NODES_SPOKE 3 - TOEP - RM4 - D3.4 - Made in Tourism Contamination Lab Pilot
Abstract
The NODES project, through Spoke 3, features the University of Salento as a leader in the tourism revitalization of Grecìa Salentina. The initiative uses food as a lens for identity and the Placetelling® method to enhance local knowledge and collective memory. At the core is the creation of a DMO for unified governance that merges sustainability with community participation, transforming intangible heritage into an authentic and competitive territorial offering.
Full text
1 NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile Made in Tourism Contamination Lab Pilot SPOKE N 3 – Tourism and culture industry FP TOEP - TOURISM OPEN-ENDED EXPERIMENTATION PLATFORM DELIVERABLE D 4.3 Version history No. Date Details Author(s) 1 20/12/2025 University of Salento This document is part of the project NODES which has received funding from the MUR – Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Creazione e rafforzamento di “Ecosistemi dell’innovazione”, costruzione di “leader territoriali di R&S” – del PNRR funded by the European Union - NextGenerationEU with grant agreement no. ECS00000036
2 Glossary Definition Hub Coordinator (HC) The Hub Coordinator represents the single point of contact for the implementation of the innovation ecosystem towards the MUR. It carries out the management and coordination activities of the innovation ecosystem, receives the fundings, verifies, and transmits to the MUR the reporting of the activities carried out by the Spoke and their affiliates. National Recovery and Resilience Plan (NRRP) This document uses the Italian acronym for the NRRP, which is PNRR (Piano Nazionale della Ripresa e Resilienza) Research Program Manager The person who will be the responsible for the overall scientific contents of the NODES project. The NODES will appoint the Research Program Manager. It refers to “Responsabile del Programma di Ricerca” in the MUR’s Call of proposal for “Ecosistemi di Innovazione” NODES’ Research and innovation program NODES’ Research and Innovation program is articulated in specific programs for each Spoke, with the aim to promote and support applied research on topics consistent with the Intelligent Specialization Strategy, with the guidelines of the 2021-2027 partnership agreement scheme, with regional operational plans and regional and national research and innovation priorities. Although NODES’ Spokes are concentrated on different themes, they will organize their activities and actions within a common framework – NODES’ Booster Methodoloy Spoke Coordinator The University in charge of coordinating the Spoke’s ecosystem. It refers to “Spoke” in the MUR’s Call of proposal for “Ecosistemi di Innovazione” Spoke Data Manager The person who will be the responsible for the monitoring and management of data generated at the Spoke level. The Spoke Coordinator will appoint the Spoke Data Manager. Spoke Partner The entity associated to the Spoke Coordinator. It can be an Innovation Cluster, Competence Center, Research Center related to the Spoke’s ecosystem and contributes to achieve objectives and impact under the Spoke’ leadership and management. It refers to “soggetti affiliati” in the MUR’s Call of proposal for “Ecosistemi di Innovazione”. Spoke Project manager The person who will be the responsible for the management, coordination and progress of the project at the Spoke level. The Spoke Coordinator will appoint the Spoke Project Manager. Spoke research and innovation program NODES’ Research and Innovation program is articulated in specific programs for each Spokes. The spoke will leverage a consolidated collaboration with leading private and public companies and will focus the applied research activity on technological domains and applications that can favour the integration of SMEs into new value chains. Spoke Scientific and Technical Manager The person who will be the responsible for the overall scientific contents of the project at the Spoke level. The Spoke Coordinator will appoint the Spoke Scientific and Technical Manager. Spoke Stakeholders Committee (SC) Consultation structure formed by relevant stakeholders (Government, universities, companies, civil society, third sector, etc.) Spoke Thematic General target focus and domain of the Spoke research. Spoke Topics Specific areas/lines of development within the Spoke.
3 Spoke Work Package Leader At the Spoke level, Work Packages (WPs) will be organized by WP leaders, who will be responsible for performance evaluation and reporting. Flagship Project Main research project at the Spoke level with the goal of prototyping, testing, demonstrating the research activities towards higher TRLs.
Relazione Conclusiva e di Sintesi del Progetto NODES – Spoke 3 1. Introduzione generale Il progetto NODES - Nord Ovest Digitale e Sostenibile, in coerenza con gli obiettivi strategici delineati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con le linee programmatiche del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), rappresenta una delle iniziative più complesse e sistemiche intraprese di recente nell’ambito dell’innovazione territoriale e della collaborazione tra enti di ricerca, istituzioni pubbliche e attori socioeconomici. All’interno di tale cornice, l’Università del Salento ha assunto un ruolo di primo piano nello Spoke 3, dedicato ai settori del turismo e della cultura, particolarmente strategici per lo sviluppo sostenibile e l’attrattività dei territori meridionali. L’impostazione metodologica del progetto ha previsto, sin dalle prime fasi, l’adozione di un approccio integrato, capace di combinare analisi scientifica, sperimentazione sul campo, co-progettazione con gli stakeholder e pratiche di disseminazione e restituzione pubblica. In tale prospettiva, il gruppo di ricerca dell’Ateneo salentino ha avviato un processo articolato di sperimentazione teorico-applicativa, volto a comprendere le dinamiche territoriali esistenti, ma anche a generare nuovi strumenti interpretativi e operativi in grado di orientare il cambiamento. Attraverso progetti pilota, workshop tematici, attività di networking con operatori pubblici e privati, iniziative di documentazione del patrimonio materiale e immateriale e azioni di valorizzazione culturale, si è sviluppato un vero e proprio laboratorio territoriale, che ha consentito di attivare processi partecipativi, raccogliere dati qualitativi e quantitativi, osservare dal vivo le pratiche delle comunità e instaurare un dialogo costante con i principali portatori di interesse. Le attività sviluppate hanno, così, prodotto un duplice avanzamento: da un lato, hanno ampliato le conoscenze scientifiche sui sistemi territoriali e sulle forme emergenti del turismo culturale ed esperienziale; dall’altro, hanno reso possibile il trasferimento alle comunità locali di modelli innovativi di gestione, narrazione e promozione del territorio, favorendo la nascita di nuove competenze, nuove reti di collaborazione e una maggiore consapevolezza del valore strategico dei patrimoni culturali – tangibili e intangibili – per lo sviluppo sostenibile dell’area.
Report prima fase delle attività Ad affermarsi come asse tematico unificante dell’intero impianto progettuale è il cibo, concepito come categoria culturale complessa, capace di articolare significati molteplici che attraversano la storia evolutiva dei territori coinvolti. Il cibo diviene così una lente interpretativa privilegiata attraverso cui è possibile leggere la stratificazione dei saperi locali, il radicamento delle tradizioni simboliche, le forme di organizzazione sociale della produzione, nonché le modalità con cui le comunità costruiscono, negoziano e tramandano le proprie identità collettive. In questa prospettiva, l’alimentazione assume la funzione di dispositivo culturale in grado di connettere le pratiche quotidiane alle dinamiche più ampie di trasformazione territoriale. Attraverso il cibo, infatti, emergono non solo le filiere produttive e le tecniche di trasformazione, ma anche i sistemi di valori, i rituali comunitari, le memorie condivise e le rappresentazioni simboliche che contribuiscono a definire il senso di appartenenza delle comunità. Le pietanze tradizionali, gli ingredienti autoctoni, i saperi artigianali e le forme rituali legate alla convivialità si configurano come patrimoni immateriali di straordinaria rilevanza, capaci di strutturare narrazioni territoriali coerenti e riconoscibili. Questa impostazione ha consentito allo Spoke 3 di affrontare il tema dello sviluppo turistico secondo un approccio interdisciplinare, che ha integrato strumenti e prospettive provenienti dalle scienze sociali, dalla storia, dalla geografia culturale, dall’antropologia dell’alimentazione e dagli studi sul patrimonio. Ne deriva una visione del turismo come processo culturale, politico e sociale, profondamente connesso alla capacità dei territori di raccontare se stessi, valorizzare le proprie specificità e promuovere forme di fruizione responsabile e consapevole. L’assunzione del cibo come nucleo interpretativo ha permesso, inoltre, di ripensare l’innovazione turistica in termini inclusivi, attribuendo centralità alle comunità residenti, ai saperi e alle pratiche quotidiane. Ciò favorisce un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, sostenibilità e tutela dei patrimoni immateriali, in cui la partecipazione degli attori locali diventa condizione essenziale per la creazione di un’offerta culturale e turistica autentica, distintiva e competitiva.
2. Attività svolte 2.1. Costruzione della DMO della Grecìa Salentina La costruzione della Destination Management Organization (DMO) della Grecìa Salentina costituisce uno degli assi portanti del contributo che l’Università del Salento offre allo Spoke 3 del progetto NODES. Tale processo si configura come un intervento strategico volto a delineare un modello di governance innovativo, capace di integrare competenze, risorse e prospettive differenti per orientare in modo efficace lo sviluppo turistico dell’area. L’obiettivo principale è quello di dare forma a una struttura organizzativa stabile e condivisa, in grado di coordinare gli attori del territorio – dalle amministrazioni comunali agli operatori privati, dalle realtà associative ai rappresentanti delle filiere culturali e produttive – e di promuovere un approccio sistemico alla valorizzazione del patrimonio locale. Fin dalle prime fasi, il lavoro si è concentrato su un’accurata analisi dei sistemi territoriali, che ha permesso di mappare in modo approfondito le risorse paesaggistiche, culturali, linguistiche e agroalimentari che caratterizzano i comuni della Grecìa Salentina. Tale ricognizione preliminare ha offerto un quadro articolato delle peculiarità territoriali, evidenziando la presenza di un patrimonio culturale ricco e diversificato, strettamente legato alla tradizione linguistica grika, alle pratiche agroalimentari locali e ai paesaggi rurali che modellano l’identità collettiva della comunità. Parallelamente è stato attivato un processo di dialogo strutturato con gli stakeholder locali, attraverso tavoli di lavoro, incontri partecipativi e momenti di confronto che hanno coinvolto amministratori pubblici, operatori del settore turistico, ristoratori, produttori, associazioni culturali e guide specializzate. Questi momenti hanno avuto un ruolo fondamentale nell’emersione di percezioni, aspettative e criticità, contribuendo a definire un terreno comune su cui costruire un modello di governance realmente rappresentativo e funzionale. Dalle discussioni è emersa con chiarezza l’esigenza di dotare il territorio di una governance unitaria dell’offerta turistica, capace di superare la frammentazione dei servizi e di promuovere una narrazione coerente dell’identità locale. In particolare, la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura grika sono state identificate come elementi centrali attraverso cui qualificare l’offerta e differenziare l’area nel panorama turistico regionale e nazionale. Al contempo, l’analisi condivisa ha permesso di individuare problematiche strutturali, come la forte stagionalità dei flussi turistici e la difficoltà di comunicare in modo efficace la ricchezza del territorio, spesso affidata a iniziative isolate e prive di una cornice strategica comune.
L’insieme delle attività svolte ha restituito un quadro territoriale dinamico e ricettivo, caratterizzato da un marcato desiderio di cooperazione tra gli attori locali. È emersa la consapevolezza dell’importanza di dotarsi di strumenti chiari e condivisi per la promozione del territorio, nonché la necessità di elaborare un modello di offerta turistica riconoscibile, coerente e capace di essere percepito in modo unitario sia dagli abitanti sia dai visitatori. In questo senso, il percorso di costruzione della DMO non rappresenta soltanto un obiettivo organizzativo, ma costituisce un’occasione per rafforzare la governance locale, consolidare reti collaborative e gettare le basi per una strategia di sviluppo turistico duratura, sostenibile e profondamente radicata nell’identità culturale della Grecìa Salentina. A partire dalle evidenze emerse nel percorso di costruzione della DMO e dalle riflessioni maturate nel corso delle attività formative rivolte agli operatori del territorio, il gruppo di ricerca ha avviato un processo sistematico di definizione delle linee guida per la promozione di un’offerta turistica integrata nella Grecìa Salentina. Si tratta di un lavoro che si colloca al crocevia tra analisi scientifica, partecipazione comunitaria e progettazione operativa, e che mira a elaborare una cornice strategica capace di orientare in modo coerente e sostenibile lo sviluppo turistico dell’area. Elemento fondamentale di questo processo è la consapevolezza che la costruzione di un’offerta turistica efficace richiede un forte coordinamento tra gli attori locali. La collaborazione tra istituzioni pubbliche, operatori economici, soggetti culturali e comunità residenti si configura come condizione indispensabile per superare la frammentazione attualmente esistente e per promuovere una visione condivisa del territorio. Parallelamente, le linee guida riconoscono la necessità di sviluppare una sinergia tra le risorse materiali e immateriali della Grecìa Salentina: i beni culturali e paesaggistici, infatti, acquistano valore pieno solo se integrati con la ricchezza della lingua, delle tradizioni, delle pratiche alimentari e dei saperi locali. La messa in relazione di queste dimensioni consente di costruire narrazioni territoriali coerenti, capaci di esprimere l’identità profonda del territorio e di renderlo riconoscibile agli occhi del visitatore. Un ulteriore principio che orienta la definizione delle linee guida riguarda la qualificazione dell’esperienza turistica. L’obiettivo è garantire standard condivisi di qualità, accoglienza, comunicazione e accessibilità, affinché ogni fase del percorso del visitatore rifletta una visione integrata e coerente del territorio. La dimensione esperienziale, infatti, non può essere lasciata all’improvvisazione, ma necessita di un quadro metodologico comune che permetta di valorizzare l’autenticità delle risorse locali e di tradurla in esperienze significative e consapevoli. La sostenibilità costituisce il criterio trasversale che permea l’intero impianto delle linee guida. Essa non è intesa solo in termini ambientali, ma anche economici, sociali e culturali: promuovere il turismo sostenibile significa infatti garantire la tutela del paesaggio, sostenere le economie locali, rafforzare le reti comunitarie e preservare i patrimoni
immateriali che definiscono l’identità collettiva. In questa prospettiva, la sostenibilità diventa il principio ordinatore di ogni scelta progettuale. Infine, le linee guida sottolineano l’importanza di rendere riconoscibile l’identità della Grecìa Salentina attraverso un marchio territoriale unitario, capace di comunicare con chiarezza il valore distintivo dell’area. La riconoscibilità è intesa non solo come elemento di marketing, ma come processo culturale che permette di rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e, al tempo stesso, di offrire ai visitatori un’immagine coerente, autentica e immediatamente identificabile. Nel loro insieme, queste linee guida sono destinate a divenire uno strumento operativo essenziale per la futura DMO, orientandone le scelte strategiche in materia di programmazione, promozione, gestione delle risorse e attrazione di investimenti. Esse rappresentano dunque il punto di convergenza tra visione territoriale e pianificazione concreta, ponendo le basi per uno sviluppo turistico armonico, partecipato e culturalmente consapevole, in grado di valorizzare la specificità della Grecìa Salentina nel lungo periodo. 2.2. Formazione, storytelling territoriale e capacity building L’introduzione di nuovi approcci metodologici ha rappresentato uno degli elementi più innovativi del progetto all’interno della Grecìa Salentina, consentendo di approfondire una prospettiva sul turismo fondata sull’identità, sulla cultura e sulla partecipazione comunitaria. In questa direzione, un ruolo particolarmente significativo è stato assunto dal Placetelling® (Pollice, 2017 spiegherei come e quando è nato), un metodo che integra narrazione, patrimonio immateriale, processi identitari e forme di interpretazione culturale del territorio. Tale approccio, già sperimentato in altri contesti di ricerca, è stato qui applicato in modo sistematico per mettere in relazione il racconto dei luoghi con il patrimonio enogastronomico e con i saperi locali, delineando un modello formativo capace di valorizzare la complessità culturale dei territori della Grecìa Salentina. L’impiego del Placetelling® si è concretizzato nella progettazione e nella implementazione di format esperienziali rivolti agli operatori della ristorazione e ai produttori locali, con l’obiettivo di fornire loro gli strumenti necessari per interpretare e comunicare in modo più efficace le connessioni tra cibo, paesaggio e memoria collettiva. La narrazione del prodotto non è stata considerata semplicemente come una tecnica di comunicazione, ma come un esercizio di consapevolezza culturale, attraverso il quale ricostruire genealogie produttive, storie familiari, pratiche agricole tradizionali e simbolismi legati alla ritualità alimentare. In questa cornice metodologica si collocano alcune iniziative di particolare rilievo, che hanno rappresentato momenti fondamentali nella costruzione partecipata di una comunità narrativa diffusa sul territorio. Il convegno “Il cibo come leva strategica per lo sviluppo
turistico della Grecìa Salentina”, svoltosi il 30 aprile 2024 a Melpignano, ha costituito una delle prime occasioni di confronto pubblico sull’importanza del cibo come dispositivo di racconto e come elemento centrale per la costruzione di un’identità territoriale condivisa. Durante l’evento, è stata presentata la visione del territorio come un vero e proprio ecosistema narrativo, caratterizzato dall’intreccio di storie, saperi, tradizioni e pratiche che legano la comunità al proprio patrimonio. La partecipazione attiva di ristoratori, produttori e rappresentanti istituzionali dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina ha favorito un dialogo plurale e un confronto diretto sulle potenzialità della narrazione alimentare quale strumento di promozione culturale. Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato illustrato per la prima volta il programma formativo dedicato alla narrazione del cibo come patrimonio culturale, sviluppato nell’ambito delle successive attività dello Spoke 3. A questa prima iniziativa ha fatto seguito, il 27 novembre 2024, sempre presso il Palazzo Marchesale di Melpignano, l’incontro formativo “Placetelling® per la valorizzazione dei prodotti locali”, pensato come un momento di approfondimento tecnico e teorico rivolto tanto ai ristoratori quanto ai produttori della filiera agroalimentare. Durante la giornata sono stati introdotti strumenti narrativi utili a elaborare racconti in grado di valorizzare non soltanto la qualità dei prodotti, ma anche il loro radicamento culturale e territoriale. Particolare attenzione è stata dedicata alle forme di storytelling del prodotto, alle narrazioni del paesaggio rurale e alle genealogie culturali del cibo, intese come espressioni della memoria collettiva e come elementi strutturanti dell’identità locale. Le testimonianze dirette degli operatori e le sessioni di confronto guidato hanno arricchito ulteriormente il percorso, favorendo l’emersione di un discorso condiviso e la co-produzione di nuove pratiche narrative. L’impatto complessivo di queste attività si è manifestato sotto diversi profili. In primo luogo, si è registrato un significativo rafforzamento delle competenze comunicative degli operatori, che hanno acquisito maggiore consapevolezza del valore culturale insito nelle loro pratiche quotidiane. In secondo luogo, è emerso con chiarezza il ruolo strategico della ristorazione come presidio culturale, capace non solo di offrire un servizio economico, ma anche di contribuire in modo attivo alla costruzione e alla diffusione dell’immagine territoriale. Infine, il processo formativo ha favorito la progressiva costruzione di una rete territoriale coesa, orientata verso un modello di turismo esperienziale che pone al centro l’autenticità, la partecipazione e la valorizzazione dei patrimoni immateriali. 2.3. Attività divulgative e scientifiche 1. Tra le attività divulgative di maggiore rilievo si colloca il talk “Tutto in un calice. Traiettorie di ricerca tra qualità, produzione e valorizzazione territoriale”, svoltosi
finanziato nell’ambito del PRIN 2020. Emplacing Food promuove una riflessione critica e operativa sulle relazioni tra cibo e spazio, indagando le dimensioni simboliche, normative e materiali dei sistemi agroalimentari, con particolare attenzione a temi come sostenibilità ambientale, giustizia alimentare, governance delle filiere, gestione del paesaggio, e identità culturale e territoriale. L’Atlante del Cibo, dunque, rappresenta un punto di convergenza naturale tra le finalità di Emplacing Food e la missione di NODES. In particolare, esso incarna la dimensione materiale, simbolica e spaziale dei sistemi alimentari studiati da Emplacing Food, fornendo un’infrastruttura conoscitiva – georeferenziata e multiscalare – che consente di ricostruire le interrelazioni tra produzioni agroalimentari tipiche, paesaggi culturali, comunità locali e potenzialità turistiche. Allo stesso tempo, l’Atlante può beneficiare delle opportunità di innovazione, digitalizzazione e trasferimento tecnologico promosse da NODES, specialmente nelle aree di “Agroindustria primaria e secondaria” e “Industria del turismo e cultura”. In tal modo, l’Atlante si configura come un laboratorio operativo per la valorizzazione integrata del patrimonio agroalimentare, che consente di progettare con maggiore consapevolezza itinerari enogastronomici territoriali, promuovere un turismo sostenibile e radicato, e supportare lo sviluppo di filiera rurale locale, punti che riflettono a pieno gli obiettivi di NODES di innovazione territoriale e competitività, e quelli di Emplacing Food di giustizia ambientale, identità culturale e governance integrata. In definitiva, la collaborazione tra Emplacing Food e NODES, attraverso la realizzazione dell’Atlante del Cibo, apre la strada a un modello di sviluppo territoriale che coniuga: - la ricostruzione critica e scientifica delle relazioni tra cibo, spazio e culturalità, - l’innovazione digitale e la sostenibilità ecologica, - la valorizzazione del capitale simbolico e identitario dei territori, - la promozione del turismo enogastronomico e delle economie locali, - la costruzione di politiche integrate per il settore agroalimentare, per la cultura, il paesaggio e lo sviluppo locale. Questo approccio integrato conferma come l’Atlante del Cibo possa agire come dispisitivo di conoscenza e come infrastruttura progettuale capace di generare impatti concreti in termini di coesione territoriale, rigenerazione culturale, sviluppo economico sostenibile e innovazione strutturale. Conclusioni L’insieme delle attività svolte nel corso del progetto NODES evidenzia con chiarezza la costruzione progressiva di un ecosistema territoriale complesso e dinamico, capace di integrare ricerca accademica, progettazione partecipata, narrazione culturale e innovazione
nel settore turistico. L’azione combinata di indagine, sperimentazione e dialogo con gli attori locali ha reso possibile la definizione di un modello di sviluppo che non si limita alla valorizzazione delle risorse territoriali, ma che mira a produrre una trasformazione culturale profonda, in grado di incidere sulle pratiche, sulle rappresentazioni e sulle strategie dei soggetti coinvolti. All’interno di questo processo, il ruolo dell’Università del Salento nello Spoke 3 si è rivelato determinante. L’Ateneo ha agito come motore scientifico e facilitatore istituzionale, coordinando le attività di ricerca, orientando i percorsi formativi, promuovendo la circolazione dei saperi e offrendo strumenti metodologici per interpretare la complessità territoriale. La centralità di Unisalento si è espressa non solo nella produzione di conoscenza, ma anche nella capacità di tradurre tale conoscenza in azioni concrete, co-progettate con i portatori di interesse e pienamente radicate nel contesto. Grazie alla sua presenza capillare e alla competenza dei ricercatori coinvolti, l’Università ha contribuito a rafforzare la governance territoriale, sostenendo l’avvio della DMO e favorendo la strutturazione di processi stabili di cooperazione tra amministrazioni, imprese e comunità. Ha inoltre alimentato una nuova consapevolezza identitaria, promuovendo la valorizzazione della lingua grika, delle ritualità comunitarie e delle produzioni locali, e insistendo sulla centralità della ristorazione come attore culturale e non soltanto economico. Parallelamente, il progetto ha aperto nuove traiettorie di sviluppo, potenziando il turismo narrativo ed esperienziale, sostenendo la valorizzazione delle filiere agroalimentari e avviando percorsi sistematici di documentazione del patrimonio immateriale. Emergono così tratti di un laboratorio territoriale permanente, un luogo in cui ricerca, istituzioni e comunità si riconoscono come co-protagonisti nella progettazione di modelli innovativi di sviluppo sostenibile. La Grecìa Salentina appare oggi come un territorio in cui sperimentare nuove forme di governance, nuove narrazioni e nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, con la possibilità di fungere da modello replicabile in altri contesti regionali e nazionali. Guardando al futuro, le prospettive aperte dal progetto sono molteplici. Sarà fondamentale consolidare la DMO, trasformandola in una struttura operativa capace di coordinare le politiche turistiche in modo continuativo e strategico. Occorrerà dare continuità alle attività formative avviate, affinché le competenze narrative, comunicative e progettuali degli operatori locali possano tradursi in un miglioramento costante dell’offerta turistica. Un ulteriore obiettivo sarà quello di ampliare le attività di documentazione e di ricerca sul patrimonio immateriale, con particolare attenzione alle forme rituali, linguistiche ed enogastronomiche che caratterizzano la Grecìa Salentina. Accanto a tali prospettive, si delineano anche sfide significative. La prima riguarda la necessità di evitare la dispersione di quanto costruito finora, assicurando una governance
stabile e una visione strategica condivisa. Una seconda sfida consiste nel promuovere la sostenibilità in tutte le sue dimensioni – ambientale, sociale, culturale, economica – affinché lo sviluppo turistico non comprometta l’equilibrio dei territori. Una terza sfida riguarda la capacità di coinvolgere in modo duraturo le comunità locali, garantendo che la loro partecipazione non sia episodica, ma diventi parte integrante dei processi decisionali. Infine, sarà essenziale valorizzare ulteriormente il ruolo dell’Università come ponte tra ricerca e territorio, rafforzando il carattere interdisciplinare delle analisi e aprendo spazi di confronto con altri ecosistemi dell’innovazione a livello nazionale ed europeo. In conclusione, il percorso intrapreso dallo Spoke 3 – anche grazie alla guida scientifica dell’Università del Salento – ha reso possibile la definizione di una visione avanzata e culturalmente fondata dello sviluppo turistico della Grecìa Salentina. Le basi poste nel corso del progetto costituiscono oggi un patrimonio metodologico e istituzionale solido, capace di orientare le politiche future e di sostenere la costruzione di un modello territoriale innovativo, partecipato e profondamente radicato nelle identità locali.