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Esposizione della regola di diritto romano nemo pro parte testatus pro parte intestatus decedere potest

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Esposizione della regola di diritto romano nemo pro parte testatus pro parte intestatus decedere potest

Author: Ruggieri, O.
Publisher: Roma : Tipografia della Pace, 1880
Year: 1880
Source: https://idus.us.es/bitstreams/3c274d94-117e-4676-ab63-453f35649e9d/download
ESPOSIZIONE DELLA REGOLA DI DIRITTO ROMANO
NEMO PRO PARTE TESTATUS
PRO PARTE INTESTATUS DECEDERE POTEST. BIBLIOTECA PIXELEGIS. UNIVERSIDAD DE SEVILLA
ESTRATTO DAL PERIODICO
STUDI E DOCUMENTI DI STORIA E DIRITTO
ANNO I. - 1880.
ROMA
DALLA TIPOGRAFIA DELLA_ PACE
Piazza della Pace num. 35
1 880
ESPOSIZIONE DELLA REGOLA DI DRITTO ROMANO
NEMO
PRO PARTE
TESTAT
US
PRO PARTE INTESTAT US DEC
EDERE
POTEST
Ques a egola, che o ma la base del sis ema e edi a io omano,
iene ca ego icamen e enuncia a da Pomponio nella amosa
1. í
de R. J. " Jus nos um non pa i u eumclem in paganis, e es a o, e in-
es a o decessisse: ea umque e um na u ali e in e se pugna es , es a us,
e in es a us ,,,
ed esp essamen e applica a a speciali indagini da
T i onino
1. 19. § 2. de cas . pecul.
e da Gius iniano § 5.
I.
de he ed.
ins i uend.
La ico da aneo Cice one
De In en . II. c. 21.: " nec um-
quam ac um es , u ejusdem pecuniae alius es amen o alius lege 1 e es
esse „.
Gli sc i o i u i sono d' acco do nel i ene e, che la e-
gola sia an o an ica quan o il d i o omano: quel "
na u ali e „
di Pomponio, e più la chia a es imonianza di Cice one con e -
mano co es a uni e sale opinione. È del pa i piena a monia nello
in ende e il signi ica o, che in gene ale ha la egola medesima;
cioè non po e esse e nello s esso empo due specie di successione
pe di e se pa i d' una e edi à, successione pe es amen o e suc-
cessione pe legge. E dappoichè la es amen a ia successione si
s iluppa p ima della legi ima; suol esse e la egola agione ol-
men e ado a così, che, laddo e esis e un e ede is i ui o anche
in una sola pa e, anche in una sola cosa dell' e edi à, egli a e
debba la e edi à in ie a ad esclusione delle pe sone chiama e
ab
in es a o.
An ica e i a la dispu a in o no alla agione. Fino allo sco -
cio del secolo XVIII dominò a gli au o i 1' opinione, che la
nos a egola de i asse dal conce o della app esen anza del
RTCDI
E
DOCUMENTI
de "on o, la quale i o asi nell' e edi à: benché a ie a lo o os-
se o le spiegazioni speciali. Al i disse, che come in un uomo non
possono esis e e quali à con adi o ie, così anche un uomo non
può esse e app esen a o pe quali à con a ie '. Al i sos enne,
che, essendo la app esen anza di una pe sona, de ' esse e uni-
o me Ed al i sc isse, che come la pe sona i en e non po è
a e e due pa imoni, così neppu e può a e e dopo la mo e due
e edi à, appun o pe ché 1' e edi à ien la sua ece
3
.
Spiegazioni
u e, che, men e hanno appa enza g andissima di e i à,
sono
pe ò poco idonee a soddis a pienamen e. Quali à, che siano e-
amen e con adi o ie, non possono al ce o coesis e e nella pe -
sona medesima: non può un indi iduo esse insieme icco e po-
e o, do o ed igno an e, buono e mal agio. Ma non è spiega o
come simile con a ie à, inso e en e di coesis enza, si o i a
la
app esen anza es a a e la in es a a; la quis ione es a
inso-
lu a.
Una è senza dubbio la pe sona app esen a a dalla e edi à:
ma è pu e indubi abile che ale app esen anza pub a e e in sè
s essa qualche di o mi à. Si può a e e piìi e edi, o pe es amen o
o
ab in es a o,
a lo o di e en issimi e nelle quali à isiche e nelle
mo ali, e pe le pa i che occano a cadauno. Pe ché non si ac-
ce a anche 1' al a di o mi à , che un e ede sia es amen a io e
1' al o legi imo? La di icol à o na iu ie a. Finalmen e se una
è 1' e edi a i che iene le eci del cle on o, una la app esen anza
che anno gli e edi; pu non è, come o o a ico da amo, oppo-
s o a ale uni à il mol eplice nume o, non le è con a ia la di-
e si à delle pe sone degli e edi. Non s' in ende anco a pe ché
alla medesima sia oppos a la di e si à della quale si dispu a.
L'
indagine u ip esa s udiosamen e da Haubold in una dis-
se azione pubblica a in la ino nell' a. 178S :
De causis cu idem
e es a o e in es a o decede e non possi ;
o e assegna qua o agioni
'
Così Gomez
I.
esol. 3. n. 3, e 10. n. 27.
2
Finn.
a
d
§
5. I.
de he ed.

n. 4.
"
Cujae.
ediz. napol.
VIII.
745.
4
D
STORIA l: DIRITTO

,>
alla egola. P ima: I es amen i omani han o ma cli legge: o
bene in un caso iden ico non possono ale e più leggi insieme,
cioè la pa icola e es amen a ia, e 1' al a gene ale della succes-
sione in es a a '. A me semb a, che ques a idea, a le an e
esp esse su ques o p oposi o, sia quella che più si a icina alla
e i à; siccome appa i à dalla esposizione che a ò in segui o delle
mie edu e. Se non che, lascia o il es amen o omano nel con-
ce o d' una legge speciale, la spiegazione di IIaubold
•iuiaa e
impe e a ed inesa a. A agione ha osse a o Thibau
(;i ilis .
Ablwnd. pag. 70. segg.,
po e si o imamen e in ende e, che nel
caso medesimo o in pos o due leggi, una gene ale e 1' al a che
pa zialmen e la de oghi. Seconda: Ammessi più e edi pe di e se
cause di successione, si di ide ebbe a lo o 1' obbligo del cu a e
i
sac a p i a a,
e ale di isione nuoce ebbe all' osse anza di que-
s i. Ma no a Thibau
loc. ci .,
che il pe icolo d' inosse anza ne i
sa ebbe maggio e di quello che lo sia nel caso di piì e edi es a-
men a i o di più e edi legi imi. Aggiungo, esse e s a o ques o
pe icolo enu o in così poco con o, che nella nuo a o ma di
gius
pon i icio, in odo a dal pon e ice Sce ola in o no ai
sac a p i-
a a,
si pa lò esp essamen e di più e edi obbliga i alla lo cu a:
"
Quae un u enim qui ads ingan u sac is. He edum causa jus issizzua
es , nulla es enim pe sona, quae ad icem ejus, qui e i a enzig a e il,
p opius acceda . Deinde qui mo e es ainen o e ejus anlunndeni capia ,
quan um omnes he edes e c. „
Cice . De
legib. II. 19. sega/
.
'Te za: Nella
o ma di es amen o
pe aes e lib am
eni a mancipa a la
azni-
lica;
o ques a o ma a uni à, così che non po e a esse
mancipa a
se non nella sua in eg i à. E Thibau conside a a buon d i o, che
nè nella na u a della mancipazione nè in quella (lolla
amilia
y'
cosa alcuna, pe la quale sia impedi a la mancipazione anche di
una pa e della e edi à. Qua a: I omani a o i ono i es amen i
in p egiudizio degli agna i; e ques o a o e non a ebbe e a e -
icacia, se insieme all' e ede es amen a io enisse o gli agna i. Se
Ques a agione o asi ipe u a da O olan

his o . des Ins i . II § 64/.
19

F;

!?TI;DI
E
DOCL7IF,STI
non che de' a o i ognuno si ale inchè oglia: e, come di nuo o
bene osse a Thibau , i es amen i, che
in
d i o omano sono i
più a o i i, cioè i es amen i mili a i, non anno alla nos a
egola so opos i.
Thibau
loc. ci .
i iene che la agione s à nella s e a in e -
p e azione della legge decem i ale: "
Si in es a us ma i u , cui suus
I e es neo esci , agna us p oximus anziliam habe o ,,:
dappoichè di colui,
che pe una po zione della e edi à ha a o il es amen o, non
pub di si che sia in es a o '. Ma esso a sua ol a ha o a o un
gius o censo e in Huschke nella sua disse azione
Uebe die Rech s-
egel , nono p o pa e es a us e c.
inse i a nel
Rheinisch.
167ics. II.
pag. 257 segg.
Se la agione della egola (dice Huschke
pag. 263. seg.)
s esse nella s e a accezione delle pa ole delle dodici a ole, la
pos e io e giu isp udenza ne sa ebbe ecedu a. Come so en e essa
ece; come ece appo o a quelle s esse pa ole "
Si in es a us mo i u ",
le quali, benchè s e amen e spe ino sol an o a clii muoia senza
a e a o pun o il es amen o, pu u ono in ese anche di quello
che ne a esse a o uno eso poscia in alido. Mol o meno poi
a ebbe de o Pomponio, che
na u ali e è
con adizione a e-
s a o ed in es a o.
Al a ia ha scel o Gans nel suo
E b eclz II,
p. 9. segg., e
p.
:31. segg.; seguendo, com' è il suo cos ume, le o me di Hegel
d; , a ques o pun o una iloso ica esposizione. Dice esse s a o l'o be
omano il campo, do e si agi ò la pugna a il ini o ossia la
i ne a pe sonali ì i, e l' in ini o ossia la gene al necessi à di na-
u a. Esse , quan o alle e edi à, esp esso il ini o e pe sonale p in-
cipio nella successione es amen a ia, 1' in ini o e gene ale nella
successione in es a a. T o a si nella egola
nomo p o pa e
e-
s a us
e c.
segnala a la pe pe ua opposizione de' due sis emi ; si-
giii icalsi con essa, che i due sis emi nulla di comune hanno a
'
11
ques a opinione so osc i ono
Ihe ing
Geis eles üìnisch. Piech s
pag.
482.
so /.
I3 inz
P1n I. pag.
771.
Mommsen
Ts ú Ie ung. I
pag.
70.
Schmid
To na.
Rechi
de 1l
o he
•
b.
p,
1. n. 3.
DI STORTA E DIRITTO

7
lo o, e che impossibile è la lo o coesis enza. Anche con o le e-
du e di Gans ha sc i o Huschke
loc. ci . pag. 265. segg.;
ed in
e i à esse non possono sos ene si. Ome o, che il con as o a
un p incipio gene ale ed il pe sonale a bi io, s ando nella s essa
na u a delle cose, non si o a nel solo o be omano ma p esso
u i i popoli; men e appo u e le nazioni si in engono gl'in-
di iduali a bi i eli on e ad un' idea gene ale, sia che ques a si
chiami il
bonum
dei omani, o To ' o dei g eci. Ome o,
che
la
denominazione d' in ini o, meglio che al gene ale e necessa io, si
addica al pa icola e e libe o; appun o pe ché ques o non pii,
aggiunge si col gene ale conce o. Pe eni e più da icino
alli;
dispu a nos a, di ò sol an o, che i p incipi di necessi à e di pe -
sonale a bi io, con a i come sono nell' o dine delle idee, pos-
sono pe ò o imamen e s iluppa si uno accan o all' al o, modi-
icandosi e empe andosi a icenda. Così in un es amen o, se
al i impieghi nello sc i e lega i ol e il dod an e con o le di-
sposizioni della legge alcidia, ino al de o dod an e ale la sua
indi idual olon à, pe 1' al o quad an e p e ale la necessi à della
legge. E pe simile agione può alcuno dona e
9no is
causa
una
pa e delle p op ie cose, il es o lascia e pe gli e edi legi imi.
Huschke nella do a disse azione sop a men o a a
Uebe - die
Rech s eg. nemo p o pa e e c. pag. 296. segg.
sceglie un pun o di
pa enza simile a quello degli au o i piìi an ichi; a e ma, che
1' e edi à è la successione nella pe sona del de on o, in quan o
capace di a e e
( e mügens ech liche Pe son (les E blusse s),
e che
pe ciò è indi isibile come la pe sona medesima. Soggiunge, che
come è indi isibile 1' e edi à, così lo è pu aneo la olon à che
di essa dispone e ad essa si i e isce, ossia al olon à esclude il
conco so d' un' al a olon à di e sa. Quindi è, secondo Huschke,
che, se al i a es amen o, non può a lo pe pa e; ma de e
espo e un ole e che alga pe u a in ie a la e edi à.
Mi
sia
pe messo a e su ques a esposizione le seguen i i lessioni. Dalla
indi isibili à della pe sona de i a in e o la indi isibili à della
STUDI E DOCUMENTI
e edi à, in quan o che non pub 1' una pe sona del de on o esse e
in pa e app esen a a Ball' e ede o e edi, ed in pa e non esse e
app esen a a da esso od essi. Ma da ciò non s' in ende pe chè
I'
indole della olon à, la quale della e edi à dispone, escluda
il
conco so d' un e ede es amen a io e d' un al o
ab in es a o.
Se il
es a o e olesse dispo e d' una pa e col suo es amen o, non
pe ques o o ebbe che la p op ia pe sona enisse dopo la sua
mo e solo pe de a pa e app esen a a; qual olon à, sa ebbe
pe e mo ip o e ole. Impe occhè ei sap ebbe, che, do e es a-
men o ace, p o ede la legge; anzi o ebbe ques o conco so della
legge medesima, men e, come dice Paolo
1. 8. § 1. de ju .
co-
dicillo . "
u i quisque qua enus in es a o mo i u , c ecli u spon e
sua
/,is (ab in es a o succedeu ibus) elinque e legi iniam he edi a em ,,.
Vo -
ebbe dunque la sua pe sona in ie amen e app esen a a, dall'e ede
es amen a io insieme al legi imo: la sua olon à non si o e-
ebbe in opposizione alcuna coli' espos a massima cl' indi isibile
e edi à.. Nè mi semb a che Huschke ce chi elicemen e una con-
e ma della sua eo ia nelle pa ole della
1.
7.
de R. I.,
osse ando,
che in essa è de o che al i non può mo i e pa e es a o pa e
in es a o, e non già che ad alcuno non possano insieme esse e
(ledi es amen a i ed in es a i: o a, egli dice, la p ima esp es-
sione si i e isce appun o alla delazione, men e la seconda si i-
po e ebbe ad un' as a a, non e a, impossibili à di conco so
cicli' e ede es amen a io col legi imo. Sono sicu o, esse
me a-
men e
casuale, che Pomponio adope i la p ima anzi che la
se-
concia
esp essione; men e o si dica che al i non può mo i e pa e
es a o pa e in es a o, o si p onunci che ad alcuno non possono
esse e insieme e edi es amen a i ed e edi
ab in es a o,
la cosa
o na all' is esso. Ecco Cice one nel passo su i e i o
De In en .
II.
e..21.
pe due ol e adope a la seconda esp essione "unius
pecuniae
plu es (lis5imilibUS ex CauSis
HEREDES ESSE NON POSSE:
neC umquam ac um
es , u £jusdem pecuniae alius es amen o alius lege
HERES ESSET ,,.
Onde
la
d. 1. 7. è
ne' Basilici IL
3.
7.
Heimb. I. 65.
ado a così "
0,
K
DI
iTORi.1

DIRi'1'TO

9
I i xTxc xyx ?; xxi
17.
ScxOíjx „ xxi

x l
cxO6Tou x),- ,p o o:J Oxc
(suc-
cedi) h.
Facciamo un' al a p o a. Vedemmo, che il buon pensie o di
Haubold di conside a e nel es amen o omano un ca a e e di
legge, imase s e ile e non p o icuo pe esse e il loda o au o e
es a o nella con emplazione d' una legge isola a. Fecondo sa ebbe
s a o, a mio c ede e, ed a o a scioglie e la nos a ques ione, se
quel ca a e e egli a esse ben più la gamen e igua da o; a esse
nel omano es amen o i o a o piu os o un complesso di dispo-
sizioni, a en i ca a e e di legge, ela i amen e pieno e comple o,
• una legislazione den o la ce chia ed i appo i della amiglia del
es a o e. Su ques a conside azione si basa la spiegazione che
da ei alla egola
nemo p o pa e es a us, p o pa e in cs a us po es de-
cede e. — È
da p eme e e, che la amiglia de' omani nella pie-
nezza del suo signi ica o non co isponde a pun o al is e o con-
ce o della amiglia qual' è all' e à nos a; in is a della sua
ampiezza, della a ie à degli elemen i ond' e a compos a, della
quan i à e quali à de' po e i che i e ano ese ci a i, a e a il ca-
a e e di associazione di g an lunga più as a ed impo an e.
Assai g ande e a il nume o delle pe sone che in se comp ende a
nel suo più la go conce o. Dappoichè non solo
y'
e ano con e-
nu e le pe sone collega e a lo o pe pa io po e e e ela i a
soggezione, non che le uni e pe agnazione, ma bensì u e quelle
che a eano a di lo o comune il cognome,
I.
69. §
4.
de ley. 2.,
I.
3. § 7. 8. de b. p. c. .,
I.
21. § 1. eod.
Inol e i se i,
I.
25. § 1,
2.
de aedil. edic o,
I.
12. § 1.2. de publican., 1. 1. p . § 11. 12. 15 se yy.
de i e de
i
a m., i . si amilia u . e isse clic., 1. 195. § 3 de V. S.;
onde secondo la di e si à degli usi, a' quali e ano des ina i, si
dis ingue ano in
amilia u bana
e
amilia us ica,
I.
60. § 1.
de ley. 3.,
1. 99. p . eod., 1. 12. (le supell. ley., 1. 166. p . de
V.
S'.
La amiglia
p ende a così p opo zioni as issime; men e ognun sa quali u be
di se i osse o dai omani i enu e. Pa la A eneo
P. 104.p. 272d.
di mol issimi (K 7.91;x7.òa,c ») che ne possede ano dieci mila, en i
2
STUDI E DOCUMENTI
sc i a agione, che ha luogo ne' es amen i, può ne' con a i
esse e al libe o a bi io de' e zi imessa 1' obbligazione; su di che
sc issi nel mio lib o
de obliga ionib. — p aelec ion. ad pandec . § 14.
Pe an o mi semb a abbas anza p o a a la esi, che il es a-
men o omano è un codice amilia e; un assieme di disposizioni
a en i o ma e o za di legge, pieno e comple o nella ce chia della
amiglia. Che se il pad e di amiglia muoia senza p o ede e con
ques a specie di legislazione domes ica alle cose e alle pe sone che
gli appa engono, supplisce il d i o ci ile colle disposizioni p o-
p ie. E come a iene, che il supplen e a e debba na u a ed in-
dole omogenea al suppli o, anche co es e sanzioni della legge
o mano una specie di legislazione a pa e pe la amiglia; quasi
sis ema mino e, ma pe se s an e e ela i amen e comple o, den o
il g ande sis ema della legislazione uni e sale. In a i o iamo di
nuo o esp esso nella amilia l'obie o di ale legislazione supple i a.
Le leggi decem i ali disse o "
Si in es a us mo i u , cui sas-us he es nec
esci , agna usp oximus
FAMILIAM
habe o ,,.
E nello s esso o dine d' idee
al ol a designa ono col nome di
amilia
la pe sona, della quale o
alla quale a ibui ono una e edi a "
Ad pe sonas au em e e u a-
miliae signi ica io i a, cum de pa ono, e libe o loqui u lex: ex ea amilia,
inqui , in eam amiliam: e Iaie (le singula ibus pe sonis legem loqui cons a „
1.
1.95. §
1. de
V.
S.
Quindi è che i giudizi di di isione d' e edi a
non solo es amen a ia ma anche
ab in es a o,
chiamansi
amiliae
c ciscandae.
IEco dunque due legislazioni p epa a e a dispo e della socie y
milia e ne' suoi appo i pe sonali e ma e iali, allo quando enga
a manca e pe mo e il suo capo a uale. La es amen a ia, e quella
del d i o comune; la seconda in di e o della p ima. È age ole o -
mai assegna e la agione alla egola, che niuno possa mo i e pa e
es a o pa e in es a o. Poichè do endo il es a o e di legge
suae
ei,
a u o ciò che gli spe a nella amiglia, ed in gene e essendo
necessa io che ogni legislazione sia piena e comple a; 1' impe e-
zione delle disposizioni es amen a ie o di quelle del d i o ci ile
i

DI STORIA E DIRITTO
1 7
ela i amen e all' e edi à, è una e iden e i egola i á anche se
1' una o l' al a legislazione si igua di da pe se, e non nel e-
cip oco con on o e conco so. Ond' è che Papiniano
1. 15. § 2. de
ino e. es a .
nel ipo a e un' eccezione alla nos a egola (ecce-
zione, di cui ci occupe emo in segui o), esp ime essa egola non
nella ano mali à del conco so delle due cause, es a a ed in es a a,
ma in quella della impe ezione e pa ziali à di una delle due, della
in es a a, " nec absu dum ide u , p o pa e in es a ulli ide i ,,.
E T i onino 1.
19. § 2. de cas . pecul.
p ende di mi a la pa ziali à
della causa es a a quando dice "
miles al ini io pi
•
o pa e es a us po-
ue a mo i. „
Quindi è pu e, che p ossima alla egola nos a e
n' è un' al a nel d i o omano, la quale solo dalle cose espos e
ice e spiegazione pienamen e soddis acen e: ale a di e che pilino
possa mo i e con più es amen i, e che il es amen o secondo a -
e i necessa iamen e il p imo in modo che una esp essa con e ma,
a a i di ques o, possa ale e sol an o pe d i o di edecommesso,
1. 12. § 1. de injus o up o.
Dappoichè il es amen o è pe sua na-
u a il complesso di u e le disposizioni ela i e alla amiglia;
onde non s' in ende la coesis enza di due o più es amen i.
Anche più spicca a si sco ge 1' i egola i à, se si igua dino
la pa ziale causa es a a e la pa ziale in es a a nel lo o conco e e;
appun o pe chè il cenna o incon enien e d' impe e a legislazione
si p esen a duplica o: ed è pe ques o, che la nos a egola suol
esse e esp essa so o ques o aspe o do e la sua agione olezza
è più pe spicua. Si aggiunge anco a in ques o pun o di is a l'al o
incon enien e che si a ebbe o insieme applica e due legislazioni
di ipo a a o dis in o. Che ogni legislazione debba esse e au o-
noma e non mis a con legislazioni es anee, e p incipio elemen-
a e di gius pubblico, ai omani no issimo '. E ques a la disso-
Sui es i di Gajo
1. 9. de jus . el ju . e com
p
. I. 1. è
compos o il

1. I.
de ju . na . cen . e ciu. quod quisque populus sili ipse cons ilui , i l
ipsius
p o-
p ium ci i a is es , cca u que jus ci ile, quasi jus p op ium ápsius ci á a is ,,.
Gaje
s esso
1. 1. p . de
a.
. d. dice `
ju e ci ili, id es ju e p op io ci i a is nos ae ,.
E nel agm.
Dosi h. 1. si
legge `
Jus ci ile 2
y
e o p op ium es ci ium
omano-
18

FTi.Di
E
DCCUMENTI
miglianza delle cause che iene segnala a da Cice one a p oposi o
della nos a egola nel passo che abbiamo ipo a o di sop a
De Jn en . II. 21.
Di qui s' in ende la agione di quel che ico -
da amo sulle donazioni
mo is causa
che possono esse a e su
pa e de' beni, lascia o il es o agli e edi legi imi. Non si o a
pa zial es amen o, che non esis e a a o; nè è pa ziale la suc-
cessione
ab in es a o,
pe chè, s acca e dal pa imonio le cose do-
na e in o za della donazione, solo il es o è in e edi a, e su
ques a si s iluppa pienamen e la de a successione
ab in es a o.
Raccogliamo le cose espos e ino a. Il es amen o è l' a o col
quale il capo di casa dispone, come ale, di u o ciò che alla
amiglia appa iene, in is a dell' epoca pos e io e alla mo e
p op ia. Non consegue da ques e p emesse pe s e a agion lo-
gica, che dunque ali disposizioni abbiano ad esse e necessa iamen e
igua da e come leggi, debba il es amen o esse e conside a o come
una specie di legislazione. Ma ques i pensie i sono in s e issima
analogia colle de e p emesse, engono dalle medesime acilmen e
sugge i i: quando si pensi all' ampiezza dell' associazione amilia e
omana; alla a ie a degli elemen i che la compongono; alla as i à
ed iii ensi ì de' po e i, che il pad e di amiglia i ese ci a alla spic-
ciola a negli a i a' i i, complessi amen e nel es amen o. Quindi
la legge omana olle igua da e p ecisamen e come un codice a-
niilia e il es amen o; e le leggi decem i ali disse o
"u i legassi suae
ei ,, .
Ciò pos o, discende a chia a e luida la conseguenza che non
si può mo i e con pa zial es amen o, con pa zial successione
ab
in es a o;
do endo ogni legislazione esse comple a, nè po encio am-
me e si il conco so simul aneo di due a ie legislazioni. Ques a
spon anea ed e iden e conseguenza de' p es abili i p incipi è de-
signa a da Pomponio con quel
na u ali e
della
1. 7. de R. I.
Non
e adope a o ale a e bio pe signi ica e, che la conco enza della
^n,
l
al)
eis dic
n
n, g onia
►►
os a. ci ilas en di e so ab aliis pop
u
lis
ali a ,.
Se
i omani p ese o qualche disposizione da leggi s anie e le, ece o p op ia e-
candola nel lo o gius ci ile, e come p op ia l'applica ono.
19
DI STORIA E DIRITTO
causa es a a ecl in es a a sia condanna a dalla semplice e sola
na u al agione; lo chè sa ebbe also, men e anzi la esclusione
di quella conco enza basa sul ca a e e,
che
non pe assolu a ne-
cessi à logica ma solo pe gius o mo i o di analogia la legge po-
si i a ha da o alle disposizioni sulle e edi à. Ma è issa o a desi-
gna e, che, pos a ale ope azione della legge posi i a, la conco -
enza medesima è esclusa pe chia o e na u al aziocinio; insomma
esp ime un d i o ice u o pe o io agionamen o. Nè è
~ a
ale accezione della esp essione
na u ali e
e di al e siiuili, c
U. 7.
24.
de s a . homin., 1. 16. § 4. de mino ib., 1. 22. § loc. cond., 1. 44. , 1.
de O. e A., Gai. 11. 73.
Appun o pe chè la negazione del conco so (li causa es a a
ed in es a a si onda sop a la de e minazione del d i o posi i o,
che le disposizioni ela i e alla e edi à o mino un comple o si-
s ema di leggi amilia i; non è a o,
che
specialmen e ne' pun i
seconda i e di mino ilie o si o i una disposizione es amen-
a ia in applicazione simul anea colle disposizioni ab
in es a o.
Quando cioè pe o za di g a i agioni speciali lo s esso d i o
posi i o ha c edu o di ecede e da quella gene ale disposizione. Cosi
accan o al es amen o, che non abbia p o edu o alla u ela dei
igli, s a la u ela legi ima. "
In es a o pa en e mo l o, «gna is de-
e u u ela. In es a us au em ide u non an um is, (pii es amen. um-
non
eci , sed e is, qui es amen o libe is suis u o es
non
(ledil: quan-
um eninz ad u ela a pe ine , in es a us es
„ .
6. de le(Jil. ula .
Col
o iamo so en e do u a la p es azione dei lega i, dei idecommessi,
e massimamen e delle libe à, quan unque, des i ui o o escisso
il es amen o, la e edi à si de e isca
ab in es a o, 1. 8. § 17., 1. í.'..
1. 17. § 1, 1. 28. de ino ic. es ., li . si quis onaissa caus. esiam., 1.
76.
p .
del.
2., 1. 6. de
g
o . colla ., 1. 29. p .
de
excep . ei judie., 1. 13.
C.
de
ino . es ., 11'oc. 115. c. 3. § 14.
La egola si o a in gene e applica a più igo osamen e
guan o alla chiama a dell' e ede; pun o capi ale nella successione;
pun o, il quale pe la po enza della sua es ensione è capace di
ST iDI E
DOCL'ME
T
I
abb accia e implici amen e u e le disposizioni sulle cose del de-
un o, e pe ciò è esclusi amen e indispensabile e necessa io nella
medesima, I.
1. § 3. de he ed. ins i ., Gaj. II. 229.
S' impose agli
e edi di lo na u a olon a i, la necessi à di assume e pe acc e-
scimen o le pa i che i coe edi non abbiano p eso,
I.
31., 1. 53.
1. de aeq. el omi . he ed., l.
.9.
(le suis e legi .
Anzi il Sena o s a-
bili, che, lascia o un idecommesso pe una pa e dell' e edi à, se
il idecommissa io olesse cos inge l'e ede ad adi e l'e edi à che
cos ui
dicesse sospe a, a esse a passa e 1' e edi à in ie a al ide-
com uiiss€ io medesimo,
I.
16. § 4. ad S. C. T ebell.
E se il coe ede
p ese già la sua po zione ma poi l' abbandoni pe as ensione o pe
es i uzione in in ie o, 1' al o coe ede non è in piena libe à di
icusa e la po zione medesima, ma o de e p ende e pu ques a,
o ecede e anche dalla p op ia po zione e lascia e che u a l'e e-
di à cada in causa in es a a,
1. 55.,
I.
61. de acq. es. om. he . '
Pe ò, come con inuamen e a iene nel d i o omano, che a
gius e egole si o ano aggiun e agione oli eccezioni; di ques e
non manca la egola nos a anche nel pun o degli e edi. Tal ol a
1'
eccezione o asi di e amen e in odo a dalle leggi; in maggio
nume o sono i casi, ne' quali iene come necessa ia conseguenza
della p e alen e o za di al i p incipi. — Nel buon empo della
omana giu isp udenza si o a una sola eccezione in odo a di-
e amen e; ed ha luogo ne' es amen i mili a i,
1. 6., 1. 11. § 2.,
1. 12., 1. 19. p .,
I.
37. de es am. ^nili ., 1. 19.
§
2. de cas . pecul., 1. 1.,
1. 2.
C.
le es am. mil., 1. 7. (le
B.
1., § 5. I.
de
hc edib. ins i .
E ciò a
pa e del no o gene al p i ilegio ai solda i concesso da Cesa e, e
poi da 'Ti o, da Domiziano, da Ne a, e da T ajano, di a e-
s amen o " quomodo olen , quomodo po e in „
1. 1. y . de es .
^ ili .
Se la nos a egola emanasse dalla me a agione na u ale,
non ne and ebbe esen e il solda o: ne a esen e, pe chè de a e-
gola discende bensì da luido aziocinio, ma de i a o da una san-
zione di gius posi i o che
ne' es amen i in gene e conside ò una
'
Su ques o a icolo c . il mio lib o
del d i o
d' acc ese. pag. 111. ,ségg.
90
21
DI STORIA E DIRITTO
specié di legislazione amilia e , siccome u dimos a o di sop a.
Ond' è, che il mili a es amen o è pu libe o da al i obblighi,
che edemmo pa imen i nasce e dal medesimo gene al ca a e e
dei es amen i. Può il solda o p e e i e i igli, senza che pe ciò
acilli la sua es amen a ia olon a, e la p e e izione si ha pe
dise edazione,
I.
12. p ., 1.
47. § 4.
de bon. libc ., 1. 9., 1. 10. 0.
de
es . ^^ ili. ., § 6. I. de exhe ecl. libe o .;
e può mo i e lasciando più e-
s amen i, 1.
19. p . de es . mili .
È no o, quan o si dispu i, come
in gene e sul p i ilegio del es amen o del solda o, così in ispecie
su ques a pa e di esso p i ilegio, pe cui il solda o può mo i e
pa e es a o, pa e in es a o: a ie essendo le edu e sulla a-
gione eli ques e speciali disposizioni di d i o. G an pa e degli
sc i o i i iene, che la agione "
p op e nimiam i npe i iam eo um
(mili um) „
allega a da Gius iniano
p .
I.
de mil. es .
non sia che
un pallia i o o p e es o, e ciò pe chè, secondo essi, non po ebbe
con essa spiega si pe chè il mili a p i ilegio sia limi a o al empo
in cui il solda o o asi
in cas is e i a expedi ione
e non alga pe
1' epoca in .che il medesimo i e
i
n
bybe nis e s a i is.
Sos i uiscono
al e agioni: chi ne o a nella na u a dello s a o mili a e e
ne' pe icoli annessi al medesimo, come se quel p i ilegio osse
un
p emio di ques i; chi in un' adulazione p es a a alla p epo en e
solda esca allo quando essa incominciò a p oclama e e des i ui e
impe a o i '. Ma, men e concedo che alcuna di ques e i lessioni
ha un gius o peso, pe ò non ho po u o pe suade mi giammai, che
nella mili a e impe izia e semplici ii, non sia s a a la e a e on-
damen al agione del p i ilegio; impe occhè non il solo Gius iniano
1' allega, ma 1' a dducono anche al i au o i del nos o d i o
del-
C .
Vinn.
ad p . I. de mil. es .
Hube . I.
pag. 176.
O ol. II § 670 — Gans
E be .
p.
168. segg.
ed Huschke
Rhein. MUS. II. p. 331.
ce cano la agione in uno
s iluppo s o ico dell'epoca impe iale. Dicono, che allo a l'esse e subie i o ("
Dasein „)
inse l'obie i a na u a della legali à, e che ale a enimen o ebbe la sua pa enza
quan o alle cose umane nell'impe a o e e ne'suoi solda i, quan o alle di ine in C is o
e nella sua Chiesa. Non può di si da e o, che ques o disco e e si appoggi sop a
una sin esi pe spicua.

STUDI E DOCUMENTI
1' epoca miglio e, Gajo nel
comm. 11. 109. 114.,
T ajano ipo a o
da
U lp.
1. 1. p . de es . mili .,
An onino
1. 3. C. de es . mili .
Ed ecco
come spieghe ei. Na a Cesa e
De B. G. 1. 39.
come a enisse ai
suoi empi, e p ecisamen e nelle gue e ge maniche, che i solda i
omani in momen i di g a e ischio si a ollasse o
á
a e il lo o
es amen o "
ulgo
o is cas is es amen a obsignaban u „ '.
In quella
mol eplice e umul ua ia composizione di es amen i e a p esso
che impossibile o a e pe ciascuno i se e assis en i deside a i
dal d i o o dina io- ed osse a e pun ualmen e le sc upolose so-
lenni à del es amen o
pe aes e lib am '.
Ripe endosi spesso si-
mili e en i nelle lunghe e sanguinose gue e consecu i e, Cesa e
s esso concesse pe p imo ai solda i di a es amen o senza so-
1( nni
ii:
così pe ò, che la alidi á di co es o non solenne es a-
men o osse empo ale, e du asse quan o la desc i a u genza e
non dopo cessa a la medesima. Su di ciò abbiamo la es imonianza
di
Ulpiano
d. 1. 1. p . de es . mili .
Ulpiano s esso ci na a, che po-
scia Ti o, Domiziano, Ne a, e T aiano, es ese o ciò che Cesa e
solo empo a iamen e a e a acco da o; iconobbe o "ob
simplici a em
e impe i iana „ piìi
du e ole alo e nel mili a es amen o. Con-
ien ico da e, che i omani ne' lo o a a i impo an i solesse o
adope a e il consiglio e 1' assis enza de' giu epe i i. Non e a da
essi in ap eso a a e di qualche ilie o, senza che osse p esen e
il pe i o nelle leggi; e, aggiungiamo di passaggio, che non semp e
cos ui la sua ope a p es a a lealmen e, ma al ol a induce a nel
negozio delle clausule capziose '. Dell' una e dell' al a cosa ab-
' Ved. anche Flo o III. 10.
2
Pe causa non dissimile nell' an ico es amen o
in p ocinc u,
benchè sos an-
zialmen e egola e e e o dagli s essi p incipi del es amen o
cala is conai üs,
pu e
non si ichiede a che la p esenza eli e o qua o es imoni, Plu a co
Co iol.
Púo
•
i xì
c_.-?c,
n
» Quan o a quel
ial
di
Plu a co, o bisogna legge e
piu os o con alcuno edizioni 'n o c ede e che si enunci clisgiun i amen e come non
a amen e ien a o.
3
Quindi nel monumen o,
che
è
p esso il G u e o
662. 5.,
si legge "
clolus
mal'us
abes o e ju isconsul as ,;
e_nell' al o, che o asi nell' O elli
4821.,
Aga-
opo,
libe o ed in i a o e di Augus o, nello acquis a e una se i ù eli passaggio
22
23
DI STORIA
E
DIRITTO
biamo quan o` ai es amen i un documen o nella
I.
88. § 17'. (le
1. 2.;
o e si p opone a Sce ola la ques ione, se alga come ide-
commesso una olon à così esp essa "
L. Ti ius hoc meicna es a.men-
m sc ipsi sine allo ju ispe i o, a ionem animi mci polius seguu us,
quam nimiam e mise am diligen i( n(: e si minus aligui'l legi ime minus e
pe i e ece o, p o ju e legi imo habe i debe hominis sani olun as,,;
Sce ola
isponde a e ma i amen e. In analogia á ques a gene al cos u-
manza di adope a giu econsul i negli a i impo an i, Labeono
s abili a in massima, che la igno anza di d i o non nocesse
a
colo o, che p i i di p op ia pe izia, non a esse o a u o possibili à
d'
in e oga e giu econsul i,
I.
9. §
3. de ju . e ac i igno .
E su que-
s o p oposi o sono da consul a e anche le
I.
10. de bono . possess.,
1. 2. § 5. quis o do in possess. se .
O a il solda o, non al ce o s u-
dioso del d i o ci ile, neppu e a ea copia di giu econsul i
da
in e pella e allo quando o a asi negli accampamen i ed e a in
spedizione con o il nemico
I
.
Non è dunque me a iglia, che lo
igno a e e ascu a e le solenni à del comune es amen o osse
concesso ai solda i pe la lo o semplici à ed impe izia; e lo osse
p ecisamen e men e e ano
in cas is
o
in expedi ione.
Giacchè quando
sono ne' qua ie i d' in e no o in gua nigione, dimo ano in cen i
popolosi, ne' quali han copia di giu econsul i da in e pella e, e
cessa ques a ondamen al agione dell'acco da o p i ilegio. Ad essa
agione p incipale
si
aggiunse seconda iamen e 1' al a dello s a o
mili a e e de' ela i i pe icoli; pe la quale a enne, che il mi-
li a p i ilegio si es endesse anche al p eside della p o incia, al
lega o, e ad al i che i lo o sup emi giudizi o dinasse o i a
hos i-
colo
2
,
I.
1.
de
bono . possess. ex es . mili .
Ques e le agioni del p i-
ilegio. Non accoglie ei pun o quella dell' adulazione alla solda-
pe un suo sepolc o, si esp ime "
ab iis omnibus dolus malus abes o e jus ci ile
jus ci ile
pe la
dispu a i i o i.
'
ico ono alla memo ia gli sche zi, che Cice one
Ad amilia . VII. 13.
olge
a T ebazio Tes a giu econsul o, quando cos ui o a asi in is a o mili a e, oppo
a
li
eno dalla sua p o essione.
2
Così la io en ina: al i codici hanno
lios ico loco, al i hos ili loco.
STUDI E DOCUMENTI
osca. Se ques a en asse nella is i uzione p i ilegia a del es a-
men o mili a e, non sa ebbe il medesimo s a o in odo o da
Cesa e, della mili a disciplina osse an issimo, nè lo a ebbe o
es eso o imi impe a o i come Ti o, Ne a e T aiano. Finalmen e
non a ebbe pe du a o a a e so i secoli. Dappoichè negli umani
is i u i i a du e ole non ha se non ciò che è onda o sop a
so-
lide
basi; ma dell' adulazione, che dalla debolezza pa e ed alla
ani a, si di ige, nulla può esse e o concepi si di più in e mo
e legge o.
Dicemmo, che all' epoca classica solo nel es amen o mili a e si
o a, quan o all'is i uzione dell'e ede, a a eccezione di e a alla
egola
neìno po es decede e ex pa e es a us ex pa e in es a us.
Ha
agione Huschke
loc. ci .
quando nega, che a ques a eccezione si
abbia acl aggiunge e un' al a ela i a al es amen o che sulla
sola Ine i del lo o peculio possono a e i se i
populi omani
1
,
U p. XX.
16.
In e i h il es amen o è di u o un pa imonio: solo
che nel pun o di a lo, il pa imonio ien ido o alla me e, eli
quello che u pe lo innanzi, ed il es o è a ibui o allo S a o.
Esempi nelle 1. 6. § 6.
de injus o up o,1. 13. C. de es . mili ., Colla .
l(q. Mosa,c. e

i . 5. c. 2. §2.
Una seconda eccezione alla egola nos a si p esen a in empo
di decadenza, in odo a da CGius iniano nella
No .
1. c. 1. § 1.
Vedemuno, che pe d i o delle pande e quando più e edi a eano
adi o le lo o pa i di e edi i , ed uno in segui o enisse a pe -
de e la, po zione p op ia, all'al o e a da a elezione o di u o
p ende e o di u o abbandona e; p ecisamen e in osse anza della
egola che la causa non po esse idu si a es a a in pa e ed
in pa e in es a a. Ma ili d.
No . 1. e. 1. § 1.
si s abilisce pe con-.
e so, che se ad uno degli e edi, che a esse o adi o , do esse
Alcuni munnsc i i de' anamen i d' Ulpiano hanno "
p ac o is ,
o "
p ac-
o ian;,,.
Sagacemen e osse a ono Cuiacio e Schul ingio esse e equi oco, cagio-
na o dalle due no e "
p.
y
.
,
adopè a e in an ico manosc i o, e male in e p e a e
dall'amanuense'
24
25
STUDI E DOCUMENTI
oglie si la sua pa e pe non a e e egli adempi o le ingiunzioni
impos egli dal es a o e, osse in piena libe à dell'al o lo acce a e
la pa e medesima, o il icusa la lasciandola ai chiama i
ab in es a o.
Piì
equen i, come a e immo, sono le ]imi azioni che la
nos a egola soppo a, guan o agli e edi, non pe di e a dispo-
sizione della -legge, ma pe necessa ia conseguenza dell' ope a e
p e alen e di al e egole più po en i. Esaminiamole. -- Come
conseguenza indispensabile del p i ilegio gene ale del es amen o
mili a e, o iamo alli e la egola quan o all'e edi à di un al o,
che non è solda o, nella specie della
1. 15. de ulq. e pupil . subs .,
au o e Papiniano. In o za della libe à, che dal suo p i ilegio de-
i a, può il solda o nel es amen o sos i ui e al p op io iglio, is i-
ui o e ede, pel caso
che
il medesimo sa à in a i e ede, anche ol e
l'e à pupilla e di esso. Il solda o sos i uì al iglio, che lascia a im-
pube e, nel modo seguen e:
Si ilius he es e i , e in a laain um e i-
cesimuin annuna ae a is sine libe is i a decesse i , Gajaas he es es o.
Dice
Papiniano, che se il iglio mo a, p ima di a e compi o gli anni
qua o dici, Gajo p ende à, secondo il d i o comune, u i i beni
appa enen i al iglio medesimo. Che se de o iglio
mo a
pube e
e mino e, Gajo a à bensì, pel p i ilegio del solda o, i beni p o-
enu i dal pad e ed i u i de' medesimi, ma non gli al i beni
del u o p op i del iglio medesimo. Poich il p i ilegio del mi-
li a e non può esse e p odo o an 'ol e da impo e un e ede e-
s amen a io nel p op io a e e al iglio, il quale può a si es amen o
da se s esso o p e e i e gli e edi legi imi mo endo senza es a-
men a ie disposizioni. Pe an o, se il iglio muoia nella a ispecie
.senza es amen o da se sc i o, a à due e edi di di e sa causa; uno
quan o ai beni pa e ni e ela i i u i secondo le es amen a ie
disposizioni del pad e solda o, e l'al o quan o ai beni p op i se-
condo le leggi sulle e edi à
ab in es a o.
Pe l'impo anza necessa ia di massime di agione, e delle san-
zioni del di o Pio sulle ad ogazioni degl' impube i, in eniamo
un'al a eccezione alla egola nel caso seguen e. L'ad oga o e d'un
DI STORIA E DIRITTO
dell'e ede in o la causa di en a in es a a, sal o imanendo il e-
s amen o pe la pa e dell'al o con o cui non u li iga o; appun o
pe chè la egiudica a non occa ques o secondo, nè la cosa a a a
i a alcune pe sone pub ad al e eca p egiudizio. Nello in e p e-
a e ques o ammen o non si de e ome e e la spiegazione di quel
che Ulpiano dice sul p o i o della i o ia; che cioè pe la pa e
nella quale l'a o e ha in en a o la que ela ed ha in o, la i o ia
gli sa à e icace, " cum e ec u que elam ins i uisse ,,; e che le pe -
sone, che più p ossimamen e sa ebbe o succedu e
ab in es a o
e sa-
ebbe o s a e pozio i nella que ela, es ano escluse dalla e edi a i
" p aeceden es eum pe sonae exclusae sun ,,. Pe chè piu os o la
i o ia dell'a o e non gio a a ali pe sone, ed, essendo esa la
causa pe pa e in es a a, non sono ques e p e e i e come chia-
ma e p eceden emen e alla successione legi ima
2
Non mi pa e
esa a la ispos a, che a al quesi o è da a da Huschke
pag. 340.;
sussis e e u o a nella a ispecie l'al o e ede es amen a io, non
esse e pe ciò ape a a a o la successione in es a a, appun o pe -
cliè niuno può esse e pa e es a o pa e in es a o. Men e anzi
è necessa io e e o della in a que ela il idu e la causa ad in-
es a a,
1.
6. § 1.,
I.
17. § 1., junc . 1. 2.1. 5. § 1. de ino . es .,
I.
8.
§ 16. eod.
Onde . el nos o ammen o Ulpiano a e ma " es a-
men um
p o
pa e
ale ,,, ed in esso si a isa un' eccezione alla
egola
nemo po es e c.
Nè miglio a iso sa ebbe il ce ca la a-
gione in ciò, che
es in e alios ac a aliis e odesse non debe .
Impe-
occhè ques a massima ice e pu essa le sue limi azioni: e a le
al e quella, che in ce i de e mina i casi sia pe speciali mo i i i-
ce u o, che la sen enza o enu a in con adi o io gio i o noccia
anche ad al i, nel giudizio non. in e enu i. In ques i casi si dice,
che
la sen enza
jus aci , a
d i o assolu amen e, e non a le sole
pa i li igan i,
I.
3. p . de agnosc. e al. lilie ., 1. 50. § 1.
del.
1., 1. 14.
p . de appellai.
Simile esp essione
'e
quan o alla que ela adope a a
nella
1.
/7. §
1. de ino . es .;
o e la e icacia con o i e zi è nega a
alla sen enza o enu a ill essa que ela sol an o nel caso, che la
32

33
$TUUI F lloCUM
I
:
T
I
sen enza medesima sia s a a emana a in con umacia. Come anche
negli al i casi o o a accenna i la sen enza a u a con o una pe -
sona non nuoce ai e zi, se essa pe sona non di ese, o mal di ese
colludendo coll'a o e,
cl. 1. 50. § 1. (le l..1., d. 1. 14. p .
i
p
'
1. de a1
p
-pella .
Essendo adunque la sen enza, p o e i a nella que ela, a a. e
a nuoce e e a gio a e ai e zi; chia a discende la conseguenza, che,
ido a pe essa la causa ad in es a a, non possa e i a si che ne
p o i i clii alla in es a a e edi ì:L piìi p ossimamen e chiama o.
In a i ecco il es o mani es o di Ulpiano
1.
6. §
1. ile i lÚ [. es .
Si quis ex liis pe sonis, quae ad successionem
ab
in es a o non
admi un u , de ino icioso ege i (nemo enim eum epelli ), e
caso ob inue i , non ei p osi ic o ia, sed bis, qui haben ali in-
es a o successionem: nam in es a um pa em amilias aci „ '.
'
È no a la ques ione, che si agi a anche sul d i o delle pande e, se, in a
;a
que ela da uno, possa in ece p o i a e della i o ia un al o, il quale abbia una
chiama a
ab in es a o
o più p ossima o pa i a quella del inci o e, men e pe ò non
si o i in un o dine di ammessi all'ese cizio della que ela. — I egola i à e disa -
mona a le successioni legi ime e la que ela,, pe cui l'unione di una pe sona e so
il
de on o iene di e samen e app ezza a ne' due is i u i, e che cominciò a compa -
i e quando p ima i sena usconsul i e poi le cos i uzioni o ien ali al e a ono a i
pun i delle successioni in es a e così che le mu azioni sal ua ie non si o a ono
d'acco do colla eo ia della que ela: pe ò non manca di i o a si al ol a nella
No . 118. — La
ques ione è agi a a a Vinnio, Huschke, Wi e, Sin enis da una
pa e, e Viglio, Tuldeno, Windscheid dall'al a; dandole i p imi a e ma i a soluzione,
nega i a i secondi. Volen ie i so osc i e ei a ques i; ma non pe la agione, che
suol esse e allega a, cioè pe chè
es in e alios ac a alios e odesse non po es ;
men e
c edo ale massima inapplicabile pe la disposizione della d.
1. 6. § 1. de Mn/l: '.s .,
disposizione che i o e emo nelle
1. 17. p ., 1. 19. cod. i .
Come neppu e mi a ei
della nos a
1. 25. § 1. de ino . es .
né della
1. 16. p . cod.;
pe chè se in ques i due
es i la i o ia non gio a a chi non li igò, cio non è pe la agione, che cos ui non
osse in o dine ammesso alla que ela, men e anzi lo e a, ma bensi pe 1' e icacia
della dise edazione, come dichia e emo. C edo, che alla p opos a ques ione
s'
abbia
a
isponde e nega i amen e pe al o mo i o; ale a di e pe causa di g ande equi à
e
con enienza adope a a nello in ende e la sen enza cen um i ale, ad esempio dí
quella usa a nella specie di d.
1. 17. p . de ino . es .,
della quale pa le emo in se-
gui o. Come nella specie della
1. 17. p .
non si calcola nella dis ibuzione dell'e edi à
chi e a nell'o dine degli ammessi alla que ela
ma ha
con o se una dise edazione
in insecamen e alida, così nel caso discusso sa à escluso a
o io i
chi non è a a o
in ale o dine, onde non possa p o i a e della i o ia o enu a da un al o au o-
izza o dalle leggi ad ese ci a la que ela. In e i à, se si decidesse dí e samen e,
sa ebbe quan o nega e la que ela
a
ques ' ul imo; il quale
si
as e ebbe al ce o
DI STORIA E DIRITTO
To na adunque la di icol à, pe chè Ulp. non dica al e an o nella
specie della nos a
1. 25. § 1.
O imamen e, mi semb a, esse e
s a a la di icol à medesima sciol a dallo Scolias e g eco
basil. loe.
ci . Ilein b. IV. 25. seg. "
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IlaV
i
,,.
Non essendo il es amen o escisso pe in e o, come u espos o di
sop a, de i a, che sussis a la dise edazione sc i a i con o i p os-
simamen e chiama i ab in es a o. S ando così le cose, cos o o sono
da essa dise edazione (" S:
y
Tn, j
., aps$zTío`/o; „) esclusi. Qui consis e
la di e enza della
cl. 1.
G.
§ 1. de ino . es .,
do e u o il es a-
men o e a escisso.
Passiamo al secondo capo, alla seconda ca ego ia di e en i, che
si e i icano nella que ela d'ino icioso così, che in o za di egole
p e alen i la egola nos a non enga applica a. A maggio agione
che nel p imo capo in o a espos o, allisce la egola allo quando
il isul a o di causa pa e es a a pa e in es a a è necessa ia con-
seguenza del non do e si eccede e i di i i, compe en i e amen e
all'a o e, e secondo i quali è s a o giudica o. — Quindi in p imo
luogo si e i ica ciò nel caso, che ol e l'a o e al e pe sone esi-
s ano ingius amen e escluse dal es a o e e a en i alla que ela
d i o eguale all'a o e medesimo. In ale ipo esi esso a o e de e
Pe la pa e di ques e pe sone ise a e ad esse l'ese cizio della
que ela e la ela i a pe secuzione de' beni e edi a i. Ulp.
1. 8. § 8.
e s. E si, (le ino es . "
E si dicam ino iciosum, non o ani he e-
dall'usa la, incon ando le spese, i as idi, ed i pe icoli d'una li e colla is a di a
gode e al i della i o ia. É acile lo sco ge e la agione di di e enza che co e
a la decisione che diamo alla p esen e ques ione, e la decisione che dè Ulp. nel-
l'al a specie a a a nella d. 1. 6. § 1. Impe occhè in ques a specie si a a a di
pe sona, che non a endo d i o alla que ela anzi neppu e ad alcuna in es a a suc-
cessione, a ea pe a en u a ese ci a o la que ela., e a ea in o pe cliè di a o nes-
suno gli a ea oppos o la mancanza di d i o. " Si quis ex his pe sonis, quae ad
successionem ab in es a o non admi un u , de ino icioso ege i (nemo enim eum
epelli .),
e casu ob inue i , e c.
n.
34
STUDI E DOCUMEICTI
35
di a em debeo, sed dimidiam pe e e ., . Pe la qual cosa agendo
esso e incendo pe la sua pa
o>
sol an o, isul a la causa pa e
es a a e pa e in es a a, inche quello al e pe sone non agiscano
anco esse. E pa e es a a pa e in es a a ima la causa, se lo
pe sone medesime agi anno, ma pe a en u a sa anno escluse
da
nemica sen enza. Impe occhè, pos o una ol a lo s a o di causa
pa e es a a pa e in es a a, non de e al ce o cangia si pe
ale esi o; nè si de e pe me e e, che colui il quale pe lo in-
nanzi a ea in o pe una pa e, cominci adesso a oglie e all'e ede
sc i o l'al a pa e che allo a a ea lascia a p esso di lui.
•
Bas a
il i le e e, come assu do sa ebbe, che l'e ede sc i o isen isse
danno dalla i o ia ul imamen e ipo a a. — Alla
cl. 1. 8. § 8.
e s. E si
non a os acolo la
1. 17. p . de ino . es .,
do e Paolo
così si esp ime: " Qui epudian is animo non eni a i accusa io-
nem ino iciosi es amen i, pa em non aci his, qui eamdem que-
elam mo e e olun ,, . Sagacemen e Cujacio 1V.
883, V. 8.96.,
e
dopo esso al i (come Iluschke
pag. 344. n. 145),
dis inguono. Se
dubbio sia il alo e della dise edazione a a a ca ico delle al e
pe sone, pe chè su di essa non u giudica o, ne passò il quinquennio
idoneo a p omuo e la que ela ela i a, nè ad essa que ela u i-
nuncia o; allo a l'a o e de e lascia e ad esse la pa e lo o spe -
an e, e non può colla sua que ela pe segui a e u a 1' e edi à,
d. 1. 8. § 8.
Se al con a io quella dise edazione sia sicu amen e
ale ole. pe chè o u pe sen enza con e ma a, o passò quel quin-
quennio, o alla ela i a que ela u emessa inuncia; allo a l'a o e,
mancando di gius a conco enza può colla sua que ela u o pe -
segui a e,
d. 1. 17. p .
Eguale agione ha
.
la
1. 23. § 2. eod. i .
dello
s esso Paolo: " Si duo sin ilii exhe eda i, e ambo de ino icioso
es amen o ege un , e unas pos ea cons i ui non ago e, pa s
eius al e i adc esci . Idemque e i , e si empo e exciusus si „.
— Pe ò con o le isoluzioni della
1. 17. p .
e della
1. 23. § 2.
so ge
un'al a agione di dubi a e. Pa ebbe, che nelle specie da esse
a a e, sendochè u o il es amen o ien escisso colla que ela
DI STORIA E DIRITTO
in en a a dall'a o e, debba a e luogo la massima che o ammo
s abili a nella
1.
6. §
1.;
cada, al cade e
di u o il es amen o, la
dise edazione delle al e pe sone, benchè pe lo innanzi dichia a a
in insecamen e gius a, o con e ma a dal empo o dalla inunzia;
ape asi pienamen e la successione in es a a, si accia luogo anche
a quelle dise eda e pe sone che
ab in es a o
hanno chiama a eguale
all'a o e. Adunque benchè l'a o e medesimo possa chiede e nelle
a ispecie di que' due es i la escissione di u o il es amen o,
senza che gli os i la massima del conse a la que ela agli al i
dise eda i pe le pa i lo o; semb a pe ò, che non possa pe segui-
a e l'in e o pa imonio pe ques 'al a agione, che, cadendo u o
il es amen o, debba a pos o a chi è con lui chiama o alla pa i
ab in es a o.
Paolo sen e la di icol à, e nella
d.
l:
17. p .
isponde:
" Unde, si de ino icioso es amen o pa is al e ex libe is exhe e-
da is age e : quia escisso es amen o, al e quoque ad successio-
nein ab in es a o oca u , e ideo uni e sam he edi a em non ec e
indicasse ; hic, si ob inue i , u e e u ei judica ae auc o i a e,
quasi Cen um i i hunc solum ilium. ln ebus humanis esse nunc,
cum ace en in es a nm, c edide in ,,. Il giudizio dei cen um i i
iene in e p e a o anche una ol a a seconda della agione del-
l'equi à e della con enienza, colla quale essi a a ano u a la
ma e ia della que ela d'ino icioso es amen o. Iniquo sa ebbe, che
colo o, i quali hanno con a ia una gius a e alida dise edazione
p o i asse o della iconosciu a ingius izia della esclusione del a-
ello pe gode e pu essi dei beni, onde gius amen e e alidamen e
e ano s a i imossi. Quindi in ali aggiun i di a o si c ede, che
i cen um i i abbiano colla egiudica a iconosciu o sol an o nel-
l'a o e la capaci à di succede e
ab in es a o
in o za del lo o giudizio;
quasi che appo o a ques o giudizio, e ela i i e e i, gli al i
neppu e esis esse o. La lo o sen enza così in e p e a a lia quel i-
go e, che sop a u o impe a in co es a ma e ia.
Al secondo capo di e en i ela i i alla que ela, del quale o a
ci occupiamo, spe a anche un al o caso. Quello .cioè, iii cui gli
36
37
STUDI
E
DOCUME T1
is i ui i e edi sian ali che non con o u i si possa agi e colla que-
ela, e di a o non siasi agi o o almeno non siasi giudica o con o
u i, ma siasi po u o agi e ed agi o o in o con o alcuni, e non con-
o al i. Una specie nella
1. 24. de ino/ . es .
Ulp. " Ci ca ino iciosi
que elam e eni e ple umque adsole , u in una a que eadeni causa
di e sae sen en iae p o e an u : quid enim, si a e agen e, he edes
sc ip i di e si ju is ue un ? Quod si ue i , p o pa e es a us,
p o pa e in es a us decessisse ide u „. Non si de e in ende e
ques o ammen o, come l'in ese Accu sio, di due is i ui i uno
u pe e l'al o ones o, e del a ello che agì con o ambedue colla
que ela e pe de e e so il secondo, inse con o il p imo. Fo se
ale u la men e di T iboniano nell'inse i e quel es o nelle pan-
de e, ma non po e a Ulpiano pensa e di cose in odo e da Co-
s an ino (siccome gü i no a amo a p oposi o della
I.
25. § 1.).
Me-
glio Go o edo 1.
pag. 1.98.
a la specie d'un is i ui o libe o e d'un
al o is i ui o seì: o, o d' un is i ui o a en e col de on o comu-
nione eli municipio e d'un al o p i o di essa. Il a ello agì con o
ambedue (nel caso del se o, agì con o il pad one), inse con o
l'uno e non con o l'al o. Ecco la causa pa e es a a pa e in es a a.
Al a specie nella
1. 19. de ino es .,
es o di Paolo, ed una
delle sei _'eges
damna ae
della glossa. Esaminiamo ques o di icile
ammen o con quella maggio diligenza,
che
pe noi si possa. Una
mad e mo endo is i ui a e ede pe pa e, p. e. pe no e oncie, un
es aneo, e pe il es o, pe e oncie, una di due sue iglie; p e e-
i a l'al a. Pos a l'ipo esi,
che
giudizio di que ela osse s a o in-
en a o e in o dalla p e e ì a, si domanda a a Paolo come a esse
da p o ede si alla iglia is i ui a. Non u esp essa nel quesi o la
es ensione con cui u colla que ela agi o e in o, di modo che il
giu econsul o isponde quindi libe amen e come la cosa debba
es-
se e accomoda a a no ma di d i o. "
Ma e decedens, ex aneuna ex
dod an e he edem ins i ui , iliam unam ex quad an e, al e am p ae e ii :
haec de ino icioso egi , e ob inui : quae o, sc ip ae iliae quomodo sue-
cu- enduna si

Paolo s abilisce, che la iglia p e e ì a ha da
6

DI STORIA E DIRITTO
indica e la pa e che a ebbe a u o se la mad e osse mo a in e-
s a a, e non più; secondo la e icacia giu idica della que ela, qual'è,
che la causa si iduca in es a a, si abbiamo isul a i iden ici a quelli
che si a ebbe o se l'e edi à es amen a ia osse imas a dese a
1. 21. § 2. de ino . es .
O a è con adi o io, che al i p omuo a
azione ol e i di i i che pe essa ese ci a e po a ad esecuzione.
" Respondi: ilia p ae e i a id indica e debe , quod in es a a ?a e ha-
bi u a esse ,,.
Quindi il giu econsul o comincia a spiega e, in es i-
gando in qual modo po ebbe sos ene si la esi con a ia alla p o-
p ia
ispos a, cioè che la p e e ì a o enga u a l'e edi à in es a a.
Ques a esi non impo e ebbe sol an o la supposizione che u a
la causa sia esa in es a a colla que ela della p e e ì a; pe chè,
anche ciò pos o, e ebbe anzi egola men e che essa p e e ì a
do esse lascia e la me à alla so ella come chiama a alla pa i
ab
in es a o.
Pe giunge e a conchiude e, che la p e e ì a abbia u a
la legi ima e edi à, dice Paolo che con e ebbe appiglia si alla
spiegazione seguen e. Bisogne ebbe a e ma e, che la p e e ì a
a esse a e a o il es amen o agencio di e amen e colla que ela
con o il solo es aneo, ed a esse insieme a accia o d i o d'acc e-
sce e e so la pa e che sa ebbe anda a
ab in es a o
alla so ella,
quasi che essa so ella, sc i a pe pa e e ede, adendo 1' e edi à
ex es amen o
a esse con ciò s esso omesso pe inuncia la e edi à
legi ima. Giammai si po ebbe, pe a i a e a de a conchiusione,
di e e osimilmen e, che la que ela u in en a a anche con o la
so ella sc i a e così u p esa da lei di e amen e anche la sua pa e:
poichè è e iden e, che in quan o la mad e sc isse e ede una iglia,
il es amen o, lungi dallo esse e ino icioso, compie un do e e.
Inol e sa ebbe assu do, che la condizione della so ella medesima
osse esa de e io e pe esse e s a a is i ui a; men e, come e-
demmo, se osse s a a pu essa p e e ì a, a ebbe do u o dalla
so ella ese cen e la que ela esse le ise a a la sua pa e. "
I aque
po es o na, quae onnissa es , e iaansi o am he edi a em ab in es a o
epla , e ob inea ; solam habi u am uni e sam successionem, quemadmo-
38
STUDI E DOCUME TI
39
dum si al e a omisisse legi in an l e edi a em: sed non es admi endum
u ad e sus so o em audia u , agendo de ino icioso ,,.
Passa Paolo
a
con u a e; dicendo che anche quella meno in e osimile spiegazione,
che pe la esi con a ia po ebbe en a si, non è sos enibile.
Pe -
cié
la so ella sc i a e ede collo adi e
ex es amen o
non può
sem-
b a e
d'a e inuncia o alla successione
ab in es a o,
come
meglio
esso giu econsul o spieghe , in segui o: di modo che, seppu e u a
la causa osse esa in es a a colla que ela, non si e i e ebbe, che
la p e e ì a p endesse solo la me ì del pa imonio. "
P' ae e ca dli-
cendun es , non esse simile n onu en i eam, quaC ex es amen o adii ,,.
Nel de ini e così la inu ili à della p ima supposizione della esi
con a ia, che cioè u a la causa sia esa in es a a (giacché con-
du ebbe a isul a i iden ici alla p op ia ispos a), Paolo ne (le-
duce, che dunque al meglio di e la e i à u a in ie a, e spiega
la p op ia ispos a da a di sop a gene icamen e. Vale a di e, che
e amen e la p e e ì a non u a la causa a in es a a colla que ela;
ma de e lascia sal o il es amen o pe il quad an e in cui u is i ui a
la so ella, pe ché, come si disse, in ques a pa e non u ino icioso;
anzi neppu e può escinde lo pe u o il dod an e assegna o dalla
es a ice all'es aneo. Semp e pe la ine i abile necessi ì del p in-
cipio, che la que ela ende la causa in es a a, e pe esse e con a-
di o io che essa que ela sia in en a a ol e i di i i che l'a o e
a ebbe nella causa in es a a. O a nel caso la p e e ì a a ebbe
a u o
ab in es a o
la sola me à pe la conco enza della so ella:
nè
siamo nella ipo esi, che in e p e a si possa la sen enza de' cen-
um i i quasi che la sola a ice abbiano c edu o esis en e nel
ende la causa in es a a, come nella 1. 17.
p .;
pe ché manca la
agione di equi à nella dise edazione alida a ca ico della so ella,
dise edazione che qui noli esis e. Pe an o la p e e ì a e à ad
a e e un semisse o ondo, e senza azioni "
e ideo ab ex aneo se-
missem indicandum., e de endendum, o wm semissen esse au e endun ,
quasi semis o us ad eam pe inea
Così accad à, che la mad e
sci . pa e es a a e pa e in es a a: in es a a pel semisse p eso
DI STORIA E DIRITTO
sull'es aneo e ede; es a a pe l'al o semisse, del quale una me e,
(un quad an e) lascia a alla so ella sc i a, e l'al a me ili (al o
quad an e) lascia a allo s esso es aneo. Eccezione alla egola
nemo
po es decede e e c.;
non nuo a, laddo e il ecede e da essa
egola è indo o dalla necessi di egole p eponde an i, qual'è nel
caso, siccome esponemmo, la na u a s essa della que ela d' ino -
icioso es amen o. Eccezione, alla quale non os a il c ede si
il es amen o ino icioso a o quasi da un u ioso, come dimo-
s ammo nella no a 28. "
Secundiana quod non in o um es amen um
in i ma u , sed p o pa e in es a a e ici u :
ci u : lice quasi iu iosae jud icium
ul iwum cjus ilanine u ,,.
Essendo Paolo in ques o pe iodo, e nell'ul-
ima pa e dell'an eceden e, o na o sulla ispos a al quesi o, la
quale e a s a a p ima da a da lui gene icamen e; o na anche con
analogia di pensie i alla ispos a che a ea da a concisamen e di
sop a alla esi con a ia, e s iluppa anche ques a. Ripe e, che sep-
pu si olesse i ene e u a la causa esa in es a a dalla que ela,
la iglia is i ui a po ebbe anch'essa adi e
ab in es a o;
also essendo,
che
nella sua p eceden e adizione
ex es amen o
possa sco ge si i-
nuncia alla in es a a successione. Impe occhè non si inunzia a
d i i che non si sappia di a e e, ad e edi a di cui non si conosce
che
siici de e i a. O a colei, che c ede a alido il es amen o
ma-
e no (poichè a an i la p omossa que ela, e la sen enza, a e a ogni
agione di c ecie e,
che
la mad e osse s a a gius a colla so ella,
p e e endola a agione), non po e a pensa e di successione in es a a.
"
Ce enun si quis pu a e i , ilia ob inen e, o um es amen um in i ma ,
dicendnm es , e iani ins i u ani ab in es a o posse acui e lie edi a em; nec
enini quae
cx
es amen o adu , quod pu a ale e, epudia e legi iniam
hc edi a cni iile u , quasi quidem ncsci si i de e i ,,.
E Paolo con-
e ina ques o suo di e ico dando, che anzi anche c' i conosca
un
di i o,
che
e amen e gli compe e, non lo pe de scegliendo un al o
d i o, che c ede pe e o e appa ene
g
li. Allega 1' esempio del
pa ono, che sappia compe e gli la
b. p. c. .
con o il es amen o
del libe o, ma c edendo e oneamen e esse gli s a o i i lascia o un
40
STUDI
E
DOCUMENTI
41
lega o o una po zione d'e ecli mino e di quella do u agli, scelga
di acce a e piu os o il lega o, o di adi e ques a po zione. Cono-
scendo poscia, che in e i h, non gli e a s a o lascia o lega o o po -
zione di e edi a, è ammesso alla
b. p. c. .:
lo
che
è anche s abili o
nelle
1. 8. de H. P., 1. 46. de bon. libe o .,
au o e lo s esso Paolo.
Cum
e hi qui scian
1
jus
suum
eligen es id, quod pu an sibi compe e e,
on ami an ; quod e eni in pa ono, qui judiciunn de icne i, alsa opinione
mo us, amplexus es : is enim non ide ú bono um possessionem con a
abulas epudiasse ,,.
Paolo concliiude ipe endo di on e alla esi
con a ia, che così ha pienamen e con u a o, la p op ia ispos a
da a in dal p incipio. Sencloche, seppu e u o il es amen o dices-
simo escisso, semp e la sola me dei beni ocche ebbe alla p e-
e ì a, men e l'al a me e, spe e ebbe alla so ella, cui compe e-
ebbe il di i o di adi e pu essa
ab in es a o; è
ine i abile, che la
p e e ì a non possa e amen e indica e u a 1' e edi i . "
Ex
quibus appa e ,
non e e o ani he edi a em p ae e i am indica e: cum
escisso es amen o, e iam ins i u ae sal um jus si adein dae hc eili a is „.
Che is i ui o uno de' igli, ecl escluso ingius amen e l'al o non
possa la que ela muo e si pe l'in e o, e così pe necessi i si i
sol a la causa in es a a pe pa e e pe pa e in legi ima; è anche
con e ma o dalle
1. 6.,1. 7. le (lo!.
colla .
la p ima di Papiniano, la se-
conda dello s esso Paolo, nelle quali si a a d'un iglio emancipa o
is i ui o
ex asse
e di una iglia ingius amen e dise eda a. " Pa e
ilium emancipa um he edem ins i ui , e iliam exhe eda i , quae
ino iciosi li e pe la a, pa em dimidiam he edi a is abs uli : non
esse a em bona p op ia con e e cogendum, espondi: nam e
libe a es compe e e placui . — Nec ipsa do em a ibus suis con-
e e , cum di e so iu e a es sun he edes „. Appun o pe chè,
sos enendosi il es amen o in pa e pel iglio is i ui o, ed essendo
escisso in pa e pe la iglia dise eda a, quello e ques a succe-
dono pe di e so d i o (il iglio
ex es amen o,
la iglia
ab in es a o),
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Scian , hanno o imamen e la io en ina ed i basilici
XXXIX.
1. 15. Ileimb.
IV. 21. ("
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