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La Teoria della cittadinanza nella filosofia politica di Hannah Arendt

Abstract

Passerin d'Entrèves, Maurizio

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La Teoria della cittadinanza nella filosofia politica di Hannah Arendt

Author: Passerin d'Entrèves, Maurizio
Publisher: Institut de Ciències Polítiques i Socials (Barcelona, Catalunya)
Year: 1995
Source: https://ddd.uab.cat/pub/worpap/1995/hdl_2072_1365/ICPS102.pdf
La eo ia della ci adinanza nella iloso ia poli ica di
Hannah A end
Mau izio PASSERIN D'ENTRÈVES
Uni e si y o Manches e
Wo king Pape n.102
Ba celona 1995
Nel co so dell’ul imo decennio si è e i ica o un impo an e diba i o
nell’ambi o della iloso ia poli ica anglo-ame icana a eo ici libe ali, come John
Rawls e Ronald Dwo kin, e i lo o c i ici comuni a i, come Alasdai MacIn y e,
Michael Sandel, Cha les Taylo e Michael Walze , che ha a u o come ogge o
una se ie di assun i ondamen ali della eo ia poli ica libe ale. In pa icola e, il
diba i o si è ocalizza o sulla concezione libe ale della pe sona, sulla p io i à del
gius o sul bene, sullo scopo e i limi i della gius izia dis ibu i a, e sulla concezione
della comuni à. Il nome di Hannah A end è s a o spesso chiama o in causa dai
c i ici comuni a i del libe alismo in i ù del a o che ella a e a p opos o una
isione della poli ica adicalmen e oppos a ai p incipi del libe alismo. Esis ono
mol i aspe i del pensie o poli ico della A end che si p es ano a ques a le u a, in
pa icola e, la sua c i ica della democ azia app esen a i a, la sua en asi
sull’impegno ci ico e la delibe azione poli ica a i ci adini, la sepa azione della
mo ali à dalla poli ica, e il suo elogio della adizione i oluziona ia. Colloca e il
pensie o della A end nel co o c escen e delle c i iche comuni a ie al libe alismo
sa ebbe, pe quan o, un e o e. La A end u in eal à una se e a di enso a del
cos i uzionalismo e del go e no della legge ( ule o law), una sos eni ice dei di i i
ondamen ali dell’indi iduo ( a cui include a non solo il di i o alla i a, alla libe à
di mo imen o, di ede e di esp essione, ma anche il di i o all’azione e
all’opinione), e una c i ica di u e le o me di comuni à poli ica onda e sui incoli
del cos ume o della adizione, o basa e su iden i à eligiose, e niche o azziali. Il
pensie o poli ico della A end non può, in ques o senso, esse e iden i ica o né con
la adizione libe ale né con le esi a anza e da ce i c i ici comuni a i, in
pa icola e MacIn y e e Sandel. La A end non concepisce la poli ica come uno
s umen o pe la soddis azione di p e e enze indi iduali, né come un modo pe
in eg a e gli indi idui a o no a una singola o esclusi a concezione del bene. La
sua concezione della poli ica si basa piu os o sull’idea della ci adinanza a i a,
o e o sul alo e e l’impo anza dell’impegno ci ico e della delibe azione
colle i a igua do a u e le ques ioni che conce nono la comuni à poli ica. La
adizione di pensie o poli ico con la quale la A end si iden i ica è quella
dell’umanesimo ci ico, in enibile negli sc i i di A is o ele, Machia elli,
Mon esquieu, Je e son e Tocque ille. Secondo ques a adizione la poli ica o e
la sua au en ica esp essione ogni ol a che i ci adini si iuniscono in uno spazio
pubblico pe delibe a e e decide e su ques ioni igua dan i l’in e a colle i i à. Il
alo e dell’a i i à poli ica non isiede nel aggiungimen o dell’acco do su una
concezione condi isa del bene, ma nella possibili à che o e a ciascun indi iduo
di ese ci a e a i amen e i suoi po e i e di i i di ci adinanza, di s iluppa e le
capaci à di giudizio poli ico, e di consegui e median e l’azione colle i a un ce o
g ado di e icacia e in luenza poli ica. La concezione della poli ica della A end ,
con la sua en asi sull’impegno ci ico e sulla libe a delibe azione poli ica,
appa iene chia amen e a ques a adizione di pensie o poli ico. La sua
concezione dell’azione e del disco so poli ico ha come scopo p ima io la
ia i azione della pa ecipazione poli ica, e iden i ica le condizioni pe l’ese cizio
della ci adinanza a i a e dell’au ode e minazione democ a ica.
In ques o saggio esamine ò la eo ia della ci adinanza della A end e ne
mos e ò i appo i con alcuni dei p incipali emi della sua iloso ia poli ica. In
pa icola e, ce che ò di icos ui e la sua eo ia della ci adinanza a o no a e
emi: (1) la s e a pubblica; (2) la “agency” poli ica e l’iden i à colle i a; e (3) la
cul u a poli ica. Spe o in ques o modo di dimos a e che, malg ado ce e ensioni
p esen i nella iloso ia poli ica della A end , mol i dei suoi a gomen i sono degni di
a enzione e possono o ni e la base pe una concezione democ a ica,
pa ecipa o ia ed eguali a ia della ci adinanza. Inizie ò con l’esamina e la
elazione a ci adinanza e s e a pubblica.
1. CITTADINANZA E SFERA PUBBLICA
Una delle ca a e is iche p incipali dell’e à mode na pe la A end è la
pe di a o il declino della s e a pubblica. La s e a pubblica designa quella s e a
della p esenza do e egnano la libe à e l’eguaglianza, do e i ci adini
in e agiscono median e il disco so e la pe suasione, i elano la p op ia iden i à, e
decidono pe mezzo della delibe azione colle i a di ques ioni di in e esse
pubblico. La pe di a o l’e osione della s e a pubblica è collega a a un enomeno
più as o che la A end designa col e mine “pe di a del mondo” (loss o he
wo ld) o “alienazione dal mondo” (wo ld aliena ion). Con ques a esp essione la
A end allude alla pe di a di un mondo comune, c ea o dall’uomo e compos o di
ogge i, a e a i e is i uzioni, che ci sepa a dalla na u a e che o nisce un con es o
ela i amen e pe manen e e du e ole alle nos e a i i à mondane. Con la pe di a
o l’e osione di ques o mondo comune iene a manca e quella s u u a s abile da
cui de i iamo, in pa e, il nos o senso della eal à e la nos a iden i à pe sonale;
inol e, iene a manca e quello s ondo di p a iche e is i uzioni da cui può so ge e
uno spazio pubblico pe l’azione e la delibe azione poli ica. Pe la A end , quindi,
la i i alizzazione della s e a pubblica, della s e a nella quale può io i e la p a ica
della ci adinanza, ichiede sia il ecupe o di un mondo comune condi iso (o e o
il supe amen o dell’alienazione dal mondo), sia la c eazione di nume osi spazi
della p esenza nei quali gli indi idui possono i ela e la p op ia iden i à e s abili e
appo i basa i sulla ecip oci à e la solida ie à.
O a, se conside iamo la de inizione di s e a pubblica o ni a dalla A end
ediamo che essa già con iene ques e due dimensioni, in quan o a i e imen o
sia allo spazio della p esenza, sia al mondo che abbiamo in comune. Secondo il
p imo signi ica o, la s e a pubblica è quello spazio do e ogni cosa che appa e
può esse e is a e sen i a da u i e ha la più ampia pubblici à possibile. Pe noi,
ciò che appa e -che è is o e sen i o da al i come da noi s essi- cos i uisce la
eal à. Ra on a e con la eal à che iene dall’esse e is o e udi o, anche le più
g andi o ze della i a in ima -le passioni del cuo e, i pensie i della men e, i piace i
dei sensi- ca a e izzano un ipo di esis enza ince a e nebulosa ino a quando
non engano as o ma e, dep i a izza e e deindi idualizza e, pe così di e, in una
con igu azione che le adegui all’appa i e pubblico ... La p esenza di al i che
edono ciò che ediamo e odono ciò che udiamo ci assicu a della eal à del
mondo e di noi s essi1.
In ques o spazio della p esenza le espe ienze possono esse e condi ise,
le azioni giudica e, e le iden i à i ela e. La A end sos iene in a i che
Poichè la nos a sensibili à nei con on i della eal à si onda sop a u o
sull’appa i e e quindi sull’esis enza di un dominio pubblico in cui le cose possono
eme ge e dall’oscu i à dell’esis enza la en e, anche il ba lume che illumina le
nos e i e p i a e e in ime de i a in ul ima analisi dalla luce mol o più o e del
dominio pubblico2.
E come so olineò nella p e azione a Men in Da k Times, domandandosi
se in ce i pe iodi della s o ia non è meglio di e che “La luce del pubblico oscu a
ogni cosa” (Das Lich de Oe en lichkei e dunkel alles):
Se la unzione dello spazio pubblico è quella di ge a luce sugli a a i degli uomini
g azie alla c eazione uno spazio dell’appa enza nel quale essi possono mos a e
negli a i e nelle pa ole, nel meglio e nel peggio, chi sono e quello che possono
a e, allo a l’oscu i à è a i a a quando ques a luce iene es in a da “l’assenza di
c edibili à” e dal “go e no in isibile”, da disco si che non i elano ciò che è ma lo
nascondono so o il appe o, da eso azioni, mo ali o di al o ipo, che con la
p e esa di di ende e le ecchie e i à, iducono u a la e i à a una i iali à senza
senso3.
In ques o senso la s e a pubblica come spazio della p esenza o nisce la
luce e la “pubblici à” necessa ie pe la con e ma della nos a iden i à pubblica, pe
il iconoscimen o di una eal à comune, e pe la alu azione delle azioni degli al i.
Pe la A end , lo spazio della p esenza iene c ea o ogni ol a che gli
indi idui si iuniscono pe mo i i poli ici, cioè “o unque gli uomini sono insieme
nelle modali à del disco so e dell’azione” e in ques o senso esso “an icipa e
p ecede u a la cos i uzione o male del dominio pubblico e delle a ie o me di
go e no”4. Ques o spazio non è is e o a delle is i uzioni o a dei luoghi e
con es i speci ici; esso iene c ea o u e le ol e che l’azione iene coo dina a
median e il linguaggio e la pe suasione ed è o ien a a e so il conseguimen o di
scopi colle i i. Tu a ia, poiché è un p odo o dell’azione e della discussione
colle i a, lo spazio della p esenza è assai agile e si a ualizza solo nei momen i
di azione e delibe azione comune. La sua peculia i à, sc i e la A end , è che
di e samen e dagli spazi che sono ope a delle nos e mani, non sop a i e
all’a uali à del mo imen o che lo c ea, ma scompa e non solo con il dispe de si
degli uomini -come nel caso di g andi ca as o i, che dis uggono il co po poli ico
di un popolo- ma con la s essa scompa sa o l’a es o delle a i i à. Esso è
po enzialmen e o unque le pe sone si accolgono insieme, ma solo
po enzialmen e, non necessa iamen e e non pe semp e5.
Lo spazio della p esenza de e quindi esse e con inuamen e ic ea o
ami e l’azione e il disco so; la sua eal à è assicu a a ogni ol a che gli a o i si
iuniscono con lo scopo di discu e e e delibe a e su ques ioni di in e esse
pubblico, e scompa e nel momen o in cui ques e a i i à cessano. E’ quindi
semp e uno spazio po enziale che o a la sua ealizzazione nelle azioni e nei
disco si di indi idui che si iuniscono pe in ap ende e dei p oge i comuni. Può
so ge e all’imp o iso, come nel caso di e en i i oluziona i, o si può o ma e
p og essi amen e come isul a o degli s o zi di modi ica e un a o legisla i o o di
poli ica sociale, pe esempio, sal a e una cos uzione s o ica o un pa co na u ale,
es ende e il sos egno pubblico pe la casa e la sani à, p o egge e i g uppi
mino i a i dalla disc iminazione e dall’opp essione, lo a e pe il disa mo nuclea e,
e così ia. S o icamen e, ques o spazio è s a o ic ea o u e le ol e che sono
s a i is i ui i degli ambi i pubblici di azione e delibe azione colle i a, dalle
assemblee ci iche ai consigli ope ai, dalle dimos azioni e occupazioni alle lo e
pe la gius izia e la pa i à dei di i i.
Il secondo signi ica o che la A end a ibuisce alla s e a pubblica, ciò che
o nisce un sos egno allo spazio della p esenza e indica all’azione i suoi scopi
p ecipui, è il mondo, o più p ecisamen e, il mondo che abbiamo in comune.
Ques o è il mondo che “è comune a u i e dis in o dallo spazio occupa o
p i a amen e da ciascuno”6. Esso non si iden i ica con la e a o con la na u a; si
iden i ica, piu os o, “con l’a e a o umano, il p odo o delle mani dell’uomo, come
con i appo i a colo o che abi ano insieme il mondo cos ui o dall’uomo”7.
Pe an o,
Vi e e insieme nel mondo signi ica essenzialmen e che esis e un mondo di cose
a colo o che lo hanno in comune, come un a olo è si ua o a quelli che i

siedono in o no; il mondo, come ogni in- a, me e in elazione e sepa a gli uomini
nello s esso empo8.
La s e a pubblica, in esa come mondo che abbiamo in comune
ci accoglie insieme e u a ia ci impedisce, pe così di e, di cade ci addosso a
icenda. Ciò che ende la socie à di massa così di icile da soppo a e non è ... il
nume o delle pe sone implica e, ma il a o che il mondo che s a a di lo o ha
pe du o il suo po e e di iuni le insieme, di me e le in elazione e di sepa a le9.
Nello s abili e uno spazio a gli indi idui, un “in- a” che li unisce e li di ide
allo s esso empo, il mondo o nisce il con es o isico all’in e no del quale l’a i i à
poli ica può io i e. Inol e, in i ù della sua pe manenza e s abili à, il mondo
o nisce il con es o empo ale nel quale le i e dei singoli indi idui possono
dispiega si e, una ol a che siano s a e p ese a e in una na a i a, acquisi e una
ce a immo ali à. Come sc i e la A end :
il mondo comune è ciò in cui noi en iamo quando nasciamo e ciò che lasciamo
die o di noi alla mo e. Esso ascende il nos o a co di i a an o nel passa o che
nel u u o; esso esis e a p ima che noi i giungessimo e con inue à dopo il nos o
b e e soggio no in esso.
E’ ciò che noi abbiamo in comune non solo con quelli che i ono con noi, ma
anche con quelli che c’e ano p ima e con quelli che e anno dopo di noi. Ma un
ale mondo comune può supe a e il ciclo delle gene azioni solo nella misu a in cui
appa e in pubblico10.
E’ ques a capaci à degli a e a i e delle is i uzioni umane, del mondo che
abbiamo in comune, di du a e nel empo e di di en a e l’e edi à comune di
successi e gene azioni, che pe me e agli indi idui di sen i si a casa nel mondo e
di ascende e, seppu e pa zialmen e, la ansi o ie à della lo o esis enza11. In
e e i, senza un c i e io di s abili à e pe manenza o e o dal mondo, “[la] i a non
po ebbe mai esse e umana”12. “Un mondo du e ole e pe manen e è ciò di cui
l’uomo, p op io in quan o esse e mo ale, ha bisogno: in quan o, cioè, è la
c ea u a più e ime a e ana che si conosca”13. Pe la A end , quindi, la
ansi o ie à della i a può esse e pa zialmen e supe a a a a e so la cos uzione
di un mondo du e ole e s abile che pe me a l’ese cizio del ico do e della
an icipazione, o e o, della memo ia e della iducia nel u u o. Come ella s essa
a e ma:
La i a nel suo senso non-biologico, lo spazio di empo che ha ogni uomo a la
nasci a e la mo e, si mani es a in azione e disco so, i quali di idono con la i a la
sua essenziale u ili à. “Compie e g andi ges a e p onuncia e g andi pa ole” non
lasce à nessuna accia, nessun p odo o che possa du a e dopo che il momen o
dell’azione e del disco so è passa o ... [se] il mondo delle cose a e dall’uomo, la
s e a a i iciale edi ica a dall’homo abe , [non] di en a una dimo a pe gli uomini
mo ali14.
E’ pe ques a agione, la A end con inua, che
Se l’animal labo ans ha bisogno dell’aiu o dell’homo abe pe allegge i lo dal suo
la o o e solle a lo dalla sua pena, e se i mo ali ne hanno bisogno pe edi ica e
una casa sulla e a, gli uomini che pa lano e agiscono hanno bisogno dell’homo
abe nella sua es e più ele a a, dell’a is a, dei poe i e degli s o iog a i, dei
cos u o i di monumen i o degli sc i o i, pe ché senza di essi il solo p odo o della
lo o a i i à, la icenda che in e p e ano e accon ano, non po ebbe
sop a i e e15.
La caduci à umana può così esse e in pa e ascesa dalla du abili à del
mondo e dal ico do pubblico delle icende umane. Cos uendo e p ese ando un
mondo che congiunge le a ie gene azioni e che ende possibile o me di
memo ia colle i a, siamo in g ado di “asso bi e e a isplende e a a e so i
secoli qualsiasi cosa gli uomini abbiano olu o sal a e dalla o ina na u ale del
empo”16.
Il conce o di s e a pubblica si i e isce, dunque, sia a un mondo comune
s abile e du a u o nel empo, sia a qualcosa che è mol o più agile e ansi o io,
lo spazio della p esenza che so ge ogni ol a che gli indi idui in e agiscono
median e il disco so e la pe suasione. La A end so olinea che il mondo e le
a i i à che si s olgono nella s e a pubblica sono necessa ie pe la cos i uzione di
una ib an e i a poli ica; il mondo e le a i i à pubbliche sono a lo o ol a in un
appo o di ecip oca dipendenza. Come ella sc i e:
Se non en asse nei disco si degli uomini e non cos i uisse il lo o o izzon e, il
mondo non sa ebbe un a i icio umano ma un ammasso di cose i elaziona e ...
senza un mondo dell’a i icio umano, le accende umane sa ebbe o lu uan i, u ili
e ane come il agabonda e di ibù nomadi. La saggezza malinconica
dell’Ecclesias e -”Vani à delle ani à; u o è ani à” ... è ce amen e ine i abile
o unque e ogni ol a che sia cessa a la iducia nel mondo come luogo ada o alla
p esenza umana, all’azione e al disco so17.
2. LA SFERA PUBBLICA: TRE ASPETTI
Vo ei o a esamina e e aspe i della s e a pubblica che sono s e amen e
collega i alla concezione della ci adinanza della A end . Fa ò a idamen o pe
ques o a un in e essan e saggio della Ma ga e Cano an in i ola o “Poli ics as
Cul u e: Hannah A end and he Public Realm”, nel quale l’au ice sos iene che la
concezione della s e a pubblica della A end si onda su una implici a analogia a
la poli ica e la cul u a18. Esis ono e aspe i della s e a pubblica che me i ano la
nos a a enzione, in quan o se ono a illus a e la concezione della ci adinanza
della A end : p imo, la na u a a i iciale della poli ica e della a i i à pubblica in
gene e; secondo, la sua quali à spaziale; e zo, la dis inzione a in e essi pubblici
e in e essi p i a i.
2.1. L’a i iciali à della i a pubblica
Pe quan o conce ne il p imo aspe o, la A end ha semp e messo in ilie o
la na u a a i iciale della poli ica e della i a pubblica in gene e, ossia il a o che
essa è il p odo o dell’a i i à umana e non qualcosa di na u ale o da o. La A end
giudica a ques a a i iciali à come qualcosa da celeb a e, e non ce o da
condanna e. La poli ica pe lei non e a il isul a o di una p edisposizione na u ale
dell’uomo, o la ealizzazione di ca a e is iche ine en i alla na u a umana19. Essa
e a, al con a io, una conquis a o acquisizione cul u ale di p imo o dine, in quan o
pe me e agli indi idui di ascende e le necessi à na u ali e di cos ui e un mondo
in cui il disco so e l’in e azione poli ica possano io i e libe amen e. Il i iu o della
A end di onda e la poli ica sul conce o di na u a è il mo i o p incipale pe cui, a
mio a iso, la sua iloso ia poli ica non può esse e iden i ica a con la adizione
del neo-a is o elismo con empo aneo, nonos an e la comune en asi
sull’impo anza della ph onesis e della i a ac i a. In eal à, se olessimo usa e la
classica dis inzione a anza a da Michael Oakesho a la adizione del pensie o
poli ico an ico onda a sul conce o di Ragione e Na u a e quella del pensie o
poli ico mode no basa a sul conce o di Volon à e A i icio, semb a chia o che la
A end può esse e si ua a più acilmen e in ques ’ul ima, dal momen o che pe lei
la poli ica non è il isul a o di una qualche p edisposizione inna a o na u ale
condi isa da u i gli esse i umani, ma una c eazione a i iciale dell’uomo, il
p odo o dell’azione e del disco so a ci adini libe i e uguali20.
L’accen o sulla a i iciali à della poli ica compo a una se ie di
conseguenze impo an i. Ad esempio, la A end me e in ilie o che il p incipio di
uguaglianza poli ica a ci adini non è il isul a o di una condizione na u ale che
p ecede la o mazione della s e a poli ica. L’uguaglianza poli ica pe la A end
non è un a ibu o na u ale degli uomini, né può basa si su una eo ia dei di i i
na u ali; piu os o, essa è un a ibu o a i iciale che gli indi idui acquisiscono
quando accedono alla s e a pubblica e che iene ga an i o da is i uzioni poli iche
democ a iche21. Come ella no ò ne Le O igini del To ali a ismo, colo o che
u ono p i a i dal egime nazis a dei di i i ci ili e poli ici non u ono in g ado di
di ende si acendo appello ai lo o di i i na u ali; al con a io, scop i ono che,
essendo s a i esclusi dal co po poli ico, non a e ano alcun di i o22.
L’uguaglianza poli ica e il iconoscimen o dei p op i di i i (ciò che la A end
chiama “il di i o ad a e e di i i”) possono esse e assicu a i solo
dall’appa enenza ad una comuni à poli ica democ a ica23.
Un’al a conseguenza impo an e dell’en asi sulla a i iciali à della poli ica
può esse e in accia a nel i iu o che la A end mani es ò nei con on i di u i i
ichiami neo- oman ici al popolo e all’iden i à e nica quale base pe la o mazione
di una comuni à poli ica. La A end e a dell’a iso che l’iden i à e nica, eligiosa o
azziale e a i ile an e ai ini dell’iden i à poli ica di una pe sona, della sua iden i à
di ci adino, e che non do e a mai di en a e il c i e io di appa enenza ad una
comuni à poli ica. Ella lodò la Cos i uzione ame icana pe a e e escluso in linea
di p incipio qualsiasi collegamen o a l’iden i à e nica o eligiosa di una pe sona e
il suo s a us poli ico di ci adino24. In manie a analoga, al empo della ondazione
dello s a o di Is aele, di ese una concezione della ci adinanza onda a non sulla
azza o la eligione, ma sui di i i poli ici o mali di libe à e uguaglianza che
a ebbe o do u o es ende si in eguale misu a sia agli a abi che agli eb ei25.
In ine, è impo an e segnala e che ques a insis enza sulle quali à o mali
della ci adinanza ende la posizione della A end assai dis an e da quei au o i
della pa ecipazione poli ica degli anni sessan a che la in e p e a ano in e mini di
ia i azione del senso di in imi à, di comuni à, di calo e e di au en ici à26. Pe la
A end la pa ecipazione poli ica e a impo an e pe ché pe me e a lo s abili si di
elazioni ci ili e solidali a i ci adini. Nel suo saggio “On Humani y in Da k Times”
la A end dichia ò che la ice ca dell’in imi à è una ca a e is ica di quei g uppi
esclusi dalla s e a pubblica, come lo u ono gli eb ei so o il egime nazis a, ma
che ale in imi à è o enu a al p ezzo di una es aniazione dal mondo, il che “è
semp e una o ma di ba ba ismo”27. Poiché app esen ano dei “sos i u i
psicologici ... pe la pe di a di un mondo isibile e comune”28, i legami di in imi à
e calo e non possono mai di en a e poli ici; i soli e i legami poli ici sono quelli
dell’amicizia ci ica e della solida ie à, in quan o “ anno i e imen o a delle is anze
poli iche e man engono un i e imen o col mondo”29. De o al imen i, pe la
A end il pe icolo di ogni en a i o di insalda e il senso di in imi à e calo e, di
au en ici à e appa enenza, isiede nel a o che esso a pe de e di is a i alo i
pubblici dell’impa ziali à, dell’amicizia ci ica e della solida ie à. Come sc i e
gius amen e la Cano an:
“La concezione della s e a pubblica [della A end ] si oppone sia alla socie à sia
alla comuni à: sia alla Gemeinscha sia alla Gesellscha . Nonos an e il suo
di e en i che e anno as o ma e e amplia e nell’incon o, ma che non po anno
mai esse e elimina e o ido e a un consenso unanime. L’in e esse comune iene
scope o solo a a e so il diba i o e la pe suasione ecip oca, ma “con inua a
imane e dispu a o an o quan o condi iso”, come osse ano la Pi kin e la
Shume 55. L’in e esse pubblico dei ci adini può in al modo eme ge e solo nel
con es o del diba i o poli ico e della delibe azione colle i a, do e esis e lo spazio
pe il dissenso su ciò che e e i amen e sono gli in e essi della comuni à. Non
esis e una isione del bene comune o una olon à gene ale a cui gli indi idui
de ono so os a e; ciò che unisce i ci adini è in ece il lo o mondo comune e la
lo o olon à di c ea e uno spazio poli ico do e le lo o di e enze possono esse e
esp esse, a icola e, con es a e ed e en ualmen e isol e in manie a
democ a ica56.
3. CITTADINANZA, “AGENCY” POLITICA, E IDENTITÀ COLLETTIVA
Alla luce della p eceden e discussione, o ei o a esamina e il appo o a
la concezione della ci adinanza della A end e le ques ioni ine en i alla “agency”
poli ica e all’iden i à colle i a. Lo scopo della mia discussione è di mos a e che
la concezione pa ecipa o ia della ci adinanza della A end e la sua eo ia
dell’azione o niscono il miglio schema pe a on a e sia la ques ione della
o mazione dell’iden i à colle i a sia quella igua dan e le condizioni pe
l’ese cizio di una “agency” poli ica e icace.
3.1. Ci adinanza e iden i à colle i a
Esaminiamo in p imo luogo la ques ione dell’iden i à colle i a. Nel suo
lib o Wi gens ein and Jus ice Hanna Pi kin sos iene che uno dei p oblemi c uciali
del disco so poli ico è la c eazione di una iden i à colle i a, o e o di un “noi” a
cui po e a e appello quando ci o iamo a do e a on a e il p oblema di
decide e a co si d’azione al e na i i. Nel isponde e alla domanda “che cosa
dobbiamo a e”? il “noi” non è un da o già acquisi o, bensì è ogge o di con inue
discussioni. In e o, dal momen o che nel diba i o poli ico esis e semp e un
disacco do ispe o ai possibili co si d’azione, l’iden i à del “noi” che e à a
c ea si a segui o di una decisione igua do al ipo o o ma di azione colle i a da
in ap ende e di en a il p oblema cen ale. Come sc i e la Pi kin:
Nell’a on a e il p oblema cen ale di ogni disco so poli ico -”cosa dobbiamo
a e?”- il “noi” è semp e ogge o di con esa. Una pa e della ques ione di en a, se
pe seguiamo ques o o quel possibile co so d’azione, chi po ebbe a e ma lo, chi

po ebbe ede lo come qualcosa a o a suo nome? Chi sa ebbe anco a con “noi”
se “noi” in ap endiamo ques o co so d’azione?57.
In ques o senso, osse a la Pi kin
Pa e del sape e esplici a o nel disco so poli ico isiede nell’ampiezza e alidi à
della p e esa a anza a nel di e “noi”: i.e., chi alla ine si i ela disponibile ad
a e ma e e con alida e quella p e esa58.
Pe an o, ogni qual ol a ci impegniamo nell’azione e nel disco so poli ico
siamo coin ol i al con empo nella cos uzione della nos a iden i à colle i a, nella
c eazione di un “noi” con cui siamo in g ado di iden i ica e noi s essi e le nos e
azioni. Ques o p ocesso di cos uzione dell’iden i à non è mai acquisi o una ol a
pe u e, e imane semp e p oblema ico. Esso è in a i un p ocesso di con inua
inegoziazione e lo a, un p ocesso nel quale i sogge i o mulano e di endono
di e en i concezioni dell’iden i à colle i a e di e en i concezioni della legi imi à
poli ica. Come Habe mas ha osse a o, “se in socie à complesse si o masse una
iden i à colle i a, essa a ebbe la o ma di una iden i à, non p egiudica a nei
con enu i e indipenden e da o ganizzazioni de e mina e, p op ia della comuni à di
colo o che o mano disco si amen e e spe imen almen e il lo o sape e collega o
all’iden i à a a e so p oiezioni di iden i à a di lo o conco en i, cioè nella
memo ia c i ica della adizione, oppu e s imola i dalla scienza, dalla iloso ia e
dall’a e”59. Da un pun o di is a poli ico, ciò signi ica che una iden i à colle i a
nelle socie à mode ne può eme ge e da un p ocesso di discussione e
a gomen azione pubblica in cui ideali conco en i di iden i à e legi imi à poli ica
engono a icola i, con es a i e i o mula i60. In ques o con es o, la concezione
pa ecipa o ia della ci adinanza della A end assume una pa icola e ile anza,
poiché o mula le condizioni pe la o mazione democ a ica di iden i à colle i e.
Se la ci adinanza iene concepi a come il p ocesso di delibe azione a i a
igua do p oiezioni di iden i à a di lo o conco en i, il suo alo e isiede ebbe
nella possibili à di s abili e o me di iden i à colle i a che possono esse e
iconosciu e, con alida e e as o ma e median e un dialogo democ a ico e
azionale.
Tale concezione della ci adinanza sa ebbe anche in g ado di a icola e
quello che Nancy F ase ha de ini o “il pun o di is a dell’al o colle i o e
conc e o”. Con ques o e mine F ase si i e isce al pun o di is a da cui
speci iche iden i à colle i e sono cos ui e sulla base delle pa icola i iso se
na a i e e ocabola i di de e mina i g uppi, come le donne, i ne i, o i memb i di
classi opp esse. Il pun o di is a dell’al o colle i o e conc e o, sc i e la F ase ,
esp ime “la speci ici à dei ocabola i a disposizione di indi idui e g uppi pe
l’in e p e azione dei lo o bisogni e la de inizione delle si uazioni nelle quali
engono a incon a si”. Esso esp ime anche “la speci ici à delle iso se na a i e
a disposizione di indi idui e g uppi pe la cos uzione di biog a ie pe sonali e di
iden i à e solida ie à colle i e”61. Da ques o pun o di is a “colle i o e conc e o”
le pe sone si incon ano “non an o come singoli indi idui quan o come memb i di
g uppi o colle i i à do a e di iden i à, solida ie à e o me di i a cul u almen e
speci iche ... qui uno as ae an o dalla singola indi iduali à quan o dalla
uni e sale umani à pe ocalizza e la zona in e media dell’iden i à colle i a”62. Le
no me che go e ne ebbe o l’in e azione a ques i g uppi o colle i i à “non
sa ebbe o no me di in imi à come l’amo e e la cu a, e nemmeno quelle di
is i uzioni o mali come i di i i e le ga anzie. Esse sa ebbe o piu os o no me di
solida ie à colle i a che sono esp esse in p a iche sociali condi ise ma non
uni e sali”63. L’impo anza dell’au onomia po ebbe quindi esse e o mula a in
e mini che non la oppongono alla solida ie à; piu os o, esse e au onomi
signi iche ebbe “esse e un memb o di un g uppo o g uppi che hanno aggiun o un
g ado di con ollo colle i o sui mezzi di in e p e azione e comunicazione
su icien e a pe me e e a ciascuno di pa ecipa e alla pa i coi memb i di al i
g uppi nella delibe azione mo ale e poli ica”64. La ealizzazione dell’au onomia
po ebbe quindi esse e conside a a come una delle condizioni necessa ie allo
s abili si di appo i basa i sull’eguaglianza, la mu uali à e la solida ie à.
Ques a o mulazione delle no me e dei alo i della ci adinanza dal pun o
di is a dell’al o “colle i o e conc e o” può esse e in e p e a a a mio a iso come
una econda es ensione di alcune ema iche che ca a e izzano la concezione
pa ecipa o ia della ci adinanza della A end . L’accen o pos o sulla solida ie à
piu os o che sulla cu a o la compassione, sul ispe o piu os o che sull’amo e o
la simpa ia, e sull’au onomia come una p econdizione della solida ie à, semb a
esp ime e le s esse p eoccupazioni che anima ano la concezione della
ci adinanza della A end . Come no a la F ase , un’e ica della solida ie à
elabo a a dal pun o di is a dell’al o colle i o e conc e o “è supe io e a un’e ica
della cu a come e ica poli ica. E’ il ipo di e ica che si acco da con le a i i à
con es a o ie di mo imen i sociali che lo ano pe o gia e iso se na a i e e
ocabola i ada i ad esp ime e i lo o bisogni. Si acco da anche con le lo e
colle i e pe decos ui e le o me na a i e e i ocabola i di g uppi e colle i i à
dominan i, così da mos a e che essi sono pa zialmen e e non uni e salmen e
condi isi e sono incapaci di da e oce ai bisogni e alle spe anze dei g uppi
subo dina i. In b e e, un’e ica della solida ie à elabo a a dal pun o di is a
dell’al o colle i o e conc e o è più app op ia a di un’e ica della cu a pe un’e ica
emminis a, se concepiamo un’e ica emminis a come l’e ica di un mo imen o
sociale e poli ico”65. Pe an o, conclude la F ase , un’e ica della solida ie à “è
ada a in eguale misu a come e ica poli ica pe i mo imen i lesbici, gay, ne i,
ispanici, di al e pe sone di colo e e di classi subo dina e”66. Un’e ica della
solida ie à non è pe an o la p e oga i a di un g uppo speci ico; è in a i un’e ica
che può eme ge e dalle lo e di u i quei g uppi che sono s a i opp essi o
ma ginalizza i nel passa o, e che o a ce cano di a icola e nuo e concezioni della
p op ia iden i à cul u ale e poli ica67.
3.2. Ci adinanza e “agency” poli ica
La p eceden e discussione ha pos o l’accen o sull’impo anza che l’azione
e il disco so poli ico hanno pe la cos i uzione dell’iden i à colle i a. In ques a
sezione mi concen e ò su una ema ica a ine, o e o la connessione a l’azione
poli ica, in esa come impegno a i o dei ci adini nella s e a pubblica, e l’ese cizio
di una e e i a ed e icace “agency” poli ica. Ques a connessione app esen a a
mio pa e e uno dei con ibu i cen ali della eo ia dell’azione della A end , e s a
alla base di ciò che ho chiama o la sua concezione pa ecipa o ia della
ci adinanza. Secondo la A end , l’impegno a i o dei ci adini nella
de e minazione degli obie i i della comuni à non o e lo o solo l’espe ienza della
libe à poli ica e le gioie della elici à pubblica, ma anche il senso di una e e i a
ed e icace “agency” poli ica, il senso, nelle pa ole di Je e son, di esse e dei
“pa ecipan i al go e no”. L’impo anza della pa ecipazione pe una e e i a ed
e icace “agency” poli ica iene delinea a in manie a mol o chia a nel seguen e
passo del lib o Sulla Ri oluzione. Commen ando la p opos a di Je e son di
is i ui e un sis ema di consigli locali nei quali i ci adini sa ebbe o s a i in g ado di
a e e una pa e e e i a del po e e poli ico, la A end osse a che
Je e son chiama a degene a o ogni go e no in cui u i i po e i osse o
concen a i “nelle mani di un solo uomo, dei pochi, dei nobili o dei mol i”. Pe ciò il
sis ema delle ci cosc izioni non e a des ina o a a o za e il po e e dei mol i ma il
po e e di “ognuno”, nei limi i della sua compe enza; e solo suddi idendo “i mol i”
in an e singole assemblee, do e ognuno po esse con a e e si po esse con a e su
ognuno, “noi sa emo epubblicani quan o può esse lo una as a socie à”. Dal
pun o di is a della sicu ezza dei ci adini della epubblica, il p oblema e a di a
sen i e a ognuno “che è pa ecipe del go e no degli a a i pubblici, non solo una
ol a all’anno nel gio no delle elezioni, ma ogni gio no dell’anno”68.
Secondo la A end solo la condi isione del po e e che de i a dall’impegno
ci ico e dalla delibe azione colle i a può da e a ogni ci adino il senso di una
e e i a “agency” poli ica. Le c i iche della A end nei con on i della
app esen anza poli ica de ono esse e comp ese in ques a luce. Ella ede a la
app esen anza come un sos i u o al coin olgimen o di e o dei ci adini, come un
mezzo ami e il quale la dis inzione a go e nan i e go e na i po e a iasse i si.
Quando la app esen anza di iene il sos i u o della democ azia di e a, i ci adini
possono ese ci a e il lo o po e e di “agency” poli ica solo il gio no delle elezioni, e
le lo o capaci à di delibe azione e giudizio poli ico sono di conseguenza
indeboli e. Inol e, inco aggiando la o mazione di una éli e poli ica, la
app esen anza signi ica che
si ia e ma anco a la ecchia dis inzione a go e nan e e go e na i ... anco a
una ol a i ci adini non sono ammessi sulla scena pubblica, anco a una ol a gli
a a i di go e no sono di enu i p i ilegio di pochi, che soli possono “ese ci a e le
lo o i uose disposizioni” ... Il isul a o è che i ci adini de ono o sp o onda e in
“le a go, p od omo di mo e della libe à pubblica”, oppu e “conse a e lo spi i o di
esis enza” a qualunque go e no abbiano ele o, poichè l’unico po e e che
conse ano è “il po e e es emo della i oluzione”69.
Come al e na i a a un sis ema di app esen anza basa o su pa i i e
s u u e s a ali bu oc a izza e, la A end p opose un sis ema ede ale di consigli
do e i ci adini po e ano esse e a i amen e impegna i a a i li elli nella
de e minazione degli a a i della comuni à poli ica. L’impo anza della p opos a
della A end a a o e della democ azia di e a isiede nel legame che s abilisce
a la ci adinanza a i a e una e icace ed e e i a “agency” poli ica. La
ci adinanza può ia e ma si e la “agency” poli ica di en a e ealmen e e icace
solo ami e la pa ecipazione poli ica di e a, o e o ami e l’impegno nell’azione
colle i a e nella delibe azione pubblica. Come sc i ono la Pi kin e la Shume ,
“pe ino le pe sone più opp esse iscop ono al ol a in sé s esse la capaci à di
agi e. Le pe sone di ede democ a ica de ono oggi iden i ica e e p omuo e e
ogni oppo uni à pe la gen e di ese ci a e la lo o “agency” e e i a ... la
dipendenza e l’apa ia de ono esse e comba u e in ogni ambi o di espe ienza
ile an e pe la gen e. Tu a ia ale lo a imane pa ziale se non iesce a collega e
i p oblemi pe sonali a ques ioni pubbliche, a es ende e l’inizia i a indi iduale nella
di ezione dell’azione poli ica comune”70. Con oni assai simili, Sa a E ans e
Ha y Boy e hanno so olinea o come “i dise eda i e gli impo en i hanno, da un
la o, ipe u amen e ce ca o di ia i a e e ico da e al con empo an iche nozioni di
pa ecipazione democ a ica, e dall’al o, son iusci i a da le nuo i e più p o ondi
signi ica i e applicazioni. La democ azia, in ques a o ica, si iden i ica con
qualcosa di più che cambia e le s u u e in modo da ende e la democ azia
possibile. Signi ica anche educa e i ci adini alla ci adinanza -o e o ai alo i e
allo s iluppo delle a ie compe enze che sono essenziali pe sos ene e la
pa ecipazione e e i a”71.
Esamina a in ques a o ica, la concezione di democ azia pa ecipa o ia
della A end app esen a uno dei più in e essan i en a i i di ia i a e l’espe ienza
della ci adinanza e di a icola e le condizioni pe l’ese cizio di una e e i a ed
e icace “agency” poli ica. Val la pena di so olinea e, inol e, che ale concezione
non implica omogenei à di alo i o un consenso unanime su essi, né ichiede una
dedi e enziazione delle a ie s e e sociali. Nella misu a in cui la concezione
pa ecipa o ia della A end è basa a sul p incipio della plu ali à, essa non mi a a
ecupe a e o ip is ina e uno schema coe en e di alo i, né a ein eg a e le
di e en i s e e sociali. Come no a la Benhabib, nella concezione pa ecipa o ia
della democ azia della A end “il sen imen o pubblico che iene inco aggia o non
è la iconciliazione o l’a monia, ma piu os o la “agency” poli ica e il senso di
e icacia, ale a di e, il senso che uno ha un uolo e e i o nella de e minazione
degli obie i i economici, poli ici e ci ici che de iniscono la nos a i a associa a
nella comuni à poli ica, e che ciò che uno a c ea una di e enza. Tu o ciò può
esse e o enu o senza omogenei à di alo i a gli indi idui, e senza elimina e la
dis inzione a le a ie s e e”72. La concezione della democ azia pa ecipa o ia
della A end non mi a, dunque, alla ein eg azione dei alo i o alla
dedi e enziazione delle s e e sociali; essa mi a piu os o a ip is ina e le
condizioni pe la ci adinanza a i a e l’au ode e minazione democ a ica. Come
ella s essa sc i e in un passo del suo lib o Sulla Ri oluzione:
Se lo scopo ul imo della i oluzione e a la libe à e la cos i uzione di uno spazio
pubblico do e la libe à po esse p esen a si, la cons i u io libe a is, allo a le
epubbliche elemen a i delle ci cosc izioni, l’unica sede angibile in cui ciascuno
po e a esse e libe o, e ano in eal à il ine della g ande epubblica ... Il p incipio
basila e del sis ema delle ci cosc izioni, che Je e son lo sapesse o meno, e a
che nessuno si po e a di e elice senza possede e la sua pa e di elici à
pubblica, che nessuno si po e a di e libe o senza a e e la sua espe ienza di
libe à pubblica, e che nessuno po e a esse e conside a o né elice né libe o
senza pa ecipa e, a endone una pa e, al pubblico po e e73.
4. CITTADINANZA E CULTURA POLITICA
Nella sezione p eceden e ho icos ui o la concezione della ci adinanza
della A end a o no ai emi della “agency” poli ica e dell’iden i à colle i a. In
ques a ul ima pa e o ei indaga e la connessione a la concezione
pa ecipa o ia della ci adinanza della A end e la cos i uzione di una cul u a
poli ica a i a e democ a ica. Nel lib o Sulla Ri oluzione e in due saggi con enu i
nella seconda edizione di Be ween Pas and Fu u e74 la A end sos enne che la
possibili à di ip is ina e la capaci à di esp ime e un giudizio poli ico impa ziale e
esponsabile dipende a essenzialmen e dalla c eazione di spazi pubblici pe la

delibe azione colle i a nei quali i ci adini po e ano con on a e e amplia e le lo o
opinioni. Come sc i e la A end :
Le opinioni so gono là do e gli uomini comunicano libe amen e a lo o e hanno il
di i o di mani es a e in pubblico le lo o idee; ma ques e idee nella lo o in ini a
a ie à semb a abbiano anche bisogno di esse e depu a e e app esen a e ...
Anche se le opinioni sono o mula e da indi idui e de ono es a e, pe così di e, di
lo o p op ie à, nessun singolo indi iduo ... po à mai esse e in g ado di a on a e
il compi o di il a e le opinioni, di passa le al se accio di un’in elligenza che sappia
sepa a ne ciò che è a bi a io e me amen e idiosinc a ico, pu i icandole così ino a
a ne concezioni pubbliche75.
Do e esis e uno spazio pubblico app op ia o, ques e opinioni possono
in a i esse e messe a con on o, amplia e e as o ma e a a e so un p ocesso di
diba i o e discussione democ a ico. Il diba i o democ a ico è in e o essenziale
pe la o mazione di opinioni che possano eclama e qualcosa di più che una
alidi à pu amen e sogge i a; gli indi idui possono a e e opinioni pe sonali su
mol e ques ioni ile an i, ma possono o ma e opinioni “ app esen a i e” solo
ampliando il lo o pun o di is a così da inco po a e quello degli al i. Nelle pa ole
della A end :
Il pensie o poli ico è app esen a i o. Io o mo un’opinione esaminando una da a
ques ione da di e en i pun i di is a, enendo p esen e i pun i di is a di quelli che
sono assen i; cioè, li app esen o ... Più pun i di is a delle pe sone engo
p esen e men e conside o una da a ques ione, e meglio iesco a immagina e
come sen i ei e pense ei se ossi al lo o pos o, più o e sa à la mia capaci à di
pensie o app esen a i o e più alide sa anno le mie conclusioni inali, il mio
giudizio76.
La capaci à di o ma e opinioni alide ichiede pe an o uno spazio
pubblico do e gli indi idui possono con on a e e a ina e le lo o idee median e un
p ocesso di a gomen azione e diba i o pubblico. Lo s esso ale pe la o mazione
di giudizi alidi: in quan o è “la più poli ica delle abili à men ali dell’uomo”77, il
giudizio può esse e ese ci a o e con alida o solamen e in pubblico, nello scambio
libe o e ape o di opinioni nella s e a pubblica. Come no a la A end , il giudizio
non può agi e nel pieno isolamen o e nella soli udine; ichiede la p esenza di al i,
pe pensa e “al lo o pos o”, pe p ende ne in conside azione le p ospe i e, e
senza i quali è del u o incapace di agi e. Come la logica, pe esse e alida,
ichiede la p esenza del sé, così il giudizio, pe esse e alido, ichiede la
p esenza degli al i78.
Come nel caso dell’opinione, la alidi à del giudizio dipende dalla capaci à
di pensa e in manie a “ app esen a i a”, cioè dal pun o di is a degli al i, così da
esse e in g ado di gua da e il mondo da un nume o di di e en i p ospe i e. E
ques a capaci à, a sua ol a, può esse e acquisi a e con alida a solo in un
con es o pubblico do e gli indi idui hanno l’oppo uni à di scambia e le lo o
opinioni e di esp ime e le lo o di e enze ami e un diba i o democ a ico. Come
osse a la Benhabib
Pensa e dal pun o di is a degli al i ichiede la condi isione di una cul u a
pubblica che pe me a a ciascuno di o mula e da e o ciò che pensa e quali
sono le sue p ospe i e. L’immaginazione mo ale di una pe sona p ospe a in una
ale cul u a do e la p ospe i a au ocen a a dell’indi iduo è messa cos an emen e
in discussione dalla mol eplici à e di e si à delle p ospe i e che ci colano nella
i a pubblica79.
In ques o senso, la Benhabib sos iene, lo s iluppo di un pensie o
“alla ga o” ichiede “la c eazione di is i uzioni e p a iche g azie alle quali la oce e
la p ospe i a degli al i, spesso a noi sconosciu i, può esse e esp essa in
manie a au en ica”80. La c eazione e lo s iluppo di una cul u a pubblica della
ci adinanza democ a ica che ga an isca a ciascuno il di i o all’opinione e
all’azione è pe an o essenziale pe il io i e della capaci à di a icola e e
iconosce e le p ospe i e degli al i.
NOTE
1.ARENDT, H.: The Human Condi ion. Chicago, The Uni e si y o Chicago P ess, 1958, p. 50; ad. i .: Vi a
Ac i a. Milano, Bompiani, 1964, p. 56.
2.Ibid., p. 51; ad. i ., p. 57.
3.ARENDT, H.: Men in Da k Times. New Yo k, Ha cou B ace Jo ano ich, 1968, p. iii.
4.ARENDT, H.: The Human Condi ion, op. ci ., p. 199; ad. i ., op. ci ., p. 211.
5.Ibid., p. 199; ad. i ., p. 211-212.
6.Ibid., p. 52; ad. i ., p. 58.
7.Ibid., p. 52; ad. i ., p. 58-59 ( aduzione legge men e modi ica a).
8.Ibid., p. 52; ad. i ., p. 59.
9.Ibid., p. 52-53; ad. i ., p. 59.
10.Ibid., p. 55; ad. i ., p. 61-62.
11.C . ibid., p. 173; ad. i ., p. 183, do e la A end sos iene che: “Il mondo delle cose a e dall’uomo, la
s e a a i iciale edi ica a dall’ homo abe , di en a una dimo a pe gli uomini mo ali, che si man e à s abile e
sop a i e à all’al e na si delle lo o i e e azioni, solo in quan o ascenda sia il me o unzionalismo delle cose
p odo e pe il consumo che la me a u ili à degli ogge i p odo i pe l’uso”.
12.Ibid., p. 135; ad. i ., p. 141.
13. ARENDT, H.: Be ween Pas and Fu u e. New Yo k, Viking P ess, 1968, p. 95; ad. i .: T a passa o e
u u o. Fi enze, Vallecchi, 1970, p. 105 ( aduzione legge men e modi ica a).
14.The Human Condi ion, op. ci ., p. 173; ad. i ., op. ci ., p. 183 ( aduzione legge men e modi ica a).
15.Ibid., p. 173; ad. i ., p. 183 ( aduzione legge men e modi ica a).
16.Ibid., p. 55; ad. i ., p. 62.
17.Ibid., p. 204; ad. i ., p. 217. C . Men in Da k Times, op. ci ., p. 24-25, do e la A end sos iene che il
disco so umanizza il mondo e allo s esso empo ci ende umani: “Il mondo comune imane ‘inumano’ nel
senso le e ale della pa ola se non iene cos an emen e pa la o dagli uomini. Il mondo, in a i, non è umano
solo pe chè è a o dagli esse i umani, e non di en a umano solo pe chè la oce umana i isuona, ma solo
quando di en a l’ogge o del disco so ... Tu o ciò che non di en a ogge o di disco so ... può o a e una oce
umana che lo accia isuona e nel mondo, ma non è e amen e umano. Noi umanizziamo ciò che accade nel
mondo e a noi s essi solo quando ne pa liamo, e nel a e ciò impa iamo a esse e umani”.
18.CANOVAN, M.: “Poli ics as Cul u e: Hannah A end and he Public Realm”, His o y o Poli ical Though ,
ol. 6, nº 3/Win e 1985, p. 617-642, is ampa o in HINCHMAN, L.P. e HINCHMAN, S.K. (a cu a di): Hannah
A end : C i ical Essays. Albany, N.Y., S a e Uni e si y o New Yo k P ess, 1994, p. 179-205. In ques o saggio
l’au ice sos iene che la concezione della s e a pubblica della A end si basa su una implici a analogia a i
alo i, scopi e modali à della poli ica e i alo i, scopi e modali à dell’al a cul u a.
19.La A end i iu a esplici amen e il conce o di na u a umana e il en a i o di onda e la poli ica sulle
p esun e ca a e is iche dell’uomo; si eda, a ques o igua do, The Human Condi ion, op. ci ., p. 10-11; ad.
i ., op. ci ., p. 16-18.
20.Pe la dis inzione a le due adizioni del pensie o poli ico, si eda OAKESHOTT, M.: “In oduc ion o
Le ia han”, incluso nel olume Hobbes on Ci il Associa ion. Ox o d, Basil Blackwell, 1975, in pa icola e p. 7.
La dis inzione di Oakesho non iesce, in e i à, a ca u a e con p ecisione il pensie o poli ico della A end . La
sua iloso ia poli ica può esse e si ua a all’in e no della adizione epubblicana, che anno e a au o i come
Machia elli, Mon esquieu, Je e son, e Tocque ille. Pe la A end la poli ica non è il p odo o della Ragione, né
della Volon à, bensì del linguaggio e dell’azione. Essa ichiede is i uzioni s abili, c ea e dall’uomo, che
pe me ano la o mazione di nume ose s e e pubbliche nelle quali l’azione e il disco so possano s olge si
libe amen e.
21.The Human Condi ion, op. ci ., p. 215; The O igins o To ali a ianism. New Yo k, Ha cou B ace
Jo ano ich, 1973, p. 234; On Re olu ion. New Yo k, Viking P ess, 1965, p. 30-31.
22.The O igins o To ali a ianism, op. ci ., p. 290-302, in pa icola e p. 295-296.
23.La A end iden i icò ques i di i i col di i o all’azione e il di i o all’opinione. Le pe sone p i a e dei di i i
umani, sc i e la A end , “sono p i e, non del di i o alla libe à, ma del di i o all’azione; non del di i o a
pensa e qualunque cosa lo o piaccia, ma del di i o all’opinione”. Pe an o, “la p i azione dei di i i umani si
mani es a sop a u o nella mancanza di un pos o nel mondo che dia alle opinioni un peso e alle azioni un
e e o ... Ci siamo acco i dell’esis enza di un di i o ad a e e di i i (e ciò signi ica i e e in una s u u a in cui
si è giudica i pe le p op ie azioni e opinioni) solo quando sono compa si milioni indi idui che lo a e ano pe so
e non po e ano iacquis a lo a causa della nuo a o ganizzazione globale del mondo”. The O igins o
To ali a ianism, op. ci ., p. 296-297; ad. i .: Le o igini del o ali a ismo. Milano, Edizioni di Comuni à, 1989, p.
410-411.
24.YOUNG-BRUEHL, E.: Hannah A end : Fo Lo e o he Wo ld. New Ha en, Yale Uni e si y P ess, 1982,
p. xi ; BOTSTEIN, L.: “Libe a ing he Pa iah: Poli ics, he Jews, and Hannah A end ”, Salmagundi nº 60,
Sp ing-Summe /1983, p. 73-106, in pa icola e p. 79-89; FEHÉR, F.: “The Pa iah and he Ci izen: On A end ’s
Poli ical Theo y”, Thesis Ele en nº 15, 1986, p. 15-29, is ampa o in KAPLAN, G.T. e KESSLER, C.S. (a cu a
di): Hannah A end : Thinking, Judging, F eedom. Sydney, Allen & Unwin, 1989, p. 18-28.
25.ARENDT, H. in FELDMAN, R. (ed.): The Jew as Pa iah. New Yo k, G o e P ess, 1978, in pa icola e gli
a icoli “C ea ing a Cul u al A mosphe e” e “To Sa e he Jewish Homeland”, pubblica i ispe i amen e nel
No emb e 1947 e nel Maggio 1948; ad. i .: Eb aismo e Mode ni à. Milano, Edizioni Unicopli, 1986. Pe una
s imolan e discussione della posizione della A end nei con on i della ques ione eb aica, si eda BENHABIB,
S.: “Hannah A end and he Redemp i e Powe o Na a i e”, Social Resea ch, ol. 57, nº 1, Sp ing/1990, p.
167-196, is ampa o in HINCHMAN L.P. e HINCHMAN, S.K. (a cu a di): Hannah A end : C i ical Essays.
Albany, N.Y., S a e Uni e si y o New Yo k P ess, 1994, p. 111-137.
26.Pe la le e a u a sulla pa ecipazione, si eda BAY, C.: The S uc u e o F eedom. S an o d, S an o d
Uni e si y P ess, 1958; idem, S a egies o Poli ical Emancipa ion. No e Dame, Uni e si y o No e Dame
P ess, 1981; PATEMAN, C.: Pa icipa ion and Democ a ic Theo y. Camb idge, Camb idge Uni e si y P ess,
1970; PENNOCK, J.R. e CHAPMAN, J.W. (a cu a di): Pa icipa ion in Poli ics. New Yo k, A he on, 1975;
BARBER, B.: S ong Democ acy: Pa icipa o y Poli ics o a New Age. Be keley, Uni e si y o Cali o nia P ess,
1984. Pe una c i ica della ideologia mode na dell’in imi à, si eda SENNETT, R.: The Fall o Public Man. New
Yo k, Random House, 1978; pe la c i ica al mi o dell’au en ici à, si eda TRILLING, L.: Since i y and
Au hen ici y. Camb idge, Ha a d Uni e si y P ess, 1972.
27.Men in Da k Times, op. ci ., p. 13.
28.Ibid., p. 16.
29.Ibid., p. 25.
30.CANOVAN, M.: “Poli ics as Cul u e”, op. ci ., p. 632.
31.On Re olu ion, op. ci ., p. 253.
32.PITKIN, H. e SHUMER, S.: “On Pa icipa ion”, Democ acy, ol. 2, nº 4, Fall/1992, p. 43-54, in pa icola e
p. 47-48.
33.On Re olu ion, op. ci ., p. 228; ad. i .: Sulla i oluzione. Milano, Edizioni di Comuni à, 1983, p. 263, do e
la A end sos iene che “l’opinione pubblica è la mo e di u e le opinioni”, poichè non è il isul a o di una
delibe azione pubblica a ci adini che impiegano la lo o agione eddamen e e libe amen e, ma il p odo o di
sen imen i di massa che sono ogge o di manipolazione e s umen alizzazione da pa e delle au o i à e dei
mass-media.
34.Be ween Pas and Fu u e, op. ci ., p. 220-221; ad. i .: T a passa o e u u o, op. ci ., p. 239, do e la
A end sos iene che il giudizio poli ico “do à esse e libe o dalle ‘condizioni p i a e sogge i e’, cioè dalle
idiosinc asie che de e minano na u almen e l’opinione di ciascun indi iduo nella sua i a p i a a e sono
legi ime solo se es ano opinioni sos enu e in p i a o, men e non sono ada e alla piazza del me ca o, e
pe dono ogni alo e nell’ambi o pubblico. O a, ques a men ali à alla ga a, che in quan o è giudizio sa come