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Iš baltų kalbų gyvulininkystės terminologijos istorijos

A. Sabaliauskas

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IŠ LITHUANIAN LESSICOLOGIA IR LESSICOGRAFIE LITUANIA TSR SCIENZE L'ACCADEMIA IŠ BALTICO LINGUE ALIMENTI PER ANIMALI TERMINOLOGIA Storie di successo* A. SABALIAUSKAS ANIMALE IL PRESIDENTE DENOMINAZIONI La famiglia degli animali domestici. Le lingue non hanno un nome ar comune, almeno un po' più comune. Spesso i singoli gruppi linguistici hanno nomi distinti, che sono stati creati in modi semanticamente diversi, e talvolta i nomi di lingue strettamente o imparentate ir sono diversi. Non esiste un nome comune per il gruppo di ir animali in lingua baltica. Una cosa. banda Il nome più comunemente usato in lingua inglese è animale domestico. Questa è una parola molto interessante nella terminologia dell'allevamento. Jo I significati, si può dire, che riflettono in qualche modo le varie fasi della storia dell'allevamento, sono buoni paralleli ir semantici nell'interpretazione di altri ide. L'origine delle parole con significato simile. Il dizionario accademico della lingua lituana fornisce sette significati di questa parola: Il 1) fratello minore del figlio di un 2) contadino ar (lino); il raccolto; il 3) terreno su cui è seminato il gregge; il 4) lavoratore subordinato riceve un supplemento in natura al 5) salario; retribuzione precedentemente versata al dipendente (in natura); 6) beneficio, ricchezza, proprietà, quota; denaro; Testa di 7) gatto (Cfr. I, 519—20; Nella seconda I edizione del dizionario i significati sono distribuiti in modo leggermente diverso). Se si į considera questa sequenza di significati, si può pensare che la lit. Il significato di banda dovrebbe essere “animale, bestiame”, perché solo allora è possibile lo sviluppo di questi significati. - E' un peccato. Il significato di banda è ancora visibile nelle vecchie scritture lituane, p.e.: giwen ir kaip banda bei neischmintingoses kiaules (1579 m. W2,), iaucziamus ir assitamus ir a un altro stato (1599 DP 3403), Molti iaucziamus come un branco molto piggei è diventato vendutota (Br P, II, 346) ir kt * Iš questi valori sono stati creati «allevamento di animali» ir “benefici, denaro, proprietà’ significati, o iš quest’ultimo "seminato grano" e “La terra in cui il grano è seminato’. Tra tutti questi significati, il significato di “pane” si distingue in modo particolare. Questo significato dovrebbe apparentemente essere collegato a su «indennità in natura versata al lavoratore subordinato». Probabilmente *Pg. Opere precedentemente pubblicate dell'autore in questo campo: Ha3Banus 6e3poroBoro ckora,,,ITpo6JieMbl HHAOEBpOMNEHCKOoro S513LIKO3HaHHSs», Mocksa, 1964, p. 59—65; I nomi degli animali domestici delle lingue baltiche, "Lietuvių kalbotyros klausimai", X, Vilnius, 1968, p. 101 —190. 1 K. Būga, Rinktiniai raštai, III, Vilnius, 1961, p. 664. In origine non era una semplice pagnotta, ma veniva data tra le altre cose un pezzo di pane o di pane. La lingua lituana ha una lunga tradizione scritta, la Parola è stata registrata anche prima della comparsa dei primi monumenti scritti della lingua lituana. La parola banda, nel significato di proprietà, si trova già nel diritto di Casimiro nel 1468: A KojiH uiH napoObKbl YyKpajĮyTb ITO VY KOro, a (naKt) y CeMb JIKCTY Bepxy nHcCaHO, Kakb 3a KOTOPYI0 TaTOy Ka3HHTH: KOJIH IIepBOe YKpajeTb, WHO ero He BEIlIaTH, a 3aMJaTHTH OOH/IOIO ero; 3a Hero 3anJaTHTh, © Napo6Ka CKasHHTH H NnpoOuTH- ...““?. Nel 1529 il Primo Statuto della Lituania (Lietuvos Pirmasis Statutas) stabilisce: "Se qualcuno ruba nelle vicinanze e con il volto lo si coglie, in cui il volto sarà posto in modo peggiore, allora deve essere punito come un ladro. a jestliz poltiny lico stojati ne budet’: tohdy majet’ z bondy jeho szkoda placzona byti (=tunc debet solvi damnum ex rebus eius) abo lice wernuti, a z naviazku puhami biti...*3, Il termine lituano banda con i significati di ‘ricchezza’ e ‘algos natiira’ si ritrova spesso anche in altri documenti lituani scritti in lingue straniere in tempi successivi*. Dalla parola lit. banda sono derivate molte altre parole, il cui significato è strettamente legato a quello di questa parola: bandykštis "animale del gregge, bestiame" (sia negli antichi scritti — M. Mažvydas, J. Bretkūnas, M. Daukša —, sia nei dialetti —Akmenė, Barstyčiai, Betygala — si trova la parola; LKŽd., I(2), 640), tentativo (nel Zhivate pubblicato nel 1787; LKŽd., I(2), 641), bandinga “veršinga' (LKŽd., 1(2), 640), bandduti “servire (pascolare il bestiame) (LKŽd., 1(2), 639), bandinė "recinto per tenere le mandrie; il pascolo distante dall'azienda; il banchetto dei pastori a Pentecoste; sambūriai' (LKŽd., 1(2), 640), bandinifikas "mandos, galvijų tvartas' (LK Žd., I(2), 640), bandinifikas 'pastore, pastore; «servitore del contadino» (LKZd., I(2), 640), bandisius «esempio» (LKZd., 1(2), 641), bafidiškas «caratteristico del gregge, animale» (LKZd., 1(2), 641), bandétis «gruppo di sétis»; avere vantaggio da cosa’ (LKZd., 1(2), 642), bandiiotis “ottenere profitto dal raccolto, trarre profitto dal gregge’ (LKZd., I(2), 643), bandinis ‘proprio’ (LKZd., 1(2), 641), liūosbandė ‘neriSami stalla bovini giovani, bovini valininkai’ (LKZd., VII, 620). Dalle parole qui menzionate, sembra un po’ distante dal significato delle altre, la parola bandinis ‘proprio’ (usata in Dusetos). Il significato di ‘proprio’ è apparentemente derivato da ‘di gregge, cioè seminato in un gregge’, cfr. Il gaspedarnus linus finito di strisciar, sono rimasti solo i campioni (Dusetos- ). Accanto al lino di prova, la segale è apparsa e la pentola di prova, la frusta di prova ir t. t. La lingua lituana è entrata in alcuni significati anche nelle lingue vicine (non solo scritte, ma anche parlate). Lat. bafida ‘il pezzo di campo assegnato al servo dal padrone di casa come salario o la semina su di esso; l'attività secondaria, guadagno secondario; Gewinn, Geschift, Profit’, bafids (EM, I, 261 —2; EH, I, 204) è usato nelle canzoni popolari lettoni, si trova quando 2 K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios Lietuvos raštinių kalboje, I, Kaunas, 1941, p. 15. ? K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios Lietuvos raštinių kalboje, I, p. 15—17; J. Jurginis, Baudžiavos įsigalėjimas Lietuvoje, Vilnius, 1962, p. 135—136. 4 K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios Lietuvos raštinių kalboje, I, p. 307—308, 330, in cui si trovano anche altri testi e 337-341. 8 dialetti della lingua. La parola bafida potrebbe essere entrata nel lettone attraverso i Curdi. Tuttavia, poiché tra i resti della lingua curda non si trovano tracce più evidenti di questa parola (a meno che non si associ il toponimo Bandowe- ®), sarebbe più opportuno considerare il latino basida come un lituanismo, infine è anche possibile che una parte dei lettoni possa aver conosciuto questa parola attraverso i lituani, un'altra parte attraverso i curdi. In lettone esistono anche altre parole che non si possono distinguere dal latino barida, cfr. baiidinieks ‘un servo a cui il padrone ha dato un pezzo di terra come salario’, baridenieks, moter. g. bandniece, bafiduétiés ‘lavorare per guadagnarsi da vivere’ (EM, I, 262), bandatiés ‘occuparsi della coltivazione dei campi (bandas)’, band?uét ‘cercare cibo, guadagnarsi da vivere’, bandzéris ‘quelli che hanno l’abitudine di annegare le loro bandas’ (EH, I, 204). Il termine bafida ha lasciato una traccia piuttosto marcata anche nella toponomastica lettone, cfr. Baiidaskalns, Baridas-plava, Baridu-purvs, Bandu lauks, Bandu-sils, Bandlauks, Bandainis, Baridene, Bandenes, Barfidenicas, Barfidenieki, Banidnieki, Bandenieku-véjsudmalas, Bandeni“". In Lettonia esistono nomi di luoghi che potrebbero indicare che i lettoni avessero una volta la loro propria forma di banda, *buoda o *buode, che corrisponde esattamente foneticamente alla loro lingua lituana. Questi sono i nomi locali in lat. Buddes, Buūodel-purys, Buodite, Buodnieki. Queste parole tendono ad essere collegate al latino buéde ‘il capannone’ (< medio tedesco inferiore bode), buodnieks ‘il commerciante, il criminale’, ma a volte possono contenere anche l’antico latino *buoda o *buode, che corrisponde al lituano banda®. Il termine è usato anche in bielorusso per indicare la popolazione bielorussa. 6o0nda ‘paplatis, croissant, panino; una testa, un capo; — dono del macello (portato ai parenti o ai conoscenti dopo la macellazione dell'animale)»- **. In alcuni dialetti bielorussi (nella regione di Brest, nel triangolo tra Kobryn, Ivacevichi, Luninets) la parola 6oxda è usata con il significato di "mucca data alla sposa per la prole". In questo senso la parola è usata anche nei dialetti ucraini vicini". Nelle lingue indoeuropee non esiste una parola corrispondente al termine. Tuttavia, esistono alcuni toponimi prussiani e nomi personali che testimoniano che la parola potrebbe essere presente in quella lingua, come i toponimi Bandadis, Bandeynen, Bandeln, Banduken, i nomi personali Bandeyke, Bandiko, Banduke, Bandupe, Bandus**?. Un'altra parola, che probabilmente dovrebbe essere collegata al nome baltico di questa radice per un animale o un gruppo di animali, è riportata nei testi prussici: ad esempio nienbanden 'inutile (=unniitzlich)' (seconda parola del Catechismo), ni enbandan 'invano (=vergeblich)* (terza parola del Catechismo Zodis)'®. Il contesto prussiano suggerisce che la traduzione letterale sia 5 K, Böge, Sammlung von Schriften, III, p. 665; E. Fraenkel, Et. 34; V. Urbutis, LKK, VI, pag. p. 297. 6 K. Il libro dei sogni, III, p. 168. 7 J. Endzelins, Latvijas PSR vietvardi, I, 1, Riga, 1956, p. 84. 8 J. Endzelins, ibid. p. 152—153. ® K. Būga, Rinktiniai raštai, III, p. 665; V. Urbutis, Baltistica, V(1), p. 50-51. 10 pag. C. Tenenriok, [Hianekronoriunnii GioJierenb, Bari. IV, Kuis, 1953, pp. 58-59; A. II. Henokynunii, Mosos3nascrso, 1968, 6, p. 35. 11 G, Gerullis, Die altpreussischen Ortsnamen, Berlino e Lipsia, 1922, p. 16. 12 R. Trautmann, Gli antichi prussiani Nomi di persone, Gotinga, 1925, p. 16, 17. 13 R, Trautmann, Gli antichi prussiani Sprachdenkmiler, Gottingen, Germania 1910. p. 11, 23; Il significato di enbandan potrebbe essere ni «me į profit», cfr. Tou tur ni sten emmen twayse deywas nienbendan westwey solt den (= Du naam Dio non è insignificante); Tou turri stan Emnan twaisei Il suo ni nome deriva da (= Du Westway Solden. Nome del paziente Signori dei tuoi Dio non ha bisogno di festeggiamenti. Questa etimologia di questa parola prussiana è condivisa da molti studiosi'*, per la semantica cfr. - Lasciami. La nauda, lat. Nauda "denaro- ": sen. Isl. naut "Stuck (EN, ES) "Sì, signore. Angl. niente "Stuck Rinoceronte, animale*- *, Continua a leggere. La banda è su collegata. *Banda-* "legare" in parole di radice, plg. skr. mezzogiorno "Risa'", av. Bandai-ti, skr. Condizione "giminaitis", ho capito. Binding "rišti", gr. Retopa “virve”, canzone. Altri ir prodotti simili**. Lasciatemi parlare di queste cose. Le parole delle lingue sembrano avere significati diversi. Prima edizione. Il significato del branco avrebbe dovuto essere «rišami ar garde laikomi („aprišti“) gyvuliai». Foneticamente è. Banda di associazsu ione di questo gruppo ZodZiais non è in dubbio, ma la semantica fa un po 'di dubbio, a causa della mancanza di dati storici su questo modo di pascolare il bestiame. Sono idee. Le parole della radice *bhendh (cfr. gr. @dvvy ‘édZios’, celtico benne ‘Wagenkorb') sono strettamente correlate al significato di recinzione per il bestiame. Quindi, il significato originario di "banda" potrebbe essere "recinto per il bestiame (nel campo o al pascolo)", e da questo significato potrebbe già derivare il significato di "gruppo di animali". Un analogo cambiamento di significato lo vediamo nella parola latina gaidas, "recinto in un campo o pascolo", che nelle nostre antiche scritture, come vedremo, è usata nel significato di "gruppo di animali". E’ possibile anche un’altra interpretazione del significato originario di lit. banda, cioè, questa parola avrebbe potuto significare “animali comuni, pascolati in comune”. Tale presupposto non contraddirebbe neppure l'idea. * significati delle parole della radice bhendh. Inoltre, l'origine della parola lituana kaimenė sosterrebbe parzialmente questa interpretazione del significato primario del lit. banda. In questo modo, il gruppo ha cercato di spiegare l'origine di J. Endzelynas. Egli associò il baltico *banda con il lituano bandyti ‘versuchen, probieren’ e pr. perbūnda ‘versucht’, indicando un parallelo semantico con got. Kiusan "provare, provare', gr. yedsocdau 'assaggiare, provare, mangiare', lot. gustare 'assaggiare, godere'. In questo modo, il giovane uomo, con l'aiuto di J.D., riesce a risolvere il mistero. *bhen-‘colpito, ferito’. Secondo B. Jäger, da qui il significato di banda in lituano si è evoluto in questo modo: ‘schlagen’ (dal latino beride ‘il carnefice- ’, beridet "guūlen, grausam behandeln- ') > “versuchen' (dal latino perbanda ‘versucht’, lit. provare) > ‘kosten’ (dal latino bandas dzit). Dal significato ‘schlagen- ’, secondo B. Jäger, potrebbe derivare direttamente il significato “Stück Land” (lett. mandra, lat. barida) (*das ausgehauene (Stiick Land), da ‘Stiick Land (das als Lohn iibergebene)’ potrebbe derivare il significato “Nutzen” (pr. ni enbandan, lit. banda, lat. bafida), dal significato “Nutzen” tramite il significato “*Nutzvieh” il significato “Herde” (lett. mandria)*- *. 14 R. Trautmann, Die altpreussischen Sprachdenkmaūler, p. 384; K. Būga, Rinktiniai raštai, III, p. 665; J. Endzelins, Vecprūsu valoda, Riga, 1943, p. 215; E. Fraenkel, Et. Wb., p. 34, da J, Pokorny, Et. Wb., pp. 768. 16 ^ A. Poggi, pag. Wb., p. 127; M. Mayrhofer, Et. Wb., II, p. 406; il primo a spiegare l'origine della banda in questo modo sembra essere Grynberger (Grienberger), Sbb. 142, VIII (1900), pp. 43, pagg. B. Jégers, KZ, 80, p. 125. 17 EM, I, p. 262; Izglitibas Ministrijas MéneSraksts, 1921, Nr. 2, p. 194-195 (firmato da Peteris Liepina, cfr. J. Endzelyno darby bibliografiją, Rakstu krdjums..., Rigd, 1959, p. 672). 18 B, Jégers, KZ, 80, pp. 128-129, beside il rapporto ide. 10 Noi B. L'interpretazione di Jäger sembra poco credibile. In primo luogo, il lat molto poco chiaro. su *bene-* ‘colpire’: lat. Oltre probabilmente c'è qualche debito. Molto più credibile, tuttavia, è lo sviluppo semantico nella direzione opposta: “gyvulys” > “nauda” > "Terra", Liet. gregge Una cosa. gregge “una mandria di animali; banda' (LKŽd., V, 55) Una parola abbastanza ampiamente usata sia nel linguaggio letterario che nei dialetti. È usato soprattutto nei dialetti occidentali dell'Alto Adige. Molto ampiamente questa parola era ir diffusa nell'ex Orientale I dialetti lituani della Prussia. La parola kaimenė si trova negli ir antichi monumenti della lingua lituana, soprattutto in quelli i cui autori sono legati ai dialetti che abbiamo su menzionato — J. Traduzione della Bibbia in M. italiano Il Vangelo 1653 secondo Matteo è una traduzione della Bibbia. S. Nella parte superiore della facciata si trovano i ir resti di un'abside (lato sud). Nella lingua lituana, i dialetti delle parole kaimenė, kaiminė area di utilizzo, sembra, quasi coincide con le parole su kdimas (Kalvarija, Kapsukas, Kazlų Rūda, Šakiai, Vilkaviškis), kdima (Eržvilkas, Jurbarkas, Raseiniai, Vilkija), kdimė (Dotnuva, Gudžiūnai, Kėdainiai, Krekenava) area di utilizzo? ?, Liet. L'origine vicinale non lascia dubbi: è jį necessario su collegare liet. kdimas®. Prima edizione. Il significato kaimenė è stato probabilmente "animali di fattoria, al pascolo mo comune kaimyvuliai', Liet. La geografia rurale della lingua lituana, o così come l'assenza di tracce di questa parola in altre lingue baltiche, suggerirebbe che si tratta di una parola relativamente recente. Su - Lasciami. vicino dovrebbe essere collegato ir A. La parola scritta da Yushka è accompagnata da "mucchio, vela’ (Io sono cresciuto tra i bambini del gregge, LKŽd., V, 55). Una cosa. In lingua lituana, il termine gudtas, che significa "banda di animali", è ir usato per indicare "banda, banda, banda"; un piccolo gruppo di alberi, funghi, arbusti, cereali; kuokstas’ (LKŽd., III, Accanto alla forma gudtas 740). nel dizionario accademico della lingua lituana sono state registrate le forme guotas e guostas ir "kuokštas, guotas’ (LKZd., III, La parola guotas è usata principalmente nella parte meridionale della Lituania 739). (Alytus, Aukštadvaris, Birštonas, Daukšiai, Leipalingis, Liškiava, Rumšiškės). La sua presenza è attestata ir da antichi monumenti lituani. — J. Bretagna Postilėje, M. Daukšos Postilėje, B. Vilento Enchiridion, S. nella traduzione della Bibbia di 1653 Bitner, anno Nel libro La Chiesa, ir ecc. K. Lasciami andare. Il suo nome su deriva da un'antica leggenda. Il nome del bovino (Pg. 10 anni. due “karve”, skr. gduh “galvijas- ”, sen. Vog. Altezza. Chuo "mucca", ir ecc.), spiegando che il significato originario della parola era "gruppo di mucche, allevamento di mucche"? 19 !, Usato E. (EN) Scheda su Mappa di Livorno TSR MA Istituto Superiore di Sanità). ir * E. Fraenkel, ed. Wb., p. 251; P. Il linguaggio dei segni. 1941, p. 236. * K. I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X 1959, p. 353. 11 Il suo nome non è legato a quello di Frankenstein, bensì a quello di un'altra creatura. Il nome del bestiame, ma con le parole greche di questa radice Béoxew 'pascolare', Bothp 'pascolo', Potév 'bovino'*- ?. Tuttavia, facendo questo, non otteniamo quasi nulla; Ci sembra che il collegamento con K. Buga sia più probabile, soprattutto perché nelle lingue baltiche è conservato l'ideogramma antico. il nome del bovino (cfr. lat. guovs). Se si riesce a risolvere il problema, si ottiene il risultato più realistico. *ol5(u)-to-m "gruppo di bovini", quest'ultimo semplicemente associato a ide. *g¥ou-‘bovino’**, Una questione molto complicata è la connessione tra lit. gudtas e lit. gauja "gruppo, branco, gregge; una folla, un branco; grande numero’ (LC Prov., III, 168), gévéda "mandragora, folla, gregge’, géveda, goveda, govena, govezda, govija, govija (cfr. il singolare Govija), gova, gdvada (LC Prov., 111, 487). Il termine lituano gova, ovviamente, deriva dal lituano gdvada. Una cosa molto simile la troviamo in un dialetto bielorusso, dove dal baltr. eayxOda "gruppo di animali" è apparso nella forma eas (Staryja Darogi, tra Slucko e Babruisk- )®. Alcuni studiosi considerano godvėda, così come altre varianti di questa parola, come uno slavismo; Secondo loro, lit. gévéda "mandragora, gregge, folla, branco" deriva dal polacco. Gawied?- ®. Ma il signor Buga*? *, e con lui, e P. Skardžius*? ", E. Frenkelis?8, F. Slavskis- ?® lit. govėda considerano una parola di origine lituana, collegandola con lit. gauja. Se il termine sia un prestito o una parola propria, è difficile rispondere. Ad esempio, la forma govezda (registrata nel dizionario di F. Kuršaitis, ma sconosciuta allo stesso Kuršaitis) sembra indicare che si tratta di un prestito dalla lingua polacca, ma allora sarebbe molto difficile spiegare l’origine delle forme gdvija, govena, gova. Perciò, forse, sia la parola gdveda che govija e le altre sue forme dovrebbero essere considerate parole proprie, mentre la forma govezda — prestito dal polacco o, per l’influenza del polacco, gawiedž rielaborata dal lituano govėda. Molto ipotetico, ma comunque possibile, è anche il collegamento di queste parole con il lit. gudtas®. Se questo collegamento fosse corretto, il significato originale sia di gauja che di govéda sarebbe stato "gruppo di bovini". Liet. sollevatore Il significato principale di kéltuva è 'bovino, bestia', ma questa Parola (la sua forma singolare) è usata abbastanza ampiamente anche nel significato di "gruppo di bovini, mandria- ". Con questo significato, il termine lett. kéltuva è usato nella lingua parlata nella parte più orientale della Lituania (Adutiškis, Dysna, Tverečius), così come nelle isole di lingua lituana situate nel territorio della Bielorussia. Anche la parola menzionata nel significato di "gruppo di bovini" si trova nelle nostre antiche scritture (M. Mažvydas, J. Bretkūnas). 433. ^ (EN) A.M.A.M.- A., su AllMusic, All Media Network. 22 ^ Ricciardi, pag. Wb, pp. 177. 22 ^ J. Pokorny, pag. Wb., pp. 483. 4 Įlsiganiekrajiariukbi atyiac Gesapyckait mobi, Minck, 1963, mappa n. 293. 25 LKŽd., III, p. 487; J. Otrebski, LP, 4, p. 39; J. Otrembskis afferma che il nome lit. gauja potrebbe derivare dal lit. govia. 26 K, Būga, Rinktiniai raštai, I, composto da Z. Zinkevičius, Vilnius, 1958, p. 328. 27 P, Skardžius, La formazione delle parole lituane, p. 82, 231. *2 E. Fraenkel, Et. Wb., pp. 140. 29 F, Stawski, SL et., I, p. 262. 20 K, Bouga, Racconti raccolti, III, p. 867; J. Pokorny, Et. Wb., pp. 483. 1 12 "+ dr vicino a me, ti e tawa waikai,... tawa maBas e il grande Pekku (in calce: keltuwa)", BrB 1 Moz 45, 10 (Cfr. V, 551). Una cosa. Aggiungi al lievito. su kėlti3?, Liet. pėkus, pr. pecku Il significato di "gruppo di animali" è usato anche nel lit. pėkus, il cui significair to originale, come il sollevatore della parola, è “galvijas, gyvulys”. La parola pėkus nel significato di "gruppo di animali" è usata molto spesso nelle nostre antiche scritture (M. Mažvydas, J. Bretkūnas, M. Daukša, S. Chilinskis). A volte è usato lì semplicemente come un sinonimo di bandia, kėltuva "gruppo di animali", Pgl. : "++.è stato molto ricco Pecorino (Banda), BrB 1 Moz 13, 2. „+++. nūtękeiens Pekat[pi (in lingua comune: bando|[pi)“, BrB 1 Gen 18, 7. "Quattro... Molte ombre“, BrP, II, »++.piemenimus 194. "Io sono un uomo", "Io sono un uomo", 193. "Io sono un jo uomo". [eptyni tuk[tanciey awiu®, Ch Giobbe I 3. In modo simile, pėkus è usato anche nel dizionario di Kęstutis Širvydas del 1642: "Bydle, bydto, skot. Pecus, udis, e pecus, oris. "Cerchio, cerchio". "Cittadini. Pecuarius, Pecorinus. 26) e "Cenerentola" (ep. "Fatti una casa, Pascerebene. 192) e "La spada e la pietra" (cap. “Pasco il mio bestiame, Pasco, bubulcitor, feruo pecudes. 286) e il "Diario di viaggio" (cap. Nell'attuale lingua lituana pėkus con il significato di "gruppo di animali" è registrato solo nel dialetto di Zietela. Esempi del Catechismo prussiano III suggeriscono che anche in lingua prussiana la parola pecku (in lingua gallese) è stata usata con il significato di "gruppo di animali": "+ Preistan rūkans bhe kurpins ist bhe pūton buttan bhe burwalkan Gannan bhe Malnijkans Laukan Pecku bhe wissans labbans...- ...Dazu Kleider und Schuch Essen unnd Trincken Haus unnd Hoff Weyb und Kind Acker und Viehe und alle Giiter... Wissan ka prei kermenes maitasitan prewe risnan perlankei kaigi stwi ast Ist Poūt Rūkai Kurpi Buttan Burwalkan Laukan Pecku Penningans... Alles was zur Leybs narung unnd nottursst gehort als Essen Trinken Kleyder Schuch Hausz Hoff Acker Vihe Gelt......kas wismu mensen landen dast kas stesmu Pecku swaian pérdin dast......Der allem Fleisch speise gibet Der dem Vihe sein Futter gibet... "32 In lettone non esiste alcun equivalente di lit. pékus, pr. pecku. Ci sono due opinioni sull'origine di pėkus: alcuni considerano questa parola un vecchio prestito dai germanici, altri una vecchia parola baltica, quest'ultima opinione sembra più accettabile**, Lietu. gyvuliai, gyvis e così via. Nella lingua lituana il significato di "gruppo di animali" è usato anche nella forma plurale animale di animali, cfr. forme simili animale, animale, animale (LK Žd., 111, 383, 384, 385, 387)%. 3 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., p. 238; A. Sabaliauskas, LKK, X, p. 136-137. # R. Trautmann, Die altpreussischen Sprachdenkmdler, p. 28, 29, 36, 37, 52, 53; Monumenti della lingua prussiana, p. 152, 153, 164, 165, 196, 197. 3 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., pp. 564-565; A. Sabaliauskas; LKK, X, p. 136. 3 K. Būga, Rinktiniai raštai, I, pag. 122-123, 13 Nei dialetti sud-orientali della lingua lituana viene usata un'altra parola di questa radice, gyvis, che significa "gruppo di animali". Per dove conduce la vita, la distilleria è chiamata (Lazūnai); Tutti piangono che il jo bambino è già vivo (Divine) LKŽd., III, “Cosa 383). vivente, essere vivente” con altri significati ir simili, la parola gyvis è ampiamente usata in vari dialetti della lingua lituana in antichi monumenti scritti, ma ir Il significato di "gruppo di animali" è registrato solo nei dialetti menzionati. Questa radice (ide. *gui-, let. gy-, schiavo. - Sì. I nomi di “zoo” si trovano nelle lingue ir slave: baltr. scoi6ė1a, ocowsina, lenk. žywina, žywizna, žywiota, senrus. Orcusomuna, serbo. acueo, slov. Zivina®. Naturalmente, sia in lituano che nelle singole ir lingue slave, questo significato delle parole di questa radice potrebbe essere apparso in modo indipendente (Pg. Serb.-chorv. 9xueuxa 'pollame', ucr. scusuna), ma in singoli casi può essere un prestito, ir ad esempio, baltr. acesina, che, secondo i dati dell'atlante dialettologico bielorusso, è usato più ampiamente solo Nei dintorni di be Grodno, senza dubbio, c'è iš un debito polacco. Un fenomeno particolarmente interessansu te sono i nomi dei controlli -I-, che costituiscono un’area completamente compatta, comprendente il lituano, quasi tutti i dialetti bielorussi e una parte dei dialetti ir polacchi direttamente collegati all’area della lingua lituana**. su Più intenso. Il consumo di bestiame suggerisce che baltr. Acueéra, a sinistra. žywiota potrebbe essere stato influenzato dalla lingua lituana. In Dieveniškės, Lazūnuose, il termine "gyvūnų biirio', con il significato di "vivo", non sembra essere una nuova creazione di questi dialetti, la o vecchia lit. vivo è una reliquia dell’uso, perché questa Parola è usata abbastanza ampiamente nelle antiche scritture nel significato di ‘animale’, cfr. Avis è un rom, un essere . innocente DP 209; Ta La mano pennella tutti gli esseri viventi, a ciascuno viene dato un vero pennello SP 1 242; Questa sofferenza... ir Gli esseri viventi insignificanti potrebbero essere mossi dal rimorso. DP 176; Gyvis, išėjęs ižg girių, staugimu, kaukimu, baubimu teip baisus bus DP 7 (LK Zd., III, Per quanto 383). riguarda l’uso della forma singolare della parola gyvis nel significato di “casa degli animali”, cfr. - Lasciami. Dopo l’uso, conservare in frigorifero per almeno 24 ore. u gles) ba Neppure il prussiano e il lettone hanno un ide. *parole senza radice Non troviamo il significato di "animali sfusi”. In lettone, infatti, troviamo le parole dzivnieks "un essere vivente Essere, un Tier’, dzivuonis, dzivite «un Haustier» (EM, I, 560), Tuttavia, sembrano essere apparsi relativamente di recente ir nessuna tendenza a consumarli Non esiste alcun significato per “animale da compagnia”. La lingua lettone è parlata in Lettonia. *gui radice del nome dell'animale domestico živats «un Animale; uno Animale domestico; «sikluops» (un Pecore e maiali. Ma è un prestito della lingua iš russa (EM, IV, Lat. 814). Luopi Una cosa. Il significato di animale ir corrisponde approssimativamente al suo uso nel latino. /uéps. La forma plurale di questa parola ludpi è usata in lettone ir «colle di bestiame», cfr. Laid fuori ara! ; Jadzen luopi pascolo; La rinuncia a Ganit (EM, II, Lat. 528). Ludps è una parola completamente isolata ir nelle lingue slave baltiche, che probabilmente su dovrebbe essere associata ad alb. lopé «karvéTM. % O. H. TpyGaues, Ilponcxoxjienne Haspanuii JJOMAINHHX JKHBOTHHIX B CJABSIHCKHX SI3biKax, Mocksa, 1960, p. 100; Jlstasiekranariunbi atyiac GesapycKait Mobi, mappa No. 293. % O. H. TpyGaues, IIpoucxox enue HasBaHuil DATA DI ESCLUSIONE JKHBOTHBIX B CJIABAHCKHX SI3biKax. p. 100-101. % J. Umile, et. Wb., p. 654; A. Sabaliauskas, LKK, X, p. 137. 14 Latitudine In lettone, il termine bars è molto diffuso nel significato di "gruppo di animali” e viene usato nella forma minuscola barinš, così come i composti /udpu bars, loopu barinš. La parola bars in lettone ha diversi significati. Nel dizionario di K. Mühlenbach sono elencati ben sei significati di questa parola (in realtà si potrebbero individuare altri): 1) die Schwade; 2) un certo tratto di campo presso il raccolto di lino; 3) l'albero; 4) il mucchio, la moltitudine, la schiera, il branco, 5) le masse di sabbia nelle foci dei fiumi che rendono la navigazione meno profonda; 6) atberi (il tipo di mangime fornito è chiamato beriem, baru, più spesso atberiem; plg. atberes “riproduzione del grano preso in prestito dalla rivista comunale; Il grano, che nella riproduzione viene ceduto quasi come percentuale in più’) (EM, I, 150, 264—5). In lingua lituana, la parola baras, corrispondente al latino bars, è usata anche con significati simili: “un tratto di campo occupato in una sola volta durante il lavoro (aratura del grano, falciatura del lino, falciatura; un gruppo di persone (in questo senso si trova solo negli scritti di S. Gimžauskas (Linkmenys) e nel dizionario di A. Juška)' (LKZd., I(2) 651—2). Nella lingua lituana attuale, la parola "bar" è stata recentemente ampiamente utilizzata nel significato di "un certo campo di attività, un'area". Come possiamo vedere, i significati di būras, in particolare di bars, sono molto diversi. Questo ha spinto J. Endzelyn a sospettare che i lat. bars fossero di origine celtica. I lati bars 1-3 egli tendeva ad associare con vid. air. berraim “schere- ”, av. tiži-būra ‘mit scharfer Schneide- ’, lot. ferire “hauen’, forus ‘Gang um ein Beet’, sen. vok. Altezza. 3, pp. 103 ^ "La città di Roma", in "La Città", n. 3, pagg. 4-5 ^ Il 4-5 è un numero composto da 4 cifre. *bher-‘portare’, e solo il sesto significato di lat. bars egli associa a lat. bert, lit. befti, accettando che a questi verbi si possa forse associare anche il quarto significato di lat. bars. Tuttavia, J. Endzelynas non aveva ragione, ritenendo che il latino bars fosse una parola di origine triplice. Ci sembra che sia il lit. būras che il lat. bars abbiano tutti i significati che si possono spiegare collegando queste Parole con i verbi lit. befti, lat. bert. Il suo nome deriva da quello di un'antica tribù, gli Ainu. L'interpretazione di Leskin è stata sostenuta da molti studiosi successivi. K. Būga ha affermato che "il campo è una superficie di terreno che può essere coperta con una sola semina"- *?, la stessa opinione era di P. Skardžius*!, E. Frenkelis*? ?, J. Otrembskis*?. J. Endzelynas ha messo in dubbio questa etimologia soprattutto per il fatto che nelle lingue baltiche si usa un'altra parola antica, lit. biFžė, lat. birze, che è legata alla parola antica sl. brazda ‘vaga’, rus. 60po3d0a, lenk. brézda** (in realtà, questa etimologia sembra piuttosto discutibile). Tuttavia, i significati originali di queste parole (lett. bifžė, lit. būras) potevano essere diversi — la loro somiglianza è già il risultato di uno sviluppo successivo. 38 EM, I, p. 265. 3 A. Leskien, Der Ablaut der Wurzelsilben im Litauischen, Lipsia, 1884, p. 321; Bildung der Nomina im Litauischen, Lipsia, 1891, p. 167 (quest’ultimo opera dice con qualche dubbio). 40 K. Būga, Racconti, II, p. 294. 4 P. Skardžius, La formazione delle parole della lingua lituana, pag. 26. 2, pp. 102. ^ Fraenkel, pag. Wb., pp. 34-35. 42 J, Otrebski, Grammatyka języka litewskiego, II, Varsavia, 1965, p. 33. 4 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., p. 44-45; EM, I, p. 299. 15 Sì “ganyti”, est. paimendama "pascolare, proteggere", Karel. Pastore "esempio- ", lyv. Pastore tedesco *piemuo", pastore "pascolare, proteggere", veps. Pastore "esempio- ", pajmenta «pascolare, proteggere» ecc.1° Į Nelle lingue finlandesi baltiche il nome baltico del pastore è entrato insieme ad altre parole relative su all'allevamento del bestiame, ir probabilmente negli ultimi secoli a.C.. Nel suolo delle lingue finlandesi iš jo Il verbo è ir apparso per significare “pascolare, o proteggere', così come altre parole affini, cfr. suom. pastorizia “ganymas, ganaava”, paimenkoira "Cane da pastore*, pastore tedesco "pifferaio del pastore- ", pastorello «piemenélis», paimentolainen "klajoklis" ecc. ir " Una domanda piuttosto interessante, perché il nome di questo pastore non è sopravvissuto in lettone. Ci sembra che l'aggettivo pie abbia avuto un ruolo importante. Perché in lettone pie izvertus, le parole lettoni che iniziano con pie-, potevano essere intese come parole preposizionali arricchite. Le parole il cui legame lessicale con su l'aggettivo pie non si sentiva, in qualche modo non si adattavano al sistema di parole composte menzionato, ir cominciarono gradualmente a jų scomparire o la fonetica fu cambiata a causa dell'influenza di altre parole. Per questo motivo, ad esempio, il lat. pJava potrebbe sostituire il vecchio lat. Prato (EH, II, per questo 278), motivo, forse, non troviamo in lettone liet. Corrispondenza fonetica acuta. Ši La nostra ipotesi, naturalmente, non può toccare le parole lettoni, dove ie < en, così come o le parole che, abbreviando la fine, sono diventate monosillabiche. 1, pagg. Gona, ecc. In lettone, un'altra radice del nome del pastore è stata adottata, cfr. lat. gans "pastore", in minoranza. Il nome è composto da quattro forme: ganinš, ganelis, ganéns, gane ‘pastore’, ganene, gana, ganiene, ganikis ‘un pastore (un piccolo pastore che non dice nulla)’, ganitajs ‘il pastore’ (EM, I, 599, 600; EH, I, 382). Il suo nome deriva dal latino: ganus, ganum, ganum. I nomi dei pastori derivati da quest’ultimo verbo sono usati anche in lingua lituana, cfr. ganas “pastore, pastore- ”, ganytojas, ganikas, ganūkas, ganė “pastore, pastorella” (LKŽd., III, 96, 100, 107, 108). Viene anche usato un certo numero di nomi composti di pastori, il cui secondo componente è la parola di questa radice. Pg. : Liet. ančiūgonis "pastore di anatre" (LKŽd., I(2), 131) < lit. dntis + ganyti. 301, 302, 303, 304, 305, 306, 307, 308, 309, 310, 311, 312, 313, 314, 315, 316, 317, 318, 319, 320, 321, 322, 323, 324, 325, 326, 327, 328, 329, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 340, 341, 342, 343, 344, 345, 346, 347, 348, 349, 350, 351, 352, 353, 354, 355, 356, 357, 358, 359. Liet. aviganis ‘pastore, pastore di pecore’, avigonis, aviūgonis, avėliaganas 2, pp. 521, 522, 523, 524, 525, 526, 527, 528, 529, 530, 531, 532, 533, 534, 535, 536, 537, 538, 539, 540, 541, 542, 543, 544, 545, 546, 547, 548, 549, 550, 551, 552, 553, 554, 555, 556, 557, 558, 559, 560. 1983: "Il gatto, la volpe e il gatto" (Il gatto, la volpe e il gatto). bovini al + pascolo. Liet. jautaganys “pastore di buoi; piemuo", jaučiūgonis (LK Žd., 1V, 295, 322) < liet. jdutis + ganyti. Una cosa. 352) "Il pastore di mucche" (LKŽd., V, 352) < lit. kterra + pascolo. 10 Y, H. Toivonen, E. Itkonen, A. J. Joki, Suomen kielen etymologinen sanakirja, II, Helsinki, 1958, p. 459; J. Kalima, Itūmerensuomalaisten kielten balttilaiset lainasanat, Helsinki, 1936, p. 145; V. Thomsen, Berdringer mellem de finske og de baltiske (litauisk-- lettiske) Sprog, Kobenhavn, 1890, p. 208. 11 A, Sabaliauskas, LKK, VI, p. 130. 22 Una cosa. "pastore di maiali", porciglione, porciglione, porciglione, porciglione (Cfr. V, 687, 691, 693) < - Lasciami. Maiale al + pascolo. Una cosa. Il pastore di capre, il pastore di capre! ? < - Lasciami. Capra al + pascolo. Una cosa. gąsigonis "pastore di oche" < lit. Oca al + pascolo. Una cosa. "pastore di bovini, pastore di bovini" (LK Žd., I(2), 639) < - Lasciami. Cerca di + pascolare. Una cosa. dienagani “Chi pascola solo di giorno, è un pastore misero” (LCD, II, 346) < - Lasciami. Giorno di -+ pascolo. Una cosa. Nattigonio Chi pascola il bestiame di notte (ppr. arklius)» < liet. Notte al + pascolo. Una cosa. Ritugoni "Chi pascola il bestiame al < mattino" liet. Mattina al + pascolo. I nomi composti di pastori di origine simile sono piuttosto diffusi in lettone. ir Pg. : Lat. ditgano «der Schafhirt' (EH, I, 5) < 10 anni. dita «avis» + intero “piemuo”. Lat. Coscia di maiale «der Sauhirt» (EM, I, 398; Eh, I, 280) < 10 anni. Lettura “un pastore + di maiali. Lat. giovgans «der Kuhhirt» (EM, I, 692; Eh, I, 424) < 10 anni. Guov «karvé» + in generale. Lat. Luépgans «der Viehhirt» (EM, II, 527) < 10 anni. ludps “galvijas, gyvulys” + pastore. Lat. zifggano «der Pferdehirt» (EM, IV, EH, II, 726; 808) < 10 anni. zifgs «arklys» + gallina. ; Lat. zūosgan «der Cervo d'oca (EM, IV, 759) < 10 anni. Zūoss "Zasis" + gallina. Lat. diZgans “der grosse (l'altro) Hirt, Oberhirt» (EH, I, 324) < 10 anni. Digesto “grande, maestoso, nobile’ + pastore. Una cosa. Atti, lat. Il suo nome è ancora su legato al litio. gifiti "vedere, scortare; La pastorizia, il bestiame į e l'allevamento. (EN, RUS), su. exams "varyti, raginti, persekioti, guiti’, lenk. Gonico, aria. Gonim 'costruire, uccidere', skr. Hanti ‘egli uccide, ¥udo’, arm. con “musimas, plakimas”, gr. @évos "uccidere" ir ecc.1® Per queste parole viene ripristinata l'ide. Prole *guhen, il -(2)-, cui significato originale era probabilmente "battere". Nelle lingue baltiche esistono anche parole di questa radice, il cui significato non è ancora così lontano dal significato originale, cfr. - Lasciami. potare "i rami intrecciati; Tagliare i cespugli), lat. Zenet, lit. Genus, lat. 100 mg/ ml Genius. Nelle lingue slave ran- (damo parole con questa radice, il cui significato si avvicina completamente a quello di lit. Atti, lat. Vai avanti, vai avanti. Giuffrè, pag. I valori di dzit, p. es. Russo. 6620 "pascolo, pascolo, pascolo; "Il ritorno", ed. Wygon. Nella lingua lituana esistono nomi di pastori che derivano dal verbo semplicemente difendere, iš plg. - Lasciami. Genuli "pastore" (LKZd., III, gin. 239), «kas gena (gyvulius)» LKZd., III, gintdjas 319), 3, pagg. 327). Cavaliere, pastore, ir ecc. Ci sono anche nomi di pastori che derivano semplicemente dai iš nomi degli animali corrispondenti. Pg. : Una cosa. equinifices 'guardiano notturno, custode dei cavalli; amante dei cavalli, Zinov', allevatore di cavalli (S.d.) I (2), 305), equino “naktigonis, arkliaganis, $érikas’ (LKŽd., '2 Esempi della lingua lituana, per i quali non è indicata la fonte, di solito sono presi dalla cartella del iš “Dizionario della lingua lituana”. 13 E. Fraenkel, ed. Wb., p. 152—153; M. Vasmer, Uno. Wb., I, p. 293; J. Umile, et. Wb., p. 491—493. 23 I(2), 306), febbre equina "piemuo nenaudelis» (Cfr. I (2), 305; Per la semantica plg. - Lasciami. equina "il ribelle"*), plg. - Lasciami. Cavalli. Una cosa. avinificas «pastore di pecore; avių prižiūrėtojas, augintojas, laikytojas’, avinjkas (LKŽd., I(2), 528), agnelli "il pastore di pecore" (con suffisso slavo, LKZd., I(2), cfr. 529), - Lasciami. opinioni. Una cosa. Bovino "pastore di bovini" (LKZd., III, galviniiikas 83), (I, II, III, IV, V, VI, VII, 84), VIII, IX). - Lasciami. Bovini. Una cosa. jdutnik "un pastore di buoi; L'uomo che lavora con il toro", jdutinis "un tagliabuoi, un pastore, un mercante; bovino» (I, II, III, IV, V, VI, VII, 324), VIII, IX, X, XI, XII). «pastore di bovini; Pastori, pastoricelli (LKZd., 1V, bovini) 295), "guardiano dei buoi" (I, II, III, IV, V, VI, VII, 325), VIII, IX). - Lasciami. jdutis. Una cosa. kdrvnik «pastore, guardiano, allevatore di mucche» (Cfr. V, 357), Vitelli "Menk. «pastore delle vacche», karviskus (S.d.) V, 358), Plg. - Lasciami. 200 mg/ m2 di acqua. Una cosa. Suinicoltore "pastore di maiali, maiale, maiale, custode", maialino (Cfr. V, 696), Suini "il pastore di maiali; che si occupa di maiali", suino (S.d.) V, 697), Suini «Pigiama, pastore di maiali», porcellino (Cfr. V, 699), Plg. - Lasciami. Maiale. Una cosa. Capriolo 'chi si occupa di capre, gožkaganys', Gžkininkas, plg. - Lasciami. stretta. 1, pp. 529) e "Il pastore di pecore" (LKZd., 1(2), 529), avinvedys < lit. avinas + vėsti. Una cosa. Carne di maiale «pastore di maiali» (Cfr. V, 694), Latte di maiale (Cfr. V, 700) < - Lasciami. Ciaiilé + piemué. 1999 - Il ragazzo, la ragazza, il bambino. In lingua lituana si trova un altro nome di pastore di ir origine diversa, di solito usato con un significato specifico o con una sfumatura emotiva. Plg.: | Una cosa. Latte d’acetosa "un pastore adatto alle zappe, un ragazzaccio” (LKZd., I(2), 51), akétpiemenis (LK Žd., 1(2), 55) < liet. akėčios + piemuo. Una cosa. maschio «piemenuks, jaunākais berns (saldinys)» 2, pp. 2 (PDF), 770), pag. - Lasciami. Un ragazzo. 213), cfr. lit. geltonas, geltas, per la semantica cfr. lit. geltonsndpis 'non-sbocciato, lattiero, pastore'. La notte, la notte, la notte, la notte, la notte, la notte, la notte, la notte, la notte. (EN, ES) La notte dei sogni, su Silent Era. Una cosa. Capriolo Una cosa. Aeviorius “ovininkas, ovių pastorius” (LKŽd., I(2), 520) < A sinistra. Owezarz. Tuttavia, nella parola lituana si sente la connessione lessicale di questa su parola con lit. opinioni. Che questa parola è stata presa in iš prestito dalla lingua polacca, forse, indicherebjo be la fonte — J. Il dizionario di Brodskij. Lat. scherzo, Seruks Lat. Scapolare «un Pastore, il Pastore su un - Bene. 10 mg/ ml Ardesia su uno Gut» (EH, II, 626) —parola di origine tedesca, cfr. Schdfer, plg. t. p. lat. $éperis “Schaferhund”, cane da pastore (EM, IV, 1) 17)**. J. Linguistica storica Linguistica linguistica Untersuchungen, Leipzig, kerdZius 1936, p. 130. 24 Lat. Seruks “ein (verheirateter) Viehpfleger und Hirt (namentl. auf Giitern)’ (EM, IV, 17) si trova nei dialetti della lingua lettone che si trovano al confine con la Lituania, secondo J. Endzelynas, potrebbe essere stato preso in prestito dalla lingua lituana, cfr. liet. < šerti, lat. šėrt < liet. - Capito. Una cosa. In lingua lituana si usano anche alcuni nomi speciali per il pastore anziano. Il nome più comune è kefdZius, usato anche nel linguaggio letterario. Oltre alla forma kefdžius, nei dialetti e nei vari monumenti linguistici troviamo anche altre forme del nome di questa radice, per esempio kerdeninkas (kerdennik). kerdis, kerdžys (LKŽd., V, 600). Iš Da questo nome sono derivate anche molte altre parole relative al lavoro del pastore e su al pascolo del ar bestiame in generale, cfr. kerdystė ‘lavoro di un pastore’, kerdžysta, kerdbuvis ‘chi è il pastore’, kerdūkas ‘il pastorello’, kerdžiūnka ‘donna che pascola il bestiame’, kerdžiduti ‘fare il pastore, essere un pastore’, kefdZiné ‘il banchetto dei pastori’, kerdžinyčia ‘la trova del pastore’, kefdžiuvienė ‘la moglie del pastore’ (LKŽd., V, 600), suinicoltura «šveičių kerdZius», suinicoltori (LKŽd., V, 699). Nei dialetti lituani, così come nella o lingua letteraria, la ir forma skefdžius e le parole derivate da essa (skerdžiduti, ir skerdystė, skerdžiuvienė) sono molto iš usate. La forma skefdZius è più recente e deriva dall'aggiunta della consonante salla forma kefdZius. — ji L'aggiunta di consonanti in modo simile è un fenomeno abbastanza comune in lituano (non è estraneo al lettone), ir cfr. - Lasciami. ketera : sketera, rondine : rondine, cartilagi- : ne cartilagine, ecc.» * L'appariziosne dell'aggettivo in kefd%ius è interpretata in modo diverso. E. Frankel, avvertendo di lasciare. Le carcasse non su devono essere legate. skefsti "fagliare il maiale", sl'aspetto spiega l'influenza delle parole guardare, guardiano!". Nel frattempo J. La legge di Otrembskij. skef" spiega l'origine proprio a causa dell'influenza della parola skefsti, poiché il pastore anziano era anche un macellaio di bestiame", ir queste due spiegazioni Iš sarebbero più credibili J. L'interpretazione di Otrembsky. Tuttavia, ci sembra che il nome del spastore anziano possa essere stato influenzato ir be da una parola specifica. Dopo tutto, ar tutti gli aggettivi sia in lituano che in lettone non possono essere spiegati solo etimologicamente dall'influenza di una parola. La parola kefdZius è un vecchio fenomeno. Z. Zinkevičius su žodžiu skefdžius sieja hidronimus ir Macellazione, Skérdzia'®. Tuttavia, questi idronimi possono anche essere associati con le parole del gruppo lit. skardis, skardžius, cfr. lit. Il suo nome deriva dal toponimo "Skardupis" e da altri idronimi molto comuni*?. Quest'ultima possibilità ci sembra più plausibile, tanto più che non si trovano idronimi che potrebbero essere collegati al lit. kefdžius. 15 J. Otrebski, Gramatyka języka litewskiego, I, Varsavia, 1958, p. 376-378; J. Endzelins, Latviešu valodas gramatika, Riga, 1951, p. 238-239; Z. Zinkevičius, Lietuvių dialektologija, Vilnius, 1966, p. 190-191. 18 ^ R. Fraenkel, pag. Wb., pp. 242. 17 J. Otrebski, Grammatyka języka litewskiego, I, p. 378. 8 Lituania Laghi della Repubbliir ca Ceca 1963, p. 148; Z. 190. ^ (EN) La storia della letteratura italiana, pag. 19 Lietuvos TSR upių ir ežerų vardynas, pag. 147-148. Il termine lituano kerdžius ha un'etimologia piuttosto affidabile: è legato all'ide. *kerdhoprolytés parole il cui significato originale era "linea; "mandragora, gregge". L’evoluzione semantica di queste parole prolite si riflette molto bene nelle lingue slave, e in parte anche nelle lingue baltiche, cfr. rus. sepeda “eilé, tempo, tempo; Banda», ukr. «epeda ‘mandragora, schiera, moltitudine; Riga", baltr. «apada "ripetizione, ripetizione; una folla, un gruppo; banda», a sinistra. trzoda «banda, bestiame», ceco. tFida "ordine, sequenza, classe, alternanza; Strada, viale", slovk. črieda ‘banda, kaimené’, augst. Pozza. "Mucchio" di eryjoda, ecc. * 4, pp. 44. ^ "Introduzione al diritto penale, vol. *kerdho, il consonantismo iniziale delle parole in lingue baltiche e slave è un po' dubbioso —guturale invece dell'atteso palatale, cfr. skr. sardha-"- gruppo, branco", av. Chiuso. Tuttavia, nelle lingue baltiche, tale guturale "incorretta" si trova abbastanza spesso, e probabilmente questo nome delle lingue baltiche e slave non dovrebbe essere considerato un prestito da alcune lingue occidentali. dialetti. B. Jäger cerca di collegare queste parole baltiche e slave con l'ide. *(s)ger-“- schneiden’, Dalle lingue baltiche di questa idea. Le lingue lituane e prussiane hanno mantenuto le parole di radice. Nella lingua lituana, come abbiamo visto, la parola di questa radice è il nome del pastore anziano, mentre la parola prussiana è kėrdan vnsk. Gal. (forma riportata tre volte nel terzo catechismo), kerdan (forma riportata una volta nello stesso catechismo) ha mantenuto il significato temporale, cfr. prei swaian kerdan (=zu seiner zeit), en kėrdan (=bey zeit), Enstan kérdan (= Zu der zeit)®. Nelle lingue baltiche si sono conservate due ide. *campi di valori. Perciò sembra ragionevole supporre che nelle lingue baltiche, prima dell'apparizione del significato di anziano o pastore in generale, doveva essere usata la parola della stessa radice con il significato di "greggio, gregge". Si potrebbe anche supporre che il nome del pastore maggiore, kerdenykas, riportato nel manoscritto di Postila di Wolfenbüttel del 1573, rifletta in qualche modo il significato del vecchio lituano *kerda "mandria, gregge", cfr. banda: bandiniūkas 'pastore', bandūlis "pastore maggiore; Pastori". Il significato del pastore ide. *una parola di origine germanica, plg. got. (EN, ES) Hades, su Rotten Tomatoes. Altezza. Aggiungi al carrello Hirt, (shep)herd, che deriva dal nome germanico del gregge, plg. got. Hairda, sen. vok. Altezza. VV., Vol. 1000 a.C. - 700 a.C.) ** Che prima andava. *la parola derivata dalla radice cryptocon il significato di “serie, tempo” era usata non solo in prussiano, ma anche in altre lingue baltiche, come dimostra l’ingresso di questa parola nelle lingue finlandesi baltiche, cfr. suom. attraversa "strato, fila; una volta' (cfr. parole composte o composti come ainoa kerta "una volta", vaatekerta "cambiamento di vestiti", eldmdkerta "biografia- ", vuosikerta "annuario- ", parole derivate come kerros "strato", kertoa "raccontare); moltiplicare (in matematica)” e altri), est. Un attimo, caro. (EN, ES) Lara, su Silent Era. 100 mg/kg/giorno ** È vero, recentemente alcuni ricercatori (J. Ka20 M. Vasmer, Et. Wb, III, p. 320; R. Trautmann, B.-sl. Wb., pag. 127-128; O. H. TpyGauės, Ilponcxox/- tenne Ha3BaHmii JĮJOMAINIHHX JKHBOTHBIX B CJIABSHCKHX s3bikax, pag. #1 B. Jėgers, KZ, 80, p. 46-48. 22 Trautmann, Die altpreussischen Sprachdenkmiler, p. 53, 61, 63, 69, 356; Monumenti della lingua prussiana, p. 195, 209, 211, 223. 23 ^ A.C.C., pag. Wb., p. 304, 310; J. Pokorny, Et. Wb., p. 579; E. Klein, Et. Dic, I, p. 722. # Y, H. Toivonen, Suomen kielen etymologinen sanakirja, I, p. 184—185; V. Thomsen, Beroringer mellem de finske og de baltiske (litauisk-lettiske) Sprog, p. 185-186; J. Kalima, Itimerensuomalaisten kielten balttilaiset lainasanat, p. 115-117. 26 Lima, L. Hakulinenas) dubitava dell'origine baltica di queste parole. Tuttavia, i loro dubbi sono a malapena giustificati. Sia il significato delle parole che la loro fonetica suggerirebbero che erano in realtà prestiti dai Baltici. In lingua lettone ide. *non abbiamo trovato tracce. È vero, nei dialetti lettoni (Rucava) è registrata la forma kėrdzis "zirgu puisis muiža' (EM, Il, 375). Tuttavia, come suggerito da J. Endzelynas, essa probabilmente derivava da lit. kefdžius. Le parole lituane kefdžius, skerdžius sono entrate anche nei documenti riguardanti la Lituania scritti in bielorusso, russo e polacco, cfr. baltr. 6, pp. 106. ^ Cappelli, pag. KepOb, a sinistra. La misericordia. H. Hirt ha tentato, del tutto ingiustificatamente, di ritenere che la parola lituana kefdZius | fosse di origine germanica (gotica)?ė, Liet. dieninis Liet. dieninis ‘kerdzius’ (LKZd., II, 347), cfr. lit. diena. Come vediamo, la semantica di questo nome del pastore anziano della lingua lituana ricorda molto l'ide. *l'evoluzione dei valori. Il lituano diurno è parlato in una piccola area dialettale (Bagaslaviškis, Gelvonai, Pabaiskas, Paberžė). Il nome è stato originariamente usato per indicare la persona che si occupava di questo mestiere. Una cosa. Il capo del gruppo, il capo della polizia, il capo della polizia, il capo della polizia, il capo della polizia, il capo della polizia. Il termine capo pastore è più comune nella parte settentrionale della Lituania centrale (Akmenė, Ėriškiai, Gruzdžiai, Grūžiai, Klykoliai, Linkuva, Papilė, Pušalotas, Rozalimas, Skaistgirys, Šeduva, Upytė, Žagarė). Il significato di pastore anziano di vifšininkas è stato anche inserito nei documenti in lingua polacca scritti nella metà del XVIII secolo nei dintorni di Šiauliai e Žagarė. Accanto alla parola superiore, in questi documenti si trova anche il termine superiore, derivato da questa parola, superiore 'lavoro, dovere del pastore'*- ". È interessante l'ulteriore destino di questa parola. Già alla fine del XIX secolo J. Jablonski lo introdusse nel linguaggio letterario, ma non nel significato di "pastore anziano", ma di "Uomo che ha una certa superiorità sugli altri uomini (Vorsteher, Vorgesetzter, HauaJibHHK)"*. Soprattutto grazie agli sforzi di J. Jablonski, questa Parola con il suo nuovo significato si stabilì saldamente nella lingua letteraria lituana. Dalla parola lituana viršininkas "pastore anziano" sono derivate anche alcune altre parole legate all'allevamento del bestiame, cfr. liet. viršininkė "padre del pastore, kerdZiuviené', vifšininkai "giorno in cui il pastore anziano, cioè il vifšininkas, viene nella fattoria del pastore a mangiare e il pastore non ha bisogno di pascolare" (Lauksodis, Linkuva). # K. Jablonskis, Parole lituane nella lingua scritta della Lituania antica, p. 212, 323, 358; E. Fraenkel, Et. Wb., pp. 242. 26 K, Búga, Racconti raccolti, II, p. 92. #7 K. Jablonskis, Parole lituane nella lingua scritta della Lituania antica, p. VIII-IX, 356 — 358. *8 Jablonskio raštai, IV, Kaunas, 1935, p. 17; P. Skardžius, La costruzione delle parole della lingua lituana, p. 601. 27 Il bastone e l'albero. Lietuvių bandūlis ‘pastore’ (LKZd., I(2), 643), bafidžius (LK Žd., 1(2), 644), bandinis (LK Žd., 1(2), 641), cfr. bandiniūikas ‘pastore, pastore’ (LKZd., I(2), 640), bandišius “paštuvas, šerikas* (LK Žd., I(2), 641), cfr. lietuvių banda ‘caimené’. Nella letteratura linguistica, sin dai tempi di A. Becenberger, il termine ordlas*, usato nella traduzione della Bibbia di J. Bretkūnas, è stato citato con il significato di pastore- ". Nelle successive traduzioni della Bibbia in lituano della Prussia Orientale, il termine ordlas usato da J. Bretkūnas corrisponde a pastori (... e come un gregge senza pastore, Is. 13, 14)*®, quindi si potrebbe supporre che anche nella Bibbia di J. Bretkūnas la parola ordlas è usata nel significato di pastore. Sfortunatamente, la parola è entrata nella letteratura linguistica per errore nel significato di pastore. Abbiamo detto che nelle traduzioni più recenti della Bibbia lituana della Prussia orientale di J. Bretkūnas la parola ordlas in quella frase corrisponde ai pastori. Nelle traduzioni tedesche più recenti, la frase è stata tradotta:... e come un gregge senza pastori (Is., 13, 14)*1. Tuttavia, nella traduzione della Bibbia di Lutero del 1549, la frase appare come segue:...und wie ein Herd on hiirten*?. In questa frase, l'ing. Il significato di hiirten non è 'grego' o 'pastore', ma'recinto', come dimostra chiaramente un'altra frase dello stesso brano biblico:...- die Hirten keine hurten da auffschlahen (Is., 13, 20), che J. Bretkūn traduce:- ...Pastore... Quindi, sia nella prima frase (che J. Bretkūnas traduce:- ... e come Gūtas senza Twarkli), sia nella seconda, il ordlas di J. Bretkūnas significa "recinto (=ted. Hiirde, medioted. altoted. hurt, dgs. hiirte)', e non "pastore'. Liet. pastyrius, pulkaunykas, ustovas Liet. pastjrius "vyresnysis piemuo, skerdZius’ (Daugėliškis, Dūkštas, Ignalina, * Mielagėnai, Rimšė, Tverečius), plg. rus. nacmoipo "ganytojas, kunigas, piemuo’, baltr. Nacmewp, su ukr.wikipedia.org. Nacmup. In lingua lituana, la parola, probabilmente, è venuto dalla lingua russa. Una parola comune a tutte le lingue slave, probabilmente legata al rus. nacmu "pascolare" e così via. Tuttavia, a causa di un suffisso insolito per le lingue slave, si è cercato di considerarlo anche un prestito- **. 1996: "Il cavaliere del ghiaccio" (The Iceman) 1997: "Il cavaliere del ghiaccio 2" (The Iceman 2) 1998: "Il cavaliere del ghiaccio 3" (The Iceman 3) 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 4" (The Iceman 4) 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 5" (The Iceman 5) 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 6" (The Iceman 6) 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 7" 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 8" 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 9" 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 9" 1999: "Il cavaliere del ghiaccio 9" Liet. ustovas (uZstovas) "il pastore anziano, il pastore; (Anykščiai, Balninkai, Daugailiai, Kupiškis, Kupreliškis, Pandėlys, Pasvalys, Rokiškis, Salakas, Sudeikiai, Svėdasai, Tauragnai, Ukmergė, Utena, Užpaliai, Vyžuonas, Zarasai) l'origine suscita alcuni dubbi. E. Frenkel, probabilmente ricostruendo correttamente la forma wuZsteveas, collega questo nome del pastore anziano con lit. zastoti "difendere, sostenere la parte di chi; essere un ostacolo, 29 E. Fraenkel, Et. Wb., p. 1150; A. Bezzenberger, Beitrige zur Geschichte der litauischen Sprache, Gottinga, 1877, p. 333. % Bibbia, Questo è: Wissas Szwentas Rafptas... Karalauczuje, 1816; Bibbia, questo è Tutto il Sacro Trovato, Berlino, 1931. # La Bibbia o tutta la Sacra Scrittura, Berlino, 1907. # Biblia: Questo è: l'intera Sacra Scrittura: Deudsch. Auffs nuovo preparato. D. Marchi. Luth., Wittenberg, 3 M. Vasmer, ed. Wb,, II, p. 322. 1549. 28 Xx w per trattenere ciò che; 'cominciare', 'protezione, copertura','salvatore' (parola degli scritti di M. Dauksša) e così via. *4 Tuttavia, tale associazione ci sembra molto complicata dalle differenze di significato. Quindi, non sarebbe più corretto considerare il lit. ustiñas (uZstiñas) come una sorta di rielaborazione del lit. pristdvas "guardiano, custode" (< rus. npucmas, bielorus. npeicmay o polacco. przystaw). Liet. paganikas, paganas e così via. Nella lingua lituana troviamo anche nomi speciali per i pastori, gli aiutanti del gregge. Pg. : In lingua lituana paganikas significa "padéjéjas del pastore" (Girdiškė, Karklėnai, Laukuva, Nemakščiai, Šilalė, Švėkšna, Upyna, Žarėnai). La forma paganik è piuttosto frequente anche nei dizionari della lingua lituana della Prussia orientale: "Hirten= Ragazzi. Paganikkis, -io", C, I, 952. "Paganikkis, -io, m. un aiutante dei pastori (Niederung, Prokuls)', G. H. F. Nesselmann, Wb., 256. La forma minuscola paganikėlis si trova nelle canzoni popolari lituane registrate da F. Neselman:,,Birbin wamzdelį Paganikelis“***, l'origine lituana di paganikas è stata tentata da A. Leskynas, secondo il quale,,paganikis oder pagunikis Hūlfsjunge fūr den Viehhirten, ist wohl sicher das nach paganyti lituanisierte ru. Il nome deriva da un toponimo di origine germanica, che significa "campo di grano", e che si riferisce al fatto che la pianta di grano, coltivata per la produzione di grano, poteva essere coltivata anche senza l'aiuto di un uomo. ^ (EN) The Plant List, su Plants for a Future. Ma c'è motivo di dubitarne. Voce principale: X-Men Origins: Wolverine. 1. la girante dei buoi dell'aratro; Il significato di der Viehtreiber* (H. ST. TlaBnioBckuit P.-n. ca. 1082) è molto diverso da quello di lit. paganikas. In secondo luogo, nei dialetti lituani troviamo il sinonimo lietuviškas paganikas, che non ha alcuna somiglianza con il russo noeoHuKx, ma è legato a lietuviškas ganyti. Pg. : Liet. pūganas "kerdžios padéjéjas' (Kretinga, Palanga, Salantai, Šateikiai), paganaitis "piemenukas' (Palanga), cfr. lit. paganyti". Il termine lituano paganikas è stato usato da P. Skardžius** e J. Otrembskis®, che lo associano al termine lituano paganyti. Una cosa. pavarninkas, pirmininkas, Saliniiikas Liet. pavdrninkas ‘piemuo, genant banda su kerdZiumi, esantis bandos gale’ (Akmenė), pavarinis (Žemaitkiemis), pavarinys (Lyduokiai), plg. liet. varyti. 34 ^ R. Fraenkel, pag. Wb., p. 1175. 35 canzoni popolari lituane, raccolte criticamente elaborate e tradotte in lingua maggioriana da G. H. F. Nesselmann, Berlin, 1853, p. 20; cfr. anche V. Kalvaitis, Prūsijos Lietuvių dainos, Tilžė, 1905, p. 341. 3 A. Leskien, La formazione dei nomi in lituano, p. 510. 37 P, Skardžius, La formazione delle parole lituane, p. 444. 3 P, Skardžius, La formazione delle parole lituane, p. 128. 4 J, Otrębski, Grammatica della lingua lituana, II, p. 277. 29 Una cosa. presidente (plurale più comune) "al pascolo, il pastore in piedi davanti al gregge ("dietro gli occhi")* (EN, ES) Pg. - Lasciami. Il primo. Una cosa. Il presidente nella cartella accademica del "Dizionario della lingua lituana" è registrato una volta nel significato generale di ir pastore (Lazūnai, ha scritto J. Senkus)**, notando che è stato ascoltato una volta iš da un uomo antico. Una cosa. Straniuikas (plurale più comune) "al pascolo delle pecore, il pastore, in piedi sul gregge iš Sono» (EN, ES) Pg. - Lasciami. Paese. Nei dialetti lituani, il pastore anziano è talvolta chiamato con altre ir parole, più comunemente usate per indicare l'anzianità, il potere: piemenij kardlius, galva, tėvas, vyresnybė!. Tuttavia, questi nomi di solito hanno una certa sfumatura emotiva. * * * Dopo aver esaminato i nomi dei pastori delle lingue baltiche, possiamo affermare che l'antico ide. Il nome del pastore è stato mantenuto solo in lituano (liet. piemud). Tuttavia, è probabile che questo nome sia stato usato anche in altre lingue baltiche. Dal baltico questo nome è entrato nelle lingue finlandesi baltiche. Nella lingua lituana troviamo anche un nome molto antico per il pastore anziano (liet. keFdžius). Nelle lingue baltiche esistono numerosi nomi di pastore o pastore anziano di diversa origine, in particolare molti di questi nomi si trovano in lituano. Nome del prodotto: Le lingue non devono considerare gli animali come un nome generico. Non c'è un nome comune e molte idee. I rami della lingua. I nomi di questo concetto nelle singole lingue sono per lo più di origine indipendente, ci sono numerosi casi di prestiti. Non ha un nome comune per questa capanna e la lingua baltica. Tuttavia, nelle lingue lituana e lettone, come vedremo, c'è un nome diverso e comune per questo concetto. La conoscenza storica delle antiche capanne baltiche per l'allevamento del bestiame è molto scarsa. Dai brevi indizi esistenti nei documenti storici non è possibile ricostruire l'evoluzione più dettagliata di questa immagine di capanna. Sia in Lituania che in Lettonia esistevano diversi tipi di trobesi per l'allevamento del bestiame!. Le notizie più dettagliate sulle stalle dei contadini lituani si trovano nei documenti del XVI secolo. Ad esempio, il 31 ottobre 1562, nella voce del revisore della Zemaitijos valsčių Jakuba LaSkauskio Nell'inventario della parrocchia di Karšuva si legge: "Per il letame, il bestiame deve essere tenuto a casa, ma con ne un recinto ben recintato, come ir In sottofondo. O Il guardiano, come esempio, deve metterne uno vicino a sé in una vaityste, se non l'ha visto una volta, allora deve o farlo. nė 0 Z. Dizionario della lingua italiana. p. 29. “! Storia della letteratura italiana, red. A. Vilnius, Lituania 1964, p. 93. * Storia della letteratura italiana, red. A. Vilnius, Lituania 1964, p. 262— 269; - Ehi, ehi. (EN) Storia della cultura lituana, su — Iš lituania.lt. 1959, p. 237-256; K. Casa (numas) è il primo tipo di edificio residenziale lituano, — Iš Storia della cultura I, lituana, Vilnius, 1958, p. 104—145; Verbo di conversione lettone, Riga, 10, skit. 1933—1934, 19235—43; A. Il cavaliere bianco, Die Costruzioni in legno e Grado di legno del Letten, I-II, St. 1995, La 1907—1918; lingua italiana, red. Collegio: A. Birons, S. Cimermanis, A. Krastina, I. Leinasare, H. Strods 100 mg una volta al giorno per 2 settimane. rosso. ), Rigi, 1969, p. 134; S. Cimermanis, Latviešu tautas dzives pieminek]i, Celtnes un to iekarta, Rigi, ryti: 1969, p. 81—88. 30 scegliere un luogo tale che l'acqua non fuoriesca da esso, poi costruire una porta con una recinzione non troppo alta sul lato sud, costruire una stalla o un orto non troppo alto sul lato est, e proteggere bene con almeno due muri, arare la terra tra i muri e costruire così, costruire un secondo sul lato nord alla fine del giorno, e anche un terzo da ovest, e lasciare uno spazio vuoto al centro in modo che il bestiame possa uscire liberamente dalle stalle e entrare nelle stalle; Inoltre, mettere paglia e altro nel mezzo per far muggire il bestiame, in modo che ci sia abbastanza letame per fertilizzare la terra..."? Una delle prime descrizioni di stalle lituane più piccole è stata fornita da S. Daukantas. Il nome più comune in lingua lituana per una capanna per gli animali è tvartas. Oggi questa parola è usata nel linguaggio letterario e in una vasta area di dialetti della lingua lituana (la parte meridionale, centrale e orientale della Lituania: Ariogala, Daugai, Dūkštas, Ignalina, Jurbarkas, Kapsukas, Kėdainiai, Lazdijai, Raseiniai, Simnas, Švenčionys, Varėna, Veisiejai, Vilkaviškis, Vilkija; Isole lituane nel territorio della RSS Bielorussa: Lazūnai, Zietela)®. Questa parola si trova già nelle nostre antiche scritture. Per esempio, nella traduzione della Bibbia di S. B. Chilinski troviamo: "Pabudawosim cia awiu twartus pekuy musu...", Numeri 32, 16. “+++ e fece il suo peggiore disegno...”, Genesi 33:17. J. Bretkūn traduce questi passi biblici come segue: "Noi solo Awiu Twartas schicze farisim delei must Bandos..., Numeri 32, 16. s„,, e babūdawoia saw Casa e fece pękui sawam Via...“, 1 Gn. 33, 17. Tuttavia, sia S. B. Chilinskis che J. Bretkūnas sembrano usare la forma stádas (?) non nel significato attuale di "casa per il bestiame", ma nel significato di'recinto'. Questo presupposto sarebbe confermato anche dal testo biblico tedesco, cfr. l’edizione della Bibbia di Lutero del 1549: „Wir wollen nur Schafhiirten hie bawen fiir unser Vieh...“, Numeri 32, 16. “+ e costruitegli una casa, e fate un ovile per il suo bestiame...*, 1 Mos. 175 e segg. Solo nel significato di "recinto" la parola tvdrtas è usata nei dizionari lituani della Prussia orientale: "Twartas, to, m. ein abgezūunetes Stüllchen", P. Ruhig, Lex., I, 166. "Stall, Staldas, do, m. nur bezūunt Twartas, to, m.", R. Ruhig, Lex, II, 336. “Twartas, to, m. una stalla, una stalla chiusa. "C'è un uomo che si chiama Tommy, un uomo che si chiama Chris". I, pp. 303. 2 Le fonti della storia della RSS di Lituania, I, red. collegio: K. Jablonskis (atsak. redaktorius), J. Jurginis, J. Žiugžda (vyriaus. redaktorius), Vilnius, 1955, p. 178—179. 3 Budą Senowęs —Lėtuwiu Kalnienū e Žamajtiū iszraszę- ... di Jokub's Laukys, Petropoli, 1845, p. 22-23. 4 Per indicare la diffusione dei vari nomi di stalle nei dialetti lituani, l’autore si basa principalmente su una mappa manoscritta preparata da B. Vanagiene per l’Atlante della lingua lituana. Per gli esempi di dialetti lettoni, egli ringrazia fil. m. kand. E. Schiavone. 5 Biblia: Questo è: tutta la Sacra Scrittura: Deutsch. Auffs nuovo preparato. D. Marchi. Luth., Wittenberg, 1549. 31 Come abbiamo detto, nei dialetti lituani la parola kiité è usata ir "vecchia, povera capanna”. Poiché in questo senso la parola stalla si trova in un altro In parte della Lituania, rispetto al nome della stalla in discussione, ci sembra che, forse, dovrebbe essere distinto da liet. 100 mg/ ml "Il cane è un animale da ir compagnia" è un'espresiš sione usata per descrivere il cane. Paese «die "Scopri". Lietuvių staldas, lat. stallis, pr. staldis Nella parte meridionale della Žemaitija e in alcuni dialetti occidentali dell'altopiano che si trovano più vicino all'ex Prussia orientale, il nome staldas (Kelmė, Pagėgiai, Rietavas, Skaudvilė, Slavikai, Sudargas, Šilalė, Tauragė, Užventis, Vainutas, Varniai) è usato per tenere gli animali della capanna, si verifica anche la forma staldis (Endriejavas, Judrėnai, Juodkrantė, Nida, Sakūčiai, Šilutė, Veiviržėnai). Questa parola si trova già nelle nostre antiche scritture. Troviamo la forma staldoie anche nella "Postila" di M. Daukša ("Kaip iūsu ne pažčidže dargūs giwėnimas staldoie ir grinas guleimas prakarte", DP, 425), il cui autore proviene da quei luoghi dove la parola staldas non è più usata oggi. Il termine staldas è usato principalmente negli scritti lituani della Prussia orientale: J. Bretkūno „Postilėje“ (II, 23, 101), D. Kleino „Giesmyne“ (32), nel dizionario manoscritto del XVII secolo „Lexicon Lithuanicum“ („Stale Staldas, Twartas- “, 82 a), si può dire, in tutte le successive opere di lessicografia lituana della Prussia orientale (nei dizionari di P. Ruigis, K. Milkaus, G. H. F. Neselman, F. Kuršaitis e altri), si trova abbastanza spesso nel folklore lituano di questa regione*- *. Accanto alle forme staldas, staldis nei dialetti lituani si trovano anche le forme stalnė (Padvarėliai, Tirkšliai), stalnis (Zastaučiai, Mažeikių raj.). Tuttavia, queste ultime forme sono usate, a quanto pare, in riferimento solo a grandi stalle per cavalli, di solito di proprietà. Iš Da queste forme deriva ir l'aggettivo stolninis (cavallo) (Šatės, Viekšniai). Questi nomi di stalle per cavalli, in particolare in forma diminutiva, si trovano abbastanza spesso nei testi ir folcloristici della Žemaitija: „Isz —ejn ir brolelis Il nuovo desktop Bere un cavallo mentre si vestono (EN, ES) "Alla ricerca di S. un amico", D. su Anime 1234, News Network. Sawo il cavallo di birra, Tawa è Cavallo di cavallo Il mio tiewo stalnelie®, Daukantas, S. Z., „Bene D. buwaj 27. stalnelie ? - Bene. 1 ankéj bernelj? - E' un uomo? Stalnie ant gembele?“, Daukantas, S. Z., D. 89. * Il piccolo popolo lituano XVII — XVIII secolo. J. Lebedys, Vilnius, Lituania 1956, p. 418, 426, 472. % Dajnes Žiamajtiū per Parola Dajninikū iszrašitas, Petrapilies, 1846. 38 "Lasciare un i tavolo, un secondo i giardino, a a a dza dza dza Secondo i giardino", S. Daukantas, Z., D. citato 91. S. Nei versi delle canzoni popolari della Žemaitija scritte da Daukanto le parole stalnelė, stalnė sono usate dove in altre varianti di queste canzoni sono usate stainele, stainė, stainia. Pertanto, ci sembra che E. Frenkels®, solo iš S. Conoscendo la forma di Daukanto su -In-, la be questione collega queste parole lit. su staldas: la forma tavolo, stolė sono apparsi al posto delle forme stainė, stainė. Jų Il cambiamento potrebbe essere influenzato ir a volte dalla forma del bancone. Va notato che S. Nelle canzoni 1829 popolari della Žemaitija pubblicate durante l'anno di Stanevičius si trova solo la forma stainé®®. La forma stolnija, stolnij come vedremo più avanti, si trova nei dialetti žemaitici attuali, che ir si trovano proprio vicino S. La casa di Daenerys. Un caso analogo in cui la seconda vocale di una vocale è i sostituita da una /, consonante ir è liet. Colna "povero cavallo" (Giedraičiai, Videniškiai, LKŽd., VI, vicino alla 844) forma kuinas. Una cosa. La sorgente del bancone è vid. Vog. - Si', signore. Stall? ?, per quanto riguarda II > Id Plg. 10 anni. Melcher- < s-Wok. - Si', signore. Moller, est. mulder “Miiller”, cantina “Keller” ir kt. *9 Come in ir lietuviy lingua, su formantu -/d questo nome di stalla è usato in danese, cfr. - Ehi, amico. stald 'porta'. In generale, questo nome di stalla è usato in molte lingue germaniche, o iš Germanico jį preso in ir prestito da alcuni altri Lingue europee. Il significato originale di questa parola "parcheggio' si — riferisce a pr. su stallit «stovéti- », gr. oreMAew “correggere”, skr. sthalati - E' in piedi. ir Semanticamente, nello stesso modo sono nate diverse idee. Nomi di stalle linguistiche, plg. skr. gosthanam «stalla per mucche», av. Goostané, sogno. Vog. Altezza. perpetuo "stalla di pecore", lat. stabulum (l'ultima parola è in francese. ėtable, isp. Stabile, rum. Staul, gr. n. 100. ^ Brock, pagg. Stabile, aria. alberi ir Fonte: ide. *stū- “stare in piedi, costruire’?2, Nel prussiano troviamo anche un nome di origine germanica per una capanna per gli animali, che corrisponde foneticamente al liet. 2000, pp. p. Elbingo parola del 226 vocabolario «Tabella "Il Signore", op. Come la spada. ir Stald, derivato iš dal tedesco, probabilmiš ente vid. Vog. - Si', signore. stall*4, In lettone esistono diverse forme del nome di questa stalla, p.es. 10 anni. Stallis «der Stall, preferibilmente il Pferdestall’, stalis, stalle «der Stall» (EM, III, EH, II, 1042; stalle, stellis. 569), ¥ E. Fraenkel, ed. Wb., p. 894. * S. Stanevičius, Dainos žemaičių, paruošė J. Lebedys, Vilnius, Lituania 1954, p. 14, 78, 122. * K. Il libro dei sogni, II, p. 591; E. Fraenkel, ed. Wb., p. 894. 40 J. Grammatica della lingua italiana p. 247—248. “ F. Il saggio, ed. Wb., p. 737; J. Umile, et. Wb., p. 1019—1020. ** C. D. Buck, Dic., ed. p. 150—151; J. Umile, et. Wb., p. 1004— 1010; M. Mayrhofer, ed. Wb., I, p. 350. * Monumenti della lingua prussiana, 63; R. Trautmann, Gli antichi prussiani Miglia di memoria linguistica, p. 85. “ W. Prellwitz, I tedeschi Componenti in del lettone Lingue straniere, Göttingen, 1891, p. 49; R. Trautmann, Gli antichi prussiani Miglia di memoria linguistica, p. 435; J. Endelin, lingua prussiana antica, p. 254. 39 Lat. Stallis ‘alloggi per il bestiame’ nel significato attuale Lettonia Il territorio della Comunità è du costituito da aree di particolare interesse. In primo luogo è vicino ai nomi dei fienili kits (resp. Il lato occidentale è occupato da un cortile. Parte della Lettonia — Dizionario dei dialetti della ir Sardegna (Aizpūtė, Alsunga, Barta, Blydienė, Dunika, Gruobinia, Kuldyga, Nygranda, Piltenė, Saldus, Talsai). Il secondo areale di questo nome, che non ha confini diretti con il su primo, ir piuttosto distante da quest'ultimo, è la parte meridionale dei cosiddetti dialetti sseljski, che si affacciano sul Lituania Territori della RSSU (Abeliai, Asarė, Biržai, Lyvanai, Sauka, Subata, Zalva). In questa zona, la forma di stalla non è l'unico nome del fienile: ji Utilizzato qui accanto al nome (resp. Acero ir (nella parte orientale della zona). Forma stellis si verifica In Inghilterra (Piltenė, Ugalė, Užava, Varvė, Zlekos, Zūros). La forma è stata registrata solo una volta (Virbai, a į nord di Sabbioneta). La parola stall si trova già G. Nel dizionario di (1638 Manzel m.), dove è usato accanto alla parola kūts. Il nome della città è riportato in un manoscritto dell'anno 1000. ir 1685 J. Linguaggio nel dizionario: «Stallis (.Kuhts, Klahws) in Stai fermo. Sirgo= Stal lis, = una stalla di cavalli. VV., Ss. uno VV., pag. Zuhko =stallis, un Stalla di maiale,» J. Langhe Si noti che: 286. ir H. Il dizionario 1637 estone di Stalio, pubblicato nel 1999, trova questo germanismo, cfr. est. La diversa fonetica della parola lettone potrebbe indicare che i lettoni hanno šį preso in prestito la parola in un momento diverso rispetto ai lituani e ai prussiani. Altrimenti la sua fonte, come est. Tall, è vid. Vog. - Si', signore. stall, stal**, Lietuv. stall, lat. stall La parola lituana pūnė Il significato di “alloggio per gli animali” è usato in un’area relativamente piccola dei dialetti dell’altopiano orientale (Gelvonai, Neveronys, Pabaiskas, Siesikai, Šašuoliai, Širvintos, Ukmergė, Vepriai). Questo nome si trova anche nelle isole di lingua lituana della RSS Bielorussa (Gėliūnai, Gervėčiai). Questo significato della parola lituana pūnė si trova già nell'edizione del 1642 del dizionario di K. Širvydas: - Che cazzo. Acciaiuoli, Carlo. (EN) C. Szyrwid, Dic., 29, su Discogs, Zink Media. «Carrello, Caprile, caprilis casa, haedile. (EN) C. Szyrwid, Dic., 126. ,,Obara, aliter: Claustrum, septum, dimitere pecus ė claustris. Pune, namas“, Szyrwid, C. Dic., Liet. piinia nel 233. significato di “casa per gli animali” si trova anche in vecchi documenti lituani, scritti in lingua non lituana. Plg.: ,,JIBOpell, TJie PHUKYHHUS MEIIKaeT: y JBOPIbI PPUAHS C NPHCEHKOMB H KY TOMY KJeTka, myHsa Ha Obiuio...* PanevéZiukas Vilkijos v. (1563 metų dokumentas)¥. 45 Anfithrung zur Estnischen Sprach... di M. Henrico Stahlen, Revall, M.DC., XXXVII, plg. D. Zemzare, Latviešu vardnicas, Riga, 1961, p. 49-50. 4 J. Sehwers, Sprachlich-kulturhistorische Untersuchungen, p. 118; EM, III, p. 1042. 47 K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios lietuvių raštinių kalbos, p. 200. 40 "Nei pressi di questa casa si trovano alberi per il bestiame, coperti di paglia e porte con pioggia sui poli", inventario del castello e della città di Kėdainiai del 1604**. In lingua lituana la parola pūnė (e altre sue forme) è usata anche con altri significati, ad esempio pūnė "pelle, parte di posa per raccogliere la pelle" (Kupiškis, Naujamiestis, Vabalninkas), pūnis, -ies,msaxkununa" (K. Siannc IloneBexckHe roBOpbI II 27), punia 'casa per caricare il grano, granaio' (Dubingiai, Rimšė), pūnė (Viekšniai, Kossarzewski Lituanica 117 a)? ?, negli scritti di M. Valančius e S. Daukanto questa parola è usata con il significato di "tipo, tenda". Per esempio: "Petras dalla primavera prima di tutto scavando la puzza, rivestito con alberi, lasciando il buco nella grotta per entrare e si stabilì"- *?,,s-+.15Z mauknū patagus, punes e folines per sé lavorava, apyniū wirksztiemis e ptauszomis bej aviles siutoię e rajszioje"®. Con un significato simile, questa parola si trova anche in un manoscritto di canti lituani risalente all'inizio del XVIII secolo, per esempio "Isztirt to noredami, sakima negindami, renkdamies ing Bethleem Tokieja punioy (?) Jezu uszspeia, Jozefa i Marya" "**?, negli scritti di M. Mažvydas e J. Bretkūnas troviamo questa parola con il significato di "urvo, olos'. Ad esempio: "++"Come il liuto sawa punaeie e la plecha pawargusi quando trauk ghi ingi retela sawa" (Gesmes Chriksczoniskas, II, Salmo X.)%. "Come un leone puzza..." (BrB, Sal. X, 9). "++.anis... si trova Skileie (correzione al margine: hole Olaie (puneie), BrB, Job, 38, 40; nel manoscritto di J. Bretkūnas 39 (inizio). Cfr. il testo tedesco della Bibbia di Lutero del 1549: „+ Wwie ein Lew in der hiile...“ (Sal., X). "++.sie... und rugen in der Hėle...." (Giobbe, 39 (inizio). Cfr. il testo latino della Bibbia: «+ ąuasi leo in spelunca sua» (Sal., X, 9). "Ouando cubant in antris..." (Giobbe, 38, 40). Nei vecchi inventari lituani e in altri documenti scritti in lingua non lituana, la parola "punia" è usata più spesso nel significato di "tenere il grano, il fieno, la paglia". Pg. : "Zyta v puni dersovatego y skoteliastego kop pięeętnascie...", 1600 m. Kraukėnai, Upytės p. »++"una stalla fatta di grano con una stoma di gesso, una porta dritta di tavole, un mandrino e una serratura in essa; La seconda punia nowa iescze nie stawiona...", Breslavia 1598. «+++ a HAMD JIaBaJIH JIBE KONE rpoiied 3a Tyo nyo‘, 1516 m. Mstislavlis? 48 Inventari lituani del XVII secolo, compilati da K. Jablonskis e M. Jučas, Vilnius, 1962, p. 19. 4 K. Būga, Rinktiniai raštai, II, p. 525. 50 M. Valančius, Paauglių žmonių knygelė, Tilžė, 1902, p. 102; Valančiaus raštai, red. J. Balčikonis, Kaunas, 1931, p. 244. 51 Budą Senowęs —Lėtuwiu Kalnienū ir Žamajtiū iszrasze- ... di Jokub's Laukys, Petropoli, 1845, p. 16. 52 V. Biržiška, Tauta i žodis, VII, p. 259. 88 Mažvydas, I più antichi monumenti della lingua lituana fino al 1570, curato da J. Gerullis Kaunas, 1922, p. 524. 41 "Pun quattro per la composizione del fieno costruito swiren per y spargere la pula di paglia, corpo costruito..." y 1756 m. La spada di Pollux. "Punia lunghezza sette pareti di na congelamento di paglia, legno w di pino, senza porta....", 1775 m. Letcas, Vitebsko p.** fincu „W tey odryny punia gran nova bervion dlia z davanja zboza, stoma coperta, porta niey polech do na (z) con un sussurro... y s ta Tutte le pareti ka ma w sono punteggiate, ogni parete con un po pizzico di pizzo. S Se andiamo dritti, la seconda do porta è nuova, con una parete di gomma, e sul lato destro ci po sono dei pali coperti di gomma. na S Il cancello è ricoperto da una trave a z stoma, il cuore di entrambi i lati ha we un'apertura z per riporre la capanna e un'altra per girare la capanna, lungo trenta metri, y lungo sette, il cancello ha due estremità su pali di legno, la porta è di na ottanta metri., Šiaulėnai, Viduklės 1619 m. p. .,Dalei idac gumno stare opadle y punia zla wielka®, 1645 Zalava, Ašmenos p. "Gumien dwa, jedne z osiecią, trzecia punia na stome", 1651 Palūšė, Drevininkai, Vilnius vaiv. "Przy tey odrynie punia drewniana|| dla zlozenia žyta...", 1700 Papalčiai- **", in lettone — sia nei dialetti che nei vari monumenti scritti — troviamo liet usati con significati simili. Non c'erano corrispondenze. Lat. piine ‘un fienile; Una Heuod. Fienile di paglia (che viene anche costruito come annesso); Un'aggiunta alla k/éts od. al kit per la conservazione del fieno, alla fila (per la conservazione di caffè e paglia); un Anbau od. un piccolo fienile per conservare la paglia’, pune ‘cine fienile’, punis, pinis, punis, pinis ‘un fienile per il caffè’; Un piccolo edificio simile a un fienile sul mare. riva del lago per riporre gli attrezzi da pesca; un piccolo fienile per fieno, paglia e caffè (come annesso alla rija); Fienile nella foresta; un piccolo fienile per le attrezzature da pesca; una casa di campagna’, pūna ‘un fienile vicino alla stalla; Il nome deriva da un termine greco: πίνη (pīnē), "fieno", e πῖνος (pīnōn), "fieno". zu punis’, punite ‘un pezzettino’ (EM, III, 413, 447; EH, II, 342). La parola latina pūnis si trova già nel dizionario di G. Manceli del 1638, cfr. : "un fienile, Schkunis, Wallh. 156, pp. 343. ^ Mancini, pag. Sull'origine del toponimo ci sono due opinioni. Alcuni studiosi ritengono che questa parola sia entrata nelle lingue lituana e lettone dalle lingue slave. Il primo a sollevare questa idea fu A. Brückner, indicando che puné ‘stall, verschlag fūrs vieh' si trova nel dizionario di K. Širvydas, mentre “bei Ragnit unbek.” (Qui si basa probabilmente sul dizionario di G. H. F. Nesselmann), egli lit. punė come fonte considera il russo o il bielorussoiy - Sì? ", Tale idea di A. Briukneris è stata sostenuta da J. Endzelynas (...nach Briickner.... aus r. nynsa)**, P. Skardžius (Wegen der Bedeutung wohl aus wr. nyrsa...)5*- ?, tale opinione è stata mantenuta anche dall'autore del dizionario etimologico della lingua lituana E. Frenkelis$- ?, ** K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios Lietuvos raštinių kalboje, p. 65, 83, 90, 225, 236, % Lietuvos inventoriai XVII a., p. 86, 141, 170, 436. % D. Vocabolario della lingua italiana, p. 440. A. Briickner. Le parole straniere slave in lituano, p. 123. 58 EM, III, p. 447. % P, Skardžius, Gli slavi Parole in prestito im Lingua lituana antica, p. 183. ®“ E. Fraenkel, ed. Wb., p. 667. 42 Iš Infatti, in tutte le lingue slave vicine troviamo una parola šį usata con quasi gli stessi significati. Voce principale: Russia. NYHA «NOJIOBHS, IIeJIEeBHA, MSIKHHHILA; IIOBETb, CEHOBAJI, Capal; - Ehi, amico. KJIETb, TJĮe CKJaJbIBAIOT BCSYHHY, H JIETOM CIHT XO35IHH; Terzo. XJIeB', nykoka, B. ans, Chn., III, (V. 538. In testimonianza di parte, questa parola è usata: Novgorod, Tver (Kaliningrad), Ryazan, Oriol, Tambov, Kaluga, nei dintorni di Smolensk.) Russo. Adesso «Xnew; 6, pp. 10. ^ (EN) "Casablanca", su Box Office Mojo, B. Box Office Mojo. 749. ny «XJIeB; Cavalli anni cena wan CcOJIOMbI, H. H. 10, pagg. 538. punia “mata drewniana stodola na siano; Shōpa, odryna na siano’, purika, J. Karlowicz, A. Krynsky i W. Niedzwiedzky, St., V, 433, 435. Secondo i dati dell'atlante dialettologico della lingua bielorussa, il baltr. nYyH «trobesio Per la parete (a volte per ir la paglia, il grano) caricare’ usato in tutto Il vicino oriente ir In Bielorussia, nella parte occidentale di questa zona si trova la forma nyroKa, a sud ir di į La forma di Mogilëv è ir nota come nyxima. A ovest In alcune parti della Bielorussia, la parola nyna è usata ir “owiec stodoły” reik¥me®2, Polk. Punia è usato molto raramente, è senza ir dubbio be preso in prestito dal iš russo o bielorusso. Be Nelle lingue ir slave orientali, come il lituano e il lettone, questa parola non esiste. Come abbiamo A. detto, J. Bruukneris, P. Endzelynas, E. Skardžius, Frenkelis lit. Latte, lat. Pine tempo di slavismo. Un altro gruppo di ricercatori ritiene che liet. Latte, lat. Pune hanno le loro parole, al o, contrario, nelle į lingue slave sono entrati iš nelle lingue baltiche. Russo. Nyna, baltr. Nessuna baltizmu laikė A. Potebnia“*, E. Karskis®, A. Preobra- "Schiavo, K. schiavo". Basandosi principalmente sulla geografia della parola slava, il jį baltico è considerato ir l'autore del miglior dizionario etimologico della lingua russa M. Fasmeris® E' davvero difficile iš dire quale parte abbia ragione. Quando si affronta questo problema, la questione dell'etimologia, il significato primario di jo questa parola è molto importante. I linguaggi che parlano. Latte, lat. Pune Slavisms, l'origine della parola slava, sembra, finora non ha cercato di spiegare. I sostenitori della seconda ipotesi hanno presentato due etimologie di questa parola. In primo luogo, lit. Pugna cercando di legare su skr. libbra "pulizia, purezza, purezza- ", pdvanah "Il vento (dievas)», sen. Vog. Altezza. fowen “sijoti”. Prima di tutto, la verità. Pugna significato sarebbe "luogo dove i cereali sono puliti'®®, Naturalmeši nte, l'etimologia è difficile da dimostrare. Difficilmente gli antichi bianchi avrebbero potuto avere una capanna appositamente progettata per la pulizia dei cereali. K. Lasciami andare. Latte, lat. La sua origine è stata spiegata sulla base di materiale baltico. Lo lasciò. La pioggia è caduta. su Pupazzo di neve "l'estremità vuota dell'uovo (nyxkKa, russo sina), Jlprsinekrasiariunbi amiac $1 Gesiapyckail MOBBI, Mappa 236; Ipssiektasariyesl atjac GeJlapycKaii MOBbI, YCTYIHBISl PROPRIETARI DEL MEDICINALE i KameHTapei Aa KapT, Minck, 1963, p. 794-797. ® Ibid., mappa 231. A. A. Ilore6na, K ncropun 3BykoB piccola sismica, III, DTHMONOTHUECKHE H JApyrHe 3aMeTKH, Bapmaga, 1881, p. 90. * E. O. Kapcknii, Benopycewi, I, Bapmasa, 1903, p. 135. % A. llpeoGpaxenckuii, Dr. ca, II, p. 153. ** K. La raccolta di scritti. I, p. 582, II, p. 524 — 526. 47 M. Vasmer. - No, no, no, no. Wb., II, p. 464—465, ** A. Il Dott. ca, II, p. 153; M. Vasmer, Uno. Wb., II, p. 465. 43 10 anni. patina ‘cranio, macaule, muso’, lat. puns "gobbo, rigonfiamento, votis”. Prima edizione. significato, secondo K. Boga, era "un mucchio, un mucchio di paglia, cenere, letame". Simili parallelismi semantici egli indica: lat. gubenis “coltivatore (per paglia, fieno); Il suo nome deriva da gubens, gubene, gubezis lat. : Metanfetamina «kriiva, kupa (Sieno)», lit. gubba, gubba; - Lasciami. conico "porta": lit. cono «kaugé, kupa, krūva»; - Lasciami. GUI inferiore “vartas”: slov. grb “kauburélis, kalvelė, kupra, rauksle”®. Se il terzo K. Il parallelo semantico indicato da Boge può essere messo in dubbio, quindi i primi due sono assolutamente affidabili. In generale, l'etimologia K. di Bog è più affidabile nella prima lettera. už L'etimologia è incerta. (: 100 mg/ die). Semanticamente lat. Paùna, lat. Puns, let. Pupazzo di neve 'uovo vuoto’ connessione su Il significato di "mucchio" è del tutto possibile, cfr. Russo. xy4a "mucchio": lit. kaikas “auglys, votis', kaūkaras "kalnelis, kalva, kauburys’, got. 100 g di farina di grano tenero «aukstasTM; - Lasciami. tubero "albero (pianta) sopracciglio, ispessimento in qualche punto; skaudilys, votis, guzas', lit. gumburas "rialzo, rigonfiamento': lat. gurmba "votis; "picco, mucchio", e dal significato di *mucchio, come mostrato dal parallelismo (conico: cono; gubino: guba), può derivare il significato di 'portata'. Tuttavia, l'etimologia di K. Buga può sollevare alcuni dubbi, perché nelle lingue baltiche non troviamo parole che possono essere collegate al lituano pūnė "porta", al latino pūne, usate nel significato di 'curva', e dal significato di 'porta, elevazione' al significato di "porta" è forse un salto semantico troppo grande. Solo questa circostanza, a nostro avviso, non consente di considerare l'etimologia di K. Boehm pienamente accettabile. È una questione molto complessa e controversa. Se il significato delle parole “būdas, palapinés” usate da M. Valančius, S. Daukanto, senza dubbio, poteva facilmente derivare dal significato di “tvarto, darZinés”, allora l’emergere del significato di “olos, grovo” negli scritti di M. Mažvydas, J. Bretkūnas è già meno chiaro. Naturalmente, il significato di ‘grotta, caverna’, come il significato di ‘caverna del leone’, potrebbe anche derivare dal significato di ‘caverna dell’animale’. Forse questa varietà di significati delle parole baltiche potrebbe essere un argomento per sostenere che lietuv. pūnė, lat. pūne hanno le loro parole di origine baltica. In ogni caso, ci sono più prove che gli slavi hanno preso in prestito la parola dai balti che i balti dagli slavi. Tuttavia, non è ancora possibile affermare categoricamente. In una certa zona della Lituania centrale (Dotnuva, Ėriškiai, Krakės, Kulva, Surviliškis, Šlapaberžė, Vadaktai) la parola ndmas è usata con il significato di ‘casa per tenere gli animali’. Questo significato viene trovato anche nell'edizione del 1642 del dizionario di K. Širvydas, cfr. : "Obora, aliter: Claustrum, septum dimitere pecus ė claustris. "La casa", C. "La casa", "La casa", "La casa". 233. La parola namas (in varie forme) si trova spesso anche negli antichi documenti lituani scritti in lituano. ne Pg. : "Per la mierzwy affinchè il bestiame concepisca necessariamente chowač non in namach, ma stalle čineč e bene fortificač dopo il podlasku- ...", 1562 m. Karšuva. ** K. Il libro dei sogni, II, p. 525— 526. 70 ^ Scaglione, pag. 708; F. Kluge, Et. Wb., p. 311; E. Fraenkel, Ft. Wb., p. 229-230. 44 "3 ABOpa WAYubl JI0 ryMHa Bea HOMb Asi Obi1a COJIOMOIO KDpHTbI, H TIO KOHEIlb TOE BEeXbl OJIpHHA 3 XBOpocTY pwbJieHa, 1oJi oAHbIM Jaxom..." *, 1597 m. Biliūnai, Raseinių valsč. | "Casa per la raccolta di un capannone costruito con travi, con una stoma... ", 1599 Žarėnai. "Nom dlia bydta...", 1600 Dubiniai, Valacchia di Beržėnai. «Vieza, po litewsku nams, drzewa iedlowego na trzy murany...- », 1619 Jokūbiškiai prie Šiaulėnų, Viduklės valsč. “Nam, to iest wieža dlia bydta ze wszytkim...”, 1639 Sokmedžiai Višutaičiai, Tendžiogalos valsč. "Numero per l'allevamento del bestiame....", 1650 m. Kretkampis, Vilkijos valsč. "Numa o raczey wieza zmuydzka per allevamento di bestiame...", 1675 m. Plungė. “Una piccola stalla per il bestiame;... in questo cortile numa per il bestiame; La facciata è a capanna, con volta a botte, con volta a botte a crociera, del 1676. ,,Nuova stalla per il bestiame con stoma coperto con nuove travi, stalle per i maiali con stoma coperto.- ..”, 1676 m. Smilgiai. ,,Obora z numami na bydto, do ktorey drzte na polagunach...“, 1678 Diktariskis, Viduklės valsč. "Stabulum et in extremis ejus cellasuaria de lignissime recentissime erecta, stramine contectum. Aedes pro pecoribus dictae numa de parietibus parata, ab extremo de sepibus adiecta, stramine tectae..., 1705 m. Laukuva. "Nume due. Obora dla bydta, po koniec teyze druga dla owiec, naprzeciw dla swini...“, Birzénai, 1667’2, come si evince dagli esempi forniti, il termine namas è usato in questi documenti principalmente nel senso di ‘una certa stalla per il bestiame’. Il significato di "casa per caricare il grano" si verifica anche. Secondo gli etnografi, la casa menzionata in questi documenti, così come la piazzetta, "probabilmente è stata una delle prime, cioè a pianta quadrangolare allungata, costruita con diverse stanze per cavalli, mucche e bestiame più piccolo. Da una parte di esse a volte abitavano anche delle persone, naturalmente solo i poveri, perché a quel tempo (XVI sec. d.C.) i contadini ricchi vivevano già nelle case”**, Nei documenti menzionati il lit. ndmas si trova spesso anche nelle parole composte, che indicano parti speciali della,,casa*”. Ad esempio: "..BeXka 3b OepBeHbs 30Yj10OBaHasi Is ObijiJia,..- .060pa 3 GepbBen- 's 30yJIOBaHasi, 10 KOHBLBI C NMPbIHOMBKOMB JJisi CBHuHenu...", 1602 (1603) Mimainiai, Ukmergės p. "Bexy Cc INpbiMHOMb H 3 HAMAKrajJloMb, KOTOpasi KONITOBAJIA OCMb KOINMb TpOmen..- .", 1584 Padubysys, Raseinių valsč. yy-..BEKA C NPHMHOM 3 ĮĮOXKUOK H 3 HYMOKIMaJIOM, 3b XBOPOCTY IIJIEMEHbIM...“, 1603 m. Karklėnai Bukantai, Karklėnų valsč,“ "1 K. Jablonskis, Lietuviški žodžiai senosios Lietuvos raštinių kalboje, p. 129, 130, 131, 132, ci sono altri esempi. 72 Inventarii Lietuvos XVII a., p. 266. 262 ^ "La storia della lingua italiana", pp. 263. - Ehi, ehi. Butkevičius, Storia della cultura lituana, II, p. 243; K. Čerbulėnas, Storia della cultura lituana, I, p. 137-145. 7* K. Jablonskis, Parole lituane nella vecchia lingua lituana scritta, p. 134, 135. 45 Lat. casa non è usato nel senso di "alloggio per il bestiame”, ma alcuni significati della parola sono in realtà molto vicini a questo. iš Pg. : Lat. Casa «una di diritte Barra (anche dai due Aiuti di una barca trasversale, non più a tenuta di mare), assemblati, a forma di cono, cheiche estive: una Chiese d'estate; un piccolo Gebédude, in a cui durante il In estate tutto è cotto (in mg/ die) Inverno solo zu Festività); un piccolo Edificio in in legno, cui fiirs Bovini (precedentemente nota anche come Persone) è cotto con un Cucina e bagno Caldaie a in condensazione - No, non lo è. il medio Parte del Casa residenziale, la Kiiche; «posizione della stanza ¢dove è stato trovato il cranio"; in Alcuni Zone è il mezzo Spazio della A casa da un Parete in Kiiche e Corridoio condiviso; uno Anticamera; uno Attacco manubrio senza Superficie prima della Bagno con un grande Caldaie per Bollire l'acqua; ,,pirts priekša“,,,pirts preeksgja telpa, kur nogérbjas®,,- ,piebiive pie pirts, kur velėjas“; uno Ciao a tutti. fumo di tabacco Flumi; Uno dei due Reti di salvataggio assemblate da aiuti di una barca vagliata, non più in grado di navigare; un piccolo Edificio: das La casa in dei Città". (EM, II, EH, II, 692-3; 4). | Guardando a questi significati, si può pensare che il significato più antico del latino nams era ‘una capanna, in cui c’è un impianto per riscaldare la stanza, cucinare il cibo, ecc.’ In questo caso, il termine è stato usato inizialmente con un significato simile. Naturalmente non si può affermare che i lituani e i lettoni abbiano chiamato con questo termine delle capanne identiche: la loro costruzione e la loro destinazione potevano variare in un certo grado anche nei singoli territori della Lituania e della LettoniaTM. Nelle antiche scritture lettoni, il termine lat. nams è spesso usato con il significato di domus ("casa, luogo di residenza, famiglia, Seimas'), cfr. Il termine domus è stato usato per la prima volta da G. Elger nel suo Evangelien und Episteln (1640)*, in cui si traduce con questo termine il latino domus: "Vnd te egaia ekszan to nammu, G. vnd 17. attradda to baernu a Maria sauwa mata..., Elger, "Et intrantes domum, invenerunt puerum cum Maria matre eius..., Mat. 2, 11.,...vid qeldia wyssu to nammu..., G. Elger, 86.,...et replevit totam domum...- ", Apd. “+ che la mia casa sia distrutta...”, G. Elger, 92. “ut impleatur domus mea...”, Luca, 14, 23., “....vziaem ekszan sauwems names”, G. Elger, 98. „„,„recipiant me in domos suas“, Luca, 16, 4.,,Mans nams ir wens ludzamu nams...“, G. Elger, 99.,, Quia domus mea domus orationis est...“, Luca, 19, 46.,...wena auksta Pharisaera namma...- “, Luca, 106.,5.-.1n domum cuius dum Pharisaeorum...“, Luca, 14, 1.,.vnd tas tyccaeia ar wyssu sauwu nammu saimu“, G. Elger, 111.,»...ct credidit ipse et domus eius tota®, Giovanni, 4, 53. Anche il termine latino paterfamilias è tradotto da G. Elger come tas Nammukungs (G. Elger, 92; Luc., Lit. casa è usato sia negli scritti antichi che nella lingua attuale nel significato di domus latino. "5 Per le case lettoni di destinazione plg. 14, Riga, 14,21). 1936, sket. 28400-6. 76 evangelii ed epistole tradotti in lettone da Georg Elger, oltre a un registro dei suoi canti spirituali del periodo intorno al 1640, ed. L'amico, Milano, Mondadori, 1961. 46 Per quanto riguarda l'origine del nome, esistono due opinioni. Alcuni studiosi lo associano alla lingua slava antica. dome ‘casa’, rus. dom, skr. 86 pp., 2000, pp. 126. ^ Lazzaro, op. cit., pag. tun, il cambiamento di consonantismo delle parole baltiche, spiegando la fame di dissimilazione?. Altri lit. nimas, lat. nams tendono ad associare con il gr. vopėc "pascolo; 'abitazione, luogo di soggiorno', gr. veuo, 'abito, lavoro, gestisco', gr. vopsis 'pastore'- ?., J. Endzelynas all'inizio ha anche accettato quest'ultima etimologia'®, ma in seguito è stato incline ad accettare il collegamento di lit. ndmas, lat. nams con il vecchio slavo. dom e altri.%° Finora è difficile dimostrare quale opinione sia corretta. Ci sembra più probabile che il lit. nūmas sia associato all'antico ide. Il nome della casa. Il cambiamento dell'inizio di una parola è comunque un'idea abbastanza comune. Fenomeno linguistico, cfr. lit. devyni, lat. devini, sen. slav. nono: onorevole Newints, sc. nava, lot. novem, got. niun; Il cielo, il cielo, il cielo, il cielo, il cielo, il cielo, il cielo. Oddio, dgs. ward. Il cielo, pag. ndbhah "nebbia, foschia, cielo", gr. vėgogc 'nuvola', ecc. Il termine lat. laidars, lit. laidaras è usato nella parte occidentale della Lettonia (Aizpute, Arlava, Blydienė, Duobelė, Dunika, Kandava, Matkulė, Praviniai, Saka, Tadaikiai, Tumė, Užava, Vandzene, Zvardė). Questo nome non è l’unico nella zona menzionata: è usato più comunemente insieme ad altri nomi lettoni di stalle (kits, kite, stallis, stellis). A volte con la parola laidars si chiama solo un grande fienile (Kandava, Laidzē, Upēsgryva). A volte i rappresentanti del dialetto sentono un certo arcaismo (Kazdanga, Skaistkalne). La parola latina laidars, oltre al significato di “stalla per il bestiame- ”, ha altri significati, cfr. “ein eingefriedigter Platz vor dem Viehstalle, wo das Vieh hineingelassen wird; il luogo di deposito all'interno del carrello della stalla; la piazza formata dalle stalle costruite intorno; Una pastorella per il bestiame nel campo (EM, II, 402; EH, I, 711). Accanto alla forma laidars nei dialetti lettoni si trovano anche le forme laidaris, laiders, laideris, laideris, laideris, leidars, leideris (EM, 111, 402, 403, 446; EH, I, 711, 712). Troviamo anche le forme laidarzs, leidarzs, che si sono formate per etimologia popolare, collegando queste parole al latino darzs “giardino, orto”* (EM, II, 402). Si usano anche forme composte: drlaidars ‘Hiirde fiir das Vieh auf dem Felde' (EM, I, 243; EH, I, 195), laūklaidars (EM, II, 426; EH, I, 722). Il termine "laidar" si trova già negli scritti di Manceli. Il termine "animale domestico" non è usato. Tuttavia, il suo uso è molto simile a quello di lat. laidars, cfr. lit. laidaras "recinto per le stalle per tenere il bestiame, diendaržis; uždengta vieta paslėkyje gyvuliams sudeginti- ’, laidario, laidario, laiderio (LK Žd., VII, 15, 16). La forma del cavo è registrato anche “fosse per il letame; Il significato di letame, fango (A. Bezzenberger, Lit. Voce principale: 132. 16, n. 7, pag. La forma laideris è stata registrata con un significato simile (G. H. F. Nesselmann, Wb., 351; LKŽd., VII, 16). 7 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., p. 483; V. Mažiulis, LKK, II, p. 14; J. Pokorny, Et. Wb., p. 199, l’opinione di J. Pokorno sulla questione dell’origine di liet. nūmas, lat. nams è piuttosto ambigua: in un punto del dizionario egli afferma che “it. ndmas... ist aus *damas dissimiliert" (p. 199), mentre in un'altra associa la parola al gr. vepw (p. 763—764). "e R, Trautmann, B-sl. Wb., p. 193; P. Skardžius, La formazione delle parole della lingua lituana, p. 31; M. Vasmer, Et. Wb., I, p. 361. "9 EM, II, p. 693. 8 J. Endzelins, Articoli della Società di Filologia, 12, p. 175-176. 47 in quelle aree a volte si verifica la ir forma migjs; Miglio (Gelvonai, Pociūnėliai, Pašušvys, Siesikai): liet. dormire, plg. Migis “gyvulio guolis”. Iš Quest'ultimo valore è apparso il ir significato di stalla di maiali. Una cosa. casetta (Sì, lo so.) : Natale. Una cosa. casa, come abbiamo visto, è usato nel senso di ir fienile. Una cosa. Piscicoltura (Šklėriai, Vievis, Zietela) < baltr. ceinapHix, plg. t.p. Russo. COUHAPHUK :ceunos "maiale". Una cosa. Porcellino d’India (Alanta, Anykščiai, Dusetos, Gražiškiai, Karsakiškis, Krakės, Krekenava, Musninkai, Pabaiskas, Panevėžys, Pociūnėliai, Raguva, Siesikai, Sodeliai, Šašuoliai, Želva), usato come porcellino, porcellino, porcellino ir (S.d.) V, 688, 693, 701) < - Ehi, ciao. + Una cosa. Porcospino (Cfr. V, 688), Suini (S.d.) V, 691), Suini (Cfr. V, 695), Porcellino d’India (Cfr. V, 701), segnale stradale (Cfr. V, 532) < Maiale in + stalla. Una cosa. Maialino (Stefano, pag. V, 688) < Maiale + kiité Una cosa. Porcellino d’India (Dusetos, LKŽd., pag. V, 693) < E' una + cosa che conosco. Una cosa. Stalla per suini (Cfr. V, 700) < Maiale + stalla. Lat. Carne di maiale (EM, I, 398; Eh, I, 281) <suini i kilt + “kiaulé”. 1, pp. 281. ^ (EN, ES) "Cerchio" su Allmusic. 281 ^ (EN, ES) Lara Croft: Tomb Raider, su Rotten Tomatoes, Flixster Inc. (EN, ES) Lara Croft: Tomb Raider, su FilmAffinity. Il nome della stalla è riportato anche in antichi monumenti prussiani: Seweynis Sewstal (229 parola del dizionario di Elbing)"*- ?. Pr. seweynis, non è chiaro quanto questa scrittura corrisponda alla vera forma della parola della lingua prussiana, è necessario collegare con i corrispondenti nomi del maiale delle lingue baltiche, cfr. pr. swintian, lat. suvęns, sivens, Avių tvartai Lietuvių avidė (Derveliai, Gadūnavas, Gaižūnai, Kėdainiai, Kietaviškės, Kupiškis, Raginėnai, Surviliškis, Svobiškis, dalla lingua letteraria questa parola è entrata anche in altri dialetti, infine anche nelle località indicate avidė non può essere sempre un vecchio fatto linguistico), aviniūkas (Alsėdžiai, Barčiai, Drobūkščiai, Dubičiai, Girdžiai, Lauko Soda, Laužai, Pakražantis, Rekščiai, Sintautai, Skirpsčiai, Slavikai, Šiauduva, Varduva), avinjkas (Dailidės, Mauručiai, Miežionys, Onuškis, Palomenė, Pavinkšniai, Rimšė, Sekonys, Tverečius), avinjké (Birštonas, Butrimonys, Čiobiškis, Darsūniškis, Daukšiai, Igliauka, Kalvarija, Kapčiamiestis, Kruonis, Liškiava, Marijampolis, Naujoji Ūta, Paparčiai, Pašlavantis, Simnas, Vievis), avinė (Armališkės, Kaniava, Širvintos), allevamento di pecore (Giedraičiai, Minkūnai, Musninkai, Naujamiestis, Pagriai, Šašuoliai, Vaiskūnai, Žeimis), allevamento di ovini (Radžiūnai, Raguva), pastore (Darsiskie, Virgole, Gusci), aveline (Polvere, Tartaruga), avinjéia (Alksnėnai, Dotnuva, Juknaičiai, Smalininkai), plg. t.p. L'A.S.D. I (2), 523, 525, 527, 528) + - Lasciami. opinioni. Una cosa. 100 g di farina di grano tenero (Lazūnai, LKŽd., IV, pag. 299) : - Lasciami. 100 g di farina di grano tenero «casa per l’essiccazione del ir lino. "2 Monumenti della lingua prussiana, p. 63. 2 A. Sabaliauskas, LKK, X, p. 171-172. 54 Una cosa. avitvartis (Kaniava, LKŽd., I(2), 530) < avis + tvdrtas. 1, pp. 1-5. ^ (EN) "About Us" (PDF). Lat. avikats (EH, I, 190) <avs kit + «avis». Karviy staltai Lietuvių karvidé (Gaižūnai, Kapčiūnai, Lieporiai, Lukošaičiai, Nairiai, Noriūnai, Rūdupiai, Salamiestis, Sodeliai, Telšiai, dal linguaggio letterario questa parola è entrata anche in vari altri dialetti della lingua lituana. Inoltre, anche nelle località qui indicate karvidė a volte può essere una parola apparsa molto recentemente), karviniūikas (Alsėdžiai, Eidžiotai, Salantai, Skripsčiai, Varduva), karvinykas (Biržiniškė, Mauručiai, Medeišiai, Rimšė, Sekonys, Tverečius, Vištytis), karviniūkė (Ratnyčia, LKŽd., V, 357), karvinis (Kazitiškis, Luodžiai), karvinys (Molėtai, LKZd., V, 358), ecc. L'A.S.D. V, 357—8): - Lasciami. 200 mg/ m2 di acqua. (EN, ES) La bandiera del Brasile, su bdfutbol- .com.br. 2, pp. 640. ^ Ibid., pag. 1984: "Il cane e il gatto" (Il gatto e il gatto, 1984). (EN) Animali selvatici, su Animal Diversity Web. Il significato del nome è incerto. ir Abruzzi (Cronaca di un uomo, rosso, nero, bianco). Liet. jautidė "stalla dei buoi" (LKŽd., IV, 323), jautiniūikas "stalla dei bovini; 324, 325, 326, 327, 328, 329, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 340, 341, 342, 343, 344, 345, 346, 347, 348, 349, 350, 351, 352, 353, 354, 355, 356, 357, 358, 359, 360, 361, 362, 363, 364, 365, 366, 367, 368, 369, 370, 371, 372. Il nome deriva dal latino "verus" (vero, vero, vero), e dal latino "verus" (vero, vero, vero, vero). Una cosa. kdrviatvartis (Città del Vaticano, 2000). V, 357) Bastardo + sanguinario. 1963: "Il mio amore" (I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII). 424, 425, 426) e la "Città di Dio" (cfr. Se si confrontano i nomi lituani delle stalle speciali con i corrispondenti nomi lettoni, si nota una grande varietà di nomi lituani. In lettone non troviamo nomi di attivi come in su lituano į -ide, nomi di - tipo proprietario. I nomi composti più comuni in lettone sono: aitu kilts, guovju kilts, telu kūts, cūkkūts, zirgu kūts (vicino alla stalla). Tuttavia, in lingua lituana, i nomi di questi lavori sono usati molto meno spesso. I dialetti lituani sono diventati molto diffusi di recente -ide nomi di tipo. Essi, che iš sono entrati nella lingua letteraria con l'ordinamensu to kolchoz, sostituiscono le ir denominazioni più antiche di altri tipi di produzione. * * * In generale, nelle lingue ir lituane e lettoni troviamo numerosi nomi di animali da cortile. Alcuni di questi nomi sono usati sia in lituano che in lettone. ir Oltre alle parole della propria origine, ci ir sono iš prestiti da vicine o lingue slave e germaniche. ANIMALE ATTREZZATURE DI COTTURA DENOMINAZIONI Nella terminologia dell'allevamento delle lingue baltiche, come gruppo semantico indipendente, si possono distinguere i nomi degli attrezzi per la ar battuta degli animali. Questi inagi, senza dubbio, be sono molto antichi, sono apparsi insieme con — l'allevamento più intensivo, quando l'uomo su ha iniziato a pascolare il bestiame per utilizzarli per vari lavori. ir Tuttavia, i nomi specifici degli attrezzi per il trasporto degli animali nelle lingue baltiche non sono relativamente di origine molto antica, anzi, be sono spesso presi in prestito iš dai popoli vicini, dove į spesso sono arrivati anche da paesi più lontani, dove iš l’allevamento era più intensivo. Certo, ci sono ir parole di uso più ampio di ar origine più stretta, ma sono derivazioni ir di tempi relativamente recenti. Le lingue indoeuropee non hanno una terminologia comune in questo campo. Di solito si sottolinea che le lingue slave hanno una terminologia particolarmente ricca in questo campo. Molti dei nomi degli attrezzi per la caccia agli animali slavi sono iš venuti ir į Le lingue baltiche. Una cosa. La bottega, lat. pataga ir kt. Si ritiene che gli antichi indoeuropei inizialmente iš cacciassero gli animali con speciali bastoni, poi attraverso o I popoli orientali hanno su conosciuto la frusta*. I bianchi su conoscevano questo ingrediente attraverso gli slavi. I dati linguistici lo dimostrano chiaramente. Una cosa. Botughi "un capannone per l'allevamento del bestiame; Rimbas (viena virvelė; virvelė su koto)» (LKZd., I(2), 976 — 7) Si trova già nei primi monumenti della lingua lituana — M. Mažvydo, M. K. Daukšos, ir Širvydas kt. Negli scritti. Pg. : "Botagais ghi ifch plake...", Mž, "dir plaka come' frustate, 443. pafmirdujeis lieguwieis... ij I flagelli di Néffa io sono i colpi di nudo...“, DP, „„terp buwo 105. wirwes, tu lynciugay, botagay, rikBtes...“, SP, II, „nahayka, scutica, flagellum, 163. mastix. Bottas, C. su formula1.com, Formula1.com. (1629 m. Edizione), 86. "Il Signore ha fatto la frusta e l'irritazione...", Ch 1, II, 150. Accanto alla forma flagello nelle antiche scritture si trova la forma flagello. Voce principale: Scuderia Ferrari. flagrum, flagellum, mastice. “Le battaglie- ”, C. Szyrwid, Dic. (1629 edizione), 60. ....jmarki batagai“, WP, 21. Nei dialetti della lingua lituana e nei vari monumenti scritti esistono anche altre forme del nome di questo bastone: botėgas (LKŽd., 1(2), 978), botaga (LKŽd., 1(2), 976; registrato nel dizionario di D. Sutkevičius,,,Clavis Germanico-Lithvana“,), botas (LKŽd., I(2), 978; F. Neselmano ha ricostruito la parola dalla forma botkotis, considerando botkotis < botas + kotas). Nei dialetti della Žemaitija questo nome è ampiamente usato con l'inizio della parola v-, ad esempio votūgas (Kuršėnai, Pagėgiai, Raudėnai, Viekšniai, Žarėnai, Židikai), votėgas (Girdiškė, Kalnalis, Salantai, Smilgiai, Šilalė; scritti di M. Valančius, S. Daukanto). Le forme con il verbo sono più recenti e sono già apparse nel suolo della lingua lituana. A volte tali forme si trovano anche nei più antichi monumenti della nostra scrittura: * O. Schrader, Reallexikon der indogermanischen Altertumskunde, II, Berlin, 1929, p. 154. * O, Schrader, Ibid., II, p. 154. 36, pp. 106. ^ A proposito di v: b plg. lit. bėbras: vėbras, byskupas: vyskupas, vélybas: vėlyvas, ecc. ^ A proposito di v: b plg. lit. bėbras: vėbras, byskupas: vyskupas, vélybas: vėlyvas, ecc. Probabilmente non si dovrebbe collegare con botdgas il lit. botarainis "lunga frusta" (LKŽd., I(2), 978; registrato negli scritti di Žemaitija), cfr. botarainis "creva, gommata, rugosa, ritorta" (Skuodas; 2, n. 2, 1978, pag. Un esempio come: Tavo lazda tikra botarainė, forse, mostrerebbe che anche negli scritti della Žemaitija il botarainis è usato non come 'botago', ma con il significato di "qualche bastone" (cfr. la frase della Žemaitija citata nel dizionario: O aš —akloji švaistau botarainiu šuni, net laukėdami į šalis sklinda). P.T.A.P., su ptapp.it. bėoteris "grande, grosso’, boterinis, boterainas, boterainis (LKŽd., I(2), 978), a cui si potrebbero associare le parole sopra menzionate. Liet. bataska "bastone, frusta, frusta; una tale frusta; lazda' (LKŽd., 1(2), 683) reikėtų kildyti tiesiog iš lenk. Bagagli piccoli. Forma di batog "bottas" (J. Karlowicz, A. Krynskii W. Niedzwiedzki, St, I, 105), plg. t.p. polk. Batozkowaé "bič batozkami', da cui probabilmente deriva anche il lit. bataškūoti "colpire, colpire con una bataška'. La sorgente del botùga è il bielorusso Gamoe*. Questo nome è usato anche in altre lingue slave, come l'ucraino e il russo. 6, "Leonardo da Vinci", op. batog "bastone corto", ceco. 6amoe ‘lazzata- ’, tarm. Nome, sen. rus. batogs®. Come questa parola sia apparsa nelle lingue slave, non è abbastanza chiaro. Alcuni studiosi lo considerano un prestito, indicando come fonte il turco budak ‘Saka’, Kazan tot. Borak, è il batacchio italiano ‘bastone’, altri lo considerano una parola di origine slava, collegandola con Slav. bat «bastone, bastone di quercia», batati «colpire, battere» (cfr. rus. 6omams)- ». La prima ipotesi (prestito dalle lingue turco-tatare) è più difficile da sostenere per ragioni fonetiche, anche se, in generale, la storia dell'allevamento la sosterrebbe. Dalle lingue slave il nome della frusta è passato in lettone: lat. pataga "die Peitsche- ', patēga, patega (EM, III, 190, 191; EH, II, 217), patags (EH, II, 217), partaga (EM, III, 182; EH, II, 214). Come possiamo vedere, gli esempi lettoni differiscono da quelli lituani per la consonantismo iniziale della parola. J. Enzdelynas® era incline a credere che Slav. Batogo è stato così sostituito dagli estoni o dai livi. Infatti, l'alternanza b: p è molto tipica del lettone. Le sue ragioni sono esattamente quelle che cercano di spiegare l'influenza delle lingue finlandesi baltiche- ". La forma pdrtaga è già una forma moderna della lingua lettone. Tale inserimento della consonante -tra la vocale lunga (o delle vocali ie, uo) e la consonante nei dialetti lettoni, specialmente nei prestiti, è un fenomeno piuttosto frequente, cfr. lat. kūrkis: kūkis "der Haken' (EM, II, 196), lat. mėrtelis: mėtelis ‘der Mantel’ (EM, II, 620), lat. pērlis: pélis “der Pfihl’ (EM, III, 209), lat. stérkis: stėkis ‘der Stachelfisch’ (EM, III, 1063) ecc. " * P, Skardžius, I feudatari slavi nell'antico lituano, p. 240. 4 J. Otrębski, Grammatyka języka litewskiego, I, p. 326. 5 P, Skardžius, I feudatari slavi nell'antico lituano, p. 45; E. Fraenkel, Et, Wb., p. 53. 4, pp. 10. ^ M. Vasmer, et. Wb, I, p. 62. " F. Stawski, St. Et., I, p. 28; A. Briickner, St. et., p. 18; H. M. Illaxcxnii, Dr. ca, I, p. 56, EM, III, S p. 190. * V. Kiparsky, Scando-slavica, 14, p. 73-97. 10 J, Endzelins, Latviešu valodas gramatika, p. 237-238; M. Rudzite, Latviešu dialektoloģija, Riga, 1964, p. 100-101, 194, 313-314. Una cosa. Il bisonte, lat. bizina Una cosa. bizina «rimbocco a manico corto, iš intrecciato con cinghie o corde; stirnakojis' (LKŽd., I(2), il 871), bisonte è anche di origine slava (E. Frenkelio (EN). La forma 45) bisūnas, beziinas non è un fatto credibile della lingua lituana). Jo La fonte deve essere considerata polacca. bizun o baltr. "Giuseppe". Come una tale parola è apparsa in queste lingue slave, non è ancora definitivamente chiarita. A. Bruckner!2 ha detto di piegare. bizzarro (si riferisce ir alla forma di bisonte) iš provenierų nte da vengbizony "oh, certo, certamente', sì, si sente urlare il percosso percosso. ar Į Polacco kų tale parola è entrata attraverso Slovacchi ungheresi che hanno servito XVII — XVIII a. Lituania ir I signori della Polonia. Un parallelo semantico a tale curva. caratteri bizun A. La Bruckner indica il polk. Faccia (Pg. - Lasciami. fabbricante) di origine. Altri ricercatori tendono a pensare che il belga. La fonte di bizun è vid. Lotto. bisonte «bison» (Gr. (EN, ES) Broowv, su Rotten Tomatoes, Flixster Inc. Lotto. Toro “jautis”: lotto. Toro "cintura di sandalo”. È stato anche suggerito che la fonte della parola polacca menzionata sia il termine turco biston, con il quale i monaci maomettani mendicanti si battevano per suscitare — uZmiłowanie'?, Tutte le etimologie sono discutibili. Tuttavia, forse il più probabile è A. L'interpretazione di Bruckner. Jo Il nuovo ir dizionario accademico polacco**. Lat. Bisonte «der Schligel, bastone per Schlagen’, bizuns «lunkans sitams riks», bisonte La fonte di ‘Kniittel, Zigeunerpeitsche’ è anche il polacco bielorusso, forse anche il vicino dialetto russo ar o ir (EM, I, 303). Voce principale: Canzoni ir popolari lettoni. “metamais, sitamais” (EH, I, 222), che è probabilmente riciclato iš bizuns. Su 10 anni. Bizuns, bizuls dovrebbe probabilmente ir essere collegato al lat. bizuns "uno che si è senza Arbeit umhertreibt, andere dabei zur Arbeit antreibend' (nasūjas kai bizuns aplik, nika nestrada, EH, 1, 222), o gal bit, ir lat. bizulis ‘umherschwirmender Mensch’ (EM, I, 302; EH, 222), pastarąjį atskiriant nuo lat. bizulis ‘biesendes Vieh’: lat. bizuot ‘biesen (namentlich vom Vieh), umherschwirmen, laufen’. Per quanto riguarda la semantica, cfr. i significati in lituano di bizinas (Vaiksto kaip biziinas, darbo nenusitverdamas, LKZd., 1(2), 871). Liet. dandaras, lat. dandala Liet. dafidaras ‘botago (con molti nodi)’ (LKZd., II, 171) la geografia (Joniskis, Šakyna) indicherebbe che in lituano è venuto dalla lingua lettone. È vero che la fonetica della parola suggerisce che è una parola lituana piuttosto che lettone, ma in lituano è completamente solitaria, mentre in lettone ci sono diverse varianti e più parole della stessa radice. Lat. dafidala 'una frusta zingara', danda, dandara 'una frusta zingara, la frusta' (EM, I, 437), dafidele "la frusta zingara" (EH, I, 306), plg. t. p. lat. dandaldties 'colpire con una frusta', dandaluét 'colpire con la frusta degli zingari' (EM, I, 437), dafidelét (EH, I, 306). 11 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., p. 45; A. Briickner, Le lingue straniere slave nel lituano, p. 72. 12 a.C. - ca. et., p. 28. '* J. Kartowicz, A. Krynski i W. Attività a Sk, I, p. 160; Enciclopedia Italiana, III, Milano, 1935, pp. 1361. "“ W. Doroszewski (red.), Storia dell'arte, Roma, 2000. I, 1958, p. 539. A queste parole lettoni dovrebbe essere collegato anche il lat. dafidala ‘eine lange, ziemlich dicke, glatte Gerte; un bambino cattivo, irrequieto (raramente usato dagli adulti), anche un tale animale’, daiidalėties ‘litigiare nello scambio di cavalli; al Pferdekauf lirmen’ (EH, I, 306), dandars ‘un uomo squadrato, paffuto’, dandariski “affrettato, iiber collo e testa’ (EM, I, 437). Per la semantica di queste ultime parole plg. - Lasciami. Per i significati di bizfin e altri, cfr. t. p. lat.: iet ka dafidala kuzu kuzam (1, 437). Il nome di questo botago in lettone è probabilmente famosoZodinés origine. Lietu. kančiūkas, lat. kaiičuka Lietu. kančiūkas "bufalo, bisonte, cervo", kančukas (LKŽd., V, 200), secondo P. Skardžiaus, E. Frenkeli, deriva dal baltr. kanuyx'®, Tuttavia, non è meno probabile che la fonte di lit. kančiūkas sia stata anche la forma polacca kariczuk, che nei dialetti è usata accanto alla forma già più diffusa kariczug. La forma kanczuk si trova anche negli scritti degli scrittori polacchi legati alla Lituania A. Mickevičius, I. Chodzka! *, Accanto alle forme kančiūkas, kančūkas in lingua lituana sono usate anche le forme kaiičius, kaiičas, kančas (LK Žd., V, 200). Queste forme sono interpretate in due modi. M. Nydermanas ha sostenuto che queste forme sono nate nella lingua lituana stessa, astraendo dai diminutivi pronunciati, ad esempio in lituano bafsas accanto a barsūkas (<in polacco borsuk o in bielorusso Gapcyx), in lituano kūšas accanto a kapšiūkas (<in polacco kapczuk o in bielorusso kanuyr) e così via. "" P. Skardžius ha suggerito che il nome lituano kaiičius potrebbe derivare dal polacco, poiché accanto alle forme kariczuk, kariczug si trova anche la forma karicz. ** Tuttavia, F. Slavski si oppone a tale possibilità, poiché il polacco. Karicz è usato nei dialetti polacchi lontani dalla Lituania. Il caffè e il caffè espresso. A sinistra. karicz in entrambe le lingue è apparso indipendentemente? Nelle lingue slave (russo: xamuyk, kamuye, ucraino: Kak4uyK, bulgaro: Kamuwux) il nome di questo frutto è venuto dall'Oriente, cfr. turco. Kamchy, Krimo tot. Kamčatka, Karaim. Cammino. La parola è piuttosto diffusa anche in altre lingue europee (greco, ungherese). Gli Slavi sono venuti da noi. ir Kantschuk, Kantschuk. Il latino kaiičuka 'die dicke, lederne Kosakenpeitsche', kaiicuks, kančaka, kaiičuklis (EM, II, 154; EH, I, 583), kančiklite (EH, I, 583) è anche di origine slava, probabilmente russa o bielorussa. In lettone si trovano anche forme più brevi di queste parole — kaiice ‘eine Peitsche’ (EH, I, 583) e kaiika ‘die Zigeunerpeitsche’ (EM, II, 154). A. Ciliegie La sua forma è simile a quella di un polpo. iš Karic? !. Tuttavia, per le stesse ragioni di kadicius in lituano, kafice in latino difficilmente poteva derivare dal polacco. Sia la forma karice che quella ir kaiika sono probabilmente nate nel suolo lettone. '* P, Skardžius, Gli slavi Parole in prestito im Lingua lituana antica, p. 95; E. Fraenkel, ed. Wb., p. 215. M W, Doroszewski (red.), Stownik języka polskiego, III, p. 525. 17 M. Niedermann, StB, III, p. 108—110. 18 P, Skardžius, APh, III, pag. 50. 19 F. Stawski, Sh et., II, p. 48. * M, Vasmer, Uno. Wb., I, p. 515—516; A. Briickner, pag. et., p. 217; K. Lokotsch, Et, Wb., p. 84. * A. Summent, prestiti slavi ignorati im Lettischen, Gottingen, Germania 1950, p. 143 (dattilografia), plg. E. Fraenkel, ed. Wb., p. 215. 59 Una cosa. Il carciofo, lat. Kai barca Una cosa. "Questa frusta, bisonte" (LKZd., V, 266), Corvi (Cfr. V, 267) Principalmente catturati Orientale Nel folklore lituano prussiano, o così come nei monumenti della lingua se lituana di altre regioni: K. Traduzione della Bibbia L. in lingua italiana, in Il Mulino, 2001. F. F. A. Bruckner?2, E. Frenkels2* considera la lingua polacca come la fonte di queste parole. Corbaccio, corbaccio (A. Brueghel il ir Vecchio. xap6au). Tuttavia, tenendo a mente lit. In particolare, considerando il fatto che in altri dialetti della lingua lituana non si į trova un tale nome di botago, si può supporre che i lituani abbiano ricevuto la lingua tedesca, cfr. jį iš Orientale La Prussia. Carbaccio (e) "Frusta, frusta di cuoio Cinture intrecciate', karbatschen "con la Karbatsch peitschen, priūgeln'**, Questo nome di bastone si trova già XVII nei a. monumenti della lingua tedesca®. A sinistra. korbacz è già stato registrato XVI nei a. monumenti della lingua polacca. Lì è pateko iš Il turco, plg. Turca. Cazzo. In realtà, questa parola in lingua į polacca potrebbe essere venuto ir attraverso gli ungheresi, cfr. Ungherese. - Corbdcs. Questo nome di origine turca è usato in molte lingue europee**. Lat. Cabiaca «una Tipo La frusta Caruso, pag. carbacina (EH, I, 588), carpacina (EH, 1, 589), Carbacee (EH, I, 602), Carpaccio (EH, I, 603), Plg. t. p. 10 anni. Carbaceo “battere con una karbača”. Questo nome lettone per il botago si trova più spesso nelle canzoni popolari lettoni, negli scritti di Janševski, J. in alcuni dizionari. La ir prima volta che sembra essere trovato J. (EN) (EN) (1685 (FR) nel manoscritto del dizionario: «Karbatsch'. uno Carbatfch» J. di Langhe Nel XVIII 41. secolo, il a. termine tedesco è già presente nei dizionari lettoni. Karbatsche (G. F. Stender, Lex., II (1789), 349), ma non esiste ancora una forma lettone di questa parola. Appare solo nei dizionari della seconda metà del XIX secolo (C. Valdemar, K. Ulmanis)*?". È piuttosto difficile dire in che modo questo nome di botago è arrivato in lettone. La risposta di Eisenhower fu: "Sì, lo farò". "** D, Zemzar lo considera uno slavo.?? Tuttavia, i lettoni potrebbero aver ottenuto questa parola anche dal tedesco. Il termine lituano knūtas, lat. knute, significa "botta, rimbas" e si trova in alcuni dialetti e in alcuni testi del XIX secolo —M. 279) e in un'opera di V. Kudirkas (LKŽd., VI, 279). La sua forma è la forma kniūtas (LKŽd., VI, 272). Nella lingua lituana, questo nome di botago è venuto dal russo o dal polacco. In particolare attraverso il russo (rus. xxym) si è diffuso in altre lingue slave: baltr. kuym,?2 A. Briickner, Le parole straniere slave nel lituano, p. 90. ? *2 E. Fraenkel, Et. Wb., pp. 220. ? *4 F, Frischbier, Preussisches Worterbuch, I, Berlin, 1882, p. 337, 25 F. Kluge, Et. Wb., pp. 351. * A. Bruckner, St. et., p. 256; F. Stawski, Sk et., II, p. 474—475; K. Locomotiva, ed. Wb., p. 102; V. Machek, Et. sl., p. 192-193, * D, Zemzare, Latviešu vardnicas, p. 88-89. 28 Eh, I, p. 588. ?** D, La letteratura latina, p. 88. 60 vol. xxym (in uso già nella prima metà del XVII secolo), polacco. knut (trovato in monumenti del XVI-XVII secolo), ceco. Knuta, knut, slovk. Knuta, bulg. (EN, ES) Serb.chorv, su serb.chorv.org. kupma, kuym, slov. Knuta, knut, alto. Luce. Knut, Knut. In russo, questo nome di botago è probabilmente venuto dalla Scandinavia, cfr. sen. isl. knūtr "bruzgulys, gumbas, mazgas’, sen. šved. knuter®. Inizialmente, una tale parola era chiamata una frusta speciale con nodi. In generale, questo nome del bastone è usato in molte lingue europee, cfr. Knute (da questa forma potrebbero derivare anche alcune delle forme slave che abbiamo già menzionato), francese knout, inglese knout. Il termine latino knute ‘eine Peitsche' (EH, I, 634) in questo senso, secondo J. Endzelynas, è stato preso in prestito dalla lingua russa. In lettone si trova anche la forma knuote ‘Peitsche’, cfr. lat. uzknūotet "mit einer knuote Schlage verabfolgen" (EH, II, 725). Accanto al latino knute 'una frusta', knuote troviamo anche le parole knuta "ein Kniittel', knutka, knute 'un Kniittel zum Schlagen' (EH, I, 637), knute "eine diinne Stange, zur Befestigung des Strohs auf dem Teche gebraucht', knutele, knutina (EM, II, 250), knuta, knute, knutele (EM, 11, 253; EH, I, 637). Il latino knuta ‘ein Kniittel', come suggerisce J. Endzelynas*!, potrebbe essere nato astraendo dal diminutivo pronominale knutele, che a sua volta sarebbe stato preso in prestito dal tedesco. Ci sembra che negli esempi lettoni citati (knute, knute, knutele, knutele, ecc.) ci siano due parole confuse, una delle quali è di origine tedesca. Il suo nome deriva dal russo xxym, che significa "bastone" o "bastone di ferro". Knute ‘botagas’. E così via. Sia Kniittel 'bastone' che i nomi menzionati del bastone sono parole della stessa radice, il significato di una delle quali era 'bastone gommoso' (=Knotenstock), e l'altra, come abbiamo detto, "bastone con nodi" (cfr. Knottpeitzsche)*- ?. Liet. matūras, lat. matara Liet. matdras "mezzo di percussione (bastone, corda, frusta, bastone)- ', mataras, mataras, matarinis, matarys (LK Žd., VII, 907) la questione dell'origine è molto complicata. In primo luogo, la parola matdras in lingua lituana è usata con diversi significati: "dispositivo per attorcigliare corde, legami, torsione, leket', "dispositivo per avvolgere fili, ratchet, krelis', "lunga fine del filo, obiettivo', 'estremità della rete', "plepys, tauškalas', 'parlante veloce', 'che si muove sempre; “non-rolling”, cfr. anche matarūkas "dispositivo per infilare i fili in filati; piegatrice; chi parla velocemente, scherzando; 'uomo frivolo, che ama chiacchierare', matarėlis "cartella per premere la paglia, quando si copre il tetto', matardila "quello che è molto vivo, un mazzolino; plepys, tauškalas', matarūoti "movi, mossi', mataruoti. Il significato originario di lit. matdras era probabilmente "strumento per inseguire o girare qualcuno" e si riferisce a lit. stumti*. Dalla parola matūras è nato il verbo matarūoti, e da quest'ultimo verbo (cfr. anche le parole sonore matardi, mūtar, matary) è nato anche il verbo matūr "mezzo di percussione". % F, Stawski, St. et., II, p. 290-291; M. Vasmer, Et. Wb., I, p. 580—581; A. Briickner, St. et., p. 240; F. Kluge, Et. Wb., p. 385; E. Klein, Et. Dic., I, p. 850. EM, UI, p. 250. 2, pp. 1, pagg. Wb., pp. 385. 3 K. Būga, Rinktiniai raštai, I, p. 465; P. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, p. 302, 489; E. Fraenkel, Et. Wb., pp. 414. 61 Una parola simile è usata in ir lettone, ma in senso molto più ristretto. Lat. matara «una (Slim) Rute, Gerte; una donna Stange» (EM, II, EH, 566; I, 784), uccidere «fine Knittel. (EM, II, matars 566), "un padre di famiglia" (EH, I, 784). Come vediamo, in lettone questa parola non è usata "dispositivo per spingere qualcuno a spingere", che, ar a nostro avviso, è la più antica che permette di associare la parola al verbo spingere. ir šį su La parola matar «più spesso Stock, Kniittel' si trova in ir estone. Pertanto, probabilmente, principalmente quest'ultima circostanza A. Zumentui** ha dato l'ispirazione per sostenere che i lettoni, ir come gli estoni, potrebbero aver preso in prestito iš tale parola dalla lingua russa, cfr. Russo. Momop , aAyOuHKa'* (B. ans, Ca, II, Ci sembra 351). che A. L'opinione di Zument è abbastanza convincente. - Proprio ir adesso. Mataras Il significato di ‘coda, vocale’ potrebbe iš a volte provenire dalla lingua russa. Russo. 40mop ha altri ir significati, che a volte ricordano il liet. ir Il suo nome deriva dal greco μόμβος, mombrós, "mostro- ", "mostro di mare", "mostro marino", "mostro marino". Queste parole russe Fasmer tende ad associarle al rus. AMtomarmo "avvolgere, piegare (il filo), muovere, scuotere', Memamo "lanciare", indicando il parallelo semantico tra loro con il lit. matdras: lit. mésti®, Liet. nagaika, lat. naika Liet. nagaika "battere un innagio intrecciato con un manico corto; bizūnas, rimbas’, ndika (Laižuva, Mažeikiai, Palanga, Viekšniai, Veiviržėnai; G. H. F. Nesselmann, Wb., 416, F. Kurschat, Wb., 266), naikas (G. H. F. Nesselmann, Wb., 416), niaika (F. Kurschat, Wb., 266) — parole di origine slava. La forma nagdika deriva dalla forma russa xazaitika, mentre la forma ndika, probabilmente più antica, deriva dalla forma baltr. (EN, ES) 2000: La bella addormentata, su Rotten Tomatoes, Flixster Inc. (EN, ES) 2000: La bella addormentata, su FilmAffinity. (EN, ES) Bleach, su Rotten Tomatoes, Flixster Inc. (EN, ES, ES) Bleach, su FilmAffinity. 06aacosewie®. Oltre al russo e al bielorusso, questo nome è usato anche in alcune altre lingue slave, come l'ucraino. xaeatl, nHaealika, lenk. Cerca, cerca, controlla. - Si', e' cosi'. Nelle lingue slave questa parola è venuta dai tatari, plg. Tutti i crimini. noyoi "il nome di una tribù tatara’, kirghizo tot. noyai, che a sua volta deriva dal nome del capo tartaro®,. Lat. Posto «fine Cinghia, una Coda, un morbido Rute» (II, pag. 112), niente «Priigel» (EM, II, probabilm689) ente derivato iš dalla lingua lituana, questo liudyty lat. Naika geografia (Dunica, Nyca). J. Il tempo di Angelo. niente (parola geografia non specificata) era incline (su?) kildinti iš baltr. Xaeatica. Tuttavia, se il paziente è sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere il tumore, il medico può decidere di sospendere il trattamento. ir ši La forma potrebbe essere stata presa iš in prestito dalla lingua lituana, ovviamente, senza conoscere esattamente la parola geografia, questo non può essere affermato categoricamente. Quando piovere. ika, ika è stato usato solo ne Il significato di "corto bastone di battere il piede', testimoniato da F. - Non lo so. Interpretazione del significato di nulla: «una Frusta zingara, una breve La frusta Allevatori, anche quelli Frusta da equitazione, im scherzo usato anche da una canna di vimini Minaccia zu di colpire qualcuno” (G. H. F. Nesselmann, Wb., ed. 416). *1 E. Fraenkel, ed. Wb., p. 414. #% M. Vasmer, Uno. Wb., II, p. 165. % E, Fraenkel, ed. Wb., p. 478. * K. Categoria: Raccolte di poesie I, p. 348-349; P. Skardžius, Die slavische Vocabolario im della lingua lituana p. 137; E. Fraenkel, ed. Wb., p. 478. ** M. Vasmer, Uno. Wb., II, p. 192; A. Brieckner, pag. et., p. 353—354; V. Machek, Et sk, p. 317. 62 Con il latino naikas, forse, dovrebbe essere collegato anche il latino naiceklis ‘il membro sessuale affettuoso’ (EH, I, 2), per la semantica cfr. il latino stute ‘una canna da pesca’: lat. stute ‘il membro sessuale affettuoso' (EH, I, 596), polacco. pyta "corta frusta": polacco. chiede ‘pene’ (J. Karlowicz, Si, IV, 460). La parola lituana pastardnka, che significa "una grossa frusta intrecciata da diverse corde" (Gudeliai), è di origine slava. In lingua lituana questa parola è usata abbastanza ampiamente con altri significati: "corda che unisce il pavalkus con il branktu, virZis' (Bagotoji, Krekenava, Kruonis, Pabaiskas, Pušalotas, Skaudvilė, Ukmergė, Upninkai), "corda con la quale il frusta è legato al botkočio' (Užventis). Si trovano anche le forme pastrangas (G. H. F. Nesselmann, Wb., 506 (Ragnit) ‘eine Peitschenschnur', F. Kurschat, Wb., 297), pastrdnka (Švenčionys). La forma con -gatsirasti potrebbe aver influenzato il lit. straigas "volgare". "La corda, una corda". Nella lingua lituana questo slavismo potrebbe essere arrivato in due modi: le forme pastrdngas, pastranka sono probabilmente di origine polacca. La forma russa è pastardnka. 1999: "Il mio nome è Giulio, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni, sono un uomo di 36 anni". Altrimenti, nelle lingue slave questa parola è usata abbastanza ampiamente, ad esempio rus. nocmpoMKa, nocmporKa, ucr. 1999 - Noi, i nostri, i nostri, il balletto. nocmpoxKa, nocmpoHoK, ček. Postranek, postranék, lenk. Postonek, alto. Pozza. Postronk, terra. Pozza. Postronk, che cosa. Poestronk. Sull'origine della parola slava ci sono molte opinioni diverse. Tuttavia, l'interpretazione più accettabile è che il significato originale di questa Parola era "an der Seite" (= *dopo lo stallo)*?, in latino pastrunkis 'una frusta, con la quale in alcuni luoghi i contadini vengono puniti; una punizione sul culo con la frusta; ein halberwachsener Knabe' nei dizionari di G. F. Stender (1789) e K. Ulman (1872) (EM, III, 109). | J. Endzelynas non ha espresso la sua opinione sull’origine del latino pastrunkis, ma si è accontentato di citare l’opinione di A. Briukner (Nach Briickner... aus hwic. nocmporoks ‘Strang’, EM, III, 109). È vero, A. Brūkners dopo la forma bielorussa indica anche forme di parole di lingua russa e polacca*- *, quindi si può capire che, secondo lui, una parola del genere potrebbe essere entrata nella lingua lettone sia dal bielorusso che dal russo e dal polacco. Tuttavia, ci sembra che per la parola -un in lettone si possa supporre che i lettoni abbiano preso in prestito questa parola dal lituano orientale, dove an> un. Una cosa. Pitka, lat. pitka Pitka "corto frustino, bizūnas* (Kalvarija, Kapsukas, Karklėnai, Kupiškis, Punskas) è un prestito dal polacco, pgl. polk pytka, pyta 'powrdz, rzemien, szmata skręcone na ksztalt sznura, jako narzędzie do bicia; Più in generale: frusta, spallaccio, ritorno. * K. Alminauskis, I germanismi del lituano, p. 120. 40 ^ Scaglione, pag. Wb., II, p. 416—417; A. Briickner, Si et., p. 432. A. Briickner, Le parole straniere slave nel lituano, p. 179. Lat. risposte «cine zurückgeflochtene Corda di frusta; uno Cossack whip» (EH, I, 181), Plg. 10 anni. atvit «losflechten, trennen». Lat. baice ‘una breve, spessa Frusta, frustino (EM, 1, 249), J. La sua posizione è probabilmente quella di un reattore nucleare. Frusta (probabilmente una Conversione di d. (Puccini). Per quanto riguarda bir pil rapporto di inizio parola plg. 10 anni. Brucas «der "Lat., lat. Il basso: lat. (EN).it, su.it, Ufficio federale delle comunicazioni. 20 anni. : Pecca, lat. - Ehi, : amico. Pires, lat. Blakts, liet. Blake : Late. Placcato ir ecc. ** - Va bene, va bene. Peitsche a sua volta è un prestito degli slavi iš (già presente) XIV monumenti a. della lingua tedesca)*!. Lat. entrambi «una Frusta, vale a dire il Frusta del diavolo Zingari. (EM, I, 278), bėmbele «un Knittel 100 mg/ 24 ore Colpi)' (EH, I, 212), Plg. 10 anni. Bumblebee «un Parola d'ordine (in Con riferimento a Uomini (dai bambini piccoli, schizzinosi, obesi), animali (di pesci di grosse dimensioni Kilbern e (EN, ES) "I cavalli e le bambole", su Silent Era. «fine Ragazza di piccola statura, bemberis “un nodoso Albero; una brutta, una mal cresciuta (EN, ES) Birke, su Silent Era. t. p. - Lasciami. Bimbilas. Lat. biktala «die La frusta degli zingari (EM, I, 295), Bictin ‘Priigel’, nūobiktalat ‘durchpriigeln’ possono essere parole di origine fonetica, cfr. 10 anni. toro, toro *Interv., un Colpire, colpire, bikat kajas «mit den Fisting sul divano Colpire il suolo (EH, I, 218). Lat. Suini «una La frusta Schweinenhiiten» (EH, I, 280), Plg. 10 anni. Suini «das "Suino". Lat. cuficurs «eine zu kurze Peitsche» (EM, I, 421), Plg. 10 anni. éuncurs ‘etwas Verwickeltes, Zotteliges der Kniuel, der I grumi; uno che si veste molto caldo, cuncuris ‘jem, dem die Il lavoro non va avanti, čunčuriski “gekriimmt”. Lat. Termina «eine kurze Frusta, loro Stem di un Odore di capra Zampe di coniglio consiste di mettere; una grossa Frusta, una Zigeunerpeitsche» (EM, I, 458), J. Secondo l'Angelus (su?), iš inizialmente per indicare un bottino di cuoio, plg. - Lasciami. La cintura. Lat. Nebbia "Oschsenziemer" (EM, I, 467) Probabilmente dovrebbe su essere collegato al lat. Timba ‘fare qualcosa di lento’ (Nu timba, timba! Si dice pigro e um debole Cavallo per guidare); con Portare la mia misericordia, timba «fine Il tessuto è più spesso del solito. Lat. diucene «una Frusta di equitazione fatta di un Ochsenziemer’, dipkavnica, dinkenice «fine Sedili per buoi; uno Frusta di equitazione fatta di un Ochsenziemer» (EH, I, 321), Plg. 10 anni. difixis «das minnliche Organo riproduttivo (in particolare uno dei seguenti: (EN, ES) < "Viaggio. Vog. Terra. Penso. «pene». Lat. Dratka «una Frusta; la Riige» (EM, I, 491) Probabilmente dovrebbe su essere collegato al lat. filo «der "Vita". < Vog. - Si', signore. drat, plg. 10 anni. drate “schelten- ”, dratit “schlagen, priigeln’, dratéjiens «die Riige=bdriens» (EH, I, 331), Plg. t. p. - Lasciami. dratinis. Lat. Fragranze ‘una spessa, tagliente Frusta da equitazione; uno Priigeln» (EM, I, 520): 10 anni. Polvere “Stechen, stossen”, ha detto. Duri. Lat. zenamais “ecc., con cui si spinge, un Piano, una "A.S.D." u. (EM, I, 544): 10 anni. 100 mg ‘treiben, jagen’. 60 J. Grammatica della lingua italiana p. 251-252; V. Kiparsky, Scando-slavica, 14, p. 713-97. 61 F, Il saggio, ed. Wb., p. 537. 70 Lat. dZala “" (chigūnam brenga džala BW. 33554, 6, EH, I, 365) probabilmente < lat. džaridžala. Lat. dZafidZala ‘die Zigeunerpeitsche', džandala (EM, I, 563), džandželite (EH, I, 365), džendžala (EM, I, 563), džendžele (EH, 1, 365), džiūdžala (EM, I, 564; EH, I, 365), džindžauska (EM, I, 564), džiūdža ‘eine Weidenod. Birkengerte oder eine Witsche' (EH, 1, 365), cfr. t. p. džandžūt 'colpire', džafidžalėt, džendžalat, džindželėt, džindžuot, džindžalūt, džindžalėt, džindžinat'svegliare la frusta', džindžalnieks 'uno zingaro'. Probabilmente parole di origine fonetica, scherzo “una brutta esperienza” Campana; uno Orologio da tasca, pag. t. p. - Lasciami. dZendZiéras. 119) "La spada e il bastone" (p. 569) "La spada e il bastone" (p. 569) - Lasciami. elvjitos ‘berZiné sūpynės kartis', alvyta "susukta vytis (karklas)’, lat. elvede “un giovane, robusto abete, la cui estremità è trasformata in una klūga, per fissare la Aletta am "Abbiamo bisogno di te, signore". ir aloade ‘Haspe=Tiirband, mediante il quale la tūr viene gehūngata nelle ancore’ (Elbingo Zodynélio 541 Zodis)®2. Lat. ganel «die Hirtenrute» (EM, I, 599), Ganenica (EM, 1, 600) : 10 anni. tutto “der Hirt”, ganit “pascolare, pascolare”. Lat. grifidZa «una Zigeunerpeitsche» (EH, I, 406) Può essere talvolta derivato dal latino dZifidza per dissimilazione. Lat. caltina "il grasso, il cuoio Cossack whip» (EM, II, 145) : 10 anni. freddo “forgiare; battere; Beschicken». Lat. Maiale «una Zigeunerpeitsche» (II, pag. 173): kaukt “huulen”, plg. t. p. 10 anni. Kaika «das Il pianto, il pianto, il pianto. Tempesta di vento; 10 mg/ ml La gola urlante, il Urlante, un Weinerlicher Uomo". 183) e "Il coccodrillo" (p. 184), "Il coccodrillo" (p. 185) e "Il coccodrillo" (p. 186). Lat. Licenze «die Peitsche» (EM, II, 476) — J. Il tempo di Angelo. su uguale a ‘piegare, piegare, affondare, piegare’. Lat. liétene «eine kurze Peitsche» (EM, II, 507) — J. Il dualismo è un dualismo di tempo. su Lievito “giessen; Hahn, pag. Il legame è molto affidabile, plg. gettare qualcosa per la testa; La cosa che ha rotto ar il mio pa cuore (EH, I, 757). Lat. luite «die Peitsche, linguetta (EM, II, 514) — Prestito iš dalla lingua tedesca, plg. Vog. la Lunte «dagtis, knatas; Coda (in lingua dei cacciatori)». La forma lintaga probabilmente deriva dalla forma pataga. Lat. Luotęga «una Frusta; uno Linea, uno Bastone, un grande Rute» (EH, I, 768), 12 ore fa «die Coda, qualcosa per Sbattere (un Lavorato a maglia, uno Peitsche)» (EM, II, EH, 528-9, I, 768), con allegato (?) ‘una flessibile, flessibile Rute» (EM, II, 520) : 10 anni. /uotat “schlagen”. A volte può essere strano ir ,,sulatvintos* lat. /antaga forma. Lat. Miscel «una Zigeunerpeitsche» (EH, I, 818), Forse, dovremmo collegare su lat. Conchiglia «die Urnréhre», mizeknis «das minnliche Organo sessuale (di Hengsten, Bullen, Schafbocken)- », mislis «das minnliche Membro, vale a dire il Cavalli, pag. - Lasciami. - Il museruolo. Iš Dall'altro lato, è possibile lat. Latte di capra lat. su Mizuet “hauen, schlagen, priigeln”, il cui significato principale è “abrinden, abschielen” (Pg. 10 anni. misuot (?) =mizudt). Per il lat. Il cambiamento del significato di mizuét plg. - Lasciami. ** K. Il libro dei sogni, III, p. 429; E. Fraenkel, ed. Wb., p. 120—121; J. Endelin, lingua prussiana antica, p. 140. J. Linguistica linguistica - Linguistica storica esami, p. 74. 71 labbra "prendere la corteccia, la buccia, il guscio'—>*batteį re, dare la pelle’. Tuttavia, la prima interpretazione sembra più probabile. Lat. Pesce d'aprile «die Peitsche» (EM, III, EH, 193; I, 219), Plg. 10 anni. 10 mg/ ml «vergeuden- », peizét ‘verspotten, materiell schidigen’, peiza «dienne Bier», peizeris ‘un avventato, stupido Mensch’, peizums “Uno che lirmt, fa Radau”. Lat. rosa «eine kurze Peitsche» (III, pagg. 199), 10 anni. rosa «der kurze La coda del lupo Maiali, coda a botte dei Pferde», pempele «ein kleines, dickes Midchen; uno Uomo di sottomesso Corpo. (EH, II, pempis 222), «der Pancia, un grasso Mensch’, pimpis «minnliches Articolo». In seguito queste parole sono su legate al lat. - Bugia, bugia, bugia. - Ehi, ragazzo. Lat. picche «cine Frusta; una pelle liscia Rute, picche (EM, III, 230) — Negli antichi monumenti della lingua lettone (G. Manceli, G. Elger, J. Langley), abbastanza o spesso nei dialetti si ir trova una parola. Jo La fonte. - Si', signore. Pietske "La frusta". Iš Vog. - Si', signore. Il peso è di circa ir 100 kg. La frusta. Lat. pikene "un Strumento per Colpire; Una breve (catrame) Peitsche» (EM, III, quest'ult214), imo significato suggerisce che iš pikene inizialmente significava resina iStepta (Lat., lat. Piccolo, lit. Pike, est. Lungo. < Vog. - Si', signore. Boccaccio, Op. cit., pagg. t. p. 10 anni. Picene «mit der "Batti la frusta". Lat. Tubo «die Peitsche» (EM, III, punto) 221), «die Frusta; Un ritorto. Panno per poter colpire’ (EM, III, probabilm222) ente legato al su lat. Pipì «die Angolo, il Punta di uno Sacchetti di cereali; il orale Pepino «cine deminutivische Designazione dell'amichevole Gliedes*, pipeste «una Mucca con breve (EN, ES) "Pleasure", su Allmusic. t. p. 10 anni. Tubi "Pescare", lat. Peperoncino «fine "Cerchio, cerchio, cerchio". Lat. Pannolino «eine flache Lederpeitsche’, pannolino, pannolini (EM, III, pleni336), ča “peramais riks vergu laikuos” (EH, II, 291) < Russo. niexuya «NJETEHHIE : rus. naecmu (B. Hans, Ca., III, Lat. 123). ringuetne «una Tipo Frusta con corto Stiel» (III, pagg. 528), 10 anni. rifigalts «der (EN, ES) "Circus", su Rotten < Tomatoes. Il Ringurt®s, Lat. Sorseggiare «eine starke Coda, anche un — Cinghia per Priigeln (=siksna)» (EM, III, 842) K. Lasciate che vi su guidi. $ipti®®, Angelo era J. incline a collegare skr. su Shiphu "Dùne Wurzel, Rute’ o s$ēpah «pene». Ci sembra che, prendendo il significato della parola sipsna «fine Cinghia per Priigeln’, potrebbe essere jį possibile spiegare iš la cinghia in aumento (Città di Castello). Lat. Sislis «fine Stock, nessuno. Strumento per Schlagen» (EM, III, lat. sist 849): ‘schlagen’. Lat. sitamai ‘qualcosa da fare, un Kniippel» (EM, III, 849, 850): Voce principale: SmackDown!. 1963: "Il mio amore per te" (I.A.S.P.) 1963: "Il mio amore per te" (I.A.S.P.) 1963: "Il mio amore per te" (I.A.S.P.) "Un uomo che ha fatto il bagno" (I, 191). 1098) e il suo successore, il conte Enrico III di Borgogna (1098-1099- ), che si rifiutò di sottomettersi e si arrese. 4“ J. Sehwers, Studi linguistico-culturali, p. 89. % Ibid., pag. 101. % K, Bouga, Racconti scelti, I, p. 600, II, p. 316, 618. 72 Lat. škęste ‘una (lunga) canna; una canna da pastore (con rami sottili); Una strodhachrute’ (EM, IV, 29) è probabilmente collegata alla lit. Sketera "animale dorsale, kibrys; kūbrio Seriai”, rus. wemuna “Seriai”- %. Il termine deriva dal latino kina 'una canna, una canna da pastore, un bastone lungo e sottile, una canna da pesca, una canna da paglia', skinaga 'una canna da pastore, una canna lunga per frullare o intrecciare cestini, una canna da pesca' (EM, IV, 41; EH, II, 636) J. Endzelynas linkes sieti su lat. Skit'sfogliare, rimuovere, rimuovere'. "La strada di un uomo" ^ Trad. Peitsche’ (EH, II, 649): lat. §mikstét “knallen, klatschen, schnalzen, pfeifen’ (plg. Smiksteja), smikšėt. Lat. $vaka ‘una verga, un bastone flessibile per colpire’ (EM, IV, 113) — probabilmente di origine sarsaZodinés, cfr. lat. ghiaccio dice: brika braka; Zuobenini $vika 1971, n. 1, pagg. 514) e il "Centro di ricerca e documentazione" (p. 515), che è un'opera di grande importanza storica. Lat. vembele “una canna; una coda spessa; una canna corta e spessa per battere; eine Hirtenrute’, vembelis (EM, IV, 536), vembele ‘ein kiirzer Kniippel’ (EH, II, 770) — prestito dai finlandesi baltici, cfr. est. vemmal (kilm. vemble) “Priigel, Kaniitel’, suom. vempele- ®s, Lat. zeliga ‘un machete; Peitsche mit einem eisernen Kolben’ (EM, IV, 704) dovrebbe probabilmente essere collegato al latino zelét ‘masticare, pizzicare’. Lat. zipsna (scritto anche con -b-) ‘una forte Rute; 725), plg. t.p. lat. zipat “colpire’, zipene ‘cine canna’, zipsnat cschlagen’. Forse il latino zipsna dovrebbe derivare dal latino sipsna, e quest'ultimo dovrebbe essere collegato al latino siksna. Lat. Zebenica "una lunga verga di pastore" (EM, IV, 799), plg. lat. "Un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone, un bastone- ". Il suo nome deriva dal fatto che le spine con cui si chiude la bocca di un giovane animale in modo che non possa succhiare, kurie toliau sietini su liet. Zabas, Zaboti®®. ; Il nome di uno dei geyser si trova anche nei monumenti della lingua prussiana: è la parola 315 del dizionario di Elbing – Bruch Geysel. Questa parola è scritta dopo il nome della corda e probabilmente significa ‘botaga’. Pr. brusgis l'origine è piuttosto incerta, probabilmente, come fanno R. TrautmanasTM e J. EndzelynasTM, dovrebbe essere collegato con il lit. briizgai "arbusti densi, deboli", briizgas "zabaras, virbas, šakalys', bruzgėtas "pagalys, Sakalys', brūzgulys "pagalys; un passante con un gancio per stringere la museruola; «Legatrici per mazzi di paglia», ecc. Quindi, il significato originario di brusgis sarebbe 'bastone- ', per semantica cfr. tedesco. il flagello delle "botagas": sin. scand. Geisli "lazda'*- ?. 8 K. Būga, Rinktiniai raštai, I, p. 599, II, 315, 617; E. Fraenkel, Et. Wb., pp. 803-804; M. Vasmer, Et. Wb., III, p. 450-451. 68 V. Thomsen, Berdringer mellem de finske og de baltiske (litauisk-- lettiske) Sprog, p. 286. 4 ^ E. Fraenkel, pag. Wb., pp. 1282-1283, "? R. Trautmann, Die altpreussischen Sprachdenkmiiler, p. 314. "1 J. Endzelins, Lingua antica prussiana, p. 154. 72 ^ A. Caccia, pag. Wb., pp. 242. 73 * * * Come possiamo vedere, il bianco Nelle lingue ir lituane e lettoni esistono molti nomi più ristretti di ir strumenti di percussione per la ar spinta degli animali. Gran parte di questi nomi nelle lingue į baltiche sono venuti iš dalle lingue slave (lit. Latte di capra, lat. pataga, lit. Il bisonte, lat. Bisogna, bisogna, bisogna. Il cancro, lat. Kaiičuka, lit. La spada, lat. knute, liet. Napoletano, lat. naika, lit. La stanza, lat. Pastrunkis, lit. Pitka, lat. Pitka, liet. Autunno, primavera. pletne, liet. Barbara, let. Chieti, Tip. La fabbrica, lat. pannolino). Į Un altro slavismo di questo tipo potrebbe essere entrato nel lettone ir attraverso il lituano. Tra i nomi lettoni per l'attrezzo da percussione troviamo ir prestiti dal iš tedesco (lat. baice, lunte, picka, ringuotne). Nella lingua lituana non si trovano quasi mai (lit. 200 mg/ die). Nelle lingue baltiche esistono numerosi nomi di origine fonetica per gli strumenti di percussione (bimbilas, bindza, bričius, džendžioras, dZiungaras, biktala, daridala, šmikšenica, švaka). Una stretta connessione semantica tra i nomi del pene e del membrum virile. Alcuni dei nomi di colpi di frusta sono usati nel significato di "uomo sbagliato, irresponsabile, malvagio". Abbreviazioni I APh -— Archivio Philologicum, I— VIII, Kaunas, B —Lexikon 1930—1939. Germanico-- Lithvanicum et Lithvanico-- Germanicum, darinnen... von Jacobo Brodowskij (manoscritto dell'inizio del XVIII secolo, due volumi). BB — Partecipazione alla Il cliente delle lingue indoeuropee, pubblicato da A. Bezzenberger, XXX, I— Gottingen, Germania 1877 — 1906. E. Berneker, ed. Wb. —Dizionario etimologico slavo, Heidelberg, 1908 —1913. BrB —Biblia tatai esti Wissas Schwentas Raschtas Lietuwischkai pergulditas per Jana Bretkuna Lietuwos Plebona Karaliaucziuie (manoscritto del 1590). BrP —Postilla tatai esti Breve e Poco Ischguldima Euangeliu- ... Per Jana Bretkuna... Karaliaucziue... 1591. A. Briickner, SL et. —Słownik etymologiczny języka polskiego, Cracovia, 1927. Bt. - S. Bythner, Il Nuovo Testamento... King James Version MDCCI. C. D. Buck, Dic. —Un dizionario di sinonimi selezionati nelle principali lingue indoeuropee, Chicago, 1949. G —Clavis Germanico-Lithuana, manoscritto scritto tra il 1673 e il 1701. B. Chilinski, Biblie su didžiu dabojimu perguldita Lietuwos žmonėms..., stampata a Londra nel 1660. Chi! —Bibbia lituana di Chylinski. Il Nuovo Testamento. 2, Milano, Tip., 1958. B. Lane, Cn. —Toskoewiii cJiosapb JKHBOTO BeJHKOpycckoro sisbika, I—IV, Mocksa, 1955. B. lo6posoabckuii, Cn. —Cwmosencknii obsactHoii caosapb, Cvmonenck, 1914. DP —Postilla Catholicka... Per Ktiniga Mikaloiv Davksza.- .. a Vilnius... 1599. EH-J. Endzelins e E. Hauzenberga, Integrazioni e correzioni al Dizionario della lingua lettone di K. Miilenbach, I—1II, Riga, 1934—1946. EM — K. 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B GaaTHiicKHX s3biKax, 0COOGHHO B JIATOBCKOM, CYIIECTBYET OYEHb MHOTO Ha3BaHHH craja: JHTOBCKHe —banda, kaimené, guotas, kéltuva, pékus, gyvuliai, gyvis, goniava, gona, gardas, stodas, armué, gaibjé, pulkas, tabiinas, nateiuckue —luopi, bars, ganeklis, pulis x pp. Uame Bcero 310 crapbie cJioBa 6GaJTHIICKOTO NPOHCXOXK ICHHS. - E' un po' strano. banda, KoTopoe B roBopax JHTOBCKOTO $3bIKa H B MHCbMEHHBIX NMaMATHHKAX VIIOTpeGJISIeTCA B cJeyIOIHX 3HAUeHHAX: ‘cTano’, "x JIeGa (Takke J€H), nocesiHHble Js CeGsi 6GaTpakoM, CBIHOM HJIH MJIAJŲNHM GpaToM KpecTbsiHHHA®, “3eMJIS, re nocesina banda’, ‘Hatypanbnasi npu6aBKa K JKaJoBaHblo GaTpaka’, ‘HaTypaJibHOE JKaJIOBAHLE Garpaka’, ‘noJb3a, HMyIIECTBO, JOCTOsiIHHE, COGCTBEHHOCTh, JieHbTH', ‘Oyxanka’. IlepBotauajJibHO Jihtobck. La banda non è Bceil BEPOATHOCTH 03HAYAJI0 “JKHBOTHOE', a H3 TOTO 3HAYEHHS MMOCTEMNEHHO pa3BHBaJIHCb Jpyrue GoJee HOBbIe 3HaueHHs. Jintobck. La banda 3adUKCHPOBAHHO B JIOKYMeHTAX, HaNHCaHHBIX He HA JIHTOBCKOM SI3bIKE, elle JIO NMOSBJEHHA TIHCbMEHHbIX NMaMATHHKOB JIHTOBCKOIO A3biKa. Non è un caso che il suo nome sia stato inserito nella lista dei 100 nomi più belli del mondo. B caABsiHCKHX A3bIKaX STO CJIOBO BCTpeuaeTCA H B 3HAYEHHAX, HEH3BECTHBIX JIS JIHTOBCKOTO si3biKa, Tak, HaNpHMep, B roBopax OeJIOpyCCKOTO H YKPaHHCKOTO f13bIKOB CJIOBO Gowda ymorpe- (EN) 1999-03-03, su bbc.co.uk. ^ (EN) 1999-03-03, su bbc.co.uk. ^ (EN) 1999-03-03, su bbc.co.uk. Hekotopsie JipeBHenpycCKHE TONOHHMbI H aHTPOTIOHHMbI KaK GY ATO CBHJIETEJIbCTBYIOT, YTO H B JIPEBHENPYCCKOM SI3bIKE CYHIECTBOBAJIO KOTa-TO CJIOBO, COOTBETCTBYIOLLee JIHTOBCKOMY banda. JlutoBck. 1999: "La banda dei muri" (HceJieJioJioBaTeJih CBA3LIBAIOT € H.-e. *bhendh-"- cas3arL'). Ho cemantHueckasi cropona sToil STHMOJIOTHH BbI3bIBAET HEKOTOPbIE COMHEHHS. Chiaro. "Cranos" è un nome di persona italiano maschile, di origine greca. kdimas ‘prezzo, non pagato’. HurepecHO OTMETHTb, UTO JlaXke reorpaus JAaHHLIX CJIOB B OOInHX UepTaX COBMANAET. OeHb Hesichoto NMPOMCXOXK IHU SBJASIETCS JHUTOBCK. Il griotas "crajio". Sorella di JinToBCK. gang "Gauja, maiika, copa', gévéda 'c6poji, TOANA, TAK H C H.-e. *gUou-'CKOTHHA; CKOT® ETO CBA3bL OYeHb THMOTETHYeCKas. JlutoBck. kéltuva «ckoTHHa; CKOT’ B BOCTOUHBIX TOBOpaX JHTOBCKOTO fi3blKa ynoTpebasercs H B 3HauenHH ‘crano’. 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. Jintosck. Origine: JniuTOBCK. Alzare «noanamars». 76 JluroBek. BonauaJibuo TOXKe o3HauaJio «CkoTHHA; CKOT®, HO B - Grazie. NHCbMEHHOCTH, a HHOTJIa H B TOBOpPAX, JIaHHOE CJIOBO 2009/12/11 H B 3HaueHHH «cTalo». OcoGriit HHtepec nome/tcTaBJISeT TOT (akT, UTO) JHTOBCK. Animali “ckor, crano” ofpasyer LAVORO App di comunicazione C Gesopycck. Wewéara, noasck. La vita. He Che cazzo! BO3MOXHOCTb, YTO Genova. HUBEAQ B TAKOM 3HaueHHH BO3HHKJIO MOJ BJHSHHEM JHTOBCK. Animali. B Scimmie MACbMEHHOCTH, a TaKXKe B JIHTOBCKHX OCTpOBAX Ha GeJiOpyCcCKOH TEppPHTOPHH B 3HaueHHH "C" indica il codice ISO per l'Italia. O6a 9th HA3BAHHS CTAJIa HEOTJEJIH Maggio OT H.-E. *gui-* (Giovanni Battista. Gy-, caos. ži-). JluroBex. Goniava «gru», gona : MMTOBCK. Protezione "TuaTb". JinToBCK. Gaidas B 3nauenuu «cTazo» TOJIbKO B - Sì. - Grazie. MCHMEHHOCTH. IlepBoHauaJibHoe 3HaueHHe sTOTO CJIoBa — «3aropojika, OropoxeHHoe Meccanico; CroftJio". Us Jiankoro 3Ha4UeHHS1 BO3HHKJIO H 3HaueHHe «cTajo». Jlutosck. tetto, tavolo, gregge (narsunex. Reggimento) SBASIOTCS 3aHMCTBOBAHHSAMH H3 CJIA... BSIHCKHX Si3bKob. JluroBer. armuo crane’ saįukcnpoBano - Non e' B vero. GHOJHH, cJieJiannoM A. Padre... HaycKacOM, ride OHO BO3HHK/IO TOJ| BJHSIHHEM Jiathhck. armento "KkpyMnbili CKOT; cTajo, TaGino". Giacomo Bcc. gaibjé BnepBbie 3aHKCHPOBAEO B OJIHOM pykonucbHomM caosape XVII Beka. Orry. aa OHO MoNaJio B pyKONHCbHbIK caoBapt 51. BpojioBeroro, a orciojia — B caosaps O. Strega. Ho cTpyKType Jiakkoro CJI0BA YKa3kIBaeT Ha DOMENICA, MERCOLEDI OHO HE SBJAEETCH JlocTOBepHBIM (haKTOM JIHTABACCO S13bIKA. Jlarsnucx. lupi «crano»: Jrarbnuek. [up «ckotnua, xusotHoe® (cp. Anbanck. lopé “kopoBa”). Jlatbiuck. bars «crano, TaGys, copa»: Giambattista. 100 mg "cChinaTb', AMTOBCK. Befti, MATOBCK. bar “yuactok, mnoJsoca”. Jlateiuick. ganel «ctano»: aatbinck. con te «nacti», JHTOBCK. Pascolo. Jlarsimick. Poliziotto. B 3nauennun «cTaflo» BO3HHK/JIO M3 3HAUCHUS «Kyua, MHOXKECTBO, ToJna». Boo6mee B GanTHiiCKHX HA3BaHHSX CTaja 100% cotone YACTO BCTPEUAETCS pasBHTHE 3HAYEHHII: «MHOXKeCTBO, TOJINa»->«cTaji0- », «JKHBOTHOE; CKOT'-'cTano'. Nacquero così i Nazgûli. B JMTOBCKOM S3bIKE COXpaHHJIOCH NpeBHee H.-E. Ha3BaHHe MacTy... Xa — piemué (: Ap.-rped. wowwdv u 1p. ). IlannoeCity in Hawaii USA Cerchiamo nactyx no Veloce - Ehi, amico. Prendi. B JPEBHENPYCCKOM H B JATHIICKOM 35 ^ Ibid. pag. BaaTuiickoe Ha3BaHne macTyXa NpOHHKJIO B NIpHGAaJITHIŪCKO-OHHCKHE S3bIKH, cp. OHucK. Pastore "nacrTyx" H ap. B JHTOBCKOM H JaTHIICKOM SI3BIKAX VNnOTpeOJISIIOTCA Ha3BaHHS NacTyxa, MPOHCXOs He OT Jihtobck. Pascolo «nacTu», NaTbLILICK. Con te. Jlanee sth CJIoBa HAO CBA3aTh C Jihtobck. giiti "rHaTh", JIaThINICK. dzit, PYCCK. 2Hamb K Ip. B JinTOBCKOM Si3bIKE HAXOJIHM - Ehi, amico. HA3BAHMII, TIpOHXXOJISNIHX OT COOTBETCTB VIOUHX Ha3BaHHH JOMALIHEX XKHBOTHBIX, cp. arklinificas “konenac- ”: autoBck. Equidi «nowans- », aviniikas «oBuap»: Jihtobck. parere «oBua», jdutininkas «nactyx OBIKOB»: Jihtobck. jdutis «Obik, Boa’, karvisius "nacryx Kopow’, kdrvnik : IuToBCK. Mucca *kopiBa’ H Jp. JlaToBCK. Aveyronfrance_ regions. kgm “oBuap’ < moJAbCK. Un pastore. Jlatpunck. Scapolare «oBuap» < mewmeux. Schiffer. B - No, grazie. S13bIKE HAXOJIKHM HECKOJIBKO Ha una cotta per Makoto. Yame scero ynoTpe6ASIOTCA I pastori di HasBanus nm. skeFdZius (C 06aBOUHBIM §, CP. JNTOBCK. Rondine “nactouxa- ”: stella di mare, cresta «weiinbiii rpeGenn- »: nm skatera n.p. ). Ilamnoerussia_ subjects. kgm Ha3BaHHe CTaplIero rnacryxa mmeer HaJIEXKHYIO STHMOJIOTHIO: OHO CBSI3HIBAETCH C H.-E. *kerdho- * uepenb, CTO; crano’. B E' terribile. NPYCCKOM fA3bIKE COXPAHHJIOCH CJIOBO STOCCO Interrogazione KOpHS (Bologna. m. 100 mg/ die 4.) «Bpems». B - Si'. TH JIAHHOE CJIOBO B 3HaueHHH «Ouepeib, CJIOl» NI0-BHAHMOMY YTOTPeGASIOCh BO BCeX 3000 anni fa. O6 stom cBH/leTeJiLCTBYeT DHHCK. 1 volta «coil, naacr: pas, OIHAXK IB’, NO3aHMCTBOBAH - Come? H3 GaJITHHCKHX A3LIKOB. Jiatobck. 100 mg NUMERO UACTO BCTpeyaeTcs B PYCCKHX, GeJIopy CCKHX, MOJLCKHX AOKYMeHTaX, OTHOCAIMHXCA K JinTse. E' un po' strano. OUeHb GJH3KO K - Ehi. - Ehi. H Jihtobck. Giornaliero «crapmmit nactyx» (: JmToBek. Giorno "nessuno"). Jlanuoe Banche europee JIHUIL B E' un ragazzo. BOCTOUHO-JIHTOBCKHX TOBOPOB. 77 Giugno-settembre. capo di “crapumii nactyx”: Jin TOBeK. «sepx» superiore. B kKonue XIX Beka Jin ToBcknii s3bLikoBejį MH. 1860-1930) Bes aT0 cnoBo B JWTepaTypHBIl S35IK, NPHAABast eMy HOBOE 3HaueHHe —‘HauaJbHHK’. Jlutosck. bandalis ‘crapumii nacryx’, bafidzius, bandinis: naToBcK. banda “crano”. 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. fvarklas. Jlannoe cJioBo B TAKOM 3HaueHHH JlaeTCsl Take H B STHMOJIOTHUeCKOM cJioBape JIHTOBCKOTO sidbika D. ®Ppenkensi. 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. 1999: "Io sono il tuo amore" (feat. 3B) 1999: "Io sono il tuo amore" (feat. 3B) 1999: "Io sono il tuo amore" (feat. Kak BHIHO H3 HemeunKkoro u3janus OHOJIHH 1549 roja, HeripaBHJIbHO GbiJia MCTOJIKOBaHA (pasa: "e come un focolare on hiirten"). Il suo nome deriva dal topolino che si nutre di questa pianta. ChnenoBaTeJibHo H BperkyHacckoe tvarklas B januoii (pase ynorpebasieTcsi He B 3HAUEHHH ‘nacTyX’, a B 3HaueHHH ‘3aroH’. JlutoBck. pastryrius «crapumii nacryx», colonnello, a ckopee Bcero H ustovas SiBJASIOTCH 3aHMCTBOBAHHAMH H3 CJIABSHCKHX S3bIKOB. B / HTOBCKOM S13bIKE HAXOJIHM H PSII Ha3BaHHH CIenHAJIbHbIX IOMOIIHHKOB CTapluero mnacryxa —paganikas, pdganas: JATOBCK. Pascolo ‘nactw’, allevatore, allevatore: JATOBCK. spingere ‘QUESTO’, il presidente: nuTOBCK. primo ‘nepsuiit’, Salinific: natoBcK. "Città di Salerno". Ha 3 bans xzaesa. B GanTuiickHX A3bIKAX HAXOJIHM JIOBOJILHO MHOTO Ha3BaHHH XJieBa pasHOTO TPOHCXOXK IEHHS. B JinToBecKoM si3pike HamGoJiee pacrpocTpaHeHHoe Ha3BaHHe fvdrtas. 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. B TaKOM 3HaueHHH JaHHOE CJIOBO BCTpeuaeTCA B JpeBHeil JIHTOBCKOH NMHCbMEHHOCTH, a TaKXKe B CJIOBADSX JIHTOBCKOTO S13bIKA ObiBieit Boctouwoii Ilpycenn. JluroBex. Il fienile "XJieB'": JiMTOBCK. tvėrti “oropaxkuBats”. C'è un'altra cosa. fvdrtas TIO-BHJIHMOMY HAaJIO CBABbIBATb H JP.-NPYCCK. coari (toari). Giulio BcK. - E' una cosa che non mi piace. B Grazie a 3HaueHHH JHTOBCK. 1629) 1629 – Giovanni Battista Illupsunaca, arcivescovo di Roma (n. 1629) Boofme nannoe ¢JIOBO B roBOpax JHTOBCKOTO Si3biKa SIBJISIETCA OUeHb MHOTO3HAYHBIM —"KOp3HHA, TJeTeHKa'', 'BepX NMOBO3KH, IIJIeTEHHbIH U3 NpyTher','scan (Aas ckora)', "KJIeTKa Aaa JOMallHHX NTH', 'rHe3fio', 'KoHypa', 'oThesbHAs UacTb XJieBa (AJs oBell, MOPOCsT)', 'CKOTHBIN ABOp; 3aron’, “KJIeTKA Aas 3sepeii’, “ocolbiil BHJI yJbSl, MOKPLITOrO COJIOMON® H Ip. Ilponcxox]JieHHe JHTOBCK. Il suo nome è OKOHUATENILHO He BhisicHeHo. Prosciutto Kaxrollcs, uTo JIJIS! Il rapporto tra i due è molto stretto. Gino Bartali. Gufbas ‘xnes’, ynotpebasiemoe B Bocrounoh JInTee, siBafieTcss HCKOHHBIM GaJITHHCKHM CJOBOM, a gufbas “KopauHa, nJjeteska’, ynorpe6asemoe value Bcero B 3ananuoii JIutee, a Takxke Jpyrue c gurbas ‘Kopauna, niJIeTeHKa' TeCHO CB3aHHbIE 3HAYEHHS B JIHTOBCKHH SI3bIK NMPOHHKJH H3 HeMelUKoro s3bika. JlaThick. - E' un'idea fantastica. E' una cosa che non mi piace. JluroBek. 1987: "Io e il mio amore" di J. J. Abrams. Il suo nome è un gioco di parole con l'inglese "popma kiifs mWHPOKO ynoTpebJsieTcsl B JIATbINICKOM A3biKe". 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. CCopia Bcero npas 51. 3H A3esHH, NpenoJaraslini, UTO JATOBCK. - E' una cosa che non mi piace. Ha Takyio BO3MOXKHOCTb yKa3biBaeT H reorpagus JHTOBCKOTO CJIOBA. Bojiee mpesuss dopma JiaTbiurekoro kits moraia ObiTb *kunt-, a Torjia 370 Ha3BaHHe XJIeBa 10 Bceli BEPOSITHOCTH MOXKHO GkiJIO 6bl CBSI3aTh C PYCCK. Kym "YTOJI, 3ayTOJOK; 3aX0/1a; 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. (JA) あなたに会いに行こう!, su J-Pop. Jlurorck. Staldas, natwimuck. Stallis, np.-npycck. 3aHMCTBOBAHHAMH H3 HeMeIlKoTo s3bika (cfr. Hx.-HeM. stall). 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. - 1000 a.C. Ho nam Kaxercs, uto JHTOBCK. Acciaio inossidabile, acciaio inossidabile nano cBa3bIBATh He C JIHTORCK. Standas, a c TATOBCK. stainé «Kowioums»®, stainélé (oTHOCHTebHO (DOHETHKH Cp. JHTOBCK. kuinas «knsiua»: JinTOBeK. kulnas «kasiua»). 10JTBEPKJIAIOT TEKCTH JHTOBCKHX HAPOJHBIX TeceHb, rie ynorpebaenne dopm stalné un stainé noun abCcoJIIOTHO COBIMAJNAET. JluroBex. Punizione 'xneB' ynortpe6asiercs: B HeGoJibiuofi uactn Bocrounoii Jutsu. B Takom 3naUeHHH JIaHHOe CJIOBO ye Bcrpeuaercsi B cJIoBape K. Illupeupaca (u3naume 1642 r.). Jiutonck. "Kopa, Iemepa; Najar, Wâ'im, Ya'qâ. B JIATOBCKHX 78 HHBeHTADpS1IX, HATIHCAHHbIX HA PYCCKOM, NOJIbCKOM, GeJiOpyCCKOM fA3bIKaX, JHTOBCK. "Noctopohka Aas Cxkatoto XjieGa, cena, CojiombI'. B - TIOJIOGHBIX 3HaueHHSX yrnoTpebasieTcss H JIATbILICK. pino, puzzola. Jlarbunuck. 1638: KaxojiAM Yy¥Ke B cJIOBape T. Maunana (n. 1638). IlponcxoxjieHHe JiaKHoro cCJIOBA OueHb HesicHoe. UacTb HCccJIejioBaTeJIel CYHTAIOT, YTO 3TO CJIOBO MO3aHMCTBOBAHO ČaJiTAMH H3 CJaBAHCKHX #A3BIKOB, a Jipyras —Hao0G60OPOT: NPHAEPKHUBAETCSH MHEHHS, UTO B CJIABSHCKHE $3bIKH OHO MOMNAJIO H3 S3LIKOB GaJITHHCKHX. - E' la sera scorsa. - Sì, si'. Il nome è un gioco di parole tra "xJieB" e "Ha HeOOJILILOH TEPPHTOPHH B cpejineli uacTH JInteel". 1642) 1642 - 1643: Giovanni Battista de' Medici (n. 1642), arcivescovo di Milano (n. 1643) 1643 - 1644: Giovanni Battista de' Medici (n. 1644), arcivescovo di Milano (n. 1644). B nojio6HoM 3HaueHHH OHO YNOTPEGsAET Ss TaKXKE B JHTOBCKHX HHBEeHTADSIX, HATHCAHHbIX HA TIOJIbCKOM, ČOeJIODpYCCKOM, JIATHHCKOM S13bikax. JiaThillicK. - E' una cosa che non mi piace. - E' una cosa che non mi piace. IlepBOHAYAJIbHOE 3HaueHHe JiaTbInICKOTO CJIOBa nams —‘TOCTPOIiKa, B KOTOPOH GbiJIO COOpyxeHHe JUISI OTOTIJIEHHS, JIS Bapku’. B HacTOSiMe6e BpeMst Kak JIKTOBCK. Natale, grazie H JIATbINICK. Il nome della casa è GoJibllle BCero YynoTpeOJISIOTCA B 3HaueHHH “JIOM". Jlarsmiek. E' una cosa che non mi piace. 3000 a.C. - 3000 a.C. - 3000 a.C. Lascia perdere, JimmTOBeK. Il ladro GbhiJio "3aron". H3 3TOro 3HaUeHHS BO3HHKJo 3HaueHHe “xJIeB'. Giuseppina. Laidaras, naTbimex. - NuroBek. [ascoltare "nycTHTL, PressaTb' JiaTbinICcK. Codardo. JlurosBex. - E' stato un'esperienza indimenticabile. B TaKOM 3HaueHHH ĮĮAaHHOR CJIOBO HAXOJIHM H B HEKOTOPBIX IIa MATHHKAX- ,1peBHefli TIHCbMeHHOCTH. OcHoBHOe 3HaueHHe JIHTOBCKOTO dafigtis —‘KphillIka, MOKpbIKa; - Ehi. - Ehi. H3 nozione di numero 3HAUeHHSA BO3HHKJIO 3HaueHHe "xJIeB'. JluTOBcK. dafigtis: JmMTOBCK. defigti "KpbiTb, NOKpbIBATb, HAKpbIBATb"'. JlaroBek. Cono B 3nauenun ‘XJieB’ ynioTpeOJISeTCSA JIHIIb B HEMHOTOUHCJEHHOIl TpyTrIIIe BOCTOUHBIX TOBOpoB. B 3HaueHHH ‘XJieB’ JlaHHOE CJIOBO HAXOJIHM ye B CounuHeKHsx M. Jlaykum. JluroBex. cono «XneB»: nuToBek. cono "cror; Corina", OTHOCHTEJIbHO CEeMAHTHKH CP. JaTHILICK. Gubenis "ceHoii capaii, nyHs"': JiaTbinIcK. guba «KonHa; (EN) "Kyua"', JiATOBCK. guba «Konua». - Sì, si'. abdrés B 3nauennn ‘xJeB’ ynorpebJsieTcs Ha oueHb HeGOABILOM y4acTKe cpepHeil JIaTBBI. 133 ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. ^ A.B.C., p. 3. N.M.I.C.K. Il granaio. Jlatenuck. klėvs ‘xnes’ ynorpe6asiercsi B Boctounoii uacti Jlarauu. Il suo nome è BeTpeuaercs yxe B JIpeBHEH JaTHIIICKOH NMHCbMEHHOCTH. B JiaTbINICKHĖ S3bIK TO COBO MPOHHKJIO H3 CJIABSAHCKHX SI3LIKOB, CP. Piccolo. X1e8, GeJlopyccK. Ciao, noJibek. Maiale. B GaaruiickuxX S3biKaX HaX0JMM JOBOJILHO MHOTO Ha3BaHHH XJIEBOB, NpejHA3HAYEHBIX JIS (EN) IMDb, su imdb.com. Jlurosck. "Kontomus"? ", equino, equino, equino, equino, equino: naroBex, cavallo “noma”. g Jiatobck. stainia "KoHioumsa)", stainé, stainis, staininė < noJibck. una stalla; nuTOBCK. Stonia < nNOJIbCK. Fermati. Jintobck. Il suo cognome è "HemenK". "NojicTHJIKA, COJIOMA". JluroBek. kaniušnia, kaniukštė, kaniūkšlė nozauverBoBaHo H3 CJAABSIHCKHX HI3bIKOB, cp. Gejiopycck. KQHIOWHA KN. Ap. JlaroBek. maialino «ceunapuux», porcellino, porcellino, porcellino, porcellino, porcellino, porcellino: nutosck. "Eaunba". Giugno-settembre. migis «cBuHapuuK», migélis, cp. NMMTOBCK. Mi ha detto "norum": JHTOBCK. miegdti «cnath». JlaroBek. svindrnykas < Genopycek ceinaprik. Jp.-npycck. seweynis «CBHHAPHHK»: JAp.-TIPYCCK. swintian «CBHHBLS- », NATBILICK. - Si', signore. JlaroBex. avidé «osuapus», aviniiikas, avinjkas, avinyké, aviné, avikiné, avikinis, aviké, avinyéia: NTATOBCK. avis «oBua». JlaroBexr. karvidé «kopouux», karvinifikas, karvinykas, karviniiiké, karvinis, karvinjs: maTubi. sangue "Koposa- ". Ha3spanua opyams, cayXamero AAs TNOHYKAHHS XHBOTHLbIX, B GaarmiicKux AI3LIKAX HAXOJIHM OYeHb MHOTO HA3BaHWA KHYTa, NJeTH, HaralikH. - Ehi. - Ehi. 79