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Buone pratiche di Public History per la formazione e il territorio

Abstract

In keeping with the ten essays collected in the first part of the volume, this section proposes thirty Best Practices files, selected from the most recent and stimulating ones. These are real models of educational action thanks to which we can offer a first look of some of the many projects based on the relationship between school, university and territory. Models, therefore, in which Public History practices have found, or can find, fertile ground.

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PARTE SECONDA Buone pratiche di Public History per la formazione e il territorio Introduzione In sintonia con i dieci saggi raccolti nella prima parte del volume, questa seconda parte offre trenta schede di Best Practices selezionate tra le più recenti e stimolanti. Si tratta di veri e propri modelli per l’azione formativa grazie ai quali possiamo proporre un primo sguardo su alcuni fra i molteplici progetti fondati sulla relazione tra scuola, università e territorio. Modelli dunque in cui le pratiche di Public History hanno trovato o, possono trovare, terreno fertile. Referee List (DOI 10.36253/fup_referee_list) FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI 10.36253/fup_best_practice) Buone pratiche di Public History per la formazione e il territorio, © Author(s), CC BY 4.0, DOI 10.36253/97888-5518-616-2.15, in Gianfranco Bandini, Paolo Bianchini, Francesca Borruso, Marta Brunelli, Stefano Oliviero (edited by), La Public History tra scuola, università e territorio. Una introduzione operativa, pp. 139-208, 2022, published by Firenze University Press, ISBN 978-88-5518-616-2, DOI 10.36253/978-885518-616-2 Scheda n. 1: Alternanza scuola-lavoro a cura di Francesca Borruso Titolo del progetto Alternanza scuola-lavoro Obiettivo principale Avvicinare gli studenti ai temi della storia della scuola, della memoria educativa, della letteratura per l’infanzia, della didattica museale, dell’allestimento di mostre didattico-documentarie. Durata Il progetto di svolge nei locali del Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma) dal 2017. Attualmente è ancora in corso con un gruppo di ragazzi del Liceo Visconti di Roma. Organizzatore Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), Dipartimento di Scienze della formazione dell’università degli studi Roma Tre. Partners Scuole secondarie di II grado. Descrizione del progetto Gruppi di studenti (10 al massimo per ogni gruppo) svolgono attività didattico museali nei locali del museo, coordinati dai docenti del Dipartimento, dottori di ricerca, assegnisti, ricercatori. Nel corso di questi anni sono stati realizzati: power point sui temi di storia della scuola; albi illustrati con disegni infantili tratti dall’archivio del Museo e LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 142 accompagnati da scrittura creativa realizzata dagli stessi studenti; allestimento di mostre nei locali del museo; individuazione e selezione del patrimonio (libri, documenti, oggetti) che apparteneva al primo museo del 1874 (Museo di istruzione e di educazione). Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione; • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza • I percorsi prevedono un ciclo di 25 ore ciascuno per 20 studenti (max); • I ragazzi, dopo aver acquisito informazioni sul patrimonio museale, realizzano lavori cooperativi che prevedono un prodotto finale. Attività sul web • nessuna 143 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 2: Archeodromo di Poggibonsi a cura di Monica Dati Titolo del progetto Archeodromo di Poggibonsi Obiettivo principale Archeologia, pratiche sperimentali, Living History si integrano ad attività didattiche secondo un modello “Touch the past”: vivere in prima persona consuetudini, mestieri, vestire abiti, mangiare, lavorare secondo i modi del passato. Durata Da ottobre a aprile: domenica 14:00-17:00; da maggio a settembre: domenica 16:00-19:00. Organizzatore Realizzato dall’Insegnamento di Archeologia Cristiana e Medievale attivo presso il Dipartimento di Scienze storiche e beni culturali dell’Università degli Studi di Siena con Arké Archeologia Sperimentale e Archeotipo srl. Partners Il progetto dell’Archeodromo di Poggibonsi, finanziato da Arcus Spa, è promosso dalla Fondazione Musei Senesi e dal Comune di Poggibonsi. Descrizione del progetto L’Archeodromo di Poggibonsi nasce per riprodurre in scala 1:1 una delle più importanti scoperte sulla collina di Poggio Imperiale, il villaggio di periodo franco (IX-metà X secolo) nel quale si riconosce la conformazione di una possibile azienda curtense con una residenza padronale costituita da una grande capan- LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 144 na circondata da diverse strutture più piccole destinate ad attività artigianali e all’immagazzinamento di derrate alimentari e prodotti agricoli, nonché da edifici di servizio. Ad animare il parco sono cittadini volontari del comune di Poggibonsi che si prestano come figuranti a disposizione di visitatori e scolaresche. Tipologia delle attività • attività didattiche; • Public History; • historical re-enactment, living history; • parco archeologico. Attività in presenza • Visite al parco ogni domenica per privati ma soprattutto per scuole attraverso il contributo di alcuni cittadini che si prestano come figuranti. Attività sul web • <http://www.archeodromopoggibonsi.it/>; • sito prettamente informativo dove sono inserite news eventi ed una sezione sui cittadini volontari che si prestano come figuranti. Note Le esperienze, proposte al bambino/ragazzo, forniscono uno strumento attraverso il quale comprendere gli insegnamenti scolastici, contribuiscono cioè ad accorciare la distanza con una disciplina che, se studiata in maniera teorica e secondo sistemi di comunicazione lontani da quelli attuali, non sempre riesce ad appassionare ma che, veicolata attraverso il gioco e la manualità, può diventare un argomento stimolante e coinvolgente. 145 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 3: Archivio degli Iblei a cura di Monica Dati Titolo del progetto Archivio degli Iblei Obiettivo principale L’Archivio degli Iblei ha per scopo sia l’emersione di documentazione storica proveniente da archivi pubblici e soprattutto privati e familiari sia la valorizzazione del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale dell’area iblea Avviato nel 2012, per iniziativa di Chiara Ottaviano, fondatrice di Cliomedia Officina e pioniera nel campo della Public History in Italia. Durata 2015-in corso. Organizzatore Cliomedia Officina, associazione di Public History. Partners Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa. Descrizione del progetto Il progetto nasce con l’intento di valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico, documentario e iconografico degli Iblei, il territorio a sud est della Sicilia che corrisponde prevalentemente ai paesi che costituiscono attualmente il Consorzio di Ragusa. Attraverso materiale fotografico e la raccolta di testimonianze orali vuole essere un originale esempio di positiva collaborazione fra enti e soggetti diversi: archivi pubblici e privati, collezionisti e famiglie, LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 152 anch’essi nobili, invitati a Palazzo in occasione del suo decimo compleanno, il 26 ottobre 1792. La scelta del giorno di compleanno di Carlo Tancredi Falletti di Barolo ha una motivazione simbolica, ovvero il decimo anno d’età segnava nel passato la fine della puerizia, ed una storica. É in quell’anno che sul Registro dei Conti della famiglia, custodito presso l’Archivio dell’Opera Pia Barolo, è annotato per la prima volta il salario del precettore, che risulta alle dipendenze della famiglia fino al 1798, e sono indicate spese a favore del Collegio di San Rocco, frequentato dal giovane marchese nel biennio 1792-94 come allievo della classe di rettorica. All’ingresso viene consegnata agli alunni una vecchia cartella da archivio, intestata al Collegio San Rocco, che indica il nome dell’allievo, il titolo nobiliare e la sua classe di appartenenza alla Scuola di latinità e contiene il calendario scolastico e un ‘cartolaro’, ossia un quaderno di appunti delle cose da ricordare circa le principali materie, le arti minori, l’araldica e il galateo. Questo gioco di ruolo permette di risalire alla forma di educazione impartita al giovane marchese, confrontarla con quella propria dei fanciulli aristocratici del Settecento, e di riproporla in modo suggestivo. Tipologia delle attività • attività didattiche; • Public History; • Digital Public History; • historical re-enactment, living history. Attività in presenza • Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto: scuola primaria e scuola secondaria di I grado. Attività sul web • nessuna Note La preziosissima fonte manoscritta del Registro dei Conti della famiglia conservato presso l’Archivio dell’Opera Barolo è stato di fondamentale importanza per la ricerca propedeutica alla progettazione dell’attività insieme a fonti biografiche, storiche, letterarie, saggistiche e iconografiche parallelamente consultate presso la biblioteca della Fondazione Tancredi di Barolo. 153 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 7: Costruttori di libri a cura di Francesca Borruso Titolo del progetto Costruttori di libri: conversazioni in pubblico sulla letteratura per l’infanzia contemporanea Obiettivo principale Diffondere conoscenza sulla produzione letteraria per ragazzi, non solo per gli studiosi del settore ma anche attraverso forme di divulgazione e coinvolgimento aperte a tutti. Durata Due incontri per anno tra novembre e aprile. Organizzatore Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), Dipartimento di Scienze della formazione dell’università degli studi Roma Tre, università degli studi Milano Bicocca. Descrizione del progetto I seminari, aperti a tutti, sono stati organizzati secondo la seguente formula: interviste pubbliche ad alcuni autori e illustratori di libri per la gioventù. Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione; • Public History. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 154 Attività in presenza • Incontri che hanno coinvolto studenti e docenti dei vari gradi scolastici, persone interessate all’argomento; • una mostra documentaria con le produzioni letterarie degli autori intervistati. Attività sul web • nessuna 155 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 8: Da un oggetto racconta la tua scuola a cura di Francesca Borruso Titolo del progetto Hackcultura 2019: da un oggetto racconta la tua scuola Obiettivo principale Il progetto rientra nell’ambito di #HackCultura2019, iniziativa curata dalla rete Diculther e volta allo sviluppo di progetti digitali da parte degli studenti delle scuole italiane, per favorire nei giovani la conoscenza e la presa in carico del patrimonio culturale nazionale. Durata In corso. Organizzatore ICCU, Istituto Centrale per il Catalogo Unico (Referente del progetto: Maria Teresa Natale). Partners Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), scuole di ogni ordine e grado. Descrizione del progetto Le scuole coinvolte nel progetto (qualunque scuola del territorio italiano) possono procedere alla catalogazione di un oggetto/libro/documento della storia della scuola italiana. La catalogazione, svolta dagli stessi studenti, sulla base della scelta anche di 1 solo oggetto (presente nella loro scuola oppure presso una struttura museale come quella del MuSEd) viene inserita all’interno di un cata- LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 156 logo unico gestito dall’ ICCU. Questo sistema dovrebbe portare alla creazione di un vero e proprio museo digitale della storia della scuola italiana, offerto alla cittadinanza gratuitamente e costruito dagli stessi studenti. Il MuSEd, attualmente, svolge la funzione di supporto scientifico al progetto e ha dato la propria disponibilità a realizzare visite guidate con gli studenti e a supportare nella catalogazione degli oggetti/libri, eventualmente scelti dagli studenti all’interno del nostro patrimonio museale. Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione; • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza • Abbiamo realizzato un incontro di formazione in presenza per gli insegnanti di alcune scuole secondarie, presso il MuSEd (26 gennaio 2019). L’incontro è stato gestito da Lorenzo Cantatore e Francesca Borruso. Attività sul web • Risorse digitali utilizzate e costruite appositamente all’interno del sito dell’ICCU. Si tratta di una piattaforma dedicata al progetto della costruzione digitale del Museo della storia della scuola italiana. 157 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 9: Generazione Balilla a cura di Marta Brunelli Titolo del progetto Generazione Balilla: propaganda di regime nella scuola fascista / Visite guidate con ANPI Marche EppuResiste – ANPI Macerata 9 aprile 2017 Obiettivo principale L’evento intende guidare i visitatori in un’aula di scuola elementare di epoca fascista alla scoperta dei tanti strumenti (libri di testo, materie curricolari, associazionismo giovanile) e linguaggi (testi, immagini, copertine di quaderni e persino vignette e fumetti per bambini) della propaganda che il regime utilizzò per inculcare in forma capillare, anche e soprattutto attraverso la scuola, gli ideali del fascismo nelle generazioni del Ventennio. Durata Domenica 9 aprile 2017. Evento inserito nell’ambito della rassegna “EppuResiste, festa migrante delle resistenze e dei territori: verso il 72°anniversario della Liberazione dal nazifascismo”. Organizzatore ANPI di Macerata. Partners Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 158 Descrizione del progetto I partecipanti sono guidati attraverso letture, immagini e oggetti a immedesimarsi in un’intera generazione che nacque e crebbe, per un ventennio, conoscendo solo il fascismo e venendo educata a immaginare un futuro da soldato del fascismo, o da futura madre dei fascisti del domani. In questa prospettiva, ancora più significativa appare la scelta di tanti giovani, uomini, donne, ragazzi e ragazze di quella stessa generazione che scelsero invece di unirsi alla Resistenza diventando Partigiani e combattere per un’Italia libera, che non avevano mai conosciuto in vita loro e potevano solo immaginare. Il punto di partenza per raccontare storie e aneddoti di quegli anni (storytelling) è rappresentata da un oggetto allestito nel museo: la cassetta portamunizioni che, utilizzata dai bambini del secondo dopoguerra come ‘cartella’ di fortuna, in realtà si rivela in grado di raccontare mille storie: di soldati, di partigiani e di bambini. Grazie a questo oggetto, i visitatori più anziani sono stimolati a partecipare in prima persona raccontando – agli altri visitatori più giovani – cosa significasse vivere nell’Italia della guerra e/o del secondo dopoguerra. Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione; • Public History. Attività in presenza Attività: • visita guidata gratuita con partenza alle ore 16:30 e alle ore 18:00. Pubblici coinvolti: • adulti; • anziani; • studenti universitari. Tipologia di coinvolgimento: • visita dialogata (learning conversation); • manipolazione/esplorazione di oggetti da parte dei visitatori (visita hands-on); • dimostrazione dei visitatori-testimoni sull’uso/funzione degli oggetti (live demonstration); • partecipazione dei più anziani come narratori di memorie personali (storytelling). 159 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Figura 1 – La cassetta porta-munizioni come oggetto-stimolo. Foto: Lucia Paciaroni © 2017. Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata. Attività sul web • nessuna LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 160 Scheda n. 10: Giornata internazionale della Guida Turistica a cura di Marta Brunelli Titolo del progetto Giornata internazionale della Guida Turistica. Evento di living history Obiettivo principale Aprire il Museo della scuola al pubblico generale presentando un evento di living history capace di proiettare i visitatori in un’altra dimensione storica, alla scoperta dei personaggi e della giornata-tipo in una scuola rurale a cavallo tra Otto e Novecento. Durata L’evento è stato presentato il 19 aprile 2017 in occasione della “Giornata internazionale della guida turistica”. Organizzatore Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata. Partners Associazione “Guide delle Marche” che raccoglie le guide abilitate del territorio marchigiano (http://www.guidedellemarche.com/); Comune di Macerata (patrocinio). Descrizione del progetto Il Museo della Scuola ha aperto le sue porte al pubblico maceratese offrendo – in occasione della “Giornata internazionale della guida turistica” – delle visite 161 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO guidate gratuite ma presentate da personaggi molto ‘speciali’. A guidare il pubblico sono state infatti le Guide Abilitate delle Marche che, dopo aver concordato con lo staff del museo le informazioni da presentare al pubblico e i ruoli da interpretare, hanno accolto i visitatori vestendo i panni di: una bidella, una bambina, una maestra del passato. Queste guide d’eccezione hanno trasportato i visitatori in una ‘bolla temporale’ nella quale adulti e bambini si sono sentiti protagonisti, interagendo attivamente con i personaggi storici. L’evento di living history – proposto nella specifica modalità della second-person interpretation – ha permesso di divulgare fatti e informazioni storici in forma drammatizzata, giocosa e partecipativa. Figure 2 e 3 – Foto: Lucia Paciaroni © 2017. Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata. Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione; • historical re-enactment, living history. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 168 Scheda n. 13: Inganni scolastici a cura di Marta Brunelli Titolo del progetto Inganni scolastici. Storia semiserio della funambolica arte del copiare in classe nel secolo scorso Interverranno disposti a vuotare il sacco e presentando al pubblico la riproduzione del corredo scolastico del perfetto copione: STEFANIA MONTEVERDE Assessore Comune di Macerata ROSARIA DEL BALZO RUITI Presidente Fondazione Carima GIAN LUIGI CORINTO Docente Università di Macerata AGOSTINO SPINAZZOLA Studente Università di Macerata CRISTINA GIULIANI Studentessa Università di Macerata Modera JURI MEDA Docente Università di Macerata 169 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Obiettivo principale Utilizzare la vetrina di un importante festival letterario cittadino (“Macerata Racconta”) per divulgare i risultati della ricerca storico-educativa accademica attraverso un evento pubblico, di natura partecipativa e promosso attraverso i social media (Twitter). Durata Data: 3 maggio 2016. Sede: Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” (Macerata). Organizzatore Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca”; Associazione conTesto (Festival “Macerata Racconta”). Partners Associazione studentesca Officina Universitaria; RUM – Radio Università di Macerata; Blog di comunicazione “Scritture brevi”. Descrizione del progetto Invitato a proporre un evento in linea con la tematica dell’edizione 2016 del festival “Macerata Racconta”, incentrata su “Gli inganni”, il museo ha proposto un seminario dedicato alla storia dell’arte del copiare in classe dall’800 a oggi. Insieme agli studenti universitari dei corsi di storia dell’educazione e grazie al supporto delle associazioni studentesche, il Museo ha erogato una lezione basata su una ricerca condotta sulle fonti documentarie e sulle fonti materiali possedute sia dal museo di Macerata che da altri musei della scuola (es.: il Museo dell’educazione di Padova o lo Schulmuseum di Norimberga). Il seminario è stato seguito da un’intervista a esponenti del mondo politico e studentesco che hanno raccontato le proprie memorie scolastiche; in contemporanea l’evento veniva condiviso con una diretta Twitter che ha permesso di raccogliere sia le testimonianze dei partecipanti in sede sia quelle di utenti di tutt’Italia: l’hashtag #inganniscolastici è così diventato in poche ore un trending topic a livello nazionale. Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione; • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 170 Attività: • lavoro in aula con gli studenti universitari; • incontro con le associazioni studentesche; • coinvolgimento di esponenti del mondo della politica e della cultura; • promozione insieme a esperti della comunicazione social. Pubblici coinvolti: • popolazione universitaria; • cittadinanza. Tipologia di coinvolgimento: • gli studenti universitari hanno partecipato alla ricostruzione delle pratiche; • il pubblico ha prestato la propria testimonianza. Attività sul web In occasione dell’evento dedicato agli inganni scolastici nell’ambito del Festival Macerata Racconta, l’hashtag lanciato per l’evento (#inganniscolastici) è entrato tra le tendenze più popolari e condivisi in quel momento. 171 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 14: Italia Donati, maestra a cura di Monica Dati Titolo del progetto Italia Donati, maestra Obiettivo principale Lo spettacolo – scritto da Claudio Vittone e ispirato al romanzo “Prima della Quiete” di Elena Gianini Belotti – racconta il dramma di Italia Donati, intende portare al pubblico la sua vicende e soprattutto restituire e dare voce alla protagonista. Durata Dal 2016, ancora in tour in vari teatri italiani. Organizzatore Teatro del villaggio indipendente. Descrizione del progetto Lo spettacolo – scritto da Claudio Vittone e ispirato al romanzo “Prima della Quiete” di Elena Gianini Belotti – racconta il dramma di Italia Donati. Giovane insegnante di origine contadina arrivata come nuova maestra a Porciano in Toscana, Italia diventa vittima delle calunnie e dei pregiudizi fino al tragico suicidio. Lo spettacolo restituisce voce a Italia che voce non ne ha mai avuta nella vicenda: restituisce voce attraverso la narrazione dei personaggi che l’hanno attraversata, quasi un’orazione funebre che precede la sua morte, un riaffiorare alla memoria attraverso il suo desiderio di riportare alla luce. Italia “assiste” i personaggi quasi come uno spettro vagante, nella confessione per restituirla a tutti noi, alla storia (il regista Massimo Giacometti). LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 172 Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione; • rappresentazione teatrale. Attività in presenza • Rappresentazioni teatrale in vari comuni italiani con il coinvolgimento anche di scolaresche. Attività sul web • nessuna 173 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 15: Italian Brick History a cura di Monica Dati Titolo del progetto Italian Brick History Obiettivo principale Italian BrickHistory è un progetto di Public History a cura di Francesco Cutolo e Stefano Bartolini, che si inserisce all’interno del settore emergente della Lego History. L’obiettivo principale è quello di ricreare attraverso i famosi mattoncini ambienti, attori storici e personaggi per coinvolgere studenti, appassionati di storia, costruttori lego, studiosi e docenti. Durata 2021, in corso. Organizzatore Iniziativa promossa da due storici: Francesco Cutolo e Stefano Bartolini. Descrizione del progetto Si tratta di un progetto di Lego History come forma di Public History. Negli ultimi anni si è infatti affermato l’uso dei lego per raccontare fatti e personaggi storici come testimoniano altre analoghe iniziative nate sulla scena internazionale: Brick to the past, Historysbricks, Public BRICKstory e MiniFig Battlefileds. Un fermento che rientra nel campo della domanda pubblica di storia, sempre più diffusa come consumo culturale, ed in cui gli storici possono portare il loro contributo. Italian BrickHistory a differenza di alcune iniziative legate principalmente alla storia miliare intende promuovere la storia sociale proprio per sottolineare come la storia sia prima di tutto storia delle società umane e delle persone in società. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 174 Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione; • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza • Con i mattoncini è possibile costruire anche laboratori didattici, di studio e di ricostruzione storica, dove si può imparare giocando. Attività sul web • Italian BrickHistory – Fare storia con i mattoncini: <https://italianbrickhistory.education> • Pagina Instragram: @italian_brickhistory Note La dimensione ludica da tempo fa parte a pieno titolo della Public History e della comunicazione storica per coinvolgere pubblici diversi: bambini, adolescenti, adulti. Come si legge nella homepage del progetto: i mattoncini permettono una rappresentazione immediata di fatti storici, tematiche, personaggi, creando al tempo stesso il contesto di una dimensione aggregativa e partecipativa che necessita intrinsecamente di conoscere la storia, di studiare e documentarsi. 175 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 16: Le scuole elementari popolari a cura di Paolo Bianchini, Marta Peiretti, Pompeo Vagliani Titolo del progetto Le scuole elementari popolari Obiettivo principale Proporre un approccio allo studio della storia della scuola per le scuole primarie e secondarie di I grado. L’attività coinvolge i partecipanti nella ricostruzione delle primissime tappe di quel vasto moto di rinnovamento pedagogico di cui la città di Torino fu centro propulsore e che si concluse con la legge Casati del 1859, che dichiarava guerra all’analfabetismo e alla scuola per pochi, affermando il principio dell’istruzione elementare gratuita e obbligatoria per tutti. Durata Proposto annualmente tramite l’offerta didattica del museo a partire dal 2018. Organizzatore Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia. Descrizione del progetto Il progetto ricostruisce un preciso momento storico dell’istruzione in Piemonte: quella delicata fase di transizione dalla scuola d’élite alla scuola per tutti che prende avvio nel primo Ottocento, in un’epoca in bilico tra Restaurazione e fermenti liberali e in un Regno di Sardegna dove, l’istruzione era ancora patrimonio riservato alle classi sociali alte e impartito da precettori domestici e collegi, mentre per figli del popolo c’era un ridotto numero di scuole, comunali, di mutuo insegnamento o di carità, dove i maestri erano poco qualificati, gli allievi numerosi e saltuari, le aule precarie, i materiali didattici scarsi e le pu- LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 176 nizioni corporali abbondanti. La suggestione del racconto e delle immagini, la lettura di vivaci testimonianze e la proposta di autentici esercizi, individuali e a squadre, consentono ai presenti di calarsi progressivamente tra i banchi di scuola dell’epoca, di sperimentare modalità didattiche di oltre due secoli fa e di conoscerne i principali animatori. Tra i protagonisti di questa interessante storia s’incontrano aristocratici, filantropi e preti, i cui progetti sembrano convergere nel comune obiettivo di diffondere attività educative volte a contrastare la povertà e la mendicità, ma anche il disordine sociale e le aspirazioni rivoluzionarie: tra essi spiccano le figure dei marchesi Tancredi e Giulia di Barolo, le cui iniziative costituiscono un capitolo importante nella storia dell’educazione popolare del primo Ottocento. Tipologia delle attività • attività didattiche; • Public History; • Digital Public History; • historical re-enactment, living history. Attività in presenza • Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto scuola primaria (II ciclo) scuola secondaria di I e II grado. Attività sul web • Nessuna. 177 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 17: Liceo Visconti: alla (ri)scoperta dei tesori della Biblioteca a cura di Monica Dati Titolo del progetto Dalla biblioteca scolastica a YouTube: alla (ri)scoperta dei tesori del Liceo Visconti di Roma: gli studenti raccontano antiche edizioni Obiettivo principale L’iniziativa che ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Liceo si inserisce nel progetto di riordino dell’inventario e ricatalogazione di tutto il patrimonio librario del Liceo per rivalutare tutte le risorse storico-culturali che il Visconti conserva (Biblioteca, Collezioni scientifiche, Museo Kircheriano). Durata 2014-2019. Organizzatore Liceo Visconti, Roma. Descrizione del progetto A partire dalla Primavera del 2014 il liceo Visconti di Roma ha intrapreso un importante lavoro di riordino dell’inventario e ricatalogazione di tutto il patrimonio librario. Nel settembre 2019 è stato completato il riordino di tutto il materiale, la nuova catalogazione e inventariazione grazie all’attività di collaboratori esterni e degli studenti. A quest’ultimi è stato poi affidato il compito di restituire al pubblico la descrizione delle antiche collezioni possedute dalla Biblioteca mediante una serie di video-presentazioni consultabili su YouTube. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 184 Attività sul web Pubblicazione on line del testo prodotto dalle scolaresche. L’elaborato realizzato dalla scolaresca può essere pubblicato sui social del museo (es.: articolo del Giornalino della classe terza della Scuola Mameli di Macerata, inviato al Museo della scuola: http://museodellascuola.unimc.it/files/2018/06/Articolo-Classe-Terza-Mameli.pdf), oppure sul sito istituzionale della scuola (classe IV della Scuola Mestica di Macerata: http://scuolamesticamc.altervista.org/tuffo-nel-passato/), infine sul sito web di un giornale del territorio (es.: articolo della classe II dell’IC Ugo Betti di Camerino: https:// www.cronachemaceratesi.it/junior/2019/05/03/il-nostro-primo-viaggio-neltempo-con-il-treno/39035/ e https://www.viverecamerino.it/2019/05/03/ viaggio-nel-tempo-per-gli-alunni-della-primaria-di-camerino/728337/#). 185 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 20: Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata a cura di Monica Dati Titolo del progetto Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata. Interviste video ai minatori del Monte Amiata Obiettivo principale Le interviste sono il risultato di una ricerca di storia orale condotta dal Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Castell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana. Ognuna delle 45 interviste – a minatori, operai, tecnici che hanno lavorato negli ultimi decenni di vita delle miniere di mercurio del Morone e del Siele. Durata 2008. Organizzatore Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Castell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana. Partners In collaborazione con il Prof. Giovanni Contini, Università la Sapienza di Roma, riprese e Montaggio video a cura di Bruno Ruffaldi Santori, Video Grafica 01, Grosseto. Descrizione del progetto Le interviste video ai minatori del Monte Amiata sono il risultato di una ricerca di storia orale condotta dal Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Ca- LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 186 stell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana. Ognuna delle 45 interviste – a minatori, operai, tecnici che hanno lavorato negli ultimi decenni di vita delle miniere di mercurio del Morone e del Siele – è stata suddivisa in capitoli facilmente navigabili ai quali sono stati dati dei titoli riassuntivi che subito informano del contenuto del segmento. Questa suddivisione permette all’utente di ricercare rapidamente le informazioni che soddisfano i suoi interessi all’interno di lunghe interviste che sforano spesso i sessanti minuti. Sotto al file video vengono poi indicati i metadati del documento – data dell’intervista e nome del/degli intervistatore/i – essenziali per coloro che hanno intenzione di servirsene come fonte di ricerca. Tipologia delle attività • Digital Public History. Attività in presenza • nessuna. Attività sul web • https://www.parcoamiata.com/sezione/interviste-ai-minatori-del-monteamiata • http://www.archiviovideodistoriaorale.it/parcoamiata/ • https://www.youtube.com/channel/UCGw8Qbf1EApQc4bmnbcMN9g/ videos Note Produttivo incontro tra storia digitale, orale, Public History e storia locale. 187 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 21: Portale degli Italiani Mobili a cura di Monica Dati Titolo del progetto PIM, portale italiani mobili Obiettivo principale Il Portale degli Italiani Mobili (PIM) è una pagina Instagram curata dal Laboratorio di Storia delle Migrazioni Unimore con due principali finalità: diffondere contenuti sulla storia contemporanea delle migrazioni; raccontare geostorie di italiani mobili che partecipano alle ricerche del Laboratorio. Durata 2020, in corso. Organizzatore Laboratorio di Storia delle Migrazioni, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma. Descrizione del progetto Uno strumento public che ambisce alla co-autorialità e alla divulgazione, inserendosi in un social largamente usato dagli expat e sempre più percorso da istituti di ricerca ed enti culturali. PIM vuole essere al contempo un osservatorio, un luogo di produzione e uno spazio di rilancio di fonti per le migrazioni contemporanee. Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione; LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 188 • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza • nessuna. Attività sul web • https://www.instagram.com/pim_italianimobili Note Un primo significativo tentativo di fare Public History utilizzando un social network, un modello applicabile anche ad altri ambiti, compresa la storia dell’educazione. 189 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 22: Portale dei Ragazzi a cura di Monica Dati Titolo del progetto Portale dei Ragazzi, Cittadini nella Storia Obiettivo principale Cosa ha significato ieri e cosa significa oggi essere cittadini, e in particolare cittadini di Firenze? Per i rapidi cambiamenti che interessano la città la domanda si pone con urgenza, ed è all’origine del progetto didattico sulla storia della cittadinanza a Firenze promosso dall’Ente Cassa di Risparmio in collaborazione con l’Università e il Comune di Firenze. Durata Dal 2007; si ripete annualmente con percorsi e laboratori diversi. Organizzatore Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Partners In collaborazione con l’Università e il Comune di Firenze. Descrizione del progetto Il progetto offre tre percorsi di approfondimento su ognuno dei quali il Portale Ragazzi ospita documenti, bibliografie e percorsi tematici on line realizzati dagli storici del Portale Storia di Firenze. Il progetto prevede incontri con gli insegnanti, le visite delle classi a luoghi significativi della città, quindi il loro lavoro sui temi affrontati. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 190 Laboratorio 1 – La condizione femminile e le minoranze in città; Laboratorio 2 – I luoghi e le forme dell’assistenza e dell’associazionismo; Laboratorio 3 – Botteghe, commercio, economia. Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione. Attività in presenza Laboratorio 1 – La condizione femminile e le minoranze in città; Laboratorio 2 – I luoghi e le forme dell’assistenza e dell’associazionismo; Laboratorio 3 – Botteghe, commercio, economia. Sono stati realizzati anche i progetti: Topos in Fabula, un percorso didattico per comprendere la storia della città attraverso la toponomastica; Sui passi del pellegrino, un percorso di valorizzazione del cammino a piedi e della rete viaria dei pellegrini romei, attraverso strade dimenticate e non più percorse a causa della forte conurbazione, che sono state tracciate a seguito delle indagini degli studiosi su varie fonti documentarie. Pubblico: insegnanti ed alunni. Attività sul web • <https://www.portaleragazzi.it/cittadini-nella-storia/>; • www.storiadiFirenze.org (Progetto di Digital History a cura del dipartimento Sagas). 191 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 23: Premio letterario Malerba a cura di Francesca Borruso Titolo del progetto Premio letterario Malerba Obiettivo principale Diffondere la cultura e la conoscenza dell’albo illustrato premiando esemplari di grande valore pedagogico-educativo ed artistico, non necessariamente noti al grande pubblico. Durata Istituito dal 2018 dal Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng di Roma. Si svolge in primavera. Organizzatore Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng di Roma. Descrizione del progetto Il premio Malerba premia ogni anno un albo illustrato con una motivazione elaborata da una giuria di esperti. Membro di diritto della commissione è la vedova dello scrittore Malerba. La giuria è nominata dal Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng. La cerimonia di assegnazione del premio si svolge presso la Bologna Children’s Book Fair. Tipologia delle attività • disseminazione, divulgazione. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 192 Attività in presenza • evento di premiazione. Attività sul web • nessuna. 193 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 24: Quando la scuola montessoriana era all’aperto a cura di Marta Brunelli Titolo del progetto Quando la scuola montessoriana era all’aperto Obiettivo principale Coinvolgere i cittadini, gli studenti e le famiglie del territorio a raccogliere e condividere sui social network le proprie memorie come anche foto e altri documenti d’epoca (crowdsourcing), contribuendo a ricostruire in forma collettiva e partecipativa un frammento dimenticato della storia cittadina rappresentato dalla storia della prima open air school di Macerata. Durata L’iniziativa ha preso origine l’8 aprile del 2016 dopo la pubblicazione, apparsa all’interno del gruppo Facebook Sei di Macerata se… (<https://www.facebook.com/groups/1464824037062451/>), di una foto di una scuola all’aperto semisconosciuta. L’analisi delle interazioni sul web ha avuto termine nel mese di gennaio 2019. Organizzatore Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata. Partners Blog locali (www.mammemarchigiane.it); scuole cittadine. Descrizione del progetto Avviata in forma sperimentale a partire dai primi mesi del 2016, l’iniziativa di crowdsourcing ha avuto un’ampia eco nei social media come nelle aule universita- LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 200 Scheda n. 27: Torino ai tempi di Cuore a cura di Paolo Bianchini, Marta Peiretti, Pompeo Vagliani Titolo del progetto Torino ai tempi di Cuore Obiettivo principale L’attività si propone un triplice obiettivo: far conoscere agli allievi di oggi la vita della scuola di ieri rivivendone in prima persona la ritualità, favorire un confronto tra le due realtà e approfondire, attraverso la storia della scuola, la conoscenza della propria città. Durata Proposto annualmente tramite l’offerta didattica del museo a partire dal 2008. Organizzatore Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia. Partners Città di Torino ITER (Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile). Descrizione del progetto La simulazione inscena il primo giorno di scuola nella “Sezione Baretti” ed è condotta da un attore nei panni dell’insegnante che coinvolge direttamente i partecipanti per far conoscere la vita quotidiana nella scuola torinese di fine Ottocento e stimolare il confronto con la scuola di oggi. All’ingresso i bambini abbandonano i loro zaini e ad ognuno viene affidata una nuova cartella ed 201 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO una nuova ‘identità’: la tracolla di legno, insieme al portapenne con cannuccia e pennino, contiene infatti una cartellina intestata “Sezione Baretti – classe terza – a.s.1881/82” che porta il nominativo di uno scolaro del libro Cuore, all’interno si trovano i materiali per partecipare ‘con profitto’ allo svolgimento della lezione (orario del giorno, esercizi per la lettura sillabata e la recitazione, attestato di diligenza, medaglia con biglietto gratuito per lo spettacolo del giovedì al teatro Gianduia ed altro ancora). Nell’ambito delle attività nate dal confronto fra scuola di ieri e di oggi, la Fondazione ha organizzato alcuni incontri con lo scrittore Angelo Petrosino sul tema dell’attualizzazione del libro Cuore di De Amicis, a partire dal romanzo Il libro Cuore di Valentina edito nel 2018 e in parte ambientato al MUSLI. Tipologia delle attività • attività didattiche; • Public History; • historical re-enactment, living history. Attività in presenza • Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto scuola primaria (I e II ciclo). Attività sul web • Nessuna. Note Pompeo Vagliani (a cura di), Le scuole di “Cuore”. Un viaggio multimediale nella Torino del secondo Ottocento, CD realizzato dalla Fondazione Tancredi di Barolo, in collaborazione con Maria Grazia Imarisio e Diego Surace, febbraio 2005. La figura di Edmondo De Amicis è stata oggetto di studio fin dai primi anni di vita della Fondazione che ha promosso e organizzato un convegno di cui sono stati in seguito pubblicati gli atti: Clara Allasia (a cura di), De Amicis nel cuore di Torino. Atti del Convegno internazionale (Torino, 9-10 dicembre 2008), Alessandria, Edizioni dell’orso, 2011. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 202 Scheda n. 28: TraMonti in Val di Vara a cura di Monica Dati Titolo del progetto TraMonti in Val di Vara Obiettivo principale Il progetto ha lo scopo di preservare e promuovere il patrimonio storico-archeologico e la memoria orale della Val di Vara (La Spezia). Durata 2012. Organizzatore Il progetto, coordinato da Enrica Salvatori (Università di Pisa), è stato realizzato da un’équipe autenticamente interdisciplinare. Partners Comuni della Val di Vara, Università di Pisa (Facoltà di storia, informatica umanistica). Descrizione del progetto Il progetto si è articolato in più fasi operative: • Studio del territorio. Censimento delle emergenze storico archeologiche presenti sul territorio della bassa e media Val di Vara attraverso ricognizioni archeologiche fatte sul territorio e il censimento di documenti storici. I risultati sono stati inseriti in un WebGis, la “Mappa Interattiva dei beni culturali della Val di Vara”, accessibile alla pagina. 203 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO • Memoria orale. Realizzazione di video interviste ad anziani della Val di Vara fatte da un gruppo di giovani abitanti della valle. Lo scopo di questa fase del progetto è recuperare, preservare e trasmettere i racconti degli anziani ai fini di creare un ponte generazionale che sia un canale di trasmissione di ricordi e un archivio di memoria orale. • Alluvione vissuta e ricordata. L’alluvione del 25 ottobre 2011 che ha colpito la Val di Vara è avvenuta nella fase di maggior operatività del progetto Tra Monti. Dal punto di vista della realizzazione di un progetto per il recupero e la valorizzazione della memoria della valle, un avvenimento simile non può essere trascurato. È stata quindi prevista una sezione apposita del sito che raccoglie le testimonianze sull’alluvione. • Sito web 2.0. Il sito web, costruito in modalità web 2.0, prevede il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico. Nella sezione Testimonianze e Alluvione è possibile per tutti: il commento dei contenuti, la loro condivisione con altri utenti, la costruzione di percorsi di visione personalizzati, il caricamento di propri contributi (http://www.tramontivaldivara.it/il-progetto/ pubblicazioni). Tipologia delle attività • attività didattiche; • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza Censimento delle emergenze storico archeologiche presenti sul territorio della bassa e media Val di Vara, Realizzazione di video interviste ad anziani della Val di Vara fatte da un gruppo di giovani abitanti della valle. Costruzione di un sito web che prevede il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico: abitanti dei comuni, cittadini, studenti universitari, giovani del posto, anziani. Attività sul web • http://www.tramontivaldivara.it Note Emblematico esempio di incrocio tra storia locale, orale, pubblica e digitale con ampio coinvolgimento di pubblici accademici e non. LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 204 Scheda n. 29: Via Francigena Entry point Lucca a cura di Monica Dati Titolo del progetto Via Francigena Entry point Lucca Obiettivo principale Inaugurato nell’ottobre 2016 dopo il restauro dell’Ex Casa del Boia e del complesso monumentale del Baluardo San Salvatore, il Via Francigena Entry Point offre a studenti, turisti, pellegrini una serie di servizi culturali e turistici per far scoprire loro la città di Lucca e il percorso francigeno che la attraversa. In particolare il “Museum”, situato negli spazi recentemente restaurati dell’Ex Casa del Boia, offre un una serie di percorsi multimediali didattici interattivi sulla storia di Lucca e sul cammino, attività laboratoriali e di rievocazione storica. Durata 2016, in corso. Organizzatore Comune di Lucca, Terzo Millennio Aps. Partners SPACE è una società di Information Technology dedicata ai servizi per l’innovazione culturale che si è occupata di allestire nei locali della ex Casa del Boia, sulle mura cinquecentesche di Lucca, il Museum che offre un percorso di visita didattico di nuovissima concezione incentrato sulla via Francigena. Grazie alle postazioni multimediali il visitatore ha la possibilità di scoprire ciò che il pellegrinaggio rappresentava sia per il pellegrino del passato che per il viaggiatore moderno. 205 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Il progetto è stato realizzato in collaborazione con ETT S.p.A., Società Cooperativa Sistema Museo, Idea Società Cooperativa ed Il Turista. Descrizione del progetto Via Francigena Entry Point Museum propone un’ampia scelta di attività didattiche riservate alle scuole dalla primaria alla scuola secondaria di II grado. I percorsi, guidati da operatori esperti, approfondiscono i principali aspetti storico-culturali legati sia alla Via Francigena sia alla storia di Lucca. Per le scolaresche della scuola primaria e secondaria di I grado possono essere prenotati percorsi didattici con attività manuale e laboratoriale, utile a trasmettere anche attraverso il gioco, la creatività le tematiche del percorso scelto. Per le classi V della scuola primaria e le scuole secondaria di I e II grado alcuni percorsi portano gli studenti tra le strade di Lucca, dove insieme a un operatore possono toccare con mano gli edifici e le architetture della città, approfondendo sul campo gli aspetti legati alla storia della Via Francigena. Tipologia delle attività • attività didattiche; • disseminazione, divulgazione; • Public History; • historical re-enactment, living history; • edutainment. Attività in presenza Visite e laboratorio: • Racconti da favola; • La Bisaccia del pellegrino; • L’avventura del pellegrino; • Storia e segreti delle mura di Lucca; • A tavola nel Medioevo; • Il gioco dell’oca… lungo la Via Francigena; • Mappe di Viaggio; • Dal simbolo al loro. Visite itineranti: • L’espansione di Lucca attraverso le sue cinte murarie; • Abitare nel Medioevo: dalla casatorre al palazzo del Mercante. Attività sul web • https://www.facebook.com/ViaFrancigenaEntryPoint • http://www.spacespa.it/esperienze/via-francigena-entry-point/ LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 206 • https://www.youtube.com/watch?v=7TJDrm4Ql-I • http://www.terzomillennio-didattica.org/ Note Il progetto si pone come punto di incontro tra Public History e edutainment come nuove frontiere dell’educazione. Ciò avviene attraverso: 1) una particolare attenzione alla dimensione museale, puntando su metodi comunicativi multimediali in grado di coniugare esigenze di apprendimento e intrattenimento ma anche di favorire il contatto tra pubblico, storia e patrimonio culturale. 2) La progettazione di percorsi didattici basati di tipo esperienziale costituiti da laboratori, ‘passeggiate storiche’ e piccole rievocazioni storiche in grado di mettere gli alunni a stretto contatto con il passato e la storia locale. 207 BUONE PRATICHE DI PUBLIC HISTORY PER LA FORMAZIONE E IL TERRITORIO Scheda n. 30: RaccontAVO a cura di Monica Dati Titolo del progetto RaccontAVO Obiettivo principale Coinvolgere nella raccolta di fonti i discendenti dei caduti monzesi durante il Secondo Conflitto Mondiale: un archivio digitale partecipativo per la città di Monza dove fonti pubbliche e private si incontrano. Durata 2019, in corso. Organizzatore Il progetto RaccontAVO è stato realizzato dal Dott. Andrea Oldani, socio dell’Associazione Pop History, nel contesto del Master di II Livello in Public History dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Partners In collaborazione con l’Archivio Civico Storico e il Comune di Monza. Descrizione del progetto RaccontAVO attualmente si compone di una mappa digitale, sviluppata tramite il software Esri StoryMaps, che contiene i dati di quasi 600 cittadini e cittadine monzesi morti durante la Seconda Guerra Mondiale e georeferenziati sulla base del domicilio dell’epoca. Sono stati realizzati tredici percorsi tematici (Caduti in Russia, Caduti in Grecia, Caduti in Nord Africa, AOI e India, Vittime Civili, Morti e Dispersi in LA PUBLIC HISTORY TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO 208 mare, Deportati Politici e Partigiani, Fascisti e RSI, Internati Militari Italiani, Lavoratori Italiani, Caduti sul Territorio Nazionale, Caduti nei Balcani, Caduti in Francia e Caduti con Informazioni Parziali) con l’ambizione di utilizzare le fonti conservate presso l’Archivio Storico del Comune di Monza con le fonti in possesso di eredi e discendenti che saranno a loro volta digitalizzate ed archiviate. Tipologia delle attività • Public History; • Digital Public History. Attività in presenza • nessuna. Attività sul web La Mappa digitale è consultabile ai seguenti link: • https://storymaps.arcgis.com/stories/ce62672881e84e7c9e9377b81bda173f • https://comunemonza.maps.arcgis.com/apps/MapSeries/index.html?appid =c0da5dc32a444f8e823d96dae48bfeb8. Note Un progetto di Public History che sfrutta le potenzialità del digitale per favorire l’incontro tra fonti pubbliche e private. Un modo per dimostrare come sia possibile trasformare un archivio in un bene non solo culturale ma anche sociale a cui tutti possono partecipare e dare il loro contributo.