Itališkas Ledesmos katekizmas „Dottrina Christiana“: Daukšos panaudoto lenkiško teksto šaltinis
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ACTA LINGUISTICA LITHUANICA XLIV (2001), 227-250 PUBBLICAZIONI Source publications IL CATECHISMO ITALIANO DI DOTTRINA CHRISTIANA: FONTE DEL TESTO POLONESE MOLTO UTILIZZATO Come è noto, il testo polacco del catechismo tradotto da Daukša non era un’opera originale, ma una traduzione dall’italiano. Questo mi ha spinto a studiare i collegamenti con le fonti italiane, iniziando le mie ricerche dal gesuita spagnolo Jacopo Ledesma, a cui è attribuita l’autorevolezza del libro lituano. Da un recente articolo documentato di G. Aranci sul catechismo di Giacomo Ledesma, ho appreso che questo autore ha pubblicato in italiano due diversi catechismi con il titolo comune Dottrina Christiana. Uno di questi è il catechismo "breve" (Dottrina Christiana Breve), il cui più antico esemplare, pubblicato nel 1569?, è conservato nella biblioteca dell'Arcivescovado di Bologna; Aranci lo studiò sulla base di un esemplare pubblicato a Roma nel 1593», ma non menziona che sono sopravvissuti altri esemplari di edizioni del XVI secolo (tra cui uno nella Biblioteca di Brera di Milano*, un altro nella Biblioteca Nazionale di Firenze e un altro nella Biblioteca Vaticana). E la seconda opera è una versione un po’ estesa del catechismo “breve”; Aranci lo studiò non sulla base dell'unico esemplare dell'edizione del 1576 conservato nella Biblioteca di Brera di Milano, "della cui esistenza non era a conoscenza, ma sulla base della traduzione in catalano pubblicata nel 1596", ma notò che la Biblioteca di Brera di Milano conservava un libro del 1596, Dottrina Christiana. Stampata d'ordine, et commissione del Molto Illustr. E il Reverendo. Monsig. Filippo 1 Plg. Aranci G. Le „Dottrine“ di Giacomo Ledesma S. J. (1524-1575), „Salesianum“ 53 (1991), d Somma della Dottrina Christiana Breve, per insegnar in pochi giorni, per interrogatione, a modo di Dialogo, fra'l Maestro e Discepolo, Bologna, P. Bonardi. Pg. Aranci G. Min. veik., p. 320, ed. 29. Somma della Dottrina Christiana. Con la sua Breve dichiarationea modo di dialogo fra'l Maestro, e discepolo, Genova, A. Bellone, 1570 (firmatura: Zx 1 44). Dottrina cristiana breve per insegnare in pochi giorni, et per interrogazioni a modo di Dialogo, fra il Maestro e Discepolo, Firenze, A. Padovani, 1587 (firmatura: Pal 15.E.8.171). Il testo è stato pubblicato come appendice alla Scelta d'orazioni devotissime al Signore e alla Vergine. Dottrina cristiana breve per insegnare in pochi giorni, e per interrogazioni a modo di dialogo, fra il Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et 315-382. Discepolo, per insegnare alli Fanciulli, Milano, P. Pontio (signatura: Musica B 39 (2)). La dottrina cristiana a modo di dialogo tra il Maestro, e il Dexeble, Barcellona, J. Cendrat. Il libro è riscritto nell'articolo di Aranci (p. 341 e segg.). Maestro e Discepolo, Firenze, F. Giunti, 1593 (signatūra: Capponi VI.48 (2)). Veikalas išspausdintas kaip knygos Scelta d'orazioni devotissime al Signore e alla Vergine priedas.
228 | Archinto Vescovo di Como.... Per uso della sua Citta, et Diocese’ corrisponde in molti punti alla traduzione del 1596". A giudicare dal titolo del libro del 1576 (Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et Discepolo, per insegnare alli Fanciulli) e dall'elenco delle edizioni dei catechismi di Ledesma fornito dall'Aranci, si può ritenere che la versione estesa sia stata pubblicata per la prima volta (anche se non è giunta fino ai nostri giorni alcuna copia) a Roma nel 1573, quando fu pubblicata anche l'opera di Ledesma dedicata all'insegnamento del catechismo e al canto dei canti cattolici: il fatto che la versione in questione sia successiva al catechismo "breve" permette di considerarla una rielaborazione di quest'ultimo. Dal momento che Ledesma visse a Roma dal 1557 e in dieci anni riuscì a imparare abbastanza bene l'italiano, lingua vicina alla sua madrelingua, è possibile che egli abbia scritto entrambi i catechismi in italiano e non in spagnolo. Non è quindi sorprendente che non si conoscano versioni spagnole di questi testi del XVI secolo, e che l’ampio Catechismo, y declaracion breve de la Dottrina Christiana, por preguntas, y respuestas entre Maestro, y DiscipuloTM di 180 pagine sia un libro diverso dal Catechismo esteso, mentre il Catechismo cristiano, Por interrogaciones a manera de Dialogo, entre el Maestro, y Discipulo, corrisponde solo in parte al Catechismo “breve”. Adesso ci fermiamo. La traduzione del catechismo di Ledesma costituisce solo la XVI a. „trumpasis“ katekizmas buvo išverstas į albany bei anglų kalbas", o išplėstu variantu buvo pasinaudota rengiant, be minėtojo kataloniško teksto, vertimą į lenkų kalbą, prie kurio prima metà del libro polacco (e della sua traduzione in italiano), poiché Krotki obycżay spowiedzi (> Breve Buddha di Pasisčemo | o della Confessione in Nudo) si basa su altre fonti. Confrontando la prima parte del libro in polacco, ristampato nell’edizione scientifica del catechismo di Daukša, con la Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et Discepolo, per insegnare alli Fanciulli, pubblicata nel 1576, è facile notare che dal capitolo O imieniu d znamieniu Chrześcijariskim/ y o imieniu Pana Chrystusowym y o iego nauce Chrzescijariskiey (p. 466) a Trzy Boskie Cnoty (p. 528) il testo polacco si allontana poco dalla fonte italiana. In alcuni casi sono mancati frammenti dell'originale: dopo la frase A Chrystus kto iest? (p. 467, v. 20), prima del capitolo O Pozdrowieniu Panny Mariey (p. 493, v. 18), prima della frase A czemuž vžywa innych ceremoniy y zwierzchnych pocżčiwoszczy (p. 517, v. 11-13), prima della frase Co iest grech (p. 519, v. 7) — ma alcune delle righe qui omesse sono state spostate 2 Firma: Musica B 29 (1). Pg. Aranci G. Min. veik., p. 337, ed. 69. L’opinione dell’Aranci non è del tutto fondata, poiché il testo italiano del 1596 differisce notevolmente dall’edizione del 1576, come ho potuto constatare confrontando i due libri. 1 Lo stesso, p. 339. > La dottrina cristiana, Roma, A. Blado. Un esemplare è conservato presso la Biblioteca di Brera di Milano (firma: Musica B 39 (1)). 3 pagg. Aranci G. Min. veik., p. 316. '4—Una copia, stampata a Siviglia nel 1611, è conservata nella Biblioteca di Stato di Monaco (firma: Catech. 406). ¥ Un esemplare, stampato a Valencia nel 1681, è conservato nella Biblioteca di Brera di Milano (firma: R. Min. 23). 1 Il manoscritto conservato nella Biblioteca Vaticana (insieme alla sua riscrittura) è stato ristampato nella monografia di M. Sciambra La “Dottrina Cristiana” di Luca Matranga, Roma, 1964, 1-199. Il testo del 1597 The Christian Doctrine in manner of a Dialogue between the Master and the Disciple è stato pubblicato nel libro English recusant literature 1558-1640, Volume 2, Menston, 1969. 8 Catechismo del 1595 di Mikalojus Daukša, Vilnius, 1995, 459-534. 16 17
| 229 Vedi pagine 532 (versetti 7-21) e 533 (versetti 1-3). Anche il testo originale è stato riprodotto raramente: p. 472 (versetti 9-20), p. 495 (versetti 17-22), p. 496 (versetti 6-16), p. 509 (versetti 10-19), p. 520 (versetti 8-13), p. 526 (versetti 2-12). In un punto sono stati inseriti diversi versetti (pagina 500, versetti 20-24), in un altro breve titolo di capitolo. Il testo polacco si allontana notevolmente nelle ultime pagine (p. 528-534), dove sono stati inseriti i paragrafi Pieč Smystow czelesnych e Cztery ostateczne rzeczy czlowiecze, che non corrispondono all'originale". Ancora più nettamente si allontana nella prefazione del libro (p. 462-465), che è una cosa diversa dal testo della fonte italiana Ammonitione alli Padri, et Madri. Inoltre, il traduttore polacco ha omesso gli ultimi due paragrafi del catechismo Li Misterij di nostro Signor Giesu Christo e Dell’Ave Maria (poiché i loro equivalenti sono stampati nella seconda parte del libro®) e ha preso le distanze dall’appendice scritta in latino Per saper aiutare a servire alla Messa e dalle righe stampate dopo su “Il modo che si ha da tenere guando si comincia la Dottrina Christina”. Alcune delle differenze menzionate non sono attribuibili al traduttore polacco, ma al fatto che egli probabilmente si è servito dell’edizione italiana, a noi sconosciuta, o di una trascrizione “migliorata” dell’edizione del 1576, come risulta dal confronto del libro polacco con la traduzione catalana del 1596: in questo testo mancano quasi tutte le frasi omesse nella traduzione polacca (cfr. dopo A Chrystus kto iest?, prima A czemuž viywa innych ceremoniy y zwierzchnych pocżčiwošči, prima Co iest grech); le notevoli deviazioni delle ultime pagine della traduzione polacca rispetto all'edizione del 1576 hanno qui corrispondenze precise, sebbene i paragrafi Dels peccats contra Lesperit sanct e Dels guatre peccats gue demanen venjanca davant De nukeltos po Le guatre darreries de l'uomo; Alcuni titoli brevi dei capitoli sono anche tipici del testo catalano (per esempio: Wykiad Pacierza® = Declaracio del Pater noster; Krotki wyktad Sakramentow® = Declaracio dels set Sagraments). Tuttavia, ci sono anche casi in cui solo il testo polacco differisce dall'edizione del 1576: questo è particolarmente evidente alla fine del libro" e in quei punti che possono essere considerati rielaborazioni dell'originale. Confrontando il testo lituano con la fonte polacca e l’originale italiano del 1576 (e la traduzione catalana- ), si può vedere che Daukša ha potuto utilizzare solo l’opera polacca, tranne in un caso in cui la traduzione lituana si allontana dalla fonte polacca e coincide con quella italiana: nel testo polacco manca la corrispondenza di alcune frasi del libro di Daukša (cfr. p. 95 versetti 8-21, da Mo. Yra tikras Diewas ir tikras žmogus a M. O Christis kaip ižguldžeš) e dell’originale (cfr. p. 5a). Tuttavia, questo caso eccezionale può essere ignorato, ritenendo che il libro usato da Daukša (o la sua copia manoscritta) abbia riportato le righe mancanti. Sono state notate decine di casi in cui i versi della traduzione lituana non hanno corrispondenza né nella fonte polacca né nell’originale italiano*- *: cfr. p. 91 (dal verso 17), p. 93 (fino al verso 9), p. 97 (versetti 8 e 13-14), “ Questi paragrafi non mancano nella citata traduzione italiana del 1596, dove sono stampati alla fine del capitolo introduttivo (p. 15): Li sentimenti del corpo sono cingue 1 Vedere 2 Udire 3 Odorare 4 Gustare 5 Toccare.- .. Le cose ultime dell'huomo sono quattro 1 La Morte 2 II Giudicio 3 L'Inferno 4 II Paradiso. L'ultimo paragrafo fu forse aggiunto in riferimento alla fine del Parvus catechismus catholicorum di Canzio (Ouae hominis novissima dicuntur? ea, quae homini ad extremum accidunt, ut Mors, Iudicium, infernus, et caelestis gloria...). * Plg. p. 592-594 e 597-598. "1 P488, il. 18. 2 P521, secondo. 11-12. Solo il traduttore polacco ha tralasciato gli ultimi due paragrafi del catechismo, Li Misterij di nostro Signor Giesu Christo e Dell’ Ave Maria, e l’appendice Per saper aiutare a servire alla Messa, che nella traduzione catalana è stampata dopo la raccolta di inni. * Per i fenomeni discussi plg. 1963, Milano, Mondadori, 207-209.
230 | p. 99 (eil. 1-10), p. 115 (eil. 8-10), p. 125 (nuo eil. 10), visą p. 127, eil. 129 (iki eil. 14), eil. 131 (dal paragrafo 6), pag. 133 (dal paragrafo 16), pag. 135 (dal paragrafo 13), pag. 137 (dal paragrafo 5), pag. 139 (dal paragrafo 14), pag. 141 (fino all'articolo 16), p. 145 (articoli 12-19), p. 147 (articoli 10-16), p. 149 (dal paragrafo 15), p. 151 (fino all'articolo 14), p. 163 (paragrafi 13-16), pag. 175 (paragrafi da 2 a 7 e dalla riga 16), pag. 177 (fino alla riga 7), pag. 183 (dalla riga 10), pag. 185 (fino alla riga 15), pag. 193 (paragrafi da 2 a 8 e dalla riga 13), pag. 195 (fino alla riga 7), pag. 201 (paragrafo 21), intera pag. 203, pag. 223 (dalla riga 19), pag. 225 (fino alla riga 8), pag. 229 (paragrafo 5), pag. 239 (paragrafi 4-5 e 15-16), pag. 243 (paragrafi 2-3 e 14-16). Molto più raramente si verificano casi in cui i versi polacchi che hanno un equivalente (anche approssimativo) nell’originale italiano sono stati omessi nella traduzione italiana: cfr. p. 494 (versetti 9-10), p. 508 (versetti 8-11 e 18), p. 516 (dal capitolo 17), p. 517 (fino al capitolo 10), p. 518 (capitoli 1-8), p. 521 (capitoli 11-14), p. 526 (capitoli 1-12). Le questioni trattate permettono di affermare che sia il traduttore polacco che quello lituano hanno parzialmente rielaborato la fonte utilizzata (l’originale italiano in un caso, la sua traduzione polacca in un altro): ciò si evince già dal titolo stesso (Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et Discepolo, per insegnare alli Fanciulli > Nauka Chrzescianska. Abo Katechizmik dla zjatek > Catechismo o scienza kiekwienam kritszczionii obbligatorio); Tuttavia, i metodi di rielaborazione erano diversi, poiché solo Daukša ha inserito dozzine di nuove frasi. Probabilmente sapendo che Ledesma stesso aveva rielaborato ed ampliato il suo catechismo “breve”, i traduttori (e forse soprattutto i loro committenti) hanno ritenuto naturale continuare la rielaborazione per rendere il libro il più utile possibile ai suoi nuovi lettori (come fecero i francesi rielaborando la loro traduzione del 1613). Poiché le modifiche apportate al testo tradotto non toccavano la sostanza e le caratteristiche generali dell'opera di Ledesma, nessuno impediva di presentarla come opera di un gesuita spagnolo. Non c’è quindi alcun motivo di ritenere che le modifiche del traduttore polacco possano essere state determinate da un’edizione dell’originale italiano a noi sconosciuta o che la fonte della traduzione di Daukša sia stata forse un’altra versione del testo polacco: solo nuovi dati (che difficilmente si troveranno) potrebbero permettere di assumere tale opinione. Per approfondire la questione delle rielaborazioni di Daukša, sarebbe necessario, confrontando il suo Postila con la fonte polacca, verificare se anche lì si verificano fenomeni di natura simile: in caso affermativo, si potrebbe trarre la conclusione generale che Daukša non rinunciava alla possibilità di completare le sue traduzioni. Il fatto che egli abbia tradotto la seconda metà del catechismo senza alcuna aggiunta non contraddice questa possibilità: la rielaborazione delle preghiere è una cosa un po’ più difficile. Lo stesso si può dire per i passaggi dei Vangeli. Perché il lettore italiano possa comprendere l'intera catena costituita da Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et Discepolo, per insegnare alli Fanciulli > Nauka Chrzescianska. Abo Kūtechizmik dla zjatek > Catechismo o scienza kiekwienam kritszczionii obbligatorio, e per tracciare le connessioni tra questi tre libri, qui è riportato il testo trascritto dell'edizione italiana del 1576, indicando l'inizio di ogni sua pagina; per quanto possibile, l'ortografia attuale. |** Dottrina Christiana, a modo di dialogo del Maestro, et Discepolo, per insegnare alli Fanciulli Composta per il Dottore Giacomo Ledesma della Compagnia di Gesù. In Milano per Pacifico Pontio, Impressore della Corte Archiepiscopale. 1576 |" Sommario di una bolla di sua Santita * Plg. Aranci G. Min. veik., p. 320, ed. 30. 26 P5b, # P2a
| 231 {.asmvinnisiva ). Sommario di una bolla di nostro Sig. Papa Gregorio XIII. assrsasterskavass} į Leamsivecomsmt } IP ia} | Introduttione alla Dottrina Christiana. Ragunati che saranno li fanciulli, fatto il segno della Croce, per il Maestro, con tutti gl'altri, comincieranno doi fanciulli a cantare quello che seguita. Il padre, il padre e la madre. O Cari Christiani, Vi prego ascoltate Et intenderete Lobligo c’havete Tutti li Padri, Et le Madri D’insegnare Li vostri Figliuolini Da piccolini, A sapere amare, Servir, et honorare, Il Nostro Signore, Et dolce Redentore Il qual diceva, Lasciate venire A me li piccolini, Perche in questa eta, Con piu facilta Potranno imparare, Et abbracciare La nostra fede, Catholica, Et li comandamenti, Et le altre cose Appartenenti A buoni Christiani, Poi che voi Padri, Et li Compadri In ammaestrargli Sete negligenti Perche non potete, O non volete, O non sapete, Mandateli alle Chiese Et alle scuole, Per poter sapere |*' Il modo d’ottenere La vita eterna, Da Christo promessa Di gratia non mancate Et in questo si vegga, I amor che li portate. Amen. Gesù. Del segno del cristiano. Ogni fedele cristiano, E molto obbligato Ad avere devozione con tutto il suo cuore Alla santa Croce Di Christo nostra luce, Poi che egli ha voluto Morir sopra di quella, Per ricomperarci Dalla gran servitù De li nostri peccati, et del mal’inimico, Et perd ci doviamo, Avezzar a fare Il segno della Croce, Dicendo cosi, In nome del Padre, Et del Figliuolo, Et dello Spirito santo, Amen. Gesù. Del nome et segno del Christiano, et del nome di Christo, et sua Dottrina Christiana. M. Sete voi Christiano? D. Si per la gratia del nostro Signor Giesu Christo. M. Perche dite per la gratia di Giesu Christo. D. Perche non per li merit, ne di mio Padre, ne di mia Madre, ne manco |* di qualonque altra creatura io sono Christiano, ma per la bonta di Dio, et meriti di Christo. M. Che cosa è Christiano? D. E discepolo di Christo, cioé, che essendo battezzato crede, et fa professione della sua legge. M. Che dignita riceve ’huomo quando lo fanno Christiano? P. 2b. 3a ed. 4a ed. P. 4b. 5a ed.
232 | 33 34 N. Si fa figliuolo di Benedittione, figlio adottivo di Dio, et erede del - Oh, mio Dio. M. Et Quello che non c'è é Christiano che cosa fa? é? D. Resta figlio mio di Maledizione. schiavo del Demonio, et privo dell’heredita del potere. - Oh, mio Dio. M. Chi é Christo? D. E vero Dio, che et attenzione. M. Come è vero Dio? D. Perché ė vero, et unico figlio di Dio. Padre onnipotente. M. Come é vero huomo? D. Perche é vero, et unico figliuolo della gloriosa Vergine Maria. M. Che vuol dire C[hristo- ?] D. Unto. M. Perché? D. Perche ė stato unto con plenitudine la della |* gratia de lo Spirito santo, come ottimo Re sopra tutti li Re, Sacerdote sopra tutti li Sacerdoti, et Profeta sopra tutti li Profeti. M. Che cosa vuol dire Gesù? D. Salvatore, perche ci ha salvati, et redenti col suo precioso sangue, et ci ha La scuola la insegnata via de la Salute, cioè del cervello. Paradiso con la sua dottrina Christiana. M. che cosa é la dottrina Christiana? D. E quella, che Christo nostro Signore ci ha insegnato prima con l'opere, poi con et parole; ancora le quella, che santa et Madre Chiesa catholica la Romana ci ha Non è stata insegnata. Estrazione. Dunque guardate figliuoli, che sete obligati seguitare a Christo nostro Signore con vostre opere, dal quale le havete pigliato nome, che il et vi ha Io ho fatto tanta gratia. Del segno della santa Croce. M. Quale é il segno del zodiaco Christian? D. Il Il segno della santa Croce. M. Perché? |** D. Perché in quella ci ha redenti Giesū Christo. M. Come fa? si D. Si fa mettendo la mano al capo, et al corpo, et dopo alla spalla sinistra, destra, et dicendo, nome del In Padre, del Figliuolo, et dello stesso Spirito Santo. Amen. Gesù. M. Perché in si fa in questo modo? D. Per significare doi grandi misterij; "uno della santissima La Trinità, altro de L'Incarnazione del nostro Signore Signore. Gesù. Christo. M. - Come? D. Nominando il padre nel capo, perché principio é altre de persone divine, Figliuolo il nel corpo, perche procede dal Padre: lo Spirito Santo da I'una spalla a l'altra, perché procede dal Padre dal et Figlio mio. M. Perché si fa in Modalità di Croce? D. Per significare l'alto mistero; che il Figliuolo di Dio fatto huomo ci ha redenti croce, in modo che si di P. 5b. P. 6a.
35 36 37 | 233 puo dire; Che il segno della Croce, che noi facciamo, è come un compendio della nostra fede. M. Quando dobbiamo usare questo segno? D. Tutte le volte, che incominciamo qualche |* opera, et quando ci troviamo in qualche necessita, et specialmente nel levarsi del letto, nell’uscire di casa, entrando in Chiesa, d al mangiare, O al dormire. M. Perché tante volte? D. Perche in tutti li luoghi, et tempi Dio ci guardi da nostri nemici, et tutte "opere nostre s’ordinino, et drizzino all’honore, et gloria di Dio. Aviso dell’ uso, et antichita del segno della santa Croce. Il segno della santa Croce si uso dal principio della primitiva Chiesa sin qua, dal tempo de gl’Apostoli; come consta per li sacri Dottori sant’Agostino ser. Voce principale: 181. S[an] Grisostomo ad Filippo. Homil. 13. S[ant’] Agostino in lo. Euan. 118. Tratto. E in Sal. 30. Concio. 2. S[an] Basilio lib. De Spirito san. Capitolo 27. Agost[ino] In Sal. 141. Idem de sanctis Ser. 19. Articolo nella celebrazione dei sacramenti del Battesimo e della Confermazione. Tetul[liano] De corona militis. Estrazione. Si essortino, che quando faranno il segno della Croce, lo faccino con riverenza, et consideratione di detti misterij, et |* non senza divotione, come mollti fanno. Del fine, et cose necessarie al Christiano. M. Per qual fine è creato "'huomo? D. Per amare, et servir Dio in questa vita, et dopo vederlo, et goderlo in quell’altra, il che sara nostra somma felicita. M. Quante cose son necessarie al Christiano per venir al suo fine, et salvarsi? D. Quattro. Fede, Speranza, Carita, et buon’Opere. M. Che credete per la Fede? D. Tutto quello, che tiene, et crede la santa madre Chiesa Cattolica Romana; et principalmente, quello, che si contiene nel Credo. M. Dite il Credo. Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra. Credo in Gesù Cristo, suo Figlio, l'unico Signore. 3 Chi è concepito, De Spirito Santo Natus ex Maria Vergine. 4 Passò sotto Ponzio Pilato. Crocifisso, morto e sepolto. 15:5) e la resurrezione di Gesù dai morti. È salito ai cieli e siede alla destra del Padre onnipotente. 7 India venturus è Iudicare Vivos et Mortuos. Credo nello Spirito Santo, nella Santa Chiesa Cattolica. 1000 Comunione e Liberazione. 10 Remissione dei peccati. 11 Carnis resurrectionem. 12 La guerra per sempre. Amen. Gesù. M. Ditelo in volgare. D. Io Credo In Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo, Et della terra. 2 Et in Giesu Christo, Suo Figliuolo Unico Signor nostro. 3 Il quale Fu conceputo di Spirito Santo, Nacque di Maria Vergine. 4 Pati sotto Pontio Pilato Fu crocifisso, morto, et sepelito. 5 Discese all’inferno Il terzo di, Rescuscitd da morte. 6 Sali al Cielo, Siedi alla destra Di Dio Padre P. 6b. P. 7a ed. P. 7b.
234 | Onnipotente. 7 Di la ha da venire A giudicare Li vivi, et li morti. 8 Credo nello Spirito Santo. La Santa Chiesa Cattolica. 9 La Comunione dei Santi. 10 La remissione De peccati. 11 La resurrezione Della carne. 12 La vita eterna. Amen. Gesù. D. II Credo. M. Chi ha fatto il Credo? |** D. Li dodeci Apostoli, quando volevano andare a predicare il santo Evangelio M. Che habbiamo detto? per tutto il mondo. M. Perché '’hanno fatto? D. Per informarci della fede. M. Che cosa si contiene nel Credo? D. Dodici articoli; cioé dodeci parti principali della Fede. M. A chi s’appartengono questi articoli? D. Il primo al Padre, li sei che seguitano al Figliuolo, li cinque ultimi allo Spirito santo. Espositone del Credo. M. In chi credete voi? D. Io credo in Dio, il quale è la Santissima Trinità. M. Che intendete voi dicendo la santissima Trinita? D. Padre: Figliuolo, et Spirito santo tre persone, et un solo Dio. M. II Padre è Dio? D. Padre sì. M. II Dio del Figlio? D. Padre sì. M. Lo Spirito santo è Dio? D. Padre sì. M. Sono tre Dij? D. No, perché anchor che sieno tre persone distinte; Eppure c'è un solo Dio. M. Perché si chiama Dio? |? D. Perche vede, et provede ogni cosa, come Signore, et Governatore del tutto. M. Che similitudine mi darete voi“ della santissima Trinita. D. Si come noi che siamo creati ad imagine, et similitudine sua, habbiamo una sol’anima, et tre potenze, memoria, intelletto, et volonta. M. Chi ha creato il Cielo, et la Terra di niente? D. Dio Padre, insieme col Figliuolo, et Spirito santo. M. Perché si chiama onnipotente. D. Perché con sua sola volonta, et potenza infinita puo fare et disfare ogni cosa. M. Credete voi in Gesù Cristo? D. Padre sì. M. chi è Gesù Cristo? D. E Figliuolo di Dio Padre, tanto potente, tanto savio, tanto buono, quanto il Padre, il quale #® P8a » PS. “ IStampata vuoi
41 42 43 | 235 Figliuolo di Dio, si fece huomo per noi nel ventre della gloriosa Vergine Maria. M. Come fu fatto guesto? D. Non per opera d'huomo, ma per opera de lo Spirito santo, restando lei Vergine innanzi, et nel parto, et dopo il parto: et cosi in Cielo non ha |* Madre, et in terra non ha Padre. M. Perché è stato crocifisso, morto, et sepellito? D. Per amore nostro, per liberarci da nostri peccati, dalle mani de nostri nemici, dalla morte, et da "Inferno, et cosi ci ha redenti co’l suo precioso sangue sopra il legno della Croce. M. Donque noi eravamo schiavi, che ci ha redenti? D. Si da nostri peccati, et dal Demonio. Estrazione. Si potra esplicare il peccato del nostro primo Padre, gli effetti et miserie, che sono avvenute per il peccato, et quanto siamo obligati a Christo Redentore nostro. M. Che fece Christo nostro Signore, quando discese a Inferno? D. Cavo I'anime de santi Padri, et I'altre anime sante che erano nel Limbo aspettando il suo santo avvenimento. M. Come è risuscitato il terzo giorno? D. Resuscito da morte a vita in corpo, et anima glorioso per mai non morire. M. Come sal: al Cielo, et siede alla destra di Dio Padre? | D. Sali dopo quaranta giorni sopra tutti li Cieli, et tutti gli Angeli per sua propria virtii, et potenza,dove sta con la sua gran gloria come figliuolo di Dio. M. Come verra di la a giudicare li vivi, et li morti? D. Il giomo del giudicio, che sara la fine del mondo verra dal Cielo con grande Maiesta, et Potesta accompagnato da gl’Angeli, et Santi a giudicare tutti gli huomini per dare ad ogn’uno secondo l'opere sue. M. Credi tu nello Spirito santo? D. Si, che é vero Dio, la terza persona della Santiss[ima] Trinita, il quale da la gratia et li soi doni alla santa Chiesa Catholica. M. Che è la santa Chiesa Catholica? D. E tutta la congregazione dei fedeli cristiani, che hanno e confessano la fede di Gesù Cristo, il capo della quale è lo stesso Cristo, ed il Papa suo Vicario in terra. M. E chi non obbedisce alla Chiesa che male avrà? D. Chi non vorra havere la Chiesa per Madre, non havera Dio per Padre. M. Che intendete voi per la communione de Santi? D. Che tutti quelli che sono in questa |* Chiesa participano insieme delli sacrificij, sacramenti, et buone opere, che in quella si fanno, come nel corpo un membro participa la virti dell’altro. M. Come si fa la remissione de peccati? D. Si fa per merito della passione del nostro Signore Giesu Christo per mezzo delli santi Sacrament, facendo noi quel tanto che siamo obligati. P. 9a. P. 9b. Stampato in e. P. 10a.
242 | 62 D. Quelli specialmente che fanno idolatria, superstitioni®, et incantesimi, che sono contra Uhonore di Dio. M. Come osserveremo il secondo? D. Lodando, et ringratiando Dio, con la nostra lingua, et dimandando il nostro bisogno. M. Chi pecca contro questo comandamento? D. Primamente quelli che biestemmiano il nome de Dio, et delli suoi Santi. Secondo quelli che giurano quel che non é vero, giusto, et necessario. Terzo quelli che non mantengono i voti promessi, et altri che non portano debita riverenza al nome di Dio. M. Perche dite vero, giusto, et necessario? | D. Perche il giuramento deve essere con verita et di cosa che si sa di certo; con giustitia, che sia cosa lecita; con necessita, che sia cosa d’importanza; altrimenti si pecca; et anco si ricerca riverenza di quello per chi si giura. M. Sapete voi qualche qualche rimedio per non ispergiurare mai? D. Sei un pazzo. Non giurare mai. M. Come direte volendo fare credere qualche cosa? D. Si 0 no, per certo, d in verita, perché questo non é giurare, et quel che é di piu, non ė bene. Essotatione contra le bestemmie, et spergiuri, et giuramenti frequenti: et del osservare li voti. M. Come osserveremo il terzo comandamento, che è santificare le feste? D. Dimostrando con l'opere esteriori, la fede et amore, che noi portiamo al nostro Signor Dio. M. In che cosa li mostraremo questo amore? D. Non lavorando in tali giorni, sentendo la Messa intiera, come ordina la Chiesa, con divotione, et attentione, |* facendo anco sentire messa alli suo. M. Che altro? D. Si doveria anco spendere il giorno in cose, che fossero per servitio, di Dio, come é fare oratione, et leggere buoni libri, et fare opere di misericordia. Il suo scopo è quello di uccidere tutti coloro che si oppongono a lui, sia in vita che in morte. M. Come osservaremo il quarto comandamento di honorare il padre, et la madre? D. Doviamo ubbidirli, riverirli, servirli, et agiutarli. M. Et se vostro padre vi comandasse di dire qualche bugia, d fare qualche peccato, 'havete ad ubbidire? D. Padre no, perche non sono obligato ad ubidirlo contra Dio, ma si bene nelle cose lecite, et honeste. M. Quante sorti di Padri si trovano? D. Quattro, il primo li padri naturali, che ci hanno generati, et ancora gli Avoli. Secondo li spirituali, come sono Sacerdoti, Prelati, et Maestri. Terzo i Governatori della Republica]. Quarto i vecchi per la sua eta, et tutti quanti doviamo honorare secondo il grado loro. M. Come devono fare i buoni padri con |* li figliuoli? Stampato in suprestitioni. P. 18a. P. 18b. P. 19a.
66 67 | 243 D. Devono dotirinarli, et governarli, et non troppo gastigarli, ne troppo accarezzarli, ma uno, et l'altro con discretione. M. Come si portera, il servitore, O suddito co’l suo Padrone? D. Come figliuolo verso il Padre, portandoli riverenza in luogo di Christo, nostro Signore. M. Et li Padroni con li servitori? D. Come li padri con li figliuoli, overo come fratelli in Christo. M. Come osserveremo il quinto comandamento? D. Non volendo, ne facendo male al prossimo col core, ne con la lingua, ne con l'opere; ricordandosi che é fatto ad imagine di Dio. M. Come osserveremo il sesto? D. Al medesimo modo fuggendo ogni dishonesta, non solamente con "'opere ma con la lingua, et col core, come si comanda nel nono. M. Che rimedio useremo per guardare questo comandamento? D. Ci sono molti rimedij, ma fra gl'altri questi cing[ue] sono molto efficaci. Primo essere regolati nel mangiare, et nel |* bere. Secondo fuggire le cattive conversationi. Terzo non leggere cattivi libri, ne dire parole ne canzoni dishoneste, ne sentirle quanto si puo. Quarto la frequenza de i santissimi Sacramenti. Quinto dimandare la purita alla Vergine santissima Maria, che ce l'impetri da Dio. M. Come osserveremo il settimo? D. Non pigliando, ne ne ritenendo, ne facendo danno alla robba altrui per forza, d per inganno, ne dando agiuto, ne consiglio, ne causa alcuna, che altri lo faccia. Essortazione a non ritenere la robba d’altri, ne la mercede del mercenario. A non essere giocatori, non fare trafichi illeciti, in modo che per guadagnare la robba, perdano la coscienza, et cosi devono consigliarsi nelle cose dubie, non andare alla cieca nell'adempire li testamenti, perche havendo tu la robba d’altri, il Demonio non habbia l'anima tua; sopportare con patienza la poverta et sperare in Dio, et temerlo, che egli ti dara quel tanto, che haverai di bisogno. M. Come osserveremo l'ottavo? D. Non dicendo il falso contra il prossimo. | Non mormorare. Non iscoprendo i peccati secreti (se gia non fosse per rimediarli, a chi s’appartiene, d per qualche altro buono, et conveniente fine) non giudicando male del prossimo, ne dicendo bugie, ma piu tosto dicendo bene, D. Non desiderando la donna d’altri, ne altra dishonesta. Et per questo é buono guardare gli occhi, et 'altre occasioni per poter guardare il cuore, et ricorrere all’oratione per iscacciare le tentationi. M. Come osserveremo il decimo? D. Non desiderando la robba, ne altra cosa del prossimo per via illecita ne portandogli invidia delli suoi beni. come vorresti, che gl'altri dicessero di te. M. Come osservaremo il nono? M. Questi diece comandamenti in quanti si contengono? D. Nelli doi precetti della Carita, cioé amare Dio sopra ogni cosa, et il prossimo come se stesso per amore di Dio, tal che tutta la legge di Dio si contiene in questo soave precetto dall’amore, il quale ci da nostro Signore per sua infinita bonta. M. Dite li comandamenti della Chiesa? P. 19b. P. 20a.
244 | 59 |“ D. Li comandamenti Della santa madre Chiesa Sono cinque. 1 Il primo. Udir la messa Le feste comandate. 2 Il secondo. Digiunare La quadragesima, Et li altri giorni Comandati, Et astenersi dalla carne, Il Venerdi, et il Sabbato. 3 Il terzo. Confessarsi; Almeno una volta all'anno. 4 Il quarto. Comunicarsi, Almeno la Pasqua. 5 Il quinto. Pagare le D. Primo per glorificare Dio nelli suoi S[anti]. Secondo perche intendiamo la gloria, che loro hanno in cielo. Terzo perché "imitiamo sapendo la sua vita, et virtù. Quarto perche cosi gli habbiamo per nostri intercessori. Quinto vuole la Chiesa honorare li santi decime, secondo I'usanza. M. Perche causa celebra la Chiesa le feste de santi. suoi figliuoli, come loro hanno honorato Dio, et essa Chiesa. M. Quali giorni si deve digiunare? D. Tutta la quaresima, eccetto le Domeniche. Le quattro tempora de ’anno, che vengono nelli quattro tempi, cioé Primavera, Estade, Autunno, et Inverno. Nella Primavera dopo la prima |% Domenica di Quaresima. Nella Estate la prima settimana dopo la Pentecoste. Nell’Autunno dopo la festa de I’Essaltatione della Croce di Settemb- [re]. Nell’inverno dopo la terza Domenica dell’Advento. La vigilia di Natale. Della Pentecoste. L'Assunzione della Madonna. Della Nativita di S[an] Gio[vanni] Batt[ista]. Di tutti gli Apost[oli] eccetto S[an] Giacomo, et Filipp[o]. et S[an] Giovanni[- vanni] Evang[elista. Di San Lorenzo. Di tutti i Santi. M. In che modo si deve digiunare? D. Prima, astenersi dal mangiare carne, ova, et laticinij. Et quanto all’hora, mangiare circa il mezzo giorno, benche la piccola collatione per l'usanza intesa, et non ripresa dalli superiori si scusi, et tutti sono obligati a servarlo, eccetto quelli c’hanno giusto impedimento. M. Quali sono le feste comandate dalla santa Chiesa? D. Sono queste, la prima il Natale del Signor nostro Gesù Cristo. S[anto] Stefano protomartire. S[an] Gio[vanni] Evang/elista]. La Circoncisione di N[ostro] S[ignore]. L'Epifania. La Pasqua con li duoi sequenti giorni. Santa Croce di Maggio. L’Ascensione di N[ostro] S[ignore]. La Pentecoste con li duoi sequenti giorni. La solennita | del Corpo di Christo. La Nativita, Annontiatione, Assontione, purificatine di Nostra] Donna. La Nativita, di S[an] Gio[vanni] Batt[ista]. I dodici apostoli. S[an] Lorenzo. La dedicatione di S[an] Michele di Settembre]. Tutti i Santi. Li giorni di Domenica. Le feste che li Vescovi nelli loro Vescovati, et diocesi servano. M. Perche usa la Chiesa altre cerimonie, et culto esteriore? D. Per maggior riverenza, et decentia del culto divino. Secondo per movere a divotione il popolo, et amaestrarlo per quelle cose esteriori ad intendere Uinteriori. Terzo perche habbiamo da Dio, corpo, et anima, et cosi doviamo servirlo con tutti doi. Avvertimento. Qui si potra ammonire, che come arrivano a gl’anni della discrettione sono tenuti a confessarsi, et dopo alguanto P. 20b. P. 21a. P. 21b.
n 12 73 | 245 tempo a communicarsi, et questo almeno una volta l'anno, benche sarebbe meglio a farlo piu spesso. Delli peccati capitali che communemente si chiamano mortal. |" M. Habbiamo detto delle buone opere, Dite adesso li sette peccati, che chiamiamo mortali. D. I peccati capitali. Che communemente Son chiamati mortali Sono sette. Il primo Superbia. Il secondo Avaritia. Il terzo Lussuria. Il quarto Ira. Il quinto Gola. Il sesto Invidia. Il settimo Accidia. Li quali sono causa, et capi de gl'altri, et percio sono chiamati capitali, benche alle volte possono essere veniali. Contro questi vitij, Sono sette virtù. 1 Umile contro Superbia. 2 Liberalita contro Avaritia. 3 Castità contro Lussuria. 5 Pazienza contro l'ira. 5 Astinenza contro Gola. 6 Carità contro l'invidia. 7 Diligenza contro Accidia. Li peccati Contra lo Spirito santo Sono questi sei. Il primo. Presontione Di salvarsi Senza merito. Il secondo. Disperatione Della misericordia di Dio. Il terzo. Impugnatione Della verita conosciuta Per haver piu liberta Al peccare. Il quarto. Invidia delli beni Spirituali Che da Dio ha ricevuti Il prossimo nostro. | Il quinto. Ostinazione Nel peccato. Il sesto. Proposito di morire Senza penitenza. Li peccati Che dimandano vendetta Da Dio Sono quattro. Il primo. Omicidio volontario. Il secondo. Il nefando peccato. Il terzo. Lopressione dei poveri. Il quarto. Defraudare gli operarij De la sua mercede. M. Che cosa è il peccato? D. E quello che si desidera o fa contra la legge, et volonta di Dio. M. Che male fa il peccato mortale? D. Ci fa perdere Dio, et la sua gratia, et la gloria, che ci era promessa, et ci fa debitori della pena eterna dell’inferno. M. Perché si chiama mortale? D. Perche ammazza I'anima, facendoli perder la vita della gratia. M. Che fa il peccato veniale? D. Non fa perdere la gratia, ne merita l'inferno, ma fa raffreddare I'huomo nell’amore, et servitio di Dio, et merita pena temporale, et anco dispone al peccato mortale. Avvertimento. Qui si potra dire della gravita del peccato, essortando a fuggirlo. | Delli sette Sacrament della santa Chiesa. M. Che altra cosa ci bisogna fare? D. Ci bisogna sapere li sette Sacramenti, et riceverli al suo tempo, ch’é quando ce lo comanda, et dichiara la Chiesa. M. Dite i Sacramenti. D. Li Sacramenti Della santa Chiesa Sono sette. Il primo. Battesimo. Il secondo. Conferma. Il terzo. Eucaristia. Il quarto. Penitenza. Il quinto. Estrema unzione. Il sesto. Ordine. Il settimo. Matrimonio. P. 22a ed. P. 22b. P. 23a ed.
246 | M. Che habbiamo detto? D. I sette Sacramenti. M. Chi ha ordinato guesti Sacramenti? D. Gesù nostro Signore. M. Perché? D. Per perdonarci li peccati, per communicarci la sua gratia, et meriti della sua passione, et in ciascuno di da gratia, per qualche cosa particolare, ma bisogna riceverli degnamente. M. A che cosa vale il Sacramento del Battesimo? | D. Per farsi I'huomo Christiano, et figliuolo d’lddio. M. Come si fa questo? D. Perché siamo nati nel peccato originale il quale ereditiamo dai nostri primi padri, e ci è stato sollevato con tutti gli altri per il Battesimo, e data la grazia con altre virtù; et cosi siamo fatti figliuoli, et heredi della vita eterna. M. A che cosa vale il Sacramento della Confirmatione, overo della Cresima? D. A ricevere gratia, et fortezza, contra i nostri nemici per confessar la fede, che habbiamo ricevuta nel battesimo. M. A che cosa vale il sacramento della Confessione? D. Accio che Iddio N[ostro] S[ignore] ci perdoni li peccati, che habbiamo fatto doppo il battesimo. M. Come si ha da preparare colui, che si deve Confessare? D. Fare tre cose. Primo ricordarsi con diligenza delli peccati, che ha fatto. Secondo, haver dolore, et pentimento con proposito di non tornar a peccare. Terzo, confessarli tutti intieramente, et poi fare la penitenza data dal Confessore. M. A che cosa vale il santo Sacramento |” dell’Alt[a]re? D. Accio che I'anima nostra sia nutrita, et pasciuta della gratia d’lddio, et unita con lui. Secondo, per non cascare facilmente nelli peccati. Terzo per ottenere ogni perfettione. M. Che é nel s[anto] Sacramento dell’Altare[?] D. Ci é Giesu Christo nostro Signore in corpo, et in anima, si come e nel cielo, tanto nell'hostia, quanto nel calice dopo la consecrazione del Sacerdote. M. Resta il pane nell’hostia, d il vino nel calice, dopo che il Sacerdote ha consecrato? D. Padre no, perché per virtù delle parole, che dice il Sacerdote il pane si converte in corpo, et il vino in sangue di Gesù Cristo Nostro Signore. M. Che cosa è la Messa? D. E una memoria, et rappresentatione vera della vita, passione, et morte di N[ostro] S[ignore] Giesu Christo et insieme sacrificio, offerendo il medesimo Christo, per li vivi et per li morti, et cosi vi si deve stare con molta attentione, et divotione. M. Come si ha da preparare uno per ricevere degnamente il santiss[imo] Sacramento? |** D. Andando con divotione senza conscienza di peccato mortale, confessandosi avanti. Estrazione. " P 23b. 75 pp. 21b. » P22a.
| 247 Qui si puo essortare alla frequentatione delli sacrament della Confessione, et della Communione. M. A che cosa vale il sacramento della estrema Ontione? D. Per ricevere la gratia dello Spirito santo, et levar i peccati che fossero restati, et confortar I'anima dandogli speranza, et fortezza a resistere alli travagli dell’infermita, et del Demonio. M. Perché cosa di più? D. Per ottenere la sanita del corpo, come vede N[ostro] Signore] essere piū conveniente. M. A che cosa vale il sacramento dell’Ordine? D. Per dare potesta, et gratia al Sacerdote di consecrar il santo Sacramento, dell’ Altare, et d’assolvere dalli peccati, il che puo fare solamente il Sacerdote. M. A che cosa vale il sacramento del Matrimonio? D. Accio che "'huomo, et la donna ricevino gratia per vivere insieme, et allevar |" figliuoli a gloria d'Iddio, et moltiplicar il popolo Christiano, accio sia sempre chi serva Iddio. M. Come si hanno a diportare insieme il marito, et la moglie? D. Il marito deve amare, et honorare la donna, come sorella in Christo, et la donna riverire, et obedire al marito in luogo di Christo, e tutti due insieme servar pace, unita, fedelta, et carita come fa Christo, et la Chiesa. Delle virtù teologali, cardinali, doni e frutti dello Spirito Santo. Le virtù teologiche. Sono tre, Prima, Fede, Seconda, Speranza, Terza, Carita. Le virtù cardinali sono quattro. Prima, Prudenza, Seconda, Giustitia, Terza, Fortezza, Quarta, Temperanza. Li Doni dello Spirito Santo. Sono sette. Il primo. Dono della Sapienza. Il secondo. Dono d’Intelletto. Il terzo. Dono di Consiglio. Il quarto. Dono di Fortezza. Il quinto Dono di scienza. Il sesto. Dono di Pietà. Il settimo. Dono del timore di Dio. Li Frutti dello Spirito santo. Sono dodici. |** Il primo, Carita. Il secondo, Gaudio. Il terzo, Pace. Il quarto, Patienza. Il quinto, Longanimita. Il sesto, Bonta. Il settimo, Benignita. Cottavo, Mansuetudine. Il nono, Fede. Il decimo, Modestia. Undicesimo, continenza. Il dodicesimo, castita. Le Beatitudini Sono otto. La prima. Beati sono Li poveri di spirito Perche di loro E? Il regno dei cieli. La seconda. Beati li mansueti Percioche essi Possederanno la terra. La terza. Beati quelli Che piangono, Perche saranno consolati. La quarta. Beati quelli Che hanno fame, et sete, Della giustitia, Percioche essi Saranno satiati. La quinta. Beati li misericordiosi Percioche essi Otteneranno Misericordia. La sesta. Beati quelli che son mondi di core Percioche essi Vederanno Dio. La settima. Beati li pacifici, Perche saranno chiamati, Figliuoli di Dio. Lovato. Beati quelli Che patiscono Persecutioni, Per la giustitia, Cioé per ben fare Perche di loro E il regno de cieli. Le opere Della misericordia Corporali Sono sette. La prima. Dare da mangiare A poveri affamati. La seconda. |* Dare da bere A poveri assetati. La terza. Vestirli nudi. La quarta. Albergare i pellegrini. La quinta. Visitare gli ammalati. La sesta Visitare gli incarcerati. La settima. Seppellire i morti. P. 25a ed. P. 25b. Stampato da Et. P. 26a.
248 | 82 83 LOpere Della misericordia Spirituali Sono altre sette. La prima. Dare buon consiglio. La seconda. Imparare gli ignoranti. La terza: ammonire il peccatore. La quarta. Consolare le persone afflitte, e tribolate. La quinta. Perdonare le offese, e le ingiurie ricevute. La sesta. Sopportar patientemente, Le molest[i]- e, Dateci da altri. La settima. Pregare Dio Per li vivi, et per li morti. Li consegli principali Del N[ostro] Signor Giesu Christo. Ce ne sono tre. Il primo. Povera volontaria. Il secondo. Castità perpetua. Il terzo. Intera obbedienza. I nemici dell’uomo Sono tre. Primo. Il diavolo. Secondo. Il Mondo. Terzo. La carne. Li Misterij di nostro Signor Giesu Christo. Per meditare Et dire il Rosario.- *! Della Madonna, Che sono quindeci. Cinque Gaudiosi, Cinque Dolorosi, Et Cinque Gloriosi. I cinque gaudiosi sono questi. Il primo. LCannunciatione, Quando fu conceputo Il Figliuolo di Dio. Il secondo. La visitatione Di santa Elisabetta. Il terzo. La Nativita Del NJostro] Signor Giesu Christo. Il quarto. La presentatione Del nostro Signore Nel tempio. Il quinto. Quando fu ritrovato Nel tempio Tra li Dottori. I cinque Dolorosi sono questi. Il primo. Loratione del nostro Signore, Nell’orto. Il secondo. La flagellazione Alla Colonna. Il terzo. LIncoronatione Con la corona di spine. Il quarto. Il portar la Croce Al monte Calvario. Il quinto. La crucifissione, Et morte nella Croce. I cinque Gloriosi sono questi. Il primo. La Resurrettione Del nostro Signore. Il secondo. La sua Ascensione al Cielo. Il terzo. La venuta dello Spirito Santo. Il quarto. Lassontione della Madonna. Il quinto. La coronatione Sopra gli Angeli, et Beati. |** L’ Ave Maria. Quando sona Ave Maria Si guadagna Indulgenza, dicendo tre versi Con tre Ave Maria. Nel primo tocco, l'Angelo del Signore annunciò Maria e la concepì per opera dello Spirito Santo. Avi Maria. Al secondo tocco, Ecce ancilla domini Fiat mihi Secundum verbum tuum. Ave Maria. Al terzo tocco, Et verbum caro factum est, Et habitavit in nobis. Ave Maria. Per sapere aiutare a servire alla Messa. Verso. Dio mi giudichi, e giudichi la mia Vers. Introibo ad Altare Dei. Resp. Ad Deum qui laetificat iuventutem meam. causa da gente non santa, da uomo iniquo, e da uomo malvagio. Resp. Perché tu sei Dio, la mia fortezza, perché mi hai respinto e perché mi hai afflitto quando i miei nemici mi affliggevano? Verso. Lascia che la tua luce e la tua verità mi seguano e mi conducano sul tuo santo monte e nel tuo tabernacolo. Resp. E introibo all'altare di Dio, a Dio che lattificò la mia giovinezza. Verso. Dio mio, Dio mio, perché mi affliggi, perché mi turbi? P. 26b. P. 27a ed. P. 28a ed.
85 86 | 249 Resp. Spero in Dio, che io adoro, e confido in lui: salutare vultus meu, et Deus meu. Verso. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Resp. È stato in origine, e ora, e sempre, e nel saecula saeculorum. Amen. Verso. Adiutorium nostrum in nomine Domini. Resp. Lavorano con il vento e la terra. Vers. Introibo ad altare Dei. Resp. Ad Deum qui laetificat iuventutem meam. Verso. Il c.d. Dio onnipotente, abbi pietà di me e perdonami i miei peccati, affinché io abbia la vita eterna. Verso. Amen. Resp. Confiteor Deo omnipotente beatae Mariae semper virginem, beato Michaeli arcangelo, beato Ioannis Baptista, sanctis apostolis Petrus, et Paulus, omnibus sanctis, et tibi Pater quia peccati nisi pensio, verbo, et opere, mea culpa, mea maxima culpa: Ideo precor beatatam Mariae semper virginem, beato Michaeli arcangelo, beato Ioannis Baptista, sanctos apostolis Petrus, et Paulum, omnes sanctas, et sanctas Dei, et te Pater orare per me ad Dominum Deus nostru. Verso. Dio onnipotente, abbi pietà di noi e perdonaci tutti i nostri peccati, perché possiamo avere la vita eterna. Resp. Amen. Indulgenza, assoluzione e remissione di tutti i nostri peccati, da te, Signore onnipotente e misericordioso. Resp. Amen. Verso. Dio ci ha salvati. Resp. Lasciate che il vostro cuore vi guidi. Verso. Ostende nobis domine misericordiam tuam. Resp. E salutare tuum da nobis. Verso. Il Signore mi ha salvato. Resp. E il mio grido ti ha raggiunto. Voce principale: Dominion. Resp. E come il tuo spirito. Verso. Kyrie eleison. Resp. Kyrie eleison. Verso. Kyrie eleison. Resp. Christe eleison. |% Vers. Christe eleison. Resp. Christe eleison. Verso. Kyrie eleison. Resp. Kyrie eleison. Verso. Kyrie eleison. P. 28a. Stampato su Vespa. P. 28b.
250 | Dopo che il Sacerdote ha detto, Orate fratres. Rispondi il Chierico. Signore, per la tua lode, per la de gloria del tuo nome, ad per l'utilità et di tutta la tua santa Chiesa. ad Amen. Il in modo che si ha da Tenere guando si comincia la Dottrina Christiana. In prima il Maestro faccia dire il Padre Nostro, et 'Ave Maria, poi et dica la seguente la orazione. Oremus. Omnipotens sempiterne Dio, che hai scritto la giustizia della tua legge nel cuore dei in credenti, infonda in noi la luce della tua saggezza, per essere più sinceri, più agnostici, più fedeli, più diligenti, per ottenere ciò ut te che hai promesso. et Per Christum dominum nostrum. Resp. Amen. Guido. Michelini Ricevuto 1999 06 23 Università degli Studi di Padova Studi di Parmaitalyprovince. kgm Flacone S. Michele. 9/A, 1-43100 Parma, Italia (Visualizza mappa) Email: [email protected]
