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Proteo militare di Bartolomeo Romano : Diuiso in tre libri ; nel primo si descriue la fabrica di detto Proteo, et in esso nuouo Istrumento, tutti gli altri Istrumenti, di Matematica che imaginar si possano ; nel secondo, e terzo si tratta dell'vso di dett

Romano, Bartolomeo

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PROTEO MILITARE DI BARTOLOMEO ROMANODìuifo in tre Libri NEL'PRIMO SI DESCRIFE LAEABRICA di detto Proteo ,in ejjò nuouo Ijlrumento ,tutti gli altri IHrumenti ,di Matematica che imaginar ppojfano . NEL SECONDO, ETERZO SI TRATTA DELL’ vfo di detto Iftrumento, nelquale fi formino tutte le figure di Geometria, &glìftrnmenti di Profpettiua, Pittura, Scoltura ,ed’ Architettura . ìTH-SEGN^ L'^RJE DEL'HyiVlGUI^e, equelladelffierreggure con nuouo ,efacilijjimo modo, comefiù diftintamente nella 'lauolajtfovri vedere . In Na?oli, ApprelfoGio-IacomoCarlino, ^Antonio Pace. MDXCV. /^/oTroteoIVliUt. licite il bMiniuo t^’dl P'^ 1i.c!).'^ tÀ- , SKtn. ALL’ILL VSTRISS. SIGNORE 'FRA EMILIO PVCCI commendatorgieroSOL1M1TANO. GENERALE DELLE GALEE di Nopro Signore. BARTOLOMEO ROMANOREAT1gli iAngdi &• icieli , formati l’Huomo ,e> il Mondo , (lUuflrif. Signore) egeccato quefo, equegli, nacquefùbito tal‘tnuidia ne gli Spiriti im^uriyerfi i mortali ,ever/o tutte le cojè ,de per l'humano fìruitio creo Iddio , che all‘hora che [anima nell'huomo sinfonda fif-.hrica citta, epianta, bfonte nafte ,non -che animale seglinoprocurano metter yn'fopraSante dellaproterua turba ,che continua ,àr eternamenfe, attenda V... $2alla TA-V-O^L A: iD E ... CAPriT OLL; ET ^lcvnJe cose TIV nouhtli contenutenel difcorfi de' tre libri del Protheo Adìlitare. LIBRO I. ABH. 1CAdi tjue/ìo ìflromentù ,eperche eglifi dice Trotheo militare ^Cap, i.fol, 'l Materia del Vrothsot fo l, i FormadclVrotheOffol. j Vani del Vrstbeoyfol, j Concheordinefi fortnanole tre partì della lama del pMgnale :ecomefiforma la fiala altimetrat elo flrometf to quadrato ,cap.7. foL ..,jf Guide chefanno trajmutaril Vrotheo in ogni forte di figura geometrica ,iSP iflromcnto di pro(pettiua, fol. t Secondo ìjiromento maihematico ,in che ilprotheofi trasforma ,&le parti inche eglièdiiiifot cap. fol. f J{.idioGrcco,ter'^atrasJormationedel'ProtheOt cap,4.fol, io S'il'PrùSheopu6firmarilradiolatìno,cap. fol. 33 Gnomoni jìaiiuo[opra chefiforma il protheo ,con l'aiuto del quale forma il protheogli ifirmenti di projpettiuai cap. 6. fol. 14 Spanto alto ha da cfiirUgnomoniftatiuo, fol. 1$ Lafirgentina de' Capitani atta 4far ilgnomonefiat. fol. 1f Valla d'oHottCt chef mette nella cima del gnomone, ela fmfabricay fol. xs fabrica dell'anello, che ènella croce del Protheo ,cap. ^.foU 1 7 Scala altimetra diuifa in ii. parti in vn quadrante dell'amUo,foU 1.1 Scala tavola. Sedaahmetradmfaìngrixdi ^o. in vn quadrante del[anello, fol. in Scatola dell' anello convn rologio dafole,fol. ii Fabrica delCelindro, che fall manico dei trolheo, cap. s.fol. -iz Tauola dell’ombre verfeinognibora delgiorno artificiale, fot 27 Trouar Valtee^o^afolare in ogni bora delgiorno ,efecondo quella formare il celmdro,cap,g.fol. zr Come per l’altezza delfolefifanno le Unte delle longitudini deU'ontbre ,& le trauerfali, chefegnano l'hore,fol. 28 Ver trouar' l'alteq^t^a delfole meridiana, fot. 28 Il pomo'bffimafabrica del pugnale, &leparti in che èdiui/ò, fai. 19 Modo di fari globi del pomo,fol. LIBRO II. DeLVvfo del protheofecondo leJuepartij cap. r.fol. 3f Cotne'fielViHromento fi formi ogni forte di figura geometrica t cap. %. fot. 35 riiffinitioni àigeometria, fol. 3^ Come nel protheofifffrmccgnifiirte d'angolo ,triangolo ytfperpendicolari , 43 <jueifi diuiàano in parti vguali, cap, ^.foL'* 38 Come da pnpunto dato in vno de’lati del triangolo fi pojfi cauarifna linea, che dìuida it triangolo in dui parti vguali, cap.j^.fbl. 39 Comefiformino le figure quadre colprothco, cap. 3, foU 40 ^faper l'ara di ciafcunrjuadro,fol. 41 u/lriduriquadratiintriangoliffol. 41 ^fafvn quadrato YguaVd dui dati, cap, 9. fol. 4Ó .yi rfdur'pn quadrato maggior che èdato >in dui minori , ì>ho de'qualì ègid fatto, cap, lo.fol. 4Ó <Delpentagono, ijj altre figure dette polygone, cap, 11. fol. 47 ìAformar rejfagono nel cerchio,^ trouargli il centro, 43“ ara, c. 11. f.^S Come fopra tre punti dati dcafofe poffi formar incerchio ,43"trottargli il centro, cap. 13.fol. 49 »xf trcùar mechanìcamente due lìtìee continuamente proportìcnate tra due li nee rettegid date,43" per la medefma ragione la dupplicatione cubica, cap. fol. So Vensóilpelletario effer rinuentor'dtU'ifirumento ,che faquefle duilinee, 43"pur che l'inuentione èplatouicafifa meglio nel protheo, fol. 5o Come ilvrotheoferue dpigliar leprofpettiue, &formar gli ifirumentì, che §$anella TAVOLa: nclliiprtilpettmpratìetmìrdttefoHoUiimtiiCap. n-fol. tùffinttioniitalcum terimni di profpettiuorfol. j} ffimmento di profpettiua di M. Tomifo lAurettifomM nel protfceo/o/. j5 Jjìrumentopn digradiir'inprofpettim,cap.\s-f<>l‘ St ^fiirlameikfimii(iperationecoil'ifirnmcn(oinprofilO)Citp, 161 fdl. ys Quii delU profpcniui, cip.ir fol. i7 Comefi mette inprtuiciilpredeito efempioper lofportello £Alberto Duro, j; iy pur che inijueÙo nonSformino fatuofigure piccole, nelmfiro fi farfmanolegraniifiìmecomefonolecittd,cap.iS.fol. s» Come nelProibeafi deue digradar rnaaUeg^a,aceià tutte le parfi^fi rappre^ ,fenlinoaU'occhio vpptali, cap.tg.fol. -éq Come co'l "Proteo fipojfi ritraegtuflamtnte ogni figura depinta, ir far ejuelta maggior àminore conforme ànoìpatri ancorché nonfe gli puffi aniir d» prefiò. cap, zo,fol. ctt ',A ritrar o^iforte di flatua in maggiorò minorforma ,col medine del Protbeofcirgaaltroiflrumento,cap.ai.fol. .6ip .Afarcolprotbeoin forma quadra la deferittione delle prouìucìei i; cane .dinauigar', cap. aa.fol. sy \A formarvna battagliaà fquadrone quadre dìterreno, &veder il parallelogrammo ,chefa la battaglia quadra di genti, con vnleggiadao, efaciliffimo modo diformar icunei, irforbici ,cbepojfiuo caminare in ordinantg^a, cap, 13. fol. 6S Come con lifiromento quadrato fi paffifar la deferittione d'vn'aìlog^amento ,campale, cap-i/^.-fol. 72 Terformar col Trotheo icinque ordini delle colonne degli edifieij ,Tofeano, Dorico, Ionico, Corinihio,&CompoHo,cap. ai-fol. 78 Che coftfienole proponionii &di quantimodi, fol. 78. ér Come le lettere miiufcote hanno la proportione delle colonne de cinque ordinidcgli edifieij, cap. aó.fol. 8j Le lettere maìufcole che negli edifieij antichi di Rpma ancorfi veggono, non fono tutte àvn modo, eperche caufafal. 8j Difeorfofopra le lettere ,ir comefi deuonopronuntiaflegreche ,fol, 84 ir 85 Conqmntelineefiformmolelettere, fol. 88.8? De'varij modi con che il Vrotbeo piglia ogni forte di mefurapian* ,alta, ir, pr,fonda, Ciip, 27, fol. 88 Comefipojfi pigliar la difianqpt ,che èda mi alla cofa vi/ia,pervia del ProibcOicap, li TAVOLA. JCcfne per la precedente operatìcne fi pojjì pigliar Upianta di tutta la citta ne'diametri i!T difiantìe da vn belouardo all'altro, é" le larghe'^c^e dc'fòf* fi. nondimeno, chenonfipojjìno veder fen^apartirfi da vn loco,cjp. \S ^Itro modo dì pigliar la longitudine per la[cala altimetra di detto Iflrome^' to,cap.^9.foU 99 Come pergli angoli deWoppofttioni òtagUamenti di piu lìnee fi trouìno le diJìan:^edipìiiluoghi,éffen'^abHjjolaf€defcrii*anoleprouincie, cap. jo. fot. Io® Qualmente lo iflromentofa la[quadra d'alUuellar'lefigure piane ,ir pc^i d'artigliaria ,mìfura le àìfian':^e ,iffa ogni operatione ,che ciafcnn altro ifirumento infegndt cap, 31.foU r0j Che cofa fta Orì^onte ,fecondo iprofpettim ,perfetto piano ,eltc^'^a deile cofeydi(ìan-^aIpotumìjfale(pr difian'^aOri':^ontale,fol. roj Sotto quanti nomi aggiuflano ibombardieri id'artiglieria ,fol. 104 MouìmHo retto,fomma eleueuatione, maggiorJomrnifiione,chc cofafia,i 04 Quantopuò tirar ciafcunpc‘^:^o di punto in bianco Ù" nellafua maggior ele-^ uatione ,5ir di quefii dui efiremi cauar*vna regolagenerale difaper qua»r Xto ogn^vnopuo tirar in ciafcun punto, iS minuto della[quadra ,cap. 31. foL ìop ^liuellarvno (patio terreo, ^conofcerfi quello èperfetto piano, cap. 33 . fol. I08 mAtrouarraUe‘:(^a^vnacofaapp.irente,alcuipìèfipoffiandare, ir conofcefancoraladl/ìan‘:^a diametrale, cap. fol. 109 TerpigliarfoLmcnte col baflonein che fi ferma tifirumento, la predetta alte'^^a,^ lad'iagonale,cap. ^y.fol. iil l/f pigliar l'alte^^a della cofa apparente ,ir la quantità diametrale per dir fcunpunto dell’ombra verfu oretta, cap. 36. fol. 11 1 €mefi piglia l'alte:^q;a d*vna cofa apparente, la cui bafa nonfi pojjì veder U Ipotumiffxle, ir Ori'^ont.ile occulte all'ccchio, cap. 35.fol. 214 ,4 trouafcol vrothco la longitudine ^latitudine ,differcn'^a 1ddifìan^a de luoghi[opra la C(^ta di nauigare, cap. 36.fol. ijS ^far il mc defimo ne globi,fol. 1aI ,ApigliarduicApiperl'aguglìa,cap. $7. fol. la» JDdl’vJò della traucrfa del protheo ,che aiuta dformarla balkfiriglia òmdiogreco,flS de gliejfeitifuoi, cap. fol. itf Cerne s'offerua l'altc'^^a delfole[opra l'Ori^onte ,la cui maggior*è la meridiana, cap.i9.f0U 19 ? Altro modo dipiglMr detta altezza,fol* 13,\ tavola; •A pigHarTaltet^a polar'àieUaregime,perviadtlfoleìCap.^o.fol. ii^ì Che tcfcbifo^noitroUar'Valteg^a delpolo, Ì30 g^ffmeTaocb’vfanoi'Pomghefi per trouar ogni giorno la dedinatione del /de fot; ,"?» Offeruatione dell'alteg^apclare ,ddelle regioni per via della Tramontana, cap.\o,fol. 'Ì44 Comefi piglia tdelle re^oni, &poloantarlicoper il erutterò, c.4* fol. 14* LIBRO1II. DH1Vvfo deltanellOi cbeèfoprala^mtr^aiò croce del Tretheo, cap.i.fol, 147 ^trouArillocodclfoUìCAp, i.fol. 147 Comefi trouino l'hore v^uali[apula l'alte^^a polare di quella re~ gìoneinches opera, eap.^. fol. 148 ^ertroHarferv^afaperl'alte^'^apolar, l'hora meridiana ,eper quella poi la fìelfiaUeq^'^ap€lare,cap.a^.fol 149 ^trouar l'hore dellanotteperU tramontana, cap.^.foU iTo ilformontar delfvle, ^la quantità delgiornot cap. 6.fol. i In che modo peri'anello ficonofee la tramontanaiip' iquattro •penti princi^ palifen^^ala calamita, tanto dinotte, quanto digiorno, cap. 7. fol. ,i 3*2 Come fi mefurapnaalte^^aperl’ombradelfole,òperfoloilvifo indetto anello, cap.^. fol. Ijj Delfpfo del manico del pugnale ouè intagliato il celindro, cap, fol. iS5 Come sogerua l'hora vguale per il celindro, cap. io. fol 155 .Apigliar l'alte'^a delfole con detto manico, cap, 1 1 .fol. 1S7 .Afaper l'ombra verfa, i5 che cofafia l'omhra, cap. iz.fol 158 Che cofafa lombrafecondo ipro/pettìui, fol -» 159 Ombrafecondo gli Afìr.onomi èdi dui modi,fol. 2$9 Apigliar l'altei^'^adelle cofe perl’ombraverfa, cap. ly.foU 160 Dell'vfoddpomùvlùmapartedelpugnaleycap. id^.fol, i6i Cerchi dellasfera,cap.iS‘Ì3‘fol. itfa La defcritùone della parte efierior delpomo, &delVvfofuo, cap. t6.f.i6r Afiper la declinatione delfole in ckfcungrado della eclittica ,<ij le fìelle deferitte nel pomo quanto difiano dall'equatore, cap. 17.fol i<58 Della bujfola, che nel centro del pomo rapprefenta la terra, cap. 1S.fol 169 M/ariga, is" comparò che nel Protheo fiformano, cap. 19:fol 169 Che tavola. che eofafiaUng^t ,foL 170 che cojafiamcfura) ÌT la dìuerfità delle rnefure »fecondogli antichh woderni,foL 170,in?! X^anti bracciafanno rmojiaio di Serra, fot, iti ^antoIta la cannafot. 17 1 iluantoèlatauola,foL 171 {^ante tauole di terrenofanno vnoflato,fot, iti Cluanto èlunga la catena Romana,foU j7 1 Quante catenefanno vn rubbio di terra, fot, iti Quante cannefaccino vn rubbio, foU 171 Quante cannefaccino vnape^^'^a di terra, foU 171 Quantepci^^efanno vnrubbio^ol. 171 Quanta materia dipietra ,calce ,&po^!^olana entra tn vna canna di muro, fol. 17 1 Quanto deueelfergroffo il muro ordinarlo, fot, ìtì Quanta materia entra in vna canna di muro di mattoni,foL 17% Quanta materia entri in vna canna di mattonato in cortello ,in vna canna ‘dì matonato inpiano, foU 171 Qmntamiterìa vi entra in vna canna di tetto, fol. 17% Come col compajfo i^rìgadelloìfiromèntofifquadrano ipe^'^i d^artigliarla per Caperla quantità della materia, che s*é data dciafcuna delle fueparti, cap.io.foL 171 di errori che canfano le malfabricate axtìglìarie, ecomeftpoffino remedia^ re,fol» 171.^ i75 ,Afar il tertìamentod'nn falcone dì libre i.fol, 174.0' * .^fquadrarlacolobrinadalihre zo.fol, 176 'ÌÌJpoUtuUiiyetrierififquadranoàvnmodo,fol, I77 Comefi [quadrano ivctrieri àl^enetia, fol, 378 Cannone petricro incamerato,fol, 180 Vetriere incamerata che svfanofu legalee Venetiane, fol. 18o Comefl formino le cucchiare da caricar ipe:(j^id'artigUaria, jSi Comefiforminoglifcartocciyfoì. J83 pigliar col protheo il punto, 0le rnire depei^^i dCarù^iatia, 0eonofctr idifetti dì detti pe'^'^h fol, 183 Comeft prouano ipe^'^id'artìgliariafuor delle caffè, cap.i6.fog, '*• *8j Comefi formino le caffè de pe^t^i d*artigliaria, cap. ip,fog. 1 g 6 Ter conofcer's'il foro deWanig. ftagiùflamète in me^o al pe^t^o, c. 3o/l 187 Sapere il pefo della palladipiobo,pietra, òpietraòferro di ciafeupe'^'^o ,0 ilpefo delpci^o, equali para di buoi Pogliaper tirarlo, cap. 3ifog.iSp 1 'DI GIVLIO CESARE CVOMO ALL’AVTORE. OICHE dehtue lodi ha giàJ^iegat» ' Lafrma sì merauigliojiaccenti , Ch‘inteto aydirli, bagli orgogliojt -venti NetatraftaJ^elonca Eolo fermato > Vulcano ilferro ,che di Gioueirato Ài tardofdegno lefette ardenti Tempra,Fiuto» de imi frinocenti L'alte querele, eFebo ilcarro aurato] chi mai,benché ale éMufi egli fa caro ,- Sperar potrà di figuitar parlando ^e lafua tromba ilfiton ,di cui figuace La merauiglia èfilo ?onde iltuo chiaro Nome miurà maifimpre trionfando Fra mille palme de tetàvorace . > I LIBRO PRIMO. Dellafkhrica di qaefìo Ifiromento, eperche eglifidica Trotheo Militare, (^ap. 1. Od èmanco intolcrabile errore, mentre fi fabrica vn’opera dfimilitudine di vn’altra ,non farla, fecondo le ine parti, in tutto fomigliaiite àquella, ch’imitare fi procura; cii’è, volendogli ancora metter il nome lignificante le fue proprietà , non efler quelle in ogni cofa conformi al nome ,che fc glièdato .Pcrcioche ,fe la prima non rafibmiglia .faluo in qualche parte >la cofa, che lippre/enta, Sci 'altre i.cric i.i to a:,a pip uu’.o ,eparimente il nome non fignifìca le parti principali ,che 'a cola, che li ijom ina coni iene :in verità chi fimil cof.i ridurre alla fua vera iipparcntia ,efimiificato, egli non polla mai fan-, chemoflri òligmtìchi altro, che vn mollro, nè drrgli altronomc che di Chimera .Perilche volendo noi formare vii’arrna militare conforme èil Pugnale, nonfolameiitc se procurato dar àtutte le fuc parti la verafomiglianza , ma in tal maniera gli habbiamp imitato la forma, ch’egli contende d’effer in tutto,e per lutto lo flciìb.St vero Pugnale, itacciò ch’ancora il nome hautfle ,clìgnificafil; gli infiniti ,ediiierfi vfìicij ,che egli nella mi itia, in varij modi ,efirane figure trasformandoli, infogna, &e(l‘crcita,ci parfe chiamarlo,e dargli nome PROTHEO MILITARE. Douendo adunque quefiaarma effci’.i (oiniglianza d’vii Pugnai ordinata, &Protheo Militare il nome fgnificativio detto, farà necefl’ario intendere ,fi dal principio della lua fabri^ epoi djll’vfo vario, àchi egli ierue,tal fiiuilitudine, cnome con riC- : Agio- 2.PROTHEO MILITARE gione dargli fi cóuenga ;però imianti la forma, &vfo, vediamo noi di qual materia egli ècompoflo, douendo efler quella la fedia della forma, &principio delfvfo . Per due caufe bifognòjche quefto iftromento haueffe due forti di materia jl’vua di purifsimo ottone, el’altra di finifsimo acciaro: la prima, perche, douendo egli eiler di più parti compofto, lequali ìmodo dilinee, che dal centro procedono èdibifogno chefopra vn'affe immobile diuerfamente girino, fin chefopra il punto, cheli ricerca, fi fermino ;eperche il ferro òacciaro, nó potendoli mantenerin quelle parti occolte netto ,epolito ,cóuienper caufa della rugine, ch’eglino fi Ilringano in maniera, chebifogni sforzargli per fargli mouer ,ouero che refiino tanto larghe ,che non Ila pofilbile, che cóferuino nel moto quel punto fopra che fono flati mef fi :s’hà procurato adattar tal materia, checonvna conueniente dolcezza, nonfolamente facilitalfe il moto :ma ancora ilfermalfe àloco, etempo, acciò che fenza voglia dell’operante egli dal punto fegnatogli nonpotefsi in altro trafcorrer: fu dunque quello l’ottone ;peròdoiie quelle qualità non fi ricercano, anzi par che più prcllocoiiuenga vna durezza di metallo ,che fenza florcerfi òpiegarli refìfla al maneggio, ch’egli hà d’efercitar :s’eleflè per ottimo l’acciaro: oltre che folaquellamateria(&quellaè la feconda caufa) èpropria alle parti del pugnale olfenfiue; elfendo quello ne'fili, epunta ,non altroue locato ;tal adunque èdel nollro la materia, oue l’oro copre le parti, che dal verderame poteuano venir lele ,e perciò maco atte àdouerfi trattar da mani di Prencipi.com’è l’intento nollro .Ma s’egli col tempo capitaffe inmani men potenti, & habilià dargli quella materia, che da noi data gli viene,ela fua nobiltà richiede :contentandoli di feruirfi di quello folo nell’operationi matematiche, lì potrà fabricar òtutto d’ottone òtutto di legno, pur che fia di Cipreflò,legno meno fottopodo all’ingiurie del tempo, come il Radio Latino, lo Statino, ecurfordel Pelletario,ò la Squadra del Tartaglia ,&altri illromenti limili ,poueri di partiti. Ancor che nó crediamo, che per comprar vno fi diuitiofo.e di tanti mirabili elfetri compito, echeilpolfeUorfuo difipretìofa gioia or])a,& inricchifcc ;ne lìaalcun profelfor di guerra (tal’èdi quello il Mercaure) che fenza nulla rcomodarCi (non opurefi,vtomnia bonafua venda*, ad cmendum illud, come quel del Vangelo) non procure d’iiauerlo in quella perfettione,che fi deue. Però noi nulla di ciò dirado, intenti per iiora dferuir folamente LIBROPRIMO. 3 tc Principe gloriofo ,dicliiamo la forma ,ch’egli vede ,eparti effenriuli di quella. E' la fila forma vn Pugna! Militare} la cui lama in tre partì diuifa fi troua :le due efteriori nella lor parte intcriore fon d’ottone, e di fuori d’acciaro per il filo òcaglio delpugnale :quella dimezo, fuor della punta, che pur’é d’acciaro, ètutta ancor dottone . Sonquelfe tre parti, in che la lama èdiuifa ,diuife in più numeri, ep^irti ,douendo formar ,etrasformarfi in varie forme d’ifiromenti, la Croce òtrauerfa èparimente d’ottone, con la guardiola òanello, che in mezofcgli mette: l’vna fignifica il curlor del Radio Greco, eTaìfro l’anello Aftronomico. E'fimilmente il manicod’ottone,oueil Cclindro gli dà la forma: 1.1 ftefla materia compone il pomo,che dentro della parte cfteriore contiene altre due quafi fìmili: nella efterior ,àimita tione del primo Mobile, &ottano Cielo ,fi veggono tra cerchi celefti idodeci fogni con altre {Ielle nobili, traalcune imagini principali annouerate .La parte di mezoèla sfera armilare ,il cui cécro, ch’è la parte più J{trinfeca,e che la terra fignifica, è la buflbla ,perche le partiò Cardini del mondo in più parti diiiifo fi conofeono . Douendo noi ,quafi in tutto queffodifeorfo farmencione delle tre partijin che la lama èdiuifa, efpeffo chiamar hor l’viia hor l’alcra, habbiamo giudicato neceflario alloro vfo, dargli dciafcunail nome :acciò ropcrationi per mancamento di quello tra fc nò fi confond ilo ,pigliando vna parte per l’altra :eperò chiamaremo noi le parti ,che portano il caglio Iati ouero braccia :de’ quali vno farà detto A,ò: Talcro B: la parte poi dimezonomiuaremo Gnomone C, che fe prociirarà tenere àmente. Mo-A2 PKOTHEO MILITARE Radio Greco ,tev^a triuformatione delFrotheo. Cap. II II. Lterzolftrnmentodechiil vario Protheo la forma repigiia, èlaballeftrigÌia,Raciio Greco òbaftoii Idi lacob :le cui piJrca fono il gnomone r, che porta 51 igradi, in ch’egli èdiuìfoiela trauerfa della erosi ce, che iu il curlbre. Per darlamifuraaU’vno, el'al- ~tro# LIBROPR1MO: tt tro, e far ifuoi gradi con giuftezza (fono quegli iniigiiali )fi fari Vnmczo cercliio lopra il centro t.cliefia ACB: pofcia dal centro F, le tire vna linea ortogonale fin'alla circontcrenza, di quella longhezza die vogliamo, che fia il Radio,laquale tocche il cerchio nel punto C. rt fta in quello modo diuifo il cerchio in due Quadranti vguali :cioè AC, &CB :ciò fatto metteremo vn piè del Compalìb nel centro F, l’altro diftclò dvn lato ,edifcollo dal centro vn palmo antico, fi tari da ogni banda vn punto ;vnoverfol’A, Siqueftolia G;l’altro verlb ilB. che fial H. Immoto il cópalfo, mettendo vn piede nel punto Cfaremo col’altro vn cerchio occulto, alquale s’hanno itirar due linee da’punti G,& H.che faranno Gt-<,& HE, equidillanti, eparallele alla FC, Diuideremo ancora i1quadrante AC. in sio.parti,& in altre tante il Quadrante CB; (diuidefi ogn’vnoinqueftomodo jprima in tre parti, & cialcuna delle tre in altre tre,poi cialcuna di quelle in dueigz ogn’ vna delle due in cinque Jallequali parti dal centro F', aggiuftaremola riga, producendo per tutti igradi linee occulte, &oue tali linee tagliano la GD, &H£. fi farannoalcuni fegni ònote: Vltimamente applicado la riga in ciafcun legno dellaG E>, enegli oppoliti della HE,fc tiraranno da vn legno all’altro linee rette lequali ,nel pallàr che fanno vengonoparimente àtagliar ilfemidiametro ECin altre tante parti .Quefte parti adunq; fono quelle, che lì portano co’l compaflb.e s’intagliano poi nei gnomone C: &mettendo ad ogn’vna il numero del cerchio, da doue ella nafce, vengono àdar le diu fioni, egradi alla longitudine del raggio. llCurfor poi òPinnacidio (èquello la trancrfa del Pugnale) hauerd quella longhezza ,che contiene la linea GH,ouero O£, &filocard talmente nel gnomone C. che il Ilio centro F. diuida permezo la larghezza di quello. LIBRO PRIMC^' U Se il Frotheo noflro può formar il Radio Latino^e coujègueutementegli effetti, ch’eglifi. Strum.4. Cap. F. HHe il Radio Latino è(lata vna inuentionc, perlaquale il peregrino ingegno del Signor Latino Orfino meritò tra quei Coltre altre gloriole iùe opere ) de'mirabilì {piriti annoucrarlìdafciamoconliderar ichi l’vfo rchelbpra tariftromcto fi Moniìg.Egnatio, ha letto .Nondimeno ,Siliu unlorum pirorum pace ,apprellb il noftroreftaegli in tal grado, come apprelfogran Re, piccioi Signor rellar fi vede .Ne altro argomento, per prona dellopinione nofira addurremo ,falno che il noftro Protheo forma in due modi il Radio Latino. L’vno-, rimanendo il gnomone Cnel Tuo loco, Scio linea retta col Manico ,far che’lati ABandando hor sùbor giùper quello; &hor reftringendogli bora slargadogli>finche con cflb gnomone Creftino ad angoli recti ,eflercitano tutte l'operationi, che detto Radio Latino dimoftra ,& eifercita. II limile (& quello èl’altro modo) fé potrà far, quando le braccia ABinficine vnite rapprefentano il radio: &il Curibr il gnomone Cpiegato in modo ,che l’angolo della piegatura corra lempre giù, esu per la longitudine òlinea dalla congiontione, che col loro tatto fanno ilati AB,oue veramente farà tutte l’operationi del Latino; ma ne peròilLatinofà,faluo vna minima parte di tante, che il noftro infegna .. Eperchel’vlbruoèdilfufamente da Monfignorignatio in pochi fogli raccolto, fenaa più qui repeterlo, ogn’vno potrà per feruirfene hauerlo .Balla folamence ànoi dar là’figura,che il noftro Protheo, per rapprefentare quello iftrumento fe piglia :oue oltre iluochi,in che fi vede fituato il Curlor (ò fia col gnomone C òcon le braccia AB)egli può locarli in tutte quelle linee, che attorno fi veggono! lequali partono dal centro Cfecondo cK’ellb corre giù, esù, fin’alla circonfetcnaa ,oue terminanocon le note D£P'.&c> Chi PROTHEO MILITARE, Ch iattentamente vorrà confìJerar la forma che il noftroProtheo Jcl Radio Latino piglia,trouarà lenza dubbio alcuno, ch’egli può farpiù operationi ,che non fa lo fteffo Radio ,elfcndo ,che il Curfor noftro, può moucrli, &girar tutto attorno il cerchio: però noi torniamo alla fabrica cominciata, &forme del Protheo. DelGnomonefiatino hba/lcncfiifra chefiferma tIfir»- mento quandofifiiiino toperationi oltre che aitttaàformar gli fìlramenti Profietttui. ffap. FI, Iv' forti d'Illromcnti abbraccia il noftro ;però corIl ^lrendo noi dietro alla breiutd, cótenti di quefti ,che '/ìn'hora habbiamo fabricati ;di quei, che fi ladano, t' ì(parte ne rimettei enioall'vfo ;eparte del tutto (pur che nella niempriaibnyjuijiafciarcino defcriucrgli. hpcrJ LIBROPRIMO. »j Eperche (ìmiliiflrumcnti, acciò giurtiTsimcoperatloni ci rendano, eflcndo qiicfto il lor fine, luuiobifogno d'vn loco fermo,cconucnicnce altezza, addurremo noi vno, ilquale non rolamétc,pofsi icruirpianracoinpiano, àfermar detto ifirumcnto ,mentrccgli sfericamente girado ,àqiialfiuoglia punto del cielo moftri Ufaocia: ma ancor da per le foloferua dqualche vfo; &infieme con altri, litri ifirumenti formi, ecomponga. » Sari dunque quefto vn bafloiie,la cui altezza, no dall’ifirumcnto rna di colui ,che l’adopera prende lamilura .i>cbbe egli eflef tanto alto, quanto éda’piedi alfocchio del Tuo operati ce, oltre la puree, che dopò, ch’egli c piantato, focto terra s‘afcondc, laquale farà vna punta quadra d’acciaro ,lunga vn palmo antico , Vien’ancora quelca hafia diiiifa in due parti ,fecondo la longitudine, da due linee parallele, lequali palfando perla larghezza ò cima di derc.iharta; incontrandoli nel centro di quella, gli reftano diametro diuidendola in due parti vguali: fon quefte linee AHe CD, Ciafeuna di quefte linee hd d’clTer diuifa ,in tante parti vguali di quelle, quante contiene il braccio A, òB, del Protheo, c^ Icrucmodformargl’ilfrumentidiprolpcttiua, dichefopra s’èfatto ragionamento. Polcia ne’puntid' quelle diiiifioni fi pertufard con ago da cufir vele infocata facendorbrami dritti, efotti li corrilpódenti a'ponti oppoili dalia inea contraria . Gli vfficiali di guerra, come fono Capitani, òMaflrodi Capo» non volendoliaucrla fuggettione di portar altra balla »che quella della Sergentina,che il paggio gli porca, potranno far quella di duepezzi iquali s’incallrino, ccongiongano avita :de’ quali la parte del calce haurd, la mifura, che l'halla lua ricerca 5&in loco dc’predecriforamipotrd vfar vnalama d’ottone (fimile vfiamo noi)àmododi banderola, con vn’anelfo d’eiitrar dentro l’hafta» &vn traguardoò forame in mezo in loco di mira :corre quella la metta hor sii, hor giù per detta li afta fin che, volendola fermdr, fc ftrigne vna picciol vica,cheèneiraneiro ,alpunro F; laquale pe* netrando fin’ali’hafta, la ftrigne verfo l’altra parte interior delfanello, in modQ,ciie da fé {fella fenzafuoltar detta vita,non può vd; nirmolTa. Se gli fa ancora vna palla d’ottone col piè fatto àm.ircolo di vicuj iiquale entra aellaiiutrc vita, che lUacirango.o D^dcll’illramento: i< PROTHEO MILITARE mento :Mettefi poi quefta palladentrovn’altrameza sfera, Meni piede vuoto hàd’efler quello,oue entra lacimadell’hafta (diremo queflahallagnomoneStat'Uo) . L’orlo òvero horizon te di queAa itieza sfera, hd da effer Tegato dmodo di meza luna,fi come fi vede nel punto G; acciò, volendo calar Io ìfirumento fin quel termine ,il mafcolo Hfatto àvita pofsi entrar in quel fallo. HdqueAa meza sfera vn’alrra vita da fermar la palla dentro j futa io quel modo di quella della mira, ch’c nel i. l Altre forti di mifure porta la lama del pugnale, come fono quelle di digradar vn’altezza in profpettiua, acciò tutte le parti fi rap prefentino all’occhio eguali ;quelle ,che neH’vltimo di quello epilogo ,mo(lrano la quantitd delle mifure antiche ,emoderne ,c pigliano idiametri delle bocche delle artiglierie, per il cui mezo LIBROPRIMO. 17 fi si il pcfo della palla .tanto di pietra, quanto di ferro.cpionbo. dadoue il maliro. clic liaurà da far limile illrun-.ti.to, [\ potri preualcrc . jkhricA dell'Anello ,cheferue di guardianella croce dell'ugnale. Cap. VII. APrincipal innentionc dciriftrcmcnto nofiro è quella, che nella fabrica della lama fe contiene: oueconvn triangolo pofsiamo formar ogni forte di quadro, e figura poligona inellequali conlifte l'vniuerfale Simmetria delle cofe.L'altrc parci.chc hor feguitano ,oltre die fon rornamctodcl Pugnale, fono fi fimili ,anzi fi proprie ,enaturali al fornimento di quello, che par, che gli antichi Aftronomi loro primi inuétori gli habbianod'induftriaritrouate, efatte in quella foggia, acciò noi, doppo tanti fecoli, acni, mercè del Cielo fu riferbato il componer lì generofa lama.porefiiimo applicargli il fuo condegno ornamento, eIbrnimenti di quella. Però molto più giubilar, eriiigratiar il ciclo loro debbono ,che elle in fimi! opere commellé.e contefte, da mani di Principi trattate venifltro. Sono quelle parti l’Anello Altronomico: il Celindro ;l’vna, cl'altra Sfera, ela buffala ;Ma noi cominciaremo dalla fabrica deH’Anello. Primieramente fi fabricarannodue cerchi fimili ,&eguali ,di quella grandezza, che fi vorrà far l’anello, A B CD, &: Il HDI'; i quali apprelfoi punti B, &Doppofli per diametro fi artificiofamente fi congiongono ,ch’ogni volta ,che fc defidera fi compongono in modo, chereftano in vn’anello: equando ancora bifogna aprendogli reftaho dimaniera.che vengono àformar angoli retti sferici , L’vna di quefte due armine òvero cerchi fa l’vfficio del Meridiano ,cioè l’ ABCD: perilche diuideremo l’vno de ifuoi Qnadranti, cioè ABin gradi po.vguali trafe,annoueradoglidalpun« toB verfo l’A. L’altro cerchioB EDFdeputaremo aU’Equatore horario ,dinidendoogni fua mìtàin 11. parti per l'horevguali, mettendo in ciafcunail numero deirhora dal punto B-per l’E verfo ilD: &paCrim-r.te i8 PROTHEO MILITARE riincnte del D.pcr lo Pverlb Io llcflbB. cominciando dal.fiii àia. Pararsi ancoraalcraarmilla circolare incauau di fuori in tal modo, che dentro di quella incauatura le vi adatti vnaltra armiletta fottilmente in modo,ch'ella fi volga facilmente attorno. Sia dunque la detta armilla AGCH,laquale entrandoui dentro dell’altre due di fopra ABC D,&B EDF, lì congionga, 8; ferri con quelle in tal modo, chequelle tre loro grollezze toccandoli tra fc formino vn folo anello. In quello cerchio' AGC Hfé metteri poi il Zodiaco ,etravn tropico, el’altro idodici légni,col ordine, emodo',che nelle figure fi vede !cioè fei légni da vna banda,clei dall'altra diuifoper la lunghezza dcll’armilla volubile: però quando detti fegni non vi polsino capire ,non elTendo così larga l'armilla AGCH. procuraremo di metter icaratri de’ fegni nella groflézza dcll’armilla, &inumeri dei gradi coi minuti nella larghezza intorno alfartniila volubiIc»reftando ella in mezo. Al'incontro de’fcgni nella ftcll'a armilla AGCH. fé metteran- «loi dodici meli ,co igiornicorrifpondenti a’fuoi fegni ,egradi. Ed'auuf'"' LIBRO FRI MO. n HcTamicrtirc ancora,c!.c nello ftcftb cerchio principale fi debìjonofar due fid'ure ;vnapcr il longodcUo hello Zodiaco, &alquanto più lungadc'l Zodiaco: l’altra vgual di quella all’incontro per diamecro ,eperla longhcaza dell’anno òvero dello fpatio de meli iverrà pur adclfcr più lunga che io Itcflbfpaciodc’melì ;fon quelle fìilùre ,acciò entrando il Sole per quelle, pafsi il raggio luo per l'vno ,el’altro forame deli’armiletta volubile . S’accommòdarano ancora idue punti fopra che quefta armili» A G CHfi mone in tal modo co ichiodetti nc’punti AC. dell'armilla ABCD, (quali auanzano, ereftano in fuori eminenti )che elTaarmillafipofsi piegar con facilità ad arbitrio dell’operantej cfinalmente giongerfi con farmilla ABCD. Peto acciò ch'ella pofsi farquefto effetto neccllàrio far altre due fiffure. vguale dell’ altre due già fatte, nella fteflà armilla volubile capaci dclla groffczza de' predetti chiodetti, che ne’ punti AC. fonmefsi. Poi in quefta armilla volubile faremodueforamifottilioppofti per diametro tra quelle fiffure :per iqual iin loco di pinnacidij fi pigliarà il raggio folate nel far delle operationi. Eperche quefta èiàbrica dell’intagliatore (balla all architetto, ch’eglimoftri le linee) ilquale debbiamo credere che cglihabbiataiprincipij, che Toloil cenno gli baffi ad intendere, crediamo, che con leiìgurt iòteoferitte egli fodisfatco, ccapace vi ceffi. IC PROTH EO MILITARE Preparate iiiquedo modo le parti predette ,refta àformar le linee dciriiore; iequali fi defcriiiono per l’ombrc verfe nella feguente maniera. Piglieremo dalla infraferitta tauola delle ombre verfe fatta fopra l’altezza polare di gr.48. min.40. la longitudine di ciafeuna ombra verfa adegui bora di quallìuoglia giorno artificiale! cioè fecondo il grado dell'eclittica,in che il Sole fi eroina dal principio dì Cancro per tutto il fine di Sagittario.. Qiiefte longitudini eiTendo mifiirate neU’ombre verfe del lato AC fi riportarapnocolcompalTo, mettédogli dallato ÀB ingiù; enel fine d’ogni longhezza di detta ombra, fecondo fbora fùa ,faremo vnfegno :fopra tutti quellr fegni faremo poi cader tutte le linee curile ,trauerfali ;,di modo che elle pafsino per le diftintionì dell bore :quali boreórnaremo vitimaménte co inumeri fuoi, comenellafoprafcrittafigurafivedc.. Ilmedefimofipuòfar con l’altezza del Sole, ilciiriofo di faper quella via (bada diiOi la palTata )vegga Orontio nel lècondo de gliOrologij ;alqU .le inqueflafabricahabbiamo prellato intiera fede ipofeia che non. concede -annata naual tanto loco òbell’agio ,che non procuri fa penna aecortare le fatiche, che non lonomeramente neceffa- LIBROPRIMO. », ITauoladelTombrc vcrfe in ogni bora del giorno artificiale,quajli fi fanno, métte che il Sol pafl'a per ogni dieci Gradi delfEclit- *rica :nellalcezza polar di gr.48.min.40. I Hor.innaci mezotlì iKliol^j Horadopòinezodì *|2,jjj4/fj<?|7t8 | i'sTlcrs IGllMMl pi MI PIMi PIMI IMMl PIMI riMl PIMIPTmT lindro conforme all’ altez?:* palar di quella regione. Cap. IX. BEnel fabricar quello iftrumento gnomonico, liauel^ limo da rimetter il fabroMatematico.òarteficematerial di quello, àcoloro che il modo ci moftrano : invero fpiirclie alcuni fi dilettano per la perfet rione deUopcre manuali ,chcfabricano) che nqi.uon D2hauref- 18 PROTHEO MILITARE haurcfsimo mai, conforme al voto adempito il defiderio ;non fon li communicabili le difcipline Matematiche in quello loco :(non capifcono etiandio lepiùtrattabilifaluo dclicatifsimi ingegni; chiede oggetto celelle foggetto diuino )più tempo ricerca intender le proportioni, eqiiantoèdavn’arco al compimento di quello ,fecondo ifeni retti ,eh egli forma ;perilche noi defidcrando facilitare quello modo ,acciò celiando feruiti, eglino rellìno fodisfatthe del le lor fatiche pagati ,gli daremo qui la regola, come loro ageuolmente pofsino fabricar detto Celindro ,con fomma giullezza àfar l'operationi :farebbe nella fabrica l'error infenfibile. Habbiamodetto difopracome conforme all’ombre verfe ad ogn’hora di qualliuoglia giorno, lì fanno lelince delle longitudini deU'ombre, equelle curile, etrauerfali, chefegnano l’hore :diremo ancora adelfo, come l’altezze del Sole ci danno lemedcfime linee in qualfiuogliaelcuatione polare :però refta Caper conofce-i re dette altezze. Per trouat dunque l’altczzadel Sole Meridiana (è quella la fui maggior in quel dì) iii qualfiuoglia giorno, cpolar eleuatione, faremo così; efia per efempioa’zi.dfGiugno, quando il centro del Soie lì troiia nel primo punto di Cancro,neU’altezza polardi gradi 41. per trouat l'altezza Meridiana di tal giorno, leuaremo prima gradi 41. che èl'arco dell'eleuatione polare ,dalfuo quadrante tutto, cioè 90. gradi, ercllanoalcópimcntodi detto quadrante gradi 49. alquale aggiungendo ladeclinationedel Sole (troualì quella nell'vfo di quello difeorfo) in quel giornó,ch'è gradi 13 .minuti 33.monta gradi 7a.minuti 33 .tanta diremo adunque, che farà l'altezza del Sole Meridiana in detto giorno; etantigradidaremo aU'altczza del Celindro . lo fteifd modo fi tiene volcdo inuefligar la detta altezza in qualfiuoglia altro giorno; con auertir che fe il Sole farà ne' fogni Settentrionali gli aggiongeremo la declinatione; fe farà negli anllrali fcgli Icuarà, facendoli l'operatione di quà dall'cqninottialc: però facendoli di là dall'equinottialc verfo il Polo Antartico fi farà tutto Toppollo, equando il Sole farà negli equinotij ;qiiel tanto , dh'è dall'altezza polare àtutto il compimento, cioè àgradi 9o.farà l'altezza Meridiana, non hauendoall'hora il Sole declinatione alcuna. l'ombre poi verfe ,cflendo ilor punti parti vgiiali ,delle quali ilgno- LIBRO PRI MO. ip il gnomone òftile èiz. fe gli metteranno tanti al Celinclro ,,die il lato, Olle elle fono mefsi ,venglii àcontener giudamente la longitudine:, che contiene il lato dell’altezza folare. Afaper poiinqualfiuogli hora di detto giorno l’altezza folare: che fia verbi gratin in detto giorno di 21. di Giugno, procederemo in qiicfto modo pvia dell’aurea regola: vedremo prima quante bore contiene la quantità di quel giorno, nell'altezza polare di gr.<i.i .che trouiamo eifer bore i4.min.j'si. dallequalihore j+.min. 5<i. pigliando la mità, che fono bore 7. èmezain circa, diremoli bore 7. cmeza ci dan gradi 72. min. 33. d’altezza ,che ci daranno bore 5. emeza (ò vero 4.3. 2.1.) faremo l’hore 7. e meza minuti, che fon minuti d’hora4so.e l’altezza 72. min. 33. ancor minuti farà mi liuti 43 j'3.&: vltimamentc l’hore 5. emeza pur minuti 33o.che mdj tiplicati per433 3. ci producono r436450qual! partiti per 450. refiilta il quotiente minuti 31jz.che per redurgli in gradi partendogli in do. danno gradi 33. minuti 12. per l’altezza del Sole àbore 3.emezii,e così procederemo iiell'altre bore alianti mezodliche doppo mezodì, balla aiiertir, che l’altezza, che farà vn’liora auaiiti mezodì quella fteflii farà vn’hora doppo mezodì ;equella ,che lì troua due bore innati mezo giorno ;fi troua ancora due bore pat fato il mezo giorno, ecoi.1 neU’altre boro procederemo. Non fe vi mette qui la quantità d'ogni giorno niétre il Sole corre igradi dell’eclittica da vn tropico aH'alrro ,non hauendo àfcrilir quella, filino per la (abrica di quello Celindro, ch’è vna volta, maggiormente, che fi troua per tutto in Stampa da per fe infoio VII foglio . .Trouatc dunque le fiidettc altezze,àdelincare l’hore per quelle, s’olferuarà il modo che habbiamo tenuto,nel deliuearle pl’ombre. De/ Pomo yltimafithricn del Pugnde. Cap. IX. AvltimafabricadelProthcoMilitare,ccompimé-‘ todel Pugnaleèil Pomoj ilquale,comes'èdctto,c5tifine lidia parte elleriore la forma della Sfera cele- (Ic :col cui mezo fi conofeono iluoghi dell imagini, chenclPrimoniobilc,enonoCielo,dcttoChriftallliio conlideriamoconla Mente; econ gli occhi nell’ottauoda più ftells compofte feorgi amo .La intcriore ;cfeconda èla Sfera materia- JQ PROTHEO MILITARE teriale. &armillare, per via dellaquale fi conofcono icerclii celeftii equanta parte dell'vno corrifponda alla parte deU’altro; riducendo il moto irregular dell’vno, alla regolarità ,con che l’altro fi mone .La terza parte nel centro delledue precedéti locata ci rapprefcnta il globo,che la terra,!r acqua infiemc vniti compongono: oue diuidendo l’vn’elemento daU’altro per rie di linee curue,& vari] giri (fono quelle le colle) ediuifo tutto il globo in cerchi corrifpondenti a’ cerchi celclli ,noi Tappiamo il fito delle Prouincic ,èc Ifole famofe :non più per la fua picciolezza fe ci permette . Horvolendo noi dardi quelle parti lafabrica ;trattarcmo primadella prima,ch'è la cclellc:c poi della terza.ch’è l'vltima.La feconda, cioè la sfera materiale fabricaremo li douel’vfodi quella nel fine s’infegna . SaràdunquelaeReriore ,ecelelle formata in tal maniera, che ella fi polfa aprire ,eferrare in mezo, licomc la coccia della noce con la fua limile farebbe;faluo che nel piede haurauno ffuoi mappctti,comc quei delle tauole,chc inlicmefe piegano; acciò lèrraii doj&aprcndo rollino fempre tra fecolligate (può ancora fcrrarfe,come il pomo delle carte di uauigar’onc lèferbano icompafsi. Nella Ibmità vi farà pur vn pironcino àvica,clicM’vna,c faltra miti, doppo vnite, chiuda in tal modo clic (enza ifui tarlo, non pofsinoaprirfi.Euiiiolrrcciò il piede,oncia Sfera armillare pofa.cquc fta celelle le fudette inappi òcacanettc vi tiene, fatto àvita la cui madre ènel Celindro.Però tra il pomO|C la colonna del Celi udrò, vi èil Capitello ,che fa girar attornoii fuo llile (locafi lo (lile in vnafiffura nella lunghezza del CeliliJro capace di quello, fc guata dall’A, al B) iquali capitello, ecolonna incallraraiino alquanto l’vno nell’altro: enondimeno,che il foro dell’vno in mezo all’anima ècommujic,&: vguale con l’altro, nó per quello il foro del capitello farà fatto àvira: ma folamente quella parte di foro,ch’entra nella colóna del Celindro,laqiialcfardlamatrevitadclpiè del pomo. Ifuoi ccrchi,Equatore,Tropici, epolari, fi formano con vn cópaifo, che habbia le punte ,l’vna verta l’altra ,piegate ;mettendo vnode’piedi nel Polodel mondo, el’altro girandoattorno la palla, verrà à formar l’Eqiiatore,che diuida la palla per mezo,iii quel loco, oue vna inità con l’altra fi congiouge,& itropici diquà.edi là difeofti dal detto equatore gradi 13.6 mezo,parimente icerchi polari tanto lontani da’poli del mondo, quando quei del Zodiaco gli rellan detti del mondo difcoili. Però volendo formar rcclit- LIBROPRIMo; 31 tica, fi come nel polo del mondo ,fi metterà vn piede del Sedo nel polo deU'ecIìttica jedal polooppofio difeofio vgualmente l’altro 1! I-R piede, girando attorno ci reffa la eclittica, ilmedefimo il Zodiaco linai 12. gradi di qn.l, ci2. di là d’etTa editi cametteremo il piede del fello, che hà da gir.irc. Per tirare iMeridiani, clic hanno àpaffar peri poli del Mondo,, eponti verticali ,diuitiendo la .sfera per niezoi f'c noi metteremo vn piede fermo ncircqiiatorc ,ve nel ponto oppofio l’altro ,girando ipicllo attorno ,fin che torni al punto ,da dnnecgli fi parti ,in vero eli’cflb ci darà il Meridiano di quel loco, come ancora ci darà tutti gli altri, mutando di tanti in tanti gradi il piede del compaio immobile.. Tiranfi poi paralleli occulti òvero defignati col lapis, acciò con facilità.c giullezza (lì giuflezza fi può dir quella dc’globi piccoli) fc pofsino fcriuer l’imagini celellt.ele colle, etermini delle proiiincic :il medefimo modo ,che le tiene nella fabrica de’ lineamenti dellasfcracclclle, dobbiamo ferbar ancora nel delincarla palla, che Iorbe della tcrra,& acqua rapprefenta: quello èdunque il modo, che iCofmografi olTeruano ncl.far là deferittione del Cic lo, eterra. Per® 5t PROTHEO MILITARE Però defiderando noi leuar fi moietta fatica ,&. auaiizar parte del tempo aU’arteficenoftro: metteremo qui da piede ,feruirà di modello, lefafcie, òparti contenute tra vii Meridiano ,el’altro, di quella grandezza, che vogliamo dar alla palla etteriore', che il Cielorapprefenta; el’altre vguali al centro, che dell’orbe terrene la forma difegna; fopralequali pigliando altre fimilidi carta dandogli il fumo nel rouerfo; l’attaccaremo poi travii Meridiano ,el’altro nella fua palla di modo che tutte le cime tocchino ,e ficongiongano ne’poli, ouecon cera ro fifa feligano; verremo poi con vna punta d’ottone calcando delle figure òcotte icontorni, ilche fatto, leuando quei Meridiani di carta, laflarano col fumo del filo róuerfo, oue calcola punta ,regnatala faccia della palla .-iui poi col bolino s’intaglia il profilo &c. Quei che di legno faranno fabricar il Protheo,poirono,in loco delle sfere far far il pomo con vnabuiroletta,a: vn’horiolo attorno in niezo, chiudendo quello del modo,che fi chiude ilpomodel battone, di legno , oue nelle carte di nauigar_ fi lodano iconi pafsi . I-I»1TttT Jlglobo che contine lafigura ,edefirittione della Terra ,eMare . Il Fine del Primo Libro, embrica del Pugnale òProtheo Militare. E LIBRO II. Dell 'vfi dt quefioiflnmentoJècondo lefie parti. Cap. T. Or che del nuouoiflruniento ciafciina di tante parti deferitto ,efabricato per ordine habbiamoi anzifotto vn Polo, come dentro d’vn Chaos ,comprclì ,de abbracciati ipiù belli, nobili, iV ingcniofi iilrumenti, che nelle Mateniaticlie fi veg fono :coiuiicn’ancor ,che gli infiniti vfi, chi ogn’vn di loro ferue breiiemcte feo primo, difeorriamo :cdel modo, ch’egli fiotto la propria nouitd inoui,& vecchi ifirumenti compone, econtiene; noaltrimenre fiotto il fino vfio, non folo ogni opcrationc, che iii quei dapji antichi ,emoderni fie ci dimoHi^Lma infinite altre, non d’altri,che da noi ritrouatc,con ord ine, cmetodo dechiariamo :oiicnon fiolamcnte l’arguto ingcgnicro,dotto Architetto,afiuroCapitano, fioliciro Sergente, prudente, &vigilante Piloto, &olTcrnanrc Aflronomo in vn’ifìrunien to haucrd rutti gli ifirumenti; ma ncll’vfio d’vno gli vfi di tutti, L’vnoin tronarringeniofic inachine,t.^ ingenti moli ;l’altro l’aicifìciofie piante ,profipettiuc ,8: varie Porti di mifiiirc rquello gli alloggiamenti campali ,&afipri fili ,cnelle batterie il Ijucllarc, alzare od abbafiar le piantate artiglierìe. Qiicfio in fior mar gli fiquadroni, Cunei, cforbici, conforme èil terreno ùnumero di armati, ch’egli fi troua ;&l’vno, el’altro inuefiigator del Marc ,eCielo, ni folcar fonde, conoficcr 1bore diurne ,cnotriirne ;cpigliar faltezzc de ile regioni, cdelle delle erranti, efide ,che con vario moto intorno al ])olOi accordatamente girano. li perche alla cpgnitiouc d’ogni ficienza,artc od opera èfiempre £ancceP 41 PROTHEO MILITARE che forma il quadro; cioè nello infrafcritto quadro AB, CD, oue dal D, al B, fono parti lo.pjgliaremo dunque in detto gnomone al tre IO. parti cominciando annouerar nel B, quali terminano nel punto E, dalquale tirando vn filo,che termini neH’angolo C. reftarifattoli triangolo vgual al fuo quadro, ch’era il propoflo. Laftelfaoperatione vien’ancor fatta fenza l'aiuto del filo ;hauendo formato co ilati AB,&il gnomone Cad angoli retti fin-, frafcritto parallelogrammo ABCD, diftendédo poi la linea BA« in infinito pigliaremo in quella cominciando dall’A ,altra canta parte come contiene il lato BA, che fia A E ,piegando poi il lato DCfino che egli cafchi nel punto E. reftarà formato il triangolo BDE, aguale di tutto ilquadro AB DC,da che egli nacque. Altrcforti di triangoli (ì cauan dalle ftcfle figure quadre formando fopra la lunghezza vna perpendicolare vgual del lato del quadro, etirando da due angoli inferiori due linee che yenghino iterminarnella fommità delia perpendicolare ,che fopra la lunghezza fu mefla, &il triagolo, ch’eife formano èvgual del quadro.. Afrollar l’ara di detti triangoli fe mifurino idue lati di ciafcuno.cmolciplicandol’vnocon la mitàdcH’altro ,il produtto èia quantità dell’ara, come nel triangolo fopra, il cui lato pcrpcndicilare èto.c la bafa fiotto lo.nioltiplicaremoil lato io.per la mità della bafi, ch'è 5. fa jo, etanta (ari l’ara . Come .LIBRO secondo; 43 ‘~r" ~^—I. —.I (^omejtforma il circolo'con detto ìfirumentOj&ilquadratoygualdi quello, f/i^- ylEvandosi il gnomone reflano idue lati AB, non altrimenti àformar il circolo difpoftichc falofleP jfo compaffo, fermando il lato B, con la fila cima nel jpunto, che retta per centro, ccon la fòmmiti dell’A. Igirando.attorno fin che torni al punto da doue egli fé parti: Si acciò di quello fe pofsi trouar la quadratura diuideremo il filo diametro in 14. parti vguali, fopra quelle, per più facilitù, del gnomone,edalla 11. parte nel punto Aproduremo vna perpendicolare ,che venglii àtagliar la circonferenza nel punto B,e, dal punto ,oue la circonferenza dalla perpendicolar vieti tagliata, tiraremovn'altra linea, che venghi dterminar nell’altro eftrcmo del diametro, cioè dal Bal C, .'aquale farà vnode’latidel quadrato vgiiale al circolo, ilclietrouato ,fe fórma poi, conforme ad etto, tutto il quadrato neU’iftruinento,coqje fopra s’è vfato nel for mar delle figure quadre . G La ragion diqiicttaoperationcè la differenza del diametro del circolo ad ogni lato del fiio quadrato, quale èquella ,ch’ètra 14. &li. il che fi prona in quello modo: fey. di diametro mi danai, di circonferenza (tale in circa èquella tra ildiametro, elafua circonferenza) che ci daraii 14. di diametro di circonferenza? per la regola aurea mqltiplicarcmo 11. p14. il cui prodiittojoS. partito per y.refulta 44.chepur partiti peri quattro lati del quaF»drato 44 PR0,T HX:0 MILI TARE dratonerèrulta ii.per ogni 4tò :quaU xi.per lato nafcono dal circolo, il cui diametro era 14. '' . ^ertrou^r (aradelcircolo, . .Qaf. IL ÌVemodi fe ci prefentano da troUarvna linea retta, ?’ che 0a ygn,ale à. tutta la circpnférenza del cerchio : ;la prima èqiiellachcdi fopra s’è detta, per la rego1la di7. di diametro àzi. di circonferenza maco vna 1fettima di detto diametro; ràltrah fónda in quelli principij, ogni cérchiojòiigura sferica melfain piano èforza che el|acada in punto,, eda vn punto all’altro fi può tirar vna linea retta :adunque cafeando il cerchio CDE.nel puntò E, fe giraremo tanto quello attorno fin diedi nuouo torni nel piano cader fopra fiftefib punto E, non cdubbio, eh egli ci darà vna linea,che fia vgiial àtutta la circonferenza ;laquale diuifa in 4parti vguaJi formarà vii quadrato vgual al detto cerchio, che fard il quadrato ABtD. moltiplicando adunque vn latocol’altro il produteo iard i'ara d'-i quadrato,&aitretanta quella del cerchio. In altro modo trouaremo ancora l’ara di detto cerchio, in vn triangoloi© altra forma di quadrato: troiiato che haremo la linea retta vgual al cerchio ,qual fia AB. vgual al cerchio CDE, il cui femidiametro fia ,FD,&alla linea AB. s’aggiongala linea GB. vgual a! femidfametro: tirando poi vna retta dal punto G. formarà il triangolo ortogonio ABG. vgual al cerchio CDE. ilquale volendo redur in vn quadro retta«golp,.v,farcmo nel modo, clic fopra s’è detto .nel redur iquadri in triangoli diuidendo la linea AB, in.due parti vguali nel punto K. daìquale tiraremo vna pcTpciulicorar ad angoli retti vgual alla linea GB, che venghi à terminar in punto li,poi dal H. al G. tirata vna retta formarà il qua- LIBRO SECONDO. 45 qiiadroHKBG,vgual al triangolo ,ecoiifegiientetneiite alccr“ cIiioCDE. ^Juryn quadrato Vguak al fipradetto parallelogrammo rettangolo .Cap. Vili. Avendo noi canato dal predetto triangolo il pafvgua! al circolo ,refta bora dallo fteffe fo parallelogrammo leuar vn quadro equilarero>chc ;gli riavguale,perviadidetcoiflriimeiito; formato che s*è in quello il parallelogramo HKGB, in quella parte che del gnomone òd’vno de’lati dciriftriimento refta fuori del parallelogrammo, pigliaremo altre tante parti quante contiene il lato HK. lequali continuate con la longitudine HG. ci daranola retta GF.fopra laqnalc formaremo il femìcircolo GDF. diuidendodetta GF. per mezo nel punto E: tiraremo vltiniamcntc il lato KH.fin che arriui alla circonferenza del rcmiccrchiond punto A, allhora la linea HA. farà vgualc al lato del quadrato vgual al parallelogrammo ,ch’era il propofìto ,ccon detto iftru* mento ,trouato il lato formaremo fiibito il quadro. PROTHEO MILITARE' 4<S Afirvriquadrato i-Ligttaleàdue dati. Cap. IX. ' SIANO idue quadrati AECD, &EFGH,e s’habbiàfar vno vguale àtutti due :pigliaremo il lato AB. delliftrumentoadangiilo retto: epoi neilato A.vna parte vguale àvuode'latidel quadro ABCD; quale fia LG. enel lato B. che col lato A.collocafsimo ad angolo retto.pigliaremo vn’altra parte vgual al lato del qua droE FG H( quale fia GK:poi dal Kal Emetteremo il gnomone àlinea retta :quale farà vguale àvno de’lati del quadro, che fi doueua far vguale àdue dati, cioè MKME. Aridar yn quadrato maggior ,ch’è dato mdue minori^ yno de’quali egiàfatto. Cap. X. Abbiasi il quadrato della maggior linea A B,& il quadrato dcllalinea minorB C: àvoler fórmarcil quadrato ,che inficrae col quadrato dcllalinea BC, fia vguale al quadrato della linea AB, maggior; dalle due lince AB, cBC, comporremo vna fola; quale fia AC, poi fopra il punto B.& rinteruallo AB.fiforniarà il mezo cerchio ADE, di più dal punto C, alzaremo vna perpendicolare, che tocchi il mezo cerchio nel punto D. cquella farà il laro del ciuadrato chiello :cioè il ouadrato della linea CD, Ik il quadrato ^della LIBRO SFXONDO. 47 della linea BC, faranno vguali al quadrato della linea BD,ouer» alla linea Alì, defcritta :ch'c quello che s’è propoho . ABcE Delpcntagom, &altrefigure dette Poligone. Cajt.XL vaa poligone fon dette tutte quelle ,che dopo il (Si quadrato, fe compongonodapiù lineerette ;come >y iono il Pentagono, Heffagono, Hettagono, &altre in quello modo: tra lequali noi trattarcino di quell<ti icui lati, &angoli fonò tra fe vguali ,che quelle , fe dicono ordinate ,enondimeno che tra fe hanno quell’ordine , che per ilati,& angoli vguali,che contengono, fepolìbn girar dal cerchio in modo che tutti iloro angoli arriuino alla circonferenza; pur la forma pentagona ,per non clfer di iati pari ,non porge quella faciliti informarla ,che porgono falere ;echili! moftrato vn modo, chi vn’altro, lenza altra dimohratione, che il cafo, 8i operadi più linee ,ccerchi tratti ;che altro non mollrano che vno de'lati di detto pentagono :perilche nonimmeritamente eda idimare la facilità,con che l'idrumentonodro nelfaprirfi,forma tue to il pentagono, ilchc in quello modo li modra . Volendo fare vn pentagono che per ogni lato babbi la longitudincche la linea AH,contiene :apriremo prima le braccia delfiftrumcnto fin tanto che eglino con le parti di dentro ,in qiialfiuoglia punto d’cll'e braccia, tocchino l’edrcmi della linea AB, quale fi può formar col filo del piumbinodillefo, ma prima ch'egli s’attacchi nel punto li, fi mifurari nel braccio dcH'A ,quella quantiti che ci contiene dall’A a! li, che farà AG, equel grado fopra che cade detto G, fe pigliarà nel lato B, cfe fegnarà col punto F,vgnali tra fc: annoucrando poi nel gnomone dall’angolo della piegatura laftelfalonghezza, che contiene vna di quelle quantità AB, oueroA G, òlial’A G,c notando in che grado fia s'aprirà tanto il gno- 48 PROTHEO MILITARE gnomone fin che detto grado nellVna, el'altra parte del gnomone venga ad aggiuftare co ipunti GF,&in qnefto congiongimento i rcfta fattoii pentagono, che fi dcfidcraua. \ Comefiforma, tllejjàgono nel cerchio, efigli troica il centro, tr ara. Cap. XIL Ormando vn rombo come fopra nel far del pentagono,&oltre la linea che vd dall’ E, al F. fopra ilati deiriftruinéto, tirando vn'altra nel gnomone dalGal H. che tutte tra fe fiano vguali refta fatto lo Helfitgono come nella figura fi vede. Oltre che co'l compaffojche fa detto iltriimento formato vn cerchio ,fenza inouer il compaflb fermo il piede ch'è nella circonferenza, equello ch’era nel centro paffato alla ifteffa circonferenza ,quella parte ò arco di detto cerchio ch’è da vn piede all'altro del feftoè la fella parte di tutto il cerchio, ede qui crediam che’moderni hanno chiamato il compaifo ancora col nome di fello . n LIBRO SECONDO. 4? Hcèntro cleirheiTagono fitrouatirandodue linee ciafcnna Ji Tn’ango'oail’altro oppofito come TopradairE a! H. edal G,al F, &ouiTelle fi tagliano nel punto I, èil vero centro. Trouato il centro per trouar la Ina ara tiraremovna linea dal centro I, al punto K,che diuide per mezo quel lato ;poi comporremo tutti ilei lati in vna linea retta quale fia LM, cioè faremo tantolunga la linea IM,quanto fon lunghi tutti ifei lati deH'Hcffagono;tiraremo ancora dal punto L. al punto N,vna perpendicolare che (iavguale alia linea 1K, econgiunto i! punto M,&N, con vna linea retta reila il triógolo ortogonio LM N, vgualc alfopradettoheflagoiio: la cui ara farà commnne; cioè moltiplicando il laro LM.perlafuabafe LNjil prodotto farà l'ara Tua. etanta c quella dell'heflagono . Come fòj>ràtripuMi dati àcajò Jèpo0formar yn cerchio, .etróu.argliilcentrù.’ .Cap. XIII. SSOLENDofopra idati tre piati ABC, formar vii cer chioda cui circóferenza tocchi detti tre puri ABC, &immediatamente con la fquadra del noilro iftrumcnto trouargli il centro; fe tirarà prima vna. linea retta dall'A al B,& altra fimile dal B, al C, quali diB nife in mezone’punti DE, col gnomone adattato àfquadra ,fetiGraran- 50 PROTHEO MILITARE • raranno doc perpendicólari (òpra dettedue linee ,che Taglino dal D, edal E, &oue elle lì vengono ad incontrare, etagliare auiccnda nel punto L, fard ilcentro ,nelquale mello vno depiedi del cópaffo fermo, el’altro in vno de’ tre punti ABC, girandolo attorno ,refta fatto il cerchio propofto. Airouar mechanicamente dmlinee continuamenteproportionate, tra due linee rettegià date seper la medejtma ragione la duplicatione del Cubo .^ap. XIII. EgM Nvero non època gloria ,quella ,che il Pelerario s’^'^ttibuifce per hauer trouato vn nuouo fportello, permeao delqualeegli mecanicamente troua, tra due datelinee,altre due continuamente proportionate, la cui fabricaad altro vfo, fuor di qucflo, nulla (erueògioua. Epur chedopponel libro di Pietro Nonio de gli errori di Orontio conobbe quello elfer inuentione Platonica, dice che marauigliofainente fi rallegra, che in fi (ingoiar inuentione d'iftruiiiento fia cóuenuto con Platone ;elfendo quello problema, quello,che da Hippocrate Chio in mezo propoHo, tutta l’Aca demia Platonica ,e fin’a’tempi noftri l'vniuerdi natione de’ Geometri,, hd meffo in eflTercitio, per fcioglier l’altro problema della duplicatione Cubica ,addotta in quel tempo ,come èfama ,dal proprio Apollo .Adunque fe fopral’illrumento noftro, che dmille altre operationi infiniti vfiporge.edona, rvno,e l’altro problema, forfè più leggiadramente fi dimoftra, &vede;, lafciamo giudicare dvoi ,(magnanimo Signore, benigni, Stingegnofi Lettori ) chea noi non liccjfe maggior gloria, elaude fe gli delie. Però vengali homai all'opra di detti problemi, equalmente nell’iltrumcnto fe mollrino, elfendo folo quello il fine, che da noi fi pretende. Acconimodati ilati, egnomonedellillrumcnto invn parallelogramo,per mezo fuotra due date linee, altre due continuamente proportionate in quello modo fabrichereinmo. Attacchefi prima nel puntoG,vn (ilo,che vadi interminatamente fiu’al punto I. palfando per l'angolo E:attacchefi pa riméte nel punto K. altro filo, quale pallandoptr il punto H,at angolo B, inter- LIBRO secondo: 51 tefmìnatamentefin’al M, refti ad angolo retto conia linea GH. Hor tra quelle due linee GH, &KH,ci bifognarrouar altre due linee contimianiciite proporrionate allegid date, maggiori òminori :quali folainente mouendo in sii ògiù il gnomone dcH’illrumento lenza leuarlo di quel parallelogrammo, in cli'eglié mefld, òmaggiori òminori rellano fatte. Vediamo noi in detto parallelogrammo lajlineaG Linterminata vfeir per l’angolo retto BV'K, edi quella tagliarli laportioneHF. Dipiiilalineainliuita KM, trarli per l'angolo retto GBF,&in ella fegarli la portione HB, quali dueportioni HB, &HF. Sono le due linee per continua ragione proportionali traG H, &HK,già date, che fu ilpropofto. Di quello problema nafee quello delraddopiamcntodcl Cubo, per far adunque vn Cubo doppio ad ui cubo dato (è il cubo la li guracompolia di fei faccio come il dato) faremo la linea GH, cflervn lato del corpo del Cubo, delquale vn’altro cubo ,clic babbi il doppio ci conuien fare .Compongali, come fopra, l’illi'umento, epredette liiiec,di modoclie GH, con FI K(quale lià d’cHer'il dop pio di GH,etripla doiiendoli triplicar’il cubo )rclli ad angolo l'etto. Allbora mouendo il gnomone.siiògiiì, l'emprclcdtieportioni H13, &HF,faranno proportionali tra GH,& HK, dcllcqiialiBH, farà vn lato del cliicllo cubo; cioè doppio al lato del cubo, de eh c Iato la portione GH. ComeJimetteinprMticailfifriidetto tello d’Alberto Duro formato nel noBro Stramento , epur che in quello nonfiformifàtuofigurepiccole nel noHro fiformano le grandijfime come fon le Città, , . Cap. xrilL prorpcttiiia fi metterà foprala tauola -tanto lontano dallo fporcel- ]o, ciuanto fi vorrà. che la cofa propofta apparifea lontano dietro alla parete òpiano nelquale fidifegna: pianteli poi verfoil muro il gnomone ,che fi porta per piantare rillnimeiito ad altri effetti quale hà itraguardi come il dorfo dello aflrolabio.e lo piantaremo àdininpc tto oda vna delle bande dello jlU'wnéto latto àfpor tello OnA’ per ridurre in prattica quanto sedetto ,formaremo;Tiflruniétoiioftrocome àpiè lì vede in for- ^ma dello fportcllo ABKCD, adattato fopravuatasi uola immobile mettendolo tanto lontano dal muro, quanto fi deue fìar lontano dmirar il corpo che in prorpcttiiias’lià da difegnare: &il corpo vero che s’hà da porre in "LIBRO 'SE CON Do. ^^9 tellofeconclo che (ì vorrà che detto corpo fia vi (lo in faccia òdall' vno de’lati: poi per vno dc’biiggi didetto gnomoneò ba(lonc,onc da noi fi prci'upponc metferfi l'occhio .p guardar il corpo ,che vogliamo metter in prófpettiua, che fia il punto G. faremo palfar vn filo col piombo H, che lo tenga fempre tirato, &al punto L, del filo radiale ,che ci rapprefenta la linearadiale ,che vi àportare il fimulacro all’occhio ,vi ligheremo vno ftiletto per toccar con effo tutti ipunti del corpo predetto :attaccafi poi allo fportello due filiD B, &AC, facendogli intcrfegarc infienic :fi fa ancora la tiuolaòcarta in che s’hàà difegnare il corpo,che (etica in profpet- 'tiua,a!la mifura dello fportello, &àmodo di chiiidenda,ch'è la FE. hor preparato ogni cofa bifogna che vno tenga in mano lo ftiletto Ldoueè legato il filo radialccolqualevadi toccando vnpfitoper volta del propofto corpo :etenendo egli lo ftilc fermo, adattaremoi due fili menando hor sù hor giù fin che inficine s’incrocinO nel contatto del filo radiale ,ilche facto ferrili la chiudenda dello fportello in che s'hààdifegnar, &in quello fi come fi vede nel puii to N. fegni allhora vn punto ouei due fili fanno lainterfegatura, iquali ci rapprtfentano àpunto due linee defcrictc nel piano, che fega la piramide vifuale; efcgnandopoinclmedelìmo modo tutti gli altri punti fc tirino klinee da punto àpunto ,es'hauràil propollo dileguo. H1II» eo PROTHEO MILITARE In quefto fportellò fatto ncll’iftrumento noftro in vero pii5 acj concio che non èquello del Durante iConibrmeaUVIbiuo non fi poflbno pigliar altre profpettiuc che delle figure piccole eptopiti' quc: ma col noftro gnomone òbaftone fattoi traguardi ;(e nói ià loco della linea radiale vfaremo il radio vifuale, uó folamente pi; gliaremo le pro/pettiue de’corpi piccole ,epropinqui ,ma etiandio igrandifsimi, edifcofti ,come fonò quei degli edificij >forteti ze, eCittà; eperche noi adarbitrio noftro, pofsiamo appreflarc Òdifcoftare dallo fportello dell’iftrumento il gnomo ne òbaftone piantato ,che tiene itraguardi ,non accade far le fabriche ,che Monlìg. Egnatio compone da fe,& adduce da altri per abbellire gli fl:efsiiftrumenti,e loroperatione, pofciacheilnoftro, par che àciafcun di loro fia folamente inftrutco, &àtutti infieme vagamente accommodato.Et àchi di quefta leggiadrifsima arte prende diletto lafciamo la diradi veder tutti quelli, che foprà la profpettiuadel Vignola egli adduce, eda fe fteftb componergli più agiatamente fopra il noftro iftrumento, colquale fi può efattifsìtnamente vfando debita diligéza.ridurreqiialfiuogliacofain proIpettiua; perche con erto molto piùgiuftamcnte s'opera che con qujliìuoglia regola, pilchenou addurremo altre regole, àquefto fine eftcndo che l'iftruméto in cotal modo ci moftra tutte le profpettiue. Comejt deue digrudar ynaltez^it accio tutte leparti (ì rap~ prejèntino altocchio vguali. (^ap.XlX, Gn Icofa chefidifcoftadaH’occliio noftro in tal ^modo fi viene fminuédo fin che l’aere che s’interpo 'Bneficiopponc, eleua in tutto la villa di quella pilche, volendo ornar qualche edificio, òaltra opera, oueleparti fupcriori, quelle di mezo ,eriufériori ci habbiano d’apparir vguali, cconfimili, nel noftro iftrumento (ì ti moftrano limili portiohi,perlequaliogni grande altezza fi può regolare, cdiuiderc come facilmente diiuoltra la figura. CeiM Come con l'iBmmentoJipojfa rifra,rginBamente ognifigurancora: quella maggior ominore con~ ancor che non Jè glipojfa apprejpire .Cap. XX. forme ànoiparrà ra deptnta^efa Eil rittoròarchitcftochevcdeflevnabcllaimagi- °d’vn’tdificio depinta òdelineata in qualche carta,la cui copia egli voleflc.potrd ancora per niezo dciriftrumento nodro hauer de) filo incento ogni fodisfattione, però tirando da vna banda airaltrafopra tutti igradi dcffo iftrumento formato nello flelFo fportello di.fopra più lince intcrfcgandofì l’vna alfaltra imodo di quadretti, lo metterà poi fopra la cofa, clfcfTo vuol delincare, notando fopra che quadro ciafeuna parte di detta figura viene; poi pigliando la carta òparicte Copra che s’hàdafaril ritratto, le linearà con altrettanti quadri come fono quelli dell* ìdrunne nto, e della mcdefima quantità ;ctra quelli s’anderà mettendo icontorni, nel modo che loriginal fi vede fotte riftruméro . In quello modo fi puòricrarc ogni figura fopra laqualc fi può 61 PROTHEOlMilLlTAJ^E ii'ctterlofportcllo diui(o in quadri ,nè altro modo fino adcdb è manifcdo Agli artifici, pcrilclie volendo ritrar vna figura òhilloria depinta, fu la parete, oue non fcgli pofsiappreffarc, non la fillio ritrare conforme ch’ella èdepinta,faluo come daU’occhio èvifta digradata in profpettiua nondimeno Io fportello fatto aquadri dell’iftrumento nofiro cela darà fi appunto depiuta come ella èfatta nella parete, adattandofi l’iftrumento in quella grandezza, emifnra, che èfatta la figura; &volendoli maggior il difeguo.ehe non èla figura, fi fari il quadro dell’iftruméto tanto maggior della figura quanto èil crefeimento ,che fe defidcra dar alla figura,' cherirrarvogliamo;medefimamente volendola minore,tanto minor s’adattar Ariftrumento; che non èla figura. Efolito ARoma ,quei che nel Jifegno s’cfl'ercitano canate da alcimc hiftoric d’ofcuco, echiaro, che nere facciate de più calè fi trouaiio H ^ >0 r'OS LIBRO SECONDO. 6$ nano, alcune figure da artificiofa mano depili te; perilche, per non effer in mezo la ftrada, procurano la comraodità d’vna cafa all’incontro di quella, oue la hirtoria fi vede faccia dfaccia :volendo dunque alcuno difegnar de ttehiftorie, allequalinó fipiiòappreffare: metterà lo fportello del quadro AB ,perpendicolarmente faccia ùfronte dellefigureCD :poi pigliati vnpoco di diftanza da detto fportello,oue piantati il baftone E, àpiombo fopra la linea FG, parallela alla bafe dello fportello ,diraodo che ibacchi de’ traguardi vàdino con le lince del lato A,dello ijvortello ,conforme a’ numeri 1. 1. 3. 4. 5. &c. oueroinloco de’ forami del tragu,-.rdod’cffo bacione gli farà la mira E, che fi poifa alzare ,Stabbaflarc cófbrme èil luoco,oue s'hà dà guardare: Se il baftone diuidcriin tante parti quàte àdiuifo ciafeun lato dello fportello: fermato che farà cosi fattamente ló iftrumento, fi traguardarà per la mira la figura, che fi vuol ritrae fin che il raggio che viene dalla cò favilla tocchilalineade’primi quadretti dello fportello, notandò il punto doue la tocca ;cioè s’è nel primo, ònel fecondo quadretto; PROTHEO MILITARE 'to; emcltcnilo poi àmodo di Chiudenda la parete) tauola, òcarta 'in che s’hà àdiicgnarefopra ló fporcello notarà in quella le parti prefenc’quadretti dello fportello’ d’alto ìbaffo; ilche fatto paffarà ilbaftone al punto H, della linea FG, otte farà il medefimo che nella prefatta operatione pigliando le lince che in quelli fecondi quadretti diinoftra il traguardo-.e còsi feguitando fin che fe piglino, non folamentei cótorni òprofili delle figure, ma etiaiiHio tutti iniufcolii& ombrature, come nella figura di Mercurio fi vede.- Aritrarre ogni forte di Statua iti maggior òminorforma col modino del Trotheofènzjt altro ifrumenta. Caf. XXI. A*che, fi come fono in tutti quanti! corpi diuerfe, SBivarie lefigure, d’attitudini mediante gli fuolgimenti òpiegamenti delle membra, elor politure > ^debbiano ancora effet varij, e diuerfi imodini di quegli. Perciuche qual farà colui, che fi pcrfiiadx ch’vn folo jftrumento porga la norma, non àtutte le figure, ma ad nPolo marmo, oue la Scoltura del Toro nel Palazzo dell’IlluftrirfimoFarnefe intagliatoli vede. Pofciacheil toroche rapprelènta la terra diftefo per lungo, non folamente fuolge la tetta, epiega il collo, d’altre membra sforzato dalle quattro figure nello fleffo marmo fcolpite (fignificanoquelle le quattro ftagioni dell’anno) ma in veroegliè tutto mutato dalla naturai pofitura.clie effo, qua <loèlibero,pofsiede:daiftelfa Primauera, State, Autunno ,& Inuerno, fiotto quelle quattro figure comprefie, nó altrimcnte che il toro ,mentre quello àloro modo piegano ,ttraccano ,esforzano, fecondo il vigor ch'effe mettono ,da parte della terra ,cafe il toro ,che domano ,pigliano ancora l’attitudini ,& verli .Laonde par,come le diffe, che gli fcultori,mentre quelli corpi hanno da ridurre da’minormodclli alle maggior figure ,habbino dibifiogno, per oll'cruar in tutto lcdittantie,e mifiure delle parti, di tati iftrunienti quanti faranno icorpi, egli atti,ch’efsifacc.iano.Nondimenolòpra il noftro Pugnale fenza altro ittrumento potremo imitare, eritrarre non folo quelle attitudini ,eforte di corpi ,ma tutte l'aJue.chc imaginar lipofsino. Perciò che fcnoipigliaremo l’altezza LIBRO SECONDO. <ry rezza delle linceo contorni delle membra,ilor diametri ò[^roflèz ze,e gli angoli òfporti ,ch'elle nella diiierfità delle pofiturefanno,e fapiitoilnumerodeironcie,e mimiti di tntte;e pigliando fopra detto Pugnale tante parti maggioripilmodine della maggiore Statua quante fono le parti minori per ilmodine della minore, haremo próta, &efpeditifsima ladetermmatione di elle membra feuza commettere errore. Ne ce ne curiamo di far tanto alto il regolo quanto la Statua ègrande, equello diuifoiu tante parti vguali quanto èdiuifo il minor modinc della minore Statua. Pofeia che ci bada miftirar vna volta la teda fin’al mento, e fontanella del collo,8evn'altra dalla fontanella al pcttOjC dal petto poi all’ ombilico ,e cosìl’altre parti ;cpigliando vna mifura di dita ouerooncie per il modello della figura maggiore ,pigliaremo perla minore le grana delle dita òi minuti dell'oncie, onero in vnole dita ,&in altro l’oncie fecondo la differenza delle due grandezze d’effe figure. Volendo adunque pigliar idue diametri d’ynatella invnmedefimo tempo applicaremo alla teda il pugnale in forma quadra , efacendo che’due lati oppofti premano le tempie, egli altri due la fronte^, ela uucca comprenderemo quanta fia la grolfezza d’effa tella per quelli due verii ,enotando la lunghezza de’lati ful'oneie òdita pigliaremo parimente l’altezza dal mento a’capelli nella lunghezza dell’vnoò fai troiate deiriftrumento notati do pur da banda :da tempia àtépi amicie tante :dalla fronte alla nucca oncic tante :da’ capelli iiimezo la fronte fin'al mento oncie tante :c cosliieU’altre parti ,emembri maggiori ,poi nelle minori ,per la latitudine dall’orecchia all’occhio oncie tante :davii’occhio all’ altro tantoiper lalógi tiidine,da’capcllialle ciglia micie tate,al na fo tanto; alla bocca, &al méto tanto :ecosìnelfalcre parti finiili. Per ridurre poi quello modinc in vn’altro minor’ò maggiore fc pigliardilmedefimo numero delle parti, ma non quelle llellc.aiizi maggiori òminori conforme che s’è ordinato il modine.Però perche nel pigliar le mifure di fopra fe pigliano più predo le parti piùcomniuni, &vniucrfali, come fono Te lunghezze ,le groifezze, elarghezze delle membrasSc il porre de’tcrmiiii.come lono gli angoli, gli sfondi, &irilicui ,ci dà le momentanee varietà delle mébra caufate dalle none attitudini, emouiméti delle parti, ece l’inlègnaàcollocare,difporremol’idrumento nel modo, che nella infraferitta figura di Mutio fi vede. IFigura Vgual al piano dell’orizonte con tutto il quadrato »cfermo Co^ pra il Tuo baftone ftaciuo in mczo la tc^la òfuori. Conducefipoi coi LIBRO SECONDO, 6j to Jpiombini FG, appcfi da'filiD E(g!ihabbiamo tneiTo Toprala figura acciò fi veggano) il lato Afopra lafquadra del gnomone C. nel modo, che fi conduce la linda ferma nel centro intorno allacir conferenza, fin che il pióbino arriiii,e cocchi qualchepartc principale di qncfii fiatila, come farebbe àdire la delira di Mutio ardendo; però volendo notar il loco della fpalla òil ginocchio fporto in fuori, giraremo il lato A, immoto il B, fin che il pióbino tocchi la fpalla òl'angolo del ginocchio, &:il medefimo fi fari in tutte l’altrc parti notadociafcheduna co inumeri delle diuifionifbpra ch’ella cade: atiertendochenonfolamente s'hà da notare che ìa delira retta fopra tal grado òparte del gnomone C, ma che ancora retta fottol'vltimo grado òpunto DdellatoA: nóaltrimcnte alla Ipalla, Seal ginocchio daremo ipiiti fopra che ciafeunoreftanellatoAcol piombino, ma ancora quegli Ibprachiil latoA cade nel gnomone C. 'Volendo finalmente notare gli sfondi òrilieni fi farà con vna riga òbacchetta diuifa in piccoli parti òminuti (non dittando troppo gli sfondi da’rilieui) la cui cima fe metterà nello sfondo, eraifurando lo interualloche ètra lo sfondo, c lofpago del piombo ,lanotaremofula bacchetta, onero la riportaremoal latoA,& iui notaremola quantità rua.elafcriueremo sù lacarta,oue finotaladittazadegli sfondi; chefia pereflèmpio dall'Iìall'A ,edall’angolo del manico del Protheo fin’all’Afinota rà la quantità di detto sfondo. Et in quella maniera fipotrà con folo loittrumento nollro notar ogni altra parte òtermini diquefta, ed’ogn’altra llatua nódimcno che il curiofo,e dotto Leon Battitta degli Alberti volle che ad ogni llatua fi faccino tre iftrumenti, come fono il regolo, la fquadra, &il diffinitore . Jfar nell'iflruméto cowpoflo in talmodo la, deferiitione delleProuincic^c carte danaaigare. Cap. XXII. BOn grandifsima facilità, elTendole linee, che fan la reticella òquadretti dell’iftrnmento facto àfportello, ligatc[foprai gradi dello ittrumento da tutte le quattro bande, fi può far la deferittione diqualfiuoglia Prouinciaò Paefe, la cui longitudine ,elatitudine in ogni loco ci fia nota, però che volendo noi deferiuer Sicilia, pigliaremone’lati della longitudine dcll’iftrumenco igradi, Iache 74‘.’ PRO'THEO'-MILITA RE trèni'deì'vi&ète, pittai tome gli' liilcJiPuiì !ati'ftta'óVc/fiòro fSràVii'3 flradadi pa'isi tiuque: &intor.-* ira qiiella gli'i'Hdggiuniènti dt'gli'iìiio'mini d’ai'mc,.e caualli le-gj gieri con le fteflrad'c, c'fii.izzc in niezo. Attorno iquartieri della, raualleriafarii vna (bada di larghezza di [iaira dieci jattorno alla qn‘.iléTa'r;iimò iquartieri della Cdnteriii con k'ftie ftradeiepiazze;: Sin’ capo ad ella ftrada verfo il n'iniido (ari la piazza generale delParme .'cKa.'fia di fu pevlieiealmeno lanieri de gli. alloggiamentide’faiiti. In vn cantone verfo l'inimico fari la piazza della mani-, rione delfartiglicriaiS itergo del l’alloggi amento s’alloggieranno ignaftatori ,ebelliame d’ammazzar perviueredcl Campocoii altre cofe inutili. 1vinandicri alloggiarSno per le piazze de’qiiartieri.e per lungo alle (Irade. La trincierà (i farà da 40. in 50. pafsi lontana dagli alloggiamenti . Per difegnar dunque quello campale alloggiamento fopra il no Uro idrumento fi metterà prima in mezo la piazza del Generale dipaCfaperogniqnadro 50. ,.^ ,Dipoi le due (Irade, che,s.’incrodno in mezo la piazza di larghezza pafsi '15 .. - Verfola parte nimica nella metà della piazza generale per huòminijoo. canarcnio in quello modo l’alloggiamento :(ìleuano da pafsi 50. pafsi 15. della larghezza delle (Irade,redano pafsi 35. da 35. ne torremolamità, ch’è pa(si ly.cmezo, &ly.c mezo moltiplicheremmo io fe, che farà pafsi fiiperficiali 306. dipoi terremo la miti di joo. homini fegnalati da alloggiare dall'vna parte, e dall’altra della (Irada àcanto ad e(fa piazza, che è150. Hormoltiplicheremo 2jo. con 100. fuperlìcie di due alloggiamenti de’caualli faranno piedi fuperficiali afooo. eajooo. partiremo per 25. piedi fupcriìciali .facendogli pafsi. perche vnpalTo èpiedi (uperiiciali ij.ne verranno pafsi ieoo.&apafsi 1000.aggingnédo pafsi (Uper(lcialÌ3ofi. che habbiamodi fopra(fan pafsi 130(5. cdai 306. netorremolafuaradiccquadratachefarà intorno i3(>.eda3(S; canarcino 17. emezo reda iS.c mezo, epalfa iS.cmezo/ì torridi jnifura allungo alle drade cominciando airalloggiamento del-Gel'crale, cnel capo di 18. emezo,fi tireranno le linee ad angoli retti, r(1 formeranno gli alloggiamenti de’gentilliuomini . Diiifaltra ))artc della piazza del Generale, fi fanno due piazze: yna per lamoiiitionc del vincrc, l'altra per il mercato di tanta capaciti come fono gli alloggiaincnù dc’gcntilhuomini. Attor- LIBRO SECONDO. ;7f Attorno agli alloggiamenti de’genrilhDominijC piazzc^rarà vn^ ftrada de pafsi cinque dì larghezza ,intorno,alla.qaale alloggieranno gli buomi ni d’arme >ccanallileggieri con le fiie ftrade, e piazze d’arme :moltiplicando alloggiamenti 7. che fi dilperhiiomod’armc, che fono pie fuperficiali 350di terreno conhuomini d’arme aooo. faranno pie fuperficiali 700000. di tprrcno,chc faremo in pafsi, partendogli per 25. cfaranno pafTa aSo 00. fuperficiali perdetti huomini d’arme :fé gli dardpoila lor piazza ;computandogli due alloggiamenti d’huomodarme» che fon piedi 100. fuperficiali ;emoltiplicando 2ooo. con io o. fa 200000. che partiti per 25. fono 8000, palsì fuperficiali, cheaggionti aiSooo. di fopra, fono pafsi 36,000. d’alloggiamenti dcgliìniomim, epiazze d'arme , .Per icaualli leggieri moltiplicaremo il numero loro, che è 100 00. con 4. alloggiamenti, che fé gl idd per vno, che fon pièfupcrficiali 200. di terreno, fii aooooo.o. che partiti per ,25. fa pafsi «0000. fuperficiali per dargli la lor piazza con vn’alloggiamento per vno,. fi moltiplica 50. con loooo.fon 500000. che partiti in 25. dan pafsi‘2oooo.qiialiaggipnri i.Sooo.odaranno 100000. pafsi fuperficiali di terreno per alloggiamenti, e.pjazze de’caualli leggieri, che aggióti a’3 6000. degli huomini d’arme fanno r3(5ooo.pafs,i, che partiti in (acciò fieno diuifi in 4. quartieri trahomini d’armei,,G canal ileggieri,) nè verrd,34000. per quartierofenza lefuc fìradc,chevan ddar in fronte alle lorpiazzc dclTarme tperlecui fìradc fi torrd la radice quadrata di 34000. che farà poco piùdi iSl’ a184. aggiungendo paf-i io. perla larghezza delle llrade fard 15^4. quali 194. ridurremo in fupcrficic moltiplicandogli in fé, che farai)no 37636. pafsi lupcvficiali ,che vorrà ciafeunode’ quattro quartieri de’ cauaUi con le Tue piazze, c fìradc :oltre di qiiefìo per difegnare fuori-i quartieri della cauallcria ,s’aggiugnerd j-»aisi fuperficiali 306. ch’è parte della piazza del Generale, con pafsi Io.oo.ch’c la mitd de gli alloggiamenti de’gcntilhiiomiiii òIii omini fegnalati fard 1306.6Ì: d’i 306. fc gli aggiongepafiu 360. fiiperliciali del la llrada, che vd attorno alla meta de gli alloggiamenti dc’gciitilhiioiidni fa i666.d cui aggiongeremo paf&Ì37636. fuperficiali d’vn quartieri di caualli, che farannoin tutto 393,9^. edi 39302. nc torremo la Tua radice quadrata che fard, poco più di j98. cdi IyS. nc cau.arcmo 36. che èil lato del quadrato della metà dpuc alloggiano igcntiliiuominicolaparte della piazza,dt'l IC 2Gene- 7<r TROTHEO MILITARE Generale rellarà iéi. epafsii «».Gmerureranno allugo delle Grà de cominciando àgli alloggiamenti de’geiitilhuomini, &alle due piazze del mercato,edel viiiere lafciado però pafsi cinque di i<5 z. per la Grada che và attorno a’ detti alloggiamenti ,cpiazze fot', mando iquartieri con le fue piazze, eftrade. Attorno a’qnartieri della caualleria farà vna (Iradalarga pafsi io. &intorno quefta Grada fi accommodarannoi quartieri della fanteria, in quefto modo, moltiplicando fanti 48000. con «4. piedi fuperficiali di terreno ,che fi dà àciafcunfante farannopiedi fup. 307100 o.moltiplicarcmo poi piedi fup.3i. chefi dààciafciiii fante per la piazza delle arme con fanti 48000. faranno piedi fup. iJ36ooo.che s'aggiongeranno con3o7iooo.efarano 4608000, che partiti peri5. ne verrài84.3zò.pafsifuperficiali. Oltreciò à iSqjio.aggiongeremo lafuperficie della piazza della munitione dell’artiglieria, che poniamo di farla fui quadro paifa 5o. così moltiplicando jo. in fe fa ijooó, pafsi fup. che gioliti à1843x0. fa 386S10. quali partiti per 4. ne viene 4670 jr.che fono per gli alloggiamenti, epiazza delle arme di ciafcun de’qnattroqaartievideh la fanteria con la piazza della munitione dell’artiglieria . Volendo far le fue ftrade ,fi torrà la radice quadrata di 4670^. ch’èquafi 2i6.&àiié. aggiongeremopafsi io. per la larghezza delle ftrade fa 126. che moltiplicati in fe fa 51076. per vn quartieto di fanteria con le fue piazze, e ftrade. Avolerfapcr quanto fi deue mifurare allungo delle ftrade principali ,comiiiciandoalla ftrada ,che và attorno àgli alloggiamenti de’caualli ,formando i quartieri di fanteriafaremo in queltomodo;fomminfi 51o76.paffifup.d’vn quartierodi fanteria con pafsi 5000. fup. della ftrada, chevà attorno ad vnquartiero di caualleria: con pafsi 360. fup. della ftrada, che và attorno ad ma parte de gli alloggiamenti de’ gentilhuomini :conpafla iooo.fup.doue alloggiano efsi gentilhuomini con pafsi 306. fup. della parte della piazza del Generale, chefommati tutti infiemei fopradctti pafsi faiipafsi fup. 95378. da chi torremola radice quadra, che farà poco meno di 309.. eda 3o9.canando isS.refta III. paffa da mifurare allungo delle ftrade principali ,cominciando agli alloggiamenti de’caualli leggieri; lafciandopcrò prima dalli, paffa 1o. per la larghezza della ftrada,che và attorno àgl ialloggiamenti de’canalli leggieri; formando iquartieri delle fanterie,con la piazza della monitione dell’ar tiglicria ;efibndo detta piazza comprefa nel calcalo de’ quartieri della LIBRO SECONDO. 77 della fanteria, farsi poi la trincierà lontana dagli alloggiamentida 40. in 50. parta. Iluoghi neccflarij> s’accommodano con dargli quel tanto di più di faperficic alle piazze de' quartieri .Volendo fai le Brade dc’quartierijchc s'interfecano adangoli retti nel mezo della piazza .s’aggionge al lato del quadrato, cioè alla radice, che fi piglia di tutta la fuperficie del quartiero ad arbitrio, &in quello dileguo fon palsi io. per le larghezze delle ftrade. Ilbefiiaiiieper ilviuerdel campo co igualfatori,& altre coftinutili, fi locano nella rpalladciralloggiamento. Iviuandieri alloggiano intorno alle Brade, epiazze. A. Significa le piazze de'quartieri della cauallcria,e fanteria con quella del Generale nel mezo ,ele Brade con lo fpatio ,eh’ è tra la trincierà, e gli alloggiamenti. B. Significai quartieri de’caualli leggieri. C. Quartieri d’iiuoinini d’arme. D. Quartieri di fanteria. E. Piazza della monitionedeirartigfieria. F. Gentilhuomini òperfone fcgnalate dcanto al Generale, G. Piazza del Mercato. H. Piazza della inonitione detviuere. I. Alloggiamento de’guaBatori,cbefiiamc,ches’anaazza per Vito del campo. K. Il forte fopra la collina per difefadeiralloggiamento. L. Piazza dell’arme. Intefi dunque il modo, caIcuIo,eniifuredell’alIoggiaméto,per fare il fuo difegno con ogni faciliti fopra il noBro iflrumento nella forma, che ifare la defcrittionc s’c viBo, baBache nella longitudine, clatitudine fcpiglinole radici òvero lati delle piazze, quartieri, elarghezze delle Brade da’numerifcgnati ne’quatcrc» lati delfiftelfoiBrumento ;eperche dall’operationi ,che fopra habbiamo moBrato ,reBa queBa intelligibile ci contentaremo di metter folamcnte la prefente figura ,eforma dctfalloggiamento, laquale baBa itorrcuia ogni dubbio Terformar col nofiro Hrttmento tcinque ordini di colonne che ne gli cdifcij Tofìani ,'Dorici, Ionici, Corinthij, ecompoHi nefano iperiti Architetti, [ap XXV. HIAwANoiMarematici Proptirtioiii II riTpetto.ò ver» |;s la ragione fcambieiiole ili ilinerfe qiiai!tir;i ;qiialeèiii- (linrain trcinanicre :Ciot inMiiliia, che tratta la Simmetria XI'BKD’ SECONDO. 7>' t?ie^rlà'fcan.ibiciioImcntc de‘conccnti,ò vero de’riióni: In Arìtmerica ,laqiial iTi'rii.i'a \S proportione fecondola qualird dello eccefio :come s’alcun dicede 12. ad 8. hanno quella ragione, che 6.d4, perche lVno,e l'alrro ecccfToè vguale: vltiinatnencc nella Geome-- tria :vna Certa habitiidinc fcàbieiiole òvero rifpettodi due quantità del medelìmo genere ,chcfidiuide in proportione doppia, cioè dVgualità, ed'inugiialirà. *Proportione d’vgualitd è,quandodue quantità vgualì Icambicuolmente fi comparanoxome 6.dó. 100, àloo. Proportione d’inugualitd cquando due inuguali quantità del mcdefimo genere, fcambicuolinentc fi paragonano infieme,e fi diiiidein proportione di maggiore inugualitd, edi minore :lequali non per altre ragioni lono difterentijfe non perche in quella èparagonatalamaggiorallamiiiorc, come 6. ài.hà la fefiuplaproportionc: per il contrario i. à 6 .hà proportione lotto feftupla: c quella c di minore in vgualità. Vero c, che non Ibno quelle differenti, faluo per la dittione,fiotto, laqiule Icmprc aggiógonoalIaminore,.e tutto quello, chedVna fie dice,$'hd parimente d’intender dell altra. Adunque la proportione della maggior inugualitd, cdella mi-' nore, fi diuidc in cinque fipecie principali, cioè. 1. Moltiplice. 2. Sopraparticolare. 3. Soprapartiente. 4. Moltiplice fiopraparticolare, Se j. Moltiplicefioprapartiente. tMoltiplice è, quando la maggior contiene alquante volte copiutamcntc la minore ,equello più d’viia volta, come 10. à5. parimente 8. à2. Quando adunque la maggiore due volte compiutamente contiene la minore,allhora lì chiama proportione doppia: fe tre volte: treppìa ;fic quattro volte :quadrupla :ecosì delfialtre per ordine. ^Sopràparticolareportìonec, quando la maggior quantità c6ticnc la minore, vna volta,&vna particella fiolamcnce della minore ;come 5. à2. hà proportione Itfiqijia Itera :4. a^. lid proportione fiefiquiterza :11. à1o. hd proportione fcfiqui decima ,&àquello' modo fic mettono inomi drutte,hauc‘ndo gliantichi,prefio, per lignificar tai proportioni, quella parola Scfiqiii. 3Sopraparcience è, quando la maggior quantità abbracciavna volta fo PROTHEO militare volta la tninoreje più alquante parlicene dellaminoret come j.i j.hà proportione foprapartieiite le terze. Perche il r.contienevna volta il 5. edue terzeUtpiù. 4Moltiplice fopraparticolare proportione èi^uadolamaggio* r.e contiene alquante voltelamiuore, equello, più d’vna volta ;& olireciò vna particclladeHaminore :come fe fi volefle trouarc la proportione, che èfra is-Scj. diuidi il ij. per 7, fanno a. emezo. Eadunque la proportione doppia fefquifettima: fimilmente 18. per 4. èproportione 4. emezo,cioè quadrupla fefqiiialterate così laltrejMoltiplice foprapartiente èquando lamaggiore abbraccia la minore più d'vna volta ,&oltre ancora alquante particelle della minore ;come la proportione ii.àq. fi conofce ditùdendo ii.per 4> perche ne refultano e. etre quarti, cioè doppia foprapartiente le quarte .Medefimamente ij). àp. bà ragione 3. equattro quinti, cioè treppiafopra qu.?dripartientelequinte:ò vero fopraparticntc quattro quinte. 11 medefimo modo fi tinienencll'altre . Quelle fono adunque le propofitioni Geometriche neceffarie all'Architetto qu.nndo con giiifla regola ,cmifuraegli difponc la fabrica degli edi£cij , dando le fueparti al tutto ,Stalle parti le parti minori, che gli .ap'partcngono, concjofia ,che UCittàda’ Filolòfi èdetta gran cafa, ela cafa vna picciol Cittd, cosi ancora leparti della cafa ,comcfonoil portico, il Cenacolo, &altri luochi non indegnamente fi diranno, picciol cafo ;le cui parti ,&ornamento interione.&clleriore come fono Tare, lemura, colonne, &aperturc,epartimen£i non altrimente ricercano quella Simmetrta, &ordine, che il corpo animato in tutto alieno di parte alcuna mollruora. Però volendo noi gratificare l’ingeniofo Architetto d’vno illromento, colquale non Iblamente il profpetto degli edifici) con giufioordinepofsi comprendere, edilegnarccome fopra, s’è villo, ma ancora le proportioni di quegli ordinatamente formare ci parfe acciò nc’[libridc’dotti Architetti limili voci, enomi intendano dardi quegliquellamodica luce, non douendo noialtrimcnte, qui ripetere la lor diftufa, eben intefa dottrina, ma folamcnte mollrare nel noliro illrumcnto la via facile da diuidere conforme aH’ordine To.lcano, Dorico, Ionico, Corinto,ccompofio le lor compite colonne ,oiie la Simmetria principale di tutto l'edificio confifie, come nelle infraforitte figure fi vede . Qual LIBRO secondo: «5 talmente le lettere mctiufcole han lalorfroportione dnW ordine, To/cano, ^Dorico, Ionico, Corintio ,eeompo~ fio delle colonne :ecome dette lettere fformano nell’llìrumento nofiro. '(fap. XXVI. Spesse volte guardando, econfiderando le lettere (oprai portichi, archi, colonne, tauoledimarmo, e brónzo, Ualtri (ìmili Iiiochi ,tra le Romane antiche ruine, (ino a’ tempi nottri, riferbate;habbiam’comprefo vna tal varietà nelle grolTezze, &altezze de' fu(i, &archi ,thè quelle, equelle comporigono ,che àdimandar i curioli delle cofe antiche ci fpinfe :percioche non èda penfar che elle non habbianohaiiuto dagli Egitij,Grcci,ò Latini, da che fono (late abbracciate ,quella pi-oportione, eSimmetria, ch’efsid tutti gliallri corpi dòfrànlente hanno applicato ;es’in quelle vi è gihfta quantità ,e'próportióne ,dà che ntefc'e tanta di(Ferenza tra la fcri'ttufa d’vn’edificìoi equella d’vnialtro fnèpur altra ragione ti fu refa, fàltiri che gli antichi fabri,che quelle intagliauauo, non erano rutti intelligenti, (ì come non fono inortri d’adeffo.Però nói, poc‘0 di quella ragione (odisfarti,doppo vn lungo confiderare troiialsimo in quelle lo (ledo ordine,e(ìmilitudine, che le proportiofti delle colonne in (c contengono ;laluo, che come le lettere non (ìeno indnitte per follenere il grane póndo de gli architraui ,cornici ,ctetri ,come fur le colonne ,habbiano il profilo, econtorni fatiti di linee rette, tratte perpendicolarmente jcome èl’afle della «tMonna ,che viene da vn centro all altro; ncircfto il numero de' drSmctri della larghezza, che compongono la altezza òlonghezza della colonna, compongono ancora la lógitudine d'ogni colonna, chela lettera contiene ;la citi fommità,e piede habbia pur haunto rorigine del capitello, ebafe della colonna ;c(ì come l’ordini delle inlonne, conforme a’paefi, in che die furono introdotte, pur-ché differenti l’vna dall’altra ,nondimeno la particolarproportione di ciafeuna, gli porgc'ua vna (ingoiar grada, &aria ,che l’edificio art ificiofam ente abballina; non altrimentcle lettcre,ò Tofeane, òDoriche, ci Ioniche, òCorinthie, compofic òvogliam’ dir Latine nella loro Scrittura mOflrano vna innata le'ggiadrja in .Lafe; so PROTHEO MILITARE Avoler pigliare maggior diftanze farà neccffario afcendere in qualche loco eminente, come verbi gratia in vna torre, emettendo nell’angolo D,vn filo àmododi perpendicolo che fin'al piano òpie della torre peruenga,ci feruirà detto filo in loco del braccio B, nel reftojs’adoperarà ,come fopra nel pigliare la diftanza orizontale . In cotal modo adduce il Peletario vn'iftrumeiito ,che dedica al Serenifiimo Emanuele Filiberto Duca di Sauoia ,dicendo :nemo antenos iniienit: ilche quato fia pouero di partiti,niollra, la vbcrtà di quei, che il noftro, in vari) modi, ci infegna, ne Tappiamo dire in che modo egli con quefio potefsi pigliar la pianta d’vna Città, non cheladcfcrittione d’vnaProuincia:ma noi torniamo al noftro con meglio, epili felice augurio; maggiormente, che mentre quelle righe fcriueuarao in Porto Santo Stefano àMonte Ar- ’gentarocafcò fopra la Galera Pifana di fuaS;ttitàà canto alla noBralafaetta, che doppo haiier fpaccato l’albero maeilro ammazzò vn’hofno,& iilroppio altri due,iènza laflar in alcuno ferita manifefla. Nel pigliar dell’altezze fi tiene la medefima ragione ;Tallio che il braccio B. refta allhora parallelo all’orizonte, &il gnomone C. perpendicolare efiendogli bafel'iftclfo braccio B:Stillato Ain modo, che per iTuoi traguardi ,fi fcopre la fonimit àdell’altezza, di chi fi cerca la mifura,come nella figura prefente lì vede. Olle ie piglia faltezza FG. col iftrumento D. Il contrario fi farà volendo pigliare la profondità d’vna colà, che perelfempio fia finteruallo della profondità HI, che fe piglia; con l’iftrumento L, oue il braccio A,egnomone C. li volta; no verfo la profondità ,fi come han fatto vetfo l’altezza nelpigliar di quella . Come ComefipJJifigliarla diBanzjt, cìfedamialla copimi fia fer tiBrumentonoBro. fy. XXFIII. VOlENDo vn Capitano accampato intornoàvna Città, à ch'egli hàracflb l’aflcdio, fapcr la diftaza, che èdal loco, oue M: PR,0 THte OMILITARE s’è accampato al più propinquo bclloardo dì detta Città, per faper in che loco egli babbi àpiantare Tartiglieria ,chepofsi far effetto. Piantarà prima il battone Ùatiuo àlineilo, enella palla ttiail Iato \ì &ilB. dciriftriimento àfqnadra, eparalleli airorixonte, ò al piano terreo ;per itraguardi del braccio Ai procurarà vederla fommità dello angolo del bclloardo oppofto, reftando il braccio Bad angolo retto con detwbraccio A» &in quella linea retta , che vd dallocchio rifguardante al punto della cofavifta,‘à certa quantità di ioo. òvero diicento paiTa fard piàtare vna canna òbattone :che fard la feconda, da prima quella che fi metterà.«cl loco in che bora habbiam’meffo lo ftatiuo, poi immoto riftrumento, guardarà peri forami del braccioB .&in quella linea àcerta difìanza fard fifiar vn’altra canna detta terza ,&in quella andard di nuouo dpiantar riftrumento,comc hd fatto nella prima operarione di modo, che il braccio A. guardi alloco, oue prima fii piantato riftrumento, vedendo peri traguardi la prima canna, che doppo Iellato il battone ftatiuo iui fe piato; poi perii braccio Rimandando il raggio vifuale per iforami di quello procurarà vedere il pu nto,che nella prima operationeappoftò nclfangolo del belloar do, facendo piantare la quarta canna in quella linea retta faccia dfrontc alla fecondarmifurard poi quante patta ,canne, òcatvae fono dal'a prima cana alla feconda, che ferbarada parte: poi qn.i*! to fard dalla fteftk prima canna alla terza, &vicimameiue ,dalla feconda allaquàrca poicrdquefte due vltime canard dalla niag- .gior la minore, Se il rcfiduogli hd daferuir di partitore; moltiplica poi la diftaiiza ch’è dalla prima canna alla feconda con quella, ch’ò dalla prima alla terza ,8>c il produtto parte per quel refiduo , che dalia fotcrattioneferbò.e quel che viene èla diftanza dallocchioa! punto apportato nell'angolo del bclloardo. £ttempio. Vuol fapcrquanca èladiftanza dal B,all’A :piantard lo iftrumento col battone nel punto B, parelio airhorizohtc :eper itraguardi del braccio A. guardata il punto della diftanza pure fcricto A, &d 40. patta in quella linea retta fa piantare vna canna dlineilo nel punto 0,che Tarala recòda,voltofi poi al braccio A,guar darà peri traguardi del braccio B, che col A, fd angolo retto,verfo il punto C, &iui d3<5. paffa piantard la terza canna; poi leiiard riftrumento. Se oue era piantato il battone ftatiuo, piantard laprima canna: ilche fatto portarà riftrumento al loco >ouecra \ LIBRO SECONDO. la terza canna, eleuaJo quella mer teri in fuo locolo (latino, &fopri lo illruméto.che tutto redi àliuello ,& parallelo all’horizóte, come nella prima danza harà fatto:&haiiendoper itraguardi del braccio vido laprima cannai guardari poi da’ forami del braccio il punto A, della cofa vidaiSt faccia àfróte del la feconda canna fopra la linea radiale, che vàperilbraccio B, dall’ occhio fuo al punto A,farà piantare la quarta canna nel punto E,8c mefurando quanto è dalla quarta canna alla fecóda, troua edere paffa 30. iquali Iena da 3S. che èdalla prima alla terza canna ,redano 6. che ferba da banda: moltiplica poi 40, palfa della prima alla feconda canna con detti 3^. farà 1440. che fiartiti per 5.che Icrbò, viene 140. pada, stante faranno dal punto B. all’ A, che era il qtiedto.s'hà d’auer tire che il punto A, hàd’effermefifojouc le linee DA,& EA, concorrono infieme. Ver la, precedente operatione po terpigltar la pianta dì tutta la Città ne diametri:, edifian tle da vn beluardo all’altro, e le larghezjs de’fofsi ancor che riofipepinopeprirepn%apar tirpdalloco oue laprima operationefufatta. C.XXVllI, Debbono blTcruare con grandifsimadiligeaza iperiti Archi- P4 PROTHEO MILITARE chitetti,nel pigliare lapiata di qualche Cittsliò Porto;cffendc> qne ftapublicaattione;chelafuaoperatione véghifatta’contal facili tà, e giuftezza ,ciré da’ rifguardanti ,tra quali ,può nafconderfi qualche dotto, noupofsi in alcun modo venir riprefa :perche effendoquefti iprincipi) &bafe, in dhe s’hd dfondar’ogni mifiira & parte della futura fabrica, commettendo in pigliarla qualche errore ,maggiormente fcambiando il vero modo dell’adopcrare, farà tenuto ignorante, &il difegno fuo giudicato falfo appreffo il principe ,àche farà prefentato ;come èauucnuto innanti alla felice ricordatione deInnocétionono,ne'difegni prefentatogli del porto diCi uitauecchia, ch’egli voleua far reffaurare.Perchc veramente ci amirauamoin veder huomini pratichi, venuti da Roma Genoua,& altri luochi col nome d’ingegnieri ,che per via di lenze fopra barchette, facendo fette,otto, &più mifure di lenze, oue ogni lenza òfcandagliofaceua più arco, che non contiene la vigefima parte del cerchio, fe prefumefsi di far pianta giuda da offerir inauri al cofpelto d’vn Pontefice; &molto più ci ftupifsimo chevnomctteualafpefadi detta fabrica in i/o. mila feudi altro in cento ,altro in ottanta, &vno, ànoiamicifsimo,in 40000. fenzapenfare da quato lótano haueffero àvenire lepietre.la calce,la pozzolana (fe la rena non s’acccttaflé )&in che loco s'hauefsino à fabricar imattoni ,oltre che manco, s’era fatto il computo delle canne di muro ,che la fabrica coroprendeua ;&la fpefa ,che comporta la materia, &opera in ciafeuna canna di muro di mattoni, òdi pietrame manco la intollerabile fpefa di llromenti di ferro Se argani in mare &terra come per fimilefabricabifogna . Però tanto più farà da tenere in conto il modonoftro,co’l quale, etiamdioda lontanopofsiamopigliar le longitudini de'diame tri dentro alla Città,grandezzade’belloardi,&cortine;ma ancora le piazze, &fofsi nafeofti airocchio,confolo capar’vna collina alquanto più eminente, che non è. la muraglia della Città;ò quando quella mancaife, due arbori vno dietro l’altro ,le bene fieno tanto lontani ,che icolpi deH’artiglieria nimica non ci offendano. Habbiamo adunque per effempio adduttoui la figura d’vna Cic tàottagona,parte in pianta parte in prorpettiua,la quale habbiamo formata, con due forti di cortine,vna più in fuori, &l’altra più dentro, il quale modo ci piacque in vna cortina delle mura none di Ciuitauccchia, nella parte di Ponente,fatto, come dicono, dal Signor fiatino Orfino, con vn riueilino innanti la porta ;clfendo LIBRO SECONDO. cliequefta forma èconuenicote alle città piccole,acciò da minori pezzi d'artiglieria più cominodaroéte,vciighinodifFefe; maggiormente Olle non ègente àbaftàza per guardia fua,e per quello giudicafsimo hicrfera le cortine, ebelloardi di liiiorno.oiie quello fe ferine, più atte alla magnificenza della Città regia, die alla Scurezza, &vtile di detto loco, come da molte ragioni fiamo ficiirì comprende rillnftrifsimo Sig.D.Giouanni de Medici, dignifsim» Architetto di quell’opera; ma àfiia Signoria lUullrifsimabifognò fegiiitar la fabricainnanti al tempo fuo cominciata: clic quella One egli fu folo, come fono la fortezza noua,e muri noni della Città vecchia, hanno tutte le parti, che la bellezza, efortezza delfordine Tofeano cocede.Però noi torniamo hormai all’ordine noflro. Volendo noi dal punto A. pigliare la pianta della Città ottagona prima pigliarcmo la longitudine ch’èdanoi adogni belloardo col modo che nella precedente operationc s'è dimoftrato oue dall’occhio noUro fegnato col A. al belloardo Bfono palla 310. &al belloardo C. palla 50J. Al belloardo D. palfa 7J0. Al belloardo G. .palfa 890. Al belloardo E. —_palfaSpo. AlbelloardoH. palfayso. Al belloardo!'. ^palfaioio. Al belloardo I. w— palfajoy. Ilche tutto fi nota sù la carta:pigliamo poi di nuouo fillrumento ,alquale formiamo vn triangolo in modo, che le braccia AB, fieno ilati, &il gnomone C, la baie,laquale voltata verfo la Città, metteremo l’occhio nello angolo O. dell’ilàrumcnto ,emandando il vifo radi ale per itraguardi del braccio A, procuremo veder l'angolo del belloardo B, poi immoto il braccio,slargaremo tanto il lato 15 ,fin che per iTuoi traguardi feopriamo l’angolo del bellouardo C, ilche fatto veggiamo quanti gradi òpunti ,contiene la parte del gnomone che rella tra il braccio A,& il braccio B,che trouiamo clfcr gradi che notiamo fu la carta dall’angolo B. al C, gradi .... Di nuouo gnardaremo per itraguardi del braccio A, l’angolo del belloardo C, &immoto il braccio A, per iforami del braccio B. aggiullarcmo il raggio vi filale con l’angolo del bcllouardo D, e quello che il gnouione cótienefeoperto notiamo fotto al numero de’gradi dal belloardo B,al C.e con quello ordine miluraremo tutti ibelIo.u'di, thehauremoper faccia: però àquegli, da' quali folamentc lcoprircmolapaiteinteriore,pigliaremoiI putorifguard'tuoic nella parte di dentro dell’angolo d’clfo bcllouardo ,euon poten- S6 PROTHEO MILITARE potendo vederloi vedremo almeno l’angolo del Tuo parapetto,che prefupporremoefferlótano dall’angolo del fiiobelloardo la grolfezza del parapetto, che per l’ordinario èpiedi 3Z.eheaggiongeremo poi alla mifura delia fua longitudine :&in vece del braccio A, (effendo che allhora fi torna indietro )metteremo nell’angolo del bellouardo D, il braccio B, e quello immoto slatgaremo canto il braccio A. fin che per ifuoi traguardi fi pofsi veder l’angolo intcriore del bellouardo E. òdel fuo parapetto ,equello ,che conterrà il gnomone C. tra vn braccio ,el’altro notaremo dall’angolo del bellouardo B.all’angolo interiore del bellouardo E, Si il medefimo fi farà ,in tutti gli altri bellouardi de'quali non pofsiamo vedere la faccia, econ quella notaci ritiraremo in cara,e pigliando la carta, oue habbiaino da fare il difegno in pianta òpro/pcttiua,formaremo la ficaia delle mifiure, cófiòrme ànoi parrà; &in vna banda d’eflfa carta, metteremo ilpunto A,dalquale tiraremo vna linea retta, che contenga tanti paisi, òpiedi, quanti comprendefCmo cfTet dall’occhio alfiangolo del bellouardo B, iquali pafsi pigliaremo nella ficaia fatta fu la carta :ilche fatto, col pugnale come fopra, &in quel modo, che nel pigliar della pianta della Città habbiamo fatro,tiraren]0 le lineedclk longitudini, che vanno dal punto A. a’ bellouardi di maniera ch'ogn’vna pafsi fioprai punti notati da vn bellouardo all’altro fopra il gnomone C.lequali lince fe ben le ftcciamo infinite, pigliando nella ficaia delle palla fatta nella carta la propria longhezza di ciafeheduna gli metteremo i termini.oties’hanno àformare gli angoli de’bel'oardi poi da vna linea terminata all’altra cioè dal B, al C,e dal C, al D,&c. tiraremo le linee rctte.Et vi refìarà fatto l’ottagono,Icquali linee da angolo ad angolo, mifiiirandole fopra la ficaia de’palsi, ci daranno le pailàgiuftc,chevi fono da vn’angoloall’altro. Il medefimomodo fi può tener in pigliar quanto èda vn fianco all’altro fianco, econfeguentemente l’vna, el'altra cortina ,eciafeuna da per fe . Per faper quanto èil diametro della Città, cioè daH’angolo del belloardoB, all’angolo oppollo per diametro dei bellouardo F.làputo la longitudine dall'occhio A, all’angolo F. leuareinodi quella la longitudine, che èdal detto A,all’angolo B, &il rcflantc fardi! diametro della Città, equello che difta l'angolo B,dall’augolo F. oppoliogli . Volendo ancora faper quanta èla larghezza del foffo, che non fi ve- LIBRO SECONDO. 97 fi vede, pìgliaremolalongitiidine ,ch’è dall’A ,al parapetto della firada coperta, alla quale aggiugneremo piedi za. emezo, che fono trà il parapetto, ela contra fcarpa, cioè piè Vno, emezo di banchetta, e a t. di (Irada coperta ,per dotte pofsino caminar le fila di foldati 7. difcofti da fianco ifianco piè 3.6 quella lógitadiiie tratta di quella, ch’è dall’ A, al bellouardo B. il reftante farà il fofi'o . Eperche il parlar noftro èfolo diretto àvoi,felicifsimo Principe,nel cui profondo petto Iddio, eia natura hanno infufo vno fcru tinio di verafcienza ,ci balla folo cennar, fenza molefti periodi, il modo dell’inuentione nollra ;di che immortali gratie rendiamo al Ciclo ,ch’egli babbi fatto noi mezo, perche voi goderti così degno iftrumento ,efingo'arioperationi, non palell fin’hora ad altri, che alla grandezza voftra; ele nc cenni vi farà mancamenti, tolgon viai difegni, efigure della mano nollra defcritte (che à voi folo ballano} ogni dubbio. N^Itro LIBRO SECOND-G. 'jp Altro modo di pigliar la iomrU indine per la,fiala Altinutra di duetto iflnimerito . Cab. XXIX. OLF; Haomifiiraré, nella inFrafcritta fi-’ guraladiflaiiza.che èdal D.all'E, priijii fe piant-arà lo indumento nel baffone ftatiiiO) che in terra èfifTo nel punto D, &acconimodandoil lato Aad angoloretto col lato òbraccio Bidello iflruméto, di maniera che per itragiiar di kiell’A fi vegga il punto Edella ’ difla nra.giurdareinò ancora per i traguardi del braccio Biverfo il lato dritto, &lì certa dillàza in quella linearetta faremopiantarejvna canna dliuello (laqual diflanza quanto maggior farà tato più ficiira fiirà roperationi)che per efl'empio Ga à100. piedi nel punto F.oue = di niioiio portandolo illrumento,e > piantatolo ini fopra il baflone (la- ' tino, fé piegar;! il gnomone C. eh c' l'halla di mezo in maiiicni, che co- ; pongala Itala altimetra. che egli i contiene C, G. come nella figurali .vede,; &hor o.pprin)édo,hora slari gaiido il braccio Adello iftrumciito, faremo tato, che le vegga il pun - to F, della diflanza; ilchc fatto vet dromo quante parti di dodeci, in 1 ch’,c diuifo il gnomone CG,vengono tagliate dal braccio A. che * trqqaremo effer 2. Pofeia molripUcarerooi piedi 200. per la.pari ti,,inchC;C diuifa quella .mitàdcl gnomone C, il cui .produtté , .... -N2ifOQ. 1 LIBRO SECONDO. to; la /quadra in boccaal pezzo, come nelle figure fi vede; cafea il perpendicolo dell'angolo D,nel punto E, primo minuto del primopunto dell’ombra retta della Pcala alelmetra. t^^•V*.’ .-y. /jLf/r ./-# ''' y' i/ ODi LIBRO secondo; 107 Dì queft; tre punti, fono due quelli, che danno nonna dpezzi d'ogni forre, fecondo la qualità della poliiere co che (bno carichi ; cioè quando (e tira di punto in bianco, ònella maggiore eleuatione: che di fico fe deue aftenere quanto potrà il bombardiero da tirami, effendo che il fuo colpo èper il più delle volte, òincerto, òdi poco danno al nimico non potédo fcopare faliio poco fpatio del piano terreo: &acciò Tappiate le differenze, che fanno nel tirar ipezzi ,metteremo qui quanto tiranni pezzi di punto in bianco, &quanto nella maggior’eleuatione, fecondo la fperienzagià fatta d’altri ,& chi vorrà vedere ,quello che tiraràpiufopraciafcun punto ogn'vno di quelli pezzi, non hauemio lacommodità di far la ifperienza, potrà trouandofi àNapoIi,confultare più luiomini dotti &profeffori di quefto efercitio,] quali ,quali ogni giorno di fefta,d anno opera àlimili attioni,tra quali noi.più volte, ci fiamo ancora trouati . ^jinntofuo tirare ciafcunpezjp dipunto in bianco ,& nellafiia maggior eleuatione, di queBi due eftremi cauarvna regolagenerale difaper quato ogn~ Vnopuò tirar in ciajcunpuntò,eir minuto della/quadra .Cap. XXX11. BNfalcone da libre none può tirar de punto inbian co (profuppongafi cheegli habbia il fuo giuftocaricodellapoluereda<t. i. i.&lifaràda5.i.i.ouero da 6.I. i.fe gli darà prò rata manco) in circa 15 1. paHoelafua mafsima eleuatione circa palfa 1499. Vn fagro da libre dodecipuò tirar di pontoinbianco palla in circa J00.& la fua mafsima eleuationepalfa 2000. Vnpalfauolante, òvero meza Colubrina rinforzata da libre *j. pnò tirar di punto in bianco circa palla 300. &la fua mafsima eleuationepoco più di palla 1500. Vn Canone da libre fellanta può tirar di punto in bianco palla »5o. &la fua mafsima eleuatione palla 2500. VnaColubrina da libre vinti può tirar di ponto in bianco paffa 198. la fuamalsima eleuatione palla 1980. VnaColubrina dalibre jo. può tirar di ponto in bianco circa O1palla 1o> PROTHEO MILITARE palTa 300. &la Tua mafsima eleuatione paflaijoo. Vna Colobrina da libre fcffanta puòtirar di punto in bianco pafla 350. &l'afua maPsima eleuatioue pafra3roj. Queflioè dunque quanto ogni pezzo può tirar di puntoin bianco Se nella fua maggior eleuatione ;però volendo noi conofeer quanto può tirare ibpra ogn’altro punto della fquadra trà quelli due locati .ricorreremo all’ordine delle proportioni: ma bifogna prima ricordarci di quello, cioè che nel puntoin bianco ilperpédicolonon occupa òtaglia minuto alcuno del primo punto della fquadra: per ilche dal loco, oue egli nel punto in bianco lì trotta fin’alla maggior'eleuatione ci vd fpatij iz. &termini 13. dtalché noi metteremo la maggior eleuatione in detti termini 13. Ilche in tefo, pigliamo per efi'empio voler Papere quanto può tirar locato in punti 9.,il Pagro che di punto in bianco tirò pafla zoo. &nella fomma eleuatione paiPaiooo. Diuideremo prima aooo.|> zoo. che toccard io.di quotientc ;che èlo fteiPo ,che dire, che la linea della Pomma leiutione contiene io. volte la linea del puntoinbiaco, ilche Patto diremo, Pe 13. punti della maggior’eleuatione me danno ro. volte il punto in bianco; 9. punti di detta /cala quante volte mi daranno loileflb punto in biancofper la regola aurea mol tiplicado Io.in j.Pa 90.8; partiti p13.trouaremo che detto puro in bianco entrard volte ^.^nella linea chetirò il pezzoalzatoin pii ti 9. che volédogli Par *13 palpa,gli moltiplicaremo perpalPa zoo. che contiene la linea del puntoin bianco; SeParan PiAd 8 loftelPo modo Pe terrd in tutti gl altri punti .^ AliueUare lo [patto terreo ,&conofeerefiquello ìperfìttopiano .Cap. XXXIII, V volte èneceflarioall’Architetto òIngegniere pesi fubricare tempio,edificio òCited, vedere Pe il piano terreo dell’ara inches’hd da fabricare èperpetro piano: òvero per aggiuftari pezzi d’artiglieria, acciò Penzaimpedimétopercotano il loco appoftatoi Sìa adunque lo Ppatio terreo la linea AB. volendolo liuellare,e certificarci s’egli èperfetto pianorappoftaremo vn ponto in qualche coPa eleuata perpendicolarmente Popra il piano dell horizoate: eCa il ponto C.filParemo poi lo iUruraento ibpra il balloiie Ila - liuo. LIBR Osecondo; ttuOjtafmenteche il perpendicolo. E, O, cadapredfamenteropri la linea E, G,D, epoi l’abbalTaremo òalzaremo talmente che per iforami NM. vediamo il ponto C. il che fatto, mifuraremodrligen temente quanto èdall'occhio, òvero dal forame N. perpeiulicolarmente in terra, cioè quanta è la linea NA, efimilmente mifuraremo quanto èdal ponto C, perpendicolarmente àterra,cioè quanta èla linea CB. etrouando, che la detta linea GB. èvgualealla linea NA,eche il detto piano fediftende dalla banda deflra ,edalla finrftra fecondo l’ordine della linea AB, diremo che dettopiano AB,faràperfetto piano . tA. trouar l’altezsjt d’yna cefi, apparente^ al cuifondarne»- to ihajè pfojfandare ;eper la medefma operatiomcomprender la diftanzji diametrale di quella. Cap.XXXlV. Al'altezza AB, della cofa apparente A.eMeuata fopra i> piano BD, talmente che fe pofsi andare alla bafe,cioè al punto B. Per inueftigare deca altezza AB-, StivatemPO' no PROTHEO MILITARE po comprender la diftaradlametrale di tal altezzaper ridrumcntonoftroaffiflbfoprai Ifuobaftone ògnomone (latiuo; liuellare^ mo prima il piano BD, &vedremo s’egli èpfetto piano per iprecetti della paffata opcratione; Steflendoperfettopigliaremo vii punto nella cofa apparente,che fard la fommità A,che cercaremo vedere per itraguardi NM, di detto iftrumento ,tirandoci tanto adictro òinnanti fin che il perpendicolo cada foprala linea dell’ ombramedia :ilche fatto mifuraremolo fpatio, ch’èdal poto doue cade la perpendicolare dall’occhio noflro fin’alla baie dell’altezza, che vogliamo mifurare; cioè quanto èdal ponto C,alB. alla cui quantità aggiugneremo la perpendicolare, che èdal noftro occhio dterra,che fard la quantità, EC. Qu^anta dunque fard l’vna, el’altra quantità infieme fari ancora l’altezza AB, eflempio. Sia lo fpatio CB. piedi 353. edall’occhio riguardante àterra, cioè dal punto Eal C, piedi !•. emezo diremo che l’altezza ABjfaripiedi 338.cmezo, &èlaragioneperche la linea piana, equella dell'altezza fempre che il perpendicolo cade nell’angolo tra l’ombra vcrfa, eretta fanno bali vguali. ber laper ancora quanta fia la linea diagonale, hipotumiflàlcò vero diametrale, fermaremo vn piede del compalfo nel punto E, è giraa- LIBRO SECONDO. jij girandoTattrodal puto Averfola bafc fi farà vn'arco del circolò', producendo'poilaiineaE Fin infinitoioue ella taglia il fopradettoarco òparte d'vir cerchio, ch’è nel punto G, darà la linea EG vguale alla linea EA,diagonale ;effendo tutte due prodotte dal centro Ealla fteflaeirconferenza, AG; ecjuanto èdal F. al G,e la diagonale più lunga dell’altezza FA. Ter figliarJòlamente col balìone òGnomone Hatiuo ,in che fiferma l’iHrtmento lapredetta altezjjt, ela Diagonale^ Cap.XXXlllH OrTEvolte coloro, che neiraltefelue tagliano gl! ®alberi eminenti per, nell' vfo delle galee, portar poi Mgil grane pondo delle antenne appefe, egonfie vele , Signorandoleviefàcili.òcon grandifficoltà, epericololemirurano.òverotagliandogliaccafo-, ipefle fiate defiderano in quelle le debite mi Ture ,emalgrado' fi pentono d'hauergli applicato la fegure ;però acciò ch’ogn’vno ,etiandio .quci.chefolo tagliar tali alberi tengono per vfficio.pofsino fapere l’altezzed’ognitrane,e troncar quegli,che arriuano alla ricercata altezza, equelli, che non arriuano, lafiàrgli intatti, daremo bora vn facile modo, egiuftifsimo. Prima pigliaremo ifnoftro gnomone firatiuo, quale intendiamo cbefiadi tanta altezza, fenza la parte, ch’entra in terra, quanto è dall’occhiodiquello,che adopera fin’in terra, oue eglimette ipie dì:poì diftefofi in terra di modo,che le piate de’piedi voltate verfo l’albero che s’hà mifurare,tocchino l’vna, el’altra il baftone (latiuo,e diquefia maniera s’accómodarà tiradofi hor’innàti,hor’indie tro,fin che per la fummità del gnomone òbafione (latiuo vegga la 1cima dell’aibero, di che defidera faper l’altezza rilche fatto mifurarà quanto èdall’occhiofuo fin’alpiè dell'albero, e tata farà l'altezzadi detto albero: per la ragione addotta di fopra ,atrefo che in quella operationci fe l’operante guardafsi la fommità dell’albero per itraguardi dell’iftrnmento, ecima del gnomone (latino, verrebbe àcafcar il perpédicolo fopra la linea dell’ombra media, come nella infrafcritta figura fi vede. tÀpigliar talte'^^a. della cofa apparente, elaquantitd diametraleper tiajcunpunto deltombra -i/erjà òretta, Jopra ehi cafia il perpendicolo . (ap. XXXFl. (opra hibbiamo detto, che ogni volta, che il piomSbino cade nella linea dellombra media ,allhorail yKpiano terreo farà vgual all'altezza dellacofa appaffi rete; però quàdo il perpédicolo cade nell’ombra ret ta farà l'altezza della cofa ap|)arente più, che nòe la linea piana,quel canto in proporcionc,che cdeU’angolo della feala altimetra, òvero dalla linea della ombra retta al punto,che tagliò ilperpendicolonell’ombraretca: cper contracadédoil periP«h1 LIBRO SECONDO. iij pendicelo nella ombraverfa farà l’altezza della cofa apparente Hiinor della linea piana ,quel tanto, ch’è dalla linea dell’ombra inedia al punto ,che tagliò il perpendicolo Ibpra l’ombra verfa . Eperche nell’vna,e nell’altra attioire fi procede differentemente, mettafi per ciafchcdimo il fuo effempio. Volendo pigliar la fopradetta altezza dell’albero AB. locato riftrumento come nelle paffate operationi.eprefo il punto A, per itraguardi trouiamo che il perpendicolo cade nel decimo punto della ombra verfa :poi miftirando il piano terreo, che èdalpiè del gnomone ftatiuofin’al piè dell’albero, cioè qnantoè dal pùnto C, al punto B. fappiamo chefiapaffa35o. eche dall’occhio rifguardante à terra òvero dal punto F, al punto C, ila palfa i. moltiplicaremoi detti pafsi j5o.per ipunti io. dell ombra verfa,ouc cafeò il pcrpédicolo, darà 5500. quali 3joo. partiremo per 1i.pun ti, quer diuifioni di ciafcun’ombra,e ne verrà api.e doi terzi, &à quelli isi.e doi terzi aggiungendo le palfa i. che fono dall'occhio àterra fa Jp3. edoi terzi, epalfa »P3. edoi terzi, diremo che fia la detta altezza AB. dell’albero fopraferitto. Peròapprefiandocipiùalpiè dell’albero àpalfa 194. piantato riftrumento nel pun to D, guardando per iforami il punto A, sù la cima dell’albero, trouiamo che il perpendicolo cade fopra il puntoottauo dell’ombra rettaiallhora moltiplicando detti pafsi 194. per ipunti 12. in ch’è diuifa l’ombra producono 2328. quali diuilì per ipunti 8. che il perpendicolo tagliò nelfombra retta,daranno api. a’quali 291. aggiugnendo paffa due ,edoi terzi ,ch’è dall’occhio àterra, cioè dall’E al D. fa 293.0 doi terzi per l’altezza AB, di detto albero. Atrouarcla ipotumiffale òdiametrale d’ogni firn ile figura,s’adoperarà conforme all’effempioprefente :vogliali trouare la ipotumiffalc, ch’è dal pùto E, al punto Ameffo nella cima del predetto albero: prima moltiplicaremo ifopradetti pafsi 3po. della pianaò interualloFG, in feftefsi, ci produrrà 122300. moltiplicaremo ancora paffa api-che contiene l'altezza AG,in feftefsi,daranno InoSqiSi.quali 8468:.s6mati inficme co I12JOO. 044 6^6 monta 207181. de’quali aoyiSi. fe pigliaràlaraa°l7 I1^ Idice, quale farà 45 j. etanti pafsi diremo, che fa- "4 55ràlaUneaEA,hipotumiffale. 890 PCome «0 PROTHEO MILITARE gno di cipreflo.efferido quello legno più atto adouiarele ingiurie del tempo, òvero di ottone ,oue fieno intagliati igradi della longitudine,elatitudined’ogni loco defcritto nella carta:ma con feri Bergli ne’quattro lati del margine della carta, fi feufa l’vno, el’altro i-Rrumcnto . Venendo adunque aU’operationetroiundoci con la nane nel punto H,ch’è l’Ifola diMinorica, &volendo andare alla volta di Tabarca in Barbaria ch’è nel I. prima di far partéza ,per il nollro iftrumento, come giù daremo imodi ,òper altro pigliaremo l’altezza polare di Minorica.che trouiamo elTer gradi 40. minuti 20. poi vederemo il vento perche s’hà da tirare, ch'è la quarta di feitocco verfo Leuante: il che fatto ,fe daran le vele al vento:haueii‘ do poinauigato due òtre giorni perdetta quarta di foirocco tornando 4 pigliar di nouo l'altezza delpo'o trouiamo ih altezza di gradi 35.min.50. equelligr.35.min.to.fottrarrcmodagr.40.min. ao.dell'altezza polare del loco della partenza òprima ftatione, ne refuka^- gradi ,030. minuti ;metteremo all'hora il centro dello iftrumento fopra il loco della partenza (conofeere quello centro tirando due fili fopra le due diagonali d’elToillrumétOjò vero par» tendo in due parti vguali ilati dello iftrumento di modo, che in quelli due fili incrociati rollino formati il Leuante, il Ponente, la Tramontana,&il Mezogiorno)& il Leuante,e Ponente dell’illrumentorefti parallelo al Leuante ,ePonente della carta ie la Tramontana, eMezogiornopurdeU’illrumento parallela ancora alla Tramontana, emezodl della carta,e cosi aggiullati, contaremo nel lato dello iftrumento dal Lcuate Averfo Bfciroccogr.4. min. 3o.terminati nel punto C, nelqual punto attaccando vn filo ,ediftendcndolo fin'alfaitro lato dello iftrumento,oueè il punto D.difcoftoancor’egligr.4. min.jo.dal Ponente verfo il Libeccio :oue detto filo taglia la quarta di fcirocco verfo Leuante in punto G, diremo che èil vero loco, oue fi troua lanaue, che farà 1o. miglia fotto quello fcoglio, cheli troua trà Libeccio, ela fua quarta verfo Ponente: nella carta,ma ànoi refta dalla quarta di Scirocco ver Leuante, oue li farà vn puntoeoi piombino, tenendo àmente igr. 35. min.50. che ini fi trouò d’altezza polare: efeguitando per detta quarta di Scirocco, il tempo che ci parr. 4,che fiamo appreffo al fin del viaggio, fo fard la terza ftatione ,pigliando l’altezza polare, che trouiamo effergr.34.min. lo.i quali leuando dagr.3r min. jro.ferbati nella feconda 11 atione rellano gr. i.min.40. etornando àmet- I1B.ro secondo. ixi imetter come fopra, il centrodello iflrumento nclpuntofegmto col piombino nella fecon da ftatione !contarcmo dal Leuaiitc vertè fcirocco gr.i .min.40. etirando il .filo da quello al grado, c 'minuto fimileoppoflo per diametro, contando da Ponente vcrfio Libeccio, notaremoinclie'parte caglia dettpfiloladettaquarti di Scirocco verfo Libeccioi&inquellocodifemochc fitroui alIhorail vàrcellò'difcofto 30. minuti da Tabarca ,effendo Tabacca fiotto l’altezza polare digr.3J.min.4o.c caffdndoil primo pioni bino, metteremo vn'altro punto rcgnatòcon quclló in quefta terza ftationc, ch’è nella ficgatura, che qulhà fattoi! filodiftefio da grado àgrado fopra.la quarta dj Scirocco verfo Leuante: il qual modo fi terrà mentredura il viaggio :pigliando nella ficaia delle miglia di detta cartata mifura delle miglia, ch’è da vna ftanza all'altra: otte il Matematico vedrà quante «liglia contiene ogni grado, eche ole miglia noftre fono affai manco di paffa mille geometriche, ole legue di Spagna contengono molto più miglia,che non ie glidà. Però la noftra Nautica il tratta àpieno. Volendo fimilmentc Caper la longitudine tiraremo la linea EF parallela alla linea Che và da Tramontana àmezpdi, laqual linei EF.fa angoli retti conia linea CD,che hi legatola quarta di Scirocco, perche s’hàcaminato 3allhora contando dal primo grado di Mezogiorno verfo Scirocco nel lato della longitudine, cioè da. Ponente al Leuante fin’al grado, che detta linea EF. taglia, ci darà il numero de’gradi della longitudine, ch’s da Minorica alloco, oue fitroualaNaue.che farà gradi 6.min. 4. Ne’ globiò figure sferiche, effendo igradi fegnati nella equinotiaje ,eMeridiana ,non èdibifiogno altro iftrumento ,che due fili, che taglino iventi;, eper fiaper le miglia, feglidaran110 conforme alle miglia, che ciafctin grado d’ogni vento contiene ,&altroue habbi:"- mo infegnato. PROTHEO MILITA RE B I il |ilBiiBMlEa]ai^B^;|lj|^JlBi^al ipiiHjBjiiaiiiEBi ComeJòpra ht Carta Nautica, conofciuta la diSla»\a de % luoghi ,Jt cono/ca illmco, ous fttroua la IN^aues che IPiloti delnoflro éMàre dicono :pigliar due capiper Pagaglia,òvero buffola. Cap. XXXFII. «Asiiamo nelpaflatocapitofo addotto reflémpj'» de! noftro ragionamento in quefto Mare ,accio le Nani foreftiere (che il noi ogn’anno à(occorrerci con l'abbondanza, che fa franca, eliberale mano ce» klie gli piouc, Si alla Italia gii fono alcuni anni per •LIBRO SECONDO. m ipropri} peccati toglie, vengono con felice nauigatione intorno anollri.lidi folchino fonde, efenza pericolo prendanogli amati porti: con animo ancora di periuadere iPiloti nolìri ad abbracciar quella diiiina arte di nauigare; ne fi fondino Ki dire ,chequi la pratica nuda fola ferue, eche l’Oceano, la cui grandezzajSt vallo golfo occolta le terre, elidi, hi di queirartebifognotpércheà quello gli refpondetemo, che abbagliando il corfo nell'Oceano, non fi corre pericolo d’inuellire in terra, toccare feccagne,ò dare in fcogli; per il largo campo, ch'egli alle Naui porge: ma il noTlrò ogni volta, ;cheia corrente vi trafportaò ilventovifuiatrouate mille Sirci,altretanteScille, edoppie Cariddi: non èper Dio, ancor frefco nella vollra memoria ,Piloti Satrapi ,il naufragio delie due galee del Serenifsimo Gran Duca di Tofeana fu le fonniche difcollo Io. miglia da monte Grido, oue in Mare fi noto, perlc-taguravodra, iradi notatoti, enaufrago den dardo ,che fu gli fcogli fi faluorno dedi in preda a’ barbari Corfari feche più vergo-, gnaj l'altro hieri venendo dalfElba alla Pianofa (oue la mattina feguente doppo il giornodi S.Pietro facedi-prefa di tre fude d’Algieri )in dieci miglia di viaggio ,tra l'vnh faltra Ifola con Mar bonaccia, eflendo notte alquanto ofeura, cento Piloti della Capitana dimandade all’altre galee: òdigalea, doue cedala PianoiaJ perche la corrente, hauendoconfumata àremo.ecol trinchetto tutta la notte, non ladaua far vn palmo di viaggio: eben jo.migl ia in Mare vn’altro, checomada, faccua alcdire il ferro per dar fondo:Abbracciateadunque,acciòmeritamenteilnome di Piloti, che bora vfurpate, viperuenga ,le vere regole di nauigare ,efapere con note firade, folcare gli immenfi golfi :enoi, non dracchi. di giouarui. Se all’altrui beneficio intenti ,ogn’hora’nuoui decreti, perpoicommunicarui, daremocon perpetuo diidio, continua Opera. Epcrchele nodre promifsioni non fieno da voi giudicate .vane, corniti ciareiqo àredarni l'aflàggio con dami vn mo.dopiù fa Cile, pgiudo, che il vodro, che vfate ,efimafeodo tenete ,di trouare due capii col vodro per la bitifola; ma col nodro fenza :oue la buflbla maedreggiando ogregheggiando nó potri caufarui errore :State dunque attenti . Partendo da Orano con vna Galea per venire alla volta dello dretto di Gibilterra perviaggio da Mezogiorno fi feopre il capo delle tre forche, cda Ponente flfolad’Alborano, eperche il capo delle tre forche èpiù eminente, ancora eh’è più lontano, congecuaramo ;U4 P.ROTHEO MILITARE lamo.ch’egViè lontano da noi miglia yo.perilchs pigliando miglia 7o.nellafcala delle miglie, mettiamo vn piede del compadofopra il capo,egirando àtorno laltrofaremo vncerchio.-poi col medefimo compaflb mettendo il piede fermo fopra Alborano, el'altro Ibpradctto capo di tre forche girandolo attorno verrà àtagliare il circolo di prima in duepunriAB, vnoverfo Ponente, cl’altro verfo I.euante»però perche la galea èpiù àLeuante,che no èl’Ifola de Alborana,noi diremo che nella tagliatura A,ch’ù da Leuante litroua la galea ;ch’era l’intento noftro. Perche icompafsi, che s’vfano nella carta di nauigare non pofiònofar queftao peratione, adduciamo noi l’vfo di cita al compaPfo, che nello ftrumento noftrofiforma, accommodàndogli nella punta del piè ,che hà àgirare vn piombino òlapis', acciòfaccia it cerchio, che fi poifacalure con la ceca òmolica di pane. Eancor neceflario auertfre ,che detti due cerchi fi fegano auicenda òvero fi toccano in punto :legandoli fi procederà come Copri ;però toccandoli in punto in quel punto diremo ch’è il loco , doue li troua la galea,eper conofcer quello punto giullamentc tireremo vna linea, che vadi davn centro d’yn cerchio al centro de^ Taltro, LIBRO: SECONDO. lìj (Ddl’njJò della irauerfi. òQ'oce del Pugnale ,econvella col gnomone C, o.pan-e'dimezo della lamaforma la Bal^ leHr'tglia, Radio Greco^ì bafion di Giacob^ edegli effettifuoi. Cap.XXdiKllL fi fopra, nella dercrittione delle parti dell’iftruiTrenta., sic moftratp tutte le niifnre ,che nel gnomone 'C bifogna mettere jpoi ppterfene feruire dvarijwlì, tra le quali in viia delle latitudini fon intagliati igra di deIRadiOjda’Greci detto Aftronomico.il cui Gir forcò braccia, in ch’egli entra ,èia trauerfa, eCrocedelnoftro pugnale, che corre hot su, hor giù per la longitudine d’cflb Radio per mezO d’vna guida, fin che vno de’radijvifuàli paflandop la cima fnperiore s’aggiufta col centro del corpo folate òconla flcila polare,detta cómuneinence Tramontana; fecondo per qnal Svuoi pigliar itS PROTHEO MILITARE PfgliareValtez* polare, òdella regione (per quelli dues’vfa pigliar da'Marinari, ancor che per IaI,UM:,& pgnaltraftella li pofsi pur pigliare con gran giullerza )èr.alfro radiò vifuale. paffando pur per la cima inferiore di dettatrauerfa s'agguaglia col horizonte.j, ,I/ Acciò che'gradi che reftanoverfo l’occhio nóhàbbinoircllar tanto ftretti fi fa il gnomone òradio affai lungo, però perche farebbe la fua longhezza di grande impedimento,per il manco fi taglia dcllegnoòradio iprimiio.òvcrbjo. gradi, che occupano gran parte delradioii quali fi fegrianóneH'altre duefacciedi detto radio, òvero nella trauerfa quando ella fuffe più longa ,ma noi qui habbiàmofolamcnte tolto via le prime IO parti ògradi che é quellaquantità fegnata dall’A,‘al B, ancor clic nel nollro pugnale vi entrano manco. Volendo dunque con detto Radio pigliar l’altezza del Sole ;pigliarcraoprima il nollro folito llile, gnom.oneò baffone ftatiuo, chògn’vno, che adopera deuebauere .tanto alto quato èdall’occhio fuo à terra ,fuor della parte, che nel piantarlo entra dentro terra (noi gli vfiamo con tre piedi, iquali fi slargano dmodo d’vna piramide,efi tornano àcongiugner inlieme, che con lo fiatino par fieno vnitij quale fi filfard iliuello ,poi fetirari l’adoperante indietro tanto quanto èlungo detto legno fiatino; chiudendo poi con la mano dritta l'occliiodritto, foflentari con la finillra il Radio immobile il cui calce s’apiM)ggiarà,mettcndolo in mira, fotto rocchiofiniftro, di modo.che la traucrra,^chepiùpropriamentelì dice Curfore.refii con vna cima ycrlò il Solftò5tella,e con l'altra verfo la fommità del baffone ftatiuofrcfia ordinariamente il Curfore tra l'adoperante ,&il gnomòne'fiatiùój. Ilche fattomoucrcmo detto Curfore hor sù, horgiù, fin tantoché iraggivifuali, che dall’occhio nollro fon prodotti paffando ple due cime d’cffoCurlorc, l’vno vadi iterminarli nel cétrodel Sole, e l'altro nella fommitddel baftone fiatino: ilche fard più .volte, fin tanto, che il Curfore, che verfo. l’occhio vi.cn fem.prs.ritii'andpj.pgiji volta ,ch’egli fa detta operationc ,cominci dtornare in dietro ,fi per le fine cime vogliamo guardare il centro del Sole.elafummitd del gnomone fiatino, qual ferue di linea Orizoii tale; Allhora vedremo fopra quanti gradi del Radio cafca il Curfore ,etanti gradi diremo,che iìa inqucl giorno l'altezza Meridiana deI.Sòle: però ne’giorni minori dell'anno oueJ’altfzza meridiana nó arriua àgradi 3p. ficó- LIBRO SECONDO. U7 tiri qe' jo. gradi maggiori ferirti néll'artra faccia 5vero fileua- • rannodellatrauerfainvnlàtò. L’iileiTo modo fi tiene nel pigliar l’altezza della Tramontana, òdi ciafcunaalcra (Iella, faliio, che allhora eflctido notte, attaccaremo ynà candeletta allùmata nella cima de! baftone ftatiuo, perlaqualeaggiaftarem'O'ilraggiovifiialefnfenore. !'' ' Q)mes’'olpritit tàhet.za. del SoleJòpm l’Orizp^iteyln cui maggior elaé^leridittna.Caf.XXXlX^ ABiIApd’indArtHii rtHlalTato il modo, coI'quaIe,-i CT Bper via lieìlo ilifUmétb in fórma quadra,(ipiglia l’al-'. §tezzadelSqle fópYaJ’hqrizonte, e, la fua maggiore, , Sch’è la Meridiànajitcilfb che il vero metodo ,&ordine dèi libro nòftfo jèmetter le mifuredella terra in vn Inoco, equelle del Cielo in vn’altro. Si cheefTendo l’vfo della Balleftriglia foto pigliar l’altezza de’corpicclefti ,doppol’vfó fuo, ci parfejddr il fecondo loco in fimil elfótto al nofiro quadrate. Eficndo adunque ncccCario, per trouar l’altezza polare ,hauer prima la Meridiana del Solè.moftriamo pur noi in quello fecondo modo, come ella pigliar fi pofsi: profuppofio, che il quadrante,in ch’ella fi piglia, altro non è, che la quarta parte d’vti cerchio diuifoingradi 3da.come èil dorfodeU’AftroIabiOide’quali detto quadrante ne hi gradi yo. rapprefentado egli vna quarta parte d’vno> de’cerchi maggiori imaginati nel Cielo, fi come tutto il cerchio dello Aftroljibio òaltro planisferio rappre lènta tutto vn cerchio di quei maggiori del Cielo. Detta altezza adunque fe piglia in più modi eoa détto quadrante, de’quali mollrarerao due piu facili: fifferemo prima ,al nofiro folito ,il detto quadrante nella cima del gnomone fiatino, di modoche il braccio B. redi parallelo alla linea orizonfale òvero gli cafehi fopra, ecol braccio Afacci vu’angolo rerto :llchc fatto :calaremo poi detto braccio A. din tanto che per iltraguardqjì pofsi veder il centro del corpofólare,ò vero fin che il raggio del Sofe frifradó'pcf la parte'oppofia d’eflb traguardo venga icoirilpondere nella parte, ch'è verib noi ,cioè intrandóper il tramando Eyenghi i’ièrir nel punto D. per diametro (eflcrido il traguardo il cannalettoa:he di fopra habbiamp detto, fipigtià itrat^ òipera del Sole mettendo la maoo.^UMOti alT 'an» ii;8 PROTH-EO MìLITARE angolo D, )perche in quella ypdretf:la fpera òpfito ièl raggio fo- , lare, che sboccando fiiori da detto cannale^topercpte la palma \ di.quella:allhora vedremo lopra quanti putiò gradi del quadrante rellal’indicie del braccio A,che habbiamo calato :&annonerandoglidal braccio Bi;herapprefentalaIii.ieaori,zonta)e,,insd per fin doue taglia ilbraccio.A, che fa la diojptra,tanti gradì quan . ti quegli faranno ,tanti diremo che il Soie è alto fopra rórizohte ; quella allhornotaremo da parte òla terremo àmente; dilà àvn . poco ripigi iaremp lamedefima altezza,laquale fard alquato maggior della prima ,per gl'illefsi termini ,che (òpra ;&il medefitiK» fi fard tre òquattro volte. fino che detta altezza cominci dmancare, ch.e fard doppo, che i| Sole haqfrd palfato il Meridiano; equellaaltez.za, che tra tutte ’que’^e’ fard Ja maggior ,quella per coufegueute lari la Meridiana, '' , Il medelìmo modo s’olferua nel pigliarl'àrte'zaa delle delle guar dandoper detto traguardo elTa ftell.a. l’altro modo da pigliardetta altezza évoltado detto illfumea to di modo, chela cima d’vno de’lati A,ò B.rclli vcrfo l’occhiorif' guardante ,eIo angolo V, oue èattaccato il perpendicolo, di lo,- ,LIBRO SECONDO,. it9 pfa.verro il Sole òftella ;poi s’alzi òabbafsi fin’à tanto che per il traguardo di detto angolo D. guardando dalla banda del E. lì vegga il Sole òla ftella,di che le delidera ftper l’altezza, òvero il raggio del Sole vi pafsi ,come fopra fi difle, mettendo la palma della mano innati al punto, che il Sole per dentro il cannaletto in quella mandaiguardefi allhora fopra quanti gradi del quadrante cafca il perpendicolo ,equanti faranno, tanti diremo, che farà l'altezzadel Sole in quel punto :per pigliarla Meridiana faremo ilmedcfimoda poco in poco,tre òquattro voi te, fin che cominci d tornare adietro il perpendicolo, enotando il più difcofto grado ,e punto ,àchi egli.arripò ,iui diremo, che fari la maggior altezza, c quella faràla Meridiana ,contando dal primo punto deH’ombra arcrfaverfola.retta. ^'omefèfiglia, tahezxp,polare odella regioneper Via del Sole. Cap. XL. Avendo àferuireil noftroiftrumento nò meno àlleoperationidi Mare, che àquelle di terra, ci parie no doucr traJaifare in quello difcorfo cofa,che àiimil vfo s’apK. parteti;