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172 Revista Internacional de Culturas y Literaturas ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 Massimiliano Spiga Universidad de Valencia ASTROLOGIA E OSSERVAZIONE DEL COSMO ATTRAVERSO LA VISIONE DELLE STREGHE IN ETÀ MODERNA. CON UNO STATO DELL’ARTE ASTROLOGY AND OBSERVATION OF THE COSMOS THROUGH THE VISION OF WITCHES IN THE MODERN AGE. ALONG WITH THE STATE OF ART Riassunto: Nel presente contributo si intenderà, tramite fonti d’archivio e attraverso l’aggiornata bibliografia in merito, costruire la percezione del cosmo, delle stelle e del loro influsso attraverso una specifica visione stregonesca. Le donne definite streghe, nella misura in cui talvolta non fossero nemmeno interessate a pratiche popolari o erboristiche, attraverso l’interpretazione e l’osservazione del cielo, dei suoi fenomeni, interpretavano la vita e i loro accadimenti. Concentrandosi per ordine e prassi metodologica all’Italia dei secoli XVI e XVII, si intende quindi descrivere, attraverso una visione particolare, mediata da antichi saperi, i pensieri attorno ai quali le “streghe” si muovevano. Interessante in particolare è osservare il pensiero proto-scientifico, spesso privo di qualsiasi formazione e in anni talvolta ancora antecedenti alle rivoluzioni relative alla percezione astronomica. La commistione di saperi implica ancora una volta, doverosamente, un approccio metodologico interdisciplinare, tra filologia, storiografia, storia culturale e antropologia. L’osservazione della realtà, della natura, con una propensione sperimentale e fisicosperimentale, permetteva loro di astrarre problemi, e filtrarli attraverso saperi antichi e folklorici. Analizzare questo pensiero con la lente delle così definite streghe porterebbe un ulteriore spunto di riflessione in dialoghi e contributi volti ad analizzare il pensiero delle donne nella storia, tra corpo e cielo. Si procederà a una doverosa analisi dei concetti, stilemi e discipline fondative per il pensiero stregonesco, con particolare attenzione all’astrologia. Parole chiave: Donne, età moderna, magia, stregoneria.. Abstract: In this contribution we intend, by means of archival sources and through an up-to-date bibliography on the subject, to construct the perception of the cosmos, the stars and their influence through a specific witch vision. Women defined as witches, insofar as they were sometimes not even interested in folk or herbal practices, interpreted life and its events through the interpretation and observation of the sky and its phenomena. Focusing in terms of order and methodological practice on Italy in the 16th and 17th centuries, we therefore intend to describe, through a particular vision mediated by ancient knowledge, the thoughts around which women ‘witches’ moved. It is particularly interesting to observe the proto-scientific thinking, often lacking any training and in years sometimes even before the revolutions relating to astronomical perception, of these women. The intermingling of knowledge again dutifully implies an interdisciplinary methodological approach, between philology, obviously historiography, cultural history and anthropology. Observation of reality, of nature, with a physical-experimental bent, allowed them to abstract problems, and filter them through ancient and folkloric knowledge. Analysing this thought through the lens of the so-called witches would bring further food for thought in dialogues and contributions aimed at analysing the thought of women in history, between body and sky. A dutiful analysis of the concepts, stylistic features and foundational disciplines for witch thought, with a focus on astrology, will be undertaken. Keywords: Women, modern age, magic, witchcraft.
173 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina 1. Introduzione Con la disquisizione che in seguito si dipanerà, si vuole contribuire ai dibattiti pluridecennali sul mondo della percezione stregonesca, con una prospettiva basicamente femminile. Le introduzioni culturali e analitiche che verranno fatte sono e saranno da intendersi nella prospettiva di un contesto. Quantomeno, sono necessarie delle premesse, e questa è stata la difficoltà nel cercare di armonizzare il contributo, nel dare un senso a un punto di analisi specifico, dovendolo doverosamente inscrivere. Non esisteva, si crede, quantomeno in questo senso in certi ambiti legati a una interpretazione magico/ astrologica, cosmologica, un pensiero femminile proprio e singolare1, quanto una manifestazione del genere in materia e in relazione a realtà culturali, spirituali e proto-scientifici latenti che, nei secoli Cinquecento e Seicento, trovavano larga diffusione. Il riferimento fa, come da titolo, più specifico punto di contatto nel mondo astrologico, e non fenomenologico della strega. LA difficoltà del tema proposto consta non solo nell’individuare un punto di interesse che sia “isolato” da necessarie continue interpunzioni e interventi a chiosa, ma anche data la sua insita complessità e “fluidità”. Si cercherà, più avanti, di dare una definizione di cosa fosse l’astrologia e il suo uso, il pensiero, la magia, i secreti, avvalendosi di fonti e dei numerosissimi testi e saggii. Questa à stata una ulteriore difficoltà in un contributo che deve fare dell’essenzialità il suo metro. Si spera quindi di offrire una rinnovata chiarezza nel guidare chi legge verso una ricostruzione ragionata e mediata del panorama culturale nel quale la donna, definita in alcuni processi “strega” (striga) viveva, e di quali informazioni poteva disporre. Fin da subito si vuole intendere il presente non come un vero salto nel mondo degli studi inquisitoriali tra XVI e XVII secolo – per quanto necessari in alcuni casi – bensì come una circostanziale analisi storiografica, percettiva e culturale, su specifiche dinamiche afferenti al mondo folklorico, culturale e appunto, di genere, con fondamentale focus astrologico e cosmogonico2. L’assunto di base fondamentalmente è relativo non solo alla visione delle donne su certe tematiche, ma anche relativamente al contesto culturale del quale furono spesso inconsapevoli eredi, e inconsapevoli 1 Non si parla della singolarità di certe pratiche stregonesche tipiche, legate al mondo folklorico note sin dal Medioevo, dai “sabba” alle varie capacità associate alla strega. Si vuole anzi, credo a buon diritto, interpolare il pensiero femminile al mondo culturale, che in certi aspetti e temi si diffondeva nei secoli. Nuovamente, non si vuole analizzare la strega come fenomeno, quanto una possibile percezione generale di quello che le donne credevano e vedevano. Per farlo è necessario conoscere il mondo culturale, per non creare un antiscientifico buco narrativo. Inoltre, verrà usato il termine “strega”, ma si vuol precisare come tali culture o approcci verranno analizzati non percependo quello stregonesco come un fenomeno per forza metafisico, bensì come donne (o uomini) con certi interessi (se non in casi processuali totalmente estranei ma questo esula) che semplicemente si interessavano a certi aspetti della natura e del mondo. 2 Doveroso riferirsi a studiose e studiosi, sul suolo italiano, che hanno offerto studi fondamentali in merito, da Carlo Ginzburg, a Adriano Prosperi, Vincenzo Lavenia, Andrea Del Col, John Tedeschi, Marina Caffiero, Alessia Lirosi, Marina Montesano, e numerosi altri.
174 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 Astrologia e osservazione del cosmo attraverso la visione delle streghe in etè moderna. Con uno stato dell’arte DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 vittime. Anche per questo, il contributo sarà doveroso modo e spunto per esprimere con necessarie limitazioni analisi relative al contesto e al tema. Si intenderà quindi chiarire attraverso le seguenti righe, cosa fosse la strega, come la si intende oggi a livello storico (non etico-filosofico-interpretativo) e le difficoltà di approccio. Ulteriormente è necessario chiarire, apparentemente esulando dal tema propriamente femminile, cosa fosse l’astrologia derivante da idee classiche, basso medievali e quattrocentesche. La percezione e spunto di riflessione a partire dalla visione del corpo e del cosmo ha permesso allo scrivente di analizzare limitatamente per taluni aspetti e caratteristiche, la figura della strega nell’Italia della prima modernità in un singolo aspetto. Porre un’attenzione specifica quindi sulla strega, sulla donna come espressione nella sua cognizione della società, non in senso lato sulla stregoneria. Tema ovviamente vastissimo, permette un primo punto di focalizzazione di metodo. Superando i secoli traumatici e ricchi di misconoscenza propri in taluni casi, con critica al tema relativo, rappresentati dal XVIII in particolare3, gli studi si sono mossi, soprattutto dalla svolta del 1998 rappresentata dall’apertura degli archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede, verso lidi più certi e scientifici. Continui spogli documentali, analisi, ricognizioni archivistiche, studi specifici e di più ampio respiro, contribuiscono densamente al vasto mondo della magia, “cappello terminologico” amplissimo e necessario. Si pensi solamente che solo in cento anni circa in area germanica sono stati prodotti oltre trecento contributi, dissertazioni, monografie e tesi sul tema stregonesco (Behringer, 2002: p. 7), tanto per intuire la portata delle disquisizioni e interesse in merito, in un’altra area geografica, oltre l’Italia, in cui l’Inquisizione ha attechito con suoi parametri propri e differenti (e divergenti). Ovviamente ciò va esteso al resto dell’Europa e del mondo, per varie discipline i cui interessi più o meno direttamente confliggono verso il mondo della stregoneria. Questi temi possono interessare l’archeologia, la storia medievale, moderna, gli studi di genere, la filologia, la psicologia, sociologia, etnologia, la cultura popolare e l’antropologia. L’interdisciplinarietà è la chiave nell’intendere certi fenomeni e questo è stato ulteriore stimolo affinchè ci si avventurasse in questa tematica, seppur con interesi ben specifici, come riportare certe tematiche in contesti afferenti alle dinamiche di genere, con una percezione storiografica continuamente rinnovata. Gli studi degli ultimi quaranta anni almeno hanno oramai confutato senza dubbio come l’abuso di torture, teorie spiccatamente misogine del 3 Contemporaneamente agli ultimi vagiti e impulsi inquisitoriali in Europa, dal XIX secolo soprattutto, presero piede sempre più studi storici sull’Inquisizione, dall’italiana, alla spagnola, passando per quella d’area protestante. Le cosiddette “leggende nere” dell’Inquisizione nacquero tra il XVIII e il XIX secolo, intendendo tale orano di controllo prima e repressione poi come espressione della più alta intollerenza (che ancora oggi sopravvive a livello popolare) religiosa e del dominio clericale. Vi è da dire, senza dilungarsi troppo, che fu il moto inquisitoriale spagnolo a essere vittima di misconoscenza, a partire dal primo lavoro storico sul tema, di Philip van Limborch, olandese vissuto nella seconda metà del Seicento. Voltaire riprese poi nell’opera Candide del 1759, interpretando l’Inquisizione spagnola come contraria al diritto, al Vangelo e alla morale tutta.
175 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina clero sono state perlopiù fantasie o quantomeno generalizzazioni4 (Behringer, 2002: p. 8). La stregoneria, magia, alchimia, il mondo dei secreti , hanno interessato le popolazioni europee sin dall’antichità e tra il basso medioevo e la prima modernità, grazie anche alla produzione a stampa, studi e libri sono stati prodotti, e conseguentemente sempre più circolanti. Nella prima età moderna, i “libri di segreti” sono diventati allo stesso tempo un genere letterario di successo e un modo di pensare la natura, un aspetto della storia naturale stessa. Si tratta di raccolte di casi5 e di veri e propri ricettari. Dopo gli erbari, i bestiari6 e i lapidari medievali, i libri di segreti conobbero la massima diffusione in Italia e in Europa dalla metà del secolo XVI. I “professori di segreti”7 nutrivano una profonda diffidenza verso ogni genere di teoria e mancavano talvolta di rigore sperimentale, tanto che essi “raramente si domandarono perché determinate ricette non funzionassero, né utilizzarono esperimenti per convalidare le proprie teorie” (Eamon, 1999: p. 291)8. Vi è un legame profondo tra l’aspetto occulto delle dottrine rinascimentali e il loro carattere disordinatamente empirico: se si ignorano le cause dei fenomeni, si è costretti ad attenersi agli effetti, ragionando a posteriori. Questo è il metodo seguito non soltanto dai “professori di segreti” succitati, in senso stretto, ma anche da molti medici e maghi9 del XVI e nel XVII secolo. Il confine tra i segreti cinquecenteschi e le mirabilia naturae, che risalgono almeno alla Naturalis historia di Plinio il Vecchio del I secolo, appare assai labile come riporta Silvia Parigi (Parigi, 2022: p. 86). Si tratterebbe in sostenza di una evoluzione, a tratti avulsa, a tratti no, di un pensiero colto latente e circolante. Sempre Parigi, riportando e individuando in Girolamo Cardano a metà del secolo decimosesto, un punto di svolta nella conoscenza dei segreti, ma anche in quello straordinario intreccio di scienza e mistica: William Eamon, autore di studi fondamentali per la storia intellettuale della prima età moderna, ha stranamente trascurato un’opera cinquecentesca che si propone di cercare i principi dei segreti di natura, di ordinarli e di filtrarli, come Bacon auspicherà sessant’anni più tardi: il De secretis di Girolamo Cardano (1562) contiene una dettagliata tassonomia, propedeutica alla successiva trattazione. 4 Sulla questione ad esempio della confisca dei beni ancora si discute, ma non in questa sede, e comunque si fa riferimento maggiormente all’area iberica, portoghese e spagnuola. 5 Malattie, cure, ricette, decaloghi, formule e soluzioni a ponte tra una cultura medica, magica, esoterica ed erboristica. 6 Genere e cultura diffuso sin dal Medioevo, che continuò ad avere tradizione in età moderna, in molteplici aspetti, si pensi anche all’uso e presenza degli animali e del loro significato arcano nelle marche tipografiche di stampatori, quella di Aldo Manuzio su tutte. Si rimanda, uno su tutti, agli studi rilevanti di Pettegree in materia di marche tipografiche. 7 Così noti e come riportati da Silvia Parigi. 8 Come riportato dalla stessa, citata in merito, Silvia Parigi nel suo recentissimo e valido studio. 9 Di nuovo, associati non a caso e non impropriamente, si tenga sempre ben presente la “fluidità” relativa di certi studi e tematiche.
176 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 Astrologia e osservazione del cosmo attraverso la visione delle streghe in etè moderna. Con uno stato dell’arte DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 I segreti possono essere fenomeni per il momento ignoti, ma destinati a non rimanerlo, o effetti noti a pochi, oppure noti a molti, ma privi di cause apparenti; possono riguardare la sapientia, l’utilitas (vivere più a lungo e in buona salute, fare qualcosa meglio, o più facilmente) o il lucrum (come i segreti dell’alchimia); alcuni sono grandi (come la cura della peste), altri mediocri (come la cura della febbre quartana), altri ancora trascurabili (come la cura della scabbia). Vi sono, inoltre, segreti perfetti – tali, cioè, che i loro effetti si realizzano immancabilmente – altri che si verificano spesso, e altri ancora raramente; alcuni riguardano le cose che si fanno (ad esempio, la composizione del cemento), altri le azioni, e altri ancora i praestigia. In totale, Cardano calcola ben duecentottanta tipi di segreti, che distribuisce in uno schema di cento libri: afferma di averne trattati molti, anche se la maggior parte rimane nascosta. Essi riguardano, ad esempio, l’ottica, ma anche la caccia e la pesca; il magnete (al quale sono dedicati due capitoli) e i poteri delle pietre e delle gemme, l’aritmetica e l’agricoltura, la scultura e il gioco dei dadi, l’arte della memoria e quella di sciogliere gli incantesimi. Vi sono segreti che un tempo erano noti, e poi si sono perduti, come quelli delle erbe medicinali; altri, invece, oggi conosciuti, in passato non lo erano: tra tutti, i più utili sono la bussola, la stampa e la polvere da sparo. Anche riguardo a questa celebre opinione, come si vede, Francis Bacon ha avuto un precursore che è sfuggito, finora, agli studiosi del suo pensiero. (Parigi, 2022: pp. 86-87) Il mondo della magia, delle streghe, strigas et strigoi, e della stregoneria, non è un fenomeno solo italiano ed europeo d’età medievale e moderna, ma ha radici molto antiche, ed è consequenziale come non riguardi solamente la dottrina cristiana10. Ci si vuol ora quindi concentrare in particolare su alcuni aspetti della stregoneria, pertinenti più a un sostrato culturale antico, espresso in interessi femminili. In questa limitatezza i riferimenti amplissimi e complessi all’Inquisizione11 debbono essere fatti, così come con necessità al mondo culturale rinascimentale e tardo medievale12. Si segnala fin da ora e come già previamente paventato, come si cercherà di discostarsi da una percezione di giudizio verso la caccia alla streghe, terreno spesso di anti-scientificità e di grande pericolosità etica e a monte vacuità metodologica. Unitamente non è qui pertinente, per quanto grandemente di interesse, la rappresentazione filosofica delle stesse e delle indagini in merito. La domanda può essere, basilarmente, relativa a cosa pensassero certe donne, come agivano, e quali saperi talvolta secolari potevano possedere e da 10 Come noto, la necessità di riorganizzare l’Inquisizione da tribunale vacante in un Offizio stabile e organizzato è più ascrivibile ad esigenze post tridentine e controriformistiche, per l’area italica, in merito ai controlli di crimini di lesa maestà divina. 11 Se non altro in merito all’immensa sedimentazione documentale offerta dall’operato della stessa, e delle stesse organizzazioni e organi inquisitoriali. L’associazione Inquisizione-strega non deve assolutamente essere letta in chiave “politica” o etica, storcendo il naso, ma come una ovvia associazione di indagini. Nella misura in cui certe caratterstiche comportamentali, legali, morali ed etiche, come incarnate da streghe e stregoni in senso lato, interessavano una certa pratica certo repressiva, le maglie si stringono. 12 Le lettrici e i lettori scuseranno chiose ora apparentemente troppo lunghe, ora apparentemente superficiali, il tutto si spera necessario ed equilibrato in merito al tema, ancora una volta un certo approccio tra astrologia e scienza al femminile, e al contesto del contributo.
177 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina dove derivassero. In una misura più ampia quindi, la definizione “strega” è quasi secondaria in questo senso. Parole precise e straordinariamente riassuntive sono state fornite nel contributo del 2021 dal titolo “Stereotipi e anomalie nella caccia alle streghe in età moderna. Alla ricerca di un modello prosopografico” di Daniele Santarelli e Domizia Weber: In termini generali, i profili che spesso i documenti restituiscono e che ci aspettiamo di trovare corrispondono a un determinato stereotipo, cioè quello di una donna, più raramente di un uomo, avanti con gli anni, di aspetto poco gradevole, indigente, dai comportamenti eccentrici e invisa alla popolazione locale. Tuttavia, tali categorie sociali e culturali non risultano sempre presenti, tutt’altro: se nella campagna toscana della prima età moderna possiamo trovare figure che corrispondono a questi elementi, nella realtà urbana modenese del XVI secolo, invece, è possibile imbattersi prevalentemente in figure alquanto singolari, che contraddicono lo stereotipo della strega come delineato in non poca parte della storiografia, avvalorando un approccio storiografico revisionista insistente più sulla varietà di situazioni che sull’aderenza a un modello precostituito. (Santarelli, Weber, 2021, p. 522) In un contributo di Jean Seznec del 1976, ci si chiese, nel paper dal titolo “Magia, astrologia e suggestioni demoniche nella sensibilità rinascimentale”, perchè la Chiesa avesse permesso un certo sviluppo della cultura astrologica, entrando nel merito della vexata quaestio. Di nuovo, la cultura post-barocca e soprattutto illuministica e gotica poi, compì una sorta di guerra contro il movimento inquisitoriale portando alla cosiddetta “leggenda nera”. La storia dell’Inquisizione è complessa nel mondo europeo e ogni area geografica e politica ebbe a derimere problematiche diverse. Nel suolo italiano il problema fu quello della percezione e ricezione della dottrina ecclesiastica, come ovvia risposta alla Riforma protestante. Da questo si può intuire che non fosse, come troppo spesso propagandato, una lotta al libero pensiero, ma una azione specifica laddove le dottrine popolari o magiche confliggevano con certi precetti. Andrea Del Col ha giustamente scritto in merito: È certamente vero che la predicazione del messaggio evangelico fu sempre accompagnata dalla difesa della sua purezza. [...] D’altra parte la preservazione delle verità cristiane contro ogni deviazione si è molto trasformata nei secoli: scomuniche ed esili nell’età patristica e nell’alto medioevo; controllo giudiziario delle credenze, costrizione con la forza e condanne a morte nel basso medioevo e nell’età moderna. Nei secoli dopo il Mille furono prima i vescovi ad agire nelle proprie diocesi e quindi gli inquisitori in sedi sparse, secondo le necessità; in
178 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 Astrologia e osservazione del cosmo attraverso la visione delle streghe in etè moderna. Con uno stato dell’arte DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 epoca moderna furono creati tre più efficenti organismi centralizzati in Spagna, Portogallo e Italia. (Del Col, 2006: p.4) Un esempio è quello fornito prima della formazione del Sant’Offizio, quando l’Inquisizione ancora era un tribunale itinerante (officium fidei) e dall’Index Librorum Prohibitorum poi, nel 1559. Un esempio illustre è fornito dal rogo di Cecco d’Ascoli nel XIII secolo, che calcolò la data di nascita di Cristo interrogando le stelle. A prova di un’azione relativa e non coerente è data ad esempio, secoli dopo, dalla figura di Giulio II, uno dei grandi papi del XVI secolo, che fece calcolare da degli astrologi il giorno della sua giunta al soglio pontificio. Papa Leone X, continuando con illustri esempi papali, istituì addirittura una cattedra di astrologia presso l’Università la Sapienza, seguendo l’esempio delle cattedre già presenti negli studii bolognesi, padovani e parigini, come Boll e Bezold riportano. Numerosi esempi sono forniti anche da documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze, in contesti laici, ma anche clericali, nei quali la predizione di una nascita o di un concepimento, o dell’ottenimento di un titolo, era una prassi diffusa. Era ulteriormente prassi comune interrogare degli astrologi per predire determinati eventi, anni, o l’andamento generale di un decennio. Di seguito, in fotoriproduzione effettuata presso l’Archivio soprammenzionato, un documento su singolo folio cartaceo in dimensioni 21 cm x 30 cm di una predizione secondo il Sancto Basilio, vergata per mano anonima.
179 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina A.S.Fi, Misc. Med., f. 307, c. 212r. Trattasi di una carta manoscritta riguardo la “Profezia di Sancto Basilio soprano l’anno 1570, fino all’anno 1580”. Pare utile ricostruire quella paventata evoluzione nel pensiero magico, esoterico e astrologico nel quale le streghe si muovevano figurativamente. Nel Quattrocento, la nuova immagine dell’uomo acquisì consapevolezza e dimensioni caratteristiche sotto il segno e la penna di Ermete Trismegisto , e si venne modellando sulle linee già decisamente fissate nei libri ermetici. Ora, per quanto sia lecito porre una chiara distinzione fra il Pimandro, l’Asclepio e gli scritti teologici da una parte, e gli innumerevoli trattati magico-alchimistici dall’altra, è pur vero che non si deve dimenticare la sottile e profonda parentela sotterranea che unisce i primi alla tradizione occultistica, astrologica, alchimistica dei secondi. E l’accordo è proprio nell’idea di un
180 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 Astrologia e osservazione del cosmo attraverso la visione delle streghe in etè moderna. Con uno stato dell’arte DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 universo tutto vivo, fatto di nascoste corrispondenze, di occulte simpatie, tutto pervaso di spiriti essenze e componenti “eteriche”. 1.2. La storiografia in merito: un breve stato dell’arte Negli ultimi anni la bibliografia sugli studi relativi alla storia dell’astrologia del Rinascimento e della prima età moderna si è arricchita di molti titoli. Il contributo del 2013 di Ornella Pompeo Faracovi, dal titolo “Nuove immagini dell’astrologia nel Rinascimento” offre un interessante panorama dei contributi recenti13, e delle edizioni filologiche sulle opere riguardanti l’interprentazione degli astri e della cultura astrologica. Gli studi storici e filologici negli ultimi anni non hanno offerto solo letture e riletture produttive, ma anche un validissimo lavoro di edizione su fonti e testi. Sono stati quindi pubblicati, editi e commentati filologicamente testi da lungo tempo non ristampati, ο addirittura inediti, come il De Luna di Giovanni Pontano, parti del Commento di Girolamo Cardano, citato in predenza in merito ai segreti, al Quadripartito tolemaico, il Pronostico per l’anno 1534 e il De judiciis geniturarum dello stesso Cardano14; gli opuscoli astrologici di Tommaso Campanella, il Lessico di Gerolamo Vitali, il Prognostico de eversione Europae di Antonio Arquato, i Pronostici di Domenico Maria Novara. Hanno rivisto la luce alcune classiche ricerche novecentesche su aspetti e momenti della storia dell’astrologia fra Quattrocento e Seicento come gli studi di Aby Warburg sull’astrologia predittiva nell’età di Lutero, usciti in nuova edizione italiana fra il 2004 e il 2008. Altri studi fondamentali sono l’edizione delle Disputationes di Giovanni Pico della Mirandola, curata da Eugenio Garin fra il 1946 e il 1952, riproposta nel 2004, e le conferenze dello stesso Garin sul dibattito sull’astrologia fra Trecento e Cinquecento, nuovamente ristampate nel 2007 (Faracovi, 2013, p. 565). Si sono infine moltiplicati gli studi monografici, e i volumi collettivi, frutto talvolta di convegni tematici. Una fitta serie di saggi è stata dedicata a personaggi e temi diversi, da Giovanni Lichtenberger a Giovanni Pontano, a don Orazio Morandi, quindi dall’astrologia degli almanacchi a quella per opera di architetti e urbanisti. Ci si è mossi dall’ampio dibattito quattrocentesco intorno alla prevedibilità del futuro alle riprese della lunga tradizione della medicina astrologica e l’influsso astrale su nascite, eventi e morti. Un contributo frutto di una serie di studi curati dal professor Antonio Rigon nel 2005, al centro di eventi svolti ad Ascoli Piceno, a cura di Nicolas Weill-Parot, “I demoni della Sfera: La ‘nigromanzia’ cosmologico-astrologica di Cecco d’Ascoli”, 13 Considerando che il contributo è datato a circa dieci anni fa. 14 Rimando anche a La natività del Salvatore e l’astrologia mondiale, del medesimo.
187 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina vari tipi di pietre, erbe, legni, animali, canti e riti per invocare i demoni a compiere la loro volontà. Così come la magia d’amore era un’area di indubbia competenza femminile, altri tipi di stregoneria erano più spesso associati agli uomini. La magia appresa di vario tipo è l’esempio più evidente di un dominio occulto quasi interamente maschile. Il Medioevo riconosceva un’intera gamma di operazioni magiche per le quali l’alfabetizzazione e l’apprendimento approfondito dei libri erano prerequisiti. A un’estremità dello spettro c’era la scientia magica di Ficino e Giovanni Pico della Mirandola, un tentativo enormemente complesso e intellettualmente difficile di comprendere Dio e la sua creazione attraverso il rituale e la meditazione. Dall’altra, c’erano le pratiche magiche e le ricette rozze che si trovavano nei libri di negromanzia e nelle compilazioni di stregoneria varia. Tra questi due estremi c’era un’ampia zona intermedia che comprendeva l’alchimia, l’astrologia e pratiche divinatorie assortite, la fabbricazione di talismani e amuleti magici e l’uso di erbe, pietre e altri materiali in modi magici e quasi magici. In tempi diversi, tutte queste pratiche sono state condannate dalla Chiesa, anche se con gradi di severità molto diversi, e mai con la stessa coerenza o intensità con cui sono state condannate le pratiche magiche caratteristiche delle donne, e questo è un ulteriore snodo cruciale. In molti casi, i maghi colti sono stati in grado di montare difese sofisticate delle loro procedure e di assolversi dalle accuse di superstizione e idolatria. In altri casi, le pratiche lecite si univano a quelle sospette in un confuso miscuglio che sfuggiva a una facile condanna. Soprattutto, però, la magia “del libro” era meno spesso identificata con il maleficium rispetto ad altre pratiche magiche, e quindi non c’era lo stesso impulso vittimistico alla persecuzione. Inoltre, mentre la magia d’amore era una questione di interesse pratico e quotidiano per molti chierici, la magia erudita era un problema principalmente di interesse teorico. Così, le forme più tipicamente maschili di pratica magica rimasero in gran parte isolate dalle persecuzioni del tardo Medioevo e non furono mai integrate con successo nelle costruzioni erudite della stregoneria. 3. Conclusioni Infine, il tema cardine è senso del presente, ed è generalmente riproporre e ripensare a queste teorie, fascinazioni, studi coevi e storiografici, culture spesso nemmeno sottorranee ma, come si è visto, estremamente popolari. Un passo ulteriore deve essere compiuto nei confronti della criminalità e della persecuzione di una certa categoria, come quella femminile. Si è visto, e lo studio della storiografia vastissima lo chiarisce ulteriormente, come la percezione astrologica, la magia, la stregoneria, a tratti convergano e a tratti si discostino. Ma la percezione pratica va bilanciata con lo studio in una lunga durata, come espresso, di discipline complesse, che contribuiscono all’intendere, o provare a comprendere, una specifica cultura. Non è certo questa la
188 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 Astrologia e osservazione del cosmo attraverso la visione delle streghe in etè moderna. Con uno stato dell’arte DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2025.i28.14 sede per fare un bilancio delle inquisizioni17, se non rileggere in un aspetto specifico, offrendo un rinnovato panorama culturale, una sua lettura storiografica e una ricezione femminile di quel mondo in evoluzione tra mirabilia et naturalia. Riferimenti bibliografici BEHRINGER, Wolfgang (2008). Le streghe. Bologna: Il Mulino. BERTI, Giordano (2010). Storia della stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo. Milano: Mondadori. CAFFIERO, LIROSI, Alessia (ed.) (2020). Donne e inquisizione. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura. CAVINA, Marco (ed.) (2023). L’università davanti alla stregoneria in Europa tra Medioevo ed età moderna. Bologna: Il Mulino. GARIN, Eugenio (1950). “Magia ed astrología nella cultura del Rinascimento”. Belfagor, vol. 5 (numero 6 – 30 novembre 1950), pp. 657-667. LEVACK, Brian P. (2012). La caccia alle streghe in Europa. Roma-Bari: Laterza. MAZZA, Gaetana (2009). Streghe, guaritori, istigatori. Casi di inquisizione diocesana in età moderna . Roma: Carocci. MONTESANO, Marina (2012). Caccia alle streghe. Roma: Salerno Editrice. MONTER, William (1987). Riti, mitología e magia in Europa all’inizio dell’età moderna. Bologna: Il Mulino. POMPEO FARACOVI, Ornella (2013). “Nuove immagini dell’astrologia del Rinascimento”. Bruniana & Campanelliana, vol. 19 (numero 2), pp. 565-570 PROSPERI, Adriano (2010). Eresie e devozioni. La religione italiana in età moderna. Inquisitori, ebrei, streghe. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura. ROMANELLO, Marina (ed.) (1975). La stregoneria in Europa. Baologna: Il Mulino. SANTARELLI, Daniele e Weber, Domizia (2021). “Stereotipi e anomalie nella caccia alle streghe in età moderna. Alla ricerca di un modello prosopografico”.Rivista di Storia della Chiesa in Italia, (numero 2), pp. 521-533. VASOLI, Cesare (ed.) (1976). Magia e scienza nella civiltà umanistica. Bologna: Il Mulino. 17 Ancora una volta il pluralismo semantico è necessario per diversicare obiettivi, aree geografiche e materie di inquisizione.
189 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, enero 2025 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL2025.i28.14 Massimiliano Spina WEILL-PAROT, Nicolas (2007), “I demoni della Sfera: La ‘nigromanzia’ cosmologicoastrologica di Cecco d’Ascoli”. In Antonio Rigon (ed.), Cecco d’Ascoli: cultura scienza e politica nell’Italia del Trecento: atti del convegno di studio svoltosi in occasione della XVII edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno (pp. 103132). Roma: Istituto Storico Italiano per il Medio Evo.