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La proposta antimetafisica di Nietzche e mach

Abstract

La relazione di Nietzsche con il pensiero scientifico rappresenta un tema ampiamente dibattuto nel corso della oramai secolare storia della ricezione del filosofo tedesco, ma che non sembra essersi ancora assestato su una posizione condivisa. Dopo diversi anni dall’apertura di una prospettiva di indagine critica che ha saputo approfondire le relazioni di Nietzsche con la sua contemporaneità, affrontando senza restrizioni i temi trattati dagli autori che il filosofo lesse e dai quali assunse le principali prospettive in seguito elaborate nella propria filosofia, si incontrano studiosi ancora dipendenti dal pregiudizio secondo il quale accostare il pensatore tedesco ad una certa epistemologia sarebbe incompatibile con il suo inserimento tra i padri di una riflessione genuinamente filosofica. Rimane quindi l’idea della lezione di Heidegger, il quale seppe così bene interpretare molti aspetti del pensiero nietzscheano trasponendoli poi all’interno della propria prospettiva, negando però che egli fosse legato o, per lo meno, interessato ai risultati della scienza naturale a lui contemporanea. Un fatto che, se solo si guarda ai contenuti dei quaderni ove Nietzsche tratta la questione dell’eterno ritorno ed ai numerosi studi compiuti su questo argomento, sembra oramai avvalorato e riconosciuto. Per non parlare poi dell’altra grande nozione cui Heidegger dedicò le proprie lezioni, il tema della volontà di potenza, che attualmente può essere inteso nella sua stretta relazione con la fisiologia del secondo Ottocento. Heidegger seppe comunque dare a Nietzsche la grandezza del filosofo, interpretando i suoi scritti in maniera esemplare, seppur segnata dal peso della propria personalità e, sul piano più strettamente tecnico, dall’impossibilità di affrancarsi dall’idea che lo scritto postumo raccolto da Elisabeth e da Peter Gast dovesse costituire il contributo di maggiore rilievo della sua produzione e la summa definitiva della sua filosofia. Nonostante la dimostrata arbitrarietà di questa compilazione, sancita dalla conclusione radicale di Mazzino Montinari per cui «la Volontà di potenza non esiste!», ed i risultati raggiunti da un lavoro di sistemazione dei manoscritti che ha permesso prima di tutto di ricostruire la logica sottesa alle riflessioni di Nietzsche, in molte letture contemporanee resta ancora profondo l’influsso della lezione heideggeriana e di quelle dei successivi grandi interpreti che su tale base elevarono Nietzsche ad una diffusione europea. Queste letture sono in particolare caratterizzate da un certo modo di intendere la riflessione filosofica, che non sembra potersi confrontare con i risultati della scienza e con le loro implicazioni su un piano generale di interpretazione del mondo; il contributo alla storia del pensiero di questo autore non dovrebbe pertanto essere frammisto al lavoro prettamente tecnico-pratico dei ricercatori e dei naturalisti, possedendo uno statuto che si pretende incommensurabile con quello della scienza ed essendo concentrato su questioni – per lo più di morale e di estetica – che essa non può affrontare con i propri strumenti. Lo stupore con cui alcuni studiosi accolgono le più recenti tesi relative ad un fondamento scientifico del pensiero di Nietzsche conferma per l’appunto l’idea che trattare della sua filosofia significhi per loro affrontare questioni che non trovano alcuna corrispondenza negli studi naturalistici e nella elaborazione dei loro risultati, rifiutando così di poter estendere il suo modello filosofico ad una indagine “positiva” sulla struttura del mondo; nel fare questo, essi dimostrano la dipendenza da quella immagine di Nietzsche come filosofo dell’arte tragica, poeta del superuomo nonché in molti luoghi critico radicale del sapere scientifico, che la tradizione ha trasmesso e che nel passato più recente è stata corretta attraverso un paziente lavoro esegetico, i cui risultati cominciano solo ora a rendersi evidenti.

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La proposta antimetafisica di Nietzche e mach

Author: Gori, Pietro
Year: 2018
Source: https://run.unl.pt/bitstream/10362/51789/1/Pietro%20Gori%20-%20LA%20PROPOSTA%20ANTIMETAFISICA%20DI%20NIETZSCHE%20E%20MACH.pdf
Is i u o I aliano di Scienze U mane
Scuola Eu opea di S udi A anza i
Uni e si à degli s udi Suo O sola Benincasa
Co so di Do o a o di Rice ca in
Filoso ia Mode na e Con empo anea
Indi izzo: S o ia delle Idee e Seman ica dei Conce i
XX ciclo
LA PROPOSTA ANTIMETAFISICA DI
NIETZSCHE E MACH
Candida o: Coo dina o e:
Pie o Go i Ch. mo P o . Robe o Esposi o
Rela o e:
Ch. mo P o . Giuliano Campioni
Anno Accademico 2007/2008
La e i à è nella s o ia, ma
la s o ia non è la e i à.
NICOLÁS GÓMES DÁVILA
INDICE
A e enza..................................................................................................................................7
In oduzione...............................................................................................................................9
C
APITOLO
1 – L
E IDEE GUIDA DELLA RICERCA
1. Dialogando con la con empo anei à ................................................................................19
2. Un con on o possibile?...................................................................................................27
2.1 Nie zsche enomenalis a............................................................................................27
2.2 Il nuo o Illuminismo .................................................................................................37
2.3 Sulla s ada di Nie zsche............................................................................................40
3. P oblemi nello s udio delle on i......................................................................................45
C
APITOLO
2
–
C
ONOSCENZA ED EVOLUZIONE
1. Gnoseologia sele i a.......................................................................................................53
2. La edu a biologica..........................................................................................................58
2.1 Lo a pe la i a..........................................................................................................58
2.2 Economia biologica ...................................................................................................60
2.3 La necessi à sele i a dell’imp esa scien i ica...........................................................63
2.4 E o i in physiologicis................................................................................................72
3. Il ondamen o dell’e o e.................................................................................................75
3.1 Sen i e comune ..........................................................................................................75
3.2 Me a o e e inzioni.....................................................................................................77
3.3 Noi colo is i ...............................................................................................................83
3.4 Neokan ismo e da winismo .......................................................................................90
4. Scienza e me a isica.........................................................................................................97
C
APITOLO
3
–
L’
ANALISI DELLE ENTITÀ SOSTANZIALI
1. Ve so la “ eal à ul ima” .................................................................................................101
1.1 P imi elemen i an ime a isici...................................................................................101
1.2 Sensibili à e menzogna ............................................................................................109
1.3 Ma e ialismo e enomenalismo................................................................................116

2. La dimensione ma e iale................................................................................................126
2.1 Cos u i logici e c edenze me a isiche....................................................................126
2.2 Genealogia delle nozioni sos anziali........................................................................132
2.3 La ede nel modello a omico ...................................................................................139
3. Sogge o e olon à .........................................................................................................147
3.1 L’io come uni à ideale .............................................................................................147
3.2 La necessi à dell’agi e in e no.................................................................................156
3.3 L’o izzon e o ganico- isico......................................................................................162
C
APITOLO
4
–
L
A NATURA STORICA DELLA RICERCA FILOSOFICA
1. Imme ge si nel iume della scienza...............................................................................171
1.1 Un uolo pe la s o ia...............................................................................................171
1.2 L’e oluzione delle e i à.........................................................................................178
2. Pe un iloso a e s o ico.................................................................................................181
2.1 Una dichia azione di gue a.....................................................................................181
2.2 Il mondo in cui conse a si......................................................................................192
2.3 Recupe a e il senso s o ico......................................................................................198
3. Il meccanicismo me a isico ...........................................................................................206
3.1 Fondamen i scien i ici..............................................................................................206
3.2 A omismo e mi ologia .............................................................................................210
3.3 P oge ando una isione del mondo.........................................................................216
Bibliog a ia............................................................................................................................219
AVVERTENZA
Pe le ope e di Nie zsche è s a a u ilizza a l’edizione c i ica in lingua edesca cu a a da
Gio gio Colli e Mazzino Mon ina i: F. N
IETZSCHE
, We ke, k i ische Gesam ausgabe, De
G uy e , Be lin/New Yo k 1967 sgg.; pe le ci azioni ci si è in ece se i i della aduzione
i aliana condo a sul es o c i ico s abili o dagli s essi au o i: F. N
IETZSCHE
, Ope e, Adelphi,
Milano 1965 sgg. Pe quan o igua da l’epis ola io, non essendo s a a anco a comple a a la
aduzione i aliana di u e le le e e di Nie zsche, si è p e e i o a e i e imen o all’edizione
edesca, anch’essa a cu a di Gio gio Colli e Mazzino Mon ina i: F. N
IETZSCHE
, B ie wechsel,
k i ische Gesam ausgabe, De G uy e , Be lin/New Yo k 1975 sgg.
Nel i e i si ai ammen i pos umi è s a o indica o di ol a in ol a il nume o del olume
nel quale compaiono, segui o dal nume o del g uppo e dal nume o del ammen o pos o a
pa en esi quad e, secondo la suddi isione comune all’edizione edesca e i aliana degli sc i i
di Nie zsche sop a ci a a (nel caso del ol. V/2 dell’edizione i aliana si conside i la seconda
edizione i edu a, pubblica a nel 1991). Nel caso di Su e i à e menzogna in senso
ex amo ale, le pagine indica e in no a sono quelle dell’edizione i aliana delle ope e comple e
( ol. III/2). Pe quan o igua da in ece gli sc i i pubblica i da Nie zsche, si è p e e i o
indica e il nume o del pa ag a o e l’e en uale i olo della sezione, pe me endo la
consul azione nelle di e se edizioni epe ibili.
Nel caso degli sc i i di Mach si è in ece ado a o il me odo adizionale indicando il
nume o di pagina delle aduzioni i aliane ado a e (o e p esen i), ma si è comunque scel o di
abb e ia e in sigle i i oli delle p incipali ope e cui si è a o i e imen o pe ende e più
age ole la composizione delle no e; si imanda pe an o alla bibliog a ia pe conosce e i
de agli delle edizioni dalle quale si sono a e le ci azioni.
Le sigle che compaiono nelle no e e nel es o co ispondono ai seguen i sc i i:
O
PERE DI
N
IETZSCHE
OFN
KGW
KGB
WL
Ope e di F ied ich Nie zsche
K i ische Gesam ausgabe We ke
K i ische Gesam ausgabe B ie wechsel
Su e i à e menzogna in senso ex amo ale
M
MA
FW
Za
JGB
GM
GD
A
EH
Au o a
Umano, oppo umano
La Gaia Scienza
Così pa lò Za a hus a
Al di là del Bene e del Male
La Genealogia della Mo ale
Il C epuscolo degli Idoli
L’An ic is o
Ecce Homo
O
PERE DI
M
ACH
GEA
Me
AE
PV
PW
S o ia e adice del p incipio di conse azione del la o o
La Meccanica nel suo s iluppo s o ico-c i ico
Analisi delle sensazioni
Le u e scien i iche popola i
Die P incipien de Wä meleh e
INTRODUZIONE
La elazione di Nie zsche con il pensie o scien i ico app esen a un ema ampiamen e
diba u o nel co so della o amai secola e s o ia della icezione del iloso o edesco, ma che
non semb a esse si anco a asses a o su una posizione condi isa. Dopo di e si anni
dall’ape u a di una p ospe i a di indagine c i ica che ha sapu o app o ondi e le elazioni di
Nie zsche con la sua con empo anei à, a on ando senza es izioni i emi a a i dagli au o i
che il iloso o lesse e dai quali assunse le p incipali p ospe i e in segui o elabo a e nella
p op ia iloso ia, si incon ano s udiosi anco a dipenden i dal p egiudizio secondo il quale
accos a e il pensa o e edesco ad una ce a epis emologia sa ebbe incompa ibile con il suo
inse imen o a i pad i di una i lessione genuinamen e iloso ica. Rimane quindi l’idea della
lezione di Heidegge , il quale seppe così bene in e p e a e mol i aspe i del pensie o
nie zscheano asponendoli poi all’in e no della p op ia p ospe i a, negando pe ò che egli
osse lega o o, pe lo meno, in e essa o ai isul a i della scienza na u ale a lui con empo anea.
Un a o che, se solo si gua da ai con enu i dei quade ni o e Nie zsche a a la ques ione
dell’e e no i o no ed ai nume osi s udi compiu i su ques o a gomen o, semb a o amai
a alo a o e iconosciu o. Pe non pa la e poi dell’al a g ande nozione cui Heidegge dedicò
le p op ie lezioni, il ema della olon à di po enza, che a ualmen e può esse e in eso nella
sua s e a elazione con la isiologia del secondo O ocen o. Heidegge seppe comunque da e
a Nie zsche la g andezza del iloso o, in e p e ando i suoi sc i i in manie a esempla e, seppu
segna a dal peso della p op ia pe sonali à e, sul piano più s e amen e ecnico,
dall’impossibili à di a anca si dall’idea che lo sc i o pos umo accol o da Elisabe h e da
Pe e Gas do esse cos i ui e il con ibu o di maggio e ilie o della sua p oduzione e la
summa de ini i a della sua iloso ia. Nonos an e la dimos a a a bi a ie à di ques a
compilazione, sanci a dalla conclusione adicale di Mazzino Mon ina i pe cui «la Volon à di
po enza non esis e!», ed i isul a i aggiun i da un la o o di sis emazione dei manosc i i che
ha pe messo p ima di u o di icos ui e la logica so esa alle i lessioni di Nie zsche, in
mol e le u e con empo anee es a anco a p o ondo l’in lusso della lezione heidegge iana e di
quelle dei successi i g andi in e p e i che su ale base ele a ono Nie zsche ad una di usione
eu opea. Ques e le u e sono in pa icola e ca a e izza e da un ce o modo di in ende e la
16
app esen a un pun o di con e genza a le esi di Nie zsche e di Mach pa icola men e
e iden e e al quale in passa o si è i ol a l’a enzione della c i ica, seppu in manie a pa ziale
e poco app o ondi a. Una ol a indi idua e le ca a e is iche che i due a ibuiscono alla
conoscenza del mondo es e no da pa e dell’uomo sa à possibile in e eni e nella
de e minazione degli elemen i ondamen ali ai ini di una desc izione della eal à, quelle
nozioni di cosa, co po ed io nelle quali si cela mol o spesso il esiduo me a isico di una eo ia
o di una desc izione della eal à. Tali nozioni sono na u almen e lega e ad al i conce i
ondamen ali, la cui speci ici à è comunque solo appa en e: il disco so in e e à quindi sui
ca a e i dell’a omo e delle molecole, così come sul p oblema della olon à che Nie zsche ha
a on a o in manie a sis ema ica acendone un momen o cen ale della sua i lessione e che
in Mach o a una a azione limi a a ma non meno adicale. Il ema gene ale che soggiace
all’indagine ela i a a u e ques e nozioni è quello della sos anza, dal momen o che – come
sa à possibile osse a e – il modello gnoseologico assun o dai due au o i de e mina un i iu o
del ca a e e sos anzialis ico dei conce i ondamen ali della me a isica occiden ale,
con ibuendo quindi a ile a e l’impossibili à che essa enga anco a man enu a in i a e la
necessi à di indi idua e un piano di i e imen o ad essa al e na i o. Ques a necessi à iene
compiu amen e a on a a da Nie zsche e da Mach e sa à ogge o dell’ul ima pa e del la o o,
nella quale si ende à e iden e la conc e a p opos a an ime a isica che essi p esen ano,
semplicemen e s olgendo le is anze accol e a pa i e dalla lo o eo ia della conoscenza. La
modali à di elazione dell’uomo con il mondo, il suo speci ico in e en o sulla s u u a
o igina ia della eal à che iene modi ica a a a e so un’ope azione di schema izzazione e
sempli icazione, de e mina i ca a e i s essi delle en i à me a isiche, le quali non sono al o
che e o i conosci i i, in e p e azioni pu amen e logiche elabo a e in agione di una
necessi à biologica ma che non o ano co ispondenza sul piano più s e amen e on ologico.
L’e o e della a ibuzione sos anzialis ica che a sì che ali cos u i men ali siano
iconosciu i come la eal à ul ima delle cose, edi icando in ques o modo un egno i izio che
pe ò iene indica o con i ca a e i della e i à, app esen a il momen o di o igine di qualsiasi
pensie o me a isico ed è pe an o su di esso che de e concen a si una c i ica adicale che
oglia elimina e comple amen e ogni esiduo dell’an ico pla onismo. La soluzione p opos a –
in manie a indipenden e, ma inc edibilmen e coinciden e – da Nie zsche e Mach a nella
di ezione di una icos uzione genealogica che ipe co a le appe della s o ia del pensie o,
e idenziando il ca a e e di enu o dei conce i ed il a o che essi sono anco a so opos i al
mu amen o di cui pa ecipa l’in e a dinamica na u ale. Il ulc o di ques a p opos a
an ime a isica iene pe an o ad esse e la s o ia, che sa à in a i assun a da Nie zsche quale

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elemen o ondamen ale pe una i lessione genuinamen e iloso ica e e à indica a da Mach
come l’unica s ada che sia possibile segui e pe ope a e il ischia amen o necessa io pe a e
usci e la scienza dai limi i dell’an ica mi ologia.
CAPITOLO 1
LE IDEE GUIDA DELLA RICERCA
1. Dialogando con la con empo anei à
Accos a si alla iloso ia di Nie zsche signi ica en a e all’in e no di una dimensione
complessa, nella quale pensie i e pa ole si saldano in un insieme che può di si o ganico solo
se con ques o si è dispos i ad e idenzia e l’aspe o mu e ole e mai de ini i o del con enu o
le e a io, così come del suo con eni o e. Il ca a e e non sis ema ico delle i lessioni del
iloso o, uni amen e alle modali à esposi i e che egli ha ado a o nelle ope e pubblica e,
p opendendo pe una o ma a a is ica solamen e nei momen i es emi della sua p oduzione
(nella Nasci a della agedia, p ima ope a pubblica a, e nella Genealogia della mo ale,
segnale di una p obabile eazione a quel pa icola e en a i o di comunicazione che è lo
Za a hus a, s eso in o ma di poema), non a o iscono lo s udio in e p e a i o celando la
p o ondi à della sua iloso ia so o la appa en e cao ici à della supe icie. La o ma a o is ica
app esen a in e e i uno s umen o di di icile u ilizzo da pa e del le o e, dal momen o che
p esuppone una p a ica in es iga i a cui non è acile ada a si; l’esi o può dunque esse e
quello di una le u a supe iciale, a en a a ciò che Nie zsche ha a o a io a e dalle
p o ondi à del suo pensie o ascu andone pe ò il con enu o di cui esso si sos anzia e che
app esen a l’impalca u a sulla quale si so egge. La semplici à della modali à comunica i a
del iloso o, la sua scel a e minologica che pesca spesso dal linguaggio comune,
p esupponendo in manie a non semp e esplici a una modi icazione del senso dei e mini che
ado a, espone lo s udioso al ischio di una manca a comp ensione delle sue esi
ondamen ali, spesso a isa e in agione di una educazione segna a dalle p ospe i e meglio
adica e dei g andi sis emi iloso ici, o più semplicemen e a causa di una eccessi a iducia in
una p ima le u a, che semb a s imola e nel le o e la con inzione che u o sia s a o
banalmen e spiega o. Se a ciò si aggiunge la possibili à di accede e al lasci o pos umo
dell’au o e, cos i ui o pe la maggio pa e dai quade ni di appun i – cosa in sé ondamen ale
pe chiunque sappia u ilizza e adegua amen e il ma e iale che iene messo a disposizione – è
possibile comp ende e da do e siano so i i commen i che gius i icano le peggio i
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in e p e azioni del pensie o di Nie zsche, nascos e die o la alsa idea che nei suoi sc i i sia
possibile ecupe a e esi e an i esi ammis e in manie a indisc imina a, come se ogni pagina
po esse esse e alu a a alla s essa manie a e senza che alla dimensione c onologica enga
a ibui o il peso che le spe a nell’ambi o di una ones a indagine c i ica; p op io
l’inse imen o delle idee in una linea empo ale che ne ipe co a il p ocesso di o mazione ed
elabo azione cos i uisce in a i lo s umen o essenziale pe una icos uzione del pe co so che
il iloso o ha s ol o e in base al quale de e minò le p op ie scel e in campo edi o iale.
Fin dai suoi inizi, la Nie zsche-Fo schung ha pe ciò da o g ande spazio allo s udio dei es i
pos umi di Nie zsche, la o ando in pa icola e su quella no e ole massa di schizzi e appun i
app esen a a dai quade ni che il iloso o iempì nel co so della sua i a. In essi, in a i, è
possibile ecupe a e la di ezione delle sue i lessioni, app o ondendo in mol i casi il
con enu o delle pagine pubblica e, la cui o ma de ini i a e a necessa iamen e passa a pe
s esu e p epa a o ie nelle quali Nie zsche a e a esp esso in manie a di e sa e al ol a più
esaus i a il p op io pensie o; inol e, alcuni ammen i del Nachlaß espongono pe sino un
con enu o au onomo, i lessioni e conside azioni che non o a ono poi spazio nelle ope e a
s ampa – e che quindi anno a a e con es ema a enzione – app esen ando dunque un
con ibu o essenziale pe in e p e a e il complesso della sua iloso ia1. Il la o o ilologico su
ques i sc i i si i ela pe an o essenziale, quale unico s umen o pe indi idua e la genesi e la
elabo azione dei emi che Nie zsche a on e à nel co so della p op ia i lessione, p es ando
pa icola e a enzione alla logica che lo ha spin o a sos ene e negli anni della ma u i à
posizioni pe ce i aspe i di e en i da quelle espos e nei p imi sc i i. Un a o che – engo a
p ecisa e – non de e cos i ui e ogge o di scandalo, dal momen o che è più che na u ale che
la c esci a cul u ale di una pe sona compo i un mu amen o della sua isione del mondo. In
ques o senso il lasci o pos umo dimos a la sua ondamen ale ile anza, dal momen o che è
da esso piu os o che dalle ope e pubblica e che eme gono i a i della elazione di Nie zsche
con il p op io empo, con le p ospe i e cul u ali che ne segna ono la o mazione e che
de e mina ono i suoi o ien amen i in ispos a agli s imoli che da esse p o eni ano. Una pa e
del con enu o dei quade ni è in a i app esen a o dai nomi di au o i che il iloso o s a a
leggendo, dal i olo dell’ope a o anche da in e e ci azioni es apola e dal es o ( al ol a p i e
di indicazione bibliog a ica); in al i casi, in ece, gli appun i sono b e i i lessioni di
1 È ques o il caso del quade no M III 1 del 1881, nel quale Nie zsche accoglie pe la p ima ol a le sue
i lessioni sul ema dell’e e no i o no esponendole nella o ma di una dimos azione scien i ica. C . G. C
OLLI
e M. M
ONTINARI
, S a o dei es i di Nie zsche, «Il Ve i» 39/40 (1972), pp. 59-60: «Dell’opus pos umum di
Nie zsche anno pa e alcuni quade ni d’appun i il cui ma e iale, so p enden emen e, non è s a o u ilizza o nelle
ope e. Si a a spesso di quade ni che Nie zsche si p opone a di u ilizza e in al i momen i (e ciò può esse e
dimos a o). In al caso, dobbiamo conside a e ques i quade ni indipenden i, in ce a misu a, dalle ope e
pubblica e dallo s esso Nie zsche: essi ci danno ealmen e qualcosa che non si o a nelle ope e».
21
commen o ad uno sc i o, non semp e posi i e ma comunque indi izza e ad un inse imen o
delle posizioni di quel de e mina o au o e all’in e no della p op ia p ospe i a in e p e a i a,
che iene così a sos anzia si di un ul e io e con ibu o. La elazione del iloso o con il p op io
empo passa necessa iamen e pe gli sc i i che ci cola ano in quegli anni, ope e di nuo a
pubblicazione o classici che cos i ui ano un i e imen o imp escindibile pe in e eni e nel
diba i o in co so; le es imonianze che il Nachlaß con iene app esen ano dunque una
indicazione essenziale pe impos a e un la o o di icos uzione degli in e essi le e a i del
iloso o, che sia unzionale all’esegesi c i ica delle sue pubblicazioni e, più in gene ale, del
suo pensie o. Ques o da o, somma o al con enu o della biblio eca di Nie zsche e alle
indicazioni bibliog a iche es apolabili dall’epis ola io, a icchisce pe an o il quad o di
i e imen o di un la o o che si p oponga di icos ui e il complesso di ema iche con le quali
il iloso o si con on ò nel co so della sua in e a p oduzione.
L’impo anza dello s udio delle on i del pensie o di Nie zsche è s a a iconosciu a in da
subi o, dal momen o che esso pe me e di e idenzia e i a i speci ici della e oluzione della
sua iloso ia, ecupe ando i mol eplici s imoli che hanno de e mina o il suo o ien amen o e
saldandola ad alcune delle p ospe i e di maggio e ilie o della cul u a o ocen esca. Un
con ibu o signi ica i o aggiun o in manie a o se ina esa dai p imi la o i s ol i in ques o
senso è app esen a o dalla indi iduazione di una p o onda a enzione da pa e di Nie zsche
pe le ema iche di ca a e e scien i ico; a le le u e che egli s olse nel co so della sua in e a
i a, in dagli anni della sua o mazione, compaiono in a i es i di medicina, isica e biologia,
in gene ale la o i dedica i ai più a uali con ibu i della ice ca, e so i quali il iloso o enne
indi izza o dal es o di Albe Lange; Nie zsche, in a i, lesse il suo sc i o sulla S o ia del
ma e ialismo (1866) nel pe iodo immedia amen e successi o alla sua pubblicazione,
imanendone pa icola men e colpi o e o ando in esso una p ospe i a di in e p e azione
dell’indagine scien i ica che, o ien a a in senso p e amen e kan iano, ap i a la s ada ad una
i lessione iloso ica i cui ca a e i possono esse e indi idua i in non poche assunzioni del
iloso o edesco2. Da a la p o ondi à dell’in luenza che ques o es o ese ci ò sul pensie o di
Nie zsche, an o da a sì che il gio ane ilologo si decidesse ad in ap ende e la ia di una
2 C . KGB I/2, B ie an He mann Mushacke, No embe 1866: «L’ope a iloso ica più impo an e che sia
appa sa negli ul imi decenni è senza dubbio la S o ia del ma e ialismo di Lange, della quale po ei sc i e e un
elogio di pagine e pagine. Kan , Schopenhaue e ques o lib o – an o mi bas a» e I i, B ie an Ca l on
Ge sdo , 16. Feb ua 1868: «Se hai oglia di documen a i a ondo sul mo imen o ma e ialis a dei nos i
gio ni, sulle scienze na u ali e sulle lo o eo ie da winiane, i lo o sis emi cosmici, la lo o came a oscu a
anima a, ma anche sul ma e ialismo e ico, sulla eo ia di Manches e ecce e a, non ho nulla di più insigne da
consiglia i se non la s o ia del ma e ialismo di F ied ich Albe Lange: è un lib o che dà in ini amen e di più di
quan o p ome a nel i olo e che non ci si s anca di igua da e e di consul a e, come un e o eso o. (…) Mi sono
e mamen e p opos o di a e la conoscenza di ques ’uomo e, in segno della mia g a i udine, oglio in ia gli il
mio saggio su Democ i o»

22
i lessione genuinamen e iloso ica, la c i ica è o amai conco de ad accos a lo al Mondo
come olon à e app esen azione di A hu Schopenhaue , eguagliando dunque il peso che
ques i sc i i ebbe o nella sua o mazione3.
Il la o o di Lange app esen a pe Nie zsche un con eni o e di in o mazioni sui con ibu i e
sull’o ien amen o della ice ca scien i ica dei suoi anni, i cui isul a i a e ano de e mina o un
i ace diba i o ape o ad un g ande nume o di ambi i ema ici e che o a a nella p ospe i e
del neokan ismo e dei modelli e oluzionis ici imp on a i sulle eo ie di Lama ck e di Da win
le p incipali linee guida da ado a e; ol e ad o i e al iloso o una modali à di accesso alle
p ospe i e gene ali p op ie della scienza na u ale, la S o ia del ma e ialismo occa a le
ema iche più discusse e indica a gli au o i più in luen i negli anni della sua pubblicazione,
i elandosi un o imo pun o di pa enza pe una ice ca au onoma. Nel legge e il es o di
Lange, quindi, in mol i casi Nie zsche si è accon en a o di ciò che lui i e i a e delle sue
p ese di posizione ispe o a singoli s udiosi o ad in e e linee di ice ca, al e ol e ha in ece
a e i o il bisogno di p ocu a si i ela i i lib i, s udiandoli più o meno de aglia amen e pe
con on a si senza mediazioni con le lo o esi. Mol i di ques i s udiosi e ano pe sonali à no e
nella p ima me à del XIX secolo, delle quali si sono p es o pe se le acce a causa dello
sca so alo e del lo o la o o, ma che in quegli anni e ano ben conosciu i e discussi e le cui
idee in luenza ono la ice ca a lo o successi a: au o i come il iloso o c i ico A ikan Spi ,
pe esempio, oppu e scienzia i che hanno a o la s o ia del p incipio di conse azione
dell’ene gia, quali Robe Maye e He mann Helmhol z, o anco a sos eni o i delle mode ne
esi e oluzionis iche che ne de e mina ono la di usione con esi i e p ospe i e di e se, come
He be Spence ed E ns Haeckel. La lis a po ebbe pe ò allunga si a mol i al i esponen i di
ilie o nella ice ca biologica e isiologica, così come ai p imi au o i che si occupa ono degli
s udi di psicologia in connessione con le analisi isiche e chimiche degli o ganismi. Alwin
Mi asch, nel suo pionie is ico la o o dedica o a ques i emi e in i ola o in manie a
signi ica i a Nie zsche als Na u philosoph (1952), so olinea il a o che il pe iodo in cui
l’in e esse di Nie zsche pe le ema iche scien i iche si è mani es a o pe la p ima ol a sia
app esen a o p op io dagli anni in cui e a s uden e a Lipsia, du an e i quali enne a con a o
con l’ope a di Lange4; nel suo la o o Mi asch e idenzia in a i come nel pe iodo successi o
alla pubblicazione della S o ia del ma e ialismo Nie zsche abbia comincia o a gua da si
a o no, p oge ando una se ie di le u e che, pe quan o ci è da o sape e, si conc e izza ono
3 Sull’impo anza del la o o di Lange pe la genesi del pensie o di Nie zsche si eda il ondamen ale es o di G.
J. S
TACK
, Lange and Nie zsche, Be lin/New Yo k, 1983 e il p eceden e a icolo di J. S
ALAQUARDA
, Nie zsche
und Lange, «Nie zsche-S udien» 7 (1978), pp. 236-253.
4 A. Mi asch, F ied ich Nie zsche als Na u philosoph, S u ga 1952, pp. 13-23.
23
compiu amen e nel successi o pe iodo di Basilea. Pu oppo, in a i, non è possibile p ende e
isione del egis o dei p es i i della biblio eca di Lipsia ela i i al pe iodo di s udi di
Nie zsche e imane quindi un mis e o se egli abbia po u o consul a e di e amen e ques i
es i5. Nel suo la o o, pe ò, Mi asch p esen a una lis a dei lib i che il iloso o si ip ome e a
di s udia e in quegli anni; a ques i si o ano pe l’appun o a a i di medicina, di isiologia,
di logica e di scienza della na u a6. Rela i amen e al pe iodo Basileese è in ece possibile
la o a e sulla base di una maggio e quan i à di da i; in quegli anni l’in e esse pe la scienza
na u ale da pa e di Nie zsche si dimos a in a i anco più i o, po ando il iloso o a
compie e una se ie di le u e che segne anno il suo la o o ino al e mine ul imo del suo
pensie o. Ka l Schlech a e Anni Ande s, nel lo o s udio colle i o F ied ich Nie zsche. Von
den e bo genen An ängen seines Philosophie ens (1962) dedica o agli anni 1872 – 1875
della i a del iloso o, hanno osse a o come in ques o pe iodo gli s udi di Nie zsche osse o
s a i indi izza i e so ques ioni p ima di u o scien i iche e come ques o a o abbia
de e mina o l’impos azione delle sue lezioni all’uni e si à di Basilea. Nel 1875, in
pa icola e, il iloso o a ebbe acquis a o di e si lib i di scienza na u ale, ma già negli anni
p eceden i a e a consul a o nella biblio eca uni e si a ia alcuni es i di a gomen o
scien i ico; accan o ai nomi sop a conside a i compaiono quelli di F ied ich Zöllne ,
F ied ich Moh e He mann Kopp. In ine, nel la o o dei due s udiosi iene segnala a la
es imonianza di un piano di s udi idea o da Nie zsche, isalen e semp e al 1875, nel quale
compaiono anco a ema iche di isica, ma ema ica e scienza na u ale7.
A pa i e da ques i anni l’a enzione di Nie zsche pe la scienza semb a esse si semp e più
consolida a, ed è possibile e i ica e come il suo dialogo con ques i au o i si sia man enu o
a i o anche nel pe iodo successi o di p oduzione, il quale pe mol i aspe i si i ela segna o
dalle p ospe i e delle ice che na u alis iche. Non è ques a la sede pe a on a e
di e amen e una icos uzione che è s a a ogge o di nume osi s udi che hanno con inua o il
la o o s ol o da Mi asch, Schlech a e Ande s8; es a pe ò da segnala e quali p ospe i e
5 La cosa è in ece s a a possibile nel caso della biblio eca di Basilea, do e Nie zsche consul ò, a le al e, le
ope e di A ikan Spi , F ied ich Zöllne , Rugge o Bosco ich, Johann Mülle e He mann Kopp, pa allelamen e a
es i igua dan i la iloso ia g eca alla quale s a a dedicando le sue lezioni di ilologia. I isul a i di ques a
ice ca sono accol i in L.
C
RESCENZI
, Ve zeichnis de on Nie zsche aus de Uni e si ä sbiblio hek in Basel
en liehenen Büche (1869 – 1879), «Nie zsche-S udien» 23 (1994), pp. 388-442.
6 A. M
ITTASCH
, op. ci ., pp. 21-22.
7 K. S
CHLECHTA
-A. A
NDERS
, F ied ich Nie zsche. Von den e bo genen An ängen seines Philosophie ens,
S u ga -Bad Canns ad 1962, pp. 154 sgg.
8 T a i olumi compa si più di ecen e si segnalano: A. M
OLES
, Nie zsche’s Philosophy o Na u e and
Cosmology, New Yo k 1990; A. O
RSUCCI
, Dalla biologia cellula e alle scienze dello Spi i o, Bologna 1992; P.
D’I
ORIO
, La linea e il ci colo. Cosmologia e iloso ia dell'e e no i o no in Nie zsche, Geno a 1995; B. E.
B
ABICH
-R. C
OHEN
(ed.), Nie zsche and he Sciences, 2 oll, Dod ech 1999; F. M
OISO
, Nie zsche e le scienze:
lezioni enu e all’uni e si à di Milano nel 2° semes e dell’A.A. 1998/1999, Milano 1999; R. S
MALL
, Nie zsche
in Con ex , Alde sho 2001; T
H
. B
ROBJER
-G.
M
OORE
(ed.), Nie zsche and Science, Alde sho , 2004.
24
abbia ape o la es imonianza di una simile elazione in un disco so che si concen i
sull’esegesi della iloso ia di Nie zsche. Il a o che egli si sia in e essa o in manie a
con inua i a ai la o i dei ice ca o i a lui con empo anei de e mina un p eciso modo di
alu a e il suo a eggiamen o nei con on i della scienza, a ancandosi in pa icola e dalla
adizionale dema cazione che a ibui ebbe al iloso o un pe iodo “posi i is a”, isalen e agli
anni di Umano, oppo umano, in segui o abbandona o pe un adicale capo olgimen o delle
sue posizioni. Pe quan o sia co e o ile a e un mu amen o nella alu azione dell’imp esa
scien i ica da pa e di Nie zsche, è pu e o che egli ha segui o semp e con in e esse i suoi
isul a i, conside ando anzi – alla manie a di Lange – gli s udi na u alis ici come il
ondamen o di un ones o iloso a e. La sua c i ica al sape e scien i ico de e esse e alu a a in
manie a più p ecisa, e non secondo le gene alizzazioni che comunemen e sono s a e ado a e;
in pa icola e, è necessa io ile a e il a o che Nie zsche concen a le p op ie a gomen azioni
sulle p ospe i e del meccanicismo ma e ialis ico, un p eciso modello eo ico che si onda a
sulle esi e sui isul a i di Ca esio e New on e che ca a e izza a nel p imo O ocen o la
p assi di ice ca e la conseguen e isione del mondo. Tale pun o di is a iene os eggia o dal
iloso o p op io a pa i e da una c i ica che egli ecupe a dal diba i o epis emologico cui
a inge, e quindi in linea con una schie a di scienzia i dell’epoca impegna i in un
ipensamen o della p op ia disciplina. Semb a quindi più co e o, in ece di insis e e su una
in onda a con apposizione di Nie zsche al sape e scien i ico gene icamen e in eso, osse a e
come egli accia p op ie le is anze di inno amen o che i p o agonis i del diba i o
o ocen esco sos engono; è in a i possibile me e e in luce il modo in cui nel co so della sua
i a egli abbia in e p e a o in senso iloso ico i limi i di una isione del mondo le cui
assunzioni sul piano on ologico impedi ano un conc e o s iluppo della ice ca, de inendo al
con empo i a i della dimensione cul u ale nel suo complesso a a e so un alla gamen o al
piano più s e amen e e ico-mo ale. Come ile a oppo unamen e An imo Neg i, il con on o
di Nie zsche con la scienza si con igu a nei e mini di un en a i o di «libe a si dei limi i,
delle insu icienze e anche delle ellei à della scienza ma ema ica della na u a e del
meccanicismo di es ende e il lo o dominio ol e l’ambi o adizionale. Si a a, nella
coscienza di Nie zsche, di a ia e la scienza su nuo i sen ie i, maga i p op io u ilizzando le
indicazioni della isiologia dei sensi più a anza a»9. Il iloso o u ilizza pe an o gli elemen i
che ecupe a dal diba i o in co so, pe segnala e la necessi à di un mu amen o eo ico p ima
che p a ico, e idenziando i limi i in inseci del meccanicismo senza ole con ques o i iu a e
il con ibu o dell’imp esa scien i ica alla s o ia della ci il à in un senso complessi o. Ques a
9 A. N
EGRI
, Nie zsche e la scienza sul Vesu io, Roma-Ba i, 1994, p. 70.
25
sua olon à di elabo a e una iloso ia c i ica che sos enga le sue ambizioni eo e iche lo
inse isce nell’i ine a io della ice ca che conduce ad un au o e il cui uolo nella s o ia della
scienza con empo anea può di si ondamen ale: E ns Mach, issu o negli s essi anni di
Nie zsche, la o ò come isico dedicando pe ò g ande spazio alla i lessione sulla p op ia
disciplina; s olgendo il suo p og amma “an ime a isico” egli a on ò di e amen e le
ques ioni solle a e dal diba i o o ocen esco, osse ando limi i e con addizioni della
p ospe i a dominan e in quegli anni e ap endo la s ada agli o ien amen i epis emologici
della iloso ia del No ecen o.
La igu a di Mach app esen a un caso signi ica i o, in quan o essa è p esen e nella s o ia
del pensie o di Nie zsche, anche se in manie a alquan o spo adica. La es imonianza più
e iden e è in a i app esen a a da due olumi p esen i nella biblio eca di Nie zsche; il p imo
di ques i è un es o acquis a o dallo s esso iloso o nel 1886, in i ola o Bei äge zu Analyse
de Emp indungen, la p ima edizione di una delle ope e più no e dello scienzia o aus iaco10,
men e il secondo è un a icolo sulle aie o ie dei p oie ili che Mach pubblicò assieme a
Pe e Salche e che in iò a Nie zsche con an o di dedica11. È p obabile che ques o a icolo sia
s a o in ia o a Nie zsche in segno di ing aziamen o pe a e ice u o da pa e sua una copia
della Genealogia della mo ale; il iloso o, in a i, a e a inse i o Mach nella lis a delle
pe sonali à indica e all’edi o e Naumann a inché ques i in iasse lo o l’ope a appena
pubblica a12. Pe quan o igua da in ece gli sc i i di Nie zsche, il nome di Mach non
compa e in alcun luogo, né semb a possibile ipo a e alcun passo ad una delle sue ope e,
ci a a anche solo indi e amen e; l’unico elemen o ul e io e è app esen a o da un appun o del
1882, ile a o pe la p ima ol a da Mi asch nel co so dei suoi s udi degli anni ‘40 su
indicazione di Max Oehle , allo a a capo dell’a chi io Nie zsche, e successi amen e
pubblica o nel 195013. In un quade no il iloso o a ebbe anno a o, assieme ad al i es i che
a e a già consul a o anni p ima, il i olo di uno sc i o gio anile di Mach, Die Geschich e
und die Wu zel des Sa zes on de E hal ung de A bei , pubblica o a P aga nel 1872 ma le o
già l’anno p ima ad un incon o della Socie à Reale Boema delle Scienze14.
10 Dalla seconda edizione il es o enne in i ola o più semplicemen e Analyse de Emp indungen ( ad. i .
L’analisi delle sensazioni (in segui o AE), Milano 1975).
11 La b e e in es azione eci a: «He n P o . D . Nie zsche hochach ungs oll E. M.». C . G. C
AMPIONI
-P
D’I
ORIO
-M. C. F
ORNARI
-F. F
RONTEROTTA
-A. O
RSUCCI
: Nie zsche pe sönliche Biblio hek, Be lin 2002, p. 382.
12 C . KGB III/5, B ie an Cons an in Geo g Naumann, 8. No embe 1887.
13 A. M
ITTASCH
, F ied ich Nie zsche Na u be lissenhei , Heidelbe g 1950, p. 186. Ques o s esso ammen o
enne successi amen e inse i o da Mon ina i all’in e no dell’edizione c i ica delle ope e di Nie zsche,
p ecisamen e nelle E gänzungen im Tex de Ab eilung VII che compaiono nel olume di appa a i alla sezione
VII pubblica o nel 1986 (KGW VII/4/II, p. 67).
14 Il es o è compa so in aduzione i aliana col i olo La s o ia e la adice del p incipio di conse azione del
la o o nel olume cu a o da L. G
UZZARDI
: E.
M
ACH
,
Scienza a s o ia e c i ica, Milano 2005.
32
un isico concen a o sulla s o ia della p op ia disciplina e sulla epu azione dei esidui
me a isici che anco a la segna ano. Anzi, Nie zsche do e a appa i e come iglio di una
adizione di pensie o lega a a ques a s essa me a isica, decisamen e lon ano dall’immagine di
c i ico adicale della isione meccanicis ica del mondo che solo i la o i più ecen i hanno
messo in luce, ma che da pa e sua Kleinpe e a e a già sapu o in ui e. Se poi, come
o ebbe Helle , Mach abbia mu a o la sua opinione ela i amen e al iloso o, ques o non può
in alcun modo esse e dimos a o; come si è is o, non i sono elemen i che pe me ono di
a e una simile conclusione e non a inol e escluso che lo scienzia o possa comunque a e
p eso in conside azione Nie zsche come sos eni o e di posizioni enomenalis e senza pe
ques o i alu a e la dimensione p e amen e e ica che a ibui a all’Übe mensch27.
Pe o na e al es o di Kleinpe e , si è de o che nel co so della sua ice ca egli indi idua
una se ie di emi che anno di Nie zsche un p o agonis a di p imo piano del mode no
enomenalismo; in pa icola e, ques ’ul imo a ebbe sapu o in e p e a e comple amen e le
is anze che ca a e izza ano la nuo a isione del mondo sos enu a a gli al i da Mach,
S allo, Cli o d e A ena ius, iconoscendone la po a a sul piano della i lessione iloso ica.
Se, in a i, il en a i o di ques i scienzia i u quello di icon igu a e la lo o disciplina
o ien andola secondo una p ospe i a che la libe asse da qualsiasi esiduo me a isico, «nessun
pensa o e seppe coglie e meglio di Nie zsche il peso e il signi ica o che ques a ope azione
assume a in ambi o iloso ico»28. Il con ibu o di ques o au o e non si iduce pe ò ad una
in e p e azione dei isul a i consegui i da chi la scienza la ace a di e amen e, dal momen o
che egli seppe in e eni e a i amen e su ques ioni ela i e alla eo ia della conoscenza,
u ilizzando gli s umen i conce uali che ecupe a a dal diba i o in co so in manie a o iginale
ma semp e coe en e con le p incipali linee del disco so. Le sue esi ondamen ali sulla logica,
sulla e i à, in gene ale sui ca a e i dell’in e p e azione del mondo e della sua s u u azione
conce uale, possono quindi salda si con le conclusioni degli al i ice ca o i e in e eni e
nella cos i uzione di un quad o gene ale che si pone come al e na i o alla ecchia isione
meccanicis ica del mondo. Allo s esso empo, pe ò, il con enu o delle esi gnoseologiche di
Nie zsche app esen a anche il pun o di pa enza pe una i lessione che si ap e a ques ioni
più s e amen e iloso iche, a ancandosi dall’ambi o di i e imen o della scienza dal quale
gli au o i che condi idono le sue posizioni non hanno in enzione di allon ana si. Kleinpe e
in e p e a quindi la igu a del pensa o e edesco in manie a decisamen e inno a i a se
con on a a con il diba i o dell’epoca, ile ando ques a sua capaci à di conne e e piani di
27 Su ques o mi sen o di condi ide e le osse azioni di N. H
USSAIN
, espos e nel suo a icolo Reading Nie zsche
h ough E ns Mach ci ., pp. 119-120.
28 H.
K
LEINPETER
, De Phänomenalismus ci ., p. 95.

33
disco so di e en i, e idenziando la po a a iloso ica dei isul a i consegui i in una
dimensione di ice ca p e amen e scien i ica.
L’aspe o maggio men e signi ica i o della i lessione di Nie zsche, la esi che pe me e di
inse i lo nell’o izzon e del enomenalismo, igua da la dichia azione del ca a e e ela i o
della conoscenza, l’idea pe cui «una e i à assolu a e incondiziona a non solo non possa
esse e in alcun modo aggiun a, ma neppu e pensa a, isul ando impossibile dal pun o di is a
logico»29. Le osse azioni che il iloso o s olge in pa icola modo nel es o, pubblica o
pos umo, Su e i à e menzogna in senso ex amo ale, di en ano pe Kleinpe e la
es imonianza di posizioni a uali e inno a i e ol e a dichia a e il ca a e e necessa io
dell’appa enza, e idenziando la dimensione essenzialmen e me a o ica delle e i à pe
dimos a ne quindi la sos anziale acui à. La con inzione dello s udioso è che nel sos ene e
ques e posizioni Nie zsche si o i in linea con le p ospe i e del kan ismo, ile ando in
manie a co e a e pe la p ima ol a il signi ica o in inseco di quella iloso ia30; la
dichia azione del ca a e e ela i o della conoscenza app esen a in a i «la e a conseguenza
del pensie o di Kan »31, la cui adicali à non e a ino a quel momen o s a a pensa a ino in
ondo. Kleinpe e , a icchisce ul e io men e la sua alu azione del iloso o edesco,
osse ando che
Il me i o di Nie zsche in ma e ia gnoseologica non si iduce a ques a nuo a in e p e azione
dell’insegnamen o di Kan ; egli u anche il p ecu so e di una nuo a eo ia della conoscenza
onda a sulla biologia. Da win ( o se assieme a Goe he – anch’egli a on ò dal pun o di is a
biologico la ques ione dello s iluppo delle o me i en i) u il p incipale pun o di i e imen o
della sua i a e del suo la o o.
32
Il secondo elemen o che ca a e izza la p ospe i a di Nie zsche consis e ebbe dunque
nell’inse imen o della ques ione gnoseologica in un piano di disco so che accia i e imen o
alle o me i en i, e idenziando le conseguenze della dipendenza del pensie o dalla s u u a
o ganica. T a a e la conoscenza da un pun o di is a biologico signi ica in a i i le e e sui
29 I i, p. 27. Un al o au o e che segnalò la pa icola e eo ia della conoscenza di Nie zsche in quegli s essi anni
u Hans Vaihinge . Ques i, nella sua ope a p incipale in i ola a La iloso ia del come-se (Be lin 1911), osse ò
con in e esse i ca a e i del adicale p ospe i ismo del iloso o edesco, inse endolo all’in e no della p ospe i a
inzionalis a che egli in ende a sos ene e. Il ca a e e e oneo della conoscenza dichia a o nei p imi sc i i, così
come la dichia azione del alo e illuso io e i izio di qualsiasi eal à cui si lega il ema della olon à di e i à
che Nie zsche espone al e mine della sua p oduzione, sono u i i e imen i che Vaihinge ecupe a pe
in odu li in un disco so o ien a o in chia e p e amen e epis emologica. Pe ques o mo i o, egli app esen a un
i e imen o ul e io e da ene e in conside azione e a a e so il quale app o ondi e i ca a e i di una “di e sa”
icezione di Nie zsche nel p imo No ecen o.
30 I i, p. 26-27.
31 I i, p. 208.
32 I i, p. 27.
34
ca a e i dell’in elle o abbandonando comple amen e una conside azione psicologica e
animis ica, pe in e p e a lo come unzione supe io e di un o ganismo i en e; il i e imen o
alle igu e di Goe he e Da win po a il disco so sul piano speci ico dell’e oluzione delle
specie, chiamando in causa il uolo che la acol à in elle i a ha icope o nel p ocesso di
selezione. Kleinpe e ile a p op io la unzione ada a i a delle o me conosci i e, che
con ibui ebbe o a i amen e a ga an i e un an aggio nel con on o con l’ambien e es e no e
con le al e o me i en i: «le conoscenze sono giudizi, e i giudizi sono mezzi nella lo a pe
la i a»33. Conside a o in ques o senso, il conce o di e i à iene ad assume e un con o no
di e en e, che ne so olinea il ca a e e p e amen e u ili a is ico e s umen ale, secondo la
pa icola e p ospe i a condi isa dai sos eni o i del p agma ismo.
Ques i due aspe i ile a i da Kleinpe e cos i uiscono il ondamen o di un con on o di e o
con la posizione di Mach, il quale elabo a a sua ol a una eo ia della conoscenza a pa i e
dalla iloso ia di Kan , dichia ando in pa icola e il suo debi o nei con on i dei P olegomeni
(che egli lesse in gio en ù e che app esen a ono pe lui la scope a di un nuo o o izzon e di
i lessione sul mondo). La p esenza del kan ismo imase e iden e in buona pa e dei la o i
dello scienzia o aus iaco, ca a e izzando in pa icola e l’impos azione c i ica con la quale
a on ò le ques ioni che lo po a ono ad un ipensamen o della p op ia disciplina sulla base
di una indagine s o ica dei suoi conce i ondamen ali. Ques o ipo di indagine, in pa icola e,
condusse Mach ad alcune conclusioni adicali sulla nozione di e i à, della quale pe
l’appun o egli i iu ò il ca a e e assolu o, ile andone l’in inseca mu e olezza e la
conseguen e ela i i à, che iene a i le e e la sos anziale dinamici à della eal à na u ale
della quale l’o izzon e conce uale non sa ebbe se non un p odo o di o dine supe io e.
Seguendo ques a linea in e p e a i a isul a ben e iden e il ca a e e biologico della sua
gnoseologia, che Kleinpe e iconosce in pa icola modo alla base del p incipio di economia
del pensie o, in e p e a o dallo s udioso come s olgimen o di una i lessione che na u alizza
la acol à in elle i a, ipo andola all’e oluzione delle o me o ganiche: «il pensie o – sc i e
– è una a i i à dell’o ganismo e pe an o de e so os a e alla no ma biologica che ad esso
appa iene»34. Il ca a e e economico della conoscenza de i a quindi dalla modali à di
unzionamen o della o ma i en e che pensa, la cui ope a i i à può esse e desc i a come
una a i i à di sempli icazione ed assimilazione del mondo es e no, che pe me e di ealizza e
un buon ada amen o all’ambien e e quindi di non soccombe e nella lo a pe l’esis enza.
Il quad o degli elemen i di con on o a le posizioni gnoseologiche di Nie zsche e Mach
iene in ine comple a o dal i e imen o all’ogge o che ca a e izza p op iamen e la
33 I i, p. 209.
34 I i, p. 264.
35
denominazione della co en e enomenalis a, e cioè le sensazioni, assun e dai due come il
da o o igina io sul quale edi ica e la elazione conosci i a con la eal à es e na. Kleinpe e ,
in a i, ci a un ammen o del 1873 nel quale il iloso o edesco ipo a i ca a e i della
conoscenza p op io a ques i elemen i ondamen ali, dichia ando signi ica i amen e: «non ho
che sensazione e app esen azione. (…) Non possiamo immagina e nulla che non sia
sensazione e app esen azione», pe poi conclude e che «la ma e ia s essa è da a solo come
sensazione»35. Ques a es imonianza (che, come si ed à nel segui o, imanda di e amen e
alla iloso ia c i ica di Spi ) pe me e a Kleinpe e di ile a e una p o onda comunanza di
p ospe i e con il pensie o di Mach, con pa icola e i e imen o alle esi da lui espos e
nell’Analisi delle sensazioni e an icipa e in es i p eceden i. La iduzione della ma e ia alle
sensazioni è in e e i una esi che de inisce con p ecisione i a i della isione del mondo di
Nie zsche, il quale dimos a con ciò di a anca si comple amen e dalla conside azione
sos anzialis ica che segna in p o ondi à l’o izzon e di pensie o del meccanicismo e di
ipensa e in senso adicalmen e nuo o l’in e o sis ema di nozioni cui esso ace a i e imen o.
È p op io la disg egazione eo e ica dei conce i ma e iali a ca a e izza e il nuo o
a eggiamen o degli scienzia i dell’epoca, che i iu ano il alo e assolu o di p esun e en i à
quali, pe esempio, l’a omo, dichia ando piu os o la ela i i à di ali nozioni e il lo o uolo
me amen e p a ico di sussidio pe la ice ca36. In base a ali conside azioni, Nie zsche può
quindi esse e inse i o a gli au o i che p ese o pa e a quella « as alu azione [Umwe ung]
dei conce i ondamen ali della eo ia della conoscenza» che Kleinpe e a e ma esse e s a a
inaugu a a da Mach37.
Il la o o sul enomenalismo può dunque inse i si nell’o izzon e della Nie zsche-Fo schung,
app esen ando un con ibu o di g ande in e esse so o di e si aspe i. L’ope azione di
Kleinpe e si dimos a in a i o iginale, se con on a a col pano ama della icezione di
Nie zsche del p imo No ecen o, quando non e a s a o anco a impos a o un con on o c i ico e
ilologico con i suoi sc i i ed in pa icola e con la g ande quan i à di ma e iale anco a in
o ma manosc i a, la cui disamina a ebbe ape o la s ada ad una indagine ol a a chia i e la
elazione del iloso o con il p op io empo. In ques o o izzon e cul u ale lo s udioso
in e iene da es e no, non essendosi mai occupa o delle ques ioni iloso iche più s e amen e
collega e al pensa o e edesco e a endo la o a o piu os o su p ospe i e p e amen e
35 OFN III/3/II, 26 [11].
36 C . H.
K
LEINPETER
, De P agma ismus im Lich e de Machschen E kenn nisleh e ci ., p. 406.
37 H.
K
LEINPETER
,
De Phänomenalismus ci ., p. 263. In una pagina p eceden e lo s udioso delinea il quad o
gene ale che ca a e izza il nuo o o izzon e di pensie o: «Il enomenalismo nel senso di Locke e Mach,
l’au onomia dell’in elle o pe come è espos a da Kan , la c i ica di un Be keley e di uno Hume si saldano con la
concezione ela i is ica ed economica della agione pe o ma e un anello, una cos uzione la cui solidi à e
coe enza non hanno eguali nella s o ia della iloso ia» (p. 209).
36
epis emologiche; p op io ques o elemen o gli pe me e pe ò di osse a e Nie zsche so o una
luce di e sa e inno a i a, leggendo i con enu i dei suoi sc i i senza ole li in e p e a e nei
e mini della iloso ia adizionale. Il caso della de e minazione del ca a e e biologico della
conoscenza è un esempio signi ica i o, in quan o il i e imen o a Da win iene assun o da
Kleinpe e in senso s e o, e i icando una comple a assimilazione di quella speci ica
p ospe i a e olu i a, che coin olge i ca a e i della a i i à cogni i a, senza bisogno di
“ammo bidi e” la cosa gius i icandola nei e mini del semplice i e imen o indi e o ad un
modello eo ico o as e endola su un piano di i lessione e ico-mo ale. Ragionando dal pun o
di is a dello scienzia o, Kleinpe e non o a in e esse nel sepa a e la iloso ia di Nie zsche
dalla sua epis emologia, osse ando piu os o come sia s a a p op io l’a enzione che egli
i olse ai isul a i della scienza a de e mina e alcune delle sue i lessioni più o iginali. Lo
s udioso impos a quindi già nel 1911-13 quel dialogo di Nie zsche con i maggio i esponen i
degli s udi na u alis ici del suo empo i cui a i sono s a i compiu amen e de ini i solo dalla
c i ica più ecen e, che p ese a io con Mi asch quasi qua an a anni dopo la pubblicazione
dell’ope a sul enomenalismo. Inol e, Kleinpe e segnala anche la necessi à di i e i si
di e amen e al Nachlaß, osse ando come un la o o sui es i ed in pa icola e sui quade ni
del iloso o possa illumina e alcuni aspe i poco e iden i del suo pensie o, o ien andolo in
manie a del u o nuo a e a icchendone l’immagine complessi a. La sua espe ienza e a
anda a in e e i in ques o senso, dal momen o che egli si e a o a o a do e i ede e il
giudizio sul iloso o in segui o alla conside azione di alcuni es i non pubblica i, nei quali
a e a in accia o i con enu i di una i lessione ben di e sa – pe quan o non in con as o –
ispe o a quella maggio men e di usa. Pe ques e agioni, Kleinpe e può esse e conside a o
un an icipa o e delle is anze che hanno s imola o il p oge o di edizione c i ica degli sc i i di
Nie zsche che p ese a io mol o empo dopo, e nei suoi sc i i si o ano già in ui e alcune
osse azioni che o niscono un’immagine del iloso o edesco più icca e complessa di quella
che po e a de e mina e chiunque amme esse l’esis enza di un es o come la Volon à di
po enza. Il la o o sui manosc i i e il conseguen e inse imen o di Nie zsche all’in e no di una
p ospe i a epis emologica do e e quindi aspe a e che si comple asse la s agione delle
g andi in e p e azioni iloso iche del suo pensie o – della quale u ono p o agonis i
pe sonali à come Löwi h, Jaspe s e Heidegge – e che si o nasse compiu amen e ai es i, non
solo del iloso o, ma anche di u e le pe sonali à con le quali e a en a o in con a o.
37
2.2 Il nuo o Illuminismo
L’o iginali à della i lessione di Kleinpe e , do u a al a o che nel suo es o egli ha
impos a o pe la p ima ol a un con on o di Nie zsche con la cul u a scien i ica del suo
empo, accos andolo in pa icola e alla igu a di Mach, ha eso la sua ice ca un i e imen o
necessa io pe u i gli au o i che negli anni successi i hanno olu o indaga e o
semplicemen e segnala e ques a elazione. Il p imo di ques i è s a o Phillip F ank, uno
s udioso che p ese pa e alla o mazione e allo s iluppo del mo imen o neoposi i is ico pe
l’uni à della scienza e pe una concezione scien i ica del mondo e che pe an o isse in p ima
pe sona le icende che po a ono alla ondazione del Ci colo di Vienna38. Nel 1949 F ank
diede alle s ampe un olume nel quale egli ipe co e i momen i che po a ono un g uppo di
scienzia i in e essa i ad una i lessione sulla lo o disciplina e non con en i delle p ospe i e
assun e dalla iloso ia del lo o empo a iuni si in ques a associazione, delineando in
pa icola e i a i speci ici della isione del mondo che essi sos ene ano e che ca a e izza
mol i aspe i degli s udi epis emologici del p imo No ecen o.
Il es o è cos i ui o da una accol a di sc i i che lo s udioso a e a pubblica o nel co so della
sua i a, a cui un la o o che isali a al 1917, anno della mo e di E ns Mach, elabo a o
«con lo scopo di indaga e il alo e della iloso ia della scienza di Mach pe lo s iluppo u u o
della scienza e del pensie o umano in gene ale»39. Il isico aus iaco iene quindi indi idua o
come au o e di i e imen o di una indagine c i ica sulla scienza che, con apponendosi
di e amen e alle assunzioni del modello meccanicis ico, si a anca comple amen e dalla
o ocen esca isione del mondo pe o ien a e l’epis emologia in un senso del u o nuo o.
Mach analizzò i conce i ondamen ali della isica dell’O ocen o, come massa e o za, e
dichia ò che ogni asse zione con enen e quelle pa ole può esse e in e p e a a come un asse o su
osse azioni sensibili. Quindi conce i come quelli non deno ano en i à di un mondo eale cela o
die o il elo dell’appa enza, ma sono «conce i ausilia i», che ci o ono un mezzo pe esp ime e
in manie a più con enien e e p a ica gli asse i sulle osse azioni. Poiché i conce i ausilia i della
scienza o ocen esca e ano p ecipuamen e conce i della isica meccanicis ica, l’analisi di Mach
e a, ino ad un ce o pun o, un idimensionamen o della scienza meccanicis ica come sis ema di
asse zioni della eal à isica.
40
La speci ici à della ope azione machiana iene pe an o indi idua a nel suo a eggiamen o
nei con on i delle nozioni che F ank de inisce «ausilia ie», le quali de e minano i ca a e i di
38 La sede legale del ci colo e a in o igine p op io la «Associazione E ns Mach» a i a nella capi ale aus iaca.
39 P
H
.
F
RANK
, La scienza mode na e la sua iloso ia, ad. i . Bologna 1973, pp. 31-32.
40 Ibidem.

38
una in e p e azione del mondo che p e ende di po e si elaziona e con una eal à
on ologicamen e de e mina a; Mach, con la sua indagine c i ica che si concen a in pa icola
modo sui conce i di massa e di o za, ealizza un idimensionamen o di ques e nozioni
ap endo così la s ada ad una iloso ia della scienza che possa di si in p imo luogo
an ime a isica. Ques o a eggiamen o iene nel es o de ini o a a e so un con on o con la
iloso ia dell’Illuminismo, esempli ica a median e la icos uzione dell’ope azione che
Galileo s olse nei con on i del pensie o a is o elico. Lo scienzia o i aliano, in a i, «dimos ò
che e a l’uso di ques i conce i [ ondamen ali della isica a is o elica] uo i del lo o campo
na u ale di alidi à, a impedi e ai seguaci di A is o ele di comp ende e la isica mode na»41;
in al e pa ole, Galileo sancisce l’impo anza di una alu azione del ca a e e s o ico delle
nozioni elabo a e dalla isica, le quali possiedono una ce a alidi à solamen e all’in e no del
con es o nel quale sono s a e elabo a e. Lungi da esse e c i e i immu abili di spiegazione
della eal à, esse algono solamen e come sussidi alla comp ensione di de e mina i enomeni,
ma con ques o non è da o p e ende e di po e le applica e ad al i campi di indagine, così
come non è ammissibile immagina e che pe mangano al mu a e delle p ospe i e della
ice ca.
Tu i i pe iodi della isica hanno i lo o conce i ausilia i di cui u i i pe iodi susseguen i
abusano: pe an o in ogni pe iodo è necessa io un nuo o Illuminismo pe elimina e ques o abuso;
quando Si Isaac New on e i suoi con empo anei p ese o come ondamen o della meccanica i
conce i di spazio e di empo assolu i, iusci ono a app esen a e un la go campo della isica con
p ecisione e senza con addizioni. Non se ne deduce u a ia che ques i conce i o mino una base
della meccanica, soddis acen e dal pun o di is a della eo ia della conoscenza. Quando Mach
c i ica a i ondamen i della meccanica di New on e en a a di elimina e in essi lo spazio assolu o,
con inua a di e amen e l’ope a di Galileo, pe ché lo spazio assolu o e a pu semp e un eli o
della isica a is o elica.
42
L’Illuminismo iene quindi ca a e izza o da F ank come un a eggiamen o di «p o es a
con o l’abuso dei conce i ausilia i»
43, ed è e iden e come il la o o di Mach ien i
pe e amen e in ques a de inizione: uno dei maggio i con ibu i della sua epis emologia
consis e in a i nella nuo a impos azione che egli diede al p oblema della scienza e che egli
41 I i, p. 89.
42 Ibidem.
43 Ibidem.
39
s olse già nei p imi sc i i44, so oponendo le nozioni ondamen ali della p op ia disciplina ad
una indagine s o ica che pe me e a un lo o e o e p op io ischia amen o, ile ando ad un
empo il ca a e e mu e ole e in alcun modo de ini i o della lo o alidi à. Nella sua
esposizione, F ank so olinea in pa icola modo ques o aspe o, osse ando che «i u i della
do ina di Mach non sono le ope e dei suoi seguaci in isica e in iloso ia, bensì
l’illuminazione delle men i di cui ale do ina u causa»45; lo scienzia o de e esse e quindi
p eso in conside azione nella s o ia del pensie o come una igu a di i e imen o che, con la
sua iloso ia, ha pos o le basi pe un adicale mu amen o di p ospe i a, a pa i e dal quale
sa ebbe possibile – come ole ano appun o i memb i del Ci colo di Vienna – impos a e una
nuo a isione del mondo su base scien i ica. Nel discu e e del ca a e e “illuminis a” della
posizione di Mach, e della sua conseguen e impo anza quale i e imen o pe una gene azione
di iloso i, F ank chiama in causa la igu a di Nie zsche, alu ando in pa icola e la
con o mi à del pensie o di ques i due au o i come una es imonianza del uolo che debba
esse e iconosciu o allo scienzia o nella s o ia del pensie o. In a i, dopo a e osse a o che
«l’illuminazione delle men i è il compendio miglio e della posizione [di Mach] nella i a
in elle uale gene ale dei nos i empi», lo s udioso con inua:
Ques a mia posizione è con e ma a anche dalla con o mi à so p enden e del pensie o di Mach
con quello di un pensa o e pe il quale non po e a sen i e una g ande a ini à, F ied ich Nie zsche.
Kleinpe e u il p imo a segnala e ques a somiglianza. Più si sca a nelle ope e pos ume di
Nie zsche, più chia amen e appa i à la somiglianza, pa icola men e pe quan o igua da le idee
basila i ci ca la eo ia della conoscenza. Nie zsche è l’al o g ande iloso o illuminis a di ine
O ocen o. L’a monia della sua concezione epis emologica con quella di Mach, che ebbe una
o mazione cul u ale comple amen e di e sa, e il cui empe amen o e ideali e ici e ano o almen e
di e si, mi semb ano cos i ui e una p o a della pene azione di quei conce i nelle men i
illumina e dei empi.
46
Nie zsche iene quindi conside a o da F ank come un al o esponen e di quel modello
illuminis ico di pensie o che ciclicamen e in e iene a dis ugge e un in e o sis ema di
conce i, ponendo allo s esso empo «i ondamen i all’abuso del nuo o sis ema che a
cos uendo»
47; le agioni di ques a a ibuzione sono lega e in pa icola e alle posizioni del
iloso o edesco ela i amen e alla nozione di e i à, la quale (come è no o) iene da lui
44 P imo a u i il summenziona o Die Geschich e und die Wu zel des Sa zes de E hal ung de A bei ,
pubblica o nel 1872.
45 P
H
.
F
RANK
,
op. ci . p. 92.
46 Ibidem.
47 I i, p. 93.
40
a acca a e ela i izza a con decisione, endendo in pa icola e l’edi icio di nozioni cui la
iloso ia o ocen esca ace a i e imen o un semplice momen o di passaggio di un p ocesso di
in e p e azione del mondo che non po à mai di si de ini i o e comple o, e che quindi
man e à i ca a e i di una semplice e schema ica desc izione della eal à48.
Il i e imen o al «nuo o Illuminismo», in eso come il ulc o dell’ope azione di
idimensionamen o dei conce i ausilia i della scienza meccanicis ica, pe me e quindi a
F ank di ile a e le analogie a Mach e Nie zsche – solo pochi anni dopo il con ibu o
ondamen ale di Kleinpe e . Anco a una ol a, il iconoscimen o di ques a comunanza di
p ospe i e p o iene da un au o e che non si e a dedica o di e amen e al iloso o edesco,
in e essandosi piu os o di ques ioni ine en i la mode na epis emologia. Anco a una ol a,
iene ile a a la di e si à del pe co so o ma i o e dell’a eggiamen o iloso ico dei due, i
quali pe ò seppe o eagi e in manie a simile alle is anze del p op io empo, app o ondendo
ques ioni che e iden emen e do e ano esse e ben discusse nei diba i i dell’epoca. Da ul imo,
a no a o che anche F ank segnala la g ande u ili à di un la o o sul lasci o di Nie zsche che,
come so olinea, cos i uisce l’unico pe co so che conduca ad un app o ondimen o delle
ques ioni gnoseologiche a on a e dal iloso o edesco, sulla base delle quali, poi, è possibile
impos a e il con on o con Mach. Inol e, lo s udioso denuncia il a o che du an e il p imo
pe iodo di icezione delle ope e di Nie zsche non sia s a o app o ondi o ques o gene e di
ema iche, es i uendo quindi una immagine incomple a del iloso o edesco; «la g ande mole
degli sc i i su Nie zsche – sc i e – ha ascu a o la gamen e il la o illuminis ico della sua
iloso ia, eme gen e nell’acu a analisi che ece dei conce i ausilia i della iloso ia idealis ica
con empo anea»49.
2.3 Sulla s ada di Nie zsche
È inalmen e nel 1950 che, con Alwin Mi asch, il con on o a la iloso ia di Nie zsche e il
pensie o di Mach iene a on a o da una p ospe i a in e na agli s udi c i ici sul pensa o e
edesco. In quell’anno, in a i, lo s udioso pubblica un b e e saggio in i ola o F ied ich
Nie zsches Na u be lissenhei , nel quale espone sin e icamen e quelli che u ono gli in e essi
del iloso o pe i isul a i degli s udi na u alis ici della sua epoca, icos uendo il quad o
gene ale di eo ie e con enu i cui egli po e a esse si i e i o. I a i gene ali di ques a ice ca,
che Mi asch app o ondì ul e io men e pe poi espo la in manie a più icca ed a icola a nel
la o o che diede alle s ampe due anni più a di, con ibui ono signi ica i amen e
48 C . FW, § 112.
49 P
H
.
F
RANK
, op. ci . p. 32.
41
all’o ien amen o della Nie zsche-Fo schung, dal momen o che l’analisi della elazione di
Nie zsche con la scienza a lui con empo anea e la conseguen e possibili à di a on a e
di e amen e le ope e che ques i s udiò, isul ano ondamen ali pe la icos uzione di alcune
sue posizioni – con pa icola e i e imen o ai con enu i dei quade ni degli anni ’70, pe iodo in
cui ma u ò l’in e esse pe una i lessione genuinamen e iloso ica.
La ice ca di Mi asch è suddi isa secondo le a ie discipline scien i iche, a on ando
sis ema icamen e le pe sonali à di i e imen o e le ema iche che o ano co ispondenza in
alcune osse azioni in acciabili nelle ope e e nei quade ni di Nie zsche. Nel pa ag a o
dedica o alla ice ca isica lo s udioso a a na u almen e la ques ione della o za (K a ), un
ema mol o delica o pe il diba i o dell’epoca e di es ema impo anza in elazione
all’in lusso che la mode na ene ge ica ebbe sul iloso o edesco; in a i, le sue osse azioni
più ma u e sulla s u u a e sui ca a e i della eal à na u ale non possono esse e
compiu amen e comp ese senza a e i e imen o al modello dinamico che si onda su ques a
speci ica p ospe i a. Gli au o i dai quali Nie zsche non po e a p escinde e e ano i pad i del
p incipio di conse azione dell’ene gia, Julius Robe Maye e il più no o He mann
Helmhol z, discussi in di e se ope e che il iloso o a e a consul a o in quegli anni, a pa i e
na u almen e dal es o di Lange. Mi asch ipo a ques i i e imen i bibliog a ici e aggiunge in
una no a anche il nome di Mach, il quale a a in a i luoghi la eo ia della o za i e endosi
an o a Maye quan o – e sop a u o – a Helmhol z. Nel a e ques o, lo s udioso iene ad
in eg a e e o se co egge e la no izia che compa i a nel la o o di Kleinpe e ; in a i, sulla
base delle in o mazioni ice u e da Max Oehle , che la o a a p esso l’a chi io di Weima ,
Mi asch segnala che Nie zsche a ebbe le o uno sc i o di Mach nel 1884 (quindi un anno
p ima di quan o ipo a o dalla so ella), in una sala di le u a di Zu igo50. Quale osse il es o
in ques ione, non è comunque da o sape lo, e le ipo esi po ebbe o esse e a le più dispa a e,
conside ando che si pa la di un saggio e che quindi non è possibile idu e la lis a alle poche
monog a ie che in quella da a e ano s a e già pubblica e dallo scienzia o aus iaco. Lo s esso
Oehle diede poi no izia a Mi asch dell’appun o del 1882 nel quale Nie zsche anno a il i olo
della con e enza di Mach sul p incipio di conse azione del la o o, no izia che iene
pun ualmen e ipo a a in aggiun a al es o51. In ine, il nome di Mach o na nella sezione sugli
s udi di psicologia, nuo amen e in connessione con la igu a di Helmhol z ma ques a ol a
all’in e no del es o, come au o e di i e imen o pe un con on o di e o. Mi asch in ende qui
segnala e una ce a a enzione di Nie zsche pe la ema ica ela i a allo s udio delle
sensazioni, un a gomen o al quale lo scienzia o aus iaco a e a dedica o un es o imas o pe
50 A.
M
ITTASCH
,
F ied ich Nie zsches Na u be lissenhei ,
Heidelbe g 1950, p. 21.
51 I i, p. 100.
48
Nel sogno si ce ca la causa del colpo di cannone e il colpo si sen e dopo (dunque a iene un
o esciamen o del empo): ques o o esciamen o del empo ha semp e luogo, anche nella eglia.
Le «cause» engono immagina e secondo l’«azione».
Con quan a ce ezza ci siamo abi ua i a c ede e che non i sia alcunché senza causa, lo dimos a
p op io il enomeno summenziona o: acce iamo il colpo di cannone, solo quando abbiamo
escogi a o la possibili à della sua nasci a; cioè ogni espe ienza e a e p op ia è p ecedu a da un
empo, nel quale è mo i a o il a o da i e e. Ques o po ebbe esse e il caso nel mo imen o di
ogni ne o, di ogni muscolo.
65
Gli elemen i del disco so sono u i p esen i: il ema del sogno, lo speci ico esempio del
colpo di cannone e na u almen e la ques ione p oblema ica del o esciamen o dell’o dine
empo ale, assun o in ques a sede come esempli icazione di un caso possibile, che e ebbe a
co isponde e alla dinamica o ganica ine en e alla p esa di coscienza di un’azione compiu a.
Il p oblema della consape olezza di un a o olon a io, come pe esempio il mo imen o di un
muscolo s ol o con lo “scopo” di conclude e una de e mina a azione, è s a o ogge o di
indagine da pa e di Nie zsche in dal pe iodo di Au o a e app esen a un momen o essenziale
della sua c i ica alla nozione di olon à, elabo a a sulla sco a dei isul a i della mode na
isiologia cui egli a à i e imen o anche nel co so delle i lessioni più ma u e. Pe o na e al
ema in esame, sulla sco a dei ammen i p esi in conside azione è possibile conclude e che
la ques ione della p oduzione di cause immagina ie in e essi Nie zsche già p ima della sua
le u a di Mach, e nel passo appena ci a o si o a espos a sin e icamen e p op io la linea
a gomen a i a che egli segui à nella sua ope a successi a. Il con on o con lo scienzia o
aus iaco – se poi i è s a o – non ha quindi con ibui o ad una ide inizione dei e mini con i
quali il iloso o in ende a espo e le p op ie conside azioni, dal momen o che i con enu i
speci ici che con lui anno nel es o del 1888 sono u i p esen i nella sua men e alcuni anni
p ima che si e i icasse l’incon o con l’ope a di Mach.
La ques ione iene ul e io men e a icchi a se si conduce l’indagine ad un pe iodo anco a
p eceden e, ed in pa icola e a quegli ul imi anni ’70 du an e i quali Nie zsche elabo ò il es o
con il quale si p esen ò inalmen e in manie a esplici a sulla scena iloso ica. In Umano,
oppo umano, in a i, compa e un pa ag a o in i ola o Logica del sogno, nel quale sono
ema izza i gli s essi elemen i in qui indi idua i come ca a e is ici dell’a gomen azione del
C epuscolo degli idoli. Il passo inizia con una conside azione dello s a o isiologico del
sogge o do mien e, il cui sis ema ne oso non sa ebbe pe nulla sopi o, ma anzi isul e ebbe
65 OFN VII/2, 26 [35].

49
«con inuamen e in ecci azione pe mol eplici cause in e ne» connesse all’a i i à dei singoli
o gani;
Tu o ciò, secondo il suo mu amen o e g ado quo idiano, ecci a con la sua s ao dina ie à u o
quan o il sis ema in nella unzione ce eb ale: e così si danno cen o occasioni pe lo spi i o di
gua da si in o no con s upo e e di ce ca e agioni a ques a ecci azione: ma il sogno è la ice ca e
la app esen azione delle cause pe quelle sensazioni ecci a e, ossia delle p esun e cause. (…)
Ognuno sa pe espe ienza con quan a apidi à chi sogna in ecci nel suo sogno un umo e che lo
colpisca o emen e, pe esempio in occhi di campana o colpi di cannone, egli cioè ne dà una
spiegazione a pos e io i, sicché c ede di i e e p ima le ci cos anze occasionan i poi quel
umo e. (…) Come l’uomo anco a oggi agiona in sogno, così l’umani à agionò anche nella
eglia pe mol i millenni: la p ima causa che si p esen a a alla men e pe spiega e qualcosa che
abbisogna a di spiegazione, le bas a a ed e a i enu a e i à. (…) Se chiudiamo gli occhi, il
ce ello p oduce una olla di imp essioni luminose e di colo i, p obabilmen e come una specie di
isonanza ed eco di u i quegli e e i luminosi che lo in es ono du an e il gio no. Ma subi o, o a,
l’in elle o (in alleanza con la an asia) as o ma ques i giochi di colo i, di pe sé p i i di o ma,
in de e mina e igu e, o me, paesaggi e g uppi anima i. Il p ocesso ca a e is ico è qui di nuo o
una specie di conclusione dall’e e o alla causa; nell’a o di chiede si donde p o engano ques e
imp essioni luminose e colo i, la men e suppone come cause ques e igu e e o me; esse si
pongono pe essa come le cagioni di quei colo i e di quelle luci, pe ché di gio no, a occhi ape i,
essa si è abi ua a a o a e una causa de e minan e pe ogni colo e e ogni imp essione luminosa.
Qui dunque la an asia le o nisce con inuamen e immagini, ondandosi, nella p oduzione di esse,
sulle imp essioni isi e del gio no, e p op io così a la an asia nel sogno: cioè la p esun a causa
iene dedo a dall’e e o e app esen a a secondo l’e e o: u o ciò con s ao dina ia apidi à, in
modo che qui, come nel caso di un p es igia o e, può nasce e una con usione del giudizio, e una
successione può appa i e come una con empo anei à e pe ino come una successione in e i a [ein
umged eh es Nacheinande ].
66
Il passo, seppu e non b e e, me i a a di esse e ipo a o nella sua quasi o ali à, da a la
densi à delle ques ioni in esso con enu e e la chia ezza esposi i a di icilmen e eguagliabile.
La dinamica del sogno nel suo in eccia si con le sensazioni pe cepi e dall’es e no, l’e en o
de e mina o del colpo di cannone – qui in odo o quale esempio assieme ai in occhi della
campana –, il pa allelismo con lo s a o di eglia, nel quale è comunque possibile egis a e
una endenza ad in en a e una qualche spiegazione pe soddis a e il bisogno di comp ensione
dell’uomo, sono u i elemen i che Nie zsche ip opo à nelle sue i lessioni successi e, da
66 MA, § 13.
50
analizza e quindi in di e a co ispondenza con ques a pagina. Non s upisce pe an o che la
conclusione cui egli a i a nel es o del 1878 igua di p op io la ques ione dell’in e sione
nella de e minazione della elazione di causa ed e e o, pe cui p ima e poi engono
scambia i a di lo o, p oducendo una illusione che può esse e e e i amen e alu a a nei
e mini di un e o e; quello s esso e o e che e à messo a ema dieci anni più a di
nell’ul ima ope a pubblica a dal iloso o edesco, un a o che es imonia quale osse il peso
che Nie zsche a ibui a alla ques ione. Se poi si conside ano i ammen i nei quali, a il
1884 e il 1885, engono ecupe a i i singoli aspe i di ques a p oblema ica, è possibile
e i ica e che il iloso o non smise mai di i le e e sulla cosa e che dunque la icompa sa di
ques o disco so nel C epuscolo degli idoli non è a a o imp o isa e ina esa. Né, an omeno,
essa de e esse e conside a a come dipenden e da le u e s ol e negli ul imi anni di lucidi à, i
cui isul a i sa ebbe o s a i assimila i da Nie zsche pe impos a e un disco so nuo o; in a i, il
i e imen o al es o del 1878 pe me e di e idenzia e che la ques ione della in e sione
empo ale non so se nella men e del iloso o a me à degli anni ’80, da o che ale ema ica e a
s a a già a on a a in un di e so momen o della sua p oduzione. I ammen i che sono s a i
p esi in conside azione de ono esse e pe an o in e p e a i come un ecupe o da pa e di
Nie zsche delle ema iche di Umano, oppo umano, che in e e i egli ip ese in mano
p oge andone una nuo a edizione67. Se quindi si uole impos a e una ice ca esa ad
indi idua e i i e imen i che po a ono Nie zsche a de e mina e conclusioni, occo e i e i si
al suo pe iodo gio anile e ai es i che in quegli anni egli po e a a e s udia o o
semplicemen e le o e discusso.
Le i lessioni s ol e a pa i e dal con ibu o di B obje ad uno s udio delle on i di
Nie zsche possono esse e assun e come caso esempla e di una di icol à che ca a e izza il
la o o di con on o del iloso o edesco con la igu a ed il pensie o di Mach. Nel caso
speci ico, si a e a so o mano un es o es apola o da un la o o di Nie zsche pubblica o
successi amen e alla sua le u a dei Bei äge zu Analyse de Emp idungen e che
co isponde a in di e so modo ad una pagina di quel es o; uno s udio più a en o ha pe ò
condo o l’indagine ad un pe iodo p eceden e di i lessione del iloso o edesco, e idenziando
quindi una sua au onomia ispe o allo scienzia o che ende impossibile o a e con e me del
collegamen o ipo izza o e obbliga ad alla ga e lo sgua do ad un possibile e eno comune di
i e imen o. Come si a à modo di osse a e nel segui o, ques o imando “es e no”
ca a e izza qualsiasi en a i o di connessione a le i lessioni dei due au o i; ogni qual ol a
si indi idui un ema o una pa icola e conclusione che accomuna le posizioni di Mach e
67 Il es o a uale conse a in a i una p e azione da a a 1886.
51
Nie zsche e che maga i può esse e sos enu a da una signi ica i a co ispondenza
e minologica o anche solo da una coincidenza nella linea a gomen a i a, al minimo
app o ondimen o dell’indagine si iene, pe così di e, “caccia i uo i” da quel appo o
di e o, il più delle ol e e i icando una elabo azione da pa e di Nie zsche delle medesime
ema iche in un pe iodo p eceden e. Pe ques o mo i o, la scel a me odologica miglio e da
ado a e semb a esse e quella di Kleinpe e , il quale, in ece di ope a e un con on o di e o
a Mach e Nie zsche, ne s udia il pensie o a a e so la disamina di conce i chia e – p ima
a u i la nozione di e i à; in ques o modo, è possibile inse i e i due au o i in un ampio
con es o di i e imen o, discu endo i a i comuni di una isione del mondo cui ipo a e le
lo o i lessioni e all’in e no della quale possono esse e ecupe a i gli elemen i che ne hanno
ca a e izza o l’o ien amen o. Il la o o p ocede à quindi a a e so una se ie di en a i i
inalizza i ad in e oga e di ol a in ol a il es o, segnalando le p ecise co ispondenze che
possono esse e indi idua e negli sc i i di Mach e di Nie zsche su uno speci ico a gomen o.
Senza p e ende e di assume e ali co ispondenze come acce di una le u a di e a, si
ce che à piu os o di icos ui e – sop a u o a a e so il Nachlaß – la genealogia di quelle
i lessioni che il iloso o ha espos o sui emi delle sensazioni, della e i à, delle en i à
sos anziali, e i icando in ques o modo su quali basi egli abbia edi ica o la p op ia c i ica alla
isione meccanicis ica del mondo, alla cui de e minazione con ibuì in manie a signi ica i a
p op io il la o o di Mach.
CAPITOLO 2
CONOSCENZA ED EVOLUZIONE
1. Gnoseologia sele i a
Nel co so della sua in e a p oduzione Nie zsche ha sos enu o una pa icola e p ospe i a
ine en e alla eo ia della conoscenza, assumendo in dai p imi anni di i lessione iloso ica un
p eciso modo di conside a e la elazione dell’uomo con il mondo es e no. Ques a p ospe i a
iene espos a in manie a compiu a e con pa icola e chia ezza nella Gaia Scienza, il es o che
agli occhi della c i ica comple e ebbe il quad o di quella ape u a nei con on i del sape e
scien i ico che Nie zsche inaugu a con Umano, oppo umano e pe me e ebbe di indi idua e
i a i del suo cosidde o pe iodo posi i is ico. L’a eggiamen o del iloso o di on e alla
scienza è senza dubbio di maggio e ape u a ispe o ad al e ope e, ma non pe ques o esso
può esse e conside a o meno aglien e e de ini o. Il sape e di cui egli pa la, ice cando di
ende e gaio il appo o con esso, a comunque epu a o dai e aggi di una an ica adizione di
pensie o, de e esse e seziona o e analizza o pe elimina ne la pa ina che ne o usca le
ca a e is iche e i limi i. Solamen e alla ine di un la o o del gene e, dopo a e denuncia o i
mo i i di una e a a conside azione delle ca a e is iche della conoscenza e della scienza (le
due, come si ed à, sono s e amen e connesse) ed a e le a e ogge o di una nuo a
alu azione, si po à appo a si ad esse in manie a più se ena ed ones a.
In ape u a del e zo lib o di ques a ope a, dopo a e dichia a o in manie a concisa e solo
accenna a la mo e di Dio e a e messo in gua dia i le o i dal conside a e il mondo
lasciandosi i e i e dai capisaldi della isione scien i ica impe an e in quegli anni, Nie zsche
dedica alcune pagine alla de e minazione del pe co so di o igine della conoscenza e del
pensie o logico. L’a acco del pa ag a o 110, o se uno dei passi della Gaia Scienza meglio
no i alla c i ica, e idenzia senza gi i di pa ole la p ospe i a che il iloso o in ende assume e:
Pe immensi pe iodi di empo, l’in elle o non ha p odo o nien ’al o che e o i: alcuni di ques i
si dimos a ono u ili e a i alla conse azione della specie: chi s’imba é in essi o li ice e e in
e edi à, comba é con maggio o una la sua ba aglia pe se s esso e pe la sua p ole. Tali e onei

54
a icoli di ede, che u ono semp e ul e io men e amanda i e di enne o in ine quasi il con enu o
speci ico e basila e dell’umani à, sono pe esempio ques i: che esis ano cose du e oli, che
esis ano cose uguali, che esis ano cose, ma e ie, co pi (…). La o za delle conoscenze non s a nel
lo o g ado di e i à, bensì nella lo o e à, nel lo o esse e inco po a e, nel lo o ca a e e di
condizioni di i a.
1
L’o igine della conoscenza (così il i olo del pa ag a o) iene ipo a a ad una p ospe i a
e iden emen e e olu i a, in agione del a o che lo s iluppo p og essi o dell’in elle o ha
con ibui o in manie a de e minan e all’ada amen o dell’uomo al p op io ambien e. Il modo
in cui esso es i ui a al sogge o il da o pe ce i o, in a i, ha semp e compo a o un an aggio
pe l’indi iduo, che a a e so di esso iusci a a appo a si alla eal à na u ale in manie a
miglio e, più p odu i a ed e icace. Ques o aspe o iene e idenzia o anco a meglio nel
pa ag a o immedia amen e successi o, nel quale Nie zsche si concen a sugli aspe i
ca a e is ici dell’elabo azione conce uale del da o pe ce i o, su quella pa icola e
ope azione di ca ego izzazione che app esen a il ondamen o del p ocesso logico:
O igine del logico. (…) Chi, pe esempio, non iusci a a o a e abbas anza spesso l’«uguale»,
ela i amen e alla nu izione o agli animali a lui os ili, colui che quindi p ocede a oppo len o,
oppo cau o nella sussunzione, a e a più sca sa p obabili à di sop a i enza di chi in ece, in
u o quan o e a simile, azzecca a subi o l’uguaglianza. Ma l’inclinazione p e alen e a a a e il
simile come uguale, un’inclinazione illogica – da o che in sé nulla di uguale esis e –, ha c ea o in
p incipio u i i ondamen i della logica. Similmen e, pe ché nascesse il conce o di sos anza, (…)
non si do e e pe lungo empo né ede e né sen i e il pe mu a si delle cose; gli esse i che non
ede ano con p ecisione a e ano un an aggio ispe o a colo o che ede ano u o «allo s a o
luido». (…) Non si sa ebbe conse a o alcun esse e i en e, se non osse s a a col i a a, in modo
es emamen e igo oso, l’oppos a inclinazione, di e a ad a e ma e piu os o che a sospende e il
giudizio, a e a e e a immagina e piu os o che es a e in posizione di a esa, ad assen i e in ece
che a nega e, a esp ime e la p op ia opinione in ece che ad esse e gius i.
2
La po a a ada a i a della logica iene messa in luce con pa icola e chia ezza, ibadendo
quella che è la esi ondamen ale della gnoseologia di Nie zsche: la elazione dell’uomo con
la eal à na u ale compo a una alsi icazione di ques ’ul ima, in agione del a o che non è
possibile alcuna conoscenza che p escinda dal il o dell’in elle o. Il da o o igina io iene
elabo a o dall’appa a o pe ce i o e quindi dal pensie o, a i ando all’uomo modi ica o in
1 FW, § 110.
2 I i, § 111.
55
segui o ad una a i i à di sempli icazione e schema izzazione. Ques o è il mo i o pe cui egli
pa la di e o i, poiché non i è un appo o di e o con la na u a e quindi non è possibile
conosce e la eal à e e i a delle cose. Il p odo o dell’ope azione s ol a dall’a i i à
cogni i a è un mondo schema ico, sempli ica o e illuso io, nel quale iene pe du a una
g ande quan i à di elemen i che comple e ebbe o il quad o di un mondo in con inuo di eni e.
È p op io l’aspe o ela i o al lusso delle cose ad esse e pe du o pe p imo, dal momen o che
il la o o dell’in elle o p esen a all’uomo una se ie di en i à s abili, «a icoli di ede» che gli
pe me ono di o ien a si all’in e no del mondo e di aumen a e le p op ie p obabili à di
sop a i enza. So gono così i p imi conce i, ipo abili alle a i i à ondamen ali del
« a a e il simile come uguale» e del nega e la dis inzione a quali à minimamen e
di e en i, pe aumen a e la apidi à di sussunzione e po e si impo e sull’ambien e
ga an endosi una supe io i à ispe o agli animali os ili. Le p ime en i à di cui si dichia a
l’esis enza, i p imi, ondamen ali e o i dell’in elle o app esen ano alla ine il nucleo
o igina io del sape e me a isico, quelle nozioni di cosa, di ma e ia, di sos anza con o la cui
eal à Nie zsche a à modo di sc i e e a lungo. È pe ques o mo i o che il modo in cui egli
a on a la ques ione gnoseologica assume una g ande impo anza, senza con a e il a o che
p op io l’a acco a ques i p imi conce i ca a e izza il con ibu o di buona pa e della
iloso ia del secolo
XIX
e compa e a i p incipali a gomen i dell’epis emologia di Mach.
P ima di po a e a an i il disco so è in e essan e osse a e che, nel pa la e dell’a i i à
dell’in elle o, Nie zsche in qualche modo chiama in causa una so a di selezione na u ale
desc i endo il so ge e degli schemi app on a i da ques a acol à. Essa, ai suoi occhi, non
nasce così com’è, cos i u i amen e an aggiosa pe l’indi iduo, ma segue un pe co so
casuale du an e il quale p oduce una se ie di e o i, non es i uendo la na u a pe come essa
è; alcuni di essi si i elano u ili alla conse azione della specie e engono quindi man enu i e
asmessi in e edi à. In un ammen o del 1885 Nie zsche ecupe a l’idea «che l’in elle o sia
di enu o e anco a di enga, che, a innume e oli modi di agiona e e giudica e, quello o a
pe noi co en e sia in qualche modo il più u ile pe noi e amanda o pe e edi à, pe ché gli
indi idui che così pensa ano ebbe o miglio i possibili à»3, so olineando l’idea già espos a
nel pa ag a o della Gaia Scienza secondo la quale è s a a una qualche selezione a issa e i
conce i ondamen ali che l’uomo u ilizza, a u i quelli p odo i dall’in elle o in una
manie a che semb a possibile de ini e casuale. Ques o aspe o è addi i u a esplici a o in un
ammen o del 1881, nel quale Nie zsche dichia a la necessi à dell’e o e conosci i o pe ché
una specie si p ese i: il modo in cui gli o ganismi eagi ono o igina iamen e agli s imoli
3 OFN VII/3, 34 [81].
56
dell’ambien e es e no è de ini o come «il p incipio conse a o e della i a» e l’e o e s esso
iene dichia a o «pad e della i a». In chiusu a, poi, il iloso o osse a che «ques o e o e
p imigenio è da in ende e – da indo ina e! – come un caso!»4. Sulla base di ques i elemen i
semb e ebbe quindi possibile speci ica e che il modello e olu i o cui il iloso o a
i e imen o sia p ecisamen e quello di Da win, p obabilmen e il a o a a e so al i au o i,
dal momen o che non si hanno es imonianze di una le u a di e a da pa e di Nie zsche del
la o o del na u alis a inglese5.
Nella sua ope a di elabo azione del mondo l’in elle o o nisce quindi all’uomo gli
s umen i a a e so i quali agi e sulla na u a, ealizzando il p imo passo di un dominio della
s essa che sa à poi il a o ca a e is ico della sua elazione conosci i a e p a ica. In u o
ques o, la scienza iene in esa in pe e a con inui à con l’a i i à cogni i a, come aspe o
a ina o e pe eziona o del appo o dell’uomo con il mondo. Essa è semplicemen e so a in
un momen o successi o, quando non e a più possibile iconosce e la p o iso ie à e la
cos i u i a alsi à delle nozioni cui si ace a adizionalmen e i e imen o, e quindi si o a a
la o a e a pa i e da quegli elemen i che le engono o ni i dalla p ima elabo azione
conce uale e che dimos ano così la lo o ondamen ale impo anza:
Ope iamo solo con cose che non esis ono, con linee, supe ici, co pi, a omi, empi di isibili,
spazi di isibili – come po ebbe anche sol an o esse e possibile una spiegazione, se di u o noi
acciamo pe p ima cosa un immagine, la nos a immagine! È su icien e conside a e la scienza
come la più edele umanizzazione possibile delle cose (…). Causa ed e e o: p obabilmen e non è
mai esis i a una ale duali à – in e i à da an i a noi c’è un con inuum, di cui isoliamo un paio di
ammen i; così come pe cepiamo un mo imen o semp e sol an o come una se ie di pun i isola i,
quindi, p op iamen e, non ediamo, bensì deduciamo.
6
Ques e osse azioni comple ano il piano espos o nella Gaia Scienza, e idenziando il pun o
e so il quale Nie zsche ole a muo e e il disco so. La c i ica alla scienza è qui – come in
mol i al i luoghi – p incipalmen e una c i ica al modello meccanicis ico, il quale necessi a di
en i à isse pe ende e s abile la p op ia desc izione del mondo. Non solo, esso mani es a la
sua limi a ezza quando p e ende di da e una spiegazione del mondo, men e quello che isul a
dal la o o di schema izzazione non può esse e nulla più di una desc izione dello s esso. Il
4 OFN V/2, 11 [270].
5 Pe alcune conside azioni su ques a ema ica si edano G. A
BEL
, Nie zsche con a “Selbs e hal ung”.
S eige ung de Mach und ewige Wiede keh , «Nie zsche S udien» 10/11 (1981/1982), pp. 367-348 e W.
S
TEGMAIER
, Da win, Da winismus, Nie zsche zum P oblem de E olu ion, «Nie zsche S udien» 16 (1987), pp.
264-287.
6 FW, § 112.
57
pe ezionamen o della scienza si è s ol o nella di ezione di una de e minazione semp e più
p ecisa della s u u a della eal à, una s u u a che pe ò non appa iene alla na u a in ima del
mondo, ma ne occa solamen e la supe icie. Una de e minazione quan i a i a lascia die o a
sé mol i al i aspe i, che non possono esse e conside a i inin luen i. Alla ine, quindi,
secondo Nie zsche «abbiamo eso pe e a l’immagine del di eni e, ma non siamo app oda i
ol e l’immagine, die o l’immagine»7, non siamo iusci i a delinea ne in alcun modo il senso,
ealizzando quindi una isione del mondo a ida e edda, che semb a non esse e al o che un
in oluc o uo o.
È così che, in chiusu a del suo es o, Nie zsche a acca i isici in ques i e mini:
Non sa ebbe assai e osimile che in p imo luogo si lasci a e a e p op io quel che l’esis enza
ha di più supe iciale ed es e io e – il massimamen e appa en e, la sua epide mide e il suo
ma e ializza si? e che o se si lasci addi i u a a e a e solo ques o? Un’in e p e azione
«scien i ica» del mondo, come l’in ende e oi, po ebbe esse e di conseguenza pu semp e una
delle più po e e di senso: sia de o ciò pe gli o ecchi e la coscienza dei signo i meccanicis i che
oggi s’in u olano olen ie i a i iloso i, e sono senz’al o dell’opinione che la meccanica sia la
eo ia delle leggi p ime e ul ime, sulle quali ogni esis enza do ebbe esse e edi ica a come sop a
le sue ondamen a. Tu a ia un mondo essenzialmen e meccanico sa ebbe un mondo
essenzialmen e p i o di senso!
8
Delineando l’o igine della nozione di sos anza Nie zsche a i e à p es o a discu e e i
ca a e i di un sape e scien i ico anco a lega o all’an ico modello a omis ico che la o a con
pa icelle elemen a i che al o non sono che i co puscoli ma e iali di ca esiana memo ia, ma
allo s esso empo pun o di i e imen o di una c i ica a qualsiasi sis ema me a isico che
p e enda di indi idua e en i à s abili ed e e ne che appa e ebbe o pe o za di cose ad una
eal à di e en e da quella in con inuo di eni e del mondo na u ale. Analizza e in ques i
e mini la scienza signi ica pe il iloso o in e eni e in un ambi o di g ande impo anza pe
la dimensione cul u ale a lui con empo anea, ile ando al suo in e no un ondamen o
me a isico che a cade e la sua p esun a sepa azione dalla p ospe i a eligiosa e dal ela i o
modello assiologico. In ques o modo Nie zsche iene ad a ibui e all’imp esa scien i ica la
medesima allibili à di qualsiasi disco so ol o ad indi idua e un i e imen o es e no come
ondamen o del conosce e e dell’agi e p op i dell’uomo e la inse isce pienamen e nell’ambi o
cul u ale che do à esse e so opos o ad una as alu azione dei alo i; essa non può
7 Ibidem.
8 I i, § 373.
64
p ospe i a epis emologica, en ando in pa icola e nel me i o della de inizione del ca a e e
economico della scienza. Le p ime conside azioni che l’aus iaco s olse in p oposi o e ano
sca u i e du an e il pe iodo iniziale della sua libe a docenza, quando ebbe modo di osse a e
con a enzione la me odologia del la o o dei ice ca o i, iconoscendo «la peculia i à del lo o
modo di p ocede e nella scel a dei mezzi più semplici, economici e con enien i, in g ado di
condu e allo scopo deside a o»26. La endenza p op ia degli uomini di scienza consis e
nell’impos a e il p op io la o o in modo da o ene e come isul a o modelli eo ici di ol a in
ol a più semplici e do a i di una maggio e po enza esplica i a, che pe me ano cioè il
ispa mio delle ene gie nel momen o della lo o applicazione e asmissione. Con inua Mach:
«Quan o più ampiamen e e p o ondamen e si analizzano i me odi scien i ici e la cos uzione
logico-ma ema ica sis ema ica, o dina ice, sempli ica ice, an o più si iconosce l’agi e
scien i ico in quan o agi e economico»27. Fino a qui la i lessione appa e linea e e – a di la
u a – neppu e pa icola men e o iginale; lo schema di a i i à del la o o in elle uale del
ice ca o e è in a i modella o sulla i a p odu i a di un qualsiasi la o a o e a igiano28,
s ol a nel en a i o di ispa mia e le p op ie ene gie aggiungendo comunque la massima
p odu i i à. L’aspe o più in e essan e, pe ò, eme ge dal passaggio immedia amen e
successi o:
Da s uden e di ginnasio enni a conoscenza già nel 1854 della eo ia di Lama ck, g azie al mio
s ima issimo p o esso e F. X. Wessely: e o dunque ben p epa a o a ecepi e le idee di Da win,
pubblica e nel 1859. Ques e di enne o ope an i già nelle lezioni che enni a G az a il 1864 e il
1867 e si esp esse o nella concezione della compe izione a le idee scien i iche come lo a pe
l’esis enza, come sop a i enza della più ada a. Tale edu a non con addice la concezione
economica, ma si può iuni e, comple ando ques ’ul ima, in un’esposizione biologico-economica
della eo ia della conoscenza: l’ada amen o delle idee ai a i e l’ada amen o delle idee a lo o.
Ogni p ocesso biologico a o e ole è un p ocesso di au oconse azione, come ale esso è allo
s esso empo un p ocesso ada i o, e in quan o s an aggioso pe l’indi iduo esso è un p ocesso
economico. Tu i i p ocessi conosci i i sono casi pa icola i o pa i di p ocessi biologici
an aggiosi, in a i il compo amen o isico-biologico degli esse i i en i supe io i, maggio men e
o ganizza i, iene code e mina o e comple a o dal p ocesso in e io e del conosce e, del pensa e.
26 E. M
ACH
, Le idee guida della mia conoscenza scien i ica, in E.
M
ACH
, Scienza a s o ia e c i ica, accol a di
sc i i in aduzione i aliana a cu a di L. G
UZZARDI
, Monza 2005, p. 115. L’a icolo o iginale compa e in
edesco col i olo Die Lei gedanken meine na u wissenscha lichen E kenn nisleh e und ih e Au nahme du ch
die Zei genossen, «Scien ia» 7 (1910), pp. 225-240.
27 I i, pp. 115-116.
28 C . i i, p. 119: «I mo imen i is in i i del sel aggio, gli abili maneggi dell’a igiano, app esi in manie a semi-
inconscia, sono la p epa azione dei conce i del ice ca o e».

65
Nel p ocesso della conoscenza si possono senz’al o no a e le più di e se p op ie à; noi lo
ca a e izziamo anzi u o come biologico ed economico, cioè escludendo a i i à inalizza e.
29
Ad una p ima le u a il es o appa e pe e amen e in linea con le osse azioni s ol e da
En iques nel passo in cui esso è ci a o, do e appun o egli pa la a di una possibile
connessione della edu a biologica con quella economica in una p ospe i a che in e p e asse
la dinamica della ice ca scien i ica secondo il modello e olu i o p op io di Da win. Il
disco so, quindi, ima ebbe incola o ad un ambi o p e amen e me odologico, an o in Mach
quan o in En iques. Il p imo, in a i, nel passo sop a conside a o pa la di un’analisi dei
me odi scien i ici e della possibili à di alu a e la «compe izione a le idee scien i iche come
lo a pe l’esis enza» (co si o mio). In ques o senso l’applicazione del modello e olu i o alla
dinamica della ice ca scien i ica iene ad esse e qualcosa che si con igu a nei e mini di una
alu azione me a o ica, nel senso di una in e p e azione del me odo scien i ico s ol a da un
pun o di is a assolu amen e es e no – così, c edo, nella le u a di En iques. Tu a ia, imane
il dubbio che la modali à di connessione della s e a biologica e di quella economica non sia
a a a in manie a app o ondi a e che imangano alcuni elemen i che possono spinge e e so
una di e sa in e p e azione della cosa che pe me a alla ine di da e un senso più p eciso alla
possibili à di applicazione di una simile me a o a e olu i a. In ondo, come si è de o,
l’occasione dell’a icolo di Mach e a s a a la polemica ape a da Planck, pe cui il ema
p incipale do e a necessa iamen e igua da e la discussione delle sue obiezioni men e
l’a gomen o ela i o alla conside azione biologico-economica po e a esse e a a o
ma ginalmen e ed in manie a non app o ondi a, seppu esso osse s a o p eso in
conside azione nella sezione iniziale. Vi sono pe ò al i aspe i a pa i e dai quali isul a
possibile in ende e la dimensione economica come più s e amen e connessa all’imp esa
scien i ica e lega a a quella biologica in agione di una necessi à di ondo, quale è la
conse azione della specie in una p ospe i a di “lo a pe la i a”. Una le u a più
app o ondi a, in a i, conduce ad un idimensionamen o di quell’in e esse p a ico p op io del
disco so me odologico al quale Mach semb a a e i e imen o e che compa e in di e si al i
passi della sua p oduzione
30, o meglio anco a ad una sua ide inizione, i elando al suo
29 I i, p. 116.
30
Si eda a pe esempio Me, pp. 470-472, do e si legge: «Tu a la scienza ha lo scopo di sos i ui e, ossia di
economizza e espe ienze median e la ip oduzione e l’an icipazione di a i nel pensie o. (…) La comunicazione
del sape e a a e so l’insegnamen o asme e all’allie o l’espe ienza compiu a da al i, gli pe me e cioè di
ispa mia e espe ienza. (…) Non ip oduciamo mai i a i nella lo o comple ezza, ma solo in quei lo o aspe i
che sono impo an i pe noi, in is a di uno scopo na o di e amen e o indi e amen e da un in e esse p a ico. Le
nos e ip oduzioni sono pe ciò semp e delle as azioni. Anche qui è e iden e la endenza all’economia».
66
in e no un’in inseca necessi à di ma ice e iden emen e da winiana31. Già nell’a icolo che si
s a p endendo in conside azione è signi ica i o il i e imen o ai ca a e i dell’a i i à
conosci i a, in esa come caso pa icola e di p ocessi biologici an aggiosi e quindi do a i di
un alo e ada a i o. Dal momen o che, in al i passi es apolabili dall’in e a p oduzione di
Mach, è possibile osse a e la sua endenza ad inse i e la scienza nel più gene ale s iluppo
della acol à conosci i a, non semb a sbaglia o immagina e che ques a ai suoi occhi possegga
alcune ca a e is iche speci iche de i an i di e amen e dal uolo da essa s ol o all’in e no
delle a i i à umane in ese nel senso più ampio. Se si conside a ques a connessione di e a a
a i i à scien i ica e p ocesso conosci i o, pe cui la p ima non iene ad esse e al o che un
momen o pa icola men e s iluppa o ed a icola o del secondo, si a i a a po e da e una
gius i icazione della possibili à di applicazione della me a o a e olu i a, nel senso che
ques ’ul ima iene a ca a e izza e la s essa necessi à del sape e scien i ico, s u u a o
economicamen e.
Robe Musil, nel suo la o o dedica o allo scienzia o aus iaco, sos iene una posizione
pa icola men e a en a alle ques ioni biologiche so ese all’impian o scien i ico. Nella sua
disamina p elimina e del pensie o di Mach, unzionale ad una successi a c i ica dei pun i
deboli della sua i lessione epis emologica, egli p es a a enzione alla dinamica p op ia
dell’a icolazione di ale disciplina a on ando un p oblema che, se messo di e amen e a
con on o con la posizione di En iques, pe me e di a e chia ezza sul i e imen o alla
necessi à che è s a o appena osse a o. Nella p ima pa e del es o egli iassume le esi
p incipali sos enu e da Mach osse ando, nel caso della scienza, come ques ’ul imo inisca
pe conside a la «nien e di più che un mezzo pe domina e i a i, esosi necessa io nella lo a
pe l’esis enza»; in al e pa ole, essa iene da lui subo dina a «al pensie o dell’e oluzione.
Tu e le sue leggi (…) appaiono come sussidi economici pe po ci in un appo o
p a icamen e su icien e con il nos o ambien e»32. Lo s esso En iques nei P oblemi della
scienza a e a espos o la cosa in e mini del u o simili, a e mando che «la acili à della
31 Occo e a ques o pun o ope a e una chia i icazione, osse ando che nel pa la e di da winismo in endo
i e i mi ad una assimilazione pe lo più indi e a e media a da pa e di Mach delle eo ie del na u alis a inglese.
Il a o che nei suoi sc i i egli ci i esplici amen e il nome di Da win (come nel caso dell’a icolo del 1910) non
compo a necessa iamen e che egli accia di e o i e imen o alle sue ope e, an o più che pe una co e a e
app o ondi a le u a delle s esse occo e aspe a e di e si anni dalla pubblicazione dell’O igine delle specie, ben
ol e gli anni ’80 (pe iodo al quale isalgono gli al i sc i i machiani nei quali ques o i e imen o è esplici o). Mi
pe me o qui di u ilizza e ugualmen e il e mine da winismo piu os o del più gene ico e oluzionismo,
p e e endolo a ques ’ul imo p ima di u o pe ché i è comunque da pa e dell’aus iaco una endenza a
ci cosc i e e la p ospe i a a a e so il i e imen o al pun o di is a di Da win ed in secondo luogo pe ché è
mia in enzione inse i e il pensie o di Mach all’in e no di una speci ica p ospe i a e oluzionis a che accia
i e imen o al pa icola e meccanismo della lo a pe la sop a i enza e (anche se in misu a meno esplici a)
della selezione na u ale.
32 R. M
USIL
, Sulle eo ie di Mach, ad. i . Milano 1973, p. 5.
67
p e isione iene conside a a da Mach come lo scopo della scel a, che in ogni momen o dello
s iluppo scien i ico si a a eo ie equi alen i; più p ecisamen e il Mach esp ime ques o
scopo dicendo che la conoscenza ende ad assume e la o ma più economica. E la legge di
economia è pensa a come un p incipio di selezione na u ale, nella lo a a le di e se
app esen azioni dei medesimi a i, che si s olge nel campo indi iduale e sociale»33.
Sebbene i due passi seguano una p ospe i a comune, c edo sia possibile indi idua e una
di e enza ondamen ale di in e p e azione nell’aspe o, so olinea o da Musil, ela i o alla
necessi à del mezzo scien i ico ai ini della lo a pe la sop a i enza. Nel caso del p incipio
di economia, cioè, non si a e ebbe di uno schema pensa o sulla base del modello del
p incipio di selezione na u ale – come semb a conside a lo l’i aliano –, quan o piu os o di
una di e a conseguenza dello s esso. In al e pa ole, se En iques insis e nel pa la e di una
«lo a a le eo ie scien i iche»34 a ibuendo a ques e ul ime il ca a e e dell’economici à e
conside ando ale elemen o come ope an e esclusi amen e ai ini di una selezione a le a ie
eo ie, la i lessione di Musil in e iene in ece all’in e no di un piano in e io e o, in al i
e mini, o igina io. La conside azione di una necessi à in inseca alla disciplina scien i ica,
connessa al suo inse imen o all’in e no della più gene ale a i i à conosci i a e sop a u o al
a o di esse e pos a da Mach «so o il pun o di is a della conse azione»35 a di essa un
elemen o de e minan e pe la lo a pe la sop a i enza dell’uomo. Nella sua in e p e azione
degli sc i i dell’aus iaco è la scienza s essa a app esen a e un sussidio nel p ocesso di
ada amen o e di sop a i enza dell’indi iduo ed essa po a con sé, come sua ca a e is ica
speci ica, l’economici à. In ques o caso, quindi, è la scienza a possede e il ca a e e
economico che poi si i le e nelle singole eo ie e ques o ca a e e le de i a dal piano della
conoscenza al quale essa si o a connessa e all’in e no del quale è possibile indi idua e una
speci ica a i i à di sempli icazione che cos i uisce pe l’uomo un e o e p op io an aggio
sele i o. In al i e mini, la ice ca scien i ica non appa e economica, è economica.
Ce amen e, la dinamica di selezione delle eo ie non può esse e in esa come una lo a pe la
sop a i enza in senso p op io, ma solo me a o icamen e; u a ia, nel caso più gene ale
dell’imp esa scien i ica, essa è cos ui a al di sop a di un p ocesso conosci i o che si
con igu a di pe sé come un’a i i à di sempli icazione. È p ecisamen e ques o p ocesso, al
e mine del quale si o a la scienza s essa, ad in e eni e nella conse azione dell’indi iduo,
e quindi esso può esse e co e amen e inse i o in una dimensione e olu i a.
33 F. E
NRIQUES
, P oblemi della scienza ci ., p. 149.
34 F. E
NRIQUES
, Scienza e azionalismo ci ., p. 7.
35 R. M
USIL
, op. ci . p. 11.
68
Tu o il disco so s ol o in qui isul a più chia o nel momen o in cui si conside i il la o o
scien i ico so o un duplice p o ilo. In e e i l’analisi di En iques è pe alcuni aspe i co e a
e ade en e alla a azione dell’aus iaco, ma essa mos a di imane e anco a a su di un li ello
pe così di e seconda io, addi i u a in senso c onologico, della cosa, li ello che comunque
iene enu o in g ande conside azione dallo s esso Mach e che app esen a alla ine il piano
nei con on i del quale egli i olge il p op io in e esse. In al e pa ole, quando Mach, in un
es o che isale al 1883 ma che enne pubblica o solamen e dodici anni dopo, a e ma che «le
idee che pe più an ica espe ienza sono di enu e più o ie, si a ollano quasi lo ando pe la
p op ia esis enza ogni qual ol a si a a di comp ende e un nuo o da o dell’espe ienza»36,
s a esponendo p ecisamen e quello cui En iques a e a a o i e imen o, u ilizzando
me a o icamen e l’immagine e olu i a pe desc i e e il con on o a eo ie i ali. Nel caso
della lo a a le idee, pe ò, ci si o a in un momen o nel quale la scienza ha già s ol o il suo
compi o, nel senso che è già s a a compiu a quell’ope azione di o ganizzazione conce uale
dei da i sensibili che pe me e all’uomo di o ien a si all’in e no del mondo. Si è già compiu o,
cioè, quello a cui Musil ace a i e imen o, l’a i i à della scienza unzionale alla selezione
della specie uomo – e qui, e iden emen e, non si ha più a che a e con me a o e.
L’aspe o p incipale sul quale occo e concen a si nel momen o in cui si oglia discu e e la
possibili à di indi idua e un ondamen o da winiano all’in e no del pensie o di Mach è
p ecisamen e ques o piano in e io e del so ge e della scienza, nel momen o in cui essa i ela
la sua e a unzione di ausilio in una p ospe i a di lo a pe la sop a i enza. Da quan o
iene messo in luce da Musil essa, «come in gene ale u a quan a l’a i i à dell’uomo», iene
pos a dall’aus iaco «so o il pun o di is a della conse azione, non di e samen e da quan o
accade pe l’a i i à dell’o ganismo in imo»37; ale aspe o eme ge abbas anza chia amen e da
alcuni passi del capi olo delle Le u e scien i iche popola i appena conside a o e dalla sua
ielabo azione inse i a in Die P incipien de Wä meleh e del 1896 che o a e à p esa più
de aglia amen e in esame.
Se in una p ospe i a pu amen e epis emologica Mach si concen a sulla dimensione
ela i a alla me odologia della ice ca scien i ica, ques o non a i a u a ia ad esau i e la
icchezza del p incipio di economia della scienza da lui de ini o. In a i, è possibile
indi idua e alcuni aspe i p imi i i o isiologici conce nen i la o mazione dell’appa a o
scien i ico e che, se p esi in esame, conducono ad in e essan i conseguenze sul piano
iloso ico. La conside azione dalla quale è necessa io pa i e pe app o ondi e la cosa
igua da l’inse imen o della scienza nell’ambi o dell’a i i à conosci i a, inse imen o di cui si
36 PV, T as o mazione e ada amen o del pensie o scien i ico p. 179.
37 R. M
USIL
, op. ci . p. 11.
69
è p eceden emen e a a menzione p esen ando la esi di Nie zsche e che iene ope a o dallo
s esso Mach in manie a esplici a. Ques o a o isul a essenziale, pe ché solo enendo con o di
esso è possibile comp ende e come lo scienzia o a i i ad a e ma e che l’a i i à scien i ica
si p esen i esclusi amen e come «un aspe o del nos o s iluppo o ganico». P ima di
conclude e in ques i e mini Mach esp ime alcune osse azioni signi ica i e:
La nos a in e a i a psichica, ed in pa icola e l’a i i à scien i ica, consis e in una con inua
co ezione delle app esen azioni. (…) I pensie i sono p ocessi o ganici. Il mu amen o del nos o
modo di pensa e è la eazione più a ina a del nos o s iluppo o ganico, il quale, conside a o
so o ques o aspe o, isul a immedia amen e e iden e. (…) Pe an o, la nos a in e a a i i à
scien i ica si p esen a esclusi amen e come un aspe o del nos o s iluppo o ganico.
38
L’a i i à scien i ica iene conside a a in pe e a con inui à con l’a i i à psichica e quindi
con l’a i i à conosci i a; semplicemen e, essa si con igu a come una o ma es emamen e
a ina a di ques ’ul ima, do a a cioè di un’e icacia mol o maggio e e, non da ul imo, di una
o ma supe io e di consape olezza. Il da o in e essan e che eme ge da ques e pagine consis e
nella de e minazione dei p ocessi conosci i i in chia e e oluzionis ica; esso si i o a in al i
luoghi dello s esso es o:
L’uomo è domina o dalla endenza all’au oconse azione. (…) Ogni ico do, ogni
app esen azione, ogni conoscenza inizialmen e a e ano alo e solo in quan o indica ano
all’uomo la di ezione gius a da segui e. L’a i i à app esen a i a ispecchia i a i, in eg ando
quelli osse a i solo in modo pa ziale a a e so il p incipio di somiglianza (pe associazione) e
allegge isce gli uomini, ponendoli in una posizione a o e ole.
39
So o il pun o di is a della conse azione, la app esen azione assume un uolo
de e minan e pe quan o igua da la capaci à dell’uomo – in eso come specie – di o ien a si
all’in e no della eal à sensibile. La conoscenza, pe usa e e mini del diba i o a uale, può
esse e conside a a una quali à eme gen e dell’o ganismo, che quindi sca u isce dal suo
in e no e, nella isione di Mach, e ol e assieme ad esso: «i pensie i – a e ma – non sono
en i à sepa a e. Essi sono piu os o mani es azioni della i a o ganica»
40. Tu o ques o iene
esp esso nel es o del 1896, ma si o a espos o anco a meglio in alcuni passi che
appa engono ad una s esu a p eceden e del capi olo, isalen e al 1883:
38 PW, Umbildung und Anpassung im na u wissenscha lichen Denken p. 390.
39 I i, Die En wicklung de Wissenscha , p. 365.
40 I i, Umbildung und Anpassung im na u wissenscha lichen Denken, p. 382.

70
Mi sia concesso (…) di conside a e il p og esso che la cognizione della na u a de e alla luce
i adia a della do ina dell’e oluzione. Poiché la cognizione è una mani es azione della na u a
o ganica. E quan unque il modo di esse e dei pensie i non possa esse e in u o simile a quello
delle o me i en i, e si debba e i a e qualsiasi o za a compa azione, u a ia la legge gene ale
dell’e oluzione e della as o mazione, se Da win ha edu o gius o, de e a e alo e anche pe
essi.
41
Le idee non sono u a la i a; esse sono come una splendida e ugace io i u a che illumina la
ia della olon à. Ma esse sono pu e il più e icace eagen e che ope i nella nos a e oluzione
o ganica. E la as o mazione che sen iamo a eni e in noi come e e o di esse, non può esse e
con es a a da nessuna eo ia, né è necessa io che essa ci sia dimos a a, pe ché ne abbiamo la
ce ezza di e a. Così la as o mazione in elle uale da noi conside a a ci appa e come una pa e
della uni e sale e oluzione della i a, dell’ada amen o ad un campo di ope azioni semp e più
as o.
42
Nel p imo di ques i passi, in pa icola e, è possibile indi idua e una ce a a enzione da
pa e dello scienzia o nell’a ibui e allo s iluppo della conoscenza ca a e i p e amen e
e oluzionis ici; p op io pe ques o penso che il i e imen o alla nozione di eme genza possa
esse e u ile, dal momen o che con una ale nozione si desc i e qualcosa che, pu de i ando
di e amen e dal sos a o o ganico, non gli appa iene comple amen e e mani es a ca a e i
non iducibili esclusi amen e alla sua dinamica s u u ale. Mach dunque conside a che, se la
no ma e oluzionis ica di Da win è applicabile nel caso della o ma i en e, essa non lo è più
quando si a i di de ini e la conoscenza, o pe lo meno non di e amen e, nel senso che è
comunque possibile a la ale e come eu is ica ai ini di una miglio e comp ensione del
p og esso che ques ’ul ima ha segui o. Res a il a o che in una p ospe i a e olu i a la
conoscenza, in quan o unzione supe io e dell’o ganismo, de e la sua nasci a allo s iluppo
della acol à in elle i a, e quindi non può esse e isola a dal gene ale p ocesso di c esci a e di
ada amen o della specie i en e cui appa iene.
L’aspe o della ques ione che assume maggio ilie o, in pa icola e se la si uole ende e
unzionale ad un con on o con la gnoseologia di Nie zsche, igua da la possibili à di
ecupe a e alla base del p incipio di economia un ondamen o biologico che le dia s u u a e
signi ica o. In una in e p e azione di ques a esi di Mach de e esse e conside a o il a o che
la sempli icazione ope a a dalla scienza non sia un’a i i à au onoma, che cioè la ca a e izza
41 PV, T as o mazione ed ada amen o nel pensie o scien i ico, pp. 170-171.
42 I i, p. 183.
71
in manie a uni oca appa enendo solo ad essa, dal momen o che qualsiasi p ocesso
conosci i o, pe quan o semplice e p imi i o, iene a de e mina e una schema izzazione del
eale ed una sua aduzione in o me che isolano e issano nessi ela i amen e s abili.
Pe an o, il ca a e e economico che ad essa iene a ibui o de i a di e amen e da ques a
a i i à di sempli icazione che app esen a l’elemen o speci ico che pe me e all’uomo di
ele a si sulle al e specie e di muo e si in manie a più disin ol a, apida e p odu i a
all’in e no del mondo, cos i uendo pe ques ’ul imo un an aggio sele i o. La conside azione
biologica possiede dunque un elemen o che la accomuna a quella economica dal momen o
che anche la p ima chiama in causa un disco so che igua da una sempli icazione conce uale,
na u almen e do a a di ca a e is iche peculia i (come ad esempio il suo appa ene e ad una
s e a inconscia) e unzionale alla sop a i enza e alla conse azione dell’indi iduo. A
ques o pun o, ecupe ando pe un momen o il es o del 1910 dal quale si è olu o pa i e, è
possibile osse a e che la connessione del piano biologico con quello economico o a una
onda a gius i icazione. Il a o e ela i o all’aspe o economico che Mach a e a ile a o in
gio en ù nella me odologia del ice ca o e e dell’a igiano si sposa in a i con una p ospe i a
biologica pe ché ien a in una comune dimensione comp ensibile in chia e e olu i a; come
è s a o e idenzia o, in a i, l’economici à è una ca a e is ica che può esse e onda a da una
analisi in e mini biologici che accia i e imen o a Da win. Non si a a più di applica e una
semplice me a o a, quan o piu os o di ile a e il a o che il ca a e e peculia e dell’a i i à
scien i ica si mani es a nelle eo ie da essa elabo a e nei e mini di una speci ica economici à
d’impian o. A ques o p oposi o lo s esso Musil a e a comp eso quan o s e amen e ques i
due piani andasse o connessi una ol a che osse s a o ammesso l’inse imen o della scienza
so o il pun o di is a della conse azione. Egli in a i, dopo a e conside a o il modo in cui
Mach a e a a a o la dimensione app esen a i a inse endola a i di e si p ocessi i ali
dell’uomo da lui in esi come a i i à ondamen ali ai ini della conse azione della i a,
conclude in ques o modo:
Ma una ol a che si applichi l’idea gene ale di e oluzione alla scienza, ne consegue di pe sé
che la scienza icade so o la p ospe i a della con inui à e dell’economia, giacché ques e ul ime
sono appun o elemen i in eg an i della eo ia dell’e oluzione; d’al a pa e l’applicazione di
ques e p ospe i e al pensie o medesimo è una dimos azione e oa i a pe gius i ica e qui il
ico so alla eo ia dell’e oluzione.
43
43 R. M
USIL
, op. ci . p. 11.
72
La conside azione che la scienza cos i uisca pe l’uomo un elemen o sele i o ai ini della
p op ia sop a i enza po a quindi con sé il ca a e e economico, ondandolo su di una base
s e amen e biologica. Il a o che nelle sue i lessioni conclusi e Musil a i l’economia
come un ca a e e che de i a di e amen e dal modello e olu i o app esen a o se l’aspe o
più signi ica i o nell’o izzon e ema ico della p esen e ice ca, dal momen o che egli me e in
luce mol o chia amen e quell’aspe o che si s a en ando di in accia e nelle i lessioni di
Mach. Esso, u a ia, chiama in causa quan o meno una discussione sulle esi o iginali
dell’e oluzionismo, an o più se si pa la di quello s e amen e da winiano. Sebbene ino a
ques o momen o si sia scel o di so e ma si esclusi amen e sulle conside azioni esp esse da
Mach e di segui e la sua p ospe i a senza la o a e sulla sua e e i a co ispondenza con le
on i, non pe ques o si in ende nega e la e ili à di un la o o che si concen i sulla ques ione
ela i a all’e e i a posizione di Da win in me i o e alla possibili à che su ques o pun o egli
si di e enzi dall’e oluzionismo allo a di uso. In al e pa ole, dalle es imonianze p ese in
esame (e anco più chia amen e da quelle che e anno discusse poco ol e) è possibile
osse a e come lo scienzia o a i il sape e scien i ico secondo ques a p ospe i a,
amme endo che in una dinamica di s iluppo e olu i o il ca a e e della economici à eme ga
necessa iamen e; così semb a ede e le cose anche Musil (e Nie zsche p ima di lui), ma
ques o non compo a che essi siano s a i edeli alle idee di Da win cui anno i e imen o e che
la lo o le u a non sia al o che una in e p e azione pe sonale delle esi del na u alis a – o se
schiaccia a su un gene ico e oluzionismo, o se iglia di discussioni di use nella seconda
me à dell’O ocen o e di posizioni allo a condi ise.
In ine, come so olinea Musil, il a o che Mach chiami in causa la dimensione conosci i a
e, inse endo al suo in e no la s essa a i i à scien i ica, ne so olinei la ondamen ale
impo anza in una p ospe i a e olu i a, iene ad esse e una dimos azione e oa i a pe
gius i ica e il ico so alla eo ia dell’e oluzione, pe chia i e cioè che ale disco so non uole
in alcun modo esse e s ol o come una semplice in e p e azione da in ende si in un senso
p e amen e me a o ico.
2.4 E o i in physiologicis
Il quad o dei passi nei quali Mach a on a l’aspe o ela i o alle ca a e is iche che in ende
a ibui e all’a o conosci i o e – conseguen emen e – all’imp esa scien i ica in una
p ospe i a di lo a pe la sop a i enza iene comple a o con alcune pagine del capi olo
delle Le u e scien i iche popola i p eceden e a quello sop a conside a o, in i ola o La na u a
economica delle in es igazioni isiche (sc i o pe una con e enza nel 1882). In esso iene
73
chia i a l’impo anza del p ocesso conosci i o ai ini della conse azione della i a e si
comp ende meglio in che e mini ada in eso il disco so ela i o all’o ganizzazione del
ma e iale pe ce i o. Le osse azioni di Mach in me i o sono pu oppo b e i e poco
app o ondi e, ma quan o meno o niscono un’idea della di ezione del disco so:
In olon a iamen e e quasi inconsciamen e l’uomo acquis a le sue p ime cognizioni in o no alla
na u a, is in i amen e ip oducendo ed immaginando i a i nella p op ia men e, ed in eg ando col
pensie o, più agile e eloce, i da i della len a espe ienza; ma ques o egli a innanzi u o pe il
p op io an aggio ma e iale. Egli, come l’animale, dal umo e udi o nel cespuglio a guisce la
p esenza del nemico, o pe così di e lo cos uisce nella sua men e; così dal guscio egli a guisce la
polpa del u o che egli ce ca, non al imen i da quello che acciamo noi, quando dalla linea
spe ale a gomen iamo la p esenza di un co po o dallo s o inio del e o la scin illa ele ica.
(…) Ques e p ime unzioni psichiche hanno nell’economia dell’o ganismo adici non meno salde
che il mo imen o o la diges ione. (…) Ques i p imi a i conosci i i cos i uiscono anche oggi il più
solido subs a o di ogni pensie o scien i ico.
44
L’elabo azione del da o pe ce i o iene ad esse e pe l’uomo un elemen o de e minan e
pe ince e la p op ia lo a pe la sop a i enza, dimos andosi più abile degli al i animali
nel ges i e la mol eplici à cao ica dei da i p o enien i dalla na u a. L’o ganizzazione, la
schema izzazione, l’indi iduazione di elemen i cos an i da po e u ilizza e come pun i issi
nel en a i o di po e le de ini e come e e e p op ie en i à sos anziali, anno pa e delle
ca a e is iche dell’a i i à conosci i a dell’uomo ed hanno cos i ui o pe lui un an aggio
sele i o indispensabile pe la sal agua dia della specie. Il da o ul e io e da ile a e in u o
ques o igua da anco a una ol a l’esplici o inse imen o della scienza nella linea di s iluppo
dell’a i i à conosci i a, dal momen o che gli a i p imi i i di ques ’ul ima engono qui
conside a i dallo scienzia o come «il più solido subs a o di ogni pensie o scien i ico». Già
ques a conclusione app esen a una posizione condi isa da Nie zsche, il quale nel 1881 a e a
sos enu o l’idea che la scienza non acesse «al o che condu e a an i l’immane p ocesso
comincia o con il p imo esse e o ganico», de inendola come «un po e e c ea o e, plasma o e,
cos i u i o»
45. Il disco so di Mach, pe ò, con inua in ques i e mini:
Se noi olessimo a ibui e alla na u a la acol à di p odu e in uguali condizioni uguali isul a i,
ques e ci cos anze uguali non le sap emmo o a e. La na u a non si ipe e. Sol an o la nos a
imi azione schema ica p oduce casi uguali. (…) Tu i i nos i s o zi di ispecchia e l’uni e so nel
44PV, La na u a economica delle in es igazioni isiche, pp. 145-146.
45 OFN V/2, 15 [7].
80
da winiano, la conside azione che un o gano si s iluppa in manie a casuale de e minando la
conse azione solo a pa i e da un an aggio ada a i o nei con on i dell’ambien e. Ciò si
può no a e nel p oseguo del es o, quando Nie zsche sc i e: «in quan o l’indi iduo, di on e
agli al i indi idui, uole conse a si, esso u ilizza pe lo più l’in elle o, in uno s a o na u ale
delle cose, sol an o pe inzione»59. Se si con on a il disco so s ol o in ques a sede con il
modo di a gomen a e degli anni successi i, si può osse a e in pa icola e che Nie zsche
ado a alcuni e mini cui p es e à g ande a enzione du an e la sua ma u i à iloso ica. Si
ende qui e iden e che il iloso o non ha anco a s ol o i con enu i più ca a e is ici del suo
pensie o, che lo po e anno a discu e e la possibili à di u ilizzo di de e mina e nozioni lega e
al senso comune. Pe esempio, in un disco so che igua di la conse azione della specie e à
bandi o il conce o di olon à, o pe lo meno il iloso o si p emuni à di u ilizza lo a
i gole e o comunque di declina lo in manie a assai di e sa dal signi ica o comunemen e
ado a o.
Anche se la a azione gio anile isul a esse e la p ima esposizione di una ques ione che
negli anni successi i Nie zsche a à modo di elabo a e e di a icchi e con elemen i
p o enien i dal da winismo, egli non ascu a la ca a e is ica ondamen ale che s a alla base
della o mazione dei conce i e non a i a ce o ad a ibui e a ques a a i i à una so a di
consape olezza. Essa iene a a a in e mini del u o a ini a quelli che Nie zsche ado e à
negli anni successi i, pun ando il di o in pa icola e sulla impossibili à da pa e dell’in elle o
di aggiunge e il ondo delle cose e la lo o e e i a eal à. Nella sua concezione, mu ua a
dalla iloso ia di Schopenhaue , gli uomini sono «p o ondamen e imme si nelle illusioni e
nelle immagini del sogno, il lo o occhio sci ola sulla supe icie delle cose, edendo “ o me”,
il lo o sen imen o non conduce mai alla e i à»60. Ques a idea è p esen e anche in un
ammen o di quel pe iodo, nel quale Nie zsche icalca i e mini del suo pad e iloso ico
de inendo l’in elle o come «una o za di supe icie»61. Nel a e ques o egli osse a che
l’elabo azione conce uale non coglie mai il ondamen o della eal à, il suo e o esse e, ma ne
a un’immagine quan i a i a, a ida e schema ica. Il i e imen o, come si è de o, è
Schopenhaue , e p ecisamen e quello del secondo olume dei Pa e ga e pa alipomena, do e
si legge:
Risul a chia o all’in elle o che esso è pe sua na u a des ina o a concepi e me e elazioni, cosa
su icien e al se izio di una olon à indi iduale, e che p op io pe ques o è essenzialmen e
59 WL, p. 357.
60 I i, p. 356.
61 OFN III/3/II, 19 [66].

81
di e o e so l’es e no ed anche qui è una me a o za di supe icie, come l’ele ici à, cioè coglie
sol an o la supe icie delle cose, non pe ò pene a nel lo o in e no, e p op io pe ques o poi non
iesce, di u i quegli esse i pe lui chia i e eali ogge i amen e, a comp ende ne del u o e
adicalmen e neppu e uno e neppu e il più piccolo e il più semplice, ma piu os o in ogni e
qualsiasi cosa l’aspe o p incipale imane pe lui un mis e o.62
Appa e con e idenza che il disco so di Nie zsche non si muo e su piani di e en i da quelli
che e anno ado a i successi amen e e nella sua e minologia si a e e sop a u o una
dipendenza dalla ema ica linguis ica. In un quade no di quegli s essi anni, in a i, egli
sos iene che «la logica è sol an o la schia i ù nei incoli del linguaggio. Ques ’ul imo ha
pe al o in sé un elemen o illogico, la me a o a, ecc. La o za logica a equipa a e ciò che è
diseguale, è quindi e e o della an asia. Su ciò si onda l’esis enza dei conce i, delle o me,
ecc.»63. Il i e imen o all’elemen o illogico ichiama un disco so che sa à ipico degli sc i i
successi i, o e esso è i e i o alla manie a di e a e dell’in elle o. È quindi possibile che
Nie zsche abbia comincia o a i le e e sulla possibili à che la acol à conosci i a sia
ca a e izza a da una cos i u i a allibili à p op io in con inui à con le posizioni ela i e alla
eo ia linguis ica ado a e in ques o pe iodo.
L’idea che l’uomo, a a e so la sua acol à conosci i a, non sia in g ado di elaziona si
con la eal à del mondo na u ale, è una posizione che è già s a a p esa in conside azione in
p ecedenza e che iden i ica il pensie o di Nie zsche su ques o a gomen o. L’al o elemen o
che o a spazio nel es o gio anile e che coglie un pun o a pa i e dal quale il iloso o
s olge à alcune i lessioni che di e anno cen ali negli anni della ma u i à iene de ini o con
pa icola e chia ezza in un ammen o di poco pos e io e, nel quale si legge: «Il conce o
so ge dal po e come uguale ciò che non lo è: cioè, ami e l’illusione che i sia qualcosa di
uguale, p esupponendo che esis ano iden i à: pe mezzo quindi di alse in uizioni»64. La
alsi icazione della eal à consis e p ima di u o in un indi idua e uguaglianze o e non e ne
sono; ques a ope azione isul a unzionale alla sempli icazione del lusso cao ico delle cose,
all’in e no del quale non esis e nulla di uguale e di pe sis en e (cioè uguale a se s esso). In Su
e i à e menzogna Nie zsche espone la cosa in ques i e mini:
Ogni pa ola di en a senz’al o un conce o, pe il a o che essa non è des ina a a se i e
e en ualmen e pe ico da e l’espe ienza p imi i a, non ipe u a e pe e amen e indi idualizza a,
ma de e ada a si al empo s esso a innume e oli casi più o meno simili, cioè – a igo e – mai
62 A.
S
CHOPENHAUER
, Pa e ga e pa alipomena, omo II, ad. i . a cu a di M. Ca pi ella, Milano 1983, p. 52.
63 OFN III/3/II, 29 [8].
64 OFN III/3/II, 23 [11].
82
uguali, e quindi a casi semplicemen e disuguali. Ogni conce o so ge con l’equipa azione di ciò
che non è uguale.
65
Il disco so iene a occa e gli s essi pun i espos i negli anni successi i, sal o l’u ilizzo della
e minologia qui lega a all’idea di un’a i i à che p oduce inzioni e me a o e. Pe il es o, i
emi ci sono u i, dalla conside azione dell’impossibili à da pa e dell’in elle o di scende e al
di so o della supe icie delle cose, alla osse azione ine en e al a o che di nulla si può
dichia a e l’uguaglianza, ino ad alcune signi ica i e conclusioni ela i e alla ques ione della
e i à. Ques ’ul ima, che poi è il eale ogge o di s udio del es o, iene c i ica a con una
a gomen azione in linea con le osse azioni in qui espos e, e quindi secondo una p ospe i a
che ima à p essoché in a ia a negli anni:
Che cos’è dunque la e i à? Un mobile ese ci o di me a o e, me onimie, an opomo ismi, in
b e e una somma di elazioni umane che sono s a e po enzia e poe icamen e e e o icamen e, che
sono s a e as e i e e abbelli e, e che dopo un lungo sonno semb ano a un popolo solide,
canoniche e incolan i: le e i à sono illusioni di cui si è dimen ica a la na u a illuso ia, sono
me a o e che si sono logo a e e hanno pe du o ogni o za sensibile (…).
66
Non e o i, dunque, come si o a dichia a o in al i luoghi
67, ma me a o e e me onimie, e
quindi espedien i poe ici e e o ici che ca a e izzano l’a eggiamen o es e ico dell’uomo nei
con on i della eal à che lo ci conda. È già p esen e, pe ò, l’idea che il ondamen o del
sape e de i i dalla abi udine ad u ilizza e un pa icola e pa imonio di elemen i, il cui alo e
consis e nella lo o u ili à p a ica che ga an isce la conse azione della i a, così come imane
ape a la possibili à di un ecupe o del co e o a eggiamen o da ene e nel con on o di
ques e cos uzioni, quasi osse possibile un is eglio da ques a so a di sonno dogma ico che
ha da o lo o s abili à. Anche qui, pe ò, pa allelamen e all’u ilizzo di una di e sa e minologia
es a il a o che la me a o a e olu i a non iene a a a in manie a adegua a, e idenziando
gli elemen i che la ca a e izzano, segno ques o che Nie zsche non a e a anco a p eso in
conside azione la cosa e che le sue osse azioni imangono segna e dalla posizione di
Schopenhaue e, nella e minologia, dalla le u a di Ge be .
65 WL, p. 360.
66 I i, p. 361. Nei quade ni di quegli anni si o a anche sc i o: «Come “ e o” iene dapp ima solo comp eso
ciò che di soli o è la me a o a abi uale – quindi sol an o un’illusione che pe l’uso equen e è di enu a abi uale
e non più sen i a come illusione: una me a o a dimen ica a, una me a o a, cioè, della quale si è dimen ica o che è
una me a o a.» (OFN III/3/I, 19 [229])
67 C . OFN VIII/3, 16 [54].
83
3.3 Noi colo is i
Lasciandosi alle spalle il es o gio anile pe p ende e in conside azione l’ope a che
Nie zsche de inisce come «il monumen o di una c isi»68, pun o di a i o di un pe co so che
dalla ilologia do e a esse e inalmen e app oda o ad una i lessione p op iamen e iloso ica,
è possibile osse a e che le p ospe i e ado a e nei con on i della eo ia della conoscenza
non subiscono modi icazioni essenziali. In Umano, oppo umano e nei quade ni di quegli
anni Nie zsche a on a la ques ione ine en e alla o mazione dei conce i seguendo le s esse
linee a gomen a i e che ip opo à negli anni successi i e che a e a accenna o b e emen e
nello sc i o mai pubblica o, in oducendo ques a ol a l’elemen o ela i o agli e o i
dell’in elle o ca a e is ico dei passi della Gaia Scienza che sono s a i ogge o di s udio. La
p ospe i a gene ale imane la s essa, quella conside azione schopenhaue iana ela i a al
uolo della conoscenza quale mezzo pe la conse azione della i a, ma i e mini della
ques ione engono app o ondi i e declina i in manie a pe ce i aspe i nuo a. In pa icola e,
Nie zsche comincia ad a anca si dalle posizioni di Schopenhaue , o ando in al i au o i
a gomen i che co eggono o con addicono la sua p ospe i a. Le sue p incipali
conside azioni in me i o si o ano espos e con chia ezza in un passo del 1877, che
app esen a pe an o un buon pun o di pa enza:
Men e Schopenhaue a e ma che il mondo della app esen azione dà a iconosce e nei a i
della sua sc i u a l’essenza dell’esis enza, logici più igo osi hanno nega o ogni connessione a
l’incondiziona o, il mondo me a isico e il mondo conosciu o: sicché nell’appa enza non
appa i ebbe a a o la cosa in sé. (…) Noi abbiamo a ol o l’appa enza negli e o i, anzi
l’abbiamo in eccia a con essi in modo che nessuno più può pensa e il mondo dell’appa enza
sepa a o dagli e o i. Dunque: le ca i e, illogiche abi udini, che l’in elle o e edi a in dalla
nasci a, hanno ape o u o quell’abisso a cosa in sé e appa enza: ques o abisso sussis e solo in
quan o sussis ono il nos o in elle o e i suoi e o i. Schopenhaue a sua ol a ha accol o insieme
u i i a i ca a e is ici del nos o mondo dell’appa enza, cioè di quella app esen azione del
mondo che noi e edi iamo in dalla nasci a in essu a di e o i dell’in elle o e, in ece di me e e
so o accusa l’in elle o, ha da o la colpa all’essenza delle cose, che sa ebbe la causa del ca a e e
e e i o del mondo. Una s o ia dello s iluppo del pensie o o à liquida e de ini i amen e
ambedue le concezioni; il suo isul a o po à o se esse e condensa o in ques a p oposizione: ciò
che noi oggi chiamiamo mondo è il isul a o di una g ande quan i à di e o i, che so se o
g adualmen e nello s iluppo complessi o della na u a o ganica, si in eccia ono l’uno nell’al o e
ci engono da i in e edi à come il pa imonio accol o da u o il passa o. La scienza igo osa può,
68 EH, Umano, oppo umano, § 1.
84
e e i amen e, solo in piccola misu a libe a ci da ques o mondo come app esen azione, in
quan o essa non è in g ado di spezza e il dominio di abi udini ances ali: essa può u a ia
illumina e la s o ia della nasci a di ques o mondo come app esen azione.
69
In ques a pagina Nie zsche occa i pun i essenziali della ques ione, a on ando il p oblema
del mondo appa en e ipo ando la sua o mazione all’a i i à dell’in elle o. La eal à
enomenica è la p oduzione conce uale dell’appa a o cogni i o umano, il quale elabo a in
manie a e onea il da o pe ce i o e non es i uisce l’e e i a s u u a della eal à delle cose.
Nie zsche a on a dichia a amen e le ques ioni p op ie del kan ismo, accogliendo da
Schopenhaue il p oblema della elazione a mondo appa en e e cosa in sé e ipensandolo
a a e so il con ibu o di al i au o i. T a ques i, il i e imen o a «logici più igo osi» imanda
ad A ikan Spi , di cui Nie zsche a e a le o l’ope a p incipale, Denken und Wi klichkei , già
nel 1873. Con ques ’ope a egli si p opone a di cos i ui e un inno amen o della iloso ia
c i ica, a pa i e da una analisi dei appo i a la e a essenza delle cose, l'incondiziona o, e il
mondo del di eni e, il condiziona o. A suo a iso una scienza dell'incondiziona o po e a
esse e appannaggio solo di una iloso ia dogma ica, cioè di una iloso ia che non si
p eoccupasse p elimina men e di indaga e la na u a, le leggi e i limi i della nos a capaci à
conosci i a. A pa i e da ques o egli giunge a alla dimos azione dell'impossibili à della
me a isica come scienza dell'incondiziona o, senza pe ò con ques o inuncia e alla possibili à
di una scienza del conce o dell'incondiziona o, necessa ia a guadagna e un supe io e pun o
di conside azione della eal à
70.
Da quan o è possibile osse a e, Nie zsche ip opone in ques o ammen o la p ospe i a
che a e a espos o nello sc i o gio anile, in oducendo pe ò nuo i elemen i pe desc i e e
l’a i i à speci ica dell’in elle o. È così che, accan o alla compa sa del e mine e o e come
po a o essenziale delle sue ope azioni, il iloso o in oduce l’elemen o ela i o alla
o mazione di ques a acol à a pa i e dalla na u a o ganica. La p ospe i a e olu i a semb a
acquis a e ilie o, nel momen o in cui si pa la di un so ge e g aduale di ques i e o i in
segui o allo s iluppo dell’o ganismo e al a o che essi di engono pa imonio dell’uomo che
li ice e in e edi à dal suo passa o ances ale. Ques e posizioni sono espos e in manie a più
de aglia a nel es o del 1878 e il ammen o in ques ione app esen a in e e i la
p epa azione del pa ag a o 16 di Umano, oppo umano, che a a p ecisamen e del appo o
a enomeno e cosa in sé. In esso si legge:
69 OFN IV/2, 23 [88].
70 Sull’in lusso del pensie o di Spi su Nie zsche, che accompagna la sua in e a p oduzione anche se spesso in
manie a non esplici a, si eda lo s udio di P.
D’I
ORIO
, La supe s izione dei iloso i c i ici,
www.hype nie zsche.o g/pdio io-3.
85
Non è s a a comunque enu a in conside azione la possibili à che quel quad o – ciò che pe noi
oggi si chiama i a ed espe ienza – sia di enu o a poco a poco, che sia anzi anco a in pieno
di eni e, e che non debba pe ciò esse e conside a o come g andezza issa, in base alla quale si
possa o mula e o anche sol an o nega e un giudizio sull’au o e (la agione su icien e). Pe il
a o che da millenni abbiamo sc u a o il mondo con p e ese mo ali, es e iche e eligiose, con
cieca inclinazione, passione o pau a, e abbiamo s a izia o nel pensie o non logico, ques o mondo
è di en a o a poco a poco così me a igliosamen e a iopin o, e ibile, p o ondo di signi ica o,
pieno d’anima e ha acquis a o colo e – ma i colo is i siamo s a i noi: l’in elle o umano ha a o
compa i e il enomeno e ha as e i o nelle cose le sue e onee concezioni ondamen ali. Ta di,
mol o a di – egli i le e: e o a il mondo dell’espe ienza e la cosa in sé gli appaiono così
s ao dina iamen e di e si e sepa a i, che i iu a di conclude e da quello a ques a; oppu e, in
manie a o idamen e mis e iosa, in i a a inuncia e al nos o in elle o, alla nos a olon à
pe sonale: pe giunge e all’essenziale a a e so il di en a e essenziali. Al i hanno dal can o lo o
accol o insieme u i i a i ca a e is ici del nos o mondo enomenico – cioè della
app esen azione del mondo abb ica a con e o i in elle uali e amanda aci in e edi à – e, in ece
di accusa e come colpe ole l’in elle o, hanno accusa o l’essenza delle cose come causa di ques o
ogge i o e mol o inquie an e ca a e e del mondo, e hanno p edica o la libe azione dall’esse e. Di
u e ques e concezioni si sba azze à in manie a de ini i a il con inuo e labo ioso p ocesso della
scienza, che ini à col celeb a e un gio no il suo più al o ion o in una s o ia della genesi del
pensie o, il cui isul a o po ebbe o se compendia si in ques a p oposizione: ciò che noi o a
chiamiamo il mondo, è il isul a o di una quan i à di e o i e di an asie che sono so i a poco a
poco nell’e oluzione complessi a degli esse i o ganici, e che sono c esciu i in ecciandosi gli uni
alle al e e ci engono o a asmessi in e edi à come eso o accumula o in u o il passa o – come
eso o: pe ché il alo e della nos a umani à iposa su di esso.
71
La conside azione p incipale è che l’immagine del mondo non sia a a o issa, da a una
ol a pe u e, ma app esen i un con enu o che è di enu o quello che ci si p esen a
a ualmen e e con inua a mu a e, a seconda dello s iluppo dell’a i i à in elle i a, e o au o e
di quel quad o. «I colo is i siamo s a i noi», dichia a Nie zsche; il mondo è una nos a
c eazione, la s u u a della eal à che siamo abi ua i a p ende e in conside azione non è al o
che una elabo azione del da o e e i o da pa e dell’in elle o, il quale pe ò si dimos a
limi a o e non può p escinde e dalle sue «e onee concezioni ondamen ali». L’uomo isul a
isiologicamen e impossibili a o a conosce e la cosa in sé, dal momen o che i suoi o gani
sono un appa a o sele i o, e quindi elabo ano il da o pe ce i o modi icandone la s u u a.
71 MA, § 16.

86
Le conclusioni di Nie zsche ip endono quelle del quade no, dichia ando una ce a iducia
ispe o al sape e scien i ico che, a a e so una ope azione s o ica (di cui si a à modo di
pa la e nei p ossimi capi oli) pe me e ebbe di impos a e una isione del p ocesso
dall’es e no, e quindi ogge i a. Assumendo ques o pun o di is a, isolandosi – pe quan o
solo pa zialmen e – da «an ichissime abi udini della sensazione», essa po ebbe a i a e a
« ischia a e la s o ia della nasci a di quel mondo come app esen azione»72 e me e e in luce
l’e onei à di quelle s u u e cui l’esse e o ganico si è o amai abi ua o. Ques e ul ime
engono qui de ini e come il « eso o accumula o in u o il passa o» in quan o elemen i sui
quali iposa il « alo e dell’umani à», in un modo che isuona nelle dichia azioni successi e
di Nie zsche, quando egli dichia a che la iducia in simili e o i app esen a «il lusso più
dispendioso che l’uomo possa pe me e si»73. Va no a o in ine che, ispe o al ammen o
sop a conside a o, in ques o pa ag a o il nome di Schopenhaue scompa e, enendo a
pe de si nell’anonima o di colo o i quali non iconoscono le esponsabili à dell’in elle o
nella o mazione del mondo enomenico. Inol e, men e in p ecedenza il pensie o di Spi
a e a app esen a o un elemen o di co ezione delle eo ie del iloso o edesco, o a Nie zsche
p e ede un supe amen o della s essa iloso ia dell’incondiziona o, a a e so
quell’ope azione s o ica di icos uzione della genesi del pensie o che egli a ida alla scienza
e che ai suoi occhi app esen a una possibile ia di usci a da u i i p oblemi di un sape e
in insecamen e me a isico.
Come si può no a e, nel ip opo e le sue esi gnoseologiche Nie zsche non sos iene più che
l’in elle o la o i a a e so la p oduzione di me a o e, ma ne pa la come se si o asse
incola o da una cos i u i a allibili à, e ando con inuamen e nel suo ope a e. La no i à
app esen a a da ques a e minologia, e quindi il mu amen o che a iene nel passaggio da Su
e i à e menzogna a Umano, oppo umano, è pa icola men e e iden e se si p ende in esame
il pa ag a o 11 del nuo o sc i o. Esso in a i isul a esse e quasi un sun o dell’ope a
gio anile, della quale engono ip opos e le esi p incipali concen ando l’a enzione sulla
ques ione del linguaggio. Ques ’ul imo, in pa icola e, iene indica o come uno s umen o
essenziale pe lo s iluppo della ci il à, in quan o g azie ad esso «l’uomo pose (…) un p op io
mondo accan o all’al o» e, a idandosi alla denominazione delle cose e a andole come
e i à assolu e ed immu abili, u in g ado di innalza si al di sop a dell’animale e di
consolida e la p op ia umani à. Il linguaggio è s a o conside a o dall’uomo come l’accesso ad
una eale conoscenza del mondo, ed in ques o iposa pe an o il suo alo e. Con inua
Nie zsche:
72 Ibidem.
73 OFN VIII/3, 16 [54].
87
Il c ea o e di linguaggio non e a così modes o da c ede e di da e alle cose appun o solo
denominazioni; al con a io egli immagina a di esp ime e con le pa ole la più al a sapienza sulle
cose; in eal à il linguaggio è il p imo g adino nello s o zo e so la scienza. La ede nella e i à
o a a è anche qui ciò da cui sono sca u i e le più po en i on i di ene gia. Mol o più a di – solo
oggi – comincia a balena e agli uomini che essi, con la lo o ede nel linguaggio, hanno p opaga o
un mos uoso e o e. Fo una amen e è oppo a di pe ché ciò possa a o na e indie o lo
s iluppo della agione, che poggia su quella ede. Anche la logica poggia su p emesse a cui nulla
co isponde nel mondo eale, pe esempio sul p esuppos o della uguaglianza delle cose,
dell’iden i à della s essa cosa in di e si pun i del empo; ma quella scienza so se dall’oppos a ede
(che ci osse o e amen e cose simili nel mondo eale). Così s anno le cose anche pe la
ma ema ica, che ce amen e non sa ebbe so a, se si osse sapu o in da p incipio che in na u a
non esis e né una linea esa amen e e a, né un e o ce chio, né una assolu a misu a di
g andezza.
74
L’a i i à che s a alla base del linguaggio iene indica a come un e o e essenziale che
l’uomo compie nel suo appo a si al mondo. Assumendo la p ospe i a dello sc i o Su e i à
e menzogna, egli a a ques a allibili à senza e idenzia e in modo pa icola e la sua
appa enenza all’essenza dell’in elle o; u a ia, ques o aspe o comincia a a si spazio
all’in e no del es o a pa i e dalle pagine seguen i, anche se pe una sua a azione più
de ini a occo e à aspe a e anco a qualche anno. Pa allelamen e alla compa sa di ques a
nuo a immagine, in Umano, oppo umano scompa e l’idea delle me a o e e delle inzioni;
o a l’uomo de e a e i con i con un qualcosa di ineliminabile, uno sbaglio dal quale non può
p escinde e e che pe ce i aspe i deno a una qualche esponsabili à nella o mazione del
mondo enomenico. È inu ile che si en i di accede e alla cosa in sé – semb a osse a e
Nie zsche – così come non ha senso a ibui e la colpa di ques a impossibili à alle cose s esse:
l’unico au o e della cos i uzione di un mondo appa en e è l’uomo, ed egli non può
p escinde e dal p op io allibile o gano di conoscenza.
Il passo si chiude ip oponendo un’al a ques ione a on a a nello sc i o gio anile e che
Nie zsche a e à nel segui o dell’ope a, quella ine en e alla nozione di uguaglianza, la quale
– come si è is o – isul a esse e il nucleo essenziale della alsi icazione della eal à ope a a
dall’in elle o e che quindi si pone all’o igine del pensie o logico. Ques o a gomen o iene
chiama o in causa in pa icola e nei pa ag a i 18 e 19, nei quali il iloso o esplici a i suoi
i e imen i kan iani e commen a alcuni aspe i ine en i alle ques ioni ondamen ali della
74 MA, § 11.
88
me a isica. Essa, in a i, è conside a a una disciplina che si dedica p incipalmen e a due
ogge i: la nozione di sos anza e quella della libe à del ole e. Esse appa engono all’uomo
solo in quali à di e onee o mazioni conce uali, semplici c edenze o ma esi o igina iamen e
negli o ganismi in e io i:
Dal pe iodo degli o ganismi in e io i in poi, l’uomo ha e edi a o la c edenza che ci siano cose
uguali (solo l’espe ienza oggia a a a e so la più al a scienza con addice ques a p oposizione).
La c edenza o igina ia di ogni esse e o ganico è, o se, sin dall’inizio addi i u a che u o il es o
del mondo sia uno e immo o. (…) Noi abbiamo ame, ma o igina iamen e non pensiamo che
l’o ganismo uole esse e conse a o, quella sensazione semb a a si ale e senza mo i o e scopo,
essa si isola e si conside a olon a ia. Dunque: la c edenza nella libe à e nella olon à è un e o e
o igina io di ogni esse e o ganico, an ico come l’epoca in cui esis ono in ques o mo i di logici à;
la c edenza in sos anze incondiziona e e in cose uguali è del pa i un e o e o igina io, al e an o
an ico, di ogni esse e o ganico. In quan o la me a isica si è di p e e enza occupa a di sos anza e di
libe à del ole e, la si può de ini e come la scienza che a a degli e o i ondamen ali dell’uomo
– pe ò come se osse o e i à ondamen ali.
75
L’idea che all’o igine di ogni p ocesso logico i sia un e o e di alu azione in base al
quale si amme e l’esis enza di en i à sos anziali iene assun a da Nie zsche a pa i e da una
posizione ondamen ale di Spi . Il iloso o, di a i, all’inizio di ques o pa ag a o ci a un passo
di Denken und Wi klichkei , so olineando come l’«eccellen e logico» au o e di ques ’ope a
abbia sapu o indi idua e le basi del pensie o in una «legge o igina ia del sogge o conoscen e
[che] consis e nell’in ima necessi à di conosce e ogni ogge o in sé, nel p op io esse e, come
un ogge o iden ico a se s esso, che esis e quindi di pe sé e imane in ondo semp e uguale e
immu abile, insomma come una sos anza»
76. Tale legge ondamen ale, con inua Nie zsche,
do à p es o esse e iconosciu a come di enu a, e quindi si e à a co egge e l’idea di Spi
che essa sia o igina ia e des ina a a non mu a e. In una p ospe i a che palesa semp e più la
sua dipendenza da un ce o e oluzionismo, Nie zsche ibadisce l’idea che la endenza a po e
l’uguaglianza si sia o ma a negli o ganismi in e io i pe poi mu a e nel co so dello s iluppo
delle specie. Il iloso o semplicemen e ip opone l’idea espos a poche pagine p ima,
di endendo la sua posizione secondo cui l’immagine del mondo che l’in elle o elabo a non
sia s a a semp e la s essa, ma sia enu a a de e mina si pa allelamen e all’e oluzione della
acol à conosci i a.
75 I i, § 18.
76 Ibidem. Il passo ci a o compa e a p. 177 del secondo olume dell’ope a di Spi nell’edizione del 1877,
possedu a da Nie zsche.
89
Lo s esso e o e ondamen ale «che ci siano più cose uguali (ma in eal à non c’è nien e di
uguale), o che pe lomeno ci siano cose (ma non ci sono “cose”)» iene conside a o da
Nie zsche come il pun o di pa enza della «scope a delle leggi dei nume i»77. Così acendo
egli es ende la p oblema ica alla ques ione della alidi à della desc izione della eal à ope a a
dalla scienza, solle ando un a gomen o che ca a e izze à le sue successi e c i iche a ale
disciplina. Essa in a i iene in da subi o pos a in s e a elazione con il sape e me a isico, in
quan o onda a sulle medesime basi conce uali:
[Nella do ina a omica] ci sen iamo anco semp e cos e i ad amme e e una «cosa», o
«subs a o» ma e iale che ien mosso, men e l’in e a p ocedu a scien i ica ha appun o pe segui o
il compi o di isol e e in mo imen o u o ciò che si p esen a come una cosa (che è ma e iale):
anche qui noi dis inguiamo anco a con la nos a sensazione ciò che muo e e ciò che è mosso e
non usciamo da ques o ci colo, pe ché la ede nelle cose è in dall’an ichi à connessa col nos o
esse e.
78
Il giudizio logico, che a ibuisce eal à alle p esun e “cose”, de e mina l’a i i à di quella
ele a a a icolazione della acol à conosci i a che è la scienza. La ede nell’esis enza di
qualche en i à s abile ed immu abile si i o a in ogni conside azione di cui l’uomo è capace,
appa enendogli cos i u i amen e e non po endo egli p escinde e da essa. Pe ques o mo i o
in ques a pagina Nie zsche in e iene in una de inizione del conce o di na u a, la quale
di en a in ogni aspe o una p oduzione dell’uomo, adica a nella allibili à dei suoi o gani di
senso:
Quando Kan dice che «l’in elle o non a inge le sue leggi dalla na u a ma le p esc i e a
ques a», ciò è pienamen e e o igua do al conce o di na u a che noi siamo cos e i a collega e
con essa (na u a = mondo come app esen azione, cioè come e o e), che è pe ò il compendio di
una mol i udine di e o i dell’in elle o. Le leggi dei nume i sono o almen e inapplicabili ad un
mondo che non sia nos a app esen azione: esse algono solo nel mondo umano.
79
Il mondo della app esen azione è il quad o che l’uomo ha dipin o, ma i cui colo i non
co ispondono alle in e o iginali dal momen o che egli non è in g ado di sceglie li
co e amen e. L’immagine che ne esce è quella di una na u a u ilizzabile, all’in e no della
quale è possibile agi e e sulla quale si può in e eni e, ma la cui eal à imane nascos a e
77 I i, § 19.
78 Ibidem.
79 Ibidem.
96
e di e o i. D’al a pa e, l’ada amen o dell’uomo all’ambien e non compo a di necessi à che
il suo in elle o elabo i il da o pe ce i o con o memen e alla na u a, pe cui è possibile che
una delle mol eplici cos i uzioni che si de e minano casualmen e si i eli e icace ai ini della
conse azione della specie. In e e i « inse e si conse ò quella ede con la quale u
possibile con inua e a i e e: non quella più e a, bensì quella più u ile»101. La ema ica
dell’e o e sulla quale si è olu o insis e e ino a ques o pun o esp ime ques a pa icola e
p ospe i a e olu i a, pun ando il di o sulla allibili à dell’appa a o conosci i o e sulla
manca a necessi à di un suo pe ezionamen o. È così che si delinea con chia ezza il disegno
che iene p esen a o nella Gaia Scienza e nei ammen i del 1881, o e si a a esplici amen e
di una p oduzione casuale di quegli e o i che i ela ono un pa icola e alo e ai ini della
conse azione della specie, di enendo così con enu o speci ico e basila e dell’umani à.
La elazione di Nie zsche con l’ope a di Da win a iene comunque anche ol e Lange,
a a e so la le u a di al i s udiosi che in quegli anni ne discu ono le esi e quindi senza che
il iloso o si occupi mai di e amen e dei suoi es i. Pe an o, i a i ammen i che in i ola
“an i-Da win”, così come u i i passi nei quali chiama in causa di e amen e il na u alis a,
sono semp e momen i in cui egli discu e esi ecupe a e da al e on i. T a ques e spiccano i
due e e en i della adizione edesca e inglese: da una pa e Haeckel, la cui ama isuonò in
dalle sue p ime pubblicazioni e che, pu nell’au onomia della ielabo azione, con inuò a
a a e la ques ione dello s iluppo na u ale delle specie; dall’al a i na u alis i inglesi ed in
pa icola e He be Spence . Ques ’ul imo e à a lungo s udia o da Nie zsche, che a à modo
di in e eni e sulle sue conclusioni e su quelle dei suoi colleghi; la sua posizione è
ca a e izza a da una o e a enzione alla ema ica mo ale e al p oblema della
na u alizzazione della s essa, ma essa si onda su una i lessione psicologica che può a e e
segna o Nie zsche, ponendosi in con inui à con le esi in qui espos e. Spence , in a i, nelle
sue ope e dedica e all’o igine del pensie o, sos iene l’idea di una e oluzione della psiche che
coin olge u i i g adi dello s iluppo o ganico, dagli esse i in e io i ino all’uomo; essa iene
da lui in esa come un p og esso con inuo dalle o me in e io i, uni o mi ed omogenee, alle
o me supe io i e complesse della i a men ale. Inol e, a pa i e dalla dichia a a con inui à
della o mazione delle unzioni supe io i, Spence amme e la possibili à di una connessione
a isico e psichico, inse endosi appieno nelle p ospe i e della mode na psico isiologia. È
quindi possibile osse a e che l’incon o con l’e oluzionismo spence iano de e mine à un
signi ica i o sli amen o in chia e isiologica delle posizioni sos enu e da Nie zsche in
Umano, oppo umano: se in quel es o egli pa la della o mazione delle “ e i à” unzionali ai
101 OFN V/2, 11 [270].

97
bisogni i ali dell’uomo nei e mini di una me a asmissione alle gene azioni successi e di
un co pus di sape i acc edi a i, nella Gaia Scienza le e onee o me che l’in elle o a ibuisce
al mondo di en ano un pa imonio speci ico che in o ma di sé le s u u e s esse della
specie102.
Pe quan o sia possibile indi idua e nel linguaggio di Nie zsche e nella p ospe i a gene ale
di impos azione un i e imen o alla lezione di Da win, è comunque e iden e che il p incipale
in lusso a ipo a o agli au o i lega i al kan ismo. Il a o che egli abbia impos a o una
ope azione ol a a s o icizza e e p agma izza e le ca ego ie non de e esse e conside a o un
elemen o di dis inzione ispe o alle posizioni dei neokan iani, dal momen o che nel co so
degli anni ’70 si egis ano di e si en a i i o ien a i e so una “sin esi” di Kan e Da win.
Au o i come Paulsen, Riehl e Windelband si adope a ono pe ché enisse assun o un nuo o
app occio alle ca ego ie, che si può de ini e e olu i o e p agma ico e che sos anzialmen e
conco da con l’impos azione di Nie zsche. D’al a pa e, i ge mi di ques a ope azione e ano
p esen i già nel la o o di Helmhol z (au o e ci a o da Lange), che si e a dedica o ad una
le u a psicologica di Kan . «Dal momen o che la “ isiologia degli o gani di senso” unge da
modello pe eplica e la “o ganizzazione” dell’espe ienza, le leggi so ese a ale
o ganizzazione di en ano le leggi della men e “umana”. Inol e, conside ando che la men e
ha subi o una e oluzione, le “ o me” kan iane de ono esse si e olu e assieme ad essa. L’a
p io i è di enu o, è s o ico»103.
4. Scienza e me a isica
P ende e in conside azione la gnoseologia nie zscheana, una ema ica che il iloso o ha
a a o pe u o il co so della sua i a e che ha app esen a o l’ogge o di alcune a le sue
ope e più impo an i, signi ica a e e a che a e con alcune ques ioni nelle quali si i le e il
suo pe co so di ma u azione iloso ica. Come è s a o possibile osse a e, la p ospe i a
gene ale che ca a e izza il suo modo di conside a e l’a i i à cogni i a es a immu a o negli
anni, men e la sua concezione si complica a icchendosi di elemen i nuo i o semplicemen e
non esplici a i inizialmen e. Alla ine ci si o a con un disegno a icola o, all’in e no del
quale sono iconoscibili spun i di e en i che pe ò si uniscono coe en emen e, dando i a ad
un pensie o o iginale.
102 Su ques o a gomen o si eda il ecen e s udio di M.
C.
F
ORNARI
, La mo ale e olu i a del g egge, Pisa 2006,
in pa icola e pp. 56 sgg.
103 S.
G.
C
ROWELL
, Nie zsche among he Neo-kan ians; o , he Rela ion be ween Science and Philosophy, in B.
Babich and R. Cohen (ed.) «Nie zsche, Theo ies o Knowledge and C i ical Theo y. Nie zsche and he Sciences
I», Dod ech 1999, p. 81.
98
Nel caso in ques ione, si è mos a o che l’idea di conside a e la conoscenza come
unzionale alla conse azione della specie de i a da una esi di Schopenhaue , assun a da
Nie zsche in dai p imi anni della sua i lessione. L’aspe o più o iginale si mani es a pe ò nel
pe iodo successi o alla s esu a del es o Su e i à e menzogna in senso ex amo ale,
e idenziando g adualmen e una se ie di con ibu i che il pano ama con empo aneo po e a
o i e al iloso o, a en o in pa icola e ai isul a i della scienza na u ale. Poco pe ol a iene
so olinea o l’e oluzionismo so eso alla sua gnoseologia, si p es a maggio e a enzione allo
s iluppo delle o me o ganiche che po a alla o mazione delle unzioni psichiche supe io i e
quindi alla cos i uzione di quegli schemi logici cui a necessa iamen e a ibui o un ca a e e
mu e ole, in linea con il di eni e gene ale delle s u u e na u ali. In ine, una ol a s abili i
ques i ca a e i dell’in elle o, Nie zsche a i a ad accenna e, senza con ques o ole la
nasconde e, l’idea che la lo o o mazione si sia ealizza a a a e so lunghi pe iodi di empo
in manie a casuale, secondo uno schema di selezione na u ale che ipo a alle esi di Da win
piu os o che ad un più gene ico e oluzionismo. Ques o pe co so iene segnala o in
pa icola e da un mu amen o della e minologia, aspe o che in al i casi ha ca a e izza o la
ielabo azione di con enu i che Nie zsche anda a assimilando (così accade, pe esempio, pe
la genesi della nozione di olon à di po enza). Nel caso speci ico, la p ospe i a gene ico-
e olu i a assume ilie o nel momen o in cui egli sceglie di so olinea e la cos i u i a
allibili à p op ia dell’a i i à dell’in elle o, dis inguendo gli e o i da esso p odo i dalle
“ e i à” che sono il isul a o della iducia ipos a in essi in i ù della lo o unzionali à.
Pe buona pa e la p ospe i a di Nie zsche iene quindi edi ica a me endo assieme
concezioni acc edi a e dalla c i ica iloso ica e scien i ica del suo empo, accogliendo gli
spun i che il neokan ismo – in connessione con a ie p ospe i e e oluzionis e – a e a
elabo a o. L’aspe o più signi ica i o della sua posizione semb a quindi esse e l’u ilizzo che
egli a di ques a eo ia gnoseologica, la quale isul a essenziale pe impos a e la c i ica al
sape e scien i ico che egli elabo a nel co so degli anni. Nie zsche, in a i, indi idua nelle
ca a e is iche ope a i e dell’in elle o l’o igine degli elemen i con i quali la o a la scienza, la
quale iene da lui conside a a in piena con inui à con il p ocesso conosci i o. La c edenza
nell’esis enza di en i à s abili, quella ede che ha pe messo all’uomo di ince e la p op ia
lo a pe l’esis enza e di conse a e la p op ia specie, non iene nega a dalla scienza, che anzi
la o a pe consolida la e a o za la: «la scienza non a al o che condu e a an i l’immane
p ocesso comincia o con il p imo esse e o ganico, è un po e e c ea o e, plasma o e,
cos i u i o»104.
104 OFN V/2, 15 [7].
99
Ques o modo di conside a e l’a i i à conosci i a e l’u ilizzo che ne iene a o pe
ca a e izza e la p a ica scien i ica è l’aspe o che pe me e di conne e e l’epis emologia di
Mach al pensie o di Nie zsche. Come è s a o osse a o, non semb a possibile ope a e un
con on o di e o a i due, non essendoci es imonianze di una qualche le u a ecip oca o del
a o che uno dei due abbia assimila o le posizioni dell’al o su ques o a gomen o; u a ia, le
esi espos e de i ano da un pa imonio cul u ale che appa iene ad en ambi. La ques ione
delle o me logiche, il ondamen o isiologico delle unzioni psichiche supe io i, l’idea che lo
s iluppo dell’in elle o accia pa e di quella gene ale e oluzione dell’o ganismo che
pe me e ad una specie di ada a si al p op io ambien e, sono u e posizioni no e al diba i o
di quegli anni. Ciò che è da segnala e è in ece il modo di eagi e a ques i s imoli, che nel
caso in ques ione p esen a no e oli elemen i di a ini à. Se si amme e che il p incipio di
economia espos o da Mach mani es i in manie a o e la edu a biologica che gli è so esa ci
si i o a pienamen e all’in e no della p ospe i a di Nie zsche. Il ca a e e ondamen ale del
sape e scien i ico, che sempli ica, schema izza, elabo a il mondo pe ende lo meglio uibile
all’indi iduo, appa iene ad esso isiologicamen e, è un po a o ineliminabile dell’e oluzione
dell’appa a o conosci i o e pe ques o mo i o non può esse e aggi a o dalla scienza.
Ques ’ul ima, edi ica a su una app esen azione il a a della eal à na u ale, la o a con en i à
che non esis ono, ma nelle quali essa è cos e a a c ede e pe non a c olla e il p op io
sis ema di elazioni. Mach si pone in ne o con as o con un sape e che non iconosce la
p op ia agili à, non endendosi con o di poggia e su di un piano decisamen e agile; la
mancanza di consape olezza dell’e e i o ca a e e delle nozioni che ado a po a la scienza
nel egno della me a isica, il luogo dei conce i «dei quali si è sco da o come li abbiamo
aggiun i»105. «La scienza – osse a Mach – manche ebbe alla p op ia digni à se nei mezzi
economici e mu e oli da lei s essa c ea i, cioè nelle molecole e negli a omi, edesse qualche
cosa di eale ol e il enomeno»106; in ques o modo egli e idenzia i limi i del meccanicismo
allo a ope an e, la cui a e mazione di en i à sos anziali quali sono gli a omi è essenziale, e
chiama in causa una ope azione di icos uzione s o ica del sape e scien i ico ai ini di un
a o zamen o delle basi del sape e.
La conside azione e olu i a della conoscenza è il necessa io pun o di pa enza pe po e
sos ene e una concezione simile, che pe an o Nie zsche dimos a di sos ene e e di
app ezza e. Le sue i lessioni anno nella s essa di ezione di quelle di Mach, s e ando un
a acco alla scienza in gene ale e al meccanicismo in pa icola e ed indi iduando nell’a omo
ma e iale il esiduo ul imo della nozione di sos anza, la cui o mazione e a s a a messa in luce
105 GEA, p. 48. Su ques o si eda in a, Capi olo 4, § 2.3.
106 PV, p. 160.
100
in Umano, oppo umano ci ando le osse azioni di Spi . Pe po a e a ma u i à ques a c i ica
Nie zsche do à elabo a e al e a mi eo e iche e pensa e ino in ondo la po a a di quella
che minaccia di esse e una comple a cadu a dei alo i, ma la ques ione semb a già o a si in
nuce nelle sue p ime osse azioni sulla nozione di “ e i à”. Dello s iluppo di ques e
posizioni e della po a a an ime a isica del pensie o di Nie zsche e di Mach si a e à più
a an i; pe il momen o si è ce ca o di ile a e l’impos azione gene ale del p oblema che i due
assumono pa allelamen e e che dimos a la lo o appa enenza ad una comune isione del
mondo.
CAPITOLO 3
L’ANALISI DELLE ENTITÀ SOSTANZIALI
1. Ve so la “ eal à ul ima”
1.1 P imi elemen i an ime a isici
Il la o o di Mach dedica o al ema delle sensazioni app esen a senza dubbio una delle sue
ope e più signi ica i e e segna un momen o de e minan e nell’e oluzione del suo pensie o.
Al suo in e no lo scienzia o accoglie una se ie di osse azioni ine en i p incipalmen e alla
ques ione del appo o a l’indagine isica e quella psicologica, e quindi alle modali à
a a e so cui sia possibile ealizza e una connessione a ques i due ambi i. Il ema p incipale
di indagine, concen a o sul conce o di sensazione (Emp indung), si es ende poco pe ol a
ino a occa e i nodi p oblema ici della sua disciplina, app esen a i in pa icola e dal po a o
me a isico che la adizione a e a acchiuso in alcune nozioni pos e alla base dell’indagine
scien i ica ed in pa icola modo di quella isica. Come accade nel caso della sua Meccanica,
anche in ques o es o Mach non nasconde l’in en o an ime a isico che s a die o alle sue
i lessioni, pu s olgendo la p op ia ice ca in manie a de aglia a con lo scopo di in e eni e
nel diba i o speci ico del p op io ambi o di s udio.
L’aspe o p incipale della sua c i ica al sape e scien i ico è app esen a o dalla possibili à di
indi idua e la acui à di alcuni p oblemi che essa si pone; buona pa e delle ques ioni
a on a e, che so gono in elazione a ice che ine en i ai ca a e i della ma e ia o alla
de e minazione delle quali à dell’io, sono in e e i alsi p oblemi pe ché cos ui i su di una
isione delle cose pu amen e illuso ia. L’a enzione di Mach iene p ima di u o a
concen a si sulla possibili à di chia i e quali siano gli elemen i ondamen ali sui quali
edi ica e il sape e, ope ando così una epu azione della scienza da u i quei conce i illuso i
che minano alla base la sua c edibili à. Inol e, en ando anco più nello speci ico, lo
scienzia o p es a una pa icola e a enzione alle di icol à di impos a e uno s udio che

102
chia isca il appo o a co pi1 ed io – ope azione s e amen e co ela a alla possibili à di
de ini e una connessione a mondo isico e mondo psichico –, ponendo le basi pe una
p ospe i a uni a ia della scienza che non es i incola a a se o i limi a i dall’impossibili à di
ap i si ad una elazione ecip oca. Una simile ope azione è possibile indi iduando un e zo
piano di indagine, che si si ui es e namen e a quelli edi ica i a pa i e dalle nozioni di co po e
di io e che in agione della sua maggio e gene ali à s ia in qualche modo al di so o di essi,
pe me endo di ope a ne una nuo a de inizione in e mini comuni. La connessione a ques i
due piani è quindi possibile, secondo Mach, dal momen o che essi sono dis in i solamen e pe
mo i i conce uali, ma non on ologici. Conside ando la “ eal à” degli en i, in a i, non è a suo
a iso possibile ile a e un dualismo così adicale, men e isul a più co e o in e eni e
nella de e minazione di quegli elemen i che non posseggono anco a le ca a e is iche
speci iche dei singoli ambi i, app esen ando piu os o il sos a o di ques e s esse
de e minazioni.
L’ope azione s ol a da Mach compo a quindi un ichiamo al ondamen o p imo della
nos a elazione con il mondo, a quelle sensazioni a pa i e dalle quali engono edi ica i i
conce i di cose, di co pi e delle en i à ma e iali di a io gene e. Esse, così come l’io
indi iduale, non posseggono quella ca a e is ica sos anziali à e pe manenza che
comunemen e iene lo o a ibui a, app esen ando piu os o «complessi coo dina i
( unzionalmen e) nello spazio e nel empo di colo i, suoni, p essioni ecc.»2. Il ichiamo alle
sensazioni iene pe ò immedia amen e co e o da Mach con una nuo a de e minazione di
quel e mine, segnale di una a enzione alle esp essioni u ilizza e pe non cade e in una
incomp ensione do u a alla sca sa chia ezza delle locuzioni di uso comune. In e e i,
secondo lo scienzia o le sensazioni posseggono già un g ado di elabo azione che non
pe me e lo o di ale e come componen i essenziali della de e minazione degli en i co po ei,
in quan o pe a lo do ebbe o esse e p i e di qualsiasi ca a e e speci ico che le possa
ipo a e ad un singolo ambi o. Pe ques o mo i o egli p e e isce pa la e di elemen i
(Elemen e), anche se in alcuni casi nel co so del es o la dis inzione ispe o alla nozione di
sensazione iene quasi a cade e. Ques a ope azione app esen a più che al o una scel a
e minologica s ol a pe ini me odologici, con lo scopo di e idenzia e che le sensazioni cui
si uol a e i e imen o de ono possede e una comple a indipendenza da un qualsiasi
sogge o conoscen e e isul ano quindi p i e di qualsi oglia de e minazione conce uale che
1 Il i e imen o è qui ai Kö pe , in esi come en i à co po ee es e ne, passibili di una indagine pu amen e isica,
che Mach dis ingue in da subi o dal Leib, la co po ei à indi iduale, pos o alla base dell’indi iduazione di un io
e che con esso può anche iden i ica si (AE, pp. 38 e 42).
2 AE, p. 38.
103
po ebbe esse e appo a a da una men e. Gli elemen i app esen ano i «componen i ul imi,
che ino a non abbiamo po u o scompo e ul e io men e»3 e si si uano in una dimensione più
gene ale ispe o ai a i isici e psichici, essendo appun o p i i di qualsiasi ca a e e che
iconduca ad uno dei due ambi i. Il pe co so che po a Mach a de ini e con p ecisione cosa
egli in enda pe sensazione cos i uisce il ondamen o s esso della sua epis emologia, dal
momen o che a pa i e da esso è possibile assume e la speci ica p ospe i a a a e so la
quale egli in ende il sape e scien i ico; una ol a de e mina i i ca a e i degli elemen i ed in
pa icola modo le modali à elazionali che s anno a ondamen o del lo o iuni si in
complessi, la scienza iene ad assume e un uolo peculia e. Inol e, come è s a o di ecen e
osse a o, «la eo ia di Mach, a anza a ce o a pa i e da conside azioni isiologiche e
o ien a a e so una gene ale isiologizzazione della psicologia ( e so la psico isica), ne
ascende comple amen e i limi i e si applica a u o campo, sino a app esen a e una e a e
p op ia iloso ia della na u a, che guida in gene ale le indagini an o scien i iche quan o
epis emologiche»4.
Le inali à ed i con enu i speci ici del suo pun o di is a sulla ques ione della elazione a
ambi o isico e ambi o psichico e ano s a e espos e da Mach qualche anno p ima della
pubblicazione dell’Analisi delle sensazioni, nel co so di una con e enza enu a nel 1882 e
in i ola a La na u a economica delle in es igazioni isiche5. In ques a occasione lo scienzia o
a e a p esen a o la cosa osse ando che
Il mondo è a o di colo i, di suoni, di calo i, di p essioni, di spazi, di empi, ecc., ai quali noi
pe o a non ogliamo da e il nome di sensazioni né di enomeni, pe ché l’uno e l’al o ocabolo
con engono già una eo ia unila e ale ed a bi a ia. Li di emo senz’al o elemen i. Conosce e
come p ocedano ques i elemen i, sia che a ciò si giunga di e amen e o indi e amen e, è il e o
scopo della scienza.
6
La de e minazione delle componen i essenziali delle o me complesse del mondo de e
a eni e al di uo i di qualsiasi isione p ospe ica; ce cando al di so o delle de e minazioni
sensis iche o enomeniche si possono indi idua e quegli elemen i p i i di quali à speci iche,
che app esen ano quindi il nucleo più semplice (a ualmen e) in acciabile e pe an o
comune alle di e se p ospe i e. La dis inzione a en i à isiche e psichiche in e iene in a i
3 I i, p. 39.
4 L.
G
UZZARDI
, Recensione di: E.
B
ANKS
, E ns Mach’s Wo ld Elemen s. A S udy In Na u al Philosophy,
Dod ech 2003, «Ri is a di S o ia della Filoso ia» 3/2005, p. 598.
5 In segui o pubblica a in Le u e scien i iche popola i, ad. i . To ino 1900 (PV), pp. 142 sgg.
6 PV, La na u a economica delle in es igazioni isiche, p. 162.
104
in un secondo momen o, quando ques i elemen i engono s udia i a pa i e da un pun o di
is a ben de ini o:
Finché noi, non occupandoci della nos a pe sona, a endiamo a s udia e la ecip oca
dipendenza di quei g uppi di elemen i dai quali isul ano i co pi [Kö pe ] a noi es anei, comp esi
a ques i gli al i uomini e gli animali, imaniamo nel campo delle scienze isiche. Noi s udiamo
ad esempio la a iazione del colo osso di un co po do u a alla a iazione della luce. Ma se noi
osse iamo l’azione speciale ese ci a a sop a ques o colo osso dagli elemen i cos i uen i il
nos o co po [Leib], en iamo nel campo della psicologia isiologica.
7
Non sono gli elemen i, né i lo o complessi, ad esse e isici o psichici; è piu os o il modo in
cui noi li conside iamo a ende li ali. La concezione di Mach si p esen a alquan o o iginale
nella adicali à con la quale a on a ques o pun o, pu man enendo la paca ezza che
ca a e izza il suo modo di espo e la ma e ia. Indi iduando un nuo o ambi o di i e imen o
egli spazza ia un dualismo an o p oblema ico, ipo ando la dis inzione a i due ambi i di
s udio ad una semplice scel a p ospe ica. Il mondo, si po ebbe di e, non ha acce di e se,
semplicemen e può esse e in e p e a o in modi di e si, a seconda che si ogliano so olinea e
alcuni aspe i piu os o che al i
8. Fondamen almen e, le di e se immagini del mondo che si
possono disegna e engono ido e a due p ospe i e pa icola i: quella isica, che igua da la
elazione a i di e si complessi co po ei, e quella psichica, conce nen e in ece il appo o
del mondo es e no con il nos o co po. Na u almen e, ques ’ul ima ha pe l’uomo un alo e
pa icola e, dal momen o che si a a di p ende e in conside azione il suo speci ico s umen o
di osse azione della eal à. Senza di esso non sa ebbe in a i possibile una elazione con la
dimensione na u ale ed egli si o e ebbe p eclusa qualsiasi possibili à di impos a e un
con on o a le en i à co po ee. È su ques e basi che si onda il sensismo di Mach, ossia la
conside azione che la eal à na u ale sia cos i ui a p ecisamen e dalle nos e sensazioni.
Semp e nel disco so del 1882 egli conclude:
A u i gli elemen i in quan o li conside iamo dipenden i da quella pa e (cioè dal nos o co po
[Leib]), diamo il nome di sensazioni. In ques o senso, non c’è dubbio che l’uni e so al o non è
che la nos a sensazione.
9
7 I i, pp. 162-163.
8 Si eda in a, § 3.1 il commen o che Mach a alla concezione psico isica di Fechne , accusa o di a e
sos enu o una isione delle cose che conside a i enomeni isici e quelli psicologici come «due aspe i di e si di
una sola eal à» (AE p. 81).
9 PV, La na u a economica delle in es igazioni isiche, p. 163.
105
Ques a conclusione iene ibadi a nell’Analisi delle sensazioni, do e pe ò l’esposizione si
p esen a più icca e de aglia a. In ques o es o Mach de inisce i di e si complessi di elemen i
che possono esse e comunemen e indi idua i: A B C… sono quegli insiemi di colo i, suoni,
ecc. chiama i abi ualmen e co pi (Kö pe ); K L M… indi idua in ece «il complesso che
iene designa o come il nos o co po [Leib] e che è una pa e dei p imi con addis in a in
i ù di alune pa icola i à; indiche emo in ine con α β γ… il complesso di olizioni,
ico di, ecc.»10. È impo an e no a e in da subi o che la classica dis inzione a io e co po (o
a anima e ma e ia) non iene comunque indi idua a con i ca a e i di ce ezza, nel senso
che Mach amme e che sia possibile in ende e pe io i complessi di elemen i α β γ… e K L
M… (che in ques o caso si con appo ebbe o ad A B C… in eso come mondo isico), ma
anche che al ol a « iene conside a o come io il complesso α β γ…, men e i complessi K L
M… A B C… engono conside a i globalmen e come il mondo isico»11. In e e i, il co po
indi iduale appa iene comunque alla eal à es e na, pe cui è possibile conside a lo an o in
una indagine isica, a en a alle elazioni dei co pi a di lo o, così come in uno s udio
psicologico, che p es e à a enzione in ece ai complessi di elemen i che igua dano pulsioni e
is in i. Mach non semb a da e oppo peso a ques a dis inzione, dal momen o che nella sua
isione delle cose co po e io app esen ano semplicemen e p esun e uni à, e quindi «mezzi di
ipiego pe un o ien amen o p o iso io e che se ono solo pe de e mina i ini p a ici»12;
ques i conce i anno quindi abbandona i se si uole in ap ende e una ice ca meglio
onda a, e con essi « iene meno il con as o a l’io e il mondo, a la sensazione o il
enomeno e la cosa e quel che impo a è unicamen e la connessione degli elemen i»13.
Compi o della scienza, una ol a assun a ale p ospe i a, sa à quello di « iconosce e ale
connessione e o ien a si in essa, in ece di ole ne subi o spiega e l’esis enza»14.
Risul a e iden e in da subi o quale sia la di ezione e so cui Mach uole indi izza e il
disco so. La sua analisi in ende o i e un ondamen o di e so alla concezione della eal à,
concen andosi sulla de e minazione on ologica di quegli elemen i sos anziali che la scienza
meccanicis ica assume come i e imen o ineliminabile delle p op ie elabo azioni ed
in e enendo in una nuo a de inizione dei ca a e i e dei compi i dell’imp esa scien i ica.
P ima di a on a e le ques ioni più s e amen e connesse all’in en o an ime a isico dello
sc i o, Mach si concen a pe ò sulla de inizione speci ica delle sensazioni che, come e a
10 AE, p. 42.
11 Ibidem.
12 I i, p. 45.
13 I i, p. 46.
14 Ibidem.
112
alsi icazione della eal à e l’a i i à di c eazione di un mondo i izio di en i à me a isiche
non sia impu abile a lo o quan o piu os o all’in elle o che ne ielabo a i con enu i. In al i
passi p eceden i a ques o Nie zsche lamen a la limi a ezza di ques i o gani, non pe ò
l’e onei à del lo o ope a e. Quando pe esempio a e ma che «non siamo abbas anza so ili
pe ede e il p esumibile lusso assolu o dell’accade e: il pe manen e esis e solo in g azia dei
nos i ozzi o gani, i quali compendiano e dis endono su supe ici cose che in al modo non
esis ono a a o»30, oppu e so olinea che l’osse azione di un p o ilo può esse e conside a a
discon inua o e si possa accede e ad un suppo o ecnico che ampli ichi la pe cezione, non
me e in dubbio il alo e di e i à di ques ’ul ima31. Gli o gani sono limi a i, è ques o il da o
di a o; ma essi, in gene ale, non men ono.
Le pe cezioni senso iali non engono quindi messe in discussione, esse sono o se l’unico
da o e e i o sulla base del quale è possibile edi ica e la conoscenza del mondo; u a ia, dal
momen o che i nos i o gani non sono in g ado di coglie e la complessi à del di eni e
na u ale, è oppo uno la o a e c i icamen e sull’ope azione pe ce i a e e i ica e se di a o
non sia possibile pe eziona e l’esame in modo da accoglie e da i più a ina i. Nel
complesso, quindi, Nie zsche amme e che la conoscenza del mondo p op ia dell’uomo de i i
da una «duplice alsi icazione, a a e so i sensi e a a e so la men e, pe conse a e un
mondo dell’esse e, del pe sis e e, dell’uguaglianza di alo e, ecc.»32; u a ia, nelle pagine
del C epuscolo degli idoli ale duplici à iene messa da pa e pe concen a e l’a enzione
sull’ope azione supe io e dell’in elle o, che c ede alla s abili à solo ela i a es imonia a –
nella lo o limi a ezza – dagli o gani di senso, e su di essa edi ica un mondo di en i à as a e.
Il pe icolo semb a quindi esse e quello di una elabo azione conce uale che, nel en a i o di
s uggi e all’inganno dei sensi ed anzi i iu ando ca ego icamen e la lo o es imonianza, si
i ugia in una dimensione che sia s u u almen e di e en e e sepa a a. In sin esi, la
p ospe i a nei con on i della quale Nie zsche me e ben in gua dia è quella dell’idealismo,
che a suo a iso spinge e so «il eddo mondo delle “idee”» c edendo di s uggi e ai
en acoli inganna o i dei sensi che ascine ebbe o i iloso i « uo i dal lo o mondo»33.
L’e o e di ques o a eggiamen o consis e banalmen e nell’e i a e un os acolo pe cade e in
un al o di pa i g a i à, dal momen o che «le idee, con u o il lo o gelido, anemico aspe o,
30 OFN V/2, 11 [293].
31 C . i i, 11 [227]: «Qui la mon agna mos a le sue 3 gobbe: con una len e più o e edo una quan i à di
gobbe nuo e; il suo p o ilo si inno a con inuamen e con len i semp e più o i; la ecchia linea di en a un
an asma a bi a io. Alla ine, giungo al pun o nel quale la linea non è più osse abile, pe ché il mo imen o della
disg egazione s ugge al nos o occhio. Ma il mo imen o elimina la linea!».
32 OFN VIII/1, 7 [54].
33 FW, § 372.

113
sa ebbe o sedu ici peggio i dei sensi»34. La consape olezza di ques o limi e, l’a e p eso
coscienza dell’es emi à aggiun a seguendo ques o pe co so, ha a o sì che la iloso ia
pe co esse a i oso i p op i passi, ecupe ando con enu i e p ospe i e un empo
abbandona i. Secondo Nie zsche la posizione assun a dai suo con empo anei o na ad
a ibui e alo e alla es imonianza dei sensi, capo olgendo comple amen e il pun o di is a
dell’idealismo, anche se ques o può ole di e comme e e l’e o e oppos o, dal momen o che
una eccessi a iducia nel da o sensibile po ebbe esse e al e an o alsa di una cos uzione
ideale. «Un empo i iloso i a e ano pau a dei sensi: abbiamo noi o se – disimpa a o oppo
ques a pau a? Oggi noi siamo u i quan i sensis i, noi uomini del p esen e e dell’a eni e in
iloso ia, non già secondo la eo ia, ma secondo la p assi, la p a ica…»35. Ques o i e imen o
all’a eggiamen o p a ico che i mode ni sensualis i ado e ebbe o è pe e amen e coe en e
con le conclusioni espos e da Nie zsche nel C epuscolo degli idoli, in quan o ale
o ien amen o è in e p e abile con «l’in enzione di impos a e una desc izione dei p ocessi
na u ali che sia miglio e pe ché più icca di de agli, “pe ezionando l’immagine del
di eni e” piu os o che p e ende e di giunge e ad indi idua ne le cause in e ne. [I sensualis i]
non a ano i sensi come una au o i à che li possa con ince e, ma come una on e di ipo esi
p o iso ie, dal momen o che essi non con engono quelle in e p e azioni che siamo piu os o
noi ad impo e lo o»36. La p ospe i a di Nie zsche si pone quindi a o e olmen e nei
con on i delle sensazioni, o a conside a e in manie a posi i a come un con enu o che de e
esse e elabo a o ma al quale non a a ibui o alcun alo e di e i à. L’ope a o dei sensi
dipende dalla lo o cos i uzione isiologica, essi non possono ipo a e la eal à se non
seguendo i p op i meccanismi di unzionamen o. L’e o e appa iene quindi all’in elle o,
alla acol à conosci i a che in e p e a il da o senso iale e lo as igu a nella cos i uzione di un
mondo a o di en i à s abili. In un quade no del 1887-1888 Nie zsche segnala sin e icamen e
la cosa, esp imendosi in ques i e mini in un appun o nel quale s olge alcune conside azioni
sul nichilismo: «Le idee sono illusioni; le sensazioni sono la eal à ul ima»37.
L’in i o di Nie zsche semb a quindi esse e quello di accoglie e la es imonianza dei sensi,
u ilizzandola come ma e iale da elabo a e senza alcun p egiudizio eo e ico ela i o alla sua
alidi à. La endenza della agione, che nella massa di da i ipo a i dagli o gani di senso
en a di isola e en i à do a e di maggio e s abili à o ela i amen e meno mu e oli, po a alla
de e minazione di sos anze ed ogge i p i i di alcun iscon o e e i o, ed è ques a
34 Ibidem.
35 Ibidem.
36 R.
S
MALL
, Nie zsche in Con ex , Alde sho 2001, p. 158.
37 OFN VIII/2, 11 [332].
114
ope azione che il iloso o c i ica con es ema du ezza in quan o ondamen o di idee
me a isiche. Il modo di a gomen a e, le assunzioni ondamen ali che Nie zsche espone nel
C epuscolo degli idoli ed in pa icola e le conclusioni sin e izza e negli ul imi anni di
lucidi à, sono su icien i a dimos a e una p o onda a ini à con le idee di Mach in ma e ia di
analisi delle sensazioni. En ambi gli au o i sos engono di po e indi idua e nelle pe cezioni
sensibili un insieme di elemen i che ipo ano la eal à es e na e che solo dopo esse e s a i
assimila i ed elabo a i dal pensie o si agg egano in en i à delle quali si è soli i dichia a e
addi i u a un’esis enza indipenden e. En ambi amme ono che la nos a elazione
conosci i a con il mondo es e no possa esse e cos ui a a pa i e da ques i elemen i, quali
componen i di base che de ono semplicemen e esse e connessi in compos i
quan i a i amen e e quali a i amen e de e minabili. «I colo i, suoni, spazi, empi… sono pe
noi p o iso iamen e gli elemen i ul imi di cui dobbiamo indaga e la connessione da a. In ciò
consis e appun o l’in es igazione della eal à»38. Così Mach sin e izza la cosa nel suo es o,
badando anco a una ol a a p ecisa e che le sensazioni non anno in ese in manie a assolu a
come “pa icelle elemen a i” della eal à na u ale; esse app esen ano comunque un cos u o
a i iciale, p o enien e dalla elazione degli o gani di senso con il mondo es e no. Da un
pun o di is a pu amen e me odologico è possibile assume le come da o ondamen ale, ma
occo e p es a e a enzione ed e i a e di cade e in una p ospe i a che ne dichia i la p io i à
on ologica. Allo s esso modo, lo scienzia o a e a p e e i o p esen a e gli elemen i come quei
componen i o igina i che ino a non e a s a o possibile scompo e ul e io men e, ise andosi
di egis a e ul e io i conclusioni p o iso ie sulla base dei u u i isul a i della ice ca.
Le sensazioni non sono la eal à; esse app esen ano semplicemen e la nos a eal à. In
ques e p ecisazioni è esp essa la consape olezza, che Mach condi ide con Nie zsche, di a e
assun o una pa icola e p ospe i a in e p e a i a dalla quale non è possibile ende si
indipenden i. Lo sgua do dell’uomo sul mondo è isiologicamen e segna o dall’elabo azione
del da o es e no da pa e degli o gani di senso. Mach esp ime la cosa dis inguendo a
elemen i e sensazioni, anche se poi osse a che nel co so della a azione u ilizze à i due
e mini come sinonimi, p op io i agione del a o che ci è impossibile isola e l’ogge o
es e no dalla sua elazioni con il nos o co po; il pe icolo che lo scienzia o uole e i a e è
quello di a i a e ad a e ma e, anche solo ipo e icamen e, di a e indi idua o un sos a o
o igina io equipa abile ad una en i à a omica sos anziale. Qualsiasi elemen o che s ia die o
l’elabo azione conce uale e che enga pos o al ondamen o della cos uzione del mondo
come da o ul imo non ul e io men e di isibile e non ipo abile ad al o po ebbe esse e
38 AE, pp. 57-58.
115
indica o come ondamen o p imo del eale e do ebbe con ques o mani es a e i ca a e i di
assolu ezza e immu abili à. Na u almen e, Mach non in ende cade e nell’e o e comune dei
isici meccanicis i che lui conosce e c i ica, ed e i a pe an o di a e ma e di a e o a o
nelle sensazioni un g uppo di elemen i inco u ibili e non so opos i ad alcun mu amen o.
L’al o aspe o che conne e di e amen e il “sensualismo” di Nie zsche alle posizioni dello
scienzia o aus iaco è app esen a o dall’en a ica osse azione pe cui i sensi non men ono,
che acchiude l’idea di una comple a mancanza di de e minazione in e mini di alo e di
e i à del da o senso iale. La ques ione semb a co isponde e pe e amen e con le posizioni
del monismo neu ale, che in un la o o del 1868 Mach a e a già pione is icamen e espos o
osse ando che «i sensi non danno indicazioni né sbaglia e né gius e. L’unica cosa gius a che
si possa di e degli o gani di senso è che essi, in ci cos anze di e se, e ocano sensazioni e
pe cezioni di e se»39. Qualsiasi de e minazione, qualsiasi giudizio si oglia a ibui e alla
eal à, de e esse e impu a o esclusi amen e alle elabo azioni in elle i e, dal momen o che
gli elemen i o igina i che compongono i complessi co po ei non possono esse e conside a i in
al o modo che come i “ma oni” con i quali iene cos ui o un edi icio o, secondo
l’immagine ipo a a da G. Teichmülle , le “ esse e di un mosaico”. Si può en a e nel me i o
della desc izione dei co pi e dei lo o s a i (in pa icola e quali a i i), giudicando se una da a
combinazione di elemen i possa di si più o meno s abile, ma ela i amen e alle sensazioni
che sono s a e acco pa e non i è modo di in e eni e. Pe ip ende e il disco so nei e mini di
Nie zsche, è solo quel che noi acciamo della es imonianza dei sensi ad in odu e la
menzogna della du a a o della pe manenza, e quindi il giudizio si ende possibile solo dopo
che l’in elle o ha accol o assieme i da i degli o gani di senso. La eal à è cos i ui a da una
massa di elemen i che giungono a noi e engono elabo a i e seleziona i a a e so il pensie o,
connessi in en i à maggio men e s abili ed in segui o indica i col nome di “cose”. È solo
ela i amen e a ques e che ci è possibile in e eni e, men e i da i sensibili sono – mu uando
l’a ibu o che Nie zsche u ilizza pe ca a e izza e il di eni e – innocen i40.
39 E.
M
ACH
, Übe die Abhängigkei de Ne zhau s ellen on einande , «Vie eljah ssch i ü Psychia ie»,
Leipzig-Neuwied 1868.
40 U ilizzo ques o e mine ben sapendo che esso p o iene da una discussione ine en e al alo e mo ale delle
azioni, che Nie zsche con appone alla dimensione na u ale che si s olge senza alcuna in enzionali à e pe an o
in manie a comple amen e disumanizza a. Tu a ia, l’immagine degli o gani di senso come assolu amen e p i i
di qualsiasi de e minazione e che, nelle pa ole di Mach, non sono «né gius i né sbaglia i», li ende
essenzialmen e neu i ispe o a qualsi oglia colo azione e i a i a. D’al a pa e, se si amme e che la
alsi icazione del mondo na u ale iene ope a a dal modo in cui l’in elle o u ilizza i da i sensibili in suo
possesso, è ben e iden e che è a ques ’ul imo che a impu a a la colpa di una isione e a a del mondo; i sensi,
pe an o, ne sono assolu amen e p i i.
116
1.3 Ma e ialismo e enomenalismo
La no e ole a ini à a le posizioni dei due au o i po a necessa iamen e di on e
all’in e oga i o se sia possibile is i ui e a di lo o una elazione di e a, con la is in i a
con inzione che ci debba esse e s a o qualche ipo di icezione e di assimilazione che ne
gius i ichi la comune p ospe i a. Tu a ia, è possibile ile a e alcuni elemen i che si
pongono in con as o con ques a idea, conducendo lo s udio anco a una ol a e so un
o izzon e comune a Nie zsche e Mach ca a e izza o da una g ande a enzione alla
dimensione isiologica e i e en esi in pa icola modo alle p ospe i e del kan ismo. In un
passaggio di Al di là del bene e del male, in a i, Nie zsche in e iene ela i amen e al
sensualismo, osse ando che esso può esse e enu o in conside azione come ipo esi
egola i a pe meglio a on a e le ques ioni ine en i alla isiologia:
Pe p a ica e con anquilla coscienza la isiologia, occo e ene p esen e il a o che gli o gani
di senso non sono enomeni nel signi ica o della iloso ia idealis ica: come ali non po ebbe o in
alcun modo esse e cause! Sensualismo, quindi, almeno come ipo esi egola i a, pe non di e come
p incipio eu is ico.
41
Il passo de e esse e messo in di e a connessione con il pa ag a o della Gaia Scienza in cui
la iducia nei sensi iene indica a come la s ada che i iloso i hanno pe co so in eazione alle
esi dell’idealismo. Ques o pa ag a o compa e in a i nel quin o lib o, che non e a p esen e
nella p ima edizione dell’ope a (1882) e la cui composizione cade nello s esso pe iodo della
s esu a di Al di là del bene e del male; è quindi na u ale che il iloso o abbia dedica o uno
spazio in en ambi i es i ad alcune posizioni che i ene a pa icola men e signi ica i e.
Il i e imen o p incipale cui le ques ioni solle a e da Nie zsche si i e iscono è con buona
p obabili à Albe Lange, la cui ope a p incipale ha accompagna o momen i de e minan i
della p oduzione del iloso o. In e e i, la ques ione ela i a al sensualismo, conside a o in
una p ospe i a ema ica a en a alla eo ia della conoscenza, semb a lega si s e amen e alle
p oblema iche ine en i al ma e ialismo. Non solo la ne a con apposizione con l’idealismo,
ma in pa icola modo la conside azione che sia possibile ipo a e la eal à na u ale al da o
della nos a sensibili à sono posizioni di e amen e i e ibili al modello ema izza o da Lange.
Egli in a i sc i e che «il ma e ialismo (…) c ede nei sensi. Anche la sua me a isica è
edi ica a pe analogia sul mondo dell’espe ienza. I suoi a omi sono piccoli co puscoli.
Na u almen e non possono esse e app esen a i nelle lo o mic oscopiche dimensioni e e i e,
41 JGB, § 15.
117
(…) u a ia ce li possiamo app esen a e compa a i amen e, come se li edessimo e li
sen issimo»42. Le posizioni del ma e ialismo engono in e e i a conne e si con una
p ospe i a che p es i a enzione al da o senso iale, an o da po e conside a e ale iloso ia
come quella che a ibuisce maggio alo e ai sensi, a i ando in e e i a c ede e nella lo o
es imonianza. Ma è p op io a pa i e da ques a es ema iducia che si può impos a e la
dis inzione a ma e ialismo e sensualismo, secondo quan o è possibile in accia e in alcuni
sc i i di Nie zsche e sop a u o nelle conclusioni di Lange, il quale o a alla ine un
modello che gli pe me e di gius i ica e la gnoseologia kan iana ela i a alla cos i uzione
della eal à enomenica. Nei quade ni del iloso o edesco si legge in a i una no a di
app ezzamen o nei con on i del ma e ialismo, i cui isul a i hanno innegabilmen e pe messo
alla scienza di p og edi e e di o ene e successi di no e ole ilie o. «Se penso alla mia
genealogia iloso ica – sc i e – mi sen o connesso (…) con il mo imen o meccanicis ico
( iduzione di u e le ques ioni mo ali ed es e iche a ques ioni isiologiche, di ques e a
chimiche, di ques e ul ime a meccaniche); ma con la di e enza che io non c edo alla
“ma e ia”»43. Nie zsche amme e ebbe quindi la alidi à dei con ibu i accol i dal
ma e ialismo e ne ile e ebbe l’impo anza nell’ambi o iloso ico e scien i ico, e mandosi
pe ò su quello che isul a esse e il pun o decisi o: l’acce azione dell’esis enza della ma e ia.
Pe ques o mo i o, il sensualismo semb a esse e una ia di usci a da ale ques ione, una ol a
che esso enga conside a o come semplice ipo esi p o iso ia. È possibile amme e e una
qualche iducia nell’a i i à dei sensi, pu ché non si p e enda di spinge si ino ad una o ale
acce azione dell’immagine della na u a che essi es i uiscono, a eggiamen o che
de e mine ebbe la cos i uzione di un mondo di en i à me a isiche, in quan o non ipo abili ad
una e e i a eal à. Il sensualismo, pe come semb a in ende lo Nie zsche, non sa ebbe
quindi una eo ia che dichia a la e idici à del da o sensibile e che indi idua in esso
l’elemen o cos i u i o del mondo na u ale, quan o piu os o una p ospe i a che amme e
l’ineliminabile unzione degli o gani di senso quali pe co si di accesso al da o es e io e.
Ques a posizione isen e con buona p obabili à delle conclusioni esp esse in p oposi o da
Lange. Se, come egli sc i e, il ma e ialismo u ilizza al massimo g ado la e minologia
sensis ica, esso pe ò si dis ingue pe il a o di c ede e nella es imonianza dei sensi,
edi icando su di essi una me a isica che è possibile con on a e di e amen e con le
p ospe i e idealis iche. Il sensualismo, in ece, iene conside a o da Lange come una e za
ia, una ipo esi che si di e enzia dalle due impos azioni più es eme ed i cui isul a i
pe me ono di a e ma e che il mondo che ediamo è essenzialmen e di e so dalla sua
42 A.
L
ANGE
, S o ia c i ica del ma e ialismo, ad. i . Milano 1938, ol. 2 p. 186.
43 OFN VII/2, 26 [432].

118
con igu azione eale e quindi con e ma e la posizione kan iana secondo la quale la
pe cezione e la comp ensione della na u a sono un p odo o della nos a o ganizzazione. La
isiologia o nisce su ques o pun o un con ibu o de e minan e, dimos ando che non è
possibile gua da e ai sensi come po a o i di una immagine accu a a dei ca a e i eali del
mondo. Alla ine, la posizione che Lange assume è essenzialmen e quella di Helmhol z,
secondo il quale ogni pe cezione nasconde un p ocesso in e enziale del da o accol o dagli
o gani di senso. Egli sin e izza le sue conclusioni in ques o modo:
I sensi ci danno, secondo Helmhol z, gli e e i delle cose, non immagini edeli, e anco meno le
cose s esse. Ma nel nume o di ques i semplici e e i si de ono pu e colloca e i sensi s essi,
nonché il ce ello e i mo imen i molecola i che gli p es iamo. Siamo dunque cos e i a
iconosce e l’esis enza di un o dine ascenden e dell’uni e so (…).
44
Ques e conside azioni de e minano una se ie di osse azioni che Nie zsche espone in
me i o alla possibili à che gli o gani di senso s olgano un uolo a i o ela i amen e
all’immagine che noi abbiamo di lo o s essi, e che a suo a iso conduce ad una
con addizione in e mini. Ques a idea iene p esen a a dal iloso o nel pa ag a o 15 di Al di
là del bene e del male, subi o dopo a e p eso posizione ela i amen e al sensualismo, ma le
s esse i lessioni sono in acciabili nei quade ni degli anni p eceden i, es imoniando il a o
che egli ci s esse la o ando da empo. T a il 1880 e il 1881, in a i, Nie zsche si e a
in e oga o sulla possibili à di a ibui e al mondo sensibile un’esis enza “ eale”, che lo
dis inguesse dall’immagine p odo a dagli o gani. La ques ione è che, se si amme e che i
sensi s olgano un’a i i à inganna ice nel ipo a e il da o na u ale, allo a essi ingannano
sulla lo o s essa con igu azione; in pa ole po e e «dei sensi noi sappiamo solo median e i
sensi, e ciò ien a quindi nel mondo dell’inganno»
45. Il en a i o di aggiunge e un
ondamen o eale quale o igine della alsi icazione («le cause dell’inganno de ono esse e
eali», come si legge nello s esso luogo) po a ad una con addizione, dal momen o che
qualsiasi elazione si en i di is i ui e con esso ima à media a dagli o gani di senso e sa à
pu semp e un lo o cos u o. Nel es o del 1887 Nie zsche io dina le idee pe espo le in
manie a più chia a, a i ando comunque alla medesima conclusione:
Come? E al i dicono pe ino che il mondo es e no sa ebbe l’ope a dei nos i o gani? Ma allo a
sa ebbe pe ino il nos o s esso co po, come ammen o di ques o mondo es e no, l’ope a dei
44 A.
L
ANGE
, op. ci ., ol. 2 p. 456.
45 OFN V/1, 10 [E93].
119
nos i o gani! Ma allo a sa ebbe o i nos i s essi o gani…l’ope a dei nos i o gani. Ques o mi
semb a una adicale educ io ad absu dum (…).
46
Pe o na e a Lange, egli conside a ma e ialismo e sensualismo come due posizioni
con as an i, pe quan o sia possibile indi idua e una qualche o ma di elazione a di lo o.
La ques ione che si pone è appun o quella di de ini e i e mini a a e so cui sia possibile
conne e e le due p ospe i e; a ques o p oposi o egli dis ingue il modo di conside a e la
eal à es e na da quello in cui si gua di alla dimensione in e io e:
Il ma e ialis a coe en e neghe à che la sensazione esis a sepa a a dalla ma e ia: quindi non
o e à negli a i della coscienza al o che gli e e i di cambiamen i ma e iali o dina i, e li
conside e à so o il medesimo aspe o che gli al i a i ma e iali della na u a es e na. Dal can o
suo, il sensualis a si o e à cos e o a nega e che noi sappiamo alcunché degli elemen i e degli
ogge i del mondo es e no in gene ale, poiché noi non possediamo che la pe cezione delle cose e
non possiamo conosce e il appo o a ques a pe cezione e gli ogge i conside a i in sé s essi. La
sensazione è pe lui non sol an o il subs a o di u i gli a i della coscienza, ma anche il solo da o
ma e iale immedia o, dal momen o che noi non abbiamo conoscenza delle cose del mondo es e no
se non pe mezzo delle nos e sensazioni.
47
Ma e ialismo e sensualismo si di e enziano pe il modo di in ende e il da o senso iale, in
conside azione del a o che la p ima p ospe i a a ibuisce maggio alo e alla eal à
ma e iale, men e la seconda si concen a sul uolo e e i o della pe cezione, e mandosi ad
essa senza pe ò p e ende e di a e indi idua o la e a essenza della eal à, che es a
inaccessibile. In e e i, il e o e p op io elemen o di dis inzione consis e nel modo di
in ende e la nozione di “ma e ia”: se in a i «il sensualis a può amme e e che la ma e ia è
una semplice app esen azione – pe ché il isul a o immedia o della nos a pe cezione è
app esen azione e non “ma e ia” – (…) [è] sol an o quando si a di essa il ondamen o
necessa io di u o il sis ema [che] si ha a che a e col e o ma e ialismo»
48. Lange a a la
ques ione in manie a e iden emen e kan iana, assumendo che die o le pe cezioni i sia un
da o di i e imen o e mani es ando un in e esse nei suoi con on i, cosa che in ece non
semb a a e Nie zsche – né an o meno Mach. Pe ques i ul imi, la eal à dei sensi iene
conside a a come l’unico i e imen o della conoscenza del mondo, il da o che pe il momen o
è s a o indi idua o come p imi i o; non è co e o amme e e che la “cosali à” degli en i
46 JGB, § 15.
47 A.
L
ANGE
, op. ci ., ol. 1 p. 40.
48 I i, ol. 2 p. 133.
120
iposi su qualcosa di es e no agli elemen i pe ce i i di cui è o ma a, e quindi su di un
i e imen o che, come o ebbe Lange, a ce ca o in una dimensione ascenden e. I due
seguono un pe co so comune che muo e dalla eliminazione della “cosa in sé”, i iu a a
ca ego icamen e come inu ile; ol o di mezzo ques o impedimen o me a isico, l’unica cosa
che es a lo o in mano è la dimensione “appa en e”, il mondo dei enomeni, che pe an o
de e esse e indica o come l’unica eal à49. Ques a di ezione di ice ca, che Nie zsche
condensa nelle pagine del C epuscolo degli idoli, è quella che po a i due au o i ad una
posizione comune in ma e ia di analisi delle sensazioni. In pa icola e, a ques o p oposi o
de ono esse e con on a i due b ani che, di e samen e dagli al i in’o a conside a i, in
agione della lo o successione c onologica possono esse e messi in elazione di e a. Nelle
pagine iniziali della sua ope a del 1886, Mach esp ime la p op ia a e sione pe ogni
p ospe i a che in enda a e ma e un sos a o pe manen e de inibile al di uo i dell’insieme di
pe cezioni a a e so il quale esso si ende no o, chia endo così il modo in cui debba esse e
in eso qualsiasi i e imen o ad elemen i sos anziali:
L’immagine indis in a di ciò che pe sis e, la quale non si modi ica sensibilmen e quando enga
meno l’una o l’al a delle pa i cos i u i e, dà l’imp essione di esse e qualcosa di pe sé. Poiché si
può oglie e singola men e ciascuna pa e cos i u i a senza che ques a immagine cessi di
app esen a e la o ali à e senza di en a e i iconoscibile, si pensa che si po ebbe o oglie e u e
le pa i e si ha l’imp essione che es e ebbe anco a qualcosa. So ge così in modo na u ale la
nozione iloso ica, in p incipio con incen e ma più a di iconosciu a come mos uosa, di una
cosa in sé inconoscibile e di e sa dal p op io enomeno. La cosa, il co po, la ma e ia non è
null’al o che la connessione degli elemen i, dei colo i, dei suoni ecc., null’al o che i cosidde i
ca a e i.
50
Spoglia e un ogge o delle sue quali à non app esen a un pe co so alido pe accede e ad
una sua essenza; anche se le singole sensazioni ad esso co ela e non semb ano esse e
de e minan i pe una sua de inizione, ciò non uol di e che se le si elimina una ad una es i
comunque un sos a o indipenden e cui po e si i e i e anco a col nome della cosa. Il
agionamen o di Mach semb a ipo a e a pa adossi sull’iden i à come quello della na e di
Teseo: anche se nessun elemen o della na e p eso singola men e indi idua in manie a
speci ica quel de e mina o ascello, una ol a sos i ui i i pezzi, uno alla ol a, ci si o a
comunque con un ogge o di e en e. L’iden i à della na e di Teseo o, come si po ebbe
49 C . N.
H
USSAIN
, Nie zsche’s Posi i ism, «Eu opean Jou nal o Philosophy» 12/3 (2004), pp. 326-368.
50 AE, pp. 40-41.
121
anche di e, la sua essenza di “na e di Teseo” non è sepa a a dai suoi a i componen i, anche
se non può esse e in accia a in nessuno di essi p esi singola men e.
La ques ione solle a a da Mach igua da in pa icola modo «il p esun o p oblema
iloso ico (…) di una cosa con i suoi mol i ca a e i»51, il quale a suo a iso de i e ebbe da
una conside azione poco app o ondi a della ques ione. L’u ili à della sin esi che pe me e di
acco pa e un insieme di sensazioni al di so o di un unico nome non compo a che con ciò
enga indi idua a una singola en i à; se in a i si impos asse una analisi de aglia a, si
scop i ebbe che l’indi iduali à del co po che si p e ende di desc i e e come ogge o singolo e
indi isibile iene a pe de si in un g an nume o di pa i dis in e. Pe ques o mo i o, la
conclusione di Mach è che il co po possa di si «uno e immu abile inchè non abbiamo la
necessi à di p es a e a enzione alle sue pa i»52.
Ques a a e sione pe la cosa in sé che p ocede da una alu azione del ca a e e
essenzialmen e e oneo del agionamen o e che a delle sensazioni nien ’al o che
ca a e is iche p i e di un alo e cos i u i o, pu e esp essioni di quali à che appa engono alla
cosa alla quale esse e ebbe o semplicemen e a i e i si, è condi isa da Nie zsche ed espos a
nei suoi quade ni secondo la medesima p ospe i a. In un appun o del 1887-1888 – e quindi
pos e io e alla sua le u a dell’Analisi delle sensazioni – il iloso o edesco sc i e:
La «cosa in sè» è un con osenso. Se olgo a una cosa u e le elazioni, u e le «p op ie à», u e
le «a i i à», non es a la cosa, pe ché la na u a di «cosa» è solo qualcosa di i izio aggiun o da
noi, pe esigenze logiche e quindi al ine di designa e, di in ende si, non - - - (pe lega e quella
mol eplici à di elazioni, p op ie à, e a i i à).
53
Il modo di a gomen a e e, più di ogni al a cosa, il linguaggio ado a o ichiamano la pagina
di Mach in manie a che po ebbe di si inequi ocabile. L’a enzione i ol a al ca a e e
elazionale quale nucleo della cos uzione di en i à co po ali app esen a senza dubbio
l’aspe o maggio men e signi ica i o della ques ione, in quan o ca a e izza in manie a
peculia e l’app occio dello scienzia o all’a gomen o. Nie zsche acce a l’idea che enga da a
p io i à alla «mol eplici à di elazioni, p op ie à e a i i à», e quindi ai ca a e i indi idua i
dal p ocesso pe ce i o piu os o che ad una p esun a uni à che ne gius i iche ebbe la
connessione. La “cosa” sussis e solamen e a pa i e dalle quali à a a e so cui è possibile
desc i e la, ha un alo e p e amen e eo e ico, in quan o en i à logica in odo a
dall’in elle o allo scopo (non in enzionale) di o dina e il da o senso iale. Il disco so si
51 Ibidem.
52 Ibidem.
53 OFN VIII/2, 10 [202].
128
u ilizza a da Mach è esa amen e quella del me can e: ques i «conside a il ca ellino a acca o
sop a una ces a come simbolo della me ce che essa con iene, ma non ice e sa. Egli da à
alo e eale al con enu o, non al ca ellino»62. Così do ebbe esse e anche nel caso della
conoscenza del mondo na u ale, da quan o dimos a o da una analisi della sensibili à, la quale
ipo a le en i à co po ee che si p esumono s abili alla o igina ia p oduzione in elle i a:
Se noi men almen e ci app esen iamo un co po indipenden emen e dall’ambien e a iabile in
cui esso si muo e, in eal à non acciamo al o che isola e dalla massa lu uan e delle sensazioni,
un g uppo di sensazioni ela i amen e più cos an i, al quale il nos o pensie o ade isce più
o emen e. Ma l’inal e abili à di ques o co po non è assolu a. O a ien meno un elemen o di esso,
o a si ip esen a o si modi ica, ma non i o na mai in o ma pe e amen e uguale. Tu a ia la
somma degli elemen i cos an i ispe o a quella degli elemen i a iabili, specialmen e se
gua diamo al modo cos an e dei passaggi, è semp e così g ande da bas a ci a iconosce e
l’iden i à del co po. Siccome noi possiamo conside a e ogni singolo elemen o come sepa a o dal
co po, senza che ques o cessi di esse e ciò che e a p ima, così possiamo acilmen e c ede e che
anche quando siano elimina i u i gli elemen i, imanga anco a qualcosa all’in uo i di essi. Così
ci può a eni e di concepi e l’idea di una sos anza di e sa dai suoi ca a e i, di una “cosa pe sé
s an e”, e le sensazioni come simbolo delle p op ie à di essa. Al con a io do emmo di e
piu os o che i co pi o le cose sono simboli in elle uali abb e ia i di g uppi di sensazioni, simboli
che non hanno esis enza uo i del nos o pensie o.
63
La genesi delle en i à co po ee è ipo a a da Mach ad una semplice ope azione
in elle uale, la quale iene pe ò a a a e oneamen e ed in esa in un senso che a alica la
dimensione pu amen e logica. Alla base di u o, secondo il suo monismo, i è un insieme
dinamico di sensazioni che non possiede in alcun modo i ca a e i della issi à; i co pi e le
cose engono indi idua i accogliendo assieme i da i della espe ienza ed a ibuendo lo o
p op ie à quali l’uguaglianza e l’iden i à, che pe ò non appa engono al mondo na u ale e
de ono esse e conside a i semplici sussidi del pensie o pe una miglio e ges ione del da o
pe ce i o. Il a o che alcuni complessi di sensazioni siano maggio men e coo dina i a sì che
essi engano assun i come pun i di i e imen o, segnalandosi ispe o agli al i in quan o è
possibile indi idua li e ecupe a li in momen i di e si. La lo o s abili à è pe ò solamen e
ela i a, nel senso che ogni g uppo di elemen i non è assolu amen e immu abile, ma con inua
a cambia e con il modi ica si, il pe de si di alcune sensazioni e l’aggiunge si di al e. In
ques a incessan e dinamica è pe ò la somma complessi a che s olge il uolo p incipale e, nel
62 I i, p. 156.
63 Ibidem.

129
momen o in cui essa sia su icien emen e g ande, pe me e di lascia e in secondo piano le
a iazioni che non ne mu ano la s u u a complessi a: «la somma di u o ciò che pe sis e
imane così g ande ispe o alle a iazioni g aduali che ques e iniscono col passa e in
secondo piano»64. L’inal e abili à del co po non è quindi assolu a, così come non è possibile
conside a e una sua pe sis enza ale da a ci amme e e che esso si ip esen i di ol a in ol a
in o ma semp e uguale. Mach spiega la cosa con un esempio semplice, osse ando che «la
sc i ania è o a più illumina a o a meno, può esse e più calda o più edda. Su di essa può
esse ci una macchia d’inchios o. Una gamba può ompe si»65, ma sa à semp e possibile
iconosce la come quello speci ico ogge o. La ques ione igua da p op iamen e il conce o di
iden i à e la di icol à di una sua de e minazione in elazione al mu amen o osse abile nel
mondo es e no, un classico p oblema della s o ia del pensie o che ha semp e ce ca o di
spiega e come sia possibile iconosce e una da a en i à che si s iluppa incessan emen e ino
maga i a mu a e in manie a p o onda (si pensi semplicemen e alla c esci a di un esse e
i en e). Mach non si adden a nella ques ione, anche se non può esime si dal occa ne pun i
essenziali. Nelle p ime pagine dell’Analisi delle sensazioni, u a ia, si limi a ad una
de inizione della nozione di co po osse ando la sua o mazione nella app esen azione e
demandando al pensie o la esponsabili à dell’elabo azione di en i à iconoscibili in di e si
momen i. La spiegazione che egli o nisce quan o alla possibili à di indi idua e un ogge o
che si ip esen i a noi è na u almen e in e na alla sua conside azione del mondo ed alla
alu azione di di e en i li elli di connessione a le sensazioni: è il a o che esse si
p esen ino in g uppi più o meno compa i e pe sis en i a pe me e e un lo o iconoscimen o in
empi di e si e una designazione linguis ica che a ibuisca lo o una pe sis enza che non può
pe ò di si assolu a. Mach i iu a di amme e e un i e imen o on ologico a suppo o della
indi iduali à degli en i; non i è alcuna cosa in sé cui ipo a e il da o na u ale e qualsiasi
a e mazione sos anzialis ica de e esse e ido a ad una ope azione in elle uale. Il alo e che
lo scienzia o a ibuisce a ques e de e minazioni imane in a i limi a o alla s e a conosci i a,
a andosi esclusi amen e di un modo in cui iene ges i o il da o pe ce i o. Ca a e is ica
ondamen ale dei g uppi di sensazioni è di non esse e a a o s abili; essi mu ano in
con inuazione, ma il a o che «la somma degli elemen i cos an i»
sia maggio e « ispe o a
quella degli elemen i a iabili» pe me e un lo o iconoscimen o; «la maggio e amilia i à, la
p e alenza di ciò che pe sis e (…) ispe o a ciò che mu a, ci cos inge all’economia della
app esen azione men ale e della designazione linguis ica»66.
64 AE, p. 38.
65 Ibidem.
66 Ibidem.
130
Nel disco so del 1882 Mach sin e izza la sua posizione in manie a pa icola men e chia a,
so olineando l’impo anza della dis inzione a dimensione logica e on ologica e con essa il
luogo in cui iene compiu o l’e o e di alu azione che po a alla edi icazione di un mondo di
en i à me a isiche. La sua concezione delle o me co po ee è in ondo semplice ed essenziale,
ma una ol a assun a conduce a ile an i conseguenze sop a u o ai ini di una c i ica del
sape e scien i ico: «i co pi e le cose sono simboli in elle uali abb e ia i di g uppi di
sensazioni, simboli che non hanno esis enza uo i del nos o pensie o». In ques e poche
pa ole s a u a la o za del suo impegno an ime a isico, condensa o in una epis emologia che
si egge al di sop a del p incipio di economia del pensie o; l’applicazione di ques a nozione
all’analisi delle sensazioni ne dimos a pe an o l’impo anza in un disco so che po a ben
ol e la s e a pu amen e gnoseologica. Non a caso, è p op io nella con e enza dedica a alla
Na u a economica delle in es igazioni isiche che Mach a a la ques ione dei co pi,
e idenziando che la sua idea pe cui «la isica sia l’espe ienza o dina a economicamen e»67
non si iduce ad una alu azione della elabo azione scien i ica come la o o di o ganizzazione
dei con ibu i accol i. La me a inali à p a ica della miglio e comunicazione dei isul a i
acquisi i, che già si e a olu o me e e in secondo piano, pe de ul e io men e alo e di on e
al uolo che l’a i i à conosci i a s olge nella cos uzione della eal à es e na, che o a nella
logica il luogo di nasci a delle nozioni elemen a i cui a i e imen o. Quando Mach pa la di
«simboli men ali abb e ia i» po a il disco so su quella schema izzazione economica che
indi idua alla base dell’a i i à umana di pensie o, la s essa che egli es ende al sape e
scien i ico e che gli pe me e di indi idua e nell’in elle o umano uno s umen o di
ada amen o all’ambien e.
La ques ione ela i a ai co pi iene a a a da Mach nelle pagine iniziali dell’Analisi delle
sensazioni, nelle quali s olge le sue osse azioni p elimina i an ime a isiche. Il con enu o del
suo a gomen o imane quello appena espos o, in base al quale le en i à co po ee non sono
al o che «complessi coo dina i ( unzionalmen e) nello spazio e nel empo di colo i, suoni,
p essioni ecc., i quali pe ciò assumono nomi speci ici». Essi di a o non sono in nessun
modo sepa a i dagli elemen i nei quali si isol e la nos a desc izione della eal à ed
eme gono esclusi amen e in segui o ad una ope azione in elle uale di selezione e
agg uppamen o. Come e a s a o osse a o nel disco so del 1882, ogni de e minazione
a ibui a ai co pi e alle cose non appa iene lo o se non come quali à pu amen e e ime a, un
aspe o che dipende dal modo in cui essi sono osse a i e conosciu i. Le ca a e is iche che il
senso comune è soli o a ibui e lo o engono così a cade e, ad inizia e dalla pe sis enza che,
67 PV, La na u a economica delle in es igazioni isiche p. 153.
131
secondo Mach, non può esse e indi idua a neppu e sul piano delle sensazioni, essendo ques e
elemen i non sos anziali e pe an o so opos i al mu amen o. Le nozioni con le quali iene
edi ica a la eal à na u ale sono il p odo o dell’a i i à economica del pensie o ed è quindi
a a e so di lo o che esso ealizza le p op ie “ inali à”, pe me endo pe esempio alla specie
di o ene e un an aggio biologico e ga an endone con ques o la conse azione. Nel a a e
di ques e en i à è quindi na u ale che lo scienzia o ecupe i la p ospe i a che a e a
ca a e izza o le sue a gomen azioni ela i e alla conoscenza e al sape e scien i ico,
so olineando in pa icola e l’u ili à p a ica icope a dalle nozioni di co po e di cosa, acendo
pe ò ben p esen e che essa app esen a il e mine ul imo ol e al quale non è possibile
spinge si. Ques e gene alizzazioni del pensie o sono s a e in a i compiu e esclusi amen e
come ausilio pe la specie e non è co e o amme e e una lo o sussis enza au onoma al di
uo i del sogge o conoscen e; anco a una ol a la ques ione igua da l’impossibili à di
a ibui e un alo e on ologico ai isul a i di una ope azione logica. Inol e, Mach in ende
p ecisa e il a o che la o mazione di ques e nozioni è esclusi amen e p o iso ia, dal
momen o che esse app esen ano un sussidio che è oppo uno abbandona e una ol a che si
oglia a ina e e app o ondi e la ice ca.
Non appena abbiamo iconosciu o che le p esun e uni à “co po”, “io” sono sol an o mezzi di
ipiego pe un o ien amen o p o iso io e che se ono solo pe de e mina i ini p a ici (pe
a e a e i co pi, pe p o egge ci dal dolo e ecc), dobbiamo, in mol e ice che scien i iche nelle
quali indaghiamo una eal à più p o onda, abbandona le come insu icien i e non app op ia e.
68
Scopo della scienza, con inua Mach, è esclusi amen e quello di iconosce e la connessione
degli elemen i e o ien a si al suo in e no, senza con ques o p e ende e di spiega ne
l’esis enza. L’ope azione del pensie o è unzionale ad una ges ione del da o pe ce i o che
pe me a un ada amen o all’ambien e; la scienza, come è s a o osse a o, non s olge un
compi o di e so, pe quan o le sue elabo azioni siano più a ina e e quindi miglio i dal pun o
di is a della p ecisione. Scopo della scienza, pe u ilizza e i e mini di Nie zsche, non è
quindi una spiegazione della eal à na u ale, quan o piu os o ed esclusi amen e una sua
desc izione
69. Essa u ilizza quelle nozioni che l’in elle o elabo a accogliendo assieme le
sensazioni che iconosce come maggio men e connesse e nel a e ques o s olge un uolo
impo an e in e mini e olu i i. Pe app o ondi e la ques ione ela i a all’o igine delle en i à
ma e iali, Mach osse a che «in i ù della lo o g ande impo anza p a ica non sol an o pe
68 AE, pp. 45-46.
69 C . OFN VII/2, 26 [227], FW § 112 e JGB § 21.
132
l’indi iduo bensì pe l’in e a specie, le nozioni compos e di “io” e di “co po” si impongono
is in i amen e e si p esen ano con una o za p imo diale. In casi pa icola i in cui non siano
in gioco ini p a ici ma la conoscenza sia ine a se s essa, ques a delimi azione può i ela si
pe ò insu icien e, d’impedimen o, insos enibile»70. Le nozioni di “io” e “cosa” non sono un
a o p ima io, come in ece gli elemen i (o le sensazioni) che le o mano; esse possono esse e
assun e solamen e secondo una p ospe i a eo e ica, in quan o pun i di i e imen o di cui
l’uomo necessi a ma che non de e scambia e con la s u u a on ologica del eale.
2.2 Genealogia delle nozioni sos anziali
Se o a si passa a conside a e il modo in cui Nie zsche a on a la ques ione ema izza a da
Mach, non ci si so p ende à di iscon a e no e oli a ini à. In e e i, il iloso o edesco a
maggio men e i e imen o alle nozioni di cosa e ma e ia, u ilizzando in misu a mino e il
e mine “co po” (Kö pe ), ma la sos anza del disco so imane inal e a a. Anche lui impos a la
ques ione osse ando che le nozioni sos anzialis iche cui comunemen e ci si i e isce quale
ondamen o della eal à na u ale non sono al o che cos uzioni logiche as e i e in segui o su
un piano di e en e. La ques ione solle a a da Nie zsche co isponde pe e amen e alle idee
sop a conside a e, dal momen o che anche lui in ende denuncia e i limi i di una endenza a
a a e come en i à sussis en i in manie a au onoma e sepa a a dal sogge o quelle che in ece
non sono al o che nozioni elabo a e dall’in elle o e che icop ono un uolo essenzialmen e
p a ico, i elandosi semplici sussidi eo e ici pe una conoscenza del mondo che pe me a
all’uomo di in e eni e al suo in e no. La endenza ondamen ale dell’in elle o, come è s a o
possibile osse a e, consis e nell’applica e o me al da o sensibile, non an o pe conosce lo
nella sua essenza, quan o piu os o pe ende lo u ilizzabile. Nel 1888 Nie zsche ecupe a i
p incipi della sua gnoseologia ein e p e andoli alla luce della nuo a eo ia della olon à di
po enza; secondo ques a p ospe i a l’a eggiamen o dell’uomo nei con on i della eal à
es e na mani es a la sua endenza all’assimilazione, che eo e icamen e si aduce in un
en a i o di a la p op ia imponendole gli schemi da essa elabo a i, pe po e la meglio
domina e:
Non «conosce e» ma schema izza e, impo e al caos u a la egola i à e u e le o me
necessa ie pe soddis a e il nos o bisogno p a ico.
Nella o mazione della agione, della logica, delle ca ego ie, il bisogno è s a o decisi o; il bisogno
non di «conosce e» ma di sussume e, di schema izza e, ai ini del comp ende e, del calcola e…
70 AE, p. 52.
133
L’accomoda e, l’escogi a e il simile, l’uguale – lo s esso p ocesso che ogni imp essione dei sensi
a a e sa, è lo s olgimen o della agione!
Qui non ha ope a o un’«idea» p eesis en e, bensì l’u ili à che, solo quando le ediamo g ossolane
e ese uguali, le cose di en ano pe noi calcolabili e manegge oli…
La inali à della agione è un e e o, non una causa; da a una qualsiasi al a specie di agione, pe
cui esis ono semp e spun i, la i a allisce – essa di iene con usa – oppo disuguale.
Le ca ego ie sono « e i à» solo nel senso in cui condizionano la nos a i a: lo spazio euclideo è
una ale « e i à» condiziona a.
71
L’uomo i e nella necessi à di elabo a e il lusso delle pe cezioni indi iduando al suo
in e no o me s abili e con on abili. In pa icola e, il bisogno p ima io è quello di
ca ego izza e la eal à e iconosce e elemen i che possano di si uguali. La ques ione
dell’iden i à, che anche in Mach gioca un uolo di p imo piano, isul a essenziale pe un
con on o delle en i à co po ee ed un lo o iconoscimen o nel empo; u a ia, Nie zsche ha
semp e osse a o l’impossibili à di amme e e che una da a po zione di ma e ia si man enga
iden ica a se s essa o enga pos a a con on o con un’al a senza scop i ne di e enze
72.
L’a e mazione di una pe sis enza o di una uguaglianza a cose di e se non può esse e al o
che una in enzione del pensie o, il quale alsi ica la eal à pe eni e incon o ai bisogni
dell’uomo. Da ques a ope azione eme gono i conce i logici che pe me ono all’indi iduo di
conse a si. Secondo Nie zsche, in a i, l’in elle o è «un appa a o sop a u o sempli ica o io.
Il nos o also, impiccioli o, logicizza o mondo delle cause è pe al o quello in cui noi
possiamo i e e. In an o «conosciamo», in quan o possiamo soddis a e i nos i bisogni»73.
D’al a pa e, senza le o me isse elabo a e dall’in elle o non sa ebbe possibile i e e; esse
app esen ano un sussidio ineliminabile ai ini della conse azione, s iluppa osi nel co so
dell’e oluzione o ganica e adica osi in segui o al p ocesso di selezione na u ale: «solo quelle
a i i à in elle uali che conse a ano l’o ganismo hanno po u o conse a si; e nella lo a
degli o ganismi ques e a i i à in elle uali si sono con inuamen e i obus i e e a ina e»74.
L’inse imen o del p ocesso conosci i o in una p ospe i a e olu i a isul a esse e un
elemen o ca a e is ico della gnoseologia di Nie zsche; come è s a o in a i osse a o, egli lo
in e p e a desc i endolo nei e mini di un e a e dell’in elle o che, nella sua limi a ezza,
o nisce all’uomo dei pun i di i e imen o che gli pe me ono di o ien a si all’in e no della
eal à. L’a i i à in elle uale di cui pa la come il p incipale s umen o che ha pe messo
71 OFN VIII/3, 14 [152].
72 C . OFN V/2, 11 [149] e 11 [237].
73 OFN VII/3, 34 [46].
74 OFN VII/2, 25 [427].

134
all’o ganismo di conse a e se s esso consis e in pa icola e nella capaci à di seleziona e i
da i senso iali e condensa li in uni à conce uali, ealizzando in ques o modo la c eazione di
sin esi che o igina iamen e non sussis ono. In ques o modo engono a cos i ui si u e le
en i à sos anziali, p i e di alcuna esis enza al di uo i del sogge o. «La sin esi “cosa” de i a
da noi: u e le p op ie à della cosa engono da noi»75; e anco a: «la genesi delle “cose” è in
u o e pe u o ope a degli esse i che o mano app esen azioni, pensano, ogliono, sen ono.
Ciò ale pe il conce o s esso di “cosa” come pe u e le quali à»76.
Il disco so ela i o alle en i à sos anziali eme ge pe an o dalla p ospe i a e olu i a e
dalla conside azione del uolo a i o s ol o dall’in elle o nel p ocesso conosci i o, dal
momen o che a e ma e l’esis enza di co pi o cose signi ica dichia a e qualcosa che non
co isponde ai ca a e i del mondo na u ale. Se, in a i, ques ’ul imo de e esse e in eso come
un lusso di elemen i in con inuo di eni e, qualsiasi indi iduazione di una pe sis enza che
non sia ammessa in senso ela i o o ansi o io non può che esse e con addi o ia. Quello che
accade, secondo il iloso o edesco, è in ece una sempli icazione della mol eplici à di da i
che engono egis a i dall’appa a o pe ce i o i quali, il a i a a e so l’in elle o, sono
s u u a i in connessioni i enu e s abili ed omogenee. Tali connessioni assumono
inizialmen e il alo e pu amen e logico di en i à conce uali; esse sono c ea e dal pensie o
con inali à che non escono dalla s e a eo e ica, in quan o pe lo o ami e è possibile
impos a e una elazione conosci i a a l’uomo e il mondo. Nel desc i e e la o mazione di
ques e nozioni p imi i e Nie zsche a pe ò i e imen o ad un ce o sensismo, osse ando pe
esempio che «i conce i sono g uppi più o meno sicu i di sensazioni [Emp indungen]
ico en i a lo o in eccia e»77. L’impos azione ondamen ale semb a quindi esse e quella
analizza a in p ecedenza e iene ad accomuna e s e amen e il pensie o del iloso o edesco e
le posizioni di Mach. Nel caso speci ico la c onologia non è comunque a o e ole ad un
con on o di e o a i due, almeno in an o che la le u a es imonia a imandi all’Analisi
delle sensazioni del 1886; il commen o appena ci a o isale in a i al 1884-1885 e sa ebbe
quindi p eceden e alla pubblicazione del es o di Mach. Inol e, Nie zsche a e a già espos o
in passa o ques a posizione, e idenziando pe ò il passaggio successi o del agionamen o, che
a delle connessioni a le sensazioni en i à co po ee piu os o che semplicemen e logiche:
Le sensazioni saldamen e collega e, che i o nano semp e di nuo o (« ela i amen e connesse
pe un ce o empo») engono conside a e da noi come cose e eal à g ezze: p ima di u o il
75 Ibidem.
76 OFN VIII/1, 2 [152].
77 OFN VII/3, 34 [86]. Modi ico qui la aduzione i aliana, che o ebbe “sen imen i” pe “Emp indungen”, pe
o i mo i i di co ispondenza e minologica con al i passi di Nie zsche e con le pagine di Mach.
135
nos o co po [Leib]. Ma « u e le p op ie à di ques e cose consis ono in nos e sensazioni e
app esen azioni».
78
Con on ando i due ammen i eme ge il quad o comple o della genealogia della nozione di
“cosa”; essa in a i de i a di e amen e dall’elabo azione del da o pe ce i o s ol a
dall’in elle o, che accoglie le sensazioni in uni à conce uali la cui ela i a s abili à iene in
un secondo momen o ca ica a di una assolu ezza che po a ad a e ma ne la sussis enza
au onoma. Si inisce quindi pe c ede e che gli schemi del pensie o e le o me che
l’o ganismo applica alla eal à es e na esis ano in ece al suo in e no e engano quindi
scope e, piu os o che in en a e. «La genesi delle “cose” è in u o e pe u o ope a degli
esse i che o mano app esen azioni, pensano, ogliono, sen ono. Ciò ale pe il conce o
s esso di “cosa” come pe u e le quali à»
79, che hanno un signi ica o sol an o nella elazione
con un sogge o, in quan o dipendono dalla eazione che la eal à s imola al suo in e no. Le
quali à mani es ano in massimo g ado la lo o mu e olezza, in quan o in ogni momen o si
hanno sensazioni di e en i, anche in elazione ad uno s esso ogge o. Ques a osse azione è
cen ale nello s udio di Mach, il quale muo e la sua a gomen azione p op io conside ando
che gli e e i che uno s esso ogge o p oduce su di noi non sono mai i medesimi,
modi icandosi in agione delle condizioni ambien ali o dello s a o dell’ogge o s esso.
Nie zsche, pe ò, spinge la sua i lessione ino in ondo, osse ando che l’impossibili à di
indi idua e un elemen o sos anziale alla base della mol eplici à del eale non dipende solo
dalla nos a limi a ezza senso iale, quan o dal a o che una “cosa in sé” non esis e. Secondo
ques a posizione, l’in elle o non in e iene semplicemen e nell’indi iduazione dei ca a e i
di una de e mina a “cosa”, ma anco a p ima, nell’amme e e che una da a en i à esis a e che
quindi sia possibile en a ne una indi iduazione. In sin esi, l’e o e dell’uomo non è solo
quello di indi idua e una “cosa” che non co isponde al sos a o del mondo na u ale, ma
anche – e in misu a o se maggio e – di a e ma e che essa i sia: «le domande ci ca il modo
di esse e delle “cose in sé”, se si p escinde dalla ice i i à dei nos i sensi e dall’a i i à del
nos o in elle o, anno espin e con la domanda: come possiamo sape e che ci sono cose? La
“cosali à” è s a a c ea a da noi»80.
Nie zsche assume quindi una posizione che ispecchia pe e amen e le idee di Mach; pe
lui le en i à co po ee non sono al o che ipos a izzazioni di elabo azioni conce uali,
denominazioni di g uppi di sensazioni p esi assieme in agione della lo o maggio e coesione,
78 OFN VII/1/I, 5 [1] 239.
79 OFN VIII/1, 2 [152].
80 OFN VIII/2, 9 [106].
136
seppu e ela i a, che pe me e di isola li ispe o al “ umo e” di ondo del di eni e na u ale.
Tu a ia, anche in ques o caso è possibile in accia e alcuni i e imen i di e i dai quali il
iloso o edesco po ebbe a e ecupe a o ques a p ospe i a, e anco a una ol a i nomi sono
quelli di Lange e Spi . Ques ’ul imo, in pa icola e, po ebbe esse e l’au o e delle ci azioni
inse i e da Nie zsche nel ammen o sop a conside a o. Pe quan o in a i il i e imen o alle
sensazioni « ela i amen e connesse pe un ce o empo» ichiami con o za la concezione di
Mach, la da azione del ammen o (in e no 1882-1883) non pe me e di i e i lo ad un
qualche sc i o dello scienzia o aus iaco le o da Nie zsche. Piu os o, il a o che il iloso o
chiami in causa la co elazione di sensazioni e app esen azioni ipo a alle i lessioni che
egli a e a s ol o di e si anni p ima, nel 1873, ichiamando esplici amen e Denken und
Wi klichkei di Spi , del quale acquis ò la seconda edizione del 1877 che enne semp e
p esen e, ci andola in di e si luoghi dei suoi quade ni81.
Quan o a Lange, nel suo la o o sulla s o ia del ma e ialismo egli a on a di e amen e la
ques ione, in pa icola e nel capi olo dedica o alla dis inzione a o za e ma e ia. In ques a
sede sin e izza la sua posizione con ques e pa ole:
Chiamo cosa un g uppo di enomeni connessi, che noi concepiamo in manie a uni a ia,
as aendo da agg egazioni ul e io i e da modi icazioni in e ne.
Chiamo o ze le p op ie à della cosa, che abbiamo iconosciu e in g azia dei lo o e e i
de e mina i su al e cose.
Chiamo ma e ia ciò che in una cosa non ogliamo o non possiamo più isol e e in o za, e ciò
che supponiamo esse e la base e l’agen e delle o ze iconosciu e.
82
Senza en a e nei pa icola i della sua esposizione, si dimos a in da subi o e iden e la
comune p ospe i a che Lange condi ide con Nie zsche e può esse e ile a a una ce a
co ispondenza e minologica con il linguaggio dei ammen i. Il a o che il iloso o pa li
a amen e di co pi, p e e endo in ece occupa si della p esun a esis enza delle cose, pe me e
di impos a e in manie a più sicu a un con on o di e o con Lange – il cui es o e a s a o
acquis a o in qua a edizione da Nie zsche dopo il 1882
83 – piu os o che con l’epis emologia
di Mach. L’au o e della S o ia del ma e ialismo, dal suo pun o di is a kan iano, pa la di
enomeni piu os o che di sensazioni, ma la sos anza del disco so imane inal e a a; anch’egli
conside a le cose come en i à as a e, che de i ano da una ope azione in elle uale di
81 C . OFN VII/3, 35 [56] e 35 [61].
82 F.
A.
L
ANGE
, op. ci . p. 235.
83 C . J. S
ALAQUARDA
, Nie zsche und Lange, «Nie zsche-S udien» 7 (1978) pp. 236-253.
137
selezione ed o ganizzazione, secondo quella che è la endenza ondamen ale del pensie o.
Poche pagine p ima a e a in a i osse a o che
La «cosa» in eal à non è al o che il pun o di iposo deside a o dal nos o pensie o. Noi non
conosciamo al o che le p op ie à e la lo o iunione in un igno o, la cui ipo esi è una inzione del
nos o spi i o, ma, a quan o semb a, una inzione necessa ia e impe iosamen e eclama a dalla
nos a o ganizzazione.
84
L’idea è quindi che i siano una se ie di p op ie à che possono esse e conosciu e, ma che
l’uomo è in g ado di ges i e solamen e se esse engono o ganizza e a a e so una ope azione
di iduzione in uni à conce uali. Ques o p ocesso è pe ò qualcosa che appa iene
esclusi amen e al pensie o e non de e esse e in eso come l’indi iduazione di un i e imen o
esis en e al di so o delle p op ie à s esse; le nozioni che l’in elle o elabo a e a a e so cui
conne e de e mina i g uppi di enomeni o sensazioni non possiedono quindi una esis enza
au onoma, sono semplici « inzioni del nos o spi i o», app on a e secondo quella esigenza
ondamen ale che s imola il pensie o e so l’indi iduazione di un elemen o pe manen e. La
conside azione gene ale di Lange è in a i che alla base di ques a endenza sia possibile
indi idua e la ecchia nozione di sos anza; la de e minazione delle cose nasce in a i dal
bisogno di giunge e ad un alcunché di pe manen e, qualcosa che pe me e appun o al
pensie o di “ iposa si” dopo esse e s a o diso ien a o dalla cao ica mol eplici à delle
pe cezioni, che ile ano unicamen e gli a ibu i della ma e ia, la mani es azione delle sue
a i i à. «In eal à, la causa che ci impedisce di amme e e una o za pu a non de e esse e
ce ca a al o e che nella necessi à psichica, che ci a appa i e gli ogge i delle nos e
osse azioni so o la ca ego ia della sos anza. Noi osse iamo unicamen e o ze ma esigiamo
un sogge o pe manen e di ques i enomeni a ia i, una sos anza»
85. L’a gomen azione di
Lange me e in luce un aspe o ondamen ale, il a o cioè che alla base della de e minazione
delle en i à ma e iali i sia il bisogno di amme e e un alcunché di pe sis en e e immu abile,
che quindi non pa ecipe ebbe del di eni e na u ale. L’idea che la genealogia delle nozioni di
“cosa”, di “ma e ia” e di “co po” me a di on e alla ques ione della sos anza è condi isa da
Mach, che nel suo es o a on a il p oblema secondo la medesima p ospe i a. Anche
secondo lui, in a i la endenza dell’in elle o è quella di ice ca e qualcosa che sia
«incondiziona amen e pe sis en e», al quale si a ibuisce pe de inizione il nome di sos anza:
84 F.
A.
L
ANGE
, op. ci . p. 231.
85 I i, p. 235.
144
dichia a e: «Esis e sol an o una o za». La eo ia cine ica de e a ibui e agli a omi, ol e
all’ene gia di mo imen o, le o ze di coesione e di g a i à. Ques o è ciò che anno u i i isici e
chimici ma e ialis i! e pe sino i miglio i seguaci dello s esso Maye . Nessuno ha nega o la o za di
g a i à! – In ine anche pe Maye sullo s ondo, accan o al mo imen o s esso, i è una seconda
o za, il p imum mobile, l’ama o Dio. E gli è del u o necessa io!
100
Il con enu o di ques a le e a espone le s esse idee che Nie zsche pubblica in Al di là del
bene e del male, indi iduando in Bosco ich e Cope nico i due pun i di i e imen o pe un
ischia amen o della egione che po a alla eliminazione della ma e iali à della na u a. Il
ipensamen o della nozione di ma e ia a nella di ezione di una concezione dinamica che si
i o a in mol e discussioni dell’epoca, concen a e in pa icola e sulla ques ione del appo o
a o za e ma e ia. Nel co so dell’O ocen o u ono mol i gli au o i che dedica ono uno
spazio nelle lo o ope e a ques o a gomen o, da Emile Du Bois-Reymond, all’imp escindibile
Albe Lange
101. La c i ica che Nie zsche muo e a Maye colpisce in pa icola e la sua
incapaci à di concepi e la o za come e e en e unico, con inuando in ece ad amme e e
accan o ad essa un sos a o isso e immu abile; una concezione, ques a, che conduce
necessa iamen e ad una eologia in g ado di gius i ica e l’o igine e la pe manenza della
ma e ia e che ichiede un p imum mobile sepa a o dal mo imen o s esso. L’e o e di Maye è
pe il iloso o edesco esp essione di un modello di pensie o comune, la cui endenza è quella
di indi idua e en i à isse nelle quali isol e e la dinamica na u ale. Le pa icelle elemen a i
engono quindi conside a e come co puscoli di ma e ia do a i di es ensione ma sop a u o di
s abili à, la cui esis enza è au onoma ispe o alla o za che essi emanano, an o da po e li
conside a e come o igine della s essa:
Il più an ico a omismo ce ca a, ol e alla « o za» che agisce, anche quel piccolo conglome a o
di ma e ia in cui essa isiede, da cui p omana la sua azione, l’a omo; ce elli più igo osi
impa a ono in ine a a si d’impaccio senza ques o « esiduo e es e» e o se un bel gio no ci si
abi ue à anco a, anche da pa e dei logici, a ca a sela senza quel piccolo «esso» (nel quale si è
ola ilizza o l’ones o, ecchio io).
102
100 KGB III/1, B ie an Köseli z, 20. Mä z 1882.
101 Nella sua con e enza in i ola a Die Sieben Wel ä hsel (compa sa in aduzione i aliana assieme a Übe die
G enzen des Na u e kennens con il i olo: I limi i della conoscenza scien i ica della na u a, Milano 1973), Du
Bois-Reymond dichia a come ques ione i isol ibile la possibili à di de ini e l’essenza della ma e ia e della
o za. Lange, in ece, come si di à a poco, dedica un capi olo a Fo za e ma e ia nella sua ope a p incipale.
102 JGB, § 17.

145
La p ospe i a che Nie zsche assume nel accia e le o igini della nozione di a omo
ispecchia gli a gomen i s ol i da Lange nella sua S o ia del ma e ialismo103; ques i, in a i,
dedica un capi olo dell’ope a al ema Fo za e ma e ia, osse ando come i isici abbiano
a on a o la ques ione nella s o ia e quali siano i isul a i dei suoi con empo anei. La sua
conclusione è che si enda semp e più a isol e e la ma e ia in o ze, allon anandosi dalla
concezione ma e ialis ica pe cui essa sa ebbe un sos a o indipenden e e dis in o dalla sua
a i i à. Fondamen almen e, in a i, la ice ca si muo e da ciò che può esse e egis a o, e cioè
dagli e e i delle cose nella lo o dinamica; a pa i e da ques o da o se ne ice ca l’o igine,
senza pe ò a i a e mai ad una de e minazione conclusi a.
I p og essi delle scienze ci hanno condo o a me e e semp e più o ze al pos o della ma e ia, e
la c escen e esa ezza dell’osse azione isol e semp e più la ma e ia in o ze. (…) Se o a, con
Ampé e, si iduce l’a omo ad esse e non al o che un pun o senza es ensione, con o ze
agg uppa e in o no ad esso, ques o pun o, il «nulla», sa à la ma e ia. Se non ado così lon ano
nell’as azione, la ma e ia è allo a pe me semplicemen e un ce o Tu o, che gene almen e mi
appa e come una combinazione di pa i ma e iali ope a a da o ze innume e oli. In una pa ola, il
esiduo incomp eso o incomp ensibile della nos a analisi è semp e la ma e ia, pe quan o noi
andiamo lon ano. Ciò che noi abbiamo comp eso dell’essenza di un co po, lo chiamiamo
p op ie à della ma e ia, e ques e p op ie à le iconduciamo a « o ze». Ne segue che la ma e ia è
semp e ciò che noi non possiamo o non ogliamo più isol e e in o ze. (…) Quando noi
dissol iamo un ogge o, g ado a g ado, il es o non anco a disciol o, la ma e ia, es a semp e pe
noi il e o app esen an e della cosa. Noi gli a ibuiamo dunque le p op ie à scope e. Così si
i ela la g ande e i à: «non c’è ma e ia senza o ze, non c’è o za senza ma e ia».
104
L’elemen o ma e iale e, all’es emo, la pa icella a omica, engono ad esse e
semplicemen e un pun o di i e imen o al quale si sceglie di e ma si pe u ilizza lo come
ondamen o della ice ca. Lo s udio della eal à isica ile a in a i la p io i à dell’elemen o
dinamico, che può esse e osse a o e egis a o, men e non è possibile isola e alcuna en i à
s abile. Pe an o, l’a e mazione di un alcunché di isso e sos anziale de e ale e
esclusi amen e pe ini me odologici, in quan o as azione in elle uale elabo a a pe
o ien a e lo s udio. Lange assume la p ospe i a di Mach, che osse a a come l’idea della
“cosa in sé” enisse a o ma si eliminando g adualmen e le sensazioni ipo abili ad un da o
“ogge o”; anche lo scienzia o aus iaco p ecisa a che gli elemen i che si “isolano” come
103 I debi i di Nie zsche nei con on i di Lange pe quan o igua da la polemica sul modello a omico sono s a i
ile a i in J.
S
ALAQUARDA
, Nie zsche und Lange ci .
104 A.
L
ANGE
, op. ci ., pp. 220-221.
146
cos i uen i p imi delle en i à co po ee sono ali solamen e pe ché non si è po u o o olu o
app o ondi e l’analisi, e quindi possiedono una s abili à solo ela i a. Il pun o di a i o di
ques o agionamen o è quella concezione della “cosa” come «pun o di iposo» del pensie o
che è s a a conside a a in p ecedenza, ma ciò che al momen o è impo an e ile a e è la
connessione a le nozioni di o za e ma e ia, che Lange a a come due elemen i inscindibili.
Anzi, egli semb a a ibui e una p io i à alla p ima, in quan o passibile di una elabo azione e
a azione di e a, men e la ma e ia imane comunque un qualcosa di inaccessibile. «Nello
s a o a uale delle scienze isiche e na u ali – conclude – la ma e ia è dappe u o l’igno o; la
o za, è dappe u o il no o. Se in luogo di o za si p e e isce di e “p op ie à della ma e ia”, si
de e gua da si dal gi a e in un ci colo izioso!»105.
Tu a ia, malg ado la ice ca scien i ica sia p og edi a e abbia o ni o isul a i in g ado di
supe a e le an iche concezioni sos anzialis iche, imangono anco a ice ca o i che p e endono
di po e indica e un sogge o che agisce al di so o della dinamica na u ale: «i nos i
ma e ialis i ci engono alla molecola di ma e ia sensibile, pe ché ogliono lascia e alla o za
non sensibile un sos a o sensibile»106. Pe ques o mo i o essi con inuano ad amme e e
l’esis enza di a omi che ca a e izzano come en i à co puscola i, mic oscopici agglome a i di
ma e ia comunque do a i di es ensione e non sogge i al mu amen o. Le pa icelle elemen a i,
secondo la lo o concezione, non possono isol e si nella dinamica delle o ze, ma de ono
ale e come sos a o di ques ’ul ima; come osse a Nie zsche, essi con inuano a ce ca e al di
so o della o za che agisce, con in i di po e indi idua e un’en i à dalla quale p omani ques a
azione. Essi non sono in g ado di usci e dalla es imonianza dei sensi che, nella lo o
limi a ezza, es i uiscono una na u a a a di ogge i, di cose, di co pi, pe quan o ques i
possano esse e piccoli e di icilmen e indi iduabili.
Il p oblema consis e in pa icola e nella o usi à che po a ad amme e e che i siano en i à
ma e iali anche quando un pe ezionamen o degli appa a i di ice ca abbia ile a o la
discon inui à degli ogge i mac oscopici; si inisce pe non segui e più le conclusioni di una
analisi azionale, ichiudendosi in quella che de e esse e de ini a una e a e p op ia “ ede”.
Nella sua esposizione Nie zsche u ilizza p ecisamen e ques o e mine, me endo in luce il
bisogno i azionale che s a alla base di una simile assunzione. Egli in a i in i a a « innega e
la ede (…) nella “sos anza”, nella “ma e ia”», in u o ciò che iene anco a conside a o come
immobile, e nelle sue pa ole isuona la o za dell’accusa ad una isione del mondo che ugge
die o di esso pe ché non amme e che non i sia modo di indi idua e al suo in e no le
ondamen a solide di cui non uole a e a meno. Mach, nella sua esposizione c i ica dei
105 I i, p. 231.
106 I i, p. 206.
147
mo i i sos anzialis ici della scienza isica, ado a la medesima p ospe i a. Dopo a e e
ile a o la endenza comune a ice ca e un elemen o che possa esse e incondiziona amen e
pe sis en e – e quindi una sos anza –, osse a che ques o a eggiamen o appa iene anche a
«chi c ede agli a omi»107, il quale pe an o non comp ende la impossibili à di una ice ca
conclusi a che ada al ondo della dinamica na u ale. I due au o i condi idono quindi il
medesimo a eggiamen o nei con on i della ice ca scien i ica, la quale imane in ischia a in
una me a isica della sos anza che po ebbe in ece acilmen e aggi a e; malg ado i siano
p ospe i e al e na i e, l’assunzione ondamen ale pe u o l’O ocen o es a quella di una
na u a a icola a in o ze che p omanano da un sos a o ma e iale assolu o. Il mo i o pe cui
sia così di icile abbandona e ques a isione delle cose iene in accia o da Mach e da
Nie zsche nell’impossibili à pe l’uomo di a anca si dalla p op ia p ospe i a indi iduale:
l’a omismo app esen a un i e imen o necessa io, un e o e p op io bisogno o igina o dalla
modali à conosci i a ondamen ale che, come si è de o, consis e in una sempli icazione e
schema izzazione della eal à es e na. L’uomo, elazionandosi con il mondo a a e so le
alsi icazioni elabo a e dal p op io in elle o, non è in g ado di abbandona le neppu e nella
lo o o ma più elabo a a, quando cioè esse icompaiono a a e so la scienza come pa icelle
elemen a i. La unzione del modello a omico è in a i la s essa delle elabo azioni conce uali:
en ambe sono schemi men ali p odo i ispe ando una esigenza economica che ca a e izza
la conoscenza della na u a ad ogni li ello, dalla pe cezione sensibile, alla logica, alla scienza.
3. Sogge o e olon à
3.1 L’io come uni à ideale
La ca a e is ica ondamen ale dell’in es igazione di Mach è senza dubbio la olon à di
ope a e una icos uzione della scienza unzionale ad una connessione a i due ambi i
(appa en emen e) dis in i della isica e della psicologia. Come è s a o osse a o, il a o di
a e olu o concen a e l’a enzione su elemen i me odologicamen e indica i come una
“ eal à p ima” si ua a al di so o di qualsiasi o mazione ma e iale e sos anziale è se i o allo
scienzia o aus iaco pe a anca si da una isione pa ziale, ponendosi in una p ospe i a di
osse azione che po esse esse e neu ale ispe o ai due ambi i di ice ca. Il suo p incipio-
guida, che egli indica come il «p incipio del comple o pa allelismo a ambi o psichico e
isico»108, ha la pa icola i à di non a e i e imen o ad alcuna en i à assolu a che mani es i le
107 AE, p. 284.
108 AE, p. 80.
148
p op ie ca a e is iche in manie a di e sa a seconda del sogge o che la conosce o della
manie a in cui è a a a. Le sensazioni indi idua e dal suo monismo neu ale sono in e e i
p i e di alcuna ca a e is ica quali a i a, che eme ge in segui o alla elazione is i ui a con le
en i à co po ee che le egis ano; pe ques o mo i o Mach può insis e e sul a o di non ole
amme e e una di e enza sos anziale a i due se o i ( isico e psichico), o ando quasi o ia
ques a assunzione in quan o conseguenza di una p emessa gene ale pe cui ad ogni enomeno
psichico co isponde un enomeno isico e ice e sa. Su ques o pun o, pe ò, lo scienzia o si
sen e in do e e di p ecisa e la p op ia posizione dis inguendola da quella di Fechne , il quale
pe p imo a e a ema izza o il pa allelismo a ques i due ambi i. La sua idea semb a a Mach
anco a segna a da una la en e me a isica, dal momen o che egli amme e che i enomeni isici
e quelli psichici siano due aspe i di una sola eal à, la quale dunque possede ebbe le quali à
che eme gono dalle due linee di ice ca. In un passaggio dell’Analisi delle sensazioni si
legge:
La nos a concezione si di e enzia da quella di Fechne , che conside a a i enomeni isici e
quelli psichici due aspe i di e si di una sola eal à. In p imo luogo la nos a concezione non ha
a a o un sos a o me a isico bensì co isponde solo a un’esp essione gene alizza a di espe ienze.
Inol e noi non dis inguiamo due aspe i di e si di una e za en i à incogni a; gli elemen i da noi
o a i nell’espe ienza, dei quali indaghiamo la connessione, sono semp e gli s essi, di un solo
ipo e solo a seconda della lo o connessione ci si p esen ano o a come elemen i isici o a come
elemen i psichici.
109
Secondo la le u a machiana delle idee di Fechne , ques ’ul imo a ibui ebbe una p io i à
on ologica al subs a o delle espe ienze, al quale dunque appa e ebbe o le speci iche quali à
che una osse azione può ile a e come isiche o psichiche. La co ispondenza a isico e
psichico, pe come iene de ini a da Mach, a ibuisce in ece alo e esclusi amen e alla
connessione delle sensazioni, alla dimensione elazionale che dis ingue i di e en i agg ega i,
o ma i pe ò da elemen i a di lo o indis in i. Non i è quindi, come ben so olinea lo
scienzia o, una e za en i à cui i e i si pe gius i ica e il pa allelismo di cui egli pa la, dal
momen o che esso de i a semplicemen e dal a o che si a a a a e con una sola eal à, i cui
aspe i non possono esse e de e mina i p ima che enga is i ui a una elazione con il sogge o
conoscen e; la dimensione ul ima del mondo na u ale, cos i ui a dagli elemen i, è in a i
assolu amen e neu a, p i a di qualsi oglia ca a e is ica quali a i a che gius i ichi una
ca ego izzazione delle sue componen i. Ques a posizione si o a esp essa anche in un
109 I i, p. 81.
149
quade no di Nie zsche del 1888 – pos e io e, quindi, alla le u a dell’Analisi delle sensazioni
– nel quale egli ecupe a una se ie di i lessioni s ol e nei p imi anni ’80 e a on a con
maggio e ma u i à la ques ione della de e minazione della eal à na u ale a a e so la sua
nozione di olon à di po enza. In un ammen o in cui accenna ad una elazione a la
coscienza ed il suo sos a o neu ale, egli commen a:
Nien e è più e a o del a e dei enomeni isici e psichici le due acce, le due i elazioni di una
sola e iden ica sos anza. Con ciò non si spiega nien e: il conce o di «sos anza» non se e
assolu amen e a nien e, quando si uole spiega e.
110
La modali à di desc izione del mondo non semb a do e si spinge e alla de e minazione del
sos a o dei enomeni na u ali, p obabilmen e pe ché esso imane comunque inconoscibile ed
inde e mina o. In ondo, come Nie zsche a e ma in un al o luogo, se esso osse conoscibile
sa ebbe pe o za di cose condiziona o
111, e quindi di e ebbe enomeno pe dendo i ca a e i
di assolu ezza che si suole a ibui gli. L’osse azione qui espos a ispe a la p ospe i a del
sensualismo che il iloso o condi ide con Mach, iconoscendo nelle sole sensazioni l’unica
eal à cui è possibile i e i si pe ope a e una desc izione del mondo; non i è alcun elemen o
sos anziale di cui i enomeni – siano essi isici o psichici – possano di si « i elazioni»
(O enba ungen) e, nel momen o in cui si in enda a on a e un disco so che e a sulla
de e minazione della na u a, gli unici da i da u ilizza e sono le sensazioni. L’inu ili à della
nozione di sos anza ai ini di una spiegazione della eal à na u ale è coe en e con l’idea che
essa sia un conce o as a o che non ispe a la dipendenza del sogge o dalla p op ia acol à
conosci i a, la quale appun o non dà al o che sensazioni già media e che app esen ano
pe an o il ondamen o di ogni conoscenza. Anche se il i e imen o a Mach non è qui
esplici o, Nie zsche condi ide u a ia la sua posizione, e idenziando allo s esso modo i
limi i di una concezione che si appoggi su di un sos a o me a isico pe uni ica e le
p ospe i e in e p e a i e della eal à che p es ano a enzione o a al mondo isico, o a a quello
psichico; la e a co ispondenza a i due ambi i può esse e ammessa solamen e ile ando un
lo o comple o pa allelismo, pe cui è lo s esso elemen o ad esse e indica o come isico o
psichico a seconda della elazione nella quale si o a, men e amme e e che esso possegga
quali à che semplicemen e engono p ese in conside azione a seconda dell’ambi o di
indagine signi ica man ene e una o ma di dis inzione on ologica.
110 OFN VIII/3, 14 [144].
111 OFN VIII/1, 2 [154].

150
Alla luce di ques o modo di in ende e il appo o a isico e psichico, è na u ale che Mach
a i la ques ione squisi amen e psicologica dell’io secondo lo s esso schema analizza o in
i e imen o al co po. In e e i, egli impos a il p op io la o o dis inguendo in da subi o a
due di e se en i à co po ali: il co po isico, indi idua o dal edesco Kö pe , e quella che si
po ebbe de ini e la co po ali à indi iduale, che in ece co isponde al e mine Leib.
En ambe si p esen ano come insiemi di elemen i do a i di una s abili à sol an o ela i a, ma
passibili di un iconoscimen o nel empo in agione della p e alenza di ciò che pe sis e
ispe o a ciò che mu a, cosa che ende possibile quella «economia della app esen azione
men ale e della designazione linguis ica (…) in pa e is in i a e in pa e olon a ia e
consape ole, che si esp ime nei modi abi uali di pensa e e di pa la e»112. Quello che iene
de ini o con il e mine “io” è a sua ol a un «complesso di ico di, disposizioni, sen imen i,
lega o a un de e mina o co po [Leib]»113 e p i o di una pe sis enza assolu a:
Io posso occupa mi di ques a o quella cosa, posso esse e quie o e alleg o oppu e i i a o e di
ca i o umo e. Rimane pe ò (p escindendo dai casi pa ologici) una somma di elemen i pe sis en i
ale da consen i e il iconoscimen o dell’iden i à dell’io. D’al a pa e anche l’io ha una
pe sis enza solo ela i a. L’appa en e pe sis enza dell’io consis e sop a u o nella con inui à,
nella len ezza del mu amen o. (…) Quando oggi o no col pensie o alla mia p ima gio inezza,
non po ei, p escindendo da alcuni pochi pun i, non conside a e un al o il agazzo che e o se non
a essi p esen e la ca ena dei ico di.
114
L’io iene quindi de ini o come un insieme di sensazioni che si i e iscono ad una
dimensione co po ea indi iduale, ma sop a u o isul a p i o di alcuna de e minazione che
p escinda da quel complesso di disposizioni e sen imen i. Esso non è quindi al o ispe o al
complesso di elemen i che il co po (Leib) egis a, e quindi la sua o igine è pu amen e logica
e de i a da una esigenza di uni à inalizza a al iconoscimen o; a a e so la de e minazione
di un’anima – pe ché è di ques o che si a a – è in a i possibile indi idua e una pe sona e
segui ne i mu amen i con inuando ad amme e ne la sos anziale iden i à. La necessi à di
o ien amen o spinge l’in elle o alla cos uzione di un i e imen o uni a io che possa esse e
u ilizza o pe da e un nome al con enu o maggio men e pe sis en e di un complesso di
sensazioni; come è accadu o nel caso del conce o sos anzialis ico di co po, così a iene pe
quello di io: ma e ia e anima sono i due elemen i ondamen ali che assumiamo come pun i di
112 AE, p. 38.
113 Ibidem.
114 I i, pp. 38-39.
151
i e imen o pe la nos a desc izione della eal à, anche se imangono pu i e semplici mezzi di
ipiego pe un o ien amen o p o iso io e la lo o u ili à è limi a a a de e mina i ini p a ici.
Il agionamen o di Mach, già analizza o nel caso delle en i à ma e iali, po a ad una
disg egazione della nozione di io, che con lui pe de ogni alo e me a isico che
adizionalmen e le po e a esse e a ibui o. L’ogge o che onda l’analisi psicologica non
possiede quindi un’essenza di e en e da qualsiasi al a en i à p esen e nel mondo “ eale”, dal
momen o che esso de i a dal medesimo subs a o di cui sono o ma i i co pi; non solo, l’a e
olu o chia i e l’assolu a neu ali à degli elemen i che lo scienzia o sceglie di assume e come
i e imen o p imo della desc izione del mondo pe me e di abbandona e qualsiasi ipo di
de e minazione on ologica che dis ingue ebbe gli e en i isici da quelli psicologici. Co pi ed
io sono semplicemen e cos uzioni del pensie o, il quale egis a di e se modali à di elazione
a gli elemen i classi icandoli in uno dei due ambi i, senza con ques o a e i e imen o ad una
lo o mani es azione quali a i a. Con ciò, engono p odo e semplici uni à ideali, che in ondo
posseggono le medesime ca a e is iche e possono quindi esse e a a e secondo la s essa
p ospe i a. L’analisi che Mach s olge in me i o all’io è quindi pe e amen e co isponden e
a quella dedica a ai co pi e alla ma e ia, a en a in pa icola modo ad e idenzia e il p ima o
on ologico degli elemen i (o delle sensazioni) sul complesso uni a io pu amen e nominale e a
segnala e la sua u ili à in una p ospe i a economica che man iene sullo s ondo lo s imolo
della conse azione della specie. Egli so olinea, in pa icola modo, il a o che il complesso
di elemen i che s a alla base dei enomeni na u ali, siano essi isici o psichici, è
essenzialmen e uno, cosa che impedisce una delimi azione p ecisa delle nozioni di co po
(Kö pe ) e io. De o ques o, il conce o psicologico ondamen ale iene ad esse e de ini o a
pa i e dalla o mazione di una «uni à ideale» che accoglie assieme « u i gli elemen i più
s e amen e connessi al dolo e e al piace e» e che «consen e l’economia del pensie o»,
s olgendo pe an o un uolo di g ande impo anza pe l’in elle o. «La delimi azione dell’io si
p oduce pe ciò is in i amen e, di en a abi uale e si consolida o se addi i u a a a e so la
asmissione e edi a ia»115.
L’aspe o che pe ò con ibuisce maggio men e all’eliminazione del alo e me a isico della
nozione di io è app esen a o dalla sua comple a dipendenza dagli elemen i, iconosciu i nella
lo o elazione con la co po ei à indi iduale come sen imen i, i lessi e, più in gene ale,
sensazioni. Sono ques i, in a i, a app esen a e il “ma e iale” che una ol a connesso iene a
cos i ui e l’anima indi iduale, e senza di esso non i sa ebbe alcunché da indi idua e:
115 I i, p. 52.
152
Non l’io è il a o p ima io bensì gli elemen i (sensazioni). (…) Gli elemen i o mano l’io. “Io
pe cepisco il e de” signi ica che l’elemen o e de compa e in un ce o complesso di elemen i
(sensazioni, ico di). Quando cesso di pe cepi e il e de, quando muoio, gli elemen i non si
p esen ano più nella co en e associazione a cui e o abi ua o. Con ciò è de o u o. Ha cessa o di
esis e e sol an o una uni à ideale, c ea a in is a di un’economia del pensie o, non un’uni à
eale.
116
Quello che con a pe po e onda e una psicologia è che i sia con inui à nel mu amen o
delle sensazioni; ques o aspe o, che pe me e un iconoscimen o di indi iduali à a noi
es e ne, e a s a o p ima ile a o come essenziale pe lo s esso sogge o che i le e su sé
s esso: senza la «ca ena dei ico di», che quindi si o ano lega i in una linea di con inui à,
«non po ei non conside a e un al o il agazzo che e o» – sc i e Mach. ale con inui à è
anco a una ol a qualcosa di i izio, in en a o dal pensie o pe da e coesione alla sogge i i à
indi iduale, la quale necessi a di una de e minazione an o spaziale che empo ale. L’uni à
dell’io, cioè, de e po e ale e sia come p incipio di de e minazione dagli al i sogge i, sia
come nucleo s abile che pe mane alla base dell’incessan e mu amen o che con addis ingue
l’a i i à spi i uale. «La con inui à è pe an o solamen e un mezzo pe p epa a e e assicu a e il
con enu o dell’io. Ques o con enu o, e non l’io, è la cosa p incipale»
117. La conclusione di
Mach è che sia impossibile sal a e l’io, nel senso che seguendo la p ospe i a ape a dal suo
monismo esso iene a pe de si nella connessione degli elemen i ed è quindi necessa io
abbandona e qualsiasi p e esa di a ibui gli un’esis enza au onoma. In al e pa ole, una ol a
ammesso che il sogge o si componga delle sensazioni è impossibile ole sal a e la p esun a
uni à psichica, come in passa o è s a o a o dalla scienza; ques ’ul ima, spin a dall’abi udine
a « a a e il complesso non analizza o dell’io come una uni à indi isibile», ha en a o
dapp ima di isola e dal co po «il sis ema ne oso, come sede delle sensazioni», quindi il
ce ello, ino ad amme e e l’esis enza di un semplice pun o quale sede dell’anima, che non è
o iamen e in g ado di o a e118.
Come è possibile osse a e, la di ezione nella quale si muo e il disco so di Mach ela i o
alle en i à sogge i e è anco a una ol a ca a e izza a da quella endenza an ime a isica che
egli assume come p ospe i a ondamen ale della sua ice ca e che pe mol i aspe i condi ide
con la iloso ia di Nie zsche. In e e i, la de inizione che ques i p esen a dell’io è in a io
modo assimilabile alle posizioni dello scienzia o aus iaco, ispe ando in pa icola e la
concezione enomenalis a che ipo a ques a nozione alle sue componen i sensis iche. L’idea
116 I i, p. 53.
117 Ibidem.
118 I i, p. 55.
153
che Nie zsche espone nel a a e della nozione di io si concen a in pa icola modo sulla
negazione della possibili à che essa app esen i il sogge o dell’a i i à in elle i a, isul ando
piu os o un p odo o dello s olgimen o del pensie o:
Ciò che mi di ide nel modo più p o ondo dai me a isici è ques o: non concedo lo o che l’«io»
sia ciò che pensa; al con a io conside o l’io s esso una cos uzione del pensie o, dello s esso
alo e di «ma e ia», «sos anza», «indi iduo», «scopo», «nume o»; quindi solo una inzione
egola i a, col cui aiu o si in oduce, si in en a, in un mondo del di eni e, una specie di s abili à e
quindi di «conoscibili à». (…) È il pensie o che pone l’«io».
119
L’“io” è un p odo o del pensie o, nien ’al o che una en i à conce uale il cui alo e si
limi a alla sua u ili à p a ica ai ini di una ca ego izzazione del mondo e ad un suo
o dinamen o pu amen e logico. Esso iene pos o sullo s esso piano di quegli elemen i ai quali
si è soli i a ibui e una esis enza assolu a e che sono s a i già p esi in conside azione, in
pa icola e le nozioni di ma e ia e di sos anza; il disco so imane quindi sul piano già
a on a o di una ope azione pu amen e umana di aduzione del mondo es e no in un
linguaggio che possa esse e comp eso ed u ilizza o dal nos o in elle o, e quindi in quella
p ospe i a di applicazione di o me che ca a e izza la modali à conosci i a dell’uomo.
Ade endo, pe quan o inconsape olmen e (siamo nel 1885), alla posizione di Mach,
Nie zsche amme e che l’io s olga quello s esso uolo icope o dagli a omi e da qualsiasi
al a en i à sos anziale, o nendo un pun o di i e imen o s abile pe issa e il mondo del
di eni e e ende lo calcolabile. In gene ale, l’ope azione pu amen e in elle i a che po a alla
de e minazione di una uni à indi iduale ispe a le modali à di quella endenza ad amme e e
l’esse e in una eal à ca a e izza a dal mu amen o delle o me, e quindi es a all’in e no della
p ospe i a di pensie o che ha onda o ogni sape e me a isico. Più a di, in un quade no del
1887-1888, Nie zsche segnala in manie a anco a più esplici a ques a dipendenza dalla logica
della nozione pu amen e i izia di io, e idenziando in pa icola e la necessi à della sua
ammissione pe ché l’uomo si imponga eo e icamen e sul mondo:
Amme e e l’esse e è necessa io pe po e pensa e e dedu e: la logica adope a solo o mule pe
ciò che imane semp e uguale a se s esso.
Pe ciò ques o pos ula o sa ebbe anco a p i o di o za dimos a i a pe la eal à: «l’esse e»
appa iene alla nos a p ospe i a.
L’«io» come ciò che è (non occa o dal di eni e e dallo s olgimen o).
119 OFN VII/3, 35 [35].