Senasis lietuvių tikėjimas ir stabmeldystė
Full text
ZIGMAS ZINKEVIČIUS
Accademico emerito
Ambiti di ricerca: studi baltistici, storia della lingua lituana, dialettologia, onomastica.
L’ANTICA FEDE DEI LITUANI E L’IDOLATRIA
Nell’antichità i Lituani non erano idolatri come i Greci e i Romani, che costruivano e adoravano idoli, per esempio quelli di Apollo, Afrodite e altri. I Balti non avevano idoli veri e propri né simili a essi. Non erano idolatri, bensì adoratori della natura. Adoravano le forze naturali, pregavano nei boschi sacri (gli alka, colline delle «offerte», o colline sacre). Avevano luoghi sacri d’acqua (fiumi, laghi ecc.) e altri elementi naturali sacri, che veneravano,
Avevano ereditato dai tempi più remoti una fede primordiale monoteistica. La loro divinità suprema deivas era concepita come personificazione del cielo. Lo si può dedurre anche dalla parola taivas, prestata ai Finni (con t al posto della consonante sonora baltica d, cfr. deivas), che significa «cielo».
Gli elementi del politeismo nella fede baltica comparvero più tardi. Tra l’altro, ciò era legato anche alla tendenza a chiamare il dio antico «dio» con determinati epiteti (come visagalis), pronunciati diversamente nelle singole lingue e che oggi danno l’impressione di riferirsi a divinità diverse.
A tutto ciò si aggiunsero i diversi nomi, nelle varie lingue baltiche, degli elementi naturali venerati, che in seguito i ricercatori considerarono divinità distinte. La loro trascrizione imprecisa nelle fonti (chi li mise per iscritto non conosceva il lituano) accrebbe soltanto la confusione e trasse in inganno gli studiosi di un tempo, come continua a trarre in inganno quelli di oggi. Nella letteratura scientifica si è consolidata una concezione errata della fede baltica antica come politeistica. Questo è il secondo mito, accanto a quello che considera gli antichi Lituani idolatri.
Ricevuto il 18 maggio 2015.
ZIGMAS ZINKEVIČIUS
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Acta Linguistica Lithuanica LXXII