Varenavo rajono oikonimų slavinimas
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LIETUVIŲ KALBOTYROS KLAUSIMAI, XXVIII (1989)
KALBŲ RYŠIAI IR SĄVEIKOS
LAIMA GRUMADIENĖ
SLAVIZZAZIONE DEI NOMI DI INSEDIAMENTO DEL DISTRETTO DI VARENA
Le ricerche sul substrato linguistico possono fornire molto materiale nuovo, ma anzitutto è necessario stabilire le regole per ricostruire la lingua di substrato, cioè i modi per rimuovere le incrostazioni del superstrato. I fatti linguistici vengono ricostruiti quando non è più possibile verificarli. In una situazione di bilinguismo si può tentare di ricostruire i fatti linguistici; è più facile individuare le regolarità più generali secondo le quali gli elementi di una lingua vengono adattati a un’altra. In questo modo è possibile comprendere il meccanismo dell’interazione tra le lingue e seguire lo scambio degli elementi linguistici.
L’onomastica è uno degli oggetti di studio delle ricerche sul substrato. Le caratteristiche della slavizzazione dell’onomastica lituana sono già state esaminate più volte. Vanno ricordati gli studi approfonditi e fondati su un ricco materiale di K. Būga (1958), K. O. Falko (1963), J. Otrembskis (1963), J. Princo (1968) e altri. Essi si basano su fonti scritte e perciò attribuiscono notevole importanza all’inventario dei segni grafici e alle capacità e alle convenzioni degli scribi; tengono inoltre ampiamente conto dei rapporti diacronici tra le lingue. È già stato possibile stabilire le regolarità più generali, ma le eccezioni e persino le manifestazioni di tendenze contraddittorie devono di solito essere eliminate o spiegate con fattori extralinguistici.
La lingua è un sistema straordinariamente perfetto: «funziona come un orologio» se le lingue interagiscono davvero e non è uno scriba di un’altra lingua a trascrivere parole di una lingua per lui esotica. Ben diversa è la situazione in cui persone bilingui rendono nella loro altra lingua parole di una lingua che comprendono bene e la cui intera gamma di risorse linguistiche padroneggiano e sentono propria. L’oggetto di questa ricerca è l’interazione tra le lingue.
Isole e zone di confine delle cosiddette varietà periferiche del lituano abbondano di fatti linguistici inestimabili per questo scopo. Il materiale per questo lavoro è stato raccolto nel distretto di Varena, nella RSS Bielorussa, durante le spedizioni del 1984–1987. La situazione sociolinguistica generale del distretto è stata descritta in modo abbastanza esauriente (Чекмонас 1988).
Negli ultimi tempi si sono intensificate in particolare le ricerche sulle varietà periferiche del lituano: A. Vidugiris e K. Garšva proseguono il loro lavoro; V. Čekmonas, insieme ai suoi allievi (A. Vaičiulytė-Romančiuk, T. Vaišnytė e altri), sta realizzando in queste regioni la propria idea di dialettologia sociolinguistica ad ampio raggio1.
Lo studio del substrato a partire dalla lingua viva delle persone è raro nella pratica linguistica; vale quindi la pena discutere alcuni presupposti metodologici.
Anzitutto, tutte le lingue e i dialetti coesistenti devono essere studiati in modo complessivo. Le descrizioni grammaticali e i dizionari vanno redatti in modo da riflettere in quali circostanze-
1 Sono sinceramente grata a V. Čekmonas per l’idea stessa del lavoro, nonché a tutti i partecipanti abituali alle spedizioni qui menzionati, per il reciproco aiuto.
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in esse si usa una lingua, in altre un’altra. In altre parole, studiando l’interazione e le relazioni tra le lingue, dovremmo cercare di individuare i centri di innovazione.
Dunque, il secondo punto è la necessità di un approccio sociolinguistico all’oggetto di studio: chi parla, quando, dove, con chi e come. La grande influenza dei fattori sociolinguistici è dimostrata dal fatto che la slavizzazione dei toponimi insediativi delle 15 località del distretto di Varėnavas qui esaminate differisce notevolmente. Per esempio, nelle località di Balčiškės e Girkos, in parte anche in quella di Rūdiņia e, in misura minore, in quella di Žirmūnai, fino a tempi relativamente recenti il lituano era ancora vivo, sebbene oggi sia molto regredito; nelle località di Misevičiai e Ažubalis, invece, lo era da tempo, e ora probabilmente nessuno parla più lituano. Tutto ciò ha determinato le caratteristiche della slavizzazione dei toponimi insediativi: i bilingui di norma spiegano il contenuto semantico e formale dei toponimi insediativi servendosi delle risorse di un’altra lingua e ricorrendo a suffissi e prefissi di quella lingua che lo rendono nel modo più preciso; coloro che hanno dimenticato la lingua (orientati verso il polacco), invece, applicano per lo più a tutto suffissi e desinenze polacchi. In quei luoghi la lingua del substrato si ricopre di uno strato particolarmente spesso di superstrato. Il segnale più sicuro dell’esistenza di un forte centro di polonizzazione è l’accento spostato secondo le regole polacche, la cui posizione può essere ormai impossibile da ricostruire. Fenomeni simili si verificano anche in altri livelli della lingua.
Terzo: raccogliere tutti i fatti linguistici possibili e registrare i dettagli che possono influire sull’origine del nome (rilievo, posizione geografica e così via). Anche i microtoponimi circostanti e gli antroponimi prevalenti possono essere molto importanti per l’etimologizzazione. Alla base dei toponimi insediativi di una parte dell’area studiata vi sono cognomi, cfr. Surkantai ~ Сурканты Blč, Vilbikai ~ Вильбики Blč; ma, naturalmente, è possibile anche il processo inverso: Kულiai ~ Кули Grk e il cognome locale Кулейч.
È utile sapere che Saltoniškės ~ Солтаниуки Grk è l’unico piccolo villaggio che si addentra profondamente nel bosco. Ciò rafforza notevolmente l’ipotesi che la radice salt- dei nomi idronimici sia collegata a ѕлата «ghiandola nella gola dell’animale; grasso sull’intestino»; saltas «grumo nero nel grasso» e così via (cfr. Vanagas 1981, 289). Il villaggio Pėncin iškės ~ Пѣнцынюки Rod, come Plikiai ~ Плики Žrm, si trova in una zona aperta, perciò il suo nome potrebbe essere collegato a pėntis «tallone».
Questi sarebbero i principali compiti dello studio sociolinguistico dei fenomeni di substrato. Le prime a studiare da questo punto di vista le conseguenze dell’interazione linguistica in Bielorussia furono le rappresentanti dei dialetti periferici lituani T. Vaišnytė (Войшниц 1986) e A. Romańčiuk (1989).
Questo articolo descrive soltanto i toponimi insediativi: i nomi di 148 villaggi, raccolti tra il 1984 e il 1987 presso gli abitanti bilingui o multilingui (non monolingui) della zona di Varėnavas. Si tratta della fonte più affidabile per determinare le regole dell’interazione linguistica: le «eccezioni» che si incontrano sono il risultato dell’azione di altre regole; non vi sono casi fortuiti. Si registrano le forme dei toponimi insediativi lituane e bielorusse (popolari) attualmente in uso.
In scritti di vario genere e di epoche diverse sono state trovate forme polacche e russe di molti dei toponimi insediativi esaminati; qui, però, si è stabilito di distinguere rigorosamente i dati della lingua parlata (che presuppongono il bilinguismo) da quelli scritti. Per esempio, il villaggio di Zalieckių, situato nella località di Žirmūnai e il cui nome probabilmente deriva dal cognome Zalieckių, tuttora presente in quella zona, oggi in russo lo troviamo scritto Залеские, cioè spiegato sulla base dell’etimologia popolare: si sarebbe trattato di un villaggio situato al di là del bosco.
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Perciò è preferibile limitare l’estensione del materiale esaminato, ma renderlo il più possibile omogeneo e quindi autentico.
Un’altra osservazione metodologica. Negli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, nelle regioni in questione si svolse un movimento breve ma piuttosto intenso, organizzato dall’associazione «Rytas», per ravvivare la cultura lituana. Le sale di lettura istituite in molti villaggi hanno lasciato fino ai nostri giorni un gruppo di persone che hanno imparato il lituano non dai genitori (benché questi ultimi spesso lo conoscessero ancora, ma non lo insegnassero più ai figli), bensì dagli insegnanti nelle sale di lettura. I toponimi raccolti da queste persone (che parlano senza dialetto o in modo parzialmente dialettale) possono essere ipercorretti; cfr. *Gaivūnai ~ гаўёўны Rod, ma qui la forma è Aivūnai (nel dialetto ai < ei all’inizio di parola), cfr. Эйтūны (distretto di Lida), nonché la forma dialettale Aišiškės ~ Эйшыўки.
Solo la lingua parlata (poiché la scrittura non lo riflette) può mostrare dove nelle forme di substrato vi fosse /g/ e dove sia stato aggiunto: l’allofono [g] nella forma bielorussa indica che in passato lì vi era /g/ anche nella lingua di substrato, mentre [ɣ] segnala di solito un’aggiunta; cfr. yaŭyūnīuki Ben. [ɣ] all’inizio di parola consente di ricostruire gradualmente la base della radice verbale ei- anche in questo toponimo insediativo.
Dopo aver illustrato i principi di raccolta e selezione del materiale, si esaminano di seguito le regole del trasferimento dei toponimi insediativi da una lingua all’altra, in base alle quali vengono classificati tutti gli esempi raccolti. Come punto di partenza sono stati scelti i principi metodologici di J. Princas e, in parte, di K. O. Falkas: distinguere ed escludere dalle considerazioni fonetiche gli esempi resi in un’altra lingua mediante traduzione e interpretazione (quest’ultima è chiamata Deutung da J. Princas). Si considera traduzione la sostituzione in cui il significato del toponimo insediativo è reso con una parola dell’altra lingua priva di legame fonetico; si considera invece interpretazione la scelta di equivalenti nell’altra lingua volta a ottenere la massima somiglianza fonetica. Un esempio di traduzione è Aukštūjai ~ Высокія Grk, mentre di interpretazione è Bilōnys ~ Біланы Žrm.
Traduzione. Gli esempi inequivocabili di traduzione sono pochi. Per esempio, un toponimo insediativo slavo come Бярбазаўка Ažbl dà motivo di sospettare che si tratti di una traduzione, ma potrebbe anche essere un villaggio slavo, poiché non è stata registrata un’altra forma. Diverso è il caso in cui sappiamo che Aukštūjai ~ Высокія Grk, che Piliakalnis ~ уападіўша Rod, che Lietuva ~ Литвіца Bnk, oppure Ažūbalis | Žūbalis ~ Забалаць | Заболаць Ažbl, Bnk — persino il genere viene cambiato, benché nel rendere i toponimi insediativi baltici in bielorusso (e in polacco) si cerchi di mantenere sia lo stesso genere sia lo stesso numero. Naturalmente viene subito da voler trattare come traduzioni anche i toponimi insediativi Залешаны Msv, Ažbl e Заречане Msv, e di sospettare una traduzione dei suffissi in Дайнавічка (*Dainavėlė) Msv, poiché nelle vicinanze si trova Dainavā. Kýbelčiki Msv potrebbe essere una forma di substrato Kubiliėlių, ma questi aspetti non sono confermati dai fatti linguistici.
Oltre alla parola base, vengono tradotti anche singoli componenti dei toponimi composti: Senėji Smilginiai ~ Старыя Смільгіны Rod.
Interpretazione. La resa interpretativa dei toponimi è il metodo più frequente. Se ne possono distinguere due sottotipi: quando si cerca una somiglianza sia semantica sia morfologica e quando si ricorre essenzialmente a mezzi morfologici.
Un gruppo sarebbe costituito dai toponimi collettivi la cui base è il nome di una persona in funzione della sua occupazione o professione e dei suoi equivalenti slavi, molto simili per via degli antichi rapporti e dei prestiti tra baltici e slavi: Bajōrai ~ Баяры Žrm, Ulonai ~ Ула-
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nú Grk, Kavòliai ~ Kaválʹki Grk. In questo caso, la comparsa del suffisso -ki potrebbe essere stata determinata dalla necessità di esprimere un significato collettivo; perciò il suffisso compare dove prima non esisteva.
Il secondo procedimento di resa esplicativa è una nuova interpretazione semantica che nasce sulla base dell’omonimia: Zaliečiai ~ Зале́й(с)кія Žrm, cfr. il cognome della zona Зале́йкій. Ne consegue che il cognome viene assunto come base del toponimo collettivo e vi si forma (anziché limitarsi a riprodurla) la desinenza -(i)ai > i secondo il modello: da un cognome in -ėkių – un oiconimo in -ėkią. Così da Зале́йкі si ottiene la forma «più comprensibile» Зале́йкіа, che è ormai un omonimo (o quasi omonimo) di «залесские», «oltre il bosco».
Il terzo procedimento esplicativo consiste nel sostituire tutti i morfemi della parola e la posizione dell’accento: è quasi una traduzione, ma la parola di base è comunque abbastanza simile: Babriņykai ~ Бабрау́нікі Ažbl, Beržuonà ~ Березна́ Žrm (cfr. il corrispondente idronimo), Várniškės ~ Варо́нічы Msv.
Il quarto procedimento potrebbe essere il seguente: «per inerzia», la desinenza della forma lituana dell’oiconimo viene identificata con il corrispondente suffisso lituano dotato di valore collettivo, e viene resa quest’ultima, cfr. Paliūnai ~ Паліўцы Rod (il nome del villaggio situato nelle paludi a monte del Ditva deriva probabilmente dall’appellativo liūnas e da pa-). Qui il suffisso -ūnai è dunque trattato ipercorrettamente. A questo procedimento derivazionale apparterrebbero probabilmente tutti gli oiconimi di origine non antroponimica la cui semantica non è chiara a prima vista. Si procede quindi formalmente quando la terminazione della parola suona simile a un suffisso. In questo lavoro il quarto procedimento è considerato potenziale, ma non può essere applicato adeguatamente senza un’analisi semantica specifica dei toponimi.
Come già menzionato, la resa esplicativa può basarsi soltanto su equivalenti morfologici (o semiequivalenti), cioè prefissi, suffissi e desinenze. Questo è il principale procedimento di slavizzazione degli oiconimi.
I toponimi con prefisso sono pochi, perciò si potrebbe pensare che non si tratti di un procedimento produttivo. Dei 6 oiconimi lituani con prefisso individuati, 1 è stato tradotto (Ažūbalis | Žūbalis ~ Забола́ць | Забола́ць Ažbl, Bnk), mentre per uno solo viene tradotta la forma polacca (poiché i prefissi lituano e bielorusso coincidono): Pravožà ~ Праваса́ц ~ Pžóvóžá Ažbl; peraltro, è anche un idronimo. Per altri 2 oiconimi, collegati agli appellativi mēdžias «bosco» e valkà «palude, acquitrino», e per 1 legato all’idronimo Ditvà, formati con il prefisso pa-, viene scelto il prefisso bielorusso По-, molto simile, cfr. Padzitvė | Padzicývys ~ По́дзімба Blč, Pamedė ~ По́мяд(з)ь Blč, Pavalakė ~ По́ва-лака Blč. Che non si tratti di una resa fonetica, bensì di una sostituzione del prefisso, è dimostrato anche dal fatto che il bielorusso По- attira l’accento. Viceversa, il prefisso accentato nella forma lituana Pārodūnė diventa atono nella forma bielorussa Параду́нь Dčk.
La resa dei suffissi è il più complesso dei procedimenti di adattamento morfologico. Gli esempi mostrano che si segue rigorosamente la regola seguente: le vocali dei suffissi lituani ricevono un corrispondente ben scelto sul piano fonetico nel suffisso bielorusso, mentre gli altri elementi del suffisso sono ormai adattati secondo criteri morfologici (si cerca un equivalente che esprima il valore collettivo), e non fonetici. Sembra che l’alternanza reciproca di a e o sia regolata dall’accento: a e o con accento acuto rimangono inalterate, mentre a con accento circonflesso diventa o e viceversa; tuttavia, questa regolarità non è stata ancora stabilita con certezza. La coesistenza pacifica e di lunga durata delle lingue
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(quando nessuna lingua è sopraffatta o soppiantata da un’altra più prestigiosa) favorisce la scelta di questo tipo di resa, cioè un adattamento consapevole e non una semplice sostituzione dell’involucro fonetico. Seguono esempi di interpretazione dei suffissi.
-ėnai ~ -ėhė: Dvarčėnai ~ Дварчане Ažbl, Kazlėnai ~ Казляны(a) Ažbl, Zaprudėnai ~ Запрудзяны Ažbl;
-iniai ~ -інцы: Dubiniai ~ Дубіныцы Grk (a Balčiškės c’è il bosco di Dubiniai). Forse -інцы, usato per esprimere il valore collettivo, è stato impiegato qui ipercorrettamente?
-inykai ~ iki: Druskinykai ~ Дру́сініки Blč, vi scorre il ruscello Druskėlė. La scelta dei suffissi -аніцы e -яны dipende dalla durezza della consonante finale della radice: dopo una consonante dura si usa -аніцы, dopo una morbida -яны;
-(i) ónys ~ -(я) ány: Bilónys ~ Біляны Žrm, Kivónys ~ Ківяны Dčk, Leliōnys|Liuliōnys ~ Ліляны | Люляны Grk, Mickónys ~ Міцканы Nč, Miežónys|Mieziónys ~ Межяны | Мізяны [Grk, Pavilionys ~ Павіляны Dčk, Pereigónys ~ Пере(й)ганы Prg, Skaldónys ~ Складаны Rod, Ramaškónys ~ Рамашканы Prg, Tišmonys ~ Тишмяны Bnk, Vigónys ~ Віганы Rod. La natura collettiva di alcuni di questi oiconimi non è chiara, perciò potrebbe essere entrato in gioco il fattore dell’analogia fonetica.
-ūnai ~ -ўнуцы: Aivūnai ~ пайўнуцы Rod, Lipkūnai ~ Липкуныцы Grk, Mačiūnai|Mičiūnai|Miciūnai ~ Мачуныцы Dčk, Nekraščiūnai ~ Някřашчуныцы Nč, Piliūnai|Piliūnys ~ Пілюны Blč, Pocelūnai ~ Пацелуны Rod, Sapūnai ~ Сапуны Grk (esiste il cognome Сапка e il ruscello Сапунка), Tolkūnai ~ Талкуныцы Rod, Vaikūnai|Vaikūnonys|Vaikūnys ~ Вайкуныцы Rod.
Il procedimento di resa esplicativa delle desinenze è quello che più si avvicina alla resa fonetica; talvolta si tratta di fenomeni persino difficili da distinguere. Questo sottogruppo è di gran lunga il più numeroso. Va osservato che nella maggior parte dei casi la posizione dell’accento rimane invariata; si è verificata una sola eccezione: Ramūčiai ~ Рамучы Bnk.
Alla desinenza -ai corrisponde -i oppure -ы: Adėvर्नykai ~ Адэ́рнікі Rod, Balčinykėliai ~ Бальчынікели Bnk, Balkūnai ~ Балькуны Klš, Bartašiūnai ~ Барташу́ны Prg, Bastūnai ~ Бастуны Bst, Biliai ~ Бі́лі Klš, Biržiniai ~ Біржыны Bnk, Budrėvičiai ~ Будрэвічы Žrm, il cognome è Будрэ́віч, Draguciai ~ Драгучы Blč, il cognome è Драгучы, Džietkai ~ Дзе́ткі Ažbl, Geštautai ~ Гештаўты Blč, Ginėliai ~ Гінелі Nč, Gudėliai ~ Гудэлі Žrm, Hánevičiai ~ у́аніцэвічы Žrm, il cognome è у́аніцэвіч, Jančiai ~ Янчы Dčk, Jotutai ~ Ятаўты Rod, Juciūnai ~ Юцюны Rod, Jurāliai ~ Юрэлі Dčk, Kargaudai ~ Каргаўды Grk, Kemeišiai ~ Кемейшы Rod, Kerbedziai ~ Кербедзі Žrm, il cognome è Ке́рбедзь, Klaišiai ~ Клайшы Grk, Klóniai ~ Клоні Ažbl, Kukliai ~ Куклі Blč, Kulidž ~ Кулі Grk, il cognome è Куле́іч, Kużiai ~ Кузьцы Bnk, Leliušai ~ Лялюшы Grk, Lauciūnai ~ Лаўцу́ны Bst, esiste il villaggio Лаўцы Klš, Lebedūnykai ~ Лебеднікі Dčk, c’è il fiume Lebeda, Lūnkiai ~ Лункі Grk, il cognome è Лунке́іч, Nasavičai ~ Насавічы Rod, il cognome è Но́савіч, Navikai ~ Навікі Grk, il cognome è Но́вік, Norkūnai ~ Наркӯны Ažbl, Dčk, il cognome è Наркӯн, Mažėi-kiai ~ Мажэйкі Rod, il cognome è Мажэйка, Mėdžiušai ~ Мядзюшы Rod, Minykai|Mnykai ~ Мніхі Žrm, Mogūnai ~ Магуны Žrm, Padaikai ~ Па-
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džiūki Ažbl, Papiškiai ~ Папіўкі Rod, Petrašiūnai ~ Петрашўны Žrm, Pliškiai ~ Плікі Žrm, Poškai ~ Пашкі Ažbl, Pusiavárai ~ Пусаўары Rod, Rač-kūnai|Račkūnai ~ Рачкуны Bst, Rod, è un cognome Рачка, Radžiūnai ~ Радзюны Dčk, è un cognome Радзголь, Ramučiai ~ Рамуыці Bnk, Sakalai ~ Сакалы Bst, Scilgūnai ~ Сцилгўны Vrn, Skireikiai ~ Скірэйкі Rod, Sidurūkai ~ Сяўрукі Blč, è un cognome Сяўрук|Саўрук, Smilginiai ~ Смільгіни Nč, Rod, Ažbl, Stračiūnai ~ Страчуны Rod, Stukai ~ Стукі Žrm, Surkantai ~ Сурканты Blč, Šalčiniai ~ Шальчыны Žrm, Ševerdókai ~ Шевердакі Žrm, Šaurai|Šiauriai ~ Шаўры Nč, Taukiniai ~ Таўкіни Žrm, Traigiai ~ Трайзі Ažbl, Trakėliai ~ Тракэлі Bst, Vaišniai ~ Вайшні|Воўшні|Воўшня Bnk, quest’ultimo è un esempio di traduzione, mentre la radice è accentata per l’influenza adstratica della lingua polacca; è un cognome Ваўшніс|Воўшніс, Varėliai ~ (В)Орлі Rod, Vaškėliai ~ Вашкелі Rod, è un cognome Вашкелоўць, Zapasnykai ~ Запаснікі Ažbl, è un cognome Занаčnik, Žirmūnai ~ Жырмўны Žrm.
Gli oiconimi con la terminazione -ės, adattati alla lingua bielorussa, assumono la terminazione -i: Abrōmiškės ~ Абрамішкі Ažbl, Alekšāškės ~ Алякшышкі Nč, Ambražiškės ~ Амбражышкі Plc, è un cognome Амбражык, Ažėliškės ~ Ажэлішкі Žrm, Balčiškės|Balčiškės ~ Больышкі Blč, sono cognomi Бальціч, Balčius, Bartašīškės ~ Барташышкі Rod, è un cognome Бартось, Daugėlįškės ~ Даўгелішкі Rod, sono cognomi Даўгяла, Даўгелеч, Daugirdziškės ~ Даўгірдзишкі Rod, Dōčiškės ~ До̄цішкі Dčk, Gudziniškės ~ Гудзінішкі Ažbl, Jūotkiškės|Jūotkos ~ Ёмкішкі Bnk, sono cognomi Ëdic, Ямкевіч, Kūrkes ~ Кўркі Rod, Lapōčiškės ~ Лапаўшкі Prd, Bst, Nāniškės ~ Но̄нішкі Žrm, Padvariškės ~ Падва-рыўшкі Bnk, Pėneniškės ~ Пēнūнішкі Rod, Sališkės ~ Салішкі Rod, nelle vicinanze c’è un bosco chiamato Salà, Šaltoniškės ~ Со̄лтанішкі Grk, Serbeniškės ~ Се̄рбенішкі Nč, Sūšyškės ~ Сўшыўшкі Dčk, Taičiškės ~ То̄ўшкі|То̄ўшішкі Grk, Trumpiškės ~ Трӯмнішкі Prd, Valdōtiškės|Valdotiškės|Valdonai ~ Валдо̄тышкі|Во̄лда-жышкі Blč, Vanagiškės ~ Ванагішкі Grk.
La terminazione -i in bielorusso è assunta anche dagli oiconimi che terminano in -os: Berýlos ~ Бя-рылы Plc, Girkos ~ Гіркі Grk, è un cognome Гіріс; nei pressi, a Navikai, i boschi si chiamano Гipa, Гіро̄ць; a Paloskos la sorgente Гіркі, Mikūtos ~ Мікūты Blč, è un cognome Мікūць, Palōškos ~ Палаўкі Grk, Taločkos ~ Тало̄чкі Ažbl, è un cognome Тало̄чка, Valaišos ~ Вале̄йшны, è un cognome Вале̄йшна.
In questo articolo sono passati in rassegna i modi semantici e morfologici di rendere in bielorusso il genere degli oiconimi lituani (in termini semplici). Le regole di resa fonetica non vengono trattate qui.
La rassegna degli oiconimi del distretto di Varenava, trascritti sulla base delle testimonianze di abitanti bilingui, mostra che sono possibili diversi modi di renderli; tuttavia, i risultati presentati non consentono ancora di stabilire perché si scelga un modo anziché un altro, per esempio perché in un caso si traduca il suffisso e in un altro analogo soltanto la desinenza. Si può supporre che in questi casi influisca molto l’orientamento valoriale della lingua, ma questo è già argomento di un altro articolo.
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ABBREVIAZIONI
Ažbl – Ažubalio
Blč – Balčiškių
Bst – Bastūnų
Bnk – Benekainių
Dčk – Dočiškių
Grk – Girkų
Klš – Kauleliškių
Msv – Misevičių
Nč – Nočios
Plc – Palečkiškių
Prd – Paradnės
Prg – Pereigonių
Rod – Ródūnios
Vrnw – Varenávo
Žrm – Žirmūnų
LITERATŪRA
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Falk K.-O. Ze studiów nad slawizacją litewskich nazw miejscowych i osobowych // Skandoslavica. Copenhagen. 1963. T. 9. S. 87–103.
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Войшниш Т. А. Ономастический тезаурус Переганцевского с/с Вороновского р-на БССР: диплом. работа. Вильнюс: ВГУ, 1986. 87 с.
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СЛАВЯНИЗАЦИЯ ОЙКОНИМОВ В ВОРОНОВСКОМ РАЙОНЕ
Резюме
Приводятся результаты исследования ойконимии Вороновского р-на БССР, функционирующей в литовской и белорусской формах и записанной от местных жителей билингвов. Устанавливаются правила грамматически осознанного переноса форм одного языка в другой. Определены следующие его типы: 1) семантический перевод: Aukštūjojai ~ Высокія Grk, Ažūbalis ~ Забалаць Bnk, Ažbl, Sentėjų Smilginiai ~ Старые Смилыгини Rod; 2) объяснение при помощи подбора соответствующих морфологических элементов белорусского диалекта: а) родственных корней: Beržūnai ~ Березня Žrm, Varnìškės ~ Вароничи Msv; б) приставок: Pavalakė ~ Повалка Blč; в) суффиксов: Dvarčėnai ~ Дварчане Ažbl, Vigōnys ~ Виганцы Rod; г) окончаний: Ažėliškės ~ Ажэлишки Žrm.
Делается заключение об относительно высокой регулярности соблюдения данных правил, а также предположение (без доказательств) о наличии процесса переосмысления правил переноса под влиянием адстрата (в данном случае – польского языка).