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Relazione venuta da Firenze dell'ingresso fatto dalle Altezze Reali ... FRancesco III Duca di Lorena ... e ... Maria Teresa Arciduchessa d'Austria ... il dì 20 Gennajo 1739 ab Inc

Francisco III, Duque de Lorena, 1698-1780); María Teresa , Archiduquesa de Austria(1717-1780)

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a; ji RELAZI ONE VENUTA T)A FIRENZE DELL’INGRESSO FATTO Dalle Altezze Reali DEL serenissimo FRANCESCO III. DUGA DI LORENA, EDI BAR, &c. &c. GRANDUCA DI TOSCANA , EDELLA serenissima MARIA TERESA ARCIDUCHESSA D’AUSTRIA, Egranduchessa di toscana . Il dì 2 0. Gennajo 173^. ai Ine. IN ROMA ,MDCCXXXIX. la Stamperia di Giovanni Zempel preflb Monte Giordano . CON LICENZA DE SVP ERIORI. IThito che la Pio.ldenaa defùni al governo del Granducato d! Tofci,, V. oHOc S-rmo FRANCESCO IH- Duca d; Lorena, ed. Bar 8ec. v' alutfortopoftl beo co,.fapevoll delle ch.ar.ffime dot. ,che adoc. Re °o"o animo, lenza alcun dubbio a-avv.farono di dove. ^»tu, nnella nia^a-orc ampletza di felicità >che potevano giatnma; godere tutta queiiania 5HTmoftrazIonI da eiTo r,.. IelTo quantunque affente dimrllraie per [accrefcimento j1kE^nlità ,ficuri ed indubitati rlfcontn del fuo paterno ,f. del comiuecc.o ,ecui gli nsuacdava .Nondimeno pareva loro ,che fecto, edeibeneaceniiflimo zelo. *=7 brame .Udivano ,cvero, con piacere ,che loia cofa mancane ad appagare P'^n^'" „Ufpijjtl di gloria ,ed! valore, che da’ fuoi Rtrl. bollendo nel petto del Signot 1°‘° J? „e fecondava gl’ Impulfi ,eche fenza cutar, Progenitori aveva ereditati ,egli gene^owa ^^«ntaooh ' gV incomodi ,epericoli delle guerre edelle malattie contaggiofe guidava le armi valocofs g. ...con.uu., cj,=c.c„.. Suocero arintuzzare l’olgogl.o del foperU dell Augaft.ffimo lmpetador CARLO VL ^ Ottomaoo ,cadifendete .nfieme la deCdetio di moderne la prefenza ,onde (iacke Tiacciatà .Ma queQo appunto accrefccva in loro _ ^ Ottomano ,eac Tiacclatà .Ma queOo appunto accreiccv^ w, "'V Yf.' Principe accoinprnon fu divulgata ia ^ofpirata nuova de la partenza parve fempre. gnato dall’Auguftiinma ConJotte ,edal Real Gè 11 ^così felice novelli, che alcuna cofa mancaife alla (oro comprata felicita -P** ^gdjerono afate leneche ognuno fi feoti dun’ .nfolita g.o)a ingoiubraie .1 p,dlmoflrazionl d’al. ceflane difpofìzioni j)er ricevere le Altezze LoroJ/veaii con q6& !egtezza ,edi venstazione ,che la fearfezza de! tempo permetteva .•^gji* inotef o Delle ,nn,i pubbUchc dimoftrazlom di let.^- conee7v'r'roubMU"rSr!: fatto mquefta Citta ‘'“‘“'f"" t"''' ,3 brama ,elacurlofirà univerfale ,'.juanto anccta pTi'ioofeVaTe ’parhTfiVIolfiW oe' fenoli avveoite la memoria d’ un cosi fotteoato ^'''^'Effmdo giunto!’ avvifo in Firenze ,che! Sercnimnii Granduca ,cGranduchclfa il loro nunierofo f.guìto s’ avvicinavano alle frontiere di quefi; ntati ,mo-ta -ic aprim ’ biltà defidciò di andar loro incontro per rimontare non folo il comuos giu io, ™ queirattenzione, che metìtamente fi doveva da ognuno ufare verfo le loro ea iei ,• avendo fcntito che il Serenlflìmo Granduca voleado anche in quefta par^e ai provare an. faliDcntc gli acl della fua fovrana clemenza» per non dare altrui oceauone uincorno o^ fpendio ,non voleva fare ingrelTo publlco ,efolenne »per meglio conforruar a S. R. {è n« aftennero ;fòloil C<»nte di Richecourt Configgete dì Stato di ® Suarez Gcuerale delle pofie dì Tofeana andarono incontro fino aModona alle LL. AA* • quali nel paflagglo loro da quel SetsniflImq Duca furono fervice »«trattate con tutte que. ^ maggiori finezze tir cotteiìa» che fi poffano g'ammal efpriraere .In oltre fi trovarono a“ di qaefti Stati alcune Compagnie di Soldati ,efurono comandate le Compagnie de Caiabinis* ri di Firenzuola »equelle de’ Corazz’erl di Plftoja »ed’Arezzo ad effetto ,che ferviflero » feortaifero ,conforme fecero ,leAA.LL.RR. pectutto il reftante della ftrada .. Città. Parimente un diftaccamento della Gendarmeria coi loto Comandante »egli Unzi i della Fureria »eDIfpenft furono fpediti per lo fteffo effetto a’ medefìmi confini »ficcomc pure s’ incamminò aquella volta Sua Eccellenza il Sig. Prìncipe di Craon Configliere di Stato» « Cavallerizzo Maggiore de! Sereniflìmo Granduca •Parve »che la ftagìone contribuiffe arender più facile »edilettevole II viaggio de' nofiri Reali Sovrani ,poiché le nevi »eidiacci »chen* ie fetrimai;e antecedenti avevano ricoperte le montagne» pochi giorni avanti al palTagglo lorfl ai favore d’ un’opportuna pioggia quafi del tutto fi fquagliarono.e l’aria fi fece affai più mite» ttemperata .Laonde fenza ninno Incomodo loro cammino con tutto II numero- ed il «3'd; Gennaio g’unf’ro ril!c;m?nte a!!?. vilU dvl fe un miglio dinante dalli Cuti .Qaivi fmontaioi^o ie V. LL. ZÌA. per ripofai*) j^jarchel® \^avuta notizia l’Aht lis. Elettorale della Sereniflima i’tincipeiTa Anni Lu’la di ^lau20-®if' Vedova Palatini ^fi portò acompliineruare le LL. AA. R.i<. le quali J’accol- .j-pfeanS Elett nmnrle della loro Reale condìyione .eTr-, PrmeToì Dtl Qualche jg ,. ^—a-— vw. .v.^ .-• tsfia •^nac'naws^^® Citta fe ne cuoroó .La ftcadij che dalla fuddetta Villa alla Ci nobile Pacata di un immenfo popolo ,ilquale con iietiinme acclamazioni alle LL» AA» conduce >i,o diede fegni della pubblica univeilale allegrezza. Molti Cavalieri parimente S_R.nellor® fuddetta ad inchinare far corte alle RK, AA. LL. che Gcompiacquero 1] jti col folìto loro benigniflìnio gradimento .Dopo la partenza della Ssreniltìma di accogl'^J*’ ^pranzarono ,edipoi s’ inciBiminarono alia volta della Città coll’oc' Elettrice, le precedeva un diftaccamento delU Gendarmeria con li loro Ufidine feguente .le Carrozze de’ Minìftrl ,che erano Ilari ad incontrare ,einchiziall ;dopo ne .fegiilvano due Carrozze ,in cui erano 1Gentìiuom'ni di nate le *d AA. Aquefte fuccedeva un’altea Carrozza ,nella quale fedevano gl’ Ufi- Camera di LL. ^Dietro aquefia veniva un’ altra Carrozza entcovi S. A. il Sereniamo ziali maggio!^’ 'fratello del SerenìGìmo Granduca, eS.A. ;I Principe Emanuelle Mau» principe Cario dipoi un dìftaccamento della Guardia del Corpo .quale prerizio d: Lorena •Carrozza ,in cui fedevano le Altezze Reali de’ Setenidìmi Grancedeva ^a|u nortlerà dell^ ^u^l Carrozza erano il Capitano delle Guardie dei d„ci ,ete Comandante della Compagnia de' Cavalcgglerl .Avanti alla Carroi- »o44LL. età il Capitano de' loo. Svizaeti .equelli col loro unifotme di gala mar- Mdelle ambedue 1Ini della Catroaza ,dietro la quale venivano iPaggi aCaciarano mordm- -u-o dlftsccamenco delle Guardie del Corpo .Vedevanli di vallo col loro overn jj ,1 feguito delle Dame della Seteniffima Gcaoduc'htudria mici Tn^itco dTflaecan,e„to°d= Gendarmeria .eun battaglione del k':|imentode,.eGuard^ddCo^,qua.e^ :;:nór:cre'dVp;^otem:g“ “C°uvTne"^dutJ“etptt"^“e fubito che G'^be la di nubile lavoro ,epietrami; acciò feivifle non folo di uoa grand.ofa d.montaz.one dell aioote, edciroflequio ,con cui quefti Popoli accoglievano iloro ciementiffimi So\ ^,„venlperche con tal mezzo fi confervafle con inaggioi durevolezza di tempo anc ene re la memoria di un avvenimento per la Tofeana tutta cotanto fortunato .quantu qjemp» fiato poflìbile il perfezionare interamente quello infigne monumento nel breve pazi ^^ impiegato da’ nofiri Reali Sovrani nel loro viaggio ,non oftante la prontezza ,e^c^ ^^ cui parecchie centlnaja dì manifattori jedi giorno »edì notte ,fenza curate ®lavorato ; ele frequenti diroitiflìme piogge in quefto mentre cadute ,vi hanno architettonica nondimeno per appagate i’unìverfale curioGtà fene dà In quello luog^o una ^ defctizione tale quafe èfiata comunicata dal Sig. Jado celebre Architetto ventole del medefimo .jl al iJ. La ptl* La larghezza totale di tutto 1*edlfizlo Infieme ftà alla fua altezza un gnnd’Atco , ma patte ne baio. la feconda J. l’ultima i. Il medefimo edifizio 8comp^ p'iedelUUì ,cat» cdi due piccioli jed èadornato da dodici colonne 'folate con [e Armi di LL. AA, architrave ,fregio ,ecornice d’ordine Corintio .Sopra l’Arco gran ^5^01^ gl’ArcK'i RR.con etnameusi attorno ,etrofei ,che ricafeano fuli’^rchivolt piccoli A^ «cornice ,Sopra io zoccolo »che pofa fu ipiombi delle colonne ,fono dodici ffoure a*lte ’ t?- rapprefentanti il Dominio ful/a Terra ,efui Mare ^la forza ,e1] rlflabnimenrft ' C'Arnan^rr in .M/»? il Or^nA* Ar^n A P- /TV _?l •I> braccia piccai! fono due modiglioni jche reggono una comics formata per l’ Irapoflatura de‘'*A grande 3dalle volute de’ quali modiglioni efcono una ghirlanda ,ed alcuni fefton! ,in rj»* culè un trofeo appefo ad una voluta, che forn^a I| di lotto delia cornice, fopra laquaì-^^^' retto un gran BaflbrIIIevo ,che rapprefenta le azioni di S. A. R. ^ Il fecondo ordine ,che ricorre fopra II primo ,èornato con ornamenti ,che pofano f^ idiritti de’pllafiri infèrtorì del primo ordine, efopra gli archi ,cioè con uno zoccolo, tond‘°n nqus ci, aito’ braccia cinque ,rapprefentante le azioni eroiche di S. A. R. Sopra idue aTchUat^.^ajfonolc duefeguentìlnfctlzfoni, le facciate delle quali fono adornate fopra la cornice con q^ uofeocompoRo da due Schiavi Incatenati ad una armadura con morione fopra, edietro vi fon'' aggruppate varie forti d’ armi . PROPAGATORI COMMERCri. AMPLIFICATORI BONARUM ARTIUM. Sopra la medefima dirittura ricorra II terzo ordine, che ferve di jp'ediflalJo ad una figura equeRre di S. A. R. ,che èalta quali otto biacela ,qual pledìRailo ha zoccolo ,ecornice ,e fortfia una parte davanti con modigiloni avolate forco ,che 1* accompagnano, la mezzo alla quale fopra ad un riquadrato di rilievo è fa feguence Infèrìzlone : FRANCISCO ni. LÒTHARINGIAEDUCI AVGVSTO PIO FELICI ^MAGNO DVCI SVO CTJ .htrvria. la P‘«jiR3jlo e' un zoccolo ,agli angoli del quale fonò quattro Emboli rapprefentanti '^mlìeme con la ftatua equeftre formano un gruppo, che èrilevato iz una etntinatura fopra lo zoccolo. o rr cTcrJd^a adornato davanti con una graa Piazza dì Egura ovale lunga braccia uo. ro di cavallo allTr*^" aTc ®contfavvlalì ,che terminano afettro altre firade ala gran piazza di Eguca ovaie sboccano quatdella Madonna dtna“To{ra.'’l!ÌT^'‘ aBoft^na ,la feconda alla vicina Chiefa tutte quelle firado 7^’^^ade fegaono il paléggio lungo (e mura della Città ie La via di S-» * j piazza ,fono ornate con una piantata d’ olmi . gnaruenro ,era rmf^ di tutte dovea godere della vedma del Reale accompa- 2;mvago ordlrre d-fJLfl* 'partedi fetlnj, parte dì dommafehi ,cparte d’arazal cantode’ Prcrl r> ••’ ®diba.conI, clePnefire In Emlglianteguìfa vagamenteadorneffno degli Arazzieri faccia aifapiazza di San Marco ,fi trova una ftr.ida detta ìMaeftri di fabbriTar,.^,!- dfìtuara la fabbrica degli Arazzi ,equivi dimorano Sua Altezze Reale 'farvi ‘Pentii ,*ij« dalla R«Ie munlficeza, efplendldezza di *>’‘carefilo,onia„^^ ,.j ?^cto,amenre mantenuti .QnelìI adunque volendo dare una pubper la cletnenrliEBia protez^‘^° ^^^We veaerzzfone ,che dimofirano a] Sercnlflìmo Gran Duca le opere loro innalzai ^compiaciuto di riguardare. ,ed ac* all imboccatura di de*tta firada°”'i’ grandiofi Archi ,ilpìi.»vo fui fi^adetto canto de’Preit San Marco .Il difeono di ouefi**A 1**^ -delia medefima ,dove sbocca falla piazza di Baia GlovaonI Sore- ^«nza Corfinl ,parte dV Gwan' ^ ^^gnoli ,elehgure erano opera parte di Lontano collocate le Armld- *5 A1? fArazzerla .Sull’ Arco pollo al canto de’Pret! ^•snence era dipinto II Temoo "f-hj» r* >cdalia Pace ,enello ^azlo ti- --te il Viz:o UcoronTnrTvhrS JT"" Arco Evedeva Pailade cal- : "'tZ2o,avente a’ pjejr li Leone taiiDÌS'' dell’ Arazzittia Ctuato nel •l^Ma pajie interna aveva un C-itei'o eLn Cialcheduno di quefti Areii aaveva un C,rtcL<, con due Infcuzion. ,una Latina ,1’ altra Tofeana ,am- * bedue 5^ ,g/piJmenti il favore ,ela protezione prefìata t3a S. A. R. al magj^l.ero degli Ata-zz! . ^f."r^?-,ÌQne Latina polla full’ arco liguardanrc la piazza, era la fegueote . i,>3Dfc£i2ione r- FRANCISCO IH. LOTHARINGIAE BARRI ET MAGNO BTRVRJAE DVCI REGI lEROSOLYMORVM EGREGIARVM ARTIVM AMPLlAlORI STROMATOPOEoN COLLEGIVM . Tappsfa ali’ Arco jche rllpondeva fulla via di S. Gallo ,era di quefio tenore • LaToicr'i' FRANCESCO HI. DVCA DI LORENA £ DI BAR EGRANDVCA DI TOSCANA FELICITANDO COLLA SVA PRF.SENZA FIRENZE RIFIORISCONO LE BELLE ARTI . Tutta la mentovata Arada da ambedue le parti era magnìficamente apparita dc’plù fiiperb’ ed ecceUeotì Arazzi ,che liairero fiati fabbricati In detta Arazzerla ,iquali arrecavano non ordinano" fì'upore airlsìuardantl .Quattro HI elfi rapprefentavano le quattro parti del Mondo; altri due la caduta di Fetente ,eil ratto di Proferpina .In altri Tei pezzi fi vedevano effigiate Iaftoria .ele maravigrofe azioni di Sanfone, edue fene rimiravano con vedute di paefi Ideali, II rimanente erano fop^tapportl ,portiere ,colonne ,fregi ,ed altri ornati di differente ,ma però vaohiffimo oufto ,edifegno. Ma quello, che più d’ ogni altro tiufcì univerfalmente dilettevole'’, era il ritratto dell’ A. R. del Sereniffimo Gran Duca Ftancefeo HI. collocato fopra la porta dell’ Atazzerìa ,il qual ritratto era fiato con tal finezza d’ arte teffuto dall* eccellente Maefiro Leonardo Bernini ,che agevolmente da ognuno fi giudicava piuttefto un quadro in cela dipinto ,che un panno con maefirla così fìngolare di fempJice lana tefiuto . Dalla via degli Arazzieri volgendo fulla deftra ,fi entrava In via Larga ,dove per l’amplczza, edirittura deila inedefima maggiormente rifaltavano gli ornati ,e le decorazioni de’ particolari abitanti della medefima ;dalla quale fi palTava pofeìa nella via de’ Marcelli ,eda quefta filila gran piazza della Chiefa Metropolitana . Effendo adunque quefio il cammino deftinato ,il Reai corteggio coll ordine fopra mentovato giunfe alla Porta della Città ,ed allora fi udì II rimbombo delh falva genera edi tutte leariiglierle delle Fortezze di S. G'ovan Batifla ,edi Belvedere .Fuori appunto della medehina Porta in un palco atale effetto preparato flava li Supremo Magiftrato con dicguico del Senato in corpo con gli abiti propr/ di quella dìgnlrl in doffo .Al comparire deila Carrozza delle Loro Altezze Reali fi fece aTancIii Sen. Vincenzio Baldafiarre AntÌRcn Luogotenente , econ breve sì, ma elegante, eben concertato ragionamento in nome di quella Citta »ee pubblico rendè iprimi atti d’ obbedienza, ed’offequio ai Serenìlfimo Gran Duca ,il quale fi compiacque dì tlfponderc con efpteffioni cicmertiflìme ,epienamente dim^raoti il paterno fuozelo verfo Ifuoi feddiflim* Sudditi .Terminato quefio Importante tezze Loro Reali profegulrono con ordinanza II loro divlfato cammino verfo Metropolitana ,in mezzo agli applauG ,ed alle ZcclaRiazion; d’ un immenfa moltitudme di popolo , non folo delia Città ,ma anco da tutte le parti della Tofeana ,concorfo agioire dun^silie- to ,eloiprendente fpeitacolo .Troppo iun»a inchiefia farebbe il defcrivcre il nobililiimo ,e magnificent’flìmo apparato dì velluti ,edommafchì gallonati d’ oro ,d’ arazzi,,e d^ppi mvat.e guife, econ ottimo gufto feompartici, con cui 1’ ampie mura di quel vaftillimo Tempio ,e volte delle tre tribune furono adornate ,epailmente l’ laimenla copia di luce, che per ogni .morno fcintìllava da un ìnfin'ro numero di ceri ardenti efui corridore ,che tut£o quel Sacro <o:hz,o rigira ,efu idue ballatoj ,che cerchiano la gran volta della matavìgliofa Cupola ,e ghirlanda del ticchiffimo Coro ,efu IpIiaftrK die reggono gli archi delle navate ,e tu gh À3 aitai! 4i tutte ie Cappelle >efufle lumiere ìn var; eben ptoporilonarì luoghi deile tre navat* appefe .L’ Architetto Bernardino Ciur'cl accudì con tutta Ja neceiFatia attenzione aun sì Toq' taofo apparato ,ed) più alcun! palchi attorno a’ colonnati del coro in varia gulfa dìfpoiè ,Ho* ve potelTeto comodamente aflìftere alla folenre funzione tutte le Dame delia Città -Smonta! rono di carrozzale LL. AA. RR. ed alla porta della Chiefà furono ricevute da MonCg. Giuftp! pe Maria Martelli Arcivefcovo di Firenze ^veftito Pontificalmente ,con tutti iCanonici ;è Clero, ed in oltre dagli Arcivefeovi di Fifa ,edi Siena, eda dodici altri Vefeov! delle Dtinci. pal: Città celio Stato ,tutti colle Mitre in capo, eco’ Pontificali Animami ,epaflando io tnez. 20 aun numetofo ftuolo di Cavalieri ,di cui la navata de! mezzo era ripiena ,fi portarono In Coro ai luogo loro desinato .fn un eminente palco ,che con vaga centinatura riuniva ìdu» Organi pofti fu’ due gran pilaflri della cupola, ftavano ben trecento Mufici ,da’ quali con folen! niflìmo firepito accrefeiuro dall’ armonia dì molilffimì muficall fìrumenti fu Intonato l’ Inno folito cantarli dalla Chlefa In fimili congiunture ,per rendimento di grazie all’ AltllTìmo del fe. lice arrivo delle LL. AA. RR, edella prolperità ,che da tale defideratlflìma ,ed importantiin, ma venuta alla Tofeana tutta Ibpraggiungeva .Nel tempo medefimo ricominciò un altra falva reale dell’ artiglieria d’amendue le Fortezze ,la quale continuò per tutto II tempo ,che fu impiegato acantaci 1’ Inno mentovato. Terminato l’Inno, ele confuete Orazioni, le AA.LL.RR. il alzarono ,eda’ mentovati Prelati ,dal Clero ,eda un gran Bumero di Nobiltà accompagna, te ,ecortegg'Ste verlo la porta della Chielà s’ avviarono ,ed entrati nelle loro carrozze ,alla volta del Rcal Palazzo de’ Pitti collo ftefib nobll corteggio di fopra deferiteo s’ mcamminarono. •ÌNUovo, emagnifico fpettaco/o offerì agli occhi delle RR. AA. LL. edi tutto l’Immenfo popolo, chef’ ingombrava ,la firada ,che dalla Chlefa Metropolitana conduce al Palazzo de Pitti >Imperciocché di tali IplendidI ,ed Infignl apparati era adorna ,esì vagamente ,ericcamente illuminata ,che ofi voglia riguardarci' Immenfa luce ,che per l’ Innumerablle quantìrì di torce ,lumiere ,efaci in mille vaghlflTme guife difpofie eper lepareci delle cafe ,eper le firade rieiiipievano I’ aria d’ un infolito lletlflìmo fplendore eguale aquello di qualfivot'lla più lumlnofoglorno jofi confiderl la magnificenza degli ornamenti In moltilfimi pubbllcfluoghi lontuofamente collocati ,nulla di più vago ,di più maeftofo ,ebrillante In quefia Città fu ve- Qutoda alcuno giammai .ImpofTibile farebbg il defctivcre aparte aparte In si breve tempo cd msj pochi fogli tutti Ifingolati monumenti di tali pubbliche rlroofìranze di venerazione ed’ ofiequlo da ognuno agara verfo Inoftri clementlflìnù Sovrani in sì feflofa censiuntura dimer'^Jr/dancr^" accenneremo foie le principali ,come quelle, che più attirava^no gli occhi de’ 11 nobile Magiftrato de IConfoll dlCalImata, volgarmente detto de IMercatanti che ptefiede ai governo dell’ Infigne antichiflimo Tempio di San Giovanni Baiiftn ,aveva fitto erioLVa didetm Ten ^illunwnaro, ornando con elfo la facciata dell’ inventata dair Architetto di Xd, n4 ?.terra per mezzo d’ un zoccolo dipinto lojta, .IO, cne da per tutto licorieva .Sopra di elTo :«ii ,. d5L-!n° a- *c-'° ' 0“® colonne di mlfìio di Serave di giallo di Siena ,lòfi' fi erano collocate dall’ una, edall’ altra ’fcon grand' alzata ,econ capitelli e5év,S‘ ir"'- •AVeanTo eV^ eevauo rifaltare T arco feornicìafo ^^^«alcuni mezzi p.laftri ,li quali col loro aggetto faiaterjli, dipinti con grandi fonndle v™“mente" d”ifDoni’?"”‘*°'° '“‘I' Dopo qatealappailvann altri due oilaft?irnI"eri i'f.'.^.ena; ioSenevano il rimanente del fopr'adetto ateM,r,ee <ii Setaveaia .che con capitelli gia.ii Setavezza reggeva un cornicione ornarn n, ’*1 ‘ì“^l= fregio di limile marmo di Java fopra dfunrnicicre in mezzo fopra dell’ arco di vatj trofei militari. S’al- Wwco andava aterminate in una cornice cll,t'°ara" v°"hiffi‘“V >=1 mezzo del quale li leggeva uu' Infcizione Itiu ’ nte tenore • FR.^iN- I7 tuAN'CI'CO TERTIO LOTHARIKGIO MAGNO ETRVRIAE DVCi ^'keligionis proevgnatori ac vindici TrUCITATIS pvblicaf. et pacis PERPETVAE adsertori CVM avgvsta conivge Teresia avstriaca et carolo germano ERATRE INVICIISSIMO INGENTI POPVLORVM GRATVLATIONE fLORÉNTIAM FELICITER INGRESSO CONSVLES CALLiSMALAE LAETOS ANNOS ET FAVSTa OjMNIA COMPRECANTVR tantorvm principvm Imperio et praesentia FELICES POPVLI . A’ lati dtl ftontefpjzio erano due balaoflnte terminate da due bali foimeilate di giallo di Siena »ebe corrllpoiidevauo ai(lue piiallri infèt:ori ,efolìenevàno due gran candelabti pieni di falcole accefe -Adornavano nobilmente queE’ arco molti dommafchì di color cremili tallonati d’oro .iqual; erano difpofli afoggia di padiglione ,lotto del quale flava collocato con nobile apparato jeflruttura il ritratto diS. A.R. d’ avanti al quale pendevano con buon ordine tre gran lumiere dì criftallo jche davano non piccolo aumento atifaltace tutto il teftantc delia illuminazione -Si vedevano poi quattro Statue collocate fopta le loro bali di marmo bianco ,due delle quali erano fuori delle due colonne intiere ,e1’ altre due fuori de 1due intieri pìiaftti di nùflio di Seravezza jche con una vaghiflìtna modinatura terminavano la macchina .Raprefentavano quelle Firenze ,Siena jFifa jePiftoia Città principali della Tofeana ,le quali con fcliciflìmo augurio fi promettono da un Sovrano dorato delie più rare 3eco- piolc virtù la confervazionc della loro gloria 3efelicità .ed atale effetto fi leggevano nelle detre loto bafi le fegnenti Infcrizioni conipofte ficcome la pteccdcnce dai detto Ptopoflo di QueVla CHiefa Giovanni Luci . ^FLORENTIA DIVINARVM RERVM ET HVMANARVM PERITIA CELEBERRIMA BONARVM ARTIVM CVLTRIX ET AMATRIX EARVMDEM COLVMEN REGEM SAPIENTISSIMVM EELICITATIS SVAE AVCTOREM Lietissime excipit demisse veneratvr. \SENAe !SANCTITATE CLARAE BELLI ET PACIS ARTIBUS PRAESTANTISSIMAE IAPIO PRINCIPE ARMIS CONSILIOQVE POTENTE REilGlONlS FIRMAMENTVM PAClS SECVRITATEM INGENIORVM CVLTVRAM ET IN MARITIMIS ORIS HOMINVM FREOVENTIaM SlBl AVGVRANTVRPISAE EQVITVM S. STEPHANI ET STVDIORVM SEDE ILLVSTRES IN SOLYMAE EXPEDITIONE GOTHOFRIDO BAlLIOMO „FOEDERATAE tanto HEROIS SANGVINE PROGENITVM REGEM ETRVRIAE OBTIGISSE GLORIANTUR. 8PISTORIVM VTRTVTIS ET GLORIAE DOMICILIUM ADVENTV FRANCIS ci III. ^fATORTTVI SVORVM VIRTVTEM ET SLORIAM AEMVLANTIS CHpYsITNAE OMNI AEVO CLARISSIMAE AGNATI loYharingicvm splendorem IN etrvsco imperio RE NOVARI LAETAT VR. Pacando dipoi a! Canto alla Paglia, quivi fi vedeva eretto im maeltofo Arco trionfale fatto frVa re dalla Nazione Ebrea, ed impomato fulla crociera delle quattro ftrade ,cne ui col dift“o "ed affiften.a delMrch!t«ro Glovan KUppo Ciocch. .QuettAreo di figura quadrilatera, apriva in pianta braccia venti per ognuno de luoi quattro Un ,ed era tutto bJ.ech ttentLinque .Quattro grand’ atch! lungh. c.afchcduno btacc.a d.ec. . alt; braccia ventuno cavalcavano l’Imboccatura delle quattro 5*1 kfacciate di quelli archi era ocnata d’ ordine Compofito con due pilallr. ,che formavano 1 imbotte .ogroll'eaze dell’Arco ,con altri due contrapilaftti, econ due colonne^ che pof.vi. no fopra un alto imbalamento .Sopra di effe pofava 1’ architrave .il fregio ,ela cotn ce ,il tutto vagamente colorito di marmo broccatello. di Francia ,ed icorniciarm igo con capitelli ,e bafe delle colonne indorate ,il completo delle quali cofe faceva una vaaniflìnia veduta .Sul diritto di dette coloni e.efopra II cornicione pofavano in ciafcheduna di dette facciate due lìatue di marmo bianco alte braccia quattro •Le due prime po ene prò pe o del Duomo figuravano la Giufilzia colle bilance nella delira .ecoli afta nella fin; ra j®^ menza con fcettio nella finlftra .ccolla patera nella delira .Il motto pofto nella baie fa pilma era ivstitiae cvstodi. Quello della bafe della feconda era CIEMENTIAE RESPICIENTI. Delle altro doe polle ne! pcofpetto del Centauro la prima figurava la Pierà riguardante il Cie* 10 jetenente la mano finiflra al petto ,enella delira un vafo .da cui efeìvano fiamme .col nietto nella bafe PIETATI COELESTI. La feconda la Magnificenza con globo nella delira ,etielia linlftra una Corona Imperiale, e nella bafe era fccitro MAGNIFICENTIAE AVGVSTAE. Le Statue tlgii.’.idanti la f.icciata volta verfo la Via della forca tapprelentavano II Genio delle belle arti, eiOnore .Il primo teneva nella deflta il cornucopl^r >ccolla delira accennava fliuuicnti di sfera .ed altri libri fcieni’fici polli a’ piedi .ed aveva nella oafe ,,, ^GENIO SAPIENTI. 11 fecondo teneva colla dcllja Urta corona di lauto, colla finiflra un falcio dì palme j6nella bafe fi leggeva HONORI AMPLIFICATORI. Il prcfperto pollo mfaccia al Ghetto molltav.a bProvvidenza .ela Liberalità .La prima colla delira accennava 11 C^eio >enella finillra aveva un falcio di fpi»he .il motto deJb baie era il feguente ;providentiae vigili. Sotto la bafe àcllaLIberaiiti effigiata con sfera nella iiniftra,e cornucopb rovecfeiato era fciitto liberalitati ÌNVICTAE. A»..'’e quattro finiiji Statue pofavano fopra l’ imbaramento nelle cantonate, che forro-»* Vano Iv due colonne .adcriwtl idue archi coDtrguj jle quali Statue fiacey^uo un bizzarro nato y .-c^'na ,efi mediante gli aggetti delle crjonre per tutte le parti jsto atotra fetto dell’Arco pofloln faccia al Duomo dalla parte delira fi vedeva fjelia «15 ’jdalla finlfira la Gloria .Il Valor militare era figurato armato ìl capo d’ef- 51 Valore atro di vibrare il fulmine.colla delira ,ecolla lìnlitra imbracciar J: foofllìp -armi .eInfeonA rki r^nA^. - ilino ftì ìl Detto di corazza io -- ;• 7,w ^j^craffa -n atto di calpefiare Ipoghc ,armi jeinlesne Barbariche polle intorno a feudo •;;ed;(ìalla li le^g^va il motto . '“"‘f'^ROFLICATORl GENTIUM BARBARUM. rinr'a era con paludamento >ecol capo ornato di diadema ,Teneva colla delira un globo, •r^«a la fenice ed 31 picdi UT» cotozza. Il mOtto pollo al piedillallo della medefima era ^“'TrÓpaGATORI yiRTUTIS ET GLORIAE. K1nrorpetco dell’Arco jche guardava II Centauro ,amaro delira lì vedeva la Statua della Pace" amano flniilia quella della Felicità .La Pace aveva un manto avvolto intorno jun lamb d'olivo nella mano deSta vcnella liniftta un’ alla colla punta rivolta vetfo la tetta .Il nmtto nel TORI PACIS'PERPETUAE. la Felicità era figurata da una Statua di donna con volto ridentc^che teneva nella delira un ca- Jiiceo In alla lunga, cnella Cniflta un cornucopia alzato.L’lfcriz. del piedillallo era la feguente . AUCTORl PiJBLICAE FELICI TATIS. Ne’ tinfianchi di ciafeheduno Arco fi vedevano due vaghi pilanti di giallo d! Siena con formella di broccatello di Francia, fopia la quale era tappotlata una mafctiera con un fedone rutto d’oro ,da cu! con molto btiòeta tetra una cornice pure di gialla d! Siena ,filila quale tetminaya la macchina con varj fodi .ediverfe centlnatute. ed urne finte d! marmo fctpcntmo .eguarnite di varie mafehere .efrontoni dotati, che facevano un magnifico ornato alfAtmi di S.A R. nobilmente aiticchite di trofei ,ed’ infegne militar. .Sotto adette Armi in ciafeheduna nelle qniltto &cclate pendeva no bel «ootornato Cartello vagamente abbellito d. fe*e.m .eài fiori al naturale .di mafehete dotate, ed altri abbellimenti .che davano un fttaordinano rilalto a tuttala macchina .Le Inlctizziou! polirne’ fuddetti Cartelli ,eparimente quelle delle Statue eiauo fiate compofie dal celebre ,ed eiudito Dottore Anton Ftancefeo Goti .Quella ,che li leggeva nella facciata principale riguardante la piazza del Duomo .era la feguente . 'ADVENTV FELICISSIMO FRANGISCI III. LOTHARINGIAE ET BARRI DVCIS IVSTi INVICTI OPTIMI ET MARIAE TERESIAE AVGVSTAE ARCHID. AVSTRIAE ETRVRIAE MAGNORVM DVCVM OyiETE FELICITATE EAETITIA PVBLICA PERPETVO FVNDATA iVDAEORVM NATIO LAE10 OBSEQVIO . Ne! profperto dell’Arco lituato in faccia al Cenrauro^fi lesaeva un VIRTVTI ET GLORIAE CONiVGVM AVGVSTORVM FRANCISCI IIL LEOPOLDI F. LOTHAR. ET ET MARIAE TERESIAE ARCHIDVGIS AVSTRIA IMP. CAESARIS CAROLI VI. FILIAfc NATV MAXHVi - ET ETRVRIAE MAGNORVM CAROLI LOTHARINGH FRATRIS prINCIPIS CfXblSii» QVOD OPTATO ADVENTV SVO ETRVSCAE GENTiS FELICITATEVI AETERNAM CONSTITVA IVDAEORVM NATIO VENERABVNDA CONSECRAT .