LUIGI ANFOSSO
GIUDICE DI TRIBUNALE
LA
LITIGIOSITÀ
IN ITALIA, IN FRANCIA E NEL BELGIO
STUI)II E CONFRONTI
, .,...
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TORINO
FRATELLI BOCCA EDITORI
LIBRA' GI
S. M.
IL RE D'ITALIA
SUCCURSALI
ROMA
MILANO
FIRENZE
Via del Co so, 216-217
Co so Vi o io E na mele, 21
Via Ce e ani, 8
Deposi i a PALERMO-MESSINA-CATANIA
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PROPRIETÀ LETTERARIA
Fossano,
Tip.
Ma co
Rosse i
1900,
A
MIO PADRE
COME OMAGGIO
A
MIO FIGLIO
COME ESEMPIO
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« Ce i paesi sono più li igiosi che ce i al i; e non
semp e sono i peggio i. Non semp e 11 nume o degli
a oca i è misu a della
li igiosi à
del paese, »
T asc i o come epig a e ques e pa ole da Niccolb
Tommaseo, sc i e nel suo Diziona io dei sinonimi —
I V edizione milanese pag. 213 — non solo
pe
i e -
i e l'au o e ole giudizio del ie o sc i o e, ma cinche
pe gius i ica e l'uso del neologismo. IVel nos o di-
ziona io non esis e la pa ola
li igiosi à ma
pu oppo
ciò non oglie che nella nos a Pa ia alligni e io i-
sca la is e pian a.
Se ques e mie po e e pagine
a anno
impedi a
una li e o consiglia a una ansazione io po ò al-
leg a mi d'a e
conseguilo il miglio e dei compensi.
LUIGI
ANI'osso.
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I1
accon o di
una bassa ende a, di un e gognoso
con a o, di una di quelle mille u pi udini che pos-
sono esse e commesse alla luce del sole senza incappa e
nel codice penale, ci muo e a sdegno; una disgus osa
imp essione si p oduce in noi, e, quasi spin i da una
o za igno a, diciamo che quella e gognosa azione
o ende il nos o senso mo ale. La nos a s essa isio-
nomia ip oduce la spiace ole imp essione p o a a,
poichè a eggiamo il labb o al disp ezzo, come colui
che espinge da sé qualche cosa di nausean e.
Ques o senso mo ale èun giudice ineso abile il (piale
--- chiuso en o noi -- p onuncia i suoi e de i in base
ad una
legge
imp essa in noi dai secoli, san i ica a
dal dolo e che ne u la p ima o igine e che ne o ma
la
sanzione.
Agli es emi nebulosi con ini dei enomeni psi-
chici
noi o iamo
la sensibili à che dis ingue a
dolo e e piace e, ugge il p imo e ice ca il secondo
e
dalla sensibili à ediamo so ge e la pie à, che è la
memo ia del dolo e, la quale a sua ol a dà o igine
alla solida ie à, che è la di esa di u i con o il do-
lo e di ciascuno.
Il senso mo ale è dunque il p odo o complesso
della sensibili à, della pie à e della solida ie à e co -
i uisee il a o e essenziale dell'umano inci ilimen o.
Scende e nella scala delle in elligenze e oi o-
a e che la solida ie à si a enua; scende e nella
scala delle a e i i à e oi o a e che la pie à si
indebolisce; scende e agli o ganismi udimen ali e oi
o a e gli indi idui dalla mise a pe cezione e dalla
sensibili à o usa. Il sel aggio è e agono al dolo e,
non conosce la pie à e non sen e nemmeno la solida-
ie à delle di e se pa i del suo s esso co po.
A misu a che l'uomo a icchisce la sua a olozza
con nuo i colo i, a misu a che pe cepisce nuo e a -
monie ed il senso gli s ela nuo i o izzon i, ib ano
nel suo cuo e nuo e co de imas e sino allo a ine i
e gli palesano i incoli in ini i che mis e iosamen e
co ono a lui e la più eccelsa p oduzione della più
e olu a in elligenza umana, a lui e l'ul ima mole-
cola della ma e ia b u a.
Il e so (li Dan e e le p o onde, ine abili medi-
azioni di S. Agos ino, la T as igu azione dell'U bina e
e la legge
di
selezione di Da win esis ono emb ional-
nien e nelle po e e linee di uno qualsiasi dei mille
g a i i dell'alba dell'umani à.
Non al imen i a enne nel senso mo ale. Esso
so se colla p ima lag ima che bagnò il. ciglio umano,
e di pa i passo coll'umani à, andò len amen e p og e-
dendo; dapp ima si s iluppò pel solo
conco so
dell'in-
gen ili si delle sensazioni ; pdi asso se a
o me dogma-
iche
pel sen imen o eligioso, che a idò a Dio la
di esa della mo ale, ed in ine ingigan ì me cè l'espe-
ienza, accumula a e amanda a di gene azione in
gene azione, la quale dimos ò non po e si o ene e
la elici à se non colla subo dinazione di ogni nos a
azione al senso mo ale.
Ma, come il iume è compos o di goccio d'acqua,
le quali non hanno u e nè un'iden ica eloci à, nè
un sinc ono mo imen o, nè una s essa composizione
molecola e, così l'umani á è compos a di azze di e se,
di cui alcune sono anco a all'epoca della pie a, men-
e le al e dalle e e eccelse a icosamen e conquis a e,
sco gono da lon ano delinea si i con ini di nuo i mondi,
le au o e di nuo i soli.
In an o a ques i es emi l'umani à media di ende
il
senso mo ale dalle iolazioni, cui a sogge a
ad
ope a dei i a da a i sulla s ade, dell'e oluzione e so
il
meglio, e ques a di esa esplica in due modi, colle
leggi penali cioè, che in endono ad impedi e le g andi
lesioni del senso mo ale, e colle
leggi
ci ili
che
lo
di endono dai minuscoli a en a i.
E se la solida ie à osse e amen e in esa e non
con as a a dall'egoismo in u e le sue o me, egoismo
di idee ed egoismo di azioni,
è
cli palma e e idenza
che, la di esa con o le lesioni p o onde e g a i del
senso mo ale do ebbe già esse e di g an lunga più
o ganizza a che non la di esa con o le iolazion i
•mino i.
—
Id —
I)ohbiamo al omanesimo la nos a e bosi à, la
nos a li igiosi à e come conseguenza ci è igno o il
senso (li e e enza alla legge, e e enza che o ma
la o za e la salu e delle azze e degli o dinamen i
< [1210-sassoni.
La comba i i à, come do amen e ha dimos a o
i Ma o, è la no a dominan e della gio en ù, essa
del
pa i è la no a dei popoli gio ani. A misu a che i
popoli in ecchiano ques a comba i i à si as o ma.
Si sos i uisce all'a ma a a a e i e, l'a ma giudizia ia
e come p ima si comba e a in ogni o es ie o un
nemico, si iene acilmen e a ede e in ogni icino un
nemico da comba e e con a mi spun a e.
La comba i i à cos i uisce il ondo della
mono-
nimia
li igiosa che è una o ma della pazzia agio-
nan e, è insomma una degene azione psichica a ine alla
psicosi c iminale ed alla psicosi que elan e.
Quan i hanno equen a o i locali giudizia ii co-
noscono ques i ipi di
li igan i-na i;
indi idui in cui
la li e è una necessi à ineso abile della i a. Una
mosca che enga a posa si sulla siepe del lo o gia -
dino ha
già
in acca o i lo o di i i e se quella mosca
La un pad one, ques i de e isponde e dei danni. Ogni
sodio di en o è un
a
minaccia pe la lo o casa, ogni
dimo e che pa e dal icino è un pe icolo di scon i-
namen o! Disg azia o colui che acquis a un campo in
icinanza di qualche
li igan e-na o.
Meglio sa ebbe
pe lui
che
gliene acesse senz'al o donazione.
u licio di conciliazione, ogni P e u a, ogni
T
ibunale e pe sino ogni Co e è be saglia a da un al
gene e dì a en o i, i quali sono i più e oci de a -
o i dei magis a i e degli a oca i.
Vicino ai li igan i-na i i sono quelli in cui la
li igiosi à si è s iluppa a pe cause di e so di cui ne
esamine emo qualcuna.
In mol i casi sono gen e che a endo in a ingiu-
s amen e una li e che ha po a o lo o un qualche mi-
gliaio di li e di ingius o p o i o, anno a idanza nella
ceci à della gius izia e i ono nell'illusione di po e e
isol e e il p oblema del pane quo idiano col p odo o
delle i o ie giudizia ie.
Quasi semp e iniscono nella comple a mise ia,
pe chè le li i guadagna e sono i o ie di Pi o (1).
E ben lo sa la an asia del popolo
che
dipinge il li-
igan e app esen ando un uomo nudo colla sc i a:
Ho li iga o ed ho semp e in o!
Gua da e un po' come son dipin o!
(1) Il buon senso popola e ha nei suoi p o e bi s igma izza o
il li igio:
T a due li igan i il e zo (a oca o) gode.
Il li iga e smag a il li iga one e ing assa gli a oca i.
Ai li igan i ci ogliono e
cose:
a e e agione, sape la di e
e o a e chi la accia.
L'uomo che li iga semp e pe de.
Il oppo li iga e a spesso mendica e.
Un p o e bio chinese dice: Vi o non en a e nei ibunali
e mo o non en a e nell'in e no.
Non
a
li e, pe chè chi ince es a in camicia e chi pe de
es a nudo.
Ed i Vene i con a guzia: hinchè i li igan i i a la aca un
pe i co ni e l'al o pe
la
coa, l'a oca o mon e.
2
— 18 —
Ed
è
na u ale. Il li igio è uno s a o pa ologico
che asso be le a i i à dello spi i o e che ichiede con-
inuo impiego di dena o, pe chè lo S a o colla ca a
da bollo e gli a oca i ed i p ocu a o i cogli ono a i,
si i anno a ca ico dei li igan i delle noie che ne pa-
iscono. A ques o danno si aggiunga quello g a issimo
dell'ozio cui
è
condanna o il li igan e nelle con inue
ascensioni ai T ibunali, e si comp ende à come una
li e un po' p olunga a debba segna e la o ina di una
amiglia.
Ma la li igiosi à si a icina alla delinquenza,
pe chè si poggia eziandio sulla mancanza del sen i-
men o di pie à.
Chi ce casse nelle minuscole cause di concilia u a
e di p e u a, ed ebbe come il cinquan a pe cen o
delle li i abbia pe causa ul ima la smania c udele
di pe segui a e un nemico.
L'a e sa io è un uomo uo i dell'umani à e noi
che non siamo più, (pu oppo !) gio ani, ico diamo
anco a la o mola ipica dei ecchi legulei : « Acce a
negli
u ili
e espinge negli
odiosi... »
che dice a chia-
amen e quali osse o i sensi da cui e ano anima i i
li igan i.
Il
miglio e degli uomini allo quando, a o dalla ne-
cessi à, sale le scale del p e o io, sia esso a o e oppu e
con enu o, pe de un po' della sua bon à ; la pa e più
delica a del suo senso mo ale iene ad esse e con ami-
na a, pe chè non pub a e a meno di conside a e poco
bene olmen e l'umani à; la quale se è b u a allo ché
inc uclelisce coi bas oni e coi col elli, non lo è mol o
meno allo quando ico e alle a mi giudizia ie. L'u-
— 19 —
scie e è l'esecu o e di ques e al e ope e di gius izia
e la ci azione, il seques o, il p o es o, il pigno amen o,
il p ece o, la endi a o za a, ecc. sono al e an i
mezzi pe is appa e col pa imonio anche il cuo e
del debi o e. Il quale, quando è disones o, colle di-
scussioni oziose, coi ca illi, colle es imonianze com-
piacen i e coi alsi giu amen i ce ca di os acola e in
ogni modo il ion o dell'a e sa io; e nell'u o di così
oppos i in e essi chi po ebbe illude si che i sen i-
men i sociali non pa iscano g a e ja u a ?
Un la ghissimo con ingen e alla li igiosi à è da o
dagli usu ai i quali come abbiamo già de o, sono e i
u a o i che impunemen e ubano, es o cono il da-
na o con u a la ba ba ie di cui po è esse e capace
il più a oce aguzzino zinga o del medio e o.
Di ale ilissima genia e n'è d'ogni isma e co-
lo e, ogni ce o sociale ha i suoi pa assi i, e c'è da au-
gu a si che p es o anche in I alia, come
gi i
in Aus ia
(19 luglio 1877), nella Tu go ia (8 ma zo 1887) e nel-
l'A. go ia (26 se emb e 1887), una legge p o ida
enga a colpi e ques i assassini legali dell'umani à.
In mezzo alle nume ose i ime spesso l'usu aio
o a la sca pa pei suoi piedi ed
é oleu
isponde
olea
e demi,
ed allo a lo s ozzino sale le scale del
palazzo di gius izia, scale che do ebbe sali e... colle
20 —
mane e ai polsi, ed o iene dalla gius izia ciò che
nna
.gius izia più illumina a da ebbe mol e ol e alla
i ima. Non pe nulla Ma ziale ha de o che la giu-
s izia al ol a :
Da
eniam
co is, exa censu a
colUmbas.
Un'al a
ca ego ia di li igan i sis ema ici ed abi-
uali è da a dai
pa enus
della speculazione. A il di
logica pa ebbe che chi ha uba o od ha mi acolosa-
men e
acimola o, più
O
meno ones amen e, un is oso
pa imonio, osse enu o ad esse e indulgen e cogli
al i meno o una i o meno scal i suoi an ichi col-
leghi
A iene p ecisamen e l'oppos o. Come non c'è
donna più beghina di quella che ne ha a e di u i
i colo i nella sua gio en ù, così non c' è uomo
più
esigen e in a o di di i i di chi ha iola o cos an-
emen e i suoi do e i. Ques i a icchi i sono quasi
semp e in olle an i d'ogni minima lesione dei lo o
in e essi, quasi semp e sono anche a a i, e quando
anno i gene osi, lo anno con un secondo ine e sem-
p e in modo che non solo la lo o des a, ma u e le
des e dei lo o simili sappiano il bene che auno.
Cos o o sono semp e p on i ad in oca e con o
gli al i quelle leggi cui hanno sapu o des amen e
me e e in calce o.
Ed ai icchi è acile il li igio, pe chè a lo o sono
ape i u i i g adi di giu isdizione ed i miglio i a -
oca i po ano, non in ano, il sussidio della lo o as a
do ina.
1)i ianco alle, p eceden i ca ego ie di li igan i e
ne è un'al a elle
e
1:i_ia me em mo dei li igan i- o za i,
- 21 —
Pa e inc edibile, eppu e i sono delle pe sone, al ol a
isiche, pe o quasi semp e giu idiche, che sono co-
s e e al li igio come il cane alla ca ena.
Ed in ques a ca ego ia en ano pei p imi i Miani
cipi, i quali mol e ol e li igano non solo pe da e
la o o agli a oca i, ma pe da modo al sindaco, agli
assesso i, al seg e a io comunale di acimola e qualche
as e a e di consuma e qualche alleg o simposio al
capo-luogo.
Tengono die o le li i in en a e dai cu a o i delle
alli e i quali maga i si auno amme e e al bene icio
della g a ui a clien ela, pu di anda alla caccia di
un c edi o che nel caso di esazione non se i à che
a lo o. Le Ope e pie, le P o incie, i Co pi mo ali in
gene e e lo S a o in capo ila seguono la s essa s ada,
con quale p o i o pei con ibuen i è acile immagina e.
E' e o che le Ope e Pie godono quasi semp e del
bene
i
cio della g a ui a clien ela, ma nessuno igno a
che ques o bene icio é di mol o dubbia u ili à. Ad
ogni modo in al gene e di cause se la Commissione
di s a is ica olesse indaga e, ed ebbe con quale mi-
abolan e acili à si susseguono i in ii.
Ce amen e non si può p e ende e che il mondo
sia un Pa adiso e es e in cui u i i ano in pe -
e o acco do, ma pe chè le au o i à, coside e u o ie,
p ima di au o izza e gli en i ad en a e come a o i
in giudizio non assumono p ima in o mazioni, non ob-
bligano a passa p ima pei ami e della conciliazione?
E pe chè, nella peggio e delle ipo esi, non con-
ollano lo s olge si delle cause au o izza e, passando
in se e o esame i mo i i dei in ii ?
-- 22 —
Il
de e mina e le li igiosi à di una egione
e
le
sue cause speci iche è p oblema mol o più a duo di
quan o possa semb a e ad un esame somma io.
Noi ico e emo alle p eziose no izie consegna e
nelle pubblicazioni della Di ezione Gene ale della S a-
is ica, e p ocu e emo anche di idu le, pe quan o è
possibile, a comuni denomina o i a inchè siano a
lo o più acilmen e pa agonabili. Ma ques a iduzione
non è semp e possibile pe lo s esso mo i o pe cui
le ca e geog a iche in ilie o debbono esse e a e
su
due scale di e se : una pe le supe icie ed un'al a
pe le al i udini. Se in a i si usasse una scala iden-
ica,
i
più al i mon i sa ebbe o appena pe ce ibili.
Che cosa sono i qua o chilome i d'al ezza del Mon e
Bianco in p opo zione dei 600 chilome i di lunghezza
della pianu a Padana ?
Seconda iamen e nell'a on a e le ci e della s a-
is ica bisogna ico da si che esse
debbono esse e con-
side a e con un ce o bene icio d'in en a io, pe chè,
sebbene accol e con mol a cu a, non semp e anno
immuni da e o i.
In ine i da i che si i e iscono ad un
auno, spesso
o ano la lo o o igine in a i an e io i men e
,
il nos o giudizio noi lo i e iamo semp e come
se le
cause de e minan i
c
oesis esse o col lo o e e o.
-- 23 --
Ciò p emesso, ediamo anzi u o che la li igiosi á
é in con inuo mo imen o ascensionale come si ile a
dal seguen e specchio.
1)
Mo imen o delle cause dal 1875 al 1895
Anni
Cause
pe mille
abi an i
Anni
Cause
pe
mille
abi an i
1875
37.50
1886
44.04
1876
39.99
1887
44.22
1877
44.45
1888
46.67
1878
47.23
1889
47.10
1879
47.03
1890
45.95,
ii
1880
48.09
1891
46.33
I4•
1881
41.50
1892
45.77
1882
41.34
1893
50.01
1883
40.68
1894
52.05
1884
40.55
1895
49.30
1885
42.45
Ques o mo imen o ascensionale è pe ò legge is-
simo, pe chè la Di ezione Gene ale di s a is ica ha
p eso pe base la popolazione legale al 31 dicemb e
1881, popolazione che negli anni successi i ebbe un
no e ole aumen o malg ado 1' emig azione, aumen o
che agguaglia o al 6 pe 1000 gius i iche ebbe quello
delle li i.
Ques e pe ò non aumen a ono in egual misu a
nelle di e se egioni d'I alia, come si deduce dal se-
guen e quad o.
—
24 —
Mo imen o delle
Cause
dal
1875 al 1895
dis in o pe
egioni.
Pegioni
P ocedimen i con enziosi
inizia i a an i u e le magis a u e
(escluse le Cassazioni pe ehè non si l, es an°
olla di isione e i o iale (pe mille abi an i)
_ ._
1875-1878
1879•1882
15834856
1887
-15'90
1891
-1894
1S95
23.61
23.67
25.83
24.44
I alia
Se en .
27.08
27.51
I alia
Cen ale
36.32
35.(i6
29.71
30.87 34.37 37.01
I alia Me idion.
60.25 65.16
64.09
'72.54
71.44
76.65
Sicilia
.
.
49.82 54.25
54.26
73.18
'76,79
74.72
Sa degna
104.33
123.26
147.61
183.93
166.49
143.80
Dal che si deduce che la li igiosi à diminuisce
nella pa e se en ionale, si man iene cos an e, con
qualche accenno al ibasso, nell'I alia cen ale, men e
pe con o nelle imanen i pa i d'I alia l'aumen o è
sensibilissimo an o più enendo calcolo della ci co-
s anza che in ali egioni più che al o e l'aumen o
geome ico delle popolazioni iene asso bi o dall'emi-
g azione.
Nell'I alia me idionale nel en ennio le li i au-
men a ono del 16,40 pe 1000 abi an i, nella Sicilia
del 24,90 e nella Sa degna del 39,47.
La
li igiosi à è mol o più in ensa nelle egioni
me idionali ed insula i come chia amen e ci dimos a
il seguen e quad o della dis ibuzione delle li i nei
a i g adi di giu isdizione e nelle massime egioni
in cui può di ide si l'I alia nell'anno 1895:
II)
- 25 --
Dis ibuzione egionale delle Cause.
REGIONI
Nume o
delle li i
a an i
i
Concilia o i
ogni
' zi
á
1.,
Nume o
medio
dello
sen enze
pe
pe og
ni
Sen enze
emeeae
dieci
mila
o
ni
ab.
dalle
a ni
►
i
Con
Li i cilia o i,
P e o i
T ibun. o Co i
o
o ini
Dai
l ilu
mille abi .
ó c
o.^
eali
Co i
mille abi an i
I alia Se .
15.70
22,542
81
21.72
6.66
41.22
»
Cen ale
26.33
21,499
93
22.40
7.58
62.1.3
Napole ano . .
59.13
15.413
112
35.74 11.58
120.26
Sicilia
57.20
18.418
130
37.38
12.45 117.47
Sa degna .
118.95
8.613
82
33.89
10.46 373.21
Ma in u e le egioni si hanno dei o i dis acchi
a
un
dis e o e l'al o. In a i:
IV)
Dis ibuzione delle li i pe Co i d'Appello
Co i
Li i
p
1000 abi an i
Co i
Li i
p. 1000 abi an i
Geno a
68.86
Pe ugia . .
93.12
Casale
45.38
Roma
..
155.71
To i no
45.95
Aquila .
.
.
125.06
Milano
28 94
Napoli
.
.
99.17
B escia
21.50
Po enza .
137.81
Venezia . .
43.34
T ani
157.11
Pa ma
. .
29.98
Ca anza o .
126.10
Modena . .
30.45
Messina .
141 13
Lucca . .
.
55.21
Ca ania
. .
110.28
Fi enze . .
37.91
Pale mo . .
114.56
Bologna
.
34 88
Caglia i . .
37321
Ancona . .
52.85
Regno . . .
82.67
Mace a a .
81.50
— 32 —
Il
codice di p ocedu a ci ile, coll'is i u o del giu-
dizio a bi amen ale, dà mezzo a colo o che hanno dei
di i i in con o e sia di e i a e ie li i, sos i uendo
alla sen enza del giudice la p onunzia del lodo di
uno o più a bi i, i quali nella maggio pa e dei casi,
p onunciando in ia concilia i a, senza incolo di o -
mali à cu ialesche, oncano di ne o le ques ioni.
O bene, a ques i giudizi a bi amen ali si ico e
ben poco.
Ecco la pe cen uale delle sen enze d'a bi i ese
esecu o ie nel 1895.
I alia Se en ionale
. 5,02
»
Cen ale
.
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2,3
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Napole ano .
. 1,52
Sicilia
. .
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Sa degna
5,58
Vediamo qui ipe e si la s essa scala discenden ale
con un' eccezione pe la Sa degna,
eccezione
di cui ce -
che emo più a di la spiegazione.
Da qualsi oglia pun o di is a si s udii la li igiosi à,
(
p
iale clic sia il c i e io che si assuma come mezzo
d'indagine, ques o è acce a o indubbiamen e : che
l'I alia non ha una li igiosi à uni o me pe u e le
— 33
sue egioni che ques a li igiosi à a ia in agione di-
e a della delinquenza, e ques a si agg a a nelle e-
gioni me idionali e che,
coe e is pa ibus,
si accen ua
nelle egioni mon uose.
Nume osissime sono le cause che conco ono a
o ma e la li igiosi à d'una egione ed a modi ica la
da un anno all'al o, cause non u e app ezzabili ma
di cui en e emo quan o meno l'enume azione.
Il clima inclemen e a o isce la i a di amiglia e
collegandone i memb i li a più s e amen e solidali
gli uni agli al i e quindi ogni in e esse amiglia e
ha un maggio nume o di di enso i.
Le empe a u e ele a e acuiscono la sensibili à
pe l'indebolimen o del sis ema ne oso e quindi più
acile è la eazione pe la mino po enza dei cen i
d'inibizione. Le empe a u e es eme endono più a-
cili i li igi men e un clima mi e e cos an e ende
più paci iche le popolazioni.
La e ili à del e eno, il mo imen o indus iale
e comme ciale hanno un' in luenza g andissima so o
di e si aspe i ed essenzialmen e pe chè modi icano
la icchezza d'una egione.
E' un a o che in gene ale i paesi do e domina
il li igio sono anche paesi mol o po e i.
Un paese pe chè possa esse icco de e esse
popola o da gen e a i a, che
sappia
p odu e
3
—
34 —
di quan o le occo e, da gen e che all'a i i à ag-
giunga l'economia. Quindi dal ispa mio si
pub
de-
sume e un elemen o pe a e ma e la icchezza o meno
d'una egione.
Da uno s udio di F. Lepellie e pubblica o nel
Bulle in de
la
Sociè é de législa ion compa ée
(1896-
189 7 p.
493)
clesumiano la dis ibuzione del ispa mio
a o nelle casse pos ali pe mille abi an i.
VII[)
Dis ibuzione geog a ica
del
ispa mio pos ale
Regione
C edi o dei
deposi an i
pe millo
abi an i
Li e
Regione
C edi o dei
deposi an i
pe mille
abi an i
Li e
Piemon e
31018
05
Lazio
29589
30
Ligu ia
60982
31
Ab uzzo
6143
55
Lomba dia
13535
53
Puglia
7128
30
Vene o
8492
82
Basilica a
11647
66
Emilia
5472
11
Calab ia
9570
05
Ma che
5373'
73
Campania
11170
58
Umb ia
4682
38
Sicilia
11535
65
Toscana
18355
56
Sa degna
11317
79
Secondo ques o quad o si a ebbe o dei paesi do a i
di sca sissimo ispa mio i quali sa ebbe o do a i di
minima li igiosi , in a i la quo a di c edi o del
Vene o è p essocliò eguale a quella degli Ab uzzi
men e la li igiosi à è
del
43,34 pe mille nel p imo e
del 125 nei secondi. Ma ques a con addizione é solo
appa en e.
^^.
—
35 —
Si ico e in a i alle casse pos ali di ispa mio o
pe chè non si ha iducia in al i s abilimen i, oppu e
pe chè ali s abilimen i non esis ono nella egione,
quindi i isul a i delle indagini a e sulle casse pos ali
de ono esse e coo dina i coi da i del ispa mio e dei
con i co en i deposi a i p esso al i is i u i come i-
sul a dallo specchio seguen e. NI mi si de e a
ca ico se ho comp eso come ispa mio anche le som-
me deposi a e a con o co en e pe chè sebbene esse
non app esen ino un e o ispa mio, sono pu u a-
ia un' eccedenza che dimos a il maggio e benesse e
economico di una egione :
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le egioni siano dispos e in ques 'o dine discen-
den ale:
Lomba dia, Lazio, Toscana, Eia Bilia, Ligu ia, Um-
b ia e Ma che, Piemon e, Vene o, Campania,Sicilia,
Ab uzzi, Puglie, Calab ia, Basilica a, Sa degna, men e
pe la li igiosi á sono così dispos e dal minimo aseen-
deudo al massimo: Lomba dia, Emilia, Vene o, Piemon e,
Toscana, Ligu ia, Sicilia, Ma che ed Umb ia, Campania
e Molise, Basilica a, Ab uzzi, Calab ia, Lazio, Puglie,
Sa degna.
La Sa degna che ha il alassimo delle li i ha
anche il minimo benesse e economico, la Lomba dia
che è al minimo delle li i ha anche il più al o coe -
icien e di benesse e; la Calab ia, le Puglie, la Basi-
lica a con e mano l'in luenza della mise ia sulla
li i-
giosi à, in luenza che pa e con adde a solo dal Lazio e
dal Vene o. Men e in a i il Lazio è la egione che iene
il
secondo pos o del benesse e economico iene ad esse e
una egione anche do a a di una ele a issima li igio-
si à. Pe con o il Vene o che ha poche li i, ha pu e
un ispa mio mol o modes o.
Ques e due eccezioni pe ò, a chi bene le conside i
con e mano la egola. Il Lazio si concen a u o in
Roma e ques a è la ci à eccezionale d'I alia pe chè
concen ando in se pe sone di u a la nazione con
o e p e alenza delle egioni cen ali, è na u ale che il
imanen e della egione enga asso bi a dal capoluogo.
Pe quan o igua da il Vene o é da osse a e che è
e o che il suo ispa mio (83.72) è il minimo dell'Al a
I alia, ma pe ò è semp e di g an lunga supe io e a
Ogni 100 pigno amen i
se ne con ano pe un debi o
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23.58 24.65
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18.20
14.11
25.11
22.92
10.57
4.57
4.52
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13.60
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Sa degna
51.75
-- 38 --
quello che immedia amen e gli succede (63.33) della
Campania.
Un al o c i e io pe a e ma e la po e à di una
egione si può desume e dall'ammon a e del debi o nei
pigno amen i (P ospe o XVI della s a is ica 1895). In a i
l' abbondanza dei pigno amen i di mobili o u i pe
debi i minimi dimos a da un can o poca compassione
pel debi o e e dall'al o o un maggio bisogno o una
maggio acili à di ico e e a misu e es eme pu di
acimula e qualche li a,
Ecco la dis ibuzione dei pigno amen i:
X)
•
-39^
Un al o c i e io si pub anche desunie e dal p ezzo
in imo delle endi e ai pubblici incan i come si ile a
dal seguen e specchio :
XI)
P ezzo
d'aggiudicazione
nelle endi e giudizia ie
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I alia
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14.6418.53
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46.13
11.51
3.16 3.26
1.73'
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0.71
I alia Me id.
36.46
19.0817.16
41.88
13
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5.26
1.88
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89 0.39
Sicilia
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17.99
46.13
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2.18
1.09
0.33
Sa degna .
43.21
31.2922.79
38.10
5.44
0.681 1..36
0.34
»
Sia quindi la dis ibuzione del ispa mio, sia l'e-
same del alo e dei c edi i pe cui si p ocede a pigno-
amen i o di quello delle endi e, ci dimos a che la
mise ia cammina di conse a colla li igiosi à.
La mise ia spinge l'a o e a p omuo e e a i anche
allo quando la spe anza della i o ia e mol o ince a
e nello s esso empo me e il con enu o nell' impos-
sibili à momen anea o de ini i a di a on e ai p op ii
impegni. Nell'uno e nell'al o cado a iene che la li e,
la quale pe sé s essa è già un male, a sua ol a ge-
ne a semp e nuo e s en u e. E' il gi o izioso in cui
si o a l'anemico. Da una pa e La bisogno di im-
pannuccia si con un i o sos anzioso e dall' al a lo
— 10 ---
s omaco indeboli o si o a nell'impossibili à di dige-
i e il cibo.
La mise ia gene a le li i e ques e gene ano mise ia.
Un piccolo calcolo ci da à un' idea della g a i à
del danno economico p odo o dalle li i.
In ogni causa, sia essa piccola o g ande, i è
un
da ino pe en an'be le pa i, danno che è cos i ui o
dalla spesa della ca a da bollo, dai di i i d'uscie e,
da quelli dell'a oca o e dalla pe di a del empo ; e
imanendo in con ini mol o modes i, oglio issa e
il
danno complessi o pe ambo le pa i: pe le cause di
Concilia u a in L. 5 (1), pe quelle di P e u a in L. 40,
pe quelle di T ibunale in L. 100, pe quelle di Co i
d'appello in L. 150, in L. 200 pe quelle della Cassa-
zione.
Ecco il poco consolan e isul a o :
(I) Cosi cos i ui e: L. 2,04 pe di i i di cancelle ia, di uscie e
e di ca a, gius a il con o a one dalla di ezione della s a i-
s ica (pag. XIII) e li a e app osen an i il danno subi o dalle
pa i pe l'ozio o za o.
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che cos i uiscono un ese ci o di pa assi i
del Fo o, i quali si so aggono alle ice che della
s a is ica ed alle indagini degli agen i delle asse.
Ve a cagione di un'in ini à di mali non solo pe la
conco enza illeci a che anno ai legi imi ese cen i,
ma pe chè il olgo p es a cieca ede a cos o o e si
lascia così spilla dana o e o ina e le cause. A iene
in ques o campo lo s esso enomeno pe cui il con-
adino ico e più olen ie i al semplicis a, al se i-
mino che hanno all'inci ca lo s esso suo li ello in-
elle uale, che non al a macis a e an o meno al
medico, che gli pa la in nome d'una scienza cui il
con adino non c ede.
In base al censimen o del 1881 la popolazione
o ense — a oca i, p ocu a o i e no ai -- è dis ibui a
nelle a ie egioni d'I alia, in p opo zione di mille
abi an i, esclusi i agazzi ino ad o o anni compi i
nel modo seguen e :
XIII)
I alia
Se en ionale
I alia
Cen ale
I alia
Me idionale I alia
Insula e
Piemon e
2.5
Emilia
1.8
Ab uzzi e Molise 2.4
Sicilia
3.2
Ligu ia
3.1
Umb ia
1.4
Campania
4.5
Sa degna 2.5
Lomba dia 1.6
Ma che 1.4
Puglie
3,4
Vene o
1.3
Toscana 1.8
Basilica a
3.8
Roma
3.2
Calab ia
3.1
Media
2.12
Media 1.92
Media
3.44
49 —
In con on o poi delle al e nazioni d'Eu opa, l'I-
alia iene il p ima o, almeno pe quan o isul a
dalle s a is iche u iciali :
I alia, a oca i 1,0 pe 1000 abi an i (comp ese u e le e c)
Scozia
»
0,7
»
»
I landa
»
0,4
»
»
S izze a »
0,9
»
»
Belgio
»
0,3
»
»
Spagna »
0,7
»
»
Tu e ques e ci e sono di un'app ossimazione così
emo a che pe uno s udio della li igiosi à u ce o
miglio e il sis ema da me ado a o, di a ico so
cioè all'Annua io.
Ed ecco il isul a o:
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51 —
Dis ibuendo in modo discenden ale, cioè dal mas-
simo scendendo al minimo, le di e se egioni, sia pe
le li i di compe enza supe io e che pel nume o medio
degli a oca i, o iamo che le s esse si dispongono
nel seguen e o dine :
Nume o degli a oca i
Nume o delle li i
Roma
Campania
Ligu ia
Sicilia
Piemon e
Calab ia
Lomba dia
Sa degna
Toscana
Puglie
Vene o
Emilia
Basilica a
Umb ia e
Ab uzzi
5.80
5.13
4.40
3.43
3.40
3.39
3.20
3.20
2.80
2.80
2.60
2.30
2.24
Ma che 2.10
1.40
Roma
Ligu ia
Campania
Sicilia
Puglie
Sa degna
Calab ia
Basilica a
Piemon e
Ab uzzi
9.55
8.49
7.21
6.56
6.02
5.77
5.45
4.87
3.99
3.94
Umb ia
e Ma che 3.22
Emilia
3.16
' oscan a
'2.95
Lomba dia
2.53
Vene o
2.41
Vi è adunque un pa allelismo nei massimi o e
coincidono e il nume o degli a oca i e il nume o
delle li i, son i pe e egioni nelle quali malg ado
una densa popolazione o ense la li igiosi à non s a-
— 52 —
ipa; pe con o soa i egioni li igiose pu essen-
do i minimo il nume o degli a oca i. Ma sa anno
ques i che anno ele a e la li igiosi à o sa à .ques a
che
ichiame à un nume o maggio e di a oca i? La
ispos a è di icile, pe occhè gli a oca i e le li i s anno
ecip ocamen e ad un empo come causa e come e -
e o. In a i men e una maggio li igiosi à spinge
mol i ad abb accia e il pa ocinio, non c'è dubbio che
alla sua ol a un nume o mol o in enso di a oca i
aumen a ine i abilmen e il nume o delle li i. Dio mi
gua di dal pa la male della beneme i a classe degli
a oca i, ma pa ai leci o ìl sospe o che qualcuno a
i 9548 a oca i i aliani possa al ol a consiglia e con
qualche legge ezza una causa insos enibile. Si a a
ce amen e di qualche a a eccezione, ma è in ui i o
che ques e eccezioni c escono di nume o in p opo -
zione di e a della in ensi à della popolazione o ense.
A misu a che c escono le di icol à nella lo a della
i a si a enua il eno nell'esame p e en i o dell'ones à
dei mezzi da impiega si nella conquis a del pane
quo idiano.
Nel olgo domina il p econce o che l'a oca o
sia il na u ale nemico della pace, pe ché inché du-
ano le li i, essi i aggono an aggio gius a il b oc -
ca do :
d um pendei ende .
In ogni ese ci o i sono dei igliacchi, in ogni classe
(li
ci adini i sono degli s e gogna i che insozzano
l'a e elle p o essano, quindi non c'è da a e le
me a-
i
gliese anche a il ce o a oca esco i sono degli
indi idui,
o
una amen e a i, che non comp endono
l'al ezza del. lo o minis e o,
-- 53 —
Ques e piccolissime macchie non olgono che l'o -
dine
nel suo complesso
sia di g an lunga miglio e
della sua ama. E' un is e p i ilegio delle p o es-
sioni più ele a e quello
di esse e diu u nainen e espos e
alla c i ica di u i, dei g andi e dei piccoli, (lei
buoni
e d
e
i disones i, dei sapien i e degli
igno an i, c i ica
ciéca,
ineso abile e, ciò che è più
g a e, ispi a a solo
da in e essi pe sonali lesi.
Pe dieci, en i o en a Rabagas
che non si
cu-
ano che il lo o clien e abbia o o pu
che abbiano
il
mezzo di a c ede e che esso ha agione, pe en i
o cen o a oca i che possono ale si della lo o do
ina o della lo o pa ola pe sop a a e il debole o pe
de ia e la gius izia, i ha u o l'ese ci o, o e, no -
bile e al e o dei di enso i del e o. Bas a un Labo i a
cop i e di glo ia u a la classe degli a oca i.
Ci sa ebbe da augu a e che il lo o nume o di-
minuisse pe ende lo o meno e oce la lo a pe la
i a, ma non bisogna disconosce e che in Pa adiso icino
a S. I o, a oca o in ques a i a e p o e o e degli
a oca i nell'al a, ci de e esse e una olla di pa o-
cinan i che si guadagna ono la i a e e na g azie ai
ma i i subi i ad ope a dei giudici, dei clien i . .
e dei colleghi !
Non a u i a ide la o una di Be ye , ma mol is-
simi hanno del
i
e o a oca o legi imis a la emp a
d'animo e la bon à di cuo e.
Ed. a colo o che si spa en ano del nume o s a-
g ande degli a oca i e della semp e c escen e p o-
duzione a oca esca delle nos e uni e si à è bene
osse a e che la nos a s essa p ocedu a ci ile ing o-
— 51 —
iglia a, piena di e mini, di decadenze, di appelli e c.
gene a pe sè s essa una schie a o midabile di in e -
p e a o i, men e una p ocedu a spiccia, alla po a a
di u i, ende aca o quan omeno non an o u gen e
l'ope a dei consulen i.
i
La
nos a legislazione umul uosa che a ia ad
ogni momen o, pa e a a appos a pe mol iplica e
il
nume o degli a oca i. Una legge non è anco a s a a
acce a a dall'ambien e, che subi o si sen e il bisogno
di i o ma la e quindi non ha semp e empo la giu-
isp udenza a a e la sua ope a in e p e a ice.
Il nume o eno me del ce o a oca esco è così giu-
s i ica o dall'indole del popolo, dalla p ocedu a ing o-
iglia a e dalle con inue inno azioni delle leggi. Nè
ha
maggio alo e l'al a accusa a a agli a oca i
di sos ene e cause che u o induce a c ede e che i-
ni anno colla scon i a.
Il
nos o popolo, specialmen e l'ag icolo, è ode a o
di di idenza; esso igno a il p o e bio :
A medico, con-
esso e ed a oca o, non ene e il e cela o,
e la e-
i á non la dice mai u a, un po' pe sospe o che
l'a oca o colluda col suo a e sa io, un po' pe e-
de e se l'a oca o è an o u bo da capi e che gli si
iene qualche cosa di nascos o, un po' pe chè l'igno-
an e di lida semp e di
chi
ne sa più di lui, e pe
u e ques e agioni assieme, l'a oca o iene i a o
ue di s ada e quindi a lui non si de e impu a e se
si cominciano li i senza ondamen o di agione.
Il clien e since o o a l'a oca o since o, il clien e
audolen o inisce
c
oll'inganna se s esso.
Ma u e ques e di licol i= i che os acolano l'ope a'
— 55 —
dell'a oca o, sono sconosciu e alla massa del pubblico
che con inua a ede u o ne o. Una diinos azione
s a is ica del disin e esse degli a oca i la si può de-
sume e dal a o che la Ligu ia,
che
s a a le egioni
più in ensamen e popola e da a oca i, è anche la e-
gione o e più nume osi sono gli a bi amen i. (sen-
enze a bi ali 13,28 Olp). Se i osse u a quella u ia
di con inui guadagni mal si po ebbe o concilia e a
lo o il nume o g ande degli a oca i ed il g ande
nume o degli a bi amen i.
Ma se la li igiosi à non può a e ma si che sia
impu abile agli a oca i, essa pe o è in ali appo i
coi p ocu a o i che c edo di non anda e a o i e-
nendo che a cos o o in pa e isalga la esponsabili à
della lunghezza dei li igi, lunghezza che nelle s a i -
s iche che accolgono i a i anno pe anno, si a-
s o ma in un aumen o nume ico delle li i.
L'ope a dell'a oca o è acol a i a, l'in e en o in-
ece del p ocu a o e è obbliga o io, e quindi mol i
a oca i sono in conclusione dei e i p ocu a o i,
quindi ciò spiega pe ché la li igiosi à massima con-
co a anche do e i p ocu a o i sono pochi. Ma a le
di e se asi della li e, a la ci azione e la sen enza,
e n' è una odiosa al clien e, poco u ile all' a oca o
consulen e e di an aggio pecunia io al p ocu a o e,
e ques a è il in io. E' an o comodo i 1 imanda e
anda e
--56—
una causa da un' udienza all' al a, segnando un paio
di li e pe ol a al clien e !
Ebbene, se si ice ca nella s a is ica la dis ibu-
zione dei in ii, si o a che i massimi in ii co i-
spondono all'inci ca ai luoghi o e i sono più p o-
cu a o i.
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Nume o dei
in ii.
Regione
Cause decise
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delle Co i
d'Appello
dai T ibunali
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010
0,00
010
»
Cen ale
0,34
»
0,08
»
Napole ano
0,30
»
0,09
»
Sicilia
0,92
»
1,15
Sa degna
.
0,00
»
0,00
»
Tu i gli s o zi a i dall' au o i à giudizia ia pe
ena e la acili à dei in ii iescono a poco, pe chè
mal si può impedi e il in io quando è ichies o da
ambe le pa i. E' gius izia con essa e che la espon-
sabili à dei p ocu a o i nel nume o dei in ii è in
pa e gius i ica a dall'eno me sp opo zione pe il la o o
che g a a nei ibunali di alcune egioni in con on o
di quello che occa ad al i.
Quando il la o o è mol o a icoso, quando le cause
assegna e a sen enza sono nume ose, oppo nume ose,
è
o io che si sia p opensi alla concessione di in ii
che se ono a p
oc as ina e il la o o. La sca si à del,
XV)
-57---
pe sonale giudizia io conco e quindi coll'a asso delle
cause penden i alla ine d'un anno ad
alimen a e la
quan i à
di li i dell'anno successi o, con quale danno
delle pa i è 'più acile immagina e che p ecisa e.
Pe al modo l'economia acimola a sul bilancio del-
l'amminis azione della gius izia dà un an aggio solo
appa en e al bilancio dello S a o, pe chè la pubblica
economia ne isen e danno in mille modi e cen u-
plica o so o al e o me meno appa en i ma non meno
disas ose.
I
nos i geni o i ci hanno asmesso non solo le
lo o o me, non solo le lo o unzioni , isiologiche ma
anche u o un pa imonio psicologico cui la nos a
ope a non a che in odu e mòdi icazioni più o meno
p o onde a seconda dell'ene gia indi iduale e delle
ci cos anze più o meno a o e oli in cui siamo issu i.
E quando pensiamo che i nos i geni o i ice e -
o o dai nos i a i quegli elemen i complessi che li
cos i ui ano, ediamo che, solo isalendo alla se ima
gene azione, noi abbiamo nelle ene il sangue di cen-
o en o o ipi di e si.
Se e gene azioni app esen ano all'inci ca due
secoli di i a complessi a, due secoli du an e i quali
l'ambien e locale ha ese ci a o con inuamen e la sua
in luenza, alo a in un nodo cos an e, al al a sal ua-
iamen e in di e se di ezioni. La maggio anza degli
-- 64 —
is emen e celeb e l'in amia commessa col o ni e
un'o azione in di esa di Apollodo o con o Fo mione
ed un'al a a cos ui con o Apollodo o.
Il genio g eco è p o ondamen e anali ico. L'ana-
lisi, a sua ol a, gene a un senso c i ico u ilissimo alla
ice ca del bello, ma pe icolosissimo quando iene ap-
plica o alla ice ca del gius o.
Pa asio da E eso conquis ò ama di e della pi u a
nel i a e il genio d'A ene u o con a ie à e u o
s anezze (1) ben dimos ando di conosce e
l'ins abi-
li à
dei suoi conci adini. Non è in a i nella G ecia
che io ì un'Anassago a che sos ene a la ne e esse ne a
ed un Zenone che a e ma a che niuna cosa si mo-
e a ? E non è nella G ecia che un piccolo e o e d'o -
og a ia nella isc izione della s a ua di Anassimene
die uoco alla gue a a i Magnesi e le ci à icine ?
La G ecia è la pa ia del bello, e ques o é iglio
del senso c i ico che a sce e a e d a i di e si com-
ponen i di un'ope a quelli che più si a icinano al
l'ideale della o ma. Na asi in a i che la Vene e di
Milo sia s a a o ma a iunendo e coo dinando le
singole bel à d'un nume o g andissimo di donne.
Ques o p ocedimen o anali ico pe la o mazione
di un conce o sup emo della gius izia non da ebbe al-
cun u ile isul a o, pe ché è mol o piú age ole il a
conco da e la maggio anza degli uomini nell'idea del
bello che non in quella del gius o.
(1)
Filoso ia mo ale
di E. Tesau o
65
In ine il sen imen o di gius izia è il u o di
un'e oluzione mol o più ele a a di quella che gene a
il
sen imen o del bello, l'umani à in a i
ha
già
aggiun e le più eccelse es insecazioni dell'a e, men e
è anco a ben lon ana dall'a e o a a una o mola
che acque i il suo bisogno di gius izia.
Ques a é anco p o ondamen e dis in a dall'equi à,
e inché ques a dis inzione si man iene in modo
s iden e, sa à semp e possibile l'esis enza di una giu-
s izia non equa.
Ciò p emesso, logicamen e si deduce che un popolo
do a o di spi i o c i ico, acilmen e si pe suade a a e
della gius izia un mezzo di sop a azione, ed analiz-
zando i p onunzia i dei magis a i al ol a col c i e io
della gius izia, al al a con quelli dell'equi à, a seconda
che gli o na più u ile, si o me à uno spi i o li igioso
che lo spinge à a ico e e al magis a o ad ogni
piè sospin o.
Il
popolo g eco u adunque eminen emen e li i-
gioso e ques a sua li igiosi à asmise ai suol c edi.
Le cos e della Sicilia che u ono la sede di colonie
g eche sono di g an lunga più acili al li igio che
non l'in e no o e i Sicani ed i Sicoli indigeni man-
enne o il lo o p ima o.
Nella abella XX a pag. 90 ho iuni i i da i ela -
i i alla li igiosi á di popolazioni di e se ed a colpo
• d'occhio i si ile ano o i di e enze egionali.
Nicosia e Cal agi one hanno una li igiosi à mino e
di Modica, di Si acusa e di Ca ania. V'ha di più. Le p o-
onde di e enze esis en i a gli Achei di s i pe ionia
e quelli di s i pe do ica, di e enze che ese o semp e
5
— 66 —
ana ogni
un i icazione della G ecia, si i elano u o-
di a i
Ion i di Leon ini e di Ca ania, i Fenici di T a-
pani e i Do i di Si acusa e di Messina.
O unque domina l'elemen o g eco. la li igiosi à
è
pi ìi.
in ensa, e quan o si ede
in
Sicilia si ip oduce
nelle p o incie che cos i ui ano l'an ica magna G ecia.
Le P e u e (li Aud ia, Lecce, Ta an o, e c. danno una
pe cen uale eno me di sen enze. Che più? La s essa
Ma siglia, di non dubbia o igine g eca, è la ci d
della pii ele a a li igiosi à ancese con ando isi 43,20
sen enze pe mille abi an i, p opo zione al issima anche
enendo calcolo della o e a i i à comme ciale di
de a
ci à.
La Sa degna, sia pe le sue condizioni inanzia ie
deplo e olissime, sia pel ca a e e impulsi o dei suoi
abi an i, Ò la egione d'I alia in es a a maggio men e
da quella mala Pian a
che
è la li igiosi à.
Di ianco al b igan aggio della o es a ge moglia
e si s iluppa igoglioso quel b igan aggio meno
c uen o ma non meno dannoso, che consis e nel a si
un'a ma
della legge pe sop a a e il p op io simile.
In mezzo a ques a popolazione an o li igiosa l'i-
sola di Ca lo o e si p esen a come un' oasi io i a
in
mezzo al dese o. Su Ca lo o e la signo a Paola Ca -
a a-Loinb oso ha ecen emen e ichiama a l'a enzione
del
pubblico con un geniale a icolo pubblica o nella
i6. .. n
e
lla
del Popolo
delli 29 sco so
luglio.
1)a ques o a icolo olgo alcuni b ani che si i e-
iscono
all'o igine
di Ca lo o e.
Nel 1 727 l'isola di S. Pie o, do e so ge Ca lo o e
coi suoi
.
se emila abi an i,
col
suo bel po o, con la
ii
-- 67 —
sua icchezza
d
'imba cazioni, con i suoi igne i e le
sue. cascine e, e a uno scoglio dese o ed abbandona o,
do e non i e a anima umana; la chiama ano in a i
l'Isola de' Co i. Nello s esso empo nell'Isola di Taba ca
p esso Tunisi, un'an ica colonia geno ese si o a a
a disagio, sia pe un aumen o con inuo di abi an i,
sia pe esse e con inuamen e espos a al saccheggio
dei Tu chi, che la spoglia ano di u o quan o essa si
impegna a a accoglie e.
Ca lo Emanuele III, a u o sen o e del a o, ebbe
l'in uizione dell'eccellen e innes o che ques a azza
di la o a o i in a icabili, indus i e pa chi, sa ebbe
s a o pel suolo ing a o • dell'isola dei Co i, ed in i ò
i Taba chini a popola e l'isola concedendo lo o la ga
do azione di mezzi, di a o i e di immuni à, a cui
l'esenzione dai ibu i pe dieci anni.
Il p imo aspo o dei coloni in nume o di 500,
a enne nel 1738. T e anni dopo Ca lo Emanuele i-
sca ò con 50 mila zecchini al i Taba chini cadu i
schia i del Bey, e li mandò pu e all'Isola dei Co i e
così p ese i a la ci adina di Ca lo o e.
Nelle iden iche condizioni Ca lo o e p ospe a, ed
i icini comunelli gemono in ece nell'igna ia isica
e mo ale. E alga il e o.
Ca lo o e, icco e io en e; ha una li igiosi à che
è app esen a a da 4,33 sen enze pe mille abi an i,
men e i mandamen i icinio i di S. An ioco, e di
Iglesias danno ispe i amen
e
la quo a di 7 e 12 li i
pe mille abi an i e Guasila aggiunge il 19,75!
L'indus e ci adina di Ca lo o e ha adunque e e-
di a o
dai suoi a i nessuna passione pel li igio. E,
Í)K —
dopo il con on o delle li igiosi à dí Cá lo o e coi man-
damen i icini, è in e essan e il a ne il con on o
con quelle della Ligu ia, an ica mad e dei Taba chini
quale isul a dal seguen e specchio:
XVI)
Quad o delle sen enze p onuncia e nel 1895
dai P e o i del dis e o della Co e d'Appello di Geno a
Ci uunda ii
Popolazione
Sen enze p onuncia e
nume o
E e i o
pe 1000
abi an i
43,236
284
6.66
Cas elnuo o di Ga agnana
Chia a i
.
.
.
.
.
120,603
366
3,05
Fin albo ga
61,271
290
4,75
Geno a
395,797
352
8,93
Massa
100,038
963
9,63
Oneglia
64,428
432
6,77
Pon emoli
37,733
172
4,60
San Remo
74.509
646
8,72
Sa zana
109,390
'741
6,70
Sa ona
99,392
380
3,70
To ale
1,107,159
4626
4,17
La media gene ale del dis e o di Geno a è di
.1,17 sen enze pe mille abi an i eguale cioè alla media
ile a a pe Ca lo o e. Non i è quindi solo una spic-
ca a di e enza a la li igiosi à di Ca lo o e e quella
dei paesi ci con icini, ma i è di più iden i à a
quella dello s esso paese e quella della egione di o igine.
Il g an u co Baiaze a endo olu o nel decimo
qua o secolo cos inge e gli Albanesi a a si musso l -
mani, mol i di lo o si i ugia ono in I alia.
Ques i schipe a i, o uomini della mon agna, azza
o e, quasi sel aggia, d'o igine g eca, u ono a i a
ce ca i ugio in quella Magna G ecia o e a lo o
sa ebbe s a o age ole o a e con a elli non solo pe
iden i à di eligione ma anche pe iden i à di azza.
Essi enne o nell'I alia la p ima ol a nel 1396,
indi nel 1450 ed in ine nel 1478 dopo la cadu a di Ah-
hi a , de a anche C oia, e onda ono nume osi paesi.
Così so se o Andalo, A ie a e Ca a a nella p o incia
di Ca anza o, così so se o in e i o io di Cosenza S. De-
me io, Macchia, S. Cosma, Vacca izzo, Spezzano. Nelle
Puglie onda ono
p
ala ina, Faggiani e Casalnuo o.
In e i o io di Cas o illa i onda ono D'ag o,
Acqua o mosa, Fi mo, Cas o egio (Amendola a), ed
in
Sicilia onda ono Piana dei G eci e Mezzoinso.
Essendo ela i amen e b e e il empo asco so
dal lo o s abili si in I alia, la usione colle popolazioni
indigene ci cos an i non ha anco po u o a si i n
modo comple o e mi pa e pe ciò in e essan e i 1
ede e come si compo ino in con on o della li igio -
si à. Le p e u e di Spezzano e Co igliano danno ispe -
i amen e 6,40 e 9,07 sen enze pe mille abi an i,
men e quelle di Sos i, e Rossano che i ono in con-
— 70 —
dizioni p esso che iden iche ne danno solamen e 2,53
la p ima e 3,88 la seconda; lo s esso de e di si pe
gli al i mandamen i albanesi pos i in con on o con
quelli di di e sa o igine. Così:
Lung o ha la media di 5.83 pe 1000 abi an i
Amendola a
id.
6,92
id.
Cassano Ionio
id.
8,76
id.
Fiume eddo.
id.
6,50
id.
Men e lo o ispe i amen e co ispondono :
Cas o illa i colla media di 6,32 pe 1000
Ca anza o
id.
id.
7,01
id.
Rossano
id.
id.
5,01
id.
Cosenza
id.
id.
5.11
id.
desumendo ques e medie dal complesso delle sen en-
ze emesse dai P e o i dei singoli ci conda i.
Nel e san e Ti eno la li igiosi à albanese si di-
mos a di in ensi à maggio e di quella delle popola-
zioni ci cos an i; a pe ò eccezione a ques a egola
il mandamen o di Ce ze o (Cosenza) il quale con 11 mila
abi an i dà solo 20 sen enze cioè 1,81 pe mille.
Nel e san e Ad ia ico la li igiosi à albanese ap-
pa e mino e di quell'ambien e, come ci dimos ano i
mandamen i di Gala ina e Cas elnuo o della Daunia
che danno ispe i amen e le medie del 5,02 e del-
l'8,46 pe mille, men e le medie di Lecce e di Luce a
sono del 6,22 e del 9,65.
Pe con o nella Sicilia si e i ica di nuo o
il
caso in e so.
Piana dei G eci e 11lezzoinso hanno
In.
inedia del
6,00 e clell' 1,46, men e la media
gene alF'
nei ci con-
da io di Pale mo è del 10,65 pe
mi de.
Se si ecce uano Ce ze o e 11ezioii so,
o e,
pe
agioni che s uggono al nos o esaii e, la li i
g
iosi à
^'
minima, la ligiosi à albanese oscilla a i 1 (;,-/
I
ed
il 7
in u i i mandamen i, men e la inedia gene ale delle
sen enze di P e u a in u a I alia è del 5,28.
*
;<
Nelle alli subalpine del Pellice a quelle mi i
popolazioni le do ine di Pie o Ualdo o a ono nu-
me osi seguaci.. Pe insano ana ismo eligioso enne-
o c udelmen e pe segui a i, pe ciò alcuni a lo o di-
scese o al piano in ce ca di luoghi pili sicu i. Delle
lo o pe eg i azioni, delle lo o colonie impian a e uo i
d'I alia, pe nos o s udio non occo e pa la e.
Pe
noi
bas a accenna e al comune di Gua dia Piemon ese nel
mandamen o di Ce a o onda o dai Valdesi e ma isi
in quelle egioni e dei quali sc isse ecen emen e
i l.
De Luca
(L'e esia nella leggenda
e
nella s o ia -
Ri-
is a S o ica Calab ese, 15 Luglio 1898).
E' degno di no a
che
nella Calab ia o e è o e la
endenza al li igio, quelle egioni in cui i aldesi
mise o adici e p oli ica ono, la li igiosi à L mino e.
in a i la p e u a di Ce a o
ha
due sen enze
pe
mille abi an i men e la media del dis e o è del 5,10.
-- 72 --
Anche nel Piemon e i aldesi si dis inguono pe
la lo o mino e endenza al li igio, To e Pellice
ha
il
coe icien e di 0,82 sen enze pa; 1000 abi an i, men e
quella del dis e o è del due.
Una ice ca più minu a dei di e si a o i cos i-
u i i del popolo i aliano quale l'elemen o longoba do
di alcune egioni d'I alia e l'elemen o sla o di al e,
ol epasse ebbe non solo le nos e o ze, ma anche i
limi i del nos o la o o. A noi bas a l'a e accol i
a gomen i pe acce a e il conco so della azza nella
li igiosi à, conco so che del es o ci e á con e ma o
dall'esame della li igiosi à della F ancia e del Belgio.
Sebbene un esa o con on o della li igiosi à di
due paesi e i da di e sa legislazione non sia possibile
se non a pa o di accon en a si di una app ossimazione
mol o emo a, pu u a ia ci pa e p ezzo dell'ope a
il iassume e alcuni da i i le en i la li igiosi à della
F ancia e del Belgio.
E' e o che la nos a legislazione non è esa a-
men e modella a su quelle, ma pe o, a p escinde e dal
ondo Romano comune a u e e, anche le egole di
compe enza e
di
giu isdizione sono ali da p es a si ad
un qualche con on o,
a
pp ossima i o nei appo i della
li igiosi à i aliana, ma più p eciso a quella ancese e
— 73 —
quella belga che hanno comuni gli o dinamen i giu
di
zia ii.
La compe enza in e io e è a ida a in I alia ai con-
cilia o i ed ai p e o i men e in F ancia e nel Belgio
è
a ida a a
d.
un solo magis a o che è il
juge
de
paix.
I
ibunali ancesi e belghi hanno pe ì) una
compe enza più as a che non quelli i aliani non
essendo comp ese nella compe enza del
juge
de
pai
mol e cause che nella legislazione i aliana sono a i-
da e al P e o e e quindi in p ima is anza so a e al
ibunale.
I T ibunali in I alia sono 162; in F ancia 356 e
nel Belgio sono in nume o di 26, cosicchè enendo
calcolo della popolazione assegna a dalle s a is iche
alle singole nazioni, abbiamo che in I alia i è
un
ibunale ogni 178109 abi an i, in F ancia uno ogni
105800, e nel Belgio uno ogni 230769.
Le Co i d'appello sono -in F ancia una pe ogni
1423070, in I alia ogni 1170000 abi an i e nel Belgio
una ogni due milioni l'abi an i.
Nelle magis a u e in e io i non è più possibile il
con on o pe chè il juge do paix iassume le unzioni
del Concilia o e ed in pa e anche quella del P e o e
i aliano.
Ques e di e enze di magis a u a non impediscono
pe ò che si possa a e un con on o complessi o del
nume o degli a a i con enziosi a a i dalle magi-
s a u e dei a ii paesi, con on o che eme ge dal se-
guen e specchio:
— 80 —
p onunciano 72459 sen enze ci ili e 118206 sen enze
comme ciali, cioè più del doppio, men e quelli del
Belgio p onunciano 7658 sen enze ci ili e 21265 sen-
enze comme ciali, in I alia in ece si e i ica p eci-
samen e l'oppos o, cioè si p onunciano dai ibunali sole
17101 sen enze comme ciali e 79586 sen enze ci ili !
La gius izia ci ile in I alia non iene conside a a
come a ma di di esa, ma bensì come a ma di o esa; la
mise ia, l'igno anza, uno spie a o senso c i ico, e edi-
a iamen e a osi c onico, spingono il nos o ci adino
a en a e la s ada pe igliosa e dispendiosa della giu-
s izia, quando un po' di olle anza, un b icciolo di
buon senso, una pa ola buona po ebbe o e i a e ogni
ques ione, onca e ogni li igio sino dal suo nasce e.
Noi siamo abi ua i a a isali e al go e no la
esponsabili a di quando a iene, ma se i è un male
che il legisla o e abbia a o del suo meglio pe e-
i a e, ce o è quello che p o iene dallo spi i o
li-
igioso.
Ma le buone in enzioni del legisla o e non
bas ano, quando esse sono o igno a e o disconosciu e.
Il
legisla o e ha saggiamen e dispos o che i sia
un magis a o eminen emen e popola e, quale appun o
è il concilia o e, pe ché possa a sen i e la sua oce
in qualsiasi li igio, ma il ci adino, o pe igno anza
della legge, o pe s iducia nel magis a o, o pe sem-
plice amo e di li igio non i a ico so in ia non
con enziosa che in a issimi casi.
Ed è an o eno me il nume o delle conciliazioni
o enu e in ali casi
che
non è in onda o il sospe o
che
si accia ico so al Concilia o e quando già la
conciliazione a le pa i è già
e e i amen e a e-
-- 81
nu a e solo si accia ico so al Concilia o e pe a e ne
una p o a legale. Nè è da ace e che mol o spesso la
conciliazione nasconde un con a o che si s ipula
nell'u icio di conciliazione pe e i a e le spese del-
l'in e en o no a ile (1).
Il
legisla o e a obbligo ai P e o i di en a e la
ia della conciliazione
in limine li is,
ma oppi o-
s acoli endono e ime a ques a saggia disposizione di
legge. Specialmen e nelle g andi ci à le cause a lui-
scono con an a u ia che il P e o e de e logo a si
l'animo a sb iga le u e a g andissima eloci à, al o
che e ma si ad un p elimina e somma io esame delle
agioni singole pe appaci ica e gli animi i i a i !
E' d' al a pa e così sca sa la iducia che il p e-
o e nu e di una buona iusci a, che necessa iamen e
il en a i o di conciliazione si• iduce a poche pa ole
che lasciano il empo che o ano. In ine il legisla-
o e coll'is i u o del comp omesso ha o ni o al ci -
adino un modo spiccio di idu e al minimo i danni
d' una con es azione, ma neanche in ciò le buone in-
enzioni del legisla o e iescono a pe suade e i ci adini
a dis u ba e il meno possibile la gius izia u iciale,
la quale ha il doppio ine i abile incon enien e d'esse
(1) N egli a a i non con enziosi p esen a i ai concilia o i del
Napole ano nel 1895
l'o an acinquepe cen o
enne concilia o, men-
e negli a a i con enziosi la conciliazione non enne o enu a
che pel no e pe cen o, ques a sp opo zione, dimos a che non
è la pa ola del concilia o e che o iene la conciliazione.
6
— 82
lunga e di cos a mol o. Lunga, anzi lunghissima, pe
le esigenze della p ocedu a, pe l'eno me la o o che
g a a s
p
ii magis a i e pe la poca solleci udine dei
causidici; cos osa, anzi cos osissima, pe chè il isco i
o a ampia so gen e di is osa endi a.
La
gius izia
umana è gi
a
pe se un' imp esa così
di icile cale non a ebbe bisogno di al i impicci che
quelli che le sono ine i abili. Eppu e ciò malg ado si
eso il sao unzionamen o mol o complica o a scopo
di u ilizza la come cespi e inanzia io. La gius izia
come l'a ia, come la luce, do ebbe esse e alla po a a
di u i e la emo a ai li igan i eme a i do ebbe
esse impos a dalle leggi puni i e. Si comp ende che
nei casi di dubbia soluzione il ci adino ico a alla
gius izia, ma non si comp ende più che ques a non
debba puni e se e amen e chi ce ca a la a colpi e
ingius l: nen e un ci adino. Non il solo imbo so delle
spese,
non
le sole mul e in li e dal codice di P. C.
ma un ben combina o sis ema di mezzi ep essi i
do ebbe p e eni e il li igio eme a io, il quale, so -
e endo ogni canone di equi à na u ale, ce ca a-
s o ma e il magis e o della gius izia in a ma da o e -
sa.
Si
è a o mol issimo a a o e della gius izia al-
la gando la compe enza dei concilia o i ponendo in
al. modo il magis a o alla soglia delle case dei
ci adini, ia nessuno ose ebbe nega e che ques i
magis a i sieno in g an pa e in e io i al lo o manda o.
Do ebbe po si un limi e all'appellabili à delle
sen enze in u i i g adi; così do ebbe o esse
inap-
p^^ l a bi l i 1e
sen enze dei p e o i, allo quando il alo e
(Iella eansa in con o e sia non supe a le duecen o
• li e, lo s esso do ebbe di si pe quelle eli alo e none
in e io e alle li e duemila. La Tassa eli egis azione
dei lodi p onuncia i dagli a bi i amiche oli concilia-
o i do ebbe esse mino e di quella issa a pe le
sen enze, allo scopo di ende e più p e e ibile la s ada
dei comp omessi; u a la p ocedu a do ebbe in una
pa ola idu si a o me più spiccie, a e mini più b e i.
Il
concilia o e do ebbe esse e un seg e a io del
popolo ol o all'in luenza dei pa i i, esso do ebbe
esse e enu o • in si al a conside azione da me i a e
comple amen e la iducia dei ci adini. Disg azia a.
men e ques a iducia manca, pe ché mol e ol e non
si o a la pe sona capace ad ese ci a e le unzioni
e quando
è
capace mol e ol e non uol sape ne, e
quando
uol sape ne,
mol e ol e, c' é di mezzo l'in-
e esse della clien ela.
L'u icio di concilia o e do ebbe esse e nei co-
muni u ali una nobile pales a pe la gio en ù o-
ga a, e nei comuni u bani do ebbe esse e un pos o
di iposo, una specie di posizione ausilia ia ise a a
ai magis a i s anchi di co e pe lungo la penisola,
mezza misu a di iposo che da ebbe modo eli ingio-
ani e i g adi o nai dec epi i della magis a u a.
Anche il P e o e do ebbe assume e un ca a e e
più popola e, pe occhè se col olga izzamen o della
scienza si o iene l'aumen o della pubblica col u a,
colla democ a izzazione delle cognizioni legali si o -
iene che più ispe a i sieno i con ini impos i dalla
legge all'a i i à dei singoli ci adini. Il P e o e, pe
di la coll'au ea pa ola dell'on. Sena o e Gio anni Fal-
della, do ebbe esse e un e o missiona io ci ile.
— 8} —
Ques a missione si esple a non già colla semplice
p onunzia
di sen enze, ma nel en a e au o e olmen e
conciliazione delle pa i. E ques a au o e olezza di
consiglio la si o iene non
già
salendo sui ampoli e
nascondendo il capo nelle nu ole del di i o omano,
non giul coll'i igidi si nella claus ale osse anza del-
l'o a io o nella pedan esca in e p e azione d'un a i-
colo. di legge, ma bensì p ocedendo ad un esame con -
scienzi_oso delle domande e delle eccezioni p opos e dalle
pa i, esame noli limi a o a ede e in quale o mola gin-
idi ca
possa
uoesse e inquad a e, ma in eso a ede e quale
sin la causa in ima dell'u o dei con a ii in e essi.
Sono
più acilmen e ipa abili le g andi lesioni a e al no-
s o
d i o da un amico, che non
.
le legge issime lesioni
a e dal nos o nemico, pe chè in cos ui noi p esup-
poniamo semp e un elemen o in enzionale che esclu-
di ì
mo nel p imo. Il più delle ol e bas a me e e il
di o sulla piaga, bas a o a e il mo en e del li igio
non quello consac a o dall'uscie e nelle ci azioni, ma
(plello che è nascos o nell' animo delle pa i pe di i-
me e l'u o. E cib non lo si impa a all'uni e si à, non
lo si o a s udiando il Diges o e le Pande e, ma
scendendo nelle s ade, espi ando l'a ia libe a dei
campi, in e essandosi, senza indebi e immis ioni, nella
i a paesana e maga i giocando anche una modes a
'
mili a a a occhi. Sa à poco male se pe la dimes i-
chezza dei quo idiani con a i il ci adino si dimen i-
che
ì
i di salu a e il. P e o e coli'
illus issimo.
Pe la
ca
u
sa,
della
gius izia gius a
bas a che nel suo cuo e
i l
c i adi
no
benedica al magis a o che sa esse popo.
la e
sei za
cade e nel i iale.
Qualunque sia la solleci udine e la
sapienza
del
legisla o e nel de a e gli o dinamen i giudizia i
i,
(u
ia-
lunque sia la diligenza e l'a i i a, dei ma is a i nel
la
lo o applicazione, l'amminis azione della p e-
sen e à semp e qualche di e o, non solo pe ché nessuna
is i uzione umana può anda ne immune, u a pe ehe
essa è una macchina delica issima in ogni si a pa e.
Non pe ques o si de e sop assede e dal deside io del
meglio, dall'aspi azione all'assolu o, pe chè di ques o
assolu o sen iamo il bisogno ed a ques o,
CO M
a co-
louna iammeggian e nel dese o,
con inuamen e
in-
endiamo, pe ché:
è
na u a
Ohe
al
sommo spinge noi di collo in
collo,
Pu oppo, pe una g an pa e degli nomini
o i ai callidi
Me ca i, l'ideale è bello e i o
isima, ubbia e deli io
E' l'anima, la glo ia e
l'in ini o) (i).
Eppu e malg ado u a la p osa della i a). nial
g ado il quo idiano spe acolo del ion o, dell'ini. i ;'o e
del izio, malg ado l'a ido sce icismo elio nio iliea
ogni en usiasmo, negli in imi pene ali della ios a
(l^
AURELIO COSTANZ
O
,
GlL
eì'OZ della
.SOl^^ll!-'
- 86-
coscienza, o iamo
che
la i a è una ben mise a cosa,
se non è so e a da un'ideale cui a con e ge e i nos i
s o zi. L'ideale è il ocola e cui ci iscaldiamo,
esso
é
la g an o za mo ice da cui a ingiamo ene gia nella
lo a della i a, esso è il g an ma e di luce in cui si
con ondono e si acquie ano u e le i ime, g andi
e piccole, dell'ingius izia umana, u i i sac i izi igno-
a i, u e le i ù disconosciu e, u i gli e oismi
de isi.
I nos i a i ci hanno amanda o il pa imonio
delle lo o spe anze, ci hanno a ida o il eso o delle lo o
aspi azioni e ques a con inui à di spe anze e di aspi-
azioni, ques a comunione in elle uale di quan i non
sono semplicemen e
uges consume e na i,
si o ien a
e so un cielo mis e ioso o e si cambiano in aggi di
sole le lag ime di chi so e pe la gius izia.
Nel
Romanzo di un gio ane po e o
la ecchia zi -
ella con essa di Po hoe Gael sogna pe u a la sua
i a la ca ed ale go ica e sì immedesima almen e in
ques a sua c eazione che le pa e di ede la so ge e
dalla e a e izza e le sue guglie nel cielo plumbeo
della ecchia B e agna.
Tu i
abbiamo il nos o edi icio cui gio no pe
gio no aggiungiamo una pie a; il guaio si è che pe
aluni ques 'edi icio ha la o ma e lo scopo di una
eno me cassa o e, e pe al i ha la o ma e lo scopo
di un'os e ia.
Pe me con essso che sogno al ol a ad occhi ape i,
e
mi pa di ede so ge e un ibunale in cui i giu-
dici sono pos i an o in al o da po e con uno sgua do
sin e ico abb accia u o e u i, e sono an o sapien i
—
--
da
po e onde e il conce o della gius izia con cjuei o
dell'equi à.
Ques o ibunale ipe bolico è in ondo alla nos a
coscienza e g an pa e del pubblico lo con oil de e lo
immedesima con quel ibunale che seni e sui la ca a,
bolla a e che la o a alla inci o peggio pe sba ca e i
luna io.
Il legisla o e sapien e, il magis a o ('C^nsCienzioso,
l'a oca o p obo e leale debbono da e ope a a che
ques o ibunale ideale len amen e si ealizzi
.
; il p imo
con leggi di acile in e p e azione, e con p ocedu e
non ing o iglia .e i secondi con empe ando i l e eo
impe o della legge colle san e esigenze della na u ale
equi à. Ma, più di u i, è l'a oca o consulen e che
de e assume e la pa e del paci ica o e, pe ehè egli è
il più sicu o, il più c edu o consiglie e della pace.
Ce o non è age ole cosa il po a e una pa ola di pace
allo quando gli animi sono agi a i, ce o il clien e è
pel momen o più con en o se sen e pa ole che in o -
zino il suo con incimen o e in ocolino le sue smanie
giudizia ie, ma un consulen e ones o, più clic alle e-
sigenze a uali, de e gua da e alle conseguenze e -
mo e ed io, nel più non b e e gi o della mia espe ienza
pe sonale, non ho mai edu a pe sona ci e abbia do-
u o pen i si di a e en a a la paci icazione de
La pace è semp e acile, bas a ico da e che
noi siamo nelle iden iche condizioni dei iaggia o i
cos e i a incan uccia si in una s essa ca ozza e -
o ia ia, i quali debbono con empe a e le ecip oche
esigenze e olle a e con animo se eno le ine i abili
noie del iaggio; dobbiamo cioè consola ci col pen-
sie o che, dopo u o, il iaggio non è e e no.
P ospe i
— 97 --
INDICE DEI
PROSPETTI STATISTICI
I.
Mo imen o delle cause dal 1875 al 1885
pay.
2:;
II.
Mo imen o delle cause dal 1895 al 1895 dis in e se-
condo le 5 g andi egioni d'I alia
»
III.
Dis ibuzione delle li i nelle cinque g andi egioni
d'I alia
25
IV.
Dis ibuzione delle li i pe co i d'Appello
,3
V.
Con on o a la li igiosi à dei paesi di pianu a e
quelli di mon agna
» 26
VI.
Con on o a i ea i di sangue, quelli di di ama-
zione ed ingiu ia ed il nume o delle li i . . . »
28
VII.
Dis ibuzione geog a ica dei seques i . . . .
»
31
VIII.
Dis ibuzione geog a ica del ispa mio pos ale , » 34
IX.
Impo o dei deposi i esis en i al 31 Dicemb e 1889 » 36
X.
Dis ibuzione geog a ica dei pigno amen i .
» 38
XI.
P ezzo di aggiudicazione nelle endi e giudi-
zia ie
»
39
XII.
Calcolo app ossima i o delle spese di gius izia
»
41
XIII.
Dis ibuzione geog a ica delle popolazione o ense » 48
XIV.
Con on o a la popolazione, il nume o degli a -
oca i e p ocu a o i ed il nume o delle li i .
»
SÙ
XV.
Nume o dei in ii
»' 56
XVI.
Sen enze p onuncia e dai p e o i del dis e o di
Geno a
»
4jb
XVII.
Con on o in e nazionale
»
74
XVIII.
La li igiosi á ancese secondo le al i udini
»
VIX. Li igiosi à e delinquenza . .
y
78
XX.
Dis ibuzione egionale della li igiosi à ancese »
90
XXI.
Dis ibuzione egionale della li igiosi à belga .
»
92
XXII.
La li igiosi à nel Belgio .
•
»
94
`4
>
^
Ca og ammi
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