Valutazione della dispersione degli inquinanti derivante dall'incidente alla raffineria di Milazzo tramite il modello CALMET-CALPUFF
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Valutazione della dispersione degli inquinanti derivante dall’incidente alla raffineria di Milazzo tramite il modello CALMET-CALPUFF G.Alongi, V.Arculeo, M.Passarello Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Palermo Palermo 22/01/2024 Revisore Mariarosa Giardina
1 Introduzione .......................................................................................................................................................................... 2 1. Elaborazione dei dati geofisici.......................................................................................................................................... 3 2. Processamento dei file di quota con Terrel ...................................................................................................................... 3 3. Processamento dei file Land Use Land Cover con Ctgproc ............................................................................................... 5 4. Processamento dei file geofisici con Makegeo ................................................................................................................. 8 5. Elaborazione dei dati meteorologici con Smerge e Read62 ........................................................................................... 10 6. Simulazione dei campi meteorologici con il processore Calmet ..................................................................................... 10 7. Simulazione delle dispersioni degli inquinanti con il processore Calpuff ....................................................................... 15 Conclusioni .......................................................................................................................................................................... 32 Riferimenti bibliografici ....................................................................................................................................................... 32
2 Introduzione Nel presente rapporto vengono illustrate le attività svolte per l’utilizzo della piattaforma software CALMET-CALPUFF ai fini dell’analisi dell’evento incidentale che ha interessato la raffineria di Milazzo il 27 settembre 2014. Alle ore 00:45, all’interno del serbatoio TK513, adibito allo stoccaggio di Virgin Nafta (VN), si è sviluppato un incendio con durata stimata in circa 10 ore. L’evento incidentale è stato verosimilmente originato da un malfunzionamento del sistema di tenuta del tetto galleggiante, che ha consentito l’immissione in atmosfera di vapori di olio combustibile i quali, a contatto con l’aria e in presenza di condizioni di innesco, hanno dato luogo alla reazione di combustione. Sotto il profilo dell’emergenza, l’evento è stato gestito da un lato mediante l’attuazione del protocollo di sicurezza antincendio della Raffineria, che prevedeva l’attivazione dell’impianto di raffreddamento ad anello del mantello esterno del serbatoio incendiato e l’impiego di erogatori di schiuma sull’estradosso del tetto galleggiante; dall’altro, attraverso le azioni di contrasto intraprese dai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Messina. Dalla lettura del rapporto d’intervento dei VV.FF. e dalle dichiarazioni del Gestore, si evince che il quantitativo iniziale di liquido infiammabile coinvolto nell’incendio è stato ridotto grazie al trasferimento della VN dal serbatoio TK513 verso i due serbatoi di contenimento TK503 e TK505. Il trasferimento è avvenuto mediante motopompe con presa di carico collocata sul fondo del recipiente, aventi una portata dichiarata compresa tra 500 e 700 m³/h. Tuttavia, in base alla velocità effettiva di abbassamento del livello del liquido (≈ 20 cm/ora anziché 30–40 cm/ora come inizialmente dichiarato dal Gestore), tale valore di portata è risultato leggermente sovrastimato. Pertanto, in via cautelativa, si è ritenuto opportuno considerare che il quantitativo di VN aspirata sia stato, al massimo, pari al 50% del volume iniziale (anziché al 70% come sostenuto dal Gestore). Dopo quattro ore, l’incendio è stato domato; tuttavia, a causa di una serie di circostanze sfavorevoli, si è verificato l’innesco di un secondo incendio, caratterizzato da fiamme più basse ma da una maggiore e più densa produzione di fumi, in quanto sviluppatosi in carenza di ossigeno. Le cause di questo secondo rogo sono da attribuirsi, probabilmente, all’accumulo di vapori di liquido infiammabile all’interno del serbatoio e al contatto con le pareti ancora calde. Nel corso della notte del 28 settembre, l’incendio è stato definitivamente estinto. E’ stato utilizzato il codice Calpuff per la valutazione degli andamenti spaziali e temporali delle concentrazioni degli inquinanti emessi. In accordo con numerose fonti bibliografiche riguardanti incidenti della stessa tipologia, si è scelto di simulare la dispersione di SO2, CO2, CO, NOX, PM, H2O, PAH (polycyclic aromatic hydrocarbon) e COV (composti organici volatili).
1. Elaborazione dei dati geofisici Il territorio della Raffineria di Milazzo è ubicato nella zona pianeggiante compresa tra la catena dei Monti Peloritani e il mare, e precisamente nel tratto compreso tra contrada Silvanetta ad Ovest e la stazione di S. Filippo del Mela - S. Lucia del Mela, ad Est. Nella forma e nella distribuzione plano-altimetrica della zona in esame risultano identificabili due caratteri morfologici prevalenti: • la pianura costiera; • la zona dei Monti Peloritani, distanti circa 15 km in direzione Sud rispetto al sito, formati prevalentemente da rocce cristalline. La zona costiera è caratterizzata da due distinti elementi morfologici: • le spianate dei terrazzi marini pleistocenici, presenti lungo tutta la fascia pedemontana e caratterizzate da superfici degradanti verso la costa con quote che superano i 150 m, • la pianura alluvionale, formata dai sedimenti terrazzati pleistocenici ed olocenici depositati dai torrenti Longano, Idra, Mela e Corriolo. L'andamento morfologico generale è pianeggiante, con terrazzi marini e fluviali molto estesi con forme marcate, oltre che dalla natura litologica dei terreni affioranti, anche dal reticolo idrografico, caratterizzato da numerose e profonde fiumare a regime torrentizio. Queste incidono i rilievi nel tratto montano e formano ampi alvei a fondo piatto lungo i tratti medioterminali, dando origine alla vasta pianura alluvionale di Milazzo. Al fine di simulare il campo di vento per lo scenario ipotizzato, è stato necessario in primo luogo produrre la rappresentazione digitale delle caratteristiche altimetriche e di uso del suolo (LULC - Land Use Land Cover) attraverso il processore Makegeo, utilizzando i due preprocessori Terrel e Ctgproc. Nella Fig. 1 è stato riportato il diagramma che descrive la modalità di elaborazione dei dati sopra descritti. Fig. 1: Flowchart della elaborazione dati in input di makegeo 2. Processamento dei file di quota con Terrel I dati altimetrici utilizzati provengono da alcuni database disponibili nel sito della USGS (United States Geological Survey), che permette l’accesso ad un vasto archivio aggiornato periodicamente. L’elaborazione grafica dei dati avviene creando dei file raster. Ad ogni pixel viene attribuito il valore della quota assoluta del dato campionato. Tutti i formati che possono essere elaborati con Terrel sono riportati in Tab. 1 e suddivisi per: • Copertura territoriale; • Anno dell’ultimo aggiornamento; MAKEGEO Geophysical data file (GEO.DAT) TERREL Terrain processor Elevation data files CTGPROC Land use processor Riproiezione LAEA-UTM (WGS-84) Land use data files
• Scala spaziale; • Tipo di formato dei dati. Nome dataset Copertura Anno ultimo aggiornamento Scala spaziale Data format TERREL Dataset keyword GMTED2010 Globale 2010 30 arcsec (~1 km) 15 arcsec (~500 m) 7,5 arcsec (~250 m) Geotiff GEOTIFF ASTER Globale 2011 1 arcsec (~30 m) Geotiff GEOTIFF SRTM30 Globale 2000 30 arcsec (~1 km) SRTM GTOPO30 SRTM3 Globale 2000 3 arcsec (~100 m) SRTM GEOTIFF SRTM1 Globale 2014 1 arcsec (~30 m) SRTM GEOTIFF GTOPO30 Globale 1996 30 arcsec (~1 km) DEM GEOTIFF NED U.S. Aggiornati continuamente Vari formati ArcGrid, Grid Float, IMG GEOTIFF CDED Canada 2007 0,75 arcsec (~23 m) 3 arcsec (~100 m) DEM CDED IFSAR Alaska 2010, 2012 5 m Geotiff GEOTIFF Tab. 1: Dataset disponibili per il software Terrel É importante sottolineare che per elaborare i diversi formati con il software, come ad esempio GeoTiff e Digital Elevation Model (DEM) (Tab. 2), questi devono essere esplicitamente indicati nel file di input e devono essere applicati opportuni settaggi; tale file contiene tutte le informazioni e le istruzioni inserite dall’utente, necessarie alla corretta definizione del modello del sito. Ognuno dei file GeoTiff ricopre un’area di estensione pari a 1° di longitudine e 1° di latitudine, suddivisa in un reticolo con lato di circa 111 km, costituito da 13,69 milioni di celle (corrispondente ad una griglia 3700x3700). Per il caso studio è stato adottato un dominio di calcolo di estensione pari a 285x105 km, utilizzando una griglia con celle di 500 m. Nome file Tipologia file Scala spaziale (metri) USGS90 USGS 1-deg DEM files ~90 USGS30 USGS 7.5-min DEM files ~30 DMDF Canadian DMDF files ~100 CDED Canadian DEM files 3 e 0,75 arcsec SRTM1 1-sec Shuttle RADAR Topography Mission files ~30 SRTM3 3-sec Shuttle RADAR Topography Mission files ~90 GTOPO30 GTOPO30 30-sec data ~900 USGSLA USGS Lambert Azimuthal data ~90 NZGEN New Zealand Generica data files GEN Generic data files GEOTIFF GEOTIFF data files Tab. 2: Tipi di file supportati dal Terrel
Il preprocessore crea una griglia rappresentativa del dominio in studio, le cui celle riportano il valore di quota, rispetto al livello del mare, calcolato eseguendo una media ponderata dei dati delle celle di ingresso che ricadono nella k-esima cella di output. Il coefficiente di ponderazione per ogni cella di input è valutato come segue: 𝑝𝑖=𝐴𝑖 ∑𝐴𝑗 𝑛 𝑗=1 𝑐𝑜𝑛 𝑖 = 1, … , 𝑛 (1) essendo Ai l’area o la frazione di area della cella i-esima e n il numero di celle del file di origine che ricadono nell’area della k-esima cella di output. L’altezza h viene valutata come: ℎ𝑘=∑𝑝𝑖ℎ𝑖 𝑛 𝑖=1 (2) Dalla scelta del dominio consegue il numero di celle lungo le direzioni X e Y, tale valore deve rimanere all’interno del limite massimo prestabilito dal Terrel, in caso di contrario il software restituisce un errore. La versione ricompilata, nell’ambito di questo rapporto, può elaborare dei domini di calcolo di 2000x2000 celle. In fig. 2 viene riportata la rappresentazione grafica dell’elaborazione precedentemente descritta. 3. Processamento dei file Land Use Land Cover con Ctgproc I principali database sull’uso del suolo gestiti dal Ctgproc sono mostrati nella Tab. 3, in cui si riportano la classificazione spaziale, la copertura territoriale e l’anno dell’ultimo aggiornamento. Per il caso studio in esame, è stato utilizzato il dataset Corine in quanto ha copertura territoriale è tale da includere il dominio di interesse con adeguata risoluzione. I dati di questo dataset sono disponibili sul sito dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA – European Environment Agency) con due diverse risoluzioni spaziali, rispettivamente di 100 m e 250 m, aggiornate al 2006. Per l’analisi è stato utilizzato il dataset con risoluzione di 100 metri (Fig. 6), in coordinate LAEA (Lambert Azimuthal Equal Area). Fig. 2: Risultato dell’elaborazione Terrel Com’è possibile vedere nella Tab. 3 il Corine non compare tra i dataset elaborabili dal software Ctgproc per cui nell’ambito delle attività svolte si è proceduto con la modifica del file fortran CTGPROC per consentirne l’elaborazione, ivi compresa la riclassificazione dalla codifica CORINE alla USGS basata sulle corrispondenze riportate in tabella 4. Fig. 4 riporta il confronto dei risultati ottenuti con CTGPROC non modificato e modificato.
Nome dataset Copertura Anno ultimo aggiornamento Scala spaziale CTGPROC dataset keyword Global Land Cover Characterization (GLCC) Globale 1997 (versione1) 1999 (versione 2) 30 arcsec (~1 km) GLAZNA, GLAZSA, GLAZEU, GLAZAS, GLAZAF, GLAZAP National Land Cover Data (NLCD) U.S. 2011, 2006, 2001,1992 30 metri NLCD92, NLCDTF, NLCD01 USGS Land Use Land Cover (LULC) U.S. Inizi anni ‘90 1:100.000, 1:250.000 CTG Tab. 3: Dataset disponibili per il software Ctgproc Fig. 3: GeoTiff di Corine CODIFICA ETICHETTA RGB CORINE USGS CORINE livello 3 USGS livello 2 CORINE 111 11 Continuous urban fabric Residential 230-000-077 112 11 Discontinuous urban fabric Residential 255-000-000 121 15 Industrial or commercial units Industrial and Commercial Complexes 204-077-242 122 14 Road and rail networks and associated land Transportation, Communications and Utilities 204-000-000 123 14 Port areas Transportation, Communications and Utilities 230-204-204 124 14 Airports Transportation, Communications and Utilities 230-204-230 131 75 Mineral extraction sites Strip Mines, Quarries, and Gravel Pits 166-000-204 132 17 Dump sites Other Urban or Built-up Land 166-077-000
133 16 Construction sites Mixed Urban or Built-up Land 255-077-255 141 16 Green urban areas Mixed Urban or Built-up Land 255-166-255 142 14 Sport and leisure facilities Transportation, Communications and Utilities 255-230-255 211 24 Non-irrigated arable land Transportation, Communications and Utilities 255-255-168 212 -21 Permanently irrigated land Cropland and Pasture 255-255-000 213 -22 Rice fields Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 230-230-000 221 22 Vineyards Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 230-128-000 222 22 Fruit trees and berry plantations Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 242-166-077 223 22 Olive groves Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 230-166-000 231 21 Pastures Cropland and Pasture 230-230-077 241 21 Annual crops associated with permanent crops Cropland and Pasture 255-230-166 242 22 Complex cultivation patterns Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 255-230-077 243 23 Land principally occupied by agriculture, with significant areas of natural vegetation Confined Feeding Operations 230-204-077 244 22 Agro-forestry areas Orchards, Groves, Vineyards, Nurseries, and Ornamental Horticultural Areas 242-204-166 311 41 Broad-leaved forest Deciduous Forest Land 128-255-000 312 42 Coniferous forest Evergreen Forest Land 000-166-000 313 43 Mixed forest Mixed Forest Land 077-255-000 321 82 Natural grasslands Herbaceous Tundra 204-242-077 322 81 Moors and heathland Shrub and Brush Tundra 166-255-128 323 81 Sclerophyllous vegetation Shrub and Brush Tundra 166-230-077 324 85 Transitional woodland-shrub Mixed Tundra 166-242-000 331 72 Beaches, dunes, sands Beaches 230-230-230 332 74 Bare rocks Bare Exposed Rock 204-204-204 333 76 Sparsely vegetated areas Transitional Areas 204-255-204 334 83 Burnt areas Bare Ground 000-000-000 335 91 Glaciers and perpetual snow Perennial Snowfields 166-230-204 411 62 Inland marshes Nonforested Wetland 166-166-255 412 62 Peat bogs Nonforested Wetland 077-077-255 421 62 Salt marshes Nonforested Wetland 204-204-255 422 71 Salines Dry Salt Flats 230-230-255 423 62 Intertidal flats Nonforested Wetland 166-166-230 511 51 Water courses Streams and Canals 000-204-242 512 52 Water bodies Lakes 128-242-230 521 54 Coastal lagoons Bays and Estuaries 000-255-166 522 54 Estuaries Bays and Estuaries 166-255-230 523 55 Sea and ocean Oceans and Seas 230-242-255 999 999 NODATA 990 990 UNCLASSIFIED LAND SURFACE 995 980 UNCLASSIFIED WATER BODIES 230-242-255 990 970 UNCLASSIFIED Tab. 4: Corrispondenza tra classificazione CORINE ed USGS utilizzata per la riclassificazione dei file GeoTIFF relativi all’uso del suolo
Fig. 4: Confronto dei risultati ottenuti con CTGPROC non modificato e modificato Per quanto concerne la differenza di coordinate geografiche si è provveduto a riproiettare il file CORINE dal sistema di riferimento in coordinate LAEA alle coordinate WGS-84. 4. Processamento dei file geofisici con Makegeo L’elaborazione dei file geofisici si conclude con la creazione del file Geo.dat per mezzo del preprocessore Makegeo che ha la funzione di unire tutte le informazioni che derivano dai software Terrel e Ctgproc in un unico file da utilizzarsi come input del software CALMET . Il Makegeo associa ai valori di uso del suolo parametri superficiali quali: • albedo; • bowen ratio, metodo matematico per il calcolo del calore perso o guadagnato da un corpo; • flusso di calore dal terreno; • flusso di calore antropogenico; • indice di area fogliare; • grado di rugosità del terreno. Per ognuno di questi parametri, il software genera delle griglie sulla base del valore associato ad una specifica classe land use, come riportato in Tab. 5. Input category ID z0 (m) Albedo (0 to 1) Bowen ratio Soil heat flux parameter Anthropogenic heat flux (W/m2) Leaf area index Output category ID 11 0.5 0.18 1.0 0.2 0.0 1.0 10 12-13-14 15-16-17 1.0 0.18 1.5 0.25 0.0 0.2 10 21-22-23-24 0.25 0.15 1.0 0.15 0.0 3.0 20 31-32-33 0.05 0.25 1.0 0.15 0.0 0.5 30 41-42-43 1.0 0.1 1.0 0.15 0.0 7.0 40 51-52-53 0.001 0.1 0.0 1.0 0.0 0.0 51 54 0.001 0.1 0.0 1.0 0.0 0.0 54 55 0.001 0.1 0.0 1.0 0.0 0.0 55 61 1.0 0.1 0.5 0.25 0.0 2.0 61 62 0.2 0.1 0.1 0.25 0.0 1.0 62 71-72-73-74 75-76-77 0.05 0.3 1.0 0.15 0.0 0.05 70 81-82-83 84-85 0.2 0.3 0.5 0.15 0.0 0.0 80 91-92 0.05 0.7 0.5 0.15 0.0 0.0 90 Tab. 5: Parametri superficiali associati alle categorie di uso del suolo Nella redazione del file di input del Makegeo è importante porre attenzione alla corrispondenza tra le categorie elencate nella “Input Category ID” (contenute in Tab.5), e le categorie presenti nel file di output generato dal Ctgproc.dat.
7. Simulazione delle dispersioni degli inquinanti con il processore Calpuff Sulla base della consultazione di numerose fonti bibliografiche su analoghi eventi incidentali, si è stabilito di considerare le seguenti specie inquinanti: • SO2 • CO2 • CO • COV • PAH • NOX • PM 10 • PM 2,5 Con PAH si indicano gli idrocarburi policiclici aromatici come benzene, toluene e xylene mentre con COV i composti organici volatili. Per quanto riguarda la stima modellistica dell’emissioni, dopo aver esaminato la variabilità delle condizioni di rilascio di sostanze inquinanti nel caso d’incendio di oli combustibili, si è stabilito di fare riferimento ai valori di portate ponderali (kg/s) calcolate tramite i fattori di emissione ricavati per incendi di pozza riguardanti VN sviluppatisi in condizioni incontrollate (Argyropoulos, 2010) In particolare, dati i volumi iniziali di combustibile presenti nel serbatoio TK513, è stato possibile stimare le portate di ciascun inquinante (tab. 6). Specie Formula Bruta Portata g/s Anidride carbonica CO2 1.184.772 Monossido di carbonio CO 41.011 Ossidi di azoto NOX 1.093 Composti volatili organici COV 1.676 Idrocarburi policiclici aromatici PAH 59.238 Anidride solforosa SO2 10.025 Polveri carboniose PM 59.238 Tab. 6: Rateo di rilascio inquinanti Atteso che la massa soggetta a combustione è pari a 15.000 m3, tenendo conto del peso specifico della VN, è stato calcolato il peso di liquido combusto. Ne discende che, essendo la velocità di combustione della VN pari a 485,1 kg/s, il tempo calcolato necessario alla combustione della stessa risulta pari a 10 ore. Tale tempo è compatibile con quanto riportato nel rapporto di intervento dei VV.FF. il quale indica che alle ore 10,30 del giorno 27 settembre 2014 le fiamme si sono completamente estinte. Alla luce di tali considerazioni, il calcolo modellistico è stato proporzionato su una base temporale di persistenza del fuoco pari a 10 ore. Il camino di emissione è stato definito come una singola sorgente puntuale, assegnando i seguenti parametri caratteristici: • Temperatura di emissione dei fumi =1123 °K • Diametro del camino = 82,2 m • Velocità media ascensionale = 40 m/s I grafici riportati di seguito mostrano i valori di concentrazione degli inquinanti, espressi in g/m3, per le prime 12 ore di simulazione fig.s 1420.
Fig. 14-a: Distribuzione oraria di CO2 Fig. 14-b: Distribuzione oraria di CO2 Fig. 14-c: Distribuzione oraria di CO2
Fig. 14-d: Distribuzione oraria di CO2 Fig. 14-e: Distribuzione oraria di CO2 Fig. 14-f: Distribuzione oraria di CO2
Fig. 15-a: Distribuzione oraria di CO Fig. 15-b: Distribuzione oraria di CO Fig. 15-c: Distribuzione oraria di CO
Fig. 15-d: Distribuzione oraria di CO Fig. 15-e: Distribuzione oraria di CO Fig. 15-f: Distribuzione oraria di CO
Fig. 16-a: Distribuzione oraria di NOX Fig. 16-b: Distribuzione oraria di NOX Fig. 16-c: Distribuzione oraria di NOX
Fig. 16-d: Distribuzione oraria di NOX Fig. 16-e: Distribuzione oraria di NOX Fig. 16-f: Distribuzione oraria di NOX
Fig. 17-a: Distribuzione oraria di SO2 Fig. 17-b: Distribuzione oraria di SO2 Fig. 17-c: Distribuzione oraria di SO2
Fig. 17-d: Distribuzione oraria di SO2 Fig. 17-e: Distribuzione oraria di SO2 Fig. 17-f: Distribuzione oraria di SO2
Fig. 18-a: Distribuzione oraria di polveri carboniose Fig. 18-b: Distribuzione oraria di polveri carboniose Fig. 18-c: Distribuzione oraria di polveri carboniose
Fig. 22-b: Concentrazioni cumulative 12 ore Fig. 22-c: Concentrazioni cumulative 12 ore Fig. 22-d: Concentrazioni cumulative 12 ore
Conclusioni Sia il software Calmet, utilizzato per la costruzione dei campi di vento, sia il codice Calpuff, utile per la simulazione dei fenomeni dispersivi e di trasporto su media e grande scala, sono ad oggi ampiamente impiegati da varie Agenzie ed Enti Internazionali per la valutazione degli impatti ambientali connessi all’emissione di sorgenti di origine antropica. Il presente rapporto ha esaminato ed individuato le procedure e la tipologia di dati necessari per l’applicazione della piattaforma software Calmet-Calpuff. La metodologia messa a punto è stata impiegata per l’analisi di un caso studio relativo all’incidente verificatosi nella Raffineria di Milazzo il 27/09/2014. L’evento, avvenuto nelle ore notturne, ha comportato la necessità di una successiva analisi per la valutazione degli inquinanti dispersi nell’ambiente. Per poter utilizzare il codice Calmet, sono stati reperiti dai database informatici i dati di input necessari per la zona esaminata, ossia i dati geofisici delle quote altimetriche e le mappe sull’utilizzo del suolo. I dati altimetrici sono stati elaborati con il preprocessore Terrel. Per quanto riguarda i dati sull’uso del suolo l’elaborazione ha presentato qualche difficoltà poiché il software Ctgproc, essendo stato sviluppato negli Stati Uniti, gestisce database di formati diversi rispetto a quelli impiegati nei Paesi Europei. In particolare, in Europa per l’uso del suolo si utilizza il database Corine. È stato, quindi, necessario modificare alcune sub-routines del Ctgproc e riproiettare le coordinate geografiche dei files dal sistema LAEA al WGS-84. Particolare attenzione è stata posta sulla scelta della quota dei vari layer verticali componenti la griglia tridimensionale di calcolo. È stato quindi possibile analizzare i comportamenti del campo di vento contestualizzandoli con le caratteristiche geofisiche della zona in esame nel caso studio. È stato confermato il debole accumulo di concentrazione degli inquinanti in corrispondenza del fronte roccioso costituito dalla zona dei Monti Peloritani, distanti circa 15 km in direzione sud rispetto al sito. I risultati ottenuti sono coerenti con le registrazioni dei dati operate dalla stazione di monitoraggio fissa presa in considerazione, che non ha evidenziato presenza degli inquinanti aero-dispersi. Riferimenti bibliografici [1] ANPA(Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale) - "I modelli nella valutazione della qualità dell'aria" - F. Desiato (ANPA), G. Brusasca (CESI) M. Deserti (ARPA Emilia Romagna), G. Zanini (ENEA) [2] "A User's Guide for the CALMET Meteorological Model (version 5)"- J.S.Scire, F.R.Robe, M.E.Fernau, R.J.Yamartino - Earth Tech,Inc,2000 [3] "A User's Guide for the CALPUFF Meteorological Model (version 5)"- J.S.Scire, F.R.Robe, M.E.Fernau, R.J.Yamartino - Earth Tech,Inc, 2000 [4] APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) - “La micrometeorologia e la dispersione degli inquinanti in aria” - R.Sozzi, ARPA Lazio [5] Piano di Emergenza Esterno ai sensi dell’art. 20 del Decreto Legislativo 17/8/1999 n. 334 RAFFINERIA DI Milazzo S.c.p.A. [6] Rapporto di intervento Comando provinciale VV.FF. Messina – 12423 del 2/10/2014 avente ad oggetto “Intervento Incendio Raffineria S.P.c.A – Milazzo”. [7] “Modelling pollutants dispersion and plume rise from large hydrocarbon tank fires in neutrally stratified atmosphere”- C.D. Argyropoulos, G.M. Sideris, M.N. Cristolis, Z. Nivolianitou, N.C. Markatos – Atmospheric Environment, 2010