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La memoria delle “anziane” maestre. Ricercare radici per costruire storie

Author: Cagnolati, Antonella <Università di Foggia>,De Serio, Barbara <Università di Foggia>
Publisher: A. Cagnolati, B. De Serio, La memoria delle “anziane” maestre. Ricercare radici per costruire storie, in G. Bandini, S. Oliviero (a cura di), "Public History of Education: riflessioni, testimonianze, esperienze", 2019, pp.197-210
Year: 2019
DOI: http://dx.doi.org/10.14273/unisa-3434
Source: http://elea.unisa.it/xmlui/bitstream/10556/5310/5/Cagnolati-De%20Serio-%20La%20memoria%20delle%20%e2%80%9canziane%e2%80%9d%20maestre.%20Ricercare%20radici%20per%20costruire%20storie.pdf
La memo ia delle “anziane” maes e. Rice ca e
adici pe cos ui e s o ie
1
An onella Cagnola i, Ba ba a De Se io
1. I mol eplici ol i della senescenza
La ecchiaia è un conce o ambiguo. Lo dice il senso comune, che la con-
side a un’e à ulne abile, lo ibadisce la le e a u a scien i ica, che e idenzia
spesso mancanza di chia ezza ispe o alle ca a e is iche empo ali di una
ase della i a della quale non si ha ben chia a la du a a2.
Viene pe ò spon aneo chiede si se ques o ca a e e di ambigui à sia
ealmen e connesso al “ empo” della ecchiaia, da semp e e pe semp e in
ia di de inizione, o se non si a i, più p obabilmen e, di una pe cezione
uo ian e delle po enziali à dei sogge i anziani, s e amen e lega a agli
s e eo ipi con cui si è soli i desc i e li.
1 I pa ag a i 1-2-3 sono ope a di Ba ba a De Se io; i pa ag a i 4-5 sono ope a di
An onella Cagnola i.
2 C ., a gli al i, Luppi (2015: 11): «L’in ecchiamen o della popolazione – sc i e Elena
Luppi a p oposi o dell’anziani à come nuo a s ida pedagogica – app esen a, ai nos i
gio ni, uno dei cambiamen i più signi ica i i che le popolazioni dei paesi occiden ali
hanno is o negli ul imi secoli. L’allungamen o della i a media e la iduzione delle cau-
se di mo ali à hanno gene a o, p og essi amen e, un o e aumen o della popolazione
anziana, cui si è accompagna o un signi ica i o calo della na ali à». Più a an i, ci ando
i da i ipo a i nei due dossie dell’Unesco sull’in ecchiamen o a i o, Luppi so olinea
come l’I alia sia a i Paesi con la più al a p ospe i a di i a, ben supe io e, secondo i
da i, alla media eu opea. A ciò si aggiungano le no e i lessioni di F anca Pin o Mine a
sulla « eal à s uggen e» della ecchiaia che oggi, sop a u o nella socie à occiden ale,
ende di icile dis ingue e a adul i, anziani e mol o anziani. «Li elli di is uzione più
al i, ipologie di la o o meno alienan i, eno i di i a più a o e oli, cu a del co po e
della salu e spos ano con inuamen e in a an i il di en a e-esse e-pe cepi si anziane e
anziani» Pin o Mine a (2012: 15). Della s essa au ice c . Pin o Mine a (1974 e 1988).
An onella Cagnola i, Uni e si y o Foggia, [email p o ec ed], 0000-0003-0213-5729
Ba ba a De Se io, Uni e si y o Foggia, [email p o ec ed], 0000-0002-6043-202X
An onella Cagnola i, Ba ba a De Se io, La memo ia delle “anziane” maes e. Rice ca e adici pe
cos ui e s o ie, © 2019 Au ho (s), CC BY 4.0 In e na ional, DOI 10.36253/978-88-5518-009-
2.19, in Gian anco Bandini, S e ano Oli ie o (edi ed by), Public His o y o Educa ion: i lessioni,
es imonianze, espe ienze, © 2019 Au ho (s), con en CC BY 4.0 In e na ional, me ada a CC0 1.0
Uni e sal, published by Fi enze Uni e si y P ess (www. up ess.com), ISSN 2704-5919 (online),
ISBN 978-88-5518-009-2 (PDF), DOI 10.36253/978-88-5518-009-2
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An onellA CAgnolA i, BA BA A De Se io
L’incapaci à di de ini e le iso se della ecchiaia, accan o alla comune
endenza a conside a e gli anziani agili, ha col empo indo o a pa la e di
“non più adul i”, quindi di indi idui dei quali è necessa io p ende si cu a
come si a con i “non anco a adul i”, ai quali iene acile icondu e l’imma-
gine degli anziani, sop a u o quando non sono au onomi e au osu icien i,
quindi anco a più dipenden i dall’ambien e che li ci conda. Lo s ondo epi-
s emologico, p e amen e adul ocen ico, pun a i i le o i sull’adul o, uni-
co sogge o capace di educa e, a di e enza del bambino, che a educa o, e
dell’anziano, che a i-educa o. In en ambi i casi si comme e un e o e di
ondo, che consis e nel non ene con o del uolo che l’ambien e i es e nel
p ocesso di c esci a e di s iluppo au onomo, a qualunque e à3; un aspe o
che di en a anco a più signi ica i o nel caso dell’anziano, non osse al o che
pe la quan i à di espe ienze di i a che lo sepa ano, in i ù dell’e à, an-
o dall’adul o quan o dal bambino e che lo pongono ine i abilmen e in una
posizione di “gene a i i à”, p op ia di chi è in g ado di o ma e e di me e-
e a disposizione degli al i il p op io sape e, gene a i o, appun o, di nuo i
disposi i i educa i i.
Pe ché, dunque, la o a e con e sugli anziani? Se appa en emen e sem-
b ano supe a i gli an ichi s e eo ipi che associa ano la ecchiaia all’e à della
decadenza e della eg essione, anco a di usa è la pe cezione del uolo ma -
ginale di ques a ase della i a nella socie à, spesso do u a allo spon aneo
disin e esse dell’anziano nei con on i del mondo che lo ci conda. In al i
e mini, pu iconoscendo nella igu a dell’anziano un agen e di as o ma-
zione e un cus ode della memo ia, il suo uolo di media o e a passa o, p e-
sen e e u u o iene anco a ascu a o, al ol a disconosciu o e spesso poco
alo izza o. Va allo a de o, secondo la eo ia del disimpegno4, oggi a gli
s udi più no i della psicoge on ologia, che il bisogno dell’anziano di p en-
de e le dis anze dalla i a sociale, alla quale sen e di non appa ene e, co -
isponde spesso alla olon à di p o egge e il p op io mondo, che con inua
a i e e nei ico di e nelle emozioni ad essi associa e, quindi di concen a -
si su se s esso e sulla p op ia eal à in e io e. È dunque da ques a chiusu a
che occo e pa i e quando si in ende p oge a e pe co si di alo izzazione
dei bisogni cogni i i ed a e i i della ecchiaia, in g ado di p omuo e e la
capaci à esp essi a e elazionale median e con es i di i lessi i à o ien a i
alla alo izzazione della cul u a della ecchiaia come e à di as o mazio-
ne e di s iluppo5.
3 Il i e imen o, solo pe ci a ne alcuni, è agli s udi di John Dewey e di Ma ia
Mon esso i sull’espe ienza e sul uolo dell’ambien e nei p ocessi di app endimen o,
nonché ai più ecen i s iluppi di ques i s udi, con speci ica a enzione a quelli di
Je ome B une , che alo izzano il ca a e e “si ua o” e “condi iso” dell’in elligenza.
Pe ul e io i app o ondimen i c . Dewey (1949); Mon esso i (1952); B une (1993).
4 C . Cumming e Hen y (2008).
5 C . Ripamon i (2005).
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LA MEMORIA DELLE “ANZIANE” MAESTRE. RICERCARE RADICI PER COSTRUIRE STORIE
2. La ecchiaia “educa ice”
La ice ca che e à desc i a a b e e si inse isce nell’ambi o di un ilone
di s udio sull’e à anziana e sulla memo ia colle i a che l’a ea s o ico-peda-
gogica del Dipa imen o di S udi Umanis ici di Foggia po a a an i a pa -
i e dalla sua is i uzione. Gli incon i e i labo a o i na a i i che il sudde o
g uppo di ice ca o ganizza pe iodicamen e con gli anziani del e i o io di
Capi ana a, pu alo izzando di ol a in ol a emi di e en i, hanno lo sco-
po di icos ui e la mic os o ia, “non u iciale” e quasi mai accon a a dalle
on i più acc edi a e, che a a e so i accon i di i a degli anziani di en a
memo ia colle i a “inca na a”6.
Quello che la na azione del passa o conse a è, in a i, il po e e di gua -
da e le espe ienze issu e a a e so pe cezioni indi iduali, che ol e a a
apela e il pun o di is a sogge i o ispe o a “luoghi comuni”, es e i ac-
con i di sensazioni ed emozioni che si anno “co po”, o nando a i e e con
la s essa in ensi à emo i a che a e ano nel passa o.
Lo scopo è dunque accoglie e memo ie p eziose su spacca i di s o ia
locale, con speci ico i e imen o alla s o ia della scuola di Capi ana a e del
Subappennino dauno, pe ché le gio ani gene azioni possano a si cus odi
di un pa imonio cul u ale che ischia di dispe de si de ini i amen e se non
iene accon a o.
P oge i e pe co si come ques o, che alo izzano gli scambi in e ge-
ne azionali a a e so la p omozione delle s o ie di i a degli anziani, in-
sos i uibile iso sa pe il ecupe o di adici, con e mano le più ecen i
eo ie sulla senescenza come capi ale umano e come s umen o di s iluppo
socio-cul u ale.
Ques e ed al e ipologie di pa imonio cul u ale in angibile cos i ui an-
no la base pe alles i e nel Dipa imen o un museo della memo ia anziana,
con pa icola e i e imen o alla memo ia scolas ica del secondo dopogue -
a, che anche in Capi ana a ha a u o un no e ole peso nella lo a con o
l’anal abe ismo.
Il alo e aggiun o di ques a icos uzione della memo ia scolas ica con-
sis e nella alo izzazione dei accon i delle donne, cui la ice ca ha in eso
da e oce, nella consape olezza di un lo o plu isecola e issu o di us a-
zione, connesso a con inui e ipe u i en a i i di ema ginazione socio-cul-
u ale lega i essenzialmen e all’appa enenza di gene e, che e iden emen e
non ha mai consen i o lo o di ui e degli s essi di i i degli uomini. T a
ques i l’is uzione, pe un lunghissimo pe iodo di empo nega a alle donne,
conside a e in elle ualmen e in e io i ispe o agli uomini, quindi i enu-
e inidonee, anche dopo l’obbligo scolas ico, a segui e gli s essi pe co si di
is uzione dei lo o coe anei.
6 C . Cima (2012); Fo men i (1998); Scla i (2003).
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Il bisogno di in e is a e le maes e, o e o le donne che sono ien a-
e nella scuola da insegnan i nel secondo dopogue a, in con es i cul u ali
es emamen e po e i, quali e ano i paesi della Capi ana a e del Subappenni-
no dauno in quel pe iodo s o ico, nasce dalla olon à di icos ui e la s o ia
della emminilizzazione dell’insegnamen o pe iscop i e con inui à e di-
scon inui à dell’esse e donna insegnan e in ogni pe iodo s o ico. Si ce che à
dunque di alu a e quan o il pieno ing esso delle donne in ambi o scolas i-
co, an o nel uolo di s uden esse, quan o in quello di maes e, abbia modi-
ica o il a e scuola, accan o agli s essi con enu i dida ici, che con le donne
hanno cessa o di conse a e il ca a e e “neu o” pe pa la e e denuncia e il
manca o p o agonismo delle donne nella socie à, al quale p op io le maes e
hanno con ibui o a po e ine, impugnando il di i o all’educazione come
p incipale s umen o di emancipazione, di se s esse e delle u u e donne che
a e ano il do e e di o ma e. Signi ica i o il iconoscimen o di pe sone ed
e en i, nella lo o o mazione e nella lo o i a, che le hanno eso a e a non
molla e la p esa anche nei momen i più di icili.
Sc i e Simone a Uli ie i che anco a si a e e nella scuola
sia pu e con maggio e o mino e consape olezza, che nel nos o passa o
educa i o c’è un uo o, l’assenza di una memo ia s o ica dell’insegnamen o
al emminile, che a colma o. Impegna si nell’analisi della igu a della donna
insegnan e signi ica ende la un sogge o sociale isibile con adici s o iche
da a ieme ge e da un passa o dimen ica o e un p esen e a o di si uazioni
di icili, di c isi d’iden i à e di uolo, u o di ‘scel e’ più o meno solleci a e
e/o di e e, con o ien amen i p o essionali e p ospe i e di cambiamen o
a iamen e o ien a e7.
Dall’is uzione si in ende dunque ipa i e, sia pe coglie e le pe cezioni
che le donne in e is a e, allie e e insegnan i, u o a associano ad un pas-
sa o di ingius izie ed ingius i ica e p i azioni e p e a icazioni, sia pe a ia-
e un pe co so di i lessione sul alo e della scuola, da semp e e pe semp e
s umen o di emancipazione cul u ale e sociale. Donne “ e ol e” deboli,
pe ché appa enen i a due ca ego ie ugualmen e agili – il gene e emmi-
nile e l’e à anziana – e pe ché maes e, quindi po a oce di un uolo p o es-
sionale che ce amen e ha a ia o un no e ole cambiamen o nelle lo o i e
e nelle s esse is i uzioni scolas iche, ma che ha pu e causa o ul e io i o me
di ema ginazione da pa e di una socie à che ha a o a ica a iconosce e
au onomia – economica, ma sop a u o in elle uale – alle donne. Scopo
della ice ca è in a i anche quello di alu a e quan o è cos a o, in e mini
emo i i, comba e e p egiudizi consolida i sul gene e emminile, che allo a
ede ano anco a nella donna solo la cus ode del ocola e domes ico.
Accu a a anche la scel a delle in e is a ici, che sono s a e indi idua e
a le s uden esse dei Co si di S udio di a ea pedagogica, u u e educa ici e
7 Uli ie i (1996: 48).
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LA MEMORIA DELLE “ANZIANE” MAESTRE. RICERCARE RADICI PER COSTRUIRE STORIE
pedagogis e. Lo scopo è in a i quello di u ilizza e il ilone della cu a come
ilo condu o e delle na azioni e come disposi i o pedagogico pe c ea e
“p ossimi à” a chi na a e chi ascol a, quindi a due gene azioni di e-
en i, ma anche a gli a o i coin ol i nella na azione e i luoghi in cui le
espe ienze na a e si sono s ol e – in p imo luogo i con es i scolas ici – che
iacquis ano o ma a a e so il accon o.
Sc i e Rosanna Cima: «ognuno si ealizza pe con a o e pe iconosci-
men o, pe connessioni con gli al i, in una a enzione quasi con empla i a
a ciò che s a accan o»8.
3. I labo a o i della pa ola
La na azione cu a nella misu a in cui ap e nuo i mondi di signi ica o i-
spe o a quan o si è issu o e a quan o anco a si i à. Un assun o anco più
e o quando a na asi sono le maes e, che l’opinione pubblica conside a da
semp e p o essionis e della cu a, sulla base di un secola e p egiudizio, che
le maes e s esse pe ò non disdegnano, sop a u o le più anziane. Spesso,
nei lo o accon i, eme ge in a i l’oppo uni à di una socializzazione delle
compe enze ma e ne nel se o e educa i o, sop a u o oggi, in cui semp e
più spesso si assis e al dilaga e di un anal abe ismo a e i o nei luoghi dell’e-
ducazione, che do ebbe o in ece con ibui e ad assicu a e l’acquisizione di
compe enze a più li elli, comp ese quelle che a e iscono alla s e a alo iale.
Le s o ie anno semp e bene al cuo e. Sia quando si p o a un p o ondo
senso di g a i udine pe quello che si è di en a i g azie alle espe ienze che le
s o ie s esse ico dano, sia quando dalle s o ie accon a e si uole uggi e. In
ques o caso il accon o di en a maieu ico e consen e di i a uo i e allon ana e
ico di ed emozioni ad essi associa e. Sc i e a al p oposi o Duccio Deme io:
il passa o ci cu a sol an o quando è, almeno, la p omessa di ul e io e u u o
pe la men e, e in quan o mol eplice (…) è una iso sa. Il passa o ci cu a o se
anco a di più quando abbiamo la soddis azione di iscop i ci in mol i (…).
Lo scopo di en a la ice ca dei mol i uoli, delle mol e pa i eci a e e della
igu a che più ci in e essa impe soni ica e in quel momen o o is an e di i a9.
Si a a dunque di as o ma e i accon i in s umen i pedagogici, in
g ado di sensibilizza e le nuo e gene azioni nei con on i della necessi à di
un ecupe o della s o ia e della memo ia, della quale il empo p esen e è la
na u ale e oluzione. Luoghi che anno da pon e, che i le ono issu i, che
mediano a ecchie e nuo e o me dell’educa e, delle quali, nel caso speci ico
della ice ca in ques ione, le maes e anziane e le u u e educa ici si s anno
acendo po a oce a a e so una p eziosa negoziazione dei pun i di is a,
8 Cima (2012: 57).
9 Deme io (1996: 35). A cu a dello s esso au o e c . anche Deme io (1999a).

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An onellA CAgnolA i, BA BA A De Se io
che s a po ando le p ime a iconcilia si col p op io passa o e le seconde a
a si e edi di quelle s o ie, p oie andole nel u u o. “Memo ie in e a i e”10,
pe di la anco a con Cima, che so olinea il ca a e e “sociale” delle na a-
zioni11, e iden e nel momen o in cui le s esse consen ono la ci cola i à di
pun i di is a a chi na a e chi ascol a.
La ecip oci à del domanda e, del na a e, dell’ascol a e e dell’esse e
ascol a i ga an isce la piace olezza di espe ienze in g ado di es i ui e al
na a o e la icchezza di issu i emo i i spesso imossi e nega i, o più sem-
plicemen e dimen ica i, che chiedono oce nello sgua do di chi ascol a; a
ques ’ul imo la na azione a il dono di imme ge si in un passa o mai issu-
o, ma pe cepibile a a e so il sugges i o accon o di chi lo desc i e. Ed è
in ques a ci cola i à di azioni ed emozioni i lesse nel accon o e nell’ascol o
che si può spe imen a e la con inui à a passa o, p esen e e u u o, collega i
da una comune appa enenza alla elazione in e gene azionale, che consen-
e di c ea e legami al di là della discon inui à delle singole s o ie, di e en i
e mol eplici anche in base all’e à12.
Pe ché ci si possa me e e ealmen e in ascol o delle na azioni degli an-
ziani occo e impa a e a ispe a e “il empo lungo della ecchiaia”, quindi
allen a e il i mo ene ico della quo idiani à pe po si in ascol o delle lo o
s o ie “len e”. Pe ques o mo i o è semp e impo an e associa e all’in e i-
s a un la o o di sc i u a delle s o ie da pa e di colui che ascol a, che non
è assolu amen e una o ma di in e p e azione, ma una semplice asc izio-
ne dei pun i salien i del accon o sui quali, a dis anza di empo, è possibile
o na e a e ma si pe c ea e connessioni, iannoda e espe ienze, isol e e
e en uali con li i emo i i e a ia e nuo i e sugges i i pe co si di le u a.
4. L’a inamen o degli s umen i di indagine
Scandaglia e nei emo i ecessi della memo ia al ui pe ipo a e alla
luce acce, ico di, sugges ioni, non pa e imp esa acile pe il ice ca o e e
neppu e aliena da coin olgimen i emo i i icchi di pa hos. Al ine di ecu-
pe a e un’imp escindibile neu ali à – assolu amen e necessa ia pe la ico-
s uzione del bíos della pe sona che di en a ogge o p i ilegia o della ice ca
– occo e do a si di s umen i p ecisi ed a idabili che possano imanda e
senza ema di smen i e a chi li u ilizza una se ie di da i quali a i i che, a gui-
sa di spa se esse e di mosaico, possano i ela si u ili alla de inizione ne a
della isione inale di un’immagine a u o ondo13.
10 C . Cima (2004). Sullo s esso ema c . anche Gecchele (2010); T amma (2003).
11 Jedlowski (2000 e 1986); Fe a o i (1986).
12 C . Baschie a, Deluigi e Luppi (2014).
13 Su ali ema iche pa e imp escindibile l’app occio me odologico elabo a o da
Be aux (1999 e 2005). Pe la elazione a s o ia dell’educazione e memo ia si eda
Caspa d (2009).
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LA MEMORIA DELLE “ANZIANE” MAESTRE. RICERCARE RADICI PER COSTRUIRE STORIE
Dunque la ga anzia di po e giunge e a isul a i signi ica i i nella ice ca
passa a a e so la messa a uoco di una se ie di obie i i che possano qua-
li ica e il la o o di indagine, nella con inzione che un’app o ondi a anali-
si sulla memo ia di un g uppo ben de ini o possa po a e non solo ad una
a anzamen o dello s a o dell’a e bensì ad una p oge uali à che si aduca
in in e en i mi a i e nell’a i azione di s a egie inalizza e al miglio amen-
o degli s ili di i a degli anziani14.
Il ice ca o e ha quindi il g a oso one e di s ila e una lis a di inali à p io-
i a ie, u ili come oad map pe il suo la o o sul campo, i cui isul a i de ono
esse e o enu i me endo a pun o una ba e ia di s umen i imp escindibili
che lo condu anno ad una comple a imme sione nei issu i al ui, nelle so -
e enze, nei successi, nelle gioie di indi idui che paiono inizialmen e pe e i
sconosciu i ma che ali non es e anno alla ine del la o o15. Si a i e anno
in a i complici à, a icinamen i e condi isioni che asso iglie anno sem-
p e più il elo della misconoscenza ed implemen e anno al esì l’a e i i à.
Veniamo dunque alla cos uzione dell’in e is a. In p imo luogo occo -
e de ini e gli i ems che and anno poi oppo unamen e declina i in blocchi
au o e e enziali mi an i alla de inizione di speci iche pa i dell’esis enza del
sogge o, in modo che si possa poi p ocede e, nel p osieguo delle in e is e,
con un’o ica di ipo compa a i o pe e i ica e somiglianze e disc asie a
le s o ie di i a delle singole pe sone. Una pa icola e cu a de e esse e ipo-
s a nella ase iniziale dell’app occio conosci i o, ado ando o mule adegua e
che non p egiudichino il isul a o e che acili ino l’ape u a elazionale a
in e is a o e ed in e is a o. Nel con empo non si do ebbe ado a e una
ecnica palesemen e in asi a che impedisca il ia io a e len o dei ico di e
il lo o accesso all’o ali à.
La s a egia di a icinamen o inizia con domande ape e sull’in anzia,
conside a a nelle sue mol eplici s acce a u e, pe passa e poi alla eal à a-
milia e, alla i a all’in e no dell’is i uzione scolas ica, pe giunge e all’a -
i i à la o a i a16 che si congiunge anag a icamen e alla i a di coppia e di
accudimen o della p ole. Al ine di o ganizza e al meglio il la o o del ice -
ca o e/in e is a o e, sa à oppo uno muni si di un dia io- abella i e i o a
ciascuna in e is a a pe quan i ica e esa amen e il empo a ibui o alle
singole sessioni onde non dedica e empi di e si (maggio i o mino i) alle
14 Si eda in pa icola e Demaziè e e Duba (1997).
15 Come pa e o io, isul a di essenziale in e esse la o mazione speci ica dell’in e i-
s a o e. Su ques a p oblema ica si eda F ase (1990).
16 Come è s a o adegua amen e spiega o nella p ima pa e di ques o saggio, il p oge o
di ice ca mi a a icos ui e le i e delle maes e nella zona geog a ica della p o incia
di Foggia pa endo dal secondo dopogue a. Pe an o la p edisposizione di un’in e -
is a pa e una compi o assai delica o pe po e accoglie e da i sulle li e s o ies delle
singole donne, pe poi a i a e a ide ini e i con es i s o ico-educa i i e di s o ia
della scuola in cui esse si o a ano a i e e. L’idea p oge uale si quali ica come
bo om-up, pa endo quindi dai issu i indi iduali pe giunge e ad ambi i più as i.
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An onellA CAgnolA i, BA BA A De Se io
singole p o agonis e. La abella17 de e necessa iamen e ipo a e i empi in
o e, minu i e secondi, nonché eca e l’esa a indicazione del luogo in cui si
è s ol a l’in e is a18.
Tabella 1 – Dia io pe la egis azione dei empi delle in e is e19
Incon o n.
Da a
(gg/mm/aa)
Inizio
in e is a
(hh:mm:ss)
Fine
in e is a
(hh:mm:ss)
Du a a
in e is a
(hh:mm:ss) Luogo
Quan i incon i possiamo i ene e necessa i pe o ene e una na azio-
ne adegua a all’ipo esi di icos uzione che abbiamo ipo izza o nelle inali à
del p oge o? Soli amen e un nume o di 4-5 incon i pa e adegua o; u a ia
dobbiamo conside a e che non si può p escinde e dal a o e umano. Ini-
zialmen e i empi sa anno più lunghi pe la la a a di idenza a accon a e
i a i della p op ia i a, sop a u o i ico di e gli elemen i che pe engono
a momen i di icili20, oppu e le espe ienze in ime, ed anco a gli e en i dolo-
osi. L’in e is a o e è in a i un pe e o es aneo e de e en a e delica a-
men e in un’au a di con idenza con il sogge o.
5. Il ques iona io: p imi s eps
Dopo una ase iniziale in cui si è discusso sugli obie i i p io i a i della
ice ca, si passa alla edazione del ques iona io la cui s u u a è cos i ui a
specula men e da due blocchi dis in i. Il p imo app esen a una ase pe -
sonale che si cen a sull’in anzia dell’in e is a a pe poi sali e a a e so
cen i concen ici a momen i di e si di c esci a e o mazione. Il secondo
si ocalizza sulla scel a di di en a e maes a e sulle di icol à che la donna
17 Sa à necessa io compila e un dia io (come appa e nella Tab. 1) pe ogni in e is a a.
18 Di no ma sa ebbe p e e ibile che l’in e is a enisse s ol a e egis a a semp e nel
medesimo luogo, o e o l’abi azione della in e is a a, pe ga an i e una maggio e
in imi à e non ende e l’a i i à s essan e.
19 Elabo azione a cu a di Ma ia De Luca che – in collabo azione con An onella
Cagnola i – s a somminis ando una se ie di in e is e a maes e na e negli anni
Qua an a del secolo XX nella zona di Luce a (p o incia di Foggia).
20 A endo ado a o come epoca s o ica la ase del secondo dopogue a, le donne in-
e is a e (nei casi di no e ole longe i à) po ebbe o cus odi e nella lo o memo ia
episodi che ipo ano l’espe ienza della ame, delle di icol à economiche e sociali
che do e e o a on a e.
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LA MEMORIA DELLE “ANZIANE” MAESTRE. RICERCARE RADICI PER COSTRUIRE STORIE
incon a a nel en a i o di concilia e i do e i amilia i con l’a i i à ex a-
domes ica. L’indagine si suddi ide in 10 i ems che a lo o ol a con engono
ul e io i subi ems in e ni pe a ina e maggio men e la icognizione sui sin-
goli emi ( edi Figu a 2).
Figu a 2 – I cinque i ems p incipali e l’en i à quan i a i a dei subi ems21
Se ipo izziamo di in e is a e 4-5 pe sone, dobbiamo i ene e imp escin-
dibile edige e una p esen azione biog a ica, p eceden e c onologicamen-
e alla ase della na azione biog a ica. Pe ogni p o agonis a sa à u ile una
piccola scheda iden i a ia che ci o nisca in o mazioni sull’e à, sulla da a e
il luogo di nasci a, sulla si uazione amilia e (composizione della amiglia e
e à del ma imonio). Tu a ia la e a ice ca può pa i e sol an o quando il
sogge o e l’in e is a o e siedono di on e e iniziano a pa la e. Pa endo
dalla ase più delica a pe il ecupe o memo iale, p oponiamo un esempio
di blocco ema ico o ganizza o in domande che sca ano a ondo nella e à in
cui si o mano già in nuce nell’inconscio u i quegli elemen i che sa anno
s iluppa i nell’adul i à22. A emo cu a in segui o di p edispo e i passaggi
successi i che sa anno elabo a i p op io enendo in debi o con o le ispos e
da e in ques a p ima ase.
Imme ge si nell’in anzia23 di pe sone na e in momen i s o ici così lon ani
da noi signi ica ecupe a e un issu o a o di s ili di i a, ogge i, sensazio-
21 Figu a a cu a di An onella Cagnola i.
22 La edazione di un ques iona io comple o è a i i à quan o mai complessa. In ques o
pa icola e angen e pe le in e is e alle maes e l’elabo azione delle domande è
u o del la o o di An onella Cagnola i e Ma ia De Luca.
23 Nella Tabella 2 iene o ni o un esempio di ba e ia di domande che possono esse e
u ilizza e come guida dall’in e is a o e. Nel caso speci ico igua dano l’in anzia,
p imo i em del ques iona io.