me ono di osse a e
come la cul u a modella l’app endimen o. Ques i emi sono mol o impo an i pe
gli insegnan i, i quali sono impegna i a o ma e s uden i che siano capaci,
consape oli e do a i di senso e ico, ale pe cui sa anno in g ado di a on a e le
s ide cogni i e, mo ali e sociali che ci o e il mondo.
Chiunque si occupi della c esci a e dell’educazione dei bambini, dunque non solo
gli insegnan i ma anche i geni o i e così ia, non do ebbe mai dimen ica e che
l’app endimen o sociale è un g ande mo o e pe lo s iluppo. In a i, i bambini con
s iluppo ipico gua dano le al e pe sone e in e agiscono con lo o imi ando le lo o
azioni, osse ando gli adul i e i coe anei pe ice e e eedback emo i i o di al o
ipo sul lo o compo amen o. Riescono quindi ad immagina e come gli al i si
sen ano e cosa pensino in de e mina e si uazioni, e ques i pensie i a lo o ol a anno
ad in luenza e ciò che essi s essi p o ano in quel momen o.
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Oggi, g azie alle p o e o ni e dalle neu oscienze sociali e a e i e, È possibile
gua da e alle basi neu ali di ques o p ocesso sociale, dunque quello delle ispos e
a e i e e della lo o elazione con l’app endimen o.
Pa endo da ques o assun o gli insegnan i do ebbe o quindi, pe o imizza e
l’app endimen o, conne e e le nuo e scope e neu oscien i iche alle eo ie
educa i e, pe a e in modo che ques e in o mazioni possano appun o esse e
u ilizza e pe miglio a e sia l’insegnamen o che l’app endimen o.
In ques o capi olo si esplo e à il uolo ondamen ale delle emozioni e della sociali à
nel con es o educa i o.
3.1 Le emozioni nel con es o scolas ico
Com’è già no o, le emozioni come la abbia, la pau a, la elici à e la is ezza sono
dei p ocessi cogni i i ma anche isiologici che coin olgono dunque sia il co po e
sia la men e (Damasio e al., 2000). I p ocessi isiologici sca u i i dalle emozioni
igua dano pe lopiù la egolazione co po ea, come ad esempio la p essione
a e iosa, la equenza ca diaca e la espi azione e la diges ione, ma implicano
anche delle sensazioni come il dolo e, il piace e, o il mal di s omaco. Tu o ciò
in luenza anche i sis emi ce eb ali della cognizione modi icando il pensie o, dal
deside io di ende a che de i a dalle emozioni di abbia, alla ice ca di uga che
de i a dalla pau a. Dunque, l’emozione si esp ime sul ol o e nel co po e ques o
p ocesso a iene a a e so sis emi neu ali di ile azione e egolazione del co po.
In ine, lo s a o isico, le sensazioni e le emozioni modi icano la men e e aiu ano i
sogge i ad impa a e dalle lo o espe ienze. Ques o signi ica che la men e è
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in luenza a dalla o e elazione a co po e ce ello pe quan o igua da le
emozioni; dunque, po emmo di e che nell’app endimen o sono coin ol i sia il
co po che il ce ello (Immo dino-Yang e Damasio, 2007), anche pe ché sappiamo
bene che l’app endimen o non si ealizza in uno spazio uo o, ma si ealizza in
con es i sociali e cul u ali (Fische e Bidell, 2006).
Le neu oscienze sociali e a e i e ci dicono chia amen e che non possiamo più
conside a e l’app endimen o come un p ocesso sepa a o dalle emozioni, inol e non
bisogna da e impo anza solo al li ello indi iduale del singolo s uden e pe s abili e
quali siano le miglio i s a egie pe la classe, poiché s uden i e insegnan i
in e agiscono socialmen e e si scambiano insegnamen i ecip ocamen e, a a e so
delle s a egie che non implicano il me o aspe o cogni i o delle compe enze
scolas iche. Pe cos ui e le conoscenze scolas iche bisogna conside a e
l’in eg azione di emozioni e cognizione all’in e no di un con es o sociale che è
quello della classe.
Pe acili a e lo s iluppo del pensie o emo i o gli insegnan i po ebbe o u ilizza e
di e se s a egie u ili pe ale scopo. La s a egia più impo an e pe a o i e un
app endimen o signi ica i o e du a u o a a e so le emozioni è quella di p opo e
dei p oge i dida ici in g ado di uni e il ma e iale da app ende e e le emozioni. Gli
insegnan i sono spesso libe i di decide e quali a gomen i a on a e e p esen a e;
dunque, si sceglie un a gomen o da esplo a e e si ce ca di coin olge e gli s uden i
in modo se io e esponsabile in ques o p ocesso decisionale. In base all’a gomen o
scel o po ebbe o gli s uden i s essi sceglie e come espo lo, ad esempio a a e so
una elazione, a a e so la eci azione oppu e a a e so un p oge o. In ques o
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miglio a e sia il benesse e socioemo i o sia pe le compe enze scolas iche (Yeage
e Wal on, 2011). Ad esempio, nelle scuole supe io i si po ebbe o inco aggia e gli
s uden i a sc i e e un dia io sulle p op ie con inzioni ela i e ad un compi o in
classe, sulle conseguenze che la p es azione al compi o ha pe la lo o i a in
gene ale e ques o po ebbe aiu a li a idu e l’ansia e ad o ene e isul a i miglio i
(Rami ez e Beilock, 2011). In ece, pe quan o igua da i bambini della scuola
p ima ia, la iducia in sé s essi e il benesse e emo i o, miglio a il endimen o
scolas ico quando iene chies o lo o di p ende si un momen o pe allon ana si dalle
dis azioni ed elabo a e i p op i ico di e sen imen i, e in ques o modo p o a e a
piani ica e il p op io compo amen o in manie a adegua a (B acke e al., 2012).
Ques i in e en i aiu ano a miglio a e il endimen o scolas ico poiché
con ibuiscono a c ea e delle si uazioni a o e oli ali pe cui è possibile es a e il
signi ica o emo i o delle si uazioni pe poi po e lo collega e ai p op i ico di
pe sonali e in u u o ado a e una condo a miglio e.
Ques o non signi ica che gli s uden i de ono esse e inco aggia i a so e ma si su
u ili i lessioni pe sonali du an e le o e scolas iche, poiché ques o diminui ebbe la
p odu i i à (Smallwood e al., 2007). Dis oglie e in ece l’a enzione in manie a
app op ia a pe s iluppa e gli s a i in ospe i i può in ece esse e impo an e pe il
benesse e dell’alunno e pe aggiunge e p es azioni o imali in compi i che
ichiedono pa icola e a enzione.
Da ques o a gomen o po emmo collega ci all’uso in ensi o dei social media di
oggi gio no. Come è no o oggi la ecnologia e i social media app esen ano on e di
dis azione pe gli s uden i. Po emmo ipo izza e che l’uso eccessi o dei social

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media indi izzi i gio ani a p es a e a enzione sol an o agli aspe i conc e i e
immedia i di sé e delle si uazioni, sminuendo conce i più as a i di ipo mo ale ed
emo i o ispe o alle p op ie azioni e a quelle degli al i. T apnell e Sinclai (2012)
hanno condo o uno s udio su più di 2300 gio ani, il quale ha ile a o che li elli
esage a i nell’uso del ex ing sono associa i, anche se debolmen e, in manie a
posi i a ai p egiudizi nei con on i delle pe sone es e ne al p op io g uppo, sono
in ece associa i nega i amen e alla i lessi i à mo ale, come ad esempio
p omuo e e l’uguaglianza. Gli s essi ice ca o i hanno osse a o che all’aumen a e
del ex ing, du an e i 5 anni in cui è s a o condo o lo s udio, la i lessi i à
diminuisce. Un al o s udio anco a condo o da Angs e michael e Les e (2010) ha
dimos a o che una equenza più ele a a nel ex ing è associa a ad a e e amicizie
poco soddis acen i. È chia o che i gio ani dis a i dai media sono abi ualmen e
a i a i e so il mondo es e no, dunque, le oppo uni à pe i le e e sulle emozioni,
sulle mo ali, sui alo i, isul ano d as icamen e ido e. In ques o modo si co e il
ischio di al e a e la pe cezione dei lo o appo i sociali e di conseguenza ques o
po ebbe in luenza e lo s iluppo della p op ia iden i à, ponendo a enzione sol an o
su a i conc e i o isici. Ques o pe ò non signi ica che bisogna conside a e
nega i amen e l’accesso alla ecnologia. È necessa io pe ò ico da e che un uso
eccessi o di ques e ecnologie po ebbe di en a e dannoso, iducendo la
comunicazione sociale a pochi messaggi digi ali, che in e ompendo con inuamen e
chi li ice e, dis aggono e limi ano il sogge o a con enu i poco i lessi i. La
ecnologia in ece de e esse e conside a a come un o imo s umen o che se usa o
bene, senza eccessi, può p omuo e e la i lessi i à sociale, poiché ci pe me e di
66
comunica e con pe sone lon ane. Quindi non es a che s u a e al meglio ques a
ecnologia in modo esponsabile pe p omuo e e lo s iluppo sociale piu os o che
os acola lo.
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CONCLUSIONI: La scuola del u u o
Quan o de o ino a, conside ando lo s a o a uale delle conoscenze nel campo delle
neu oscienze educa i e, ha o iamen e di e se implicazioni sul piano
dell’app endimen o, le quali possono con ibui e a modella e la scuola del u u o,
e si spe a, anche quella del p esen e. In a i, una scuola che p ende a o dei isul a i
che de i ano dalle neu oscienze educa i e può o i e agli insegnan i mol e
oppo uni à pe da e un con ibu o impo an e alla ice ca neu oscien i ica. G azie
alle nume ose ice che ela i e a ques o ambi o po emmo aspe a ci che la
conoscenza del unzionamen o ce eb ale con inui ad aumen a e apidamen e e
ques o ci pe me e di spe a e che ale c esci a compo i una conoscenza semp e
maggio e del nos o ce ello.
Se la scuola del u u o ha come deside io quello di isponde e in modo o imale ai
bisogni di app endimen o degli alunni, non può so o alu a e il a o che ogni
bambino ha un ce ello unico, che non sa à mai uguale ad un al o, poiché ogni
ce ello ha i suoi pun i di o za e di debolezza, in elazione all’app endimen o di
de e mina e in o mazioni e s imoli. Pe cui è mol o impo an e che la scuola non
dimen ichi di isponde e ai bisogni di app endimen o indi iduali. Quindi, a al
p oposi o bisogna sgancia e il conce o di app endimen o da quello di e à, in quan o
lo s iluppo ce eb ale è egola o più dalle espe ienze di i a che dall’e à; dunque, è
impo an e o i e agli alunni un cu icolo adegua o al lo o s a o di disponibili à
all’app endimen o che non è collega o alla lo o da a di nasci a. Pe l’insegnamen o
a ebbe senso quindi cos ui e dei g uppi di bambini omogenei ela i amen e ai
lo o bisogni di app endimen o e quindi in base alle lo o capaci à, alla lo o
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espe ienza e al lo o in e esse, in ece che agg uppa li enendo in conside azione la
sola e à c onologica. Ques ’o ganizzazione p ende il nome di o ganizzazione
cu icola e e icale (VCO) ed è s a a u ilizza a con successo nelle scuole
aus aliane p ima ie e seconda ie, e consis e nel p og amma e di e si co si della
s essa ma e ia, i quali si di e enziano pe li ello e ema, e insieme all’insegnan e,
ogni s uden e sceglie il suo o a io indi iduale ada o al suo li ello di compe enza
nelle a ie ma e ie; ad esempio po ebbe dunque succede e che un allie o mol o
in e essa o alla ma ema ica, sia in g ado di segui e senza di icol à un co so di
ma ema ica a anza o insieme ad allie i più g andi. Gli insegnan i che u ilizzano
ques e o ganizzazioni si i engono mol o soddis a i poiché hanno osse a o un
miglio amen o sia nel compo amen o che nella mo i azione nei p op i allie i,
no ando anche la iduzione di dis azioni. Il passaggio da un li ello di di icol à ad
un al o a iene in base agli app endimen i consegui i e non in base alla da a di
nasci a. La scuola del u u o do ebbe quindi p ende e spun o dalla VCO, in quan o
po e ebbe anche ad una maggio e consape olezza igua do il a o che le abili à e
le compe enze di ogni alunno non sono u e uguali.
La scuola del u u o non de e dimen ica e quan o è impo an e l’ambien e isico
della classe, e in modo pa icola e l’illuminazione. I nos i occhi si sono e olu i in
modo ale da di en a e sensibili alla luce azzu a del cielo, e nume ose ice che
hanno dimos a o che l’esposizione alla luce azzu a può miglio a e la igilanza e
le p es azioni anche dei sogge i che non iposano abbas anza.
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A icina e gli insegnan i al mondo delle neu oscienze educa i e po ebbe po a li
ad acquisi e delle in o mazioni aggio na e e scien i icamen e esa e, in ece di
basa si sol an o su mode passegge e che engono apidamen e abbandona e.
La conoscenza dei meccanismi neu obiologici e neu opsicologici che s anno alla
base dei p ocessi di app endimen o non de e esse e scon a a pe gli insegnan i, ma
allo s esso empo la igu a dell’insegnan e non de e esse e con usa con quella del
ice ca o e, poiché appun o l’insegnan e non a diagnosi e non in e p e a il
unzionamen o delle e i neu ali, ma desc i e i compo amen i che possono esse e
osse a i all’in e no dell’ambien e scolas ico; così come l’insegnan e non si occupa
di in e en i iabili a i i o e apeu ici, si occupa in ece di in e en i educa i i e
scolas ici. Tu a ia, la igu a dell’insegnan e è chia amen e indispensabile
all’in e no di ques o nuo o scena io della scuola del u u o in quan o dando oce
alle p op ie espe ienze con ibuiscono a i amen e alla sua cos uzione. Dunque, è
impo an e po e a enzione anche sui pe co si che dalla scuola po ano alle
neu oscienze, e non sol an o al con a io, in modo ale da a o i e un con on o
a i o con i nuo i modelli scien i ici e ende e più icco il dialogo e la p oge azione
di in e en i educa i i che anno i e imen o alle neu oscienze.
Il p esen e elabo a o ha dunque lo scopo di p opo e una i lessione sulla necessi à
di miglio a e la dida ica, a pa i e dalla conoscenza di alcune ondamen ali scope e
delle neu oscienze. Educa e a a e so l’emozione del senso di colpa e della pau a
può esse e ischioso poiché po ebbe isul a e con op oducen e. Pe ale mo i o
l’insegnan e do ebbe s incola si dal conce o di giudizio, do u o a un sis ema
educa i o che si basa sulla alu azione quan i a i a, e do ebbe in ece educa e

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a a e so le emozioni posi i e, inco aggiando l’alunno, g a i icandolo anche pe i
piccoli agua di, in modo ale che si s iluppi la sua au os ima.
L’insuccesso scolas ico è de e mina o da una ispos a psicologica e non biologica.
Poiché la scuola cos uisce dei pe co si che si basano sull’idea dell’immagine dello
s uden e modello, in modo pa icola e la cos an e alu azione di ques ’ul imo
de e mina il enomeno dell’impo enza app esa, la quale blocca i meccanismi
neu obiologici dell’app endimen o, allen ando le no mali modali à di esp essione,
e in ques o modo l’app endimen o è appun o blocca o da una unzione biologica in
con li o con esso, o e o la pau a, che alimen a ques o meccanismo in cui lo
s uden e ha una cos an e pau a di sbaglia e e la conseguenza è un senso di
inadegua ezza. Pe idu e l’insuccesso scolas ico bisogne ebbe ado a e delle
s a egie e icaci pe po a e lo s uden e a cos ui e delle espe ienze posi i e e di
benesse e.
Sicu amen e non è semplice e immedia o ado a e una dida ica che enga con o
delle emozioni, del iposo, delle i lessioni e dell’indi iduali à. Pe a i a e a ciò è
impo an e o ma e gli insegnan i in modo ale che si possano aggiunge e li elli di
compe enza emo i a ali pe cui è possibile s imola e a o i impo an i del successo
scolas ico come ad esempio la mo i azione, la g a i icazione, la cu iosi à.
La ice ca neu oscien i ica e la pedagogia do ebbe o con inua e a cammina e
insieme e dialoga e pe a si che engano messi in a o dei cambiamen i che
possano in p imo luogo a bene alla salu e psicologica degli s uden i ma anche alla
lo o oglia di conosce e e me e si in gioco.
71
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Ring aziamen i
Deside o innanzi u o ing azia e la mia ela ice, la P o esso essa Dolo es Rollo,
pe la pazienza e la disponibili à dimos a emi du an e la s esu a della esi, senza la
quale ques o elabo a o non esis e ebbe.
Ring azio mio pad e, mia mad e e mio a ello pe esse mi s a i semp e accan o,
anche nei momen i in cui pensa o di non a cela, semp e p on i a sos ene mi.
Ring azio i miei zii e i miei cugini, icini a me in un momen o così impo an e della
mia i a, sop a u o le mie (non più piccole) Au i, So i e I e.
Ring azio la nonna Tina e il nonno Nino pe le lo o quo idiane ele ona e e pe ché
esul ano pe i miei agua di come se ossi la nazionale i aliana del 2006.
Ring azio la nonna Angela che, sono sicu a, mi gua da da lassù, o gogliosa della
donna che sono di en a a.
In ine ing azio u i i miei amici, con cui ho condi iso gioie (poche), isa e, isane,
ansie, aglie i, se a e in ini e; in pa icola e la mia Iuli, semp e con me anche da
lon ano, Ma eo pe a e mi a o “subi o” ide e anche quando a ei olu o solo
piange e, Mimmuzzo, pe la sua dolcezza, i cappellini di lana e la “ca bomimmo”.