Raccomandazione dell'UNESCO sull'educazione alla pace, ai diritti umani e allo sviluppo sostenibile (2023) – In breve.
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La raccomandazione dell’UNESCO sull’ EDUCAZIONE ALLA PACE, AI DIRITTI UMANI E ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE (2023) — IN BREVE Pubblicazione congiunta delle Commissioni svizzera, austriaca, lussemburghese e tedesca per l'UNESCO Commissioni austriaca, lussemburghese, svizzera e tedesca per l’UNESCO
UNA PIETRA MILIARE PER IL FUTURO DELL’EDUCAZIONE Nel novembre del 2023 la comunità internazionale ha concordato una raccomandazione globale sul futuro dell’educazione. Si tratta dell’unico documento globale di diritto internazionale pubblico che stabilisce come deve essere organizzata l’educazione, quali contenuti deve trasmettere e come dovrebbe essere utilizzata per creare una pace duratura e promuovere lo sviluppo sostenibile. È stata elaborata per aiutare i vari Paesi ad adeguare i loro sistemi educativi alle esigenze del XXI secolo. Il titolo completo è: Raccomandazione sull’educazione alla pace e ai diritti umani, alla comprensione internazionale, alla cooperazione, alle libertà fondamentali, alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile. La raccomandazione è il risultato di due anni di intensi negoziati ed è stata infine approvata dai 194 Stati membri dell'UNESCO. Si tratta di una versione aggiornata della Raccomandazione dell’UNESCO sull’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali e sull’educazione relativa ai diritti umani e alle libertà fondamentali del 1974, che per la prima volta ha riconosciuto, mediante il consenso tra i governi, in modo sistematico il contributo dell’educazione alla pace, alla comprensione internazionale e alla giustizia.
CHE COS’È UNA RACCOMANDAZIONE DELL’UNESCO? Le raccomandazioni dell’UNESCO sono documenti di diritto internazionale 1 che stabiliscono standard importanti che gli Stati membri devono attuare nella loro legislazione e nelle loro politiche. «Raccomandazione» è un termine chiaramente definito dal diritto internazionale pubblico e non deve essere inteso nell’accezione comunemente usata nel linguaggio quotidiano. Ogni frase di una raccomandazione dell’ UNESCO è negoziata con cura e all’unanimità dagli Stati membri, quindi adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO 2. Gli Stati membri dell’UNESCO riferiscono ogni quattro anni sulle misure di attuazione.
A CHE COSA SERVE LA RACCOMANDAZIONE? QUALI SONO I SUOI OBIETTIVI? La raccomandazione dell’UNESCO fornisce, nel settore dell’educazione, una tabella di marcia per un futuro più equo, più sano e più pacifico per le nostre società. Di fronte alle crisi globali che minacciano la pace internazionale e l'esistenza umana — distruzione dell'ambiente e della biodiversità, crescenti disuguaglianze, diffusione di discorsi di odio, violazioni delle libertà fondamentali — essa propone un cambiamento radicale di rotta. La raccomandazione dell’UNESCO formula linee guida per i sistemi e i contenuti educativi in tutto il mondo. Riunisce approcci e concetti educativi come l’educazione alla pace, l’educazione ai diritti umani, l’educazione allo sviluppo sostenibile, l’educazione alla cittadinanza globale e l’educazione culturale.
→In linea con l’Agenda 2030 3, la raccomandazione sostiene i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e mette al centro l’educazione come catalizzatore per la pace e lo sviluppo sociale sostenibile. →In linea con l’OSS 4 3, precisa che affinché l’educazione possa realizzare il suo potenziale trasformativo, deve essere accessibile a tutti su basa paritaria, inclusiva e di qualità. →Un’educazione inclusiva significa che tiene conto dei talenti e delle esigenze di ogni persona, che tutti gli studenti imparano insieme e che tutti sono sostenuti individualmente nel raggiungimento del proprio potenziale. Essa tiene conto di questi elementi prestando particolare attenzione alle persone a rischio di esclusione e/o emarginazione o che hanno esigenze specifiche. →L’obiettivo centrale della raccomandazione è infatti promuovere un’«educazione trasformativa», ossia forme di educazione che consentano alle persone di contribuire attivamente a plasmare il futuro e di apportare cambiamenti positivi nel loro ambiente di vita, nella società e nel mondo intero e di contribuire attivamente alla pace nella vita quotidiana. La realizzazione di un’educazione trasformativa richiede anche una trasformazione del sistema educativo. A tal fine, la raccomandazione definisce linee guida e requisiti che gli Stati devono attuare e promuovere nei loro sistemi educativi. →Allo stesso tempo, la raccomandazione ribadisce la concezione di lunga data dell’UNESCO secondo cui l’educazione è un diritto umano inalienabile e un bene pubblico. Ogni persona ha diritto a un’educazione di qualità per tutta la vita, indipendentemente dai fattori sociali o economici. →L’educazione deve fare molto di più che trasmettere conoscenze. Deve supportare ogni persona nel suo sviluppo personale, aiutandola a esprimere appieno il proprio potenziale. Ispirandosi alla concezione olistica e umanistica dell’educazione promossa dall’UNESCO la raccomandazione tiene conto di tutte le dimensioni dell’apprendimento: capacità cognitive, valori, competenze sociali ed emotive, aspetti fisici e comportamentali.
→La raccomandazione stabilisce i requisiti per tutti i livelli educativi, dall’educazione della prima infanzia all’insegnamento primario e secondario, fino all’insegnamento superiore, alla formazione professionale e all’educazione degli adulti. Si riferisce a tutti i contesti dell’educazione formale, non formale e informale. L'apprendimento è un processo che dura tutta la vita e non si impara solo a scuola e all’università, ma anche sul lavoro, nei musei e nelle associazioni sportive o culturali. In sintesi, la raccomandazione dell'UNESCO è un testo progressista e consensuale di diritto internazionale. Essa sostiene chiaramente i diritti umani e la necessità di agire rapidamente in risposta alle crisi ambientali e sociali globali. Un tale consenso globale rappresenta un grande successo per l’UNESCO e le Nazioni Unite!
A QUALI PRINCIPI GUIDA DEVE ISPIRARSI L’EDUCAZIONE NEL XXI SECOLO? I principi guida della raccomandazione devono essere integrati in tutte le dimensioni dell'educazione (formale, non formale e informale), vale a dire nelle leggi, nelle politiche e nelle strategie educative, nei programmi di studio e nella pedagogia, nella formazione del personale docente, nelle valutazioni e nei giudizi, nei materiali per l’insegnamento e l’apprendimento, negli ambienti di apprendimento e così via.
L’educazione deve →basarsi sui diritti umani →essere permanente, estesa a tutto l’arco della vita, continua e trasformativa →essere accessibile a tutti e di alta qualità (educazione come bene pubblico comune) →promuovere la co-creazione della conoscenza →basarsi sul principio di non discriminazione →garantire la libertà di pensiero, di coscienza, di credo e di religione nonché la libertà di espressione e di opinione, proibendo al contempo qualsiasi incitamento all’odio →promuovere un’etica della cura, della compassione e della solidarietà →essere partecipativa, in particolare attraverso l’uso etico e responsabile delle tecnologie →promuovere l’uguaglianza di genere →adottare una prospettiva internazionale e globale, sottolineando le interrelazioni tra il livello locale e globale →essere equa, inclusiva e rispettosa della diversità →promuovere il dialogo tra culture e generazioni →garantire la sicurezza, la salute e il benessere di tutti gli studenti e di tutto il personale docente e educativo →coltivare un’etica di cittadinanza globale e di responsabilità condivisa per la pace, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile a beneficio di tutti
QUALI COMPETENZE DEVONO ESSERE TRASMESSE ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE? L’«educazione trasformativa» implica un insegnamento e un apprendimento co-creati. Riconosce e valorizza la dignità e la diversità negli ambienti educativi, elimina tutte le barriere all’apprendimento, motiva e abilita gli studenti a riflettere criticamente nonché a diventare agenti di cambiamento e protagonisti del proprio futuro.