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Idea / Processo / Architettura

Marzaro, Mattia

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Idea/ P ocesso/ A chi e u a Ma ia Ma za o P ocesso: “Pe p ocesso p oge uale s’in ende sin e icamen e una successione consape olmen e o ganizza a di a i o igina i da un ine e des ina i a ealizza lo.”1 Nel co so del XXI secolo, nella p oge azione a chi e onica si sono s iluppa e a i udini ol e a isponde e alle esigenze de a e dall’e oluzione ecnica, sociale, economica, ambien ale, a is i- ca e cul u ale, che hanno pe mea o o emen e l’e oluzione del pensie o del No ecen o. L’uomo, e quindi l’a chi e o, i e quello che Agamben de inisce lo s a o di eccezione2 , in cui la logica e la p assi non si de e mi- nano. Un’assenza di pensie o ce ca di sca ena e un enuncia o senza i e imen i alla eal à, o meglio giungendoci in un secondo momen o, a pos e io i, a ol e inconsciamen e. In ques o quad o d’incoscienza ciò che ne de i a è un modo di- e so di s a e al mondo, o meglio la nasci a d’in ini e p ospe i e p oge uali. Si assis e così alla ine delle ce ezze e quindi alla ine della uni oci à di da i sui quali onda e ogni possibile conca ena- men o, ogni possibile con inui à. Ques o diso dine appa en e, ques o quad o d’ince ezza, cos i uisce la nasci a di quelle che all’in e no del campo della p oge azione a chi e onica possia- mo indi idua e come le p ocessuali à; esse cos i uiscono la ne- cessa ia olon à di de ini e in modo de e mina o ciò che in eal à è esp esso dall’in ini a a ie à e possibili à dello spazio. Ma il p ocesso p oge uale come si appo a al me odo? L’o ganizzazione di ali a i p ocedu ali, una ol a che ques i giungono a una lo o de inizione, cos i uiscono la base pe la o - mulazione di un me odo. In ques o senso il me odo, nella ques- ione p ocessuale, app esen a l’insieme degli a eggiamen i, i modi di po si, le azioni s iluppa e du an e l’a o p oge uale, ale da a ne un’a i i à di e i ica, azionale e scien i icamen e p o- a a dallo s olgimen o del p ocesso. “Il me odo così, si p esen a nel iconoscimen o dei p incipi sup emi dell’esse e e del conos- ce e. [ … ] Il me odo in ale modo ien a nel più as o p oblema on ologico.” 3 Quale è il uolo dell’idea nel p ocesso? “L’idea Ë ciò che s a nell’au onomia del p oge o, al di l‡, di ogni con enzione.”4 Colin Rowe. In ques o senso l’idea en a a a pa e del p ocesso in quan o il p ocesso s esso ga an isce di ol a in ol a nella p e igu azio- ne dell’idea il con ollo della o ma, nell’in en o di a e ma la nel u o eale, e non endendola ine a se s essa e quindi in g ado di smen i si. A a e so cosa si a i a il p ocesso? Il p ocesso si a i a a a e so una se ie di s umen i speci ici, a i quali possiamo indi idua e: la geome ia come on e di es- plo azione delle o me; i diag ammi come on e di sin esi logica; il modello igu a i o e p e igu a i o come on e di as azione e conce ualizzazione dei p incipi composi i i. Qual’é la na u a del p ocesso? “Posso immagina mi un logico che ci accon i che o a gli è ius- ci o di pensa e e e i amen e 2+2=4”5 La na u a p ocessuale o a la sua esis enza nelle ques ioni lega e al pensie o azionale, ma assume ca a e e p eponde an e quan- do la p ocessuali à s’indi izza alla ice ca dell’inde e mina o. Come dice a Albe Eins ein in Geome y and Expe ience: PALIMPSESTO #06 oc ub e 2012 11 Schema sulla ques ione dell’idea di Colin Rowe Che cosa signi ica comp ende e? E nel nos o caso, com- p ende e il p ocesso? T adizionalmen e la iloso ia a e a da o due ipi di ispos e: a) quando comp endo, pe esempio, una egola, le conse- guenze della egola esis ono già nella egola, come se essa acciasse la linea della p op ia osse anza a a e so lo spazio (possiamo chiama e ques a posizione de e minis a); b) a le egole e la sua applicazione c’è bisogno di qualcosa, un’in e p e azione, uno schema conce uale, una p oiezione (po- sizione in e p e azionis a). Le osse azioni del iloso o mi ano in ece a mos a e come nel enomeno della comp ensione siano implica e “ce e ci cos an- ze”8, “mani es azioni”, “p ocessi concomi an i”9 pe cui diciamo che abbiamo capi o la egola, l’immagine, la pa ola. 2+2=4 > 4+4=8 Pe esempio, nel caso di un’ope azione algeb ica di emo che l’abbiamo capi a quando la sappiamo s iluppa e; nel caso di un’immagine quando la sappiamo associa e a qualcosa o ico- nosce e in essa o me e colo i; nel caso di una pa ola quando la sappiamo usa e; nel caso di un’a chi e u a quando siamo in g ado di iconosce la come ale. Wi gens ein me e in discussione en ambe le ispos e iloso i- che sop a accenna e: la p ima, pe ché non è la egola che con- iene la sua applicazione, ma spesso – dice – è nell’applicazione che ediamo la egola10; la seconda pe ché ci sono egole che non hanno bisogno di un’in e p e azione, ma che noi seguiamo, pe così di e, “ciecamen e”. Quello che Wi gens ein uole me e e in discussione non è se la egola esis e, ma che abbiamo bisogno di da ci ques e spie- gazioni, il dogma ismo pe cui il modello, il e mine di pa agone, è scambia o con l’idea p econce a cui la eal à de e co ispon- de e. Tu a la c i ica wi gens einiana mi a a ipo a e l’a enzione sull’uso che acciamo delle pa ole, e quindi anche dei conce - i e delle idee, sui con es i (lui li chiama “giochi linguis ici”) nei quali diciamo di a e capi o il signi ica o della pa ola, sulle azioni che accompagnano e p ecedono il linguaggio. “Le pa ole sono azioni”, “In p incipio s a l’azione”, “La p assi dà alle pa ole il lo o senso”, così il p ocesso si au o gene a nel momen o s esso in cui io lo iconosco come ale. Ques ’analisi ci po a a sos ene e una e za ia ispe o alle due so- p a p esen a e; sos enendo che l’idea si a o mulando con lo s ol- gimen o del p oge o e la sua o mulazione, in ques o senso la com- p ensione dell’idea po a al p oge o a chi e onico e en ambe sono all’in e no di un sis ema p ocessuale: nel p ocesso si mos a l’idea. Quale enomenologia del p ocesso? De ini a la posizione dell’idea, e la sua cen ali à ispe o al p o- ge o, e osse a i i p incipi logici che so endono alla ques ione on ologica del p ocesso s esso, possiamo indi idua e una se ie di p ocessuali à speci iche in base alle s a egie pos e in a o dai singoli p oge is i. Possiamo e idenzia e: il p ocesso linea e, la o mulazione dell’idea iene immedia amen e esp essa, e su di essa si cos uisce u o l’appa o p og amma ico e s umen ale, che ed emo in segui o, pe a i a e il p oge o; il p ocesso con inuo, l’idea è meno de ini a, cos i uisce solo l’incipi pe l’indi iduazione di una s a egia ope- a i a, e p ende o ma man mano che il p oge o iene a i a o; il p ocesso p obabilis ico o s ocas ico, pone l’idea in una si uazione seconda ia, alea o ia; l’idea si de inisce in un pun o imp ecisa o del p ocesso, ma solo alla ine, e quindi “a pos e io i” o a la sua o ma di e i icazione. L’idea è insi a nell’au oma ismo. Quindi esis e un modo di in ende e il p oge o d’a chi e u a come a o p ocessuale? Il p oge o con empo aneo del XXI secolo si mani es a come es- pe ienza p oge uale indi iduale; è possibile i o a e le adici di ques o mu amen o di p ospe i a nelle i oluzioni cul u ali, sociali e ecniche del No ecen o. Di on e all’ince ezza p oge uale si sono anda i s iluppando speci ici a eggiamen i esi, a a e so la azionali à ogge i a, a s iluppa e sis emi e p ocedimen i eo ici di e i ica e di con ollo nel nuo o quad o di s iluppo. Ques o sis ema di cos uzione di p assi, di p ocedimen i, di eo ie, de inisce il p ocesso; o meglio la olon à di de ini e in modo de e mina o ciò che in eal à è es- p esso dall’in ini a a ie à. Ciò Ë s a o possibile a a e so le po- enziali à di p ecisi s umen i di con ollo e di p e igu azione che pongono l’a chi e o in una si uazione di e i ica assicu an e. Il p ocesso, in ques o senso, cos i uisce l’in allibile compagno di iaggio, la c onis o ia del p oge o, la memo ia delle azioni e di ogni p ocedimen o de ini o nello s iluppo dell’ope a e dell’idea. “Quando le leggi della ma ema ica si i e iscono alla eal à non sono ce e. E quando non sono ce e non si i e iscono alla eal à.” “Ques a impos azione ispe o al me odo scien i ico è oggi l’unica posizione scien i ica possibile, pe ché è l’unica che pe - me e di s iluppa e l’in eg azione possibile a scienza e na u a. […] Da una pa e le g andi geome ie ma ema iche della scienza, le sue leggi uni e sali, le sue speculazioni pe e e. […] dall’al a la g ande complessi à della na u a, il caso, l’acciden e, p odo i dei enomeni pe ennemen e di e si a lo o. Un uni e so do e il empo cambia la eal à, p oducendo sis emi luidi di espe ienze in con es i semp e in e oluzione.”6 1 G.C. A gan, Enciclopedia Uni e sale dell’A e, Voce: p oge o, Sansoni, Fi- enze, 1958. 2 Gio gio Agamben, S a o di eccezione, Bolla i Bo inghie i, To ino 2003, p.54. 3 C . G. Luca Giannelli, P ocesso P oge uale, op. ci ., p. 31. 4 Alexande Ca agonne, The Texas Range – no e o a chi ec u al unde - g ound, Mi P ess, 1959, p.202. 5 Ludwig Wi gens ein, Osse azioni sul colo e, Einudi, To ino, 1981, p.19 n.69. 6 And ea B anzi, Mode ni à debole e di usa. Il mondo del p oge o all’inizio del XXI secolo, Ski a, Milano, 2006. 7 Ludwig Wi gens ein, Rice che iloso iche, Einaudi, To ino, 2009,pp. 138-242. 8 C . Ludwig Wi gens ein, Rice che iloso iche, Einaudi, To ino, 2009,pp. 154. 9 C . Ludwig Wi gens ein, Rice che iloso iche, Einaudi, To ino, 2009,pp. 152. 10 C . Ludwig Wi gens ein, Rice che iloso iche, Einaudi, To ino, 2009. Es e ex o es una sinopsis de la Tesis Doc o al leída en la Facul ad de A qui ec u a de T ies e bajo el í ulo “Idea/P ocesso/A chi e u a. Fenome- nologia di un p ocede e p a ico nella p oge azione a chi e onica”, di igi- da po Gio anni Ma as y Albe o Peñín. Ma ia Ma za o es a qui ec o y p o eso del labo a o io di P o- ge azione A chi e onica de la Facol à di A chi e u a de T ies e. Solo a a e so la p ocessuali à si giunge al con o- llo dell’inde e mina o, a a e so una se ie di a i au ocoscien i. La ques ione p ocessuale quindi as- sume un uolo cen ale nello s iluppo p oge uale. Ques o na u alismo scien i ico e ecnologico, che conside a la na u a non più uno s adio p imi i o da modi ica e, ma un mode- llo e olu o da imi a e nei p ocessi cos u i i del nuo o, appa ie- ne a una mode ni à di e sa. Ques a impos azione conosci i a e d’in es igazione, accen ua anco a di più le po enziali à del a o p ocessuale. Solo a a e so la p ocessuali à si giunge al con o- llo dell’inde e mina o, a a e so una se ie di a i au ocoscien i. La ques ione p ocessuale quindi assume un uolo cen ale nello s iluppo p oge uale. Come dall’idea (dall’inde e minazione) o in uizione, p ocedo e so la e i à del p oge o (la de e minazione)? Possiamo quindi a e ma e che se conside iamo l’a chi e u a il u o di un p ocesso di as o mazioni, e ques e as o mazioni sono guida e e so la icon igu azione au onoma di un nuo o linguaggio, ques a con igu azione au onoma, in quan o u o di un p ocesso a e ma la sua ogge i i à, la sogge i i à in ece si mani es a nell’idea. Il modo di in ende e il p ocesso come abbiamo accenna o si può iden i ica e come: a) sis ema di azionalizzazione a pos e io i dell’in uizione dell’idea che imane in o ma inconscia nell’a chi e o. Solo in un secondo momen o egli s abilisce il pe co so, il p ocesso ap- pun o, a a e so il quale gius i ica la, spiega la e poi ealizza la. b) sis ema linea e in cui dall’idea si giunge man mano allo s iluppo dell’ogge o a chi e onico. Ci semb a più p o icuo a on a e la p oblema ica del p ocesso a pa i e dalla seconda p ospe i a, in quan o pe me e di desc i- e e il p ocesso dall’idea al p oge o in manie a linea e e quindi maggio men e comp ensibile. Può esse e u ile ichiama e la c i ica di Ludwig Wi gens ein sulla pa ola, e dunque sul conce o, di “comp ende e”. Nelle Rice che iloso iche si o ano un insieme di osse azioni sul segui e una egola, do e il iloso o aus iaco discu e il signi ica o di esp es- sioni come “comp ende e una pa ola”, un’immagine, una o ma, una egola7 . Na u almen e egli lo a con il me odo che ca a e- izza ques a seconda ase del suo pensie o, quindi asis ema ico, discon inuo e quasi a o is ico; ma sugge isce alcune cose in e- essan i pe il nos o disco so. CRÍTICA