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Gender e Public History: alcune considerazioni in margine ad un recente convegno (Firenze, 29 novembre 2017)

Savelli, Aurora <Università di Firenze>

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S o ia delle Donne, 13 (2017) <www. up ess.ne /index.php/sdd> DOI: 10.13128/SDD-23965 - CC BY 4.0 IT, 2017, Fi enze Uni e si y P ess Au o A SA elli Gende e Public His o y: alcune conside azioni in ma gine ad un ecen e con egno (Fi enze, 29 no emb e 2017) Il con egno T a Gende e Public His o y: app esen azioni e pe co si – s ol osi il 29 no emb e 2017 a Villa Finaly (Fi enze) e cu a o da Isabella Gaglia di e Au o a Sa elli– è s a o p omosso dal Sis ema Museale dell’A eneo di Fi enze insieme al Dipa imen o SAGAS (S o ia, A cheologia, Geog a ia, A e e Spe acolo), a Villa Finaly, alla i is a «Rice che S o iche» e alla Fondazione Cassa di Rispa - mio di Fi enze. Giulia Ma a iglia (Di igen e dell’A ea pe la Valo- izzazione del Pa imonio Cul u ale dell’Uni e si à degli S udi di Fi enze) e S e ano Zamponi (Di e o e SAGAS) hanno so olinea o la alenza sia ci ile sia scien i ica dell’inizia i a, men e F ancesco Mineccia, Di e o e di «Rice che S o iche», ha ico da o l’impegno della i is a sulla comunicazione della s o ia e sulla Public His o y. Nella sua in oduzione Au o a Sa elli (Dipa imen o SAGAS) ha ile a o come di Public His o y si s ia pa lando mol o in I alia, anche g azie all’a i i à della neois i ui a Associazione I aliana di Public His o y (giugno 2017) di conce o con la Giun a cen ale pe gli S udi s o ici e le Socie à s o iche; alla p esenza di due mas e uni e si a i (Uni e si à di Modena e Reggio, Uni e si à di Milano); all’a i azione di alcuni labo a o i o insegnamen i di Public His o y nelle uni e si à. Ques a “ o una” i aliana, assai ecen e, si innes a su una s o ia più che cinquan ennale del mo imen o della Public Hi- s o y e dello s a uni ense Na ional Council on Public His o y, ed è o una che spinge a ip opo e emi e ambi i della s o iog a ia anche mol o isi a i, come la s o ia di gene e, dalla p ospe i a nuo a della lo o disseminazione a a e so una plu ali à di media (dalla ic ion alla digi al public his o y, dall’alles imen o museale alla ea alizzazione). 258 S o ia delle Donne, 13 (2017) <www. up ess.ne /index.php/sdd> Gende e Public His o y: alcune conside azioni in ma gine ad un ecen e con egno Isabella Gaglia di (Dipa imen o SAGAS) ha messo in luce come Villa La Quie e, educanda o emminile so o la p o ezione delle g anduchesse di Casa Medici, cos i uisca nell’ambi o del Si- s ema Museale dell’Uni e si à di Fi enze una len e ideale a a e so la quale i le e e sulla s o ia delle donne, sulle scel e di con enu o pe accon a la e sulla delica ezza del passaggio dalla ice ca spe- cialis ica alla comunicazione. Un ema, quello del appo o a esi i s o iog a ici e modali à di comunicazione/disseminazione, al cen o anche della elazione di Ida Gilda Mas o osa (Dipa imen o SA- GAS) sulle donne dell’an ica Roma is e a a e so ilma i e iso se dida iche p esen i sul web. La e e mos a di a e accol o alcuni isul a i impo an i della s o iog a ia, a pa i e dai la o i pione is ici di Sa ah B. Pome oy, o nendo un o imo esempio di Public His o y. Ma ianna De Falco, Michele Nuccio i e Amb a Uli ie i (Dipa - imen o SAGAS) hanno a on a o, a a e so la p ospe i a della gende a chaelogy, il caso del cimi e o della pie e di San Gio anni in Balla o io sul Mon e Amia a, secoli XII-XIV: in ques e sepol u e bassomedie ali la a iabile di gene e iene conside a a in elazione alla dis ibuzione spaziale, alla ipologia delle s u u e sepolc ali, all’analisi a cheoan opologica e alla icos uzione delle icende s o- iche del e i o io. Emanuela Rossi (Dipa imen o SAGAS) ha p eso in esame lo spazio delle donne nei musei demoe noan opologici i aliani, enen- do al cen o il p oblema dello s e eo ipo nelle scel e museali. Men e i musei canadesi s anno ipensando il lo o alles imen o –il Canadian Museum o His o y ha pe esempio incluso nella “na azione s o i- ca u iciale” la oce degli indigeni e delle donne– musei non i isi a i ischiano di con inua e a asme e e o addi i u a a o za e s e e- o ipi, anche di gene e. Ce o, colpisce come nel i o pano ama dei musei e nog a ici io i i a anni ’60 e ’80 del No ecen o la p esenza emminile sia an o esile quan o lega a alla isione della donna come egina del ocola e, impe meabile alle lo e del mo imen o delle donne. Mo imen o nel quale a onda in ece il Museo delle donne aldesi di Ang ogna a a o nel con egno da To i Rocha e Gab iel- la Pey o , na o dalla i lessione di un g uppo di donne di p o essioni di e se sulla lo o s o ia, sulle di e enze a aldesi e ca oliche, sull’i- den i à emminile e eligiosa insieme; un esempio di un a e s o ia “dal basso”, spon anea, con una o e olon à di au o app esen a si. L’in e en o di As id Schönwege , coo dina ice dell’In e na- ional Associa ion o Women’s Museums (IAWM), cos i ui asi nel 2012 a una en ina di musei del mondo « o p omo e cul u e, a s, educa ion and aining om a gende pe spec i e» (come si legge 259 S o ia delle Donne, 13 (2017) <www. up ess.ne /index.php/sdd> Au o A SA elli nel websi e dell’Associazione), ha so olinea o come “inclusione” sia pa ola chia e, p og amma ica, pe comp ende e la nasci a e l’a - i i à dei musei delle donne, spesso alles i i in spazi di p o ezione quali educanda i, o scuole, o con en i; come il Museo della Donna “E elyn O ne ” di Me ano, la cui in ensa a i i à cul u ale –mos e, con egni, semina i, a i i à di o mazione e mani es azioni cul u ali lega e alle ema iche emminili– è s a a ico da a da Sig id P ade , di e ice del Museo. Fa i le e e –ha ile a o Schönwege – che sia il museo di Ang ogna sia quello di Me ano si collochino in luoghi di con ine. Sulle p oblema iche dei musei ade en i all’IAWM si è so e ma- a C is ina Da Milano (Eu opean Cen e o Cul u al O ganisa ion and Managemen ) so olineando un duplice p oblema: da una pa e quello della iconoscibili à dei musei e della lo o ispondenza alle linee guida dell’In e na ional Council o Museums (ICOM), dall’al- a la di icol à di accesso ai inanziamen i eu opei, laddo e si p i i- legia quale asse d’azione quello della gius izia e della pa i à di gene- e da un pun o di is a dei di i i. Susanna Ta a i (Associazione “Rie oca e. Pagine di s o ia”) ha p eso in esame un al o aspe o della disseminazione: quello della ie ocazione s o ica e dell’immagine della donna che asme e. Se- condo Ta a i almeno ino al 1990 p e ale la donna “dama”, la i- ce ca della bellezza. La ie ocazione poi subisce un cambiamen o: le a i i à si mol iplicano, la ie ocazione è p ecedu a da una a i i à di dida ica della s o ia a ida a sop a u o alle donne. Una comunica- zione, quella di Ta a i, che ha a o da pon e alla seconda sessione del con egno, dedica a all'insegnamen o. Li iana Gazze a e F anca Bellucci (Socie à I aliana delle S o i- che) hanno illus a o un p oge o di sillabo di base pe la o mazione degli insegnan i, so olineando come alla c esci a della domanda di s o ia non co isponda un’adegua a coscienza del a o che la scuola cos i uisce un pun o ne algico pe asme e e una coscienza c i ica della cos uzione del “gene e”. Le comunicazioni ispe i amen e di Alessand a Celi (Associa- zione “Sc i u e emminili, memo ie di donne”, A chi io di S a o di Massa) e di Luciana Rocchi con Ba ba a Sola i (Cen o docu- men azione donna dell’Is i u o s o ico g osse ano della Resis enza e dell’E à con empo anea) hanno po a o l’a enzione sull’a i i à s ol a con scuole di speci ici e i o i (le p o ince di Massa Ca a a e di G osse o), e sulla p esenza di una commi enza pubblica, commis- sioni o assesso a i alle pa i oppo uni à, pa icola men e a en a allo s iluppo di una p oge uali à e di una dida ica della s o ia “inclusi- 260 S o ia delle Donne, 13 (2017) <www. up ess.ne /index.php/sdd> Gende e Public His o y: alcune conside azioni in ma gine ad un ecen e con egno e”. Debo ah De Blasi, collabo a ice del CESRAM (Cen o S udi Relazioni A lan ico-Medi e anee) di Lecce, ha illus a o un’espe- ienza di ea o s o ico, De e mina i o Femminile, no e donne, una s o ia, ealizza a da alcuni licei leccesi e cen a a sulla plu ali à dei uoli delle donne nel p imo con li o mondiale. Le conclusioni del con egno, a ida e ad Au o a Sa elli e Sig id P ade , hanno so olinea o quan o, al momen o, la p esenza della s o ia delle donne nella g ande a ena della Public His o y sia agile; bisogni sociali di una s o ia a en a al gene e –bisogni che chiamino in causa i Public His o ians e il lo o impegno nella di ulgazione s o i- ca, nella dida ica, nella p oduzione di audio isi i, nella acili azione d’accesso alle on i ecc.– almeno in I alia appaiono piu os o e ane- scen i. Esau i asi la spin a degli anni Se an a, è di en a o c uciale il uolo di sos egno e di in e locuzione delle is i uzioni pubbliche (di conce o con la e e delle associazioni e delle is i uzioni cul u ali) pe un’azione ol a a i le e e sulla cos uzione degli s e eo ipi di gene e, sui silenzi ela i i alla s o ia delle donne e sulla di icol à e e icenza delle donne s esse a app esen a si e a accon a si. L’ag- gancio alla Public His o y, con la sua ocazione alla disseminazione, all’esplo azione delle modali à del accon o, alla i lessione sulla plu- ali à dei media u ili a di ulga e la s o ia e, sop a u o, con la sua ape u a a u i i pubblici (chiama i a s olge e un uolo a i o, alla co-cos uzione del sape e s o ico), può i ela si s a egica pe in a- p ende e un pe co so di ilancio di emi e ques ioni s o iog a iche. Ed è da ques a consape olezza, o piu os o da ques o auspicio, che ha p eso co po l'idea di ques a gio na a di i lessione su gende e public his o y.