1674 metų „Ewangelie polskie y litewskie“ tekstų, priskiriamų ne Jaknavičiui, leksikos redagavimas
Full text
ACTA LINGUISTICA LITHUANICA
XLV (2001), 113 – 121
Revisione lessicale dei testi del 1674 Ewang elie polskie y litewskie attribuiti a persone diverse da Jaknavičius
Milda Lučinskienė
Lietuvių kalbos institutas, Vilnius
Vytauto Didžiojo universitetas, Kaunas
L’articolo esamina le divergenze lessicali tra gli ultimi sette testi evangelici dell’edizione del 1647 di Ewang elie polskie y litewskie di Jaknavičius e le parti attribuite a Jaknavičius stesso. Si presta attenzione al modo in cui il curatore della versione del 1674 di quest’opera adattò il vocabolario di questi testi evangelici a quello della parte principale dell’opera. Eliminò parole rare non attestate nel testo di Jaknavičius (gentis, kuris gi vienas, mala, nuopelnas) e le sostituì con voci usate frequentemente da Jaknavičius (giminė, kiekvienas), oppure, in mancanza di queste, con parole del proprio dialetto nativo (kandžia, užmokesnis). Uniformò inoltre maggiormente l’uso della congiunzione net. Queste caratteristiche lessicali mostrano che il curatore della versione del 1674 si adoperò molto per conformare il testo dei Vangeli allo standard lituano orientale del suo tempo. Le divergenze tra le versioni del 1647 e del 1674 non dipendono dal testo polacco, identico in entrambe le edizioni.
INTRODUZIONE
Nel 1647 furono pubblicate a Vilnius le Ewang elie polskie y litewskie di Jonas Jaknavičius Ewang elie polskie y litewskie. La paternità della loro traduzione ha suscitato dubbi e dibattiti. Tuttavia, Vaclovas Biržiška (1939: 49–82) presentò argomenti che dimostrano in modo convincente che quei testi furono tradotti in lituano da Jaknavičius. Zigmas Zinkevičius (1971: 154) osservò che gli ultimi sette Vangeli (JE47, 201–211) erano stati tradotti o ampiamente riveduti da un’altra persona e indicò le caratteristiche linguistiche e ortografiche proprie di quel revisore sconosciuto. Un’ulteriore analisi del testo JE47 ha messo in luce le differenze lessicali tra il testo di Jaknavičius e quegli ultimi sette Vangeli1: lessemi estranei al testo di Jaknavičius gentis, kuris gi vienas, mala, nuopelnas, e un uso diverso della congiunzione net. Pertanto, la traduzione dei Vangeli del 1647Evangelijų è opera di più persone ed è necessario analizzare non un unico sistema linguistico, bensì due.
1 Va ricordato che il testo JE47 contiene numerose varianti lessicali, mentre nella parte attribuita a un autore diverso da Jaknavičius tali varianti sono del tutto assenti. Nell’edizione del 1674 di Ewang elie polskie y litewskieEwang elie polskie y litewskie esse vengono ormai eliminate completamente (sono stati rilevati 150 casi di questo tipo di revisione).
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Un’altra edizione di questi Vangeli apparve 27 anni dopo, nel 1674. Dal confronto dei testi JE47 e JE742 risultò che il testo JE74 era stato sottoposto a un editing considerevole. L’editing dei localismi e la loro sostituzione con lessemi di uso più ampio nel testo JE74 di Jaknavičius sono già stati trattati (Lučinskienė 2001: 117–128). Il redattore cercò di uniformare dal punto di vista linguistico il testo dei Vangeli. Un altro principio del suo intervento fu ridurre le differenze lessicali tra gli ultimi sette Vangeli e quelli tradotti da Jaknavičius. In questo articolo esamineremo queste correzioni. Le differenze sono discusse tenendo conto della lingua dell’originale e confrontandole con i dati di altri scritti lituani dei secoli XVI–XVII.
ANALISI DELLE CORREZIONI
1. gentis → giminė:
JE47 Un tempo // furono consegnati dai genitori =// ai fratelli / e // dai parenti 20523–26 (A beždžėję wydany // od rodzicow y brá =// cięy / y krewnych 20528–206) → JE74 Un tempo furono consegnati dai genitori =//ai fratelli e ai parenti 2129–11 (21213–163)
Il sostantivo gentis, con il significato di «parente, persona appartenente alla stessa famiglia (stirpe), parente (per nascita o matrimonio)», è usato spesso negli scritti antichi e nei dialetti. Secondo i dati del LKŽIII 238, questa parola ricorre nei Vangeli di Kėdainiai del 1653, nella Postilla di Daukša, negli scritti di Mažvydas, nella Žemčiūga Teologiška di Vaišnoras, nella Postilla e nella Bibbia di Bretkūnas, nonché nella Bibbia di Chylinskis3. In SD 130, 378 troviamo anche la forma gintis accanto al sinonimo gintiltė, i cui equivalenti polacchi sono krewność e rodzina. La parola giminė3 è più frequente in SD (13 occorrenze) di gentis (2 occorrenze); per essa sono riportati i seguenti equivalenti polacchi: naród (195), pokolenie (318), rod (377), plemię (299). Il lessema gentis nel significato di «parente» è diffuso soprattutto nell’area dei dialetti samogiti e degli altiaiti occidentali (LKŽIII 19, 238). Il campo semantico delle parole gentis e giminė negli scritti antichi era più ampio di quello attuale e si basava sull’uso polisemico di singole parole polacche dell’epoca; la parola gentis era usata per designare un gruppo di persone vicine legate da rapporti sociali (Karaciejus 1980: 103–104).
È tuttavia importante ricordare che la parola gentisJE47 ricorre una sola volta, proprio nella parte del testo dei Vangeli attribuita a un altro traduttore. In JE74 questa parola non compare più: è stata sostituita dal redattore e in tutto il testo si usa il lessema giminė. Il sostantivo giminėJE47 ricorre 14 volte; giminėti «parenti, persone vicine» du
2 L’analisi comparativa dei Vangeli è stata condotta sulla base dei concordanci informatici delle forme lessicali di Ewangelie polskie y litewskie (1647 e 1674). Sono stati elaborati dai collaboratori dell’Istituto della lingua lituana Milda Lučinskienė e Vytautas Zinkevičius (programmatore), sotto la direzione di Saulius Ambrazas, con i fondi della Commissione statale per la lingua lituana presso il Seimas della Repubblica di Lituania nell’ambito del «Programma per l’uso e lo sviluppo della lingua di Stato della Repubblica di Lituania 1996–2005». Sono stati inoltre utilizzati i concordanci informatici delle forme lessicali della Postilla di Bretkūnas (BPII), dei Punktai sakymų di Sirvydas (PS), dell’Enchiridion di Vilentas (VlnE) e dei Vangeli ed Epistole (VlnEE), creati presso l’Istituto della lingua lituana, nonché le versioni digitali del Catechismo di Belarmino e del Catechismo del 1605.
3 Qui e di seguito, tra parentesi è indicata la posizione degli equivalenti polacchi in JE74; gli equivalenti stessi non vengono ripetuti, poiché differiscono da quelli di JE47 soltanto nella grafia.
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Una volta, e una sola volta, è attestata la forma femminile singolare nominativa giminėta: JE₄₇ 164₂₋₄. A šitav El=//žbieta //gimineta tá=//wo. La forma giminėti è registrata in LKŽₘ 310 soltanto sulla base del Dizionario di Sirvydas, dei Punktai Sakymų e della Bibbia di Chylinskis.
La forma derivata giminė nel significato di «chi è imparentato con qualcuno, stirpe», secondo i dati di LKŽₘ 309, è diffusa in molte varietà dialettali: è stata registrata soprattutto nell’area del dialetto panevėžiškiai dell’altopiano orientale, più raramente nelle aree dei dialetti dell’altopiano occidentale (kauniškiai, šiauliškiai), dell’altopiano orientale (uteniškiai, vilniškiai), della Samogizia meridionale e settentrionale, nonché nel dialetto di transizione tra l’altopiano occidentale e quello orientale. Oltre che con questo significato, nei testi di JE₄₇ e nelle edizioni successive la lessema giminė è usata anche con altri significati. Tra questi si ricordano: «origine», «popolo», «generazione» (LKŽₘ 309). Lo illustrano i seguenti esempi:
JE₄₇ 9₄₋₆ todrin iog buwo iš // namu ir gimines // Dowido JE₄₇ 86₃₋₅ mokikite // wilas gimines / kri+//kβtidami ias JE₄₇ 137₃₋₆ bitau iamus / iog // ne praeys giminė // toi / pokolay willa //tay ftotis
Nel testo di JE₄₇, la forma derivata giminė traduce il polacco národ (9 occorrenze), più raramente pokolenie (4 occorrenze) e wiek (1 occorrenza, JE₄₇ 2,22). La forma nominale giminėta, usata nel testo di JE₄₇ (3 occorrenze), corrisponde in tutti i casi alla parola polacca krewny (JE₄₇ 20₁₁, 164₄, 173₂).
Ne consegue che la sostituzione in JE₇₄ della parola meno comune gentis con la forma derivata più generica e diffusa giminė non dipende dall’originale polacco. È soltanto il risultato dell’uniformazione di questo testo.
2. kuris gi vienas → kiekvienas (2 occorrenze):
JE₄₇ e // chiunque viva // e soltanto in // me non morirà mai=// in eterno 211₁₅₋₁₉ (A wβel=//ki kłory żywie á wie=//rży w miė / nie vmrże // ná wieki 211₁₅₋₁₈) → JE₇₄ e chi=//unque vive // e soltanto in me non=// morirà in eterno 218₁₄₋₁₇ (218₁₃₋₁₆) JE₄₇ e allora darà a ciascuno // secondo le sue opere 204₁₂₋₁₄ (á te // dy odda każdemu we // dług vczynkow iego 204₁₁₋₁₃) → JE₇₄ e allora darà a=// ciascuno secondo le sue opere 210₂₁₋₂₃ (210₂₂₋₂₄)
Il pronome kuris gi vienas è usato soltanto nella parte di JE₄₇ attribuita a un redattore o traduttore anonimo. Nel testo tradotto da Jaknavičius si usa esclusivamente il pronome indefinito generalizzante kiekvienas (20 occorrenze). Il pronome kuris gi vienas ricorre due volte (JE₄₇ 211₁₆, 204₁₂₋₁₃) e già in JE₇₄ viene redatto e sostituito dal correttore con il pronome indefinito kiekvienas. Il pronome determinativo kuris gi vienas⁴ nel significato di «ciascuno» ricorre una sola volta nei PSₘ di Sirvydas 86 (lit. kurys giwienas, pol. każdy) e non è attestato né nei dialetti lituani né in altri testi antichi (LKŽᵥₗ 952). Va inoltre menzionato che il pronome kiekvienas ha una distribuzione più libera e ampia dei pronomi kas, katras, kuris (varianti posizionali) ed è perciò considerato la variante principale (Rosinas 1988: 124).
4Nel Dizionario della lingua lituana i pronomi kuris vienas (LKŽᵥₗ 952) e kiekvienas (LKŽᵥ 747) sono descritti come determinativi; nella più recente grammatica della lingua lituana (Ambrazas, red., 1997: 257), il pronome kiekvienas è assegnato al gruppo semantico dei pronomi indefiniti generalizzanti affermativi, mentre Alberto Rosinas (1996: 123) lo colloca tra i pronomi della classe della generalità.
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3. mala → pungente (2x):
JE47 Non // accumulate tesori per voi // sulla terra / dove ruggine e // tarme li rovinano 2097–10 (Nie skarbčie // fobie skárbow na žie =//mi: gdzie rdzą y mol // pfuie / 2096–9) → JE74 Non accumulate per voi te=//sori sulla terra / dove // ruggine e tarme li ro =//vinano 2164–7 (2162–5) JE47 Ma accumulate // tesori per voi in cielo /// dove né ruggine / né // tarme li rovinano 20912–15 (Ale skarb-//cie fobie skarby w // niebie: gdzie áni // rdza / áni mol nie // pfuie 20911–15) → JE74 Ma // accumulate tesori per voi // in cielo / dove né rug =//gine / né tarme li ro =//vinano 2168–12 (2167–10)
Il prestito mala è usato in JE47 anche soltanto nel testo tradotto dal traduttore anonimo; il redattore di JE74 lo ha sostituito con la parola lituana kandžia. Il prestito mala nel significato di «tarma» non è attestato in altri testi antichi. La forma della parola kandis kandžia è nota soltanto nel dialetto degli altai orientali (a Dusetos e Giedraičiai) (LKŽV 206). Anche negli scritti antichi questa parola è rara: compare soltanto in SPr 83 ed è usata una volta in PSII 728–29. Sirvydas, tuttavia, scrive questo lessema nella forma orientale kundžia. Pertanto il redattore di JE74 rinuncia al prestito inequivocabile e lo sostituisce con il lessema orientale a lui noto kandžia, ma mantiene intatto il nesso tautosillabico di tipo an.
4. nuopelnas → užmokestis:
JE47 In verità vi dico // che hanno ricevuto la loro ricom-//pensa 20818–21 (Za-//prawdę powiadam // wam / iż wzięli za-//płatę swoię 20820–23) → JE74 In verità vi dico =//che hanno ricevuto la loro ricom-//pensa 21516–18 (21515–17)
Il derivato nuopelnas è usato in JE47 nel significato di «ricompensa», attestato in LKŽVIII 946 soltanto nel sottodialetto dei kauniškiai degli altai occidentali (Jurbarkas); in questo testo orientale è usato una sola volta (1x), mentre il suo verbo base nupelnyti compare cinque volte. Il derivato užmokestis non compare in JE47 né in altri scritti del XVI–XVII secolo. In LKŽXVII 664 il derivato užmokestis è documentato sulla base dei dialetti più antichi della Lituania Minore e di un'ampia area del dialetto samogitico; è attestato anche tra gli altai orientali panevėžiškiai. LKAIII (142–143, carta n. 127) mostra che anche il suffisso -esnis è usato prevalentemente tra i samogiti e da una piccola parte degli altai della regione di Klaipėda; tuttavia, esempi con questo suffisso sono attestati anche molto lontano dalle zone menzionate, soprattutto nei dialetti degli altai orientali (panevėžiškiai, širvintiškiai, uteniškiai) e, più raramente, nei dialetti dei panevėžiškiai degli altai occidentali. LKŽVIII 314 indica che la forma mokesnis è diffusa nell'area del dialetto samogitico, mentre tra gli altai è presente soltanto nel dialetto uteniškiai. In JE47 (e nelle edizioni successive) il compenso per il lavoro è indicato più spesso con la parola atłga (JE47 3310); inoltre, atłga può avere anche il significato di «merito, ricompensa, compenso morale o spirituale» (JE47 19816, 20728), per esempio: JE47 20728– 2081 nes býtay atłga iuf-//lfu gauft ira dungui. In tutti i casi qui menzionati, nelle Evangelijose il corrispondente polacco è zapłata (JE47 338, 19819, 2083). ³SD (526) il polacco záplata è tradotto con i lessemi ażmokeltis / atłga, mentre la parola nupeſnas corrisponde al polacco wyſługa (³SD 505–
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506)⁵. È dunque probabile che il lessema užmokestis rifletta il dialetto del redattore di JE₇₄.
5. angelo → angelo:
JE₄₇ Non verrà il Figlio dell'uomo a comparire nella gloria di suo Padre con i suoi Angeli 204₈₋₁₁ (Abowiem przyidzie || ſyn człowieczy w ||chwale oyca ſwego 3 || Anyoly ſwoimi 204₈₋₁₁) → JE₇₄ Poiché verrà il Figlio dell'uomo a comparire nella glo=ria di suo Padre con i suoi Anyolai 210₁₈₋₂₁ (210₁₈₋₂₂)
Nel testo di JE₄₇ la forma angelas compare 14x (1x nel testo del traduttore anonimo), anielas 4x e aniolas 1x. Dunque, nelle Evangelijose del 1647 domina la forma angelas. Una situazione analoga permane nell'edizione del 1674: la forma angelas è scritta 12x, anielas 5x e aniolas 3x. Il redattore di JE₇₄ ha sostituito due volte la forma più antica angelas con la variante più recente aniolas: nel testo di Jaknavičius (JE₄₇ 179₂₆) e nel testo di un altro traduttore o redattore.
Dalla rassegna degli scritti antichi emerge che la forma angelas era usata con maggiore sistematicità negli scritti del Ducato di Prussia: BP (288x), Mž (43x) (Urbas 1996: 19), VlNEE (35x), VlNE (2x). Le forme aniolas (Mž 2x) e anielas (BP 1x) vi sono usate molto raramente. La distribuzione di queste forme era diversa nel Granducato di Lituania, dove si formarono due varianti della lingua scritta. Nelle opere degli autori che scrivevano nella variante orientale della lingua scritta, la forma più comune è anielas: PS (55x), BK (17x); angelas è invece molto meno frequente: K1605 (9x) e PS (3x, soltanto nel testo dei pericopi); la forma aniolas è usata soltanto nel Katekizme di Belarmino (1x).
Nei testi di Daukša, che scriveva nella variante mediana della lingua scritta, domina la forma angelas (344x), mentre anielas è rara (4x) (Kudzinowski 1977: 19); negli altri scritti mediani, tuttavia, l'uso di questi lessemi varia: nel Naujajame Testamente di Chylinskis compare soltanto la forma anielas (179x) (Kudzinowski 1964: 3); nei testi di PK e SE si trovano invece tutte e tre le varianti: la forma più antica angelas è la meno frequente (PK 3x; SE 1x), la variante più recente anielas compare più spesso in SE (30x) e PK (11x), mentre aniolas ricorre in SE (10x) e PK (8x) (Jakulis 1995: 8; Kruopas 1970: 85); è attestata anche nei dialetti degli altai orientali (più raramente negli altai meridionali e nei samogiti settentrionali) LKŽ₁, 141.
Sebbene nelle Evangelijose di Jaknavičius del 1647 e del 1674 compaiano tutte e tre le varianti, come già accennato la forma più frequente è quella più antica, angelas (come in Vilento, Bretkūnas, Mažvydas e Daukša). Non sono chiare le motivazioni che hanno indotto il redattore di JE₇₄ a scegliere la forma aniolas: la scelta potrebbe essere stata determinata dal suo dialetto oppure da un'edizione a stampa che usava la forma aniolas.
6. net → poiché:
JE₄₇ Net kas || iżg iufflu noredamas || iżſtatit weziu / ne || pirmiaus ſededamas || ſulkaito indeimus 202₅₋₉ (Abo-//wiem kto 3 was || chcąc budowac wie-//źę / nie pierwey siąd=//ſby rá chunie
5 Che nel testo polacco delle Evangelie la parola zapłata (JE₄₇ 208₂₂₋₂₃) abbia il significato di ricompensa e non di salario è attestato anche dal fatto che nell’attuale Nuovo Testamento in polacco questa parola è già stata sostituita dalla lessema nagroda (Mt 6,16) (PALL 1130).
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tirature / 202₂₋₁₃) → JE₇₄ Nes // chi desidera ottenere +//di vedere l'astuzia / non // leggendo prima // confronta i luoghi 208₁₃₋₁₇ (JE₇₄ 208₁₆₋₂₀)
JE₄₇ Net // che giova all'uomo // se ha molti luoghi santi // guadagnati, ma // la sua anima è perduta 204₁₋₅ (Bo coȝ pomo +//ȝe człowiekowi / ieśli=//by wyßtek świąt ȝy-//[kal / á ná dusy fwey // ßkode podiąt 204₁₋₅) → JE₇₄ Nes che giova all'uomo // se ha molti luoghi santi=//guadagnati, ma la sua anima // è perduta 210₁₂₋₁₅ (210₁₂₋₁₆)
JE₄₇ Net funus // žmogaus turta atait // garboi Tewo fawo // fu Angelais fawais 204₈₋₁₁ (Abowiem przyidzie // ſyn człowieczy w // chwale oyca ſwego ȝ // Anyołȳ ſwoimi 204₈₋₁₁) → JE₇₄ Nes funus žmogaus // tur atait gárboy Te=//wo fawo fu Anyołais // fawo 210₁₈₋₂₁ (210₁₈₋₂₂)
JE₄₇ Net // dove è il tuo tesoro // là è anche il tuo cuore=//wo 209₁₇₋₂₀ (A-//bowiem gdzie iest // ſkarb twoy / tam // iest y ſerce twoie 209₁₇₋₂₀) → JE₇₄ Nes dove è il tuo tesoro=//là è anche il tuo cuore 216₁₄₋₁₆ (216₁₂₋₁₅)
La particella net è usata 10x in JE₄₇ (7x in JE₇₄), mentre la congiunzione nes compare 88x in JE₄₇ (93x in JE₇₄⁶). Come si vede dagli esempi, la forma net è sostituita con nes (net JE₄₇ → nes JE₇₄) soltanto 4x. Nel testo JE₄₇ la particella net svolge diverse funzioni:
(a) (1x) è usata come particella rafforzativa (JE₄₇ 94₁₃; JE₇₄ 100₆; pol. aż JE₄₇ 94₁₄; JE₇₄ 100₆);
(b) (5x) introduce subordinate temporali⁷ e svolge la funzione di congiunzione limitativa (1x); è usata la congiunzione composta net pirm (JE₄₇ 157₂₈; JE₇₄ 162₂₀₀; pol. ażby pierwey JE₄₇ 157₂₅; JE₇₄ 162₁₉) e net (1x), con la variante pokoley riportata accanto (JE₄₇ 31₂; net JE₇₄ 34₂; pol. aż JE₄₇ 31₃; JE₇₄ 34₄);
(c) (4x) svolge la funzione della congiunzione causale nes ‘poiché’ (JE₄₇ 202₅; JE₄₇ 204₁; JE₄₇ 204₈; JE₄₇ 209₁₇ – gli esempi sono riportati sopra).
È proprio in quest’ultimo caso (c) che la particella net in JE₄₇ viene sostituita dalla congiunzione nes in JE₇₄; le prime due funzioni di net, invece, restano anche in JE₇₄. L’uso della particella net e della congiunzione nes è attestato in molti testi antichi: il Postilla di Daukša, il Punktai Sakymų di Sirvydas, gli scritti di Mažvydas e di Simonas Vaišnoras (Zinkevičius 1981: 198; LKŽVIII 738), nonché il NT di Chylinskis, il Postilla di Bretkūnas e l’Evangelijos bei Epistolos di Vilentas (Drotvinas 1968: 95). Drotvinas ha indicato che negli antichi scritti lituani net (come anche net pirm, pirm neg) è usato al posto di nes per influenza della lingua degli originali (per esempio, nella traduzione del pol. aż) (Drotvinas 1968: 95). Gli equivalenti polacchi della particella aż in JE₄₇ e JE₇₄ sono i seguenti:
(a) la congiunzione temporale net, che introduce subordinate temporali di limite, con il significato di ‘finché, fino a’ (4x: JE₄₇ 2₁₉, JE₇₄ 2₂₂; JE₄₇ 19₅, JE₇₄ 19₁₀; JE₄₇ 149₁₅, JE₇₄ 149₁₅), per esempio:
JE₄₇ 2₁₈₋₂₀ perché non passerà questa // generazione, finché tutto // non si sarà compiuto (JE₄₇ 2₂₁₋₂₃ jėc nie przeimienie ten //to wiek / aż nie wßy-//tko iſći)
6 Nella pericope aggiunta (JE₇₄ 166–167) è usata una volta la parola nes.
7 Leonardas Drotvinas (1968: 95) nurodo, kad veiksmų laiko santykis, kada pagrindinio sakinio veiksmas vyksta prieš šalutinio sakinio veiksmą, senuosiuose raštuose gali būti reiškiamas ir ribos jungtuku net ir sudėtiniu jungtuku net pirm.
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In un caso, JE₄₇ presenta due varianti net pokoley8, mentre JE₇₄ mantiene soltanto net:
JE₄₇ 30₂₄–31₃ Priliginta i=//ra karalifte dun-//gaus rūkšti / ku=//riu įemus žmoną // palfėpe ažurawgie // trife mierofe mitu / net pokoley furugo // wifa → JE₇₄ 33₂₁–34₃ Pri =//lingintá irá Káralifte // dūngaus rūkb yti / ku=//riu įemus žmoná // ažuraugie trife mie=//rofe mitu / net ruru =//go wifa (JE₄₇ 30₂₅–31₃ Podo =//bne ieft kroleftwo // niebielkie / kwalfo-//wi / ktory wžia-wby // niewialtá zákrytá // we trży miáry mq-//ki / áj wbytka [kwa =//śniatá]);
(b) una congiunzione composta di limite temporale che introduce proposizioni subordinate temporali net pirm (1x). In questo caso si ha la congiunzione polacca ażby JE₄₇ 157₂₅ (JE₇₄ 162₁₉); (c) la congiunzione net nel significato di ‘che’ (1x):
JE₄₇ 94₁₂–₁₄ (JE₇₄ 100₅–₇) E andò e venne, e presto affondò (JE₄₇ 94₁₂–₁₅ «E si avviò, e le barche affondarono entrambe, finché quelle persone scomparvero)
Pastarąją net reikšmę nurodo ir Vincas Urbutis (1966: 105). JE₄₇ tuo pačiu žodeliu net, bet atliekančiu jau priežasties funkciją, verčiamas ir skiria-masis lenkų kalbos jungtukas abowiem (3x) ir bo (1x). Būtent pastarasis žodelio net vartojimas JE₇₄ yra redaguojamas ir nuosekliai keičiamas jungtuku nes, kuriuo dažniausiai ir yra verčiami minėti lenkų kalbos jungtukai abowiem ir bo.
Sulla base della concordanza di JE₄₇, si è stabilito che la congiunzione causale nes, usata nel testo (88x), corrisponde a due congiunzioni polacche distribuite in proporzioni quasi uguali, abowiem (albowie) (46x) e bo (varianti boć) (37x); si trova inoltre un solo esempio per ciascuno dei seguenti corrispondenti: zaś (JE₄₇ 36₂₂), ále (JE₄₇ 57₁₅), iž (JE₄₇ 36₂₇, 97₁₁). Tale distribuzione delle congiunzioni mostra che in JE₄₇ la resa delle congiunzioni polacche abowiem ir bo con la congiunzione net era insolita, fatta eccezione per i 4 casi attribuiti alla penna di un altro traduttore.
3SD, in quanto opera normativa dell’epoca, riflette l’uso di queste congiunzioni: il polacco abowiem (³SD 1) è reso con la congiunzione nes, nefung, neffa; inoltre, la congiunzione nes traduce la congiunzione bo (³SD 19), mentre alla congiunzione aż sono attribuite diverse funzioni: la congiunzione temporale aż è resa con le congiunzioni di limite temporale kolay / pakolay / net, mentre l’esempio Iki kaktu. illustra l’uso del polacco aż in senso locativo. È proprio questo uso delle parole che si rispecchia in JE₄₇ e JE₇₄.
Poiché JE₇₄ apparve 27 anni dopo la prima edizione delle Evangelij, possiamo ritenere che tale uso di net nel significato di ‘perché’ (corrispondenti polacchi abowiem ir bo) fosse considerato dal curatore e dal correttore arcaico o, quanto meno, inusuale nella lingua dell’epoca.
8LKŽVIII 737 net è descritto come particella e congiunzione. Tra gli esempi che illustrano l’uso della particella net è riportato proprio questo esempio. Occorre tuttavia considerare che in JE₄₇ la parola pokoley (JE₄₇ 31₂) è stampata in corsivo, usato di solito per stampare una delle diverse varianti sinonimiche. È dunque probabile che le parole net ir pokoley siano presentate come varianti e svolgano la funzione non di particella, bensì di congiunzione di limite temporale. A confermarlo è anche il fatto che in JE₇₄ è mantenuta ormai una sola variante, cioè net (JE₇₄ 34₂). Anche nei testi lituani delle edizioni delle Evangelij del 1674, 1679 e 1690 compare soltanto net, mentre nell’edizione del 1705 si trova aż (31₁₇).
9³SD 4 è riportato così: względem ciała ir względem mieyśća.
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CONCLUSIONI
Nel redigere l’edizione del 1674 di Evangelijų, il curatore, nell’editare JE47, prestò attenzione alle differenze lessicali tra il testo di Jaknavičius e quello delle ultime sette pericopi evangeliche. Per questo, nell’edizione del 1674 tali forme erano già scomparse: queste lezioni erano state uniformate a quelle della parte più ampia del testo orientale, cioè il testo delle Evangelijų era stato reso uniforme.
Il revisore dell’edizione menzionata eliminò le forme lessicali raramente usate e non caratteristiche del testo di Jaknavičius (gentis, kuris gi vienas, mala, nuopelnas) e le sostituì con quelle usate più frequentemente in questo testo (giminė, kiekvienas); nei casi in cui non trovò nel testo di Jaknavičius la forma necessaria, a quanto pare usò una parola del proprio dialetto (kandžia, užmokesnis). Fu inoltre uniformato l’uso della congiunzione net.
La selezione coerente dei fatti linguistici testimonia l’esistenza di una certa norma nei testi redatti nella variante linguistica della scrittura orientale. Lo confermerebbe anche il fatto che tutte queste correzioni di JE74 non dipendevano dall’originale polacco. Le poche correzioni lessicali delle ultime 7 pericopi evangeliche descritte nell’articolo attestano che la maggior parte del testo era accettabile al revisore di JE74; dunque anche lui, come l’anonimo curatore di JE47, doveva provenire dalla regione di Vilnius, ma non lontano dall’isofona an / un.
ABBREVIAZIONI
BK – TRUMPAS MOKSLO KRIKSCIONISZKO SURINKIMAS, Nuog Roberto Bellármino Kárdynoło paráśitas. VILNÆ Typis Acad: Societatis IESU, Anno 1677.
BP – POSTILLA Tatai eſti Trumpas ir Praſtas Iſchguldimas Euangeliu / ſakamuiu Baſniczoie Krikſchczoniſchkoie / nůg Aduento ik Weliku. Per Iana Bretkuna Lietuwos Pleboną Karalauczuie Pruſuju. Iſſpaude Karalauczuie Jurgis Oſterbergeras. Mæta Pono 1591.
BP₁₁ – POSTILLA tatai eſti Trumpas ir Praſtas Iſchguldimas Euangeliu / ſakamuiu Baſniczoie Krikſchczoniſchkoie / nůg Weliku ik Aduento. Per Iana Bretkuna Lietuwos Pruſuju. Iſſpausta Karalauczuie /Jurgio Oſterbergera. Mæta Pono 1591.
JE₄₇ – [Jonas Jaknavičius] VANGELI POLACCHI E LITUANI, sia domenicali sia di tutte le feste che nella Chiesa Cattolica, secondo il rito romano, si leggono durante tutto l’anno. Pubblicate con il permesso dei Superiori. A VILNIUS. Nella tipografia dell’Accademia della Società di Gesù, anno 1647.
JE₇₄ – [Jonas Jaknavičius] VANGELI POLACCHI E LITUANI. Sia domenicali sia di tutte le feste che nella Chiesa Cattolica, secondo il rito romano, si leggono durante tutto l’anno. VILNIUS. A spese dell’Accademia della Società di Gesù. 1674.
K1605 – KATHECHISMAS ABA PAMOKIMAS WIENAM KVRIAMGI KRIKSCHZONIV REYKIAMAS. PARASZITAS Nuog D. IOKVBO LEDESMOS Theologo SOC: IESV. E pergulditas Lietuwißkay / ir Vntrnkárt išſpáultas WILNIVY Drukórnioy Acadêmios SOCIETATIS IESV, Metùſu vźgimimo Wieſpatés / 1605.
LKA₁ – Lietuvių kalbos atlasas. Leksika, Vilnius: Mokslas, 1977.
LKAₘ – Lietuvių kalbos atlasas. Morfologija, Vilnius: Mokslas, 1991.
LKŽ – Dizionario della lingua lituana 1–17, Vilnius: Mintis (1, 8), Casa editrice statale di letteratura politica e scientifica (3, 5, 6), Casa editrice di scienze ed enciclopedie (17), 1956–1996.
PALL – Pismo Święte Starego i Nowego Testamentu, redattore responsabile Ks. Kazimierz DYNARSKI SAC, Poznań: Wydawnictwo Pallottinum, 1991.
³SD – [Konstantinas Sirvydas] DICTIONARIVM TRIVM LINGVARVM, In vlum Studioſæ Iuuentu-tis, AVCTORE CONSTANTINO SZYRWID è SOCIETATE JESV Cum Superiorum permissu editum. Tertia editio recognita & aucta, VILNÆ, Typis Academicis Societatis Jesv. Anno Domini M.DC.XLII [1642]. (Si è utilizzata l’edizione fotografica: Pirmasis lietuvių kalbos žodynas. Konstantinas Širvydas: Dictionarium trium linguarum, a cura di Kazys PAKALKA, Vilnius: Mokslas, 1979.)
1674 M. EVANGELIJŲ REDAGAVIMAS | 121
PS – [Konstantinas Sirvydas] PVNKTY KAZAN od Adwentu aż do Poſtu, Litewskim językiem, z wytłumaczeniem ná Polskie PRZEZ Kſiędza KONSTANTEGO SZYRWIDA / Theologá Societatis IESV / Z DOZWOLENIEM STARSZYCH wydáne. W WILNIE W Drukárni Akádemiey Societatis Iesv ROKU M.DC.XIX. (Utilizzata l’edizione in facsimile: Franz SPECHT, Szyrwids Punktay sakimu, Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1929.)
SE – SUMMA Abá Trumpas išguldimas EWANIELIV / SZWENTU Per Wiſus meatūs / dienomis Nedelos / Bážni=čioje Krikſčioniſkoje ſkaytoma [...] KIEDAYNISE, DRVKAWOLA, IOCHIMAS IVRGS RHETAS, Meatu Poná, 1653 (riferimento bibliografico: A. Jakulis, „Knygos nobažnystės“ leksika 1, Klaipėda: Sauliaus Jokužio leidykla-spaustuvė, 1995).
SPR – Senasis Konstantino Sirvydo žodynas (edizione in facsimile), a cura di Kazys PAKALKA, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 1997.
VLNE – ENCHIRIDION Catechifmas maſbas / del palpalitu Plebona ir Kożnadiju / Wokjſchku lieſbuwiu paraſchits per Daktara Martina Luthera. O ifch Wokjſchka leſbuwia ant Lietuwiſchka pilnai ir wiernai pergulditas / per Baltramieju Willentha Plebona Karaliaucżuie ant Steindama. Iſch[pau]tas Karaliaucżui per Iurgi Oſterbergera / Metu Diewa M. D. LXXIX.
VLNEE – Euangelias bei Epiftolas / Nedeliu ir fchwentuju Dienoſu Jſkaitomaſias / Baſnicioſu Chrik-[chċoniſchkoſu / pilnai ir wiernai pergulditas ant Lietuwiſchko Ṡodżia / per Baltramieju Willenta / Plebona Karaliaucżui ant Schteindama [...] Iſchpauſtas Karaliaucżui per Iurgi Oſterbergera / Metu M.D. LXXIX.
LITERATŪRA
AMBRAZAS, V., red. 1997: Dabartinės lietuvių kalbos gramatika, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas.
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DROTVINAS, L. 1968: Laiko aplinkybės šalutinių sakinių prijungimo priemonės senuosiuose lietuvių kalbos raštuose. Kalbotyra 19, 89–98.
JAKULIS, A. 1995: „Knygos nobažnystės“ leksika. I dalis, sudarytoja ir redaktorė D. Jakulytė, Klaipėda: S. Jokužio leidykla-spaustuvė.
KARACIEJUS, J. 1980: Dėl keleto socialinių terminų K. Širvydo raštuose. Lietuvių kalbotyros klausimai 20, 101–107.
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KUDZINOWSKI, Cz. 1997: Indeks–słownik do „Daukšos Postilė“ 1 (A–N), Poznań: Wydawnictwo Naukowe Uniwersytetu im. Adama Mickiewicza.
LUČINSKIENĖ, M. 2001: Rytietibių redagavimas Jono Jaknavičiaus Ewangelie polskie y litewskie 1674 metų leidime. Archivum Lithuanicum 3, 117–128.
ROSINAS, A. 1988: Baltų kalbų įvardžiai, Vilnius: Mokslas.
ROSINAS, A. 1996: Lietuvių bendrinės kalbos įvardžiai, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidykla.
URBAS, D. 1996: Martyno Mažvydo raštų žodynas, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidykla.
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ZINKEVIČIUS, Z. 1971: Dėl K. Sirvydo „Punktų Sakymų“ genezės ir kalbos. Baltistica 7 (2), Vilnius.
Milda Lučinskienė Lietuvių kalbos institutas Antakalnio g. 6, 2055 Vilnius, Lietuva [email protected]
Gauta 2001 10 26