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L’industria creativa del Mediterraneo: Pablo Picasso e il design della ceramica

Abstract

Il fattore essenziale della identità è la cultura e allo stesso tempo è la materia prima per il design, materiale e immateriale. Poche culture esistono al mondo più attrattive di quella che oggi persiste nel mediterraneo classico che ha dato origine alla cosiddetta cultura occidentale. L’identità mediterranea ha favorito per secoli, attraversando le singole culture, l’interscambio e il dialogo tra le due rive per far crescere flussi e correnti di conoscenze e tradizioni. Un legame ed un’unità che potranno realizzarsi se sapranno tener conto delle diverse storie, tradizioni, culture, lingue che si sono incontrate e scontrate attraverso i secoli e di quell’immenso patrimonio di relazioni che, pur nelle mille difficoltà, hanno continuato a crescere generando un permanente scambio fra le due sponde del mediterraneo. Dove risiede ancora l'autentica cultura classica? Il potenziale creativo e culturale di questa straordinaria eredità è stata l'ispirazione e l’identità necessaria per creare la immensa ed esuberante opera di Pablo Picasso. Grazie al suo talento e la sensibilità raffinata, riesce a porsi nel mondo come il più grande genio dell’arte del XX secolo. Picasso fu capace di materializzare l'identità del Mediterraneo Classico e, allo stesso tempo, integrare nella sua visione olistica, culture distanti, come l'arte africana e le stampe giapponesi. Questo atteggiamento di apertura e la predisposizione a conoscere altre culture, e ad integrarsi con l’ambiente esterno è una qualità essenziale della cultura classica che gli attribuì lo splendore che ancora irradia. L’arte, affermava Konrad Fiedler, è “un processo dalla confusione alla chiarezza”, dunque un processo di conoscenza e di ordinamento dell’esperienza caotica del mondo per ottenere una immagine che ha valore assoluto. L’arte è un’attività umana concreta e reale. Non solo per i mezzi che richiede, ma proprio perché offre gli strumenti per dare corpo e forma al mondo interiore, alla visione e all’immaginazione. L’arte è un linguaggio unico […] che vuole e può cogliere la realtà nel suo nocciolo metafisico […] è il linguaggio dell’individuo e della società. È un distinguere e separare, ma allo stesso tempo è elaborazione e costruzione, il suo valore è legato alla conoscenza. Ed è questa che ne determina il valore al di là di ogni tempo. Non si ha conoscenza senza esperienza. Quest’ultima si pone alla base dell’arte e della tecnica. Conoscere il linguaggio dell’arte significa conoscere nel modo più profondo e preciso l’epoca che lo produce, ma significa anche, per l’artista, entrare in contatto con la parte più profonda di sé ed esprimerla. In questo equilibrio dinamico tra mondi diversi come arte e tecnica, realtà e utopia si colloca l’artigianato che, attraverso l’esperienza dettata da saperi e conoscenze consolidate, è in grado di trasferire materia per creare oggetti in cui l’uso si arricchisce del contesto artistico singolare, si lega alla ricerca dei materiali, allo studio formale, alla cura delle singole fasi e all’evoluzione del pensiero, conferendo al prodotto valore aggiunto. L’artigianato fornisce un’occasione in più per rifondare il valore dell’arte, per esorcizzare nuove forme di divisione del lavoro in grado di porre in discussione l’autonomia stessa del lavoro intellettuale e dona, esprime, tramanda la propria identità culturale, i valori etici, sociali, estetici, economici e religiosi della società. In un tempo in cui non è possibile immaginare una società planetaria se non nei termini di un omologante progresso tecnologico che investe le stesse arti e modifica il gusto e l'artigianato, l’artigianalità rappresenta uno dei pochissimi fattori stabili di una società in evoluzione, un tessuto connettivo di un’esperienza culturale e sociale. Il contributo, operando sulla matrice comune della cultura mediterranea, intende indagare, all’interno della produzione artistica ceramica del Novecento, l’influsso e l’esuberanza poliedrica di Pablo Picasso. L’obiettivo è valorizzare i sistemi di produzione artigianali locali del bacino del mediterraneo a partire dall’approfondimento delle nuove tecnologie in relazione ai processi produttivi artigianali e come potranno influire sull’evoluzione formale e funzionale del design ceramico per individuare nuovi campi di applicazione della ceramica evoluta. Si dovrà avviare la trasformazione dei “laboratori artigianali” in “laboratori industriali” attraverso la ricerca incentrata sull’innovazione avanzata per rispondere ai mercati diversificati. A partire dall’inquadramento del contributo di Pablo Picasso, all’interno delle correnti artistiche del Novecento, seguendone l’evoluzione stilistica e l’apporto innovativo, e dall’interpretazione del gusto e della produzione ceramica, si potrà configurare un nuovo modello di sviluppo attento ai bisogni contemporanei per la competitività delle produzioni artigianali avanzate fondate sulle piccole e medie imprese. L’interpretazione del potenziale contributo di Picasso nel comparto ceramico che da artigianale dovrà diventare industriale rappresenterà l’esempio da replicare riversando la cultura del mediterraneo nel comparto manifatturiero per affrontare il tema della produzione industriale e il bisogno di trasferire il livello produttivo artigianale a livello industriale, per rispondere alle esigenze dei beni della conoscenza.

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L’industria creativa del Mediterraneo: Pablo Picasso e il design della ceramica

Author: García-Garrido, Sebastián,Buono, Mario,Capece, Sonia
Year: 2016
Source: https://riuma.uma.es/xmlui/bitstream/10630/10866/3/Congreso%20Roma%20Cultural%26Creative_texto%20final.pdf
L’indus ia c ea i a del Medi e aneo:
Pablo Picasso e il design della ce amica
Ma io BUONO
Sebas ián GARCÍA-GARRIDO
Sonia CAPECE
Cong eso:
4 h In e na ional Con e ence Cul u al and c ea i e indus ies
economic de elopmen and u ban egene a ion*.
Roma 4 y 5 diciemb e 2015
h p://c ea i eindus ies.uni oma3.i
ABSTRACT
Il a o e essenziale della iden i à è la cul u a e allo s esso empo è la ma e ia p ima pe il
design, ma e iale e imma e iale. Poche cul u e esis ono al mondo più a a i e di quella
che oggi pe sis e nel medi e aneo classico che ha da o o igine alla cosidde a cul u a
occiden ale. L’iden i à medi e anea ha a o i o pe secoli, a a e sando le singole
cul u e, l’in e scambio e il dialogo a le due i e pe a c esce e lussi e co en i di
conoscenze e adizioni. Un legame ed un’uni à che po anno ealizza si se sap anno
ene con o delle di e se s o ie, adizioni, cul u e, lingue che si sono incon a e e
scon a e a a e so i secoli e di quell’immenso pa imonio di elazioni che, pu nelle
mille di icol à, hanno con inua o a c esce e gene ando un pe manen e scambio a le due
sponde del medi e aneo. Do e isiede anco a l'au en ica cul u a classica? Il po enziale
c ea i o e cul u ale di ques a s ao dina ia e edi à è s a a l'ispi azione e l’iden i à
necessa ia pe c ea e la immensa ed esube an e ope a di Pablo Picasso. G azie al suo
alen o e la sensibili à a ina a, iesce a po si nel mondo come il più g ande genio
dell’a e del XX secolo. Picasso u capace di ma e ializza e l'iden i à del Medi e aneo
Classico e, allo s esso empo, in eg a e nella sua isione olis ica, cul u e dis an i, come
l'a e a icana e le s ampe giapponesi. Ques o a eggiamen o di ape u a e la
p edisposizione a conosce e al e cul u e, e ad in eg a si con l’ambien e es e no è una
quali à essenziale della cul u a classica che gli a ibuì lo splendo e che anco a i adia.
L’a e, a e ma a Kon ad Fiedle , è “un p ocesso dalla con usione alla chia ezza”, dunque
un p ocesso di conoscenza e di o dinamen o dell’espe ienza cao ica del mondo pe
o ene e una immagine che ha alo e assolu o. L’a e è un’a i i à umana conc e a e eale.
Non solo pe i mezzi che ichiede, ma p op io pe ché o e gli s umen i pe da e co po e
o ma al mondo in e io e, alla isione e all’immaginazione. L’a e è un linguaggio unico
[…] che uole e può coglie e la eal à nel suo nocciolo me a isico […] è il linguaggio
dell’indi iduo e della socie à.
È un dis ingue e e sepa a e, ma allo s esso empo è elabo azione e cos uzione, il suo
alo e è lega o alla conoscenza. Ed è ques a che ne de e mina il alo e al di là di ogni
empo. Non si ha conoscenza senza espe ienza. Ques ’ul ima si pone alla base dell’a e e
della ecnica. Conosce e il linguaggio dell’a e signi ica conosce e nel modo più p o ondo
e p eciso l’epoca che lo p oduce, ma signi ica anche, pe l’a is a, en a e in con a o con
la pa e più p o onda di sé ed esp ime la.
* Pa a asis i a es e cong eso se ha con ado con una ayuda de la Uni e sidad de Málaga.
Campus de Excelencia In e nacional Andalucía Tech
In ques o equilib io dinamico a mondi di e si come a e e ecnica, eal à e u opia si
colloca l’a igiana o che, a a e so l’espe ienza de a a da sape i e conoscenze
consolida e, è in g ado di as e i e ma e ia pe c ea e ogge i in cui l’uso si a icchisce del
con es o a is ico singola e, si lega alla ice ca dei ma e iali, allo s udio o male, alla cu a
delle singole asi e all’e oluzione del pensie o, con e endo al p odo o alo e aggiun o.
L’a igiana o o nisce un’occasione in più pe i onda e il alo e dell’a e, pe eso cizza e
nuo e o me di di isione del la o o in g ado di po e in discussione l’au onomia s essa
del la o o in elle uale e dona, esp ime, amanda la p op ia iden i à cul u ale, i alo i
e ici, sociali, es e ici, economici e eligiosi della socie à. In un empo in cui non è possibile
immagina e una socie à plane a ia se non nei e mini di un omologan e p og esso
ecnologico che in es e le s esse a i e modi ica il gus o e l'a igiana o, l’a igianali à
app esen a uno dei pochissimi a o i s abili di una socie à in e oluzione, un essu o
conne i o di un’espe ienza cul u ale e sociale.
Il con ibu o, ope ando sulla ma ice comune della cul u a medi e anea, in ende
indaga e, all’in e no della p oduzione a is ica ce amica del No ecen o, l’in lusso e
l’esube anza polied ica di Pablo Picasso. L’obie i o è alo izza e i sis emi di p oduzione
a igianali locali del bacino del medi e aneo a pa i e dall’app o ondimen o delle nuo e
ecnologie in elazione ai p ocessi p odu i i a igianali e come po anno in lui e
sull’e oluzione o male e unzionale del design ce amico pe indi idua e nuo i campi di
applicazione della ce amica e olu a. Si do à a ia e la as o mazione dei “labo a o i
a igianali” in “labo a o i indus iali” a a e so la ice ca incen a a sull’inno azione
a anza a pe isponde e ai me ca i di e si ica i. A pa i e dall’inquad amen o del
con ibu o di Pablo Picasso, all’in e no delle co en i a is iche del No ecen o,
seguendone l’e oluzione s ilis ica e l’appo o inno a i o, e dall’in e p e azione del gus o e
della p oduzione ce amica, si po à con igu a e un nuo o modello di s iluppo a en o ai
bisogni con empo anei pe la compe i i i à delle p oduzioni a igianali a anza e onda e
sulle piccole e medie imp ese. L’in e p e azione del po enziale con ibu o di Picasso nel
compa o ce amico che da a igianale do à di en a e indus iale app esen e à
l’esempio da eplica e i e sando la cul u a del medi e aneo nel compa o
mani a u ie o pe a on a e il ema della p oduzione indus iale e il bisogno di as e i e
il li ello p odu i o a igianale a li ello indus iale, pe isponde e alle esigenze dei beni
della conoscenza.
RESUMEN DE COMUNICACIÓN EN ESPAÑOL:
La indus ia c ea i a del Medi e áneo: Pablo Picasso y el diseño de la
ce ámica
El ac o esencial de la iden idad es la cul u a que, al mismo iempo, es la ma e ia p ima
pa a el diseño, an o ísico como in angible. Pocas cul u as exis en más a ac i as en el
mundo que aquella que hoy en día pe du a de aquel Medi e áneo Clásico, o igen de la
denominada cul u a occiden al. La iden idad medi e ánea ha a o ecido du an e siglos,
a a és de las di e en es cul u as, el in e cambio y el diálogo en e los habi an es de sus
o illas pa a inc emen a los lujos y co ien es de conocimien o y adiciones. Un ínculo
y una unidad posibles si somos capaces de ene en cuen a las pa icula idades –di e en e
his o ia, adiciones, cul u as, lenguas– que ambién nos en en a on a a és de los
siglos y, al mismo iempo, la inmensa iqueza de las elaciones que, a pesa de las muchas
di icul ades, con inuó c eciendo gene ando un in e cambio pe manen e en e los
di e en es pueblos del Medi e áneo. ¿Dónde eside aún esa Cul u a Clásica au én ica? El
po encial c ea i o y cul u al de an ex ao dina io legado ue la inspi ación, esa iden idad
necesa ia pa a c ea , de la inmensa y exube an e ob a de Pablo Picasso. Su genialidad y
e inada sensibilidad ue capaz de conmo e al mundo como el a is a más uni e sal del
siglo XX. Picasso ue capaz de ma e ializa aquella iden idad del Medi e áneo Clásico y,
al mismo iempo, in eg a en su isión uni e sal cul u as an dis an es como el a e
a icano o las es ampas japonesas. Es a ac i ud abie a y su p edisposición a conoce
o as cul u as, o as gen es y a in eg a se con cualquie e e en e ajeno es una cualidad
esencial de la cul u a clásica que le p opo cionó el esplendo que aún i adia. El a e,
a i maba Kon ad Fiedle , es “un p oceso desde la con usión a la cla idad” y, po an o, un
p oceso de conocimien o y de o ganización de la expe iencia caó ica del mundo pa a
ob ene una imagen que iene alo absolu o. El a e es una ac i idad humana conc e a y
eal. No sólo po los medios que equie e, sino especialmen e po que o ece los
ins umen os pa a da cue po y o ma al mundo in e io , a la isión y a la imaginación. El
a e es un lenguaje único [...] que quie e y puede cap a la ealidad en su esencia
me a ísica [...] es el idioma de la pe sona y la sociedad.
Es un dis ingui y selecciona , pe o al mismo iempo una labo de p ocesado y
cons ucción, su alo es á ligado al conocimien o. Es o es lo que de e mina su alo más
allá del paso del iempo. No hay conocimien o sin expe iencia. Es a úl ima es la base del
a e y la ecnología. Conoce el lenguaje del a e signi ica conoce en una dimensión más
p o unda y p ecisa la época que lo p oduce, pe o ambién signi ica, pa a el a is a, en a
en con ac o con la pa e más p o unda de sí mismo y exp esa la.
En es e equilib io dinámico en e mundos di e en es como son el a e y la écnica,
ealidad y u opía, se ubica el a esanado que, a a és de la expe iencia dic ada po el
sabe y el conocimien o consolidado, es capaz de ans e i ma e ia pa a c ea obje os
cuyo uso se en iquece del con ex o a ís ico singula , se incula a la in es igación de
ma e iales, al es udio o mal, al cuidado de las ases indi iduales y a la e olución del
pensamien o, con i iendo al p oduc o alo añadido.
El a esanado o ece una ocasión pa a e unda el alo del a e, pa a exo ciza nue as
o mas de di isión del abajo en la medida en que pone en ela de juicio la au onomía de
la misma ob a del abajo in elec ual y exp esa, sin duda, la p opia iden idad cul u al, los
alo es é icos, sociales, es é icos, económicos y eligiosos de la sociedad. En un iempo en
que no es posible imagina una sociedad plane a ia, si no es en é minos de un
homologado p og eso ecnológico que implica las mismas a es y modi ica el gus o po las
a esanías , el a esanado ep esen a uno de los poquísimos ac o es es ables de una
sociedad en e olución, un ejido que conec a con una expe iencia cul u al y social.
Es a con ibución, ac uando sob e la ma iz común de la cul u a medi e ánea, in es iga,
en el in e io de la p oducción de la ce ámica a ís ica del siglo XX, la in luencia y la
exube ancia mul idisciplina de Pablo Picasso. El obje i o es e alo iza los sis emas de
p oducción de las a esanías locales de la cuenca del Medi e áneo a pa i del uso de las
nue as ecnologías en elación a los p ocesos p oduc i os a esanales y cómo pod án
in lui sob e la e olución o mal y uncional del diseño ce ámico pa a iden i ica nue os
campos de aplicación de la ce ámica con empo ánea. Se debe á comenza po la
ans o mación de los “ alle es a esanales” en “ alle es indus iales” a a és de la
in es igación cen ada sob e la inno ación a anzada pa a esponde a la di e si icación
de los me cados. Desde el ma co de la con ibución de Pablo Picasso, espec o a los
mo imien os a ís icos del siglo XX, siguiendo la con ibución es ilís ica y la elación
inno ado a, y de la in e p e ación del gus o y de la p oducción ce ámica, se pod á
con igu a un nue o modelo de desa ollo a endiendo a las necesidades con empo áneas
pa a la compe i i idad de las p oducciones a esanales a anzadas undadas sob e la
pequeña y mediana emp esa. La in e p e ación de la po encial con ibución de Picasso en
la ac i idad de la ce ámica, que de a esanal debe á pasa a indus ial, ep esen a á el
ejemplo de espues a pa a e e la cul u a del Medi e áneo en el sec o manu ac u e o y
a on a así el ema de la p oducción indus ial, y la necesidad de ans e i el ni el
p oduc i o a esanal a ni el indus ial, pa a sa is ace a las exigencias de los ac i os del
conocimien o.
L’indus ia c ea i a del Medi e aneo:
Pablo Picasso e il design della ce amica
Máx. 4000 palab as/5-6 pp.
Il a o e essenziale della iden i à è la cul u a e allo s esso empo è la ma e ia p ima pe il
design, ma e iale e imma e iale. Poche cul u e esis ono al mondo più a a i e di quella
che oggi pe sis e nel medi e aneo classico che ha da o o igine alla cosidde a cul u a
occiden ale. L’iden i à medi e anea ha a o i o pe secoli, a a e sando le singole
cul u e, l’in e scambio e il dialogo a le due i e pe a c esce e lussi e co en i di
conoscenze e adizioni. Un legame ed un’uni à che po anno ealizza si se sap anno
ene con o delle di e se s o ie, adizioni, cul u e, lingue che si sono incon a e e
scon a e a a e so i secoli e di quell’immenso pa imonio di elazioni che, pu nelle
mille di icol à, hanno con inua o a c esce e gene ando un pe manen e scambio a le due
sponde del Medi e aneo. Do e isiede anco a l'au en ica cul u a classica? Il po enziale
c ea i o e cul u ale di ques a s ao dina ia e edi à è s a a l'ispi azione e l’iden i à
necessa ia pe c ea e la immensa ed esube an e ope a di Pablo Picasso. G azie al suo
alen o e la sensibili à a ina a, iesce a po si nel mondo come il più g ande genio
dell’a e del XX secolo. Picasso u capace di ma e ializza e l'iden i à del Medi e aneo
Classico e, allo s esso empo, in eg a e nella sua isione olis ica, cul u e dis an i, come
l'a e a icana e le s ampe giapponesi. Ques o a eggiamen o di ape u a e la
p edisposizione a conosce e al e cul u e, e ad in eg a si con l’ambien e es e no è una
quali à essenziale della cul u a classica che gli a ibuì lo splendo e che anco a i adia.
L’a e, a e ma a Kon ad Fiedle , è “un p ocesso dalla con usione alla chia ezza”, dunque
un p ocesso di conoscenza e di o dinamen o dell’espe ienza cao ica del mondo pe
o ene e una immagine che ha alo e assolu o.. «L’a e è un linguaggio unico […]
che uole e può coglie e la eal à nel suo nocciolo me a isico […] è il
linguaggio dell’indi iduo e della socie à»
1
.
L’a e è un’a i i à umana conc e a e eale. Non solo pe i mezzi che ichiede, ma p op io
pe ché o e gli s umen i pe da e co po e o ma al mondo in e io e, alla isione e
all’immaginazione.
1
GRAZIOLI, E., A e e pubblici à, Mondado i. Milano, 2001, p. 44.
Ma ques a non è u a la eal à. La eal à è mol o più as a, anche se spesso somme sa. E
u o si può di e, anne che l’a e sia mo a, p op io pe ché il suo linguaggio è pa e
essenziale della na u a umana.
Si conside i che nella nos a eal à quo idiana siamo ci conda i da ogge i a is ici; le a i
applica e, gli ogge i di design, gli edi ici e i monumen i delle nos e ci à anno pa e del
nos o issu o e an o più pe ché i iamo in un paese che è pieno di objéc d’a , cos ui o
secolo dopo secolo a di eni e un unicum.
Il a o è che, essendo l’a e un linguaggio, il suo signi ica o non è immedia o, ma a
app eso e comp eso. È un p ocesso di conoscenza indi iduale e in ospe i a, conoscenza
del Sé e conoscenza della eal à in cui il Sé si muo e. La conoscenza, dunque, può esse e
de ini a «come un p ocesso o una s u u a dinamica a a e so cui
l’in o mazione può esse e s o ed, p ocessed and unde s ood, quindi
p esuppone s u u e cogni i e in g ado di assimila e l’in o mazione e
inse i la in un con es o più ampio»
2
.
Essa « acili a la p oduzione c ea i a quan omeno pe ché pone da an i al
sogge o cha a ice ca un quad o esaus i o della si uazione che si ha di
on e e sulla quale si in ende ope a e. Sape e quan o ci si può a ende e da
un in e en o p e igu a o, signi ica an icipa e le conseguenze, signi ica
coglie e le implicazioni, signi ica ese ci a e uno spi i o c ea i o che è anche
c i ico e comunque inno a i o sul piano dell’espe ienze»
3
.
Non si ha conoscenza senza espe ienza. Ques ’ul ima si pone alla base dell’a e e della
ecnica. Conosce e il linguaggio dell’a e signi ica conosce e nel modo più p o ondo e
p eciso l’epoca che lo p oduce, ma signi ica anche, pe l’a is a, en a e in con a o con la
pa e più p o onda di sé ed esp ime la.
Il appo o a a e e ecnica è s a o pos o più ol e nella s o ia del design, all’inizio l’a e
si oppone a alla ecnica pe p ese a e la bellezza degli ogge i quo idiani insidia i dalla
p oduzione meccanica indus iale, in segui o in ece la ecnica, esp essione del p og esso,
do e a o a e nell’a e la sua comple a mani es azione. È un dis ingue e e sepa a e, ma
allo s esso empo è elabo azione e cos uzione, l’una è conca ena a all’al a, l’una è
esp essione dell’al a. La ecnica, come sos iene Oswald Spengle «non isiede
nell’ogge o compiu o, bensì nel suo p oge o […] allo ché la de inì « a ica
della i a in e a», che non a comp esa a pa i e dallo s umen o giacché
2
FRASCA, A., MORONE, P. 2007. Inno azione, ne wo k di imp ese e conoscenza: quale uolo pe la
geog aphical p oximi y? In: Quade no n. 4/2007, D.S.E.M.S. p. 5.
3
ROSATI, L. 2004. Dida ica della cul u a e cul u a della dida ica. «La sos enibile legge ezza del sape e».
Pe ugia. Mo lacchi edi o e: p.165.

non si i e isce alla abb icazione delle cose, ma al modo di ope a e con esse,
e ae quindi o igine dal pensie o di ques o p ocedimen o»
4
.
In ques o equilib io dinamico a mondi di e si come a e e ecnica, eal à e u opia si
colloca l’a igiana o che, a a e so l’espe ienza de a a da sape i e conoscenze
consolida e, è in g ado di as e i e ma e ia pe c ea e ogge i in cui l’uso si a icchisce del
con es o a is ico singola e, si lega alla ice ca dei ma e iali, allo s udio o male, alla cu a
delle singole asi e all’e oluzione del pensie o, con e endo al p odo o alo e aggiun o.
Il appo o a a is a e a igiano cos i uisce un appo o mol o an ico nella s o ia della
nos a ci il à, nel Rinascimen o, esso e a almen e s e o che le due igu e e ano quasi
so apponibili, sop a u o all’in e no del luogo magico che e a la “bo ega d’a e o
a igiana”. A is i e a igiani esp imono e cemen ano nello s esso modo il legame
dell’I alia con il p op io pa imonio e la p op ia iden i à cul u ale.
Nel Rinascimen o le bo eghe degli a igiani i aliani godono di g ande ama, esse
cos i uiscono le ucine in cui si o mano schie e di a is i. Ma è p op io in ques o
momen o, con il i o no all’An ichi à, e la o mulazione di una ne a dis inzione a a e e
a igiana o, che ques ’ul imo è des ina o a pe de e mol o del suo p es igio sociale e
cul u ale. Con la i oluzione indus iale, l’a igiana o semb a des ina o a scompa i e. Sul
e san e dell’al a cul u a, l’esal azione oman ica dell’a is a, di enso e della spi i uali à
dell’a e con o il ma e ialismo u ili a is ico, pone una ba ie a in alicabile a a e e
a igiana o, ideali à e manuali à.
Nella eal à s o ica le cose anda ono di e samen e, l’indus ializzazione non cancellò
a a o i mes ie i a igiani. Le s esse abb iche, con gli ope ai di mes ie e e alcune asce di
ecnici, ip odusse o e alla ga ono il on e delle abili à a igiane. Nel con empo
l’a igiana o cos i ui a una iso sa pe l’indus ia, cosicché, anche a a e so la
mediazione di scuole laiche e eligiose, enne ad ins au a si un in e scambio con inuo a
mondi e oneamen e i enu i sepa a i.
5
L’a igiana o o nisce un’occasione in più pe i onda e il alo e dell’a e, pe eso cizza e
nuo e o me di di isione del la o o in g ado di po e in discussione l’au onomia s essa
del la o o in elle uale e dona, esp ime, amanda la p op ia iden i à cul u ale, i alo i
e ici, sociali, es e ici, economici e eligiosi della socie à. In un empo in cui non è possibile
immagina e una socie à plane a ia se non nei e mini di un omologan e p og esso
ecnologico che in es e le s esse a i e modi ica il gus o e l'a igiana o, l’a igianali à
app esen a uno dei pochissimi a o i s abili di una socie à in e oluzione, un essu o
conne i o di un’espe ienza cul u ale e sociale.
4
VITTA, M. 2001. Il p oge o della bellezza, il design a a e e ecnica, 1851-2001, To ino. Einaudi: p. 23.
5
C . Pie Paolo Poggio, L’a igiana o: a memo ia del passa o e iso sa pe il u u o, In: Al ono ecen o.
Ambien e Tecnica Socie à, Ri is a online, nume o 12 ma zo 2007 p omossa da Fondazione Luigi
Michele i.
Oggi pa la e di c ea i i à e di indus ie c ea i e uol di e conside a e un pos o impo an e
di quello che può esse e il mo o e di s iluppo pe la c esci a sociale, economica e
sos enibile del Medi e aneo. Come e idenzia “Io sono Cul u a” Rappo o Symbola 2014,
l’in e a ilie a della cul u a gene a il 5,4 % del PIL i aliano in manie a di e a, in ia
indi e a a i a, addi i u a, al 12,5 % del PIL in quan o è in g ado di o ien a e e gene a e
alo e economico in ogni o ma di esp essione a is ica e cul u ale.
Non solo a a e so l’A e e a e p op ia, do a a di au a pe ché gene a a dall’eccezionali à
di un genio c ea i o, ma anche con l’a e in esa come accu a o “sape a e”, l’a e come
compe enza.
La c isi degli ul imi anni, dipende anche dalla sca sa connessione dei e i o i con il
me ca o in e nazionale e i suoi bisogni. In ques a di ezione il design può app esen a e
una g ande spin a compe i i a e di inno azione pe miglio a e il alo e del sis ema di
o e a delle imp ese a igiane, conse ando e alo izzando, allo s esso empo, la
componen e iden i a ia.
«L’a monia del p oge o non s a nella egola i à o nella mimesi, ma
nell’in enzione in elligen e, nell’in e p e azione app op ia a dell’iden i à di
un luogo, nell’innesco del dialogo a passa o, p esen e e u u o p ossimo»
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Il design negli ul imi due decenni si è a accia o su un nume o c escen e di ambi i di
ice ca in modo inno a i o, alla gando eno memen e il p op io spe o d'azione e
in es endosi di nuo e unzioni e iche e sociali all'in e no e pe la ci à.
Anche g azie a ques a e oluzione, il design è oggi concepi o semp e più come mezzo di
iposizionamen o economico e il se o e semb a a e assun o un uolo p oposi i o e di
sin esi nell'applicazione di nuo i e po en i s umen i ecnologici – si pensi alle
nano ecnologie o alla s ampa 3D – ponendosi in modo pione is ico e so o me inedi e di
p oduzione indus iale.
«Il design […] è il di e e a e, è indus ia e a igiana o, è a e e unzionali à, è
p ocesso e me odo; è sop a u o il mo o e di un’inno azione con inua, non
più speci ica ma di sis ema, che ambisce a in e eni e sull’in e o p ocesso
che a dall’ideazione delle cose sino al lo o uolo nei nos i sis emi di i a»
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Il design di iene con aminazione con l’a e che in es e sia il p odo o a igianale che
quello indus iale e la quali à del a e alimen a a da un pa imonio cul u ale.
T a p oge o e cos uzione c’è un appo o di in e dipendenza e uno scambio con inuo di
lussi in o ma i i ol i alla soluzione o imale. Tu a ia il appo o a cul u a del p oge o
e cul u a del “sape a e” si esplici a con modali à e p a iche di e en i nell’a igiana o e
nell’indus ia.
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Ma iag azia Leona di, Il p oge o della memo ia. Casi e s a egie di p oge azione a chi e onica e
ambien ale pe la alo izzazione del pa imonio s o ico monumen ale, Gangemi edi o e, Roma
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S e ano Follesa, Design & iden i à. P oge a e pe i luoghi: P oge a e pe i luoghi, F anco Angeli, 2013,
p. 17
Il con ibu o, ope ando sulla ma ice comune della cul u a medi e anea, in ende
indaga e, all’in e no della p oduzione a is ica ce amica del No ecen o, l’in lusso e
l’esube anza polied ica di Pablo Picasso. L’obie i o è alo izza e i sis emi di p oduzione
a igianali locali del bacino del medi e aneo a pa i e dall’app o ondimen o delle nuo e
ecnologie in elazione ai p ocessi p odu i i a igianali e come po anno in lui e
sull’e oluzione o male e unzionale del design ce amico pe indi idua e nuo i campi di
applicazione della ce amica e olu a. Si do à a ia e la as o mazione dei “labo a o i
a igianali” in “labo a o i indus iali” a a e so la ice ca incen a a sull’inno azione
a anza a pe isponde e ai me ca i di e si ica i.
Il ilancio dell’indus ia nell’o ica auspica a è un p ocesso già in a o e che g adualmen e
spos e à il pa adigma da una abb ica “analogica” e so un nuo o sis ema p odu i o
“digi ale”: ques o cambiamen o, s u ando le nuo e ecnologie abili an i, può a eni e
g azie all’in oduzione di un sis ema go e na o dalle in o mazioni e dai da i accol i dalla
azienda es esa, che pe me e anno di p ende e decisioni semp e più p ecise, in eal ime,
o imizzando i p ocessi di p oduzione e logis ica.
Se nell’indus ia di oggi l’impiego delle ICT è inca dina o sull’inno azione ecnologica pe
in eg a e e icalmen e i p ocessi, nella abb ica (e nella socie à) in elligen e si assis e
piu os o a un’in eg azione o izzon ale a uni à lessibili, in e connesse, comunican i.
L’ICT o imizza, as o ma i p ocessi, elimina gli sp echi. Alla adice del cambiamen o
digi ale sono alcune ecnologie abili an i che hanno pe aso il mondo della p oduzione e
il mondo sociale con esi i u o a inimmaginabili. Gli e e i p e is i sono li elli di
lessibili à p ima inimmaginabili, ele a a pe sonalizzazione dei p odo i, dialogo in empo
eale (o comunque ido o) a me ca o, p oge azione, o ni o i e p oduzione, con
icadu e impo an i sulle ca a e is iche degli impian i, dei olumi p odu i i e della
gamma dei p odo i.
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In ques a logica occo e pensa e all’addi i e manu ac u ing come un alido suppo o
all’inno azione e alla c esci a del compa o del made in I aly, che si declina di a o in
nume osi compa i in cui u a ia il design, la c ea i i à, la capaci à p oge uale
assumono un uolo s a egico pe la buona iusci a del p odo o.
Nello scena io di una di e si à cul u ale anco a p esen e, il design assume il uolo di ilo
condu o e di legami o amai di ada i all’in e no delle comuni à, la o ando in sine gia con
u e le esp essioni p o essionali, cul u ali, a is iche e is i uzionali p esen i nei e i o i.
Pa endo da un inno a o in e esse pe la manuali à e la spe imen azione della ma e ia,
l’au op oduzione può di en a e una o ma ibal a a di incon o a design e a igiana o e
come ale iapp op ia si di un appo o con le speci ici à locali in ese sia come ma e iali e
conoscenze sia come speci ici à cul u ali.
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C . Cong esso AICA 2014. Dai Bi agli A omi: Rilancio della Mani a u a e Nuo e Compe enze Digi ali,
Milano, 13 No emb e 2014
Il mo imen o cul u ale dei make s nasce dall’incon o a la c ea i i à del a e e la
i oluzione digi ale della e e. È una s ida sociale e ecnica, ma è innegabile che s iamo
andando e so la globalizzazione del design e della conoscenza men e deglobalizziamo la
p oduzione che sa à semp e più basa a su iso se e maes anze locali
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Tu a ia è p op io nella possibili à di esp ime e nuo amen e una di e si à cul u ale
nell’uni à a ideazione e p oduzione il maggio pun o di in e esse. Il web ha da o oce a
una socie à che ha impa a o a iconosce e il alo e della a ie à come quelle del Design
del Medi e aneo.
A pa i e dall’inquad amen o del con ibu o di Pablo Picasso, all’in e no delle co en i
a is iche del No ecen o, seguendone l’e oluzione s ilis ica e l’appo o inno a i o, e
dall’in e p e azione del gus o e della p oduzione ce amica, si po à con igu a e un nuo o
modello di s iluppo a en o ai bisogni con empo anei pe la compe i i i à delle
p oduzioni a igianali a anza e onda e sulle piccole e medie imp ese. L’in e p e azione
del po enziale con ibu o di Picasso nel compa o ce amico che da a igianale do à
di en a e indus iale app esen e à l’esempio da eplica e i e sando la cul u a del
Medi e aneo nel compa o mani a u ie o pe a on a e il ema della p oduzione
indus iale e il bisogno di as e i e il li ello p odu i o a igianale a li ello indus iale,
pe isponde e alle esigenze dei beni della conoscenza.
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C S e ano Follesa, Design & iden i à. P oge a e pe i luoghi: P oge a e pe i luoghi, F anco Angeli,
2013