Ką Jablonskis padarė geografijai ir kas su tuo daroma
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TERMINOLOGIA E PRESENTE Jonas KLIMAVIČIUS Istituto della lingua lituana CHE COSA FECE JABLONSKIS PER LA GEOGRAFIA E CHE COSA SE NE FA La terminologia accoglie con favore le commemorazioni dell’anniversario di Jonas Jablonskis (Piročkinas 2000; Gedrimas 2000). Che cosa fece Jablonskis per la terminologia —non è una questione nuova. Anzitutto vanno ricordate le testimonianze ancora viventi (Zemaitis 1956; Žemaitis 1966; Šikšnys 1962). I dati delle testimonianze sulle origini e le ricerche specifiche, benché non concluse, sono molto significativi. Ma non è ancora tutto —occorre esplorare anche la parte post-jablonskiana di quel processo terminologico, sostenerlo e rafforzarlo, perché altrimenti un buon inizio potrebbe avere una brutta fine. Le generazioni post-jablonskiane possono e devono testimoniare la vita della terminologia da lui creata. Ed essa, a sua volta, è inseparabile dal destino della nazione e dello Stato —come lo sono i lavori di Jablonskis. Nell’undicesimo anno dopo la morte di Jablonskis, la Lituania fu nuovamente colpita dall’occupazione, dal genocidio, dalla perdita della statualità e dalla coercizione linguistica. Pertanto, anche la valutazione deve basarsi su questa testimonianza. L’occasione per esprimere pensieri maturati da tempo si presentò quasi per caso: in quel periodo anniversario mi affannavo con un nuovo dizionarietto scolastico dei termini geografici già preparato. Delle basi terminologiche di Jablonskis vi trovai quasi soltanto delle rovine. Pertanto non è più possibile rimandare in alcun modo. Naturalmente, non fu quel dizionarietto a dare inizio al processo: sia la scienza geografica, sia la geografia scolastica, sia tutta la letteratura tradotta di viaggi geografici, con la propria terminologia, scivolavano talvolta inconsapevolmente, talvolta anche consapevolmente, verso un pendio russo. La terminografia geografica era piuttosto ricca e, dal punto di vista disciplinare e linguistico, non priva di importanza né per la scienza né per la scuola. Nel 1956 uscì il «Dizionario dei termini di geologia e di geografia fisica» di V. Gudelis (red. Ch. Lemchenas; russo-lituano, con un indice lituano; 220 p.), sottoposto a revisione dalla Commissione di terminologia dell’Istituto di lingua e letteratura lituana [GirFGŽ]. La casa editrice «Šviesa» (di letteratura pedagogica) pubblicò tre opere —due tradotte e una originale: nel 1972 —S. Agapov, 7
Il «Dizionario enciclopedico di geografia» di S. Sokolov e D. Tichomirov (trad. V. Kvietkauskas, red. E. Subačienė), integrato con termini lituani dal curatore della traduzione V. Gudelis, nella nota editoriale è destinato agli alunni, mentre nella prefazione all’edizione lituana — anche agli studenti e ai docenti (272 p.) [GeogrZ]; 1987 — A. Il «Dizionario-repertorio di geografia fisica» di Solovjov e G. Karpov (trad. E. Ylevičienė e J. Žukauskienė, revisione della traduzione di A. Laigonaitė, red. L. Junevičienė), curato da A. Basalykas (216 p.) [FizGZZ]; 1994 — S. Il «Dizionario enciclopedico di geografia» di Vaitekūnas (red. S. Drabavičius), raccomandato dal Ministero della Cultura e dell’Istruzione (256 p.) (EncGZ]. Nessuno di questi tre dizionari è stato approvato e nessuno è stato ampiamente recensito sulla stampa specializzata e linguistica. Vi sono inoltre problemi di normazione, nonché contraddizioni tra questi dizionari. La linguistica lituana è giustamente orgogliosa del fatto che i principali termini geografici siano stati notevolmente lituanizzati da Jablonskis. Ma ai continuatori dell’opera, dopo alcuni decenni, mancò la bussola di Jablonskis, e furono influenzati da altri punti di riferimento. E anche dopo 10 anni dalla restaurazione dell’Indipendenza, persino agli studiosi non è facile rendersi conto che, nei decenni dell’epoca sovietica, attraverso l’uso delle parole internazionali la lingua lituana si avvicinava alla lingua russa. La principale neologia della terminologia geografica di Jablonskis è concentrata nel „Mūsų žodynėlis“ di Rygiškų Jonas del 1918: dienovidinis, pusiaujas, ašigalis, atogrąža, žemynas, ledynas, ugnikalnis, akiratis. Solo ugnikalnis e vandenynas — già anche nel „Trumpas Žemės aprašymas“ del 1906 di S. Mečius, tradotto da Jablonskis (Piročkinas 2000 11: 16). Ciò è visibile anche dai dati del LKŽ. Il destino dei termini di Jablonskis e l’atteggiamento nei loro confronti sono mostrati abbastanza bene dai glossari e dai dizionari lituani di parole internazionali. Un buon inizio è già il SNZZ di Jurgis Šlapelis del 1907. Senza sinonimi e senza alcuna spiegazione compare vulkanas — ugnikalnis. Vale a dire, il termine lituano di Jablonskis è stato accolto saldamente. Si può soltanto deplorare che nello stesso 1907 il «Dizionario polacco-lituano-russo» di J. Ambraziejus fornisca la variante ugniakalnis (con una vocale di collegamento inadatta), ripetuta poi in ancora diversi dizionari (LKŽ XVII). Più avanti: okeanas, oceanas — vandenynas, didžjūris, didelės marios. Didelės marios va considerato una spiegazione, non un equivalente. Didžjūris non è registrato nel LKŽ II, ma vi è didjūris — già di J. A. Pabrėža, in seguito di A. Lelio, e anche didmaris — di L. Ivinskis, didžmaris — «Aušra» del 1884, didmarė — degli altri scritti. I sinonimi in generale non sono necessari, e questi, 8
per l’insufficiente distintività, non possono essere equiparati all’«vandenynas» di Jablonskis. Vandenynas 2. «un’ampia massa d’acqua, una grande distesa d’acqua, acque» è riportato nel LKŽ XVIII, sebbene con l’avvertenza cautelativa nj.(?), dai dialetti (Griškabūdis, Pagėgiai, Marijampolė, Alytūs, Tverėčius). A proposito, in località vicine alla terra natale di Jablonskis, Griškabūdis — Slavikai e Lekėčiai — è stato registrato anche sniegynas 1. «una grande massa di neve; un campo ricoperto di neve» (LKŽ XIII). Sembrerebbe una via diretta verso «žemynas- », ma non ancora: kontinentas — «kietžemis», una grande estensione di terra solida. Kietžemis si trova anche nel «Dizionario delle lingue lituana e inglese» di A. Lelio (III ed. ampliata, Chicago, 1915): kietžemis —continent (ma anche kontinentas —continent), continent —kontinentas, sausžemis, inoltre terra firma —sausžemis, kietžemis. Sausžemis è usato per la prima volta (LKŽ XII) nel «Dizionario lituano-lettone-russo» di M. Miežinis (Tilžė, 1894): sausžemis —sauszeme — lad —mamepux. SNŽŽ tropikai —grįžračiai; tropikų šalis, tropikališkas kraštas —tropikų arba grįžračių kraštas —šiltasai kraštas; grįžračiai arba tropikai —«fasce intorno alla Terra, su entrambi i lati dell’equatore, fino alle quali il sole arriva ai solstizi d’inverno e d’estate. Tra i due tropici durante tutto l’anno fa caldo». Grįžratis è usato anche nel dizionario lituano-inglese di A. Lelio: grįžratis, -čio —tropic (e tropikas —tropic), tropic —geogr. grįžratis, tropikas, legato al significato di «Grįžulo ratai», A. Tatarė, V. Kudirka (grįžratis Plokščiai), mentre nel significato di «Grįžulo ratai» è usato più ampiamente griZératas Sintautai, Raséiniai, Kvėdarna, Kaltinėnai, Priekulė (grįžoratas Gargždai), inoltre grįžo ratas Tilžė, grįžo vežimas Šilūtė, grįžulo (grizulo Dūsetos, Salamiestis) ratai Seduva, gryzulo ratai Kudirkos Naūmiestis, grižalo ratai Grūžiai, grįžinio ratai Geistarai (rispettivamente grįžulas /gryzulas nel dizionario di F. Kuršaitis, grįžalas /grižalas Betygala, grįžas 1. /gryZas F. Dizionario di Kuršaitis —«asta del dispositivo di perforazione del carro, alla quale viene aggiogato il cavallo») LKŽ III. Nel patrimonio delle iniziative di Šlapelis per la lituanizzazione dei termini internazionali va annoverata anche saulėgrįža — nascosta nell’articolo grįžračiai, non riportata separatamente nel glossario (non vi è neppure l’articolo dedicato al solstizio). J. A. Pabrėža motivò tropiką con solsticija — saulgrįžvieta (LKŽ XII). SNŽŽ gletčeras — ghiacciaio, vaste distese di ghiaccio sulle alte montagne, che scivolano lentamente verso valle». Per equatore, meridiano e orizzonte Šlapelis non fornisce equivalenti, ma solo spiegazioni: 9
equatore — «una zona immaginaria attorno alla Terra, che divide la superficie terrestre negli emisferi settentrionale e meridionale», meridiano — «una linea immaginaria che attraversa la superficie terrestre da un polo all’altro», orizzonte — «tutta la distesa terrestre, fino al firmamento, fin dove si vede con gli occhi». Polius, sebbene, come abbiamo appena visto, sia usato, nel glossario non ha né un equivalente né una spiegazione. Sebbene resti ancora qualcosa da spiegare e precisare specificamente (non è questo il tema dell’articolo), già ora bisogna rilevare il chiaro orientamento lituanizzante del glossario di Šlapelis (circa metà — parole internazionali, circa metà — barbarismi, equivalenti di vari prestiti e, in generale, parole lituane che forse non erano ancora comprensibili nella lingua comune): non solo la proposta di neologismi lituani di Jablonskis, non solo quella di altri predecessori o compagni d’opera, ma talvolta anche gli sforzi personali di Šlapelis. I glossarietti e i dizionari successivi aggiunsero ben poco, anzi rimasero fermi sul posto, non avanzarono quanto era possibile e quanto era necessario. Il STŽŽ del 1923, in ordine alfabetico inverso (contenente soltanto parole internazionali), presenta meridijanas — dienovidinis, ma spiega anche: «il globo terrestre diviso in 180 cerchi che intersecano entrambi i poli e <...>» (la voce «polo» non è inclusa). Il più delle volte ci si accontenta dei soli equivalenti: horizontas — akyratis, paralėlė — lygiagretė, vulkanas — ugnikalnis; okeanas (oceanas) ha ancora due forme — jūros; vandenynas (un passo indietro); analogamente kontinentas — sausuma, žemė, ma qui žemynas non è ancora presente. Ekvatorius viene soltanto spiegato: «la fascia mediana del globo terrestre, il luogo più caldo»; pusiaujo non esiste ancora. Nel SNŽŽ di J. Norkus del 1924 (le parole lituane costituiscono circa il 6%) kontinentas — žemynas, sausuma; orizzonte —akirati, «quella superficie terrestre fino ai cieli che vedi con gli occhi; soltanto i margini visibili in lontananza, dove la terra sembra congiungersi con il cielo; i confini della scienza o del sapere». E non ci sono le parole equatore, meridiano, oceano, parallelo, polo, tropici, vulcano. Significherebbe forse che non sono più attuali —che i sostituti sono ormai accettati, entrati nell’uso? Il fatto che nel glossario manchino i termini matematici sostituiti con equivalenti lituani grazie agli sforzi di Jablonskis rende tale supposizione almeno in parte plausibile. Nel 1936, nell’ampio TŽŽ, essi sono presentati in modo non uniforme: alcuni —solo con gli equivalenti: ekvatorius —pusiaujas; okeanas —1. oceano; vulcano —1. vulcano; parallela —retta parallela; accostamento; confronto; altri —anche con spiegazioni: orizzonte —linea dell’orizzonte, «linea apparente che congiunge la terra con la volta celeste»; continente —terraferma, «ampia parte di terraferma circondata da tutti i lati da mari e oceani»; meridiano 10
—meridiano; ,linea curva immaginaria che passa per entrambi i poli terrestri e interseca l’equatore ad angolo retto; <...>“; polo —1. polo terrestre; «l’estremità apparente del polo terrestre»; tropici — 1.tropici, «linee di latitudine geografica che corrono parallelamente a 23? 28' a sud e a nord dell’equatore»; 2. «le aree di terra tra quelle linee», le regioni tropicali; ghiacciaio s. ghiacciaio — ghiacciaio, «che scivola lentamente dalle cime delle montagne verso valle». La presentazione del primo dopoguerra —del 1951— nel TŽŽ è simile, solo che talvolta l’equivalente lituano è evidenziato in caratteri tipografici: equatore —pu siaujas —1) «un cerchio tracciato idealmente sulla superficie del globo terrestre, equidistante da entrambi i poli della Terra; <...>“; 2) <...>; meridiano-dienovidinis,<...>; oceano-1) vandenynas, <...>; ghiacciaio —ledynas, <...>; ma non è evidenziato: continente —žemynas, <...>; polo —1) ašigalis, <...>; solstizio —astr. solstizio, <...>; vulcano —vulcano, <...>. L’equivalente di tropici è stranamente relegato proprio alla fine: tropici —1) «due cerchi immaginari, paralleli all’equatore celeste e distanti da esso di 23° 27’ (...), nei quali nei giorni dei solstizi (stazionamenti del Sole) si trova il Sole»; 2) «paesi situati tra i tropici e aventi un clima caldo», zona torrida; sebbene tropicale —1) della zona torrida, situato tra i tropici; <...>. Parallela —solo 1) geom. parallela, <...>,03) geogr. —«ciascuno dei cerchi tracciati idealmente sul globo terrestre, <...>». Orizzonte —1) linea dell’orizzonte, <...> (orizzonte apparente), ma 2) <...> (orizzonte vero), solo 6) linea dell’orizzonte; orizzonti —prospettive (future). È degna di nota la contraddizione: sebbene polius —1) polo, nell’illustrazione dell’equatore figura polius, non ašigalis; sebbene solsticija —astr. solstizio, nell’illustrazione dei tropici figura —solsticijos (stazionamenti del Sole). Ekvinokcija —senza equivalente. Nel TŽŽ del 1969 non si ravvisa alcun progresso sostanziale. Solo paralelė —2) geogr. parallelo —<...>. Si è persino fatto un passo indietro —sono state aggiunte spiegazioni superflue: vulkanas —«formazioni geologiche», vulkaniai, che si formano <...>; Il solstizio è stato ormai lasciato senza equivalente. In nessun caso è stata utilizzata la sigla psn., introdotta per la prima volta nella storia dei dizionari lituani delle parole internazionali proprio in questa edizione (non è stata aggiunta neppure a basketbolas, che in generale non avrebbe dovuto essere presentato in un dizionario del genere). Anche nel TŽŽ del 1985 non si rileva alcun miglioramento sostanziale. Senza spiegazioni sono riportati soltanto kontinentas — continente, okeanas — oceano, polius — 1. geogr. 11
polo, ma 2. astr. — senza polo; non è presente neppure il significato geografico di paralelės (solo 2. geom. parallela). In questo dizionario, oltre all’abbreviazione psn., è stata introdotta anche ntk. (cioè non raccomandato), ma tale abbreviazione non è né stata usata nei casi indicati (come aisbergas ntk. —ledkalnis —<...>), né ne sono stati spiegati in generale lo scopo e l’uso. Solo l’orizzonte si è spostato in avanti —1. akiratis (ma 6. «ampiezza delle conoscenze, delle idee, delle possibilità e dell’attività, prospettive» —be akiračio). Nel 1999-2000 il TŽŽ ha fatto un passo avanti: okeano, glečerio non compaiono — evidentemente, in quanto ritenuti superflui; sono presentati sinonimicamente, senza spiegazioni: tropikai, atogrąžos; solsticija, saulėgrįža; kontinentas, žemynas (ma kontinentinis: 1. continentale, relativo alla terraferma, al continente, per es., -ės nuogulos —<...>; -is klimatas —<...>; -is šlaitas —<...>); così pure polius: 2. astr., geogr. polo; presentati come equivalenti, ma con spiegazioni: meridiano, dienovidinis —<...>; equatore, pusiaujas — <...>; vulcano, ugnikalnis: 1. <...> (sebbene 2. -ai pl. astr. «vulcani attivi ed estinti operanti sui pianeti e sui loro satelliti; <...>»); equinozio, lygiadienis —<...>; orizzonte: 1. akiratis —<...> (sebbene 7. fig.: a) «ampiezza delle conoscenze, delle idee», akiratis, <...>); paralelė e in questo dizionario non ha significato geografico (solo 1. geom. lygiagreté). In merito alle parole trattate, non è stata utilizzata neppure una volta l’indicazione d’uso ntk. E anche in questo — come in tutti i precedenti dizionari delle parole internazionali — né mediante alcun procedimento della tecnica lessicografica, né con qualche indicazione generale al lettore viene lasciato intendere che l’equivalente lituano sia o possa essere o equivalente alla parola internazionale, oppure persino preferibile a essa. E poiché nei dizionari delle parole internazionali la prima è la parola internazionale, mentre l’equivalente viene soltanto dopo di essa, al lettore viene automaticamente inculcata l’idea che anche nella lingua l’equivalente sia soltanto secondario, ausiliario, inferiore. Neppure il dizionario scolastico delle parole internazionali si distingue in alcun modo, sebbene gli obiettivi pedagogici, a quanto pare, dovrebbero essergli propri. Nel MTŽŽ del 1995 e del 1998 sono presentate senza spiegazioni le coppie: ekvatorius — pusiaujas, kontinentas — žemynas, okeanas — vandenynas, paralelė — 2. lygiagretė, vulkanas — ugnikalnis; con spiegazioni: ekvinokcija — lygiadienis (...), solsticija — saulėgrįža (...), in ordine inverso: horizontas — 1. <...>, akiratis, meridianas — <...>, dienovidinis; equivalente —solo nel testo esplicativo: tropici —«fasce tropicali situate in corrispondenza dei paralleli tropicali» (in sostanza —idem per idem); senza equivalente lituano: polo —2. «luogo della manifestazione più intensa»: Polo del freddo; ghiacciaio —«ghiacciaio che 12
scende dalle montagne». La scuola (persino il ginnasio) non dispone ancora di un dizionario didattico della lingua comune (sebbene esistano dizionari scolastici di fraseologia, sinonimi e antonimi), ma possiede già un dizionario delle parole internazionali! A scuola si ripete la situazione generale —la società ricevette un grande dizionario delle parole internazionali già nel 1936, mentre il dizionario della lingua comune —solo nel 1954 (DŽ,). Non solo lo stesso MTŽŽ, ma anche la sua «Prefazione» indirizza unilateralmente gli allievi e gli insegnanti verso l’internazionalità, e non verso la lituanità, neppure verso l’equilibrio. Nella «Prefazione» viene sottolineata la possibilità, attraverso le parole internazionali, di «inserirsi nell’ambito dei fenomeni che uniscono il mondo» (MTŽŽ 1998: 3), poiché «la scienza, essendo comune a tutto il mondo, usa molto spesso per i termini le stesse parole» (MTŽŽ 1998: 3). E la lingua lituana viene presentata come una lingua quasi inferiore — «la lingua dei contadini fin dai tempi antichi» (MTŽŽ 1998: 3). Qui vedremo che la parola contadina pusiaujas si adatta perfettamente come equivalente di equatore, e di esempi simili ce n’è una moltitudine. Ma il MTŽŽ non dice nulla al riguardo. Lo scopo del dizionario è definito in modo ristretto e unilaterale — «aiutare a chiarire i significati delle parole più popolari di questo tipo» (MTŽŽ 1998: 3). È stato detto in modo particolarmente sconsiderato e imprudente che la lingua nativa, se e quando crea termini propri, lo fa soltanto «accanto alle parole internazionali adottate» (MTŽŽ 1998: 3), e il loro valore è «contadino»: «Nella lingua scientifica si usa più spesso il termine internazionale, mentre nel parlare si dice quello lituano» (MTŽŽ 1998: 4) — ciò è stato certamente vero in passato, ma non lo è più: oggi si parla in modo internazionale persino più di quanto si scriva. Solo «a volte la parola internazionale viene completamente estromessa» (MTZZ 1998: 4) da quella lituana, per esempio lakūnas ormai, e non aviatorius. Ma l’autore della «Prefazione» non sa come oggi lakūnas venga soppiantato da pilotas. Anche parlando di stilistica vengono dati consigli errati e sfavorevoli alle parole lituane: «nesąmonė è una parola dallo stile piuttosto rude, perciò la si evita quando si parla educatamente» — allora è già nonsensas! (MTŽŽ 1998: 4). Tuttavia, DZ e DZ, nesąmonė non sono in alcun modo marcati stilisticamente e sono spiegati con la parola lituana —„beprasmybė“, non come DZ, —„absurdas, beprasmybė“, DZ, -,beprasmybe, absurdas- “. Per K. Būga e J. Balčikonis nesąmonė non era una grossolanità né una scortesia: Šiandien nebepadoru skelbtis su tokiomis nesąmonėmis K. Būga. Egli mi 13
ha offerto un bel rinfresco e ha osservato che i miei occhi erano completamente tranquilli e nel parlare non c’erano assurdità di sorta J. Balčikonis (LKŽ VIII). Nel dizionario di Stasys Šalkauskis „Bendroji filosofijos terminija“ (1937, 1938), esaminato nella Sezione di terminologia della Società della lingua lituana, nesąmonė —franc. absurditė, non-sens, ted. Unsinn, rus. becmbicauya Yra terminas (S. Šalk R II 164). P. Skardžius nel suo libro „Lietuvių kalbos žodžių daryba“ (1943) considera nesąmonę un neologismo (Skardžius 1996: 590), tuttavia ciò non è del tutto preciso. Forse solo condizionatamente nesąmonė può essere considerata anche un derivato con prefisso (LKG I 1965: 428). L’esatta conformità della forma a sąmonė può essere secondaria —nesąmonė è con ogni probabilità una variante scritta, sorta sulla base delle varianti dialettali: nesąmonis A. Juškos žodynas (cfr. anche l’agg. nesąmonus —non solo 1. „irragionevole, sconsiderato“, ma anche 2. „incapace“ E Kuršaičio žodynas), nesąmanis A. Juškos žodynas, A. Juskos dainynas, nesuomonė Naumiestis, nesuomonis Serėdžius, nesuomanis A. Juškos žodynas (LKŽ VIII). Che nesąmonė non sia un’immagine speculare di sąmonė con una negazione è chiaramente dimostrato dalla differenza semantica —accanto a nesąmonė non si adatta in alcun modo, nel significato „privo di senso“, l’agg. nesąmoningas (aveva cominciato a diffondersi, ma J. Šukys lo criticò giustamente durante la rubrica radiofonica). Quanto all’inserimento di nonsensas nel MTŽŽ, esso è chiaramente in contrasto con la raccomandazione del DŽ e del DZ: nonsensas —cfr. nesąmonė (DZ, e DZ, nonsensas —„insensatezza, nonsenso“). Il „Lietuvių kalbos aiškinamasis žodynas“ dei 7000 vocaboli più frequentemente usati, uscito recentemente (sulla copertina —„Aiškinamasis lietuvių kalbos žodynas“, compilato da Aldona Mackevičienė. —V., UAB „Gimtinė“, 2001, 512 p.) —„il primo tesauro lituano con sinonimi e antonimi“ (ŠA 2001 36 11) —potrebbe forse colmare in parte la lacuna del dizionario scolastico esplicativo. Tuttavia, nella sua „Prefazione“ non c’è una parola né sulla destinazione, né sulla selezione dei sinonimi e sulla presentazione normativa dei termini sinonimici. I termini da noi esaminati sono presentati in modo disomogeneo: dienovidinis + meridianas (tale tecnica di presentazione dei sinonimi), lygiagretė (solo „retta parallela“) + paralelė (da dove?! —J. K.); ašigalis + polius, ma ekvatorius + pusiaujas; atogrąžos + tropikai; ugnikalnis + vulkanas; akiratis + horizontas, mentre horizontas + -> akiratis; vandenynas + okeanas, didjūris libr., mentre okeanas + = vandenynas; žemynas + kontinentas —vandenynas (tale tecnica di presentazione degli antonimi); non c’è il ghiacciaio (e l’iceberg); girasole 1. + 1. solstizio, mentre non c’è l’equinozio (e neppure l’equinossio) [sciocchezza + assurdità, nonsenso, insensatezza, mentre assurdità + -> sciocchezza; insensato + privo di senso, vuoto, assurdo — sensato; vuoto 4. + => insensato; assurdo + => insensato). Equatore completamente svantaggiato; l’oceano troppo sollevato. Considerando più rigorosamente la presentazione delle parole internazionali, si nota una preferenza ingiustific14
ata per esse rispetto a quelle lituane, sebbene, per il resto, non manchino i corrispondenti. Nel processo di formazione dei neologismi corrispondenti lituani delle parole internazionali, un posto particolare, sia per il contenuto specialistico sia per la destinazione specifica, è occupato dal LTŽA di Pranas Skardžius (1973). È vero, il libro fu pubblicato a Chicago e in Lituania fu ristampato soltanto nel 1998 (Skardžius 1998: 425-507). Non è un dizionario delle parole internazionali, bensì un’opera speciale di introduzione e promozione del lessico lituano. Tuttavia, nella sua «Prefazione», lo scopo è definito sia in modo ristretto sia non del tutto chiaramente — il desiderio di aiutare quei lituani all’estero che «vogliono ricordare le parole lituane, al posto delle quali vengono usate sempre più spesso parole internazionali» (Skardžius 1998: 433). Qui non si distingue tra corrispondenti e sostituti. Nella «Prefazione» e nell’«Introduzione» si opera soltanto con i termini neologismi e sostituti oppure con l’espressione usati al posto di. Tuttavia, dagli esempi risulta chiaramente allo specialista che in alcuni casi si tratta di equivalenti — sinonimi — di parole internazionali, in altri di sostituti completi. Ma è altrettanto evidente per il semplice utente? A proposito, tra i neologismi rientrano anche i casi in cui «parole tratte dalla lingua del popolo (popolare) e i loro significati sono stati specializzati» (Skardžius 1998: 435), ma tra gli esempi non figurano soltanto apyrankė (secondo i dati del LKŽ I, già «specializzata» nei dizionari di P. Ruigys ed E. Kuršaitis), lygmuo (secondo i dati del LKZ VII, usata da J. Bretkūnas fino a F. Kuršaitis), spaustuvė (secondo i dati del LKZ XIII, nella lingua viva soltanto nel sintagma sūrių spaustuvė «pressa per formaggi» a Marijampolė, mentre in vari significati è attestata dagli scritti più antichi e, nel significato in questione di «azienda tipografica», già nel dizionario di K. Sirvydas), ma anche... rašyba (Skardžius 1998: 435-436). Skardžius distingue soltanto tra: «ampiamente affermati» e «usati più raramente» (Skardžius 1998: 436). Un contrappeso non trascurabile è offerto soltanto dalla seconda parte del LTŽA — l’indice degli equivalenti lituani, nel quale le parole internazionali finiscono già in seconda posizione — come se fossero equivalenti. Tra le parole che ci interessano, in questo lavoro di Skardžius, chissà perché, mancano vulkano, ekvinokcijos, solsticijos; solo okeanas è presentato con un equivalente 15
ricordare che la «Lietuviškoji enciklopedija» seppe formare l’aggettivo ugnikalninis: ugnikalninė sala (1939 VII 1433), P. Slavėnas — ugnikalninė Žemės pluta. Anche il vulcanismo ha un equivalente — l’attività vulcanica. Naturalmente, secondo il principio di coesistenza, esistono anche la vulcanologia e la vulcanizzazione. Jablonskis introdusse il termine ledynas (cfr. sniegynas, vandenynas, žemynas- ). Perfino in russo esiste nednuxr. Ma nel DZ il termine gleceris — geogr. «ghiacciaio che scende dalla montagna», sebbene già nella sua spiegazione compaia il termine lituano ledynas; nel dizionario compare anche ledynas, ma senza la marca geogr. — «grande massa di ghiaccio caratterizzata da uno scorrimento autonomo»: Šiaurės ledynai. Ma i geografi hanno preceduto i lessicografi: GirFGŽ 21emuep — ledynas e nednux — ledynas; GeogrZ — ledynas; FizGŽŽ — ghiacciaio — cfr. ghiacciaio; EncGŽ — ghiacciaio. Purtroppo, sia DZ sia DZ, — così come è stato conservato, soltanto la spiegazione di ghiacciaio «precisazione» — «un enorme, di solito deposito di massa glaciale in movimento». Accanto ai termini lituani ledéjimas, apledėjimas, ledynmetis, ledodara, ledotyra, ledjūris, ledkalnis (gi nel dizionario di F. Kuršaitis), ledlaukis, ledkirtis, ledlaužis, il tedesco glečeris (ted. Gletscher < lat. glacies — «ghiaccio»; anche ingl. glacier) è del tutto superfluo. Purtroppo, qui continua a mancare la coerenza. Per esempio, LTE VI presenta il termine ledynas — «un deposito di massa glaciale in movimento sulla superficie terrestre» (in LTE IV il gle(t)čeris non compare affatto), ma accanto a ledynmetis, glacialas; LTE XI — interglaciale, interglaciale. Il nome della scienza può essere glaciologia (e lo studioso — glaciologo), sebbene sia già comparso anche il termine ledotyra. Accanto a ledyninis è del tutto superfluo glacialinis. Jablonskis diede il termine lituano akiratis, molto migliore del neologismo vegretis, anch’esso nuovo, usato da Vaižgantas e J. Janonis, in senso figurato — V. Kudirka e Vydūnas (LKŽ XI), e più preciso di akiplotis, usato da M. Šalčius e A. Vienuolis (LKŽ I,) (secondo la variante akiplotas, conosciuta nella lingua comune soltanto dall’avverbio akiplotu; sebbene DZ abbia soltanto akipločiu — «a vista»), che ora è non tanto «area visibile» DZ, DZ,, quanto un termine fisiologico — campus visionis — «area della visione periferica» MedZ. DŽ, akiratis e horizontas sono presentati sinonimicamente, ma non sono termini del tutto equivalenti: akiratis 1. «area abbracciata con lo sguardo, orizzonte» (2. «ampiezza, vastità delle conoscenze e degli interessi»), horizontas —1. «linea di confine tra il cielo visibile e la terra nonché la superficie del mare»; orizzonte (2. «tutto lo spazio visibile intorno all’osservatore»; 22
3. fig. «cerchia di conoscenze e idee», 4. fig. «cerchia delle possibilità e delle attività»; 5. «altezza dell’acqua di un fiume o di un bacino»). In sostanza, così anche in DZ, DZ. Ma nella terminologia geografica akiratis non esiste: GirFGZ eopu3oHm —hort zontas, GeogrZ, FizGZZ, EncGZ —horizontas. Solo MeteorZ. eopusonm —1. orizzonte, linea dell’orizzonte (ma quello apparente e quello vero — solo orizzonte), Kpye030p — entrambi: linea dell’orizzonte, orizzonte. AstrŽ non ha la linea dell’orizzonte, ma solo l’orizzonte, l’orizzonte matematico — «la linea d’intersezione della sfera celeste e del piano perpendicolare alla direzione della gravità (piano dell’orizzonte). Separa l’emisfero celeste visibile da quello invisibile», sistema orizzontale e direzioni dell’orizzonte, altrimenti 1 punti cardinali. Concludendo l’analisi, si può riconoscere un fatto ormai chiaro — qui sono stati oltrepassati in parte i confini della terminologia geografica (vulcano, ghiacciaio; è stato menzionato solo l’iceberg) — lo richiedeva una certa unità dei neologismi di Jablonskis. Per motivi pratici, si potrebbero menzionare qui anche due neologismi non di Jablonskis — i termini astronomici solstizio ed equinozio. L’equivalente di solstizio, saulėgrįža (esistono anche il rus. coanyecmosHue, comnyuee6opom), nella lingua comune è rielaborato dalla parola žemaitica saulėgrąža Saūgos, Kvėdarna, Laūkuva, Pavandenė, Viekšniai (varianti saulėgrąžas Plunge, saulėgrąžai Priekulė, saulėgrąžis DunZ, saulagrįžtis Subačius ecc.), per differenziarlo dal nome della pianta Helianthus, nella lingua comune saulėgrąža, noto anch’esso dallo žemaitico — Kvėdarna, L. Ivinskis, M. Miežinis, con numerose varianti nei vari dialetti e negli scritti: saulėgrąžas Akmėnė, saulėgrąžė Lėipalingis, Drūskininkai, saulėgrąžis Tauragė, Šiauliai, saulėgręžis NdŽ, saulėgręžė Vydūnas; solstizio Dizionario di J. Ryteris; solstizio fem. Kelmė, solstizio masc. LBZ, solstizio Slavikai; solagrazė avv. e agg., Klaipėda, solagrazis Linkmenys, solagraztė Rūdiškės, solagraztis Valkininkai, solagrįžčia Lazūnai, solūgrįžė Jieznas, Kriukai, solagrįžis Obėliai; soliagrįžis Dūsetos; soliadryžis Pilviškiai; sologrąža Palomenė, sologrąžas Tirkšliai, Varduva, Žemalė, J. A. Pabrėža, sologrąžė J. A. Pabrėža, sologrąžis Simnas, sologrįžis Keturvalakiai, Bartninkai; anche saulyžolė, saulažolė, saulažolis, saulažolynis; pulsatilla.- yao ;? futuri; incidente? È detta anche erba del sole, erba del sole, 23
erba solare, erbeto solare;??- ;* saluto?— vedi sopra; alla fine. (Il testo sembra corrotto) ]} []ើម្ប 天天中彩票nba pornofilmer saulėžolė, saulėžolis, saulėžolynis; sauliažolis, sauliažolynis; saulžolė; saulinė žolė nel dizionario di K. Sirvydas, e persino sdulinė nel dizionario di F. Kuršaitis (LKŽ XII). L’equivalente di equinozio, lygiadienis, non è stato neppure inserito nel LKŽ VII; ma qui compare lygdienis: Lygdienis eina lygiai žemės viduriu A 1884, 255 (nel dizionario è spiegato come «pusiaujas, ekvatorius» — molto probabilmente, nella spiegazione, la frase è stata fraintesa: Žemės viduriu —pusiauju eina amžinas lygiadienis). Conclusioni Il creatore della lingua comune Jonas Jablonskis fu anche un creatore di termini molto prolifico e di successo, che lituanizzò irreversibilmente non pochi dei cosiddetti termini internazionali. Un gruppo di essi è costituito dai termini geografici (e affini) dienovidinis —invece di meridianas, lygiagretė —invece di paralelė, pusiaujas —invece di ekvatorius, ašigalis —invece di polius, atogrąža —invece di tropikas, vandenynas —invece di okeanas, žemynas —invece di kontinentas, ledynas —invece di glečeris, akiratis —invece di horizontas (qui si possono aggiungere anche sostituti non jabłonskiani: ledkalnis —invece di aisbergas, saulėgrįža — invece di solsticija, lygiadienis —invece di ekvinokcija- ). Qui Jablonskis si è spinto oltre la lingua russa (solo mamepuk —žemynas, aednuk —ledynas, Kpy2030p —akiratis; connuecmosnue, connueeopom —saulėgrįža, paenoJdencmeue —lygiadienis). Qui egli ha fatto qualcosa di più simile alla lingua polacca (pofudnik —dienovidinis, rownoležnik —lygiagretė, rownik —pusiaujas, biegun —ašigalis, zwrotwik —atogrąža, ląd (staly) —žemynas, lodowiec —ledynas; widnokrąg —akiratis; rownonoc —lygiadienis) e alla lingua tedesca (Ldngenkreis, astr. Mittagskreis —dienovidinis, Breitenkreis —lygiagretė, Gleicher —pusiaujas, Wendekreis —atogrąža, Festland e Erdteil —žemynas; Sonnenwende —saulėgrįža, Tagundnachigleichung —lygiadienis). La terminologia geografica lituana di Jablonskis (e di altri) non ebbe un sostegno sufficiente. La cosa più importante è che il glossario dei termini geografici non fu pubblicato in tempo (come invece avvenne per i glossari di matematica). Per lungo tempo le esigenze lessicali degli utenti della lingua comune furono soddisfatte soltanto da glossari e dizionari di parole internazionali, nei quali, tuttavia, con nessun procedimento di tecnica lessicografica e con nessuna indicazione generale si dichiarava che un determinato equivalente lituano fosse preferibile o addirittura sostitutivo; in generale, per lungo tempo equivalenti e sostituti non furono distinti in modo più rigoroso. Pertanto, attraverso quei dizionari si diffusero più rapidamente le parole internazionali, non il lessico lituano — rimase un filtro come quello che inizialmente aveva Jablonskis. La lessicografia normativa, comparsa tardi, si allontanò da Jablonskis e tornò indietro, talvolta rimanendo persino indietro rispetto alla terminografia geografica (solo il DZ è più vicino a Jablonskis). Si manifestarono persino standard duplici: il lavoro svolto da Jablonskis era conosciuto e riconosciuto, se ne andava fieri, ma in pratica ci si allontanava da esso con noncuranza. Persino ai linguisti rimase inconsapevole il fatto che, nelle condizioni del bilinguismo russo dell’epoca sovietica, la lingua lituana, attraverso l’uso delle parole internazionali, si avvicinava alla lingua russa. Ora sono necessari sforzi particolari affinché la nave che ha deviato raddrizzi la rotta e torni a navigare 24
secondo una rotta lituana. È necessario sottolineare la marcata diversità del destino della terminologia geografica lituana rispetto a quella matematica: statinis —al posto di kateto, statmuo — al posto di perpendikuliaro, įžambinė —al posto di hipotenuzės, pusiaukampinė —al posto di bisektrisės, pusiaukraštinė —al posto di medianos, lygiagretė —al posto di paralelės, spindulys —al posto di radiuso, skersmuo —al posto di diametro) — si tratta di sostituti, non di varianti affiancate. Del resto, anche la lingua lituana qui rimane debitrice del polacco (rožniczka — differenziale, rožnicowanie — differenziazione; catka — integrale, catkowanie — integrazione, sebbene in economia — integracja). Questo gruppo è rimasto quasi interamente e incrollabilmente lituano. Ciò non si potrebbe spiegare soltanto con l’ordine e la logica del ragionamento matematico. A determinare maggiormente la situazione furono le ragioni sociolinguistiche — la chiusura dell’uso di questo gruppo di termini. Anche i termini di questo gruppo che entrarono nell’uso comune si avvicinarono al russo: diametras, radiusas. ABBREVIAZIONI DELLE FONTI AstrZ — Dizionario dei termini astronomici. A cura di A. Juška. Vilnius, 1984. DZ — Dizionario della lingua lituana contemporanea: DZ, — I ed., Vilnius, 1954; DZ, —II ed., Vilnius, 1972; DZ, —III ed. e supplemento, Vilnius, 1993; DZ, —IV ed., Vilnius, 2000. EncGZ —Vaitekūnas S. Dizionario enciclopedico di geografia, Kaunas, FizGŽŽ —-—Solovjovas A., Karpovas G. Dizionario-repertorio di geograf1994, ia fisica, Kaunas, 1987. GeogrŽ —-Agapovas S., Sokolovas“ S., Tichomirovas D. Dizionario di geografia, Kaunas, 1972. GirFGZ —Gudelis V. Dizionario dei termini di geologia e geografia fisica, Vilnius, 1956. LA —Lietuvos aidas (quotidiano).}]}期特码彩票娱乐注册.. truncated_translation_error_placeholder DZ, —II ed., Vilnius, 1972; DZ, —III ed. e supplemento, Vilnius, 1993; DZ, —IV ed., Vilnius, 2000. EncGZ —Vaitekūnas S. Dizionario enciclopedico di geografia, Kaunas, FizGŽŽ —-—Solovjovas A., Karpovas G. Dizionario-repertorio di geografia fisica, Kaunas, 1987. LKKN —Delibere della Commissione della lingua lituana, 1977-1998. Vilnius, 1998. LKŽ —Dizionario della lingua lituana: 1 (II ed.) —1968; 2 (II ed.) —1969; 3 — 25
LRKŽ LTE LTZA MatZ MedZ MeteorZ, MTZZ SNZZ STZZ SA S. SalkR TTZ VKNS 1956; 7 — 1966; 8 — 1970; 9 — 1973; 10 - 1976; 11 — 1978; 12 —- 1981; 13 —1984; 17 —1996; 18 —1997; 20 (nell’articolo sono usate anche le abbreviazioni di questo dizionario, ancora in preparazione), Vilnius. Dizionario della lingua scritta lituana 2. A cura di M. Niedermann, A. Senn, A. Salys. Heidelberg, 1951. Enciclopedia sovietica lituana: 4 —1978; 6 —1980; 11 —1983, Vilnius. Skardžius P. Equivalenti lituani dei termini internazionali, Chicago, 1973. Dizionario dei termini matematici. Redattore scientifico. J. Kubilius. Vilnius, Astrauskas V., Brziūulevičius“- 1994. S. ; "PavilFonisS145 Vaitilavičius A., Vileišis A. Dizionario dei termini medici, Vilnius, 1980. Mikalajūnas M. Dizionario dei termini meteorologici delle lingue russo-lituana, Vilnius, 1975. Dizionario scolastico delle parole straniere. A cura di I. Ermanytė, O. Kažukauskaitė, J. Paulauskas, J. Pribušauskaitė, J. Žiemytė. Kaunas, 1995. II parte e appendice ed., Kaunas, 1998. Glossario delle parole straniere e incomprensibili: un ausilio per i lettori. A cura di J. Šlapelis. Tilsit, 1907. Norkus J. Glossarietto di parole straniere e incomprensibili, 1924. Kaunas, M. e S. Glossarietto di parole straniere e internazionali, Šiauliai, 1923. Šiaurės Atėnai (settimanale). Šalkauskis S. Scritti 2, Vilnius, 1991. Dizionario delle parole internazionali. A cura di K. Boruta, Pr. Čepėnas, A. Sirutytė- -Čepienė. Kaunas, 1936. Dizionario delle parole internazionali. A cura di I. V. Liochin ed E. N. Petrov, l’edizione lituana — Ch. Lemchenas. Vilnius, 1951. Dizionario delle parole internazionali. A cura di I. Liochin, S. Lokšina, F. Petrov e L. Šaumian, l’edizione lituana — Ch. Lemchenas. Vilnius, 1969. Dizionario delle parole internazionali. A cura di V. Kvietkauskas. Vilnius, 1985. Vaitkevičiūtė V. Dizionario delle parole internaz1999, 2000. ionali 1, 2. Vilnius, Rudaitienė V., Vitkauskas V. I nuovi prestiti delle lingue occidentali, Vilnius, 1998. LITERATŪRA Gedrimas R. 2000: Jonas Jablonskis ir lietuviškoji gamtotyros terminologija. — Gimtoji kalba 12, 4-8. 26
Jėrinaitė J. 1995: Enciklopedinis geografijos žodynas [rec.]. — Terminologija 2, 92-96. LKG I 1965: Lietuviy kalbos gramatika 1, Vilnius. Pirockinas A. 2000: Jonas Jablonskis — naujų žodžių kūrėjas. — Gimtasis žodis 10, 2-6; 11, 14-16; 12, 7-12. Skardzius P. 1996: Rinktiniai rastai 1, Vilnius. Skardžius P. 1998: Rinktiniai raštai 3, Vilnius. Šikšnys M.1962: Manolietuvių kalbos pamokos ir atsiminimai apie J. Jablonskį. — Kalbotyra 5, 81-87. Žemaitis Z. 1956: Iš atsiminimų apie J. Jablonskį. — Literatūra ir kalba 1, 32—39. Žemaitis Z. 1966: Lietuviškosios matematikos terminologijos istorija. — Lietuvių kalbotyros klausimai 8, 195—201. WHAT JONAS JABLONSKIS DID FOR GEOGRAPHY AND WHAT IS BEING DONE WITH IT Summary In 1918 the father of standard Lithuanian (and terminology) Jonas Jablonskis met the first independence of the Republic of Lithuania by coining Lithuanian terms of geography dienovidinis (meridian), pusiaujas (eguator), ašigalis (pole), atogrąža (tropic), vandenynas (ocean), žemynas (continent), ledynas (glacier), ugnikalnis (volcano), akiratis (horizon). However, at that time there was no dictionary of terms of geography and no dictionary of standard Lithuanian, therefore these terms did not have the time to take root. In soviet times, when in its usage of international words the Lithuanian language was getting closer to the Russian language, so called international terms meridianas, ekvatorius, polius, tropikas, okeanas, kontinentas, glečeris, vulkanas, horizontas started choking out those terms. Jablonskis had made them in a way which was closer to Polish and German languages where purification of the language is noticeable. The Russian language has fewer Russian equivalents — only mamepuk — konmunenm, neOHuK — 2zhemuep, Kpy2030p — 2opuzonm. During the second independance inertia can be observed — good changes require much effort. Terms of mathematics lithuanised by Jablonskis remain almost untouched. It was predestined not so much by the strictness of mathematical thinking, but more by sociolinguistic reasons — the isolation of the usage of terms of this group. Jonas KLIMAVICIUS Ricevuto il 26/09/2001 Istituto di lingua lituana via Antakalnio 6, 2055 Vilnius E-mail [email protected] 27