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Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną

Grasilda Blažienė

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GRASILDA BLAŽIENĖ Istituto di lingua lituana Ambiti di ricerca: lingua prussiana, ovvero baltica, onomastica, antichi testi scritti baltici. ANCORA SUL DIZIONARIO MANOSCRITTO TEDESCO-LITUANO DI PRAGA Ancora sul dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga ANNOTAZIONE Il dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga è entrato nella letteratura scientifica quando, cinque anni fa, ne parlò Ilja Lemeškin. I ricercatori del dizionario erano interessati soprattutto al testo stesso del manoscritto e alla sua paternità, dedotta dall’iscrizione di donazione sul foglio di guardia del manoscritto, nella quale l’autore è indicato come «Hacke». Questa iscrizione consente inoltre di supporre che il manoscritto del dizionario possa essere appartenuto al celebre professore dell’Università di Halle Siegmund Jakob Baumgarten. Sulla base del materiale raccolto negli archivi di Halle, questo articolo affronta la questione del proprietario del manoscritto, con l’obiettivo di confermare o confutare l’ipotesi che il proprietario potesse essere il suddetto Baumgarten. ANNOTAZIONE Il dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga ha iniziato a circolare nelle fonti scientifiche dopo che Ilya Lemeshkin ne parlò cinque anni fa. I ricercatori del dizionario erano interessati innanzitutto al testo stesso del manoscritto e alla sua paternità, dedotta dall’iscrizione di donazione sul foglio di guardia del manoscritto, dove l’autore era indicato come «Hacke». L’iscrizione lascia inoltre supporre che il manoscritto del dizionario possa essere appartenuto al celebre professore dell’Università di Halle Siegmund Jakob Baumgarten. PAROLE CHIAVE: dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga, iscrizione di donazione, paternità, biblioteca lituanistica di Baumgarten, analisi della grafia. PAROLE CHIAVE: dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga, iscrizione di donazione, paternità, biblioteca lituanistica di Baumgarten, analisi della grafia. Straipsniai / Articles 265 GRASILDA BLAŽIENĖ Sulla base del materiale proveniente dagli archivi dell’Università di Halle, l’articolo esamina la questione della proprietà del manoscritto al fine di confermare o confutare l’ipotesi che il proprietario del manoscritto potesse essere il Baumgarten menzionato sopra. Quando il habil. dr. Ilja Lemeškin, spiritus movens del Seminario di Baltistica dell’Università Carolina di Praga, annunciò la scoperta del dizionario di Praga attribuito a Friedrich Wilhelm Haack, divenne chiaro che era venuto alla luce un altro monumento lessicografico della Prussia orientale, che occorreva studiare e pubblicare1. Lemeškin ha una qualità notevole: le fonti baltistiche e lituanistiche inedite e non discusse da altri autori gli capitano continuamente tra le mani. Nel caso del dizionario manoscritto tedesco-lituano di Praga, conservato presso la Sezione dei manoscritti e delle pubblicazioni antiche della Biblioteca nazionale della Repubblica Ceca (segnatura XVI.F.30), Lemeškin non è stato il primo. Nella seconda metà del XIX secolo questo dizionario fu consultato da Leopold Geitler (18 ottobre 1847 – 2 giugno 1885), che ne fornì brevi informazioni nel volume ben noto ai baltisti Litauische Studien, pubblicato a Praga nel 1875. Geitler integrò il dizionario lituano-tedesco pubblicato da Georg Heinrich Ferdinand Nesselmann nel 1851 con tre parole, tratte, a suo dire, «aus einem in der prager bibliothek aufbewahrten lit. wörterbuche» («da un dizionario lituano conservato in una biblioteca di Praga»): merlė, patupelis ir prãnaras (Geitler 1875: 96, 103, 104). Tutte e tre le parole sono registrate nel dizionario della lingua lituana: merlė ‘carogna, carcassa’, citata dal suddetto libro di Geitler (LKŽe); patupelis ‘tacco della scarpa’, dal dizionario manoscritto dell’ex archivio di Königsberg, Msc. 84 4º, e dal dizionario di Nesselmann; e prãnaras ‘irregolarità, contorsione, nodo nel legno’, dal libro di Geitler (LKŽe). Dunque si sapeva che il dizionario si trovava nella biblioteca di Praga. Ci si chiede come e quando il dizionario sia arrivato a Praga. In generale, le domande relative all’autore e ai proprietari del dizionario continuano ad aumentare, anche se, con l’avanzare degli studi approfonditi su questo manoscritto, alcune domande vengono sostituite da altre. Per esempio, confutata la presunta paternità di Haack, una domanda ha già trovato risposta, ma ne sorge un’altra: chi è dunque l’autore? (Lemeškin 2013: 269–279; Triškaitė 2014: 292–317). È già stata discussa più volte anche la provenienza della metà del XVIII secolo, sulla base della quale sono stati identificati l’autore e il proprietario del dizionario di Praga (Lemeškin 2012: 37, 54–55; 2013: 276–277). Nella provenienza l’autore è indicato come «Hacke»; si accenna brevemente al fatto che fosse predicatore in Lituania, avesse studiato a Halle e avesse pubblicato la propria grammatica nella tipografia della Waisenhaus di [Halle] (lett. «Orfanotrofio»)2. La provenienza è firmata «Baumgarten», ma finora non è stata data una risposta definitiva sulla sua identità. 1 Plačiau žr. Lemeškin 2012: 31–58. Šis straipsnis parengtas pagal Valstybinės lietuvių kalbos komisijos 2012-04-02–2014-03-31 finansuotą projektą Friedrichui Wilhelmui Haackui priskiriamo rankraštinio vokiečių–lietuvių kalbų žodyno (XVIII a. pr.) tyrimas ir rengimas spaudai (sutarties Nr. K-4/2012). 2 Il testo tedesco è stato analizzato in dettaglio da Lemeškin, in consultazione con Christiane Schiller e Birutė Triškaitė (Lemeškin 2013: 277). Secondo l’autrice dell’articolo, l’interpretazione di questo breve testo nel 2013 fu possibile perché i responsabili del progetto, Lemeškin e Triškaitė, avevano già approfondito in modo sostanziale lo studio del dizionario in esame. 266 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną 1 FIG. Provenienza del manoscritto del dizionario conservato a Praga (1r; NK ČR: XVI.F.30) Autore Hacke. Fu predicatore in Lituania. Studiò a Halle. La sua grammatica dovrebbe essere stata stampata alla Waisenhaus. Dono dedit [J./D.]3 Baumgarten. L’obiettivo dell’autrice dell’articolo era trovare negli archivi e nelle biblioteche di Halle informazioni affidabili sulla persona che aveva firmato la provenienza: [J.] oppure [D.] Baumgarten4. Se D va interpretato come Doctor, la provenienza potrebbe essere stata annotata dallo stesso Baumgarten; se invece Dominus, 3 Tra parentesi sono riportate le possibili varianti della prima lettera: J. oppure D. 4 Va osservato che nel 2012 Lemeškin lesse «D<edicavit> / D<ominus> / D<octor> / J. Baumgarten»; tuttavia, indipendentemente dall’interpretazione, tendeva a collegare il Baumgarten che aveva firmato la donazione al celebre professore di Halle (Lemeškin 2012: 55, 54). Nel 2013 lo studioso riportò soltanto «[D.] Baumgarten», sottolineando che la D può essere interpretata in vari modi. Può indicare il titolo Doctor oppure Dominus ‘signore’, oppure essere l’abbreviazione dell’ultima parola di dono dedit dedicavit (Lemeškin 2013: 277). Nelle formule di dedica Dono dedit significa ‘donò’ oppure ‘diede in dono’. Nei repertori di abbreviazioni latine non si trova una forma abbreviata del verbo dedicavit. L’abbreviazione d: può significare: domini, dictio, divisio, dividit, dominatio;.d. – dicens, duo. (Ringrazio il dr. Rolandas Kregždys per queste informazioni.) Va aggiunto che, durante le attività del progetto presso l’Istituto di lingua lituana, si è lavorato con copie del dizionario. A Praga, l’autrice dell’articolo e Birutė Triškaitė hanno esaminato in dettaglio anche l’originale, che ha permesso di osservare ciò che le copie non restituiscono, ossia le correzioni, i colori dell’inchiostro e la distribuzione della sabbia sui punti corretti; inoltre, in base al colore dell’inchiostro e alla pressione della penna, è stato possibile capire quando l’autore/trascrittore del dizionario faceva delle pause. In breve, la lunga esperienza di lavoro con i manoscritti consente di concludere che nemmeno le migliori copie possono sostituire l’originale. Straipsniai / Articles 267 GRASILDA BLAŽIENĖ quindi avrebbe potuto trascriverla anche un’altra persona. La provenienza era già stata tradotta in lituano (Lemeškin 2012: 55; 2013: 277). Il testo non è lungo: solo quattro righe e una firma. Ora parliamo del misterioso Baumgarten. Come si riteneva nel 2012 (Lemeškin 2012: 54–57), la provenienza fu annotata da Siegmund Jakob Baumgarten, una delle menti più brillanti della prima metà del XVIII secolo, a Halle e in tutta la Germania. Per stabilire chi fosse l’autore della provenienza e confermare o smentire l’ipotesi che il dizionario di Praga appartenesse a Siegmund Jakob Baumgarten, occorreva esaminare le sue lettere, le annotazioni e gli appunti delle lezioni, conservati negli archivi di Halle. Ha sorpreso constatare che molte informazioni bibliografiche sul noto pietista, scrittore, traduttore, docente universitario molto popolare e apprezzato dagli studenti e bibliofilo non sono particolarmente dettagliate e talvolta sono persino contraddittorie, benché di lui si sia scritto molto. Ha inoltre sorpreso constatare che a Halle non abbondano i documenti d’archivio relativi a Baumgarten. Nel primo volume dell’enciclopedia delle biografie tedesche (Deutsche biographische Enzyklopädie), pubblicato a Monaco nel 2005, vengono menzionati due Baumgarten imparentati con Siegmund Jakob: il padre Jakob Baumgarten (1668, Wolmirstedt – 29 giugno 1722, Berlin), teologo evangelico e poeta, indicato come padre del filosofo Alexander Gottlieb5 (17 giugno 1714, Berlin – 26 maggio 1762, Frankfurt an der Oder) e del teologo Siegmund Jakob (14 marzo 1706, Wolmirstedt – 4 luglio 1757, Halle) (DBE I 429–432). Nel secondo volume della precedente «Enciclopedia teologica e ecclesiastica protestante» del 1896–1913 (Realencyklopädie für protestantische Theologie und Kirche) si osserva che il padre del «nostro» Baumgarten, Jakob Baumgarten, ebbe due figli dotati: Siegmund Jakob era il maggiore, mentre il fratello minore Alexander Gottlieb era un noto wolffiano (RETK 1971: 464–466). Nel repertorio «Religione nella storia e nel presente» del 1998 (Religion in Geschichte und Gegenwart) si legge che Siegmund Jakob fu un teologo influente. Per la sua erudizione fu lodato da Voltaire e da Gotthold Ephraim 5 Alexander Gottlieb Baumgarten, pioniere dell’estetica scientifica in Germania. Rimasto orfano in giovane età, fu ammesso al Paedagogium di Halle; in seguito studiò presso la Facoltà di Teologia dell’Università di Halle e nel 1737 divenne professore straordinario, mentre dal 1740 fu professore di filosofia e belle lettere a Frankfurt an der Oder (Professor der Weltweisheit und der schönen Wissenschaften). La maggiore influenza su di lui come filosofo e teorico dell’estetica fu esercitata dal razionalismo di Christian Wolff (http://www.baumgarten-alexander-gottlieb.de/leben/#meier) (consultato il 25/2/2014). Dopo la sua morte, avvenuta nel 1763, dello studioso fu scritto: «La sua mente era eccezionalmente sistematica. Tutto ciò a cui pensava diventava un sistema. Egli mise ordine nel caos delle verità e delle opinioni degli antichi sapienti del mondo. Nella sua mente da quel caos si formarono mondi di verità e di opinioni» («Sein Kopf war vorzüglich systematisch. Alles, was er dachte, ward System. In die Chaos, der Wahrheiten und der Meynungen der alten Weltweisen, brachte er Ordnung, und in seinem Verstande wurden Welten der Wahrheiten und Meynungen daraus» (Meier 1763: 37). Alexander Gottlieb Baumgarten era dunque considerato uno dei filosofi più eminenti del XVIII secolo. Le sue opere più importanti, Aestetica (1750 / 1758), Methaphysica (1739), Ethica Philosophica (1740), esercitarono una profonda influenza su più generazioni di teorici dell’estetica e filosofi. Si veda inoltre Poppe 1907 e EE 2010: 64–65. 268 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną Lessing6 lo definì un teologo di transizione tra il protestantesimo antico e quello nuovo (HR 1998: 1180–1181). Nel 1758 il suo allievo e collega Johann Salomon Semler (18 dicembre 1725, Saalfeld – 14 marzo 1791, Halle)7 pubblicò la prima e più completa bibliografia di Baumgarten, utile ancora oggi. In seguito ne furono compilate molte altre. Il termine «teologo di transizione» (Übergangstheologe) si affermò nella prima metà del XVIII secolo e andava inteso come indicante un esponente della teologia di transizione (Übergangstheologie)8. 6 Voltaire (21 novembre 1694 – 30 maggio 1778), scrittore e filosofo francese, figura di spicco dell’Illuminismo, definì Siegmund Jakob Baumgarten il fiore degli studiosi tedeschi (Kaunas 1996: 188). Gotthold Ephraim Lessing (22 gennaio 1729, Kamenz – 15 febbraio 1781, Braunschweig), il più illustre poeta, drammaturgo e filosofo tedesco dell’Illuminismo, conosceva anche due canzoni popolari lituane tratte dal «Dizionario della lingua lituana» di Philipp Ruhig (Littauisch=Deuſches und Deutſch=Littauiſches Lexicon, Worinnen ein hinlänglicher Vorrath an Wörtern und Redensarten, welche sowohl in der H. Schrift, als in allerley Handlungen und Verkehr der menſchlichen Geſellſchaften vorkommen, befindlich iſt: [...] mit möglichſter Sorgfalt, vieljährigem Fleiß, und Beyhülfe der erfahrenſten Kenner dieſer Sprache geſammelt von Philipp Ruhig, Pfarrern und Seniore zu Walterkehmen, Inſterburgiſchen Hauptamtes. Königsberg, druckts und verlegts I. H. Hartung, 1747) (Biržiška 1963: 20–25). Lessing scrisse: «Da esse si può imparare che sotto ogni lembo di cielo nascono poeti e che i sentimenti profondi non sono privilegio esclusivo dei popoli colti. Di recente ho sfogliato il dizionario della lingua lituana di Ruhig e, nello “Studio su questa lingua” aggiunto in appendice, ho trovato una rarità davvero appropriata, che mi ha procurato un’immensa gioia. Si tratta di alcune canzoni o canzonette lituane, come quelle che cantano le ragazze di campagna. Che spirito ingenuo! Che incantevole semplicità! Non dovrete cercare nulla nel dizionario della lingua lituana: ve ne trascriverò qui due tra le più belle secondo la traduzione di Ruhig: [...] [Le canzoni sono “Ho detto addio a mia nonna” e “Di buon mattino” – G. B.]. L’uomo modesto si scusa per aver pubblicato simili sciocchezze; avrebbe fatto meglio a scusarsi per non averne incluse altre» (Lessing 1975: 97–99) (traduzione di Liucija Citavičiūtė). 7 Johann Salomon Semler fu un teologo evangelico e uno dei fondatori della teologia dell’Illuminismo. Dal 1743 studiò filologia classica, storia, logica e matematica all’Università di Halle; dal 1744, sotto la guida di S. J. Baumgarten, studiò teologia evangelica e lingue. Semler dedicò particolare attenzione allo studio storico-critico della Bibbia. Sotto la guida di Baumgarten conseguì nel 1750 il titolo di magister con la dissertazione Vindiciae plurium praecipuarum lectionum codicis graeci Novi Testam... (stampata nel 1750) e nello stesso anno divenne redattore della «Gazzetta di Stato e degli studiosi di Coburgo» (Koburger Staats- und Gelehrten-zeitung). Nel febbraio 1753 discusse la tesi di dottorato all’Università di Altdorf e conseguì il titolo di dottore in teologia. Nello stesso anno, il 1753, tornò a Halle e divenne professore ordinario. All’università era responsabile di tutte le discipline teologiche. Per inciso, i teologi testuali lituani, in particolare Paulius Subačius (2001: 523), menzionano i meriti di Semler nello studio dei manoscritti del Nuovo Testamento. Semler fu prorettore nel 1761–1762, 177–1771 e 1789–1790. Dal 1757 fu direttore del seminario teologico. Perse questa carica nel 1779 a causa della controversa nomina di Carl Friedrich Bahrdt all’Università di Halle (http://www.deutsche-biographie.de/sfz80023.html) (consultato il 20/02/2014). Questi fatti mostrano quale fosse il clima che si respirava all’Università di Halle. L’autobiografia in due volumi di Semler (1781–1782) riveste un’importanza particolare e fondamentale per la storia dell’Università di Halle. 8 Il termine Übergangstheologie o Theologie des Übergangs nacque nella prima metà del XVIII secolo e veniva applicato ai teologi di Halle, soprattutto a Siegmund Jakob Baumgarten. Serviva a descrivere una teologia collocata al confine tra il protestantesimo antico e quello nuovo, poiché essa costituiva il vero motore dello sviluppo teologico. Questo ramo della teologia cercava di evitare le polemiche estreme e mirava a una riforma graduale (Hirsch II 1968: 319, 371 ff.; Schloemann 1974: 16). Straipsniai / Articles 269 GRASILDA BLAŽIENĖ Baumgarten visse in un’epoca in cui coesistevano il protestantesimo antico, il pietismo e la scienza moderna. Visse soltanto 51 anni, scrisse moltissimo e ebbe numerosi allievi illustri, che in seguito parteciparono attivamente alle discussioni teologiche in Germania (sugli allievi si veda Schloemann 1974: 21; Ehrhardt-Rein 1996: 79; Schicketanz 2001: 113). Tra l’altro, alle sue lezioni assistevano anche i fratelli minori Alexander Gottlieb e Nathanael. È opportuno ricordare i fatti più importanti della vita e dell’attività di Baumgarten. Va menzionato che anche suo padre Jakob apparteneva ai pietisti di Halle ed era uno stretto collaboratore di August Hermann Francke. Francke andò a trovarlo a Berlino, dove era pastore di Friedrichswerder e Dorotheenstadt. La madre, Rosina Elisabeth, nata Wiedemann (Semler (1758: 73) scrive che si chiamava Barbara Rosina), morì prematuramente, nel 1717. Dopo la morte della madre, i figli furono accuditi dalla nonna Anna Barbara Wiedemann, nata Kubitz, originaria di Berlino. Il padre era molto colto e istruì i figli. In famiglia i figli erano sette (Semler 1758: 73). Si hanno notizie di cinque di loro, i cui nomi erano: Siegmund Jakob (1706–1754), Justus Joseph (morto a Halle nel 1722), Samuel Eusebius (nato nel 1711 e, come scrive Bernhard Poppe (1907: 10), su richiesta del fratello Alexander Gottlieb, più giovane di tre anni, doveva raccontargli passi della Bibbia; visse dunque ancora intorno al 1718; non si sono trovate notizie sulla data della sua morte), Alexander Gottlieb (1714–1762) e Nathanael (morto nel 1763). Dal 1749 Nathanael lavorò nella chiesa del padre a Berlino. Era ispettore e consigliere anziano del concistoro (Oberkonsistorialrat). Nathanael Baumgarten fu anche confessore della regina Elisabeth Christine von Braunschweig-Wolfenbüttel-Bevern (8 novembre 1717, Wolfenbüttel – 13 gennaio 1797, Berlin), moglie del re di Prussia Friedrich II. Dopo la morte del padre, nel 1722, erano ancora in vita quattro figli: Siegmund Jakob, Justus Joseph, Alexander Gottlieb e Nathanael, che, in ottemperanza alla volontà paterna, partirono per Halle per studiare teologia (Schloemann 1973: 31). Il padre di Baumgarten morì di tubercolosi. Sul letto di morte, secondo le parole del testimone Michael Roloff, prevosto reale di Berlino e consigliere del concistoro, ricordò le persone che gli erano più care a Halle. Erano August Hermann Francke, Justus Breithaupt9 e Paul Anton10. Poco dopo morì anche Justus Joseph, che aveva cominciato a studiare al Pedagogium di Halle («auf dem Pädagogio»)11. 9 Joachim Justus Breithaupt (17 febbraio 1658, Northeim / Hannover – 16 marzo 1732, monastero di Berge presso Magdeburgo) fu uno dei fondatori del pietismo di Halle. Fu molto favorevole a S. J. Baumgarten (Semler 1758: 89). 10 Paul Anton (12 febbraio 1661, Oberlausitz – 19 ottobre 1730, Halle) fu un famoso teologo di Halle, che aiutò molto Baumgarten quando giunse a Halle (Semler 1758: 89). 11 Justus Joseph morì di vaiolo. Suo fratello maggiore Siegmund Jakob era accanto al giovane morente (Semler 1758: 87). 270 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną Nel 1722 anche Siegmund Jakob, sedicenne e di salute cagionevole, che aveva ricevuto conoscenze straordinarie dal padre e dai suoi amici12, cominciò a studiare al Pedagogium di Halle. A quel tempo conosceva già le lingue classiche, nonché il francese, l’italiano e l’inglese; era molto interessato alla storia e studiava matematica e disegno. Secondo Brucker e Semler, la biblioteca del padre di Baumgarten conteneva 10 000 libri (Schloemann 1974: 33). Nel 1723 Baumgarten si ammalò gravemente e fu costretto a prendersi cura della propria salute (Semler 1758: 88). Nel 1724 divenne studente dell’Università Friedrich di Halle. Nell’elenco delle immatricolazioni degli studenti si iscrisse con il numero 431: 2 PAV. Siegmundo Jakobo Baumgarteno įrašas (1724) Halės universiteto metrikose (UA Halle: Rep. 46, Nr. 2 [1714–1724]) Anche il celebre fratello di Baumgarten, Alexander Gottlieb, dal 1730 studiò nella stessa Facoltà di Teologia: 3 PAV. Alexanderio Gottliebo Baumgarteno įrašas (1730) Halės universiteto metrikose (UA Halle: Rep. 46, Nr. 3 [1724–1741]) Nel 1731 anche il loro fratello Nathanael iniziò a studiare presso la Facoltà di Teologia dell’università. Lo attestano gli elenchi delle immatricolazioni: 4 PAV. Nathanaelio Baumgarteno įrašas (1731) Halės universiteto metrikose (UA Halle: Rep. 46, Nr. 3 [1724–1741]) 12 Semleris (1758: 76) nurodo, kad Baumgarteno teologijos mokytojas buvo Michaelis Roloffas (1684 m., Oschersleben – 1748 m. sausio 29 d., Berlin), baigęs teologijos mokslus Halės universitete, dirbęs kartu su Baumgarteno tėvu. (https://www.google.lt/search?q=Roloff+Berlin+Propst+und+Konsistorialrat&hl=lt&gbv=2&sa=X&as_q=&spell=1&ei=uXekVNq5I8j9UP rYg7AB&ved=0CBAQBSgA) (Žiūrėta 2014 04 04). Hebrajų kalbos Baumgarteną mokė garsusis Rytų Fryzijos generalinis superintendentas Johannas Ludwigas Lindhammeris (1689 m. gegužės 17 d., Eisannberg – 1771 m. liepos 13 d., Aurich), kuris studijavo teologiją Halės universitete ir išsamiai nagrinėjo Biblijos tekstą. 1720 m. Lindhammeris buvo Berlyne prūsų raitelių pulko Gens d’Armes pastorius. Straipsniai / Articles 271 GRASILDA BLAŽIENĖ Dopo essersi iscritto all’Università di Halle, Baumgarten alloggiò presso Gotthilf August Francke (1º gennaio 1696, Glaucha – 2 settembre 1769, Halle)13, figlio dello stesso August Hermann Francke (12/22 marzo 1663, Lübeck – 8 giugno 1727, Halle)14. In casa di quest’ultimo mangiava insieme alla famiglia, diventando così, per usare il termine tedesco, Tischgenosse, e per sei mesi fu un vero e proprio membro della famiglia (ein ordentlicher Hausgenosse) (Semler 1758: 88; Schloemann 1974: 33). Un fatto importante da menzionare è che all’incirca in quel periodo fu invitato all’Università di Halle il futuro celebre teologo di Königsberg Heinrich Lysius, in realtà Johann Heinrich Lysius (19 giugno 1704, Königsberg – 29 marzo 1745, Königsberg), figlio del celebre Henrich Lysius (10 ottobre 1670, Flensburg – 12 ottobre 1731, Königsberg)15. Va notato che Henrich Lysius, primo direttore del Seminario di lingua lituana dell’Università di Königsberg, «firmava Henrich Lysius» (Citavičiūtė 2004: 25; cfr. Vaclovas Biržiška (1963 (1990): 470), che chiamava Lysius Jonas Henriku. Si veda inoltre Lysius 1994. A proposito, Ona 13 Gotthilf August Francke era figlio del celebre August Hermann Francke; sua madre, Henrietta, era figlia del segretario di cancelleria Johann George Rothals. Nel 1750 Francke sposò Eva Wilhelmine (morta nel 1793), figlia di Joachim Sigismund von Gersdorf. Non ebbero figli. Francke era teologo e pedagogo. Iniziò presto a lavorare nelle istituzioni di Francke (Franckesche Stiftungen), studiò teologia, divenne pastore e in seguito arcidiacono della Chiesa del Mercato (Marktkirche). Nel 1723 divenne aggiunto della Facoltà di teologia dell’Università di Halle e nel 1726 professore ordinario. La salute di Francke non era buona, ma egli continuò con dedizione l’opera del padre e la sua attività missionaria in India e in Pennsylvania, dove si stava costruendo una chiesa luterana. Francke era sostenuto dal re di Prussia Friedrich Wilhelm I, e si può dire che neppure il re Friedrich II si opponesse alla sua attività. Francke visse nel periodo di fioritura e declino del pietismo di Halle, che influì sulla storia del Brandeburgo-Prussia. Francke sostenne migliaia di studenti e malati. Nel 1767 iniziò a ricoprire l’incarico di consigliere del concistoro del Ducato di Magdeburgo. Dopo la morte del padre divenne direttore delle istituzioni di Francke. Francke è sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero cittadino di Halle. Si veda http://www.deutsche-biographie.de/sfz16793.html (consultato il 01/03/2014). 14 August Hermann Francke era un teologo e pedagogo evangelico, autore di inni religiosi e pietista; fondò le istituzioni di Francke, tuttora in attività. Suo padre era giurista e consigliere di corte e di giustizia del duca Ernst il Pio. Sua madre era figlia del borgomastro di Lubecca David Gloxin. Francke ricevette una buona istruzione in casa e studiò lingue classiche, soprattutto greco ed ebraico, e teologia in diverse università. Conseguì il titolo di maestro a Lipsia, dopo aver discusso una tesi sulla grammatica ebraica. Nella stessa università conseguì l’abilitazione e tenne i suoi primi sermoni nella chiesa di San Paolo di Lipsia (Paulinerkirche). Francke divenne pietista in giovane età e indirizzò i giovani allo studio dell’Antico e del Nuovo Testamento. All’Università di Halle fu professore di greco e di studi orientali, e in seguito anche di teologia. Fino al 1715 fu pastore della chiesa di San Giorgio (St. Georgen-Kirche); dal 1715 al 1727 fu pastore della chiesa di Sant’Ulrico nella città di Halle (St. Ulrich-Kirche). Il 18 settembre 1968 avviò la costruzione dell’orfanotrofio. Le istituzioni di Francke furono costruite nell’arco di 50 anni. Si trattava di un vasto complesso di edifici, comprendente una scuola, abitazioni, laboratori, una farmacia e così via. In questa sorta di città vivevano e lavoravano circa 2.500 persone. Francke è sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero cittadino di Halle. Si veda http://www.heiligenlexikon.de/BiographienA/August_Hermann_Francke.html (consultato il 02/03/2014). 15 Nel 1719 Lysius senior organizzò la traduzione bilingue (tedesco-lituana) del catechismo di Martin Luther, pubblicata nel 1722 da Gabriel Engel(is) (Dini 1993 ff.). 272 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną Aleknavičienė, che nel 2001 aveva pubblicato due articoli sul padre di Lysius, nel primo non ne menziona il nome (2001a: 271–292), mentre nel secondo lo chiama semplicemente «Henrich Lysius» [2001b: 187–206]). Semler (1758: 91) scrive che il futuro celebre teologo di Königsberg Heinrich Lysius fu invitato all’Università di Halle per insegnare le lingue orientali e desiderava rimanervi per qualche tempo, poiché le condizioni offerte dall’accademia locale erano assai favorevoli, ma ben presto partì16. Era il 1724. Questo fatto è menzionato dai biografi di J. H. Lysius17. Lysius insegnò a Baumgarten l’aramaico, l’arabo, il siriaco e l’etiopico (das Rabbinische, Arabische, Syrische und Ethiopische) (Semler 1758: 91). Tra gli insegnanti di queste lingue all’Università di Halle vi erano anche Johann Heinrich Michaelis18, Christian Benedikt Michaelis e Heinrich Christian Immanuel Frommann, un ebreo convertito (Semler 1758: 91; Schloemann 1974: 34). Uno dei primi biografi di J. H. Lysius, Johann Christoph Netz, sottolineò anch’egli che Lysius aveva imparato il siriaco e l’arabo da Christian Benedikt Michaelis, mentre Frommann, un ebreo convertito, gli aveva insegnato l’aramaico e l’ebraico («Er [J. H. Lysius] bemühte sich auch in den Morgenländischen Sprachen seine Wissenschaft vollkommener zu machen, indem er das Syrische und Arabische unter der Anweisung des Herrn Prof. Christian Benedicti Michaelis erlernte, auch im Rabbinicis und Talmudicis eines bekehrten Juden Namens Frommann bediente») (Netz 1745: 25). L’11 luglio 1725, su richiesta del padre e su consiglio degli amici, conseguì il titolo di maestro all’Università Friedrich, con Michaelis già menzionato in qualità di decano, e iniziò a insegnare ai giovani studenti ([...] Bald darauf fing er an, seine von GOTT ihm verliehene Gaben in Unterweisung der studierenden Jugend zu gebrauchen, [...]) (Netz ibd.). Dunque Lysius rimase a Halle dal 1724 fino all’inizio del 1726. Potrebbe aver conosciuto Baumgarten appena arrivato, poiché entrambi erano circondati dagli stessi professori dell’Università di Halle. I giovani potevano 16 Cfr. il testo tedesco: Es war der nachmalige berühmte königsbergische Theologus, Heinrich Lysius, welcher auf eben genante Universität als Lehrer der morgenländischen Sprachen berufen worden. Dieser wünschte also, sich noch in einiger Zeit hier selbst fester zu setzen, wozu auf hiesiger Academie stets sehr vortheilhafte Gelegenheit gewesen, [...] nach Abreise des bisherigen Geselschafters, Herrn Lysius, [...] (Semler 1758: 91). Va notata l’espressione «nachmalige berühmte» – «il futuro celebre». Nella variante dei documenti è stato osservato che vi è confusione nell’uso dei nomi di padre e figlio Lysius. 17 Nel 1724 Johann Heinrich Lysius giunse a Halle, dove conobbe Justus Joseph Breithaupt, Paul Anton, August Hermann Francke e altri celebri professori dell’Università di Halle. Studiò le lingue orientali e iniziò a insegnarle ai giovani studenti; fondò inoltre il «Collegium cursorium in NT Graecum». L’11 giugno 1725 conseguì il titolo di maestro all’Università di Halle, ma poco dopo dovette lasciare la città, poiché il 15 maggio 1726 era stato nominato professore straordinario di lingue orientali all’Università di Königsberg. A Königsberg riprese anche l’attività del padre e lo aiutò nel ministero pastorale presso la chiesa di Löbenicht e nell’ispezione della sinagoga. Nel 1731 divenne professore ordinario di teologia; nel 1736 rinunciò all’incarico di professore straordinario di studi orientali presso la Facoltà di filosofia (Netz 1745; 24–28; Arnoldt 1746: 189–190, 219, 422; http://www.manchester.edu/kant/bio/biokon2.htm) (consultato il 10/12/2014). 18 Johann Heinrich Michaelis (26 luglio 1668, Klettenberg – 10 marzo 1738, Halle) era un teologo e orientalista. Straipsniai / Articles 273 GRASILDA BLAŽIENĖ fare amicizia quando Lysius insegnava a Baumgarten le lingue dei paesi orientali. Poté raccontare a Baumgarten dell’attività lituanistica di suo padre, della preparazione del Piccolo catechismo, del suo lavoro nel Seminario di lingua lituana dell’Università di Königsberg e destare l’interesse del curioso Baumgarten per le questioni lituanistiche, benché suo padre, Lysius il Vecchio, «si fosse distinto come ideatore di un piano per la rapida germanizzazione (Verdeutschung Litauens) dei lituani nei luoghi in cui essi stessi vivevano» (Dini 1993: 5,10). Prima che Lysius lasciasse Halle, Baumgarten, secondo la tradizione in uso a Halle, insegnò nell’Orfanotrofio (Waisenhaus). Nel 1725 insegnò ebraico e greco alla Scuola latina e nel 1726 iniziò a dirigere la classe di Teologia (Hoffbauer 1805: 213–218). Nel 1726 Baumgarten discusse la propria dissertazione sotto la guida dell’orientalista e teologo Christian Benedikt Michaelis. Nella sua dissertazione Baumgarten trattò l’ipotesi di Hermann von der Hardt19 secondo cui le lingue semitiche deriverebbero dal greco. Baumgarten confutò tale ipotesi. Dopo aver discusso questo lavoro, Baumgarten divenne direttore/ispettore dell’intera Scuola latina (Semler 1758: 92; Schloemann 1974: 34). Fondò nella scuola la classis selecta e insegnò agli allievi selezionati il latino elegante e la filosofia. L’approfondita conoscenza della filosofia lo aiutò a formarsi una propria opinione sulla filosofia di Christian Wolff20. Dal 1728 Baumgarten divenne aggiunto del predicatore. Assistette Gotthilf August Francke nella Chiesa del Mercato (Marktkirche) (Semler 1758: 93; Schloemann 1974: 35). I suoi sermoni erano molto popolari. Probabilmente all’inizio del semestre invernale 1731–1732 Baumgarten conseguì il titolo di magister21 (Schloemann 1974: 36; cfr. l’affermazione di Semler (1758: 96) secondo cui Baumgarten divenne magister nel 1732, durante il decanato di Christian Benedikt Michaelis, che era già al suo terzo mandato come decano. Il suo mandato durò dal 12 luglio 1731 al 12 gennaio 1732; cfr. l’osservazione di Büsching (1783: 168–169) sulla spiegazione imprecisa di Semler). Divenuto magister, Baumgarten insegnava già dal 1731 filologia, filosofia e storia delle scienze all’Università di Halle, svolgeva attività didattica e, fatto altrettanto importante, insegnava (repetierte) dogmatica agli uditori del Seminario di lingua lituana (Schloemann 1974: 36). Baumgarten, dunque, poteva certamente conoscere Friedrich Wilhelm Haack (1706, Kretingalė – 19 novem- 19 Hermann von der Hardts (11 novembre 1660, Melle – 28 febbraio 1746, Helmstedt), orientalista e studioso dell’Antico Testamento. Fu professore di orientalistica all’Università di Helmstedt. A suo avviso, l’ebraico e l’arabo derivavano dal greco (http://www.deutsche-biographie.de/sfz26004.html (consultato il 2 marzo 2014); Schloemann 1974: 34). 20 Christian Wolff (Christian Freiherr von Wolff, 24 gennaio 1679, Breslau – 9 aprile 1754, Halle) fu un eminente studioso, giurista e matematico, nonché uno dei più importanti filosofi dell’Illuminismo tra Leibniz e Kant; contribuì inoltre alla creazione della terminologia filosofica tedesca. 21 Magistro laipsnis, pasak Martino Schloemanno (1974: 36), po disertacijos gynimo buvo savotiškas formalumas, vis atidėliotas veikiausiai neišgalint susimokėti mokesčių, tačiau be to laipsnio nebuvo galima pradėti dėstyti universitete. 274 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną bre 19, Pilkalnis, cfr. anche http://prusija.lki.lt/, Pilkainys), che studiò all’Università di Königsberg (dal 6 settembre 1724 alla fine del 1727) e trascorse mezzo anno all’Università di Halle (dal 17 dicembre 1727); dal 21 giugno 1728 insegnò già il lituano al Seminario di lingua lituana dell’Università di Halle, insieme al primo docente del Seminario, Johann Richter. Dopo che Richter lasciò Halle il 27 agosto 1728 per la Prussia Orientale, Haack fu docente del Seminario fino al maggio 1732, mentre il Seminario stesso rimase attivo fino al 1740. Nel 1730 Haack pubblicò a Halle il primo dizionario lituano a stampa nei territori germanofoni, Vocabularium litthvanico–germanicum, et germanivo–littvanicum («Dizionario lituano–tedesco e tedesco–lituano»), insieme a una grammatica della lingua lituana (Nebst einem Anhang einer kurtzgefassten litthauischen Grammatic) (Specht 1935: 39; Schiller 1994: 212; Drotvinas 1998: 163; Zubaitienė 2012: 7 ff.) Nel 1734 morì il professore di teologia Johann Liborius Zimmermann22. Dopo la sua morte, l’attenzione dell’università si rivolse a Baumgarten. Il nome di Baumgarten compare per la prima volta come docente nell’orario delle lezioni del semestre invernale 1734–1735, benché non abbia mai conseguito il grado di magister legens23 (Schloemann 1973: 36). Baumgarten divenne professore grazie all’intercessione di Roloff, amico di suo padre, che riferì al re stesso dell’eccezionale preparazione di Baumgarten (Semler 1758: 98). Le lezioni di teologia di Baumgarten, come i suoi sermoni, erano molto popolari. Molte fonti affermano che ai suoi corsi partecipassero 300–400 studenti. Teneva lezioni ogni giorno e presiedeva dispute. Cominciò a interessarsi alla filosofia di Wolff, a cui si opponevano diversi professori di Halle, tra cui Gotthilf August Francke e Joachim Lange24. Nonostante l’opposizione, Wolff fu invitato a Halle. È molto interessante leggere le lettere in cui i colleghi discutono animatamente e si criticano a vicenda. Di seguito è riportata la risposta di Baumgarten al suo relatore di dissertazione, Christian Benedikt Michaelis25, scritta nel settembre 1735, vale a dire nove anni dopo 22 Johann Liborius Zimmermann (14 novembre 1702, Wernigerode – 2 aprile 1734, Halle) studiò a Jena, fu teologo e professò il pietismo, ma si interessò anche alla filosofia di Wolff. Dal 1731 fu professore di teologia all’Università di Halle (Jacobs 1898: 121–226; Wundt 1932). 23 Magister legens si diventava soltanto dopo una disputa pubblica, che conferiva il diritto di tenere lezioni all’università. 24 Joachim Lange (28 ottobre 1670, Gardel egen – 7 maggio 1744, Halle), orientalista e teologo. Conobbe presto August Hermann Francke e studiò a Erfurt, Halle e Berlino. Aveva un’ottima conoscenza dell’ebraico. Nel 1717 conseguì il dottorato in teologia all’Università di Halle e rimase a vivere in città. Fu anche vicerettore dell’università. Lange era un pietista controverso. Sono noti i suoi dissidi ideologici con Christian Wolff. 25 Christian Benedikt Michaelis (26 gennaio 1680, Ellrich – 22 febbraio 1764, Halle) fu un orientalista tedesco e teologo protestante. Imparò presto a leggere la Bibbia nella lingua originale; nel 1715 divenne professore ordinario di filosofia all’Università di Halle e custode della biblioteca. Nel 1731 Michaelis era già professore di teologia all’Università di Halle e, dal 1738, anche professore di lingue orientali (orientalistica). Studiò l’Antico Testamento ed era molto amato dagli studenti. Fu inoltre vicerettore dell’università. Straipsniai / Articles 275 GRASILDA BLAŽIENĖ FIG. 5. Lettera di Siegmund Jakob Baumgarten a Christian Benedikt Michaelis, settembre 1735, dall’archivio dell’Università di Halle (UA Halle: Rep. 27 Nr. 1044) un anno dopo la discussione della dissertazione. In quell’anno Michaelis era decano della Facoltà di Teologia, come mostra anche l’appellativo Reverendo signor decano (Venerande Dom. Decane). Il contenuto della lettera rivela che Baumgarten rappresentava ormai un’altra corrente. Per usare le parole di Peter Schicketanz (2001: 113, 2005: 238, si veda anche Roeber 2005: 754), le opere di Baumgarten — il trattato in tre volumi Evangelische Glaubenslehre («Dottrina della fede evangelica»), pubblicato da Semler nel 1759–1760, e Unterricht vom rechtmäßigen Verhalten eines Christen oder Theologische Moral («Insegnamento sulla condotta appropriata di un cristiano, ovvero morale teologica») (1738) — possono essere considerate una sintesi della filosofia di Wolff e del pietismo. Va osservato che gli ex decani e G. A. Francke criticarono la morale teologica di Baumgarten. 276 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną Dopo la morte di Lange nel 1744, che detestava cordialmente Baumgarten per la sua popolarità e la sua simpatia per Wolff, Baumgarten divenne direttore del Seminario di Teologia. Era noto per la sua generosità: aiutava economicamente gli studenti poveri e non faceva pagare la frequenza delle lezioni. Semler offre molto materiale interessante, definendosi un nano (ted. Zwerg) e Baumgarten un gigante (ted. Riese), e sottolineando che sarebbe stato un seguace costante e irremovibile del dottor Baumgarten (ted. «daß ich eyn steter unbiegsamer Anhänger des D[oktor] Baumgartens seyn würde») (Semler 1782: 5). Semler aveva affermato che le conoscenze umane sono interamente soggette al tempo e ai cambiamenti, ma non dubitò del suo maestro. Nella sua dettagliata autobiografia Semler scrive di lui con commozione, chiamandolo peraltro ovunque D. Baumgarten: «Poiché, ancora studente, vivevo in casa Baumgarten, ebbi continue occasioni di conoscere l’erudizione vastissima e soprattutto storica del dottor Baumgarten, la sua perspicacia e il suo giudizio penetrante e, per così dire, invincibile. Tutto ciò mi apparve altrettanto chiaramente e con altrettanta certezza quanto il suo temperamento quasi sempre uniforme, la sua benevola indulgenza e il suo atteggiamento sereno e amichevole, manifesti in ogni aspetto dei suoi rapporti con gli altri» («Ich hatte, da ich noch als Student im Baumgartenschen Hause wonete, unaufhörliche Gelegenheit, die ganz ausgebreitete gelerte, und zumal historische Belesenheit des D. Baumgartens kennen zu lernen; seine Scharffsinnigkeit und eindringende, gleichsam unbesiegliche Urtheilskraft, war mir so eben auffalend gros und gewis worden, als seine fast gleichförmige Gemütsfassung, liebreiche Schonung, und ruhige freundliche Mine, in allen Arten des Umganges.») (Semler 1782: 8). Nel 1748–1749 Baumgarten divenne prorettore e membro dell’Accademia reale delle scienze di Berlino. Studiosi stranieri si recavano a Halle e università straniere lo invitavano a ricoprire una cattedra (Schloemann 1973: 50–51). Baumgarten fu uno studioso molto produttivo. L’elenco delle sue opere a stampa conta 214 voci. Sotto la sua direzione furono discusse 87 dissertazioni (Schloemann 1974: 245–279). Baumgarten era noto anche per la sua biblioteca, che superava per consistenza le raccolte della biblioteca universitaria. Ereditò parte dei libri dalla biblioteca paterna, che dovette dividere con i fratelli; altri li acquistò rinunciando a molte cose che forse avrebbero potuto rendere più agevole la vita sua e della sua famiglia (Schloemann 1974: 51–52). Baumgarten non era soltanto un teologo. Si interessava di storia e letteratura e aveva una profonda conoscenza dei libri. Grazie alla sua biblioteca unica, divenne un esperto eccezionale della letteratura tedesca e straniera. Nel 1748 Baumgarten iniziò a informare il pubblico sulla propria biblioteca, dedicandole otto volumi: «Notizie su una biblioteca di Halle» (Nachrichten von einer Hallischen Bibliothek). L’opera conta in tutto 4479 pagine. Non si può dimenticare la sua «Storia universale del mondo» in 16 volumi (Allgemeine Welthistorie), preparata sulla base della versione inglese; dal 1752 uscì inoltre l’opera in 12 volumi «Notizie su Straipsniai / Articles 277 GRASILDA BLAŽIENĖ libri curiosi» (Nachrichten von merkwürdigen Büchern). In tutto furono stampate 7777 pagine. L’ultimo volume uscì dopo la morte di Baumgarten. Contiene una prefazione di Semler. Nel nono volume Baumgarten scrive della Bibbia lituana e di altri libri religiosi lituani (Baumgarten 1756: 377–380; Doering 1831: 55–65). La biblioteca di Baumgarten conteneva una vasta raccolta di Bibbie, molti antichi stampati, manoscritti, lettere e anche opere di orientalistica. Il catalogo d’asta del 1765–1767 Bibliothecae Baumgartenianae elenca 22 308 voci. La biblioteca conteneva molti volumi miscellanei, perciò il numero dei libri doveva essere assai maggiore. Nel repertorio dei cataloghi di vendite all’asta di libri e di biblioteche private nell’area germanofona è menzionata la vendita della biblioteca di Baumgarten. Vi sono citati anche lit. libr. (Loh 2002: 48). Come indicato nel catalogo, l’asta durò tre anni e i libri lituani furono venduti il 4 aprile 1767. Pasak Domo Kauno (1996: 188), velionio įpėdiniai 1765 m. nurodė du spaudinius lietuvių kalba: Naująjį Testamentą (1727) ir Bibliją (1755). Paties Baumgarteno (1756: 377–380) kataloge išsamiai aprašyti abu lietuviški spaudiniai, pastebint, kad Biblija antrą kartą išspausdinta Karaliaučiuje 1755 m., jos numeris Baumgarteno bibliotekoje buvo 2778. 2779 numeriu pažymėtas Naujasis Testamentas, pabrėžiant, kad jis neturėjo nei antraštės, nei įžanginio žodžio, bet palyginęs tą spaudinį su Biblija Baumgartenas nustatė, kad Testamentas parašytas ir lietuvių kalba („so zeiget doch der Augenschein bey angestelter Vergleichung der in der einen 278 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną «nella colonna di ciascuna pagina contenente la traduzione straniera, confrontandola con la Bibbia lituana descritta sopra, che è in lituano») (Baumgarten 1756: 380). Si può forse avanzare con cautela l’ipotesi che Baumgarten leggesse il lituano e ne comprendesse almeno un po’, poiché nel suo catalogo offre non solo una descrizione dettagliata della Bibbia, ma anche la preghiera «Padre nostro» (Baumgarten 1756: 377–381). Va sottolineato che la biblioteca del Seminario di lingua lituana possedeva anch’essa un Nuovo Testamento in lituano e tedesco, pubblicato a Königsberg nel 1727 (Specht 1935: 45; Bense 1997: 457). Occorre uno studio specifico per accertare se la copia del Nuovo Testamento appartenuta a Baumgarten potesse provenire dalla biblioteca del Seminario di lingua lituana. L’Università di Halle, importante non solo per il dizionario in questione, ma anche meritevole di riconoscimento per la lituanistica grazie al Seminario di lingua lituana, oggi denominata Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg (MLU), nacque nel 1817 dalla fusione di due università: l’Università di Wittenberg Leucorea, fondata nel 1502, e la Friedrichs-Universität, fondata nel 1694. L’Università di Halle prese il nome dal suo fondatore, l’elettore di Brandeburgo Friedrich III. L’università divenne un centro del pietismo e dell’Illuminismo. In questo senso non aveva eguali in Germania. Nel 1933 l’università prese il nome di Martin Lutero. Po didžiojo XVIII a. pradžios maro (1709–1711) ištuštėjo Rytų Prūsijos lietuviškos gyvenvietės ir ištisi valsčiai. Prūsijos karalius Friedrichas Wilhelmas I (1713–1740), suvokdamas situaciją, pradėjo rūpintis lietuviškosios Rytų Prūsijos dalies švietimu, o tam reikėjo žmonių, mokančių lietuvių kalbą. Į pagalbą kvietė pietistus. 1718 m. birželio 27 d. potvarkiu karalius įsakė įsteigti Lietuvių kalbos seminarą Karaliaučiuje, o liepos 2 d. parašė Augustui Hermanui Francke’ei, ragindamas pagalvoti apie lietuvių kalbos mokymą Halėje (Citavičiūtė 2004: 38). Lietuvių kalbos seminaras Halėje pradėjo veikti 1727 m. (Specht 1935: 36; Schiller 1994b: 383). Pirmasis mokytojas docentas Johannas Richteris į Halės universiteto metrikas įrašytas 1727 m. rugsėjo 15 d. (Schiller 1994a: 216; Drotvinas 1998: 160). 1728 m. sausio 2 d. studentams skirti nemokami pietūs (Preußisch-littauischer Freytisch) (Specht 1935: 38; Schiller 1994b: 383; Drotvinas 1998: 160). Į Halę pradėjo keliauti lietuviškos knygos iš Rytų Prūsijos, o nuo 1729 m. lietuviškos knygos pradėtos spausdinti ir pačioje Halėje. Vis dėlto studentų skaičius mažėjo, ir 1740 m. seminaras nustojo egzistuoti. Tačiau pėdsaką Halės universiteto istorijoje jis paliko, kaip ir lietuviškos knygos istorijoje. Kalbamasis žodynas galbūt galėjo būti parašytas Halėje, nors iš vandenženklų Lemeškinas (2012: 52–53) nustatė, kad rankraščio popierius gamintas Rytų Prūsijoje 1683–1712 m., tad ir žodynas turėjo būti parengtas ten (žr. Triškaitė 2014: 294). Bet popierius galėjo būti saugomas sandėliuose, jis galėjo būti atgabentas ir į Halę, kai mieste radosi sąlytis su Rytų Prūsija per Lietuvių kalbos seminarą. Jo autorius arba perrašytojas galėjo būti įkvėptas Halės universiteto idėjų. Vien Baumgarteno darbai ir aistra knygoms, rašytam žodžiui Straipsniai / Articles 279 GRASILDA BLAŽIENĖ poteva significare moltissimo per una persona intenzionata a prendersi cura della lingua e a coltivarla, creando gli strumenti necessari per apprenderla e comprenderla; nel caso in questione, un dizionario, la cui paternità dovrà ancora essere stabilita. La provenienza acquistò nuovamente grande importanza quando il dizionario fu ritrovato, poiché vi erano menzionati l’autore e il proprietario. Fu sulla base di essa che si cominciò a cercare fatti che confermassero la correttezza dei dati contenuti nella nota di donazione. Divenne inoltre importante precisare chi fosse l’autore della stessa nota di provenienza. A tal fine furono utilizzati gli autografi di Baumgarten rinvenuti nell’archivio dell’Università Martin Lutero di Halle (Archiv der Martin-Luther-Universität zu Halle), presso la Biblioteca universitaria e regionale della Sassonia-Anhalt dell’Università Martin Lutero di Halle-Wittenberg (Martin-Luther Universität Halle-Wittenberg, Universitäts- u. Landesbibliothek Sachsen-Anhalt) e nell’Archivio delle istituzioni Francke di Halle (Archiv der Franckeschen Stiftungen). A Halle gli autografi di Baumgarten non sono numerosi. Sono sopravvissute annotazioni nei documenti dell’Università di Halle, frammenti dei suoi manoscritti e lettere scritte in latino e in tedesco. L’Archivio delle istituzioni Francke conserva 13 autografi: biglietti, annotazioni in lettere collettive indirizzate ai colleghi, due lettere a Christian Friedrich Pressier (Bressier), una a Gotthilf August Francke e un manoscritto di 136 pagine, redatto tra il 1728 e il 1754. Gli autografi ritrovati, in quanto fonti dirette più autorevoli (Subačius 2001: 87), sono adatti al confronto della scrittura. In questo caso, il contenuto delle lettere sarebbe di interesse se vi si parlasse delle questioni che ci interessano: i rapporti di Baumgarten con J. H. Lysius, Haack e il Seminario di lingua lituana. Birutė Triškaitė, mentre cercava tracce del Seminario di lingua lituana nell’Archivio delle istituzioni Francke, ha trovato una lettera dell’ascoltatore del seminario Friedrich Preuβ (1705, Königsberg – 5 luglio 1733, Pilkalnis; immatricolato al Seminario di lingua lituana il 13 giugno 1729, con l’indicazione che dal 1719 al 1733 era stato pastore della chiesa di Pilkalnis) (Schiller 1994a: 215), scritta il 5 febbraio 1733 a Gotthilf August Francke. Nell’ultima pagina l’autore della lettera porge i suoi saluti anche al professor Baumgarten, il che significa che conosceva Baumgarten, il quale era in contatto con gli ascoltatori del seminario. È possibile che negli archivi di Halle e Berlino si trovino altri riferimenti a rapporti di questo genere. Baumgarten fu più volte anche decano della facoltà. Lo attesta l’elenco degli studenti della Facoltà di Teologia, redatto nel 1738 dal decano stesso, Baumgarten («Sigism. Jac. Baumgarten»), nel quale sono menzionati anche i suoi colleghi Lange, i professori Michaelis e Knapp26 (fig. 6), nonché una lettera del 1753 (fig. 7). Altri due documenti dell’Archivio delle istituzioni Francke (Franckesche Stiftungen) possono essere utili per lo studio della scrittura. 26 Johannes Georg Knapp (25 dicembre 1705, Öhringen – 30 luglio 1771, Halle) fu teologo, pietista e professore di teologia all’Università di Halle. 280 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną FIG. 6. Annotazione di Siegmund Jakob Baumgarten nel registro degli studenti dell’Università di Halle, conservata nell’archivio dell’Università di Halle (UA Halle: Rep 27 Nr. 1203). FIG. 7. Estratto di una lettera scritta in latino il 12 giugno 1753 dal decano Siegmund Jakob Baumgarten (Martin Luther Universität Halle-Wittenberg Universitäts- u. Landesbibliothek Sachsen-Anhalt, Ym 169 (1)) Straipsniai / Articles 281 GRASILDA BLAŽIENĖ FIG. 8. Estratto dalla lettera di Siegmund Jakob Baumgarten a Christian Friedrich Bressier27 del 1735 (Halle, Franckesche Stiftungen: AFSt/M I B 17: 35) FIG. 9. Biglietto di Siegmund Jakob Baumgarten relativo a una donazione, cioè all’inoltro di un’offerta missionaria, scritto il 26 novembre 1754 (Halle, Franckesche Stiftungen: AFSt/M 3 H 45: 108) Considerando la nota di donazione e gli autografi di Baumgarten, non sembra che l’autore della nota di provenienza fosse Baumgarten. Per esempio, nella nota di donazione, sopra il cognome Baumgarten, vi è probabilmente una macchia d’inchiostro. Non mi è mai capitato di osservare macchie simili nei manoscritti di Baumgarten, benché vi si riscontrino diversi segni dell’intensità del tratto della penna. La donazione è scritta 27 Christian Friedrich Pressier, o Bressier, come indicato nell’archivio online delle istituzioni Francke (26 luglio 1697, Perleberg – 15 febbraio 1738, Tranquebar), studiò teologia all’Università di Halle. Dopo aver cambiato opinione, lavorò al Paedagogium di Halle, per poi diventare missionario (http://192.124.243.55/cgi-bin/dhm.pl?x=u&t_show=x&wertreg=PER&wert=pressier%2C+christian+friedrich+++BIOGRAFIE&reccheck=,26302) (consultato il 03/04/2014). Per ulteriori informazioni sulla missione di Tranquebar, cfr. Aleknavičienė 2001: 195–198. 282 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną in corsivo gotico; le prime due parole, relative al presunto autore del dizionario, in scrittura umanistica latina. Anche gli autografi di Baumgarten sono vergati in due diversi tipi di scrittura: corsivo gotico e scrittura umanistica latina (cfr. Triškaitė 2012: 139–140)28. Gli autografi scelti per il confronto appartengono a periodi diversi della vita, poiché la data della nota di donazione è sconosciuta. Si confrontano lettere isolate e la grafia di singole parole. Finora negli autografi non è stato possibile rintracciare tutte le parole riportate nella nota di provenienza, ma è ancora possibile cercarle; tuttavia, non si ritiene che possano modificare sostanzialmente l’opinione secondo cui gli esempi della nota di donazione e degli autografi di Baumgarten qui presentati non sono stati certamente scritti dalla stessa mano. Le caratteristiche della grafia (Kurapka e altri 1998: 202) sono sostanzialmente diverse. Inoltre, per identificare l’autore della firma, sono stati presentati gli autografi dei suoi fratelli Alexander Gottlieb e Nathanael, che, a giudizio dell’autrice, dimostrano che neppure loro firmarono la nota di donazione, poiché differiscono il collegamento delle lettere e altri tratti descritti dagli specialisti della scrittura (Kurapka e altri 1998: 206ff.) 1 T A B E L L A. Scrittura gotica e umanistica nell’età moderna (lettere e parole) nella nota di donazione e negli autografi di Siegmund Jakob Baumgarten e dei suoi fratelli Alexander Gottlieb Baumgarten e Nathanael Baumgarten (ingranditi per mettere in evidenza le caratteristiche della grafia) Mano della nota di donazione Autografi di Baumgarten A Ha D[ono] d[edit] Prediger zu Halle 28 L’autrice ringrazia sentitamente la dott.ssa Birutė Triškaitė per l’aiuto morale e concreto fornito durante il lavoro negli archivi di Halle nel novembre 2012. Straipsniai / Articles 283 GRASILDA BLAŽIENĖ Mano della nota di donazione Autografi di Baumgarten ſoll, ſollen, ſolt[en], ſolte auf Waißenhauſe ſeÿn Baum-garten (1724–1754) Autografi di Broliū 1730–1731 284 Acta Linguistica Lithuanica LXXI Dar apie Prahos rankraštinį vokiečių–lietuvių kalbų žodyną Senza dubbio sarebbero utili ulteriori studi approfonditi sulla grafia. Sarebbe necessario svolgere altre ricerche a Halle, cercando esempi della grafia di persone appartenenti alla cerchia di Baumgarten. Ne sono stati esaminati davvero molti, ma non è stato individuato alcun campione di grafia che somigliasse almeno un po’ a quella del testo di provenienza. Semler fu comunque la persona più vicina a Baumgarten e innalzò al suo maestro anche un monumento bibliografico. I suoi autografi devono ancora essere esaminati, ma le prime indagini hanno rilevato più differenze che somiglianze. È possibile che l’autore della nota di provenienza fosse anche un altro dei molti allievi devoti a Baumgarten. D’altra parte, oltre agli allievi, la nota di provenienza sul frontespizio del dizionario di Praga potrebbe essere stata scritta dai fratelli o dai figli di Baumgarten. Il 13 maggio 1734 Baumgarten sposò Henriette Elenore von Bomsdorf, nata il 16 aprile 1712. Era figlia del colonnello delle armate reali polacche ed elettorali sassoni Philippo Wilhelmo von Bomsdorf e sopravvisse al marito. Semler (1758: 108) scrisse con grande affetto di lei, addolorata e rimasta vedova dopo la morte [del marito] („jeßige nachgelassene betrübte Frau Witwe“)29. Ebbero 5 figli: Christiana Henrietta (nata il 31 maggio 1736), Maria Elenora (nata il 7 giugno 1738), Siegismund Heinrich (nato il 2 febbraio 1740), Charlotte’e Wilhelmine’e (nata il 26 gennaio 1743) e Friedrich Jakob (nato il 24 luglio 1745) (Semler 1758: 108–109). Si può supporre che fossero i suoi figli a presentare i libri all’asta. Al momento della morte del padre tutti i figli erano ancora in vita e, come si legge nel necrologio di Semler, avevano perso un padre insuperabile: „[...] einen unvergleichlichen Vater nun verloren haben“ (Semler 1758: 108). Alla morte del padre i figli avevano 14 e 9 anni; quando l’asta ebbe inizio nel 1765, 25 e 20 anni. Nel 1765 anche le figlie o i loro mariti avrebbero potuto occuparsi della biblioteca. Sorgono gli interrogativi se la famiglia avesse chiesto aiuto ai fratelli di Baumgarten, Alexander Gottlieb e Nathanael, uomini di grande cultura ed esperti di libri e di gestione bibliotecaria. La questione deve ancora essere studiata. Occorrerà cercare informazioni sui figli e campioni della loro grafia. Bisogna inoltre cercare con maggiore attenzione gli autografi dei colleghi e degli allievi di Baumgarten, forse anche di coloro che frequentavano il Seminario di lingua lituana. A Halle è stato possibile reperire soltanto due autografi dei fratelli di Baumgarten, Alexander Gottlieb e Nathanael, che gli sopravvissero. Pertanto, la questione dell’autore della nota di donazione deve ancora essere studiata a fondo. Considerando l’infinita diligenza e operosità di Baumgarten, è difficile credere che non abbia in qualche modo contrassegnato i manoscritti acquistati; d’altra parte, però, non si sa quando quel manoscritto sia stato acquistato. Come è noto, Baumgarten soffriva gravemente di gotta e chiragra (gotta alle mani) (Semler 1758: 116). Questa malattia si manifesta con depositi di sali nelle articolazioni e forti dolori (MTŽ 1980: 100, 447; Ferlinz 2012: 123 ff.) e potrebbe avergli impedito di- 29 Le fonti online riferiscono che Henriette Eleonore Baumgarten morì nel 1745 (https://portal.dnb.de/opac.htm?method=simpleSearch&cqlMode=true&query=idn%3D1014348714) (consultato il 10.12.2014). Semler (1758: 108) scrive della sola sorella di Henriette Eleonore, Christiane Eleonore, che il 17 aprile 1727 divenne la terza moglie del celebre medico Johann Junker (23 dicembre 1679, Londorf – 25 ottobre 1759, Halle). Straipsniai / Articles 285 GRASILDA BLAŽIENĖ scrivere, perciò appare del tutto plausibile supporre che la nota sia stata inserita da qualcun altro. Pertanto, non è possibile affermare con certezza che Siegmund Jakob Baumgarten fosse l’autore della nota di donazione. Dallo studio si possono trarre le seguenti conclusioni: 1) Lysijus, che insegnava all’Università di Halle, potrebbe aver suscitato in Baumgarten l’interesse per la lingua lituana e la letteratura lituanistica; 2) è molto probabile che Baumgarten conoscesse personalmente Haack e i frequentanti del Seminario di lingua lituana, poiché vi insegnava lui stesso; 3) sulla base degli autografi di Baumgarten rinvenuti negli archivi, si può concludere che la nota di donazione non fu scritta di suo pugno. ŠALTINIAI Baumgarten Alexander Gottlieb 1730: Įrašas Halės universiteto metrikose; UA Halle: Rep. 46, Nr. 3 (1724–1741). Baumgarten Nathanael 1731: Įrašas Halės universiteto metrikose; UA Halle: Rep. 46, Nr. 3 (1724–1741). Baumgarten Siegmund Jacob 1724: Įrašas Halės universiteto metrikose; UA Halle: Rep. 46, Nr. 2 (1714–1724). Baumgarten Siegmund Jacob 1735: Laiškas Christianui Benedictui Michaelis UA Halle: Rep. 27 Nr. 1044. Baumgarten Siegmund Jacob 1735: Laiškas Christianui Friedrichui Bressier, Halle, Franckesche Stiftungen: AFSt/M I B 17: 35. Baumgarten Siegmund Jacob 1738: Įrašas Halės universiteto studentų registre, UA Halle: Rep 27 Nr. 1203. Baumgarten Siegmund Jacob 1753: Laiškas lotynų kalba. Martin Luther Univer-sität Halle-Wittenberg Universitäts- u. Landesbibliothek Sachsen-Anhalt, Ym 169 (1). Baumgarten Siegmund Jacob 1754: Raštelis apie auką, t. y. apie misijos aukos persiuntimą. Halle, Franckesche Stiftungen: AFSt/M 3 H 45: 108. LITERATŪRA Aleknavičienė Ona 2001a: Die Reste des verschollenen Königsberger Exemplars des handschriftlichen Lysius-Katechismus (1719). – Linguistica Baltica 9, 271–292. 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The author of the article aimed at following the provenience tracks of the first page in search of the author of donation inscription. It was observed while researching that the knowledge about majority of people in the 17th century is not exact and this kind of information was entirely missing in the majority of cases, for example: the children of Siegmund Jakob Baumgarten who could have been the authors of the inscription in line with the apprentices or brothers of the famous scientist August Gotlieb and Nathanael. A certain amount of material was found about Baumgarten environment in Halle and evidentiary connection to Johann Heinrich Lysius who might have inspired Baumgarten’s interest in Lituanistic literature. It is also possible that the interest was raised by the teachers and students of Lithuanian language sessions in the University of Halle and Friedrich Wilhelm Haack himself among them, as the data about Baumgarten’s teaching at the same session when Friedrich Wilhelm Haack had the position of a docent is found. It is still early to state who was the author of the donation inscription. A search of thorough manuscript material is necessary which can lead to no result. However, we already have more information about a person who greatly contributed to science and paid attention to Lithuanian books. Įteikta 2014 m. gruodžio 20 d. GRASILDA BLAŽIENĖ Lietuvių kalbos institutas Petro Vileišio g. 5, LT-10308 Vilnius, Lietuva [email protected] Straipsniai / Articles 291