“Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette
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3 Rosa Maria Grillo Penelope e le altre Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 Penelope e le altre Penélope y las demás Salerno (Italia), 11-13 Maggio 2011 Giornate di chiusura del XXXIII Convegno Internazionale di Americanistica XXXIII Congreso Internacional de Americanística XXXIII Congresso Internacional de Americanística XXXIII International Congress of Americanists XXXIII Congrès International des Américanistes Organizzato dal Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno” MIUR Progetto PRIN 2008, Università degli Studi di Salerno Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Dipartimento di Studi Umanistici a cura di Rosa Maria Grillo
4 Rosa Maria Grillo Penelope e le altre Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Via Guardabassi, 10 – C.P. 249 06123 Perugia (Italia) Tel. e fax +39 075 57 20 716 e-mail: [email protected]g http://www.amerindiano.org Sede di Salerno Via Francesco la Francesca, 31 84124 Salerno (Italia) Tel. e fax +39 089 23 47 14 Prima edizione maggio 2012 ISBN 978-88-7341- 157- 4 © Oèdipus edizioni, Salerno/Milano www.oedipus.it / [email protected] Impaginazione AD Studio Salerno +39 089 234714 [email protected] Copertina e cover cd Domenico Notari &RPLWDWR6FLHQWL¿FR&RPLWp&LHQWt¿FR &RPLWr&LHQWt¿FR6FLHQWL¿F&RPPLWWHH &RPLWp6FLHQWL¿TXH Rosa Maria Grillo, Sebastiano Martelli, Carla Perugini 3UHVLGHQ]D3UHVLGHQFLD3UHVLGrQFLD &KDLUPDQ3UpVLGHQFH Romolo Santoni ([email protected]), Rosa Maria Grillo ([email protected]) 6HJUHWHULD2UJDQL]]DWLYD6HFUHWDUtDGH 2UJDQL]DFLyQ2UJDQL]DomR2UJDQL]DWLRQDO 6WDII6HFUpWDULDWG¶2UJDQLVDWLRQ Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” ,QFROODERUD]LRQHFRQHQFRODERUDFLyQFRQ HPFRODERUDomRFRPLQFRRSHUDWLRQZLWK HQFROODERUDWLRQDYHF Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Dipartimento di Studi Umanistici (Università degli Studi di Salerno)
121 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Daniele Cerrato Universidad de Sevilla Penelope rappresenta, certamente, uno dei personaggi femminili più noti e studiati dell’antichità. L’attenzione degli studiosi e dei critici si è, però, quasi sempre concentrata PDJJLRUPHQWHLQWRUQRDOOD¿JXUDGL8OLVVHUHOHJDQGRODDOUXRORPDUJLQDOHGLPRJOLHIHGHOHH casta, in attesa del ritorno del marito-eroe. Negli ultimi decenni sono stati molti gli studi che KDQQRFRQWULEXLWRDGXQDDQDOLVLSLDSSURIRQGLWDGHOOD¿JXUDGL3HQHORSHRIIUHQGRQHQXRYH FKLDYLGLOHWWXUDHGLQWHUSUHWD]LRQLLQXQDRWWLFDIHPPLQLVWD/DULGH¿QL]LRQHGL3HQHORSHqSDVVDWD attraverso una analisi ermeneutica del suo comportamento, del suo tessere e disfare la tela, della sua maniera di intervenire sul mondo e sul linguaggio maschile. La ricerca di una nuova Penelope ha reso necessario insistere sull’ambiguità che contraddistingue il suo personaggio, mettendo in discussione l’idea di una Penelope sposa incorruttibile e madre ideale (Cantarella E. 2004)1. Penelope può costituire il primo tassello di una genealogia di donne che prova a sfuggire alla sua condizione di isolamento ed impotenza di fronte ad un sistema patriarcale che le opprime e ne vuole determinare azioni e pensieri. Sulla linea di Penelope e della sua ribellione silenziosa si collocano altre donne che fanno partire la loro azione di trasformazione e cambiamento del mondo pubblico da un ambito intimo/privato. Un chiaro esempio di questa “creatività trasformatrice” si ritrova certamente nell’opera della monaca messicana Sor Juana de la Cruz. Anche in questo caso, per poter mettere in evidenza TXHVWRDVSHWWRqQHFHVVDULRULGH¿QLUHHDQDOL]]DUHOD¿JXUDGL6RU-XDQDDWWUDYHUVRDOWUHFDWHJRULH e metodologie. 1 Contemporaneamente una parte della critica femminista recente, come osserva Durst (2005: 47) ha preso le distanze da Penelope, dal momento che interpreta questo suo continuo tentativo di dilatare il tempo come una impossibilità di confrontarsi direttamente con il mondo pubblico e come una ricerca della liberta solo “per via di sottrazione” o attraverso una creatività che non può esprimere appieno tutte le sue potenzialità.
122 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope Sor Juana è stata, infatti, quasi sempre valutata in quanto donna in un mondo maschile, studiata e giudicata solo per la sua atipicità, stretta in un ambiente che non le permetteva una espressione libera del proprio pensiero e della propria personalità.. Ne è emersa, dunque, un’immagine spesso stereotipata e idealizzata, con il rischio di perdere di vista il contenuto femminista e anticipatore della sua opera. Se consideriamo gli studi che hanno cercato di evidenziare alcuni aspetti del suo “femminismo”, possiamo ricordare, tra gli altri, l’articolo di Giulia Poggi, che ne L’imitazione e la differenza: appunti sul femminismo di Sor Juana Inés de La Cruz (Poggi g. 1994), partendo GDDOFXQLVRQHWWLGHOO¶DXWULFHPHVVLFDQDHGDFRPHYHQJRQRGHOLQHDWHDOFXQHGHOOHVXH¿JXUH femminili, sottolinea come l’autrice se ne serva per esprimere la propria complicità e costruire una difesa intima e personale. Laura Silvestri, in Sor Juana Inés de la Cruz o il pensiero della differenza (SilveStri l. 1997-98), presenta, invece, alcune delle categorie che si possono applicare all’analisi dei testi di Sor Juana: dal paradosso, alla retorica della femminilità evidenziando quelle che sono le pecurialità del suo discorso che rivendica la differenza di pensiero delle donne. Mercedes Arriaga ne La Autobiografía Encubierta: la Respuesta a Sor Filotea de la Cruz (arriaga M. 2002) analizza gli stratagemmi e le formule retoriche utizzate da Sor Juana QHOODSURSULDDXWRGLIHVDLQVHUHQGROLQHOODWUDGL]LRQHGHOO¶DXWRELRJUD¿DIHPPLQLOHHVRWWROLQHDDG esempio, come la monaca messicana si serva di una genealogia di personaggi femminili celebri del passato per autolegittimare se stessa e le donne in generale. Nell’ambito della letteratura comparata al femminile segnaliamo lo studio di Frank J. Warnke Three women poets; Renasaissance and Baroque; Louise Labé, Gaspara Stampa and Sor Juana Inés de La Cruz (Warnke F. J. 1987), che propone una selezione ed una analisi di alcuni sonetti delle tre autrici. Donna Raske Kretsch in Sisters across the Atlantic: Aphra Behn y Sor Juana Inez De la Cruz (raSke kretSch D. 1992), mette a confronto quelle che sembrano essere due scrittrici divise in tutto, dalla lingua al luogo e alla maniera di condurre e impostare la propria vita e, invece, si dimostrano molto vicine per il chiaro modo di esprimersi ed affrontare gli attacchi maschili e due società misogine come quella inglese e quella messicana del XVII sec. Entrambe rappresentano due voci autorevoli e importanti in quella battaglia dei sessi che sta emergendo proprio nel periodo in cui le due autrici compongono le loro opere. Entrambe non temono e non esitano a rappresentarsi negativamente, sfuggendo alla rappresentazione vittimistica
123 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope e passiva della donna che il codice del loro tempo impone e propone. Allo stesso modo l’articolo di Francisca Noguerol, Mujer y escritura en la época de Sor Juana Inés de La Cruz, (noguerol F. 2002), relaziona e confronta Sor Juana con altre scrittrici a lei contemporanee, le spagnole María de San José e María de Zayas, l’inglese Mary Astell, e la colombiana Francisca Josefa del Castillo che, utilizzando strategie retoriche simili, hanno cercato di debellare la misoginia e abbattere il pregiudizio nei confronti delle scrittrici. 6RU-XDQDVLSUHVHQWDLQIDWWLFRPHXQDGHOOH¿JXUHFKHPHJOLRVLSUHVWDQRDOO¶DQDOLVLGL questioni ed aspetti che si possono inserire nell’ambito degli studi sulle donne e, al tempo stesso, può costituire uno snodo importante per costruire una genealogia di scrittrici, per legare insieme tematiche, motivi di rivolta e protesta, che hanno unito donne di epoche, nazioni e condizioni sociali differenti, ma con un obiettivo comune: il riconoscimento della donna nella cultura. /D¿JXUDGL6RU-XDQDVHPEUDLQROWUHSRWHUVLULFROOHJDUHDOO¶LGHDFKH&DUOD/RQ]LGjGL femminismo: Il femminismo mi si è presentato come lo sbocco tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo. Ritrovare una completezza, un’identità contro una civiltà maschile che l’aveva resa irraggiungibile (lonzi c. 1977: 37). Sor Juana fu prima dama di corte e poi monaca, ma il passaggio da questi due estremi, da XQDYLWDGLVRFLHWjDGXQDGLFODXVXUDQRQDI¿HYROuODFDULFDHO¶LQFLVLYLWjGHOODVXDVFULWWXUD 3HUXQDGRQQDVFHJOLHUHODVWUDGDGHOODFRQRVFHQ]DHGHOVDSHUHVLJQL¿FDVFHJOLHUHODVWUDGD dell’emancipazione e dell’indipendenza. Le donne che nel corso della storia hanno deciso di intraprendere questa strada, sono necessariamente andate incontro alle critiche e alla riprovazione della società maschile. Donne sparse lungo la storia, isolate in un mondo maschile, donne come 6RU-XDQDFRPHODSRHWHVVDIUDQFHVH/RXLVH/DEpGH¿QLWDGDDOFXQLVXRLFRQWHPSRUDQHL³XQD meretrice plebea” (labè l. 2007: 8), o come Aphra Behn, la prima scrittrice professionale, FRQVLGHUDWDGDLVXRLFRQWHPSRUDQHL³LQWHOOHWWXDOPHQWHTXDOL¿FDWDSHUJXLGDUHDWWUDYHUVRVHQWLHUL puri e luminosi i drammaturghi del suo tempo ma, in fondo, solo una sgualdrina” (Sackville-
124 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope WeSt v. 1990: 81). Gli studi sulle donne2 hanno dimostrato che “l’intermittenza”, “la differenza” (Muraro l. 1994), o “l’assenza” (lonzi c. 1974)3, delle autrici nella storia letteraria, possono convivere nello VSD]LRGLXQDWUDGL]LRQHFKHYHGHDI¿QLWjWHPDWLFKHHVWLOLVWLFKHDOGLOjGHOOHEDUULHUHGHLJHQHUL OHWWHUDULHGHOOHOHWWHUDWXUHQD]LRQDOL0LSDUHDOORUDSDUWLFRODUPHQWHLQWHUHVVDQWHFROORFDUHOD¿JXUD di Sor Juana Inés de la Cruz in questa tradizione, che in parte si conosce con il nome della querelle de femmes accostandola e confrontandola, ad esempio, con le poetesse italiane del duecento e trecento: Compiuta Donzella, Eleonora della Genga, Giustina Levi Perotti, con umaniste come Isotta Nogarola e Christine De Pizan o con le trattatiste del Seicento come Arcangela Tarabotti, Moderata Fonte e Lucrezia Marinelli4. La continuità con la protesta antimisogina. Un primo aspetto, che permette di inserire Sor Juana ne la querelle de femmes, è certamente la continuità con la protesta contro le accuse misogine. . In questo contesto la Respuesta a Sor Filotea5 rappresenta un esempio di autodifesa personale unico nel suo genere. Sor Juana costruisce un meccanismo perfetto, dove tutte le argomentazioni seguono una linea precisa ed articolata nei minimi dettagli. Partendo dalla propria difesa, e dunque da una dimensione privata/personale, la monaca messicana si allarga ad una dimensione pubblica/universale, ossia all’affermazione dei diritti del genere femminile6. La difesa 2 Gianna Pomata (1983) osserva come la ricostruzione della storia si presenti come una sorta di grande rappresentazione WHDWUDOHLQFXLDOFXQLHOHPHQWLYHQJRQRSRVWLLQSULPRSLDQRPHQWUHDOWULDOFRQWUDULRVRQRFRQ¿QDWLVXOORVIRQGRR restano fuori scena, é importante interrogarsi, oltre che sulle cause dell’esclusione o dell’assenza, sui motivi o sui tentativi che determinano la presenza. /DXUD6LOYHVWULVRWWROLQHDLQYHFHTXDQWRVLDLPSRUWDQWH³DSSUR¿WWDUHGHOODSUHVHQ]D´GDOPRPHQWRFKH «insistere sul carattere episodico discontinuo e intermittente della storia delle donne non fa altro che sottolineare ancora GLSLODVWUDQH]]DGLXQDVWRULDGLTXHVWRWLSRHVXFFHGHFKHDQFKHVHOHLPSUHVHVRQRULOHYDQWLULVXOWLQRFRVuIUXWWR della casualitá». Queste posizioni vanno interpretate non in contrapposizione, ma come complementari e da qui occorre ripartire con la consapevolezza del passato ma senza che questo rappresenti un limite o un vincolo, conservando, LQWHJUDQGRHVXSHUDQGRODWUDGL]LRQHGHOODVWRULDIHPPLQLOHDSSURI¿WWDQGRGHOO¶DVVHQ]DHDOWHPSRVWHVVRGHOODSUHVHQ]D 4 Non si può certo escludere che la monaca messicana possedesse o avesse letto alcune delle opere di altre scrittrici, dal momento che la sua vastissima biblioteca vantava oltre 10000 opere e che avesse quindi creato un proprio canone di autrici. 5 Per sottolineare il carattere femminista e anticipatore del testo di Sor Juana, basti ricordare che il Grupo feminista de Cultura de Barcelona ristampó il testo nel 1979, considerandolo il primo manifesto femminista della storia. 6 Nella Respuesta, Sor Juana mette innanzittutto in moto quella strategia nota come retorica della femminilità, che consiste nell’accentuare esageratamente quelli che normalmente sono considerati stereotipi che caratterizzano il modo GLHVSULPHUVLGHOOHGRQQHFRPHDGHVHPSLRODPRGHVWLDODSRFDFXOWXUDHODSRFD¿GXFLDQHOOHSURSULHFDSDFLWiSHUIDUH
125 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope dagli attacchi misogini ritorna in uno dei suoi sonetti più noti. Le accuse degli uomini non solo vengono confutate, ma sono rivoltate e diventano capi d’accusa nei loro confronti, indicandoli come i veri e unici colpevoli del comportamento femminile. Hombres necios que acusáis a la mujer, sin razón, sin ver que sois la ocasión de lo mismo que culpáis; [...] Bien con muchas armas fundo que lidia vuestra arrogancia, pues en promesa e instancia juntáis diablo, carne y mundo. (Sor Juana 1987: 56) Eleonora Della Genga, poeta fabrianese del Trecento, usando un registro simile, sosteneva che le donne possono competere con gli uomini anche in ambito letterario e contrastava la radicata tradizione che a partire da Aristotele, interpretava come “naturale” il predominio dell’uomo sulla donna7. Tacete, o maschi, a dir che la Natura A far il maschio solamente intenda, [...] Sanno le donne maneggiar le spade, sanno reggere gl’ Imperi, e sanno ancora trovar il cammin dritto in Elicona. (De blaSi J. 1930: 45) LQPRGRFKHLOHWWRULSRVVDQR¿GDUVLGHOO¶DVVROXWDEXRQDIHGHHGLQJHQXLWjGHOO¶DXWULFH *LjLQWRUQRDO&RPSLXWD'RQ]HOODSRHWHVVD¿RUHQWLQDDWWUDYHUVRLVXRLYHUVLULYHQGLFDYDXQDOLEHUWjGLVFHOWD personale in opposizione alla volontà paterna di darla in matrimonio: «Ca lo mio padre m’ha messa ‘n errore/ e tenemi sovente in forte doglia,/donar mi vole a mia forza segnore;/e dio di ciò non ho disio nè volglia,/ e’ n gran tormento vivo DWXWWHO¶RUH3HUzQRQPLUDOOHJUD¿RUQqIRJOLDªDe blaSi J. 1930: 9).
126 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope Nel Quattrocento in Francia, Christine de Pizan nella sua Citè des dames, aveva ribadito la necessità di recuperare una tradizione femminile, sostenendo che, se le donne avessero scritto libri, la storia sarebbe cambiata, dal momento che si sarebbero potute difendere dalle accuse che a loro venivano rivolte. Sor Juana aggiungerà altri nomi alla genealogia femminile che Christine stila nella sua opera, chiamaando in causa soprattutto donne che hanno a che vedere con il sapere. Si revuelvo a los gentiles, lo primero que encuentro es con las Sibilas, elegidas de Dios para profetizar los principales misterios de nuestra Fe [...]. Veo adorar por diosa de las ciencias a una mujer como Minerva, hija del primer Júpiter y maestra de toda la sabiduría de Atenas [...]. A una Nicostrata, inventora de las letras latinas y eruditísima en las griegas. A una Aspasia Milesia que enseñó ¿ORVRItD\UHWyULFD\IXHPDHVWUDGHO¿OyVRIR3HULFOHVSor Juana 1987: 448). All’interno del dibattito sulla querelle de femmes si tratta di un fatto di particolare rilevanza, dal momento che dimostra che vi è un continuum tra autrici di epoche differenti ed evidenzia come esista una intertestualità che non esclude una conoscenza diretta delle autrici precedenti., come dimostrano le continue citazioni di Sor Juana. Ad esempio la difesa di Eva, come portatrice del peccato, è un motivo che si ritrova in Christine de Pizan e in Isotta Nogarola, che la difendono per il suo desiderio di conoscenza. Nella stessa linea Sor Juana: ¿Pero los privados y particulares estudios quien lo ha privado a las mujeres? ¿No tienen alma racional como los hombres? Pues ¿Porqué no gozará el privilegio de la ilustración de las letras con ellas? ¿No es capaz de tanta gracia y gloria de Dios como la suya? Pues porque no será capaz de tantas noticias y ciencias que es menos? Que revelación divina, que determinación de la Iglesia, que dictamen de la razón, hizo para nosotras tan severa ley? Las letras estorban sino que antes ayudan la salvación? No se salvó San Agustín, san Ambrosio, y todos los demás santos doctores? Y vuestra Reverencia cargado de tanta letras no piensa salvarse? Y si me responde que en los hombres milita otra razón digo: ¿No estudió Santa Catalina, Santa Gertrudes, mi madre San Paula, sin estorbarle a su
127 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope alta contemplación, ni a la fatiga de sus fundaciones el saber hasta el griego? El aprender hebreo? [...] Pues porque en mi es malo lo que en todas fue bueno? Solo a mi estorban los libros para salvarme? (Sor Juana 2008: 319). Anche in questa occasione Sor Juana mette in mostra la disuguaglianza tra uomini e donne da un punto di vista sociale. Sottolinea come le donne non possano godere degli stessi trattamenti riservati agli uomini. Le regole e le norme che la Chiesa stabilisce per i primi si traducono in possibilità e privilegi, mentre per queste ultime si trasformano in privazioni e proibizioni. Sor Juana, per rafforzare la sua tesi, ricorre ancora una volta al passato e porta gli esempi di uomini e donne che si sono distinti per la loro religiosità e al tempo stesso per la loro cultura, dimostrando che non si tratta di occupazioni e interessi inconciliabili ma che possono benissimo integrarsi e compenetrarsi. Lo spazio della scrittura per Sor Juana viene a coincidere con la solitudine e l’isolamento conventuale, con la necessitá di crearsi quello “spazio proprio”, che rivendicherá Virginia Woolf, per poter raggiungere una propria indipendenza intellettuale. Entréme religiosa, porque aunque conocía que tenía el estado cosas, muchas repugnantes a mi genio, con todo, [...] era lo menos desproporcionado y lo más decente que podía elegir en materia de la seguridad que deseaba de mi salvación; [...] que eran de querer vivir sola; de no querer tener ocupación obligatoria que embarazase la libertad de mi estudio, ni rumor de comunidad que impidiese el sosegado silencio de mis libros.(Sor Juana 1987: 433) Sor Juana evidenzia l’aspirazione a coltivare i piaceri della conoscenza che la società del suo tempo nega alla donna, e ai quali viene accusata di prestare troppa attenzione, sottraendo tempo alla preghiera e ad altre attività più consone alla condizione femminile. En perseguirme, Mundo, ¿qué interesas? ¿En qué te ofendo, cuando sólo intento poner bellezas en mi entendimiento y no mi entendimiento en las bellezas? [...]
134 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope che inizia con un sonetto e offre alcune ricette trascritte nel convento di San Jerónimo. Attraverso questo libro di ricette Sor Juana sembra ancora di più voler “amalgamare” due mondi che apparentemente potevano sembrare inconciliabili: la cucina, interpretata come un dovere necessario e privo di creatività, e la biblioteca, luogo esclusivo degli uomini. /DFRPSRVL]LRQHGLXQOLEURGLULFHWWHDWWLQJHDTXHOOH³¿ORVR¿HGLFXFLQD´DFXLVLULIHULYD la stessa Sor Juana. La cucina e le ricette rientrano in quei saperi ricollegabili direttamente al mondo femminile e di cui la donna è depositaria e, al tempo stesso, colei che permette che il sapere si concretizzi (Morino a. 2000). 6RU-XDQDYDLQFHUFDGLXQDQXRYDLGHQWLWjHGH¿QL]LRQH di donna, e la sua cucina coincide con la creazione e non si presenta come semplice ripetizione ed imitazione. Sor Juana cuoca si presenta, allora, quasi come una indovina che interpreta segni e presagi e rivela i segreti delle sue osservazioni; la cucina diventa un punto di partenza per l’osservazione e l’analisi della realtà: Veo que un huevo se une y fríe en la manteca o aceite y, por contrario, se GHVSHGD]DHQHODOPtEDUYHUTXHSDUDTXHHOD]~FDUVHFRQVHUYHÀXLGDEDVWD echarle una muy mínima parte de agua en que haya estado membrillo u otra fruta agria; ver que la yema y clara de un mismo huevo son tan contrarias, que en los unos, que sirven para el azúcar, sirve cada una de por sí y juntos no (Sor Juana 1987: 446). La cucina e il mondo dei dolci in particolare ricoprono una presenza importante anche DOO¶LQWHUQRGHLVRQHWWLGL6RU-XDQD/D¿WWDFRUULVSRQGHQ]DWUD6RU-XDQDHODFRQWHVVD0DQULTXH è ampiamente documentata e spesso i versi dedicatori della monaca sono accompagnati da doni culinari (Morino a. 2000), come quando scrive alla contessa Manrique e per ringraziarla del dono di una corona di piume di quetzal, le invia un sonetto e una torta di noci o quando alla contessa de Galve dedica una epistola e le dona una scarpa decorata secondo lo stile messicano e un pacchetto GLFLRFFRODWR/DJUDQGHSUHVHQ]DGLULFHWWHGLGROFLEHQVXVXJJHULVFHXQDFXFLQD¿QDOL]]DWD a circostanze mondane como la visita al convento di personaggi reali o importanti. La cucina è DQFRUDXQDYROWDFRPHLOPH]]RSHUHQWUDUHLQXQDPELWRSXEEOLFRHGXI¿FLDOH/HULFHWWHTXH
135 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope appaiono nel libro comprendono piatti tradizionali della cucina messicana come tortillas, mole, tamales ma anche piatti di altre tradición più antiche, dimostrando come la cucina rappresenti un sapere que passa da donna a donna attraverso il tempo. Si può quindi supporre che si tratti di un’opera corale dell’intera comunità conventuale dove Sor Juana rappresenta la persona che si occupa di raccogliere tutte le testimonianze delle compagne di San Geronimo. Il libro di cucina di Sor Juana si trasforma in qualcosa che è più di un libro, è un momento speciale di partecipazione collettiva, uno spazio di creazione e libertà, una possibilità per uscire dalla quotidianità, per coltivare ed affermare un sapere differente che può aprire strade nuove ad altri saperi. Il mondo della cultura e quello della cucina tornano a mescolarsi anche in uno dei sonetti dedicati a Luisa Marinque de Lara contessa di Paredes, che Sor Juana aveva ribattezzato con il nome di Lysi o Filis. La monaca messicana ricerca proprio nell’ambito culinario le metafore che possano celebrarne la bellezza e preferisce servirsi di immagini dal sapore culinario, piuttosto che DI¿GDUVLDVWLOHPLSRHWLFLWUDGL]LRQDOLFRPHTXHOOLGHOO¶DXURUDROHSHUOHG¶2ULHQWHPlatania C. 2008: 62). Allora le guance della giovane sono pezzi di carne e la sua bocca le ricorda un boccone di carne essiccata. Pásome a las mejillas, [...] (OODVHQ¿QDXQTXHSDUHFHQURVD lo cierto es que son carne y no otra cosa [...] Haciéndome está cocos el Aurora por ver si la comparo con su boca, pero no hay que mirarme, que ni una sed de oriente ha de costarme. (VHQHIHFWRGHFRORUWDQ¿QD que parece bocado de cecina; y no he dicho muy mal, pues de salada, dicen que se le ha puesto colorada. (Sor Juana 1987: 78) Sor Juana sceglie consapevolelmente di opporsi ai canoni tradizionali e nobilita la cucina
136 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope facendola entrare a far parte della letteratura alta, della poesia, e presentandola addirittura come un mezzo di seduzione. Sor Juana si compiace e difende la sua scelta poetica lodandone l’originalità: «¿Ven cómo sé hacer comparaciones muy propias en algunas ocasiones» (Sor Juana 1987: 78). Attraverso la sua scrittura sembra voler rivendicare a più riprese la possibilitá di poter cambiare di stato e non rimanere relegata in una posizione predeterminata, la volontà di rischiare e andare contro quanto viene stabilito dalla norma patriarcale. Si los riesgos del mar considerara ninguno se embarcara, si antes viera bien su peligro, nadie se atreviera, Pero si hubiera algo tan osado, que, no obstante el peligro, al mismo Apolo quisiera gobernar con atrevida mano, el rápido carro en luz bañado todo lo hiciera, y no tomara sólo estado, que ha de ser toda la vida (Sor Juana 1987: 85). Il sapere a cui si riferisce Sor Juana non ha padrone e non ha catene, è un sapere “nomade”. La formazione autodidatta nella biblioteca familiare si presenta come una costante per le donne FKHVRQRHVFOXVHGDOO¶HOLWHFXOWXUDOHDFFDGHSHU6RU-XDQDFRVuFRPHSHU&KULVWLQH'H3L]DQ Isotta Nogarola, Lucrezia Marinelli, Arcangela Tarabotti, Moderata Fonte, ed offre la possibilità di percorrere vie meno battute, di creare una differenza, di riuscire a valorizzare altre forme di studio oltre a quelle tradizionalmente accettate. Volví (mal dije, pues nunca cesé); proseguí, digo, a la estudiosa tarea (que para mí era descanso en todos los ratos que sobraban a mi obligación) de leer y más leer, de estudiar y más estudiar, sin más maestro que los mismos libros. (Sor Juana 1987: 433)
137 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope L’immobilità e le costrizioni possono essere superate quando è il sapere a muoversi. Lo studio diventa allora un rifugio, il luogo dove appoggiarsi e poter coltivare una propria intimità FKHODYLWDTXRWLGLDQDGHOFRQYHQWROHLPSHGLVFHGLHVSULPHUH&RVu6RU-XDQDUDFFRQWDTXDQGROH IXRUGLQDWRGLULQXQFLDUHDOORVWXGLRFRPHULXVFuLQRJQLFDVRDFRQWLQXDUHDGHGLFDUYLVL Una vez lo consiguieron una prelada muy santa y muy cándida que creyó que el estudio era cosa de Inquisición y me mandó que no estudiase. Yo la obedecí (unos tres meses que duró el poder ella mandar) en cuanto a no tomar libro, que en cuanto a no estudiar absolutamente, como no cae debajo de mi potestad, no lo pude hacer, porque aunque no estudiaba en los libros, estudiaba en todas las cosas que Dios crió, sirviéndome ellas de letras, y de libro toda esta máquina universal. (Sor Juana 1987: 444) Come accadeva per Penelope, il sapere di Sor Juana non ha bisogno di uno spazio predeterminato e perciò non resta necessariamente ancorato alle regole tradizionali. È un sapere che non viene solo dai libri, ma dall’esperienza, dall’osservazione, dalla curiosità e dalla scoperta. È un sapere creativo che si alimenta della meraviglia e non stanca di stupirsi. La differenza di 6RU-XDQDVWDSURSULRQHOORVSRVWDUHLOFDPSRGHOGLEDWWLWRHGHOODULÀHVVLRQHQHOSHUFRUUHUHXQD strada non battuta, nello scegliere i margini e i saperi meno considerati, come quelli della cucina. Sor Juana valuta la donna come soggetto autonomo e non in relazione o opposizione all’uomo e in questa sua riaffermazione del valore del femminile in qualsiasi spazio e contesto, si trova già insito quel “pensiero della differenza” che il femminismo riprenderá e teorizzerà molti secoli dopo.
138 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope Bibliografía Alatorre Antonio, 1987, La carta de sor Juana al P. Nuñez (1682), “Nueva revista de Filologia hispánica”, 35, n. 2, Colegio de Mexico, pp. 591-673. arMacanqui-tiPacti Elias, 1998, ¿Es la cocina un espacio propio de Sor Juana Inés de la Cruz, Latin American Studies Association XXI International Congress, Chicago, Illinois, September, 24-26 septembre, in http://lasa.international.pitt.edu/LASA98/Armacanqui-Tipacti.pdf arriaga Florez Mercedes, 1997, Teorías feministas ante literam: Las mujeres que escriben tratados en los siglos XV y XVI en Italia, en Feminismo y literatura, “La Página”, n. 29, Tenerife, pp. 43-50. ______ , 2002, La Autobiografía Encubierta: la Respuesta a Sor Filotea de la Cruz. Memoria I Literatura: la Construcció del Subjecte Femeni3HULRGLVPH,$XWRELRJUD¿D0HPRULD,/LWHUDWXUDOD Construcció del Subjecte Femeni, Periodisme, Denes, Alicante, pp. 121-131. ______ , 2008, Le Scrittrici Marchigiane: un Giallo Letterario, “Studi Umanistici Piceni”, XXVIII, Istituto internazionale di Studi Piceni, Sassoferrato, pp. 161-166. Cavarero adriana, 1990, Nonostante Platone, Editori Riuniti, Roma. couce rivaS Margarita, 2007, El mundo colonial en Aphra Behn y Sor Juana Inés de la Cruz. Proceedings of the 30th International Aedean Conference. Ed. María loSaDa FrienD, Pilar ron vaz, Sonia hernánDez Santano, Jorge caSanova, +XHOYD(GLWRULDO8QLYHUVLGDGGH+XHOYD&'520 De blaSi Jolanda, 1930, Antologia delle scrittrici italiane dalle origini al 1800, Nemi, Firenze. De Pizan Christine, 1999, [ ]La cittá delle dame, P. CaraFFi., E. J. RicharDS (ed), Luni Editrice, Milano, Trento [ediz. orig.] DiotiMa, 2002, $SSUR¿WWDUHGHOO¶DVVHQ]D3XQWLGLDYYLVWDPHQWRVXOODWUDGL]LRQH, Liguori, Napoli. DurSt Margarete, 2005, Identità femminili in formazione. Generazioni e genealogie delle memorie, Franco Angeli, Milano. Farnetti Monica, “Non così per Penelope” in AA.VV, 2007, Il globale e l’intimo: luoghi del non ritorno, Morlacchi editore, Perugia, pp. 47-58. labè louiSe, 2007, Debate de Locura y amor, renSoli laliga Lourdes (ed), Adama Ramada ediciones, Madrid. lonzi Carla, 1974, Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale e altri scritti, Scritti di Rivolta Femminile, Milano.
139 Daniele Cerrato “Si Aristoteles hubiera guisado”: Sor Juana, femminismo e altre ricette Penelope e le altre. Salerno 11-13 maggio 2011 / Penélope y las demás. Salerno 11-13 de mayo de 2011 I mascheramenti di Penelope / Los disfraces de Penélope ______ , 1977, ,WLQHUDULRGLULÀHVVLRQL in AA.VV, È giá politica, Scritti di rivolta femminili. Milano. Marinelli vacca Lucrezia, 1621, La Nobiltá et l’eccellenza delle donne co’ difetti e mancamenti degli uomini, Venezia. MoDerata Fonte, (pseud. di Pozzi De zorzi Modesta,) 1988, Il merito delle donne, Adriana cheMello (ed), Eidos, Venezia. Morino Angelo, 2000, Il libro di cucina di Sor Juana, Marsilio, Roma. Muraro Luisa, 1994, Diotima: oltre l’uguaglianza. Le radici femminili dell’autorità, Liguori, Napoli. noguerol Francisca, 2002, Mujer y escritura en la época de Sor Juana Ínes de La Cruz, 2002, “America Latina Hoy”, vol 30, Universidad de Salamanca, pp.179-202. PaPetti Viola, 2007, La commedia: da Shakespeare a Sheridan, Biblioteca di Studi inglesi, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma. Paz2FWDYLRSor Juana Inés de la Cruz, o Las trampas de la fe, Círculo de Lectores, Editorial Seix Barral, Barcelona. Platania Chiara, 2008, Labirinti di gusto. Dalla cucina degli Dei all’hamburger di Macdonald, Dedalo, Bari. Poggi Giulia, 1994, L’imitazione e la differenza: appunti sul femminismo di Sor Juana Inés de La Cruz, in Nicola bottiglieri e Gianna Carla MarraS (ed.), A piú voci. Omaggio a Dario Puccini, All’insegna del pesce d’oro, Milano, pp.348-358. PoMata Gianna, 1983, /DVWRULDGHOOHGRQQHXQDTXHVWLRQHGLFRQ¿QHne Il mondo contemporaneo, vol. X, Gli strumenti della ricerca, Firenze, La Nuova Italia, pp. 1434-1467. Puccini Dario, 1967, Una donna in solitudine: sor Juana Inés de la Cruz : un’eccezione nella cultura e nella letteratura barocca, Edizioni dell’Ateneo, Firenze. raSke kretSch Donna, 1992, Sisters across the Atlantic: Aphra Behn and Sor Juana Inez de la Cruz, in Women’s Studies An inter-disciplinary journal, 3 (21), pp. 361-379. riveraS garretaS María Angeles, Nombrar el mundo en femenino: unos ejemplos del humanismo y del renacimiento, in Nieves ibeaS y Mª Ángeles Millán (eds), La conjura del olvido, Escritura y feminismo, Icaria, Barcelona. Sackville-WeSt Vita, 1990, Aphra Behn, Novecento, Palermo. SilveStri Laura, 1997/98, Sor Juana Inés de La Cruz o il pensiero della differenza, “Letterature G$PHULFD´QSS
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