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Laura Terracina: il tassello epico della Querelle des femmes

Arriaga Flórez, Mercedes; Cerrato, Daniele

Abstract

Il presente articolo intende analizzare l’opera Discorso sopra il Principio di tutti i canti d’Orlando furioso di Laura Terracina nell’ambito della Querelle des Femmes. La scrittrice napoletana e la sua rielaborazione e reinterpretazione dell’opera ariostesca costituiscono il tassello epico tassello epico nella Querelle introducendo temi fondamentali all’interno del dibattito sulla dignità e sulla eccellenza femminile come la genealogia, la sororità, l’auctoritas, la difesa dagli attacchi maschili e la denuncia della violenza sulle donne che si possono ritrovare in altre scrittrici precedenti e posteriori.

Full text

ISSN: 1576-7787 7 © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 ISSN: 1576-7787 - CDU 811 7 Año 2019 Vol 13 LAURA TERRACINA. IL TASSELLO EPICO DELLA QUERELLE DES FEMMES Lau a Te acina. The Epic Piece in he Que elle des Femmes Me cedes A iAgA Fló ez e Daniele ce A o1 Uni e sidad de Se illa-Uni e sidad A eneum, Gdansk Fecha inal de ecepción: 12 de junio de 2019 Fecha de acep ación de ini i a: 8 de sep iemb e de 2019 RIASSUNTO: Il p esen e a icolo in ende analizza e l’ope a Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando u ioso di Lau a Te acina nell’ambi o della Que elle des Femmes. La sc i ice napole ana e la sua ielabo azione e ein e p e azione dell’ope a a ios esca cos i uiscono il assello epico assello epico nella Que elle in oducendo emi ondamen ali all’in e no del diba i o sulla digni à e sulla eccellenza emminile come la genealogia, la so o i à, l’auc o i as, la di esa dagli a acchi maschili e la denuncia della iolenza sulle donne che si possono i o a e in al e sc i ici p eceden i e pos e io i. Pa ole chia e: Lau a Te acina; Que elle des Femmes; Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando u ioso; epica; donne. ABSTRACT: This a icle in ends o analise Lau a Te acina’s Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando u ioso in he con ex o Que elle des Femmes. The ewo king and ein e - p e a ion o he A ios o wo k by he Neapoli an women w i e cons i u es he epic piece o he Que elle, in oducing undamen al opics wi hin he deba e on digni y and emale excellence as ge- nealogy, so o i y, auc o i as, de ence agains male a acks and he denuncia ion o iolence agains women ha can be ound in o he p e ious and la e women w i e s. 1 La ice ca ealizza a da Daniele Ce a o pe l’elabo azione di ques o a icolo è s a a inanzia a dal VPPI-US. 8 Me cedes A iAgA Fló ez e dAniele ce A o © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 Keywo ds: Lau a Te acina; Que elle des Femmes; Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando u ioso; epic; women. 1. nApoli: cen o di sc i u A condi iso dA sc i ici Malg ado alcuni c i ici sos engano che Napoli non sia s a o un cen o di in e es- se pe la icezione dell’O lando Fu ioso di Ludo ico A ios o (Ja i ch, 1999; Sbe la i, 2001; Hemp e , 2004), al i (Geno ese 2009, 2010) anno no a e, in ece, che a i le e a i della capi ale del Regno è sca u i o un immedia o e di uso in e esse pe la sua ope a, il che ende la ci à pa enopea un cen o che an icipa al i, come Fe a a o Venezia, nell’acclamazione e canonizzazione del es o a ios esco. G amma ici napole ani, in e essa i alla ques ione della lingua, come Fab izio Luna (1536) e Benede o di Falco (1539), collocano A ios o allo s esso li ello di Dan e, Pe a ca e Boccaccio, con ibuendo a ele a e il Fu ioso al ango di classico in olga e. In ques o con es o le e a io, Lau a Te acina, che come Benede o di Falco a pa e dell’Accademia degli Incogni i, e si scambia sone i con Fab izio Luna, sc i e il suo Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando Fu ioso, pubblica o nel 1549 da Gioli o, lo s esso edi o e che nel 1542 a e a già da o alle s ampe l’O lando Fu ioso di A ios o. Ci sono, poi, semp e a Napoli, due p eceden i nel con es o della sc i u a emmi- nile: Le S anze sop a una s anza di messe Ludo ico A ios o (1545), dedica e al lamen o di B adaman e e compos e da Diano a Sanse e ino, iglia del p incipe di Bisignano e amica di Lau a Te acina e le p ime Rime della s essa Te acina edi e nel 1548, che comp endono qua o lamen i p onuncia i da Sac ipan e, Rodomon e, Isabella e B adaman e, semp e isul a o di ielabo azioni di o a e a ios esche. Ro aud on Kulessa e Da ia Pe occo nella p ima edizione mode na comple a del Disco so segnalano che il es o di Lau a Te acina è «una a ualizzazione napole- ana e pe sonalizza a del poema che lascia aspa i e una isione mol o pessimis a del mondo in gene ale e della sua epoca in pa icola e» (Te acina, 2017: 23). Te acina, quindi, iene app ezza a non sol an o dai suoi le o i napole ani ma, in un in eccio di ci cos anze che le p ocu e anno la ama le e a ia, sa ca alca e l’onda della moda del suo empo, o a e un pubblico più ampio e s u a e le sue amicizie nell’ambi o cul u ale, a edi o i e c i ici le e a i. Di en a, come sos iene Vi ginia Cox (2008), un caso pa adigma ico pe illus a e, la unzione cul u ale s ol a dalle le e a e in ques o pe iodo. 2. Disco so sop a il p incipio Di u i i can i Dell’o lanDo Fu ioso di lAu A e AcinA L’ope a Disco so sop a il P incipio di u i i can i d’O lando u ioso è s a a ana- lizza a p incipalmen e da e pun i di is a: quello s ilis ico- o male, che igua da la ecnica della sc i u a e della e si icazione (Mon ella, 2001 e 2012), quello e- ma ico-s ilis ico, pe ciò che conce ne le di e enze e le a ini à con il es o a ios e- sco (Cosen ino, 2005; Lucioli, 2016; Kulessa-Pe occo in Te acina, 2017), e quello lAu A e AcinA. il Assello epico dellA que elle des FeMMes 9 © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 biog a ico-sociale, che conside a l’ope a in unzione della sua o igine e des inazione co igiana, enendo con o della cos uzione di ques o bes -selle da pa e degli edi- o i e la sua o una pos e io e (C oce 1901; Ma oi, 1913; Bo zelli 1941; Cos a- Zalessow 1982; Russell 1991; De so i 1994; S o oni, 1997; papwo h, 2017 e 2019). Una qua a linea di indagine, inizia a da Ann Rosalind Jones (1998), e con inua a Deanna Shemek (2003), e da Ca oline Wa ing (2007), in e p e a l’ope a di Lau a Te acina in chia e p o o emminis a. Pa endo da ques ’ul imo app occio, il nos o con ibu o si p opone di analizza e il es o di Lau a Te acina all’in e no della Que- elle des Femmes in I alia, me endolo in elazione con l’ope a e i emi di al e au ici p eceden i e pos e io i che pa ecipano a ques o diba i o. Le concomi anze di Te acina con ques e sc i ici sono ema iche- iloso iche ma anche s ilis iche, si pensi ad esempio, all’u ilizzazione dell’o a a nello spi i o polemico e mo aleggian e dell’O lando Fu ioso come già a e a a o Diano a San- se e ino, ma nel caso di Lau a Te acina, usa a come ispos a e di esa dagli a acchi misogini. So olinea Shemek che Te acina si discos a dei emi di so e enza amo osa e pe sonale ipici della gene azione di poe esse immedia amen e p eceden i (Gaspa a S ampa, Vi o ia Colonna e Chia a Ma aini), pe allaccia si ai emi poli ici, ascen- den ali- eligiosi, e ici e di di esa della p op ia digni à, i acendosi alla adizione dei componimen i mo ali pe a chis i che, a a e so l’a gomen azione e l’esempli ica- zione, p opone un nuo o ipo di sc i u a che a i a e iposiziona il uolo emmini- le nella cul u a (Shemek, 2014). Quindi Te acina segue la s essa linea di al e igu e della sua epoca più con es a a ie come quella di Ve onica F anco, ma sop a u o con inua i oni della gene azione delle poe esse pe a chis e ma chigiane del secolo xi (Ce a o, 2015) e i emi p esen i in au ici an e io i come Lau a Ce e a. Seguendo Wa ing (2007) che conside a l’ope a di Lau a Te acina come an i- cipa ice di al e au ici del Seicen o più chia amen e p o o emminis e come Luc e- zia Ma inelli Vacca o Mode a a Fon e, abbiamo indi idua o un pe co so di analisi che iene con o di di e si emi p esen i nel Disco so e appa enen i alla Que elle des Femmes. 2.1. La genealogia e la so o i à emminile Paola Cosen ino (2005) colloca la ile u a dell’A ios o nella spin a ilologica della «p og essi a no malizzazione» del es o in una chia e di in e p e azione classici- s a, con appos a alla le u a allego ica p eceden e. Po ebbe collega si in ece, come sos iene Sega a (2001), anche al con es o delle le ici col e della co e napole ana, non più solo des ina a ie dei es i, ma sogge i a i i che esp imono le p op ie opinio- ni e pensie i, nel nuo o clima ideologico i o mis a, che consen e lo o di esse e p o- agonis e di e e o indi e e e di accede e a luoghi p ima ie a i, come le Accademie. In ques a linea si po ebbe o anche in e p e a e le dedica o ie a donne impo - an i del suo empo a cui abbondano le sc i ici (Eleono a Sanse e ino, Cos anza d’A alos, Isabel Cas o illa i, Isabella Colonna, Isabella Villa Ma ina, p incipessa di 10 Me cedes A iAgA Fló ez e dAniele ce A o © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 Sale no, Donna He ina Scande bech, P incipessa di Bisignano, Isabella di Mol e a, Ma ia d’A agona, Cla ice O sini, Donna Cla ice D usina P incipessa di Os iliano, Ve onica Gamba a, Vi o ia Colonna), ma non mancano quelle a donne della sua amiglia come la mad e e la so ella2. La g ande p esenza di dedica o ie ol e ad acco- muna la ad al e poe esse del Cinquecen o (Noci o, 2009; Te zoli, 2010) dimos a che Te acina pensa e sc i e pe un pubblico in pa e emminile, che in e pella co- s an emen e all’in e no del suo disco so. Sul pe ché Te acina pa li delle/alle donne nel Disco so e a on i le ques ioni emminili, i sono due possibili in e p e azioni: alcuni c i ici sos engono che lo ac- cia pe in e essi pe sonali ed edi o iali, al i sono con in i della sua coscienza p o on- da igua do la condizione emminile. F a i p imi, Cosen ino a ibuisce la so o i à, la scel a della genealogia emminile e, pe sino il ema della di esa delle donne p esen i nel Disco so, a mo i i che ispondono esclusi amen e al «con es o co igiano» (Co- sen ino, 2005: 142), nel quale Te acina si muo e, so olineando che le sue scel e in e essa e seguono sol an o la olon à di aggiunge e ama. Cioè, Te acina a ebbe app o i a o del clima ilogino, inizia o dall’A ios o, pe non imane e al ma gine del diba i o sulla donna che si s a a p oducendo in un ambien e cul u ale p e alen e- men e maschile. Shemek, in ece, so olinea i di e si elemen i che la po ano ad in e essa si del- le ema iche emminis e: la sua appa enenza all’a is oc azia, la sua simpa ia pe la mona chia spagnola, una o e coscienza eligiosa e il deside io di a pa e dell’éli e le e a ia (Shemek, 2014). Di en a di icile isali e ai eali mo i i dell’au ice, qualunque essi osse o, ma possiamo a e ma e che Te acina a mol o più in là di A ios o nella di esa delle donne. Conco da con lui sull’impo anza di isponde e alle isioni nega i e che sono s a e da e del gene e emminile ma, men e pe A ios o gli esempi da imi a e e a cui ispi a si sono una se ie di uomini come Baldassa e Cas iglione, Pie o Bembo, Gale- azzo Fla io Capella, Te acina sos iene che do ebbe o esse e le sc i ici ad occupa - si delle donne e a di ende le, sugge endo, inol e, come spesso gli uomini lo acciano pe in e esse o pe moda, in i ando a di ida e dagli sc i o i ilogini pe con enienza3: Acciò che ques a in idia e ques o nome, Che non la ga i ù cos o si danno In ques a a noi de più ono a e some, E imanga appo lo nel in d’inganno; Così e emo cin e nos e chiome Di lau o, e mi i uguale al sac o Nanno 2 Sone o dedica o alla «Signo a Isabella Mo a di Case a» (cod. inédi a 246, 103 -103 ); «Alla S. Diano a Te acina so ella ca issima» (P ime Rime, 14-5). 3 Nel 1548 O ensio Lando a e a pubblica o semp e Gioli o de’ Fe a i, Le e e di mol e alo ose donne, nelle q ali chia amen e appa e non esse ne di eloq en ia ne di do ina alli h omini in e io i, nel quale si icollega a p op io al XXXVII can o dell’O lando u ioso. lAu A e AcinA. il Assello epico dellA que elle des FeMMes 11 © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 Anzi da ian ben luoco, a ques o uono Le alo ose donne; e se con buono. Ma pe ché il ace nos o assai più spinge, Quel e ido desio, le men i ingo de, Ciascun come li pa e, o sc i e o spinge Tal con a a noi; che mille o ecchie asso de, E così il nos o ono , sonando inge Ogni sc i o con isonan i co de, E si lie an di da e a lo piu al u a Successo; n’è usci o op a non oscu a. O diamoci almen e alla e u e E diasi luoco a ques e lingue oscu e, Che non sa an le nos e così mu e, Che non bas ino a ince lo sc i u e, Uscemo omai da ques a se i u e In segui a le san e, alme le u e, Cosi si osse pos e a quelli s udi, Ch’immo al anno le mo ai i udi (Te acina, 2017: 175-176)4. L’uso della genealogia emminile come iso sa ema ica è in ece p esen e nel can o XX, dedica o a Isabella Colonna, che Te acina inse isce all’in e no di una lis a che comp ende donne i uose dell’an ichi à e pe sonaggi le e a i che possono cos i ui e un i e imen o ed un modello pe lei ed al e donne. Si a a di una ca a - e is ica che la accomuna ad al e sc i ici della Que elle, come Ch is ine De Pizan nella Ci é de Femmes, o Ba olomea Ma ugliani (Ce a o, 2012). F a quan e io sen o in ques a pa e, e in quella Donne amose in a me e in cos umi, E anco di quan e il mondo mi a ella Non spe o di o a sì chia i lumi, Come l’al e a mia donna Isabella, Che a spa gendo di i ude i iumi. La qual sì a o ha in me quel suo alo e, Che mille ol e il dì m’assal a il co e (Te acina, 2017: 118). Nel p oseguo del can o ol e alle donne dell’an ichi à come ad esempio A palice o Camilla Pen esilea, Te acina p esen a al i esempi, come Dama Ro enza, egina 4 T a le an e edizioni dell’ope a di Lau a Te acina si è scel o di u ilizza e quella a cu a di Ro aud on Kulessa e Da ia Pe occo pubblica a p esso F anco Cesa i nel 2017 dal momen o che ip oduce il es o sia della P ima che della Seconda pa e de’ disco si (Edizione Val asso i del 1567) e p esen a un ammode namen o ed una uni o mazione ipog a ica che ende più accessibile il es o. Non sono s a e inse i e le possibili a ian i del es o che l’edizione di Ro aud on Kulessa e Da ia Pe occo sono con- sul abili nelle no e a pie di pagina. 12 Me cedes A iAgA Fló ez e dAniele ce A o © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 di So ia, p o enien e dal ciclo ca olingio e pe sonaggi dell’O lando Fu ioso, quali B adaman e e Ma isa. La genealogia p opos a p osegue anche in al i can i, do e engono ci a e o nomi- na e nelle dedica o ie nobildonne del suo empo p opos e come esempi e accos a e alle e oine a ios ee, a es imonia e il alo e emminile. È il caso della edo a Eleono a San- se e ino (can o II), la p incipessa di F anca illa, Cos anza d’A alos d’Aquino (can o X), Isabella con essa di Cas o illa i (can o XVI), la p incipessa Isabella di Villama ina (can o XXVI), Isabella di Mol e a (can o XXXI), Ma ia d’A agona (can o XXXVIII), Ve onica Gamba a (XXXVII) o Cla ice O sini (can o XLIII). Shemek inse isce Te acina in una linea di sc i u a emminile che ha come an- eceden i Il Cen one di P oba o le ope e di Ch is ine de Pizan, pe quan o igua da la modali à composi i a del Disco so. Con lo o ha in comune «l’o ien amen o mo- aleggian e e c is iano» (Shemek, 2014: 169) ma con l’au ice de La ci é des dames, condi ide anche la denuncia della misoginia p esen e in le e a u a come es imonia l’incipi del can o XXXVII: Che se da lo medesime po u o A esse o le donne sc i e mol o, Li sc i o o se no a ian acciu o, Quel ch’ o acendo, han più che in amia occol o (Te acina, 2017: 174). Sulla linea di Ch is ine de Pizan che a e ma a nella sua Épis e au Dieu d’a- mou s: «Se le donne a esse o sc i o i lib i, sono sicu a che li a ebbe o a i in un’al- a manie a, pe ché sanno che a o o le si accusa» 5, Te acina p osegue e si i olge di e amen e alle donne, in i andole a lascia e ago e ilo pe impugna e la penna. Si a e ono, inol e, gli echi del sone o di Gius ina Le i Pe o i che sos ene a di sen i si degna della piuma, men e la socie à del suo empo la spinge a e so i la o i domes ici (all’ago e al uso), in i andola ad abbandona e la glo ia poe ica (il lau o e il mi o). Deh se lasciasse l’ago, il ilo, il panno, E dello s udio ogliesse la soma, C edo ch’a oi sc i o a ebbon danno, Anzi più mal, che non e gli A i a Roma. Ma pe ché poche son che ques o anno, Poca ama ci conda nos a chioma, Non mol e donne al sc i e , qual agiono, A a ica e no e e dì si sono. Non es a e pe ciò, donne ingeniose, Di po la ba ca di i ude al scoglio: Lascia e l’ago, a e i b amose 5 «Mais se emmes eussen les lib es ai /je sçay de ay qu’au emen us du ai /ca bien sce en qu’a o son encoulpées» ( . 417-419). C . Roy e Dido (1891: 1-27, . 417-419). lAu A e AcinA. il Assello epico dellA que elle des FeMMes 13 © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 So en e in ope a la penna e il oglio, Che non men i a e e glo iose Di ques i ai, di cui mol o mi doglio. O s a e adunque a en e in la le u a Con somma diligenza e lunga cu a (Te acina, 2017: 174). Pe u o il can o XXXVII si i olge alle le ici e so olinea l’impo anza di una con o ensi a emminile, possibile a a e so una «gue a e bale» («Deh se lascias- se l’ago, il ilo, il panno»). La sc i u a di en a allo a uno s umen o di lo a che gli uomini hanno semp e u ilizza o con o le donne, men e ques ’ul ime ne hanno semp e so o alu a o la o za. La so o i à u ilizza una o ma g amma icale nell’uso del plu ale: «noi donne», usa a all’in e no de Il Disco so, ma anche al e o me come la solida ie à, quando nel can o XXII, dedica o «alle maligne donne, si come il seme si accoglie il u o»6, Te acina con o la di isione dell’A ios o, ha un a eggiamen o di indulgenza e so le donne unendo le «buone» e le «ca i e». Donne gen il, magnanime e cos an e Non da e o ecchia al mio pa la sì b osco: Che ’l can o mi a il co du o diaman e, E la man pig a, e lo mio ingegno osco: Né il desio uol ch’a di più ada innan e Pe biasma donne; io ques o ben conosco, Ma non mi s o ze à an o la ima Che giù le buone e le il ponga in cima (Te acina, 2017: 126). In ques a linea di non ole giudica e le al e donne, scagiona e pe ché so o- messe a « oglie al ui», Te acina nel can o XI si i olge quindi agli «Insaziabili libi- dinosi» iden i icandoli come i p incipali esponsabili delle accuse i ol e alle donne. Quan e ma one, e quan e ie donzelle Le conduce e s e gogna e a mo e, Quan e innocen i e pu e e ginelle Vanno dolen i a i o a la so e; Quan i g idi ne an ino a le s elle: pe il os o desio si olle e o e, ogn’un lie o ne a del suo disco so: a o è pe ò ch’è di agione il mo so (Te acina, 2017: 88). 6 Nell’edizione Val asso i del 1567 che è quella u ilizza a da Ro aud on Kulessa e Da ia Pe occo il i olo ipo a o è «Alle magni iche donne» ma in ques o caso si è p e e i o ipo a e il i olo che appa e nelle edizioni del 1549 e 1550. 14 Me cedes A iAgA Fló ez e dAniele ce A o © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 L’au ice del Disco so si ibella all’indi e enziazione e alla gene alizzazione del «esse e donna», i endicando nel can o XXII della seconda pa e del Disco so dedi- ca o alle «Donne cas e e buone» pe u e la libe à, l’indi iduali à e la singola i à: Ch’impo a a noi, se l’al e mos e a di o Sono se pu e e u ian son s a e? E s’una donna inganna il suo ma i o Che disono a a l’al e ma i a e? E se ad alcuna ien nuo o appe i o Pe ques o sa an l’al e macula e? Dunque ch’impo a a me, poi ch’ io son donna, S’alcuna a oglie al ui s’alza la gonna? (Te acina, 2017: 278). Nel momen o in cui c i ica il sesso emminile Te acina gli concede a enuan i e quando pa la di donne «ca i e» semp e con appone esempi posi i i e di donne i uose, come quando, nel can o XXI, biasimando le emmine pe e se, so olinea che le donne che sbagliano una ol a sono condanna e pe semp e, men e pe gli uomini c’è semp e una possibili à di isca o e sal azione. 2.2. L’auc o i as le e a ia delle donne e i p oblemi delle sc i ici pe a e ma si La cos uzione della genealogia le e a ia in oduce al i due emi impo an i, che si collocano nel cuo e della Que elle: l’au o i à del sogge o donna nel nuo o con es o cul u ale inascimen ale e la p o essionali à delle sc i ici. In ques o senso Lau a Te acina app esen a un esempio emblema ico della duplici à che so olinea Ma ina Zancan: da una pa e, la igu a della donna in elle uale, sanci a e cos ui a dalla nuo a socie à inascimen ale e dal nuo o me ca o edi o iale, e dall’al a la o- glia di au oa e mazione e au o app esen azione delle donne sc i ici, «che ce cano spazi nei quali esp ime e la p op ia sogge i i à, all’in e no di un sis ema le e a io che già le ha abbondan emen e app esen a e» (Zancan, 1998: 43). Così anche Il Disco so come es o isponde à a ques a duplici à: conse a o e e inno a i o, allo s esso empo, «pe sino ibelle» (Shemek, 2014: 171) do e si inc o- ciano la adizione emminile di sc i u a ma ginale, e la adizione maschile au o e- ole e canonizza a. Se la pa ola disco so p esen e nel i olo, a i e imen o alla olon à di misu a si con un gene e poco p a ica o dalle donne, che p e ede l’analisi e il commen o sis e- ma ico, allo s esso empo, la scel a dell’O lando Fu ioso come ese cizio di glossa e a iazione, isponde ad un gene e «in e io e», che ha a che ede e più con l’imi a- zione e l’ammi azione e so l’ope a al ui, che con l’in enzione o la c eazione della p op ia (Casapullo, 1998). Ques a manie a di poe a e, pe alcuni c i ici speci icamen e emminile, pa assi a- ia e più i ol a a s abili e o man ene e appo i sociali che alla le e a u a e a e p o- p ia, si es ende lungo u a la sua ope a, a a e so la p a ica del gene e encomias ico, che an e s onca u e ha p ocu a o alla nos a au ice, incominciando da C oce, che lAu A e AcinA. il Assello epico dellA que elle des FeMMes 15 © Ediciones Uni e sidad de Salamanca / cc by-nc-nd Re . Soc. Esp. I a. 13, 2019, pp. 7-21 non dubi a nel i e i si a lei come: «pe pe ua cupida ice ca ice e aspe a ice al a co di qualcuno da loda e» (C oce, 1990: 174)7. Si a a in ece, in mol i casi, di ado a e una posizione di subo dinazione che nasconde un a eggiamen o di supe io i à, che segna «il pe co so o uoso a a e so il quale le donne a cano la soglia della scena le e a ia mode na» (Shemek, 2014: 166). Ce amen e, come sos iene Fe oni (1978), Te acina aspi a ad esse e una p o- essionis a della sc i u a, e pe ques o mo i o si a ale mol e ol e di un pun o di is a maschile, sc i endo come un uomo, ma con empo aneamen e usa quella e o- ica dell’umil à p op ia delle sc i ici, cos ella a di dichia azioni di incapaci à, s ile g ezzo ed os en azione di s a acendo «semplicemen e» un ese cizio d’imi azione (Cosen ino, 2005). Pièjus (1994) associa ques a ca a e is ica al gene e encomias i- co, do e l’in e io i à le e a ia aduce l’in e io i à emminile di chi sc i e (donna) ispe o a chi si elogia (uomo). In eal à, la e o ica dell’umil à è p esen e anche in sone i non lega i all’encomias ica e pu e nel Disco so8, come ecnica imp escindibile e segno di iconoscimen o che il sogge o donna lascia nella sc i u a. Un segno que- s o, mol o app ezza o pe gli edi o i, che possono aumen a e le lo o endi e esibendo la a i à di una donna «sc i ice». Shemek (2003) so olinea il a o che la ama di Te acina è lega a alle nuo e s a egie edi o iali, nelle quali pesa anche il a o di esse e una donna, come ope azione p opagandis ica e comme ciale9. D’al onde le dichia azioni di umil à de ono esse e con on a e e soppesa e con quelle in cui la poe essa si sen e o gogliosa del suo mes ie e, come accade a ad esem- pio nel caso di Ve onica F anco. Va mondo sciocco, ch’io di ce o spe o Che il mio bel lau o che so en e in io a Sia semp e e de e di sua glo ia al e o (Te acina, 1558: 170). Quindi, Te acina segue l’esempio di al e sc i ici che si negano a pa ole nel e- s o, ma si a e mano a a e so la lo o ope a. La s essa s u u a poe ica del Disco so, che ispe a la me ica e i emi dell’o iginale a ios esco, me e in mos a un me odo di la o o lon ano dall’imp o isazione, che a on a un complesso e a i icioso mec- canismo di ci azioni e deno a un uso specialis ico non occasionale della poesia, che si i olge anche al con es o cul u ale p o essionale nel quale Te acina si muo e: la Ac- cademia degli Incogni i, gli in elle uali eneziani, l’ambien e della co e napole ana 7 Un giudizio al e an o nega i o C oce lo esp ime nei con on i della sua ope a: «Le ope icciuole sull’O lando sono anch’esse in pa e encomias iche, nel es o, anzi nel u o, insulse» (1990: 174). 8 In quello dedica o a Ma can onio Passe o, « al che l’ingegno mio quasi è sepol o», nel can o XI Agli insaziabili libidinosi: «il mio pa la si b usco», «la man pig a e lo mio ingegno osco». Nel sone o alla so ella: «Il mio debile s ile» (P ime Rime, 14-5). 9 Shemek (2003) indi idua in Lau a Te acina una no e ole capaci à «imp endi o iale» nel sape s u a e un bes selle e c ea e un e e o sequel. Res a il a o che il Disco so, pubblica o pe la p ima ol a nel 1549, e à is ampa o ben no e ol e ino al 1608, con piccole a ian i nel i olo e nei con enu i.