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L'eutanasia, la morte e l'importanza della corporeità in Accabadora di Michela Murgia

Abstract

In questo articolo esaminiamo, nel romanzo di Michela Murgia, l’omicidio che avviene in seguito all’atto di eutanasia, intesa come la cessazione di vita di una persona dalla parte di un’altra però senza classificare questo atto come un crimine ma concentrandosi principalmente sulle dinamiche e sugli aspetti ineludibili dell’atto. Murgia mette in contrasto la vita alla morte usando il personaggio di Accabadora, la quale, da un lato, termina la vita di personaggi, cambiando, allo stesso tempo, il corso naturale degli eventi, mentre, d’altra parte, prende in affidamento una bambina allo scopo di darle condizioni di vita migliori. Altrettanto importante, in questa analisi, è l’atteggiamento psicologico dei personaggi di Murgia, fortemente connesso con l’aspetto ético dell’atto, il quale inevitabilmente e contemporaneamente incoraggia le reazioni di altri personaggi

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L'eutanasia, la morte e l'importanza della corporeità in Accabadora di Michela Murgia

Author: Mihaljević, Nikica
Publisher: Universidad de Sevilla
Year: 2017
DOI: 10.12795/RICL
Source: https://idus.us.es/bitstreams/35f6d83a-1794-4327-bedd-3ef9f280b2c0/download
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Re is a In e nacional de Cul u as y Li e a u as, ab il 2017
ISSN: 1885-3625
DOI: h p://dx.doi.o g/10.12795/RICL.2017.i20.14
Nikica Mihalje ić
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ISSN: 1885-3625
DOI: h p://dx.doi.o g/10.12795/RICL.2017.i20.14
Nikica Mihalje ić
Uni e si à di Spala o
L’EUTANASIA, LA MORTE E L’IMPORTANZA DELLA
CORPOREITÀ IN ACCABADORA DI MICHELA MURGIA
A MURDER IN ITALIAN LITERATURE: EUTHANASIA, DEATH, AND THE
IMPORTANCE OF CORPOREALITY IN ACCABADORA BY MICHELA MURGIA
Riasun o:
In ques o a icolo esaminiamo, nel omanzo
di Michela Mu gia, l’omicidio che a iene in
segui o all’a o di eu anasia, in esa come la
cessazione di i a di una pe sona dalla pa e
di un’al a pe ò senza classi ica e ques o
a o come un c imine ma concen andosi
p incipalmen e sulle dinamiche e sugli aspe i
ineludibili dell’a o. Mu gia me e in con as o
la i a alla mo e usando il pe sonaggio di
Accabado a, la quale, da un la o, e mina la i a
di pe sonaggi, cambiando, allo s esso empo,
il co so na u ale degli e en i, men e, d’al a
pa e, p ende in a idamen o una bambina
allo scopo di da le condizioni di i a miglio i.
Al e an o impo an e, in ques a analisi, è
l’a eggiamen o psicologico dei pe sonaggi
di Mu gia, o emen e connesso con l’aspe o
e ico dell’a o, il quale ine i abilmen e e
con empo aneamen e inco aggia le eazioni
di al i pe sonaggi.
Pa ole chia e:
eu anasia, omicidio, so e enza, co po ei à
Abs ac :
In his pape , we examine in Michela
Mu gia’s no el he mu de ca ied ou by
he ac o eu hanasia, seen as he e mina ion
o li e o a pe son by ano he pe son, bu
wi hou classi ying his ac as a c ime, and
ocusing p ima ily on he dynamics o he
ac and on he ineluc able aspec s o his ac .
Mu gia opposes he li e o dea h by using he
cha ac e o Accabado a, which, on one hand,
ends li e o some cha ac e s by changing, a
he same ime, he na u al sequence o e en s
in a human li e, while, on he o he hand,
she akes in o cus ody a child gi ing he
be e li e condi ions. Equally impo an , in
his analysis, is he psychological a i ude o
Mu gia’s cha ac e s, s ongly connec ed wi h
he e hical aspec o he ac , which ine i ably
and a he same ime encou ages eac ions o
o he cha ac e s.
Key wo d:
eu hanasia, mu de , su e ing, co po eali y.
La “buona mo e”
Analizzando il ema dell’omicidio in le e a u a incon iamo ques o a gomen o
anche in a ie ope e le e a ie, non necessa iamen e classi icabili nel gene e del
omanzo giallo, come, ad esempio, nelle ope e in cui si p oblema izza il ema della
sopp essione non na u ale della i a di una pe sona da pa e di un’al a. L’esempio del
gene e lo o iamo nel caso dell’omicidio s udia o in an icipo nonché conco da o con
la i ima s essa nel omanzo di Michela Mu gia, Accabado a, nel quale è ocalizza a
la con inua an i esi a la i a e la mo e p op io a a e so l’analisi della possibili à
dell’uomo di decide e sulla ine della p ima e sulle dinamiche della seconda. Vale a
di e che, a a e so la app esen azione di Accabado a, la donna che p a ica l’eu anasia
e pone ine alla i a dell’uomo in segui o ad un deside io di ques ’ul imo, come
nel caso dei mala i e minali, si a on a il senso della i a s essa, da o che p op io
ques a donna, non a endo igli, p ende in a ido una bambina, acendole da ‛seconda
mad e’, e in ques o modo i ela il bisogno di p ende si cu a di un’al a i a. Allo s esso
pe sonaggio è lega a anche la so e enza, la quale, in segui o alla manca a ma e ni à,
iene a on a a e diminui a p op io con l’a o dell’a ido della bambina, come p op io
ques a p o agonis a ‛allegge isce’ la so e enza a colo o che le chiedono l’eu anasia.
Risul a che, a a e so Accabado a, si da’, nell’ope a, la possibili à ai p o agonis i di
‛nasce e due ol e’ nonché di ‛mo i e due ol e’ nonché a con olla e la so e enza.
P ima di passa e all’analisi, bisogna so olinea e che nel p esen e in e en o non
si ha in enzione di classi ica e l’a o di eu anasia come c imine o no, ma lo si a on a
semplicemen e in quan o con esso si me e ine alla i a umana in modo non na u ale,
il quale a iene in segui o alla decisione di chi comme e l’a o. In ques o omanzo
la so e enza e la mo e sono o emen e lega e alla co po ei à dell’uomo, o e o
alla p esenza isica di una pe sona nel mondo e alla sua espe ienza issu a p op io
a a e so la co po ei à.1 Non ci so p ende pe ciò che, in ques ’ope a della Mu gia,
Accabado a s olge il mes ie e della sa a e cuce gli abi i che cop ono e p o eggono
il co po dell’indi iduo; in ques o modo, l’au ice spos a l’a enzione dalla g a osi à
dell’omicidio al co po umano e alla agili à e la ansi o ie à di esso. Ciò signi ica che,
con ques a scel a na a i a, iene messa al cen o dell’a enzione la cu a di Bona ia pe
l’uomo in modo ale da p eannuncia e al le o e che anche l’a o s esso dell’uccisione
non iene is o unicamen e come l’assassinio ma anche come un ges o pie oso a o
sol an o con lo scopo di alle ia e la so e enza ad una i a a i a a al pun o dell’es ema
1 A al p oposi o, ico diamo le pa ole di C is ina Va gas la quale ile a che la so e enza ine i abilmen e igua da
la s e a del co po: “I di e si modi di app occio al ema del dolo e e della so e enza sono in connessione di e a con i
di e en i signi ica i a ibui i al co po e con i modi di in ende e il appo o co po-socie à: non solo il dolo e ha un impa o
sull’indi iduo che a ol e la s e a della co po ei à e in es e il sogge o nella sua o ali à, ma anche i signi ica i a ibui i al
dolo e a alicano i con ini della s e a biologica e sono spesso connessi alla dimensione eligiosa, alla s e a della mo ale,
all’emo i i à e al con ollo sociale. In ine, il dolo e è un’espe ienza che può a i a e ad annien a e la capaci à comunica i a
e simbolica dell’esse e umano.” (Va gas, 2014: 36).
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L’eu anasia, la mo e e l’impo anza della co po ei à in accabado a di Michela Mu gia
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so e enza. Ciò sa à isibile sop a u o quando ad uno dei p o agonis i, dopo che
Bona ia compie l’a o di eu anasia, iene indossa o l’abi o che gli a e a cuci o p op io
colei che pone e mine alla sua i a. Nell’ope a della Mu gia, gli abi i app esen ano,
quindi, la a igu azione del co po della pe sona, o e o sono, in un ce o senso, il lo o
doppio. Ciò signi ica che, ocalizzando il mes ie e della sa a, la Mu gia masche a la
olon à di un pe sonaggio di cu a si della i a di un al o, ma anche di decide e della
i a di un al o, a a e so la con ezione degli abi i. Si a i a così, a a e so l’azione di
cuci e, al simbolo dell’a o olon a io di da e o oglie e la o ma alla pe sona, o e o
di delinea e la sua iden i à o di minimizza la, di idu la al co po nudo.
Si p oblema izza, quindi, in ques ’ope a la possibili à di capo olge e l’o dine
na u ale delle cose, o e o di in luenza e la nasci a e la mo e nonché si esamina
la legi imi à di ques o a o. O iamen e, in ques o modo si me e a uoco in p imo
luogo la gius ezza ‛dell’ope a di Dio’ che non ga an isce all’uomo la sal ezza o gli
e i a la so e enza, men e p op io nell’acce azione della so e enza il c is ianesimo
ce ca di o ni e all’uomo la isione di un ‛bene maggio e’ all’in e no del quale anche
la so e enza ha senso. Rigua do a ciò occo e ico da e l’ipo esi sos enu a da Luigi
Pa eyson il quale ip ende la esi sulla gius i icazione e, in un ce o senso, sulla
necessi à della so e enza, de inendola come “l’unica cosa capace di da e un signi ica o
alla i a”. (Pa eyson, 2000: 340).
La so e enza ci me e alla p o a p op io a a e o la nos a pe cezione della
co po ei à la quale cambia men e si so e. Ciò signi ica che, essendo la so e enza
spesso lega a al co po, anche quando si a a di s a i men ali, come angoscia,
dep essione e al i, anche ques i in luenze anno il co po, causando i di e si e e i.
Da ciò isul a che la pe cezione della so e enza è s e amen e lega a al co po.
Quando, poi, si ha il caso di una pe sona che so e e che iene osse a a da un’al a, in
ques ’ul ima iene susci a o il sen imen o della pie à, causa a p op io dalla mancanza
di senso della i a nella pe sona che so e. Rico diamo che An onio Malo so olinea
che “il dolo e, l’ansia e l’in idia non ci pe me ono di coglie e la posi i i à che il i e e
ha, ma solo la nega i i à della sua mancanza”. (Malo, 2003: 126). Ciò a pensa e che
la mancanza del senso della i a possa po a e alla con emplazione della possibili à
di e mina e la i a della pe sona so e en e con un a o olu o da pa e di qualcun
al o, che in ques o modo, mosso dalla pie à, esegui ebbe un a o mise ico dioso sul
mala o. Di conseguenza, pa liamo del conce o dell’eu anasia, o e o della cosidde a
‛buona mo e’2. Una delle de inizioni dell’eu anasia la o iamo nell’ope a di Seamus
2 Anche la spiegazione della pa ola “eu anasia” la possiamo o a e, chia amen e, in a i au o i: così Seamus Ca an
spiega l’e imologia di ques a pa ola dal g eco eu, “buona”, e hana os, “mo e”, ico dando che il signi ica o della pa ola a
ol e alla spiegazione e imologica, cioè la pa ola “eu anasia” so in ende mol o di più ispe o alla mo e senza so e enza
e la sua ca ica emo i a ichiama l’a enzione di chiunque, sca enando gli a eggiamen i nei con on i di essa che anno da
chi la conside a un a o di mise ico dia, gen ilezza e compassione, ino a chi, in ece, ne è del u o con a io e la conside a
il semplice a o di omicidio. (C . Ca an, 2000: 8).
Ca an che de inisce l’eu anasia come “l’a o di omicidio o di consenso alla mo e degli
indi idui mala i e minali o e i i g a emen e (pe sone o animali domes ici) in modo
ela i amen e indolo e pe mo i i di pie à” (Ca an, 2000: 12). e me e in ilie o che
l’eu anasia sca ena semp e posizioni an i e iche ma imane senza dubbio una ques ione
complessa e con o e sa, pe la quale non è acile spiega e se sia suicidio o omicidio e
se possa esse e de ini a un c imine. (Ca an, 2000: 9).
Gail Tulloch ichiama la nos a a enzione sulla dis inzione a l’eu anasia olon a ia
e quella in olon a ia nonché l’eu anasia a i a e quella passi a. (Tulloch, 2005: 33) Con
l’eu anasia olon a ia l’au ice iconosce l’a o con cui la pe sona che so e chiede da
sola al medico o ad un’al a pe sona di agi e con un’iniezione le ale pe sp ona e la
mo e. L’eu anasia in olon a ia a iene quando la mo e è il isul a o di a i a i esegui i
senza consenso o è impos a, oppu e è e e ua a nei casi in cui il consenso non ci possa
esse e, come nel caso dei pazien i in s a o ege a i o pe manen e. (Tulloch, 2005: 33).
Si dis ingue anche l’eu anasia passi a dall’eu anasia a i a do e l’eu anasia passi a è
spesso de ini a come l’a o di lascia e qualcuno mo i e, o e o, più conc e amen e,
cessa e o non e e ua e un a amen o medico il quale e ebbe la pe sona in i a,
come a acca e il mala o ad un espi a o e o non nu i lo a i icialmen e. Pa liamo
dell’eu anasia a i a, in ece, quando una pe sona causa la mo e di un’al a pe sona
mala a senza la pa ecipazione di ques ’ul ima. (C . McDougall – Go man, 2008: 2).
Bisogna so olinea e che quello che semp e accompagna l’eu anasia è l’a eggiamen o
di un osse a o e da an i al co po che so e. Sal a o e Na oli ci ico da che “la
co po ei à è l’espe ienza cos an e del nos o esse e noi s essi. In noi non c’è sepa azione
a co po e men e, pe ché l’espe ienza p ima della men e è p op io il pensa si come
co po”. (Na oli, 2012: 15). Di conseguenza, “[L]’espe ienza della nos a co po ei à è
in a i il co po i o come dis in o e a i o”. (Na oli, 2012: 19). Ciò a pensa e che, nel
momen o in cui manca la possibili à di sen i e il co po, o e o quando non possiamo
più pe cepi e “il nos o co po come appo o, non come cosa in sé” (Na oli, 2012:
19), o e o, nel caso conc e o dell’ope a della Mu gia, p op io quando il co po dei
p o agonis i non pe me e più lo o di elaziona si agli al i, sca a la oglia di po e
ine alla p op ia i a e, a ques o pun o, di en a ondamen ale la olon à di chi può
e e ua e ques o a o. Signi ica che l’ambien e s esso non ‘ci pe me e’ di e i a e
di sen i e o pe cepi e il nos o co po da o che, nel caso in cui non iusciamo più a
pe cepi lo, ci s imola u a ia ad a e e appo i sociali e non pe me e ad un indi iduo
di e i a li.3 (Na oli, Inol e, si con e ma che la so e enza, a p escinde e dal a o se essa
sia emo i a, men ale o isica, iene comunica a sia a a e so l’anima che a a e so il
3 Sal a o e Na oli accenna allo s e o appo o a la men e e il co po e al a o che la men e sia condiziona a dal co po:
“[…] la men e a ol e i limi i della pelle ma non a ol e i limi i del co po, pe ché la memo ia è semp e una memo ia del
co po. […] non conosciamo mai le agioni del co po; ciononos an e il co po è l’a uali à ogge i a semp e p esen e in base
al quale sono cos ui e le elazioni.” (Na oli, 2012: 18-20).
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L’eu anasia, la mo e e l’impo anza della co po ei à in accabado a di Michela Mu gia
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co po a al pun o che l’anima e il co po di en ano insepa abili nella so e enza. F anco
Rella ci ico da l’inscindibili à della so e enza, del co po e dell’esse e:
Ma il co po si scop e, si denuda, si o e anche nella so e enza, anche in quella
dimensione es ema della so e e nza che è la ecchiaia. La so e enza, si è de o,
inchioda l’io al co po: ne a un non-ol e. […] Eppu e, anche nella so e enza, come
nell’e os, c’è un pun o di spo genza e so al o, ol e i con ini della so e enza
s essa. (Rella, 2012: 22)
La doppia nasci a e la doppia mo e
P op io il omanzo della Mu gia me e à in discussione la possibile ape u a nei
con on i dell’al o nel caso della ‛buona mo e’, o e o dell’omicidio con l’eu anasia. Il
omanzo Accabado a si ap e me endo in ilie o il con as o mo e- i a, dando in p imo
luogo una pa icola e impo anza alla ‛manipolazione’ della i a, con l’in enzione di
a ile a e che la i a ‛può esse e da a’ alla s essa pe sona più di una ol a, ma non
necessa iamen e a a e so l’a o di p oc eazione:
Fillius de anima.
È così che li chiamano i bambini gene a i due ol e, dalla po e à di una donna e dalla
s e ili à di un’al a. Di quel secondo pa o e a iglia Ma ia Lis u, u o a di o dell’anima
di Bona ia U ai. (Mu gia, 2009: 3)
La possibili à di ida e la i a ad un esse e umano, p endendolo in a ido e
assicu andogli condizioni di i a miglio i ispe o a quelle a u e nella amiglia in cui
e a na o, sa à più a an i con as a a dalla possibili à di oglie e la i a ad un esse e
umano, ma sa à anche lega a a ques o a o, da o che nel omanzo la Mu gia so olinea
a ie ol e che nien e può a eni e nella i a casualmen e, né la nasci a né la mo e:
- Accadono da sole… - mo mo ò, so idendo senza alleg ia. – Sei na a u o se da
sola, Ma ia? Sei usci a con le ue o ze dal en e di ua mad e? O non sei na a con
‘aiu o di qualcuno, come u i i i i?
[…]
- Al i hanno deciso pe e allo a, e al i decide anno quando se i à di a lo. Non c’è nessun
i o che a i i al suo gio no senza a e a u o pad i e mad i a ogni angolo di s ada, Ma ia,
e u do es i sape lo più di u i. (Mu gia, 2009: 117)
Anche la s essa possibili à di ‛assicu a e’ un’al a i a ad un esse e umano non
esclude la negazione di un’al a i a, quella che il bambino o iene con la nasci a,
o e o nella amiglia in cui nasce. Nel momen o in cui si decide di a lo allon ana e
e di a ida lo ad un’al a amiglia, in un ce o senso gli si oglie una possibili à e gli si
assegnano al e condizioni, le quali, alla ine, non necessa iamen e de ono dimos a si
miglio i ispe o a quelle iniziali. Allo s esso modo, a a e so gli a i di Bona ia U ai,
Accabado a, si p oblema izza la scel a di oglie e la i a ad un esse e umano pe
so a lo alla so e enza. In a i, anche il p imo caso quando il bambino iene p eso
in a ido dalla amiglia di e sa da quella in cui è na o, iene messo in discussione
nell’ope a: “ - Be’, è che mi semb a una cosa così insoli a che una bambina enga
so a a… consensualmen e, pe ca i à, ma comunque enga ia dalla amiglia così,
senza mos a e aumi…”. (Mu gia, 2009: 22).
Il conce o che colpisce l’a enzione del le o e in ques a ci azione è il a o che il
dubbio nasce in p imo luogo igua do al consenso che ci possa esse e o no a p oposi o
dell’a ido da pa e di chi è ogge o dell’a o. Più p ecisamen e, nel caso dell’a ido
del bambino ad una nuo a amiglia si me e in dubbio il suo consenso e si i le e
su quan o possa esse e coscien e del giudizio che le condizioni sono miglio i ispe o
a quelle iniziali. Allo s esso modo, più a an i nella ama, si me e à in discussione
l’esaudimen o del deside io della mo e da pa e di alcuni p o agonis i, conseguenza
del consenso che danno alla pe sona alla quale chiedono di compie e l’eu anasia,
nonché la olon à di Accabado a nel soddis a e la ichies a delle pe sone so e en i.
A on ando l’impo anza del uolo nella nasci a e nella mo e dei p o agonis i, in
p imo luogo l’immagine della mad e na u ale iene sos i ui a dalla mad e ado i a
o, meglio, il conce o della mad e na u ale iene scambia o con la mad e che c esce il
bambino. Accabado a, così, p ende il pos o della mad e na u ale della bambina che
p ende in a ido, in un modo del u o spon aneo:
- Vole o chiede le, a p oposi o dei disegni che a Ma ia… cosa in ende esa amen e
quando dice che do ebbe disegna e la e a mad e?
La maes a imase in e de a […].
- Non mi ain enda, mi i e i o alla mad e na uale, non ole o ce o s ili e il
os o appo o…
- La mad e na u ale, pe Ma ia, è quella che lei disegna quando le chiedono di disegna e
sua mad e. (Mu gia, 2009: 22)
Si equipa ano in ques o modo i conce i p incipali nel omanzo, la i a e la mo e,
e uno assume il signi ica o dell’al o, men e il le o e iene p epa a o pe pe cepi e la
mo e come un a o sogge o alla olon à dell’indi iduo a seconda dei cambiamen i
della si uazione in cui si o a la pe sona che s a pe nasce e o mo i e, nonché si
associano, sia la ma e ni à s essa, sia il appo o a mad e e iglia alla mo e, o, meglio,
al appo o di soggezione dell’una all’al a; pe ciò Ma ia conclude che il legame con
la mad e di en a assolu o sol an o con la mo e: “ - Cosa ole e di mi, Tzia… che io
di en e ò e amen e os a iglia solo quando sa ò mo a?”. (Mu gia, 2009: 25).
L’a gomen o dell’eu anasia iene chia amen e e di e amen e a on a o nell’ope a
solamen e quando uno dei p o agonis i, Nicola Bas íu, inisce pe esse e e i o
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g a emen e in un inciden e al pun o ale che gli iene ampu a a la gamba. Ques o
a o po a il p o agonis a ad una dep essione p o onda e sca ena in lui i agionamen i
sulla possibili à di in luenza e la mo e nonché di in lui e sul i mo con il quale la
cessazione delle unzioni biologiche a iene nell’uomo e, anco a una ol a, accen ua il
con as o a i a e mo e. Ques i suoi agionamen i di en ano aspa en i nel dialogo
con Bona ia: “- Non è p endendo i gioco di me che cambie ai le cose della i a -. […]
– Posso cambia e quelle della mo e, pe ò. O po e e a lo oi…” (Mu gia, 2009: 65-
66). Con ques e pa ole l’au ice spos a l’a enzione del le o e al senso della i a che
scompa e o che non può più esse e pe cepi o dalla pa e della pe sona che so e.
Pe ciò la conclusione di Nicola Bas íu sulla possibili à di manipola e la mo e non
so p ende ma app esen a una logica ispos a alla mancanza del senso nella i a di
chi so e. Lo con e ma Nicola s esso quando dice: “ - E io sono mo o già, ma non mi
possono so e a e.”4 A ques o pun o, come si ile a nell’ope a di Na oli, suben ano
al e agioni che guidano la olon à e la decisione dell’uomo in una di ezione, o e o i
hanno luogo “le agioni del co po, [le quali] sono mol o più o i delle nos e agioni”.
(Na oli, 2012: 26). Si es imonia, quindi, una nuo a pe cezione della co po ei à causa a
dalla so e enza che ci spinge a ede e il co po inscindibile dall’anima, e, dall’al a, come
una pa e di ques a uni à, di ques a diade, nella quale il p imo elemen o condiziona del
u o il secondo. La so e enza, quindi, iene congiun a alla i a e, allo s esso empo,
con as a a ad essa:
L’angoscia appa e così come una so e enza psichica in cui si spe imen a
l’opposizione adicale al i e e, cioè la sua mancanza di senso. Da ques o
pun o di is a l’angoscia non solo appa iene alla so e enza, ma mani es a il
ondamen o di u i gli al i issu i di so e enza, cioè si a scop i e la sua essenza
immu abile: la mancanza di senso. […] Il dolo e umano […] non è semplicemen e
uno s a o soma ico-psichico co isponden e ad una dis unzione o ganica, bensì
è la comp ensione di quello s a o come mancan e di senso; da qui il deside io di
libe a sene a a e so appun o la agione, […].(Malo, 2003: 125-126)
È chia o che la agione non può semp e o a e la soluzione alla mancanza di senso
che il dolo e compo a, se non a condizione che si acce ino esi come, ad esempio,
quelle del c is ianesimo le quali gius i icano la so e enza e p op io nell’espe ienza
del dolo e o ano signi ica o e alo e. Di conseguenza, nell’ope a si po a a an i il
4 Mu gia, 2009: 66. Uno degli aspe i ondamen ali del dolo e è, ce lo ico da Na oli, il senso della limi a ezza che
esso compo a con sé e la quale è s e amen e lega a ad esso, anzi, è oppos a al senso della i a: più c esce la limi a ezza,
più diminuisce il senso della i a: «Uno dei a i dominan i ed insieme più emendi della so e enza è da o dal a o che
essa accia un p o ondo solco di di isione a chi so e. In al modo, il dolo e delimi a. Il ce chio della so e enza, in quan o
espe ienza di una limi azione adicale, è anche espe ienza del limi e e sop a u o della p op ia limi azione: la so e enza
è dunque una modali à classica ami e cui si a espe ienza della p op ia indi iduali à e si conosce l’indi iduazione come
p incipio e o ma dell’esis e e e del mo i e. La ia del dolo e consen e all’uomo di cos i ui si in eg almen e come indi iduo
pe la semplice agione che nessuno è sos i uibile nel p op io dolo e così come non lo è nella p op ia mo e.» (Na oli, 2010:
19). P op io la coscienza di non po e esse e sos i ui o nel p op io dolo e, da cui non iesce a o a e la ia d’usci a, po a
il p o agonis a a con empla e sulla mo e come l’unica ia d’usci a dalla condizione in cui si o a.
agionamen o sulla manipolazione della mo e con il aziocinio e sulla negazione di
essa, pe cepi a in p imo luogo a a e so la sua imp e edibili à e il suo i iu o e, inol e,
sulla manipolazione del dolo e, la quale isul a, allo s esso empo, lega a s e amen e
alla manipolazione della mo e.
Tu a ia, la Mu gia non uole acili a e la pe cezione dell’a o di eu anasia con la
sua gius i icazione. Così, nella desc izione dello s a o emo i o del p o agonis a che
en a di con ince e Bona ia di a gli l’eu anasia, in un p imo momen o Accabado a
assume un a eggiamen o con a io, aumen ando p op io con la sua esi azione il g ado
di so e enza a cui il p o agonis a è espos o. Indugiando a soddis a e la ichies a di
Nicola, a a e so la igu a di Bona ia l’au ice pone l’a enzione sulla gius ezza del
agionamen o di Nicola e sulla decisione di quando e come po e ine alla i a di una
pe sona: “ - C edi da e o che il mio compi o sia ammazza e chi non ha il co aggio
di a on a e le di icol à? […] – Quello è il compi o di Nos o Signo e, non il mio.”
(Mu gia, 2009: 66). A ques o suo iniziale i iu o, u a ia, segue la con apposizione
all’indisponibili à p op io a a e so il i e imen o all’a o mise ico dioso che suben a
nel momen o in cui si ha da an i un mala o e minale o un indi iduo che so e a al
pun o che il suo dolo e di en a insoppo abile.5 In a i, il p o agonis a s esso, che è in
ques o caso colui che non iesce a o a e il senso della so e enza e ede nella mo e
l’unica soluzione, commen a l’a o di eu anasia come un a o che so in ende “[…]
aiu a e chi lo uole a sme e e di so i e.” (Mu gia, 2009: 66). Quindi, nella ci azione
l’au ice indi idua due elemen i indispensabili pe e e ua e un a o di eu anasia: la
olon à e la disponibili à, da pa e di chi de e compie e l’a o, di condi ide e la s essa
con inzione come colui che chiede l’eu anasia nonché la decisione di non ole più
so i e, da pa e di chi chiede l’eu anasia. A al p oposi o, Mu gia comunque accen ua
il g ado di dolo e che Nicola Bas íu sen e gius i icando così la mise ico dia che suben a
nella pe sona che si o a da an i al so e en e.
È impo a e ile a e che la esi che la so e enza abbia un senso iene messa in
discussione p op io a a e so la desc izione dell’a eggiamen o di Nicola dopo
l’in oduzione di un al o p o agonis a, Don F an ziscu, il quale, quando isi a Nicola,
iene agg edi o e balmen e da ques ’ul imo:
5 Secondo An onio Malo, sia l’in idia che la mise ico dia sono lega e, a a e so la olon à s essa, alla so e enza: “La
so e enza p odo a dall’in idia e dalla mise ico dia dipende, in ece, di e amen e dalla olon à. L’in idia, ad esempio, non
può esse e spiega a solo a pa i e dalla conoscenza azionale del male, poiché in eal à non si conosce un male, bensì di un
bene; si po à ce amen e obie a e che l’in idioso giudica quel bene come male, […]. […] l’in idioso non uole quel bene
pe l’al o, cioè non acce a che l’al o abbia quel bene. Nella so e enza che si spe imen a nella mise ico dia si ede anco a
con più chia ezza il uolo della olon à, in quan o non bas a conosce e azionalmen e il male dell’al o ma bisogna non
ama lo. In de ini i a, l’in idia è is ezza pe i beni al ui; e la mise ico dia è is ezza pe i mali al ui, l’a o; l’in idioso
non ama il suo bene, men e il mise ico dioso non ama il suo male.” (Malo, 2003: 120). La mise ico dia, quindi, sa ebbe
sì lega a in p imo luogo alla olon à dell’indi iduo, la quale è il a o e de e minan e della mise ico dia, ma sa ebbe anche
guida a dall’a eggiamen o dell’indi iduo il quale s a pe compie e un a o mise ico dioso nei con on i del male p op io in
quan o non ama il male dell’al o. Si a i a in ques o modo ad una delle possibili spiegazioni del decisi o a o e mo en e
dell’eu anasia, nel caso in cui la si pe cepisca come un a o mise ico dioso.
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Nikica Mihalje ić
L’eu anasia, la mo e e l’impo anza della co po ei à in accabado a di Michela Mu gia
DOI: h p://dx.doi.o g/10.12795/RICL.2017.i20.14
- […] se do e e benedi mi benedi emi, e poi anda e ia. A e e empo da bu a e
non signi ica che lo bu e ò con oi. […]
– Non sono enu o a benedi i. Le benedizioni non si impongono a nessuno.
– Allo a cosa? A maledi mi non c’è bisogno, lo ede e da oi.
[…]
- […] Una cosa è di e «sono s o pio pe ocazione», ma in an o quello che non si
usa è semp e lì, sia mai che uno cambia idea… […] – In ece io non posso cambia e
idea. (Mu gia, 2009: 74)
Si accen ua con ques e pa ole la limi a ezza della i a dell’uomo e la delimi azione
nella so e enza nonché l’imp e edibili à della so e enza s essa della quale non
semp e è acile o a e il senso. Le pa ole di Nicola engono con u a e dal pe sonaggio
di Don F an ziscu, a a e so il quale si iba e la esi che p op io nella so e enza a
ol e sca a la abbia con o chi non ha subi o lo s esso dolo e e ne è s a o ispa mia o
nonché si ile a che ques o sen imen o può esse e placa o e in o sol an o a a e so
la ede. So olineando la no mali à della eazione di Nicola, Don F an ziscu ce ca di
con ince lo di assume e un al o a eggiamen o: “ - Quindi, se ho capi o bene, hai
deciso di a sen i e in colpa u i quelli a cui sono imas e due gambe, ol e a a i
commise a e […]. – È no male, Nicola. Lo anno in mol i, e di soli o sono colo o che
non hanno il con o o della ede, o non lo ogliono a e e.” (Mu gia, 2009: 75). Pe ò
il i iu o della ede e dell’acce azione del dolo e sa à un a o e indispensabile pe
po a e a an i l’a eggiamen o di chi decide che la so e enza della sua i a nonché la
i a s essa con il dolo e sia inacce abile e senza senso, ed esa amen e ques a inuncia
alla so e enza ed alla i a sa à desc i a nei agionamen i di Nicola e si as o me à in
una o za dis u i a che lo po e à all’allon anamen o dalla i a che con inue à senza
di lui, men e lui s esso si p epa e à pe la mo e.6
In an o, dopo a e i iu a o, con l’a eggiamen o di Nicola, l’opzione di o a e la
sal ezza nella ede, la Mu gia p ocede con le dinamiche na a i e che ci po e anno
e so l’a o dell’omicidio. Così, nel dialogo a Bona ia e Nicola, alle agioni di Nicola
engono con appos e le agioni degli al i i quali lo p e e iscono ede e i o e
sos engono che la i a me i a di esse e issu a, semp e con lo scopo di a alo a e
l’esis enza dell’uomo nonos an e u o e nonos an e qualsiasi di e o che igua di la
co po ei à:
- Tua mad e i conside a i o, e i uole il bene dei i i.
- Mia mad e o a mo i o di con en ezza solo nel p ende si cu a di qualcuno. Non
6 A p oposi o, Sal a o e Na oli so olinea che ci sono due aspe i ondamen ali nel dolo e, il alo e posi i o e la o za
dis u i a: “La alenza posi i a del dolo e consis e, quindi, nella possibili à di conside a lo sin omo e specchio di una pa e
di noi, nel suo spinge ci a comp ende e e a in e oga ci su ciò che esso mani es a e, nello s esso empo, nasconde. La sua
o za dis u i a p e ale, in ece, se lasciamo che esso ci neghi ciò che lo a alica, o e o ciò che lo p o oca e ciò che gli
con e isce senso, se lasciamo che imanga ine a se s esso, s e ile. […] Ci o iamo così si ua i in quell’ in a a noi e il
mondo: il dolo e ci chiude in noi s essi, men e la i a con inua senza di noi.” (Na oli – Seme a o, 2013: 9-10.).
le pa e o che io sia o na o bambino, ma non è ques o il mo i o pe me di s a e
al mondo.
- Di una cosa simile ne mo i ebbe, e anche uo pad e.
- Mo i anno comunque, e dopo chi si occupe à di me? (Mu gia, 2009: 81)
La p esenza di al i amilia i nella i a di Nicola pone al cen o dell’a enzione la
ques ione se, nell’a o dell’eu anasia, uno degli elemen i necessa i sia include e nel a o
anche i amilia i, o enendo il lo o ‛consenso’ pe e e ua e la ‛buona mo e’, ol e alla
olon à di e e ua e ques o a o esp essa dalla pa e della pe sona so e en e. Nel caso
del omanzo della Mu gia, la possibili à di un’app o azione dalla pa e dei amilia i
iene subi o i iu a a da Nicola, e ques o aspe o nel omanzo iene usa o pe elimini e
la possibili à di da e la esponsabili à pe l’a o che si s a pe compie e anche ad al i
p o agonis i, limi andosi sol an o sul bisogno e sulla olon à del so e en e:
- Non p o e ei nemmeno a ce ca e di o ene lo, ma se oi oles e, c’è un modo pe
e i a e di chiede glielo.
- Non esis e quel modo, e se esis esse non lo use ei -. La oce di Bona ia e a
pe en o ia, ma gli occhi e ano in e oga i i, e Nicola se ne sen í inco aggia o.
- La no e di Ognisan i. Quando la po a iene lascia a ape a pe la cena delle anime, oi
po e e en a e e usci e senza sospe o! Al ma ino mi o e anno mo o nel mio le o e
pense anno a una disg azia. (Mu gia, 2009: 82)
Op ando pe una mo e che, nonos an e sia un omicidio, iene p oge a a in modo
ale di esse e iconosciu a da al i p o agonis i come una mo e na u ale, il ono deciso
della oce di Nicola insis e nei en a i i di con ince e Bona ia a compie e ques o a o,
pe se e ando nella sua decisione di a le cambia e opinione e, nello s esso empo,
ocalizzando l’a enzione del le o e sul a o che l’eu anasia possa esse e pe cepi a
come mo e na u ale, da o che scompa e un elemen o inscindibile della i a umana,
o e o il senso della i a, e, conseguen emen e, anche la i a, in un ce o senso, si
conclude con empo aneamen e alla scompa sa del senso della i a, nonos an e la ine
di essa iene coscien emen e decisa: “Se mi aiu e e e, passe à pe mo e na u ale.
Al imen i il modo lo o o io.” (Mu gia, 2009: 82).
Tu a ia, pe e i a e di desc i e e l’a o di Bona ia come semplice e di delinea lo
come conseguenza na u ale della ichies a di un indi iduo so e en e, la Mu gia a
esi a e Bona ia nel ges o con il ichiamo alla memo ia di un ico do del suo passa o, che
Nicola ie oca pe caso po ando l’a enzione sul a o che lui s esso non può soppo a e
di ede si ido o in quelle condizioni di i a ino alla mo e na u ale, nonos an e gli
al i in o no a lui lo possano a e. P op io quelle s esse pa ole a e a usa o il p omesso
sposo di Bona ia an o empo p ima, p ima di esse manda o come solda o in gue a,
esp imendo chia amen e che ciò che pe gli al i può esse e acce abile, quando si
a a della p op ia i a, la p ospe i a cambia. Pe ciò nella men e di Bona ia, quando

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si a i a al momen o di p ende e la decisione se compie e l’a o o no, iecheggiano le
pa ole del idanza o:
- Non s o sche zando. Mi o es i anche s o pio? […]
- Io i o ei indie o in u i i modi, bas a che non sia mo o.
La ispos a ca ego ica di Bona ia non l’a e a assicu a o. La oce di Ra aele in
quella posizione a e a un ono più cupo del soli o.
- Fo se u puoi soppo a e l’idea di a e mi indie o come un e me, ma io p e e i ei mo i e
dieci ol e da i o che i e e anche solo dieci anni come uno che è mo o. Se mi succede
una cosa simile, accio come Ba anca e mi spa o. (Mu gia, 2009: 84)
Nella pa e ci a a la Mu gia uole po a e l’a enzione del le o e al a o che
l’a eggiamen o da an i alla so e enza e la limi a ezza che essa po a con sé possa
esse e di e so da pe sona a pe sona, e si p opone, in ques o modo, uno dei modi pe
capi e colui che nella so e enza decide di chiede e l’eu anasia.7
Tu a ia, da an i all’impo anza dell’a o s esso, Bona ia ce ca di de esponsabilizza si,
esen andosi dalla esponsabili à pe l’a o che s a pe compie e, poco p ima di e e ua lo,
e ce cando di da e la esponsabili à a Nicola s esso. Ciò signi ica che, a a e so ques o
suo a eggiamen o, iene mos a o che, nel caso dell’eu anasia, il consenso da pa e
della pe sona so e en e la quale chiede l’eu anasia non necessa iamen e de e a e e
un signi ica o assolu o pe gli al i in o no a lui e non de e esse e pe cepi a come una
decisione lucida pe ché la so e enza al ui non può esse e pe cepi a né capi a del u o
da pa e di al e pe sone se non da chi so e. Inol e, ce cando di con ince e Nicola di
cambia e opinione e di inuncia e all’eu anasia, Bona ia con e ma che il senso della i a
lo può ce ca e sol an o la pe sona che so e e in ciò non si può a e e l’aiu o dell’al o,
come, in ece, a iene nell’a o s esso di nasci a e di mo e:
Nicola ispose oppo in e a, come non olesse lascia si il empo di dubi a e.
- Non ho cambia o idea. Sono già mo o, e oi lo sape e.
[…]
- No, Nicola, non lo so. Solo u puoi sape e. Io sono enu a p on a, ma p ega che il
Signo e accia cade e su di e la cosa che mi chiedi, che non è benede a, e nemmeno
necessa ia…
- Pe me è necessa ia, - disse Nicola acce ando la maledizione con un cenno lie e del capo.
(Mu gia, 2009: 89)
L’a o s esso dell’omicidio iene desc i o nel omanzo in un b e e pa ag a o, con
poche spiegazioni del come iene esegui o, pe ché la maggio ensione nel es o iene
7 A p oposi o della singola i à del dolo e, ico diamo le pa ole di Felice Eugenio Ag ò il quale accen ua alla di e enza
che ogni singola espe ienza della so e enza compo a: “Il dolo e è un’espe ienza soma o-psichica ca a e izza a da
conno a i biologici, a e i i, elazionali, spi i uali, cul u ali non sepa abili a lo o. Ogni indi iduo impa a ad esp ime e
il dolo e con pa ole che sono il u o di issu i psicologici lega i a espe ienze auma iche p eceden i, sop a u o della
p op ia in anzia ed adolescenza. Pu essendo, il dolo e, un’espe ienza cui pa ecipano u i gli uomini, è di icile da ne
una de inizione esau ien e, e, anco meno, iusci e ad elenca e u i i di e si ipi del dolo e che ciascuno degli indi idui ha
spe imen a o nella sua i a […].” (Ag ò, 2003: 17).
da a alla so e enza e alla decisione se compie e il a o o no e non sulla modali à con
la quale iene compiu o: in un modo mol o conciso iene accon a o come un umo
ossico iene a o inspi a e a Nicola e ciò lo a addo men a e, men e poco dopo gli
iene p emu o un cuscino sul iso, il che non sca ena nessuna eazione da pa e del
so e en e, come se osse una con e ma del suo consenso alla mo e: “[…] non sobbalzò
né si oppose. O o se non si sa ebbe oppos o comunque, che non e a cosa pe lui mo i e
di e samen e da come e a issu o, senza espi o.” (Mu gia, 2009: 90).
L’immedesimazione con la mad e: l’ul ima mad e e l’ul ima
iglia
Lungo u a la ama, all’a o dell’omicidio e alla olon à di mo i e è con appos a
la olon à della iglia di Bona ia p esa in a ido, Ma ia, di i e e. L’impo anza della
i a di Ma ia iene accen ua a non solo a a e so l’a o di Bona ia che, a endola
p esa in a ido, le ha da o le condizioni di i a miglio i ispe o alla amiglia in cui
e a na a, ma sop a u o a a e so l’immedesimazione che a iene all’in e no del
appo o mad e- iglia e a a e so la pe cezione del co po della mad e da pa e della
iglia. Non pe caso, dopo che l’a o di po a e la ‛buona mo e’ iene compiu o sul
co po di Nicola, si passa a accon a e del momen o in cui pe la p ima ol a nella
i a Bona ia ha assis i o all’a o di eu anasia, gius i icandolo con la spiegazione che
in una ale si uazione e a meno leci o non a e nien e che compie e l’a o di omicidio:
“Quando la s essa donna a e a chies o la g azia, le al e a e ano agi o pe lei in un
clima di condi isa na u alezza, do e a o illeci o sa ebbe pa so piu os o il non a
nulla.” (Mu gia, 2009: 93). Ed è qui pe l’ennesima ol a nel es o, ma pe la p ima ol a
insieme con il accon o dell’a o s esso, che si me e in ilie o che la mo e so in ende
anche la i a, sia pe il a o che la i a degli al i comunque con inua dopo la mo e
di colui che muo e, sia pe il a o che la i a non a ebbe, o se, un’impo anza così
g ande, se non ci osse la mo e a delimi a la: “[…] alla so e enza della mad e si e a
pos o ine con la s essa logica con cui e a s a o eciso il co done ombelicale del bimbo.”
(Mu gia, 2009: 93) Inol e, ques o con as o i a-mo e di en a isibile sop a u o alla
ine del omanzo, quando Ma ia, nonos an e l’iniziale i iu o, acce a l’a o di eu anasia
compiu o da Bona ia, e si immedesima con lei, sop a u o con l’a o inale che ques a
ol a è Ma ia a comme e e ponendo ine alla i a di Bona ia. Con l’immedesimazione
nella mad e a iene con empo aneamen e anche la condi isione del dolo e che in
ques o modo diminuisce nella iglia.8
8 Rigua do a ciò, Johannes Bonelli ci ico da che “[…] a a e so un po a e e soppo a e il dolo e comune, insieme e
l’uno pe l’al o, nel quale uno è pe così di e uni o al dolo e dell’al o a a e so una pa ecipazione amo e ole e sop a u o
a a e so un’a i a mise ico dia, pe colui che so e può esse e essenzialmen e allegge i a l’ama ezza della sua mala ia.”
(Bonelli, 2003: 73).
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L’eu anasia, la mo e e l’impo anza della co po ei à in accabado a di Michela Mu gia
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Bisogna me e e in ilie o che la as o mazione che a iene in Ma ia è desc i a
come il isul a o di una lunga c esci a e conoscenza nonché a a e so la cos uzione
del appo o con la mad e alla quale Ma ia non può che a i a e sol an o dopo un
lungo pe co so il quale culmine à p op io nel con as o a la i a che Bona ia a e a
‛da o’ a Ma ia e la i a di Bona ia s essa alla quale Ma ia sen e di do e po e ine. Ed è
p op io a a e so il appo o con il co po della mad e, di cui Ma ia si p ende cu a ino
alla ine, che la p o agonis a con e ma che il legame a la ansi o ie à e il co po, nel
nos o elaziona si con gli al i, è inscindibile. Rigua do a ciò F anco Rella ico da che
l’esis enza è pe cepi a in p imo luogo a a e so la co po ei à e che le as o mazioni
che coin olgono il co po non possono non cambia e anche l’iden i à s essa:
[…] io sono pe ché il mio co po si muo e e occupa uno spazio, è sogge o al empo
e al mu amen o. Leggo il mio mo imen o misu ando la mia posizione in elazione
a quella di al i co pi, pe cepisco il mio mu amen o – e quindi il asco e e del
empo – edendo le as o mazioni di un ol o che mi è s a o p ossimo, e che si
decompone nel co so degli anni. (Rella, 2012: 34)
Pe ciò, quando il co po della mad e non può più muo e si né elaziona si con al i,
Ma ia si sen e p on a e sp ona a a a e l’a o di eu anasia nei con on i di Bona ia, da o
che non iesce più ad indi idua e il senso della i a di Bona ia. L’a o di eu anasia,
quindi, a iene più ol e in ques o omanzo e iene compiu o da pa e di di e si
p o agonis i così che la ipe izione dell’a o ha lo scopo di so olinea e l’aspe o
mise ico dioso dell’eu anasia, sop a u o quando lo compie una iglia nei con on i
della mad e alla quale è g a a, più che a qualsiasi al a pe sona, pe la i a che le a e a
da o.
Bisogna e idenzia e che l’imp essione che si o iene dalla le u a dell’ope a di
Mu gia è che l’au ice oglia po e più a enzione sulla so e enza, la quale può po a e
a agiona e sulla p op ia mo e e a deside a la, nonché sulla discussione sull’a o
s esso dell’omicidio dal quale uole, in ece, allon ana e lo sgua do. In a i, il con inuo
con as o a la i a e la mo e se e anche a me e e in ilie o che non c’è i a senza
so e enza, e che, se si uole esclude e del u o la possibili à della so e enza, lo s a o
di cui possiamo pa la e in al caso è solo quello della mo e, pe la quale si può sape e
se p esupponga o no anche la so e enza. Il es o a pensa e che la Mu gia ci uole sì
a agiona e sulla legi imi à dell’a o di eu anasia, ma sop a u o ci uole a i le e e
sul a o che è di icile e i a e di p ende e una decisione ed assume e un a eggiamen o
isolu o da an i a chi so e: appoggia e la scel a di alle ia gli la so e enza, anche nel
caso in cui bisogna compie e un omicidio, uccidendolo, dando u a ia una pa icola e
impo anza alla mise ico dia che è inclusa in un ale a o, o ce ca e di con ince lo
che la i a a issu a nonos an e u o. La so e enza alla quale si accenna nell’ope a
iene sop a u o app esen a a a a e so la dimensione isica e ma e iale della
i a umana, o e o a a e so la co po ei à la quale a pe cepi e la so e enza in un
modo e iden e. Pe ciò non so p ende che spesso la co po ei à iene app esen a a
come uni a in modo indissolubile alla so e enza, la quale non si può e i a e ma si
può sol an o non conside a e, come non si può misu a e la quan i à della so e enza:
“«Quindi il lu o se e a a ede e che c’è il dolo e…», a e a commen a o Ma ia
[…]. «No, Ma ia, il lu o non se e a quello. Il dolo e è nudo e onnip esen e, e il ne o
se e a cop i lo, non a a lo ede e.»” (Mu gia, 2009: 98). La nudi à del dolo e in que
s o es o so in ende la sua con inua p esenza, la quale può, a ol e, esse e nascos a o
non dichia a a ma non può esse e esclusa dalla i a s essa. In ul imis, nella so e enza
e nel con es o dell’omicidio, in p imo luogo iene messo l’indi iduo che è semp e
coin ol o nella colle i i à dalla quale non può esse e s acca o nessun aspe o della sua
i a. Ques o a o sp ona ad osse a e che nell’omicidio, come anche nell’eu anasia,
l’iden i à indi iduale e l’iden i à colle i a sono s e amen e lega e. Di conseguenza,
è o io che ogni i a nasce g azie all’esis enza di un al o esse e umano, il che da’ la
possibili à alla Mu gia di s ida e il le o e nel agionamen o che, conseguen emen e a
quan o espos o, nemmeno la mo e non può a eni e senza al e pe sone e uo i della
colle i i à.
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