Exegit monumentum
Full text
si servì dell’anonimo manoscritto della metà del XVII secolo “Lexicon Lithuanicum”. Lo dimostrerebbero anche le aggiunte al dizionario vergate di proprio pugno dall’autore, che il prof. V. Drotvinas suddivide in base al contenuto in gruppi: “1) nuovi lemmi con equivalenti lituani; 2) sinonimi di tali equivalenti, varianti di formazione o flessione e 3) esempi d’uso delle parole lituane (di norma frasi bibliche in tedesco e in lituano)” (p. XII).
Oltre alle aggiunte vergate di proprio pugno dall’autore, nelle “Note...” il prof. V. Drotvinas distingue anche le postille, che pure “integrano per lo più i lemmi o i loro equivalenti, oppure consistono in osservazioni di carattere grammaticale”, ma queste postille “sono scritte con una grafia del tutto diversa da quella dell’intero dizionario: non calligraficamente, bensì come in fretta, con caratteri più piccoli, usando inchiostro di diversa intensità, di norma dopo le parole lituane o tra le righe” (p. XII). Il prof. V. Drotvinas ne conta più di duecento in tutto il dizionario. Dopo aver rilevato che gli autori non sono stati identificati, il curatore di “Clavis...” ipotizza che alcune postille possano essere state aggiunte da Frydrichas, figlio di F. Pretorijus, che dopo la morte del padre ereditò la parrocchia di Žiliai; altre da Vilhelmas Teodoras Šimelpenigis e Kristijonas Frydrichas Štimeris, che possedevano questo dizionario, e da altre due o tre persone. Conclude poi aggiungendo che “il contenuto e la paternità delle postille andrebbero studiati appositamente” (p. XII). Si tratta di un compito estremamente interessante e difficile, perché è improbabile che i linguisti, da soli, riescano a stabilirne la paternità. Qui non potremo fare a meno dell’aiuto dei grafologi. Ma è dubbio che ai grafologi bastino queste annotazioni relativamente brevi per chiarirne la paternità, tanto più che, per esempio, non sembra essersi conservato alcun altro scritto di K. F. Štimeris (cfr. B i r ž i š k a V. Aleksandrynas 2, Vilnius: Sietynas, 1990, 111). Ma solo i grafologi possono dirlo.
Dubbi di questo genere mostrano quante siano ancora le enigmi irrisolti celati dai nostri antichi scritti, soprattutto dai manoscritti, e quanto essi siano importanti per la storia della nostra lingua e della nostra cultura. È comprensibile che ogni pubblicazione del genere sia un evento straordinario. Perciò meritano la massima stima e gratitudine il curatore di questa pubblicazione, il prof. V. Drotvinas, il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Norvegia e la fondazione IMTEC, che ne hanno finanziato la pubblicazione, nonché la casa editrice Mokslo ir enciklopedijų leidykla, che in questi tempi di generale materialismo ha avuto il coraggio di pubblicare un libro inestimabile per gli studi sulla nostra lingua. Non resta che sperare che la sorte sia favorevole anche ai volumi del dizionario di F. Pretorijus, preparati già da tempo dal prof. V. Drotvinas.
Juozas Karaciejus
EXEGIT MONUMENTUM
,
Il 16 marzo 1996 morì Kazys Ulvydas, dottore in scienze umanistiche e membro corrispondente dell’Accademia delle Scienze della Lituania. Si spense una delle braci più vive rimaste del focolare della scienza lituana, che tra le due guerre, nella Lituania indipendente, aveva cominciato ad ardere con vigore, aveva brillato in tutto il suo splendore durante i lunghi anni dell’occupazione e aveva acceso la fiamma dell’amore
272
per la lingua lituana nel cuore di molti linguisti lituani, e non solo di loro.
Secondo quanto dichiarava lo stesso K. Ulvydas, nacque il 15 agosto 1910 (secondo il calendario giuliano; la data secondo il calendario gregoriano non gli era cara) nel distretto di Kėdainiai, nella tenuta di Bagotelė, in una numerosa famiglia di braccianti agricoli. Perciò dovette affrontare gli studi contando soltanto sulle proprie forze.
Dopo aver frequentato quattro classi del ginnasio di Kėdainiai, K. Ulvydas si recò a Kaunas, dove riuscì a entrare nel ginnasio dei gesuiti. Il livello d’insegnamento era elevato e K. Ulvydas vi acquisì solide basi nelle discipline umanistiche. Nel 1930, terminato il ginnasio, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università Vytautas Magnus. All’università insegnavano già numerosi studiosi locali e provenienti dall’estero, perciò gli studenti dotati godevano di buone condizioni di studio. Nel frattempo cominciò a insegnare lituano nello stesso ginnasio dei gesuiti. Questo carico di lavoro da studente e insegnante prolungò gli studi, ma gli permise anche di applicare subito nella scuola quanto appreso e di evitare la superficialità spesso tipica degli studenti che studiano soltanto durante le sessioni d’esame.
Nel 1937, chiamato alle armi, K. Ulvydas divenne allievo ufficiale della Scuola militare. Si distinse subito dai compagni per le sue capacità e, essendo un po’ più grande, si guadagnò grande autorevolezza. La redazione della rivista “Kariūnas” si avvaleva delle sue competenze. Sulla rivista apparvero anche i primi articoli di K. Ulvydas nell’ambito degli studi linguistici.
È significativo che K. Ulvydas abbia festeggiato innanzitutto il suo ultimo compleanno (l’ottantacinquesimo) con i compagni d’armi che non lo avevano mai dimenticato; insieme a loro piantò anche una giovane quercia, simbolo della sua vita.
Nel 1938, terminati gli studi militari, K. Ulvydas riprese a lavorare come insegnante di lingua e letteratura lituana, questa volta alla Scuola commerciale di Kaunas, dove dal 1944 al 1946 ricoprì l’incarico di vicedirettore. Mentre lavorava lì, nel 1940 si laureò all’Università di Vilnius con una tesi intitolata “Cognomi derivati da piante e animali”.
Poco dopo, già nel 1942, il lituanista laureato fu chiamato a insegnare all’Università di Kaunas. Nel 1946 divenne docente senior della Facoltà di Storia e Filologia; dal 1946 al 1949 ricoprì la carica di vicedecano e nel 1949, prima del trasferimento della facoltà a Vilnius, anche quella di preside. Vi teneva i corsi fondamentali di lingua lituana.
Dal 1949 K. Ulvydas dovette recarsi al lavoro all’Università di Vilnius. Solo nel 1951 si trasferì con la famiglia a Vilnius e si dedicò anima e corpo agli studi linguistici, attività che sarebbe durata quattro decenni.
All’Università di Vilnius fu subito eletto direttore del Dipartimento di lingua lituana, cominciò a lavorare presso l’Istituto di lingua lituana dell’Accademia delle Scienze della Lituania e si iscrisse al dottorato di ricerca dell’Università di Mosca. Nel 1952, con la fusione degli istituti di lingua lituana e di letteratura lituana, K. Ulvydas divenne vicedirettore dell’Istituto di lingua e letteratura lituana e capo della sezione di storia della lingua e dialettologia; lasciò l’incarico di direttore del Dipartimento di lingua lituana, continuando tuttavia per qualche tempo a lavorare come docente senior.
273
Nel 1955 cambiano di nuovo gli incarichi ricoperti da K. Ulvydas: rinuncia al lavoro puramente amministrativo e assume la direzione della Sezione dei dizionari. Nello stesso anno discute la tesi «L’avverbio nella lingua lituana contemporanea (l’avverbializzazione dei casi singolari)».
Nel 1960 viene nominato direttore della nuova Sezione della lingua lituana contemporanea, mentre dal 1976 al 1987 dirige nuovamente la Sezione dei dizionari. Nel 1972 K. Ulvydas viene eletto membro corrispondente dell’Accademia delle scienze della Lituania.
Tutti questi cambiamenti di incarico non sono casuali. Furono determinati dalle circostanze: gli toccava andare là dove c’era una lacuna, dove le difficoltà erano maggiori. Nel 1950, all’Istituto della lingua lituana, prende avvio un grande lavoro: la preparazione dell’Atlante della lingua lituana. Ma prima di tutto bisognava organizzare la raccolta dei materiali da tutta la Lituania. Occorreva predisporre un programma e istruzioni per la raccolta dei materiali. Così, trasferitosi a Vilnius, K. Ulvydas assume questo incarico e lo avvia con successo su binari regolari.
Quando il II volume del Dizionario della lingua lituana, pubblicato nel 1947, fu duramente criticato, il collettivo dei lessicografi dell’Istituto della lingua lituana venne disperso, la pubblicazione del Dizionario della lingua lituana fu sospesa e il suo direttore, J. Balčikonis, destituito. Serviva una persona capace di riorganizzare la preparazione del Dizionario della lingua lituana secondo le esigenze del Partito comunista, come si diceva, «secondo i principi della lessicografia sovietica». Nel 1955 K. Ulvydas osò assumersi questo compito, deciso a curare questa ferita ancora più dolorosa.
La capacità di K. Ulvydas di sostenere le proprie argomentazioni con prove contribuì a preservare la struttura del Dizionario della lingua lituana, modificandola ben poco. Le frasi standard della stampa e degli scritti sovietici, inserite qua e là a mo’ di illustrazione nel dizionario, soddisfecero le ambizioni dei critici. Il materiale fondamentale del dizionario, invece — i fatti dialettali e i dati degli scritti antichi — fu conservato. Dopo essere rimasto pressoché inerte per quasi dieci anni, il Dizionario della lingua lituana riprese a essere pubblicato.
Una volta rimesso in sesto il lavoro sul Dizionario della lingua lituana, fu possibile affrontare un altro grande settore della linguistica: la preparazione della Grammatica della lingua lituana. Non si trovò organizzatore migliore di K. Ulvydas.
Il lavoro cominciò, si può dire, dal nulla. Innanzitutto occorreva riunire un gruppo di collaboratori. In quanto docente universitario, K. Ulvydas conosceva molti studenti di talento. Mantenne i contatti persino con quelli assegnati alle scuole dei distretti. Con chiunque desiderasse lavorare dapprima nel campo della lessicografia e in seguito anche in quello della grammatica, K. Ulvydas conversava sinceramente e, senza che l’interlocutore se ne accorgesse, ne valutava le conoscenze e la preparazione alla ricerca scientifica. Inviò più di un giovane linguista, dottorando, nei centri di linguistica di Mosca o di Pietroburgo perché si preparasse adeguatamente a questo lavoro. Egli stesso seguì sei dottorandi che discussero la tesi.
I suoi allievi riempirono la Sezione dei dizionari; furono loro a costituire l’intera Sezione della lingua lituana contemporanea, che scrisse la Grammatica della lingua lituana. Riuscì a coinvolgere nella stesura di alcune sezioni anche i suoi allievi che lavoravano negli istituti di istruzione superiore. Inoltre, più di un autore della grammatica divenne a sua volta docente o professore in un istituto di istruzione superiore.
274
K. Ulvydas gli offrì tutte le condizioni possibili.
Numerosi furono i lavori scientifici e redazionali di K. Ulvydas. Fu redattore capo dei nove volumi del Dizionario della lingua lituana (II–V, XI–XVI) e membro del comitato editoriale di altri due volumi (VI–VII), nonché del comitato editoriale di tutte e tre le edizioni del Dizionario della lingua lituana contemporanea (1954, 1972, 1993). La parola saggia di K. Ulvydas spesso placava gli accesi dibattiti ed era molto utile al bene comune.
K. Ulvydas fu redattore capo di tutti e tre i volumi della Grammatica della lingua lituana, e autore dell’introduzione e della sezione sugli avverbi di quella grammatica. Ciò richiedeva non solo competenza scientifica, ma anche grandi capacità organizzative. I lavori di autori diversi, con livelli scientifici differenti e seguaci di teorie sempre diverse, che scrivevano ciascuno nel proprio stile, dovevano essere rielaborati scientificamente e uniformati, affinché si percepisse l’unità dell’opera senza al contempo compromettere l’individualità degli autori: non era affatto cosa semplice. Diciassette anni di lavoro scrupoloso diedero vita alla prima Grammatica scientifica della lingua lituana in tre volumi, scritta in lituano.
Indipendentemente dagli incarichi ricoperti e dai lavori svolti, K. Ulvydas fu per tutta la vita un promotore della cultura della lingua lituana. Dal 1961 fu per trent’anni redattore responsabile delle raccolte di articoli “Kalbos kultūra”. Vi pubblicò numerosi articoli. Molti di essi erano programmatici e indispensabili per chi si occupava di promuovere la cultura linguistica.
Per trent’anni K. Ulvydas fu anche conduttore della trasmissione radiofonica “Taisyklingai kalbėkime ir rašykime”. Era una delle trasmissioni settimanali più popolari. Gli ascoltatori sommergevano K. Ulvydas di domande, ed egli preparava sempre con cura le risposte. Dai testi preparati per quelle trasmissioni si sarebbe potuto ricavare un manuale di cultura linguistica di grande valore. Ma K. Ulvydas non trovò mai il tempo di preparare quel libro. La trasmissione fu interrotta quando K. Ulvydas cominciò a sostenere, con valide argomentazioni, che negli asili non si doveva insegnare ai bambini una seconda lingua.
K. Ulvydas fu membro delle commissioni editoriali degli Atti dell’Accademia delle scienze della Lituania, della pubblicazione periodica dell’Istituto di lingua e letteratura lituana “Literatūra ir kalba”, dell’Indice bibliografico di linguistica lituana, degli scritti di K. Donelaitis e di altre opere. In generale, dedicava grande attenzione a chiunque si rivolgesse a lui, senza badare ai propri impegni né guardare l’orologio.
Dopo aver iniziato il suo lavoro scientifico con lo studio degli avverbi lituani, K. Ulvydas continuò per tutta la vita a raccogliere materiali per un’opera fondamentale sugli avverbi. Ma, fra tutti gli impegni organizzativi e redazionali, non trovò mai neppure un momento un po’ più lungo per mettersi al lavoro sull’enorme materiale sugli avverbi che aveva raccolto. Qualcuno fra i suoi numerosi allievi dovrebbe ora intraprendere quest’opera in memoria del proprio maestro.
Va ricordato che K. Ulvydas partecipò a numerose conferenze e simposi, non solo in Lituania, ma anche all’estero. Tenne relazioni ad Aşgabat, Kiev, Chișinău, Mosca, Praga, San Pietroburgo, Riga e altrove; visitò gli istituti linguistici di quasi tutte le repubbliche dell’ex Unione Sovietica, per conoscerne il lavoro. Si adoperò molto per applicare anche all’Istituto di lingua e letteratura lituana gli efficaci metodi di lavoro adottati da altri istituti
275
nel lavoro. Tuttavia, non c’erano le condizioni per introdurre innovazioni di vario genere.
K. Ulvydas amava divulgare temi di pratica linguistica. Parlava sempre in modo molto persuasivo e interessante. Per questo veniva costantemente invitato in vari gruppi a tenere conferenze. Anche i lituani negli Stati Uniti hanno ascoltato le sue parole dal vivo.
Anche dopo essere andato in pensione, K. Ulvydas non interruppe i rapporti con il collettivo dell’Istituto di lingua lituana. Fu membro del comitato editoriale di “Kalbos kultūra”; quasi fino agli ultimi anni venne eletto membro del consiglio scientifico dell’Istituto, dove la sua autorevole parola fu sempre apprezzata.
Nel febbraio 1996 K. Ulvydas fu insignito dell’Ordine di Gediminas. Con le sue opere, invece, si è eretto da sé un monumento imperituro. Riposi in pace nella terra di Vilnius.
Jonas Paulauskas
IN MEMORIA DI ANTANAS LYBERIS E DELLA SUA OPERA
Nel grande “Dizionario della lingua lituana”, l’abbreviazione di due lettere Ėr aggiunta a moltissime parole e frasi è un modesto, ma duraturo monumento a due linguisti originari del villaggio di Ėriškiai (distretto di Panevėžys). Uno di loro era il noto pedagogista Juozas Balčikonis, continuatore dell’opera di Jonas Jablonskis e Kazimieras Būga; l’altro era il suo parente Antanas Lyberis. Senza dubbio, nella scelta del percorso di vita di quest’ultimo influirono la viva parola del conterraneo più anziano e la sua autorità, sempre crescente.
È vero che, dopo aver terminato il ginnasio di Panevėžys nel 1928, A. Lyberis decise solo qualche anno più tardi (1932) di proseguire gli studi all’Università Vytautas Magnus, scegliendo la filologia classica. Concluse gli studi nel 1939. Come molti giovani che studiavano in quel periodo, già durante gli studi A. Lyberis dovette guadagnarsi da vivere. Appena iniziati gli studi, fu invitato a lavorare presso la redazione del Dizionario della lingua lituana, che il Ministero dell’Istruzione, alla fine del 1930, aveva incaricato J. Balčikonis di fondare e dirigere. Per A. Lyberis, la redazione fu come una seconda università, che gli fornì conoscenze teoriche di lessicografia e competenze pratiche nel lavoro di lessicografo. Qui bisognava imparare a raccogliere parole dalla lingua viva e da diversi testi, a riordinare il repertorio di schede lessicali, ereditato da K. Būga e in rapida espansione, ad acquisire dimestichezza con la stesura del testo del dizionario, la lettura delle bozze e gli altri compiti. Nella “Prefazione” al primo volume del “Dizionario della lingua lituana”, uscito nel 1941 e contenente le parole dalla A alla B, il redattore capo J. Balčikonis indicò i “collaboratori più stretti della redazione, senza il cui lavoro coscienzioso e la cui dedizione questo volume del dizionario non avrebbe potuto vedere la luce”. Tra questi collaboratori c’era anche A. Lyberis.
In seguito, A. Lyberis avrebbe raccontato più volte ai linguisti delle generazioni più giovani, con interesse e grande calore, anche degli altri collaboratori della redazione del dizionario di quel periodo: Napalys Grigas, Elzė Mikalauskaitė, Jonas Mikelūnas, Juozas Senkus, Zenonas Uoselis, Kostas Vosylius e altri. Gli anni della guerra e dell’occupazione dispersero il piccolo gruppo del Dizionario della lingua lituana…
276