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Kalbininkės sugrįžimas

Kazys Morkūnas; Algirdas Sabaliauskas

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mokėti, laukas, toli, sotūs, da un lato, e lo slavo ecclesiastico antico mogą, lęgą, il russo dalb, lo slavo ecclesiastico antico syb, dall’altro (pp. 108–110), rappresentano radici diverse. A causa della diversa vocalizzazione della radice, non è possibile stabilire un legame etimologico neppure tra il lituano glodùs e il lettone gluds (p. 109), il lituano brėžti e braũkti (p. 114). Il rapporto etimologico tra il lituano nãmas e dimstis «Hof(raum), Gut» (p. 109) è in effetti incerto16, ma non si può escludere che namas e il lettone nams abbiano una radice autonoma *nem-. Anche lo slavo ecclesiastico antico trepetati e il russo pryskatb è meglio non collegarli al lituano drebėti e al russo bryzgatb (pp. 104–105), bensì considerarli radici distinte17. La differenza tra le consonanti iniziali del lituano strãzdas, del lettone strazds e dello slavo 'drozdъ (p. 104) va spiegata con la legge di Siebs. Il lituano geĩsti non contiene ‘-ds- (p. 100), ma è formato dalla radice geid- e dal suffisso dell’infinito *-t(e)i; al confine tra morfemi si trova quindi *-dt- (> *-tt- > -st-). A p. 94 si afferma che pirštas e lo slavo ecclesiastico antico prъstъ presentano il lituano š e lo slavo s da ‘k’, mentre a p. 115 sono correttamente classificati tra le parole che in lituano hanno š derivato dall’ide. ‘s dopo r. A p. 293 si indica che la desinenza del gen. sing. dei temi in o ‘-ā (vilko, slavo ecclesiastico antico vlьka) deriva dall’ide. ‘-ās; a p. 210 e segg. si dimostra giustamente che si tratta dell’antica desinenza dell’ablativo (‘-ōd). A pp. 178–179 compare il finlandese paimen «Hirt», a p. 208 è già indicato correttamente piemen. A p. 179 troviamo il prussiano menschon «des Fisches», a p. 263 correttamente «des Fleisches». Il prussiano guntwei non è 1. plur. (p. 69). Al posto di lituano taišyti (p. 96), prussiano sachis (p. 101), antico indiano ugnis (p. 110), lituano taisytis (p. 116), lettone bārti (p. 141), lituano sù vienà šviesà (p. 226), instr. sing. bãdu (p. 227, nota 269), gen. dual. Dvjijų karvių, alle pp. 260, nota 330, devono figurare rispettivamente tašyti, sackis, ágnis, taušytis, bārt, sù vienà šviesà, badù, dvijjų karvių. Simas Karaliūnas IL RITORNO DELLA LINGUISTA Tamara Buch. Opuscula Lithuanica. Wydal Wojciech Smoczyński, Warszawa, 1998: Katedra Językoznawstwa Ogólnego i Bałtystyki Uniwersytetu Warszawskiego, 381 p. La nota germanista Ina Meiksinaitė, in un recente memoir dedicato alla sorella Tamara Buchienė, ha citato un passo della lettera che quest’ultima scrisse al monsignor Vincentas Mincevičius, residente a Roma: «E che cosa mi fa questa vita! Io ho sempre voluto soltanto vivere a Kaunas, passeggiare lungo le rive del Nemunas; avevo bisogno di pinete, laghi, silenzio: perché mai ho dovuto vivere in paesi diversi, tra persone diverse, parlare lingue diverse e, in questo momento, perdere 16 F r e a n k e l E. Litauisches etymologisches Wörterbuch, I, Heidelberg–Göttingen, 1962, 483. 17 Ф а с м е р М. ЭСРЯ III (1987) 391, IV (1987) 99. 252 «della quinta cittadinanza»1. Queste parole descrivono davvero con precisione la vita, segnata dalla tragedia e da dure prove, di una talentuosa studiosa della lingua lituana. Nata (03.07.1923) nella città di Marc Chagall, Vitebsk. In seguito tornò con la famiglia nella terra dei suoi genitori, la Lituania. Frequentò il Ginnasio tedesco di Kaunas. Conseguì la maturità in un ginnasio lituano il 21 giugno 1941. La guerra, scoppiata il mattino seguente, la gettò in una remota regione della Russia; lavorò come trattorista e studiò germanistica a Gorky. Nei primi anni del dopoguerra fu dottoranda dell’accademico Viktor Žirmunskij all’Università di Leningrado, poi docente all’Università di Vilnius e all’Università pedagogica di Čeljabinsk. Tornata di nuovo in Lituania, trascorse alcuni anni di lavoro presso l’Istituto di lingua e letteratura lituana2, anni decisivi per orientare le successive ricerche della giovane studiosa. Fu poi docente all’Università di Varsavia per un periodo più lungo (1957–1967). Ten ne anche corsi di lituanistica alla Sorbona e all’Università di Chicago. Nei periodi più difficili della sua vita, soprattutto durante il soggiorno a Parigi, ricevette il sostegno morale e materiale dell’amico e celebre semiologo Algirdas Julius Greimas, del monsignor Vincentas Mincevičius e di altri. Costretta da circostanze avverse (di cui in Lituania pochi erano al corrente) a cambiare continuamente paese e lavoro e a vivere spesso lontano dalla famiglia, Tamara Buchienė, minata da una grave malattia, morì il 7 febbraio 1970 a Haifa (Israele). Aveva appena quarantasei anni… Ogni studioso della lingua lituana prenderà probabilmente con gioia in mano i recenti scritti lituanistici scelti di Tamara Buchienė, pubblicati dal Dipartimento di Linguistica generale e baltistica dell’Università di Varsavia e curati da Wojciech Smoczyński, uno dei più insigni baltisti polacchi. Il volume si apre con i ricordi del curatore su Tamara Buchienė. Con parole molto affettuose, l’autore ricorda la propria insegnante e descrive la sua attività pedagogica all’Università di Varsavia. Una nota a parte (Nota wydawnicza) illustra le circostanze della preparazione e della pubblicazione del volume. Nel volume Opuscula Lithuanica sono raccolti quasi tutti i più importanti lavori lituanistici di Tamara Buchienė, pubblicati in riviste scientifiche di vari paesi. Sono presentati nelle lingue in cui furono pubblicati per la prima volta: tedesco (15 lavori), polacco (13), lituano (3), inglese (2), russo (2), francese (1). Il curatore ha suddiviso i lavori raccolti in otto sezioni. Sette di esse comprendono, secondo la tematica, i seguenti ambiti della lituanistica: fonologia, accentologia, sistema verbale, lingua della Lituania Minore secondo la grammatica di Danielius Kleinas, lingua di Kristijonas Donelaitis, dialetti lituani della regione di Seinai e onomastica di Seinai. I lavori raccolti mostrano che l’autrice era interessata tanto all’origine e allo sviluppo dei diversi fenomeni della lingua lituana, quanto al loro uso nella lingua standard contemporanea e nei dialetti. 1 Meiksinaitė I. „Ne mūsų valia!“ – Naujasis Židinys – Aidai 5–6, 1998, 311. 2 Fu il direttore dell’Istituto Kostas Korsakas a raccomandare Tamara Buchienė (nel 1953) come collaboratrice scientifica, su suggerimento del suo amico di gioventù e allora direttore del Palazzo dei Libri Antanas Ulpis (1904–1981), «uomo di nobile cuore e di grande levatura, che in ogni epoca ha sostenuto coloro che erano perseguitati» (parole di I. Meiksinaitė). 253 I tre articoli dell’ottavo capitolo trattano questioni di germanistica. Tuttavia, solo il primo (Die reflexive Konstruktion der Verba im Gotischen) appartiene, si può dire, esclusivamente all’ambito della germanistica. Gli altri due — Zum ostpreussischen Deutsch im XVII–XVIII Jh. e Remarks on the syntactic influences of German in neighbouring non-German dialects (per inciso, coautrice di quest’ultimo, come pure di un articolo del capitolo sulla fonologia, è la linguista polacca Zuzanna Topolińska) — sono legati anche agli studi lituanistici: contengono osservazioni sugli scritti lituani della Lituania Minore e confrontano alcune loro caratteristiche linguistiche con fenomeni corrispondenti della lingua tedesca. Nel complesso, gli studi dedicati ai temi della Lituania Minore costituiscono una parte considerevole dell’opera di Tamara Buchienė: il libro raccoglie 6 articoli sulla lingua dei lituani di questa regione, basati sulla grammatica di Danielius Kleinas (uno è scritto in collaborazione con Jonas Palionis), mentre la lingua del grande cantore dei contadini Kristijonas Donelaitis è esaminata in ben 7 articoli e in uno studio ampio, ma incompiuto, probabilmente ancora oggi poco noto, The phonological system of the „Metai“ by Christian Donelaitis (pp. 129–199). L’autrice aveva redatto questo studio in polacco. Nel 1974 ne fu pubblicata a Haifa la traduzione inglese (Lithuanian Phonology in Christian Donelaitis). Purtroppo, appena pubblicato, il testo, tradotto da un non specialista, fu oggetto di critiche da parte dei linguisti; è quindi molto gratificante che il professore Axel Holvoet abbia accuratamente rivisto il nuovo testo inglese in corso di pubblicazione. I dialettologi lituani e gli studiosi dell’onomastica lituana hanno l’occasione di tornare a prestare attenzione agli articoli della linguista, qui raccolti, sulle parlate lituane della regione di Seinai e sugli interessanti toponimi della zona, pubblicati e discussi in 6 articoli. Tra l’altro, l’articolo sui nomi dei fiumi della regione di Seinai e Suwałki è stato scritto insieme al nostro illustre linguista Petras Jonikas. Vale la pena ricordare che Tamara Buchienė, mentre lavorava all’Università di Varsavia, strinse una grande amicizia con i lituani della regione di Seinai. A volte vi trascorreva interi mesi. Uno degli autori di questo breve articolo, che visitò la casa della linguista a Varsavia, in via Lumumba, poté constatare con quale orgoglio mostrasse agli ospiti le tovaglie e i copriletti che le erano stati donati dai lituani della regione di Seinai, e li intrattenesse con miele «lituano». Il libro si conclude con l’articolo in inglese scritto nel 1971 da Jonas Palionis In memory of Tamara Buch, l’elenco delle pubblicazioni della linguista, gli indici dei soggetti e dei nomi e un elenco dei nomi propri della regione di Seinai e Suwałki. Per inciso, dall’elenco delle pubblicazioni, che comprende 44 voci, si evince che in Opuscula Lithuanica non è stata inclusa la tesi di Tamara Buchienė, discussa a Leningrado nel 1951, Возвратная конструкция глагола в германских языках; il lavoro pubblicato in volume separato Die Akzentuierung des Christian Donelaitis (Wrocław ecc., 1961, 147 p.); lo studio Pirmosios spausdintos lietuvių kalbos gramatikos (coautore Jonas Palionis), pubblicato nel volume Pirmoji lietuvių kalbos gramatika. 1653 metai (Vilnius, 1957); e 5 articoli minori apparsi in varie pubblicazioni periodiche, nonché Atsiminimų nuotrupos, pubblicato in Lituania (Proskyna 3, 1989, 164–177) e ristampato in Polonia (Linguistica Baltica 2, 1993, 301–313). Nell’elenco bibliografico non è stato incluso 254 nel libro è pubblicato il già citato studio The phonological system of the „Metai“ by Christian Donelaitis. Il professore Wojciech Smoczyński, che ha curato con grande scrupolo Opuscula Lithuanica di Tamara Buchienė (Buch), ha aggiunto un’altra voce di grande rilievo al lungo elenco dei suoi meriti per gli studi lituanistici. Al contempo, le opere raccolte in questo libro hanno in un certo senso riportato la loro autrice, in occasione del 75º anniversario della nascita, nelle terre che aveva dovuto lasciare, volontariamente o meno. Kazys Morkūnas, Algirdas Sabaliauskas Indice della Zeitschrift für Vergleichende Sprachforschung, volumi 1–100 (1851–1987). A cura di Ivo Hajnal, Christiane Schaefer, Gerhard Schaufelberger e Sabine Ziegler. A cura di Alfred Bammesberger. Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen, 1997, 324 p. Nel 1987 fu pubblicato il centesimo volume, celebrativo, della rivista di linguistica storico-comparativa «Zeitschrift für Vergleichende Sprachforschung», fondata nel 1851 dal celebre linguista tedesco Adalbert Kuhn. Il volume fu organizzato dai suoi curatori, Alfred Bammesberger e Günter Neumann, in modo che i 25 articoli pubblicati rispecchiassero le questioni e la metodologia allora attuali nello studio delle lingue indoeuropee. La reazione fu inaspettatamente favorevole: uscirono una dozzina di recensioni e altri brevi commenti, che valutarono ampiamente il ruolo della rivista nella linguistica storico-comparativa indoeuropea. Due recensioni furono pubblicate anche nella stampa linguistica lituana: quella di V. Grinaveckis in «Mūsų kalba» (1988, n. 6, 34–35) e quella di V. Urbutis in «Baltistica» (25, 1989, 188–190). Nella sua recensione sulla rivista «Universitas» (n. 12, 1988, 1329–1330), il professor Bernhard Forsmann, dell’Università Friedrich-Alexander [Erlangen-Nürnberg], propose di compilare un indice generale (Gesamtregister). Come osserva il professor Alfred Bammesberger nella prefazione del curatore, la proposta fu accolta con favore dai curatori e dalla casa editrice. Con il sostegno finanziario della Deutsche Forschungsgemeinschaft, alla compilazione dell’indice lavorarono a turno la dott.ssa Christiane Schaefer (Università libera di Berlino), la dott.ssa Sabine Ziegler (Università di Würzburg) e il dott. Ivo Hajnal (Università di Zurigo), mentre Gerhard Schafelberger (Università di Zurigo) contribuì molto all’organizzazione del materiale raccolto. Il lavoro tecnico fu svolto presso il Dipartimento di Filologia inglese e Linguistica comparata dell’Università di Eichstätt, diretto dal professor Alfred Bammesberger. Il volume dell’indice comprende: il sommario, pp. 5–6; la prefazione del curatore, pp. 7–8; l’indice degli autori, pp. 9–209; l’indice degli argomenti, pp. 209–321; e l’elenco dei curatori della rivista, pp. 323–324. Gli indici degli autori e degli argomenti sono, naturalmente, ordinati alfabeticamente. Sono elencati tutti gli au- 255