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Il fantastico nel corpo e nella mente: la teoria delle appercezioni. Definizione e applicazioni in Dino Buzzati, Giuseppe Genna e Michele Mari

Abstract

Riassunto. Con questo articolo presento una nuova teoria del fantastico come legame denominata teoria delle appercezioni, il cui quadro teorico deriva dalle ricerche degli ultimi decenni in ambito cognitivo e dei Cognitive Literary Studies (CLS) –simulazione incarnata, neuroni specchio, intersoggettività, intersequenzialità–. Il fantastico è definito come una proprietà che può emergere come modifica delle nostre appercezioni linguistiche, narrative e paradigmatiche in quanto anomalia, alterazione o trasgressione di almeno uno dei livelli cognitivi che operano in ogni esperienza narrativa. Allo stesso tempo, attraverso l’analisi di alcuni racconti di Dino Buzzati e Michele Mari e passaggi tratti da romanzi di Giuseppe Genna, offro uno schema analitico appercettivo dei testi narrativi che renda conto di tali legami fantastici, un’alternativa interpretativa nel dibattito duale tra il fantastico come genere letterario –derivante della teoria dell’hésitation di Tzvetan Todorov– e il fantastico come modo narrativo che sfrutta determinati meccanismi per forzare altri tipi di testi –che possiamo far risalire agli studi di Irène Bessière–. L’approccio cognitivo derivante dall’epistemologia della complessità e dalle scienze delle relazioni permette di sviluppare la teoria delle appercezioni, il cui punto centrale è individuare il grado e la profondità dei legami fantastici che emergono dalle connessioni appercettive in rapporto alla narrazione. Parole chiave: fantastico, scienze cognitive, appercezioni, Michele Mari, Dino Buzzati, Giuseppe Genna.

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Il fantastico nel corpo e nella mente: la teoria delle appercezioni. Definizione e applicazioni in Dino Buzzati, Giuseppe Genna e Michele Mari

Author: Remorini, Paolo
Publisher: Acta Neophilologica
Year: 2024
DOI: 10.4312/an.57.1.91-118
Source: https://digibug.ugr.es/bitstream/10481/92401/1/Remorini%2c%20Paolo.%202024.%20The%20Fantastic%20in%20Body%20and%20Mind%20%20The%20Apperceptions%20Theory.%20Definition%20and%20Applications%20in%20Dino%20Buzzati%2c%20Giuseppe%20Genna%20and%20Michele%20Mari.pdf
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Il an as ico nel co po e nella men e: la eo-
ia delle appe cezioni.
De inizione e applicazioni in Dino Buzza i,
Giuseppe Genna e Michele Ma i
Paolo Remo ini
Riassun o
Con ques o a icolo p esen iamo una nuo a eo ia del an as ico chiama a eo ia dell’ap-
pe cezione, con cui ce chiamo di me e e in con a o due dialoghi scien i ici dis in i.
Conside ando le ice che degli ul imi decenni in ambi o cogni i o e dei Cogni i e Li e a y
S udies (CLS) –simulazione inca na a, neu oni specchio, in e sogge i i à, in e sequen-
ziali à–, de iniamo il an as ico come il legame che può eme ge e da una modi ica delle
nos e appe cezioni linguis iche, na a i e e pa adigma iche come anomalia, al e azione o
asg essione di almeno uno dei li elli cogni i i che ope ano in ogni espe ienza na a i a.
Allo s esso empo o iamo uno schema anali ico di es i na a i i an as ici, un’al e na-
i a in e p e a i a nel diba i o duale a il an as ico come gene o le e a io –de i an e
della eo ia dell’esi azione di Todo o – e il an as ico come modo na a i o che s u a
de e mina i meccanismi pe o za e al i ipi di esi –che possiamo a isali e agli s udi di
Bessiè e–. L’app occio cogni i o pe me e di s iluppa e la eo ia delle appe cezioni, il cui
pun o cen ale è indi idua e il g ado e la p o ondi à dei legami an as ici che eme gono
dalle connessioni appe ce i e in appo o alla na azione.
Pa ole chia e: an as ico, scienze cogni i e, appe cezioni, simulazione inca na a, Michele
Ma i
ACTA NEOPHILOLOGICA UDK: 82.09-312.9:[001:165.194]
DOI: 10.4312/an.57.1.91-118
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INTRODUZIONE
La le e a u a an as ica ha semp e susci a o un in enso e econdo diba i o igua -
do alla sua iden i à all’in e no dei sis emi le e a i e igua do al campo d’azione
in e no o es e no (o in en ambi i sensi) dei es i na a i i. Lo s udio che ha domi-
na o ques o diba i o nell’ul imo mezzo secolo è s a o l’In oduc ion à la li é a u e
an as ique con cui Todo o nel 1970 p opone a la eo ia dell’hési a ion du lec eu ,
secondo la quale il an as ico du a il momen o del dubbio conosci i o che a ligge
il pe sonaggio di una na azione (e il le o e insieme a lui) di on e a un a o
insoli o, un e en o non spiegabile ami e il sis ema di conoscenze elabo a o dalla
sapienza umana. Con ques a eo ia Todo o de inisce il an as ico come un gene o
le e a io au onomo ma semp e in bilico a due opzioni: se l’e en o iene acce a-
o passi amen e dai pe sonaggi en iamo nel me a iglioso; se in ece iene o ni a
una spiegazione, nello s ano.
Tu i i c i ici successi i hanno do u o a e i con i con la eo ia dell’esi azi-
one di Todo o (Pacheco Soa es, 2019), da una pa e acce andone l’impos azione
me odologica e ce cando di alla ga e le maglie della is e a co nice a ida a al
gene e an as ico (Ba enechea, 1972; Ca ne ale, 2019; Zenkine, 2021; a gli al-
i), dall’al a ado ando in ece p ospe i e di e se che po esse o meglio da con o
delle s a ia e appa enze che può assume e il an as ico, de inendolo pe ciò come
modali à na a i a –non più gene e le e a io– che u ilizza de e mina e scel e o -
mali e ema iche pe a a e sa e as e salmen e qualunque ipo di es o na a-
i o (Bessiè e, 1973; Jackson, 1981; Lugnani, 1983; Cese ani, 1996; Roas, 2011;
Mesá o á, 2014; Zang andi, 2017; Puglia, 2020; a gli al i). L’aspe o che in
ogni caso accomuna u i i c i ici con empo anei e che iene so olinea o in u i
gli s udi sull’a gomen o è il ca a e e asg essi o della le e a u a an as ica, la sua
capaci à di asg edi e i con ini na a i i, di s ida e la eal à, di al e a e i p ocessi
e meneu ici (Gil Gue e o, 2006; Roas, 2011; Ca ne ale, 2019; a gli al i).
Il p esen e s udio si inse isce in ques o diba i o o endo una nuo a de inizione
basa a sulle ipo esi e i pos ula i della na a ologia cogni i a e degli Cogni i e Li -
e a y S udies (CLS)1 –campi di s udio che analizzano p op io le conseguenze delle
ice che delle scienze cogni i e in ambi o le e a io, s u andone le implicazioni
eo iche pe p opo e nuo e p ospe i e d’indagine– di an as ico come legame
che può eme ge e da una manca a co ispondenza delle nos e appe cezioni come
1 Pe un excu sus sui is ol i in ambi o le e a io del pa adigma cogni i o si eda ad esempio il
monog a ico «Li e a u e and he Cogni i e Re olu ion» edi o da Poe ics Today nel 2002 ( ol. 23,
no. 1), o Adle and G oss (2002), o le ecen issime in e is e a e da Mu i (2022) ad alcuni a i
più imminen i na a ologi cogni i i (Ma co Ca acciolo, Monika Flude nik, Pa ick Colm Hogan
e Ka in Kukkonen) do e eme ge la dis inzione a app occi di p ima e seconda gene azione con le
4E («embodied, embedded, enac i e and ex ended na u e o mind») degli CLS.
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anomalia, al e azione o asg essione di almeno uno dei li elli cogni i i ed e -
meneu ici ope an i in ogni espe ienza na a i a (li ello linguis ico-mo ologico,
li ello na a i o-sin a ico e li ello pa adigma ico-seman ico).
Il an as ico si con igu a pe ciò in o no alle asg essioni ispe o al pa adigma
di eal à, ai meccanismi na a i i in e ni e alla app esen a i i à del linguaggio; e
li elli che in e agiscono nella na azione e che cos i uiscono le basi della nos a
ice ca sul an as ico. Il legame è una o za che eme ge dalle connessioni appe c-
e i e a il le o e, il es o e u e le possibili elazioni a i due. A al ine, o iamo
al con empo uno s umen o di ice ca pe l’analisi dei singoli es i na a i i.
LA SIMULAZIONE INCARNATA COME SPAZIO DI
INTERSOGGETTIVITÀ
Le ice che nel campo delle scienze cogni i e s iluppa esi nell’ambi o della e-
o ia della simulazione (simula ion heo y), innanzi u o g azie ai la o i di Robe
Go don (1986), Jane Heal (1986) e Al in Goldman (1989), e poi g azie alla
con e ma dei lo o pos ula i con la scope a dei neu oni specchio (mi o neu-
ons) nel 1992 da pa e di un’équipe di neu oscienzia i dell’Is i u o di Fisiolo-
gia dell’Uni e si à di Pa ma coo dina a da Giacomo Rizzola i, hanno p es o
coin ol o il co po e non solo il ce ello o il unzionamen o neu onale pe una
decisi a capaci à di in e p e a e e comp ende e il mondo che ci ci conda e di
in e agi e con gli al i.
Come spiega Gallese, l’accesso al mondo in e io e degli al i passa a a e so
una dimensione inca na a che elaziona le nos e espe ienze sensi i e e co po ali
con le espe ienze che acciamo degli al i (2007: 659). Pe cepi e un’azione –non
solo come una sequenza di mo imen i– equi ale a simula la in e namen e, os-
sia ad a i a e il meccanismo mo o io pu in assenza dell’esecuzione a uale di
quella s essa azione (Gallese, 2019: 116). Ciò consen e all’osse a o e di u ilizza e
le p op ie iso se neu ali pe pene a e il mondo dell’al o dall’in e no median e
un meccanismo au oma ico e p elinguis ico di simulazione mo o ia. Le e idenze
scien i iche mos ano in a i l’a i azione degli s essi meccanismi specchio nella
p e isione delle azioni e nell’a ibuzione delle in enzioni al ui. In ques o modo,
la simulazione inca na a si con igu a al esì come lo spazio a i o in cui si ma e i-
alizza l’in e sogge i i à: «“l’al o ogge uale” di en a in una ce a misu a “un al o
se s esso”» (Gallese e al., 2006: 558).
È qui che la simulazione inca na a si p opone come supe amen o della eo ia
della men e, o endo le basi biologiche e neu onali di una in e sogge i i à che da
as a a di en a co po ale:
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Th ough mi o mechanisms and embodied simula ion, o he s appea o us as
second sel es, o second pe sons. We belie e ha his pe spec i e p o ides a
mo e i id expe ience o in e subjec i i y, ela i e o he de ached, p oposi ion-
al delibe a ion on he expe iences o o he s a ailable in s anda d mind eading
o o he s. (Gallese / Cuccio, 2015: 10)
Pa endo dalle s esse p emesse, Gallese e Lako (2005) hanno p opos o inol e
una eo ia della ealizzazione neu ale dei conce i che compo a anche una eo ia
della comp ensione del linguaggio ( eo ia a alla a anche di ecen e dallo s udio
ealizza o da Kie e e al., 2022). I conce i (o almeno i conce i di azioni, pe
es. a e a e) si inca nano nel sis ema sensomo o io. Ciascuna ca a e is ica di un
conce o d’azione (agen e, ogge o, condizione iniziale, ecc.) si ealizza dallo s a o
di a i azione di un g uppo di neu oni a due li elli dis in i e sequenziali (il li ello
a icola o io- one ico e il li ello del con enu o seman ico) (Gallese, 2007: 663).
La comp ensione linguis ica si onda pe ciò su meccanismi inca na i (embodied),
cioè lega i al co po: «Secondo l’app occio “inca na o”, le s esse s u u e ne ose
che p esiedono all’o ganizzazione dell’esecuzione mo o ia delle azioni s olgono
un uolo anche nella comp ensione seman ica delle esp essioni linguis iche che le
desc i ono» (Gallese e al., 2006: 554). D’al o can o le simulazioni inca na e con
cui i nos i meccanismi specchio ispondono all’in e azione con il mondo es e no
sono iden iche a quelle che si a i ano quando usiamo sol an o l’immaginazione
(Gallese / Lako , 2005: 456). Ne consegue che quando leggiamo una s o ia p o-
iamo le s esse sensazioni ed emozioni che p o iamo in ambi o sociale. Viene
meno così la sos anziale di e enza a eal à e immaginazione. Il nos o co po
isponde a en ambe nello s esso modo:
[…] om a neu oscien i ic pe spec i e, he bo de sepa a ing eal and imag-
ina y wo lds appea s much less sha p and clea han wha humans hough
o cen u ies. The simila i y be ween ou esponses o eal and ic ional e en s
anspi es e en a he le el o single neu ons. [...] embodied simula ion heo y
can be used o bo h accoun o how we pe cei e he wo ld and how we imagine
i and build a wo ld o ic ion and expe ience i . (Gallese, 2007: 117)
Wojciehowski e Gallese hanno di ecen e applica o le e idenze della simulazione
inca na a pe app o ondi e il appo o a le o e e pe sonaggi e s abili e una co -
elazione a i incoli sociali che ognuno di noi c ea nei suoi appo i in e pe son-
ali e i incoli, pu di inzione, che c eiamo con i pe sonaggi delle s o ie che leggia-
mo. In ques o s udio e idenziano inol e come siano le nos e p eg esse espe ienze
di i a sociale a pe me e ci di iempi e e da e un senso p o ondo ai pochi a i
che ine i abilemen e ca a e izzano i pe sonaggi di inzione. È la simulazione in-
ca na a che ope a la necessa ia modi icazione dei ames e delle appe cezioni con
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cui ci imme giamo nella le u a e che ne eicolano le in e p e azioni. Modi iche
che igua dano appieno la nos a eo ia del an as ico:
When we na iga e he pa allel wo ld o ic ional na a i e, we basically ely
on he same b ain-body esou ces shaped by ou ela ion o mundane eali y.
These esou ces p o ide he unc ional sca old and he building blocks ha ou
engagemen wi h ic ional cha ac e s ea anges by means o di e en o ms o
aming. [...] cogni i e na a ology e eals ha eade s make sense o complex
na a i es by elying on e y ew ex ual o discou se cues. These cues, which
ic ion c ea i ely econ igu es, a e he exp ession o social p ac ices ha eade s
ecognize because hey a e pa o eade s’ li es». (2002: 62)
È comunque di ondamen ale impo anza so olinea e che ciascun le o e i à
un’espe ienza inca na a di le u a del u o pe sonale. In a i, segnala a ques o
p oposi o Gallese, così come le capaci à cogni i e-sociali sono di e se pe ognuno
di noi e de e mina e in g an pa e dalle nos e espe ienze passa e, allo s esso modo
le ispos e inca na e dei nos i meccanismi specchio a iano da pe sona a pe sona
(2019: 124). Lo spazio dell’in e sogge i i à è dunque cambian e, mu e ole. È un
e i o io cos ui o in o no al es o e condi iso da u i i le o i che si inno a ad
ogni le u a in ogni le o e, e si iempi à di con enu i di e si così come di e se
sono le espe ienze p eg esse di ciascuno di essi.
In ques o ambi o si muo e anche Pa oine che en a di elaziona e i meccanismi
specchio de i a i dalla simulazione inca na a con l’a o di le u a che lui s es-
so de inisce empa ico. Pa endo dall’ipo esi s iluppa a da Ga ba ini e Adenza o
(2004) secondo la quale la simulazione inca na a sos i uisce la eo ia della ap-
p esen azione mime ica, cioè basa a sull’imi azione, con una eo ia appun o della
simulazione e dell’azione, Pa oine so olinea come la le u a di en i un a o im-
me si o pienamen e co po ale (2019b: 202). Anziché pa la e di in e sogge i i à,
Pa oine p e e isce pa la e di co po an asma, simulac o co po ale do e si mani es-
a la simulazione inca na a p odo a dalla le u a empa ica: «Pod íamos po an o
conside a que la lec u a empá ica p oduce sensaciones an asmas, que le da ida
a un cue po an asma capaz de expe imen a las imágenes e ocadas po un ex o»
(2019a: 212). I due conce i –in e sogge i i à e co po an asma– condi idono il
ca a e e p o eico. Anche nel caso del co po an asma, in a i, la le u a empa ica
a ia di le u a in le u a e di le o e in le o e:
Esa ac i ación empá ica, o simulación neu onal, se encuen a in luenciada po
oda una se ie de ac o es, en e los cuales cabe menciona la simpa ía y la iden-
i icación, el con ex o de lec u a y el ipo de ex o que es amos leyendo, los háb-
i os y los obje i os de lec u a. La in luencia p o iene asimismo del ap endizaje,
de nues os hábi os de acción y de nues a memo ia sensomo iz. Se a a, po
an o, de una in luencia biog á ica». (2019a: 212-213)
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T a le in luenze di e e sulla le u a possiamo anno e a e, ad esempio, il pa-
a es o nella sua accezione più ampia (pe i es o ed epi es o), che con ibuisce a
media e in modo impo an e le aspe a i e e le pe cezioni es e iche ed e meneu-
iche sul es o (Remo ini, 2022).
SEQUENZIALITÀ DELL’ATTO DI LETTURA E DEI PROCESSI
COGNITIVI COINVOLTI
Nell’ambi o dei p ocessi coin ol i nella le u a, più p ecisamen e nella decodi ica
delle le e e e nella lo o codi ica in signi ica o, dobbiamo e idenzia e alcuni aspe i
che hanno un p o ondo impa o sulla nos a eo ia del an as ico.
In p imo luogo, le ice che so olineano semp e di più come la le u a sia
un’abili à complessa e as e sale a di e se a ee del ce ello (Binde / Fe nandino,
2020: 881). Benché dal pun o di is a meccanico il p ocesso di le u a compo i
un’al e nanza isi a a mic omo imen i ocula i di issazione e saccadici (Kliegl
e al., 2006: 12), da un pun o di is a neu ale de e esse e conside a o come un
p ocesso di es ema complessi à (Dehghani e al., 2017). La le u a a i a non
solo le a ee di B oca e We nicke, ma anche al e a ee che ino a poco empo a
non e ano conside a e unzionali al linguaggio e alla comp ensione cogni i a. In
ques o modo, la ice ca ha supe a o l’idea della le u a come a i i à se iale pe
conside a la insepa abile dalle emozioni. In una isione olis ica, la le u a –le cui
solleci azioni sul sis ema limbico p oducono al esì la connessione dei due emis-
e i ce eb ali– dipende dall’in e azione a cognizione, emozione, memo ia e isi-
ologia (Kweldju, 2015: 129).
In secondo luogo, dobbiamo conside a e i nume osi s udi che dimos ano
come alcune a ee del ce ello si a i ino in o dine sequenziale du an e il p ocesso
di le u a. Gallese, come abbiamo so olinea o sop a, a e a già e idenzia o due
di e si li elli di elabo azione del linguaggio. La ice ca neu oscien i ica è poi ius-
ci a a sequenzia e le a ie asi della comp ensione linguis ica dei es i, o e o: la
decodi ica dei onemi, il iconoscimen o dei onemi in mo emi, la s u u azione
dei mo emi in sin agmi e in ine il signi ica o seman ico della ase. In pa icola e,
la decodi ica o og a ica/ one ica a iene nei p imi 400 millisecondi dall’inizio
della le u a. Subi o dopo c’è il iconoscimen o mo emico, pe poi passa e alla
s u u azione coe en e delle asi e l’a ibuzione di signi ica o. L’elabo azione
iene comple a a ci ca 200 millisecondi dopo il iconoscimen o one ico (Gwil-
liams, 2019: 3).
In e zo luogo, le ice che igua dan i il p ocesso isi o bidi ezionale a oc-
chi e ce ello appaiono i oluziona ie. Pa ebbe na u ale pensa e che i ece o i
ile ino la luce che aggiunge la e ina dei nos i occhi e la as o mino in segnali
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che a i ano al nos o ce ello, do e g uppi di neu oni elabo ano le in o mazioni
in modi semp e più complessi ino a in e p e a le pe iden i ica e gli ogge i. Ma
ques o pe co so non è l’unico possibile, e pe ce i e si neanche il più signi ica i o.
In eal à il più delle ol e accade esa amen e il con a io. Come dimos a il la o o
di Cla k, la maggio pa e dei segnali non iaggia dagli occhi al ce ello, ma in
di ezione oppos a, dal ce ello agli occhi (2013: 185).
È il ce ello che p edice agli occhi ciò che do ebbe o ede e, a i ando il p o-
cesso neu ale solo di on e a qualche anomalia che de e mina un aggius amen o
dell’immagine già p esen e nel ce ello (2013: 181-182), che semb a a e ado -
a o ques o sis ema pe una ques ione di ispa mio ene ge ico, seguendo le leggi
della e modinamica. Spende meno ene gia pe egola e e modella e l’immagine
già memo izza a, in ece di c ea e cos an emen e dal nulla l’immagine comple a
(2013: 186).
È ques o che succede quan o i o niamo in una ci à, in una s ada, in un luogo
isi a o empo addie o, e ci sen iamo quasi s ani i pe ché pe cepiamo che quello
che appa e da an i ai nos i occhi non co isponde al de aglio con l’immagine
men ale o mai a noi amilia e. È quello che succede quando en iamo in una s an-
za conosciu a e all’is an e pe cepiamo un cambiamen o (un mobile spos a o, un
ogge o in più sul a olo, un quad o nuo o, ecc.).
Ro elli so olinea le implicazioni i oluziona ie di ques i s udi:
Quello che succede è che il ce ello si aspe a di ede e qualcosa, sulla base di
quan o è successo p ima e quan o sa. Elabo a un’immagine di quan o p e ede
gli occhi debbano ede e. Ques a in o mazione è in ia a dal ce ello e so gli
occhi, a a e so s adi in e medi. Se iene ile a a una disc epanza a quan o
il ce ello si aspe a e la luce che a i a agli occhi, solo in ques o caso i ci cui i
neu ali mandano segnali e so il ce ello. Dagli occhi e so il ce ello, cioè,
non iaggia l’immagine dell’ambien e osse a o, ma solo la no izia di e en uali
disc epanze ispe o a quan o il ce ello si a ende. […] Quello che ediamo,
in al e pa ole, non è una ip oduzione dell’es e no. È quan o ci aspe iamo,
co e o da quan o iusciamo a coglie e. Gli inpu ile an i non sono quelli che
con e mano ciò che già sape amo. Sono quelli che con addicono le nos e aspe -
a i e. (2020: 119-20)
L’anomalia di en a così l’in o mazione da e o ile an e. È quindi di pa icola e
in e esse comp ende e le elazioni che possono nasce e, anche ispe o all’a o del-
la le u a, a le nos e appe cezioni (de e mina e sop a u o dalle nos e espe-
ienze passa e) e le possibili anomalie, al e azioni e asg essioni p esen i in uno
speci ico es o na a i o.
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L’APPERCEZIONE
Come an icipa o alla ine dell’ul ima sezione, in ques a eal à neu ale che abbia-
mo a eggia o, all’in e no di un con es o di aspe a i e linguis iche ( onologiche,
mo ologiche, sin a iche e seman iche), la nozione di appe cezione isul a di on-
damen ale impo anza. Sebbene il suo an eceden e sia l’analisi del e bo ape ce oi
a a da René Desca es nel a a o Les Passions de lâme del 1649, do e lo consid-
e a un elemen o oli i o (chiama o passione) all’in e no del p ocesso cogni i o, il
e mine isale al XVIII secolo e al conce o di Appe zep ion conia o pe la p ima
ol a nel a a o P incipes de la na u e e de la g âce ondés en aison (1714, o iginale
in ancese) dal ma ema ico e iloso o edesco Go ied Wilhelm Leibniz con
il signi ica o di un a o della men e con cui essa p ende coscienza delle sue idee
come p op ie: «So i is well o make a dis inc ion be ween pe cep ion, which is he
inne s a e o he monad ep esen ing ex e nal hings, and appe cep ion, which is
consciousness o he e lec i e knowledge o his inne s a e i sel and which is no
gi en o all souls o o any soul all he ime» (1989: 637).
Il conce o enne ip eso da Immanuel Kan pe iden i ica e il p incipio
ascenden ale sup emo che di ige la cognizione (Gen y, 2022: 37), men e nel
XIX e all’inizio del XX secolo è s a o s iluppa o p ima in ambi o specula i o dal
iloso o F anz B en ano, nella sua concezione della pe cezione in e na che accom-
pagna ogni a o men ale, pu a andosi di enomeni dis in i (F éche e, 2011:
5), e in segui o dalla psicologia e dalla dida ica che si sono in e essa e alle sue
possibili applicazioni p a iche.
Da un la o, lo psicologo Johann F ied ich He ba indica l’appe cezione come
un p ocesso c uciale pe la selezione di idee simili che dall’inconscio possono a -
ca e la soglia del conscio, dis u bando così la massa pe ce i a, cioè la cong egazi-
one di idee simili e co ela e che dominano il conscio in un da o momen o. Il
e mine appe cezione di en a «a e m o he assimila ion o one ep esen a ion
o ep esen a ional mass in o ano he » (Kim, 2015). La unzione dell’appe cezi-
one è quella di assimila e idee di e se e spesso di e gen i a le se ie ope a i e
di p esen azioni, combinazioni e in e e masse di pe cezioni che si in ecciano a
ol e del u o e a ol e in modo incomple o, in pa e con o mandosi e in pa e
opponendosi l’una all’al a, in un p ocesso in cui le nuo e appe cezioni modellano
e modi icano le p eceden i (anche come icombinazione): «In his p ocess he
olde appe cep i e mass, consis ing o concep s, judgmen s, and maxims, will end
o assimila e mo e ecen and less se led imp essions» (Ulich, 2022). In ques o
modo, He ba en a izza la connessione con il sé come isul a o della somma delle
espe ienze p eceden i. L’appe cezione ha a u o un uolo cen ale nella sua eo ia
educa i a, espos a nel lib o Allgemeine Pädagogik aus dem Zweck de E ziehung
Abgelei e del 1806. Pe He ba , l’appe cezione è più impo an e in classe della
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99Il an as ico nel co po e nella men e
pe cezione senso iale, in quan o l’a enzione alla massa pe ce i a del bambino in
elazione al ma e iale insegna o può indica e agli insegnan i come applica e il ma-
e iale in modo che le idee e i pensie i del bambino siano di e i e so una de e -
mina a in o mazione. He ba so olinea l’obbligo dell’insegnan e di o ganizza e
il co so in modo ale che il nuo o ma e iale possa esse e adegua amen e in eg a o
con il co po di conoscenze già disponibili. Se le due cose sono sepa a e, l’allie o
non sa à in g ado di assimila e la nuo a espe ienza (cioè la sua appe cezione non
sa à aggio na a) e sen i à us azione e so il suo p ocesso di app endimen o.
Dall’al o la o, il pad e della psicologia spe imen ale e onda o e del p imo
labo a o io psicologico, Wilhelm Maximilian Wund , nel suo G und iss de Psy-
chologie del 1897 dis ingue a appe cezione passi a e a i a. Secondo Wund , la
olon à appe ce i a non è una concezione a pos e io i, ma a p io i, una quali à
ascenden ale della agione, pos ula a dalla psicologia empi ica come on e ul i-
ma di u i i p ocessi men ali, e so olinea quella che chiama connessione appe ce -
i a e che s abilisce di ol a in ol a i legami che si o mano nella coscienza: «I
is appe cep ion, in acco dance wi h i s own laws, ha “decides” which o hese
possible connec ions a e ealized in consciousness» (Kim, 2016). Le leggi dell’ap-
pe cezione elabo ano l’agglu inazione delle app esen azioni secondo legami di
comp essione (Ve dich ung) o spos amen o (Ve schiebung) ino a aggiunge e una
sin esi app esen azionale.
Il conce o di appe cezione è s a o inol e u ilizza o a pa i e dagli anni ‘30
da Hen y A. Mu ay e Ch is iana D. Mo gan dell’Uni e si à di Ha a d pe
lo s iluppo del cosidde o Thema ic Appe cep ion Tes (TAT), un es di pe -
sonali à p oie i o –della ca ego ia dei me odi cos u i i ema ici– u ilizza o
in psicologia e psichia ia pe la ice ca sulla pe sonali à. In pa icola e, alu a
il con enu o dei pensie i e delle an asie esp esse dal sogge o, pe me endo al
clinico di conosce e simul aneamen e le emozioni, gli a eggiamen i e i p ocessi
cogni i i del sogge o.
Le de inizioni che incon iamo nei diziona i i le ono bene l’e oluzione se-
man ica del conce o di appe cezione. Pu non essendoci accia del e mine nelle
cinque edizioni del ocabola io lessicog a ico della C usca (1612, 1623, 1691, 1738
e 1923)2 e neppu e nel lemma io del Teso o della Lingua I aliana delle O igini e-
da o dal CNR,3 da una pa e il Diziona io della lingua i aliana di Tommaseo4 e il
2 Accademia della C usca, s. . «appe cezione». h p://www.lessicog a ia.i / ice ca_libe a.jsp. (Ac-
cessed July 6, 2022).
3 Teso o della Lingua I aliana delle O igini, s. . «appe cezione», h p:// lio.o i.cn .i /TLIO/. (Ac-
cessed June 10, 2022).
4 Diziona io della lingua i aliana di Tommaseo, s. . «appe cezione». h ps://www. ommaseobellini.
i /#/i ems. (Accessed July 6, 2022).
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106 Paolo RemoRini
Sul piano na a i o, le anomalie hanno a che a e, ad esempio, con le ulmi-
nan i in usioni del na a o e nello s iluppo dell’azione, o con gli appelli di e i al
le o e, iso se ipe u e che al e ano pe un a imo ques o li ello che iscon iamo
spesso in a i sc i o i e es i na a i i (come in Rode ick Duddle di Michele Ma i,
o alla ine del omanzo G ande Mad e Rossa di Giuseppe Genna del 2004, quan-
do il na a o e a e ma: «Io sono colui che sono. Chi è “io”? Chiedi i chi sia “io”.
Tu do e sei, le o e? Chi sei u, le o e?”» (2004: 275). Seguendo la e minologia
impiega a da Lang, si a e ebbe o di u i i casi di asg essione e icale del
disco so. L’ul imo omanzo menziona o di Genna p esen a anche un’anomalia
ine en e la ocalizzazione del disco so na a i o del p imo capi olo. Ripo iamo
le p ime asi:
Lo sgua do è a diecimiladuecen o me i sop a Milano, den o il cielo. È azzu o
gelido e a e a o qui.
Lo sgua do è e so l’al o, ede la semis e a di ozono e cobal o, in usci a dal
piane a. La ba ie a luminosa dell’a mos e a impedisce alle s elle di apassa e.
C’è l’assolu o as o del sole sulla des a, bianchissimo. Lo sgua do uo a libe o,
ci cola e, nel pu o uo o azzu o.
Pace.
Lo sgua do pun a o a e so il basso. Ve so il piane a. Esis e la ba ie a delle
nu ole: li ide. Lo sgua do accele a. (2004: 11)
Semb a l’inca nazione dell’idea che la eal à esis a solo quando osse a a; che
l’osse a o e modi ica la eal à men e si elaziona con essa: «Cala giù in picchia a
e so Milano, aggiunge il e o di un edi icio, lo pene a, cade a piombo a a e so
u i i piani, o a l’ul imo pa imen o, aggiunge le ondamen a, occa un o digno
esplosi o po en issimo e si dissol e al momen o dello scoppio, men e è ido o a
pol e e il Palazzo di Gius izia» (Wu Ming, 2009: 31). Semb a la pe soni icazione
del cambio di pa adigma di eal à a enu o dall’a en o della isica quan is ica
iassundo così da Ro elli: «La eal à è ido a a in e azione. La eal à è ido a a
elazione» (2014: 118). Wu Ming lo chiama «sgua do obliquo», uno dei a i dis-
in i i che con addis inguono le na azioni del New I alian Epic: «Lo sgua do…
di chi? Di nessuno, di nien e. È uno sgua do disinca na o, una non-en i à. È lo
sgua do di uno sgua do. Nel p oseguimen o del lib o, di quello sgua do non i è
più accia e menzione, i pe sonaggi igno ano che sia esis i o. Unico es imone
della sua appa izione e discesa, il le o e. Che po ebbe anche a e a u o un’alluci-
nazione» (Wu Ming, 2009: 31).
Ra igu iamo i due legami nuclea i an as ici del lib o di Genna:
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107Il an as ico nel co po e nella men e
Figu a 7. Schema anali ico di “G ande Mad e Rossa”.
Sul piano pa adigma ico dobbiamo segnala e una ques ione che and ebbe ap-
p o ondi a, pe ché me i a senza dubbio una a azione a pa e e più esaus i a.
Se conside iamo le anomalie come legami nuclea i che modi icano solo una
de e mina a sequenza, po emmo ipo izza e che siano p op io ques e anomalie,
applica e al li ello pa adigma ico, a con ibui e alla cos uzione dei es i del
cosidde o ealismo magico. La di e enza a le na azioni an as iche e quelle
appa enen i al ealismo magico s a ebbe p op io nel a o che, in ques e ul ime,
il an as ico cos uisce solo legami nuclea i che non in luiscono sulla na azione
nel suo complesso. Secondo la nos a eo ia delle appe cezioni, ciò che ca a e -
izza il ealismo magico non è l’acce azione da pa e dei pe sonaggi e del le o e
di un e en o insoli o, ma piu os o il a o che in ques o ipo di na azione la
p esenza dell’e en o insoli o non p oduce una modi ica delle nos e appe cezio-
ni. Così, i legami che si c eano possono solo esse e nuclea i, senza mai a i a e
a esse e as o ma i i o espansi i.
LEGAME TRASFORMATIVO: IL FANTASTICO COME
ALTERAZIONE
Se l’elemen o an as ico, come abbiamo is o, p oduce un cambiamen o a qualsiasi
li ello che si ipe cuo e sullo s esso li ello in sequenze successi e, diciamo che c ea
un legame as o ma i o, cioè as o ma quel li ello ino alla ine della na azione,
p esen andosi come un’al e azione.
Sul piano linguis ico segnaliamo i di e si e e i p odo i dal legame nuclea e
ispe o a quello as o ma i o. Se nel p imo in a i l’anomalia linguis ica imane
uno s umen o di momen aneo s aniamen o che non cambia il li ello linguis ico
della na azione, nel secondo in ece l’al e azione del li ello in u e le sequenze
p oduce e e i du a i i nella cos uzione s essa del accon o.
Conside iamo ad esempio “Pie o di Cosimo” di Michele Ma i (Fan asma-
gonia 2012). Il es o p esen a come epig a e e b e i passaggi a i da Vi a di
Pie o di Cosimo di Gio gio Vasa i (p esen e in Le i e de’ più eccellen i pi o i, scul-
o i e a chi e i edi o pe la p ima ol a nel 1550) che con u a e idenza se ono
da co nice loca i a (ci in oducono cioè alla ma e ia della s o ia). Il accon o di
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108 Paolo RemoRini
Ma i si sussegue poi lungo e di e se sequenze che s iluppano i e pa ag a i
dell’epig a e, icalcando p op io lo s ile linguis ico cinquecen esco del Vasa i.
Rica iamo quindi il seguen e schema anali ico:
Figu a 8. Schema anali ico de “Pie o di Cosimo”.
Lo s ile usa o da Ma i pe cos ui e il accon o p oduce un incolo an as ico as-
o ma i o in cui l’al e azione linguis ica unziona qui come mo o e della na azione.
Pe quan o igua da il li ello na a i o e quello pa adigma ico, ale la pena
no a e come in ques o g uppo ien ino u i i es i con un inale a so p esa che
cambia e oa i amen e l’in e p e azione dell’in e a na azione. P endiamo ad
esempio il accon o “La amiglia della mamma” di Michele Ma i (Fan asmagonia,
2012), cos ui o su e s o ie amilia i (le p ime e sequenze della na azione)
che una mamma accon a al p op io iglio a ascina o dalle c uen i agedie che
le pe adono. Nella p ima gli accon a dello zio Al ed, mo o di dolo e dopo
a e caccia o di casa l’unica iglia buona di cuo e ed esse e imas o con le al e
due mal agie, che p ima lo schia izzano acendolo mo i e dal dolo e e in ine si
a elenano l’un l’al a quando si suicida quella imas a in i a. Nella seconda del
cugino Ha old che scop e che l’assassino del pad e è lo zio, isposa osi poi con
sua mad e. Nella e za del bisnonno Ru us che subendo l’inganno del seg e a io
inisce pe s angola e la moglie, i enu a adul e a. Nella qua a sequenza en a in
scena il pad e del bambino, che imp o e a la moglie pe la c udel à e le e e a ez-
ze p esen i nelle s o ie amilia i che con inua a accon a e al iglio. Nella quin a,
l’ul ima, si esplici a il nome della mamma, il empo e lo spazio di s olgimen o del
accon o da cui si in e isce con acili à la e a iden i à del bambino: «Così disse
Ma y A den, nell’anno di g azia 1572, nella ci adina di S a o d-upon-A on,
con ea di Wa wick, Inghil e a» (Ma i, 2012: 11).
Dal sequenziamen o possiamo ica a e il seguen e schema anali ico:
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109Il an as ico nel co po e nella men e
Figu a 9. Schema anali ico de “La amiglia della mamma”.
È e iden e come la i elazione dell’iden i à del bambino, William Shakespea e,
cambi a i oso l’impo anza delle s o ie amilia i della mamma, che possiamo
adesso iconosce e come le ame di e agedie a le più impo an i del ba do di
A on. La s o ia dello zio Al ed è di a i la ama del Re Lea ; quella del cugino
Ha old è Hamle ; quella del bisnonno Ru us è O ello. L’ul ima sequenza app e-
sen a una me alessi e icale del pe sonaggio che passa dal mondo diege ico a
quello ex adiege ico, c eando così un legame as o ma i o che al e a il li ello
na a i o del accon o.
LEGAME ESPANSIVO: IL FANTASTICO COME
TRASGRESSIONE
Indichiamo come asg essione il legame espansi o che eme ge in un de e mina o
li ello e inisce pe espande si a un al o li ello (o più di uno) e a un’al a sequenza
(o più di una).
P endiamo in conside azione due accon i. Il p imo è “I gio ni pe du i” di Dino
Buzza i, pubblica o nella accol a Le no i di icili del 1971, nel quale il p o agonis-
a E ns Kazi a, o nando alla sua «son uosa illa», o a un uomo in en o a ca i-
ca e su un camion delle casse p ese dalla casa. Non iuscendo a e ma lo in empo,
lo segue in sul ciglio di un bu one, e iden e disca ica di ale me canzia. Scop e
così che le casse sono piene dei suoi gio ni pe du i. Ne ap e e e ede p ima la
idanza a «che se n’anda a pe semp e. E lui neppu e la chiama a», poi il a ello
nella soli a ia s anza d’ospedale («[…] lui e a in gi o pe a a i»), in ine il « edele
mas ino che lo a ende a da due anni, ido o pelle e ossa. E lui non si sogna a di
o na e». Il p o agonis a o ebbe quindi ia e e indie o almeno quei e gio ni,
anche pagando («Io sono icco. Le da ò u o quello che uole»), ma lo sca ica o e
con un ges o si mos a inco u ibile, s anendo in ine nell’a ia insieme alle casse.
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110 Paolo RemoRini
La co ispondenza casse = gio ni pe du i iene p ima insinua a nel es o du-
an e il dialogo a i due pe sonaggi («E cosa sono u e ques e casse?». Quello lo
gua dò e so ise: «Ne ho anco a sul camion, da bu a e. Non sai? Sono i gio ni»), e
poi sanci a anche sul piano linguis ico da un inaspe a o cambio mo emico. Una
ol a a conoscenza del con en u o delle casse, il p o agonis a in a i uole ede e
con i p op i occhi, così scende la sca pa a «[…] e ne ap ì uno». Il pa i i o ne è
un p onome inde ini o nel gene e e nel nume o. L’uso della desinenza maschile -o
si i e isce al con enu o, al gio no, ma il e bo ap i e do ebbe a e i e imen o a
ciò che con iene, alla cassa, pe cui ci sa emmo aspe a i di legge e ne ap ì una. La
sos i uzione è a enu a. Lo s aniamen o p odo o dal cambio g amma icale pe -
ade il piano na a i o e pe me e al p o agonis a di ap i e le casse e ede ci den o
ammen i di i a o mai passa a, conseguenze di mise e scel e che lo cos ingono
al impian o.
Vediamo nel de aglio lo schema anali ico:
Figu a 10. Schema anali ico de “I gio ni pe du i”.
Il legame espansi o eme ge dal es o g azie al cambio di un mo ema g amma i-
cale che icon igu a le nos e appe cezioni in o no a un a a o e di e so, asg e-
dendo il li ello linguis ico ino ad al e a e il li ello na a i o pe u o il p osieguo
del accon o.
Il secondo accon o è “Jose K.” di Michele Ma i (Fan asmagonia, 2012). È la
s o ia dell’in anzia del p o agonis a e della successi a ice ca del pad e. La s o ia
è cos ui a su alcune coppie di pe sonaggi e au o i (Jose K./Ka ka, Sca danelli/
Hölde lin, Pinocchio/Collodi), ma ciò che la ende an as ica sono le asg essioni
inali di un de e mina o pe sonaggio che non a ebbe do u o o po u o a e e p e-
cise in o mazioni sul p o agonis a.
Il p o agonis a, Jose K., non sa chi siano i suoi geni o i. L’unica no izia è la
p o essione del pad e: alegname. Pe ques o mo i o, e anche pe ché un po’ pig o
nei mo imen i, i suoi compagni di scuola lo chiamano Sca danelli (l’insegnan e
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111Il an as ico nel co po e nella men e
a e a accon a o alla classe che il poe a edesco Hölde lin i ma a le sue poesie
con ques o pseudonimo du an e gli anni in cui i e a in una casa di alegnami).
Dopo gli insuccessi nello spo e con la sua p ima e unica agazza, Lena, decide
di inizia e la sua «indagine anamnes ica» alla ice ca del pad e. Chiede in o -
mazioni a un abbino, a un p e e lu e ano e a un p e e o odosso, ma ques i
non sanno di gli nulla. Un sace do e ca olico lo indi izza in ece in I alia (da
P aga, do e in uiamo i esse). Sulla s ada, un ciaba ino gli dice di anda e a
Pescia, icino a Pis oia, in Toscana. Giun o in paese, una « ecchia mendican e»
lo iconosce subi o come il iglio del ecchio alegname e gli i ela inalmen e la
sua e a doppia iden i à: Jose K. è Pino (da Pinocchio), iglio di Geppe o, da
cui ha e edi a o le mo enze «legnose», ma è anche il iglio di Ca lo Lo enzini
alias Collodi, lo sc i o e e au o e de Le a en u e di Pinocchio. S o ia di un bu-
a ino, da cui ha e edi a o l’angoscia (come Ka ka accusa a il pad e di a e gliela
asmessa, da cui il pa agone con Jose K., p o agonis a del omanzo di Ka ka
De P ocess). Si ma e ializza in ques o pun o una pa alessi e icale ascenden e:
la ecchia mendican e possiede in o mazioni che non appa engono al li ello
diege ico ma a quello ex adiege ico.
In ine, dopo a e lascia o Jose K. da solo nella casa del pad e alegname, la
ecchia mendican e lo salu a chiamandolo Sca danelli, come i suoi compagni di
scuola. Qui, alla ine della s o ia, si e i ica una pa alessi o izzon ale in e na. Il
pe sonaggio della ecchia mendican e dice più di quan o ci si po ebbe aspe a e,
dal momen o che, secondo la s u u a in e na della s o ia, non po e a possede e
ques a in o mazione diege ica, disponibile solo nel luogo da cui il p o agonis a
pa e pe la sua ice ca.
Le due pa alessi, in quan o oci in o ma i e inaspe a e, p oducono al e azioni
na a i e con e e i me ale ici. Il p o agonis a condi ide lo s esso li ello di azione
degli al i pe sonaggi, comp esi l’insegnan e e i compagni di classe. Il li ello di
azione condi iso dal pe sonaggio della ecchia mendican e con il p o agonis a Jo-
se K., in ece, inco po a il li ello di azione degli al i pe sonaggi. L’in o mazione
Sca danelli asg edisce lo s a us di ocalizzazione a i o in quel momen o della
na azione, che compo a lo spos amen o dei i e imen i na a i i spazio- empo-
ali in e ni: una me alessi diege ica o izzon ale del pe sonaggio.
D’al o can o, il passaggio dallo s a us di ocalizzazione alla s u u a me ana -
a i a del accon o, la pa alessi e icale, implica lo sli amen o dei i e imen i
on ologici spazio- empo ali: una me alessi e icale del pe sonaggio.
Possiamo quindi accia e il seguen e schema anali ico:
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112 Paolo RemoRini
Figu a 11. Schema anali ico di “Jose K.”.
Nella sequenza 21 la pa alessi e icale ascenden e (la « ecchia mendican e» che
i ela a Jose K./Pino la sua doppia iden i à) compo a una me alessi e icale che
c ea un legame an as ico espansi o che asg edisce il li ello na a i o e in luisce
su quello pa adigma ico (N0 e P0 passano a N1 e P1), icon igu ando la nos a ap-
pe cezione sull’a ea della s o ia in o no a un nuo o a a o e.
Nella sequenza 23, in ece, la pa alessi o izzon ale in e na (la « ecchia mendi-
can e» che salu a il p o agonis a come Sca danelli) compo a una me alessi o iz-
zon ale che c ea un legame an as ico as o ma i o che al e a di nuo o il li ello
na a i o (N1 passa a N2) e modi ica anco a la nos a appe cezione del li ello
na a i o nell’a ea del disco so.
CONCLUSIONI
In ques o a icolo abbiamo ce ca o di mos a e come i p og essi neu oscien i ici
sulla simulazione inca na a e sui neu oni specchio lega i alle capaci à cogni i e
sociali di in e p e a e e in e elaziona si con gli al i, e le ipo esi della na a ologia
cogni i a e degli Cogni i e Li e a y S udies (CLS) implichino la con igu azione
di uno spazio di in e sogge i i à in cui si ma e ializza l’a o di le u a e si a u-
alizzano appe cezioni p eceden emen e condiziona e da mol eplici a o i di e si.
La sequenza di decodi ica e icodi ica dei segni g a ici e la so p enden e e idenza
del p ocesso isi o bidi ezionale occhio-ce ello hanno e idenzia o l’impo anza
cogni i a delle anomalie linguis iche e pa adigma iche.
In ques o modo, abbiamo p opos o la nos a eo ia delle appe cezioni del an-
as ico come un legame che può eme ge e a a e so anomalie, al e azioni e as-
g essioni a qualsiasi li ello cogni i o coin ol o nella le u a, o endo anche uno
schema anali ico di indagine che ci pe me e di analizza e i es i na a i i. P op io
a a e so l’analisi di alcuni casi conc e i i eniamo dimos a o il uolo che le ap-
pe cezioni s olgono nella c eazione dei legami an as ici.
Non c’è dubbio che le a ie ques ioni solle a e in ques o a icolo –che imane
a u i gli e e i uno s udio in odu i o sulla ques ione– do anno esse e app o-
ondi e, ma c ediamo che l’app occio cogni i o p opos o ci pe me a, a a e so il
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sequenziamen o dei es i e l’analisi del ipo di legame che si ins au a come mod-
i ica nelle appe cezioni a il le o e e il es o, di supe a e e incanala e in modo
cos u i o il diba i o sullo s a u o gene ico o sulla con igu azione come modali à
na a i a che hanno a li o la c i ica lega a al an as ico degli ul imi cinquan a
anni. Rimane, ce o, da app o ondi e l’analisi di al i es i pe e idenzia e come i
legami an as ici plasmino la le u a e l’in e p e azione di di e se na azioni, così
come imangono ape e pe ice che u u e la possibile di e enziazione cogni i a
dei legami a ealismo magico e na azioni an as iche e l’e oluzione del an as i-
co nella na a i a i aliana degli ul imi decenni, con la p opos a di amplia e il pos-
sibile aggio d’azione dei legami an as ici a es i na a i i più lunghi e a icola i
come ad esempio nei omanzi iconducibili al New I alian Epic.
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