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Apie Jurgio Ambroziejaus Pabrėžos rankraščio Iźęgis Geograpyje ir Walenty Szacfajerio Geografiia krótko zebrana atitiktį

Jūratė Pajėdienė

Abstract

The article discusses the textual relationship between a 166-page manuscript, referred to as a geography textbook by Jurgis Ambroziejus Pabrėža, lacking a title page and beginning with the words Iźęgis Geograpyje, and a textbook by Walenty Szacfajer, which was especially popular in Lithuania in the first half of the 19th century. The article reveals the general correspondence between the Samogitian manuscript and the Polish original, both in content and structure, and shows the modifications and additions found in Pabrėža’s translation.

Full text

Acta Linguistica Lithuanica 2025, vol. 93, pp. 1–23 Link ai contenuti / Link all’indice ISSN 2669-218X (online / elettronico) SULLA CORRISPONDENZA TRA IL MANOSCRITTO DI IŽĖGIS GEOGRAFYJE DI JURGIO AMBROZIEJUS PABRĖŽA E WALENTY SZACFAJERIO GEOGRAFIIA KRÓTKO ZEBRANA Sulla corrispondenza tra il manoscritto di Jurgis Ambroziejus Pabrėža Ižėgis Geografyje e Geografija kró́tko zebrana di Walenty Szacfajer JŪRATĖ PAJĖDIENĖ Istituto di lingua lituana E-mail: [email protected] ORCID ID: https://orcid.org/0000-0003-1542-2866 Ambiti di ricerca: sintassi e semantica della lingua lituana, etnolinguistica, storia della cultura lituana e dei testi ecclesiastici. https://doi.org/10.35321/all93-06 ABSTRACT L’articolo esamina la relazione testuale tra un manoscritto di 166 pagine, definito manuale di geografia di Jurgis Ambroziejus Pabrėža, privo del frontespizio e iniziante con le parole Ižėgis Geografyje, e il manuale di Walenty Szacfajer, particolarmente popolare in Lituania nella prima metà del XIX secolo; mette in luce la corrispondenza generale tra il manoscritto samogitico e l’originale polacco, sia nel contenuto sia nella struttura, e mostra le modifiche e le aggiunte presenti nella traduzione di Pabrėža. PAROLE CHIAVE: Jurgis Ambroziejus Pabrėža (1771–1849), Walenty Szacfajer (Valentas Šafčajeris) (~1778–1840), Józef Zawadzki (Juozapas Zavadskis) (1781–1838), manuale di geografia, traduzione in samogitico. Copyright © 2025 Jūratė Pajėdienė. Pubblicato dall’Istituto di lingua lituana. Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della licenza Creative Commons Attribution, che consente l’uso, la distribuzione e la riproduzione senza restrizioni in qualsiasi mezzo, purché siano indicati l’autore originale e la fonte. // Pubblicato dall’Istituto di lingua lituana. Questo articolo è ad accesso aperto, distribuito secondo i termini della licenza „Creative Commons“ di attribuzione, che consentono di utilizzare, distribuire e riprodurre senza restrizioni il contenuto su qualsiasi supporto, indicando l’autore e la fonte. Ricevuto: / Gauta: 2025-05-21. Accettato: / Priimta: 2025-10-07. 1 ABSTRACT L’articolo esamina la relazione testuale tra un manoscritto di 166 pagine, definito manuale di geografia di Jurgis Ambroziejus Pabrėža, privo del frontespizio e iniziante con le parole Ižėgis Geograpyje, e il manuale di Walenty Szacfajer, particolarmente popolare in Lituania nella prima metà del XIX secolo. L’articolo mette in luce la corrispondenza generale tra il manoscritto samogitico e l’originale polacco, sia nel contenuto sia nella struttura, e mostra le modifiche e le aggiunte presenti nella traduzione di Pabrėža. PAROLE CHIAVE: Jurgis Ambroziejus Pabrėža (1771–1849), Walenty Szacfajer (Valentas Šačfajeris) (~1778–1840), Józef Zawadzki (Juozapas Zavadškis) (1781–1838), manuale di geografia, traduzione in samogitico. INTRODUZIONE L’articolo esamina la corrispondenza testuale tra il manoscritto di 166 pagine di Jurgis Ambroziejus Pabrėža, definito manuale di geografia, privo del frontespizio e iniziante con le parole Ižėgis Geograpyje…, e Geografia krótkо zebrana di Walenty Szacfajer (III decennio del XIX secolo). L’obiettivo dell’articolo è mostrare la corrispondenza tra la struttura e il contenuto dei testi dell’originale polacco e della traduzione samogitica, discutere le modifiche presenti nella traduzione e i possibili motivi della comparsa della versione samogitica del manuale. La corrispondenza strutturale generale tra i testi di Geografia krótkо zebrana di Szacfajer e della traduzione samogitica di questo libro, nonché alcuni inserti del testo autoriale di Pabrėža, sono stati individuati mediante metodi analitici, comparativi e di analisi strutturale. L’articolo è composto da tre capitoli, nei quali si esamina: 1. La storia della comprensione dell’origine del manoscritto denominato Geografia di Pabrėža e la popolarità, all’inizio del XIX secolo, di alcuni libri di geografia che potrebbero aver stimolato la comparsa di questo manoscritto samogitico, tra cui due versioni del manuale di Szacfajer: Geografia początkowa (1817; 1818b) e Geografia krótkо zebrana (1825; 1826; 1828;?1832). 2. La corrispondenza generale tra la struttura e il contenuto dei testi dell’originale polacco e della traduzione samogitica. 3. Le differenze tra i testi dell’originale polacco e della traduzione samogitica: aggiunte, modifiche e osservazioni di Pabrėža. 1. Storia della comprensione dell’origine del manoscritto Ižėgis Geograpyje Recentemente è stata pubblicata una parte consistente dell’ampia produzione manoscritta di Pabrėža. Si tratta di una raccolta di testi spirituali e di due opere scientifiche naturalistiche: nel periodo 2009–2015 sono state ¹Per maggiori informazioni sui talenti e sulle attività del predicatore samogitico, sacerdote francescano Pabrėža (1771–1849), cfr. Pacevičius, Raudytė 2023: 7–13. Attualmente l’ortografia del nome religioso di Pabrėža varia tra Ambraziejaus (caratteristica anche della denominazione delle opere di Pabrėža nella seconda metà del XIX secolo, cfr. Kišūnienė 1972: 96) e Ambroziejus. Quest’ultima grafia, caratteristica degli autografi di Pabrėža (cfr. Kišūnienė 1972: 98, 99, 100, 102, 103), è stata popolare negli studi del XX secolo (cfr. ibidem: 109–111). In questo articolo si segue la denominazione autentica di Pabrėža, ripristinata su iniziativa di Rita Šepetytė (2020: 7). ² Cfr. Tarvydas 1972: 55; Gedrimas 2003: 117; Skorupskas 2019: 9; Šepetytė 2019: 7. ³ Szacfajer (Schacfaier) (~1778–1840) era medico, traduttore, autore di manuali di geografia redatti in polacco e poeta (cfr. PSB). ⁴ Per la più recente descrizione dei manoscritti di Pabrėža, cfr. Raudytė 2023: 130–133. ⁵ Cfr. Šepetytė, a cura di, 2020. 2 sono state pubblicate tutte e tre le parti del repertorio botanico Tayslōs augumy̆ninis (I–2236, 224–7767, 777–9808), mentre nel 2019 è stata pubblicata Jurgio Ambraziejaus Pabrėžos geografija9. Gli articoli che accompagnano quest’ultimo libro discutono la struttura del manoscritto e il valore del contenuto proposto (Skorupskas 2019), nonché le caratteristiche formali e linguistiche del manoscritto (Šepetytė 2019). L’originalità dell’origine del manoscritto è valutata diversamente: Ričardas Skorupskas (2019: 11–12) definisce Pabrėža autore di un manuale di geografia scritto in samogitico, mentre Šepetytė (2019: 53), affermando che «[è] evidente che Pabrėža tradusse dal polacco», si basa anche su precedenti affermazioni sull’origine di questo manoscritto: secondo Juozas Tarvydas (1972: 57), Pabrėža «aveva a disposizione un manuale di geografia polacco», e secondo l’ipotesi di un altro ricercatore, «[p]robabilmente non si trattava della traduzione o dell’adattamento di una singola opera, poiché non è stata individuata un’opera geografica polacca analoga, pubblicata tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, nella quale gli Stati di tutti i continenti fossero descritti in modo così conciso»10. La possibile data di redazione del manoscritto viene collegata dalla curatrice dei testi di Pabrėža (Šepetytė 2019: 52) all’osservazione del già menzionato ricercatore, erroneamente identificato11, secondo cui Pabrėža avrebbe scritto la geografia dopo il 1831 (poiché nel manoscritto è menzionato papa Gregorio XVI, divenuto papa nel 1831), nonché al richiamo al fatto che anche Giedrius Subačius, basandosi sull’analisi dello sviluppo dell’ortografia di Pabrėža, tende a ritenere che il libro sia stato composto intorno al 1831–183412. 6 Cfr. Kažukauskaitė, Šepetytė, a cura di, 2009. 7 Cfr. Šepetytė, a cura di, 2014. 8 Cfr. Šepetytė, a cura di, 2015. 9 Cfr. Šepetytė, a cura di, 2019. 10 Šepetytė (2019: 53) cita Simona Šilinskaitė (2010: 6), ma la citazione indicata è attribuibile a Robertas Gedrimas (cfr. Gedrimas 2003: 120). La causa del riferimento errato è un testo altrui, appropriato nella tesi magistrale di Šilinskaitė (2010: 6), «Aspetti dello sviluppo della terminologia geografica lituana nella Geografyje di Jurgis Ambraziejus Pabrėža». In questa tesi magistrale (cfr. Šilinskaitė 2010: 5–15, 25, 26, 33, 34) si trova quasi integralmente trascritto l’articolo di Gedrimas «I termini del manuale di geografia di J. A. Pabrėža» (cfr. Gedrimas 2003: 117–132): nella trascrizione sono state eliminate soltanto le osservazioni su Simonas Daukantas e Laurynas Ivinskis (tali modifiche non si riflettono nella bibliografia redatta sulla base di Gedrimas 2003). È vero che nella tesi magistrale Šilinskaitė (2010: 4, 6, 18) indica più volte di essersi basata sul lavoro di Gedrimas e presenta citazioni di affermazioni di questo autore (da Gedrimas 2003: 122, 128, 131, 132) (cfr. Šilinskaitė 2010: 11, 14, 15, 20). 11 Šepetytė cita Šilinskaitė (2010: 6), ma anche questa citazione è attribuibile a Gedrimas (cfr. Gedrimas 2003: 119). 12 Cfr. il paragrafo dell’articolo di Gedrimas (2003: 119): Nel libro non è indicata la data di redazione. J. Tarvydas ritiene che il manuale sia stato scritto dopo il 1825, poiché vi è menzionato lo zar russo Nicola I, che aveva appena iniziato a regnare proprio quell’anno, e non oltre il 1830, poiché da allora Pabrėža si dedicò esclusivamente alla botanica (Tarvydas 1972: 56). Probabilmente sulla base di questa opinione, anche nella bibliografia si indica che la Geografia di Pabrėža fu scritta dopo il 1825 (Kišūnienė 1972: 97). Tuttavia, la datazione del manuale di geografia di Pabrėža può essere precisata grazie a un altro fatto importante. Nel libro è menzionato papa Gregorio XVI, divenuto papa nel 1831, cioè molto più tardi di quando lo zar Nicola I iniziò a governare la Russia: Poniawowo-ječzió e Grygaalós XVI. Gatwa bažnicys Riimyszkoosys 63. Ne consegue che Pabrėža lo scrisse dopo il 1831. Ciò è confermato anche dall’analisi dell’ortografia. G. Subačius, dopo aver esaminato lo sviluppo dell’ortografia nelle opere di Pabrėža, ha stabilito che questo libro è una delle prime opere di Pabrėža scritte con le consonanti cz, sz e con vocali raddoppiate <...>, e tende a ritenere che il libro sia stato composto intorno al 1831–1834 (Subačius 1996: 42). Una trascrizione coerente di questo paragrafo di Gedrimas, senza indicare il vero autore, è stata presentata anche nella già menzionata tesi magistrale (cfr. Šilinskaitė 2010: 6). 3 Dopo la pubblicazione del manoscritto samogitico Ižegis Geographyje (d’ora in poi PaIG), la questione irrisolta della paternità del contenuto ha stimolato la ricerca di una possibile fonte polacca (o persino di più fonti). La pubblicazione del manoscritto, che offre una trascrizione e facsimili delle immagini (cfr. Šepetytė, a cura di, 2019), nonché le nuove descrizioni bibliografiche dell’eredità culturale di Pabrėža (cfr. Pacevičius, Raudytė 2023), hanno agevolato tale ricerca. L’inizio dell’interesse di Pabrėža per la geografia può essere collegato ipoteticamente al suo insegnamento nella scuola di Kretinga, dove nel 1817–1821 avrebbe insegnato non solo latino e religione, ma forse anche geografia (cfr. Gidžiūnas 1994: 69–70): il manoscritto del manuale di geografia in samogitico è stato utilizzato come prova di questa attività pedagogica (ibidem: 71–72). L’interesse per la geografia è dimostrato anche dai libri conservati della biblioteca di Pabrėža¹⁴. Nel capitolo «Geografia» del catalogo della biblioteca di Pabrėža curato da Arvydas Pacevičius e Nijolė Raudytė (cfr. Pacevičius, Raudytė 2023: 243–259) sono indicati atlanti¹⁵ e raccolte di carte geografiche (61 esemplari), nonché alcuni libri in polacco: il Dyckyonarzyk Geograficzny di Laurenz Echard (1782–1783), la Ieografiia państwa rossyskiego di Evdokijus Zabłowski (1810), la Geografia powszechna di Józef Zawadzki (1812) e la Nowa jeografia powszechna di Szacfajer (1824). I titoli, le prefazioni e i contenuti di questi libri testimoniano non solo lo sviluppo e i cambiamenti della scienza geografica dell’epoca, ma anche la popolarità delle pubblicazioni geografiche¹⁶ e, di conseguenza, la necessità di conoscenze in questo campo (che cambiavano rapidamente anche a causa delle realtà politiche¹⁷) e di determinati libri. Considerando le edizioni in polacco di alcuni libri di geografia dell’epoca, continuamente ristampate (più o meno aggiornate) (cfr. Estreicher 1878: 426), si vede che Pabrėža aveva acquistato quasi tutti i libri di geografia più popolari. Tuttavia, nella sua biblioteca mancava (o non si è conservato?) il manuale particolarmente pratico che forniva in modo conciso e attraente i principali dati della geografia fisica, politica ed economica, che Pabrėža aveva chiamato «libriccino polacco»¹⁸. Quel libriccino è la Geografija kró́tko zebrana podług ostatnich traktatų ułożona, na nowo przejrzana i poprawiona (d’ora in poi Gkz), preparata da Szacfajer. Tutte le edizioni di Gkz¹⁹, leggermente aggiornate e (o soltanto) ristampate, ne dimostrano la popolarità. Si può ritenere che, nonostante le frequenti ristampe del libro, il bibliofilo Pabrėža probabilmente non riuscisse mai ad acquistarlo, così, dopo averlo ricevuto in prestito ¹³ Cfr. la già menzionata ipotesi di Gedrimas (2003: 120), secondo cui probabilmente non si sarebbe trattato della traduzione o dell’adattamento di una singola opera. ¹⁴ Secondo Pacevičius (2023: 33), nella biblioteca personale Pabrėža possedeva più libri di quanti ne siano stati registrati nel catalogo: 207 titoli, 233 esemplari. ¹⁵ Sugli atlanti posseduti da Pabrėža, cfr. anche Gedrimas 2003: 118. ¹⁶ Per esempio, nella prefazione al Dykyconarzyk Geograficzny curato da Franciszek Siarczyński si indica che la versione polacca (con aggiunte sugli oggetti geografici della Polonia) si basa sull’ottava edizione della traduzione in francese della tredicesima edizione del dizionario di Echard (cfr. Echard 1782: I–II). ¹⁷ Cfr. le prefazioni di Zawadzki alla prima e alla seconda edizione del libro Geografia powszechna (cfr. Zawadzki 1812: IV–V, I–II). ¹⁸ Cfr. l’osservazione di Pabrėža sull’originale: lękyszko kningeliee padiets m. tór znocity ar mieszkáńcôw, ar męszczyn: «nel libriccino polacco è scritto m.; dovrebbe significare ar mieszkáńcôw [abitanti] o ar męszczyn [uomini]?» (PaIG 49). ¹⁹ Karol Estreicher indica 7 edizioni di questo libro (cinque con lo stesso titolo – ¹ 1825, ³ 1827, la ⁴ riveduta e corretta del 1828 e la ⁵ del 1832 – e altre due leggermente successive, ⁷ del 1845 e ⁸ del 1849, aggiornate e recanti nel titolo l’aggiunta Wydanie nowe (cfr. Estreicher 1878: 426). Finora non è stato possibile reperire le edizioni del 1827 e del 1832. 4 decise di trascriverlo in samogitico. Anche oggi, sfogliando Gkz, si vede che il libriccino doveva essere amato dai lettori dell’epoca: presenta concisamente le principali nozioni di geografia politica e fisica relative a tutti e cinque i continenti (gli Stati della parte europea, compresi quelli finiti sotto la morsa dell’Impero russo²⁰, sono descritti più dettagliatamente²¹). Prima di esaminare la corrispondenza della traduzione samogitica con l’originale polacco, occorre discutere quale delle diverse edizioni di Gkz pubblicate nel secondo decennio del XIX secolo (poiché i testi sono quasi identici) debba essere considerata la fonte più probabile di PaIG. È importante ricordare che la traduzione di Pabrėža non è collegata alla quarta edizione di Geografia początkowa dla pożytku uczącey się młodzi podług ostatnich traktatów ułożona i powiększona. Przez W... S...²² (d’ora in poi Gp), del 1818²³. Dal confronto tra i testi di Geografia początkowa (1817; 1818b)²⁴ e di Geografija krótko zebrana (1825; 1826; 1828) risulta che Gkz è stata preparata sulla base del testo di Gp 1818b. Le modifiche del testo di Geografija krótko zebrana <...> nanowo przejrzana i poprawiona przez Walentego Szafcajera, ridenominata e indicante per esteso il nome del curatore del libro (anziché con le iniziali W... S...), segnalano soltanto cambiamenti di sovrani importanti (per esempio, panuie teraz Alexander I (Gp 1818b: 16; Gkz 1825: 16) è stato sostituito da panuie teraz Mikołay I (Gkz 1826; 1828: 16)). La menzione di Nicola I si trova anche nel testo di Pabrėža (cfr.: poniauo nóiau Mykalójós I (PaIG 26))²⁵, ma modifiche di questo tipo nella traduzione samogitica potrebbero essere comparse anche per iniziativa dello stesso Pabrėža. Limitare la ricerca della fonte polacca utilizzata da Pabrėža alle sole edizioni di Gkz è consentito da un errore tipografico assente in Gp (1817; 1818b). Tutte le edizioni di Geografija krótko zebrana indicano 26 governatorati russi (benché ne siano elencati 36), indicazione ripetuta da Pabrėža nella traduzione samogitica²⁶, cfr.: ²⁰ Nelle prefazioni a Geografia powszechna pubblicate frettolosamente da Zawadzki nel 1811 e nel 1812, indicando come destinatari i giovani che studiavano privatamente, il bisogno di questo manuale è motivato dalla chiarezza e brevità del testo, nonostante l’incompletezza strutturale del libro: in esso non è descritta la parte d’Europa passata sotto la dipendenza della Russia (cfr. Zawadzki 1812: III–V (ripetuto in Przedmowa do edycyi pierwszey), I–II). ²¹ Cfr. la valutazione della descrizione proposta da Skorupskas (2019: 12): «Il manuale è di dimensioni relativamente ridotte, ma comprende l’intera Terra come pianeta. <...> [I] fatti e le conoscenze presentati sono nella maggior parte dei casi molto concisi e superficiali. <...> Nel libro si osserva chiaramente l’effetto di un fattore geografico, la distanza, sulla precisione, completezza ed estensione delle informazioni presentate. Per esempio, alla descrizione dell’Europa è dedicata la maggior parte del libro, mentre alla descrizione degli altri continenti e dei paesi in essi situati sono dedicate solo 50 pagine». ²² Estreicher indica quattro edizioni di Gp a Vilnius: ¹˒² 1811, ³ 1817, ⁴ 1818, con l’osservazione che dalla terza viene proposta una versione aggiornata del testo (Estreicher 1878: 426). Sebbene Gp fosse popolare, le menzioni del libriccino sono legate soltanto alla storia della pedagogia dell’epoca: negli studi degli storici della cultura polacca si indica che nel secondo decennio del XIX secolo nelle scuole dei missionari dei governatorati lituani la geografia veniva insegnata da Geografia początkowa di Szafcajer (cfr. Wieczorek 2011: 70). ²³ Nella terza edizione di Gp (1817) sono rimasti numerosi errori tipografici, non più ripetuti né nella quarta edizione di Gp né nella Gkz, leggermente aggiornata e recante ormai un altro titolo. ²⁴ La prima e la seconda edizione di Gp (cfr. Gp 1811) sono state escluse perché offrono una versione più antica del testo e dei dati fattuali, che differisce anche da quella presente nel manoscritto di Pabrėža. ²⁵ Sull’influenza di queste informazioni sulla datazione del manoscritto, cfr. la nota 12. ²⁶ Skorupskas (2019: 20), avendo notato l’errore registrato nel manoscritto di Pabrėža, secondo cui la Russia sarebbe composta da 26 governatorati, lo ha spiegato così: «a quanto pare l’autore si è sbagliato, poiché ne sono elencati 36». 5 La Russia si divide: anzitutto in 36 governatorati organizzati secondo le leggi dello Stato (Gp 1818b: 16²⁷); La Russia si divide: anzitutto in 26 governatorati organizzati secondo le leggi dello Stato (Gkz 1825; 1826;1828: 16); In Russia anzitutto e 26 governatorati organizzati secondo le leggi dello Stato (PaIG 27). Questo errore tipografico permette di considerare come originale della traduzione di Pabrėža una delle versioni successive (in base alla menzione dello zar Nicola I sopra ricordata, probabilmente non quella del 1825, ma una delle successive, del 1826 o del 1828) di Geografija krótkо zebrana. È possibile che Pabrėža abbia tradotto da Gkz 1832, ma finora non è stato possibile reperire né questa edizione del libro né alcuna informazione su di essa, né la menzionata nota del repertorio bibliografico di Estreicher (cfr. Estreicher 1878: 426). Se Pabrėža tradusse da Gkz 1832, allora questa Gkz dovrebbe presentare lo stesso testo di Gkz 1826 o Gkz 1828, menzionando però Gregorio XVI, papa dal 1831 al 1846. Per ora il collegamento della traduzione di Pabrėža con Gkz 1832 può essere stabilito soltanto ipoteticamente, sebbene ciò concordi meglio con gli argomenti già menzionati di Subačius (1996: 42) e Gedrimas (2003: 119, 132) riguardo alla data di composizione del manoscritto. 2. Corrispondenza tra il contenuto e la struttura dell’originale polacco e della traduzione samogitica La corrispondenza tra il contenuto e la struttura del manuale preparato da Szafajeris, Geografija krótkо zebrana, e della traduzione samogitica di questo libro redatta da Pabrėža è illustrata nella Tabella 1 mediante brani comparati dei testi polacco e samogitico. Il libro, così come la sua versione manoscritta redatta in samogitico, è composto da sei parti: un’introduzione e cinque capitoli²⁸, cfr.: WSTĘP; ROZDZIAŁ I. EUROPA; ROZDZIAŁ II. AZYA; ROZDZIAŁ III. AFRYKA; ROZDZIAŁ IV. AMERYKA; ROZDZIAŁ V. AUSTRALIA CZYLI OCEANIA (Gkz 1828: 3, 10, 60, 72, 87) → Įžegis; Atskiris 1. Europa; Atskiris II. Azya; Atskiris III. Afryka; Atskiris IV. Ameryka; Atskiris V. Australije arba Oceanije (PaIG 1, 13, 113, 133, 162). Nelle colonne della tabella sono riportate affiancate citazioni dei capitoli di entrambe le opere, il libro e il manoscritto: alcuni paragrafi iniziali e uno conclusivo. Tale confronto riflette la comunanza della struttura dei testi (disposizione delle sezioni e dei paragrafi), nonché la corrispondenza del contenuto e dei dati fattuali e la letteralità della traduzione²⁹. Gkz è citata secondo l’edizione del 1828 (con variazioni nelle indicazioni a seconda dei passi, e 27 La Gp pubblicata a Cracovia nel 1818 (che si differenzia dall’edizione vilniana di Gp del 1818 per una diversa paginazione e alcune correzioni) presenta anch’essa questa riga con l’indicazione di 36 governatorati, cfr.: Rossya dzieli się: naprzód na 36 Guberniy urząd­zonych podług ustaw państwa (Gp 1818a: 13). 28 La struttura del libro di Szac­fajer è stata discussa indirettamente, attraverso l’analisi del testo del manoscritto di Pabrėža, da Tarvydas (1972: 55–56); Gedrimas (2003: 119); Skorupskas (2019: 13–35). 29 Per ragioni di spazio, in questo articolo la lingua della traduzione stessa non viene quasi discussa: si è voluto soltanto mostrare la fedeltà di Pabrėža all’originale, precisa o con alcune aggiunte. La peculiarità della traduzione di Gkz realizzata da Pabrėža, in confronto con le sue altre traduzioni, sarà discussa in una pubblicazione successiva. 6 nell’edizione del 1826). Nelle citazioni viene ripetuto il modello grafico presentato nel libro polacco, che consente di vedere come le parole stampate in corsivo in Gkz siano contrassegnate con una sottolineatura nel manoscritto di Pabrėža. Per comodità del lettore, nella trascrizione delle citazioni le aggiunte sono evidenziate in grassetto, per esempio le frasi o le parole della traduzione contenenti doppietti lessicali o elementi paratestuali (equivalenti polacchi), dei quali Pabrėža ricopia nella traduzione l’equivalente polacco (cfr.: Wulkany czyli góry ogień wybuchające (Gkz 1928: 10) e Ognakalney (PaIG 15)) oppure parole alle quali sceglie non un equivalente letterale, ma un equivalente abituale nella tradizione linguistica samogitica (lituana) (cfr.: Wyspy <...> Zielonych Świątek (Gkz 1828: 90) e Salas <...> Sekmnynyns (PaIG 166)). Il confronto tra i brani di Gkz e PaIG mostra gli sforzi di Pabrėža per strutturare il testo in modo più coerente rispetto all’originale. Nella traduzione non vi sono quasi abbreviazioni (per esempio, le abbreviazioni polacche di Gkz MS., z MS. o m. Miasto staličzynis, só miesto staličzynio ar miests (cfr. PaIG 146, 112–113)); soltanto l’abbreviazione polacca t. d. è resa con l’abbreviazione t. t., corrispondente al samogitico tyn tolaus (cfr.: Nieodzowną pomocą do naukei Geografii są karty geograficzne czyli mappy <...> karty-szczególne wystawiają jedną główną część ziemi np. Azyą, lub Europę i t. d. (Gkz 1828: 8) e Neatskyramó paszałpó pri moksla Geograpyjis ira łaksztaa geograpiczny arba mappas <...> łaksztaa įpatingyji yszstata wyina binktor ny dali žemys: kaaptau Azyjį ar Europa, yr t. t. (PaIG 11–12). Pabrėža tendeva a scrivere in lettere anche i numeri (all’inizio del manoscritto venivano registrate entrambe le varianti, cfr., per esempio, il sesto paragrafo citato nella sezione Įžėgis della Tabella 1). Tabella 1. Traduzione di Geografija krótkо zebrana di Szacfajer nel manoscritto di Pabrėža Įžėgis Geograpyje: corrispondenze tra brani del testo polacco e samogitico 7 3. La fisica descrive la superficie della Terra e i corpi che si trovano su di essa. 4. La politica contiene le diverse divisioni della Terra stabilite dagli uomini, descrivendo i paesi e la composizione del loro governo. Questa parte della Geografia sarà qui oggetto della nostra particolare attenzione. 5. La forma della Terra, leggermente appiattita ai poli, è rotonda come una sfera. Poiché la superficie terrestre è composta da terra e acqua, chiamiamo dunque la Terra sfera terrestre-acquatica. 6. I geografi calcolano l’intera estensione della sfera terrestre-acquatica in 9,281,910 miglia quadrate. Di queste, l’acqua occupa la maggior parte, poiché alla terraferma spettano soltanto 3,096,000 miglia quadrate, cioè poco più della terza parte. pp. 3–4 <…> 31. Un ausilio indispensabile per lo studio della Geografia sono le carte geografiche, ossia mappe, che ci rappresentano diverse parti della terra: prendono il nome dalla parte maggiore o minore della terra che raffigurano. Così, le carte universali contengono i due emisferi terrestri: le carte particolari rappresentano una parte principale della terra, per esempio l’Asia o l’Europa ecc. Le carte generali comprendono interi Stati, per esempio la Spagna o altri. Le topografiche o corografiche sono la rappresentazione di un distretto o di una città. Vi sono inoltre le carte nautiche, sulle quali sono indicati mari, isole, scogli, bassifondi e altre cose necessarie alla conoscenza del navigante. Le carte itinerarie, ossia postali, sulle quali sono tracciate le strade e le stazioni postali in uno o più paesi. Su tali carte, ossia mappe, bisogna osservare i quattro punti principali, cioè le regioni del mondo: il Sud (meridies o Sud) in basso, il Nord (septentrio o Nord) in alto, l’Est (oriens o Est) a destra, l’Ovest (occidens o Ouest) a sinistra. Se tali regioni non fossero indicate sulle carte, allora rivolgete l’attenzione all’ago magnetico, ossia alla Rosa dei venti, che vi si trova; il lato verso cui è rivolto l’estremità dell’ago magnetico sarà il Nord; il lato opposto sarà il Sud, a destra l’Est e a sinistra l’Ovest. 3. Descrizione fisica della superficie terrestre e dei corpi che vi si trovano. 4. La parte politica, ossia le diverse parti della terra scoperte dagli uomini, descrivendo i paesi e indicando come sono governati. Questa parte della Geografia sarà per noi la più utile. 5. Stowila (: Figura) la terra, appiattita alquanto ai poli e circondata tutt’intorno da un cerchio. Sulla sua superficie si incontrano terra e acqua; perciò la terra è chiamata cerchio terrestre. 6. L’intera circonferenza del cerchio terrestre, secondo l’anno del Mappamondo, è di nove milioni duecentottantunomila novecento dieci miglia e un quarto. Corrisponde a 9,281.910. – Di questa grandezza, sulla terraferma spettano soltanto 3,096,000 miglia e un quarto, cioè: poco più di un terzo. p. 1–2 <…> 31. Un aiuto indispensabile per lo studio della Geografia sono le carte geografiche o mappe, che ci mostrano diverse parti della terra: prendono il loro nome dalla parte maggiore o minore della terra che rappresentano. E così le carte universali comprendono i due emisferi della terra: le carte particolari rappresentano una sola parte principale della terra, come l’Asia o l’Europa, ecc. Le carte generali comprendono interi Stati, come la Spagna o altri. Le carte topografiche o corografiche rappresentano un distretto o una città. Vi sono anche le carte nautiche (: geografiche), sulle quali sono segnati (: indicati) i mari, le isole, gli scogli, i bassifondi e altre cose necessarie alla conoscenza del navigante (: marinaio). Le carte itinerarie o postali, sulle quali sono indicate le strade e le stazioni postali in un paese o in più paesi. Su tali carte o mappe bisogna osservare i quattro punti principali, ossia le regioni del mondo. Il Sud (Południe meridies o Sud) in basso. Il Nord (: Połnoc, Septentrio o Nord) in alto, sopra. L’Est // L’Est. (: Wschod. Oriens. o Est.) sul lato destro. L’Ovest. (Zachod. Occidens. o Ouest) a sinistra. Se tali regioni non fossero indicate sulle carte, allora prestiamo attenzione all’ago magnetico, ossia alla Rosa dei venti, che su di esse si trova; verso quale lato è rivolto l’ago p. 8–9 rivolto: il lato verso cui è diretto il capo dell’ago magnetico sarà il nord, il lato opposto Sud. A destra Est, e a sinistra Ovest. p. 11–13 CAPITOLO I. EUROPA. Sezione 1. Europa §. 1. §. 1. Posizione, confini ed estensione. Si trova tra 35–75° di latitudine settentrionale e 6–88° di longitudine orientale. A ovest confina con il mare Atlantico; a sud con i mari Atlantico, Mediterraneo e Nero; a est con l’arcipelago, lo stretto dei Dardanelli, il mar di Marmara, lo stretto di Costantinopoli, il mar Nero, lo stretto di Teodosia, il mar d’Azov, il fiume Don, i monti Urali e i monti Verchoturiani; a nord con il mare Glaciale Artico. La sua superficie è di 155,000 m. k. §. 1. Posizione, confini ed estensione. L’Europa si trova tra 35°–75° di latitudine settentrionale e 6°–88° di longitudine orientale. A ovest confina con il mare Atlantico. – A sud con il mare Atlantico intermedio: – A est con il mar d’Azov, lo stretto dei Dardanelli, il mar di Marmara, lo stretto di Costantinopoli, il mar Nero, lo stretto di Teodosia, il mar d’Azov, il Don, i monti Urali e i monti Verchoturiani. – A nord con il mare Glaciale Artico. La sua superficie è di 155,000 miglia e un quarto. §. 2. I monti Pirenei tra la Spagna e la Francia: Alpi tra la Francia, la Germania e l’Italia: Appennini in Italia: Carpazi o Tatra tra la Polonia (cioè la Galizia austriaca), l’Ungheria e la terra di Transilvania: Voloconsi o monti Valdaj, Urali ecc. Il monte più alto d’Europa è il Monte Bianco, alto 14,793 piedi. Promontori: Capo Nord nella Lapponia norvegese, Matapan nella Morea, San Vincenzo in Portogallo, Finisterre in Spagna. Vulcani, ossia montagne che eruttano fuoco, Etna o Gibel in Sicilia, il Vesuvio nel regno napoletano, Hekla in Islanda. §. 2. Monti. Monti Pirenei tra la Spagna e la Francia. Alpi tra la Francia, i Tedeschi e gli Italiani. Appennini–// Appennini in Italia: Carpazi e Tatra tra la terra polacca (cioè la Galizia austriaca), l’Ungheria e la terra di Transilvania. – Monti Voloconsi o Monti Valdaj, Urali, ecc. La montagna più alta d’Europa è Monte Bianco, alta 14,793 piedi. Promontori: Capo Nord nella Lapponia norvegese; Matapan nella Morea; San Vincenzo in Portogallo; Finisterre in Spagna. Vulcani (: Vulcani o montagne che eruttano fuoco:) Etna o Gibel in Sicilia. – Vesuvio nel regno napoletano. – Hekla in Islanda. p. 10 <...> p. 13–15 <...> La Turchia asiatica comprende i seguenti paesi: 1) Anatolia ossia Natolia (Levante, l’antica Asia Minore), nella quale Kiutachia è la residenza del Pascià, Eskiudar o Scutari, Smirne ossia Smirne ecc. L’isola di Cipro con la città di Maassa (Famagosta). 2) Soria, Soristan (Siria), nella quale Aleppo, ossia Aleppo, è la residenza del Pascià, Damasco. Qui appartiene La Turchia asiatica comprende i seguenti paesi: 1) Anatolia oppure Natolia (Levante, antica Asia Minore), nella quale Kiutachia è la residenza del Pascià, Eskiudar oppure Scutari, Smirne ossia Smirne, ecc. – L’isola di Cipro con la città capitale Maassa (Famagosta). 2) Soria, Soristan (: Siria) nella quale Aleppo ossia Aleppo è la residenza del Pascià, – Damasco. – Qui appartiene La Palestina, nella quale la città di Gerusalemme, ossia Solima, sorge su quattro colli, e Gaza è un porto. 3) La Mesopotamia, ossia Al Dzezira, con la città di Kara Emid, ossia Diarbekir, sul Tigri. 4) Georgia turca (Satabago) con la città di Akalazike. 5) Turkomania con il Kurdistan e l’Iraq arabo, nella quale Arserum, ossia Erzerum, è la residenza del Pascià; Basra, ossia Bassora, è la città di deposito di tutte le merci portate dalle Indie e dalla Persia a Costantinopoli e viceversa. Quanto ai possedimenti in Arabia, Egitto e nelle regioni tributare di Tunisi, Tripoli e Algeri, se ne parlerà in Asia e Africa. p. 59–60 CAPITOLO II. ASIA. §. 1. Posizione, confini, estensione. Asia si trova tra 42–208° di longitudine e 9–78° di latitudine. Confina a ovest con l’Europa (Urali, Don), il mar d’Azov, lo stretto di Teodosia (Caffa), il mar Nero, lo stretto di Costantinopoli, il mar di Marmara, lo stretto dei Dardanelli, il mar Mediterraneo e il mar di Suez; a sud con il mar delle Indie e le sue baie, a est con l’oceano Orientale e a nord con il mare Glaciale, e comprende 763208 miglia quadrate di estensione. §. 2. Monti. Al centro si trova il tronco di tutti i monti, il Bogdo Oola, le cui diramazioni sono i monti Altaj, Mussart e Sajany; inoltre i monti Urali, il Caucaso, il Tauro e l’Ararat. §. 3. Mari: 1) il Mare Glaciale con le baie Bianca, di Kursk, dell’Ob’ ecc. 2) il Mare Orientale, ossia Pacifico, le cui parti sono: l’Arcipelago settentrionale con le baie di Anadyr e della Kamčatka, il mar del Giappone e le baie della Corea, Whanghai (Mar Giallo), Nanchino; 3) l’Oceano Indiano, le cui parti sono: il mar Arabico e Persico, i golfi Arabico (mare La Palestina, la cui città Gerusalemme o Solima sorge su quattro colli. Gaza è un porto. 3) La Mesopotamia o Al Džėzira, con la città capitale Kara Emid o Diarbekir sul Tigri. 4) Georgia turca (Sabatago) con la città capitale Akalazike. 5) Turkomania con il Kurdistan e l’Iraq arabo, nella quale Arserum o Erzerum è la residenza del Pascià; Basra o Bassora è una città di deposito (: magazzino) delle merci preziose (: merci) portate (: importate) dalle Indie e dalla Persia a Costantinopoli e viceversa. Di questi possedimenti in Arabia, Egitto e delle regioni che pagano tributi, Tunisi, Tripoli e Algeri, si parlerà in Asia e Africa. p. 112–113 Sezione II. Asia. §. 1. Posizione, confini, estensione. L’Asia (: Asia) si trova tra 42–208° di longitudine e 9–78° di latitudine. – I confini a occidente sono l’Europa (: Urali, Don), il mar d’Azov, lo stretto di Teodosia (: Caffa), il mar Nero, lo stretto di Costantinopoli, il mar di Marmara, lo stretto dei Dardanelli, il mar Mediterraneo e l’istmo di Suez; a sud il mar delle Indie e i suoi golfi; a oriente il grande oceano orientale; a nord il mare Glaciale; e ha un’estensione di 763,208 miglia quadrate. §. 2. Monti. Al centro vi è il nucleo (: o tronco) del monte Bogdo Oola, dalle cui diramazioni derivano i monti Altaj, Mussart e Sajany; poi i monti Urali, Caucaso, Tauro e Ararat. § 3. Mari. 1) Il mare Glaciale con le sue baie Bianca, di Kursk, dell’Ob’, ecc. 2) Il mare orientale o Pacifico (: tranquillo), le cui parti sono: l’Arcipelago settentrionale (: Arcipelago) con le baie di Anadyr e della Kamčatka; il mar del Giappone e le baie della Corea, Whanghai (Mar Giallo), Nanchino. rosso), Persico, Bengala, arcipelaghi delle Indie, le baie del Tonchino e del Siam, 4) il mar Mediterraneo. p. 60–61 <...> 3) Il grande Oceano Indiano, le cui parti sono: il mar Arabico e il Persico, i golfi Arabici (: mar Rosso), Persici, Bengalesi–//alesi, l’Arcipelago delle Indie, i golfi del Tonchino e del Siam. 4) Mar Mediterraneo. p. 113–115 <...> §. 10. Giappone. È composto da molte isole fertili e sterili, scogli e promontori nel grande Oceano, che in questa regione è chiamato mare del Giappone. Questo paese, situato a oriente dell’Asia, avrebbe un’estensione di 8625 miglia quadrate e 35 milioni di abitanti. Tutte le isole sono piene di montagne aspre e ricoperte di neve eterna; sulla sola Nifon vi sono 5 vulcani. La religione dominante è il buddismo (che comprende il culto degli dèi indiani e cinesi). Il governo è diviso tra molti piccoli principi, sotto la suprema autorità di Kuba-Soma, ossia l’Imperatore. Dairi è il capo del clero. X. Giappone. È composto da molte isole fertili e sterili, scogli e promontori (: haków) nel grande Oceano, che in quei dintorni è chiamato mare del Giappone. Questo paese, situato a oriente dell’Asia, avrebbe un’estensione di 8625 miglia quadrate e 35 milioni di abitanti. Tutte le isole sono piene di montagne aspre e ricoperte di neve eterna; nella stessa Nifon vi sono 5 vulcani. – La religione dominante è il buddismo (che comprende parte delle divinità indiane e cinesi). – Il governo è diviso tra molti piccoli principi, sotto la suprema autorità di Kuba-Soma, ossia l’Imperatore. Dairi è il capo del clero (: clero). Le isole principali sono: 1. Nifon o Nipon con la città di Jeddo, conta più di un milione di abitanti, è la residenza dell’Imperatore, il cui palazzo avrebbe una circonferenza di 5 ore di viaggio. 2. Kiusiu (Ximo), sulla quale si trova la città commerciale di Nangasaki con porto. p. 71–72 Le isole principali sono: 1) Nifon o Nipon con la città capitale Jeddo, con più di un milione di abitanti, è la residenza dell’Imperatore, il cui palazzo avrebbe una circonferenza di cinque ore di viaggio. 2) Kiusiu (: Ximo), sulla quale la città commerciale Nangasaki ha un porto. p. 132–133 CAPITOLO III. AFRICA. Sezione III. Africa. §. 1. Posizione, confini, estensione. §. 1. Posizione, confini, estensione. La penisola d’Africa si estende da 1–99° di longitudine e da 34° di latitudine meridionale a 37° di latitudine settentrionale; è unita all’Asia dall’istmo di Suez, largo soltanto 12 miglia; dagli altri lati, cioè a ovest e a sud è bagnata dai mari Atlantico ed Etiopico, a est dall’Indiano, a nord dal Mediterraneo, e ha un’estensione di 531 638 miglia quadrate. La penisola d’Africa si estende da 1–99° di longitudine e da 34° meridionale a 37° settentrionale di latitudine; è unita all’Asia dall’istmo di Suez, largo soltanto 12 miglia: dagli altri lati, cioè a ovest e a sud, è bagnata dai mari Atlantico ed Etiopico, a est dall’Indiano e a nord dal Mediterraneo, e ha un’estensione di 531.638 miglia quadrate. 11 §. 2. Il suolo è per la maggior parte sabbioso e povero d’acqua, pieno di lunghi deserti. I monti più importanti sono i Monti della Luna, ossia le Alpi abissine, gli Atlanti, i Monti Nevosi e altri. §. 3. Mari: Mediterraneo, Atlantico, Etiopico, Oceano Indiano con il canale di Mozambico, mari Arabico e Rosso. p. 72 <...> §. 15. La costa meridionale è abitata dagli Ottentotti, popolo selvaggio e audace, e dagli Europei. La città capitale di questo paese è Cap. §. 16. Isole. I. Isole a est dell’Africa: 1) Amiranti, 2) Mahé o Seychelles, 3) Comore, 4) Madagascar(¹⁸²⁶)¹⁸²⁸, 5) Mascaregne. II. Isole a ovest dell’Africa: 1) Sant’Elena. 2) Ascensione, 5) Guinea, 4) Capo Verde, 5) Canarie, 6) Madera e Porto Santo, 7) Azzorre, Terceira e altre. p. 78–79 CAPITOLO IV. AMERICA. §. 1. Posizione, confini, estensione. Si trova tra 210–344° di longitudine e da 56° sud a 80° di latitudine settentrionale. Confina a est con l’Oceano Atlantico, a sud con il mare di Magellano, a ovest con l’Oceano Asiatico, a nord verso §. 2. Suolo. – Il suolo è per la maggior parte sabbioso e povero d’acqua, pieno di lunghi deserti. – Monti importanti sono i Monti della Luna o le Alpi abissine; gli Atlanti, i Monti Nevosi (: ossia Monti Nevosi) e molti altri. §. 3. Mari. – Il mar Mediterraneo, Atlantico, Etiopico, il grande Oceano Indiano con il canale di Mozambico, il mar Arabico e il mar Rosso. p. 133–135 <...> XV. La costa meridionale è abitata dagli Ottentotti (: popolo selvaggio e molto audace:) e dagli Europei. La città capitale di questo Capo è Cap. XVI. Isole. 1) Isole a est dell’Africa: – a) Amiranti. – b) Mahé o Seychelles, – c) Comore. – d) Madagascar, – e) Mascaregne. 2.) Isole a ovest dell’Africa: a) Sant’Elena, – b) Ascensione (: Ascension) – c) Guinea. – d) Capo Verde. – e) Canarie. – f) Madera e Porto Santo. – g) Azzorre (: Acores) – Terceira e altre. p. 146 Sezione IV. America. §. 1. Posizione, confini, estensione. Si trova tra 210–344° di longitudine e da 56° di latitudine meridionale fino a 80° di latitudine settentrionale. I confini a est sono il grande Oceano Atlantico, a sud il mare Magellano, a ovest il grande Oceano asiatico, e a nord, a causa delle nevi eterne e dei 12 confini di nevi e ghiacci eterni sconosciuti. Ha un’estensione fino a 753000 miglia quadrate. §. 2. I monti in questa parte del mondo sono i più alti; tra questi i più notevoli sono le Cordigliere, un’immensa catena che si estende nell’America meridionale e settentrionale, tra le quali il Chimborazo è il più alto di tutta la terra. §. 3. (1825; 1826 Isole) (1828 Mari): scandinavi, ossia oceano settentrionale, del quale fa parte il mare Eskimo con i golfi Eskimo, Hudson, James e Baffin; l’oceano occidentale Etiopico con i mari brasiliano e magellano, l’oceano Atlantico ossia il mare meridionale con il golfo di Panama e il mare di California. p. 79 <...> 19) La Margarita appartiene alla Spagna. 20) Curaçao ai Paesi Bassi. C. Le Bahama, ossia le isole Lucayane, soggette alla sovranità degli Inglesi: è un arcipelago composto da circa 200, e secondo altri da 700 isole, delle quali le più importanti sono: Providence, Abaco, San Salvador o Cai-Island, il primo paese scoperto da Cristoforo Colombo. p. 87 confini di ghiaccio sconosciuti. – La superficie è di 753,000 miglia quadrate. § 2. Monti. I monti di questa parte del mondo sono i più alti; tra quelli più importanti vi sono le Cordigliere, una catena immensa (o smisurata, il cui andamento si estende verso sud e nord nell’America meridionale e settentrionale), tra le quali Chimborazo è il più alto sulla terraferma. § 3. Isole e mari. Le isole scandinave, ossia il grande oceano settentrionale, di cui fa parte il mare Eskimo, Hudson, James e Baffin; il grande oceano Atlantico, il grande oceano occidentale Etiopico con i mari brasiliano e magellano, il grande oceano Asiatico, ossia il mare meridionale, con il golfo di Panama e il mare di California. p. 146–148 <...> 19) La Margarita appartiene alla Spagna. 20) Curaçao appartiene ai Paesi Bassi. C. Le Bahama o isole Lucayane, soggette alla sovranità degli Inglesi: è un arcipelago composto da 200, e secondo altri da 700 isole; tra queste le più importanti sono: Providence, Abaco, San Salvador o Cai-Island, il primo paese scoperto da Cristoforo Colombo. p. 162 CAPITOLO V. AUSTRALIA OSSIA OCEANIA. Comprende tutte le isole del mare Pacifico, situate nella parte meridionale della terra, a partire da oriente dalle isole Indie orientali fino alla costa occidentale dell’America. Le parti sono le seguenti: 1. Nuova Olanda: sulla sua costa orientale gli Inglesi hanno fondato una colonia di criminali e l’hanno chiamata Nuovo Galles meridionale. Qui si trova la città di Sydney Sezione V. Australia o Oceania. Comprende tutte le isole dei mari Pacifici, situate nella parte meridionale della terra, iniziando a oriente dalle isole orientali delle Indie fino alla costa occidentale dell’America. Le parti sono le seguenti: 1. Nuova Olanda: sulla sua costa orientale gli Inglesi hanno stabilito una colonia di criminali (: criminali) e l’hanno chiamata Nuovo Galles meridionale. con un porto eccellente. Vi appartiene anche l’isola di Norfolk, molto fertile. 2. Nuova Guinea, dopo la Nuova Olanda la più grande isola dell’Oceano meridionale; i suoi abitanti selvaggi formano tre nazioni indipendenti, cioè Papua, Harafora e Oranbadju. 3. Nuova Britannia è abitata dai sospettosi e infidi Papua, che si dedicano alla coltivazione ordinata e alle belle piantagioni di Pisang, igname e canna da zucchero; nelle vicinanze si trovano le isole del Principe York, Sandwich, Portland, Mulgrave e altre. p. 87–88 <...> 16. Le isole di Pasqua e dello Spirito Santo hanno un suolo duro e roccioso; gli abitanti delle isole di Pasqua sono di bassa statura e hanno orecchie lunghe. 17. Le isole Sandwich hanno una terra eccellente; gli abitanti, il cui numero arriva a 400 000, sono di bell’aspetto e di carnagione scura, si dedicano all’agricoltura, alla pesca e alla costruzione di navi, e hanno costumi europei. Il capo supremo di queste isole, Tamaoono, ha adottato i costumi europei, la lingua inglese e le usanze, tanto che la maggior parte degli abitanti parla inglese. Qui sono consueti i sacrifici umani; durante i sacrifici propiziatori si strappano i denti anteriori. La maggiore di queste isole, Owaihi, fu occupata dagli Inglesi nel 1794, senza tuttavia violare l’antico governo e la religione, che si conservano tuttora. FINE. p. 90 la città di Sydney, con un porto bellissimo. Anche l’isola di Norfolk è molto fertile; anch’essa appartiene qui. 2. La Nuova Guinea è l’isola più grande delle nuove isole olandesi, situata a sud-est: i suoi abitanti sono divisi in tre nazioni principali, cioè Papuani, Harafori e Oranbadži. 3. Nuova Britannia è abitata dai Papua sospettosi e infidi, che si dedicano a una coltivazione ordinata e a belle piantagioni di Pisang, igname e canna da zucchero; nelle vicinanze vi sono le isole del Principe York, Sandwich, Portland, Mulgrave e altre. p. 162–163 <...> 16. Le isole di Pasqua e dello Spirito Santo hanno un terreno duro e roccioso; gli abitanti delle isole di Pasqua sono di bassa statura e hanno orecchie lunghe. 17. Le isole Sandwich hanno una terra molto bella; gli abitanti (: che sono circa 400,000) sono di bell’aspetto, di colore scuro, si dedicano all’agricoltura, alla pesca e alla costruzione di navi, secondo i costumi europei. Il sommo capo di queste isole Tamaoono adottò i costumi europei, la lingua inglese e tali usanze, cosicché la maggior parte degli abitanti parla inglese. Qui è consuetudine il sacrificio umano; durante le preghiere propiziatorie si strappano i denti anteriori. La maggiore di queste isole, Owaihi, fu occupata dagli Inglesi nel 1794, senza alterare l’antico governo e la religione, che ancora oggi si conservano. Fine. p. 166 3. Difformità del manoscritto di Pabrėža rispetto all’originale: errori, modifiche, aggiunte Confrontando il testo di Gkz di Szafcajer con la traduzione trascritta da Pabrėža, si riscontrano tre tipi di difformità rispetto all’originale: errori, correzioni e aggiunte. Gli errori di trascrizione non sono numerosi e sono di diversi tipi: talvolta Pabrėža sbaglia trascrivendo i nomi degli oggetti geografici – omette parole con radice ripetuta (cfr. esempio 1), sbaglia correggendo nomi ripetuti di oggetti geografici (esempio 2) oppure, invece della parola o della cifra necessaria, ripete la scritta adiacente o una sua parte (esempi 3 e 4), cfr.: 14 (1) Nell’Oceano Indiano, al quale appartengono: il Canale del Mozambico, il mare arabico e persico con le baie arabica, persica, bengalese, siamese, tonchinese, e l’Arcipelago indiano (Gkz 1828: 7). → I Dydjuri Indyjskyni, pri kório prigół: Kanals ar Griowis mozambickynis, jura arabyny, yr perskyný só atakomis bengalskyný, syamskyný, tunskyný, yr indyškyný saljuró (PalG 8). (2) a) Smoleńsk sul Dnepr, b) Drohobuz, anch’essa sul Dnepr (Gkz 1828: 17). → a) Smolensk ąt Dniepró. b.) Drohobuz teepat ąt Dniestró (PalG 28). (3) Regno dei Paesi Bassi. Confina a nord e a ovest con il mare del Nord, a sud con la Francia, a est con la Germania. <...> Religione. Le diverse confessioni godono di un governo e di una protezione uniformi, ma al nord quella riformata, e al sud quella cattolica, sono la religione della maggior parte degli abitanti (Gkz 38). → Karaliste Niderlandyny. Rōbežyjesi i šiaury yr waakarus só ju(r)o šiaurynę, i pytus só Francyjy, i riitus só Wookitees. <...> Wiera. Wayry yspazynynmaa wyriokios datyrdyniee rieda apieklas, bet i šiaury parmaynitoosys (: reformowaney³⁰) o i riitus katalkyzksoosys, ira wieros dydesnioji dalys giwentojų (PalG 71). (4) IV. Il Granducato di Finlandia, ossia Finlandia, 3 avente 4608 miglia quadrate, ceduto dalla Svezia con il trattato di Friedrichsham 1809⟧, si divide in 8 governatorati (Gkz 1828: 21–22). → IV. Dyde Kōnygayksziste. Finskyny arba Finlandyja tórėti 4809. miles ketẇyrtaynynes rooty Frydrychshamy 1809. metusy pastópita par Szwecyjy, dalyjes i 8. gubernnyjes (PalG 39). La discrepanza nella grafia samogitica di Azyjenynis durante la traduzione della frase ocean atlantycki delle edizioni del Gkz del 1828 e precedenti può essere valutata in due modi: come indizio dell’assenza di questo errore nell’edizione del Gkz del 1832, oppure come prova dell’attenzione di Pabrėža alle informazioni fattuali del testo tradotto (cfr. le evidenziazioni e i commenti dell’esempio 5): (5) oceano atlantico, oceano occidentale etiope con i mari brasiliano e magellanico, oceano atlantico³¹ ossia mare meridionale con la baia di Panama e il mare di California (Gkz 1828: 79). → ³⁰ Nel manoscritto di Pabrėža è visibile una correzione nella scrittura di reformowaney (ey è scritto al posto di a?). ³¹ Questo errore è stato corretto nel Gkz successivo e ampiamente aggiornato (1845: 107): oceano Spokojny. È possibile che l’errore fosse già assente nell’edizione del 1832 (in tal caso sarebbe uno degli ulteriori indizi che Pabrėža si servì del Gkz del 1832). 15 il più grande atlantico, il più grande oceano occidentale dell’Etiopia <...>, il più grande asiatico32 oppure il mare meridionale separato da Panama e dal mare della California (PaIG 146–148). Le correzioni nella traduzione sono di due tipi. In alcuni casi Pabrėža scrive annotazioni derivanti dalla comprensione del testo (cfr. esempio 6) oppure valuta quale dei membri del doppietto lessicale trascritto sarebbe più appropriato (esempi 7–8), cfr.: (6) Regno del Portogallo. Confina a nord e a est con la Spagna, a sud e a ovest con l’oceano atlantico, e ha un’estensione di 1656 miglia quadrate e una popolazione di 3,683,000 abitanti. I fiumi più importanti: Minho, Duero, Tago, Guadiana (Gkz 26). → Karaliiste Portógalskyny. Róbežyjes i šziaury yr saulietekei so Hiszpanyjij, i pyitus yr wakarus só juró atlantyckyny: yr tór abladoos 1656 miiles ket wyrtaynynes: o swietingóma 3,683,000 giwentojų (ar wiryszku: nes lękyszkoo kningeliee padiets m. tór znoczity ar mieszkánców, ar meszcz yzn.?) Ópis way skesniosys: Minho, Duero, Tag, Gwadiana (PaIG 49). (7) V. Il Ducato di Lucca conta 23 miglia quadrate e 120000 abitanti, appartiene alla duchessa Maria Luigia, responsabile della regina d’Etruria, MS. Lucca sul fiume Serchio (Gkz 33). → V. Kónygaykszt i ste Łukieskyn y: tór miilu ketwyrtaynyniu 23. yr 120,000. giwentojų, priig ół prii Kónygayksztienys Maryjos Ludwikas apsynaszliejósys (: ar geriaus apnaaszlintos) karalienys Hetrurijos, Miests staliččyynis Lucca qt ópy Serchio (PaIG 62). (8) le altre città sono Kozienice, Solec sulla Vistola con un castello antico (Gkz 24). → kyti miestaa ira Kozienice, Solec, qt Wisłó só Raktó (: ar geriaus pyly) sendyinyny (PaIG 44–45). Gli inserti autoriali di altro tipo forniscono osservazioni di carattere enciclopedico (informativo) e al tempo stesso mostrano che cosa Pabrėža stesse allora chiarendo ulteriormente e annotando ai margini, affinché in seguito non sorgessero dubbi per lui stesso, e forse anche per i futuri lettori (o ascoltatori, qualora la copia samogitica fosse stata preparata per le lezioni di geografia). Nella traduzione vi sono quattro inserti, contrassegnati con le lettere (a), (c: c:), (d), (e)33, che spiegano ai margini i concetti di amtas, lira sterlina, diocesi, sciacallo (cfr. PaIG 89, 101, 103, 123) – queste osservazioni di carattere informativo34 non hanno un corrispondente nel testo polacco. Esse mostrano la diligenza di Pabrėža e la quantità relativamente ridotta di elementi a lui oscuri (cfr. i segmenti delle aggiunte di Pabrėža presentati nella tabella 2). 32 Pabrėža probabilmente lo intese anch’egli come wschodni Ocean czyli spok ony (cfr. Gkz 1828: 7, 19), che all’inizio del manoscritto aveva denominato anche grande oceano orientale o occidentale oppure calmo, cfr.: dydiji sauletekyn i (ar) rytini) Dydjuri arba romóujį; ónt Dydjurió rytinió (PaIG 9, 34). 33 L’ordine di queste annotazioni in PaIG è coerente: nel manoscritto di Pabrėža non vi sono annotazioni contrassegnate dalla lettera b. 34 Skorupskas (2019: 29) ha anch’egli richiamato l’attenzione sul fatto che Pabrėža presenta separatamente un’annotazione sugli sciacalli. 16 Tabella 2. Nel testo samogitico tradotto da Pabrėža di Geografija krótko zebrana (confronto tra alcuni segmenti testuali di Gkz e PaIG) Gkz 1828 PaIG Qui appartengono anche 1) <...> Vi appartengono inoltre 1) <...> 3) Gli antichi amti del Grande Ducato erano: Alzenau, Amorbach, Miltenberg i Henbach. 4) Gli amti fuldesi erano allora: Brückenau, Hammelburg, Weihers, 5) Parte dell’ex dipartimento francese di Mont-tonnere e del Basso Reno, MS. Zweibrücken. p. 47 3) Gli antichi amti del Granducato erano: Alzenau, Amorbach, Miltenberg e Henbach. 4) Gli amti fuldesi di allora: (a): Brückenau, Hammelburg, Weihers. 5) Parte dell’ex dipartimento francese di Mont-tonnere e del Basso Reno, la città capitale Zweibrücken. (a) Amts (: Amt), è un distretto più piccolo, sottoposto al potere del principe, comprendente diverse parrocchie. p. 88–89 Qui si trova anche l’isola di Anglesea, nella quale vi è una ricca miniera di rame, che rende annualmente 3000000 di lire sterline. p. 53 Vi appartiene l’isola Anglesea, dalla quale si ricava un profitto annuo di 300,000 sterline (: c:) (: c:) La sterlina è una moneta d’argento. p. 101 Divisione. I. Regno di Danimarca, eccettuati i ducati, si divide in diocesi, come segue: <...>. p. 55 Dalmibe. I. Regno di Danimarca, eccettuati i ducati, si divide in diocesi, (d) come segue: <...>. (: d:) Diocesi significa qui la stessa cosa che provincia. p. 103 §. 4. Arabia. <...> IV. Arabia. <...> I prodotti di questa regione sono: i migliori cavalli, asini selvatici, cammelli, bufali, pecore, leoni, tigri, sciacalli ecc., riso, manna, zucchero, Il Capo comprende anche: i migliori cavalli. – i fiumi: Nilo, Eufrate, Tigri, Gange, Indo, Giordano, Manna, Cōkrōs, Wins, 17 vino, cotone, caffè, mirra, aloe, incenso, sale, ferro, piombo e pietre varie. p. 65–66 cotone, caffè, mirra, Alisós (: aloe) depurato, incenso, sale, ferro, argento, e pietre varie. (e) Szakaalis è una specie di lupo, chiamata scientificamente secondo Linneo Canis aureus, dal pelo rosso-giallastro, vive di giorno nei boschi o tra i monti, ma di notte arreca terribili danni. p. 121, 122–123 Il confronto dei testi ha rivelato anche due inserti di modesta estensione, connessi agli orientamenti di Pabrėža riguardo alla samogiticità e all’identità civica. Le lingue d’Europa nel Gkz sono descritte distinguendo 11 gruppi linguistici principali. Nel 9º gruppo rientrano le lingue lettone e lituana, cfr. §. 10. Le lingue principali sono undici: <…> 9) lettone e lituano <…> (Gkz 1828: 12). Pabrėža inverte l’ordine delle lingue lettone e lituana e, prima di esse, aggiunge inoltre che tra queste Lyžówių vi è anche Žemaytinis ‘lingua samogitica’, cfr.: §. 10. Lyžiōwee. Lyžówių binktoryniu rokų wyinōulyka. <…> 9.) Žemaytinis, Lyitówynis, yr Łatwyszkasis. <…> (PalG 19–20) (il testo completo delle citazioni è riportato nella tabella 3). La traduzione, denominata Ciesorėje Rosyiskyny, integra l’elenco degli ordini della Russia con due popolari onorificenze del Regno di Polonia, che nel Gkz e nel PalG sono indicate in una sezione successiva del libro Królestwo Polskie → Karaliste Łękyszkoi – si tratta degli ordini dell’Aquila Bianca e di san Stanislao, che erano anche onorificenze della Confederazione polacco-lituana (cfr. le citazioni riportate nella tabella 3 da Gkz 1828: 16, 24 e PalG 27, 44). Tabella 3. Inserti nella traduzione di Geografij̨a krótkо zebrana, che mostrano gli orientamenti di Pabrėža riguardo alla samogiticità e all’identità civica Gkz 1828 (1826) PalG §. 10. Le lingue principali sono undici: 1) biscagliera, 2) Szкоckoirycki (celtogaulica), 3) Cymbryyski, 4) finlandese, 5) greca, 6) latina, dalla quale derivarono l’italiano, lo spagnolo, il francese e altre: 7) arnaųtica ossia albanese, 8) germanica in Germania, con i dialetti inglese, danese, svedese, olandese ecc. 9) lettone e lituana, 10) slava la più numerosa- §. 10. Lingue. La classifica delle lingue secondo i loro gruppi. 1.) biscagliana. – 2.) scozzese (celtogallica). – 3.) cimbrica. – 4.) finlandese. – 5.) greca. – 6.) latina, da cui derivano: vallacca, spagnola, francese e altre. – 7.) arnauca o albanese. – 8.) germanica, nella quale si trovano anche l’inglese, il danese sch, il più diffuso di tutti: i suoi dialetti principali sono il russo, il polacco, il ceco ecc. 11) turco-tataro in Turchia, Crimea ecc., e inoltre ebraico e zingaro. p. 12 schyniõ, žwiedyniõ, holenderskyniõ, yr. t. t. – 9.) Žemaytýnis, Lytõvynis, yr Latuyška-sis. – 10. Słowianskynis, wysoercžiausis õž wysus: binktoringen­siosys jo keystis ira: Roſyskasıs, Lękyskasıs, Czekasıs, yr t. t. – 11.) Tõrkýška-tatarynis Tõrcyioo, Krymy yr t. t. – apar tu Židyszka­sis, yr Cygonysz-kasis. p. 19–20 Impero russo. <…> Stemma dello Stato. Un’aquila nera bicipite con due corone in campo d’oro. Ordini. Di sant’Andrea, di santa Caterina, di san Vladimiro, di sant’Alessandro Nevskij, di sant’Anna e di san Giorgio. p. 14–16 Nello zarismo russo. <…> Emblema dello Stato. L’aquila nera bicipite con due corone, con le ali spiegate, in un campo dorato. Ordini. (Ordini). Sant’Andrea, Santa Caterina, San Vladimiro, Sant’Alessandro Nevskij, Sant’Anna e San Giorgio, San Stanislao, Aquile Bianche e così via. p. 23–27 §. 2. Regno di Polonia. <…> Stemma del Regno: un’aquila bianca in campo rosso, sul petto dell’aquila nera bicipite. Ordini. Dell’Aquila Bianca, di san Stanislao diviso in 4 classi, nonché la croce militare conferita per meriti bellici, divisa in tre classi. p. 22–24 Regno di Polonia. <…> Emblema del regno (: Stemma). Un’aquila bianca su un campo rosso, con una corona sul capo e le ali spiegate. Ordini. Aquile Bianche, – Sant’Stanislao diviso in quattro classi, inoltre la Croce militare per i meriti (: o per le imprese) militari, divisa in tre classi. p. 40–44 CONCLUSIONI Il manoscritto di Pabrėža, di 166 pagine e privo del frontespizio conservato, che inizia con le parole Įžegis Geograpyje, contiene una traduzione in samogitico del manuale di geografia di Szafčajeris, pubblicato più volte nella prima metà del XIX secolo a Vilnius dalla tipografia di Zawadzki. Il confronto sistematico del testo del manoscritto samogitico 19 con i testi delle diverse versioni del manuale di Szacfajer – Geografia początkowa (1817; 1818b) e Geografija krótkо zebrana (1825; 1826; 1828) – mostra che la fonte della traduzione di Pabrėža fu la versione successiva, pubblicata con il titolo Geografija krótkо zebrana. È molto probabile che Pabrėža abbia trascritto in samogitico nel suo manoscritto Ižgėis Geograpyje il testo dell’edizione del 1828, oppure di quella del 1832, menzionata nei repertori bibliografici ma finora non rintracciata, che potrebbe aver contenuto alcune modifiche prevedibili, Geografija krótkо zebrana. Alcune discrepanze presenti nella traduzione di Pabrėža rispetto all’edizione Gkz del 1828 fanno supporre che nell’edizione del 1832 alcuni dati storici (per esempio, la menzione di Gregorio XVI, divenuto papa nel 1831) o geografici fossero riportati diversamente (per esempio, la correzione di ocean atlantycki al posto della menzione di ocean Spokojny, errore che Pabrėža chiama dydžiuuriu Azyjenniniu arba dydžiuoju saulietekyni (ar) rytiniu). Il confronto del PaIG con il testo di Geografija krótkо zebrana conferma l’opinione dei ricercatori precedenti – Subačius (1996: 42) e Gedrimas (2003: 119, 132) – secondo cui il manoscritto di Pabrėža Ižgėis Geograpyje fu realizzato all’inizio degli anni Trenta del XIX secolo. La traduzione è piuttosto letterale, poiché Pabrėža doveva creare una nuova terminologia e il carattere enciclopedico del testo di Geografija krótkо zebrana richiedeva precisione nella traduzione. Pabrėža fu attento, sbagliò raramente, corresse le imprecisioni e migliorò la presentazione del testo. Il confronto della traduzione con l’originale mostra alcuni inserti autoriali di Pabrėža. Sono di tre tipi: osservazioni informative su alcune parole (amts, diocesi, lira sterlina, sciacallo), nonché la dichiarazione di un’identità nazionale – samogitica – intesa diversamente (nella traduzione dell’elenco delle lingue d’Europa viene aggiunta la lingua samogitica) e di un’identità civica (l’elenco delle onorificenze di Ciesoryjes Rofsvyskynys, ‘Impero russo’, è integrato con due onorificenze dell’allora Regno di Polonia – gli ordini dell’Aquila Bianca e di san Stanislao, che erano onorificenze della Confederazione polacco-lituana). La relazione accertata del manoscritto Ižgėis Geograpyje con la fonte della traduzione, Geografija krótkо zebrana, fornisce nuove conoscenze sulle tendenze della pedagogia samogitica e lituana nei decenni Trenta e Quaranta del XIX secolo e apre nuove possibilità per lo studio del lessico, dell’ortografia e della terminologia di Pabrėža di quel periodo. ŠALTINIAI Gkz 1825: [Szacfajer Walenty, par.] Geografija krótkо zebrana podług ostatnich traktatów ułożona [Geography Briefly Collected and Arranged According to the Latest Treatises], nanowo przejrzana i poprawiona przez W. Szafcajera, Wilno: Józef Zawadzki własnym nakładem. Gkz 1826: [Szacfajer Walenty, par.] Geografija krótkо zebrana podług ostatnich traktatų ułożona [Geography Briefly Collected and Arranged According to the Latest Treatises], nanowo przejržana i poprawiona przez W. Szafcajera, Wilno: Józef Zawadzki własnym nakładem. Prieiga internete: https://polona.pl/item-view/50689e75-d0b5-4592-b80f-f61dfe6960aa. 20 Gkz 1828: [Szacðajer Walenty, par.] Geografia krótko zebrana podług ostatnich traktatów ułożona [Geography Briefly Collected and Arranged According to the Latest Treatises], nanowo przejrzana i poprawiona przez W. Szacfajera, Wilno: Józef Zawadzki własnym nakładem. Prieiga internete: https://polona.pl/item-view/0acbdd8e-11a4-4839-9ee8-39041e14228d. Gkz 1845: [Szacfajer Walenty, par.] Walentego Szacfajera Geografia krótko zebrana [Walentу Szacfajer’s Geography Briefly Collected], wydanie nowe, podług ostatnich traktatów ułożone, przejrzane i poprawione, Wilno: Nakładem i drukiem Józefa Zawadzkiego. Prieiga internete: https://rcin.org.pl/dlibra/publication/89874/edition/69163. Gp 1811: S[zacfajer] W[alenty] ²1811, {Geografia początkowa dla pożytku uczącey się młodzi podług ostatnich traktatów ułożona i powiększona [Introductory Geography for the Benefit of Young Learners, Arranged and Expanded According to the Latest Treatises], przez W... S..., wyd. 2., Wilno 1811 Zawadzki}. Prieiga internete: https://polona.pl/preview/feca5d42-9ba1-4bb6-a1b8-497af3130465. Gp 1817: S[zacfajer] W[alenty] (3)1817: Geografia początkowa dla pożytku uczącey się młodzi, podług ostatnich traktatów ułożona [Introductory Geography for the Benefit of Young Learners, Arranged and Expanded According to the Latest Treatises], wydanie trzecie, znacznie przerobione i poprawione, przez W... S... w Wilnie nakładem. i drukiem J. Zawadzkiego. w Wilnie i Warszawie. w Xięgarniach tegoż. Gp 1818a: S[zacfajer] W[alenty] ³1818: Geografia początkowa dla pożytku uczącey się młodzi, podług ostatnich traktatów ułożona [Introductory Geography for the Benefit of Young Learners, Arranged and Expanded According to the Latest Treatises], wydanie trzecie, znacznie przerobione i poprawione przez W... S... w Krakowie, w drukarni akademickiey 1818. Gp 1818b: S[zacfajer] W[alenty] ⁴1818: Geografia początkowa dla pożytku uczącey się młodzi, podług ostatnich traktatów ułożona [Introductory Geography for the Benefit of Young Learners, Arranged and Expanded According to the Latest Treaties], wydanie czwarte nanowo przejrzane i poprawione przez W... S..., w Wilnie nakładem i drukiem Józ. Zawadzkiego, w Wilnie i Warszawie. w Xięgarniach tegoż 1818. Prieiga internete: https://polona.pl/item-view/3c74fd18-fdc3-4be7-a679-12c5783ea184. PalG: [Pabreža Jurgis, XVIII a. II ketvirtis] 2019: Ižegis Geograpyje [Introduction to Geography] (: Žemiuraszts) <...>] [Introduction to Geography], 166 p., rankraštis saugomas Vrublevskių bibliotekoje, F9-3361, faksimilė žr. Jurgio Ambraziejaus Pabrežos geografija, par. R. Šepetytė, Vilnius: Lietuvių kalbos institutas (perrašą žr. p. 65–230). LITERATŪRA Echard Laurence, par., 1782: Dykyonarzyk Geograficzny Czyli Opisanie Krolestw, Prowincyi, Miast, Biskupstw, Xięstw, Hrabstw, Margrabstw, Portow, Fortec y innych miejsc 21 znaczniejszych w czterech częściach świata <...> [Geographical Dictionary, or Description of Kingdoms, Provinces, Cities, Bishoprics, Principalities, Counties, Margraviates, Ports, Fortresses, and other places of importance in the four parts of the world] 1, Warszawa: Drukarnia Piotra Dufoura. Estreicher Karol 1878: Bibliografia polska XIX stulecia [Lata 1800–1881] [Polish Bibliography of the 19th Century [Years 1800–1881]] 4: R–U, Kraków: Drukarnia uniwersytetu Jagiellońskiego. Gedrimas Robertas 2003: J. A. Pabrėžos geografijos vadovėlio terminai [Terminology of J. A. Pabrėža’s Geography Textbook]. – Terminologija 10, 117–134. Gidžiūnas Viktoras 1994: Jurgis Ambraziejus Pabrėža, Vilnius, Roma: Lietuvių katalikų mokslo akademija. 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Šepetytė, Vilnius: Lietuvių kalbos institutas, 7–8, 36–61, 791–798. 22 Šepetytė Rita, par., 2014: Jurgis Ambraziejus Pabrėža Taislius augyminis 224–776 [Jurgis Ambraziejus Pabrėža’s “Taislius augyminis” 224–776], Vilnius: Lietuvių kalbos institutas. Šepetytė Rita, par., 2015: Jurgis Ambraziejus Pabrėža Taislius augyminis 777–980 [Jurgis Ambraziejus Pabrėža’s “Taislius augyminis” 777–980], Vilnius: Lietuvių kalbos institutas. Šepetytė Rita, par., 2019: Jurgio Ambraziejaus Pabrėžos geografija [Geography of Jurgis Ambraziejus Pabrėža], Vilnius: Lietuvių kalbos institutas. Šepetytė Rita, par., 2020: Pamokslai įvairiose materijose, sakyti Ambroziejaus Pabrėžos [Sermons on Various Subjects, by Ambraziejus Pabrėža], Vilnius: Lietuvių kalbos institutas. 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