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"All'ombra di una selva solitaria". Dai giardini regali ai paesaggi idillici.

Calandra, Elena

Abstract

The development of gardens is examined, starting with Persian gardens through the epic of Alexander, to arrive at the gardens of royal palaces of the Hellenistic age, in which gardens were part of the palace design. At the same time, within the Hellenistic courts, and notably in Alexandria, idyllic poetry was born, creating a genre that lasted until late antiquity.

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www.otium.unipg.it OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico ISSN 2532-0335 DOI 10.5281/zenodo.17967048 No. 18, Anno 2025 – Article 3 "All’ombra di una selva solitaria". Dai giardini regali ai paesaggi idillici. Elena Calandra Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Studi Umanistici - Scienze dell'Antichità Title: “In the shade of a solitary grove.” From royal gardens to idyllic landscapes. Abstract: The development of gardens is examined, starting with Persian gardens through the epic of Alexander, to arrive at the gardens of royal palaces of the Hellenistic age, in which gardens were part of the palace design. At the same time, within the Hellenistic courts, and notably in Alexandria, idyllic poetry was born, creating a genre that lasted until late antiquity. Keywords: palatial architecture; Hellenistic royalty; Hellenistic poetry. ID ORCID: 0009-0004-4939-9945  Address: Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Studi Umanistici - Scienze dell'Antichità, Piazza del Lino, 2 - 27100 Pavia – Italy. Email: [email protected] E. Calandra. "All’ombra di una selva solitaria" http://www.otium.unipg.it/otium/article/view/ 2 PREMESSA O Pan agreste, perché, qui seduto all'ombra di selva solitaria, suoni dolcemente il tuo flauto? 1 . I delicati versi di Anite, poetessa tegeate e maestra di poesia in Arcadia, vissuta tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C., costituiscono l'introduzione ideale al tema del paesaggio e dei giardini, che di recente ha conosciuto una certa reviviscenza negli studi 2 . La poesia idillica si offre quale riflesso della concezione della natura agli inizi dell'età ellenistica, fase in cui si possono collocare l'elaborazione e la codificazione di un'idea di giardino che riflette molteplici origini, mitologiche e reali, orientali e greche, configurandosi come una costruzione intellettualistica, sia in letteratura sia nell'evidenza documentata: tale carattere assicura longevità al genere, che perdura fino alla fine dell'antichità 3 . Già durante l'esplosiva parabola di Alessandro il valore dell'orto ben coltivato come metafora di ordine e di amministrazione ben si legge nella vicenda di Abdalonimo di Sidone, cui proprio la competenza come giardiniere vale la carica di re della città al tempo della conquista del Macedone 4 ; i giardini noti, in effetti, appartengono ai palazzi regali, proprio a partire da quelli di Alessandria, e, secondo testimonianze riferite a una 1 Anth. Pal. 16, 23. 2 CARROLL 2003; Giardino antico 2007; LA ROCCA 2009, pp. 39-55; GIEBEL 2011; SLAVAZZI 2012, pp. 31-45; Archéologie des jardins 2014; Le jardin 2014; Mito e natura 2015; NIELSEN 2017, pp. 103-116; Paradeisos 2020. 3 Sulle origini orientali del giardino, oltre alla bibliografia citata supra e infra, GRIMAL 1990, pp. 75-76; MARGUERON 1992, pp. 45-80; BEYER 1994, pp. 123-131; BEYER 1996, pp. 11-19; BIGA, RAMAZZOTTI 2007, pp. 22-43; DALLEY 2014, pp. 53-86. 4 Per le fonti P.W. I, c. 22, s.v. Abdalonymos, Kaerst. OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico, Vol. 18, 2025, Article 3 3 fase successiva, ad Antiochia 5 . Non è peraltro sfuggita in sede critica la densità delle testimonianze poetiche riferibili alla corte lagide, sede ideale per la codificazione della poesia di paesaggio, essa stessa cifra di creazione poetica 6 : in particolare all’età dei primi due Tolomei, e alla geniale creazione del Museo e della Biblioteca, che segna il momento più alto della dinastia, si può ascrivere la formulazione del paradigma del giardino, con cui si correla una puntuale idea letteraria di campagna. A tale età appartiene una delle manifestazioni più eloquenti dell'arte alla corte del secondo dei Tolomei, la tenda fatta costruire dal Filadelfo nei palazzi di Alessandria, in occasione dei Ptolemaía del 278 a.C. 7 . I Basileía occupavano, al tempo di Strabone, un quarto o addirittura un terzo della superficie della città, in quanto via via ogni sovrano aggiungeva edifici: ancora il geografo parla di palazzi interni situati vicini al Lochías, nei quali sorgevano in gran numero variopinti ambienti per il soggiorno, inframmezzati a boschetti e giardini 8 . Nella pianificazione della città, peraltro, non mancavano képoi e álse, ma le informazioni sono poche e l'evidenza è scarsa 9 . 5 Sui giardini nei palazzi ellenistici SONNE 1996, pp. 136-143; NIELSEN 2001, pp. 165-187. 6 ADRIANI 1959; sulla ricchezza culturale di Alessandria basti citare Alexandrie 1992; Alexandria and alexandrianism 1996; MAEHLER 2003, pp. 99-120; Ancient Alexandria between Egypt and Greece 2004; Library 2004; Ptolemy II Philadelphus and his World 2008. Sulla coltivazione del giardino come metafora della creazione poetica PRIOUX 2014, pp. 87-130. 7 Ath. 5, 196 A - 197 C. Da ultimo commento di CALANDRA 2008, pp. 26-74; CALANDRA 2009, pp. 1-77; CALANDRA 2011. 8 Sulla topografia di Alessandria ADRIANI 1966, pp. 13-28; FRASER 1972, I, pp. 3-37; GRIMM 1998; MCKENZIE 2007; bibliografia in CALANDRA 2013, pp. 29-33. In particolare, sulle dimensioni dei palazzi in rapporto alla città Str. 17, 8-9, sui giardini Str. 17, 1, 9, con commento di ADRIANI 1966, p. 222, s.v. "Giardini"; PENSABENE 2007, pp. 170-186. 9 Sulla documentazione archeologica MCKENZIE 2007, p. 71; sui giardini nella città di Alessandria GRIMAL 1990, pp. 88-90; da ultimo CALANDRA 2015, pp. 256-264. E. Calandra. "All’ombra di una selva solitaria" http://www.otium.unipg.it/otium/article/view/ 4 In uno di questi appunto sorgeva la tenda per banchetti voluta da Tolomeo II, nota grazie alla descrizione di Ateneo di Naucrati, dotto compilatore che sul finire del II secolo d.C. raccoglie la testimonianza di Callissino di Rodi, vissuto nel III a.C. e autore di una perduta monografia Perì Alexandreías 10 . Secondo il racconto di Ateneo, la tenda conviviale, in realtà un autentico palazzo effimero, esemplato sull'architettura dei palazzi macedoni e riccamente adorno di opere d'arte e di arredi, sorgeva in un giardino in cui crescevano il mirto, l'alloro e altri arbusti; essa aveva il pavimento letteralmente tappezzato di fiori, a fingere un prato straordinario, e tra gli ornamenti recava ghirlande appese. La fonte pone l'accento sulla varietà delle specie presenti, ma anche sulla bontà del clima, che consente una fioritura continua e abbondante, di gran lunga superiore a quella di altri luoghi. L'impressione è quella di un giardino studiato e artificialmente creato selezionando determinate essenze arboree, appositamente piantumate (Ateneo parla di arbusti epitédeioi, adatti). Non si può negare, naturalmente, una possibile traccia dei giardini dei palazzi dell'Egitto dinastico, certamente conosciuti da Alessandro e dai primi Tolomei grazie alla fase persiana 11 ; tuttavia, il mirto e l'alloro appartengono alla cultura floreale e mitologica di ambito greco e non a quella egizia, e fanno parte di un codice consolidato dalla casata regnante e noto ai convitati: sono sempreverdi, e dunque simboleggiano il continuo rinnovarsi della natura, riferendosi rispettivamente ad Afrodite e ad Apollo: alla prima si collega il mito di Adone, celebrato da sontuose feste negli stessi palazzi, di cui resta 10 Ath. 5, 196 D - F. ZECCHINI 1989, pp. 11-15, sulla base di rimandi interni al testo, data la stesura della compilazione subito dopo la morte di Commodo, fra il 192 e il 195 d.C. 11 WILKINSON 1998, pp. 50-62. OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico, Vol. 18, 2025, Article 3 5 memoria nel celeberrimo idillio di Teocrito (Id., XV), mentre la componente apollinea, più defilata nell'ideologia tolemaica, si registra comunque nella stessa tenda grazie alla presenza di colonne a forma di palma, riferimento delio con profondità retrospettive nel mondo orientale 12 . La sempiterna fioritura, peraltro, rientra in un cliché di vita ideale e beata, che senza dubbio trae origine dalla descrizione omerica del giardino ubertoso di Alcinoo 13 , ma si ripropone anche nella documentazione disponibile, se si considerano per esempio le pitture della Villa di Prima Porta, dove sono contestualmente rappresentate specie che in realtà fioriscono in stagioni diverse dell'anno 14 . Callissino in Ateneo descrive un monumento per lui vicino nel tempo, con la meraviglia conseguente perpetuatasi poi nei testi seriori, mentre una testimonianza coeva ai palazzi, pur nella rarefazione che il genere poetico consente, è offerta da Apollonio Rodio, che operava alla corte di Tolomeo II 15 . L'evocazione della reggia di Aieta riflette gli elementi cardine del palazzo reale, cui il poeta aggiunge componenti straordinarie, allusive di un mondo favoloso: il cortile, le porte, le colonne con i capitelli di bronzo, l'architrave adorno di un fregio, corrispondono all'architettura di palazzi documentabili come quelli macedoni, mentre il giardino, realistico per la presenza delle viti, incarna l'elemento fantastico nel resto: quattro fonti magiche, opera del dio fabbrile per eccellenza, Efesto, che versano latte, 12 MCKENZIE 2007, pp. 49 e 112; CALANDRA 2009, pp. 31-33 e pp. 60-61; CALANDRA 2011, pp. 103-104 e 140; CALANDRA 2015, p. 258; sulla palma in particolare CASTOLDI 2014, pp. 41-61; DALLEY 2014, pp. 53-86. 13 Hom., Od. 7, 149-178. GRIMAL 1990, pp. 71-72. 14 CANEVA 1999, p. 66; CALANDRA 2015, p. 260; GIACOBELLO 2015, p. 167. Per le essenze in generale CIARALLO 2007, pp. 154-177. 15 A.R. 3, 220-227. Commenti di CHAMOUX 1993, pp. 337-343 e THALMANN 2011, pp. 136137. E. Calandra. "All’ombra di una selva solitaria" http://www.otium.unipg.it/otium/article/view/ 6 vino, olio fragrante e acqua calda, indicatori tutti di mitica abbondanza. Essi peraltro sono attestati anche nella pompé dionisiaca promossa da Tolomeo II in contemporanea con la tenda e insieme a essa narrata, nel corso della quale sfilano proprio due fontane, evidenti citazioni dei prodigi della scienza alessandrina, dalle quali zampillano latte e vino 16 . I topoi del tempo di Tolomeo II permangono secoli dopo: in una cornice fiabesca, i protagonisti della Storia Vera trascorrono il tempo sull'isola dei Beati, in mezzo agli aromi, fra cui proprio il mirto e l'alloro, che continuano ad avere un ruolo di spicco; fiumi di latte e di vino scorrono, in un'unica indistinta stagione primaverile 17 , la stessa peraltro del palazzo in cui Amore e Psiche vivono il loro tempo d'amore 18 . Le testimonianze sin qui addotte provano che il giardino palaziale è una costruzione artificiale, evocata secondo modalità astratte: le essenze non sono spontanee, e sono selezionate in base al significato che esprimono (non si trascuri peraltro la lezione classificatoria dell'aristotelico Teofrasto, autore della Historia Plantarum e del de Causis Plantarum 19 ), e sono coltivate in uno spazio appositamente destinato. In mancanza di evidenze relative ad Alessandria, soccorre un caso archeologicamente noto, prestato dai palazzi di Pasargade: in essi era stato messo in opera un sistema di irreggimentazione delle acque ottenuto grazie a condotte che ritagliavano le aiuole (Figg. 1-2). In tale spazio, del tutto artificiale, si innalzavano edifici identificati come padiglioni o come baldacchini monumentalizzati, destinati probabilmente a fungere da cornici per le epifanie del sovrano, 16 Per la processione RICE 1983 (per le sorgenti Ath. 5, 200 C); per le apparecchiature della processione PUGLIARA 2003, pp. 42-43, e PUGLIARA 2005, pp. 66-67. 17 Luc., V.H., 2. 18 Ap., Met., 5, 1. 19 VALLANCE 2004, pp. 96-97. OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico, Vol. 18, 2025, Article 3 7 come suggerisce la presenza di un trono affacciato su un giardino in uno dei portici del palazzo denominato come P 20 . Baldacchini mobili, d'altra parte, dovevano essere pure presenti nei giardini, dove potevano essere occasionalmente spostati. Come si è avuto modo di argomentare, una memoria di tali apparati, non filologica ma culturale, può essere ravvisata ancor oggi in alcuni complessi di Villa Adriana 21 . Per la residenza tiburtina di Adriano si può ragionevolmente supporre la derivazione proprio dai palazzi di Alessandria, cui rinvia la disposizione apparentemente sparsa, ma in realtà sapientemente orchestrata su assi progettuali ben pianificati, degli edifici, disseminati in spazi a verde accuratamente coltivati. Certo mancano prove di rapporti diretti con i giardini dei palazzi persiani, ma la vicinanza quantomeno tipologica tra i padiglioni di Pasargade e l'apparato di Piazza d'Oro, forse attraverso la mediazione di Alessandria, pare più di una mera suggestione (Fig. 3). La percezione del giardino, sentito come parte integrante del palazzo, si coglie appieno in un'altra manifestazione effimera strettamente legata all'architettura alessandrina, la nave Syrakousía, poi ridenominata Alexandrís, raccontata da Moschione attraverso Ateneo, in un'iperbolica descrizione che sembra racchiudere lo schema – tipo del palazzo regale 22 . La nave, progettata da Archimede su commissione di Ierone II di Siracusa, si presentava come un palazzo a tutti gli effetti, di cui aveva gli elementi caratterizzanti, dislocati all'altezza dei tre ponti: ambienti di servizio su 20 NIELSEN 1994, pp. 49-50; BOUCHARLAT 2001, pp. 113-123; STRONACH 2001, pp. 95-111; LLEWELLYN-JONES 2013, pp. 92-94. 21 CALANDRA 2000, pp. 57-62; SLAVAZZI 2014, pp. 71-80. 22 Moschion, FGrHist 575 F I = Ath. 5, 206 F - 209 E. E. Calandra. "All’ombra di una selva solitaria" http://www.otium.unipg.it/otium/article/view/ 8 quello inferiore e scuderie lungo le fiancate, cabine che fungevano da ambienti su quello intermedio; su quello più alto, un ginnasio, percorsi all’ombra di tende, giardini irrorati d’acqua e viti appositamente piantate in vasi, nonché un tempio di Afrodite, una sala di lettura con biblioteca fornita di orologio solare, e una sala da bagno; a prua la cisterna e un vivaio, mentre i castelli di prua e di poppa, congiunti da un ponte di manovra, erano coronati da torri disposte a coppie, con tanto di artiglierie. L'allestimento era improntato a un grande sfarzo, dovuto alla preziosità dei materiali impiegati, marmo, agata e altre pietre preziose, legno di cedro e di cipresso e avorio. Il programma figurativo consisteva in scene dall’Iliade al livello intermedio, mentre intorno alla chiglia figure di Atlanti completavano la decorazione, si potrebbe sostenere come sulla facciata di un palazzo 23 . D’altra parte, i palazzi di Dionisio I nella stessa Siracusa, i Tyranneia, dovevano contenere arsenali e porticati, ma anche spazi a giardino, con quel principio di permeabilità tra edifici costruiti e giardini artificiali nonché di apertura del palazzo anche alla popolazione, riscontrabile nei Basileía alessandrini 24 . Significativo sulla nave il ruolo dei giardini, che accolgono tende, passaggi ombrosi e coltivazioni regolari di viti esattamente come sulla terraferma, a sottolineare la piena interscambiabilità tra la nave - palazzo galleggiante, in questo caso, e i palazzi in muratura; la condizione effimera della nave, peraltro, non fa che incrementare la componente di artificialità. Di grande effetto dovettero essere i giardini della residenza regale di Dafne, noti come luoghi di ristoro e di svago, ubicati a breve distanza da 23 COARELLI 1980, pp. 163-165; ROUGÉ 1984, pp. 227-232; BONACASA, JOLY 1985, pp. 333-337; GÖTTLICHER 1985, pp. 62-63; CALANDRA 1996, pp. 220-221. 24 AIOSA 2001, pp. 91-110; PENSABENE 2001, pp. 111-124; CARUSO 2011, pp. 95-96. OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico, Vol. 18, 2025, Article 3 9 Antiochia. Non può sfuggire, peraltro, l'origine vegetale del nome del luogo, Dafne, tratto da quello della fanciulla inseguita da Apollo e trasformata in alloro per sfuggire alle brame del dio 25 . Nei giardini si svolse un imponente ciclo di manifestazioni celebrative volute da Antioco IV nel 166 a.C., culminante in una processione sotto gli occhi dell'intera popolazione, nota da Polibio ancora una volta per bocca di Ateneo, e da Diodoro Siculo 26 . Della bellezza del luogo resta memoria in Libanio, che insieme al mito evoca l’alloro, i giardini, il bosco sacro, gli alberi 27 . Sin qui, i palazzi di età ellenistica. La componente naturale di questi è riprodotta, come si è visto esemplificativamente per Villa Adriana, ma anche in forma di rappresentazione pittorica. La decorazione, pure prima citata, delle pareti della stanza a giardino della Villa di Prima Porta non rappresenta la riproduzione di un giardino, ma è piuttosto l'astrazione dell'idea di giardino, come d'altronde la pittura di paesaggio in generale 28 . Componente reale e componente intellettuale, natura seppure accuratamente plasmata e natura riprodotta si affiancano nelle residenze imperiali, avvicinando il giardino figurato a quello reale: a Sperlonga il padiglione frontistante la grotta, destinato ai banchetti estivi, aveva la facciata sud movimentata da otto nicchie, adorne di motivi floreali oggi scomparsi 29 : si trattava di rappresentazioni stilizzate, piuttosto decorative, che intendono sovrapporsi e intrecciarsi con la natura realmente presente 25 Daphne, s.v., in P.W. 4, 1901 (Benzinger), cc. 2136-7; DOWNEY 1963, pp. 42-44; MUSTI 1966, p. 94; POLLITT 1986, pp. 277-278. 26 Ath. 5, 194 C - 195 F = Plb. 30, 25 – 26; Ath. 10, 439 B - 439 D = Plb. 30, 26; D.S. 31, 16, 5-6. 27 Lib., Or., 11, 236-248. Commento e bibliografia in CALANDRA 2021, p. 47. 28 SENA CHIESA 2015, pp. 56-61. 29 SLAVAZZI 2015A, pp. 236-237; cfr. in generale anche SLAVAZZI 2015B, pp. 95-105. E. Calandra. "All’ombra di una selva solitaria" http://www.otium.unipg.it/otium/article/view/ 16 BIGA, RAMAZZOTTI 2007: M. G. Biga, M. Ramazzotti, I giardini dell’Eden: mito, storia, tecnologia, in Giardino antico 2007, pp. 22-43. BONACASA, JOLY 1985: N. Bonacasa, E. Joly, L’ellenismo e la tradizione ellenistica, in AA.VV., Sikanie, Milano 1985, pp. 277-358. BOUCHARLAT 2001: R. Boucharlat, The palace and the Royal Achaemenid City: two Case Studies – Pasargadae and Susa, in Royal Palace Institution 2001, pp. 113-123. CALANDRA 1996: E. Calandra, Oltre la Grecia. Alle origini del filellenismo di Adriano, Napoli-Perugia 1996. CALANDRA 2000: E. Calandra, Memorie dell'effimero a Villa Adriana, in Adriano. Architettura e progetto, a cura di A. Reggiani, catalogo mostra Tivoli, Villa Adriana 2000, Milano 2000, pp. 57-62. CALANDRA 2008: E. Calandra, L’occasione e l’eterno: la tenda di Tolomeo Filadelfo nei palazzi di Alessandria. Parte prima. 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Pasargade, i giardini, pianta, da http://www.gardenvisit.com/history_theory/library_online_ebooks/ml_g othein_history_garden_art_design/persian_gardens_cyrus_darius, consultato il 29 novembre 2025. OTIVM. Archeologia e Cultura del Mondo Antico, Vol. 18, 2025, Article 3 25 Fig.3. Tivoli, Villa Adriana, Piazza d'Oro, da Adriano e la Grecia 2014. Fig. 4. Sperlonga, Villa di Tiberio, da Caligola. La trasgressione al potere, a cura di G. Ghini, Roma 2013.